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	<title>Uomini Beta</title>
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	<description>movimento maschile</description>
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		<title>Anche il suicidio è un privilegio che la cultura maschilista assegna agli uomini?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 20:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA Il fatto – peraltro di evidenza solare &#8211; che la recente epidemia di suicidi tra i piccoli imprendi tori colpisca solo i maschi sta dunque emergendo  alla coscienza di qualcuno. Tragedie queste di tipo inusitato che si sommano a quelle storiche – e sin qui mai lette nella prospettiva di genere – quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>Il fatto – peraltro di evidenza solare &#8211; che la recente epidemia di suicidi tra i piccoli imprendi tori colpisca solo i maschi sta dunque emergendo  alla coscienza di qualcuno. Tragedie queste di tipo inusitato che si sommano a quelle storiche – e sin qui mai lette nella prospettiva di genere – quali i suicidi dei disoccupati , dei padri separati , dei carcerati, nonché alla strage senza fine dei morti sul lavoro. Uomini che muoiono in quanto uomini,  come in ogni epoca storica e in ogni società.</p>
<p>La presa di coscienza di questo fatto rappresenta  in verità una grave minaccia alla credibilità del racconto femminista per cui gli uomini sarebbero  i padroni-oppressori e le donne le vittime-oppresse.  Come spiegare il fatto che i “padroni” muoiono e le “schiave” sopravvivono?  Domanda dirompente che scardina il dogma femminista, pericolo da cui Marina Terragni (ispirata da Valter Binaghi)  ha cercato di svincolarsi applicandovi  il principio base di quella ideologia: qualsiasi cosa accada nel mondo a danno di chicchessia, la causa va rinvenuta nella malattia planetaria di cui i maschi sono colpevoli e il cui nome è “patriarcato”.  Se gli uomini soccombono , per qualsiasi causa e in qualsiasi  modo accada, la colpa  è loro.  Essi sono l’origine di ogni male, nessuno escluso.</p>
<p>Non si può tollerare di riconoscere che là dove ci sono rischi e pericoli (fisici, sociali, economici) ci sono gli uomini – perché non vi è nessun  altro &#8211; e solo essi ne pagano le conseguenze, a vantaggio di tutti, donne per prime. Non si può tollerare il fatto che gli uomini antepongano la salvezza femminile alla propria né riconoscere in tal modo che le donne hanno ancora bisogno di essi, né che sulle loro spalle gravano responsabilità alla fine schiaccianti che le donne eludono. Men che mai si può riconoscere che oggi, persa la capacità reddituale, il loro valore – agli occhi femminili – precipita.  Per uscire da questo incastro non resta che rovesciare il tavolo: sono colpevoli della loro fine.</p>
<p>Così l’immensità incalcolabile del sacrificio maschile viene rivoltata contro i caduti, i morti , i mutilati, i rovinati  di tutte le latitudini.  Sulle tombe degli uomini non commozione ma – al più – commiserazione, non lacrime ma condanne , non fiori ma sentenze.</p>
<p>Noi uomini delle scriventi associazioni e movimenti  maschili,  denunciamo senza appello il carattere oltraggioso di quell’intollerabile stravolgimento dove le beneficiarie  del sacrificio maschile, della cornucopia di beni creati e costruiti dai maschi al prezzo di rinunce, mutilazioni e morti premature, irridono beffarde al dono generoso  che le beneficia senza fine.  </p>
<p>Sollecitiamo gli uomini a prendere coscienza dell’attacco morale, politico e culturale in atto da decenni contro il nostro  genere e ad agire per  la rinascita del valore della maschilità per il bene delle generazioni future.</p>
<p>Al tempo stesso confermiamo la nostra commossa riconoscenza alle generazioni maschili passate e a tutti quegli uomini che ancora persistono, ad onta di tutto, nell’assunzione delle responsabilità, nel sacrificio e nel dono di sé.  Sono essi l’axis mundi.</p>
<p>Fabrizio Marchi (Movimento degli Uomini Beta)</p>
<p>Vincenzo Spavone (Movimento Maschile)</p>
<p>Armando Ermini</p>
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		<title>Alcuni tabù da infrangere&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;Forse sarebbe l’ora che i Comunisti affrontassero “tabu’” che il capitale ha creato, sbracando la gia’ fallace cultura di sinistra. Le canne, la &#8220;zeccaggine&#8221;, il sudiciume, il disordine, la non-violenza vigliacca, l’economicismo, il minimalismo ed una vulgata dogmatica femminista, hanno creato un” subliminale-evocativo”,contrastante con il senso stesso deduttivo…In fondo anche il decaduto Berlusca e’ un prodotto del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Forse sarebbe l’ora che i Comunisti affrontassero “tabu’” che il capitale ha creato, sbracando la gia’ fallace cultura di sinistra. Le canne, la &#8220;zeccaggine&#8221;, il sudiciume, il disordine, la non-violenza vigliacca, l’economicismo, il minimalismo ed una vulgata dogmatica femminista, hanno creato un” subliminale-evocativo”,contrastante con il senso stesso deduttivo…In fondo anche il decaduto Berlusca e’ un prodotto del 68’ consumista o del fracico 77’, così come le fregnacce di Toni Negri ecc..</p>
<p>L’uomo occidentale e’ pigro e passivo, il senso religioso e’ estinto almeno da tre secoli: anche questo spiega perchè un partito serio e fortemente ideintitario come il KKE  (il Partito Comunista ellenico),possa avere solo una relativa capacità di attrarre masse metropolitane &#8220;psico-sbandate&#8221; rispetto alla &#8220;sinistra&#8221; di cui sopra, anche se il tempo mi pare stia cambiando&#8230;</p>
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		<title>Video: 1° convegno nazionale degli Uomini Beta (introduzione di F. Marchi)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 14:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo breve video l’apertura della nostra riunione nazionale svoltasi a Roma il 21 aprile scorso. Naturalmente la discussione si è protratta per alcune ore ma è evidente che un video così lungo sarebbe stato improponibile. Si sono verificati anche alcuni inconvenienti di natura tecnica (telecamera fissa, audio non sempre perfetto) in seguito ai quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/Ypu6tDJk-rU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In questo breve video l’apertura della nostra riunione nazionale svoltasi a Roma il 21 aprile scorso. Naturalmente la discussione si è protratta per alcune ore ma è evidente che un video così lungo sarebbe stato improponibile.</p>
<p>Si sono verificati anche alcuni inconvenienti di natura tecnica (telecamera fissa, audio non sempre perfetto) in seguito ai quali abbiamo optato per pubblicare solo quello stralcio (breve introduzione del sottoscritto).</p>
<p>Verificheremo in un secondo momento l’opportunità di rendere pubblici gli altri video.</p>
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		<title>Anche il suicidio (come la violenza&#8230;) è maschile?</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2012/05/01/il-migliore-dei-mondi-possibile-dove-solo-gli-uomini-si-suicidano/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 12:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ultima vittima del “migliore dei mondi possibile”: quello dove a suicidarsi sono i maschi (beta) http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/04/30/Riceve-lettera-licenziamento-portiere-impicca-Napoli-_6794671.html Come nel caso della tragedia dei caduti sul lavoro (anche questi lo sono, di fatto), si evita accuratamente di dire ciò che è o dovrebbe essere palese agli occhi di chiunque, e cioè che tutti coloro che si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultima vittima del “migliore dei mondi possibile”: quello dove a suicidarsi sono i maschi (beta)</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/04/30/Riceve-lettera-licenziamento-portiere-impicca-Napoli-_6794671.html">http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/04/30/Riceve-lettera-licenziamento-portiere-impicca-Napoli-_6794671.html</a></p>
<p>Come nel caso della tragedia dei caduti sul lavoro (anche questi lo sono, di fatto), si evita accuratamente di dire ciò che è o dovrebbe essere palese agli occhi di chiunque, e cioè che tutti coloro che si sono tolti la vita in questi mesi (e che purtroppo continueranno a togliersela), siano essi operai, piccoli o medi imprenditori, artigiani, lavoratori precari o disoccupati, sono uomini.</p>
<p>Il dato è talmente evidente per quanto eclatante. Se in una fase di crisi economica strutturale come questa, a togliersi la vita sono solo e soltanto uomini, ci saranno pure delle ragioni a determinare questo fenomeno rigorosamente unilaterale. O no? Commentare questa tragedia, portarla all’attenzione della pubblica opinione, metterla addirittura sotto i riflettori, come in effetti sta giustamente accadendo, senza prendere neanche in considerazione questo dato che definire lapalissiano è un eufemismo, è come parlare del mare e far finta che non ci siano i pesci oppure andare nel deserto e (far finta di…)  non accorgersi che c’è la sabbia.</p>
<p>Ma tant’è. La potenza e la pervasività del condizionamento psico-mediatico arrivano addirittura a modificare la capacità di percezione da parte degli individui. E’ un po’ come osservare il proprio dito senza riuscire a vedere il mondo circostante: la natura,i palazzi, le automobili, il cielo, il mare, di tutto e di più.</p>
<p>Siamo di fronte a qualcosa di straordinario, di geniale, forse il sistema di dominio più intelligente che abbia mai fatto la sua comparsa sul Pianeta.</p>
<p>E’ con questo sistema che abbiamo a che fare: questa è la sola e vera ingegneria psico-socio-culturale realmente in atto con cui dobbiamo fare i conti. Sarebbe ora di prenderne atto invece di attardarsi a fare la collezione dei souvenir del passato.</p>
<p>A buon intenditor…</p>
<p>Fabrizio</p>
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		</item>
		<item>
		<title>1° Convegno Nazionale del Movimento degli Uomini Beta</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2012/04/28/1%c2%b0-convegno-nazionale-del-movimento-degli-uomini-beta/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 11:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 21 aprile (peraltro Natale di Roma, che sia di buon auspicio?&#8230;) si è svolto a Roma il Primo Convegno Nazionale del Movimento degli Uomini Beta. La riunione si è tenuta presso la sede della Direzione Nazionale del Partito Socialista Italiano (P.S.I.). In un primo momento avevamo individuato la sezione dell’Appio Pontelungo, una della più antiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 21 aprile (peraltro Natale di Roma, che sia di buon auspicio?&#8230;) si è svolto a Roma il Primo Convegno Nazionale del Movimento degli Uomini Beta.</p>
<p>La riunione si è tenuta presso la sede della Direzione Nazionale del Partito Socialista Italiano (P.S.I.). In un primo momento avevamo individuato la sezione dell’Appio Pontelungo, una della più antiche della Capitale, situata nel popolare quartiere dell’Appio Tuscolano, proprio accanto a quella dell’allora Partito Comunista Italiano (P.C.I). Le due sezioni sono sempre state collegate, anche fisicamente, da un corridoio interno, anche nella fase di maggior frizione politica fra i due partiti, che ha coinciso, soprattutto nella seconda metà degli anni ’80, con le rispettive leadership di Bettino Craxi ed Enrico Berlinguer. I militanti di queste due storiche sezioni hanno dunque sempre mantenuto relazioni amichevoli e unitarie, nella migliore tradizione del Movimento Operaio Italiano, anche nei momenti più difficili della loro storia.  Anche per questa ragione avevamo scelto quella sede. Purtroppo proprio quel giorno si sono verificati dei problemi esclusivamente tecnici indipendenti dalla volontà di tutti. Gli amici e i compagni del Partito Socialista, che ringrazio per la disponibilità, l’apertura e la sensibilità nei nostri confronti, ci hanno quindi cortesemente ospitati presso la sede della loro Direzione Nazionale, consegnandoci le chiavi e dimostrando, otre che grande fiducia e attenzione nei nostri riguardi, anche il grande spirito laico e libertario che ha da sempre caratterizzato la cultura socialista.   </p>
<p>Non è stata certo casuale da parte nostra la scelta di incontrarci nella sede di un partito di sinistra. Abbiamo optato per quella socialista e per quella dell’Appio Pontelungo in particolare (con la sua peculiare storia unitaria e per il contributo che alcuni suoi militanti di quella zona, insieme a quelli del P.C.I., ancora in clandestinità, diedero nella Resistenza romana contro il nazifascismo ) per una ragione fondamentale, che contiene in sè anche un alto valore simbolico, e cioè il richiamo al Socialismo delle origini, alle radici storiche del Movimento Operaio, ai valori di libertà, eguaglianza, giustizia sociale, all’abbattimento e al superamento di ogni barriera e di ogni condizione di sfruttamento e oppressione, siano esse di classe, di razza o di genere (cioè gli stessi valori a cui facciamo riferimento nella nostra Carta dei Principi).</p>
<p>La scelta del luogo non è quindi da interpretare in alcun modo come una nostra presunta adesione al P.S.I. (peraltro la quasi totalità dei partecipanti alla riunione provengono da esperienze politiche diverse da quella socialista) ma al valore simbolico che ha rappresentato quell’esperienza storica. Avremmo potuto incontrarci anche nella sede di un altro partito della sinistra o di un sindacato, ma questa decisione avrebbe appunto potuto essere interpretata come una scelta più propriamente politica piuttosto che per il suo valore simbolico.  Senza contare che la risposta degli amici e dei compagni socialisti alla nostra richiesta di una spazio dove riunirci è stata immediata e senza riserve. “Questa è casa tua”, è stata la risposta di un alto dirigente (oltre che mio amico personale) di quel partito (che conosce perfettamente il nostro movimento e le sue tesi) nel momento in cui gli ho manifestato la nostra intenzione di riunirci in una sede socialista. Ciò non significa nel modo più assoluto, voglio ribadirlo ancora, che il Movimento degli Uomini Beta faccia riferimento al P.S.I. o che quest’ultimo abbia sposato le nostre tesi, né tanto meno che ci sia un tentativo di mettere un cappello politico sul nostro movimento. Ci sono solo ottimi rapporti personali e, come ripeto ancora, uno spirito profondamente laico e libertario che contraddistingue quella cultura e quella tradizione politica, più di tante altre. E’ inutile nasconderci che la scelta di incontrarci nella sede di un altro partito politico della sinistra avrebbe molto probabilmente comportato per noi molte più difficoltà. Non possiamo esserne certi, anche perché non ho avanzato nessuna richiesta in tal senso dal momento che gli amici socialisti avevano risposto subito affermativamente. Non escludo quindi a priori che altri miei amici e compagni di SEL (solo per fare un esempio) non ci avrebbero ospitato , però credo che la cosa sarebbe stata forse più problematica, non tanto per loro (alcuni dei quali condividono le nostre idee) quanto per ragioni legate alla linea politica di quel partito.</p>
<p>Ciò detto, entro nel merito del nostro incontro, molto vivace e partecipato. Innanzitutto va detto che si trattava di una riunione fondativa; avremmo potuto essere più numerosi ma volutamente abbiamo scelto di far partecipare solo gli “organici” o gli “omogenei, cioè coloro che aderiscono o comunque sostengono attivamente il Movimento e che, in altre parole, possono essere definiti come i “quadri dirigenti”. Come ho già avuto modo di dire in un post alcuni giorni fa, il gruppo romano è senz’altro il più numeroso, però è stata significativa anche la presenza di amici di altri territori e di altre regioni, penso al Veneto, alla Puglia, alla Campania, ma anche alla Lombardia dove abbiamo due nostri amici che purtroppo non hanno potuto partecipare per impegni di ordine personale ma che sono senz’altro da considerare come organici.</p>
<p>Dopo una brevissima introduzione del sottoscritto la discussione si è subito aperta e si è si è sviluppata in modo libero e spontaneo, fuori da ogni convenzione o liturgia, ma al contempo anche relativamente ordinata; segnale, questo, di grande maturità dei presenti. Abbiamo affrontato e sviluppato i temi centrali della nostra analisi, quelli che caratterizzano il nostro Movimento: il ruolo del post femminismo in quanto ideologia interclassista, politicamente trasversale, funzionale e complementare al sistema capitalistico dominante e la stretta intercorrelazione fra i due, la natura mistificatoria del femminismo, in realtà strumento ideologico e politico del sistema capitalistico e della ragione strumentale e utilitaristica, la condizione di subordinazione e di discriminazione in cui si trovano oggi nel mondo occidentale gli uomini beta (cioè la maggioranza della popolazione maschile) determinata dalla natura di classe e di genere dell’attuale sistema dominante, la relazione inscindibile fra natura e cultura, altro nodo centrale della nostra riflessione (sulla quale tornerò con un video da realizzare prossimamente), la relazione strategica fra ragione strumentale capitalistica e ontologia femminile (o parte di essa), come questa relazione si traduce nel rapporto MM/FF, e quali conseguenze determina non solo su questo ma sull’insieme dei processi sociali, economici e culturali che da essa ne scaturiscono. E naturalmente anche tutti i punti di sofferenza che riguardano il maschile (beta) e la nostra azione politica concreta (diritti negati, quote azzurre, leggi elettorali pro female, quote rosa, padri separati, morti sul lavoro).</p>
<p>Un capitolo a parte merita la riflessione che abbiamo sviluppato sulla necessità di approfondire quelle tematiche che riguardano gli aspetti più propriamente psicologici (ma assolutamente fondamentali)  rispetto ai quali più forte è la resistenza maschile ad interrogarsi e di conseguenza a far emergere quei punti di sofferenza che inchiodano la maggioranza degli uomini in una condizione di subordinazione complessiva . Mi riferisco ovviamente alle questione della dipendenza sessuale (e psicologica) maschile che coniugata con l’aspetto socio-economico, concepito di fatto come l’unica dimensione identitaria del soggetto, costringe gli uomini beta in una condizione di profondo disagio e frustrazione psicologica e sociale che si traduce inevitabilmente in una condizione di oppressione e di subalternità complessiva.</p>
<p>Abbiamo quindi tutti concordato sulla necessità di organizzare delle riunioni allargate ad altri uomini, anche a carattere locale, con differenti impostazioni, in base alla tipologia (brutta parola, ma ci capiamo…) dei partecipanti. E quindi volta in volta, queste riunioni potranno avere un carattere più “politico” oppure più “psicoterapeutico”, in base alle necessità che si presenteranno. E’ assolutamente fondamentale costruire dei momenti di confronto e di dialogo dove gli uomini possano trovare quello spirito e quel clima tali da consentirgli di affrontare anche i nodi più difficili e problematici che riguardano la loro sfera più privata, di fatto inscindibili anche da quella pubblica per le ragioni che abbiamo spiegato.</p>
<p>Naturalmente questa è solo la sintesi estrema di quello che è stato un dibattito molto più ampio e ricco, data la vastità e la complessità dell’argomento.</p>
<p>In chiusura, è’ fondamentale ricordare ciò che ho personalmente più volte sottolineato anche nel corso della riunione, e cioè che questo nostro Primo Convegno Nazionale ha rappresentato e rappresenta un precedente storico assoluto.  Il Movimento degli Uomini Beta è infatti nella Storia il primo movimento di uomini dichiaratamente di Sinistra (concettualmente  e filosoficamente parlando) e altrettanto radicalmente, strutturalmente e dichiaratamente critico nei confronti del femminismo, individuato, come ripeto, come un’ideologia di genere, e in quanto tale necessariamente interclassista, politicamente trasversale, sessista e razzista, coperchio ideologico di un complesso processo di trasformazione e ridislocazione sociale e di genere, che ha visto la maggioranza del genere femminile declinarsi e posizionarsi secondo le logiche e le dinamiche della ragione capitalistica dominante (con la conseguente messa all’angolo degli uomini beta).</p>
<p>Esserci incontrati per la prima volta, essere usciti dal web ed essere diventati una entità collettiva in grado di agire concretamente nella realtà, è un evento di una valenza storica, politica e simbolica straordinaria.</p>
<p>Mi sento di chiudere questo brevissimo e sommario riassunto con l’appello conclusivo del nostro Manifesto fondativo:</p>
<p>“<strong>Il Movimento degli Uomini Beta sdegna di celare le sue vere intenzioni. Esso dichiara apertamente di lavorare per un radicale riequilibrio della relazione fra i sessi, considerata  propedeutica per una più ampia e profonda trasformazione dello stato di cose presente. Tale riequilibrio potrà avvenire solo attraverso la presa di coscienza, da parte degli Uomini Beta,  della loro condizione di oppressione e subordinazione e attraverso un processo di palese e consapevole conflittualità con tutte/i coloro che hanno interesse a mantenerli in una tale condizione. </strong></p>
<p><strong>Il Movimento degli Uomini Beta si rivolge quindi a tutti gli Uomini non appartenenti alle elite dominanti, invitandoli ad aderire e ad autoorganizzarsi per la difesa dei propri interessi di genere e dei propri diritti.</strong></p>
<p><strong>In egual misura, il Movimento degli Uomini Beta invita le Donne non appartenenti alle nuove elite dominanti femminili a fare una scelta di campo, ad abbandonare a qualsiasi livello le logiche strumentali e mercantili e i privilegi di sempre, per vivere una relazione con l’altro sesso all’insegna della reciprocità, dell’autenticità, della spontaneità e di una vera eguaglianza fra i generi. </strong></p>
<p><strong>Questa è secondo noi la vera rivoluzione e questa è la sfida che lanciamo e per la quale ci batteremo con tutte le nostre forze. In quanto Uomini Beta, consapevoli della nostra condizione, sappiamo di non avere nulla da perdere se non le nostre catene. Ma anche un mondo da guadagnare. </strong></p>
<p><strong>Fabrizio Marchi (fondatore del Movimento degli Uomini Beta)”</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In bocca al lupo a tutti noi! Lunga vita al Movimento degli Uomini Beta!</strong></p>
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		<item>
		<title>L’emergere storico della QM</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 08:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[QM]]></category>
		<category><![CDATA[Questione Maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[La Questione Maschile, in quanto condizione reale (carne e sangue), presa di coscienza (elaborazione teorica) ed evento storico-sociale (uomini di fatto in azione) è un prodotto della società industriale giunta ad un dato stadio di sviluppo e definibile: Società Industriale Avanzata (SIA)(*1), questione sociale che nasce quando si creano le condizioni per cui il Genere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La <a href="http://www.uominibeta.org/tag/questione-maschile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Questione Maschile">Questione Maschile</a>, in quanto condizione reale (carne e sangue), presa di coscienza (elaborazione teorica) ed evento storico-sociale (uomini di fatto in azione) è un prodotto della società industriale giunta ad un dato stadio di sviluppo e definibile: Società Industriale Avanzata (SIA)(*1), questione sociale che nasce quando si creano le condizioni per cui il Genere femminile può mantenersi da solo senza il contributo maschile.</p>
<p style="text-align: justify;">Quell&#8217;evento segna un passaggio epocale che minaccia di essere irreversibile. Esso ha in ogni caso ridislocato i fondamenti del rapporto tra i Generi. Se UU e DD fossero uguali (sotto ogni riguardo) e in particolare nelle ragioni (pulsioni e bisogni) che spingono gli uni verso le altre e viceversa, nessuna rivoluzione potrebbe alterarne la relazione. Perciò affermare che essa è stata sconvolta dalla SIA significa ammettere implicitamente ma necessariamente l&#8217;esistenza di una diversità precedente e di fondo che è condicio-sine-qua-non di quello stravolgimento.</p>
<p style="text-align: justify;">I MM cercano nelle femmine sesso e cura, le FF vogliono dai MM protezione e mantenimento (mentre il fatto riproduttivo in sé &#8211; l&#8217;inseminazione – ha rilevanza di altro genere).</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi estrema (ma essenziale) questa è la struttura del rapporto, fondato su uno scambio che è asimmetrico nella natura del baratto: benefici solo materiali (protezione e mantenimento) contro benefici sia materiali (cura) che psicologici (psicoemotivi: orgasmo) (*2). Benefici acquisibili anche senza relazioni con l&#8217;altro (protezione e mantenimento) o impossibili da ottenere autonomamente (attività sessuale). Libertà potenziale (ora fattuale) per F contro dipendenza sistematica e ineliminabile per M.</p>
<p style="text-align: justify;">La connessione tra SIA e <a href="http://www.uominibeta.org/tag/qm/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con QM">QM</a> è stata pienamente colta 70 anni fa, ancorché esplicitata con riferimento al femminismo (che precede la <a href="http://www.uominibeta.org/tag/qm/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con QM">QM</a> storicamente e logicamente), da J. A. Schumpeter : “Il femminismo è un fenomeno eminentemente capitalistico”. Il femminismo postmoderno(*3) è la narrazione storica (l&#8217;Epopea) di un Genere che entra nell&#8217;era dell&#8217;autosufficienza e la <a href="http://www.uominibeta.org/tag/qm/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con QM">QM</a> è la reazione vitale (pragmatica) a quel processo e la risposta (“dialettica”) a quel racconto. (Il fatto che la <a href="http://www.uominibeta.org/tag/qm/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con QM">QM</a> sia stata posta soggettivamente &#8211; emersa alla coscienza &#8211; solo 40/50anni dopo la sua nascita strutturale/oggettiva è argomento rilevantissimo ma esula dal tema specifico).</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;avvento della SIA l&#8217;asse portante della relazione F→M si frantuma attraverso quella che va sotto il nome di “emancipazione femminile”, mentre non subisce alcuna variazione la relazione inversa M→F. Nasce allora un nuovo rapporto che può essere concettualizzato così: mentre le DD non hanno più bisogno degli UU, il reciproco non è vero. Di qui la supremazia strutturale del Genere F. Si tratta di un fatto fondante che potrebbe durare sino a quando esisterà la SIA nei suoi diversi stadi di sviluppo. Stadi che, prospetticamente, lasciano intravedere come certo(*4) l&#8217;avvento di una società nella quale le attività di polarità maschili (comportanti fatiche, usura, rischi, sporcizia) saranno ridotte a frazioni minimali e infine del tutto eliminate dalla robotizzazione del lavoro. Società dunque in cui tutte le attività produttrici di reddito potranno essere svolte dalle DD.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo sviluppo la SIA ha poi aperto la possibilità dell&#8217;autoriproduzione femminile, prima a mezzo della fecondazione assistita (fatto reale) e poi con la clonazione (prospettiva imminente). Due eventi dirompenti sul piano simbolico in quanto escludono il maschio e l&#8217;intero Genere anche dalla funzione riproduttiva. La femmina si mantiene e si riproduce da sola: l&#8217;inutilità maschile è conclamata. La distruzione strutturale del valore maschile sembra compiuta.</p>
<p style="text-align: justify;">FEMMINILIZZAZIONE SOCIALE</p>
<p style="text-align: justify;">Non basta. La SIA infatti non sta all&#8217;origine della QM solamente per i motivi detti, così nuda e senza connessioni con altri aspetti e fattori. Quasi tutto in essa è correlato, confacente, pertinente alle polarità del femminile. Si fonda infatti sull&#8217;espansione del ciclo produzione-consumo-produzione, e quindi sul consumismo (shopping), sulla creazione (per l&#8217;immediata soddisfazione) di nuovi e crescenti bisogni (capricci/mode). Il progresso tecnico aumenta poi senza fine il numero e l&#8217;estensione applicativa delle facilitazioni/semplificazioni (le “comodità”,) degli automatismi, delle sicurezze etc..</p>
<p style="text-align: justify;">La SIA è intrinsecamente femminilizzante e questo suo carattere si manifesta progressivamente ad ogni successivo stadio del suo sviluppo. Tecnica (effetto e causa della SIA), femminilizzazione e femminismo sono fenomeni diversi ma strettamente correlati e tutti sinergici e simbionti. SIA: una creazione maschile che sembra fatta precisamente sul calco delle polarità femminili. Nessuno stupore che le DD vi si siano placidamente “accomodate”. “Liberami di te, amore!” &#8211; “Ecco fatto, tesoro!”.</p>
<p style="text-align: justify;">IL VERSANTE CULTURALE</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; necessario non equivocare: i fatti soprarichiamati rappresentano fattori condizionanti ma non determinanti giacché tutte le relazioni sociali  si collocano in una zona intermedia tra la dimensione materiale e quella immateriale (culturale in senso ampio).</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, se la componente materiale fosse meccanicisticamente determinante,la storia sarebbe senza aperture (sarebbe prescritta), ogni azione mirante a orientarne il corso sarebbe assurda, la responsabilità individuale e collettiva svanirebbe ed il valore dei fattori culturali sarebbe nullo. Ma la storia stessa mostra che non è così ed il presente lo conferma. Se conoscenza e valori (che danno forma alla psiche collettiva) fossero ininfluenti la propaganda non avrebbe motivo di esistere. Nel nostro caso, il pestaggio morale antimaschile non avrebbe ragion d&#8217;essere e l&#8217;intera Grande Narrazione Femminista non sarebbe che uno sterile vaniloquio: un puro rispecchiamento di rapporti di forza materiali. Invece essa è feconda e produttrice di valori: ossia di comportamenti orientati, condizionati, mirati. Poiché a questo argomento è dedicato il mio saggio (Qmdt, disponibile in rete) rimando ad esso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel rapporto tra i sessi poi, i fattori psicoemotivi hanno un peso ancora maggiore che nelle altre relazioni (e in quello genitori-figli essi sono decisivi).</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sono quindi due versanti da tenere in considerazione e sui quali possiamo agire con diversa incidenza. In modo (potenzialmente) incisivo, diretto e fattivo su quello culturale, in modi tutti da individuare e con effetti tutti da valutare su quello materiale, ossia sulla forma socioeconomica della società occidentale postindustrale globalizzatrice ( “capitalismo assoluto” per dirla con C. Preve). La dimensione culturale è una roccaforte (potenzialmente) conquistabile, ma che dire di quella materiale ed economica (strutturale, per usare un concetto marxista)?</p>
<p style="text-align: justify;">SOCIETA&#8217; INDUSTRIALE O CAPITALISMO?</p>
<p style="text-align: justify;">Quella che segue non è una questione di lana caprina, ma di sostanza nella lettura del reale e del possibile e perciò nel posizionamento ideal-politico del Movimento maschile in tutte le sue componenti (gruppi e individui) ovunque si collochino, nonché nella individuazione delle possibilità di incidenza della nostra azione.</p>
<p style="text-align: justify;">La SIA coincide con il capitalismo o questo ne è solo la forma passata e attuale? Questa è la domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Se con il termine “capitalismo” si intende puramente e semplicemente riferirsi alla “società industriale” sotto qualsiasi forma e in qualsiasi stadio del suo sviluppo, allora la QM pone – ed è &#8211; una critica (nella teoria e nella prassi) al capitalismo stesso, giacché SIA e capitalismo sarebbero sinonimi. Se invece “capitalismo” è limitato alla società industriale del libero mercato e della proprietà privata (al suo specifico “modo di produzione” &#8211; oggi vincente) allora si ammette l&#8217;esistenza possibile di una diversa SIA, fondata bensì su un modo di produzione non capitalistico (oggi tutto da inventare) ma, nel suo carattere centrale (riferito alla QM), analoga in quanto espressione di un nuovo stadio del suo sviluppo ma preservatrice dell&#8217;attuale squilibrio strutturale tra i sessi.</p>
<p style="text-align: justify;">La società industriale è nata in forma capitalistica e ad essa è ritornata, ma dal 1917 (o almeno dagli anni Trenta) al 1989, in una vasta parte del mondo si è articolata in una diversa versione. Abbiamo avuto per 70 (o 40/50) anni, due società industriali: una capitalista (libero mercato e proprietà privata) e l&#8217;altra comunista  (proprietà statale a economia pianificata). Storicamente (de facto) è esistita dunque in due versioni fino ad un certo stadio di sviluppo, da identificarsi con il passaggio dalla società dell&#8217;industria pesante a quella dell&#8217;industria leggera e dei servizi. Se nel passato ha avuto più forme, nel futuro potrà accadere lo stesso? Potrebbe abbandonare quella che oggi ha?</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma la domanda è: la SIA, società della tecnica (o la “Tecnica” tout court) coincide necessariamente con il capitalismo o la sua attuale forma (capitalistica) è solo un fenomeno contingente? Con la fine dell&#8217;uno muore anche l&#8217;altra (e viceversa) o può quella durare e svilupparsi senza questo, sotto altri &#8216;modi di produzione&#8217;, in altri contesti, in altre forme, sotto altri cieli e valori?</p>
<p style="text-align: justify;">Se la critica/condanna del capitalismo include anche quella della SIA, comunque data, ciò indica che ci si oppone alla SIA e la si considera superabile e reversibile. Se invece la critica/condanna si limita alla sua forma contingente (capitalismo), c&#8217;è il rischio di salvare ciò che davvero ha sbilanciato i rapporti F/M: la Tecnica, la quale però potrebbe – in futuro &#8211; anche brutalmente riequilibrarli (almeno in parte, come vedremo).</p>
<p style="text-align: justify;">“Il capitalismo ha i secoli contati”, scriveva G. Ruffolo, ma la SIA postcapitalistica (la società tecnologica, la “Tecnica” di U. Galimberti*6) potrebbe avere addirittura &#8230;i millenni contati. Potrebbe forse costituire il destino umano a tempo indeterminato.</p>
<p style="text-align: justify;">AMBITO DELLA LOTTA E FUTURO DELLA QM</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratti di secoli o di millenni, resta il fatto che, così stando le cose, la QM sembra senza soluzione per molte generazioni a venire.</p>
<p style="text-align: justify;">Di qui l&#8217;attesa e talvolta l&#8217;evocazione aperta della Grande Catastrofe, dello Sconvolgimento Epocale, della Rovina Planetaria della SIA (costruita dai maschi a proprio danno) come condizione della rinascita fondata sul ritorno all&#8217;epoca in cui erano indispensabili. Invocazioni all&#8217;Armageddon provenienti – episodicamente &#8211; da uomini di Dx e di Sx, da atei e da credenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un brutale ritorno all&#8217;equilibrio rappresentato dal millenario, esplicito e crudo, ma al tempo stesso sano e salutare &#8230;baratto.</p>
<p style="text-align: justify;">Eruttazioni di cuori esacerbati,inequivocabili segnali del fatto che non si vede luce in fondo al tunnel.</p>
<p style="text-align: justify;">Ipotizziamo dunque che la Società Industriale Avanzata non smetta di &#8230;avanzare, (a prescindere dalla forma sociale che assumerà)  e che con essa si sia entrati in una condizione irreversibile. Allora saranno irreversibili anche alcuni di quei suoi effetti che hanno sbilanciato il rapporto tra i sessi. Rimanendo sul piano materiale, si può però immaginare che essa potrebbe creare in futuro gli uteri artificiali e la produzione massiccia di amanti sintetiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Due invenzioni (per ora solo a livello di grezzi prototipi) che in effetti lederebbero a fondo il valore del genere F, anche se non è certo che sarebbero in grado di azzerarlo come quello degli UU. In particolare il secondo potrebbe rappresentare un fattore decisivo, benché sia difficile pensare che un corpo in carne ed ossa possa essere sostituito (psicoemotivamente) da una entità sintetica, per quanto “perfetta”.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa prospettiva la SIA starebbe per dare alle FF una stangata (quasi) pari a quella già subita dagli UU.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le cose stanno davvero così? Davvero non c&#8217;è rimedio allo squilibrio se non nell&#8217;evoluzione stessa della SIA e nei suoi venturi (aberranti) ritrovati tecnici? La parità  dovrebbe collocarsi solo al fondo della disumanizzazione e nelle forme dell&#8217;apartheid? I ponti crollati non sono in alcun modo sostituibili, bypassabili e quelli che possono crollare, lo faranno necessariamente?</p>
<p style="text-align: justify;">No, se si riconosce l&#8217;esistenza di condizioni e forze in grado di equilibrare il rapporto ad onta di quei fatti. Ora, non potendosi trovare sul piano materiale (che opera in direzione opposta), quelle forze devono agire nella dimensione immateriale, psicologica e valoriale.  E infatti è là che si trovano ed è a mezzo di una battaglia, o meglio di una guerra culturale – di lunga durata &#8211; che la partita può essere vinta.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza siamo chiamati ad intervenire nella dimensione psichica, a rigenerare il sistema simbolico, l&#8217;insieme dei valori (stati, condizioni, dinamiche psicoemotive) che presiedono, regolano e guidano la relazione M/F e l&#8217;intera società. Si sa e, prima ancora, si sente che quello è il terreno di lotta. Di qui il fascino oscuro – quasi inconfessabile – dell&#8217;Islam (comunque lo si giudichi), che fonda la sua forza sulla difesa di un sistema simbolico intatto e che ne protegge l&#8217;integrità in tutti i modi, come se temesse che, corroso quello, la rovina dilaghi. I talebani considerano la Tv un&#8217;arma impropria pericolosissima, benché dal monitor non escano bombe. Hanno ragione, ne escono le psicobombe della seduzione, le quali devastano (“corrompono”) il territorio-base della civiltà: la psiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora quelle forze e dinamiche immateriali che di fatto agiscono in direzione mortifera possono e devono agire nell&#8217;altra, quella salvifica.</p>
<p style="text-align: justify;">La QM innesca un aperto conflitto culturale volto a modificare lo stato psichico collettivo attraverso la costruzione di un nuovo racconto maschile, da gettare sul piatto della bilancia. Vi è inclusa la riumanizzazione della relazione. Un nuovo Passato e un nuovo Presente per un futuro vivibile. Sotto qualsiasi cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">RDV</p>
<p style="text-align: justify;">*1) Società Industriale Avanzata (SIA): ogni periodizzazione/denominazione di processi, eventi e fenomeni è sempre criticabile, precisabile, modificabile, sostituibile. (Vedasi Società dell&#8217;industria pesante, S. dell&#8217;industria leggera, S. dei servizi, S. postindustriale, S. del Terziario, S. del Quaternario etc. etc.: dove, quando, fin quando, perché, etc.- Ad es. il termine SIA – che a qualcuno può persino suonare nuovo &#8211; è stato criticatissimo a Sx negli anni 70/80 per ragioni che qui tralascio). L&#8217;importante è non fissarsi sul dito ma guardare la luna.</p>
<p style="text-align: justify;">*2) Orgasmo come fatto psichico: ogni entità/evento/esperienza ha ovviamente un sostrato materiale. Si tratta di capirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">*3) Postmoderno: vale quanto alla prima nota. Si possono/devono fare molte precisazioni sul senso attribuito da Schumpeter a “femmimismo” e “capitalismo” nonché sul significato di “moderno” “postmoderno” etc. Ad es. anche il femminismo “classico” dell&#8217;Ottocento-primo Novecento era un prodotto del capitalismo (nella sua fase di sviluppo che precede la SIA). Etc. etc.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente si può opinare sull&#8217;uso del termine “classico” etc. etc.</p>
<p style="text-align: justify;">*4) &#8230;intravedere come certo&#8230;: ovviamente nulla è certo, perciò si dice che non bisogna fare previsioni &#8230;sul futuro. Qui viene assunta come ipotesi di base la durata sine die della SIA. Se invece crolla, il discorso cambia, ça va sans dire.</p>
<p style="text-align: justify;">*5) URSS (e Cina non citata:): vale la nota *1 con molte altre osservazioni e precisazioni. Tra cui: intendo che la Cina sia un paese capitalista dall&#8217;epoca delle “4 Modernizzazioni” le quali sono state avviate allo scopo di immettere il paese nella SIA, condizione per la creazione della sua potenza economica planetaria. Tesi opinabile (&#8230;come le altre, del resto).</p>
<p style="text-align: justify;">*6) Per quanto ho potuto saperne, né Schumpeter, né Ruffolo, né Galimberti*, né Preve (né infiniti altri) si esprimono sulla questione se il capitalismo coincida necessariamente con la società industriale (si potrebbe però discutere su Galimberti e il suo concetto di “Tecnica”).</p>
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		<title>&#8220;Non mi ucciderai anche tu?&#8221;</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2012/03/28/non-mi-ucciderai-anche-tu/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 15:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ho invitato la mia ragazza a cena. Solita routine: chiamo la pizzeria vicina a casa mia, ordiniamo le nostre pizze preferite per le venti, andiamo a prenderle, torniamo, ci mettiamo a tavola, accendiamo la tv sul 5 mentre va in onda il tg. C’è la Parodi, si proprio lei, che proprio in quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho invitato la mia ragazza a cena. Solita routine: chiamo la pizzeria vicina a casa mia, ordiniamo le nostre pizze preferite per le venti, andiamo a prenderle, torniamo, ci mettiamo a tavola, accendiamo la tv sul 5 mentre va in onda il tg.</p>
<p>C’è la Parodi, si proprio lei, che proprio in quel momento preciso  mette l’aria greve di ordinanza, e comincia a parlare dell’ormai consueta violenza sulle donne, e anzi rilancia dicendo  che forse è il caso di chiamare questa serie di donne uccise da uomini con il termine “femminicidio”. Si avete capito bene: “femminicidio”.</p>
<p>Ascoltiamo il servizio, ci rimettiamo a mangiare in silenzio, lei mi guarda e dice: “Non è che poi mi ucciderai anche te?” Con un tono di voce che mal celava un suo stato d’animo per me inedito, mai visto ne’ sentito, un mix di angoscia remota misto a ironia e incredulità.</p>
<p>La guardo e le dico “Ma sei rincoglionita?!”: il mio stato d’animo però lo conoscevo bene in quel momento, un misto di rabbia di chi è accusato senza aver compiuto il misfatto, condito da un gusto amaro che da lo stomaco era salito in gola strozzandomi leggermente la voce. L’amarezza di chi si sente sconfitto nella maniera piu infame e subdola, quella sconfitta davanti alla quale uno può solo commentare “Ebbravi! Avete vinto pezzi di merda schifosi, ora siete contenti? Siete soddisfatti di aver fatto finalmente centro, luridi infami?” Dammi tre parole: sospetto, angoscia, terrore. La strofa della loro canzone è quasi terminata, ora parte il ritornello del tormentone che tutti dovranno subire.</p>
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		<title>La crescita è donna&#8230;</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2012/03/19/la-crescita-e-donna/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 07:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, voglio segnalarvi questa notizia nella quale mi sono appena imbattuto per caso:  Finanziato con tre milioni di euro Il progetto &#8220;La crescita E’ donna&#8221; In favore dell&#8217;occupazione e della conciliazione vita/lavoro per le donne La Confcommercio di Pescara informa di essere a disposizione di tutte le donne che intendono accedere ai finanziamenti regionali previsti dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici, voglio segnalarvi questa notizia nella quale mi sono appena imbattuto per caso:</p>
<p><strong> </strong><strong>Finanziato con tre milioni di euro</strong></p>
<p><strong>Il progetto &#8220;La crescita E’ donna&#8221;</strong></p>
<p><strong>In favore dell&#8217;occupazione e della conciliazione vita/lavoro per le donne </strong></p>
<p><strong>La Confcommercio di Pescara informa di essere a disposizione di tutte le donne che intendono accedere ai finanziamenti regionali previsti dal progetto &#8220;La crescita e&#8217; donna&#8221; presentato nei giorni scorsi dall&#8217;assessore Regionale al Lavoro, Paolo Gatti. Il progetto regionale prevede uno stanziamento di tre milioni di euro destinati a finanziare tre linee di intervento finalizzate a consentire alla donna di inserirsi nel mercato del lavoro. Il primo di tali interventi prevede incentivi a fondo perduto per l&#8217;avvio di nuove imprese rosa con copertura delle spese di avvio dell&#8217;attivita&#8217;, di investimento e di gestione relative al primo anno di attivita&#8217;. Il secondo intervento prevede invece incentivi a fondo perduto fino a quindicimila euro a favore di qualsiasi impresa che attivi rapporti di consulenza a favore di giovani professioniste operanti nella regione. La terza linea di intervento precede voucher family alle donne con carichi familiari per favorire la conciliazione di vita e lavoro. Al riguardo, la Confcommercio &#8211; dice l&#8217;organizzazione &#8211; e&#8217; a totale disposizione delle nuove imprenditrici per la compilazione delle domande, per la redazione e presentazione del business plan e per l&#8217;assistenza finanziaria e gestionale della neonata impresa rosa. Le domande vanno presentate alla Direzione Politiche Attive del Lavoro della Regione Abruzzo entro il 31 maggio prossimo; per informazioni contattare la Confcommercio di Pescara, sita in Via Aldo Moro 1/3 Pescara tel. 085/4313620 </strong></p>
<p>Alla faccia della competitività.Per far &#8220;crescere&#8221; qualche donna, magari incompetente, va bene anche continuare ad affossare il Paese e, in questo caso, una Regione che a distanza di tre anni dal terremoto, ha ancora il capoluogo e decine di centri storici del cratere distrutti, inaccessibili o in buona parte puntellati. Oppure è un modo da parte del PdL per riconquistare il cuore delle elettrici scese nelle piazze &#8221;scandalizzate&#8221; e come sempre, cadute dai pioppi, per invidia verso le Olgettine?</p>
<p>Saluti,</p>
<p>P. Leo</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.uominibeta.org/2012/03/19/la-crescita-e-donna/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Otto marzo e camere a psicogas.</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2012/03/11/otto-marzo-e-camere-a-psicogas/</link>
		<comments>http://www.uominibeta.org/2012/03/11/otto-marzo-e-camere-a-psicogas/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 10:47:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal blog di Icarus. http://ilvolodidedalo.blogspot.com/ Ho trovato per caso questo blog facendo una ricerca su google sull’ ingiustizia della celebrazione della festa dell’ 8 marzo. Per oggi la nostra prof ci aveva assegnato un tema a soli noi maschi in cui dovevamo celebrare la donna, mentre alle ragazze è stato assegnato un tema in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal blog di Icarus.<br />
<a rel="nofollow" href="http://ilvolodidedalo.blogspot.com/">http://ilvolodidedalo.blogspot.com/</a></p>
<p>Ho trovato per caso questo blog facendo una ricerca su google sull’ ingiustizia della celebrazione della festa dell’ 8 marzo. Per oggi la nostra prof ci aveva assegnato un tema a soli noi maschi in cui dovevamo celebrare la donna, mentre alle ragazze è stato assegnato un tema in cui dovevano esprimere la loro opinione su come devono porsi i maschi con le donne,e non vi dico quanta cattiveria e scherno hanno espresso contro i maschi nei loro temi. Oggi ci ha fatto leggere i nostri temi, e devo confessare che per me è stata un umiliazione. Sono stato costretto a scrivere cose che non penso perchè ho paura di essere bocciato. E non posso protestare con nessuno perchè ho paura che la mia prof si può vendicare. E inoltre ho visto che nessuno dei miei compagni ha protestato conto questo fatto.<br />
Un caro saluto a tutti voi. Grazie a voi ora non mi sento più solo.</p>
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		<title>Abbiamo un regalo da fare&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 08:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, di seguito il link ad un testo su Avvenire scritto da una donna che ringrazia i maschi. Come dice la Bibbia? Basta un giusto per salvare una città di iniqui. Forse basta una donna giusta a salvare le  donne che sono ormai travolte dall’inganno ideologico e dal male? http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/abbiamounregalodafare.aspx]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici, di seguito il link ad un testo su Avvenire scritto da una donna che ringrazia i maschi. Come dice la Bibbia? Basta un giusto per salvare una città di iniqui. Forse basta una donna giusta a salvare le  donne che sono ormai travolte dall’inganno ideologico e dal male?</p>
<p><a href="http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/abbiamounregalodafare.aspx">http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/abbiamounregalodafare.aspx</a></p>
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