preload
28 nov 2009  |  345 Commenti

Video: Femminismo; ideologia sessista

Di seguito  il secondo video che abbiamo realizzato:

http://www.youtube.com/watch?v=0k3WW55qNnc

345 Commenti

mauro recher 10:37 am - 30th agosto:

esempio di femminismo esasperato ,il blog è una vita d a strega e il post in questione è questo
http://vitadastreghe.blogspot.com/2011/08/il-movimento-delle-donne-lettera-vita.html
lettera lunga e abbastanza monotona .ma riporto alcune considerazioni
———————————————————————–
ho trovato questa lettera scritta da una certa Donatella Proietti
,vecchia conoscenza mia (abbiamo avuto qualche diatriba :) ) ,non credevo di
essere cosi importante ,ma parla ,anche se non fa il nome ,pure di me … tratta dei troll maschili (perchè se non la si pensa come loro ,siamo
troll ,mi sembra fuori discussione )
il punto è questo …….
Conflitto agito con grandissima slealtà da parte di un maschile
violento e arrogante, lo stesso che spesso vediamo imperversare nei blog delle donne e che
dall’interno del nostro discutere, cerca di disgregare i nostri ragionamenti, il
troll. I troll che frequentano i nostri blog non sono troll qualsiasi,sono
degli esseri inqualificabili, probabilmente pagati allo scopo di
schiacciare il nostro sforzo, gentaglia che si presenta con maschere oramai
identificabili che
vanno dal bravo e colto ragazzo femminista, all’uomo brutto che si vittimizza,
allo psicopatico che allude alla sofferenza imposta dalla madre, eterno
bersaglio della mentalità patriarcale…..
il bravo colto ragazzo femminista è un certo paolo1984 ,uomo beta
mancato,dove tenta di sparare le sue cartucce ,dando sempre ragione alle donne,con
post abbastanza puerili .tenta di giocare il due di coppe ,però si va a
denari, l’uomo brutto e vittimista ovviamente sono io :) (solo le donne brutte
possono permettersi di fare le vittime ,agli uomini va tutto bene )
il terzo era un certo pandora ,matto come un cavallo ,peccato mi aveva
dato la sua e-mail però bisogna prenderlo alla buona ,abbastanza permaloso ….
il bello è che crede che siamo addirittura pagati!!!
non so gli altri due ,ma questa signora deve sapere che il sottoscritto
si alza alle 6 del mattino per 8 ore in fabbrica ,è quello è il mio lavoro ,e
li che guadagno da vivere ,quello che faccio qui con il pc è una passione mia ,sono le
mie idee e non sono in vendita …
prima di credere di essere cosi importanti che ,alcuni fantomatici gruppi
maschilisti paghino dei troll (capito che modestia che hanno le signore)
,dovrebbero pure capire che esistono gruppi ,come uomini beta che
forgiano un idea nuova e alternativa ,e se vogliamo, scomoda ….
sono un tantino incavolato primo ,perchè non lo sapevo che so poteva guadagnare
facendo il troll (fabrizio sei in debito :) )
e secondo ,ma queste ,perchè sono andate in una televisione di sky che
non vede nessuno (una certa la3) si sono montate la testa
scusa Fabrizio per il piccolo sfogo ,una puntura di una zanzara
Mauro

Alessandro 10:59 am - 30th agosto:

Sì, magari c’è anche un’internazionale maschilista che cospira contro i loro così piacevoli siti-blog.
In verità, tranne rarissime eccezioni, non si legge nei loro siti, per quanto ho potuto verificare, un solo accento critico nei loro confronti, nonostante ciò che scrivono sia il trionfo dell’ipocrisia. Ma a loro non basta, vogliono vedere tutti ai loro piedi ad appaludire.

Fabrizio Marchi 1:34 pm - 30th agosto:

Stralci dal blog postato da Mauro Recher
“I troll che frequentano i nostri blog non sono troll qualsiasi,sono
degli esseri inqualificabili, probabilmente pagati allo scopo di
schiacciare il nostro sforzo,…”
Questa gente è ormai in preda al delirio…
“gentaglia che si presenta con maschere oramai
identificabili che
vanno dal bravo e colto ragazzo femminista, all’uomo brutto che si vittimizza,
allo psicopatico che allude alla sofferenza imposta dalla madre, eterno
bersaglio della mentalità patriarcale…..
il bravo colto ragazzo femminista è un certo paolo1984 ,uomo beta
mancato,dove tenta di sparare le sue cartucce ,dando sempre ragione alle donne,con
post abbastanza puerili .tenta di giocare il due di coppe ,però si va a
denari…”
“l’uomo brutto e vittimista ovviamente sono io (solo le donne brutte
possono permettersi di fare le vittime ,agli uomini va tutto bene )”. (Mauro Recher)
Ritengo che quando parlano di psicopatico si riferiscano invece al sottoscritto…:-) evidentemente hanno letto il mio articolo “Ho subito violenza ma l’Istat non lo sa”, anche perchè non metto mai piede in nessun altro blog. Povera la mia mamma anche lei eterno bersaglio della mentalità patriarcale…:-)
Ciò detto, quello che mi colpisce è il linguaggio di questa gente, il loro modo di esprimersi, così infarcito di luoghi comuni, di sloganistica pseudo tardo ideologica, di una povertà complessiva che lascia veramente sbigottiti. Devo essere onesto, leggendo queste loro parole mi sembra di ripiombare ai miei diciotto anni quando il mio modo di esprimermi (e soprattutto la mia testa) era in tutto e per tutto simile a quello dei volantini dei gruppi extraparlamentari di allora.
Non un passo avanti, in nessuna direzione, e questo è sconfortante, da un certo punto di vista. Non ho neanche bisogno di vederle dal vivo queste persone per sapere come sono vestite, quali abiti indossano, quali posture fisiche hanno e quali atteggiamenti assumono, come parlano, i libri che leggono, i film che vedono (Ferzan Ozpetek è il loro preferito…) le persone che frequentano, gli sport che praticano, i luoghi scelti per le vacanze, i partiti per i quali votano, persino le sigarette fumano…
Tutto molto scontato, e tutto molto povero, di una povertà assoluta, giustificabile solo se non si è ancora raggiunta la maturità o al limite l’”età della ragione”, e si vive alla costante ricerca di punti di riferimento. E allora anche una pseudo ideologia raccogliticcia e un po’ di slogan raffazzonati possono andar bene per riempire un vuoto. Solo in questi casi tutto ciò può essere comprensibile. E’ desolante però constatare, e purtroppo lo constato di persona quotidianamente, che moltissima gente versa ancora in quelle condizioni e che i giovani ricalcano pedissequamente modelli stravecchi di decenni.
Ancora oggi se si va in un centro sociale si vedono giovani con i capelli rasta, borchie e orecchini su tutto il corpo, jeans sdruciti, bottiglia di birra e canna in bocca, come se assumere questi comportamenti significhi essere dei rivoluzionari. Tutto ciò poteva avere un suo senso 40 anni fa, oggi non ne ha alcuno…
Ecco, mi pare che, con modalità solo parzialmente differenti, queste persone di questi blog pseudo femministi, siano un po’ come questi altri che ho appena descritto. La cosa drammatica è la limitatezza assoluta del loro orizzonte complessivo, culturale, filosofico ed esistenziale.
Di questo, naturalmente, dobbiamo essere onesti, la responsabilità non è soltanto loro, ma di una cultura e di una politica che li ha fatti crescere in questo vuoto. Lo stesso simmetrico vuoto pneumatico dei loro coetanei di “parrocchie” culturali e politiche diverse e opposte (solo formalmente) alle loro, quelli che girano con tre cellulari, con l’automobile alla moda, con gli abiti firmati, che frequentano altre discoteche, altri bar, che ostentano successo e ricchezze che per lo più fingono di avere (indovinate un po’ a quale scopo?…:-) ).
Insomma due facce della stessa medaglia, anche se loro non ne sono consapevoli. Se lo fossero smetterebbero gli uni di mettersi l’orecchino e di conciarsi i capelli alla moda rasta e gli altri di girare con tre cellulari e di comprarsi la “smart” che fa tanto “figo/a”…
Fabrizio

mauro recher 9:26 am - 17th settembre:

il caso Arcuri visto in questo articolo che io trovo divertente

http://www.keinpfusch.net/2011/09/libera-e-bellaancora-post-semiserio.html

Fabrizio Marchi 12:16 pm - 17th settembre:

“Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi, e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura”. (Sandro2)
Sono completamente d’accordo. La sessualità omosessuale (beati loro, e lo dico senza alcuna ironia…) è del tutto immediata, nel senso letterale del termine, cioè non mediata da recite, schermaglie di vario genere, finzioni, pantomime, doppi se non tripli metaforici salti carpiati, contrattazioni non dichiarate (naturalmente sempre a senso unico, sono i maschi che devono “lavorare”) che caratterizzano invece la relazione fra eterosessuali. Tutto ciò anche indipendentemente (ammesso che sia possibile separare questi aspetti) dalla ragione strumentale e dalla logica del maschio dominante di cui abbiamo ampiamente parlato proprio ieri.
E questo per ovvie ragioni, come spiegava egregiamente Sandro2, e cioè perché stiamo parlando dell’incontro fra uomini, cioè fra individui simili con le stesse esigenze e lo stesso modo di pensare e di sentire, e per queste ragioni in grado di comprendersi. La finzione e la messinscena di fatto eretta a regola, che caratterizza mediamente la relazione fra un uomo e una donna sarebbe del tutto ridicola tra due omosessuali, non avrebbe neanche luogo né credo l’abbia mai avuto, per lo meno da quando l’omosessualità è vissuta liberamente. Se soltanto uno dei due provasse a porla in essere, magari per gioco o per verificare la reazione dell’interlocutore, quest’ultimo scoppierebbe in una fragorosa risata e non potrebbe esimersi dal dirgli:”Ma che cacchio stai facendo? Sei forse uscito di senno?…”
Ecco, questa sarebbe la risposta immediata e spontanea di un maschio omosessuale di fronte ad una (assai improbabile) messinscena di un altro maschio eterosessuale che gli si approccia. Pensate quindi come sono combinati i maschi eterosessuali costretti a dover considerare come “normale” o addirittura “naturale” ciò che essi stessi intimamente considerano una farsa…
Non ho nessunissima difficoltà né falso pudore ad ammettere , e non sto affatto bluffando, che avrei preferito mille volte nascere omosessuale; mi sarei risparmiato tanta finzione, ipocrisia, sofferenza, incomprensioni, ricatti psicologici e sessuali, assenza di spontaneità e reciprocità (fenomeno quest’ultimo, dal mio punto di vista, gravissimo, di cui il “femminile” è responsabile in toto) che caratterizzano la relazione eterosessuale. La mia vita sarebbe stata quindi molto più serena, leggera, libera da dipendenza sessuale e spensierata (naturalmente in un ambito in cui l’omosessualità fosse considerata una condizione del tutto libera). E anche su questo non ho dubbi.
Ma purtroppo i gusti sessuali non li possiamo scegliere, checché ne dica una corrente del femminismo che è arrivata a sostenere che anche la sessualità può essere una scelta soggettiva…Va bè, lasciamo perdere questi deliri da pseudo ingegneria psicosociale da accatto…
“Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna, e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi” (Sandro2)
A mio parere questa affermazione è fin troppo cauta, perché a mio parere, non si tratta di un compromesso ma di una resa del maschile nei confronti del femminile. . Resto convinto che siano i maschi a piegare, obtorto collo, la loro sessualità (con tutti i risvolti psicologici e nevrotici del caso…) ai desiderata femminili (il ricatto sessuale e psicologico di cui sopra). Per questa stessa ragione non sono affatto d’accordo nel sostenere che il matrimonio abbia rappresentato e rappresenti un vantaggio per i maschi. E’ una balla, in realtà la monogamia è una sorta di metaforico (e anche pratico) penitenziario a cui la grande maggioranza degli uomini sceglie (volontariamente?…) di piegarsi, perché, come si suol dire, vige la legge del “o è così o è così…”. Il matrimonio va incontro molto di più alle esigenze (in questo caso forse più naturali che culturali) femminili che non a quelle maschili, come invece ci ha falsamente raccontato per decenni il femminismo. E non credo di dover spiegare a dei maschi adulti, consapevoli e intellettualmente onesti le ragioni di questa mia considerazione…
E’ giunta l’ora dunque di cominciare a sgomberare il campo anche da queste anacronistiche anticaglie veterofemministarde a cui gli uomini si sono assuefatti.
Fabrizio

mauro recher 12:48 pm - 17th settembre:

Vero Fabrizio ..in questi giorni,nei siti femministi c’è una vera e propria “caccia all’uomo” con articoli molto espliciti ….
il primo ,si parla di sessualità e si scopre che la donna gode di più senza la penetrazione (quindi il maschio diventa inutile)
il secondo è che gli uomini diventano omosessuali a causa del potere sempre più forte delle donne (come hai spiegato bene te ,questa è una balla colossale)ve li linko ugualmente ma dovete avere una preparazione adeguata :)

http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=7461
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/09/14/giu-le-mani-dalla-mia-clitoride/

sul matrimonio ,anche non amandolo affatto ,perchè la penso come te sul fatto che diventa ,prima o dopo, una prigione forzata ,però nell’ altro forum che seguo ,era una scappatoia per quegli uomini che adesso con l’emancipazione femminile e la caduta del patriarcato ,come ha definito molto bene Marco Pensante, hanno quasi zero possibilità di vita affettiva ,per niente si diceva che prima era più facile di ora avere, una relazione

Sandro2 4:04 pm - 17th settembre:

Fabrizio:
“Resto convinto che siano i maschi a piegare, obtorto collo, la loro sessualità (con tutti i risvolti psicologici e nevrotici del caso…) ai desiderata femminili (il ricatto sessuale e psicologico di cui sopra).”
______________
In questa epoca e nel nostro contesto sociale, sicuramente sì; ma il mio discorso andava oltre.
Ossia, facevo riferimento anche ad altri tempi e ad altri luoghi.
>
Fabrizio:
“Per questa stessa ragione non sono affatto d’accordo nel sostenere che il matrimonio abbia rappresentato e rappresenti un vantaggio per i maschi.”
_____________________

Infatti, mettendola per un attimo sul personale, io non mi sono mai sposato né mai mi sposerò, tantomeno avrò dei figli.
Finito io, finito tutto.
>
Fabrizio:
“Il matrimonio va incontro molto di più alle esigenze (in questo caso forse più naturali che culturali) femminili che non a quelle maschili”
_________________

Personalmente toglierei il forse ed aggiungerei “assolutamente sì”.
Basti evidenziare quanto segue:
Maschio=XY; Femmina=XX.
Ergo, due mondi diversi a prescindere.

Sandro2 4:19 pm - 17th settembre:

Questo è un mio vecchio post, risalente al luglio del 2006.
_______________________

La monogamia legale è stata nella storia un accordo tra uomini più o meno potenti, non tra uomini e donne.
Il suo scopo non è tanto di “sfruttare” i clienti dell’industria sentimentale (le donne), quanto di minimizzare i costi della competizione tra i produttori (gli uomini).
Dove vige la poliginia l’interesse in gioco nella rivalità fra gli uomini è, dal punto di vista darwiniano, altissimo (molte mogli contro nessuna) e la competizione è letteralmente all’ultimo sangue.
Molti omicidi e la maggior parte delle guerre tribali sono legati direttamente o indirettamente alla concorrenza per le femmine.
I capi hanno messo fuorilegge la poliginia quando hanno avuto bisogno di farsi alleati uomini meno potenti e quando hanno avvertito la necessità che i loro sudditi combattessero contro un nemico anziché tra loro.

Se il cristianesimo delle origini faceva appello agli uomini poveri è anche perché la promessa della monogamia li teneva in gioco nella competizione matrimoniale, e da allora, nelle società, egualitarismo e monogamia vanno a braccetto con la stessa naturalezza di dispotismo e poliginia.
Ancora oggi l’ineguaglianza permette il prosperare di una sorta di poliginia.
Gli uomini ricchi mantengono una moglie e un’amante, oppure divorziano dalle mogli a intervalli di vent’anni, pagano loro gli alimenti e le spese per i figli e si risposano con donne più giovani.
Anni fa, il giornalista Robert Wright, affermò che la possibilità di divorziare facilmente e tornare a sposarsi, al pari della poliginia manifesta, accresce la violenza: ed infatti è così.
Le femmine in età fertile sono monopolizzate da uomini benestanti e la carenza di potenziali mogli si ripercuote sui ceti inferiori, costringendo i giovani più poveri a una competizione disperata.
>

La poliandria, al confronto, è quasi inesistente.
Qualche volta accade che gli uomini condividano una moglie quando vivono in habitat così difficili che un uomo non può sopravvivere senza una donna, ma al migliorare delle condizioni la struttura crolla.
Gli eschimesi hanno sporadicamente conosciuto matrimoni poliandrici, ma i co-mariti erano sempre gelosi e spesso si uccidevano l’un l’altro. Come sempre la parentela mitiga l’inimicizia e tra gli agricoltori tibetani a volte due o più fratelli sposano contemporaneamente una stessa donna nella speranza di costruire una famiglia che, in quelle terre desolate, riesca a sopravvivere. Il più piccolo dei fratelli, però, aspira ad avere una moglie propria.

Sandro2 4:23 pm - 17th settembre:

Ed anche questo è un post risalente a quel periodo.
___________________

Il sistema di accoppiamento umano non assomiglia a quello di nessun altro animale.
Il che non significa tuttavia che sfugga alle leggi che regolano i sistemi di accoppiamento, leggi documentate in centinaia di specie.
Un gene che predisponesse un maschio a essere tradito, o una femmina a ricevere meno aiuto delle altre dal suo compagno, sarebbe rapidamente scartato dal pool genetico.
Un gene che permettesse a un maschio di inseminare tutte le femmine, o a una femmina di partorire i figli più benaccetti del maschio migliore, prenderebbe rapidamente il sopravvento.
Queste pressioni della selezione non sono da poco.
La sessualità umana, se fosse una “costruzione sociale” indipendente dalla biologia, come vuole la concezione accademica popolare, sarebbe dovuta non solo sfuggire (miracolosamente) a queste potenti pressioni, ma anche resistere a pressioni altrettanto potenti di un altro genere.
Se una persona si attenesse a un ruolo costruito socialmente, altri potrebbero plasmare quel ruolo per prosperare a sue spese: i potenti, per esempio, potrebbero sottoporre gli altri uomini a un lavaggio del cervello per convincerli a trovare piacevoli il celibato o il tradimento, lasciando così le donne a loro. Qualsiasi disponibilità ad accettare ruoli di genere costruiti socialmente sarebbe eliminata dalla selezione e i geni per resistere a questi ruoli prenderebbero il sopravvento…

Che tipo di animale è l’Homo sapiens?
Siamo mammiferi, quindi l’investimento genitoriale minimo di una donna è molto maggiore di quello di un uomo. Le dimensioni dell’uomo sono circa 1,15 volte quelle di una donna, il che ci dice che nella storia dell’evoluzione gli uomini sono stati in competizione fra loro: alcuni si accoppiavano con più femmine e altri non si accoppiavano affatto. (Ancora oggi è così…)
A differenza dei gibboni, che vivono isolati, sono monogami e hanno un’attività sessuale relativamente scarsa, e dei gorilla, che vivono in piccoli gruppi, formano harem e, anch’essi, hanno un’attività sessuale relativamente scarsa, noi siamo esseri sociali: gli uomini e le donne vivono insieme in grandi gruppi e hanno continue occasioni di accoppiamento.
Gli uomini, in proporzione alle loro dimensioni, hanno testicoli più piccoli di quelli degli scimpanzé, ma più grandi di quelli di gorilla e gibboni, il che indica che le donne ancestrali non erano sfrenatamente promiscue, ma nemmeno rigorosamente monogame.

I bambini nascono inermi e a causa della grande importanza che hanno conoscenze e capacità per il nostro modo di vivere, restano dipendenti dagli adulti per una parte non indifferente dell’arco della vita umana. I figli hanno quindi bisogno dell’investimento genitoriale e gli uomini, grazie alla carne che ricavano(ricavavano) dalla caccia e ad altre risorse, hanno qualcosa da investire.
Il loro investimento minimo è di gran lunga maggiore di quello al quale, per la loro anatomia, potrebbero tranquillamente limitarsi: essi nutrono i piccoli, li proteggono e li istruiscono.
Il tradimento dovrebbe quindi essere (ed infatti è) un motivo di preoccupazione per gli uomini, e la capacità e disponibilità dell’uomo a investire nei figli un motivo d’interesse per le femmine.
Poiché uomini e donne vivono insieme in grandi gruppi, come gli scimpanzé, ma i maschi investono nella prole, come gli uccelli, si è sviluppato il matrimonio, in cui un uomo e una donna stabiliscono un’alleanza riproduttiva volta a limitare i tentativi di terzi di ottenere accesso sessuale e investimento genitoriale.

Questi aspetti della vita non sono mai cambiati, ma altri sì. Fino a epoca recente l’uomo cacciava e la donna raccoglieva. Le femmine si sposavano poco dopo la pubertà. Non esisteva la contraccezione, né l’adozione istituzionalizzata da parte di non parenti, né l’inseminazione artificiale. Sesso significava riproduzione e viceversa. Non c’erano alimenti provenienti da piante e animali domesticati, quindi non c’era il latte in polvere; tutti i bambini erano allattati al seno. Non c’erano neppure baby sitter a pagamento, né mariti casalinghi; i neonati e i bambini ronzavano attorno alle madri e ad altre donne. Tali condizioni sono rimaste immutate per il 99% della nostra storia evoluzionistica e hanno plasmato la nostra sessualità. I nostri pensieri e sentimenti sessuali sono adattati a un mondo in cui i rapporti sessuali davano figli, li si volesse o meno.
E sono adattati a un mondo in cui i figli erano un problema della madre più che del padre.

Tiziano 6:56 pm - 17th settembre:

Il matrimonio va incontro molto di più alle esigenze (in questo caso forse più naturali che culturali) femminili che non a quelle maschili, come invece ci ha falsamente raccontato per decenni il femminismo.
(Fabrizio Marchi)
>>>
Scusa ma io non ne sarei così sicuro.
O meglio, non credo proprio sia un discorso valido sempre e ovunque.

http://www.girlpower.it/mondo/storie_di_donne/sharia_matrimonio_combinato.php

Fabrizio Marchi 8:21 pm - 17th settembre:

E ti pareva che arrivava il “Tiziano” di turno a ricordarci che nel terribile e barbaro mondo islamico le donne sono vessate, oppresse ecc. Mi raccomando, nell’elenco sistematico del museo degli orrori non dimentichiamoci anche dell’infibulazione, praticata ancora in alcuni paesi africani…(anche la castrazione, se è per questo, ma di quest’ultima nessuno ne parla…va bè…)
Caro Tiziano, noi non siamo dei manichei come le femministe e i loro lacchè, ma dei laici, capaci quindi di osservare la realtà con razionalità ed equilibrio e per questa ragione non abbiamo la necessità di rovesciare il femminismo nel suo opposto speculare. Di conseguenza, come non è vero che gli uomini siano sempre, comunque e dovunque gli oppressori, i privilegiati e i violenti, non abbiamo neanche la malsana necessità di sostenere che lo siano le donne, sempre, comunque e dovunque.
Ciò detto, credimi, è abitudine ormai consolidata ricorrere all’Islam quando non si hanno sufficienti e validi argomenti per controbattere quelle posizioni critiche nei confronti dell’ideologia femdominista politically correct dominante.
Ma entriamo nel merito. Non ti sfiora neanche per l’anticamera del cervello che il matrimonio combinato possa essere una gabbia non solo per le donne ma anche per gli uomini? Perché questa necessità di leggere le cose sempre a senso unico? Credo che nessuno di noi, uomo o donna che sia, farebbe i salti di gioia se gli si imponesse una moglie o un marito. Non trovi? A me atterrisce solo l’ipotesi, eppure non sono una donna ma un uomo. E allora? Come la mettiamo?
Tu invece cosa fai? Vai su un sito che si chiama “girl power”, il nome è tutto un programma (pensa come stanno e pensa come stai te che frequenti roba simile…),fai il copia-incolla di una notizia che più scontata non si potrebbe, e vieni qui a raccontarci, anche se indirettamente, quanto sono oppresse e vessate le donne islamiche.
A parte il fatto che noi ci stiamo occupando del nostro mondo, cioè quello occidentale, quindi il ricorso ad altri contesti mi sembra molto strumentale. Mi ricordi quelle femministe che quando gli ricordiamo la tragedia dei morti (esclusivamente maschi)sul lavoro ci rispondono che le donne muoiono di aborto (peraltro non qui in occidente ma altrove)…
Ma parte questo, siamo così certi che il mondo islamico sia il paradiso per i maschi e l’inferno per le femmine? Anche questa mi sembra una lettura molto scontata e superficiale che può certamente servire come alibi all’alleanza occidentale per andare a “civilizzare “quei popoli a suon di bombe, coca cola, video cassette hard e perizomi (al posto del velo o del burqa, quest’ultimo peraltro usato si e no forse dal 5% dell’intera popolazione femminile islamica) ma non certo al fine della comprensione delle cose e della realtà vera. Io non la penso affatto in questa maniera, ad esempio. Non posso certo dire di essere un esperto di mondo islamico però per diversi anni mi sono recato per ragioni di lavoro nel Vicino Oriente (Palestina, Libano, Giordania e Israele) e posso senz’altro confermarti che le cose non stanno in bianco e nero come le vedi tu e come vogliono vederle i media occidentali. Anche lì, guarda un po’, a fare i mestieri più schifosi, nel senso letterale del termine,e a morire sul lavoro sono i maschi, così come in guerra, bombardamenti aerei a parte che non guardano in faccia nessuno. Certo, sono società divise e organizzate sulla base di regole certe e rigide per tutti e per tutte anche se in relazione al contesto, è ovvio: la Tunisia non è l’Afghanistan così come il Libano non è l’Arabia Saudita, la più rigida e la nostra più fedele alleata (ma non dovrebbe essere il contrario?…) e via discorrendo… Pensi ad esempio che in quei contesti un uomo possa permettersi di mancare di rispetto, anche minimamente, ad una donna per la strada o in un bar? Non oso neanche pensarlo…Al contempo alle donne non è permesso girare con una minigonna girofica e se lo facessero incorrerebbero nella stessa identica e severa sanzione che occorrerebbe ad un uomo che le disturbasse per la strada.
Naturalmente il discorso sul mondo islamico sarebbe lunghissimo e credo che né io né te abbiamo le credenziali per farlo. Credo però che ci siamo capiti relativamente alla questione sollevata in quell’articolo di “girl power” da te riportato.
Raccomando a tutti, soprattutto ai nostri critici, prima di intervenire, di fare dieci bei respiri e concentrarsi sul concetto di onestà intellettuale. Solo per dieci secondi, e solo dopo aver fatto questo breve esercizio, scrivere.
Grazie.
Fabrizio

mauro recher 5:22 pm - 21st settembre:

Luigi ,mi hai preceduto volevo linkarlo io …
ma, se pensi è anche abbastanza normale ,strano che non dicano che gli uomini siano responsabili anche dello tsunami giapponese

Fabrizio Marchi 8:32 am - 11th ottobre:

Si è svolta ieri la presentazione del libro della giornalista Daniela Brancati di cui vi avevo parlato e alla quale sono intervenuto in qualità di relatore, assieme alla condirettrice dell’agenzia di stampa Adnkronos e alla vicepresidente della Provincia di Roma.
Premetto che senza l’intervento (mi sembra molto efficace) del sottoscritto, l’iniziativa sarebbe stata di una noia mortale, come giustamente temeva l’organizzatrice delle’evento, che aveva voluto la mia presenza proprio per vivacizzare il dibattito ed evitare, utilizzando le sue stesse parole, di “cantarcela e suonacela come al solito fra di noi”.
Ciò detto, sarebbe improprio anche parlare di un dialogo fra sordi. L’impressione che ho avuto è che siamo due mondi completamente diversi, che non potranno mai incontrarsi. Le mie argomentazioni, esposte in mondo estremamente diretto, come mio solito, sono state regolarmente e sistematicamente eluse, come se non fossero state poste. La mia sensazione è che le donne (non tutte ma la maggior parte) non siano in grado di percepire le problematiche e la sofferenza maschili.
Non entro neanche nel merito della discussione (ci vorrebbe troppo tempo e non avrebbe molto senso) che ha avuto anche un momento di frizione quando un mio amico, sul finale della riunione è intervenuto in modo abbastanza polemico proprio per sottolineare il fatto che nessuna avesse veramente controargomentato alle tesi del sottoscritto. Comunque il tutto si è svolto in un clima abbastanza sereno, non ci sono stati attacchi al sottoscritto di nessun genere. Al termine la vicepresidente della Prov, che conosco bene, nella sua brevissima replica conclusiva, ha lanciato anche (conosco il linguaggio in codice della politica) un messaggio di relativa apertura nei nostri confronti, nonostante io l’avessi attaccata frontalmente (politicamente s’intende). Sono furbe/i i/le nostri/e avversari/e…
L’intervento più duro nei miei confronti indovinate un po’ chi lo ha fatto? (avete 5 secondi per pensarci…):
ma è ovvio, un maschio pentito! Un signore anziano accompagnato dalla moglie, anche solo dall’aspetto e dal modo di porsi si vedeva che era una ex femminista stile anni ’70. Il maschietto pentito ha fatto il suo intervento sostenendo con veemenza e con una certa dose di falsa ironia che lui questa condizione di subordinazione dei maschi beta nei confronti del genere femminile non l’ha mai vista né vissuta nel corso della sua vita…E va bè…
Decisamente da segnalare, audite, audite, l’intervento sostanzialmente in nostro favore di Annamaria Arlotta che ha parlato molto bene del nostro sito e del dibattito che vi si svolge, e ha detto a chiare lettere che donne e uomini sono entrambi responsabili a pieno titolo del processo di mercificazione sessuale in atto da tempo (il libro in oggetto, a parte la storia della televisione in Italia, affronta fondamentalmente questo aspetto, naturalmente dal punto di vista di una femminista). Il che, tutto sommato non è poco per una donna e per il contesto in cui queste sue parole venivano pronunciate. Gliene diamo atto e la ringraziamo. La vita, come vedete, è spesso piena di sorprese…
Le cose importanti che registriamo a nostro favore in questa vicenda sono due.
1) Al termine dell’incontro un giovanotto sulla trentina mi si è avvicinato, mi ha fatto i complimenti per l’intervento e mi ha chiesto l’indirizzo del sito. Questo conferma quello che sostengo da sempre, e cioè che bisogna intervenire in tutte le occasioni che si presentano, dovunque ci siano degli spazi, anche minimi, farsi sentire, sempre. Questa è una “guerra” di posizione, di lunghissima durata, e bisogna conquistare metro per metro, uomo dopo uomo. Se il sottoscritto non fosse intervenuto un anno fa al congresso di SEL per contestare quel famoso documento (che ho contestato anche ieri alla vicepres. della prov. Di Roma), quella donna che ha organizzato l’evento non lo avrebbe ascoltato né lo avrebbe conosciuto. Di conseguenza non avrebbe potuto invitarmi e io non avrei avuto l’opportunità di intervenire e di farmi sentire da altri uomini, alcuni dei quali non conoscevo, che al termine del mio intervento sono esplosi in un applauso anche molto fragoroso con un “bravo!” gridato a piena voce da un tizio in fondo alla sala (, non molto grande ma strapiena con la gente in fondo in piedi) che non avevo mai visto prima…
2) Nei prossimi giorni, presumibilmente domenica prossima, la condirettrice della Adnkronos, che conosco molto bene e che fece a suo tempo una ottima recensione del mio libro, farà un servizio su Uomini Beta con un’intervista al sottoscritto. Sarà un’opportunità per far conoscere il movimento e per innescare un circuito virtuoso. In questa stessa occasione lancerò ufficialmente la nostra proposta per le “QUOTE AZZURRE NELLA SCUOLA”. Questo è un fatto ESTREMAMENTE IMPORTANTE E POSITIVO.
Lei stessa era stata chiamata a presentare il libro e, non condividendolo (questo me lo ha confessato in via privata, ed io ne ero certo perché la conosco…) si è limitata, in modo abbastanza asettico per la verità, a raccontarlo e a farne una sintesi. Noiosissimo l’intervento della vicepresidente della Provincia così come quelli dell’autrice, scontati, banali e privi di qualsiasi appeal, come quelli di alcune donne del pubblico. Ancora più scontata e anche mediocre la moderatrice del dibattito, che in realtà tale non era e faceva di tutto per pilotare la discussione in favore dell’autrice e della vicepresidente… E va bè, giocavamo fuori casa ed è scontato che le cose vadano in questo modo.

In conclusione quello che voglio dire a tutti è che è necessario moltiplicare gli sforzi per uscire allo scoperto. Gli spazi, come vedete, ci sono e ce li dobbiamo conquistare. E sono destinati ad aumentare, ma questo dipende anche da noi. E’ FONDAMENTALE uscire dal guscio e dall’isolamento in cui il movimento maschile è rimasto fino ad oggi, per tutta una serie di ragioni (di contenuto e di metodo) nelle quali ora preferisco non entrare.
Come vedete non si muore e, al contrario, una volta fatto “esercizio”, si possono anche avere delle soddisfazioni.
Da qui a qualche mese lavoreremo per promuovere il primo incontro ufficiale del Movimento degli Uomini Beta. Sarà un momento importante e, mi permetto di aggiungere, anche di svolta, per l’intero movimento maschile.
Fabrizio

dia 9:34 am - 11th ottobre:

… aspettavo ragguagli sulla giornata di ieri. Mi sembra un successo il fatto stesso che tu non sia stato attaccato, che molti maschi abbiano applaudito e che la Arlotta vi abbia sostenuto e pubblicizzato (poraccia, gliene avevate dette di tutti i colori, qui!)

Mi sembra che qualcosa si stia muovendo non solo tra i maschi, ma anche tra le femmine, che non si bevono più acriticamente il pastone del sindacato delle donne in agitazione perenne. Bene!
Chissà se qualcuno tra i presenti ha registrato audio o video, magari sarà messo in rete.

Fabrizio Marchi 10:25 am - 11th ottobre:

Diciamo che non sono stato attaccato sul piano personale, cosa che accade spessissimo in questi frangenti. In realtà non c’è stato neanche un vero e proprio contraddittorio, tranne in alcuni momenti, semplicemente perché ciascuno seguiva la propria strada, parlavamo due lingue diverse. In realtà era come se, entro certi limiti, non ci ascoltassimo,
E’ da registrare però l’astuzia politica della vicepresidente della Prov. di Roma che è stata l’unica, a mio parere (la politica ha tanti aspetti negativi ma non c’è dubbio sul fatto che affini il cervello, come la filosofia…) a cogliere dei segnali. Ha capito perfettamente che qualcosina si sta muovendo e nella sua replica, come dicevo, non mi ha attaccato frontalmente, nonostante anche io avessi giocato “d’astuzia” precedentemente nel mio intervento, sostenendo che l’autrice aveva dimostrato, in un capitolo, di avere più intelligenza politica rispetto a molte donne che fanno politica, facendo riferimento in particolar mondo al Comitato “Se non ora quando”, di cui la vicepres. fa attivamente parte.
Lei, che mi conosce benissimo da moltissimi anni, ha replicato che se io posso fare quello che sto facendo è anche per merito del femminismo che ha posto le basi per la dialettica di genere. Da un certo punto di vista non è sbagliato ciò che afferma…(ci siamo capiti…). Ma in realtà lei ha compreso che c’era qualcosa alle spalle, e lo ha anche e soprattutto capito non solo dal mio intervento, ma da quell’insieme di piccoli segnali e messaggi non verbali che si esprimevano nella sala, a cominciare da quel gruppo in fondo alla sala (fra cui anche delle donne) che ha applaudito con decisione il mio intervento, che ogni tanto rumoreggiava, che si muoveva, dall’intervento di quel signore anziano che ha detto di condividere in larga parte ciò che dicevo, da quello di Annamaria Arlotta che ha “sdoganato” a suo modo il sito.
Insomma, nessuna ha potuto giocare la carta del “maschilista, sessista, sfigato, represso, frustrato e fascista”, non ce n’erano le condizioni né personali né ambientali. E questo è fondamentale.
Come dicevo, giocavamo fuori casa, gli altri interventi sono stati di donne che hanno fatto il verso all’autrice e alle altre relatrici, ad eccezione, come dicevo, di Annamaria Arlotta e di un’altra donna che, pur seguendo sostanzialmente lo spartito dell’evento, ha detto che le donne hanno sempre dominato e continuano a dominare in ambito familiare e che ora dovrebbero lasciare più spazio agli uomini tal senso, per far sì che essi recuperino il ruolo che gli compete. La qual cosa ha provocato la reazione abbastanza stizzita della cosiddetta “moderatrice” che tutto era tranne che una moderatrice (mi ha appena detto una mia amica che ha partecipato all’evento che, durante il mio intervento, faceva smorfie e assumeva posture facciali per mostrare la sua contrarietà alle mie parole…).
In ogni caso ciò che ho percepito è che le donne non riescono neanche a comprendere che possa esistere una sofferenza maschile; quest’ultima non è neanche contemplata, è come se non esistesse, è come se gli uomini e le loro ragioni non esistessero. Una totale autoreferenzialità che porta ad una assoluta sordità e cecità, ad una oggettiva incapacità di relazionarsi. Questo è veramente qualcosa di incredibile. Pensate per un attimo ad una persona che vi si avvicina per parlarvi, che so, di letteratura, e voi gli rispondete parlandogli di sport o di elettronica, senza neanche prendere in considerazione ciò che quella stessa persona vi sta dicendo, come se le sue parole vi scivolassero addosso, come se vi entrassero da un orecchio e uscissero dall’altro.
Questa è la sensazione profonda che ne ho tratto. Questo tema merita una riflessione, perché non credo, purtroppo, che questo sia dovuto solo al femminismo. Naturalmente lo scopo di tutto ciò (e soprattutto di partecipare anche a questo genere di iniziative) è quello di parlare agli uomini, di aprire una breccia nella loro testa. Però non può non colpire la profondissima voragine di incomprensione che esiste fra i due sessi.
E’ proprio vero che siamo due “cose” radicalmente diverse destinate a non potersi comprendere (tranne in rarissimi casi). Una relazione strutturalmente conflittuale dove l’unica possibilità per cercare di trovare un minimo punto di equilibrio, è che entrambe le due posizioni abbiano sufficiente forza per non schiacciarsi e distruggersi vicendevolmente. Insomma, ci vorrebbe una sorta di “equilibrio del terrore”, come si diceva ai tempi della guerra fredda. Una “guerra” che comunque è stata in grado di garantire una certa stabilità e un certo equilibrio (e anche una relativa pace…) al mondo e all’umanità per cinquant’anni circa…
Così come questo equilibrio è saltato nel mondo , metaforicamente parlando, è saltato anche quello fra i sessi (ho scritto equilibrio, non armonia, sia chiaro…). A noi e a quelli che verranno dopo di noi spetta l’immane compito di ricostruirlo. Non per ideologia ma per necessità. Che sia ben chiaro.
Fabrizio
p.s. purtroppo nessuno ha registrato il convegno. Avevo portato il mio registratore personale mi mi sono accorto poco prima che era difettoso. L’organizzatrice mi ha detto che avrebbe dovuto essere registrato ma chi dovevan farlo non poteva non ricordo per quale ragione (forse era ammalato). In ogni caso ciò che conta è che l’Adnkronos farà un pezzo sull’evento con una intervista al sottoscritto.

dia 10:55 am - 11th ottobre:

“mi ha appena detto una mia amica che ha partecipato all’evento che, durante il mio intervento, faceva smorfie e assumeva posture facciali per mostrare la sua contrarietà alle mie parole…).”
ahahaha, fantastico.
E la donna che si è alzata dicendo che le donne hanno sempre dominato, pure i maschi, in famiglia (cioè nella fabbrica di uomini per eccellenza), chi era??? Grande, un bel coraggio. Avrei voluto conoscerla. Che tipo era, se puoi riferire?

Fabrizio Marchi 11:13 am - 11th ottobre:

In realtà è stato un intervento contraddittorio, perché da una parte ha citato entusiasticamente le quote rosa nei CdA, e dall’altra ha riconosciuto la necessità di restituire uno spazio agli uomini in ambito familiare. Era una discreta donna sulla quarantina, con un accento straniero, forse francese, anche se si capiva dalla padronanza della lingua che era ormai da molto tempo in Italia.

dia 11:28 am - 11th ottobre:

te credo, se non citava entusiasticamente almeno le quote rosa, per lei non si metteva tanto bene. Aspettiamo i riscontri sulla stampa allora.

Fabrizio Marchi 11:33 am - 11th ottobre:

Ho appena parlato telefonicamente con la condirettrice dell’Adnkronos che ha trovato molto interessante la proposta delle quote azzurre per la scuola. Il lancio di agenzia dovrebbe uscire domenica e poi vediamo se qualche giornale lo raccoglierà.

Luigi Corvaglia 11:58 am - 11th ottobre:

Ciao Fabrizio
ho appena letto il tuo resoconto sulla serata di ieri.
Come ben sai, sono con te su tutta la linea.
Ritengo che se uno/a crede in un idea allora per quell’idea deve essere disposto a metterci tutto: nome, faccia ed impegno.
Anche e sopratutto al di là del web.
Indispensabile, utilissimo, d’accordo, ma il passaggio imprescindibile, per me, è l’agire nel reale.
Vorrei continuare … ma sono oberato dal lavoro, ci ritornerò su quanto prima. :-)

Rita 12:29 pm - 11th ottobre:

complimenti a Fabrizio e resto in attesa di leggere anche le successive interviste :-)

concordo anch’io con Dia che questo passo sia importante

“e di un’altra donna che, pur seguendo sostanzialmente lo spartito dell’evento, ha detto che le donne hanno sempre dominato e continuano a dominare in ambito familiare e che ora dovrebbero lasciare più spazio agli uomini tal senso”

è comunque, un embrione di riconoscimento di responsabilità, di riconoscimento di aver sempre detenuto un potere (e quindi viene a cadere la favola dell’oppressione millenaria maschilista e dell’esclusione delle femmine da ogni forma di dominio e potere)

Sandro2 12:40 pm - 11th ottobre:

Fabrizio:
“L’impressione che ho avuto è che siamo due mondi completamente diversi, che non potranno mai incontrarsi.”
_________________

Fabrizio:

“La mia sensazione è che le donne (non tutte ma la maggior parte) non siano in grado di percepire le problematiche e la sofferenza maschili.”

>>>
E’ così, nella maniera più assoluta.

Luigi Corvaglia 12:41 pm - 11th ottobre:

Una richiesta.
Una volta uscito il lancio d’agenzia, posta il link sul sito o invialo per posta elettronica.
Magari riesco a farlo pubblicare su qualche sito e giornale locale!!

Fabrizio Marchi 12:57 pm - 11th ottobre:

Sarà fatto, Luigi, anche se il lancio di un’agenzia del calibro di Adnkronos dovrebbe essere letto più o meno da tutti i giornali, per lo meno delle redazioni culturali, nel caso specifico.
Concordo inoltre su quanto scrivevi prima e che sostengo da sempre: è assolutamente fondamentale uscire dal web e lavorare, esponendosi quindi in prima persona, nella carne viva della società.
Se riuscissimo tutti a fare questo sarebbe un grande risultato.
Fabrizio

carlitos 1:38 pm - 11th ottobre:

Credo di essere l’amico che “sul finale della riunione è intervenuto in modo abbastanza polemico proprio per sottolineare il fatto che nessuna avesse veramente controargomentato alle tesi del sottoscritto.”
Commento personale della serata:tranne alcune eccezioni le donne presenti non solo non hanno replicato a Fabrizio, ma ci si sono gongolate sopra (non fisicamente!) come a dire “vedete non abbiamo neanche paura del confronto” ….Ma a chi ha parlato Fabrizio ? E che cosa hanno sentito ? Sembravano tutte grandi ex-sciatrici, che slalom da paura pur di non rispondere ! Eppure Fabrizio è stato bravo a non provocare, essere sintetico, chiaro, calmo, preciso etc. etc..
Ciliegina sulla torta: quasi al termine della serata (un caso ? mah!) quando ho “vomitato” dal fondo della sala che l’uomo beta non ha la telecamera, o se ce l’ha non è mai puntata sulle veline (mai l’avrà e mai la vorrà!) eppure si continuava a generalizzare sul fatto che “è l’uomo ad avere in mano la telecamera!” si, ma diciamolo quale uomo ! (Fabrizio aveva già spiegato nel suo intervento della questione alfa – beta !)
A quel punto la presentatrice se ne esce con “la strada per l’emancipazione femminile è ancora lunga!” !!!!! Pelle d’oca per un termine ormai desueto, nervosismo e voce alta all’uscita ……Torno a casa con la felice consapevolezza che i miei occhi di maschio non la vedono così !

armando 4:33 pm - 11th ottobre:

fabrizio: “E’ proprio vero che siamo due “cose” radicalmente diverse destinate a non potersi comprendere (tranne in rarissimi casi). Una relazione strutturalmente conflittuale dove l’unica possibilità per cercare di trovare un minimo punto di equilibrio, è che entrambe le due posizioni abbiano sufficiente forza per non schiacciarsi e distruggersi vicendevolmente. Insomma, ci vorrebbe una sorta di “equilibrio del terrore”, come si diceva ai tempi della guerra fredda. Una “guerra” che comunque è stata in grado di garantire una certa stabilità e un certo equilibrio (e anche una relativa pace…) al mondo e all’umanità per cinquant’anni circa…”
Voglio essere più ottimista di Fabrizio (l’ottimismo della volontà). Il conflitto c’è sempre stato ed è fisiologico, come in tutte le cose della vita. Ma non sempre è stato così distruttivo da non riconoscere nessuna ragione,e quindi nessuna legittimità, all’altro se non a prezzo di una sua autodistruzione pschica e antropologica. Per dirla in termini schmittiani, è da oggi e non da sempre che non esiste più “il giusto nemico”, ed è per questo che si vuole il suo annientamento anzichè quella pace, certo sempre in bilico, certo mai data una volta per tutte, assicurata dal riconoscimento della legittimità dell’avversario. Sui motivi per cui ciò è avvenuto (sociali ed economici dovuti alla crescente presa del capitale sull’umano) abbiamo discusso altre volte e non ci torno sopra. Però mi voglio sforzare di sottolineare come con tutta probabilità quella platea fosse già ben orientata, e come invece fra le donne normali quella concezione non abbia ancora fatto presa del tutto. Certo, in molti casi tale consapevolezza femminile non arriva osservando come si muovono le cose intorno, ossia con uno sguardo che si sforzi di essere oggettivo, ma solo quando si è toccate di persona, per i figli maschi o per le vicissitudini del compagno. Che sia questa una delle differenze ontologiche fra maschile e femminile?
In ogni caso, qualche segnale sta arrivando anche da parte femminile, e a quanto leggo, interventi come alcuni che sono stati fatti in quella sede non propriamente amica, ne sono testimonianaza. E’ però sicurissimo che se non saranno gli uomini ad esprimersi, a dire basta, ad evidenziare la realtà delle cose, quelle testimonianze non avranno seguito. Per questo gli interventi come il tuo, ovunque ce ne sia l’opportunità, sono indispensabili, e non solo utili.
armando

mauro recher 4:44 pm - 11th ottobre:

concordo con sandro2 ,visto che anch’io avrei quotato quei due passaggi …
dal resoconto mi sembra di aver capito che è stata una serata positiva ,un primo passo per farci conoscere anche al di fuori del web (che ,come dice ,giustamente Luigi ,è importantissimo ,ma occorre un passo in più)
Non mi meraviglia poi la polemica scaturita dal maschio pentito che,come da copione ,deve far sentire la sua voce …
visto che ci sono ,purtroppo per motivi di tempo ,non posso mandare i video nel concerto ,anche la scaletta del concerto è stata ridotta ma, credo che sia un ottima idea ,il cantante (il quale ha visionato il tuo video e mi ha detto che l’ ha trovato davvero ben fatto e sopratutto “veritiero” ) mi ha detto di fare un volantino che in poche righe tratti di uomini beta. Ci devo pensare per come impostarlo ,poi te lo faccio visionare. Il contesto ,certamente ,non è come quello di ieri ,ma ,come hai detto giustamente te, Fabrizio ,anche i piccoli spazi ,vanno bene per farsi conoscere

mauro recher 7:55 pm - 11th ottobre:

non c’entra niente con il resoconto di Fabrizio , ma ho trovato questo simpatico sito ,divertente a mio modo di vedere
http://complessata.altervista.org/

Leonardo 3:06 pm - 12th ottobre:

Fabrizio Marchi
In ogni caso ciò che ho percepito è che le donne non riescono neanche a comprendere che possa esistere una sofferenza maschile; quest’ultima non è neanche contemplata, è come se non esistesse, è come se gli uomini e le loro ragioni non esistessero
—————————————————–
Verissimo, come è vero che da parte maschile c’è un’esagerata preoccupazione per la sofferenza femminile, coperta con l’atteggiamento del vero maschio (pentito)

mauro recher 12:42 pm - 16th ottobre:

anche i disordini di Roma ,di ieri ,servono per andare contro gli uomini
http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2011/10/16/ecco-perche-toccava-alle-donne/
ho scritto anch’io un piccolo pensiero su questo
http://femdominismo.wordpress.com/2011/10/16/manifestazione-a-roma/

Fabrizio Marchi 1:19 pm - 16th ottobre:

“I black bloc e gli infiltrati sono sempre maschi. Dove ci sono tante donne, c’è maggiore sicurezza sociale”. (Marina Terragni)
le fanno eco alcune blogger: “hai perfettamente ragione. quando c’è da menare le mani, esplode il maschio primordiale…” (Licia)
“Ieri c’ero e concordo con tutto, Marina. E infatti mi ha addolorata vedere qualche ragazza in assetto aggressivo; l’ho recepita funzionale al modello maschilista,non nello sdegno, ma nel METODO.” (Marina)
Si discosta d al coro un certo Maddox che dice:“anche le donne alzano le mani come ci sono uomini non violenti basta vedere il ragazzo che ha posto dei fiori sulla camionetta della polizia …
i black block erano tutti intabarrati a capo coperto dire sono tutti maschi è comodo quanto sbagliato .
nella manifestazione di febbraio non ci sono stati disordini perche gli animi non erano cosi stremati perche i partecipanti erano a confronto poco numerosi perche aveva poco senso”.
Gli risponde la Terragni:” Maddox, io non ti banno, ma le tue falsità sono difficilmente tollerabili. Non so se è giusto portare tutta questa pazienza”.
Io non so se questa Terragni fosse presente alla manifestazione di ieri, né se sia in generale avvezza a frequentare manifestazioni, oppure delimiti le sue frequentazioni ai soli “salotti bene”.
So che io c’ero e posso assicurarvi che fra i manifestanti che si sono scontrati con le forze dell’ordine c’erano moltissime ragazze, (in egual numero dei ragazzi), che raccoglievano e tiravano sassi, gridavano slogan, incitavano, supportavano attivamente i loro compagni. Poi che a sostenere materialmente gli scontri in prima fila ci fossero come sempre i maschi, da una parte e dell’altra (poveri contro poveri, l’un contro l’altro armati), questo è un altro discorso. E sappiamo bene dove ci porta…
La Terragni è una donna in malafede e secondo me anche ottusa; lo è da sempre e in questa occasione lo è ancora di più. E’ sufficiente leggere questa sequela di banalità per rendersene conto:” Ecco perché anche questa piazza avrebbero dovuta chiamarla le donne: in tante e tanti guardavano a loro, per l’iniziativa. Non avremmo visto le cose che abbiamo visto ieri, o si sarebbe comunque trattato di episodi marginalissimi. Non avremmo assistito a questo rigurgito di passato, che non esprime affatto lo spirito del tempo ma solo il cretinismo e l’irresponsabilità di chi crede che la violenza sia legittima e che costituisca una soluzione. C’erano anche altre ragioni per questa piazza, prima fra le quali tornare a mostrare la soggettività politica femminile, ribadire che non è stata episodica, che senza una radicale femminilizzazione della rappresentanza e delle istituzioni, con tante donne e nei modi delle donne, ogni cambiamento in questo paese sarà fittizio”. (Marina Terragni)
Al di là delle provocazioni organizzate (non siamo nati ieri…) e dell’ingenuità di tanti ragazzi esasperati (e colpevolmente abbandonati a loro stessi dalla “politica”) che si sono lasciati coinvolgere cadendo nella trappola (sbaglia il Ministro Sacconi a dire che quelli che si sono scontrati ieri con la polizia sono i futuri banchieri di domani; questo era ed è stato in larghissima parte vero per i “sessantottini” di una volta ma non per i ragazzi di ieri, e vi assicuro che so distinguere un “borgataro” da un “figlio di papà con la kefia e l’orecchino”…) e che hanno dato vita ai disordini, le parole di questa professionista della manipolazione mediatica, sono molto gravi.
Al punto tale che non riesco neanche a commentarle…
Fabrizio
p.s. ottimo spunto di riflessione, Mauro…

Alessandro 1:35 pm - 16th ottobre:

Il problema nasce dalla considerazione di cui godono queste Terragni, Zanardo, Ravera e compagnia bella. Stanno diventando maitre a penser, come si suol dire. Penso che corriamo il rischio di ritrovarcele addirittura candidate tra le fila della sinistra, magari in SEL(F), vista le posizioni di Vendola su questi temi. Comunque ogni occasione è buona per tirar fuori il loro odio di genere. Davvero sono personalità inquilificabili. Ma noto che sono sempre di più coloro che stanno rialzando la testa, che si stanno “liberando dalle catene” ideologiche, che stanno faticosamente riacquistando una dignità.

Luigi Corvaglia 1:47 pm - 16th ottobre:

Fabrizio
concordo sul tuo giudizio sulla Terragni, ma la frase: “Ecco perché anche questa piazza avrebbero dovuta chiamarla le donne: in tante e tanti guardavano a loro, per l’iniziativa.” è per me di una comicità irrefrenabile.
C’è qualcuno/qualcuna che possa andare a riprendere questa donna da Venere e riportarla sulla Terra?
Se c’è, la prego/lo prego di farsi avanti.
Lo faccia in nome della nostra comune umanità!!

dia 3:45 pm - 16th ottobre:

be’, quel blog e una parte del suo commentarium sono stereotipi viventi. Credo che prima o poi, una stand-up comedian della nuova generazione – quelal del dopo-Dandini – ne farà una parodia. Le contraddizioni in cui cadono sono macroscopiche, a volte. Ma una fra tutte: l’intolleranza, l’aggressività , la violenza verbale e l’autoritarismo con cui gestiscono i loro blog. Le continue minacce – ti banno, non ti banno, questo non sarà tollerato, quell’altro neanche, questo qui non si può fare, e neanche quello, e via dicendo – se solo metti un piedino fuori dal seminato. E’ uno stile caratteristico. Sembra di stare in un asilo – dell’ottocento. Chi di voi è abbastanza vecchio da aver visto Gianburrasca, ricorderà la direttrice del collegio, una grande Bice Valori, che camminava sulel ginocchia e minacciava tutti i ragazzini di questo e quello.

Sandro2 7:47 pm - 16th ottobre:

Riguardo alle solite banalità (è un eufemismo) della Terragni e company, riporto un brano tratto da IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.
___________________________

Le donne sono per natura meno guerrafondaie degli uomini?
Nella storia del mondo, le donne al potere si sono appellate a motivi molto simili a quelli degli uomini per mandarli alla morte. Per esempio, il drink Bloody Mary si chiama così per via di Maria Tudor (la regina Mary I), che fece bruciare sul rogo trecento protestanti; quando la figlia di Enrico VIII, Elisabetta I, salì al trono, saccheggiò senza pietà, bruciò e devastò l’Irlanda in un’epoca in cui l’Irlanda era detta l’Isola dei Santi e dei Saggi. Quando morì un imperatore romano, la vedova mandò a morte 80.000 uomini.[29] Se Colombo fu uno sfruttatore, non dobbiamo dimenticare che la regina Isabella sovvenzionò la spedizione.
In anni recenti, le cosiddette Lady di Ferro – Indira Gandhi, Golda Meir e Margaret Thatcher – hanno mandato migliaia di uomini a morire pressappoco quanti un leader maschio, e in guerre funeste per la vita degli uomini.
Una cosa non è comunque cambiata nel corso della storia: che i leader fossero maschi o femmine, quasi il 100 per cento degli eserciti che hanno sacrificato in battaglia era costituito da uomini.(Persino in Israele per le donne combattere è un optional, per gli uomini obbligatorio; e in pratica sono rare le donne che si offrono di andare a combattere. Vedi capitolo 5, «Eroe di guerra o schiavo di guerra?»)
Quando al vertice del potere c’era una donna, erano comunque gli uomini a morire. L’eguaglianza si trovava al vertice – non alla base.
>
Perché gli uomini crearono gli imperi?
Spesso gli imperi sono considerati il più alto e significativo esempio del desiderio di potere e di conquista degli uomini. Paradossalmente, rimproveriamo agli uomini di aver creato degli imperi mentre noi tutti viviamo negli imperi creati dagli uomini. Ma perché gli uomini crearono degli imperi?
Per le nazioni gli imperi erano l’equivalente di una polizza di assicurazione: una fonte di sicurezza, Per esempio, quando i paesi europei si sentirono vulnerabili agli attacchi esterni, gli imperi diventarono zone «cuscinetto» – una buona offesa divenne la migliore difesa. Analogamente, se la carestia colpiva il paese, dall’impero si potevano ottenere aiuti alimentari più facilmente che dal nemico.
Perché un popolo invadeva dei territori che non costituivano una minaccia? Consideriamo i motivi per i quali gli europei s’imposero agli indiani americani indigeni, che non avevano mai rappresentato una minaccia. Allorché un gruppo si sentiva oppresso in un paese, spesso lo abbandonava, trovava un altro territorio e uccideva quanti osavano opporre resistenza. Coloro che perpetravano la carneficina, così come coloro che ne erano vittime, erano uomini, ma a trarne vantaggio erano uomini e donne.
La serie di guerre che alla fine portò alla formazione degli Stati Uniti costituisce un ulteriore esempio della maggiore importanza della proprietà rispetto agli uomini. Gli uomini morirono per la proprietà; le donne vissero sulla proprietà, che era spesso la tomba dei mariti.
In altri termini, le grandi potenze sono diventate tali grazie alla morte di molti ragazzi. Poiché questi ultimi morirono, gli imperi possono essere considerati come una forma maschile di asservimento; poiché altri vissero, gli imperi possono anche essere visti come il contributo maschile alla sopravvivenza.
>
Quanto tempo è necessario perché la violenza maschile cambi?
Quanto tempo ci vuole perché cambi una mentalità maschile assassina, fortemente radicata? I vichinghi (quelli che squartavano i nemici) sono considerati quanto mai spietati. Ma quando i vichinghi ebbero conquistato l’Inghilterra, le inglesi trovarono attraenti gli uomini che uccidevano con la scure; ben presto le campane annunciarono con i loro rintocchi le nozze. Nel volgere di due generazioni, invece di razziare villaggi, procrearono figli, invece di distruggere le proprietà dei forestieri, coltivarono le proprie. In due generazioni i vichinghi trasformarono le spade in aratri.
In epoca più recente, ai giapponesi sono bastate meno di due generazioni per trasformare le spade in azioni di Borsa. I maschi rimangono degli esecutori, ma senza ricorrere alla violenza. Perché mai? Entrambe le culture reinterpretarono i mezzi per la sopravvivenza – e di conseguenza gli uomini vi si adattarono. Tra gli uomini persiste infatti non la violenza ma la volontà di proteggere. Quando possono proteggere uccidendo i nemici, uccidono i nemici; quando possono proteggere «facendo una strage» a Wall Street, la fanno. La motivazione di fondo per gli uomini non è né la spada né l’aratro… è l’adattamento all’amore e l’adattamento all’approvazione.
>
Le donne sono la bilancia civilizzatrice della natura?
Spesso si dice delle donne che sono una sorta di bilancia civilizzatrice, in grado appunto di controbilanciare il maschio che per istinto è bellicoso. Assumendosi il compito di uccidere le donne, gli uomini, in un certo senso, hanno civilizzato le donne. Quando la questione fondamentale era la sopravvivenza, il fatto che gli uomini uccidessero per proteggere quel che le donne portavano in grembo era una forma maschile di sostentamento.[30] Era il contributo maschile alla bilancia civilizzatrice. (In seguito, quando il denaro divenne necessario per la sopravvivenza, procurare denaro diventò il «grembo finanziario» dell’uomo. Che facessero strage in guerra o a Wall Street, «la strage» era per gli uomini il modo per proteggere quello che le donne portavano in grembo.)
Quando una donna assicura di desiderare la sensibilità maschile, e poi s’innamora di un giocatore di football, di un chirurgo o di una rockstar, comunica al maschio un preciso messaggio: tanto più avrà amore quanto più sarà sbilanciato – focalizzato al massimo sul suo lavoro, focalizzato al massimo sull’obiettivo di diventare un eroe. Se si fosse innamorata di un infermiere sensibile, di un artista altruista o di un taxista contemplativo, allora avrebbe votato chiaramente a favore di una civilizzazione degli uomini.
A creare la tragedia maschile sono le società in cui particolarmente desiderabile è l’uomo che «fa strage»: gli uomini vengono allontanati dall’amore per guadagnarsi l’amore…
>
Allontanarsi dall’amore per guadagnarsi l’amore: la tragedia dell’uomo
Stima dì sé e mascolinità
A Sparta, a sette anni i ragazzi venivano trasferiti negli accampamenti dell’esercito.[31] Erano costretti a dedicarsi a «giochi» come «rubare il formaggio dall’altare». Per prendere il formaggio, dovevano correre tra due file di soldati che li battevano con tanta violenza che alcuni ragazzi morivano poco dopo per commozione cerebrale o dissanguamento.[32]
Questo furto del formaggio era una metafora perfetta: pestilenze e carestie costringevano infatti i militari a difendere quel poco cibo che i cittadini avevano, e a rubare quello che mancava. Il furto richiedeva il coraggio di rischiare la vita.
Perché i ragazzi venivano allontanati da casa a sette anni? Meno valore davano all’intimità, alla vita e agli affetti, più avrebbero accettato di mettersi a disposizione. Li abbiamo abilmente indotti a comportarsi così offrendogli in cambio rispetto – per la verità un rispetto condizionato, che chiamavamo «amore» quando soddisfaceva le richieste.
Il training alla disponibilità cominciava alla nascita. Con il pene. Gli studi condotti sulla circoncisione rilevarono che quanto più una società aveva bisogno di cacciatori e guerrieri per sopravvivere, tanto più dure erano le pratiche per la circoncisione dei neonati.[33]
Le donne che sposavano questi uomini dovevano affrontare un problema: il training alla morte raramente comprendeva corsi su «L’intimità nel matrimonio».
E il problema dei padri?…

Sandro2 8:10 pm - 16th ottobre:

Riporto anche un altro brano.
_____________________

La Guerra Civile: uomini come cittadini di seconda classe
Negli Stati Uniti, durante la Guerra Civile, due gruppi riuscirono a evitare la chiamata alle armi: le femmine e i maschi della classe superiore. Sotto questo aspetto, qualsiasi femmina valeva quanto un maschio della classe superiore.
A parte il fatto che persino gli uomini della classe superiore dovevano comprarsi la possibilità di scampare alla morte. E per questo pagavano 300 dollari[10] (circa 5400 dollari di oggi)[11] a un poveretto che, in questo modo, permetteva alla famiglia di sopravvivere mentre lui rischiava la vita. Il concetto di sé del povero – secondo cui non valeva nulla se restava povero – era preso alla lettera. Il diventare carne da cannone almeno faceva sì che valesse qualcosa per qualcuno.
Perché il maschio della classe superiore poteva permettersi di evitare la Guerra Civile? Perché aveva la capacità di salvare la comunità in altri modi, fornendo munizioni o generi alimentari, producendo messi grazie alle proprietà e agli schiavi che possedeva (che sarebbero diventati improduttivi se fosse andato in guerra, o mai più produttivi se non fosse tornato dalla guerra). Il maschio della classe superiore non aveva il privilegio di evitare il ruolo del salvatore, ma unicamente il privilegio di assumere quel ruolo in vari modi. Ereditava comunque il dovere di salvare, e non l’opzione di essere libero di non farlo. Né ereditava l’opzione di farsi salvare da una donna.
Durante la Guerra Civile il governo approvò il Conscription Act[12] che in sostanza permetteva il commercio degli schiavi. Più di mezzo milione di uomini, per l’esattezza 623.026, furono uccisi nella Guerra Civile,[13] il che equivarrebbe a undici guerre nel Vietnam. Proviamo a immaginare undici guerre del Vietnam in fila, in cui siano chiamate a combattere solamente le donne, e da cui 620.000 soldatesse – vostre sorelle, madri, figlie – tornassero a casa in una bara.
Quella guerra fu «roba da uomini»? Niente affatto. Le donne «disapprovavano» gli uomini che non andavano a combattere.[14] Nel Sud, gli uomini raramente andavano alla ricerca di sostituti perché, come spiegava un serial sulla Guerra Civile, che vinse anche un premio: «Le donne non lo avrebbero mai permesso».[15]
Ben poche erano le donne disposte a sposare un uomo che aveva «paura» di combattere.
Ecco un’altra lezione: se gli uomini davvero amassero tanto la guerra, perché manifestarono contro la leva nel 1860? Come mai tanti uomini del Nord rischiarono l’ostracismo pubblicando annunci sui giornali per trovare dei sostituti? Tuttora gli uomini sono accolti con fischi e uova marce se sono riusciti a evitare la guerra. Provate a chiederlo a Dan Quayle, a Bill Clinton…
Ovviamente non mancano i giovani che non vedono l’ora di andare in guerra. Se delle ragazze delle classi più povere e bisognose si facessero tagliare gambe e braccia per procurare 5000 dollari all’anno in più alla famiglia, le definiremmo delle sante. Nel caso dei giovani parliamo di «machismo».
Ai tempi della Guerra Civile, come accade in quasi tutte le guerre, entrambi i sessi credevano nei principi per i quali la loro parte combatteva. Uno di quei principi era la liberazione degli schiavi neri. In sostanza, degli schiavi bianchi combattevano per affrancare degli schiavi neri. Da tempo abbiamo riconosciuto la schiavitù dei neri. Non abbiamo ancora riconosciuto la schiavitù dei maschi.
Sotto questi aspetti, nessun uomo era pari a una donna: nessun uomo, di nessuna classe sociale, poteva aspettarsi che una donna lo salvasse da un attacco. O dalla fame. E durante la I Fase, attacchi e fame erano le principali paure. Gli uomini erano dunque cittadini di seconda classe. I ragazzi morivano prima dell’età della ragione, prima di avere diritto al voto.
Se di buon grado delle ragazze avessero rischiato la vita nella Guerra Civile in cambio di un mucchietto di medaglie, immediatamente avremmo riconosciuto nella poca stima di sé una questione femminile. Dei ragazzi rischiarono, eppure un best seller femminista degli Anni Novanta, Revolution from Wìthin di Gloria Steinem, afferma che la poca stima di sé è una questione femminile.[16] La poca stima di sé è anche una questione maschile conseguenza della versione maschile del cittadino di seconda classe. La nostra capacità di sollevare tale questione è un privilegio della II Fase; sollevarla solamente per un sesso è sessismo della II Fase.
Quando le storiche femministe definiscono «classe di guerrieri» e «classe di élite» questa classe di schiavi,[17] ignorano questo punto di vista: i guerrieri non erano tanto una classe d’élite quanto una classe di morti.

cesare 9:47 am - 17th ottobre:

C’è una domanda che nessuno si pone e che mi permetto di porre perchè nasce dalla realtà dei fatti: 5.300.000 aborti in Italia sono un tenero esempio di non-violenza femminile? oppure, fra le altre cose, è la prova che la guerra è guerra maschile perchè ci si può mandare i maschi a farla, altrimenti, se il “nemico” è a portata di donna, la si fa senza alcun problema in prima persona? Con una differenza: i maschi dovevano e devono mettere a disposizione la loro vita e la distruzione del loro corpo per la comunità (altrimenti finivano immediatamente al muro fucilati alla schiena o finiscono in galera con disonore, da morti viventi, per decenni) e dovevano/devono ritenere tutto ciò non solo accettabile ma onorevole e obbligatorio; le donne invece devono ospitare nel loro corpo, assistite in ogni modo, per nove mesi una nuova vita. E ciononostante considerano che questa chiamata alla accoglienza e a questo tipo di disponibilità del loro corpo sia talmente onerosa da poter essere rifiutata. Da questo dato di fatto nasce un’altra domanda: quanto a “impegno” e “disponibilità” del proprio corpo cè differenza tra il metterlo a disposizione per i nove mesi di maternità per far nascere un figlio e il metterlo a disposizione della comunità perchè sia distrutto in guerra? e c’è differenza tra poterlo rifutare ed essere obbligati?
E ancora una domanda: chi irride al sangue di milioni di giovani maschi che hanno perso la vita in guerra chiamandoli violenti perchè maschi sa quanta violenza e menzogna c’è nelle proprie parole? Parole che vanno a incidersi feroci e bastarde contro ogni lapide che in ogni paesino in Italia ricorda e onora il sacrificio di questi ragazzi.

Fabio C. 12:46 pm - 17th ottobre:

Quello che io trovo significativo è che quegli estremisti che a Roma hanno fanno milioni di euro di danni, danneggiando negozi ed auto di comuni cittadini (quindi di uomini “beta”…) e assaltando i poliziotti, non muoverebbero mai neppure un dito contro un corteo di misandriche femministe.
Personalmente li trovo personaggi alquanto spregevoli, che andrebbero pure bastonati a sangue per quello che hanno combinato.

Fabio C. 12:47 pm - 17th ottobre:

Edit: “hanno fatto milioni di euro di danni”

armando 2:42 pm - 17th ottobre:

Il giochetto di Terragni & C. è sempre meno credibile e per questo sentono la necessità di alzare i toni. Così facendo però, diminuiscono ancora la loro credibilità.
La realtà sta emergendo, ora che le donne diventano protagoniste. Nei governi, a capo dei quali o in ministeri chiave si dimostrano non meno guerrafondaie dei maschi. Nell’esercito, dove generalesse ordinano i bombardamente, pilotesse schiacciano i bottoni dei missili, soldatesse torturano prigionieri inermi come ad Abu Graib. Nella società civile dove il fenomeno del bullismo al femminile è in aumento esponenziale. L’unico spazio dove questo fenomeno rimane secondario, è quello dello scontro fisico a tu per tu, dove non c’è mai una donna una che si prende un rischio.
In ogni caso vorrebbero farci credere si tratti di imitazione del modello maschile. Fosse così significherebbe che le donne sono davvero incapaci di autonomia e dunque di essere persone adulte in grado di decidere autonomamente. Se Terragni & co, credono sia così, lo dichiarino apertamente. Ma se così non è, allora la verità è un’altra. Le donne possono essersi credute “innocenti”, e continuare a farlo, perchè e solo perchè gli orrendi maschi oppressori dell’era patriarcale, le hanno esentate dalla violenza. Se la sono accollata per intero con le lacerazioni e il dolore che ciò ha sempre comportato, e nella donna hanno voluto vedere un’oasi di pace e di rigenerazione. Questo è il senso del “riposo del guerriero”, questo il motivo per il quale le donne sono state in certo senso angelicate. Ora esse rifiutano questo ruolo che, dicono, sta loro stretto. Ed ora si dimostra come male e bene, violenza e non violenza, non hanno sesso. E’ ora che la smettano con i pietosi tentativi di allontanare da sè il calice amaro, come ben dice anche Cesare a proposito dell’aborto.
armando

Fabrizio Marchi 8:56 pm - 19th ottobre:

„Quello che io trovo significativo è che quegli estremisti che a Roma hanno fanno milioni di euro di danni, danneggiando negozi ed auto di comuni cittadini (quindi di uomini “beta”…) e assaltando i poliziotti, non muoverebbero mai neppure un dito contro un corteo di misandriche femministe.
Personalmente li trovo personaggi alquanto spregevoli, che andrebbero pure bastonati a sangue per quello che hanno combinato“. (Fabio C.)
D’accordo sulla prima parte (che pero’, non dimentichiamolo, riguarda pressoche’ quasi tutti gli uomini e di qualsiasi colore politico), vediamo di ragionare un attimo sulla seconda.
Un “tale“ che di queste faccende se ne intendeva (a prescindere dalle opinioni politiche di ciascuno) scrisse una volta un libro dal titolo “Estremismo, malattia infantile del comunismo“. Si tratta di un testo squisitamente politico e quindi, per chi non e´uso a questo genere di letture, potrebbe anche risultare noioso (lo e’ stato anche per me, state tranquilli, avendolo peraltro letto in giovane eta’). Tuttavia, anche se concepito e scritto molto tempo addietro, rimane un’opera fondamentale sia dal punto di vista analitico che metodologico al fine di comprendere la genesi e le cause del fenomeno estremistico.
Il suo autore, esattamente come te, caro Fabio, era estremamente duro nei confronti degli “estremisti“ (anche se questi non si ritenevano tali), non solo in relazione alle loro “pratiche“ politiche ma anche e soprattutto alla loro impostazione politica e strategica che egli stesso definiva funzionale in tutto e per tutto proprio a quel sistema che essi stessi sostenevano di voler combattere . Ed e’ anche doveroso ricordare che quegli “estremisti“ a cui si faceva riferimento in quelle pagine erano di ben altro spessore e statura rispetto alle bande di giovani che hanno ingaggiato gli scontri con le forze dell’ordine pochi giorni fa nella Capitale.
Non solo. Analisi a parte (condivisibilissima da un punto di vista politico e concettuale), il contesto storico-politico nel quale quel trattato politico fu concepito e scritto era in grandissima parte se non del tutto completamente diverso da quello attuale. Cio’ giustificava in una certa misura quella durezza, forse e senza il forse, anche eccessiva.
A mio parere oggi la situazione e’ del tutto diversa e, fermo restando che ciascuno e’ responsabile delle proprie azioni e ne deve rispondere sempre e comunque, quindi anche e soprattutto di fronte alla legge, che la si condivida o meno, mi sembra eccessivo criminalizzare quel gruppo di scapestrati giovinastri, politicamente irresponsabili e soprattutto strumentalizzati da chi di politica, a differenza loro, ne mastica eccome.
Mi spiego. Alla fine della fiera, come si suol dire, qual e’ il risultato di quanto avvenuto a Roma giorni fa? Semplice. Che invece di parlare delle Borse, dei Mercati, delle Banche, del Capitale Finanziario, degli speculatori, anche se in doppio petto (e delle classi politiche al loro servizio) e delle loro politiche economiche e finanziarie che nel preciso momento in cui scrivo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, mese dopo mese, gettano milioni di famiglie nel mondo al di sotto della soglia di poverta’ se non sul lastrico, si parla solo e soltanto delle vetrine infrante e dei vandalismi gratuiti di questi imbecilli (quisquilie rispetto a cio’ che avveniva qualche decennio fa, credimi, ma questo e’ un altro discorso…).
Cui prodest tutto cio’? Non e’ neanche necessario che ti risponda.
Ma proprio per questa ragione, anche se ad una prima lettura potrebbe apparire paradossale, sono contrario alla criminalizzazione di questi ragazzi. Chi fa piu’ danni? Chi e’ piu’ violento? Quelli che sfasciano vetrine e tirano sassi oppure quelli che giocano con la vita di centinaia di milioni di persone?
Come ripeto, questo non significa in nessun modo giustificare alcunche’ o chicchessia: siamo i primi sostenitori, come sai, dell’etica della responsabilita’. E chi si e’ reso responsabile di quelle violenze e’ giusto che paghi. Ma paghera’ anche chi si e’ reso e si rende responsabile di disastri economici, finanziari (e sociali, e ambientali) di ben altra levatura?
Il paradosso sai qual e’? Che oggi, dal punto di vista mediatico fa molta piu’ notizia una sassaiola nel centro di Roma piuttosto che una frode da centinaia di milioni di euro, magari ai danni del contribuente. Cosi’ come fanno piu’ notizia una decina di vetrine infrante rispetto ai bombardamenti aerei che vengono effettuati ad un ritmo ormai quotidiano in diverse regione del pianeta.
Ti assicuro che non mi piace fare demagogia, credimi sulla parola, pero’ mi chiedo se ti esprimeresti mai nello stesso modo in cui ti sei espresso nei confronti di quei giovani (“andrebbero bastonati a sangue“) nei riguardi di un pilota che ha sganciato il suo carico di democrazia, pardon, di bombe al fosforo bianco, sulla testa degli abitanti di qualche sperduto villaggio afghano, iracheno o libico, magari per difendere il diritto delle donne ad emanciparsi e a liberarsi del burqa mentre contestualmente qualcun altro pensa a costruire i nuovi oleodotti…
Tu dirai:“Ma quel pilota sta facendo il suo dovere!“ Eh no, troppo facile, a mio parere. Perche’ anche quel giovane armato di sassi e bastone potrebbe risponderti che ha commesso quegli atti vandalici per ragioni ideali (giuste o sbagliate che siano).
Il pilota arrostisce la gente nel nome della democrazia, il secondo sfascia le vetrine della filiale di una banca e tira sassi contro la polizia nel nome di “un altro mondo possibile“. Ripeto, dal punto di vista politico sono il primo a dire che quest’ultimo meriterebbe una bella lezione (a suon di sganassoni, non a chiacchiere). Pero’ perche’ al primo gli si da’ una medaglia mentre il secondo lo si sbatte (giustamente) in galera?
La questione e’ complessa, naturalmente, come sempre. Quello che voglio dire e’ che e’ necessario osservare gli eventi con uno sguardo molto lucido, altrimenti si rischia di cadere nella trappola che viene astutamente e sistematicamente preparata da chi la sa lunga. E se c’e’ qualcuno che la sa molto lunga e’ proprio l’apparato mediatico in grado di fare e disfare, ridimensionare un fatto o al contrario ingigantirlo a dismisura, fino ovviamente ad occultarlo o addirittura a costruirlo di sana pianta.
Ma con noi non la spuntano piu. Per cui, che quei ragazzi paghino per i reati di cui si sono resi responsabili, che poi non sono molto diversi da quelli che vengono commessi negli stadi una domenica si’ e l’altra pure (con la differenza che si e’ molto piu’ tolleranti in quei casi…), e che al piu’ presto si torni a rimettere le cose veramente importanti al centro della discussione politica.
Fabrizio

Fabio C. 11:31 pm - 19th ottobre:

Tu dirai:“Ma quel pilota sta facendo il suo dovere!“
(Fabrizio)
°°°°°°°°°°°°°°°°°
No, non lo dico.
Ma su certi punti resto del mio parere.
Tutto qua.

Fabrizio Marchi 9:42 am - 20th ottobre:

Non avevo di certo la pretesa di convincerti, Fabio, ho solo espresso la mia opinione come hai fatto tu.
Proprio ieri sera, dopo aver scritto il mio precedente post, mi e’ tornato alla mente il tragico omicidio dell’ispettore Raciti, avvenuto un paio di anni fa durante gli scontri fra ultras del Catania o del Palermo (non ricordo bene) e forze dell’ordine, al termine della partita.
Ricordo bene anche quello che successe a Brescia diversi anni fa quando un commissario di polizia fu ridotto in fin di vita a colpi di ascia da un gruppo di ultras della Roma e della Lazio (insieme in trasferta, incredibile, in quanto appartenenti alla stessa parrocchia politica di estrema destra).
Ma perche’ non parlare allora degli innumerevoli episodi di violenza al confronto dei quali gli scontri di pochi giorni fa a Roma sono barzellette per bambini. Pensa alla strage di Castel Volturno dove un gruppo di camorristi ha sparato all’impazzata su un gruppo di extracomunitari spedendone al Creatore cinque o sei in un colpo solo. Per non parlare della guerra di mafia e di camorra per il controllo del territorio che sconvolge intere regioni del Paese.
Ma sono solo esempi, gocce d’acqua in un oceano di violenza. L’elenco potrebbe essere infinito.
Eppure nulla di tutto cio’, nessuno di questi atti di violenza, per quanto spesso terribili, riesce a monopolizzare il dibattito politico-mediatico come invece e’ accaduto e accade per quello che e’ successo a Roma dove, insisto, al di la’ delle apparenze (che possono essere ingigantite o ridimensionate ad arte) non e’ accaduto nulla di veramente grave (pensate a quanto accaduto in Inghilterra alcuni mesi fa con il governo che e’ arrivato a decretare lo stato di emergenza e il coprifuoco).
Ci sara’ una ragione (magari politica…) per la quale determinati episodi vengono gonfiati all’inverosimile dai media e dalla politica?…
Fabrizio

mauro recher 5:28 pm - 20th ottobre:

per me il commento di Fabrizio sulla manifestazione di Roma è stato l’unico che abbia avuto un senso …
la penso allo stesso modo

Giovanni 5:47 pm - 20th ottobre:

“Conflitto agito con grandissima slealtà da parte di un maschile violento e arrogante, lo stesso che spesso vediamo imperversare nei blog delle donne e che dall’interno del nostro discutere, cerca di disgregare i nostri ragionamenti, il troll. I troll che frequentano i nostri blog non sono troll qualsiasi, sono degli esseri inqualificabili, probabilmente pagati allo scopo di schiacciare il nostro sforzo, gentaglia che si presenta con maschere oramai identificabili che vanno dal bravo e colto ragazzo femminista, all’uomo brutto che si vittimizza, allo psicopatico che allude alla sofferenza imposta dalla madre, eterno bersaglio della mentalità patriarcale” ma questa è fuori di testa, è pazza, è completamente pazza!!!!curatela!!!

Giovanni 9:17 am - 22nd ottobre:

il femminismo è una schifosa squallida e disgustosa ideologia sessista all’ennesima potenza!Non fa altro che usare due pesi e due misure!è sempre pronta a difndere le donne, qualunque cosa queste facciano, e sempre pronta ad attaccare gli uomini, a condannarli, a criminalizzarli, e sminuirli, offenderli, insultarli!se un uomo da uno schiaffo a una donna che l’ha tradito è un violento e un criminale, se una donna riempe di schiaffi uno che ha osato toccarla per mezzo secondo è GIUSTIFICATA!ma l’apoteosi dello schifo sessista, del giustificazionismo estremo dei pessimi comportamenti attuati dal sesso femminile si raggiunge in questo post che definire VERGOGNOSO è riduttivo…
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/10/21/le-donne-sono-indignate/
l’autrice -di sicuro una parecchio fuori di testa- arriva GIUSTIFICARE senza mezzi termine le donne violente che hanno devastato Roma!!!si, le giustifica!!!!in quanto donne!!!!è fuori di brutto!!!!e gli uomini, che hanno devstato Roma, quelli no, non li giusitifica!!!quelli sono uomini!!!!e gli uomini che si comportano male verso una donna, quelli sono solo violenti, pazzi, criminali, misogini, gente che è violenta verso le donne “per motivi di genere”, perchè “odia le donne” perchè non “si rassegna alla fine del patrarcato”, perchè “vuole dominare le donne”, gente solo colpevole al 100%, senza mai una minima attenuante, nemmeno nel caso in cui la moglie lo ha tradito!Altro delirio che ricorre spesso nei post di tale farneticante sessista integralista mary è che i media GIUSTIFICANO gli omicidi degli uomini verso le donne!Evidentemente per costei il fatto che in una trasmissione televisiva un psichiatra/sociologo/criminologo provi a dire la sua/a spiegare le cause/i motivi/il movente di un delitto significa giustificare il crimine…la mitica blogger non riesce nemmeno a cogliere la differenza tra analizzare, spiegare un comportamento, e giustificarlo!!!!è talmente presa dalla sua foga e smania di dire male deli uomini e di criminalizzarli che si aspetta – anzi, pretende – che tutti facciano come lei!Lei, invece, arriva al punto di GIUSTIFICARE senza mezzi termini delle donne che si sono comportate in modo ultraviolento e che non hanno un briciolo di attenuante!!!!a dir poco vergognoso il suo due pesi e due misure, e il suo atteggiamento folle e delirante!!!e questa viene a fare la morale a tutti, a criminalizzare e demonizzare gli uomini???ma ci faccia il piacere!!!!questa moralizza su programmi tv, pubblicità ecc, demonizza lgi uomini in quanto violenti ecc…ma che RIDICOLA!!!!!questa moralizza circa il presunto sessismo verso le donne, quando lei è la prima ad essere sessista, è ultrasessista, è sessista all’annesima potenza…VERSO GLI UOMINI!!!!è talmente accecata dalla smania di beatificare il genere femminile e di difenderlo ad oltranza, per partito preso, in modo integralista, da arrivare a parlare bene di quelle donne che hanno devastato Roma!!!!!a dir poco VERGOGNOSO!!!!e poi lei e le altre sue simili di dicono “contro la violenza”…ma che faccia tosta!!!si, sono contro la violenza solo se questa è agita da un uomo e in particolare contro una donna!!!!becero e squallido sessismo femminista all’ennesima potenza!!!il livello è sotto zero!!!!

Giovanni 9:19 am - 22nd ottobre:

ovviamente è inutile scrivere commenti in quel sito, perchè da ottime integraliste talebane quali sono, le blogger non pubblicano i commenti di dissenso, in particolre, manco a dirlo, SE L’AUTORE E’ UN UOMO!!!!!

mauro recher 10:12 am - 22nd ottobre:

quel blog Giovanni ,l’ho capito anch’io tardi ,è tempo perso ,ti giuro che ,visto che ero “ospite” scrivevo sempre post molto pacati ,ovviamente anche se dissentivo dal loro “vittimismo” femminista ,capisco la tua rabbia ,perchè la provavo anch’io ,tanto per farti un esempio ,su quello che hai scritto ,sono andato sul loro gruppo facebook ,scrivendo che ci capivo poco ,la Terragni diceva che erano tutti uomini spinti da istinti primordiali ,queste qui ammettevano che c’erano anche ragazze coinvolte , ma che le giustificava per via della società maschilista ,ho chiesto spiegazioni ,naturalmente il mio commento e stato censurato ,sempre in nome della democrazia mi sembra evidente :)

sergio 11:40 am - 22nd ottobre:

Giovanni, non sono certamente io il primo dirlo, dato che altri uomini lo hanno scritto più volte e diversi anni prima di me, ma non credi che in tutto ciò esista anche una responsabilità maschile, soprattutto fra coloro che contano, ovvero gli intellettuali? Cazzo, ma dove sono questi deficienti? Che dicono? Cosa fanno? Perché tacciono sempre? E’ chiaro che senza una adeguata e significativa opposizione, quelle stronze non possano far altro che “espandersi”, sia nei mass media, sia nella scuola, sia nella famiglia che in tutta la società.

Rita 11:51 am - 22nd ottobre:

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.. da una parte Marina Terragni che sostiene che se fosse stata una manifestazione di donne, condotta dalle donne, gestita dalle donne sarebbe stata pacifica e costruttiva, dall’altra queste che dicono

” Diciamo la verità: non ce l’aspettavamo[...]E’ l’assenza di immagini, forse, che ci fa dimenticare come le donne hanno sempre avuto un ruolo nelle guerre, in tutte le guerre. Hanno sostenuto, guidato, ispirato, fiancheggiato. Sparato.”

che le donne hanno sempre fatto le guerre con un ruolo attivo :-D (e rivendicato pure con orgoglio.. sembra dire, noi c’eravamo guerrafondaie come gli uomini ma nessuna ci ha scattato le foto…)

Rino 12:27 pm - 22nd ottobre:

Sì, siamo di fronte al rovesciamento sistematico, permanente, capillare della descrizione e dell’interpretazione di ogni fatto. Bisogna prenderne atto, prendere atto dell’esistenza della misandria, odio di cui non si era mai sentito parlare fino in tempi recenti, ma che deve esistere di necessità, giacché esistono da sempre con sanguinari effetti l’odio razziale, quello religioso, nazionalista, etnico, di classe. Come esiste la misoginia.
Preso atto di questo ci si mette il cuore in pace: stiamo sperimentando l’odio antimale che è sempre più pratica politica-giudiziaria.
Se quando un nero picchia un bianco è tentato omicidio mentre quando un bianco ammazza un nero è legittima difesa, siamo in pieno razzismo.
Adesso vale per noi.
Siamo i nuovi “negri”. E’ toccato anche a noi, maschi bianchi adulti e sani del XX secolo essere oggetto di un odio sociale che diventa politica.
Ma le differenze tra il ns caso e tutti gli altri sono molte e profonde. La prima è che i colpiti, gli UU, non vogliono riconoscere questo stato di cose.
Nessun nero ha mai dubitato di essere disprezzato e odiato dai bianchi, invece la massa degli UU pensa di essere amata, oggi come ieri.
Ogni nero condannato innocente, ne conosceva (e conosce) la ragione. Gli UU invece ne danno la colpa ai giudici.
Questa negazione maschile della realtà misandrica (presente persino tra uomini del Momas) è stupefacente.

Rino

mauro recher 3:18 pm - 22nd ottobre:

@rino ,sono d’accordo con quello che dici e con il tuo paragone ,io ne avrei anche un altro …
speriamo di non offendere nessuno o di fare paragoni “scomodi”.
penso che il femminismo sia come israele che ,dopo essere passato da vittima ,sta diventando oppressore di un popolo come quello della palestina ,penso che il movimento uomini beta si possa paragonare all’intifada ,chiedo scusa se ho usato questi paragoni ,ma mi da questa sensazione

Giovanni 4:30 pm - 22nd ottobre:

x rita:a me sembra ben più grave vergognoso e scandaloso questo di quanto scritto da marina terragni…qui addirittura si arriva a giusitifcare la violenza se commessa da donne!!!!!e la stessa delirante farneticanete mary pochi giorni fa criminalizzava un marito che ha dato due schiaffi alla moglie che lo aveva tradito e lo deifniva senza mezzi termini “un violento”!!!!!e sempre sta tizia sosteneva che un uomo andava processato e condannato perchè colpevole di aver osato GUARDARE il seno di una collega di lavoro e si INDIGNAVA perchè alcuni ritenevano che lei se lo fosse cercato andando al lavoro col seno più in fuori che in dentro!!!
ecco il delirante post ei deliranti commenti…
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/10/09/gli-schiaffi-di-forum/
p.s. x sergio:molti cosiddetti intellettuali sono FEMMINISTI…

Giovanni 4:32 pm - 22nd ottobre:

sembra dire, noi c’eravamo guerrafondaie come gli uomini ma nessuna ci ha scattato le foto

sembra dire le povere donne sn discrimiante anche nei libri di storia, si dedica troppo spazio agli uomini e troppo poco alle donne, i libri di sotria sono sessisti e misogini!!!!

Alessandro 7:06 pm - 1st novembre:

Sì ritrovano in mille a Siena come nell’ultima occasione :-) ma quale spallata! Se non si muovono i sindacati o i partiti di massa possono anche affittare un teatro e ritrovarsi tutte lì :-) Si vede che questa Terragni scrive senza riflettere molto.

Giovanni 8:45 pm - 2nd novembre:

sentite qui cosa scrive una fanatica femminista estremista integralista ecc…
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/11/01/il-mio-feminist-blog-camp/
essere femminista è una goduria!!!!
mi domando perchè, perchè goda, perchè essere femminista le faccia godere!!!in parole povere essere femminista le dà l’orgasmo!!!di sicuro una cosa simile è tutto fuorchè normale, è a dir poco aberrante…

Giovanni 11:19 am - 3rd novembre:
dia 11:47 am - 3rd novembre:

leggevo il resoconto del feminist blog camp, e della goduria. Credo che si riferisca alla goduria che prova qualsiasi aderente a una qualsiasi organizzazione – dal sindacato alla chiesa alla tifoseria al partito – che si ritrova in una “famiglia accogliente” che spesso non ha avuto. Il rapporto è inversamente proporzionale: meno ha avuto una famiglia accogliente, più aumenta la goduria di fare parte di un movimento accogliente, in questo caso la “sorellanza”.

Il problema è che lo status di sorella non è fondato sul genere ma sull’ortodossia. Se dici cose sgradite, in due secondi passi dal “love-bombing” al cassonetto.

Alessandro 8:32 pm - 3rd novembre:

essere femminista è una goduria!!!!
mi domando perchè, perchè goda, perchè essere femminista le faccia godere!!!in parole povere essere femminista le dà l’orgasmo!!!di sicuro una cosa simile è tutto fuorchè normale, è a dir poco aberrante…
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Se queste qui fossero lasciate sole dagli uomini con la loro passione, cioè la celebrazione di ciò che hanno in mezzo alle gambe e la denigrazione dell’altro sesso, probabilmente inizierebbero a cambiare idea in fretta. Ciò che è triste non è tanto che queste qui siano ciò che sono, non tutti si evolvono purtroppo, ma che ci siano uomini che le spalleggino, che si prestino al gioco. Ciò è sicuramente l’aspetto più deprimente.

Giovanni 9:50 pm - 3rd novembre:

mi sa proprio che hai ragione alessandro…

mauro recher 6:16 pm - 5th novembre:

le donne sono delle disperate pronte a tutto pur di avere un uomo accanto,puntano tutto su di lui,pensano che solo in coppia possono valere qualcosa e quelle “apprezzate” dagli uomini si ritengono superiori alle altre,sono le donne stesse a considerare gli uomini più importanti di se stesse e delle altre donne,purtroppo è così,la dignità non sanno cosa sia e neanche gli interessa a quanto pare e non sopporto quando sento gli uomini italiani lamentarsi delle donne,questo è uno dei paesi migliori per gli uomini,si vede che sono troppo viziati,soprattutto da quelle fesse delle donne;comunque non mi toccate la MONTALCINI!!!!!!! donna meravigliosa,nessuna è meglio di lei ma purtroppo neanche come lei,è da prendere come esempio,lei è una vera donna,la dignità fatta persona ed invece niente le altre sanno solo penosamente mettere gli uomini al centro del loro mondo
—————————————————————————
questa piccola chicca ,viene dal corpo delle donne , questo è il paese migliore per gli uomini …
mi sembra che ,un paio di giorni fa ,due operai siano morti per esalazioni velenose …
proprio viziati questi uomini ,come no !! ma collegare il cervello prima di scrivere ,è una cosa impossibile ??

sergio 12:44 am - 6th novembre:

>>
sono le donne stesse a considerare gli uomini più importanti di se stesse e delle altre donne,
>>
Ma quando mai?
E chi sarebbero queste donne che considerano gli uomini più importanti di se stesse? Al massimo una donna può considerare un figlio più importante di se stessa, ma non certamente un marito, un amante o un fidanzato.

mauro recher 9:56 pm - 6th novembre:

http://femdominismo.wordpress.com/2011/11/06/uomini-cercasi/

dei miei pensieri su un post del corpo delle donne

Luigi Corvaglia 9:35 pm - 11th novembre:

Vi segnalo il seguente link
…………………………………………………………………
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2011/11-novembre-2011/ufficio-stampa-solo-le-donneconsigliera-parita-esclude-uomini-1902131801106.shtml
……………………………………………………………….. ALTRO CASO IN REGIONE
«L’ufficio stampa è solo per le donne»
Consigliera di Parità esclude gli uomini
La selezione on-line per mezza giornata: poi ritirata
Lorusso: «La Molendini ora legga la Costituzione»
BARI – È rimasto online, per mezza giornata, l’avviso di selezione pubblica per un addetto stampa voluto da Serenella Molendini, consigliera di Parità della Regione Puglia. Un bando che è stato ritirato dopo una contestazione lampo del sindacato dei giornalisti. Il motivo? Scorrendo il testo, infatti, è emersa subito una particolarità alquanto vistosa. Tra i criteri previsti dalla selezione, pubblicata l’8 novembre scorso, c’era un requisito indicativo delle finalità del concorso: «Il presente bando è rivolto solo a donne in quanto trattasi di un’azione positiva della Consigliera di Parità nei confronti delle donne della Regione Puglia, considerando il gap occupazionale tra donne e uomini in Puglia e tra donne del centro nord e sud Italia». Una sorta di paletto posto dalla consigliera per realizzare un torto: discriminare di fatto gli uomini. La vicenda è emersa per via di un carteggio tra l’Assotampa, il settore Organizzazione del personale della Regione e la Consigliera. Quest’ultima in una lettera chiarisce l’obiettivo dell’iniziativa in risposta alla messa in mora del sindacato. «L’avviso pubblico per una risorsa esperta in comunicazione di genere, informazione e ufficio stampa a supporto della Consigliera di parità – è riportato nella lettera – è un avviso rivolto alle donne perché trattasi di azione positiva, come da Direttiva europea 54/2006, e dal Dlgs. 5/2010».
L’ASSOSTAMPA – Secca la replica, riportata in una comunicazione, dell’Assostampa: «Le azioni che lei cita – scrive Raffaele Lorusso, presidente del sindacato dei giornalisti – non possono mai tradursi nella discriminazione di un genere. Nella fattispecie, lei intende promuovere un’azione positiva a favore del genere femminile, discriminando quello maschile. Il richiamo a quella norma è fuori luogo, almeno nel caso in esame, in quanto le misure e le azioni di cui alla citata legge si riferiscono al “sesso sotto rappresentato”. Tale norma potrebbe essere invocata per le nomine in organismi di rappresentanza (ad esempio, consigli d’amministrazione o giunte di enti pubblici), ma una selezione pubblica per l’accesso a un posto di lavoro nella pubblica amministrazione non può essere sottratta al rispetto dei principi generali previsti negli articoli 3 e 51 della nostra Carta costituzionale».
L’ALTRA CONTESTAZIONE – Nel bando viene anche indicato il requisito dell’iscrizione, da almeno un anno, all’albo dei giornalisti – elenco pubblicisti. Anche questa prescrizione viene contestata. «Così vengono esclusi – conclude Lorusso – i giornalisti professionisti, gli unici professionalmente abilitati, come da disposizioni di legge, a esercitare la professione». Sull’argomento il direttore dell’area Personale, Bernardo Notarangelo, fa sapere che sarà avviato un tavolo di confronto su tutte le assunzioni che interessano la figura professionale dei giornalisti.

Vito Fatiguso
11 novembre 2011

armando 10:53 pm - 11th novembre:

“Secca la replica, riportata in una comunicazione, dell’Assostampa: «Le azioni che lei cita – scrive Raffaele Lorusso, presidente del sindacato dei giornalisti – non possono mai tradursi nella discriminazione di un genere.”
L’assotampa non si accorge della cosa principale, oppure non può dirlo in nome del politically correct.
In realtà le azioni “positive” a favore di un genere (le donne) si traducono, sempre e automaticamente, in discriminazione negativa di soggetti dell’altro genere, i quali, avendo gli stessi titoli e meriti, o magari anche di più, si vedono esclusi ab origine in quanto maschi. “Discriminazione positiva” è inganno semantico, falsificazione del linguaggio. Punto e basta. E non per caso il concetto non viene mai invocato quando ad essere sottorappresentati sono i maschi, nè quando si tratta di riequilibrare il numero fra maschi e femmine in settori “scomodi”. Somma ipocrisia.
armando

mauro recher 6:30 pm - 12th novembre:

scrivo questa cosa, cavolata d’accordo .ma , che non vuol essere altro che una piccola provocazione ..
sulla pagina facebook di un altro genere di comunicazione
———————————————————————–
Un altro genere di comunicazione
Sfatiamo un mito: nei paesi arabi gli uomini sono coinvolti più attivamente nelle lotte per la parità rispetto a quelli occidentali…Uomini dove siete? Se ci siete scrivete un commento o mettete un like. :)

La protesta delle donne egiziane: «Velo anche per gli uomini»
http://www.style.it
Alcune donne hanno creato un gruppo su Facebook per denunciare il sessismo
————————————————————————–
quasi .quasi il “like” anche lo metto ,ma non posso perchè mi hanno bloccato :) sempre nel massimo del rispetto ,sia chiaro :)

Fabrizio Marchi 2:08 pm - 24th novembre:

Se il 78% delle studentesse italiane è stato vittima di molestie, stalking o violenza sessuale, vuol dire che c’è più o meno la stessa percentuale, speculare, di uomini colpevoli degli stessi reati.
Il che significa oggettivamente affermare che la stragrande maggioranza degli uomini italiani sono molestatori o stupratori, comunque violenti.
Di conseguenza, se riconosciamo come validi questi dati, le cose sono due: o il genere maschile è ontologicamente malato, una sorta di tragico, immane e spaventoso errore di natura, oppure, al contrario, questi sondaggi sono manipolati o peggio ancora (come credo) concepiti in modo tale da ottenere necessariamente determinate risposte.
Se fosse vero il primo caso lascio a voi immaginare le conseguenze. A rigor di logica (e di coerenza) dovremmo essere tutti ( i maschi, intendo) sottoposti ad un processo di rieducazione (coatta) senza limiti di tempo (l’alternativa potrebbe essere solo la castrazione, e non è una boutade…).
Se invece, come ovviamente penso, è vero il secondo, è evidente che siamo di fronte all’ennesimo tassello di un processo sistematico e scientifico di criminalizzazione del maschile. Il che è altrettanto aberrante.
La cosa ancor più singolare è che una pratica politica siffatta costringe anche coloro, come ad esempio il sottoscritto, che non si pongono in una posizione di difesa del maschile tout court (cioè una sorta di femminismo radicale rovesciato nel suo contrario), ad assumere, loro malgrado, quella stessa posizione. Né potrebbe essere diversamente, data l’entità e la qualità dell’attacco sferrato.
Credo però che si stiano veramente allargando troppo. C’è il rischio concreto che la smisurata enormità di questi dati ottenga prima o poi l’effetto contrario. Da un certo punto di vista c’è da augurarsi che continuino a procedere in tal senso…
Fabrizio

giovanni 2:22 pm - 24th novembre:

secondo me dipende anche da quello che le studentesse intendono per “essere state molestate”… magari alcune hanno risposto affermativamente solo perchè una volta è capitato che uno magari ha fischiato mentre passavano, o ha rivolto loro apprezzamente come “bona, gnocca”, “che tette che hai”… per certe qualunque cosa è una molestia…tempo fà nel sito di UGDC una diceva di essere stata molestata perchè una volta uno la guardava e poi, mentre lei gli è passata accanto, le ha detto “ciao bella”…se tutte usassero questi parametri è difficile non essere mai “molestate”…

dia 2:33 pm - 24th novembre:

fabrizio: Se fosse vero il primo caso lascio a voi immaginare le conseguenze. A rigor di logica (e di coerenza) dovremmo essere tutti ( i maschi, intendo) sottoposti ad un processo di rieducazione (coatta) senza limiti di tempo (l’alternativa potrebbe essere solo la castrazione, e non è una boutade…).

i maschileplurale si sottoporranno a un’autorieducazione/autocoscienza di massa prossimamente, a Ferrara, mi pare, lo leggevo sul blog di Terragni.

Quanto alle statistiche. Mi sono resa conto di quanto sia difficile leggere e valutare una statistica, in più di un’occasione. E di come, spesso, i giornalisti che parlano di statistiche sui quotidiani non rendano un buon servizio al lettore. (Vedi comunicazione su World gender gap report, per es., di cui perfino testate come Noi donne hanno criticato impostazione e indicatori statistici…)

Fabrizio Marchi 2:45 pm - 24th novembre:

“secondo me dipende anche da quello che le studentesse intendono per “essere state molestate”… magari alcune hanno risposto affermativamente solo perchè una volta è capitato che uno magari ha fischiato mentre passavano, o ha rivolto loro apprezzamente come “bona, gnocca”, “che tette che hai”… per certe qualunque cosa è una molestia…tempo fà nel sito di UGDC una diceva di essere stata molestata perchè una volta uno la guardava e poi, mentre lei gli è passata accanto, le ha detto “ciao bella”…se tutte usassero questi parametri è difficile non essere mai “molestate”…” (Giovanni)
Infatti, era proprio quello che volevo dire…Non per caso scrissi l’articolo “Ho subito violenza ma l’Istat non lo sa…”, pubblicato (in estrema sintesi) da Natalia Aspesi nella sua rubrica sul Venerdì di Repubblica, in cui volevo dimostrare che, utilizzando gli stessi parametri, tutti e tutte abbiamo subito delle forme di molestia, prevaricazione e violenza, fisica o psicologica. Mi meraviglia a questo punto (si fa per dire…) che solo il 22% di quelle studentesse intervistate abbia risposto di non aver mai subito molestie o violenze, fisiche o piscologiche. Forse perchè ancora troppo giovani. Sfido io, in una vita intera, a trovare qualcuno/ che non abbia mai subito una qualche forma di violenza…
Fabrizio

Rita 3:11 pm - 24th novembre:

condivido tutte le vostre osservazioni.
Nell’articolo si parla però espressamente di molestie dovute a “uomini lasciati” mi pare. Il famigerato stalker che non si rassegna. Ora, a parte che anche qui bisogna considerare i parametri statistici usati e com’è strutturato il questionario è chiaro che in tutti i casi in cui la fine di una relazione viene decisa unilateralmente mentre dall’altra parte c’è ancora un interesse o un coinvolgimento è difficile che la troncatura sia netta. A me pare ovvio che ci possano essere telefonate, tentativi di farsi accettare, di capire le ragioni della fine della relazione, di capire se vi si puo’ porre rimedio. Tentativi che possono concludersi in pochi colloqui oppure protrarsi, ma questo dipende da AMBEDUE le parti. Dipende anche dalla parte che “molla” a mio avviso, e da come riesce a comunicare con chiarezza la decisione presa mantenendo la fermezza. Non so se riesco a spiegarmi, Provo a fare una metafora anch’io: bisogna tener conto che si sta infliggendo comunque una ferita e bisognerebbe operare nel modo chirurgicamente più asettico e meno doloroso che conduca a una veloce cicatrizzazione.

Come diceva la famosa canzone … “se stiamo insieme ci sarà un perchè”..:-) e di conseguenza c’è un perchè anche se non si sta più insieme. Quanto più si riesce a comunicare queste ragioni e a farle comprendere tanto prima le si riuscirà a far accettare.

In questo senso Fabrizio giustamente osserva per le molestie o le situazioni che ci hanno creato una punta di fastidio che ci sfida a trovare qualcuno/a che non abbia mai subito una forma di violenza.

Io dall’altra parte, con determinati parametri sfido chiunque a non ammettere che è stato uno/una stalker.

Io mi autoaccuso: ho la sensazione di aver rotto un po’ i cosiddetti con qualche telefonata o lettera ad un paio di ex …:-) in passato.

Ma adesso è passata, mi sono “rieducata” :-)

cesare 4:14 pm - 24th novembre:

Da tempo a mio avviso è chiaro che non sono i dati a giustificare e pertanto ad innescare la repressione femdominista che ne segue (leggi speciali, privilegi di ogni genere, malebashing, ecc.), ma è, a rovescio, la politica di repressione antimaschile che reperisce i dati e li sottopone al restyling interpretativo necessario a tal fine.
Questi dati non sono “dati”, (i dati veri sono altri e le ricerche serie sono lì a dimostrarlo e sono rigorosamnete taciute o non fatte) ma sono strumenti di una azione politica che poi prosegue a colpi di leggi speciali e di aggressioni mediatiche. Il tutto condotto con la copertura, cui in tanti di buona volontà credono, di un fine ineccepibile ovvero di un progresso etico nel rapporto tra maschi e femmine; in realtà al fine dichiarato non corrisponde alcun autentico contenuto nè morale nè etico nè sociale, ma soltanto l’obiettivo di procurarsi posizioni di potere con qalunque mezzo, lecito e illecito, giusto o ingiusto, morale o immorale. Da tempo, e non ce ne siamo accorti, esiste ed agisce in Italia il partito che possiamo chiamare femdominista; un partito, che non è giuridicamente tale e tuttavia agisce da partito ed è forse uno dei più influenti e capillarmente diffusi, dispone di importantissimi finanziamenti pubblici e spesso coincide addirittura con le istituzioni stesse per cui di fatto gestisce un potere immenso. Non è pertanto ai dati che bisogna guardare, ma alle articolazioni di una forma partito assolutamente anomala, proprio perchè non dichiarata e qundi non riconoscibile, e che da tempo introduce ed appoggia elementi gravi di eversione dei principi costitutivi del nostro regime democratico. E non è il genere femminile, ma le militanti di questo partito che agiscono questa politica antimaschile supportate in modo decisivo, come sappiamo, dai maschi che hanno interesse ad utilizzarle come Ascari nel proprio progetto di stabilizzazione e mantenimento degli equilibri di potere.

Luigi Corvaglia 4:47 pm - 24th novembre:

Mmhhh …. sarebbe interessante vederli questi dati, perché dall’articolo, ma è un classico in questi casi, non si capisce un’acca.
3.531 sembra sia il totale delle ragazze che ha risposto al questionario.
Alla domanda:”Hai subito almeno un episodio di stalking, molestia o violenza sessuale nel corso della tua vita universitaria?”, 1.937 ragazze hanno risposto di si.
La percentuale è quindi del 54,85%.
Poi viene riportato “Analizzando i dati vediamo che in 164 hanno risposto affermativamente per quello che riguarda violenza sessuale e 662 per lo stalking, molte risposte mancano…”.
I 164 casi di violenza sessuale e i 662 di stalking stanno dentro i 1.937 della prima domanda (il 54,85%), non si aggiungono a questi.
Ed è in quest’ultima percentuale che posso trovarmi d’accordo con le vostre considerazioni.
IL 78% E’ FARLOCCO. :eek:
D’altra parte scusatemi, il 78% di uomini coinvolti è palesemente falso perché molto probabilmente rappresenterebbe il 100% di uomini eterosessuali, giacché nel restante 22% io ci vedrei la quota fisiologica di nerd più gay.

Rino 5:26 pm - 24th novembre:

Cesare:
>>
…non sono i dati a giustificare e pertanto ad innescare la repressione …ma è, a rovescio, la politica di repressione antimaschile che reperisce i dati e li sottopone al restyling interpretativo necessario a tal fine…
>>

Sicut!

E’ la volontà di potenza che inventa / crea / trova le armi.

RDV

mauro recher 5:47 pm - 24th novembre:

sono d’accordo con tutti quelli che mi hanno preceduto ..ma d’altronde ,come cantano gli afterhours, “pararsi il culo è un vero sballo ”
come fanno a pararsi il cosiddetto culo ?
maschilismo – il potere maschile sulla donna
femminismo – per la parità dei sessi :)
capite bene che già da questa affermazione loro sono nel giusto ,e quindi anche queste statistiche che ,come dice Fabrizio , sono per una criminalizzazione del maschile visto come vero nemico (anche se non lo ammettono ,ma continuano a dirne di tutti i colori ) da combattere, e lo si combatte con i media ,sia internet che cartacei che televisivi ,di solito ,in una trasmissione di tribuna politica ,si mettono i rappresentanti dei due schieramenti in una trasmissione che parla di violenza sulle donne (matrix ,un paio di sere fa) si mettono solo ed esclusivamente le donne e qualche “pentito” a cantarsela e suonarsela da soli … devo ancora vedere una trasmissione dove si parla di uomini non solo dal lato criminale …

giovanni 10:28 pm - 24th novembre:

nerd?

Luigi Corvaglia 11:16 pm - 24th novembre:

da Wikipedia:
Nerd è un termine della lingua inglese con cui viene chiamato chi ha una certa predisposizione per la ricerca intellettuale, ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta predisposizione per la socializzazione. …. etc…

dia 11:59 pm - 24th novembre:

nerd=imbranato, secchione

giovanni 9:21 am - 25th novembre:

lo so questo, mi chiedevo cosa c’entrasse col discorso…

cesare 9:29 am - 25th novembre:

Per l’argomento trattato fuori dell’azione di guerra del partito femdominista e delle regole di guerra (psicologica e propagandistica) antimaschile che ogni guerra decentemente condotta impone, leggere qui:

http://www.psychomedia.it/pm/grpind/separ/pelizzari.pdf

Rita 10:17 am - 25th novembre:

@Giovanni:
io la interpreto così: i gay non hanno interesse sessuale per le donne e quindi non si “attivano” per l’incontro e i nerd non si attivano per timidezza, blocco psicologico, etc.
Di conseguenza sono due categorie che non sono a rischio di essere considerati “molesti” perchè semplicemente non interagiscono con le donne per motivi relazionali.
Se questa percentuale fosse più o meno il 20% degli uomini ecco che la percentuale fornita dalla ricerca indica che l’uomo eterosessuale e che ha interesse a relazionarsi con le donne è automaticamente interamente considerato molesto.
Così l’ho interpretata io, eh, poi eventualmente spiegherà Luigi cosa voleva dire

Luigi Corvaglia 10:23 am - 25th novembre:

@ Giovanni
Nulla. Era solo un discorso di numeri. Un iperbole per far capire come i numeri dati dall’articolo sono colpevolmente manipolati.
Quel 20% di uomini che l’articolo lascia fuori dal ruolo di carnefici potrebbero essere benissimo uomini che, in quel particolare periodo della loro vita e per tanti motivi che non stiamo qui ad indagare hanno altre priorità rispetto al sesso e quindi l’interazione con le DD non è vista da queste come una minaccia (nerd).
Ed insieme a questi, a concorrere a quella percentuale, uomini a cui le donne non interessano affatto, almeno dal punto di vista sessuale (gay).
Per cui, secondo me, quell’articolo, in maniera nascosta (manco tanto) è insidiosa sta affermando che tutti gli uomini sono molestatori, stalker, violenti e stupratori. E lo fa palesemente, giocando con i numeri.

giovanni 1:06 pm - 25th novembre:

io cmq tradurrei o secchione o sfigato…
credo sia un termine che ingloba entrambi i significati…più il secondo, però, perchè cmq si può essere secchioni e avere molti interessi, amici, vita sociale, successo in amore, e nerd non prevede questa possibilità…
diciamo nerd è uno tipo sfigato tendenzialmente secchione, che spesso è anche secchione…

Rino 1:35 pm - 25th novembre:

Essendo il 25 Nov., su 27ora si sta rilanciando la relativa campagna antimale.

Noto due fatti:
1- questa volta censurano apertamente e lo dicono. Evidentemente il numero dei MM incazzati cresce.
2-Già da qualche tempo vi interviene nientemeno che Lea Melandri, un pezzo da 90 del femm.smo italiano. Il che è ottima notizia. Vuol dire che si sente che il “nemico” incomincia a parlare e le giornaliste del Corr. hanno bisogno di aiuto.
Sul tema, tale Div. Men. ( a me ignoto) ha postato un intervento sul 3d “Uomini che odiano le DD” del giorno 11.nov. E’ il 139 e ultimo intervento di quel 3d.
RDV

giovanni 2:09 pm - 25th novembre:

dov’è che hanno ammesso che censurano apertamente?

fulvioterzapi 2:47 pm - 25th novembre:

io una volta ho lasciato un bigliettino ad una mia compagna di università di cui mi ero segretamente e platonicamente invaghito ma che non avevo occasione di frequentare causa corsi diversi. probabilmente una cosa del genere verrebbe rubricata alla voce stalking/molestie.

Rita 3:03 pm - 25th novembre:

@Giovanni:
http://27esimaora.corriere.it/articolo/%e2%80%9cla-violenza-contro-le-donne-ci-riguarda%e2%80%9dla-parola-agli-uomini/

25.11 | La Redazione
Gattamatta, non stiamo (non sto) pubblicando molti commenti… Cari lettori, di “violenza” verbale , ammazza parole, ne state leggendo solo una parte… E credo che già quella ci basti per capire quanto il “fenomeno” sia negato. lp

25.11 | La Redazione
Stasera cercheremo di fare una somma dei commenti messi in cestino.. Il tema “violenza” stana il peggio Questo “esercizio” di moderazione è una terribile, pessima, dolorosa scuola di vita (per me che lo faccio). Però ha ragione è anche interessante da condividere, luisa pronzato

@Rino: non trovo nè il post nè il commento di Div. Men., saresti così gentile da postarlo? :-) grazie in anticipo

Rita 3:06 pm - 25th novembre:

grazie lo stesso, l’ho trovato

1- Che io sappia, le prime a chiedere la ricognizione/censura dei siti maschili e la schedatura dei relativi gestori/amministratori furono le femministe canadesi alla fine degli anni ’90 (benché internet allora fosse …in fasce). Acuta intuizione, lucida preveggenza: la neonata rete rappresentava infatti il solo luogo in cui i primi Risvegliati potessero parlare in ambito pubblico. Il femminismo infatti ha potuto trionfare per la sola ragione che è stato un monologo assoluto. Mai a nessuno fu consentito di decostruirne le verità e le menzogne, il nucleo psicologico originario, gli obiettivi inconsci ma reali etc. La censura (con l’autocensura maschile) fu assoluta. Ad es. già nel corso del dibattito decennale pre divorzio e pre aborto (a cavallo tra gli anni ’60 e ’70) non si udì neppure un vago richiamo ai diritti riproduttivi maschili (diritto al disconoscimento di paternità) né alcuna … Mostra tuttodenuncia del fardello economico a carico degli ex (perdita della casa, mantenimento sine die).
.
2- La rete consentiva alle spore disperse di venir a conoscenza della reciproca esistenza, favoriva il germinare e il crescere di una nuova coscienza e le dava una voce pubblica. Accadeva così l’inaudito, l’inconcepibile: il femminismo veniva messo sul banco degli imputati. Ciò che si autodefiniva e si autopensava come Bene ultimo e finale, promessa e realizzazione di vera giustizia, equità, libertà, pace, persino di vero amore, era chiamato a giustificarsi, era inquisito. Il maschio carnefice osava dubitare e poi giudicare, decostruire e poi demolire il racconto della sua vittima: sconvolgente blasfemìa, scandalo intollerabile. Ma finché si trattava di voci sparse, di parole disperse nella vastità della rete, di qualche sito e di pochi blog visitati da poveri sfigati, il fenomeno poteva essere ignorato, o tutt’alpiù deriso.
.
3- Con l’apertura di questo spazio invece, ci si è dovuti ricredere. Qui, sul giornale campione del liberalismo, costretti a rispettare i proprii princìpì, si è consentito l’emergere di voci contrastanti e avverse. Ma non si pensava che nella pentola maschile ci fosse tanto bollore. Ragionamenti e invettive, sfoghi e lucide considerazioni, sussurri e grida, svelano un sottosuolo in movimento. Si è cercato di rintuzzare, di metterci delle pezze. Già il dover ogni giorno intervenire, ribattere, rispiegare, motivare, contrastare è in sè un costo imprevisto, che si vorrebbe evitare, denunciando il fenomeno come “cyberstalking”. Ma l’eruzione non si ferma. Che fare? Censurare – per il Corriere – è impossibile. Non resta che derubricare il dissenso, l’opposizione. Qualificare come trollismo il contrasto orami sistematico, quotidiano; quel contrappunto permanente, capillare a quasi tutte le affermazioni femministe presenti in 27ora.
.
4- Ci si trova di fronte all’imprevisto e si teme di perdere il controllo. Il genio è uscito dall’ampolla, non si sa come reimprigionarvelo. Interviene un uomo a bollare come misogini i dissidenti, usando le espressioni inacidite di pochi per squalificare tutti. C’è preoccupazione, tanto che viene chiamata ad intervenire nientemeno che Lea Melandri, …già si ricorre dunque all’artiglieria pesante! Non è il caso.
.
5- La preoccupazione è eccessiva. Il monologo femminista, il monopolio totale sul racconto della storia dei Generi non è messo in discussione. Sui media d’opinione il tabù è assoluto e durerà. L’espansione del potere femminile è garantita per almeno altre due generazioni. Gli “insorti” fanno un po’ di rumore ma sono pochi e benché il Racconto di Salvezza degli uomini abbia ormai fondamenta tali che nessun ordigno psicoatomico lo può scalfire, non è ancora visibile e per decenni non lo si riconoscerà. Per ora abbiamo gli indignados antimisandrici, che disturbano, infastidiscono, molestano come mosche cavalline, come trolls. Si vivrebbe meglio se non esistessero, certo, ma non possono fare danni maggiori. Il futuro è lontano. Dormiamo sereni.
.
Div. Men.

Rino 4:26 pm - 25th novembre:

3d del 24/11
La viol. contro le DD ci riguarda – la parola agli uomini
>>
25.11 | La Redazione
Stasera cercheremo di fare una somma dei commenti messi in cestino..
>>

Anche in altri due interventi si parla di “mancata pubblicazione” e di “f iltro” di cui la Melandri non si dichiara responsabile.
Adesso vedo che c’è un altro 3D che riporta subito il dato a noi noto”La viol. ne uccide più di ogni altra causa età 14-44″
RDV

Rino DV 4:57 pm - 25th novembre:

Giovanni, prova a postare in 27ora – 3D questo copia/incolla. Io non ci riesco per probl tenici (non mi dà il login).
Vediamo se te la pubblicano.

RDV
______________

Sul tema incollo la seguente lettera rinvenibile qui:
http://forum.radicali.it/content/lettera-aperta-di-r-barnart-u-galimberti

Cortesi Professor Galimberti e Sig.ra Beatrice,
nell’ultimo numero di “D-la Repubblica delle Donne” la lettera della Sig.ra Beatrice contiene l’affermazione secondo la quale la mano violenta di un maschio familiare è la prima causa di morte delle donne nella fascia di età 16-44. Affermazione che da tempo circola sui media di tutti gli orientamenti. Tra l’altro ha formato oggetto di un manifesto elettorale di un partito di sinistra ed è stata trasmessa anche da reti Mediaset. Veramente la fascia d’età presa in considerazione varia a seconda delle diverse fonti, (16-44, 15-50, 18-59) ed anche il termine di confronto muta di natura. Talvolta si tratta del numero delle donne morte di tumore, talaltra di quelle decedute per un insieme, il più diverso, di cause. E’ stato anche affermato che la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne, senza alcuna indicazione del termine di confronto. Modificando i riferimenti (fasce d’età, motivi e ambiti dei decessi) i rapporti tra i dati cambiano di poco, il loro significato non cambia per nulla. Presento ora i dati (per anno) derivanti da una elaborazione di quelli Istat (media degli anni 2002-2006 – In calce quelli completi) .
Decessi femminili di ogni età: 280.000 – Per tumori 70.000 – Per violenza maschile 140 – Per violenza di familiari 115.

Nella fascia 15-59: decessi femminili per qualsiasi causa 18.700 – Per tumori 12.300 – Per violenza maschile 105 – Per violenza di familiari 90.

Il confronto avviene dunque tra numeri che differiscono non di alcuni fattori, ma di interi ordini di grandezza. Nel caso presente, la Sig.ra Beatrice afferma dunque che 90 (ca.) è un numero più grande di 18.700 (ca.). Ciò pone alcuni interrogativi. Come è possibile affermare che 1 è più grande di 100, di 500 e di 1000? Come è possibile che non veniamo colti almeno dal sospetto che le donne assassinate non possono, davvero non possono essere di più di quelle decedute per tumore? Come mai nessuno si avvede di simile enormità? Di fronte ad un tale stravolgimento, ad un rovesciamento di tali proporzioni che individua nei maschi (e nei maschi di casa) il pericolo numero uno per la vita delle donne, come è possibile che nessuno si chieda da dove venga, a cosa miri e quali effettipossa avere una bugia di tali dimensioni e della quale è difficile trovare precedenti? Cosa dice dei maschi una tale stupefacente deformazione? Cosa vuol dire di essi? E cosa tradisce in coloro che l’hanno creata, in coloro che la diffondono e/o che non la denunciano? Quale effetto può produrre nelle donne di ogni età, ma soprattutto nelle ragazze, una simile rappresentazione dell’altro sesso?
Di tutto, si può dire, ma non certo stima e benevolenza. E cosa nell’animo delle nuove generazioni maschili? Eppure la buona fede della Sig.ra Beatrice non è in discussione, come non lo è quella di tutti coloro che diffondo quei dati, quelle “verità incontrovertibili”.Il che non risolve il problema, lo aggrava.
Se siamo ciechi di fronte a queste follie, se prendiamo per buoni questi numeri che pur sappiamo, sentiamo a priori non possono essere veri, quali altre cecità ci colpiscono?
Quali diverse oscurità deformano la nostra percezione e quindi anche i nostri sentimenti e i nostri valori? La nostra collocazione nel mondo e il giudizio sugli altri? In particolare, cosa c’è di oscuro, di impensato/impensabile (e forse di inconfessabile) nel conflitto tra i sessi? Un enigma intrigante, giacché le bugie non vengono al mondo da sole e non sono sterili. Sono feconde, purtroppo.
Grazie e saluti.

cesare 5:10 pm - 25th novembre:

E se provassimo a cambiare prospettiva e contestualizziamo questa mobilitazione femminile sulle molestie nell’ambito della più recente e autorevole ricerca demografica: “Il cambiamento demografico” ediz. Laterza? in estrema sintesi vi si dà questo quadro della popolazione italiana:

«Oltre 60 milioni di persone, di cui una ogni 13 proviene da altri paesi. I meno che ventenni sono via via scesi fino a uno ogni cinque residenti e sono pressoché pari al numero degli ultrasessantacinquenni, mentre gli ultranovantenni hanno quasi raggiunto il mezzo milione di unità. Un paese in cui la frequenza di nascite si colloca stabilmente sotto le 600mila unità annue, ossia circa 150mila in meno di quante sarebbero necessarie. Il tutto mentre la durata media della vita ha superato gli 80 anni, la mortalità infantile ha raggiunto livelli minimi quasi fisiologici e la fecondità si è attestata attorno alla media di 1,4 figli per donna. È questa, in estrema sintesi, la fotografia demografica dell’Italia dei nostri giorni.”
E lo studio alla fine si domanda se a fronte di questi dati la cultura del nostro popolo non stia evidenziando una drammatica resa all’ istinto di morte.

Mi nasce una domanda: in questo contesto demografico e culturale tutto questo mobilitarsi sulle molestie che significato psicologico ha? e che riferimento reale ha? e se fosse una delle tante e tipiche fisse di una popolazione psicologicamente ed emotivamente invecchiata? Insomma non è che stiamo qui a discutere su problemi che fra un pò saranno solo compito di badanti?

Rino DV 9:15 pm - 25th novembre:

Riporto da 27Ora:
>>>
25.11 | 17:54 statopt
Noto con piacere che il mio commento, prettamente statistico, sia stato sistematicamente censurato.
Domanda: è stato ritenuto offensivo e/o volgare?
O solamente ‘scomodo’?
Per sfizio, ho provveduto comunque allo snapshot della pagina: sarà valida testimonianza della politica aziendale del Corriere della Sera.
Saluti
>>>

Molti mesi fa scrissi a 27 ora che prima o poi anche il Corr avrebbe iniziato a censurare.
Previsione banale.

RDV

giovanni 9:29 pm - 25th novembre:

noon sono iscritto a la 27a ora…

armando 11:11 pm - 25th novembre:

Rino: Io non ci riesco per probl tenici (non mi dà il login).
neanche io ci riesco. Un caso ?

armando 11:20 pm - 25th novembre:

Le censure sono la prova della potenzqa che si erge davanti a noi. Potenza culturale, potenza mediatica, potenza morale (immorale!). Ma non scoraggiamoci, perchè più sentono che le loro menzogne e i loro artifici sono messe in discussione, più si sentiranno obbligati a riconfermarli e sparare cifre sempre più fantasiose, immaginfiche e distorte. Ma più faranno questo più finiranno per apparire agli occhi di chi legge come inverosimili e contrarie al semplice buon senso. Perchè prima o poi le persone saranno indotte a guardarsi intorno. Non riusciranno a vedere quello che viene rappresentato ma non c’è, ossia l’inferno/lager in cui sarebbero racchiuse le donne, e inizierà a mettere in dubbio ciò che viene scritto. E allora…….

Sandro2 10:28 am - 26th novembre:

Rino:
“Noto con piacere che il mio commento, prettamente statistico, sia stato sistematicamente censurato.”
—————–

A me, di commenti, ne hanno censurati più di venti.

mauro recher 11:25 am - 26th novembre:

sarà che la censura non la concepisco , per me censurare .l’ho scritto più volte , è avere la coda di paglia ,…
ovviamente ,se un commento non porta altro che parolacce e offese personali pesanti ,in quel caso ,visto che manca la buona educazione ,la censura è giusto applicarla ..invece in altri casi ,anche se i commenti dissentono ,per me ,è una prova di quello che si pensa “la fuori” e di che battaglie ci aspettano ,io personalmente non censurerei mai …

cesare 12:04 pm - 26th novembre:

Le motivazioni elaborate dalle Redazioni per la censura fai da te servono a sostenere poi le motivazioni politiche per la censura di legge. Ne sono il primo indispensabile passo. Probabilmente fra un pò sarà messa in discussione la liceità della presenza in rete dei siti che suonano “fuorispartito”.

giovanni 12:27 pm - 26th novembre:

sentite queste fanatiche integraliste crudeli misandriche cosa scrivono!!!!!addirittura si lamentano che si parli di padri separati e dei loro problemi!!!!ironizzano chiamandoli ironicamente “poveri”!!!!!FANNO SCHIFO FANNO, FANNO PROPRIO SCHIFO!!!!!!!sono senza cuore e umanità verso gli uomini, senza un bruciolo di umanità, sono ciniche, spietate, senza etica nè morale, per loro gli uomini non hanno diritti e ddignità, ce l’hanno solo le donne, per loro esistono solo le donne!!!ho la nausea, il ribrezzo e il voltastomaco!!!!ste femministe squallide quà mi fanno VOMITARE!!!!se loro patissero la metà di quanto patissero molti padri separati gli starebbe bene, se lo sarebbero meritato (visto che stronzissime sono) e sarei proprio contento!!!MI FANNO SCHIFISSIMO!!!!!!
https://www.facebook.com/#!/pages/Un-altro-genere-di-comunicazione/114603571928685
ste due stronzone senza limiti scrivono:
A rai1 invece si parlava dei poveri padri separati non solo dalla moglie ma anche dai figli…troppo sforzo per questa giornata! Vi prego basta così, state dando troppa importanza al tema della giornata eh! -ovviamente sono ironica- (Faby)
Pazzesco..almeno nella giornata contro la violenza sulle donne potevano risparmiarsela…così non si fa altro che crminalizzare le donne. ovviamente delle 130 donne ucxccise non interessa nessuno nemmeno durante la giornata contro la violenza sulle donne..io il canone non lo pago +.(mary)

almeno in questa giornata potevano risparmiarsela???già, ALMENO…se evitassero SEMPRE di parlare di problemi degli uomini, di quello che subiscono, delle ingiustizie e discriminazioni che subiscono, per loro sarebbe perfetto!!!!del resto è quello che fanno nel loro vergognoso vomitevole e schifoso sito!!!
mary e faby MI FATE VOMITARE!!!!!!!!vergognatevi!!!!!siete sotto zero!!!!il vostro livello è sotto zero!!!!vorrei vedere voi ridotte come tanti padri separati, a subire e a soffire come loro!!!!il vostro sessismo antimaschi FA’ SCHIFO E FA’ VOMITARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
fanno veramente schifo le femministe, poi pretendono pure di non essere chiamate nazifemministe!!!fosse per loro, gli uomini potrebbero benissimo morire tutti!!!!gli uomini li vedono solo come al servizio delle donne, mica come soggetti con gli stessi diritti e doveri delle donne e verso i quali le leggi vanno applicate nello stesso modo!!!sono gente orribile e schifosa!!!
è talmente grande il loro odio disumano e mostruoso verso gli uomini che pur di godere sadicamente nel vederli separati dai figli, non si curano minimamente della sofferenza e del danno e dell’ingiustizia arrecati ai figli…sono da ricovero, hanno seri problemi!!!!

Rita 1:10 pm - 26th novembre:

Sandro: A me, di commenti, ne hanno censurati più di venti.

ehhh devono averli considerati violenti..
quello di tale Italiano che diceva “castrateli, fateli a pezzi, rinchiudeteli a vita” però era passato eh… disguidi del corriere.. che ci vuoi fa!

Adesso non lo vedo più: ma il mio riferimento alla Redazione che aveva dichiarato di censurare solo quelli violenti era riferito a quello

Leonardo 1:22 pm - 26th novembre:

Mi è capitato di fare un commento violento sulla linea di quelli che fanno le femministe sui maschi, me lo hanno pubblicato, ma dopo un pò lo hanno censurato; è evidente che tanto odio espresso contro le donne era un qualcosa di ribelle, controproducente e poteva far riflettere qualcuno.

dia 2:20 pm - 26th novembre:

giovanni, credo di cogliere una certa animosità nel ramo femmine. E occhio al tasto del punto esclamativo, uno di questi giorni salta. (Sei tu che intervieni su terragni, giusto? Lo sai che fai il suo gioco, giusto?)

Luigi Corvaglia 3:51 pm - 26th novembre:

Dietrologi …… a me l’hanno pubblicato. 8)

Leonardo 4:09 pm - 26th novembre:
giovanni 5:31 pm - 26th novembre:

sentite qua che schifo e vergogna questo delirio, specie la parte contro i padri sepatrati…roba da malate di mente ossessionate dall’idea mnalata che gli uomini sono violenti, padroni, prepotenti, pedofili… http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/11/26/femminicidio-analisi-della-comunicazione-razzista/
poi parla di razzzismo, quando queste malate sono palesemnte razziste verso l’intero genere maschile…

Rino DV 5:50 pm - 26th novembre:

Giovanni:
>>
non sono iscritto a la 27a ora…
>>

Iscrviti. Così ogni tanto puoi andarvi a battagliare. Ne scoprono uno in più.
C’è Rita che è assidua e fa un ottimo lavoro.
Sandro2 ormai non lo possono più soffrire!
A me hanno censurato alcuni interventi mesi fa.
Adesso mi pare che oscillino un poco.
Lasciano correre anche affermazioni dirompenti, ma al tempo stesso bloccano quelle che le mettono conto il muro, come i veri numeri sulle cause di morte.
Ovviamente amano gli insulti, perché questi provano che esiste la misoginia.
Cmq sentono che c’è sommovimento nel sottosuolo. Non si aspettavano che in mezzo alle invettive ci fossero anche contestazioni …incontestabili.
Anche il web serve a qc.sa

RDV

Fabrizio Marchi 5:52 pm - 26th novembre:

Raccolgo il suggerimento di Dia, Giovanni, non è che stramaledicendo, imprecando o ricoprendo di insulti quelle persone si ottenga qualcosa: Al contrario, gli insulti ci ritornano sempre contro perché, come ben sappiamo, cosa sono usi fare queste campionesse e campioni di correttezza politica (quando conviene a loro)? Copiano-incollano qualche stralcio di commento, qualche post un po’ sopra le righe e lo diffondono nella rete gettando fango e discredito su tutti noi.
Naturalmente abbiamo ricordato mille volte (e scritto nero su bianco) che lo spazio dei commenti è libero e che la linea politica del sito si evince dagli articoli e dal Manifesto, tuttavia perché offrire loro ingenuamente il fianco?
Peraltro, caro Giovanni, non serve qualche aggettivo in più per convincere noi della malafede di quella gente…:-) stai pur tranquillo che non ce n’è bisogno…
Sia chiaro, nel percorso individuale di un uomo che si “risveglia” c’è anche una fase di intensa e inevitabile conflittualità, è assolutamente normale e ci siamo passati tutti. Il passaggio successivo è quello della elaborazione della rabbia, per far sì che questa si trasformi gradualmente in consapevolezza. Prova a pensare di poter entrare in quest’ottica, un questa prospettiva. Lo dico per la tua crescita personale, sia chiaro, non ti sto certo giudicando.
Fabrizio

Rino DV 6:04 pm - 26th novembre:

Riporto da listina momas:

Sangas informa:
Video pubblicato dalle forze d’ordine spagnolo. Titolo : “Denuncialo”. (il maschio). Quando le donne devono denunciare, ce lo dicono i poliziotti nel video:
“Quando non ti lascia opinare (esprimere la tua opinione) è maltrattamento. Denuncialo. Quando ti senti umiliata, è maltrattamento. Denuncialo. Quando non ti lascia vestire come vuoi, è maltrattamento, denuncialo. Quando ti picchia è maltrattamento, denuncialo. Di fronte alla violenza non dubitare, denuncialo…” Video da vedere, facile da capire.
Come potete osservare, come succede già da anni in Spagna, tre su quattro sono soggettive al sentire della vittima. Tutto è violenza. Ad esempio criticare il femminismo alla compagna, se si sente offesa, è maltrattamento, violenza, prigione.
http://www.elmundo.es/elmundo/2011/11/24/espana/1322166607.html

Vedere per credere.
Molto probabile che qui prima o poi si arriva anche in Italia.
_______

RDV

Fabrizio Marchi 6:20 pm - 26th novembre:

Questo è regime di polizia. Non c’è altro modo per definirlo.
Vero e proprio terrorismo di stato.
Fabrizio

Luigi Corvaglia 6:26 pm - 26th novembre:

Fabrizio, sono d’accordo.
Proprio per questo ritengo che se noi non si fa un salto di qualità tanto vale lasciar perdere. :-*

Rino DV 6:28 pm - 26th novembre:

Ancora da listina momas

1) Il governo perdente, socialista nazifemminista, esorta a quello entrante di non fare alcun passo indietro sulle leggi sulle donne. http://www.elmundo.es/elmundo/2011/11/25/espana/1322203681.html
2) Il partito vincente afferma che bisogna addirittura rinfforzare queste leggi, la situazione della donna è ancora grave e bisogna emanere ancora delle leggi che la tutelino http://www.elmundo.es/elmundo/2011/11/25/espana/1322210168.html

RDV

Marco 7:09 pm - 26th novembre:

Una premessa: parlo solo ed esclusivamente a titolo personale. Ebbene, più tempo passa e più mi rendo conto che l’aver preso coscienza di cosa ci sia realmente nell’animo femminile – perlomeno nella stragrande maggioranza dei casi – e cosa sia veramente il rapporto fra i due sessi non ha affatto migliorato la mia vita né i miei rapporti con l’altra metà del cielo.
Anzi, a volte vorrei essere ancora l’ingenuo e sognatore ragazzo di dieci-quindici anni fa, quando consideravo normale dover rincorrere e corteggiare come un deficiente le ragazze, “sbavarci” dietro, magari facendo il buffone, perché “così andava fatto”. Lo vorrei essere perché il disincanto distrugge tutto. Perlomeno, questo è quello che sta capitando a me, giacché non riesco più a vedere le donne come potenziali fidanzate, mogli e amanti, ma solo come persone rancorose, piene di risentimento e senso di rivalsa verso gli uomini.
Come ho già avuto modo di scrivere altrove, so che il mio giudizio è forzato e in parte sbagliato, ma questi sono i sentimenti che provo da due anni a questa parte.
Non ne posso neanche più di questa storia del “dominio maschile”, che io non ho ancora compreso bene cosa sia, perché, osservando attentamente la realtà che mi circonda, vedo esattamente il contrario: ossia uomini psicologicamente, emotivamente e soprattutto sessualmente dominati dalle donne, altro che cazzi!
Dico, ma che “dominio” sarebbe quello degli uomini comuni costretti a rincorrere donne che, nella quasi totalità dei casi, hanno il coltello dalla parte del manico?
Che “dominio” sarebbe quello che vede uomini più o meno giovani, costretti dal naturale bisogno di far sesso, a pagare ragazze provenienti da duemila chilometri di distanza, che, proprio grazie agli uomini, guadagnano delle impressionanti cifre esentasse, potendosi così permettere una vita che l’uomo medio può solo sognare? Cosa c’è di “dominante” nel dover andare dietro a chi, sostanzialmente, ti considera pure un povero deficiente “che non sa stare senza una donna né controllare le sue debolezze” ? (debolezze…?? desiderare di far sesso è una debolezza?). Boh, io sono sempre più schifato, mi spiace solo di non avere “le palle” per andarmene via da questo paese di merda.
PS: Mi chiedo come abbiano fatto a continuare a relazionarsi con l’altro sesso i cosiddetti Pionieri di cui parla Rino Della Vecchia.

Marco 7:40 pm - 26th novembre:

@ Rino -
Ancora da listina momas

1) Il governo perdente, socialista nazifemminista, esorta a quello entrante di non fare alcun passo indietro sulle leggi sulle donne. http://www.elmundo.es/elmundo/2011/11/25/espana/1322203681.html
2) Il partito vincente afferma che bisogna addirittura rinfforzare queste leggi, la situazione della donna è ancora grave e bisogna emanere ancora delle leggi che la tutelino http://www.elmundo.es/elmundo/2011/11/25/espana/1322210168.html

RDV
@@@@@@@@@
Il “sesso forte” che deve essere ancora più tutelato…
Boh, mi sembra di vivere realmente in un matrix.

giovanni 8:00 pm - 26th novembre:

mi sa che marco ha ragione purtroppo…

Leonardo 8:01 pm - 26th novembre:

Marco
parlo solo ed esclusivamente a titolo personale
Ebbene, più tempo passa e più mi rendo conto che l’aver preso coscienza di cosa ci sia realmente nell’animo femminile – perlomeno nella stragrande maggioranza dei casi – e cosa sia veramente il rapporto fra i due sessi non ha affatto migliorato la mia vita né i miei rapporti con l’altra metà del cielo.
Anzi, a volte vorrei essere ancora l’ingenuo e sognatore ragazzo di dieci-quindici anni fa, quando consideravo normale dover rincorrere e corteggiare come un deficiente le ragazze, “sbavarci” dietro, magari facendo il buffone, perché “così andava fatto”. Lo vorrei essere perché il disincanto distrugge tutto
————————————————————–
Io invece per quello che mi riguarda è proprio il contrario. Sono contento di poter parlare con persone che prendono coscienza di tutto ciò che riguarda il femminile e maschile, e devo dire che la mia vita comincia ad andare meglio…

Rita 8:09 pm - 26th novembre:

@Marco: nel piccolo forum in cui ci radunavamo noi quattro gatte che, per motivi diversi, ci siamo messi a seguire la QM, ci siamo anche chieste, a un certo punto, se non rischiavamo di diventare misogine. La risposta è stata no, se non ricordo male, però è chiaro che il problema che poni è reale

Sandro2 11:44 pm - 26th novembre:

Marco:
“Che “dominio” sarebbe quello che vede uomini più o meno giovani, costretti dal naturale bisogno di far sesso, a pagare ragazze provenienti da duemila chilometri di distanza, che, proprio grazie agli uomini, guadagnano delle impressionanti cifre esentasse, potendosi così permettere una vita che l’uomo medio può solo sognare?”
______________________

Già…

http://www.youtube.com/user/prostituirsi#p/f/0/ZSpU8UV8MVg
http://www.youtube.com/user/prostituirsi

Luigi Corvaglia 11:52 pm - 26th novembre:

Riporto la mia riflessione postata sul blog del Corriere.
…………………………………………………………………
Nausea
26.11 | 15:26 Luigi Corvaglia
Se devo descrivere il mio stato d’animo nei confronti di questo post, come anche del precedente, è la sola sensazione adeguata.
E mi chiedo il perché di tale nausea.
Ma davvero, non retoricamente, o giusto per scrivere un commento.
Ed allora cerco di guardarmi dentro. Per capire, solo per capire.
Sono un pericoloso e potenzialmente violento maschilista(*)?
Può darsi, a me non sembra, ma potrebbe essere. Voi cosi brave a stilare decaloghi, inviatemi quello del perfetto maschilista, perché da solo non ci arrivo proprio: figuriamoci, io che in tutta la mia vita, forse questione anche di fortuna, sono sempre riuscito ad affrontare situazioni pericolose e violente senza arrivare mai ad alzare le mani.
Però, in attesa del decalogo, che mi aiuti a riconoscere il maschilista nascosto in me, lo escluderei.
Ed allora, da dove nasce questa nausea?
Ci provo.
Penso che la nausea nasca dalla consapevolezza dell’esistenza di una fascia di donne che mi odiano. A priori. Non perchè sono bello o brutto, scemo o intelligente, alto o basso, etc., etc.. No. Mi odiano a priori. Per la mia essenza. Perchè sono un uomo.
Sono andato giù troppo pesante? Non penso. Ed ovviamente come ho scritto prima, per me si tratta di una piccola parte dell’universo femminile. Influente però. Presente nei media e nelle istituzioni, in grado quindi di influire sul comune
sentire di tante altre donne e tanti altri uomini.
Deve per forza essere cosi. Un’avversione a priori. Altrimenti sarebbe ancora peggio, superficialità e mancanza di professionalità.
Di cosa parlo?
Dei numeri che avete dato, non solo voi, un pò tutta la stampa e siti dedicati (oltre al quel simulacro di partito di cui ho anche la tessera). Quei numeri che io, povero ometto con peccato originale incorporato, non posso nemmeno mettere in dubbio, pena le accuse più spregevoli.
Come dite? Non c’è nessun disegno?
Bene. Allora è partigianeria (voglia di crederci insomma) unita a superficialità e scarsa professionalità.
Stiamo parlando di giornalismo?
Ed i giornalisti, prima di scrivere, non si informano adeguatemente?
Insomma, questo studio, ricerca o cosa diavolo sia, è reperibile? Non la determinazione del Consiglio Europeo, proprio la documentazione che ne sta alla base. Oppure è secretata? Tipo segreto di stato.
Io presumo, se ne avete parlato estesamente, che sia in vostro possesso. Ed allora, visto che il web lo consente, mettetela a disposizione.
Sapete, tra i vostri lettori, ce ne sono tanti che hanno le nozioni di base per valutarne l’attendibilità.
Per concludere, almeno per farmi passare la nausea ed entrare coscenziosamente nel mio status di maschietto colpevole, quando pubblicate numeri e percentuali, pubblicate anche la fonte(**).
Come altro esempio di numeri (e conclusioni) in libertà vi segnalo il seguente link
http://www.vitadidonna.org/salute/donna/stalking-e-violenze-molestie-per-il-78-delle-universitarie-7862.html
(*)Domanda: Perché se a “maschilista” si associano tutta una serie di qualità negative degli uomini, a “femminista” si associano viceversa tutta una serie di qualità positive delle donne? Si tratta di un assioma? E da dove deriva? Chi lo ha deciso?
(**) Per fonte intendo: numeri, tabelle, metodologie, etc… (non dovrebbe trattarsi di un grosso problema per il Corriere).
Chiudi
………………………………………………………………..
Devo essere sincero. Pensavo mi replicassero.

Luigi Corvaglia 7:44 am - 27th novembre:

http://www.corriere.it/esteri/11_novembre_26/amante-denuncia-compagno-terrotista_268fb04e-1832-11e1-9544-dc3583e849e1.shtml
…………………………………………………………………..
Mi fa tenerezza questa donna.
Uno: perché è stata raggirata dal tombeur de femmes.
Due: perché poteva usare tutt’altri “argomenti” e non lo ha fatto. E quindi trattasi di persona integra.
Sono dalla sua parte.

armando 4:10 pm - 27th novembre:

Scusa Luigi, si può avere tutta la comprensione per la sedotta e abbandonata, ma teniamo sempre presente che quando è un uomo ad essere abbandonato da una donna e fa cazzate, ci viene sempre detto che i maschi non sanno sopportare la perdita perchè considerano le femmine loro “proprietà” e per questo non si rassegnano e sono vendicativi. Non è uguale in questo caso, forse?
Quanto alla tua lettera al blog del Corriere non mi meraviglia che te l’abbiano pubblicata. Basta riflettere sulla tecnica di queste comunicazioni. L’articolo col suo bel titolone falso è quello che rimane. Il resto si perde fra i tanti commenti che dopo qualche giorno, visto anche gli articoli si susseguono, pochissimi andranno a leggere con attenzione. Insomma l’effetto voluto c’è già stato e si può fare anche i “democratici” a buon mercato. Ancor meno mi meraviglia che non ci siano state repliche. La ragione è semplice. Quei numeri sono falsi, fantasiosi, estrapolati e manipolati artatamente. Quindi non hanno nessuno, dico nessuno, argomento per replicare, ma come dicevo prima non gliene importa nulla. L’effetto voluto c’è già stato. Non sono giornalisti/e ma solo velinari in mala fede perfetta, a questo punto. Sul blog Maschiselvatici ho pubblicato poco fa un breve durissimo articolo su questa vicenda.
armando

Andrea 4:56 pm - 27th novembre:

Luigi
>>
Mi fa tenerezza questa donna.
Uno: perché è stata raggirata dal tombeur de femmes.
Due: perché poteva usare tutt’altri “argomenti” e non lo ha fatto. E quindi trattasi di persona integra.
Sono dalla sua parte.
>>
Sì, ma al contrario un uomo non farebbe alcuna tenerezza a una donna. Anzi, sarebbe bollato come il solito maschilista che non sa resistere all’abbandono. Inoltre, come hanno più volte fatto notare altri utenti, sia in questo blog che in altri, non sono forse le donne (ma anche gli stessi tonti uomini) a sostenere di essere più furbe degli uomini, nonché dotate di un (presunto) sesto senso? Quindi?

giovanni 5:37 pm - 27th novembre:

sentite qua una francesca che cose schifose e deliranti scrive contro i padri separati!!!
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/11/25/per-noi-il-25-novembre-e-tutti-i-giorni/#comment-14311
Forse se ci fosse parità di diritti anche nel lavoro, le ex mogli non avrebbero bisogno di chiedere i loro schifosissimi soldi. Ci vorrebbe una legge che permettesse di avere a tutte le donne uno stipendio decente ma i cari babbi devono essere obbligati a dare soldi ai loro figli finché non hanno concluso gli studi e hanno trovato un lavoro. Mio padre invece è sempre stato molto povero; sta meglio economicamente solo ora che è pensionato. Così è stata mamma che ha dovuto accollarsi la responsabilità di provvedere alla famiglia, andando a pulire le case altrui. Questo mio padre non l’ha mai sopportato ma non solo il fatto che lavorasse anche lei ma che pulisse la cacca altrui, come diceva lui. Per carità ha sempre lavorato anche lui ma quello che guadagnava bastava a malapena a mantenere lui! Ora che sono più o meno indipendente, fuggo dagli uomini come lui! E vi assicuro che c’è ne sono tanti!

risposta:
- la parità di diritti C’ E’
-non hanno nessunissimo bisogno di cheidere soldi, possono benissimo andare a lavorare!!!!
-schifosissimi???ma che dice???come si permette???i soldi che un uomo si guadagna sudando e lavorando, e che quelle approfittatrici gli prendono senza pietà alcuna, sono “schhifosissimi”?????ma stesse zitta e imparasse ad avere un pò di rispetto per gli uomini!!!!!uomini che lavoranoo onestamente e si sudano i soldi, soldi che vengono letteralemnte sottratti da ex senza morale e senza scrupoli!!!!!!
e tocca pure leggere che i soldi di cui un uomo viene privato – così da trovarsi in povertà e in miseria per fare vivere l’ex senza fare un cavolo di lavoro – sarebbero schifosissimi!!!ma non si vergogna???questa tizia è vergognosa, è una vergogna senza fine!!!!non sa – o finge di non sapere – che spesso i giudici nemmeno considerano se lei si cerca o no un lavoro, stabiliscono a priori che lui le deve dare soldi!!!sei uomo?paghi!e questa arriva a giustificare sto schifo!!!!ah già tanto x lei gli uomini saranno cattivi violenti stronzi fedifraghi ecc!!!
-poi viene loro tolta anche la casa…per non parlare del fatto che qnd lui gauadagna meno di lei quasi mai lei gli deve dare un centesimo…siamo al sessismo più palese e estremo, le donne sono iperfavorite in quanto donne!!!!
ovviamente x quella fanatica femminista sono sempre le povere donne a essere vittime, sono “costrette” a chiedere soldi, xkè sennò nn sanno come sopravvivere…x quella – che vive fuori dal mondo – non ci sono papà separati ridotti in miseria, disperati, schiavizzati dalle ex…no, sono tutti favoriti dalla società e quindi le povere ex devono chiedere i loro soldi, che sono pure schifosissimi, evidentemente perchè di un uomo, o perchè guadagnati da un uomo…l’unica cosa schifosissima è quello che dice questa francesca, i suoi deliri, la sua totale mancanza di rispetto per gli uomini, per i loro problemi, i loro drammi…vorrei vedere lei nelle condizioni di tanti uomini separati!!!!
il suo delirio continua che devono essere obbligati a dare soldi ai figli…quindi questo basta, l’importante è che diano soldi, poi che stiamo o meno coi figli, che li vedano o meno che importa???tanto x lei gli uomiini sono oggetti che servono a dare soldi, è questa la sua visione!!!!i papà servono a dare soldi, non sono persone, non sono esseri umani!!!!il loro diritto di vedere i figli, di passare del tempo con loro, non esiste!!!!che schifo, sono davvero schifato!!!!questa se ne frega altamente del dolore e della sofferenza di un padre che non vede il figlio!!!!!che nausea che ho!!!!per questa l’affido condiviso non esiste…basta che i padri diano soldi!!!!che schifo totale!!!!gli uomini per lei sono solo oggetti, mica hanno diritti!!!!tanto fà l’equazione donne=non hanno la parità siul lavoro, quindi gli uomini devono automaticamente dare soldi a loro…se poi gli uomini si riducono a vivere con 100 o 200 euro al mese, che importa, tanto x quella ci sono solo le donne!!!!poi x quanto riguarda i soldi x i figli, questi li devono dare entrambi i genitori, non certo solo il padre!e il mantenimento deve essere diretto!se proprio non c’è il mantenimento diretto, la madre dovrebbe come minimo rendere conto di come spende i soldi, per dimostrare che non usi quei soldi che prende per i figli per comprare cose x sè…ma x francesca qst problemi non esistono, x lei gli uomini basta che diano soldi!!!
ovviamente non poteva mancare l’insulto e l’attacco finale come gli uomini, che secondo lei sarebbero in tanti “come suo padre”…ma che avrebbe fatto di male questo pover’uomo???da quanto scrive, pare solo che la sua “colpa” sia non aver dato soldi dopo essersi separato, dato che era “molto povero”…e che doveva fare, dare i pochi soldi che aveva e mettersi a chiedere l’elemosina????se si tratta di fuggire, sono gli uomini che dovrebbero fuggire da quelle come te francesca!!!

giovanni 5:39 pm - 27th novembre:

una legge che permette di avere a tutte le donne uno stipendio decente??? ma le donne che svolgono lo stesso lavoro di un uomo guadagnano quanto un uomo!!!! cosa vuole, questa??? che a parità di lavoro le donne guadagnino di più e che sono agli uomini restino gli stipendi “indecenti”???

giovanni 5:43 pm - 27th novembre:

ma quella lo sà che molti padri separati arrivano al suicidio???? ah ma che vuoi che importi, sono solo uomini, non donne!!!basta che danno soldi ai figli – poi se li vedono una volta all’anno, o anche di meno, che importa – e che danno soldi all’ex moglie – tanto le donne sono per definizione discriminate, quindi possono pretendere soldi anche per venti anni di fila, senza degnarsi di cercare un lavoro, tanto solo le poverine che vanno aiutate sempre e comunque, a discapito di un pover uomo che viene ridotto in schiavitù – poi se non ce la fanno più e arrivano a suicidarsi, che importa!!!tanto sono uomini, mica donne, i diritti non li hanno!!!non sono degni di comprensione, compassione, solidarietà, sostegno…hanno solo doveri e devono solo lavorare x dare soldi a questo e a quello!!!!
scrive “Solidarietà anche da parte mia, a loro e a tutte le donne violentate e picchiate” ecco, solo alle donne mostra solidarietà…che schifo!!!agli uomini, no, mai!ai padri separati che patiscono di tutto e di più, che vengono privati di tutto, che spesso ne subiscono di tutti i colori, no!!!!a questa SENZA CUORE degli uomini non importa!!!che soffrano pure x non vedere i figli, che siano pure discriminati e umiliati, che siano ridotti in miseria, che siano spremuti come limoni dall’ex…questa non mostra un minimo di solidarietà!!!!tanto sono uomini, sono x definizione tendenti alla violenza alla cattiveria alla stronzaggine…SONO NAUSEATO!!!!!
poi dicono pure di non essere sessiste…il loro atteggiamento è sessista all’ennesima potenza!!!!!!

Luigi Corvaglia 5:52 pm - 27th novembre:

Armando
Certo. E’ vero quello che dici. Ma ha lasciato da parte il “sesso ai tempi del femminismo”. Ti sembra poco questo?
Ha giocato in maniera pesante e certamente ha giocato sporco. Ma alla vecchia maniera, non ha usato le “armi di distruzione di massa” (stavo per dire le armi di distruzione di ma..schi) messole a disposizione dal mainstream femminsta. Ed il fatto che non sia stata nemmeno sfiorata dall’idea, che altrimenti avrebbe attuato sicuramente, perché molto più efficace per raggiungere lo scopo, me la rende estremamente simpatica. Ed umana. Non posso farci niente.
Per quanto riguarda il mio commento sul Corriere.
Si, il meccanismo è quello. Infatti, in un altro post, con un altro argomento ho avuto l’onore di una risposta dalla Melandri (che non ne era certo l’autrice), ma il mio commento era il primo o il secondo. La discussione era quindi appena agli inizi e non potevano esimersi da repliche.
Sono anche cosciente che replica non c’è stata perché non poteva esserci, tuttavia siccome mi sembra di essere stato abbastanza duro sulla loro professionalità qualche “pezza a colore” me l’aspettavo.

Luigi Corvaglia 6:38 pm - 27th novembre:

Scusami Andrea
vedo solo ora il tuo intervento.
Penso che quello che ho scritto in risposta ad Armando chiarisca bene il mio punto di vista.
………………………………………………………………..
Sì, ma al contrario un uomo non farebbe alcuna tenerezza a una donna. (Andrea)
………………………………………………………………..
Ma io sono un uomo. Diverso da una donna. Meglio o peggio non lo so. Sicuramente diverso. E ci tengo. Posso tranquillamente combattere il pensiero social-femminista rimanendo me stesso.
…………………………………………………………………
…non sono forse le donne (ma anche gli stessi tonti uomini) a sostenere di essere più furbe degli uomini, nonché dotate di un (presunto) sesto senso? Quindi? (Andrea)
…………………………………………………………………
Al mio paese si dice: “ci se vanta te sulu, nu ‘mbale nu pasulu”.
Traduzione per i non salentini, ossia tutti: “chi si vanta da solo, non vale un fagiolo”.
Mi sembra sempre valido.

dia 7:40 pm - 27th novembre:

x luigi e armando
tenerezza, forse, è troppo per una pistolera così. Però è simpatica. Ha giocato duro ed era pronta a pagare, come ha fatto e farà.
Vero che se ci fosse stato un uomo al suo posto, qualcuna avrebbe tirato fuori la storia del maschilista che vede la donna come una sua proprietà.

Luigi Corvaglia 10:02 pm - 27th novembre:

Blog Corriere – Atto due
Il seguente commento è stato censurato. Come vedi Armando, nonostante la validità generale del tuo discorso, che condivido, se li becchi in castagna, ti censurano anche se è il milionesimo commento.
………………………………………………………………..
27.11 | 20:50 Luigi Corvaglia
Il tuo commento in attesa di moderazione
Ritornando sull’argomento e senza per questo voler mancare dirispetto a chi la violenza l’ha subita sul serio.
Leggetevi questo link
http://www.focus.it/Community/cs/forums/thread/408048.aspx
Mi da da pensare il fatto che il link alla pagina di AmnestyInternational ed al comunicato originale in inglese dia come risultato:Page not found on amnesty.org. Ma a suo tempo ci stava. E’ stato un peccato non salvarla.
p.s. Ti ringrazio per l’articolo su Maschi Selvatici. Della storia di Amnesty me ne ero proprio scordato.

dia 10:47 pm - 27th novembre:

Secondo uno studio del 1994 basato su dati di un esercizio di modellizzazione della Banca Mondiale, fra 10 cause e fattori di rischio considerati per la morte e la disabilità di donne fra i 15 ed i 44 anni, lo stupro e la violenza domestica erano cause maggiori del cancro, incidenti di veicoli a motore, guerre e malaria.”

che cos’è uno studio di modellizzazione?

Luigi Corvaglia 11:29 pm - 27th novembre:

@ Dia
Posso risponderti da ingegnere, non so poi loro con “esercizio di modellazione” di preciso cosa intendano.
Certo la parola “esercizio” mi fa pensare che sia per l’appunto un esercizio: “atto, effetto dell’esercitare o dell’esercitarsi” o ancora “prova o insieme di prove che servono ad acquistare pratica in una materia, in un’attività”.
Si tratta di individuare dei modelli, non reali, ma che approssimano in maniera accettabile il problema da affrontare.
Ma mentre nel mio campo il problema è noto, ad. es. un edificio, il traffico, la gestione di un processo di produzione, et., etc.. non penso sia la stessa cosa in ambito sociologico (branca di studio, la sociologia, verso cui nutro un sano scetticismo ;-) ).

Luigi Corvaglia 9:05 am - 28th novembre:

Fabrizio
scusami, uso UB come servizio pubblico, per aggirare la censura di quel democraticissimo blog che risponde al nome di 27a ora.
………………………………………………………………
per i signori che negano
27.11 | 21:44 elenabby
è inutile che tanti pseudo-uomini e veri-maschilisti cerchino di negare le violenze subite dalle donne (da alcune donne…).oltre ad essere meschini e tristi siete squallidi nelle vostre argomentazioni che tentano di giustificare l’ingiustificabile e anche il delitto, ma facendo così diventate copmplici dei vostri già degni compari. non ho parole. una sola annotazione: il lavoro dei centri antiviolenza è in gran parte volontario e questo lo so per certo perchè ci ha lavorato una mia amica psicologa. pensate: donne meritevoli che lavorano gratis per rimediare ai danni fatti da chi pensa e agisce come voi, che bella cosa vero.
………………………………………………………………..
Cara Elena
non so se leggerà mai questa mia risposta, Uomini Beta non è certo il popolarissimo blog femminile del Corriere e, quasi sicuramente, dovesse incapparci casualmente ne fuggirebbe inorridita, giacché il solo sottotitolo “movimento maschile“, rievocherebbe in lei fantasmi nauseabondi.
Ciò non di meno mi sento in obbligo di risponderle e devo farlo da questo sito, perché la mia risposta non passerebbe al vaglio della censura di quel blog. E questo nonostante nonostante non sia violenta, sessista o misogina ma, solo contenente degli elementi di verità.
Voglio risponderle anche perché, dai diversi suoi commenti su quel blog, ho intuito che lei è una persona intelligente, che non ragiona per schemi precostituiti, e dispiacciono alcune affermazioni del suo commento. Come dispiace la sua deriva sul personale. Lei non può permettersi, per fisiologiche diversità di vedute, di etichettarmi come pseudo-uomo più di quanto non possa farlo io dandole della pseudo-donna.
Vede, è vero, io posso risponderle solo per conto mio, ma l’obiezione fatta da me come da altri penso di potergliela spiegare interpretando il pensiero di tutti.
Nessuno, ma proprio nessuno (pazzi a parte), si sogna di negare un pezzo di realtà (la violenza sulle donne). Lei crede che esista un uomo che si sogni di farlo, rimanendo tale? Se lo pensa devo dirle che lei gli uomini li conosce molto poco.
Il problema sollevato, da me e tanti altri, da lei definiti tristi e meschini è un altro!!
E’ non è di poco conto, non è cercare di minimizzare, perché a lungo andare questo andazzo potrebbe ritorcersi contro le stesse donne vittime di vera violenza.
Noi chiediamo solamente, semplicemente, che di questa triste realtà se ne parli, appunto, in maniera reale. Non alterando numeri, gonfiandoli e creando cosi un clima da psicosi collettiva.
Mi sa dire, perdio, a chi giova questo clima? Giova per caso alle vittime?
A chi giova rappresentare tutti gli uomini e ripeto, tutti, perché il giochetto a questo porta, come dei mostri dediti alla sevizia e alla tortura delle donne?
Le sembra minima la differenza tra l’affermare che esiste una fascia, limitata, di uomini che si macchiano di tali delitti e insinuare invece, che si, tutti gli uomini potrebbero macchiarsene, perché intrinsecamente malati?
Siccome la ritengo persona sveglia e indipendente si risponda da sola, giacché ogni mia ipotesi sarebbe sospetta perché proveniente da uomo triste, meschino e misogino.
Ieri ho mandato un secondo commento alla 27a ora. Lo hanno censurato. Glielo riporto qua per comodità.
27.11 | 20:50 Luigi Corvaglia
Il tuo commento in attesa di moderazione
Ritornando sull’argomento e senza per questo voler mancare dirispetto a chi la violenza l’ha subita sul serio.
Leggetevi questo link
http://www.focus.it/Community/cs/forums/thread/408048.aspx
Mi da da pensare il fatto che il link alla pagina di AmnestyInternational ed al comunicato originale in inglese dia come risultato:Page not found on amnesty.org. Ma a suo tempo ci stava. E’ stato un peccato non salvarla.

Le sembra per caso violento e meschino?
Sa perché lo hanno censurato?
Perché conteneva (vada a vedere il link in esso contenuto) una verità, scomoda per le tenutarie del blog. Che demoliva alla radice l’argomento del Post: “Quei numeri che non vogliamo credere: è la violenza che più uccide le donne“.
Per concludere. Un consiglio.
Non si fermi mai alle apparenze (a quelle che ci costruiscono attorno per condizionarci), ascolti sempre le due campane, anche in questo caso, che forse può risultarle difficile perché la tira in ballo in quanto donna. La realtà non è mai, bianco o nero, di quà o di là.
Cordialmente.

dia 10:18 am - 28th novembre:

x luigi: inizialmente pensavo a un errore di traduzione, ma poi ho visto che se googli modelling exercise spuntano spprattutto pagine di modellazione in 3D. Insomma, proiezioni virtuali.
Nel tuo ramo, ho trovato questo, che forse è quello cui ti riferisci:
http://www.cityenergy.org.za/files/resources/energy%20data/06Future%20scenarios%20modelling.pdf

avevo letto il tuo intervento su 27a ora, quello rimasto senza commenti. Tu – secondo me – hai uno “stile” espositivo molto candido e concretamente logico, come quello dei bambini. E quando si pone una domanda diretta, onesta e “ingenua”, senza intellettualismi o complicate razionalizzazioni (magari ideologiche), l’altro resta spiazzato. Con i bambini capita continuamente. Ti inchiodano con una domanda, a volte, e tu resti lì come uno scemo, con tutto il tuo armamentario di “competenze” che girano a vuoto…

mauro recher 2:03 pm - 28th novembre:

@Luigi
mi immagino già ,l’eventuale risposta
che loro sicuramente non giudicano gli uomini tutti violenti ma ,si fanno delle domande e le risposte sono scritte nei loro articoli e,vediamo da noi stessi ,che genere di articoli scrivono in quel blog “molto democratico “

giovanni 4:00 pm - 28th novembre:

che post allucinante, secondo questa in tv si parla troppo poco di violenza sulle donne e troppo di papà separati!!! http://​comunicazionedigenere.wordp​ress.com/2011/11/28/​violenza-sulle-donne-se-ne-​parla-poco/#comment-14325

Luigi Corvaglia 5:25 pm - 28th novembre:

Dia
grazie del complimento. Il paragone con i bambini intendo. Per me lo è.
E sono contento che si percepisca.

Rino DV 7:42 pm - 28th novembre:

Luigi C.
>>
Dia
grazie del complimento. Il paragone con i bambini intendo. Per me lo è.
>>

E infatti lo è! Un gran bel complimento. Meritato.
____

Sulla questione violenze maschili.

1- Vengono ricordate, richiamate, rimemorate ogni giorno e di più nei giorni canonici (giorni “sacri”: 25 nov. 13 febb. 8 marzo).
La rimemorizzazione è rivolta a tutti gli UU perché tutti ne sono corresponsabili. Però tu, io, lui “non dobbiamo” sentirci corresponsabili. Ci chiama in causa tutti, ma io, tu, lui “non dobbiamo” sentirci chiamati in causa.
Questo doppio gioco è già sufficiente a mettere gli UU in difficoltà. A indurli a balbettare.

2- Le buone intenzioni
Giurano che ricordare, richiamare, rimemorare le violenze maschili non significa criminalizzare gli UU, non significa che tutti gli UU siano carnefici. Non è questa l’intenzione. Sarebbe una kattiva intenzione.
Le intenzioni, si sa, sono sempre buone. Anche perché se uno ne ha di cattive non è che lo vada a dire in giro…
Il rimando alle buone intenzioni chiude la bocca definitivamente.

E’ ora di fare chiarezza: le intenzioni in ambito sociale non contano nulla, solo gli effetti contano.
E nel conflitto in corso le intenzioni maschili (iindividuali o di gruppo o di Genere) non contano nulla.
Oggi – in ogni ambito – solo una cosa conta: il “vissuto” femminile. Chissenefrega delle intenzioni maschili!
Perciò è giunto il momento di pensare, sentire e proclamare che delle intenzioni delle crimininalizzatrici non ci importa un fico secco.
Delle “buone intenzioni” non ce ne importa nulla.
Solo gli effetti contano: la criminalizzazione degli UU. Solo il NOSTRO vissuto conta.
E solo noi stabiliamo come “dobbiamo sentirci”.
Noi siamo il metro del nostro bene e del nostro male.

Fuori dal nostro giardino! Fuori dalla nostra psiche!

RDV

Fabrizio Marchi 8:37 am - 29th novembre:

Ho del tutto casualmente scovato questo sito che (stra) parla di noi… :-)
http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2010/09/uomini-dalla-beta-allomega.html

Andrea 1:17 pm - 29th novembre:

Qui, invece, si parla di censura e “troll”…??!??
http://27esimaora.corriere.it/articolo/a-proposito-di-censura/

Leonardo 3:06 pm - 29th novembre:

Fabrizio Marchi
http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2010/09/uomini-dalla-beta-allomega.html
———————————————–
La differenza tra le femministe e i maschilisti è che le prime sono forti della certezza che di uomini ne troveranno comunque a palate. In più, il loro inveire e offendere l’altro sesso è un comportamento che nasce dal naturale rancore verso il maschio, quindi gli riesce meglio essere femministe.
I secondi hanno sempre una certa dose di galanteria e se non la hanno, vanno sempre incontro all’ isolamento.
Non so se l’ho già scritto, ma se una donna da uno schiaffo ad un uomo o altre violenze più gravi, è una sua rivincita verso il maschio “oppressore e violentatore” (ma de che! tant’è che se un uomo va in giro a fare il macho e a vantarsi della sua virilità, viene demolito di insulti) chiaramente non nego la violenza maschile, ma faccio notare la contraddizione delle donne che schernisce Il maschio e allo stesso tempo lo condanna.

mauro recher 4:49 pm - 29th novembre:

Fabrizio ,ho letto l’articolo del tuo link ,che dire? Le solite banalità che ,tra l’altro hai continuamente messo in evidenza , c’è un lato positivo comunque ,parlano (anzi straparlano ) di noi ,per me è sempre un bene ,se devo fare un appunto ho trovato ,tra le tante banalità ,questa particolarmente significativa …
—————————————————————————-
Infine, come poteva non mancare la lagna basata sul luogo comune cosmico che le donne la darebbero solo ai ricchi&potenti? Allora ci risiamo: avete capito la differenza tra una femminista ed una velina? Le veline escono coi calciatori e coi papi Silvio e le femministe escono con gli intellettuali sfigati e coi ragazzi della porta accanto. Evidentemente, non rientrate in nessuna di queste categorie se siete così avvelenati con le donne tutte perché non ve la danno.
————————————————————————–
già dire con intellettuali sfigati è un controsenso ,(la parola sfigati non manca mai nel vocabolo delle femministe ,ma si sa che loro guardano “altro” :) )visto che sono tali cioè senza figa o ragazzi della porta accanto ,già qui vediamo una differenza ,le veline con i calciatori o papi Silvio (quindi professioni), loro non hanno detto con operai ,muratori o minatori ,ma con ragazzi intellettuali o della porta accanto forse ,se escono con loro si sporcano il pedigree :)

Alessandro 7:06 pm - 29th novembre:

Leonardo: le femministe (…) sono forti della certezza che di uomini ne troveranno comunque a palate.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Al di là di tutte le considerazioni che possiamo fare, se solo gli uomini sapessero scegliere le donne con cui avere delle relazioni, evitando con attenzione quelle in “odore” di femminismo, probabilmente questo deleterio fenomeno si sarebbe già sgonfiato. Checchè ne dicano, sono molto poche le donne in grado di fare a meno di un uomo. Fanno la voce grossa perchè hanno il loro ometto con cui convivono, o hanno comunque uomini attorno che le omaggiano, come sottolinea giustamente Leonardo. Personalmente se solo percepisco che una donna è in “odore” di femminismo la sfuggo come la peste, anche perchè ritengo impossibile che ci possa relazionare intimamente in maniera soddisfacente con lei, visti i pregiudizi che la animano; ma trovo pesanti anche quelle che a 40-50 anni continuano a parlarti dell’amore eterno, del principe azzurro e stupidaggini varie: ma che noia!
Ma cosa si può pretendere da questa massa di uomini rincretiniti? Si parla tanto di violenza contro le donne, ma quanta violenza gli uomini sanno esprimere contro altri uomini? Se alla violenza fisica di cui un uomo è fatto facilmente oggetto da altri uomini aggiungiamo anche la violenza psicologica che la donna spesso gli riserva, forse possiamo valutare in maniera un pò più obiettiva anche questo tema della violenza di genere.

Luigi Corvaglia 10:26 pm - 29th novembre:

Perciò è giunto il momento di pensare, sentire e proclamare che delle intenzioni delle crimininalizzatrici non ci importa un fico secco. Delle “buone intenzioni” non ce ne importa nulla.
Solo gli effetti contano: la criminalizzazione degli UU. Solo il NOSTRO vissuto conta. E solo noi stabiliamo come “dobbiamo sentirci”. Noi siamo il metro del nostro bene e del nostro male. Fuori dal nostro giardino! Fuori dalla nostra psiche!
(RDV)
………………………………………………………….
Sintonia assoluta!

Sandro2 1:07 am - 30th novembre:

Ecco la solita scienziatessa che ha capito tutto.
>
http://27esimaora.corriere.it/articolo/a-proposito-di-censura/
fate ridere
29.11 | 23:23 elenabby
questi maschietti o maschilisti che dir si voglia hanno talmente la coda di paglia che non potendo giustificare la pochezza derlle loro argomentazioni, scrivono commenti lunghissimi e che sbrodolano da tutte le parti oppure aggrediscono le “donne cattive”, leggendo i loro commenti sto a ridere da sola davanti alla tastiera. E ‘ inverosimile quanto affermano dalla prima all’ultima parola, non entrano mai nel merito del vero problema (la violenza) perdendosi volutamente in mille rivoli che vanno dal problema del denaro, all’approccio pseudostorico, alla palese balla ma evitando sempre accuratamente i dati o confutandoli con teorie da bambini delle medie (la donna che uccide col veleno come nei romanzi inglesi ma fatemi il piacere). Signori maschi meno vittimismo e più serietà, nonchè più rispetto per le donne che subiscono VERAMENTE la violenza e sapete benissimo che ci sono anzi forse proprio voi siete tra i primi a esserne felici!!!
___________________

Miei commenti “in attesa di moderazione” (=saranno sicuramente censurati).
______________
>>
Scrive Diogene Di Sinope
29.11 | 20:01 Silver19
Il tuo commento è in attesa di moderazione
“…ho letto i post di Silver19, il filo conduttore degli esempi che porta è sempre l’interesse economico, non è una sistematica violenza contro il sesso maschile.”
>>>>>>>>>
Alcuni autori ritengono che la prova più evidente delle differenze tra i sessi in materia di gelosia sia la violenza che suscita. Nel 1982 Martin Daly e Margo Wilson della McMaster University, dopo aver passato in rassegna una serie di studi sui moventi di omicidio, hanno concluso che gli uomini uccidono per gelosia molto più delle donne. Tuttavia gli uomini sono più inclini a tutte le forme di crimine violento, per cui i confronti basati sul semplice numero dei delitti ispirati dalla gelosia possono essere fuorvianti. Se si riesaminano i dati correggendoli per tener conto delle differenze nel tasso complessivo di omicidi, appare un quadro diverso. Anni fa, Christine R. Harris, ha esaminato i moventi di omicidio in 20 campioni interculturali di popolazione (per un totale di 5225 omicidi) e non ha rilevato differenze tra i sessi. In precedenza, Richard B. Felson della State University of New York aveva esaminato 2060 omicidi in 33 contee urbane degli Stati Uniti, rilevando che le donne erano due volte più portate degli uomini a uccidere per gelosia.
>
Per approfondire:
DESTENO D. e altri,
Sex differences in jealousy:
Evolutionary mechanism or artifact
of measurement?, in “Journal of
Personality and Social Psychology”,
83, pp. 1103-1116, 2002.
>
HARRIS C. R., Sexual
and romantic jeaulousy in
heterosexual and homosexual
adults, in “Psychological
Science”, 13, pp 7-12, 2002.
>
BUSS D., The Dangerous
Passion: Why Jealousy Is As
Necessary As Love And Sex,
The Free Press, New York, 2000.
>
Christine R. Harris, No, non
è la gelosia, mente & cervello,*
n. 8, anno II, pag. 62-69, marzo-aprile
2004.
>
(*Articolo pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2004 di “American Scientist”.)
____________
>>
elenabby docet
30.11 | 00:58 Silver19
Il tuo commento è in attesa di moderazione
“nonchè più rispetto per le donne che subiscono VERAMENTE la violenza e sapete benissimo che ci sono anzi forse proprio voi siete tra i primi a esserne felici!!!”
>>>>>
Ovviamente.
Calcola che passiamo tutto il giorno a picchiare e stuprare le donne, perché, sai, noi ci divertiamo così, tanto è vero che abbiamo coniato il seguente slogan:
“Picchiare le femmine è bello ed emozionante”.
_________
>>
Fonte
30.11 | 01:01 Silver19
Il tuo commento è in attesa di moderazione
http://www.youtube.com/watch?v=DsoJIciyPQI

giovanni 10:22 am - 30th novembre:

il suo delirio folle e allucinante non merita nemmeno una risposta…

Leonardo 2:17 pm - 30th novembre:

Questa cosa delle statistiche e di chi è più violento mi ha rotto; c’è sempre questo confronto che le donne cercano con l’uomo. Non sono dei santi entrambi, ma molti uomini vengono spinti alla violenza dalle donne stesse, forse proprio da queste statistiche, ma già dall’infanzia e adolescenza, facendo i bulli per piacere alle ragazze, le quali poi alcune hanno faccia tosta di fare le salvatrici, di mettere pace e apparire buone e sensibili, manipolando sti quattro “imbecilli dei maschi” Tutta questa propaganda delle donne non è altro che voler stare al centro dell’attenzione e avere potere. Allora facciamo le statistiche su chi ha fatto più opere d’arte, su chi ha costruito le città: dagli architetti ai muratori, non ha importanza, sono entrambi uomini. Su chi ha costruito i razzi spaziali, su chi è andato per primo sulla luna, su chi ha composto sinfonie e brani Rock più belli, su chi ha scritto i migliori romanzi. D’altro canto gli uomini hanno costruito le armi, le bombe nucleari, fatto guerre e le violenze più raccapriccianti come costruire e usare gli antichi stumenti di tortura: sono entrambi dimostrazioni di intelletto, giuste e sbagliate. Tra l’altro il male compiuto dagli uomini viene sublimato nell’arte, come nei romanzi e i film…
No, l’uomo rispetta la donna e la donna lo umilia, sminuendolo, deprezzandolo e quindi si fa pagare per concedersi; e mi fermo qui.

cesare 9:52 am - 12th dicembre:

Compare finalmente, qualche giornalista, che si rivolge alle donne (in questo caso sono quelle di “Se non ora quando”) con un pò di serietà ed onestà, insomma con il presupposto della stima sincera e dell’affetto, e non si preoccupa di compiacerle e dice quello che pensa anche se si tratta di una critica assai dura:
http://notizie.tiscali.it/opinioni/Cazzulini/2287/articoli/-Se-non-ora-quando-non-funziona-pi-ora-di-cambiare-strategia.html
,

Fabrizio Marchi 5:14 pm - 12th dicembre:

Dopo decenni di dominio incontrastato e di occupazione sistematica di qualsiasi spazio mediatico (e politico), il femminismo sta iniziando a mostrare qualche crepa.
La prima è rappresentata dal clamoroso (anche se ampiamente previsto) flop della giornata di mobilitazione indetta per ieri dal comitato “Se non ora quando?” che è stato inevitabilmente segnalato anche da alcuni analisti e osservatori con articoli in parte anche condivisibili.
La seconda è la reazione tempestiva alla fiction di Beppe Fiorello sui padri separati andata in onda su Rai 1 pochi giorni fa. Immediata è stata la risposta sia da parte di autorevoli quotidiani (in prima fila La Repubblica, organo ufficiale del femminismo dei salotti che contano), sia soprattutto da parte dell’immancabile Istat (ormai da tempo il “Minculpop” di stato femdominista) che ha cominciato a sciorinare dati e statistiche che ci spiegano che anche nei casi di separazione sono le donne, non gli uomini, a subire discriminazioni, violenze e ingiustizie. Non poteva essere altrimenti…
Come dicevo, non mi sorprende affatto il fallimento della giornata di ieri che conferma la nostra analisi: il femminismo storico, radicale e militante, nonostante il tentativo di rianimarlo appartiene ormai al passato. Quest’ultimo rappresenta ormai solo una sorta di coperchio ideologico, tutto sommato ormai minoritario e anche un po’ (molto) arrugginito: è sufficiente osservare i volti incartapecoriti delle sue leader storiche per rendersene conto (e non mi riferisco all’aspetto anagrafico quanto alla loro totale incapacità di andare oltre le solite parole d’ordine vecchie di decenni, come se il mondo non fosse cambiato nel frattempo). Insomma una bandiera, anche molto lacera, e nulla più.
Molto più preoccupante, ovviamente, il femminismo politico-mediatico, cioè il femminismo dominante, quello che noi abbiamo denominato femdominismo. Quello cioè che detta l’agenda politica, che legifera, che controlla o comunque condiziona in modo determinante i media, le istituzioni, i partiti, le associazioni degli industriali, i sindacati, i tribunali, la giustizia, i circoli accademici, la “cultura” ufficiale, la scuola e così via. In altre parole l’intera società civile e la politica.
E’ questo il vero avversario: è vivo,è vegeto, è molto potente ed è ormai una sola cosa con il sistema dominante. Lo sapevamo da tempo, lo sappiamo, ma è sempre bene ricordarlo.
E però la tempestività del suo intervento ci dice che qualche preoccupazione comincia a serpeggiare tra le fila dell’avversario. Ciò lo rende ancora più pericoloso…
Fabrizio

cesare 6:15 pm - 12th dicembre:

E’ oggi più che mai evidente la verità della tua analisi: i ceti egemoni tramite il femdominismo hanno operato 1) sia la gigantesca operazione di distruzione della consapevolezza politica dei lavoratori tramite la colossale opera di spostamento dai problemi reali del mondo del lavoro alla insistente guerra all’”oppressore maschile” (quello che tira a casa la pagnotta crepando, quattro alla volta, ogni dì, e crepando sette anni prima delle “tiranneggiate” e facendo un avita di m..da), 2) sia ottenuto la legittimazione all’estensione dell’occupazione del potere piazzando nei posti di potere e meglio remunerati le proprie mogli, amanti, figlie amiche, sorelle, zie e cugine, sotto le insegne della “lotta di liberazione delle oppresse” e addirittura per legge tramite le quote rosa, 3) sia la promulgazione di leggi speciali antimaschili finalizzate a tenere sotto schiaffo/intimidazione sistematico ogni protesta maschile (che volete, maschi che appartenete a un genere criminale? avreste persino l’ardire di protestare?! o di prendre la parola in nome del mondo del lavoro?!) 4) sia la fondazione di una nuova ideologia neocoloniale in nome della quale mandare a crepare per l’ennesima volta gli “oppressori maschi” al fine di ammazzare insieme alle loro famiglie “i maschi, promossi d’ufficio oppressori” di altri paesi, magari ben più civili di noi. E 5) le masse femminili sono state usate come massa di manovra ed esercito di sfondamento ovunque ci fosse una minima resistenza, il più piccolo ostacolo a questo progetto di dominio nell’ambito del quale, per inciso, c’è anche stata e c’è la totale trasformazione in merce di ogni aspetto più sacro dell’umano. Non c’è che dire: Bingo!

armando 11:47 pm - 12th dicembre:

“SNOQ” è uguale ai Girotondi di quache anno orsono. Movimenti effimeri, sciami (per usare le parole di Z. Baumann), che si formano e si addensano con facilità ma che si squagliano altrettanto facilmente perchè sono solo stati d’animo, come l’indignazione, che emergono confusamente contro qualcosa o qualcuno. Quando questo qualcosa o qualcuno, nel nostro caso Berlusconi che era un bersaglio perfetto, sparisce, anch’essi deperiscono istantaneamente. Sono solo l’ennesima espressione della società liquida- Il fatto che siano sciami privi di struttura, non li rende però meno pericolosi, in quanto usabili strumentalmente con estrema facilità.
E poi, diciamocelo, cosa c’è da rimproverare, beninteso dal loro punto di vista, al governo Monti?
In nome dell’equità ha introdotto gli sgravi fiscali secondo il genere. Per cui mio figlio trentacinquenne alla ricerca di un lavoro finalmente stabile sarà sorpassato da una coetanea solo perchè donna e solo perchè una legge sfacciatamente sessista consentirà al datore di lavoro di recuperare con gli sgravi fiscali la minor produttività del lavoro femminile. Perchè solo di questo si tratta. Viva l’equità.

dia 9:12 pm - 18th dicembre:

come avrai visto, sandro2, su La 27a ora il net-feminism ha ottenuto solo critiche ed è stato sbeffeggiato sia dalle donne che dagli uomini. Mi sembra un buon segnale. Incoraggiante.

claudio 3:51 pm - 26th dicembre:

cosa ne pensate?
*******
http://www.balcanicaucaso.org/aree/Romania/Bucarest-la-Marcia-delle-puttane-105119
iovedì 6 ottobre Bucarest ha promosso la sua “Marcia delle puttane”, declinazione rumena di un’iniziativa femminista lanciata la scorsa primavera a Toronto, Canada. Un reportage di Le Courrier des Balkans

Tratto da Le Courrier des Balkans (tit. originale “Roumanie : les «salopes» se rebiffent”, pubblicato il 7 ottobre 2011)

E’ tardo pomeriggio e le organizzatrici della “Marcia delle puttane” di Bucarest sono inquiete. I partecipanti tardano ad arrivare al punto di ritrovo, davanti al tribunale. E’ da mesi ormai che questa ventina di giovani donne, appartenenti ad associazioni femministe, lavorano a testa bassa a quest’iniziativa.

Hanno pensato a tutto: le autorizzazioni dal comune, informare la stampa, cartelloni e striscioni dipinti il fine settimana precedente. Ma servono delle braccia per portarli e delle voci per gridare gli slogan: “Poco importa come mi vesto, la mia gonna non è un tuo problema”.

Alla fine sono in 250 ad essere arrivati, al posto dei 700 che avevano confermato la loro presenza via Facebook. Molte donne più o meno giovani, una folla di giornalisti, qualche uomo tra i quali due con la gonna. Uno dei due, con una parrucca, prende in mano il megafono e racconta cosa gli è successo mentre veniva alla manifestazione. “Ero in macchina e mi stavo cambiando ed ho veramente provato cosa si prova ad essere donna: mi hanno suonato il clacson quattro volte e in molti mi hanno volgarmente invitato a bere un caffè”.

Poi parlano alcune donne. Con fervore ed emozione raccontano la difficoltà di essere donna, la paura nel rientrare a casa la sera, le brutte esperienze, la colpa sentita anche se sono vittime, gli insulti sessisti e l’impossibilità di “avere gli stessi diritti degli uomini in un Paese dove il sistema patriarcale è dominante se non opprimente”.

Alcune dimostranti poi mettono dei garofani rossi sulle labbra per rendere omaggio alle donne silenziose che non hanno osato denunciare le violenze subite ed i loro aggressori.

Mona, 29 anni, sta terminando la sua tesi di laurea su studi di genere a Bucarest. E’ vestita in modo sobrio – come tutte le manifestanti – e confida con emozione che è la sua prima azione di genere. Per lei “questa manifestazione è assolutamente necessaria per attirare l’attenzione sulle violenze subite dalle donne e soprattutto sul fatto che finiscono loro sul banco d’accusa per questo”.
“Media, non trattate lo stupro come una leggerezza”

Alcuni manifesti denunciano anche la responsabilità dei media nel banalizzare gli atteggiamenti sessisti e misogini. “Ad alcune donne piace essere picchiate, perché se i loro mariti non le picchiano non si sentono abbastanza amate…”. E’ una farse purtroppo comune che si sente spesso sui media rumeni, come dimostra un’inchiesta condotta sull’immagine della donna in Romania. Lo studio è stato pubblicato quest’anno dall’Ong Altfem e mostra come la donna è rappresentata nei media “attraverso stereotipi tradizionalisti, sessisti e in maniera volgare”.

Alice Iancu, 29 anni, è vice-presidente di Filia, Centro di ricerca sugli studi di genere. Alice s’indigna: “In Romania non si da ascolto alle donne. Ecco perché questo tipo di riflessioni misogine esistono, non vengono sanzionate o questo avviene solo in maniera simbolica”.

L’ultima sanzione in merito è stata comminata dal Consiglio nazionale per la lotta contro le discriminazioni (CNCD) nei confronti di Tudore Butoie. Quest’ultimo, professore universitario esperto in criminologia, durante una trasmissione televisiva aveva dichiarato che “le donne violentate sono responsabili di quanto avvenuto a causa dei loro comportamenti provocanti”. Frasi che ricordano drammaticamente quelle di Toronto, all’origine dell’iniziativa “La marcia delle puttane” promossa poi nel mondo intero. Lo scorso mese di aprile un poliziotto canadese, aveva affermato davanti a studenti di legge che “se le donne si fanno violentare è a causa del loro modo di vestire”. In Romania una trentina di Ong hanno interpellato il CNCD a seguito delle affermazioni di Tudore Butoje ed hanno vinto la causa.
La lotta femminista, dalla teoria all’attivismo

All’inizio il centro di ricerca Filia – creato nel 2000 – analizzava in modo teorico il femminismo ma negli ultimi anni Alice Iancu e le sue colleghe hanno deciso di collegare “gli studi di caso all’attivismo”.

“Abbiamo bisogno di questi studi, altrimenti nessuno li farebbe, ma allo stesso tempo occorre promuovere petizioni e scendere per strada”, spiega Alice. E quest’atteggiamento porta i suoi frutti: l’anno scorso hanno condotto una battaglia contro un progetto di legge che abbassava da due anni a uno la maternità. Una battaglia che hanno parzialmente vinto, dato che ora spetta ai genitori scegliere la lunghezza del congedo parentale.

Ma le Ong femministe non sono riuscite ad impedire, in pieni tagli di budget statale, la chiusura dell’Agenzia nazionale per le pari opportunità, che aveva solo dieci dipendenti. Sette di loro sono stati trasferiti al ministero del Lavoro, ma sono andati perduti 7 milioni di finanziamenti europei. Tudorina Mihai, membro del consiglio direttivo di Filia, sottolinea i problemi finanziari a cui debbono far fronte le associazioni in parte a causa dell’avvenuto ingresso nell’Unione europea e in parte dall’assenza del governo in questo campo.

“Tra il 2002 e il 2007 l’Ue ha richiesto alla Romania parecchi sforzi nel campo delle pari opportunità. E questi sono stati fatti, perlomeno in superficie ma non nella sostanza. Quando siamo entrati nell’Ue il governo ha ritirato i suoi finanziamenti, sostenendo che ora che si è in Europa non erano più necessari! In realtà l’accesso ai fondi europei è molto difficile a piccole organizzazioni come le nostre, che vivono di volontariato e che devono compartecipare del 10 o 20% ai finanziamenti richiesti”. Fortunatamente Filia, come molte altre strutture, è riuscita a trovare fondi grazie all’United Nations Development Programme o alle ambasciate di altri Paesi membri dell’Ue.
Il femminismo, una lotta più che centenaria in Romania

E’ a Bucarest, presso il Centro nazionale di studi politici e amministrativi che batte il cuore del femminismo rumeno. Creato nel 1998, il Cnspa forma numerosi giovani al femminismo e agli studi di genere e delle minoranze. “E’ negli anni ’90 che il movimento femminista è stato riscoperto in Romania mettendo in discussione il modo in cui le donne erano percepite durante il periodo comunista” spiega Mihai Lucaciu, dottorando in studi di genere presso il centro di studi europei di Budapest.

Benché l’ideologia comunista promuovesse l’uguaglianza uomo-donna, si trattava dell’uguaglianza tra lavoratori. Oltre al lavoro in fabbrica, la donna ne aveva un secondo a casa. Nella pratica il comunismo non ha modificato in niente la struttura patriarcale che dominava la società rumena. In più la politica sulla natalità avviata fin dal 1966 da Nicolae Ceauşescu ha causato la morte di 11.000 donne, vittime degli aborti clandestini effettuati in condizioni sanitarie drammatiche.

Ciononostante la storia del femminismo rumeno conta grandi personalità. Si può ad esempio citare, tra le tante, Sofia Nadejda, giornalista della Rivista delle donne rumene e militante socialista per l’emancipazione delle donne che è divenuta, nel 1897, la presidente del quarto congresso del Partito socialista democratico dei lavoratori rumeni. O Ana Pauker, che ha presieduto l’Unione delle donne rumene antifasciste prima di diventare, nel 1947, la prima donna al mondo a ricoprire la carica di ministro degli Esteri.

Per Mihai Lucaciu, “è importante riscoprire questo passato col fine di farne emergere una propositività politica”. Una volontà che è chiara in questa “Marcia delle puttane” a Bucarest. Resta da convincere la società rumena dell’importanza di questa battaglia.

claudio 3:59 pm - 26th dicembre:

mah…
*****
http://russiaoggi.it/articles/2010/04/09/la_donna_russa_non_e_femminista.html
La donna russa non è femminista…
9 aprile 2010
Svetlana Smetanina, Russia Oggi
Se qualcuno volesse chiamare femminista una donna russa, nella maggioranza dei casi lei si offenderebbe o, almeno, comincerebbe a giustificarsi. Non c’è niente da fare, il femminismo, come viene concepito in Occidente, non ha mai attecchito nel terreno russo. Le donne che si dichiarano apertamente femministe provocano compassione nella maggioranza della popolazione perché danno la sensazione, magari non avendo avuto successo nella vita privata, di vendicarsi in questo modo dei maschi.
La donna russa non è femminista…

In fondo, dal punto di vista dell’osservatore occidentale la Russia suscita l’impressione di un Paese assolutamente maschile dove sembra che tutto venga deciso dagli uomini. I maschi sono sempre indaffarati, fanno molto chiasso e fanno continuamente a gara a chi è il più figo tra di loro. Ma basta che un tale modello di macho entri in casa perché si trasformi subito in una creatura ubbidiente che si comporta in modo addirittura servile (in alcuni casi) con la propria moglie: “Sì, cara. Certo, cara. Come dici, cara?”. Volendo fare una statistica, in 8 casi su 10 il quadro sarebbe proprio questo. Non è un caso se i viaggiatori stranieri di passaggio in Russia spesso prestavano attenzione alle modalità delle relazioni tra l’uomo e la donna (evidentemente, non venivano invitati dentro le case). Color che visitavano il Paese nel XVI e XVII secolo descrivevano nei loro diari la pesante situazione delle donne russe (che sarebbero state poco sviluppate mentalmente, dall’aspetto avvilito e chiuse dentro le case dietro alte recinzioni da mariti crudeli). Insomma, un quadro triste e raccapricciante.

Al tempo stesso, però, il principe russo Vladimir Monomakh, vissuto nell’XI secolo, scriveva nel suo precetto paterno ai figli: “Amate la moglie, ma non datele il potere su di voi”. Probabilmente, il problema delle mogli che comandavano a bacchetta i mariti era scottante già mille anni fa e riguardava pure i rampolli dei nobili. E’ anche vero che gli osservatori stranieri erano differenti. Così, il noto avventuriero italiano Giacomo Casanova, il quale in virtù della sua natura di gran seduttore conosceva le donne molto da vicino, scriveva sulla Russia rosa del XVIII secolo: “Sembra che la Russia sia un Paese in cui i sessi si sono confusi. Le donne governano, sono a presidenza delle società scientifiche, partecipano all’amministrazione e alla diplomazia. In questo Paese alle bellezze manca un solo privilegio, quello di comandare le truppe”.

Certamente, le idee della lotta per l’emancipazione femminile e l’uguaglianza dei diritti non potevano mancare anche in Russia. Nella seconda metà del XIX secolo queste idee sono penetrate in Russia dall’Europa insieme con il crescente movimento rivoluzionario. I rivoluzionari, appunto, dichiaravano che la questione femminile era di vitale importanza e, probabilmente, proprio per questo alla rivoluzione russa hanno preso parte numerose donne.
E già subito dopo l’avvento dei bolscevichi al potere si accende, per le donne, il semaforo verde sulla loro libertà di scegliere e di contare. Come dichiarava Vladimir Lenin, “Ogni cuoca potrà governare il Paese”.

Sicuramente, il capo del proletariato intendeva che al potere sarebbero saliti i rappresentanti degli strati più poveri della popolazione. Ma, tuttavia, ha detto “cuoca”, e cioè “femmina” e non “cuoco” (maschio). In URSS non c’era una discriminazione in base al sesso, il lavoro femminile, infatti, veniva pagato in misura uguale di quello maschile. E affinché la “donna lavoratrice emancipata” non si scordasse della famiglia e dei suoi obblighi, lo Stato le garantiva un folto elenco di agevolazioni, tra cui il lungo congedo di maternità con indennità e i sussidi per bambini. A proposito: gli echi del socialismo di questo genere sono vivi tuttora. Stando ai dati del recente resoconto della Banca Mondiale “Donne, business e legge – 2010”, le donne russe godono di una tutela delle proprie condizioni socio-economiche e lavorative maggiore rispetto a numerosi Paesi Europei e agli USA. Un esempio: il congedo di maternità pagato in Russia è pari a 140 giorni e quello non pagato a 540 giorni.

Perciò, quando si propone, alle donne russe, di lottare per i loro diritti non capiscono sinceramente di che cosa si tratti, in quanto non si sentono lese nei diritti rispetto agli uomini. Mentre la “critica preferita” che le donne russe muovono agli uomini locali è che sono troppo deboli. “Ma non ci sono più i maschi forti e io devo fare tutto da sola”, si lamenta una donna d’affari e di successo con un’amica. Ma vi assicuro, qualora un qualche uomo fiducioso volesse prendere a cuore queste lamentele e provasse a comandare la “sfortunata”, verrebbe rimesso subito al suo posto.

E questo non è un problema solo di oggi, anno 2010. La Russia è stata sempre un Paese di donne forti. Nelle fiabe russe, che rispecchiano abbastanza precisamente alcune peculiarità del carattere nazionale, la protagonista salva spesso dalla morte il suo amore. Anche la letteratura classica russa insegna le stesse cose: c’è un uomo debole che si dimena e non sa come agire, mentre la donna prende tutta la responsabilità sulle proprie spalle. Va così, pure nel XXI secolo. A Irina Khakamada, una delle donne russe più note e di maggior successo, attivo esponente pubblico e politico, recentemente hanno chiesto cosa ne pensa di femminismo. Ha risposto in questi termini: “Io sono postfemminista. Vivo nella situazione in cui una donna non lotta per i suoi diritti, non deve dimostrare niente a nessuno e gli uomini per lei sono un oggetto di gioia. Come un’auto di lusso, come un bel orologio. Perché e’ in grado di fare da sola tutto il resto: guadagnare i soldi, partorire ed allevare i bambini”.

Certo, paragonare gli uomini nella vita di una donna ad un’auto o un orologio per loro può risultare offensivo. Ma forse è, appunto, il culmine del femminismo visto come indipendenza delle donne. Che gli uomini ci portino soltanto gioia, tutto il resto lo faremo da sole.

claudio 4:01 pm - 26th dicembre:

http://www.leprotagoniste.org/il-femminismo-occidentale-russia-resta-un-lusso
Il femminismo occidentale in Russia resta un lusso

Argomento: Interviste | Tipo di notizia: Nazionale | Autore: ANNA ZAFESOVA LA STAMPA
piatto.jpg

Una bambina muta che cresce in una kommunalka, un appariamento in coabitazione, nella Leningrado degli Anni 60, divisa tra il mondo di sua
madre, un’operaia sfinita dalla fatica, e delle tre vicine che diventano le sue nonne adottive: tre «divinità del fato» che hanno perso tutti quelli che amavano nel tritacarne del 900, e cercano di salvare la piccola rimasta orfana dall’internamento in un istituto dal quale non uscirebbe più, ma anche di salvare la sua anima dallo squallore del mondo sovietico. Il romanzo di Elena Cizova Il tempo delle donne, appena pubblicato da Mondadori, ha vinto il premio Booker Russia nel 2009, non senza qualche strascico di polemica: una storia «da camera», narrata a più voci femminili, che nella sua mínuziosa descrizione della quotidianità diventa una denuncia violenta del sistema sovietico. Per la cinquantasettenne Elena Cizova è anche un tributo alla memoria: «Ricordo i racconti della mia bisnonna, e mia madre e la nonna che parlavano dell’assedio dei tedeschi, dei fratelli che erano morti di fame, di tutto l’orrore, senza nascondere nulla». Perché nel romanzo, fin dal titolo, si sentono solo voci di donne? La storia russa è una storia al femminile?
«Decenni di guerre e repressioni hanno ucciso soprattutto gli uomini, a milioni. È per questo che tuttora esiste il personaggio della babushka, la nonna, ma non il suo corrispettivo maschile: sono tutte donne sole, alle quali il 900 ha portato via mariti, figli, nipoti, tutto. La nostra è in un certo senso una civiltà di donne».
La vita sovietica è descritta con una crudezza che coinvolge tutti i cinque sensi: la puzza delle cucine in coabitazione, il freddo, la fame, la fatica sentita sulla pelle. Voleva sfidare quelli che negli ultimi anni raccontano il passato sovietico come un idillio?
«Il passato idilliaco è un quadro totalmente falso, ma se si fosse trattato di una bugia raccontata intenzionalmente sarebbe semplice da smentire. Il problema è che i miei concittadini sono i figli dei sopravvissuti, di chi se non è stato un aguzzino del regime ha vissuto comunque per salvare se stesso. Come quei contadini tedeschi che abitavano a pochi chilometri da Buchenwald e non si chiedevano cosa fosse quel fumo che si levava dalle ciminiere del Lager. Gli altri sono morti, non hanno lasciato figli, non hanno avuto voce. Ho voluto parlare anche per loro».
La sua denuncia non passa dalla politica, ma dalla descrizione di una quotidianità squallida e disumana, a cui si oppongono le tre vecchie che ricordano ancora un passato senza comunisti. Sappiamo oggi quante persone sono state uccise o imprigionate dal regime. Quante sono state mutilate senza che alcuna statistica lo registrasse?
«Il sistema non era un’entità astratta, i suoi tentacoli arrivavano fino all’ultimo bambino vittima dei bulli all’asilo, all’operaio vessato dal caporeparto, allo studente preso di mira da un professore dogmatico. La politica e la vita privata non potevano essere separate. E il danno alle anime è stato assoluto. Il sistema ha prodotto una maggioranza
che viveva senza nemmeno riuscire a formulare delle domande da porsi. Quando facevano i delatori non si chiedevano se fosse un bene o un male, era lo Stato il detentore della morale».
È una vecchia teoria che la Russia è sempre tenuta in piedi dalle donne.
Valeva la pena?
«Le donne non hanno scelta. Non stanno salvando il Paese, ma i figli, i mariti, quelli che amano, tirano avanti questo carro fino a morire di fatica. E lo Stato ne ha approfittato. Voleva entrare nel paradiso comunista sulle spalle delle donne. Ma non ci è riuscito».
La sua eroina Antonina ha tutto quello per cui le sue sorelle in Occidente negli Anni 60 ancora lottavano: il diritto al lavoro, all’aborto, l’indipendenza dagli uomini. Ma vive questa situazione non come una conquista, bensì come un fardello. II femminismo non è per le russe?
«Da noi erano tutti schiavi dello Stato, uomini e donne. Le russe non dovevano lottare contro gli uomini che le schiavizzavano, ma con gli uomini contro il regime, come hanno fatto le dissidenti. Il femminismo all’occidentale per noi resta un lusso».
Anche oggi?
«Pensi a quante Antonine ci sono oggi, ragazze abbandonate a se stesse, senza nemmeno quelle poche garanzie che il socialismo offriva. Come diceva mia nonna dei bolscevichi: ruberanno tutto quel che è rimasto dagli zar e spariranno. Oggi è la stessa cosa: rubano il petrolio e il gas, finite le risorse spariranno».
E dopo? Sta crescendo una nuova generazione per la quale i suoi racconti suonano come fiabe. Una tv russa ha definito il suo un «romanzo storico»…
«Non provo nessun ottimismo. Penso che il Paese andrà a pezzi. Si possono fare riforme, dare più o meno democrazia, ma se le anime della gente sono anime di schiavi non ci sono speranze».
Pérché in Russia non è nata una letteratura contemporanea, e la ricerca del passato continua a essere ossessiva?
«Io ho completato adesso un romanzo che comincia negli Anni 90 e poi prosegue a flashback. Il problema è che in Russia un’epoca nuova non è mai iniziata. Il sistema sovietico ha prodotto delle metastasi, continuiamo a ripetere sempre gli stessi errori. Abbiamo avuto un brevissimo periodo di liberta all’inizio degli Anni 90, ma questi germogli sono stati calpestati. Gli orribili dranfrni del 900 sono rimasti dentro di noi, non siamo cambiati. Perché dovrei rispettare le leggi se la mia memoria genetica mi suggerisce che le leggi sono un capestro inventato dal regime per incastrarmi? Partire dal 1991, dall’anno zero, e far finta che prima non ci sia stato nulla è impossibile».

Saturno 1:02 pm - 27th dicembre:

Visto quello che succede
in questi giorni, non sarei
così pessimista sulla
Russia. Sembra che
qualcosa in quel
paese si stia muovendo.

Fabrizio Marchi 1:17 pm - 27th dicembre:

Come sicuramente alcuni di voi hanno potuto verificare di persona, il sito non è stato accessibile per alcune ore per ragioni di ordine tecnico.
Ci scusiamo con tutti/e per il disagio provocato.
Fabrizio.

armando 3:08 pm - 27th dicembre:

nell’intervista alla scrittrice c’è questo passo:
«Decenni di guerre e repressioni hanno ucciso soprattutto gli uomini, a milioni. È per questo che tuttora esiste il personaggio della babushka, la nonna, ma non il suo corrispettivo maschile: sono tutte donne sole, alle quali il 900 ha portato via mariti, figli, nipoti, tutto. La nostra è in un certo senso una civiltà di donne».

Trovo che sia estremamente significativo e degno di riflessione. Intanto per la palmare evidenza che le prime vittime della guerra e della violenza in genere sono gli uomini, e questo solo chi è in malafede può negarlo. Ma la riflessione deve vertere sulle implicazioni di questa evidenza. Esiste una “civiltà di donne”, come dice la scrittrice, laddove gli uomini cadono a milioni per guerre e repressioni di vario tipo.
Dunque: 1) La civiltà di donne viene eretta sul sangue maschile, ancorchè lasci quelle donne smarrite e per niente felici. Altro che la retorica del vittimismo. Anche dopo la seconda guerra mondiale è accaduto lo stesso. Nelle fabbriche e negli uffici i posti dei maschi al fronte furono presi dalle donne, e poi mantenuti perchè i loro compagni erano morti a milioni, senza che naturalmente nessun femminismo ricordi mai una delle origini di quella conquista di genere che è il lavoro fuori casa. 2) Guerre e repressioni, tutte cose che vedono gli uomini protagonisti o come promotori o come vittime o in entrambi i ruoli, assumono allora l’aspetto di un immenso suicidio collettivo, dopo il quale molti sopravvivono fisicamente, ma non spiritualmente. Un suicidio di genere, dunque, insieme fisico e spirituale.
Mi chiedo cosa spinga gli uomini a pagare questo tributo insostenibile e fino a quando.

Rita 8:21 pm - 27th dicembre:

@Armando: alla preponderanza del femminile, Pino Aprile nel suo libro “Terroni” fa risalire anche il terreno fertile su cui la mafia attecchì nei secoli scorsi.

Così scrive:

“In famiglia e in società, i padri sono la legge, i custodi delle regole uguali per tutti; le madri sono l’amore, il motore dell’eccezione a favore dei propri figli, e questo le rende più disposte a porne le richieste al di sopra di tutto, <> scrive Mario Alcaro. Il padre deve garantire la società pure a spese della sua casa; la madre deve garantire la sua casa anche a spese della società. Questa distinzione è alla base della nostra civiltà patriarcale. Lo apprendo, sintetizzando, soprattutto dal mai troppo lodato libro di Luigi Zoja sulla paternità, “Il gesto di Ettore”. Se l’autorità dei padri s’indebolisce, il sistema delle regole che regge la comunità si sfilaccia, perché viene a mancare il guardiano dei limiti di comportamento (civile, per la civiltà data, sia quella dei cavalieri mongoli o dei pescatori di perle del Pacifico). Quindi: <> dice Zoja. E’ vero persino oggi, con padri presenti, ma ruolo affievolito; figurarsi in una società che vede abbattuti da un invasore i suoi riferimenti istituzionali, legali, familiari e vede i suoi padri sbagliare sia se si oppongono, sia se si adeguano; e poi per un secolo, i padri manco li vede perché se ne vanno (emigrazione).
L’emorragia fu così violenta che sorse il serio problema demografico: il Meridione divenne un popolo a prevalenza femminile. E il sistema delle regole virò verso quello matriarcale: è giusto, se a favore dei miei figli, pur se a danno della comunità (in questo si vede una ragione del successo della mafia, la cui radice è femminile: a dispetto del suo machismo, il mafioso è figlio dell’eccezione materna non della legge paterna)”

armando 11:09 pm - 27th dicembre:

Cara Rita, cerca in qualche biblioteca (non è più in circolazione da anni, purtroppo e non casualmente), il libro di Silvia Di Lorenzo, LA GRANDE MADRE MAFIA. Dice proprio la stessa cosa. Le associazioni mafiose, ancorchè, ma sempre meno, machiste, sono in realtà di derivazione e origine matriarcale. Si fondano sul diritto di sangue, quello appunto arcaico e matriarcale, che pone il congiunto (la famiglia) sopra tutto e tutti. Tutto nella mafia rimanda a questo. Dalla terminologia: la “famiglia” mafiosa, il capomafia chiamato “mammasantissima”, ai riti d’iniziazione basati sul mescolamento del sangue. E come in tutte le associazioni matriarcali, anche se guidate da maschi, vige la regola del silenzio, del detto/non detto, dei segnali trasversali, dell’abbraccio che significa condanna a morte etc. etc. E’ per questo che il diritto patriarcale della regola “erga omnes” segnò un momento decisivo nello sviluppo della civiltà. Ed è per questo che ritengo la questione paterna (che non è certo quella stupida dei pannolini e nemmeno quella parasindacale dei diritti, bensì questione prima di tutto simbolica), centrale nella crisi di civiltà che stiamo vivendo. E centrale anche per la Questione Maschile, perchè i maschi potranno risorgere dalle proprie ceneri se e solo se si riapproprierano del principio simbolico del padre e della sua “auctoritas”. Quando l’autorità paterna declina, quando è vilipesa e irrisa e vista semplicemente come oppressione, i legami sociali e comunitari, quelli per i quali un gruppo di persone si costituisce in comunità (etnica o nazionale) e vive di regole condivise, si rompono e prevale il particolarismo individualistico o al massimo corporativo. Ciò non significa, ovviamente, che non possa esistere un potere patriarcale che degeneri in oppressione, o che un padre non possa essere portatore di autoritarismo. Allo stesso modo il matriarcato della mafia è una degenerazione dell’amore materno verso i figli. Oggi la prevalenza viene data nettamente al principio materno/femminile mentre quello paterno viene svilito come in sè portatore di autoritarismo e oppressione. Il pendolo si è spostato violentemente tutto da una parte, e gli effetti si vedono chiarissimamente, senza che ciò produca peraltro una società pacifica e fondata sull’amore. Quindi la critica distruttiva e assoluta al patriarcato e la spinta verso il suo definitivo superamento come vuole il femminismo sono segno di regressione profondissima, altro che progresso e egualitarismo. Sono anzi l’opposto dell’egualitarismo, il quale esige come condizione necessaria anche se non sufficiente, che esistano regole valide per tutti. D’altronde, sulla questione ha già detto tutto o quasi la mitologia, nella quale quei temi si possono rintracciare per intero. E’ persino banale notarlo. Eppure proprio di questo siamo costretti a parlare in una società che ha smarrito qualsiasi memoria storica e qualsiasi memoria ancestrale. Mala tempora currunt.

Rino 8:14 am - 28th dicembre:

Concordo con Armando.
Obtorto collo, contro ogni mia antica opinione ho dovuto prendere atto che è così. Ho dovuto trangugiarla.

A nord del Volturno vige (pur se indebolitissima) la legge del padre, a sud quella della madre: “Questo è mio figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuta!”.

Ora, si dà il caso, che quella maschile e quella meridionale siano appunto due QM.

Ciò posto, è difficile essere ottimisti.

RDV

Fabrizio Marchi 1:53 pm - 28th dicembre:

(Armando):“nell’intervista alla scrittrice c’è questo passo:
«Decenni di guerre e repressioni hanno ucciso soprattutto gli uomini, a milioni. È per questo che tuttora esiste il personaggio della babushka, la nonna, ma non il suo corrispettivo maschile: sono tutte donne sole, alle quali il 900 ha portato via mariti, figli, nipoti, tutto. La nostra è in un certo senso una civiltà di donne».
La cosa strabiliante è come simili affermazioni vengano fatte con una sorta di candore, di ingenuità, come fosse normale e scontato (e in effetti lo è stato e lo è tuttora) che siano gli uomini a crepare in guerra (per lo meno al fronte).Dopo di ciò si passa a parlare con altrettanta normalità e disinvoltura delle conseguenze di tutto ciò (della guerra, in questo caso)sulle donne. E via con dissertazioni di ogni genere.
E’ strabiliante, e lo è ancor di più la capacità degli uomini di rimuovere e di fare spallucce di fronte a tutto questo. Dice Armando:” Mi chiedo cosa spinga gli uomini a pagare questo tributo insostenibile e fino a quando”.
Questione interessantissima e anche molto complessa che necessiterebbe di uno spazio ad hoc. A mio parere è fondamentale e improcrastinabile cominciare a sottoporre (dal nostro punto di vista, ovviamente…) ad una attenta e lucida analisi critica il ruolo e la funzione che il “maschile” ha svolto e ha in qualche modo scelto di svolgere nella Storia. E ‘ proprio lì, secondo me, che ha trovato dimora (fin dai tempi dei tempi) il “batterio” che impedisce agli uomini di prendere coscienza della propria condizione (in particolar modo quella attuale, naturalmente).
Ci tornerò, naturalmente, in un prossimo momento.
Fabrizio

Leonardo 2:47 pm - 28th dicembre:

Fabrizio Marchi
sono tutte donne sole, alle quali il 900 ha portato via mariti, figli, nipoti, tutto. La nostra è in un certo senso una civiltà di donne».
La cosa strabiliante è come simili affermazioni vengano fatte con una sorta di candore, di ingenuità
———————————————
Quando prendo certi discorsi qui trattati con gli uomini, alcuni mi rispondono con altrettanto candore e ingenuità: ma perché le donne non sono esseri umani come noi? Tu le vuoi tenere incatenate? Risposte che non c’entrano niente e che mi fanno cadere le braccia.

Luigi Corvaglia 10:48 pm - 28th dicembre:

Brindiamo
28.12 | 20:54 elenabby
E tra gli auguri piu o meno seri o giocosi, auguriamoci che non vengano più uccise “in quanto donne” ragazze come Stefania Noce… Che non restino più vittime di orrende aggressioni e femminicidi: precarie, impiegate, studentesse, dottoresse, operaie, mamme, fidanzate, mogli, ex fidanzate, ex mogli… Più che di un brindisi si tratta di un auspicio che non so quanto si realizzerà. Spero però che anche molti uomini degni di questo nome si uniranno al mio auspicio.

……………………………………………………………………………
E’ un commento al post della 27a ora
http://27esimaora.corriere.it/articolo/a-che-cosa-brindano-le-donneper-lanno-che-verra/#comments_list
della utente alla quale mi ero rivolto, sbagliandomi, nel loro post sulla censura, dedicato in gran parte a silver (mitico!!!) …..
Mi verrebbe da rispondergli, ma non mi va di vedermi un commento censurato. E lo sarebbe certamente.
La “femminuccia” elenabby, che cazzo ne sa e ne capisce di uomini degni di questo nome,
lei, che non appartiene sicuramente alle donne degne di questo nome.
La chiudo quà, è meglio.

armando 11:34 pm - 28th dicembre:

Fabrizio: “cominciare a sottoporre (dal nostro punto di vista, ovviamente…) ad una attenta e lucida analisi critica il ruolo e la funzione che il “maschile” ha svolto e ha in qualche modo scelto di svolgere nella Storia”.
Si, parliamone. Credo anch’io che sia un tema cruciale, sotto ogni punto di vista.
Armando

Marco 12:52 am - 29th dicembre:

@ Luigi Corvaglia -
E’ un commento al post della 27a ora
http://27esimaora.corriere.it/articolo/a-che-cosa-brindano-le-donneper-lanno-che-verra/#comments_list
della utente alla quale mi ero rivolto, sbagliandomi, nel loro post sulla censura, dedicato in gran parte a silver (mitico!!!) …..
@@@@@
Sì, quella elenabby è una femminista a dir poco insopportabile. Per quanto riguarda “silver” mi sto convincendo sempre di più che sia un uomo fuori dall’ordinario, perché uno che è riuscito ad intuire certi fenomeni parecchi anni fa, e da solo, non credo possa essere considerato uno qualunque.

Sandro2 1:14 pm - 2nd gennaio:

http://www.thisislondon.co.uk/standard/article-23983895-former-student-sues-lse-over-its-gender-bias-against-men.do
Former student sues LSE over its ‘gender bias’ against men
Tony Bonnici
5 Sep 2011
>
The London School of Economics is facing legal action after a former student claimed its gender studies course was sexist – against men.

Tom Martin, who quit the university after six weeks, claims in papers lodged at the Central London county court that lecturers ignored male issues.

He is claiming some £50,000 citing breach of contract, misleading advertising, misrepresentation, and breach of the Gender Equality Duty Act.

The 39-year-old, who attended the university last year to take up a Gender, Media and Culture Masters degree, said there was “systemic anti-male discrimination”. But he said an internal investigation carried out by the university in the wake of his complaints found “no evidence” of bias.

Mr Martin, who is representing himself, said: “The core texts we had to read before each class were typically packed with anti-male discrimination and bias – heavily focusing on, exaggerating, and falsifying women’s issues perspectives, whilst blaming men, to justify ignoring men’s issues. There was no warning of this sexist agenda in the prospectus.”

He added: “They simply refuse to acknowledge the research which contradicts the ‘women good/men bad’, or the ‘women victims/men perpetrators’ storyline.

“Science does not come into it at LSE’s Gender Institute. Like a religion, the curriculum simply insists, by repetition, attempting to drum the anti-male agenda into the students.”

The university’s legal team has asked for the case to be struck out, claiming the core texts were not compulsory, merely recommended readings, and that the texts were equally available for both men and women to read, so therefore did not directly discriminate against men. The team also argues that “any discriminatory effect [against men] was plainly justifiable”.

Luigi Corvaglia 2:42 pm - 8th gennaio:

La lobby giornal-femminista ( http://giulia.globalist.it/Detail_SimplePage_Results?ID=127&loid=111 ) è in piena attività.
Posto a seguire alcuni articoli. Stanno vergognosamente lucrando sulla morte di quelle povere ragazze, Stefania Noce e Antonella Riotino. Peccato che per Paolo Miano non ci sia stata nemmeno una parola di umana compassione.
Chi era Paolo? Il nonno di Stefania, morto mentre cercava di difenderla.
Non che la cosa mi sorprenda. L’uomo è sempre stato sacrificabile, figuriamoci per un’ideologia sessista e razzista come quella femdominista.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/violenza-sulle-donne-solo-un-titolo-e-via/182277/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/uomini-dite-no-alla-violenza-sulle-donne/182195/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/03/donne-in-italia-non-se-ne-parla-abbastanza/181278/
http://27esimaora.corriere.it/articolo/stefania-uccisa-perche-donna/

Sandro2 1:30 am - 10th gennaio:

http://www.rubric.it/recensioni/libri-recensioni/101-motivi-per-cui-le-donne-sono-piu-intelligenti-degli-uomini-ma-non-sono-al-potere-federica-morrone/
101 motivi per cui le donne sono più intelligenti degli uomini ma non sono al potere. Dal 12 gennaio nelle librerie
Scritto da Redazione rubric il 4 gennaio 2012 in Libri |
Federica Morrone
>
«Le donne costituiscono la metà migliore dell’umanità»
Mahatma Gandhi
>
Quando è uno come Gandhi ad affermare cose del genere si fa fatica a dissentire, eppure le evidenze dei fatti non sembrano premiare l’esercito di donne che oggi, più che nel passato, popolano il mondo del lavoro.

Federica Morrone nel suo 101 motivi per cui le donne sono più intelligenti degli uomini ma non sono al potere, in uscita nelle librerie il 12 gennaio, ci spiega che le donne possiedono un mix di impegno, competenza, capacità, resistenza, indipendenza, che le rende “superiori” agli uomini. Comprendono, grazie al loro intuito, ciò a cui gli uomini arrivano solo con il ragionamento. Sono capaci di prendere decisioni complesse in tempi brevi, di uscire dagli schemi per trovare soluzioni fantasiose ma sempre efficaci. E allora, perché stentano a ottenere ruoli di potere? Perché continuano a occupare posizioni marginali nella società?
La loro mancata affermazione è dovuta a una lunga serie di discriminazioni e pregiudizi, ma non solo. A volte sono le donne stesse a rinunciare, a voler rimanere nell’ombra, quasi fossero oppresse da un atavico complesso d’inferiorità.

Ripercorrendo i molteplici aspetti, spesso anche contraddittori, dell’universo femminile, Federica Morrone evidenzia i motivi che impediscono alle donne di raggiungere traguardi lavorativi molto ambiti, ma ci racconta, al tempo stesso, le esperienze di tutte quelle che, nonostante tutto, ce l’hanno fatta: donne come Anna Politkovskaja, Aung San Suu Kyi, Angela Merkel, Serena Dandini, Daria Bignardi, e molte altre.

Sandro2 8:45 pm - 10th gennaio:

http://www.pianetadonna.it/coppia/sentimento/quello-che-le-donne-fanno-meglio-degli-uomini.html
Le donne lo fanno meglio
di Laura Cappelli – 13 agosto 2009
Quali sono le cose in cui il sesso debole è più forte? Dal parlare al savoir faire, dal nuoto all’udito, ecco cosa dice la scienza sulle attitudini femminili che gli uomini non avranno mai
>
Le donne verranno pure da Venere, alla guida saranno delle schiappe e nessuna diventerà mai presidente degli Stati Uniti, ma ci sono tutta una serie di cose che fanno decisamente meglio dei maschi. A partire da quella quantità irresistibile di punti fermi che ci rendono fiere di essere donne. Per esempio? Noi sappiamo abbinare i colori. Possiamo crescere un figlio senza uno straccio di maschio vicino, e se la scienza continua così, presto non avremo bisogno degli uomini neanche per concepire (e ci prenderemo la nostra bella rivincita per quella storia di Adamo che con un po’ di fango, una costola e il divino aiuto tirò fuori una donnina tutta per lui). Inoltre: non diventiamo quasi mai serial killer, abbiamo gusto, creatività e fantasia, in un campo nudisti siamo decisamente belle, abbiamo pochi peli sul corpo e sulla lingua, sfoderiamo coraggio da vendere e possediamo capacità troppo spesso sottopagate. Come se non bastasse, la scienza parla chiaro: in alcune cose siamo davvero migliori.

wonderwomanPartiamo dalla doti fisiche. Le donne hanno un udito più fine e sviluppato e tendono a mantenerlo meglio e più a lungo nel tempo. Altrimenti come potrebbero ascoltare tutti i segreti della vicina di permanente dal parrucchiere senza dare troppo nell’occhio? Inoltre le donne distinguono gli odori in modo più preciso. Forse è per questo che profumano sempre di buono. Ed è per questo che sono sempre loro a buttare quello che marcisce in frigo. In questo vengono poi aiutate da un’altra dote: sanno sempre dove mettere le mani, e non solo perchè la spesa la fanno sempre loro. Nel cervello delle donne infatti è più sviluppata la zona che fa ricordare la disposizione degli oggetti in uno spazio. Inoltre le donne la sanno lunga e la dicono meglio. Abituate a parlare dalla più tenera età, le fanciulle hanno migliori proprietà di linguaggio, dicono meglio le cose (laddove a un uomo bastano 3 soli vocaboli: birra, sesso e pallone) e si fanno capire di più anche all’estero, visto che imparano prima e meglio le lingue straniere. E a parte il gusto, unico dei 5 sensi dove non c’è gara, anche con le mani sono migliori: usandole meglio e con più precisione. Se una donna volesse, insomma, potrebbe benissimo evitare di chiamare l’idraulico o di farsi cambiare una gomma. Ma volete mettere il piacere di vedere un uomo che lo fa per noi?

flinstonesAltra caratteristica squisitamente femminile è quella di sapersi comportare meglio in pubblico e in privato. Le donne sono più affabili, più solari e sorridenti, amano il contatto e sanno guardare negli occhi l’interlucutore mentre parlano, stando più attente a non interrompere i discorsi altrui. Meno aggressive e indisponenti, le donne spiccano a un party o a un convegno e non solo perchè hanno bellissime gambe. La verità è che ci sanno fare. Abili interpreti dei segni non verbali, più accomodanti con chi hanno di fronte, più sensibili a umori e sentimenti, se non ci fossero le donne il mondo sarebbe popolato da orsi primitivi in via d’estinzione. D’altronde anche sul lavoro, dove da secoli l’uomo vanta il suo primato (forse solo perchè fino a qualche decennio fa era impensabile che una donna lavorasse?) le donne si comportano meglio. Meno competitive e aggressive, tendono, quando sono in posizioni di comando, a condividere il potere e a infondere fiducia. E se non lo fanno, statene certe, è perchè stanno emulando un uomo. Per rendere l’ufficio un posto migliore inoltre, oltre ad arredarlo con buon gusto, sono capaci di accontentare i bisogni altrui, mentre i maschioni si azzuffano per portare a casa la bistecca. In realtà potremmo andare avanti per ore, elencando gli splendidi motivi per cui preferiamo decisamente essere donne. Ma forse è meglio lasciare all’altra metà del cielo la sensazione di essere superiori, perchè possono far pipì nei lavandini, vincere le gare di rutti e farsi fare Papa, quando muore.

Marco 7:46 am - 11th gennaio:

@@
Ma forse è meglio lasciare all’altra metà del cielo la sensazione di essere superiori, perchè possono far pipì nei lavandini, vincere le gare di rutti e farsi fare Papa, quando muore.
@@@@@@@

Anche se ormai ci ho fatto il callo e benché mi sforzi di pensare che non tutte le donne fanno ragionamenti imbecilli del genere, resta il fatto che è quasi impossibile non trovare un articolo colmo di risentimento, acredine, competitività, voglia di sfottere e di offendere.
Segno che a pensare certe cose sono realmente in tante; ma tante.

Rino 9:56 am - 11th gennaio:

>>
Meno competitive e aggressive, tendono, quando sono in posizioni di comando, a condividere il potere e a infondere fiducia. E se non lo fanno, statene certe, è perchè stanno emulando un uomo
>>

Si sa. Se fanno qualcosa di disdicevole, o semplicemente meno che eccelso, è per causa diretta dello scimmione o perché lo imitano.

“Ti ringrazio Signore di non avermi fatta nascere maschio. Di avermi dato solo virtù, tra le quali spiccano l’umiltà e la capacità di riconoscere i miei limiti. Infatti serenamente li riconoscerei, se ne avessi… ”

RDV

mauro recher 8:37 pm - 14th gennaio:

ho appena letto di questo

http://www.ausl.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7775

praticamente si parla di un istituto che permette agli uomini di “cambiare”.
Voglio essere chiaro: se serve ache alcuni uomini siano meno violenti ,ben venga ,ma una domanda mi giunge (anche se poi ,è sempre la stessa) perchè non il contrario ?
a tal proposito vi voglio fare copia ed incolla di un post che ho letto sul gruppo “questione maschile”
——————————————————————–
Lo stupro è moralmente molto più abietto.Come ho già detto prima, se non si hanno determinate qualità(a cominciare dall’ aspetto fisico il quale è importantissimo e fondamentale) bisogna rassegnarsi(anche nel mondo animale solo i maschi migliori riescono ad accoppiarsi) e non certo pretendere sesso con la forza o i soldi, se proprio si è incontinenti allora c’è il rimedio della masturbazione, ma mai violare o mercificare il corpo della donna!non vorrei dire queste cose(anche perchè sono cristiana) ma sono costretta a farlo quando in gioco si sminuisce la dignità del corpo della donna, come state facendo voi. Per quanto riguarda gli schiaffi e i pugni, come dite voi, se una donna colpisce un maschio ci sarà sicuramente una ragione per farlo, quindi è lui che se lo è meritato(salvo eccezioni che non voglio negare). Per quanto riguarda le discriminazioni, invece, trovo sconcertante che fate finta di non accorgervene: la politica non fa nulla per noi donne: nonostante guadagniamo meno di voi maschi paghiamo le stesse tasse e imposte, nonostante siamo mediamente più intelligenti(le donne prendono voti più alti rispetto ai maschi) abbiamo meno opportunità nel lavoro, nonostante siamo il 50% della popolazione in parlamento vi è solo un 10%(o anche meno) di deputate, e potremmo continuare all’ infinito con questa lunga e macabra lista nera delle discriminazioni contro noi donne atrtuate dai maschi. Se poi volete negare l’evidenza fate pure
………………………………………………………………
come si vede la colpa ricade sempre sugli uomini

Luigi Corvaglia 10:11 pm - 14th gennaio:

Un articolo da voltastomaco. Scritto da uno pseudo-intellettuale di una pseudo-sinistra.
Metto solo il link. Non voglio sporcare UB.
http://www.go-bari.it/notizie/editoriale/5761-omicidio-femminicidio-femminismo.html

Rita 11:09 pm - 14th gennaio:

“nonostante siamo mediamente più intelligenti(le donne prendono voti più alti rispetto ai maschi) abbiamo meno opportunità nel lavoro”

Trent’anni fa lavoravo in una piccola società che aveva come titolari due donne, una di queste aveva una figlia. Bravissima a scuola, 60/60 alla maturità, tutti 30 all’università, laurea con lode. Com’era ovvio, il primo lavoro fu nella società in cui la madre era socia. ….e qui cominciarono i problemi, le divergenze, le discussioni e le incomprensioni, nonchè le difficoltà. Tanto che la mamma, entusiasta ed orgogliosa sostenitrice della figlia genio quand’era all’università ebbe a dirmi: “beh, mio malgrado mi devo ricredere, essere bravi a scuola non significa necessariamente essere bravi sul lavoro, non significa necessariamente essere intelligenti e saper fare le scelte giuste (e qui si riferiva sia al lavoro che la vita). Insomma il 30 e lode aiuta, ma non da automaticamente il diritto al posto di presidente della società nè la patente di genialità a vita.

Marco Pensante 3:41 am - 15th gennaio:

se una donna colpisce un maschio ci sarà sicuramente una ragione per farlo, quindi è lui che se lo è meritato
Per piacere scrivile che si vergogni, questa stronza.

Rino 9:16 am - 15th gennaio:

Rita
“beh, mio malgrado mi devo ricredere, essere bravi a scuola non significa necessariamente essere bravi sul lavoro, non significa necessariamente essere intelligenti”
La prima cosa che si dovrebbe insegnare a scuola è che la scuola non è il parametro di nulla, salvo che di se stessa.
Invece si lascia credere il contrario. Così i “bravi” salgono all’apice della tracotanza e si convincono di essere dei geni a 360° mentre i “falliti” si convincono di essere dei mentecatti.

Questo è forse il danno peggiore prodotto dalla scuola.
Contro questa pestilenza non parla mai nessuno.

RDV

Maurizio Tonelli 1:11 pm - 15th gennaio:

x mauro recher.
Fai leggere questo a quella mentecatta…
http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Julius_M%C3%B6bius
@
PS: Fabrizio, è una provocazione…

Andrea 3:19 pm - 15th gennaio:

>>> [Lugi Corvaglia]
Un articolo da voltastomaco. Scritto da uno pseudo-intellettuale di una pseudo-sinistra.
Metto solo il link. Non voglio sporcare UB.
http://www.go-bari.it/notizie/editoriale/5761-omicidio-femminicidio-femminismo.html
>>>
Altrove Rino Barnart mi ha risposto che l’ “accademia è sterile”; credo proprio abbia ragione, se no non si spiegherebbe perché fra questi intellettuali, magari laureati con 110 e lode, non ce ne sia uno, che sia uno, capace di scrivere qualcosa di originale e magari rivoluzionario. Per “assurdo”, le idee più interessanti al riguardo, sono proprio quelle di chi intellettuale non è; e magari non è neanche laureato (come me, tra l’altro, che faccio il rappresentante e che mi diplomai col punteggio di 50/60).
Personalmente, e al pari di altri, sono dell’opinione che le follie di alcuni uomini siano da ricondurre ad un forte senso di impotenza verso le donne e non certamente ad un presunto desiderio di dominio, anche perché dal punto di vista sessuale il dominato è il maschio e non la femmina.

Andrea 3:23 pm - 15th gennaio:

P.S.
Mi chiedo: l’essere eruditi, può tarpare le ali ad un “pensiero diverso” e creativo?
L’essere troppo colti, può essere un limite, in tal senso?
Paradossalmente, credo proprio di sì.

Rino 10:25 am - 17th gennaio:

Andrea:
>>
Mi chiedo: l’essere eruditi, può tarpare le ali ad un “pensiero diverso” e creativo?
>>
Sì. Non è inevitabile ma è facile che accada, perché è difficile eccellere nel sollevamento pesi e al tempo stesso nel salto in alto. La storia della scienza lo prova.
Ma nella QM c’è dell’altro.
Quando il fascismo impose il giuramento ai prof dell’università, su 1300 ca. (o 2600*) poco più di una dozzina si rifiutò.
Pochi?
Oggi su 35.000 (o 60.000 o 90.0000*) in proporzione quanti dovrebbero essere?
Invece, quanti sono? Chi c’è?

RDV

* (i num. variano a seconda di chi vi si ricomprende: cattedrattici, incaricati, associati, ricercatori, contrattualisti, precari vari…)

Leonardo 11:49 am - 17th gennaio:

Luigi Corvaglia
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ecco-perche-comandano-i-maschi/2172005/9
Ecco perché comandano i maschi
Nell’antichità gli uomini hanno convinto le donne di avere un unico scopo: quello di recipiente del seme. Da lì è nata una subalternità che quindi non è naturale, ma culturale. E solo oggi, a poco a poco, ne stiamo uscendo. La tesi di una grande antropologa
———————————————-
Un’altra che spara stupidagini al vento, credendo di sapere cosa vogliono i maschi. Avevo già sentito una donna che considerava il suo corpo come un recipiente per il seme. Credo che siano loro, le “donne” a sentirsi cosi, e tutte le altre frustrazioni che hanno e che scaricano sul maschio silenzioso e serviente, per cui sono gli uomini i colpevoli e zitti.
Ma se noi cerchiamo il sesso ludico, non vogliamo il recipiente.
Un insulto alle donne per alcuni è proprio che servono solo a fare figli, le donne lo vogliono e proiettano il loro volere sul maschio colpevolizzandolo

Alessandro 4:11 pm - 17th gennaio:

Interessanti le considerazioni di Leonardo.
La storia è stata anche una sopraffazione del più forte sul più debole, fosse questi un uomo o una donna. Occorrerebbe spiegarlo all’insigne sociologa. La storia ci mostra un numero rilevantassimo di donne che hanno avuto potere di vita e di morte su uomini. Come giustifica questo la sociologa? Gli uomini oppressori, le donne oppresse tout court: ma ci può essere qualcosa di più banale? Altro che allieva di Levi Strauss, qui siamo alla mistificazione pura.

Marco 12:36 am - 18th gennaio:

Credo abbia veramente ragione chi definisce queste povere disgraziate delle rancorose frustrate, piene di complessi di inferiorità.

Fabrizio Marchi 11:53 pm - 25th gennaio:
Leonardo 3:20 pm - 26th gennaio:
mauro recher 5:46 pm - 26th gennaio:

chiaro è sempre colpa degli uomini (loro la chiamano cultura maschilista per non passare da sessiste ) ma il risultato non cambia ,hai scritto su facebook “fare pace con il cervello ” e poi ,il capro espiatorio per sollevarsi dalle loro colpe ,che fine fa?

armando 11:59 pm - 26th gennaio:

Perchè comandano i maschi. Curiosa la tesi del convincimento. Ma com’è che si sono fatte convincere così facilmente? non basterebbe questo semplice fatto, se fosse vera quella tesi cervellotica e ideologica, a provare la “naturale” inferiorità femminile, espressa in termini di debolezza di carattere ? Queste, nella loro ansia emancipatoria, finiscono inconsapevolmente per avallare ciò che vogliono combattere, e ciò accade perchè in definitiva rifiutano se stesse.
Armando

Sandro2 7:20 am - 27th gennaio:

Armando:
“Queste, nella loro ansia emancipatoria, finiscono inconsapevolmente per avallare ciò che vogliono combattere, e ciò accade perchè in definitiva rifiutano se stesse.”
_______________

Non a caso sia il sottoscritto, che qualcun altro, definisce complessate le femmine.
http://complessata.altervista.org/

mauro recher 8:24 pm - 31st gennaio:

questo è un commento che ho letto su facebook
————————————————————————-
QUANDO MUORE UN ANNA..UNA FRANCA…PER MANO DI UN UOMO..SONO LE DONNE CHE MUOIONO PER MANO DI UN SISTEMA,DI UNA CULTURA CHE LE CONDANNA IN QUANTO DONNE?QUANTE ALTRE DONNE E PER QUANTO TEMPO ANCORA DOVRANNO ESSERE AMMAZZATE AFFINCHE’ TUTTE LE DONNE COMPRENDANO CHE IL FEMMINICIDIO E’ UN ECCIDIO DI GENERE?IL PIU’ TRASVERSALE,MASSICCIO,INFINITO MASSACRO CHE VI SIA NELLA STORIA …SENZA LIMITI DI TEMPO O DI CONFINI….DOVE NON SI MUORE PER MOTIVI ETNICI,POLITICI,RELIGIOSI,(MA TUTTI QUESTI VENGONO OPPORTUNAMENTE UTILIZZATI A SECONDA DELL’EPOCA STORICA,DEL LUOGO E DELLA CULTURA)MA SOLAMENTE PERCHE’ NON SI APPARTIENE AL GENERE MASCHILE.
————————————————————————–
se non è sessismo questo ,,,, ci sarebbe da ridere ,non certo contro le vittime in cui va il massimo rispetto ,ma per le grandi menzogne che sono scritte ,purtroppo la cosa ,secondo me ,è seria
oltretutto ,come ha scritto antifemminist “il femminicidio” non esiste ,e non potrebbe essere altrimenti , se no le vittime non sarebbero solo madri ,mogli ,sorelle e fidanzate (sopratutto queste ultime) ma ,se si muore ,perchè donne ,non ci sarebbe ,o sarebbe molto minore ,il rapporto sia affettivo ,che di sangue che le lega

Luigi Corvaglia 3:42 pm - 1st febbraio:

Da un pò di tempo non intervenivo sulla 27a ora sul Corriere della Sera.
Precisamente dal post su Stefania Noce. Nauseato dalla strumentalizzazione posta in atto mi sono dovuto necessariamente prendere una pausa come dire … di smaltimento (dalla nausea intendo).
Ci sono però ricascato di nuovo. Con questo post:
http://27esimaora.corriere.it/articolo/torna-il-femminismoma-anche-le-donne-hanno-fatto-errori/#more-3413
Ho mandato diversi commenti. Me li hanno pubblicati. Stamattina, in risposta ad una considerazione della Melandri ne ho inviato un altro. Il risultato?
Ad ora non l’hanno pubblicato, ne penso che lo faranno.
Vi chiederete cosa avrò scritto di cosi offensivo da censuralo. Me lo chiedo anch’io. Ma per rendere chiaro a tutti/e la questione riporto di seguito l’intervento della Melandri, il mio commento non pubblicato ed il link allo screenshot da me salvato.
Il commento della Melandri.
01.02 | Lea Melandri
Le invarianti della storia
Dai primi del ‘900 ad oggi tanti sono stati i cambiamenti nel rapporto tra uomini e donne, ma non tali da impedire che alcune “invarianti” continuassero a comparire, come se il tempo non le avesse neppure sfiorate. L’antifemminismo non è nuovo, e per saperlo basterebbe avere voglia di dare un’occhiata ai libri che stanno uscendo sulle questioni di genere, scritti da uomini interessati alla ricostruzione storica della loro identità.
In un capitolo del suo libro “L’invenzione della virilità” (Carocci, 2011), Sandro Bellassai, docente di Storia sociale all’Università di Bologna, parlando della “misoginia di fine secolo” –riferito all’800-, scrive:
“Sul piano delle relazioni di genere, la prima e più potente incarnazione dell’alterità che si stagliava di fronte al maschile era da sempre la donna. Quella stessa donna che adesso, a fine Ottocento, mutava in ‘donna nuova’, spargendo il panico nelle file degli uomini occidentali sempre più insicuri circa la propria identità virile. La donna che esorbitava o minacciava di esorbitare dall’ambito tradizionale che Dio o la Natura avevano per essa eternamente delineato assurgeva così a bersaglio ossessivo degli anatemi di scrittori, moralisti, politici, scienziati, giornalisti, medici, studiosi di varia estrazione: secondo la caricatura maschile ricorrente, la “donna nuova” era sostanzialmente una figura mostruosa, un freak, un’aberrazione della natura. Una delle più minacciose incarnazioni di questa figura era certamente la femminista. I movimenti femministi non raccoglievano che scarse minoranze di donne, ma suscitavano comunque apprensioni smisurate. In effetti, si trattava di un evento dalla portata simbolica enorme: come ha ricordato Mosse, ‘per la prima volta a memoria d’uomo si metteva in discussione l’egemonia del maschio sulla vita politica e sulle scelte che governavano la società’.”
Il ‘rancore’ che si sente in alcuni interventi di lettori di questo blog non parla una lingua molto diversa da quella delle generazioni maschili che li hanno preceduti. Ma nelle discussioni su questo tema sembra che la storia non abbiamo mai insegnato niente.

La mia risposta
@ Lea Melandri
01.02 | 08:43 Luigi Corvaglia
Il tuo commento in attesa di moderazione
Se si accontenta di questa spiegazione, buon per lei. Mi permetto difarle osservare solo una cosa.Siete riuscite a sostituire il conflitto di classe con il conflitto di genere.Quanto questa sostituzione abbia giovato agli interessi del 99% degliuomini e donne mai come ora risulta evidente e lampante.
Si, le sto dicendo che siete molto più organiche al sistema attuale diquanto voi stesse ne siate consapevoli.
Poi, cosa vuole che le dica, il tempo è sempre l’ultimo giudice.

Lo screenshot
http://www.scribd.com/doc/80088421/Torna-Il-Femminismo-Ma-Anche-Le-Donne-Hanno-Fatto-Errori-La-Ventisettesima-Ora-
………………………………………………………………..
Come potete notare sarò stato duro, ma non ho scritto niente di offensivo o scurrile. Ho solo fotografato la realtà che loro non vogliono vedere.
Le mie conclusioni?
Queste tipe una critica da ….. Sinistra non la reggono proprio!!! :roll:

Rino 4:42 pm - 1st febbraio:

Sono intervenuto pure io alcune volte con lo scopo di fare da sponda e dare supporto a quegli UU (e a quelle poche ma esistenti DD) che criticano, denunciano e condannano il male bashing che è la ragion d’essere di 27ora.
Mai nessuna obiezione nel merito.
Non hanno pubblicato tutto, ma quasi.
Il fatto è che i post demolitori del femodom finiscono sepolti sotto la valanga di quelli misandrici.
Ma la cosa importante è che quasi ogni 3d trova opposizione da parte di alcuni UU. Il che è bello per noi. Il fatto stesso che abbiano chiamato a scrivere la Melandri indica che hanno trovato una opposizione che non si aspettavano e che, secondo me, anni fa non ci sarebbe stata.
Ci sono poi degli interventi critici davvero ben articolati, scritti da UU con una certa preparazione.
Sicuramente alcuni sono vecchi del Momas ma altri devono essere dei nuovi cani sciolti che però si sono alimentati presso ciotole piene di buon cibo.
Quanto a Bellassai, egli appartiene al gruppo di Ciccone e Deriu. Quinte colonne.

RDV

cesare 5:51 pm - 1st febbraio:

Sponsorizzata dal Corrierone, dai Repubblicones, da tutti i canali Tv, finanziata in mille modi dagli Stati Nazionali, dall’Europa, dagli USA, bandiera per le guerre imperialistiche in tutto il pianeta, ingaggiata all’interno degli stati come ascaro dal potere attuale, privilegiata con legislazioni speciali, tutelata sistematicamente dalla dedizione cavalleresca di ogni singolo maschio, questa donna sarebbe percepita come una minaccia dal sistema e dai maschi? in realtà è una minaccia per lei stessa. E i maschi che la avvertono di questa verità non temono lei, cui vogliono bene, ma temono, e tanto, per lei.

Luigi Corvaglia 12:39 am - 2nd febbraio:

Sono ripassato nello stesso 3D di prima, vedi mai…., e guardate invece cosa ho trovato.
………………………………………………………………
Donne e lavoro, lo racconta la storia, il femminsimo ce lo ha ricordato
01.02 | 23:50 Antonella Nappi
Non mi stanco mai di dire che non siamo state la generazione entrata nel mondo del lavoro per la prima volta. Al contrario le donne più degli uomini, legati ai campi, hanno lavorato nelle case in città, nelle fabbriche, poi anche emigrando e negli uffici , se aggiungi la campagna proprio tutte. La Sullerot in La donna e il lavoro parla delle donne come di lavoratrici indefesse estremamente e più di successo degli uomini dal medioevo. Morandi, Storia della grande industria in Italia, e Nuto revelli L’anello forte hanno detto tutto su ciò. Questa esperienza di lavoro è un particolare decisiva per guardare alle donne oggi e al lavoro che nelle famiglie, in aggiunta, hanno comunque sempre condotto. Ne appare un valore che trasborda e che risolverebbe gli impegni dello Stato in modo innovativo e agile. Il valore sta dunque in quel che le donne fanno e non in quel che non fanno. A me piacciono tanto ed ho imparato a guardarle trent’anni fa con il femminismo che è riuscito a toglierci il disvalore che gli uomini di potere, per tenerci a bada, ci avevano impresso giorno dopo giorno. Anche gli uomini non di potere lo sanno che valiamo e per questo possono essere spaventati, alcuni fino all’omicidio. Insomma io credo che noi donne si sia sulla buona strada per riorganizzare il mondo. Se ne rimane un poco, visto la demenziale gestione che gli uomini di potere ne hanno fatta.

Marco 8:33 pm - 2nd febbraio:

Scusa Luigi, ma di preciso cosa vuoi dire? Che condividi o dissenti? Per quanto mi riguarda lo considero il solito commento femminile auto-esaltante, di cui non se ne può veramente più. Come non se ne può più di questa storia degli uomini che avrebbero paura delle donne, per non parlare della consueta deresponsabilizzazione femminile.
Ma di che cazzo parlano queste mentecatte? Ma che vanno cianciando? Guarda, più tempo passa e più le disprezzo in maniera profonda. Stimarle mi è ormai impossibile.

armando 11:05 pm - 2nd febbraio:

Mah, sono sempre di più convinto che con quelle giornaliste che fanno parte del mainstream non ci sia alcun dialogo possibile, chiuse come sono nei loro pregiudizi ideologici da cui traggono anche di che vivere (e probabilmente bene).
armando

Rino 8:47 am - 3rd febbraio:

Nuova campagna criminale goebbelsiana sulla questione stupro.
La Cassazione ha applicato la sentenza della Corte Cost. che aveva dichiarato incostituzionale la legge Maroni dove prevedeva il carcere obbligatorio per l’ACCUSATO ossia, prima del processo.
Carcere in attesa di giudizio che non è obbligatorio nemmeno in caso di omicidio (… e meno ancora di infanticidio materno…!).
Menzogna repellente, manipolazione totale.

RDV

cesare 9:10 am - 3rd febbraio:

La penso anch’io come Armando: se ci vivo a vendere scope e stracci, difficilmente pubblicherò qualcosa sull’uso di un aspirapolvere. Mainstream ha molte assonanze con marketing.

Luigi Corvaglia 10:23 am - 3rd febbraio:

@ Marco
Dissento ovviamente. Lo riportavo solo come esempio di delirio femministardo, con annessa ricostruzione della storia a proprio uso e consumo. Con la sola “piccola” aggravante che quella visione la vorrebbero imporre a tutti.
Ovviamente qui nessuno nega il fatto che le donne, quelle umili, normali, quelle appartenenti al popolo insomma, hanno sempre lavorato. Ed è probabile che la scrivente, che tanto ne parla, mai le abbia conosciute, all’opposto del sottoscritto.
E’ proprio la rappresentazione del fenomeno che ne danno questi primati di sesso femminile, casualmente sopravvissuti all’avvento dell’homo sapiens sapiens, che è falsa. Quello che vedo emergere dai loro “discorsi” è, detto impropriamente, un razzismo di genere, verso gli uomini.
Detto propriamente, anche se con una terminologia un po desueta, per quanto mi riguarda, è “fascismo“. Di genere, ma fascismo.
@ Armando
Sono d’accordo con te, dalla prima all’ultima parola.
Difatti non sono loro i miei interlocutori/interlocutrici.
Io intervengo, compatibilmente con il tempo che ho, solo negli spazi virtuali tipo Corriere, Fatto Quotidiano, etc., etc. … molto visti e frequentati. Dove quindi si possono raggiungere i più disparati tipi di persone. Donne ma soprattutto uomini. Il messaggio implicito nei miei interventi (che poi mi riesca, più o meno bene, è un altro discorso :oops: ) è diretto a loro.

Leonardo 11:32 am - 3rd febbraio:

La censura è l’arma di chi ha ideologie sbagliate e di parte; contro chi dice verità scomode. Come nei regimi dittatoriali e religiosi, dove si vuole impedire alla gente di ragionare e vedere le cose come stanno.

Marco 1:45 pm - 3rd febbraio:

Riguardo alla questione del lavoro e delle presunte disparità salariali fra i due sessi, sul Messaggero di oggi, è stato pubblicato l’articolo di un giornalista “uomo” che ha scritto:
“Le donne, lavorano di più ma guadagnano di meno”.
Posso dirlo almeno qui, su Uomini Beta? E’ una fortuna che io sia un semplice impiegato che non ha la possibilità di “relazionarsi” con questi/e mentecatti/e, perché se per puro caso dovessi lavorarci insieme o solo entrarci in contatto, so che rischierei di perdere il controllo. Ossia, inizierebbero a partire calci e pugni. Sicuro al 100%. Le mistificazioni di questa gente sono violenza psicologica allo stato puro, che alla lunga non può che scatenare (e scatenerà) violenza fisica dall’altra parte, cioè quella degli uomini beta, ovvero di coloro che non contano assolutamente un cazzo.

armando 4:28 pm - 3rd febbraio:

E’ proprio quello che vorrebbero, caro Marco. Dunque nervi saldi.

Sandro2 8:04 pm - 3rd febbraio:

Le complessate hanno colpito ancora.
>
http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_03/birra-sessista-inghilterra_938b12de-4e6e-11e1-af4c-6a00aeffb10f.shtml
MILANO – La bionda «sessista» espulsa dal Parlamento britannico. Questa volta a dividere i deputati della Camera dei Comuni non sono state né le decisioni anti-europeiste del primo ministro David Cameron né i drammatici numeri della disoccupazione e del debito pubblico. Nelle ultime ore a creare grande subbuglio è stata la presenza nello «Strangers’ Bar», uno dei caffè presenti nel Palazzo di Westminster, della Top Totty, birra prodotta da Slater’s, piccola società di Stafford. Sul logo dello spillatore compare l’immagine di una pin-up seminuda con le orecchie da coniglietta, in procinto di servire un paio di pinte. Alcuni membri del partito laburista e soprattutto tante donne del Parlamento hanno giudicato l’immagine «sessista» e offensiva nei confronti del gentil sesso e dopo aver presentato un’interrogazione a George Young, leader della Camera Comuni, sono riuscite a ottenere l’espulsione della dissacrante bionda dal Parlamento.

DIGNITA’ – La richiesta di bandire la birra dalla Camera dei Comuni – racconta il Daily Telegraph è stata formulata da Kate Green, deputata laburista e ministro ombra per le pari opportunità: «Sono rimasta davvero turbata ieri sera nello scoprire che nello Strangers’ Bar è venduta una birra che si chiama Top Totty – ha dichiarato la deputata durante l’interrogazione parlamentare – Sullo spillatore vi è la foto di una donna seminuda». La Green ha fatto appello «alla dignità del Parlamento» e ha chiesto una veloce rimozione della birra dal Palazzo di Westminster. In meno di 90 minuti la richiesta della parlamentare è stata accolta e la birra è stata immediatamente ritirata. Chi appare più colpito da questa storia è Ged Slater, il produttore della famigerata bionda assieme a tutta la sua famiglia: «Siamo solo una piccola impresa – dichiara Fay Slater, figlia trentatreenne del patron della società che produce la birra – Sia chiaro, non vogliamo offendere nessuno. Se le critiche continuano, saremo felici di cambiare il logo». Tuttavia molti assicurano che la diatriba alla Camera dei Comuni non è altro che pubblicità gratuita per l’azienda di Slater e c’è chi scommette che da oggi ogni inglese potrebbe essere un potenziale bevitore della Top Totty.

PURITANESIMO E SARCASMO – La decisione di proibire la vendita della Top Totty non è stata accolta con favore da tutti i parlamentari. Alcuni deputati che amano particolarmente il sapore della bionda, hanno accusato i colleghi di non avere sense of humour e hanno rilevato come quest’atteggiamento non aiuti affatto la causa delle donne: «Questa sorta di puritanesimo istintivo danneggia molto più l’egualitarismo di mille etichette di birra – taglia corto Mike Natrass, europarlamentare eletto nella circoscrizione di Stafford per lo United Kingdom Independent Party – Esso sembra suggerire che se credi nella parità dei sessi devi essere sempre scuro in volto e privo d’ironia». Altri deputati hanno scherzato sulla velocità con la quale la birra è scomparsa dal Parlamento e hanno salutato la denuncia di Kate Green come «la più veloce vittoria politica della storia». Jeremy Lefroy, deputato tory è colui che ha più insistito affinché la Top Totty fosse venduta nel bar dei Comuni: «Era un modo per offrire alle piccole birrerie indipendenti la possibilità di farsi conoscere da un pubblico più vasto – ha dichiarato il parlamentare – Tuttavia capisco che alcune persone potrebbe sentirsi offese dalla sua commercializzazione e ciò mi dispiace».
>
Francesco Tortora

Luigi Corvaglia 9:04 pm - 3rd febbraio:

@ Marco
E’ proprio come dice Armando.
Bisogna mantenere la calma. Informarsi, per evitare di dire qualche castroneria (che sarebbe subito usata contro) e, soprattutto, usare la logica. Quella proprio non la reggono!!

Tiziano 11:04 am - 4th febbraio:

Riguardo alla questione del lavoro e delle presunte disparità salariali fra i due sessi, sul Messaggero di oggi, è stato pubblicato l’articolo di un giornalista “uomo” che ha scritto:
“Le donne, lavorano di più ma guadagnano di meno”.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Marco, leggi qua.

http://www.metromaschile.it/forum/dialoghi-sulla-qm/classifica-gender-gap-del-wef/msg21122/#top

mauro recher 11:24 am - 5th febbraio:

sulla sentenza della cassazione ,alcune mie considerazioni
http://femdominismo.wordpress.com/2012/02/05/la-legge-del-taglione/

Leonardo 5:30 pm - 5th febbraio:

mauro recher
sulla sentenza della cassazione ,alcune mie considerazioni
http://femdominismo.wordpress.com/2012/02/05/la-legge-del-taglione/
——————————————-
Questa sentenza, infatti, andava messa nella discussione:
http://www.uominibeta.org/2012/02/04/il-52-le-certezze-perdute-del-maschio-moderno/#comment-16777
Dove si dice:
Questa è la campagna di informazione, che propone visite gratuite che aiuteranno gli uomini con problemi di erezione a sbarazzarsi di tabù e problemi sessuali.
e Daniele dice:
Signori, ma voi fate mai caso al disprezzo che tantissime esponenti del gentil sesso mostrano nei confronti di tutti quegli uomini che “non dimostrano di essere forti e virili” ?
Non vi capita mai di sentire frasi del tipo “Non esistono più gli uomini di una volta”, “oggi sono tutti dei senza palle”, “gli uomini di un tempo non torneranno più”, “noi donne abbiamo più palle di voi ometti”, “noi donne siamo i veri uomini”, ecc ecc? La realtà è che le femmine odiano tutto ciò che è debole.
L’unica maniera per cui contestano certe caratteristiche maschili, è solo perché loro stesse vorrebbero possederle (esempio: la superiore forza fisica maschile)…
Perché bisogna avere un quadro completo del mondo.

mauro recher 6:43 pm - 14th febbraio:

Fabrizio in un altro post avevi parlato che eravamo in guerra ,credevo che fosse una affermazione sopra le righe ,invece mi sono dovuto ricredere
http://femdominismo.wordpress.com/2012/02/14/sotto-attacco/

Luigi Corvaglia 9:01 pm - 14th febbraio:

Copio ed incollo il mio commento inviato al seguente post
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/post-soli-uomini/190953/
…………………………………………………………………..
Cara Lorella
scusami se ti dò del tu, ma non ci siamo, non ci siamo proprio. Ti ritengo una “bella testa” e in qualche post te l’ho pure scritto. Ma non posso fare a meno di notare che ti muovi in un ambito di pensiero (femminista) che non ti permette di arrivare a conclusioni condivise e universali. Il tuo post ne è pieno, ma non voglio soffermarmi su questo. E nemmeno sullo stupro.
Voglio soffermarmi invece sulla tua frase: Serve un uomo che riproponga qualità del maschile che siano di ispirazioni agli altri uomini e che migliorino la società tutta.
Non so se qualcuno lo ha fatto prima, comunque, sinteticamente ti offro una diversa chiave di lettura che molto probabilmente non ti piacerà.
Il movimento delle donne, in altri momenti da me erroneamente sostenuto, una sola cosa ha fatto costantemente, da quando è nato. E mi dispiace che me ne sia reso conto solo ora. La demolizione continua, ferrea e implacabile della maschilità. Avete buttato con l’acqua sporca, alcune distorsioni storiche, anche il bambino, quei valori maschili che adesso tanto invocate. Siete riuscite, debbo dire in maniera egregia, a marginalizzare l’uomo in quella cellula fondamentale per la società che è la famiglia. Non vi siete poste, e non vi ponete tuttora, il problema dell’eccessiva femminilizzazione in alcuni ambiti, la scuola per quanto mi riguarda è il più importante, ma non è il solo. Avete invaso, e distrutto, ambiti maschili (e non parlo certo di lavoro e di potere) propedeutici alla formazione di una sana maschilità. Vi siete rivelate organiche (nonostante la vostra sempre supposta e mai esplicitata alternatività) a questo tipo di società, che tutto frantuma e asservisce al servizio di pochi per la disperazione dei molti, che non a caso vi lascia crescere e prosperare.
Ed ora, sempre tentando di dettare voi il canovaccio, (tralascio l’impostazione leaderisica del pensiero che a me, da sempre di sinistra, da i brividi) parlate di qualità del maschile che ispirino altri uomini e migliorino la società tutta.
Ma quando? Ma dove? Ma chi di grazia? Dopo aver raso al suolo tutto adesso scoprite e chiedete, devo almeno darti atto dell’onesta intelletuale di farlo apertamente, l’indispensabile intervento del maschile.
Mi dispiace deluderti, ma non ci sarà. E non perchè non lo si voglia, ma perchè non ne esistono proprio le condizioni. Per ricostruire psichicamente e simbolicamente il maschile ci vorrà tempo ed elaborazione. E toccherà a noi farlo. Senza interferenze da parte vostra. Mi dispiace ma è cosi.
…………………………………………………………….
p.s.: Si accettano critiche e suggerimenti.

Luigi Corvaglia 7:45 pm - 17th febbraio:

Uhheeei … queste sono più puntuali delle tasse. In previsione dell’otto marzo la lobby giornalistico-femminista è in piena attività.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/va-di-moda-uccidere-le-donne/2174001

Fabrizio Marchi 9:32 pm - 17th febbraio:

Dal primo rigo dell’articolo dell’Espresso postato da Luigi:” Se Laura sappia o meno che l’omicidio è la causa principale di morte per le donne, non glielo leggi in faccia…”.
Senza vergogna. Ed io senza parole, perché credo che una menzogna di tali proporzioni non sia forse mai stata propagandata nella storia, tranne forse quella dei “comunisti che mangiavano i bambini”. Solo che questa non ha mai attecchito veramente, tranne forse nelle menti più deboli, a differenza della prima che fa ormai parte dell’immaginario collettivo.
Nella prossima video-intervista cercheremo di destrutturare in pochi minuti questa mostruosità ideologica.
Fabrizio

mauro recher 11:09 pm - 17th febbraio:

non so a chi giova questa “demonizzazione” del genere maschile …
dico solo che si rischia di rovinare i rapporti tra persone altro che reciprocità e spontaneità e sesso ludico , chi mai farebbe questo con dei mostri (gli uomini) sbattuti in prima pagina?? e ancora c’è che non capisce che siamo sotto attacco

Stefano R. 11:48 am - 18th febbraio:

non so a chi giova questa “demonizzazione” del genere maschile …
******************
Fermo restando il fatto che, a mio parere, il numero delle donne uccise dagli uomini e’ comunque significativo di qualcosa (pur non essendo sicuramente la prima causa di morte per le donne), piu’ che di demonizzazione del genere maschile* parlerei di demonizzazione dei maschi italiani (visto che siamo in Italia), ma non di quegli uomini provenienti da altre culture.
Anzi, in Italia se qualcuno prova a dire o a scrivere qualcosa del genere nei confronti degli albanesi, dei rumeni o dei tunisini, viene immediatamente tacciato di razzismo.
****
*PS: una domanda: ma perche’ anche in questo (interessante) blog molti continuano a scrivere “genere maschile” anziche’ “sesso maschile” ? Ma il “genere” non e’ un termine di derivazione femminista? O sbaglio?

Leonardo 3:25 pm - 18th febbraio:

@Stefano R
Ma come? Ci hanno rotto le scatole contro gli islamici che tegono le donne con velo in testa, le lapidano e quindi bisogna ammazzarli tutti, e adesso ci vieni a dire che siamo noi italiani i maschilsti?
E i rumeni? Stupratori e papponi?
Io ho avuto un rumeno muratore che lavorava al soldo di un italiano poco volenteroso, e che aveva moglie e figli in Romania da mantenere: questa è la media e la norma.
Tornando al maschio che crepa prima in un paese moderno e tecnologico: io quando visitai la Romania ai tempi dell’URRS, avendo problemi ansiosi non ancora esplosi e quindi inconsapevole, ebbi quasi un desiderio di rimanere a vivere in quel paese: contadino, dove molte ragazze giovani vestivano ancora con gli abiti tradizionali folcloristici, anche in grandi Città. Uscire con una donna li sarebbe stato molto più semplice, econimico e meno stressante… Peccato che il visto durava solo quattro giorni e costava molto, altrimenti essendo italiano avrei sicuramente avuto molte occasioni, visto che le ragazze dell’est amavano i soldi dell’ovest, infatti, crollati i regimi, sono venute a fare quello che fanno in Italia.

Stefano R. 5:17 pm - 18th febbraio:

e adesso ci vieni a dire che siamo noi italiani i maschilsti?
**********
Dove l’avrei scritto che “siamo noi italiani i maschilisti” ?
Cercherò di spiegarmi meglio. Io non mi riferisco alla popolazione, al “sentimento collettivo” (che tuttavia “poggia” su qualcosa di concreto, ossia di esistente, lo si ammetta o no), bensì su quello che viene propagandato dalla gran parte della stampa (Il Giornale e Libero a parte), specie dai giornali di sinistra. Per esempio, tu la leggi mai l’Unità? Bene, ti assicuro che su quel quotidiano – come su altri di sinistra – esiste un razzismo alla rovescia. Leggere attentamente per credere.
°°°°°
Leonardo
Peccato che il visto durava solo quattro giorni e costava molto, altrimenti essendo italiano avrei sicuramente avuto molte occasioni,
°°°°°°°°°°°°°°
Ovvio, perche’ tu provenivi da un paese occidentale, all’epoca molto piu’ ricco di qualsiasi paese dell’est, percio’ avresti potuto farlo proprio in virtu’ di questo, ovvero di essere nato in Italia. Un rumeno nato in Romania non avrebbe certamente potuto fare lo stesso tuo ragionamento.

armando 8:02 pm - 18th febbraio:

Luigi, il tuo intervento sul Fatto Quotidiano è ottimo. Non c’è molto da aggiungere. Ma ha avuto un seguito in termini di risposte o no?
Armando

Luigi Corvaglia 8:10 pm - 18th febbraio:

Il mio ultra sintetico commento all’articolo de l’Espresso.
…………………………………………………………………
Devo constatare che persino all’Espresso, il mio giornale preferito da sempre, il livello dei giornalisti, ma più correttamente forse delle giornaliste, è a livelli pietosi.
Signora Abate è riuscita a non finire il primo rigo scrivendo una falsità.
E la deontologia professionale dov’è finita? Sotto i tacchi?

Inviato da luigicorvaglia il 18 febbraio 2012 alle 19:46

Fabrizio Marchi 8:21 pm - 18th febbraio:

“parlerei di demonizzazione dei maschi italiani (visto che siamo in Italia), ma non di quegli uomini provenienti da altre culture.
Anzi, in Italia se qualcuno prova a dire o a scrivere qualcosa del genere nei confronti degli albanesi, dei rumeni o dei tunisini, viene immediatamente tacciato di razzismo”. (Stefano R.)
Quanto affermi è vero solo in parte. Ti ricordo che solo un paio di mesi fa a Torino un campo nomadi è stato devastato e dato alle fiamme da una folla di esagitati “benpensanti” solo perché una ragazza italiana aveva denunciato di essere stata violentata (fatto rivelatosi successivamente falso, fu la stessa ragazza ad ammetterlo) da due suoi coetanei del locale campo rom. .
A Roma, un paio di anni fa si scatenò la caccia al rumeno perché in un parco, una coppietta era stata aggredita e la ragazza era stata stuprata. Non ricordo bene come andò a finire (alcuni di nazionalità rumena furono arrestati e poi rilasciati non prima di essere stati sbattuti in prima pagina come i presunti “mostri”) ma ricordo perfettamente il clima che si respirava in quelle settimane.
Non direi quindi che ci sia tutta questa tolleranza nei confronti degli stranieri e questo purtroppo accomuna sia il centro sud che il nord Italia.
Ciò detto, quanto affermi ha senz’altro una sua fondatezza ma solo fino ad un certo punto. Non dobbiamo mai dimenticarci della contraddittorietà strutturale (e voluta) del femminismo che da una parte (mi riferisco in questo caso al femminismo tradizionale, quello di “sinistra”), criminalizza i maschi occidentali individuandoli come i responsabili primi dell’oppressione femminile, dall’altra strizza l’occhio ai bombardamenti “umanitari” delle forze Nato sventolando la bandiera dei diritti delle donne in quei paesi schiacciati dalle culture maschiliste (leggi quella islamica).
Questa operazione è portata avanti, ipocritamente, dal “femminismo di sinistra”, che da una parte, sul “fronte interno”, si erge a paladino dei diritti di tutte le minoranze (non potrebbe fare altrimenti), e dall’altra, su quello esterno è in prima fila nella criminalizzazione delle culture non occidentali (pensiamo al battage mediatico che è stato fatto in occasione della vicenda dell’iraniana Sakineh…). Questo “femminismo di sinistra” è assolutamente funzionale alla strategia geopolitica e militare occidentale nel mondo. Uno strumento di propaganda formidabile, la nuova bandiera dei diritti che sostituisce quella ormai logora dell’orgoglio nazionale e della difesa del suolo patrio (quest’ultima sarebbe anche ben poco credibile dal momento che il teatro di guerra si trova a diverse migliaia di km dalla nostra terra).
Poi abbiamo il “femminismo di destra” (in Italia declinato anche e soprattutto in salsa leghista ma non solo, sia chiaro) che invece è in prima fila nel portare avanti violentissime crociate anti islamiche e anti immigrati in generale anche e soprattutto sul “fronte interno”. La Santanchè, per fare un esmpio, è una delle esponenti di questo neo-post-femminismo forcaiolo, islamofobico, sostenitore della castrazione per gli stupratori (se potessero proporrebbero la pubblica impiccagione ma il “politicamente corretto” che gli fa da controaltare in un gioco delle parti, glielo impedisce…).
Come vediamo il fenomeno è complesso e deliberatamente contraddittorio. Sarebbe un errore madornale da parte nostra leggere il post-femminismo da un solo punto di osservazione e tanto più cadere nella trappola di alimentare una sorta di conflitto intermaschile con quegli uomini provenienti da altre culture, che il post-femminismo alimenta strumentalmente.
Fabrizio

mauro recher 8:21 pm - 18th febbraio:

beh ,ma infatti questo è razzismo ,da qualsiasi parte lo si voglia vedere ,per esempio il giornale e libero parlano bene di uni e male degli altri ,il contrario lo fanno i giornali di sinistra che .per come la vedo io ,non hanno capito un picchio del pensiero e della filosofia della cosiddetta sinistra ma, voglio fare un esempio per indicare che il razzismo e non per politically correct o qualunquismo è sbagliato …
lavoro da 15 anni in una fabbrica ,anche con gli extracomunitari ,vicino a me ,sono passati 3 extracomunitari ,tutti e 3 del Ghana ,secondo il pensiero “razzista” queste 3 persone si dovrebbero essere comportate allo stesso modo ,invece erano 3 persone completamente differenti nel fare e nei modi …lo stesso dicasi dei pakistani che lavorano con me ,o degli stessi musulmani ,il discorso non cambia …
concordo invece che ,proprio nei siti femministi si tenta di seguire l’orma data dai giornali come l’unità ,contro il maschio ,però se è extracomunitario chiudono un occhio per non passare da razziste ,facendo un razzismo all’ inverso e qui do pienamente ragione a Stefano

Luigi Corvaglia 10:58 pm - 18th febbraio:

@ Armando
ha avuto diversi mi piace e qualche commento.
Comunque intervengo spesso sul Fatto Quotidiano, al 90% su questione di genere e i mi piace sono abbondantemente più dei commenti. E questo mi fa piacere.
Comunque in quel post, insieme ad un amico di nome groucho (in realtà non lo conosco, ma non riesco a non pensarlo come tale) siamo riusciti a mettere in risalto l’ipocrisia censurante della blogger.
Il tutto partendo da un lungo commento di groucho, da me apprezzato e pluricancellato, con miei e suoi commenti a loro volta cancellati, rimessi e cosi via. Se ci vai adesso sul quel post (sempre che la blogger non li abbia cancellati nel frattempo) puoi trovarci un commento di groucho che mi ha fatto molto piacere leggere.
Io, alla fine, sono tornato sui miei commenti più importanti, li ho cancellati e ci ho messo il seguente commento-cartello
COMMENTO AUTO CENSURATO PER SOLIDARIETA’ CON L’AMICO GROUCHO
Riporto comunque il lunghissimo intervento di groucho.
…………………………………………………………………
“La Maestra prima di salire in Cattedra lascia cadere un’occhiata stancamente distratta sulla platea, raccoglie le forze e le frecce, attacca a catechizzare alternando abilmente colpi e carezze.

Lei, che meriterebbe ben altra ribalta, un talkshow di prima serata, un Tg, se soltanto l’oppressione
maschilista non costringesse pure i giornalisti più aperti e democratici a sfruttare “la meglio gioventù femminile” come avvilente “decorazione natalizia” (Santoro e le Suddite Italiane- http://www.ilcorpodelledonne.n….
Lei, che, unica femmina libera ma libera veramente, deve patire da sola l’orribile sudditanza delle (altre) Donne, ascoltando “le garrule studentesse universitarie […] colte e rigorosamente di sinistra, commentare dottamente” un siffatto scempio sessista (Santoro e le Suddite Italiane- http://www.ilcorpodelledonne.n….
Lei, che sognava di scrivere poesie, e saggi, e girare documentari, e invece deve campare con i blog, elargendo perle ai porci. Porci che comunque riescono a fare di un post pieno di niente un “forum” con centinaia di commenti in mezza giornata. E senza avere scritto niente. Niente di niente. E io, che mi prendo pure la briga di commentare, dopo quella già penosa di leggere. D’altronde si sa, l’argomento “tira” sempre, a quelli là piace un mondo scannarsi sul sesso, sulla violenza, sulle porcate… appunto. Basta vedere a che percentuale arriva la chiave “Uomini-Donne” nelle
statistiche di ricerca di Google, ad esempio (http://www.lavoro-formazione.i….

Se fossi un Marziano, scaraventato sulla Terra, ignaro della retrospettiva settaria da cui muove la liturgia pedagogica della Maestra, faticherei a capire che cosa in effetti la Maestra ci domanda con questo suo “Discorso agli Uomini” (mai nati). Invece si da’ il caso che sia proprio un Uomo, e capisco quello che non dovrei, perché vedo quello che non si deve dire: che le questioni di genere sono (diventate) uno Strumento di Potere; che il Potere divide per controllare; che per dividere si cambiano
le forme, ma le sostanze sono sempre le stesse: etnia, sesso, religione, censo, cultura; che le discriminazioni vogliono un incessante martellamento di paure e pregiudizi, operazione facilmente
accessibile grazie ai massmedia e ai loro messaggi più o meno subliminali; che le cosiddette QuoteRosa sono concepite e costruite in forza del Culto del Privilegio mistificandolo per Parità, così come le QuoteVerdi dei Padàniservono all’accumulo di uffici e risorse al Nord, in forza di una inesistente “Questione Settentrionale” e una simile cultura “ariana”. E che tutto questo non ha niente a che vedere né con la libertà, né con la parità, né con la solidarietà, né con la giustizia, né con la civiltà.

Del resto, un Uomo soltanto in quanto tale impara già fino dalla nascita l’obbligo della Colpa nell’ordine per: le tragedie della Guerra (violenza maschilista); lo sfruttamento del Capitalismo (avidità maschilista); le oppressioni di Colonialismo e Imperialismo (vitalismo maschilista); gli orrori di
Nazismo, Fascismo e Comunismo (autoritarismo maschilista); la sudditanza delle Donne nella Storia (patriarcato maschilista); i disastri ecologici e ambientali (si imputano tragedie come Fukushima alla superbia maschilista che sfida le leggi naturali, come si può arguire dalla forma fallica di missili, satelliti, navi spaziali); il vizietto “orale” nella stanza ovale di un Capo di Stato americano (poi sparito all’ombra della più prestigiosa FirstLady); i festini orgiastici di un Capo di Governo (http://www.ilfattoquotidiano.i...
il presunto stupro di una cameriera africana da parte di un economista socialista a capo del FMI (poi sostituito da una Ministra liberista: http://www.ilfattoquotidiano.i...
http://www.ilfattoquotidiano.i... infine, per le vessazioni degli omofobi (http://www.ilfattoquotidiano.i…, per i Cimiteri dei Bambini Mai Nati (seppure commissionati da Donne: http://www.ilfattoquotidiano.i…, e finalmente per il naufragio del Concordia (http://www.ilfattoquotidiano.i….

Quindi dov’è la stranezza, a criminalizzare il Sesso inferiore e portatore di pene (in tutti i sensi), per gli orrori che geneticamente, biologicamente, fatalmente produce? (D’altra parte che la Colpa sia “questione di genere”, è dato per scontato nel commento alla recente sentenza della Cassazione sull’applicabilità di pene alternative nello stupro di gruppo: “non siamo così certe che si valuti, fino in fondo, l’impatto che tali misure possono avere sulle donne e soprattutto sugli uomini. Le une si sentiranno ancora una volta più esposte, gli altri meno colpevoli http://www.ilcorpodelledonne.n….

Certo, si potrebbe evidenziare, con la storica femminista E.Badinter (La strada degli errori. Il
pensiero femminista al bivio, Feltrinelli 2004, che spiega come dagli anni 80 le lobbies femministe abbiano voluto “ri-processare” la sessualità maschile per costringerla a cambiare. “E, per far questo, modificare le leggi e impadronirsi dei Tribunali”), la moda a manipolare allegramente le statistiche degli stupri (http://www.comedonchisciotte.o…, o a sfornarne di nuove alla bisogna: c’è il dramma sociale dei padri separati? Pronta la statistica che passa per vittime delle separazioni le mogli invece dei mariti: http://www.senonoraquando.eu/?…. La crisi falcia i lavoratori? Ed ecco la statistica sulle discriminazioni delle Donne nel Lavoro: http://www.senonoraquando.eu/?….

Ovviamente sarà giusto un caso, che a capo dell’ISTAT ci sia una Donna, piuttosto vicina, diciamo così, a vari movimenti femministi (http://www.noidonne.org/blog.p…, e con una carrioera alle spalle grazie alle “questioni di genere”? Non è un illecito, ma se a capo dell’ISTAT, che dovrebbe essere neutrale e trasparente, ci fosse un aderente a movimenti omofobi, o xenofobi, o associazioni per la bigenitorialità: le statistiche non parrebbero un po’ sospette, se fossero così automaticamente puntuali e ripetitive?

Si potrebbe obiettare, su un piano biologico, che la Liturgia dell’Espiazione degli Uomini quali portatori di pene (come gli Stupratori) sta allo Stupro tanto quanto quella delle Donne quali portatrici di vagina (come le Meretrici) sta al Meretricio. Oppure, su un piano statistico, che alle cifre delle vittime di Stupri (Colpa Maschile) si contrappongono le cifre delle vittime di False Accuse (Colpa Femminile), che infliggono a centinaia di Uomini povertà, disperazione, morte (8 suicidi su 10 nelle
separazioni sono padri separati). O ancora, che, se la maternità è biologicamente più essenziale della paternità, le madri che alienano figli (e figlie) al padre separato, che li (e le) devastano per sempre con la PAS, sono Donne che commettono forme di violenza (psichica e fisica) “di genere”.
http://www.gehttp://www.senato.it/documenti/reposi...
http://www.dirittoeminori.com/...

Si potrebbe anche domandare perché, se lo stupro è una “violenza di genere”, ci sono madri che partecipano con i mariti allo stupro dei figli?
http://webcache.googleusercont...
http://qn.quotidiano.net/crona...
http://www.crimeblog.it/post/5...

E perché mai, in cima alla classifica delle fantasie erotiche femminili c’è spesso lo stupro? http://affaritaliani.libero.it...
http://www.alfemminile.com/sch...
Potrebbe bastare una sola di queste contraddizioni, a smettere la coperta della “violenza di genere”. Potrebbe bastare, in proporzione, anche quello che è successo qui, dove le Donne non hanno rispettato la richiesta di non intervenire (e hanno fatto bene), per capire che se si può impunemente
trasgredire un rifiuto, lo si fa piuttosto facilmente.
Potrebbe bastare uno sguardo alla spirale di violenze commesse da maestre, educatrici, infermiere, per capire che nella Giungla prevale e prevarica la Legge del Più Forte, e che la fisicità maschile non è l’unica né la più violenta” forza che esista: a meno che non si faccia passare la materialità come prioritaria rispetto alla spiritualità, la fisicità all’intelligenza, il corpo all’anima. In tal caso, si dovrebbero però riscrivere da cima a fondo i ¾ di tutte le dottrine, le arti, le filosofie, ecc.

Si potrebbero dire tante cose, ma la Maestra per metterti alla prova ha ideato la trappola del secolo:
se non sai dire altro se non che non sei uno stupratore solo perché portatore di pene (è questo il più grande trionfo del Sessismo: ridure le persone ai loro genitali e portare le Donne a temere e venerare quei pochi centimetri e grammi che fanno il DioPene: complimenti), se cerchi di spiegarti con esempi “di genere” al contrario, non per criminalizzare tutti/e, ma per non criminalizzare nessuno/a, se difendi le tue ragioni ed emozioni di “non stupratore”, né potenziale né attuale, ecco, lo vedi? sei uno di quelli che “sviano, parlano d’altro, non affrontano l’argomento”. Geniale.
E si chiude il cappio: la leggerezza con cui cade quel moralistico “Certo.” a liquidare le fastidiose resistenze alla Colpa da parte di Uomini che “faticano a farsi carico del problema” (guarda un po’, chissà perché), è pari alla maestria di quel doppio colpo di coda con cui si dice “dovete farvi carico
non per colpe che non avete, ma per provare a capire”. Che cosa, non si sa. Ci sono leggi, c’è tutta una letteratura sterminata, ogni 2 giorni spunta un’associazione di tutela delle vittime di violenza, si fa un continuo parlare di violenza, anche fra uomini (http://maschileplurale.it/cms/...
e qualche femminista di chiara fama a volte pare addirittura annoiarsi (http://www.ilfattoquotidiano.i…. Che cosa vada ancora scoperto e compreso, non è dato saperlo. Forse vogliono sentirmi dire “sì, confesso, sono uno Stupratore Mannaro, con la Luna Piena mi trasformo e non c’è autocontrollo che tenga, sento una forza irresistibile che mi acceca e mi trascina in cerca di carne sempre più fresca (o calda? bòh)… e la sete non si placa mai!!”… ecco forse è questo che un certo immaginario femminile vorrebbe sentirsi raccontare, per sentirsi come CappuccettoRosso di fronte al LupoNero… se lo conosci lo eviti… Solo che a quanto pare uno dei più forti istinti aggressivi negli stupri è proprio il clima di giustificazione dato dall’immagine della Bestia Cieca dagli Impulsi incontrollabili http://donna.wikia.com/wiki/St….

In realtà, resta solo un dato di fatto: che il dramma degli stupri resta lì. Dice che è “ormai inutile che se ne discuta tra donne. I numeri raccontano che i nostri sforzi non sono sufficienti”. Che cosa possa mai cambiare se a parlarne siano gli Uomini, ancora una volta non si capisce. Se non mettendoLi in guardia da SèStessi, dallo Stupratore Mannaro che si portano dentro.

La Maestra chiama a sé le Sorelle, brandisce la bacchetta e arringa la platea, o quello che ne resta.
Passano in rassegna i “ragazzi”, gli “Uomini”, che stanno lì a giustificarsi, scusarsi, adirarsi, indignarsi, impegnarsi, e poi gettano la spugna con gran dignità. Ogni tanto confabula con il GranGiurì, Prima fra le Pari, e decidono i Voti. Qualcuna pensa che è solo tempo perso, che cos’altro puoi aspettarti da un’orda di sciocchi, se non “una marea di sciocchezze”? Ma no, profetizza solennemente la Maestra: “Ho ancora molta fiducia”.
Il tono è ieratico, ma soave: perché vabene la catechesi, la dottrina, la propaganda, ma bisogna tenere a mente di avere pur sempre a che fare con dei bruti inferiori, bambinoni pericolosi, e prudenza vuole che vengano sì, addestrati con la frusta, ma anche addomesticati con la ciotola. Dunque, per fargli ingoiare la medicina amara dell’emancipazione femminile “da relazioni di dipendenza millenarie”, ci vuole tanta grinta e altrettanta pazienza, perché il “momento è epocale. E’ difficile, lo capiamo”. Meno male: lo capiscono, Loro. Ci capiscono.
Finalmente, la Maestra scende i 25 gradini d’aria su cui s’erge il Pulpito, e dal basso della Cattedra
lascia colare magnanima la Perla d’Oro sui Porci, che, abituati alle ghiande, non potranno che sprecarLa: “Un post per soli Uomini”: “caspita, che Fortuna!!”, direi se fossi un Marziano. Invece, si da’ il caso che sia proprio un Uomo, e capisco quello che non dovrei, e credo in quello che non si può dire: http://www.youtube.com/watch?v…”

Fabrizio Marchi 7:56 am - 19th febbraio:

Ottimo l’intervento dell’amico Groucho, Luigi, cerchiamo di rimanerci in contatto e se possibile di coinvolgerlo…

Daniele 11:43 am - 19th febbraio:

Se ne era già parlato (“di striscio”) in passato su U3000 e successivamente su UB, ma credo sia il caso di ritornarci: un uomo “normale” non potrebbe mai stuprare una donna, per un semplicissimo motivo: NON gli verrebbe mai duro. Da uomo so che senza le necessarie condizioni non c’è alcuna erezione. Condizioni che non possono certamente esistere durante uno stupro, di fronte a una donna che urla, si dimena, ti rifiuta. Solo dei soggetti “malati” possono eccitarsi in quelle situazioni. Oppure devono esistere situazioni particolarissime, come in guerra, dove proprio il conflitto può far “deviare” la mente di un soldato in astinenza da lungo tempo.
Tutto il resto è delirio.

Rino 11:50 am - 19th febbraio:

Stefano R.
>>
ma perche’ anche in questo (interessante) blog molti continuano a scrivere “genere maschile” anziche’ “sesso maschile” ? Ma il “genere” non e’ un termine di derivazione femminista? O sbaglio?
>>
Osservazione birichina assai.
Tu cosa ne deduci?

RDV

mauro recher 11:57 am - 19th febbraio:

semplicemente GENIALE non ci sono altre parole da aggiungere …

Fabrizio Marchi 1:24 pm - 19th febbraio:

“ma perche’ anche in questo (interessante) blog molti continuano a scrivere “genere maschile” anziche’ “sesso maschile” ? Ma il “genere” non e’ un termine di derivazione femminista? O sbaglio?” (Stefano R.)
Per la verità, forse superficialmente, personalmente utilizzo entrambi i termini (sesso e genere) indifferentemente, cioè non gli attribuisco nel linguaggio corrente, significati diversi. Credo che sia così per molti, anche per tanti di noi.
Ciò detto, non c’è dubbio che il femminismo, in quanto ideologia dominante, abbia prodotto degli effetti anche a livello semantico (e simbolico).
Fabrizio

armando 6:16 pm - 19th febbraio:

Basta capirsi sul significvato dei termini. Sesso ha una connotazione essenzialmente biologica. Genere ne ha anche una culturale che si innesta sulla prima. Il trucco del femminismo è che intende il termine genere come puramente connotato culturalmente, E’ la solita vecchia stantia e falsa storia del costruttivismo, secondo il quale fra genere e sesso non esisterebbe nessuna relazione come non esisterebbe fra natura e cultura. Una volta staccati, il genere è qualcosa di manipolabile a piacere, indipendentemente dal sesso biologico. Ora la domanda è se continuare a usare indifferentemente i due termini, oppure precludercene l’uso di uno (genere) perchè il mainstream ha decretato unn significato di esso che non è quello originario nè quello giusto.
armando

Luigi Corvaglia 8:09 pm - 19th febbraio:

….en passant
Sulla 27 ora
http://27esimaora.corriere.it/articolo/sesso-a-scuola-nel-bagno-dei-maschi-la-studentessa-punita-di-piu-del-compagno/
non mi hanno passato il seguente commento:
………………………………………………………………..
“Non potevate astenervi? Era cosi essenziale intervenire su questa non-notizia?
E comunque visto che ve ne occupate ed oltre a condurre questo blog siete giornaliste di una gloriosa testata come il Corriere perché, se per voi la notizia lo merita, non andate ad indagare?
Di grazia, se la disparità di trattamento, a quanto posso apprendere è dovuta ai pregressi della ragazza, vi sembra cosi strano, essendo la stessa minorenne, che ci si possa astenere dall’elencarli. Che si voglia evitare di metterli in piazza (in questo caso elettronica e mondiale)?
Piuttosto le rispondo sull’ultima frase: “Semmai, un elemento, in apparenza secondario, salta vistosamente all’occhio: dov’è finito il maschietto di una volta, pronto, lui sì, a «giocare in trasferta» pur di conquistare l’oggetto del desiderio? Vogliamo discuterne?
Secondo me, il maschietto di una volta era nel bagno delle femminucce e non si è fatto beccare. :-)
…………………………………………………………….
Secondo me non l’hanno passato perché l’ometto autore del post s’è risentito ….
Si, infatti mi sono accorto solo dopo che trattavasi di homo sapiens addomesticatus. :roll:

cesare 4:41 pm - 23rd febbraio:

Corvaglia@”segnalazione di servizio”.

Confortiamo i perplessi redattori de “Il fatto quotidiano” che i Genovesi, che hanno eletto Doria a candidato sindaco per le prossime elezioni comunali, sono gli unici genovesi prodighi cui non interessa il Valore Aggiunto nè della Vincenzi e nè della Roberta Pinotti.
Di Marchionne, che ne ha piene le scatole del Valore Aggiunto della Marcegaglia al punto di ritirare FIAT dalla Confindustria causa il di lei Valore Aggiunto, invece si sa da tempo che non è sensibile ai dollari.
Diciamo che tuttavia il Valore Aggiunto delle amanti, delle mogli, delle figlie, delle zie e sorelle, in quote rosa aziendali, private o statali che siano, è vero che è altissimo, soprattutto per i maschi della casta, scienziati compresi, che si rendono conto di avere ahimè un solo sedere per tutte le poltrone su cui vorrebbero accomodarsi. La Natura è crudele, e a ciascuno ne regala solo uno, ma la cultura, la scienza e il femminismo aiutano a superarne i limiti.

Rino 5:49 pm - 23rd febbraio:

L’8 marzo si avvicina.
Non ricordo che il termine “femminicidio” (da molti anni usuale in ambito fem.sta) sia mai apparso sulla prima pag. di un giornalone (Preciso che è visibile sulla home del Corriere anche se il link rimanda a Io-Dnn).
Un nuovo giro di vite.

http://www.iodonna.it/iodonna/guardo/12_a_violenza-donne-italia.shtml

RDV

Luigi Corvaglia 6:56 pm - 23rd febbraio:

@ Cesare
Quoto integralmente il tuo intervento. La parte finale poi è “amaramente spassosa” (è un controsenso, ma chi se ne frega …) ed “amaramente vera”.
Non ho potuto fare a meno di amaramente sorridere.

Damien 8:53 pm - 23rd febbraio:

Valore aggiunto?? ah si? bene.. passo il link al 117… Spero che l’8 marzo la Guardia di Finanza vada nei ristoranti e faccia pagare l’I.V.A. al 21% a queste detentrici del valore aggiunto! sicuramente evasa al 100%

Se poi il controllo avrà effetto anche retroattivo, sono certo che usciremo dalla crisi odierna con un aumento del pil(u).. oltre a una rivalutazione dello spread!

cesare 10:00 am - 24th febbraio:

Sentivo degli “stipendiucci” dei boiardi di Stato (uno solo dei tre o quattro stipendi che lucrano, sia chiaro). Mi sono domandato: ma che se ne fa uno di 600 mila euro all’anno? ovvero circa 60 mila euro al mese? superati i 10 mila euro al mese, che te ne fai insomma degli altri 50 mila? ti compri dieci paia di scarpe, e venti prosciutti di Parma, e via discorrendo, ogni mese?
Ho trovato una sola risposta: si tratta non più di stipendio ma di appropriazione privata tramite esproprio dei beni della Repubblica Italiana ovvero dei beni che sono dei cittadini Italiani. Insomma superati i 10 mila euro, come chiamarlo stipendio? piuttosto è un esproprio “castario”.
E mi viene in mente un’ altra domanda: che differenza c’è tra attribuirsi beni e redditi privati e publici tramite le quote rosa e questo tipo di stipendio a capocchia, che ha fatto il salto per esubero di quantita da stipendio a esproprio? a me sembra che l’origine e la filosofia della quote rosa abbia la sua fonte negli “espropri castari” più che nell’ “esproprio di genere”.O meglio mi sembra che l’uno sia esattamente come l’altro e viceversa. E che il genere femminile, nella finalità politica del femdominsimo attuale, stia facendo di tutto per diventare anch’esso una casta.
Sereni dunque: fra un pò avremo due caste, una di classe e una di genere.

Fabrizio Marchi 10:33 am - 24th febbraio:

Caro Cesare, con una capacità di sintesi a me sconosciuta (come noto…), hai fatto una perfetta fotografia della situazione attuale.
Quanto dici è ciò che sosteniamo da anni.
Fabrizio

Rino 12:57 pm - 24th febbraio:

La vedo uguale.
Per regola generale UU e DD, nel loro associarsi in coppia, rispettano da sempre e in ogni luogo la legge del rango. Ad onta del fatto che gli UU scelgono talvolta anche in “basso” (Giustiniano che sposa una normale prostituta) le “associazioni binarie” mettono insieme persone dello stesso livello sociale. Le caste indiane sono solo la formalizzazione legale di una realtà sociale quasi universale, solo un po’ meno rigida.
Le quote rosa sono uno strumento con cui le caste apicali riservano a se stesse il mantenimento della loro condizione.
Come detto altre volte, non ci saranno bidelle nei CDA. Ci saranno le DD della classe sociale corrispondente a quella degli UU che vi siedono.
Siamo al vertice: mia moglie nel CDA della tua azienda. Tua figlia nel CDA della mia.

E le mondine del XXI sec.?
Con i manovali.

RDV

Luigi Corvaglia 1:34 pm - 24th febbraio:

E le mondine del XXI sec.?
Con i manovali.
RDV

Però a strillare, come oche giulive, sulla parità raggiunta. Anche se magari puliscono cessi a nero e sono trattate da schiave!!!
Vuoi mettere la differenza se in “quel posto” te la mette un uomo oppure, tanto per fare dei nomi a caso, ma non casuali, la Marcegallia, la Camusso o “la” Fornero e compagnia cantante!!!
E’ il famoso valore aggiunto femminile, bellezza.

cesare 4:12 pm - 24th febbraio:

Poi, quando l’ONU, l’Organizzazione delle Padrone Unite, mi dice che alle povere donne del pianeta, manca loro il 50% dei beni terrestri, (e sono buone x’ sono di più dei maschi), i miliardi di poveracci maschi diventano immediatamente in tutti i media del pianeta, magia delle magie, riccastri arraffatori, proprio come i maschi categoria “CEO di Standard and Poo’r”. Che però, sono attorniati non da poveracce (loro non sfruttano e opprimono le donne!) ma da signore perbene. Talmente perbene che contano assai, al punto da aver una bella particina nel decidere anche delle guerre in tutto il pianeta. In difesa delle donne però e quindi portatrici di pace, alias “peacekeeping” (l’ultima linea di intimo femminile della signora Clinton).
Contrapporre una categoria astratta come il genere femminile alla povertà delle masse del Pianeta, facendola diventare il concretissimo fantasma mediatico e politico con cui denegare la dignità, l’identità, ai miliardi di maschi poveri e miseri della Terra e e spaccare loro il cuore e la testa, è una operazione ideologica e una strategia di guerra psicologica assolutamente perfetta! E una operazione infame, un inganno atroce: la Classe non è acqua.

Rita 5:01 pm - 24th febbraio:

.
@Luigi: Però a strillare, come oche giulive, sulla parità raggiunta.

com’è che invece io continuo a sentirle strillare sulla parità non raggiunta? :-D (perchè non fanno le manovali e devono fare le mondine, perchè gli rubano il posto da mondine, perchè non fanno le dirigenti, perchè non possono fare le mamme e perchè devono fare le mamme, perchè sono troppo occupate e perchè sono poco occupate…ehh c’è sempre un motivo per urlare alla mancanza di parità e alla discriminazione)

Daniele 6:57 pm - 24th febbraio:

cesare
>>>>>>>>>>>
(e sono buone x’ sono di più dei maschi)
>>>>>>>>>>>
Scusa Cesare, ma questo non è vero, perché sulla Terra (non in Occidente o in Italia), ci sono più uomini che donne. Per l’esattezza 100 maschi ogni 99 femmine.
Per quanto riguarda tutto il resto, sono parzialmente d’accordo con te, perché resta sempre il fatto che – femminismo o no – senza il consenso e la vigliaccheria maschile – sì, vigliaccheria – le femmine non combinerebbero proprio niente.

armando 7:30 pm - 24th febbraio:

Rita santa subito. In cinque righe la verità.

Luigi Corvaglia 9:56 pm - 24th febbraio:

@ Rita
Quoto, ma io non mi riferivo a quelle che si spartiscono la torta e, con la tecnica del chiagni e fotti, cercano di averne una fetta più grande. Tipo le mediocri giornaliste, le mediocri anchorwoman, le mediocri politiche, le mediocri etcetera etcetera …..
Mi riferivo alle altre. Ma l’atteggiamento è condiviso anche da tanti uomini.

paola conforti 10:47 pm - 24th febbraio:

Se pensate che sposarsi sia costoso, non sapete quanto si spende a essere single. Secondo uno studio effettuato in Gran Bretagna, pare che gli inglesi spendano il corrispettivo di 3 miliardi e mezzo di euro per gli appuntamenti e tutto quello che ci sta intorno.

La maggior parte “sperpera” nell’intrattenimento con una spesa a livello nazionale di un miliardo e mezzo anche di bere e mangiare. Circa un miliardo viene speso in abiti e cosmetici per impressionare il potenziale spasimante con un aspetto splendente e una parvenza di senso stilistico.
Karl Gregory, direttore di Match.com, il sito di appuntamenti online che ha commissionato la ricerca, ha commentato i risultati: “Gli appuntamenti sono quelli che maggiormente contribuiscono all’economia britannica e ancora più adesso con il grande successo che sta avendo il dating online”. E continua “E’ la prima volta che viene misurato il giro d’affari che sta intorno al settore degli appuntamenti ed è impressionante costatare quanto sia imponente l’ammonatare del denaro in questo settore, soprattutto in questi tempi di crisi dove tutti stanno attenti anche alla minima spesa”.
Dallo studio, che ha coinvolto 2.000 adulti, è emerso anche che destinano il corrispettivo di 500 milioni e mezzo di euro in trasporti, e quasi 400 milioni dal parrucchiere, per farsi belli e apparire al meglio in vista di eventuali appuntamenti

paola conforti 1:44 am - 25th febbraio:

Dallo studio, che ha coinvolto 2.000 adulti, è emerso anche che destinano il corrispettivo di 500 milioni e mezzo di euro in trasporti, e quasi 400 milioni dal parrucchiere, per farsi belli e apparire al meglio in vista di eventuali appuntamenti.

Marco Pensante 3:18 am - 25th febbraio:

Paola, “uno studio in Gran Bretagna” a noi italiani ci fa na pippa. E’ ora di piantarla di dire che gli ananassi groenlandesi servono a misurare le precipitazioni nevose in Kamchatka. Fra poco ci dirai che le scimmie bonobo sono il metro di paragone della civiltà umana e siccome passano una media di 17 ore al giorno a spidocchiarsi, allora anche i single devono prendere contromisure adeguate.
Ah, stavi per dirlo?

Luigi Corvaglia 11:41 pm - 26th febbraio:

@ Sandro
Non ho letto il tuo ultimo link (anche se non credo mi ci vorrà molto!!). Per cui mi riservo di parlarne dopo nel merito.
Una cosa però la devo dire subito. Mi scappa…
33 dico 33 pagine, comprensive di copertina, indice, ringraziamenti e bibliografia…..
Ecchecazzo … sarà sudata.
Speriamo almeno ne valga la pena leggerla.

Marco Pensante 12:14 am - 27th febbraio:

Una tesi di laurea di 33 pagine, compresi indici, bibliografia e ringraziamenti. Vedete un po’ voi se può esserci qualcosa di serio lì dentro.
Quando poi si legge che le donne si arruolano nel militare, viene da chiedersi se la laureanda abbia davvero il diploma di maturità o semplicemente il gusto per la metafora (la metafora sarebbe l’arruolarsi.)

Rita 11:41 am - 27th febbraio:

pure la dedica è autoreferenziale :-D
“A me stessa,
alla tenacia ed alla perseveranza che
ho avuto in questi anni”

armando 11:58 am - 27th febbraio:

Un lavoro davvero imponente, che inizia in questo modo: “La storia del dominio maschile si è sviluppata
ininterrottamente, da quando esistono uomini e donne, e proprio
attraverso la quale l’ordine maschile si è continuamente riprodotto di
età in età.”
BOCCIATA, INSIEME COL PROFESSORE RELATORE!. Torni alle elementari e impari a scrivere in italiano decente.
A parte la sintassi, che però testimonia lo sfascio della scuola e delle Università italiane, l’incipit sulla “storia del dominio maschile”, dice già tutto della ponderosa tesi della studentessa, ora dottoressa, premiata, immagino, con un bel 110 e lode. C’è da capirla, poverina, quando nei ringraziamenti finali dice dello sconforto che le era preso e degli incoraggiamenti che l’hanno aiutata a completare l’immane lavoro di una venticinquina di cartelle a interlinea due o tre, e per il quale avrà impiegato chissà quanti anni. Immane lavoro nel quale non dice nulla a proposito dell’argomento che, trattandosi di miltari, dovrebbe essere quello principale. Insomma, le donne soldato devono combattere in prima linea con gli uomini, cioè rischiare la pelle, oppure no? Tanto fumo sul miglioramento delle relazioni, su altre questioni socio/psicologiche, ma su quella domanda nessuna risposta. E non è un caso, perchè non chiacchere ma esperimenti sul campo (inglesi), hanno dimostrato che la presenza di donne combattenti nuoce all’efficenza militare dei reparti. Una quisquilia, perchè tutti sanno che il compito principale degli eserciti mica è quello di fare la guerra (offensiva o difensiva che sia), macchè, quelle sono vecchie e vetuste funzioni patriarcali. Nel nuovo esercito femminilizzato, il compito più importante è giocare a Canasta. Quindi le donne hanno ragione a reclamare la piena parità in fatto di carriere, gradi e stipendi, e la quasi piena parità in fatto di impieghi sul campo, con l’unica trascurabile eccezione del combattimento.
Sapete che mi è venuta un’idea molto remunerativa? Scrivere tesi di laurea di simile densità sui più svariati argomenti per studentesse col mal di testa e lo sconforto. Ne potrei scrivere 3 o 4 al mese. Ci ricaverei un bel po’.
Armando

Rino 2:13 pm - 27th febbraio:

>>
33 dico 33 pagine, comprensive di copertina, indice, ringraziamenti e bibliografia….
>>

Allucinante.

RDV

Luigi Corvaglia 3:42 pm - 27th febbraio:

sigh … sigh …. :oops: sigh ….. sigh …. :oops:
E si, ho letto e … sigh …….. scusatemi m’è venuto lo sconforto. Ma non per il contenuto, che anzi ho trovato molto pregnante e interessante, in modo particolare gli spazi bianchi tra riga e riga.
No. Per una questione personale. Folgorato, sono andato a prendere la mia di tesi.
E sono riemersi i ricordi … e i numeri.
Due anni di impegno, di cui uno a esami finiti. Epoca pre-internet (di poco ma pre-internet), quasi un mese di ricerche in inglese (sono negato per le lingue) alla facoltà di Farmacia (era l’unica ad avere l’annuario aggiornato di tutti gli articoli scientifici a livello globale). Selezione di quelli più interessanti e scrittura lettere da inviare per tutto il globo. Due mesi di litigate col prof perché io ritenevo che spedendole a suo nome avrei avuto più possibilità di risposta. Traduzione del materiale raccolto in inglese e tedesco (il giapponese, lo scartato io a priori….). Nel frattempo raccolta e studio di tutto quello che si poteva trovare in lingua madre (ehh si … ho dimenticato di dirlo, ma sull’argomento in Italia si trovava ben poco).
Finita? Macché, era solo la banca dati minima per poter incominciare. Poi è incominciato il lavoro vero e proprio. Lavoro che ad un certo punto, a quasi due anni, decido io di chiudere, giacché la tesi partita come biglietto d’ingresso per lavorare all’Ital-Impianti di Taranto diventa fine a se stessa, visto il fallimento della società, pubblica peraltro. Incazzatura finale col professore, fosse stato per lui starei ancora lì, e dimezzamento del voto di laurea.
Risultato: oltre duecento pagine da buttare via……
E voi dite che non è da sconforto vedere e leggere certe cose? …. sigh … sigh …. :oops:

armando 5:05 pm - 27th febbraio:

io invece non sono per niente d’accordo neanche col contenuto, che trovo essere una perfetta raccolta di luoghi comuni, tranne nella parte in cui racconta del perchè i maschi titubano di fronte alle donne soldato. Quì è interessante perchè, seppure quei motivi vengano fatti apparire come maschilisti, quelle paginette raccontano una verità che non è maschilista ma oggettiva. Le donne in prima linea sono una sciagura punto e basta. C’era un ex presidente della camera, Carlo Scognamiglio (Pdl), che si sbracciava nel perorare la cause delle donne soldatesse che, diceva, avrebbero “ingentilito” le forze armate. “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”, insomma, come se la ragione sociale di qualsiasi esercito fosse l’esercizio di un negozio di fiorista. Ma per favore…
armando

Fabrizio Marchi 5:16 pm - 27th febbraio:

“io invece non sono per niente d’accordo neanche col contenuto, che trovo essere una perfetta raccolta di luoghi comuni” (Armando)
Armando, quanto detto da Luigi sul contenuto, era ironico:” scusatemi m’è venuto lo sconforto. Ma non per il contenuto, che anzi ho trovato molto pregnante e interessante, in modo particolare gli spazi bianchi tra riga e riga…” (Luigi)
Il “pregnante e interessante” era riferito agli spazi bianchi tra un rigo e l’altro…:-)

Damien 6:29 pm - 27th febbraio:

Ma dico io.. perchè non volete la parità?

Le donne sono migliori! la volete capire? sono convinto che avete torto! ecco!

Anzi, vi dirò di piu! spero che al piu’ presto un plotone di sole donni siano mandati in guerra in Afganistan a scovare talebani su volontà della Sig.ra Clinton!

(il donni è voluto.. mi scuso per la guerra che aborro)

Luigi Corvaglia 7:07 pm - 27th febbraio:

@ Armando
Vedo che la mia “mania” di condensare genera equivoci. Però la battuta riportata anche da Fabrizio mi sembrava abbastanza chiara. La rimarco di nuovo. Le parti più interessanti di quella tesina sono quelle bianche. E la chiamo tesina giacché una cosa del genere, qualsiasi essere umano di qualsiasi sesso e per qualsiasi argomento (esulando quindi anche dal contesto femminista) non avrebbe impiegato che poche ore, al massimo un pomeriggio per buttarla giù.
Il contenuto?
Ma davvero dovremmo perdere tempo a commentarla?
Per me è persino più grave il quadro formazionale che lascia intravedere che le idee che espone.
A prescindere dall’accecamento ideologico, con le baggianate che ne discendono, non posso fare a meno di notare proprio la carenza di metodo e di sistematizzazione. E sperare che sia un caso isolato e non la prassi per chi esce da quell’indirizzo di studi.
Per quanto riguarda l’argomento donne e militare sono sostanzialmente d’accordo con te. E non si tratta solo del combattimento. Ma di routine militare giornaliera. Ogni qual volta si presentano occasioni di lavoro o mansioni che una donna non può oggettivamente svolgere o svolgere male è sempre un carico che si redistribuisce sulla componente maschile a ciò destinata.
p.s. Sono convinto che di quel materiale potresti produrne molte di più di 3 o 4 al mese. :lol:

armando 7:49 pm - 27th febbraio:

Pardon, mi era sfuggita la battuta al vetriolo sulle parti bianche. E’ la fretta, perdinci, ma occorre davvero leggere con più attenzione gli scritti altrui per coglierne il senso. Ancora scusa, Luigi.
Comunque la battuta sulle parti bianche mi ha fatto tornare alla mente un episodio dell’87/88 , quando lavoravo in banca. C’era un certo disaccordo fra il direttore, un omone baffuto e dalla voce tonante, e il capufficio, un uomo piccolo, nervoso tendente all’isterico. E una volta, di fronte all’interpretazione di una circolare di direzione, il primo così apostrofò il secondo. “Umberto (nome di comodo), un tu capisci nulla. Si legge i’nnero, no i’ bianco! ”
Armando

Luigi Corvaglia 2:03 pm - 28th febbraio:

della serie …. i commenti che non vedrete mai sulla 27 ora.
Il post è questo
http://27esimaora.corriere.it/articolo/politica-only-for-men-una-beffa-bipartisan-a-partire-dal-basso/
ed il commento è questo:
……………………………………………………………….
Prendete esempio invece di piangere
28.02|13.39 Luigi Corvaglia
Il tuo commento è in attesa di moderazione
Mi scuserà l’autore del post se mi rivolgo al femminile alle tenutarie del blog. Ma d’altra parte ne sposa la linea, quindi …….
Fare politica in questa maniera:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/40-anni-di-potere-sconfitti-da-due-giovani/193904/
è troppo difficile per voi?
Devono per forza darvi 100 metri di vantaggio?
Piuttosto contattate Maddalena e fatevi spiegare come si fa.
…………………………………………………………..
Non l’hanno presa bene….. :roll:

Fabrizio Marchi 12:40 am - 29th febbraio:

Cari amici, il nostro server ha avuto dei problemi tecnici e per alcune ore il sito non è stato raggiungibile. Ce ne scusiamo con tutti.
Fabrizio

Luigi Corvaglia 10:53 am - 29th febbraio:

Con riferimento al mio ultimo commento.
Sono ritornato su quel link per curiosità ed ho letto i commenti, pochi per la verità (appena 9, anche se ho il sospetto che moltissimi siano quelli cassati).
Non c’è ne uno a favore.
Ma allora perché ha censurato il mio?
Ho offeso il suo orgoglio di “maschietto” bypassandolo oppure sono stato offensivo (dal loro punto di vista chiaramente) indicandogli in maniera diretta e caustica quello che dovrebbe essere il modo giusto d’interpretare l’impegno politico. Attuato da una donna per di più.
Mah …. intendiamoci, non è che non ci dorma per questa cosa però … li/le vedo un pò schizofrenici/e ultimamente.

Damien 11:36 am - 29th febbraio:

@Luigi

Secondo me entrambe le cose.. hai usato il metodo “Damien”.. efficace, ma per molti difficile da digerire :D

Chapeau!

Rino DV 7:06 pm - 29th febbraio:

Ributtante provocazione del regime femdom: prima ti cucisco la bocca, poi amorevolmente ti chiedo stupita: “Ma perché non parli, amore?”

http://d.repubblica.it/argomenti/2012/02/28/news/aborto_uomini-833260/

Commento che invierò ovunque potrò:

Il femminismo ha rivendicato l’autonomia assoluta della donna. L’autocrazia indiscussa e l’ha ottenuta. I padri non hanno diritto di parola in merito, ciò per dichiarata imposizione femminista: il diktat tracotante e sprezzante della Liberata. Anzi, sia quelli che hanno tentato di opporsi (quando lei voleva abortire) sia quelli che l’hanno invitata a farlo (se lei non voleva) sono stati denunciati e portati in tribunale. Chiunque osi esprimere un parere è denunciabile. Adesso si vuole “coinvolgerli” non nella decisione – per carità! – ma solo nella responsabilità: siamo dunque al di là di ogni possibile delirio. Qui si sta sputando direttamente in faccia agli uomini. Senza pudore.
.
E dei diritti riproduttivi maschili che dire? Che dire del diritto dei maschi di decidere se e quando diventare padri? Del diritto al rifiuto della paternità, uguale a quello femminile esercitato con l’aborto e col parto anonimo? O magari di tenersi il figlio e allevarlo da solo, invece di gettarlo nei bidoni? Che ne è del diritto dell’uomo di decidere della SUA vita? Se n’è mai sentito parlare?
.
E’ incredibile, dopo tanti anni riesco ancora ad incazzarmi!

RDV

Luigi Corvaglia 8:15 pm - 29th febbraio:

@ Rino
Totalmente d’accordo. Mi attivo anch’io.

Rino DV 9:15 pm - 29th febbraio:

Errori grammaticali a parte (si vede che sono incazzato…) voglio riportare qui un caso accaduto nella cittadina in cui vivo.
Una bidella fa sesso con uno studente (minorenne). Resta incinta. I genitori del ragazzo si permettono di suggerirle di abortire. Risultato?
Lei li denuncia per “violenza privata”.
.
Siete liberi di non crederci.
Del resto, non ci credono nemmeno i diretti interessati…

RDV

Fabrizio Marchi 10:11 pm - 29th febbraio:

Questo il commento che ho postato nell’articolo:
“Da sempre il femminismo ha ammonito gli uomini, anche con una certa veemenza, a non mettere il naso negli affari delle donne, specialmente in tema di aborto. Sempre ammesso e non concesso, ovviamente, che il diritto di dare o non dare la vita (quindi a decidere della maternità ma anche della paternità) debba essere considerato solo ed esclusivamente un affare privato delle donne e che gli uomini non debbano avere voce in capitolo su un tema tanto importante e delicato che riguarda anche loro stessi e la loro vita (a meno di non considerarli solo dei donatori di sperma…).
Ma, allo stato, l’imperativo categorico è il seguente: guai (per gli uomini) ad immischiarsi. Anche solo esprimere un’opinione in tal senso è stata ed è tuttora considerata come una intollerabile ingerenza e un tentativo di violare l’autonomia e la libertà femminile.
Ora siamo alla beffa. Sono e debbono continuare ad essere le donne a decidere in tutto e per tutto in tema, però agli uomini si chiede di assumersi le proprie responsabilità”. Ma responsabilità per cosa, di cosa? Ma di che stiamo parlando?
Questo discorso potrebbe avere un suo senso se ad essi fosse garantito il simmetrico diritto a decidere della paternità. Ma così non è, come sappiamo benissimo. Allo stato, sono costretti a subire qualsiasi decisione, in un senso o nell’altro, da parte delle donne sia in fatto di maternità che di paternità. Per lo meno su quest’ultima una qualche voce in capitolo gli uomini dovrebbero averla, o no?…
Per queste ragioni, quanto scritto nell’articolo assume a mio parere un carattere talmente grottesco da diventare addirittura demenziale (oltre che ipocrita, naturalmente).
Aggiungo, onde evitare equivoci o fraintendimenti, che il sottoscritto non è un antiabortista…”
Fabrizio

Fabio C. 11:08 pm - 29th febbraio:

Una bidella fa sesso con uno studente (minorenne). Resta incinta. I genitori del ragazzo si permettono di suggerirle di abortire. Risultato?
Lei li denuncia per “violenza privata”. (Rino)
°°°°°°°°°°°°°°°°
Ora non ricordo chi lo scrisse per primo su U3000, alcuni anni fa, ma credo sia veramente il caso di prendere in considerazione l’ipotesi che le donne abbiano un tasso di moralità inferiore agli uomini.

Rino 7:48 am - 1st marzo:

Fabrizio
>>
Ma responsabilità per cosa, di cosa? Ma di che stiamo parlando?
>>

“Maskio vigliacco, è ora che tu ti assuma le mie responsabilità!”

RDV

cesare 9:47 am - 1st marzo:

Adesso che la quantità ha fatto il salto di qualità e da qualche raro e drammatico aborto consentito per legge onde evitare che alla morte per aborto, privato, per il figlio si aggiungesse anche la morte per la madre, si è arrivati al massacro di milioni di figli nel ventre materno, massacro che nessuno può ormai tener nascosto e negare come massacro, coloro che hanno chiamato a difendere la propria piena, totale e personale libertà di abortire le leggi e la forza dello Stato, chiamano con un fischio distratto i maschi, volutamente esclusi, pena la galera, da ogni possibile decisione a tutela della vita del proprio figlio concepito, ad assumersene la responsabilità.
Ebbene delle due l’una:
se il concepito come è stato sostenuto a sostegno della assoluta libertà della donna di abortire, era ed è un grumo di cellule, perchè ci sarebbe bisogno di condividere la responsabilità dell’aborto? di che respondabilità mai si potrebbe parlare? non è forse diventato una pratica medica ormai automatica e di massa? e adesso ri-chiamiamo milioni di maschi e diciamo loro: “sapete che è successo? abbiamo scherzato!”. Se invece il concepito è una persona, il ventre che l’accoglie è della donna, e sua la responsabilità di eliminarlo: pertanto i conti con la propria libera coscienza devono farli prima di tutto le donne che hanno abortito e hanno sostenuto l’aborto. Nessuno può “condividere ” con la donna che ha abortito, la responsabilità di un gesto come l’aborto consapevolmente voluto e imposto come assolutamente libero e autonomo. Tantissime donne infatti non hanno abortito nonostante il loro partner volesse l’aborto: nessuno e in nessun modo ti può imporre di eliminare il figlio che porti nel ventre!
Quanto alle leggi del cuore non si può non notare quanto segue: prima la donna e dopo i bambini è una regola femminile ancorchè recente. La regola maschile è sempre stata prima le donne e i bambini.

Sandro2 12:01 am - 2nd marzo:

http://www.iodonna.it/ascolto/12_a_stefanelli-blog-ventisettesima-ora-donne-complessi-inferiorita.shtml
finita l’epoca dei complessi di inferiorità
UOMINI CHE AMANO LE DONNE. L’intervento di Barbara Stefanelli, su “Io donna”
>
bstefanelli@corriere.it
È finita l’epoca dei complessi di inferiorità
>
LA MAIL MI ARRIVA la sera del 31 dicembre. È di un amico del Corriere che ogni tanto interviene sul blog La ventisettesima ora, un blog “al femminile” – come lo abbiamo definito quando è nato, quasi un anno fa – ma dove in realtà si incrociano ogni giorno lettori e lettrici al 50 per cento. Il suo messaggio dice: «A leggere qui sotto, è probabile che ci attenda un grande 2012… Auguri! ». Lì sotto c’è il testo di un’altra mail. Quella di un navigatore che gli ha appena scritto: lo invita a smettere di «lisciare il pelo alle sue faziose, sleali, misandriche, complessate colleghe» e ad abbracciare blog più adatti ai suoi cromosomi. I blog raccomandati sono in un elenchino accluso: parlano di movimenti maschili, ragioni maschili, uomini beta, fantasmatici spread M/F (a favore della F-emmina) che si aggirano per l’Italia con l’avvento del governo Monti-Fornero.

La cosa più interessante resta quella piccola lista ostile: faziose, sleali, misandriche, complessate. Non sentivo l’aggettivo “complessato/a” dai tempi delle medie, quando si usava – non poco – tra ragazze: quella è una complessata, mi sento complessata, c’ho i complessi. Definizioni possibili: «Che si crea dei problemi; che è introverso/a; che ha il complesso di inferiorità». Giuro che sono anni (trenta?) che proprio non ci pensavo più. A volte, è vero, mi creo ancora dei problemi. Ma almeno adesso confido nella non inferiorità.
>
Su “Io donna”, 14 – 20 gennaio 2012
>
______________

>>>>
Lì sotto c’è il testo di un’altra mail. Quella di un navigatore che gli ha appena scritto: lo invita a smettere di «lisciare il pelo alle sue faziose, sleali, misandriche, complessate colleghe»
>>>>

Si trattava del sottoscritto…
______________
Fabio C.:
“Ora non ricordo chi lo scrisse per primo su U3000, alcuni anni fa, ma credo sia veramente il caso di prendere in considerazione l’ipotesi che le donne abbiano un tasso di moralità inferiore agli uomini.”
_____
>>
Lo scrissi io.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=11347249

mauro recher 1:35 pm - 3rd marzo:

oggi ,per pura combinazione ho visto un episodio dei griffin , e trattava di femminismo e di come un uomo potrebbe diventare (il maschio pentito) a seguire certe dottrine ,ovviamente ,nel cartone animato calcava molto la mano ma ,in definitiva ,alcune cose si possono facilmente riscontrare ,ho fatto l’upload di una parte dell’episodio
https://rapidshare.com/files/2751572368/peter_maschiopentito.wmv
la qualità dell’immagine non è la migliore ,ma dovrebbe essere abbastanza visibile 66 mega in tutto

Sandro2 6:42 pm - 5th marzo:

http://www.nytimes.com/2012/03/05/business/global/eu-considers-quotas-for-women-in-boardrooms.html?_r=3
>
E.U. Considers Quotas for Women in Boardrooms
By JAMES KANTER
Published: March 4, 2012

>
BRUSSELS — Frustrated that her previous efforts to get more women into the top echelons of European business have not yielded stronger results, Viviane Reding, the senior justice official in the European Union, was to announce a new effort Monday that could result in legislation requiring that women occupy up to 60 percent of the seats on corporate boards.
Enlarge This Image
Georges Gobet/Agence France-Presse — Getty Images

Viviane Reding has long campaigned for placing women in top management positions.
Add to Portfolio

Go to your Portfolio »

France and other countries with legally binding quotas have made the most progress in placing women in top business positions, Ms. Reding said during an interview Friday in advance of her announcement. E.U.-wide rules were now needed, she said.

“Personally, I don’t like quotas,” Ms. Reding said. “But I like what the quotas do. Quotas open the way to equality and they break through the glass ceiling.” Countries that have quotas “bring the results,” she said.

Ms. Reding has long campaigned for major changes in European boardrooms and had given industry “a last chance” to improve its record on placing women in top management.

Having now concluded that self-regulation has failed, Ms. Reding has set her sights on legislation that could, if enacted, drastically speed up a revolution in the position of women in the workplace that began many decades ago but has so far failed to deliver genuine equality in many areas of business.

In the announcement to be made Monday, Ms. Reding will call for a new round of consultations with governments, trade unions, companies and civil groups. The move comes a year after she called on companies to take voluntary steps to increase the representation of women on boards to 30 percent by 2015 and to 40 percent by 2020, by replacing departing male directors.

In the end, only 24 companies signed up to that voluntary measure — “a disappointment,” she said.

Yet that poor showing has handed Ms. Reding — who has gained stature by successfully lowering the cost of cellphone calls and confronting government leaders over the mistreatment of minority groups — an opportunity to prepare the ground for more sweeping proposals.

Ms. Reding said that the severe economic downturn in Europe that has pressured companies to focus on their bottom lines was not responsible for the failure of her voluntary initiative. “It is really a question of society,” she said.

As of January, only 3.2 percent of the presidents and chairmen of large companies in the European Union were women, and women occupied only 13.7 percent of the seats on the boards of large companies, according to a report by her department of the European Commission to be issued on Monday.

Ms. Reding said she had the support of many members of the European Parliament, which had already backed the need for legislation if companies failed to make sufficient progress through self-regulation. And on Monday she will claim popular support from citizens, with a new poll showing that 75 percent of respondents favored legislation to balance gender representation on company boards.

TNS Opinion & Social conducted the poll for the commission from Sept. 3 to Sept. 11, 2011, through phone and face-to-face interviews with 26,856 people.

Ms. Reding said France, which at the beginning of last year adopted quotas requiring that women hold 20 percent of board positions by 2014, and 40 percent by 2017, had been responsible for almost half of the 1.9-percentage-point increase in women on boards in Europe from October 2010 to January 2012. That growth far outpaced a rise of 0.6 percentage point over the past decade.

Under the French law, elections of board members among noncompliant companies in the country are nullified. Similar legislative initiatives are under way in Belgium and other E.U. countries. In Italy, one-third of a company’s board must be women by 2015 or the business will face fines of up to €1 million, or $1.3 million, and the nullification of board elections. The Netherlands and Spain have legal recommendations, but no sanctions for laggards.

Ms. Reding said that the consultations, beginning Monday and ending on May 28, would determine the proportion of women that should be on boards under any E.U.-wide legislation; whether quotas should apply to state-owned companies as well as publicly listed ones; whether both executive and nonexecutive boards should be covered by the rules; and what sanctions should apply to companies that do not meet the objectives, and if there are circumstances where exceptions are necessary.
“Which objectives (e.g. 20%, 30%, 40%, 60%) should be defined for the share of the underrepresented sex on company boards and for which timeframe?” the commission will ask, according to a draft copy of the consultation document seen by the International Herald Tribune. Any resulting proposal would need to be approved by governments and by the European Parliament.
Add to Portfolio

Go to your Portfolio »

The consultations seem certain to yield widely varying responses.

Cécile Gréboval, the secretary general of the European Women’s Lobby, an organization of women’s associations, has said that Ms. Reding should aim for “radical change” with French-style binding measures that deliver “parity in boardrooms.”

But the European Round Table of Industrialists, a forum for the chairmen and chief executives of major multinational companies, has warned that big divergences among sectors and national traditions meant any measures should remain voluntary.

“Societal changes take time,” said Carlo Bozotti, the chief executive of STMicroelectronics, a semiconductor company, and the head of a group at the Round Table looking at the issue. “There is no one-size-fits-all solution for industrial companies from multiple sectors, of various structures, and from diverse cultural backgrounds,” he said.

Mr. Bozotti’s company says 9.8 percent of the people in leadership positions worldwide are women, one of the lowest figures in a group of more than 20 companies including Siemens, of Germany, and Total, of France, that are involved in a voluntary effort by the Round Table to publicize targets. STMicroelectronics, which is based in Geneva but has manufacturing and design centers across the European Union, wants to increase that figure to 15 percent by the beginning of 2015.

Ms. Reding acknowledged that there was “a fierce debate in Germany” in particular over the wisdom of mandatory measures. “Let all those who are concerned come in and say how we should proceed,” she said.

Women make up about 15.6 percent of boards of large listed companies in Germany, according to the commission. The figure is about one-quarter in Finland, Latvia and Sweden, and just over one-fifth in France. Malta, with 3 percent, and Cyprus, with 4 percent, were at the other end of the spectrum. The numbers are also low in Greece, Estonia, Italy, Portugal and Hungary.

While the European average compares favorably with most of the rest of the world — only the United States has more women on company boards, about 16 percent — the commission said that bridging the gap was an economic necessity for Europe to compete effectively in the 21st century.

Women comprised 60 percent of university graduates yet they occupied a paucity of top business positions, it said. Correcting the imbalance and using that pool of talent would bring significant economic benefits as the population ages, birthrates fall, and the availability of skilled labor declines, it said.

“Women enter the labor market better equipped than men, but their level of representation declines in senior positions,” the report said.

E.U. legislation also would diminish the chances that companies encounter conflicting rules in different countries, the report said. “Companies need legal certainty,” it said.

There is plentiful evidence from business consulting firms including McKinsey & Co., and from Catalyst, a nonprofit research group, that companies with gender-diverse management teams experience higher growth in their share prices, better-than-average operating profits, and outperform their rivals in terms of sales, return on investment capital and return on equity, according to the report. That research showed that women asked more questions and made fewer reckless decisions, proving that “women are not a cost, women are a benefit,” Ms. Reding said.

mauro recher 6:42 pm - 5th marzo:

un problema da farci carico … ne tratto qui
http://femdominismo.wordpress.com/2012/03/05/e-un-mio-problema/

Damien 9:35 am - 6th marzo:

Siamo in guerra. Aperta. Non dichiarata. Anomala. Con suicidi per la disperazione, ed omicidi passionali in ascesa.

Quando lo fanno i militari lo chiamano colpo di Stato; quando lo fanno le banche, lo chiamano governo tecnico, quando lo fanno le donne, si chiama femdominismo.

Da 40 anni in Italia (come in altri stati europei e non) è in atto una guerra, coordinata dal sistema di potere e, complice o idiota, dalla quasi totalità delle femdoministe, con le restanti donne a fare le emuli e le esche commerciali.

Siamo in trincea, cerchiamo di ricordarcelo, sempre!

Massimo 12:33 pm - 6th marzo:

Vorrei farvi notare che gli omicidi passionali non sono iniziati quattro decenni fa, ma secoli, anzi, millenni fa (anche da parte femminile, benché in misura decisamente inferiore).
Perciò trovo un po’ esagerato l’attribuire al “fendominismo” certi delitti odierni. L’omicidio è connaturato alla specie umana (come alle scimmie antropomorfe, del resto; anche lo stupro esiste in natura) e in tal senso, il maschio è sempre stato più aggressivo e violento della femmina, perché così lo hanno programmato le forze dell’evoluzione.
Mi rendo conto che a voi, come a chiunque abbia avuto una formazione umanistica anziché scientifica, certi discorsi possano non piacere, ma la realtà dei fatti è questa.

Fabrizio Marchi 2:25 pm - 6th marzo:

Caro Massimo, non si tratta di avere avuto una formazione umanistica o scientifica. Il problema è un altro.
Un conto è l’omicidio passionale che, come dici tu, è sempre esistito, e potrei anche concordare sul fatto che in maggioranza siano gli uomini a commettere questo tipo di delitto. Naturalmente bisognerebbe indagare e approfondire le cause e le ragioni di questo, la qual cosa non è affatto scontata, a meno di non volersi appiattire sulla vulgata dominante in base alla quale la “violenza è maschile”, chiusi i giochi e buonanotte ai suonatori.
Da un altro punto di vista, qualcuno potrebbe anche affermare (e non avrebbe tutti i torti, e forse nemmeno un po’) che se il delitto passionale è un fenomeno peculiarmente maschile (in linea di massima), quello dell’omicidio premeditato del coniuge è invece altrettanto peculiarmente femminile (ovviamente con modalità molto spesso diverse da quelle maschili per, credo, ovvie ragioni…). Se vogliamo, mentre l’omicidio passionale è il risultato di un impeto di gelosia, rabbia e naturalmente violenza incontrollata, quello premeditato (magari per disfarsi del marito e cuccarsi l’eredità, per fare un esempio magari banale…) è il frutto invece di un calcolo cinico, freddo e spietato. Quindi, sempre da un certo punto di vista, il secondo potrebbe essere considerato ben più grave del primo.
Ora la questione, per quanto mi riguarda, non è mettersi a fare i conti della serva per stabilire se siano più buoni/e o cattivi/e i maschi o le femmine, ma quella di analizzare lucidamente la realtà.
E allora, se siamo d’accordo su questo modo di procedere, dobbiamo essere conseguenti. E quindi un conto è parlare di omicidio passionale e un altro di “femminicidio”, come invece accade oggi. Quest’ultimo, è considerato come un fenomeno specifico, di cui appunto le donne, in quanto tali, sarebbero vittime da parte degli uomini. Ciò significa che, al di là delle ragioni oggettive che potrebbero spingere un uomo ad assassinare un altro essere umano (uomo o donna che sia), una donna, nel caso specifico, verrebbe comunque assassinata in quanto donna (altrimenti non potremmo definirlo femminicidio…). In altre parole quello stesso omicidio, non sarebbe stato forse neanche concepito e attuato se al posto di una donna ci fosse stato un uomo. O meglio, in quel caso, saremmo di fronte ad un “semplice” omicidio. Viene (per lo meno al sottoscritto) spontaneo chiedersi, a questo punto, come definire l’assassinio di un uomo da parte di una donna: omi-omicidio? Maschi-omicidio? Il tutto fa anche un po’ ridere, ovviamente, ma è proprio a questo che volevo arrivare, anche perché da sempre nella storia alcune donne hanno assassinato degli uomini (e altre donne) così come alcuni uomini hanno assassinato delle donne (e altri uomini, peraltro in misura assai maggiore rispetto alle prime…).
Se vuoi la mia opinione, trovo che il tutto sia molto capzioso e che puzzi molto di ideologia. A meno di non dare appunto per scontato l’assunto (secondo me concettualmente nazista, e non ho nessuna difficoltà ad affermarlo apertamente, perché è ora di cominciare a dire le cose come le vediamo…) in base al quale “la violenza è maschile”. Se invece crediamo che le cose siano messe in modo diverso e che la violenza appartenga, ahinoi (questione assai più complessa e misteriosa che nessuno ha mai sciolto) agli esseri umani in quanto tali, indipendentemente dal genere, parlare di “femminicidio” non ha veramente alcun senso. Perché ammesso anche che la misoginia possa condurre all’omicidio o comunque possa costituire un’ ulteriore motivazione (e non lo nego), lo stesso identico paradigma dovrebbe valere per la misandria.
Non se ne esce. E infatti è per questo che si dice che “la violenza è maschile”. L’evidenza dei fatti di tutti i giorni ci dice che questa è una balla, una “panzanata” da clown, ma evidentemente l’ideologia (e quella femminista dominante in particolare) molto spesso è più potente della realtà stessa.
Fabrizio

Leonardo 2:52 pm - 6th marzo:

@Massimo
Ma tu, nella vita di tutti i giorni vedi tutta questa violenza sulle donne?
Io vedo una massa i uomini servizievoli che stanno dietro alle femmine per avere un po’ di elemosina sessuale e sentimentale, sborsando soldi e litri di benzina, considerandole sacre ed intoccabili.
Jack lo squartatore è un personaggio entrato nel mito e non si sà neanche chi era

armando 4:16 pm - 6th marzo:

“A meno di non dare appunto per scontato l’assunto (secondo me concettualmente nazista, e non ho nessuna difficoltà ad affermarlo apertamente, perché è ora di cominciare a dire le cose come le vediamo…) in base al quale “la violenza è maschile”.
Letto, approvato e sottoscritto. Concettualmente nazista e razzista! Da lì a immaginare e perseguire un mondo pacificato e non violento perchè privo di maschi, come sarebbe stato quello privo di ebrei, c’è solo un piccolo passo. Chiamiamo le cose col loro nome. E’ ora!
armando

Rita 4:23 pm - 6th marzo:

sì Massimo.. gli omicidi sono sempre esistiti :-)

“Da un altro punto di vista, qualcuno potrebbe anche affermare (e non avrebbe tutti i torti, e forse nemmeno un po’) che se il delitto passionale è un fenomeno peculiarmente maschile (in linea di massima), quello dell’omicidio premeditato del coniuge è invece altrettanto peculiarmente femminile (ovviamente con modalità molto spesso diverse da quelle maschili per, credo, ovvie ragioni…). ”

http://it.wikipedia.org/wiki/Giulia_Tofana

Fabrizio Marchi 4:40 pm - 6th marzo:

Credo, cara Rita, che l’esempio da te portato non sia proprio il più adatto. In quei tempi si finiva al rogo per un nonnulla e dire che i processi erano una farsa è un eufemismo…Per non parlare delle “confessioni” estorte sotto tortura…
La storia e la realtà di tutti i giorni sono piene zeppe di assassine (e di assassini) seriali o meno e non c’è necessità di andare troppo indietro…
Fabrizio

Rino 6:12 pm - 6th marzo:

La violenza è solo maschile perché:
1- è definita violenza quella esercitata al modo maschile: modo visibile (=cruenta, oggettivizzata, materiale, non autoprotettiva, innegabile e perciò anche compromettente, nel senso che chi la esercita ne paga le conseguenze)
2- è definita violenza ogni limitazione vera o immaginaria (dell’espansione femminile) in quanto assegnabile alla presenza maschile (in famiglia e nel mondo).
.
Per capirci:
La violenza è solo dei “negri” perché è esercitata da singoli e/o gruppi a casaccio, mentre quella bianca è legale e praticata da gente in divisa.
La violenza è solo dei “negri” perché quella bianca è strutturale, istituzionale, ambientale.
.
Epistemologicamente dunque la violenza è “maschia” per lo stesso motivo per cui è “negra”. Il resto …son dettagli. Quisquilie.
.
Senza pretendere consensi, spero però di non aver lasciato dubbi su ciò che intendo.
.
RDV

Luigi Corvaglia 7:39 am - 7th marzo:
Fabrizio Marchi 9:04 am - 7th marzo:

Rassicurante…:-)

cesare 9:48 am - 7th marzo:

E’ invalso l’obbligo di una cultura (e relativi comportamenti) che evoca e sfida le potenze del cuore umano (Eros e Thanatos) con leggerezza infantile. Quella leggerezza che nasce dalla terrificante violenza ideologica, per cui libertà coincide con il guardare alla natura e alle sue regole con infinita presunzione facendosene beffe e all’altro secondo il criterio consumistico: “usa e getta”. Chi vi aderisce è opportuno che lo dichiari apertamente prima di iniziare qualsiasi relazione nell’ambito della quale intenda arrivare a quel livello che evoca la passione d’amore e si mettono al mondo dei figli: si tratta di attivare legami che coinvolgono la persona nella sua totale interezza. Così, quando si esercita la dichiarata programmatica libertà assoluta nella relazione verso l’altro, e magari si decide di esercitare la “libertà” di “mollarlo in autostrada” portandogli via casa, figli, dignità e amore, l’altro in questione non farà una piega: esito della relazione messa consapevolmente in conto tra i possibili esiti. E’ il caso pertanto che ciascuno dichiari preventivamente le proprie regole: non c’era forse il libretto rosso delle guardie rosse di Mao, alzato in aria a significare in modo inequivocabile a che cosa si aderiva? a mio avviso deve esserci anche il libretto giallo delle liberate (e dei liberati) da alzare ogniqualvolta si intenda iniziare una relazione d’amore: “ci mettiamo insieme? sia chiaro però: al paragrafo uno del libretto giallo c’è scritto: uno, nessuno, centomila! ok?”

Luigi Corvaglia 11:20 am - 7th marzo:

Giudiziosamente La Stampa quando pubblica questi articoli non inserisce lo spazio commenti. Chissà perché? :roll:
http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/445356/
…………………………………………………………….
È vero che lo Stato è in mala fede e non aiuta le donne a uscire da questa condizione. Ma è vero anche che alcune idee sono dure a morire. La prima è che se il gentil sesso resta a casa fa più figli.
…………………………………………………………….
Forse …. dico forse, se lo Stato Italiano tagliasse tutto il carrozzone legato a queste parassite rosa e investisse in servizi reali alle famiglie qualche miglioramento lo vedremmo pure ….
Dico davvero. Sarei curioso di sapere i due ordini di grandezza. Per la famiglia. E per il “Pari Opportunismo.

cesare 12:23 pm - 7th marzo:

Quanto al fifty fifty che piace a Vendola, piace anche a me, ma solo se portato a piena coerenza: fifty fifty dei vantaggi e delle croci della Storia ed esteso a tutti i gruppi umani individuabili come tali.
Prendiamo per esempio i 600.000 morti della prima guerra mondiale: 200.000 al sesso femminile, 200.000 al terzo sesso, 200.000 morti al sesso maschile. Stessa ripartizione dei mutilati. Conveniente davvero per il sesso maschile. Ma siamo ancora in tempo invece, per esempio, per i morti sul lavoro che nel 2011 sono stati circa 1200: 400 alle donne, 400 al terzo sesso, 400 ai maschi. A ben vedere, visto i vantaggi di questo criterio, ovvero di ripartire la croce della Storia su più schiene di Cireneo, perchè non individuare altre koinè culturali o religiose o etniche o generazionali e distribuire percentualmente vantaggi e croci a ciascuna? E perchè non portare fino a livello di singolo individuo questa equa distribuzione?
Ma forse qualcosa non torna in questi ragionamenti: i vini della Puglia sono vini robusti e basta poco e si rischia la balla, triste o allegra che sia.

Rino 3:32 pm - 7th marzo:

Luigi:
“Giudiziosamente La Stampa…”
Già.
E “giudiziosamente” L’Espresso mi ha censurato un post dove dicevo:
1- gli insulti (“siete gentaglia malata”) non sono una obiezione.
2- Il rimemorare i delitti maschili non è una obiezione ma la conferma del metodo criminalizzatore.

Son tutti molto giudiziosi…

RDV

Fabrizio Marchi 5:41 pm - 7th marzo:

Sono stato intervistato un paio di ora fa dall’agenzia di stampa AdnKronos (che ringrazio) e questo è il primo articolo che è stato pubblicato in seguito alla stessa (naturalmente è stata più lunga ma sappiamo che la comunicazione oggi deve essere sintetizzata all’inverosimile) . Speriamo che ne escano altri :
http://www.corrierenazionale.it/home/cronache/52170—Maschi-Beta—-Fabrizio-Marchi—-La-festa-r-ndella-donna–e–contro-l–uomo–
Fabrizio

cesare 6:21 pm - 7th marzo:

Quando per esempio si vota alle primarie e la gente pertanto può scegliere ed esprimersi, il “valore aggiunto del sesso femminile” che i sessorazzisti teorizzano, si svela una fantasia, così come è una fantasia infantile tutta intera la narrazione femminista cui i sessorazzisti mediatici dedicano pagine e pagine ogni giorno. Di queste “amare sorprese” trovate nelle urne italiche tacciono imbarazzati e nel darne notizia si dimenticano, incredibile ma vero, perfino il sesso, ohibò femminile, dei candidati sconfitti. E’ per questo forse che si incattiviscono? temono il: “contrordine maschipentiti!”?
Grazie al Cielo la realtà esiste e a dar voce alla gente reale, la gente la fa emergere: la propensione alla femmi-fantasticheria delirante dei media italiani resta appunto una fantasticheria delirante. E senza poter compiacere la voce del padrone i nostri intellettuali professionisti della più gigantesca mistificazione mai raccontata, restano “giudiziosamente” afoni.

Rino 6:50 pm - 7th marzo:

Fab.:
>>Sono stato intervistato…
Già è tantissimo così!
Molto bene.

RDV

Marco 8:30 pm - 7th marzo:

http://27esimaora.corriere.it/articolo/effetto-quote-rosa-in-politica-si-alza-la-qualita-degli-eletti/#comments_list
@@
http://27esimaora.corriere.it/articolo/quali-sono-le-citta-delle-donne/#comments_list
@@
Più tempo passa e più mi convinco che non solo le giornaliste e le femministe militanti siano realmente MALATE, ma che lo sia l’assoluta maggioranza delle donne, le quali non hanno mai nulla da obiettare riguardo alle stronzate sessiste che tocca quotidianamente leggere su questi assurdi blog.
A volte mi chiedo perché invece di frignare tanto dalla mattina alla sera, non ci dichiarino guerra con le armi…
(Forse perché sono delle gran vigliacche?)

mauro recher 9:42 pm - 7th marzo:

si Fabrizio ,mi sembra veramente una cosa importante , anche se lo si poteva evitare quei “maschi beta” il movimento è “uomini beta” ma ,per il momento ,va bene cosi ,

Fabrizio Marchi 10:11 pm - 7th marzo:

purtroppo l’articolo non l’ho scritto io…

Leonardo 10:14 pm - 7th marzo:

@Marco
A volte mi chiedo perché invece di frignare tanto dalla mattina alla sera, non ci dichiarino guerra con le armi…
(Forse perché sono delle gran vigliacche?)
———————————————–
Ma Marco: loro non possono vivere senza di noi! Va bene che stanno imparando a fare tutto e a procreare senza uomini, ma chi si sacrifica nei lavori peggiori? E come sarebbe una vita senza zerbini?
In alcuni campi poi siamo ancora superiori…

Leonardo 10:31 pm - 7th marzo:

La guerra è già dichiarata e il 90% degli uomini sta dalla loro parte.

Daniele 1:39 am - 8th marzo:

Su la27ora le galline starnazzanti scrivono che
>>>
Le quote rosa fanno bene alla politica. È più di un auspicio adesso che due docenti, donne, della Bocconi sono riuscite a produrre la prova.
>>>
1) Guarda caso, “la prova” sarebbe stata prodotta da due femmine.
2) In Spagna il governo Zapatero era composto al 50% da galline starnazzanti e rompi coglioni; nonostante ciò, in quel Paese la disoccupazione è a livelli record (23%).
Alla faccia della “marcia in più femminile”.

Luigi Corvaglia 10:39 am - 8th marzo:

Mi attivo subito per reperire la proposta di legge regionale (Puglia) presentata.
Nel frattempo allego il link sulla sua presentazione.
http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=20431
…………………………………………………………………
BARI – E’ stata presentata ieri a Bari – ed oggi è la volta di Lecce – la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Norme per l’equilibrio di genere nell’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione“.

“Con questa legge stiamo cercando di destrutturare le categorie del pensiero maschile – ha detto la Consigliera regionale di parità Serenella Molendini, tra le promotrici dell’iniziativa – inaugurando una pratica politica nuova. C’è infatti tanto di più sotto il cielo, che le donne possono oggi permettersi di darsi un obiettivo paritario praticando la pratica della differenza”.

Come ha spiegato l’assessora regionale al Welfare Elena Gentile, per presentare la legge occorrono 15mila firme, “ma credo che dovremo raggiungere quota 50mila. Ce la faremo perché è un’occasione di discussione con il territorio e con i cittadini. Ho già prenotato il tir per trasportarle a Bari”.

Al lavoro già da ieri le organizzatrici del comitato promotore, guidato da Magda Terrevoli, per la gestione dei moduli e delle indicazioni per la raccolta delle firme.

“Quella di oggi (ieri, ndr) – ha aggiunto la Gentile – è una manifestazione gioiosa, perfetta per celebrare l’8 maggio. Voglio ringraziare la dirigente Antonella Bisceglia perché artefice insieme allo staff di iniziative e programmi riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Ma abbiamo collaborato con l’ufficio della consigliera di parità, con la commissione pari opportunità e con la consigliera di parità per avere leggi di avanguardia – anche con il contributo della dirigente Anna Maria Candela – come quella sulle politiche di genere e i servizi di conciliazione vita-lavoro. Oggi socializziamo i risultati di questi 5 anni e con la proposta di legge anticipiamo la politica, le istituzioni e cominceremo a percorrere i territori con la raccolta delle firme”.

La proposta di legge prevede che: in ogni lista per l’elezione al Consiglio regionale nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50%, pena la non ammissibilità della lista, in tutti i programmi di comunicazione politica deve essere assicurata la presenza paritaria di candidate/i di entrambi i sessi, così come nei messaggi autogestiti, dove deve essere messa con pari evidenza la presenza di candidate/i di entrambi i sessi nella lista presentata dal soggetto politico che realizza il messaggio. Inoltre, si possono esprimere uno o due voti di preferenza: se si esprimono due preferenze, queste non possono riferirsi a candidati/e dello stesso sesso. E se si esprimono due preferenze per candidate/i dello stesso sesso, la seconda preferenza è nulla.

Le organizzatrici hanno ricordato che oggi sono solo 3 su 70 le donne in Consiglio regionale. “Abbiamo scelto la strada della proposta di legge popolare e non quella dell’emendamento in Consiglio – ha spiegato Terrevoli – per riprenderci la parola e affermare che la legge ce la costruiamo noi. Raccoglieremo le firme e faremo sentire che le donne ci sono e che vogliono che ci siano politiche diverse. La legge è ricalcata su quella della Regione Campania proprio per evitare ricorsi che allungherebbero i tempi”.

La raccolta firme – con le medesime formalità dei referendum – terminerà il 2 settembre 2012, ma tutti i moduli con firme autenticate e certificate devono essere consegnati al comitato promotore entro il 31 luglio 2012.

Rino 11:36 am - 8th marzo:

“Con questa legge stiamo cercando di destrutturare le categorie del pensiero maschile …”
.
Destrutturare la psiche maschile: apertis verbis.
.

“…che la legge ce la costruiamo noi.”
.
…e voi maschi la voterete.

RDV

cesare 4:00 pm - 8th marzo:

Leonardo@La guerra è già dichiarata e il 90% degli uomini sta dalla loro parte.

Mi ricordo le strade della mia città la festa dell’otto marzo di qualche anno fa: non c’era maschio senza mimose per la propria donna e non c’era donna senza mimose in regalo. Una giornata di festa popolare all’insegna dell’allegria e dell’affetto. E davvero il giallo era il colore dominante ovunque. Oggi, e siamo già al pomeriggio dell’otto marzo, ho visto una sola mimosa sul cruscotto di un’auto parcheggiata in piazza. Se regalare mimose significa votare a favore e formulare pertanto un pubblico giudizio di apprezzamento, le conclusioni da trarre sono ben diverse e chiarissime. E magari una riflessione in merito le donne dovrebbero farla, soprattutto tenendo conto che tutti i canali mediatici non fanno che pubblicizzare in ogni momento e da anni il “prodotto” donna. E’ il messaggio che è totalmente sbagliato in primis perchè ormai, dopo decenni, è percepito per quello che è, ovvero una campagna pubblicitaria e quindi per definizione subdolo e ingannevole; poi perchè alla luce dell’esperienza quotidiana di ciascuno è anche verificato come effettivamente falso; da ultimo si è capito che è solo finalizzato a conseguire immeritatamente unilaterali vantaggi di genere. L’effetto è controproducente: niente più festa, niente più allegria affettuosa, niente più mimose. Insomma: un conto la festa della donna un conto la festa della furbe malevole con codazzo di furbacchioni a reggere lo strascico.

cesare 6:20 pm - 8th marzo:

“Norme per l’equilibrio di genere nell’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione“.

Mi sembrano normative di “razionalità” politica alla PolPot: come la pensata di svuotare le città dei cittadini per trasformarli in contadini. O l’ordine maoista di trasformare ogni contadino in produttore fai da te di acciaio e cose simili. Lo sfracello del buon senso.

Marco 8:54 pm - 24th marzo:

Questo Napolitano è veramente insopportabile.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/03/24/visualizza_new.html_156007307.html
Come, del resto, lo è Bersani e tanti altri capi e capetti di questa sinistra che ho sempre votato da quando avevo diciotto anni, ma che da un paio d’anni a questa parte ho smesso di votare, perché non se ne può veramente di più di tutte queste gratuite leccate di culo nei confronti delle donne.

Marco 7:33 am - 13th aprile:

Non c’è articolo dal quale non si evinca che le donnicciole moderne sono realmente invidiose, complessate e incapaci di combinare alcunché, senza l’aiuto degli uomini.
@
http://it.eurosport.yahoo.com/blog/tacchetti-a-spillo/gol-fantasma-proposta-in-rosa-092059728.html
Il presupposto di questo blog è dimostrare come lo sport sia anche donna. Ora che anche l’ultimo pregiudizio sta per essere spazzato via, l’impresa sembra essere ancora più facile.

Perché se c’è un mondo che fino ad oggi è sempre stato a uso e consumo dei maschietti, anche l’ultimo baluardo dell’ormai morto maschilismo sta per crollare: Sepp Blatter ha infatti deciso di inserire le quote rosa anche nel comitato esecutivo della FIFA, il cui governo dà “un’immagine di un club maschile, con 24 membri uomini . Dovremmo cambiare lo statuto e le donne dovrebbero far parte del nostro comitato esecutivo. Dovremmo esigere una quota femminile e portarlo a 25 membri. E’ necessario lavorare in modo più professionale”, aveva detto il presidente FIFA poche ore prima della sua quarta rielezione.

Vero che, dopo quasi un anno dalla sua rielezione, ancora poco è stato fatto, ma già il solo parlarne ha fatto bene al movimento rosa che, dopo anni di prese in giro da parte dei maschietti, ha finalmente capito la regola del fuorigioco, riuscendo persino a distinguere tra quello attivo e quello passivo…

Non solo, ma ha anche proposto una soluzione per l’annoso problema dei gol fantasmi… tecnologia e quinto-sesto-settimo uomo potrebbero non servire per decretare se il pallone abbia o non abbia superato la linea. Basterebbe appoggiare la proposta avanzata, in modo ovviamente provocatorio al fine di riaccendere i fari sulla questione quota rose nel calcio, dal “Comitato per i diritti d’opinione delle donne nel football” che vorrebbe mettere a tacere Blatter e la sua voglia di novità e Platini, restio ad appoggiare l’introduzione delle tecnologie in campo. La proposta è tanto semplice, quanto antirivoluzionaria: non è gol quando il pallone supera la linea, ma quando il pallone tocca la rete. Con buona pace di moviole, rallenty, occhi di falco…

di Caterina CAMERLENGO

sergio 10:39 am - 15th aprile:

Una premessa: io sono ateo, perciò la mia non è una difesa di questa o quella religione, ma solo un constatare che il femminismo non solo è un’ideologia sessista ma una autentica malattia mentale.
****
http://27esimaora.corriere.it/articolo/le-donne-cancellate-dalla-storiae-non-dite-che-la-religione-non-centra/

sergio 11:32 am - 15th aprile:

ps: leggete la frase di questa donna, tratta dall’articolo di cui sopra.
>>>
Le donne sono superiori agli uomini in molti aspetti, perché si sono lascate cancellare?.
Ricordando un bellissimo spettacolo, in antichità l’uomo era cacciatore, la donna raccoglitrice = l’uomo vedeva solo davanti al proprio naso in modo molto ristretto puntando alla preda, la donna spaziava con lo sguardo curiosando per cercare cibo: ovvero l’uomo ha un punto fisso, quindi è mentalmente limitato, la donna spazia, quindi ha maggiore apertura mentale nel confronto del mondo. Perché si è lasciata cancellare?
>>>
“L’uomo è mentalmente limitato, la donna ha una maggiore apertura mentale”
Ora, a parte il fatto che anche internet e il pc sono delle invenzioni maschili di cui usufruiscono le stesse donne…, immaginate cosa accadrebbe se io scrivessi in quel blog che “il negro è mentalmente limitato, mentre il bianco ha una maggiore apertura mentale”.

Leonardo 12:30 pm - 15th aprile:

sergio:
immaginate cosa accadrebbe se io scrivessi in quel blog che “il negro è mentalmente limitato, mentre il bianco ha una maggiore apertura mentale”.
——————————————
Esempio che calza in parte, visto che le differenze razziali sembrano essere solo fisiche: in Africa vivono i Pigmei che sono il popolo più basso del pianeta e i Vatussi che sono molto alti. Non so se tra i due ci siano differenze intellettive ( il razzismo come il femminismo impediscono di ricercare e divulgare la verità). Sono ateo anche io, ma l’unica cosa che mi fa quasi credere in un disegno divino è prorprio l’uguaglianza intellettuale degli umani di tutto il mondo (cosa che spesso le religioni non amano, perché ognuna dice la sua verità-falsità).
Tra maschi e femmine ci sono differenze marcate e poco accettate.

Fabrizio Marchi 1:44 pm - 15th aprile:

“…immaginate cosa accadrebbe se io scrivessi in quel blog che “il negro è mentalmente limitato, mentre il bianco ha una maggiore apertura mentale”.(Sergio)
La stessa identica, macroscopica, razzista (e nazista) stronzata potrebbe essere rovesciata nel suo esatto contrario…
In effetti, affermazioni come quelle da te riportate (“L’uomo è mentalmente limitato, la donna ha una maggiore apertura mentale”) sono la dimostrazione che il femminismo è un’ideologia fondamentalmente venata di sessismo, razzismo e suprematismo di genere.
Naturalmente qualcuna/o potrebbe rispondere che quello in oggetto è solo l’ intervento di una qualsiasi lettrice, ma quante volte abbiamo ascoltato simili affermazioni senza che nessuno intervenisse per stigmatizzarle o quanto meno criticarle? Anche perché, come giustamente tu dici, se qualcuno provasse a capovolgere il paradigma (“La donna è mentalmente limitata, l’uomo ha una maggiore apertura mentale”) si scatenerebbe, giustamente, aggiungo io, il finimondo.
Cosa che naturalmente non avviene a parti invertite, come in questo caso. Anzi, l’autrice dell’articolo, nel corso della discussione, replica ad alcuni commenti ma si guarda bene dallo spendere una parola su quel maldestro passaggio.
Il problema è che determinati concetti sono stati metabolizzati a tal punto che non vengono neanche considerati per quello che sono realmente.
Questi sono i potentissimi e devastanti effetti della manipolazione psichica a cui siamo sottoposti (spesso senza neanche accorgercene…)
Fabrizio

sergio 1:59 pm - 15th aprile:

@ Leonardo
Esempio che calza in parte, visto che le differenze razziali sembrano essere solo fisiche:
>>>>
Il mio intento era semplicemente quello di “rendere l’idea”.
Per quanto riguarda le differenze intellettive, premetto che non sono uno scienziato ma un modesto impiegato di una azienda privata, però in passato ho letto numerosi articoli e libri al riguardo; e stando a quel che ho letto, le differenze fra etnie sarebbero dello 0,1-0,2%.
Secondo un altro studioso dello 0,4-0,5%.
Quindi si tratterebbe di differenze genetiche molto limitate. Per quanto riguarda maschi e femmine, mi risulta quello che risulta a voi, ovvero che sono diversi. Tutto il resto è propaganda.

sergio 2:52 pm - 15th aprile:

Brevemente, vorrei evidenziare dell’altro, sempre prendendo spunto dal quel misandrico blog denominato la27ora.

http://27esimaora.corriere.it/articolo/una-proposta-per-la-nuova-legge-elettorale-fifty-fifty-ovunque-si-decide/
In quel blog posta un tal Valerio01, ossia un medico sessantenne ultra-femminista, che non perde occasione per incensare le donne e denigrare tutti quegli uomini che “osano” criticare le assurde tesi femministe. In sostanza è una specie di “braccio armato” (non richiesto) delle giornaliste e delle donne in genere. Un patetico ometto.
Detto questo, leggete bene questa frase, scritta da una tal cristina pecchioli, la quale scrive:
>>
Del resto non conosco nessun uomo disposto a farsi da parte da solo….bisognerà farlo capire a tutti, uno per uno, preferibilmente con le buone maniere, finché di può. ;-)
>>
Francamente, mi chiedo se queste donne abbiano una vaga idea delle enormità che scrivono.
Cosa vuol dire:
“.bisognerà farlo capire a tutti, uno per uno, preferibilmente con le buone maniere, finché di può.”
Forse che impugneranno le armi e che dichiareranno guerra a tutti gli uomini italiani, stranieri compresi?
Dico io, ma se quella in cui viviamo fosse realmente una società maschilista, cosa accadrebbe a queste donne? Forse quello che è accaduto a certe giornaliste libiche o alle “amazzoni” di Gheddafi…? Queste parlano così proprio perché sanno che dall’altra parte non troveranno mai alcuna opposizione. Anzi.

armando 5:03 pm - 15th aprile:

“La proposta è tanto semplice, quanto antirivoluzionaria: non è gol quando il pallone supera la linea, ma quando il pallone tocca la rete. Con buona pace di moviole, rallenty, occhi di falco…” E questa sarebbe la superiore saggezza e apertura mentale? Siamo alla buffonata ridicola, e proprio perchè le donne ormai vogliono intrufolarsi dappertutto, in ogni anfratto e spazio maschile visto come immancabilmente sessista e oppressivo. Purtroppo lo fanno con l’appoggio di troppi maschi di potere ruffiani, come Blatter e come Obama e il suo antagonista Romney. Avete letto che sono entrambi intervenuti duramente per invitare l’Augusta Golf Club ad ammettere le donne? In questa colonizzazione forzata degli spazi maschili c’è tutto il senso del femminismo. Che non è la promozione della donna ma la distruzione del maschio. Nulla infatti impedisce alle donne di fondarsi i loro club, le loro religioni, i loro sport accessibili solo al “gentil” sesso. Nessuno potrebbe obiettare alcunchè. Sarebbe un loro diritto e una loro libertà. Ma non lo fanno. O non ne sono capaci, e quindi prevale l’invidia e il rancore per cui si inventano la discriminazione e il sessismo, o non sono interessate a farlo perchè, appunto, il loro scopo supremo non è la crescita femminile, ma la decrescita maschile, non sono a favore delle donne ma contro gli uomini ogni cui manifestazione autonoma (da loro) deve essere impedita con ogni mezzo.
armando

Alessandro 5:43 pm - 15th aprile:

Poi si inventano dei regolamenti che non consentono, per esempio, agli uomini di far parte delle commissioni pari oppurtunità. Altro che Golf club!
Da notare che qualsiasi cosa accada viene buttata, da queste femministe, sul vittimismo di genere. L’espulsione della Mauro sarebbe per queste un’ennesima prova del maschilismo della società italiana. Invece di prendersela con i rigurgiti razzisti della feccia leghista, scusate ma il politically correct non è il mio forte, vanno a parare sempre lì. Sono programmate così, non c’è niente da fare. Sono proprio delle replicanti, borg, direbbe Damien :-)

Fabio C. 6:29 pm - 15th aprile:

X Alessandro
Credo che nel caso della vicenda Mauro non c’entrino molto i rigurgiti più o meno razzisti della lega.
C’entra, casomai, l’assoluta incapacità femminile-femminista di assumersi la benché minima responsabilità di qualcosa. Il bello, poi, è che queste signore definiscono misogine – anzi, misogEne, perché sono pure ignoranti come capre – le affermazioni di certi intellettuali del passato.
@
*******
Sono proprio delle replicanti, borg, direbbe Damien :-)
*******
Ti assicuro che già ai tempi di U3000 c’era già chi le definiva “clonate come alien” (non io ma un altro).

Rino 8:12 am - 16th aprile:

Armando:
>>
Nulla infatti impedisce alle donne di fondarsi i loro club, le loro religioni, i loro sport accessibili solo al “gentil” sesso. Sarebbe un loro diritto e una loro libertà. Ma non lo fanno. O non ne sono capaci …o non sono interessate a farlo perchè, appunto, il loro scopo supremo non è la crescita femminile, ma la decrescita maschile, non sono a favore delle donne ma contro gli uomini ogni cui manifestazione autonoma (da loro) deve essere impedita con ogni mezzo.
>>
Questa è l’obiezione che va sempre mossa istantaneamente ad ogni rivendicazione femminista volta all’occupazione degli spazi maschili.
Tanto basta e avanza.

RDV

cesare 9:01 am - 16th aprile:

Il divieto di spazi al maschile ( e le quote rosa che ne sono una delle declinazioni), se lo leggiamo alla luce dell’analisi di Ubeta, è, a mio avviso, prima di tutto la formulazione attuale e in prospettiva del divieto di riunione tout court. E’ nell’ambito del maschile infatti che storicamente è sempre emersa la forza antagonista e innovatrice ( a proposito di “oppressori”). Per contrastarla oggi, chi ha esigenza di mantenere l’attuale assetto di potere, scambia con la lobby femminista (e le “donne” a nome delle quali la lobby dice di parlare), qualche privilegio. Così si vietano per legge i luoghi dove si elabora da sempre l’autonomia del maschile e la lotta per la libertà e dignità umana. In cambio il potere ottiene 1) un pò di consenso di cui ha vitale bisogno, e 2) la criminalizzazione maschile e paterna che apre la strada ad un clima favorevole alla eversione antidemocratica.
Tra quote rose, quote di finanziamento, quote di poltrone e quote di appalti, divieto di riunione al maschile, mi sembra ci sia un comune denominatore e che il comune denominatore possa essere chiamato “quote di potere” della “casta”

cesare 9:34 am - 16th aprile:

Armando@cristina pecchioli:”….bisognerà farlo capire a tutti, uno per uno, preferibilmente con le buone maniere, finché di può”.

Cristina Pecchioli, usa il futuro (“bisognerà farlo capire”) per descrivere ciò che non si può dire al presente ( “glielo stiamo facendo capire”) ma che al presente già accade ed è sotto gli occhi di tutti. Comunque apprezzo la sua sensibilità politica

Tiziano 4:21 pm - 20th aprile:

Caro Luigi Corvaglia, mi permetto di rivolgerti una piccola critica. Su la 27ora hai scritto quanto segue:
>
http://27esimaora.corriere.it/articolo/donne-in-politica-imposte-dalla-legge/#comments_list
>>
La consapevolezza di aver perso tanto tempo per seguire la via maestra del processo dal basso e, che solo lo specchio nel quale vi siete viste riflesse, quel di un vecchio satiro/satrapo, espressione del lato peggiore del maschile, ha avuto, se non altro, il merito di risvegliarvi. Ma i ritardi, nella storia, si pagano.
>>
Ti chiedo: perché definisci il Berlusca un “vecchio satiro/satrapo” ? Solo perché è di un’altra area politica? Oppure perché credi a tutto quel che raccontano i media riguardo alle sue presunte performance sessuali? (Berlusconi fu operato alla prostata… ). Ma se anche fosse così, cosa ci sarebbe di strano nel fatto che un uomo possa desiderare le donne anche in età avanzata? Credi forse che in una ipotetica situazione rovesciata, una donna (specie se femminista dichiarata) definirebbe sprezzantemente un’altra donna “vecchia bagascia/ninfomane” ? No, perché le donne, contrariamente a quanto si crede, sono istintivamente unite contro l’uomo, mentre quest’ultimo è sempre portato a disprezzare chiunque possegga un cromosoma Y, che non gli sia familiare o amico.
Ma al di là di questo, quello che vorrei capire è per quale ragione le donne dovrebbero essere stimolate ad occuparsi di questioni di cui, di norma, non gliene frega assolutamente nulla. La politica richiede anzitutto passione e questa non è “una cosa” che può essere indotta: né dall’alto né dal basso. Al 99% delle donne, non frega assolutamente niente della politica: oggi come ieri. Perciò parlare di “risveglio” (risveglio da cosa, se la donna media non nutre certe passioni?) o di “ritardi nella storia” è a dir poco errato. Diciamo le cose come stanno: in questo campo (come in altri) le donne hanno una marcia in meno, non in più.

Fabrizio Marchi 8:06 am - 21st aprile:

La sempre più crescente esposizione pubblica di Tiberio Timperi è sicuramente un fatto positivo e lodevole.
Mi sbaglierò ma prima o poi pagherà dei prezzi, anche se si tratta di un vip. E anche nel video in oggetto, l’atteggiamento degli altri e delle altre e in generale l’atmosfera in studio sono tesi a metterlo sottilmente alla berlina. Si vede chiaramente che mentre lui fa di tutto per mettere l’accento sulla drammaticità della situazione dei padri separati, i conduttori e le conduttrici fanno l’esatto contrario, cioè cercano di ironizzare e di “buttarla in caciara”, come si usa dire a Roma, facendolo apparire come un istrione a cui piace andare sopra le righe.
Il fatto che abbia utilizzato il termine “nazifemminismo” (che certamente ha anche una sua componente di abnormità…) è anch’esso a mio parere un fatto molto positivo. Proprio perché si tratta di un “vip”. E il fatto che un personaggio pubblico e mediatico come lui, uno che fino a qualche anno fa era il classico “piacione” televisivo con sciami di donne osannanti al seguito, si esponga in quel modo (e abbia il coraggio di farlo), e con quel linguaggio, è da salutare senz’altro molto positivamente.
Pagherà dei prezzi salati se continuerà su questa linea, questo è poco ma sicuro. Ma credo che lui stesso ne sia cosciente. Essendo un uomo benestante non avrà il problema di trovarsi un altro lavoro. Meglio, avrà più tempo per dedicarsi alla QM e forse sarà ancora più motivato.
Fabrizio

Luigi Corvaglia 1:48 pm - 23rd aprile:

@ Tiziano
Intanto mi scuso per il ritardo nel risponderti, ma il tuo commento l’ho letto a cavallo della piccola sfacchinata per partecipare alla prima riunione nazionale di UB.
Ti chiedo: perché definisci il Berlusca un “vecchio satiro/satrapo” ?
Perché per quanto mi riguarda lo è. Forse la parola satiro non è molto indovinata, perché da l’idea di una sessualità fisicamente strabordante e non mi sembra proprio il suo caso, ma insomma … almeno mentalmente, siamo li .
Solo perché è di un’altra area politica?
Assolutamente no.
Oppure perché credi a tutto quel che raccontano i media riguardo alle sue presunte performance sessuali? (Berlusconi fu operato alla prostata… ).
Devo ripetermi. No. Nella maniera più assoluta. Sono al corrente dell’operazione alla prostata, non solo, in alcune intercettazioni (D’addario e company …) le “lavoratrici” facevano espresso riferimento alle reali capacità del soggetto. Per cui …..
Ma se anche fosse così, cosa ci sarebbe di strano nel fatto che un uomo possa desiderare le donne anche in età avanzata?
Niente, assolutamente, niente. Ma nel caso in questione e, ti prego di credermi, al di là di come io possa pensarla politicamente (farei lo stesso discorso per chiunque ….), non è questione di desideri ma di opportunità. Dal mio Presidente del Consiglio, perché ovviamente, una volta eletto è anche il mio, desidererei un minimo di decenza. Tutto qui.
Ovviamente non mi sfugge la strumentalità di quella battaglia mediatica e come poco abbia a che fare con la politica, quella con la P maiuscola (assente su entrambi i versanti da 30 anni buoni …), ma forse chi se ne deve lamentare di meno, avendone il copyright, è proprio l’uomo di Arcore.
Personalmente poi, fermo restando che chiunque, non commettendo reati, può trastullarsi come crede (ed ancora, fermo restando un minimo di decenza per chi ricopra cariche istituzionali nonché un minimale di coerenza tra valori proclamati e valori praticati), il metodo “Berlusca” non posso fare a meno di trovarlo squallido. Sarà un mio limite
.
Credi forse che in una ipotetica situazione rovesciata, una donna (specie se femminista dichiarata) definirebbe sprezzantemente un’altra donna “vecchia bagascia/ninfomane” ? No, perché le donne, contrariamente a quanto si crede, sono istintivamente unite contro l’uomo, mentre quest’ultimo è sempre portato a disprezzare chiunque possegga un cromosoma Y, che non gli sia familiare o amico.
Posto sia sempre ed in assoluto (per le donne ovviamente, sulle femministe concordo) vero quello che dici, ti sfugge un particolare: sono un uomo. E tutto mi va di fare fuorché l’alter ego maschile delle femministe. E mi sembra strano che questo appiattimento, cioè l’essere uguali e contrari alle femministe, venga da un uomo, a quanto ho capito, di destra. Cerco di spiegarmi meglio.
Un pò tutti noi rimproveriamo alle femministe l’idealizzazione della figura femminile, quella loro narrazione di sesso “angelicato” privo di ombre e di colpe e, ove ce ne fossero, dovute ovviamente a noi uomini, con l’ovvio corollario di deresponsabilizzazione del femminile. In definitiva le accusiamo di non indagare e persino di ignorare il loro “lato oscuro”.
Ma anche il maschile ha il suo “lato oscuro” e tutto mi interessa fuorché difendere singoli o gruppi, che con fatti od opere di quel lato oscuro si nutrono o incappano. E bada bene che in questo discorso non ci faccio entrare l’appartenenza politica, sociale o economica.
D’altra parte il mio avvicinamento alle tematiche riguardanti la QM, molto tardivo tra l’altro, è dovuto al motivo esattamente opposto. L’imbrattamento, lo svilimento e la derisione del “lato solare” degli uomini: di destra, di sinistra o di centro, belli o brutti, poveri o ricchi, o quello che vuoi tu
.
Ma al di là di questo, quello che vorrei capire è per quale ragione le donne dovrebbero essere stimolate ad occuparsi di questioni di cui, di norma, non gliene frega assolutamente nulla. La politica richiede anzitutto passione e questa non è “una cosa” che può essere indotta: né dall’alto né dal basso. Al 99% delle donne, non frega assolutamente niente della politica: oggi come ieri. Perciò parlare di “risveglio” (risveglio da cosa, se la donna media non nutre certe passioni?) o di “ritardi nella storia” è a dir poco errato. Diciamo le cose come stanno: in questo campo (come in altri) le donne hanno una marcia in meno, non in più>.
In questo caso sono io a non capire te.
1) Mi rivolgo da uomo di sinistra (della quale ho la presunzione di conoscere anche tic e fobie) a delle tipe che, il più delle volte si collocano (a torto secondo me, ma tant’è ….) da quelle parti. Mi sembra perciò abbastanza logico usare argomentazioni e tesi a loro familiari per stanarne le contraddizioni.
2) Non entro nel merito complessivo delle tue affermazioni, anche se il disinteresse femminile di massa per la res pubblica è un dato incontrovertibile. Ed allora? Sempre tenendo presente il punto 1), ti sembrano le tue argomentazioni politicamente spendibili? E tali da contrapporsi alle loro? A me francamente pare di no
.

Luigi Corvaglia 7:37 pm - 24th aprile:

Mah …. non sarebbe una cattiva idea un post da dedicare alle perle della 27ma ora.
Guardate qua:
http://27esimaora.corriere.it/articolo/casalinghe-sempre-piu-scoraggiate-e-se-i-maschietti-aiutassero-di-piu-in-casa/#more-4484
Va bè … maschietti stavolta l’hanno intrufolato nel link. Incorreggibili. Ma a parte questo, leggetevi ‘sta chicca:
……………………………………………………………….
“Morale, nonostante l’impegno e le battaglie delle donne per le quote, dal 2004 a oggi, cioè da quando si possono prendere in considerazione cifre omogenee, la casalinghitudine è diminuita solo del 5,9 per cento in tutto il Paese, mentre in alcune zone è addirittura aumentata, per esempio al Sud dove le massaie superano in numero le donne che lavorano.”
……………………………………………………………….
Cioè, questa, in base a quanto scrive, si aspettava un aumento dell’occupazione femminile dovuto alle quote nei CdA, pubblici o privati e nei vari consessi politici.
Pazzia allo stato brado …..

sergio 7:27 pm - 25th aprile:

Non credete sarebbe il caso di dedicare un post alle farneticazioni delle giornaliste della 27ora?
http://27esimaora.corriere.it/articolo/una-giornata-per-tutte-le-resistenze/
>>
La Resistenza femminile – niente medaglie e pochi riconoscimenti –determinante per il successo della lotta partigiana, poggiava su una grande rete di informazione e di solidarietà.
>>
Implicitamente, queste tizie qui stanno asserendo che le donne partigiane furono più determinanti degli uomini partigiani. Ormai siamo al puro delirio. Sono veramente senza vergogna e, il bello, è che sono pure supportate da certi patetici ometti.
>>
Le donne ci hanno salvato dal fascismo.
25.04 | 15:52 Lettore_8487
Le donne non sono mai cadute nella trappola di Mussolini,ed hanno dato un contributo fondamentale alla vittoria.
Onore,quindi,alle donne italiane.
>>
PER FAVORE SI INFORMI…..
25.04 | 16:58 PietroLuigi
Buongiorno.
Rispetto assoluto per le donne, sempre ed ovunque piu’ saggie di noi uomini,
>>

Luigi Corvaglia 5:13 pm - 26th aprile:

http://www.corriere.it/esteri/12_aprile_26/tortora-spot-tv-olandese_c0c8111e-8f93-11e1-b563-5183986f349a.shtml
……………………………………………………………
«Stai in guardia dalle ucraine»: lo spot genera un incidente diplomatico fra Olanda e Ucraina
http://video.corriere.it/spot-olandese-fallo-stare-casa-euro-2012/4254af7e-8f91-11e1-b563-5183986f349a
MILANO – Lo spot che invita le olandesi a non far andare i propri mariti in Ucraina per i prossimi europei di calcio provoca un incidente diplomatico nel Vecchio Continente. Sei anni fa, pochi mesi prima dei Mondiali di Germania, ebbe un gran successo una simpatica réclame dell’Ente del turismo svizzero che consigliava alle donne europee, “vedove per un mese a causa della rassegna calcistica”, di trascorrere qualche settimana di relax in Svizzera dove avrebbero trovato giovani belli e forti, attratti più dalle donne che dai Mondiali. A distanza di più di un lustro, una nuova rèclame, che ha ancora una volta come sfondo un’importante competizione sportiva (questa volta si tratta di Euro 2012), fa parlare di sé tanto da scatenare grandi polemiche tra due nazioni europee. Si tratta dello spot “Fallo stare a casa” , ideato dalla compagnia energetica olandese NLEnergie che si rivolge direttamente alle donne olandesi e insistendo sul pericolo della promiscuità della ragazze ucraine e sulla loro abilità seduttiva, le invita a trattenere nel paese dei tulipani i propri compagni per non perderli per sempre.

IL FILMATO – Nello spot, già in onda su cinque emittenti olandesi, si vede una donna che, mentre il suo compagno guarda una partita di calcio in televisione, scrive su Google “donna ucraina”. Dopo aver digitato solo le prime tre lettere, sul desktop compaiono innumerevoli foto di bellissime ragazze dell’Europa dell’Est in pose provocanti. Una voce fuori campo annuncia il pericolo delle ragazze ucraine, pronte a sedurre gli uomini occidentali e consiglia alle olandesi di comprare un distributore di birra alla spina appena prodotto dalla NLEnergie per scongiurare il pericolo: il congegno aiuterebbe i loro mariti a godersi gli europei direttamente da casa. La réclame ha fatto letteralmente infuriare il governo ucraino e ha causato un incidente diplomatico tra il paese dell’Europa orientale e l’Olanda. Olexander Horin, ambasciatore ucraino ad Amsterdam, ha dichiarato di essere rimasto offeso dall’immagine del suo paese che si ricava dallo spot: “Ho chiesto alla compagnia energetica di ritirare immediatamente lo spot – ha dichiarato l’ambasciatore – E’ offensivo sia nei confronti degli ucraini sia nei confronti degli olandesi e offre un pessimo messaggio ai cittadini di entrambi i paesi.”

CLICHE’ – Harald Swinkels, Ceo della compagnia energetica tenta di smorzare le polemiche con parole concilianti: “Nello spot cerchiamo di essere ironici giocando su alcuni cliché, ma la reazione dell’Ucraina mi sembra sproporzionata – dichiara Swinkels – Si tratta solo di una pubblicità ed essa non impedirà a tanti nostri connazionali di raggiungere l’Ucraina per sostenere la nostra squadra di calcio. Cercherò di spiegarlo all’ambasciatore ucraino appena lo incontrerò”. Al di là delle polemiche legate allo spot il problema della prostituzione femminile resta un vero dramma per il paese orientale e sembra che l’Europeo non migliorerà le cose. Anzi. Sono mesi che le femministe ucraine denunciano il pericolo che il torneo calcistico e l’arrivo di migliaia di tifosi stranieri possano aumentare in maniera esponenziale la prostituzione nel paese. Numerose attiviste come il gruppo Femen hanno chiesto ai dirigenti della Uefa di condannare espressamente il turismo sessuale e hanno invitato gli occidentali a star lontani dai bordelli.
Francesco Tortora

Roberto Micarelli 8:17 pm - 26th aprile:

La potente arma della colpa sessuale viene usata anche contro il blocco eurasiatico e i paesi “di confine”. Questa degli europei è una ghiotta occasione.

Luigi Corvaglia 8:20 pm - 28th aprile:

http://www.giornalettismo.com/archives/280926/guerra-alle-donne/
La pseudo-quasi-forse giornalista non mi ha passato il seguente commento:
Ricercando su google alla voce Giornalettismo l’incipit recita: “Le ultime notizie, gli approfondimenti sui fatti del giorno, le inchieste. Cercando di fare del sano, vecchio giornalismo.”
Sono certo che se il “sano, vecchio giornalismo potesse leggere la sua inchiesta si rivolterebbe nella tomba.
………………………….
Avrò esagerato? :roll:

Alessandro 9:15 am - 29th aprile:

Sicuramente internet, messo a disposizione delle femministe, come era d’altronde inevitabile, si è trasformato in una macchina propogandistica eccezionale del loro vittimismo, suprematismo, della loro criminalizzazione e denigrazione del genere maschile tout court. Per un uomo comune che ha preso consapevolezza della sua condizione, e in questo UB compie un’opera davvero meritoria, ci sono decine di donne che ogni giorno introiettano il veleno femminista. Ne scaturisce che nella società italiana, e nel mondo occidentale in genere, appare sempre più problematico relazionarsi con una donna, visti i pregiudizi misandrici che la caratterizzano. Compito dell’uomo è quello di iniziare a differenziare tra le irrecuperabili, che vanno isolate e non certamente celebrate come una schiera di ometti ridicoli si ostina e fare, e le donne che invece continuano a rapportarsi al maschile in maniera sana e costruttiva e realmente paritaria. Il cambiamento passa da una nuova consapevolezza maschile, come da più parti viene costantemente ribadito.
Come tutte le ideologie reazionarie, anche quella femminista sa camuffarsi abilmente, ma oggi voglio essere ottimista e pensare che tra non molto tutte queste pseudointellettuali, giornaliste da strapazzo, possano essere considerate per quello che valgono veramente e non essere più di ostacolo alla costruzione di un più rispettoso rapporto tra i generi.

Rita 9:23 am - 29th aprile:

il sano vecchio giornalismo,.. (anzi, per meglio dire, la cronaca nuda e cruda senza il contorno del commento psico-socio-culturale) stamattina mi dice che è stata catturata e riconosciuta LA pirata della strada che una settimana fa ha ucciso un bambino di 12 anni senza fermarsi a prestare soccorso. Dei testimoni l’hanno riconosciuta. Il compagno della donna aveva tentato di prendersi la colpa. La notizia è stata data in due minuti due, tanto che ho fatto appena in tempo a distogliermi dalle faccende quotidiane che si è già passati ad un’altra notizia. Chissà se ci saranno approfondimenti, editoriali nei prossimi giorni… :-) , in fondo.. merita no? delle due l’una, se è un fatto abituale quello che un uomo tenti di sostituirsi ad una donna nel prendere il carico di responsabilità penale di un fatto delittuoso, ci vorrebbe un approfondimento psico-sociale e una mobilitazione sul perchè gli uomini tendono a proteggere le donne, se è un fatto isolato merita lo stesso come, in genere, accade per tutte le dinamiche insolite… :-) , mentre invece, scommetto che non se ne sentirà parlare nè su la 27a ora, nè sul FQ, nè da Gramellini, nè dalla Zanardo, dalla Melandri etc. etc.

Marco 10:18 am - 29th aprile:

@ Alessandro –
Sicuramente internet, messo a disposizione delle femministe,
@@@@
Aggiungo: messo loro a disposizione da menti maschili non femminili…

mauro recher 10:23 am - 29th aprile:

tra tante voci ,qualcuna che ,come dice Alessandro ,fa restare ottimisti c’è ..un post che deriva da un blog che si chiama D I S . A M B . I G U A N D O
———————————————————————-
è di una certa Alessandra
autocritica significa “critica di me stesso/a” non includere gli altri. Quella frase messa a conclusione di un post emotivo, per quanto bello, fin dal titolo suggerisce la strada da prendere. Io sono d’accordo che il femminicidio sia un problema: gente frustrata ed insicura in un periodo di crisi economica o si suicida o se la prende con qualcun’altro ed e’ rinomato che quelli a farne le spese sono per la maggior parte delle volte quelli piu’ vicini. Le leggi sono il frutto di un cambiamento culturale della maggioranza della cittadinanza non di tutti, non tutti cambiano idea perche’ c’e’ una legge. Per questo dico la legge c’e’ basta applicarla e una nuova legge non serve. Aggiungere un caso specifico come il femminicidio a diversi fattori negativi come gia sottolineato in altri post

1) Che differenza c’e’ tra l’uccidere un uomo e l’uccidere una donna?
2) Anche se si puo’ giustificare la necessita’ di una legge basata sull’aggravante dell’odio di genere ci sono altre “minoranze” – se si puo chiamare il 50% della popolazione una minoranza – che soffrono dello stesso problema si fanno casi specifici per tutti?
3) E’ tutto da dimostrare che questi femminicidi siano il frutto di odio di genere non di mentecatti che se la prendono con la persona piu’ vicina per le loro manchevolezze vere o percepite.
4) Come ben dici anche tu la legge diventa piu’ complicata e quindi piu’ difficile da applicare.

Marco 12:52 pm - 6th maggio:

Io resto sempre più sconcertato dall’idiozia di tanti uomini…
@@

http://27esimaora.corriere.it/articolo/il-cervello-non-ha-sesso/#comments_list
VIVA LE DIVERSITà CHE RENDONO IL MODO MERAVIGLIOSO
06.05 | 00:02 Lettore_2212714
quando capiremo che ogni essere umano è ugualmente unico e diverso da tutti gli altri, allora finalmente saremo tutti uguali. Io amo le donne perché sono diverse da me, ormai sono certo che siano migliori. Il movimento femminista deve evolvere, ci sono ancora tante battaglie che deve combattere e lo deve fare pretendendo che le donne abbiano lo stesso trattamento riservato agli uomini,non che siano “la stessa cosa”. La più grande vittoria del maschilismo sarebbe la morte della cavalleria, non è più il momento di dire agli uomini che non devono più offrire il posto a sedere a una donna, ma che lo facciano senza pensare che questo motivi una qualche inferiorità delle donne. Viva le donne, ma non provate a dirmi che quando una donna ha il ciclo non ha “le balle” girate… come tutti ho una madre, ho una sorella e convivo da cinque anni con una donna straordinaria… quando è QUELLA settimana meglio andarci piano!
@@@
>>
La più grande vittoria del maschilismo sarebbe la morte della cavalleria, non è più il momento di dire agli uomini che non devono più offrire il posto a sedere a una donna, ma che lo facciano senza pensare che questo motivi una qualche inferiorità delle donne.
>>
… ?!? ma come si fa ad essere così sottomessi, stupidi, ridicoli, leccaculo e privi di logica?
Boh…

Marco 12:55 pm - 6th maggio:

PS: dimenticavo.
Mentre è normalissimo leggere o ascoltare frasi di uomini che urlano “viva le donne!”, vi risulta forse il contrario?
Vi capita mai di ascoltare una donna che urla “viva gli uomini!” ??
A me no, mai.

mauro recher 12:37 pm - 7th maggio:

Poteva mancare ?
Scesa in campo in politica
http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=11848
questo un mio commento
———————————————————————–
Io non la voterò ,non perchè la trovo mediocre ,anzi, ma perchè mi sembra che non ci sia questo cambiamento da lei tanto invocato …
Per carità potrebbe sembrare una sciocchezza sapere il mio voto o il mio pensiero ,forse anche lo è , ma leggendo il suo blog ,trovo sempre che si segue il pensiero dominante del tempo , e il pensiero dominante di questo tempo e di mettere gli uomini in disparte ..
Alcuni uomini sono veramente fuori tempo massimo ,e dovrebbero lasciare spazio a giovani (di ambo i sessi) e capaci ,ma la mia paura sa quale è?
Lo ha scritto anche lei nel suo blog ,un pochino di tempo fa..cito testualmente
“ci indigniamo per lo sciopero dei metalmeccanici ,giusto , o per la finanziaria ,ANCORA PIU’ GIUSTO ,ma ci sono altre priorità”
Come vede ,signora Zanardo ,nel corso della storia queste categorie (ha fatto l’esempio dei metalmeccanici,ma potrebbero essere altre) era giusto si appoggiarle ma c’era sempre qualcosa che aveva la priorità ..
Per dire ,ci facciamo vedere al corteo ma ,dopo la foto di rito ,che ci salviamo la faccia ,tutti a pensare ad altro …e non vedo in questo il nuovo che avanza ,anzi fa molto sinistra radical chic ..
Un mio pensiero ,niente di più ,ma vorrei ,se andasse in porto tutta questa faccenda ,si ricordasse di questi uomini ,non per niente la vicenda del supermercato ,riguarda un ragazzo ,non sempre gli uomini devono essere ricordati per faccende di cronaca nera
Grazie per l’attenzione

fabrizio 11:59 am - 16th maggio:

@Cesare
Mi dispiace ma questa è la vera anima del femminismo. La presunzione di superiorità. Il concetto di diversità e mutualità non solo non esiste, ma non è mai esistito.
“provocazione”? Affermare a degli studenti che “le donne sono geneticamente superiori”?
A parte la pochezza scientifica dell’affermazione, perchè la superiorità non è una proprietà genetica, ma come le può passare in mente se non in termini di incapacità di controllare il proprio odio per gli uomini?

Propongo di scrivere al Ministro dell’Istruzione e chiedere chiarimenti sul fatto, se l’iniziativa sulla violenza sulle donne è un’attività patrocinata dal ministero e la posizione del Ministro sull ‘affermazione della suddetta. Quali iniziative intende porre in atto per compensare questo atto criminale attuato nei confronti di ragazzi adolescenti.

Mi dispiace ma io non ho intenzione di transigere.

Questo è esattamente quello che succede da anni nelgi USA, in cui si è passati dall’indottrinamento dei ragazzi facendoli passare per potenziali stupratori/abusatori, e finire della vilificazione sistematica del maschio. Il tasso di abbandono scolastico maschile è esploso.

fabrizio 12:03 pm - 16th maggio:

Questo è l’indirizzo della preside dell’istituto Da Vinci di Treviso:

VINCITORIO MARIA GIUSEPPINA
presdavinci@tin.it

http://www.liceodavincitv.it/docent/insegn.htm#preside

Luigi Corvaglia 1:09 pm - 16th maggio:

Si può fare. Comunque la notizia non è freschissima, risale a febbraio. Ma meritava di essere segnalata.

Rino 12:17 pm - 16th maggio:

Tonificante: mai sentito di una reazione maschile pubblica al malebashing. Mai niente di simile.
Può essere solo un fuoco di paglia.
Ma può essere un indicatore del fatto che negli UU esistono ancora una fiammella di vita e un briciolo di dignità.
Cmq tonificante.

RDV

Lascia un commento

* Richiesto
** Il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico