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30 set 2011  |  275 Commenti

Guardare e non toccare…

Gli uomini sono sottoposti 24 ore su 24, per la strada, in televisione, sui giornali, al cinema, nei luoghi di lavoro come in quelli di svago, ad una costante e continua sollecitazione sessuale destinata a rimanere inappagata, e quindi frustrata, con tutte le implicazioni del caso. Un vero e proprio bombardamento che ha l’obiettivo di tenerli costantemente sulla corda.
Questa sorta di “smutandamento” che gli uomini sono costretti a subire quotidianamente non ha nulla a che vedere, neanche lontanamente, con il concetto di libertà sessuale. Anzi, più cresce il primo e meno si afferma la seconda.
Naturalmente questo fenomeno viene interpretato dalla vulgata dominante a senso unico e in due differenti modi, assolutamente in contraddizione l’uno con l’altro. Da una parte si afferma che le donne sarebbero obbligate a porsi in una certa maniera perché costrette dagli uomini e dal potere maschilista che le vuole ridotte ad oggetti sessuali. Dall’altra, le stesse identiche persone che sostengono questa tesi, nel momento in cui gli si fa notare che in realtà determinati atteggiamenti sono assunti in piena consapevolezza, ribattono che le donne hanno il diritto di agire come più gli aggrada e in assoluta libertà.
Delle due l’una. Non si sfugge. Le due ipotesi non possono convivere. Sarebbe una contraddizione in termini. Se ciò che chiamiamo “smutandamento”, cioè l ‘assunzione da parte della grande maggioranza di donne di alcuni comportamenti, modo di vestirsi, di conciarsi, di porsi, di esporre o non esporre (e tutta l’infinita serie di richiami, messaggi, input, tattiche e contro tattiche, giochi e controgiochi…) il proprio corpo e di mettere in atto determinate modalità seduttive, è il risultato del loro libero arbitrio, è logico e conseguente che questi stessi comportamenti e modi di agire non potranno essere il frutto di una volontà coercitiva. L’una esclude l’altra.
In parole ancora più povere, hanno l’ardire e la faccia come il bronzo di spiegarci che una donna che passeggia serenamente per la strada con una minigonna “girofica” oppure con uno “spacco ascellare” e il perizoma infilato tra le chiappe provocando il panico tra i passanti, è costretta a farlo dalla cultura maschilista che glielo impone con le buone o con le cattive, ma che al tempo stesso è una sua libera scelta. E se qualcuno ha qualcosa da obiettare che si facesse una bella doccia fredda oppure si voltasse dall’altra parte…
Naturalmente, ci mancherebbe altro, viene escluso a priori che questi comportamenti siano animati da narcisismo, egocentrismo, volontà di sedurre, di piacere, perché, come ben sanno tutti, le donne non vogliono mai essere apprezzate per il loro aspetto estetico (figuriamoci…) ma per la loro personalità (salvo poi sprofondare nell’oscurità abissale di una crisi depressiva se per una volta gli capita di non piacere a qualcuno, ma questo è un altro discorso…).
D’altro canto si nega anche il fatto che la seduzione possa costituire uno strumento di gestione, controllo e dominio sull’altro e men che meno un comportamento concettualmente (e spesso anche praticamente) strumentale. Figuriamoci…
In tutto ciò, ovviamente, ci si guarda bene dal mettersi, anche solo per un attimo, dalla parte degli uomini, di osservare il fenomeno dal loro punto di vista. Come se non esistessero. Come se essere sollecitati sessualmente dalla mattina alla sera per ogni giorno della propria vita, in un meccanismo di sistematica sollecitazione-frustrazione del desiderio, non fosse una forma di violenza costante, continua, sottile, che scava e scava come una goccia cinese, giorno dopo giorno, fino a penetrare in profondità nella psiche maschile, provocando alla lunga dei danni forse non apparentemente visibili e invece devastanti sotto il profilo psicologico.
Ma dov’è il paradosso di questa situazione, per lo meno per gli osservatori più superficiali?
Ci si aspetterebbe che a tutta questa esposizione di sesso scaraventato in faccia agli uomini, corrispondesse una libertà sessuale in misura quanto meno proporzionale. E invece, come tutti sappiamo e come spiegavamo all’inizio, è esattamente il contrario.
Quindi, “guardare e non toccare”, questa è la condizione maschile, nella speranza che qualcuna, dopo essere stati ammessi a corte (il che non è ovviamente affatto scontato) e dopo opportuna recita da parte maschile, decida che “Sì, forse si può fare”. Ma con chi, come, quando, perché e se? E quali sono i criteri di questa “selezione” a senso unico?
Ora, nessuno mai si interroga sugli effetti che potrebbe produrre e produce tutto ciò.
Io affermo che tutto ciò produce sofferenza, frustrazione profonda, dolore e violenza. Soprattutto in coloro che non hanno i mezzi , la forza interiore e le possibilità umane, sociali, economiche, psicologiche, per potersi relazionare in modo relativamente sereno, equilibrato e consapevole con questa situazione. E sono tanti.
E cosa generano purtroppo la violenza e la frustrazione? Altra violenza e altra frustrazione.
Naturalmente, prima che i soliti avvoltoi (e loro consorelle) si lancino sul loro misero brandello di carne, diciamo subito che da queste parti condanniamo ogni forma di violenza senza se e senza ma, e che nessun atto di violenza può essere in alcun modo giustificato. Ma una cosa è giustificare e un’altra capire.
E allora non si capisce perché il caso di una donna che annega suo figlio in una vasca da bagno e poi lo getta in un cassonetto dell’immondizia debba essere affrontato da un punto di vista prevalentemente psichiatrico mentre quello di un uomo che commette violenza sessuale, solo e solamente come un fenomeno criminale, al punto di arrivare a sospendere qualsiasi garanzia costituzionale e qualsiasi beneficio di legge (credo che neanche i mafiosi sottoposti al famigerato regime di 41 bis “godano” di un simile “privilegio”). Per non parlare del risvolto psicologico e mediatico di massa di tutta la vicenda. La prima viene fondamentalmente compatita e assolta (“è una “poveretta”, questa la vulgata corrente) mentre sul secondo si abbatte la scure dell’ignominia e della vendetta sociale (“è un criminale ancor peggio di un omicida”), considerato peggio di un mafioso assassino mandante di assassinii, di uno stragista, di uno spacciatore di droga, di un trafficante di armi o di organi, di un criminale di guerra oppure di uno che ha deliberatamente gettato sul lastrico migliaia di famiglie per le sue speculazioni finanziarie. Non solo. A nessuno (fortunatamente) è mai passato per la mente di linciare una infanticida, anche colta in flagranza di reato. Al contrario uno stupratore colto sul fatto, se non fosse per l’intervento delle forze di polizia, verrebbe sicuramente linciato dal branco senza tanti complimenti, proprio come nei film western.
Cosa si nasconde dietro a questa evidente asimmetria di giudizi rispetto a due fenomeni che sono entrambi essenzialmente il risultato di una condizione complessiva di profonda sofferenza (psicologica, sociale, ambientale, familiare, fisica ecc.)?
La prima è solo una psicopatica depressa e il secondo solo un criminale? Oppure sia nell’un caso che nell’altro ci sono alle spalle delle problematiche di vario genere, sociali e psicologiche, una sofferenza profonda che affonda le sue radici in tanti aspetti dell’esistenza e che spinge questi individui, uomini e donne, a comportamenti criminali?
Io credo che sia giunto il momento di affrontare anche problematiche assai spinose (è dir poco…) come queste. Mettere la testa sotto la sabbia non serve alla comprensione della realtà ma solo ad alimentare l’ipocrisia e logiche securitarie classiste e sessiste”.

275 Commenti

sandro 1:36 pm - 5th ottobre:

Io credo che lo sbaglio madornale stia nel confondere l’ esibizione con la disponibilità. Il fumo con l’ arrosto.
Pure i concessionari mettono in vetrina auto lussuose, ma la gente, se non ne ha la possibilità, si guarda bene dallo svenarsi per comprarsele.
Se ci si arriva a capirlo per quanto riguarda le auto, non si capisce perché non ci si possa arrivare per quanto riguarda le donne.
Bisognerebbe chiarire finalmente una volta per tutte che, per quanto riguarda le donne, esibizione e disponibilità seguono un rapporto di proporzionalità inversa.
Si pubblicizza a tappeto un prodotto quando si vuole supplire alla sua scarsa convenienza: in mezzo ad una moltitudine di individui raggiunti dal messaggio il “pollo” si trova più facilmente.
Il cd. “pacco” ha sempre un involucro curato, ma dentro ci trovi inevitabilmente un mattone.

Luke Cage 2:34 pm - 5th ottobre:

C’era un’altra lettrice che aveva avanzato questo accostamento tra la vendita delle belle automobili e la provocazione sessuale femminile,inutile dire che la discussione andò degenerando, in parte a causa della consueta miopia e rifiuto delle donne di prendere in considerazione i risvolti umani e psicologici richiamati da Fabrizio nel suo commento e in parte per questioni di altro tipo su cui preferisco non soffermarmi.
A proposito di donne e automobili propongo il seguente video:

http://www.bu2z.com/video/importfest-2010.html

inutile dire che non ho riconosciuto e non ho notato nessuno dei modelli di automobili comparsi nella clip.
Tra un pò ci verrà negata anche la libertà di masturbarci,inventeranno un apposito chip inibitore o ci costringeranno ad una qualche cura tramite medicinali per prevenire e reprimere sul nascere l’arrapamento non approvato da “qualche” ministero.
Nel frattempo se decido di andare a farmi fare una sveltina da una professionista corro anche il rischio di essere fermato dalla gendarmeria…questa è la realtà dei maschi “oppressori”…!

mauro recher 4:57 pm - 5th ottobre:

bello ,veramente bello il commento di Fabrizio ,mi devo ricredere sui Laziali (scherzo dai ) ….praticamente era la stessa cosa che era venuta fuori nel forum del corpo delle donne ,che trattava di queste problematiche ,la colpa è sempre dell’uomo ,sempre e comunque , ho fatto notare che anche gli uomini cominciano a spogliarsi a mostrare tartarughe perfette che ,francamente non faccio pazzie per vedere corpi nudi esibiti ,non sono ipocrita ,dfi certo non dispiace ,ma ho notato che ,se questa viene una costante ,diventa una forzatura ,come ho scritto nel mio reading ,tu continui a morire nei posti di lavoro ,ma vuoi mettere la soddisfazione di vedere un culo nudo alle 8 meno qualcosa di sera (parlo del culo di Belen) ??
Sono di Vicenza ,e dalle mie parti si è fatto grande clamore che usavano le donne nude come vassoio ,io lo trovo una cosa di cattivo gusto ,inutile e senza senso , mio padre ,che ha visto il solito dibattito ,sulla solita tv (canale 5) che si potrebbe chiamare tv d’Urso …. ha visto una Mussolini esagitata ,ma sapete cosa hanno risposto le ragazze che lo facevano (non costrette da nesuno) che ,fare il “vassoio” 3 ore al giorno prendevano molto di più che lavorare come cassiere al supermercato , ma è una cosa vecchia ,sempre mio padre ,per un periodo di tempo faceva il tassista di notte ,e caricava spesso prostitute (da chiarire senza il pappone e non schiavizzate) ,era venuta fuori la legge Merlini , al che mio padre gli chiese se adesso cambiavano lavoro….la loro risposta ?? “fossi matta, prendo più in una sera che in un mese in fabbrica ” ma allora mi chiedo ,non è che ,in questo mondo maschilista le donne (non tutte ovviamente) si trovano a loro agio???
sui crimini la penso esattamente come Fabrizio ,i crimini sono crimini , e credo poco importi il sesso di chi li fa ,d’altronde lo dice anche la costituzione che non bisogna fare distinzione di sesso , purtroppo il media mettono sempre in risalto l’uomo ,specialmente se brutto e quindi cattivo ….
a tal proposito credo che vada a penello una canzone dei punkreas
http://www.youtube.com/watch?v=ZF7Ydejj-OA

Rino 5:16 pm - 5th ottobre:

Sui caratteri e le conseguenze dello spaccio legale di erotina concordo pienamente.

1- La contraddizione tra “libera mutanda” e “mutanda obbligata” è quella là ed è smaccata. Emerge anche in quest’altra “denuncia” femminista:
qui sono obbligate al denudamento, nei paesi islamici invece sono obbligate a coprirsi. Sono sempre “obbligate”.

2- Il paragone non va certo fatto con i saloni delle auto. Va fatto con la fontana d’acqua fresca per un assetato, una tavola imbandita per un affamato. La bustina di ero per un tossico. Lo smutandamento è spaccio di erotina.

3- Il peso di questo stimolo/ricatto secondo me è grandissimo ed è uno dei fattori della subordinazione maschile. E’ difficile esagerarne il ruolo. Esso mantiene le masse maschili permanentemente in stato di innamoramento, ossia nella posizione di colui che sente di dover dare, regalare, accondiscendere, corteggiare. Una condizione collettiva di subordinazione.

4- E’ vero anche che al crescere dell’esposizione non corrisponde l’offerta reale. Anzi, forse è proprio il contrario. Un colossale esercizio di civetteria, il cui presupposto è il non dare. Solo cattura di sentimenti. Esposizione di un valore cui la massa degli uomini non può contrapporre nulla. Nulla da mettere sull’altro piatto della bilancia.

5- “Mi vesto come voglio!” fregandomene degli effetti sugli uomini. Ossia: mi comporto come se gli uomini non esistessero. Infatti, sul piano del valore, gli uomini non esistono davvero, e quando non esisti su quel piano non esisti e basta. Possiamo comportarci come se X non esistesse quando:
a) X non esiste più perché è morto
b) X vale zero.

U vale zero.

RDV

Marco 5:22 pm - 5th ottobre:

Condivido in larghissima parte il post di Fabrizio.
Riguardo alle risposte date a Kaisaros, su yahoo, c’è da dire che ancora una volta le donne non hanno perso occasione per sputare veleno contro gli uomini.
Da parte loro c’è una violenza verbale, una misandria, un disprezzo contro tutto ciò che è maschile a dir poco impressionante. Tuttavia la frase che più mi ha fatto incazzare è questa, scritta dal solito “playboy”, che definire servile è poco.
@
La violenza è un altra cosa, bello…che paragone fai ? La donna può fare quello che vuole, e se si vuole spogliare meglio…se si vuole coprire va bene lo stesso, tanto sotto è nuda lo stesso, per chi sa arrivare sotto i suoi vestiti…Questi discorsi mi danno molto fastidio, le donne sono per chi le sa conquistare, e la sua scelta deve essere il più possibile libera…La violenza sulle donne è sessualmente uno schifo vero….
@

Leonardo 6:39 pm - 5th ottobre:

Se per caso le ragazze e i loro latin lover di quel sito dovessero affacciarsi vorrei che vedessero questo:

http://3.bp.blogspot.com/_LikzyndVj-g/SVuxQbDQKoI/AAAAAAAA3Ho/pJ_4HBZ5rbM/s400/Joe+Dallesandro60.jpg

è violenza?

Mizio 7:27 pm - 5th ottobre:

(Sandro) – Pure i concessionari mettono in vetrina auto lussuose, ma la gente, se non ne ha la possibilità, si guarda bene dallo svenarsi per comprarsele.
>>>>>
C’e’ una sostanziale differenza tra una bella auto e una donna sexy, anzi due.
1 – L’ auto la devi comprare mentre una donna non si compra, per cui se non hai i soldi te ne fai una ragione e l’ auto non la compri. Se proprio ci tieni ad averla lavori sodo, cerchi di guadagnarti quei soldi che ti servono e la prendi. Per la donna invece il discorso e’ completamente diverso, non vale la legge del: “piu’ divento fico, “piu’ ci so fare” con le donne piu’ le conquisto per cui come si e’ gia’ discusso in altri articoli forme di corteggiamento e seduzioni estenuanti non valgono i risultati ottenuti e spesso e volentieri si rimane a bocca asciutta. Per l’ automobile sai che se hai il denaro sufficiente te la compri ed e’ un fatto matematico.
2 – L’ automobile a differenza di una donna dal punto di vista attrattivo non provoca alcun impulso sessuale ma solo un attrazione visiva che “svapora” non appena giri l’ angolo e guardi altri negozi.

Silent Hill 8:39 pm - 5th ottobre:

Esattamente. Tutto ciò viene a confermarsi punto per punto ciò che ha sempre detto Icarus nelle sue elaborate e impeccabili analisi su provocazione sessuale,violenza sessuale e suoi risvolti . Il fatto è che purtroppo ci sono uomini facilmente aizzabili ( che sono una minoranza ovviamente, la maggior parte è normale e quindi si sa contenere)

Alessandro 8:58 pm - 5th ottobre:

Secondo me il problema è rappresentato proprio da questa non corrispondenza tra quanto si mostra e quanto si concede. In un certo senso questo è tipico dell’indole femminile, che, come da sempre si sostiene, ha nella civetteria uno dei suoi aspetti caratterizzanti. Alla donna piace il gioco della seduzione, non passare al dunque, se non con l’”uomo giusto”o per trarne in qualche modo un tornaconto. La nudità femminile in sè non lascia l’uomo in uno stato di frustrazione, perchè altrimenti le società primitive che ancora sopravvivono, in cui la nudità è piuttosto esposta, dovrebbero essere composte da uomini messi peggio di noi, il che non corrisponde al vero sotto questo aspetto, ma è la difficoltà ad appagare i propri bisogni, desideri sessuali che crea disagio. Se io ho la pancia piena non sbavo certamente guardando le vetrine piene di prelibatezze. La “provocazione sessuale” è così percepita perchè viviamo in una società dove la sessualità è repressa. in un certo senso possiamo dire che oriente e occidente, pur cos’ diversi, sono accomunati da questo. Non credo che la soluzione sia “rivestire le donne”, quanto rendere la sessualità più matura e libera, come in UB si sostiene.

Red. 9:22 pm - 5th ottobre:

Per me l’analisi di Fabrizio è bella, ma non esamina una possibilità; forse la più incredibile, e forse x questo non analizzata; ma forse anche la più probabile: chi emana le leggi conosce bene il proprio pollaio e sa che questa oggi è un’emergenza e come tale viene trattata, alla stregua dei delitti di mafia. Perchè è un’emergenza? Penso che chi governa sappia bene anche questo.

Roberto 11:41 pm - 5th ottobre:

Personalmente mi ritrovo nelle parole di quella tale Alia:
>>>
Tu sottovaluti un dato importante: l’assuefazione.
L’essere esposti continuamente ad un certo tipo di stimoli, fa sì che quegli stimoli, nel corso del tempo, abbiano un impatto sempre minore.
>>>
Per me è così; oggi, che non sono più un giovanotto e sono ormai abituato a vedere le nudità femminili, non provo più gli stimoli di un tempo, perché assuefatto.
Per gli altri non so.

Luke Cage 12:23 am - 6th ottobre:

Il problema della sovraesposizione maschile agli stimoli sessuali lo trovai più volte esaminato sul già citato blog di Raffaele/Icarus10. in articoli come il seguente:
http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2009/08/provocazione-sessuale-e-suoi-effettii.html
dove trovai per la prima volta delle considerazioni molto coraggiose e “sul filo del rasoio” su questo tema.
Inutile dire che se non ci si esprime con la dovuta cautela (come d’altronde è stato fatto sia su questo sito che in quello linkato) quando si dicono e si scrivono certe cose nell’odierno contesto si corrono dei rischi, ma anche questo è sintomatico dell’ipocrisia, dell’oscurantismo e della repressione che si celano dietro questo paradiso artificiale di corpi irraggiungibili.

Raffaele 12:40 am - 6th ottobre:

Per me l’analisi di Fabrizio è bella”(Red)
Ah sta bene, l’analisi di Fabrizio su provocazione sessuale e violenza sessuale, che è anche la mia analisi che lui da sempre ha condiviso, “è bella”. Non può che farmi piacere dopo cotanto fango e calunnie che sono state riversate contro il sottoscritto, Icarus.10, proprio per via di queste sue analisi, ora improvvisamente, divenute “belle”. Allora, l’”Icarus che ha problemi mentali” aveva ragione sul connubio provocazione sessuale/violenza sessuale e quando invitava il MoMas ad abbandonare ogni politcally correct sulla violenza sessuale e quindi a non giudicarla solamente dal punto di vista criminale ma anche e soprattutto sociale e psicologico. Calunnie e diffamazioni furono il risultato contro il sottoscritto. Ora attendo, pretendo scuse, pubbliche scuse da chi, sostenendo consapevolmente il torto mi infamò per le mie vedute coraggiose e corrette.Vedute che sono quelle del MUB.
” Penso che chi governa sappia bene anche questo.”(Red)
Ci governa la Lega Nord, non certo la sinistra. Ed è stata la Lega Nord a creare questo clima di forcaiolismo ed emergenza a riguardo dei reati sessuali, chiedendo e ottenendo tra l’altro l’approvazione di quelle leggi liberticide(“Decreto Maroni”) sulla violenza sessuale sulle quali anche la Consulta ha dato parere negativo. La sinistra è femminista quanto si vuole, ma conserva nel suo “Dna” politico il rispetto dei diritti umani. La Lega, no. Non si può mettere sullo stesso piano la pur femminista Rosi Bindi con una forcaiola Lussana, oppure con Calderoli, Gentilini, Borghezio e pessima compagnia varia.
La Lega è la distruzione dei principi umani. E’ forca. E’ vendetta. E’ mancanza di umanità. E’ mancanza di solidarietà. E’ mancanza di pietà.
E’ il Male.

sandro 1:28 am - 6th ottobre:

“L’ auto la devi comprare mentre una donna non si compra”

Questo è tutto da dimostrare.
Non la comprerai dandogli direttamente dei soldi (a parte le prostitute), ma, con quello che con i soldi puoi offrirgli, di sicuro ne compri la maggior parte.
I vecchi dalle mie parti sono soliti dire al riguardo:
“o con la farina o col grano, comunque sia, paghi”.
E più soldi hai a disposizione, più la rosa di possibilità si allarga in modo esponenziale.
Altrimenti spiegatemi come faceva uno come Gaucci a stare con una di 25 anni.
Perché è bello? perché ha fascino?
Ma andiamo, siamo seri.
Di esempi di questo tipo ne posso fare a iosa.
Mai visto in vita mia un bruttone ricco che avesse problemi a trovarsi le donne.
Questo dovrebbe dirla lunga riguardo le cd. “qualità” che le donne cercano negli uomini.
La donna per l’ uomo è un fine, l’ uomo per la donna è un mezzo.

sandro 2:29 am - 6th ottobre:

“Il paragone non va certo fatto con i saloni delle auto. Va fatto con la fontana d’acqua fresca per un assetato, una tavola imbandita per un affamato. La bustina di ero per un tossico”
Io non mi sento affatto un drogato.
Un discorso così mi ci può stare riferito a un ventenne inesperto in preda agli ormoni, ma a 30, 40, 50 anni uno dovrebbe aver maturato quel minimo sindacale di coscienza critica che gli permetta di rapportarsi con un minimo di lucidità a dinamiche di questo tipo.
Se non altro per le tranvate tra capo e collo sicuramente ricevute nel corso degli anni come più o meno tutti.
Se poi l’ esperienza non gli insegna proprio niente, allora è meglio che si faccia una bella curetta di fosforo per schiarirsi le idee.
Il testosterone non può essere un alibi a vita, dato che non abbiamo solo quello, ma pure un minimo di facoltà intellettive e di istinto di conservazione e, perché no, di orgoglio.
A farci una botta di conti siamo buoni tutti, e di lì a comportarsi di conseguenza il passo non è che sia poi così lungo e difficile: basta volerlo.
Il problema sono quelli che non sanno, certamente non quelli che sanno e perseverano. Quelle sono scelte.

Leonardo 11:48 am - 6th ottobre:

Il paragone donne-motori significa che ti devi fare la macchina per andare con le donne.
Il guaio è che la donna non è una macchina ma un essere umano, spesso dispotico e misandrico, con cui bisogna instaurare un rapporto spesso complicato di corteggiamento; conosco donne che non me ne frega niente di uscirci e altre stronzate, a volte mi viene voglia di dirgli: mi fai un fellatio?

Fabrizio Marchi 5:34 pm - 6th ottobre:

Dicevamo in proposito…
http://www.unita.it/notizie_flash/142645/omicidio_neonatobrunomamma_non_percepisce_feto_come_figlio
Proviamo a pensare se Bruno avesse utilizzato lo stesso metro per giudicare l’operato di un uomo colpevole di violenza sessuale.
La qual cosa suonerebbe più o meno in questo modo:”Un uomo può arrivare a violentare una donna appena incontrata per la strada perché non la percepisce come tale, cioè come un essere umano come lui”.
Cosa accadrebbe il giorno seguente se lo stesso Bruno rilasciasse una simile dichiarazione? (di fatto “giustificando” sia pur velatamente il fatto come ha fatto nel caso di cui sopra…) Forse espulso dall’ordine degli Psichiatri? (cosa che, peraltro, non sarebbe del tutto sbagliata, se si limitasse a queste parole…). Di certo non metterebbe più piede nel salotto dell’altro Bruno…Vespa…e di tutti gli altri…
E non è un caso che sia stato scelto un famoso psichiatra per commentare un episodio del genere. La stessa cosa non avviene ovviamente mai nei casi di violenza sessuale, in cui, se ci fate caso, gli intervistati sono sempre funzionari di polizia o dei carabinieri. Come se un uomo che violentasse una donna non fosse altrettanto disturbato a livello psichico profondo (anche in modo molto grave, aggiungerei…) di una donna o di una madre che strangola suo figlio…
E’ evidente quindi come di fronte a fatti e a comportamenti gravissimi che necessiterebbero di essere affrontati con un approccio complessivo (psicologico oltre che giudiziario e repressivo) in grado di analizzare il fenomeno nella sua complessità (e possibilmente di lavorare alla sua prevenzione prima che a cose fatte) si risponda sostanzialmente con l’atteggiamento dei due pesi e delle due misure. L’uno è solo e sempre un comportamento di natura psicopatologica, il secondo sempre, solo e comunque di natura criminale.
Non solo. Questa “diversità” nell’affrontare le due problematiche potrebbe produrre e di fatto già produce degli effetti ancora più nefasti sul piano giuridico. Perchè la soppressione della vita di un bambino o di un neonato viene di fatto in questo modo considerata meno grave di uno stupro, che è naturalmente una forma di violenza sia fisica che psicologica gravissima e inaccettabile ma pur sempre meno grave di un omicidio.
A mio avviso, questo aspetto costituisce una stortura molto grave a livello sia etico che psicologico ma potrebbe, come ripeto, arrivare anche a rappresentare un’aberrazione giuridica, laddove questi aspetti arrivassero a condizionare (come di fatto è e non potrebbe essere altrimenti) anche la sfera giudiziaria e giuridica.
In altre parole, è terrificante ammetterlo, ma nell’attuale contesto, sia sotto il profilo giudiziario che soprattutto su quello sociale e psicologico, è preferibile essere accusati di omicidio piuttosto che di violenza sessuale.
Da questo punto di vista siamo più vicini al basso Medio Evo che non ad una società civile, evoluta e democratica del terzo millennio.
Fabrizio

Rino 6:21 pm - 6th ottobre:

Le affermazioni di Bruno derivano da un sistema di valori e lo corroborano.

Sul piano giudiziario (che riflette quei valori) siamo ben al di là di ogni civiltà giuridica.

Basti pensare al fatto che la donna ha il diritto di ricostruire a posteriori la sua volontà passata e che la domanda “In che modo lei espresse la sua contrarietà?” non le viene nemmeno posta.
Così il denunciato, che cadendo dalle nuvole, vorrebbe sapere cosa gli sfuggì, cosa non vide, cosa non capì …non lo saprà mai.

O considerare il contenuto della definizione di molestia “…atto a sfondo sessuale non gradito …. mirante a ledere…”

La contraddizione è smaccata ma perfetta perché onnicomprensiva: nella prima parte si fa riferimento al vissuto femminile (NON alle intenzioni maschili) nella seconda si parla invece delle intenzioni maschili (maligne) perché se non si riconosce che sono cattive come si fa a punirlo duramente?

Il risultato è questo:
1- se D gradisce il mio gesto allora IO non ho intenzioni cattive.
2- se D non lo gradisce ciò prova che IO sono un prevaricatore.
E quindi vengo condannato come se l’avessi pestata a sangue.

Rn

Mizio 6:47 pm - 6th ottobre:

Sandro: “L’ auto la devi comprare mentre una donna non si compra”
>>>>>
Mi riferivo nel senso lato del termine ovvero che l’ automobile materialmente la compri in un autosalone mentre non mi risulta che esistano negozi dove “si vendano donne”. E’ chiaro che se sei economicamente benestante da poter dare una sicurezza economica o abbastanza alpha in altri settori come non so: attore imprenditore eccetera hai maggiori possibilita’ di successo con le donne. Ma parliamo sempre di maggiori PROBABILITA’ e non di CERTEZZA assoluta, quella che tu hai se entri in un negozio, spendi soldi, acquisti un articolo, ti fai rilasciare scontrino o fattura, prendi, porti via e torni a casa.
Riguardo alla compagna di Gaucci… beh e’ chiaro che la 25enne con lui ci sta per soldi mica per sesso o per amore.

Rino 10:34 pm - 6th ottobre:

Insisto.

Fin dai tempi della Grecia esiste in Occidente una diversa valutazione dei danni causati con intenzionalità o meno.

Questa differenza è uno dei caratteri della nostra civiltà e una condizione di sicurezza e di serenità per tutti noi.

Sappiamo infatti che provocare un danno contro la nostra volontà ci costringerà a indennizzarlo, ma non finiremo in prigione (o peggio). Anzi, se provochiamo un danno a qualcuno mentre agiamo per aiutarlo, non siamo nemmeno tenuti al risarcimento. Maldestri, incapaci, imbranati: è il titolo punitivo che ci conquistiamo. Nulla di più.

Su questa base e per questi motivi, se io voglio stabilire (in Occidente) pene severissime a carico di qualcuno, devo necessariamente collocare la sua azione tra quelle mosse dalla volontà di nuocere. Solo allora lo posso bastonare davvero.
Devo attribuirgli una volontà maligna.

Da qui nasce il paradosso della definizione di molestie (e degli altri reati antiF). E’ per questo che un avvenimento interno alla psiche di F (contrarietà) come per magia “trasforma” la volontà di M, ossia interviene nella psiche maschile.

Come nel paradosso EPR, dove una particella toccata qui, agisce istantaneamente su un’altra collocata ai confini dell’universo. E nessuno sa come accada.

Questa di F su M è una forma di telepatia di cui non si aveva notizia.

La deviazione della nostra civiltà dalle sue antiche conquiste è già in questo. E, si noti, è una deviazione che chiama in causa la psiche.
Attraverso questo meccanismo (il mio sentire odierno defìnisce il tuo di ieri) siamo pienamente nel dominio di una psiche sull’altra.

La nostra civiltà ha deragliato ed è tornata all’età preclassica. Chi se n’è accorto?

(Veramente non so se mi sono spiegato bene).

RDV

Red. 10:44 pm - 6th ottobre:

Per Raffaele:
Ma cosa c’entra ora la Lega Nord? Ma lo vedi che sragioni?
Io comunque non intendo invischiarmi in polemiche così basse, per cui non risponderò ad altre sparate del genere.
Anzi, non risponderò proprio più.

Per tutti gli altri:
Con “chi ci governa” intendevo dire chi ci governa da 40 anni in qua; si è sempre detto che la QM è trasversale ai partiti ed io ne resto convinto.
Quello di Fabrizio per me è un tentativo più che lodevole di affrontare la questione sotto un punto di vista un pò diverso dagli altri.
Volevo solo dire che, sempre secondo me, chi si occupa di QM dovrebbe tenere presente anche la possibilità che tutto quello di cui parliamo sia ben noto a…non diciamo a chi ci governa per non incorrere in altri equivoci.. diciamo che il tutto potrebbe essere ben noto a chi avrebbe il potere di cambiare le cose. ..E tuttavia non lo fa.
Ed allora chi si occupa di QM potrebbe avvantaggiarsi domandandosi *perchè* non lo fa, ed analizzando i possibili motivi con maggior impegno.
Ma la mia è un’opinione come un’altra;
ringrazio e saluto
Red.

Fabrizio Marchi 11:28 pm - 6th ottobre:

Per Raffaele e per Red:
Raffaele ha postato un suo commento indirizzato a Red il quale ha replicato, come era suo diritto.
Ciò detto, da ora in poi, se vorranno proseguire nel loro contenzioso, che non riguarda in alcun modo Uomini Beta, potranno farlo sui loro rispettivi blog ma non su questo. Qualora arrivassero altri commenti sia dell’uno che dell’altro relativi a loro vicende personali e non inerenti le materie che stiamo trattando, non saranno pubblicati.
Fabrizio

Luke Cage 2:15 am - 7th ottobre:

Red:
“…diciamo che il tutto potrebbe essere ben noto a chi avrebbe il potere di cambiare le cose. ..E tuttavia non lo fa.”
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In realtà su questo sito si è più volte analizzato questo aspetto, tralasciando il fatto che l’incipit del manifesto fondante del MUB cita anche la capacità del potere di trovare le vie più sofisticate per perpetuarsi (come ad esempio l’esaltazione e la promozione di determinate dinamiche relazionali,per esempio ).
Diciamo che anche su questo tema non è detto che si giunga a delle conclusioni condivise all’interno del MoMas,come è anche giusto che sia date le diversità di punti di vista, analisi e modalità d’azione tra i vari movimenti maschili.

Pupistar_Bianco 12:25 pm - 7th ottobre:

Io sono dell’idea che esibizione coincida con disponibilità.
Ben venga quindi il fatto che ragazze e donne tendano a scoprirsi.

Poi, l’uomo è diverso dalla donna. Nell’uomo, l’area della sessualità e della violenza, sono gestite dalla stessa zona del cervello (l’ipotalamo).
Ed è anche vero che la disponibilità delle donne aumenta, ma solo verso alcuni soggetti. Sta poi all’uomo la capacità di rientrare nei soggetti appetibili dalle donne. E non è difficile per nessuno.

armando 12:28 am - 8th ottobre:

Con le ultime leggi sulle molestie, atti non graditi ma il gradimento dei quali si conosce solo dopo che sono stati fatti, si mette l’uomo nelle stesse condizioni dell’automobilista. Secondo l’art. 147 (mi sembra) del codice della strada, è velocità “pericolosa” quella che non consente al veicolo di fermarsi prima di impattare un ostacolo. Definita in questo modo significa che qualsiasi impatto nasce da velocità pericolosa, ossia che l’unica velocità che non è mai pericolosa è quella pari a zero, cioè l’immobilità.
Allo stesso modo, qualsiasi approccio verso una donna è soggetto ad essere non gradito, e quindi può essere molestia sanzionata per legge. Ne consegue che l’unico approccio sicuro è quello che non c’è, il non approccio. A questo spinge la follia dei tempi moderni, di cui fa le spese l’intraprendenza maschile della cui mancanza si ha poi il coraggio anche di lamentarsi. Oddio, un rimedio ci sarebbe. Munirsi di carta e penna, porre domanda per iscritto: “Signorina, gradisce se le accarezzo una mano?” ed esigere risposta scritta e firmata. “Si gradisco, ma solo uno sfioramento”.
“Signorina, gradisce che le tocchi i capelli?” “Si, giovanotto, ma attento a non scompiglirmeli chè sono stata ieri dal coaffeur”…e così via fino alla fine dopo un estenuante protocollo che neanche un trattato antinucleare.
Rimedio fino ad un certo punto però. Perchè se nonostante la certificazione d’origine controllata, lei scopre successivamente che ha si firmato, ma solo perchè in quel momento le pareva, le sembrava, credeva che….. ma si ingannava perchè in effetti l’inconscio…… perchè si sentiva stranita e come psicologicamente soggiogata…….. perchè non era tanto in sè e la firma le è uscita così, senza consapevolezza di quel che faceva e in pratica le è stata estorta con la gentilezza, allora sono guai lo stesso.

Fabrizio Marchi 12:13 pm - 8th ottobre:

“Io sono dell’idea che esibizione coincida con disponibilità”. (Pupistar_Bianco).
Ecco un altro che ha capito tutto…

Leonardo 1:19 pm - 8th ottobre:

Io sono dell’idea che esibizione coincida con disponibilità”. (Pupistar_Bianco).
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Le prostitute esibiscono, ma se la fanno pagare la loro disponibilità: quindi non sono disponibili.
Quelle poi che sono molto truccate è evidente che non vogliono fare sesso altrimenti si spettinano.

Luke Cage 1:22 pm - 8th ottobre:

“Definita in questo modo significa che qualsiasi impatto nasce da velocità pericolosa, ossia che l’unica velocità che non è mai pericolosa è quella pari a zero, cioè l’immobilità.”
Secondo me l’accusa di stupro può avere dei risvolti anche peggiori : potenzialmente non è necessaria neanche la presenza fisica dell’accusato sul luogo del delitto dal momento che l’onere di provare la propria estraneità ai fatti ricade su chi viene appunto accusato, in barba alla presunzione di innocenza.

Daniele 9:28 pm - 8th ottobre:

Pupistar_Bianco 12:25 pm – 7th ottobre:
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Io sono dell’idea che esibizione coincida con disponibilità.
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Si’, buonanotte al secchio…
Pupistar_Bianco
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Sta poi all’uomo la capacità di rientrare nei soggetti appetibili dalle donne. E non è difficile per nessuno.
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Proprio vero che in materia di femmine i maschi sono dei grandi ingenui, che passano la vita intera a raccontare e a raccontarsi frottole.
Gia’ che ci siamo, leggi cosa scriveva, oltre quattro anni fa, un ex utente del primo forum sulla QM.
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Anche per quanto mi riguarda, infatti, la questione del rapporto tra sesso e sentimento è contrassegnata dalla più profonda contraddizione del mondo femminile, nella sua generalità salvo eccezioni, che è, inoltre, tra le meno denunciate e le più sopportate dal genere maschile.
Mi spiego, anche se credo che sappiamo tutti di cosa si parla.
Mi pongo, fantasiosamente, nell’ottica di un extraterrestre che sbarcasse oggi con la propria astronave sul nostro pianeta per studiare e capire i comportamenti umani.
Tra le prime cose che noterebbe, essendo della più chiara evidenza visiva, ci sarebbe la profonda differenza che caratterizza la figura esteriore femminile da quella maschile. Mentre, infatti, la prima mostra il proprio corpo in tutti i modi immaginabili, richiamando l’attenzione su ogni parte delle sue forme fisiche in modi talmente insistiti da risultare quasi maniacali, il secondo gli apparirebbe del tutto estraneo a questa forma di attenzione fisica, dal momento che copre il proprio corpo quasi completamente con il vestiario e non ne fa mostra in alcun modo.
Ipotizzando, sempre con un gioco di fantasia, che l’extraterrestre scoprisse in qualche modo che uomini e donne uniscono i loro “corpi” nel gioco sessuale traendone piacere, possiamo immaginare verosimilmente che il nostro marzianetto ripartirebbe verso il suo pianeta nella salda convinzione che le donne rivolgono verso il piacere fisico, verso l’aspetto corporeo della sessualità, un’attenzione infinitamente più grande di quanto facciano gli umani di sesso maschile, vista l’abissale differenza di attenzione che uomini e donne danno al “corpo”.
Non potrebbe sapere, il nostro fantasioso personaggio, che nella realtà la situazione è esattamente rovesciata, nel senso che l’attenzione verso il piacere fine a se stesso, quello legato alla corporeità dei rapporti sessuali ed al piacere fisico, è di gran lunga una caratteristica maschile, mentre quella femminile è contraddittoriamente orientata verso aspetti incorporei ed invisibili denominati sentimenti.

Cosa significa questa storiella?
Che l’attitudine maschile a rivolgere il proprio interesse verso il corpo femminile, piuttosto che verso la sua “anima” (per utilizzare un termine caro a Giulia), è sì il risultato di una diversa inclinazione biologica alla sessualità ma, soprattutto ai giorni nostri, è anche il risultato di una costante e sistematica sollecitazione del desiderio maschile, piuttosto che degli aspetti sentimentali ai quali così spesso, invece, le donne fanno riferimento anteponendoli a quelli “fisici”.
Esattamente come STRIDER anch’io rivolgo la mia prevalente attenzione al sesso svincolato dalle implicazioni sentimentali, perché il giorno che la maggior parte delle donne richiamerà l’attenzione maschile verso i propri sentimenti, piuttosto che verso il proprio corpo, comincerò a prenderli in considerazione.
Sino a quel giorno non potrò che guardare al corpo femminile con desiderio, ignorando o ponendo in secondo piano, senza alcun problema, i sentimenti che contiene ed ascoltando la mia semplice istintualità senza dovermene sentire sminuito.

Daniele 9:30 pm - 8th ottobre:

Continua.
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Allora, come si è già detto nell’altra discussione, non si capisce per quale motivo dovrebbe esistere e proliferare, in misura tanto crescente e diffusa proprio ai nostri giorni, il fenomeno della prostituzione al quale si rivolgono milioni di uomini e non uno sparuto drappello di “sfigati”.
Ma questo è esattamente il punto: se nell’altro topic abbiamo portato argomenti di carattere “socio – culturale”, nel senso che alcuni di noi hanno cercato di mettere in luce il carattere oggettivo di questa diversità ormonale attraverso l’analisi del fenomeno prostituzione, in questa discussione è il carattere soggettivo della questione che si vorrebbe illuminare con un confronto aperto tra le differenti esperienze personali.
In altre parole, si tratta di capire cosa si intende per “donna vogliosa” o “arrapata”, per “sesso soddisfacente”, se ci sia un’effettiva coerenza di comportamento nell’andare in giro smutandata ed esserlo effettivamente anche a letto e, insomma, se tanti uomini non si ritengano soddisfatti per il solo ed unico fatto che oggi tante donne la danno molto più facilmente che in passato; bisogna anche vedere come la danno, non solo se…..
Intendiamoci, nella mia variegata esperienza personale, anch’io ho incontrato tante donne che non si sono fatte alcun problema, ad esempio, a prodigarsi in generosi rapporti orali o che si siano prestate ad altri giochi di piacere assecondando le mie richieste e le mie fantasie.
Ma il problema è che io ho spesso avvertito che quella loro partecipazione era, in un certo senso, “esterna” al fatto erotico, nel senso che ciò che facevano non corrispondeva ad una loro “voglia” effettiva, bensì ad un compiacimento della mia. Il minimo che ti puoi aspettare da una donna che si mette in mostra con minigonne, perizoma, tacchi alti, scollature profonde, trucco, trasparenze e tutti gli altri strumenti di seduzione erotica che sappiamo, richiamando in modo così pronunciato l’attenzione sul proprio corpo, è che quella sia la “troia” sperata che non aspetta altro che di farsi mettere le mani addosso e di prestarsi ai giochi di piacere più sfrenati e disinibiti.
Invece, quantomeno nella mia esperienza, la stragrande maggioranza di loro si rivela, oltre che piena di inibizioni di ogni genere (….non toccarmi lì, no così no, questo non mi va, quest’altro non l’ho mai fatto etc.), soprattutto desiderose di conferme affettive e sentimentali piuttosto che di piacere fisico.
Quelle fantasie erotiche alle quali pure partecipano svolgendo il compito con diligenza priva di fantasia, non sono le loro; sono le mie. La maggior parte delle donne alle quali ho chiesto, esplicitamente, quali fossero le loro fantasie sessuali, alle quali mi sarei prestato ben volentieri per realizzarle, non mi ha semplicemente saputo rispondere perché non ne avevano.
L’unica costante è, però, il sistematico richiamo all’aspetto sentimentale; il prevalente interesse femminile, che io ho riscontrato, è verso il romanticismo della situazione, i cuoricini rosa che sbocciano tra sospiri, caldi e stretti abbracci, tante coccole, magari tra un pupazzo di pelouche e parole d’amore da ascoltare con aria trasognata.
Che questi atteggiamenti fossero del tutto legittimi e coerenti sino ad epoche ottocentesche e pre – femministe lo posso capire ed accettare senza alcun problema; che questi atteggiamenti siano materia dell’oggi mi sembra sia solo una contraddizione stridente del mondo femminile e che, oltretutto, in queste condizioni ad essere colpevolizzata e condannata sia la sessualità maschile (il famoso maskioporco) la trovo una cosa, a dir poco, aberrante.

Rino 8:56 am - 9th ottobre:

Esemplare per contenuto, articolazione (e forma).
Come si fa a non essere d’accordo?
Complimenti all’autore (di cui non sono sicuro di ricordare il nome) e a Daniele che ha salvato/ripescato il pezzo.

RDV

maria 10:08 am - 9th ottobre:

..partecipano svolgendo il compito con diligenza priva di fantasia..(Daniele)..Ho riso per un minuto intero. Ho pensato a quando le maestre dicono:”potrebbe fare fare di piu’..le capacita’ ci sono ma si distrae..” Il resoconto dei fatti e’ condivisibile, sull’analisi vorrei aggiungere qulalcosa. Io non credo nella forza del sentimento, neppure a quello retrodatato. I matrimoni sono stati combinati fino all’altro ieri e all’amore non veniva fatto cenno neanche per pura formalita’. Le donne venivano costrette ad una castita’ obbligata fuori dal sacro vincolo e qualche giustificazione bisognava pur darsela..così il vero amore poteva attendere, anche se matrimonio faceva rima con patrimonio e mercimonio. Il problema della sessualita’ che non sempre e non per tutti e’ fonte di benessere denuncia una realta’ molto diffusa che affonda le radici in una cultura che non educa al piacere. Ci insegnano che si vive per lavorare, per soffrire, per morire..ma non per godere. Improvvisare, da grandi, diventa difficile. Ci vuole fantasia, intelligenza, cultura, voglia di osare e di mettersi in gioco. Sono percorsi personali dagli esiti non scontati e che non tutti affrontano. Dalla consapevolezza della propria sessualita’ ne nascono tante altre..e questo il Sistema (pensiamo a tutti gli indottrinamenti che subiamo) lo sa. Le donne sono facilmente plasmabili perche’ vedono nella loro sensibilita’ un valore aggiunto che le rende migliori dell’uomo e cavalcherebbero qualsiasi onda che le cullasse in questo loro delirio di superiorita’. Difficilmente una donna pensa che le sue peculiarita’ sono complementari a quelle del suo compagno e che ha bisogno di un tramite maschile per implementarsi al meglio. Basterebbe questo per spogliarsi con ben altra consapevolezza…

Marco 12:54 pm - 9th ottobre:

X Daniele
Non so chi abbia scritto quei pezzi ma devo dire che li condivido al cento per cento.

Luke Cage 1:29 pm - 9th ottobre:

Maria :
“Dalla consapevolezza della propria sessualita’ ne nascono tante altre..e questo il Sistema (pensiamo a tutti gli indottrinamenti che subiamo) lo sa. Le donne sono facilmente plasmabili perche’ vedono nella loro sensibilita’ un valore aggiunto che le rende migliori dell’uomo e cavalcherebbero qualsiasi onda che le cullasse in questo loro delirio di superiorita’. Difficilmente una donna pensa che le sue peculiarita’ sono complementari a quelle del suo compagno e che ha bisogno di un tramite maschile per implementarsi al meglio. Basterebbe questo per spogliarsi con ben altra consapevolezza…”.
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Mi rendo conto che non è bello da dire/scrivere, ma è semplicemente SORPRENDENTE che una donna sia arrivata a capirlo.

armando 3:37 pm - 9th ottobre:

“Che questi atteggiamenti fossero del tutto legittimi e coerenti sino ad epoche ottocentesche e pre – femministe lo posso capire ed accettare senza alcun problema; che questi atteggiamenti siano materia dell’oggi mi sembra sia solo una contraddizione stridente del mondo femminile e che, oltretutto, in queste condizioni ad essere colpevolizzata e condannata sia la sessualità maschile (il famoso maskioporco) la trovo una cosa, a dir poco, aberrante”
Concordo in pieno con la conclusione, che ha il merito di evidenziare una contraddizione a dir poco macroscopica. Insomma, se le donne giustamente vogliono audeterminarsi lo facciano, ma per davvero, in un senso o nell’altro decidano loro. Noi decideremo per noi. E’ invece inaccettabile questo gioco su più tavoli, con regole mutevoli a piacimento secondo momento e convenienza.
O almeno che abbiano il coraggio e l’onestà intellettuale di ammettere di essere intimamente contraddittorie, e quindi che occorre loro un uomo che sappia gestire questa ambivalenza (troppo duro ammetterlo, vero?), di cui fa parte anche quello che scrive Maria:
“Le donne sono facilmente plasmabili perche’ vedono nella loro sensibilita’ un valore aggiunto che le rende migliori dell’uomo e cavalcherebbero qualsiasi onda che le cullasse in questo loro delirio di superiorita’. Difficilmente una donna pensa che le sue peculiarita’ sono complementari a quelle del suo compagno e che ha bisogno di un tramite maschile per implementarsi al meglio. Basterebbe questo per spogliarsi con ben altra consapevolezza…”
Ottimo, e a me non sorprende come Luke, al quale dico che come è per gli uomini, esistono donne e donne. Certo, per loro è più difficile riconoscere le proprie contraddizioni come per noi le nostre, ma poichè nessuno è “ontologicamente” disonesto, tutti abbiamo le potenzialità per arrivarci.

Rita 4:12 pm - 9th ottobre:

maria: improvvisare da grandi diventa difficile

in effetti.

Tempo fa comparve questa notizia sui media.

I commenti furono tutti sui “danni” che avrebbe potuto subire la ragazzina, ricordo una signora progressista che parlò di “gravidanze, malattie, per non parlare di altro”. Alla domanda su cosa significasse per “altro danno” (che sui primi due, anzi soprattutto sul primo erano tutti d’accordo) non seppe rispondere.

Però le dinamiche sono quelle, questi sono ragazzini, condizionati sì, ma evidentemente meno di noi adulti.

Al di là delle opinioni (troppo presto etc.) le dinamiche successive alla “scoperta” credo che resteranno impresse nella mente di questi ragazzini. Mi chiedo: chi ha fatto più danni? La madre che l’ha portata di corsa all’ospedale sottoponendola all’interrogatorio dei vari funzionari/psicologi della Procura dei Minori per verificare il “danno” subito dalla ragazzina facendo sentire il ragazzino (ovviamente se c’è un danno, c’è un danneggiato e un responsabile) come qualcuno che ha “rotto” qualcosa?

Baby amanti di 11 e 13 anni scoperti da mamma a fare sesso
Non era la prima volta, non sono imputabili
29 maggio, 14:01

VICENZA – Li ha sorpresi la mamma di lei felici e beati che si amavano sul divano di casa: i due amanti non sono però bamboccioni che per risparmiare usano talami casalinghi ma ragazzini di 11 anni, lei, e 13 anni il “fidanzatino”.

Figli di immigrati africani regolari i giovani, studenti di scuole medie dell’area intorno a Bassano del Grappa, hanno candidamente confessato che quella, intravista dalla mamma, non era nemmeno la prima volta; insomma il loro è un ‘amore’ che andrebbe avanti da tempo.

La donna ha fatto rivestire la figlia e l’ha accompagnata all’ospedale non prima di aver informato i genitori del focoso ragazzino. Dai medici, come indica il Corriere Veneto, è arrivata la conferma che la piccola aveva in effetti avuto rapporti sessuali completi.

Sono stati gli stessi sanitari bassanesi a informare le forze dell’ordine che a loro volta hanno segnalato la coppia alla procura dei minori. Dai primi rilievi degli investigatori i due ragazzi si sarebbero avventurati a scoprire la vita da soli, consenzienti, senza forzature esterne. In virtù anche della loro età non sono imputabili di reato.

Luke Cage 8:57 pm - 9th ottobre:

@Armando:
non ho mai sollevato questioni di disonestà ontologica, anche perchè solitamente la maggior parte di coloro che difendono le ragioni dello status quo sostenendo che le donne “non la danno” semplicemente perchè è nella loro natura apprezzare il sesso meno degli uomini, hanno un punto di vista lontano (diciamo anche opposto) al mio…
Non sono ipocrita e non temo di essere tacciato di misoginia se dico che le donne che ragionano e ancor più si esprimono come Maria sono delle “mosche bianche”, senza per questo rinnegare (come ho fatto in altri interventi) che ci siano difficoltà letteralmente “di altro genere” che vedono gli uomini soccombere sotto le frustate morali,il biasimo e la colpevolizzazione permanente operata dai mass media ,da aspetti educativi e retaggi culturali tutt’altro che in disarmo..
p.s.
Precisazione preventiva : a mio parere le donne hanno bisogno di sesso quanto gli uomini pur ricercando stimoli il più delle volte differenti.
Il fatto che le d. sono nella posizione di poter “giocare di rimessa” è dovuto anche ad una attuale debolezza (creata,istigata e provocata tramite canali ormai noti), ritardo culturale e assenza di consapevolezza di genere maschili.

Alessandro 9:59 am - 10th ottobre:

Interessante quanto postato da Daniele. C’è però secondo me il rischio, leggendo quanto proposto, di cadere in un’equivoco. Da quanto scrive l’anonimo forumista sembrerebbe che le donne si avvicinino all’altro sesso alla ricerca dell’amore di stampo romantico. Ora, questo è vero fino a un certo punto. Come sostiene giustamente Fabrizio, dietro il “sentimento” si nasconde qualcosa di meno poetico, di più concreto e pratico. Mi spiego meglio. Il “sentrimento”, secondo me, si esprime solo quando sono stati soddisfatti altri criteri di valutazione nella scelta di una donna. Possiamo riassumerli nella possibilità/capacità che ha l’uomo di garantirle una sicurezza/protezione di natura fisica ed economico-sociale. Molto politicamente scorretto, ma molto vero, è sostenere che per la donna l’uomo non vale in se stesso, ma in quanto garantisce a lei e all’eventuale discendenza quella stabilità che va a ricercare e da questo punto di vista il mero romanticismo funge ben poco allo scopo. Basta semplicemente accostarsi a una donna offrendole esclusivamente quello, per rendersi conto di quanto poco sia interessata a esso se disgiunto da altre componenti. La ricerca dell””uomo giusto”, dell’”anima gemella”, che ricorrono spesso e volentieri nei discorsi delle donne, vanno intesi in maniera molto più prosaica di quanto gli uomini abitualmente pensino. In questo l’alta tradizione poetica o la bassa produzione culturale di massa, vedesi canzonette d’amore, non ha mai aiutato l’uomo a prendere subito consapevolezza dei termini della questione, Solo attraverso l’esperienza individuale, più o meno soddisfacente, si giunge, e spesso solo a livello inconscio, a cogliere in maniera meno idealizzata, e quindi più reale, la questione.

Fabio 10:10 am - 10th ottobre:

Non credo affatto che il desiderio sessuale femminile sia identico a quello maschile; se così fosse milioni di uomini non dovrebbero fare ricorso alla prostituzione.
Semmai ritengo che uomini e donne abbiano “tempi differenti”. Ovvero: mentre per gli uomini il picco massimo del desiderio è quello della giovinezza, per le donne è quello della maturità. Questo sta pure a significare che i due sessi sono destinati a non incontrarsi mai.
(Sto parlando in generale, perché poi è pacifico che esistano i casi singoli che fanno storia a sé).
Per quanto riguarda le parole di Maria, concordo in gran parte; molto meno su questo punto:
>>
Le donne venivano costrette ad una castita’ obbligata fuori dal sacro vincolo e qualche giustificazione bisognava pur darsela..così il vero amore poteva attendere, anche se matrimonio faceva rima con patrimonio e mercimonio.
>>
O meglio, sono d’accordo riguardo al fatto che un tempo le relazioni fra uomini e donne funzionassero in ben altra maniera (io stesso ho conosciuto uomini anziani che bollavano come “troie”, in senso dispregiativo, una fidanzata o moglie che a suo tempo avesse praticato dei rapporti orali al proprio compagno… pazzesco!), ma dissento quando si fa riferimento all’oggi. Io sono nato nel 1973, perciò faccio parte di una generazione quasi scevra da simili bigottismi (perlomeno questa è la realtà delle Marche, la regione dove vivo); nonostante ciò non ho memoria di donne realmente libere e fantasiose, capaci di vivere il sesso in maniera giocosa e disinibita. Tutte quelle con le quali mi sono relazionato nel corso della mia vita (che non sono state tante, ma neppure poche), erano frenate da paranoie e inibizioni varie; e non credo che questo dipenda solo da fattori culturali. Magari scrivo una sciocchezza, ma sono del parere che il solo di fatto di essere penetrate, invece che il dover penetrare, porti le donne – a livello psicologico – ad avere un differente approccio verso il sesso. A questo si aggiunga il rischio di restare incinta o di poter subire violenze oppure di poter contrarre malattie a trasmissione sessuale più facilmente degli uomini (non lo dico io, ma i medici; basta informarsi).

Rita 12:04 pm - 10th ottobre:

Fabio: Magari scrivo una sciocchezza, ma sono del parere che il solo di fatto di essere penetrate, invece che il dover penetrare, porti le donne – a livello psicologico – ad avere un differente approccio verso il sesso.

Secondo me non è una sciocchezza, le sensazioni corporee incidono fortemente sulla mente. Da lì si parte e da lì siamo più propensi ad indossare questo o quel vestito culturale che ci pare migliore.

E non si tratta di idealizzare l’approccio romantico-coccoloso al sesso rispetto a quello semplicemente fisico-ludico.

Se esiste il rischio di dipendenza sessuale (la pornografia) esiste anche il rischio opposto, quello della dipendenza da romanticismo

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/film-romantici-no/film-romantici-no/film-romantici-no.html

“Il primo a lanciare l’allarme fu Gustave Flaubert, l’iniziatore del realismo e il creatore di un personaggio complesso come la Signora Bovary. Fu lui a parlare, quasi due secoli fa, della “diseducazione sentimentale dei romanzi d’amore”

Simone 1:23 pm - 10th ottobre:

@ maria
Improvvisare, da grandi, diventa difficile. Ci vuole fantasia, intelligenza, cultura, voglia di osare e di mettersi in gioco
@

E’ quello di cui parlavo io alcune settimane fa, nel mettere in evidenza che quando non si vive nella “maniera giusta” la sessualità e non si hanno certe esperienze “a tempo debito”, dopo è tutto più complicato. E a mio avviso lo è ancora di più per un uomo, che a differenza di una donna deve avere l’erezione. Trovo interessante anche il post di Fabio e sono con Rita quando afferma che le sensazioni corporee incidono fortemente sulla mente. Per esempio, da ragazzino ero abbastanza grasso, (oggi non più, dopo diete varie e palestra) e so per certo che questo ha fortemente inciso nel mio modo di pensare, di propormi agli altri e alle donne, nonché di vivere (male) il sesso.

Simone 1:30 pm - 10th ottobre:

Dimenticavo! L’ho già scritto ma ritengo vada nuovamente evidenziato. Generalmente un uomo che ha a che fare con una donna imbranata dal punto di vista sessuale, non si sogna neanche di sostenere che questo “è dovuto al fatto che le donne maturano più tardi degli uomini”… viceversa le donne partono dal preconcetto che un uomo altrettanto imbranato (in realtà inesperto) altro non sia che l’ennesima dimostrazione dell’inferiorità intellettiva e sessuale maschile.
Scrivo questo anche perché io ho conosciuto personalmente delle donne che la pensavano così (e sicuramente la pensano ancora nello stesso modo).
Tralasciamo poi quello che leggo quotidianamente sul web.

maria 1:40 pm - 10th ottobre:

@ Fabio..io non credo che siano le dinamiche del rapporto sessuale a stabilire miti e pregiudizi. Dal mio punto di vista posso serenamente affermare che e’ bellissimo accogliere un uomo e predisporsi..a perdere la sensazione del confine dei corpi. Vivi un senso di “pienezza” e di completezza che non sperimenti in nessuna altra circosastanza. Il problema e’ che il sesso e’ sempre fortemente evocativo e si fa prima colla testa che coi genitali. Ciascuno di noi, al di là di cio’ che ha letto o studiato, parla sempre in prima persona e dopo aver a lungo esperito. Avere la testa sgombra da paure, tabu’, stigma sociali, pregiudizi mascherati da pseudomorali e insicurezze non e’ così facile. Forse anche per questo Fabio dice che tra uomini e donne non corrispondono i tempi: molte di noi impiegano anni per liberarsi dalle proprie gabbie. Speriamo solo che una volte “evase” sappiano investire la loro liberta’ con maturita’..senza andare a cercare uomini-tutor ma solo compagni alla pari con cui condividere e godere.

Luke Cage 3:04 pm - 10th ottobre:

Simone :”….da ragazzino ero abbastanza grasso, (oggi non più, dopo diete varie e palestra) e so per certo che questo ha fortemente inciso nel mio modo di pensare, di propormi agli altri e alle donne, nonché di vivere (male) il sesso”.
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Bè ,questa testimonianza dimostrerebbe un altro aspetto a mio avviso molto importante,ovvero che le sensazioni corporee incidono sulla mente anche in base ai singoli vissuti individuali oltre che in base a distinzioni “di sesso”.
Bisogna tenere conto anche delle inclinazioni,abitudini sessuali e di altre componenti fisiche e psicologiche che non sono presenti in eguale misura e in egual modo in tutti gli uomini e in tutte le donne e che portano a vivere la sessualità di un individuo (maschio o femmina) in maniera molto diversa rispetto ad un altro.
Potrebbe sembrare banale come constatazione ma tendo a guardare con un certo scetticismo certe macro-distinzioni su come tutte le donne vivrebbero il sesso rispetto a tutti gli uomini…

Fabio 3:44 pm - 10th ottobre:

Potrebbe sembrare banale come constatazione ma tendo a guardare con un certo scetticismo certe macro-distinzioni su come tutte le donne vivrebbero il sesso rispetto a tutti gli uomini…(Luke Cage)
********************
Come avrai potuto leggere ho precedentemente scritto quanto segue;
>>>
(Sto parlando in generale, perché poi è pacifico che esistano i casi singoli che fanno storia a sé).
>>>
perché è fuori discussione che nessuna persona al mondo può stabilire con esattezza i desideri, le inclinazioni sessuali di quasi sette miliardi di persone.
Esistono però delle tendenze generali – basti pensare alla prostituzione, che esisteva già migliaia di anni fa – che la dicono lunga sulla diversità uomo/donna.
In merito a quanto scritto da Simone, trovo più che normale che l’aspetto fisico e il vissuto di una persona influiscano notevolmente nel carattere e nel modo di pensare di chiunque. Il sentirsi brutti, inadeguati, non all’altezza, non attraenti, genera per forza di cose dei complessi di inferiorità.

Luke Cage 4:02 pm - 10th ottobre:

@Fabio:
La mia “riserva” era più che altro rivolta all’ affermazione ” il solo fatto di essere penetrate, invece che il dover penetrare, porti le donne – a livello psicologico – ad avere un differente approccio verso il sesso.”
Mi è sembrata un poco riduttiva e semplificante,anche se parzialmente condivisibile,tutto qui.
Non tutte le donne come non tutti gli uomini si rapportano allo stesso modo con il proprio corpo per i motivi più svariati.

Alessandro 5:44 pm - 10th ottobre:

Fabio: (Sto parlando in generale, perché poi è pacifico che esistano i casi singoli che fanno storia a sé).
>>>
perché è fuori discussione che nessuna persona al mondo può stabilire con esattezza i desideri, le inclinazioni sessuali di quasi sette miliardi di persone.
Esistono però delle tendenze generali …>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Questa è una premessa implicita a qualsiasi discorso di buon senso. Il fatto che talvolta non compaia, come per esempio in molti miei discorsi quando parlo di uomini e di donne, non significa che non sia sottintesa. Che la maggior parte degli uomini ricerchi il sesso fine a se stesso, mentre le donne lo carichino di tante altre aspettative credo che sia un dato di fatto. E’ proprio questa diversità natural-culturale a rendere i rapporti tra i sessi complicati. L’uomo chiede abitualmente una cosa, la donna ne pretende un’altra. Solo nel momento della condivisione di una vita a due, desiderio più intenso nella donna che non nell’uomo, i due s’incontrano. In quest’ambito così importante della nostra esistenza l’uomo propone, ma la donna generalmente dispone. E’ l’intramontabile potere sessuale femminile che consente alla donna di essere davvero colei che detta regole, tempi, ritmi del gioco. L’uomo, in un rapporto libero, sta in attesa delle sue decisioni, fatta eccezione per quegli uomini, come ben sappiamo, il cui potere economico-politico, ecc., compensa questo deficit. Credo che il quadro che ho sinteticamente tratteggiato si avvicini abbastanza alla realtà delle cose. Oggi poi che la donna vede crescere il proprio potere socio-economico, il gap con gli uomini beta tende ad allargarsi sempre di più. L’intuiziuone di Fabrizio Marchi è sicuramente giustissima.

Marco 7:22 pm - 10th ottobre:

Alessandro
@ Oggi poi che la donna vede crescere il proprio potere socio-economico, il gap con gli uomini beta tende ad allargarsi sempre di più.
@
C’è però un particolare che va evidenziato: al contrario degli uomini, più le donne salgono nella scala sociale e più diminuiscono le loro opportunità sessuali.
Anzi, per essere più precisi, le loro possibilità di instaurare relazioni stabili e/o di sposarsi…

armando 1:17 pm - 11th ottobre:

Marco: “C’è però un particolare che va evidenziato: al contrario degli uomini, più le donne salgono nella scala sociale e più diminuiscono le loro opportunità sessuali.
Anzi, per essere più precisi, le loro possibilità di instaurare relazioni stabili e/o di sposarsi”

Ammettiamo sia così, e cioè che le donne Alfa vedano diminuire la possibilità di relazioni stabili o matrimoni a cui, evidentemente, aspirerebbero pur non avendone necessità dal punto di vista economico o di immagine sociale. Cosa significa allora, se non che matrimonio e stabilità sono una esigenza profondamente insita nel genere femminile tanto da apparire, diciamo così, astorica?
Ecco, forse, un punto di diversità di natura non propriamente culturale fra donne e uomini, con implicazioni molto importanti anche per la QM.

Damien 7:37 pm - 11th ottobre:

(Citazione)….

DIPENDENZA SESSUALE

Una menzogna fondante e necessaria: la parità ormonale.

La perfetta simmetria naturale del desiderio e delle sue forme come dogma centrale del Vigente Ordine Morale.

LE RADICI FILOGENETICHE DELLA DISPARITÀ ORMONALE. L’incolmabile divario darwiniano come origine della dipendenza sessuale maschile: “La natura ti incatenerà a me”. Il corteggiamento in quanto costo (insieme di risorse spese – [fitness] ) compensativo dell’inferiorità maschile.

IL RECIPROCO INTERESSE ALLA MENZOGNA:

- l’interesse maschile a non riconoscere l’irrimediabile inferiorità. Salvaguardia dell’autostima.

- l’interesse femminile a negare la superiorità: 1- non riconoscere contropoteri compensativi al genere maschile. -2 negarsi ogni dovere di Cavalleria. 3- nascondere l’esistenza del primo strumento di controllo degli stati emozionali del genere maschile.

Ormoni maschili, terra di conquista: 100.000 anni di speculazione.

CARATTERI DELL’INFERIORITA’

La disparità delle forme e delle modalità come degenerazione del comportamento maschile culturalmente indotta. La rieducazione femminista: “Vi abbiamo costretti a comportarvi a letto come persone”.

Sesso: F/ e M/ : la gestualità buona e quella cattiva, le modalità pulite e quelle sporche, la frequenza giusta e quella sbagliata, il contesto bello e quello brutto, la forma degna e quella indegna.

Sesso: F/ e M/: Sesso con vincolo, femminile, buono / Sesso senza vincolo, maschile, cattivo.

L’origine della superiorità dell’approccio femminile al sesso. Una questione indeterminata ed indeterminabile: natura o cultura?

Le modalità femminili come naturalmente date e culturalmente superiori. Le modalità maschili come antinaturali e culturalmente degenerate.

Sesso: il monopolio del se-come-dove-quando-quanto.

AMOUR-PASSION: il sogno ed il delirio provenzale. L’ideale femminile dell’eterna passione. L’immaginario e la realtà: “Non siete all’altezza”. Non siamo all’altezza. Perché sia necessario essere all’altezza.

IMMACOLATA CONCEZIONE. Una sovrapposizione culturale: il racconto dell’Immacolata Concezione come archetipo dell’autodescrizione femminile occidentale. Il contatto fisico come lesione irreparabile. La caduta nel mondo animale. Occidente: una Civiltà figlia di sola femmina. Il nucleo profondo del desiderio femminile occidentale: generare il mondo senza intervento maschile. Le banche del seme. L’auto-clonazione come forma suprema di auto-amore. “Non abbiamo bisogno di voi”. Il coito come offesa. L’ Immacolata Concezione e l’odio contro il Fallo. Il mito del Mito del Fallo in Occidente.

STUPRO BIANCO

Stupro: la violazione della volontà femminile. Caratteri epistemologici dello stupro: istantaneità, visibilità.

Sul diritto all’esistenza di una volontà maschile. Se la volontà maschile sia suscettibile di essere violata. Volontà negata – volontà subordinata – volontà violata.

Stupro bianco: dare il nome ad un invisibile delitto. Il diritto femminile all’illimitata violazione della volontà maschile. Caratteri epistemologici dello stupro bianco: invisibilità, durata.

Effetti dello stupro bianco: vergogna, distruttività (violenza fisica), autodistruttività (depressione) – Sesso a pagamento esplicito (prostituzione) – Autoerotismo adulto.

La minaccia dello stupro bianco.

Dal vincolo al ricatto. Il vincolo (matrimonio, convivenza) come condizione di esercizio del ricatto. Matrimonio: vivere sotto la minaccia del ricatto sessuale: “Ciò che io voglio, se io voglio, come io voglio”.

L’inconscio esercito degli stuprati. Lo sfruttamento della dipendenza sessuale maschile.

LA CULTURA DELL’ELEMOSINA: “Teniamoli a stecchetto”. Una verità biologico-culturale come condizione di originaria dipendenza maschile.”Io non ho bisogno di te quanto tu hai bisogno di me”. Infantilizzazione. L’attesa del corteggiamento infinito. La dipendenza come prezzo del sesso. Il costo del sesso nella relazione vincolata e l’elemosina come infantilizzazione. Stanchezza ed autosvalutazione inconsce dell’eterno chiedere: la fuga verso il sesso a pagamento esplicito.

IL CONTROLLO DELLA LIBIDO MASCHILE Utilizzazione dell’immagine del corpo femminile come strumento di condizionamento e controllo. Mass media e pubblicità: la stimolazione permanente. Lo stimolo come incremento della dipendenza: più pelle è visibile più i maschi dipendono.

L’altra faccia della “Donna oggetto”: celebrazione del corpo femminile e strumentalizzazione della libido maschile.

PROSTITUZIONE o del sesso a pagamento esplicito. La causa che deve assolutamente essere negata: i maschi vanno per sesso a pagamento perché non lo trovano gratis. Il sesso negato. Il rifiuto femminile del/al sesso. La liberazione sessuale come liberazione dal sesso. La cultura dell’astinenza. “Non siamo più a vostra disposizione”. L’impossibilità del sesso gratuito: la relazione sessuale univocamente strutturata sulle/dalle determinazioni femminili. Subordinazione del comportamento. Il vincolo come surrogato e dissimulazione del pagamento delle prestazioni.

Pagamento esplicito contro pagamento implicito. Tra stupro bianco ed elemosina. Il costo della dipendenza.

Sesso a pagamento esplicito come liberazione dalla dipendenza. La guerra contro il sesso a pagamento esplicito: le vittime (femmine) e gli sfruttatori (maschi: coloro che pagano per ciò che dovrebbe essere gratuito). Né gratis né a pagamento: castità forzosa.

La condanna morale del sesso a pagamento esplicito ed il suo scopo inconscio: la lotta contro la prostituzione 1- come lotta per il controllo totale della libido maschile 2- come lotta per l’incremento del prezzo delle relazioni e la sua contestuale occultazione: corteggiamento o vincolo: “Solo da me: se io vorrò, come io vorrò”. Il Bene che verrà (Società femminista): elemosina (dipendenza), castità o carcere (Svezia 1999). Masturbazione maschile: un inammissibile surrogato.

Il fondamento della disparità: F/ essere. M/ fare. Il prezzo del sesso come manifestazione della necessità maschile di fare. La lotta contro la prostituzione come lotta inconscia contro l’irrisorietà del prezzo e la sua visibilità.

Il corteggiamento come incremento del prezzo e contestuale dissimulazione dello scambio.

Una falsità necessaria: la negazione della dipendenza sessuale maschile come condizione del suo incremento.

Dipendenza sessuale maschile: una fondamentale verità del sistema – rendere uomini e donne schiavi.

armando 8:45 pm - 11th ottobre:

Scusa Damien, la tua tesi è chiarissima, anche se, opinione mia, in parte opinabile, ma non capisco l’ultima frase. Perchè rendere uomini e donne schiavi, e non solo gli uomini come si dedurrebbe da tutto quello che è scritto sopra (se l’ho capito bene)?

Fabio 9:05 pm - 11th ottobre:

Armando, quella non è una tesi di Damien, ma di Rino Barnart; una tesi vecchia di almeno dieci anni.
E’ postata qui,
http://www.altrosenso.info/
su “LE RAGIONI DEL POSSIBILE”.
Ricordo che la lessi per la prima volta nel febbraio del 2003, quando ero iscritto alla mailing list.

Fabio 9:09 pm - 11th ottobre:

Damien, perché hai modificato quest’ultimo passaggio di Rino?
>>>>
Dipendenza sessuale maschile: una fondamentale verità della FdM.
>>>>
in
>>>>
Dipendenza sessuale maschile: una fondamentale verità del sistema – rendere uomini e donne schiavi.
>>>>
Scusa, ma a me queste cose non piacciono molto…

Damien 10:34 pm - 11th ottobre:

Damien, perché hai modificato quest’ultimo passaggio di Rino?
>>>>
Dipendenza sessuale maschile: una fondamentale verità della FdM.
>>>>
in
>>>>
Dipendenza sessuale maschile: una fondamentale verità del sistema – rendere uomini e donne schiavi.
>>>>
Scusa, ma a me queste cose non piacciono molto…
——————————–

Hai ragione.. neanche a me.. infatti ho iniziato con (CITAZIONE) non a caso, è semplicemente un trend d’union che a mio avviso, collega la predetta citazione al tema esposto, ovvero che anche le donne, cosi come gli uomini, sono vittima del sistema, una modifica ad incastro, che porta nuova luce alle argomentazioni dal punto di vista di Barnard e alle conclusioni già espresse da Rino; Chiedo pertanto venia laddove questa mia “modifica” non sia stata sufficientemente chiara nei suoi intenti.

gebedeo 3:20 pm - 28th ottobre:

da un po’ di tempo assumo un farmaco che come effetto collaterale mi ha quasi azzerato la libido. non so se sia un bene o un male, visto che sono sempre andato abbastanza in bianco, ma per la prima volta riesco a vedere in modo veramente oggettivo questo bombardamento di stimoli sessuali diretti soprattutto verso i maschi.
è semplicemente un modo per incrementare la produzione, il reddito aggregato, il pil insomma.
gli uomini spendono e spandono alla ricerca di bisogni che altro non sono se non sublimazione dell’istinto sessuale: dalla macchina figa all’ultimo modello di cellulare che durerà lo spazio di pochi mesi.

Rino 5:56 pm - 28th ottobre:

C’è qualcosa di significativo in questa tua esperienza.
Infatti se è vero che gli UU patiscono una grave dipendenza derivante dai loro ormoni, ossia dalla libido, la fine di questa deve comportare l’acquisto di una nuova libertà. E tu lo confermi.
Sei entrato nel ristretto e privilegiato gruppo degli asessuali.
Insomma dei Liberi.
Da quella prospettiva vedi cose che …gli umani possono solo sognare, vedi le conseguenze nefaste della libido e prefiguri il paradiso che ci sarebbe in Terra se tutti i maschi guarissero da quella malattia.

Questa visione sarà anche cinica, non lo nego, ma bisogna riconoscere che è illuminante.

RDV

sandro 1:24 am - 29th ottobre:

“Questa visione sarà anche cinica, non lo nego, ma bisogna riconoscere che è illuminante.”
Altro che illuminante, è la chiave di volta di tutto.
La conferma più evidente sono le reazioni scomposte delle donne (e di qualche uomo interessato) dinanzi a discorsi di questo tipo.
Il problema è che un livello di consapevolezza di questo tipo non è alla portata di tutti.

ckkb 10:05 am - 29th ottobre:

Gebedeo parla di “serenità” che nasce dall’assenza di desiderio sessuale. A suo dire serenità, anche se farmacologicamente indotta. Ora a parte lo “sguardo liberato dal desiderio” da cui le giuste considerazioni sulla attuale pressione sui maschi ad essere in condizioni di sex addiction e connessa dipendenza dal femminile e dal consumo, penso tuttavia che la serenità di cui parla Gebedeo possa nascere solo o dalla libera scelta della sublimazione che significa, eccome!, esprimere una potente libido, ancorchè trasformata in opere dello Spirito, o dalla naturale mancanza di desiderio sessuale dovuta all’età e al fatto di averlo ampiamento soddisfatto . Per cui si dice “uomo sazio di giorni”, definizione stupenda riportata in un salmo. Un conto pertanto è essere uomini distaccati dal sesso perchè impegnati come Albert Schweitzer, o perchè naturalmente sazi come un patriarca biblico verso la fine dei suoi giorni, e un conto è essere farmacologicamente inibiti e resi di fatto, anche se temporaneamente, impotenti: una condizione necessitata che però nulla ha a che fare con la autentica promozione e libertà umana e maschile.
Dico questo non per sottovalutazione della sofferenza di Gebedeo e dello stato di necessità che governa le sue scelte, situazione che rispetto profondamente, ma perchè questa società ( a mio avviso della Grande madre), già ha scelto di castrare la vitalità e la potenza creativa dei giovani maschi con gli psicofarmaci notoriamente fra gli inibitori della libido: il Ritalin, e ha chiamato questa scelta “libertà dalla malattia”. E “castriamoli” è anche grido unanime che si alza quasi ogni giorno dalla casta di sx e di dx. Domando: questo grido programmatico avrà sotteso un motivo, una “malattia” un pò più seria che la cronaca nera strumentalmente selezionata a comando? Forse non è estranea l’intenzione di una bella distribuzione per legge, (onde “liberarle dall’oppressione maschile” e “liberare i maschi dal loro stesso male”), a cugine, zie, sorelle, suocere, madri e amanti del 33% dei CdA di tutte le imprese, rigorosamente altrui, quotate in borsa pubbliche o private che siano. Dopotutto è sempre appropriarsi e disporre con violenza farmacologica o normativa della libido ovvero della libertà e della energia creativa altrui: al tempo stesso è necessariamente un inibire ed un castrare.
E’ importante dunque valutare criticamente tutto ciò che “libera” senza passare attraverso il lungo personale sforzo di costruzione, liberazione e affermazione di sè stessi, opera propriamente umana e specificatamente maschile: la via breve è una specialità di quel potere che a tutela dei propri enormi privilegi guarda alla libertà individuale altrui come all’origine di tutti i mali e chiama liberazione proprio l’oppressione.

sandro 11:23 am - 29th ottobre:

“Ora a parte lo “sguardo liberato dal desiderio” da cui le giuste considerazioni sulla attuale pressione sui maschi ad essere in condizioni di sex addiction e connessa dipendenza dal femminile e dal consumo, penso tuttavia che la serenità di cui parla Gebedeo possa nascere solo o dalla libera scelta della sublimazione che significa, eccome!, esprimere una potente libido, ancorchè trasformata in opere dello Spirito, o dalla naturale mancanza di desiderio sessuale dovuta all’età e al fatto di averlo ampiamento soddisfatto . Per cui si dice “uomo sazio di giorni”, definizione stupenda riportata in un salmo”
________________
Io parlo per me, ovviamente, ma dalle donne io mi sono emancipato semplicemente tirandoci un tratto di penna sopra.
Nessuna sublimazione, nessun farmaco, nessuna stagione finale della vita (ho 35 anni).
Libera scelta e basta.
E neppure sofferta, anzi, direi che è stata la cosa più naturale del mondo.
Uno lo può fare solo ad una condizione, necessaria e sufficiente:
Deve essere pienamente e intimamente convinto del fatto che continuare su quella strada non ha senso e non ne vale assolutamente la pena.
Finché uno ha dei dubbi al riguardo, non ci riuscirà mai.
Il problema è che a me sono bastati 30 anni per arrivare ad una consapevolezza di questo tipo, mentre alla maggior parte della gente non basta tutta l’ esistenza.
Al massimo raggiungono qualche barlume di consapevolezza solo in tarda età grazie al calo progressivo degli ormoni.

Leonardo 1:08 pm - 29th ottobre:

Ma che farmaco è ?
Io non ho molto desiderio sessuale, ma c’è quella dipendenza dalle donne che ci viene inculcata fin dalla nascita, è quello il vero problema: le donne messe come primo desiderio nella vita di un uomo, fare sesso, avere molte donne ci fa sentire importanti nella società.
Un mio lontano parente rimase vedovo ancora relativamente giovane, andò in crisi: raccontava che andava a donne, ma si capiva che aveva paura di passare per segaiolo; un giorno scoppiò in lacrime a casa mia e dei miei, perché un’altra parente femmina, in presenza di altri, se ne approfitto e gli chiese: da quanto tempo è che non hai un rapporto?
Poi si è risposato; questo è di uno squallore estremo e dimostra l’impotenza dei maschi di fronte alle donne.
Credo che se uno riesce a liberarsi dalla sudditanza dalle donne, può andare con le donne se gli conviene o stare senza a suo piacimento.
Mi ricordo che quando ero bambino, un coetaneo mi disse il nome di una attrice che io non sapevo chi era, e mi rispose: se non la conosci sei un frocio! Questa anche è violenza non da parte diretta delle femmine ma di rimando.
Cosi uno cresce in una trappola.

gebedeo 6:12 am - 30th ottobre:

si tratta della paroxetina che assumo contro un disturbo di ansia generalizzato. ci sono alternative che non dovrebbero avere effetti sulla libido, ma al momento preferisco continuare con questa terapia perché mi trovo bene e un cambiamento di farmaco potrebbe richiedere un po’ di tempo prima di ottenere un effetto soddisfacente.
il calo del desiderio non è stato certo cercato da parte mia, bensì è stato un side effect come ho già precisato.
il fatto che io non abbia mai avuto una vita sessuale vera e propria (cioè singletudine e astinenza protratta negli anni a parte ricorsi occasionali a “professioniste” del mestiere) mi ha facilitato le cose. del resto vivo nel mondo reale, quel mondo dove le donne non te la tirano certo dietro come dicono i vari ciarlatani presenzialisti alla P-a-olo C-r-epet.
concordo sul fatto che ci sia un condizionamento a pensare troppo al sesso, è marketizzato come una specie di utopia per l’uomo moderno, come dire “se vuoi trombare devi farti un mazzo così per diventare ricco e/o acquisire un certo status”.

Simone M. 8:11 am - 30th ottobre:

Sì ragazzi, però mettetevi in testa che della dipendenza dalle donne che ci viene inculcata fin da piccini, sono responsabili anche gli uomini beta, e non solo gli alfa, le donne e il femminismo.

Rino 10:11 am - 30th ottobre:

Bravo Gebedeo che ci racconta questa sua esperienza non comune ma estremamente significativa. CI vuole un certo coraggio a farlo, pur nell’anonimato.

Ho una domanda da fargli.
Posto che ci sia un legame tra libido, eros, vitalità, entusiasmo (come dicono tutti) non è che quella paroxetina induce o aggrava la depressione?

Mi pongo infatti questo problema: non è che riversando tonnellate di paroxetina negli acquedotti, mentre risolviamo il problema della dipendenza sessuale maschile, al tempo stesso produciamo milioni di iperdepressi?

E’ questo il dubbio che mi assilla e che mi frena dal compiere quest’opera grandiosa che mi trasformerebbe in uno dei più grandi benefattori dell’umanità…

RDV

sandro 10:51 am - 30th ottobre:

Posto che ci sia un legame tra libido, eros, vitalità, entusiasmo (come dicono tutti) non è che quella paroxetina induce o aggrava la depressione?

La paroxetina è un antidepressivo, quindi potrebbe essere tranquillamente vero il contrario, e cioè che sia proprio la sex addiction a indurre depressione nell’ uomo.

Leonardo 12:37 pm - 30th ottobre:

Simone M
Sì ragazzi, però mettetevi in testa che della dipendenza dalle donne che ci viene inculcata fin da piccini, sono responsabili anche gli uomini beta, e non solo gli alfa, le donne e il femminismo.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
E' responsabile l'intera società e soprattutto gli uomini in generale, che accettano: chi passivamente, chi con entusiasmo, chi con la violenza, verso altri maschi, come ho raccontato nell'episodio da bambino: non per farmi compatire.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
@Rino
Riguardo ai farmaci sedano e quindi i desideri diminuiscono.
Spesso (ma non sempre) chi ha disturbi di questo genere fa vita solitaria e una vita sessuale assente, oppure di fantasia: in quanto i disturbi psichici sono dovuti al rifiuto della degli altri e della realtà. Questo vale anche per le donne, in maniera minore visto che come tutti sappiamo è l'uomo che si fa avanti e fa tutto.
Non credo sia una soluzione diffondere psicofarmaci negli acquedotti, ?

Roberto 1:48 pm - 30th ottobre:

sandro
>>
La paroxetina è un antidepressivo, quindi potrebbe essere tranquillamente vero il contrario, e cioè che sia proprio la sex addiction a indurre depressione nell’ uomo.
>>
Invece, secondo me, ha ragione Rino, perché in realtà è la mancanza di una normale e sana vita sessuale che induce, o può contribuire ad indurre, alla depressione.
Ti rammento che fare sesso, e farlo bene, significa sentirsi vivi e non morti.
E’ proprio la mancanza di ciò che spegne, o contribuisce a spegnere, l’entusiasmo di un uomo verso la vita.
Tutto il resto è fuffa.

sandro 3:12 pm - 30th ottobre:

“Invece, secondo me, ha ragione Rino, perché in realtà è la mancanza di una normale e sana vita sessuale che induce, o può contribuire ad indurre, alla depressione.
Ti rammento che fare sesso, e farlo bene, significa sentirsi vivi e non morti.
E’ proprio la mancanza di ciò che spegne, o contribuisce a spegnere, l’entusiasmo di un uomo verso la vita.
Tutto il resto è fuffa.”
______________
Sul fatto che una vita sessuale sana possa essere un valore aggiunto nella vita di un uomo sono sostanzialmente d’ accordo.
Il problema si pone nel momento in cui l’ alternativa non è tra una vita sessuale sana e l’ assenza di una vita sessuale, bensì tra una vita sessuale malata e l’ assenza di una vita sessuale.
In quest’ ultimo caso, dal mio punto di vista, è nettamente preferibile la seconda opzione, dato che la prima ha delle conseguenze a dir poco devastanti a livello sia dei singoli individui che della società intera.
Per fare un esempio, una lavatrice è utile se funziona correttamente, ma nel momento in cui va in corto due volte su tre e rischia di mandare a fuoco la casa, è meglio staccare la spina e amen.
Domanda:
Quante sono oggi, realisticamente, le possibilità per un uomo medio di avere una vita sessuale sana e non malata?

Luke Cage 3:15 pm - 30th ottobre:

“Invece, secondo me, ha ragione Rino, perché in realtà è la mancanza di una normale e sana vita sessuale che induce, o può contribuire ad indurre, alla depressione.”
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non so dove Rino abbia scritto quanto sopra (a me sembra esprimere una posizione dubitativa ), cmq condivido anch’io e sono abbastanza scettico riguardo ad una soluzione generale che contempli terapie farmacologiche volte ad inibire la libido,pur rispettando e astenendomi dall’esprimere giudizi sull’esperienza di gebedeo.

sandro 5:06 pm - 30th ottobre:

A me quella di buttare il bromuro nell’ acqua sembra abbastanza evidente che sia una boutade.
E francamente non penso che per ridimensionare una libido ipertrofica occorra imbottirsi di farmaci.
Io non ho un’ opinione così alta del mio uccello e nel contempo così bassa del mio cervello da pensare che, per mettere il secondo in condizione di funzionare decentemente, occorra mettere K.O. il primo facendo ricorso all’ arma chimica.
In quel caso, più che uomini, saremmo uccelli semoventi con in tasca un cervello da utilizzare nei ritagli di tempo tra un’ eiaculazione e l’ altra.
Voglio augurarmi che non sia così.

Rino 5:35 pm - 30th ottobre:

Si capisce che la mia è una ipotesi paradossale, un esperimento mentale che serve per mettere a nudo una determinata condizione.
Ce l’immaginiamo la rivoluzione, lo sconvolgimento radicale che comporterebbe la scomparsa della libido maschile?
Il crollo verticale del valore della gnocca, una crisi di mercato senza precedenti. L’esplosione della “bolla speculativa” che dura da millenni…

Armageddon …?

:-)

RDV

Roberto 5:53 pm - 30th ottobre:

Ascolta Sandro, da uomo, se c’è una cosa che non sopporto degli uomini, è la tendenza a banalizzare oppure ad estremizzare tutto.
Io, ormai, ho cinquant’anni, pertanto la libido non è più quella di un tempo; ma ricordo bene la costante eccitazione dei venti-venticinque anni, e non perché mi fosse stato “insegnato ad arraparmi dalla cultura dominante” ??, bensì perché ero giovane, gli ormoni “ribollivano”, la voglia di fare esperienze erotiche era tanta e il desiderio di far sesso immenso. All’epoca, se solo avessi potuto, mi sarei “fatto” migliaia di donne. Perciò smettiamola di propagandare la favola secondo cui sarebbe solo la società ad indurre gli uomini a provare del desiderio sessuale verso le donne, perché non è assolutamente vero. E smettiamola anche di credere che basti fare “clic” nel cervello, ovvero di imporsi di non frequentare più le donne, per risolvere i problemi.
Magari fosse così facile.

sandro 6:34 pm - 30th ottobre:

“Perciò smettiamola di propagandare la favola secondo cui sarebbe solo la società ad indurre gli uomini a provare del desiderio sessuale verso le donne, perché non è assolutamente vero. E smettiamola anche di credere che basti fare “clic” nel cervello, ovvero di imporsi di non frequentare più le donne, per risolvere i problemi.
Magari fosse così facile.”
_____________
E io dov’ è che avrei scritto questo, di grazia?
A me sembra che l’ espressione “libido ipertrofica” abbia un significato un pò diverso.
Ipertrofico significa più grande del normale, cioè una cosa che ha un volume 3 diventa 6.
Vorrei anche aggiungere che io non ho smesso di frequentare le donne, ma semplicemente di dipendere da loro.
Libero di non crederci, così come sono libero io di raccontare il mio vissuto personale.
Lo so che a vent’ anni si ragiona in un certo modo, ma questo, quanto dipende dagli ormoni, e quanto dall’ inesperienza nei confronti della vita?
A me ciò che mi ha emancipato dal bisogno delle donne è stata proprio l’ esperienza, e la messa a fuoco di determinati aspetti della relazione uomo donna, che uno a vent’ anni semplicemente non ha i mezzi per cogliere.
L’ alibi dei vent’ anni non può durare tutta la vita.

Leonardo 7:20 pm - 30th ottobre:

Roberto
All’epoca, se solo avessi potuto, mi sarei “fatto” migliaia di donne. Perciò smettiamola di propagandare la favola secondo cui sarebbe solo la società ad indurre gli uomini a provare del desiderio sessuale verso le donne, perché non è assolutamente vero. E smettiamola anche di credere che basti fare “clic” nel cervello, ovvero di imporsi di non frequentare più le donne, per risolvere i problemi.
Magari fosse così facile.
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Infatti sono le donne che tolgono il desiderio ai maschi e allo stesso tempo pensi: se avessi potuto?
Il desiderio sessuale è un istinto naturale che è insito negli uomini, ma qui si parla di una sopravvalutazione delle donne, che al contrario, invece di aumentare l'attività sessuale la diminuisce. Non mi ricordo chi nel blog ha detto riferito al sesso: più una cosa è rara e più aumenta di valore.

Luke Cage 10:22 pm - 30th ottobre:

@Rino :
infatti non avevo preso alla lettera il discorso degli acquedotti ecc…,dico solo che l’opzione farmacologica (come correttivo della sessualità maschile)” mi sembra una soluzione orwelliana…
Senza offesa per nessuno,ma il cosiddetto “tagliarsi l’uccello per far dispetto alla moglie” non mi sembra la migliore delle soluzioni…
anzi, mi sembra un modo per cercare una scorciatoia per aggirare una questione che chiama in causa anche le donne, nel bene e nel male..
Sono altresì convinto del fatto,parlando da maschio ad altri maschi,che il desiderio sessuale maschile sia più manipolato e non tanto ampliato dagli input che la società ci riversa addosso, puntando a solleticare un bisogno naturale ma predisponendo una serie di ostacoli fra l’uomo comune e il soddisfacimento dei più che legittimi bisogni di quest’ultimo.
Mi sembra valga più la pena riflettere su questo (o comunque in questa direzione) piuttosto che sul miraggio di una “libertà” tramite la soppressione della libido..(mia opinione personale,senza polemica e/o critica verso scelte fatte da altri..)

Mizio 3:29 am - 31st ottobre:

Ragazzi senza sesso datemi retta, si sta bene lo stesso (fa anche rima). Non a tutti Madre Natura ha dato il dono di provarlo, viverlo e sperimentarlo con una donna per cui molti uomini loro malgrado sono costretti ad accontentarsi del fai da te. L’ importante e’ trovare delle valvole di sfogo che possano colmare questa assenza, e se ne possono trovare molte, tra cui dipingere o disegnare, scrivere testi, canzoni o poesie, lavorare il legno, imparare qualcosa di nuovo che non hai mai fatto prima. Insomma: tutto cio’ che tiene impegnato la mente. La depressione nasce per mancanza di stimoli verso l’ ambiente che ci circonda, il non avere curiosita’ di nulla, non avere piu’ motivazioni per nulla. Questa per me e’ la vera depressione a prescindere dalla totale assenza di vita sessuale.

Alessandro 8:54 am - 31st ottobre:

Luke Cage: Sono altresì convinto del fatto,parlando da maschio ad altri maschi,che il desiderio sessuale maschile sia più manipolato e non tanto ampliato dagli input che la società ci riversa addosso, puntando a solleticare un bisogno naturale ma predisponendo una serie di ostacoli fra l’uomo comune e il soddisfacimento dei più che legittimi bisogni di quest’ultimo.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ottima considerazione. Non saprei quanto l’appetito sessuale sia naturale e quanto eterodiretto, certo nella nostra società il sesso è per “pochi”, per gli uomini “vincenti”, per quelli che definiamo alfa. Per gli altri c’è l’industria “culturale”, il surrogato, il sesso a pagamento. E quando parlo di sesso non faccio riferimento al sesso con la propria moglie o compagna, se si buttano sul tavolo mille euro al mese “sicuri”( anche mille euro al mese “sicuri”stanno diventando una prerogativa sempre più di pochi) e ci si guarda attorno, si trova una donna disposta ad accettarli, magari non tra le spocchiose italiane od occidentali ma si trova, bensì a una vita sessuale più varia, in cui si è anche oggetti del desiderio e non solo “mendicanti”. In una canzone, forse di Celentano, si diceva” chi non lavora non fa l’amore”, oggi potremmo dire “chi non incarna una qualche forma di potere non fa “. Mi sembra evidente che la repressione sessuale che caratterizza la nostra società, e di cui ne sono “vittime” gli uomini comuni, sia un business altamente redditizio. E poichè il sesso, eterosessuale, è l’incontro tra i diue sessi, è evidente che la questione interesserebbe anche l’altro sesso. E qui ritorniamo all’articolo di Barnard: è evidente, viste le reazioni femminili, che la questione interessa solo un genere e allora l’unica obiettivo che si può realisticamente perseguire, senza rinunciare a sollevare il problema, è quello di rendere il “surrogato” sempre più sicuro e alla portata.
Per quanto riguarda la vita senza sesso, certamente è possibile, forse anche auspicabile se nasce da una scelta forte e matura, ma il sesso è un’esperienza che deve entrare a far parte del nostro bagaglio di esperienze e solo dopo si può decidere se e come farne a meno.

Rita 9:55 am - 31st ottobre:

l’ipotesi paradossale di un livellamento artificiale del desiderio sessuale maschile tramite medicinali fu fatta già da qualche parte (anzi si parlò, mi pare, pure di un ipotetico aggiustamento naturale “silenzioso” confrontando i livelli di testosterone medi in discesa rispetto al passato). A nessuno però è mai venuto in mente, (sia pure a livello di provocazione ed esperimento mentale) di buttare nei fiumi anzichè bromuro, chessò.. una sorta di viagra rosa per incrementare il desiderio sessuale femminile?

Premesso che è ovvio che sono esperimenti puramente mentali e non ipotesi realistiche a me quello che colpisce in questa discussione è che comunque il pensiero è sempre quello di “agire” sulla sessualità maschile stimolandola o acquietandola, come se fosse un elastico che si tira a piacimento, mentre quella femminile sia considerata più rigida.

Leonardo 10:30 am - 31st ottobre:

Mizio
Ragazzi (o maschi) senza sesso, si sta bene lo stesso!
Bello slogan, le femministe dicevano non gliela diamo e quindi saremmo in parità.
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@Rita:
La questione delle donne non è il viagra rosa (che io butterei nei fiumi volentieri) ma l'atteggiamento sbagliato verso gli uomini, dovuto a differenze fisiche e mentali. Le donne non saranno mai schiette con i maschi, e vorranno sempre molto di più da un uomo che il semplice piacere sessuale.
Parere mio, che le donne spingono gli uomini ad essere peggiori di quello che sono.

Rino 10:59 am - 31st ottobre:

X Fabrizio: le lo ritieni troppo cinico non pubblicarlo.
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Dice bene Rita: la questione viene posta sulla sessualità maschile e non su quella femminile.

Il fatto è che gli UU hanno il problema la dove le DD hanno la soluzione. Gli UU hanno il desiderio che nasce da una pulsione autonoma interna e che diventa un bisogno sulla cui potenza è inutile sprecare parole. Da questo bisogno nasce la dipendenza sessuale maschile. Il Viagra non aumenta il desiderio (davvero non ce n’è bisogno) ma fa altro: permette di soddisfarlo (e/o di soddisfarlo meglio, se è vero che lo assumono anche UU che non ne avrebbero bisogno, persino giovani).

Un “Viagra” femminile invece mirerebbe all’aumento del desiderio. Ora è chiaro che chi ha un desiderio/bisogno mira a soddisfarlo, ma chi non ce l’ha perché mai dovrebbe crearselo, o,se ne ha poco, perché dovrebbe incrementarlo?
Se non desidero qualcosa, perché assumere una medicina che me la faccia desiderare? Ogni bisogno è una dipendenza: perché creare/aumentare la mia dipendenza?
Non ho sete, prendo una medicina che me la fa venire e così… sono costretto a cercare qualcosa da bere.
Vedi bene che la cosa non sta in piedi.

Certo, anche le DD hanno pulsioni sessuali, ma non c’è paragone. Come non c’è paragone tra la forza gravitazionale del Sole verso la Terra rispetto a quella della Terra verso il Sole: 300.000 contro 1. E’ un’iperbole usurata, ma rende l’idea.
Non è un quadro esatto dei fondamenti del rapporto M/F, ma è il meno sbagliato.

Le dinamiche psicologiche sono complesse, è vero, e non possono essere descritte con un paio di concetti o di metafore.
Tuttavia la vecchia idea che tra MM ed FF ci sia attrazione reciproca non regge più. Quel vecchio insegnamento, già presente nella Bibbia dove si dice alla donna “…la tua passione ti porterà verso l’uomo…”, quello che ci è stato trasmesso e a cui noi (anime ingenue e piene di aspettative) abbiano creduto, oggi, alla luce dei nuovi disvelamenti, suona quasi beffardo.

So che non sono cose belle da pensare, da dire e da sentir dire.
E infatti non mi aspetto consensi.

RDV

Roberto 11:02 am - 31st ottobre:

Mizio
>>
Ragazzi senza sesso datemi retta, si sta bene lo stesso (fa anche rima).
>>
Con tutto il rispetto, non credo neanche ad una tua mezza parola. Se così fosse non staresti qui a trattare certe tematiche e neanche avresti scritto certi (precedenti) posts. Come ripeto – e te lo dico senza alcuna offesa – queste sono le cose degli uomini che detesto.
________
Alessandro
>>
Mi sembra evidente che la repressione sessuale che caratterizza la nostra società, e di cui ne sono “vittime” gli uomini comuni, sia un business altamente redditizio
>>
Ma non ti passa per la testa l’idea che non si tratti tanto di repressione sessuale “programmata a tavolino dai maschi alfa” (cosa dire allora delle società islamiche…? dov’è lì la libertà sessuale?), bensì di una inferiore libido femminile, nonché di un interesse nettissimamente inferiore delle donne riguardo al sesso ludico, al sesso vissuto in maniera giocosa, senza alcuna implicazione sentimentale? Certo, non vi sono dubbi riguardo al fatto che la nostra società cattolica abbia lasciato una pesante eredità, basti pensare a tutti coloro – sia uomini che donne – ancor oggi convinti della ridicola tesi secondo cui “per completarsi l’uomo ha bisogno della donna” (tipici discorsi da prete, già evidenziati da Simone), ma non del suo contrario, però credo sia veramente il caso di prendere atto del fatto che la natura femminile è diversa, e pertanto certe differenze resteranno pure in futuro.
______
Rita
>>
A nessuno però è mai venuto in mente, (sia pure a livello di provocazione ed esperimento mentale) di buttare nei fiumi anzichè bromuro, chessò.. una sorta di viagra rosa per incrementare il desiderio sessuale femminile?
>>
Brava! E’ significativo che sia una donna, invece che un uomo, a scrivere queste cose…

sandro 12:22 pm - 31st ottobre:

“a me quello che colpisce in questa discussione è che comunque il pensiero è sempre quello di “agire” sulla sessualità maschile stimolandola o acquietandola, come se fosse un elastico che si tira a piacimento, mentre quella femminile sia considerata più rigida”
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Quella maschile è un fine, quella femminile un mezzo.

“Per quanto riguarda la vita senza sesso, certamente è possibile, forse anche auspicabile se nasce da una scelta forte e matura, ma il sesso è un’esperienza che deve entrare a far parte del nostro bagaglio di esperienze e solo dopo si può decidere se e come farne a meno”
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Io la soluzione della QM ce l’ avrei:
Si tratterebbe di introdurre nella scuola una materia di studio, obbligatoria per gli studenti maschi, tipo “nozioni fondamentali di psicologia del rapporto uomo donna”, per spiegare ai ragazzi quella che è la realtà effettiva del rapporto uomo donna.
Questo, per smontare, una volta per tutte, il mito che hanno, non tanto del sesso, ma proprio della donna, mostrando loro come è fatta veramente, come ragiona, quali sono le sue motivazioni e priorità nel momento in cui si rapporta con un uomo.
Il quadro che ne emergerebbe sarebbe una roba di uno squallore tanto disarmante da far cadere le palle anche ad un gorilla in astinenza pluridecennale, altro che bromuro.
L’ unico effetto collaterale sarebbe l’ azzeramento definitivo della natalità.
Queste cose bisognerebbe spiegarle in primis a quelle teste bacate dei radicali: altro che “woman empowerment” per ottenere il rientro dolce della popolazione, con la “men awareness” si otterrebbe il rientro immediato e DEFINITIVO.
La soluzione finale al problema della QM e a quello della sovrappopolazione in un colpo solo.

Silent Hill 12:36 pm - 31st ottobre:

Roberto
Con tutto il rispetto, non credo neanche ad una tua mezza parola. Se così fosse non staresti qui a trattare certe tematiche e neanche avresti scritto certi (precedenti) posts. Come ripeto – e te lo dico senza alcuna offesa – queste sono le cose degli uomini che detesto.

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Con tutto il rispetto, io invece credo alle sue parole, del resto in Islam il sesso si può considerare un tabù eppure non è mai morto nessuno. ( in 21 anni io non so neanche cos’è il sesso, quindi figurati…)
Io non credo che tutti gli uomini siano così bisognosi di sesso

Simone M. 12:49 pm - 31st ottobre:

Rino
@ Gli UU hanno il desiderio che nasce da una pulsione autonoma interna e che diventa un bisogno sulla cui potenza è inutile sprecare parole. Da questo bisogno nasce la dipendenza sessuale maschile. Il Viagra non aumenta il desiderio (davvero non ce n’è bisogno) ma fa altro: permette di soddisfarlo (e/o di soddisfarlo meglio, se è vero che lo assumono anche UU che non ne avrebbero bisogno, persino giovani).

Un “Viagra” femminile invece mirerebbe all’aumento del desiderio. Ora è chiaro che chi ha un desiderio/bisogno mira a soddisfarlo, ma chi non ce l’ha perché mai dovrebbe crearselo, o,se ne ha poco, perché dovrebbe incrementarlo?
Se non desidero qualcosa, perché assumere una medicina che me la faccia desiderare? Ogni bisogno è una dipendenza: perché creare/aumentare la mia dipendenza?
Non ho sete, prendo una medicina che me la fa venire e così… sono costretto a cercare qualcosa da bere.
@
@ Tuttavia la vecchia idea che tra MM ed FF ci sia attrazione reciproca non regge più. Quel vecchio insegnamento, già presente nella Bibbia dove si dice alla donna “…la tua passione ti porterà verso l’uomo…”, quello che ci è stato trasmesso e a cui noi (anime ingenue e piene di aspettative) abbiano creduto, oggi, alla luce dei nuovi disvelamenti, suona quasi beffardo.

So che non sono cose belle da pensare, da dire e da sentir dire.
E infatti non mi aspetto consensi.

RDV
@
Ed invece io condivido in toto ogni tua parola, Rino.
Già che ci sono ti chiedo: come è possibile che per secoli e secoli, gli uomini siano stati così ingenui da credere a simili inganni, propagandati da un pugno di religiosi? Come si spiega che gli uomini siano così ciechi di fronte alle donne? Possibile che il desiderio sessuale li renda letteralmente ottusi?

gebedeo 1:27 pm - 31st ottobre:

sono giunto ad una mia personale conclusione riguardo la differenza tra desiderio maschile e femminile: non è tanto una differenza di intensità ma di “innesco”. nell’uomo il desiderio scatta verso una percentuale di donne relativamente alta (il proverbiale “basta che respiri”), nelle donne il desiderio viene “triggerato” (passatemi l’anglicismo) solo in pochi casi. Quei pochi casi sono ovviamente costituiti da uomini con caratteristiche sopra la media, i maschi alfa insomma, quelli che si intortano piu donne lasciando a secco i maschi beta..
Questo spiega perché le ragazzine in età puberale vanno in visibilio per la boy band di turno al punto da stracciarsi le vesti piangendo istericamente e al contempo ignorano i loro coetanei, a parte il “fighetto” di turno che catalizza l’attenzione femminile.
E’ un meccanismo plasmato dall’evoluzione e io non sarei contrario a forme di bio-ingegneria sessuale finalizzate a far venire incontro desiderio femminile e maschile livellando le disparità e riallacciandomi ai discorsi sul bromuro o il viagra rosa da gettare in acqua.

Leonardo 1:41 pm - 31st ottobre:

sandro
Io la soluzione della QM ce l’ avrei:
Si tratterebbe di introdurre nella scuola una materia di studio, obbligatoria per gli studenti maschi, tipo “nozioni fondamentali di psicologia del rapporto uomo donna”, per spiegare ai ragazzi quella che è la realtà effettiva del rapporto uomo donna.
Questo, per smontare, una volta per tutte, il mito che hanno, non tanto del sesso, ma proprio della donna, mostrando loro come è fatta veramente, come ragiona, quali sono le sue motivazioni e priorità nel momento in cui si rapporta con un uomo
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Tutti questi discorsi riportano a Schopenhauer : il mondo come Volontà e Rappresentazione.
Il mondo come volontà:
altro non siamo che volontà di vivere, la successiva soddisfazione di ogni nostro volere è poi ciò che si pensa col concetto di felicità.
il mondo è una mia rappresentazione:
Diventa allora per lui chiaro e certo che egli non conosce né il sole né la terra, ma sempre soltanto un occhio, che vede un sole, una mano, che sente una terra; che il mondo, che lo circonda, non esiste se non come rappresentazione.

Alessandro 2:39 pm - 31st ottobre:

Roberto: Ma non ti passa per la testa l’idea che non si tratti tanto di repressione sessuale “programmata a tavolino dai maschi alfa” (cosa dire allora delle società islamiche…? dov’è lì la libertà sessuale?), bensì di una inferiore libido femminile, nonché di un interesse nettissimamente inferiore delle donne riguardo al sesso ludico, al sesso vissuto in maniera giocosa, senza alcuna implicazione sentimentale? >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Roberto, non è solo la Chiesa o quello che ne rimane a reprimere la sessualità e anche tutto il resto. Se oggi tu approcci una donna in maniera che a lei non aggrada, a torto o a ragione, rischi grosso; se tu vai con una prostituta rischi grosso, e non faccio riferimento a malattie a trasmissione sessuale; se tu per sbaglio dai una manata al sedere di una donna in autobus rischi una denuncia per molestie sessuali, perfino anche se guardi il decolletè di una donna. Qualcuno queste cose le ha volute, o sbaglio? Dimmi tu se questa non è repressione della sessualità. E sia chiaro poi: della sessualità maschile. Credo di essermi meglio spiegato adesso.
Per quanto riguarda il minor appetito sessuale femminile, questo è sicuramente una parte della verità; l’altra è che moltissime donne utilizzano la loro sessualità come merce di scambio. Ci marciano, come si suol dire. Non offrono uno scambio alla pari, tanto sanno che otterranno comunque ciò che vogliono.
Certo, anche la società islamica reprime la sessualità. Infatti io le accomuno in questo, con la differenza che la loro è sotto la luce del sole, la nostra è meno evidente.
Studiare il rapporto uomo-donna nelle scuole nella sua versione realistica? Non sarebbe una cattiva idea, ma in una scuola a impostazione femminista come quella attuale, basta osservare cosa stanno diventando a poco a poco i libri di storia per le scuole scondarie di primo e secondo grado, per capire che è pura utopia. In verità questo compito potrebbe essere assolto dai padri, ma la maggior parte di essi non raggiunge quel livello di consapevolezza per diventare autentiche guide per i propri figli maschi in questo specifico ambito. Non rimane che sbatterci la testa e scottarsi, esperienze comuni alla stragrande maggioranza dei maschi, per capire di cosa si tratta, fermo restando poi che non basta viverle certe esperienze per trarne il giusto insegnamento.

Roberto 3:05 pm - 31st ottobre:

Silent Hill
>>
Con tutto il rispetto, io invece credo alle sue parole, del resto in Islam il sesso si può considerare un tabù eppure non è mai morto nessuno.
>>
Il punto non è il morire (che prima o poi o tocca a tutti) ma il come si vive prima di morire… E, di certo, l’astinenza sessuale non è la miglior medicina, giacché il sesso è vita.
Lo stesso Fabrizio Marchi, che è un mio quasi coetaneo, ha più volte evidenziato “la potenza del sesso” e la sua consequenziale importanza nella formazione dell’identità maschile.
Ripeto: trovo insopportabile il fatto che qui, in questa sede, numerosi uomini, più o meno giovani, parlino continuamente (e giustamente) di donne e sessualità, per poi arrivare a cocludere che “il sesso non è importante”… E allora perché incaponirsi su certi argomenti? Perché non occuparsi di altro? Per favore, basta ipocrisie, Silent.
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Silent Hill
>>
( in 21 anni io non so neanche cos’è il sesso, quindi figurati…)
>>
Ho ventinove anni più di te e un figlio di vent’anni, perciò credi veramente che io creda a quanto racconti?

sandro 3:10 pm - 31st ottobre:

“Studiare il rapporto uomo-donna nelle scuole nella sua versione realistica? Non sarebbe una cattiva idea, ma in una scuola a impostazione femminista come quella attuale, basta osservare cosa stanno diventando a poco a poco i libri di storia per le scuole scondarie di primo e secondo grado, per capire che è pura utopia. In verità questo compito potrebbe essere assolto dai padri, ma la maggior parte di essi non raggiunge quel livello di consapevolezza per diventare autentiche guide per i propri figli maschi in questo specifico ambito”
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Questo è esattamente il nocciolo del problema.
L’ inserimento di tale insegnamento nella scuola l’ ho volontariamente buttato lì come provocazione.
Indubbiamente tale insegnamento è compito della figura paterna, ma non c’è solo mancanza di consapevolezza al riguardo come causa della sua assenza.
C’è una serie di cose, c’è il delegare l’ educazione dei figli alle mogli, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per menefreghismo, vuoi per quieto vivere con le mogli stesse, c’è l’ egoismo delinquenziale di chi butta consapevolmente i figli maschi nel tritacarne per toglierseli dalle palle il prima possibile, c’è anche uno strisciante “male comune mezzo gaudio”, della serie ci sono rimasto inculato io mo ci rimani pure tu.
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Non rimane che sbatterci la testa e scottarsi, esperienze comuni alla stragrande maggioranza dei maschi, per capire di cosa si tratta, fermo restando poi che non basta viverle certe esperienze per trarne il giusto insegnamento
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E’ tuttavia inutile, per usare le parole di Massimo Fini, arrivare a tale consapevolezza quando ormai è tardi e non serve più.
Bisogna arrivarci prima di cadere nel tritacarne capital-femminista.
Arrivandoci presto, lo si mina nelle sue fondamenta.
Per me la soluzione della QM sta tutta lì: tocca trovare il modo di comunicare queste cose soprattutto alle nuove generazioni, prima che il potere capital-femminista le fotta come ha fatto con le precedenti.

Roberto 3:14 pm - 31st ottobre:

Alessandro
>>
Per quanto riguarda il minor appetito sessuale femminile, questo è sicuramente una parte della verità; l’altra è che moltissime donne utilizzano la loro sessualità come merce di scambio.
>>
Alessandro, il motivo per cui moltissime donne utilizzano la loro sessualità come merce di scambio, è da ricercare proprio nella loro minor libido.
Fosse identica a quella maschile ci troveremmo in una situazione di parità; mentre se fosse superiore sarebbero le stesse donne a dover “mendicare”.
Mi pare ovvio.

Mizio 3:22 pm - 31st ottobre:

Ragazzi senza sesso datemi retta, si sta bene lo stesso (fa anche rima).
>>>>>>
Roberto, mi riferivo allo stato depressivo di cui molti uomini lamentano di avere e che a loro dire puo’ essere causata da una mancanza di vita sessuale. Ora, questo puo’ essere vero fino a un certo punto o meglio: e’ vero quando non si riescono a trovare altre valvole di sfogo negli esempi che ho riportato prima. E’ vero che una sana vita sessuale completa l’ uomo in tutto e per tutto e ti confesso che anche a me piacerebbe avere la possibilita’ di esprimere il mio corpo, scoprirlo insieme a una donna che sappia accettare questo scambio. Ma il rifiuto del mio corpo da parte delle donne mi ha portato a dover accettare questa condizione e adesso ci convivo con serenita’. Io non ho mai avuto una vita sessuale ma non mi sento depresso anzi: ho una vita sociale piuttosto attiva tra lavoro amici palestra, scuola di ballo e ho molteplici interessi che tengono sempre impegnata la mia mente. Per cui il sesso per me non e’ piu’ una priorita’ assoluta come lo era a vent’ anni.

Mizio 3:26 pm - 31st ottobre:

in Islam il sesso si può considerare un tabù eppure non è mai morto nessuno.
>>>>>>
C’e’ anche da dire che gli islamici non vengono sottoposti a questo continuo bombardamento di nudita’ femminile che ogni giorno ci viene inculcato dai vari media…

Leonardo 3:34 pm - 31st ottobre:

@gebedeo:
più che altro quello che dici te è sempre parte del carattere femminile di deprezzare i maschi. urlare e piangere per la boy band o cercare i maschi stronzi o con i soldi, la moto, ecc.. significa disprezzare gli uomini in quanto tali, uomini normali che valgono solo perché sono maschi, come una donna può valere per un uomo solo per il fisico: e queste ci fanno pure le vittime.

mauro recher 6:37 pm - 31st ottobre:

mi riallaccio a gabedeo ,per il tema musica ….sotengo da sempre che ,la musica italiana e straniera di valore ,sia rovinata dalle ragazzine ,gruppi come i tokio hotel ,i dari ,i sonoha ,non avrebbero questo successo ,vengono tenuti in vita da queste adolescenti .solo perchè “sono carini” infatti durano un paio di stagioni e poi finiscono ,altri gruppi invece bravi ,sia italiani che stranieri vengono dimenticati ,oppure non hanno il successo che meriterebbero , ma restano a lungo nel palcoscenico ..come i vari ac/dc .iron maiden ,metallica (beh questi sono i guru del metal ) ,ma anche altri gruppi ,fanno cassetta anche in Italia (sempre meno di quanto meriterebbero) ma in tv vediamo sempre gli stessi
@alessandro
hai ragione ,ho letto di una storia aghiacciante di un ragazzo che prima è stato pestato dai “cavalieri ” della ragazza (tanto da fare 60 giorni di ospedale),poi si è preso pure la denuncia per molestie ,motivo ,uno sguardo di troppo ……

Rino 7:21 pm - 31st ottobre:

Sandro:
>>
Si tratterebbe di introdurre nella scuola una materia di studio, obbligatoria per gli studenti maschi, tipo “nozioni fondamentali di psicologia del rapporto uomo donna”, per spiegare ai ragazzi… quella che è la realtà effettiva del rapporto uomo donna.
Questo, per smontare, una volta per tutte, il mito che hanno….
…L’ unico effetto collaterale sarebbe l’ azzeramento definitivo della natalità.
>>

Concordo pienamente sulla proposta: bisogna insegnare la verità ai ragazzi con corsi ufficiali ad hoc ed esempi (basta far parlare qualche divorziato o qualche marito tenuto a stecchetto). Ma questo giorno quando mai verrà?
E perché non insegnare alle ragazze il simmetrico? Perché le FF conoscono perfettamente il banale motivo per cui i maschi le vogliono. Non c’è bisogno di spiegarglielo.
I maschi invece si ingannano e vengono ingannati. Ad esempio si prenda un qualsiasi trattatello di sessuo-psicologia. Si troverà che là i caratteri sessuali (intesi come elementi di attrattiva reciproca) fanno riferimento al corpo (e all’anatomia) sia dal punto di vista di F che di M (es. spalle larghe-fianchi stretti e viceversa, mani, occhi, capelli etc.). E ciò è totalmente fuorviante alla radice. Infatti il primo carattere sessuale maschile (=l’attrattiva maschile per eccellenza) non è il corpo, è lo status sociale. Non è ciò che M è in sé, ma ciò che è in nella società.
Su questo vige il silenzio assoluto. Si teme di presentare l’approccio femminile agli UU sotto una veste interessata, non dettato da passione o fattori simili, ma dal calcolo. E questo oggi è ovviamente proibitissimo. Il racconto del “femminile attuale” (qui trovo adeguata la formula di Fabrizio) esclude totalmente la componente “calcolo” dall’approccio.
Ma non è sempre stato così. A suo tempo anche le DD parlavano apertamente del “buon partito” cui mirare (anche se poi si dovevano accontentare di ciò che trovavano). Non ne facevano mistero. La mistica femminista ha relegato quella verità ai tempi andati, quando le FF erano “costrette” a mirare al “buon partito”.
Di qui l’imbarazzo nel riconoscere che gli UU d’élite sono circondati da strafighe per quanto bruttini siano (ci sono tanti esempi pubblici eclatanti che non voglio citare). Bruttini sì, ma non BRUMEM: non BRUttini da Mille Euro al Mese.

Simone:
>>
…come è possibile che per secoli e secoli, gli uomini siano stati così ingenui da credere a simili inganni, propagandati da un pugno di religiosi? Come si spiega che gli uomini siano così ciechi …
>>

La spiegazione potrebbe essere semplice e l’ha anticipata Sandro: la continuità della specie. Questo imperativo può da solo giustificare la cecità maschile, o, meglio, la facilità con la quale gli UU si sono fatti ingannare, ovvero: si sono autoingannati. Una bugia era ciò di cui avevano bisogno. Non ne accuserei perciò i religiosi, ma se è così allora bisogna coerentemente attribuire loro anche il merito di aver …salvaguardato la specie. Il fatto è che noi crediamo che la verità sia più vitale delle bugie, dei sogni, delle illusioni. Ma è ben possibile che – spesso – sia vero il contrario. La verità allora va considerata come sterile e antivitale? Non sempre, ma spesso potrebbe esserlo. Anzi, affrontando la QM vien quasi da sospettare che sia così.

Tutta la questione è però ambigua e complicata. Primo perché non conosciamo la vera vita psicologica degli UU e delle DD nelle culture extraoccidentali e preindustriali, che sono state migliaia (e sono ancora parecchie). Ad es. in che modo i Pellerossa vivevano gli approcci, la relazione e la sessualità? E le migliaia di culture africane e asiatiche di tutti i tempi? Cosa ne sappiamo dell’esperienza reale degli aborigeni australiani etc.? E di tutto il mondo arabo prima e islamico poi? Restando poi all’Occidente, mentre il Cantico dei Cantici parlava della pari passione reciproca, nondimeno gli UU hanno sempre saputo che non erano le fattezze del loro corpo la prima calamita per le DD e lo sanno anche oggi: perciò acquistano l’auto più grossa che possono.
E’ però vero che è venuto meno l’insegnamento dei padri su questo, come su tutto lo spettro della relazione F/M e sul resto. Fatto che è al centro della problematica trattata da MS e spesso richiamata qui da Armando e Ckkb. Innegabile.

Sandro
>>
Questo, per smontare, una volta per tutte, il mito che hanno, non tanto del sesso, ma proprio della donna, mostrando loro come è fatta veramente, come ragiona, quali sono le sue motivazioni e priorità nel momento in cui si rapporta con un uomo. Il quadro che ne emergerebbe sarebbe una roba di uno squallore tanto disarmante…
>>

Non trovo però che esso sia più “squallido” di quello maschile (cui le FF possono opporre: di noi vi interessa solo la vagina). Non possono essere accusate di essere diverse dagli UU. Se il corpo maschile non suscita nelle FF gli stessi sogni, se l’immaginazione dell’attività sessuale non le ubriaca nello stesso modo, se la nudità maschile non provoca in esse quel trasalimento, quella vertigine che invece colpiscono i MM di fronte al corpo femminile, non c’è motivo di valutare come inferiore la prospettiva da cui F guarda ad M.
Sono pulsioni diverse mosse da motivazioni diverse. Se la voluttà estrema della libidine è – in sostanza – maschile ciò non è colpa delle DD. (E’ chiaro che stiamo parlando della maggioranza delle DD, il classico 95%, non di tutte).

Quel che è grave è che sulla bugia della parità ormonale si fondano “diritti” femminili che sono esercizi di violenza e di speculazione sugli UU. Come quello di andare in topless per la strada (Toronto) o anche solo nelle piscine (Svezia e altrove). O di mostrare per 5 ore al giorno le mutande al compagno di classe seduto nella fila successiva. E tutto lo smutandamento onnipervadente di cui tante volte abbiamo parlato.

Cmq tutto va valutato con molti grani di sale.

RDV

maria 7:59 pm - 31st ottobre:

Se una donna decide di portarsi a letto un uomo..lo fa senza incontrare troppe difficolta’. Le donne sanno come innescare..il desiderio nel maschio ed il gioco e’ fatto. La millenaria e universale gelosia nei confronti del gentil sesso nasce prorio da questi “scontati” meccanismi e le religioni, il potere, le gerarchie tra i sessi hanno sempre saputo che per garantirsi un comportamento morigerato da parte delle donne (siamo noi a decidere chi deve essere il padre dei figli che regaliamo al mondo) bisognava quantomeno segregarle, rinchiuderle, non farle muovere, tenerle a casa e controllarle..(invano). Non solo. Se una donna fa l’amore tutta la notte, in fondo a noi viene facilissimo fare il bis e tris..abbiamo pure la ragionevole certezza che al mattino il suo compagno difficilmente cerchera’ nuovi approcci mentre lei..potrebbe anche puntare alla quaterna. E’ così. Non e’ solo questione di maggior o minor desiderio..c’e’ anche una “dinamica” che ci rende contrattualmente dominanti. Così natura vuole e come ho letto in un libro scritto da una potente maitresse americana: ogni donna siede sulla sua piu’ grande fortuna..Un uomo nasce con una spinta propulsiva immensa a spargere il suo seme ricco di milioni di spermatozoi e sa che in giro ci sono milioni di uomini collo stesso istinto..mentre i giardini sono preziosi, ambitissimi e difficilmente accessibili. Signori..non c’e’ storia. Tutte le rivoluzioni culturali che hanno investito il nostro paese hanno avuto il sostegno decisivo delle donne ma se si tratta di andare ad intaccare la loro privilegiata posizione non credo troverete ascolto. Forse mi sbaglio, ragiono da donna e questo e’ sicuramente un limite anche per la compiuta comprensione della questione maschile però penso che le rivoluzioni..si fanno tutti insieme o non si fanno. Magari mi ricrederò, chissà..resta il fatto che voi UB siete di una onesta’ e di una limpidezza cristallina. Vorreste puntare a un approccio onesto, chiaro, leale, paritario sincero con l’altro sesso mentre tutto il mondo intorno a voi rigurgita compromessi, vizi, disonesta’, giochi di potere e mercificazione di ogni espressione umana. Certe volte..mentre leggo tra i post le considerazioni accorate di tanti uomini..mi viene da pensare al Vangelo (ispirato da un vero comunista): non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. (forse ho esagerato a scriverlo, ma giuro che l’ho pensato).

Silent Hill 1:04 am - 1st novembre:

Roberto
Ho ventinove anni più di te e un figlio di vent’anni, perciò credi veramente che io creda a quanto racconti?

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Roberto, se avessi mentito avrei detto che ho 50 anni e che non ho mai scopato e ne sono felice .
Non avrei motivo di mentire, anche perchè su queste cose non c’è niente da mentire, nè nient’altro da esternare con vanto .
Semplicemente a me del sesso per ora non me ne frega nulla, della vita che sto facendo non mi lamento .
Poi vabbè se devo essere per forza infelice perchè non scopo – secondo certi canoni idioti – rispondo ‘sticazzi!!!

Silent Hill 1:06 am - 1st novembre:

Mizio
C’e’ anche da dire che gli islamici non vengono sottoposti a questo continuo bombardamento di nudita’ femminile che ogni giorno ci viene inculcato dai vari media…

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Pensa che io la TV la guardo solo per le partite e film che mi gustano, quindi figurati…

Silent Hill 1:15 am - 1st novembre:

Roberto
E, di certo, l’astinenza sessuale non è la miglior medicina, giacché il sesso è vita.

>>>>>>>>>>>
Ma non è neanche una scelta così orrenda. In USA ho saputo di associazioni di giovani – fortemente cattolici – che praticano e predicano l’astinenza.
Se poi il sesso è veramente vita e le donne lo userebbero per i loro scopi, beh allora la conclusione dovrebbe essere che chi scopa è un idiota (il che in alcuni casi è vero, ad esempio in quegli imbecilli che si portano a letto impiegate per promuoverle)

trovo insopportabile il fatto che qui, in questa sede, numerosi uomini, più o meno giovani, parlino continuamente (e giustamente) di donne e sessualità

>>>>>>>>>>><

Ma infatti non ne ho mai parlato, salvo nel rispondere a certe affermazioni che mi paiono scorrette.

gebedeo 1:29 am - 1st novembre:

essendo il desiderio maschile piu frequente di quello femminile, la prostituzione andrebbe legalizzata e anzì, resa un servizio gratuito o a costo minimo, garantito dallo stato e pagato dai soldi dei contribuenti. Naturalmente bisognerebbe che esistesse un tandem tra prostituzione pubblica gratuita e prostituzione privata a pagamento, esattamente come per la sanità, in modo da migliorare l’offerta e favorire un’allocazione delle risorse meno sbilanciata.
Non si tratterebbe di villipendio o svalutazione del corpo femminile, visto che anche il lavoro salariato e la prestazione di manodopera possono essere considerati sfruttamento commerciale del proprio corpo. La prostituzione diventerebbe un lavoro come un altro in definitiva.
La mia è una prospettiva razionalista che so bene incontrerebbe un coro di disapprovazione da parte di una cultura fondata su una morale che razionale non è.

sandro 1:57 am - 1st novembre:

“Non trovo però che esso sia più “squallido” di quello maschile (cui le FF possono opporre: di noi vi interessa solo la vagina). Non possono essere accusate di essere diverse dagli UU.”
Lo so.
Però per loro c’è la foglia di fico dell’ “amore”.
Noi a modo nostro siamo onesti, si sa che cosa vogliamo: loro stesse ce lo ricordano a ogni piè sospinto.
Loro no, non sono oneste, ci ingannano. Millantano sentimenti che quasi mai provano.
E sono brave, molto brave, a fingere.
Si guardano bene dal farci capire che noi per loro non siamo il fine come loro lo sono per noi, bensì un mezzo con il quale ottenere dei fini.
Ed è così che intortano gli uomini, soprattutto giovani.
Ed è proprio questa la verità che va spiegata ai ragazzi: l’ amore femminile è solo una grandissima, millenaria, presa per il culo.

Alessandro 8:32 am - 1st novembre:

Maria: Magari mi ricrederò, chissà..resta il fatto che voi UB siete di una onesta’ e di una limpidezza cristallina. Vorreste puntare a un approccio onesto, chiaro, leale, paritario sincero con l’altro sesso mentre tutto il mondo intorno a voi rigurgita compromessi, vizi, disonesta’, giochi di potere e mercificazione di ogni espressione umana. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sei troppo buona, Maria. Devo dire che anche tu dimostri un’empatia fuori dal comune. Ti sforzi di osservare il mondo anche ponendoti nell’ottica altrui, maschile, ti metti in gioco e questo va davvero a tuo onore. Un altro esempio è sicuramente Rita.
Non è facile star qui per una donna. Lo spazio creato da Fabrizio Marchi è molto “politicamente scorretto” nel senso migliore dell’espressione. E’ questa in fondo la sua ricchezza. Qui una donna non troverà ciò che ella sente tutti i giorni e dovunque. Sentirà la voce critica nei suoi confronti, talvolta anche dura, mai però maschilista, reazionaria. Oggi la critica, anche costruttiva, al genere femmnile non è ammessa dal politicamente corretto imperante. Il merito di Fabrizio Marchi, in questo caso, è aver offerto e creato uno spazio libero e anticonformista. Non è poco.

Silent Hill 8:41 am - 1st novembre:

gebedeo
La mia è una prospettiva razionalista che so bene incontrerebbe un coro di disapprovazione da parte di una cultura fondata su una morale che razionale non è.

>>>>>>>>>>>>>>>>

In realtà la prostituzione la vorrebbero legalizzata la netta maggioranza degli italiani…
Poi conta che in buona parte dell’europa lo è

@ sandro

se è come dici te, allora non è neanche vero l’amore maschile se vogliamo una sola cosa, o no ?

Alessandro 8:46 am - 1st novembre:

Gebedeo: essendo il desiderio maschile piu frequente di quello femminile, la prostituzione andrebbe legalizzata e anzì, resa un servizio gratuito o a costo minimo, garantito dallo stato e pagato dai soldi dei contribuenti. Naturalmente bisognerebbe che esistesse un tandem tra prostituzione pubblica gratuita e prostituzione privata a pagamento, esattamente come per la sanità, in modo da migliorare l’offerta e favorire un’allocazione delle risorse meno sbilanciata.
Non si tratterebbe di villipendio o svalutazione del corpo femminile, visto che anche il lavoro salariato e la prestazione di manodopera possono essere considerati sfruttamento commerciale del proprio corpo. La prostituzione diventerebbe un lavoro come un altro in definitiva.
La mia è una prospettiva razionalista che so bene incontrerebbe un coro di disapprovazione da parte di una cultura fondata su una morale che razionale non è.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Interessantissima la tua proposta. Sono dell’opinione che sia forse un pò troppo chiedere che venga pagata con i soldi dei contribuenti od offerta gratuitamente, però concordo su tutto il resto. Mi sembra che ciò che affermi sia puro buon senso, ma l’Occidente( tranne poche eccezioni per il momento, vedi Stati di lingua tedesca, i più avanzati in Europa) del buon senso non sa che farsene. Se fossero le donne, soprattutto la lobby politicamente più forte, a chiedere, per assurdo, che venisse legalizzata la prostituzione maschile, nel giro di qualche giorno si arriverebbe al risultato. Purtroppo, piaccia o non piaccia, oggi gli uomini beta non hanno alcun potere. Essi devono principalmente produrre e morire sotto qualche impalcatura e per il resto prendersi ciò che viene loro concesso da chi veramente tira le fila della nostra società. Il bello è che ancora la maggior parte di loro crede alla favola del genere privilegiato. Scappa veramente da ridere o da piangere.

Marco 9:05 am - 1st novembre:

@ sandro
Si guardano bene dal farci capire che noi per loro non siamo il fine come loro lo sono per noi, bensì un mezzo con il quale ottenere dei fini.
@

Già Alphonse Karr sosteneva ciò.
http://it.wikiquote.org/wiki/Alphonse_Karr#Aforismi_sulle_donne.2C_sull.27uomo_e_sull.27amore
Segno che gli antichi (perlomeno alcuni), nella loro ingenuità, erano pur sempre meno stupidi dei “moderni”.

Leonardo 9:36 am - 1st novembre:

gebedeo:
la prostituzione andrebbe legalizzata e anzì, resa un servizio gratuito o a costo minimo, garantito dallo stato e pagato dai soldi dei contribuenti.
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Si, ma credo che ormai in Italia siamo ridotti davvero male, la vedo dura.

Marco 9:37 am - 1st novembre:

@ maria
E’ così. Non e’ solo questione di maggior o minor desiderio..c’e’ anche una “dinamica” che ci rende contrattualmente dominanti. Così natura vuole e come ho letto in un libro scritto da una potente maitresse americana: ogni donna siede sulla sua piu’ grande fortuna..Un uomo nasce con una spinta propulsiva immensa a spargere il suo seme ricco di milioni di spermatozoi e sa che in giro ci sono milioni di uomini collo stesso istinto..mentre i giardini sono preziosi, ambitissimi e difficilmente accessibili.
@
La “dinamica” è pure un’altra: la donna, al contrario dell’uomo, non deve “far nulla”, ossia non deve avere l’erezione.
Per quanto riguarda tutto il resto, so bene che è così, ed è anche per questo che io non avrò mai dei figli.
Questo mondo è un inferno e pertanto non si capisce per quale ragione si debba far nascere qualcuno che dovrà solo incazzarsi, lavorare, competere e tribolare fino alla fine dei suoi giorni.
Specie se maschio.

Marco 10:33 am - 1st novembre:

@ Silent Hill
In realtà la prostituzione la vorrebbero legalizzata la netta maggioranza degli italiani…
@
Hai dimenticato di scrivere una parola: maschi!
Ossia, a voler legalizzare la prostituzione sono soprattutto gli uomini italiani, non certamente le bacchettone donne italiane!
Tuttavia, riguardo alla provocatoria proposta di gebedeo, ricordo di aver letto qualcosa del genere altrove (mi pare su uomini3000), scritto da un uomo di cui non ricordo il nick.

Fabrizio Marchi 12:24 pm - 1st novembre:

Condivido completamente il commento di Gebedeo e anche i successivi di Alessandro e altri, sul tema della prostituzione. I vostri interventi mi hanno anche stimolato a scrivere un pezzo che ho pubblicato nello spazio degli “editoriali” dal titolo “Prostituzione: ideologie diverse ma stessa ipocrisia”.
D’altronde era tempo che assumessimo una posizione ufficiale sulla questione.
Fabrizio

sandro 12:29 pm - 1st novembre:

“se è come dici te, allora non è neanche vero l’amore maschile se vogliamo una sola cosa, o no ?”
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E’ quello che dicono loro.
Dicono che loro ci amano e noi vogliamo solo vuotarci le palle.
Invece io dico che noi vogliamo di solito vuotarci le palle ed essere lasciati in pace e loro vogliono semplicemente un vitalizio e una cucchiaiata di sperma, possibilmente senza avere nessuno tra le balle eccetto i figli.
Non vedo cosa c’ entri l’ amore in tutto ciò e perché debbano sempre tirarlo in ballo.
Diciamo le cose come stanno.

sandro 12:56 pm - 1st novembre:

“Già Alphonse Karr sosteneva ciò.
http://it.wikiquote.org/wiki/Alphonse_Karr#Aforismi_sulle_donne.2C_sull.27uomo_e_sull.27amore
Segno che gli antichi (perlomeno alcuni), nella loro ingenuità, erano pur sempre meno stupidi dei “moderni”.”
_________________
Vero. e gli esempi sono tanti.
Questi sono i danni del materialismo capital-femminista:
gli uomini non hanno più una cultura umanistica alla quale attingere.
E Dio solo sa quanto questa sia necessaria, oggi più che mai.

Leonardo 1:06 pm - 1st novembre:

Nei paesi nordici ci sono prostitute per vari gusti, in Olanda ci sono i matrimoni gay ma anche soddisfazione sessuale per i maschi di vario gusto. Non so bene come funziona lassù: ci sono stato solo pochi giorni e al tempo delle lire.
Credo sia il sogno di molti uomini la prostituzione legale a basso prezzo.
Lessi un libro scritto da una prostituta tedesca “sado-maso” la quale raccontava di ragazzi timidi che altrimenti non avrebbero soddisfatto mai i loro desideri; e anche uomini sposati con gusti bizzarri che con la moglie neanche a parlarne.

Simone M. 3:18 pm - 1st novembre:
Simone M. 3:21 pm - 1st novembre:

“E’ ovvio che, essendo la Russia un paese sconfinato, ci abitano uomini e donne di tutti i tipi. Soprattutto nel caso degli uomini russi, che in qualche modo uscivano male dal mio post, vanno tenuti in considerazione molti aspetti di cui non ho parlato. Ad esempio sono molto galanti, aprono sempre le portiere dell’auto alle donne, cedono il passo, portano sempre un mazzo di fiori alle signore che ritornano dopo un viaggio, ecc.”
____
“Valentina, Martedì 30 Dicembre 2008 ore 17:39

Mi dispiace doverti deludere caro Mariano ma le donne russe sono programmate per questo…sono infelici nel loro paese e vengono in Italia per incontrare l’uomo romantico ma tanto sappiamo tutti che gli uomini non sono romantici ma solamente stupidi perchè l’unica cosa che riescono a fare è quella di perdere la testa per donne che nella loro vita cercano solo di trovare qualcuno che le porti a spasso!con tante belle donne italiane voi uomini che non ragionate con il cervello ma con altro vi fate incastrare dalle russe…infondo come si dice???ognuno sceglie per sè quello che merita…

_________
Non se ne può più.

Silent Hill 6:47 pm - 1st novembre:

Simone M
Ad esempio sono molto galanti, aprono sempre le portiere dell’auto alle donne, cedono il passo

>>>>>>>>
Ma sticazzi, che si prendano gli uomini russi allora…

—————————————-
!con tante belle donne italiane voi uomini che non ragionate con il cervello ma con altro vi fate incastrare dalle russe

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Beh questa frase denota solamente un senso di INVIDIA ( come a dire brutti porci scegliete le russe e non noi italiane?!?!?!)

Simò, ma perchè non se ne può più ? A me ste cose fanno solo sorridere…volete i russi ? Gli italiani sono stupidi ? Ma prego si accomodino ! E poi ci sono anche italiani che se pijano quelle dell’est, quindi figurati…

Simone M. 8:17 pm - 1st novembre:

@ Simò, ma perchè non se ne può più ?
@
Silent, io il prossimo gennaio compirà trentanove anni, mentre tu hai scritto di averne solo ventuno, perciò la sostanziale differenza è la seguente: certi lamenti io li ascolto da molti più anni di te, e pertanto non ne posso più.
Non ricordo neanche una volta in cui una donna abbia fatto degli apprezzamenti verso gli uomini…

Simone M. 6:39 pm - 30th novembre:

http://www.corriere.it/spettacoli/10_novembre_30/michelle-hunziker-intervista-gq_4d9540dc-fc86-11df-8fb3-00144f02aabc.shtml
intervista sulle pagine della rivista GQ
«Il sesso come merce di scambio?
Ci si rovina nell’anima e nel cuore»
La Hunziker: «Se qualcuno mi dice “ti voglio bene” io ci casco sempre»

MILANO – Le ragazzine e il sesso come merce di scambio (e magari come lasciapassare per il mondo dello spettacolo)? A chi le chiede un consiglio, Michelle Hunziker risponde che è proprio quello il modo migliore per rovinarsi nell’anima e nel cuore. È un’intervista a cuore aperto quella che la showgirl ha rilasciato a GQ in edicola mercoledì. «Sono una donna di 33 anni – racconta la Hunziker -, nel fiore della realizzazione a livello sessuale ed emotivo. Non tornerei a 20 anni neanche se mi pagassero: devi affermarti, devi ancora capire chi sei e imparare tanto». Il prossimo 9 dicembre la conduttrice debutta allo Smeraldo di Milano con lo spettacolo teatrale Mi scappa da ridere: nello spettacolo la showgirl canta, balla e recita e su GQ esprime il suo dissenso contro le strade facili verso la fama: «Io sono controcorrente, penso che studiare e applicarsi sia importante. Se poi vuoi essere una meteora e diventare subito popolare, lo puoi fare, è una scelta».

UN CONSIGLIO ALLE RAGAZZE – Quanto alle ragazzine che usano il sesso come merce di scambio, la Hunziker non ha peli sulla lingua: «A farmi inc…- dice – è chi fa certe proposte: se hai 17 anni e ti manca un’educazione adeguata, non capisci. Col cavolo che “a 17 anni una è in grado di decidere”. Pensa a un maiale di 50, 60 anni: una ragazzina se la rigira come vuole. Noi mamme dobbiamo essere brave a dar loro i giusti valori». A proposito di valori poi, la bella Michelle non nasconde di avere una concezione molto forte del matrimonio, nonostante la fine delle sue nozze con il cantante Eros Ramazzotti: «Per me, che sono credente, in Chiesa si può fare una volta sola. Il matrimonio è un grande sogno e, se ce l’hai, è giusto realizzarlo».

ITALIA E GERMANIA – In Germania Michelle Hunziker è stata criticata perché nella tv tedesca indossava un abito «così corto – è stato scritto – che sarebbe stato meglio in uno dei programmi di Berlusconi»: «Hanno parlato bene del programma, ma è bastato che un p… scrivesse quella roba su Internet perché i giornali italiani la riprendessero. All’estero ci vedono come dei buffoni, dei poveracci».

BENE E MALE – Nell’intervista su GQ Michelle sottolinea infine di non aver mai vissuto crisi col pubblico, «neanche quando ero in una situazione bruttissima». «Succede: – spiega – ti capita una tragedia, come nel mio caso la morte del papà, e c’è chi ne approfitta per insinuarsi nella tua vita e farti del male». Alludi alla famigerata “maga”?, le chiede il giornalista di GQ( facendo riferimento alla pranoterapeuta Giulia Berghella che l’avrebbe anche plagiata per un periodo, ndr). «Sì. Fanno credere di volerti bene mentre ti fanno un gran male. Se qualcuno mi dice “ti voglio bene” io ci casco sempre».

Redazione online
30 novembre 2010
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«A farmi inc…- dice – è chi fa certe proposte: se hai 17 anni e ti manca un’educazione adeguata, non capisci. Col cavolo che “a 17 anni una è in grado di decidere”. Pensa a un maiale di 50, 60 anni: una ragazzina se la rigira come vuole. Noi mamme dobbiamo essere brave a dar loro i giusti valori».
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Ricordo benissimo di aver sentito più volte uscire dalla bocca delle donne, frasi del tipo “le ragazze di oggi si rigirano anche quei tonti degli uomini”; oppure “le femmine maturano molto prima dei maschi”; e ancora “una donna ha sempre una marcia in più”; “gli uomini sono tutti coglioni”, eccetera eccetera.
Ora, secondo Hunziker, un “maiale” di 50, 60 anni, una ragazzina se la rigira come vuole.
Ma non eravamo ritardati anche in età adulta?

mauro recher 11:10 am - 27th dicembre:

su questo tema ho trovato interessante un post di un certo Caronte sul blog di Marina Terragni
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Caronte scritto il: 24.12.2010 alle 17:37

Riguardo alla questione della “donna oggetto” (veline, etc.), vorrei farvi notare che questo è ciò che credete, che vi fanno credere e che propagandate.
In realtà si tratta di una celebrazione permanente, ossessiva, capillare che tutti i media occidentali fanno della donna sia attraverso la pubblicità sia direttamente con la raffigurazione permanente del corpo femminile anche senza fini pubblicitari.
Questo fatto viene negato rovesciandone il senso e denunciato come “cultura della donna oggetto”, secondo cui il corpo femminile viene strumentalizzato a fini di pubblicità.
Scambiando lo scopo (la promozione del prodotto) con l’effetto (la presenza, la visibilità pubblica, la valorizzazione, la celebrazione) si nega che la pubblicità sia uno strumento di promozione permanente del sesso femminile.
Scambio e negazione quanto mai utili.
Se divento testimonial di uno spot quello spot mi rende famoso, mi celebra e mi esalta, e come è vero che io pubblicizzo un prodotto (sono “strumentalizzato”) così è vero che quella pubblicità pubblicizza me stesso. La pubblicità mi rende famoso, tant’è vero che, se non sono famoso o popolare e lo voglio diventare, devo farmela e pagarmela.
Se è vero che le campagne elettorali si fanno diffondendo la propria immagine, allora le donne, attraverso la pubblicità (e non solo) sono in una permanente campagna elettorale di dimensioni colossali, una campagna promozionale ininterrotta, sistematica, capillare ed ovviamente gratuita.
Quello che voglio dire è che è giunta l’ora di vedere che la pubblicità tanto “usa” le donne quanto viene usata da esse per la propria pubblicizzazione.
Il corpo femminile è un testimonial e questo indica appunto che è un valore, il valore estetico, il quale, proprio perché rappresentato permanentemente cresce di valore.
Fare da testimonial non mi svaluta, al contrario, mi valorizza.
Si nega l’effetto reale e cioè la reale celebrazione, la reale glorificazione della donna, esaltata ogni giorno in una fantasmagoria di immagini del sesso femminile che, se dovesse essere pagata, costerebbe alle femmine occidentali centinaia di migliaia di milioni di euro ogni anno.
La si nega e la si rovescia in un capo di imputazione contro gli uomini.

mauro recher 7:07 pm - 5th marzo:

ieri sono andato a vedere pirahna in 3d………
di horror aveva solo la parte finale ,il resto una carellata di tette e culi ,francamente mi sono chiesto ….
che senso ha tutto questo in un film che dovrebbe trattare tutt’altto ??
se avevo voglia di un porno me ne andavo nei cinema appositi …
ho sempre pensato che l’arte come la musica e il cinema dovrebbero essere giudicati per quello che riescono a trasmettere e non dall’indurimento del pene ,frustrante poi ,come detto bene da Fabrizo nell’editoriale

cesare 4:07 pm - 31st marzo:

Nella riproposizione che oggi La Repubblica Donna fa nel servizio riportato di seguito, delle pubblicità di intimo femminile passate alla Storia per fascino e forza seduttiva, mi sembra doveroso ricordare a tutela di tutti, maschi ma invero soprattutto femmine, che, a seguito della lunga e gloriosa marcia per la libertà sessuale, “Chi tocca i fili muore”.

http://d.repubblica.it/argomenti/2011/03/31/foto/immagini_pubblicit-263951/8/#media

Nicole 6:49 pm - 24th maggio:

Si, ho compreso il senso di questo articolo…
E’ quasi dura da digerire ma è vero quello che scrivi. Se indosso un abbigliamento un po’ attizzante lo faccio indubbiamente per piacermi e piacere…Così fan tutte, che lo ammettano o meno.
Questo non giustifica la violenza in nessuna sua forma, ma di certo è causa di tante frustrazioni. Lo noto a scuola, dove arrivano bimbette travestite da Lolite e mi chiedo come possano permetterlo i loro genitori. E ‘ un continuo messaggio, un continuo input a delinquere. Ormai è il corpo a parlare ,niente altro. Ho visto nelle adolescenti femmine, veri e propri atti di istigazione sessuale. Non è facile parlare di queste cose, ci vuole coraggio. I nostri tempi ci parlano di libertà in tutte le sue espressioni. Io credo si sia andati oltre il senso del buon gusto e della ragione. Al punto da confondere in determinati casi, le vittime con i carnefici.

Damien 6:27 am - 25th maggio:

Peccato che tu non abbia continuato Nicole.. perchè tale frustrazione, spesso nelle menti deboli, crea reazioni criminose, nelle menti normali, zerbini, nelle menti intelligenti voglia di cambiamento e di reciprocità, e nelle menti Alpha.. beh! quelli a meno che non siano dei fessi, hanno tutti ai loro piedi..donne comprese!

Pensa solo per un attimo.. sentirti attratta da un lui che ti piace.. che ti fa vibrare dentro.. lo guardi.. e il tuo sguardo cade li.. lui ti viene incontro e..”Come ti permetti? io ti denuncio sai? qualcuno chiami la polizia! c’è questa che mi ha molestato!”

“Signora, ci favorisca i documenti.. salga in auto prego.. andiamo in commissariato!”…

..questo è il mondo degli uomini normali ed intelligenti.. il resto appartiene tutto a voi ed alla sfera alpha.. buon divertimento!

p.s.: Fabbrì! aggiorna il titolo! manca un “Non” all’inizio! (Non guardare e non toccare)

Fabrizio Marchi 8:28 am - 25th maggio:

“Pensa solo per un attimo.. sentirti attratta da un lui che ti piace.. che ti fa vibrare dentro.. lo guardi.. e il tuo sguardo cade li.. lui ti viene incontro e..”Come ti permetti? io ti denuncio sai? qualcuno chiami la polizia! c’è questa che mi ha molestato!”
“Signora, ci favorisca i documenti.. salga in auto prego.. andiamo in commissariato!”…” (Damien)
Esempio più che illuminante, Damien. Il capovolgimento della situazione, da te descritto, è semplicemente inconcepibile, può essere immaginato solo come una barzelletta…
E invece per gli uomini è la realtà….E questa sarebbe la società dominata dall’oppressione maschilista…
Deve essere accaduto qualcosa nella “psicosfera” che non riusciamo a cogliere, se tutto ciò avviene come se nulla fosse…Non c’è altra spiegazione…
Fabrizio

Nicole 12:26 pm - 25th maggio:

@Damien
Non credo alle donne diano fastidio gli sguardi degli uomini. Credo dia molto più fastidio l’indifferenza. Certo , ci sono sguardi e sguardi…La donna che si risente di uno sguardo ha sicuramente motivi di frustrazione personale ed è sicuramente pericolosa. Anche noi donne guardiamo gli uomini e alcune lo fanno anche in maniera sfacciata è verissimo. Come è vero che facciamo di tutto per farci notare o non ci sarebbero tanti mostri in giro e in televisione con le labbra a canotto e tette e culi siliconati. Io credo ci sia una ipocrisia di fondo che alimenta e soffia venti di guerra incomprensibili. Onestamente non ci capisco più nulla, a dirla tutta. Non capisco nemmeno una certa categoria di uomini però…uomini che fomentano tutto ciò e adulano davvero l’impossibile.
L’altro giorno in tv, una tizia si è scagliata senza motivo apparente contro un uomo, che onestamente non aveva detto niente di sbagliato e per giunta la questione maschile non c’entrava una beata fava con l’argomento in oggetto. Ho goduto quando un altro tizio le ha detto in faccia che diceva cazzate ad uso e consumo di quattro beoti ignoranti che applaudivano senza cognizione di causa…
Non sopporto le femmine esaltate, non sopporto gli zerbini, non sopporto più il politically correct…mi sembra di essere in un Film di Fellini , forse per questo non capisco più un c****!

Fabrizio Marchi 12:44 pm - 26th maggio:

Ieri sera, facendo zapping, mi sono casualmente imbattuto in una specie di video-documentario tratto dal “Corpo delle donne” di Lorella Zanardo (era già iniziato, non so darvi maggiori indicazioni), mandato in onda da una televisione privata romana con la quale in passato ho anche avuto modo di collaborare per un paio d’anni.
Da un certo punto di vista (la denuncia della mercificazione della sessualità, il ruolo dei media ecc.) poteva anche essere condivisibile.
Il problema, naturalmente, nasce nel momento in cui tutto ciò viene ricondotto, secondo l’autrice, ad un sistema che sarebbe in ultima analisi dominato dal “maschile” e dal maschilismo.
A onor del vero, ad un certo momento, la commentatrice si è espressa esattamente in questo modo:”…Quelle donne mercificate e auto mercificatesi…”.
“Un bel passo in avanti”, mi sono detto. Subito dopo però soggiungeva:”Le donne sono state talmente condizionate a livello psicologico e culturale da non saper più distinguere tra i loro reali bisogni ed aspirazioni e quelli indotti dal “sistema”…”.
C’è in parte del vero anche in questo, sia chiaro ; peraltro,lo stesso concetto vale per gli uomini, anche se l’autrice si guarda bene dal dirlo…
Il fatto è, come avrete già capito, che il problema della giornalista è arrivare in ultima analisi a deresponsabilizzare le donne. O meglio, ammette, ma solo parzialmente, una certa dose di responsabilità individuale nel processo di mercificazione/automercificazione, ma riconduce completamente questa scelta ad un processo di condizionamento profondo di cui le donne sarebbero comunque inconsapevoli a livello subliminale e di conseguenza vittime. In altre parole, quelle donne che vivono la propria sessualità in modo più o meno strumentale (pratico o psicologico che sia) credono di agire in piena libertà e consapevolezza , ma non si renderebbero conto che le loro scelte sono in realtà indotte ed etero dirette. Ovviamente dal potere maschilista che vuole le donne esattamente in quel modo.
Ma ciò equivale a dire (se mi passate la metafora esageratamente iperbolica ma credo che ci capiamo), che anche i capitalisti, i ricchi, i potenti, se vogliamo, sono degli alienati (e da un punto di vista filosofico, diciamo così, formale, non c’è dubbio che sia così. “Chi conosce il “Bene” non può che perseguirlo, dicevano gli antichi Greci, solo gli ignoranti perseguono il “Male”…) perché,in qualche modo, anch’essi sono condizionati dal sistema, anche se ne costituiscono la parte dirigente e dominante, in un continuo gioco di rimandi (non sapremo mai se è nato prima l’uovo o la gallina…). Un frate francescano direbbe loro:”Non risiede nella ricchezza e nel potere la vera felicità; anzi, questi sono delle truffe, donate tutto ai poveri e vivete insieme a tutti gli altri uomini e donne come fratelli e sorelle. Siete in errore, abbandonate la strada sbagliata (che voi credete essere giusta…) e costruite con noi un mondo diverso e migliore…”.
Insomma, secondo questo modo di ragionare e di procedere, anche queste persone che vivono per accumulare ricchezze, potere, proprietà e prestigio sociale (più benefits che competono a quel determinato status) sarebbero convinte che ciò sia il risultato di una loro libera e consapevole scelta, ma in realtà, questo il teorema, sarebbe una loro illusione, o se preferiamo una convinzione indotta dal “sistema” che è in grado di condizionare e controllare la loro sfera psichica profonda. Cosa anche vera in larga parte, come abbiamo spiegato più volte, ma se proseguissimo solo ed unicamente su questa strada finiremmo inevitabilmente in un circuito vizioso fino a deresponsabilizzarci inevitabilmente tutti e tutte (oltre a considerare il “sistema” come una sorta di realtà astratta pura e a priori e non una struttura, certamente estremamente complessa, ma pur sempre composta e animata da uomini e donne in carne ed ossa). La qual cosa non sta in piedi; i sostenitori di questa tesi non farebbero cosa sbagliata a studiarsi il concetto di “etica della responsabilità” di Weber…
Naturalmente, quando si toccano questi temi, si ritorna inesorabilmente al nodo della relazione fra Natura e Cultura. Siccome abbiamo infinite volte affrontato l’argomento mi fermo qui…
Ma a questo punto c’è una seconda gigantesca omissione in quel film da parte dell’autrice.
Infatti, a chi è diretta l’immagine del corpo mercificato delle donne (ciò che noi chiamiamo “smutandamento”) se non agli uomini?
Conosciamo perfettamente il meccanismo che sottintende quella scelta, le sue finalità e la sua strategia.
“Guardare e non toccare”, come recita l’articolo in oggetto, in una spirale di costante, continua e sistematica sollecitazione/frustrazione del desiderio sessuale maschile. Se questo meccanismo non fosse sistematicamente alimentato e oliato in ogni suo ingranaggio, l’intero sistema si incepperebbe. Non credo sia necessario approfondire il tema perchè lo abbiamo fatto centinaia di volte (oltre a costituire uno degli architravi della nostra analisi).
In conclusione, il femminismo tradizionale (la Zanardo rientra in quell’ambito) DEVE sollevare tutte le donne da ogni responsabilità. E’ questo il cuore della questione. Naturalmente, così facendo, cade inevitabilmente in altre enormi contraddizioni (se le donne sono da sempre condizionate ed eterodirette qualche dubbio verrebbe a chiunque sulla loro capacità di stare al mondo in totale ed assoluta parità con gli uomini…) ma a quel punto c’è sempre la risposta pronta che è immancabilmente quella del dominio maschile imposto con la forza e la violenza, più o meno manifesta, attraverso la quale le donne, da sempre, sarebbero state e sarebbero schiacciate. E ogni discorso viene chiuso d’ufficio…
E’ evidente che in questo modo siamo in un circolo vizioso dal quale, ovviamente, non se ne esce né se ne potrà mai uscire, per lo meno finchè uomini e donne non saranno capaci di fare la sola cosa possibile: riconoscersi reciprocamente anche e soprattutto nelle rispettive responsabilità. Nel “bene” come nel “male”…
Fabrizio

Rita 1:24 pm - 26th maggio:

è illuminante anche il filmato dell’intervista di Elena Barolo (ex velina di Striscia la notizia) alla Zanardo.
La Zanardo che di fronte all’insistenza della Barolo ( che proclama la sua consapevolezza ) continua a ripetere frasi come “io mi faccio il culo anche per te, io sono dalla parte delle donne, io non ce l’ho con te, sia ben chiaro” :-)

http://www.youtube.com/watch?v=HJB_9HvbI7o

mauro recher 4:44 pm - 26th maggio:

beh Fabrizio ,peccato che non ci siano le emoction degli applausi :)
lo sai ,e non è un mistero,che ,prima di frequentare uominibeta ,avevo appunto visto il documentario (lo si trova sia su youtube ,che nel suo blog) e seguito il forum ,e quello che dicevi te ,dopo un primo tempo di empatia ,da parte mia , era sempre più evidente ,tanto che ,quei pochi uomini che c’erano ,prima o dopo ,sparivano tutti tanto che uno disse “quel forum era una lapidazione contro gli uomini” e a maggior ragione della tuia tesi c’è questo video con la Zanardo e la Terragni
http://www.youtube.com/watch?v=zuq2JTB7P0g&feature=player_embedded
e,se ce ne fosse bisogno ,a confermare tutto questo ,ho fatto la seguente domanda ad una che segue il blog in questione
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però ,io una cosa non riesco a capirla ,sarà che non ci arrivo , ho visto l’ultimo video dal blog e ,si continua a ripetere che non si è contro a veline ,meteorine ecc,anzi la zanardo è dalla loro parte ,ma queste figure televisive ,non fanno parte del gioco anch’esse ? mi sembra che sia la storia del ladro che ruba e l’altro tiene il sacco ,non mi sembra meno colpevole ..se vogliamo poi dare la colpa al maschilismo o peggio agli uomini beh ,è un altro discorso

sua risposta
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@recher70 Non ricordo chi diceva + o – che la responsabilità è come il cielo. Ognuno ha la sua fetta. Il cielo è sempre lo stesso, ma un conto è se lo guardi da Roma, un conto se lo guardi da Bangkok, se sei un pastore transumante o un carcerato. Io credo che Lorella voglia dire che lei difende la libertà di scelta di quelle ragazze, ma sa anche che quelle ragazze (la cui età media è circa 24 anni) sono educate da 30 anni di tv e che quindi, prima di aderire al modello unico, lo abbiano subito.

come da copione :)

Rita 7:21 pm - 26th maggio:

eh già hanno subito il modello unico della TV in vigore da trent’anni, peccato che soltanto venti anni prima, agli “albori” della TV si protestava per l’esatto opposto. Ricordate Alba Arnova e lo scandalo delle calzemaglia? Allora lei fu cacciata dalla TV perchè indossava una calzamaglia giudicata troppo “nuda”, insomma perchè metteva troppo in mostra il corpo femminile.
http://www.luisellabolla.it/

Leonardo 7:33 pm - 26th maggio:

Rita
http://www.youtube.com/watch?v=HJB_9HvbI7o
La Zanardo considera la velina una senza cervello che viene usata, fosse proprio la Zanardo una maschilista?

Rino 9:03 pm - 26th maggio:

Rita:
>>
Ricordate Alba Arnova…
>>

Rita ha ricordato un aneddoto che mette in luce ancora una volta l’intima contraddittorietà del “pianto” femdominista.
Appaiono nude? Donna oggetto, maschilismo ….
Appaiono vestite? Bigottismo, bacchettonismo maschilista…

Così è.

Rino DV

armando 9:43 pm - 26th maggio:

FAbrizio. “E’ evidente che in questo modo siamo in un circolo vizioso dal quale, ovviamente, non se ne esce né se ne potrà mai uscire, per lo meno finchè uomini e donne non saranno capaci di fare la sola cosa possibile: riconoscersi reciprocamente anche e soprattutto nelle rispettive responsabilità. Nel “bene” come nel “male”…” Condivido senza riserve! La cosa , per le menti libere e lucide, dovrebbe essere scontata. Purtroppo non è così. Ieri pomeriggio su Rai Radio Uno, nella trasmissione condotta da Enrica Bonaccorti, si parlava di violenza femminile. Una buonissima trasmissione in cui si riconosceva che la donna è altrettanto violenta dell’uomo, magari per causa di forza maggiore più con la violenza psicologica e verbale che fisica, ma ora anche con quella, e capace di crudeltà e odio incondizionati forse ancor più dell’uomo. A parte questo, ed è già tantissimo, ad un certo punto la Bonaccorti, con tono di voce un po’ affranto, il che le fa onore, ha detto di essere in grande difficoltà come donna ad ammettere la crudeltà femminile e materna. Ma più ancora che ammetterla razionalmente, a percepirla, ma che è necessario accettare questa realtà.
Il che equivale a dire di assumersi le proprie responsabilità invece di proiettare sempre ogni colpa sull’altro, sul maschio, sul sistema su….su….su, atteggiamento infantile equivalente a quello del bimbo che scarica la colpa sul fratello o sull’amico per evitare la rampogna. E’ inutile girarci intorno. Finchà le donne intese come genere non faranno questo passo doloroso ma fondamentale, a) i rapporti fra i sessi saranno destinati ad inaspririsi in una conflittualità feroce fra attacchi, rancori, vendette, collere etc. b) Alla fine potranno anche trionfare, le donne/bambine, ma qualsiasi regime così governato produce disastri e non dura a lungo.
armando

Fabrizio Marchi 7:31 am - 27th maggio:

“Finchè le donne intese come genere non faranno questo passo doloroso ma fondamentale, a) i rapporti fra i sessi saranno destinati ad inaspririsi in una conflittualità feroce fra attacchi, rancori, vendette, collere etc” (Armando)
Magari andassero così le cose, Armando, è proprio quello che auspico e a cui lavoro. Direi anzi che, per lo meno in una prima fase (comunque di lungo periodo), una risposta conflittuale degli uomini sarebbe assolutamente positiva, salutare e propedeutica ad un passaggio ulteriore. E’ ovvio che in prospettiva non ci si deve fermare al conflitto; questo è evidente. Però, a mio parere quest’ultimo, come forse in tutte le relazioni umane e sociali, è in una determinata fase necessario.
Purtroppo ho timore che le cose stiano andando in ben altra direzione e che la stragrande maggioranza degli uomini, a forza di subire passivamente questa situazione, si stia assuefacendo. C’è il rischio concreto, non ce lo dobbiamo nascondere, di una sconfitta “strategica”, di un addomesticamento e di un definitivo annientamento psicologico degli uomini, di una vittoria totale del Femdominismo. Tutto, al momento, lascia intendere che questo sarà lo scenario del futuro. Che razza di mondo sarà non lo so e, devo essere onesto, non lo voglio neanche sapere nè vedere; quel che vedo ora è più che sufficiente…
Per queste ragioni è assolutamente necessario dotarsi di una analisi corretta della realtà (e da questo punto di vista credo proprio che ci siamo), capace di leggere i processi reali, mettere da parte quello che non serve più, offrire delle risposte credibili e soprattutto costituire una possibile via d’uscita per gli uomini (beta), una alternativa (psicologico-esistenziale) possibile e praticabile. Quello che alcuni di noi stanno facendo e vivendo in prima persona.
Continuiamo a lavorare, senza preoccuparci di ciò che sarà…E’ l’unica strada…
Chi me l’avesse mai detto…Mah…:-) Mi chiedo ogni tanto cosa avrebbe pensato mio padre, che non c’è più ormai da parecchio tempo, di questo mio impegno a cui in qualche modo, ad un certo punto della mia vita, senza un’ apparente ragione (se non quelle di tutti gli uomini) sono stato chiamato, non so perché e non so da chi…
Bah…
Fabrizio

cesare 11:45 am - 27th maggio:

In questo incomprensibile e misterioso impegno (@Fabrizio), in questo esser-ci del Maschile a prescindere dal contesto esperienziale e contro ogni ragione, c’è la presenza, e la testimonianza, di quello che io chiamo e sperimento essere la dimensione ontologica del Maschile e dell’Umano. Sempre nei processi più terribili di regressione delle strutture più profonde della condizione umana, vedi campi di annientamento rossi e neri del ’900, e anche nelle città giapponesi sottoposte a bombardamento atomico, si fa strada nelle profondità dell’uomo il medesimo incomprensibile e misterioso imporsi irriducibile dell’ Umano. Il femmidominismo, esito perverso e forse ineluttabile del femminismo, si sta disvelando come a suo tempo il nazismo e lo stalinismo, l’ideologia che sta guidando i processi di destrutturazione e regressione del Maschile, del Femminile e qundi dell’Umano richiesti dall’apparato finanziario, militare e industriale in Occidente per preservare le condizioni di sopravvivenza delle elites e delle classi al potere. Il misterioso erompere della visione di una Umanità reintegrata nella sua originaria pienezza, c’è anche nelle parole, proclamate ad alta voce, di un profugo in fuga dalle squadre di annientamento naziste, in un film di Charli Chaplin, (nel film: “Il Dittatore”?).

mauro recher 7:41 pm - 27th maggio:

Fabrizio è una domanda più che legittima
ti faccio un esempio che può anche essere fuori dal tema ..
sono malato di rene policistico ,e qualche volta al lavoro mi può fare male al fianco con complicazioni alle vie urinarie. Il dolore non è impossibile da sopportare ,anzi ,quello che da veramente fastidio è la mancanza di forza ed alzare sbarre da 38 mm di diametro ,lunghe 6 metri ,non è il massimo. Strano che la mia fortuna di essere nato maschio non mi aiuta, e che ne so, potrei chiamare qualche altra “schiava” a lavorare al mio posto ,di solito chi ha il potere fa cosi ,ma evidentemente sono talmente fesso che non mi rendo conto del mio potere (a dire il vero è da 41 anni che non me ne sono mai accorto ) quindi sono anche recidivo ,e da questa “bugia” del comando ,della fortuna di essere nato maschio. Come sappiamo ,per le femministe siamo tutti stupratori o assassini ,in sostanza siamo tutti uguali ,ma bisogna evidenziare che esiste un altro uomo ……

mauro recher 7:57 pm - 27th maggio:

dimenticavo ,forse 5 metallari hanno centrato il punto più di mille parole e questioni sul “bunga bunga”

http://www.youtube.com/watch?v=JGPDRirKBaw

Simone M. 8:17 pm - 27th maggio:

In merito a questo articolo segnalato da Sandro2,
http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/199fab8a7522859fb8e3d102011317d3.pdf
vorrei dire che più passa il tempo e più mi sento preso per il culo dalle donne, dalle femministe militanti e dalla società nel suo complesso, perché bisognerà che un giorno qualcuno mi spieghi cosa cazzo sia “il potere maschile”, soprattutto in ambito sessuale! Che potere è quello del potente che deve pagare per farsi una scopata? Che potere è quello di chi deve sempre chiedere? Veramente lo si può definire un potere? Io ci vedo solo una grande impotenza maschile, altro che!
@
p.s.: stasera ho una gran voglia di far sesso, ma siccome in questo periodo della mia vita non ho una donna, mi toccherà pagare una puttana (ed è quello che farò, proprio stasera). Dubito che una “impotente” donna sia costretta a fare altrettanto.

armando 11:17 pm - 27th maggio:

Pienamente d’accordo, Fabrizio. La dialettica conflittuale fra i sessi è stata, è, e sarà eterna in ragione delle diversità, almeno fino a quando non saranno soffocate nell’omologazione forzata e ideologica. Ma neanche, perchè a stare a quanto sostiene Renè Girard è proprio la perdita delle differenze che genera la violenza distruttiva di tutti contro tutti. Ciò che è da cogliere è la diversità fra un rapporto conflittuale distruttivo e nichilistico, e un conflitto in cui l’una parte riconosce la legittimità dell’altra, in analogia a quanto sosteneva Karl Schmitt a proposito del “justo hostis”. Solo col riconoscimento della legittimità del nemico, si può pensare il conflitto come non teso al suo annientamento totale.
Quello che stiamo facendo, sia pure da punti di vista e forse con prospettive non esattamente coincidenti, ha un presupposto comune fondamentale. Nessuno di noi , nel battersi doverosamente dalla parte degli uomini, intende annichilire femminile, o pretende che si omologhi al maschile. Come dici tu, il conflitto che ci giochiamo è propedeutico ad un passaggio ulteriore che non è ancora dato conoscere. Insomma, “si vis pacem, para bellum”.
Tuo padre ti guarderebbe ( e chissà che non ti guardi tuttora) con ammirazione. Impegno, energia, tempo, fatica che tutti noi impieghiamo senza calcoli o ritorni economici, per passione e per la necessità di sentirci vivi dentro, oltre i passatempi effimeri entro cui vorrebbero relegarci. E’ il daimon che chiama ed esige risposte.
armando

Fabrizio Marchi 9:31 am - 28th maggio:

“sono malato di rene policistico ,e qualche volta al lavoro mi può fare male al fianco con complicazioni alle vie urinarie. Il dolore non è impossibile da sopportare ,anzi ,quello che da veramente fastidio è la mancanza di forza ed alzare sbarre da 38 mm di diametro ,lunghe 6 metri ,non è il massimo. Strano che la mia fortuna di essere nato maschio non mi aiuta, e che ne so, potrei chiamare qualche altra “schiava” a lavorare al mio posto ,di solito chi ha il potere fa cosi ,ma evidentemente sono talmente fesso che non mi rendo conto del mio potere (a dire il vero è da 41 anni che non me ne sono mai accorto ) quindi sono anche recidivo ,e da questa “bugia” del comando ,della fortuna di essere nato maschio”. (Mauro Recher)
Caro Mauro, le tue testimonianze di vita reale e vissuta sono molto preziose.
Personalmente non ho mai svolto lavori manuali nella mia vita perché mio padre ha fatto di tutto (e avrebbe fatto di più) pur di farmi studiare (vale anche per mia madre, sia chiaro, che però ho perso quando avevo ancora 12 anni) e quindi non ho mai conosciuto la dura realtà della condizione operaia, conosciuta invece da mio padre in gioventù fino a quando, subito dopo la scuola dell’obbligo (le elementari, all’epoca, e di certo non tutti ci andavano…) i suoi genitori (di estrazione operaia e popolare come la maggior parte in quei tempi) presero la decisione che lui, in quanto primogenito di altri quattro fratelli e sorelle, avrebbe dovuto studiare per affrancarsi da quella condizione, farsi una “posizione” e aiutare così anche gli altri componenti della famiglia a migliorare la loro vita . Così si era usi fare all’epoca soprattutto perché non c’erano le condizioni materiali per poter mantenere gli studi a tutti quanti. Obtorto collo si doveva operare una scelta. E così tutti i membri della sua famiglia, compresi gli altri due fratelli e sua sorella, lavoravano per questo “bischero privilegiato” (la famiglia di mio padre era di Carrara) ma al contempo anche responsabilizzato, per potergli garantire l’istruzione, per mandarlo avanti negli studi, senza che lui fosse oberato o distratto da tutta quell’infinità di disagi che caratterizzano l’esistenza delle famiglie povere. E quindi, la sera, capitava a volte che qualcuno mangiasse una porzione di minestra in meno (o di caffellatte con pane abbrustolito e inzuppato, questa era la cena tipica, con qualche saltuaria variante, e la domenica il pollo con le patate…) o un po’ più piccola del solito, ma certamente quel qualcuno non era mio padre a cui peraltro spettava sempre, di diritto, il boccone più prelibato perché lui doveva avere la mente lucida e sgombra da qualsiasi altro problema che non fosse quello di studiare, studiare, e ancora studiare per farsi largo nella società e nel mondo. A noi viene da sorridere a sentire questi racconti ma vi assicuro che era così…
E’ stato un uomo molto amato, mio padre, specialmente dai suoi fratelli e da sua sorella che, lo ricordo bene, anche in età avanzata, avevano una specie di venerazione per lui, quella che invece non manifestavamo (in realtà solo apparentemente, ed è normale che sia così, tra padri e figli…) mio fratello ed io che entravamo spesso in conflitto con lui …(e anche questo è normale…)
Ora, il femminismo prima, il femdominismo dopo, vorrebbero farci credere che quegli uomini lì, come ora te, Mauro, fossero degli oppressori… Mio padre un oppressore di mia madre; ci sarebbe da ridere (la prima a ridere sarebbe proprio mia madre…) se l’”accusa” non fosse stata mossa seriamente nei confronti di una intera generazione. …Il che non significa che non ci fossero problemi e contraddizioni nella relazione fra i generi ma ridurre il tutto a questa dialettica (oppressa-oppressore), oltre che ingiusto sul piano etico è anche semplicistico e rozzo dal punto di vista analitico, per lo meno se si assume quest’ultima come unica categoria interpretativa di quella stessa relazione.
Tu stesso sottolinei giustamente l’enormità nonchè l’assurdità di tale interpretazione quando affermi, ironicamente ma neanche tanto, che tu (come il sottoscritto e milioni di milioni di altri maschi, la grande maggioranza) non ti sei mai reso conto del “potere” che saresti in grado di esercitare sulle donne e della fortuna di essere nato maschio…
La verità ufficiale femdominsta stride clamorosamente con ciò che qualsiasi uomo “normale” sperimenta quotidianamente nella propria vita. Sia chiaro, questo è sempre successo in ogni epoca, sotto qualsiasi regime e ideologia. Mi pare però, come ho ripetuto spesso, che il femdominismo abbia una marcia in più, da questo punto di vista, e ciò è da individuare nella capacità di controllo e di dominio psicologico e psichico profondo che è in grado di sviluppare.
Fabrizio

Damien 10:20 am - 28th maggio:

Il potere maschile.. quale potrebbe essere per noi beta questo potere.. mi sovviene solo un paio di varianti per esprimere tale “potere”

1) non sposarsi: in tal senso non solo ci si libera da ogni schiavitù, ma si evitano sempre piu’ probabili situazioni disdicevoli, umilianti e ditruttive, vista l’ormai esigua percentuale di matrimoni che funzionano (ovvero che l’uno non è succube dell’altra e vice versa)

2) se avete l’appetito sessuale, considerate che tra invito per un drink, una cena, locale e quant’altro, che ricordo spetta sempre a noi uomini, spendete piu’ di quanto fareste andando con una professionista, piu’ disinibita e pronta a darvi quello che chiedete per molto meno (il giorno che la vulva non costerà, ne riparleremo..)

3) restando single, abbassate il valore del ficapower, ricordate che la vecchiaia è una brutta bestia anche per le donne, figuriamoci una vecchiaia senza un uomo a cui addossare le colpe! rimasti single, avrete la possibilità di avere euro sufficienti per tenervi una badante polacca! ricordate double A! le donne prediligono fare le badanti, mica i raccoglitori di pomodori! ergo per le donne la vedo dura a trovare un badante alla vecchiaia, dove il ficapower risulta striminzito e raggrinzito!

4) potete fregarvene del futuro con cuore leggero.. riflettete.. veramente vorreste che vostro/a figlio/a cresca in questo mondo? e piantatela di parlare di speranza.. chi di speranza vive, disperato muore! specie in questi e nei futuri anni avvenire! fatevene una ragione!

5) cominciate da subito a trattare le donne per come vogliono, ALLA PARI DEGLI UOMINI! in tutti i sensi, se non ve la smollano o se sono aride di sentimenti, potete sempre sfanculizzarle in maniera garbata e valutare il punto 2!

6) Piantatela di sbavare dietro le fighette d’assalto.. se proprio volete eccitarvi, fruite del vostro potere internettiano e di manola, la mano che consola, o valutando il punto 2, sempre meglio che perdere la dignità maschile dietro ad una cozza aspirante megafiga che gioca al tiro vulvare col vostro portafoglio, i vostri sentimenti e il vostro futuro!

In buona sostanza, ecco il potere che abbiamo, ovvero quello di non considerarle più come un tempo, di non dedicare più la nostra vita per loro, in tal modo, gestirete e vivrete la vostra vita al meglio!

In questo periodo storico, sono convinto che esse non cambieranno di una virgola per detenere il potere che hanno maturato, sono tronfie nel loro femdominismo, forti del ficapower si sentono sempre sicure! ergo lasciate che i poveri ometti zerbino quindi si prendano l’onere di accasarsi con siffatte femmine, anche chi ha la fortuna di avere una donna accanto si guardi bene da lei, in quanto la donna odierna risulta “mobile, qual piuma al vento.” e ne sanno qualcosa quelli alla mensa della caritas!

Si! hanno ragione! noi abbiamo un grande potere: L’Indifferenza, un potere che la fame sessuale ci ha costretto a non usare piu’, danneggiando non solo noi stessi ma tutto il genere maschile!

E’ giunta l’ora di usarlo, questo potere, denigrando l’acquisto di tutti quei prodotti sponsorizzati da tette e culi, spegnendo la tv, vivendo le nostre esistenze nella maniera piu’ giusta, sono convinto che solo cosi, un giorno, le femdoministe si ridimensioneranno e torneranno a piu’ miti consigli, diversamente, tatuatevi la scritta WELCOME sulla schiena, fate prima!

Rita 12:09 pm - 28th maggio:

sulle relazioni di potere e sul potere sessuale.
Ritrovo questo filmato di un’intervista a Tina Lattanzi (grandissima attrice, doppiatrice di Greta Garbo, Marlene Dietrich, Greer Garson). Circa dal minuto quinto in poi… l’accorgersi che il “terribile attore” Ruggero Ruggeri era un “uomo come tutti gli altri” .. – perchè guardava le sue gambe – e (dice la Lattanzi) da allora in poi ho alzato la cresta. :-)

E’ vero che la Lattanzi era una bellissima donna ma è anche vero che non trapela quel vittimismo oppressivo di “donna mantenuta inferiore dal maschilismo” che ci ha narrato il femminismo delle donne del passato.

http://www.youtube.com/watch?v=n56qcsUA70k&feature=player_embedded#at=377

Leonardo 12:28 pm - 28th maggio:

mauro recher:
dimenticavo ,forse 5 metallari hanno centrato il punto più di mille parole e questioni sul “bunga bunga”
http://www.youtube.com/watch?v=JGPDRirKBaw
—————————————————————————
strano sentire la voce heavy stile Bruce Dickinson in italiano.
Sarebbe veramente una fortuna nascere maschi ma purtroppo per questo vantaggio le donne si irrigidiscono contro di noi. C’è un equilibrio in natura che è basato sul male, sul mangiarci a vicenda tra le varie specie viventi e pure tra maschi e femmine l’equilibrio è stabilito nello stesso modo, dalle donne che non si concedono ad un uomo per puro piacere sessuale disinteressato. La parola Femmidominismo è molto appropiata, dobbiamo strare al loro gioco.

sandro 12:36 pm - 28th maggio:

“noi abbiamo un grande potere: L’Indifferenza”
______________
Bravo.
Io l’ avevo capita da un pezzo.

armando 1:07 pm - 28th maggio:

per la mia esperienza non posso che concordare con quanto scrittto da Mauro e Fabrizio, Nella mia famiglia, ma anche in quelle dei miei parenti, esisteva certamente una divisione dei compiti, ma mai e poi mai oppressione. Nè mia madre pensava di essere un’oppressa. Diciamo anzi che aveva una grande influenza su mio padre, tanto da indirizzarne spesso le decisioni. E come lei le altre donne che oggi vengono definite oppresse.
Non andava bene alle donne quel mondo? Ok, lo hanno ormai cambiato, ma per farlo si sono dovute letteralmente inventare di essere state oppresse e subordinate. E questo è inamissibile. Per cambiarlo non hanno puntato su se stesse, ma sulla colpevolizzazione degli uomini, un modo subdolo di agire.
armando

Alessandro 1:23 pm - 28th maggio:

Condivido interamente quanto da te scritto, Damien. Peccato che ancora pochi uomini sono giunti alle medesime conclusioni! Una sola nota a margine: la società che invecchia potrebbe creare dei problemi soprattutto ai beta avanti con gli anni, dal momento che siamo tutti consapevoli che buona parte di noi non avrà una pensione dignitosa, semprechè si arrivi a percepirla, perchè, silenziosamente, stiamo finendo tutti avvelenati. Ci vorrà comunque una giovane generazione che mantenga in piedi la baracca. Ecco perchè io auspico che l’Italia si apra ancora di più all’immigrazione regolare, soprattutto femminile. Ben vengano, quindi, le donne dell’est, giovani o vecchie che siano, tanto più saranno meglio sarà, anche per ridimensionare un pò la spocchia delle nostre “maestà imperiali”.

mauro recher 5:34 pm - 28th maggio:

leggendo il post di Fabrizio ,mi vengono in mente i ricordi di mio padre e mia madre che ,anche nel ricco nord-est (che a dire il vero ,a quell’epoca di ricco aveva ben poco :) ) non erano poi molto diversi da quelli citati da Fabrizio. Come dice un vecchio detto “tutto il mondo è paese”; anche lui non è certo un oppressore di mia madre ,anzi ,è lei che comanda in casa ,nella mia famiglia. Questi grandi oppressori di donne proprio non li ho mai visti, questi mostri di uomini citati nei vari blog femministi. Che ci siano credo che sia fuori discussione, ma generalizzare tutto in un “potere maschile” mi sembra alquanto azzardato eppure basta leggere questo articolo qui ,per capire che ,noi uomini ,siamo” geneticamente sbagliati ”
http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=6100#comment-38689

Simone 6:11 pm - 28th maggio:

Damien, quello che tu elenchi (e che in verità già altri hanno elencato) lo metto in atto anch’io, solo che dal mio punto di vista sia l’indifferenza che tutto il resto, non sono dei poteri ma solo degli adattamenti a una situazione di merda, per quanto concerne le relazioni con l’altro sesso.

Leonardo 6:37 pm - 28th maggio:

Ma quali oppressori, già il fatto che le donne se ne andavano in giro truccate, con la permanente e mio padre con la divisa da lavoro è evidente che l’oppressione era ed è al contrario.

Simone 8:27 pm - 28th maggio:

Leonardo, però cerchiamo di non esagerare, perché ad esempio le mie nonne non si truccavano mai e, comunque, essendo state delle casalinghe, non è che se la spassassero tutto il giorno.
@
mauro recher
Come dice un vecchio detto “tutto il mondo è paese”; anche lui non è certo un oppressore di mia madre ,anzi ,è lei che comandava in casa ,nella mia famiglia.
@
A casa mia non comandava (e non comanda) mia madre, che tuttavia, non è mai stata oppressa da mio padre.

sandro 8:06 am - 29th maggio:

“dal mio punto di vista sia l’indifferenza che tutto il resto, non sono dei poteri ma solo degli adattamenti a una situazione di merda”
_______________
E’ una reazione, non un adattamento.
Il nostro problema è proprio che tanti di noi si adattano senza reagire.
Se cominciassimo tutti a capire che la qualità della vita di un uomo è una roba inversamente proporzionale alla presenza di donne nella sua vita, e non direttamente proporzionale come vorrebbe la vulgata corrente, saremmo a posto.
Il problema è che si tratta di una realtà che la maggior parte di noi fa finta di non vedere perché non la vuole accettare.

Simone 10:08 am - 29th maggio:

@ E’ una reazione, non un adattamento.
Il nostro problema è proprio che tanti di noi si adattano senza reagire.
Se cominciassimo tutti a capire che la qualità della vita di un uomo è una roba inversamente proporzionale alla presenza di donne nella sua vita, e non direttamente proporzionale come vorrebbe la vulgata corrente, saremmo a posto.
Il problema è che si tratta di una realtà che la maggior parte di noi fa finta di non vedere perché non la vuole accettare.
@
Non è (per me) questione di non voler reagire o di non comprendere, perché io lo so benissimo che per tanti aspetti relazionarsi con una donna, comporta più incazzature che altro. Resta il fatto che la volontà si scontra con i desideri, ed in particolar modo con la voglia di fare sesso, che credo abbia anche tu, al pari di tutti gli utenti di questo blog. Perciò ritengo veramente forzato propagandare la tesi secondo cui, con la sola forza di volontà, si potrebbe tranquillamente rinunciare ad ogni contatto fisico con le donne. Questi, sempre secondo me, sono auto-convincimenti (anzi, tentativi di convincere se stessi) che alla lunga producono ancora più guai, dal punto di vista emotivo. Ovviamente non sei obbligato a condividere la mia opinione (e viceversa).

Damien 1:37 pm - 29th maggio:

@Simone:

“”(omissis)..Perciò ritengo veramente forzato propagandare la tesi secondo cui, con la sola forza di volontà, si potrebbe tranquillamente rinunciare ad ogni contatto fisico con le donne.(omissis)”"

Simone, vorrei farti riflettere che non c’è ovviamente motivo di porre in essere quanto da me citato, basta ovviare in altro modo, come sopra descritto, ovvero riprendersi la propria DIGNITA’ di UOMINI, senza farsela depredare dalla vulvata odierna, ergo se ciai er prurito, fai due calcoli e vedi se te conviene investire in una discreta che te shackera i gemelli di famiglia, te rapina in modo indiretto e, talvolta, ti fa sentire sollevato (leggasi ti prende per il qlo!), oppure spenderne di meno ed andare con una professionista..

Come dissi in un mio precedente post, spesso per una settimana di “corteggiamento” (leggasi rapina) spendi piu’ o meno un terzo di un viaggio di una settimana all inclusive in qualche luogo di vacanza dove ci sono Donne (ocio alla D maiuscola) che sanno relazionarsi con gli uomini senza tirarsela…

..a buon intenditor..

sandro 3:33 pm - 29th maggio:

“Perciò ritengo veramente forzato propagandare la tesi secondo cui, con la sola forza di volontà, si potrebbe tranquillamente rinunciare ad ogni contatto fisico con le donne. Questi, sempre secondo me, sono auto-convincimenti (anzi, tentativi di convincere se stessi) che alla lunga producono ancora più guai, dal punto di vista emotivo”
________________
Non parlo di contatti fisici, dico semplicemente che, dal mio punto di vista, il rapportarsi con le donne, in linea di massima, produce molti più danni che effetti benefici.
Se la volontà si scontra coi desideri, pure i desideri sono destinati ad infrangersi contro la realtà.
Tanto vale prenderne atto.

mauro recher 3:41 pm - 29th maggio:

il punto di vista di Simone è condivisibile….ma bisogna fare gioco forza e, in momenti di magra (parlo per me),bisogna anche avere un forte auto- convincimento ,come dici giustamente te…..
Certo, i detrattori possono usare la metafora della volpe e l’uva o dell’invidia verso quegli uomini che hanno il cosiddetto “raggio traente” , senza contare poi che l’invidia è usata anche da qualche maschio pentito molto simpatico che aveva cosi risposto ad un uomo che aveva osato il termine “presunto innocente” sulla vicenda DSK…..
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A Carlo Cervasi che il 27 maggio alle ore 23.15 sosteneva la “apparente” libertaria tesi che “E se fosse innocente? La giornalista ha fatto male il suo lavoro, insultando un uomo che ancora, fino a prova contraria, è innocente” non posso che dargli la supplementare informazione (in Italia, non a caso ancora non diffusa) che Strauss Kahn aveva aggredito due hostess del lussuoso albergo tre ore prima; e che dopo essere fuggito via come un ladro, in preda ad uno scarico di adrenalina che noi maschi ben conosciamo, non appena è salito sull’aereo ha preso l’hostess della prima classe air france che si occupava dei vip e senza chiedere la sua opinione le ha ordinato “dopo il decollo vieni subito da me che ci divertiamo”. L’ha strattonata per il braccio e ha cercato di mettere subito la mano sotto la gonna perchè “voglio conrtrollare se porti o no le mutandine”. Charlotte (questo il nome dell’assistente di volo) non ha avuto il coraggio di dire nulla temendo il licenziamento. Ma nel sedile dietro c’era un grosso industriale miliardario francese -il cui nome per il momento rimane riservato (siamo ormai arrivati a questo punto)- che ha deposto presso il tribunale americano assumendosi la responsabilità sia penale che civile della sua scelta. Chiamata a confermare, l’hostess ha ammesso, e a quel punto hanno parlato anche il pilota dell’aereo e il suo secondo (la porta della carlinga era ancora aperta).
Caro Carlo Cervasi, ci vuole tanto a capire che questo è soltanto un maiale?
E chi lo difende o è in malafede oppure semplicemente lo invidia?
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che DSK abbia un fare disdicevole possiamo essere d’accordo ,magari inebriato dai soldi ,ma di certo questo non lo fa uno stupratore ,almeno fino a prova contraria ……
vi racconto un piccola vicenda famigliare …
ho comperato un piccolo pc a mio padre ,ed ha iniziato a vedere dei filmati ,diciamo un pochino ose ,tanto che ,non essendosi accorto che arrivava mia madre ,si è preso uno schiaffone sulla nuca dalla medesima “a 72 anni ancora con ste robe” :) gli ha detto.
Quindi ,per il simpatico maschio pentito, mio padre sarebbe un maiale e quindi di conseguenza uno stupratore…….

Rita 6:59 pm - 29th maggio:

Non c’è dubbio che sia contro la mercificazione del corpo della donna.. eppure questa legge non piace a molte donne-

http://www.giornalettismo.com/archives/126348/lo-stato-dove-essere-sexy-e-illegale/

Le escort vogliono fare causa ad una nuova legge dello Stato dello Utah che potrebbe perfino portare all’arresto delle spogliarelliste solo perché si comportano in maniera sensuale. Essere sexy sarà dunque illegale in Utah, luogo certo non noto per le sue tendenze mondane, e capitale mondiale della fede mormone.

LEGGE DRACONIANA – Nello Stato dell’Ovest americano la nuova legge definisce la solicitation, traducibile come richiesta insistente a fini sessuali, come una persona che è d’accordo per vendere il proprio corpo per denaro. La nuova legge introdotta questo mese ha però allargato la definizione così tanto che la solicitation è diventata persino l’esposizione oppure lo sfiorarsi su parti intime del corpo, come seni o inguine. Anche questo potrebbe essere inteso come assenso alla vendita del proprio corpo. Il capo della polizia ha detto che questa legge è stata introdotta per proteggere gli agenti che lavorano sotto copertura.

RISCHI PER LE STRIPPERS – L’avvocato che rappresenta un’agenzia di escort che ha presentato una querela contro la nuova legge ha però rimarcato che con il nuovo testo anche le spogliarelliste o le accompagnatrici potrebbero essere arrestate solo perché fanno il loro lavoro. “La maggior parte delle donne che si toccano il seno non offrono il loro corpo per denaro”. La definizione data dalla legge metterebbe invece a rischio chi tocca il proprio corpo durante la propria professione, anche se non è una prostituta. L’avvocato McCullough rimarca inoltre come una simile legge sia già stata reputata incostituzionale nel 1988

Rino 7:44 pm - 29th maggio:

Fabrizio:
>>>>
Mi chiedo ogni tanto cosa avrebbe pensato mio padre, che non c’è più ormai da parecchio tempo, di questo mio impegno a cui in qualche modo, ad un certo punto della mia vita, senza un’ apparente ragione (se non quelle di tutti gli uomini) sono stato chiamato, non so perché e non so da chi…
>>>>
.
E’ errata la nostra idea secondo cui il vero compito di una vita, la vera missione sia quella che noi stessi ci scegliamo – o di botto a seguito di una illuminazione – o dopo varie esperienze, diversi errori, molti studi, profonde riflessioni etc.
.
Il vero Destino (con la maiuscola, appunto) non si sceglie, ma CI sceglie. Ci cade addosso e ci depista. Il vero Destino è sempre diverso da quello che volevamo, che ci aspettavamo, che ritenevamo compatibile con le nostre qualità etc.
.
Il Destino ci dirotta su un percorso estraneo, su continenti di cui a stento sospettavamo l’esistenza. Per questo ci fa scoprire cose mirabili del mondo e di noi stessi. Ci regala lo stupore permanente derivante dall’inatteso, dall’inconcepibile. Fuori e dentro di noi.
Tanti profeti dell’antico testamento si sono chiesti: “Ma perché me? Perché devo essere io? Non ne ho gli strumenti, le capacità etc. Prendi qualcun altro!” E non lo disse forse lo stesso Abramo?
.
Ti piace lavorare il legno, vai apprendista in falegnamerie, presso atelier di restauro. Studi, investi in attrezzature e materiali, avvi l’attività. Poi arriva il Destino, te la fa chiudere e ti costringe a fare l’elettricista. Tu trasecoli e protesti: “Ma come?! con tutti gli elettricisti che ci sono in giro, proprio un falegname dovevi arruolare! E poi io che c’entro!?? Voglio andare per la mia strada! Voglio la mia libertà!”.
.
Nella Bibbia (e non solo) si possono trovare molti esempi di questo fatto, di questa dinamica sorprendente che evidentemente era stata intuita già 3000/4000 anni fa. Quando suona l’ora cruciale, la psiche collettiva, sceglie. Chi è chiamato non può cavarsela.

A tutto ciò bisogna dare il nome confacente: Destino con la maiuscola.

Rino

mauro recher 4:31 pm - 31st maggio:

riporto questo pezzo di post ,da un maschio pentito perchè è qualcosa di straordinario e sconvolgente ,a mio avviso
(a proposito ho letto anche il post seguente di Rita ,davvero efficace ,ma ,sono sicuro ,non troverà risposta)
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“Il corpo delle donne” è un tema di tutti: per le femmine perchè il corpo è loro, e hanno il diritto di stabilirne il miglior uso possibile per il loro genere; per i maschi perchè il corpo delle donne è per noi lo stimolo esistenziale essenziale per produrre in noi creatività, ambizione, voglia di vivere; poichè noi le desideriamo e le vogliamo abbiamo il massimo interesse pensabile per investire energie per renderle felici. La cura, il rispetto del corpo delle donne (e della Persona e dell’Anima che dentro ci abita) è un interesse quindi comune.
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ma che belle parole ,quasi mi commuovo ,pensate come mi/ci rende felici una donna che ci usa e poi ci “rimprovera” di non essere all’altezza perchè magari siamo un pochino “bruttini” ,o senza money

Fabrizio Marchi 2:24 pm - 1st giugno:

“Riflettere sul rapporto tra il vissuto di dipendenza e inermità dell’uomo figlio rispetto al corpo che lo ha generato, è quello che Eva Cantarella, citando lo storico di Roma Paul Veyne (Corriere della Sera, 20/05/2011), definisce una “concezione predatoria dell’uso dell’organo virile”, significherebbe affrontare finalmente alla radice l’ambiguità di un dominio che si è confuso con l’amore, di una guerra mai dichiarata tra i sessi che ha visto il più debole trionfare sul più forte. Soprattutto, costringerebbe a liberarsi di quel paravento che è l’eccezionalità dei “casi” che vengono alla ribalta, per dichiarare semplicemente, come hanno fatto anni fa in un loro documento gli uomini dell’Associazione Maschile Plurale, “la violenza maschile contro le donne ci riguarda”:riguarda una sessualità penetrativa e generativa che, pur senza arrivare allo stupro, conserva tratti violenti, dati da paure antiche rispetto al corpo di una potente generatrice, così come dal bisogno di celebrare ogni volta una conquista che sembra dovuta da sempre al proprio sesso”. (Lea Melandri)
Questo è uno stralcio dell’articolo di Lea Melandri (femminista storica) dal titolo “La sessualità maschile tra potere e impotenza” pubblicato sul settimanale “Gli Altri”, diretto da Piero Sansonetti (femminista e maschio pentito) postato da Sandro2.
http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/199fab8a7522859fb8e3d102011317d3.pdf
Nello stesso articolo, oltre a quello citato, ci sono anche altri passaggi “interessanti”, specialmente quelli della già citata Eva Cantarella e del sempiterno Umberto Galimberti, ormai forse da considerare come uno dei guru ufficiali della Nuova Religione Politicamente Corretta.
Non entro nel merito perché se ci mettessimo a confutare e a disarticolare rigo per rigo (come in linea teorica sarebbe necessario) tutto quello che viene raccontato da questi illustri intellettuali non la finiremmo più e francamente non so neanche quanto ne valga la pena.
Mi limito ad una riflessione che mi è sorta spontanea, fra le altre, leggendo quell’articolo, facendomi forza per vincere la naturale resistenza che simili dissertazioni provocano in un “risvegliato”. (del resto bisogna conoscere le idee degli avversari per poterle meglio combattere)
Mi chiedo da quale oscuro (e anche inquietante, diciamoci la verità)anfratto della psiche di questa donna (come purtroppo di molte altre) possa scaturire questa lettura distorta e a dir poco parziale della sessualità maschile che viene di fatto concepita e ridotta a mera volontà di potenza e sopraffazione. Secondo queste persone la sessualità maschile è in ultima analisi questo e soltanto questo.
Vi invito a riflettere su alcuni passaggi. Il primo:”… costringerebbe a liberarsi di quel paravento che è l’eccezionalità dei “casi” che vengono alla ribalta, per dichiarare semplicemente, come hanno fatto anni fa in un loro documento gli uomini dell’Associazione Maschile Plurale, “la violenza maschile contro le donne ci riguarda”.
Questo passaggio ci dice esplicitamente che la violenza sessuale maschile non è l’eccezionalità (un’eccezionalità che può essere al limite spesso tragicamente frequente e che nessuno nega, sia chiaro…), ma la norma. Perché la sessualità maschile, questa la logica e necessaria conseguenza del teorema, è essa stessa intrinsecamente violenta in quanto – continua l’articolista – “riguarda una sessualità penetrativa e generativa che, pur senza arrivare allo stupro, conserva tratti violenti, dati da paure antiche rispetto al corpo di una potente generatrice,…”.
Insomma, non siamo al tristemente noto “ogni coito è uno stupro” ma quasi…
Affermare questo significa ribadire ancora una volta che la violenza sessuale è insita nel DNA dei maschi. Questo concetto si respira in ogni passo dell’articolo in questione.
Gli aspetti sconcertanti, dal mio punto di vista, sono fondamentalmente due. Il primo è la disinvoltura con cui simili posizioni sessiste e razziste vengono proclamate e spacciate come “progressiste”.
Se infatti la sessualità maschile è questa, qual è o quale potrebbe essere l’ipotetica soluzione al problema? Le possibili risposte sono probabilmente ancora più inquietanti della domanda e dell’assunto da cui questa stessa prende corpo.
Il secondo. Mi domando:”Possibile che queste persone ignorino l’energia vitale, la passione travolgente, la spontaneità, l’immediatezza, il desiderio prorompente di abbandono, di fusione, di estasi, di bellezza, di gioco, che caratterizzano la sessualità maschile?”.
Come è possibile che tutto ciò non venga neanche preso in considerazione? Come è possibile che questa grande e potente forza della Natura che è la sessualità maschile venga ridotta a mera violenza e desiderio di dominio sull’altra? Posso ammettere che ci sia talvolta, magari spesso, anche questa componente; non voglio negarlo. Ma se questo è il solo criterio di valutazione, lo stesso identico parametro potrebbe essere applicato, sia pure con modalità diverse, a parti invertite, alla sessualità femminile. Non è forse presente anche in questa (anche e soprattutto a livello psicologico, subliminale e archetipale) una tendenza a catturare il maschio, a dominarlo e a confinarlo in quell’ ambito che la femmina stabilisce sia quello a lei funzionale?
Resto allibito di fronte a tutto ciò. Dovrei essere abituato ormai, ma non riesco a farmene una ragione. Non riesco ad accettarlo. E’ troppo…
Fabrizio

armando 4:00 pm - 1st giugno:

“riguarda una sessualità penetrativa e generativa che, pur senza arrivare allo stupro, conserva tratti violenti, dati da paure antiche rispetto al corpo di una potente generatrice,…”.
Pensate un po’ la sessualità maschile è “penetrativa e generativa”, e sarebbe per questo intrinsecamente violenta.
La soluzione? Una sola. Niente più coito, niente più figli generati naturalmente. Solo fecondazioni assistite. La sessualità si dovrebbe esprimere solo con coccole e carezze etc. etc- C’è da pensare come ne sarebbero felici gran parte delle donne, per le quali, secondo la Cantarella, la natura e il corpo predisposto alla penetrazione e alla generazione, sono evidentemente una gabbia da cui liberarsi.
Ancora:
“Riflettere sul rapporto tra il vissuto di dipendenza e inermità dell’uomo figlio rispetto al corpo che lo ha generato, …significherebbe affrontare finalmente alla radice l’ambiguità di un dominio che si è confuso con l’amore, di una guerra mai dichiarata tra i sessi che ha visto il più debole trionfare sul più forte. ”
Dunque la Cantarella stabilisce una gerarchia dove il polo forte per natura sarebbe la donna, quello debole l’uomo, che solo per motivi contingenti appare rovesciato nel dominio del polo debole. All’uomo, per ristabilire la gerarchia naturale dei corpi, rimarrebbe solo di riconoscere la propria inferiorità e farsene una ragione. Ammettiamo per un attimo che sia proprio così (non lo è, ovviamente, e il rapporto femminile/maschile si fonda su ben altra dialettica). Ma non sono proprio le donne a dichiararsi sempre dalla parte del debole, a lottare per e in nome del debole contro il forte, a voler aboliore le gerachie n nome della solidarietà e contro ogni oppressione?
O è così solo quando si ritengono la parte debole mentre quando si ritengono la parte forte allora vogliono fortissimamente far valere questa loro supposta superiorità?
Davvero incredibile, anzi no. Di incredibile, nei salti dialettici, nelle torsioni di ragionamento, nei sofismi di certe persone, oramai non c’è più nulla.
armando

mauro recher 5:38 pm - 1st giugno:

Vi invito a riflettere su alcuni passaggi. Il primo:”… costringerebbe a liberarsi di quel paravento che è l’eccezionalità dei “casi” che vengono alla ribalta, per dichiarare semplicemente, come hanno fatto anni fa in un loro documento gli uomini dell’Associazione Maschile Plurale, “la violenza maschile contro le donne ci riguarda”.
Questo passaggio ci dice esplicitamente che la violenza sessuale maschile non è l’eccezionalità (un’eccezionalità che può essere al limite spesso tragicamente frequente e che nessuno nega, sia chiaro…), ma la norma. Perché la sessualità maschile, questa la logica e necessaria conseguenza del teorema, è essa stessa intrinsecamente violenta in quanto – continua l’articolista – “riguarda una sessualità penetrativa e generativa che, pur senza arrivare allo stupro, conserva tratti violenti, dati da paure antiche rispetto al corpo di una potente generatrice,…”.
Insomma, non siamo al tristemente noto “ogni coito è uno stupro” ma quasi…
Affermare questo significa ribadire ancora una volta che la violenza sessuale è insita nel DNA dei maschi. Questo concetto si respira in ogni passo dell’articolo in questione.
Gli aspetti sconcertanti, dal mio punto di vista, sono fondamentalmente due. Il primo è la disinvoltura con cui simili posizioni sessiste e razziste vengono proclamate e spacciate come “progressiste”.
Se infatti la sessualità maschile è questa, qual è o quale potrebbe essere l’ipotetica soluzione al problema? Le possibili risposte sono probabilmente ancora più inquietanti della domanda e dell’assunto da cui questa stessa prende corpo.(fabrizio )
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infatti ,le soluzioni possono essere solo che queste
1- lo sterminio del genere maschile ,un pochino come le mosche con l’insetticida ,basta solo scegliere l’arma finale
2- la castrazione ,forse come metodo migliore ,in fondo ,se sparisse il genere maschile ,chi va a fare i lavori più usuranti ??

volevo comunque fare una piccola osservazione ,non sono certamente un “profiler” alla “criminal minds” (piccola parentesi ,anche li gli uomini vengono ,quasi sempre ,descritti come l’articolo in questione) ma provo a tracciare il profilo del “maschio pentito”
di solito lo si riconosce da questa frase
“mi vergogno di essere nato maschio” e lodano ,a più non posso, il genere femminile ,certi maschi pentiti ,quelli più “fedeli alla linea” fanno nascere dei blog che ,come scopo unico è quello di denigrare gli uomini (avete mai letto “questo uomo no”)
http://questouomono.tumblr.com/
dove tutti gli uomini sono citati ,naturalmente come esempi negativi fuori che l’ideatore del blog e qualche amico di merenda ,di solito tra di loro si chiamano “maschi pensanti” (gli altri ,si vede ,troppo impegnati a fare violenze sessuali )…..
poi ,non di rado ,vanno in siti femministi a lodare le azioni femminili , e quando anch’essi vengono lodati (di solito da emoction della faccia sorridente ,o ,ad un livello più alto ,quella dell’occhiolino ) per loro fanno lo stesso effetto del viagra e rispondono della stessa moneta ,non pretendono di certo il “dono” ,non vogliono passare per dei maschilisti maiali, ma sperano ,in cuor loro ,che le loro fatiche vengono premiate. Infatti è la sera il loro momento peggiore ,quando si accorgono che i loro sforzi non hanno avuto l’esito sperato e si preparano quindi al giorno seguente per essere ancora di più maschi pentiti ,e vedrai che prima o dopo…….:)

Sandro2 6:56 pm - 1st giugno:

Fabrizio Marchi:
“Il secondo. Mi domando:”Possibile che queste persone ignorino l’energia vitale, la passione travolgente, la spontaneità, l’immediatezza, il desiderio prorompente di abbandono, di fusione, di estasi, di bellezza, di gioco, che caratterizzano la sessualità maschile?”.
Come è possibile che tutto ciò non venga neanche preso in considerazione? Come è possibile che questa grande e potente forza della Natura che è la sessualità maschile venga ridotta a mera violenza e desiderio di dominio sull’altra? ”
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E’ quello che mi chiedo anch’io da molto tempo.
Anzi, ormai non me lo chiedo neanche più.

Leonardo 10:08 pm - 1st giugno:

Fabrizio Marchi:
“Il secondo. Mi domando:”Possibile che queste persone ignorino l’energia vitale, la passione travolgente, la spontaneità, l’immediatezza, il desiderio prorompente di abbandono, di fusione, di estasi, di bellezza, di gioco, che caratterizzano la sessualità maschile?”.
Come è possibile che tutto ciò non venga neanche preso in considerazione? Come è possibile che questa grande e potente forza della Natura che è la sessualità maschile venga ridotta a mera violenza e desiderio di dominio sull’altra? ”
______________________

E’ quello che mi chiedo anch’io da molto tempo.
Anzi, ormai non me lo chiedo neanche più.
———————————————————————
Non ci fanno alzare la testa, le donne vogliono tutto per loro, ci vogliono ai loro piedi…

Rino 10:13 pm - 1st giugno:

Condivido tutte le vostre osservazioni.

Ho provato a suo tempo l’incredulità, lo stupore e lo sgomento espresso da Fabrizio.

“Come è possibile…

come è possibile…
….
Resto allibito di fronte a tutto ciò. Dovrei essere abituato ormai, ma non riesco a farmene una ragione. Non riesco ad accettarlo. E’ troppo…”.

E’ stata una tragedia: l’impossibile, l’inaudito, il mostruoso è divenuto reale, è tra noi, è qui.

Alla fine ne ho preso atto, ma per farlo ho dovuto rivoluzionare il mio sentimento del mondo con la conclusione che questa per me è terra straniera, suolo alieno. E ho scritto il mio epitaffio:

“Allora, voltandomi,
lascerò uscendo questo vivere straniero.
L’eredità del mondo.
Torno a casa mia.
Lontano ora
l’incantesimo del Male”.

Ho fermato il pianeta e ne sono disceso.
Perciò sono ancora vivo.

Vi capisco cari amici.

Rino DV

Sandro2 10:32 pm - 1st giugno:

Leonardo:
“Non ci fanno alzare la testa, le donne vogliono tutto per loro, ci vogliono ai loro piedi…”
______________
No, fermo, non esiste proprio che “le donne non mi (ci) facciano alzare la testa”, tantomeno che “possano avermi (ci) ai loro piedi”. Ma figuriamoci…
Cerchiamo di non esagerare, Leonardo.

Annamaria Arlotta 4:32 pm - 2nd giugno:

Ciao. Come vedo che accade spesso, dal tema principale dell’argomento si passa, mese dopo mese, a tutt’altro. E non ho letto tutti gli interventi perché non volevo fare mezzanotte. Mi riallaccio solo alle affermazioni iniziali, sulle donne che vanno in giro vestite in modo sexy e i media che le propinano a senso unico, cioè giovani belle magre e sexy. Quando ho cominciato a scrivere qui ho detto che ho fondato un gruppo contro la pubblicità sessista, che è il veicolo principale, per la sua intrusività, assiduità e onnipresenza, dell’immagine di cui sopra. Ora dico: se gli uomini alpha comunque hanno la loro soddisfazione, e donna scosciata più, donna meno, la loro vita sessuale è già a posto, voi UU non dovreste invece essere d’accordo nell’eliminare la sollecitazione sessuale che viene dalla pubblicità? Insomma, il messaggio che passa è che è imperativo cercare di conquistare una bella donna: non è frustrante per chi a farlo fa fatica per un motivo o per un altro? Eh sì, però è una campagna da femmine…io dico che non la è, è una campagna contro l’umiliazione di tutti. Ci vediamo presto sull’altro articolo.
P.s. Ho visto quel video delle donne al salone dell’auto. Donne, si fa per dire..troie.

Alessandro 8:18 pm - 2nd giugno:

A. Arlotta: voi UU non dovreste invece essere d’accordo nell’eliminare la sollecitazione sessuale che viene dalla pubblicità?
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Non me ne può fregare di meno. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Insomma, il messaggio che passa è che è imperativo cercare di conquistare una bella donna: non è frustrante per chi a farlo fa fatica per un motivo o per un altro?
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Non ho mai colto questo messaggio. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
io dico che non la è, è una campagna contro l’umiliazione di tutti.
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Addirittura contro l’umiliazione di tutti… Evidentemente c’è chi si sente umiliato per poco
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Ho visto quel video delle donne al salone dell’auto. Donne, si fa per dire..troie
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No comment

Damien 12:12 am - 3rd giugno:

@A.A.

gli uomini in genere vedono quelle donne come un precario guarda una ferrari..semplicemente non se la puo’ permettere..pero’ ci sbavano dietro..

chiaro che sono la maggior parte, chiaro che il sistema funziona, chiaro che se hai un bel corpo da donna fai quindi parte di quella schiera di parassiti sociali che campa sulle cavolate della gente..

quelli di cui tu parli sono i MACIO MEN! quelli che vivono di calendari e di tamarrate, o piu’ semplicemente gli idolatri della vulva, i zerbini.. gli ometti..

i beta sono uomini normali che sanno di non interessare a queste “ferrari”..che vuoi farci, ovvio che cercano un ampio garage, mica il posteggio blu sotto il palazzo popolare, con un proprietario che le lucida ogni giorno..

ergo questa è una battaglia che colpisce il sociale, che colpisce tutti, vero.. ma vedi.. quello che imputiamo da sempre a molte donne è che si sono prostituite al sistema, e quelle che non possono farlo, diventano le emuli.. tu magari non lo sei.. e forse neanche le tue amiche.., E’ venuto quindi il momento che le donne si prendano le proprie RESPONSABILITA’ dello scempio sociale al quale si sono ampiamente prostituite, denigrando la loro natura e tutta la società..

Noi cerchiamo reciprocità e spontaneità.. con scarso successo..mi rendo conto che è un’impresa difficile, cosi come lo sia risvegliare gli uomini da questa realtà viziata e sterile…dettata dalle nazivaginocentriche, dal sistema e dai zerbini..

fai così.. se proprio sei in buona fede.. te e le tue amiche, cominciate a tacciare queste rappresentanti di categoria vendute al sistema, comincia a scrivere con l’adesione di tante donne indignate ai vari media.. in fondo voi donne avete più peso sociale.. sono certo che vi ascolteranno..

ma fatelo eh?!? mi raccomando Onorevole.. e speriamo che non restino solo parole dette in campagna elettorale…

Daniele 12:46 am - 3rd giugno:

Annamaria Arlotta
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Ora dico: se gli uomini alpha comunque hanno la loro soddisfazione, e donna scosciata più, donna meno, la loro vita sessuale è già a posto, voi UU non dovreste invece essere d’accordo nell’eliminare la sollecitazione sessuale che viene dalla pubblicità?
>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non guardo quasi mai la Tv, perciò delle presunte pubblicità sessiste ?? non ne può fregar di meno neanche al sottoscritto, innanzitutto perché ritengo che non possa certamente essere la televisione a creare una dipendenza sessuale negli uomini, poi perché sono del parere che le femmine che si spogliano in Tv o altrove, lo fanno perché gli piace essere guardate (il narcisismo, ed ancor di più il potere sessuale, è femmina), oltre ad essere lautamente pagate, e non perché qualcuno le obbliga.
>>>>
P.s.: ti consiglio di leggere questo articolo.
http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/mercificazione_corpo_donne.html

mauro recher 10:14 am - 3rd giugno:

Ho letto i commenti di Damien e Daniele e posso quotarli entrambi ma anche il corpo delle donne ,essendo un documentario che poteva portare alla luce questo sistema ,dove le donne ci guadagnano ,come e se non di più degli uomini alpha ,cade nel tranello di “proteggere” quelle donne che appoggiano il sistema ,dando colpa ovviamente agli uomini (tutti)…….
Anch’io guardo poca tv ,praticamente nulla della tv cosiddetta “generalista” , e quindi non mi tocca il problema della pubblicità sessista ….ma essendo un vecchio metallaro incallito ,uardo database con pino scotto (rocktv solo su sky) e,tra le varie domande poste c’era una considerazione. Su youtube il video di ladygaga era visto da un numero spropositato di persone ,numeri notevolmente inferiori per i video degli iron maiden ,judas priest , slayer ecc ecc. Mi sono preso la briga di vedere questo video, oltre ad una musica dance veramente scadente ,i video sono una continua provocazione soft porno ,ovviamente per mascherare la pochezza musicale , strano a dirsi ,ma le maggior fans di ladygaga sono donne ….mi sembra allora che ci sia qualcosa che non funziona ,come in tv dal resto, perchè le donne sono quelle che vedono di più la tv …
Forse ,prima di dare la colpa agli uomini ,non sarebbe meglio vedere prima in casa propria ??

Alessandro 11:39 am - 3rd giugno:

Mauro Recher: ma anche il corpo delle donne ,essendo un documentario che poteva portare alla luce questo sistema ,dove le donne ci guadagnano ,come e se non di più degli uomini alpha ,cade nel tranello di “proteggere” quelle donne che appoggiano il sistema ,dando colpa ovviamente agli uomini (tutti)…….
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ovviamente ci cade volontariamente, in maniera ben consapevole. Si tratta, senza alcun dubbio, dell’ennesimo capitolo del vittimismo femminista che adesso aspira a controllare, con la sua censura( è giusto solo ciò che io stabilisco, il resto deve sparire dalla circolazione), anche tutto ciò che passa per i vari media. Stiamo scivolando, quasi senza accorgercene, verso una sorta di “dittatura femminista”, quindi inevitabilmente anti-maschile, che ovviamente si ammanta di “buoni sentimenti e propositi”. Anche questo falso problema, partorito dalle menti di viziate e super privilegiate donne occidentali, i veri”mercificati” hanno ben’altro a cui pensare, è tutt’altro che innocuo. Farsene difensori è, secondo me, da ingenui.

cesare 11:40 am - 3rd giugno:

Le donne provano piacere sessuale ad esporre alla vista degli altri il proprio corpo nudo e vedere altre donne che lo fanno. Questa potente pulsione è alla base di ogni fotografia o rappresentazione di nudo femminile. Le altre considerazioni vengono dopo questo aspetto che ne costituisce l’indispensabile presupposto.

Rita 12:47 pm - 3rd giugno:

@Annamaria: io ho un’idea mia, quello che un tempo si chiamava “vestirsi con decoro”, senza (come diceva la mia vecchia maestra elementare che .. però era una suora quindi in odore di oscurantismo :-) ) quei vestiti che “fan saltar fuori tutte le forme” era anche una forma di rispetto femminile verso il maschile. Però un eventuale uomo che si mettesse a contrastare l’esibizione del corpo femminile sulla carta patinata ponendo a motivazione il rispetto verso la sessualità maschile che non puo’ essere sottoposta a continua provocazione, sarebbe linciato mediaticamente e definito, se gli va bene, come bigotto oscurantista, se gli va male come giustificatore degli stupri per la “provocazione”, si riaprirebbero i dibattiti sulla sessualità maschile malata, e via discorrendo. Vedi bene, che, ragionando un attimo, un uomo non potrebbe combattere la tua battaglia se non prendendo a prestito le tue ragioni e condividendo le tue ragioni di donna. Ma condividendole, implicitamente dovrebbe riconoscere che la sessualità maschile ha qualcosa di sbagliato…non vedo vie d’uscita.
Ora, visto che molti ti hanno risposto che, in realtà, non gliene frega niente, personalmente capisco che ci si possa disinteressare a questa battaglia. Lo vedo un po’ come se si chiedesse agli uomini di andare a sminare un campo di mine disseminate, in larga parte, dalla cultura femminil-femminista-femdominista (le ho messe tutt’e tre perché non saprei in che misura attribuire il numero delle “mine” ;-)

La religione (la buonanima di Sr. Maria Angelina docet :-) ) m’insegnava che era sbagliata l’attitudine femminile a mostrare il proprio corpo e a tentare gli uomini (Eva tentatrice è una figura che non piace più e il solo evocarla fa inorridire molti, perchè – si dice – vogliamo gettare la responsabilità sulle donne?).
Perciò, tu, ad esempio, saresti disposta a dirigere la campagna verso le modelle/starlette/ragazze che si prestano alla denigrazione della dignità femminile? Io vedo che tutte, ma proprio tutte, (Lorella Zanardo in testa) ci tengono molto a dire che non ce l’hanno con chi, materialmente e liberamente, fornisce l’elemento principale per contribuire a questa presunta mercificazione. Stanno molto attente a che non venga nemmeno sospettato un leggero biasimo per chi agisce da modello negativo per le ragazzine.
Insomma, alla fine, puoi girarla come vuoi ma l’unica responsabilità viene data alla cultura maschilista (.. e in ultima analisi agli uomini).

@Mauro Recher: oltre al pubblico, in predominanza femminile, c’è un’altra cosa che “stride” un po’ .. pare che il settore marketing e comunicazione delle aziende sia appannnaggio femminile http://www.censisservizi.com/upload/Donne%20nella%20comunicazione_valore%20e%20trasparenza.pdf
Le donne in carriera in questo ambito raggiungono sempre più i vertici della piramide organizzativa. Oggi, il
77,8% dei dirigenti dell’area Comunicazione e il 55,6% dei responsabili degli Uffici Stampa sono donne, nel
2002 erano in entrambi i casi “solo” il 38,9%.
Si tratta di una vera e propria peculiarità di questo settore. Se andiamo ad esaminare, infatti, le altre
funzioni, ed in primis la direzione generale troviamo ancora una netta predominanza degli uomini (77,8%
nel 2002 ed oggi), così come ai vertici dei settori Finanza (66,7%) e Risorse Umane (61,1%).
Il trend della leadership femminile, tuttavia, lascia ben sperare. In tutte le direzioni aziendali, infatti, la
presenza femminile dal 2002 ad oggi ha guadagnato terreno. E se la scalata a settori come Produzione o
Ricerca e Sviluppo, avanza lentamente, le donne hanno fatto grandi passi avanti nel Marketing, dove hanno
raggiunto il 44,4% ,rispetto al 22% del 2002, e nelle Risorse umane, dove troviamo il 38,9 % di direttori
donna rispetto al 16,7% di cinque anni fa.
Assegnazione ruoli dirigenziali secondo il sesso anno 2007 (val.%)
77,8
55,6
Se non vado errata, è il settore responsabile delle strategie pubblicitarie. L’uso di pubblicità sessista dovrebbe quindi registrare un trend in diminuzione proporzionale all’aumento delle donne nei posti dove si decide la pubblicità. Se così non accade, abbiamo una contraddizione in più da risolvere.

p.s. scusate se ho ripetuto alcuni concetti già esposti da altri.. ma avevo già scritto il post e non avevo tempo (e anche voglia, confesso) di modificarlo :-)

Rino 8:27 pm - 3rd giugno:

A. Arlotta:
>>
voi UU non dovreste invece essere d’accordo nell’eliminare la sollecitazione sessuale che viene dalla pubblicità?
>>

A suo tempo non c’era alcuna sollecitazione sessuale nella pubblicità, né altrove.
Epoca che venne ( e viene tutt’oggi) definita come bigotta, bacchettona etc.. Poi è arrivata la “modernità” e la tv (con il resto) si è “liberata” e disinibita. Divenne esempio di “progresso” nei costumi. I “tempi bui” finalmente furono superati. Una vittoria delle donne contro il bigottismo maschile (e l’oscurantismo clericale).

Negli stessi anni si iniziò a denunciare l’uso della “donna oggetto” con tutto il seguito di considerazioni che evito di ripetere. La sola cosa che conta è che essa era (ed è) denunciata come creazione del maschilismo. Da eliminare.

Nelle terre di Allah non esiste alcuna sollecitazione sessuale che venga dalla pubblicità. Nè da altrove. Ne ricaviamo che là – dove la tua battaglia è superflua – il femminismo ha vinto?

Vestite e composte? Schiave del maschilismo.
Seminude e provocanti? Oggetto del maschilismo.

Questa perla non la potevi notare da sola?

Rino DV

Leonardo 9:06 pm - 3rd giugno:

Non si parla mai dei bambini che guardano le donne semivestite o seminude (dipende dall’essere ottimisti o pessimisti) quando ero bambino negli anni 70 in televisione si vedeva di tutto di più e anche al cinema, e certe figure femminili hanno influenzato i miei gusti. Le veline saranno pedofile?

Fabrizio Marchi 10:49 am - 4th giugno:

Annamaria, io non posso credere che tu non capisca ciò che vogliamo dire e quindi sono costretto a pensare che tu non voglia o finga di non capire quale sia il nocciolo del problema che consiste nella RESPONSABILITA’ OGGETTIVA (ma anche SOGGETTIVA) delle donne relativamente alla questione della mercificazione sessuale intesa in senso lato. Perché è evidente che stiamo parlando di un fenomeno che non riguarda solo le starlette, le veline, le attricette, le showgirl o le pornostar ma tutte o quasi le donne. Riguarda cioè il rapporto che esse hanno con la loro sessualità, il loro modo di concepirla e di viverla, di relazionarsi con gli uomini, in altre parole la loro modalità di essere e vivere in questo mondo (dominato dalla ragione mercantile e strumentale).
Il tuo manifesto contro la cosiddetta pubblicità sessista, che a questo punto pubblico affinchè tutti possano prenderne visione, è l’ennesimo proclama di DERESPONSABILIZZAZIONE del genere femminile. Della serie “Io non c’ero, e se c’ero dormivo…”.
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_139046259478883
In questo documento i firmatari e le firmatarie se la prendono con la pubblicità, con i media, con il sistema politico, con le istituzioni, con il governo, con il capo del governo, e naturalmente con gli uomini, tranne che con le donne.-
Sia chiaro, ciascuno degli enti sopracitati ha le sue responsabilità in tutta la vicenda e nessuno di noi lo nega. Anzi, personalmente ne aggiungerei anche qualcun altro ma lasciamo stare altrimenti finiamo con il perderci come al solito, e lo spazio è poco…
Il problema è un altro, e lo hai già capito, a mio parere ben prima di aver sottoscritto quel manifesto. E cioè: in tutto ciò, le donne, che ruolo hanno? Quello delle vittime innocenti, inconsapevoli e manipolate, sempre, comunque e dovunque? Non scherziamo…
Annamaria, io sono convinto che una donna potrà veramente definirsi evoluta e consapevole il giorno in cui si assumerà le sue responsabilità come tutti. E sono ancora più convinto che potrà definirsi realmente libera (e non “liberata”…) il giorno in cui avrà DEFINITIVAMENTE abbandonato, a qualsiasi livello, ogni logica strumentale e mercantile (sto parlando da un punto di vista PSICOLOGICO, lo sottolineo ancora affinchè non ci siano dubbi, PSICOLOGICO) sia nel modo di concepire se stessa sia nella relazione con il genere maschile.
Tradotto in parole poverissime (forse un giorno diventerò famoso per i miei esempi da asilo infantile, ma spesso sembra che siano gli unici efficaci…): se una donna si veste con abiti attillati, succinti, provocanti, assume atteggiamenti più o meno altezzosi, in parole ancora più povere e di uso corrente “se la tira”, “fa la preziosa”, “la fa annusare e poi non la dà” o forse la dà ” ma solo “se, forse, quando, come, a chi e perché”, non lo fa perché è costretta dal potere maschilista o da qualsiasi altro potere bensì perché è nella sua VOLONTA’ (cioè il POTERE che lei stessa esercita) comportarsi ed agire in quel modo. Perché è attraverso la gestione della sua sessualità che ella gestisce, controlla e domina gli uomini.
Per questa ragione quel tuo manifesto contro la pubblicità sessista non ha alcun senso, dal mio punto di vista. Perché omette, né potrebbe essere altrimenti, di affrontare il nodo centrale della questione, cioè la responsabilità che hanno le donne in tutto questo.
La vera rivoluzione, culturale e psicologica (quella che “non è mai nata”, per capirci…), le donne la faranno il giorno in cui il baricentro della loro esistenza non sarà più la loro sessualità (e la sua più o meno sagace gestione). Al contrario, sarà il giorno in cui “la regaleranno”, sempre per usare un linguaggio corrente, in cui saranno capaci di DONARE e non di contrattare o di compravendere, come è stato fino ad ora, ed oggi molto più di ieri. Sottolineo che sto parlando sempre e soprattutto da un punto di vista PSICOLOGICO e non strettamente ECONOMICO , anche se sappiamo che i due fattori sono intimamente correlati).
Questa è la vera rivoluzione, quella che fino ad ora non c’è mai stata e non è neanche mai stata concepita.
Naturalmente, a questo punto, si renderebbe necessario riaprire l’annosa questione della relazione fra Natura e Cultura, della diversità e della asimmetria sessuale fra i generi. Non lo facciamo per ragioni di tempo e spazio e anche perché ne abbiamo parlato infinite volte.
Mi limito, con un pizzico di presunzione (mi sia consentito per una volta…), a riaffermare la nostra principale intuizione (e anche quella che desta maggior scandalo, ovviamente…), e cioè il punto di contatto fra questo aspetto (purtroppo preponderante) del “femminile” e la ragione strumentale su cui si fonda l’attuale sistema dominante. Insomma, Capitalismo e “femminilismo” (=Femdominismo?) uniti nella lotta…
E’ qui, in questo “matrimonio”, il cuore del problema. Non altrove. Una “scoperta”, per quanto mi riguarda, drammatica e lacerante, a livello personale. Con tutte le conseguenze e le ricadute, sul piano personale e psicologico, che questa determina.
Ma non possiamo nascondere per sempre a noi stessi la realtà. E’ l’amaro destino dei “risvegliati”, evidentemente…
Fabrizio

Leonardo 12:03 pm - 4th giugno:

Non capisco questo accanimento sulle ragazze che mostrano nudità in televisione. Fatevi una bella guerra tra donne e lasciate in pace questi poveri fessi dei maschi (non quelli in questo blog, a volti vengo frainteso).
Invece di chiederlo agli uomini, andate dalle veline e le donne della pubblicità. Forse le donne arrivate negli anta cominciano ad avere invidia di quelle giovani che fanno i soldi solo mostrandosi? Perché io, quando vedo le pubblicità con gli uomini in mutande e gli addominali scolpiti non mi ricordano che ormai ho un po pancetta, ma non sono invidioso, fanno bene gli uomini a fare soldi solo mostrandosi.

Alessandro 4:24 pm - 4th giugno:

Leonardo: Non capisco questo accanimento sulle ragazze che mostrano nudità in televisione. Fatevi una bella guerra tra donne e lasciate in pace questi poveri fessi dei maschi (non quelli in questo blog, a volti vengo frainteso).
Invece di chiederlo agli uomini, andate dalle veline e le donne della pubblicità. Forse le donne arrivate negli anta cominciano ad avere invidia di quelle giovani che fanno i soldi solo mostrandosi? Perché io, quando vedo le pubblicità con gli uomini in mutande e gli addominali scolpiti non mi ricordano che ormai ho un po pancetta, ma non sono invidioso, fanno bene gli uomini a fare soldi solo mostrandosi.
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Parole sante, Leonardo. Dovrebbero iniziare a rispettare anche chi fa scelte diverse dalle loro, ma sappiamo che questo non è il punto forte delle femministe.

Annamaria Arlotta 6:06 pm - 5th giugno:

Ok Fabrizio, message received and understood: le donne devono prendersi le loro responsabilità e nessuno le obbliga a fare certe pubblicità. Da dove cominciare per far capire anche a loro che la pubblicità sessista lancia messaggi sbagliati per tutti, uomini, donne, ragazzi, bambini? Se ci battiamo contro, non fa bene anche a quelle donne alle quali un giorno balenerà l’idea che la prostituzione e lo svilimento della propria immagine non sia il massimo? E se un giorno tali pubblicità saranno sostituite, come avviene in Paesi più civili, da altre ( vedi link sotto – pubblicità di detersivi meno unilaterali delle nostre) non avremo risolto il problema alla radice?
Riguardo al fatto che il mio gruppo sia composto da donne non più belle, invito a dare un’occhiata agli iscritti, ci sono tante, tante belle ragazze. E ci sono tanti uomini, non perché sposino l’ideologia femminista come dice Rita, ma perché comprendono che essere ridotti a guardoni è umiliante per loro stessi e diseducativo per le nuove generazioni. Alcuni dicono che questo non è un grande problema, chissenefrega, non guardo la tv ( i cartelloni pubblicitari sì però) , ma Adriano Zanacchi, nel suo “Il libro nero della pubblicità” afferma che è tale da esercitare spesso effetti “più o meno profondi, anche sul…modo di pensare, di concepire la realtà”. Nel capitolo dedicato alla figura della donna scrive tra l’altro : “da decenni la donna pubblicitaria si offre e viene offerta senza troppi scrupoli: sempre disponibile, ancillare, subordinata, passiva, spesso provocante se non spudorata.” Zanacchi ha fatto parte dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria.
@ Mauro Recher: i video musicali sono i peggio! Di fatto, più mi guardo intorno e meno vedo immagini di donna “al naturale”. Eppure per la strada ce ne sono a milioni, con le loro attività e le loro storie. No, sempre di più si vede la versione sexy e basta, per esempio in calendari di tutti i tipi: ne ho visto uno di una scuola di musica locale con una donna semivestita in piedi sulla fodera aperta di un violino, in posizione Primavera di Botticelli ma dall’atteggiamento languido e seducente.
Scrive Cesare: “Le donne provano piacere sessuale ad esporre alla vista degli altri il proprio corpo nudo e vedere altre donne che lo fanno. Questa potente pulsione è alla base di ogni fotografia o rappresentazione di nudo femminile. Le altre considerazioni vengono dopo questo aspetto che ne costituisce l’indispensabile presupposto.” Come darti torto? Vero, vero. Ma non tutte le belle ragazze desiderano soddisfare quella parte di sé a scapito di altre. Alcune sì, molte no, altre ancora provano quel piacere solo nell’intimità della loro casa col proprio partner. Questione di educazione a determinati valori, di ambizioni personali diretti in tutt’altro ambito, voi riducete tutto a repressione, ma siccome o una fa una cosa o ne fa un’altra, c’è chi decide di fare l’esibizionista e chi di studiare economia, per dire.
Rino scrive: “Nelle terre di Allah non esiste alcuna sollecitazione sessuale che venga dalla pubblicità. Nè da altrove. Ne ricaviamo che là – dove la tua battaglia è superflua – il femminismo ha vinto?” Assolutamente no, lì sono indietro. Ma femminismo non significa sessualità a fine di lucro o di piacere come ha scritto Cesare, significa al contrario avere dignità e avanzare in tutti i settori compatibilmente con il momento storico e le condizioni in cui ci si trova.
@ Mauro R. una cosa che non c’entra niente. Anche a me piace il metal, ma symphonic. Gruppi preferiti Epica, Sirenia, Tristania, Therion, Mantus, Unshine ecc. tanto non li consoce nessuno! Se sei su last.fm, io sono unadiluna.

Giorni di fuoco in vista dei referendum, tornerò qui appena potrò, non ho finito di rispondere al NAZIMASCHDOMINISTA hahahahahah!

http://www.youtube.com/watch?v=wK5nMR9wjLU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=l2e52OSjPv8&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=CIlRGPw35OU
http://www.youtube.com/watch?v=lE5QCPwNMA4&feature=related

Leonardo 7:10 pm - 5th giugno:
Fabrizio Marchi 7:50 pm - 5th giugno:

Rinuncio a rispondere ad Annamaria. Il logos è impotente di fronte alla beata leggiadria e al principio di libera contraddizione…
Mi arrendo…:-) Libertà di svolazzare per tutti (con il consueto garbo che ci contraddistingue…)
Fabrizio

Rino 9:00 pm - 5th giugno:

Arlotta
>>
Io:” Nelle terre di Allah non esiste alcuna sollecitazione sessuale… … Ne ricaviamo che là … il femminismo ha vinto?”
Assolutamente no, lì sono indietro.
>>

Ergo, anche là dovrà arrivare il giorno della libertà della donna allo smutandamento, obiettivo da conquistare magari con l’aiuto di maschi volenterosi.

Una volta ottenutolo, dopo dure lotte, saremo in pieno “sfruttamento della donna oggetto” e si dovranno fondare comitati e associazioni per vietare lo smutandamento, obiettivo da conquistare magari con l’aiuto di altri maschi volenterosi. O degli stessi della lotta precedente.

Fantastico…

Rino DV

mauro recher 4:44 pm - 6th giugno:

potrei aver scritto in stalking e sondaggi ,ma visto che Annamaria Arlotta si occupa di pubblicità sessiste ,voglio raccontargli quello che ho visto ieri al cinema
ed era anche un cartone “garfield ” …
ad un certo punto ,prima dei soliti trailer ,vedo la pubblicità contro lo stalking promossa da telefono donna ,praticamente la persona cattiva era solo ed esclusivamente maschio ,con tanto di minacce ,ma lo stalking non potrebbe essere anche al contrario ??
http://www.youtube.com/watch?v=oecgjdhl5ZE&feature=related

Leonardo 6:41 pm - 6th giugno:

Va bene contro lo Stalking, ma contro le donne che si fanno pagare? Che ricattano l’uomo con la negazione del sesso? Che se ne approfittano in un qualsiasi modo?
Ps
è appena passata quella della lettura dell’acqua, io la denuncio per istigazione alla masturbazione…diciamo che è il massimo del complimento che posso fare ad una donna.

Rino 7:22 pm - 6th giugno:

La deriva stuprazionista

Fabrizio:
>>
“Mi chiedo da quale oscuro …anfratto della psiche … possa scaturire questa lettura distorta e a dir poco parziale della sessualità maschile che viene di fatto concepita e ridotta a mera volontà di potenza e sopraffazione. Secondo queste persone la sessualità maschile è in ultima analisi questo e soltanto questo … insomma, non siamo al tristemente noto “ogni coito è uno stupro” ma quasi…
>>

Già, mancano solo pochi centimetri. Quelle affermazioni meritano un’analisi approfondita, che in parte abbiamo svolto in questi anni, qui e/o altrove. Bisognerà un giorno analizzarle a 360° in tutte le dimensioni. Ecco alcune domande correlate:
.
E’ mai affiorato nella letteratura mondiale di tutti i tempi (occidentale e non) un simile atteggiamento che, in sostanza, parifica l’incontro alla violenza e come tale lo rifiuta?
Se sì, allora dai contesti storici in cui avvenne potremmo trovare qualche indicazione sulla natura, il significato, gli effetti e i modi del suo superamento.
Se no, vorrebbe dire che ci si trova di fronte ad una stagione assolutamente nuova e quindi ad uno sconvolgimento estremo che può anche esigere ipotesi altrettanto estreme sulla sua origine e sulle sue implicazioni (a prescindere da quanto ci siano gradite).
.
Ancora:
Il coito viene assimilato a violenza sulla base di quale parametro/criterio?
Il modo in cui si attua o l’intendimento con cui viene attuato?
Dipende dalle intenzioni maschili o dal sentire femminile?
Quell’intendimento malvagio è esperienza media del maschio (fa parte del suo vissuto) o è un’attribuzione, una interpretazione/invenzione delle “intenzioni maschili” operata dalla Liberata?
E’ la vera esperienza maschile (che i maschi ovviamente negano) o è l’immagine che di essa ne può avere la femmina? Le femministe che la descrivono in quel modo parlano davvero solo da un punto di vista soggettivo o in ciò viene espressa una parte negata del sentire femminile medio, come voce dal sen fuggita? E’ misandria individuale o qualcosa di …peggio?
E così via.
.
Si accusa il X.mo di aver inteso il sesso come cosa poco buona, di averlo in qualche modo “sporcato”, ma l’interpretazione che ne dà il femminismo va ben al di là di quella svalorizzazione, si tratta della dannazione finale: ne ipotizza la semplice scomparsa. E’ infatti inevitabile chiedersi:
>>
Se la sessualità maschile è questa, qual è o quale potrebbe essere l’ipotetica soluzione al problema?
>>
Quella descritta da Armando. La fine del coito.
.
Posso sbagliare, ma a me bastano queste poche domande per ricavarne che la questione “coito-stupro” non è marginale, ma centrale e che quel che vi risuona intorno è la campana che rintocca in ogni angolo della QM (come sostiene da sempre, Icarus, se non ho inteso male). Userei perciò il termine “stuprazionismo” (da lui coniato) per designare al tempo stesso:
a- la degradazione morale ed estetica dell’incontro
b- la sua correlata criminalizzazione
c- l’assimilazione, indiretta e/o latente, potenziale/indeterminata allo stupro vero della (quasi?) totalità dei rapporti.
d- la legislazione e la giurisprudenza forcaiole che ne derivano.
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Stuprazionista è quella cultura che vede, perché vuole vederla, violenza e brutalità in (quasi) ogni rapporto, in cui si ignora, e si vuole che il maschio ignori, quale sia il confine tra la vitalità che salva e il crimine che danna. Stuprazionista è quella società nella quale sul gesto che più ci avvicina al sogno incombe il terrore dell’incubo e che ha lordato con il dubbio ed il sospetto nefando, il più autentico momento di leggerezza e di abbandono dell’esperienza maschile.
.
La mia “violenza” dipende da come agisco, dalle mie intenzioni o non piuttosto dalla tua interpretazione? Insomma: sono io stupratore o sei tu stuprazionista?
.
La ruota dei rapporti F/M continua però a girare, pur se tra crescenti stridori e scricchiolii. Penso dipenda dal fatto che quasi nessun uomo ha coscienza né di questo né del resto.
.
Rino DV
.
* Stuprazionismo: quando si adotta un termine coniato da altri è sempre lecito arricchirlo, come a un ramo aggiungervi le foglie. Importante è non stravolgerlo. Lo stesso dicasi per il “femdominismo” di recente proposto da Ckkb e che stiamo progressivamente adottando.

armando 12:43 pm - 7th giugno:

bei quesiti, come al solito, quelli di Rino. In prima battuta credo che tutto nasca, e non solo per quanto riguarda il coito, da una concezione del soggetto umano e dei rapporti che lo coinvolgono con gli altri, che si vorrebbe priva di ombre e di contraddizioni, chiaro, netto, ben demarcato. Ma la vita non è questo, mai. Esiste la luce e esiste il buio, ma esiste una zona liminare in cui l’uno si frangia nell’altro, in cui occorre fare i conti con le percezioni soggettive che possono essere diverse e con il sentire contraddittorio all’interno dello stesso soggetto. L’inconscio è portatore di pulsioni e istanze contraddittorie in sè, e ancor più contraddittorie con la coscienza che subisce sempre, inevitabilmente, il condizionamento sociale.
Il riconoscimento di questa condizione umana ha prodotto il grande sforzo del diritto di cercare di oggettivizzare le situazioni concrete per renderle intelleggibili e governabili da un lato, e per evitare abusi devastanti dall’altro.
Di questo sforzo è momento essenziale che qualsiasi comportamento suscettibile di sanzione debba almeno fondarsi su fatti riscontrabili oggettivamente. Ed anche questo può non bastare, proprio per le ragioni che dicevo. Un rapporto sessuale molto passionale e liberato da tabù può lasciare “tracce” visibili, ma non per questo derivate necessariamente da coercizione e violenza imposta. In casi simili, ove fosse promossa una causa per strupro, il giudice deve essere munito di grande capacità psicologica e di mente scevra da pregiudizi di qualsiasi natura, e ancora può non bastare perchè anch’egli è un essere umano.
Il terreno è difficile e minato, sempre. Ma quando legge e diritto abbandonano ogni principio di riscontro oggettivo e fanno dipendere il reato dalla percezione di uno solo dei protagonisti del fatto, nel caso specifico la donna che si sente stuprata, la mina è già esplosa con esiti devastanti. Ogni azione può diventare un reato, ogni soggetto ha una spada invisibile e che non potrà mai conoscere a priori, che gli pende sulla testa. Di contro, chi può definire cosa lui sente essere reato, ha un potere praticamente infinito e illimitato. L’altro, il maschio, non ha scampo se non in una fuga preventiva. Se ogni coito può essere sanzionato perchè percepito come violenza, si andrà,appunto, verso la fine del coito. Ora c’è una domanda evidente che si pone. Il femminismo che ipotizza il coito, dunque la sessualità maschile, come in sè violenta, vuole davvero il bene della generalità delle donne?
Una mia risposta la ho, ma ciò che interessa è la risposta femminile, anche delle donne che frequentano questo blog. Perchè delle due l’una. O sono d’accordo col coito violenza, e quindi il maschio è il nemico, o non sono d’accordo, e quindi quel femminismo è il nemico anche loro.
armando

mauro recher 4:33 pm - 7th giugno:

un pochino off.topic ho parlato di questo blog ,in un altro forum che frequento ,ecco il link ,cosi vi fate un idea

http://unbruttoforum.forumfree.it/?t=55740547&st=30

interessante ,a mio modo di vedere, la risposta di donnainvisibile ,sincera è gia questa è una novità

Damien 8:53 pm - 7th giugno:

@Mauro:

chiaro che chi ha la possibilità di scegliere.. sceglie.. io le auguro di trovarlo questo alpha, e che magari la riempia di corna, cosi magari potrà capire cosa sia l’amore vero.. ma sicuramente tra casa gratis, mantenimento e pupi, ha già fatto i suoi calcoli..

Vedi Mauro.. siamo sempre li.. loro hanno il ficapower e scelgono, va riconosciuto il fatto che sia sincerà? capirai.. hai scoperto l’acqua calda! ti ricorda niente una frase antica del tipo “Sposalo! che è un buon partito?” ecco Mauro.. le donne dicono di essere emancipate.. ma quando fa comodo a loro.. altrimenti che problema c’è? basta usare il ficapower e scegliere quello coi soldi..

Perchè fare come gli uomini beta che si sposano una poveraccia in canna e si fanno il mutuo e campano a stenti a fine mese? all’anima delle donne che pensano solo all’amooOOOooore.. ma quando mai.. questa che citi è semplicemente una sfacciata.. un rapinatore fiero di puntarti la pistola in faccia è meno spocchioso!

che vada a cagher… anche lei..

Leonardo 9:15 pm - 7th giugno:

mauro recher
http://unbruttoforum.forumfree.it/?t=55740547&st=30
Shijrazu:
Una pecca: alcuni utenti sfociano facilmente nella misoginia e nella paranoia.
—————————————
ladonnainvisibile:
la donna va alla ricerca di un uomo che possa garantire sicurezza sia per lei che per la prole..
intorno a me comunque vedo diverse coppie dove lui da questo punto di vista è debole.
Io,lo ammetto,sento di preferire un maschio alfa..non me ne vogliano i presenti..ma..ho sempre considerato un pò stupide le donne che vanno ad impelagarsi in storie con uomini che hanno troppi problemi economici o di lavoro o simili..e spesso discutendo di questo mi sono ovviamente tirata addossso le ire di chi parla dell’amore,del sentimento che va al di là del denaro,del benessere materiale e bla bla bla..
Sì,sarò superficiale,ma perchè soffrire in due,condannarsi ad una vita di salti mortali per “arrivare a fine mese”..?
E’ anche vero però che se ci si innamora ci si innamora e basta..altrimenti queste coppie non esisterebbero.
———————————————–
Altro che misoginia e paranoia: ladonnainvisibile fa discorsi nazi.

Rino 7:03 am - 8th giugno:

Leo:
>>
Altro che misoginia e paranoia: ladonnainvisibile fa discorsi nazi.
>>
La Invisibile fa discorsi spietati, dicendo però in sostanza quello che diciamo noi. Come orientamento generale e come pratica di massima le DD guardano alla posizione sociale dell’uomo. E’ stata brutalmente sincera.
Ovviamente ne esce bruciata l’icona della donna romantica. Anzi, la lancetta del romanticismo sembra spostarsi verso la controparte, quel soggetto senza sentimenti, gelido, crudo e limitato che porta la targa M.

Boh…

Rino DV

Leonardo 12:43 pm - 8th giugno:

Rino:
La Invisibile fa discorsi spietati, dicendo però in sostanza quello che diciamo noi. Come orientamento generale e come pratica di massima le DD guardano alla posizione sociale dell’uomo. E’ stata brutalmente sincera.
Ovviamente ne esce bruciata l’icona della donna romantica. Anzi, la lancetta del romanticismo sembra spostarsi verso la controparte, quel soggetto senza sentimenti, gelido, crudo e limitato che porta la targa M.
————————————————————————-
Sì, le donne ci danno quasi sempre ragione, e poi si chiedono perché un uomo è misogino ed elenca i difetti che loro stesse conoscono…
Il mito della donna romantica nasce dal fatto (da come lo vedo io), che a differenza dei maschi, le femmine non parlano spesso di sesso e degli attributi sessuali maschili; ladonnainvisibile ci dà la risposta. Quindi per l’uomo la priorità è il sesso e l’amore (il secondo propagandato dalle stesse donne che riducono la sessualità maschile allo stupro e alla sopraffazione), per la donna invece ci sono le priorità elencate da ladonnainvisibile.
la targa M. mi ricorda il film di Fritz Lang “M il mostro di Dusseldorf”,
http://www.film.it/fnts/film/immagini/500×375/4-18547201.jpg

cesare 4:10 pm - 8th giugno:

Se il coito è uguale allo stupro, la relazione col maschio è impossibile: non ci può essere che il rifiuto. Ma rifiutare l’altro da sè nasce prima di tutto dal rifiutare se stessi. Il sesso femminile che cos’è, se il sesso maschile è stupro? e il corpo femminile che cos’è, se la maternità è asservimento e devastazione? e la femminilità che cos’è se non accoglie il maschile perchè il maschile è il male? Mi sembra evidente che il rifiuto del maschile nasca prima di tutto dal rifiuto della propria femminiltà: dentro la corazza niente. E i maschi che corrono dietro i “dunin de guera”, inseguono un fantasma. Sono in tanti oggi i necrofili.

mauro recher 4:36 pm - 8th giugno:

concordo ,ovviamente,con Rino ,è stata brutalmente sincera ,non è una cosa da sottovalutare ,negli altri forum ,di solito ,le donne si travestono da buone samaritane ,pronte ad elogiare consigli ,di come la vita sia bella e che l’amore arriva per tutti (naturalmente loro ,non si metterebbero mai con un brutto e/o squattrinato ) ,invece ,donne come la “donna invisibile” ,fanno capire come tira il vento e sarebbe da pubblicare anche in altri blog dove ci vengono propinati aggettivi come “piagnoni” ……..

Leonardo 5:44 pm - 8th giugno:

cesare:
Mi sembra evidente che il rifiuto del maschile nasca prima di tutto dal rifiuto della propria femminiltà: dentro la corazza niente. E i maschi che corrono dietro i “dunin de guera”, inseguono un fantasma. Sono in tanti oggi i necrofili.
———————————————————————
E’ vero, tornando a Freud: l’aveva capito.
Se sentono che la loro sessualità non è al pari di quella dei maschi il rapporto diventa conflittuale, loro pensano al maschile, sessualmente, non al femminile, anche se poi il bel ragazzo gli piace. Bisogna trovare una cura.

Damien 8:09 am - 1st luglio:

Infine le nostre opinioni trovano riscontro nei fatti, è notizia di stamane che vi invito a leggere:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/07/01/visualizza_new.html_810888398.html

Della serie: come volevasi dimostrare…

Fabrizio Marchi 8:45 am - 1st luglio:

C’è da riflettere assai e abbiamo fatto bene ad avere cautela quando esplose il caso…
http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/01/news/strauss_libero-18480383

Rita 8:56 am - 1st luglio:

Domenica sera su “La7″ ho visto un pezzo di un dibattito sul tema.
Vittorio Feltri stigmatizzava il trattamento riservato a Strauss-Kahn, al momento dell’arresto. In pratica il suo “anche le persone potenti hanno diritto al garantismo” è stato tradotto in “le persone potenti devono essere trattate diversamente” da Luisella Costamagna e da una giornalista della Stampa di cui non ricordo bene il nome, (mi pare Rampini, ma potrei sbagliare), con conseguente polemica e starnazzamento da pollaio al grido di “dagli al maschilista”.
Ad un certo punto Feltri sottolinea per l’ennesima volta, in modo piuttosto acceso, che non esiste ancora nessuna sentenza e non esistono prove dell’accusa della cameriera e alla Costamagna sfugge un “ma le troveranno”… Più pregiudizio di così…:-/

cesare 11:01 am - 1st luglio:

Strauss Kahn si è potuto permettere investigatori privati e un collegio di difesa eccezionale, che pare abbiano contribuito a migliorare di molto la sua posizione fino alla possibilità di dimostrare quello che altrimenti è indimostrabile per un maschio: l’inconsistenza dell’accusa di stupro. Un cittadino maschio qualunque con una denuncia del genere finisce automaticamente in galera per anni e anni.
Mi diceva una persona che un decennio fa lavorava in un ruolo di grande responsabilità negli istituti di pena italiani, che all’epoca le carceri italiane erano piene di innocenti, maschi e padri, a causa di accuse sessuali da parte femminile che a lui, con ogni evidenza, risultavano false. Sembrava una affermazione priva di realtà. Oggi c’è la conferma (già riportata da Il Giornale): alcune PM affermano che dal 75% al 95% le accuse di questo tipo sono strumentali e false. Immaginiamoci allora tutti questi anni quanti gli innocenti in galera e facciamo memoria reverente di loro e degli innumerevoli suicidi con i quali hanno cercato un’ultima disperata affermazione della propria dignità e innocenza. Vittime della regressione del diritto nella barbarie del femminismo.Non dobbiamo dimenticarli. Come già, a suo tempo, alcuni di noi fecero per Antonello di Colfosco (vedi in Maschiselvatici)
E’ dunque uno scandalo di massa, fino a ieri rigorosamente taciuto come un tabù dai media. Come se buttare in galera innocenti sulla parola dell’accusa al fine di attivare nel genere maschile un clima di terrore aiutasse la lotta a questo tipo di crimine e le donne criminali che fanno false denunce contribuissero alla maggior sicurezza di tutte e di tutti.
E’ invece uno scandalo da mettere storicamente in conto tutto intero a chi ha stravolto i fondamenti stessi del diritto, ha promosso le leggi speciali contro i maschi e i padri ed ha attivato e finanziato istituzioni finalizzate a ccoordinare l’attacco ai diritti costituzionali dei cittadini di genere maschile.

Rita 12:17 pm - 1st luglio:

@Cesare:
Strauss Kahn si è potuto permettere investigatori privati e un collegio di difesa eccezionale, che pare abbiano contribuito a migliorare di molto la sua posizione fino alla possibilità di dimostrare quello che altrimenti è indimostrabile per un maschio: l’inconsistenza dell’accusa di stupro. Un cittadino maschio qualunque con una denuncia del genere finisce automaticamente in galera per anni e anni.

… già, puo’ soltanto sperare che la querelante crolli da sola. Com’è successo a un camionista rumeno di Leinì tre anni fa.. e a molti altri di cui si legge soltanto il trafiletto nelle cronache locali, molto tempo dopo l’uscita dell’articolo sul “mostro”.

http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=8906148

Damien 2:06 pm - 1st luglio:

guardare e non toccare..

forse sarà l’ultimo ricordo di queste nazifemdoministe quando l’umanità si estinguerà del tutto e non solo per la mancanza di natalità che la “liberata” professa ogni dove

Aids, alcoolismo, nuove malattie, il fumo, cibo spazzatura, aria irrespirabile, acque inquinate, incidenti stradali faranno il resto! in confronto alle nazifemdoministe…hitler pol pot stalin ed altri erano dilettanti!

avanti con fiducia, verso l’estinzione! la crisi demografica è già realtà! e siamo ad un punto di non ritorno, il femminismo unito ad uno stile di vita malato dedito al profitto stà distruggendo l’umanità occidentale, resistono le etnie mussulmane, per farvi un idea cercate su google “depopulation crisis” dalla russia all’america, dall’inghilterra all’australia..

gli uomini non vogliono piu’ sposarsi, quello che accade da noi accade anche da loro (basta vedere anche in spagna quello che sta succedendo) per ovvie ragioni, entro il 2050 (come predissi in un vecchio mio post, la popolazione MODIALE sarà la stessa dell’epoca Colombiana! (circa un bilione di abitanti!)

guardami anzi no, sennò ti accuso di stalking! toccami solo e quando va bene a me, e non devi essere un operaio sia chiaro! PORCO!

Rita 8:04 am - 2nd luglio:

http://www.lavocedivenezia.it/news.php?extend.3619

mi viene in mente che fino al (boh mi pare XVII secolo o giù di lì) le compagnie teatrali erano soltanto maschili e i ruoli femminili venivano interpretati da uomini

Damien 4:49 pm - 2nd luglio:

“”"Si è trattato peraltro di un episodio accaduto durante le prove alla presenza di attori, registi e tecnici” precisa Haber che si dice “illegittimamente estromesso” dalla cooperativa Nuova Scena e parla di affermazioni “infamanti” contro di lui. “La mia – rimarca – era esclusivamente un’interpretazione creativa, non colta dall’attrice Lavia, la quale ha avuto una reazione del tutto ingiustificata ed eccessiva, forse anche per la sua giovane età ed inesperienza, benché figlia di attori importanti e potenti del mondo del teatro italiano”.

“Ritengo a questo punto – rincara Haber – che quanto accaduto sia divenuto oggetto di una strumentalizzazione finalizzata a dare pubblicità allo spettacolo, alla compagnia e alla giovane attrice”.

Ma l’attore se la prende anche con l’Arena del Sole. “Sono molto sorpreso, avvilito e amareggiato – conclude l’artista – per come la cooperativa Nuova Scena, con la quale ho collaborato ad alti livelli per più di 20 anni proprio perché apprezzato interprete creativo dei personaggi, si sia piegata alle richieste della potente famiglia Lavia e Guerritore”. Haber fa, infine, sapere di stare ricevendo in queste ore “attestati di solidarietà da tanti colleghi”.

Pensate.. 20 anni di lavoro, messi in discussione da una pivella semplicemente perchè, donna, inesperta e figlia della famosa “elite”.. classico esempio di come il merito, quando sei una donna e/o figlia di potenti, ti permette l’arroganza di pulirti i piedi su qualsiasi professionista maschile, con lo spettro della denuncia.. che dire.. se Haber si era calato tanto bene nel personaggio da baciarla, di certo lei, la desdemona, riesce a farla benissimo anche fuori da tale contesto..

Rino 9:08 pm - 2nd luglio:

Al pari del filosofo (mi si passi il termine) G. Marramao, del profeta (mah..!) Assange, del poco di buono (sic! …) DSK e di moltissimi altri, ci si aspetterebbe che questo Haber, essendo finito sulla graticola del regime, si ridesti e passi tra i Risvegliati.

Ci si aspetta…

Aspettiamo.

Rino DV

Rita 9:33 am - 14th luglio:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_luglio_13/docente-liceo-beccaria-condanna-due-anni-toccata-studentessa-appello-1901083661616.shtml

Malgrado la richiesta assolutoria avanzata dalla pubblica accusa rappresentata dal procuratore generale Laura Bertolè Viale, la Corte d’Appello di Milano ha condannato a 2 anni di reclusione un insegnante del liceo Beccaria del capoluogo lombardo. Il docente era accusato di violenza sessuale per avere toccato su un fianco una studentessa sedicenne. Solo tre anni dopo la giovane ha sporto denuncia ed è scattata l’accusa che in aula non solo il difensore Luigi Isolabella, ma anche la pubblica accusa, ha definito insussistente. Per loro quel gesto non avrebbe avuto intenti sessuali, ma la Corte ha ritenuto fondata la formulazione del reato e ha emesso la condanna. (fonte: Ansa)

.. la denuncia TRE anni dopo …

maub 11:20 am - 14th luglio:

La cosa sconcertante è che il femminismo sta mettendo in crisi i principi propri degli stati di diritto. Il tutto nel silenzio assordante di dx, centro e sx. Sta facendo terra bruciata non su questioni puramente secondarie ma appunto su questioni che minano la convivenza civile e i fondamenti di uno stato “moderno” come il diritto alla difesa! Ripeto: nell’indifferenza generale.

Mary Femminista 4:53 pm - 28th luglio:

Mi dispiace ma noi donne non siamo a vostra disposizione. Siamo persone e non ricambi di carrozzeria, siamo esseri umani e non oggetti. A voi grande fratello e veline in tv hanno fatto il lavaggio del cervello, fino a credere che le donne siano oggetti che nondevono vestirsi come ci pare perchè voi non sapete controllare i vostri impulsi..se siete animali (non mi rivolgo a tutti gli uomini ma chi condivide il post) non è problema nostro. Probabilmente odaite le donne perchè non vi concedono le grazie.ma le donne non sono pezzi di carne o come le descrivete in modo negativo…Siamo nel 2011 e davvero, ancora ogig ci sono uomini così cavernicoli e sessisti…ma avete mai sentito parlare di parità di sessi?
Scusate scappo a mettermi una minigonna ed esco!
Mary

Mary Femminista 4:57 pm - 28th luglio:

Ma scusate: siet epersone o ragionate con il pene?
Non penso che noi donne ci buttiamo sul primo figo semi nudo che passa.
Il sesso si fa in due e mettersi nude non significa essere disponibili..io metto la minigonna perchè è di moda, perchè io mi vesto come voglio, perchè sono una bella ragazza e perchè mi sento libera.
Mercificare significa quello che la tv e la pubblicità fa alle donne esponendo il proprio corpo come un oggetto..ma mettersi l minigonna fa parte della libertà femminile e voi ragionate come MORALISTI E TALEBANI.
..in preda però ad impulsi irrefrenabili..ma fatevi vedè da un andrologo!!!

Fabrizio Marchi 6:49 pm - 28th luglio:

Come vedete ci ha appena scritto questa tale Mary Femminista che proviene dal sito “comunicazione di genere” con cui è in contatto Mauro Recher e che mi pare sia lo stesso della nostra ospite, Annamaria Arlotta.
Per la verità, dopo la pubblicazione dei video, era lecito aspettarsi delle reazioni, però, francamente, anche qual cosina di più e di meglio rispetto alla solita pisciatina scontata (non ve la danno e quindi siete rancorosi…)
In ogni caso, ho colto la palla al balzo e mi è balenata l’idea di inviare una lettera a quel blog, raccogliendo l’invito di Alessia Ricci (che mi sembra persona degna…) ad un pubblico confronto.
Di seguito la lettera:
Buongiorno a tutti/e,
mi chiamo Fabrizio Marchi e sono il fondatore del sito http://www.uominibeta.org nonché dell’omonimo movimento.
Abbiamo appena ricevuto questi due commenti da parte di tale Mary Femminista, che scrive con il vostro indirizzo di posta elettronica: comunicazionedigenere@email.it
Il primo:” Mi dispiace ma noi donne non siamo a vostra disposizione. Siamo persone e non ricambi di carrozzeria, siamo esseri umani e non oggetti. A voi grande fratello e veline in tv hanno fatto il lavaggio del cervello, fino a credere che le donne siano oggetti che nondevono vestirsi come ci pare perchè voi non sapete controllare i vostri impulsi..se siete animali (non mi rivolgo a tutti gli uomini ma chi condivide il post) non è problema nostro. Probabilmente odaite le donne perchè non vi concedono le grazie.ma le donne non sono pezzi di carne o come le descrivete in modo negativo…Siamo nel 2011 e davvero, ancora ogig ci sono uomini così cavernicoli e sessisti…ma avete mai sentito parlare di parità di sessi?
Scusate scappo a mettermi una minigonna ed esco!”
Il secondo:” Ma scusate: siet epersone o ragionate con il pene?
Non penso che noi donne ci buttiamo sul primo figo semi nudo che passa.
Il sesso si fa in due e mettersi nude non significa essere disponibili..io metto la minigonna perchè è di moda, perchè io mi vesto come voglio, perchè sono una bella ragazza e perchè mi sento libera.
Mercificare significa quello che la tv e la pubblicità fa alle donne esponendo il proprio corpo come un oggetto..ma mettersi l minigonna fa parte della libertà femminile e voi ragionate come MORALISTI E TALEBANI.
..in preda però ad impulsi irrefrenabili..ma fatevi vedè da un andrologo!!!”
Non replico né tanto meno entro nel merito delle sue “argomentazioni” per ovvie ragioni che credo non sia necessario spiegare. Mi aspetto che lo faccia qualcuna/o di voi, se lo riterrà opportuno.
Ciò detto, mi è stato comunicato da un amico nonché frequentatore del nostro blog, Mauro Recher, che una delle frequentatrici del vostro sito di nome Alessia Ricci ha proposto di incontrarci per un pubblico confronto.
Raccolgo con soddisfazione la sua proposta. Ho letto il suo intervento che mi è sembrato di ben altro livello e apertura mentale rispetto alla maleducata e maldestra provocazione di quella tale Mary Femminista (proviamo a pensare, a parti invertite: se fosse stato il sottoscritto a prodursi in un simile intervento sul vostro blog…Cosa ne avreste dedotto e come avreste reagito?…).
Consapevole quindi che nel vostro spazio ci sono ben altre intelligenze e sensibilità, raccolgo positivamente l’invito di Alessia Ricci e la invito a mettersi in comunicazione con il sottoscritto scrivendo a questo indirizzo di posta elettronica: uominibeta@uominibeta.org
Sarò felice di verificare con lei l’opportunità di un pubblico confronto, pur fra posizioni molto diverse.
Grazie e un caro saluto a tutti/e.
Fabrizio Marchi

Rita 8:13 pm - 28th luglio:

Ussignur Mary mettiti pure la minigonna perchè “è di moda” ti puoi vestire come Belen e tutte le modelle che sfilano sulle passerelle e ammiccano dai manifesti pubblicitari e le pubblicità. Però poi almeno evita di dire che questa moda, questi manifesti, queste modelle sono birilli mercificati del sistema maschilista. Quantomeno. Se poi ci sono tutte quelle come te che “seguono la moda”…E’ difficile pensare che libere modelle siano mercificate quando indossano le minigonne, quando poi le donne seguono quella stessa moda e rivendicano con orgoglio il diritto di “copiarle” (che altro non è che la moda.. eh)

cesare 11:03 am - 29th luglio:

La mini con tanga? è per commesse di Burghy: keciàp, manzo e patatine, fritte. Mary, dammi retta: sotto il burka niente. Insuperabile erotismo orientale (un giorno, memorabile!, in stazione Centrale a Milano)
Yes, you can!

Damien 7:31 pm - 29th luglio:

ecco un’altra Borg.. lo dico io che le fanno in serie.. tranquillo Fabrizio.. non scendo al suo discutibile livello intellettivo.. mi batterebbe con l’esperienza..

armando 9:31 pm - 29th luglio:

Facendo seguito a Cesare, dico che l’erotismo non è mai ostentazione ed esibizione comunque giustificata. Questo è solo un modo per esercitare un potere stimolando i sensi maschili per negarne la soddisfazione, se ne rendano o meno conto le signore. Erotismo è altro. E’ uno sguardo, è un celare che lascia immaginare, è un linguaggio corporeo che si rivela non a tutti ma solo all’uomo che interessa davvero e che sappia leggerlo.
Il resto è miseria, falsa coscienza e subordinazione al consumismo mercificante.
armando

Rita 7:57 am - 30th luglio:

e del resto.. lo dice anche lei

io metto la minigonna perchè è di moda, perchè io mi vesto come voglio, perchè sono una bella ragazza e perchè mi sento libera

ne ha dato quattro motivazioni, in pieno accordo con le analisi di questo sito e di altri, a mio parere.

IO SONO LIBERA E FACCIO CIO’ CHE VOGLIO (e non devo tener conto di eventuali sofferenze/fastidi/problemi che creo agli altri, PERCHE’ IO VALGO)

Io mi metto la minigonna perchè SONO UNA BELLA RAGAZZA (le brutte non se la mettono.. già, non avrebbe lo stesso “effetto” una minigonna indossata da una vecchia o da una brutta… segno che è implicito e ammette che lo fa perchè conscia che il suo abbigliamento ha un effetto sugli uomini.

E infine perchè lo “fanno tutte” (segue la moda), già detto, purtroppo conferma il conformismo femminile (scusate il gioco di parole).

mauro recher 9:40 am - 30th luglio:

comunque ,quel blog (tanto evidenziato nel fianco destro ) è contro tutti gli stereotipi ,ma credo che valga solo se si colorano di rosa (tanto per usare un colore stereotipato ) ,nell’altro post avevo evitato di mettere le offese (come avevo scritto ,sono sempre le solite ,ma credo che valga la pena di evidenziarle ….)
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X (evitiamo i nomi…) scrive:
28 luglio 2011 alle 10:43 am
Hailey io al 3° rigo del post ho rinunciato, perchè devo dare una visita in più a quegli sfigati,repressi,talebani,cavernicoli di UominiBeta =D!? Il mondo è già brutto abbastanza figuriamoci se dobbiamo rovinarci la giornata con quel letame!Loro stessi scrivendo così si definiscono animali senza controllo, e l’unica cosa che ci distingue dagli animali è appunto l’istinto!Mi fanno pena, sono solo dei poveracci che una donna se la sognano, e quindi soli,depressi,repressi e sconsolati trattano male le donne,le usano e descrivono come oggetti (perchè nessuna ci sta,chissà come mai eh =D?) e si dedicano a “Federica la mano amica”, d’altronde chi ci starebbe con uno come quelli?
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quanti stereotipi contate qui? ,io almeno una decina ,comunque quello che va per la maggiore è sicuramente quello che un uomo ,senza una donna ,non vale niente.
Davvero strano per un blog che fa, come sua principale causa, la lotta ai vari stereotipi.
Mi sa che si predica bene e si razzola male …

Fabrizio Marchi 10:14 am - 30th luglio:

Cara Rita, francamente non avevo ritenuto neanche di dover commentare le parole di quella tal Mary…ma se proprio si dovesse fare, troppo ci sarebbe da dire, tali e tante sono le contraddizioni contenute in quelle poche e misere (intellettualmente parlando) righe.
Oltre a quello che tu dici c’è anche un atteggiamento razzistoide nei confronti di quelle donne non belle che, è implicito nelle sue parole, non possono permettersi di indossare la minigonna perché appunto non belle. Non lo dice ma il retro pensiero è questo. In realtà, a mio parere, nel suo modo di esprimersi c’è più un atteggiamento esibizionistico, narcisistico e spocchioso nei nostri confronti, come se volesse comunicarci:”Io sono bella (dice lei…), posso permettermi di tirarmela e voi sfigati e mal riusciti rosicate e zitti”. Lo stesso atteggiamento razzista che traspare nei confronti degli uomini, definiti come cavernicoli, animali in preda ad impulsi irrefrenabili.
La cosa (abbastanza inquietante, per la verità) che fa riflettere è che nelle sue parole, così come in quelle di una sua collega di blog che mi ha risposto e che riporto più sotto, c’è un sostanziale disprezzo della sessualità maschile.
Cito testualmente (non mi va di scrivere il nome del nick perché non voglio alimentare polemiche con questa gente):
o “Fabrizio esistono molti troll che non avendo un cacchio da fare rompono le 00, sapessi a noi quante ne arrivano, si attaccano a qualsiasi frase pur di rompere e non solo, insulti e schifezze varie! Ora i confronti pacifici fanno sempre bene ma già dal titolo di un vostro post “Guardare e non toccare” a me non piace per niente, vi autoclassificate come animali senza controllo e auto-controllo, cosa significa guardare e non toccare?Io non voglio crederci che gli uomini sono tutti così, io non voglio pensare che mentre cammino uno ha l’istinto di volermi toccare ma si mantiene, non voglio pensare che un uomo con la moglie accanto ha l’istinto di voler toccare una donna piacente che passa, non voglio pensare che mentre cammino con il mio ragazzo lui ha l’istinto di palpeggiare un’altra persona, non voglio pensarlo perchè credo che esistano uomini migliori, che non ragiona con quello che hanno in mezzo alle gambe, quindi come si può fare un confronto se già dal titolo a me ad esempio viene il mal di stomaco?Cosa siete dei bambini che vedono una mega torta in vetrina ed escono la lingua alla fantozzi?A me non piace, punto!
Come ad esempio il primo pezzo sempre di quel post:
“Gli uomini sono sottoposti 24 ore su 24, per la strada, in televisione, sui giornali, al cinema, nei luoghi di lavoro come in quelli di svago, ad una costante e continua sollecitazione sessuale destinata a rimanere inappagata, e quindi frustrata, con tutte le implicazioni del caso”
A me viene la nausea a leggere certe cose, scusami ma sono sincera!”
Di seguito la mia risposta che però non è stata pubblicata perché evidentemente avevano chiuso la discussione (gliel’ho comunque inviata per email):
““…non voglio pensare che mentre cammino con il mio ragazzo lui ha l’istinto di palpeggiare un’altra persona…” (mandarinameccanica
Cara ……., credimi, mi dispiace mandare in frantumi il tuo sogno o la tua illusione, ma le cose stanno drammaticamente (ca va sans dire…) proprio come le hai descritte.
E’ così, questa è la “terrificante” condizione in cui versa la brutale, cavernicola (per utilizzare gli stessi termini di Mary e in fondo anche i tuoi…) e bestiale sessualità maschile.
Ebbene sì, quando il tuo ragazzo, credimi (anche se lui lo negherebbe perfino davanti al plotone di esecuzione…) , vede una bella ragazza per la strada, essendo anch’egli un maschio, il suo istinto (che reprime) lo porterebbe non dico a mettergli una mano sul sedere ma certamente a proporsi in modo diretto, spicciolo e senza tanti orpelli o fronzoli (cosa che è invece normalmente costretto a fare violentando la sua natura maschile più profonda e autentica).
Naturalmente non lo può fare quando sta insieme a te per ovvie ragioni, ma neanche quando è da solo, perché sa perfettamente che se si proponesse in modo del tutto naturale, spontaneo e diretto (come ripeto sarebbe nella sua natura maschile), otterrebbe un rifiuto seccato e sprezzante (e se insiste rischia di essere denunciato per molestie…), a meno che non assomigli come una goccia d’acqua a un divo di Hollywood (scegli tu stessa quello che ti piace di più…). E non è affatto scontato neanche in questo caso…
La sessualità maschile, che tu e alcune di voi criminalizzate e riducete a “bestialità” (perdona la presunzione ma dimostrate di conoscere assai poco il maschile…), è questa, in tutta la sua bellezza: quella dell’immediatezza, della spontaneità, della passionalità, del gioco, del dono (che le femmine fanno di tutto per frustrare nella sua autenticità).
Ma il discorso sarebbe troppo lungo e non lo si può certo affrontare ora in poche righe…Ti chiedo scusa, anzi, di aver occupato il tuo/vostro spazio.
Avevo fatto capolino sul vostro blog, per la verità,perché avevo saputo che una vostra utente, Alessia Ricci, aveva espresso la volontà di promuovere un incontro con il sottoscritto, cosa che a me farebbe molto piacere. Era quindi a lei che mi rivolgevo e mi rivolgo, ed eventualmente a tutti/e coloro che fossero interessati/e ad un confronto, magari serrato, ma rispettoso.
E’ implicito che se le tesi che sosteniamo ti fanno venire il voltastomaco, come tu stessa affermi, non sei certo obbligata a dialogare con noi.
Ti chiedo nuovamente scusa, se sei tu che gestisci questo blog (non lo so…), se mi sono permesso di utilizzare questo spazio per rivolgermi ad Alessia, ma era l’unico modo che avevo per farlo, non conoscendola e non avendo altro modo per entrare in comunicazione con lei.
Stai tranquilla che da questo momento alzerò i tacchi e toglierò il disturbo.
Grazie ancora per l’ospitalità e benvenuto/a fin da ora a tutti/e coloro che, con la serietà e il rispetto dovuti, anche e soprattutto nella diversità di opinioni, vorranno partecipare al dibattito sul nostro sito.
Fabrizio Marchi (Uomini Beta)”

Tornando a noi, le parole di questa donna dimostrano due cose: o ignora, nel senso proprio del termine, la sessualità maschile (e quindi la maschilità), o la conosce ma la disprezza profondamente e assume la sua personale concezione della sessualità (o comunque quella femminile o di parte del femminile) come LA SESSUALITA’. Non gli balena neanche per la mente che potrebbero esserci altri modi di viverla e di concepirla. E tutto ciò che si discosta dalla sua concezione diventa “bestialità”, nel senso più spregiativo del termine
In altre parole il suo modo di vivere la sessualità è il metro di misura valido per tutte e per tutti. Altro che ricchezza della diversità con cui questa gente si riempie la bocca…Questa tizia è una razzista e sessista nell’animo, e anche fascista (nel senso culturale, psicologico e “pasoliniano” del termine…), anche se nel suo misero setaccio crede di essere una campionessa di “sinistrismo” e “progressismo”.
Da questo punto di vista è un tipico esempio di femminista a tutto tondo.
In un primo momento, quando leggo queste aberrazioni, la prima reazione che ho (e credo abbiamo tutti/e noi) è quella di alzare le spalle e passare oltre. In realtà è un errore perché, è drammatico dirlo, ma non è certo la sola a pensarla in quel modo.
Si tratta di capire quanto questo disprezzo innato nei confronti della maschilità e di uno dei suoi aspetti più belli , cioè la sessualità,derivi da quarant’anni di femminismo oppure, ahinoi, il femminismo stesso abbia attecchito su un aspetto che attiene alla natura femminile, esaltandone, in senso negativo, la diversità, e facendo di quest’ultima una sorta di legge universale valida per tutte e soprattutto per tutti.
Insomma, per dirla in una parola, la sessualità buona è quella femminile di derivazione femminista. Il resto è aberrazione, come le nostre “amiche” ci spiegano assai chiaramente.
Quella è la loro “filosofia” ed è la stessa di tante altre donne, purtroppo..- Alle loro spalle c’è poco altro. Faremmo quindi un errore a liquidarle o a sottovalutarle.
Fabrizio

Fabrizio Marchi 10:35 am - 30th luglio:

Per la cronaca, caro Mauro, la stessa persona che ha scritto quelle cose simpatiche su di noi, è la stessa alla quale ho risposto…:-):-)
Simili affermazioni non possono che essere definite come razziste e naziste, non c’altro modo per definirle, anche sforzandosi di provarci.
Perché il disprezzo e l’odio profondo contenuto in quelle parole è riscontrabile solo in un nazista che disquisisce sugli ebrei, i “negri” e le razze inferiori…
Francamente non riesco a vedere altro. E vorrei tanto vederlo ma non ci riesco.
Questa, in ultima analisi, è la natura profonda, il cuore del Femdominismo, per lo meno nella sua parte più estremista ma molto più diffusa di quanto si pensi.
E’ ovvio che il fenomeno è estremamente più complesso, come sappiamo e come abbiamo già spiegato, nelle sue implicazioni economiche, sociali, culturali e politiche . Ma non c’è dubbio che quella sia una delle componenti, per nulla da sottovalutare. Il braccio armato, diciamo così, utilizzando una metafora ad alcuni di noi senz’altro nota, del Sistema Dominante. I cani da guardia del padrone…
Fabrizio

Sandro2 10:52 am - 30th luglio:

Fabrizio:
“La cosa (abbastanza inquietante, per la verità) che fa riflettere è che nelle sue parole, così come in quelle di una sua collega di blog che mi ha risposto e che riporto più sotto, c’è un sostanziale disprezzo della sessualità maschile.”
>>
Sì, è così.

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=15787080

sandro 11:04 am - 30th luglio:

“Mi dispiace ma noi donne non siamo a vostra disposizione”
_________________
Se è per questo, manco io sono a disposizione delle donne. Anzi.
_________________
“avete mai sentito parlare di parità di sessi?”
_________________
Più o meno tutti i giorni da quando sono nato.
E’ la foglia di fico politicamente corretta con la quale sono state ammantate di un alone di rispettabilità tutta una lunga serie di porcate sessiste e razziste che vengono, usando un evidente ossimoro, definite “discriminazioni positive”.

Ethans 11:24 am - 30th luglio:

Fabrizio>>>> Si tratta di capire quanto questo disprezzo innato nei confronti della maschilità e di uno dei suoi aspetti più belli , cioè la sessualità,derivi da quarant’anni di femminismo oppure, ahinoi, il femminismo stesso abbia attecchito su un aspetto che attiene alla natura femminile, esaltandone, in senso negativo, la diversità, e facendo di quest’ultima una sorta di legge universale valida per tutte e soprattutto per tutti.
**********************************************************

Bingo!!! Questo è un aspetto molto interessante a mio parere e che mi piacerebbe approfondire, ma come al solito non trovo le parole…

Leonardo 1:36 pm - 30th luglio:

Mary Femminista ha scritto tutte cose stereotipate sugli uomini che fanno comodo a loro, alle donne, ha portato il discorso sul loro campo; sul campo dove loro dominano. Facendo leva sui desideri sessuali e machisti degli uomini, che ormai sappiamo sono la fortuna delle donne. Non ha risposto agli argomenti dei video e del sito.
Avete poi già spiegato il razzismo becero di queste ragazzine, che si vantano di essere attraenti e di poter mettere la minigonna, è questo il punto: sanno benissimo che gli uomini non le fanno nulla ma sgranano gli occhi e diventano servili
A Mary: ma chittesencu…

Marco 5:17 pm - 30th luglio:

@ Fabrizio – Si tratta di capire quanto questo disprezzo innato nei confronti della maschilità e di uno dei suoi aspetti più belli , cioè la sessualità,derivi da quarant’anni di femminismo oppure, ahinoi, il femminismo stesso abbia attecchito su un aspetto che attiene alla natura femminile, esaltandone, in senso negativo, la diversità, e facendo di quest’ultima una sorta di legge universale valida per tutte e soprattutto per tutti.
@@@@@@@
Sarà banale ma credo che in questo caso la verità stia realmente nel mezzo.
Ovvero, che il disprezzo delle femministe militanti – ma anche quello di un numero imprecisato di donne comuni (milioni e milioni…?) – nei confronti della sessualità maschile, derivi da un aspetto che attiene alla natura femminile, sul quale la propaganda misandrica femminista ha potuto facilmente attecchire, accentuandone così la repulsione.
Io stesso, arrivato all’età di 37 anni, se penso a certe mie ex o a tutte le ragazze e donne che mi è capitato di conoscere, oggi come oggi, non posso fare a meno di ricordare e pertanto evidenziare, che da parte loro NON ho mai riscontrato un reale entusiasmo verso la maschilità e la sessualità maschile, tantomeno delle VERE fantasie sessuali verso il corpo maschile (il contrario SEMPRE…).
Solo stronzate del tipo “ma voi pensate solo a quello”, “ma che siete bestie?”, “non mi interessa fare un po’ di ginnastica tanto per farla”, eccetera eccetera.
Personalmente, da quando ho iniziato a prendere coscienza di tutto ciò, pochi anni fa, devo dire che il mio rapporto con l’altro sesso è profondamente mutato. Ormai le osservo con occhio cinico e disincantato e devo dire che quello che vedo non è affatto bello. Anzi, mi fa profondamente schifo.
Tutto il contrario di quello che provavo e pensavo quando avevo vent’anni.

Marco 5:44 pm - 30th luglio:

X (evitiamo i nomi…) scrive:
28 luglio 2011 alle 10:43 am
Hailey io al 3° rigo del post ho rinunciato, perchè devo dare una visita in più a quegli sfigati,repressi,talebani,cavernicoli di UominiBeta =D!? Il mondo è già brutto abbastanza figuriamoci se dobbiamo rovinarci la giornata con quel letame!Loro stessi scrivendo così si definiscono animali senza controllo, e l’unica cosa che ci distingue dagli animali è appunto l’istinto!Mi fanno pena, sono solo dei poveracci che una donna se la sognano, e quindi soli,depressi,repressi e sconsolati trattano male le donne,le usano e descrivono come oggetti (perchè nessuna ci sta,chissà come mai eh =D?) e si dedicano a “Federica la mano amica”, d’altronde chi ci starebbe con uno come quelli?
@@@@@@@

Mi fa veramente ridere questa storia degli uomini “che usano le donne” e “le trattano come oggetti”…
Vere e proprie dementi, incapaci di far funzionare a dovere quei quattro neuroni che hanno nel cervello.
Per il resto vorrei rammentare alle tizie in ascolto, che essere degli “uomini beta”, non equivale ad essere necessariamente dei brutti e inguardabili mostriciattoli a cui nessuna la dà.
Ad esempio, io sono alto e magro e somiglio vagamente a questo attore, scomparso di recente.
http://imagecache6.allposters.com/LRG/12/1260/D7ET000Z.jpg
Perciò proprio schifo non faccio.

Fabrizio Marchi 6:02 pm - 30th luglio:

“Solo stronzate del tipo “ma voi pensate solo a quello”, “ma che siete bestie?” (Marco)
Verissimo, me le sono sentite dire anche io qualche migliaio di volte nella mia vita da moltitudini di donne “normali”. Ma la cosa sorprendente (si fa per dire…), se ci fate caso, è che queste femministe “liberate”, come quella Mary e quell’altra sua compare (che addirittura gestiscono un sito femminista) ripetono pedissequamente lo stesso concetto (se così può essere definita quella colata di disprezzo nazistoide antimaschile), aggiungendovi naturalmente il loro carico di disprezzo e di odio viscerale.
La sessualità maschile è considerata bestiale; ergo, i maschi sono delle bestie. Naturalmente cercano di cavarsela in corner sostenendo che non tutti gli uomini sarebbero tali, che è l’escamotage necessario per non essere accusate di sessismo e razzismo.
E allora, questa l’operazione, scindono la sessualità maschile in due tronconi: quella “bestiale”, dei trogloditi come noi e di tutti quei maschi secondo loro non evoluti (i cavernicoli, come dice Mary…), e quella “sana”, intendendo per sana quella simile alla loro. Ma è evidente , e qui il cane già comincia a mordersi la coda, che ciò non è possibile perché la sessualità maschile è ontologicamente e quindi oggettivamente diversa da quella femminile, né potrà mai essere a questa sovrapposta o assimilata.
Tuttavia è vero che ci sono dei maschi che si sono piegati e si piegano, obtorto collo, a concepire e a vivere la sessualità secondo i desiderata femminili e femministi. Esse credono quindi in questo modo, o vogliono credere, che questi ultimi siano i maschi “liberati” ed evoluti”, quando in realtà sono solo dei replicanti del genere maschile la cui unica risorsa è quella di piegare la loro psiche ai desiderata della controparte.
Questa che può sembrarci banale, è in realtà un’ operazione molto astuta del femdominismo, cioè l’assimilazione forzata dei maschi, dal punto di vista sessuale e psicologico, alle femmine, la loro omologazione (che non ha nulla a che vedere con il concetto di eguaglianza) al modus vivendi e “pensandi” femminilfemminista.
La psiche maschile deve essere deformata, tutto ciò che non è considerato buono per le donne deve essere criminalizzato. Da qui l’accusa di “bestialità” alla sessualità maschile: un classico.
Si dimenticano di dire che senza quella “bestialità” il loro potere di condizionamento sugli uomini sarebbe ridotto praticamente allo zero e che se tutti i maschi fossero realmente evoluti (e non nel senso che dicono loro…), la relazione fra i generi andrebbe in una direzione ben diversa…
A mio parere lo sanno perfettamente ma fingono di non saperlo.
Il femdominismo ha la necessità di reinterpretare e di riscrivere la realtà pro domo sua. Viceversa si squaglierebbe come neve al sole.
Questa ridefinizione-criminalizzazione della sessualità maschile è una delle tante menzogne raccontate negli ultimi quarant’anni.
Il maschio buono è il maschio addomesticato, secondo la concezione femdominista.
Fabrizio

Leonardo 6:32 pm - 30th luglio:

Ad esempio, io sono alto e magro e somiglio vagamente a questo attore, scomparso di recente.
http://imagecache6.allposters.com/LRG/12/1260/D7ET000Z.jpg
Perciò proprio schifo non faccio.
—————————————————–
Certo, anzi volevo dire a Mary Femminista, che io sono uscito in canottiera, tiè! http://www.uominibeta.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif

Rino 6:44 pm - 30th luglio:

Che nome dargli se non odio?
Che non può sussistere se non accompagnato dalla convinzione di una inferiorità intrinseca, ontologica nell’odiato e della correlata superiorità dell’odiante, il quale si colloca a parametro di ogni aspetto del mondo: la Liberata è la misura di tutte le cose.
Non rivendica solo il potere di decidere come gli UU debbano comportarsi (che è un fatto esterno, sociale) ma anche come devono essere nell’interiorità, cosa devono provare, in che modo devono sentire e vivere il sesso e tutto il resto. Come piace a Lei.
Grande è il disprezzo perché grande è l’odio. Negato e ridenominato amore.
Se ne potessimo attribuire la causa al solo femminismo, saremmo a posto. Ma giacché ha attecchito così facilmente è giustificato il sospetto peggiore, quello che voi avete avanzato. Dolorosamente.

La sessualità maschile è brutale, cavernicola, bestiale: lo suggerì in modo subdolo, perché antifrastico, la de Beauvoir: “In fondo, il liquido seminale non è un escremento…”.

Cappitto mi hai?!

Rino DV

enrico657 7:56 pm - 30th luglio:

è prassi comune e vecchia di coloro che non hanno idee e argomenti quella di tentare di screditare una tesi indirettamente, andando a screditare e a denigrare colui che propugna tale tesi…quindi non è il caso secondo me di preoccuparsi piu di tanto

mauro recher 9:43 pm - 30th luglio:

per non farci mancare niente ,manca il solito uomini cattivi e donne vittime anche per quanto riguarda i night o locali di lap dance la nostra alessia ricci scrive
……………………………………………………………..
Non ho letto tutti i commenti ma mi permetto di dire una cosa sui night.
Prima di tutto forse bisognerebbe informarsi a riguardo prima di parlare. Consiglio a tutti di leggere “Schiave del potere” di Lydia Cacho, “Sex Traffiking” di Siddharth Kara e “Sole bruciato” di Elvira Dones o di collegarvi a http://consumabili.blogspot.com/.
Cosa c’entra tutto questo coi night? Centra. Prima di tutto perchè i night, volenti o nolenti, sono collegati con lo sfruttamento della prostituzione e con la mafia.
Secondo perchè bisogna vedere come ci arrivano le ragazze a lavorare nei night.
Un’altissima percentuale, molto difficile da definire ahimè, ci arriva con la forza a seguito della tratta. Ragazze letteralmente rapite o comunque disperate in cerca di un futuro migliore in un altro paese condotte con la forza a fare questo lavoro di “ballerine”, che molto spesso nei privè o altrove, con l’aggiunta di un supplemento (pagato dal cliente al pappone di turno) diventa qualcos’altro.
Poi ci sono le ragazze che lo fanno per “scelta”. Magari devono mantenere i figli (ahimè, quante madri che ci sono tra di esse!) o sono ridotte in situazione di povertà, di degrado sociale ed economico, senza sostegni e senza aiuto.
Inoltre tra chi decide di fare questo mestiere purtroppo ci sono tante ragazze che hanno subito violenze per lungo tempo, anche da bambine, arrivando così a non avere più una dignità per se stesse e per il proprio corpo.
Voi dite che c’è anche gente che lo fa davvero per scelta? Può essere, non lo escludo. Ad ogni modo credo che sia davvero una percentuale bassissima, irrisoria! Quali donne, potendo davvero, non sceglierebbero di fare altro? Insomma, decidere per scelta di frequestare determinati luoghi tutti i giorni, di farsi toccare da migliaia di sconosciuti a settimana, di mostrare le proprie parti intime.. Non la reputo propriamente una scelta. E io non me la sentirei di sfruttare la povertà di una donna, le sue sofferenze passate e future, per soddisfare le mie voglie!
Inoltre alla maggior parte delle ragazze che lavorano in questo mondo vengono forniti farmaci e droghe affinchè si disinibiscano, affinchè sorridano! Spesso vengono somministrati anche a forza!
Non a caso esistono centri appositi per ragazze che sono riuscite ad uscire da questi giri di violenza e sopraffazione! Perchè di questo il più delle volte si tratta!
E non parlatemi di soldi facili! Il fatto è che una volta dentro a questi giri è praticamente impossibile uscirne! Andiamo a fondo e indaghiamo cosa si nasconde dietro a questa motivazione! Ingenuità, spesso ignoranza, mancanza di una via “altra”.
E non nascondiamoci dietro ad un dito? Senza la richiesta cesserebbe di esistere l’offerta! Un mercato comincia quando c’è un bisogno! Sono i CLIENTI che mandano avanti questa mafia, sono colpevoli quanto i papponi di turno! E spesso le ragazze sono solo le vittime!
E non dico queste cose perchè me le sono sognata di notte ma perchè mi sono documentata! Perchè questo tema mi interessa! E dovrebbe interessare ad un po’ più di persone! Perchè quando un uomo va con una prostituta o in un night non sa realmente chi si trova di fronte! Proprio perchè in quelo momento la utilizza come un oggetto! Non sa quanta libertà di scelta ci sia in una decisione del genere, non conosce i suoi trascorsi, le sue emozioni. Non la considera come una persona, non sa se in quel momento è sotto effetto di droghe, se quello che fa le piace o meno! Se è stata indotta con la forza oppure no, se voleva lasciare il lavoro ma poi è stata minacciata! E io, cari miei, non me la sentirei di rischiare!
E potrei andare avanti a parlare per ore, ma l’unica cosa che davvero posso dirvi è INFORMATEVI! Sol otrattando le persone come persone e non come oggetti si può davvero andare verso la civiltà!
………………………………………………………………..
questa è la mia risposta
posso solo che dire la mia esperienza personale ,riguardo ai night …..
nel vicentino ,questi locali sono usciti come funghi ,verso la fine degli anni 90 ,avevo 4 locali nel raggio di un paio di chilometri ……
ci sono andato in questi locali ,4-5 volte ,spesso per adii al celibato .e tutte comprese in tre-quattro anni ,diciamo dal 1998-2002 circa ,quindi ,non so se in questo periodo le cose sono cambiate….
i locali ,un pochino si somigliavano tutti ,piccoli con un paio di pali in mezzo ,niente di che senza dimenticare il bar ,i privè che costavano una enormità dove ,per quanto ne so ,non si faceva sesso (duravano una 15 di minuti ) ,.
arriviamo alle ragazze ,drogate ? forzate ? io non ho visto niente di tutto questo ,ripeto che ,forse le cose possono essere cambiate ma,non so quanto sia forzata una che ,senza che io dicessi niente ,ero seduto tranquillamente ,prima mi si butta addosso facendo un gesto esplicito ,poi ,inizia strusciarmi il seno sul viso ,anche qui ,senza un mio gesto di approvazione o di “chiamata” ,era il loro “lavoro” ,e non mi sembravano per nulla sofferenti ,con alcune poi ,ci ho pure parlato e che fossero sotto droghe ,proprio non mi sembrava ….
in un altro night ,sono state più esplicite ,ero girato da una parte e mi sento una mano toccare le parti basse ,tanto che ,credevo che mi volessero fregare il portafoglio…..
per quanto riguarda la prostituzione non saprei ,mai frequentato ,ma potrebbe essere più veritiero ,li si ,la forzatura le droghe e la schiavitù in generale ,senza contare le numerose violenze che ,io stesso ,mentre facevo il turno di notte alle poste ,ho visto ……
tra una ballerina di night e una prostituta è sicuramente messa peggio la seconda
questa è la mia esperienza ,non vuole essere la verità assoluta e ,per quanto me ne importi ,questi locali potrebbero sparire già domani

Luigi Corvaglia 10:18 pm - 30th luglio:

Guardate non è proprio il caso di rispondere a tipe alla “Mary femminista”. Loro ragionano solo con la passera.
Penso sia meglio dedicarsi alla ricostruzione, simbolica e non, del maschile.

Fabrizio Marchi 10:46 pm - 30th luglio:

La solita minestra riscaldata, Mauro, nulla di nuovo sotto il sole, non vale neanche la pena frequentare quei luoghi, a mio parere: donne vessate, obbligate, drogate, ricattate, violentate; uomini violenti, papponi, ricattatori, e via discorrendo. Naturalmente la nostra amica dà per scontato che la delinquenza e la criminalità siano appannaggio esclusivo dei maschi…
“E non nascondiamoci dietro ad un dito? Senza la richiesta cesserebbe di esistere l’offerta! Un mercato comincia quando c’è un bisogno! Sono i CLIENTI che mandano avanti questa mafia, sono colpevoli quanto i papponi di turno! E spesso le ragazze sono solo le vittime”!” (Alessia Ricci)
Il bello è che lei stessa ammette che “un mercato comincia quando c’è un bisogno”, quindi riconosce implicitamente che il tutto, nel caso specifico della prostituzione, parte da un bisogno maschile insoddisfatto, però invece di continuare nel ragionamento, si ferma, per concludere naturalmente che se la prostituzione esiste è perché ci sono gli uomini che ne fanno uso.
Le si potrebbe serenamente rispondere che se il sesso fosse del tutto libero la prostituzione non esisterebbe neanche (solo un totale idiota o un amante di particolari perversioni, quindi una minoranza esigua, pagherebbe per ciò che può avere gratis in qualsiasi momento), ma a quel punto c’è il rischio concreto di sentirsi rispondere che loro non sono “bestie” e che per “fare ginnastica” tanto vale andare in palestra….
Non si chiede neanche per un attimo cosa possa significare per un uomo pagare una prostituta, cosa possa spingerlo ad andarci, quale condizione di frustrazione possa vivere per sottoporsi ad un rapporto che è squallido e umiliante innanzitutto per lui.
Nulla di tutto ciò, il problema non se lo pone neanche, e in questo tradisce il suo retropensiero che è del tutto simile a quello delle altre sue due amiche dello stesso blog:gli uomini sono bestie senza sentimenti, privi di sensibilità, che se ne fottono della persona che hanno davanti pur di infilarglielo dentro. “Non solo – aggiunge” sono colpevoli quanto i papponi”.
E’ la solita storia dello spacciatore e del tossico. Il tossico è colpevole quanto lo spacciatore, secondo queste signore. Come a dire, se non ci fosse la richiesta di droga neanche gli spacciatori esisterebbero. Una considerazione veramente brillante degna di un modo di pensare evoluto e progressista. Aggiungo che se smettessimo di mangiare e di vestirci i supermercati chiuderebbero e le multinazionali del settore entrerebbero in crisi. Quindi se queste ultime fanno il bello e il cattivo tempo e gli speculatori finanziari proliferano la colpa è dei consumatori, colpevoli quanto e più di loro, che alimentano il mercato…
Complimenti ad Alessia Ricci! E sì che avevo anche accolto la sua richiesta per un confronto…
Da tutto ciò si conferma quanto abbiamo detto nel dibattito di oggi. Queste persone vedono il mondo solo e soltanto dal loro punto di osservazione, il resto è come se non esistesse.
E’ giusto contrastare questa gente.
Fabrizio

Luigi Corvaglia 10:58 pm - 30th luglio:

“Magari devono mantenere i figli (ahimè, quante madri che ci sono tra di esse!) o sono ridotte in situazione di povertà, di degrado sociale ed economico, senza sostegni e senza aiuto.”
Questa frase presa dal confronto fra Mauro Recher (che spero mi perdonerà dello scippo) ed Alessia Ricci mi rimbomba in testa. E con un pò d’onestà intellettuale dovrebbe dare da pensare anche a lei.
Non tanto per il condensato di assoluzione e giustificazione che contiene, nella loro logica (?) è persino ovvio. Ma per la seguente considerazione.
Perché ritiene ovvia, per una certa percentuale di donne, quella scelta.
Per me, ma anche per tante donne che in quelle condizioni hanno scelto altro, è tutt’altro che scontata.
Ecco, a me questa sembra una zona d’ombra del femminile che meriterebbe da parte loro ben altro impegno d’analisi. Senza raccontarsi le solite favolette (a danno nostro).

Daniele 11:17 pm - 30th luglio:

http://violenza-donne.blogspot.com/2002/10/prostitute-in-italia-solo-il-10-e.html
Per il resto, che le femmine non capiscano un beneamato cazzo degli uomini, è roba vecchia.

Fabrizio Marchi 9:34 am - 31st luglio:

Grazie Daniele, un contributo decisamente puntuale il tuo, e soprattutto disvelatorio di una delle tante menzogne femdoministe.
In particolare il dato (da indagini e statistiche dell’ONU, peraltro riportate dal TG1, non da una sperduta emittente di provincia…) che lo sfruttamento della prostituzione sarebbe gestito e controllato per il 60% dei casi da donne. Oltre naturalmente al fatto che lo stesso Ministero delle Pari Opportunità comunica che solo il 15% delle prostitute immigrate sarebbe coinvolto nel trafficking. E in questo caso, ovviamente, si sta parlando di fasce sociali obiettivamente disagiate.
Ciò conferma, al di là delle testimonianze e dell’evidenza, che per la quasi totalità delle prostitute nostrane, quelle che oggi vengono definite escort, la scelta di prostituirsi viene effettuata in piena libertà e consapevolezza.
Questo è uno dei punti più fragili del femdominismo che è ovviamente obbligato a sostenere che la prostituzione sia un fenomeno che le donne subiscono passivamente, sempre e comunque sotto il ricatto e la coercizione. Il che, senza negare che ci siano anche questi casi, è ovviamente ridicolo.
Ma è ancora più ridicolo il fatto che, messe alle strette, la loro risposta sarebbe (ed è) che le donne sono libere di fare quello che meglio credono, quindi anche di prostituirsi.
Non se ne esce. Con questa gente la logica non funziona. Non gli appartiene né potrebbe essere altrimenti. La logica inchioda, e loro devono essere libere di “svolazzare” nei cieli della tautologia dove tutto e il contrario di tutto sono possibili e impossibili nello stesso tempo…
Fabrizio
P.S. una sola cosa, Daniele, non so cosa sia il Parsec, scusate l’ignoranza, non sono riuscito a trovarlo in rete, sapete darmi delle indicazioni?

Marco 9:43 am - 31st luglio:

@ Fabrizio – non so cosa sia il Parsec, scusate l’ignoranza, non sono riuscito a trovarlo in rete,
@@@@@@
Non lo so neppure io ma è probabile che si tratti di questo.

http://www.primocontatto.net/parsec.html

Simone M. 11:28 pm - 31st luglio:

Fabrizio
@
E allora, questa l’operazione, scindono la sessualità maschile in due tronconi: quella “bestiale”, dei trogloditi come noi e di tutti quei maschi secondo loro non evoluti (i cavernicoli, come dice Mary…), e quella “sana”, intendendo per sana quella simile alla loro. Ma è evidente , e qui il cane già comincia a mordersi la coda, che ciò non è possibile perché la sessualità maschile è ontologicamente e quindi oggettivamente diversa da quella femminile, né potrà mai essere a questa sovrapposta o assimilata.
@
Un’altra frase tipica di tante donne è quella secondo cui “il sesso senza affetto è un qualcosa di vuoto”… mentre per me, che sono un uomo, l’affetto è “un qualcosa che inibisce e castra la sessualità”.
Siamo veramente due pianeti diversi, destinati a non incontrarsi mai.
>
@ Fabrizio
Questo è uno dei punti più fragili del femdominismo che è ovviamente obbligato a sostenere che la prostituzione sia un fenomeno che le donne subiscono passivamente,
@
Basterebbe conoscere personalmente qualche giovane prostituta rumena, proveniente da Bucarest o da Focsani, magari figlie di due genitori diversi e con otto fratelli e sorelle alle spalle, per rendersi conto che all’origine di tale scelta – ovvero quella di prostituirsi a duemila km di distanza da casa propria – c’è solo ed esclusivamente la volontà delle suddette di affrancarsi da una quotidiana povertà, magari su suggerimento di qualche amica precedentemente prostituitasi e sposatasi in Italia…

Fabrizio Marchi 8:11 am - 1st agosto:

“Un’altra frase tipica di tante donne è quella secondo cui “il sesso senza affetto è un qualcosa di vuoto”… mentre per me, che sono un uomo, l’affetto è “un qualcosa che inibisce e castra la sessualità”.
Siamo veramente due pianeti diversi, destinati a non incontrarsi mai”. (Simone M.)
Concordo, purtroppo…:-) vivo la tua stessa dicotomia, credo come moltissimi altri uomini, forse la maggioranza. Il punto di incontro tra maschi e femmine (se così può essere definito) da questo punto di vista, è in realtà una forzatura che agli uomini viene imposta e che si auto impongono, relativamente alla loro sessualità. La coppia (matrimonio, fidanzamento o convivenza che sia) è quello che potremo definire come il compromesso fra le parti, ma in realtà, anche in questo caso, stiamo parlando di una resa del maschile che è costretto ad andare versus il femminile, a modellarsi sulle sue esigenze, a piegarsi e ad adeguarsi ai suoi desiderata.
La sessualità maschile è infatti poligama per sua natura, come spiegava quel giornalista del Corriere della Sera alcuni giorni fa (musica per le mie orecchie) da qualcosa come 200 milioni di anni, eppure anche questa elementare ed evidentissima verità deve essere sottaciuta, quasi come se fosse una vergogna. E infatti non è un caso che la sessualità maschile, che se lasciata galoppare liberamente sarebbe passione pura, spontaneità totale, erotismo, esplosione di natura, venga disprezzata e denigrata, definita normalmente come“bestiale”, “ginnastica” priva di sentimenti ecc. Ipocrisie, naturalmente.
La sessualità maschile veniva compressa e repressa ben prima dell’avvento del femminismo, sia chiaro; le religioni (tutte) e i contesti socioculturali (diciamo pure gabbie) costruiti e modellati su queste ultime hanno giocato la loro parte, anche se mantenevano una serie di sfiatatoi ipocriti e al contempo necessari di cui tutti erano naturalmente consapevoli. Erano le epoche dei bordelli di infimo ordine per i poveracci e dei festini in maschera per i ricchi e gli aristocratici dove, se non stavi attento, rischiavi di scoparti pure tua moglie che partecipava a sua volta al festino, salvo andarsi a confessare il giorno seguente dal cappellano di corte…
Il femdominismo ha fatto di molto peggio. Non solo non ha modificato nulla sotto questo profilo, ma ha sostanzialmente criminalizzato la sessualità maschile che prima veniva, per così dire, tollerata e coperta, nelle forme comunque inevitabilmente distorte e clandestine in cui si manifestava e di cui abbiamo detto.
Il femdominismo ha avuto e ha la pretesa di dettare le leggi anche e soprattutto da questo punto di vista. La sessualità “buona” è quella femminil-femminista, tutto il resto è “animalità”, “bestialità”, roba da trogloditi, da cavernicoli, come ci è stato ricordato…
E questa sarebbe la loro “teologia della liberazione”…Il mondo costruito in tutto e per tutto a loro immagine e somiglianza e in base ai loro desiderata. Insomma un mondo concepito e costruito appositamente per assolvere ai cazzi loro. Piacerebbe anche a me, devo essere onesto, un mondo fatto su misura dei cazzi miei, perché no, mica male…
Fabrizio

mauro recher 9:13 am - 1st agosto:

“Un’altra frase tipica di tante donne è quella secondo cui “il sesso senza affetto è un qualcosa di vuoto”… mentre per me, che sono un uomo, l’affetto è “un qualcosa che inibisce e castra la sessualità”.(simone )

devo concordare anch’io ,il bello che ,questa frase ,non l’avrei mai pensata una ventina di anni fa .., poi ,l’esperienza mi ha fatto cambiare idea ,l’innamoramento ,per un uomo è qualcosa di deleterio..visto che ,quasi mai ,viene corrisposto , ,ho notato almeno questo ,sono i cosiddetti sfigati a innamorarsi di più che ,grazie ai filmetti romantici di serie b, sembra che renda tutto facile ,la verità è veramente un altra cosa

Alessandro 4:54 pm - 1st agosto:

F. Marchi: Concordo, purtroppo…:-) vivo la tua stessa dicotomia, credo come moltissimi altri uomini, forse la maggioranza. Il punto di incontro tra maschi e femmine (se così può essere definito) da questo punto di vista, è in realtà una forzatura che agli uomini viene imposta e che si auto impongono, relativamente alla loro sessualità. La coppia (matrimonio, fidanzamento o convivenza che sia) è quello che potremo definire come il compromesso fra le parti, ma in realtà, anche in questo caso, stiamo parlando di una resa del maschile che è costretto ad andare versus il femminile, a modellarsi sulle sue esigenze, a piegarsi e ad adeguarsi ai suoi desiderata.
La sessualità maschile è infatti poligama per sua natura, come spiegava quel giornalista del Corriere della Sera alcuni giorni fa (musica per le mie orecchie) da qualcosa come 200 milioni di anni, eppure anche questa elementare ed evidentissima verità deve essere sottaciuta, quasi come se fosse una vergogna.
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Credo che sia questo ciò che distingue nettamente gli uomini dalle donne, soprattutto in quella fase adulta che va, grossomodo, dai 35 ai 60 anni d’età. Il matrimonio non è, a parer mio, confacente alla natura maschile, che per sua natura è spinta a sperimentare, a provare nuove sensazioni, ad arricchirsi di nuove esperienze anche in quest’ambito della vita umana, ma diventa quasi una necessità, perchè l’aut aut femminile s’impone e non lascia grandi margini di alternative. Una differenza, quella tra uomo”poligamo” e donna “monogama”, assai più forte di quella relativa alla concezione della sessualità, in quanto una donna non influenzata dalla predicazione femminista non dimostrerà alcun problema a relazionarsi con la sessualità maschile, ma anzi la pretenderà nella maniera più compiuta possibile.

mauro recher 2:01 pm - 2nd agosto:

scusa Fabrizio …lo so che passiamo per piagnoni ,ma che schifo
sul blog un altro genere di comunicazione ,mi hanno cancellato i miei post ,e credo che mi conosci che non uso termini volgari e tanto meno sono intesi ad offendere nessuno ,ho solo dato delle risposte a femminismo e machismo ,per noi cosa significa …
purtroppo non li ho salvati ,ma credimi ,che non ho usato termini violenti …..
per fortuna il femminismo è per la parità dei generi ,come dicono loro ………
ma lasciamelo dire
vaffanculo va………..

Fabrizio Marchi 3:05 pm - 2nd agosto:

Mauro, come sai, apprezzo moltissimo il lavoro che fai per diffondere le nostre idee. Tuttavia credo che incaponirsi nel tentare di costruire un dialogo costruttivo con quella gente sia davvero un dispendio inutile di energie. Anche perché sono nostri avversari dichiarati, non possiamo certo avere la presunzione di fargli cambiare idea. Fai benissimo ad “insinuarti” in quei siti e a promuovere il nostro blog, anche perché fra tanta gente che naviga per la rete ci sarà sicuramente qualcuno che svilupperà un interesse per quello che diciamo.
Però questo e solo questo deve essere lo scopo, e non altri. Non hanno pubblicato neanche la mia risposta (garbatissima) a quella tal mandarinameccanica (ormai si può anche dire il nick) dicendomi che avevano chiuso la discussione altrimenti si andava off topic… Del resto hai letto tu stesso cosa dicono di noi e soprattutto con quali toni e atteggiamenti. Ripeto, per trovare qualcosa di simile (e non sto esagerando) bisognerebbe andare a riascoltarsi i discorsi dei gerarchi nazisti ai congressi di partito, quando parlavano degli ebrei e delle razze “inferiori”…
Per cui, è inutile anche prendersela, anche perché il nostro messaggio è destinato ad altri, cioè alla moltitudine dei maschi beta, e non a quel manipolo di nazifemministe.
Ho appena pubblicato un breve ma spero efficace video dal titolo “Dipendenza sessuale e psicologica maschile”. Diffondiamolo sulla rete, inviamolo agli amici, ai conoscenti, ai vari siti (non quelli femministi doc) condividiamolo su face book. Investiamo in modo razionale le nostre energie e il nostro tempo.
Fabrizio

mauro recher 3:43 pm - 2nd agosto:

hai ragione Fabrizio ,mi ero illuso di scalfire un muro e di farlo crollare , questo muro è molto più resistente di quello di Berlino ….
rompe comunque che usino questa censura …..(d’altronde ,hai azzeccato il paragone con il nazismo e poi si lamentano se le chiamiamo nazi-femministe)

Ethans 4:51 pm - 2nd agosto:

Fabrizio >> Ho appena pubblicato un breve ma spero efficace video dal titolo “Dipendenza sessuale e psicologica maschile”.
*******************************************************

In che sezione l’avete pubblicato? non lo trovo…

Fabrizio Marchi 5:47 pm - 2nd agosto:

Sempre sulla homepage, Ethans, al centro della pagina…

Damien 5:38 pm - 7th agosto:

Da tempo ho preso atto della situazione, del parco femminile a disposizione in italia non me ne frega una cippalippa, grazie al femdominismo, alle leggi infauste contro gli uomini e a molte di loro traditrici e fedigrafe, ho potuto, strano ma vero, ritrovare me stesso e scoprire il mondo.

Si perchè vedete, sbattersi per avere qualcosa che hanno a caro prezzo è da pazzi, quando si puo’ raggiungere lo stesso obiettivo in altro modo, inoltre l’effimera speranza di trovarne una immune al nazifemdominismo risulta impresa ardua, se a ciò gradite che sia anche accettabile per un futuro matrimonio, pargoli e relativo invecchiamento, è meglio che vi svegliate da subito dal torpore zerbinaceo che vi assale nella certezza che, dopo di lei, non avrete speranze, perchè a come stanno le cose, statistiche alla mano, le speranze le perdete dopo la firma nella maggioranza dei casi..

Perchè vedete, oggi grazie ai voli low cost, internet ed una sana voglia di vivere la propria esistenza scevra da imposizioni vaginocentriche/mediatiche si puo’… ed aggiungo.. si deve!

Chiarito il punto di come sia attualmente la situazione del guardare e non toccare, capirete che se fate parte della fascia medio bassa, con emolumenti non da grido, siete destinati all’onanismo, alla derisione e quant’altro mi sia dimenticato di citare, per ovviare, basta mettersi dinanzi allo specchio e fare delle ovvie considerazioni, una delle quali potrebbe essere: ma quanto me ne pole fregà se ste 4 cesse femministe me rovinano l’esistenza sessuale e sentimentale?

Superato tali momenti catartici, munitevi di passaporto e/o carta di identità valida per l’espatrio, prendete i 500 euro che in italia vi bastano si e no per 4 uscite con una cozza “figawannabe” con scarso successo emozionale/godereccio e pianificate le vostre vacanze fuori dai circuiti femdoministimediatici, se la patonza, di riffa o di raffa, la vogliono sempre far pagare, tanto vale che andiate altrove, dove non sarete visti come oppressi ma come benefattori, dove le donne lo sono per davvero e quelle che vi chiedono soldi almeno non vi romperanno i gemelli di famiglia con le vaginate italiche.

Restare in italia a combattere questa guerra tra poveracci e illuminate vulvacentriche non giova al vostro ego, ed al vostro pipistrello. datevi da fare, ne avete una sola di vita, e se vi sentite inadeguati per il vostro aspetto fisico, sappiate che solo le italiane, cellulitiche,femministe, arroganti, esigenti, costose, ci fanno caso, altrove basta che siate voi stessi, e dove non arriva il fascino e la risata, puo’ sicuramente il vostro danaro, su donne che sono certo avete solo sognato nella vostra vita, e che in italia vi bastano si e no per 4 /5 uscite con la cozza “figawannabefemdoministaioioioetenunseiuncazzo”

Al tramonto dei tempi, le cellulitiche e solitarie nazivaginocentriche avranno molto su cui riflettere, e voi un consistente numero di foto sulle quali ridere e ricordare di come avete vissuto la vostra esistenza da uomini LIBERI e non schiavi zerbini, e magari se avete QLO con qualche bella SGNACCHERA priva di tare femdoministe che vi prepara il caffè..

Andrea F 2:04 pm - 13th agosto:

“Personalmente, da quando ho iniziato a prendere coscienza di tutto ciò, pochi anni fa, devo dire che il mio rapporto con l’altro sesso è profondamente mutato. Ormai le osservo con occhio cinico e disincantato e devo dire che quello che vedo non è affatto bello. Anzi, mi fa profondamente schifo.
Tutto il contrario di quello che provavo e pensavo quando avevo vent’anni.”

Marco5:17 pm – 30th luglio

Ti quoto, quanto ti quoto!!!! E il problema è che, quando provi con una di loro a intavolare un discorso di questo tipo, volendo lanciare una “fune comunicazionale”, un vero segnale di allarme (S.O.S) che possa farci superare il burrone di incomprensioni tra “noi” e “loro”, se ti va bene e incontri una donna che ragioni un po’ più della media ti rispondono che hai problemi e ti consigliano di parlarne con uno specialista, se invece incontri la classica ochetta rabbiosa (la controparte del bulletto della scuola media per intenderci…) sono offese pesanti.
Insomma ha proprio ragione chi, come Fabrizio, dice che queste hanno un atteggiamento nazistoide, e proprio come Goebbels – il famigerato ministro della propaganda nazista – credono che – a forza di ripetere una menzogna cento, mille, un milione di volte – questa diventi verità

Triste mondo

Marco 4:07 pm - 16th agosto:

@ Andrea F -

Insomma ha proprio ragione chi, come Fabrizio, dice che queste hanno un atteggiamento nazistoide
@@@@@@
Personalmente non credo che l’atteggiamento delle donne abbia qualcosa a che spartire col nazismo.
Credo, semmai, che per loro gli uomini siano un qualcosa di veramente secondario, verso i quali non provano gli stessi desideri e le stesse pulsioni che invece gli uomini provano verso di loro.
Ti porto un banale esempio. Sono stato una settimana al mare a Nettuno, dove ho un vecchio amico che mi ha pure ospitato a casa sua, e se c’è una cosa che in spiaggia (ma non solo) ho potuto notare una volta di più, è la “distanza” delle donne locali nei confronti degli uomini.
Per certi versi sono realmente “inavvicinabili”.
Le puoi conoscere (che è diverso dal parlarci…) solo tramite “quell’amico”, magari “amico del tuo amico”… E calcola che siamo nel 2011, non nel 1911, perciò chi impedirebbe a quelle ragazze e donne di prendere delle iniziative o, perlomeno, di mostrarsi più sorridenti e disponibili? Ovviamente nessuno. Nonostante ciò è impossibile non avvertire il loro “distacco”. Al contrario degli uomini, le donne vanno in spiaggia quasi esclusivamente per fare il bagno e prendere il sole…

Fabrizio Marchi 8:00 pm - 16th agosto:

“Insomma ha proprio ragione chi, come Fabrizio, dice che queste hanno un atteggiamento nazistoide…” (Andrea F.)
Chiarisco che quando parlavo di atteggiamenti nazistoidi mi riferivo agli interventi, su questo blog e altrove, di alcune femministe che ci apostrofavano con degli insulti e con un linguaggio che a mio parere è paragonabile solo a quello utilizzato dai gerarchi nazisti nei loro comizi.
Non mi riferivo quindi alla grande maggioranza del genere femminile. La mia analisi è – credo – ormai chiara a tutti/e, da questo punto di vista. Se c’è un’ideologia sulla quale il genere femminile, nella sua gran parte, più o meno consapevolmente, ha scelto di attestarsi, è quella della ragione strumentale dominante. (nel video “Reciprocità e spontaneità” nello spazio degli “articoli” affronto in poche battute questo tema).
Fabrizio

Andrea F 12:02 am - 17th agosto:

@ Marco e Fabrizio,

sicuramente mi sono espresso in maniera troppo concisa e frettolosa, non volevo intendere che tutte le donne abbiano un atteggiamento nazistoide verso noi uomini nè che Fabrizio volesse riferirsi a tutto il genere femminile.

Quando parlavo di atteggiamento nazistoide del genere femminile pensavo (oltre ovviamente ai casi di interventi sul blog – et similia – a cui fa rifermimento Fabrizio) all’atteggiamento di negazione a oltranza (anche di fronte a realtà evidenziate dalla vita di tutti i giorni, e questo mi faceva venire in mente Goebbels…) che moltissime donne con cui mi capita di entrare in argomento hanno nel momento in cui faccio delle osservazioni su aspetti non edificanti della loro natura (che magari è sconveniente per loro portare alla luce…).
Per fare solo un esempio è quanto capita quando io dico loro che – per lo meno qui in Italia – mi sembra proprio che i tipi che facciano colpo su di loro abbiano sempre le stesse caratteristiche (avvenenza fisica, ricchezza, modo di fare da consumati venditori di fumo, o da violenti,o – a volte – uomini che perdono appresso a loro mesi in corteggiamenti sfiancanti fino al punto quasi da umiliarsi e che alla fine riescono a “prenderle per stanchezza”), mentre sembra che altre caratteristiche (come la tranquillità nei rapporti col prossimo, la lealtà, l’intelligenza, la cultura) siano loro indifferenti quando addirittura non le disprezzino.
Poichè – parlandone con vari amici e conoscenti sin dai tempi del liceo – mi sono reso conto che in tanti sono giunti alle mie stesse conclusioni – e d’altronde la vita di tutti i giorni ci offre spesso una conferma di queste conclusioni, confesso alle mie interlocutrici di trovare quasi matematico che se non sarai fatto di una certa pasta loro non ti considereranno affatto e che per come sono fatto io questo, oltre che allontanare loro da me, allontana me da loro perchè mi fa perdere stima riguardo al loro contenuto umano.
Sono discorsi che ultimamente stanno venendo fuori spesso con ragazze e donne varie, e spesso in risposta a loro domande , infatti, avendo il sottoscritto 38 anni sembra che recentemente più di una persona si chieda – e di conseguenza MI chieda – per quale motivo sono ancora single (dopo più di una esperienza sentimentale finita male), e questa è probabilmente la risposta.
Ebbene in situazioni del genere le risposte femminili (quando sono bonarie) sembrano fotocopiate: “non siamo tutte uguali” ; “ma che razza di donne hai conosciuto” ; “io non sono così” ; “stai generalizzando” ; “forse hai problemi tu” ecc ecc. Quando invece ti vogliono colpire psicologicamente: “bisogna saperci fare” ; “sei uno sfigato” ; “se ragioni così ti credo che una donna non la trovi e non la troverai mai” ; “la volpe che non arriva all’uva dice che è acerba”…insomma a me questa cosa fa venire in mente i regimi totalitari dove chi comanda non può mai essere messo in discussione e se le cose non vanno le colpe sono sempre all’esterno e per questo parlavo di atteggiamento nazistoide.

Spero di non esser stato troppo pesante per la lunghezza del post e di non essere stato inopportuno citando anche la mia situazione personale ma lo ritengo funzionale per spiegare meglio quello che intendevo

Damien 6:55 am - 17th agosto:

@Andrea F.:

Hai perfettamente ragione e rilancio sul punto dove sei stato messo in discussione, ovvero che non tutte le donne sono cosi..

Personalmente credo che l’attuale situazione sia omogenea per tutte le donne, a loro viene data una “arma”, il fatto che la usino o meno non fa differenza.. la hanno e basta..e tale arma noi non l’abbiamo quindi si puo’ eticamente dire che sono tutte cosi! siamo noi che non abbiamo “armi”.

Al potere ci sarà sempre qualcuno bonario rispetto ad altri.. ma il risultato non cambia..loro hanno il potere e possono usarlo quando vogliono… non a caso lo si evince dalle separazioni nella quasi totalità dei casi..

Fabrizio Marchi 7:35 am - 17th agosto:

“Spero di non esser stato troppo pesante per la lunghezza del post e di non essere stato inopportuno citando anche la mia situazione personale ma lo ritengo funzionale per spiegare meglio quello che intendevo” (Andrea F.)
Non sei stato affatto pesante (io sono normalmente molto più prolisso di te, …:-) )né tanto meno inopportuno parlandoci della tua situazione personale. Al contrario.- Magari ce ne fossero a migliaia di uomini capaci di portare alla luce la loro sofferenza, il loro disagio, le loro problematiche personali, anche le più intime e riservate. E’ proprio da lì che dobbiamo partire, cominciando a gettare al macero quei residui di “machismo” che ci impediscono di affrontare di petto la nostra condizione complessiva di uomini in questo mondo e, nella fattispecie, in questo specifico contesto storico-culturale.
Le considerazioni che fai sono senz’altro condivisibili ed è certo che la gran parte degli uomini è in grado di comprendere perfettamente il tuo disagio perché lo ha vissuto o lo vive in prima persona, anche se il più delle volte non lo ammette neanche a se stesso. E proprio questo è il primo fondamentale compito che abbiamo: lavorare per far sì che i maschi escano dal solipsismo, superando i loro timori e quella sorta di pudore (falso, perché scientemente instillato da chi ha interesse che si trovino in quella condizione di paralisi emotivo-psicologica) che gli impedisce di assumere una piena consapevolezza di sé, passaggio fondamentale per poter trasformare la loro condizione, sia individuale che collettiva.
“Ebbene in situazioni del genere le risposte femminili (quando sono bonarie) sembrano fotocopiate: “non siamo tutte uguali” ; “ma che razza di donne hai conosciuto” ; “io non sono così” ; “stai generalizzando” ; “forse hai problemi tu” ecc ecc. Quando invece ti vogliono colpire psicologicamente: “bisogna saperci fare” ; “sei uno sfigato” ; “se ragioni così ti credo che una donna non la trovi e non la troverai mai” ; “la volpe che non arriva all’uva dice che è acerba”…insomma a me questa cosa fa venire in mente i regimi totalitari dove chi comanda non può mai essere messo in discussione e se le cose non vanno le colpe sono sempre all’esterno e per questo parlavo di atteggiamento nazistoide”. (Andrea F.)
Condivido in toto (al di là del “nazistoide, ho compreso perfettamente cosa intendi dire…). E mi limito a dirti che non mi curerei affatto di questi desolanti e scontati luoghi comuni che ci vengono ripetuti da sempre. Questa paccottiglia deve scivolarci addosso, non ci dobbiamo neanche stare a pensare un secondo più…
“…mi sembra proprio che i tipi che facciano colpo su di loro abbiano sempre le stesse caratteristiche (avvenenza fisica, ricchezza, modo di fare da consumati venditori di fumo, o da violenti,o – a volte – uomini che perdono appresso a loro mesi in corteggiamenti sfiancanti fino al punto quasi da umiliarsi e che alla fine riescono a “prenderle per stanchezza”), mentre sembra che altre caratteristiche (come la tranquillità nei rapporti col prossimo, la lealtà, l’intelligenza, la cultura) siano loro indifferenti quando addirittura non le disprezzino”. (Andrea F.)
Del tutto condivisibile anche questa seconda considerazione che peraltro porta alla luce alcune delle più clamorose contraddizioni del “femminile femministizzato”. Da una parte è stato criminalizzato il genere maschile accusato di avere oppresso da sempre quello femminile. Dall’altra sono proprio quegli uomini che si trovano, per diverse ragioni, in una posizione dominante all’interno del contesto sociale, i primi ad essere oggetto (anche in modo spesso sfacciato) delle attenzioni femminili. Una contraddizione in termini di proporzioni colossali. “Ma come? Proprio i nostri “oppressori” di sempre (i maschi dominanti) sono quelli da cui siamo attratte?”
Un bel paradosso, non ci piove; se avessero un briciolo di coerenza, soprattutto le femministe, ci dovrebbero riflettere…
Fabrizio
P.S. è evidente che a volte, per ovvie ragioni, il sottoscritto deve andarci cauto nell’esprimere le proprie opinioni.
Ciò detto, non riesco a trovare nessun altro parallelismo (quando parlo di atteggiamenti nazistoidi) per descrivere le teorie e soprattutto i comportamenti pratici, di alcune correnti ideologiche, le più estremiste, del femminismo.
La violenza, il disprezzo e il livore (nonchè il sessismo e il razzismo) contenuti in alcuni interventi nei nostri confronti e non solo, non hanno altri termini di paragone se non quelli sopra citati.

Andrea F 8:19 am - 17th agosto:

“Personalmente credo che l’attuale situazione sia omogenea per tutte le donne, a loro viene data una “arma”, il fatto che la usino o meno non fa differenza.. la hanno e basta..e tale arma noi non l’abbiamo quindi si puo’ eticamente dire che sono tutte cosi! siamo noi che non abbiamo “armi”
Al potere ci sarà sempre qualcuno bonario rispetto ad altri.. ma il risultato non cambia..loro hanno il potere e possono usarlo quando vogliono… non a caso lo si evince dalle separazioni nella quasi totalità dei casi.”

Damien6:55 am – 17th agosto

Sono completamente d’accordo con te

mauro recher 9:07 am - 17th agosto:

io comunque (per via della definizione nazistoide ) farei sempre la distinzione tra donne e femministe(almeno quelle del “ceppo duro” ,le fem-doministe) ,stesso genere ,ma sicuramente dalle idee molto diverse(almeno si spera),altrimenti si rischia di cadere nella stessa loro arma cioè come dire che gli uomini sono violenti ………
ma queste fem-doministe .a proposito di sfigati ,hanno una loro idea chiara ,e c’è lo spiegano in questo loro bell’articoletto
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LO SFIGATO DEGLI ANNI 80 NON FA RIDERE
Ricordate il classico personaggio da film anni ’80-’90 che di nascosto sogna acrobazie erotiche con donne favolose e, a lui, irraggiungibili?

Quelle donne favolose erano dipinte come streghe bellissime senza anima, cretine perlopiù e, spesso, mangiasoldi. Per giustificare un eventuale rifiuto.

E l’ossessione maniacale e un po’ perversa per la biancheria intima? Il feticcio onnipresente, lo stalking goffo.

Questa tipologia d’uomo è cresciuta ed è diventata adulta.

Una generazione di uomini italiani convinta di non riuscire a farcela con le donne perchè bruttini, perchè non abbastanza fighi, non abbastanza ricchi.

Immedesimandosi con le canzonette da quattro soldi degli 883, immedesimandosi nello scenario paninaro e nullafacente di una vasta gamma di giovani uomini ( e donne), privi di qualunque interesse verso il Mondo, la Cultura e la Politica.

Adesso sono arrivati agli over 30 e vorrebbero poter tornare indietro.

Continuano la loro strada adolescenziale nel corpo di un adulto, quindi…liberi di fare danni.

Quando la frustrazione dello sfigato però si tramuta in odio, allora la cosa si complica.

Trasformati in macchine da consumo facile ( porno, cibo ecc.), gli uomini italiani sono cresciuti frustrati, bamboccioni e poco inclini ad una reale evoluzione. A furia di inculcare questo modello agli uomini, dalla virilità alla sfigaggine, ecco che le menti meno brillanti e dal background sociale e culturale più degradato, si trasformano in violenti.

Allora compare la morbosità verso la donna bellissima, l’ invidia verso il Premier, l’odio verso quelle donne bellissime, rifattissime che incarnano alla perfezione l’ideale di attrice porno.

Tutto quel sesso ovunque che pian piano rende frustrati, deboli.

L’idea di dover fare sesso almeno tutti i giorni con la partner altrimenti…non è amore.

Il dover per forza eiaculare, sfogare, vincere. L’ orgasmo è diventato asettico, plastificato. Il sesso? Non è più una semplice connessione fatta di corpi, menti e desiderio. E’ un atto dovuto, da compiere meccanicamente. Una megasega.

Sono gli uomini-masturbo a vincere qui in Italia, a dettare legge, a compiere azioni fasciste e violente.

E sono ovunque. Non voglio fare la qulunquista per carità. Ma sono davvero O-V-U-N-Q-U-E!

Che abbiano valori elevati e democratici o bassi e conservatori, questa repressione da (ex?) sfigato persiste nella mente e nel corpo di tantissimi italiani
FONTE http://ladyradio.noblogs.org/post/2011/03/14/lo-sfigato-da-film-anni-80-non-mi-fa-ridere/#comments
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ma queste femministe ,lo sanno sono che ,a decidere se uno è sfigato o meno ,sono proprio loro ,con i loro atteggiamenti??
e quindi ,con tutto quello che descrivono .fino alla immancabile violenza ,che sembra che l’uomo proprio non ne possa fare a meno ??
senza contare la “chicca” finale
“Sono gli uomini-masturbo a vincere qui in Italia”
certo ,come no ,,,questi uomini sono pieni di “trofei”
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ma non poteva di certo mancare il finale vittimistico dal lato femminista
Intanto noi ridacchiamo, ci immedesimiamo anche noi nella sfigataggine, ma lo facciamo in maniera autoironica e, forse, un po’ masochista-vittimista.

Se non siamo bonazze e se non riusciamo ad avere tanti partner, se non facciamo tanto sesso, sempre e comunque, anche noi donne ci releghiamo nella sezione “sfigate”, per poi trasformarci in perfette geishe o mammine quando capitiamo con l’italiota di turno.

Quante giovani donne rinunciano a se stesse per un briciolo di fidanzamento, per un uomo accanto. E non per amore ma, sempre, per questo epitaffio crudele ” SFIGA”.

L’ Italia va così avanti con questo scempio che sono stati gli anni ’80-’90 italiani. Una melassa, un blob informe di stupidi stereotipi che ancora ci portiamo addosso.

Pieni di cicatrici andiamo avanti iperdeboli, insicuri. Siamo una generazione adulta ma a 30′anni, siamo davvero cresciuti?

Ci riteniamo davvero capaci di cambiare le cose?

Non basta manifestare o agire con qualche azione sociale. La vera rivoluzione dovrebbe partire da noi.

Dalle nostre vite, dalle nostre scelte.

La vera rivoluzione sarebbe quella di crescere una buona volta, mostrarsi al Mondo per quello che si è e non per quello che vorremmo essere.

Accettare gli altri per i loro difetti e i loro pregi, senza pretendere cambiamenti radicali.

La staticità italiana della nostra generazione mi fa capire che in questo Paese per quanto si faccia e si dica, si rimarrà sempre indietro.

Pronti a colpire il nemico e a dire la nostra, a gridarla anche ma dentro c’è sempre quel velo di insicurezza, quell’ ansia da prestazione sociale che affligge tanti di noi.

Non c’è reale comprensione per i problemi altrui, si dialoga giudicando l’altro, si invadono gli spazi altrui senza chiedere mai il permesso, senza bussare mai.

Una crociffisione di chi invece vuole evolversi.

In questo frangente le donne sono le più colpite e non perchè sono Femminista ( e felice di esserlo). No.

Perchè le donne sono portate fin da piccole a dover dare e fare sempre di più, aspettandosi però sempre meno.

Siamo in continua competizione con noi stesse e le altre. Anche questo fa male, anche il non capire quanto valiamo davvero è deleterio.

Noi quando facciamo, veniamo vessate, calpestate, sottomesse.

Dobbiamo sempre difenderci con i denti e con le unghie e non tutte sopravvivono. Tante si lasciano andare, sconfitte, esauste.

La prima cosa da fare è saper dire di no. Sapersi difendere DAVVERO e riunciare ad una persona se questa si comporta male con noi.

Non è normale tutta questa ossessione morbosa verso il proprio Ego, non trovo normale gli italiani, sempre in prima linea per i PROPRI principi, spacciati per comuni, oggettivi, Universali.

Le donne italiane si stanno svegliando? Vi state svegliando amiche? Sorelle?

Siete capaci di dire ” Io mi amo”? Siete capaci di essere critiche con voi senza flaggellarvi in continuazione?

Io mi sto ponendo queste domande, sto facendo la mia rivoluzione. E voi?
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credo che ,queste frasi ,ormai escono dalle orecchie ,le donne devono faticare sempre di più per avere sempre di meno ecc ecc
ma ,vorrei basare un punto su una frase “io mi amo” ,sempre di più in maniera individuale ,prima donna ,dopo persona ,quindi ,prima viene il genere di appartenenza ,poi la classe …quindi per il femminismo ,una Marcegaglia e una operaia ,in quanto donne ,sono sulla stessa barca ,credo che le cose siano un pochino differenti

Andrea 3:30 pm - 17th agosto:

ma ,vorrei basare un punto su una frase “io mi amo” ,sempre di più in maniera individuale ,prima donna
(mauro9
>>>>
Secondo me le parole di queste donne vanno prese per quello che sono: parole di donne, sole e disperate.
Per quanto riguarda quest’altra tua frase, caro Mauro,
“altrimenti si rischia di cadere nella stessa loro arma cioè come dire che gli uomini sono violenti ………”,
vorrei chiederti: perché hai così timore di quello che possono dire o scrivere un gruppo di gatte frustrate, in cerca di fidanzati e mariti (la realtà occultata è solo questa…), sui loro blog?
Ed inoltre, perché ci tieni tanto a sottolineare che “gli uomini non sono violenti” ?
Falso, caro Mauro, perché gli uomini sono ANCHE violenti.
Basta leggere le cronache quotidiane, per rendersene conto. Fra donne non accade altrettanto. Le loro stilettate velenose sono nulla in confronto alle sprangate, coltellate e pistolettate che gli uomini si “scambiano” fra di loro.
Un esempio: il molestatore (o stalker) ucciso un paio di giorni fa a Roma.

Damien 6:03 pm - 17th agosto:

..ah Mauro.. nun te devi da preoccupà.. la solitudine appare l’inevitabile destino delle nazivaginofemdoministe, semprechè, superata la soglia degli anta, non trovino no zerbino o diventano lesbiche! (che in molti forum auspicano ad una vita mediocre con un uomo che reputano mediocre..)

Queste se reputano immortali, unte d’immenso, sempre CIOFANI, non capiscono che dopo n’età certa, c’è la certa età.. e li avoja de fa le plastiche.. nun se le inqla nessuno.. non so bbone per farci na famiglia, piene di veleno come sono, al massimo te le vedi nei vari forumme a sputà veleno, qualcuna cià na figlia/o che è il vero disgraziato/a della situescion cresciuti a odio e risentimento verso quello che l’ha infornata bene bene la nazi e l’ha mollata! e sperano de trovà un pollo al quale affibbià la situescion! seee come no! stai fresca!

alle nazi dije..: did you want the bike? now you pedal!

Fabrizio Marchi 9:12 pm - 17th agosto:

“Basta leggere le cronache quotidiane, per rendersene conto. Fra donne non accade altrettanto. Le loro stilettate velenose sono nulla in confronto alle sprangate, coltellate e pistolettate che gli uomini si “scambiano” fra di loro.
Un esempio: il molestatore (o stalker) ucciso un paio di giorni fa a Roma”. (Andrea)
In tutta sincerità, Andrea,e senza nessun intento polemico, mi sembra una considerazione un po’ superficiale. Sappiamo perfettamente quali complesse implicazioni ci siano dietro al concetto di violenza (e per la verità, ce ne siamo occupati anche molto spesso…) e a come viene messa in atto e praticata, spesso ovviamente con modalità diverse, come è inevitabile, sia da parte degli uomini che delle donne. Violenza fisica, psicologica, sessuale, sui minori, sugli anziani, di uomini su altri uomini, sulle donne e sui minori, di donne su altre donne, sugli uomini e sui minori. Per non parlare della violenza “per conto di” o “per conto terzi”, e proprio l’omicidio di quell’uomo, cosiddetto “stalker”, avvenuto a Roma nell’indifferenza generale e in un clima di quasi tacita compiacenza, ne è una testimonianza…Sono in realtà segnali molto gravi (come l’omicidio da parte della polizia di quell’uomo, avvenuto sempre a Roma, poche settimane fa) che non vanno affatto presi sotto gamba e sui quali è bene invece cominciare una seria ed attenta riflessione…
Abbiamo dedicato a questo tema diversi articoli, quelli che mi saltano alla mente sono “Un brusco risveglio” (che poi è un video con un servizio sulle violenze da parte delle donne sui minori in USA), “La grande menzogna”, “Ho subito violenza ma l’Istat non lo sa”, “Stalking e sondaggi”, “La vera storia del femminismo” (video anche questo).
Insomma, ciò che voglio dire è che se ci mettiamo anche noi a sostenere la tesi che gli uomini sarebbero i depositari esclusivi della violenza, allora lasciamo perdere la QM. Il che non significa affatto occultare le responsabilità maschili, che esistono come è vero che è la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa, e che comunque nessuno di noi nega.
Come dovresti sapere, siamo in prima linea nella lotta al “machismo”, e l’uso cieco e irresponsabile della forza fisica (non solo e non tanto contro le donne quanto soprattutto contro altri uomini…) che si traduce inevitabilmente in una violenta aggressività, è una delle sue componenti più becere e dannose, oltre che psicologicamente malata.
Ma è ovvio che nessuno se la può cavare a buon mercato criminalizzando questo o quell’altro genere, scaricando la patata bollente sugli altri o sulle altre, chiamandosi fuori e sollevandosi da ogni responsabilità, magari trovando dei facili capri espiatori.
Il tema della violenza è assai delicato ed è uno dei punti di maggior attacco nei confronti del maschile nel suo complesso. Facciamo tutti attenzione perché non possiamo permetterci di scivolare su di una buccia di banana…Anche perché dovremmo avere ormai una certa esperienza…
Fabrizio

mauro recher 10:09 pm - 17th agosto:

infatti Andrea ,purtroppo non ho riletto, la frase giusta è la seguente
altrimenti si rischia di cadere nella stessa loro arma cioè come dire che gli uomini sono TUTTI violenti ..(solo per appartenere al genere maschile)
…………………………………………………………..
comunque trovo davvero ineccepibile questo commento
“Solo a me sembra un atteggiamento irriduciblimente sessista e razzista il suggerire, in maniera più o meno esplicita, che ogni uomo dovrebbe sentirsi, pur infinitesimamente, corresponsabile di crimini commessi da altri uomini, semplicemente perché il genere di appartenenza è il medesimo?”

Andrea 11:11 pm - 17th agosto:

Insomma, ciò che voglio dire è che se ci mettiamo anche noi a sostenere la tesi che gli uomini sarebbero i depositari esclusivi della violenza, (Fabrizio)
>>>>>
Non ho scritto questo, bensì, che a prescindere da tutte le varie e giuste considerazioni che si possono fare – e che in questo blog sono state fatte – quando si tratta di violenza fisica gli uomini sono soliti scannarsi fra di loro molto di più di quanto facciano le donne fra di loro. E ‘ un dato di fatto, non un’opinione. Tutto qua.

Fabrizio Marchi 11:44 pm - 17th agosto:

“Non ho scritto questo, bensì, che a prescindere da tutte le varie e giuste considerazioni che si possono fare – e che in questo blog sono state fatte – quando si tratta di violenza fisica gli uomini sono soliti scannarsi fra di loro molto di più di quanto facciano le donne fra di loro”. (Andrea)
Questo è un altro discorso rispetto al primo, quanto meno il concetto è chiaro e per quanto mi riguarda anche condivisibile. Ma più che di violenza nel caso specifico stiamo parlando della conflittualità fra maschi e della totale assenza da parte loro, a differenza delle donne, di una consapevolezza di genere (questa è la vera tragedia della attuale condizione maschile). La violenza, in questo caso, è solo un epifenomeno, una conseguenza di questa condizione di assoluta non consapevolezza. Il gruppo di uomini (la logica del branco) che ha massacrato di botte quello stalker (o quanto meno presunto tale) fino ad ucciderlo ne è la prova.
Fabrizio

Andrea 9:42 am - 18th agosto:

La violenza, in questo caso, è solo un epifenomeno, una conseguenza di questa condizione di assoluta non consapevolezza. (Fabrizio)
>>>>
Non sono un esperto in materia, ma so per certo che in tutte le culture gli uomini uccidono altri uomini da venti a quaranta volte di più di quanto le donne uccidano altre donne. Perciò credo che il discorso non possa essere ricondotto solo a una questione di consapevolezza di genere, ma anche a una naturale maggior competitività fra uomini. Le differenze di genere vanno ricercate pure qui (sempre a mio parere).

Fabrizio Marchi 11:33 am - 18th agosto:

Andrea, quando parlavo di violenza come epifenomeno di non consapevolezza mi riferivo al caso specifico del mortale pestaggio dello stalker romano e a episodi simili …
E’ ovvio che se decidessimo di affrontare il tema della violenza nel suo complesso dovremmo sederci intorno ad un tavolino e non alzarci per qualche anno… Ammesso e niente affatto concesso di riuscire a sbrogliare il bandolo della matassa, data appunto l’estrema complessità della materia…
Ciò che volevo dire è che spesso la violenza maschile (come nel caso da te citato dello stalker assassinato) è agita “per conto terzi” e che il femminile, molto spesso, anche se indirettamente, ha la sua voce in capitolo e la sua dose di responsabilità per quella stessa violenza commessa da uomini ai danni di altri uomini (o di donne).
Con questo,come ho già ribadito più volte, non voglio in nessun modo sollevare il genere maschile dalle sue responsabilità; al contrario. Io non rovescio il femminismo come un guanto, non avrebbe senso e non è certo quello che stiamo facendo qui.
Il discorso sulla violenza maschile (e femminile) sarebbe non lungo; di più, e non posso certo affrontarlo ora in un post (sarebbe complesso e non si riuscirebbe ad esaurire la questione neanche scrivendoci un libro).
Voglio solo dirti, in tutta sincerità, che affrontando il tema come lo affronti tu, si scopre il fianco, anche molto ingenuamente, alle offensive dell’avversario che, come sappiamo, gioca proprio sui numeri e sulle percentuali (spessissimo false, gonfiate ed artefatte, proprio grazie ad un’abile operazione di occultamento, manipolazione e rimozione delle cause prime) grossolanamente ma efficacemente “sparate” a livello mediatico e non solo.
Se ci lasciassimo pervadere anche noi da questa logica (che è quella con cui vengono svolti i vari sondaggi sulla violenza maschile che ci spiegano che la metà della popolazione maschile italiana è composta da stupratori e molestatori) faremmo prima a chiudere i battenti.
Gi uomini, come dici tu, si ammazzano fra loro molto di più di quanto non facciano le donne? E grazie al cavolo…Scusa, ma lo sapevamo già, non mi sembra una grande scoperta, si tratta di capire perché, cosa c’è dietro, quali sono le cause, cosa determina il tutto. Le donne non hanno le stesse modalità maschili nel praticare violenza? Sono meno evidenti, meno cruente, meno brutali, agiscono in modo più subdolo rispetto agli uomini (relativamente, come sappiamo…)? E grazie al cavolo anche in questo caso. Sapevamo già anche tutto questo.
Ma se ci fermassimo al dato, così come lo riporti tu, che gli uomini commettono violenza dieci, venti o quaranta volte più delle donne (per lo meno nei termini più tradizionali), non solo non avremmo scoperto nulla di nuovo ma, come ripeto, faremmo un bel regalo ai nostri avversari che dalla mattina alla sera ci spiegano che “la violenza è sempre e solo maschile”…
Questo, scusa la sincerità, è lo stesso atteggiamento delle femministe. Ricordi come rispose Natalia Aspesi sulla sua rubrica del Venerdì di repubblica in risposta alla mia lettera “Ho subito violenza ma l’Istat non lo sa?”? “Sì, lei può parlare quanto vuole della violenza che ha subito dalle donne, ma alla fine a finire con la gola tagliata da un amante geloso siamo sempre noi …”.
Chiusi i giochi (falsamente, e lo sa bene anche lei…). E’ questo il metodo che utilizzano per mettere a tacere ogni critica. Non può essere questo (o comunque non solo questo) il parametro (meramente quantitativo) per affrontare il tema della violenza, è evidente. Il 99% dei detenuti nelle carceri italiane (e mondiali) è composto da sottoproletari e marginali (ormai in gran parte extracomunitari) che hanno commesso, o sono stati accusati di aver commesso atti violenti (contro le persone fisiche o contro il patrimonio) . Da ciò cosa ne deduciamo? Che le classi sociali più disagiate sono le uniche responsabili della violenza in quanto tenutarie della stessa? Oppure che gli immigrati sono più violenti per natura? Ma che discorso è?…
E’ evidente che dobbiamo andare a comprendere le ragioni di questo disagio che sfocia anche in atti di violenza. Perché, licenziare o mettere in cassa integrazione migliaia di lavoratori non è forse indirettamente un atto di violenza? Lo è ma non lo è in modo palese. Quando Marchionne ha minacciato di chiudere lo stabilimento di Mirafiori se non avessero prevalso i sì al referendum, non stava forse commettendo un atto di violenza (oltre che un ricatto, e anche un ricatto è violenza)?
La risposta è sì. Però nessuno lo avrebbe accusato di violenza se avesse chiuso Mirafiori gettando sul lastrico migliaia di persone. Se invece qualcuno gli avesse tirato un sasso sul vetro della macchina spaccandoglielo, oppure gli avesse tirato un bullone sulla fronte durante una conferenza stampa o una manifestazione, quel qualcuno sarebbe stato immediatamente arrestato e accusato di avere commesso un gravissimo ed ingiustificabile atto di violenza (e giù tutta la solita grancassa mediatica sulla violenza ecc ….).
Forse il termine di paragone che ho portato può essere banale (sono specialista, come risaputo, per portare esempi banali) ma spero sia efficace.
E’ necessario indagare, e in profondità, quando si affrontano determinati argomenti, non fermarsi in superficie, e soprattutto scrutare dentro e dietro ogni piega. Ed è proprio lì che si fanno delle grandi scoperte…Si arriva addirittura a rovesciare le cose…
Fabrizio

mauro recher 12:21 pm - 18th agosto:

senza contare che in molti siti femministi, la “violenza di genere” è un loro cavallo di battaglia. Viene messo in risalto, sopratutto ,il genere di appartenenza ,come ad esempio quando succede una tragedia della strada (non ultima quella dei 4 francesi uccisi ) viene messa in risalto la nazionalità. C’è da domandarsi: ma è davvero cosi importante la nazionalità di un ubriaco ? è fondamentale conoscere il genere ,in sostanza
è fondamentale sapere che è un uomo ? E sopratutto, serve allora a qualcosa mettere tutto il genere in croce per colpa di uno che ha commesso un atto violento, come puo essere un omicidio ?
La Zanardo in un post aveva scritto che, qualche domanda ,se fosse uomo ,se la sarebbe fatta… ,come dire ,io sono donna e queste cose non mi toccano…Abbiamo visto con i vari articoli che purtroppo la violenza è davvero universale e riguarda tutti ,chi più e chi meno …..
Un ultima considerazione. Fabrizio ,Andrea ed io siamo tre uomini, sicuramente siamo molto diversi tra di noi ,eppure per certi siti femministi ,in quanto uomini, siamo dei potenziali assassini , ti sembra una osservazione giusta ?

Sandro2 2:48 pm - 18th agosto:

Andrea, questo è quanto scrivevo alcuni anni fa.
>
http://ultimefile.forumfree.it/?t=2007445&st=165
Finché la Storia viene letta in apparenza, finché si pensa che il vero potere stia nella spada, nella borsa, nel libro e nella poltrona, risulta impossibile contrastare l’evidenza, perché non si può negare che quegli strumenti sono stati quasi totalmente in mani maschili.
Finché la violenza si intende (solo) quella visibile, quella punita dal codice penale e non (anche) quella invisibile (di cui la prima è – in sostanza – pura manifestazione), non si può cacciar via le femmine dal trono morale sul quale stanno sedute perché la violenza maschile è visibile e non può essere negata.
L’autorità morale femminile è una autorità usurpata perché fondata su una impotenza femminile che non è mai esistita e su una innocenza che parimenti non può esistere.
Nondimeno oggi le femmine occidentali hanno questa autorità.
Da qui si vede che l’interpretazione materialistica della Storia deve essere superata altrimenti non si viene a capo di nulla.
Non si vedono né il potere occulto né le malefatte femminili e nemmeno tutto il resto.

Sandro2 4:09 pm - 18th agosto:

Andrea, questo è un brano tratto da IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.
__________________

La pena capitale: una pena tutta maschile
[Il carnefice] trovò difficile accettare il compito di distruggere la vita di un membro del sesso che, secondo quanto gli avevano insegnato fin dall’infanzia, meritava rispetto e tenerezza perché dava la vita.[15]
«Ventitré americani sono stati giustiziati e poi scoperti innocenti. Tutti e ventitré erano uomini.»[16]
«Negli Stati Uniti, ogni anno[17] circa 1900 donne commettono omicidi.»
«Quando le donne commettono un omicìdio, circa il 90 per cento delle vittime è costituito da uomini.»[18]
Dunque, a partire dal 1954 all’incirca 70.000 donne hanno ucciso; le loro vittime comprendono all’incirca 60.000 uomini ma, come vedremo tra poco, nessuna donna è stata giustiziata dopo aver ucciso soltanto un uomo.[19]
Ormai da una quarantina d’anni siamo sempre più protettivi nei confronti delle donne e sempre meno nei confronti degli uomini – anche se l’uomo è un ragazzo e dunque un minore, come era Heath Wilkins. Ecco come vanno le cose.
«Marjorie Filipiak e il sedicenne Heath Wilkins furono ritenuti colpevoli, compiici di un omicidio. Non erano certo criminali incalliti. Heath Wilkins fu condannato a morte; Marjorie Filipiak rimase in libertà.»[20]
«Si scoprì che Heath Wilkins era stato vittima di abusi sessuali da piccolo, ma ciò non impedì al giudice di condannarlo alla pena capitale.[21] Quando si scoprì che Josephine Mesa era stata vittima di abusi sessuali da piccola, la giuria decise di lasciarla libera.[22] Josephine Mesa aveva uccìso il figlioletto di 23 mesi.»

Rino 9:51 pm - 18th agosto:

Che io sappia non esiste pagina nel web o sulla carta in cui qualcuno del Momas abbia sostenuto che la violenza maschile non esiste o dove si neghi la sproporzione tra le assassinate dai maschi contro gli assassinati dalle femmine, che stanno nella proporzione di 20 a 1.

Da dove viene dunque la ricorrente necessità di “smentire” ciò che nessuno ha mai detto, di mettere sotto i nostri occhi la verità innegabile della violenza maschile che noi invece tenteremmo – goffamente e puerilmente – di negare?

Disvelamento.
Si denuncia l’immaginato tentativo dei Risvegliati di nascondere, mascherare, negare i crimini maschili, come se, con questo escamotage, tentassero di ridurre la colpa di Genere e quindi il debito e quindi l’ammontare del risarcimento che tutti debbono alle femmine in mille forme e in misura illimitata. Come se quella rimemorazione, l’eterno ricordo di quella innegabile verità, avesse per scopo la criminalizzazione dei MM e fosse il fondamento della cambiale che le FF possono riscuotere sine die. E infatti è così. Quello è lo scopo/effetto (voluto consciamente o meno) del richiamo a quella verità. Una verità utile al disarmo morale maschile. “Non bisogna dimenticare…” i crimini maschili. Se li dimenticassimo, cosa accadrebbe? Si oscurerebbe il Sole? Andrebbe a pezzi la Terra? No. Andrebbe a pezzi la colpa e quindi il debito.

Solo il male.
Si guardi da una finestra verso le città o le campagne. L’opera ciclopica degli uomini, la creazione, la costruzione della quasi totalità di ciò che esiste: il bene mai ricordato. Si guardi dentro casa. Si guardi dove si vuole, sempre apparirà il bene operato dagli UU. Primariamente per le DD. Si guardino i morti e gli invalidi del lavoro, gli operatori del rischio e dei pericoli. Uomini e sempre uomini. Di questo bene mai una parola. Degli UU si vede solo il male, perché il cuore è malato e la rimemorazione del male è la verità utile alla loro subordinazione psicologica.

La verità mistificatrice.
Anche qui mi ripeto: si può mentire sia con la verità che con le bugie. Un grande racconto mistificatorio e manipolatorio non è la somma di mille falsità. É un complesso di verità vere, di verità verosimili, di mezze verità, di omissioni, stravolgimenti, occultamenti, contraddizioni, assurdità e di falsità faraoniche. Sì, ci possono essere persino delle bugie! Anche con le falsità si può mentire… L’innegabilità della violenza maschile è verità tanto mistificatrice quanto la più smaccata menzogna. Ciò che conta è se sia o meno manipolatrice, non se sia vera o falsa.

Quale violenza?
La violenza è maschile perché è definita tale solo quella maschile. Ma su questo abbiamo già scritto insieme, qui e altrove, quanto basta (per il momento).
Rino DV

Alessandro 8:27 am - 19th agosto:

RDV: Come se quella rimemorazione, l’eterno ricordo di quella innegabile verità, avesse per scopo la criminalizzazione dei MM e fosse il fondamento della cambiale che le FF possono riscuotere sine die. E infatti è così. Quello è lo scopo/effetto (voluto consciamente o meno) del richiamo a quella verità. Una verità utile al disarmo morale maschile. “Non bisogna dimenticare…” i crimini maschili. Se li dimenticassimo, cosa accadrebbe? Si oscurerebbe il Sole? Andrebbe a pezzi la Terra? No. Andrebbe a pezzi la colpa e quindi il debito
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Mi sembra non ci sia niente da aggiungere. Verità assoluta.

Giovanni 9:25 am - 14th ottobre:

si è vero le donne sono consapevoli che non possiamo toccarle e, forti di questo, si divertono a scoprirsi, esporsi, provocarci, stuzzicarci, detto in termini un pò brutali, farci eccitare ed arrapare il più possibile, e poi farci restare con la voglia, anche semplicemente di toccare per due secondi, inappagata!!!!non è che sono contrario alle minigonne ed alle scollature, ma a volte è palese l’intento di provocare prioprio il più possibile!!!!!!hanno il coltello dalla parte del manico, sanno di averlo e se ne approfittano!!!poi se uno le guarda x 3 secondi loro ti guardano male, come se avessi fatto chissà che affronto!!!insomma vogliono proprio la sottomissione e la repressione totale di noi maschi, vogliono proprio avere il potere ed il dominio!!!

Giovanni 9:36 am - 14th ottobre:

poi nn è solo che nn si può toccare e nn si fanno toccare, fosse così sarebbe anche accettabile, il fatto è che siamo all’integralismo al fondamentalismo talebano più estremo e assoluto!!!!!non solo molte ti darebbero uno schiaffo se le tocchi solo un attimo, non dico il seno, ma addirittura il sedere, non solo ti darebbero molti schiaffi, ma certe (chissà quante?non ho idea) addirittura vanno su tutte le furie, impazziscono letteralmente, si imbestialiscono, ti aggrediscono, e si salvi chi può!!!diventano delle vere bestie scatenate, delle belve feroci, capaci di fare chissà cosa, qualsiasi cosa, e tutto x una toccata di un attimo!!!!se non arrivano a ucciderti, poco ci manca, di sicuro sn capacissime di mandarti all’ospedale, di farti parecchio male!!!e già se fossero uno o due schiaffi dati forte sarebbe doloroso e cmq violenza!!!ma x certe integraliste se uno osa toccare un attimo è subito un mostro privo di ogni diritto verso il quale ogni reazione è lecita e legittima, ogni violenza è praticabile, se non l’omocidio poco ci manca!!!!
e poi le denunce!!!quelle che nn sn violente e non reagiscono in modo violento possono benissimo arrivare fino al punto, comunque estremo, di denunciare uno x una semplice toccatina di un attimo, magari data x la prima volta in tutta la sua vita, dopo che altre centomila volte aveva visto donne bellissime e provocantissime e nn aveva mosso un dito!!!denuncia!!!trattare uno come un criminale, uno da mettere alla gogna, un delinquente!!!metterlo nei guai!!!farlo processare, costringerlo a difendersi, farlo finire sui giornali, falo etichettare addirittura come maniaco, porco, pericoloso molestatore di povere fanciulle indifese ecc!!!secondo me arrivare a denunciare uno è veramente una cosa estremista e integralista e fanatica ed è un comportamento proprio stronzo, ma tanto stronzo!!!!!se proprio vuoi reagire male puoi dargli uno, due schiaffi…puoi al limite dire che la prossima volta lo denunci o che potresti denunciarlo…ma arrivare, SUBITO, alla denuncia, veramente, si commenta da sè!!!

dia 9:45 am - 14th ottobre:

leggo ora nel commento di rino del 18 agosto:
… come se l’eterno ricordo di quella innegabile verità, avesse per scopo la criminalizzazione dei MM e fosse il fondamento della cambiale che le FF possono riscuotere sine die.

Qualcosa di simile a quello che Norman G. Finkelstein denuncia nel suo “L’industria dell’olocausto”. Siccome ho appena visto il bel documentario “American radical: the trials of Norman G. Finkelstein” (sottotitolato in italiano, per chi volesse cercarlo in rete e vederlo, anche su youtube), mi è venuto in mente. E’ l’uso improprio che a volte viene fatto di immani tragedie. (Sono ebrea, come Finkelstein, e spero di non suscitare un vespaio citando il suo libro, qui.)

Fabrizio Marchi 10:29 am - 14th ottobre:

Non susciti alcun vespaio, Dia, perché più volte e in più occasioni abbiamo utilizzato proprio l’Olocausto come termine di paragone (azzeccatissimo) per significare il concetto di colpa inemendabile e inestinguibile su cui si fonda il processo di criminalizzazione dell’intero genere maschile, a prescindere dalle responsabilità personali e dalle condizioni sociali, economiche, culturali, ambientali e quant’altro.
Nel momento in cui l’intera Storia dell’Umanità viene reinterpretata e ridotta ad oppressione del genere femminile da parte di quello maschile , appare evidente l’operazione culturale-psicologica che viene messa in campo che si fonda sulla colpevolizzazione a tempo indeterminato del genere maschile. Formalmente e di fatto una condanna: fine pena: mai!
La domanda che mi pongo da tempo è come sia stato possibile che una ideologia così rozza, semplicistica (direi addirittura “sempliciotta”…) e banale, paragonabile senza esagerazioni poco più o poco meno ad una fiaba per bambini (il lupo cattivo e cappuccetto rosso oppure L’Orco mangiabambini) abbia potuto affermarsi fino a stravincere e a diventare uno dei due mattoni fondamentali dell’ideologia attualmente dominante (l’altro è la ragione strumentale capitalistica) .
Questo è per me tuttora un mistero, anche se da un punto di vista razionale abbiamo sviluppato tante e tante analisi (anche corrette, sia chiaro). Resta qualcosa che sfugge alla logica, ed è qualcosa che sta nel profondo della psiche degli uomini. E’ lì che bisogna indagare.
Fabrizio

Rino 10:35 am - 14th ottobre:

Dia.
>>
Qualcosa di simile a quello che Norman G. Finkelstein denuncia nel suo “L’industria dell’olocausto”
>>
Precisamente, tant’è vero che nella letteratura fem.sta si può trovare il termine “olocausto” riferito alla storia femminile. Stesso termine per lo stesso scopo: il disarmo morale degli avversari, la costituzione di un credito illimitato.

Eppure l’Olocausto c’è stato, non è forse una verità incontrovertibile? Certo, il che prova in modo solare che si può mentire, ossia MANIPOLARE anche con la verità, non solo con le bugie.

E qui sta tutto il busillis, qui sta l’arcano.
Altro che determinare se e in che misura ci siano delle verità nel racconto fem.sta.
Verità o bugie sempre e cmq manipolazione è!

Mi ripeto: con la verità si può mentire.
Sembra impossibile ma è così, giacché quando si dice menzogna si dice MANIPOLAZIONE degli altri a proprio vantaggio.

Rino DV

dia 10:45 am - 14th ottobre:

per me, che mi occupo di infanzie, è ancora più un mistero che per te. Tutti abbiamo avuto una madre, e avremmo per lo meno dovuto fare la “tara” tra la narrazione esterna, cuturale, e la realtà che vivevamo dentro la famiglia. Parlo per il nostro mondo – Italia, Europa, a cavallo tra novecento e duemila.

E’ commovente, il controverso Finkelstein, quando combatte la sua battaglia così autodistruttiva, anche. E quando parla di sua madre, sopravvissuta a un campo di sterminio, e piange. Sembra avere preso su di sé un immenso fardello, non suo.

dia 11:26 am - 14th ottobre:

un film onesto al riguardo, che parla di questo, è Munich, di Spielberg. Lop stesso regista di Schindelr’s List. Tanto di cappello.

dia 1:58 pm - 14th ottobre:

rino: il disarmo morale degli avversari, la costituzione di un credito illimitato.

Finkelstein sintetizza così:
“If people have uniquely suffered, then they can’t be held to conventional moral and legal standars”.

Giovanni 4:49 pm - 20th ottobre:

leggete qua che delirio, non ci sono parole…
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/10/20/19-10-2011/

Giovanni 4:53 pm - 20th ottobre:

e questo???
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/10/09/gli-schiaffi-di-forum/
oltre all’articolo, leggete il commento delirante e alucinante scritto da una tale mary…in pratica sostiene che un uomo che ha osato guardare il seno di una è colpevole, è una specie di criminale, e va processato e condannato!!!e si indigna addirittura perchè altre persone hanno detto che lei, avendo il seno più in fuori che in dentro, se l’è cercti gli sguardi di lui!!!!come dire è vietato anche guardare agli uomini, gli sguardi possono dare fastidio alle povere donne, mahgari offendere la dignità femminile, magari gli sguardi sono “molestie”!!!

mauro recher 9:52 am - 17th aprile:

riporto qui quanto letto in un forum “generalista”
http://forum.amando.it/gestire-approccio-molesto-mi-successo-ieri-89414/
ci sono parecchie pagine da leggere ,ma un riassunto lo si può fare in poche righe , in definitiva ,questi approcci molesti vanno combattuti con tanto di spray al peperoncino e magari con teaser ,anche per chiedere una sigaretta … Veramente un uomo (ovviamente non facente parte dell “elitè” ) non sa più come si deve comportare

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