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01 nov 2010  |  348 Commenti

Prostituzione: ideologie diverse ma stessa ipocrisia

 Sono del tutto persuaso che in un paese civile, laico ed evoluto la prostituzione dovrebbe essere legalizzata e regolamentata. Ciò comporterebbe una serie di fattori positivi in più direzioni.

Innanzi tutto verrebbe inferto un colpo durissimo alla criminalità organizzata. E’ storicamente dimostrato che qualsiasi forma di proibizionismo finisce inevitabilmente per alimentare i traffici illegali; vale per l’alcool e la droga come per la prostituzione.

Secondo poi, legalizzandola, lo stato potrebbe e dovrebbe operare un prelievo fiscale, come avviene per qualsiasi altra attività professionale (magari lo facesse realmente…) e soprattutto per il lavoro dipendente. In questo modo, oltre ad indebolire ulteriormente il racket dello sfruttamento sottraendogli un mucchio di quattrini, la comunità avrebbe più risorse da investire in welfare e in opere pubbliche.

Le professioniste del sesso e le escort (ce ne sono moltissime ormai) pagherebbero le tasse, quanto meno come tutti i lavoratori dipendenti (e formalmente come tutti i cittadini…), contribuendo anch’esse alla crescita e al benessere della comunità, come è giusto che debba essere.

La grande maggioranza delle prostitute “normali” (non tanto le escort, per ovvie ragioni meno interessate) ne guadagnerebbero sotto ogni punto di vista. Sarebbero libere di esercitare privatamente o costituendosi in cooperative, non più sulla strada ma in appartamenti privati o al limite, perché no, anche in appositi locali messi a disposizione dallo stato (ma da loro stesse autogestiti). Sarebbero più sicure, protette, sottratte al racket e potrebbero godere di un’assistenza sanitaria adeguata.

Naturalmente ne guadagnerebbero anche gli utenti, cioè la massa di uomini (in larghissima parte uomini beta) che, saltuariamente o sistematicamente, fanno ricorso al sesso mercenario. Intanto dal punto di vista economico, perché le tariffe finirebbero per forza di cose ad essere calmierate; il mercato, non essendo più clandestino vedrebbe inevitabilmente abbattersi i prezzi.

Ma, soprattutto, ne guadagnerebbero (non solo i clienti ma anche le prostitute) a livello “morale”, perché è ovvio che legalizzare la prostituzione significherebbe sdoganarla anche dal punto di vista etico.

Finirebbero quindi una infinità di ipocrisie. Tutti sanno che la prostituzione esiste ma al contempo tutti fanno finta del contrario. Più o meno tutti gli uomini ci vanno o ci sono andati, almeno qualche volta nella loro vita, ma molti, se glielo chiedi, fanno spallucce o si voltano dalla parte opposta; non tanto per ipocrisia quanto per vergogna.

Invece, legalizzandola, diventerebbe con il tempo, come è giusto che sia, una cosa normalissima. Non si vede perché un uomo, nel momento in cui non sfrutta e non obbliga in alcun modo nessuna che, per libera scelta, esercita la professione, debba essere penalizzato, criminalizzato e sottoposto all’umiliazione e al pubblico ludibrio. Naturalmente ciò varrebbe anche per le prostitute il cui lavoro potrebbe arrivare addirittura ad assumere un significato sociale, perché sarebbe una risposta concreta (direi da welfare state molto avanzato) alle difficoltà di tanti uomini che non hanno la possibilità di avere di una vita sessuale piena e soddisfacente.  E non si capisce proprio perché questi uomini che già vivono una difficoltà personale, debbano essere da una parte impediti nella possibilità di godere del loro sacrosanto diritto alla sessualità e, dall’altra, debbano anche essere criminalizzati. Della serie “cornuti e mazziati”, come si suol dire…

E invece, pur di non far emergere la contraddizione si preferisce come al solito mettere la testa sotto la sabbia e vivere nell’ipocrisia (più tutti i risvolti di cui sopra) che, in questo caso, accomuna tutti, conservatori benpensanti e “liberal” progressisti . Il risultato finale, e anche l’ipocrisia, sono i medesimi,  anche se si parte da presupposti diversi.

I conservatori approcciano il problema da un punto di vista puramente e falsamente moralistico. Si guardano bene dall’analizzare in profondità il fenomeno e si limitano a gridare ipocritamente allo scandalo. Molti di loro che di notte, metaforicamente e di fatto, frequentano spesso e volentieri escort e prostitute, sono gli stessi che la domenica mattina fanno la passeggiata con la moglie sotto il braccio nella via centrale della loro cittadina di provincia, magari dopo essere stati a messa e con la scatola di pasticcini appena comprati per il pranzo domenicale.

Sono quelli /e che usano ripetere le solite filastrocche di rito:”Non se ne può più”, “E’ un’indecenza”, “E’ uno spettacolo indecoroso”, “Bisogna che le autorità intervengano”. Sono i/le più forcaioli/e e se potessero militarizzerebbero il territorio “ripulendolo” da “tutto quello schifo” che tanto urta i loro occhi perbenisti e benpensanti.

“Sono tanti, sono intorno a me, sono come me, ma si sentono meglio…”, come recita una famosa canzone che a me piace tanto ma di cui non ricordo mai il nome…

I “progressisti” invece affrontano la questione secondo la tradizionale griglia interpretativa dell’ideologia femminista. Nel rapporto mercenario l’uomo è sempre e comunque il compratore e la donna è sempre e comunque l’oggetto-vittima di questa compravendita. Naturalmente senza operare alcuna distinzione e mettendo tutti gli uomini da una parte e  tutte le donne dall’altra, nello stesso unico gran calderone.  In base a questa interpretazione il povero cristo che spende l’equivalente di una giornata di lavoro per farsi una pseudo e squallida scopata in una Fiat Punto  in uno sperduto prato di periferia con un’altra disgraziata come lui (per sentirsi una nullità subito dopo aver consumato questo assai misero atto sessuale, ammesso che tale possa essere considerato) è del tutto sovrapponibile al magnate del petrolio che si carica sul suo yacht una decina di splendide fanciulle a sua disposizione; che siano escort “ufficiali” o donne “normali”, non cambia nulla, la differenza a quel punto non esiste… I due aspetti vengono considerati dal/dalla “progressista” alla stessa stregua, sia per quanto riguarda gli uomini che le donne. Come se il “povero cristo” e il magnate avessero la stessa modalità di relazione con le prostitute (oltre che con il genere femminile nel suo complesso). E  come se la puttana che lavora sul marciapiedi (una lavoratrice salariata, per lo meno nei casi in cui è sottoposta al giogo dello sfruttamento organizzato) potesse essere equiparata a quella di lusso, ufficiale o ufficiosa, imbarcata (e autoimbarcatasi) sullo yacht del potente di turno.

Come dicevo, anche se per ragioni diverse, il risultato finale non cambia: dal punto di vista “morale” la prostituzione e soprattutto i suoi utenti (praticamente la metà della popolazione maschile adulta italiana e forse più…) finiscono per essere criminalizzati. Dai primi (i conservatori) vengono considerati come dei “maiali”, dei  “pervertiti”, oppure dei “poveracci, frustrati o sfigati”, dai secondi (i “progressisti”) come sfruttatori e oppressori delle donne.  Le quali, ovviamente, in tutto ciò vengono completamente sollevate da ogni responsabilità, come se fossero degli automi privi di qualsiasi capacità di discernimento e di decisione sulla propria vita.

Ma il risultato non cambia, purtroppo neanche e soprattutto dal punto di vista concreto. Perché queste due pur diverse (ed entrambe sbagliate, a mio parere) modalità di approccio al fenomeno,  arrivano a convergere del tutto quando si tratta di legiferare in materia. La prostituzione è e rimane un reato e guarda caso, sono proprio i “clienti” ad essere sempre e comunque criminalizzati. Lo dimostra proprio la Legge Carfagna che proibisce la prostituzione di strada. Una delle leggi più ipocrite e criminali (perché di fatto favorisce il racket a cui è sufficiente trasferire le ragazze in case private facendo lievitare i prezzi e quindi arricchendosi ulteriormente) che siano mai state promulgate (con l’appoggio di tutti o quasi), peraltro da un governo presieduto da un abituale frequentatore di prostitute…

Le ragioni della laicità, della civiltà e del buon senso vengono quindi mandate a farsi fottere nel nome di una differente interpretazione ideologica e di una comune e criminale ipocrisia.

348 Commenti

Alessandro 1:28 pm - 1st novembre:

Ritengo che articoli come questo dovrebbero comparire ovunque si affronti quest’argomento. Una disamina perfetta e totalmente condivisibile. Nient’altro da aggiungere.

Silent Hill 1:54 pm - 1st novembre:

Articolo perfetto, niente da aggiungere come dice alessandro

sandro 2:26 pm - 1st novembre:

In Germania, Austria, Svizzera, Ungheria e Grecia la prostituzione è legale e nessuno grida allo scandalo.
In Italia abbiamo un problema: una certa istituzione, con sede oltretevere, molto influente sulla politica nazionale, non vuole neppure sentirne parlare.
Sorvolando sul fatto che, quando detta istituzione aveva il potere temporale su di uno stato, in quello stato erano presenti proprio le case di tolleranza di cui oggi essa osteggia con tanta veemenza la riapertura ( http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Merlin#Il_meretricio_di_Stato_nei_secoli ), questo dovrebbe, a mio avviso, indurre ad una seria riflessione coloro che vedono tale istituzione come interlocutrice privilegiata per la soluzione del problema della QM.
Questo, anche in virtù del fatto che, stranamente, dalla classe politica era giunto qualche timido segnale di apertura al dibattito sul tema; segnale che, la nostra beneamata istituzione, ha solertemente provveduto a stroncare sul nascere.

Simone M. 3:57 pm - 1st novembre:

@ In Italia abbiamo un problema: una certa istituzione, con sede oltretevere, molto influente sulla politica nazionale, non vuole neppure sentirne parlare.
@
Non credo dipenda solo dal Vaticano, ma anche dall’ideologia femminista ormai incancrenita a livello istituzionale.

mauro recher 4:04 pm - 1st novembre:

bell’articolo davvero ….
che poi la Carfagna ,abbia fatto quella legge ,e nella “morale” del governo ,come i rifiuti a Napoli ,quello che l’occhio non vede ,non esiste !!
però ,a parere mio ,c’è ancora una nota morale ,dovuta alla criminalizzazione forzata della prostituzione
con che “spirito ” una donna ,sebbene nell’ambito della legalizzazione potrà dichiararsi ,senza essere schernita, di essere una prostituta??
A Vicenza , all’epoca delle case chiuse ,c’era una suddetta e una orificeria prevalentemente femminile ,nella stessa via … morale hanno dovuto cambiare sede ,perchè non trovavano ragazze disposte a lavorare nella stessa via della casa chiusa,,per questione etiche …
sembra un paradosso ,ne convengo anch’io ,tutto legale e non ci si dovrebbe vergognare ,eppure il lato nascosto della prostituzone,con tutto il negativo che ne deriva, porta al vantaggio dell’anonimato

p.s a proposito del premier ,la solita Terragni interviene ,naturalmente colpevolizzando gli uomini e beatificando le donne vittime ,questa è la mia risposta
riporto una frase di mio padre che di anni ne ha 71……
“certo che le ragazze cercano il premier ,di certo nno si mettono a cercare uno in cassa integrazione”
perchè vede signora Terragni ,sono concorde anche che un premier di 72 anni ,dovrebbe
1- lasciare il posto a uno più giovane di lui (destra e sinistra importa poco)
2- dovrebbe avere la decenza di avere un comportamento consono alla sua età ,ma anche ai suoi doveri istituzionali ,prima di pensare a festini vari ..
ma allora il perchè di questi festini ,e perchè queste ragazze (come ha detto giustamente ,maggiorenni o minorenni ,in fondo non ha poi molta importanza) si concedono a questi festini ??’
le faccio un esempio ,parecchio tempo fa sono andato ,circa 3-4 volte ,nei locali di lap dance …..
il livello economico era più basso ,ma la sostanza non cambia ,ragazze ,sopratutto straniere ,si facevano toccare per 1000 lire (c’erano ancora le lire) cosa che io trovavo non disgustoso ,ma una grande forzatura ,il bello della faccenda ?’ Erano le stesse ragazze a cercarti a buttarsi adosso ,mi ricordo che ero tranquillamente seduto ,e mi sono trovato un seno spiaccicato in faccia ,senza che io lo avessi chiesto o fatto chissa che cosa … io ci andavo per gli spogliarelli ,che ,devo dire mi piacevano (anch’io ho le mie debolezze)
tengo comunque a precisare che ero libero sentimentalmente ,perchè avere una ragazza e andare in quei posti ,lo trovo veramente poco serio ….
ma ,a parte questo ,l’esempio era per dire . ci saranno anche i maschi bavosi ,ma ci sono anche le ragazze disposte ,in fondo è un dare e avere ,se no chi mi spiega le ragazze da gheddaffi ,le ragazze che aspettano i ragazzi che fanno i provini da calciatori (essendo ancora nessuno a livello calcistico) , ma ,gia per quersto degni di essere notati ?? E’ via dicendo ….
una soluzione a questo degrado ,o presunto tale ??
ovviamente non tutte le ragazze si prestano , per fortuna ,a questo disgustoso dare e avere e per fortuna tanti uomini non sono cosi “malati di gnocca” ,un mondo cosi ,ci sarebbe da spararsi subito …
una soluzione?? la dignita di una persona ,un operaio metalmeccanico non è semplicemente un bruttino da 1000 euro al mese o vive cibandosi di grande fratello ,lo stesso vale per le ragazze che fanno le call-center per 800 euro al mese ,ma gl iepisodi possono essere diversi ,non è che se uno prende più soldi sia all’improvviso più bello di altri

Rino 4:58 pm - 1st novembre:

Ottimo, precisamente così stanno le cose.

Due osservazioni.

La Chiesa non è mai stata contraria alla legalizzazione della prostituzione, fino a tempi recentissimi.
Ha sempre preso atto di quella che chiama “debolezza della carne”. La sua attuale posizione (che non è però condivisa da tutti) è determinata dal cedimento complessivo alla pressione morale (=relativa ai valori) esercitata dal femminismo.

Vita di coppia e sesso. Ho pescato oggi questa news nel Corriere online.
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/1-novembre-2010/anziano-prepara-sua-lapide-vita-sessuale-sofferta-1804069483263.shtml
Non ho mai letto niente di simile. Quest’uomo è un grande e manda un messaggio che è segno dei tempi.
L’equazione coppia=>sesso ancor oggi presunta e data per scontata va finalmente demolita.

RDV

sandro 6:46 pm - 1st novembre:

“Non credo dipenda solo dal Vaticano, ma anche dall’ideologia femminista ormai incancrenita a livello istituzionale.”
___________
C’è pero qualcosa che non quadra:
a me risulta che le femministe ci siano pure in Germania e in Olanda.
Com’ è che lì la prostituzione è legale e da noi non si riesce neppure ad aprire un dibattito al riguardo?
Che loro siano contrarie è cosa risaputa, ma a quanto pare la loro contrarietà da sola non è sufficiente.
Allora qual’ è il problema?

Silent Hill 7:58 pm - 1st novembre:

Bah, secondo me in fondo alla Chiesa non gliene frega nulla della legalizzazione della prostituzione…

Leonardo 8:57 pm - 1st novembre:

No, alla chiesa non frega niente visto che i bordelli ci sono sempre stati.

sandro 10:42 pm - 1st novembre:

“alla Chiesa non gliene frega nulla della legalizzazione della prostituzione”
______________
Allora spiegatemi questo:
http://it.cathopedia.org/wiki/Prostituzione
- – - – - – - – - – - – - –

“Con il termine prostituzione si indica l’offerta di prestazioni sessuali, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro.

La Chiesa condanna in modo esplicito e determinato la prostituzione perché vi vede un abuso della sessualità. Nel piano di Dio infatti la sessualità è al servizio di una relazione d’amore, per cui l’uomo e la donna diventano una carne sola e si amano in un rapporto stabile di reciproca condivisione e donazione, nell’apertura alla fecondità.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica al n.2355 così si esprime in merito:
« La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l’imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale. »

Chi pratica la prostituzione, dunque, usa in maniera impropria e peccaminosa la sessualità perché, a rapporti gratuiti di comunione stabile e profonda sostituisce rapporti di scambio, dove la persona si vende e si compra; il corpo viene mercificato.

Con la prostituzione il corpo, dono di Dio, è offeso nella sua dignità; praticandola,infatti, si autorizza un altro, a farsi padrone, gestore, di quel dono, per un compenso che consiste spesso in beni materiali.”

Retiarius 11:16 pm - 1st novembre:

Quoto l’intervento di Rino e Leonardo riguardo la leggenda metropolitana che la Chiesa sarebbe la più grande oppositrice a una legalizzazione.

A tal proposito ricordo che il paese maggiormente proibizionista sulla prostituzione è la femminista SVEZIA,dove l’influenza della religione cattolica è pressochè inesistente.

E che, come è stato detto i bordelli esistevano nei secoli passati nell’occidente.

Silent Hill 12:05 am - 2nd novembre:

“alla Chiesa non gliene frega nulla della legalizzazione della prostituzione”
______________
Allora spiegatemi questo:

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Sandro la fregatura è che wikipedia non è sempre affidabile…
fino a poco tempo fa la parola antifemminismo è stata censurata.

Silent Hill 12:06 am - 2nd novembre:

Retarius
Quoto l’intervento di Rino e Leonardo riguardo la leggenda metropolitana che la Chiesa sarebbe la più grande oppositrice a una legalizzazione.

A tal proposito ricordo che il paese maggiormente proibizionista sulla prostituzione è la femminista SVEZIA,dove l’influenza della religione cattolica è pressochè inesistente.

E che, come è stato detto i bordelli esistevano nei secoli passati nell’occidente.

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In Svezia è proprio un paradosso infatti, puniscono solo i clienti…
E di certo cattolica non è , anzi non li possono proprio vedere

sandro 12:18 am - 2nd novembre:

Leggenda metropolitana?
Il catechismo della chiesa cattolica è la dottrina ufficiale della chiesa.
Punto.
Che è quella che ho riportato sopra:
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm#III.%20L%27amore%20degli%20sposi
« La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l’imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale. »
Si può discutere sul peso che la loro posizione può avere nel dibattito sociale, ma non vedo come si possa negare che la loro sia una posizione di netta chiusura nei confronti di qualsiasi ipotesi di legalizzazione.

Retiarius 12:20 am - 2nd novembre:

Silent Hill
In Svezia è proprio un paradosso infatti, puniscono solo i clienti…
E di certo cattolica non è , anzi non li possono proprio vedere
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Già, non a caso è il paese faro del femminismo nostrano e non.

sandro 12:57 am - 2nd novembre:

Vorrei far notare che viviamo in Italia, e non in Svezia.
E in Italia sembra che la chiesa un certo seguito lo abbia, tipo qualche decina di milioni di persone.

Fabrizio Marchi 1:02 am - 2nd novembre:

E’ bene ricordare che in Svezia la Chiesa Cattolica ha una scarsissima influenza ma c’è una forte Chiesa Protestante Luterana che certamente è storicamente più aperta di quella cattolica in materia di sessualità ma è pur sempre una Chiesa, con i suoi precetti e le sue regole (in questo caso specifico, per quanto riguarda la concezione della sessualità).
Naturalmente non sono un esperto di queste vicende ma ricordo perfettamente che anche nel Luteranesimo, per lo meno quello delle origini, il sesso veniva concepito solamente all’interno del matrimonio e che la prostituzione era considerata peccaminosa. E’ probabile se non certo che siano cambiate molte cose da allora (come del resto sono cambiate anche nell’ambito della Chiesa Cattolica), però ciò non toglie che anche quella confessione (che comunque è parte della Cristianità) abbia le sue regole e la sua influenza sulle persone.
Uno dei luoghi comuni più diffusi vuole la Svezia come il paese più dissoluto della Scandinavia. Non è affatto così. Il paese più libero da questo punto di vista è la Danimarca. Ricordo perfettamente le frotte di svedesi che sbarcavano a Copenaghen per trascorrere il weekend (la Svezia è praticamente attaccata alla Danimarca) dove potevano ubriacarsi liberamente e fare casino per la città, cosa che gli era proibita in patria. Erano famosi questi weekend degli svedesi che venivano anche bonariamente presi in giro dai danesi che consideravano la Svezia un paese un po’ bacchettone e morigerato rispetto al loro. E in effetti era ed è così, oltre i luoghi comuni, a mio giudizio alimentati più dalle avventure in parte vere e in parte inventate (sicuramente gonfiate) dei nostri latin lover della riviera romagnola piuttosto che dalla conoscenza reale delle cose…
Naturalmente con questo non voglio dire che la prostituzione sia proibita in Svezia (cosa che non sapevo, lo apprendo da voi per la prima volta) per responsabilità della sola Chiesa Luterana, tuttavia non è affatto escluso che abbia avuto il suo peso in questa decisione (femminismo a parte).
Tutto ciò non modifica comunque la questione di una virgola, dal mio punto di vista. D’altronde, il problema non è certo quello di criminalizzare la Chiesa Cattolica o qualsiasi altra Chiesa ma solo rilevare che queste hanno una forte influenza sui costumi e sui comportamenti sessuali di una comunità.
Da questo punto di vista le religioni e le varie Chiese, chi più e chi meno, hanno giocato un ruolo prevalentemente repressivo. E questo certamente non me lo invento io né tanto meno Sandro. Ce lo dice la storia e anche l’osservazione della realtà attuale.
Poi si può discutere nel merito, ovviamente, per capire la genesi, gli obiettivi e la finalità di questo. Anzi, sarebbe anche una ricerca molto interessante per chi abbia voglia di cimentarsi.
Fabrizio

sandro 1:20 am - 2nd novembre:

“In Svezia è proprio un paradosso infatti, puniscono solo i clienti…
E di certo cattolica non è , anzi non li possono proprio vedere”
______________
Sembra tuttavia che pure il vaticano la pensi allo stesso modo, dato che, a quanto pare, auspica che il “modello svedese” venga introdotto pure da noi:
http://qn.quotidiano.net/2007/06/19/18975-santa_sede_vanno_puniti.shtml
CITTA’ DEL VATICANO,19 giugno 2007 – Lo sfruttamento sessuale e la prostituzione legata al traffico di esseri umani “sono atti di violenza, che costituiscono un`offesa alla dignità umana e una grave violazione dei diritti fondamentali”: lo afferma un documento del Vaticano intitolato ‘Orientamenti per la pastorale della strada’.

Il testo affronta, tra gli altri temi, quello della “pastorale per la liberazione delle donne di strada”, della “pastorale per i ragazzi di strada” e della “pastorale per le persone senza fissa dimora”.

Nel caso della “schiavitù” delle donne, il testo sottolinea che “sfruttamento sessuale delle donne è una conseguenza di vari sistemi ingiusti” e individua nel traffico di esseri umani, in primo luogo, la dinamica che porta alcune donne immigrate a battere i marciapiedi.

Il testo suggerisce anche “un esame che includa una giusta critica di costumi tradizionali legati alla mascolinità” e non tralascia di affrontare in questo contesto il tema dell’Hiv/Aids.

IL CLIENTE

Il Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti che ha stilato il documento getta un faro di luce, peraltro, anche sul cliente delle prostitute: egli “va aiutato a risolvere i suoi problemi più intimi”, problemi che “sorgono soprattutto dalle frustrazioni, dalla mancanza di relazioni autentiche, dalla solitudine che caratterizza, oggi, tante situazioni di vita”.

In questo contesto, “la Chiesa denuncia le ingiustizie e le violenze perpetrate contro le donne di strada e invita gli uomini e le donne di buona volontà a profondere il loro impegno per sostenere la loro dignità umana, ponendo termine allo sfruttamento sessuale”.

L’obiettivo ultimo è “il recupero di donne e ‘clienti’”. Quanto ai “ragazzi di strada”, il documento la definisce “una delle sfide più impegnative e inquietanti del nostro secolo, sia per la Chiesa sia per la società civile”. La Chiesa, infine, “con la sua scelta preferenziale per i poveri e i bisognosi, stimola i cristiani ad accompagnare e servire” le persone senza fissa dimora, che siano ‘clochard’ per scelta o immigrati senza risorse.

Il documento di 59 cartelle è indirizzato a “vescovi, sacerdoti, religiosi/e e operatori pastorali per un ulteriore passo verso una pastorale sempre più attenta a tutte le espressioni della mobilità umana”. A presentarlo, oggi nella sala stampa vaticana, sono stati il cardinale Renato Raffaele Martino e monsignor Angelo Marchetto, rispettivamente presidente e segretario del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti.

MODELLO SVEDESE

La Santa Sede auspica che vengano anche puniti ”penalmente” i clienti delle prostitute. Lo ha precisato oggi monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, illustrando il documento dedicato al ”mondo della strada” presentato oggi nella Sala Stampa della Santa Sede.

”Il nostro modello – ha precisato il presule – e’ quello dell’ordinamento legislativo svedese”

INGIUSTIZIA TRA UOMO E DONNA

“Educazione e crescita di consapevolezza sono requisiti essenziali per affrontare l’ingiustizia nella relazione uomo-donna e creare l’eguaglianza fra di loro, in un contesto di reciprocità, tenendo conto delle giuste differenze. Sia gli uomini che le donne hanno bisogno di diventare coscienti del fenomeno dello sfruttamento sessuale e di conoscere i propri diritti e le relative responsabilità».

Lo afferma la Santa Sede nel documento sulla pastorale di strada presentato oggi. Il testo sottolinea il valore educativo delle leggi in questo campo: «la Chiesa – spiega – auspica la presentazione e l’applicazione di leggi che proteggano le donne dalla piaga della prostituzione e del traffico di esseri umani. È altresì importante – ricorda – adoperarsi per arrivare a misure efficaci contro avvilenti rappresentazioni della donna nella pubblicità».

Per sconfiggere questa piaga occorre principalmente un impegno educativo. E la Chiesa invita ad un approccio culturale al problema, illuminato da «una visione cristiana della vita» e portato avanti attraverso l’azione «nelle scuole, nelle parrocchie e nelle famiglie, al fine di sviluppare giudizi corretti a proposito delle relazioni umane e cristiane, del rispetto, della dignità, dei diritti umani e della sessualità».

«I formatori e gli educatori – raccomanda – dovranno tener conto del contesto culturale in cui operano, ma non permetteranno che un inopportuno senso di imbarazzo impedisca loro di impegnarsi in un appropriato dialogo su questi argomenti, al fine di creare consapevolezza e infondere giusta preoccupazione riguardo all’abuso della sessualità».

Secondo il Vaticano, inoltre, «la causa della violenza in famiglia ed il suo effetto sulle donne sono da considerare e studiare a ogni livello della società, particolarmente riguardo al loro impatto sulla vita familiare. Le conseguenze pratiche della violenza interiorizzata dovranno essere chiaramente identificate, sia per gli uomini che per le donne».

AIUTO ALLE DONNE DI STRADA

Il documento chiede anche misure concrete di tipo sociale: «le donne di strada – ricorda – hanno bisogno di essere aiutate a trovare casa, un ambiente familiare e una comunità in cui si sentano accettate e amate, dove possano cominciare a ricostruirsi una vita e un futuro. Ciò le metterà in grado di riacquistare stima e fiducia in se stesse, gioia di vivere e di ricominciare una nuova esistenza senza sentirsi segnate a dito».

Per il Vaticano, infatti, «liberazione e reintegrazione sociale delle donne di strada richiedono accettazione e comprensione da parte delle comunità; il cammino di guarigione di queste donne sarà spianato da un amore genuino e dall’offerta di varie opportunità atte a soddisfare il loro bisogno di sicurezza, di affermazione di vita migliore»

Retiarius 2:40 am - 2nd novembre:

@sandro Una cosa è la dottrina di fede o il catechismo(se sei credente,io no,mi limito ad analizzare storicamente e mi sforzo di farlo in modo neutrale) Un altra è la prassi,la legge

E mi risulta che nella prassi nel corso della sua storia la chiesa cattolica non abbia mai represso la prostituzione con la legge,credo che anche nel vecchio stato pontificio esistesse.

gebedeo 6:26 am - 2nd novembre:

inutile cercare di lambiccarsi troppo sulla coerenza della CCAR, lo sappiamo bene che hanno cambiato idea piuttosto di frequente nel corso della loro storia e nello specifico sono passati da una posizione tollerante ad una di ferma condanna riguardo la legalizzazione della prostituzione.

Daniele 7:39 am - 2nd novembre:

sandro
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E in Italia sembra che la chiesa un certo seguito lo abbia, tipo qualche decina di milioni di persone.
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Secondo me, piu’ che la Chiesa, sono le donne italiane ad esercitare un forte potere morale sulla massa e pertanto ad impedire la legalizzazione della prostituzione.
Ragion per cui ritengo che si debba incolpare soprattutto loro, le donne, che fanno il bello e il cattivo tempo.
Mi spiego meglio: se le donne italiane solo lo volessero, la prostituzione sarebbe legalizzata in un batter d’ occhio, questo a prescindere dai voleri della Chiesa…
Rammento a tutti che basta una loro parola per far si’ che i politici approvino leggi e leggine in favore del sesso femminile. Infatti, checche’ se ne dica, gli uomini italiani – potenti o no – non contano nulla di fronte al potere morale delle donne italiane. Il potere delle suddette comincia gia’ in famiglia. Non per niente siamo il Paese piu’ mammista del mondo.

Alessandro 8:59 am - 2nd novembre:

Non ricordo il nome, ma un sacerdote romagnolo, mi sembra, era diventato noto televisivamente portando avanti una vera e propria crociata contro i clienti di prostitute, quasi equiparati agli sfruttatori. La sua opera era per un verso meritoria, in quanto offriva aiuto e sostegno alle donne sfruttate e costrette a prostituirsi, per l’altro vergognosa, in quanto criminalizzava coloro che nella maggior parte dei casi volevano semplicemente un incontro sessuale con una donna. Possiamo dire che ha fatto scuola.
In un certo senso si può affermare che il “diavolo” e “l’acqua santa”, la Chiesa e il femminismo, da sempre avversari irriducibili, seppure meno negli ultimi anni per l’avvicinamento della Chiesa, convergano in questo specifico ambito.
Perchè in Olanda o in Germania sì e in Italia no? Certo il Vaticano ha il suo peso indiscutibilmente, ma c’è anche una maggiore serietà, una cultura più libera, meno ideologizzata, più pragmatica e laica nel senso migliore del termine, a prescindere dalla pressione religiosa. Basti pensare alla legislazione olandese sull’eutanasia o al fatto che la destra tedesca investa massicciamente sulle energie rinnovabili. Sono società più evolute della nostra. La Germania, nonostante il ridimensionamento in atto, è pur sempre un modello per tutti per il suo avanzato welfare state.
I Paesi scandinavi sono stati da sempre celebrati oltre il dovuto. Poveri di abitanti, ricchissimi di materie prime, sono facilmente governabili. Inoltre spaventa quanto il reazionarismo femminista stia mettendo radici là. Quote rosa che vengono messe e levate alla bisogna, night club che vengono chiusi in Islanda da una talebana primo ministro femminista, con tutto il male che si può attribuire ai talebani almeno dobbiamo dare loro atto di non essere degli ipocriti come le femministe nostrane, ecc., ecc. Insomma, qualcosa che somiglia alla Spagna di Zapatero, ma che è, purtroppo, il futuro per tutti.

gebedeo 10:41 am - 2nd novembre:

se provate a sentire i talk show pomeridiani, noterete come in materia di prostituzione fa capolino un tristo ritornello: gli uomini vanno a prostitute perché hanno paura delle donne moderne così emancipate e intraprendenti e preferiscono comprare prestazioni sessuali perché sono cattivi ed egoisti e vogliono dominare un altro essere umano.
io personalmente vado a escort (in realtà solo poche volte l’anno) perché altrimenti starei a stecchetto, non certo per paura di chicchessia.
discorsi come quelli che si sentono in tv sono fatti per tranquillizzare e accattivarsi un pubblico di massaie.

Fabrizio Marchi 11:08 am - 2nd novembre:

Scusa Retiarus, ma il potere della Chiesa è sempre stato innanzi tutto un potere “spirituale”, cioè culturale e psicologico, capace di condizionare profondamente le scelte, i comportamenti e il modo di vita delle persone. Certo, per secoli e secoli ha gestito anche il potere temporale, cosa che oggi non avviene in parte più, per lo meno non direttamente. Tuttavia la sua influenza sulla politica è ancora molto grande, specialmente in un paese come l’Italia. Una cosa è certa. Nessuno schieramento dichiaratamente ostile alla Chiesa Cattolica potrà mai sperare di andare al governo, per lo meno in Italia. Su questo puoi scommetterci tutto quello che vuoi e che hai.
E come sappiamo, il potere che si è in grado di esercitare nella “etosfera” è un potere molto grande. Oggi la Chiesa cattolica vede erodersi questa sua forza, non c’è dubbio, da una capitalismo consumista che la domenica riempie i maxicentricommerciali e svuota le chiese. Dove non è riuscito l’ateismo ideologico e il laicismo riesce invece il mercato, diventato ideologia. La Chiesa lo sa bene, altro che pericolo islamico paventato da qualcuno che ha capito tutto di QM…Questo non significa certo che non ci sia competizione fra Chiesa cattolica e Islam,direi anzi che è naturale e ovvio che ci sia. Ma questa competizione avviene su ben altri parametri.
Paradossalmente, come mi spiegano alcuni miei amici e colleghi più esperti di questioni vaticane, la Chiesa cattolica si sente più debole e in qualche modo cerca di recuperare il terreno perduto non tanto rivendicando la sua alterità quanto rincorrendo i “valori” dominanti sul suo stesso terreno. E questo spiegherebbe anche l’interessante documento della Santa Sede pubblicato da Sandro, nel quale obiettivamente si riscontra, per chi sa leggere dietro le righe, quasi un cedimento se non una subalternità, pur non dichiarata, ovviamente, nei confronti dell’ ideologia post femminista dominante.
E’ qui che rientra in gioco la competizione con l’Islam che subisce in larga parte come la Chiesa cattolica i colpi inferti dal capitalismo consumista e dall’ideologia della ragione strumentale (un po’ meno solo per ragioni di ordine geografico e territoriale, essendo i paesi mussulmani collocati in un’altra area del mondo) ma, per tutta una serie di ragioni, mantiene (o si sforza di farlo) la sua alterità attraverso la riproposizione della sua dottrina religiosa, apparentemente senza cedimenti (poi in realtà ci sono eccome, anche in quel contesto, ma questo diventa un altro discorso…) e comunque con maggior fermezza.
Da questo punto di vista, non c’è dubbio che la Chiesa stia scontando anche l’alleanza che per secoli, in funzione antisocialista e anticomunista (e ancor prima, e non solo per queste ragioni) ha avuto e in parte ha ancora con il capitalismo. Wojtila, uomo di grandi capacità intellettuali e di grandissima lungimiranza, lo aveva ben compreso quando, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, si affrettò a sterzare e a dirottare la sua critica proprio nei confronti del sistema capitalistico, capendo che proprio da lì sarebbero arrivati i colpi più duri alla Chiesa cattolica.
Naturalmente la mia personale critica al sistema sociale e culturale muove da altre posizioni e ha altri orizzonti ideali, tuttavia sono persuaso che il recupero di alcuni valori della cristianità delle origini sia invece un fatto certamente positivo e che può dare linfa alla ricostruzione di un moderno (non modernista, sia chiaro) punto di vista critico nei confronti del sistema dominante.
Fabrizio

mauro recher 1:52 pm - 2nd novembre:

infatti Giovanni paolo II ,aveva anche capito che ,una tavola rotonda sulle varie religioni ,avrebbe portato enormi benefici alla popolazione mondiale ,rovinato tutto dall 11 settembre ,
prima di tale data ,cosa si sapeva dei “cattivi” mussulmani ??
magari si faceva un sorriso,a mo di sorpresa alle poche cose che sapevamo ,
da quella data siamo ritornati indietro di 1000 anni ,ancora al tempo delle crociate …..
la chiesa comunque ,da questo ha preso il suo vantaggio ,cosa di meglio che ritornare ai tempi fulgidi del medioevo ed avere un “nemico ” da combattere ??
sono sempre dell’ideale anarchico che ,senza religioni l’uomo sarebbe più libero
scusate O.T

maria 3:51 pm - 2nd novembre:

A proposito di prostituzione..vorrei conoscere la vostra opinione in merito a Berlusconi, non come uomo politico perche’ la cosa mi indignerebbe troppo, ma come uomo e basta. Quando questo signore di terza eta’ ricco, con i tacchi, il lifting, il trapianto, la tintura e il cerone dice che a lui piace la conquista delle donne (sul limitare della minore eta’) e che e’ orgoglioso del suo stile di vita privato non pensate che getti una croce decisiva sulla QM visto che sancisce il ruolo del maschio cacciatore che abbindola la femmina (ragazzina) la quale, poverina, non sa che lui e’ estremamente potente e non e’ sicuro che si concedera’..pure se profumatamente ricompensata. Sua moglie scriveva che era un perverso, la chiesa dice che e’ malato, la sinistra grida allo scandolo…a me sembra solo un uomo alfa-alfa che ha fatto non della prostituzione che nasce dalla volonta’ di uno scambio paritario, ma della mercificazione della relazione uomo-donna un vero Sistema.

Fabrizio Marchi 4:54 pm - 2nd novembre:

Cara Maria, dal punto di vista politico non ti rispondo perché lo riterrei superfluo. Praticamente tutti gli articoli del nostro sito spiegano quale sia il nostro orizzonte ideale. Non mi sembra il caso di tornarci sopra. Del resto credo che tu stessa lo abbia capito perfettamente, anche perché non ne facciamo certo mistero…
Francamente, ti dico la verità, mi sorprende questo tuo post. Il personaggio Berlusconi è talmente evidente da diventare anche molto poco interessante. Personalmente credo che ormai stia andando fuori di testa, se già non ci sia andato.
TUTTI gli uomini di potere si sollazzano da sempre con schiere di fanciulle (a stipendio o meno) consapevoli e consenzienti. Ormai lo fanno anche le donne di potere, credimi. Solo che questi/e lo fanno con intelligenza, cioè con un briciolo di privacy e riservatezza, sui loro yacht o nelle ville private, a volte con l’ausilio di abili faccendieri che gli organizzano il tutto. Il “nostro” evidentemente ha “sbroccato”, come diciamo noi a Roma, e si organizza i festini a Palazzo Grazioli oppure arriva a telefonare di persona al questore di Milano per raccomandare quella fanciulla.
Che dirti. Delirio di potenza? O semplice arteriosclerosi? Francamente non lo so. Mi sembra uno spettacolo penoso, anzi, molto poco da “maschio alpha”, come dici tu. Il “vero” maschio alpha dominante non arriva certo a fare quello che sta facendo Berlusconi. Mi pare piuttosto il comportamento di un guitto, di un uomo allo sbando dal punto di vista psicologico, che ha perso il lume e il baricentro. Da questo punto di vista, ti dico la verità, mi fa anche un po’ pena (sentimento che non ha nulla a che vedere con la posizione politica che esprime e rappresenta)
Non vedo però cosa c’entri il comportamento del premier e soprattutto perché debba gettare, come dici tu, una croce definitiva sulla QM…
Francamente non riesco proprio a capirlo. Anzi, se mai proprio le cronache di questi giorni che lo vedono protagonista (ormai da un bel po’ di tempo) confermano le nostre tesi.
Fabrizio

maria 6:00 pm - 2nd novembre:

Vedi Fabrizio, io non credo che le tue considerazoni siano di una semplicita’ evidente ed esemplare. Berlusconi fa dei suoi scandali un italian style in cui l’italiano medio puo’ facilmente riconoscersi. Tutto possiamo dire del nostro primo ministro tranne che non sia un eccellente piazzista. Pensi che agli occhi dei suoi elettori appaia come un uomo che ha “sbroccato”? Non credo, o quantomeno non nelle percentuali che meriterebbe.. Il fatto che un uomo di tal potere dica con orgoglio da uno dei tanti pulpiti..che le donne vanno conquistate, che lui ama assaporare il corteggiamento..ed e’ meglio essere attratti dalle donne che dagli uomini..non credo che venga accolto come lo sfogo di un povero anziano che avverte lo spettro del declino fisico ma…temo che molta opinione pubblica veda in lui l’incarnazione di un modello relazionale uomo-donna ancora valido malgrado becero e desueto. Io concordo con voi quando dite che una nuova relazione tra i sessi deve nascere da una nuova consapevolezza maschile (e non solo) ma se il premier delira come un uomo fuori dal tempo corrotto da enormi ricchezze…che clima culturale incontra la vostra richiesta?

PS: fermo restando il rispetto assoluto per la storia personale di ciascuno di noi, non dobbiamo dimenticare che in Italia solo il 40% ha un diploma di scuola media superiore, 11% una laurea e il 9,3% dei ragazzi tra 15 e 34 anni ha conseguito solo la licenza elementare. Una classe politica autorevole potrebbe fare molto e non solo legiferando, tenendo presente che l’esempio etico ,come quello pat-etico, raggiunge anche chi non legge giornali. Invece di esportare la democrazia all’estero (cosa assurda) dovremmo provare a diffondere cultura nel nostro paese e non solo potenziando la scuola pubblica ma trattando i cittadini e le cittadine come esseri senzienti a cui non si deve piu’ proporre solo svago e futilita’ ma anche momenti di riflessione e di crescita consapevole. So che in giro ci sono siti con spunti interessanti..ma se la gente non e’ messa in condizione di accedervi..come si fa?(chiedo scusa se sono andata fuori tema ma se c’e’ una cosa che ancora mi fa vergognare e’ il livello dei programmi telesivi e di gran parte della stampa)

Daniele 6:42 pm - 2nd novembre:

Alessandro
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Non ricordo il nome, ma un sacerdote romagnolo, mi sembra, era diventato noto televisivamente portando avanti una vera e propria crociata contro i clienti di prostitute, quasi equiparati agli sfruttatori.
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Si trattava di don Benzi.

http://jonathanx.altervista.org/
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mauro recher
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la chiesa comunque ,da questo ha preso il suo vantaggio ,cosa di meglio che ritornare ai tempi fulgidi del medioevo ed avere un “nemico ” da combattere ??
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Non esageriamo, mauro; ma quale “vantaggio” avra’ mai preso la chiesa, considerando che fra quelli della mia generazione, per non parlare dei ventenni, la sua influenza e’ prossima allo zero ?

Fabrizio Marchi 6:59 pm - 2nd novembre:

Maria, a volte sembra quasi che tu ti sorprenda della immane difficoltà che comporta la nostra battaglia (e la nostra scelta di vita). Credi che non ne siamo consapevoli?
Non c’è dubbio che proprio Berlusconi e il “berlusconismo”, con il suo ”way of life”, rappresentano una parte consistente di quel “machismo” da strapazzo che abbiamo peraltro affrontato in un articolo specifico pubblicato sulla homepage dal titolo “Ciò che paralizza gli uomini”.
Ti risulta forse che sulle pagine di questo sito non ci sia anche una critica feroce nei confronti di determinati comportamenti maschili? Non solo li stigmatizziamo ma riteniamo che siano un ostacolo sulla strada di una rinnovata e riconquistata consapevolezza maschile.
Lo sai benissimo, ci segui ormai da tempo, non dovrebbe neanche essere necessario sottolinearlo.
Siamo assolutamente coscienti del fatto che i più grandi nemici degli uomini sono gli uomini stessi. Stiamo lavorando, come vedi e come sai, per cercare di scardinare le false difese psicologiche maschili (che proprio il “femminile attuale” vuole mantenere altrimenti perderebbe il controllo della situazione). Il “machismo” è una di quelle difese, in realtà una forma di impotenza, di fragilità e anche di invidia, a mio parere, (come dicevi giustamente tu in un precedente post) nei confronti del potere sessuale femminile. Una fragilità mascherata dietro alla spavalderia, al fare “spallucce”, al far finta di nulla. E pur di non ammettere a loro stessi di essere dei subordinati, gli uomini arrivano addirittura a stare al gioco, ad accettare passivamente la narrazione femminista, ad ammettere “che sì, è vero, loro sono gli oppressori, sempre, comunque e dovunque”. E lo ammettono continuando a recitare la parte degli spavaldi, degli arroganti. In fondo anche Berlusconi è uno di loro, solo con molti soldi e molto potere (non so ancora per quanto).
Proviamo ad immaginare Silvio Berlusconi senza il suoi soldi e il suo potere. Cosa sarebbe? Ci farebbe pena, quella che fa a me. Sarebbe patetico con i suoi atteggiamenti da “maschio latino” da strapazzo di altri tempi .
Ecco, quella è la condizione di una gran massa di uomini nel nostro paese (e specularmente di donne).
Non siamo noi i responsabili di questa situazione. Lo saremmo se non facessimo nulla per trasformarla ma, come sai, ce la stiamo mettendo tutta.
Fabrizio

Rino 7:02 pm - 2nd novembre:

Alessandro:
>>
Non ricordo il nome, ma un sacerdote romagnolo, mi sembra, era diventato noto televisivamente portando avanti una vera e propria crociata contro i clienti di prostitute, quasi equiparati agli sfruttatori.
>>

Mi pare che ti riferisca a Don Benzi. Ecco alcune mie considerazioni espresse circa 6 anni fa su di lui e sul tema prostituzione.

Succo: i MM vanno per sesso a pagamento in quanto non lo trovano gratis.

RDV
_________________

Sarebbe bello se la prostituzione non ci fosse, se non vi fosse scambio tra carne e denaro (e potere etc).
Sarebbe bello soprattutto per gli uomini perché avrebbero gratis quello per cui invece devono pagare.

Perché c’è? Perché esiste un divario nel desiderio (dovuto alla natura o alla cultura, lascio perdere).
Per coprire quel divario o le donne si mettono a farlo tanto e gratis o gli uomini si rassegnano e si adeguano.

Chi ha qualcuna deve accettare quel che passa il convento (che può anche non passare nulla senza che l’uomo possa dir niente). Chi non ha nessuna resta continente. Questa è la conclusione inevitabile che però è un po’ duretta da annunciare. Infatti la continenza (benché non coincida con la castità) è una cosa durissima e don Benzi dovrebbe saperlo (se ha un po’ di ormoni).

Milioni di italiani dovrebbero stare continenti o trovarsi qualcuna, ma anche per avere qualcuna bisogna pagare, poco o tanto. Perché volevamo farci l’Alfa o il Cooper o (almeno) il Mini Minor (che però tra l’altro non aveva neanche i sedili ribaltabili – masochismo terribile…!)? Per rimorchiare (c’è bisogno di dirlo?)
Più sei ricco, più sei in alto (potere, fama) e più hai sesso. I barboni non ne hanno.

Certo, se diciamo che questo è falso allora il discorso si chiude.

La prostituzione che scandalizza è solo quella da strada e solo sui clienti della strada pesa la vergogna e scattano sanzioni. Nessuno chiese sanzioni contro Onassis che si era garantito per iscritto almeno 6 prestazioni al mese (mi pare) dalla vedova Kennedy. E gli Onassis e le Jacqueline (pur in formato minore) sono milioni.
Quanto agli sposati, a suo tempo avevano diritto al sesso. Ma quell’era è finita. Tua moglie ti può imporre la castità a vita. Ma è una cosa troppo tragica da riconoscere e allora conviene dire le bugie e fingere che non sia così. E’ una verità che don Benzi non dice (e non dirà) mai.

Non che tutte facciano così, ma tutti gli uomini si trovano sotto quella spada di Damocle, minaccia che incombe sulla loro vita sessuale (e quindi psicoemotiva e passionale) come sulle donne in età classica incombeva il potere del marito di vita e di morte (come si usa credere). Non che tutti i mariti ammazzassero la moglie, ma… ci siamo capiti.
Don Benzi fa del male agli uomini. Li criminalizza e li condanna perché hanno gli ormoni e nessuna che lo faccia gratis. I maschi pagano per il sesso perché non lo trovano gratis e non lo trovano perché è nell’interesse delle donne farsi pagare.

La causa della prostituzione è il divario del desiderio che mette nelle mani delle donne la possibilità di estorcere denaro per ciò che dovrebbero e che potrebbero dare gratis. Nell’insieme non lo hanno mai fatto e non lo faranno mai gratis. Quando la prostituzione passa dalla strada al grande albergo, cade ogni condanna perché diventa invisibile e molto più costosa, più elegante.

Le donne sono le responsabili e le colpevoli della prostituzione. Il ricattato è chi paga non chi si fa pagare.
Certo i maschi hanno una scelta: la continenza e la dipendenza (umiliante e alla fine castrante). La dipendenza è una cosa molto brutta: le donne rifiutano quella economica ed ogni altra dipendenza. E fanno bene.
Quanto alle sanzioni si intende che debbano colpire i maschi. Come dire: “Spacciatrici fuori e tossici dentro!”.
E’ che la donna è davvero priva di responsabilità, proprio come dicevano i maschilisti. Essa non risponde mai di ciò che fa. Mai. Lei è la vittima eternamente innocente.

Leonardo 7:54 pm - 2nd novembre:

Io non ci sto ad essere visto come vittima dei miei ormoni, mi sembra di essere considerato un animale.

Alessandro 7:59 pm - 2nd novembre:

Rino: Mi pare che ti riferisca a Don Benzi. Ecco alcune mie considerazioni espresse circa 6 anni fa su di lui e sul tema prostituzione.
Succo: i MM vanno per sesso a pagamento in quanto non lo trovano gratis.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sì Rino, è proprio lui. Don Benzi è la chiara dimostrazione di quanto sia imprecisa la definizione della Chiesa come istituzione maschilista, visto che la sua posizione non è che sia invisa ai vertici ecclesiastici, tutt’altro. La tua analisi credo sia ineccepibile.
P.S. Sì, anche Daniele lo aveva individuato.

Roberto 9:36 pm - 2nd novembre:

Premesso che neppure io, che sono un uomo di destra, gradisco molto le uscite di Berlusconi, vorrei farvi notare che costui è un uomo di settantaquattro anni, non di ventiquattro o trentaquattro… Pertanto è scontato che egli abbia un concetto “vecchio stampo” del rapporto uomo-donna; un concetto che hanno anche tanti uomini di sinistra.
A questo credo vada aggiunto che Silvio è perfettamente consapevole del fatto di non avere più molti anni da vivere; perciò sfrutta al massimo il suo potere per “frequentare” giovani donne, che altrimenti potrebbe solo sognarsi.
In sostanza fa quello che milioni di uomini – di destra, di centro e di sinistra – sognerebbero di poter fare.

Roberto 9:41 pm - 2nd novembre:

@ Leonardo
>>
o non ci sto ad essere visto come vittima dei miei ormoni, mi sembra di essere considerato un animale.
>>
Ma noi siamo animali… seppur coscienti e intellettivamente più evoluti degli altri animali.

sandro 11:40 pm - 2nd novembre:

“Francamente, ti dico la verità, mi sorprende questo tuo post. Il personaggio Berlusconi è talmente evidente da diventare anche molto poco interessante. Personalmente credo che ormai stia andando fuori di testa, se già non ci sia andato”
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http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/10/Il-crepuscolo-degli-dei-di-Stefano-Disegni.png
:)

sandro 1:06 am - 3rd novembre:

“Secondo me, piu’ che la Chiesa, sono le donne italiane ad esercitare un forte potere morale sulla massa e pertanto ad impedire la legalizzazione della prostituzione.
Ragion per cui ritengo che si debba incolpare soprattutto loro, le donne, che fanno il bello e il cattivo tempo.
Mi spiego meglio: se le donne italiane solo lo volessero, la prostituzione sarebbe legalizzata in un batter d’ occhio, questo a prescindere dai voleri della Chiesa”
________________
Il problema è che la prostituzione sta alla donna non prostituta come la guardia di finanza sta all’ evasore fiscale.
Ovvio che la vedano come il fumo negli occhi.
Secondo me la cosa incomprensibile, nonché il vero ostacolo alla legalizzazione, è l’ atteggiamento di quella parte del mondo maschile che la prostituzione non la vuole e continua a buttarsi nel tritacarne matrimoniale.
Secondo me è quello il danno enorme che la chiesa fa al genere maschile.
Per rimanere a galla continuano a sostenere un’ istituzione ormai indifendibile come il matrimonio, fregandosene di avviare così alla rovina milioni di uomini.
Ovvio che non accettino la prostituzione. Con la sua legalizzazione chi si sposerebbe più?

Damien 2:09 am - 3rd novembre:

l’affermazione di Maria mi lascia sorridente..un sorriso amaro.. a dire il vero.. una risata a denti stretti per deufradare una ben nota rivista di enigmistica.. che “l’italiano medio” quello che guadagna 1.200 euro al mese, con mutuo, bollete e quant’altro.. si riveda nel cavaliere e’ pura utopia.. casomai si puo’ determinare, a mio avviso, una ben piu’ credibile volontà di emulazione che, maldestramente, tra prestiti, prestitini e prestitacci, l’italiano medio arranca persino nel goffo tentativo di emulazione..

e comunque, sottoscrivo la disamina di Rino.. la donna è colpevole.. da sempre esige di essere pagata, a mio avviso essa è prostituta di se stessa in quanto non vede il sesso come gli uomini, ovvero fine a se stesso, giocoso, equo scambio di un reciproco appagamento dei sensi..pertanto usa il proprio corpo come merce di scambio.. se anche lei sentisse il sesso come naturale necessità, scambio reciproco egiocoso, non potrebbe esserne cosi tanto distaccata da usare un organo riproduttivo per condizionare la vita emotiva ed economica di un essere vivente..

Da sempre la donna ci ha insegnato che lei è l’artefice dello scempio sociale e delle relazioni tra generi.. da sempre essa esige il pagamento, diretto e/o indiretto che sia.. dal primo drink per conoscerla al costo del preservativo per la copula.. sempre.. non c’è una donna che non si faccia pagare per il semplice fatto di concedere il proprio interesse che, si badi bene, non vada inteso sempre e comunque dal punto di vista strettamente sessuale..

L’uomo che non paga, per la donna non è degno della sua stima, inconsciamente non puo’ garantire un futuro sereno per se stessa e per la prole, all’uomo è dato solo in cambio di.. MAI per puro piacere.. la donna è da sempre prostituta di se stessa, oggi puo’ decidere anche in che misura esserlo, in che modi, con chi, e per quanto.. con la certezza che nessuno mai potrà mettere in discussione la sua evidente mancanza di pudore, del limite, dell’importanza sociale che riveste e caratterizza l’aspetto sessuale che la vede protagonista a tutto tondo, dimenticandosi senza ritegno che essa è semplicemente una delle due parti essenziali dell’umanità..

In questi giorni.. un mio caro amico di infanzia, di sinistra, frequenta una ragazza ucraina molto bella.. per mia curiosità e per ritornare ai numerosi discorsi di questo sito che spesso citiamo, ho fatto alcune domande sulla loro relazione..nella loro cultura, mi spiega, è NORMALE che l’uomo paghi per tutto.. quando lei vede che l’uomo paga tutto, continua, lei crede che lui sia veramente innamorato e si concede ai piaceri del sesso.. a questo punto gli ho chiesto quali differenze vedesse nel pagare per lei oppure pagare per una escort..mi ha risposto che lei per cultura sa che l’uomo DEVE pagare per tutto.. mi ha confidato che ha fatto pure la escort.. ma adesso vuole una famiglia.. ma non per questo viene meno alla sua cultura.. del farsi pagare..

mentre vi lascio alle vostre riflessioni.. è bene sottolineare un punto fondamentale.. un punto vecchio come il mondo.. un punto nato tra le labbra di molti anziani.. ad una donna basta una doccia per dimenticare la stessa pena che, per un uomo, vale una vita di disprezzo..

La donna è libera di essere prostituta di se stessa.. anzino’.. la donna puo’ essere prima velina e poi politica.. anzino’ la donna puo’ essere puttana e poi santa.. anzino’..

l’uomo.. dovrà sempre e comunque sottostare alla sudditanza vaginale.. dovrà pagare per essere se stesso.. sempre e comunque.. a prescindere dal retaggio culturale, storico e di posizione sociale.. sono riuscite a fare di piu’.. a criminalizzare il solo fatto di essere uomini..

la donna è il cancro di questa società malata, siamo in una guerra di sessi che non vede soluzione se non nella presa di coscienza di una nuova paritaria relazione tra generis, che dia ad entrambi, in primis, l’identità di persona, a prescindere dal sesso, razza e religione, rendendo il sesso scevro da interessi commerciali, liberando le donne dal loro naturale meretricio di se stesse e ridonando la giusta identita di uomo all’altra metà del cielo che oggi si tenta in tutti i modi di criminalizzare, al fine ultimo di un vero e proprio sterminio di genere.

Ecco che poi alla fine,agli occhi degli UOMINI meno sprovveduti, essa si svela nella sua naturale identità, orgiastica contraria ed ambigua, essa pretende e raramente dona, essa è calcolatrice nonostante professi l’emozione, essa pretende sincerità, ma non la elargisce, lei pretende l’amore, ma vuole sempre mantenerne il controllo totale, critica le donnerusse che vengonosposate dagli uomini italicistanchi di queste donne vaginocentri, pero’ seguono volentieri le mode loro imposte da avvenenti top model russe, criticano gli uomini che vanno con le professioniste, ma non si peritano di girare gangbang su internet, vuole fare le sue esperienze anche con piu’ uomini ma reputa porco l’uomo che va con tante donne, ama l’uomo buono, ma sposa i bastardi, non gradisce essere giudicata, ma giudica ed emana sentenze che spesso non hanno nessuna carità cristiana, anche se ovviamente non mancano di mostrare il feticcio cristiano tempestato di strass tra le tette, e si potrebbe continuare..per giungere ad una conclusione.. la donna è il chaos.. tocca all’uomo, ancora una volta, l’onere di riportare l’equilibrio, ma l’uomo oggi rischia l’estinzione, colpevolizzato, castrato del suo essere maschio, violentato psicologicamente nel quotidiano, esso risulta un effimero ricordo, ricordo che spesso le stesse carnefici auspicano la venuta, dimenticando che loro stesse sono le stesse, complice il sistema e le leggi taglione, lo stanno sistematicamente rieducando a burattino effemminato, decretandone la definitiva scomparsa, largo quindi ad albanesi, rumeni, turchi e quant’altro.. loro sicuramente saranno migliori del putrescente cadavere del maschio italico che spesso vediamo sui media decretatoicona del nuovo uomo del prossimo millennio.

Ed io me ne andro’ come sono venuto, incazzato, sporco e allontanato dalla donna che amo.

maurizio 7:43 am - 3rd novembre:

sandro
__________
Con la sua legalizzazione chi si sposerebbe più?
__________
In Germania o in Olanda (tanto per citarne due di Paesi in cui la prostituzione è legale) uomini e donne continuano ugualmente a sposarsi. Credo che la questione sia molto più complessa.

maria 8:30 am - 3rd novembre:

Damien: la donna è il cancro di questa società malata. Per esperienza so che il cancro quando arriva, come una qualunque disgrazia che irrompe all’improvviso, per un po’ ti illude che puoi combatterlo e poi capisci che e’ solo questione di tempo.. Non credo che le relazioni umane siano suscettibili di una tale analisi. Quando l’energia rchiesta era quella fisica gli equilibri erano altri e non c’e’ da essere nostalgici; oggi le situazioni sono profondamente cambiate e come e’ naturale pensare..cambieranno ancora. Ma dividere il mondo in buoni e cattivi, giusti e sbagliati lo trovo immaturo e insoddisfacente. In questo sito si tende spesso a volare alto: analisi profonde e articolate pregne pero’ di esperienze vissute ed emozioni provate. Non e’ cosa facile e non sempre si e’ all’altezza del compito ma e’ tutto giustificabile se di mezzo c’e’ la propria vita e il proprio dolore. Dire che la donna e’ il male del mondo e’ senza senso. Quando c’era lo ius primae noctis o quando la chiesa organizzava concili per stabilire se la donna avesse un’anima o quando la donna single non poteva riconoscere suo figlio (fino a poco tempo fa) era forse per colpa dell’uomo-male del mondo? Penso prorio di no. Si puo’ essere incazzati e delusi ma la ragionevolezza non va mai accantonata. Da lì, solitamente, si riparte e si cambia il mondo.

ckkb 9:17 am - 3rd novembre:

Di seguito la storia di un bravissimo ragazzo suicidatosi nel settembre del 2000 perchè fermato dai carabinieri e finito sui giornali a seguito delle prime campagne contro i clienti delle prostitute. Doveva sposarsi di lì a poco. Andammo in cinque al suo funerale e sulla sua tomba portammo dei fiori con la scritta “a nome del movimento dei maschi italiani”. Si chiamava Antonello da Colfosco. Non dimentichiamolo mai perchè la sua morte e il sangue da lui versato sono stati seme dell’impegno di tanti uomini in difesa dei maschi e dei padri. IL suo sacrificio ha segnato un prima e un dopo nella storia del movimento maschile in Italia.
La sua storia è qui:
http://www.maschiselvatici.it/index.php?option=com_content&view=article&id=356:-la-qgente-perbeneq-ha-ucciso-un-ragazzo&catid=34:la-condizione-maschile&Itemid=37

Fabrizio Marchi 10:27 am - 3rd novembre:

Sono d’accordo Maria, quell’uscita di Damien è stata senz’altro infelice ed è un peccato perché invece il commento, tipico dei suoi, contiene invece per lo più delle riflessioni condivisibili.
Credo però che Damien non volesse significare in senso proprio quello che ha scritto. E non lo dico per difenderlo perché ovviamente è in grado di farlo da solo. Però lo conosco ormai da un po’, e soprattutto conosco il suo modo di esprimersi che è spesso, diciamo così, altisonante.
Ti assicuro che spesso ha pubblicamente tessuto le lodi di un “femminile”, se vogliamo anche un po’ tradizionale (anche se solo entro certi ambiti) perché al contempo ha sempre auspicato una maggior libertà e intraprendenza da parte delle donne, specie nel proporsi e nel modo di relazionarsi con gli uomini. Concetti che mal si coniugano con un uomo tradizionalista a tutto tondo, cosa che lui infatti non è.
Se ho capito qualcosa, non credo proprio che sia animato da livore verso tutte le donne ma abbia in antipatia, e non lo nasconde affatto, come è giusto che sia, un certo tipo di “femminile”, quello stesso che noi critichiamo. E il suo modo di criticare e di porsi, di accostare la QM partendo dall’analisi dei fenomeni di costume, è quello che caratterizza i suoi interventi e il suo contributo che a me tutto sommato piace perché lo trovo schietto, anche se spesso molto caustico e pungente (e apprezzo anche questo). Ma è giusto che ciascuno si esprima come sa e come meglio crede (sempre nel rispetto degli altri, naturalmente).
Ciò detto, sono d’accordo con te, tutte le forme di integralismo e manicheismo sono nemiche della libertà e della verità. Su questo non c’è alcuna dubbio.
Se sostenessimo che gli uomini sono il bene del mondo e le donne il male, oltre a deformare il nostro pensiero (perché non la vediamo affatto in questa maniera) autorizzeremmo altre/ i a sostenere il contrario, cosa che in effetti fanno già da tempo…Non dobbiamo cadere nella loro trappola, faremmo il loro gioco.
In questo, Damien, ora mi rivolgo a te, Maria ha ragione. Ma uno scivolone ci sta. Anche nelle migliori famiglie…
Fabrizio

Fabrizio Marchi 10:40 am - 3rd novembre:

Grazie della testimonianza, Ckkb.
Antonello, assassinato dall’ipocrisia in cui versa questa nostra società post moderna, come viene definita, ma evidentemente ancora intrisa di medioevo, e del peggiore. Non ci sono più roghi e torture ma siamo forse più abili ad ottenere lo stesso scopo con le armi della colpa, della vergogna e della psicologia di massa utilizzata come strumento di dominio pervasivo.
Antonello non si è suicidato. E’ stato assassinato. Gridiamolo alto e forte.
Fabrizio

Luke Cage 11:16 am - 3rd novembre:

Antonello vittima della nuova Inquisizione.
Grazie per il contributo Ckkb.
p.s.: è come se avessero ammazzato ognuno di noi (uomini beta).

sandro 1:20 pm - 3rd novembre:

“In Germania o in Olanda (tanto per citarne due di Paesi in cui la prostituzione è legale) uomini e donne continuano ugualmente a sposarsi. Credo che la questione sia molto più complessa”
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La legislazione in materia di divorzio è uguale a quella che abbiamo noi?

sandro 1:28 pm - 3rd novembre:

“Ma noi siamo animali”
______________
Alcuni di noi, indubbiamente.
Di solito, quelli che ne vanno fieri.

Leonardo 1:48 pm - 3rd novembre:

Roberto:
@ Leonardo
>>
o non ci sto ad essere visto come vittima dei miei ormoni, mi sembra di essere considerato un animale.
>>
Ma noi siamo animali… seppur coscienti e intellettivamente più evoluti degli altri animali.
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Si, è cosi.
Ma io intendevo che molte donne ci vedono o ci vorrebbero come bestioni fedeli pronti alla monta: a volte ho sentito la parola " Testosteronico" per l'uomo brutale e violento.
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Riguardo al cancro della società: ho appena sentito di questa storia delle escort (termine nuovo per me) che hanno preso da Berlusconi e altri, mucchi di soldi e regali di ogni tipo (ma questa è una cosa che è sempre successa in molte epoche) questi soldi non potrebbero servire all'Italia, a noi e ai tanti problemi?! la gente non si incazza per queste ragazze che ci fregano i soldi che noi paghiamo?

sandro 1:53 pm - 3rd novembre:

“la donna è il cancro di questa società malata”
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Io la vedo in un altro modo:
l’ uomo è il gabbiano
la donna è la gabbia

Damien 2:14 pm - 3rd novembre:

@Maria:

Le tue Maria, sono conclusioni troppo superficiali, ma provenendo da una donna, sono comprensibili.. il tuo pensiero denota superficialità, almeno per quanto mi riguarda, perchè non condivisibile nell’ottica del mio post.. pregno di speranza di una corretta e scevra interpretazione.. ma spesso la società odierna, e le donne in prima fila, ci insegna che è piu’ facile giudicare l’apparenza che prendersi la briga di comprendere i significati che celano la verità, esattamente quello che biasimo alle donne, che si fermano spesso al giudizio estetico, fregandosene altamente del contenuto.. per poi magari cadere vittime esse stesse delle loro contradizioni e di scelte profondamente errate..

Tuttavia, non per saccenza, lascia che ti semplifichi la vita e spero altresi’ che tu possa riflettere sulle considerazioni profonde del mio messaggio, al quale mi auguro presterai maggiore attenzione, oltre che augurarmi che Fabrizio comprenda il paragone atto a focalizzare in maniera pratica l’esempio esposto, non certamente come uscita infelice, ma un giusto connubio con quanto stanno ponendo in essere la stragrande maggioranza delle donne italiche…semprechè tu sia genuinamente interessata.. si capisce..

La donna è una disgrazia.. e paritariamente ad un cancro, essa si e’ pian piano impregnata nel tessuto sociale, colpendone i gangli vitali, oggi che ci accorgiamo di questo male, c’e’ poco da fare.. perchè esattamente come un cancro, la donna sicuramente non farà un mea culpa, rinunciando a tutto quanto già espresso qui ed altrove, per guarire la società.. ma continuerà imperterrita nel suo cammino di conquista, uccidendo tutto il tessuto sano rimanente.. perchè per natura una donna non sarà mai soddisfatta…perchè se è pur vero affermare che non tutte sono cosi, è anche vero che TUTTE possono DISPORRE QUANDO VOGLIONO di tali possibilità, tu sentissi le amiche come consigliano bene l’amica a divorziare e mandare in malora un rapporto.. non sempre per gravi motivi..cosa che l’uomo non ha.. e raramente fà a cuor leggero.. e non importa quanti paragoni, motivazioni potrai obiettare in merito.. è un dato di fatto che le donne di OGGI! bada bene.. di OGGI! siano divenute quelle che io definisco CANCRO SOCIALE!..

Trovo discutibile infine, il paragone ultimo di quanto l’uomo possa avere fatto in passato, oltre al fatto che quando cio’ accadeva io non ero neanche nel box a farmi la pipi nei pannolini (e neanche tu come tutti del resto) non significa che anche tu, come tanti cloni, vieni a rimarcare il passato con l’esclusivo intento di smontare ogni confronto, ogni verità, ogni constatazione con il sempre conosciuto sillopismo femminile, piuttosto che nel farci sentire sempre in debito morale dinanzi alle donne e, nel contempo, perennemente carnefici della donna.. sono tattiche che conosciamo bene.. (Noi siamo le DOnne, sarete rieducati! ogni resistenza è inutile!)

Puo’ anche essere vero che qualcuna ci legge, poche entrano e si confrontano scevre di posizioni di parte, ma la realtà non puo’ andare a braccetto con l’illusione neofemminista.. è quella che ci piomba addosso quotidianamente.. e tu non potrai mai capirlo.. peccato abbiamo una vita sola.. ma se cio’ non fosse, vorrei che tu, come tutte le altre ivi intervenute, vi reincarnaste in Uomini di questi tempi.. precari e castrati del loro ego.. senza futuro, in balia di una politica becera e corrotta, con tutto il sociale contro.. dove l’essere te stesso significa essere sbagliati, a meno che non ci si indottrini alla vulVATA sociale…perchè al pari di un cancro.. solo chi passa sulla propria pelle tali esperienze puo’ avere la giusta sensibilità d’animo per dare un fattivo contributo.. le chiacchere stanno a zero.. esattamente come le relazioni uomo donna odierne.. chi ha mangiato non puo’ capire l’affamato..

e con questo mi accomiato.. lasciandovi alle vostre riflessioni…

sandro 3:27 pm - 3rd novembre:

“Uomini di questi tempi.. precari e castrati del loro ego.. senza futuro, in balia di una politica becera e corrotta, con tutto il sociale contro.. dove l’essere te stesso significa essere sbagliati, a meno che non ci si indottrini alla vulVATA sociale…perchè al pari di un cancro.. solo chi passa sulla propria pelle tali esperienze puo’ avere la giusta sensibilità d’animo per dare un fattivo contributo.. le chiacchere stanno a zero.. esattamente come le relazioni uomo donna odierne.. chi ha mangiato non puo’ capire l’affamato..”
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Condivido pienamente, seppur con una precisazione.
Dal mio punto di vista, l’ associazione a delinquere di stampo mafioso sono gli U alfa: alle donne attribuisco il reato di favoreggiamento.

mauro recher 5:51 pm - 3rd novembre:

Riguardo al cancro della società: ho appena sentito di questa storia delle escort (termine nuovo per me) che hanno preso da Berlusconi e altri, mucchi di soldi e regali di ogni tipo (ma questa è una cosa che è sempre successa in molte epoche) questi soldi non potrebbero servire all’Italia, a noi e ai tanti problemi?! la gente non si incazza per queste ragazze che ci fregano i soldi che noi paghiamo?
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no anzi ,alcuni lo plocamano come grande eroe e trombatore ,e non essere troppo duro con le ragazze ,sono schiave del sistema ,che poi ,ho letto nel fatto quotidiano (mi sembra) che sono 1500 euro al giorno ,più gioielli , in pratica più si entra nelle grazie del sultano ,più si viene pagati , orbene ,come al solito è colpa delle televisione ,che insegna certi modelli ,e naturalmente degli uomini (siamo tutti Silvio Berlusconi in fondo, ma tanto in fondo ,almeno per me)….ma la prostituzione ,gira e rigira sempre quello è ,non è definito il mestiere più antico del mondo ?? quindi si pressuppone prima dell’avvento del tubo catodico . …
e prima pure dell’avvento di Berlusconi ………
comunque c’è una cosa che non mi torna , queste schiave prendono 1500 euro al giorno più bonus… io che sono il padrone (in quanto uomo) 1500 euro li prendo lavorando quasi un mese e mezzo ,mai saputo che gli schiavi se la passassero meglio dei padroni ..
so che sto facendo un calcolo sul mero denaro, ma
prima di usare la parola schiave ,dovrebbero saperne il significato cioè di perdere la libertà ,non credo che quelle ragazze erano costrette ,anzi ,alcune erano molto felici ,quale miglior trampolino verso le stelle ??

Leonardo 6:21 pm - 3rd novembre:

sandro
l’ associazione a delinquere di stampo mafioso sono gli U alfa: alle donne attribuisco il reato di favoreggiamento.
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Non credo: gli uomini fanno i soldi pure per avere le donne.
E' la natura stessa delle donne, molte specie di animali "mammiferi" il nome dice tutto: c' il maschio dominante(?) con il branco delle femmine conquistate a suon di botte e dimostrazioni di forza; le femmine sono una lobby anche nei gorilla o i cervi, ecc…come le umane. I maschi rimangono solitari, anche quelli perdenti che a volte muoiono di fame.
Non sono uno zoologo ma i documentari visti lo dimostrano.
Avevo due criceti, uno maschio e uno femmina (lei leggermente più grossa di mole) la femmina lo riempiva di morsi fino a farlo sanguinare, lui non poteva fuggire dentro la gabbia, li ho divisi nella stessa gabbia: si cercavano, ho tolto il divisorio è la femmina non lo morse più: la solitudine gli ha fatto bene.

Silent Hill 7:05 pm - 3rd novembre:

Leonardo
E’ la natura stessa delle donne, molte specie di animali “mammiferi” il nome dice tutto: c’ il maschio dominante(?) con il branco delle femmine conquistate a suon di botte e dimostrazioni di forza; le femmine sono una lobby anche nei gorilla o i cervi, ecc…come le umane. I maschi rimangono solitari, anche quelli perdenti che a volte muoiono di fame.

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Ti sfugge un particolare : la specie umana è una specie razionale, mica animale .
Se ci sono uomini che si picchiano per competenza per una femmina ( = scoparsela ) , non vuol dire che è la natura umana, semplicemente che questi uomini "machi" ragionano con i genitali .
Perchè uomini razionali non fanno i bulli con altri per farsi i fighi ( = per scoparsi delle belle gnocche )
Che poi nell'essere umano è insito l'atteggiamento di farsi belli perchè l'aspetto estetico conta, quello è un altro paio di maniche

Retiarius 7:44 pm - 3rd novembre:

queste schiave prendono 1500 euro al giorno più bonus… io che sono il padrone (in quanto uomo) 1500 euro li prendo lavorando quasi un mese e mezzo

Ottima considerazione,il fatto che TUTTE le donne che si prostituiscono siano schiave e costrette dai “maschi bruti”,è uno dei dogmi delll’ideologia femminista,guai a smentirla.
Anche se di fatto è indimostrabile una tale tesi,loro ti diranno che se scelgono di farlo liberamente,in realtà non è così perchè è un condizionamento sociopsicologico maschilista.
Poco importa se alcune di loro hanno redditi che l’80% degli uomini si sogna.

Leonardo 7:45 pm - 3rd novembre:

@Silent Hill
L’uomo è considerato un mammifero nelle specie viventi, cioè un animale che non depone le uova, ma fa i figli direttamente e poi vengono allattati dalle mammelle delle madri: quindi da mamma-mammiferi.
Prima mi sono dimenticato di dirlo, pensando che sia cosa conosciuta da tutti.

sandro 8:42 pm - 3rd novembre:

“Non credo: gli uomini fanno i soldi pure per avere le donne”
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Questo non cambia niente.
Qualunque sia il loro obiettivo, il problema sono e rimangono loro.
Sono loro che inculano noi per favorire le donne.

Leonardo 10:15 pm - 3rd novembre:

sandro
Sono loro che inculano noi per favorire le donne.
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Su questo sono d'accordo, infatti ho fatto l'esempio del maschio dominante che si becca tutto in barba agli altri più deboli, mentre noi più razionali usiamo i soldi, ma per fare i soldi ci vuole un certo carattere anche se si è dei bassi di statura e senza muscoli come alcuni politici.

sandro 12:57 am - 4th novembre:

Il problema nostro è che siamo stupidamente convinti della necessità del rispetto delle regole, nel momento in cui le regole le fanno loro e se le fanno su misura.
Le regole, nel momento in cui non sono imparziali e condivise, non vanno rispettate, dato che non sono più regole, ma puri e semplici atti di prevaricazione.
Per fare un esempio, se io subisco un furto, io non posso essere zittito semplicemente perché un ladro ha fatto una legge per la quale il furto non è reato.
Così non si andrà mai da nessuna parte.
Siamo milioni, se solo smettessimo di pensare ognuno all’ orticello dei cazzi suoi e ci coalizzassimo contro di loro, gli apriremmo il culo come una scatoletta di pelati.
E Dio solo sa quanto ci guadagneremmo tutti.
Il problema vero non sono le donne, quelle si limitano ad approfittare del contesto favorevole e ad intascare quanto possono, dato che sono fatte della stessa pasta di quelli lì.
Per questo si intendono così bene.

Daniele 1:34 pm - 4th novembre:

sandro
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Siamo milioni, se solo smettessimo di pensare ognuno all’ orticello dei cazzi suoi e ci coalizzassimo contro di loro, gli apriremmo il culo come una scatoletta di pelati.
>>>>>>>>>>
Storicamente, solo delle minoranze (maschili) particolarmente aggressive hanno cambiato il corso della storia. La massa non cambia mai nulla, perche’ e’ femmina (diceva qualcuno fucilato 65 anni fa…).
Inoltre noi facciamo parte di generazioni cresciute nel benessere materiale (crisi economica occidentale ed odierna a parte*), pertanto non abituate a combattere ed a rischiare la vita.
>
sandro
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Il problema vero non sono le donne, quelle si limitano ad approfittare del contesto favorevole e ad intascare quanto possono, dato che sono fatte della stessa pasta di quelli lì.
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http://questionemaschile.forumfree.it/?t=6676667
>>

P.s.: ho scritto occidentale, perche’ contrariamente a quanto scrivono su quasi tutti i quotidiani, la crisi non riguarda certamente Paesi come l’ India o la Cina, che, tra l’ altro, da soli fanno quasi due miliardi e mezzo di persone e che fra non molti lustri domineranno il mondo.

Luke Cage 2:39 pm - 4th novembre:

L’ipocrisia imperversa anche in questi giorni attorno allo scandalo bunga bunga.
Da che mondo e mondo gli uomini alfa hanno la possibilità di crearsi un harem o uno “scannatoio” che all’occorrenza usano per sollazzarsi insieme ai propri sodali ?
Dove sta lo scandalo ? E il ruolo delle donne in questi presunti scandali è determinato dalla condotta di Berlusconi ?…ma stiamo scherzando ?
Sono d’accordo con il fatto che la situazione sopracitata ha dei risvolti non consoni per un capo di governo nonchè delle implicazioni istituzionali che è giusto e doveroso verificare, ma tutta la questione moralistica sullo sfruttamento delle donne, che si ripresenta puntualmente mi sembra molto strumentale (e infatti le pseudo-opposizioni ci sguazzano) nonchè funzionale a certa propaganda vittimista tipicamente femminile.
Molte delle donne che si scagliano contro certi personaggi stile B. sono spesso quelle che alla prima occasione sono disposte a giocarsi le proprie carte mettendosi a novanta…salvo poi puntare il dito contro il “malcostume”.

sandro 2:41 pm - 4th novembre:

“La massa non cambia mai nulla, perche’ e’ femmina” (diceva qualcuno fucilato 65 anni fa…)
____________
Lo stesso che diceva pure “colpirne uno per educarne cento” (frase utilizzata anche da Mao).
Concetto, questo, che, ripreso da altri, una trentina / quaranta anni fa, qualche risultato positivo lo aveva portato.
I problemi sono venuti fuori quando quella strada lì è stata abbandonata.
A quanto pare, l’ unica strada che può portare a qualche risultato in Italia è quella lì.
Triste dirlo, ma è così.

Fabrizio Marchi 3:28 pm - 4th novembre:

Non facciamo commistioni improbabili e stiamo bene attenti a quello che scriviamo.
Intanto Daniele si riferiva a Mussolini, mentre la frase “colpirne uno per educarne cento” è di Mao Tse Tung. I due concetti espressi non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro.
Ciò detto, è evidente, e sono certo anche tu lo confermerai, che quanto hai affermato successivamente nel tuo post, Sandro, vuole avere naturalmente un significato metaforico e non pratico.
Uomini Beta non vuole colpire fisicamente nessuno e non ha certamente nessuna nostalgia di pratiche terroristiche idiote e aberranti che hanno provocato solo danni alla causa di chi vuole trasformare questo stato di cose, contribuendo a far arretrare proprio quelle stesse istanze sociali e ideali che si pretendeva di rappresentare . Un processo rivoluzionario in un paese capitalista avanzato è ben altro che sparare sotto la loro abitazione ad un magistrato indifeso o ad un maresciallo dei carabinieri.
Ragazzi, stiamo attenti perché il linguaggio e i contenuti che usiamo sono fondamentali e potrebbero esserci ritorti contro.
Ricordo a tutti che non siamo qui per giocare o per sparacchiare a casaccio ma per portare avanti una grande e impegnativa battaglia.
Fabrizio

sandro 3:37 pm - 4th novembre:

La mia era una semplice constatazione, non una istigazione a delinquere.

Fabrizio Marchi 4:55 pm - 4th novembre:

Ne ero pienamente consapevole però capisci anche che non potevo esprimermi in modo diverso…
Fabrizio

Marco 6:38 pm - 4th novembre:

@ Luke Cage
Dove sta lo scandalo ? E il ruolo delle donne in questi presunti scandali è determinato dalla condotta di Berlusconi ?…ma stiamo scherzando ?
@
Infatti quello che pure io trovo insopportabile, è che si voglia far passare queste ragazze per delle vittime, “sfruttate” ?!?!? da Berlusconi e compagnia cantante.
Voglio dire, questa diciottenne marocchina sarebbe un povera “santarellina” succube degli uomini?
Ma chi vogliono pigliare per il culo?

http://video.corriere.it/ruby-piu-erotica-che-esotica/90812038-e74a-11df-a903-00144f02aabc

Retiarius 11:36 pm - 4th novembre:

Io non sono daccordo a deresponzabilizzare le donne in questa siruazione.Io non credo al complotto dei maschi alfa contro gli uomini comuni,o meglio ,credo che sia proporzionale alla tendenza femminile di incoraggiare un certo tipo di modello maschile.
Deresponzabilizzare significa ancora una volta mettere le donne su un piedistallo ideologico,negare qualsiasi volontà che sarebbe da attribuire esclusivamente agli uomini di potere o comunque alla maschilità.
E’ una visione medievale da dolce stil novo,e sarebbe indirettamente sessista perchè presupporrebbe che le donne siano manipolabili come burattini da questo “potere”,di cui oggi, sempre più di loro fanno parte anche loro.

maurizio 12:30 am - 5th novembre:

@ Retiarius
__________
Io non sono daccordo a deresponzabilizzare le donne in questa siruazione.Io non credo al complotto dei maschi alfa contro gli uomini comuni,
_________
Nemmeno io credo a presunti complotti degli uomini alfa contro i beta.
__________
E’ una visione medievale da dolce stil novo,e sarebbe indirettamente sessista perchè presupporrebbe che le donne siano manipolabili come burattini da questo “potere”,di cui oggi, sempre più di loro fanno parte anche loro.
__________
Sono d’accordo: è una visione obsoleta e ingenua.
In realtà ad essere manipolati sono gli uomini (sia alfa che beta) e non le donne, che tramite i loro genitali ottengono quel che vogliono.

sandro 2:09 am - 5th novembre:

“Io non sono daccordo a deresponzabilizzare le donne in questa siruazione.Io non credo al complotto dei maschi alfa contro gli uomini comuni,o meglio ,credo che sia proporzionale alla tendenza femminile di incoraggiare un certo tipo di modello maschile.
Deresponzabilizzare significa ancora una volta mettere le donne su un piedistallo ideologico,negare qualsiasi volontà che sarebbe da attribuire esclusivamente agli uomini di potere o comunque alla maschilità.
E’ una visione medievale da dolce stil novo,e sarebbe indirettamente sessista perchè presupporrebbe che le donne siano manipolabili come burattini da questo “potere”,di cui oggi, sempre più di loro fanno parte anche loro.”
_______________
Sul fatto che abbiano la loro parte di responsabilità non ci piove: sono una delle lobby più compatte e potenti.
Collusione, favoreggiamento e omertà interessata sono cose che pesano come macigni.
Resta tuttavia il fatto che di donne nelle stanze dei bottoni del potere economico e politico non è che ce ne siano molte, e, alla fine, la responsabilità vera è di chi i bottoni materialmente li preme.
Per gli uomini, tra l’ altro, c’è l’ aggravante del fatto che, con ogni probabilità, conoscono la situazione maschile meglio delle donne, proprio perché uomini.
E, nonostante questo, niente. Homo homini lupus.
Per loro, siamo carne da macello e nulla più.
Altro che complotto: questa si chiama delinquenza sociale.
Delinquenza sociale portata avanti da una cupola mafiosa di impuniti che si comportano come dei feudatari del medio evo nei confronti dei sudditi.

sandro 3:24 am - 5th novembre:

Probabilmente non è in tema con l’ argomento trattato in questa sezione, ma a questo punto allargo la mia riflessione.
Io credo che la madre di tutti i nostri problemi abbia un nome: si chiama democrazia rappresentativa.
Ormai è chiaro pure ai sassi che si scrive democrazia rappresentativa ma si legge oligarchia.
Un’ istituzione come la democrazia rappresentativa, in un paese come l’ Italia, dal mio punto di vista non può funzionare, e infatti non funziona, perché si fonda su un presupposto che, nel nostro paese, semplicemente non esiste: l’ interesse generale.
Nel momento in cui io eleggo uno come mio rappresentante, per quale motivo quello, una volta piazzatosi lì, dovrebbe rappresentare me e non vendersi semplicemente al migliore offerente, dato che la seconda ipotesi è per lui nettamente più conveniente?
Perché la volta dopo io voto un altro? E cosa cambia? Se un partito perde voti lui può saltare sul carro del vincitore ed è a posto lo stesso.
La volta dopo idem, quella dopo ancora pure e via così per l’ eternità.
E’ chiaro a questo punto come, in un sistema di questo tipo, la politica non possa che essere una propaggine del potere economico.
Se concentrare il potere nelle mani di pochi non è mai stata una buona idea, in un paese come l’ Italia è un’ idea pessima.
Siamo una plutocrazia, non una democrazia.
La via d’ uscita per me si chiama democrazia diretta: il loro potere va limitato al massimo, dato che l’ unica cosa che sanno fare è abusarne.

Fabrizio Marchi 8:27 am - 5th novembre:

Retiarus e Maurizio, senza nessuna polemica, sia chiaro, ma solo per onestà intellettuale.
Quando parlate di presunti complotti di maschi alpha contro i maschi beta, state parlando di qualcosa che avete letto o ascoltato altrove, comunque fuori da questo spazio? Perché non c’è un solo articolo, uno che è uno, pubblicato sul sito, sulla homepage, nello spazio “articoli” o in quello “editoriali” che si esprima in questi termini.
Forse è bene che vi rileggiate alcuni articoli e soprattutto il nostro Manifesto (il Movimento Beta) dove è evidente che noi parliamo di processi complessi, economici, sociali, culturali, di genere (quindi non di complotti), che vedono entrare sulla scena diversi protagonisti, fra cui naturalmente anche i maschi appartenenti alle elite dominanti, che giocano un ruolo fondamentale, così come lo giocano le donne appartenenti alle stesse elite, così come anche le altre donne (il “femminile” nel suo complesso) non appartenenti alle elite dominanti ma comunque legate, diciamo così, a quelle elite, da un patto sociale e di genere che vede il maschile beta collocato in una posizione di subordinazione all’interno del complesso e sofisticato meccanismo.
Naturalmente, quando parlo di patti non parlo di qualcuno che si è messo a tavolino e si è strizzato l’occhiolino (il complotto) ma appunto di processi storici e sociali complessi avvenuti in decenni.
Poi si può discutere sul ruolo, la funzione, il peso specifico di questo o quell’attore sociale o di genere all’interno di questo processo (i maschi alpha, le donne alpha, le donne “beta”, gli uomini beta ecc.), ma questo è un altro discorso sul quale ciascuno può avere opinioni diverse.
Però qui nessuno qui ha mai parlato di complotti né ha mai deresponsabilizzato il ruolo che gioca il “femminile” all’interno di queste dinamiche. E’ proprio questo uno dei punti cardine della nostra analisi, altrimenti se ci limitassimo a denunciare il ruolo (comunque negativo e anti maschi beta) dei soli maschi alpha, non avremmo detto tutto sommato nulla di nuovo rispetto a quello che già sostiene la vulgata femminista. Non vi pare?
E allora di cosa stiamo parlando? Ragazzi, ho l’impressione che dobbiamo leggere di più ciò che scriviamo sul sito e prestare un po’ meno attenzione al blog (cioè allo spazio commenti). Capisco che i nostri articoli sono lunghi, forse complessi, ma è lì che c’è la nostra linea politica. L’ho ripetuto migliaia di volte.
In conclusione, cari ragazzi, nella nostra analisi, di medioevale, obsoleto e ingenuo, c’è veramente ben poco. Forse vi sbagliate con qualche altro blog che si occupa di QM…
Abbiamo tanti difetti, senza alcun dubbio, ma di tutto si può criticare la nostra analisi e il nostro approccio interpretativo tranne che di guardare all’indietro o di semplificare e banalizzare la questione… E’ una critica che a questo sito non può veramente essere fatta.
Nulla di personale, sia chiaro, però è bene precisare le cose altrimenti si rischia di depistare…
Fabrizio

Luke Cage 2:16 pm - 5th novembre:

Aggiungo,a questo punto,che il mio commento non era una presa di posizione a favore di questo o quell’ uomo alfa…speravo non fosse il caso di rimarcarlo..

Leonardo 2:58 pm - 5th novembre:

Quello che è sicuro che fanno la bella vita alle spalle nostre. E la gente continua ad indignarsi per i rumeni stupratori.
Chiaramente non perché fanno bene a stuprare, ma per l’allarmismo razzista ed è il caso di dirlo: nazifemminista.

Paolo 4:12 pm - 5th novembre:

Da che mondo e mondo gli uomini alfa hanno la possibilità di crearsi un harem o uno “scannatoio” che all’occorrenza usano per sollazzarsi insieme ai propri sodali ?

Sì però Luke per me l’alpha non è chi deve dare buste da 5000 euro alla fine della prestazione per fare sesso. Berlusconi in questo caso mi pare solo uno che va a puttane solo con amplissime disponibilità economiche che gli permettono di pagarsi contemporaneamente decine e decine di escort.Alpha è colui a cui la donna la dà volentieri e senza spendere perchè la cosa LE procura piacere.

Rino 4:18 pm - 5th novembre:

L’ “utilizzatore finale” in lotta contro la prostituzione.

http://video.corriere.it/berlusconi-lotta-prostituzione/455f5030-e8d9-11df-9527-00144f02aabc

RDV

Luke Cage 6:00 pm - 5th novembre:

@Paolo:
…e infatti la tua definizione di alpha non c’entra nulla con il modo con cui le definizioni uomini alpha e uomini beta vengono usati nel Manifesto del Movimento Uomini Beta e di conseguenza negli articoli su questo sito, che probabilmente avrai letto (spero)….

Fabrizio Marchi 6:10 pm - 5th novembre:

Verissimo, Paolo, condivido quanto affermi. In questo senso Berlusconi è solo la brutta copia di un maschio alpha, al punto che è diventato la caricatura di se stesso. E non lo dico per insultarlo perché non è mio costume tirare palate di fango agli avversari. Da una parte si è reso ridicolo con il suo modo di fare e la sua compulsività quasi adolescenziale nei confronti del sesso. Dall’altra trovo però che sia paradossalmente più genuino, o se preferite, meno ipocrita di altri/e. Fa quello che fanno tutti gli uomini di potere, solo che lo fa platealmente, sfacciatamente. E naturalmente, comportandosi in questo modo, arriva a rendersi ridicolo.
In questo, a mio parere, estrapolando per un attimo l’uomo dal ruolo politico, dimostra di essere molto fragile. Ho quasi l’impressione che in parte sia proprio lui ad essere usato da questa pletora di escort e puttanelle che usa frequentare. Non penserei la stessa cosa per altri uomini di potere. Ve lo immaginate un Gianni Agnelli che si fa mettere in mezzo da una D’Addario o da una Noemi qualsiasi? E guardate che l’avvocato si è dato da fare, eccome se si è dato da fare…E come lui tanti altri di quel calibro.
Mi pare che il personaggio Berlusconi rappresenti in pieno quel tipico “gallismo italico”(che è una sottospecie del “machismo”), decisamente patetico, per la verità. Neanche i suoi soldi e il ruolo che occupa riescono a salvargli l’immagine. Come lui ce ne sono a milioni di maschi nel nostro paese, solo che non hanno i suoi soldi e il suo potere e quindi finiscono con l’essere ancora più patetici e ridicoli di lui.
In questo senso direi, utilizzando lo stesso esempio, che Gianni Agnelli era decisamente un maschio alpha doc, Berlusconi lo è solo per metà, perchè può permettersi di pagare qualsiasi cifra; diciamo che è un “made in China”…
Fabrizio

Retiarius 6:23 pm - 5th novembre:

@Paolo Alpha è colui a cui la donna la dà volentieri e senza spendere perchè la cosa LE procura piacere.
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In effeti….

@Fabrizio Marchi Nessuna critica alle idee del movimento.Semplicemente una mia opinione riguardo la coresponsabilità di una determinata situazione.Il termine "complotto" forse non è indicatissimo ma rendeva bene l'idea metaforicamente.In realtà mi riferivo alle responsabilità di determinare una situazione di squilibrio che a mio avviso non è imputabile solo alle elite dominanti maschili..

Luke Cage 6:23 pm - 5th novembre:

..bè…allora sono io che non ho capito cazzo sulla questione alpha/beta…

sandro 6:47 pm - 5th novembre:

“Da una parte si è reso ridicolo con il suo modo di fare e la sua compulsività quasi adolescenziale nei confronti del sesso. Dall’altra trovo però che sia paradossalmente più genuino, o se preferite, meno ipocrita di altri/e. Fa quello che fanno tutti gli uomini di potere, solo che lo fa platealmente, sfacciatamente.”
_____________
E, secondo me, da questo punto di vista, ha pure un merito: quello di aver sbattuto in faccia alla gente in modo inequivocabile la vera essenza del potere.
Ha fatto chiarezza una volta per tutte, e secondo me ce n’ era bisogno.
Ricordate il caso di Cosimo Mele?
Allora si arrampicarono sugli specchi per tentare di dimostrare che quella era solo un’ eccezione; ricordo balle spaziali tipo la proposta di un assegno per consentire ai parlamentari il ricongiungimento familiare, nell’ ottica secondo la quale sarebbe stata l’ “astinenza forzata” a portare i parlamentari a cimentarsi in festini a base di cocaina e prostitute.
Lui ha dimostrato ampiamente che quella è la regola e non l’ eccezione, dato che, grazie agli scandali su di lui, è emerso pure tutto un sottobosco di gente che viene corrotta in quella maniera lì e non solo.

ckkb 6:49 pm - 5th novembre:

Consentitemi l’espressione di mie emozioni che riporto in questa sede perchè a mio avviso attengono alla domanda che cosa è proprio del maschile e che cosa è proprio del paterno.
Questo utilizzatore finale è criticabilissimo e di certo non finirà come Antonello da Colfosco. Ma mi fa comunque una grande pena: potentissimo socialmente, ricchissimo, e tuttosommato anche generoso ( ma chi glielo ha fatto fare a mettersi in politica) davvero lo stanno massacrando.
Lo stanno massacrando i maschi, ma tramite le donne: maschi più feroci, ipocriti e vigliacchi di così! Pensano di farci una figura più degna? sono questi gli eroi dell’alternativa morale e politica?
Nè mi sfugge la terribile violenza che assume forma nel comportamento di queste donne (eccola qui la natura proteiforme della violenza!) che utilizzano la potenza che sanno irresistibile della seduzione sessuale per approfittare di un maschio, tradirlo e quindi distruggerlo. Non è forse un vero e proprio assassinio? anzi: è peggio.
Terribile, e antico come il Mondo, il tradimento che il femminile fa di se stesso quando strazia e distrugge il maschile utilizzando il proprio fascino seduttivo. E demoniaco il maschile che l’utilizza come arma. Terribile l’irrisione delle debolezze di un anziano padre. Regole tutte del maschile, tabù maschili che vengono oggi infranti con la scusa dell’indegnità altrui. Non è maschile questo!
Il maschile è l’universale e l’universale è il maschile: non ha nulla di maschile questo linciaggio selvaggio e orgiastico.

Fabrizio Marchi 7:02 pm - 5th novembre:

Ma no, Luke, non ci fraintendiamo. Il discorso è un altro. Il maschio alpha rappresenta di per sé un punto di arrivo per una donna (diciamo per la grande maggioranza delle donne…). Egli stesso, per il ruolo che occupa, la posizione sociale e il carisma che ne consegue (pensa per un attimo cosa sarebbe Berlusconi senza una lira in tasca…) è oggetto del desiderio. Non ha bisogno di proporsi perché sono le donne stesse che si propongono con lui. Poi che in qualche modo le paghi è un altro discorso. Ed è a quel punto che i due comportamenti, quello del maschio alpha doc e del “finto” maschio alpha vanno a coincidere.
Ma non c’è dubbio che quando siamo in presenza del maschio alpha dominante il rapporto che normalmente vede l’uomo andare verso la donna, viene a capovolgersi completamente. Negli articoli “natura e cultura” e “reciprocità e spontaneità” spieghiamo questo aspetto.
Proviamo a spogliare Gianni Agnelli, Tronchetti Provera, Berlusconi o Montezemolo da loro ruolo, dal loro potere e dai loro soldi; continuerebbero ad esercitare lo stesso carisma sulle donne? E’ evidente che no.
Ciò che volevo dire è che mentre per gli altri tre funziona (e funzionava, nel caso di Agnelli) la regola del maschio alpha doc, Berlusconi, a mio parere, sia chiaro, è un caso in parte diverso. Il risultato finale ovviamente è lo stesso ma è proprio il suo modo di essere che lo rende, diciamo così, un pochino meno alpha. Insomma, per dirla ancora più in soldoni, Berlusconi mette mano al portafogli, gli altri no, per lo meno non direttamente. Diciamo che la contrattazione (non dichiarata, in questo secondo caso) avviene in maniera diversa (se vogliamo più ipocrita) perché quelle stesse donne farebbero carte false pur di accompagnarsi con quegli uomini. E’ chiaro che quando si parla di uomini a quei livelli di potere, la differenza è minima. Però spero di essere stato chiaro. Il maschio alpha doc non ha bisogno di chiedere, perché già gli viene offerto (anzi, offerta…) su un piatto d’argento. Berlusconi, in qualche maniera, si pone in un modo a mio parere un “pochino meno alpha” (con molte virgolette, ovviamente…).
In conclusione, un uomo alpha non ha necessità di pagare delle escort. Poi se lo fa perché è il suo piacere è un altro discorso ma egli stesso costituisce una specie di luce per le falene, non deve fare assolutamente nulla. Come diceva uno di noi, non ricordo chi (mi pare Rino), Magic Johnson se ne ritrovava tre o quattro diverse ogni giorno sotto la sua abitazione. Più o meno di quello che accade a qualsiasi altro personaggio del mondo dello spettacolo, un cantante rock, un divo del cinema o un calciatore.
Fabrizio

maurizio 7:37 pm - 5th novembre:

sandro
______________
Lui ha dimostrato ampiamente che quella è la regola e non l’ eccezione, dato che, grazie agli scandali su di lui, è emerso pure tutto un sottobosco di gente che viene corrotta in quella maniera lì e non solo.
______________
Io credo che tutto ciò stia anzitutto a dimostrare che sono le belle, giovani e attraenti donne a indurre gli uomini (alpha o beta, in misura ovviamente differente) a comportarsi in una certa maniera.
Questo perché sono loro, le donne, a detenere il potere sessuale. Perciò sono loro, le donne, le principali responsabili della corruzione e degli scandali.

maurizio 7:43 pm - 5th novembre:

sandro
____________
Io credo che la madre di tutti i nostri problemi abbia un nome: si chiama democrazia rappresentativa
____________
Io, invece, credo che la madre di tutti i nostri problemi abbia un altro nome: FIGA.

sandro 9:03 pm - 5th novembre:

“Io credo che tutto ciò stia anzitutto a dimostrare che sono le belle, giovani e attraenti donne a indurre gli uomini (alpha o beta, in misura ovviamente differente) a comportarsi in una certa maniera.
Questo perché sono loro, le donne, a detenere il potere sessuale. Perciò sono loro, le donne, le principali responsabili della corruzione e degli scandali.”
______________
Fatemi capire:
se uno fa della delinquenza sociale la propria bandiera, il fatto che lo faccia per ottenere più fica possibile rappresenta una giustificazione?

mauro recher 9:16 pm - 5th novembre:

Mi sembra chiaro che Berlusconi sia ,come dice Fabrizio, più schietto e sincero ,in poche parole vuol dire “mi piacciono le donne” forse è anche il suo ego a volere questo ,mettere in piazza che lui “c’è la fa ancora” ,questo sicuramente lo fa diventare un alpha ,ma con un retrogusto da gallinaccio ,che ti va di traverso …a scuola ti darebbero un 6 con due meno ….
sul complotto alpha e beta concordo anch’io che non c’è … credo che esistano regole che dominano il mondo ,l’alpha le sfrutta a suo interesse ,il beta invece no o meglio non ne viene concessa la possibilità ,in questo “gioco ” allora bisogna cambiare queste regole e credo che le donne siano l’arbitro di tale contesa …

Fabrizio Marchi 9:45 pm - 5th novembre:

Ckkb, ora sarei attento a non farlo diventare un santo (non che questo sia il tuo intento)…
Berlusconi è “sceso in politica”, termine coniato proprio in seguito alla sua “discesa in campo”, un po’ per le sue ambizioni personali e un po’ (parecchio) perché altrimenti sarebbe stato perseguito per le sue malefatte…In questo modo è riuscito a farla franca e ad evitare le maglie della giustizia.
Non entro nel merito di ciò che egli ha rappresentato in questi ultimi quindici anni (il “berlusconismo”) e che rappresenta, sarebbe troppo lungo e in parte ne abbiamo già parlato.
Ciò detto, non c’è dubbio che sia vero quanto dici, e cioè che la solita pletora di avvoltoi (maschi, in questo caso) si fa scudo, o meglio utilizza ipocritamente l’assalto femminil-femminista nei suoi confronti per speculare politicamente. Si tratta di mezze cartucce del suo stesso livello, per quanto mi riguarda e, forse, ancora più ipocriti, a cominciare da molti dei suoi alleati (o ex alleati, come Fini) o presunti tali o esponenti moderati (Casini e lo stesso Montezemolo) fino agli altri leader del centrosinistra.
In ogni caso si tratta di una competizione fra poteri forti rispetto alla quale la massa dei maschi beta non ha nulla da guadagnarci. Chiunque prevalga, per noi non cambierà nulla. Il forcaiolismo giustizialista, repressivo e securitario in tema di relazione fra i generi ( e quindi antimaschile beta) accomuna centrodestra e centrosinistra senza distinzione alcuna.

Fabrizio

Silent Hill 10:27 pm - 5th novembre:

maurizio
“Questo perché sono loro, le donne, a detenere il potere sessuale. Perciò sono loro, le donne, le principali responsabili della corruzione e degli scandali.”
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ti sbagli, e sandro ti ha spiegato indirettamente il perchè . Direttamente io ti chiedo : ma questi vermocelli ( che ha descritto sandro ) quale c**** di legge ha obbligato a comportarsi in quella maniera per piacere ( e non è neanche detto) a una gnocca ? Ma che siamo, animali ?

Luke Cage 11:17 pm - 5th novembre:

Mi sento di sottoscrivere in toto il commento di Ckkb : era proprio l’ipocrisia a cui mi riferivo e che accomuna il (falso) sdegno di tanti benpensanti uomini ma soprattutto donne.
Diciamocelo : la differenza tra un Berlusconi e un Cordero di Montezemolo è più una questione di gusto e “stile” attinente scelte prevalentemente femminili, ma dal punto di vista dell’uomo beta tale differenza conta in maniera minima…Come dicevo in un altro commento, c’è anche una forma di moralismo nell’assalto al “puttaniere”, come se chi paga in contanti sia più “reprensibile” di chi ha altro da offrire “in cambio”(le conoscenze giuste,uno status sociale, ecc..cose che spesso si sovrappongono), e indirettamente si giudicano le escort peggio di una che sposa (e loda) il dottore ma va (di nascosto) col meccanico il lunedì, il gelataio il martedì,l’idraulico mercoledì ecc.

Luke Cage 11:25 pm - 5th novembre:

p.s.:ovviamente non ho nulla contro le prostitute “per scelta” ne contro le donne a cui piace fare l’amore…però se tante mamme mandano i figli a scuola insegnando loro che per essere un uomo non c’è bisogno di fare tanti soldi e poi soccombono al fascino del macchinone non si può pretendere di dare la colpa a chi fa sfoggio di rolex ed escort..

sandro 12:42 am - 6th novembre:

“Io, invece, credo che la madre di tutti i nostri problemi abbia un altro nome: FIGA.”
____________
Se proprio la dobbiamo dire, diciamola tutta:
il “problema figa” non rappresenta l’ eldorado solo per le donne, ma pure per un numero non indifferente di uomini, che sulla diffusione a livello di massa di una sessualità maschile di tipo patologico – compulsivo hanno costruito delle fortune.
Il pensiero non deve correre necessariamente ai produttori di film hard: basti pensare che il sottoscritto, al pari di tanti altri, nei brevi periodi della propria vita nei quali ha frequentato stabilmente una donna, spendeva più o meno il doppio di quanto spende normalmente.
E non è che fossi prodigo di regali, anzi. E non sono neppure uno che si pavoneggia con gadgets costosi e inutili.
Sapete com’ è…. le donne, oltre agli zebedei di chi ha la disgrazia di frequentarle, fanno girare pure l’ economia… una gita di qua, una cena di là… e le banconote da 50 vanno via come l’ acqua del lavandino.
E la cosa a molti non dispiace affatto.
Per questo, la sessualità maschile, se non è compulsiva, deve diventarlo.
E’ il PIL che lo esige.

armando 12:56 am - 6th novembre:

A me Berlusconi fa incazzare non perchè paga le sue escort, cazzi suoi, o perchè fa battutacce fuori luogo sui gay (forse politicamente inopportune, ma sempre cazzi suoi). Fa incazzare perchè è il capo dello stesso governo che ha varato le quote rosa per in consigli d’amministrazione delle aziende!
Altro che disprezzo delle donne, questo (con i suoi sodali dell’opposizione) è succube della lobby femminil/femminista per pura convenienza elettorale. E per paura fa scempio di giustizia ed equità. Perchè la faccenda delle quote è proprio questo, uno scempio di giustizia per cui si viene promossi per legge perchè si è donne. E non solo.
Credevo di vivere in un paese a economia di mercato (capitalistica), in cui il profitto fosse lo scopo supremo per ottenere il quale il Capitale non guarda a razze o sesso, ma solo a convenienza.
Quella legge ci dice che non è vero, ci dice che scopo supremo del capitalismo sarebbe l’esclusione delle donne dai posti che contano, anche se ciò significa (lo dicono tutti gli economisti a la page) minor efficenza e dunque minori profitti.
Dunque quella legge avalla la nuova interpretazione della storia in termini di guerra dei maschi contro le femmine.
E noi ci stiamo a scazzare sul significato della miserrima vicenda di ricconi e puttanelle!
armando

Fabrizio Marchi 2:16 am - 6th novembre:

D’accordissimo, Luke, sul concetto di moralismo, anzi di falso moralismo di coloro che ipocritamente e strumentalmente stanno attaccando Berlusconi sulle sue vicende sessuali.
E’ semplicemente ridicolo e soprattutto serve a coprire la loro pochezza politica e intellettuale e la loro assoluta mancanza di una proposta e di un progetto politico credibile. Da questo punto di vista, sempre con molte virgolette, provo più simpatia, o quanto meno, meno antipatia, per Berlusconi, piuttosto che per i suoi avversari.
Ciò detto, quoto il post di Rino che evidenzia una contraddizione a dir poco grottesca. Un governo che vara leggi contro la prostituzione di strada guidato da un puttaniere dichiarato. Ma questo in fondo è l’aspetto più divertente della vicenda.
L’aspetto sconcertante è che nessuno, dico nessuno, abbia sottolineato la gravità di una proposta di legge apertamente discriminatoria e classista. Proibire esclusivamente la prostituzione di strada significa di fatto consentire e avallare quella di lusso. Quindi la prima viene criminalizzata, mentre la seconda viene di fatto incentivata.
Come se prostituirsi per la strada sia moralmente disdicevole (e inaccettabile) mentre in un appartamento di lusso o sullo yacht di un magnate della finanza sia etico.
Tutto ciò è perverso e molto grave. Eppure siamo governati proprio da questa gente.
Fabrizio

Luke Cage 2:25 am - 6th novembre:

@Armando :
guarda che qui non si è scazzato proprio nessuno Armando..stai attento a non farla fuori dal vaso…
Il discorso che si stava facendo era volto ad evidenziare delle contraddizioni.

Alessandro 9:16 am - 6th novembre:

Sono d’accordo su tutto quanto è stato precedentemente affermato. Stiamo diventando sempre più un Paese folle: si attacca Berlusconi perchè paga una donna per fare sesso, e qui bisognerebbe stabilire da quali risorse economiche abbia attinto il denaro, perchè la questione cambia e non poco, mentre si tace sempre più sui trascorsi e sui presenti scandali fiscali di cui il nostro magnate è protagonista. Insomma, dovremmo sperare che rispetti le leggi, quelle scritte, e quindi ben governi, colui che ne ha dimostrato sempre un grande disprezzo. Berlusconi fa parte, mutatis mutandis, di quella schiera di grandi imprenditori, da Moratti a Tronchetti Provera, passando per gli strapagati manager alla Marchionne, che sono totalmente estranei a qualsiasi tornaconto e interesse nazionale e comunitario. Essi vivono pensando che il senso dell’esistenza sia mettere insieme quanti più quattrini per loro stessi, il resto non conta un fico secco. Questo è l’allarme Berlusconi, non certo il fatto che paghi una donna. Come ricorda Luke, forse è più grave dell’offrire un posto di lavoro o un appalto in cambio di qualcos’altro, ecc.? E’ la società italiana a essere una fogna a cielo aperto, altro che allarme prostituzione!

Leonardo 9:30 am - 6th novembre:

maurizio
Perciò sono loro, le donne, le principali responsabili della corruzione e degli scandali.
credo che la madre di tutti i nostri problemi abbia un altro nome: FIGA.
—————————————————————–
Si, le donne hanno un carattere, una personalità innata che le viene naturale; anche gli uomini hanno una personalità innata a cercare le donne, ma davanti ad esse sono costretti a modificare il loro entusiasmo: visto le ritrosie, il dispotismo e l’egoismo delle donne.
Poi c’è l’ambiente sociale dove si vive.

Damien 10:01 am - 6th novembre:

correggetemi se sbaglio…

prima le donne erano attratte dal “macho”, o per meglio dire dal tipo ribelle che ci sapeva fare.. magari con l’alfetta.. non era molto importante che fosse ricco.. almeno per mollargliela.. bastavano cene e ingressi in qualche locale..per le storie serie preferiva comunque l’uomo tranquillo, da cornificare alla bisogna, non sempre ma..tant’è.. comunque facevano quadrato quando qualche “baldracca” come soventi erano chiamate le odierne politically-correct escorts, attentavano al fidanzato, piuttosto che al marito o, addirittura, al marito/fidanzato dell’amica..

diciamo che l’uomo beta era qualcosa di “fantozziana” memoria, nel rivedere oggi tali pellicole non ci trovo piu’ nulla di ridicolo.. anzi.. spesso rivedo in chiave moderna la situazione dell’uomo e della donna beta, che nonostante tutto tirano a campare..

femminismo, disgregazione della famiglia, drive-in, colpo grosso, caduta dei valori sociali, fine del posto di lavoro sicuro..e cosi via.. una cosa è certa cari signori e signore.. abbiamo una sola vita.. e siamo adulti nell’epoca sbagliata.. qualunque sia il risvolto da qui a 20 anni, il danno ormai è fatto.. molti uomini e donne sono destinati ad una vita di solitudine, senza figli e/o senza partner per tutte le ragioni esposte.. il non sentirsi chiamare papà..mamma.. o nonno/a ..trovo questo il vero dramma di oggi.. che sarà ben chiaro agli attori di questa farsa solo quando il sipario calerà sulle loro vite..

Di certo.. chi ha un minimo di sensibilità potrà capire cosa intendo dimostrare nel mio pensiero.. ovvero che la donna, se fosse realmente quell’alcova di sentimenti che tanto decanta, non ci avrebbe ridotti a “possibilità in panchina” per orientarsi verso l’estetica e l’effimero potere coniugato possibilmente col vil denaro.. ed alla fine scopriamo che, nonostante la sua logica, l’uomo conserva genuinamente le sue emozioni infantili che, in quanto tali, sono scevre da logica, logica che, a quanto pare, appartiene alla donna.. logiche cattive.. o buone.. ma sempre evidenti.. la donna è subdola.. fine.. l’uomo si espone.. lei mai..La donna è il cecchino.. l’uomo la fanteria.. cosac’è quindi da meravigliarsi di quanto avviene nel quotidiano in tutti i sensi? assolutamente nulla.. l’uomo sbaglia verso se stesso.. e lei, per natura semplicemente opportunista, ne approfitta come puo’..

..Ovvero che l’uomo da sempre si propone, paga,muore,fa casini vari,crea,distrugge, legifera, e soci via..tutto piu’ o meno in maniera sempre evidente e, comunque,difficilmente subdola.. la donna si accontenta di restare sul piedistallo, diventando vittima ed eroe alla bisogna, ma MAI senza un fattivo impegno, un vero spirito di abnegazione, perchè essa, per natura, non lo sarà mai.

maurizio 11:58 am - 6th novembre:

Silent Hill
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Ti sbagli, e sandro ti ha spiegato indirettamente il perchè . Direttamente io ti chiedo : ma questi vermocelli ( che ha descritto sandro ) quale c**** di legge ha obbligato a comportarsi in quella maniera per piacere ( e non è neanche detto) a una gnocca ? Ma che siamo, animali ?
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1- dal mio punto di vista sbagli sia tu che sandro.
Ma non c’è problema, perché tu sei tu, sandro è sandro, io sono io. Amen!
2- noto in te un certo moralismo da prete cattolico, che non mi piace per niente, giacché non fai che ripetere frasi del tipo “ma che siamo animali” ? Essù Silent, ma smettila…

maurizio 12:07 pm - 6th novembre:

sandro
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Fatemi capire:
se uno fa della delinquenza sociale la propria bandiera, il fatto che lo faccia per ottenere più fica possibile rappresenta una giustificazione?
___________________
Dove ho scritto che Berlusconi è giustificabile?
Ho solo indirettamente evidenziato che costui, al pari di altri milioni di uomini (alpha e beta) è succube del potere sessuale femminile, ovvero il potere che fa girare il mondo.
Perciò se sono le donne a detenere quel potere, sono LORO le principali responsabili di un certo stato di cose!
Con questo non sto giustificando il Berlusca o chicchessia, ma solo prendendo atto della realtà. Punto!

sandro 12:21 pm - 6th novembre:

“Perciò se sono le donne a detenere quel potere, sono LORO le principali responsabili di un certo stato di cose!”
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Questo presuppone che noi non siamo in grado di intendere e di volere.
E’ così?

Damien 1:18 pm - 6th novembre:

“Il potere logora chi non lo ha” (autore?..vabbe’ scusate l’amnesia)

Chi detiene il vero potere? il poliziotto con la pistola o chi lo ha armato? è certo che entrambi lo usino alla bisogna.. ma solo uno è il vero responsabile della sua attuazione..

La donna, scevra da un genuino bisogno sessuale, usa da sempre il suo potere vaginale, contrariamente all’uomo che lo vede da sempre passivo in tale ambito.

L’eroTina, come disse Rino (credo) in un suo intervento, a mio avviso è la valuta mondiale del potere.. coniata e gestita dal SISTEMA.. quindi mi trovo in accordo con quanto Maurizio afferma..

Riflettiamoci su..invito tutti voi a immaginare cosa fareste se foste uno dei fortunati vincitori del superenalotto…..si?!?!? …braaaavi!! …ecco! e’ li il punto.. il punto G!..

Tutto converge verso il punto G, quindi che voi siate dei ricconi o dei semplici stipendiati precari, in quanto UOMINI, pensate al punto G!.. inutile dire chi siano gli spacciatori dell’eroTina… per i meno accorti, il SISTEMA che sfrutta (arma) le donne, le quali ben si prestano ad assolvere il ruolo di spacciatori di eroTina (elargiscono favori sessuali in cambio di..)

Insieme, di concerto, promuovono leggi per garantire che il tutto venga tutelato, a scapito dell’utente (UOMO) finale..

Nella fortunata ipotesi che un uomo vinca al superenalotto, ereditando, di fatto, una nuova vita, il SISTEMA, complice il femminismo, garantisce il biglietto d’ingresso per una perfetta integrazione all’interno di tali meccaniche al fortunato(1) vincitore, tuttavia, anche se lo stesso diverrà parte del SISTEMA, dipenderà sempre dall’eroTina, garantendo quindi la sussistenza e la conservazione esclusiva del potere nei confronti di tutti gli altri.
_________________________
(1) appare chiaro che una donna, pur non facendo parte del SISTEMA, possiede comunque il potere ed eredita dal SISTEMA tutti i privilegi che le consentono di ottenere cio’ che desidera e, al contempo, anche lei diviene pusher dell’eroTina tanto cara al SISTEMA, per conservare lo status quo.. l’eroTina cambia prezzo a seconda del mercato, chiaro che una vip pretenderà piu’ della donna “normale”, ma entrambe VORRANNO ESSERE PAGATE, direttamente e/o indirettamente per l’eroTina fornita..salvo rare eccezioni di “caraibica” memoria..

Daniele 1:25 pm - 6th novembre:

Armando
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Fa incazzare perchè è il capo dello stesso governo che ha varato le quote rosa per in consigli d’amministrazione delle aziende!
Altro che disprezzo delle donne, questo (con i suoi sodali dell’opposizione) è succube della lobby femminil/femminista per pura convenienza elettorale. E per paura fa scempio di giustizia ed equità. Perchè la faccenda delle quote è proprio questo, uno scempio di giustizia per cui si viene promossi per legge perchè si è donne. E non solo.
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Non a caso cinque anni fa aprii questa provocatoria discussione…

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=5145764

Daniele 1:28 pm - 6th novembre:
Luke Cage 2:29 pm - 6th novembre:

Quando si toccano certi aspetti del quotidiano prendo atto che c’è chi “tra noi” (anche se la persona a cui mi riferisco sa di cosa parlo) viene qui “per buttarla in caciara” (non è la prima volta)….a quanto pare non siamo immuni da ipocrisie.
Buona continuazione.

Silent Hill 3:07 pm - 6th novembre:

maurizio
noto in te un certo moralismo da prete cattolico, che non mi piace per niente, giacché non fai che ripetere frasi del tipo “ma che siamo animali” ? Essù Silent, ma smettila…

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Non è moralismo da prete, perchè sta storia che le donne avrebbero tutto sto potere sessuale ha leggermente stufato, dato che se non fosse per la società che inculca agli uomini l’idea che più fai sesso più sei figo, se non fosse per i maschietti che per un pelo di f*** farebbero cose inimmaginabili non staremmo qui a parlarne. Il problema principale degli uomini sono gli uomini .

Fammi capire una cosa : ma hai un cervello oppure se ti capita davanti una bella gnocca spegni tutte le funzioni cerebrali perchè “hanno il potere” ? Oppure sono io che sono finocchio dato che , nonostante ho amiche con un fisico ben impostato, non mi rendo ridicolo come certi maschiettini succubi ?

gebedeo 3:38 pm - 6th novembre:

la dottrina Marshall ha introdotto in Europa il soddisfacimento calorico giornaliero per la popolazione che adesso non soffre più la fame e ha rinunciato definitivamente al socialismo (perché “la storia ci ha insegnato che il popolo affamato fa la rivoluzion”…).
adesso che abbiamo la pancia piena, ci manca solo di soddisfare l’altro bisogno primario, vale a dire il sesso. se tutti avessero una vita sessuale soddisfaciente allora spenderebbero di meno facendo calare il pil. Il sesso è quindi una specie di miraggio che viene sventolato sotto il naso della popolazione maschile per obbligarla a produrre e a consumare. E questo si ricollega all’altro articolo (‘Guardare Ma Non Toccare’) dove si discuteva di come il bisogno sessuale venisse anche amplificato artificialmente.

maurizio 5:29 pm - 6th novembre:

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Leggete le dichiarazioni di Monica Bellucci.
http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/spettacolo/2010/10/26/visualizza_new.html_1704088108.html
ROMA – ”Le escort di palazzo? Sono un discorso vecchio come il mondo, non nuovo di oggi. La donna che va verso l’uomo di potere per avere favori e’ un tema antico, basta pensare alla Hollywood degli anni cinquanta con le attrici legate ai produttori. L’uomo capo branco e la donna in una situazione di schiavitu’ non e’ un male di oggi ma del mondo”. Cosi’ Monica Bellucci ha commentato lo scandalo di questi giorni, a margine della presentazione di ‘Monica Bellucci’ il libro fotografico edito da Rizzoli, in uscita il 10 novembre, che raccoglie oltre vent’anni di suoi scatti davanti ai piu’ importanti fotografi del mondo, da Richard Avedon a Bruce Weber.

Tutti i proventi del libro l’attrice li devolve in beneficienza a due associazioni, l’Agop (Associazione genitori oncologia pediatrica) e Paroles Des Femmes (Associazione che aiuta le donne in difficolta’).

”Noi donne – ha aggiunto la Bellucci a proposito delle escort di palazzo – dobbiamo ancora lottare molto per avere la parita’ e conquistare la liberta’ nella testa, perche’ e’ li’ che non siamo libere. Noi possiamo fare tutto come gli uomini e in piu’ facciamo i figli”.

Riguardo la politica italiana l’attrice ha commentato: ”all’estero non ci capiscono, ci sono note della nostra politica staccate da quelle degli altri paesi pero’ mi sembra che da noi non cambi mai nulla, i temi sono gli stessi di sei mesi fa, quindi scoop di che? Sarebbe meglio parlare di altre cose piu’ positive”.
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L’uomo capo branco e la donna in una situazione di schiavitu’ non e’ un male di oggi ma del mondo”.
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Alessandro 6:55 pm - 6th novembre:

Gebedeo: adesso che abbiamo la pancia piena, ci manca solo di soddisfare l’altro bisogno primario, vale a dire il sesso. se tutti avessero una vita sessuale soddisfaciente allora spenderebbero di meno facendo calare il pil. Il sesso è quindi una specie di miraggio che viene sventolato sotto il naso della popolazione maschile per obbligarla a produrre e a consumare.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Verissimo. Abbiamo più volte sottolineato che una relazione sessuale uomo-donna all’insegna della reciprocità e spontaneità darebbe vita a un’autentica rivoluzione socio-economica, facendo traballare il sistema attuale e di conseguenza le posizioni di potere acquisite. Quello che non è riuscito a fare il Comunismo, potrebbe ottenerlo una vera rivoluzione relazionale-sessuale tra i sessi. Per far quasto, però, occorre essere in due, uomini e donne, e non mi pare che ci sia comunione d’intenti. Chi lo sa, magari anche l’industria farmaceutica, degli psicofarmaci, subirebbe una bella botta. Ci sono troppi interessi economici in ballo che spingono al mantenimento dello status quo.

Fabrizio Marchi 7:36 pm - 6th novembre:

Maurizio, sono stato costretto a tagliare una parte del tuo ultimo post perché conteneva una polemica personale con Sandro di nessun interesse al dibattito.
Per come la vedo io, non c’è niente di più ridicolo che vedere due maschi azzuffarsi su un blog che tratta di QM. Per fare questo non c’è bisogno di utilizzare questo spazio; se mi autorizzate comunico ad entrambi le rispettive email così ve la potete vedere fra voi.
Mi sforzo di ricordare ad ogni piè sospinto che l’impresa che abbiamo scelto di affrontare è estremamente ardua e necessita di un alto livello di maturità e consapevolezza. Spesso dimostriamo di non essere all’altezza di questa sfida. E’ desolante notarlo ma è così.
Siamo capaci di toccare momenti alti di discussione, analisi, apertura, sensibilità e anche di condivisione delle nostre incertezze e delle nostre fragilità di uomini. In una parola, dimostriamo di essere degli uomini consapevoli ed evoluti.
Dispiace constatare che siamo al contempo capaci anche di maldestre cadute che ci ricordano implacabilmente che ancora non siamo preparati psicologicamente al compito che abbiamo di fronte.
Riflettiamo.
Fabrizio

sandro 7:40 pm - 6th novembre:

“Per far questo, però, occorre essere in due, uomini e donne, e non mi pare che ci sia comunione d’intenti”
______________
Hai detto niente.
Ma noi non possiamo davvero fare nulla?
Siamo veramente tutti pupazzi drogati di vulva destinati a pendere dalle loro labbra (piccole e grandi) per l’ eternità?
Vicino casa mia vive un ragazzo disabile.
Lui non ha una vita sessuale perché non può averla, eppure è una persona serena. La sua vita va avanti lo stesso.
A me la sua situazione ha offerto molti spunti di riflessione.
A voi non fa pensare?

sandro 7:43 pm - 6th novembre:

“Per come la vedo io, non c’è niente di più ridicolo che vedere due maschi azzuffarsi su un blog che tratta di QM”
_____________
A me non risulta di essermi azzuffato con nessuno.
Dov’ è che lo avrei fatto?

Fabrizio Marchi 8:02 pm - 6th novembre:

Sandro, non è il caso di rimestare, in questo caso ho tagliato una parte del post di Maurizio perché, come ripeto, era gratuitamente polemico, e non era di nessun interesse per il dibattito.
In ogni caso non è certo la prima volta che accadono queste cose. Quindi il discorso vale per tutti. Ed è superfluo sottolineare che è abbastanza seccante anche per me dovermi occupare di queste facezie.
Comunque il discorso è chiuso. Occupiamoci di questioni più serie.
Fabrizio

Leonardo 8:34 pm - 6th novembre:

@maurizio
Se la Bellucci volesse farmi da produttore e pagarmi per delle prestazioni sessuali io sono disponibile,
E’ banale dirlo, ma perché invece di fare l’attrice non fa il muratore? Visto che questi sporcaccioni di produttori si permettono pure di provarci, e invece lei sa fare tutto quello che sanno fare gli uomini e in più pure i figli.

Alessandro 11:05 pm - 6th novembre:

Sandro: Hai detto niente.
Ma noi non possiamo davvero fare nulla?
Siamo veramente tutti pupazzi drogati di vulva destinati a pendere dalle loro labbra (piccole e grandi) per l’ eternità?
Vicino casa mia vive un ragazzo disabile.
Lui non ha una vita sessuale perché non può averla, eppure è una persona serena. La sua vita va avanti lo stesso.
A me la sua situazione ha offerto molti spunti di riflessione.
A voi non fa pensare?>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Mi rendo conto che è tantissimo. Certo che possiamo fare qualcosa. Vivere serenamente nonostante tutto. Il disabile che tu citi è sicuramente un esempio in questo senso. Rimane comunque il fatto che se uomini e donne avessero un altro tipo di rapporto, più giocoso, meno serioso, forse si vivrebbe meglio.

sandro 2:17 am - 7th novembre:

“Rimane comunque il fatto che se uomini e donne avessero un altro tipo di rapporto, più giocoso, meno serioso, forse si vivrebbe meglio”
_____________
Se lo si vive come una questione di vita o di morte, è un pò difficile che tale rapporto possa essere giocoso.

armando 7:45 pm - 7th novembre:

Luke: Quando si toccano certi aspetti del quotidiano prendo atto che c’è chi “tra noi” (anche se la persona a cui mi riferisco sa di cosa parlo) viene qui “per buttarla in caciara” (non è la prima volta)….a quanto pare non siamo immuni da ipocrisie.
Buona continuazione.

Eh no! Il linguaggio cifrato non è molto maschile. Un uomo dovrebbe essere franco e aperto, anche nel dissenso più netto. Se ritieni che qualcuno abbia intenzione di metterla in caciara fanne il nome e argomenta. Gli avvertimenti trasversali non vanno bene, per niente.
armando

Fabrizio Marchi 8:17 pm - 7th novembre:

Ragazzi, come avete potuto vedere, mi sono già pronunciato oggi su diatribe, polemiche e battibecchi vari di cui spesso ci rendiamo protagonisti.
Sarebbe veramente il colmo se attivisti della QM navigati ed esperti come voi (LukeCage e Armando) si mettessero a polemizzare, qualsiasi possa essere il motivo della tenzone.
Non è necessario che spieghi proprio a voi due queste cose. Se ci sono incomprensioni risolvetele, al limite anche pubblicamente, purchè con la dovuta calma e nel rispetto dell’altro. Che ciascuno spieghi le proprie ragioni serenamente e francamente. Sono certo che addiverrete ad una risoluzione amichevole.
In alternativa siete naturalmente liberi di parlarvi in privato. Io però credo, data l’intelligenza, il buon senso e l’esperienza di entrambi, che potete essere in grado di spiegarvi e di confrontarvi senza problemi.
Però, per lo meno voi due, niente risse su questo blog.
Non sarebbe da voi. E lo dico perchè lo penso.
Fabrizio

Luke Cage 8:22 pm - 7th novembre:

@Armando :
nessun avvertimento trasversale.
Ti ho mandato due giorni fa un email privata dicendoti quel che penso di te e del tuo persistente atteggiameto su questo sito, che ti ospita dandoti una fiducia che secondo me non meriti.
Per quel che MI riguarda non ci può essere questione maschile con presuntuosi,subdoli e ipocriti come te.
..un’ultima cosa..sui tuoi futili,pretenziosi e non richiesti “attestati di maschilità” non mi esprimo per non scadere ulteriormente, in tutti i sensi…
Non ho altro da dire/scrivere.

maurizio 9:10 pm - 7th novembre:

http://it.notizie.yahoo.com/1/20101027/ten-belen-sono-furba-mi-rigiro-tutti-com-df58a43_1.html
Belen: “Sono furba, mi rigiro tutti come un calzino”

Milano, 27 ottobre 2010 – “Sono furba, paracula. Non sono la vittima tonta del sistema. So bene recitare il mio ruolo. Non avessi avuto la furbizia di chi viene dalla strada, in due mesi mi avrebbero fatta sparire e invece li rigiro come un calzino”. Faccia tosta e mise da ‘sexy meccanicò: così Belen Rodriguez appare sulla copertina di Max. La showgirl argentina non ha peli sulla lingua, parla a ruota libera e descrivendo il suo carattere aggiunge: “Guido da maschiaccio. Sono una che schiaccia l’acceleratore”.

Rodriguez parla anche di Sanremo, e della sua collega Elisabetta Canalis: “Posso solo dire che Elisabetta ed io abbiamo due storie che viaggiano in parallelo – dice Belen-. Il suo unico torto, come nel caso mio, è quello di amare”. E mica uno qualunque, uno “che si chiama George Clooney. Mi piace Elisabetta. È una molto maschia di testa. E’ un uomo. Il mio è un complimento”.
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Resto del parere che oggi, in questo contesto sociale, siano le donne a comandare tramite il figapower.
E consequenzialmente chi detiene il potere “più potente” (sempre in questa società) è il principale responsabile di un certo stato di cose.

Rino 9:30 pm - 7th novembre:

Ckkb
>>
…Nè mi sfugge la terribile violenza che assume forma nel comportamento di queste donne (eccola qui la natura proteiforme della violenza!) che utilizzano la potenza che sanno irresistibile della seduzione sessuale per approfittare di un maschio,
>>

Infatti.
Altro è registrare la smaccata contraddizione (che però è solo apparente) tra proibire la prostituzione bassa e salvare quella alta. Altro è non vedere che la sessualità maschil e il suo esercizio (in tutte le sue declinazioni, sane, semisane, patologiche, legali o illegali) oggi non è più solo questione che riguardi i singoli. E’ un’arma politica usata a vasto raggio per la demolizione degli UU.
Sarebbe ad es. un grosso errore non vedere le implicazioni che la questione preti-pedofili ha sul piano del ruolo educativo maschile, cosa cioè si vada a colpire (e non parlo delle finanze delle parrocchie) con quella guerra.
Chi pensa e dice “Ah, ma io sono anticlericale, mi va benissimo che i preti siano demoliti e liquidati” non ha che da riflettere sulla ben nota formula “Prima hanno portato via gli zingari, io non sono zingaro, poi hanno portato via …ma io… poi hanno… ma io…”. Infine…

Quanto alla nuova flame che vedo incipiente, ribadisco che nulla è più deleterio e niente è più accasciante che assistere alle punzecchiature intestine. Tra l’altro non si tiene mai conto che le sfumature del linguaggio ordinario via web non ci sono e che perciò quelle che sarebbero battute amichevolmente provocatorie a tu per tu, diventano canzonature pubbliche di colui al quale sono dirette. Lo si voglia o no.

La guerra intestina è una vera maledizione per il Momas.

RDV

ckkb 10:36 am - 8th novembre:

Rino@ La guerra intestina è una vera maledizione per il Momas.

Sono d’accordo con Rino e su questa tema che ritengo decisivo per il MoMas aggiungo queste mie considerazioni.

Sì il tema della Bene-Dizione Del Maschile, anche tra noi, coglie un punto strategico oggi, epoca in cui qualunque strada si imbocchi porta come cartello indicatore la “Male-Dizione Del Maschile”. L’esercizio della fiducia, del rispetto, della comprensione e dell’onore verso un altro maschio perchè maschio, ovvero la strada della “Bene-Dizione Del Maschile”, è un punto strategico. E’ l’unica chiave emotiva ed interpretativa, che può illuminare il nostro agire e il nostro pensare. Quale nostra azione e quale nostro pensiero infatti ha senso se non parte dalla B-D Del M e non intende arrivare alla B-D Del M? il che non vuol dire che non si debba fermamente prendere posizione contro l’”errore” ovvero l’”errare”. Mai tuttavia ci deve abbandonare questa passione che ci fa essere, e deve farci essere, padri costruttivi e ri-costruttivi di dignità, fiducia e forza, verso colui che riteniamo sbagli, e fratelli e amici ri-conoscenti là dove riteniamo ci sia verità e giustizia nell’altro. A pensarci bene che senso avrebbe anche un solo secondo speso per il MoMas se non fosse per questa passione per la resurrezione del maschile che si traduce in assunzione di responsabilità paterna e fraterna e amicale? E con chi mai faremo la nostra strada di liberazione se non con chi ha da liberarsi e ricostruirsi?
Se, come si è percepito in totale evidenza, c’è un nesso strettissimo tra Male-Dizione Del Maschile e suo asservimento (il che tra l’altro è per tanti aspetti un paradosso: se gli viene chiesto di servire così tanto come può valere così poco?), sarà vero anche il rapporto tra Bene-Dizione Del Maschile e la sua liberazione. Ecco a mio avviso come atteggiamento e scelta strategica dobbiamo praticare solo quelle strade che hanno come cartello indicatore la “Bene-Dizione Del maschile”.
Il che poi, ed è una mia ferrea convinzione, ha come regola presupposta la seguente: che ciascuno ami il proprio padre tramite il perdono e la comprensione e la rinconoscenza. E’ la vera strada per la B-D Del M. Del resto nostro padre che lo si voglia o no è nel nostro cuore ed è tanta parte di noi stessi: se non accettiamo nostro padre e noi stessi come possiamo accettare il maschile che andiamo ad incontrare e magari anche a leggere su un blog?

ckkb 10:59 am - 8th novembre:

Rino@Altro è non vedere che la sessualità maschil e il suo esercizio (in tutte le sue declinazioni, sane, semisane, patologiche, legali o illegali) oggi non è più solo questione che riguardi i singoli. E’ un’arma politica usata a vasto raggio per la demolizione degli UU.

E’ proprio così: oggi in ogni fatto di cronaca nera si processa non il fatto di cronaca nera, ma la sessualità maschile. Il motivo per cui si attua in Occidente questo rovesciamento del giudizio sulla sessualità maschile per cui ciò che è per sua natura e per esperienza storica la fonte della vita e dell’ energia vitale per eccellenza, viene raccontato nel suo opposto, ovvero in ciò che porta morte e degrado e regressione, probabilmente è dovuto proprio al fatto che oggi chi porta vita ed energia vitale è percepito come un pericolo mortale prevalendo istanze di stagnazione, regressione e necrofilia.
Il femminismo reale è una sorta di cultura che sembra insediarsi con particolare forza e trovare una sua straordinaria legittimazione dove più sono presenti microrganismi saprofiti.

sandro 11:41 am - 8th novembre:

“Sarebbe ad es. un grosso errore non vedere le implicazioni che la questione preti-pedofili ha sul piano del ruolo educativo maschile, cosa cioè si vada a colpire (e non parlo delle finanze delle parrocchie) con quella guerra.
Chi pensa e dice “Ah, ma io sono anticlericale, mi va benissimo che i preti siano demoliti e liquidati” non ha che da riflettere sulla ben nota formula “Prima hanno portato via gli zingari, io non sono zingaro, poi hanno portato via …ma io… poi hanno… ma io…”. Infine…”
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Non si può tuttavia fare a meno di notare come, per dirla con l’ espressione di un noto personaggio, la chiesa “se la sia cercata”.
Il problema, a quanto pare, c’ era. E lo sapevano pure.
Non potevano darci un taglio prima? Era proprio necessario arrivare a questo punto?
Con il senno di poi, con un pò meno lassismo non ci avrebbero guadagnato anche loro?

ckkb 11:45 am - 8th novembre:

E scusate questo terzo mio conclusivo intervento che vuole in qualche modo concludere in maniera propositiva e chiarificatrice il mio pensiero,(nulla mi pare togliendo all’analisi UBETA), circa la strada maestra per la B-D DM e che trova nel testo riportato di seguito di Claudio Risè una sintesi più esplicita, precisa ed esauriente:
“Questo è il rito per ogni essere umano: l’apertura ad un Padre originario (che la psicologia chiama anche Sé), in cui troviamo forme e principi di comportamento e di direzione, indispensabili per trovare il nostro terreno esistenziale, personale e collettivo”.
Si trova in: http://claudiorise.blogsome.com/2010/11/06/il-rito-e-i-suoi-fatti-psichici/#more-624

sandro 12:09 pm - 8th novembre:

“L’esercizio della fiducia, del rispetto, della comprensione e dell’onore verso un altro maschio perchè maschio, ovvero la strada della “Bene-Dizione Del Maschile”, è un punto strategico”
_____________
C’è un problema:
Non tutti i maschi sono degni di fiducia e rispetto.
Cosa facciamo?
Diamo fiducia e rispetto pure a chi non lo merita minimamente solo perché maschio?
Sarebbe bello se tutti gli uomini fossero meritevoli di fiducia e rispetto, ma se esiste una QM è anche, e dal mio punto di vista, principalmente, grazie al fatto che non tutti lo sono.
C’è una parte del maschile per la quale esiste solo il “mors tua vita mea” come modalità di rapporto con gli altri uomini.
Negarlo non avrebbe molto senso.

armando 2:40 pm - 8th novembre:

Per non alimentare guerre e diatribe mi guardo bene dal rispondere a Luke. Se quello è il suo pensiero su di me, affari suoi. Se lo tenga. Chi mi conosce, anche solo per quello che scrivo quì, è in grado di farsi un suo giudizio.
armando

ckkb 3:52 pm - 8th novembre:

Sandro@Non tutti i maschi sono degni di fiducia e rispetto

Certo, ma tutti possono diventarlo. E se non si parte da questo presupposto che apre dinamicamente il processo di trasformazione del soggetto, come tutti gli uomini di buona volontà hanno fatto verso situazioni umanamente “difficili”, esemplare in tal senso Gesù Cristo che dei “peccatori” ha fatto i prediletti destinatari del Suo sacrificio (che si creda o meno nella Sua natura divina), non resta che fare la conta dei buoni e dei cattivi. Ma con questo atteggiamento, a mio avviso, non si va da nessuna parte.
E’ il motivo per cui si guarda al maschile odierno che a quanto pare accetta ogni forma di aggressione compiaciuto di essere aggredito e di aggredire i propri fratelli nel disastro, con lo sguardo di chi vede comunque in lui una assoluta capacità di riscatto. O abbiamo questa passione maieutica e fede nella capacità di “conversione” altrui, altrimenti ha senso raccontarla a chi è già “degno di fiducia e di rispetto”? Poi certamente, una volta detto e provato tutto, ma solo allora, non resta che andarsene via da chi ha orecchi per sentire e non vuole sentire e ha occhi per vedere e non vuole vedere.

sandro 8:56 pm - 8th novembre:

“O abbiamo questa passione maieutica e fede nella capacità di “conversione” altrui, altrimenti ha senso raccontarla a chi è già “degno di fiducia e di rispetto”? Poi certamente, una volta detto e provato tutto, ma solo allora, non resta che andarsene via da chi ha orecchi per sentire e non vuole sentire e ha occhi per vedere e non vuole vedere.”
_____________
E’ un discorso molto bello, direi idealista, ma temo che la realtà sia un pò più cruda.
Forse qualcuno ha dei margini di miglioramento in tal senso, ma, dal mio punto di vista, tanti sono nati così, sono stati cresciuti così e moriranno così.
Parlare con quelli lì è come tirare pasticcini al maiale.
Ne ricevi indietro solo calci e grugniti.

Fabrizio Marchi 9:05 pm - 8th novembre:

Ckkb, non entro più di tanto nel merito della riflessione di Claudio Risè relativa al rito e ai suoi risvolti psichici. Entreremmo in un contesto dove ciascuno è ovviamente libero di relazionarsi con questioni che attengono alla dimensione del “sacro” e dello “spirituale”. E siccome ritengo che queste siano troppo soggettive, perchè ineriscono la sfera più intima degli individui e la loro personalissima relazione con il “sacro”, siano essi uomini o donne, non credo che possano costituire le fondamenta per la costruzione di una nuova e consapevole maschilità, né dal punto di vista filosofico né tanto meno da quello pratico. Tuttavia alcune considerazioni si rendono necessarie.
Non condivido, come puoi ben immaginare, neanche l’impianto filosofico dell’articolo che, a mio parere, mescola anche dei concetti che fra loro hanno poco in comune. L’attenzione che Jung riservava agli archetipi (in questo caso dei, demoni, ideali, concepiti appunto come dei “fatti psichici”) non può e non deve necessariamente essere sovrapposta con la presunta necessità (che pure esiste nella psiche umana) da parte degli uomini di “affidare le loro forze ad un’Entità Superiore che dia loro forma, coesione e direzione positiva”, come sostenuto appunto da Risè. Il riferimento all’Esodo degli Ebrei dall’Egitto, la salvezza dei quali potrà avvenire solo dopo aver imparato ad adorare Dio, è la conseguenza e la chiosa finale del suo ragionamento, che ovviamente non è il mio. Senza nessuna intenzione di negare la dimensione del sacro (che ha a che fare con lo Spirito ma non necessariamente con il Trascendente) e nessunissima pretesa di dominare l’Universo e la Natura, credo che gli Uomini abbiano il diritto-dovere di creare il proprio percorso conoscitivo, in Autonomia e Libertà.
La dimensione del “sacro” in Jung (e in maniera infinitamente più modesta anche nella mia) è radicalmente diversa, a mio parere, da quella di Risè, che è ovviamente liberissimo di sostenere le tesi di Ratzinger, purchè non abbia la pretesa che queste esauriscano la concezione della sacralità e della spiritualità.
Personalmente, sul tema, come ormai molti sanno, mi attesto, se vogliamo anche un po’ per comodità (sto scherzando, ovviamente) sulle posizioni del buon vecchio Kant, fondatore di una “metafisica laica” che lascia spazio, opportunità e soprattutto libertà a tutti di muoversi abbastanza agevolmente nella sfera etica e soprattutto in quella trascendentale (in senso lato, non strettamente kantiano) senza chiedere l’esame del sangue a nessuno e senza pretendere attestati di fede.
Personalmente è da qui che parto. Ammetto di essere stato un modestissimo studioso del filosofo di Konisberg e di non aver invece mai aperto un libro del suo compatriota Ratzinger. D’altronde, non possiamo conoscere tutto di tutti (sarebbe molto bello) e, come ripeto, magari anche un po’ per una sorta di”pigrizia filosofica”, diciamo così, ho scelto di “accomodarmi” sulla morale kantiana (compenetrata con la metafisica) che mi ha tutto sommato sempre convinto (e ancora ne devo trovare un’altra che mi convinca allo stesso modo). Mi riferisco in particolare, in questo caso, al suo modo di “risolvere” la questione metafisica, è evidente.
A ciascuno, insomma, i suoi punti di riferimento e i suoi classici. Io, per non sbagliarmi, mi “accontento”, o se preferite, mi adagio, sulle posizioni (in tema di metafisica) del pensatore di Konisberg scegliendo di non avventurarmi in questioni che a mio parere dovrebbero appartenere al foro interiore di ciascuno. Direi anzi che tendo a diffidare quando fuoriescono da questo ambito, figuriamoci quando si fanno istituzione (religiosa e politica) o addirittura Stato.
Ma questa è la mia irriducibile laicità, direttamente proporzionale alla mia spiritualità. Per quanto mi riguarda, senza l’una non si darebbe l’altra. E “osservando la legge morale dentro di me e il cielo stellato sopra di me”, privo di granitiche certezze di natura trascendentale (come avete visto, in ottima compagnia), animato da un ideale “regolativo” e senza la pretesa di svelare l’Inconoscibile (Ratzinger, obiettivamente, ce l’ha o pretende di averla, e non solo lui ovviamente…), cerco di navigare nel mondo, con l’aiuto di questa sorta di “bussola etica”.
Ciò detto, con lo stesso spirito mi approccio al tema del “maschile” (e del “femminile”) che tu invece affronti nei termini di Bene-Dizione, in antitesi al concetto di Male-Dizione (del “maschile”, ma può essere rovesciato nel suo contrario).
Personalmente credo invece che la strada per la costruzione di una nuova, consapevole e potente maschilità sia un’altra e passi attraverso un percorso non di natura “religiosa” (passami il termine e mettici centomila virgolette…) ma psicoanalitica (e anche questo è improprio) e “socio-culturale” (anche in questo caso lo scrivo fra qualche virgoletta). Gli uomini devono guardare dentro loro stessi per scoprire la loro natura, i loro desideri reali (e non indotti), la loro effettiva volontà. Ma esiste e può esistere una volontà comune per tutti gli uomini? Personalmente propendo per il no (e qui ritorna invece sulla scena il filosofo di Treviri), perché è impossibile estrapolare gli uomini dal contesto in cui si trovano a vivere, dalle loro condizioni sociali, ambientali, economiche, culturali e quindi anche psicologiche ed esistenziali. Pensare di poter costruire un concetto di maschilità “a priori”, e quindi a prescindere da queste condizioni, è pura operazione formale (vale, solo in parte, a mio parere, anche per la morale kantiana).
Anche il percorso “psicoanalitico” che propongo non deve essere concepito in modo astratto o “scolastico” del termine oppure ancora scollegato dalla realtà sociale e dal contesto in cui ci si trova a vivere, ma strettamente intercorrelato con questi. Insomma, non sto proponendo di sottoporci in massa ad una psicoterapia (chi vuole è liberissimo di farlo, ovviamente, non fa male, se si sceglie un buon psicoterapeuta) ma di avviare un percorso analitico personale ma anche collettivo, come unico strumento in grado di condurci ad una acquisizione di piena consapevolezza.
In conclusione e soprattutto in estrema (troppo estrema) sintesi, l’obiettivo è la costruzione di una nuova coscienza di genere maschile-beta (il che non significa che se uno fa il professore universitario o il regista cinematografico non può assumerla, sto parlando dal punto di vista concettuale e interpretativo, ovviamente), e non la resurrezione, come tu affermi, che non può che fondarsi su presupposti altri.
E questa (la coscienza di genere) si crea e si conquista, a mio parere, non demandando questa nostra aspirazione alla volontà di una Entità Superiore, che di fatto, dal punto di vista archetipico e simbolico, è il Padre, elevato però a dimensione religiosa (e quindi lo si ama e lo si deve amare a prescindere…) ma attraverso un processo di piena e assoluta assunzione di Responsabilità (Etica della responsabilità…) verso noi stessi e i nostri simili. Libertà e Responsabilità non possono essere separate né, utilizzando una “parolaccia” che si usava in altri tempi, delegate. A nessuno, anche quando lo scriviamo con la N maiuscola. E sono convinto, forse presuntuosamente, che anche “Quel Nessuno” vorrebbe lo stesso da noi. Proprio perché è il percorso più arduo. L’unico in grado di farci crescere.
Fabrizio

Daniele 7:32 pm - 16th novembre:

Ecco un altro pagliaccio misandrico che fa la morale e dice di non aver mai pagato una donna.
http://www.corriere.it/politica/10_novembre_16/gassman-argentero-a_1f8bff36-f18d-11df-8c4b-00144f02aabc.shtml

Come se una fidanzata, una moglie o un’ amante fossero gratis!
Non parliamo poi delle “slinguate” che da’ alle femmine, definendoli superiori agli uomini (quindi pure a lui) in ogni ambito della vita.
Proprio vero che le odierne generazioni maschili sono generazioni infestate da smidollati, da ometti senza un minimo di attributi, capaci solo di leccare i piedi alle femmine.
p.s.: dimenticavo… i pagliacci sono due.

Fabrizio Marchi 8:42 pm - 16th novembre:

Non sono neanche riuscito a finire di leggere l’intervista, tanto è scontata e ipocrita…
Il coglione crede di non pagare, in realtà è il cognome che porta che paga per lui…E’ un altro dei tanti che per fargli capire come girano le cose nella vita reale bisognerebbe tirarlo giù dal palcoscenico a calci nel culo, spogliarlo dei suoi panni, mettergli una bella divisa da postino o da metalmeccanico, accollargli un bel mutuo quarantennale e mandarlo a vivere a Torbellamonaca o a Quarto Oggiaro.
Vedrai come gli passa la voglia di fare il “politically correct”…
Fabrizio

sandro 11:45 pm - 16th novembre:

“E’ un altro dei tanti che per fargli capire come girano le cose nella vita reale bisognerebbe tirarlo giù dal palcoscenico a calci nel culo, spogliarlo dei suoi panni, mettergli una bella divisa da postino o da metalmeccanico, accollargli un bel mutuo quarantennale e mandarlo a vivere a Torbellamonaca o a Quarto Oggiaro.
Vedrai come gli passa la voglia di fare il “politically correct”…”
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Fagli fare il precario, quella è la medicina migliore.

Marco 7:44 am - 18th novembre:

Fabrizio
@
E’ un altro dei tanti che per fargli capire come girano le cose nella vita reale bisognerebbe tirarlo giù dal palcoscenico a calci nel culo, spogliarlo dei suoi panni, mettergli una bella divisa da postino o da metalmeccanico, accollargli un bel mutuo quarantennale e mandarlo a vivere a Torbellamonaca o a Quarto Oggiaro.
@
Sono d’accordo con te, Fabrizio. Tuttavia t’assicuro che a me è capitato di conoscere operai e postini, nonché precari (come lo sono stato anch’ io in passato), che al pari di quel viziato di Gassman affermavano di “non aver mai pagato una donna”. Segno che all’imbecillità di molti uomini non c’è limite.

Fabrizio Marchi 9:01 am - 18th novembre:

Sicuramente è come dici tu, Marco, lo so perfettamente, purtroppo. Anzi, è proprio questo il problema e non quello che dicono e pensano i cosiddetti vip alla Gassman, di cui non me ne frega assolutamente nulla.
La gran parte degli uomini si racconta delle palle, è una questione che abbiamo affrontato più volte e anche in diversi articoli sul sito. E’ questo il punto nodale dell’intera questione. Se tutti gli uomini beta avessero acquisito piena coscienza della situazione non saremmo neanche qui a fare quello che facciamo perché il riequilibrio di forze tra i generi ci sarebbe già stato o quanto meno sarebbe in atto…
Non solo, questa acquisizione di consapevolezza avrebbe già portato o comunque porterebbe non solo ad una nuova relazione fra i sessi (e anche all’interno dello stesso sesso maschile, pensa come verrebbe messo in crisi lo stesso concetto di maschio alpha…) ma anche ad una trasformazione del contesto sociale.
In altre parole, sarebbe una rivoluzione. E siccome una rivoluzione è molto, troppo impegnativa e anche rischiosa, si preferisce mettere la testa sotto la sabbia e raccontarsi un mucchio di cazzate per sopravvivere. Naturalmente continuando ad essere dei subordinati.
Fabrizio

sandro 10:16 am - 18th novembre:

“Non solo, questa acquisizione di consapevolezza avrebbe già portato o comunque porterebbe non solo ad una nuova relazione fra i sessi (e anche all’interno dello stesso sesso maschile, pensa come verrebbe messo in crisi lo stesso concetto di maschio alpha…) ma anche ad una trasformazione del contesto sociale.
In altre parole, sarebbe una rivoluzione. E siccome una rivoluzione è molto, troppo impegnativa e anche rischiosa, si preferisce mettere la testa sotto la sabbia e raccontarsi un mucchio di cazzate per sopravvivere. Naturalmente continuando ad essere dei subordinati.”
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Scusa, ma perché dovrebbe essere così doloroso togliersi le fette di prosciutto dagli occhi?
Cos’è, la sindrome di Stoccolma?
Io credo che la maggior parte degli uomini semplicemente non abbia ancora i mezzi per mettere a fuoco le cose.
Poi ce ne sarà pure un tot, magari over “anta”, che intuisce ma non ha voglia di rimettere in discussione le proprie convinzioni di una vita e mette la testa sotto la sabbia, ma secondo me non sono la maggioranza.
Se la metà dei miei conoscenti miei coetanei non si è sposata e non ha fatto figli un motivo ci sarà, no?
Magari non lo dicono perché nella dittatura del politicamente corretto certe cose è meglio saperle ma non dirle per non farsi troppi nemici, ma secondo me gli anticorpi se li stanno facendo eccome.
Il problema semmai è che tanti ancora fanno le cazzate prima di acquisire un certo grado di consapevolezza.
Tutto sommato, a me e ai miei coetanei il fatto di essere una generazione in larga parte economicamente disastrata ci ha salvato il culo, in quanto ci ha reso poco appetibili per le femmine e questo ci ha dato il tempo di maturare un certo grado di consapevolezza.
Diceva bene un mio vicino ottantenne: se arrivi ad una certa età senza mettere su famiglia, poi non lo fai più.
E te credo.
Passi l’ incoscienza giovanile, ma uno mica uno rimane fesso a vita.

Fabrizio Marchi 12:17 pm - 18th novembre:

Sandro, che dirti, spero che tu abbia ragione, sei più ottimista di me e questo è positivo. A me pare purtroppo che la situazione sia assai più complicata ma ovviamente spero di sbagliarmi. Anche io sono convinto che sotto la cenere ci sia della brace, altrimenti non starei facendo quello che faccio.
Resta il fatto che questo sito in meno di un anno ha avuto già più di 15.000 diversi visitatori (non visite, visitatori) da 460 città italiane diverse, ma nonostante ciò a partecipare con regolarità alla discussione sul blog non siamo più di una ventina, massimo trentina di persone. Vorrà dire qualcosa, o no?
Personalmente ho inoltre parlato dal vivo con decine e decine di uomini, non so quantificarli. A tanti altri ancora ho segnalato il sito. Non solo, siamo già stati due volte su un network nazionale (il Venerdì della Repubblica) e in una trasmissione radiofonica nazionale (“L’uomo della notte” di Maurizio Costanzo su Rai Radio 1). Questo ha fatto sì che, per lo meno per un periodo, numerose donne abbiano partecipato alla discussione sul blog. Ma il silenzio maschile è assordante. In proporzione, sempre escludendo noi stessi e la cerchia dei “fedelissimi” e organici alla causa a cui facevo cenno sopra, sono intervenute fino ad ora più donne che uomini. Il tutto su un sito maschile, certamente aperto anche al contributo delle donne, ma pur sempre un sito dove si affrontano problematiche di genere maschili.
Il tutto, come ripeto, nonostante il ”successo” del sito in termini di numero di visitatori, visite, pagine lette ecc.
Vogliamo far finta di nulla?
Ammettendo anche che il sito sia una porcheria e che il sottoscritto e tutti quelli che hanno contribuito ad arricchirlo con i loro articoli e commenti siano dei pessimi comunicatori (cosa che non penso affatto), ciò non giustificherebbe comunque un tale silenzio. Anche la statistica, forse l’unica scienza esatta, ci garantirebbe dei numeri diversi. E allora?
E’ evidente che c’è dell’altro che impedisce agli uomini di pronunciarsi. Lo sappiamo perfettamente e ne abbiamo anche analizzate le cause in numerosi articoli. Negarlo non ci serve, Sandro.
Ciò detto, sono altresì convinto che una volta trovata la chiave di volta, il grimaldello, le cose possono capovolgersi da un momento all’altro. Al momento, però, questa è la situazione. E deve essere proprio questo il nostro imperativo categorico: trovare il modo per incoraggiare gli uomini ad esprimersi.
Fabrizio

Marco 1:38 pm - 18th novembre:

sandro
@
o credo che la maggior parte degli uomini semplicemente non abbia ancora i mezzi per mettere a fuoco le cose.
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Magari non lo dicono perché nella dittatura del politicamente corretto certe cose è meglio saperle ma non dirle per non farsi troppi nemici, ma secondo me gli anticorpi se li stanno facendo eccome.
@
Sandro, a mio parere sei troppo ottimista. Io sono del 74, perciò di trentacinquenni (o giù di lì) ne conosco parecchi; ebbene, a parte le solite invettive contro le donne, (dette soprattutto nei momenti di rabbia) riscontro da parte maschile una inconsapevolezza pazzesca, nonché la tendenza, da parte di molti a continuare a fare i “cavalieri” (cene pagate, leccaculismi vari, ecc.). Ma quello che più mi sconcerta è il “silenzio assordante” di cui parla Fabrizio.

armando 2:37 pm - 18th novembre:

Non ho dubbi. Quello che scrive Fabrizio è vero, purtroppo. Gli uomini tacciono in stragrande maggioranza. E’ capitato anche a me che a qualche banchetto in cui si vendevano i libri sul maschile di Risè (che è stato comunque il primo a occuparsi di Qm in Italia, si sia d’accordo o meno con le sue idee), si accostavano con cuorisità le donne, chiedevano e anche acquistavano, magari dicendo che compravano il libro per farlo leggere al marito/fidanzato. Gli uomini sbirciavano di soppiatto, magari ridacchiando, e poi si allontanavano.
No, negarlo non serve. Nè, naturalmente, serve inveire contro gli uomini. Serve trovare le cause e i rimedi sapendo che la salvezza degli uomini dipende solo dagli uomini. Ammesso, e per questa fase storica niente affatto concesso, che le donne (sempre senza generalizzare) re-iniziassero a guardare agli uomini non come i loro oppressori o come quelli a cui sottrarre denaro, al massimo potrebbero manifestare disagio, al massimo potrebbero arrivare a rimpiangere (come qualche volta già fanno) gli uomini “di una volta”, senza però ben sapere cosa loro stesse vorrebbero. Tutto il resto dipende da noi.
armando

Alessandro 4:22 pm - 18th novembre:

Sandro: Tutto sommato, a me e ai miei coetanei il fatto di essere una generazione in larga parte economicamente disastrata ci ha salvato il culo, in quanto ci ha reso poco appetibili per le femmine e questo ci ha dato il tempo di maturare un certo grado di consapevolezza.
Diceva bene un mio vicino ottantenne: se arrivi ad una certa età senza mettere su famiglia, poi non lo fai più.
E te credo.
Passi l’ incoscienza giovanile, ma uno mica uno rimane fesso a vita.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sono d’accordo con te, è una riflessione che ho fatto spesso anch’io che ho ormai superato i 35; se avessi trovato la donna “giusta” prima dei 32, mi viene da sorridere scrivendo queste parole oggi, mi sarei sicuramente imbarcato in un matrimonio. E forse non l’ho trovata proprio perchè, pur avendo un buon titolo di studio, sono sempre stato o disoccupato o precario, come mi ritrovo ancor oggi. Lavorando da dipendente pubblico guadagno in un anno quello che un libero professionista, e parlo di un idraulico, un elettricista, può guadagnare in un mese. Ho il denaro a malapena per campare, che cosa mi rimane da offrire economicamente a una donna? Oggi, guardandomi alle spalle, considero il mancato matrimonio un pericolo scampato. Ed è sicuramente stupefacente osservare come le nostre valutazioni cambino anche a poca distanza di tempo. Difficile, molto difficle che possa oggi o in futuro imbarcarmi in un matrimonio. Devo constatare però che queste considerazioni, ossia l’accontonare la prospettiva del matrimonio superata una certa età, sono totalmente estranee alle donne. Ho conosciuto donne che a 35 anni, reduci da due divorzi, ancora aspettano l’uomo giusto da sposare( sic!), come se l’uomo giusto, o la donna giusta esistessero! L’unico aspetto preoccupante, o comunque per me lo è, è che il calo dei matrimoni, dato per un verso incoraggiante, porta con sè anche un calo della natalità, che, dal mio punto di vista, vivo con una certa preoccupazione.

Alessandro 4:28 pm - 18th novembre:

Fabrizio Marchi: E’ evidente che c’è dell’altro che impedisce agli uomini di pronunciarsi. Lo sappiamo perfettamente e ne abbiamo anche analizzate le cause in numerosi articoli.>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sicuramente c’è anche inconsapevolezza, incapacità di osservare con lucidità la propria condizione. D’altronde quando senti continuamente affermare il contrario da (pseudo)esperti è difficile pensarla diversamente. C’è poi, da parte dei più consapevoli, l’idea che oramai sia quasi impossibilie invertire la rotta, sia fatica sprecata cambiare atteggiamento e modo di vivire e di rapportarsi con l’altro sesso. Ci si illude che in fondo le cose non vadano così male. Sta di fatto che la maggior parte degli uomini beta sono oramai a rimorchio della volontà e dei capricci femminili.

ckkb 5:21 pm - 18th novembre:

fabrizio@ “E deve essere proprio questo il nostro imperativo categorico: trovare il modo per incoraggiare gli uomini ad esprimersi”

Ho notato che a partire dall’ingiusta condizione dei padri separati, situazione che ha dato vita ad un diffuso impegno di solidarietà concreta, il discorso sulla condizione maschile viene recepito, anche nelle sue ulteriori estensioni, con attenzione e disponibilità da interlocutori che mai avrei pensato potessero essere interessati. Su queste azioni di impegno solidale c’è informazione ed attenzione e disponibilità all’ascolto, molto più diffusa tra gli uomini di quanto mai avrei pensato. Insomma se si comincia da lì, tutto è più semplice, e l’attenzione è di tutti, per cui poi, per esempio, si può dare l’indirizzo dei siti della QM e vedi che prendono nota.
Vale forse anche per la QM il detto “un gesto di solidarietà vale più di mille parole”? per cui sono le azioni di difesa concreta dei maschi il modo per incoraggiare gli uomini ad esprimersi? e se sì, quali i gesti per comunicare la QM più che con mille parole? fermo restando naturalmente l’assoluta importanza di una riflessione che porti di nuovo a piena luce l’intera questione QM e a mio avviso Umana.

Simone 8:42 pm - 18th novembre:

armando
>
E’ capitato anche a me che a qualche banchetto in cui si vendevano i libri sul maschile di Risè (che è stato comunque il primo a occuparsi di Qm in Italia, si sia d’accordo o meno con le sue idee),
@
Non sono certamente io a poter contestare ciò, però mi risulta che in Italia non sia stato Risé a coniare il termine “questione maschile”. Inoltre, avendo letto di recente un paio di suoi vecchi libri (nonché numerosi suoi articoli), mi sembra che il noto psicanalista fosse molto morbido nei confronti del femminismo, mentre verso le donne comuni era (ed è) a dir poco morbidissimo…

Fabrizio Marchi 9:27 pm - 18th novembre:

Questa canzone di Elio e le storie tese non la conoscevo. Me l’ha inviata oggi un tale che non conosco su Facebook e devo dire che è veramente divertente ed esaustiva…Forse merita di essere pubblicata come un vero e proprio articolo. Voi che ne pensate?… :-)
http://www.facebook.com/l.php?u=http%253A%252F%252Fwww.youtube.com%252Fwatch%253Fv%253DGrH49OwJoWY&h=428a6&ref=nf
Fabrizio

Rino 9:35 pm - 18th novembre:

Spicchi di storia del Momas.

1- Salvo errori & omissioni, in ambito pubblico la formula “Questione maschile” viene impiegata per la prima nel 1998 come titolo di un convegno patrocinato dalla Reg. Lombardia i cui atti sono (parzialmente) raccolti in “La Questione maschile” (Bonvecchio, Martignoni, Risé – Soc. Ed. Barbarossa) nella cui nota introduttiva si può leggere:
“Nei giorni 6 e 7 febbraio 1998 il gruppo “I Maschi Selvatici” ha organizzato un convegno sul tema LA QUESTIONE MASCHILE.
…bla bla…

” …riflessione e dibattito su ‘Maschio e padre: identità politicamente scorrette…”
bla bla..

“…manifestazione proseguita con: Uomini nella natura, cammino, meditazione, arte, affetti, nell’incontro maschile con la terra, l’acqua, il fuoco e l’aria nella riserva La Fagiana del Parco Naz. del Ticino.”
Vedi anche qui:
http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=1523

2-
>>
noto psicanalista fosse molto morbido nei confronti…
>>
Vero. Anni dopo egli stesso riconobbe il fatto e disse che da allora la sua posizione si era modificata moltissimo(“mille km”).
Nondimeno non lo si è mai sentito parlare apertamente male del femminismo in quanto tale. Né mai lo si sentirà, credo.
Sul tema usa la tattica morbida. Per quel che si propone fa benissimo.
Altri – tra cui io – hanno usato la tattica dura: anche loro hanno fatto benissimo.

RDV

armando 9:50 pm - 18th novembre:

Simone: per Qm intendevo occuparsi della maschilità nelle moderne società occidentali. Quindi può essere benissimo che il termine QM non sia suo. Non è un problema di conio. Quanto al resto non sono il difensore d’ufficio di nessuno, e penso che questo blog non sia lo spazio per occuparsi di un autore di cui ciascuno è in grado di farsi una sua legittima opinione.

sandro 1:08 am - 19th novembre:

“L’unico aspetto preoccupante, o comunque per me lo è, è che il calo dei matrimoni, dato per un verso incoraggiante, porta con sè anche un calo della natalità, che, dal mio punto di vista, vivo con una certa preoccupazione”
_____________
Preoccupazione? E perché mai?
Viviamo in uno dei posti più antropizzati del pianeta, in Italia siamo 60 milioni in un fazzoletto di terra che è un terzo della Francia dove sono soltanto 80 milioni.
Non vedo come in un paese come l’ Italia un calo della popolazione possa rappresentare un problema, dal mio punto di vista è una manna. Sarebbe un problema il contrario.
Semmai può essere un problema per chi in futuro dovrebbe avere una pensione, dato che non ci sarebbe chi tira fuori i soldi per pagargliela.
Problema che a me non mi tange minimamente: a me, come a tanti altri, hanno già deciso che la pensione non la daranno.
Quindi, sinceramente, di un problema di questo tipo me ne fotto, perché, in ogni caso, da questo punto di vista, non ho semplicemente nulla da perdere.
_____________
“Sandro, a mio parere sei troppo ottimista. Io sono del 74, perciò di trentacinquenni (o giù di lì) ne conosco parecchi; ebbene, a parte le solite invettive contro le donne, (dette soprattutto nei momenti di rabbia) riscontro da parte maschile una inconsapevolezza pazzesca, nonché la tendenza, da parte di molti a continuare a fare i “cavalieri” (cene pagate, leccaculismi vari, ecc.). Ma quello che più mi sconcerta è il “silenzio assordante” di cui parla Fabrizio”
_____________
Quello che noto io è una roba che è ancora troppo abbozzata per poter essere definita consapevolezza, ma i semi ci sono tutti.
Se ci parli vedi che ti ascoltano, magari alla fine ti danno pure ragione.
Un sessantenne ti dà semplicemente del gay, quella generazione lì ormai ce la siamo giocata.
Poi è chiaro che se parli con un cretino è tempo sprecato, ma con un cretino è tempo sprecato parlarci di qualsiasi cosa.
_____________
“E’ evidente che c’è dell’altro che impedisce agli uomini di pronunciarsi. Lo sappiamo perfettamente e ne abbiamo anche analizzate le cause in numerosi articoli. Negarlo non ci serve, Sandro.”
_____________
Ma guarda che non sto facendo del negazionismo.
Mi limito a segnalare il fatto che, dal mio punto di vista, la mia generazione rappresenta un ottimo terreno di semina, diversamente dalla maggior parte degli “over anta” che rappresentano il manifesto della vaginodipendenza.
E secondo me il motivo è semplice: se uno deve fare i salti mortali per sbarcare il lunario, la fica rappresenta l’ ultimo dei problemi.
E questo porta ad un approccio molto più pragmatico alla questione.
Il nostro principale limite invece secondo me è dato da un individualismo esagerato, che le generazioni precedenti non avevano.

Simone 7:16 am - 19th novembre:

Fabrizio
>
Forse merita di essere pubblicata come un vero e proprio articolo. Voi che ne pensate?… :-)
@
Buona idea…

armando 6:45 pm - 19th novembre:

Sandro: Per la precisione la Francia è estesa circa 543000 Km quadrati, l’Italia 305.000, cioè una volta e 1/2 l’Italia, quindi il rapporto fra le popolazioni non è così squilibrato.
E non disprezziamo troppo gli over anta….. fra cui ci sono anch’io. Scherzo naturalmente. In parte hai ragione, nel senso che la mia, ne sono convinto, è stata una generazione che insieme con molte speranze anche generose, porta il peso di un fallimento incommensurabile dovuto a errori terribili, che pagano le generazioni successive.
Dico che hai ragione solo in parte perchè alla fine non è solo col pur giustificato risentimento che le cose cambiano. Il risentimento o come lo si vuol chiamare è sempre contro qualcuno o qualcosa, non è PER. E se vogliamo una rinascita degli uomini dobbiamo assolutamente porre mano alla pars contruens. Se rimane solo quella destruens, finirà per alimentare il circolo rabbia/oppressione, e visto che il potere non ci è certo favorevole, la seconda sarà destinata ad aumentare fino a “spezzare le reni” ai maschi facendone individui amorfi. Qualcosa dovrebbe pur dire il fatto che i suicidi sono in maggioranza maschili, e lo stesso per droghe e trossicodipendenze. E qualcosa, a proposito della forza del potere e dei suoi strumenti fra cui il femminismo, dovrebbe pur dire anche la notizia di oggi. Quell’uomo che ha mandato in rete i documenti riservati del Pentagono sull’Irak lo stanno incastrando riprendendo un’accusa di stupro che era già stata archiviata. Naturalmente il giudice che ha chiesto l’arresto fimmina iè!

sandro 7:41 pm - 19th novembre:

“E se vogliamo una rinascita degli uomini dobbiamo assolutamente porre mano alla pars construens”
____________
Su questo sono perfettamente d’ accordo.
Però non sono disposto a prendermi responsabilità non mie, e questo lo dico chiaro e forte: ognuno deve prendersi le sue.
E le mie, per una pura e semplice questione anagrafica, non è che siano così tante.

sandro 8:03 pm - 19th novembre:

P.S.:
“la Francia è estesa circa 543000 Km quadrati, l’Italia 305.000, cioè una volta e 1/2 l’Italia”
___________
In realtà avevo cannato pure gli abitanti, che sono solo 65 milioni (praticamente sono quanti noi), quindi lo squilibrio rimane tutto: 115 ab./km² contro i 201 ab./km² nostri.
Poco più della metà.

Marco 3:46 am - 20th novembre:

@ sandro
Quello che noto io è una roba che è ancora troppo abbozzata per poter essere definita consapevolezza, ma i semi ci sono tutti.
Se ci parli vedi che ti ascoltano, magari alla fine ti danno pure ragione.
Un sessantenne ti dà semplicemente del gay, quella generazione lì ormai ce la siamo giocata.
Poi è chiaro che se parli con un cretino è tempo sprecato, ma con un cretino è tempo sprecato parlarci di qualsiasi cosa.
@
Guarda che anche molti uomini non sessantenni sono pronti a bollare come gay chiunque parli come noi.
Che poi certi luoghi comuni siano più radicati negli uomini più anziani, è vero, ma non è che i trenta-quarantenni ne siano immuni. Non lo sono neanche i ventenni.
Resta il fatto che se in questo blog siamo quasi sempre gli stessi a scrivere, un motivo ci sarà…
Lo stesso Fabrizio ha fatto notare ciò:
“Resta il fatto che questo sito in meno di un anno ha avuto già più di 15.000 diversi visitatori (non visite, visitatori) da 460 città italiane diverse, ma nonostante ciò a partecipare con regolarità alla discussione sul blog non siamo più di una ventina, massimo trentina di persone. Vorrà dire qualcosa, o no?”
Insomma, non è possibile che questi uomini vadano sempre “stimolati” e che al tempo stesso siano totalmente incapaci di parlare e di esprimere un’ opinione contro, perfino davanti a una tastiera di un pc.
Ripeto: la loro inconsapevolezza, unità a quell’assordante silenzio, “fa paura”.
In confronto, le donne – anche quelle meno colte – hanno una consapevolezza di genere di dieci spanne superiore a quella degli uomini.

Leonardo 7:21 am - 20th novembre:

Guarda che anche molti uomini non sessantenni sono pronti a bollare come gay chiunque parli come noi.
Che poi certi luoghi comuni siano più radicati negli uomini più anziani, è vero, ma non è che i trenta-quarantenni ne siano immuni. Non lo sono neanche i ventenni.
In confronto, le donne – anche quelle meno colte – hanno una consapevolezza di genere di dieci spanne superiore a quella degli uomini.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Sono proprio RINCOGLIONITI gli UOMINI diciamo la verità.
Se un giorno tutti gli uomini parleranno come noi credo ci sarà una evoluzione delle specie.

sandro 11:39 am - 20th novembre:

“Che poi certi luoghi comuni siano più radicati negli uomini più anziani, è vero, ma non è che i trenta-quarantenni ne siano immuni. Non lo sono neanche i ventenni”
____________

Quello che voglio dire è che tra i 50/60enni è quasi impossibile, stando alla mia esperienza personale, trovare una qualsiasi forma di riscontro: a quell’ età lì ormai non migliorano più, manco i divorziati.
Capiscono tutto loro, neppure si degnano di ascoltarti:
trasudano spocchia da tutti i pori, una consapevolezza di un certo tipo per me neppure meritano di acquisirla. Si cuocessero nel loro brodo, io me ne fotto.
Tra i miei coetanei noto un’ apertura mediamente molto, molto maggiore. La maggior parte non ragiona per dogmi, se ci parli ti ascoltano, vuoi perché ti vedono come uno che sta sulla stessa barca, vuoi perché mediamente hanno meno pregiudizi.
Poi è ovvio che qualcuno col cervello di una seppia c’è sempre e quelli è meglio lasciarli perdere, tanto se finiscono nel tritacarne non fanno un soldo di danno, anzi.
I ventenni hanno semplicemente bisogno di qualche anno per fare esperienza e far decantare gli ormoni, poi si potrà parlare anche con loro.
____________

In confronto, le donne – anche quelle meno colte – hanno una consapevolezza di genere di dieci spanne superiore a quella degli uomini.
____________
Non solo.
Sono pure perfettamente coscienti della loro posizione di privilegio e del meccanismo grazie al quale la ottengono.
Sono come i tedeschi sotto Hitler, che sapevano dell’ esistenza dei campi di concentramento ma nessuno diceva una parola perché a lavorare nelle fonderie per fare i cannoni era meglio che ci andassero gli altri.

Leonardo 12:51 pm - 20th novembre:

In confronto, le donne – anche quelle meno colte – hanno una consapevolezza di genere di dieci spanne superiore a quella degli uomini.
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Gran parte degli uomini ha consapevolezza di genere con le donne e per le donne, infatti oltre ad essere dei Coglioni, sono anche Stronzi: visto che sono pronti a fare lobby con le stesse.

Damien 3:47 pm - 20th novembre:

..e non solo..sono altresì pronti a mettere mano al portafogli per amore!..

Amore.. ma de che? credo che le donne non abbiano mai amato, è l’uomo che ama.. la donna non ama, sceglie.. difatti il riscontro lo si puo’ trovare nelle loro stesse affermazioni.. “prima si stava sotto l’uomo.. bla bla ” questo significa che se ci stavano non lo facevano per amore.. ma perchè “costrette” da una serie di circostanze e di tornaconti (meglio lavorare in casa che spaccarsi la schiena nei campi)..quindi non provava vero amore nel fare cio’ per l’uomo che la sposava, o almeno vieneda pensarci sopra.. ma era semplicemente una scelta, talvolta obbligata..talvolta basata sul mero tornaconto economico (Sposalo! è un “buon partito”) ma pur sempre una scelta non di amore.. ma di necessità e tornaconti.. diversamente oggi avremmo altre situazioni..

Oggi invece non è cambiato nulla.. anzi.. la donna continua la sua scelta basata non sull’amore ma su tutto il resto.. la promisquità intrinseca della donna, tenuta a freno in tanti anni, è esplosa nella maniera piu’ becera, schifosa e subdola che non ha precedenti, mercificata per i propri tornaconti, utilizzata alla bisogna per inveire o per trarne benefici e/o privilegi.. la donna non ama l’uomo per quello che E, infatti cerca sempre di modificarlo per le sue esigenze..lo ama per cio’ che lui può darle!.. per se e per i figli.. ecco perchè a mio avviso sarà un lavoro duro risvegliare questi Zombies eroTina dipendenti.. perchè pochi hanno la forza psicologica, l’intelletto necessario per disintossicarsi e vivere liberi..sempre che non ci riescano prima la precarietà, le malattie sessuali o qualche divorzio con successivo suicidio..

Credo piuttosto che la regola della logica contrapposizione farà come sempre il suo corso.. laddove si arriverà all’estremo, si avrà una reazione pari e contraria, dove staranno meglio solo coloro i quali si troveranno nel periodo storico “di mezzo”.. l’ultimo estremo è terminato negli anni 60.. fate voi..

Leonardo 6:06 pm - 20th novembre:

Amore.. ma de che? credo che le donne non abbiano mai amato, è l’uomo che ama.. la donna non ama, sceglie..
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Nell'adolescenza alcune sembravano innamorate: ma col cavolo che si davano da fare, non le freghi, ma ci fregano a noi facendoci sperare nell'amore.
E' proprio il fatto di essere maltrattati e non considerati che quando una si mostra interessata ti fa sperare in chissà cosa

Daniele 7:58 pm - 20th novembre:

Damien
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
la promisquità intrinseca della donna, tenuta a freno in tanti anni, è esplosa nella maniera piu’ becera, schifosa e subdola che non ha precedenti,
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Anche (e soprattutto) gli uomini sono intrinsecamente promiscui; poi sono gli scopi, le motivazioni, nonche’ la natura che cambiano. *
Di norma, e finche’ sono relativamente giovani e attraenti, le femmine la danno a un determinato prezzo (diretto o indiretto); noi lo diamo gratis.
Se cosi’ non fosse non ci troverei assolutamente nulla di strano nella “intrinseca promiscuita’ delle donna”; anzi, ben vengano le donne promiscue e GRATIS. Il problema e’ che loro non lo sono quasi mai.

>>>>>
* (Un mio vecchio amico e’ solito far notare che noi siamo XY, loro XX, e pertanto questo significhera’ pure qualcosa…)

sandro 8:13 pm - 20th novembre:

“la donna non ama l’uomo per quello che è, infatti cerca sempre di modificarlo per le sue esigenze..lo ama per cio’ che lui può darle!.. per se e per i figli”
_______________
Esatto.
Lo utilizza allo stesso modo con cui si utlizza un ciclomotore o una lavatrice.
E lo prende per il culo millantando sentimenti che non ha mai provato né mai proverà.
Questa è la grande verità che va insegnata ai ragazzi prima che l’ incoscienza e gli ormoni li portino a fare cazzate per le quali rosicheranno a vita, magari rompendo i coglioni per invidia a chi è stato più scafato e non ci è caduto.
Questa è solidarietà di genere, non la carità pelosa di chi va a portare la coperta a quelli che si sono ridotti a dormire in strada.
Inutile andare a chiudere la stalla quando le vacche sono scappate.
Bisogna evitare che ci finiscano, a dormire in strada.

Damien 11:51 pm - 20th novembre:

Esatto Sandro.. e vorrei inoltre invitarti ad una ulteriore riflessione, sempre in tema, ovviamente…

Domando a voi tutti se ultimamente avete notato qualcosa in televisione, anche se usare il termine “ultimamente” risulta un tantino inadatto.. visto che questa condizione è attuata dal 2006 – dall’epoca per intenderci dello scandalo vallettopoli..

La televisione di oggi, contrariamente a chi dice di vedere sempre tette e culi dappertutto, in realtà sta relegando la televisione esclusivamente ad uso e costume di donna, persino i pochi rimasti programmi televisivi prettamente maschili – leggasi calcio – hanno subito un processo di “femminismo” senza euguali, questo processo, non solo ha posto la parola FINE all’interesse maschile verso la televisione, ma ha portato ad un processo di una vera e propria censura delle vallette scosciate e svestite in tv, ultimo labile interesse dell’uomo porco, schifoso e stupratore al quale non è concesso piu’ neanche contemplare le bellezze televisive, pur sapendo che oltre la bellezza, molte di loro non potrebbero fare altro..

Cosa centra questa introduzione sul tema trattato? c’entra.. c’entra.. eccome se centra..

il buon Fabrizio apre questo articolo non a caso, esso racchiude molteplici aspetti che abbiamo discusso ed altri che discuteremo sicuramente, resta la constatazione che la donna è essa stessa parte del sistema, colei che applica e stabilisce per tutti, non solo, si adegua perfettamente ai dictat del sistema stesso anche quando questo le impone (se non addirittura CENSURA) determinati atteggiamenti da tenere in tv se non addirittura nell’obbligo a vestirle come aggrada loro.. (in tal caso non aspettatevi cori di femministe.. ovviamente)

interessante notare come ad esempio oggi le donne in tv vengono trattate, scomparse le vallette, le veline e quant’altro.. cosa mai potrebbero fare le nostre “paladine per un mondo migliore” per lavorare? semplice, cercare lavoro in cambio di favori sessuali.. perchè dico questo? ma è chiaro signori.. visto e considerato che si assiste ad una vera CENSURA del nudo femminile in tv (avete notato per esempio che le vallette a striscia non sono piu’ vestite “osè”?) queste scendono a compromessi solo per apparire in televisione, anche se vengono deliberatamente censurate e costrette a situazioni che, in altri frangenti, non accetterebbero MAI!

In altre parole viene da chiedersi.. se quelle signorine non sanno fare nulla ma vengono pagate per venire in trasmissione per poi essere censurate, qual’e’ il loro utilizzo? quale sia il loro scopo?

Una prostituzione ipocrita, ma non solo fisica, anche ideologica.. qualcuno sta affrontando tale tematica con un canale youtube, un personaggio toscano che si fa chiamare noallacensuradellagnocca, al di la delle considerazioni sul personaggio, credo che il messaggio sia ampiamente compatibile col tema esposto in questa sede e, di riflesso, vada ad avvalorare le molteplici sfaccettature che la donna pone in essere ad ogni costo, anche se questi siano contrari addirittura a quanto si auspicano, pur di arrivare ai propri fini..

link:http://www.youtube.com/user/NoCensuraGnoccaTv#p/u/0/HNsH3dPS6gk

Alessandro 9:10 am - 21st novembre:

Damien: La televisione di oggi, contrariamente a chi dice di vedere sempre tette e culi dappertutto, in realtà sta relegando la televisione esclusivamente ad uso e costume di donna, persino i pochi rimasti programmi televisivi prettamente maschili – leggasi calcio – hanno subito un processo di “femminismo” senza euguali, questo processo, non solo ha posto la parola FINE all’interesse maschile verso la televisione, >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Hai fatto centro Damien. E’ quello che vado sostenendo anch’io da un pò di tempo. La televisione nostrana oltre a essere una porcheria perchè manipolata politicamente, sta diventando insostenibile perchè vi si sta installando un politicamente corretto femminista da far venire il voltastomaco. Considerare la televione italiana “Tette e culi” è, a parer mio, un pò anacronistico, anche se so che molti amici di UB la pensano diversamente. Sostengo da un pò di tempo che il prossimo obiettivo delle femministe o affini nostrane, come sta accadendo ovunque in Occidente, sarà controllare il media più potente, quello televisivo. Non che internet sia il paradiso, tutt’altro. Ci s’imbatte anche qui in continuazione nella lagna femminista, però, se non altro, c’è più spazio per il pensiero libero, alternativo, non omologato, sempre chiaramente democratico, progressista, altrimenti per me può andarsene al diavolo.

sandro 11:35 am - 21st novembre:

“questo processo, non solo ha posto la parola FINE all’interesse maschile verso la televisione”
____________
MAGARI finisse l’ interesse maschile verso la televisione.
E’ una roba del secolo scorso, buona per vecchi rincoglioniti, oltretutto è semplicemente inguardabile.

mauro recher 11:50 am - 21st novembre:

scusa damien ,ma su questo punto io non sono d’accordo ,per esempio ,nelle trasmissioni sportive che senso ha mettere una valletta che di calcio non ne capisce una sega ?? per un paio di tette ?? io seguo il calcio ,ma la partita e basta … su questo ha ragione pino scotto (cantante dei vanadium) testualmente “se io faccio un video musicale ,mi piacerebbe essere apprezzato per la musica che faccio ,non per l’esterdersi dell’uccello se metto una gnocca nel video” ha ragione da vendere …
invece ,secondo me ,bisogna vedere sotto un altro aspetto ,che ormai anche gli uomini si sono messi a mostrare tartarughe perfette ,guarda proprio a proposito avevo fatto un video per un mio concerto …
verso la fine avevo messo la foto appunto delle veline e di costantino ,eravamo sia uomini che donne ,provate a indovinare chi ha preso più apprezzamenti ??
per come la vedo io , una televisione senza tette e culi ,a me va più che bene ,credo che ne possiamo anche farne a meno ,ma vale anche il discorso inverso ovviamente ……
su questo tema consiglio il sito di stefano disegni
http://www.stefanodisegni.it/Vignette.aspx?comicID=83
http://www.stefanodisegni.it/Vignette.aspx?comicID=177
http://www.stefanodisegni.it/Vignette.aspx?comicID=385

che non vanno molto lontane dalla realtà ,ma davvero abbiamo bisogno di questo ???

Fabrizio Marchi 1:01 pm - 21st novembre:

Grande Mauro! E grande Stefano Disegni che non si smentisce mai…la seconda, quella sulla Seredova, è straordinaria. Sto cercando di mettermi in contatto con lui per provare ad allacciare una collaborazione…un po’ di intelligente ironia non guasta, anzi, è un’arma formidabile…
Fabrizio

Alessandro 2:57 pm - 21st novembre:

Mauro: …ma davvero abbiamo bisogno di questo ???>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Personalmente guardo molto poco la televisione e non certo le trasmissioni in cui compaiono le veline e compagnia cantante, ma non perchè ci siano le veline, poco m’interessa nè mi sento minimamente provocato sessualmente dalla loro presenza, ma perchè sono trasmissioni di solito poco interessanti. Dopodichè la crociata contro gli abiti succinti da parte delle showgirls in tv è molto, molto femminista e io non vi partecipo. Di conseguenza trovo un pò curioso che chi si professa anti-femminista si ritrovi dalla stessa parte delle femministe su questo tema. Mi considero un uomo maturo, quindi so ben tenere a freno i miei istinti. La questione della provocazione sessuale, con cui si giustifica questa convergenza di obiettivi, non mi tange minimamente. Mi preoccupa, però, il fatto che quando non ci sarà più traccia di “tette e culi” in tv probabilmente saremmo davvero sotto il regime capitalistico-femminista. Mi rendo conto che queste mie posizioni sono molto minoritarie, ma ognuno è libero di pensarla come vuole.
Buona domenica a tutti!

Damien 3:12 pm - 21st novembre:

@mauro recher:

..diciamo la stessa cosa.. forse non mi sono spiegato bene nel mio intervento.. non dando palesemente una risposta ai tuoi interrogativi, che sono stati anche i miei.. se avessi visto uno dei video dell’autore che ti ho agevolato tramite link, avresti capito il perchè oggi inseriscono queste vallette ANCHE dove non ce ne sarebbe bisogno, e non solo, avresti capito anche perchè le censurano.. ma sopratutto, avresti capito il messaggio finale del mio intervento..

La prossima volta cerchero’ di essere piu’ chiaro..intanto, se hai tempo, vedi questo link che parla proprio dell’inutile presenze delle ex vallette CENSURATE:

http://www.youtube.com/watch?v=E604qNP49-A

..capirai certamente che non solo esse sono inutili, ma vengono messe li per MANCANZA di LAVORO ALTROVE, non solo, vengono CENSURATE grazie al dictat femminista che vuole la femminilizzazione delle trasmissioni -maschili comprese- e, nel contempo, applica CENSURA per evitare che i porci uomini schifosi possano godere, come un tempo, delle loro bellezze, tutto questo significa che loro se le chiavano.. e tu pubblico, che paghi il canone, contrariamente a quanto accadeva in precedenza, ti ciucci il calzino! con buona pace delle donne che si adeguano a tutto quando vogliono raggiungere i propri fini, magari assumendo un atteggiamento contrario qualora le stesse imposizioni provenissero ad esempio dal marito (non ti vestire così, comportati cosà)..

Concludendo,

1) il femminismo stà invadendo tutti i settori televisivi, maschili compresi,
2) stà eliminando tutti quelli aspetti che possano risultare gradevoli per il pubblico maschile, che dati alla mano, è quello che paga il canone
3) per tale invasione ha eliminato il cabaret e le veline dai programmi
4) La mancanza di “lavoro” per questo esercito di strafighe nullafacenti, viene sopperita tramite l’elargizione di presenze in programmi diversi, senza che ci sia una giustificazione logica evidente
5) le strafighe di cui sopra, pur di apparire, anche in condizioni non loro consone, sono disposte a tutto (lo si evince da come viene imposto loro di comportarsi e di come vestirsi)
6) Nasce il ragionevole dubbio che, pur di apparire, visto che sono anche messe in competizione tra loro, possano elargire favori sessuali in cambio del famoso gettone di presenza televisiva..

mauro recher 11:11 pm - 21st novembre:

mi permetto di non essere ancora d’accordo :)
alessandro ,come te anch’io riesco a tenere a fermo gli ormoni ,come la maggior parte degli uomini ,e anch’io quelle trasmissioni non le guardo per gli stessi motivi tuoi ,ma non credi che mettere una gnocca in quei programmi che ,come hai detto giustamente ,c’entrano poco,sia quasi una forzatura per fare vedere che gli uomini sono tutti porci ??
il femminismo le contesta ,ma allo stesso tempo ci guazza che ci siano queste ragazze ,tanto la colpa è sempre degli uomini ,secondo loro queste ragazze si svestono per fare piacere agli uomini e non al loro portafogli,anzi ,secondo loro sono schiave!!!! mai visto una schiava guadagnare più dei loro aguzzini (tutti gli uomini) ….
come d’altronde è scritto in guardare e non toccare ,le femministe protestano ma vogliono che sia dato il libero arbitrio alla donna che ,se si vuole spogliare lo puo fare ,non c’è un grande controsenso in tutto questo ??
non è giusto dire che sono contro ,una bella ragazza da guardare non mi fa schifo ,ma quando il tutto diventa ripetitivo ,una forzatura allora sono contrario ,l’uomo non è fatto solo di ormone e pene come credono le femministe

Leonardo 11:39 am - 22nd novembre:

l’uomo non è fatto solo di ormone e pene come credono le femministe
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Si, ma gli uomini fanno di tutto per apparire cosi, e se li metti in dubbio: i sorrisetti, le allusioni…. Anche se hanno un intelligenza da vendere.

Marco 10:40 am - 12th dicembre:

Leggete qua…
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http://questouomono.tumblr.com/
Questo uomo no, #12.

Questo è il mio contributo alla giornata di oggi, 25 novembre.

Ci tengo a precisare che non è mia abitudine “tornare” su argomenti già dibattuti in rete. La mia abitudine è fare sì che mille episodi non rimangano mille episodi ma compongano una storia. Ecco perché parto da cose che in rete sono forse già date per ‘vecchie’: perché non credo che lo siano affatto.

Ricordo a tutti – prima di leggere – che io sono un uomo e scrivo per gli uomini. E lo faccio per rispetto. Se una donna non è d’accordo con quanto scrivo, la prima cosa che faccio è cercare di capire se posso comprendere le sue critiche; se non posso a causa del mio genere, le accetto e le rispetto anche se non posso condividerle.

Oggi, venticinque di novembre, mi va di parlare di questo. Perché mi ha fatto molto male. E mi fa dire, oggi venticinque di novembre, questo uomo no.

“Vi chiedo solo di lasciarmi scopare quando mi va, perché scopare non dico sia un diritto, no, ma è una cosa naturale che ogni tanto posso aver voglia di fare senza far male a nessuno; e vi chiedo di non confondermi sempre col mostro di turno, col miliardario sessuomane o l’assassino seriale o lo stupratore. È vero, alcuni di noi sono assassini, stupratori, e perfino politici miliardari indegni del loro ruolo. Ma io sono una persona normale, che di rovina gli occhi e la schiena facendo una o due ore di straordinario per pagarsi una mezz’ora di allegria al sabato pomeriggio. Pensate anche a me, quando volete fare le vostre considerazioni sul puttaniere medio. Non solo a Berlusconi. Anzi, pensate un po’ più a me che a lui.” Questo uomo no. I corpi non si comprano. Mai. Di nessuno. Neanche se quel qualcuno è disposto a vendersi. Mi dispiace, ma il corpo umano non è in vendita, né intero né a pezzi. Può essere donato, certo, tutto o in parte, cosciente o defunto: ma venduto no. Non c’è alcun prezzo. Questa è la mia idea. Se pensi di poter affittare un corpo per “una mezz’ora di allegria al sabato pomeriggio”, non sei una persona normale. Sei una merda. Esattamente come il mostro di turno, il miliardario sessuomane, l’assassino seriale, lo stupratore. Tutta gente che pensa di prendersi la PROPRIA mezz’ora di allegria con il corpo di qualche altra persona, con la violenza delle botte, dei soldi, del coltello, del cazzo. Ma sempre violenza è. Questo uomo no.

“Il sesso mi è sempre piaciuto, ma io non sono mai piaciuto a nessuna donna. Gratis. Non ne faccio un dramma, è andata così. Brutti si nasce. E poteva andarmi peggio.” Questo uomo no. Questo uomo che vigliaccamente usa come giustificazione per la sua violenza la bellezza, che lui non avrebbe. E basta! BASTA con questo uso ipocrita e falso della bellezza! Un uomo che ragiona così ha nel suo aspetto fisico davvero il problema minore. E’ un maschio che anche se si considera “brutto” ha ancora abbastanza orgoglio misogino da non chiedere a una donna cosa vuole, e per pensare che sono tutte uguali nel desiderare quello che lui non ha. E’ un potenziale violento che divide il mondo in chi ha avuto e chi non ha avuto dalla natura. Lo sappiamo già, quelle cose si chiamano “razze”. Chi approva quelle parole tra virgolette è un razzista. Chi pensa che il mondo si divida in belli e brutti, solo perché il sistema economico imperante privilegia alcune forme di apparenza rispetto ad altre, è un razzista. Per questo, caro il mio maschietto brutto e puttaniere, nessuno ti vuole. Perché sei una merda razzista. E non poteva andarti peggio. Questo uomo no.

“Io so che questa cosa è difficile da accettare per molti di voi. Le donne, soprattutto. Non so esattamente perché, ma per molte donne è così. Non avendo mai avuto bisogno di pagare per godere, giudicano male chi lo fa. Io non ho mai avuto bisogno di pagare (per ora) perché qualcuno mi aiutasse ad alzarmi da letto o a fare una passeggiata nel parco, ma non disprezzo certo chi lo fa. Siamo tutti abituati a lavorare col nostro corpo, a consumare il nostro corpo lavorando, ad abusare del corpo di chi lavora per noi.” Questo uomo no. A me le cose che non piacerebbe subire non le faccio, e non le faccio fare agli altri. E soprattutto, chiedo la loro opinione, sempre e comunque. Io l‘“abitudine ad abusare” non me la faccio venire, perché nessun prezzo giustifica un abuso, mai. Perché non mi piace quando si abusa di me, per quanto mi si paghi. Io non pago per godere per lo stesso motivo per cui non ammazzo per parcheggiare: perché tra dieci minuti il prossimo che vuole il parcheggio ammazzerebbe me. La catena degli abusi va fermata. “Io sto otto ore davanti a un terminale, e in trent’anni ho perso cinque gradi di vista.” Ecco perché sei un mostro. Perché ti rifai dello sfruttamento subìto producendone un altro, invece di fermarlo. Sei una merda razzista sfruttatrice. Questo uomo no.

“Io sono un puttaniere, sì. Non lo dico per vanto. In effetti, potrei anche vergognarmene. Ma mica per via dell’educazione cattolica o cose del genere. Potrei vergognarmene perché è un vizio costoso e fine a sé stesso, così come ci si vergogna di fumare o collezionare libri.” Questo uomo no. A me non risulta che fumare o collezionare libri lo si fa a danno di persone che sono il mezzo del vizio. Non accendo il cranio di nessuno per fumarlo dai piedi né allineo persone di profilo in cubicoli di legno solo per farle vedere in salotto quando vengono gli amici. Fare il puttaniere non è un vizio fine a se stesso. E’ il gradino finale (forse) di un vizio: sfruttare i corpi altrui. Ci si può mettere d’accordo sul farsi pagare il proprio tempo, il proprio talento, le proprie conoscenze, la propria forza muscolare; non il proprio corpo – o come diceva qualcuno, il “corpo proprio”. C’è una bella differenza. Pagare qualcuno per fare sesso significa che è possibile pagare qualcuno affinché io – egoisticamente, se no non ci sarebbe bisogno di pagare – realizzi le mie sensazioni, i miei desideri, la mia volontà per mezzo del corpo di un altro separato dalle sue sensazioni, dai suoi desideri, dalla sua volontà. Io non credo che questo sia possibile. Nessuno è in grado di separare con un atto di volontà il corpo dalle sensazioni, dai desideri, dalla volontà. Quindi – per come la vedo io – il sesso a pagamento è uno stupro ammantato dall’ipocrita costruzione di una “transazione economica” (ipocrisia, beninteso, che è assunta a sistema, e che riesce a far essere d’accordo sia l’autore dello stupro che la vittima). E a me chi stupra non piace. Questo uomo no.

“Solo un’infima percentuale dei musulmani dirottano gli aerei, e non tutti i capi di Stato tedeschi sono dediti al genocidio. Allo stesso modo, essere puttanieri non significa quasi mai giocare al bunga bunga con una decina di ragazze alla volta, usando ministeri e scranni parlamentari come merci di scambio. È un modo molto distorto di riferirsi alla mia categoria.” Questo uomo no. Certo, maschietto caro, ho capito. Quindi se t’inchiappetti per duecento euro una profumata donna italiana nel suo appartamento (hai detto che non ti diverti con le povere negre per strada, no?) allora pensi di essere nell’Olimpo. No caro, devi sapere che la merda è molto democratica. Sei proprio della stessa pasta di chi può permettersi il bunga bunga con minorenni sempre diverse. Hai solo meno potere, ma mica è colpa tua. La materia prima – marrone – l’avresti anche tu. Questo uomo no.

“Però nessuno le costringe… nessuno, a parte la famosa mano invisibile del mercato.” Quella mano è la tua, stronzo. Il mercato sono i puttanieri come te. Fatti una sega la prossima volta. E pensa che te la sei fatta con una mano insanguinata. Questo uomo no.
2 settimane fa / 1 nota

Marco 10:56 am - 12th dicembre:

Credo si tratti del figlio di Federica Rossi Gasparrini, la presidente nazionale di donne europee federcasalinghe.
Un bel castrato mentale, non c’è che dire.
http://donnepensanti.ning.com/profile/LorenzoGasparrini

Alessandro 3:03 pm - 12th dicembre:

Leggendo l’articolo riportato da Marco si evidenzia subito il contrasto tra il semplice buon senso, laico, della prima voce e il moralismo autoritario, falsamente progressista e umanitario, della seconda, che credo sia quella del blogger, che, tra l’altro, mi pare un bell’esempio di maschio “rieducato” dal pensiero dominante. Non so cosa cerchi in una compagnia come quella delle “donne pensanti”, che già nel loro modo di presentarsi denotano una spocchia non da poco, ma di sicuro mi sembra molto, molto confuso.

Marco 4:24 pm - 19th dicembre:
Leonardo 7:42 pm - 19th dicembre:

Marco
http://jonathanx.altervista.org/
La liberale Olanda è talmente odiata dai sostenitori dell’esperienza repressiva svedese
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Ecco, i paesi nordici non sono tutti uguali, è come dire che in Italia si sposano i gay come in Spagna.

robin 1:03 am - 5th gennaio:

E’ da un pò che volevo scrivere su questo blog ma fino ad ora avevo sempre rinunciato perchè mi vergognavo, e non nego che pure in questo momento provo un certo imbarazzo, benchè ci sia un pc a garantirmi l’anonimato.

Ho 29 anni e non sono certamente un “bel ragazzo”, anzi quando mi guardo allo specchio spaccherei tutto. Non ho mai avuto una relazione con una ragazza, perchè timido, imbranato e assolutamente non attraente. Le uniche donne con le quali ho avuto modo di rapportarmi sono state e sono le prostitute, che frequento regolarmente da anni. Posso farlo perchè vivo con i miei genitori e pertanto non devo pagare nè l’affitto, nè le bollette, nè da mangiare. Tutto quello che guadagno (1200 euro al mese) lo spendo per me e per le puttane. Vi confesso che spessissimo mi sento un vero e proprio deficiente, una totale insignificante nullità. A volte, poi, mi capita di essere realmente disperato ma cerco in tutti modi di scacciare quei pensieri, dicendo a me stesso che tutto sommato sono fortunato rispetto a chi ha perso il lavoro o sta male. Ma è comunque una magra consolazione. Dentro di me so che non riuscirò mai ad avere una relazione normale con una donna, perchè la mancanza di un precedente vissuto sentimentale e sessuale, mi rende assolutamente inadeguato e incapace di rapportarmi con l’altro sesso.

Fabrizio Marchi 7:19 am - 5th gennaio:

Caro Robin, benvenuto fra noi. Puoi parlare liberamente e senza crearti nessun problema. Qui nessuno ti giudicherà.
Anzi, proprio la tua testimonianza mi ha stimolato a buttare giù la seconda parte del post (in risposta alle parole della psicologa Vera Slepoy) che mi ero ripromesso di scrivere da giorni. Spero di riuscire a farlo tra questa sera e domani. E chissà che non riesca anche a darti delle chiavi di lettura, sia pur parziali, alle tue problematiche personali. In ogni caso sono certo che sarà un’esperienza molto positiva per te la frequentazione di questo nostro spazio.
Avremo comunque modo di approfondire la nostra conoscenza nel prosieguo del dibattito.
Fabrizio

Silent Hill 3:45 pm - 5th gennaio:

Robin, non devi avere nessun imbarazzo per la vita che fai . E’ possibile che non ti sia capitata la donna giusta. Per essere poi pignoli, è meglio così , ragionando con ” purchè resipiri” rischi solamente di beccare una di bassa moralità . Vai con le prostitute e sei ancora single ? Amen . Semmai lo sfigato e l’invidioso è chi giudica il fatto che ci vai.
PS sbagli invece a dire che sei incapace a rapportarti con l’altro sesso perchè non hai avuto esperienze : proprio perchè non hai avuto esperienze non puoi sapere se sei incapace . Lascia perdere le chiacchiere della gente .

Marco 9:10 pm - 5th gennaio:

@ robin -
Dentro di me so che non riuscirò mai ad avere una relazione normale con una donna, perchè la mancanza di un precedente vissuto sentimentale e sessuale, mi rende assolutamente inadeguato e incapace di rapportarmi con l’altro sesso.
@@@@@@@

Magari ad alcuni potrebbe apparire esagerato quanto sostieni, ma in realtà, molto spesso è proprio così; soprattutto in un’epoca come la nostra, dove relazionarsi con una donna non è più un piacere ma una sfida, un “esame” in cui lei è il supremo giudice che stabilisce “se vai bene oppure no”.
Già è complicato relazionarsi con loro per chi ha un minimo di esperienza, figuriamoci per chi non ce l’ha per niente.

Mizio 11:45 pm - 5th gennaio:

Non ho mai avuto una relazione con una ragazza, perchè timido (robin)
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A volte mi chiedo quale ruolo gioca la natura di ciascun individuo nelle relazioni sociali. Ho sempre creduto che ciascun individuo avesse diritto ad avere una vita sentimentale e sessuale ma evidentemente mi sbagliavo. Ci sono tante persone come Robin che ne sono fortemente precluse. La timidezza non c’ entra nulla Robin, o almeno solo in parte, e te lo dice il sottoscritto che fino a quasi alla tua eta’ era molto timido e insicuro. Con gli anni ho superato queste difficolta’, ho imparato a uscire di piu’, a volermi piu’ bene, a prendermi piu’ cura di me stesso e ho molte frequentazioni, ma il risultato non e’ cambiato: per le donne sono del tutto indifferente, mai un gesto di spontaneita’ da parte loro, mai un’ apertura reale e concreta nei miei confronti nonostante io come molti altri utenti di questo blog continuano a rincorrere donne sfuggenti. Se tu caro Robin fossi stato benestante economicamente, con fisico attraente, insomma, un vero uomo alpha che non deve chiedere mai, tutti i problemi relativi a timidezza e insicurezza (come la sindrome di Asperger) vanno a farsi benedire e tu avresti sicuramente piu’ donne ai tuoi piedi. Per cui e’ giusto prendere coscienza dei propri limiti ed e’ un lavoro che stiamo facendo tutti quanti, ma ricordati che il rapporto si costruisce in due e il tutto deve essere reciproco e spontaneo. Benvenuto tra noi.

maria 1:05 pm - 6th gennaio:

Io non credo che le donne capiscano lo stato d’animo di Robin. A me sono sempre piaciuti gli uomini molto piu’ adulti di me, ma un paio di amiche preferiscono partners piu’ giovani e sono ugualmente contente e appagate. Conclusioni: una donna di 40 anni, se vuole, puo’ avere tutte le relazioni che vuole con uomini di 30, 40, 50, 60, 70.. E’ in grado, costei, di comprendere la desolazione di un’altra persona (uomo) che a 30 anni si sente perdutamente solo? Non credo. Io ho provato a immaginare..ma mi manca la conoscenza e la condivisione di realta’ essenziali che appartengono solo al bagaglio esperienzale di un uomo. Solo se penso ai diritti fondamentali della persona posso azzardare un parallelismo ma, così facendo, scavalco la sua identita’ di genere, la considerazione per la sua specificita’ maschile. La percezione finale e’ quella di due mondi molto lontani.

Daniele 3:50 pm - 6th gennaio:

maria
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Io non credo che le donne capiscano lo stato d’animo di Robin.
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Infatti le donne non possono assolutamente capire lo stato d’animo di Robin, neppure quelle brutte, ed il motivo e’ il seguente:
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=14568826
Tuttavia, t’assicuro che anche tanti uomini, piu’ o meno giovani, sarebbero incapaci di comprenderlo.
Altri, invece, lo deriderebbero perche’ “e’ un tonto che non ci sa fare con le donne”. In merito devi sapere che, secondo tanti salami di sesso maschile, l’importante e’ “saperci fare”. Frase che significa tutto e niente.
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maria
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A me sono sempre piaciuti gli uomini molto piu’ adulti di me, ma un paio di amiche preferiscono partners piu’ giovani e sono ugualmente contente e appagate.
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Alla grandissima maggioranza delle donne interessano uomini piu’ adulti, per tutta una serie di motivi che chiunque di noi conosce bene. Questo fa si’ che gia’ da adolescente un ragazzino sia in posizione subordinata rispetto ad una coetanea, che solitamente non se lo fila. Le primi frustrazioni, i primi complessi di inferiorita’ verso le femmine, nascono in quel periodo delicato della vita.
Tutto il resto e’ consequenziale, compresa una certa aggressivita’ contro l’altro sesso, che molti maschi sviluppano col passare degli anni.
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maria
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Io ho provato a immaginare..ma mi manca la conoscenza e la condivisione di realta’ essenziali che appartengono solo al bagaglio esperienzale di un uomo.
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Perlomeno tu sei onesta, al contrario del 99,999 per cento delle femmine odierne, che di uomini non capiscono un fico secco.
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maria
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La percezione finale e’ quella di due mondi molto lontani.
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Si’, siamo due mondi molto lontani; lontanissimi, direi.

Silent Hill 8:11 pm - 6th gennaio:

Daniele
al contrario del 99,999 per cento delle femmine odierne, che di uomini non capiscono un fico secco.

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Più che non capiscono PRETENDONO di capire. Il bello è che persistono nonostante gli fai notare che sbagliano.

ckkb 11:23 am - 7th gennaio:

Penso che la comprensione, nel senso di spiegazione tramite concetti e ragionamenti, non funzioni mai. Essere compresi significa essere accolti dall’altro, percepire che il suo Tu profondo ti è accanto ed è disposto, tramite l’ascolto silenzioso, a sopportare insieme a te il tuo fardello e il tuo dono: una intimità profondissima. I semplici lo sanno; i colti, gli intelligenti, i potenti devono invece chiederlo per miracolo, altrimenti fanno disastri. E’ così che si varca la soglia insuperabile del mistero che sempre l’ altra persona è; e non si è più soli.
Penso inoltre che essere compresi tra uomo e donna significa riconoscere, in aggiunta all’intimità del Tu, che la donna “la è carne della mia carne”, intima a me e al mio cuore, perchè plasmata con la mia carne, la mia “costola”: consustanziale a me. Perfetto, compiuto, adempimento del mio desiderio.
Altrimenti è pura alterità. E l’alterità spaventa, appare contrapposta, ostile e ingiusta: è il nemico. E si aprono le porte all’ equivoco contemporaneo per cui si ritiene che la diversità di genere, viola il principio dell’uguaglianza e della fraternità tra gli esseri e deve essere eliminato. E si pensa che la comprensione abbia a passare attraverso quel ragionare astratto, ininterrotto, fitto fitto, che caratterizzò il “dialogo”, la “mediazione” femmine vs maschi degli anni settanta/ottanta e che invece approdò alla sindacalizzazione del rapporto delle donne verso i maschi ( e verso se stesse), al sistematico inserimento della sfera dei comportamenti sessuali nel codice penale, a quella economia del “quinto settore” fondata sulla repressione del genere maschile ( “quinto settore” che oggi dà da mangiare a migliaia di persone e fa danni in ogni struttura fondante la società). Quel tipo di “dialogo” portò in sintesi ad un atteggiamento di guerra femmine vs maschi, che si è concretata nella cultura più sessuofobica, misandrica e misogina che mai sia apparsa nella Storia e che sta minando alla radice la nostra civiltà (tesi, fra gli altri, di S. Freud).
La comprensione è davvero una cosa seria: il suo opposto, il “dialogo” del femminismo, si è tradotto nel più potente grimaldello mai offerto al potere da una ideologia per liquidare alla radice la libertà umana e tra gli applausi. E il più potente motivo di disaffezione al sacro senso di comune appartenenza.

Leonardo 1:48 pm - 7th gennaio:

robin
Ma è comunque una magra consolazione. Dentro di me so che non riuscirò mai ad avere una relazione normale con una donna, perchè la mancanza di un precedente vissuto sentimentale e sessuale, mi rende assolutamente inadeguato e incapace di rapportarmi con l’altro sesso.
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maria
A me sono sempre piaciuti gli uomini molto piu’ adulti di me, ma un paio di amiche preferiscono partners piu’ giovani e sono ugualmente contente e appagate. Conclusioni: una donna di 40 anni, se vuole, puo’ avere tutte le relazioni che vuole con uomini di 30, 40, 50, 60, 70..
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2 testimonianze che fanno il quadro della situazione, anche perché credo siano sincere.
Altrimenti:
http://www.youtube.com/watch?v=kcdTz52_jqg

Daniele 6:31 pm - 6th febbraio:

http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11836:schiave-del-potere&catid=208&Itemid=0

> SCHIAVE DEL POTERE

di Luca Cardin

La verità è semplice: se non ci fosse la domanda, la prostituzione non esisterebbe. La prostituzione non ha a che fare con la sessualità femminile: è una creazione dei maschi. Se gli uomini di ogni parte del mondo non andassero in cerca di sesso a pagamento, non ci sarebbe bisogno di rinchiudere, violare e assoggettare milioni di donne e bambine a questa esistenza disumanizzante. (Victor Malarek, autore di The Johns: Sex for Sale and the Men Who Buy It)

Parte da questa citazione terribile eppur disarmante nella sua semplicità, il libro-inchiesta di Lydia Cacho, Schiave del potere. Una mappa della tratta delle donne e delle bambine nel mondo (Fandango, 230 pagine, 20 euro).

L’autrice, una giornalista coraggiosa che ha pagato con la tortura e il carcere le sue denunce e che, per questo, ora vive sotto scorta continua, ci accompagna in un tour nell’orrore, nelle nefandezze, e nei mille rivoli della crudeltà a cui può arrivare il genere (soprattutto maschile) umano del XXI secolo, oramai assoggettato completamente al Dio denaro, declinato nella versione capitalistica moderna di un’economia di mercato disumanizzante, per la quale le donne e le bambine non sono altro che una merce come tante da usare, sfruttare e far rendere nel migliore dei modi.

Nella mappa globale della tratta di esseri umani – i dati (provenienti da 175 nazioni) sono impressionanti: ogni anno nel mondo 1.390.000 persone, nella stragrande maggioranza donne e bambine, sono schiavizzate, comprate e vendute – gestita dalla criminalità organizzata mafiosi, politici, militari, imprenditori, industriali, guide religiose, banchieri, poliziotti, giudici, sicari e uomini comuni costituiscono l’enorme catena di complicità che resiste da sempre e che ha reso, attraverso processi culturali di secoli, la prostituzione un fenomeno considerato ordinario e quasi ineluttabile.

Le vivide testimonianze raccolte da Cacho – salutari pugni nello stomaco al conformismo perbenista intriso di ipocrisia di molti “padri di famiglia” dei nostri giorni – in tutti i continenti, dalla Turchia al Giappone, dal Messico alla Birmania, hanno anche il merito di aprire uno squarcio sulle interiorità di queste donne, sul loro pensarsi – o forse, più correttamente, non pensarsi – come soggetti dotati di una propria identità psicosessuale, su come sia difficile per loro percepirsi come persone complete, su come pensino che quello sia il loro destino e il loro posto nel mondo. “Nel fantastico villaggio globale della modernità esistono città e villaggi reali dove vivono due o tre generazioni di donne e uomini adulti che sono stati in passato vittime dello sfruttamento sessuale e che riproducono tutto ciò che hanno vissuto e subito: un esercito di esseri umani convinti che sia normale schiavizzare sessualmente gli altri per vivere dei loro corpi rapinandoli sistematicamente”.
Ancora una volta, una terribile lucidità che disarma e lascia disorientati.

Che fare, allora?

Per fortuna (e nel libro viene pubblicato un elenco completo di informazioni utili) ci sono centinaia di organizzazioni che lavorano per aiutare le vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale ma, senza nulla togliere allo straordinario lavoro che fanno, sono purtroppo poca cosa rispetto alla montagna di affari mossa dalla criminalità che sembrano essere totalmente immuni anche dai provvedimenti legislativi degli Stati. Il mantenimento dello stato delle cose è necessariamente una conseguenza del modo di pensare, di agire e di vivere delle persone.

E allora forse, è necessario cambiare ottica e prospettiva. Forse è il caso, con un termine spesso abusato, “partire dal basso”. Da ognuno e ognuna di noi. Perché, come ricordato all’inizio, c’è offerta perché c’è domanda. E, dunque, forse bisognerebbe partire dall’“utilizzatore finale”, dal cliente. Cercare sesso a pagamento è solo l’aspetto esteriore e più eclatante di una visione della società e dell’uguaglianza tra i sessi completamente distorta; ma, soprattutto, si tratta di una percezione evidentemente problematica della propria sessualità e del rapporto tra i generi.

E’ necessaria, dunque, partire da un ripensamento delle politiche di educazione sessuale, sentimentale e all’affettività. E questa lavoro è necessario farlo, insieme al lavoro sul campo, sia nei Paesi del mondo in via di sviluppo, protagonisti primi della tratta, sia nei Paesi occidentali dove vivono la maggior parte dei consumatori.
Solo mettendoci in discussione potremmo aiutare realmente e concretamente le schiave del potere.

Daniele 6:32 pm - 6th febbraio:

Ad esempio, queste sono tutte “schiave”…
http://www.escortforum.it/

Daniele 6:36 pm - 6th febbraio:

Non ne sono sicuro, ma suppongo si tratti dello stesso tizio.
>>>>>>>>>
http://www.scienzedellibro.unisi.it/?q=node/42
Luca Cardin
ciclo:
XIX

Nato a Mestre (Venezia) nel 1974. Laureato in Storia nel 2003 presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Titolo di Dottore di ricerca in Scienze del libro nel 2007 presso l’Università di Siena, sede di arezzo. Nel 2008 è stato assegnista di ricerca per il CNR, con una progetto di ricerca su “Il ruolo dell’epigrafia nella costruzione delle identità dei popoli dell’Europa altomedievale (secoli IV-IX): dalle scritture nazionali alla scrittura unica”.
titolo della tesi:

La scrittura esposta a Roma tra tarda antichità e alto medioevo (secoli IV-IX): società e produzione grafica a confronto
Relatore: prof.ssa Flavia De Rubies
Correlatori: prof. Walter Pohl; prof.ssa Cristina La Rocca
Pubblicazioni:

1. Epigrafia a Roma nel primo medioevo (secoli IV-X), Roma, 2008.
2. Produzione epigrafica e committenza nella Roma di Gregorio Magno, in Claudio Azzara (a cura di), Gregorio Magno, l’impero e i regna. Atti dell’Incontro internazionale di studio, Università degli Studi di Salerno – Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Fisciano, 30 settembre – 1 ottobre 2004), SISMEL-Edizioni del Galluzzo, Firenze, 2009; in corso di stampa.
3. Scrivere per apparire: tentativi di autorappresentazione nell’epigrafia delle élites a Roma tra VI e IX secolo, in F. Bougard, R. Le Jan et R. McKitterick (a cura di), La culture du haut Moyen âge: une question d’élites? Actes du colloque (Cambridge, Trinity College, 6-8 septembre 2007), Tournout, 2009; in corso di stampa.
4. Epigrafia dei laici e degli ecclesiastici a Roma in età gota, in S. Allegria (a cura di), Civis/civitas. Cittadinanza politico-istituzionale e identità socio-culturale da Roma alla prima età moderna. Atti del seminario (Siena, 10 luglio 2008(Montepulciano, 11-13 luglio 2008), Montepulciano, 2009; in corso di stampa.
5. Le scritture del ricordo. Forme e funzioni dell’epigrafia funeraria nella Roma altomedievale (V-IX secolo), in Studi Tanatologici (http://www.fondazionefabretti.it/contents/studi_tanatologici.php), Torino, 2009; in corso di stampa.

Simone 7:36 am - 7th febbraio:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_ottobre_7/prostituzione-romene-san-siro-jogging-focarete-1703900967028.shtml
ogni tanto c’è una retata della polizia, ma poi tutto torna come prima
Allenamento più sesso a pagamento
alla montagnetta di San Siro
Le lucciole romene: di quelli che vengono al parco per fare jogging, otto su dieci sono nostri clienti

MILANO – Si chiama jogging-love. I protagonisti? Giovani con la fissa del «sempre in forma» e uomini di mezza età che desiderano asciugare la pancetta. Alla montagnetta di San Siro è un rincorrersi all’interno del polmone verde. Uno, due, tre giri, sgambettando. Poi, quando i battiti cardiaci saltano in gola, qualcuno sparisce. Si infratta. Ma non da solo: ad attenderlo ci sono Marinela, Adalia, Catalina, Georgia. Insomma, per le «lucciole» della zona, tutte romene e giovanissime, questo jogging-love è un vero business. E chi lo pratica, magari dice a casa che la corsetta fa bene al fisico e alla mente. Tra le più gettonate Marinela, 22 anni, di Urseni, non lontano da Timisoara. «Corrono e poi si fermano da me, anche quelli con il pancione». Si concorda sul prezzo e quindi ci si addentra di una decina di metri, dietro a un cespuglio non lontano dalla strada principale. «Noi romene siamo economiche. Con 30 euro fai tutto e nessuno va via scontento. Anzi, ritorna in famiglia a passo veloce».

Marinela ha due grandi occhi azzurri e un lauto decolleté. E’ appena tornata al suo posto di lavoro, dopo una notte trascorsa in questura, insieme con altre 15 connazionali. «Una retata della polizia. Ci tengono dentro e con la scusa di controllare i documenti, ci fanno perdere il guadagno. Ma poi devono lasciarci andare perché siamo comunitarie». E’ ritornata al suo posto, vicino alla barra di ferro e al grande olmo potato dal Comune per evitare che muoia. Non lontano dai bagni pubblici. «Alcuni – continua la giovane – preferiscono fare l’amore nei servizi, dicono che si sentono più sicuri. A me non cambia molto, sono sempre 30 euro». Poi racconta di sé e di quando, 4 anni fa, è venuta in Italia «per fare soldi». «Nessuno mi ha obbligato, è stata una mia libera scelta. Anche le mie amiche hanno fatto la stessa cosa. Del resto se ci fosse un balordo che intende sfruttarci, basta chiedere a un cliente di portarci al primo commissariato e denunciare». E aggiunge quasi con un pizzico di orgoglio: «Qui nessuno ti fa niente. Se prendi una multa, non la paghi, perché è difficile farcela recapitare. E nessuno va in galera se fa la prostituta».

Ma la tua famiglia sa? «No, certo che non sa. Ho aspettato di compiere 18 anni e poi ho detto: mamma vado in Italia a rubare. Tutti i romeni rubano. E mia madre mi ha dato la sua benedizione». Walter, 26 anni, felpa e calzoncini, interrompe la discussione. «Viene con me ogni volta che fa jogging, almeno un paio di volte alla settimana. A lui piace, dice che è come fare il defaticamento, lo rilassa». Ma come Walter ce ne sono tanti. Otto su dieci sono maratoneti del sesso. «Corrono e f…, come dicono loro». Dieci clienti al giorno per 30 euro. «Qualcuno di quelli normali ci chiede anche di andare in albergo. Nessun problema: a 10 minuti da qui, con l’auto, andiamo in un alberguccio di via Washington che costa solo 20 euro per un passaggio. Io, però, in hotel prendo 40 euro». E fa i conti ad alta voce: «Io guadagno 300, 400 euro al giorno. Diciamo che al mese metto in tasca 6, 7 mila euro. Mille vanno per la spesa e altre cosucce, 300 per l’affitto della casa che divido con altre tre colleghe romene, il resto lo mando ai miei per farli star bene e per pagare i muratori che mi stanno costruendo una nuova casa. Sarà pronta tra sei mesi: bella, grande, spaziosa, con un immenso giardino. Mia mamma è orgogliosa di sua figlia. Ladra, ma non puttana…».

Michele Focarete
07 ottobre 2010

Simone 11:04 am - 9th febbraio:

http://www.unita.it/italia/corso-in-piazza-tutte-unite-contro-il-gioco-sporco-degli-uomini-1.270927
>
Ho sempre votato per la sinistra, benché in questi ultimi anni mi sia chiesto più volte chi me lo facesse ancora fare, ma credo proprio di aver avuto in questi giorni una risposta indiretta: ovvero che è giunto il momento di abbandonarla definitivamente e di astenersi dal voto, perché questa storia non è più tollerabile.
In quell’articolo, pubblicato su un notissimo giornale di sinistra, diretto da una acidissima femminista madre di quattro figli, (mi chiedo come farà il marito ad avere delle erezioni con lei…) non si fa riferimento ad un vero o presunto “gioco sporco della destra” o “degli uomini di destra”; no no, degli uomini tout court, quindi, implicitamente, anche di quelli che non contano un cazzo, tipo me e tutti voi: cioè gli uomini beta. Che poi, quello che mi fa letteralmente imbestialire, è il fatto che queste stronze NON si assumano mai la responsabilità di nulla, e tendano ad attribuire ai soli uomini la responsabilità di tutti i mali del mondo. Come hanno scritto più volte “i vecchi” della QM, “responsabili nel bene ma innocenti nel male”; “artefici” del successo dei loro uomini (dietro ogni grande uomo ecc ecc) ma inesistenti nelle malefatte dei medesimi.
No, io di queste donne e di questa sinistra non voglio saperne più niente, nella maniera più categorica.

Simone 11:12 am - 9th febbraio:

Già qualche anno fa, pure a sinistra non eranono tanto meglio che a destra, in materia di prostituzione.
@
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/05_Maggio/05/salvia_rendere_illegale_prostituzione.html
05 maggio 2007
Amato: rendere illegale la prostituzione
Il ministro rilancia: proibirla come in Svezia e punire i clienti
ROMA — Finora ci hanno provato inutilmente i sindaci lavorando di fantasia, con le multe per «intralcio alla circolazione» e le telecamere piazzate nelle strade del sesso a pagamento. Quattro anni fa ci aveva pensato anche il governo Berlusconi con un disegno di legge (fino a 4 mila euro di multa) approvato in consiglio dei ministri e poi dimenticato in Parlamento. Questa volta a rilanciare la proposta è il ministro dell’Interno Giuliano Amato: per eliminare la prostituzione bisogna renderla illegale, non basta punire gli sfruttatori come avviene adesso ma bisogna colpire i clienti.
LA PROPOSTA — «Mi sono permesso di recare scandalo in questo Paese — dice Amato intervistato da Gianni Riotta per Tv7 — prospettando l’ipotesi che anche il cliente possa essere coinvolto in trattamenti negativi». Sta pensando ad un reato specifico, gli chiede il direttore del Tg1? «Non lo so — risponde il ministro —, ma non c’è dubbio che un Paese da tutti ritenuto progressista come la Svezia è una mosca bianca in Europa che ha una legge che proibisce la prostituzione».
LE REGOLE — Non è la prima volta che Amato usa questo argomento. Anzi, è un suo vecchio pallino. La prima volta Amato ne aveva parlato addirittura nel 1999 e finora aveva sempre specificato che il reato dovesse scattare per i clienti di prostitute minorenni. Questa volta parla più genericamente di modello svedese: in Svezia i clienti delle prostitute, anche maggiorenni, sono puniti con il carcere fino a sei mesi o con una multa che può arrivare fino a 140 mila euro.
I DUBBI — Quella di Amato è solo una convinzione personale che, almeno per il momento, non si trasformerà in un disegno di legge del governo. Nello studio di Tv7 si parlava della morte di Vanessa Russo, la ragazza uccisa nella metropolitana della Capitale da una prostituta rumena. È stato a quel punto che il discorso si è spostato su come affrontare il problema: «Questa ragazze vengono in Italia — ha detto Amato — e se possono fare le prostitute loro ci mettono i loro corpi e noi ci mettiamo i loro clienti». Ma anche se considerata una semplice traccia di lavoro, l’idea suscita qualche perplessità nella maggioranza. Dice Marina Sereni, vicecapogruppo dell’Ulivo alla Camera: «Amato fa bene a porre la questione perché le soluzioni tentate finora non hanno risolto il problema». Ma la sua è solo una premessa: «Credo tuttavia che un provvedimento del genere potrebbe paradossalmente peggiorare le cose e produrre fenomeni che forse danno meno allarme sociale ma non per questo meno negativi. In sostanza rendere la prostituzione più clandestina e quindi ancora più difficile da colpire». Sono le stesse parole usate nel 2000 da Anna Finocchiaro, allora presidente della commissione Giustizia della Camera, quando Amato rilanciò per la seconda volta la sua idea: «Le intenzioni di Amato — disse all’epoca l’attuale capogruppo dell’Ulivo al Senato — sono lodevoli ma si rischia di spostare la prostituzione dalla strada ad altri luoghi clandestini. E così diventerebbe più difficile da individuare e da reprimere». Allora non se ne fece nulla. Questa volta si vedrà.
Lorenzo Salvia

sandro 12:39 pm - 9th febbraio:

“http://www.unita.it/italia/corso-in-piazza-tutte-unite-contro-il-gioco-sporco-degli-uomini-1.270927″
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“Se la spassa alla grande. Non si fa mancare nulla. Se non governasse il Paese e non frequentasse minorenni sarebbe anche simpatico”
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Hai capito? Va bene finche sgancia soldi e non fa loro danni a livello d’ immagine.
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“Cercano di sfondare nel mondo dello spettacolo e sono costrette a subire incontri con un uomo anziano”
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“Costrette”?
Ma l’ opzione di ANDARE A LAVORARE, per loro, esiste o la scartano in partenza?
Il bello è che, con questo modo di fare di insultare l’ elettorato maschile nella sua totalità, si ritroveranno ancora al governo proprio Berlusconi, dato che allontanano l’ elettorato maschile di sinistra dal voto.
Che la cosa sia voluta? Io ho più di un sospetto.
Il “sodalizio donne-sistema” colpisce ancora: manifestano contro di lui per farlo rimanere lì.

Fabrizio Marchi 2:10 pm - 9th febbraio:

Sono d’accordo, Sandro, ho appena pubblicato un articolo dal titolo “Siamo alla farsa”, su questo tema, nello spazio degli “articoli”…
Fabrizio

Andrea 9:13 pm - 12th febbraio:

http://jonathanx.altervista.org/pages/trattaschiavedpo.html
LE NUOVE SCHIAVE

Quante sono

Secondo uno studio realizzato dal Parsec su commissione del Dipartimento Pari opportunità le donne immigrate coinvolte nella prostituzione sono tra le 15 e le 18 mila. Tra loro, la quota delle donne vittime del trafficking, si stima intorno al 10 per cento cioè tra le 1.500 e le 1.800.

Chi sono

Possono dirsi vittime del trafficking le donne che subiscono violenza e coercizione in almeno una delle fasi del percorso con cui arrivano dal loro Paese fino all’Italia.

I fase: Sradicamento dal Paese di provenienza

Le donne possono arrivare nelle mani dei clan perché rapite, vendute dalla famiglia, raggirate (con l’illusione di altri lavori o in relazione alla restituzione di un prestito), minacciate di violenza verso la propria famiglia.

II fase Modalità di trasferimento:

Avviene via mare o via terra, talvolta la vittima è sotto minaccia, talvolta è consenziente perché è stata ingannata. Comunque viene sottoposta a violenza fisica e sessuale all’arrivo in Italia.

III fase: Scopo finale

Le donne trafficate vengono utilizzate in prestazioni di alto profitto come la prostituzione, il lavoro forzato e la schiavitù domestica. La mercificazione dei corpi è un affare estremamente lucroso e le ragazze sono una merce di valore. Per questa ragione lo spostamento delle ragazze è organizzato in piccoli gruppi e soprattutto per le rotte di terra, più sicure di quelle marittime (vedi Scheda sulle rotte).

Quanto rendono

Si stima che la prostituzione sia la terza voce di guadagno per il crimine internazionale organizzato, dopo le armi e la droga. Si calcola che una prostituta possa fruttare almeno dieci milioni al mese. La media del lavoro delle ragazze è di circa tre sere a settimana. In Italia, secondo un calcolo approssimativo, il business della prostituzione delle donne immigrate si aggira sui 180 miliardi al mese.

Noi e l’Europa

E’ difficile fare una stima del trafficking in Europa. I Paesi più interessati sono l’Italia, la Germania (dove il fenomeno presenta caratteristiche molto simili alle nostre nei numeri e nelle modalità), il Belgio e l’Inghilterra.

Fonte: Dipartimento per le Pari opportunità e associazione Parsec

Andrea 5:47 pm - 22nd marzo:

http://www.studenti.it/lavoro/primipassi/prostituzione-giovanile-sempre-di-piu-per-pagare-le-bollette.php
Nel 2006 un’inchiesta di StudentiMagazine aveva rivelato che il 21% delle studentesse usava il proprio corpo per pagarsi gli studi. Erano anni lontani dalla crisi, dai tagli all’università e alle borse di studio. Quello italiano non era un fenomeno isolato: in Francia e Inghilterra gli studenti ricorrevano alla prostituzione per poter affrontare rette universitarie sempre più care, nel Regno Unito addirittura triplicate.

Quello della prostituzione, insomma sembrava vissuto come un espediente temporaneo per potersi permettere di frequentare l’università, guadagnando bene senza sacrificare troppo tempo allo studio con un lavoro “vero”.
Ma a distanza di anni non c’è solo chi vende il proprio corpo per pagarsi una formazione di qualità: una volta ottenuta la laurea, piuttosto che entrare nel sistema degli stage infiniti, della disoccupazione, o del lavoro precario spesso sottopagato c’è anche chi sceglie la strada della prostituzione, come avevamo messo in evidenza con l’inchiesta sul precariato dell’autunno 2010. Alla redazione sono arrivate testimonianze drammatiche di chi aveva perso il lavoro e di chi non ne aveva mai trovato uno, di chi lavorava sfruttato per 500€ al mese e di chi, per evitare tutto questo, preferiva fare la escort perchè, nonostante tutto, “è l’unico lavoro che mi da’ da vivere e mi permette di pagare l’affitto”.

Abbiamo voluto indagare sul fenomeno, cercando di capire se quello della prostituzione come alternativa ad un lavoro diverso è frutto della necessità, della disperazione, della reale mancanza di alternative o è -come sembra- una scelta che oggi si fa in modo sempre più leggero perchè è cambiata la percezione di ciò che è lecito e di ciò che non lo è, perchè è cambiata la morale, il senso del pudore e le inibizioni e perchè, attraverso le nuove tecnologie, oggi è molto più facile entrare nel “giro” grazie agli annunci sul web, chat e via dicendo.

L’INDAGINE: E’ giustificabile prostituirsi se non si trova lavoro o non si hanno soldi per studiare?
Per il 67% degli utenti di Studenti.it la risposta è no, perchè c’è sempre un’alternativa. Per il 14% è invece legittimo perchè “lo fanno tutti”. Possibilista il restante 20% secondo il quale dipende dalle situazioni.

CHI E’ CHE SI PROSTITUISCE?
A scegliere questo espediente sono studentesse ma anche casalinghe benestanti. Poche lo fanno per una reale necessità; la maggior parte lo fa per potersi permettere “il superfluo”, beni di lusso o semplicemente per trasgredire.

“All’inizio non sono escort” – ci ha scritto C., un utente che conosce bene il fenomeno- “sono studentesse ma anche segretarie ecc… La disponibilità delle ragazze è direttamente proporzionale al ceto a cui appartengono per cui più sono povere e più sono difficili e viceversa. Il motivo per cui lo fanno sono due: ovviamente i soldi, che servono per il lusso e gli sfizi, ma anche sesso non convenzionale (…) fare sesso con sconosciuti senza alcuna complicazione emotiva.” A prostituirsi sono donne insospettabili, continua C., giovani, universitarie ma anche donne della medio/alta borghesia, sposate, annoiate.

ANNUNCI E PASSAPAROLA
Se il passaparola è il sistema a cui ci si affida una volta entrate nel giro, all’inizio le studentesse usano il web per trovare i primi contatti. Nei forum specializzati e non (ad esempio olx.it), gli annunci di richiesta e di offerta sono tantissimi e la frase chiave spesso è “Un aiuto economico in rose per una studentessa”.

Il passaparola prevale sempre quando, a prostituirsi, sono invece studentesse del liceo. Una inchiesta della trasmissione Le iene del 2010 aveva denunciato il fenomeno delle baby prostitute, studentesse di liceo che lo fanno per potersi comprare accessori firmati o altri sfizi a cui non hanno accesso con la sola paghetta dei genitori. Il tutto gestito da uno studente “protettore”, che ha la lista dei contatti ed organizza gli incontri. “Già non ti senti benestante… in più con la crisi” racconta una studentessa alle Iene, inconsapevole di essere stata registrata. Ti devi arrangiare in qualche modo, vedi la compagna di classe sempre perfetta, con la borsetta abbinata perchè lei è più fortunata… e quindi dici: perchè io non posso?”

Dalle testimonianze di chi si prostituisce e di chi sfrutta il fenomeno, ma anche dai risultati dell’indagine (sotto) la sensazione che si ha è che la prostituzione spesso non venga vissuta come un espediente mortificante a cui ci si piega per reali necessità. E’ invece un modo facile e veloce per poter guadagnare tanto e pagarsi gli studi senza fatica, bypassare il problema del precariato o accedere a beni e servizi di lusso inaccessibili con le sole risorse di cui si dispone (paghetta, stipendio…). Non è l’unica alternativa possibile ovviamente, ma è sicuramente la strada meno faticosa: “So che non è una cosa normale, ma cos’altro potrei fare? (…) Ora mi sto mettendo da parte un po’ di soldi per pagarmi l’iPhone perchè ormai cel’hanno tutti” racconta una diciassettenne.

armando 9:03 pm - 23rd marzo:

Diciassettenni? Se è per questo mi è arrivata notizia, che non so se vera ma comunque da persona attendibile, che in una scuola della mia città ci sono ragazzine di 13 anni, dico 13, che per cinque euro fanno pompini ai compagni. La perdita di percezione del senso delle azioni è tale che mi fa credere di essere avviati su una strada senza ritorno.

Sandro2 2:08 am - 4th maggio:

Leggete qua…
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http://sacerdotisposati.splinder.com/post/23942880/mi-chiamo-cristina-faccio-la-puttana-ecco-il-testo-che-ha-fatto-infuriare-berluscon
- Cristina -
L’annuncio sul giornale dice “E tu cosa faresti con me?”. Poi avvisa: parking interno con accesso diretto al piano. Discrezione assoluta. Entri in macchina e sali direttamente in camera. Cristina ti aspetta. Il posto è un palazzo di sei piani vetro e acciaio, zona centrale, piante ricadenti ai balconi: gerani e edere molto ben curati, si vede che qualcuno se ne occupa. Quinto piano, sul campanello accanto alla porta c’è scritto “Centro servizi”. Dentro sembra uno studio medico solo che le pareti e gli arredi anziché grigi e bianchi sono gialli, rosa e arancio. India, colori del sole, alba e tramonto. Per il resto come dal dentista, dal ginecologo. Tavolino con riviste di turismo, piante da appartamento, distributore di acqua con bicchieri di carta: fredda o temperatura ambiente, l’acqua, si può scegliere. Segretaria all’ingresso, coda di cavallo golfino abbottonato e pantaloni: prego, si accomodi, la chiamo io. In sala d’attesa nessuno. E’ quasi l’ora. Qualcuno esce, infatti: voce di uomo, poche parole, rumore della porta che si chiude. Ancora cinque minuti, pochi – penso – per rimettere in ordine la stanza.

Cristina, poi. 28 anni, bruna, magra, alta. Pochissimo trucco, capelli lisci e corti con la riga da un lato. Occhi scuri, pelle chiara. Bel sorriso, camicia bianca e gonna blu, stretta di mano breve e formale. Una ragazza da metropolitana, da motorino, da aula magna dell’università. Nella stanza c’è un letto molto grande, un armadio Ikea, due poltrone e un tavolino con una bottiglia d’acqua, un poster di una spiaggia caraibica con due corpi nudi sul bagnasciuga. La cornice è arancione e anche tutto il resto, mi pare: i cuscini, il copriletto, le tende. C’è odore di mangiafumo al sandalo misto a dopobarba. Candele e colonia, forse. Misto, comunque.

“Amo il mio lavoro, voi non dite così? Lo faccio volentieri, mi piace. Io glielo racconto, certo, ma tanto vedrà che poi non lo scrive. Le puttane vanno compatite perché poverette sono costrette dalla povertà dal degrado dalla necessità e se lo fanno è colpa dei papponi che le sfruttano e degli uomini che le pagano, difatti loro non sono colpevoli, per la legge: sono colpevoli gli sfruttatori e in qualche caso in qualche paese i clienti. Loro sono vittime, se potessero scegliere farebbero certamente le insegnanti o le brave madri di famiglia, no?, vorrebbero una bella cucina un salotto col divano a elle un buon marito che torna a casa la sera e le bacia dicendo ciao amore come va. Le cassiere al supermercato, come faceva mia madre, anche. La logica è questa, fa comodo pensare così. Invece no, non è vero. Io faccio la puttana: non sono una puttana, è diverso. Lo faccio perché rende molto e costa poco, lo faccio part time solo la mattina, il pomeriggio vado in giro sto col mio ragazzo se lui è libero, la sera faccio la babysitter a due bambine, ogni tanto, due bimbe bellissime gli riguardo i compiti e gli leggo i libri e le metto a letto che la mamma non può, fa l’avvocato, torna tardi.

Lo faccio perché mi sento di dare qualcosa a qualcuno che ha bisogno, anche, ci crede? È così. Non voglio fare la parte dell’assistente sociale della crocerossina del medico umanitario, ci mancherebbe, anche se so di cosa parlo perché da ragazza io poi quella cosa lì l’ho fatta, sono andata a vent’anni nella ex Jugoslavia in un campo di una Ong a fare la volontaria, un’estate l’ho fatto. Ma questo non c’entra. Dico che gli uomini che vengono qui io li vedo, ci passo il tempo, vedo le loro pance gonfie i denti storti, le cravattone che gli servono a fare finta di essere importanti, le scarpe quadrate che mi fanno pena. Nei vecchi vedo la pelle vizza e il pisello moscio, la loro vergogna e la loro ostinazione a dimostrare che ce la fanno ancora, nei giovani vedo la maschera che si mettono e dietro tutte le paure.

Ci sono quelli che vogliono che ti gli dica solo di no, ce n’è uno che viene qui tutti i martedì vuole che io lo respinga, vuole che gli dica scusa ma proprio non posso ho i minuti contati ho altro da fare, vuole che gli dica: ho due minuti, conto fino a 120 e poi te ne vai. Mi metto davvero a contare, quando sono verso 30-35 gli viene duro, io conto gli dico 90 il tempo sta per scadere e lui lo mette dentro, gli dico 110 e lui spinge, corre, sente che non ha più tempo, che fra dieci secondi mi toglierò da lì e me ne andrò. Gode così. A volte ci riesce, non sempre. Poveretto. Penso sempre chissà cosa gli hanno fatto da piccolo. Chissà chi è che se ne è andato e non lo ha voluto. Torna in un posto della sua memoria, da qualcuno che non lo vuole, questo penso. Lo aiuto. Poi certo dopo si vergogna, mi tratta freddamente, a volte male: sono il suo imbarazzante testimone. Poveretto.

Ce n’è uno sui cinquanta che mi vuole legare, le mani e i piedi, di schiena carponi. Se gli dico sì legami ti stavo aspettando non voglio altro lui si immalinconisce e non lo fa. Una volta mi ha raccontato di sua moglie che non lo vede, lui dice, lo guarda ma non lo vede, non gli parla. La ama: non può fare a meno di lei della sua indifferenza. “Se resta con me vuol dire che mi ama anche lei”, dice. Lo deduce dall’inerzia. Allora gli dico no ti prego non mi legare stamattina facciamolo guardandoci negli occhi e lui è felice, mi sussurra no puttana girati, mi lega finge di violentarmi e sta bene un quarto d’ora. E’ chiarissimo, quando fai questo lavoro, che quello che loro vogliono è che tu faccia finta che non ti facciano schifo: che tu non veda i loro abissi, le loro carie, i loro segreti di cui non parlano con nessuno e che forse nemmeno si dicono mai con se stessi, anzi, al contrario, hanno bisogno che tu non mostri nausea del loro cattivo alito e dei loro odori, le loro sporcizie nascoste nelle pieghe della pelle sotto i vestiti grigi, le loro vite povere, da qualche parte definitivamente segnate. Poi ti dicono scusami, a volte, o povera bambina. Ma poveri sono loro, non io. Io apro le gambe, li tengo dentro, li accolgo. Sono loro che ne hanno bisogno, pagano per questo. Io ho imparato a controllare la nausea molto tempo fa, non la sento, non li sento dove fanno schifo.

Anzi. Prendo i loro soldi, tampono le loro falle, risarcisco le ferite. Non è che sia sempre una passeggiata, certo. Certi giorni non ne ho voglia. Quelli che mi dicono “povera ragazza lo fai per bisogno lo fai perché c’è gente come me che ti costringe, avresti diritto a un lavoro normale” mi fanno proprio incazzare. Questo è un lavoro normale. E’ un lavoro necessario, perché così tutti possono continuare a dare gloria alle loro famiglie unite e solidali e a sopportare le loro miserie. E’ un servizio. Mia madre faceva la cassiera, gliel’ho detto. Le faceva schifo. Si alzava la mattina e diceva che schifo di lavoro, poi ci andava. Avrebbe voluto scrivere favole per bambini, magari, o suonare il flauto. Non lo so. Avrebbe voluto un’altra vita, ha avuto quella. Nessuno lavorerebbe se non ne avesse bisogno: con l’eccezione dei missionari e dei filantropi, certo.

Io ho studiato per fare l’antropologa. Buoni voti, professori entusiasti. I miei felici di una figlia laureata. Sono andata a fare la volontaria dove c’era bisogno, ho visto il mondo. Poi sono tornata qui e tutto quello che ho trovato è stato un lavoro in un negozio di biancheria intima. Seicento euro al mese contratto a progetto. Il mio ragazzo è architetto, lavora in uno studio internazionale, viaggia molto. Un giorno a casa di un amico ci siamo messi a scherzare, abbiamo guardato certi siti internet, c’erano gli annunci, le offerte: vergine offre per mille euro il piacere di essere presa. Vergine? Ridevamo. Dove sono le vergini? Il piacere di essere presa? Ma come parlano? Poi la sera ci ho pensato, e il giorno dopo anche, e tutta la settimana ancora: mille euro, quanto durerà? Al massimo un’ora, accidenti. La prima volta è stato difficile. Ho dato appuntamento a un tizio via mail, poi non ci sono andata. Ho pensato: e se mi ammazza? Perché vede poi è questo il punto: non hai paura di lasciarli fare quello che vogliono fare. Hai paura che ti ammazzino, dopo: con un coltello, con un cuscino, che ti scaraventino giù da una macchina in un burrone, che ti mettano il nastro adesivo sulla bocca e ti buttino a marcire in cantina. Per non lasciare testimoni, è ovvio. Perché magari la loro debolezza è talmente profonda, talmente indicibile che non vogliono, dopo, che ne resti traccia. Per questo la cosa fondamentale è stare qui, protetti, sicuri, con una segretaria alla porta. Certo, la società non lo ammette. Sa quanti matrimoni non avrebbero senso se ci fosse un servizio legale e sicuro di servilismo a pagamento? Non voglio fare della sociologia a buon mercato. Dico solo che lo so per esperienza, per aver visto mia nonna mia madre le mie zie le mie amiche e me stessa. Il mio ragazzo quando è nervoso o stanco dice fammi un pompino. Dice: se tu me ne facessi uno al giorno sarei un’altra persona, poi ride. Però io lo so che è vero. Dice: è insopportabile tornare a casa e non trovare niente da mangiare. Vale per la biancheria, vale per le camicie stirate. Vale per la buona figura che gli fai fare con i colleghi di lavoro la sera se ti metti carina e hai le autoreggenti: caspita, pensano quelli, che fica. Caspita che uomo ad avere una così. Ecco, servizi. Tutti servizi che si potrebbero tranquillamente dare come una linea telefonica dedicata, una spesa a domicilio.

Però no, bisogna che lo facciano le mogli, le fidanzate: è il loro ruolo sociale. Le puttane servono a coprire le disfunzioni del sistema: le mogli alcolizzate e depresse, quelle che non ti rivolgono la parola se non per dirti dove hai messo le chiavi della macchina, quelle che non si tingono i capelli perché non gliene frega niente di piacerti, quelle che dormono fino a mezzogiorno poi vanno a fare shopping, quelle che si ammazzano di lavoro fuori tutto il giorno e la sera non sono carine, no, e meno che mai si fanno legare. Vabbè, comunque mi sa che ho parlato anche troppo e poi tanto lei queste cose di certo non le scrive. La nostra ora è finita, fra dieci minuti arriva il prossimo cliente: cento euro anche lui, certo, gli stessi che ha pagato lei per il mio tempo. Faccio cinquecento euro tutte le mattine, sì. Netti. Cinque giorni alla settimana, il week end raggiungo il mio ragazzo. Sono diecimila euro al mese. Pago un affitto, me ne restano ottomila. Qualche volta quando sono stanca di dire bugie penso ‘smetto’ ma ci ripenso sempre: dov’è un altro lavoro pagato così? Nemmeno un amministratore delegato. D’altra parte è giusto, è un guasto del sistema che ha il suo prezzo, alto. Per continuare a credere che è tutto a posto, va tutto bene, le puttane devono restare segrete, commiserate, compiante e ben pagate. Così la macchina funziona. Il lavoro i bambini le vacanze di Natale le solitudini la vecchiaia i tormenti segreti le ossessioni nascoste.

A me non costa niente, mi pare anche di fare una buona cosa. Sono utile al mantenimento dell’ingranaggio, aiuto persone in difficoltà, guadagno e non mi si vede. Non esisto. Le mogli le fidanzate lo sanno, certe volte, e va bene anche a loro: non esisto, appunto. Loro fanno finta di non sapere, i loro uomini fanno finta di non avere bisogno. Accesso diretto dal parcheggio. Mi sento fortissima, certe volte. Proprio wonder woman. Io li vedo, io li so. Io devo solo aprire le gambe, aprire la bocca, dire di si o di no quando lo chiedono e se no indovinare quello di cui hanno bisogno. Dov’è l’umiliazione? Che sciocchezza colossale. Umiliato è chi chiede o chi dà? Io sono più forte di loro, di tutti quanti loro messi insieme. Io li posso sopportare, disinnescare, placare, eccitare. Io gli servo, loro mi pagano. La padrona sono io”.
25 gennaio 2011 – unita.it
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Mi sento fortissima, certe volte. Proprio wonder woman. Io li vedo, io li so. Io devo solo aprire le gambe, aprire la bocca, dire di si o di no quando lo chiedono e se no indovinare quello di cui hanno bisogno. Dov’è l’umiliazione? Che sciocchezza colossale. Umiliato è chi chiede o chi dà? Io sono più forte di loro, di tutti quanti loro messi insieme. Io li posso sopportare, disinnescare, placare, eccitare. Io gli servo, loro mi pagano. La padrona sono io”.
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Leonardo 6:04 pm - 4th maggio:

Ho rivisto Roma di Fellini, c’è la scena delle case di tolleranza che credo descriva bene il clima che c’era:

http://www.youtube.com/watch?v=GsjZ_AKlq1k&feature=related

Daniele 1:11 am - 3rd giugno:

Dalle mie parti, da un po’ di anni a questa parte, si prostituisce un bel numero di ragazze rumene, fra queste una ventiduenne gran fica, che io stesso conosco molto bene (al pari di qualche altro… migliaio di uomini della mia città). Be’, questa ragazza partì dalla Romania poco più che diciottenne, per andare a prostituirsi a Roma (dove tuttora ha la residenza, benché “lavori” nella mia città) e posso assicurare che, al pari di tante altre, non accetterebbe mai di andare a faticare in un bar o altrove, perché in un paio di giorni guadagna quello che un impiegato di banca non guadagna in due mesi…
Ma c’è dell’altro: per lei prostituirsi è per certi versi DIVERTENTE,* ma non perché le piaccia scopare con i clienti (non prova assolutamente niente; parole sue), bensì perché oltre a guadagnare un “botto” di soldi esentasse, è pienamente consapevole del suo potere seduttivo sugli uomini e di quanto questo le renda la vita facile.
Un potere che un uomo, per quanto bello, attraente e/o ricco, non possiederà mai.
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* Si tratta sempre di parole sue, dette a me circa tre mesi fa, dopo che avevamo scopato nell’appartamento nel quale vive. Ah, vorrei precisare che la ragazza (così come le altre due ragazze rumene che vivono con lei) non ha alcun pappone alle spalle.

Luigi Corvaglia 6:32 pm - 25th ottobre:

Sandro2 …… Guarda caso proprio lì sto a commentare.

Sandro2 7:06 pm - 25th ottobre:

Anch’io commento spesso da quelle parti…
Certo, sono sempre a rischio censura (*), ma non me ne può fregar di meno, in primis perché il sottoscritto e la censura viaggiano di pari passo da lustri – ergo, sono ormai “immunizzato” -, in secundis perché ‘ste tizie hanno veramente rotto.
Non ho alcun problema a dire che “face to face” potrei pure prenderle a calci in culo.
__________

(*)Anche oggi mi hanno censurato tre post, fra i quali uno nel quale facevo notare ciò…
>
http://www.agedi.it/news_17.htm
LA PEDOFILIA FEMMINILE

Non se ne parla ma esiste

Su questo argomento se ne sa veramente poco e poco è stato scritto in merito. Parlare di donne pedofile non è né comune né semplice in quanto, nell’immaginario collettivo, il termine “pedofilia” viene associato al sesso maschile, al quale è stato sempre affidato un ruolo “attivo”: la pedofilia è infatti “azione”. E’ considerata quindi, come la maggioranza delle parafilie, una patologia rara nel sesso femminile. Infatti, contrariamente a quanto si pensa, complice la mancanza di informazione, la parafilia colpisce anche le donne, contraddicendo il tradizionale giudizio clinico che ha sempre sostenuto la rarità delle perversioni nelle donne.

Da esaurienti studi clinici è emerso che le dinamiche delle fantasie perverse femminili sono più sottili ed imprevedibili rispetto alla sessualità maschile e quindi difficilmente identificabili e riscontrabili. Infatti, gli esperti hanno riscontrato che il vovyerismo, il frotteurismo, il feticismo, sono riscontrabili quasi esclusivamente nei maschi; così come il sadismo sessuale è raramente presente nei soggetti femminili, mentre il numero dei masochisti di sesso maschile è di gran lunga più alto di quello relativo al sesso femminile.

Lo stesso si può dire della pedofilia. Invece, l’unica parafilia dove i soggetti di sesso femminile sono in numero paragonabile a quelli di sesso maschile è la zoofilia.[i]

Le cause

Cause scatenanti la pedofilia femminile possono essere la separazione, l’abbandono, la perdita. Alcune donne hanno subìto abusi da bambine e l’esasperazione nell’attività sessuale pedofila è riconducibile al tentativo di vendetta sugli uomini, per fare riemergere la propria femminilità. Dal ruolo “passivo” che l’ha vista vittima e sottomessa –non avendo una propria autonomia economica e sociale fino ad alcuni decenni fa e quindi costretta a nascondere tale aspetto perverso della sessualità- la donna tenta in tal modo il riscatto ed una propria affermazione in un ruolo “attivo”, grazie alla rivoluzione sociale che la rende così indipendente e libera.

Tenendo presente che la pedofilia femminile intra-familiare ha caratteristiche differenti dalla pedofilia femminile che si manifesta al di fuori delle mura domestiche, preferendo mete lontane come luoghi di abbordaggio, si può affermare con certezza che tale fenomeno è comparso, all’incirca, intorno agli anni ’70. In quel periodo donne americane e canadesi, per lo più divorziate e vedove, favorite dall’emancipazione economica, hanno iniziato a recarsi verso spiagge lontane alla conquista dei “beach boys” soprattutto, ma anche delle “beach girls” che potevano farle sentire, al suono di 100 dollari, “regine per una notte”.

Alcune indagini giornalistiche come quella del settimanale Panorama, hanno messo in luce che oggi l’età di queste donne varia dai 25 anni circa ai 50 anni, mentre le motivazioni che le spingerebbero ad alimentare il desiderio di vivere una notte di sesso con bimbi di 6-7 anni o di 11-12, sono sempre le stesse: la soddisfazione sessuale e, ad un tempo, l’appagamento materno.[ii]

Esse, tuttavia, potendo difficilmente usufruire di infrastrutture organizzate al loro servizio come i pedofili maschi, sono costrette ad abbordare i ragazzini per strada e a viaggiare senza la protezione di un’articolata rete di agganci. Infatti non hanno alle spalle la tutela di organizzazioni che garantiscono loro la certezza di raggiungere il luogo di destinazione avendo già tutto stabilito, come accade per la maggior parte dei pedofili maschi.

Differenti sono le mete. Le donne nordamericane si indirizzano, per la maggior parte, verso i Caraibi; mentre le europee provenienti dai ricchi paesi occidentali preferiscono come mete il Marocco, la Tunisia e il Kenya e per le destinazioni più lontane la Giamaica e il Brasile. La Thailandia, invece, è la meta preferita dalle donne giapponesi che, con i voli charter, raggiungono i centri specializzati in massaggi sadomaso di Bangkok. E a Marrakesh trascorrono dei periodi le scandinave e le olandesi che consumano notti d’amore in acconto, cioè se la notte trascorsa non è stata soddisfacente la prestazione non viene pagata.[1]

Gli strumenti

Sulle donne che praticano la pedofilia all’estero, si è saputo che per permettere l’atto sessuale, vengono iniettati nei testicoli di bambini di 6-7 anni degli ormoni e droghe. Poco si conosce sull’uso di tali sostanze, a parte gli effetti collaterali estremamente sgradevoli per il minore.

Dalla testimonianza di volontari dello Sri Lanka, si apprende che sono le donne pedofile stesse (la maggior parte svizzere e tedesche) a portare le droghe da iniettare nei bambini. Secondo il resoconto di una dottoressa che ha visitato alcuni di quei bambini, il trattamento ormonale causa l’abnorme ingrossamento dell’organo sessuale ad un ragazzino di 11-12 anni che non tollera più di 5-6 di tali iniezioni.

Conclusioni

E’ difficile tracciare un quadro completo e ben delineato del fenomeno “pedofilia femminile”. Essa, come quella maschile, si cela all’interno delle mura domestiche, tra segreti, sentimenti di amore-odio e rapporti pericolosi. Ma esattamente come succede per i pedofili maschi, le donne pedofile evadano dalla comune realtà ricercando altrove gli oggetti dei loro spasmodici ed incomprensibili desideri: i meninos de rua, i bambini di strada. Come di consueto, quindi, per chi pratica la pedofilia, i soldi diventano lo strumento che compra il silenzio e l’accondiscendenza dei piccoli. In questo senso, tra uomini e donne – “pedofili” – non vi è alcuna differenza.

Greta, con la collaborazione di Nicoletta Bressan e la consulenza a cura del Dott. Sergio De Martino

______________________________________
riferimenti bibliografici

1 S.Polo, I mercati della pedofilia in Europa e le politiche di prevenzione e controllo penali e sociali, Tesi di Laurea in Giurisprudenza, Universita’ degli Studi di Trento – Transcrime, Facoltà di Giurisprudenza, Anno accademico 1998-1999, pag. 23, in N. Bressan, “Quando un bambino piange al buio”, relazione presentata al Convegno di Novara “Perchè i bambini non piangano al buio. Riflessioni sulla pedofilia”, 27 Gennaio 2001, pag. 9.

2 Per ulteriori approfondimenti si veda N. Bressan, Sulla loro pelle, IL SEGNO, Gabrielli Editori, Verona, 1999, pag. 48-49

3 B. Demartin, Turismo sessuale e prostituzione infantile, Tesi di Diploma in Sociologia del turismo, Unviersità degli Studi di Trieste, Facoltà di Economia, Corso di Diploma in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, Anno accademico 1998-1999, in N. Bressan, “Quando un bambino piange al buio”, relazione presentata al Convegno di Novara “Perchè i bambini non piangano al buio. Riflessioni sulla pedofilia”, 27 Gennaio 2001, pag. 10.

dia 7:18 pm - 25th ottobre:

Alcune donne hanno subìto abusi da bambine e l’esasperazione nell’attività sessuale pedofila è riconducibile al tentativo di vendetta sugli uomini, per fare riemergere la propria femminilità.

Be’, da questo si evincerebbe che le donne possono essere state abusate sessualmente da bambine solo da uomini. Cioè il contrario di quello che stanno sostenendo a monte. Uhm. Cercherei altre fonti, sulal pedofilia femminile. Un immenso sommerso di cui da noi si parla (e si sa) poco. Nei siti in lingua inglese si trovano spesso dati e informazioni più accurate. Vedi anche http://violenza-donne.blogspot.com

dia 7:19 pm - 25th ottobre:

p.s. e si evincerebbe anche che abusano solo di bambini maschi (per vendicarsi di abusanti maschi…) Bah.

Sandro2 8:58 pm - 25th ottobre:

dia, per tua informazione segnalo quella fonte
http://violenza-donne.blogspot.com
da un bel pezzo, sia su uomini beta che in altri lidi virtuali, 27ora compresa.
Per il resto, l’importante è “rompere le ovaie” a quelle povere mentecatte ed ai chihuahua, scodinzolanti e festanti, al loro seguito.

Fabio C. 9:18 pm - 15th dicembre:

http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=63371&idsezione=3
GUARDIA DI FINANZA SVELA AFFARI MILIARDARI PROSTITUZIONE

Sicurezza(17/09/2011) – Sono provenienti da Paesi dell’Est Europa, del Sud America e dell’Estremo Oriente asiatico, con qualche ‘protagonista’ italiana, le prostitute, le escort e le accompagnatrici che pur dichiarando poco o nulla al fisco hanno un tenore di vita milionario. A indicarne l’origine geografica, la Gdf di Vicenza che nell’operazione ‘Hot Nights’ ha calcolato un giro d’affari che a livello nazionale, raggiungerebbe un valore compreso tra uno e cinque miliardi di euro all’anno. Solo nel vicentino sarebbero centinaia le ‘signorine’, che praticamente invisibili al fisco risultano proprietarie di beni patrimoniali di ingente valore da immobili di pregio in note località turistiche italiane ad auto di lusso e molti soldi impiegati anche per sottoscrivere assicurazioni sulla vita e capaci di inviare significative somme di denaro all’estero, anche per il tramite del canale finanziario dei money transfer. In qualche caso le donne, ufficialmente prive di reddito, arrivavano ingenuamente a denunciare furti di parecchie migliaia di euro perpetrati magari all’interno delle loro ville (sempre frutto di donazioni di amici) o la sparizione di borsette contenenti preziosi per svariate migliaia di euro. Tra le storie emerse è stata identificata una donna italiana di circa 40 anni che, pur non avendo mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi, nel 2008 aveva acquistato un immobile del valore dichiarato di 270.000, euro senza dover accedere ad alcuna forma di finanziamento o di mutuo. In un altro caso, una giovane dell’Est Europa, già da anni stabilitasi in Italia, indicava nei propri annunci di poter ‘ricevere’ i propri clienti, indistintamente, in numerose città, come Milano, Roma, Montecarlo, Parigi, New York e, naturalmente, Vicenza.

Fabio C. 9:24 pm - 15th dicembre:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/14-ottobre-2011/prostitute-spunta-cooperativa-ci-scambiamo-appartamenti-1901819096576.shtml
Prostitute, spunta la cooperativa
«Ci scambiamo gli appartamenti»
In aula, sul caso di prostituzione di via Feltrina e via Isonzo, due romene raccontano il sistema di mutuo soccorso per l’affitto delle alcove a Treviso

TREVISO — Lucciole in un vorticoso scambio di appartamenti per soddisfare la continua voglia di novità dei clienti. È una sorta di cooperativa del sesso quella descritta da due giovanissime prostitute romene nell’ambito dell’inchiesta sulle case a luci rosse di via Feltrina e di via Isonzo scoperte lo scorso maggio dai vigili urbani. Processo nel quale sono indagati con l’accusa di sfruttamento della prostituzione il 54enne agente immobiliare Francesco Lorenzo, la 36enne polacca Irena Agnieska Rutka e la 21enne romena Simona Corina Eftimie. Nel corso dell’incidente probatorio davanti al gip Elena Rossi, le due ragazze hanno confermato di aver frequentato quegli appartamenti dove venivano consumati rapporti sessuali con decine di clienti, ma senza che vi fosse sfruttamento.

«Per usare le stanze – hanno dichiarato – pagavano 500 euro di affitto a fronte di circa 3 mila euro di incassi a settimana, dividendosi le spese ma senza che il padrone di casa o le titolari del contratto di affitto chiedessero conto di quanto guadagnato per le prestazioni ». In particolare nell’appartamento di via Feltrina inoltre, il ricambio delle prostitute avveniva ogni quindici giorni. Quasi una prassi nel mondo della prostituzione con le stesse lucciole pronte a «traslocare » un paio di volte al mese di appartamento in appartamento. Quasi a voler offrire al cliente abitudinario, sarebbero un centinaio quelli che frequentavano le due alcove trevigiane, una varietà di offerta in perenne aggiornamento.

A.Bel.
14 ottobre 2011

Fabio C. 9:29 pm - 15th dicembre:

http://www.sanremonews.it/2011/06/30/leggi-notizia/argomenti/al-direttore-1/articolo/sanremo-prostituzione-in-strada-lettrice-le-lucciole-non-sono-cosi-indifese-come-sembrano.html
Una nostra lettrice ci ha scritto per intervenire nella discussione sulla prostituzione:

“Scusate se torno ancora sul discorso della prostituzione ma avendo frequentato il volontariato sociale (tra cui unità di strada L.228/2003) ho ben chiare le idee sull’argomento. Innanzi tutto sono d’accordo con chi sostiene che non è uno spettacolo edificante né vederle seminude per la strada né tantomeno incappare in una ‘prestazione a vista’. Detto ciò vorrei chiarire alcuni aspetti forse non a tutti noti; sfatiamo il mito della povera ragazza venuta dall’est con l’inganno una gran parte delle ragazze provenienti dai paesi dell’ex blocco sovietico sono assolutamente consapevoli del lavoro che verranno a fare nel nostro paese. Lasciano a casa situazioni di povertà, magari figli piccoli, genitori, e vengono per un po di anni a guadagnare facilmente (fare la badante è più faticoso) poi attraverso la denuncia dei loro protettori entrano in programmi di protezione e recupero si ricreano una fedina penale immacolata e tornano al loro paese con un gruzzoletto per ricominciare una vita decorosa. Per molte di questa ragazze la strada per un certo periodo è un rischio calcolato per un futuro migliore. In fondo sono figlie del socialismo reale del materialismo esasperato, in cui la morale aveva un posto marginale. Discorso lievemente diverso è quello sulle ragazze africane, molto ingenue, spesso succubi di donne padrone, ma che imparano presto il modo per affrancarsi. Credetemi spesso quello delle povere ragazze di strada è un falso c’è molta più consapevolezza di quanto si pensi. Per finire, personalmente sarei d’accordissimo sulla riapertura delle case chiuse per un controllo sanitario ed economico, ma le ‘ragazze’ non amano lavorare in luoghi chiusi perchè corrono molti più rischi, in strada hanno chi le protegge o in alternativa si proteggono tra loro. Ultima cosa ciò che pensano le ragazze dei maschi occidentali che non possono fare a meno di loro, credetemi è irripetibile, e se i fruitori del sesso a pagamento ne avessero una vaga idea”.

Carlo Alessi

Fabio C. 9:32 pm - 15th dicembre:

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/campania/2011/11/21/visualizza_new.html_15913671.html
Prostituzione: studentesse ‘belle di giorno’ a T. del Greco
‘Arrotondavano’ a insaputa loro compagni. Cinque arresti
21 novembre, 09:36

(ANSA) – NAPOLI, 21 NOV – Un giro di prostituzione ‘d’elite’ gestito da incensurati e insospettabili e’ stato scoperto dai carabinieri a Torre del Greco, nel Napoletano. I militari dell’Arma hanno arrestato cinque persone.

L’attivita’ era gestita da commercianti e imprenditori, e i clienti erano prevalentemente di ceto medio-alto, come funzionari di banca e liberi professionisti. Le ”squillo” erano impiegate e studentesse che ”arrotondavano” all’insaputa dei loro compagni. (ANSA).

Damien 10:07 am - 16th dicembre:

stiamo ovviamente parlando di “parassite sociali”, che abilmente usano il sistema a proprio tornaconto con diniego di qualsiasi responsabilità personale grazie a tutta una serie di lasciapassare, dal perbenismo dei salotti dei benpensanti, al nazifemdominismo imperante, ai media ed ovviamente agli ometti zerbino.

Resta comunque ben saldo la risultanza che emerge da tali considerazioni, esse sono ben lungi da essere vittime, aggravando ulteriormente la loro meschina e vigliacca messa in scena denigrando i fruitori, storia ben nota, sui quali infine verte l’unica colpa di essere uomini che non possono fare altrimenti in maniera spontanea e reciproca con le ben note aspiranti veline italiche femdoministe affiliate al modus operandi se non ora quando, ben piu’ economicamente, psicologicamente e legalmente gravose di tali siffatte professioniste, nell’elargire una fetta di paradiso ad equo canone.

dia 10:46 am - 16th dicembre:

spesso succubi di donne padrone

da segnalare ai siti femministi.

Ultima cosa ciò che pensano le ragazze dei maschi occidentali che non possono fare a meno di loro, credetemi è irripetibile, e se i fruitori del sesso a pagamento ne avessero una vaga idea”

manca la chiusa, ma si intuisce.

Marco 12:56 pm - 16th dicembre:

@ Damien -
sui quali infine verte l’unica colpa di essere uomini che non possono fare altrimenti in maniera spontanea e reciproca con le ben note aspiranti veline italiche femdoministe
@@@@@@
Nella sostanza sono d’accordo, però, come ho già avuto modo di scrivere in passato, credo sia il caso di liberarsi dall’idea che altrove “sia tutto più facile” e che le donne se la tirino solo in Italia, perché non è assolutamente vero.

Marco 1:01 pm - 16th dicembre:

@ dia –
Ultima cosa ciò che pensano le ragazze dei maschi occidentali che non possono fare a meno di loro, credetemi è irripetibile, e se i fruitori del sesso a pagamento ne avessero una vaga idea”
@@@@@@@
Personalmente so bene cosa pensano le ragazze dell’est (che ho occasionalmente “conosciuto”) degli italiani e degli uomini occidentali, tuttavia, posso assicurarvi che anche le suddette sanno altrettanto bene cosa pensano quest’ultimi delle donne (e degli uomini) dell’Europa dell’est…

dia 3:51 pm - 16th dicembre:

marco – ma se devi pagare per fare sesso con una donna che ti usa e ti disprezza (come sostiene il volontario del commento citato), tanto vale sposarsi.

Marco 6:01 pm - 16th dicembre:

@ dia -
marco – ma se devi pagare per fare sesso con una donna che ti usa e ti disprezza (come sostiene il volontario del commento citato), tanto vale sposarsi.
@@@@@
Sposarmi è l’ultimo dei miei pensieri; inoltre io non mi sento affatto “usato” (non sono una donna, pertanto non ho queste “fisse” dell’essere usato…) da una tizia che sta lì per denaro e che al 99% non vedrò più.
Per il resto, delle donne che ho avuto in passato (non molte ma qualcuna ne ho avuta), non ne ricordo nemmeno una che non mi sia in qualche modo costata, fra cene, consumazioni, regali, benzina e quant’altro… Non parliamo poi di tutto l’investimento psicologico-emotivo, che definire stressante è poco.

Damien 6:05 pm - 16th dicembre:

@Marco:

Che la donna voglia essere pagata direttamente e/o indirettamente non ci piove (no Money? no Honey!), questo è pacifico e lo abbiamo ampiamente escusso in altri lidi, ma è pur vero che altrove ALMENO una certa reciprocità nella ricerca di dialogo civile del dirsi “ciao come stai?” ci sia, qui manco te parlano! e manco te ascoltano! e chi ci riesce! sono li sul pulpito! a cominar sentenze e giudizi! ed ad attendere che tu faccia la prima mossa!

Che convenienza c’è quindi a relazionarsi con le donne italiche? facciamo due conti!

Volo alitalia A/R per Minsk 300€
appartamento in affitto 10 giorni: 200€
spese di divertimenti e cibo: 300€ (andando larghi eh?!?!?)

pensa che un mio amico di milano stava dietro ad una che dopo due (leggasidue) mesi si è concessa un rapporto orale! (e manco era chissa chi eeeh?!?)

sai quanto ha speso tra portarla a cena, disco, sushi, brunch e catazze varie?

oltre 1300€ (MILLETRECENTOEURO!!!!!)

In entrambi i casi, lasciando perdere il mero lato avventuriero/erotico, cio’ che traspare e che si puo’ evincere da quanto sopra ed altrove esposto, è che oggi come ieri come domani la phega è un bene commerciale! usato dalle donne IN PRIMIS per i motivi che ben conosciamo, ma c’è di piu’! oggi piu’ che mai possiamo finalmente notare come esse la stiano usando per i motivi piu’ meschini e vigliacchi! persino per EVADERE LE TASSE! (oltre al già citato scherno verso i fruitori) senza tralasciare l’enorme danno esistenziale che questo genera oltre che ai miliardari introiti già escussi del mercato del porno.

quindi tu sei un tossico! io che ti spaccio l’eroTina vengo tutelato, tu vai a finire in galera!

Ora io mi chiedo, alla luce di quanto sopra, visto e considerato che mediamente se te sposi riponi il tuo destino sessuale affettivo legale ed economico in una porsa femminea, e non vuoi fare sta fine, ovvio che arrivi alle conclusioni piu’ evidenti, se proprio devo spendere, allora scelgo IO a chi dare i miei soldi! e sopratutto la qualità della phega! (che mediamente, chi ha girato, constata esistere e, sopratutto, alla portata del proprio portafoglio, altrove e non in italia) in italia la figa te la fanno pagare troppo, e c’è chi non puo’ permettersela con 800€ al mese (ricordati che devi pagare sempre TU! lascia perdere i commenti di alcune che parlano che non si fanno pagare.. il mondo non gira intorno a loro, sappilo!) e allora che si fa? masturbazione ad oltranza? no! si rimane padroni della propria esistenza senza sbrodolare dietro mediocri nazifemdoministe e si va altrove! non dico a trovare moglie, ma a farsi delle sane, giuste, sacrosante SCOPATE di LUSSO con FIGONE da panico! oltre che ingrossare il bagaglio culturale delle altre nazioni! inutile perder tempo anche solo a sposarsele! mi raccomando! una volta giunte sul suolo italico! prenderanno in breve il virus femdominista e saranno augelli per diabetici! quindi andate e godete, restate liberi, profilattico ben allacciato e prudenza, sempre!

@Dia:

“marco – ma se devi pagare per fare sesso con una donna che ti usa e ti disprezza (come sostiene il volontario del commento citato), tanto vale sposarsi.”

..è esattamente quello che la maggior parte dei divorziati pensarono a suo tempo.. salvo qualche rara eccezione, si capisce..

ricapitolando..

a mio giudizio, la maggioranza delle donne, a livello MONDIALE, sono delle “parassiti sociali” che sfruttano da sempre l’uomo per la sua naturale dipendenza della fica, per i propri tornaconti, per evadere il fisco, per compiere delitti efferati e restare impunite oltre che comprese, avere potere, soldi, agevolazioni, sconti, ed in futuro, vista la complicità del sistema, per dominarlo tout court!

la vendetta arriverà naturale, quando le donne supereranno gli uomini di numero, (ora stiamo credo a 99 donne contro 100 uomini) allora avremo la nostra rivincita, anche se i presenti saranno ormai vecchi per poterne beneficiare, ma potremmo sempre ricordarci di alzare il dito medio dinanzi alle femministe piagnucolose ormai aggrinzite e senza famiglia ed unirci a loro nel nostro tragico epilogo finale dinanzi alla comune solitudine, rinfrancandole con una amara e grassa risata!

dia 7:14 pm - 16th dicembre:

damien, ma quando parli di “complicità del sistema” intendi dire la vostra?

Perché d’accordo, l’ormone non vi sarà amico, ma dal paleolitico a oggi qualche strumento in più per non soggiacere all’istinto bruto lo avrete conquistato. Altrimenti, se dai la colpa di ogni fallimento erotico-sentimentale alla biologia (disparità del desiderio) o alle donne (sono tutte avide puttane), tu dov’è che ti collochi? O sei solo e sempre vittima della situazione, come le femministe con il maschio oppressore?

dia 7:30 pm - 16th dicembre:

p.s. x damien
onestamente, abbiamo vissuto in film diversi. Ho sempre visto mia madre, mia nonna – e prima di lei la bisnonna lavorare duramente. Il primo messaggio che ho ricevuto da mia madre è stato (negli anni sessanta, prima del femminismo): devi avere un lavoro e essere autonoma, non devi mai accettare soldi da un uomo (non sta bene). Non ho mai avuto amiche o conoscenti mantenute. So che tutte queste cose esistono, ma esiste anche molto altro. Questo per dirti che prima di andare a Minsk, potresti valutare anche l’opzione di cambiare, più modestamente, quartiere. O anche solo girare l’angolo.

dia 7:31 pm - 16th dicembre:

..ma potremmo sempre ricordarci di alzare il dito medio dinanzi alle femministe piagnucolose ormai aggrinzite e senza famiglia ed unirci a loro nel nostro tragico epilogo finale dinanzi alla comune solitudine, rinfrancandole con una amara e grassa risata!

Questo è fantastico, però! “Nel nostro tragico epilogo finale…” – l’hai detto! Ci sarò anch’io, neh.

Saturno 7:47 pm - 16th dicembre:

Mi chiedo a questo punto se non
avesse ragione Fedorov (detto il “Socrate
di Mosca”, 1829-1903) a ritenere che
il sesso fosse “un male necessario”,
ma in prospettiva da superare, come
la morte, che lui riteneva fosse possibile
sconfiggere (diceva che si sarebbe addirittura
arrivati a far resusciatare gli antenati vissuti
migliaia di anni fa). Ma visionari a parte, ho
letto che il numero degli asessuali è in
crescita. E ciò non mi sorprende, visto
che il sesso nella nostra società è unicamente
uno strumento di potere ed è talmente mercificato
e sbandierato dai mass-media (senza che
esista la libertà sessuale, semmai si può
parlare di liberismo sessuale….Luciano
Canfora dice che libertà e democrazia sono
inconciliabili, e che anzi, la libertà non può
esistere senza la schiavitu’) da suscitare in molti
una crisi di rigetto. Quando i benefici sono inferiori
agli svantaggi, è inevitabile rinunciare.

Andrea 10:55 am - 17th dicembre:

Sì, Saturno, il problema però è che la teoria quasi mai va di pari passo con la realtà vera, quella degli esseri umani in carne e ossa. Rinunciare al sesso, specie per uomo sano, normale, equivale ad essere dei futuri e perenni depressi cronici. Inoltre, al pari di altri, scrivi che il sesso è mercificato; ok, ma a parte il fatto che se facessi un giro nei paesi dell’est (e non solo) ti accorgeresti che lo è altrettanto, non mi risulta che nelle passate società fosse vissuto in maniera così “libera e bella”. Tra l’altro io non credo nemmeno che in società complesse come le nostre – quindi non primitive e conseguenzialmente non semplici – potrà mai esistere una sessualità totalmente libera, sia perché l’essere umano ha bisogno di limiti, sia perché maschi e femmine sono veramente due specie diverse che hanno avuto la disgrazia di nascere sullo stesso pianeta.

Damien 3:02 pm - 17th dicembre:

@Dia:

tipico delle donne, smembrare un discorso per carpirne pezzi sul quale dirottare la questione, in modo da perdersi negli illimitati punti di vista personali successivi, che allontanano inesorabilmente dal problema cardine esposto.. cosi se si parla di un crimine ad esempio, si dibatte sulle cause, sui perchè, anzichè PRIMA analizzare l’evidenza: IL CRIMINE.

Ora, se parti dall’assunto che il CRIMINE (quindi la MERCIFICAZIONE della fica in questo caso) ESISTE!, allora posso anche risponderti, caso contrario trovo inutile dibattere su questioni tra l’altro ampiamente discusse qui ed altrove! questa ripeto è la classica tecnica che si usa per smontare l’evidenza.

In altre parole:

SEI IN GRADO DI VEDERE E DI ASSERIRE L’EVIDENZA DELLA MERCIFICAZIONE DELLA FICA ATTUATA DA SEMPRE DALLA DONNA AI DANNI DELL’UOMO?

[SI] ok allora discutiamo sul resto
[NO] ok allora tempo perso a discutere con te Dia.
____________________________________________________
Mettere un segno di spunta sulla casella desiderata.

@Andrea:

La sessualità è un rito NATURALE, con la quale MADRE NATURA consente a tutti gli esseri viventi di riprodursi.

Le società cosiddette “civili” da te evidenziate, hanno non solo demonizzato e rinunciato ad un assunto NATURALE, ma hanno concesso a pochi di trarne beneficio, potere, soldi e dominio nel corso di tutta la storia umana, rinnegarlo appare a mio modesto parere stupido e superficiale.

La donna cosi come l’uomo, sono esseri UMANI, PERSONE prima di una vagina e di un pene, asserire seppur filosoficamente, come nel tuo finale, che per pura disgrazia sono nati sullo stesso pianeta equivale a pulirsi il culo senza aver defecato.

Se tutti gli uomini e le donne di questo illogico pianeta avessero accesso ad una sana, libera, reciproca, gratuita e quotidiana sessualità, il mondo nonsarebbe un posto violento, inquinato, corrotto, privo di valori umani e non avremmo bisogno di tutto lo schifo che creiamo e consumiamo quotidianamente, persino il denaro sarebbe superfluo!

Andrea 4:57 pm - 17th dicembre:

Damien, secondo me tu sei troppo agitato.
Tranquillo, non fosse altro per il fatto che nemmeno ci conosciamo. Detto questo, dal mio punto di vista, affermare che
“Se tutti gli uomini e le donne di questo illogico pianeta avessero accesso ad una sana, libera, reciproca, gratuita e quotidiana sessualità, il mondo nonsarebbe un posto violento, inquinato, corrotto, privo di valori umani e non avremmo bisogno di tutto lo schifo che creiamo e consumiamo quotidianamente, persino il denaro sarebbe superfluo!”,
è sì bellissimo, ma a dir poco utopistico, perché quel mondo può esistere solo nella fantasia ed è identico alle utopie di chi teorizza un mondo “senza la violenza maschile”, “senza la fame e la sete” e “senza le malattie” (e magari la morte…).
Il mondo può essere migliorato (si spera) ma NON reso perfetto. La perfezione NON esiste. Punto.

Andrea 5:03 pm - 17th dicembre:

Per essere più chiaro: continuare ad affermare che i comportamenti sessuali (e non) degli esseri umani – quindi di uomini e donne – sarebbero da attribuire solo ad un astratto sistema, è un’opinione legittima ma a dir poco discutibile, perché tu (al pari di altri) NON vuoi prendere atto del fatto che maschi e femmine sono diversi.
Fossimo uguali non saremmo qui a masturbarci la mente, perché lo scambio sessuale sarebbe veramente spontaneo e reciproco – come fra i gay, di cui qualcun altro, Fabrizio compreso, ha già parlato in questa sede.

Damien 6:44 pm - 17th dicembre:

@Andrea:
troppo agitato? può darsi.. anzi sicuramente.. perchè vedi.. Andrea.. mentre tu recrimini dall’alto della tua tranquillità il mio essere agitato, mentre scrivo, diversamente da te, penso a tutti quelli che adesso si trovano con la proverbiale foglia di fico davanti e dietro, senza casa, figli, soldi e magari alla caritas.. ecco.. prova ad andare li a vedere se magari loro non sono agitati quanto me.. [...]

maledetto egoismo..

e non v’è legame tra il fatto di conoscerci o meno, quotidianamente qui parliamo di uomini che non conosciamo, ma che sappiamo subire le risultanze di quanto in tanti mesi abbiamo discusso in questo luogo, oppure dimentichi?

detto questo, per confutare quanto affermi, ti ricordo che il vero benessere non è utopistico, ma semplicemente irraggiungibile per chi non ha abbastanza apertura mentale, e lo dico in quanto sono cosciente che bastano 4 cose semplici per far felice chiunque: 1) mangiare 2) bere 3) dormire e 4)fare l’amore! non serve un suv, una villa, miliardi, vestiti firmati, gioielli costosi, l’ultimo costoso ciofecafonino, e tante altre cose, posso affermare con assoluta certezza che abbracciare un amico, avere l’amore di una donna che ami ed ama solo te, un appartamento per 4 persone, il sorriso di un bambino, due anziani che si tengono per mano, valgono ben piu’ di QUESTA società consumistica e maledetta! su cui regna il profitto su qualsiasi cosa..

il mondo DEVE essere migliorato, e questo dipende semplicemente dal prendere coscienza, ognuno di noi, di cosa sia realmente la vita, ecco che ognuno di noi DEVE fare qualcosa, cominciando a migliorare se stessi! la perfezione non esiste in quanto nell’universo regna un eterno bilanciamento tra forze contrapposte, che generano equilibrio, non perfezione.. l’unico perfetto, per chi ci credo, è finito in croce! e non ambisco ad essere come lui, ma vivere la mia umanità nel rispetto di quello che vale per quello che mi resta da vivere, il problema è che dalla notte dei tempi c’è sempre qualcuno che pensa di voler vivere meglio questa effimera esistenza alle spalle degli altri, per questo si sono create le leggi a tutela di valori inalienabili e morali, oggi mere chimere! talmente tali che ne abbiamo dimenticato la valenza

Sono perfettamente consci, contrariamente a quanto dici, della differenza tra uomini e donne, tuttavia, come in precedenza citato, sono differenze COMPLEMENTARI, il problema è nato semplicemente dal fatto che qualcuno ha iniziato a volerci fare profitto con tale differenza, allora a questo punto, quello che ho scritto per Dia vale anche per te, tu sei cosciente dell’uso sinistro della sessualità? oppure vuoi perderti dietro argomentazioni successive? fai pure.. è un tuo diritto, ma non aspettarti nessuna solidarietà..

sergio 7:16 pm - 17th dicembre:

Andrea
>>
è sì bellissimo, ma a dir poco utopistico, perché quel mondo può esistere solo nella fantasia ed è identico alle utopie di chi teorizza un mondo “senza la violenza maschile”, “senza la fame e la sete” e “senza le malattie” (e magari la morte…).
Il mondo può essere migliorato (si spera) ma NON reso perfetto. La perfezione NON esiste. Punto.
>>
Quoto tutto.
A Damien vorrei pure far notare che non è assolutamente vero che madre natura consente a tutti gli esseri viventi di riprodursi. Nel regno animale, per esempio fra i gorilla o i leoni marini, solo un’esigua minoranza di maschi può ingravidare le femmine della stessa specie. Gli altri maschi vivono, mangiano, bevono ma non si riproducono, ovvero non fanno mai sesso.

Damien 8:26 pm - 17th dicembre:

..e quindi cosa vorresti dire, che siccome loro non hanno tale opportunità, dovremmo traslare il concetto nella società umana?? scusatemi ma mi sono fatto una grassa risata!

quindi da tale tesi, tu dai leicità a tutti quei meccanismi deviati e devianti di questa spregevole società che cataloga, definisce e dirige le vite sociali, chi non è conforme quindi deve esserne escluso?

altra grassa risata!

vabbè! ha ragione Andrea.. è pura utopia.. si! perchè qui è inutile ragionare.. siamo degli oranghi che devono nascere, consumare e morire, e guai a fiatare!

Andrea 8:26 pm - 17th dicembre:

Damien, tu vivi nel mondo delle favole, altro che “confutarmi”.
Ma contento tu…

Damien 1:25 am - 18th dicembre:

l’unico sprazzo di contentezza misovviene quando vi leggo, e l”uniche favole qui le raccontate voi, e visto che non c’è trippa per gatti, statevene nel vostro brodo, tranquilli che nessuno vi ci leva.

sergio 1:39 am - 18th dicembre:

Damien
>>
..e quindi cosa vorresti dire, che siccome loro non hanno tale opportunità, dovremmo traslare il concetto nella società umana?? scusatemi ma mi sono fatto una grassa risata!
>>
1) Ridi pure, che fa bene alla salute.
2) Ti ho semplicemente fatto notare che la tua affermazione secondo la quale madre natura consentirebbe a tutti gli esseri viventi di riprodursi, è FALSA.
3) Il fatto di averti smentito, non significa che i rapporti fra uomini e donne non possano essere migliorati (come ti ha già fatto notare Andrea).
4) Per quanto spregevole sia la nostra società, è sempre meglio di altre, dove è già tanto se la mattina hai una tazza di latte da bere e riesci a sopravvivere.
5) Qualora avessi dei dubbi al riguardo, ti invito a trasferirti in Africa.
6) Non ho altro da aggiungere. Argomento chiuso, per quanto mi riguarda.

Fabrizio Marchi 9:49 am - 18th dicembre:

Francamente non riesco a comprendere molto questa querelle fra Andrea e Damien.
Scrive Damien:” Se tutti gli uomini e le donne di questo illogico pianeta avessero accesso ad una sana, libera, reciproca, gratuita e quotidiana sessualità, il mondo non sarebbe un posto violento, inquinato, corrotto, privo di valori umani e non avremmo bisogno di tutto lo schifo che creiamo e consumiamo quotidianamente, persino il denaro sarebbe superfluo”.
E cosa ha detto di tanto scandaloso? Perché, non è forse vero? E’ utopistico ciò che afferma? Può essere. Perché, non erano forse altrettanto se non molto più utopistiche le parole (e le opere) di Gesù Cristo che diceva agli uomini di amarsi come fratelli invece di scannarsi l’un con l’altro e di porgere l’altra guancia quando qualcuno ti colpisce? Quella cristiana non era forse un’ utopia? Eppure pensate quale spinta ha rappresentato per l’umanità e quali cambiamenti ha prodotto nella storia. Tutto inutile? Non credo proprio. E chi scrive, come sapete, non è stato educato in un convento dei carmelitani scalzi..
Non è certo mia intenzione fare un paragone tra Damien e il Nazareno, ci mancherebbe altro, ma solo porre l’accento su un aspetto che ci perseguita da sempre e che rischia di travolgerci per sfinimento. E’ una sorta di spettro che si aggira da sempre in ambito momas e che non ci fa fare un passo in avanti che è uno.
Se siamo convinti che la realtà sia immutabile perché la natura umana (maschile e femminile) è quella che è e nulla e nessuno potrà modificarla, che senso ha star qui a discutere e ad investire energie, anche solo per scrivere un post? Meglio lasciar perdere e cercare di godersi il godibile, tanto o poco, che ci offre la vita. E invece, ogni volta che è una, caschi il cielo, si ritorna puntualmente sull’eterna questione della relazione fra natura e cultura, naturalmente per ribadire che è la natura che la fa da padrona e che quindi c’è ben poco da sperare (di poter cambiare). E allora, se così è, chiudiamo la baracca e buonanotte ai suonatori.
E invece, se siamo qui, chi più o chi meno, consciamente o inconsciamente, è perché riteniamo che in qualche modo la situazione possa essere modificata. E cosa può modificare la suddetta situazione? Un mutamento nei rapporti di forza tra i sessi (ecco perché la QM è una questione innanzitutto politica).E cos’è che può produrre questo mutamento? Una nuova consapevolezza maschile (beta) che si traduca in un modo di essere, di porsi, e di relazionarsi con il “femminile” completamente diverso dall’attuale. Utopia? Può essere. Meglio però coltivare (e praticare) questa utopia piuttosto che darsi martellate sui coglioni come fa sistematicamente una gran parte degli uomini che orbitano in ambito momas.
Tutto ciò, per essere chiari, non ha nulla a che vedere con le ingegnerie culturali che tanto ci atterriscono (a ragione) ma con la dialettica (così con l’occasione rispondo anche a chi, mi pare Claudio, chiedeva di approfondire il tema) del divenire, cioè con i processi reali che storicamente si determinano e che sono il risultato di complesse dinamiche che vedono al loro interno la compresenza di tanti elementi e fattori, siano essi naturali, culturali, sociali, economici, religiosi, ideologici, psicologici e quant’altro (questo, o anche questo è l’approccio materialistico alla realtà, non lo studio delle molecole o della “fredda scienza economica” in contrapposizione alla teologia o alla psicoanalisi).
E allora, che cos’è la QM se non il risultato finale (allo stato attuale delle cose) dei processi di cui sopra? Vi invito a rileggere con più attenzione l’articolo di Rino dal titolo “L’emergere storico della QM” che si trova nello spazio degli editoriali dove viene analizzato proprio il percorso che ha portato alla situazione attuale e appunto all’emergere (avrei preferito scrivere esplodere, ma tant’è…) di quella che abbiamo definito come Questione Maschile.
Quindi, alla luce di quanto detto, ribadisco, non riesco a comprendere le ragioni di queste ennesimo incaponimento su tematiche che dovrebbero essere ormai abbastanza acquisite da parte nostra. E invece ricominciamo con i discorsi sugli oranghi, i bonobo, e la natura maligna e matrigna che dice che solo i maschi dominanti fanno sesso e si riproducono ecc. ecc.
Ragazzi miei, anche l’evoluzione della specie umana è il risultato di un processo naturale e culturale, mi sembra molto evidente, altrimenti saremmo ancora sugli alberi. E invece ne siamo discesi, qualche decina di migliaia di anni fa e siamo arrivati ad andare su Marte, seppur ancora con una sonda, a differenza degli oranghi che stanno ancora sugli alberi (quando non sono rinchiusi negli zoo).
Ciò significa, è evidente, che anche e soprattutto la QM è il risultato di questo grande e millenario processo naturale e culturale (e se anche la “cultura” fosse parte integrante della natura? Non ci abbiamo mai pensato?…) ed è con questo e con la realtà delle cose che ha prodotto di volta in volta che dobbiamo relazionarci e misurarci, non con una sorta di mitizzato (o al contrario demonizzato) stato di natura precedente a tutte le cose del mondo, rispetto al quale non ho ancora compreso se tanti uomini del momas nutrano una specie di nostalgia (forse perché si pensano come maschi alpha e ritengono quindi di trovarsi a loro agio in quel contesto …).
Personalmente (è solo un suggerimento, sia chiaro, poi fate vobis), inviterei a riflettere sull’utilità di questo genere di discussioni, a mio parere decisamente sterili, proprio perché originate da presupposti fondamentalmente errati. Ma questa, come ripeto, è solo un’opinione personale e non ha certo la pretesa di essere una sintesi.
Fabrizio

Saturno 10:12 am - 18th dicembre:

Concordo con Damien.
Non credo sia giusto dire, come fanno
Andrea e Sergio, che mangiare, bere, dormire
e amare sia un lusso utopistico che la
maggioranza degli esseri umani di questo
pianeta non possono permettersi. Perchè
di questo si tratta. Un essere umano, in
qualunque condizione si trovi, è cosciente e
sensibile. E quando un essere umano è privo
delle 4 basi fondamentali della vita soffre
terribilmente. E nel mondo di oggi, intendo
su questo pianeta (quindi anche in Africa) il
numero degli individui che ne è privo è
spaventosamente alto e sta aumentando
esponenzialmente a vista d’ occhio anche
nei paesi più avanzati a causa dell’ incedere
della crisi attuale, che colpisce tutti ad
eccezione di chi fa parte dell’ oligarchia
dominante. Immaginatevi chi si è dato da
fare lavorando per tutta la vita, senza soste,
con sacrifici, e poi perde tutto, casa, lavoro,
famiglia. Che cosa gli diciamo a questi?
Che questo è il migliore dei mondi possibile,
come diceva Candido? Che è utopistico volere
qualcosa di più? E’ utopistico vivere?
Cari Sergio e Andrea, voi state dicendo semplicemente a tutti quelli che si trovano
in tali condizioni, sempre più numerosi,
che devono morire. E che è giusto così.
Cosa pensate che possano pensare di
voi tutti costoro? Non possono certo
volervi bene, neanche se in principio
lo avessero voluto…

Saturno 10:15 am - 18th dicembre:

Non è utopistico volere una
vita normale per tutti.
Concordo con Damien.

Andrea 10:50 am - 18th dicembre:

Non c’è problema, Fabrizio, ma mi scuserai se io la penso diversamente da te e Damien.
Stare dalla stessa parte non equivale a pensarla nello stesso modo su ogni tematica, perché secondo me non sarà certamente un pugno di uomini a cambiare la realtà di SETTE MILIARDI di persone (60 milioni in Italia).
Inoltre, a differenza di qualcun altro, non uso mai “gratuitamente” un certo genere di toni con chi conosco solo virtualmente, solo perché dissente.
Se li uso è perché sono costretto ad usarli.
Fine del discorso.

dia 1:47 pm - 18th dicembre:

Sottoscrivo il commento di Andrea, su tutto. Aggiungo una nota personale: utilizzando come bussola personale l’idea della “sostenibilità”, l’utopia mi sembra come minimo velleitaria, come massimo una ricetta perfetta per il disastro personale e collettivo. Un conto è impegnarsi – anche e/o solo a livello individuale – per “migliorare” il mondo. Un conto è perseguire un progetto disancorato dalla realtà: giocare la partita senza neppure guardare quali carte si hanno in mano.

L’utopia della non-violenza gandhiana è fallita, per esempio. Non sono falliti, invece, i suoi più realistici programmi di riformatore sociale, in molti campi. E così via.

Se gli uomini ancora oggi soffrono per la condanna ormonale della disparità del desiderio, lo stesso vale per le donne condannate ad andarci coi piedi di piombo con gli aspetti più ludici e disimpegnati delle relazioni con l’altro sesso, se vogliono assicurare alla prole una qualche stabilità.

Trovo più realistico pensare che tutti e due – uomini e donne – possano sforzarsi di trovare un punto d’incontro, piuttosto che puntare sulla conversione di miliardi di persone a comportamenti “non sostenibili” con la cultura, la biologia e tutto il resto. Oltretutto, la tecnologia gioca a favore di entrambi, per un riequilibrio. (Se n’è parlato altrove a proposito di procreazione assistita, nuove famiglie e via dicendo)

dia 2:04 pm - 18th dicembre:

p.s. oltretutto, la società attuale non mi sembra uno schifo, né il mondo peggiore di quanto fosse 50 o 100 anni fa.

Saturno 5:00 pm - 18th dicembre:

Dia:
“Se gli uomini ancora oggi soffrono per la condanna ormonale della disparità del desiderio, lo stesso vale per le donne condannate ad andarci coi piedi di piombo con gli aspetti più ludici e disimpegnati delle relazioni con l’altro sesso, se vogliono assicurare alla prole una qualche stabilità”

Bè, questo significa che il sentimento
nella relazione tra i due sessi non
conta niente. Solo per questo io
considero schifosa la società attuale
e la cultura che la sostiene. Credo
anche che, visto tutto quello che sta
succedendo e che succederà in Italia
e nel mondo, si debba proprio essere
totalmente ciechi per non accorgersi
che tale società è particolarmente
schifosa. L’ utopia è insostenibile?
Quello che sta succedendo dimostra
che è la società reale, attualmente
esistente, ad essere insostenibile,
al punto tale che io ritengo che stia
per crollare. Quando succederà tutti
coloro che ci credono ancora avranno
una scioccante delusione, se non
si saranno ravveduti prima.

Saturno 5:25 pm - 18th dicembre:

Se pensate che abbia esagerato,
leggete l’ articolo che linko dal
sito di Megachip (quello di Giulietto
Chiesa):

La Depressione, la Distruzione Creatrice e la Guerra

Scritto da Felice Fortunaci
Domenica 18 Dicembre 2011 02:08
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di Felice Fortunaci – Megachip.

Christine Lagarde, direttrice del FMI, va nel solco di quanto detto più volte negli ultimi tempi anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Due fra le figure istituzionali più potenti del mondo hanno dato via libera al ritorno della parola Depressione, e a tutte le paure economiche e politiche da essa richiamate. Chi ha responsabilità pubblica a quel livello non accenna alla “possibilità” di un depressione se non c’è la concreta prospettiva di una “reale” depressione. La depressione, a differenza della recessione, non si presenta come una fase “ciclica” fra le tante del sistema capitalistico. È invece una notevole flessione di lungo periodo nelle attività economiche, per giunta in più economie di vari paesi.

Le preoccupazioni che nascono da una recessione vengono lenite dall’invocazione di una “ripresa”. Quando questa “ripresa” viene attesa invano come il Godot di Beckett in un mare di frasi assurde, allora è pienamente una “depressione”. Soprattutto se alla durata interminabile si accompagnano incrementi massicci e anomali dei tassi di disoccupazione, drammatiche strette creditizie collegate a crisi bancarie e finanziarie sistemiche, cali produttivi, fallimenti non solo di privati ma di debiti sovrani, nonché riduzioni nel commercio internazionale. Più la deflazione.

Ecco, la depressione, è uno scenario che sconvolge assetti politici e ne crea di nuovi. L’ultima volta in Occidente portò a tassi del 30% di disoccupazione, e al diffondersi dei fascismi.

Come se ne uscì è controverso nella storia disegnata dagli economisti, anche se molti pensano che avesse ragione Schumpeter. Si organizzò una «distruzione creatrice» (quando si dice “si” organizzò non ci si immagini qualcuno che fa piani segreti: si arrivò per la forza delle spinte cieche degli interessi e delle dinamiche intrinseche ai sistemi geografici – politici – economici e culturali).

La distruzione fu la Seconda Guerra Mondiale, la creazione furono i successivi gloriosi trent’anni, quel periodo che va dal 1945 al 1975 (o poco prima).

Identificare se si tratti di recessione o depressione cambia la percezione delle cose. Se ci illudiamo che sia recessione avremo anche noi quella sorta di fiducia messianica («tanto poi le cose s’aggiustano») che va da Mario Monti a Vendola, fino a insinuarsi addirittura in chi anima i Comitati No Debito.

Se invece interpretiamo quel che accade con lo schema della depressione economica, le implicazioni sono molto più spaventose.

S’impone infatti un problema grosso ed imminente, la sparizione del lavoro e del reddito, la base stessa della cittadinanza.

Un problema sistemico che le ideologie neoliberali aggravano, ma che si pone come un enigma irrisolto anche per chi critica il sistema economico e politico. La macchina non funziona più, e non funziona per tutti.

La Grande Depressione che seguì il 1929 fu effettivamente risolta solo con la II Guerra Mondiale, non con il keynesismo, che venne attuato dopo, nei primi decenni del ciclo sistemico di accumulazione statunitense aperto da Bretton Woods.

La Grande Depressione del 1929 era il secondo atto della crisi sistemica del ciclo di accumulazione ad egemonia britannica. La crisi di questo ciclo iniziò con la Grande Depressione 1873-1896, che sfociò nella finanziarizzazione della Belle Epoque e poi nella I Guerra Mondiale (preludio alla seconda).

Il concetto di distruzione creatrice di Schumpeter è stato visto tipicamente come un fatto economico. Si distrugge, così si può ricreare: si distrugge il vecchio così si può creare il nuovo, ad esempio con l’innovazione.

Ma ha anche un’altra valenza (che però era solo implicita nell’economista Schumpeter): è anche una distruzione di un assetto geopolitico mondiale per dar luogo a un assetto differente.

In entrambi i casi si ha a che fare con il meccanismo, vitale per il capitalismo, di «conquista di “esternalità”».

Queste esternalità sono nella Società (forza-lavoro), nella Natura (trasformata in innovazione di prodotto), ancora nella Natura per accaparrarsi le materie prime, nella Geografia per conquistare mercati e risorse.

Ebbene, oggi queste esternalità sono in evidentissima crisi. Scarseggiano. Sono insufficienti per limiti naturali (picco del petrolio, inquinamento, etc.), difettano per via di limiti geopolitici (enormi spazi geografici – e quindi naturali – sono sotto la giurisdizione di enormi stati-nazione continentali, India, Cina, Russia, Brasile, e delle loro aree d’influenza).

Per farla breve, se vogliamo fare un paragone, con le bolle di Reagan-Clinton (bolla finanziaria e bolla new economy) abbiamo vissuto una seconda Belle Epoque finanziaria. Poi le bolle sono scoppiate. Hanno tentato di rigonfiarsi succhiando dai debiti sovrani.

Dopo l’11 settembre 2001 è come se fossimo arrivati alla I Guerra Mondiale (Afghanistan, Iraq, Libia, Yemen, Somalia, Siria, e il resto della tabella di marcia del Pentagono spifferata dal generale Wesley Clark).

E allora, quant’è grande ed estesa questa Depressione? Ogni crisi sistemica è in scala più alta delle precedenti, ogni crisi sistemica ha bisogno di maggiori risorse delle precedenti per essere risolta capitalisticamente, ogni crisi sistemica ha però a disposizione minori risorse fisico-socio-geografiche delle precedenti.

Ne segue che potremmo essere di fronte ad una III Guerra Mondiale prima di quanto si possa pensare.

O si affronta di petto il problema assieme a chi ne è più consapevole, oppure faremo solo i buoni samaritani movimentisti. Nessun proposito politico ed economico può ignorare in quale quadro geopolitico andrà a collocarsi. Richard K. Moore avverte: «È una scacchiera multi-dimensionale, e con una posta in palio cosi alta, si può esser certi che il tempismo delle varie mosse sarà attentamente coordinato. E dalla forma complessiva della scacchiera, sembra che ci avviciniamo alla fine del gioco.»

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Leonardo 7:46 pm - 18th dicembre:

dia
Se gli uomini ancora oggi soffrono per la condanna ormonale della disparità del desiderio, lo stesso vale per le donne condannate ad andarci coi piedi di piombo con gli aspetti più ludici e disimpegnati delle relazioni con l’altro sesso, se vogliono assicurare alla prole una qualche stabilità.
———————————————————
Ecco, capisco chi è brutto e la sua vita è difficile, ma se c’è una qualità tra il rapporto maschio-femmina è il desiderio femminile per la bellezza maschile fine a se stessa. Diciamo che questo aspetto sincero del farsi piacere un bel ragazzo è un pregio e debolezza femminile; infatti poi passa in secondo piano per tutto il resto.

Fabrizio Marchi 8:29 pm - 18th dicembre:

Andrea, figurati se non puoi dissentire, sei libero di farlo quando vuoi. Ho solo espresso la mia opinione nel merito come del resto hai fatto tu. Il dissenso è sempre ben accetto purchè sia animato da spirito costruttivo.
Fabrizio

Fabrizio Marchi 8:44 pm - 18th dicembre:

“p.s. oltretutto, la società attuale non mi sembra uno schifo, né il mondo peggiore di quanto fosse 50 o 100 anni fa”. (Dia)
Personalmente non ho mai sostenuto che il mondo 100 anni fa fosse migliore di quello contemporaneo. Anche se faremmo meglio a parlare al plurale, cioè di mondi, perchè un conto è nascere a Zurigo o a Ginevra e un altro a Manila o a Calcutta.
In ogni caso (se parliamo del nostro mondo occidentale) oggi è migliore sotto alcuni aspetti ma peggiore per altri.
Resta comunque un mondo da trasformare profondamente, per lo meno per me. Se invece a te sta bene così come è sei ovviamente liberissima di accettarlo per quello che è.
Fabrizio

Fabrizio Marchi 11:36 pm - 18th dicembre:

Relativamente all’utopia.
Questo sito, Dia, non è nato per una prurigine intellettuale del sottoscritto ma per ragioni oggettive. E’ nato cioè perché un gruppo di uomini (a partire ovviamente dal sottoscritto che ne è il fondatore), sia pur estremamente minoritario anche se ha la presunzione di rappresentare il sentire diffuso della maggioranza della popolazione maschile, ritiene che lo stato attuale della relazione fra i sessi all’interno del contesto dato sia giunta ad un livello intollerabile e insopportabile, per lo meno per gli uomini cosiddetti beta. Da qui l’esigenza di modificare radicalmente la situazione. Nulla più (si fa per dire) e nulla meno.
Per questa semplice ragione è evidente che Uomini Beta si caratterizza come un movimento che affonda le sue radici non nell’utopia ma nella prassi. Non siamo dei sognatori ma semplicemente uomini che si trovano nella condizione oggettiva di dover trasformare la realtà, per renderla più vivibile. Se pensassimo che questa sia accettabile così come è non saremmo qui a fare quello che facciamo. Una cosa è assolutamente certa: avremmo tutti preferito occuparci di altro ma lo stato delle cose ci ha obbligati a prendere delle decisioni.
Ciò detto, e qui mi rivolgo invece ad Andrea, fermo restando che da queste parti teniamo i piedi ben saldi per terra e non ci facciamo illusioni di nessun genere , è doveroso ricordare che in tutte le epoche i più grandi rivolgimenti sociali sono stati promossi e guidati da sparuti gruppi di uomini che sono però stati capaci di coinvolgere e di guidare in un secondo momento intere moltitudini umane. Questo è valso per i cristiani come per i bolscevichi, tanto per mescolare il diavolo e l’acqua santa, a seconda dei punti di vista, e purtroppo anche per i fascisti e i nazisti (l’elenco potrebbe essere molto lungo, come al solito).
Se quegli stessi uomini si fossero lasciati condizionare dal numero e dall’esiguità delle loro forze, la Storia non sarebbe andata avanti neanche di una virgola. E’ evidente che qualcuno deve gettare il sasso oltre l’ostacolo, con la consapevolezza di poter pagare anche dei prezzi elevati e spesso elevatissimi (per fortuna non è il nostro caso, per lo meno per ora…) per questa scelta. Ma non c’è alternativa. Chi pensa di poter avviare un meccanismo di questo genere senza pagare delle conseguenze, anche a livello personale, è un illuso.
Per cui, cara Dia, qui tutto siamo tranne che utopisti in erba. Il nostro Manifesto (rileggilo) si conclude con parole molto chiare in tal senso, anche se con un pizzico di enfasi (voluta ma necessaria, in alcuni casi). Te le ripeto:” In quanto Uomini Beta, consapevoli della nostra condizione, sappiamo di non avere nulla da perdere se non le nostre catene. Ma anche un mondo da guadagnare”.
Fabrizio

dia 12:09 am - 19th dicembre:

Capisco, Fabrizio, ma c’è un equivoco. I miei commenti si riferivano e rispondevano a quelli di Damien.

Effettivamente, però, tendo caratterialmente a sdrammatizzare e a cercare nelle cose la via intermedia, la ricomposizione, i piccoli passi, e via dicendo. Utopia, enfasi, toni drammatici, chiamate alle armi o all’impegno collettivo, pochi uomini che guidano moltitudini, ecc. sono cose che non mi sono congeniali. Questo però non toglie nulla al valore del vostro impegno. Né significa che io accetti pedissequamente tutto quello che la realtà mi rifila. E’ solo un modo diverso di procedere.

Rino 2:29 pm - 19th dicembre:

Dia:
>>
Utopia, enfasi, toni drammatici, chiamate alle armi o all’impegno collettivo, pochi uomini che guidano moltitudini, ecc. sono cose che non mi sono congeniali.
>>
Cose che non ti sono congeniali, ok.
Ma sono le “cose” che hanno guidato il mondo, di qua, di là, in tutte le direzioni.
Cose che hanno costruito le forme di quello che siamo e abbiamo. Di quello che sappiamo, pensiamo, crediamo, sentiamo. 100.000 anni fa non c’era nulla.
Adesso c’è un universo quasi infinito di forme e sono state create tutte dal nulla.
Qualcuno le ha create.

RDV

dia 8:58 pm - 19th dicembre:

x rino
Non credo che l’attuale “universo di forme” possa essere il prodotto di un unico protocollo. (Sarebbe un universo molto semplice…) Forse è anche il prodotto di “cose” come mediazione, ricomposizione, collaborazione, piccoli passi, eccetera, praticate ogni giorno da uomini e donne. Che non si traducono necessariamente in nichilismo o immobilità.

Ma questo non c’entra col vostro movimento, è solo un discorso in generale che immagino rifletta due diversi modi di intendere l’impegno su un qualsiasi terreno.

Damien 12:14 pm - 20th dicembre:

@Dia:

per prima cosa, una boutade.. Se indossi il crocefisso è meglio che per coerenza lo levi.. visto che uno solo creò l’universo..

proseguendo cito:

“(omissis)..Forse è anche il prodotto di “cose” come mediazione, ricomposizione, collaborazione, piccoli passi, eccetera, praticate ogni giorno da uomini e donne. (omissis)”

Ad oggi NON è presente NESSUNA massiva collaborazione tra uomo e donna, nè sul piano sessuale, tantomeno su quello dei diritti e doveri!

Agli uomini sono demandati tutti i doveri, dover comprendere, spendere, corteggiare e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, alla donna solo diritti, tra l’altro per rafforzarre ciò, si è pensato bene alle (DIS)Pari opportunità, una illecita e grande truffa perpetrata sul genere maschile, e chi meglio di una ex velina per tutto ciò?

Dia, più leggo i tuoi commenti più mi rendo conto che, a mio parere, non solo non porti costrutto all’argomento, difendendo a spada tratta il femminile, ma comincio a pensare che tu sia una Borg di quelle che citai in un altro articolo mesi fa!

perchè qui o vediamo realmente come stanno le cose, oppure discuterne in questo modo equivale ad aria fritta.

Rita 2:21 pm - 20th dicembre:

va beh, la saga del borg di Damien è una cosa che mi è sempre piaciuta molto, perchè ironica e divertente.
Non ne condivido però l’uso indiscriminato e a tappeto. Nello specifico, non mi pare proprio che Dia difenda a spada tratta il femminile nè che, pur dissentendo su alcune cose, com’è giusto che sia, abbia portato argomentazioni sterili.
Tra l’altro, il discorso non verteva certo sull’oggi, ma su diversi modi di affrontare le questioni, a mio parere entrambi validi.
Francamente, lo dico senza polemica, non capisco questo attacco

Fabrizio Marchi 5:56 pm - 20th dicembre:

Caro Damien, mi sembra che Rita abbia ragione in questo frangente specifico. Le opinioni di Dia possono non essere condivisibili (e il più delle volte non le condivido neanche io) però da questo ad assimilarla a un borg (sono un sostenitore aperto anch’io di questa simpaticissima saga oltre che dei tuoi interventi che trovo sempre molto puntuali, centrati e spesso anche molto ironici…) ce ne corre. Peraltro non mi sembra proprio che abbia assunto le difese del genere femminile a prescindere. Anzi, è in prima linea nel denunciare le violenze perpetrate dalle donne sui minori che, come sai, è un altro argomento su cui è calato da sempre il silenzio, un vero e proprio tabù…
Credo che questa piccola frizione (assolutamente normale quando ci si confronta) possa essere decisamente ricomposta.
Fabrizio

dia 8:04 pm - 20th dicembre:

Rita e Fabrizio, non c’è bisogno di difendermi, ma grazie! Trovo damien fantastico e geniale (quel finale di un suo post, in cui immaginava se stesso e una vecchia femminista distrutti e sconfitti, a riderci su, era da Oscar).

x Damien
Ti sembrerà strano, ma ti capisco. Pensa che io odio a tal punto le donne, che mi prenderei a padellate in testa. Vengo da almeno un paio di generazioni di iene sociopatiche e di uomini passivi, dipendenti/mantenuti e terrorizzati. Nessuna di queste donne – pur non essendo ricche, e lavorando per vivere – ha mai chiesto un soldo a nessuno degli uomini: mia madre, per esempio, quando ha divorziato, ha lasciato tutto a mio padre. Casa compresa. Né ho mai avuto amiche che si facevano pagare cene o vestiti, o altro. Quindi il mondo di cui parli (donne a cui devi pagare tutto) non lo conosco. Forse anche perché negli ambienti di comunisti le cose andavano un po’ diversamente, c’era un certo tipo di “rigore” (non saprei come altro chiamarlo) che imponeva a tutti di non approfittarsi di nessuno e una certa sobrietà nei consumi. Ciò non toglie che il mondo che descrivi esista. Ne leggo qui e altrove, lo vedo al cinema, e girando per la strada o ne sento parlare. Però non mi arrischierei a dire che tutte le donne sono così (o cosà).

Quanto alla mia difesa del femminile, forse hai semplicemente equivocato. Quando ho scritto a Rino:
Forse è anche il prodotto di “cose” come mediazione, ricomposizione, collaborazione, piccoli passi, eccetera…, ho anche aggiunto praticate ogni giorno da uomini e donne. Non identifico la mezza misura, il piccolo passo o la controenfasi col femminile. Anzi!

dia 8:04 pm - 20th dicembre:

… ma che cos’è la saga del borg? Io non ne so niente. Datemi le specifiche.

Rino 8:08 pm - 20th dicembre:

Dia
>>
Non credo che l’attuale “universo di forme” possa essere il prodotto di un unico protocollo.
>>

Concordo. Ho parlato dell’aspetto creativo dell’esistente, che è di polarità maschile giacché presuppone il rischio. Ma la creazione esige preliminarmente l’ispirazione e poi la manutenzione, che sono di polarità femminile.
Il femminile è ispiratore, giacché evoca, suscita, rende eretti. E’ poi manutentore, giacché nulla esiste se non dura.
Ovviamente ho parlato del maschile perché oggi è questo il versante negato. Benché stia venendo meno anche il corrispondente femminile.
Il rifiuto della manutenzione che è il modo femminile di distruggere. E’ un non-fare.
(Quello maschile consiste nella distruzione attiva).

RDV

Damien 9:50 pm - 20th dicembre:

@Fabrizio:

io non conosco Dia, leggo quello che scrive, e lo scritto che trovo discutibile, poi per me potrebbe, lo ripeto, essere l’unica nell’universo, non fa differenza! cosi come io scrivo ma nessuno puo’ sapere chi sono, cosa faccio nella vita, anche se lo dicessi potrei mentire, ergo l’anonimato non dona sicurezze se non a chi lo sostiene, pertanto le opinioni restano sempre confutabili ma sterili, non sapendone la reale provenienza, l’esperienza che li produce, ergo diamo per assunto una linea SE questa linea, bene o male è seguita da tutti, questo genera l’escursus logico/sentimentale che ti permette di leggere un post in un qualsiasi blog, ma diffido del fatto che qualcuno si sia immaginato mai chi realmente sia dall’altro lato.

Dia scrive cose condivisibili? puo’ darsi, resta il fatto che in questa sede partiamo dal titolo del post, e noto che abbiamo divergenze di opinioni, e mi meraviglio e non poco che alle sue affermazioni, solo io mi sia accorto che sono campate in aria.. come si fà, ripeto, a sostenere una collaborazione (come Rino spiega in seguito) quando questa, de facto, non esiste? come si puo’ sostenere ANCORA la ricerca di una reciproca collaborazione se la motivazione di questo post spiega le ideologie diverse della sessualità?

A mio parere, si deve partire da un assunto, la donna NON è e NON sarà MAI collaborativa per natura/cultura, come accennasti altrove, ma capiamo certamente che per incontrarsi serve individuare il punto insieme e successivamente porre le basi di un incontro che veda le parti in causa reciprocamente coinvolti, oggi questo non esiste! quindi ecco il punto dove NON SONO DACCORDO assolutamente, sul passaggio:

“Forse è anche il prodotto di “cose” come mediazione, ricomposizione, collaborazione, piccoli passi, eccetera, PRATICATE OGNI GIORNO DA UOMINI E DONNE.”

MA che film era Dia? quando mai una donna si è posta il problema di darsi ad una sessualità scevra da mercificazione?

E’ l’uomo che DA SEMPRE scende a patti, corteggiamento, pagamenti, attese, le forche caudine si.. ma solo per noi! mica per voi! quindi nel tuo assunto c’è del marcio! che io contesto! e che altri dovrebbero aver contestato in egual misura!

ecco da cosa nasce il “sospetto borg” esse si insinuano e pian piano pilotano le discussioni DISTANTI dal punto focale, in modo da perderne il contatto e perdersi nei meandri dei ragionamenti personali collaterali!

per mutuare un termine consono, restiamo in tema!

PROSTITUZIONE:ideologie diverse ma stessa ipocrisia! ecco.. la famosa IPOCRISIA verso cui mi infervoro! ed è donna! non certamente uomo!

quando vedro le donne darla senza interessi, allora potrò avvallare la tua tesi, e guarda.. mi sono messo comodo, sono certo che questo non accadrà MAI! anche nei tempi bui, camaleontiche come siete, riuscite a far apparire il nero rosso! cosi ieri la davate dicendo amore mio sposami e vivremo felici! mentre il vero motivo era di lasciar casa! oggi lo stesso motivo, solo che è il marito che deve lasciar casa, e pure il portafoglio! mentre lei si “prostituisce” al prossimo pirla di turno!

E per concludere lo ripeto, siamo in guerra! e non accetto franchi tiratori! e se avete da ridire mandatemi indirizzo email che vi pago un viaggio + hotel a mie spese per la Caritas di Milano! unico impegno! riferire li le tavanate galattiche che dite qua!

Fabrizio Marchi 12:35 am - 21st dicembre:

Solo per un ultimissimo chiarimento, Damien, onde evitare fraintendimenti fra di noi.
Non ho detto che Dia scrive cose condivisibilissime, anzi, ho detto che spesso se non per lo più non mi trovo d’accordo con le sue posizioni. Non sono però d’accordo nel considerarla una delle tante cloni che hanno fatto la loro comparsa su questo blog e che tu hai giustamente e ironicamente individuato e battezzato come borg. Tutto qui.
Mi sembra che non abbia mai fatto una difesa di uficio del genere femminile, al contrario abbia messo in rilevo tanti aspetti negativi (anche dal suo punto di vista) di quest’ultimo. E’ vero, a volte i suoi interventi rischiano di depistare rispetto all’oggetto della discussione ma questo fa parte del gioco e non mi sembra rappresenti un problema. E non credo neanche, sinceramente, che sia un franco tiratore o un’infiltrata…
In ogni caso, ipotesi per assurdo,se anche si rivelasse tale (non credo…), non siamo degli sprovveduti e sappiamo individuare e isolare i nostri avversari.
E’ vero che non siamo più giovincelli ma neanche del tutto rincoglioniti…
Fabrizio

Fabrizio Marchi 12:50 am - 21st dicembre:

p.s. per il resto, Damien, sottoscrivo anche il tuo ultimo intervento, e in particolare questo passaggio:
““Forse è anche il prodotto di “cose” come mediazione, ricomposizione, collaborazione, piccoli passi, eccetera, PRATICATE OGNI GIORNO DA UOMINI E DONNE.”
MA che film era Dia? quando mai una donna si è posta il problema di darsi ad una sessualità scevra da mercificazione?
E’ l’uomo che DA SEMPRE scende a patti, corteggiamento, pagamenti, attese, le forche caudine si.. ma solo per noi! mica per voi! quindi nel tuo assunto c’è del marcio! che io contesto! e che altri dovrebbero aver contestato in egual misura!”
Naturalmente non bisogna mai generalizzare però è indubbio che queste tue brevi ma efficaci parole sintetizzano una realtà che qualsiasi uomo, su questo non c’è dubbio, ha esperito personalmente.
E’ un tema che abbiamo affrontato mille volte, reciprocità, spontaneità, e soprattutto l’incontro tra la ragione strumentale e la psicosfera femminile.
Questa è la vera pietra dello scandalo, molto più di qualsiasi altra questione. Questa non ce la perdonano proprio e, come vedi, anche quelle donne più vicine a noi, faticano a metabolizzarla.
Vuol dire che abbiamo colto nel segno. La nostra intuizione è giusta. Ci si incazza solo quando si è colti sul vivo (parlo in generale, non mi riferisco alle amiche che intervengono nel blog).
Fabrizio

Marco 2:08 am - 21st dicembre:

@ Damien -
e mi meraviglio e non poco che alle sue affermazioni, solo io mi sia accorto che sono campate in aria..
@@@@@
Magari anche qualcun altro se ne è accorto, solo che avendo trattato certi argomenti mille volte, quel qualcuno potrebbe pure essersi stufato di ripetere sempre le stesse cose…
Uno sono io.
Inoltre, detto francamente, non ritengo assolutamente “pericolosa” dia.

dia 10:02 am - 21st dicembre:

x referenze: Rita ha tutte le specifiche. Ilmio indirizzo, che corrisponde a quello che c’è sulle pagine bianche. Conosce anche, attraverso FB, la mia famiglia – che è quella che descrivo.
Di una sola cosa di quelle dette su di me mi assumo la responsabilità: tendo a spostare l’attenzione dal tema trattato, a divagare. Di questo mi dispiace. Non lo farò più.
Per il resto, “qualsiasi uomo”, “tutte le donne” – ecco, credo siano semplicemente cose non vere. Come posso dirlo? La mia esperienza di 55 anni di vita mi ha fatto incontrare più uomini manenuti, che si erano sposati per mettersi comodi, che donne mantenute. Più donne pronte al rischio e all’azione – anche violenta e feroce e criminale – che uomini. Anomalia statistica? E chi lo sa. Di sicuro bianco e nero non esistono, e mi sembra che questo anche il vostro manifesto e i vostri interventi “ex-cathedra” lo dicono. Quindi non è un vero dissenso, il mio. Solo, se mai, una sottolineature di quelle che, a mio giudizio, sono forzature. Ma nessun problema, è solo un’opinione personale. Se però la si giudica solo in base a pregiudizi o a idee blindate, be’, allora il problema non è mio. So incassare, ma fino a un certo punto.

Damien 12:16 pm - 21st dicembre:

@Dia:

Con il dovuto rispetto, Dia, ti ricordo che il mondo NON GIRA intorno a te, intorno a me, a Marchi, ed a chiunque scrive su questo blog, ergo le tue esperienze che motivano i tuoi assunti sono PERSONALI, quindi opinabili, DI PARTE, in quanto donna, ma sopratutto NON VERITIERI, perchè NON SI BASANO SULLA MAGGIORANZA, diversamente non solo questo sito ed altri che disquisiscono sulla QM non avrebbero ragione di essere, ma anche i fatti quotidiani che avvengono in Italia ed altrove, oltre quanto la storia sociale ci insegna, sarebbero del tutto aria fritta!

Sono cosciente pertanto che ognuno qui possa redigere il proprio parere, ma un parere, oltre ad essere improntato sull’educazione, e su questo mi scuso se qualche affermazione ti ha toccato di persona, DEVE necessariamente vertere sull’analizzare la situazione GENERALE in cui versa la condizione sociale, inutile stare a remare quindi a sinistra in 8 quando GENERALMENTE in 100 remano a destra! ma sopratutto pensare che semplicemente per il fatto che noi 8 siamo nel giusto, sicuramente la barca andrà a sinistra!

Le motivazioni quindi del mio dissenso trovano fondamento sul GENERALE, sulla MASSA SOCIALE, che ha prodotto tutte quelle condizioni di cui noi discutiamo su questo sito (ed altrove).

Dato per scontato quando sopra, Dia, a mio avviso, discutere dei fatti ivi menzionati sempicemente sulla scorta di esperienze personali, è tipico del mondo femminile, emozionale e poco razionale, se non quando questo discuterne sia per un tornaconto personale; I fatti, su cui mi baso, ti danno torto, non da adesso, da sempre!

Per concludere, usando il tuo stesso metro di misura, potrei semplicemente leggere questo sito, riparato nella mia egoistica esistenza di chi non ha bisogno di nulla, e farmi quattro risate di quanto scrivono sti “sfigati”, o magari dissentire dicendo a Fabrizio, a Rino, a Sandro ed a tante altre persone che contribuiscono alla questione espressa:” ma fatevi na scopata!” oppure col dito mignolo destro mentre mi accingo a sorbirmi del the di Ceylon, pensare a quanto siano falliti ste 4 persone che non adeguandosi al sistema risultano dei rejetti!

Se non vi è un altruismo, una bontà di fondo, una determinazione nel voler veramente prendere coscienza della situazione, se insomma si parla di fame avendo la pancia piena (come nel tuo caso, Dia, ti ricordo che se vuoi scopare puoi farlo come quanto dove e con chi vuoi tu) si diviene non sono poco credibili, ma si rischia di finire a remare a destra indirettamente con gli altri 100.

Restare in tema, avere una coscienza sociale, avere a cuore la situazione che si è generata ad oggi della QM, significa volerla cambiare in meglio, ANCHE PER LA DONNA! e ti ricordo che l’aiuto deve provenire da fuori di questo blog, quindi mi auguro che anche tu, come alcuni dei presenti, me compreso, possa sensibilizzare i propri amici a prenderne visione, a riflettere, ma sopratutto ad agire per portare un fattivo e concreto contributo ai temi espressi, di aria fritta ne abbiamo quanta ne vuoi!

Allora, solo allora sarà bello “incassare” quanto guadagnato sul sociale in un rinnovato benessere e, sono certo, in una società piu’ equa e vivibile, se non altro per le generazioni future, molti di noi ormai, lo ripeto, non avranno mai il piacere, la gioia, di sentirsi chiamare “papà!” o di divenire nonni.. semplicemente dei vecchi che si avviano verso un futuro di solitudine data dalle situazioni odierne, dove la diffidenza e l’egoismo regna sovrano a fianco del fattore commerciale, di cui quella che hai in mezzo alle gambe è divenuta strumento di potere.

Rita 1:12 pm - 21st dicembre:

Giuro: l’unica cosa che ho capito è che è stata contestata da qualcuno l’utopia di Damien sulla libera e felice sessualità e sul diritto di tutti a fare sesso, riprodursi , mangiare e bere e vivere felici.
Di qui si è sviluppata una discussione sul metodo: in sintesi, il pugno di uomini che guidano la rivoluzione o la rivoluzione silenziosa a piccoli passi e aggiustamenti?
Questo è stato quello che ho percepito.
Non ho capito cosa c’entri il discorso di chi siamo o non siamo al di fuori di qui, di quali specifiche abbiamo, se la diamo o non diamo per soldi, per affetto, per vanità o per solitudine.
Adesso Damien mi pare che dica, che non è mai avvenuto né avverra mai che una donna la dia senza interessi.
Ok , quindi ha abbandonato l’utopia? Si è reso conto che è un’utopia?
Mah..
Comunque, come si dice, per non saper né leggere né scrivere, mi dichiaro anch’io un borg a questo punto  oppure un’ipocrita prostituta, a scelta.
Tra l’altro io, ad esempio, non sono d’accordo con Fabrizio sul fatto che esista soltanto una differenza quantitava di desiderio sessuale, ma credo esista anche una differenza qualitativa . Non condivido infatti il discorso della pancia piena, se io per nutrirmi ho bisogno di poca carne e molta verdura per dire.. non m’interessa avere libero accesso a quintali di carne senza contorno. Soffrirò la carenza di verdure, continuando a mangiare piccole quantità di carne. Casomai tenterò di barattare la carne con la verdura. E forse il “punto di equilibrio” era quello.
Questo è un discorso un po’ complesso, che alcune volte si è tentato di affrontare, ma lo si è spesso liquidato con psicologismi e meccanismi che, personalmente, mi hanno convinto poco.

Per il resto, personalmente ho fatto quello che ho potuto, “fuori” di qui per “sensibilizzare e invitare a riflettere”. Leggo sovente Dia, fuori di qui e credo che stia facendo lo stesso.

La chiudo qui, tra l’altro Dia l’ ho conosciuta virtualmente proprio perchè s’interessava a molti temi inerenti la QM, fuori da questo sito.

Ma questo c’entra poco, credo che si sia sempre comportata correttamente, credo ,tra l’altro, che non sia completamente sbagliato il suo discorso, ma comprendo che ogni movimento ha il suo “politicamente corretto” e anche il MoMas ha il suo…

Damien 2:37 pm - 21st dicembre:

PROSTITUZIONE: ideologie diverse ma stessa ipocrisia:

Ecco da dove nasce:

Rita:

“Tra l’altro io, ad esempio, non sono d’accordo con Fabrizio sul fatto che esista soltanto una differenza quantitava di desiderio sessuale, ma credo esista anche una differenza qualitativa . Non condivido infatti il discorso della pancia piena, se io per nutrirmi ho bisogno di poca carne e molta verdura per dire.. non m’interessa avere libero accesso a quintali di carne senza contorno. Soffrirò la carenza di verdure, continuando a mangiare piccole quantità di carne. Casomai tenterò di barattare la carne con la verdura. E forse il “punto di equilibrio” era quello.”

Qui c’è la verità che da sempre andiamo evidenziando, l’IO in quanto donna, che si evidenzia in bene, ciò che è giusto fare perchè lo stabilisco io donna, lei la detentrice del bene commerciale, l’unica che STABILISCE la metodica, la leicità e sopratutto la QUALITA’ sessuale.

Ora capite che in questo concetto dell’uomo non vi è traccia! esso non viene tenuto in considerazione, in quanto, come dice Rita, sono IO che stabilisco i parametri per accedere a tale bene.

Ora capiamo come sia stato possibile per il sistema plagiare e controllare l’accesso a tale bene, anche per scopi deviati.

Perchè è noto a tutti che l’IO di Rita non sia semplicemente il suo arbitrario giudizio su come essa debba usufruire della sua sessualità, cosa giusta, ma nel contempo sancisce gli obblighi morali, materiali, economici e fisici, come requisiti INEVITABILI per tutti gli uomini per accedere a tale bene.

Chi non abbia tali requisiti è fuori ed allora? che fare?

Se io sono un uomo buono che valgo ma non ho la verdura per motivazioni X (dna che non mi ha fatto come brad pitt, estrazione sociale e quant’altro) posso io, in quanto uomo, esercitare il mio diritto alla sessualità? NO! anzi! non posso neanche permettermi di scegliere se mangiare carne o pesce. Non solo! devo stare attento a come guardo, a criticare determinati comportamenti lesivi della mia libido maschile (non eccitarti.. PORCO!), e sopratutto nel semplice toccare una donna! ecco perchè sempre piu’ flotte di uomini ad esempio, vanno ai corsi di latino americano, si cerca sempre un punto di sicurezza dove si crei una certa LEICITA’ nel contatto, visto che sono estinti i normali parametri di valutazione per entrambi i sessi ad accedere ad una relazione sana!

Ecco da dove nasce il problema, la donna plagiata dalla cultura, dal tornaconto personale, dal tornaconto e dal sistema, decide le sorti degli uomini, nel contempo DISCONOSCE le loro biologiche e (a regola) parietarie necessità!

Io sono io, e voi non siete un cazzo!

ma il lampo di genio! la prostituzione! soldi facili! ma da questo si capisce come le donne possono fare sesso anche con esseri squallidi e non necessariamente alla George Clooney, il che contraddice NEI FATTI il pensiero di Dia, basta PAGARE e magicamente, la voglia di verdura sparisce, il ripudio della carne alla brace finisce.

Potrei fare ulteriori esempi in altri campi applicati, tuttavia sono certo che chi legge ha già compreso quanto voglia esprimere e di quanto si discuta in questo articolo, ma sopratutto, come l’IO di una donna voglia mettere in discussione dei fatti che sono palesi ed evidenti a danno degli uomini e delle donne beta tout court, basta nadare ricordo, oltre confine, e molti degli assunti legati alla sessualità svaniscono, se non addirittura vedono le donne stesse che esigono le forche caudine dai beoti italici maschietti zerbino, prostarsi e MANTENERE gli stalloni da monta locali, anche se li la lasagna e la rucola sono assenti.

Rita 3:13 pm - 21st dicembre:

@Damien.. davvero, ho letto soltanto le prime righe, ma sei già partito con lo sproloquio del “politicamente corretto” dell’ambito MoMas cui facevo riferimento.

Mi dici perchè quando si parla di qualità differente TU (imparo ad usare le maiuscole come fai tu) ne deduci che IO ho stabilito che il modo (la qualità) di vivere la sessualità delle femmine è superiore? Ma porca miseria, non siete voi che vi affrettate a riprendere chi si risente quando si parla di diversità di attitudini uomo e donne nel lavoro e la prende subito come una dichiarazione di inferiorità? E perchè tu fai la stessa identica cosa quando si parla di qualità del sesso? Cos’è ti sembra inferiore il tuo modo di interagire e relazionarti con le donne? Ti sembra una qualità inferiore la botta e via? A me no.. potrebbe pure essere una qualità inferiore aver bisogno del contorno per far sesso. Quello è ANCHE un bisogno di dipendenza. Anzi è la prima dipendenza che esula pure dal mantenimento.

No davvero adesso per cortesia citami però la frase esatta in cui ho detto che IO devo stabilire i PARAMETRI MORALI SUPERIORI

Mi sembra OVVIO che con questi MODI non si possa DISCUTERE di una diversa idea di SESSUALITA’, o la DATE senza troppe STORIE perchè ROMANTICISMO e AFFETTIVITA’ sono cose che VOI avete STABILITO come PREZZO e che ADESSO .. (ah vi HO SCOPERTO.. PROSTITUTE IDEOLOGICHE come TUTTE LE ALTRE) milioni di DONNE che qui la LESINANO e poi vanno a farsi MONTARE dagli STALLONI all’estero.

Va be… va contenti così? Altro non si puo’ narrare….

ed è meglio che lascio perdere, perchè molti discorsi ed atteggiamenti mi ricordano il femminismo estremo

Rita 3:21 pm - 21st dicembre:

p.s. : mi sembrava chiaro che non mi riferivo alla legalizzazione della prostituzione, ma al fuori tema, che c’entrava poco con l’articolo di partenza, effettivamente come anche ammesso da Dia.
I fuori tema sono probabilmente un male virtuale, ma sarebbe bene leggere comunque il post da cui si è sviluppato l’O.T. prima di attaccare a testa bassa.

Luigi Corvaglia 3:55 pm - 21st dicembre:

Per il resto, personalmente ho fatto quello che ho potuto, “fuori” di qui per “sensibilizzare e invitare a riflettere”. Leggo sovente Dia, fuori di qui e credo che stia facendo lo stesso.
La chiudo qui, tra l’altro Dia l’ ho conosciuta virtualmente proprio perchè s’interessava a molti temi inerenti la QM, fuori da questo sito.
(Rita)
Verissimo. E vi ringrazio per questo. Quello che fate, per quel che mi riguarda, è importantissimo.

p.s. : scusate, non entro nella diatriba. Tra l’altro ho un abbiocco monumentale da smaltire. :roll:

Leonardo 4:22 pm - 21st dicembre:

Ci sono uomini a cui accenno questi argomenti e che rispondono che io generalizzo, le donne non sono tutte uguali, cosi come non tutti i rumeni sono delinquenti. Mi sembra che siano loro a generalizzare facendo questi esempi, secondo loro io mi precludo il piacere di andare con le donne e offendo la mia intelligenza. Allora ho elaborato la teoria dell’inganno: noi viviamo su una sfera e ci sembra di camminare su una terra piana, cadiamo in terra ma in realtà cadiamo verso il centro della terra e tutta la gente del mondo cade nella stessa traiettoria, quindi verso lo stesso punto. Il sole sembra nascere ad est e calare ad ovest, invece è la terra che nasce ad ovest e tramonta ad est del sole. Siamo dalla nascita vittime di un inganno continuo, e solo a tratti riusciamo a scoprire alcune verità.
Faccio un esempio di propaganda soffusamente femminista, nel film “la ragazza dall’orecchino di perla” sul grande pittore Vermeer, di cui si dice che dipingesse le sue figure come fossero nature morte (almeno cosi sembra) nel film invece si racconta che la ragazzina del dipinto abbia partecipato alla nascita dell’opera
La ragazza con turbante (a volte chiamata la Gioconda del nord):
http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Vermeer%20opere/10%20Vermeer%20-%20Ragazza%20con%20turbante.jpg

Damien 4:44 pm - 21st dicembre:

Mi dici perchè quando si parla di qualità differente TU (imparo ad usare le maiuscole come fai tu) ne deduci che IO ho stabilito che il modo (la qualità) di vivere la sessualità delle femmine è superiore?

in primis, tengo ad evidenziare che ho ben distinto l’IO inteso a te, dove asserisco come cosa giusta quella che tu debba decidere della tua sessualità, dall’IO collettivo femminista, oggetto della successiva discussione, ti sei persa questo passaggio, ma come ho in altri post evidenziato, le donne spesso colte dall’emotività, mal interpretano le discussioni, arrivando con arroganza a deviarne i contenuti.. e fin qui niente di nuovo..

Procedendo, cercando di essere più chiaro, l’IO collettivo, formato da milioni di IO femminili, decide DI FATTO quale sia il metodo GIUSTO per accedere alla sessualità, ecco perche, mi autocito, ho scritto:” Perchè è noto a tutti che l’IO di Rita NON SIA SEMPLICEMENTE IL SUO ARBITRARIO GIUDIZIO su come essa debba usufruire della sua sessualità, COSA GIUSTA, ma nel contempo SANCISCE GLI OBBLIGHI morali, materiali, economici e fisici, come requisiti INEVITABILI per tutti gli uomini per accedere a tale bene.

In altre parole, milioni di Rita che la pensano come te, pur avendo ragione, dimenticano che anche gli uomini pur avendo diritto ad accedere a tale bene e con le metodiche che desiderano, non possono farlo!, figuriamoci a pretenderne le varie sfaccettarure!

pertanto, quando un diritto diviene ESCLUSIVO, anche a ragione, di una parte, senza la NECESSARIA e PARITARIA equità di accesso dalla controparte (in questo caso maschile) genera un ingiusto privilegio ed un indebito POTERE, dato dalla necessità e dalla impossibilità di accedere a tale bene dalla controparte maschile se non alle condizioni dettate dalle donne.

Attenzione! che qui la situazione diviene pericolosa, in quanto qualcuna potrebbe contestare, come successo che “L’utero e mio e lo gestico io!”

Sebbene tale espressione sia ampiamente condivisibile, non può esserlo la negazione della libera sessualità richiesta dagli uomini, che diversamente, sono e saranno succubi del ficapower (altrove ampiamente escusso ed evidenziato)

Non solo, visto e considerato che le detentrici di tale bene, e quindi del potere illecito ad esso collegato, ne descrivono le metodiche per la fruizione semplicemente su base egoistica e personale, come diceva il saggio Cesare, altrove commentando tale lato di discussione, questo ha generato la forma mentis legale che vede oggi gli uomini imputati a priori per la sola appartenenza di genere, di fatto questa è il Nazifemdominismo, la negazione totale della persona uomo e delle sue necessità paritarie.

Ma stiamo andando OT, ritornando a bomba nel risponderti, nell’ambito lavorativo noi non ci risentiamo nel raggiungere una piena parità sul mondo del lavoro, quando questo non finisca per essere appannaggio esclusivo dei posti migliori, come anzitempo detto, ci sono molti altiforni, pozzi petroliferi, miniere, ditte di manutenzione stradale, cantieri edili, ditte di autospurgo, aziende agricole e quant’altro mi sia dimenticato di citare che cercano personale, ma guarda caso la percentuale di donne che vi lavora sono inesistenti se non esigue, magari vi lavorano, ma come segretarie, e non ho memoria che una segretaria sia morta, ho memoria però di un bell’articolo: Morti sul lavoro le donne sono il 4%, e sappiamo come qui ed altrove ampiamente escusso come la mercificazione sessuale abbia ed ha importanti e infami riscontri nel quotidiano.

passami ora un aforisma, “bello fare il gay col qlo degli altri!” chiuso aforisma.

cito:”Cos’è ti sembra inferiore il tuo modo di interagire e relazionarti con le donne?”

in sintesi; il fatto di non poter essere accettato in quanto uomo, se non dietro il lasciapassare dettato dalle metodiche de qua. Non voglio ripetere altre motivazioni che puoi trovare in questo sito e che sono certo già sai, semprechè la tua volontà di non leggere tutto sia circoscritta ai miei post, si capisce!

cito:”Ti sembra una qualità inferiore la botta e via?”

Al contrario! come voi donne ben sapete, è quanto gli uomini si augurano di trovare gratuitamente dalle proprie compagne che si guardano bene dal svalutare tale possibilità, se non dietro un “compenso” che in questa sede quantificare non avrebbe senso, visti gli INNUMEREVOLI mezzi di pagamento ai quali, gli uomini, sono tenuti ad ottemperare, salvo essere detentori di potere e/o economicamente benestanti, oppure avere un idioma diverso e nazionalità diversa. Il contorno di fare sesso, infine, è un retaggio ipocrita (da qui mi collego al tema escusso) di provenienza cattolica, non a caso altrove non accade, e sul quale ci “marciate sopra”, ammetto che parte di questa colpa è opera esclusiva di alcuni zerbini, ai quali dedico il mio più ampio disprezzo, ma è pur vero che nessuna e sottolineo NESSUNA di voi si è prodigata alla famosa libertà sessuale, auspicata da Fabrizio una rivoluzione mai nata e da Barnard, oltre che dai presenti fruitori e non di questo sito. Nessuna di voi al movimento se non ora quando, Ha auspicato la piena e libera sessualità scevra da ogni tornaconto politico/economico/potere.
Quindi la favoletta delle farfalline sullo stomaco, naufraga miseramente sui vari controsensi che ognuno di noi può evidenziare nel quotidiano, bravi uomini lasciati per farabutti, brave donne lasciate per bastarde, un melting pot dove nessun valore umano puo’ esistere, se non fine all’etica commerciale, dove le unioni sono non piu’ “finche morte non vi separi” bensì “finche avvocato non vi separi”.

Quindi te lo ripeto, tu sei quasi sazia e chiedi a ragione il contorno per esserlo definitivamente, di fronte hai uomini che non possono NEANCHE guardare la tavola dove mangi! se arrivi a comprendere tale assunto la discussione ne guadagnerà, altrimenti agli uomini toccherà mangiare, nuovamente, aria fritta!

Se la dipendenza di cui parli fosse REALE, non ci sarebbero tutti i problemi che andiamo confutando, e da qui, nuovamente, si capisce come IL TUO metro di misura FEMMINILE sia l’esclusivo assunto sul quale vertere la discussione, perchè se è pur vero che la donna abbia tali necessità, PARIMENTI per gli uomini si DEVE riconoscere lo stesso diritto senza se e senza ma! sulle metodiche per affermare la leicità di tali assunti si puo’ discutere in maniera civile ma non prima di averle ben chiare, pena il perpetrarsi di tutte le situazioni negative che abbiamo sotto naso!

cito:”No davvero adesso per cortesia citami però la frase esatta in cui ho detto che IO devo stabilire i PARAMETRI MORALI SUPERIORI”

già detto ma lo ripeto autocitandomi e la prossima volta spero che tu, cortesemente, legga i miei interventi come io leggo i tuoi anche se di opinione contraria:”Perchè è noto a tutti che l’IO di Rita non sia semplicemente il suo arbitrario giudizio su come essa debba usufruire della sua sessualità, cosa giusta, ma nel contempo sancisce gli obblighi morali, materiali, economici e fisici, come requisiti INEVITABILI per tutti gli uomini per accedere a tale bene.” moltiplica questo “IO” per milioni di donne ed avrai il Nazifemdominismo attuale!

Per concludere: quello che, diversamente dalla tua Boutade auguro, è che si possa finalmente fruire di una sessualità scevra da qualsiasi vincoli economici/sociali/potere in maniera paritaria, dove sia le donne che gli uomini possano essere loro stessi, ed ai quali venga garantito la libera sceltà senza aggravi alcuno, e se questo significasse riaprire le case chiuse, regolarizzando la prostituzione, per quanto riguarda ben venga! tutelata dallo Stato, ai quali si dovrà pagare le tasse (evito di ricordatti l’indotto del porno e della prostituzione) molte donne potranno fare liberamente tale professione ad equo canone, tutti gli uomini saranno finalmente liberi dal ficapower (se non altro ad un prezzo ben inferiore di quello attuale) e la fica come bene commerciale subirà una forte inflazione, deterrente per chi ancora pensa di sposarsi ed avere, anche, il diritto naturale ad ejaculare senza problemi!

Tanto voi, la patatita, o di riffa o di raffa, continuerete come sempre, a farvela pagare.. sarà per tale motivo che risulta al palato un tantinello salatà dopo un cunnilinguo? ai posteri l’ardua sentenza..

Prostituzione: Ideologie diverse ma stessa ipocrisia!

Leonardo 4:59 pm - 21st dicembre:

Due esempi di diversa concezione della religione:
Buddha
http://3.bp.blogspot.com/_yvhNZlxF9bg/SwU6QwgsWSI/AAAAAAAAAFY/2MFZAqbblps/s400/buddha.jpg
Un bel ciccione che comunica allegria e quando è serio comunica pace interiore. Da quel poco che so nel buddismo si raggiunge il nirvana, una sotrta di pace dei sensi
Il crofisso
http://cinema-tv.corriere.it/multimedia/cinema/2010/32295/passione.jpg
Certo con un dio (o è il figlio?) cosi, si impara il sacrificio e la sofferenza come valore.
Ho preso i due estremi per le due divinità.
Senza offesa per chi crede a jesù, e per chi crede a buddha.

Rita 5:54 pm - 21st dicembre:

Dunque: proviamo a fare due metafore, anche se metaforizzare non è il mio forte.
la sessualità maschile è come il fuoco. (che è pure bello, nobile e che scalda e senza il fuoco non si genera calore e non si vive)
la sessualità femminile è la scintilla (o l’accendino, il fiammifero, chiamalo come vuoi) e poi si trasforma in sterpaglia o legna.

Partiamo da qui: gli uomini non gradiscono avere scintille intorno e non avere paglia o legna da consumare. Le donne non gradiscono essere soltanto legna da consumare.

Quando voi (e intendo voi collettivo maschile formato da milioni di voi) ambite ad una sessualità libera pensate alle donne che si comportano come il fuoco, o in alternativa come legna da ardere (guarda prima che attacchi anche su questo punto :-) non è sminuente essere legna che brucia eh, lo è casomai non essere stata ANCHE la scintilla), e però chi si maschera da legna o paglia difficilmente la considerate se non per un fuocherello occasionale. L’IO collettivo maschile è attirato dalla scintilla che (ricordo la descrizione di Fabrizio in un altro post di tempo fa) ancheggia con la classica falcata e fa immobilizzare gli uomini che restano a bocca aperta. Cioè in parole povere, dico io, dalla bella ragazza curata e in tiro (e da qui a tirarsela il passo è breve)
Questo naturalmente se si parla soltanto di sessualità. Non tiriamo in ballo le relazioni lunghe, le possibilità di relazioni lunghe etc, che è già complicato così.

Passo e chiudo che devo uscire, ma credetemi che in questi anni di frequentazione sulla QM mi sono fatta un’idea anche sull’IO maschile (medio eh.. non sto parlando dei singoli, non tiriamo in ballo le esperienze personali)

sergio 7:03 pm - 21st dicembre:

basta nadare ricordo, oltre confine, e molti degli assunti legati alla sessualità svaniscono, se non addirittura vedono le donne stesse che esigono le forche caudine dai beoti italici maschietti zerbino, prostarsi e MANTENERE gli stalloni da monta locali, anche se li la lasagna e la rucola sono assenti. (Damien)
*******************
Vabbe’, però cerchiamo di non esagerare, perché ti confesso che anch’io, da italiano, non ne posso più delle esagerazione degli italiani, sempre impegnati a descrivere situazioni e realtà molto più immaginarie che reali…
Ma figurati se una venti-trentenne figa italiana, rumena, ceka o russa ha bisogno di andare all’estero e di pagare per farsi sbattere…
Casomai sarà il contrario, tanto è vero che fino a pochissimi anni fa, anche sul suolo israeliano le prostitute più richieste erano le russe…

Damien 7:36 pm - 21st dicembre:

@Rita:

Tu sei quella che vuoi il bravo uomo, salvo poi successivamente tentare di cambiarlo..

Tu sei quella insicura che cerchi sicurezza, salvo denigrare chi, piu’ insicuro ed a ragione di te, viene denigrato semplicemente perchè uomo..

Tu sei quella che, in quanto detentrice di fica, ti arroghi i diritti piu’ disparati, dal decidere come quando quanto e qualitativamente farlo a stabilire, in seguito, se sia stato sesso, amore o stalking.

Tu sei colei che non vuole il sesso fine a se stesso, per paura di gravidanze indesiderate, salvo poi essere l’unica che detiene il potere di vita e di morte sul feto

Tu sei quella che vuole la parità dei sessi, salvo poi esigere il corteggiamento da parte maschile perchè “è giusto cosi!”

tu sei quella che mai e poi mai faresti la corte ad un uomo, dandogliela subito, salvo poi buttarti nei camerini dei cantanti o sotto le scrivanie dei potenti..

Tu sei quella che non vuoi essere usata come oggetto, ma lo divieni per soldi, per fama, per interesse o per l’insieme delle cose

tu sei la Ferrari che qualcuno ti offre di guidare dentro una stanza 10×10 senza uscita..

tu sei la mano che tende l’acqua all’assetato senza donargliela mai..

tu sei colei alla quale tutto è dovuto, senza preoccuparsi di dare..semplicemente perchè donna.

Tu sei colei che vive di “considerazione”, se sei in tiro e ti guardano per te la serata puo’ anche terminare.. ti bei del risultato non di quello che “prometti” invano di donare..

Tu sei quella che quando ha fame sceglie al ristorante, basandosi sulle calorie, mentre l’uomo è alla finestra, affamato, e viene allontanato per disturbo..

e potrei continuare..

Ma sopratutto, sei una donna che abilmente glissa sulle domande scomode e non risponde, gettandosi a capofitto in metafore che, credimi, ti danno ragione quando affermi che non sono il tuo forte..

vuoi cambiare il mondo? puoi farlo, da domani.. come? sei single scopa chi ti pare, gratuitamente anzi sii propositiva, non farti pagare, prova a rispondere “si sto bene.. ma starei meglio dopo una scopata” prova a vedere la reazione, le risate, il mondo che cambia, prova a concederti per le tue voglie e non dietro sterili ed inutili balzelli, in altre parole, la rivoluzione è essere se stessi.

sei impegnata?
dona la tua fetta di paradiso all’uomo che hai! custodisci i tuoi affetti e le tue responsabilità, che rimangano uniche, per l’unico uomo che ti merita e che meriti! lasciando a becco asciutto gli altri, sarè una lezione di vita, non dando speranze al meretricio farai del male, che sarà un bene alla lunga, in quanto gli uomini torneranno a comprendere che sposarsi con la donna giusta equivale a donarsi alla persona giusta che saprà ricevere e CUSTODIRE! non come adesso!

ma non lo farai, nè tu tantomeno le altre, il prezzo da pagare sarebbe sconveniente, meglio il sacrosanto motto “armiamoci e partite!” e far fare il lavoro “sporco” agli uomini.. e poi scusa, tutti i privilegi? le entrate gratis, le bevute gratis, le cene gratis? i viaggi gratis? l’essere scarrozzate gratis? naaa meglio cosi.. c’e’ crisi..

Concludo con un bellissimo epiteto finale di Rino:

“Non è vero che le DD non possano fare ciò che fanno gli UU: lo possono ma non lo vogliono perché ne va dell’integrità fisica, della salute, della vita: ne va della durata. Gli UU sono “matti” le DD sono savie. Hanno il diritto/dovere di autoproteggersi, di avere paura senza vergogna.
.
Non hanno invece il diritto di fingere di essere ciò che non sono, di insultare gli UU perché sono proiettati verso le idealità, lo spreco di sé, il rischio. Non hanno il diritto di rovesciare la propria legittima prudenza in capo di accusa contro coloro che corrono i rischi al loro posto. Hanno il diritto di avere paura e di assecondarla, non quello di insultare i coraggiosi.

Non hanno il diritto di trasformare il dono maschile in un oltraggio.
Infamia suprema.”

Fonte: http://www.uominibeta.org/2011/10/24/come-il-dono-maschile-viene-trasformato-in-oltraggio/

E con questo, ti auguro buona serata

dia 8:36 pm - 21st dicembre:

non ho capito però se bisogna donarsi saviamente e autoprotettivamente a un unico uomo, o darla ludicamente a tutti i matti e coraggiosi che sono proiettati verso le idealità. Decidetevi, che s’è fatta ‘na certa.

Rita 9:00 pm - 21st dicembre:

@Damien: sai cosa non capisco? un uomo che sta dietro ad una donna per DUE mesi, pagandole cene ed esaudendo ogni suo desiderio. O meglio lo posso capire, lo capisco se quella donna deve piacergli davvero molto.

Io sono d’accordo, non hanno il diritto di trasformare il dono maschile in un oltraggio, e non hanno il diritto di accendere scintille per il solo piacere di farlo, sapendo che non hanno nessuna intenzione di bruciare per quell’uomo, e però stranamente non avendo il diritto di pretendere corteggiamento sono quelle più corteggiate
Chiudo qui, capisco che questo argomento è spinoso, e ..in questo caso, consentitemi, chi non risponde mai alle domande scomode non sono io.

Bello Damien eh, bel pezzo, complimenti. buona serata anche a te

Rita 9:11 pm - 21st dicembre:

“bravi uomini lasciati per farabutti, brave donne lasciate per bastarde”,

ecco, su questa sono d’accordissimo con te, spero soltanto che non sia colpa dell’ipocrisia femminile anche la seconda parte.

dia 10:34 pm - 21st dicembre:

grandissima Rita.

Damien 10:53 pm - 21st dicembre:

@Dia:

ho dato la risposta al tuo quesito nella parte finale, che non ti stia bene è un tuo diritto, evitarla per farmi questa domanda no.

@Rita:

Il tradimento è femmina, ergo anche la seconda ipotesi è colpa della donna, diversamente, si chiamerebbe stupro, comunque complimenti, ancora una volta sei riuscita a deviare il discorso su un altro contesto, stupido io a seguirti o semplice dono maschile perentorio e sempre presente per le donne? mmah! vedendo Dia che ti fa la Hola, propendo per la prima!

Leonardo 11:52 pm - 21st dicembre:

Quoto i “Tu sei” di Damien e ne sparo qualch’uno io.
Tu sei quella che ha difficolta ad avere l’orgasmo e tutti i maschietti dietro che si preoccupano
Tu sei quella: ma come si eccita una donna?
Tu sei quella che ha interessi culturali per sentirti superiore agli zerbini
Tu sei quelle che vogliono essere più belle dei maschi
Tu sei quella che puzza di meno
Tu sei quelle che: se la devono sudare
Tu sei quella che mi da un’altra possibilità passandomi davanti per essere abordata
Tu sei quella che ha un amore speciale e lo racconta a tutti i maschi intorno che rispondono: sei una sognatrice, svegliati: fatti avanti tu
Tu sei quella dalla sessualità raffinata e i maschi terra terra
Tu sei quella complicata e l’uomo bestia
Tu sei quella: sei un viscido!
Tu sei quella: che schifo!
Tu sei quella freddolosa
Tu sei quella: no io ho sempre caldo
Tu sei quella: ma tu sei maschio!
Tu sei quella: ma io sono una donna!
Tu sei quella che per i propri comodi lavora, fa palestra, guida la macchina, la moto e tutti il resto e bestemmia pure in mezzo al traffico

Rita 12:04 am - 22nd dicembre:

va be, credo che se qualcuno è d’accordo con me o io son d’accordo con qualcuno su qualche argomento non dovrebbe costituire il criterio di giudizio per la tua stupidità o meno di seguire un dialogo, a meno che non ci sia un’antipatia personale nei confronti di quel qualcuno e in questo caso Dia. Peraltro pure io qualche volta non sono d’accordissimo con tutto, anzi mi pare che succeda parecchie volte anche fra di voi.
E’ probabile che parliamo linguaggi diversi e siamo su piani diversi, tu hai l’impressione che io svicoli e devi il discorso, mentre tentavo di capirlo da principio, e io ho l’impressione che a svicolare sia tu. Fa niente. Non ho nemmeno capito qual era la “domanda scomoda” cui fai riferimento. Per conto mio alle mie non hai risposto, o hai risposto fraintendendo.
Dia si sa difendere da sola, io pure, e resto dell’idea che ancora non comprendo molti passaggi (per non dire quasi tutti) dei tuoi ultimi post in questo contesto e in quest’occasione. Ma non mi pare il caso di insistere.
Buonanotte Damien, aspetto il tuo prossimo pezzo sui borg e sulle arrogantissime donne (vicine e lontane,.. e adesso non mi dire che non intendevi me e Dia, perchè intendevi l’arroganza universale femminile, ma noi, come al solito siamo state emotivamente fraintendenti eh :-) perchè io qui, in questa occasione di arrogante ho visto soltanto te dal primo post, e con te intendo proprio te)

Comunque oggi che mi sento particolarmente poco paziente, vi dirò che questa storia delle donne che tutte pretendono pagamenti di cene, entrate gratis in discoteca (questo non lo so perchè non ci sono mai stata), non dividono le spese e si fanno scarrozzare in giro comincia un po’ a stufarmi. Non è la realtà che ho conosciuto. Non è la mia e nemmeno della stragrande maggioranza delle donne normali (perlomeno della mia generazione). Sono d’accordo sulla mancanza di iniziativa femminile nel corteggiamento esplicito, però davvero, le ragazze normali che ho frequentato io (certo carine, ma non a livello delle ragazze dell’Est) non erano e non sono sanguisughe. A furia di ripetere questa storia mi viene da pensare che davvero chi dice che forse sbagliate tipologia e vi risultano invisibili un’infinità di donne un pelino di ragione ce l’abbia.
Altra cosa è lo svilimento delle peculiarità maschili, altra cosa è lo squilibrio nel diritto di famiglia.
Temo che qualsiasi cosa dicessi in proposito verrebbe soltanto sbeffeggiata come il solito “malintenzionato senso femminile di dominio sull’uomo”, epperò sinceramente, forse vivere la sessualità maschile (nel senso di come la vivono e la interpretano i maschi) non significa fare la rivoluzione per essere sè stesse.

Va be va saluti da una donna cattiva che ha interiorizzato l’ “io” collettivo femminile ma porcaccia la miseria non c’ha mai guadagnato una lira e nemmeno una frase romantica perchè tanto era inutile… l’avevo già data la prima o la seconda sera chemmelodicevanoaffà? ;-)

dia 10:45 am - 22nd dicembre:

comunque l’ingresso in campo a gamba tesa di Damien è servito a fare emergere un sacco di cose. Bene, in fondo. Mi piacciono i risvolti inaspettati, le strane pieghe e gli strani capovolgimenti di alleanze e tutto quello che non dà risposte a senso unico.

A proposito di mercificazione e cene pagate e sanguisughe:
le donne che – a quanto pare – frequentiamo e/o conosciamo solo io e rita, cioè donne che non fanno del vivere a scrocco o del farsi “scarrozzare” (!!! ma che siamo nell’ottocento?), sembrerebbe un mondo invisibile, almeno agli occhi di Damien. Non posso che prenderne atto. Ci sarà un motivo, ma credo che riguardi più la sua storia personale che non quella generale. D’altra parte, la storia personale – ogni storia personale – non è una realtà insignificante slegata dal contesto. E’ pur sempre un pezzo di realtà/verità da cui si possono inferire cose e significati più generali. Dall’osservazione di una sola famiglia di scimpanzé, Jane Goodal deve avere imparato parecchie cose sulle scimmie, se è diventata una delle studiose più autorevoli nel campo della primatologia. E’ un esempio che faccio spesso, non perché la Goodall sia donna o perché il suo metodo (che è semplicemente quello della scienza) sia “femminile”, ma perché è una persona che apprezzo molto. Una persona dolcissima, di grande intelligenza, onesta, appassionata e non-aggressiva. Che ha abbracciato il rischio senza protagonismi, facendo un lavoro quotidiano e certosino e senza clamore, che alla fine ha pagato. UNA PERSONA.

E’ anche vero che come donna non potrò mai a mettermi nei panni di un uomo costantemente in balia dell’ormone di Minsk. In questo senso, vivo – sì – una condizione privilegiata, immagino. Ma non può essere un “peccato originale” da scontare a vita, per cui qualsiasi cosa io dica è sempre la riprova della mia appartenenza a Satana. Ci sarà pure un fine-pena….

Oltretutto – come nota Rita – il ricatto sessuale evidentemente paga, se un numero X di donne lo pratica. Perché paga? La colpa è della maledizione dell’ormone di Minsk, o anche una libera scelta del suo “portatore”? Perché se si afferma che l’uomo è costretto (dalla biologia, dalla cultura, dal grande capitale, da xyz) a lasciare moglie e famiglia per una trentenne di Minsk, a preferire la venticinquenne smutandata scrocca-cene a una venticinquenne vestita normale che paga la sua cena 50/50, allora siamo nello stesso territorio della filosofia femminista della donna-vittima e oppressa.

dia 10:53 am - 22nd dicembre:

scusate non avevo letto gli ultimi commenti, quello sulla Hola (di Damien) e i “Tu sei quella” (di Leonardo).
E va be’.
In realtà, Damien, a proposito della Hola di Rita.
Anche Andrea non era d’accordo con te. Anche Luigi, credo di poter dire. Non vedo i commenti di Armando, ma faccio un’ipotesi: non credo che sottoscriva tutto quello che dici. A questo punto, per onestà intellettuale, bisognerebbe registrare anche questo fatto, e il fatto – per esempio – che alal fine siamo rimaste solo io e Rita a obiettare ai tuoi commenti. Gli altri uomini obiettori eventuali non sono rimasti. Anche questo particolare fenomeno mi ricorda le dinamiche corporativiste dei siti femminili/femministi.

Abbiamo cacciato utenti e commentatori per molto meno di quello che hai fatto tu. Però va bene, ci sta anche questo.

Intanto Buon Natale a tutti gli UB!

dia 11:00 am - 22nd dicembre:

ultimo p.s.
“abbiamo cacciato” – intendevo da questo sito.

dia 11:19 am - 22nd dicembre:

p.p.s. e intendevo scrivere:
“…donne che non fanno delle cene a scrocco e del farsi scarrozzare una mission”. Scusate, era l’ultimo post contiguo. Giusto per entrare nel Guinness.

Fabrizio Marchi 12:38 pm - 22nd dicembre:

Dia, con tutto il rispetto, cerchiamo però di non fare la pipì fuori dal vaso, come si suol dire…
La ragione per la quale il sottoscritto (e, ne sono convinto, anche gli altri amici del blog fra cui quelli da te citati, Luigi, Armando, Rino ecc.) non è intervenuto e vi ha lasciato battibeccare, è molto semplice: non posso (e credo che valga anche per gli altri ) perdere tempo per dirimere diatribe fra di voi (cosa che poi, come vedi mi costringete a fare…). Se devo investire tempo ed energie (e lo faccio, come sai), è per cercare di far crescere questo movimento e le idee di cui è portatore. Penso ad esempio alla questione, molto concreta e molto politica, delle quote azzurre nella scuola. Fare questo, cara Dia, significa andare ben oltre la discussione nel blog, significa lavorare all’esterno, intervenire ai convegni, organizzare riunioni, parlare dal vivo con la gente, cercare di uscire sulla stampa, sui media, coinvolgere amici, contattare giornalisti, esponenti politici, semplici militanti, associazioni . Peraltro sto lavorando ad un incontro con il CRS, Centro per la Riforma dello Stato, presieduto da Mario Tronti – ti dice nulla questo nome? – il quale, in un suo recentissimo libro ha scritto un capitolo, AUDITE, AUDITE, molto critico nei confronti del femminismo, che pubblicherò nei prox giorni quando avrò tempo di copiarlo. Ora, tu capisci, cara Dia, sempre con il dovuto rispetto, sia chiaro, quale possa essere per il sottoscritto l’ordine della priorità…
Il tutto, naturalmente, compatibilmente con i miei impegni dal momento che, come tutti, non campo d’aria ma del mio lavoro e delle mie attività. Io capisco che per alcuni/e questo blog possa costituire anche (ho detto, anche) un momento di socialità (sia pure in rete), magari anche una pausa dal lavoro, se volete anche un luogo di svago, dove discutere, argomentare ecc. E ci sta tutto, sia chiaro. Nulla di male . Va benissimo. Però dobbiamo anche capire che per alcuni di noi non è così. E non è un caso che abbiamo pubblicato, a chiare lettere, evidenziato in rosso, su tutte le pagine, un annuncio dove è scritto che lo spazio dei commenti è assolutamente libero e non ha nulla a che vedere con la linea politica del movimento ecc. ecc. Perché lo abbiamo fatto? Per impedire strumentalizzazioni da parte di chicchessia ma anche per evitare di dover intervenire ogni dieci minuti per correggere la rotta o mettere una pezza alle inevitabili frizioni. Il giorno che saremo talmente forti da poterci permettere di avere dei funzionari stipendiati, ne metteremo un paio a guardia del sito, h24, in grado di intervenire in qualsiasi circostanza. Per ora, però, non è possibile e siamo costretti a dosare e razionalizzare le nostre forze, in base appunto alle priorità.
Sono stato sufficientemente chiaro? Penso di sì. Bene.
Una brevissima considerazione sulla diatriba. Già in un’altra occasione, Dia, ti avevo suggerito di considerare il contesto, il frangente, la situazione in cui alcune affermazioni vengono fatte e anche la persona che le esprime, la sua personalità, il suo carattere, il suo livello culturale, la sua psicologia, la sua esperienza personale ecc. Mi pare di poter dire (e questo lo dico anche a Rita) che il mio invito non sia stato recepito.
Ora, conosciamo tutti Damien da un bel pezzo, e quindi credo che dovremmo conoscere tutti il suo modo di essere ed esprimersi che io trovo a suo modo originale e spesso divertente (ma questa è un’opinione del tutto personale). Non c’è dubbio che egli sia eccessivamente irruento, veemente, tendente alla generalizzazione; tutto quello che volete. Però non c’è altrettanto dubbio che, a suo modo (ciascuno ha il suo) esprima il sentire diffuso (e non portato alla luce) della grande maggioranza dei maschi, relativamente alla relazione con il femminile. Piaccia o no, care amiche, è così.
Ciò dimostra quanto sia difficile la comunicazione (e la relazione) fra i generi, nel momento in cui anche donne certamente evolute, dal nostro punto di vista, e altrettanto certamente non assimilabili al pensiero post-neo-femminista dominante, come voi, abbiano difficoltà a comprendere l’esperienza maschile, il vissuto maschile che, ripeto, senza naturalmente generalizzare, è quello descritto da Damien. Ciò rimanda ovviamente ad un discorso estremamente più complesso (e che abbiamo affrontato in diversi articoli nel sito e anche nel blog) sulla diversità strutturale fra i sessi, e quindi, ahinoi (non c’è una soluzione a tutto nella vita) alla impossibilità di potersi comprendere al 100% (magari si potesse arrivare al 50%, sarebbe già un risultato enorme…).
Anche per questa ragione, care amiche (e amici) mi sforzo di dire (forse ora sarà più comprensibile) che la QM è innanzitutto una questione politica. Perché è una questione di rapporti di forza. Non si tratta quindi di addivenire ad una soluzione condivisa (cosa che mai potrà darsi, perché la polarità MM/FF appartiene ad una dialettica strutturalmente conflittuale data da una inconciliabilità delle nature dei due soggetti) ma ad un riequilibrio della relazione fra i generi. Non abbiamo la presunzione di trovare una soluzione finale che porti all’armonia e alla comprensione universale fra gli uomini e le donne (sarebbe anche filosoficamente errato) ma “solo” (un “solo” con un milione di virgolette) un maggiore equilibrio che consenta una convivenza (comunque conflittuale) dove nessuno dei due soggetti sia in una condizione di subordinazione nei confronti dell’altro.
Chiudo ribadendo, come potete verificare voi stessi/e, che vi avevo invitato a ricomporre la polemica. Non mi avete ascoltato e ciascuno/a ha, suo modo, proseguito. Per me va anche bene, sia chiaro, non c’è alcun problema. Se volete polemizzare, fatelo pure, in fondo fa parte del gioco. Però non vi inventate teorie strampalate sul fatto che siete rimaste solo voi due a discutere con Damien e sul fatto che gli altri non intervengono. Potrebbe anche essere che gli “altri” non intervengono perché non sono interessati a questo genere di discussioni (e nel mio caso, come in quello di altri, come già spiegato, investono energie e tempo in altro). Non ci avete pensato?
Fabrizio
P.S. un’ultima considerazione: non abbiamo cacciato nessuno “per molto meno”, come dici tu, Dia. Qui abbiamo ospitato (prima o poi siamo stati costretti ad allontanarli/e, è ovvio), provocatori e provocatrici come una tal Chiara di Notte, un tale Giosby e altri simil personaggi che venivano qui ad insultare (tu ancora non eri dei nostri). La verità è che siamo stati fin troppo tolleranti (e mi è stato anche fatto notare…). Abbiamo allontanato successivamente anche altre persone che avevano un atteggiamento dispregiativo e polemico fine a se stesso.
Qui, come puoi verificare (dal momento che tu stessa sei spesso e volentieri in disaccordo con quanto sosteniamo), chiunque può criticare, a patto di argomentare, senza denigrare, insultare, ridacchiare maldestramente o sbeffeggiare. Non è certo il dissenso che ci spaventa, purchè sia costruttivo e nel reciproco rispetto.

fulvioterzapi 4:49 pm - 22nd dicembre:

a proposito di anti-prostituzione mi sa che questa ve la siete persa: sul blog di Leonardo Tondelli (una specie di celebrity della blogosfera nonché collaboratore dell’Unità) si parla di prostituzione volontaria come qualcosa di legittimo e normale. allora le tipe di femminileplurale se la prendono con lui dandogli del maschilista e sostenendo che la prostituzione non è mai volontaria e che nessuna donna eserciterebbe tale mestiere se non vi fosse costretta piu o meno direttamente.
e lui risponde: ci sono mille altri lavori brutti da fare ma che qualcuno si prende la pena di eseguire e del resto se tutto è oggetto di compravendita, comprese mani, braccia e altre membra, perché non il culo e la vagina?
e loro rispondono: be, ma anche gli altri lavori brutti dovrebbero essere aboliti e comunque il culo e la vagina non sono negoziabili.
questo mi chiarisce le idee su chi siano gli indefessi avversatori della prostituzione: da un lato tutti coloro di orientamento conservatore, da un altro coloro di tendenza sinistrorsa estrema o radicale.
http://leonardo.blogspot.com/2010/11/dalla-parte-del-consumatore.html
https://femminileplurale.wordpress.com/2010/11/09/una-rassicurante-atrocita/

Alessandro 6:05 pm - 22nd dicembre:

Sì, è così. E se non stupisce che i conservatori di orientamento cattolico si schierino su quelle posizioni, è ben più singolare che la adottino i libertari-progressisti o presunti tali. Ma non è difficile spiegarsene la ragione: questi ultimi hanno assorbito in toto il pensiero femminista che ha fatto della sessualità un campo di battaglia, in modo particolare ha fatto dell’opposizione alla sessualità maschile una questione di vita o di morte, in qualsiasi modo essa si esprima, non solo, giustamente, quando questa offende la dignità di una donna, molestie e reati vari, ma, è questo è grave, quando non offende un bel nulla. Non solo lotta dura a qualsiasi forma di prostituzione, ma , se è possibile, vietare di trasmettere in tv perfino una donna in minigonna. Insomma, per queste paladine e per i loro gonzi, più o meno interessati e quindi tali, un uomo per avere una donna, perfino per poterne osservare alcune parti neppure tanto intime, deve strisciare ai suoi piedi. Mica sceme: lo sanno che in questo campo si gioca una partita decisiva. In questa crociata sono supportate dall’intramontabile sessuofobia cattolica, perlomeno di alcuni esponenti ecclesiastici. Comunque, senza più Berlusconi mi pare che le paladine della “dignità della donna” stiano perdendo un pò di mordente: è venuto meno parte dell’appoggio politico di cui godevano. La sinistra moralista, bacchettona è un controsenso: ma si sa, questo è l’andazzo.

cesare 6:24 pm - 22nd dicembre:

Fulvioterzapi@”e comunque il culo e la vagina non sono negoziabili”.
Invece la pelle, la vita stessa, dei maschi in caso di guerra è, anche oggi, negoziabilissima; anzi per legge è gratis, obbligatoriamente gratis e sotto comando altrui. Non si può rispondere all’ufficio arruolamento: il corpo è mio e lo gestisco io. Stesso dicasi quando gestisci una colata da qualche centinaio di migliaio di euro, o scendi sui mille/duemila metri in miniera, ecc. ecc..

Marco 7:18 pm - 22nd dicembre:

Non conosco tutte le donne italiane, tantomeno quelle dell’intero pianeta (ovviamente), però una cosa la posso dire: la stragrande maggioranza delle ragazze e donne che ho conosciuto io (sia nel Lazio che altrove), dava per scontato che l’uomo dovesse essere “cavaliere”, ossia, oltre a corteggiare e sbattersi continuamente, dovesse pagare cene e quant’altro. Ecco, questa è la mia esperienza di uomo quasi 38enne, ma vi assicuro che è anche l’esperienza di tanti miei coetanei.
Detto questo, sono del parere che in tutto ciò esista anche una bella responsabilità maschile, dato che, ancora oggi, mi capita spesso di vedere uomini che rifiutano di farsi pagare da una donna anche un semplice caffè. Figuriamoci una cena.

Leonardo 7:19 pm - 22nd dicembre:

I miei “tu sei” non sono riferiti in modo specifico alle utenti del forum, ma alle utenti del mondo in generale; e riconoscendo i diritti d’autore a Damien ho espresso i miei “tu sei”. Ogni uomo è un microcosmo a se, altro che universo femminile (che megalomane).

Rino 10:26 pm - 22nd dicembre:

http://leonardo.blogspot.com/2010/11/dalla-parte-del-consumatore.html

Stupendo questo articolo. Da tutti i punti di vista.
Quante verità su se stesso, sulle DD e su tutti noi, gente normale. Verità ingenue e sincerissime.

Toccante fino alla commozione.

RDV

Fabrizio Marchi 12:08 am - 23rd dicembre:

Straordinario pezzo. Naturalmente ho postato un commento complimentandomi e qualificandomi.
Fabrizio

armando 11:12 am - 23rd dicembre:

Sulla prostituzione c’è molta ipocrisia e contraddittorietà, come al solito.
Capisco, anche se non condivido, la posizione rigida di parte del cattolicesimo nel considerarare la vendita del proprio corpo un degrado morale. Capisco perchè si tratta senza dubbio di una forma di mercificazione, non condivido non solo perchè preferisco non dare giudizi morali, ma anche perchè è una questione più sottile e complessa. Ho già avuto modo di dire che lo scambio mercantile sesso/denaro esiste sotto svariate e dissimulate forme, anche quelle più rispettabili e che, in teoria e per come sono state concepite, non avevano quell’aspetto, o almeno non solo quello. Rispetto a queste forma la prostituzione ha un pregio. Quello della chiarezza e di evitare equivoci. I due sanno entrambi ciò che vogliono e in tal senso si accordano. Ciò, attenzione, può anche “liberarare” il rapporto e, una volta risolta la questione scambio, aprire la strada ad un rapporto su un piano diverso, di autentico interesse personale e umano. La condizione necessaria è, ovvio, che non ci sia disprezzo, nè vittimizzaazione, per la prostituta e per il cliente. Diciamo anche che la Chiesa, nella sua saggezza millenaria, è riuscita anche a tener conto dei dati di realtà accettandoli come “male minore” , magari da tenere un po’ nascosto e in disparte (da quì l’accusa di ipocrisia, fondata solo parzialmente), anzichè scagliarsi contro il fenomeno con furia giacobina alla Don Benzi. Sotto questo punto di vista sono più i cattolici progressisti che quelli conservatori ad essere alleati del giacobinismo di sinistra e femminista. Il quale d’altra parte è il massimo di ipocrisia e contraddittorietà. Intanto nel considerare la prostituta sempre come vittima e il clinete sempre come oppresore, ribadisce di non voler capire nulla di nulla della psiche umana. E ciò è gravido di pericoli immensi di totalitarismo perchè apre un’autostrada alla “conversione” forzata al bene e al buono che solo loro saprebbero cosa è. In secondo luogo dovrebbero spiegare, oltre a ciò a cui fa riferimento Cesare sulle costrizioni negoziabili del corpo maschile in guerra, perchè non hanno nulla da obiettare, nè sul piano morale nè su quello sociologico, alla vendita di sperma per la procreazione artificiale da parte di alcuni uomini. Non è forse anche questa una forma di prostituzione di sè, avente fra l’altro conseguenze potenaziali ben più importanti di un amplesso? Ma la somma ipocrisia dissimulatoria dei tempi moderni si spinge a chiamare “donatori” e non “venditori” gli uomini che offrono il proprio sperma. Il perchè è chiaro. Si svelerebbe l’inganno e poi sarebbe più facile applicare anche a questo caso lo schema, vittima/oppressore. Ma non sia mai che possa accadere quando le due figure non corrispondono al pregiudizio del mainstream politically correct.
Due parole, infine, sull’annosta questione della comprensione fra i sessi. Non credo che potrà mai essere completa, e questo è un bene, secondo mè. Perchè il sale del rapporto sta anche in una dose giusta di mistero e inafferrabilità dell’altro da sè. Fosse tutto sempre chiaro, evidente, illuminato dal sole allo zenit, finirebbe per stancare in breve tempo. Le zone d’ombra, di mistero, di incomprensibilità dei meccanismi altrui, e quindi anche di conflitto, sono costitutive del rapporto e alla fine dello stesso essere umano.
Per ristabilire quell’equilibrio a cui si riferisce Fabrizio, “basterebbero”, credo, due sole cose.
1) Il riconoscimento dell’esistenza di zone d’ombra anche proprie, non solo di quelle altrui.
2)Di conseguenza il non porsi nei confronti dell’altro sesso in termini di gerarchia morale, sia essa dovuta all’ontologia o alla storia.
Con ciò non si estinguerebbe il conflitto, ma esso non sarebbe mai distruttivo, nel senso che la posta in gioco non potrebbe essere o l’eliminazione dell’altro o la sua conversione forzata ad un clone di sè, come oggi si vuol fare ai maschi.

Fabrizio Marchi 2:18 pm - 23rd dicembre:

“Diciamo anche che la Chiesa, nella sua saggezza millenaria, è riuscita anche a tener conto dei dati di realtà accettandoli come “male minore” , magari da tenere un po’ nascosto e in disparte (da quì l’accusa di ipocrisia, fondata solo parzialmente)” (Armando).
Premettendo, caro Armando, che complessivamente sono abbastanza d’accordo con il tuo ultimo commento, mi sento però di dissentire radicalmente sul passaggio di cui sopra.
Capisco che ciascuno ha le sue sensibilità, su questo non ci piove ed è giusto che sia così, però mi sembra che in questo caso tu sia un po’ troppo indulgente nei confronti della Chiesa, e parlarne nei termini di “saggezza millenaria” mi pare francamente esagerato. A meno che per saggezza non si intenda una notevolissima dose di realismo politico e di grande capacità (anche questa sostanzialmente politica) nel saper coniugare (e gestire) una “materia” assai particolare e complessa come quella religiosa (e spirituale) con la dimensione (molto terrena) della politica, e quindi del potere (concetto rispetto al quale la Chiesa non è stata e non è affatto estranea, tutt’altro…).
La Chiesa (in questa sede ci riferiamo a quella cattolica ma il discorso, sia pur in termini diversi, dati da una storia diversa, può e deve essere esteso anche a tutte le altre confessioni) è un’istituzione umana, fatta da uomini e guidata da uomini, e non da emissari di Dio. Per questa ragione, per quanto mi riguarda, non le attribuisco alcuna “superiorità etica” a prescindere, così come naturalmente non lo faccio con qualsiasi altra esperienza umana che scelgo metodologicamente e laicamente (quando ci vuole ci vuole) di misurare con il metro dell’analisi lucida dei fatti (prodotti da quella stessa esperienza) e di ciò che concretamente ha prodotto nel tempo e nella realtà.
La Chiesa ha una sua storia, questa sì millenaria (nè potrebbe essere altrimenti dal momento che l’angoscia e la domanda di senso e di spiritualità da essa generata appartengono all’umano né più e né meno che i bisogni fisiologici) complessa e contraddittoria (come quella di altre religioni, filosofie e ideologie nonchè sistemi politici che da queste traevano legittimazione morale, storica e politica) fatta di atti ed esperienze concrete positive e negative (mi si passi la banalissima sintesi ma ci capiamo…). Non entro ora nel merito e non mi metto a pesare sulla bilancia se abbiano complessivamente prevalso gli elementi negativi o quelli positivi. Non è questo il punto, anche perché apriremmo una discussione infinta. Ciascuno è ovviamente libero di vederla a suo modo e del resto è facilmente ipotizzabile il mio personale punto di vista (per quello che conta).
Ciò detto, non può però essere sottaciuto né tanto meno bonariamente ridimensionato il ruolo nefasto che ha avuto la Chiesa (tutte le chiese) per quanto riguarda la concezione e la “gestione” della sessualità. Non può essere sufficiente ridurre il tutto a un Padre Nostro e due o tre Ave Marie che il prete ci “ordina” di recitare, magari strizzandoci metaforicamente l’occhiolino, dopo che abbiamo “confessato” di aver dato una manata sul sedere ad una ragazza oppure di aver avuto pensieri “impuri”. E’ innegabile che la sessualità sia stata per millenni sottoposta a dei processi di condizionamento pesantissimi per scopi sostanzialmente di dominio (cos’altro altrimenti?…) che ho personalmente affrontato più e più volte nel sito e anche nel mio primo libro e sui quali non torno perché credo che ne abbiamo discettato a sufficienza. E siccome per millenni è stata la Chiesa (o le varie Chiese o comunque istanze e strutture politiche e statuali che da essa e da esse traevano legittimità) a dominare, il cerchio si stringe e due più due fa quattro (anche se a volte può fare 4 e qualcosa, ma ci siamo capiti anche in questo caso…).
Il fatto che oggi la sessualità sia sottoposta ad un potere di condizionamento forse anche più odioso e pervasivo (senza dubbio più sofisticato) del primo, che è quello (che abbiamo individuato e analizzato) della ragione strumentale capitalistica da una parte e del post-neo-bacchettonismo giustizialista femdominista (che, a mio parere, affonda in qualche modo le sue radici anche nel veterobacchettonismo di derivazione religiosa), suo alleato strategico, non può impedirci di chiudere gli occhi sulla Storia, e cioè sulla responsabilità e sul ruolo che la Chiesa (cattolica, nel nostro caso) ha avuto e ha svolto nel passato (e tuttora, anche se in misura minore), da questo punto di vista.
Tutto questo discorso non ha naturalmente nulla a che vedere con la necessità di riaprire e mantenere vivo il dialogo con il complesso e assai diversificato universo cattolico (diciamo della Cristianità in generale) e con le istanze e le tematiche di cui è portatore rispetto alle quali, come è noto, sono molto sensibile ed aperto. Sapete d’altronde perfettamente che, pur essendo un laico convinto, non appartengo di certo alla sfera dei “laicisti-scientisti-eugenetisti-relativisti-assoluti pannellian-boniniani” o simil tali.
Però, al fine di una corretta analisi della realtà, è bene porsi come osservatori lucidi, intellettualmente onesti (certamente parziali ma non faziosi e non oberati dalla necessità di far tornare i conti alle nostre, per quanto mi riguarda ipotetiche, rispettive parrocchie ) e per questo in grado di non fare sconti a nessuno (e ovviamente anche di riconoscerne gli eventuali meriti…).
Naturalmente questo vale per tutti e in tutte le direzioni.
Fabrizio

Leonardo 2:30 pm - 23rd dicembre:

Voglio capovolgere la situazione:
Tu sei quello che scopa tanto
Tu sei quello che la figa è sopra ogni cosa
Tu sei quello che rimorchia
Tu sei quello che regala l’anello per corteggiarla
Tu sei quello: tu mi hai sfruttato, ridammi l’anello
Tu sei quello che non capisce perché ti ha lasciato
Tu sei quello: le donne sono più inteligenti
Tu sei quello: Le donne sono meravigliose
Tu sei quello che alle donne bisogna fargli pena
Tu sei quello che con le donne ci sa fare
Tu sei quello che dopo che te la sei fatta hai vinto
Tu sei quello che non si rassegna
Tu sei quello cha ha rispetto per le donne
Tu sei quello che castrerebbe chi violenta le donne
Tu sei quello che piacchia il suo bambino e si fa picchiare dalla moglie
Tu sei quello che le donne devono stare a casa
Tu sei quello che alle donne oggi dice: avete voluto la bicicletta?
Tu sei quello che le donne sono delicate
Tu sei quello che paga le cene (e non solo)
Tu sei quello che è un bastardo
Tu sei quello viscido
Tui sei quello che un uomo è un animale
Tu sei quello: L’omo adà puzzà!
Tu sei quello che si mette il profumo per rimorchiare
Tu sei quello che le donne sono più belle di noi uomini
Tu sei quello che si fa bello per fare il pavone
Tu sei quello che si depila
Tu sei quello rockettaro col capello lungo che si domanda: ma rimorchio cosi combinato?
Tu sei quello: le donne sono tutte puttane!
Tu sei quello che scoppia a piangere la sera nel locale dove c’è la sua ex che fa la prima donna con tutti…
Tu sei quello che mi dice: ma perché non te la sei fatta? che fesso!
Tu sei quello: ma che sei frocio?
Tu sei quello che l’uomo non deve essere bello, ma maschio
Tu sei quello che ammazza quanto è brutto quello e quando scopa?

Saturno 3:53 pm - 23rd dicembre:

Un augurio di cuore pieno d’amore a tutti e che il Natale porti calore in tutti voi. Auguri

Daniele 3:56 pm - 23rd dicembre:

Rino
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http://leonardo.blogspot.com/2010/11/dalla-parte-del-consumatore.html

Stupendo questo articolo. Da tutti i punti di vista.
Quante verità su se stesso, sulle DD e su tutti noi, gente normale. Verità ingenue e sincerissime.

Toccante fino alla commozione.

RDV
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Sì, un bel pezzo, che condivido quasi totalmente (scrivo “quasi”, perché a differenza dell’autore, ritengo che con una prostituta non ci si “diverta” mai veramente) e che dimostra una volta di più, quello che io (al pari di qualcun altro prima di me) vado ripetendo da anni, ossia che l’aspetto fisico è molto importante anche per un uomo, specie in gioventù (certo, poi è chiaro che conta parecchio anche la posizione sociale)
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12571862
Per quanto riguarda i soliti, banali commenti femminili, che dire? Niente, salvo che la quasi totalità delle femmine non capisce assolutamente nulla di uomini, tantomeno si sforza di comprendere le ragioni di tutto ciò.

Fabrizio Marchi 5:35 pm - 23rd dicembre:

Buon Natale anche a te, caro Saturno, e Buon Natale a tutti gli amici e a tutte le amiche del nostro sito!
L’aspirazione alla pace, alla giustizia, alla libertà e all’eguaglianza fra gli uomini e le donne di buona volontà di questa Terra non potrà mai essere cancellata da niente e da nessuno.
Questo vale per i credenti come per i non credenti.
Questo nostro (per ora) piccolissimo Movimento è solo un pezzettino di quella grande aspirazione che da sempre muove l’Umanità, e questo ci infonde coraggio, forza e voglia di continuare la nostra battaglia.
Ancora tanti, tanti auguri a tutti/e
Fabrizio

mauro recher 6:01 pm - 23rd dicembre:

vero Daniele ,guarda per caso su facebook ,ho trovato questa pagina
http://www.facebook.com/pages/Stima-per-sessisti-che-perdono-ore-a-scrivere-improbabili-blog/268502293187748
come vedi e vedete ,che immagine usano per “raffigurare” i sessisti …Raul Bova ? Brad Pitt ? .sicuramente no ,usano una caricatura tratta dal cartone animato di South Park …ovvio che l’aspetto fisico ,a scapito di quello che dicano le femdoministe ,è davvero importante anche per gli uomini ,e dove questo non arriva ,ci pensa ,in alternativa ,una posizione sociale elevata … che però ,stando a quanto ho letto nei vari sondaggi ,tende a penalizzare ,ancora una volta l’uomo brutto ,ne abbiamo anche parlato qui ,
http://www.uominibeta.org/2011/09/28/penalizzati-perche-brutti/
ritornando all’articolo del blog ,che condivido ,come voi ,in toto ,perchè dice la verità in mezzo a tante menzogne “buoniste” ,perchè .le femdoministe mi devono sempre spiegare una cosa ,il perchè ,in un forum che seguo ,per carità ,la maggioranza è adolescente ,nella sezione due di picche scrivono quasi sempre uomini ,sempre alla faccia del maschilismo che ci deve dare il trono del potere

mauro recher 6:02 pm - 23rd dicembre:

dimenticavo ,auguri a tutti :)

armando 6:17 pm - 23rd dicembre:

Diciamo, caro Fabrizio, che per me la saggezza della Chiesa non è solo il realismo politico e la coniugazione fra elemento spirituale ed elemento materiale, terreno lungo il quale le comprimissioni negative sono pur state tante ( e neanch’io voglio dilungarmi sul pesare il prp e il contro), ma soprattutto la comprensione che la santità, anche dal suo (della Chiesa) punto di vista, è di pochi e anche questi pochi hanno i loro limiti, mentre la grande maggioranza degli esseri umani è fatta di pulsioni e istinti contraddittori. Il sesso, con tutte le sue enormi implicazioni, è fra questi. La sua “regolazione” è una esigenza sociale, e se non è affidata alla Chiesa lo è qualcun altro. Per questo non occorre affatto essere credenti, per cui ti rispondo con le parole di Costanzo Preve (Elogio del comunitarismo, pag. 120):
“Esiste, invece, eccome se esiste, l’obbligo etico e comunitario. Si è obbligati, infatti, verso gli altri, e gli altri fanno parte della comunità di cui anche noi facciamo parte, nel doppio significato di do comunità particolare (professionale, nazionale) e di comunità universale di tutti i membri della comunità. In questo senso, anche la sessualità è un fatto sociale, e trovo assurdo che si pensi che sia un fatto individuale. Questo non significa che…..si debba mettere in piedi una “polizia del sesso”………Rimproverare dunque le chiese perchè insistono nel volersi occupare di sessualità è assurdo, dal momento che la sessualità, ed in particolare quella riproduttiva o potenzialmente riproduttiva, è probabilmente il fatto sociale e comunitario più importante di tutti. Anche quì c’è un nodo di problemi che il pensiero cosidetto laico (che è oggi il Pensiero Unico della sinistra, che fu sociale e comunitaria ed è oggi solo uno spezzone individualizzato, sradicato e impazzito) non riesce a capire in quanto si è storicamente costituito nella modernità contro l’idea e la pratica di comunità, e sul fondamento di un individualismo assoluto”.
Ora, secondo me si può discutere a lungo sulla Chiesa e sulla sessuofobia che l’ha a lungo pervasa, ma rimane vero che, nonostante tutto, la sua antropologia è tutta dentro l’ambito di una concezione del soggetto antitetica a quella atomistica e individualistica propria della concezione borghese, così ben rappresentata da Robinso Crusue. L’individuo, cioè, non pre-esiste alla comunità di cui fa parte, e il suo entrare in rapporto con gli altri non può fondarsi, originariamente, solo su un rapporto di scambio mercantile e utilitaristico. Anzi, anche secondo me lo scambio di merci non può generare Comunità, per cui sbaglia J. Camatte quando parla, sia pure criticamente, di “comunità/capitale”.
Se siamo d’accordo su questo, poi ci possiamo tranquillamente dividere su cosa si debba intendere esattamentre per comunità, ad esempio, la Gemenweisen di cui parla Marx o la comunità come la intende la chiesa. Rimane però che fra concezioni comunitarie e concezione individualistico/borghese esiste una frattura non colmabile. Questo è, diciamo, un punto di partenza di una discussione fra laici non laicisti e credenti non ciechi, al fine di trovare un terreno comune anche sul piano politico, e non certo un punto d’arrivo.
armando

Leonardo 7:08 pm - 23rd dicembre:

Daniele
vado ripetendo da anni, ossia che l’aspetto fisico è molto importante anche per un uomo
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La bellezza maschile è importantissima, ma le donne che vengono considerate il bel sesso non sopportano l’uomo troppo consapevole della sua bellezza; quindi il maschio è bello finchè non diventa d’intralcio al loro potere sessuale e alle loro conquiste di essere più belle degli uomini. Sempre perché loro vogliono il confronto ed esserci superiori in qualche modo; fino all’assurdo che si arrabbiano per gli apprezzamenti degli uomini sul loro corpo.
Auguri anche da parte mia, che il 2012 sia migliore, con la benedizione del calendario dei Maya

Fabrizio Marchi 8:23 pm - 23rd dicembre:

Stimo moltissimo Costanzo Preve, come sai, pensatore che ti ho personalmente segnalato, per il suo spessore intellettuale, la sua grandissima cultura e soprattutto per il coraggio che ha dimostrato di possedere, assumendo posizioni filosofiche e politiche che definire scomode o controcorrente è un eufemismo. Un rarissimo esempio di intellettuale a tutto tondo, nel senso proprio e pieno del termine, fuori da qualsiasi recinto ideologico o salotto accademico. Un vero e proprio nemico giurato del “politicamente corretto” che egli stesso definisce come la neoideologia del capitalismo assoluto dominante. Condivido molte delle sue analisi e delle sue intuizioni ma non tutte, come è normale che sia.
Ciò detto, indipendentemente dal pensiero di Preve, sono assolutamente persuaso che una comunità è tanto più salda, solidale e coesa quanto più è in grado di garantire ai suoi membri un orizzonte non illimitato (perché proprio il concetto di illimitatezza è propedeutico, strutturale e funzionale all’ideologia del capitalismo assoluto) ma comunque estremamente ampio di possibilità e di scelte esistenziali. Ivi compresa, naturalmente, la sfera sessuale, che se da un lato deve essere soggetta, come è inevitabile che sia, ad una serie di regole fondamentali (l’inviolabilità degli esseri umani, sotto ogni profilo, e il rispetto assoluto della loro dignità), dall’altra, proprio per ciò che concerne la sua stessa natura, deve essere lasciata libera di galoppare liberamente (ovviamente nei limiti di cui sopra) .
La relazione fra individuo e comunità è da sempre un nodo fondamentale che nessuno ancora ha sciolto. Per ora mi limito solo a dire che la radicalizzazione ora dell’uno ora dell’altra ha portato, come ben sappiamo, a processi degenerativi molto gravi (individualismo e totalitarismo, che finiscono per ottenere il medesimo risultato) e fortemente limitativi, in entrambi i casi, proprio di quella libertà che si voleva costruire (per lo meno nelle intenzioni originarie).
Del Preve-pensiero condivido l’analisi sulla natura del pensiero di Marx e soprattutto del passaggio (epocale) dal capitalismo dominato dalla dialettica borghesia-proletariato al capitalismo assoluto (che lui definisce post-borghese e post-proletario) caratterizzato dal dominio di ristretti gruppi oligarchici su un grande corpo sociale differenziato solo per la capacità reddituale dei singoli ma non più individuabile come classe sociale vera e propria (una classe sociale, per essere tale, ha necessità di esprimere una sua cultura e una sua identità e oggi così non è).
Mi convince meno la sua ipotesi di superamento dell’attuale ordine mondiale dominante, che egli individua fondamentalmente nell’ambito della geopolitica, cioè nella capacità dei popoli (quindi delle comunità, sia pur allargate) di poter costruire un’alternativa al dominio capitalistico (in particolare quello USA che lui individua come il nemico da abbattere), proprio a partire dal concetto di comunità (liberate naturalmente, a quanto mi pare di capire, dalla stessa logica capitalistica, non ho ancora ben capito però in quali termini, devo ancora leggerlo a fondo). Tutto ciò passerebbe però, nel frattempo, obtorto collo, per il sostegno (realpolitik) a quegli stati che oggi costituiscono un argine all’espansionismo militare ed economico americano. Personalmente, l’dea di sostenere il capitalismo selvaggio e criminale russo o il capitalismo cinese in funzione anticapitalista americana (non perché quest’ultimo sia meno criminale degli altri, sia chiaro…), non sollecita in me alcun entusiasmo…
Ma è evidente che il discorso sarebbe lunghissimo e mi fermo qui. Resta in ogni caso uno dei migliori e più acuti (pochissimi) veri filosofi in circolazione, un vero conoscitore di Marx e ancor prima di Hegel .
Tanto di cappello.
Fabrizio

Rino 9:32 am - 24th dicembre:

” …l’dea di sostenere il capitalismo selvaggio e criminale russo o il capitalismo cinese in funzione anticapitalista americana…”

…è davvero singolare e incomprensibile, in chi condanna il capitalismo in sé. Che importanza può avere infatti – da quel punto di vista – che il sistema sia capitanato dall’uno o dall’altro? Che ci sia un paese egemone o che ci sia un triumvirato alla guida con i membri in competizione sì, ma sullo stesso terreno di gioco? Magari con leadership che mutano ma senza che muti il modello?
Prescindendo dai contenuti delle politiche, si fa solo della geopolitica. Che sarà anche legittima, ma è pur sempre solo geopolitica. Dalla quale peraltro Preve prende le distanze. Davvero singolare questa sua posizione. Autocontraddittoria.
Mah…

RDV

armando 1:16 pm - 24th dicembre:

I tuoi dubbi sulla concezione geopolitica di Preve sono anche miei. In sostanza, mi pare, lui individua negli stati, in quegli stati, l’unico argine possibile, attualmente, all’egemonia Usa. Il che è anche vero, ma si ritorna a quello che dice Rino circa il carattere di quelle nazioni. In altri termini, sono esse ancora definibili in termini di comunità?
Mentre concordo con Preve nel partire dal concetto di comunità come unica alternativa alla società del capitale, tutto il resto rimane aperto. Ad esempio, può la comunità essere definita, come sembrava pensare Marx, in termini di comunità umana universale (che è anche lo scopo, sia pure rovesciato rispetto a Marx, che si propone il Capitale. Da quì l’entusiasmo della cultura di “sinistra” per tutto ciò che è moderno )oppure, al contrario, una comunità è tale solo quando i suoi membri sono cementati da una cultura condivisa, un “idem sentire” che implica necessariamente un limite spazio/temporale? Possono gli stati nazionali moderni essere così definiti? Ne dubito, vista anche la storia della loro nascita dovuta quasi sempre all’annientamento delle diverse comunità e culture ad esso precedenti. Preve sostiene che gli Usa giocano i particolarismi culturali, nonchè la voglia delle minoranze etniche di affrancarsi dallo stato centrale, per indebolire quegli stati e rafforzare la propria egemonia, ma secondo me ne sottovaluta il valore, così come non è abbastanza attento ad alcune forme comunitarie che esistono negli Stati Uniti. Insomma il discorso è assai ampio, e apparentemente OT rispetto agli argomenti di questo sito.Dico apparentemente perchè poi, alla fine, anche il maschile e il femminile o si declinano in un ambito di omologazione individualistca come oggi si tende a fare, oppure si intrecciano con la comunità, che sia pure in modi diversi, ne definisce in senso culturale ruoli, funzioni, concezioni di sè in quanto maschi e in quanto femmine.

Fabio C. 8:06 pm - 24th dicembre:

Il tutto perché nel nostro Paese non c’è verso di legalizzare la prostituzione.
Vi dico che dalle mie parti (regione Marche) e non molto lontano dall’azienda in cui lavoro, si prostituiscono da circa tre anni due (a volte tre) ragazze rumene, che nell’arco della giornata possono arrivare a guadagnare anche 800-1000 euro a testa esentasse (chiedono 50 euro a prestazione).
A me, per guadagnarne 1400 (tassati), occorre un mese intero.

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http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/11_dicembre_22/crisi-prostituzione-1902628855891.shtml
Maestra elementare e squillo part -time
nel centro massaggi a luci rosse
In attività anche alcune operaie e una tecnica di laboratorio

Un modo veloce e facile per fare soldi. È la scorciatoia scelta da una maestra, da un’istruttrice di palestra, da un tecnico di laboratorio di analisi, da un paio di operaie prestate alla professione più antica del mondo: per incrementare il conto in banca facevano le massaggiatrici a «luci rosse». Posato registro e provette le donne indossavano altri panni, destreggiandosi tra
Un appartamento sequestratoUn appartamento sequestrato
body massage e «massaggi romantici». Sono una ventina le donne «normali» (due operaie hanno anche presentato le dimissioni in azienda) individuate dalla Finanza nel giro di centri benessere hard chiusi per sfruttamento della prostituzione. A libro paga, soprattutto bresciane, ma anche thailandesi, cubane, brasiliane, cinesi e cingalesi. Una scuderia multietnica per soddisfare i gusti di tutti i clienti.

L’operazione «Wellness» ha portato all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere. In cella sono finiti una bresciana di 23 anni, socia di un centro in città; due bresciani di 24 e 30 anni e una ragazza marocchina di 22 anni. Domiciliari per un romeno di 27 anni, obbligo di dimora per due fratelli bresciani di 40 e 45 anni. La Finanza ha controllato una trentina di centri benessere, ma cinque non hanno superato l’esame: tre in città (via Bredina, via Fratelli Lechi e via Corfù), uno a Capriolo in via Caleppio e uno a Calcinato lungo la Padana Superiore. A carico dei centri anche reati fiscali: risultano non dichiarati redditi per un 1,5 milioni.
L’indagine ha preso il via dopo alcune segnalazioni di cittadini preoccupati per il via vai continuo dal centro benessere vicino a casa e la testimonianza di una dipendente che ha raccontato alle Fiamme Gialle quello che effettivamente avveniva tra olii e musica soffusa. L’attenzione della Finanza si è concentrata su un centro in città aperto come associazione culturale e gestito da una coppia di romeni con socia albanese. Il centro ha chiuso e i tre si sono divisi aprendo un locale a Calcinato e uno a Capriolo.
La Finanza ha piazzato cimici e telecamere riprendendo quello che succedeva sui lettini e nelle enormi vasche idromassaggio. Seicento i clienti monitorati, un centinaio quelli identificati e sentiti a verbale. Tutti hanno confermato che nel centro benessere venivano offerte prestazioni sessuali. Pochissimi i clienti che si presentavano solo per massaggi. Tra la clientela anche alcune donne che hanno pagato per un massaggio particolare. Gli appuntamenti venivano presi per telefono. La pubblicità era esclusivamente on line, poche immagini, ragazze ammiccanti ben poco vestite e chiare allusioni sessuali nei nomi scelti per le prestazioni. Una per tutte: massaggio prostatico…..

Wilma Petenzi 22 dicembre 2011

Sandro2 9:09 am - 25th dicembre:

http://www.vip.it/paige-ashley-prostituta-da-22-mila-euro-a-notte/
Qualche giorno fa un mito della rete come la Belle de Jour ha rivelato la sua vera identità, quella di una ricercatrice universitaria, Brooke Magnanti. Oggi il News of the World, domenicale del gruppo Murdoch, racconta la storia di Paige Ashley, una escort da 22mila euro a notte.

Anche Paige, come Brooke Magnanti, la Belle de Jour diventata famosa grazie al suo blog, ha iniziato a vendere il suo corpo per pagarsi gli studi. Ma una eventuale carriera da avvocato ora, con un conto in banca da 332mila euro, un appartamento a Londra, un’auto sportiva e un seno appena rifatto, sembra l’ultimo dei suoi pensieri, almeno finché non riuscirà a raggiungere la fatidica soglia del milione di sterline.

Paige, studentessa modello fino al liceo, proveniente da una famiglia benestante della middle class inglese, ha iniziato a prostituirsi quando, giunta all’università, i suoi genitori le hanno detto di non poter più mantenerla. “Decisi di fare soldi da sola – ha spiegato Paige al News of the World – il mio primo cliente fu un avvocato molto grasso, che incontrai a Travelodge. Ricordo che aveva l’alito cattivo, fu una brutta esperienza, ma alla fine ebbi i miei soldi. Una volta un tipo voleva soddisfare una sua fantasia e mi chiese di tenerlo tra le mie braccia come se fosse un bambino, e di dargli da mangiare con una bottiglia, come si fa con i bimbi con il biberon. Un altro mi chiese di indossare i miei vestiti prima di fare sesso. Li incontravo in alberghi tristi e sporchi”.

Dopo due mesi, guadagnate duemila sterline, Paige ebbe un’offerta da un’altra agenzia di escort, che dopo aver visto la sua foto la contattò dicendole che, con loro, avrebbe guadagnato molto di più. “Mi dissero che avrei preso tra i 5mila e i 10mila euro. All’inizio pensavo che fosse un guadagno mensile, poi specificarono che era la somma che potevo guadagnare in un solo appuntamento – ricorda – inoltre potevo girare il mondo. Sembrava troppo bello per essere vero”.

Il suo primo cliente fu un miliardario americano in un ristorante di lusso a Londra, che le diede 5.500 euro. “Fu qualcosa di molto diverso dal mio lavoro precedente, quando dovevo ringraziare Dio se il cliente aveva due occhi, un naso e una bocca – ha detto Paige – mi accolse con un mazzo di fiori, rideva e scherzava con me, mangiammo, bevemmo vino. Poi, in hotel, ordinò dello champagne e poi mi disse di spogliarmi. Alla fine mi disse di essere sposato con tre figli, come del resto la maggior parte dei miei clienti da lui in poi”.

Dopo di lui, fu per una settimana ‘la moglie’ di un uomo d’affari 65enne in Spagna (per 32mila euro di compenso), poi girò il mondo: Australia, Los Angeles, Las Vegas, Medio Oriente, Brasile. “Il mio lavoro più faticoso fu con tre arabi ad Abu Dhabi. Ognuno di loro mi pagò 22mila euro, eravamo in un hotel a sette stelle, tutto era ricoperto d’oro. La mattina dopo, però, ero esausta”.

Tra le ‘conquiste’ di Paige, ovviamente, ci sono anche diversi politici, “almeno una dozzina, tutti del partito conservatore, ma sono tutti spariti dopo che è scoppiato lo scandalo delle note spese”.

Tre anni fa, Paige confessò tutti ai suoi genitori, che però hanno reagito piuttosto bene. “Pensavo che mia madre non mi avrebbe più parlato. Invece quando le raccontai cosa facevo, mi chiese soltanto: ‘Almeno usano tutti il preservativo?’. ‘Certo che lo usano’, risposi io”.

Ora però Paige non ne può più di questo lavoro. “Ho dormito con più di 500 uomini, ho girato il mondo, ho guadagnato tanti soldi, ma non sono felice – ammette – il mio lavoro mi ha portato a non fidarmi di nessun uomo, perché ragionano tutti con ciò che hanno tra le gambe”.
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Ora però Paige non ne può più di questo lavoro. “Ho dormito con più di 500 uomini, ho girato il mondo, ho guadagnato tanti soldi, ma non sono felice – ammette – il mio lavoro mi ha portato a non fidarmi di nessun uomo, perché ragionano tutti con ciò che hanno tra le gambe”.
>>>>>>>>>>>>>>>

Capito? “Non è felice”…
Va beh, buon Natale a tutti.

Fabrizio Marchi 9:42 am - 25th dicembre:

Sono commosso…Vogliamo fare una colletta per questa Paige Ashley? Non le sarà di aiuto per ritrovare la felicità perduta ma le consentirà di trascorrere un Natale un pò più sereno.
Che ne dite?
Fabrizio

Sandro2 10:05 am - 25th dicembre:

Fabio C:
“Vi dico che dalle mie parti (regione Marche) e non molto lontano dall’azienda in cui lavoro, si prostituiscono da circa tre anni due (a volte tre) ragazze rumene, che nell’arco della giornata possono arrivare a guadagnare anche 800-1000 euro a testa esentasse (chiedono 50 euro a prestazione).”
_______________________
Anche in Umbria e nella mia città è lo stesso.
Fra le prostitute più ricche (residenti però nella Capitale, zona Tor Vergata) ce n’è una proveniente da qui,
http://it.wikipedia.org/wiki/Foc%C5%9Fani
una gran fica che oggi ha ventitré anni e che iniziò a prostituirsi sulla Salaria nel marzo del 2007.

Damien 12:18 pm - 25th dicembre:

..noi ragioniamo con “quello”?

lei ragiona con quella! perchè quello che sia di alta o bassa estrazione sociale, deve sempre e comunque pagare per avere quella! non fa quindi differenza per noi uomini se per quella paghiamo cene, entrate, ristoranti, oppure essendo facoltosi 22.000€.. le donne stanno dimostrando come sia lecito subire la denigrazione del loro corpo a patto che lo gestiscano per farne profitto e/o potere!

Le donne sono tutte “diversamente puttane”, se trovate UNA che vi viene a prendere e paga lei la cena e vi dice che vuole farsi una sana chiavata, mandatemi le prove e cambierò idea!

Leonardo 12:28 pm - 25th dicembre:

Paige Ashley:
il mio lavoro mi ha portato a non fidarmi di nessun uomo, perché ragionano tutti con ciò che hanno tra le gambe
_______________________
Certo, bella conclusione, lei è diventata ricca con ciò che ha tra le gambe…

fulvioterzapi 1:01 pm - 25th dicembre:

^^^il mio lavoro mi ha portato a non fidarmi di nessun uomo, perché ragionano tutti con ciò che hanno tra le gambe”.
^^^^
be, ma anche le donne ragionano con ciò che hanno in mezzo alle gambe. gli istinti primari sono tali per tutti.

Marco Pensante 4:38 pm - 25th dicembre:

E’ un po’ come se il salumiere non si fidasse dei suoi clienti perché sono capaci di ragionare solo con la pancia.

Comunque buon Natale a tutti.

Rino 5:31 pm - 25th dicembre:

>>
il mio lavoro mi ha portato a non fidarmi di nessun uomo, perché ragionano tutti con ciò che hanno tra le gambe
>>

Sono interessato a conoscere la vs opinione sulle seguenti affermazioni, che avrebbero, se vere, risvolti non da poco.

- la quasi totalità (diciamo il 95-98%) delle professioniste disprezza radicalmente i clienti
- la grande maggioranza dei clienti (diciamo il 70-80%) disprezza radicalmente le professioniste.

RDV

mauro recher 6:01 pm - 25th dicembre:

mi ci voleva,proprio leggere questa “fiaba di natale” ..anch’io sono commosso alla pari di Fabrizio e di tanti di voi ,se la rende felice ,facciamo cambio con il mio stipendio di 1100 euro e ,mi è andata anche bene

Daniele 6:13 pm - 25th dicembre:

Non conosco le percentuali esatte, però un fatto è certo: le prostitute non amano i loro clienti.
Per esempio, so per certo che molte rumene non vanno con i loro compaesani, perché li ritengono troppo aggressivi e violenti. Vanno quasi esclusivamente con gli italiani, che però, al tempo stesso, disprezzano profondamente.
Anche parecchi clienti non provano alcuna simpatia verso le “professioniste”, però credo che la percentuale di coloro che le destano sia inferiore (e di molto) a quella delle “passeggiatrici” che disprezzano gli uomini che le pagano, per dieci-quindici minuti di squallido sesso. I motivi che generano questo risentimento sono radicalmente diversi e molteplici. Nel caso delle ragazze dell’est subentra una sorta di rabbia dovuta al fatto che “questi uomini italiani possono permettersi di spendere per loro quello che il loro padre o la loro madre non guadagnano in un mese” (in molti casi li considerano pure dei pervertiti, pedofili, ecc), mentre per quanto riguarda le italiane il motivo principale che le spinge a detestare chi le paga è l’assoluta incapacità delle suddette di comprendere la sessualità maschile e quindi i desideri e i bisogni sessuali degli uomini.
Viceversa, gli uomini che le frequentano provano un forte rancore dovuto al fatto che gli tocca sborsare del denaro (e quindi impoverirsi) per praticare dello squallido sesso, col preservativo (ovviamente), alle condizioni delle prostitute, le quali stabiliscono SEMPRE i tempi, le posizioni e le pratiche sessuali.
In definitiva è un vero e proprio schifo.
Ma, del resto, i rapporti fra uomini e donne che cosa sono nella stragrande maggioranza dei casi, se non uno squallido compromesso…?

Leonardo 6:34 pm - 25th dicembre:

Una volta un tipo voleva soddisfare una sua fantasia e mi chiese di tenerlo tra le mie braccia come se fosse un bambino, e di dargli da mangiare con una bottiglia, come si fa con i bimbi con il biberon.
——————————————
Evidente che uno con questa fantasia non abbia avuto un infanzia troppo normale nei rapporti con l’altro sesso per ripegare su questo tipo di piacere sessuale. Forse è stato vittima di una balia pedofila o forse le ragazzine della sua età gli hanno provocato dei traumi…?

Daniele 6:36 pm - 25th dicembre:

Per esempio, quante femmine italiane (e non) conoscete che apprezzino l’ancora diffusissimo* corteggiamento maschile? (checché se ne dica*).
Quante femmine conoscete che esprimano un reale apprezzamento verso la giocosa, ludica, fantasiosa e GRATUITA sessualità maschile?
Quante femmine conoscete che mostrino un REALE interesse verso certe pratiche sessuali, solitamente frutto della mente maschile? (loro vanno quasi sempre di rimando o “a rimorchio”, come dice un mio amico…).
Quante femmine conoscete che amino VERAMENTE il corpo maschile?
Personalmente ritengo sia più facile trovare un ago in un pagliaio o prendere al volo una mosca bianca…
Il bello, però, è che quasi tutti gli uomini che conosco sono straconvinti che “le femmine c’hanno tutte una gran voja de cazzo!”…
(Mi chiedo se anche i tibetani maschi ragionino nella stessa maniera…).

Marco 7:59 pm - 25th dicembre:

@ Daniele –

Ma, del resto, i rapporti fra uomini e donne che cosa sono nella stragrande maggioranza dei casi, se non uno squallido compromesso…?
@@@@@@
Quoto.

http://www.relazionecomplicata.it/uomini/perche-gli-uomini-vanno-con-le-prostitute/comment-page-1/

fulvioterzapi 10:22 pm - 25th dicembre:

^^^^Quante femmine conoscete che amino VERAMENTE il corpo maschile?
^^^^
non è che non gli piace, è che gli piacciono solo pochi esemplari percentualmente parlando. magari si attizzano per un Ryan Gosling o un Raul Bova ma sono indifferenti al tipo medio.
il problema è che di principi azzurri ce ne sono pochissimi a disposizione e quindi sono costrette ad accontentarsi di quello che passa il convento.
in un certo senso anche la loro sessualità è sacrificata. l’uomo per natura tenderebbe ad andare con piu femmine possibili, la donna a fare grappolo attorno ai pochi che le fanno scattare l’ormone. nessuno dei due, a parte trascurabili eccezioni, riesce a realizzare i suoi sogni erotici.

Fabio C. 11:14 pm - 25th dicembre:

X fulvioterzapi
Parlo a titolo personale, perciò non ho la presunzione di rappresentare la media maschile, ma t’assicuro che anch’io sono attratto da un ristrettissimo gruppo di donne.
Di norma la tipa media non mi smuove neppure un po’.
Diciamo che io ho bisogno di un certo genere di donna per andar su di giri; ma, ripeto, questo è un discorso che riguarda solo me (e/o qualcun altro come me).

Fabio C. 11:27 pm - 25th dicembre:

http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2011/12/23/642381-ricatto_luci_rosse_sgancia_20mila_euro.shtml
Brescia, 23 dicembre 2011 – Ha fatto credere a un imprenditore bresciano di essere in possesso di fotografie compromettenti che li ritraevano durante degli incontri sessuali, per ognuno dei quali veniva pagata duecento euro. La mente della trappola è una escort di 34 anni, la vittima è un ingegnere bresciano della medesima età: nel giro di quasi due anni le ha consegnato circa 20 mila euro.

Fino alla decisione di un mese fa di dire basta a minacce e ricatti: l’uomo si è deciso a denunciare tutto alla polizia. Rintracciata dalla Squadra mobile della Questura di Brescia, la donna avrebbe confessato agli agenti di non aver mai avuto alcuna immagine compromettente. La 34enne, incensurata, è stata arrestata per estorsione e subito rimessa in libertà per la mancanza di esigenze cautelari. Gli agenti hanno chiesto all’autorità giudiziaria il sequestro dei conti correnti della donna.

Daniele 12:16 pm - 26th dicembre:

fulvioterzapi
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non è che non gli piace, è che gli piacciono solo pochi esemplari percentualmente parlando. magari si attizzano per un Ryan Gosling o un Raul Bova ma sono indifferenti al tipo medio.

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Si “attizzano” più che altro per la maschera sociale dei suddetti, non tanto per quello realmente sono…
Trasferisci Bova e Gosgling alle acciaierie di Terni o in qualche ditta di muratori, poi vediamo se le “arrapatissime” femmine si attizzano nella stessa maniera…
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fulvioterzapi
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il problema è che di principi azzurri ce ne sono pochissimi a disposizione e quindi sono costrette ad accontentarsi di quello che passa il convento.
in un certo senso anche la loro sessualità è sacrificata. l’uomo per natura tenderebbe ad andare con piu femmine possibili, la donna a fare grappolo attorno ai pochi che le fanno scattare l’ormone.
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Ma guarda che anche di “principesse” non è che che ne siano tante in giro, eh! Anzi… Ti assicuro che anche molti uomini si accontentano di quello che passa il convento, ed inoltre, checché se ne dica, per una femmina è MOLTO più facile sopportare l’astinenza sessuale (il che dimostra le profonde differenze esistenti fra i due sessi).
Poi, che tantissimi uomini siano convinti che le femmine siano delle perenni arrapate, sempre vogliose di cazzo, in stile Sasha Grey, è una storia molto vecchia, dato che l’uomo medio è solo un inconsapevole ingenuo in materia di femmine.
(Lo erano anche gli antichi greci).
Un ingenuo sempre pronto ad attribuire all’altro sesso, voglie, fantasie, pulsioni, sentimenti, pensieri che le suddette (di norma) non hanno neppure nell’anticamera del cervello.
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fulvioterzapi
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nessuno dei due, a parte trascurabili eccezioni, riesce a realizzare i suoi sogni erotici.
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Il “sogno erotico” delle femmine è la nursery, mentre quello degli uomini è l’harem…
Perciò credo proprio che siano gli uomini a non realizzare (quasi) mai i propri sogni erotici.

fulvioterzapi 7:10 pm - 26th dicembre:

@Daniele: guarda che questa storia secondo cui le donne hanno zero voglia di fare sesso perché per loro è solo un sacrificio a cui si sottopongono per fare i figli è altrettanto una bufala. l’altro giorno ero a casa di un amico e la sua cagnolina ha iniziato a masturbarsi sulla mia gamba, cosa che i cani fanno spesso. ovviamente non lo faceva per desiderio di maternità ma per semplice impulso sessuale. per le femmine della specie umana non è mica diverso.
la sessualità femminile piu pura è quella delle 12-13enni che vanno in fregola per il 20enne che le fa arrapare. che poi sia pluripregiudicato, teppista o anche solo appartenente ad una classe sociale diversa dalla loro e che da adulte non sposerebbero mai, a quell’età conta ancora relativamente poco.

Leonardo 7:37 pm - 26th dicembre:

fulvioterzapi
la sua cagnolina ha iniziato a masturbarsi sulla mia gamba
—————————————
Evidente che la cagnolina è molto più femmina della donna umana. Oppure ripiega sulle gambe degli esseri umani perché gli danno da mangiare, e quindi è una cagna (nel senso umano del termine). E se avesse l’invidia del pene del cane e quindi se la fa con gli umani per non dargliela vinta?
:-)

Leonardo 1:14 pm - 27th dicembre:

Dal film “La bestia” un accoppiamento equino (vietato ai minori) ma tanto si tratta di cavalli
http://www.youtube.com/watch?v=T-tyEglHaAM

Daniele 5:15 pm - 27th dicembre:

fulvio, non ho scritto che le femmine hanno “zero voglia” di scopare (e nemmeno lo penso), bensì che hanno minori esigenze sessuali. Al riguardo ci aprii pure una discussione, sei anni fa.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=5806203
Per quanto riguarda tutto il resto, torno a farti notare quanto segue:
1) La massa maschile (ma anche la gran parte di quella femminile) è convinta che le femmine abbiano maggiori esigenze sessuali. Questo nonostante ai nostri simili tocchi sempre corteggiarle, adularle, pagarle…
Un po’ come dire che il tossico può ricattare il pusher…
2) Molte femmine sono attratte da un certo genere di uomini anche in età adulta (es: pensa a Vallanzasca e a tutte le sue ammiratrici…).
3) La sessualità “più pura” in assoluto, è quella fra gay maschi. Argomento già trattato da qualcun altro in passato, sia su UB che su U3000.
4) Fermo restando il fatto che non faccio parte di quelli che amano vantarsi delle loro “conquiste” (?), ti faccio notare che se dovessi fare un elenco delle femmine con le quali ho fatto sesso (puttane escluse), ti assicuro che ne uscirebbe fuori un bel numero.
Questo tanto per dire che non parlo per sentito dire…

fulvioterzapi 5:43 am - 28th dicembre:

ho provato anch’io a fare quel genere di sondaggio e qualcuno mi ha risposto “no dai, stai generalizzando, anche le donne ne hanno bisogno come noi”, allora ho riformulato la domanda in termini di “frequenza” e allora piu o meno tutti mi hanno risposto che effettivamente all’uomo tira piu frequentemente.
però credo che le masse maschili siano convinte che la donna abbia un orgasmo piu intenso piuttosto che essere arrapate come noi.
Io mi oppongo all’idea che le donne siano indifferenti all’aspetto estetico, questa sicuramente una leggenda tragicomicamente diffusa tra la popolazione maschile. sarebbe corretto dire che ne diventano indifferenti quando si rendono conto che i pochi esemplari che le fanno arrazzare fanno arrazzare anche decine di altre donne e sono pertanto off limit. troppa concorrenza. allora ripiegano su uno né carne né pesce per avere una famiglia, una relazione, un sostegno economico ecc.

Fabio C. 10:38 am - 28th dicembre:

Io mi oppongo all’idea che le donne siano indifferenti all’aspetto estetico, questa sicuramente una leggenda tragicomicamente diffusa tra la popolazione maschile. (fulvioterzapi)
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Pure io mi oppongo a questa ridicola e diffusissima idea secondo la quale le donne sarebbero indifferenti all’aspetto estetico; un’idea ipocritamente diffusa anche fra le stesse donne (non solo fra gli uomini), le quali mentono sapendo di mentire.
Tuttavia, se non vado errato, lo stesso Daniele ci aveva aperto una discussione su U3000, in cui contestava proprio la leggenda urbana secondo la quale “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” (cazzata mostruosa…). In proposito, però, posso dirti che anche molti ragazzi e uomini italiani sono diventati più esigenti da quando il nostro Paese è stato “invaso” dalle ragazze dell’est, fra le quali la bellezza media è sicuramente superiore a quella delle italiane.
(del resto nemmeno gli italiani sono mediamente belli come i danesi o i norvegesi, né hanno i fisici scolpiti dei giamaicani).

Sandro2 11:22 am - 28th dicembre:

Ecco alcune “vittime” di Berlusconi e dell’ “oppressiva società maschilista”…
http://www.youtube.com/watch?v=t1dfQhdNsoc&feature=related

Fabrizio Marchi 12:50 pm - 28th dicembre:

E certo che è una vita dura quella delle frequentatrici della villa di Arcore…E’ dura alzarsi la mattina alle 11 in un appartamentino di Via Montenapoleone (acquistato dopo grandi fatiche…), fare colazione al bar e poi shopping, aspettando di essere convocate dal factotum del Cavaliere…
Ma è evidente, risponderebbero (e così in effetti rispondono) le femministe e i loro compari, che in realtà quelle donne sono anch’esse vittime inconsapevoli del potere di condizionamento del sistema maschilista e che anche quando credono di agire in piena libertà e totale autonomia, in realtà stanno obbedendo ai dettami del suddetto sistema (nella qual cosa c’è anche un margine di verità, sia chiaro, ma ci siamo capiti…). Anzi, come ricorderete, c’è stata anche un sentenza del Tribunale di Milano che conferma che quelle donne sono delle vittime (vedi articolo “La farsa continua (dalle piazze ai tribunali) nello spazio degli “articoli”).
Ricordo perfettamente quella puntata di Anno Zero. Subito dopo quel servizio, Santoro si rivolse ad Ambra Angiolini la quale, per chi non lo ricordasse, deve le sue fortune a Gianni Boncompagni che se la scopava quando era ancora minorenne (da tempo è stata riciclata da uno dei campioni del “politicamente corretto” nonché uno dei più grandi impostori della storia del cinema che è quel cialtrone di Ferzan Ozpetek). Naturalmente si lanciò nella solita difesa d’ufficio protofemministoide nella quale sosteneva che il modo di pensare e di vivere di quelle ragazze rappresenta solo una esigua minoranza dell’universo femminile e altre cazzate scontate di questo genere.
Se almeno avessero scelto una donna con un diverso curriculum per sostenere i luoghi comuni di sempre, che so, una Margherita Hack o una Piera Degli Esposti, il tutto sarebbe stato (forse) un pochino più credibile…e va bè, ci abbiamo fatto il callo a queste cose…
Fabrizio

fulvioterzapi 9:12 pm - 1st gennaio:

consiglio per il 2012: se volete far capire ad una donna perché molti uomini vanno con le peripatetiche fatele leggere “11 minuti” di Paulo Coelho.

dia 10:35 pm - 5th gennaio:

Oppure questo: “Io le pago”.

http://www.coconinopress.it/io-le-pago.html

Sandro2 2:18 pm - 6th gennaio:

In merito, questo è un mio scritto risalente al 2002 e riesumato dalla mailing list di U3000.
___________
>>
Ho qualcosa da aggiungere riguardo alla questione degli uomini che frequentano le prostitute.
I motivi per cui tantissimi uomini si rivolgono alle signore e signorine a pagamento, non hanno niente a che vedere con il desiderio di dominio sulla femmina (stando a certe puttanate mediatiche) e a mio parere sono estremamente semplici.
C’è chi le frequenta perché quella è per molti ragazzi e uomini timidi l’unica maniera per avere rapporti sessuali con una donna (personalmente ne ho conosciuti parecchi).
Altri ci vanno perché in “quel periodo sfortunato” della vita non trovano uno straccio di femmina che gliela dia, e poiché gli ormoni “danno alla testa”, sono costretti a pagare.
Ce ne sono parecchi che vi si rivolgono perché la moglie ha deciso di non dargliela più, oppure perché la consorte è un vero e proprio pezzo di legno, afflitta da mille problemi, mille paranoie, mille inibizioni.
Ci sono uomini che pagano le puttane d’alto bordo (che non sono schiave di nessuno; scelgono di farlo, anche se ufficialmente non è vero), per poter praticare certi “giochetti estremi” che se solo osassero proporli alla propria fidanzata, convivente o moglie, sarebbero immediatamente bollati come maniaci sessuali e in qualche caso denunciati.
Molti uomini vanno con le peripatetiche perché quella è l’unica maniera possibile – per tanti comuni mortali – di scopare una strafica, magari russa o lituana, alta 1,85 e in possesso di… “3 metri” di cosce.
Tanti altri uomini le frequentano per il puro e semplice piacere di scaricare le palle e di non avere rotture di palle.
Personalmente, nonostante il diffusissimo disprezzo sociale verso chi le frequenta, non ci trovo nulla di scandaloso e di anormale.
Eventualmente, cosa bisognerebbe dire di quelle (rare) femmine che pagano i gigolò?
>>

Fabrizio Marchi 6:10 pm - 28th gennaio:

Questa mi era sfuggita, me l’ha segnalata mio nipote ventitreenne, che sta crescendo molto bene (ricordate il dibattito sull’opportunità o meno di informare i giovani sullo stato della relazione MM/FF?…) .
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D4X1kphuzU_w%26feature%3Dwatch_response_rev&h=VAQFBFtswAQGeRW3tu2kE45o6gM46muT7brsbReviTq6zDw
Interessante, è un’altra voce che si aggiunge alla tante che negli ultimi mesi si stanno facendo sentire…Non può essere del tutto casuale…

Stefano R. 6:17 pm - 18th febbraio:

http://www.svagonews.com/2012/01/25/articolo2779
Prostituzione a tempo determinato. È uno dei temi emersi da una ricerca realizzata sul territorio di Reggio Emilia da Federico Salsi, dottorando in antropologia culturale presso l’Università di Bergamo, che, grazie all’intervento di operatori dei servizi sociali, ha raccolto le testimonianze di alcune prostitute, con l’obiettivo di aprire una finestra sul reale per combattere gli stereotipi. Secondo i dati raccolti da Salsi, esiste una minoranza di prostitute, relativamente autonome e consapevoli della loro scelta: “È necessario, da un punto di vista antropologico, uscire dai binari della retorica sul tema della prostituzione e uno dei luoghi comuni più accreditati è proprio quello che collega la prostituzione delle ragazze migranti all’unica prospettiva della tratta – spiega Salsi – I dati raccolti dimostrano che non sempre queste ragazze entrano nel giro della prostituzione perché obbligate, alcune di loro scelgono di farlo per un breve periodo con l’intento di raccogliere risorse e realizzare i loro progetti”. La ricerca mette in evidenza la diversità di ognuna delle storie raccolte da Salsi e la loro natura eterogenea. “Ovviamente non voglio dire che la maggior parte di queste donne sceglie liberamente di prostituirsi, dal momento che è sempre presente un margine di costrizione di natura economica, relazionale, o sociale, ma soltanto sottolineare come spesso si tende a semplificare la questione ingabbiandola in etichette fin troppo comode e spesso poco realistiche – continua – La situazione è molto complessa e presenta aspetti che hanno il dovere di essere riconosciuti come discrimini di un fenomeno di cui si parla fin troppo spesso ma di cui, nella maggior parte dei casi, si conosce veramente poco”.

Utilizzando il metodo antropologico per eccellenza, ovvero quello etnografico, che utilizza alcune tecniche di ricerca (come l’osservazione o l’intervista) allo scopo di collezionare un insieme di dati che rendano possibile la comprensione della cultura in esame, Salsi si è recato personalmente in strada e ha studiato il fenomeno in maniera diretta in 80 uscite notturne. “Stare fisicamente in strada è stato determinante – continua Salsi – Svolgendo il ruolo di operatore sociale a Reggio Emilia durante le ore notturne ho avuto la possibilità di intervistare queste ragazze, di origine prevalentemente rumena, e di sentire i loro racconti”. La prostituzione, nell’ambito delle ragazze migranti, è spesso analizzata attraverso un’ottica generalmente vittimista. “Il pregiudizio comune tende a utilizzare delle etichette, spesso errate, per quanto riguarda le prostitute. Non si può parlare sempre e soltanto di schiavitù. Bisogna lasciare un margine di libertà e di individualità a queste donne, e ridare loro una dimensione umana, reale”.

Un punto di vista inconsueto. È proprio questo che emerge dall’analisi in questione. Se si supera il confine del pregiudizio comune e si sollevano le barriere della retorica più stereotipata è possibile dare voce a ognuna di queste donne che, come tutti gli stranieri migranti approdati in Italia cercano di realizzare i propri sogni. “A molte di queste prostitute non interessa inserirsi nel tessuto sociale italiano – continua Salsi – L’obiettivo è quello di accumulare più capitale possibile in un brevissimo periodo di tempo e magari, come ha raccontato una di loro, permettere ai propri figli di studiare in una scuola privata”. Un aspetto che hanno in comune con gli stranieri migranti. “Una di queste ragazze era stata appena licenziata e il suo contratto non era stato rinnovato – conclude il ricercatore – Ha così deciso di fare la prostituta per un breve periodo di tempo, durante il quale raccogliere i soldi per tornare in Romania”.

Marco 5:39 pm - 4th marzo:

Questa rumena dichiara di guadagnare “50-100 euro a sera”…?!? Mi viene da ridere…
@@@
http://www.youtube.com/watch?v=nXSpTCVBHYw

Leonardo 6:50 pm - 4th marzo:

Dice pure che le pattuglie di polizia le difendono…

Damien 8:52 pm - 4th marzo:

Salsi non racconta nulla di nuovo, ci sono le professioniste e le diversamente professioniste.. la differenza tra le due è che la prima hai un investimento certo con la certezza della fruizione professionale, le seconde, che sono la maggioranza, sono capaci di spillarti molti piu’ soldi senza darti quasi nulla, se non quando lo decidono loro e nei modi e maniere che decidono loro, con relativi divieti di entrata e di accesso eventuale, senza contare il deleterio falso coinvolgimento emotivo precario ed a progetto, e spesso con seri rischi di essere accusati di stupro.

l’unica differenza che si evidenzia con le diversamente puttane risiede nel fatto che se siete calciatori, attori, cantanti, uomini di potere, della bella vita, cafonazzi, machi, politici, ricconi, ve la ammollano subito, ma permangono le motivazioni parassitarie e, spesso, le motivazioni hanno metodiche bancarie.

la professionista figa:

quanto? 70€! va bene.. 45 minuti dopo hai finito e vai a nanna.

La diversamente professionista media italica:

stasera mi porti a prendere uno spritz? va bene! 20€
andiamo a ballare? ci stò! 30€
che caldo sono tutta sudata! ecco i drinks! 20€
che bella serata, facciamo colazione? ok! 5€

grazie della bella serata.. sei tanto cariiiino! (porta chiusa)

professionista figa: 70€

diversamente professionista media italica: 75€
inoltre per lei:

-hai rischiato l’alchool test
-hai perso ore di sonno
-hai rischiato di essere coinvolto in uno dei tanti incidenti
-hai rischiato di fare a pugni in disco
-hai speso 30€ di benzina
-hai dato ore della tua esistenza ad una persona che ti ha sfruttato

..ma sopratutto.. il tuo amico fritz è li che ti manda a quel paese.

Se tutto questo puo’ essere visto sotto l’ottica del normale corteggiamento? Rilassati.. sei uno dei tanti con la scritta welcome sulla schiena (Made in Sfiga).

Daniele 12:00 am - 5th marzo:

Sì, ma resta il fatto che le rumene non sono certamente migliori delle italiane; per loro siamo solo dei poveri coglioni da spennare, né più e né meno.
Te lo dice uno che vive in una città “invasa” da rumeni e albanesi.
Tra l’altro, una scopata con una puttana rumena, non è che sia tutta sta gran cosa, eh!
Dunque, pompino col preservativo (capirai che soddisfazione), poi già è tanto che ti toccano un po’ il torace o il culo con le mani; con la lingua neppure “ti sfiorano”; guai se gli tocchi le tette (rarissime eccezioni a parte); due posizioni sono già grasso che cola: tempo massimo della pseudo-scopata, 20-25 minuti (se tutto va bene).
Poi, sì, star dietro a una italiana è una gran rottura di palle, nonché una spesa, ma le straniere non sono affatto migliori né più economiche.
(Personalmente me ne sbatto del fatto che sono mediamente più fiche).

Daniele 12:15 am - 5th marzo:

Dimenticavo.
Il fatto che ancora oggi tocchi pagare questo o quell’altro a una femmina con la quale ci si prova, non è un “portato” del femminismo né una regola imposta in passato dalle femmine, bensì un’usanza che ha radici nella vecchia cavalleria maschile e nel fatto che un tempo la stragrande maggioranza delle femmine erano casalinghe; e pertanto non avevano un reddito proprio.
Usanza da cui non riesce a liberarsi neanche la gran parte degli uomini odierni e sulla quale le femmine ci marciano alla grande. Basti pensare a quanti uomini, ancora oggi, rifiutino di farsi pagare una cena da una donna. Perciò, come è vero che le femmine speculano alla grande sugli ormoni maschili, è altrettanto vero che i guai dell’uomo medio dipendono anche dai suoi (nostri) simili.

Damien 9:02 am - 5th marzo:

infatti è su questa tua ultima frase, Daniele, che trova fondamento il mio precedente intervento..mi autocito:

“Se tutto questo puo’ essere visto sotto l’ottica del normale corteggiamento? Rilassati.. sei uno dei tanti con la scritta welcome sulla schiena (Made in Sfiga).”

Il problema sono questi poveri ometti che si sentono in DOVERE di offrire, anche se hanno le pezze al qlo, perchè altrimenti si sentono sminuiti nella loro virilità.. Ergo se poi arriva un uomo moderno, che supporta con piacere la tanto decantata parità dei sessi e relativo supporto dell’emancipazione femminile, rifiutando di pagare, ecco che dietro ci sono stuole di poveri stupidi ometti zerbini, pronti a soddisfare ogni richiesta di regina vulva X.

Questo comportamento, a mio parere, non esaurisce il suo intento in quanto hai esposto, a mio avviso è anche uno stupido escamotage zerbinaceo che avrebbe lo scopo di “far sentire in debito” la Dea dal pulpito di turno, nella speranza che ella, di grazia, ci allarghi celermente le coscie.. nulla di piu’ falso.. anzi!

Personalmente, sono per la teoria che se incontri qualcuna e questa qualcuna ha piacere ad uscire con te, per non sentirsi nella condizione di diversamente puttana, o in deficit economico causa esigenze scopereccie zerbinacee ma, a maggior ragione, perorando la sua indipendenza e uguaglianza, ella dovrebbe avere il reciproco piacere di uscire con tale uomo, pertanto la somma di tali considerazione, alla cassa, equivale al classico fifty-fifty! che lascia le parti in assoluta parità decisionale e senza zavorre.

Ma anche in questo caso, vediamo come la maggioranza detentrice di ficapower, si dimentichi di evitare di farsi pagare.. divenendo, appunto.. diversamente professionista! per calcolo, per sfruttamento della propria posizione dominante, vate vobis..

Gloria alle donne che cercano la vera parità, a quelle che non le compri con una cena, ma che allungano la carta di credito pagando la loro parte, a quelle che non si lasciano comprare da questi mezzucci, a quelle che la loro stima, femminilità e rispetto in quanto persona, non ha prezzo! e che attuando tali metodiche, non solo salvaguardano la loro persona, ma riducono gli zerbini ad andare con manola, ricordo, la mano che consola!

Tuttavia.. rimane sempre una chimera.. chi ha il potere, lo vediamo benissimo, colca che vi rinuncia!

Leonardo 11:44 am - 5th marzo:

Daniele:
Tra l’altro, una scopata con una puttana rumena, non è che sia tutta sta gran cosa, eh!
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Infatti prospera la pornografia, non solo perché più economica, ma anche perché per molti è più appagante, come per molti che vedono le trasmissioni televisive perché eccitati da qualche conduttrice…
Ad Amsterdam dove la prostituzione è legale e a portata di mano, prosperano i sexy shop e la pornografia a pagamento…
Se un politico va a prostitute pagandole profumatamente togliendo i soldi agli italiani, la vittima è la prostituta e il politico è un maiale (ma sotto sotto è un figo). Quindi nessuno si lamenterà di pagare le tasse e delle prostitute che si arricchiscono alle spalle degli italiani.

armando 2:53 pm - 5th marzo:

ma ci rendiamo conto di quanti soldi si spendono in ricerche, statistiche, etc. etc. per scoprire l’acqua calda, ciè quello che da sempre è evidente e sotto gli occhi di tutti solo adoperando un pizzico di buon senso e realismo?
E tutto questo a causa dell’ideologia buonista e politically correct che vuole le donne sempre vittime, sempre innocenti, sempre costrette da qualcun altro a fare le cose. La prostituzione è sempre esistita e sempre si è saputo che è un fenomeno complesso e con varie motivazioni. Accanto alle donne costrette a prostituirsi, ci sono quelle che lo fanno per necessità (dove il confine fra necessità e convenienza è molto labile) e una quota rilevante che lo fa per convenienza. Se davvero si volesse combattere il fenomeno criminale della schiavitù e quello sociale della povertà, si sarebbero dovute fare da tempo quelle distinzioni, per agire in modo davvero drastico sul fenomeno schiavitù, per ridurre l’area di povertà che indurrebbe alcune donne a prostituirsi, e per il resto lasciare che le scelte personali facciano il loro corso.
Per queste ultime ci sarebbe, semmai, un discorso morale che però dovrebbe interessare la Chiesa e non le istituzioni civili.
Invece la favola falsa che tutta la prostituzione è sempre costrizione porta a considerare il genere maschile come il colpevole in quanto tale, col risultato di criminalizzare i clienti in quanti fruitori e non fermare la vera tratta delle vere schiave.
armando

Rino 7:59 pm - 5th marzo:

Si capisce, tutto è “funzionale al sistema” (per dirla sessantottiniscamente…) .
Interpretazione del fenomeno, leggi e sentenze dipendono dai valori dominanti.
Noi i criminali. Sempre. Il resto è pura conseguenza.
Il persistere – se non persino l’incrementarsi – della prostituz. è poi un elemento ingombrante, rispetto alla leggenda della “liberazione sx.le”.
Tanto basti.

RDV

Leonardo 10:56 pm - 5th marzo:

Di badanti giovani e belle non ne ho viste in giro.
Ha ragione la escort del berluska, quelle che lo attaccano è perché sanno di non poterlo avere lui e i suoi soldi.

Marco 9:06 pm - 19th marzo:

http://www.vanityfair.it/show/libri/2011/04/18/tenera-valse-da-professoressa-a-prostituta-portami-tante-rose#listOfComments
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donatella · 40 giorni fa · 08 febbraio 2012

penso che una società in cui una professoressa di liceo è costretta a fare la prostituta per vivere decentemente sia una società di schifo. Penso che la prostituzione sia l’ altra faccia della schiavitù e del maschilismo e che se ci viene lasciata quest’ unica alternativa vuol dire che siamo proprio un popolo di oppressi. alle lavoratrici e ai lavoratori deve esserer garantito un lavoro sicuro e giustamente retribuito. Giustamente retribuito vuol dire che ogni lavoratore deve essere in grado, con il suo solo stipendio di pagarsi un affitto o un mutuo di una casa seppur piccola, di pagare il riscaldamento e le spese di questa casa, di comprare il cibo per sè e per la sua famiglia, di mantenere moglie e figli dignitosamente. Sembra un sogno? No. Queste erano le condizioni di lavoro nell’ industria negli anni 1960/1970. Di certo allora nessuna donna aspirava a fare la prostituta. Meno che mai le insegnanti di liceo. La società rispetto ad allora è diventata più ricca (la rivoluzione info
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Di certo allora nessuna donna aspirava a fare la prostituta.
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Ogni giorno mi tocca leggere delle puttanate.

Damien 11:39 am - 20th marzo:

chi, come me, ha girato un paio di nazioni dove il sesso, dalle donne, è vissuto senza tabù, ha potuto appurare che ci sia prostituzione comunque, anche se in misura minore, cambiano le motivazioni, spesso per
l’esigenza di un facile e veloce interesse economico.

Mia madre, molti anni fa, era senza lavoro, e mio padre andò in cassa integrazione, mutuo e due figli, bollette..

35enne, di bella presenza, decise di andare a pulire i cessi, per 8 ore al giorno, per una miseria di circa mezzo milione di lire al mese, ma con salva la dignità, per lei stessa, per la sua famiglia, ma sopratutto per l’uomo che ha sposato e verso il quale nutriva profondo rispetto.

Cosa pensare quando si legge quindi di queste diversamente professioniste, che parlano di morale, e via di seguito con le solite litanie antimaschili?

Queste di oggi non sono donne, lo ripeto, sono diversamente professioniste! nella vita hanno avuto stuoli di zerbini ed ometti che le hanno idolatrate per il semplice motivo di essere portatrici di vulva, non hanno pagato cinema, conti nei ristoranti, apericene.. poi la svolta col lavoro ed anche li il discorso continua, aaah! il corteggiamento!.. e poi? perdono il lavoro e cercano compassione in una scelta che appare, nelle motivazioni, meschina e fallace!

Che lo vadano a raccontare alle badanti che puliscono il qlo a molti nostri anziani, sicuramente molto più dignitose e meritorie di comprensione sociale che queste diversamente puttane!

Leggere di loro provoca nei valori di ogni essere umano che sia in grado di comprenderne le motivazioni, veri e propri conati di vomito.. ecco perchè, come ho spesso sostenuto, è piu’ coerente una come la Daddario, che queste diversamente puttane, che vogliono l’aurea angelica mentre fanno le svaccate piu’ abominevoli, denigrando nel contempo chi sfruttano per colpa del testosterone, a cui affittano un apparato genitale femminile per danaro.

Ma non solo.

Da questo si evince la falsità di numerose loro strillate false verità, ovvero che per loro il sesso ludico è utopia! che per farlo hanno bisogno del corteggiamento, delle “farfalle nello stomaco”, che vogliono trovare l’amore della loro vita prima di farlo… TAVANATE GALATTICHE!

E facile capire come, comparando quanto sopra, tali richieste celino semplicemente l’esigenza commerciale e di potere che da sempre usano per ottenere privilegi, potere e denaro! previa gestione economica della vulva e la commercializzazione del sesso maschile, il tutto per una ben piu’ acclamata sete di potere e di indipendenza parassitaria, fatta di privilegi di genere e di leggi ad hoc.

Riaprire le case chiuse darebbe modo a queste “poverine” di trovare la giusta collocazione ma, sopratutto, di non vendere a caro prezzo la loro vagina seminova come oro colato e le renderebbe disponibili anche per i brutti ed i diversamente abili.. scommettiamo che rifiuterebbero? perchè loro vogliono divenire diversamente professioniste, ma vogliono anche scegliere.. in fondo l’utero e mio e lo gestisco io.. anche quando faccio la diversamente professionista!.. ci mancherebbe..

Ecco le classiche italiote femminazi che ci troviamo mediamente a che fare ogni giorno..

A quando: “adotta una diversamente professionista anche tu! rivolgiti al servizio pari opportunità piu’ vicino!”???

Damien 12:15 pm - 20th marzo:
Leonardo 1:30 pm - 20th marzo:

Marco
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donatella · 40 giorni fa · 08 febbraio 2012
penso che una società in cui una professoressa di liceo è costretta a fare la prostituta per vivere decentemente sia una società di schifo. Penso che la prostituzione sia l’ altra faccia della schiavitù e del maschilismo e che se ci viene lasciata quest’ unica alternativa vuol dire che siamo proprio un popolo di oppressi.
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Prima di tutto un professore maschio non ha questa seconda possibilità, il maschio non ha ne oggi ne tantomeno negli anni 60 il ripiego al peggio di trovare una moglie che lo mantiene. Poi visto che l’uomo che paga per fare sesso è un maschilista oppressore (magari si rivolge alla prostituta a 40 anni che è “ancora” vergine, e ce ne sono molti) pagate voi donne gli uomini-prostituti: opprimeteli con soldi e richieste sessuali…Ma se la donna dice che ce la dobbiamo guadagnare è evidente che ragionano al “maschile” e con una loro identità sessuale poco accettata, altrimenti l’avrebbero desiderato come un affamato a cui si mette davanti una bella salsiccia.
La vispa Teresa…

armando 5:41 pm - 20th marzo:

Una professoressa di liceo “costretta” a prostituirsi per campare? Esilarante! magari c’è anche chi ci crede, ma a lungo andare l’idiozia e la scemitudine non pagano. Continuino a dirle ancora queste amenità, please, e il giochetto si ritorcerà loro contro. Perchè alla fine, o siamo tutti e tutte rimbecilliti completamente, oppure il buon senso prevarrà.
armando

cesare 6:06 pm - 20th marzo:

Quando si parla di rapporti sessuali già c’è un notevole valore aggiunto: non si dovrebbe dimenticare che piace assai (o no?); se poi ci si guadagna anche e tanto, il termine “costretta” non può che assumere un altro significato: non resisto alla prospettiva dei vantaggi che ne traggo. Se poi si possono sommarli a un reddito garantito e pensionabile, per esempio di insegnante, la “costrizione” è totale e assoluta.

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