http://ilsessoelamore.it/archives/1097#more-1097
La linea politica, la strategia e gli orizzonti filosofici e valoriali del Movimento degli Uomini Beta si evincono dal Manifesto ("Il Movimento") e dai "Principi", pubblicati entrambi sulla homepage del sito, nonché dagli scritti pubblicati negli spazi riservati agli “editoriali” e agli “articoli”.
Lo spazio dei commenti è libero ed è stato creato per dare a tutti/e (indipendentemente dalla loro collocazione nei confronti del Movimento) l’opportunità di esprimere la propria opinione, purché nel rispetto delle regole della civile convivenza, delle altrui opinioni e dello Statuto del Movimento.
Conseguentemente, i commenti ivi pubblicati non sono in alcun modo riconducibili al Movimento degli Uomini Beta, ma esprimono solo ed esclusivamente posizioni individuali.
28 Commenti
Ho letto con interesse la scoperta dell’acqua calda esposta nell’articolo che si legge dal link.
vorrei grazie ad esso, rafforzare le affermazioni che più volte abbiamo ribadito sulla sessualità femminile:
1) La donna, contrariamente all’uomo, considera la sessualità uno STRUMENTO per ragiungere obiettivi, sia esso per propri benefici (economici, sociali, lavorativi, potere) o per il solo scopo finale, la procreazione.
Lo si evince da sempre, e da sempre viene dalle stesse femmine occultata tale verità, anche la scrittrice ci fornisce punti per tale affermazioe che quoto di seguito:
“L’articolo infatti trattava della sua teoria del “CAPITALE EROTICO” delle donne, cioè quella combinazione di bellezza, stile, abilità sociali, charme che rende la donna sessualmente appetibile.”
-Bellezza=svanisce nel tempo, al contrario di quella interiore;
-Stile= lo stile è molto raro trovarlo nelle donne odierne se non indotto dalle mode e dale consuetudini pilotate dal sistema;
-Abilità sociali= è un dato di fatto che tali abilità sono strettamente legate alla parola, quindi alle tesi, all’effimero che nei fatti, per i fatti, le uniche abilità sociali delle donne risiedono nell’usare l’uomo. (ripeto stiamo parlando di abilità sociali e non di lavori socialmente utili)
-Charme= raro trovarlo in tutte le donne, e le poche che lo hanno sono delle ferrari irraggiungibili alla maggioranza degli uomini, in maggioranza esse deviano spesso verso le categorie “puzza sotto al naso” non appena si rendono conto della disvalenza socio/economica dell’uomo che ha persino l’ardire di farle dei complimenti.
Quanto sopra, a detta della scrittrice, assume il connotato di CAPITALE EROTICO, in altre parole l’arte di rendersi appetibile non solo dalle qualità (?) sopra menzionate, spesso per pura fortuna intrinseca nel dna, ma dalla sinergia di tutte queste qualità effimere e dalla gestione STRUMENTALE della fica attuate nella società odierna.
2) E allora, dice la ricercatrice, lo vogliamo dire che gli uomini hanno da due a dieci volte in più la probabilità di spendere denaro per acquistare pornografia, per frequentare club di lap dance o altri spettacoli erotici? Per non parlare dei guadagni delle escort, che possono superare gli stipendi di qualsiasi altra professione, nonostante le poche ore complessive di lavoro…
Con tale affermazione, si evidenzia quanto da sempre andiamo discutendo, ma questo pezzo risulta ECLATANTE! si evince che:
- La realtà della mancanza di reciprocità e spontaneità sessuale da parte femminile
- Le donne, dinanzi a tali richieste sessuali velate, chiare o meno, vogliono essere pagate SEMPRE (direttamente o indirettamente) per elargire sesso (poi si lamentano se le chiami meretrici..), senza contare che richiedono da sempre un surplus di CORTEGGIAMENTO (mi devi pagare, ma prima mi piace vederti strisciare, calpestare il tuo ego ed innalzare il mio per il buco che mi ritrovo in mezzo alle gambe!)
- si parla delle escort (nome politically correct della PUTTANA, che comunque rispetto piu’ delle donne odierne, in quanto il prezzo è chiaro e hai per quello che spendi!) come una professione, ergo si denota la falsità femminile (nel post di Barnard) il quale vuole sempre un legame emotivo per lasciarsi andare ad una sessualità ludica (inizio sarcasmo)posso capire l’emotività che suscitava il Caravaggio sulle centomila lire, ma sugli euro cosa ci sia di tanto emotivo mi sfugge..(fine sarcasmo)
-poche ore complessive di LAVORO? avete letto bene.. se per le femmine la sessualità viene vista come un lavoro, significa che avvallano quello che è il pensiero più volte ribadito in molti articoli, la donna attua la GESTIONE STRUMENTALE della propria SESSUALITA’, i fini e le metodiche attuate dipendono dalla singola femmina
Il punto rimane saldo, è bene che gli uomini prendano nota di tale loro affermazione, specie dinanzi alle leggi che le garantiscono tutele in ogni dove e privilegi ovunque per citarne uno, ingressi gratis per il semplice fatto di detenere un organo sessuale femminile, ben noto sono certo alla ministra per le (DIS)pari opportunità..
3)”Ergo: le donne possono avere il potere sugli uomini.”
ecco la famosa acqua calda di cui parlavo e si parla in questo forum, del potere che domina il mondo maschile, in una società MATRIARCALE, altro che vittime! attenzione al possono! era piu’ corretto dire HANNO, visto che anche le meno dotate di beltà, charme, ed abilità sociali, hanno tale potere, contrariamente ad un uomo con pari requisiti.
4) Il capitale erotico, ci dice ancora la studiosa, può considerarsi anche un sostituto quando vi sono scarse capacità intellettuali o qualifiche professionali.
tutto ed il contrario di tutto quanto esposto, basta avere una figa e spalancare le gambe all’uomo giusto al momento giusto, dona alla donna potere e privilegi, vedersi spalancare le porte delle opportunità è un attimo.. ma il piacere fine a se stesso? sembra che nell’articolo non se ne faccia menzione.. e questo avvalora molte altre tesi in merito.. e smonta tutti gli interventi di stampo nazifemdominista borg in altri articoli, se ovviamente non ci rifacciamo alle rare e preziose ninfomani, gioia e gaudio di qualsiasi uomo..sante della sessualità? naaa.. streghe da bruciare socialmente, inutili e dannose per l’armata femminista nazistoide!
5) Insomma, leggendo queste teorie, verrebbe da concludere che anni di dichiarato femminismo e di dotte ricerche hanno condotto la Hakim al punto di partenza, ovvero a quella saggezza popolare che da secoli avverte: tira più un pelo, che un carro di buoi!
acqua calda parte 2! la saggezza popolare era lungimirante in merito, ed essa nasconde molte altre realtà, ovvero che per il potere del ficapower la donna si è potuta e si concede una vita sicuramente piu’ facile, semplice e proficua rispetto all’uomo! strumentalizzarsi per il proprio sesso significa MERCIFICARE se stesse, non vedo differenza quindi tra pagare una prostituta ed una donna qualunque che attua tali meccanismi socio/mentali, se non che nella prima sai quanto spendi e cosa prendi..
per concludere la perla filosofica:
6)Peccato che questo mix di fascino che dovrebbe aiutare le donne a fare carriera, in una lunga vita di lavoro, dura solo pochi anni: e poi, quando la bellezza finisce, cosa si fa?
Quindi riassumendo, grazie ad un organo sessuale, generalmente la persona femminile riesce ad ottenere potere e privilegi, il segnale è chiaro: GESTITE la SESSUALITA’ donne! in modo tale che quando la bellezza finisce, siate sposate e possiate avere un futuro roseo e senza problemi, con o senza uomo! (preferibilmente senza)
Concludendo, dalla disamina dell’articolo e dalle considerazione, desumo che:
Col nazifemdominismo, la donna è divenuta un parassita sociale, detiene il potere sessuale che strumentalizza per vivere in una realtà che non le appartiene, per trarne potere e privilegi a scapito dell’identità, dignità e delle esigenze maschili.
HEIL VAGINA!
Buongiorno a tutti.
E’ la prima volta che commento in questo sito, ed avendone letto forse ancora troppo poco (ovviamente ho letto i principi fondamentali del Movimento), mi scuso a priori per gli eventuali disallineamenti dovuti alla mia scarsa conoscenza.
Premetto che, nell’ottica di una categorizzazione degli uomini come quella da voi descritta (α e β), mi trovo in parziale disaccordo, o meglio, le categorie che introdurrei io, oltre ad essere più variegate, non sono ricombinabili (riaccorpabili) alle vostre.
Questo perlomeno nell’ottica dei rapporti con l’altro sesso, che mi sembra la questione fondamentale che trattate.
Mi spiego meglio e vengo al dunque.
Voi denominate come
- α: tutti gli uomini che “hanno un ruolo dirigente nella società e comunque, nei più disparati settori, sono uomini di potere e/o di successo”;
- Mentre i β, in pratica, sono tutti gli altri “normali”, subalterni ai primi.
Nell’ottica dei rapporti con l’altro sesso, a mio parere, questa categorizzazione non colpisce perfettamente nel segno. (So che la generalizzazione e la categorizzazione sono spesso essenziali per fare dei ragionamenti, ma dipende dal limite che ci si pone).
Provo ad illustrare il mio pensiero:
- ci sono uomini affascinanti (per un insieme numeroso di potenziali ragioni) che non hanno nessuna aspirazione alla dominanza o ad un certo tipo di successo esplicito e plateale. Questi uomini ottengono giorno per giorno i loro piccoli “successi”, anche in campo amoroso/sessuale. Senza dominanza, senza violenza (fisica e non), senza forzature, e senza inganni. Questa categoria non riesco a collocarla in nessuna delle due vostre;
- ci sono uomini viscidi, nullità, senza arte né parte, che pur non essendo dominanti e di successo (per mancanza di capacità e anche di fortuna), nel loro piccolo riescono a fare del male, piccolo male quotidiano alla società, e magari con falsissimi tentativi di rapportarsi all’altro sesso; anche questi non riesco a collocarli (“stronzi” come i vostri α, ma senza averne i vantaggi);
- ci sono poi i veri stronzi dominanti, quelli che usano le loro capacità (di stronzi) per fare del male, ingannare, sottomettere. Questi sono i vostri α;
- infine ci sono i “buoni deboli”, cioè quelli che hanno validi principi di etica, se possono non fanno del male, o anzi fanno del bene, e probabilmente hanno un’altalenante fortuna con il sesso opposto. Forse questi sono i vostri β? Però in questo sito, ipotizzando che sia un insieme campione dei β, come da titolo, non mi sembra che ci siano solo uomini di quel tipo (nel bene e nel male).
Tanto per evitare confusione, ma mantenendo una certa esoticità
nella definizione delle categorie, utilizzerò l’alfabeto cirillico per abbreviare le mie (prendetelo come tentativo giocoso ma costruttivo):
- а: gli affascinanti ma non dominanti e non stronzi (con chi non se lo merita);
- в (si legge v, come Viscidi): i viscidi ma non dominanti;
- с (si legge s, come Stronzi): gli stronzi dominanti;
- д (si legge d, come Deboli): i buoni deboli.
Ecco, così mi sembra funzionare meglio (sempre nella mia umile opinione).
(Non so se verranno mantenute le lettere cirilliche, è il mio primo post.. al limite riposterò senza di esse).
Detto questo, e cercando di non dilungarmi troppo, ecco cosa “ne farei” di ogni categoria:
- а: vanno bene così (al limite si prendano l’impegno di predicare ed insegnare agli altri);
- в: da far estinguere;
- с: se possibile, da “usare” per i posti di controllo (visto che qualcuno lo deve pur fare), che non interessano alla tipologia ‘а’ e verrebbero mal eseguiti dai в e dai д; andrebbero però tenuti in un “recinto” simbolico;
- д: dovrebbero elevarsi allo stato а. Non è impossibile, e non è necessaria una completa transizione.
Sembrano inutili “deliri”, lo so, ma pensandoci meglio viene fuori che, forse, molti dei problemi degli uomini di oggi, soprattutto in Italia, risiedono anche nella scarsa attitudine/attenzione che si ha nel provare a “crescere” dal punto di vista dell’attrattività nei confronti delle donne.
E considerare tutti gli uomini di successo come stronzi e dominanti a priori, alimenta questa immobilità, poiché vedendo l’”altra sponda” come odiosa, inconsciamente non si farà più nulla per prenderne il buono (gli uomini ‘а’, non gli uomini ‘c’).
Perché questo intervento non è del tutto off topic?
Perché sto parlando di (ri)creare il “CAPITALE EROTICO” dell’uomo.
Non vuol dire stravolgere o “sporcare” il proprio essere, ma solo “aggiungere” qualcosa che in realtà può essere l’esaltazione di doti che si hanno e che non si sapeva essere determinanti per attrarre l’altro sesso.
Non voglio spingermi oltre, anzi.. forse sono stato un po’ maleducato ad entrare e sentenziare in un commento così lungo.. In tal caso me ne scuso..
Saluti
LucaM
Luca,
mi spiace ma sono in disaccordo con te su tutta la linea.
Ti sei mai chiesto in che cosa si concretizza il “capitale erotico” degli uomini alla vista delle donne?
Quali sono le caratteristiche psico-fisiche che attirano l’altro sesso? Nonostante tutte le rivoluzioni (mai nate!) sono sempre
le stesse: potere, violenza, mascella quadrata, arroganza e perchè no, stronzaggine allo stato puro.
L’essere se stessi con le donne e rendere non porta assolutamente a nulla se non a immense delusioni.
Scusami la brevita’
x maub:
No, anzi, scusa te la mia prolissità
Il mio commento non pretendeva certo di essere accolto come verità assoluta.
Credimi, capisco il tuo punto di vista.. il sottoscritto ha passato un periodo abbastanza nero (e di conseguenza in bianco..) con le donne, durante il quale sarei anche potuto arrivare a conclusioni simili alle tue.
Però forse ho avuto anche la fortuna di vivere esperienze speciali, dalle quali ho tratto alcuni insegnamenti..
Non voglio certo millantare una mia presunta capacità seduttiva, ma solo dirti che ogni tanto bisogna fare lo sforzo di espandere i propri orizzonti, per esempio conoscendo anche donne non italiane, all’estero.
Infatti tutta la mia analisi è fatta tenendo a mente le donne in senso più globale e internazionale. Se avessi tenuto conto di una controparte femminile puramente italiana, allora sarei stato un po’ più “pessimista”. Se non altro perché in Italia ci sono dei “vizi di forma” (per le donne e per gli uomini) di cui sarebbe troppo lungo parlare qui.
Ciò che tu dici, nel tuo commento breve ma significativo, è ciò che si percepisce quando si è
- in un determinato stato d’animo;
- in un determinato ambiente.
Ma non ti è mai capitato di vedere un uomo che attrae una donna senza avere esageratamente nessuno dei difetti da te elencati?
Non dico cha non sia vero in molte occasioni, ma se compiamo l’errore di pensare che sia *sempre* così, ci mettiamo sullo stesso piano delle donne che pensano che *tutti* gli uomini siano dei violenti, falsi, approfittatori, superficiali, ecc… .
Ti sarà capitato sicuramente, chissà quante volte, di sentirti dire da una donna che *sei* un violento, potenziale stupratore, ecc… , solo perché magari qualcun’altro ha fatto queste cose a qualcun’altra.. Ecco, questo errore di eccessiva generalizzazione che distrugge il singolo lo fanno loro come lo fai te dicendo che a tutte interessa quel tipo di “pacchetto” di caratteristiche (arroganza stronzaggine, ecc…).
Commentando il tuo “essere se stessi”, non sono d’accordo fin da questo: essere se stessi può essere sufficiente per vivere bene (diciamo). Ma per attrarre una donna bisogna, almeno un pochino, esaltare ad arte alcune caratteristiche attrattive. Che può anche essere una semplice gentilezza fatta con una faccia un po’ serio-tenebrosa
Niente di trascendentale, e niente che non mi faccia dormire la notte per aver “tradito” me stesso…
E se pensi che tutto questo sia un grande ed inutile sforzo, ti dico che in realtà è un qualcosa che, invece di sottrarre tempo ed energia, ci fa anche “crescere” dal punto di vista umano e relazionale.
Senza contare che, superato il piccolo “muro” necessario ad entrare nelle simpatie (o anche nel cuore) di una donna, poi, se questa non è marcia o malata, ti restituisce tutto con gli interessi.
E tu mi potresti dire ‘ma sono quasi tutte marcie’.. E io ti risponderei: ‘anche se fosse, non è difficile riconoscere le pusillanimi, e non costa tanto allargare gli orizzonti oltre l’Italia’.
Sostanzialmente, quindi, ti rispondo dicendo che tutte quelle non-qualità (potere, arroganza, ecc..) che hai sostenuto essere prioritarie per tutte le donne, non lo sono per tutte.
Però, se in contrapposizione con quello, pretendi di comportarti con un “te stesso” privo di sfumature seducenti e in questo modo attrarre le donne, allora sarai proprio sicuro di non attrarre neanche le donne che in realtà cercavano solamente un maschio deciso ma non violento e un pizzico originale (questi sostanzialmente sono i requisiti minimi)..
E non fraintendermi.. non sono un difensore delle donne, di quei cagnolini scodinzolanti che con il loro viscidume leccoso fanno schifo anche alle donne stesse, ma solo una persona che ama ragionare prima di tutto senza pregiudizi..
ma solo dirti che ogni tanto bisogna fare lo sforzo di espandere i propri orizzonti, per esempio conoscendo anche donne non italiane, all’estero.
@@@@
Ma che du palle con ‘sta storia delle “donne non italiane” !! Ma basta! Le donne sono donne ovunque, esattamente come gli uomini!, perciò, alla lunga, sono tutte uguali!
Marco: “Ma che du palle con ‘sta storia delle “donne non italiane” !! Ma basta! Le donne sono donne ovunque, esattamente come gli uomini!, perciò, alla lunga, sono tutte uguali!”
Certo, come no. E quindi tutta la classificazione di uomini (α e β o la mia) è altrettanto inesistente??
Col cazzo! Tutto il mondo è paese lo vai a raccontare a qualcun altro! E da quale enorme esperienza deriverebbe questa tua affermazione?
Fatti un giro in Europa, ma non da mogoloide italiota a girare in gruppo e fare i versi idioti alle fighe sperando che cadano davanti a cotanto “stile”…
Ci vai DA SOLO, e lì scopri quanto puoi valere con un campionario molto più variegato di donne.
Che NON sono tutte uguali, come NON siamo tutti uguali noi.
Se hai i requisiti minimi di “uomo” potrai avere delle sorprese inaspettate, altrimenti cadrai nei soliti night club per polli dove tu verrai sequestrato mentre il tuo amico, accompagnato dai gorilla, andrà a prendere dall’albergo i 700 euro che gli dovete per i 4 drink offerti alle ragazze…
Poi quando tornerai qua dirai che le donne sono tutte uguali…
Ma per favore… Io ho cercato di avanzare proposte di dialogo costruttive, e mi venite fuori con delle malandate e superficiali risposte…
Marco: Ma che du palle con ‘sta storia delle “donne non italiane” !! Ma basta! Le donne sono donne ovunque, esattamente come gli uomini!, perciò, alla lunga, sono tutte uguali!
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vero, ma fino a un certo punto. Per esempio che la donna aspiri all’unione matrimoniale/convivenza è valido a qualsiasi latitudine, che sia consapevole del suo “capitale erotico” anche, ma che ne faccia anche un diverso uso a seconda del luogo in cui cresce e vive è vero altrettanto. La donna italiana, per esempio, e qui sto generalizzando ma credo a ragione, cresce in un ambiente che continuamente ne sollecita il narcisismo e ciò fa sì che si ponga su un piano di superiorità nei confronti dell’uomo, attribuendo al suo capitale erotico un valore che può essere scambiato solo per qualcosa che ritiene importantissimo, per esempio quel matrimonio-unione a cui aspira. In altri contesti, vuoi per una diversa tradizione culturale, vuoi per diverse condizioni socio-economiche, una donna può attribuire un valore inferiore a questo capitale e accettare di scambiarlo per qualcosa di “minor valore”. Sia chiaro, siamo lontani anni luce ovunque dalla reciprocità e spontaneità nella relazione tra i due sessi, ma perlomeno ti sembra un pò di relazionarti con qualcuno, non dico alla pari, ma almeno non collocato su un piedistallo, come accade qui in Italia. D’altronde la donna italiana è anche un prodotto dell’uomo italiano. Non è solo colpa sua, delle donne quindi. Fino a quando l’uomo italiano sarà disposto ad assecondarne qualsiasi capriccio, la situazione non si modificherà di una virgola.
Caro LucaM_Best, non siamo qui per fare corsi accelerati di seduzione ma per cercare di costruire una nuova e rinnovata consapevolezza maschile. Il cuore della questione, dunque, non è quello di trovare il modo per rendersi più interessanti agli occhi delle donne (concetto questo che di per sé conferma una condizione psicologica di subalternità nei confronti del femminile, ha ragione Maub…) ma capire quali siano le dinamiche che sono alle spalle (e neanche tanto…) della relazione fra MM e FF.
La domanda fondamentale che dovremmo porci è quindi un’altra, e cioè: chi è il soggetto dominante, nella grande maggioranza dei casi, nell’ambito della relazione MM/ FF, al di là delle vere o presunte doti individuali di questo o quell’uomo (carisma, fascino, attrazione fisica, ecc.)? I primi o le seconde? A mio parere le seconde, nella grande maggioranza dei casi. In quali casi questa relazione si capovolge invece in favore dei primi? Quando siamo in presenza dei maschi cosiddetti dominanti.
Questo è il nodo centrale della questione, e cioè il concetto di DOMINIO, sul quale, può piacere o meno, si fonda la relazione maschile/femminile.
Ora, andiamo a dare un’occhiata al concetto di maschio dominante sul quale ti sei soffermato nel tuo primo post. Quest’ultimo non deve essere inteso sempre e soltanto nella sua accezione economico-sociale (che pure è, a mio parere, quella fondamentale) ma in un senso più ampio.
Mi spiego. Una personalità dominante (leader), può essere anche quella del capo di una banda di ragazzi di un quartiere di periferia, in quanto più forte o prepotente degli altri e comunque capace di imporre il suo potere sul resto dei componenti il gruppo(che deve naturalmente mantenere con continue prove di forza, pena la perdita del ruolo…). E’ molto probabile se non certo che in questo caso le ragazze del quartiere saranno attratte dal leader (credimi sull’esperienza) piuttosto che dai gregari. In un altro contesto potrebbe essere (ed è) il più bello e fisicamente attraente della scuola, quello più desiderato. In un ambiente “discotecaro” o “rockettaro” potrebbe invece essere il più bravo di tutti a ballare oppure il cantante di una band giovanile, e per questa ragione diventare una sorta di “mito”, comunque qualcuno che si distingue dalla massa, e per questo desiderabile, comunque più desiderabile rispetto agli altri. E via discorrendo, gli esempi potrebbero essere numerosissimi.
Naturalmente questo non significa che tutti gli altri siano dei mediocri. Si tratta di individuare la struttura, il nodo centrale dell’intera vicenda. Nel primo caso – la banda di quartiere – un ragazzo bello potrebbe essere e in genere è (nel caso specifico) meno desiderato del più forte. Nel secondo uno più forte o anche più intelligente potrebbe essere (ed è) meno desiderato del più bello. Nel terzo il più bello e il più forte potrebbero passare (e così è) in secondo piano rispetto a quello più abile nel ballo o nel suonare uno strumento musicale. E’ evidente quindi che anche il concetto di personalità dominante (con i conseguenti giochi di ruolo) deve essere relativizzato e inserito in un determinato contesto.
Fatta questa considerazione, è fondamentale però farne subito altre due. La prima è che tutto ciò riguarda fondamentalmente i maschi e non le femmine. Sono i maschi che devono dimostrare di possedere un valore aggiunto (a meno che non assomiglino come una goccia d’acqua a Brad Pitt, il che può accadere nella proporzione forse di uno a mille…), non le femmine. Le femmine sono desiderate in quanto tali, non hanno bisogno di dimostrare carisma, fascino, personalità leaderistica e quant’altro, specie in giovane età.
La seconda, tornando sempre ai maschi, è che quanto abbiamo appena spiegato ha un limite invalicabile. Infatti sia il bello che il forte che il bravo ballerino o musicista, una volta superata la giovane o relativamente giovane età, se non riescono a tradurre queste loro qualità naturali o attitudinali, in qualcosa di concreto e soprattutto di socialmente visibile, sono destinati prima o poi (più prima che poi…) a veder inevitabilmente tramontare la loro stella, a vedere sfiorire quel carisma, quel fascino e quel “sintomatico mistero” , per utilizzare le parole di una canzone di Franco Battiato, che peraltro detesto sia come musicista che come uomo, di cui godevano un tempo.
In altre parole, devono riuscire ad ottimizzare queste loro qualità, a monetizzarle. Se invece non ci riescono, caro LucaM_Best (cosa che accade nel 95% dei casi, perché non tutti diventano rockstar, divi del cinema o campioni dello sport), stai pur sicuro che l’industriale con la “fabbrichetta”, il manager o il chirurgo estetico diventeranno molto, ma molto, ma molto più ambiti e “carismatici” (e desiderati) del bello dei tempi del liceo o dell’università (anche se, specie verso la fine del corso di studi, le fanciulle cominciano già a cambiare gusti…) che ci “faceva sentire le farfalle nello stomaco” , del musicista che “ci faceva sognare con le sue canzoni” e di quel “simpatico, irruento e un po’ scanzonato bullo di periferia che ci portava in giro sulla sua Kawasaky sul Lungomare di Ostia, e se qualcuno ci dava un’occhiata di troppo era capace di scatenare una rissa” (pensate come sono ridotti i maschi…)…
Ecco, mi pare che questo sia il busillis.
Naturalmente tutto ciò non significa che anche a titolo individuale non ci si possa migliorare, anzi. Ma questo fa parte del percorso di crescita personale, non certo perché si DEBBA piacere a qualcuno o a qualcuna. C’è una bella differenza tra i due concetti, perché nel primo caso c’è consapevolezza e amore di sé, nel secondo solo subalternità e dipendenza psicologica.
Anche se la nostra mente, ahinoi, è spesso molto abile nel camuffare le cose…
Fabrizio
Luca: non so se ho capito bene. In sostanza a me pare che tu dica che gli uomini per attrarre le donne devono “truccarsi” un po’. Non in senso fisico (come fanno le donne, valorizzando magari pure quella parte del corpo di sè che ritengono più seducente) ma in senso caratteriale.
Se è così mi pare corretto, ma mi pare che sia un tema già affrontato in altri lidi. Il famoso discorso dell’ “idolum” ovvero dell’immagine di sè che si crea e di cui in genere la donna si invaghisce. Chiaro che un cantante, un attore o un uomo famoso ha già un idolum costruito e in questo senso attrae masse femminili (non certo tutte attirate dai soldi, dal potere e dall’arroganza) ma dall’idolum molto forte di quell’uomo. Ecco, in questo senso, il “capitale erotico” degli uomini potrebbe essere questo.
Il fatto però che anche gli uomini possano costituirsi un loro capitale erotico (più fragile perchè mi pare che sia percentualmente più alta la parte sociale-culturale rispetto a quello femminile la cui composizione maggiore è data dalla cura dell’aspetto esteriore) non cambia il diverso fine o scopo per cui viene usato questo capitale.
E tra quelli elencati da Damien (i classici soldi- potere -procreativi) che effettivamente nemmeno io penso siano della maggioranza delle donne ne aggiungerei un paio, quella di appoggiarsi a qualcuno e quello di non restare sola con sè stessa. Questi due motivi inconfessabili perchè il mainstream attuale ha instillato nelle donne il terrore di confessarsi dipendenti emotivamente dagli uomini
Caro Fabrizio,
grazie della risposta.
Ho capito che il tema del ‘migliorarsi allo scopo di attrarre le donne’ non è ciò di cui trattate, e mi regolerò di conseguenza, in quanto qui sono un ospite e non posso pretendere di decidere di cosa parlare.
).
(In quanto a corsi di seduzione.. grazie della fiducia ma non sarei l’insegnante giusto
La mia considerazione era più che altro funzionale al fatto di rappresentare un più variegato insieme di categorie di uomini (ispirandomi alla suddivisione in α e β).
Permettimi però di notare che un minimo impegno di miglioramento, anche volto *inizialmente* all’attrarre, non lo vedo come roba da sfigati o da subordinati alle donne. Pensiamo che anche loro, in generale, si impegnano per apparire carine e sensuali. Che poi questo ormai abbia subito una negativa deformazione per la quale il risultato può anche essere usato per “alzare il loro prezzo”, non può essere ignorato, certo.
Nel mio primo post ho cercato di presentare un’idea di maschio attraente ma non dominante (e non stronzo) (il tipo a).
Tutti i tuoi esempi sono veri e condivisibili (in prima persona). Però vuoi sapere cosa li accomuna? Sono tutte bande, gruppi, ambienti (più o meno competitivi), in cui per qualche motivo la donna istintivamente si dirige, in modo quasi magnetico, verso il “leader” (adeguatamente inteso a seconda del contesto).
Un po’ come il branco di uomini che va a “caccia di figa” si rivolge, con precisione quasi matematica, sempre alla stragnocca da competizione, anche se vicino a lei ci sono altre inferiori solo di un infinitesimo.
Quello che invece ho “scoperto” con la mia umile esperienza, è che la donna “con le palle”, quella cioè che si muove con pochi pregiudizi, pochi stereotipi, e pochi secondi fini, è in grado non solo di apprezzare un maschio attraente ma non necessariamente dominante, ma anche di agire lei per prima.. ma tutto questo può esistere solo agendo *da soli*.
Con questo non voglio tornare nell’off topic della seduzione, ma solo far notare che, se non si considerano tutte le possibili angolazioni / ambiti / nazionalità, si rischia di demonizzare un genere intero solo perché abbiamo la sfortuna di averne un campione non ottimale tutto concentrato nella nostra nazione. Anche ciò che tu dici “Sono i maschi che devono dimostrare di possedere un valore aggiunto”, è vero prevalentemente in Italia e in altri stati europei, ma non ovunque, e soprattutto non nella stessa misura.
Se – generalizzando – in Italia posso essere d’accordo con te (l’uomo deve dimostrare e faticare 80 per avere 20, la donna viceversa), in altri posti si può tranquillamente arrivare ad un 50 e 50. (Poi ovviamente ognuno mostra quello che ha).
Nella tua ultima frase, in cui dici che al limite il migliorarsi è per amor proprio e non perché si DEBBA piacere a qualcuna, posso anche essere d’accordo, sempre se si considera il miglioramento al fine di essere attraenti come totalmente distaccato rispetto al miglioramento per sé stessi.
Io ho trovato invece molti punti di contatto tra ciò che si può fare per se stessi e ciò che influirà anche, più o meno direttamente, nell’attrattività nei confronti di una donna. (Ne dico una a caso, molto semplicisticamente: il fare sport al fine di migliorare il fisico dà benefici indubbi in entrambi i sensi. Altro: arricchirsi culturalmente. Molte donne al mix fisico in forma e buona cultura non sanno resistere..)
Però capirai che, se ognuno è libero di fare le sue scelte, deve anche accettarne le conseguenze, che vuol dire: ok, puoi scegliere di non fare nulla per essere attraente, anche se non hai nessun’altra condizione facilitante (soldi, fabbrichetta, ecc..), ma poi non puoi costringere nessuna a “venirti dietro”. Il tipo della fabbrichetta avrà la “mignotta” che si merita (senza offesa per le prostitute.. quella era più un’offesa per le donne che lo sono a tutti gli effetti, ma in modo subdolo e senza ammetterlo), ma nessuno dei due avrà la donna in grado di amarlo.
Prometto che i miei prossimi interventi saranno più mirati ai concetti chiave di cui parlate qui, ma a mio parere un parere “disincantato” (per il semplice fatto che sono innocentemente arrivato qui e conosco ancora poco il contesto) potrebbe anche arricchire i discorsi (anche se magari li “sporca”)..
—
x Rita:
Il tuo paragone del truccarsi può avere buona valenza se proviamo a non pensare al significato di trucco come di alterazione della realtà, ma piuttosto come esaltazione dei “lineamenti” (facciali o caratteriali) che uno già possiede.
Con questo intendo che, ad es., se uno è di natura romantica sensibile e delicata, non potrà imbastire un teatro in cui reciterà la parte del macho muscoloso e arrogante.. al contrario dovrà far leva sul fascino che può avvertire una donna scoprendo questi suoi lati.. dosando però sapientemente con un minimo di decisione comportamentale, minimo requisito per mostrare comunque i suoi “attributi”.
Il “capitale erotico” dell’uomo diventa fragile qualora il “trucco” sia totalmente finto e non rispondente al proprio modo di essere.
In sostanza.. per non essere fragile e posticcio, deve essere un potenziamento dell’essere sé stessi, esaltando le doti positive e riducendo quelle negative.. cosa questa che – continuo a credere – copre contemporaneamente entrambe le esigenze di migliorare la propria vita ed apparire interessanti.
E per quanto riguarda il fine, nell’ottica di migliorarsi potrebbe anche essere secondario (intanto sto bene, e poi….).
Ma volendo anche pensare a questo, è ovvio che ci sono persone – e non poche – che sfruttano qualunque risorsa per inseguire valori effimeri come denaro, potere, ecc.. . Il fatto che la donna abbia imparato a “truccarsi” meglio dell’uomo non vuol dire che sia mediamente più perfida, ma solo che all’interno della potenziale percentuale di persone infime (sia uomini che donne), le donne approfittatrici riescono ad agire in modo più furbo ed effettivo rispetto agli uomini approfittatori.
Ma questo non vuol dire, a mio parere, che si debba demonizzare l’attività di piacere alle donne (come certe donne non dovrebbero pensare con astio agli sforzi che fanno per apparire belle all’uomo).
Sulle tue ultime frasi (“appoggiarsi a qualcuno” e “non rimanere soli”), ritengo che effettivamente, da entrambi i sessi, ci sia difficoltà ad ammettere un bisogno di questo tipo. Anche perché dall’altra parte c’è sempre chi è pronto ad approfittarne nel modo più subdolo possibile (discorso valido da ambo le parti). Purtroppo questo fine va mostrato effettivamente solo quando si è sicuri della persona.. e, sì, questo è un trucco vero, ma giustificato dal fatto che una persona con questo genere di fine che viene tradita, sicuramente sa di poterne soffrire veramente tanto..
LucaM -
Se hai i requisiti minimi di “uomo” potrai avere delle sorprese inaspettate, altrimenti cadrai nei soliti night club per polli dove tu verrai sequestrato mentre il tuo amico, accompagnato dai gorilla, andrà a prendere dall’albergo i 700 euro che gli dovete per i 4 drink offerti alle ragazze…
Poi quando tornerai qua dirai che le donne sono tutte uguali…
@@@@@
Già uno che parla di “requisiti minimi di uomo” mi fa ridere: figurati tutto il resto.
Potrei ribatterti punto su punto, non fosse altro per il fatto che fino a quando vivevo con i miei e non dovevo pagare l’affitto e tutto il resto per campare, ho girato un po’ anch’io, sia in Europa occidentale che orientale, ma non mi interessa affatto discutere col solito “italiota medio” impegnato a narrare realtà, situazioni e mondi che non esistono.
@@
PS: per tua informazione, non ho mai frequentato dei night club (a quel punto meglio andare a puttane, perlomeno si scopa), tanto meno ho fatto parte di quelli impegnati a fare “i versi” alle straniere.
Ma figurati…
@lucaM-best leggendo i tuoi post mi dai l’impressione del “buono samaritano” che dà a tutti una possibilità. In pratica abbiamo difficoltà con l’altro sesso e vieni a raccontarci le tue esperienze e le tue idee, legittime sia chiaro, un pochino somigli alle utenti (sempre donne) di un altro forum che facevano la loro buona azione quotidiana rincuorando i maschi reduci da delusioni amorose (ovviamente queste buone samaritane mai e poi mai si sarebbero messe assieme a uno di loro, ma questa buona azione le faceva stare bene …).
Sia chiaro che questa è una mia impressione ,posso anche sbagliarmi …
D’altronde Fabrizio ha già espresso i vari concetti del sito e mi sembra inutile ritornarci sopra …
@LucaM_Best
Le donne si truccano per loro stesse e per accrescere il CAPITALE EROTICO col quale pretendere privilegi, di certo non per interessare gli uomini
Andare in palestra? a parte il costo esorbitante, credo tu ragioni usando il sillopismo femminile, al contrario io ragiono sul piano NAZIONALE, in media un mese di palestra costa intorno ai 300 euro, la media salariale siamo sugli 800 euro (ti ricordo il precariato) domanda: secondo te come farebbero tutti gli uomini che MEDIAMENTE si configurano in tale situazione a palestrarsi? e non per ultimo, ti ricordo che una donna, a parità di salario, guadagna DI PIU’ di un uomo al pari livello grazie al ficapower! se contiamo tutti gli sconti, le entrate gratis, gli inviti a cena gratuiti e compagnia bella, perchè se ancora non lo avessi capito parità si, ma anche privilegi, compreso il sempre piu’ piagnucolato CORTEGGIAMENTO che oggi più di un uomo non puo’ permettersi, lascia perdere le manfrine nazifemministe, una margherita andrà anche bene la prima volta, me se non c’è l’invito a cena in ristorantino giusto dove TU in quanto UOMO DEVI PAGARE, stai fresco! anche se sei un uomo che vale (fatti un giro sui siti femminazi e poi ne riparliamo..)
E per concludere.. non sei l’unica persona che va all’estero, anche io spesso per lavoro ci vado (come adesso ad Ottobre) e ti assicuro che se è pur vero che nel RELAZIONARSI e sotto il profilo SESSUALE siano emancipate e meno pretenziose delle auliche italiote dalla figa dorata, ti assicuro che se una punta al matrimonio, di certo guarda anche cosa puo’ ottenere, in quanto INSITO NELLA NATURA FEMMINILE! diversamente qui le donne si caricherebbero il metalmeccanico in cassa integrazione e lo porterebbero a cena con la propria auto (LOL UTOPIA!)
Sembri una persona intelligente, ma avverto in te la presenza del condizionamento delle NAZIBORG, a questo punto la scelta è tua, o prendi in considerazione quanto asseriamo oppure puoi sempre sposarti e beccarti uno statistico divorzio che possa infine illuminarti di che pasta sono fatte MEDIAMENTE le donne! ricordati sempre esimio LucaM_Best, per l’uomo la donna è il fine, per la donna l’uomo è il mezzo! l’uomo ama, la donna sceglie! Allo stato attuale, in questa situazione storica mondiale non solo le donne non hanno fatto nessuna rivoluzione, semplicemente hanno sposato il sistema dominante per trarne benefici! e l’uomo per molte di loro, semplicemente non esiste!
Riconosciuto che le considerazioni di Luca-Best (“suggerimenti per l’autovalorizzazione maschile”) sono laterali rispetto all’asse su cui si muove UB, esse sono cmq interessanti ed hanno suscitato altre riflessioni non meno interessanti e sottili.
Leggo e ringrazio.
Dice Alessandro:
>>
D’altronde la donna italiana è anche un prodotto dell’uomo italiano.
>>
Concordo. Le dinamiche psicologiche collettive – più ancora di quelle individuali – sono prodotti di una coevoluzione. E’ impossibile conoscerne la causa prima e quindi il vero “colpevole”.
Dice Rita
>>
…il mainstream attuale ha instillato nelle donne il terrore di confessarsi dipendenti emotivamente dagli uomini
>>
Riconoscersi dipendenti è sempre difficile, è l’ammettere la propria non autosufficienza. Che è di tutti ed è palese, ma nondimento difficilmente confessabile. E vero che oggi la D liberata deve dire a se stessa e gridare al mondo “non ho bisogno di nessuno”. Il che la rende ridicola, oscillante nel comportamento e al tempo stesso ancor meno avvicinabile Perché dovrebbe aver bisogno di me una che dice, crede, pensa, di non aver bisogno di nessuno e se ne gloria?
.
Ma anche sul lato maschile è dura: cos’è il machismo se non anche la negazione esteriore del bisogno della relazione con D?
.
Rino DV
.
P.S. x Rita: buona quella del “bàrolo/baròlo”
Era buona anche quella dell’ironia “gratuita/a pagamento”.
non so come siano le donne straniere ma se digiti su google ‘le italiane se la tirano’ trovi un bel po’ di risultati. ho provato con frasi simili in inglese e non ho trovato proporzionalmente lo stesso numero di risultati.
fulvioterzapi 9:19 pm – 29th settembre:
non so come siano le donne straniere ma se digiti su google ‘le italiane se la tirano’ trovi un bel po’ di risultati. ho provato con frasi simili in inglese e non ho trovato proporzionalmente lo stesso numero di risultati.
@@@@@
E quindi? Cosa starebbe a significare tutto ciò?
Che altrove “te la sbattono in faccia” ? Dico, ma la vogliamo finire con ‘ste palle? Ma tu credi veramente che le austriache o le tedesche (tanto per fare un esempio, relativo a paesi che ho conosciuto) te la “sgancino” molto più facilmente solo perché sei italiano? Che esistano delle differenze culturali – e quindi anche comportamentali – fra nazione e nazione, è vero, ma che in altri paesi (quali paesi?) sia sempre e comunque tutto più facile e le donne te la sbattano in faccia, è una stronzata tipica degli uomini italiani, sempre pronti a raccontare cazzate.
non è che te la sbattono in faccia ma il mating ritual è piu facile rispetto all’Italia.
del resto queste statistiche ci dicono che su un campione di uomini di differente nazionalità intervistati quelli che sono andati piu a prostitute sono gli spagnoli con un 39%, decisamente meno i britannici con un 7% e gli scandinavi con un 11-13%.
http://www.aretusa.net/download/…/03contributi/c-13Manson.rtf
viene da suppore che la Spagna sia culturalmente affine all’Italia in questo senso, cioè sia un paese dove la pratica del sesso occasionale è poco radicata e quindi piu uomini vanno dalle ‘professioniste’.
x Marco:
(nazista+cyborg?), non capisco bene il tuo timore.. Io ho sempre avuto una mentalità indipendente e anticonformista. Ciò che penso sono idee mie, condizionate solo dalla mia esperienza di vita, che, sì, ho formato mediante frequentazioni di tutti i tipi, ma che non sono mai idee di altri/e riproposte in salsa diversa, ma una (complessa) elaborazione mia mediata da tanti fattori.
.. voglio dire.. una frase che abbia un impatto analogo.. (snob?)
- “Già uno che parla di “requisiti minimi di uomo” mi fa ridere”
Perché non ne capisci il significato o perché ti senti sotto ad essi?
- “Potrei ribatterti punto su punto”
E fallo! Invece di sparare frasi ad effetto.. Non ti sembrerebbe più costruttivo? Fabrizio parla in modo estremamente ragionevole e costruttivo..
- “non mi interessa affatto discutere col solito “italiota medio” impegnato a narrare realtà, situazioni e mondi che non esistono”
Amen. Se tu credi così, che tutto il mondo ti dia ragione. E, per quanto mi riguarda.. cazzi tuoi..
Peraltro ho usato te come “veicolo” (visto che ti sei posto in malomodo) per parlare di una categoria.. non pretendevo certo di conoscerti…
Adesso scusami, ma passo ad esaminare gli altri commenti.. molto più costruttivi…
—–
x mauro recher:
Io ho solamente esaminato un po’ questo sito, che ho ritenuto interessante, ma mentre leggevo c’era sempre qualcosa di inspiegabile che non mi tornava.. Insomma.. molti discorsi filavano lisci, ma dopo un’attenta riflessione mi sono sforzato di capire qual era il tassello che mancava.. e l’ho esposto.
Non penso che le mie considerazioni siano incompatibili con i vostri concetti. Anzi.. ho cercato di riproporre una classificazione dal mio punto di vista, ma nessuno per ora l’ha considerata..
—–
x Damien:
- “Le donne si truccano per loro stesse e per accrescere il CAPITALE EROTICO col quale pretendere privilegi, di certo non per interessare gli uomini”
Magari, se vogliamo fare un po’ di ironia, potrebbero passare dall’ultima per ottenere la penultima
Comunque, questa categoria di donne che mirano alla fin fine ai soli privilegi, è la controparte della categoria di uomini che vuole una scopata e vaffanculo. E per averla passa anche dal far innamorare una donna apposta.
Questi argomenti passano sempre in secondo piano perché, come dice Rita, ormai nessuno vuole ammettere di aver bisogno affettivamente di qualcuno dell’altro sesso, e fa molto più figo (e figa) dire e autoconvincersi che si sta agendo solo per un secondo fine.
E in questo le donne sbagliano, perché, seppure dicendolo si sentano superiori e indipendenti, ottengono poi il risultato di farsi odiare dagli uomini in gamba, che rimangono delusi da questa millantata superficialità (come se fosse un pregio). Ovviamente mi riferisco alle donne che lo dicono ma poi hanno bisogno di una “spalla”; ci sono anche quelle che sono veramente indipendenti.
- “Andare in palestra [...] costo esorbitante”
Non intendevo necessariamente quello. Un opportuno moto fisico (sia aerobico per la salute, che anaerobico per questioni anche ormonali) e una semplice ma attenta dieta praticabile sempre (non diete di emergenza ipocaloriche per compensare i pentoloni ignobili di spaghetti degli anni prima), danno già i risultati desiderati, e generano un circolo virtuoso che ti spinge a stare sempre meglio..
- “avverto in te la presenza del condizionamento delle NAZIBORG”
A parte il curioso termine finale, che penso di ruberò
- “puoi sempre sposarti e beccarti uno statistico divorzio”
Ritengo il matrimonio un’istituzione un po’ “stupida” (perdonami, qui attirerò l’odio dei “fondamentalisti”), per il semplice motivo che l’amore vero difficilmente dura per sempre. Al limite può transitare verso altri tipi di affetto, o amore in senso lato, magari anche più profondi. Ma non è detto. E di firmare un contratto “a vita” (con relativo “statistico divorzio”).. non ne vedo l’utilità.
E non credere che stia glissando sulle vicende negative che spesso capitano ad alcuni poveri mariti italiani.. sempre con la precisazione che, in generale, un uomo non può pretendere amore affetto e sesso a priori. Che poi ci siano donne capaci di fingere amore per poi avere soldi e benessere, concordo con te che sia moralmente ignobile, ma – forse risultando pedante – ho notato che, nel resto dell’Europa, molti più uomini chissà perché non cadono in questi tranelli.. allora si forma una specie di equilibrio in cui la donna rispetta l’uomo che non cede facilmente alle lusinghe di una falsa (perché così è sicura che lui non sceglierebbe qualunque donna, e se sceglie lei è perché è speciale), e l’uomo è molto più attento degli italiani nell’abbandonarsi ad eventuali lusinghe fin troppo palesi.
—–
x Alessandro:
- “Fino a quando l’uomo italiano sarà disposto ad assecondarne qualsiasi capriccio, la situazione non si modificherà di una virgola”
Vedi, hai toccato uno dei punti fondamentali (italiani). Non sai da quanti anni “lotto” con i miei coetanei per farli smettere di fare i galletti deficienti e gruppari.. E’ semplice: dal momento in cui si smette, e magari si comincia a trattare le ragazze come esseri umani, e non come galline, ovvero parlar loro un po’ più seriamente (magari con un po’ di ironia ogni tanto, non con la perenne faccia ridanciana), oppure anche ignorarle palesemente nel caso non abbiano nulla da offrire in una conversazione, allora loro stesse iniziano a cambiare.. sempre che i COGLIONI intorno non facciano a gara a chi è più IDIOTA e BUFFONE…
Da questo punto di vista hai quindi ragione a dire “la donna italiana è anche un prodotto dell’uomo italiano”.
—–
x fulvioterzapi:
Sarei curioso di sapere come si dice “se la tirano” in inglese
—–
x Marco (reprise):
- “che in altri paesi (quali paesi?) sia sempre e comunque tutto più facile e le donne te la sbattano in faccia, è una stronzata tipica degli uomini italiani, sempre pronti a raccontare cazzate”
Ecco, vedi, che se ti sforzi di spiegarti un po’ meglio.. magari si capisce in cosa non sei d’accordo!! (Cazzo..)
Allora faccio anch’io uno sforzo per spiegarti perché quella tua frase è GIUSTA, ma non giustifica il fatto che valga la pena allora “battere” il terreno (solo) in Italia:
Punto 1) All’estero non te la sbattono in faccia. Quello che cambia è che, essendo di mentalità più aperta (e mediamente, diciamolo, anche più intelligenti), affrontano con piacere un dialogo leggero ma non stupido, con un po’ di ironia ma non idiozia, anche se conosciute sul momento in uno store o in un discopub.
Punto 2) Al dialogo non segue necessariamente la scopata. Però, se hai dimostrato di non essere una merda qualsiasi, e soprattutto un affamato di sesso, è probabile che la situazione si intenerisca, e se scatta qualcosa non esiteranno a concedersi per via di altri stupidi freni inibitori..
Punto 3) Gli italiani che sparano cazzate sono quelli che vanno lì, fanno gruppo, fanno casino, “intimoriscono” e schifano le presenti, contribuiscono a deteriorare l’immagine media dell’italiano, e quando tornano raccontano di essersene fatte una quintalata.
Punto 4) Gli italiani più furbi vanno per i cazzi loro (o al massimo con un amico fidato), e in modo discreto e rilassato vivono la vita (diurna più che notturna) come normali cittadini di quel posto, interagendo in modo del tutto naturale con le persone, e quindi anche ragazze. In questo modo le possibilità di “intorto” sono molto superiori alla stessa cosa fatta in Italia (che, peraltro, verrebbe periodicamente rovinata dai COGLIONI IDIOTI che circondano qualcuno che sta parlando normalmente con una bella ragazza, e cominciano a sputare letame rovinando l’atmosfera..).
Chiaro?
—–
x fulvioterzapi:
- “un paese dove la pratica del sesso occasionale è poco radicata e quindi piu uomini vanno dalle ‘professioniste’”
Infatti la nazionalità preponderante che passa dai falliti tentativi di “intorto” (che sembrano più delle battute di caccia) alle “valorose” imprese con le prostitute è proprio l’italiano..
Caro LucaM_Best.
Alcune note rileggendo il tuo ultimo post in risposta al mio.
“Un po’ come il branco di uomini che va a “caccia di figa” si rivolge, con precisione quasi matematica, sempre alla stragnocca da competizione, anche se vicino a lei ci sono altre inferiori solo di un infinitesimo”. (LucaM_Best)
Essere attratti dal bello è prerogativa naturale maschile, e se vogliamo anche una schiavitù, una dipendenza, come ho cercato di spiegare in uno dei miei post e in diversi articoli. Non ci possiamo far nulla, purtroppo. Possiamo lavorarci sopra, liberarci dalla dipendenza, attraverso un lungo, sofferto e paziente lavoro su noi stessi, ma non possiamo certamente modificare la nostra natura, per ovvie ragioni, né soprattutto negarla (cosa che il femminismo vorrebbe sostanzialmente che facessimo).
D’altronde l’erezione è maschile, non femminile, e la natura ha provveduto, bene o male che sia (e secondo me male, ma questo è un altro discorso ancora che non voglio affrontare in questa sede…) a creare due sessi opposti e contrari, con bisogni e desideri in larghissima parte diversi (condizionamenti socio-culturali a parte che, come hai già capito, nessuno qui disconosce e ritiene anzi fondamentali).
Si potrebbe però obiettare che come gli uomini sono attratti naturalmente dal punto di vista sessuale, nella stessa misura anche le donne sono naturalmente attratte dal “leader”, dal maschio dominante, che assume ovviamente connotati e caratteristiche diverse a seconda delle epoche storiche in cui ci si trova a vivere.
A mio parere c’è una differenza, anche di merito, sostanziale, tra l’essere attratti dal punto di vista sessuale piuttosto che dal potere e dal successo, ma questa è una mia personalissima opinione che conta per quello che conta. Diamo pure per buona la cosa e mettiamo sullo stesso identico piano i due aspetti.
Ebbene, che lo ammettessero allora:”Siamo da sempre, come tuttora, attratte dal leader, dal maschio dominante, socialmente affermato e di successo (di qualsiasi genere sia questo successo, a seconda della tipologia femminile in questione), tutti gli altri si fottano.
E invece non lo dicono, guarda un po’. E perché? Perchè se lo dicessero tutta l’impalcatura ideologica che hanno costruito in questi quarant’anni si squaglierebbe come neve al sole. Non solo, sarebbero costrette ad ammettere una loro sostanziale e profonda condizione di subalternità psicologica, cosa che devono ovviamente allontanare come la peste né potrebbe essere altrimenti…
I maschi sono dipendenti sessualmente? Purtroppo sì, rispondo io. E le donne? Sono anch’esse dipendenti, ma non dal sesso bensì dal potere, inteso in senso lato.
A me non pare una bella cosa (naturale e/o culturale che sia), anzi, se devo essere onesto mi ripugna abbastanza, ma tant’è. D’altronde quante volte abbiamo ascoltato donne sentenziare che “gli uomini sono delle bestie cavernicole che pensano solo a una cosa?” E sulla base di questo criterio e modo di procedere, come dovrebbero essere considerate le donne?…
A te e a tutti voi la risposta…
“se non si considerano tutte le possibili angolazioni / ambiti / nazionalità, si rischia di demonizzare un genere intero solo perché abbiamo la sfortuna di averne un campione non ottimale tutto concentrato nella nostra nazione. Anche ciò che tu dici “Sono i maschi che devono dimostrare di possedere un valore aggiunto”, è vero prevalentemente in Italia e in altri stati europei, ma non ovunque, e soprattutto non nella stessa misura”. (LucaM_Best)
Mai negato che il contesto socio-culturale sia un fattore molto importante e condizionante, spesso determinante. Perdonami ma devo ricordarti che prima di esprimere delle critiche è bene conoscere ciò che si critica. Se avessi letto con più attenzione quello che scriviamo nel sito non avresti sollevato questa obiezione.
Ciò detto, è vero, come ho sempre sostenuto (non da solo) che l’Italia e alcuni paesi dell’area mediterranea (per rimanere in Europa) sono messi peggio, diciamo così, per semplificare, dal punto di vista dell’approccio sessuale e relazionale, rispetto ad altri paesi europei. Tuttavia credo che non sia neanche il caso di mitizzare questi ultimi. E’ vero, c’è una maggior facilità di approccio ma, tornando al mio primo post in risposta al tuo, chi è il soggetto dominante nella relazione MM/FF, anche in quei contesti?
Questo, caro LucaM_Best, è ciò che a me fondamentalmente interessa, non tanto la possibilità di farsi qualche scopata con più o meno facilità, che è sempre una cosa piacevole e positiva, sia chiaro, ma non è il cuore della questione. Anzi, potrebbe costituire anche un fattore di depistaggio da un punto di vista “politico” (ci siamo capiti). “Bè, qui si scopa, la danno più facilmente, sì, è vero che sono sempre loro a decidere, è vero che non conto un cazzo nella società, nella politica, nel mondo del lavoro, rischio di essere denunciato e arrestato per molestie o violenza sessuale solo per lo schiribizzo di una che ha cambiato idea e ha capito che in realtà la scopata che si è fatta il giorno prima era una violenza psicologica che subiva, però chissenefrega, vuoi mettere, qui si scopa più facilmente…”. Che bellezza! Aggiungo io, ecco il paradiso scandinavo, se ci dice bene siamo pezzi di carne da portarsi a letto il weekend, se ci dice male finiamo come Assange…Però da quelle parti si scopa, e andiamo!…
E vabbè, contenti loro, contenti tutti, si dice, la vogliamo vedere così anche noi?…
“Io ho trovato invece molti punti di contatto tra ciò che si può fare per se stessi e ciò che influirà anche, più o meno direttamente, nell’attrattività nei confronti di una donna. (Ne dico una a caso, molto semplicisticamente: il fare sport al fine di migliorare il fisico dà benefici indubbi in entrambi i sensi. Altro: arricchirsi culturalmente. Molte donne al mix fisico in forma e buona cultura non sanno resistere..)” (LucaM_Best)
Perdona la mia schiettezza, caro LucaM_Best, ma a mio parere te la stai un po’ cantando e suonando da solo. Il piacersi è innanzitutto un piacere a noi stessi. Credimi. Non ci si può migliorare per piacere agli altri e soprattutto alle altre. E’ una contraddizione in termini. Se faccio qualcosa per piacere agli altri/e vuol dire che non la sto facendo per me stesso. Mi sto in realtà adeguando a ciò che gli/le altri/e vorrebbero che io fossi e mi sto “migliorando” in quella direzione, cioè sto piegando, modificando e deformando la mia persona, da un punto di vista fisico e psicologico, ai voleri e ai piaceri degli altri e delle altre.
Non mi pare un gran risultato. Tu ci spieghi (di fatto è ciò che fai) che hai lavorato su te stesso, per piacere innanzitutto a te stesso, ma a mio parere, e lo si evince da come ti esprimi, è necessario capovolgere il paradigma. Come già ti dicevo, la nostra mente (spugna di centomila condizionamenti e “incartata “di suo, per definizione, per lo meno quella dell’uomo occidentale) è estremamente abile nel mescolare le carte. Dammi retta, parli con uno che ci ha lavorato sopra per parecchio tempo, e che ha trovato un po’ di pace proprio quando ha capito che la sua mente lo stava truffando alla grande. E da quel momento ha smesso di lavorare per piacere agli altri e alle altre, per piacere finalmente solo a se stesso.
Aggiungo, e mi dispiace sfatare un’altra leggenda che va tanto di moda, che non è vero affatto che piacendo di più a se stessi si piace di più anche agli altri. E’ una balla. Quando fingevo e recitavo (come più o meno hanno fatto tutti nella loro vita) avevo molte più donne, ti assicuro, rispetto a quante non ne abbia adesso, ma stavo male, anzi malissimo, anche se spesso “scopavo come un riccio” e “non sapevo a chi dare i resti”, come si suol dire. Ormai da tempo, da quando ho smesso di fingere, di recitare, di prestarmi a quelle penose e logoranti pantomime, a quella contrattazione non dichiarata che comunemente e falsamente viene definita con il termine di “corteggiamento”, ho molte meno opportunità (di fare sesso e di avere relazioni) rispetto al passato (e questo ce la dovrebbe dire lunga…) ma quelle poche sono senz’altro di maggior qualità, non foss’altro perché sono più rilassanti (psicologicamente parlando, intendo) e non mi costano fatica, tempo, energie, denaro, finzione.
E soprattutto, e questa è la cosa veramente più importante, mi sento meglio, molto meglio, tu non sai quanto…
Fabrizio
a me pure pare che il punto sia proprio la negazione dei punti “scomodi”.
Non tanto quello che si deve fare o non fare per relazionarsi con l’altro sesso o quale sia il paese più emancipato.
In sintesi:
date le premesse:
a) gli uomini sono (naturalmente o culturalmente o per entrambe le ragioni) maggiormente interessati al sesso e alle donne stragnocche.
b) le donne sono (naturalmente o culturalmente o per entrambe le ragioni)maggiormente interessate al narcisismo e agli uomini forti (laddove il termine “forte” non è (più) da intendersi come forte fisicamente).
Quantificare e soprattutto analizzare le ragioni del bisogno emotivo di entrambi è difficile.
Il punto è che la premessa di cui al punto b) è occultata, la premessa di cui al punto a) è.. boh non mi viene il termine, per dirla alla Barbara “deticizzata” nel senso che è stata ridicolizzata, colpevolizzata, riprovata affinchè venisse considerata amorale.
Sulle altre nazioni..boh, sono considerazioni interessanti quelle sull’uso della prostituzione come dimostrazione di minor reciprocità nel sesso, però ci sarebbe pure da considerare che, ad esempio, in Svezia, comprare sesso è reato e questo probabilmente rende più difficile la quantificazione del ricorso alla prostituzione nonchè il ricorso stesso. Insomma, in poche parole, in quelle nazioni dove l’approccio è più facile e le relazioni sembrano più spontanee il “processo” di criminalizzazione della sessualità maschile è molto più avanti. Per non parlare del fatto che la Svezia è, (se non ricordo male, dati di alcuni anni fa, di cui avevo pubblicato il link nei meandri di qualche altra discussione) è il paese europeo col più alto numero di denunce di violenza sessuale.
Al di là delle esperienze personali su cui non posso dire niente. Qualche ragazza straniera trapiantata qui in Italia l’ho conosciuta e sinceramente non ho notato tutte queste differenze “medie” di intelligenza o di comportamento nè con l’altro sesso nè col proprio.
X LucaM_Best.
>
Sostenere che all’estero sono di mentalità più aperta significa tutto e niente, perché ad esempio ci sono Paesi dove la situazione non è affatto migliore di quella italiana. Prendiamo la Grecia e il Portogallo: in materia di rapporto fra i sessi, in cosa sarebbero più evoluti quei Paesi? E per quanto riguarda l’Europa dell’est, cosa avrebbero da insegnare gli slavi, i rumeni o gli albanesi, agli italiani? Proprio niente, fidati.
Poi è chiaro che esistono luoghi dove la situazione è migliore della nostra, ma come ti hanno fatto giustamente notare Marco e Fabrizio, neppure da quelle parti basta uno schiocco della dita per fare sesso; tantomeno sono gli uomini (beta) i soggetti dominanti nelle relazioni fra i due sessi.
Fabrizio:
Essere attratti dal bello è prerogativa naturale maschile, e se vogliamo anche una schiavitù,
_______
Sì, è proprio così: una schiavitù.
>
Fabrizio:
“e la natura ha provveduto, bene o male che sia (e secondo me male,”
_________
Anche secondo me “male”; anzi, molto male.
>
Fabrizio:
“Ormai da tempo, da quando ho smesso di fingere, di recitare, di prestarmi a quelle penose e logoranti pantomime, a quella contrattazione non dichiarata che comunemente e falsamente viene definita con il termine di “corteggiamento”, ho molte meno opportunità (di fare sesso e di avere relazioni) rispetto al passato (e questo ce la dovrebbe dire lunga…) ma quelle poche sono senz’altro di maggior qualità,”
___________
Idem.
Essere attratti dal bello è prerogativa naturale maschile, e se vogliamo anche una schiavitù, una dipendenza, come ho cercato di spiegare in uno dei miei post e in diversi articoli. Non ci possiamo far nulla, purtroppo. Possiamo lavorarci sopra, liberarci dalla dipendenza, attraverso un lungo, sofferto e paziente lavoro su noi stessi, ma non possiamo certamente modificare la nostra natura, per ovvie ragioni, né soprattutto negarla (cosa che il femminismo vorrebbe sostanzialmente che facessimo).(fabrizio)
beh ,anche le donne sono attratte dal fusto ,specie in giovane età. Quando ho lavorato alle poste il fusto in questione ha fatto strage di cuori ed era un trimestrale come il sottoscritto ,forse perchè da giovani le donne credono ancora nella favola dei due cuori e una capanna …invece quelle leggermente più “mature” si erano invaghite di un ragazzo ,sempre trimestrale ,ma ,guarda caso ,figlio del direttore delle poste
se vediamo invece nella letteratura sappiamo che Quasimodo ,il gobbo di Notre Dame ,si innamora di Esmeralda , una ragazza mi ha chiesto perchè non ha scelto una bruttina uguale ,e quello che tu hai scritto ,lo spiega alla perfezione ,purtroppo …..
—————————————————————————
Perdona la mia schiettezza, caro LucaM_Best, ma a mio parere te la stai un po’ cantando e suonando da solo. Il piacersi è innanzitutto un piacere a noi stessi. Credimi. Non ci si può migliorare per piacere agli altri e soprattutto alle altre. E’ una contraddizione in termini. Se faccio qualcosa per piacere agli altri/e vuol dire che non la sto facendo per me stesso. Mi sto in realtà adeguando a ciò che gli/le altri/e vorrebbero che io fossi e mi sto “migliorando” in quella direzione, cioè sto piegando, modificando e deformando la mia persona, da un punto di vista fisico e psicologico, ai voleri e ai piaceri degli altri e delle altre.
Non mi pare un gran risultato(fabrizio)
sottoscrivo in toto ,è successo pure a me ,cercare di vendermi ,o meglio di piacere agli altri ,con scarsi risultati ,mi trovavo malissimo
E soprattutto, e questa è la cosa veramente più importante, mi sento meglio, molto meglio, tu non sai quanto(fabrizio )
anche qui sottoscrivo in toto ,adesso sono molto ,ma molto più sereno
no, aspettate un momento. ok, l’uomo è preferibilmente attratto dalle donne belle, ma si accontenta anche di quelle nella media. sono le donne che tendenzialmente non provano attrazione fisica per l’uomo medio ma solo verso l’esemplare migliore. piacere fisicamente ad una donna è molto piu difficile rispetto al contrario.
l’altro giorno stavo guardando Sotto Accusa, un film dove Jodie Foster viene violentata da un gruppo di uomini. io non voglio dire che lei sia brutta ma non è certo mai stata una prorompente bellezza col suo fisico gracile. eppure nel film le basta scoprirsi un attimino per suscitare gli sguardi libidinosi dei presenti. al di là della morale o del proseguio della trama del film, la rappresentazione di una donna né bella né brutta che si mette in mostra e attira gli sguardi su di sé è perfettamente plausibile.
fulvioterzapi
>>>>>>>>>>>
sono le donne che tendenzialmente non provano attrazione fisica per l’uomo medio ma solo verso l’esemplare migliore. piacere fisicamente ad una donna è molto piu difficile rispetto al contrario.
>>>>>>>>>>>
Come qualcuno (fra i quali io) era solito scrivere anni fa su U3000, “agli uomini le donne piacciono MOLTO di più di quanto alle donne piacciano gli uomini”. Infatti, e contrariamente a quanto gli stessi uomini vorrebbero far credere (per non parlare delle falsissime femmine), specie da ragazzi, l’aspetto fisico è MOLTO importante anche per un maschio.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12571862
Come è altrettanto vero che col passare del tempo – e quindi in età adulta – la posizione sociale e il portafoglio diventano ancora più importanti…
>
PS:
Basti pensare al 75enne Berlusconi e alla sua… “fidanzata” montenegrina ventenne, la quale sostiene che “in amore l’età non è importante”…!?!
Sic!
fulvio, come ho già avuto modo di scrivere in una occasione, anche a me piace la donna figa, solo che non somigliando a costui
http://www.popstarsplus.com/images/BradPittPicture.jpg
e non avendo la sua popolarità, mi tocca accontentarmi di normalissime donne, dal punto di vista estetico. Inoltre, non è che qualsiasi donna media si possa permettere di aspirare al Brad Pitt della situazione, eh! Certo, è verissimo che per loro è tutto più facile – perlomeno in un contesto socio-culturale come il nostro (dubito che lo sia in Arabia o in Afghanistan…) – ma resta il fatto che pure alle donne beta tocca accontentarsi del tipo qualunque, stempiato, con la pancetta, di mestiere operaio, elettricista o impiegato…
Fabrizio -
E le donne? Sono anch’esse dipendenti, ma non dal sesso bensì dal potere, inteso in senso lato.
A me non pare una bella cosa (naturale e/o culturale che sia), anzi, se devo essere onesto mi ripugna abbastanza, ma tant’è.
@@@@@@@@
Anche a me ripugna parecchio, perché in tal senso le donne esercitano una forte pressione sugli uomini, spingendoli così a competere continuamente ed a scannarsi fra di loro.
Vero che chi è bello e ricco ha molte donne, ma
non credo che sia un regola fissa, tanti hanno fatto una brutta fine, per vari motivi, come la depressione e l’alcolismo che, puoi essere ricco, bravo e bello quanto ti pare, ma se non sai relazionarti con gli altri e con le donne soffri.