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04 mag 2015  |  11 Commenti

”Ci sono 3 modi per dire le bugie: le bugie, le bugie sfacciate e le statistiche (femministe)”

Come ti demolisco il gender gap in 5 minuti: ”Ci sono 3 modi per dire le bugie: le bugie, le bugie sfacciate e le statistiche”. (Benjamin Disraeli)

”Il femminismo rientra nella categoria delle bugie dette con la statistica, ovvero le più subdole” (Enrico Fiorini)

La matematica è la regina delle scienze, perchè di fronte alla sua perfezione non ci si può porre che in uno stato di ”quasi-religiosa” contemplazione, giacchè è l’unico prodotto della mente umana che fornisce risultati NON DISCUTIBILI, NON MANIPOLABILI, NON RELATIVI.

 2+2 fa 4 per tutti, e non potrebbe, grazie al cielo, essere diverso. 2+2 non può che fare 4 per tutti, neri, bianchi, comunisti, fascisti ecc… e non si può costringere la matematica a dire che 2+2 fa 5, perchè lei, la nobile aristocratica regina delle scienze ti umilierà ogni volta che proverai a tirarla per il colletto, tentando di farle dire quello che non può o non vuole dire.

Non è così per la sua sorella meno nobile: la statistica. La quale si nutre della stessa sostanza della matematica, il numero, ma lo fa nel tentativo di cogliere non già la misura esatta della realtà in assoluto, ma l’approssimazione, le tendenze, il relativo e non l’assoluto.

Alla matematica il regno superbo e semidivino dell’assoluto, alla statistica il compito ingrato di rapportarsi con il relativo di fare affermazioni di tipo probabilistico con, come unica certezza, la misura esatta dell’errore contenuto in quelle stesse proposizioni.

Così poco nobile, così proletaria, così se vogliamo ”beta”, la statistica china il capo e si vende al miglior offerente, con la statistica infatti si può dire tutto e il contrario di tutto a seconda di come si raccolgono i dati e li si comparano, CON UN’UNICA DIFFERENZA IMPORTANTE: CHE IL LETTORE NON PREPARATO CHE LEGGE UNA STATISTICA, AVENDO A CHE FARE CON UN NUMERO, PENSERA DI AVERE A CHE FARE CON IL MONDO DELLE CERTEZZE INCONTESTABILI E NON DELLE OPINIONI.

Eccoci di fronte al supremo inganno dell’epoca moderna, tant’è che anche Keynes quando si stufò dei cialtroni che tiravano la statistica per il colletto ebbe a dire la famosa frase: ”SI ATTACCANO AI NUMERI COME GLI UBRIACHI AI LAMPIONI”.

Prendiamo dunque uno dei piatti forte della statistica-lampione a cui le nostre ”illuminate” femministe ubriache amano aggrapparsi: ”la differenza di stipendio fra uomini e donne, quantificata talvolta del 30%, talvolta del 20%, talvolta del 40% non si capisce mai bene come…”

Ora nel 2009 era comparso uno studio serio che per la prima volta aveva quantificato in 2% il differenziale salariale, ovvero ciò che in statistica verrebbe definito ”statisticamente non significativo”

Stipendi, è parità tra uomini e donne

Perchè dunque questo studio contraddice centinaia di altri che quantificavano la differenza in percentuali ben più congrue?

Il punto è che quella professoressa ha fatto quello che avrebbero dovuto fare tutti coloro che redaggono statistiche, OVVERO ELIMINARE I FATTORI CONFONDENTI.

IN GENERE IN UNO STUDIO BEN FATTO PER EVITARE I FATTORI DI CONFONDIMENTO BISOGNA DIVIDERE LE DUE POPOLAZIONI E CONFRONTARLE DIVIDENDOLE IN CLASSI

Ora per farmi capire farò un esempio semplice, banale, terra-terra facendo una comparazione fra due automobili che conosciamo tutti.

Se io elaboro i dati grezzi statistici sul numero di incidenti sulla Mini e il numero di incidenti sulla Panda, ne deduco che i dati grezzi mi dicono che le Pande fanno incidenti il 20% in meno rispetto alle Mini.

Uno statististico che volesse sfruttare questa differenza potrebbe urlare ai 4 venti: “La Panda è più sicura! Pensate che le persone che guidano la Panda fanno il 20% di incidenti in meno!”

Ma questo pur essendo vero in sè, è un modo di distorcere la realtà:

Se infatti dividiamo le popolazioni che guidano per fasce d’età,  cioè divise per classi di età, ovvero
18-30            
30-50
50-70

Scopriremo che in realtà la Mini presenta un numero di incidenti RELATIVAMENTE MINORE rispetto alla Panda, ma essendo guidata, a differenza della Panda, da un target di popolazione prevalentemente giovane tra i 18-30, che è più spericolata e meno prudente, tende a riportare un numero grezzo di incidenti superiori.

Il punto dunque NON E’ LA MINI O LA PANDA IN SE’, MA CHI LE GUIDA, E COME LE GUIDA.

Per le differenze di stipendio, per chi non ha i prosciutti sugli occhi COME E’ OVVIO ASPETTARSI, VALE LO STESSO DISCORSO DELLE MACCHINE.

PERCHE’ NON E’ IMPORTANTE SOLO CHIEDERSI SE A PRENDERE QUELLO STIPENDIO SIA UN UOMO O UNA DONNA. E’ MOLTO PIU’ IMPORTANTE CHIEDERSI QUANTO LAVORA, COME LAVORA, CHE QUALIFICHE HA E CHE MANSIONI OCCUPA. DIVISO PER CLASSI, COME HA FATTO LA PROFESSORESSA, IL  GENDER GAP MAGICAMENTE … SCOMPARE!

ma  guarda un pò che strano…

Noi uomini beta non siamo mai caduti nell’inganno della statistica farlocca femminista perchè la nostra tradizione storica ci porta NATURALMENTE A DIVIDERE L’UMANITA’ IN CLASSI CHE UN TAL UOMO BARBUTO, AL SECOLO PARE SI CHIAMASSE KARL MARX, EBBE A CHIAMARE CLASSI SOCIALI.

Proponiamo dunque uno studio più interessante di quelli femministi, il cui oggetto di indagine non è il finto gender gap, ma la differenza di stipendio fra i figli di persone appartenenti a classi sociali diverse, maschi e femmine indifferentemente …

Ne emergerebbe forse un quadro più realistico dell’immobilismo sociale italiano, che qualcuno TENTA ABILMENTE DI COPRIRE LANCIANDO PERIODICAMENTE IL FUMO NEGLI OCCCHI DEL ”GENDER GAP”  ALLE CLASSI SOCIALI INFERIORI, LE QUALI ABBOCCANO E CHIEDONO ”IL PRESIDENTE ”DONNA”…

Peccato che poi si chiami Clinton e sia ricca da 30 generazioni.

L’inganno è riuscito, complimenti, la lotta di classe, buttata via in un angolo del cassetto; chi ci crede più, nei tempi della quota ”rosa”, anzi ”dana-rosa”?

P.S.

Questo post è dedicato a Papa Bergoglio, figura pregevolissima che tuttavia dovrebbe prendere l’abitudine di affidarsi alla luce di Cristo, anzichè aggrapparsi ai lampioni delle statistiche svitate femministe; un auspicio, che la luce dello Spirito Santo lo illumini di modo che egli non abbia più ad aggrappapparsi alla flebile luce dei lampioni femministi ma veda finalmente la realtà con chiarezza.


11 Commenti

mauro recher 4:27 pm - 4th maggio:

Che dire? Bravo Enrico http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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Animus 9:02 am - 5th maggio:

Non è così per la sua sorella meno nobile: la statistica. La quale si nutre della stessa sostanza della matematica, il numero, ma lo fa nel tentativo di cogliere non già la misura esatta della realtà in assoluto, ma l’approssimazione, le tendenze, il relativo e non l’assoluto..
____

Direi che il problema consiste “soltanto” nell’uso distorto che ne viene fatto, strumentale, mentre in sé, “la teoria dei fenomeni aleatori” possiede tutti gli strumenti teorici e i medoti per non essere da meno della sua sorellastra…
Non è vero infatti che essa è fallace perché tratterebbe soltanto l’approssimazione o il relativo, ripeto, il calcolo delle probabilità possiede tutti gli strumenti teorici per definire esattamente, anche, la “veridicità” delle proprie affermazioni, – es. ha la probabilità del 50% con un’attendibilità del 90% -, quindi, al pari dell’analisi, algebra, etc, è una disciplina molto sofisiticata e rigorosa.
Il problema consiste, come al solito, e come giustamente puntualizzi nel tuo articolo, nell’esporre “dati parziali” – comunemente dette “verità parziali”- come “verità assolute” -per capirci-, ma questo non è un difetto insito in questa scienza, ma, guarda un po’…nella forma mentis della ns “sotto cultura”.

Di fatto, dal momento che in nessun ordine scolastico e a nessun livello di studi viene insegnato che si ha a che fare col Vero solo quando ci si rapporta con l’Intero alias Assoluto (che in linguaggio religioso si chiamerebbe Dio, e che però è imperscrutabile, inavvicinabile, impronunciabile, etc etc) a cosa servirebbe esporre le cose in una maniera tale che, nessuno sarebbe in grado di capire, se non, pochissimi addetti ai lavori?

Ecco da dove nascono le ideologie e le contraffazioni, e perché essa hanno buon gioco.

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Animus 9:30 am - 5th maggio:

>Di fatto, dal momento che in nessun ordine scolastico e a nessun livello di studi viene insegnato che si ha a che fare col Vero solo quando ci si rapporta con l’Intero alias Assoluto.
————-
By the way, “batta un colpo” chi può negare che la sola è unica nozione di verità che gli è stata insegnata a scuola, è che il vero è il contrario del falso, e il falso, il contrario del vero.

E dove sarebbe l’Assoluto, in questa definizione?
Non è forse una stupida tautologia …relativa?

Chi ha studiato teologia può “battere un colpo”, a cui hanno insegnato che la verità è un’altra cosa ( perché ne ha una definizione basata sull’assoluto), chi ha studiato filosofia ( e c’ha capito qualcosa, non ci giurerei su tutti), ma gli altri…

Agli altri non serve (dare) nessun’altra nozione di verità, devono avere quella falsa (la stupida tautologia), e su quella nozione fallace, l’unica che è stata insegnata loro sin da piccoli e rinforzata poi nell’arco di tutta la vita, devono valutare ciò che è falso e ciò che è vero.
Auguri….

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Michele Serra 3:25 pm - 5th maggio:

Forse la conoscete già: sono incappato in questa pagina fb che tratta proprio questo argomento e mi pare assai istruttiva e simpatica.
https://www.facebook.com/Math4FeministsCA?fref=pb&hc_location=profile_browser

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Andrea 4:23 pm - 5th maggio:

Concordo pienamente

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mauro recher 5:17 pm - 5th maggio:

Forse non pertinente ,ma visto che qui si parla di statistiche
https://femdominismo.wordpress.com/2015/05/05/ghost-town/

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Enrico Fiorini 7:24 pm - 7th maggio:

Se mi è concesso,il vero dibattito,non è tanto fra lo scontatissimo differenziale di stipendio fra l’uomo che lavora 12 ore al giorno,e la segretaria che lavora part time 5 ore al giorno,ma perchè le donne optano per il part time 5 ore al giorno e gli uomini per il ”non ho una vita al di fuori del mio lavoro,anche perchè se lavorassi di meno non ce l’avrei comunque”….
Sono consapevole che il dito dietro cui si nasconderanno le donne sarà uno solo:la maternità.
Ma benedetta maternità,quasi fossimo in Egitto dove sfornano 8 pargoli per donna,qui è diventato un alibi dietro a cui ci si nasconde…siamo in epoca di crescita zero,chi li fa più i figli,oltre gli immigrati?
IQual è allora il punto della situazione,ditemelo voi perchè io lo so già…..

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Luigi Corvaglia 11:17 pm - 16th maggio:

Un interessante articolo sul numero di ore lavorative per settimana nel mondo. Ore lavorative degli uomini e ore lavorative delle donne.
In definitiva una conferma del discorso di Enrico.
The State of the 40-Hour Workweek

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Luigi Corvaglia 11:25 pm - 21st maggio:

Sempre in tema di statistiche.
Muoio dalla curiosità di sapere criteri e rappresentatività del campione scelto per questa ricerca.
521 interviste in rappresentanza dell’opinione di 60.000.000 milioni di persone.
Perché la corruzione non è femminile – 27ora
.

.
p.s. Ho forti perplessità, ma quand’anche si trattasse di un lavoro serio il risultato non mi meraviglierebbe per niente visto il “battage pubblicitario” degli ultimi anni.

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RDV 8:40 am - 22nd maggio:

Non esiste la minima differenza intrinseca tra F/M. Però esistono differenze originarie.
E sono tutte con il + per F.

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Rino DV 4:33 pm - 29th maggio:

“Sentenza Jeans” 1999: una delle più violente campagne antimale fondata su una delle più perfide e ributtanti menzogne mai udite viene riesumata in occasione di una scadenza del tutto particolare: il 16° (sic!) “anniversario”.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-non-ho-denunciato/
.
Azione coordinata tra le avanguardie del Bene:
Nadias (Fatto)
Bettirossa (il Manifesto)
Lipperatura (Repubblica)
La27ora (Corriere della Sera)
Il corpo delle donne

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