C’è un meccanismo ormai collaudato nell’arena mediatica e sui social network, che scatta ogni volta che l’ortodossia ideologica dominante si sente sfiorata dal dubbio: la sacralizzazione della vittima usata come ariete censorio. Il post di Goffredo D’Antona sui “vannacciani” e sul “partito della feccia” ne è un esempio da manuale, e merita una risposta puntuale — nel merito...
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