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06 Mag 2026  |  1 Commento

Quelle donne (sempre più numerose) che criticano il femminismo

Charlie Chaplin in una foto di scena del film ‘Tempi Moderni’. ANSA – RED

Sono sempre più numerose le persone che, anche a titolo individuale (oltre al fiorire di associazioni, movimenti, siti, blog, giornali online ecc.), stanno cominciando o hanno già da tempo cominciato a pronunciarsi pubblicamente in modo critico nei confronti della narrazione femminista dominante ormai da decenni e, anche se può sembrare paradossale, la maggior parte di queste sono proprio donne.

Queste ultime sono presenti sui social dove hanno un folto pubblico, sia maschile che femminile, hanno formazioni, professioni, culture, idee politiche diverse fra loro e anche, in parte, un approccio analitico differente perché le loro posizioni differiscono come è normale e anche giusto che sia. Ma ciò che le accomuna è, appunto, la critica nei confronti di una ideologia che criminalizza a senso unico il genere maschile e che loro stesse definiscono come sessista.

Si tratta di un fenomeno relativamente recente e, soprattutto, in costante crescita. Certamente, non sono mancate e non mancano fra loro anche frizioni e attriti, ma anche questo è del tutto normale e non si vede la ragione per cui questo debba destare scandalo dal momento che tutto ciò succede anche “nelle migliori famiglie”, come si suol dire. Si chiama dialettica e questa, a volte, può sconfinare anche in una certa conflittualità. Chi ha militato o milita in un partito o in un movimento – anche culturale, non necessariamente politico – lo sa perfettamente.

Queste donne hanno capito che questo femminismo proposto e imposto in forme ossessive e asfissianti e che in tutte le sue diverse declinazioni ideologiche (tutte però accomunate dal postulato in base al quale l’attuale società sarebbe tuttora a dominio patriarcale) ha occupato l’intero sistema mediatico e politico, ha fatto e sta facendo dei danni non solo agli uomini ma anche alle donne, ai loro figli e alle loro figlie, e più in generale alla relazione fra le donne e gli uomini.

Non possiamo che salutare molto positivamente questo fenomeno e naturalmente lo incoraggiamo e ci poniamo con esso in una relazione dialettica e di grande apertura. Proprio e anche queste donne possono essere fondamentali per rompere il tabù, quello che impedisce che su questi temi possa finalmente aprirsi un confronto magari anche serrato ma libero. Il femminismo, e proprio queste donne lo confermano, non è la Verità Assoluta né tanto meno una Scienza Esatta, ma una ideologia e, in quanto tale, può e deve essere suscettibile di critica e/o confutazione. Come qualsiasi altra ideologia o filosofia.

 


1 Commento

Claudio 5:11 pm - 6th Maggio:

Fabrizio, ho ben presente a quali fenomeni social alludi, ma non condivido il tuo ottimismo; questa autocritica femminile sta emergendo “sic stantibus rebus”, cioè sulla certezza che certe loro conquiste siano irreversibili, non possano essere ridimensionate: dal che scaturisce un tale appagamento e relax, da far sì che s’insinui quasi la “noia” verso il loro modo di stare in un mondo ormai completamente securizzato e sterilizzato (nessun germe può più attecchire: neanche il desiderio maschile).
Sembra quasi una noia placida e capricciosa da aristocrazia dell’Ancien Régime. Ma questa non mette minimamente in discussione, da parte loro, l’assetto raggiunto e consolidato: quello – per dirlo alla maniera di un Warren Farrell – per cui lo Zio Sam preleva i 2/3 delle tasse dai redditi maschili e le destina per 2/3 al welfare femminile (vedi politiche pensionistiche e sanitarie).
In questa noia piatta da sicurezze raggiunte, fanno capolino alcuni rimpianti – della serie: “si stava meglio quando si stava peggio”, c’era qualche emozione in più – dovuti a: ritiro maschile; perduta innocenza (col profluvio di false accuse).
In sostanza, nella loro apparente autocritica, non è affatto chiaro se esse siano disposte a rinunciare a qualche (e quale?) privilegio acquisito (a spese nostre), o se vogliano solo AGGIUNGERE un po’ di sale e pepe alle loro vite securizzate e sterilizzate.

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