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10 Gen 2024  |  0 Commenti

La sfortuna di avere un sedere sodo in un paese maschilista

Questa intervista a Belen Rodriguez pubblicata sul magazine “Chi” e ripresa da Huffington Post  https://www.huffingtonpost.it/life/2024/01/09/news/belen_rodriguez-14781649/ mostra con grande chiarezza quale sia il capovolgimento della realtà operato dall’ideologia femminista.

Belen si lamenta del fatto che, cito testualmente “In un paese maschilista se non hai il sedere sodo non funzioni più e prendono una più giovane”.  L’intervista prosegue con una serie di banalità che non vale la pena riportare.

Ora, Belen Rodriguez è una nullità artistica, intellettuale e culturale e il suo successo, la sua fama e la sua ricchezza sono dovuti solo ed esclusivamente alla sua avvenenza fisica e al fatto di vivere in un sistema dove tale avvenenza viene valorizzata all’ennesima potenza. La stessa logica per la quale un fesso qualsiasi che però è molto bravo nel tirare calci ad un pallone diventa ricco e famoso.

Anche in questo caso, quando il fisico inevitabilmente ti abbandona, devi appendere gli scarpini al chiodo (dopo aver guadagnato quello che una persona “normale” non guadagna neanche in duecento vite…) e dedicarti ad altro, molto spesso nello stesso ambito calcistico o sportivo. In alternativa puoi sempre scegliere di campare non alla grande, ma alla grandissima, di rendita. Non ricordo a mia memoria (e vorrei ben vedere…) un calciatore che si è lamentato perchè a 35 o 40 anni, dopo avere guadagnato milioni se non decine di milioni di euro (ricordo che dai soldi si fanno altri soldi, in ragione della famosissima legge economica del moltiplicatore), è stato “costretto” a ritirarsi.

Diciamoci la verità, se vivessimo in contesto eticamente e socialmente più avanzato e più giusto tutto ciò non sarebbe neanche concepibile, e micro personaggi come Belen o Francesco Totti e tante/i altre/i come loro farebbero un mestiere normalissimo come la maggioranza delle persone.

Del resto moltissime attrici, quando la loro bellezza ha cominciato a sfiorire hanno proseguito la loro carriera interpretando altri ruoli, necessariamente più impegnati e impegnativi. Solo che per fare questo serve qualcosa di più di un sedere sodo. Molte altre attrici – l’elenco potrebbe essere lungo – che non erano particolarmente attraenti (alcune non lo erano affatto), hanno comunque avuto brillanti carriere, fama e ricchezza. Questo è potuto accadere a volte per circostanze fortuite (vale per tutti e per tutte) ma spesso anche in virtù delle loro oggettive capacità, dal momento che non avevano un “capitale” (l’avvenenza fisica e sessuale lo è) da spendere. Ciò detto, non c’è alcun dubbio che oggi, nella società capitalista assoluta attuale dove tutto, come diceva un tale, “viene portato al mercato per essere apprezzato al suo giusto valore”, la bellezza fisica e il potere di attrazione sessuale costituiscono oggettivamente un grande capitale che può essere investito e fatto fruttare in molti modi. Specialmente in un contesto dove la visibilità pubblica e mediatica è esaltata ed è diventata essa stessa un capitale.

Belen, (vale per tante altre come lei) dovrebbe quindi ringraziare e tessere le lodi di quel sistema che lei stessa definisce maschilista e che ha fatto la sua  fortuna. In un altro più giusto e avanzato contesto sociale  avrebbe dato il suo contributo alla crescita collettiva e sarebbe stata retribuita solo e soltanto sulla base delle sue reali ed effettive capacità.


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