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28 nov 2009  |  1.855 Commenti

Video: Femminismo; ideologia sessista

Di seguito  il secondo video che abbiamo realizzato.


1.855 Commenti

Fabrizio Marchi 11:47 pm - 5th marzo:

Rino DV,

D’accordissimo. Anche se saranno fornite le motivazioni più bizzarre per spiegare la defezione, resta il fatto che la FIOM ha deciso di non aderire. E chi fa politica sa perfettamente che le cose non sono casuali. I dirigenti della FIOM sanno benissimo che questa decisione, per quanti sforzi faranno per edulcorarla, rappresenta comunque uno schiaffo in faccia al femminismo.
La mia opinione è che si siano resi conto che uno sciopero su queste tematiche e in questi tempi di crisi sarebbe stato disertato dai lavoratori. Il che è comunque positivo perchè dimostra due cose:
1) nonostante tutto, nonostante cioè lo spiegamento di forze e la potenza psico-mediatica di cui dispone, si è aperta una falla;
2) per quanta capacità pervasiva abbia il femminismo, molta gente ha cominciato ad essere stanca di questa retorica e scontata ricorrenza.

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Rino DV 6:46 pm - 14th marzo:

Il club esclusivo.
.
Inevitabile cedimento.
.
Nessuno che abbia osato dire: “Le DD vogliono entrare in un club secolare ed esclusivo? Bene: che fondino il loro club. Tra 300 anni sarà antico e famoso. Ed esclusivo.”
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Come nessuno osa dire, (e nemmeno pensare): “Le DD vogliono diventare preti? Ottimo: che esercitino dunque il loro Carisma, che fondino la loro religione, la loro Cristianesima”.

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armando 1:35 pm - 15th marzo:

Rino DV,

Non lo fanno perchè lo scopo non è quello di fare qualcosa per le donne fra donne, ma quello di distruggere ogni cosa che hanno fatto gli uomini per se stessi. Non lo fanno anche perchè, in definitiva, incapaci di farlo. Distruggere è più facile che costruire. Avere IL NEMICO consente una pseudo coagulazione, pseudo perchè tutta al negativo. E’ una caso tipicissimo di “invidia penis”. Il fatto grave è che i portatori del pene (già brutta parola a cui è da preferire “fallo”), si sentono in colpa per possederlo e fanno di tutto per mascherare quell’orribile escrescenza carnosa portatrice di così tanti lutti e orrori. Qual migliore strategia di renderlo accessorio insignificante, di negarne il senso, la partcolarità non solo e tanto anatomica ma psicoculturale? Qual migliore strategia di negare ogni cosa positiva che proprio dal famigerato pene, e solo da esso, è scaturita nella storia umana?

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Rino DV 10:04 pm - 15th marzo:

Armando:
>>
Non lo fanno anche perchè, in definitiva, incapaci di farlo.
>>
Alla fine, bisogna almeno ipotizzare che sia davvero così. Amaramente.
.
Anni fa leggevo di una femminista che diceva: “Veniamo rimproverate perché non inventiamo nulla, ma è ovvio, non possiamo più inventare nulla perché gli UU hanno già inventato tutto!”
.
Chi non sa/può inventare crede che non si possa inventare più nulla.
Più nessuna creazione da oggi e per sempre. Siamo giunti al capolinea. Questa è la tesi – femminista – implicita.
.
Noi invece sappiamo che, quanto a creazione, siamo solo agli inizi.
.
Ma evidentemente i casi sono due: o l’utero o la creazione.
.
Non avrei mai pensato di giungere a pensare simili pensieri.
Ma obtorto collo…

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Rino DV 6:24 pm - 21st marzo:

1- Un’operazione magistrale.
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Una femminista organizza e gestisce un dibattito sui desiderata maschili immaginati e ne individua il referente nella figura immaginaria di una femmina straniera (est, nord, sudovest …importa un tubo).
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Si fa una caricatura squalificante dei MM rappresentandoli come idolatri di una realtà che è a sua volta caricaturale, per la parte verosimile, e radicalmente falsa per l’altra.
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Segue immediato il rovesciamento del gesto: quella che sputa contro gli UU si trasforma in vittima del sessismo patriacal-vetero-etero-padronal-fallocratico revanchista.
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Segue la gara di corsivisti, editorialisti, opinionisti a chi ha lo sdegno più turgido.
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L’operazione non è stata pianificata a tavolino. Peggio, molto peggio. Essa matura spontaneamente come inevitabile manifestazione di un quadro psicosociale che genera e rigenera se stesso e si autoalimenta. Da sé crea i fatti che ricreano il sistema che rinnova i fatti che lo giustificano e quindi lo riproducono…
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2- Rovesciare l’opposto.
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Un milione di DD regge il carico economico della famiglia. Leggi: sulle spalle delle DD sta il peso del consorzio famigliare. Perché laddove e quando il reddito lo porta lui, ciò lo rende libero, padre-padrone e ricattatore.
Quando lo porta lei, questo la rende serva incatenata e ricattata.
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Quando la situazione si rovescia, immediatamente se ne inverte l’interpretazione.

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Rino DV 8:36 pm - 21st marzo:

La soldata
.
Dopo la studenta venne la direttora, poi l’avvocata ed ora la soldata.
Domani la professora, la scrittora, la relatora, l’attora, l’imprenditora, la principa e poi la leona, l’elefanta…
.
Chi è in grado di intuire la ragione per la quale studentessa sia da aborrire / abolire e invece studenta (e tutto il resto) da adottare, ha colto la cifra dell’Occidente del XXI Secolo.
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Si non, parce subiectis.

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mauro recher 12:56 pm - 22nd marzo:

Rino DV,
Rino … tutto vero purtroppo

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Arturo 12:41 pm - 23rd marzo:

Io ci vedo una distruzone della lingua italiana.
Dopo l’introduzione di termini anglosassoni come “trend”,”must” e purtroppo molti altri,adesso si modificano i sostantivi al femminile.

Io credo che uno straniero che ci osserva da fuori, penserebbe che agli italiani la lingua italiana stia sulle palle.

Rino DV:
La soldata
.
Dopo la studenta venne la direttora, poi l’avvocata ed ora la soldata.
Domani la professora, la scrittora, la relatora, l’attora, l’imprenditora, la principa e poi la leona, l’elefanta…
.
Chi è in grado di intuire la ragione per la quale studentessa sia da aborrire / abolire e invece studenta (e tutto il resto) da adottare, ha colto la cifra dell’Occidente del XXI Secolo.
.
Si non, parce subiectis.

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Arturo 12:45 pm - 23rd marzo:

Ormai certe DD sono divenute insopportabili.
Quando si sta insieme e si discute di tutto,non prendono mai parte in nessun argomento…prendono parola solo per contraddire.
Non che non mi piaccia perchè sarei arrogante…però cazzo,da più fastidio perchè danno la sensazione del primo che passa che dice la sua,come se non fosse parte della compagnia.

Rino DV:
Armando:
>>
Non lo fanno anche perchè, in definitiva, incapaci di farlo.
>>
Alla fine, bisogna almeno ipotizzare che sia davvero così. Amaramente.
.
Anni fa leggevo di una femminista che diceva: “Veniamo rimproverate perché non inventiamo nulla, ma è ovvio, non possiamo più inventare nulla perché gli UU hanno già inventato tutto!”
.
Chi non sa/può inventare crede che non si possa inventare più nulla.
Più nessuna creazione da oggi e per sempre. Siamo giunti al capolinea. Questa è la tesi – femminista – implicita.
.
Noi invece sappiamo che, quanto a creazione, siamo solo agli inizi.
.
Ma evidentemente i casi sono due: o l’utero o la creazione.
.
Non avrei mai pensato di giungere a pensare simili pensieri.
Ma obtorto collo…

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Rino DV 7:11 pm - 23rd marzo:

mauro recher,

La giustapposizione di queste due immagini vale un trattato, cui si potrebbe aggiungere solo questo: non c’è nulla da aggiungere.
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif Mau!

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Rino DV 6:21 pm - 10th aprile:

La pancia oltraggiosa
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E’ deceduta Carmen Chacon, zapateriana ex ministro della difesa.
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Passano alla storia con lei due fatti.
1- La parata a pancia gonfia davanti ai soldati, inqualificabile gesto di chauvinismo ginecista, ostentazione rodomontesca di imperiale tracotanza esibita precisamente nel momento in cui si trova nello stato di assoluto bisogno, di assoluta dipendenza e di assoluta inettitudine alla benché minima autodifesa.
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Condizione di debolezza estrema a protezione della quale ha avuto da sempre – ed estremizzato ora – tutte le esenzioni, le tutele, i riguardi, i vantaggi, i benefici possibili ed immaginabili.
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Precisamente nel momento in cui essa è naturalmente incapace di proteggere se stessa anche solo minimalmente, passa da padrona davanti ai maschi schierati in sua difesa, giacché la difesa della femmina incinta (del proprio gruppo) è precisamente il primo scopo di ogni organizzazione maschile (militare e non).
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Colei che deve essere salvata osa dare ordini al suo salvatore, osa verificare se il sacrificando è pronto (e prono) alla morte per lei.
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2) Il secondo fatto è il fatto che tale oltraggio sia stato compiuto senza che gli UU ne abbiano percepito, sentito, afferrato la gravità assoluta.
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La speranza è che i nostri pronipoti ci maledicano.
Se accadesse, ciò indicherebbe che avranno preso autonomamente coscienza della propria tragedia verso la quale i maschi del presente non osano neppure volgere lo sguardo.
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(Opinione personale di RDV che non impegna il portale UBeta)

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Gino 11:05 pm - 10th aprile:

Rino DV,

Un’analisi lucida, profonda e drammatica nella sua realtà. Mentre la leggevo mi ha preso un brivido…e non sono sarcastico nè sto esagerando. Quanto è amara l’ultima riflessione: la cecità dei maschi di fronte a tale oltraggio.

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Claudio Manzari 11:59 am - 11th aprile:

Rino DV,
…Esattissimo, Rino: dobbiamo sperare di essere maledetti dalle future generazioni maschili.
…Le quali, forse, presteranno più attenzione alla psicologia, oltre che – come avvenuto finora – a politica/filosofia/sociologia: per rendersi conto della trappola in cui sono invischiati.
Nella pagina che aveva postato Mauro
http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/07/03/non-solo-donne-vittime-violenza-italia-milioni-uomini-molestati_c7s8dhD6ix4fow5Bi0ZSmO.html
c’è un concetto-chiave (da me ripetutamente evocato, su queste pagine, ma sul quale non si è mai incardinato un confronto, forse per un malinteso “orgoglio maschile” rispetto ad analisi auto-vittimizzanti negli aspetti più intimi del Sé): dipendenza affettiva. Altro concetto da me evocato: madri trascuranti.
Cosa lega fra loro questi due concetti? un terzo: attaccamento insicuro.
Date un’occhiata a Bowlby e capirete l’intreccio infernale (ordito tutto al femminile): madri trascuranti (prevalentemente quelle impegnate in ruoli extra-domestici) che inducono, nel figlio maschio, uno “stile di attaccamento insicuro”, il quale è la premessa per una dipendenza affettiva nell’età adulta.
Sintesi dello scenario: una generazione femminile (le madri) consegna alla successiva (le potenziali partner dei figli) dei giovani UU che saranno i loro MAGGIORDOMI SCODINZOLANTI.
Da notare che le figlie femmine di quelle madri sono assai meno a rischio, per via del conflitto madre-figlia (cui ho accennato su queste pagine) che genera nella seconda una forte esigenza di contrapposizione-emancipazione.

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Rino DV 7:54 pm - 11th aprile:

Assalto femminista alle Regole Cortinesi
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La notizia è che ancora una volta (ma sarà probabilmente l’ultima) gli uomini delle Regole hanno fermato l’aggressione femminista ad una istituzione che ha contribuito a dare pane e companatico a generazioni di montanari, a salvaguardare il territorio, ad evitare lo spopolamento della montagna, a frenare l’urbanizzazione etc. etc.
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Evento riportato dai media nazionali come ultimo repellente caso di resistenza patriarcal-maschilista ai legittimi diritti femminili, alla parità etc.
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A tempo debito mi dilungherò sul caso.
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Per ora basti sapere questo, che quella istituzione ha per fondamento i doveri non i diritti, la responsabilità non l’interesse, la comunità locale e non l’individuo, l’uso e non lo sfruttamento delle risorse, l’autoconsumo e non il mercato, il localismo e non il globalismo e via dicendo.
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Tutto ciò dura da secoli e sta sulle spalle dei maschi adulti ed è perché sta sulle spalle dei maschi adulti che dura da secoli.
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Questo dovrebbe bastare per far sorgere qualche sospetto sugli intendimenti di chi ne vuole la scomparsa.
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Dovrebbe bastare…

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Rino DV 11:59 am - 12th aprile:

P.S. Ovviamente anche in qs. caso trattasi di opinione personalissima di RDV che non coinvolge minimamente il portale UBeta i cui gestori anzi ringrazio e lodo per la coraggiosa ospitalità.

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armando 12:58 pm - 13th aprile:

La tua personalissima opinione è anche la mia. Speriamo ce ne siano tante

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armando 1:15 pm - 13th aprile:

Quelle “anacronistiche” regole erano la condizione necessaria affinchè non ogni cm quadrato di suolo divenisse proprietà privata vendibile e sfruttabile a piacimento. Sono un retaggio di antichissime istituzioni comunitarie tramite le quali la società civile, senza necessità di interventi dall’alto, preservava le condizioni di vita dei suoi membri, assicurando al contempo la difesa e la preservazione di una natura non ingessata e intoccabile come un totem, ma come spazio vissuto dall’uomo, quindi anche trasformato, ma sempre con intelligenza, e soprattutto con l’intento supremo di affidarlo alle generazioni future che lo potessero, a loro volta, vivere e viverci. Esisteva un “diritto” della comunità che prevaleva sul diritto (vero o asserito) del singolo alla proprietà, anche se non si era contrari in assoluto alla stessa. Semplicemente si riconosceva che quando il diritto del singolo era suscettibile di confliggere con quello della comunità nel senso che avrebbe potuto disgregarla, allora si ponevano limiti. In altri termini, ciascun individuo rispondeva, prima che a se stesso, al bene di tutti. Per il semplice motivo che il bene personale non era slegato da quello comunitario, ma al contrario solo in esso poteva esplicarsi e trovare il suo senso. Non importa essere marxisti o comunisti per aderire a questa visione, basta applicare un po’ di saggezza e non credere alle mani invisibili e astratte, del mercato a cui affidarsi con molta più fede che quella in un qualsiasi Dio.

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Arturo 1:52 pm - 24th aprile:

Il problema è come risolvere la dipendenza affettiva e quelle fragilità di cui nemmeno il sottoscritto ne è immune.

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ARMANDO 9:36 am - 25th aprile:

Arturo, nessuno è immune in partenza dalla dipendenza affettiva dal femminile. Per il semplice ma oggettivo motivo che tutti abbiamo vissuto per lunghi nove mesi in un corpo di donna e che la madre è il primo e più importante riferimento affettivo.Sull”unione con lei nel suo corpo e sull’amore che ci ha dato e che abbiamo percepito nei primi tempi della vita si fonda lo sviluppo psichico sereno del bambino, poi dell’adolescente e infine dell’uomo adulto. Ma per divenire davvero capaci di amore adulto, cioè non dipendente, il maschio deve, mantenendo il lato affettivo, rompere quel cordone ombelicale invisibile che lo lega alla madre e tramite essa a ogni donna e che diventa spiritualmente e psicologicamente mortifero. Come nel caso di quei maschi che, se lasciati da moglie o fidanzata uccidono e spesso si suicidano. Non c’è nessuna volontà di possesso prevaricatore maschile, o meglio c’è ancora quella volontà di possesso infantile del bambino. Si tratta cioè di maschi rimasti allo stato infantile, quindi dipendenti. E’ sempre più facile che ciò accada oggi perchè i padri e i maschi adulti che potrebbero fungere da loro sostituti, sono sempre più emarginati nelle famiglie e nel campo educativo.
Per questo diventare uomini è più difficile che diventare donne.
C’è un apparente paradosso nella società attuale. Tutto va in direzione del materno femminile, tutto congiura a far si che quel cordone ombelicale invisibile non si rompa. E il femminismo (ma non solo esso) ha contribuito in prima persona e in ogni modo affinchè ciò avvenisse. Tuttavia usa poi srumentalmente questa sua opera per farne un capo d’accusa contro gli uomini. Si potrebbe dire che occorre battere il femminismo per salvare, oltre che gli uomini, anche le donne da se stesse.

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Arturo 3:01 pm - 25th aprile:

E’ da precisare che trattasi di un difetto,non da poco,ma ci si può offendere se quest’ultimo allontanasse dalla considerazione di essere sempre UOMINI,anche se con una spina nel fianco.

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Armando 7:33 pm - 25th aprile:

per carità, tutti in qualche modo siamo dipendenti r tutti le nostre spine. ungi da me dividere gli uomini dai non uomini.

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Sandro Desantis 8:29 pm - 27th aprile:

Tuttavia va sottolineato che pure le donne hanno le loro dipendenze, le loro debolezze, i loro bisogni:
In merito riporto due vecchi post di Rino.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=2903858#entry31816154
>>>>>>>>>>
La mia risposta è sì. Le femmine hanno un bisogno profondo di venir considerate dai maschi, bisogno che non si estinguerà mai. Ovviamente, questo bisogno è utile nasconderlo per non svelare una dipendenza nei confronti del …nemico, perché poi quello si monta la testa. Perciò è necessario fingere di non averne alcun bisogno.

Di qui la favola secondo cui “Mi faccio bella per me…” “Mi spoglio perché mi piace …” ed altre simili vergognose bugie. Noi invece, che siamo maschi e perciò molto meno falsi delle femmine e che per giunta siamo maschi della nuova èra (quelli che sanno di avere ormai ben poco da perdere) non ci vergogniamo di confermare che abbiamo bisogno delle femmine, pur sapendo che dall’altra parte non ci sarà né cavalleria né pietà.

Ma poiché, una volta tanto, siamo giunti a parlare del bisogno che F ha di M vediamo da dove nasce.
Nasce dal fatto che la Donna (la donna come ipostasi, idea universale del femminile) se non è pensata dagli uomini non può sapere di esistere. La Donna sa di esistere se e solamente se sta nella mente degli uomini.
Questo è cosa diversa dal sapersi importanti. La Donna sa di essere importante e lo sa tanto bene che non ha bisogno di creare né istituzioni, né arte né scienza per sentirsi importante. Sa di essere importante ma non è sicura di essere viva: non è sicura di esistere se non sta nella mente degli uomini.

Ora, “stare nella mente” è importante per tutti, anzi è un bisogno insopprimibile di tutti gli esseri umani, una necessità vitale, ma per F e per M ha caratteri diversi.
Gli uomini non hanno bisogno delle donne per sapere di esistere ma hanno bisogno di esse per avere una chance di futuro. Per le donne vale il contrario, perciò in QMDT ho detto che la donna non subisce come l’uomo la svalorizzazione della sua persona perchè essa basta già a se stessa: essa non ha problemi di valore ha problemi di esistenza (di questo non ho parlato perché …il libro è già abbastanza lungo).

Senza le donne gli uomini sono …mortali,
senza gli uomini le donne sono …inesistenti.

Senza il corpo delle donne gli uomini sono …mortali,
senza la mente degli uomini le donne sono …inesistenti.

E’ uno di quei doppi poteri e reciproci bisogni di cui ho promesso di parlare (il tutto era già scritto ma una falla del PC lo ha cancellato. Lo riscriverò)

Vi è quindi un bisogno essenziale degli uomini da parte femminile, il che rappresenta una (residua ma eterna) fonte di valore e di potere degli uomini da mettere sulla bilancia dei poteri e dei bisogni.

Qui però c’è un probema: le donne conquistano la mente degli uomini senza alcun fare, senza sforzi, con la sola espozione del loro corpo, un gesto che non costa nulla ma che è sufficiente allo scopo.

Nasce cmq un vincolo reciproco: catturo la tua mente promettendoti il mio corpo, ossia, mentre la mente degli uomini viene effettivamente catturata (=la Donna acquista esistenza), il suo corpo non viene concesso (=tu non hai la garanzia del Futuro).

Nondimeno, il bisogno femminile di stare nella mente degli uomini è un potere che gli uomini posseggono e conserveranno per sempre.

Rino
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http://questionemaschile.forumfree.it/?t=2903858&st=15#entry32341866
>>>>>>>>>>
Ottima la domanda sulla distinzione tra certezza d’esistenza e valorizzazione e come il cacio sui maccheroni il pezzo riportato della V. Finzi in particolare dove segnala che la fonte del riconoscimento non deve necessariamente venire dall’altro Genere.

Ritorno alla precitata affermazione della D. Francescato che, essendo donna e femminista, qui va presa davvero sul serio in quanto dice una verità che danneggia le donne (“danneggia”dal punto di vista femminista, beninteso ):

“Sono madre quindi valgo,
sono amata quindi esisto”

1- Sia la certezza dell’esistenza che il valore che si sente di avere all’interno di essa sono espressioni della valorizzazione che gli esseri umani solo in parte possono trovare in sé stessi ma che è data soprattutto dagli altri. In questo senso valore ed esistenza, almeno in parte, si sovrappongono. Ma hanno aspetti (colori) diversi.

2- La Donna (in senso universale) è importante per la vita perché né è biologicamente depositaria e custode. Questa prerogativa è inscritta nel suo corpo e non vi è bisogno che alcuno glielo confermi e glielo ricordi perché il suo corpo glielo garantisce istante dopo istante. Sul piano simbolico si dice che la Donna è Terra e Materia ossia che precede la nascita e la morte perché tutto quel che nasce viene da lei e a lei ritorna. Questa eternità trans-storica della Donna è sentita da tutte le donne (sia pur in misura diversa, questo è ovvio) e questa è la ragione per la quale Storia e Politica interessano poco (o nulla) alle donne. Perché gli avvenimenti passano, Lei resta.
Ma, proprio per questo, essa è lontana dall’altro polo, quello del Logos (di cui approfondiremo i caratteri …nei prossimi anni…) e dallo Spirito che rappresentano però la sola dimensione nella quale si prende coscienza di esistere e si è sicuri di esistere. Gli animali non sanno di esistere.

3- L’Uomo non sente di avere nel corpo il suo valore ed infatti non ce l’ha. Come è vero che una ventenne è la creatura che vale di più così un ventenne è quello che vale di meno (infatti ci si ammazza sulle moto, nei week-end in auto e in guerra, in massima parte a quell’età). L’Uomo vale per ciò che realizza e per realizzare è necessario sentire il corpo come uno strumento non come il fine. Il corpo maschile è spendibile. Può e deve essere speso per realizzare qualcosa. Solo realizzando qualcosa l’Uomo supera il tempo, si eternizza in qualche modo, raggiungendo quella condizione che nella Donna è naturale. La realizzazione è creazione di qualcosa che prima non c’era. Significa dar forma a ciò che prima non l’aveva. E la forma non è materiale, è immateriale: è precisamente ciò che la materia non possiede in sé.
La forma è puro spirito. Allo stesso tempo il problema della Storia può porsi soltanto a chi si sente mortale e cerca di rendersi immortale con le opere.
Quanto al fatto che l’Uomo sa di esistere perché declina dalla parte del Logos, ne affronteremo annessi e connessi nei prossimi …decenni. Qui prendiamola come se fosse vera e vediamo quante cose spiega.

4- Se vi è qualcosa di vero in tutto questo (e la Francescato, contro la sua volontà e contro il suo interesse ce lo conferma) ne segue che:
- solo gli uomini danno prestigio alle opere sia degli uomini che delle donne
- solo gli uomini possono far sentire importante (nel senso di esistente) una donna
- vi sono due modi per gli uomini di garantirsi uno spicchio di futuro: attraverso il corpo delle donne e/o attraverso la realizzazione di un’opera

quindi
- il riconoscimento maschile del valore della donna è insostituibile (la Finzi …finge che non sia così per non dover riconoscere un fattore di dipendenza femminile dagli uomini, e lo dice esplicitamente, perché nulla vi è di più umiliante per la Donna Liberata che il riconoscere di dipendere per qualcosa dal …nemico). Per una donna la lode di mille donne non varrà mai quella di un solo uomo.
- anche per un uomo la lode di mille donne non varrà mai quella di un altro uomo quanto al riconoscimento di valore delle sue opere mentre, a rovescio, solo la lode di una donna (“Bravo!”) ha senso come via per il futuro perché la femmina è la porta del futuro (biologico). Di qui la dipendenza maschile dalla “Porta Celeste”.

In breve, la domanda: “Che ci sto a fare in questo mondo?” è una domanda da uomini cui solo gli uomini possono dare risposta. Le donne sanno bene cosa stanno a fare in questo mondo. La loro incertezza riguarda l’esserci o meno.

Tutto questo cum grano salis e con presupposti e conseguenze che approfondiremo nei prossimi …secoli.

Rino
>>>>>>>>

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armando 9:28 am - 28th aprile:

Questa volta te lo dico io Rino. Il tuo pezzo, che non ricordavo o mi era sfuggito, è in-superabile.
La donna è il principio materiale, naturale, della vita, anche quando sacralizza materia e natura in religione, che tuttavia mai sarà trascendente. L’uomo è colui che da forma alla materia, che la rende “attiva”. Senza quell’azione maschile la materia è inerte e inconsapevole, ma una volta attivata può assolutamente tutto.

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Arturo 11:22 am - 28th aprile:

Armando:
per carità, tutti in qualche modo siamo dipendenti r tutti le nostre spine. ungi da me dividere gli uomini dai non uomini.

Per carità non intendevo dire che si voleva fare distinzione tra uomini e non(quelle cose restano al bieco mondohttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif)
Anzi volevo sottolineare il discorso di Armando dove dice che “è molto più difficile diventare uomini che donne”
Parole sante…ma vorrei che il mondo si accorgesse di questa verità.
Che in primis molte donne ne fossero consapevoli,invece vedo solo trastullarsi sopra una presunta superità costruita ad arte da questo sistema e che fa leva sul fatto della loro forte attrattività nei confronti del genere maschile.

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