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Giacomo Rotoli intervista Alessandra Ciattini e Fabrizio Marchi sul tema Patriarcato e Femminismo contemporaneo.

Giacomo Rotoli intervista Alessandra Ciattini e Fabrizio Marchi sul tema Patriarcato e Femminismo contemporaneo.
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1 Commento
OK IL PENSIERO, MA L’AZIONE? Mi rendo conto che la progressiva deriva “razziale” circa la narrazione sui “generi” ci spinge ad adeguare le nostre considerazioni ad un livello di banalità sempre più accentuato in una sorta di sterile “inseguimento” alle determinazioni politiche e degli indirizzi del mainstream.
Crediamo sia sufficiente collezionare dati, far rilevare incongruenze, manifestare pensieri sempre più ovvi man mano che si incrementano le discriminazioni “razziali” e, evidentemente, con ciò riteniamo di convincere chi, al timone, debba arrendersi di fronte all’evidenza. Il decorso del tempo, però, non ci sta dando ragione e chi già si era accorto della fallacia di una determinata narrazione, non ha bisogno di corroborare il proprio pensiero, mentre chi, in buona o in cattiva fede, si tappa le orecchie, attacca, denuncia, ignora.
è ingenuo pensare che un indirizzo politico e culturale con origini e radici sovranazionali, per quanto distorto, possa essere contrastato con la logica o, peggio, con la sola evidente verità.
Eppure c’è una cospicua fetta di popolazione, la maggioranza, quella rappresentata dal più grande partito politico, quello del non voto, che è tale non per mero qualunquismo ma per la piena consapevolezza di non essere rappresentato, che attende risposte e le anela.
è fin troppio ovvio che tali risposte non siano attese solo sulla materia del riequilibrio della dignità tra i “generi” e sul riproporre la centralità dell’individuo superando il concetto di genere ma, in generale, su ogni tema che promuova la tutela dell’oppresso (inteso come ogni essere vivente), il tendere al ripristino della giustizia e dell’uguaglianza, magari una riduzione delle distanze delle differenze sociali.
Se ci sorprendiamo dell’unanimità del voto parlamentare su leggi che ci lasciano perplessi, vuol dire che non abbiamo ancora compreso l’esatta portata del vuoto di offerta politica che c’è nel nostro Stato con tutta l’offerta politica appiattita su luoghi comuni che non consentono di fornire adeguate risposte a tanti.
Si potrebbe fare da vassalli o avere un’interlocuzione con già esistenti partiti dello zero virgola ed infilarsi in un vicolo cieco oppure dare vita ad un movimento direttamente propositivo, in grado di incidere, di proporre e di saper ascoltare prima di DECIDERE e DETERMINARE. Forse addirittura vi sarebbe un obbligo morale in tal senso. L’azione è l’unico strumento che dà corpo all’astrattezza del pensiero.
Marco(Quota) (Replica)