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07 apr 2019  |  11 Commenti

Il depistaggio della cosiddetta “Famiglia tradizionale”

1) “Famiglia tradizionale” fu quella famiglia di coppia etero nella quale il maschio aveva autorevolezza morale, ossia prestigio e forza psicologica tale per cui il suo comportamento era un riferimento, la sua responsabilità valutata, la sua parola ascoltata, le sue disposizioni operative eseguite perché su di lui gravavano il peso materiale (mantenimento e protezione) e ogni la responsabilità civile e penale,  il dovere di correre tutti i rischi possibili.  A lui era riconosciuto il diritto di guidare perché era lui a rispondere di tutto. Lui e lui solo pagava per tutti. Quella nella quale l’uomo aveva, oltre ai doveri, anche diritti.

Ne abbiamo avute di 5 tipi + 1:  aristocratica, altoborghese, piccoloborghese, proletario-operaia e contadina. Tutte diverse sotto tanti aspetti, tutte uguali sotto un aspetto: il prestigio del maschio marito/padre. (La sola famiglia nella quale ciò era vero solo in parte è stata – ed è – quella sottoproletaria).

La locuzione “Famiglia tradizionale” dissimula, deforma e infine nasconde, l’essenza dell’intera questione: se il maschio partner/marito/padre abbia un valore e debba averlo o se non ce l’abbia e non lo debba avere. Questa è l’equazione, qui sta il problema ed anche la sua soluzione. Prendi una qualsiasi famiglia odierna, di qualsiasi classe sociale, di qualsiasi reddito, comunque composta, mettici dentro un  uomo che abbia valore (prestigio, potere e diritti) ed hai immediatamente la c.d. “Famiglia tradizionale”.

2)  La grande obiezione: la “Famiglia tradizionale” (= quella nella quale il maschio ha prestigio, potere e diritti) è il feticcio, il mito, l’obiettivo dei tradizionalisti, quindi… bisogna combatterla, giurano i “progressisti” i quali infatti combattono contro il valore degli UU dentro e fuori la famiglia da mezzo secolo. Ma se il mio peggior nemico giura che 6×3 dà 18, io non posso far altro che confermare:  6×3=18.

Anche se lo dice un fascista. Darà sempre 18 e io concorderò senza imbarazzi.

Chi vuole porre fine alla distruzione del maschio non può che trovarsi oggi in compagnia dei tradizionalisti. Ma la colpa è solo dei “progressisti”, di coloro che “…lasciano ai loro nemici una buona ragione, sulla quale questi fonderanno la loro vittoria” (N. Machiavelli). Quelli che lavorano per VOX non hanno titolo per insegnarci nulla, né per metterci sul banco degli imputati. Noi (del Momas) abbiamo già messo loro da tempo su quel banco. Sono essi gli imputati.

3) Genderismo. I genderisti giurano che un’ideologia genderista non esiste. Hanno ragione, ma non dicono perché. Esiste il femminismo di cui il genderismo è spina dorsale e colonna vertebrale. Parlare di genderismo come ideologia autonoma e  autogena è assolutamente depistante. I nemici del genderismo (“tradizionalisti”) non riescono a vedere (o forse vedono ma non osano dichiarare) che quella pestilenza è il cuore del femminismo. Il femminismo è genderista e non esiste alcun genderismo fuori dal femminismo. Il  genderismo è una maschera del femminismo. Non esiste alcun genderismo. Esiste la malapianta femminista, ontologicamente genderista.

Questo è solo un approccio. Ne parleremo.

Risultati immagini per Famiglia tradizionale immagini

Fonte foto: IL POPOLO (da Google)


11 Commenti

armando 2:23 pm - 9th aprile:

Lucido all’inverosimile, come sempre. Le contraddizioni irrisolvibili sono enunciate, le maschere disvelate. Fra le contraddizioni, questa volta dei tradizionalisti (non tutti, molti e di diversa provenienza) aggiungerei solo che pretendono di tornare alla famiglia tradizionale nel senso che scrivi tu, ma in un mondo (che hanno largamente contribuito a costruire e tuttora sostengono, anche solo omettendo di dire o non vedendo il visibile) in cui, per motivi economici e culturali strettamente connessi, il prestigio maschile, i diritti maschili (e quelli paterni sono con ciò impliciti) diventano un ostacolo. I diritti, sia chiaro, non i doveri. Quelli sono rimasti inalterati, solo che gli uomini non sono messi più in condizione di assolverli, e quindi passano per irresponsabili menefreghisti ecc. ed infatti sono penalizzati dalla legge, dalla magistratura ecc. ecc.
Di questo passo, e se non si avvia un qualche ripensamento urgente, o gli uomini saranno completamente annichiliti, oppure salterà il tappo all’improvviso e tutto ciò che è stato compresso, malinteso, falsificato, tracimerà nell’eccesso opposto.

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Rino DV 8:06 pm - 9th aprile:

“…oppure salterà il tappo all’improvviso e tutto ciò che è stato compresso, malinteso, falsificato, tracimerà nell’eccesso opposto.”
.
Esatto. Sta già tracimando.
Il bubbone sta suppurando da tempo.
Esploderà.
E saranno disastri.
.
Una terribile nemesi, una feroce enantiodromia.
.
Prevista.

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Rita 10:23 am - 15th aprile:

Perfetto: se mai se ne volesse una conferma basta ascoltare Adinolfi o qualunque altro impegnato sul fronte tradizionalista, oppure, all’inverso, Terragni o qualunque altra impegnata sul fronte femminista tradizionale, oppure ancora chiunque si dichiari di sinistra, progressista, femminista (l’uomo/la donna qualunque) ma voglia contrastare quella che pensa essere le derive odierne. Tutti indistintamente concordano su una cosa: sono contro l’utero in affitto, contro la possibilità che due uomini abbiano un figlio. Se gli si chiede espressamente, ma due donne? Allora qui si nicchia. Adinolfi non risponde se non costretto, accennando timidamente alla mancanza della figura paterna ma, certo lì, non c’è mercificazione e compravendita del figlio, la Terragni è d’accordo su due donne, figuriamoci, maternità al quadrato e saggezza femminile al quadrato, l’uomo/la donna qualunque tirano in ballo la fisiologia, la naturalità. Si, beh, quello è consentito, perché è normale farsi mettere incinte naturalmente o artificialmente e poi escludere il padre, salvo quando “serve”. Lo è sempre stato, è la natura, ti dicono. Inspiegabilmente lì, la natura vale.

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Dario 1:11 am - 24th aprile:

sì, in pratica voi volete il ritorno del marito-padrone e della donna schiava http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif
volete il ritorno della potestà maritale anzi, magari anche della verginità prima del matrimonio http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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Rino DV 6:13 pm - 24th aprile:

1) Questo Dario non si occupa di ciò che l’articolo dice.
Si occupa di ciò che starebbe nella nostra testa. Delle nostre “vere” intenzioni che noi, per pudore o per tattica, non oseremmo (non osiamo) esplicitare. Si tratta ovviamente di pessime intenzioni. Inconfessabili.
.
2) Questa attacco vile e sleale è del tutto normale nel conflitto antimale. Non ci si occupa delle argomentazioni, dei fatti e delle affermazioni. Si entra invece di brutto nel cervello del nemico per descrivere ciò che c’è dentro. Cosa si trova nel cervello del nemico, ossia nel nostro? Liquami.
Il solito oltraggio antimale.
.
3) Ma quel che è importante è il depistaggio che in tal modo si compie. Ci si occupa e preoccupa, si vedono e si denunciano le configurazioni mentali immaginarie di coloro che … “vorrebbero le DD schiave” ma non osano dirlo, o di quella minoranza risibile che vorrebbe vederle fare più figli.
Nel frattempo le italiane (originarie) hanno raggiunto il record mondiale di infertilità. Ma non è questo che conta. Ciò che conta è …l’intenzione del nemico. Il liquame che sta nella nostra testa.
.
Fanno benissimo a non far figli, perché fanno ciò che vogliono e ciò è bene.
Anche noi vogliamo decidere del nostro destino. Magari evitando figli imposti.
Pari diritti per gli UU, scriveva Faraci oltre 20 anni fa.
.
4) Quanto a me, io non mi occupo del destino delle DD. Di questo si occupano loro stesse. E fanno benissimo. Io mi occupo del destino degli UU e faccio benissimo. Ma anche se facessi malissimo lo farei comunque.
Non mi occupo del destino delle DD e da oltre 20 anni invito gli UU a non occuparsene. A liberarsi di questo fardello. Noi dobbiamo occuparci solo di noi. Ora e finalmente.
.
5) Si sa che “Le brave ragazze vanno in Paradiso, ma le cattive vanno dappertutto”. Bellissimo.
Lasciamole andare dove vogliono. Ne hanno il pieno diritto, la cosa non ci riguarda. Buone o cattive vadano in Paradiso, in Purgatorio o all’Inferno.
La cosa non ci deve riguardare.

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mauro recher 1:01 pm - 26th aprile:

Beh Dario ha scritto la solita battutina sul maschio padrone e donna schiava ,certo potrebbe essere più originale, ma d’altronde forse di argomenti non ne ha , solo emoction scontate
D’altronde cosa me ne farei della donna schiava, ho fatto 49 anni ieri e francamente far funzionare una lavatrice, lavare un pavimento e far da mangiare ,li faccio per sopravvivere e li ho fatti anche come lavoro e non mi sono sentito denigrato perchè maschio ,erano lavori onesti..se Dario avesse magari letto l’articolo e non si fosse fermato al titolo sarebbe stato meglio, ma sai ,entri nel sito di uomini beta e capisce al volo che ,questi maschi sfigati vogliono stare in poltrona a tirare rutti ed avere una donna tutto fare ,poco importa dei senza tetto che sono in maggioranza (schiacciante) uomini ,dei morti sul lavoro che sono in grande maggioranza (schiacciante) uomini ,dei padri separati costretti a dormire in auto,no ,il nostro bisogno impellente e di stare in un divano a tirare rutti ,va beh Dario che dire ci hai scoperto ,

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Sandro 5:19 pm - 26th aprile:

Rino
>>>>>>>
o di quella minoranza risibile che vorrebbe vederle fare più figli.
Nel frattempo le italiane (originarie) hanno raggiunto il record mondiale di infertilità.
>>>>>>>
Infatti c’è un solo Paese al mondo dove nascono meno bambini, ed è il Giappone.
A seguire c’è la “maschilista e patriarcale” Italia. (sic!)
E già da qui una persona con un minimo di cervello dovrebbe essere capace di fare 2+2…
Ma, ovviamente, è chiedere troppo.

https://it.businessinsider.com/questa-e-la-morte-della-famiglia-la-crisi-della-fertilita-in-giappone-sta-creando-problemi-economici-e-sociali-mai-visti-prima/

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Rino DV 7:51 pm - 26th aprile:

Mau:
>>>
… ma sai ,entri nel sito di uomini beta e capisce al volo che ,questi maschi sfigati vogliono stare in poltrona a tirare rutti ed avere una donna tutto fare…
>>>
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif
.
C’è chi capisce al volo cosa vogliamo.
Ed ha ragione.
Ma noi non osiamo dirlo.
.
Così ne approfitto per blasonarmi, autoincensarmi ed autocelebrarmi pubblicamente – un momento di priapismo maschilista – dichiarando di essere titolare di un record nazionale imbattibile.
Ho incominciato a lavarmi la biancheria all’età di 11 anni.
C’è qualcuno in Italia che possa dire altrettanto?
O qualcuna?
Nessuno/a si presenti.
Non l’ho mai confessato prima d’ora perché ciò che deve contare sono le pure argomentazioni non il proprio medagliere. Non i “titoli”.
I fatti personali, la biografia non contano nulla in una lotta come questa. Non dovrebbero contare.
E poi a me non piace vincere 10 a 0 umiliando l’avversario.
Ma visto che abbiamo a che fare con dei maramaldi/e
ciò serva a chiudere la bocca a tutti coloro che vengono qui ad insegnare.
Sul conflitto dei sessi noi non impariamo.
Noi insegniamo.
.
Dà fastidio?
Amen!

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Rino DV 8:13 pm - 26th aprile:

…dimenticavo.
…a lavarmi la biancheria ed a rammendarmi i calzini.
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif
Come si faceva al tempo in cui non c’era l’usa-e-getta.
Prima dell’opulenza di massa.
Quando le cose erano preziose.
Quando non c’erano le discariche e i mari erano senza plastica.
.
Non nel medioevo.
50 anni fa.

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