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Proseguono i soprusi e le discriminazioni nei confronti di chiunque proponga una lettura alternativa a quella femminista circa le questioni di genere. A subirne i danni in questo caso sono stati Immanuel Casto, Yasmina Pani, Fabio Nestola e Filippo Giardina.
La dinamica avvenuta ci porta in sintesi sempre allo stesso risultato, la censura: un locale (in questo caso il Monk a Roma) doveva ospitare un evento nel quale si sarebbe dibattuto circa una serie di critiche mosse verso la lettura femminista delle questioni di genere, ma a pochissimi giorni dalla data stabilita l’evento è stato annullato sotto le pressioni delle solite aree politiche intrise di femminismo.
Emblematico, per quanto riguarda la natura contraddittoria del femminismo stesso, è il messaggio pubblicato dal locale sui social in occasione dell’annullamento dell’evento: ”
Il Monk è uno spazio di accoglienza e libertà, contrario a ogni forma di abuso e discriminazione, da sempre schierato dalla parte delle soggettività marginalizzate, lavoriamo per rendere questo un posto sicuro e per diffondere i valori dell’antisessismo a partire da un posizionamento molto chiaro: stare dalla parte delle donne senza se e senza ma”.
Dovrebbe essere piuttosto semplice cogliere la contraddizione del seguente messaggio, ma resta doveroso farlo comunque e sottolineare come stare dalla parte di una categoria sempre e comunque, quindi a prescindere dalle fattispecie dei casi, è un comportamento discriminatorio e sessista: come fa quindi il noto locale di Roma (o quantomeno i suoi addetti alla comunicazione) a sostenere che tale posizione sia presa in nome della parità, contro la discriminazione, per il bene universale dell’umanità etc..?
Non è un mistero, e va detto, ribadito e sostenuto in ogni sede, in qualsiasi momento: il femminismo è una ideologia fortemente dogmatica, priva di fondamento logico e razionale, teoreticamente debole e che si regge sulla sua capacità di intervenire da una parte sulla pancia della gente, e dall’altra nelle piaghe delle debolezze (specialmente sessuali) degli uomini. Se quindi tale ideologia porta costantemente a forme di censura, di discriminazione e di antidemocraticità (nonostante le stesse correnti che seguono tale ideologia si auto descrivano come giuste, democratiche e paritarie) nessuno si deve sorprendere e arrovellarsi in spiegazioni articolate e complesse, bisogna solo prendere consapevolezza della realtà che ci si pone davanti, riconoscendone (con coraggio, visti i tempi) le logiche cause.
Vogliamoo esprimere il sostegno e l’appoggio a Immanuel Casto, Yasmina Pani, Filippo Giardina e a tutti gli altri ospiti che sono stati censurati e politicamente discriminati a seguito dell’annullamento dell’evento.

Comunisti contro il femminismo misandrico
L'Interferenza
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