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28 nov 2009  |  2.077 Commenti

Video: Femminismo; ideologia sessista

Di seguito  il secondo video che abbiamo realizzato.


2.077 Commenti

Daniele 12:47 pm - 3rd febbraio:

Rino DV:
A coloro che hanno costruito il 95% di ciò che esiste, va finalmente sottratto il nome.
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Canada… addio fratelli
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E’ l’era della damnatio memoriae. La sepoltura del nome di chi tutto creò.
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L’era della male-dizione del maschile. (Cesare B.)

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Va però sottolineato un fatto (per l’ennesima volta…): pressioni femministe o meno, a proporre ciò fu un deputato canadese di sesso maschile (deceduto un paio di anni fa) e ad esultare più forte di tutti è stato il quasi 47enne primo ministro (con la minuscola…) canadese, che di maschile non ha nulla, neppure nella gestualità.
Del resto basta guardare attentamente come sta seduto… a gambe strette, come una femmina.
Quello che voglio dire, è che alla fine della fiera gli uomini occidentali (ma in futuro anche orientali) hanno semplicemente ciò che si meritano, da “bravi” succubi inconsapevoli quali sono.
Gli uomini di questa parte mondo sono realmente dei perdenti nella guerra dei sessi, anche perché, di norma, se ne fregano altamente di certe questioni.
Ed è anche per questo che le donne (e non solo le femministe dichiarate) risultano essere vincenti.
La modernità ha letteralmente castrato gli uomini e sicuramente ne ha messo in evidenza certi limiti, perlomeno per quanto riguarda i rapporti con l’altro sesso, che a forza di piagnistei è riuscito ad ottenere ciò che le precedenti generazioni maschili avevano ottenuto con lacrime, sudore, sangue e morti. (*)

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(*) Non per niente questo è uno dei motivi per cui sono felicissimo di non avere figli (maschi).

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Rino DV 12:17 pm - 4th febbraio:

E’ come dici.

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Rino DV 6:29 pm - 7th febbraio:

L’infarto è maschilista
.
Tu pensavi maschile, vista la preponderanza di M colpita.
Errore.
E’ maschilista perché gli UU vengono curati prima e meglio e con più scrupolo…

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Sandro Desantis 11:44 pm - 7th febbraio:

Rino DV:
L’infarto è maschilista
.
Tu pensavi maschile, vista la preponderanza di M colpita.
Errore.
E’ maschilista perché gli UU vengono curati prima e meglio e con più scrupolo…

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E’ una storia vecchia, Rino.
http://d.repubblica.it/argomenti/2012/06/12/news/salute_donne-1069576/
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Anni di ricerche, sperimentazioni e trattamenti medici a misura di uomo hanno avuto gravi ripercussioni sulla salute delle donne. A denunciarlo è un numero crescente di esperte internazionali, le fautrici della cosiddetta “medicina di genere” di Camilla Gaiaschi

I pregiudizi fanno male alla salute. Anni di ricerche, sperimentazioni e trattamenti medici a misura di uomo hanno avuto, e continuano ad avere, delle gravi ripercussioni sulla salute delle donne. A denunciarlo è un numero crescente di esperte internazionali, le fautrici della cosiddetta “medicina di genere”: scienziate, chirurghe, immunologhe, ricercatrici che dopo aver lottato per la parità nelle carriere ed essere entrate nelle sale operatorie puntano ora il dito contro gli stereotipi che si nascondono dietro statistiche e microscopi. “Per molti anni la ricerca biomedica si è basata su un modello di riferimento che fa dell’uomo, bianco, la norma” spiega Ineke Klinge, professore di medicina di genere all’Università di Maastricht, “questo ha comportato che i trattamenti pensati per l’uomo siano poi stati estesi a tutti i gruppi sociali, donne comprese, ignorandone le specificità”.
Le conseguenze di questo tipo di approccio non sono trascurabili. E i numeri – presentati in occasione del workshop “La medicina di genere in Europa: sviluppi e prospettive” organizzato dal Centro Donne e Differenze di Genere della Statale di Milano nell’ambito del progetto europeo “Stages” – sono impressionanti. Prendiamo l’infarto: non solo è la prima causa di morte tra le donne (più del tumore al seno), ma colpisce più donne che uomini. La probabilità di decesso dopo il primo infarto è del 50% tra le donne e del 30% tra gli uomini. Colpa di un cuore femminile più fragile di quello maschile? Macché. Dalla fisiologia cardiovascolare studiata quasi esclusivamente sui topi maschi all’ingegneria biomedica pensata sul corpo maschile, le donne pagano una tradizione medica monosessuale: “L’infarto nelle donne è sottostimato, la diagnosi e l’ospedalizzazione sono tardive” spiega Patrizia Presbitero, primario di cardiologia interventistica all’istituto clinico Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano, “perché i sintomi nelle donne possono essere diversi da quelli della popolazione maschile e spesso non vengono nemmeno riconosciuti ma anzi ricondotti a problemi psicologici o di sovraccarico di lavoro”.
Le cose, secondo i dati presentati dalla direttrice dell’Istituto di medicina di genere Charitè di Berlino Vera Regitz-Zagrosek, non migliorano una volta entrati in ospedale: qui la probabilità di decesso è più elevata se il paziente è donna, pari al 6% contro il 3% degli uomini sotti i 50 anni, al 13,4% contro il 10,7% tra i 65 e i 69 anni. Il rapporto si inverte, ma di poco, solo dopo gli 80 anni. E ancora: la mortalità delle donne durante le operazioni di sostituzione della valvola aortica “è circa il doppio degli uomini”, precisa Patrizia Presbitero. La ragione è banale: “le valvole in commercio sono troppo grandi per le aorte femminili e possono lacerare o rompere i vasi”. Basterebbe molto poco per evitare tali complicazioni tant’è che un gruppo di cardiologhe internazionali, le “Women in innovation”, si è messo a fare lobby sulle case farmaceutiche per convincerle a produrre una valvola con una circonferenza più piccola. Con un buon risultato, visto che verrà commercializzata fra un anno. La prossima sfida? “Aumentare nei trial per le malattie coronariche il numero di donne” aggiunge Presbitero, “che oggi sono rappresentate nell’ordine del 5-10%”.

Le patologie cardiovascolari non sono però l’unico cruccio della medicina di genere: il sesso degli animali da laboratorio e delle cellule staminali rappresenta un altro importante terreno di battaglia. Secondo uno studio dei ricercatori Annaliese Beery e Irving Zucker, le femmine rappresentano circa il 10% degli animali utilizzati nella farmacologia. Le conseguenze sono note: tra il 1997 e il 2000 dieci farmaci sono stati ritirati dal mercato statunitense per effetti dannosi sulla salute. Otto di questi erano più pericolosi per le donne che per gli uomini e guarda a caso gli studi pre-clinici erano stati condotti principalmente su animali di sesso maschile.
Ma purtroppo gli stereotipi valgono anche al contrario. È il caso dell’osteoporosi: “Gli uomini rappresentano un terzo dei pazienti colpiti dalla frattura dell’anca” spiega Ineke Klinge, “e nonostante questo l’osteoporosi è considerata una malattia delle donne in menopausa. La diagnosi viene condotta tenendo conto della densità minerale delle ossa nelle donne bianche in menopausa e la conseguenza è che l’osteoporosi spesso non è diagnosticata né curata negli uomini”. Di pregiudizi, insomma, ce n’è per tutti.

(12 giugno 2012)
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Sandro Desantis 11:58 pm - 7th febbraio:

Certo, nessuna di queste femminucce/femministe evidenzia il fatto che gli uomini, molto di più delle donne, sono stati soventemente usati come cavie…
In merito riporto la sintesi di un brano tratto da IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

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Quanto alla tecnologia medica maschile, fu probabilmente il fattore che allungò la vita media delle donne. Evitò che le donne morissero di parto e scoprì vaccini per quasi tutte le malattie contagiose (poliomielite, difterite, febbre tifoidea, morbillo, scarlattina, varicella, peste bubbonica, tubercolosi).
In tempo di guerra, diversi farmaci sperimentali furono spesso testati sugli uomini. Se il farmaco non funzionava, l’uomo moriva. Ma se il farmaco dava buoni risultati, allora veniva usato per salvare sia le donne sia gli uomini. E sempre gli uomini furono usati come cavie per migliorare le procedure d’emergenza, i forni a microonde (inavvertitamente un uomo venne «cotto» durante le prove), e altri ritrovati utili a entrambi i sessi.
In seguito fu etichettato come sessismo il fatto che i medici studiassero più gli uomini che le donne. Nessuno definì sessismo il fatto che gli uomini più delle donne fossero usati come cavie.
Secondo le femministe, il patriarcato e la tecnologia maschile cospiravano per limitare la libertà di generare «il diritto di scegliere» da parte delle donne. Per la verità, la tecnologia maschile ha creato «il diritto di scegliere» delle donne: ha permesso il controllo delle nascite. E l’aborto sicuro. La tecnologia maschile per il controllo delle nascite ha contribuito più di qualsiasi altra cosa a ridurre il carico di lavoro delle donne, a rendere il sesso non univoco ma pluridirezionale. Soprattutto, la tecnologia fece sì che il ruolo maschile proteggesse le donne più di quanto il ruolo femminile proteggesse gli uomini. Per ironia della sorte, alcune femministe che tanto si lamentavano della tecnologia maschile sarebbero morte di parto o di aborto se quella tecnologia non ci fosse stata.
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ARMANDO 6:57 pm - 8th febbraio:

Sandro Desantis,

ineccepibile, ma come sappiamo ormai da decenni, le argomentazioni logiche e basate sui fatti non servono a nulla, perchè non sono i fatti e la logica ad ispirare quella che Rino ha definito la Grande Narrazione Femminista.

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Sandro Desantis 6:07 pm - 9th febbraio:

ARMANDO:
Sandro Desantis,

ineccepibile, ma come sappiamo ormai da decenni, le argomentazioni logiche e basate sui fatti non servono a nulla, perchè non sono i fattie la logica ad ispirare quella che Rino ha definito la Grande Narrazione Femminista.

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Sì, lo so bene, Armando.

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Claudio Manzari 7:53 pm - 9th febbraio:

Vi allego un articolo di cronaca apparso su un quotidiano locale: vi si narra della sfortunata vicenda di una 55enne ammalata di SLA, la quale convive con una badante coetanea, rumena; entrambe separate. Ovviamente, è quest’ultima a rilasciare l’intervista al/alla cronista; ed esordisce cosÏ: “Le donne sono sempre più forti, gli uomini non ci sarebbero riusciti”.
[Attenzione: potrebbe essere stato/a l'articolista a "montare" l'intervista con l'"apertura ad effetto"...].
Cosa diavolo c’entra una simile, sprezzante, gratuita illazione (non suffragata da alcuna statistica sugli uomini affetti da analoga malattia), una simile dichiarazione di suprematismo, nella storia di due donne che hanno espunto gli uomini dal loro orizzonte esistenziale, dalla loro visione del mondo?
Ma è mai possibile che non perdano occasione – perfino nella sventura e nel dolore – di sputare veleno, di fare sarcasmo sull’altro sesso? Se li considerano inferiori, perché citarli? perché paragonarsi? perché curarsene?
La badante rumena ci tiene a dileggiare perfidamente l’ex marito: “Provò ad emigrare in Serbia: tornò indietro dopo due settimane”. E con questo? l’ex marito è forse il prototipo di tutta la maschilità? Non è forse lei stessa a raccontare, poco prima, che i due figli, invece, vivono dignitosamente, ciascuno del proprio lavoro?
Naturalmente, l’intervistata, nella sua rancorosa ottusità, neppure si accorge che TUTTO CIO’ CHE DI MATERIALE ha intorno a sé, tutto ciò che consente loro di vivere la faticosa quotidianità, è stato pensato e costruito da menti, mani e cuori maschili: la casa in cui vivono, le sofisticate apparecchiature medicali che permettono la sopravvivenza della sventurata, ecc.; ma no: ella ritiene, forse, che quella cornucopia sia stata creata dalla natura selvaggia: come le foreste dei Carpazi, come il gregge di pecore con cui lavora e vive in Transilvania suo figlio.
Se ella si considera “eroina immolata” al suo lavoro (e nessuno dubita che sia duro), perché non è rimasta in Transilvania con la famiglia del figlio e le pecore? forse perché la vita da pastore le appare anche più dura della sua?.. E quanti cronisti avrà trovato il figlio, sugli altipiani dei Carpazi, cui raccontare le sue fatiche?..
La risposta è nel non-detto, perché indicibile: il figlio, il sesso PRIVILEGIATO, è nato, in realtà, del sesso sacrificabile; ella, invece, era nata del sesso discriminato, ma al quale era dovuto un mantenimento: che l’ex marito non le ha dato.
L’ingratitudine è la cifra dell’esistenza femminile. Ben triste vita, quella di chi, dalla culla alla tomba, si nutre di livore e invidia, nel sordo rancore per la propria condizione percepita come minorata, sentendosi (immaginariamente) defraudata dal destino; e quindi, per converso, sviluppando un atteggiamento di perenne rivalsa.

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Sandro Desantis 8:17 am - 10th febbraio:

Claudio Manzari
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Naturalmente, l’intervistata, nella sua rancorosa ottusità, neppure si accorge che TUTTO CIO’ CHE DI MATERIALE ha intorno a sé, tutto ciò che consente loro di vivere la faticosa quotidianità, è stato pensato e costruito da menti, mani e cuori maschili: la casa in cui vivono, le sofisticate apparecchiature medicali che permettono la sopravvivenza della sventurata, ecc.; ma no: ella ritiene, forse, che quella cornucopia sia stata creata dalla natura selvaggia: come le foreste dei Carpazi, come il gregge di pecore con cui lavora e vive in Transilvania suo figlio.
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E’ così, Claudio.
Come sono solito sostenere da decenni, è più probabile che un giorno qualcuno scopra delle forme di vita aliena, piuttosto che una femmina della specie umana riconosca il benché minimo merito agli uomini.
Denigrare i suddetti e sputare nel piatto in cui mangiano è lo “sport” preferito dalle appartenenti alla “razza superiore”.
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Claudio Manzari
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L’ingratitudine è la cifra dell’esistenza femminile.
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Sì, nella maniera più assoluta.

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ARMANDO 11:28 am - 10th febbraio:

concordo. un tempo non era così ma oggi l’avvelenamento gamer dei pozzi è compiuto e totale o quasi.

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Renzoni 3:26 pm - 10th febbraio:

Sandro Desantis:
Claudio Manzari
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Naturalmente, l’intervistata, nella sua rancorosa ottusità, neppure si accorge che TUTTO CIO’ CHE DI MATERIALE ha intorno a sé, tutto ciò che consente loro di vivere la faticosa quotidianità, è stato pensato e costruito da menti, mani e cuori maschili: la casa in cui vivono, le sofisticate apparecchiature medicali che permettono la sopravvivenza della sventurata, ecc.; ma no: ella ritiene, forse, che quella cornucopia sia stata creata dalla natura selvaggia: come le foreste dei Carpazi, come il gregge di pecore con cui lavora e vive in Transilvania suo figlio.
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E’ così, Claudio.
Come sono solito sostenere da decenni, è più probabile che un giorno qualcuno scopra delle forme di vita aliena, piuttosto che una femmina della specie umana riconosca il benché minimo merito agli uomini.
Denigrare i suddetti e sputare nel piatto in cui mangiano è lo “sport” preferito dalle appartenenti alla “razza superiore”.
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Claudio Manzari
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L’ingratitudine è la cifra dell’esistenza femminile.
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Sì, nella maniera più assoluta.

Di certa ingratitudine ci se ne accorge quando concede al volante civilmente uno spazio di manovra.
Col piffero che ringraziano!

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Rino DV 6:37 pm - 10th febbraio:

C.M.
“L’ingratitudine è la cifra dell’esistenza femminile. Ben triste vita, quella di chi, dalla culla alla tomba, si nutre di livore e invidia, nel sordo rancore per la propria condizione percepita come minorata, sentendosi (immaginariamente) defraudata dal destino; e quindi, per converso, sviluppando un atteggiamento di perenne rivalsa”.
.
Tragico disvelamento, amaro dissigillarsi degli occhi.
Verità che ho cercato di negare per decenni, prima di prenderne atto pur con intima radicale riluttanza.
.
La mia vecchia idea che si possa essere odiati solo a causa del male che si procura è sbagliata.
.
Diceva il Cesarone: “Vuoi sapere di cosa si stanno vendicando? Dell’immensità del bene che hanno avuto e hanno dagli UU.”.
.
Così cito ancora – è solo la centesima volta, scusate -
questa di Machiavelli: “Si può essere odiati sia facendo del male che del bene. Indifferentemente.”

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Renzoni 10:35 am - 12th febbraio:

Rino DV:
C.M.
“L’ingratitudine è la cifra dell’esistenza femminile. Ben triste vita, quella di chi, dalla culla alla tomba, si nutre di livore e invidia, nel sordo rancore per la propria condizione percepita come minorata, sentendosi (immaginariamente) defraudata dal destino; e quindi, per converso, sviluppando un atteggiamento di perenne rivalsa”.
.
Tragico disvelamento, amaro dissigillarsi degli occhi.
Verità che ho cercato di negare per decenni, prima di prenderne atto pur con intima radicale riluttanza.
.
La mia vecchia idea che si possa essere odiati solo a causa del male che si procura è sbagliata.
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Diceva il Cesarone: “Vuoi sapere di cosa si stanno vendicando? Dell’immensità del bene che hanno avuto e hanno dagli UU.”.
.
Così cito ancora – è solo la centesima volta, scusate -questa di Machiavelli: “Si può essere odiati sia facendo del male che del bene. Indifferentemente.”

Io credo che uno spirito poco elevato possa arrivare ad odiare per semplice antipatia.

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Rino DV 1:50 pm - 22nd febbraio:

Senza peli sulla lingua, per fare chiarezza.
Il maschio rende. Da vivo e da morto.
Fonte di dinero sempre e comunque.
Il maschio morto rende. Alla moglie e all’amante
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Ormai rende più da morto che da vivo.
Ai bei tempi veniva praticato il matrimonio per procura.
Il soldato in trincea veniva convinto a sposare la morosa (o la semimorosa) e lo faceva a distanza. Motivo? L’amore.
Del dinero.
Una pensione di reversibilità di guerra è una miseria.
Ma sempre meglio di niente.
La vedova, dolente, incassava (poco, ma per decenni).
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Adesso il morto arricchisce anche l’amante.
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Come detto mille altre volte, son cose che non si potevano e non si possono inventare.
Era necessario nascere in questo tempo per vederle.

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Rino DV 6:11 pm - 22nd febbraio:

Senza peli n. 2.
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Anni fa un elicottero del SUEM-118 precipita in zona in un recupero in montagna. 4 morti.
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Una mia collega rosso-femminista: “Beh, erano volontari, mica nessuno li ha obbligati…!”.
Attività volontaristica del marito? Soccorso alpino.
Attività sportiva dell’interessata? Escursioni quindicinali in montagna.
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E alle povere vedove dei 4?
A quella del pilota 1.600.000, alle altre dai 300.000 ai 400.000.
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Una di queste l’ho vista in piazza a fare la sandwich-woman contro la violenza maschile.
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La domanda è: casi particolari irrilevanti o punta di un iceberg?

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ARMANDO 1:22 pm - 25th febbraio:

Alla signora rosso femminista e manifestante contro la violenza maschile, c’è solo da augurare questo: che in una delle sue escursioni in montagna si trovi a dover chiamare i volntari del soccorso alpino. Maschi, naturalmente, perchè di femmine non ce ne sono , forse, di rarissime. Se, dato che nessuno li obbliga e quindi se crepano sono affari loro, non ce ne fossero, si accorgerebbe a sue spese quanto sia vile ed egoista la sua irriconoscenza. Sua? diciamo meglio l’irriconoscenza di genere. Come se tutto quanto fanno i maschi per le femmine (e per tutti) fosse dovuto. Un dovere morale a fronte del quale è inutile aspettarsi nemmeno un po’ di umana pietas e uno scampolo di riconoscimento..

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Rino DV 3:17 pm - 25th febbraio:

Questa beffarda ingratitudine è un’infamia.
Grave è che si tratta di uno stato psichico collettivo.
Ciò mi sembra ormai innegabile.

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Rino DV 7:11 pm - 25th febbraio:

Dopo 50 anni chiede milioni al padre fuggitivo
Giustizia o ricatto?
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Qualsiasi giudizio deve ora e finalmente venir collocato nella cornice che gli dia senso.
1. Fu paternità estorta con la frode?
2. Egli cmq non ebbe alcun diritto riproduttivo (allora come ora)
3. Se fosse pieno di debiti, la figlia esigerebbe di pagarne una parte?
4. Se per diventare ricco fosse finito in galera, la figlia esigerebbe di scontare qualche anno pure lei?
5. Se per diventare ricco si fosse rovinato la salute o fosse rimasto mutilato, la figlia esigerebbe la legge del taglione applicata a lei medesima stessa?
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Quando si pretenderà ed esigerà il DIRITTO alla compartecipazione nel male, nei fallimenti, nei disastri, nelle pene, allora e solo allora si potrà rivendicarlo sul lato dei successi.
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Sono cinico?
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Io la definirei: ottica della pari parità, della giusta giustizia e della responsabilità. Ciò che rende degni di rivendicare qualsiasi cosa.
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Altrimenti non se ne è degni.
Si è indegni.

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ARMANDO 4:35 pm - 26th febbraio:

Casi entrambi emblematici:1) il padre naturale è tenuto a mantenere il figlio o la figlia che non ha riconosciuto.
2)Il “non padre” naturale è ugualmente tenuto al mantenimento di figli non suoi.
Nell’interesse dei minori, dicono i giudici. Ma allora, sai quant minori bisognosi esistono al mondo? Forse un uomo è tenuto a mantenerli tutti? Ma, si aggiunge, il mantenimento è dovuto in forza del lagame matrimoniale con la madre. Cornuto e mazziato per i napoletani, becco e bastonato per i toscani. Un vero spot per il matrimonio e per la famiglia! Un incoraggiamento a tutti gli uomini a sposarsi, non c’è che dire!
Perchè lo Stato non se ne occupa direttamentre anzichè fare il premuroso col portafoglio altruii e obbligare un uomo ingannato a mantenere figli non suoi?
Tutto questo, ovviamente, esula dal rapporto affettivo instauratosi nel frattempo fra il non padre e i non suoi figli. Che egli, di sua libera volontà voglia continuare a mantenerli è anche auspicabile. Che sia obbligato a farlo è inaccettabile. Pone l’uomo in una condizionedi totale subalternità. Ci pensasse la madre, o, se almeno si
volesse essere coerenti con l’altra sentenza, dicesse la madre chi è il padre naturale, lo si ricercasse e si chiedesse a lui.
ma la coerenza su questi temi, quando si tratta di legislatori, di giudici, di governananti (per non parlare dei media), proprio non esiste.

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Rino DV 9:09 pm - 3rd marzo:

Ma non contro gli UU…
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Intervista ad Agnes Heller.
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“La prima grande tappa nel processo di liberazione delle donne è stata l’emancipazione politica, suggellata dal suffragio universale in cui le donne hanno acquisito uguali diritti come cittadine. Ma questo è stato anche il passo più semplice. La tappa successiva, l’emancipazione sociale, è ancora incompiuta. Include il diritto all’eredità, all’educazione, alla pratica di tutte le professioni, al divorzio e alla parità retributiva. In molti Paesi, questi diritti non sono ancora garantiti, e nei Paesi in cui lo sono, non sono ancora pienamente attuati. La terza tappa della liberazione femminile è la liberazione dal dominio maschile nella sfera intima (famiglia, sessualità). Questa è la più difficile e la più lenta”.
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Ripeto: La terza tappa della liberazione femminile è la liberazione dal dominio maschile nella sfera intima (famiglia, sessualità).
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A voi i commenti.

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Claudio Manzari 2:07 pm - 4th marzo:

Rino DV,
“La prima grande tappa nel processo di liberazione delle donne è stata l’emancipazione politica, suggellata dal suffragio universale in cui le donne hanno acquisito uguali diritti come cittadine.”
…Quanto, invece, al dovere di difendere in armi la Patria… quella stessa per la quale rivendicano il diritto di deciderne, col voto, la politica… “Quello che noi donne possiamo fare è agire con dignità, come esseri umani uguali per natura, rimanendo indipendenti nei giudizi e nelle decisioni, ma senza combattere gli uomini, nostri simili”.
…Almeno finché i lavori sporchi, faticosi, pericolosi, non potranno essere demandati agli automi preconizzati nel Manifesto SCUM di Valerie Solanas…
C’è un solo modo per descrivere le “pettinatrici di bambole”: fanno le frocie col culo degli altri
Ma tanto peggio per noi uomini che non lo capiamo…

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Rino DV 9:06 pm - 5th marzo:

Ci torno sopra:
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Agnes Heller
…La terza tappa della liberazione femminile è la liberazione dal dominio maschile nella sfera intima (famiglia, sessualità)…
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Questa Heller è una filosofa, nel senso che viene appellata tale.
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La domanda è perciò obbligata: “filosofo” è un complimento o un insulto?
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Certo, di filosofi come lei ce ne sono stati centinaia, migliaia. E un gran numero è vivente. Questa è la sola attenuante.
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L’ultimo anello degli inferi li attende…
Che stiano tutti in calda compagnia laggiù…
diablo

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Luigi Corvaglia 8:16 pm - 15th marzo:

Perchè il femminismo non è un’ideologia di odio ….
No … No …
Le madri dei figli maschi hanno una responsabilità in più
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Rino DV 9:34 pm - 20th marzo:

Scusate il cinismo.
Le eroine dov’erano?
.
…non ci sono femministe al soccorso di una casa che va a fuoco
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Dove sono?

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Rino DV 5:21 pm - 21st marzo:

Due morti più
uno incriminato
.
Dove ci sono rischi fisici, civili e penali chi c’è?
30 anni fa una simile incriminazione sarebbe stata inconcepibile. Perché oggi invece è ovvia?

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ARMANDO 7:03 pm - 21st marzo:

Rino DV,

erano a stilare in documento indignato contro l’oppressione maschile, l’insopportabile sessismo che nega alle donne identiche possibilità di lavoro e di vita (non di morte, quella per le donne è contemplata solo come femminicidio)

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ARMANDO 7:05 pm - 21st marzo:

Rino DV,

veramente i rischi penali ci sarebbero anche per le donne, ma solo ed esclusivamente in teoria. perchè poi ogni motivo è buono per non incriminarle o mandarle assolte o con pene irrisorie nei confronti di un uomo.

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Rino DV 7:14 pm - 22nd marzo:

Due sere fa ne parlavo con mia moglie. Ci si trovò d’accordo.
L’idea era quella di dichiararmi femmina.
La legge non è chiara, ma la magistratura italiana ha già sentenziato che l’intervento chirurgico non è necessario. Ultima sentenza un mese fa (ovviamente in direzione F->M).
Ma mancandomi solo un anno alla pensione, visti i costi e i tempi della magistratura non ne vale la pena.
In Argentina invece qualcuno ci ha pensato e ce l’ha fatta.
Ed ha scandalizzato il paese.
Perché? Perché è uno scansafatiche …ed ha ottenuto un privilegio femminile (noto femministicamente come “penalizzazione della carriera, compensazione etc.”
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Mi dichiaro donna e …ciao Fornero

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mauro recher 5:49 pm - 26th marzo:
Enrico 8:07 pm - 28th marzo:

http://www.sheboard.com

A proposito di Psicosfera. La tastiera femminista che ti suggerisce cosa scrivere.

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blu 7:33 am - 29th marzo:

…Parto dall’esilarante “fake paper” del duo Boghossian – Lindsay. Si tratta di un testo intenzionalmente delirante che i due hanno sottoposto al vaglio di una rivista “scientifica” di studi di genere, ottenendone la pubblicazione in barba alla bibliografia in larga parte falsa, se non inventata di sana pianta, e all’incredibile florilegio di affermazioni insensate (si va dalla tesi che la postura dei maschi che siedono a gambe larghe è il riflesso di un atteggiamento di “stupro dello spazio vuoto circostante”, alla denuncia della responsabilità del pene come “propulsore concettuale del cambiamento climatico”, in quanto quest’ultimo è l’esito inevitabile “di uno stupro della natura da parte di una mentalità maschile predominante”). Gli autori spiegano di aver tratto ispirazione da un’operazione effettuata anni fa dal fisico Alan Sokal, il quale si proponeva di denunciare l’uso improprio di metafore mutuate dalle scienze naturali da parte degli studiosi postmodernisti di scienze sociali (il bersaglio era il gergo dei cultural studies con particolare riferimento agli studi postcoloniali). Boghossian e Lindsay sostengono che, a far accettare come ovvie verità le insensatezze inserite nel loro testo (alcune delle quali formulate ricorrendo al Generatore Postmoderno, un algoritmo creato da Alan Sokal), è stato il tono “moraleggiante” (leggi: la denuncia della natura intrinsecamente malvagia della mascolinità), mentre aggiungono di non nutrire illusioni in merito all’effetto demistificante della provocazione, in quanto il campo dei gender studies è affetto da dissonanza cognitiva, si fonda cioè su certezze aprioristiche che sfidano ogni smentita empirica. Una di tali certezze coincide con la convinzione secondo cui il pene anatomico avrebbe poco o nulla a che fare, non solo con il genere, ma persino con il sesso…

http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/01/19/contro-il-femminismo-di-regime/

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Claudio Manzari 9:51 pm - 30th marzo:
Rino DV 7:14 pm - 1st aprile:

Uccidere il maschio che è in noi: è lui il male
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(Titolo usato già in prima pagina).
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Eppure se lo diciamo noi, che il femm.o ha identificato il maschio con il male e viceversa, gli astanti ridacchiano e ci danno dei paranoici.
Gente che ha avuto dei problemini (quei “problemini” là) con le DD.

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Sandro D. 11:33 pm - 1st aprile:

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… ora l’Ue si lamenta perché ci lavorano troppe donne e troppi italiani
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Tralasciando per un momento il discorso sugli italiani (sennò dovrei andare a parare altrove), paradossalmente e provocatoriamente dico che “va bene così”.
Anzi, mi auguro che in futuro quella percentuale possa arrivare al 100%, non solo all’Agenzia Europea dei Farmaci, ma anche in altri ambiti.

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Sandro D. 11:41 pm - 1st aprile:

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Anzi, mi auguro che in futuro quella percentuale possa arrivare al 100%, non solo all’Agenzia Europea dei Farmaci, ma anche in altri ambiti.
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Già su uomini 3000 aprimmo provocatorie discussioni come questa.
http://www.uomini3000.it/10619.htm
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Tanto l’uomo medio deve assolutamente toccare il fondo e diventare anche ufficialmente (ufficiosamente lo è già, perlomeno in questa parte di mondo) il “secondo sesso”, nonché sostanzialmente “inutile”, altrimenti non si sveglierà mai.

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Sandro D. 11:45 pm - 1st aprile:

Nell’autunno del 1991, in una lettera rivolta a tutte le femmine del Parlamento, O.N.D.A (Organizzazione nazionale donne autonome), fece le seguenti proposte:
“Perché non presentare due liste alle elezioni, una per gli uomini e una per le donne, in modo da garantire una rappresentanza proporzionale dei due sessi in Parlamento? Perché non pensare addirittura a due Camere, una maschile e una femminile perché così la vita politica si arricchirebbe con l’allargarsi della parzialità del punto di vista, oggi tutto maschile?”.

In questo modo il gruppo femminista romano intendeva entrare nel dibattito sulle riforme istituzionali, perché, si leggeva nella lettera, “la crisi istituzionale può essere salutare e necessaria, ma oggi non ci sembra andare nella direzione auspicata. Una riforma delle istituzioni infatti che dimentichi le donne, che non ne garantisca la partecipazione alla vita politica e sociale, denota un basso livello di civiltà di un popolo”.

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mauro recher 5:13 pm - 2nd aprile:
Rino DV 8:39 pm - 6th aprile:

Toccherà anche ai siti del Momas? Possibile.
Butac oscurato perché qualcuno “si è sentito” danneggiato da un articolo di 3 anni fa”.
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Quando qualcuna farà sapere alla magistratura di “essersi sentita ferita” da un qualche articolo …oscureranno questo sito. E per analogia tutti gli altri.

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Rino DV 8:43 pm - 6th aprile:

Oggi la Raggi ha oscurato un manifesto antiabortista che, per inciso, non offendeva nessuna/o.
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Ma qualcuna si è “sentita offesa”
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Tutti hanno il diritto di manifestare le proprie opinioni, …purché siano in linea con quelle del regime.

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blu 10:27 am - 7th aprile:

Tra l’altro BUTAC smontò anche la bufala dei femminicidi. Articolo purtroppo recuperabile solo tramite cache di Google.

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache%3Ahttps%3A%2F%2Fwww.butac.it%2Ffemminicidio-riparliamone%2F&oq=cache%3Ahttps%3A%2F%2Fwww.butac.it%2Ffemminicidio-riparliamone%2F&aqs=chrome..69i57j69i58.4417j0j4&client=ubuntu&sourceid=chrome&ie=UTF-8

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ARMANDO 5:48 pm - 7th aprile:

Tutto, in tutti i settori, deve essere coerente e senza crepe. E’ il peggior totalitarismo della storia umana. Uccide senza uccidere! Ma provate a dichiararvi offesi per qualche articolo apparso su un sito femminista (ma anche non direttamente tale) e vedrete che non sarà oscurato, in nome ovviamente della sacra libertà di pensiero. Il pensiero libero è quello allineato, l’altro non è libero, quindi oscurandolo liberano anche chi ci scrive. E’ la democrazia!!!

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Rino DV 6:58 pm - 7th aprile:

Ogni tanto passavo su Butac. Avevo visto l’art. e la cosa mi aveva colpito, come si può ben immaginare.
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Stiamo andando verso quello che Orban d’Ungheria ha definito il suo obiettivo politico: la “democrazia illiberale” cioè liberticida.
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“I nemici della libertà non dormono mai” scriveva Condorcet (dalla cella della morte).

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Rino DV 8:15 pm - 11th aprile:

Il potere, il dominio (di lui)
il dovere, l’onere, la schiavitù (di lei).
Tutto sulle loro spalle
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Quando a guadagnare era ed è solo lui ciò significa, comporta, determina che Egli ha il Potere con il quale stabilisce le regole (a suo vantaggio, si intende). Significa che Egli ha in mano la spada = i soldi.
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Quando a guadagnare è solo lei ciò significa, comporta, determina che Lei ha l’onere e che è serva e schiava (e lui parassita e ladro).
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Per quasi 30 anni ho assistito sgomento alla diffusione di queste infamie in una spaventosa, terribile, devastante solitudine.
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Non so dire e forse non si può credere quanto oggi sia confortante il fatto di sapere che almeno altri 1.000 in Italia chiamano con il giusto nome questo frutto dell’odio antimale: infamia assoluta, menzogna repellente, manipolazione totale.

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Sandro D. 12:45 am - 13th aprile:

Rino
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Per quasi 30 anni ho assistito sgomento alla diffusione di queste infamie in una spaventosa, terribile, devastante solitudine.
>>>>

Dici bene: devastante solitudine e in era pre-internet, quando bisognava usare carta, penna e francobolli.
————–
Rino
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Non so dire e forse non si può credere quanto oggi sia confortante il fatto di sapere che almeno altri 1.000 in Italia chiamano con il giusto nome questo frutto dell’odio antimale: infamia assoluta, menzogna repellente, manipolazione totale.
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Sono sicuro che un giorno, ancora molto lontano, un giorno che noi non vedremo mai perché saremo già morti da tempo, tale letame verrà studiato a scuola, per capire, per comprendere come fu possibile concepire simili bestialità.

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Fabrizio Marchi 11:43 am - 13th aprile:

Rino DV,

Siamo molti di più di mille, Rino, secondo me sono centinaia di migliaia gli uomini (e anche diverse donne) a pensarla non dico proprio come noi ma a ritenere che il femminismo abbai oltrepassato ogni limite…solo che questa massa critica non emerge, prevale la paura, la vergogna, l’ignavia, la passività…

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ARMANDO 1:51 pm - 13th aprile:

Fabrizio Marchi,

Credo anch’io che il problema sia proprio questo: la paralisi psicologica degli uomini che non osano dire ciò che pensano realmente. Se accadesse, tutto il castello di bugie ecc, ossia come la chiama Rino, la GNF, si sgonfierebbe in pochissimo tempo. Faccio un parallelo sportivo azzardato. Tutti quanti sappiamo che il Calcio è ormai un business con tutto ciò che conporta: opacità, manovre, interessi, diritti tv da salvaguardare, stipendi fuori da ogni logica minimamente “normale”, ecc. Insomma una specie di immondezzaio nel quale lo sport e quelli che ancora vengono definiti i suoi “valori” (con facile doppio senso), occupano un posticino residuale. Lo sappiamo bene, tutti, ma ciò nonostante non osiamo volgere lo sguardo da un’altra parte. Se un evento televisivo come una finale di champion fosse disertato dai telespettatori, tutto il castello si sgonfierebbe seduta stante. Ma non accade (e dico per tutti, me compreso). Tutto quì, sembrerebbe facile, ma evidentemente non lo è. Qualcosa nella psiche umana fa si che ci siano blocchi insuperabili. Riguardo al femminismo siamo ancora lì. E spesso non basta nemmeno essere colpiti personalmente per cambiare idea, atteggiamento, per prendere coscienza. Vero mistero!! altro che quello della fede!

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Rino DV 8:00 pm - 13th aprile:

I 1.000 sarebbero quelli che colgono al volo, istantaneamente, il carattere mistificatorio di quel titolo. Quelli che subito comparano l’ “onere” femminile con il “potere” maschile.
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I sensibilizzati, quelli che lo notano dopo un minuto di riflessione, saranno alcune migliaia. 5.000-10.000.
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Certo, quelli con il mal di pancia sono molti di più.
Centinaia di migliaia.
E quelli con qualche dubbio, incertezza, sospetto forse qualche milione. Almeno grazie al contributo dei padri separati.
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Questa è la mia impressione.
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Ma i grandi numeri stanno nascosti, la massa, come ben sappiamo, è latente.
E latitante.

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Fabrizio Marchi 12:59 am - 14th aprile:

ARMANDO,

Bè, aspetta, è diverso…Che il calcio sia un business lo sanno tutti e in fondo tutti lo dicono, se ne può parlare, è consentito dirlo, non solo al bar o nelle discussioni fra amici e/o colleghi, ma anche nelle televisioni, sui media. Tutti sanno tutto e tutti lo ammettono apertamente. Dopo di che ci piace talmente tanto e siamo così appassionati che scegliamo lucidamente di tifare, per gioco, per passione, perchè è un modo per restare fanciulli, anche se sappiamo che è un business. Ma sappiamo perfettamente come stanno le cose e in fondo è ammesso da tutti, la verità è portata alla luce, è pubblicamente ammessa e riconosciuta. E se ne può parlare senza nessun problema.
Nel caso del femminismo la situazione è ben diversa. Il femminismo non può essere criticato, una versione alternativa dei fatti non è ammessa e non è pubblicamente riconosciuta, e chi si espone è soggetto a sanzione (emarginazione, scomunica, pubblico ludibrio, derisione, isolamento, fine di ogni spazio politico e professionale). Inoltre mentre tutti sanno che il calcio è un business, non tutti sanno quello che sappiamo noi del femminismo. Ancora oggi quando diciamo che siamo antifemministi molta gente ci risponde:”Ma allora siete contro la parità fra i sessi, contro il diritto di voto alle donne, siete a favore della disparità salariale…ecc. ecc. “.
Quindi sono in realtà due fenomeni ben diversi. Il primo è palese, il secondo è occulto.

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Daniele 9:06 am - 14th aprile:

Fabrizio, sei troppo ottimista, se veramente fossero centinaia di migliaia gli uomini “a pensarla come noi” (perlomeno qui, in Italia), gli stessi forum e blog dedicati alla questione maschile avrebbero come minimo decine di migliaia di utenti e di iscritti (se non centinaia di migliaia, per l’appunto), mentre i fatti dimostrano che in tali luoghi virtuali, pur essendo aumentato un po’ il numero degli incazzati, a scrivere sono quasi sempre i soliti, che ormai se ne occupano da lustri e decenni.
Tra l’altro l’uomo medio non ha la più pallida idea di cosa sia realmente il femminismo.
L’uomo medio si “scanna” per questioni politiche (“fascisti contro comunisti”, ecc), per questioni calcistiche, per questioni di donne, ma riguardo a certi argomenti brancola totalmente nel buio.
Ed inoltre, nella quasi totalità dei casi, se uno cerca di “aprirgli la mente” al riguardo, non solo ti guarda con aria perplessa, ma evidenzia il suo totale disinteresse.
La “guerra dei sessi” non è un argomento che alberga nella mente degli uomini (contrariamente a quanto raccontano le femministe).
L’uomo, il maschio umano, fa la guerra (in tutti sensi) solo agli “altri uomini”, nonostante le femminucce gliela facciano tutti i giorni a suon di derisioni, denigrazioni, divorzi, denunce e quant’altro.
L’uomo al massimo bolla come “troie” le femmine, oppure sta zitto o… ride.
Inoltre, vorrei far notare che quella mentalità assurda alla quale fa riferimentio Rino, ha radici nel vecchio Patriarcato e non nel femminismo, che ha semplicemente cavalcato e alimentato una mentalità preesistente.
Gli stessi miei nonni (e nonne) ormai deceduti da tempo, facevano ragionamenti simili al riguardo, benché non sapessero nulla delle vaginate femministe e fossero nati e vissuti in un’ epoca in cui il movimento femminista contava quanto il due di briscola e non esistavano certamente internet e i cosiddetti social..

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Daniele 9:12 am - 14th aprile:

Dimenticavo: a mio parere il vecchio Patriarcato ha fatto molti più danni agli uomini che alle donne.

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non esistEvano certamente internet e i cosiddetti social…
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