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11 Set 2025  |  0 Commenti

Rifare gli uomini? Ma anche le donne

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Scrive Valeria Valente su Avvenire:

La vicenda di phica.eu dimostra che la sottrazione e pubblicazione di immagini intime è una nuova e grave frontiera della violenza maschile. Cambiano le modalità ma la matrice é sempre la stessa: un modello patriarcale duro a morire.

Ora il punto è: cosa c’entra il patriarcato? Questi comportamenti degli uomini sono una regressione a quello che Bachofen chiamava “eterismus”, cioè potere della cortigiana, della prostituta per intendersi, Il potere di Onfale che ridicolizza Eracle tenendolo alla catena a facendogli fare lavori domestici, il potere di Afrodite che nasce nuda attirando gli sguardi degli uomini e provocando l’ira delle mogli che chiesero al dio una protezione, Zeus concesse un velo per coprirla e le donne dissero finalmente Habemus tutorem, da cui Atu.

Dalla lotta tra le giovani etere sempre a caccia di uomini di valore e le mogli minacciate nell’onore e nel patrimonio, il cui antico emblema fu Medea, la sterminatrice di parenti, nacque il matriarcato, alle donne tutto il potere della casa e dei beni acquistati dal marito, e agli uomini l’agorà, il luogo della politica e del commercio.

Il patriarcato, che trovò negli ebrei la prima espressione, cosa ha aggiunto al matriarcato? Vi ha aggiunto i profeti, la religione, la giustizia, l’arte, il progresso, l’istituzione del matrimonio, la sacralità della donna in letteratura, la filosofia, la scienza… ma la promiscuità, l’incesto, la pedofilia, la prostituzione sacra e pro-fana… precedono il patriarcato, sono qualcosa che è sopravvissuto malgrado il patriarcato.

Oggi, in pieno eterismo, il potere sessuale della donna regna sovrano, un potere che si manifesta nella pornografia in cui la disponibilità femminile è molto superiore a quella maschile, in cui ogni oscenità è sdoganata in nome della libertà e del consenso delle donne, si manifesta in piattaforme come Tik Tok e Only fans in cui le donne guadagnano cifre sbalorditive corrompendo le menti del maschi, mostrandosi oscenamente al pubblico e prostituendosi con i clienti che da guardoni diventano puttanieri mentre loro da attrici e venditrici di immagini diventano prostitute vantando il loro body count, cioè il numero di uomini portati a letto, come fossero trofei di virtù e di successo.

Il patriarcato invece ha regolarizzato il matrimonio voluto dalle mogli e dalle madri e garantito il patrimonio al servizio della famiglia. Il patriarcato nella sua forma negativa può diventare iperprotezione, gelosia, possesso. La pornografia invece è figlia dell’eterismo, del potere sessuale della donna che sta corrompendo il mondo, distruggendo il matrimonio, negando il valore dei figli e dei legami stabili, devastando il pudore perché esibizionismo, spettacolarizzazione, prostituzione e divorzio rendono più del matrimonio.

Se questo è vero è inutile continuare a dire che bisogna rifare gli uomini quando le protagoniste della corruzione dello spirito maschile, della sua moralità e spiri-tualità sono le donne assetate di denaro e di potere da ottenere con qualunque mezzo e il più facile è il sesso.

Non è colpa del patriarcato ma dell’eterismus sdoganato dalla politica e dalle intellettuali. La guerra contro gli uomini da rifare, rieducare, manipolare e sottomettere è una guerra tra donne, tra mogli e cortigiane combattuta sulla testa degli uomini perché sono i più deboli, sono quelli che non hanno mai difeso se stessi e la propria libertà, quelli che non hanno avvocati né centri di ascolto finanziati dallo stato, quelli che non si sanno difendere perché devono obbedire a Dio, patria, famiglia, partito e sindacato ma non conoscono se stessi, quelli che vivono una doppia vita perché i loro bisogni sono eccitati da una parte e proibiti dall’altra, quelli che non si rendono conto di quanto la loro mente sia influenzata dai comportamenti delle donne.

Quindi il cambiamento culturale deve partire anche dalle donne che devono ritrovare pudore e maternage.


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