preload
09 Ago 2025  |  0 Commenti

Roberta Bruzzone: il lato oscuro del fanatismo femminista

In alcuni articoli recenti ci siamo occupati di alcuni aspetti che caratterizzano il femminismo, come ideazione e come ortoprassi, che qui elenchiamo senza un ordine particolare: disturbo narcisistico di personalità, cospirazionismo, parassitismo associazionista, sessismo, fanatismo.

Un recente post di Roberta Bruzzone, inserito ovviamente nel contesto di innumerevoli altre sue dichiarazioni e attività, ci fornisce l’occasione per riflettere nuovamente su questi aspetti. Oltre alla pubblicazione di un libro, Patriarcato Criminale, che fa proprie tutte le tesi femministe (cultura dello stupro, violenza di genere come violenza unidirezionale e sistemica degli uomini contro le donne, etc.), nella attività della Bruzzone vi sono corsi per <<difendersi dal narcisismo maligno e dalla manipolazione affettiva (degli uomini) >>, altri sulla violenza di genere (sempre quella strutturale ed endemica degli uomini contro le donne) e una quantità pressoché sterminata di dichiarazioni ed esternazioni in tal senso (e, come è immaginabile, questa ansia di convalida delle proprie tesi ideologicamente orientate ha prodotto talvolta clamorose debacle).

Roberta Bruzzone, per quanto riguarda il post in oggetto, si appiattisce sulla narrazione femminista con riferimento ai discorsi “anti-incel”, individuando innanzitutto nei cosiddetti incel gli autori dei femminicidi: secondo la Bruzzone gli omicidi in cui le vittime sono di sesso femminile sono commessi da uomini che frequentano i forum incel; questi uomini, vengono istigati da altri uomini, sempre utenti dei forum, a commettere quegli omicidi che puntualmente poi vengono posti in essere. Nel post della Bruzzone non manca poi il richiamo alla tesi del “terrorismo incel”, quindi la tesi delle “stragi di donne e gli omicidi organizzati dai movimenti incel”, gli stupri, eccetera eccetera.

In particolare per Roberta Bruzzone, queste organizzazioni terroristiche (quelle dei forum degli incel) reclutano i propri membri tra uomini che hanno gravi disturbi psichiatrici. Una volta individuati, la mano degli stessi viene armata, vengono pianificati gli omicidi, le violenze, le stragi (di donne), gli attentati.

Queste tesi non sono originali della Bruzzone, le abbiamo già lette altre volte, soprattutto negli ultimi mesi (a nostro avviso in preparazione di provvedimenti che dichiarino l’attività di critica del femminismo illegale). E già qualche anno fa abbiamo risposto a quelle sul “terrorismo incel”.

Quello che qui ci preme sottolineare non è “smontarle” (operazione già effettuata più volte), ma evidenziare come affermazioni disancorate così tanto dalla realtà da apparire surreali e il cui contenuto consta di espressioni di odio contro gli uomini e criminalizzazione dei movimenti di critica del femminismo, vengano propugnate sempre con una maggiore insistenza e, in ragione della pervicacia della propaganda, prese per buone da gran parte della opinione pubblica. Come abbiamo già rilevato il 2025 sembra davvero essere per l’Italia l’anno della svolta: il libro Bianco della Roccella, il DDL che istituisce il reato di femminicidio, le esternazioni di Valeria Valente e di tantissime altre esponenti del mondo della politica, delle istituzioni, di ogni agenzia formativa e di stampa (le quali affermano a ogni piè sospinto che in Italia sarebbe in atto una mattanza di donne e che ogni “maschio” è responsabile per ogni singolo omicidio che si verifica), la summenzionata campagna di criminalizzazione dei cosiddetti “incel” (e con essi dell’area di movimenti di critica del femminismo) condotta con una violenza mai vista prima.

Ecco alcuni punti su cui sembrerebbe basarsi questa attività di propaganda:

1) Identificare un solo messaggio da trasmettere, un solo simbolo, un unico nemico responsabile di tutti i mali;

2) Trasporre sull’avversario i propri errori e difetti, e non potendo negare le cattive notizie, inventarne nuove per distrarre;

3) La propaganda deve essere popolare, indirizzata al meno intelligente degli individui ai quali è diretta;

4) Tutto si deve basare su poche idee, ripetute instancabilmente, presentate sotto prospettive diverse, senza dubbi ed incertezze: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”

5) Far credere che le idee espresse siano condivise da tutti (principio dell’unanimità). “Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga.“

Ề in ragione della sistematicità di questa attività di propaganda, all’impunità assicurata dal fatto di essere (il femminismo) lo strumento di legittimazione ideologica delle classi dominanti, che Roberta Bruzzone può affermare che gli autori degli omicidi della propria compagna, della propria ex o delle donne in generale sono utenti del forum degli incel (giusto per fare un esempio) e ricevere una ovazione nei social; ovazione non molto diversa da quella che ricevevano gli esponenti del nazionalsocialismo quando affermavano che gli ebrei erano gli autori di stupri, omicidi, rapimenti, la causa della povertà della Germania, eccetera eccetera: l’ancoraggio con la realtà, quando il fanatismo ha preso il posto della ragione, è irrilevante.

Da questo punto di vista potrebbe essere interessante notare come le varie patriarcologhe mostrino proprio quei tratti che loro stesse attribuiscono agli “incel”: un’identità fragile, costruita attorno alla visibilità mediatica, una fortissima tendenza alla colpevolizzazione esterna, lo sviluppo di pensiero paranoide e vittimista, fino a forme di radicalizzazione (“le donne vengono uccise dagli utenti dei forum”), un evidentissimo (a nostro avviso) disturbo narcisistico di personalità, che conduce alla pretesa di una narrazione identica alla propria, all’attribuzione ai fenomeni più vari di significati strampalati, ad un alto grado di antagonismo interpersonale verso chi ha idee diverse dalle proprie (sostenuto da grandiosità, bisogno di ammirazione e forte egocentrismo), ed un peculiare stile relazionale, cognitivo ed emotivo della propria comunicazione.

Ma a noi non interessa cimentarci in diagnosi psichiatriche né rispondere all’odio con altro odio.

L’ odio, che viene ormai quotidianamente diffuso contro intere categorie di persone, vorremmo cercare di arginarlo. E nel farlo riteniamo anche di difendere uno dei principi fondamentali della nostra civiltà, ovvero quello della totale libertà di pensiero e di espressione del pensiero: essa è inscindibile dalla democrazia e dal progetto emancipativo della modernità ed è l’unico antidoto contro i mostri prodotti dal fanatismo. Pertanto, pur presagendo gli scenari più cupi, continueremo ad opporci con fermezza contro tutte le tendenze antidemocratiche e i tentativi di inibire una libera discussione razionale dei cittadini. Tentativi che, come abbiamo dimostrato, passano attraverso la costruzione dell’immagine di un altro (gli incel, alterego del “maschio bianco eterosessuale”) su cui rigettare ogni negatività, una identità fittizia vista come causa di ogni male e che rimettono in auge quel nesso di razzismo, dominio e odio verso il prossimo che nella storia dell’umanità ha prodotto e continua a produrre immani sciagure.


Lascia un commento

* Richiesto
** Il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico
Markup Controls

Aggiungi un'immagine