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18 Ago 2025  |  0 Commenti

La sostanza e la forma

Qualche tempo fa, Ottolina TV ha presentato uno dei suoi video sulla situazione geopolitica, ovvero, in ultima analisi economica, con la consueta lucidità e determinazione che la contraddistinguono. Un’analisi, direbbero quelli bravi, di stampo marxista, tutta interamente tesa a dettagliare i motivi concreti, espressi attraverso i sommovimenti politici in atto, di quel cha accade nell’Universale dei rapporti economici. Insomma: analisi concreta della realtà concreta, descrizione della Struttura che produce la Sovrastruttura, che stanno in relazione fra loro precisamente come nell’immagine di presentazione dello scritto.

Poche righe, quelle soprastanti, piene di termini dotti infarciti con una frase di Lenin, che le rende appetibili a chiunque armeggia con i sempre attuali ferri del mestiere del movimento operaio.

STRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)

Eppure, c’è qualcosa che non va, nei risultati che Ottolina ottiene con questi strumenti. In effetti, dopo aver letto la presentazione del video e averlo ascoltato, sono ancora una volta costretto a chiedermi come mai quelli di Ottolina, i più lucidi e determinati fra i critici del Capitalismo in Italia, non si chiedano a loro volta come mai, nel cuore dell’Occidente, a partire dalle loro puntuali ed esaustive analisi, non si formi un’avanguardia in grado di massificarsi, e agire nel concreto per contrastare la deriva in atto.

SOVRASTRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)

Detto sempre con i ferri del mestiere, la domanda è la seguente: come mai quelli di Ottolina non si interrogano sul fatto che, in Occidente, non si riesce minimamente ad accendere la coscienza di sé; non dico la coscienza per sé, la consapevolezza dei propri interessi, che viene dopo, bensì proprio il lampo intellettuale che ci fa comprendere di essere tutti noi sfruttati all’inverosimile e potenziale carne da macello? A ben intravedere nelle analisi di Ottolina, in modo vago e confuso, si materializza la percezione che questa coscienza di sé rimane sepolta nell’inconscio della massa dalle innumerevoli tonnellate di fiele a-culturale che l’egemonia femminista, in quanto perno della Sovrastruttura attuale, riflesso del Capitale finanziario, produce a piè sospinto ogni ora del giorno. Come tutte le volte che inizia il decadimento economico, il gruppo umano, qualunque sia il suo grado di sviluppo, si abbarbica a ciò che di sovrastrutturale ha creato per mantenersi insieme, la cosiddetta Narrazione (Gramsci l’ha definita Immaginario Collettivo), che è allo stesso tempo interpersonale, sociale, politica e culturale.

È in questo frangente storico che la Sovrastruttura finisce per contare più della Struttura.

STRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)

La base del benessere che consente il vivere quotidiano si riduce e si contorce pulsando in modo sempre più irregolare, lasciando in alto luoghi comuni e convinzioni intellettuali sempre più disgregati, a svolazzare sempre più distaccati dalla realtà vissuta. La sconfitta del gruppo, qualunque dimensione abbia, è decretata, ma chi ci vive dentro, dall’alto in basso e viceversa, vuole rimanere convinto a tutti i costi che la perpetuazione dei modelli e dei luoghi comuni, sempre più astratti, sempre più irraggiungibili e comunque sempre più insoddisfacenti, bastino come ragione di vita imposta a strati sempre più larghi della popolazione ridotti in miseria.

SOVRASTRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)

Nell’Italia del primo dopoguerra, giusto cento anni fa, accadde proprio un fenomeno di questo tipo. Il Capitale industriale, definitivamente vittorioso sul mondo contadino retto dalle aristocrazie, mentre il vecchio mondo di idee e consuetudini era sgretolato, stroncò sul nascere qualsiasi velleità rivoluzionaria ricorrendo alle squadracce fasciste. I camion carichi di uomini reduci della Grande guerra, molti dei quali graduati di livello medio-basso, non videro l’ora di perpetuare i loro status militari nella società civile, e lo fecero nell’unico modo che avevano imparato: con la violenza fisica.

Difatti, le squadracce dei fascisti scorrazzarono imperterrite e protette dal potere nei quartieri delle città così come nei paesi italiani, ammazzando a pistolettate o di botte la gente, storpiandola, mandando in fumo i pochi averi dei quali disponeva, seminando un terrore cupo che azzerò ogni discussione ad ogni livello. Oggi, il Capitale finanziario non ha bisogno della repressione sanguinaria, perché non è fondato sulla fabbrica bensì sul settore secondario della produzione, su quello terziario e persino quaternario.

In effetti, c’è un vero e proprio esercito di uomini e donne che hanno dilatato a dismisura i settori produttivi del giornalismo, del cinema, dello spettacolo, del doppiaggio, della traduzione, della  pubblicità e così via, che hanno omologato ed appiattito all’inverosimile il livello culturale delle società occidentali. Questo mondo non lo si può gestire con la violenza maschile, perché non si tratta di inchiodare per lo più gli uomini alla produzione materiale.

Il mondo in cui la produzione è immateriale, si può gestire solo e soltanto con la violenza femminile, che è psicologica, aizzata senza scrupoli dalle bande nazi-femministe, perfettamente in grado di inchiodare le donne alla loro condizione adolescenziale, da cui ne deriva che gli uomini, irretiti dalla marea di fregnacce senza senso starnazzate dalle loro coetanee, rimangono anch’essi nello stato adolescenziale. Il tutto per la gioia immensa dei Padroni di questa Sovrastruttura, che si divertono a constatare com’è facile creare una ricreazione perenne nella quale uomini e donne nient’affatto cresciuti, cianciano del nulla, senza essere in grado di ricollegare alcunché di questo nulla alle loro concrete e miserrime vite quotidiane.

Il magistrale capolavoro del Capitale finanziario consiste proprio nell’aver creato una bolla minima di benessere, alle spalle del resto del mondo che lavora per noi, nella quale gli individui hanno i tre pasti al giorno, e i cellulari per vivere una vita pensata da donne che non stanno in pace con se stesse e subita dagli uomini; dunque, solitaria, piena di incubi, di rancori, insicurezze e velleità infantili. Il sociale, il politico e il culturale vengono azzerati, mentre rimane solo una miriade di frasi fatte schizofreniche e ripetute puntualmente e pedissequamente per tutto il giorno, tranne quando si dorme.

Le menti di tutti noi sono state digitalizzate; tutto scorre a una velocità tale che la riflessione deve giocoforza fermarsi al Titolo, il sottotitolo e qualche riga iniziale dell’articolo. Ovvero; i nostri pensieri, i nostri rapporti interpersonali, sociali e politici sono letteralmente prefabbricati dalle paturnie femminili, e servono unicamente a perpetuare la nostra micro-condizione di servi, completamente ignari di cosa accade al livello macro dei concreti rapporti economico politici planetari.

Le odierne squadracce nazi-femministe, incistate in tutti i luoghi del potere, imbellettate in modo disgustoso, semplicemente insopportabili per la loro ignoranza, pretenziosità e sguaiataggine, nel quarantennio trascorso hanno avuto il compito di creare questa colossale bolla mefitica di menzogne e ipocrisie che ci lascia tutti con il fiato corto, incapaci di esprimere alcunché di ragionato ma solo costretti ad aderire alla Narrazione (l’Immaginario Collettivo), quella secondo cui siamo il luogo più avanzato del Globo terraqueo, di gran lunga il meglio in quanto a condizioni economiche, interpersonali, sociali, politiche e culturali.

STRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)

E ora, proprio ora, mentre tutto il resto del mondo dichiara terminato il nostro dominio incontrastato, la marmaglia nazi-femminista deve dare il peggio di sé per impedire che tutto crolli miseramente. In quello che dicono e fanno queste laide e perniciose matrigne del Capitale finanziario non c’è nulla, ma proprio nulla che serva a migliorare la vita economica, interpersonale, sociale e culturale degli uomini e delle donne occidentali.

Al contrario; c’è solo l’odio insensato, compulsivo, bambinesco, autodistruttivo dell’identità femminile esasperata dai ditalini mentali delle caporione nazi-femministe al soldo del potere, e distruttivo di quella maschile, irretita da ciò che vomitano le suddette fannullone frustrate, letteralmente terrorizzate dalla vita reale. La lotta all’inesistente Patriarcato imbastita dal Capitale finanziario, portata avanti con zelo epilettico dalle sguattere nazi-femministe, equivale in tutto e per tutto alla lotta al pericolo comunista messa in piedi dal Capitale industriale e portata avanti con altrettanto zelo epilettico dai servi nazifascisti di “Dio, Patria e Famiglia” di cento anni fa.

Ma le risorse finanziarie dell’Occidente stanno rapidamente venendo meno. Gli stati e i privati non sanno più che farsene dei dollari e degli euro stampati a debito in cambio dei loro prodotti: non li vogliono più. Non è lontano il momento in cui, a forza di pompare ricchezza dall’economia reale alla Borsa, il Capitale finanziario azzererà quel che rimane dello Stato sociale (Scuola, Sanità e Trasporti), costringendoci a svendere ciò che i nostri padri ci hanno lasciato, e quindi ad indebitarci persino per comprare da mangiare, come già accade da due decenni negli Stati Uniti. Arriverà il momento in cui i tre pasti al giorno non saranno più scontati, per la stragrande maggioranza delle persone, in Occidente, e allora hai voglia a sbraitare e cianciare di Patriarcato e peccato originale degli uomini con il cellulare!

SOVRASTRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)

Allora si che le analisi di Ottolina si riveleranno azzeccate! Ben scavato vecchia talpa, diremo! E si dovranno nuovamente formare coppie, indipendentemente dalle età, dalle inclinazioni sessuali e dalla condizione sociale, perché in due ci si difende come se si fosse in tre, perché la coppia è fra opposti che sono anche complementari, ed è da essa che scaturirà l’energia del gruppo, quella da cui verrà fuori una Nuova narrazione. E le bande nazi-femministe degli anni ’20 del 2000, al pari di quelle dei fascisti degli anni ’20 del 1900, rotoleranno via come ciottoli, trascinate dalla corrente del Tornante storico che stiamo vivendo. Proprio come ora gli epigoni del fascismo ricordano i bei tempi in cui, armati di manganello e minacce, i loro bisnonni facevano il bello e il cattivo tempo; così anche le nostalgiche del femminismo ricorderanno i bei tempi in cui le loro bisnonne, armate di trucco e menzogne, facevano il bello e il cattivo tempo. Tutti gli altri, uomini e donne, malediranno entrambi i fascismi; quello industriale che raccattò la feccia maschile della società, e quello finanziario che ha raccattato la feccia femminile, della società.


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