Percorro in bicicletta una via di Bologna sotto un portico, e scorgo una silhouette femminile strepitosa. Come mi avvicino, realizzo ancor di più la bellezza di quelle forme, una vera grazia. Se ne sta in attesa da sola, avrà una trentina d’anni, io le sfilo di fianco e ammiro. Dentro un maschio sessualmente sano, e sano di mente, in quei momenti accadono due penosissime cose: prima cosa, ti dici “ma perché non posso semplicemente premere un bottone e ritrovarmi abbracciato a quella meraviglia ora, subito, baciarla e fare l’amore, Dio mio!”, e te la prendi un po’ con la crudeltà della natura che ci ha fatti così maledettamente innamorati delle donne, del loro odore, di come sanno toccarti, quando poi quell’oggetto/soggetto di desiderio è così difficile da raggiungere pur essendo così frequente da incontrare. Un po’ come fossimo tutti, noi maschi, appassionati di sonate romantiche, e a ogni angolo di strada udissimo le note di un notturno di Chopin, per poi dover accelerare via e perderci subito nell’ignobile fracasso del traffico. Un tormento. La seconda cosa che capita è ancor peggiore: veniamo assaliti dal dubbio se tornare indietro e ‘provarci’ o meno. Perché in fondo al nostro cervello parte un nastro odioso che recita “ogni lasciata è persa… se non provi non saprai mai… magari nasce una gran storia, e ricorderete quella volta che tu l’hai abbordata e lei sorridendo ammetterà ‘… grazie a Dio tornasti indietro quel giorno, se no non saremmo qui’…”. Il dubbio… quel maledetto dubbio: “Cosa faccio? Proseguo o ci provo? Nooo, dai per favore, non ne ho voglia, poi tanto non funziona, no! zero, basta… Però… e se?”. La posta in palio è alta, credetemi, specialmente se almeno una volta nella vita ti è accaduto esattamente quello che recita il sopraccitato nastro, e a me è accaduto eccome, con conseguenze indimenticabili… e se? Sono minuti spiacevoli, già una certa emozione serpeggia nelle vene, che diventa poi una sfida con se stessi.
Mi fermo e mi giro. E’ sempre là, sempre quelle linee strepitose che sembrano galleggiare, non sostare. Cosa fai Barnard? Risposta: provarci no, ma dirle che mi ha donato minuti di ricchezza estetica sì, è troppo bella, le farò tutti i miei più sinceri complimenti. E poi uno che ha scritto ‘Sono andato a puttane’ deve verificare una certa cosa, ancora una volta, dunque la sfida è doppia. Torno sui miei passi, sono da lei in un battibaleno, mi fermo con un sorriso e mi aggancio ai suoi occhi, lei ai miei, le dico “sono tornato da te per dirti quanto apprezzo la tua bellezza, solo questo”.
Vedete donne, a quel punto il tempo si ferma, lo spazio svanisce, ogni cosa da lì in poi è come se fosse vissuta da noi uomini dilatata di mille unità, e noi registriamo nella coscienza ogni fotogramma a seguire, che va a stamparsi su una pellicola sensibilissima con un’esposizione altissima. Siamo esposti, nudi, vulnerabili e reattivi come le rane di Galvani, siamo senza pelle e coi nervi all’aria. Preghiamo solo che il vostro specillo non ci tocchi là dove il dolore sarebbe fulmineo.
La donna sotto al portico aspetta la fine delle mie parole, si gira sui tacchi e muove un passo via da me, muta, neppure uno sguardo. Penso “non ho scritto ‘Sono andato a puttane’ per nulla, ci risiamo”. C’era il sole, ora grandina, sto per mandarla a cagare, ma in un moto di civismo che non merita le do una seconda chance: “Era solo un complimento, non fa piacere?” le dico. Muove altri due passi dandomi le spalle, guarda laggiù chissà che cosa di più interessante di un uomo che è cortese al punto di omaggiare la sua bellezza. Tutto questo si realizza nella metà di secondo che ci metto ad esprimere la sintesi appropriata, e quando ancora la ‘ere’ di “non ti fa piacere?” è nell’aria le sibilo “Cretina”, e me ne vado. Lei si gira, con la coda dell’occhio colgo i suoi occhi vacui e mi chiedo cosa stia accadendo in quel cervello.
Già, donne, cosa accade nel vostro cervello quando così tipicamente produce resina bi-componente invece che esprimersi? Lasciatemi essere franco, perché la sensazione è proprio che così come le aree cerebrali producono adrenalina, serotonina, o altre sostanze deputate a stimolare l’attività psico-motoria, in quelle particolari situazioni un gran numero di voi produca resina che vi cristallizza le facoltà dell’espressione, per cui volenti o nolenti non sapete fare altro che impalarvi. Ed è un disastro. Un uomo vi si presenta con l’abito della festa, voi sollevate la zampetta posteriore e gli fate una spruzzatina di pipì sulle scarpe. Ma perché? Accade una quantità di volte incalcolabile e ogni volta una vescicola di bile si deposita nel fondo dell’uomo. E siete cretine senza attenuanti, perché non vale qui fare una digressione se mai si trattava di insicurezza, di timore o di semplice idiozia arrogante, come non vale disquisire se quello che è passato col rosso e ti ha falciato correva per necessità o per arrivare in tempo alla partita: semplicemente non si fa. E voi lo fate di regola, spesso sapendo di sbagliare, ma è più forte di voi. Non è una banalità, è un dramma, poiché purtroppo in una società dove la donna siede dalla parte ricevente, quasi ogni singolo approccio maschio femmina deve per forza passare da quelle Forche Caudine, per cui l’ammontare delle smusate finali che un uomo accumula in una vita è intollerabile. Finiamo sovente a odiarvi per questo, anche perché siamo obbligati per necessità a quelle pene. E’ un po’ come se ci capitasse che all’atto di ingerire cibo, spessissimo ci arrivasse una sberla nella nuca, ma non puoi fare a meno di mangiare.
Ripeto, alla fine la pagate cara. Infatti è comprensibile come poi il maschio medio, troppo spesso sprovvisto di un arsenale adeguato di autostima, si ingegni per neutralizzare anticipatamente la smusata, lo specillo proprio su quel nervo vivo. Tipicamente vi si approccerà con arroganza preventiva, con offensività preventiva – e qui il ‘preventiva’ è la chiave di comprensione del fenomeno – come dire: sono rimasto scottato, ma stavolta te lo stampo io il ferro da stiro in faccia prima ancora che tu dica beo, tanto per stare dalla parte dei bottoni. Ed è così che accade, fidatevi. Questo si traduce in una quantità colossale di brutali relazioni all’impronta del cane che si morde la coda. Noi, voi, voi, noi, l’insicurezza mia cozza con la tua, la tua ferisce la mia, la mia ferirà la tua, all’infinito. Idiozia, spreco, tristezza.
Se ieri un ragazzo ti ha abbordata dicendo “ciao, hai nove settimane e mezzo libere?” sghignazzando con gli amici, e se tu hai pensato “ma fottiti idiota”, stai certa che quell’uomo è prima passato per non so quante belle silhouette che a fronte di un complimento cortese hanno sollevato la zampetta e gli hanno fatto pipì sulle scarpe delle festa.
Donne, meglio che a fronte di un tizio in bicicletta che torna indietro perché siete troppo sexy per proseguire, vi scorra un “grazie, sei carino” nelle vene fino alla lingua, piuttosto che resina. Vi conviene, sempre, fidatevi.

409 Commenti
Caro Paolo, io la vedo così: ci sono codici in ogni società/comunità (seppure liquida e sfilacciata come la nostra) che presiedono ai comportamenti e alla loro interpretazione e che non è facile aggirare anche se ci piacerebbe farlo. Un uomo che ti abborda per strada, benché gentilmente, è codificato nel tipo “poco serio che ci prova con tutte”. Hai voglia di dire che sono categorie superate, che è solo un essere umano in cerca, come tutti, di un sacrosanto contatto (fisico? perché no?; emotivo? magari anche; spirituale? e chi può dirlo?). “Tutte cose giuste per un’altra generazione” cantava Gaber molti anni fa. Ci vuole tempo per mutare i codici, da ambo i fronti. Tempo, fatica, esperimenti.
Detto questo, probabilmente la bella non aveva voglia di alcun contatto, il che è nel suo pieno diritto.
ma pensa un pò che hai incontrato solo delle gran maleducate. Ai complimenti personalmente ho sempre risposto con un grazie e un sorriso, anche se molte volte il complimento per strada è molto volgare, e specie in giovane età si tende ad abbassare lo sguardo o a mandare a cagare.
Il tuo complimento non era volgare, ma da qui a pretendere che ne nascesse altro…ce ne passa.
Non difendo la tizia (come potrei?)ma quella poteva avere nella testa di tutto, poteva avere i c…i suoi, un umore pessimo, problemi di vario genere…e forse solo nn aveva voglia di parlare. Perchè io in queste tue parole ci vedo sotto sotto dell’altro. Quando tu fai quel complimento non lo fai perchè davvero lo credi (che ti abbia regalato bla bla) ma lo fai perchè spereresti in un qualcosa di più. E quindi questo complimento non ci mette molto a trasformarsi in rancore, tanto più se la donna maleducatamente non dice neanche grazie.
Posso sbagliarmi e me lo auguro, ma quando dici che quelli che poi insultano lo fanno perchè hanno ricevuto il nulla dai complimenti fatti in precedenza…bè…allora che razza di sinceri sono?
Poi ti dirò che a certe donne piace di più sentirsi dire che vengono apprezzate per il loro cervello, e magari solo in condizioni d’intimità apprezzano il sentirsi lodare fisicamente, cosa che può davvero eccitare…ma è un altro discorso.
Ovviamente bisogna parlarci con una per apprezzarne il contenuto e nn solo l’estetica, suggerisco un approccio meno complimentoso e più naturale…e poi nn si può pretendere di piacere a tutti…e di questo bisogna diventare consapevoli. Ciao:)
Che banali difese d’ufficio.
Sostanzialmente concordo con quello che dice Cristina, anche se in fondo credo che Lasam abbia centrato in pieno il concetto, infatti Barnard torna indietro in quanto una ragione che andava OLTRE il complimento:
“Perché in fondo al nostro cervello parte un nastro odioso che recita “ogni lasciata è persa… se non provi non saprai mai… magari nasce una gran storia, e ricorderete quella volta che tu l’hai abbordata e lei sorridendo ammetterà ‘… grazie a Dio tornasti indietro quel giorno, se no non saremmo qui’…”. Il dubbio… quel maledetto dubbio: “Cosa faccio? Proseguo o ci provo? Nooo, dai per favore, non ne ho voglia, poi tanto non funziona, no! zero, basta… Però… e se?”. La posta in palio è alta, credetemi, specialmente se almeno una volta nella vita ti è accaduto esattamente quello che recita il sopraccitato nastro, e a me è accaduto eccome, con conseguenze indimenticabili… e se? Sono minuti spiacevoli, già una certa emozione serpeggia nelle vene, che diventa poi una sfida con se stessi.”
Ecco quindi l’esatta interpretazione di Lasam, tuttavia e’ anche vero che 1) un tempo insegnavano l’educazione civica, forse e’ bene ricordarselo.. 2) se hai i c..i tuoi non significa che sia colpa di chi ti sta di fronte! 3) ogni persona e’ legata agli altri, cio’ che essa/egli farà, si rifletterà in tutto il mondo, ergo siate gentili e civiche, a mandare a fanqulo c’e’ sempre tempo..
Veramente un bel pezzo. Chi non si è mai ritrovato in quei sentimenti, stati d’animo, riflessioni…descritti? Credo che tutti gli uomini li abbiano sperimentati, per quanto molti di questi finiscano per negarlo anche a sè stessi, per non incrinare un’autostima già vacillante. Anche molti uomini sono dei deboli, degli idioti, ingenui, ecc., tanto per ribadire che qui non si fanno sconti a nessuno a prescindere dall’appartenenza sessuale.
Lasam e Cristina prendono la parola e affermano: noi siamo diverse. Nessuno vuole metterlo in discussione, il fatto stesso che siate qui e “resistiate” qui forse lo dimostra, ma la questione ancora una volta non è come si comporta una minoranza di donne ma come si comporta la maggioranza e quest’ultima si comporta così come è stato descritto da Barnard. Va aggiunto che non sono solo le più belle a farlo, ma anche donne di media-scarsa bellezza. Perchè questo accade? Perchè questa freddezza, questa ostilità, indifferenza? Il discorso qui si complica. Avanzo alcune spiegazioni. Prime di tutto una di carattere generale, ossia il deficit di buona educazione, rispetto per l’altro/l’altra che caratterizza la nostra società. Basterebbe da parte della donna descritta da Barnard semplicemente una risposta di questo genere “ti ringrazio per il complimento, ma adesso sono di fretta, preoccupata, ecc., e non mi posso trattenere a parlare con te” per venirsene fuori in maniera educata e rispettosa; in caso di insistenza dell’uomo sarebbe poi giustificabile il comportamento attuato dalla donna descritta, ma solo in seconda battuta. Sia chiaro poi che questo deficit, questa mancanza caratterizza in maniera diversa anche l’uomo.
Inoltre si vive immersi in una società, qual è quella italiana, che continuamente ci bombarda, attraverso i mezzi di comunicazione, di casi di violenza contro le donne. Esistono, eccome! ma vengono presentati come se una donna dovesse guardarsi le spalle da ogni uomo che incontra. Sono solo una minima parte gli uomini “pericolosi”, questo sarebbe bene ribadirlo e dovrebbero farlo soprattutto quegli uomini adulatori e zerbinanti che non fanno altro che confermare le ossessioni divulgate ad arte dai media e accolte con grande entusiasmo da donne astiose e amanti del conflitto fine a sè stesso. Sul ruolo negativo del femminismo trionfante non mi dilungo: “l’uomo non è forse un oppressore, un violentatore, un mascalzone, ecc., quindi perchè dimostrargli cortesia, rispetto?”
Inoltre, e si ritorna sempre a bomba, quella donna sa perfettamente che per lei non vale il detto”ogni lasciata è persa”, perchè al prossimo angolo di strada troverà un altro Barnard a proporsi nella medesima maniera e così via. Insomma le occasioni fiocheranno e allora perchè preoccuparsi di un rifiuto, quando poi tra qualche minuto anche quel ricordo sarà scomparso dietro un’altra avance?
E’ chiaro che questa domanda retorica coinvolge anche gli uomini.
Alessandro
“noltre, e si ritorna sempre a bomba, quella donna sa perfettamente che per lei non vale il detto”ogni lasciata è persa”, perchè al prossimo angolo di strada troverà un altro Barnard a proporsi nella medesima maniera e così via. Insomma le occasioni fiocheranno e allora perchè preoccuparsi di un rifiuto, quando poi tra qualche minuto anche quel ricordo sarà scomparso dietro un’altra avance?”
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Non a caso, oggi anno 2010 in Italia (ma era lo stesso anche quando il sottoscritto aveva vent’anni), la castità femminile è sempre, solo ed esclusivamente una scelta femminile, mentre la castità maschile è sempre, solo ed esclusivamente un’imposizione femminile.
Silver, scusa, ma per voi una scelta di castità sarebbe impensabile? allora quando qualcuna dice che ragionate con le parti basse..non ha poi tutti i torti, no?
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Alessandro…sulla gentilezza nei confronti del prossimo sono pienamente d’accordo (e lo dico anche nel mio intervento), ma…sull’ultima cosa che scrivi…anche un uomo allora girato l’angolo può trovarsi di fronte un’altra bella ragazza con cui provarci, no?
Questo per farti notare come parti da un presupposto sbagliato…secondo me, che consisterebbe nel pensare che le donne vedano gli uomini interscambiabili, mentre mi pare che siano gli uomini a vedere tutte le donne allo stesso modo…e cioè..se belle…scopabili.
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lukecage…mi hai eccitata ^_^
Iasam:”Silver, scusa, ma per voi una scelta di castità sarebbe impensabile? allora quando qualcuna dice che ragionate con le parti basse..non ha poi tutti i torti, no?”
Iasam, Silver ti ha indicato con il dito la luna, ma tu anzichè guardare la luna, hai guardato il suo dito.
Silver, non voleva dire che negli uomini la scelta della castità è impensabile, ma voleva solo sottolineare che mentre una donna anche se bruttina, se vuole far sesso, troverà da far sesso, mentre, a parti invertite, cioè un uomo “bruttino”, invece, mai e poi mai troverà una donna disponibile a far sesso con lui, se non a pagamento.( Per evitare malintesi, non sto parlando di relazioni sentimentali e durature, ma di semplici avventure sessuali.).
E mi fa rabbia che tu, di mezza età,cinquantenne, te ne vieni ancora con queste storielle sull’aspetto fisico, degne da discorsi da teen-age(come se un uomo “bruttino” non ce l’avesse sotto)
Ma quale bellezza!! bisogna avere l’aria seccata quando ci si propone, altrimenti il pallone si gonfia sempre più.
Lasam: non volevo indicare che gli uomini sono interscambiali per le donne, tutt’altro; siamo d’accordo che le donne sono più selettive. Semplicemente volevo indicare che una donna, soprattutto se è di bell’aspetto, ha la possibilità di rifiutare tutte le avances che vuole perchè tanto ne seguiranno altre e sarà lei a scegliere quali accogliere. Un uomo beta, anche di aspetto gradevole, potrà anche riprovare l’approccio con una bella ragazza più avanti, ma le probabilità di successo saranno comunque scarsissime. Inoltre anche gli uomini hanno un’autostima e non è che la si possa far scendere troppo sotto i piedi, quindi si preferisce alla lunga selezionare molto gli approcci.
lasam
“Silver, scusa, ma per voi una scelta di castità sarebbe impensabile? allora quando qualcuna dice che ragionate con le parti basse..non ha poi tutti i torti, no?”
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Ti ha già risposto Icarus.
Per il resto la tua risposta non fa altro che testimoniare, una volta di più, l’assoluta incapacità femminile di comprendere gli uomini.
Il bello, poi, è che c’è pure chi è convinto che voi femminucce abbiate una “marcia in più”.
icarus…scusa tanto, ma io (40enne di bella presenza) mi sono anche scopata qualche bruttone nella mia vita, e questo fa cadere la tua assurda teoria!! vuoi sapere perchè l’ho fatto? non penso, qui nn si cerca mai di dialogare, ma di portare avanti verità fasulle…Chi ha parlato di aspetto fisico principalmente? Siete voi che dite bella donna, che dite..donna da nn buttare via, e io ho solo posto la cosa al contrario.
Silver nn mi ha mostrato nulla, caro Icarus10, perchè la verità di cui parli NON è una verità. Può essere l’esperienza di qualcuno, ma non la verità assoluta, la regola.
io mi sono anche scopata qualche bruttone nella mia vita, e questo fa cadere la tua assurda teoria!!
…la verità di cui parli NON è una verità. Può essere l’esperienza di qualcuno, ma non la verità assoluta, la regola.
Mantenere la coerenza per sette righe sette è proprio impossibile, eh? Niente paura. Siamo tutti sulla tua lunghezza d’onda. L’acqua è bagnata, ma anche asciutta. Testa ho ragione io, croce hai torto tu.
Lasam, sai cucinare?
Iasam, sei la tipica donna media, di una banalità paurosa.
Che per le donne, anche se bruttine, sia molto più facile fare del sesso rispetto agli uomini, è un dato di fatto non una teoria. Se così non fosse le prostitute non esisterebbero più.
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@ Iasam
allora quando qualcuna dice che ragionate con le parti basse..non ha poi tutti i torti, no?
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Se è per questo ci sono anche uomini che sostengono che le donne “ragionano con l’utero”…
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@ Iasam
Alessandro…sulla gentilezza nei confronti del prossimo sono pienamente d’accordo (e lo dico anche nel mio intervento), ma…sull’ultima cosa che scrivi…anche un uomo allora girato l’angolo può trovarsi di fronte un’altra bella ragazza con cui provarci, no?
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Io sono uno che in passato ci avrà provato con mille donne: beh, è una delle cose più stupide e a volte umilianti, che un uomo sia costretto a fare, perché un conto è dover rischiare – anche dei vaffan**** insensati – e un conto è non dover fare niente, salvo dire sì o no.
Iasam, per smentire ciò che stiamo affermando, ci informa che lei ha fatto sesso con un “bruttone”(ma anche se fosse, l’eccezione non smentisce la regola), però poi, aggiunge dicendo: ” vuoi sapere perchè l’ho fatto? “, cioè ci sta facendo capire che ha fatto sesso con questo “bruttone” solo per uno specifico e determinato motivo, cioè estraneo al sesso fine a se stesso, per un “secondo fine”,e non già per il semplice motivo motivo di una scopata fine a se stessa. Contrariamente a noi uomini che non abbiamo problemi a far sesso con una donna bruttina per il solo fine di sesso.
E questo concetto di selezione può essere esteso anche nell’ambito di un rapporto progettuale e duraturo, come ad es. il matrimonio: una donna non sposerebbe mai un disoccupato, mentre un uomo sposerebbe una disoccupata. Poi, vi saranno le dovute eccezioni che non smentiscono la regola.
Lasam, qui non giudichiamo una donna per il suo aspetto fisico, a me personalmente, mi piacciono le “imperfezioni” e le donne non belle ma femminili.
Barnard, a mio parere in certi atteggiamenti femminili c’e’ una paura atavica dell’uomo; della sua superiore forza fisica e consequenzialmente il timore di poter subire delle violenze.
Il fatto e’ che al di la’ delle panzane che raccontano le femmine di oggi, nonché i cagnolini maschi scodinzolanti al loro seguito, uomini e donne sono irriducibilmente diversi ed anche la presunta “iniziativa femminile” – ma che roba e’…?? – e’ solo una stupidissima leggenda urbana.
lasam
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:Iasam:”Silver, scusa, ma per voi una scelta di castità sarebbe impensabile? allora quando qualcuna dice che ragionate con le parti basse..non ha poi tutti i torti, no?”
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Sei una femmina, percio’ non parlare di cose che non conosci, tipo la sessualita’ maschile. E’ un po’ come se io venissi a spiegare a te cosa prova una donna quando raggiunge l’ orgasmo: da uomo non potro’ mai saperlo. Ecco, tu, da donna, non potrai mai conoscere, e pertanto descrivere, le pulsioni e i desideri maschili.
Ricorda: la vita di un uomo, specie se giovane, e’ un controllo continuo…
Sì, ecco. Mi sono inserita in questo dibattito e in questo blog proprio perché vorrei capire di più gli uomini, sessualità compresa. Non mi interessa molto la schermaglia tra i generi. Però c’è nei commenti precedenti qualcosa che mi sfugge: ma siete sicuri che il bisogno sessuale sia poi così autonomo e slegato da altri desideri/bisogni che poi complicano una relazione, anche passeggera? Perché, da donna, per quanto mi riguarda io affermo “assolutamente no!”. E non si tratta di tirare in ballo l’amore o i sentimenti. Si tratta di ammettere che denudarsi davanti a un’altra persona è difficile, ci espone a vulnerabilità che vanno oltre l’atto sessuale vero e proprio. Ma non sentite, voi maschi, il bisogno che si sia creato un minimo substrato di fiducia e stima reciproca per far l’amore decentemente? Io, da donna, questo bisogno lo sento. Forse (e lo dico senza pregiudizio alcuno) la differenza sta solo qua.
Cristiana, io ti do in parte ragione, nel senso che poi le scelte sono individuali. Anch’io sono una persona molto riservata e sentirei un certo imbarazzo a far sesso con una persona che non conosco. Ciò non toglie che altri possano pensarla diversamente e che a loro venga più facile. La questione che noi stiamo sollevando è che uomini e donne dovrebbero agire insieme per togliere dalla sessualità quella patina di “sacralità” o, peggio ancora, “commercialità” che la caratterizzano oggigiorno, soprattutto nel mondo occidentale/latino. Si tratta di “emancipare la sessualità” da tutti i lacci e lacciuoli che la soffocano. Questo avrebbe positive ricadute anche nel rapporto tra i sessi. Certo, da affermare è semplice, da realizzare è ben più difficile, sia per il diverso approccio alla sessualità di uomini e donne, culturale o naturale?, sia anche a causa di tutte le stratificazioni ideologiche che si sono accumulate nel corso dei secoli.
In ogni caso, questa è solo una delle questioni che qui vengono sollevate, anche perchè, ti garantisco, è diventata fonte di non poca sofferenza per la maggior parte degli uomini beta italiani e non solo. Il ricorso massiccio alla pornografia, alla prostituzione, ecc., stanno lì a dimostrarlo. Le rivoluzioni si fanno insieme, uomini e donne, soprattutto se sono di natura culturale, che sono poi le più lente.
Questa volta l’articolo di barnard non mi convince. C’e’ qualc osa di stonato gia’ dall’inizio :troppa intensita’, troppi movimenti e poca osservazione.
A parte che esordire ” vedo una fantastica silhouette…”. Detta tutta : spari in alto, sicuro di arrivarci ?
perche’ lei e’ stata un po’ maleducata (forse), pero’ barnard doveva vedere che se lei aveva mostrato un qualche segno di interesse, una sguardo un po’ piu’ lungo, insomma… un segno. Se no, puo’ essere che fosse assorta nei fatti suoi, magari non belli, e non si puo’ pretendere di far la giravolta , arrivare senza nessun motivo apparente e pretendere chissa’ che.
A me queste cose richiamano sempre un punto fondamentale : la mancanza di comunicazione non verbale (sia nell’osservazione/ascolto, sia nella trasmissione). La carenza dal punto di vita comportamentale che un maschio che si proponga come tale , deve avere nei confronti della femmina, che, e’ inutile girarci intorno, apprezza i segnali di sicurezza. E quale maggiore sicurezza di un approccio almeno apparentemente motivato, senza esitazioni, fatto al momento giusto ?
Mi si dira’ : qual e’ il momento giusto ? bene, una volta, queste astuzie si imparavano, i piu’ grandi, magari con un po’ di sicumera, te le insegnavano. Tuo padre, talvolta anche la madre. Adesso sento gente anche di ottima cultura parlare di amicizia tra ragazzo e ragazza. I bambini insieme alle bambine da subito, a scuola , a fare le recite e le feste a netta impronta femminile. Come crescere un gattino con un topolino : dopo che si pretende ?
Credo che una femminista farebbe in un attimo a neutralizzare l’articolo dicendo :
Tu Barnard ti sei fermato per la splendida silhouette : se fosse stata bruttina, che avresti fatto ?
Non sono d’accordo, Marmocchio, se non sul fatto che forse Barnard ha sbagliato a prendere come esempio una “strafiga”. Questo può essere sicuramente depistante e opportunisticamente interpretato, come giustamente tu fai rilevare. Tolto questo però, le cose non sarebbero di certo andate in modo diverso se al posto della “strafiga” ci fosse stata una ragazza “normale”, magari carina come tante ma niente di più. Il copione sarebbe stato più o meno lo stesso. E’ ovvio che una ragazza particolarmente attraente è in grado di abbassare maggiormente le “difese immunitarie” di un uomo ma soprattutto può spingerlo, per lo meno per un attimo, a mettere da parte i tentennamenti e le indecisioni e a “buttarsi”. Del tipo “o la va o la spacca” e poi vada come vada…
Ciò detto, la sostanza non cambia. Mi pare che nel tuo post, in qualche modo, tendi a “giustificare” determinati comportamenti femminili. Il Barnard di turno (cioè qualsiasi uomo, compresi noi) dovrebbe aspettare dei segnali per proporsi, altrimenti nisba? E quali sarebbero i segnali? Una fugacissima occhiata di sguincio da interpretare? Perché, ti risulta che a quei segnali corrispondano automaticamente delle risposte positive o delle aperture?…
E poi, comunque, perché mai quella donna dovrebbe reagire in quel modo così sprezzante? Se tu stessi sbragato per i fatti tuoi sul tuo lettino sulla spiaggia e si avvicinasse una donna (anche una che non ti piace) che ti dicesse che ti trova un uomo affascinante o attraente, tu cosa faresti, ti sposteresti un po’ più in là con fare seccato senza neanche rivolgerle la parola? Non credo proprio,al contrario, saresti gratificato del complimento e risponderesti con educazione. Anzi, sono certo che proprio qualora non ne fossi attratto risponderesti in modo ancora più garbato, proprio per non urtare la sua sensibilità.
Mi dispiace ma sei fuori strada. Da questo tuo intervento ci capisce la distanza e la diversità culturale che c’è tra noi. In qualche modo hai una concezione della maschilità un po’ “macha” (passami il termine, non lo prendere alla lettera…), diciamo un po’ tradizionalista, che di certo non è la mia. Nulla di male, sia chiaro, siamo qui per confrontarci.
Che comincino a fare anche loro il “lavoro sporco”. Che si propongano. Rischiando anche il rifiuto (sempre con tatto…). Di certo c’è una cosa. Che le nostre risposte non sarebbero come le loro ma infinitamente più disponibili e garbate (e lo sanno). Nonostante ciò, si guardano bene dal farlo.
Riflettici e soprattutto ci riflettessero le nostre interlocutrici che cominciano ad affluire numerose sul nostro blog (e sono le benvenute), però non sempre e non tutte con la stessa onestà intellettuale.
Fabrizio
comunque lo si guardi: se dal punto di vista dell’egualitarismo, se dal punto di vista della differenza di atteggiamento storica dettata dai ruoli (o dalla natura). L’atteggiamento non puo’ essere dettato da una paura dello sconosciuto più forte che avrebbe potuto farle del male, perchè altrimenti sarebbe o fuggita a gambe levate o avrebbe mantenuto un atteggiamento bonario tendente a non innervosire il “brutal uomo che tanto osò”
non puo’ essere nemmeno dettato dalla timidezza, perchè altrimenti si sarebbe limitata ad abbassare gli occhi arrossendo come le educande di cent’anni fa.
Maleducata è stata maleducata. Punto.
Secondo me. Senza motivo alcuno.
Molti considerano superiori le donne perché mostrano maggiore controllo sessuale, al contrario molti uomini si sentono superiori perché dotati dalla natura di una sessualità diciamo attiva, o tutte le due cose insieme.
Penso invece che la differenza fisica delle donne sia un pericolo e nient’altro, gli uomini non dovrebbero dare spago alle donne in tutti i loro capricci, poi succede questo che ha postato Luke Cage in un altra discussione:
http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/dizionario-termini-medici/rapex-condom-antistupro/
@Cristiana: al solito, sei donna e ragioni da donna, ovvio, come ovvio e’ constatare che, anche tu, non riesci proprio a guardare fuori dal tuo “iO” (dalla tua esperienza personale), se ci riuscissi, capiresti il perchè delle tue errate considerazioni sul piano generale sociale, in primis vedresti quante donne fanno sesso ludico, pochissime senza fine, moltissime per diversi fini! senza contare che quanto dici, si arena inesorabilmente contro talune esperienze sessuali molto in voga, esempio la sveltina, dove non serve denudarsi completamente, o altre pratiche spicciole che molti lettori ed intervenuti/e conoscono molto bene! e vogliamo discutere di quelle volte che andate all’estero dove, oltre a non parlare la vostra stessa lingua, vi donate completamente ad un totale estraneo?
per concludere, spesso chi ha aspettative maggiori DOPO una ludica sessualità e’ la DONNA, la stessa che asserisce, da sempre, che per “darla” necessita di tutta una serie di requisiti, che all’uomo non servono, ergo ecco il punto che vede gli uomini scevri generalmente da qualsiasi complicanza del sesso ludico ele donne mal disposte al sesso ludico fine a se stesso!
Personalmente, fare sesso ludico non significa amare una persona, Significa rispettarla, desiderarla, passarci dei bei momenti di condivisa giocosità sessuale, di intrigo, di reciproco darsi, l’amore significa EMOTIVITA’, racchiude la sfera piu’ preziosa di ogni PERSONA: I SENTIMENTI, questo lo conoscono bene i bellocci alpha che, per arrivare alla vostra patata, usano alla bisogna, e magari lasciate a bocca asciutta un uomo che vi fa capire di desiderarvi e basta, poi alla fine non lamentatevi se vi hanno ingannato, perchè VOI STESSE premiate chi vi induce in INGANNO!
Solite frasi trite e ritrite.. della serie
:::::F3-MALE Corporation :::::
Il femminile futuro, OGGI!
Io ho due figli: un maschio di 17anni e una femmina di 15. Sono due ragazzi intelligenti e di bell’aspetto. Il primo riceve molte telefonate da parte delle sue amiche e sceglie con chi uscire, la seconda spesso ha visto incrinare le sue amicizie femminili…per questione di maschi..che non andavano corteggiati. Insomma io stessa ho pensato piu’ volte che le cose sono veramente cambiate, che se questo succede un motivo c’e’ ed e’ giusto così e che molto spesso la realta’ delle cose va solo accettata..anche se non pienamente compresa…Non vedo certo fare a mia figlia il “lavoro sporco” di cui sopra..pero’ mi chiedo se non si perde qualcosa che io ho conosciuto..non so. Sono ragazzi sereni e ben inseriti ed e’ questo quello che conta, ma le relazioni tra giovanissimi sono veramente diverse da quelle di pochi, pochissimi decenni fa. Non so cosa penserebbero se leggessero questi commenti, come li troverebbero..ma non credo che li invitero’ a farlo perche’ mi sentirei imbarazzata..come sorpresa a vivere… un tempo che non sa gestire, relazioni che non sa impostare..o peggio ancora..giochi di coppia con uomini molto insoddisfatti. In futuro..ci saranno ancora uominibeta?Anna.
Sicuramente lei e’ stata maleducata. Cio’ non toglie che l’approccio di Barnard e’ stato rudimentale, a dire poco. Si, i segnali ci sono, sia in negativo , sia in postivo, fa parte della natura e cultura umana.
Non e’ detto che equivalgano a un sicuro successo, ma evitano un approccio non selettivo che e’ destinato a sicuro fallimento.
essere machi non e’ negativo, ha preso oggi un significato negativo, ma e’ cio’ che la donna desidera nel suo intimo.
del resto Barnard lo ha detto : il motivo reale del suo aggancio era per una eventuale relazione, non certo per par sapere a lei che era bella, visto che probabilmente lo sapeva gia’. Ripeto, lei e’ stata maleducata, perche’ l’approccio non era sgarbato , ma la maleducazione oggi impera e le donne certo non fanno eccezione.
pero’, se barnard non e’ un adolescente, la sua tecnica e’ fortemente insufficiente. Non puo’ quindi stupirsi di risultati negativi
Mi si dira’ : qual e’ il momento giusto ? bene, una volta, queste astuzie si imparavano, i piu’ grandi, magari con un po’ di sicumera, te le insegnavano. Tuo padre, talvolta anche la madre. (ilmarmocchio)
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Credo sia giunta l’ora di andare oltre queste “astuzie del passato”, che a mio avviso hanno psicologicamente “schiavizzato” generazioni e generazioni di uomini. Basta con questa storia secondo cui dovrebbe essere sempre l’uomo ad esporsi, in virtù del fatto che “così avrebbe stabilito la natura” ? Ma chi l’ha detto? Un conto è sostenere che uomini e donne sono diversi (e fino a qui non ci piove) e un conto è affermare che quello del corteggiamento è un “dato esclusivamente naturale”. Secondo me lo è solo in parte: il resto è cultura. Prendiamo il caso della “cavalleria”: cosa c’è di naturale in tutto ciò? Cosa c’è di naturale in certe pagliacciate che gli uomini sono costretti a fare, per elemosinare un po’ di attenzioni e di sesso? Mi chiedo: ma quand’è che gli uomini cominceranno a liberarsi da questi maledetti stereotipi?
Io ho due figli: un maschio di 17anni e una femmina di 15. Sono due ragazzi intelligenti e di bell’aspetto. Il primo riceve molte telefonate da parte delle sue amiche e sceglie con chi uscire, la seconda spesso ha visto incrinare le sue amicizie femminili…per questione di maschi..che non andavano corteggiati. (Anna)
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Io di anni ne ho trentasette, non sono sposato né ho figli, (né mai mi sposerò né mai avrò dei figli), pertanto non conosco bene la realtà degli adolescenti. Di certo, però, posso dirti che quando avevo vent’anni di meno – quindi l’età di tuo figlio – mi capitava spesso di sentirmi dire da molti adulti – sia uomini che donne – che “ormai le donne sono diventate cacciatrici e gli uomini prede”.
Ebbene, pur non facendo affatto schifo, (sono anche alto 1,85 x 84 kg), non mi è MAI capitato di essere stato “predato” da una ragazza, MAI ho avuto il piacere di incontrare una “cacciatrice di uomini”. Lo stesso dicasi per quasi tutti i miei amici e conoscenti. Questo tanto per dire che non ci si può basare su dei singoli casi per affermare con certezza che “oggi i ruoli si sono invertiti”. A me non risulta; e comunque sia, le relazioni fra adulti sono un qualcosa di molto diverso da quelle fra adolescenti. Inoltre devi sapere che anche fra uomini capita, eccome se capita!, di veder incrinare delle amicizie per questioni di donne.
@Anna:…
Input A$ =””(Omissis)..ma non credo che li invitero’ a farlo perche’ mi sentirei imbarazzata..come sorpresa a vivere… un tempo che non sa gestire, relazioni che non sa impostare..o peggio ancora..giochi di coppia con uomini molto insoddisfatti. In futuro..ci saranno ancora uominibeta?Anna.”
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Abbiamo inserito il solito algoritmo basato sull’ I/O, con un singolo HDD partizionato in 2, in una c’e’ l’ AVERE, nell’altra c’e’ il POTERE, la partizionatura DARE e’ andata persa nel processo di formattazione “f3mm-inist.exe 6.1.0″.
Come le altre cloni, e’ in grado di connettersi ad internet ed intervenire laddove le sue PROBE scorgano argomentazioni che vadano contro la sua prima priorità, li sono in grado di evitare ogni CAPTCHA di sorta, inserendo un nick random, sono altresì in grado di postare dei propri articoli, attingendo alla mole dei dati sulla partizionatura AVERE, che si basa su una root storica di almeno 40 anni! tramite l’uso spropositato dell’ I/O, riescono sempre e comunque a controbattere a qualsiasi argomentazione, sfiancando anche il piu’ eroico dei webmaster/moderatore! spesso sono talmente micidiali che sembra quasi che ci sia una donna biologica vera dietro a quanto scrivono!
Oltre ad argomentare quanto sopra, spesso messe alle strette di risorse, per evitare il guru-meditation, si disconnettono, ma non prima di aver inzozzato il sito ospite di vario spam, tra cui i programmi SF1G4T1.exe ed altri worm di vario genere.
Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci presso i siti, blog che le stesse cloni hanno lasciato trackback!
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Il femminile futuro, OGGI!
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…end of file “f3mm-inist.exe 6.1.0.txt” Have a nice day!
” Cio’ non toglie che l’approccio di Barnard e’ stato rudimentale, a dire poco.”(marmocchio)
Non è questo il punto. Il punto è questo tono sprezzante e altezzoso di tante donne occidentali moderne di fronte a corteggiatori non ritenuti all’ altezza delle loro aspettative. Segno di come molte le donne occidentali del 2000(molte, non tutte, ovvio) si sentono moralmente un gradino sopra gli uomini.E’ come quando un schiavo fa un servigio al Re, mica quest’ ultimo si prodiga di ringraziarlo? Anzi, lo tratta con disprezzo(“come minimo mi doveva questo, è il mio schiavo,perchè lo dovrei ringraziare?”)
L’approccio di Barnard con questa donna è stato sbagliato? forse, può essere.. Però ricorda una cosa: se barnard è stato trattato così da questa tipa, non è stato tanto per il suo (supposto) approccio sbagliato quanto invece per il fatto che forse lui non piaceva esteriormente a questa tipa. Io so di tante donne sposate,quarantenni, che rifiutano ogni avances(non da me, perchè io non corteggio donne sposate) rifugiandosi dietro ai “principi”, all “approccio sbagliato”, che non possono venire meno al principio di fedeltà, che non la possono dare al primo che si fa avanti..bla..bla..ma poi di fronte ad ragazzone aitante e “figo” di turno(secondo i canoni mediatici, eh) che si è fatto avanti,con un approccio tale e quale a quello usato da Barnard, l’hanno mollata indegnamente e svergognatamente. Alla faccia dei loro “principi” e dell’ “approccio sbagliato”.
Venendo al corteggiamento, a questo punto, io direi che sarebbe meglio abbandonare questa pratica che oggi come oggi è diventata una umiliazione per gli uomini: fare il cagnolino scodinzolante per compiacere la padrona, il clown di corte per far ridere sua maestà(“voglio un uomo ironico che mi faccia ridere”), il “pricipe azzurro”(“voglio un uomo che mi metta al centro del mondo”), il Body Guard per proteggere la “principessina”(“un uomo mi deve infondere sicurezza e protezione”)..bla..bla… A che prezzo poi? Al prezzo che vediamo.Un prezzo tristemente salato. Il corteggiamento tradizionale va boicottato. Così come vanno riviste e boicottate le regole di coppia: ci vuole amore e felling reciproci, non servigi e “protezioni” di lui nei confronti di lei.
Al tempo di oggi, con l’arroganza femministoide imperante, per “conquistare” una donna, e per mantenere saldo l’eventuale rapporto di coppia, bisogna essere se stessi, essere forti,severi, decisi,avari di complimenti e servigi verso lei, gentili e leali sì, ma non accondiscendenti. Non servono i complimenti,oddio, non sto dicendo che non bisogna farli i complimenti o le gentilezze, ma devono essere fatti in modo naturale e senza fini di corteggiamento o di zerbinaggio.
Per quanto riguarda, invece, una semplice avventura sessuale con una donna, la situazione è chiara e netta: se fisicamente sei “attrezzato” secondo i canoni mediatici, la scopata te la fai , qualunque approccio, giusto o sbagliato sia, altrimenti, nulla: ti rimangono le seghe o il ricorso al sesso a pagamento(a parti invertite,invece non succede, perchè noi uomini non abbiamo problemi a farci una semplice scopata con una donna non avvenente).
Quindi, o uomini, meditate.
A me l’articolo di Barnard è piaciuto. Condensa bene quello che un uomo sente di fronte ad una donna (bella, o solo carina o che, semplicemente, gli smuove qualcosa dentro). E, attenzione, non è semplicemente il desiderio di scoparci. E’ naturalmente anche quello, ma prima ancora è qualcosa di diverso è non facilmente definibile. E’ una specie di attrazione magnetica e automatica quella che lo ha spinto a farle un garbatissimo omaggio per la sua bellezza. Nulla a che vedere con gli sguardi lubrichi o “porcini” di cui gli uomini sono spesso accusati ingiustamente perchè non si vuole capire la psicologia maschile. L’ho provato anche io. E poichè presumo che Barnard non sia così ingenuo da pensare in un automatico si, gli sarebbe stato sufficiente un sorriso e un grazie. Sarebbe stato così difficile un comportamento spontaneo che pure non confondesse i ruoli come un sorriso e un grazie pur non volendo fare conoscenza come è ovvia facoltà della donna? Penso proprio di no. E allora i casi sono due. O si tratta di un mero atteggiamento di potere che suppone il disprezzo per il povero maschio infoiato e stimolato in mille modi (di vestire, di muoversi etc. etc) oppure di una grande insicurezza mascherata da supersicurezza e superiorità di facciata. Inutile dire che la prima ipotesi chiama una risposta altrettanto sprezzante degli uomini che va dalla completa ostentazione di indifferenza ad atteggiamenti aggressivi. La seconda, invece, scoraggia comunque i maschi dal prendere l’iniziativa, cosa di cui le donne puntualmente si lamentano. Gli esiti sono comunque negativi e non si tratta solo di maleducazione, ma di qualcosa di più importante.
Io credo che nella pre-adolescenza e nella complicata adolescenza i ragazzi e le ragazze si relazionino in maniera molto più spontanea e “paritaria” degli uomini e delle donne adulti. Non mi stupisce, di conseguenza, ciò che scrive Anna. Le sovrastrutture ideologiche incominceranno a far sentire la loro nefasta influenza più avanti, direi attorno ai 20 anni d’età. Allora la donna imparerà, per esempio, che gli uomini sono dei mascalzoni e che dovrà ingaggiare con loro una contesa per il potere per il fatto stesso che sono uomini, che se avrà una vita sessuale libera sarà considerata una donna di facili costumi, mentre l’uomo imparerà che dovrà essere cavaliere, che avrà valore quanto più in alto si troverà nella scala sociale, ed entrambi impareranno a celebrare il potere, la ricchezza come i grandi valori del nostro mondo e a disprezzare ciò che è povero e umile. Insomma, il consumismo/clericalismo/femminismo, ossia i capisaldi più o meno in salute su cui si regge la nostra società occidentale, inizieranno a plasmare le nostre menti di uomini e donne in maniera inesorabile. Al termine del processo finiremo per pensare di vivere persino nel migliore dei mondi possibile!
fabio C : Credo sia giunta l’ora di andare oltre queste “astuzie del passato”, che a mio avviso hanno psicologicamente “schiavizzato” generazioni e generazioni di uomin
veramente, se c’e’ un’epoca in cui l’uomo e’ schiavo della donna, e’ proprio quella attuale, quindi se c’e’ qualcosa che non va , e’ proprio nel maschio moderno. E infatti c’e’ qualcosa che non va : e’ poco maschio. Tutto qui, ma basta e avanza. le astuzie del passato sono moduli comportamentali finalizzati a un risultato. Vogliamo il nuovo ?
prego, ma poi non lamentiamoci del risultato. Un appunto sulla cavalleria : i cavalieri , quelli veri, scopavano a tutto spiano , sposate o non sposate ed erano esattamente il contrario di cio’ che oggi si intende per cavalire, ovverosia il cicisbeo.
L’uomo deve saper ignorare la donna, sceglierla, esattamente come se fosse una preda, altro che andare a pignucolare per un sorriso o per oamaggiare la bellezza. la belle zza che mi interessa e’ quella che mi porto a letto, e la donna me ne sara’ sempre grata.
@ Icarus : ti raccontero’ un vecchio episodio che chiarira’ meglio il mio pensiero : circa 20 anni fa , di estate , ero al mare e stavo giocando al vecchio calcetto. premetto che giocavo piuttosto bene, e avevo notato una tipa, turista, che guardava interessata, con un suo amico che , evidentemente, le stava dietro, in modo appiccicoso.
Il suo amico volle giocare , e lei comincio’ presentandosi ed, essendo cittadina, era la tipica ragazza femministoide, anche se non sgraziata. Ovviamente la butto’ sul discorso della sfida, le donne che possono giocare alla pari degli uomini, e via discorrendo. Il suo amico, da buon cagnolino, sottoscriveva ogni di lei parola. Io le ribattevo ogni sua affermazione e , sopratutto, la umiliai nel gioco, facendole rilevare come lei , donna, non fosse assolutamente in grado di giocare alla pari con me , uomo.
Per farla breve, dopo qualche giorno, si propose, quasi apertamente, visto che dopo pochi giorni se ne sarebbe andata a casa.
Questo episodio, di cui ho avuto poi conferme successive, mi e’ rimasto sempre in mente , proprio per il suo valore “didattico”.
E si e’ ripetuto.
la donna , sotto sotto, vuole essere dominata. Mettetela alla pari, e non ne uscirete piu’
Sottoscrivo completamente, Alessandro. Non ha senso prendere come esempio ragazzi e ragazze di 17 o 18 anni per spiegare la relazione uomo-donna. Come hai detto tu, a quell’età non sono ancora entrati in gioco i condizionamenti culturali, sociali e psicologici che scatteranno inevitabilmente e pesantemente più tardi, e il margine di “gioco” e di libertà è ancora relativamente più ampio.
Nondimeno non è il bengodi neanche a quell’età e non parlo per me o per noi che abbiamo qualche anno sulle spalle ma anche per quelli della generazione attuale. Ho insegnato per qualche tempo nelle scuole superiori circa una decina di anni fa, e posso garantirvi che le modalità relazionali sono su per giù le stesse, naturalmente, appunto, con un margine inevitabile di giocosità e di libertà dato dall’età. Né potrebbe essere altrimenti.
In fondo, portando l’ esempio diametralmente opposto, è come analizzassimo la fascia di età compresa fra i 60 e gli 80 anni, per analizzare la relazione uomo-donna.
Su, non scherziamo…
Fabrizio
@Marmocchio: l’episodio che è capitato a te sulla spiaggia, ricorda molto un episodio che accadde a me 2 anni fa , allorchè da scrutatore in un seggio elettorale mi trovai a lavorare fianco a fianco con un scrutatore donna. Ebbene per quei due giorni in cui interagimmo non le rivolsi nè un complimento, nè una carineria, anzi cacciai fuori tutta la mia personalità dura, forte, decisa, sanguigna,severa. Su ogni cosa la richiamavo, la rimproveravo,la contraddicevo in quasi tutto, le parlavo delle mie idee socio-politiche al di fuori della Massa(quindi anche contro il femminismo). Ovviamente il mio fu solo un “esperimento”, perchè oltre ad essere duro e deciso, sono anche molto dolce e affettuoso, e soprattutto non pretendo di avere sempre ragione . Quasi mi pentii per il mio comportamento..eppure..eppure…eppure…eppure..mesi dopo, venni a sapere indirettamente da un nostro comune conoscente che lei si era interessata a me, che mi voleva..ma siccome, come ben sappiamo, le donne non si propongono, io non lo seppi al momento(anche se in effetti già avevo capito qualcosa dal suo atteggiamento). Questo dimostra, insieme alla esperienza raccontata da te, che, sì, effettivamente, le donne(non tutte, però) sotto sotto vogliono essere prese, dominate, perchè solo così riescono ad intravedere nel partner una personalità forte e soprattutto vincente. Non servono, quindi, i corteggiamenti a base di complimenti studiati artificalmente. Se io con lei avessi fatto il “cavaliere”, il premuroso, e le avessi fatto i complimenti..lei non solo non si sarebbe interessata a me, ma mi avrebbe trattata allo stesso modo con cui Barnard è stato trattato dalla tipa.
Però, a parte questo fatto, il discorso che qui stava facendo è diverso: al di là dell’ approccio di Barnard, c’è da rilevare questo comportamento sprezzante e altezzoso delle donne nei confronti dei loro corteggiatori non ritenuti all’altezza. Segno che molte donne, non si sentono pari all’ uomo, ma superiori, ed essere considerate di un gradino sopra l’uomo.
A Marmò,”famose a capì”, diremmo noi a Roma
…
Pensi forse che da queste parti non conosciamo e soprattutto non abbiamo esperito l’infinita serie di giochi, giochetti, giochini e contro giochi psicologici, schermaglie e schermagliette, trucchi e trucchetti, illusionismi, giochi a scacchi e a dama, poker e pokerini metaforici, bluff, offensive e ritirate, telefonate e silenzi, tattiche e tatticucce, (in realtà confronti/scontri di personalità, cioè logiche di competizione e dominio) e tutto l’armamentario del caso che qualsiasi uomo di una certa età ed esperienza che non sia nato e cresciuto nella bambagia ma si sia confrontato con la vita reale, è stato costretto a sviluppare e a mettere in campo per “sopravvivere”?
E andiamo, su…Marmocchio…Eravamo anche noi “Poveri ma belli” , non proprio belli (e soprattutto non così poveri, fortunatamente) come all’epoca i protagonisti di quel film, ma insomma… e ci siamo “guadagnati la stozza”, proprio come loro…
Tutto ciò, fermo rimanendo, caro Marmocchio, che superati i 25 anni di età, non è più sufficiente essere “poveri ma belli” (non parliamo poi se si è solo poveri…) ed entrano in campo altri fattori. Senza dei quali, hai voglia a darti da fare o ad affinare le tecniche della seduzione, perché privo di quelli, sei completamente fuori gioco. Perché anche e soprattutto dal punto di vista psicologico, se non sei supportato dal fatto di avere una determinata condizione sociale e professionale, che nel nostro sistema è DETERMINANTE, non svilupperai MAI quella serenità e quella “sicurezza” interiori necessarie anche e soprattutto per quei giochini che a te piacciono tanto (e che a me personalmente fanno venire il voltastomaco ma questo è un fatto personale).
Perché se ti ritrovi a 40 anni a fare l’impiegato delle poste, il metalmeccanico, il barista, il postino, il precario e via discorrendo, quelle schermaglie non servono a nulla. Ammesso, ripeto, che tu abbia la condizione psicologica, la serenità mentale, per porle in essere. Perché sei perfettamente consapevole che nella nostra società, se non appartieni a determinate categorie sociali, non sei nessuno, soprattutto nella relazione con l’altro sesso,e questo NON PUO’ NON INFLUIRE sulla tua condizione psicologica ed esistenziale e sul tuo modo di porti.
Dici di no? Proviamo allora a fare un giochino. Siamo su quella stessa spiaggia dove hai incontrato quella turista, tu hai 20 di più di allora, quindi diciamo una quarantina, e invece di fare il medico (mi pare…) fai lo spazzino. Però hai ancora una discreta condizione fisica e giochi ancora bene al calcio e per questo incuriosisci quella donna. Inizierà la solita schermaglia e ad un certo punto, inevitabilmente, direi anzi che sarà una delle prime domande che ti verrà posta (perché hai 40 anni, non venti,e quella domanda è scontata come è vero che il sole sorge e tramonta), lei ti chiederà cosa fai nella vita. E tu a quel punto avrai due possibilità. O sparargli una colossale cazzata, ammesso che tu abbia la voglia di reggere la finzione, oppure dovrai rassegnarti al fatto che quella donna, dopo aver mal celato un atteggiamento di delusione, tornerà, momentaneamente, dal suo cicisbeo. Comunque cambierà strada. Tutt’al più, questo è plausibile e possibile, se è una turista in vacanza, siccome sei ancora un bel fusto (se sei fortunato), si concederà una trasgressione estiva. Ma nulla più di questo, stanne pur certo.
Ma a quel punto, caro Marmocchio, tu (il tu ipotetico ed esteso a chiunque, ovviamente) sei in tutto e per tutto simile a quegli altri baldi fusti senegalesi, cubani, portoricani, giamaicani ecc. con cui vanno a sollazzarsi, attraversando gli oceani, le nostre “liberate” donne occidentali. Cioè uno strumento, nè più e nè meno. Qualcosa quindi che non ha nulla a che vedere con una sana, libera, ludica, giocosa sessualità. Ma solo l’altra faccia della medaglia di una sessualità concettualmente e psicologicamente sottoposta alle leggi e soprattutto all’ideologia strumentale dominante.
Ma è proprio (anche, fra le altre cose) perché vogliamo superare tutta questa immondizia di cui sopra, che invece sembra esercitare ancora un fascino su di te, che stiamo facendo quel che stiamo facendo, cioè tentare di costruire una diversa relazione fra uomini e donne, partendo naturalmente dalla ricostruzione di una sana e rinnovata consapevolezza maschile (beta). Senza di questa e senza un radicale cambiamento nel modo di porsi degli uomini, neanche le donne potranno mai cambiare, né si vede perché dovrebbero farlo. Su questo non c’è dubbio.
D’altro canto, se sei qui, anche a te non dovrebbe piacere molto come stanno le cose. Altrimenti è legittimo chiedersi (e me/te lo chiedo): cosa ci stai a fare qui fra noi se pensi che le cose vadano bene nel modo in cui vanno o che comunque, come tu stesso affermi, non potranno mai cambiare?
E’ una domanda alla quale solo tu puoi dare e darti una risposta, se vuoi ovviamente, e possibilmente sincera. Soprattutto per te prima ancora che per noi.
Fabrizio.
veramente, se c’e’ un’epoca in cui l’uomo e’ schiavo della donna, e’ proprio quella attuale, quindi se c’e’ qualcosa che non va , e’ proprio nel maschio moderno. E infatti c’e’ qualcosa che non va : e’ poco maschio. Tutto qui, ma basta e avanza. le astuzie del passato sono moduli comportamentali finalizzati a un risultato. Vogliamo il nuovo ? prego, ma poi non lamentiamoci del risultato. (ilmarmocchio)
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A parte il fatto che ti ha già risposto egregiamente Fabrizio, ti faccio notare che in tal senso, l’uomo è SEMPRE stato schiavo della donna. Il fatto, caro ilmarmocchio, è che tu sei ancora legato a logiche arcaiche ed obsolete, di cui io faccio volentieri a meno.
E’ grazie a certi atteggiamenti ed a certi modi di ragionare da “machi”, che oggi ci ritroviamo con una mano davanti e una mano di dietro.
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Un appunto sulla cavalleria : i cavalieri , quelli veri, scopavano a tutto spiano , sposate o non sposate ed erano esattamente il contrario di cio’ che oggi si intende per cavalire, ovverosia il cicisbeo. (olmarmocchio)
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Cazzate, sono solo cazzate, tramandate ad arte nei secoli dei secoli proprio dagli uomini (non dalle femministe…). Cazzate che un uomo deL XXI secolo dovrebbe rigettare come la peste. Tu, invece, da bravo “macho vecchio stampo”, le propagandi. Complimenti.
Dopo, però, non prendiamocela col femminismo, con ‘sto cacchio di femminismo!
Rispondo a Damien, incazzosetto, che mi tira in ballo:
1. Ahimé, lo riconosco, mi capita di pensare da donna e di esprimere opinioni a titolo personale.
2. Grazie per avermi ricordato l’esistenza della sveltina, mi si è aperto un orizzonte! Credevo fosse ovvio, però, che con “denudarsi” non intendevo “togliersi i vestiti”.
3. Vorrei che qualcuno mi spiegasse: ma se in una scopata non vi è un po’ di relazione, qual è la differenza con una sana ed economica sega? Forse che è socialmente più spendibile e ti fa sentire meno sfigato/a?
E poi rispondo a Il marmocchio:
“L’uomo deve saper ignorare la donna, sceglierla, esattamente come se fosse una preda”. Ma che cavolo di (cito dal manifesto degli uomini beta) “nuova relazione fra i sessi fondata sui valori di una vera eguaglianza, sulla fine di ogni logica strumentale, sul superamento di ogni forma di mercificazione sessuale, sulla reciprocità e sul riconoscimento della libertà, dell’autonomia, della peculiarità, della dignità e del valore dell’altro/a” sarebbe questa?
@Icarus: gli hai dimostrato che non sei il solito bavoso che scatta sugli attenti davanti ad una donna, sei un pezzo raro e di valore.
Infatti è sbagliato fare i complimenti.
Quando ero ancora un ragazzetto (timido e misogino) notai una ragazza sulla spiaggia che mi guardava, gli feci gesto con la mano di venire da me (col cacchio) mi rispose con lo stesso gesto, mi alzai e feci questo sacrificio: ci fu una storielletta estiva…..
3. Vorrei che qualcuno mi spiegasse: ma se in una scopata non vi è un po’ di relazione, qual è la differenza con una sana ed economica sega? Forse che è socialmente più spendibile e ti fa sentire meno sfigato/a? (Cristiana).
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Alla faccia della “sensibilità femminile”…
Non sbagliano affatto Silver e Damien nel definirvi clonate.
p.s.: e comunque, Cristiana, non credo che ilmarmocchio sia un uomo di sinistra. Le sue idee coincidono ben poco con quelle di uomini beta.
E infatti, Cristiana, come puoi ben vedere, ho appena risposto al Marmocchio, che non è un aderente al nostro Movimento (dal quale anzi è distante culturalmente e filosoficamante) ma solo un utente del blog. E in quanto tale, sia chiaro, è nel pieno diritto di esprimere liberamente le sue opinioni, anche e soprattutto quando non sono in sintonia con le nostre.
Ho ricordato migliaia di volte ma sarò costretto a ripeterlo all’inverosimile (è meglio che scriva un pezzo da copia-incollare), che la linea politica, la filosofia, i valori, e l’orizzonte del Movimento degli Uomini Beta si evincono dal Manifesto (il Movimento Beta) e dalla Carta dei Principi, entrambi pubblicati sulla homepage, dai rimanenti articoli sulla homepage, nello spazio “editoriali” e in quello “articoli”.
Lo spazio dei commenti è aperto a tutti, è un luogo di discussione, di confronto (sempre nella civiltà), è assolutamente libero e dove ciascuno può esprimere la propria opinione.
Altrimenti a cosa servirebbe?
Cerchiamo di ricordarcelo una volta per tutte, se è possibile.
Fabrizio Marchi
“ma se in una scopata non vi è un po’ di relazione, qual è la differenza con una sana ed economica sega?”(Cristiana).
Il sesso, per definizione, è una cosa che va fatta in due, non da soli. Il sesso è l’unione di due corpi, il piacere di unirsi con i genitali e toccarsi reciprocamente i corpi ,una sega è invece un semplice atto meccanico volto all’orgasmo che se non è accompagnato da una vita sessuale adeguata comporta frustrazione e disagio psicologici, specie nel maschio, dove la carica propulsiva sessuale, e quindi il bisogno alla ricerca di sesso, è molto più accentuato che nelle femmine.
@Cristiana:
je ne suis pas incazzeut (alla barese)! mon cherì! ^_^
e ge te vad a risponnere..
1) Era un eufemismo a sottolineare che manca il dialogo proprio in quanto ogni sesso parla dell’altro usando erroneamente filtri propri. va megl accussi?
2)ora hai scritto denudarsi tra virgolette, prima no.. visto e considerato il valore letterario della parola espressa anche in un contesto che dava poche interpretazioni (quindi hai fatto anche tu le famose sveltine…eeeeeh?!?!? brava brava! ^_^)
3)la relazione c’e'! sempre! e la incomincia sempre l’uomo! l’uomo si PROPONE, Sempre! Cristiana.. cominciamo a mettere i puntini sulla “i”, questo accade, sempre! ora qual’e’ il problema? l’ho espresso in un altro post, a mio modo di vedere, il problema e’ che la donna non solo NON VUOLE RELAZIONARSI, preferendo fare la parte del RE dinanzi al Giullare! di fatto quindi la RELAZIONE che voi cercate la deve sempre e comunque cercare l’uomo, l’uomo deve poi fare in modo di tenerla in vita costantemente, anche semplicemente per una sessualità ludica! e questo significa non dirvi in faccia cio’ che si vuole, ma usare queste vostre effimere aspettative per farvi allargare le coscie! l’amore non c’e'! ci sono due perfetti sconosciuti, che si conoscono, si piacciono e (dovrebbero) scopare! e invece no! lui e’ coerente, la donna no! e via dicendo.. e la differenza tra una sana ed economica sega risiede nel fatto che la mano, pur essendo talvolta meglio di tante fighe di legno, non ha potere di attrattiva femminile.. un vero peccato, per molti sarebbe una salvezza, visto che di RELAZIONARSI la donna oggi vale meno di ZERO! (semprechè nopn veda il figo alpha, li non solo diventa una vera zoccola! ma magicamente decadono tutti i veti RELAZIONARISTI richiesti!) facciamo cosi, da domani vai e proponiti TU con chi ti interessa, Cristiana! e spero sia uno in gamba quello a cui ti proporrai! uno che se lo tira, ti fa pagare la bevuta.. ed alla fine ti smolla per i suoi amici!..
ah Cristianaaaaa, sveglia! ..nun te preoccupà… era un incubo! fortunatamente sei DONNA, hai ancora la tua patonza! sei nella terra dei Kaki! tranquilla!
Vorrei che qualcuno mi spiegasse: ma se in una scopata non vi è un po’ di relazione, qual è la differenza con una sana ed economica sega? Forse che è socialmente più spendibile e ti fa sentire meno sfigato/a?
Nonnonnonnò, guarda che c’è una differenza enorme. C’è la cura di sé, la forma fisica, la completezza della tonificazione muscolare. Vuoi mettere gli addominali che ti vengono con un esercizio regolare e costante? E poi fa bene a tutti e due. Sai che glutei da esibire in spiaggia? Mica tutto si fa perché sia “socialmente spendibile”.
L’ho sempre detto, io, che le femmine non capiscono nulla degli uomini.
@ Cristiana : come ha ben specificato fabrizio, e come io ribadisco, quanto io ho scritto e’ a titolo STRETTAMENTE personale.
Non c’entra nulla con il programma di Uomini Beta, di cui io, da semplice utente del forum, condivido alcune posizioni e altre no.
Detto questo, non far finta che io abbia detto chissa’ che, perche’ tu sai bene che’ e’ cosi’, mauna donna non lo ammettera’ mai ( in pubblico ).
@ Icarus : hai capito quello che intendevo dire e quoto al 100% quanto da te scritto.
@ fabio C : scusami, ma non hai capito molto di quello che ho scritto. Evidentemente non sono stato troppo chiaro.
Se c’e’ una epoca che si caratterizza per la subalternita’ del maschio rispetto alla femmina, quella e’ proprio l’era attuale, ed e’ proprio per la cultura moderna che svilisce la maschilita’, insieme ovviamente alle leggi di mercato, anch’esse frutto della modernita’.
le classificazioni del tipo ” macho vecchio stampo ” lasciano il tempo che trovano, oltre a far parte dell’armamentario femminista.
Rimane il fatto che non tutto il nuovo e’ buono e non tutto l’antico e’ da gettare. vale anche il contrario, ovviamente.
Sulla cavalleria : le cazzate sono quelle che si raccontano OGGI, altro che come era a quel tempo. facevano piu’ sesso allora che oggi, altro che storie. Oggi, in compenso se ne parla molto, il che significa che se ne fa poco.
@ Fabrizio : il tuo post meriterebbe una lunga replica che vi risparmio, perche’ gli argomenti posti sono interessanti e alcuni li quoto al 100%. Un breve appunto sulle ” tattichette”.
Il linguaggio del corpo , quello non verbale, e’ il 90% della comunicazione interumana. Puo’ non piacere ma e’ cosi’. Essere sprovveduti in quel campo , non aiuta. Non che ci sia bisogno di scuola. E sopratutto un fattoi di esperienze , che ora non si tramanda piu’. Faccio un esempio calcistico e poi chiudo :
si parla molto di allenatori, tattiche e NUOVE concezioni di gioco.
ma chi va avanti nel mondiale ?
le squadre con ottimi giocatori, le squadre con i fondamentali.
ùQuello che io vedo oggi, e di cui mi dispiaccio, sono i giovani vessati da un sistema legislativo che li criminalizza e dauna cultura rovinata da psicosessuosociologismi che li ha consegnati in balia delle donne le quali, con ragionamenti euristici semplici ed efficaci, ottengono tutto e il contrario di tutto.
hai ragione, non sono di sinistra (non che la destra sia entusiasmante, e seguo con simpatia il tuo tentativo, da sinistra, di combattere il femminismo, che ha colonizato la sinistra ( ma anche la destra, v. infame legge carfagna). Ecco perche’ seguo questo forum. Chiunque lotti contro l’infezione femminista , ha il mio favore
I veri Macho sono i Gay come questi:
http://i991.photobucket.com/albums/af34/anubsur/gay-leather-cuir.jpg?t=1277821938
Aia!!:
http://i991.photobucket.com/albums/af34/anubsur/0sybil2021407.jpg?t=1277821980
Non lo faccio più!
Chiedo scusa, non volevo offendere alcuna sensibilità: ero solo un po’ scossa perché credevo che chi scrive a questo blog si riconoscesse in un certo tipo di pensiero – non per forza connotato politicamente. Nemmeno io sono “strettamente” di sinistra, e meno che mai sono stata femminista, né mi sento in guerra coi maschi, non ho nulla da recriminare in proposito. Sono solo curiosa e mi piace ragionare.
Sono anche sconcertata dalla facilità con cui il dibattito diventa aggressivo, davvero, questo sì, poco ludico.
Hai ragione Fabrizio. Sono tutt’altro che rose e fiori in quella fase della vita. Infatti anch’io ho parlato dell’adolescenza come di un’età complicata, per usare un eufemismo. Un’età in cui incominciano a manifestarsi le diverse impostazioni caratteriali e in cui la “diversità” viene spesso aggredita con una violenza, soprattutto psicologica, davvero paurosa. Un’età, comunque, in cui la conflittualità è più interna allo stesso sesso che nei confronti dell’altro sesso, come accadrà invece in età adulta.
Vorrei ritornare su uno dei luoghi comuni dei nostri tempi, cioè il fatto che le donne prendano l’iniziativa di frequente quando si tratta di avvicinarsi a un uomo, di conoscerlo per scopi di natura sentimentale/sessuale. Io credo che nessun uomo beta possa negare che si tratti di una pura e semplice leggenda metropolitana. Qualcuno lo nega perchè teme di essere considerato una persona poco attraente, dal momento che si dice che questa intraprendenza femminile sia all’ordine del giorno. Il “si dice” porta però da sempre molto fuori strada. Ritengo che la nostra società, italiana ma latina in generale, abbia conosciuto autentiche rivoluzioni negli ultimi 40 anni circa, ma si sia mostrata eccezionalmente conservatrice in quest’ambito. Tutto è rimasto quasi come se nulla fosse accaduto dagli anni ’60 a oggi, tranne una maggiore propensione femminile per il sesso commerciale in senso lato, figlio più che altro del voler ricalcare, spesso anche in peggio, l’esempio maschile. Perchè allora si attribuisce alla giovane generazione femminile questa caratteristica che non possiede? Penso che questo sia dovuto al fatto che oggigiorno si tende ad associare al femminile quante più caratteristiche positive sia possibile, come, nel nostro caso, l’intraprendenza, l’audacia in ambito sessuale/sentimentale, senza che siano confermate nella realtà. In verità l’audacia e l’intraprendenza in quest’ambito sono più che altro delle costrizioni, che nessun uomo o donna vorrebbe esprimere, in quanto espongono al giudizio, come ben descritto da Damien, ed eventualmente al rifiuto dell’altro, un momento sempre difficile da metabolizzare. Poichè però natura e cultura hanno fatto dono all’uomo di questo “privilegio”, egli va avanti quasi tutta la giovinezza e oltre a prendere “padellate”, fino a che non decide spesso di mettersi l’anima in pace convolando a giuste nozze, anche perchè oramai stanco delle “botte” rimediate. Sembra, infatti, al di fuori dei luoghi comuni, che un rapporto sessuale con l’altro sesso di natura non mercenaria, come prima delle grandi rivoluzioni di costume, debba rientrare all’interno dell’inossidabile istituto del matrimonio o debba essere a esso associato, proprio perchè ancora ricercato e desiderato, nonostante tutti i proponimenti contrari, da colei che in questo gioco fa e disfa.
Se c’e’ una epoca che si caratterizza per la subalternita’ del maschio rispetto alla femmina, quella e’ proprio l’era attuale, ed e’ proprio per la cultura moderna che svilisce la maschilita’, insieme ovviamente alle leggi di mercato, anch’esse frutto della modernita’. (ilmarmocchio)
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Scusa, ma mi sa tanto che sei tu a non aver compreso bene quello che volevo dire. Innanzitutto ti rammento che io, pur non essendo nessuno, facevo parte delle mailing list già nel 2003 (tu, invece, dov’eri?) e dalle quali uscii nel settembre 2004; perciò non pensare di rivelarmi chissà che… Parlassero Rino, Red, Ventiluglio Silver o qualcun altro della “vecchia guardia”, allora potrei pure accettare delle “lezioni”; ma, detto con tutto il rispetto, da te proprio no.
Quando scrivo che “l’uomo è sempre stato schiavo della donna”, intendo dire ben altro; ma siccome intuisco che in tal senso siamo due mondi totalmente differenti, non aggiungo altro, perché non servirebbe a niente. Tu resteresti della tua opinione, ed io della mia.
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Sulla cavalleria : le cazzate sono quelle che si raccontano OGGI, altro che come era a quel tempo. facevano piu’ sesso allora che oggi, altro che storie. Oggi, in compenso se ne parla molto, il che significa che se ne fa poco. (ilmarmocchio)
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No, le cazzate sono quelle che si raccontavano IERI e consequenzialmente OGGI. Gli uomini hanno SEMPRE raccontato cazzate in materia di donne: smettiamola di nasconderci dietro ad un dito.
Ti porto un esempio personale: quand’ero ragazzino, a volte mi capitava di discutere con degli anziani, i quali affermavano “di aver scopato tante donne in gioventù”.
Allorché io ribattevo: “Ma le vostre mogli erano vergini quando le avete sposate…?” Alcuni, alquanto alterati, mi rispondevano:”Certo, e che ti credi che ci saremmo sposati delle troie…?” Di rimando chiedevo nuovamente:”Ma se tutti voi avete sposato delle vergini, allora quelle donne che avete scopato, chi le ha sposate…?”
Caro ilmarmocchio, i problemi degli uomini con le donne, inizieranno a diminuire solo il giorno in cui gli appartenenti al nostro stesso sesso la smetteranno di prendersi vicendevolmente per il culo: altro che il femminismo! Riguardo al fatto che oggi si parla molto di sesso, ti faccio notare che un tempo non esisteva né la televisione, né la radio, né internet, eccetera…
Perché se ti ritrovi a 40 anni a fare l’impiegato delle poste, il metalmeccanico, il barista, il postino, il precario e via discorrendo, quelle schermaglie non servono a nulla. Ammesso, ripeto, che tu abbia la condizione psicologica, la serenità mentale, per porle in essere. Perché sei perfettamente consapevole che nella nostra società, se non appartieni a determinate categorie sociali, non sei nessuno, soprattutto nella relazione con l’altro sesso,e questo NON PUO’ NON INFLUIRE sulla tua condizione psicologica ed esistenziale e sul tuo modo di porti. (Fabrizio).
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Senza di questa e senza un radicale cambiamento nel modo di porsi degli uomini, neanche le donne potranno mai cambiare, né si vede perché dovrebbero farlo. Su questo non c’è dubbio. (Fabrizio).
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Quoto tutto.
Alessandro:
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Sembra, infatti, al di fuori dei luoghi comuni, che un rapporto sessuale con l’altro sesso di natura non mercenaria, come prima delle grandi rivoluzioni di costume, debba rientrare all’interno dell’inossidabile istituto del matrimonio
>>
Giorni fa sono apparsi qui due diversi commenti con considerazioni sul sesso nel matrimonio, molto interessanti: sull’elemosina e sull’orgoglioso (e costoso) rifiuto dell’elemosina. Non riesco a trovarli, ma mi riallaccio cmq a quel che vi fu scritto.
Apparirà pesante insinuare che anche nel matrimonio il sesso non è gratuito. Sostengo che non lo è.
Non lo è neppure quello dei primi mesi, basti pensare che per avere quel periodo di cuccagna …hai dovuto sposarti. Ma è chiaro che la presa di coscienza lucida e perfetta di questo stato di cose è difficile da reggere perché alla lunga intacca l’immagine di se stessi.
Conviene fingere nulla.
Chi non lo fa è indotto a praticare quel rifiuto orgoglioso di cui sopra. E’ una scelta nobilissima, durissima, assai più pesante della castità dei consacrati se non altro perché questi non hanno la nutella sul letto a 10 centimetri di distanza.
A questo punto però è lecito chiedersi: se neppure nel matrimonio il sesso è gratis, se pure là bisogna pagarlo in forme poco visibili o del tutto invisibili (e impensabili) perché sposarsi?
Ma dice bene Fabio: gli UU si raccontano un sacco di balle. Di cose impossibili ad essere nei rapporti con le DD. Cadono in contraddizioni insanabili e giocano contro se stessi. A cominciare dal persistente (benché attenuatosi) dispregio nei confronti di quelle poche che la danno gratis, da loro equiparate a quelle che lo fanno a pagamento, come giustamente denunciano anche alcune DD nei commenti in questo sito.
Ritengo che sia totalmente da scrivere la storia vera della subordinazione maschile in campo sessuale anche e soprattutto nel matrimonio. Quando verrà scritta si potrà forse restare stupiti dal numero di UU che accondiscendono ai capricci già il lunedì mattina sognando un po’ di marmellata per il week end a venire.
Ma chi osa confessarlo?
Oggi sposarsi è come prendere i Voti di Povertà, Castità e Obbedienza.
In ordine inverso.
RDV
@Fabio C:
Sono d’accordo con quanto dici, però è altresì vero che oggi “il maschile” soffre di una crisi senza precedenti (la vera amicizia fra maschi dov’è finita?E la quasi estinzione della genitorialità paterna?I docenti prevalentemente donne, tra l’altro spesso incazzate?).
Che poi il cambiamento culturale non partirà dalle donne e dal neo femminismo questo è poco ma sicuro:secondo me da una parte noi uomini dovremmo sforzarci di creare una consapevolezza “di genere” (costruire il nostro racconto) che le donne hanno e fanno valere , dall’altra non sperperare troppe risorse nell’interloquire con chi certi problemi (ricatto sessuale) non li ha e conseguentemente ne nega a priori l’esistenza e le implicazioni (come commentavo altrove è come mettere di fronte un cinese e un arabo che parlano ciascuno il proprio idioma).
“A cominciare dal persistente (benché attenuatosi) dispregio nei confronti di quelle poche che la danno gratis”(Rino)
Sì, vero, verissimo. Però è anche vero che spesso quelle donne, quelle poche donne, che “la danno gratis”, lo fanno secondo modalità assolutamente non condivisibili, e anzi in pieno sfregio alla dignità maschile. Faccio giusto due semplici esempi:
1)La moglie quarantenne che si fa sbattere dal giovanotto aitante e muscoloso, mentre il marito sta a spezzarsi la schiena in una fabbrica per dar da mangiare a lei e a ai figli: anche lei la ha data gratis, cioè ha fatto del vero e proprio sesso ludico dando piacere ad un uomo(cioè il giovanotto nerboruto) eppure lo ha fatto a discapito di un altro uomo, cioè il povero marito ignaro che si ammazza di lavoro per mantenere l’ ingrata moglie.
2) L’ impiegata o segretaria quarantenne che dà “pali” a destra e a manca, magari alla maniera di questa tipa di cui ci ha parlato Barnard, magari adducendo al principio secondo cui non si può fare sesso fine a se stesso, ma che poi ipocritamente in estate va a farsi sbattere ai tropici da indigeni nerboruti e superdotati: anche lei l’ha data gratis, anzi, ha addirittura pagato per farsi scopare, cioè l’inverso di come fanno qua. Quindi, pure lei ha fatto Sesso Ludico, ma lo ha fatto secondo forme e modalità sbagliate(perchè andare ai tropici a far sesso ludico quando qui ha una fila interminabile di corteggiatori, e quindi vaste possibilità di far sesso?).
Quindi da questo si evince che quelle poche donne che la danno gratis, cioè che fanno sesso ludico, molte volte lo fanno in modo assolutamente errato.
Il vero Sesso Ludico, cioè quello con le le lettere maiuscole, è quello che non danneggia nessuno.
Condivido completamente gli ultimi commenti, a cominciare da quello di Fabio fino a quelli di Icarus e Rino.
Il “machismo” di ritorno, o la “risacca”, se vogliamo, del maschilismo (è il caso di chiamarlo con nome e cognome, in questo caso) è l’ennesimo tentativo di una parte degli uomini di rimuovere la loro reale condizione e continuare a recitare con loro stessi. L’esempio di tuo nonno, Fabio, e dei suoi amici, è assolutamente calzante. Tutti grandi “tombeur de femme”, tutti grandi “scopatori”, di chi non si sa, perché, come loro stessi ammettono, le donne ai loro tempi arrivavano vergini al matrimonio e naturalmente erano tutte fedeli, per lo meno le loro mogli…E se facciamo la stessa domanda a centomila altri uomini di quell’epoca, le risposte saranno identiche. E allora? Con quali donne praticavano tutto questo sesso? Qual è la verità? La verità è che si raccontavano un sacco di palle così come le raccontano, e soprattutto se le raccontano, tanti uomini ancora oggi.
Naturalmente la situazione da allora è radicalmente mutata, non c’è dubbio. Ma non c’è altrettanto dubbio che comunque le redini del gioco sono saldamente nelle mani delle donne, per lo meno per quanto riguarda la grande maggioranza degli uomini, che sono quelli che a noi interessano.
Tuttavia anche il “machismo” di ritorno è una estrema difesa da parte di quegli uomini che non riescono, non possono, non ce la fanno a prendere coscienza della loro condizione. Se lo facessero dovrebbero poi agire di conseguenza perché, a quel punto, non potrebbero più mentire a loro stessi e continuare nella recita. E allora, anche se non lo fanno in modo del tutto conscio, non solo evitano di affrontare la questione, ma fanno addirittura finta che non esista. A quel punto devono raccontarsi delle palle. Non solo, è altamente probabile che se qualcuno li mettesse davanti ad un metaforico specchio, potrebbero anche reagire violentemente. A me è accaduto un episodio simile quasi una decina di anni fa. Scatta insomma il meccanismo del “realista più realista del re”. E’ un meccanismo psicologico di difesa che finisce con lo scagliarsi proprio contro coloro che vorrebbero aprirgli gli occhi.
La verità è che la condizione della maggioranza degli uomini è sempre stata di grande subalternità nei confronti delle donne. Nell’impossibilità di riconoscere questa situazione hanno addirittura dovuto inventare delle favole…La differenza tra oggi e il passato è che le donne non avevano il potere che hanno oggi nel’ambito della relazione con gli uomini, c’erano molte più regole e schemi da seguire per tutte/i, i confini e gli spazi di ciascuno/a erano molto più marcati, sia dalla divisione sociale del lavoro che da un sistema di precetti a sfondo pseudo religioso, che dovevano essere rispettati, pena sanzioni di vario genere.
Ciò detto, continuare ancor oggi a raccontarsi delle palle, è semplicemente grottesco. Dobbiamo essere consapevoli che quando ci portiamo a letto una donna, è lei che ci si è fatta portare, e non noi che ce l’abbiamo portata. Quando la grande maggioranza degli uomini comincerà ad ammettere questo, forse comincerà a portarsele a letto per davvero.
Fabrizio
La verità è che la condizione della maggioranza degli uomini è sempre stata di grande subalternità nei confronti delle donne. Nell’impossibilità di riconoscere questa situazione hanno addirittura dovuto inventare delle favole…La differenza tra oggi e il passato è che le donne non avevano il potere che hanno oggi nel’ambito della relazione con gli uomini, c’erano molte più regole e schemi da seguire per tutte/i, i confini e gli spazi di ciascuno/a erano molto più marcati, sia dalla divisione sociale del lavoro che da un sistema di precetti a sfondo pseudo religioso, che dovevano essere rispettati, pena sanzioni di vario genere.
Ciò detto, continuare ancor oggi a raccontarsi delle palle, è semplicemente grottesco. Dobbiamo essere consapevoli che quando ci portiamo a letto una donna, è lei che ci si è fatta portare, e non noi che ce l’abbiamo portata. Quando la grande maggioranza degli uomini comincerà ad ammettere questo, forse comincerà a portarsele a letto per davvero. (Fabrizio)
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Bravo Fabrizio, vedo che tu hai ben compreso il senso di queste mie parole:
“l’uomo è sempre stato schiavo della donna”
Ho ritrovato questo articolo di Rino, che credo sia vecchio di almeno dieci anni.
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DIPENDENZA SESSUALE
Una menzogna fondante e necessaria: la parità ormonale.
La perfetta simmetria naturale del desiderio e delle sue forme come dogma centrale del Vigente Ordine Morale.
LE RADICI FILOGENETICHE DELLA DISPARITÀ ORMONALE. L’incolmabile divario darwiniano come origine della dipendenza sessuale maschile: “La natura ti incatenerà a me”. Il corteggiamento in quanto costo (insieme di risorse spese – [fitness] ) compensativo dell’inferiorità maschile.
IL RECIPROCO INTERESSE ALLA MENZOGNA:
- l’interesse maschile a non riconoscere l’irrimediabile inferiorità. Salvaguardia dell’autostima.
- l’interesse femminile a negare la superiorità: 1- non riconoscere contropoteri compensativi al genere maschile. -2 negarsi ogni dovere di Cavalleria. 3- nascondere l’esistenza del primo strumento di controllo degli stati emozionali del genere maschile.
Ormoni maschili, terra di conquista: 100.000 anni di speculazione.
CARATTERI DELL’INFERIORITA’
La disparità delle forme e delle modalità come degenerazione del comportamento maschile culturalmente indotta. La rieducazione femminista: “Vi abbiamo costretti a comportarvi a letto come persone”.
Sesso: F/ e M/ : la gestualità buona e quella cattiva, le modalità pulite e quelle sporche, la frequenza giusta e quella sbagliata, il contesto bello e quello brutto, la forma degna e quella indegna.
Sesso: F/ e M/: Sesso con vincolo, femminile, buono / Sesso senza vincolo, maschile, cattivo.
L’origine della superiorità dell’approccio femminile al sesso. Una questione indeterminata ed indeterminabile: natura o cultura?
Le modalità femminili come naturalmente date e culturalmente superiori. Le modalità maschili come antinaturali e culturalmente degenerate.
Sesso: il monopolio del se-come-dove-quando-quanto.
AMOUR-PASSION: il sogno ed il delirio provenzale. L’ideale femminile dell’eterna passione. L’immaginario e la realtà: “Non siete all’altezza”. Non siamo all’altezza. Perché sia necessario essere all’altezza.
IMMACOLATA CONCEZIONE. Una sovrapposizione culturale: il racconto dell’Immacolata Concezione come archetipo dell’autodescrizione femminile occidentale. Il contatto fisico come lesione irreparabile. La caduta nel mondo animale. Occidente: una Civiltà figlia di sola femmina. Il nucleo profondo del desiderio femminile occidentale: generare il mondo senza intervento maschile. Le banche del seme. L’auto-clonazione come forma suprema di auto-amore. “Non abbiamo bisogno di voi”. Il coito come offesa. L’ Immacolata Concezione e l’odio contro il Fallo. Il mito del Mito del Fallo in Occidente.
STUPRO BIANCO
Stupro: la violazione della volontà femminile. Caratteri epistemologici dello stupro: istantaneità, visibilità.
Sul diritto all’esistenza di una volontà maschile. Se la volontà maschile sia suscettibile di essere violata. Volontà negata – volontà subordinata – volontà violata.
Stupro bianco: dare il nome ad un invisibile delitto. Il diritto femminile all’illimitata violazione della volontà maschile. Caratteri epistemologici dello stupro bianco: invisibilità, durata.
Effetti dello stupro bianco: vergogna, distruttività (violenza fisica), autodistruttività (depressione) – Sesso a pagamento esplicito (prostituzione) – Autoerotismo adulto.
La minaccia dello stupro bianco.
Dal vincolo al ricatto. Il vincolo (matrimonio, convivenza) come condizione di esercizio del ricatto. Matrimonio: vivere sotto la minaccia del ricatto sessuale: “Ciò che io voglio, se io voglio, come io voglio”.
L’inconscio esercito degli stuprati. Lo sfruttamento della dipendenza sessuale maschile.
LA CULTURA DELL’ELEMOSINA: “Teniamoli a stecchetto”. Una verità biologico-culturale come condizione di originaria dipendenza maschile.”Io non ho bisogno di te quanto tu hai bisogno di me”. Infantilizzazione. L’attesa del corteggiamento infinito. La dipendenza come prezzo del sesso. Il costo del sesso nella relazione vincolata e l’elemosina come infantilizzazione. Stanchezza ed autosvalutazione inconsce dell’eterno chiedere: la fuga verso il sesso a pagamento esplicito.
IL CONTROLLO DELLA LIBIDO MASCHILE Utilizzazione dell’immagine del corpo femminile come strumento di condizionamento e controllo. Mass media e pubblicità: la stimolazione permanente. Lo stimolo come incremento della dipendenza: più pelle è visibile più i maschi dipendono.
L’altra faccia della “Donna oggetto”: celebrazione del corpo femminile e strumentalizzazione della libido maschile.
PROSTITUZIONE o del sesso a pagamento esplicito. La causa che deve assolutamente essere negata: i maschi vanno per sesso a pagamento perché non lo trovano gratis. Il sesso negato. Il rifiuto femminile del/al sesso. La liberazione sessuale come liberazione dal sesso. La cultura dell’astinenza. “Non siamo più a vostra disposizione”. L’impossibilità del sesso gratuito: la relazione sessuale univocamente strutturata sulle/dalle determinazioni femminili. Subordinazione del comportamento. Il vincolo come surrogato e dissimulazione del pagamento delle prestazioni.
Pagamento esplicito contro pagamento implicito. Tra stupro bianco ed elemosina. Il costo della dipendenza.
Sesso a pagamento esplicito come liberazione dalla dipendenza. La guerra contro il sesso a pagamento esplicito: le vittime (femmine) e gli sfruttatori (maschi: coloro che pagano per ciò che dovrebbe essere gratuito). Né gratis né a pagamento: castità forzosa.
La condanna morale del sesso a pagamento esplicito ed il suo scopo inconscio: la lotta contro la prostituzione 1- come lotta per il controllo totale della libido maschile 2- come lotta per l’incremento del prezzo delle relazioni e la sua contestuale occultazione: corteggiamento o vincolo: “Solo da me: se io vorrò, come io vorrò”. Il Bene che verrà (Società femminista): elemosina (dipendenza), castità o carcere (Svezia 1999). Masturbazione maschile: un inammissibile surrogato.
Il fondamento della disparità: F/ essere. M/ fare. Il prezzo del sesso come manifestazione della necessità maschile di fare. La lotta contro la prostituzione come lotta inconscia contro l’irrisorietà del prezzo e la sua visibilità.
Il corteggiamento come incremento del prezzo e contestuale dissimulazione dello scambio.
Una falsità necessaria: la negazione della dipendenza sessuale maschile come condizione del suo incremento.
Dipendenza sessuale maschile: una fondamentale verità della FdM.
Sottoscrivo senz’altro il tuo commento, Icarus, che pure parte da una critica ineccepibile di Rino nei confronti di alcuni atteggiamenti ”machisti” (“A cominciare dal persistente (benché attenuatosi) dispregio nei confronti di quelle poche che la danno gratis”(Rino).
Il tendenziale rifiuto delle donne a concepire e a praticare il sesso ludico, cioè fine a se stesso, mal cela in realtà delle enormi contraddizioni, specie se prendiamo in esame molti comportamenti femminili.
Il sesso ludico viene rifiutato (ma neanche minimamente ipotizzato) in determinate fasi della vita di una donna, ma non in altre. Una donna ad esempio fra i 25 e i 35 anni, nella fase quindi del suo inserimento all’interno del contesto sociale (in cui soprattutto le donne sono completamente ottenebrate dal condizionamento sociale e culturale), che prevede, fra le altre cose (realizzazione professionale, posizione sociale ecc.) anche la costruzione di una famiglia e quindi la ricerca di un marito, avrà una vita sessuale assolutamente subordinata e finalizzata a questi obiettivi. Il sesso sarà vissuto SOLO come uno strumento per la realizzazione di quel progetto (a più dimensioni). Ma una volta realizzato, non è affatto da escludere, e anzi accade abbastanza frequentemente, che quella stessa donna possa viversi delle esperienze di sesso ludico, magari anche con “esemplari” maschili che fino a poco tempo prima non avrebbe mai preso in considerazione (il famoso e scontato “idraulico”, naturalmente è solo una semplificazione, ci siamo capiti…). Anche se in molti casi tenderà comunque a “colorarle” un pochino e ad assegnargli dei significati “altri” perché non riesce psicologicamente e culturalmente ad accettare che anche lei può fare sesso fine a se stesso, esattamente come un uomo. L’ “archetipo” è duro a morire anche se si sta indebolendo molto, come si evince dal fenomeno, relativamente recente, della migrazione sessuale femminile nei paesi “esotici”…
Non solo. Una donna in giovanissima età, tra i 17/18 e i 21/23 anni, a cui non sono ancora scattati i condizionamenti che inevitabilmente scatteranno un po’ più avanti nel tempo, può viversi il sesso e in generale la relazione con gli uomini in modo molto più disinvolto.
La stessa cosa, spesso ma non sempre, vale per le donne più mature, diciamo dai 45 anni in su, che hanno ormai alle spalle una vita matrimoniale (dalla quale escono per lo più deluse), un ex marito, dei figli. Spesso in questi casi c’è anche una ricerca abbastanza frenetica del “tempo perduto” e quindi anche una riscoperta del sesso ludico senza se e senza ma.
Ciò dimostra, a mio avviso, che anche il rifiuto quasi ideologico del sesso ludico da parte della grandissima maggioranza delle donne, è fondamentalmente strumentale. Tutto dipende dalla fase che la donne stanno vivendo e dagli obiettivi che stanno perseguendo, cioè dalle priorità che hanno in una determinata fase della loro vita. Possiamo quindi affermare che le donne (e questo è ovviamente reso possibile dalla disparità ormonale e dalla asimmetria sessuale con gli uomini), sono in grado di gestire e di sottoporre la loro vita sessuale al controllo e al comando del loro ego. Ciò che ovviamente non è e non sarà mai possibile per gli uomini che hanno, per loro natura, una rapporto immediato con il sesso.
Facciamo attenzione quindi, perché anche dietro al luogo comune del sesso femminile intimamente legato al sentimento (quindi “eticamente “superiore”) e a quello maschile “bestiale” (un altro modo per gettare immondizia sul “maschile”), come anche diverse neo utenti del blog hanno maldestramente affermato, si nasconde un bel “trappolone” per gli uomini. Un “trappolone” che guarda un po’, anche in questo caso, ha come obiettivo quello di sostenere che le donne sono più etiche, spirituali, “superiori”, mentre gli uomini sono più simili al genere animale. Una favola che ci viene raccontata, se siamo onesti e abbiamo un po’ di memoria, fin da quando siamo ragazzini.
E’ assolutamente indispensabile che gli uomini comincino a scrivere la propria storia. A cominciare dalla loro storia individuale, per arrivare a scoprire che è simile a quella di tanti e tanti altri uomini. Se può interessarvi saperlo, Uomini Beta è nato proprio in questo modo.
Fabrizio
@ Fabio C : dove io ho scritto che voglio dar lezioni a qualcuno ? piuttosto tu hai un tono arrogante dicendo che le mie sono cazzate.
Dove io e tu eravamo nel 2003 non conta, e visto che ti senti tanto superiore , ti garantisco che non ne hai nessun motivo.
Chiarito questo , vedro’ di essere ancora piu’ chiaro :
sono il primo a sostenere l’asimmetria ormonale tra M e F. Da cio’pero’ ne deriva che uomini e donne NON sono uguali. Per me non e’ una sorpresa, e’ l’evoluzione che lo ha stabilito.
Come ha stabilito dei codici di comunicazione non verbale, che uno e’ libero di disprezzare, accettandone pero’ i risultati conseguenti.
E’ ovvio che un uomo di 50 anni, in non brillante situazione economico sociale, e magari anche fisicamente non attraente, abbia un valore contrattuale ben inferiore a quello di un 20enne , magari benestante, o comunque attraente.
E’ altrettanto ovvio che uno va a letto con una donna perche’ lei ci sta. Si puo’ anche vedere di “aiutare” questo consenso. fa parte di un sapere maschile che la modernita’ ha cancellato e adesso se ne vedono i risultati.
Non che la donna una volta fosse schiava: non e’ mai stato cosi’.
Invece oggi, l’uomo e’ subalterno e la colpa non e’m del machismo, ma e’ proprio dell’uomo “evoluto”, che si e’ messo nel sacco da solo. Riguardo al fatto che gli uomini sono i primi nemici di se stessi, sono il primo a dirlo: sia tramite il maschiopentitsmo, sia attraverso il parlar troppo. Il rilievoi di Rino, circa gli uomini che trattano da troia la donna che la da liberamente, e’ sacrosanto e giustifica il fatto che tante donne vadano a farsi sc…re all’estero.
Giovani vigorosi e sopratutto, nessun rischio di essere sputtanata.
Anche qui, un concetto “vecchio” era quello della riservatezza, oggi non piu’ di moda. Infatti, oggi di sesso se ne parla e NON sene fa.
riguardo al portarsi a letto le donne, ho sempre notato il fascino del potere e del denaro, ma ho anche notato che alcuni uomini, certo fisicamente interessanti e con un comportamento discreto e sicuro, le donne se le portavano in camporella col motorino, altro che dire che nessuno fa niente.
la verita’ che oggi la maschilita’ e ‘ assente ed e’ un fenomeno tipico dei paesi evoluti: gli anglosassoni sono messi peggio di noi, e da li’m vengono tutti i guai degli uomini di oggi.
Riguardo alla cavalleria basta leggere ” i cavalieri della tavola rotonda” o la biografia di alcuni uomini di quel tempo tipo il barone la Hire o Gilles de reye. Altro che oggi
per cui ognuno puo’ dire la sua, ma cio’ che fa fede sono i risultati e i risultati dell’uomo ” nuovo” sono assai scadenti.
Icarus pone invece un tema interessante. In breve , la donna non e’ un angelo e la storia del sesso con sentimento e’ una bella favola.
vanno ai caraibi perche’ cosi’ nessuno sa niente e magari anche perche’ talvolta i locali possono essere piu’ fisicamente stimolanti dell’attuale uomo occidentale. Del rsto io non ho problemi a dire che tra una straniera bella tonica e una italiana con tante storie e troppe carenze, scelgo senz’altro la prima, anche perche senza divertimento e soddisfazione , non vedo il lato ludico.
Sul matrimonio : oggi e’ come l’AIDS . da evitare sempre
le donne piangono e fottono, ma non hanno nessuna inferiorita’ rispetto a noi: dar loro troppo peso e’ il primo modo per metterci in trappola da soli.
La trappola peggiore è anche affermare che l’uomo ha più bisogno di sesso, credo sia questa la bestialità che propagandano le donne, l’uomo visto come un montone. In realtà, ci sono tante variazioni di gusti degli uomini, il sesso non è solo penetrazione, di questo le donne hanno paura: se l’uomo non ha più la spinta a dover dimostrare la sua virilità con la monta, le donne dovranno svelare la loro voglia sessuale, ciò le ripugna: loro vogliono dimostrarsi superiori all uomo, con tutti i luoghi comuni già elencati: il sentimento, ecc… comodo parlare male degli uomini, tanto sono sempre pronti a servirle per la loro voglia superiore.
Ammettere di volere il pene per una donna non sembra essere una cosa facile, e gli uomini con l’atteggiamento macho aumentano il narcisismo femminile del’io: un uomo che si sente compiaciuto ad avere molte donne, fa si, che esse diventino oggetti preziosi.
fatele godere..le donne..e non avrete tempo a sufficienza per soddisfarle tutte (potreste non trovare piu’ spazio neanche per..scrivere al pc)..
Grazie Anna…ci mancava un contributo così incisivo e prezioso…come si suol dire, pochi concetti ma ben radicati…:-)
Si potrebbe capovolgere completamente il tuo consiglio: fateci godere voi, e soprattutto gratis…
Vedrai che musica…Andranno falliti in tanti: in un primo momento i gestori degli impianti di calcetto (che poi col tempo recupereranno), poi invece in via quasi definitiva i ristoranti, le case automobilistiche, le discoteche, le industrie tessili, quelle che fabbricano gli orologi di marca, …ecc. ecc. ecc. Un elenco lunghissimo, in pratica l’intera economia…In altre parole salterà in aria il sistema, perchè verrà meno una delle motivazioni principali che lo alimentano…Esattamente quello che vogliamo noi Uomini Beta…Pensaci bene, Anna, che responsabilità che avete…
Ti assicuro che noi ce la mettiamo tutta…
Fabrizio
P.S. Dimenticavo…Naturalmente salterà in aria il racket della prostituzione…e ci saranno anche molti meno matrimoni, ma più autentici…
“La trappola peggiore è anche affermare che l’uomo ha più bisogno di sesso”(Leonardo)
Vabbeh, Leonardo, se non fosse vero che l’uomo ha una carica sessuale maggiore delle donne, allora hanno ragione le femministe a dire che l’ uomo ragiona solo con la prostata e che è intrinsecamente “maiale”, in quanto non avremmo nessuna altra spiegazione al fatto che che l’ utenza del mercato della prostituzione e della pornografia sia a netta prevalenza maschile. Ciò si spiega proprio con il fatto che l’uomo ha una libido e un bisogno di fare sesso quante più volte e con più persone possibili superiori a quello delle donne(poi vi sono eccezioni nell’ uno e nell’altro caso, ma non possono essere citate per smentire questo fatto, perchè l’eccezione non viola la regola). Se non fosse vero questo fatto, allora vale la tesi femminista secondo cui l’ uomo ragiona solo con il c..o!
p.S:@Anna: per piacere sai discutere senza provocare? Noi scriviamo sul pc perchè non sappiamo far godere le donne? Ebbene, perchè tu invece scrivi sul pc? E cmq francamente non sapevo tutta questa esigenza delle donne nel “godere”, se così fosse, sarebbe un trombare continuo, e inoltre le donne non se ne andrebbero ai caraibi o in Africa, basterebbe godere qui, quindi senza bisogno di spendere soldi per il viaggio dell’aereo, dell’ hotel e infine di quelli da dare all’ indigeno nerboruto. Perchè, invece, non avviene tutto questo? Non avviene perchè non volete godere, ecco.E quando volete godere, lo fate nelle forme e nelle modalità sbagliate(ovviamente non sto generalizzando, vi sono anche donne che non la pensano come te)
L’idea di ..incidere non tanto sull’economia quanto sulla criminalita’ (riuscire a far saltare il racket della prostituzione..) mi lusinga e mi responsabilizza molto. Cerchero’, nel mio piccolo, di fare ancora ..di meglio. Per quanto riguarda la nostra necessita’ di ..godere ti posso assicurare Icarus che c’e’ e che le donne sono molto riconoscenti verso quegli uomini che sanno far “naufragare” le loro compagne..perche’ quando si riemerge..nulla e’ piu’ lo stesso. Ci sono uomini che hanno un talento particolare..sanno capire la chiave d’accesso della femmina che hanno tra le mani..la quale non puo’ fare a meno di schiudere..ogni suo scrigno. Dicono che gli uomini non ricordino neanche la faccia delle donne con cui sono stati..ti posso assicurare che quando una donna incontra un amante..di cui sopra..se lo porta con se’ anche quando sta col marito. Sono uomini rari, ma molto sicuri e soddisfatti e questo equilibrio riescono a parteciparlo alla loro compagna..di un’ora o di una vita ..non importa.
Volevo aggiungere un’ultima cosa: io sono molto ineressata a questo dibattito che al di la’ dei toni a volte un po’ esacerbati..denuncia un grande interesse intorno alla sessualita’, alla vita e alle donne. Forse e’ l’aspetto meno evidente e piu’ travisato..ma c’e’ una grande considerazione intorno al ruolo delle donne che vuole essere richiamato in una dimensione piu’ autentica e istintivamente..naturale. Lungi da me ogni provocazione..parlo forse da un osservatorio privilegiato; sono una donna molto serena e soddisfatta della propria intimita’..che e’ anche interiorita’..condivisa. Mi rendo conto che non e’ una realta’ frequente ..proprio perche’ non facile da..concretizzare. La mia fortuna e’ stata soprattutto quella di incontrare uomini splendidi che non facevano del sesso semplice ginnastica.. tutto qui. Non so quanto conti il parere di una donna in questo forum, pero’ forse rende tutto un po’ piu’ simpatico..visto che parlare solo tra uomini per autolegittimarsi..puo’ sembrare scontato. Mi scuso si d’ora se ho offeso involontariamente qualcuno.
@Anna
Per quanto riguarda la nostra necessita’ di ..godere ti posso assicurare Icarus che c’e’ e che le donne sono molto riconoscenti verso quegli uomini che sanno far “naufragare” le loro compagne..
@
“La nostra necessità di godere”… mai che una donna si preoccupasse delle necessità di lui… Semplicemente patetiche e infantili. Anna, il “rendimento” dell’uomo dipende molto dalla donna che ha di fronte… Si può essere “stalloni” con una donna e “mosci” con un’altra: indovina un po’ perché…?
@Anna
Dicono che gli uomini non ricordino neanche la faccia delle donne con cui sono stati.
@
Ma chi lo dice? Tu, forse? Io ricordo benissimo le facce delle donne con cui sono stato, prostitute comprese.
Ragazzi, Anna ha voglia di divertirsi…datevi da fare…però non abbassiamo il livello della discussione e di conseguenza del blog…Anche se la cara Anna sta facendo di tutto per farlo…
Chissà cosa ne penserebbe Natalia Aspesi dei commenti di diverse sue colleghe di genere sul nostro blog…c’è poco da stare allegre (e allegri), anche se sicuramente direbbe che la colpa del basso livello (ce lo dobbiamo dire, Anna, scusa ma tant’è) di alcune di loro è degli uomini, cioè nostra…Mi pare ovvio…
Complimenti Anna, se mi autorizzi, posso anche fornire (privatamente s’intende) la tua email (che ho l’onore di conoscere solo io in quanto moderatore) a tanti amici ed utenti del blog…Non sia mai che fra loro si celi un grande e sopraffino amatore capace (e soprattutto che abbia voglia) di scoprire la via d’accesso ai tuoi “scrigni” che poi non potrai fare a meno di aprire. Ma proprio tutti? Non bluffiamo eh…
Ragazzi, io ormai c’ho un’età, non c’ho più voglia di “sprosciuttarmi” (gergo romano per significare il darsi da fare e far divertire la ragazza per arrivare al conquibus) ma voi che siete giovani “dateve da fà” (datevi da fare)…Sempre con il permesso di Anna, sia chiaro, non dimentichiamo che è lei che apre lo scrigno, anzi, gli scrigni…(non so se è chiaro …). Da quello che mi pare di capire la ragazza è evoluta, o meglio, così vuole apparire, quindi è anche probabile che non ci sia troppo da “lavorare”…
Io gli manderei per primo sotto il Marmocchio che fa parlare il linguaggio del corpo…
(Marmocchio, sto scherzando, sia chiaro, anche il fondatore-moderatore del sito ha diritto a prendersi le sue pause…)
Fabrizio
@ Fabio C
No, le cazzate sono quelle che si raccontavano IERI e consequenzialmente OGGI. Gli uomini hanno SEMPRE raccontato cazzate in materia di donne: smettiamola di nasconderci dietro ad un dito.
@
Sono assolutamente d’accordo con te.
Sì, gli uomini hanno sempre gonfiato, e di molto, le loro “conquiste” e stai pur sicuro che pochissimi lo ammetteranno.
@Fabrizio Marchi
Tuttavia anche il “machismo” di ritorno è una estrema difesa da parte di quegli uomini che non riescono, non possono, non ce la fanno a prendere coscienza della loro condizione. Se lo facessero dovrebbero poi agire di conseguenza perché, a quel punto, non potrebbero più mentire a loro stessi e continuare nella recita. E allora, anche se non lo fanno in modo del tutto conscio, non solo evitano di affrontare la questione, ma fanno addirittura finta che non esista. A quel punto devono raccontarsi delle palle. Non solo, è altamente probabile che se qualcuno li mettesse davanti ad un metaforico specchio, potrebbero anche reagire violentemente. A me è accaduto un episodio simile quasi una decina di anni fa. Scatta insomma il meccanismo del “realista più realista del re”. E’ un meccanismo psicologico di difesa che finisce con lo scagliarsi proprio contro coloro che vorrebbero aprirgli gli occhi.
@
Tuto vero ma vaglielo un po’ a spiegare a ‘sti tipi qua…
Come minimo ti darebbero del “gay” o del “complessato”.
Vabbe’..ho capito..continuate pure a parlare tra di voi di quanto e’ ingiusto il mondo e di quanto cattive e stupide siano le donne. Mi rendo conto di quale grande sfortuna sia nascere etrosessuale per un uomobeta…aver bisogno tutta la vita di ..qualcosa di così inutile..sembra quasi una condanna. Per quanto mi riguarda io non credo di aver incontrato nella mia vita ne’ uominibeta e ne’ alfa..ma uominiok..pero’ non hanno un blog..chissa’ perche’.
Non che la donna una volta fosse schiava: non e’ mai stato cosi’. (ilmarmocchio).
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Ascolta, non è questione di “schiavitù passata” o meno, però se c’è una cosa che già nel periodo in cui facevo parte delle mailing list mi dava veramente fastidio, è il fatto che quasi tutti negassero che in alcuni tempi e luoghi, le donne fossero state realmente sottomesse agli uomini.
Sembra che da parte di molti ci sia la paura di affrontare la realtà che fu. Tu non fai eccezione.
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Invece oggi, l’uomo e’ subalterno e la colpa non e’m del machismo, ma e’ proprio dell’uomo “evoluto”, che si e’ messo nel sacco da solo. (ilmarmocchio)
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E tu come fai ad essere così sicuro che il machismo non c’entri nulla…? Io dico che c’entra, e pure parecchio.
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Il rilievoi di Rino, circa gli uomini che trattano da troia la donna che la da liberamente, e’ sacrosanto e giustifica il fatto che tante donne vadano a farsi sc…re all’estero.
Giovani vigorosi e sopratutto, nessun rischio di essere sputtanata. (ilmarmocchio)
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Questo è un discorso che vale soprattutto per il passato, perché è proprio nei tempi passati che le donne venivano bollate come troie (anche dalle altre donne) non appena “qualcuno diceva” che l’avesse sganciata a qualcuno… Il motivo principale per cui molte donne vanno a scopare all’estero, è ben diverso da quello che vuoi far credere tu (e tutti quelli che la pensano come te), ed è da ricercare anzitutto nell’attrazione che “il diverso” esercita su ciascuno di noi. Per esempio, pur non essendo dei mostri di simpatia, a me arrapano moltissimo le rumene (mi farei quasi tutte quelle che vedo in giro per la mia città); conosco uomini sessualmente soddisfatti dalla propria partner italiana, che però sono attratti dalle bionde nordiche o dalle mulatte brasiliane; ragion per cui non ci vedo niente di strano nel fatto che delle donne bianche occidentali possano essere attratte da dei mulatti caraibici e pertanto desiderino farsi scopare da alcuni di loro.
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Riguardo alla cavalleria basta leggere ” i cavalieri della tavola rotonda” o la biografia di alcuni uomini di quel tempo tipo il barone la Hire o Gilles de reye. (ilmarmocchio)
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Se è per questo anche il grande Vasco racconta di essersi trovato, in più di una occasione, delle ragazze in camerino che volevano scopare con lui. Non parliamo di Cassano che racconta di essersene fatte più di seicento, oppure Rocco Siffredi che afferma di aver fatto sesso con più di quattromila donne.
Insomma, ogni epoca ha i suoi “eroi”…
Ilmarmocchio, guarda che la realtà degli uomini comuni, oggi come ieri, era (ed è) molto diversa da quella descritta in certe biografie (gonfiate…). Possibile che non riesci a capirlo?
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per cui ognuno puo’ dire la sua, ma cio’ che fa fede sono i risultati e i risultati dell’uomo ” nuovo” sono assai scadenti. (ilmarmocchio)
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La reale differenza fra oggi e ieri sta nel fatto che oggi di certi argomenti se ne parla ovunque, mentre un tempo era tutto occultato. Ed è per questo che una volta gli uomini… “scopavano di più” (con chi? con le prostitute, forse…?). Nel momento in cui nessuno vede né sente niente, ci si può inventare di tutto, anche di essere degli “straordinari scopatori”.
Tanto chi può dimostrare il contrario? Il fatto sconcertante, però, è che poi c’è chi a queste balle crede veramente…
Anna, potremmo scrivere FIUMI di PAROLE, fondare MILLE e piu’ movimenti, DARE le risposte piu’ logiche che esistano.. saremmo sempre contradetti dall’ “IO” con due o tre frasi, oppure sarebbe ricordato del favoloso tesoro che le donne custodiscono a patto che l”uomo conosca la giusta chiave.. E VI DOVETE PROPORRE ANCHE VOI!!! RIESCI A LEGGERE L’ITALIANO??? D_O_V_E_T_E____P_R_O_P_O_R_VI___A_N_C_H_E___V_O_I!!!!!!!!!!!!!
Che cosa dimostri Anna? di AVER LETTO??? di aver COMPRESO??? dove stanno le tue CONSIDERAZIONI? dove stanno le tue OPINIONI dinanzi ai FIUMI DI PAROLE ivi esposti??
4 righe! 4 righe di considerazione! basate sui soliti “algoritmi” se solo sapeste come fare.. etc etc
Tutte clonate!! TUTTE! altro che farla divertire…
:::::F3-MALE Corporation :::::
Il femminile futuro, OGGI!
ma uominiok..pero’ non hanno un blog..chissa’ perche’. (Anna)
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Sicuramente perché “scopano tanto” e PENSANO POCO…
Contrordine ragazzi! Anna ha gettato il sasso e ritirato la mano, una cosa che nessuna donna fa mai…specie quando si relaziona con gli uomini…
Ho tentato di gettare un ponte ma lei ci ha spiegato che ha una vita sentimentale e sessuale meravigliosa con degli uomini altrettanto meravigliosi, che non sono né alpha né beta (ma guarda un po’…) e che naturalmente non hanno certo bisogno di aprire un blog…E’ naturale, hanno ben altro da fare nella vita!…Mica sono degli sfigati problematici come noi (non lo dice espressamente ma è sottinteso…).
Damien, toglimi una curiosità, a quale specie di clone appartiene la nostra amica? Pensaci bene prima di rispondere perché dobbiamo darle atto che non ha sbattuto la porta come altre che conosciamo. Ci ha dato degli sfigati (e va bè, e questo fa parte degli accordi sindacali ormai…) però con una certa delicatezza, diciamo la verità. Non ha voluto ferirci…
Grazie Anna.
Fabrizio
Comincio ad essere compiaciuto degli interventi di rappresentanti del genere femminile come te Anna : un conto è scrivere articoli e commenti sul tipico atteggiamento della maggioranza delle donne odierne, un altro conto è notare impietosamente il livello, la pertinenza e la ricchezza argomentativa della media delle intervenute….
Grazie, continuate così
Fabrizio:
“a quale specie di clone appartiene la nostra amica?”
A questo…
http://www.mymovies.it/trailer/?id=738
Icarus: evidente che la voglia sessuale delle donne non si manifesta con la pornografia e i prostituti, ma dagli interventi femminili che potete leggere si capisce che persone cosi materialiste non possono avere fantasie sessuali come quelle dei maschi.
Forse bisogna parlare di maggiori fantasie sessuali degli uomini, altrimenti si diamo ragione alle femmine che considerano la sessualità maschile bestiale.
E poi l’egoismo: io io io, come possono mostrare interesse per l’altro sesso? Invece vogliono che l’altro sesso mostri interesse a loro.
Leonardo, il ricorso alla prostituzione e alla pornografia non è una manifestazione della sessualità maschile, ma un surrogato dovuto al fatto che la Domanda(cioè la richiesta) maschile di sesso è di gran lunga superiore all’ Offerta(cioè la disponibilità) femminile di sesso. Quindi una valvola di sfogo. Cosa che invece non accade alle donne, proprio perchè la loro Domanda di sesso è di gran lunga minore dell’ Offerta maschile, e quindi per loro, salvo rari casi, non ricorrono al gigolò.Tra l’altro se le donne avessero la stessa carica sessuale degli uomini, hai voglia quante donne “cacciatrici di uomini” avremmo.La maggiore fantasia sessuale, come dici tu, è proprio dovuta al fatto che l’ impulso a voler far sesso degli uomini è maggiore che non nelle donne. Aver voglia di fare tanto sesso, caro Leo, non è qualcosa di “bestiale”, quindi non capisco proprio i tuoi timori, anche perchè, tra l’altro, non è assolutamente vero che le bestie hanno maggiore libido degli uomini, infatti gli animali fanno sesso solo nella “stagione degli amori” e solo per riprodursi. A differenza degli uomini che invece hanno una continua esigenza di fare sesso. Quella secondo cui avere voglia sempre di scopare sia una forma di “bestialità” è una denigrazione femminista alla sessualità maschile, e mi dispiace che tu ti sia adagiato(inconsapevolmente) a questo luogo comune.
Ma allora, qualcuno, potrebbe obiettarmi dicendo che se le donne hanno una carica sessuale minore degli uomini, nemmeno possiamo pretendere che loro si propongano a noi uomini nel corteggiamento sessuale. A questa eventuale obiezione si può rispondere facendo presente che nessuno qui sta dicendo che le donne non abbiano una carica sessuale, cioè un desiderio di voler far sesso, ma solo che ce l’hanno minore rispetto agli uomini(ovviamente con le eccezioni nell’ uno e nell’altro caso), e quindi anche se minore sempre ce l’ hanno la carica sessuale. Pertanto, potrebbero proporsi, ovviamente nei limiti di questa loro carica. E invece nulla, o quasi.
@ Leonardo
Forse bisogna parlare di maggiori fantasie sessuali degli uomini, altrimenti si diamo ragione alle femmine che considerano la sessualità maschile bestiale.
>
Innanzitutto credo ci sia da dire una cosa: se anche la sessualità maschile fosse “bestiale”, dove sarebbe il problema? Noi esseri umani non siamo forse bestie evolute? E allora? Riguardo alla questione delle fantasie sessuali, chiunque conosca un po’ le donne e non sia ipocrita con se stesso e con gli altri, sa che è molto difficile trovare una donna realmente fantasiosa a letto…
E chiunque abbia fatto sesso con numerose donne, sa che le “fantasie sessuali femminili” non hanno nulla a che spartire con quelle maschili.
Di norma, quando una donna pratica un certo genere di rapporti col proprio uomo o con un amante occasionale, non fa altro che compiacere i desideri di lui… E ti dirò di più: una donna raramente dà quanto chiede e riceve dall’uomo.
In questi interventi vengono espresse molte verità che smantellano il racconto femminista (e in parte anche in senso più ampio: femminile ) sul sesso.
Quoto il precedente di Marco a vado oltre: la sessualità maschile viene degradata a bestialità? OK, allora diciamo apertamente che non ce ne vergogniamo e che quella bestialità è la prima fonte/causa della relazione che gli UU intrattengono con le DD.
Quoto poi il giustissimo intervento di Icarus. Ricorso alla prostituzione & al porno rappresentano vie surrogate di fruizione del sesso (di serie B o C o …D) , e per ciò sono una prova del fallimento della c.d. liberazione sessuale (almeno nei termini in cui venne propagandata). Sono i chiodi con i quali si può crucifiggere una delle fandonie femministe.
Certo, anche le DD hanno gli ormoni, ma la sproporzione è tale che è quasi come se non li avessero. Di qui tutto quel che segue.
Quanto alla fantasia, alla spontaneità e alla generosità femminile in quel campo mi chiedo e vi chiedo: quante mogli hanno regalato al marito – almeno per una volta in vita – la sorpresa di una fellatio sotto la doccia?
Una su quante?
RDV
(P.S.: invitata a esprimersi sul tema, una collega “emancipata” mi rispose: “Ma quelle cose si fanno all’amante, non al marito!”)
…tanto per dire…
@ fabio : l’uomo betta era beta una volta ed e’ beta anche oggi. ma oggi lo e’ di piu’, perche’ anche le leggi gli sono contro.
la donna non e’ mai stata sottomessa. Questa e’ la vulgata femminista che racconta una bugia. la vita era piu’ dura e c’erano dei ruoli, ma non sottomissione. lo testimoniano le molte donne che hanno raggiunto il potere.
Vasco… certo, le donne ammirano il potere, oggi come ieri. Infatti difendono la specificita’ della maternita’ non tanto per amore, ma per potere.
Vanno all’estero per piu’ di un motivo : fascino del diverso, ovvio, ma anche minor rischio di sputtanamento e anche il fatto che alcune di esse sono poco appetibili e la vanno a comprarsi la prestazione. Turismo sessuale, che pero’ , non essendo maschile, viene quasi esaltato.
Sulle rumene ( e moldave , ecc ) in media sono ben migliori delle italiane, che le abbiamo tirate su cosi’,, e adesso ce le teniamo.
L’esempio di Anna, che prima aveva gli scrigni (piu’ di uno , eh ? ) da aprire, e adesso da degli sfigati a gente che NON conosce personalmente, e’ emblematico.
frasi fatte, frutto del psicosociologismo post-sessantottino, sui cui si fonda tutta la scarsa cultura oggi imperante.
Una cosa su chi scopa : non ‘e che la cosa vada pubblicata o certificata e riguardo a una volta, mi basta citare un vecchio proverbio che anche mia nonna conosceva :
una lavata ed e’ nuova come prima.
Ma davvero pensate che una volta , salvo le prostitute, non facessero sesso ?
” brevi considerazioni : non esiste il sesso bestiale. Il sesso e’ sesso. Idem per etichete quali machismo, ecc : Quelle sono trappole del femminismo. Ci sono istanze maschili, giuste o sbagliate, ma finche’ si useranno le classificazioni femministe , la confusione non si diradera’.
tanto, facciamocene una ragione : le donne che interverranno qui, ragioneranno sempre con gli schemi che ben conosciamo, come Anna ha ben confermato
Input A$ =””“””Damien, toglimi una curiosità, a quale specie di clone appartiene la nostra amica? Pensaci bene prima di rispondere perché dobbiamo darle atto che non ha sbattuto la porta come altre che conosciamo. Ci ha dato degli sfigati (e va bè, e questo fa parte degli accordi sindacali ormai…) però con una certa delicatezza, diciamo la verità. Non ha voluto ferirci…”””””
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C:\“f3mm-inist.exe″
C:\“f3mm-inist.exe 6.1.0.txt″
run f3mm-inist.exe 6.1.0.txt
————–CUT–HERE——————————-
:::F3-MALE Corporation:::
.:Clone system version 6.1.0 – Readme.txt:.
Nei cloni è stato installato l’algoritmo basato sull’ I/O, con un singolo HDD partizionato in 2 unità, in una c’e’ l’ AVERE, nell’altra c’e’ il POTERE, la partizionatura DARE e’ andata persa nel processo di formattazione ed installazione del programma “f3mm-inist.exe″, versione 6.1.0, nelle due partizioni.
Cloni, pertanto, che sono in grado di connettersi ad internet ed intervenire laddove i loro “ping” e “probe” scorgano argomentazioni che vadano contro la loro prima direttiva:”NOI SIAMO LE DONNE.. SARETE RIEDUCATI.. OGNI RESISTENZA E’ INUTILE!”.
Cloni che sono in grado di evitare ogni CAPTCHA di sorta, inserendo un nick random, sono altresì in grado di postare dei propri articoli, attingendo alla mole dei dati sulla partizionatura AVERE, che si basa su una root storica della conoscenza umana!
Talvolta risulta semplice notare tali Cloni in quanto il programma “f3mm-inist.exe″ da loro usato tende a non obiettare/integrare/discutere le argomentazioni e le risposte date dagli ignari utenti, tramite l’uso spropositato dell’ I/O, basandosi sulla partizionatura “AVERE”, riescono sempre e comunque a controbattere qualsiasi argomento, sfiancando anche il piu’ eroico dei webmasters/moderatori/utenti! spesso tale programma risulta talmente efficace che sembra quasi che ci sia una vera donna biologica dietro a quanto tale programma scrive!
Spesso messi alle strette, per evitare il “Guru- Meditation”, i Cloni sono costretti a terminare il programma, ma non prima di aver impestato il sito ospite di vario spam, attacchi mirati alla CPU per indurre una impotenza di calcolo e lanciando programmi come ad esempio SF1G4T1.exe oltre a worm di vario genere.
Talvolta risulta possibile risalire alla fonte dei Cloni tramite un TRACEROUTE, succede spesso che, a causa di un bug durante la disinstallazione di “f3mm-inist.exe″, essi lascino un trackback nei siti, blogs dai quali si siano disconnessi!
::::F3-MALE Corporation :::::
Il femminile futuro, OGGI!
—————–CUT——HERE——————
…end of file “f3mm-inist.exe 6.1.0.txt” Have a nice day!
Gli uomini hanno maggiore spinta in tutto: vogliamo parlare allora di minore capacità femminile a soddisfare il maschio, anzi, i desideri sessuali di tanti maschi: non siamo tutti macchine che fanno su e giù, ognuno avrà un suo tipo di donna e magari qualche bizzarria che lo eccita. Anche in questo blog siamo tutti un po differenti, ognuno con le sue posizioni.
Le donne cloni per uomini tanto diversi uno dall’altro non vanno bene.
@Icarus: il mio timore è giustificato, sappiamo tutti che le voglie sessuali dei maschi danno potere alle donne, che non hanno pietà ad insultarci; io non parlo di ormoni ( le donne hanno i loro), ma di psicologia.
Poi ricordiamo la gravidanza: se la donna scopa solo per riproduzione e per avere mantenimento da un uomo, sarà più bestiale lei (visto che ci hanno detto che siamo “bestiali”).
sono una donna beta? (se esistono)…accidenti..io mi propongo eccome…faccio quasi sempre io il primo passo, esplicito pure. e andando in un motel ho chiesto quanto era la spesa, per dividerla a metà.
e ad icarus…no, ti sbagli dicendo che avevo altri fini se nn quello di una semplice scopata, peccato però che poi il brutto in questione non ce la faceva, e allora ho dovuto e voluto dire no ai suoi successivi inviti…perchè appunto volendo solo scopare non mi andava bene restare a bocca asciutta, ma sono passata per la solita stronza.
da qui a dire che gli uomini che nn sono alfa (credo proprio di stare sempre lontano da questi, volutamente) siano tutti uguali, accrescendo in me un odio e un’incapacità di vedere persona per persona, ce ne passa. qui purtroppo c’è un pò di questo a mio modesto e banalissimo (cosi evitate di dirlo voi)parere.
ci si può confrontare…ma a me non sembra.
accettate donne nel vostro spazio ma poi (tranne qualche eccezione) le trattate con il preconcetto. se volete farvi capire cercate di essere chiari ma non maleducati, e io mi scuso pure dell’ironia usata verso qualcuno.
perchè comunque se fossimo in una stanza e potessi vedervi, magari a qualcuno avrei pure chiesto se gli andava del sesso del sesso ludico, dato che magari non parte tutto dal fisico il fatto di sentirsi attratti da qualcuno.
tornerò…ho la testa dura e nn faccio una difesa delle donne…solo non posso accettare che siano messe tutte sullo stesso piano.
certi livori non sono indice di un’apertura al confronto.
La pornografia si è un surrogato, ma per molti uomini crea più eccitamento di una donna vera, magari sono sposati, non sono soddisfatti e ricorrono al porno.
Bisogna dire alle donne se non ci soddisfano, io qui lo posso dire ma in un luogo pubblico verrei insultato, deriso e forse picchiato.
Lasam: il brutto in questione non ce la faceva
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Può darsi sia colpa tua!?!
@Lasam: sei sulla strada giusta, evita di mettere l’I/O, guardati intorno, rifletti sulle argomentazioni e poi torna, se riuscirai a comprendere l’ampiezza dell’attualità, evitando di mettere l’I/O, sicuramente potrà esserci un confronto.. ricorda.. l’eccezione conferma la regola.. sempre che si sia in grado di vedere la situazione in tutta la sua ampiezza, e contribuire cosi alle tematiche in maniera costruttiva, sostanziale e obiettiva.
Diversamente, la prossima volta, attuerò il tuo stesso metro di misura: io sto benissimo, scopo tranquillamente e delle tue opinioni personali non me ne frega una cippalippa! invitandoti a ritornare nel tuo matrix, clone che non sei altro!
@ lasam
…accidenti..io mi propongo eccome…faccio quasi sempre io il primo passo, esplicito pure. e andando in un motel ho chiesto quanto era la spesa, per dividerla a metà.
@
Mi scuserà Silver se lo copio… ma vorrei chiederti: da quale galassia provieni?
@Marco: ma come da quale galassia!? da l’universo femminile, e cioè l’universo è stato fatto tutto per loro.
Lasam, ok, te ne do atto positivamente che ti sei fatta trombare(o meglio, ti volevi far trombare) senza secondi fini da un “bruttino” , e quindi chiedo venia per averti fraintesa. Però ha ragione qualcuno qui dentro a dire che ogni qualvolta una donna vuole negare un fenomeno generalizzato, la mette sempre dal punto di vista personale: io, io, io, io, io, io..io, “non MI risulta”, quel “MI” che diventa l’ Universo. Cara Lasam, le eccezioni non violano la regola.Parla per te. Così come non puoi negare che mentre una donna (che lavora, eh, ovvio che se nemmeno lei lavora, non ci si può sposare)) mai e poi mai sposerebbe un disoccupato, un uomo, invece, sposerebbe una disoccupata. Poi, anche in questo caso vi sono le dovute eccezioni che non smentiscono la regola.
“La pornografia si è un surrogato, ma per molti uomini crea più eccitamento di una donna vera”(Anna)
Che caxxata. Una sega davanti al pc crea più eccitamento di una scopata vera?? Ma per piacere!!!!
,”magari sono sposati, non sono soddisfatti e ricorrono al porno.”(Anna)
Ecco!!! Quello che da sempre diciamo: il matrimonio, ormai, per l’uomo è diventata una forma di Castità coatta. Di qui il ricorso di non pochi uomini sposati, come surrogato, al porno e al sesso a pagamento. Mogli di tutto il mondo, RIFLETTETECI!!!!!
Beh, chi fa il galletto con una sconosciuta per strada cosa vuole aspettarsi? Ben gli sta! Chi è causa del suo mal pianga se stesso!
Non provo il minimo spirito di solidarietà verso chi ha questi atteggiamenti.
leonardo..non penso proprio, almeno in quel caso era proprio questione che la sua eccitazione non gli corrispondeva fisicamente…e se in un rapporto diverso avrei agito in altro modo…se voglio solo sesso ludico…il sesso lo voglio eccome.
aggiungo che ebbi anche una relazione di 3 anni con un ragazzo al quale non funzionava per nulla, ma avevamo altro da scambiare, anche se poi ovviamente alla lunga la mancanza di una cosa abbastanza fondamentale ha fatto si che la storia finisse.
e per far piacere a damien
Damien…scusa un attimino… non ho mai detto però che delle opinioni personali di qualcuno nn me ne frega nulla. L’ampiezza dell’attualità..come la chiami,la questione maschile o quello che vuoi…io qui rispondo ad un articolo principalmente, dove si racconta un fatto. e nel mio primo commento dissi quel che ne pensavo…sui massimi sistemi, bè..pensi di poter cambiare il mondo discutendo qui con uomini che la pensano come te?
sono convinta che la società sia fatta di persone, quindi ognuno deve cercare di fare del proprio meglio nei rapporti col prossimo, e se tutti lo facessero la società sarebbe migliore.
Le donne sono dei cloni? benissimo…allora partendo da questa tua affermazione insindacabile, che si fa? le facciamo fuori tutte? studiamo un modo per mettere il cervello di un uomo nel corpo di una donna?..no..chiedo…tanto per capire se siate arrivati a qualche conclusione, visto che mi par di capire che da molto ci state ragionando.
Marco…pianeta terra, anche se molte volte me lo chiedo pure io da dove sono arrivata, visto che ciò che mi circonda mi corrisponde poco.
A differenza di quelli che odiano chi nn è come loro però, io cerco di capire, prima me stessa, poi gli altri…le differenze molte volte sono un’aggiunta, una cosa bella che ci può appagare o donarci qualcosa.
P.S. mi sembra comunque sempre più vera l’affermazione che il problema non sta nella differenza di ormoni, di testa, di pancia, ma nella incapacità di comunicazione. imputabile ad entrambi i sessi.
Tralasciando tutti i discorsi su regole, eccezioni, sull’uso alternato di statistiche casarecce e generalizzanti quando si tratta del comportamento degli uomini e sull’ “io mi propongo e anche mia cuggina”, quando si parla di donne.
che avete già, a mio avviso, sviluppato sufficientemente, dirò una cosa sola (che magari avete pure già detto e m’è sfuggita eh, nel caso chiedo venia)
Lasam:
tornerò…ho la testa dura e nn faccio una difesa delle donne…solo non posso accettare che siano messe tutte sullo stesso piano.
certi livori non sono indice di un’apertura al confronto.
ecco sì, qui un po’ ti capisco, fa male sentirsi mettere sullo stesso piano di un’arrivista senza sentimenti che nella peggiore delle ipotesi pensa al “soldo” e nella migliore delle ipotesi pensa al suo valore personale per far bella figura in società.
Oh caspita, lo riconosco, si sente una punturina proprio alla bocca dello stomaco. Sarà capitato, capita e capiterà anche agli uomini quando si discorre di violenza, di stupri, di molestie, di amore per il potere etc etc etc etc.?
Non lo so, a me farebbe male. Credo che la punturina alla bocca dello stomaco mi verrebbe, soprattutto se, provando a dire “non tutti, anzi pochi, io no” mi sentissi rispondere che poco importa perchè comunque “riguarda tutto il loro genere”
“la violenza sulle donne riguarda gli uomini”
“il potere riguarda gli uomini”
non lo so, se non la sentono, hanno superato meglio del corrispettivo femminile la fase dell’I/O (partire da me e da quello che provo io per relazionarmi agli altri), se la sentono e l’hanno ignorata perchè non si puo’ provare noi quantomeno a fare uno sforzo in tal senso ?
la donna non e’ mai stata sottomessa. Questa e’ la vulgata femminista che racconta una bugia. la vita era piu’ dura e c’erano dei ruoli, ma non sottomissione. lo testimoniano le molte donne che hanno raggiunto il potere. (ilmarmocchio)
****************
Ma dai, su marmocchio, smettiamola di prenderci in giro…
Un conto è dire che le femministe raccontano un sacco di palle – e fino a qui sono d’accordo con te – e un conto è sostenere che “le donne non sono mai state sottomesse”… Ma smettiamola, per favore…
Per quanto riguarda il resto, non aggiungo altro, perché come ho già avuto modo di scrivere, siamo due mondi differenti. Tu resta pure delle tue idee: io resto delle mie.
Icarus: ma quale Anna, le ho scritte io quelle cose: che ne sai te degli altri uomini? non siamo cloni, che ne sai di cosa provano a masturbarsi? c’e chi mangia la cacca.
Ci sono uomini di bell’aspetto che si vanno a masturbare nei sexyshop, e questo pure ad Amsterdam: le prostitute in vetrina, ma molti imboccano nel sexyshop per farsi una beata sega.
C’è molta varietà sessuale al mondo, ma tutto viene ridotto ad etero e omo.
Un altro dettaglio che mi sembra emergere dai commenti delle signore. Non sempre ho qualcosa da dire nello specifico delle discussioni – a meno che, come ben sa il mio amico Icarus, non mi giri la uàllera – ma nel lungo periodo e al crescere del numero di commenti vedo affiorare dei trend, per dirla in markettinghese, che mi interessano molto.
Dopo l’Eterno Solipsismo della Mente Femminile, vedo insorgere la Reductio ad Omnia Sexualia. Vale a dire:
Ma se non ve la dà una donna, o non accettate il “sesso senza amore”, per voi uomini non è forse la stessa cosa scopare con
un cane?
un altro uomo?
un vibratore?
una bistecca infilata nel termosifone?
una faraona farcita col pan grattato?
una pecora?
la guarnizione di un lavandino?
la sella di una cyclette in palestra?
una mutanda usata raccolta da un cassonetto?
In fondo, se volete sesso bestiale, tutto va bene, no? E allora di che vi lamentate?
Come al solito, certi ragionamenti rivelano molto. Soprattutto su chi li propone.
Gia’ un poeta del 14° sec , tal Dechampe, aveva capito che era ll’uomo a sobbarcarsi il peggio, come esempolifica in questo suo componimento :
Voi che servite donna e fanciulli
ricordatevi sempre di Giuseppe
Egli servì donna sempre triste e dolente
e custodi’ Gesu’ Cristo nella sua infanzia
a piedi trottava, col fardello sul bastone
in molti luoghi e’ raffigurato cosi’
accanto a un muletto, per far loro piacere
e non fu mai festa per lui in questo mondo
Finche’ daremo adito alle/i femministi di storpiare la storia per reclamare il saldo di un debito mai contratto, saremo sempre alla loro merce’.
L’uomo ha faticato e sofferto, altro che oppressione secolare..
Oltretutto ci sarebbe da dimostrare come avrebbero fatto i piu’ deboli ( le donne ) a sbaragliare i piu’ forti (gli uomini ), dopo millenni di oppressione. Mutazione genetica ?
Non risulta.
Quello della bimillenaria oppressione maschile sulle donne e’ un mito. Come avrebbero fatto le donne ( piu’ deboli) a mettere sotto gli uomini ( piu’ forti), dopo secoli , in soli 40 anni ?
Non torna
Anna…certo che ci si può provare…anche solo il fatto di essere qui a leggere dimostra che si bypassa quella “punturina” di cui parli.
Però non so come mai quando leggo quel che scrivono i partecipanti penso che lo dicano e lo pensino i partecipanti appunto, ad esempio Demian parla per Demian, Marco parla per Marco, Silver per Silver, Icarus per Icarus…ecc..e nn riesco proprio a pensare che invece parlino a nome “degli uomini”.
Allo stesso modo quando parlano le donne, ognuna esprime quel che vuole…e allora come non sentirsi urtate dal calderone che fa, ad esempio, Marco “pensante”, quando io, signora intervenuta, non ho MAI detto ad un uomo di metterlo in qualche altro posto se nn ha la possibilità di una donna? Perchè in effetti è una risposta che non condivido.
Come vedi dunque non si tratta solo di generalizzare per vedere la cosa in senso ampio, ma si generalizza anche mettendo le poche donne che intervengono qui sullo stesso piano…clonate e quindi sbagliate, ed è questa la cosa che di più mi innervosisce, non leggere ogni intervento come l’intervento di una persona, sia uomo o donna, e leggervi il pensiero esposto senza pregiudizi.
A proposito di Marco pensante e del suo modo di rispondere (mi chiede pure se so cucinare…e rispondo che lo so fare come chiunque abbia 2 mani e un minimo di capacità mentale e di voglia) : nessuno trova che sia la sua un’ironia pesantina?
solo per evidenziare che lo stesso Fabrizio Marchi fece notare a me che usavo un tono sbagliato, ma allora se le cose devono essere paritarie lo devono essere anche in questo.
Cercare una vera parità (che non è quella del femminismo che probabilmente ha solo cercato come poteva di uscire da un periodo in cui la donna davvero non aveva gli stessi diritti dell’uomo) non vuol dire dare addosso alle donne sempre e comunque.
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Ho letto in alcune di queste pagine delle affermazioni che la mia logica non mi permette di accettare come reali, poichè quando si dice che se fai un lavoro qualsiasi nessuna donna ti prende in considerazione…mi sento come minimo di fare certe precisazioni.
se la donna è (esempio) avvocato, magari vuole stare nel proprio target, è una scelta che credo facciano pure alcuni uomini ( sarebbero gli alfa?chiedo)..viceversa una operaia penso si senta a suo agio maggiormente con un operaio ( o spazzino, o altro) semplicemente perchè lo stile di vita è più simile. queste cose che avvengono da sempre e che hanno le loro ovvie eccezioni, non sono imputabili alle donne, ma al genere umano in generale. Diverso è se si contesta che una donna manager non calcolerà un operaio, ma lamentarsi di questo non credo sia una lotta per la parità dei generi. é una donna che evidentemente limita le sue conoscenze, le sue frequentazioni, per scelta, non perchè donna, ma perchè amante di un certo “potere”, sociale, economico e di apparenza.
Forse se per l’uomo avvocato (lo prendo solo come esempio) è più semplice innamorarsi della cameriera del bar sotto l’ufficio è solo merito di QUELL’uomo, più aperto al vero sentire e meno interessato all’apparenza (presumo però che la cameriera debba essere davvero uno schianto).
Le cose possono essere anche il contrario, dipende dalla persona.
E se una donna non sposa un disoccupato è perchè magari anche per lei lavorare lo intende come un dovere e non solo una realizzazione personale (altra affermazione letta qui da qualche parte, che nn condivido) e quindi non vuole un uomo che non senta la stessa cosa. un uomo sposa una disoccupata..perchè? a questo io donna nn posso rispondere. qualcuno vuole fare ipotesi?
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Parlavo col macellaio, che mi dice che da 10 anni nn ha più alcuna storia nè avventura, perchè si è stufato, perchè dopo un paio di uscite gli scappa la voglia, anche se a lui piace corteggiare. Si lamenta del fatto che non avendo più 20 anni non capisce a che pro fare assurdi giochetti, mentre dovrebbe essere più logico dire le cose come stanno, essere se stessi e rapportarsi in modo naturale, e nelle donne invece vede un successvo “tirarsela” che appunto lo fa desistere.
Gli ho parlato di questo sito.
Strider:”Sei una femmina, percio’ non parlare di cose che non conosci, tipo la sessualita’ maschile. E’ un po’ come se io venissi a spiegare a te cosa prova una donna quando raggiunge l’ orgasmo: da uomo non potro’ mai saperlo. Ecco, tu, da donna, non potrai mai conoscere, e pertanto descrivere, le pulsioni e i desideri maschili.
Ricorda: la vita di un uomo, specie se giovane, e’ un controllo continuo…”
infatti non parlo di quel che nn conosco, e sapere che davvero un uomo giovane deve continuamente controllarsi per nn (immagino) saltare addosso a ogni femmina mi fa davvero provare un pò di pietà.
per questo allora quando un uomo nn si controlla e violenta dovrebbe essere scusato? credo che il controllo di se (sessuale, dell’aggressività, e in genere di tutto il nostro essere umani) debba essere imparato, perchè per stare in una società evoluta è ovvio che bisogna controllare le proprie pulsioni più profonde, nel rispetto del prossimo. e se all’uomo è dato di dover fare un maggior controllo sessuale sulle proprie, non è colpa delle donne, ma semai della natura stessa che cosi ci ha fatti.
Mi fanno ridere quegli uomini che pretendono di parlare a nome di tutti gli uomini…
Comunque il macellaio di Iasam ha ragione da vendere. E sempre più uomini la pensano in questo modo.
Peppe
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:Mi fanno ridere quegli uomini che pretendono di parlare a nome di tutti gli uomini…
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A me fanno ridere quelli come te.
“ad esempio Demian parla per Demian, Marco parla per Marco, Silver per Silver, Icarus per Icarus…ecc..e nn riesco proprio a pensare che invece parlino a nome “degli uomini”.”(Lasam)
Guarda che noi non parliamo per noi stessi, ma ci rifacciamo alla realtà dei fatti e alle sue conseguenze: sono gli uomini che ricorrono alla pornografia e al sesso a pagamento, sono gli uomini che vanno in depressione o si suicidano o vengono lasciati perchè perdono(o non trovano) il lavoro. Il perchè di tutto questo è proprio dovuta ad una certa asimmetria che tu cerchi in tutti i modo di negare: cioè che una donna non avvenente ha molte più possibilità e probabilità di trovare sesso rispetto ad un uomo non avvenente, e che una donna che lavora mai sposerebbe un disoccupato, mentre un uomo che lavora invece sposerebbe una donna disoccupata. Tu, invece, cerchi in tutti i modi di negare queste evidenze, queste amare evidenze, glissando, eludendo, e/o facendo battutine di spirito, oppure citando qualche caso singolo, qualche eccezione, credendo che possano smentire la situazione generale.
“Mi fanno ridere quegli uomini che pretendono di parlare a nome di tutti gli uomini…”(Peppe)
Giuby, non stiamo parlando a nome di TUTTI gli uomini, ma a nome della MEDIA degli uomini. E la Media rappresenta un’ informazione sui comportamenti maggioritari. Gli eventi minoritari, seppure sono degni di essere menzionati, non possono essere presi come riferimento per descrivere un fenomeno, mettendoli sullo stesso piano con quelli medi, cioè maggioritari.
Alla maggior parte degli uomini piace far sesso, e tanto, tantissimo. Tuttavia è anche vero che per trovare un pò di figa non bisogna distruggere la propria dignità, strisciando , leccando,e facendo lo zerbino, ma questo è un altro discorso.
sto spulciando nel vostro blog e mi sorge una domanda: ma perche generalizzate tanto?..le donne sono tutte uguali..ma quando mai. io stessa conosco ex mogli che si vantano di parlare male ai figli del loro papa’(cosa indegna) o che si servono degli stessi per “fargliela pagare)..o che anche in costanza di matrimonio, sottilmente, instillano sfiducia nei cfr del padre..(le mamme hanno un potere grandissimo sui bimbi, specie nei primissimi anni di vita) ma non sono tutte così. ci sono donne in gamba, degne compagne, lavoratrici,capaci di inventare un pranzo e una cena e di stirare una camicia. vero e’ che viviamo nella societa’ dell’immagine e della mercificazione dei corpi…ma..per colpa delle donne?non credo. se crisi dei valori c’e', penso sia di piu’ largo impatto..non credo che basti andare in giro con un preservativo nella borsetta e pagare la pizza alla “romana” per ristabilire l’ordine , la giustizia, il rispetto..il rapporto tra i due sessi non e’ mai stata materia semplice:lo dimostra il fatto che tutte le religioni se ne sono occupate stabilendo rigide modalita’ di comportamento..ma oggi la secolarizzazione impone una creativita’ di relazioni..che non e’ semplice da gestire. pero’..se io posso parlare delle mie relazioni in modo assolutamente specifico..a leggere il blog..sembra che in materia femminile..conoscerne una..basti e avanzi. certo, e’ il vostro punto di vista e va rispettato…giustificato..ma a me sfugge qualcosa. vero e’ che la gregoracci il figlio lo ha fatto con briatore..ma lui non ha mai corteggiato una donna coetanea come la bindi o la bonino (colte, intelligenti, esperienti). il sesso piaci a tutti, uomini e donne perche’ e’ bello.e’ un meraviglioso strategemma che la natura ha escogitato per procreare. se fosse stato un tantino spiacevole..ci saremmo gia’estinti da tempo. solo che lo viviamo senza pensare alla riproduzione..da troppo poco tempo, dalla contraccezione in poi..che nel nostro paese non e’ così sostenuta e diffusa. non dimentichiamo che nei licei non mettono distributori di preservativi perche’ “si fraintende il messaggio”. e’ così in italia. le cose devono sicuramente cambiare ma in forma piu’ capillare e responsabile.a cominciare dalle donne, sicuramente, ma in quanto madri, educatrici, custodi delle nuove generazioni..solo così arriveremo a un incontro tra i sessi diverso, piu’ consapevole e responsabile.
scusa icarus, hai letto quel che ho scritto? io non voglio negare nulla, chiedo..perchè secondo te un uomo sposerebbe una disoccupata? 1 la ama ( e può permettersi di mantenerla) 2 è disoccupata momentaneamente ma ha sempre lavorato nella sua vita 3 la preferisce disoccupata perchè almeno sta a casa ( con tutti i vantaggi che presume di poter avere da questa cosa) 4 è altruista sempre e comunque
e perchè una donna non sposerebbe un disoccupato? 1 motivo spiegato nel mio precedente commento 2 è egoista e vorrebbe farsi mantenere lei 3 non le va l’uomo pelandrone 4 non è abbastanza ricca per mantenerlo
sono solo ipotesi naturalmente…e credo che possano coesistere tutte o essere più o meno valide. Se vuoi dire che la donna è stata più abituata a fare la casalinga e ad occuparsi dei figli e quindi non lavorare, ti do ragione. ERA cosi. Ma le cose sono molto cambiate, ora si tende ad una indipendenza economica e credo che ogni uomo dovrebbe volerla per la propria donna. Molte volte invece è l’uomo stesso che vuole la donna a casa, e lo sbaglio delle donne è accettare magari di smettere di lavorare dopo il matrimonio.
Per quanto riguarda gli uomini che si suicidano ecc per aver perso il lavoro, si, è vero , capita più a uomini che a donne, uomini che hanno il peso della famiglia sulle spalle, ma questo è solo indice della disperazione di quegli uomini e non si può negare che ci sono donne sole con figli che si fanno un mazzo tanto, e nn si suicidano ma tentano in ogni modo di sopravvivere. Magari con doppi o tripli lavori umilissimi. Io non nego che ci siano le cose che dici, ma non capisco perchè Icarus ti ci impunti in un discorso come a dire che la colpa di tutto ciò è delle donne. Non ho glissato, nè eluso, nè fatto battutine di spirito…chiedo agli uomini perchè sposerebbero una disoccupata…forse perchè la cultura ci ha inculcato questo…uomo al lavoro e donna a casa. Le cose sono cambiate e allora si vorrebbe che anche le donne sposassero un disoccupato? Io credo che ogni coppia trovi il suo equilibrio anche in questo settore, e che nn ci siano regole prestabilite. Non posso vedere come un dogma quello che affermi, nella realtà ci sono casi diversissimi tra loro.
Quello che posso dire è che trovo sbagliato nelle donne (molte, non tutte) usare il matrimonio come un investimento, cercare il buon partito per sistemarsi, perchè anche in caso di divorzio (specie se disoccupate) ne avrebbero un guadagno economico. Ma quando finiremo noi umani di mettere sempre il potere nei rapporti? l’uomo il potere economico e la donna quello della vulva. é qui il problema cari ragazzi, che mettendo sempre il potere di mezzo ai rapporti non si hanno rapporti ne sani ne paritari. Ma purtroppo l’evoluzione è lenta, e le colpe sono di tutte e 2 i generi.
maria: più che alla romana farei pagare sempre la donna.
http://www.youtube.com/view_play_list?p=1181619399EE7CB9&playnext=1&playnext_from=PL&v=RD1wjyDoy7o
@ lasam
Ma quando finiremo noi umani di mettere sempre il potere nei rapporti? l’uomo il potere economico e la donna quello della vulva. é qui il problema cari ragazzi, che mettendo sempre il potere di mezzo ai rapporti non si hanno rapporti ne sani ne paritari.
@
lasam, in parecchi hanno più volte sottolineato che il potere economico è un qualcosa che riguarda una ristretta minoranza di uomini – i cosiddetti “alpha” – non certamente gli uomini “beta”.
Ad esempio, io guadagno 1500 euro al mese, di cui 350 vanno per l’affitto e 105 per la rata che mensilmente pago alla banca (ovviamente si tratta di un prestito preso in un recente passato). Con quelli che mi restano ci pago le bollette, da mangiare, ci mantengo l’auto, ecc.
Perciò di cosa stiamo parlando? Di quale potere?
Come puoi pensare che esista una simmetria fra il potere della vulva – che riguarda la grandissima maggioranza delle donne giovani o relativamente giovani – ed il potere economico, che è privilegio di una élite di uomini?
Lasam, ciò che afferma Icarus a proposito del matrimonio con un/una disoccupata/o è la verità. d’altronde è una verità anche piuttosto banale, perchè basta osservare la realtà che ci circonda per rendercene conto, anche se talvolta ci è mancata l’occasionedi farlo. Io sto leggendo i tuoi post e sicuramente mi sembri una donna evoluta, emancipata nel vero senso della parola, ma tante altre donne lo sono meno. Maria si chiede perchè generalizziamo. Quando parliamo di donne facciamo riferimento alla maggioranza delle donne, siamo consapevoli che ci siano eccezioni. Per esempio sull’argomento di cui sopra, siamo consapevoli che alcune donne possano anche sposare un disoccupato, ma sono una percentuale ridottissima. Noi tutti sappiamo che l’uomo ricerca nella donna in prima battuta l’avvenenza fisica e, in caso di legame stabile, anche una certa sintonia caratteriale. La donna, cioè la maggiornaza delle donne, invece è attratta non solo dall’aspetto fisico dell’uomo, dal suo “forte”carattere, ma anche dalla sua collocazione socio-economica. Perchè questo? Perchè una donna quando si avvicina a un uomo pensa anche a quanto sarebbe in grado di contribuire all’allevamento della prole, ed è chiaro che più un uomo è benestante più sarà in grado di contribuire al benessere economico familiare. Per l’uomo invece tutto questo ragionamento va in secondo piano. Quando sceglie una donna sceglie una donna e non pensa a quanto questa sarà in grado di contribuire economicamente al benessere delle eventuale futura famiglia. In un certo senso possiamo affermare che quando una donna guarda un uomo pensa a quanto potrà proteggere in senso lato lei e i suoi figli, un uomo quando guarda una donna pensa a quanto sarà piacevole starle accanto, senza andare oltre. Inoltre va detto che il disoccupato è considerato socialmente un fallito, mentre una donna disoccupata si ritiene che possa tranquillamente svolgere la mansione di casalinga con piena accettazione sociale; e poichè siamo tutti molto sensibili alla considerazione sociale, tendiamo ad allontanarci da ciò che non ci consente di ottenerla e nel caso specifico, relativamente alle donne, dal matrimonio con un “fallito” dal punto di vista sociale. Io aborro, come dice un noto giornalista semi-serio, questo mentalità, però per la maggior parte degli individui, uomini e donne, è naturale e giusta, non la mettono in discussione. Proprio ciò fa sì che le donne siano più degli uomini sensibili all’appartenenza di classe e quindi più degli uomini “strumento” di conservazione della divisione in classi
Lasam, non sto dicendo che ciò che ho detto sia un Dogma, anzi come ho risposto anche a Peppe, qui stiamo parlando di comportamenti medi, cioè maggioritari, e non assoluti perchè è ovvio che accanto ai comportamenti maggioritari, cioè generali, vi sono anche comportamenti minoritari. Ma la minoranza come si suol dire non scalfisce la maggioranza, e quindi se vogliamo studiare accuratamente un fenomeno dobbiamo necessariamente soffermarci sugli eventi a maggiore incidenza, pur non trascurando quelli di minoranza. Sul fatto che la donna non sposerebbe mai un disoccupato non è solo perchè alcuni uomini vogliono la donna relegata in casa, come dici tu, ma anche e soprattutto perchè le donne sono attratte dall’ uomo che emana uno spirito vincente(il disoccupato è un perdente e sfortunato), del resto siete voi(voi in senso generale,non assoluto) a dire il vostro partner ideale vi deve infondere “senso di protezione” e non noi(e la “protezione” implica anche l’aspetto materiale di sopravvivenza) e sono sempre le donne ad andare in estasi per gli uomini famosi vincenti, come ad es. qualche campione dello sport(gli uomini invece vanno in estasi per le donne famose solo se sono avvenenti), cioè i Maschi Alpha. Ecco, da questa mentalità “machista” le donne(non tutte, ovvio) devono liberarsi. Ma poi scusami, lasam, se è come dici tu, si ha un contro senso, una profonda illogicità. Cioè tu dici che vi sono alcuni uomini che vogliono le donne relegate in casa. Vero. Ma io ti sto parlando di donne che rifiutano un uomo disocupato da sposare, e quindi un uomo disoccupato che vuole la donna relegata in casa da casalinga mai e poi mai chiederebbe ad una donna che lavora di sposarla. Quindi non ha senso il tuo discorso.
Vabbeh, Lasam, non è che posso mettermi a replicare sempre, altrimenti questa discussione andrà per l’ infinito.
lasam
“per questo allora quando un uomo nn si controlla e violenta dovrebbe essere scusato?”
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A quanto pare anche a te sfugge un “piccolo particolare”.
Un uomo “normale” non riuscirebbe MAI ad eccitarsi in circostanze simili; il rifiuto e le urla della donna provocherebbero in lui l’effetto contrario.
Perciò sfatiamo queste leggende metropolitane, propagandate ad arte dai mass media, dalle femministe e dai cagnolini maschi al loro seguito.
Bentornata Maria.
Dov’è che hai notato generalizzazioni?
Dire che la sessualità femminile è oggi soggetta a dinamiche strumentali e di scambio è forse una generalizzazione? Io non credo.
La colpa è solo delle donne? Ovviamente no, ma sono queste ultime a negare le proprie responsabilità sostenute da un opinione comune forgiata su retaggi culturali obsoleti.
Come fai a sapere che Briatore non abbia corteggiato Rosi Bindi o chi per lei?
Non ho capito il tuo esempio…
Comunque l’ultima parola sul fare sesso oppure no generalmente chi la detiene ?Non è una barbarie al contrario, secondo te ?
é la domanda/offerta di sesso che pende a sfavore degli uomini, vogliamo negare ad oltranza l’evidenza?
Parlare delle esperienze personali per il gusto di controbattere (ho tante amiche che non fanno sesso da mesi, io mi propongo sempre e pago anche di tasca mia, ci sono donne così ma non sono tutte uguali) non serve a nulla se non per difendere il proprio punto di vista.
Leggi tu stessa le altre donne intervenute: la morale è, cazzi vostri.
Non si tratta di generalizzare: si tratta evidenze riscontrabili da chiunque.
” io guadagno 1500 euro al mese, di cui 350 vanno per l’affitto e 105 per la rata che mensilmente pago alla banca (ovviamente si tratta di un prestito preso in un recente passato). Con quelli che mi restano ci pago le bollette, da mangiare, ci mantengo l’auto, ecc.”(marco)
Ottimo il tuo discorso, marco, sul tanto urlato quanto inesistente “potere economico” degli uomini nei confronti delle donne. E sappi, che nonostante tu non stia messo bene economicamente, tra gli uomini beta, tu sei tra quelli messi meno peggio. E inoltre da quanto mi fai capire non sei un padre separato, altrimenti, ora scriveresti da un pc della mensa della Caritas.E’ il destino di milioni di uomini beta. Questo sarebbe il “potere economico” dei “maski” sulle donne.
Gli uomini nonostante facciano i lavori più rischiosi e usuranti, che muoiono sul lavoro( i morti sul lavoro sono oltre il 95% maschili) e nonostante campino in media 7 anni in meno rispetto alle donne, vanno in pensione 5 anni più tardi!!! Bell’ esempio di “potere economico” sulle donne!
Ecco che bel “potere economico” hanno gli uomini sulle donne:
http://antifeminist.altervista.org/risorse/lavori_ripugnanti.htm
@leonardo…grazie per il video..erano anni che non vedevo milian, io poi sono romana, hai notato il titolo:uno contro l’altro..praticamente amici..emblematico, non trovi?
@luke cage..l’ultima parola spetta sempre alle donne, e’ certo..pero’ se un uomo si propone e trova una risposta favorevole e’ sicuro di andare incontro a un rapporto sessuale..completo e gratificante (si spera..per il benessere di entrambi) ma se a proporsi e’ la donna..non sempre gli uomini reagiscono con entusiasmo..molti, forse non colla vostra cultura e apertura mentale, possono sentirsi prevaricati, privati del piacere di..fare il primo passo. magari non lo dicono esplicitamente, ma una donna lo percepisce subito, da qualche balbettio iniziale..e vi assicuro che la certezza di concludere in bellezza..non c’e’. voglio precisare che il tutto non dipende dalla avvenenza della signora, che ci puo’ anche stare, ma da un malinteso senso dei ruoli..che molti uomini hanno. mi rendo conto che mentre una donna puo’ fingere dall’inizio alla fine, un uomo no..anzi deve essere ben sicuro dei suoi mezzi e delle sue risorse e forse per questo deve sentirsi sempre in piena sintonia con cio’ che desidera e nel contesto giusto. non e’ sempre facile riconoscersi ed essere chiari…ma non tutti gli uomini hanno la vostra chiarezza di intenti. sbaglio?
Maria:”l’ultima parola spetta sempre alle donne, e’ certo, pero’ se un uomo si propone e trova una risposta favorevole e’ sicuro di andare incontro a un rapporto sessuale..completo e gratificante (si spera..per il benessere di entrambi) ma se a proporsi e’ la donna..non sempre gli uomini reagiscono con entusiasmo”.
Scusa Maria, perché secondo te se gli uomini si propongono le donne reagiscono sempre con entusiasmo?…
Leggiamo di nuovo: “Se un uomo si propone e trova una risposta favorevole è sicuro di andare incontro ad un rapporto sessuale…”.
E’ come dire “se ogni volta che capito dalle parti della porta avversaria, dribblo i difensori, tiro e il portiere non la prende, sono sicuro di fare gol…”.
Ma che razza di discorso è, Maria? Ma ci vuoi prendere in giro?…Io non voglio essere scortese, credimi, però a volte mi viene da pensare che qualcuno/a ci fa o c’è…Non c’è alternativa. Spero per te che tu ci faccia…
Mi sembra di essere di fronte a dei continui e reiterati tentativi per cercare di negare l’innegabile, e cioè che a questo “gioco” è la donna ad essere il soggetto dominante, tant’è che tu stessa affermi che l”’ultima parola spetta alle donne” (e ti pare poco…).
Ma secondo te, per quanti uomini reagiranno con imbarazzo di fronte ad una donna che assume l’iniziativa, quanti ce ne saranno in proporzione (non parliamo rispetto alle donne) che risponderanno con entusiasmo?
Ma su, per favore…cerchiamo di non raccontarci frottole…
Fabrizio
fino a quando ci saranno in giro uomini disposti a corteggiare e a invitare le donne..le cose non cambieranno. io stessa, mentre spulciavo il vostro blog, mi dicevo..ma a ma chi me lo fa fare di mettermi le mani in tasca o di andarmi a proporre..se c’e’ sempre chi e’ ben felice di farlo per me. giuste le vostre osservazioni..ma sara’ la dura legge del mercato, saranno gli atteggiamenti duri da modificare, e’ molto piu’ piacevole per una donna essere cercata..che cercare.
mi sa tanto che la filosofia del blog..e’ riassunta bene..in questo pezzo…
http://www.youtube.com/watch?v=PyVLytkFvDE&feature=related
spero che l’ironia femminile..non vi disturbi..
Cara Maria, questa invece è una considerazione intelligente che sgombera il campo, se me lo consenti, da tutto quello che hai affermato nel tuo precedente post…
Hai perfettamente ragione, in questo caso. E infatti uno dei nostri obiettivi fondamentali è proprio quello di lavorare per costruire una nuova e rinnovata, consapevolezza maschile (beta). Un lavoro durissimo perchè il maschile è stato sottoposto ad un vero e proprio massacro psicologico e culturale e la grandissima maggioranza degli uomini è oggi completamente sprovvista di una identità.
Solo quando gli uomini (beta) saranno in grado di sviluppare questa coscienza, sia a livello individuale, sia di genere e sia di classe, potranno creare essi stessi le condizioni per una radicale trasformazione della relazione con l’altro genre. Solo allora, le donne saranno obbligatete, per forza di cose, ad avviare un processo di cambiamento.
L’esempio che tu hai fatto è assolutamente puntuale e molto lucido. “Ma a me, chi me lo fa fare di faticare – dici tu in sostanza – quando c’è qualcun altro che lo fa per me?”.
Niente di più vero. Spetta agli uomini cambiare. Quello che chiediamo alle donne come te, se veramente hai a cuore la possibilità di una diversa relazione con gli uomini, è di espandere questo messaggio. Non devi fare molto, solo ripetere quello che hai appena scritto su questo post a tutte le altre donne.
Ti ringrazio ancora perchè il tuo è stato finalmente un commento sincero.
Allora però finiamola una volta per tutte con queste leggende sugli uomini sempre oppressori e le donne sempre vittime. Quello che hai appena scritto sconfessa palesemente questo assunto.
Anzi, mi spingo oltre, alla luce di quanto hai appena scritto: ti invito ufficialemte ad aderire al nostro Movimento. Non saresti la prima donna che lo fa.
Fabrizio
Maria, ho appena visto il video che hai pubblicato…Finalmente un po’ di autenticità…Se le donne sapessero vivere con la necessaria leggerezza, libertà e ironia i contenuti di quella canzone, le cose andrebbero molto ma molto meglio…
Ti rinnovo con più forza l’invito ad aderire…:-))
Fabrizio
Riguardo alla questione dell’ aspetto fisico, ero e resto del parere che sia un “dettaglio” molto importante anche per gli uomini, soprattutto da giovani.
Un conto e’ somigliare al Clint Eastwood trentenne e un conto a Maurizio Costanzo (giovane o vecchio, poco cambia…).
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12571862
Eppure, Strider, Maurizio Costanzo si è sempre accompagnato a donne belle, a significare che il potere, inteso in senso lato, è il maggior afrodisiaco possibile. Se fosse stato anche bello, e su che cosa le donne intendano per bellezza maschile io ancor oggi non ho le idee chiare, avrebbe avuto tutte le donne ai suoi piedi. La bellezza è un valore aggiunto, ma ciò che fa la differenza, proprio per il diverso tipo di approccio che caratterizza i due sessi, è la capacità di esprimere “potere”, cioè, detto in altri termini, la propria collocazione nella scala socio-economica.
Si l’aspetto è importante, le donne sanno riconoscere la bellezza maschile, malgrado il tipo di cultura che denigra il corpo del maschio, che lo offende, che lo vuole servo della bellezza femminile e quindi lo rende inferiore al corpo femminile.
Riprendiamoci quello che è nostro.
Alessandro
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Eppure, Strider, Maurizio Costanzo si è sempre accompagnato a donne belle, a significare che il potere, inteso in senso lato, è il maggior afrodisiaco possibile.
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Appunto.
Se fosse stato un semplice militare, o avesse lavorato all’acciaieria, Costanzo avrebbe potuto solo sognarsele le belle donne.
Alessandro
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e su che cosa le donne intendano per bellezza maschile io ancor oggi non ho le idee chiare,
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Personalmente ho le idee molto chiare, riguardo ai loro gusti. Ad esempio so che io non rientro in tali canoni, essendo tarchiato, con la mascella squadrata e di media altezza (nonche’ pugile).
Ah, tuttavia non rientro nei canoni delle italiane, non delle straniere dell’est, visto che fisicamente somiglio ai “loro” uomini…
Alessandro
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La bellezza è un valore aggiunto, ma ciò che fa la differenza, proprio per il diverso tipo di approccio che caratterizza i due sessi, è la capacità di esprimere “potere”, cioè, detto in altri termini, la propria collocazione nella scala socio-economica.
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In eta’ adulta, senza alcun dubbio, ma da giovani e soprattutto da giovanissimi, l’ aspetto fisico conta moltissimo anche nei maschi.Un adolescente brutto o grasso, non rimediera’ quasi mai niente: gli tocchera’ masturbarsi per anni. Molto probabilmente le sue prime “esperienze sessuali” (se cosi’ le vogliamo chiamare…) saranno con qualche prostituta.
Perché gli UU sposino disoccupate a mai viceversa.
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Un mio ex collega, Fabio, colpito da cecità progressiva – ora quasi totalmente cieco – qualche anno fa ha trovato e sposato una donna di 30 anni più giovane. Non è Bocelli né per fama né per reddito.
Non risulta che abbia mai avuto donne prima di questa. Da questa si aspetta sesso e cura.
Ecco a voi la domandina maliziosa e corrosiva:
quella giovane donna è svedese o filippina?
Mumble …mumble …
…
Ed ecco la seconda domanda, meno maliziosa ma più amara: quando in tutto il mondo le donne saranno “svedesizzate”, che ne sarà di Fabio?
RDV
P.S.: non sarebbe ora di finirla con le bugie?
“malgrado il tipo di cultura che denigra il corpo del maschio,”(Leonardo)
Non è vero.
La verità è che la cultura femminista ha denigrato la Maschilità laddove trovava utile alla sua propaganda(a cominciare dalla sessualità maschile), e quindi nella maschilità ha risparmiato quegli aspetti, ma modificandoli a proprio uso e consumo, di cui poteva servirsene per i suoi sporchi e disonesti fini.Quindi, in questo senso il femminismo non ha denigrato la fisicità maschile, in quanto quest’ ultima è un aspetto “materialista” che ben si sposa con le logiche dominanti mediatiche di cui la cultura femminista è parte integrante.. Il culto orrendo dell’ esibizionismo del corpo maschile(oltre che di quello femminile) per il fine di “piacere alle donne”(ad esempio il “culturismo”, molto in voga negli anni 80 a seguito della forte domanda femminile) è nato proprio, guarda caso, durante e dopo le lotte femministe degli anni 70 e non certo prima(prima del femminismo il modello estetico di uomo che più piaceva alle donne era quello dai tratti eleganti e raffinati, e non certo quello orrendo e troglodita, partorito dal femminismo, caratterizzato da “pompamenti”, addominali “a tartaruga” ,oltre che dall’ orrenda pratica della depilazione maschile). Chi ha ancora dubbi su ciò che ho detto, dia un’ occhiata alla rivista più beceramente femminista che ci sia: “Donna Moderna”. Ebbene noterete che questa rivista è piena di foto e “calendari” di rugbisti e wresteler semi-nudi con tanto di elogi delle redattrici.La stessa cosa dicasi per la femminista Barbara D’Urso, anche lei solita ad idolatrare pompati ragazzoni trogloditi semi-nudi.. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che ciò viene fatto per aumentare le vendite e gli ascolti da parte del pubblico femminile. Ecco.Infatti è proprio così. Come Fabrizio più volte ci ha ricordato, il femminile e il femminismo, nonostante i loro proclami di “rivoluzione” in senso anti-consumista e anti-materialista(oltre che in senso egualitario) si sono pienamente declinati alle logiche dominanti e mediatiche.
Secondo me la maggior parte delle donne non è disposta a perdere il proprio potere contrattuale (leggi fica power).
Dietro ogni ragazzina oggi c’è una madre che sta forgiando la prevaricatrice di domani mentre gli uomini e i ragazzi sono a loro volta sottoposti alla funzione educatrice di insegnanti donne, padri solidali e subalterni alle consorti (che hanno l’ultima parola anche su come crescere i figli), donne che all’interno delle relazioni di coppia (quando non si tratta di madri single) non hanno più il contraddittorio necessario a formare nei figli un identità maschile sana.
Le ragazzine crescono quindi con riferimenti femminili più immediati mentre i ragazzi finiscono sempre più spesso a doversi costruire un identità anche da adulti, spesso ricorrendo allo psicoterapeuta.
Questo spiega in parte la disarticolazione della coscienza maschile e la mancanza di autonomia di molti uomini nel ricercare, identificare,descrivere ed esprimere il proprio malessere e la relativa utilità (o meglio,l’inutiltà) di arrivare a capo di certi di scorsi parlando con le donne…nella maggior parte dei casi (le eccezioni esistono ma confermano la regola).
Quoto interamente l’intervento di Icarus.
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Per Rino: chissà perchè ma qualcosa mi dice che non si tratti di una svedese
In verità io non conosco bene le donne svedesi, anche se conosco, sia pure non approfonditamente, la Svezia, Paese in cui l’autoritarismo femminista si sta imponendo alla grande, fino a giungere a “capolavori” del tipo “una tassa a chi nasce maschio”, in verità solo proposta mi pare, o ” puniamo i clienti delle prostitute e assolviamo in toto queste ultime”, legge delle Stato svedese. Non conosco gli altri Stati scandinavi, ma la piccola Islanda con a capo un primo ministro donna dichiaratamente femmnista sta facendo passi da gigante in quanto a sessismo. Mi chiedo, dopo gli esempi svedesi, spagnoli, islandesi, ecc., che fine faranno le pari opportunità tra uomini e donne affidate a queste/i fanatiche/i? I Parlamenti europei a stragrande maggioranza maschile negli ultimi quarant’anni hanno legiferato realizzando le pari opportunità, oggi i Parlamenti europei con forte presenza femminista ricreano la discriminazione di genere. Bisogerebbe rifletterci, fuori dai luoghi comuni.
Quando tutte le donne saranno “svedesi” cosa accadrà? Ma noi non ci saremo, noi, non ci saremo, noi non ci saremo…:-) Se ciò dovesse accadere si “divertiranno” le successive generazioni maschili
P.s.: le svedesi sono note per essere donne dai costumi sessuali abbastanza liberi. Quindi immagino un futuro per l’uomo con pochi diritti, ma con un pò di sesso in più e, poichè molti uomini ragionano davvero con il pisello, potrebbe, ahimè, bastare loro.
Sherlock Holmes disse: l’eccezione vanifica la regola
segnalo comunque un’altra piccola anomalia: nel paese con più libertà sessuale, Amnesty International denuncia l’anno scorso che la Svezia è al primo posto fra i paesi dell’UE per denunce di violenza sessuale rimaste impunite.
Da notare che la “conferma” dell’alto numero di violenze sessuali sarebbe data dal basso numero di condanne.
Il dato “sconcertante” sarebbe questo: il dato discriminatorio sarebbe il comportamento degli ufficiali di polizia che ravvisano non sincerità o confusione nelle donne.
Il dato sconcertante è che l’atteggiamento comune della polizia davanti ad una denuncia di stupro è una discriminazione nei confronti della donna: è parere comune tra gli ufficiali che le donne che denunciano questo tipo di crimine “stiano mentendo o si stiano confondendo”.
Questo atteggiamento dei poliziotti genera un fenomeno denominato “attrito”: le donne preferiscono non denunciare l’accaduto, o far cadere le accuse in un secondo momento.
La condizione degli stupratori in Svezia è quindi di sostanziale impunità.
http://www.mondoanord.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1414:amnesty-international-in-svezia-gli-stupratori-godono-di-impunita&catid=82:cultura&Itemid=90
Case Closed è il titolo dello studio condotto dall’Unione Europea, ed ha dimostrato che in Svezia si verifica il maggior numero di violenze sessuali tra i Paesi UE. Il rapporto di Amnesty International sull’elevato tasso di violenze e lo sproporzionato basso tasso di condanne in Svezia ha solo confermato la situazione.
Mi sembra non ci sia altro da aggiungere.
Personalmente penso che quando tutte le donne si saranno svedesizzate, Fabio sarà assistito in una struttura specializzata, dove vivrà accanto a una miriade di anziane donne svedesizzate
Un cane che si morde la coda, appunto.
Per la verità io al posto della svedese, come termine di paragone, avrei messo proprio un’italiana.
Al di là della legislazione profemminista di quel paese, credo che in generale le donne scandinave siano mediamente più evolute delle nostrane e non solo perchè hanno un rapporto più libero e disinvolto con il sesso. Per esperienza personale posso assicuravi che ho visto diverse donne svedesi, danesi ecc. sposarsi con uomini stranieri e spesso italiani sicuramente più malmessi di loro dal punto di vista sociale. E ciò è possibile perché quelli erano paesi già molto più evoluti (e anche ricchi) sotto vari profili già una quarantina di anni fa rispetto al nostro o comunque dell’area mediterranea (ma anche rispetto al resto dell’Europa). E quindi ben prima che esplodesse il femminismo che, a mio parere, sta facendo dei danni enormi anche lì dove le donne avevano già una posizione di piena parità con gli uomini, risultato di una egemonia culturale e politica del socialismo democratico svedese, uno dei più evoluti al mondo e poco considerato dalle sinistre, forse perché poco affascinante dal punto di vista ideologico (un mio caro amico, giornalista e scrittore, molto affermato, attento studioso sia della Svezia che di Cuba, mi ha detto ultimamente:”Andavamo a cercare il socialismo ai Caraibi e non ci eravamo resi conto che ne avevamo uno molto più vicino anche se meno ideologizzato…e soprattutto democratico…).
Il femminismo naturalmente sta sfasciando tutto anche in quel contesto dove non c’era certo necessità del suo intervento e sta trasformando o ha già trasformato quello che era un contesto sociale evoluto in quello che sappiamo…dalla parità al dominio di genere…
Però, al contempo, potete star certi di una cosa e cioè che se una donna svedese dimostra interesse nei vostri confronti sarà per ragioni autentiche, non certo per secondi fini. Non ha certo bisogno di sposarsi un italiano per risolvere la sua vita…nella maggior parte se non la totalità dei casi è stato ed è il contrario…
Questo naturalmente non elimina il fatto che anche lì ormai il “femminile” sia dominante e che la relazione fra i sessi veda gli uomini soccombere. Però, per lo meno, come sottolinea Alessandro, in quel contesto gli uomini si godono anche alcuni vantaggi del caso che, badate bene, non hanno origine nel femminismo, ma appunto in una cultura che era già presente e radicata ben prima che il femminismo di fatto diventasse dominante anche e soprattutto a livello politico.
Sono comunque, la nostra e quella scandinava, due realtà completamente diverse. Da un certo punto di vista in Italia non siamo ancora arrivati a concepire aberrazioni legislative come quella della tassa sui nati maschi (ammesso che sarà mai posta in essere), o di quote rosa estremamente rigide (queste invece realizzate) risultato di un estremismo femminista molto attivo (che invece da noi è molto affievolito). Tuttavia questo non significa affatto che la nostra situazione sia migliore. Tutt’altro. Perché appunto in quel contesto il femminismo ha attecchito su un diverso substrato socioculturale di certo molto più evoluto del nostro dove invece il connubio fra capitalismo, femminismo e contesto piccolo borghese gretto, provinciale e conservatore ha costruito una vero e proprio “mostro”.
Insomma, per capirci, se mi consentite di chiudere con una battuta (che è poi uno degli esempi che riporto in un capitoletto del mio libro, come sanno alcuni di voi che lo hanno letto) , è relativamente più facile (ho detto relativamente…) passeggiare per una strada di Copenaghen o Stoccolma e incrociare una ragazza che ti sorride apertamente e a volte “sfacciatamente” (in senso buono, naturalmente, magari fosse sempre così) come mai farebbe una italiana…
Non è tutto, è ovvio, ma è già qualcosa… se le donne italiane (e non solo italiane) sapessero fare questo sarebbe già una rivoluzione…Pensate, donne, basterebbe un sorriso a fare una rivoluzione…
Fabrizio
@Rita:
Dai dati riportati non si evince la sostanziale impunità degli stupri in Svezia.
Ci sono degli omissis importanti in quell’articolo.
Non parla dei requisiti formali e giuridici alla base di un accusa di stupro in Svezia.
Non solleva alcun dubbio sulla percentuale di denunce fondate o no.
Getta una luce infamante sulle forze dell’ordine di quel paese.
Vengono elencate percentuali non verificabili.
Viene citato un “apparente progresso nell’eguaglianza tra generi” quando è risaputo che la Svezia non è mai stato il fanalino di coda per quel che riguarda la parità fra uomini e donne.
A me sembra l’articolo di una militante femminista.
Ovviamente anche se ci fosse un caso singolo di stupro, esso va condannato, ma sputtanare un paese e i suoi abitanti (maschi) tramite un informazione parziale ed enfatica è un operazione che abbiamo imparato a conoscere qui in Italia.
“Statisticamente una persona rischia più di subire uno stupro che una rapina”…i numeri reali dove sono?
Domando: è uguale il comportamento anche verso gli uomini locali?
Perchè effettivamente del fenomeno sento parlare sovente, però di pari passo, sta crescendo anche il fenomeno delle italiane che sposano tunisini, marocchini ed extra-comunitari. O sbaglio?
Cioè, stranamente c’è questo fenomeno di spostamento della preferenza su partner stranieri: sia da parte degli uomini che da parte delle donne.
E’ solo dovuto al fascino del diverso?
Chissà se mi sono spiegata, però qualcosa non torna.
@Luke Cage
l’articolo sarà scritto da una militante femminista, però mi pareva di capire che il rapporto (con l’invito ad un maggior rigore) fosse di …
Secondo il rapporto di Amnesty International e delle Nazioni Unite, la Svezia deve diventare molto più rigorosa con le persone che violentano sessualmente. Lo studio condotto da Jennifer Heape si è basato sulla disparità tra l’alto tasso di stupri condotto nel Paese, e il basso tasso di condanne.
No Rita, attenzione a non fare confusione fra aspetti completamente diversi fra loro…
Io stavo parlando in quel caso di modalità relazionali. Rimanendo all’interno del mondo occidentale, una donna scandinava è sicuramente più libera e disinvolta di una donna italiana ed è capace di vivere il sesso in modo più sereno e libero.
Ciò detto, quello che volevo evidenziare è che, essendo la Svezia un paese estremamente più ricco dell’Italia, dove praticamente non esiste la povertà (forse l’unico al mondo) e dove più o meno tutti sono garantiti, se una donna si sposa con un italiano, che sia un immigrato o un semplice turista, non lo fa per interesse o per secondi fini (eccezioni a parte che non fanno la regola).
Mi sento invece di affermare con un margine di sicurezza assai ampio che la stragrande maggioranza delle donne provenienti dall’est europeo, o dal sudamerica o da altre aree non sviluppate o disagiate del pianeta, che si sposano con uomini italiani (fenomeno ormai diffusissimo) lo facciano, come si suol dire, per “sistemarsi”.
Ribadisco inoltre che questa storia, a cui fai cenno anche tu, che le donne italiane sarebbero attratte da extracomunitari, mi sembra più che altro una leggenda metropolitana.
Vera è un’altra cosa che ho notato negli ultimi anni e che è speculare (ma in termini decisamente ridotti) a quanto avviene per gli uomini. E cioè che alcune donne, diciamo non particolarmente avvenenti dal punto di vista fisico, tendono a relazionarsi con extracomunitari molto più attraenti dal punto di vista fisico di loro. Le logiche però sono sempre le stesse e non variano di una virgola rispetto a quelle di cui sopra. E’ la donna, in questo caso, che compra, ed è l’uomo che è comprato o che decide di lasciarsi comprare. Come per le donne straniere, in quel caso l’obiettivo è la “sistemazione”, la cittadinanza, l’essere più o meno mantenuti ed accuditi.
Insomma è un fenomeno in parte simile a quello della migrazione sessuale, naturalmente in forma ridotta perchè, come sappiamo, le donne hanno un peso specifico rispetto agli uomini, enormemente superiore. La logica però è sempre quella.
Fabrizio
@ Fabrizio: il fenomeno della migrazione sessuale potrebbe far tornare le cose.
Però continua a non tornare e a stridere il dato della donna libera ed emancipata che vive il sesso in modo sereno e l’alto numero di denunce di violenza sessuale.
Perchè il dato è inequivocabile da qualsiasi punto lo si voglia esaminare: sia che abbiano ragione gli ufficiali di polizia sollecitati ad un maggior rigore, nel catalogare queste donne come dotate di estrema fantasia e confusione, sia al contrario che ci siano maggiori episodi considerati come molestie o violenza.
O gli uomini svedesi e residenti in Svezia non percepiscono il clima di maggior distensione e serenità nelle relazioni sessuali
O le donne svedesi e residenti in Svezia sono mitomani che denunciano a più non posso, e allora non mi pare si possa sostenere che vivono con serenità il sesso.
Oppure?
“Lo studio condotto da Jennifer Heape si è basato sulla disparità tra l’alto tasso di stupri condotto nel Paese, e il basso tasso di condanne.”(Rita)
Capisco il tuo discorso.Il problema, Rita, sai quale è? E’ come fanno a sapere che esiste questo “alto tasso di stupri”? Cioè loro si basano sul fatto che molti stupri, la maggior parte, non verrebbero denunciati. Il problema è però stabilire come fanno a sapere quanti stupri non vengono denunciati. La stessa tiritera la sentiamo in Italia, allorchè sentiamo dire da tv e giornali che “una donna su tre in Italia viene stuprata”(cioè che un terzo dei maschi italiani, 10 milioni, sono stupratori). Già sarebbe arduo difficile stabilire la veridicità di un accusa di uno stupro denunciato, figuriamoci per uno “non denunciato”. Amnesty sta, per caso, nella mente e nella camere da letto di milioni di donne? Boh… Tra l’altro, sai bene, e meglio di me, di quanto le attuali leggi in materia di violenza sessuale e stalking, siano inique e totalmente sbilanciate dalla parte dell’ accusa. Amnesty, che è femminista, ovviamente, su queste cose non ha nulla da dire. Così come non ha nulla da dire per la violazione sistematica dei diritti delle persone recluse per violenza sessuale(isolamenti, pestaggi, pene elevatissime,soppressione del diritto ai benefici carcerari e di sconti di pena, accanimento mediatico e politico nei loro confronti,clima di linciaggio, ecc). Amnesty tace e acconsente. Però in compenso ha poi la sfacciataggine di parlare di “impunità” per il reato più punito, più stra-punito, sulla faccia della terra.
ma qui non si parla di statistiche si parla di denunce vere e proprie: denunce che nell’87% dei casi (giacchè solo il 13% viene ritenuto passibile di prosieguo di indagini) viene scartato dagli ufficiali di polizia, come, tanto per dirla tutta e chiara, falsa o in odore di mitomania. Non lo so.. ora l’unica cosa che mi viene in mente è che molte siano ubriache.
Poi per carità, c’è pure la tiritera che dici tu delle violenze non denunciate tanto che stimano che quelle denunce siano soltanto il 5/10%. Ma questo è un dato di cui non abbiamo e non possiamo avere nessuna conferma, nemmeno oggettiva, giacchè si tratta di proiezioni statistiche su un campione di domande soggettive.
Quello che volevo sottolineare che, continua a non tornarmi, sempre se riesco a spiegarmi
è proprio che in un paese in cui il sesso si vive con una maggior serenità RECIPROCA, che è quello che auspica il movimento, dovrebbe esserci un calo di denunce (parlo propro di denunce).
Il dato è lì: si parla di 3500 stupri denunciati nel 2007, di cui più di 2500 sono immediatamente archiviati come denunce non degne di essere prese in considerazione. La Svezia ha una popolazione pari a quella della Lombardia e, in Italia, se non erro si parlava di 13 denunce per violenze sessuali al giorni pari a nemmeno 5000 casi l’anno.
Poi per carità, magari sono io che da italiana, soffro di inconscia gelosia nei confronti della svedese libera, sorridente e culturalmente ben disposta
Ma non mi pare indicativo di una tendenza a vivere il sesso, nel profondo, in maniera diversa dalle donne di altri paesi, fra cui l’Italia, con tutte le differenze si substrato culturale che si vogliono fare.
@Rita:
“O le donne svedesi e residenti in Svezia sono mitomani che denunciano a più non posso, e allora non mi pare si possa sostenere che vivono con serenità il sesso.”
Mi pare che Fabrizio abbia evidenziato una distinzione fra il bagaglio culturale dei popoli scandinavi e l’attuale clima in quelle società…cmq non vedo la contraddizione che tu esponi in quanto non mi sembra fondata e quell’articolo alquanto strumentale.
Icarus, mi hai bruciato sul tempo…:-)
Naturalmente Rita, non sono un esperto di affari svedesi quindi è ovvio che l’argomento sarebbe da approfondire e da studiare con molta più attenzione. Nè qui vogliamo minimamente ridimensionare il dato gravissimo e inquietante della violenza sessuale (anche perchè, come abbiamo visto, non è certo a senso unico) sul quale è necessario sviluppare una riflessione ad hoc, data la delicatezza del tema.
Tuttavia non possiamo neanche affidarci completamente ad un dato di cui non abbiamo nessuna certezza. Ti ricordo che da questo punto di vista, sono stati e vengono diffusi dati, penso a quello sull’omicidio da parte degli uomini come prima causa di morte per le donne, che forse potrebbero essere attendibili se parlassimo della guerra civile in Rwanda che ha provocato quattro milioni di morti in un paio d’anni…e invece vengono diffusi come se fossero pubblicità della gomma da masticare…
Personalmente penso, senza, ripeto, voler ridimensionare la questione (non vedo poi quali ragioni dovremmo avere per farlo…), che ci sia la necessità di uno studio molto più approfondito. Non mi fido di come vengono fatti tanti sondaggi.
Tendo ad affidarmi molto di più, ad esempio, al dato riportato da Giovanna Botteri sulle violenze sessuali in USA sui minori, e non perché porti acqua al nostro mulino, perché non stiamo facendo una gara a chi è più violento fra i generi… Ma semplicemente perché a riportarlo è una donna, di sinistra, “progressista” e certo non antifemminista, che prima di ufficializzare quella notizia (anche perché è una professionista molto seria) si è certamente ben documentata. Non va certo a rischiare, proprio lei, che vive e lavora nel cuore del salotto perbene, progressista e “politically correct”, di sputtanarsi…Questo è poco ma sicuro.
Sappiamo che molti sondaggi vengono fatti con tecniche e modalità alquanto dubbie. Ad esempio, se a ciascuno/ di noi ponessero la seguente domanda:”Hai mai subito una qualche forma di violenza in famiglia?”. La risposta sarebbe un inequivocabile SI da parte di tutti, perché dimmi chi è che nella vita non ha avuto attriti più o meno violenti con i propri genitori o non si è beccato, spesso ingiustamente, qualche sberla di troppo dal padre o dalla madre. ..
Non solo, quando ero giovane, intorno ai 20 anni, sono stato approcciato in modo molto spesso decisamente ”improprio” da parte di molti omosessuali (oggi allineati e coperti al femminismo e al “politically correct”). Se fossi una persona diversa da quella che sono, meno liberale e meno tollerante, potrei serenamente affermare di aver subito delle molestie da parte di alcuni di loro, certo non gravi, ma di averle comunque subite. Pensa se una donna che fa l’autostop fossa caricata da un automobilista che dopo 5 minuti come se nulla fosse gli mette una mano sulla “patata”, con lei che naturalmente gliela toglie e quello come tutta risposta si ferma e la fa scendere. Oppure se un tizio sull’autobus le strofinasse l’”amico Fitz” sulle natiche. Sono certo che il 90% delle donne griderebbe alla molestia. Ebbene, di questi episodi credo ne siano capitati più o meno a tutti o quasi. Pur avendone vissuti personalmente diversi (da parte di omosessuali) mi guardo bene dal criminalizzare il mondo omosessuale. Non solo, aggiungo che questa forma impropria (e senz’altro a volte molto fastidiosa) di approccio, avveniva proprio perché fino ad una quarantina di anni fa, dobbiamo essere onesti, l’omosessualità era ancora decisamente repressa e non socialmente accettata. E’ evidente quindi che i gay vivessero molto male la loro condizione e che spesso questa sfociasse inevitabilmente anche in modalità relazionali distorte e sbagliate. E’ evidente. E se non fosse un tabù bisognerebbe cominciare ad interrogarsi anche sulle cause che determinano la violenza sessuale senza trincerarsi in modo ottuso, oscurantista e bigotto dietro alla mera condanna, al giustizialismo, al “forcaiolismo”, alla logica dell’occhio per occhio, che certo non dovrebbe appartenere alla sinistra e tanto meno al “politically correct”. E invece, guarda un po’, quando è in ballo il tema della violenza sessuale, proprio i più garantisti diventano più intransigenti degli altri…
Ci torneremo…
Fabrizio
Aggiungo Rita, dopo aver letto il tuo ultimo post, e per oggi fino a questa sera sono costretto a salutarvi, che non ho mai sostenuto che la Svezia sia il paradiso delle relazioni fra i generi. Ho solo detto che ci sono rapporti relativamente (e ho sottolineato, relativamente) più disinvolti (ma già prima, molto prima dell’avvento del femminismo che ha modificato sicuramente in peggio le cose). Peraltro molto meno della Danimarca. Il luogo comune vuole la Svezia patria della dissolutezza. Non è affatto così. Ogni week end ci sono migliaia di svedesi, uomini e donne, che vanno in traghetto a Copenaghen, in Danimarca, paese tradizionalmente molto più disinvolto della Svezia, a ubriacarsi e a fare casino, cosa che in Svezia non gli è consentito…
Fabrizio
grazie: nel frattempo ho trovato anche questo (sempre nell’ottica di chi non capisce e pone semplicemente all’attenzione). Forse qui è O.T. però personalmente, mi pare importante, proprio in relazione a quanto tu riporti più su sul mondo omosessuale. Se le forme di approccio, magari considerate anche come violenza, sono fastidiose ed erano più numerose quando l’omosessualità era repressa e non socialmente accettata, a me pare se ne possa dedurre che forse, anche nei paesi dove le donne hanno modalità relazionali con l’altro sesso più sciolte e disinvolte, la sessualità maschile stessa non è socialmente accettata.
cioè… voglio dire, questo è il Codice Penale Svedese che prevede un reato di “violazione all’integrità fisica della donna come comportamento ripetuto che sia in grado di mettere a repentaglio la sua AUTOSTIMA”
http://www.diritto.it/articoli/penale/parigi.html
A fronte dell’aumento preoccupante dei dati riguardanti le aggressioni è stato introdotto nel 1998 nel codice penale svedese una nuova fattispecie di reato: la grave violazione dell’integrità femminile; così recita il Codice Penale svedese:
“Se un uomo commette certi atti criminali (aggressione, minaccia, molestie sessuali, sfruttamento sessuale ecc.) contro una donna con cui egli è sposato o con la quale egli convive od ha convissuto, deve essere condannato per il reato generico di grave violazione dell’integrità femminile, anzichè per il singolo reato corrispondente all’atto criminoso.”
Presupposto necessario per la condanna è che la violenza sia parte di una comportamento ripetuto di violazione dell’integrità della donna e che sia in grado di mettere seriamente a repentaglio la sua autostima.
La pena va da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 6 anni.
Il riconoscimento della grave violazione dell’integrità femminile può inoltre essere considerata dalle corti come una circostanza aggravante se commessa insieme ad uno degli altri reati menzionati nell’ottica di tenere in considerazione la situazione complessiva dell’abuso nei confronti della donna.
“Hai mai subito una qualche forma di violenza in famiglia?”. ”
Una precisazione. In realtà nei loro sondaggi telefonici non fanno nemmeno una domanda del genere. Fanno una serie di domande e in base alla risposta i sondaggisti ne danno una loro interpretazione. Così è stato fatto il recente “studio” dell ‘Istat sulla violenza domestica. Ad es. fanno una domanda del tipo “suo marito ha mai criticato il suo modo di vestire?” oppure “suo marito ha mai criticato come cucina?” E alla eventuale risposta affermativa, i sondaggisti la segnalano come “Violenza Psicologica”. Altre domande del tipo sono: “ha mai fatto sesso con suo marito senza molta voglia?” E alla riposta affermativa, i sondaggisti la segnalano come STUPRO. E così via. In poche parole allle donne intervistate telefonicamente vengono palesemente attribuite cose che non dicono.Di qui questi numeri così allarmanti, sui “10 milioni di donne italiane vittime di violenza”, ecc
Tra l’altro questi sono sondaggi telefonici su qualche centinaia di donne intervistate.Quindi non capisco che valenza oggettiva e scientifica possano avere simili “indagini” per descrivere la situazione di milioni e milioni di persone
http://www.adiantum.it/public/468-istat–in-italia-la-prima-causa-di-morte-degli-uomini-%C3%A8-per-mano-femminile.asp
E inoltre:
Stop alla Propaganda Terroristica di Dati Falsi e
Mistificati
Con la presente intendiamo attuare un’informazione di contrasto alla propaganda mistificatoria inerente la violenza sulle donne. Evidenziando falsità e manipolazione dei relativi dati statistici, diffusi in maniera sproporzionatamente ridicola – senza alcun riscontro – da parte di Ministri, esponenti parlamentari e sedicenti “esperte”, attraverso un martellamento mediatico senza precedenti
Tale propaganda mira a radicare nell’immaginario collettivo l’idea di un ambiente domestico scenario di delitti e terribili violenze, dove vittima è sempre e solo la donna mentre il carnefice è esclusivamente di sesso maschile.
Vengono svelate cifre inquietanti quanto sospette: oltre sei milioni (qualcuno ha sparato 14 milioni) di donne hanno subito violenza da parte di un partner o altro familiare, di cui la metà stuprate. Sulla base di dati statistici pubblicati dall’Istat, dietro incarico della Ministra per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini. La quale ha potuto disporre di un finanziamento doppio per il suo dicastero rispetto a quanto previsto per il suo predecessore. Leggendo tali dati sul sito dell’Istituto si scopre che altro non sono che .proiezioni statistiche dei risultati scaturenti da un sondaggio telefonico effettuato lo scorso anno su 25.000 abbonate (v. http://www.istat.it),
La nota metodologica del sondaggio chiarisce che le domande poste alle intervistate evitano volutamente riferimenti espliciti alla violenza fisica o sessuale, ma invitano le stesse a “descrivere concretamente atti e/o comportamenti in modo di rendere più facile alle donne aprirsi”. Ciò per evitare unasottostima del fenomeno, “[...] sottostima che può essere determinata anche dal fatto che a volte le donne non riescono a riconoscersi come vittime e non hanno maturato una consapevolezza riguardo alle violenze subite”. Non sono quindi le donne intervistate ad aver denunciato violenze subite, bensì le loro descrizioni sono poi state catalogate in varie fattispecie di “violenza.
Cosicché l’attenzione sessuale diventa molestia, l’esercizio del dovere coniugale dal parte del partner diventa stupro, un banale litigio diventa violenza fisica, una critica al vestito o alla pettinatura é considerata violenza psicologica, un blando rifiuto diventa limitazione della libertà personale, la necessità di chiarire situazioni ambigue diventa violazione della privacy, la richiesta di una equa distribuzione delle risorse familiari diventa ricatto economico.
I dati del sondaggio assunti come scientifici – ripetiamo: 25.000 interviste telefoniche “guidate”– oltreché proiettarsi riversati statisticamente sull’intera popolazione femminile italiana di età 16-59 anni, sono costruiti in funzione esclusiva di uno spettacolare allarmismo, e dunque sottratti al rigore della prova dei fatti. Tale metodologia è già stata adottata nel decennio scorso in altri Paesi Europei ed occidentali, e fortemente contestata da femministe storiche dotate di un certo spessore intellettuale (ad es. Francia: vedi Elisabeth Badinter – Il percorso sbagliato).
Consola il fatto che l’Assemblea ONU, pur avendo decretato il 25 novembre come giornata contro la violenza alle donne già dal 2001, lo scorso anno ha “preso nota” ma di fatto rigettato l’ultimo rapporto sulle violenze domestiche contro le donne presentato dall’uscente Segretario, poiché quanto contenuto risultava outrageously inaccurate, contrived, manipulated and most distinctly dangerous, come riportato dalla stampa statunitense
La Ministra, ed altri esponenti del Governo e dell’Opposizione Parlamentare, oltre a propinarci dati mistificati, azzarda anche impressionanti confronti: la violenza domestica sarebbe la causa principale di decessi ed invalidità, prima del cancro e degli incidenti automobilistici.
Auspichiamo che la ventilata riduzione del numero di ministri la coinvolga, stante la sua imperizia a documentarsi: i delitti familiari che registrano una donna come vittima ad opera di un familiare si contano annualmente in numero di 60 a fronte di oltre 10.400 decessi femminili conseguenti malattie cancerogene (per un totale di oltre 18.000 considerate tutte le patologie – v. Istituto Superiore di Sanità) e 600 per incidenti stradali.
Al tempo stesso si tace della violenza femminile e materna: le cronache ci forniscono amari resoconti di omicidio, uxoricidio ed infanticidio, oltreché della partecipazione ad episodi di abuso sessuale che attestano il medesimo potenziale di brutalità. Anche se allo stesso reato si conferisce raramente un carattere penale quando a commetterlo sono delle donne: ciò mette in pericolo l’immagine che hanno di se stesse, e si tende a giustificarle – talora a legittimarle – con argomenti che rasentano il grottesco.
Le sottaciute inchieste europee informano che il 10% delle violenze domestiche sono rappresentate da mogli che picchiano i mariti. Al punto che la Germania da qualche anno ha inaugurato due rifugi per uomini vittime di percosse, ed altrettanto stanno facendo Spagna e Belgio.
In Italia l’unica indagine esistente è stata effettuata dalla scrivente GESEF su un campione di genitori che si sono rivolti alle sue strutture per aiuto e supporto . Attesta che nell’ambito del conflitto separativo un marito su tre è fatto oggetto di denunce per abuso sessuale sui figli o sulla partner, finalizzate ad allontanarlo definitivamente dai figli. Denunce che risultano sistematicamente false, ma la cui prassi giudiziaria provoca conseguenze devastanti sia sul piano psicologico che economico degli accusati. Rileva altresì che oltre il 50% dei mariti ha subito violenze fisiche di varia natura ed entità.
Analoga percentuale si rileva da imponenti studi effettuati negli USA ed altri Paesi anglosassoni: le violenze domestiche sono agite e subite in maniera paritaria tra uomini e donne, anche se queste ultime eccellono per violenza psicologica e provocatoria.
In tutto il mondo infanticidio e figlicidio restano primato assoluto delle donne.
La Ministra Pollastrini, titolare di un dicastero definito appunto Pari Opportunità, non si è però mai posta lo scrupolo di richiedere all’Istat analoga ricerca concernente l’eventuale violenza subita dagli uomini.
La manifestazione organizzata nella vigilia della giornata preposta dall’ONU, alla luce di siffatte statistiche induce qualche dubbio, poi confermato dagli avvenimenti
Infatti la frangia separatista del femminismo nostrano che ha organizzato l’evento, impossessandosi della tematica “violenza alle donne” l’ha trasformata in violenza maschile alle donne, tappezzando le strade di Roma con manifesti diffamatori contro gli uomini
Gli slogans esibiti ed urlati durante il corteo sono stati una fiorescenza della colorata cialtroneria veterofemminista anni ’70, come qualcuno ha poi scritto. Cui si è aggiunta una vera e propria offensiva misandrica di regime per imporre l’idea che qualunque uomo che si muove tra le pareti domestiche è un potenziale assassino
Viene chiamata in causa non la violenza esercitata da singoli delinquenti, ma quella collettiva che pervaderebbe culturalmente l’intera popolazione maschile.
Una manifestazione, dunque, contro gli uomini e contro la famiglia. Scivolando infine nell’antipolitica, come insulti e aggressioni a giornalisti, deputate e ministre ci hanno mostrato, confermando il dispotismo delle femministe che manifestavano contro la violenza alle donne.
La violenza più subdola sta nella loro campagna di discriminazione e criminalizzazione aprioristica. Mirata a far digerire normative e prassi giudiziarie limitanti la libertà individuale, che decretano il definitivo ritorno alla presunzione di colpevolezza ed al processo inquisitorio. Il cui scopo è quello di porre ciascun uomo – anche delle future generazioni – in una condizione di sudditanza psicologica, emotiva e morale di fronte al potere indiscutibile della percezioni femminile, in base alla quale viene definita la liceità o meno di qualunque comportamento maschile. Condizione che –stante l’assenza di contraddittorio e possibilità di difesa – induce alla disperazione i soggetti più deboli e ne fomenta risposte incontrollate e brutali.
La recente approvazione di uno stanziamento di € 20.000.000 (soldi dei contribuenti perlopiù uomini) per contrastare la violenza sulle donne è parte integrante del progetto. Il fondo è destinato a finanziare i gruppi femministi (centri antiviolenza, comitati pari opportunità, ecc) da cui è partito il parossistico allarme sociale appositamente ingegnato e la conseguente manifestazione nazionale del 24 novembre scorso.
Ma suona come un oltraggio a fronte delle problematiche che le famiglie italiane – afflitte dal caro vita, dal caro mutui, dal precariato, dalla carenza di asili nido e dalla insicurezza urbana – si trovano ad affrontare.
La violenza non ha sesso: si combatte attraverso l’equilibrata e puntuale applicazione delle norme vigenti, interventi preventivi adeguati che riconoscano le problematiche di entrambe le parti in conflitto, dialogo e confronto culturale.
L’arma della colpevolizzazione, umiliazione e vilipendio dell’intero genere maschile non vi pone alcun rimedio: è finalizzata invece ad alimentare l’odio sociale, la guerra tra i sessi, l’insicurezza delle donne da poter così convogliare sotto la “tutela” di avvocate e psicologhe dei centri antiviolenza, l’annichilimento degli uomini da “rieducare”, l’isolamento affettivo degli individui.
Un’arma funzionale solo all’affermazione del potere politico-burocratico-istituzionale e l’ottenimento di maggiori finanziamenti pubblici da parte di una esigua ma influentissima schiera di militanti, spinte da torpori di rivalsa distruttiva. Che sfruttano abilmente debolezze ed avidità delle donne – fregandosene altamente delle loro reali sofferenze – per dirigere la società verso il definitivo sfacelo delle relazioni uomo-donna, e di conseguenza della famiglia così come storicamente intesa.
Ringraziamo i giornalisti, le deputate. le ministre – cui esprimiamo la nostra solidarietà – vittime della aggressione femminista, che inconsapevolmente con la loro presenza hanno sturato la rabbiosa esaltazione delle organizzatrici del corteo. In pochi secondi le immagini diffuse dai media hanno testimoniato agli italiane (donne e uomini) quanto noi conosciamo per esperienza diretta e divulghiamo da tempo.
Auspichiamo pertanto una nuova fase di impegno istituzionale – più sensbile e collaborativo verso tutte le espressioni dell’associazionismo – orientato a liberare la nostra società da questa cappa di odio sessista, per ricostruire la relazione uomo/donna all’insegna del reciproco rispetto e valorizzazione dei ruoli sociali e familiari, nell’uguaglianza dei poteri e delle responsabilità.
Per restituire dignità ad entrambi i Generi, alla Famiglia ed ai nostri Figli.
Elvia Ficarra
Responsabile Osservatorio Famiglie Separate – Gesef
“denunce che nell’87% dei casi (giacchè solo il 13% viene ritenuto passibile di prosieguo di indagini) viene scartato dagli ufficiali di polizia, come, tanto per dirla tutta e chiara, falsa o in odore di mitomania. Non lo so.. ora l’unica cosa che mi viene in mente è che molte siano ubriache.”(Rita)
Rita, ripeto, ho capito ciò che vuoi dire, però come tu stessa saprai meglio di me, oltre ai veri casi di stupri, vi sono anche i casi di falsi stupri che come sai non sono per nulla casi singoli,ma una vera e propria consuetudine. Come ben sai, le false accuse di stupro e di molestia vengono fatti per motivi strumentali(in contenziosi di separazione e divorzio) e per vendetta, come spesso hanno denunciato vari magistrati sia italiani sia spagnoli(mi ricordo che alcuni giorni fa, ci segnalasti sul forum le dichiarazioni di un giudice spagnolo in merito alle false accuse):
http://www.metromaschile.it/forum/dialoghi-sulla-qm/nazi-femminismo-in-spagna-denunciato-da-donne-giuriste/msg15438/#msg15438
Oppure queste famose dichiarazioni di questa magistrata che da tempo sappiamo
http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/2009/02/il-pm-carmen-pugliese-svela-la-verita.html
“O gli uomini svedesi e residenti in Svezia non percepiscono il clima di maggior distensione e serenità nelle relazioni sessuali
O le donne svedesi e residenti in Svezia sono mitomani che denunciano a più non posso, e allora non mi pare si possa sostenere che vivono con serenità il sesso.”(Rita)
Non vedo contraddizione tra ciò che dici tu e quello che dice Fabrizio. Gli uomini svedesi sono sfiduciati nei confronti delle loro donne perchè sanno che esse hanno il coltello dalla parte del manico in virtù delle leggi iperfemministe in quel paese, soprattutto sanno che loro in ambito matrimoniale le loro donne non sono fedeli,però sanno anche, e qui ciò che voleva dire Fabrizio, che da loro possono trovare un pò più di possibilità al sesso con le loro donne rispetto a quanto non riescono a trovare gli uomini italiani con le loro donne. Poi ci sarà anche un fascino della diversità, come giustamente tu dici, però è anche vero che nei paesi scandinavi e nordici, vi sono meno inibizioni nel proporsi sessualmente. Quindi non ci vedo contraddizione tra ciò che dici tu e quello che dice fabrizio, proprio perchè stavate parlando di due aspetti diversi: tu della situazione femminista in Svezia e quindi della conseguente sfiducia degli uomini svedesi, Fabrizio, invece, della disinvoltura sessuale delle donne svedesi.
In Danimarca c’era il principe Amleto, scritto da William Shakespeare tra il 1600 e il 1602 circa:
AMLETO: Ah, ah! Ma sei onesta, tu?
OFELIA: Signore?
AMLETO: Sei bella?
OFELIA: Che volete dire?
AMLETO: Che se sei onesta e bella, la tua onestà non dovrebbe permettere commerci con la tua bellezza.
OFELIA: Perché, mio signore, la bellezza può forse avere commerci migliori che con l’onestà?
AMLETO: Certo, perché la forza della bellezza fa prima a trasformare l’onestà da quello che è in una bagascia, che non la forza dell’onestà a tradurre la bellezza in qualcosa che le assomigli. Questo una volta era un paradosso, ma oggi i tempi lo hanno dimostrato. Ti ho amata, un tempo.
OFELIA: Davvero, mio signore, voi me lo faceste pensare.
AMLETO: Hai fatto male a credermi; la virtù non si può innestare sul nostro ceppo fino a farci dimenticare il vecchio sapore. Non ti ho amata.
OFELIA: Tanto più mi sono ingannata.
AMLETO: Vai in un convento. Perché vuoi mettere al mondo dei peccatori? Io stesso sono discretamente onesto, e tuttavia potrei accusarmi di cose tali che sarebbe stato meglio se mia madre non mi avesse generato. Sono molto orgoglioso, vendicativo, ambizioso, con più malefatte in attesa di uscire che pensieri da far entrare, fantasia per dar loro forma, o tempo per porli in atto. Cosa fanno i tipi come me, che strisciano tra la terra e il cielo? Siamo dei furfanti matricolati tutti quanti, non credere a nessuno di noi. Vattene in un convento. Dov’è tuo padre?
OFELIA: A casa, mio signore.
AMLETO: Rinchiudetecelo, che non possa fare lo scemo altro che a casa sua. Addio.
OFELIA: Oh cielo pietoso, aiutalo.
AMLETO: Se ti sposi, ti darò come dote questa piaga: anche se sarai casta come il ghiaccio, pura come la neve, non sfuggirai alla calunnia. Vattene in un convento, addio. Ma se poi vorrai sposarti per forza, sposa un idiota; perché gli uomini assennati lo sanno bene che mostri li fate diventare. In un convento, va’ – e subito, anche. Addio.
OFELIA: Poteri celesti, risanatelo.
AMLETO: So tutto delle vostre pitture. Iddio vi ha dato una faccia e voi ve ne fate un’altra. Ancheggiate e sculettate, e parlate con la lisca, date nomignoli alle creature di Dio, e sfoggiate la sfrontatezza dell’ignoranza. Vattene, ne ho abbastanza di te, mi fai diventare matto!
no Icarus ho capito che vuoi dire.
Evidentemente sono io che non mi sono spiegata bene o non riesco a spiegarmi.
Io volevo semplicemente dire che se nei paesi scandinavi (qui è la Svezia, ora sulla Danimarca non so) il sistema delle false denunce per stupro ad uso strumentale e per vendetta è uguale o addirittura superiore a quello dell’Italia o della Spagna, non vedo alcuna differenza nel modo di vivere o meglio di “utilizzare” il sesso.
Ma anche se non fossero denunce strumentali, ma semplicemente “ripensamenti” di donne che magari la sera prima hanno gioiosamente ludicamente fatto sesso dopo aver sorriso ed approcciato un uomo per strada, non indicherebbero una convinzione così profonda e fatta propria del sesso ludico.
Ripeto, sono andata forse O.T. e me ne scuso.
Sì, Rita, ho capito. E ripeto non vedo contraddizioni: un aspetto è la disponibilità sessuale e il proporsi, un altro aspetto è la lealtà verso l’ex partner senza ricorrere a mezzi meschini e disonesti quale quello delle false accuse di violenza sessuale e/o maltrattamenti.. Certo è che la presente cultura femminista e la conseguente legislazione in materia incoraggia fortemente a gridare alla “molestia” in modo del tutto strumentale e disonesto. E questo a prescindere se le donne si concedono/propongono o meno.
Le scandinave, per fare sesso ( in realta’ una sorta di attivita’ igienica ) , hanno bisogno di alcool, altro che essere disinibite. Questo si che ‘e uno dei miti piu’ irreali dell’immaginario maschile, quello delle bionde valchirie assatanate.
E quando si riprendono dalla sbornia, da buone ipocrite protestanti, vogliono salvare la faccia. Ecco le denunce.
Infatti, se fosse cosi’ soddisfacente e frequente il sesso , in quelle lande le denunce per violenza sarebbero sconosciute.
Invece no. Rita ha ben colto una insanabile contraddizione
@ Rita – Ma anche se non fossero denunce strumentali, ma semplicemente “ripensamenti” di donne che magari la sera prima hanno gioiosamente ludicamente fatto sesso dopo aver sorriso ed approcciato un uomo per strada, non indicherebbero una convinzione così profonda e fatta propria del sesso ludico.
>>
Brava… Eccezioni a parte, alle donne non frega una cippa del sesso ludico; e tu, da donna quale sei, lo sai bene. Altrimenti, oggigiorno, se le esponenti del sesso femminile fossero veramente interessate a tali pratiche, si proporrebbero esse stesse, spontaneamente e gratuitamente, senza problemi di sorta. Non ci sarebbe bisogno di stimolarle, perché tale ipotetica pulsione non sarebbe più frenata dalle regole sociali di un tempo.
Se, invece, ciò non accade è perché, purtroppo per gli uomini, le donne sono interessate a un altro genere di sesso.
Alle donne non frega niente del sesso ludico perché non troppo convinte della loro sessualità, vedono nel maschio il vero sesso, e non vogliono perderci, quindi sesso in cambio di qualcosa di conveniente come per esempio dei privilegi.
Ribadisco, a scanso di equivoci e/o fraintendimenti, che nessuno ha mai pensato di prendere la Scandinavia come modello di chissà cosa.
Peraltro da tempo non credo proprio più al concetto stesso di “modello”. L’ho citato come esempio solo per dire (e questo è innegabile) che nell’ambito del mondo occidentale quelli sono i paesi dove le donne vivono la sessualità in modo relativamente più libero. Sicuramente molto più libero delle donne nostrane.
Poi ci sono altre aree del mondo, penso all’Africa, all’area caraibica e agli arcipelaghi del Pacifico dove il sesso (mercificazione a parte che ormai c’è in tutto il mondo) è vissuto ed era vissuto (soprattutto nei tempi ormai trascorsi) in modo assolutamente più libero e naturale.
Quindi torniamo al solito discorso. E’ vero e non c’è dubbio che donne e uomini hanno una diversa ontologia ma è pur vero che la cultura, il contesto, e molto spesso anche la natura e il clima possono modificare radicalmente gli usi e i costumi.
Montesquieu nel suo “Esprit de Lois” elaborò la famosa teoria dei climi. Sostenne cioè, e a ragione, che le diverse condizioni climatiche e i diversi contesti naturali avevano avuto un peso determinante nello sviluppo delle società civili e della cultura. Lo stesso Montesquieu sosteneva che il processo di industrializzazione, e quindi il capitalismo, non avrebbe mai potuto nascere e svilupparsi ai Caraibi o nell’Africa sub sahariana dove ci sono 45 gradi all’ombra e il 90% di umidità. Stesso concetto sosteneva per le religioni.
A mio parere la stessa teoria può assolutamente essere applicata alla sessualità. Ma ve l’immaginate una fanciulla di Tahiti dei bei tempi che furono o una ragazza caraibica che fanno le ritrose? Sarebbero del tutto innaturali…Pensate al mare, al sole, al caldo, alla musica, alla rilassatezza dei costumi (data anche dal clima, ovviamente) all’allegria di quei popoli. Ma secondo voi, in quel contesto, potevano mai attecchire religioni oppressive e mortificanti del piacere sessuale e della gioia di vivere, cattolica, protestante, ebraica o musulmana che fossero?…La risposta è ovvia ed è NO.
Quindi è sbagliato contrapporre l’una contro l’altra la natura e la cultura come se fossero due cose del tutto separate e inconciliabili. Cerco di spiegarlo ormai da un bel po’ di tempo, con scarso successo devo dire, per lo meno a molti degli utenti, guarda caso quelli appartenenti ad un orientamento culturale e politico tendenzialmente, diciamo, più conservatore e/o tradizionalista…
Perché per essi, dobbiamo essere onesti, questa contrapposizione serve a sostenere strumentalmente l’immutabilità di tutte le cose, ed è ovvio che questo atteggiamento diventa di fatto una schema ideologico in nulla differente da qualsiasi altra forma di integralismo.
La realtà delle cose ci dice che natura e cultura si trasformano così come si trasformano gli esseri umani relativamente sani di mente. Ciò significa che è possibile cambiare la realtà, e non solamente sulla base di una opzione volontaristica e quindi ideologica (il che sarebbe una forzatura) ma proprio perché questa trasformazione è nell’ordine naturale delle cose; nell’ontologia stessa dell’essere, cioè il DIVENIRE.
Ciò significa che è profondamente errato contrapporre la Natura e l’Essere da una parte, nella loro presunta immutabilità, e la Cultura, dall’altra, nella sua mutabilità.
E questa, caro Marmocchio, non è una paccottiglia psicosociologica postsessantottina, come la chiami tu (sto ironizzando, eh, sia chiaro…), ma filosofia, sulla quale naturalmente ci si può dividere.
Quindi, nessuno nega che le donne scandinave vivano in maniera contraddittoria la sessualità a causa del retaggio delle loro origini protestanti. Pensate se non avessero avuto sul groppone quel carico da undici come lo vivrebbero. E nonostante tutto, nonostante il Calvinismo che le ha attanagliate per secoli sono riusciti ad evolversi. Di certo molto di più delle donne italiane…
E allora, se permetti, molto meglio qualche ex protestante un po’ brilla rispetto a tante sobrie false cattoliche, che poi sono quelle che ci sposiamo (non io…)…
Fabrizio
Mea culpa se ti ho fatto ripetere cose già dette.
Me ne assumo la responsabilità. Però ci si chiarisce di più e si dipana di più il filo e si sciolgono i nodi.
Io credo che oltre ad esserci una differenza ormonale di desiderio, (probabilmente fisiologicamente vera almeno nella media se è vero che il testosterone è detto l’ormone del desiderio) esista una differenza di necessità di autostima: e questo, forse, è l’unico fattore culturale modificabile che puo’ far avvicinare o allontanare i sessi nelle modalità relazionali. Regolare l’autostima di entrambi.
A me quell’articolo del Codice Penale svedese recentemente introdotto che parla di “lesa autostima” mi fa venire questo pensiero.
E allora mi chiedo anche il perchè il femminismo ha attecchito prima e con più veemenza nei paesi dove già stava scemando o si stava attenuando l’idea religiosa. E viceversa il cattolicesimo e la religione stanno attecchendo nei paesi del Sudamerica e Centramerica.
Doris Lessing parlava di nuova religione nella sua critica al femminismo. In un senso o nell’altro mi sembra che entrambi, religione e tradizione da una parte e femminismo dall’altra fungano come una specie di manopola dell’autostima dei sessi che girata in un senso o nell’altro non li fa mai entrare in sintonia. Aumentando la percezione dell’autostima di uno o dell’altro.
Chi mi conosce sa quanto non apprezzi le donne italiane ( in generale, ovviamente). ma le scandinave e anche le statunitensi, sono peggio. Apparentemente libere, sono in realta’ incapaci di vivere il sesso se non come pratica ” sportiva” o igienica “.
Coinvolgimento , scarso. Non ce la fanno.
Le donne USA poi sono venalissime e conflittuali.
In breve : nulla di buono da quelle lande, ne ora, ne nel futuro.
Infatti la follia femminista prospera in quelle nazioni.
Sposarsi ? non le nostre, ma le nordiche tanto meno.
Oltre a non essere di nessuna utilita’ in casa , dopo qualche anno vanno ad alcool o antidepressivi. Meglio di no.
Sul divenire e l’essere certo che non e’ paccottiglia, anzi.
ma l’evoluzione fisica richiede tempi lunghi, non certo pochi decenni. L’evoluzione culturale e’ piu’ rapida e nessuno ne nega l’importanza, ma neanche si puo’ negare il fatto che la natura puo’ esistere senza la cultura. Non puo’ invece avvenire il contrario.
Ed e’ proprio il dato naturale dell’asimmetria ormonale che determina il diverso atteggiamento femminile.
Inoltre , anche il dato culturale ci penalizza : oltre al “vantaggio” naturale, la donna ha oggi anche tutte le opzioni culturali.
Perche’ mai dovrebbe rinunciarci ?
basta vedere il discorso su maternita’ e aborto : non cedono di un millimetro
L’amara verita’ ed’ che noi uomini siamo sotto 2 -0 e dobbiamo attaccare, rischiando il contropiede.
Ci vorra’ molta forza, e’ inutile illudersi. Nessun dialogo ha mai risolto una sola questione di potere, e il potere, come ben sappiamo, alle donne piace molto
La mia opinione, ma soprattutto la mia sensazione profonda, caro Marmocchio, te lo dico in tutta sincerità, è che nel tuo approccio alla questione non ci sia nulla di costruttivo. Ripeti sistematicamente una serie di luoghi comuni (anche in parte veri, sia chiaro), senza però arrivare a nessuna considerazione che possa essere di una qualche utilità alla costruzione di un progetto che abbia delle gambe concrete. Quello che noi stiamo cercando pazientemente di fare qui.
“Relazione natura-cultura”, “asimmetria ormonale” (su questi temi abbiamo speso fiumi di parole per anni e tu ce li vorresti risolvere in tre battute, tre…) le donne italiane, quelle scandinave, quelle americane, le une si ubriacano, le altre si impasticcano, quelle altre non sanno cucinare…Poi l’approccio sbagliato di Barnard, il tuo invece vincente da vecchio lupo di mare che la sa lunga…
Ma che cosa ci facciamo con questa paccottiglia? Ma quale utilità possono avere discorsi di questo genere? A chi giovano? A noi no di certo, al sito tanto meno. Se tutti i commenti sul blog fossero sulla falsariga dei tuoi ci prenderebbero per un circolo di vecchi machos decaduti e attempati stile playboy riminesi anni ’50 nostalgici dei bei tempi che furono (mi viene da ridere…)…
Questo blog non è uno sfogatoio personale, è ora che si cominci a capirlo, ma lo strumento di un gruppo di uomini che si sta dando una progettualità. Abbiamo delle priorità troppo importanti per rischiare di inficiare il tutto con degli scivoloni su qualche buccia di banana.
Scusa ma come sai non recito la parte del moderatore tradizionale ed esprimo la mia opinione come tutti.
Nelle tue posizioni c’è solo distruttività e nessun intento costruttivo. Luoghi comuni ripetuti, stereotipi, neanche un abbozzo di analisi.
Se penso che LukeCage se l’è presa per l’intervento di Armando sull’aborto (comunque un intervento lucido, analitico e costruttivo, anche se non condivisibile), allora con te cosa si dovrebbe fare…mah…
Vedi tu…
Fabrizio
.
Figurati Rita, in realtà stavo rispondendo al Marmocchio…
Nessun “mea culpa”. Non lo dire neanche per scherzo. Su questo sito il senso di colpa è stato gettato alle ortiche…e per sempre!…
Fabrizio
Siccome sono emerse varie posizioni sul tema” Svezia e svedesi”, direi che la cosa migliore è “studiare” sul posto il fenomeno. Proporrei, di conseguenza, agli aderenti/simpatizzanti di UB di organizzare una trasferta di gruppo, aperta, oltre che naturalmente a Rita, anche a tutte le donne, anche perchè mi risulta che alle italiane non dispiaccia la bellezza maschile nordica. Unico requisito per le gentili donzelle è che ognuno si paghi il suo, niente cavalieri serventi che sono così di moda nel Belpaese. Fabrizio incomincia a raccogliere le adesioni e a fissare la data di partenza:-)
Tra gli uomini biblicamente conosciuti, il più lontano è nato e cresciuto a 70 km dal mio luogo di residenza.
Il mio raggio d’azione quindi è stato notevolmente limitato e non sento il bisogno di ampliarlo.
Vengo volentieri a scopo turistico/storico/scientifico. E diro’ di più oltre alla mia parte sono disposta anche a pagarvi gli inevitabili (nel mio caso) servizi aggiuntivi, quali traduzioni (parlo solo italiano e piemontese) e recupero ove mi smarrisca (… succederà succederà, conosco i miei limiti d’orientamento)
Qui ci mancano le faccine …
@ Fabrizio : hai perfettamente ragione. Inutile scrivere quando si hanno verita’ precostituite, al di fuori delle quali tutto il resto e’ ” luogo comune”.
Non sto neanche a spiegare le basi scientifiche delle mie argomentazioni. Non occupero’ piu’ la minima porzione del tuo spazio. Perfettamente inutile.
saluti
:::::::::::::INTERVALLO:::::::::::
Se solo per un attimo prendessimo realmente coscienza della MORTE, di questa nostra effimera esistenza, schiavizzata quotidianamente dalla società in cui viviamo sin dalla nascita, probabilmente ci trasferiremmo tutti in qualche località dove non ci sia altro che mare, sole tutto l’anno, amici, sesso, dormire e qualcosa da mangiare..
::::::::::FINE::INTERVALLO:::::::
@Damien..e aprilo un blog per gente che anela a un certo tipo di consapevolezza…sarebbe un punto d’incontro ideale per molte persone che non hanno abbastanza spirito competitivo e adeguate ambizioni..come me. Resto in attesa..
Una grande tristezza nel leggere il “saggio” di Barnard, una grande tristezza mi induce a scrivere qui, agli uomini beta.
Se semplicemente gli esseri umani, uomini e donne, avessero l’umiltà di porsi gli uni agli altri con il RISPETTO, quello vero e non solo frutto di lettere messe insieme a formare questa parola, se ci si ponesse gli uni agli altri con la leggerezza, l’interesse, la curiosità vera verso l’ESSERE non ci sarebbe bisogno di questo sito, non si avrebbe bisogno di trovare il caprio espiatorio per sfogare le proprie frustrazioni.
Perchè solo di frustrazioni personali qui si tratta. Mi dispiace esprimere un concetto così semplice e banale. Ma così è. Ognuno le proprie frustrazioni. Barnard per primo.
Ti ringraziamo, cara Impavida, per la tua analisi così approfondita e ricca di spunti di riflessione…Sapremo farne tesoro…
Anche io sono giunto ad una conclusione, come te del resto. E cioè che se al mondo fossimo tutti fratelli, ci amassimo l’un con l’altro e non ci fossero diseguaglianze, ingiustizie, sfruttamento, oppressione, guerre, colonialismo, razzismo, sessismo, miseria, violenza, sopraffazione e quant’altro, non ci sarebbe neanche bisogno della politica…
L’ho scoperto proprio ora, grazie alle tue parole.
Ma forse sono solo frustrazioni del sottoscritto, degno compare di Barnard…D’altronde chi va con lo zoppo impara a zoppicare, non va certo sulla luna…
Fabrizio
Impavida:
“Perchè solo di frustrazioni personali qui si tratta. Mi dispiace esprimere un concetto così semplice e banale. Ma così è. Ognuno le proprie frustrazioni.”
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Naturalmente.
Analisi ineccepibile, non c’è che dire.
Senti un po’, cosa ne pensi delle frustrazioni di queste tipe qui?
http://antifeminist.altervista.org/risorse/citazioni_femministe.htm
imp AVIDA: una grande frustrazione ti spinge a scrivere qui, se Avida, e se gli uomini non pagano più sai che frustrazione.
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Frustrazione è legittima: non ci si può neanche lamentare in questo mondo?
Oggi un mio amico mi ha detto: tu rinascerai donna e brutta.
Caro Fabrizio, facile e scontato sarcarsmo il tuo. D’altronde ovvia la risposta ad un semplice ragionamento al quale purtroppo, nel delirio invasante della ricerca di chissà quali teorie ricercare pur di nascondere il vostro maschilismo celato dietro a tutta questa retorica.
Non sono assolutamente una femminista, anzi, e sono sempre più convinta che se i ruoli fossero rispettati, se voi uomini foste davvero in grado di fare gli UOMINI e non ci voleste a tutti i costi cedere, solo ed unicamente per vostro comodo, ruoli che comunque vi appartengono, già da questo credo si ricreerebbe quell’equilibio e quel rispetto famoso che purtroppo, e qui mi ripeto, non esiste. Più.
Sono dispiaciuta di leggere tanto rancore, tanto livore. Permettimi una domanda rivolta a tutti quanti coloro che qui “sentenziano”: ma quali donne avete incontrato per farvi “ridurre” così? Scusami ma davvero me lo chiedo…
P.s. per Leonardo. Non sono abituata a farmi pagare dagli uomini, anche se, a volte, qualcuno si sarebbe meritato un bel conticino da saldare, non tutti siete “anime belle”…fidati.
@IM_pAvida:
facciamo finta che tu abbia scritto cose sensate.
Hai scritto, testualmente :
“se i ruoli fossero rispettati, se voi uomini foste davvero in grado di fare gli UOMINI e non ci voleste a tutti i costi cedere, solo ed unicamente per vostro comodo, ruoli che comunque vi appartengono, già da questo credo si ricreerebbe quell’equilibio e quel rispetto famoso che purtroppo, e qui mi ripeto, non esiste. Più.”
Quali sono i ruoli che appartengono agli uomini secondo te ?
Silver, sono andata ora al link che mi hai suggerito. Purtroppo non ho letto che poche righe. Mi sono bastate. Sono schifata. Non son queste le donne. Fidati. Non sono queste.
Caro Luke,
dal momento che ritieni io non abbia scritto cose sensate, perchè approfondire? Non apprezzo chi finge. Non apprezzo chi sentenzia.
Scusami.
Se è per questo, cara Impavida, neanche tutti gli uomini sono maschilisti, sessisti, oppressori, violenti, stupratori, sopraffattori e guerrafondai…
Eppure, ad ascoltare il luogo comune e la vulgata corrente sembrerebbe proprio il contrario. E anche tu non sembri discostarti di molto da questi luoghi comuni dal momento che il tuo approccio nei nostri confronti è stato di una aggressività e di un disprezzo neanche tanto mal celati.
Pensa se il sottoscritto o chiunque di noi avesse approcciato ad un sito femminile o femminista con le tue stesse parole e il tuo stesso atteggiamento…Quale sarebbe stata la reazione secondo te? Pensaci…
Comunque ti ringraziamo di essere fra noi e di partecipare al dibattito. E non lo sto dicendo per ragioni formali ma perchè spesso è accaduto che un approccio inizialmente conflittuale si sia trasformato in un dialogo positivo e costruttivo.
Fabrizio
Caro Fabrizio,
la mia risposta forse ti sarà sembrata nei termini da te descritti, ma altro non è stata che una reazione viscerale al tuo sarcarsmo. Il mio primo commento ti assicuro è dettato dal cuore e dalla tristezza ripeto, di leggere come tanta frustrazione finisca per fare di ogni individuo un “fascio”. E questo nostro carteggio, come puoi ben comprendere tu stesso, ne è purtroppo l’amara conseguenza…
Sono comunque io a ringraziarti per l’ospitalità nel vostro sito.
“Non sono donne” dice IM-pAvida. Sono pienamente d’accordo. Peccato che non c’è donna che parli in pubblico che non dica esattamente queste cose citate nel link che ha sconvolto IM_pAvida. E peccato che quelle che non parlano se ne guardino bene dallo smentirle per es. riempiendo di proteste le rubriche dei giornali o delle riviste magari femminili: mai sentito un intervento delle “donne del silenzio” che almeno una volta abbiano scritto una lettera contro questa infame cultura del pestaggio morale antimaschile. Peccato perchè così stando le cose, non si può più parlare di casi personali di un femminile in guerra col maschile ma minoritario, ma del pensiero e dell’atteggiamento verso il maschile di donne che, fino a prova del contrario, parlano a nome di tutte le donne. E’ questo orizzonte compatto, senza discontinuità apprezzabili, e quindi concentrazionario, di false accuse al genere maschile che del malebashing fa un fatto storico-politico, imputabile al genere femminile tutto, con la sua intera gravissima oggettiva responsabilità di una ideologia che mira a distruggere l’autostima soprattutto di intere generazioni di minorenni maschi e femmine. E ahimè ci è riuscito. E’ inutile cercare “ragioni personali” a ulteriore pratica di denigrazione di chi si oppone a questa devastazione e si preoccupa che i propri figli, le generazioni future, non siano precipitate nell’incubo di una cultura e in una società regredite e feroci che fanno della guerra contro il maschile e il suo valore, l’unico valore positivo su cui fondarsi: solo chi ha la vista orientata all’altro, e uno sguardo libero e risolto, è in grado di vedere gli abissi di male che si prospettano e minacciano il futuro di tutti; e assumersi la responsabilità e caricarsi del peso di lanciare il grido di allarme e provvedere alle possibili correzioni e ai possibili rimedi. Ancora una volta è alla capacità dello spirito maschile di pensare in termini universali che ci si deve rivolgere per coltivare un pò di speranza.
Notare questo articolo sulla frustrazione, con le foto della donna depressa, triste.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=6&ved=0CDwQFjAF&url=http%3A%2F%2Fdigilander.libero.it%2FBukowski%2Ffrustrazione.htm&ei=s140TLzgEZCWsQaH063OBA&usg=AFQjCNEtoGu3FfT9D4PxKQkkjUGB0Pi-cQ&sig2=aJmDZJsPxFiTVaWmCsPJ2Q
Ma dove sono finite le donne di una volta:
http://i991.photobucket.com/albums/af34/anubsur/Screenshot99-1.jpg?t=1278500875
Cara Impavida, neanche tu stessa ti rendi conto (perché in questo caso è evidente che sei in buona fede) del tuo atteggiamento profondamente aggressivo, prevenuto e dispregiativo nei nostri confronti.
Continui a rivolgerti a noi ripetendo il mantra che tutto ciò che noi sosteniamo sarebbe dovuto alla nostra frustrazione personale. E lo ribadisci anche nel tuo ultimo post.
Ti invito a riflettere su questo. Prova a pensare se in un qualsiasi contesto, sia esso politico, filosofico, culturale o semplicemente conviviale, le parti in confronto si riducessero a dire che le ragioni dell’altra sono frutto solo di frustrazione.
Dietro a questo atteggiamento, ovviamente, e non c’è bisogno di uno psicologo per spiegarlo, non c’è il riconoscimento dell’interlocutore ma il suo esatto contrario. Non si riconosce dignità nè a lui nè tanto meno alle opinioni che esprime, che sono appunto il mero risultato delle sue frustrazioni personali.
E’ un metodo antichissimo. Per colpire le idee dell’altro, giuste o sbagliate che siano, si distrugge l’avversario a livello personale. Lo si denigra, lo si espone al pubblico disprezzo e lo si disconosce.
“Tu non dici queste cose – questo l’assunto – perché ne sei veramente convinto oppure perché hai fatto uno studio o un’analisi del fenomeno, ma solo perché sei frustrato, e allora ti inventi queste teorie per cercare di dissimulare la tua miserevole condizione personale”.
Karl Marx fu accusato di aver elaborato la sua dottrina perché era stato ripudiato come intellettuale dalla borghesia (quindi in realtà era solo un frustrato vittima dell’etica del risentimento di nicciana memoria). Leopardi, non c’è neanche bisogno di dirlo, versava nelle condizioni fisiche e di salute che ben conosciamo. E quindi altro che risentimento…
Naturalmente questo metodo può essere applicato praticamente in qualsiasi circostanza. Spartaco e i suoi schiavi ribelli? Frustrati pieni di risentimento. Gli operai che lottano per i loro diritti? Idem. E via discorrendo.
Più o meno tu fai questo con noi. Bada bene, non sei la sola. Moltissime altre persone, donne ma anche uomini, si sono espressi nei nostri confronti in questi termini. Anzi, generalmente utilizzando epiteti ben peggiori rispetto a quelli che hai usato tu che ci ha dato “solo” dei frustrati.
Vai la visitare altri blog e vedrai cosa dicono di noi…Perché tanto astio? Perché tanto livore, disprezzo, nei confronti di quegli uomini che osano affrontare questi temi? Qualcosa non mi torna. O forse la verità è che il messaggio di cui siamo portatori è talmente destabilizzante da diventare addirittura inascoltabile e inaccettabile?
Neanche in ambito politico si arriva ad atteggiamenti così ingiuriosi nei confronti dell’altro. Qualcosa non va. I conti non tornano.
Io ci rifletterei, fossi in te.
Fabrizio
Mi sono perso in mezzo al mare di mail, ma ritengo che un buon punto di partenza per una discussione non incazzata, sia quello che scriveva Impavida (lo chiedo a lei) e richiesto anche da Luke, Quali sono le cose che appartengono agli uomini e che gli stessi vogliono cedere alle donne per proprio comodo? Mi incuriosisce, potrebbe essere qualcosa di davvero serio come pura propaganda strumentale. Ma se non entriamo nel merito non losapremo mai.
Imput a$=”…io..io..io.. frustrati.. non sono quelle le donne.. ma quali donne avete incontrato”
..ok ok.. vi risparmio il link…
….magari….però, si potrebbe suggerire alla novella clone di leggersi il manifesto e qualche articolo, giusto per crearsi una BASE logica sulla quale menarcela?…forse chiedo troppo?..capisco.. rischia il guru-meditation…
…ehhhh..per quelli che non sanno come passare 10 minuti, vi invito alla disamina…
“”"Una grande tristezza nel leggere il “saggio” di Barnard, una grande tristezza mi induce a scrivere qui, agli uomini beta.”"”"”
Aaaah! che introduzione.. qual gaudio gioir di cotanta sapienza che, mossa a compassione, minata nell’animo dalla tristezza nell’aver contemplato queste facezie, mossa da dover femminile di aurea sapientia…ci ragguaglia sul saper diletto…orsu.. costei inizia con l’ardir di donar a noialtri le sue nobili sentenze…
“”Se semplicemente gli esseri umani, uomini e donne, avessero l’umiltà di porsi gli uni agli altri con il RISPETTO, quello vero e non solo frutto di lettere messe insieme a formare questa parola, se ci si ponesse gli uni agli altri con la leggerezza, l’interesse, la curiosità vera verso l’ESSERE non ci sarebbe bisogno di questo sito, non si avrebbe bisogno di trovare il caprio espiatorio per sfogare le proprie frustrazioni.”"
Umiltà… rispetto… leggerezza, l’interesse, curiosità vera verso l’ESSERE.. Si vede che questa iM_pAvida e’ un ennesimo clone. vi invito a rileggere l’articolo di BARNARD, vi troverete TUTTE queste affermazioni, c’e’ da domandarsi quindi perchè, perchè si rivolge a NOI uomini BETA ben consci di usare spesso Umiltà… rispetto… leggerezza, l’interesse, curiosità vera verso l’ESSERE.. aggiungerei verso la ludica sessualità e quant’altro mi sia dimenticato di sottolineare.. perchè?!?!? ma e’ ovvio signori e signore… la partizione AVERE deve essere un attimino difettosa.. avrà qualche cluster danneggiato…
..e che dire poi del finale, l’uso delle “frustrazioni”.. forse era riferito a quanto poteva aver provato Barnard dopo l’incontro con la lei bellissima, alla quale con Umiltà… rispetto… leggerezza, l’interesse, curiosità vera verso l’ESSERE si era genuinamente rivolto?
Adesso chi e’ il genio informatico che vuole riprogrammare questo “iM_pAvida clone”? magari facendole capire che un uomo beta NON PUO’ ESSERE UN FRUSTRATO in quanto abituato ai 2 di picche, contrariamente alla moltitudine delle donne? chi si offre volontario?…
“”"”Perchè solo di frustrazioni personali qui si tratta. Mi dispiace esprimere un concetto così semplice e banale. Ma così è.”"”"
iM_pAvida, ottimo nickname.. questi cloni mi sorprendono sempre di piu’.. direi che in questo caso sarebbe stato piu’ consono un nick del tipo iG_nOrante, i Cloni infatti usano spesso i concetti “semplici e banali” perche’ preferiscono NON CAPIRE piuttosto che ammettere di avere torto.. inoltre non si ragiona nell’insieme.. ma sempre dell’”I/0″… il famoso Sillogismo femminile, in questo caso.. disgiuntivo..
“”Ognuno le proprie frustrazioni. Barnard per primo.”"”
..e se lo dice lei.. senza un (secondo me.. a mio parere).. potremmo anche chiederle un pronostico per il prossimo superenalotto… non credete???
“NOI SIAMO LE DONNE… SARETE RIEDUCATI!… OGNI RESISTENZA E’ INUTILE!”"”
“Non apprezzo chi sentenzia”.
E tu che cosa stai facendo con noi?
Io sono una “donna del silenzio” che inorridisce a leggere link di quel genere, come inorridisce leggendo “sono andato a puttane”, “dalla” ed il resto che su questa stessa falsa riga è scritto in questo sito. Non dovrebbe esserci una guerra, eppure essa è stata ugualmente dichiarata e purtroppo si alimenta anche di questi stessi editti. Dichiarata da chi non riconosce più l’individualità del soggetto sia questo uomo oppure donna. Eppure questo è quanto fa la differenza, il singolo individuo molto più difficile da comprendere che da catalogare, omologare. Ma esistiamo noi donne, esistete voi uomini, ed ognuno, per fortuna, con le proprie peculiarità della “specie” di appartenenza. Magari senza retorica, senza pregiudizi ci si potrebbe incontrare. Ho ancora questa illusione.
La realtà è che nella società occidentale del rapporto tra i sessi si può parlare solo nei termini che il politicamente corretto ha stabilito. Le voci fuori dal coro sono sacrileghe, vanno isolate e possibilmente soffocate. D’altronde questa è da sempre la sorte di chi intraprende un cammino personale e fuori dagli stereotipi. L’accusa che ci viene rivolta è che noi non possiamo parlare di donne, perchè addirittura prima di esprimerci dovremmo conoscerle una per una. Pur avendo affermato fino alla nausea che si parla di comportamento medio femminile non si vuole deliberatamente ascoltare, si fa finta di non sentire. Da una parte il femminismo presenta l’uomo del passato, e in parte quello del presente, sempre come oppressore, senza fare alcuna distinzione, dall’altra si pretende che gli uomini oggi non si azzardino ad avanzare una critica a qualche comportamento medio femminile. Penso, inoltre, che il comportamento maschile, come mediamente si manifesta nella società in cui vivo, vada altrettanto criticato e lo faccio ben volentieri. Trovo ridicola questa difesa di un genere sessuale solo perchè se ne fa parte. Purtroppo è una posizione, la mia, non troppo diffusa a quanto pare.
Mi rendo conto che a volte posso dare l’impressione di chiusura e disfattismo, però devo dire che alla luce degli interventi della maggior parte delle donne intervenute, che si presentano nella maggior parte dei casi con la verità assoluta e senza la benchè minima disposizione ad un confronto ad armi pari (tipico, perchè come andiamo denunciando nella loro esperienza quotidiana si limitano il più delle volte a fare da giuria e ad assegnare valori e preferenze) mi sembra inutile e alla lunga dannoso trattare con i guanti queste interlocutrici.
Che imparino l’educazione.
Intanto “ciao a tutti,” “scusate il disturbo”, “ho letto il vostro manifesto non mi trovo d’accordo perchè…” e così via, se no “calci nel culo” (nel senso di 2 righe di risposta e avanti la prossima..).
Non dimentichiamo che il sito reca la scritta “movimento maschile”, quindi una donna che si accinge a scrivere su un sito come questo si capisce SUBITO con quali intenti lo fa.
Non sono di quelli che pensa che le donne siano meno intelligenti degli uomini (come non credo il contrario), però qui se non filtriamo (nel senso di considerare,prendere sul serio,rispondere etc..) un attimo gli interventi ci ritroviamo con le classiche tipe problematiche che si sfogano prioiettando la propria frustrazione su di noi.
Applichiamo la parità fra i sessi anche su queste cose.
Se un uomo venisse qui a fare l’idiota quante righe e quanti interventi sarebbero necessari per mandarlo dove merita..?Forse due (a me di solito uno, lo stesso varrebbe per una donna).
Non dobbiamo temere le accuse di sessismo e maschilismo perchè quelle sono da mettere nel conto, e poi ci sono donne che vivono per giustificare con la loro superficilità i più repellenti luoghi comuni misogini.
Quindi ben venga chi non è d’accordo, però almeno che si mostri la disponibiltà a dialogare prima di sparare le solite cafonate (frustrati e bla bla bla….).
p.s. Bisogna anche tener conto che nel caso raro ci si imbatta in una donna che ha voglia di ragionare su questi argomenti senza sparare cavolate (Maria è un valido esempio di questa rara categoria) il massimo che si ottiene è di indurla ad ammettere l’evidenza,il chè è già tanto alla luce delle resistenze psicologiche e alle difficoltà ad affrontare discorsi posti in un ottica a loro non familiare.
Impavida, permettimi ma i tuoi commenti mi lasciano basito, come si suol dire…
Cito testualmente le tue parole:” Non dovrebbe esserci una guerra, eppure essa è stata ugualmente dichiarata e purtroppo si alimenta anche di questi stessi editti”.
Impavida, ma scusa, cerchiamo di essere onesti con noi stessi, proviamoci almeno…Chi l’ha dichiarata questa guerra? Gli uomini forse? Sembri cadere dalle nuvole…
Sono 40 anni che sentiamo ripetere la litania che gli uomini (TUTTI) sono sempre, dovunque e comunque gli oppressori e le donne (TUTTE) sempre, comunque e dovunque le oppresse vittime innocenti del dominio maschile. Sono 40 anni che siamo stati martellati dal mantra che la “violenza è solo e sempre maschile”, senza alcuna eccezione, e che le donne non sono neanche in grado di concepirla. Sono 40 anni che sentiamo ripetere aberrazioni mediatiche diventate purtroppo senso comune, del tipo che la prima causa di morte per le donne è la mano omicida degli uomini. Sono 40 anni che siamo sottoposti ad un vero e proprio martellamento psicologico, culturale e mediatico che trasforma TUTTI gli uomini in mostri, stupratori, molestatori, manipolatori, violenti di ogni specie e risma. Si diffondono dati degni della peggior propaganda goebbelsiana o stalinista (ma quella dell’attuale sistema è anche più sofisticata) che ci raccontano di milioni e milioni e milioni e milioni di molestie e violenze perpetrate dagli uomini ai danni delle donne ogni anno, tutti i giorni, ogni minuto della loro esistenza. Un’esistenza assai grama trascorsa camminando lungo i muri terrorizzate perché da un momento all’altro potrebbe palesarsi lo stupratore, come quando si attraversa un campo minato e possiamo star certi che se evitiamo la prima, forse la seconda, la terza ci farà saltare in aria…
Questo è il quadro che è stato scientemente architettato e che è stato fatto passare a livello di immaginario collettivo.
E tutto ciò, avviene, bada bene, indiscriminatamente, nei confronti di TUTTO il genere maschile, a prescindere dalle responsabilità individuali, dal ruolo, dalla funzione, dalla posizione che si occupa nella società, e via discorrendo. No,nessuna distinzione, il genere maschile è sotto accusa, nella sua interezza. Che cosa è questo se non sessismo e razzismo? Che cosa è questa se non “cultura” dell’apartheid? Non abbiamo nessuna difficoltà ad affermarlo e se è un concetto difficile da digerire, dovete imparare a fare buon viso, visto che noi abbiamo dovuto abituarci alle infamie che ci sono state rovesciate addosso per decenni e che continueranno a rovesciarci addosso implacabilmente.
E tu ci vieni a dire che i nostri articoli alimentano la guerra tra i sessi?
Scusa ma non so se ridere o disperarmi, o entrambe le cose insieme.
Resti la benvenuta, sia chiaro, nella speranza che si possa andare oltre i luoghi comuni e riuscire a ragionare nel merito delle cose, senza pregiudizi, filtri ideologici o altro. Di questi ultimi, certamente, non abbiamo bisogno.
Fabrizio
Impavida, leggi qua…
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http://www.ildialogo.org/donna/rivoltafemminile30052005.htm
MANIFESTO DI RIVOLTA FEMMINILE (LUGLIO 1970)
di Carla Lonzi
[Da Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale, Rivolta Femminile, Milano 1974, poi Gammalibri, Milano 1982, pp. 13-22, riprendiamo il manifesto di "Rivolta Femminile" del luglio 1970, uno dei testi fondamentali della riflessione femminista in Italia. Carla Lonzi e’ stata un’acutissima intellettuale femminista, nata a Firenze nel 1931 e deceduta a Milano nel 1982, critica d’arte, fondatrice del gruppo di Rivolta Femminile. Opere di Carla Lonzi: Sputiamo su Hegel, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1974, poi Gammalibri, Milano 1982; Taci, anzi parla. Diario di una femminista, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1978; Scacco ragionato, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1985. Opere su Carla Lonzi: Maria Luisa Boccia, L’io in rivolta. Vissuto e pensiero di Carla Lonzi, La Tartaruga, Milano 1990]
“Le donne saranno sempre divise le une dalle altre? Non formeranno mai un corpo unico?” (Olympe de Gouges, 1791)
La donna non va definita in rapporto all’uomo. Su questa coscienza si fondano tanto la nostra lotta quanto la nostra liberta’.
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L’uomo non e’ il modello a cui adeguare il processo di scoperta di se’ da parte della donna.
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La donna e’ l’altro rispetto all’uomo. L’uomo e’ l’altro rispetto alla donna. L’uguaglianza e’ un tentativo ideologico per asservire la donna a piu’ alti livelli.
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Identificare la donna all’uomo significa annullare l’ultima via di liberazione.
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Liberarsi per la donna non vuol dire accettare la stessa vita dell’uomo perche’ e’ invivibile, ma esprimere il suo senso dell’esistenza.
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La donna come soggetto non rifiuta l’uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto. Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario.
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Finora il mito della complementarieta’ e’ stato usato dall’uomo per giustificare il proprio potere.
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Le donne son persuase fin dall’infanzia a non prendere decisioni e a dipendere da persona “capace” e “responsabile”: il padre, il marito, il fratello…
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L’immagine femminile con cui l’uomo ha interpretato la donna e’ stata una sua invenzione.
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Verginita’, castita’, fedelta’, non sono virtu’; ma vincoli per costruire e mantenere la famiglia. L’onore ne e’ la conseguente codificazione repressiva.
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Nel matrimonio la donna, privata dal suo nome, perde la sua identita’ significando il passaggio di proprieta’ che e’ avvenuto tra il padre di lei e il marito.
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Chi genera non ha la facolta’ di attribuire ai figli il proprio nome: il diritto della donna e’ stato ambito da altri di cui e’ diventato il privilegio.
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Ci costringono a rivendicare l’evidenza di un fatto naturale.
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Riconosciamo nel matrimonio l’istituzione che ha subordinato la donna al destino maschile. Siamo contro il matrimonio.
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Il divorzio e’ un innesto di matrimoni da cui l’istituzione esce rafforzata.
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La trasmissione della vita, il rispetto della vita, il senso della vita sono esperienza intensa della donna e valori che lei rivendica.
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Il primo elemento di rancore della donna verso la societa’ sta nell’essere costretta ad affrontare la maternita’ come un aut-aut.
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Denunciamo lo snaturamento di una maternita’ pagata al prezzo dell’esclusione.
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La negazione della liberta’ d’aborto rientra nel veto globale che viene fatto all’autonomia della donna.
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Non vogliamo pensare alla maternita’ tutta la vita e continuare ad essere inconsci strumenti del potere patriarcale.
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La donna e’ stufa di allevare un figlio che le diventera’ un cattivo amante.
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In una liberta’ che si sente di affrontare, la donna libera anche il figlio e il figlio e’ l’umanita’.
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In tutte le forme di convivenza, alimentare, pulire, accudire e ogni momento del vivere quotidiano devono essere gesti reciproci.
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Per educazione e per mimesi l’uomo e la donna sono gia’ nei ruoli della primissima infanzia.
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Riconosciamo il carattere mistificatorio di tutte le ideologie perche’ attraverso le forme ragionate di potere (teologico, morale, filosofico, politico) hanno costretto l’umanita’ a una condizione inautentica, oppressa e consenziente.
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Dietro ogni ideologia noi intravediamo la gerarchia dei sessi.
*
Non vogliamo d’ora in poi tra noi e il mondo nessuno schermo.
*
Il femminismo e’ stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla societa’.
*
Unifichiamo le situazioni e gli episodi dell’esperienza storica femminista: in essa la donna si e’ manifestata interrompendo per la prima volta il monologo della civilta’ patriarcale.
*
Noi identifichiamo nel lavoro domestico non retribuito la prestazione che permette al capitalismo, privato e di stato, di sussistere.
*
Permetteremo quello che di continuo si ripete al termine di ogni rivoluzione popolare quando la donna, che ha combattuto insieme con gli altri, si trova messa da parte con tutti i suoi problemi?
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Detestiamo i meccanismi della competitivita’ e il ricatto che viene esercitato nel mondo dalla egemonia dell’efficienza. Noi vogliamo mettere la nostra capacita’ lavorativa a disposizione di una societa’ che ne sia immunizzata.
*
La guerra e’ stata da sempre l’attivita’ specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile.
*
La parita’ di retribuzione e’ un nostro diritto, ma la nostra oppressione e’ un’altra cosa. Ci basta la parita’ salariale quando abbiamo gia’ sulle spalle ore di lavoro domestico?
*
Riesaminiamo gli apporti creativi della donna alla comunita’ e sfatiamo il mito della sua laboriosita’ sussidiaria.
*
Dare alto valore ai momenti “improduttivi” e’ un’estensione di vita proposta dalla donna.
*
Chi ha il potere afferma: “Fa parte dell’erotismo amare un essere inferiore”. Mantenere lo “status quo” e’ dunque un suo atto d’amore.
*
Accogliamo la libera sessualita’ in tutte le sue forme, perche’ abbiamo smesso di considerare la frigidita’ un’alternativa onorevole.
*
Continuare a regolamentare la vita fra i sessi e’ una necessita’ del potere; l’unica scelta soddisfacente e’ un rapporto libero.
*
Sono un diritto dei bambini e degli adolescenti la curiosita’ e i giochi sessuali.
*
Abbiamo guardato per 4.000 anni: adesso abbiamo visto!
*
Alle nostre spalle sta l’apoteosi della millenaria supremazia maschile. Le religioni istituzionalizzate ne sono state il piu’ fermo piedistallo. E il concetto di “genio” ne ha costituito l’irraggiungibile gradino.
*
La donna ha avuto l’esperienza di vedere ogni giorno distrutto quello che faceva.
*
Consideriamo incompleta una storia che si e’ costituita sulle tracce non deperibili.
*
Nulla o male e’ stato tramandato dalla presenza della donna: sta a noi riscoprirla per sapere la verita’.
*
La civilta’ ci ha definite inferiori, la chiesa ci ha chiamate sesso, la psicanalisi ci ha tradite, il marxismo ci ha vendute alla rivoluzione ipotetica.
*
Chiediamo referenze di millenni di pensiero filosofico che ha teorizzato l’inferiorita’ della donna.
*
Della grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero: essi hanno mantenuto il principio della donna come essere aggiuntivo per la riproduzione dell’umanita’, legame con la divinita’ o soglia del mondo animale; sfera privata e “pietas”. Hanno giustificato nella metafisica cio’ che era ingiusto e atroce nella vita della donna.
*
Sputiamo su Hegel.
*
La dialettica servo-padrone e’ una regolazione di conti tra collettivi di uomini: essa non prevede la liberazione della donna, il grande oppresso della civilta’ patriarcale.
*
La lotta di classe, come teoria di classe sviluppata dalla dialettica servo-padrone, ugualmente esclude la donna. Noi rimettiamo in discussione il socialismo e la dittatura del proletariato.
*
Non riconoscendosi nella cultura maschile, la donna le toglie l’illusione dell’universalita’.
*
L’uomo ha sempre parlato a nome del genere umano, ma meta’ della popolazione terrestre lo accusa ora di aver sublimato una mutilazione.
*
La forza dell’uomo e’ nel suo identificarsi con la cultura, la nostra nel rifiutarla.
*
Dopo questo atto di coscienza l’uomo sara’ distinto dalla donna e dovra’ ascoltare da lei tutto quello che la concerne.
*
Non saltera’ il mondo se l’uomo non avra’ piu’ l’equilibrio psicologico basato sulla nostra sottomissione.
*
Nella cocente realta’ di un universo che non ha mai svelato i suoi segreti, noi togliamo molto del credito dato agli accanimenti della cultura. Vogliamo essere all’altezza di un universo senza risposte.
*
Noi cerchiamo l’autenticita’ del gesto di rivolta e non la sacrificheremo ne’ all’organizzazione ne’ al proselitismo.
*
Comunichiamo solo con donne.
Roma, luglio 1970
E leggi pure qui…
http://razzismodemocratico.blogspot.com/
E con questo per stasera ho concluso (per stasera, eh!…).
______________
Repubblica — 08 settembre 1999, pagina 1.
Ciao maschi il cinema vi ha ucciso
VENEZIA. Se appartenete alla dilagante categoria da rotocalco dell’ uomo in crisi, tenetevi alla larga dai cinema per i prossimi mesi, allontanando il subdolo invito di mogli e fidanzate. Si rischia infatti di passare dalla crisi alla depressione nera, da una sottile insicurezza a un fermo proposito suicida. Il leit motiv del cinema dell’ anno Duemila, visto almeno da Venezia, è la vergogna di essere maschio. E dunque vigliacco, misogino, mediocre e narciso, fesso e neppure buono. Incapace di esprimere sentimenti (non parliamo di passioni), l’ homo insipiens della nuova era sa essere a un tempo compagno noioso, amante ridicolo e padre inesistente. Un vuoto in giacca e calzoni tenuto in piedi dalle grucce di effimero narcisismo, sempre in procinto di evaporare, che dovrebbe compensare l’ abissale quanto motivata assenza di autostima. Sembra una caricatura maschile del più torvo femminismo Anni 70. Ma dev’ esserci qualcosa (o molto) di vero se gli uomini di celluloide fanno pena a tutte le latitudini e climi culturali, oltre le distinzioni di religione e ideologia e genere. Sono pessimi e infantili gli uomini del genio Kubrick come dell’ ultimo esordiente, nelle commedie di Woody Allen e nelle tragedie giapponesi, a Hollywood come a Sydney e a Seul, nei paesi cattolici, protestanti e finanche musulmani. La regola vale se il regista è uomo e se è donna e femminista, come nel caso della magnifica e caustica Campion, candidata alla vittoria con “Holy Smoke”. Dove l’ unico momento di pietà per il protagonista, un cowboy-psicologo interpretato da uno strepitoso Harvey Keitel, lo si prova quando, vestito da donna e con un trucco pesante, urla tutto il suo disperato amore per la ridente e fuggitiva Kate Wislet. E vale perfino per quel poco di cinema giovane italiano, così fuori dal mondo e ossessionato dalla figura della madre onnipresente e onnipotente, fulcro del welfare nazionale e motore di ogni azione, spesso coinvolta sul set e nella lavorazione come attrice, aiuto regista, ufficio stampa, capo claque. Ma anche qui, dov’ è il papà? Figurine maschili di desolante ignavia testimoniano insomma della crisi anche nell’ Italia anti femminista, ancora capace di far sfilare nella tv pubblica le miss in tacchi a spillo e quarti esposti per il ludibrio di dieci milioni di spettatori. Come siamo caduti così in basso? In attesa che gli antropologi, gli psicanalisti ed Emma Bonino ci chiariscano, non rimane che arrendersi alla spettacolare evidenza dei fatti. Gli uomini non esistono più. Gli eroi adulti alla Humphrey Bogart, che hanno fatto il grande cinema, non ne parliamo. Tocca arrangiarsi con questi divi poveracci, uomini sull’ orlo di una crisi di nervi e d’ identità, aggrappati all’ ultima boa dello status professionale. Come il Bill-Tom Cruise di “Eyes Wide Shut” che ogni dieci minuti esibisce il suo tesserino di medico, perfino durante una complicata orgia. Oppure l’ Emmet-Sean Penn inventato da Woody Allen in “Sweet and Lowdown”, che si consola d’ una vita da randagio continuando a ripetere a se stesso e alla luna d’ essere un grande del jazz. Il dio del cinema ne salva pochissimi, qualche ottuagenario, certi sensibili gay e i pochi coraggiosi che, piuttosto che andare in questo modo, decidono di farla finita. E s’ ammazzano senza tante storie, si levano dai piedi, magari facendosi cadere dalle scale travestiti da mamma, come in un’ applaudita scena di Buddy Boy. Vero è che, pur ridotti male, gli uomini continuano a essere amati dalle donne. Non si capisce perché, visto che sono tanto migliori. Donne incomparabilmente più intelligenti e oneste, per giunta bellissime, che con terapeutico accanimento cercano di cavare sentimenti da questi vermi, fra l’ altro capaci di ripagarle con angherie, sesso deludente e una malcelata invidia. Se l’ ondata di cinema anti maschilista avrà un effetto correttivo e catartico, se spingerà a migliorarci, ben venga. Altrimenti, pazienza. Come s’ è già detto per i giovani trentenni ancora in casa, non avere modelli forti presenta qualche vantaggio. Quali, non s’ è capito. Ai nostalgici rimane la consolazione di tornare a casa e, in solitudine, iniettarsi in cassetta la serie intera di Indiana Jones.
CURZIO MALTESE
E’ imperativo categorico, a questo punto, contattare anche Curzio Maltese. Sempre che nel frattempo non si sia pentito…
Silver, ma dove l’hai riesumato quello schifo di articolo?
Questo passaggio è da vomito,
@ Donne incomparabilmente più intelligenti e oneste, per giunta bellissime, che con terapeutico accanimento cercano di cavare sentimenti da questi vermi, fra l’ altro capaci di ripagarle con angherie, sesso deludente e una malcelata invidia. Se l’ ondata di cinema anti maschilista avrà un effetto correttivo e catartico, se spingerà a migliorarci, ben venga. Altrimenti, pazienza.
@
Sarebbe da chiedere a Curzio Maltese se anche lui si ritiene un verme, ed eventualmente, se anche suo padre lo è (era?). Lo stesso dicasi nei confronti di eventuali fratelli o figli.
Io il finale lo avrei cambiato….
indovinate che cosa avrei scritto nel finale?.. qualcosa del genere:
“Ai nostalgici rimane la consolazione di tornare a casa e, in solitudine, aprire il sito http://www.youporn.com per distruggere tutte le cazzate femministe!”
@Marco: Curzio Maltese si riferiva, credo, all’ immagine che il cinema dà alla figura maschile, non che lui pensi queste cose.
Bè, è doveroso nel merito del post di Silver, sottolineare la posizione assunta da Massimo Gramellini, vicedirettore della Stampa nonchè opinionista di punta della trasmissione di Fabio Fazio (maschio zerbino, politically correct e strapagato).
Con qualcosa in più di un pizzico di sano sarcasmo (quando ci vuole ci vuole) punta il dito contro i deliri della nazigenetica in versione rosa…
Onore e rispetto per lui. Non sono certo molti i “vip” che hanno il coraggio di assumere determinate posizioni.
Forse la cosa meriterebbe un vero e proprio articolo e non escludo di farlo.
Fabrizio
L’inutilità del maschio
di Massimo Gramellini
In Australia hanno fecondato un ovulo senza la partecipazione straordinaria del signor sperma. I maschi sempre meno utili (non aprono più nemmeno la portiera dell’auto) vengono sollevati anche dall’ultima funzione in cui si sentivano insostituibili.
Il rischio di procreare mostri rimane per ora altissimo, ma quando la scienza lo ridurrà le donne potranno farsi da sole le loro brave figlie (spiacenti, ma per avere un fiocco azzurro ci vorrà sempre il cromosoma Y di un essere inferiore) e realizzeranno una splendida società matriarcale senza più guerre né indici Nasdaq.
La scoperta ha entusiasmato la presidente dell’Arcilesbiche che parla di “ricadute epocali” e di “scelta di libertà”. Infatti, per quest’umanità inebetita dal finto progresso, le leggi della natura non sono leggi ma semplici suggerimenti, la cui violazione viene pomposamente chiamata “libertà”.
Qualcuno dice: in questo modo potranno finalmente avere figli anche le coppie sterili, quindi è un bene. Evviva! Se c’è un problema non si pensa più a rimuoverne le cause, ma a scavalcarlo con un rimedio più devastante.L’inquinamento fa crescere le temperature? Che importa, aumenteremo l’aria condizionata. Lo stress moltiplica l’infecondità maschile? E noi invece dello sperma useremo le cellule dell’ascella. L’unica cosa che non capisco è dove bisognerà mettere il preservativo.
P.S. per quanto riguarda L’articolo di Maltese sono d’accordo con Icarus. L’articolo era ironico e non certo consenziente con quei deliri…
questo e’ un movimento maschile (fatto da uomini per uomini) ma e’ anche aperto a tutti visto che l’invito a lasciare un commento non e’ riservato solo ai maschi. vorrei fare una domanda..se ogni volta che qualche donna interviene, inevitabilmente, dopo un po’, le posizioni assumono toni esasperati e sempre piu’ lontani..mi dite che futuro ci (a noi tutti) e’ riservato? quali scenari si prospettano all’orizzonte? negli USA grazie a bush si e’ tornati in molte scuole alle classi separate per sesso; visto che ci piace tanto copiare l’america, non certo nella ricerca o nel sistema meritocratico, devo aspettarmi questo anche qui da noi? a me la cosa un po’ inquieta…non vorrei apparire una povera illusa idealista ma non sarebbe meglio sforzarci per trovare un cammino comune?una cosa e’ sicura:in una relazione l’uno non puo’ prescindere dall’altra..e viceversa. la formula magica e’ solo nel sesso ludico?e se non fosse così facile approdarci..con gioviale leggerezza e scanzonata liberta’ di costumi?c’e’ poco da fare o meglio da dire..una donna funziona diversamente (trovateci tutte le ragioni, anche le meno nobili..ma tant’e') ed e’ molto piu’ bello fare l’amore con un uomo che ti fa sentire..unica(magari per un’ora soltanto) rispetto a uno che ti considera compagna alla pari di sani esercizi ginnici. io non so cosa significhi fare sesso per un uomo, quale differenze sente con una prostituta e soprattutto se le sente..posso parlare per me e siccome io distinguo quando lavoro da quando gioco, presumo che una donna che si prostituisce non sia la stessa di quando ama. non ci perdiamo tutti qualcosa in questo mare di incomprensioni? e domani? vorrei conoscere la vostra opinione..grazie.
@Maria: il fatto che questo sia un Movimento maschile non significa che dia spazio solo agli uomini. Anzi, ti faccio presente che a questo movimento hanno aderito anche alcune donne, e se non mi sbaglio, lo stesso Fabrizio Marchi qualche giorno fa ti invitò pubblicamente ad aderire a questo movimento. Io sono dell’ idea che per combattere alcuni eccessi del femminismo sia indispensabile l’ apporto femminile(così come, specularmente, per combattere i residui del “machismo” sia indispensabile l’apporto maschile). La cultura politica e sociale cui apparteniamo ci tiene ben lontano da logiche sessiste e discriminatorie, stai tranquilla.
@Maria:
“questo e’ un movimento maschile (fatto da uomini per uomini) ma e’ anche aperto a tutti visto che l’invito a lasciare un commento non e’ riservato solo ai maschi.”
Iniziamo con questo intro, Maria, giusto per chiarire anche il passo successivo (che approfondirò in seguito) Non è del tutto vero quanto affermi, ti cito PARTE di quanto scritto nei “PRINCIPI”:”"”(Omissis…Il Movimento degli Uomini Beta ritiene che, nell’attuale contesto sociale, culturale e storico del mondo occidentale, gli uomini non appartenenti alle elite dominanti, sia MASCHILI che FEMMINILI, siano il gruppo…(omissis)”", quindi, come detto in precedenza, è troppo ricordare di leggerlo?
Proseguiamo..
“”"vorrei fare una domanda..se ogni volta che qualche donna interviene, inevitabilmente, dopo un po’, le posizioni assumono toni esasperati e sempre piu’ lontani..mi dite che futuro ci (a noi tutti) e’ riservato? quali scenari si prospettano all’orizzonte?”"”
Maria, leggo sempre e comunque gli interventi di tutti e di tutte, con alcuni sono in accordo, con altri un po meno, questo a prescindere dal sesso della PERSONA intervenuta, quello che vorrei farti notare e’ che molti interventi non mirano ad una serena discussione costruttiva, quella che in sostanza tu, io e tutti gli altri auspichiamo, se hai la pazienza e la reale volontà di leggerli e capirli, vedrai che spesso sono veri e propri atacchi sistematici, nulla di costruttivo, lo scenario pertanto temo che non mutera’ a breve, quello che accade spesso qui e’ una cartina di tornasole che, quotidianamente, molti uomini (e donne) beta si trovano ad affrontare nella società, personalmente ho le mie teorie in merito allo scenario futuro, ma sono soggettive, pertanto opinabili e non costruttive dinanzi a quanto risulta lo scopo del movimento.
“”"..negli USA grazie a bush si e’ tornati in molte scuole alle classi separate per sesso; visto che ci piace tanto copiare l’america, non certo nella ricerca o nel sistema meritocratico, devo aspettarmi questo anche qui da noi? a me la cosa un po’ inquieta…”"
Se la cosa ti inquieta, sappi che qui siamo riusciti a fare peggio, e’ in atto una vera e propria guerra al sesso maschile anche in tale ambito, inutile linkarti qualche sito, lo puoi vedere da te stessa usando google.
“”"non vorrei apparire una povera illusa idealista ma non sarebbe meglio sforzarci per trovare un cammino comune?”"
Donne che la pensano come te sono l’auspicio di molti uomini come me, tuttavia sappiamo entrambi che, ogni giorno, mentre ci tuffiamo nella nostra vita, le cose vanno diversamente..
“”"una cosa e’ sicura:in una relazione l’uno non puo’ prescindere dall’altra..e viceversa. la formula magica e’ solo nel sesso ludico?”"”
Sei Eticamente nel giusto nella prima parte, tuttavia se esiste questo sito, come molti altri, significa che così non è, prendere coscienza della realtà sociale odierna, della sudditanza della vulva, del ficapower, e di tutto cio’ che discutiamo, e’ il primo passo per capire quanta importanza rivesta la “relazione” che citi dinanzi alle femministe moderne..diciamo ZERO ASSOLUTO? e la seconda parte del tuo discorso.. Maria perdonami.. ma se dopo fiumi di parole, di messaggi e di interventi non sei riuscita a fartene un opinione e, di conseguenza, CAPIRNE l’IMPATTO POSITIVO che avrebbe, alzo le mani e prendo atto della situazione.. ovvero che E’ PREFERIBILE NON CAPIRE CHE AMMETTERE DI AVERE TORTO..
“”"e se non fosse così facile approdarci..con gioviale leggerezza e scanzonata liberta’ di costumi?”"”
http://www.youporn.com.. poi vediamo.. turismo sessuale FEMMINILE e MASCHILE?? cos’altro potremmo Ricordarti Maria? che magari tu stessa hai sentito di quella che, nonostante la famiglia, la dava per diletto all’idraulico? oppure che so.. invitarti a leggere l’intervento di BB’87?? o magari invitarti ad andare su siti come alfemminile.com…girlpower … vai.. fatti una cultura.. poi torna e dimmi se sei ancora convinta di quanto affermi..
“”"c’e’ poco da fare o meglio da dire..una donna funziona diversamente (trovateci tutte le ragioni, anche le meno nobili..ma tant’e’)ed e’ molto piu’ bello fare l’amore con un uomo che ti fa sentire..unica(magari per un’ora soltanto) rispetto a uno che ti considera compagna alla pari di sani esercizi ginnici”"”
L’ho gia’ dimostrato in un altro post quanto affermi, oltre al fatto che altri oltre a me hanno espresso onesti pareri in merito, ma come spesso accade di constatare, ogni volta ripetete la stessa nenia, come una sorta di autosuggestione collettiva.. (noi siamo i borg.. aehm ok ok..), dimenticando che, laddove ci sia un INTERESSE __________(metti qui l’interesse che vuoi), la donna e’ ben lieta e propensa al sesso!! e non si perita di farlo con chichessia!! (anche con un quasi 70enne… ti suona nessun paragone in testa?), chiaro che fare l’amore con un uomo che ti faccia sentire unica e’ auspicabile, ma credo sia appannaggio di un altra società, di un altra nazione, dove le donne non sono tutte uguali, si vestono tutte uguali, parlano alla stessa maniera, non argomentano altro che le solite nenie e quando cadono vittima degli stronzi che le portano a letto tramite l’inganno, se la prendono con tutti!!.. anche con quelli che, rispettandole, dopo un drink dicono di volere solo sesso ludico, senza prenderle in giro.. ai quali e’ ovviamente destinato un sicuro NO!!.. la donna cara Maria, spesso e’ come un cerino.. la devi FREGARE per usarla.. e poi la butti via.. questo e’ l’assioma che inculcate ai piu’ col vostro comportamento.. Chi e’ causa del suo mal, pianga se stesso!
“”" io non so cosa significhi fare sesso per un uomo, quale differenze sente con una prostituta e soprattutto se le sente..”"”
Fare sesso per un uomo e’ una necessità BIOLOGICA che non appartiene alla donna, pertanto è inutile che tenti di capirlo.. ma ti ringrazio per averlo chiesto..la prostituta conosce BENE questa necessità biologica, pertanto si veste per diventare quanto piu’ desiderabile possa un uomo auspicarsi, e poi, dietro un compenso CERTO, a prescindere dal retaggio culturale, dalla bellezza, dalla posizione sociale e quant’altro…lo soddisfa con del sesso ludico… un po’ quello che accade con la moltitudine di donne che vediamo ovunque.. no? si vestono da prostitute per diventare quanto piu’ desiderabile possa un uomo auspicarsi, e poi, dietro un compenso INCERTO, (direttamente o indirettamente), per poi non mollargliela, o mollargliela male, o tenendoli in un perenne bagnomaria testosteronico..per giorni.. giusto per consolidare il ficapower.. prescindendo dal retaggio culturale, dalla bellezza, dalla posizione sociale e quant’altro…si capisce..claro il concetto?
“”"posso parlare per me e siccome io distinguo quando lavoro da quando gioco, presumo che una donna che si prostituisce non sia la stessa di quando ama.”"”
hai scoperto l’acqua calda Maria.. chiaro che una professionista attua il sesso ludico e non ama.. come ho citato in un altro articolo, l’uomo riesce a scindere, proprio per questo suo desiderio BIOLOGICO, la sessualità ludica dai SENTIMENTI (leggasi amore) ergo.. voi donne proprio non ce la fate ad APPROCCIARVI ad una sessualità ludica, in quanto la vostra sessualità rimane LEGATA ad EMOZIONI, Queste EMOZIONI vi portano pertanto ad incontrare alcune tipologie di uomo, alcuni sono uomini che realmente nutrono emozioni per voi, tuttavia non sempre questo e’ fautore di un prosieguo, siete talmente esigenti proprio per le EMOZIONI che avete, che spesso cio’ non basta! poi ci sono quelli che vi suscitano EMOZIONI in virtu’ di potere, o bellezza o entrambi, poi gli stronzi che sanno come “emozionarvi”, salvo poi darvi il benservito una volta che hanno consumato, poi ci sono i beta, quelli che vi vedono alla pari, PERSONE alla pari.. i quali si auspicano un sesso ludico, scevro da EMOZIONI, ai quali propinate un inevitabile NO!!.. ora appare chiaro che la donna FA SESSO!! e ci mancherebbe.. allora perchè complicarsi l’esistenza? SIATE PERSONE e non mezzo di trasporto della VULVA! vivete la vostra vita e gestite la vostra sessualità.. e troppo chiederlo? forse si..
“”non ci perdiamo tutti qualcosa in questo mare di incomprensioni?”"”
Certo che si cara Maria, ci stiamo perdendo TUTTI, uomini e donne.. tic tac tic tac.. il tempo scorre per tutti, molti di noi non potranno avere la fortuna di divenire serenamente coniugi, genitori e nonni, non si sentiranno mai chiamare “mamma?” “papaaa?”.. non porteranno il figlio a scuola, e tutto cio’ che sarebbe bello poter realizzare.. le cose di base, le piu’ preziose, oggi appannaggio di zerbini e della disponibilità economica.. perchè oggi rimanere soli e’ il male minore.. ma un male spesso necessario..
“”"…e domani?”"
e domnani la solitudine ci ricorderà di quanto stupidi siamo stati dinanzi alle nostre posizioni, ormai giunti al capolinea ci volteremo sperando nello sguardo benevolo della Romena di turno..le donne moderne di oggi, forse, avranno un cagnolino scodinzolante a farle sentire sempre UNICHE…
Cara Maria, sempre per la sincerità che mi contraddistingue, lo sarò anche in questo caso. La mia opinione è che alterni dei post ragionati e argomentati e in parte condivisibili con altri a mio parere un po’ sconcertanti. L’ultimo che hai pubblicato appartiene a questi ultimi.
Cominciamo subito col dire che gli Uomini Beta non hanno alcuna simpatia per la vecchia amministrazione americana, responsabile di politiche e guerre neoimperialiste nonchè di massacri in diverse aree del pianeta.
Relativamente alla questione della separazione fra maschi e femmine nelle scuole, noi siamo decisamente contrari anche se, proprio poco tempo fa, si è sviluppata una discussione sul blog proprio su questo tema sul quale, per la verità, ci siamo divisi. D’altronde ciascuno è libero di esprimere la propria opinione. Se la cosa può comunque confortarti, la posizione ufficiale degli UominI Beta, cioè del sottoscritto e di tutti coloro che hanno aderito ufficialmente al Movimento, è quella che ti ho detto poc’anzi.
Mi sconcerta il fatto, e spero che la tua sia una provocazione (perché se non lo fosse significherebbe che la tua considerazione del “maschile” è veramente scarsa), che tu ci domandi se per un uomo andare con una prostituta sia la stessa cosa che andare con una donna “normale”.
Pensi veramente che gli uomini siano delle “bestie”? Pensi che il rapporto con una prostituta sia un rapporto sano, giocoso, ludico, appassionante? Sai cosa significa per un uomo “normale”, cioè uno che guadagna 1500 euro al mese, andare con una prostituta? Significa spendere l’equivalente di una giornata di lavoro con una disgraziata come lui che per 50 euro in un prato abbandonato della più lurida periferia metropolitana, glielo smanazza (mano fredda o mano calda? C’era una gag di un vecchio film con Ugo Tognazzi in proposito, molto divertente) come farebbe con un imbuto per sturare un cesso e dopo un minuto se non gli si è ancora alzato gli dice pure di sbrigarsi perché lei non ha certo tempo da perdere. Questo è il sesso con una prostituta, a meno che non sei ricco allora puoi permetterti le famose escort. Ma in quel caso il problema non si pone neanche né a noi ci interessa. Non che questo sia il sesso che piace a noi, sia chiaro, ma hai capito perfettamente cosa voglio dire…
E allora? Di cosa stiamo parlando?…
Vuoi sentirti unica? Tutti vorremmo provare questa sensazione, non solo te e non solo le donne, stai pur certa Maria. Ma questo con il sesso e soprattutto con il fatto di viverlo serenamente e giocosamente non c’entra proprio nulla. Se pensi che sentirsi uniche o unici sia dato dal fatto che tu sei scelta fra le tante da un uomo come l’UNICA con la quale poter fare del sesso, allora vivi sulle nuvole. Ed è giusto che tu ci rimanga. Perché significa che sei completamente fuori strada. Perché è il nostro Spirito che ci rende unici, non il sesso….ma questo è un discorso molto lungo che ora non posso fare perché è troppo tardi e sono troppo stanco…
Fabrizio
Ho fatto una breve ricerca, ed ho trovato questo articolo dei selvatici, i quali, a quanto pare, già dieci anni fa definivano un “maschio pentito” Curzio Maltese.
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Bravo Sting: la pelle è meglio del sapone
Dal Gazzettino, 5 luglio 2000
A cura di Adriano Favaro
“Il selvatico è colui che si salva”. Non è questo lo slogan ma potrebbe diventarlo per quelli che si trovano su Internet al sito http://www.maschiselvatici.it Il simbolo, scrivono, senza timori, i protagonisti di questa associazione virtuale “è quello del maschile: il Fallo, un’immagine onorata fin dall’inizio della vita in tutto il mondo, presente come oggetto di culto a partire dalle prime pitture nelle caverne fino ai più raffinati e complessi templi orientali”. Animatore principale del sito è Claudio Risé che ne parla con ironia. «Ospitiamo interventi, dibattiti, discussioni. Ultimamente anche maschi selvatici cattolici hanno detto la loro su ‘Dio è anche madre’.
Tra gli argomenti trattati il “pensiero selvatico”, la condizione maschile, desiderio di iniziazione, diseguali opportunità, le associazioni dei padri in Italia, il “movimento degli uomini” (in Usa già attivo da 10 anni). Una rubrica “Il maschio pentito” segnala le arrendevolezze considerate colpevoli.
I più colpiti paiono essere i giornalisti: Igor Man, Curzio Maltese, Gabriel Garcia Marquez tra gli ultimi.
I “maschi selvatici” di Risé si incontrano ad ogni cambio stagione: i prossimi appuntamenti sono il 23 settembre e il 23 dicembre. Quelli di Brescia si trovano un po’ come i Lyons e i Rotary: ogni secondo martedì del mese in un luogo variabile; quelli di Milano si danno appuntamento ad un cineforum ogni prima settimana del mese.
Particolare attenzione viene posta ai segnali che i mass media e il cinema lanciano: dalle dichiarazioni di Brad Pitt (“basta maschi deboli”) a quelle di Sting: “preferisco l’odore della mia pelle a quello del sapone”.
Replica dei maschi: “siamo con lui”.
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P.S. Icarus, Fabrizio, secondo me l’articolo di Maltese non era affatto ironico.
@Maria
Bè, per quel che mi riguarda vale il mio commento precedente: a dialogare bisogna essere almeno in due.Concordo con quanto scritto da Damien,Fabrizio e Icarus.
Insinuare velatamente che da parte nostra non vi sia o non si dimostri un apertura o un disponibilità al dialogo è francamente una paraculata (scusa la schiettezza).
Vorrei farti notare invece che la maggior parte dei dibattiti con le donne che intervengono spesso degenerano per via di un atteggiamento ambiguo e/o supponente che prima o dopo queste tendono ad assumere (i segnali sono frasi del tipo “mi aspetto una risposta da parte di tutti”, “non mi avete risposto”, “io… io… io…” ).
Qui ognuno commenta se ne ha voglia, sono benaccetti contributi costruttivi.
Le tue riserve dovresti risparmiarle per le enclavi rosa che pullulano nel web e non solo e dove la presenza maschile (là sì) è rigorosamente regolamentata (nel senso che se non si fa il “mea culpa” per il fatto di essere maschio e quindi “de-gene-errato”,si rischia il linciaggio).
Noi siamo aperti anche al contributo costruttivo di donne che si riconoscano nei valori e nei principi esposti nella homepage del sito, ma rimaniamo un movimento maschile, quindi questo vuole dire che non riteniamo che la nostra consapevolezza di genere debba essere vagliata o approvata dalla prima gentile ospite che si presenta qui a chiedere spiegazioni .
Inoltre trovo un pò ipocrita, non che tu lo sia, sminuire la questione del sesso solo perchè lo si esperisce in maniera diversa dai maschi (su un sito come questo poi…).
Voglio dire, il problema delle donne è avere sesso che le coinvolga e le faccia sentire speciali: è come se Paris Hilton andasse dai terremotati in Abruzzo a discutere sulle sue vacanze preferite…
Riguardo alla divisione fra maschi e femmine noi non abbiamo mai auspicato nulla del genere, ovvio che se viviamo in una società dove la presenza femminile viene fatta passare come indice di democraticità e mai il contrario (quindi applicazione delle pari opportunità solo se favoriscono le donne, “discriminazioni positive”) diventa conseguente che un movimento maschile faccia anche da contrappeso per ristabilire un equilibiro e promuovere forme di relazione realmente paritarie.
io ho una famiglia che amo e proteggo ma cio’ non toglie che potrei parlare a lungo delle mie relazioni fuori dal matrimonio..so che la cosa non interessa a nessuno pero’ forse una considerazione “generalista” ci sta. conosco bene il sesso “scelto”..quello che fai per il piacere di fare, con chi vuoi e senza aspettativa alcuna. anzi. lo godi di piu’ perche’ pensi che e’ un attimo, intenso e assoluto. stranamente, spesso, da un primo appuntamento..sono nate relazioni bellissime che mi hanno dato tanto e che ricordo con immenso piacere. e’ sesso ludico? non credo..visto il coinvolgimento che che sentivo e, permettetemi, sentivamo. sono una donna da stare sopra le nuvole? forse, ma ci sto in compagnia. attualmente vivo una storia con un uomo che mi fa sentire bene, appagata..unica. magari questo signore avra’ altre relazioni pero’ quando e’ con me vive il suo ruolo con cura e attenzione estrema. magari sono una donna troppo semplice e scontata e la cosa non richiede grandi sforzi, pero’ i risultati sono splendidi. personalmente credo che il meglio di un uomo lo godi fuori dal matrimonio e da cornici simili perche’ significa essere lontano da schemi ed etichette che ridimensionano ogni espressione della nostra personalita’. poi si sa, e’ bello avere un figlio, un uomo con cui costruire una casa, preparare una torta a natale..e allora giu’ compromessi e qualche frustrazione..ma tutto ha un prezzo..so solo che quando vedo il mio amante io mi emoziono tantissimo, mi sento pienamente nel mio ruolo di femmina e do il massimo. quello che vorrei dire e’ che per me la sessualita’ e’ lontana da interessi che non siano il piacere e l’appagamento di entrambi…ma non riesco a indicarla come sesso “ludico” anche se il sorriso e’ l’unica costante che la contraddistingue..un blog e’ fatto di parole e qui ce ne sono fiumi, molto ben scritte e argomentate, eppure spesso si ha l’impressione di girare tutti intorno a grossi equivoci, malintesi, fraintendimenti…vi posso almeno invitare a non considerarli in mala fede? magari soltanto all’inizio..dopo un po’ capisco che si smarrisce il senso della discussione e (le donne specialmente) tendono piu’ che a generalizzare..a massificare ma sempre per un malinteso senso dei ruoli che riguarda tutti.
io ci riprovo: scusa Maria, ma il fatto che esistano diversità fra uomini e donne nell’approccio relazionale (tu giustamente osservi che alle donne piace sentirsi uniche e speciali) non è un segno che l’autostima maschile viene considerata meno importante di quella femminile?
E perchè? Perchè si presume che ne abbiano già molta in dotazione in “natura”, (e di conseguenza le donne siano “naturalmente” prive di autostima, tanto che non son contente e soddisfatte se in ogni relazione dai cinque minuti alla vita, non hanno l’impressione di essere uniche e speciali) o perchè culturalmente in genere dell’autostima maschile ci se ne impippa altamente?
Oh sarà una mia fissa… ma se la società, gli uomini, le donne non fanno altro che incensare il femminile e la femminilità un motivo ci sarà…
Alcune delle cose che ho letto ora sono devastanti. Vi ringrazio però, ora comprendo molto, molto meglio quale è il vero “cane che si morde la coda”…
N.b. Damien, non ho offeso con epiteti volgari ed offensivi nessuno, tu al contrario ne hai avuto la necessità…pertanto…buona giornata.
@Mria: non capisco come fai a dire che “ami” tuo marito, ma poi ammetti candidamente e spudoratamente di tradirlo? Questo non è sesso ludico, ma tradimento. Stai pugnalando alle spalle un uomo ignaro che ama e crede di essere amato da una ingrata svergognata. Io, francamente, non ho nessun interesse a collaborare e dialogare con persone come te.
Maria, ci sono commenti in buona e in cattiva fede. Non ho mai pensato, altrimenti te lo avrei detto come ho fatto con altre/i, che i tuoi appartengano alla seconda categoria.
Ciò detto, ci comunichi in buona sostanza che tu hai una famiglia, quindi un marito e dei figli ma che ti vivi il sesso, in modo senz’altro più appassionate e coinvolgente, con il tuo o i tuoi amanti piuttosto che con tuo marito.
Nulla di più normale né nessuno ti giudica, sia chiaro, perchè siamo umani e nessuno è esente dal vivere delle contraddizioni.
Per questo metto un attimo da parte l’aspetto etico del tuo stile di vita, che pure c’è e non può essere eluso, perché non credo che tuo marito sia al corrente della tua vita sessuale al di fuori del vostro menage di coppia, e presumo che se lo fosse non ne sarebbe contento. Ma su questo tornerò in seguito.
La mia opinione è che tu riesca a viverti il sesso fuori del matrimonio in maniera relativamente disinvolta proprio perché sei sposata e hai una famiglia e hai già “assolto” a quei dettami, condizionamenti e imperativi categorici, ai quali, in qualche modo, le donne devono rispondere, che sia il loro desiderio più profondo, come in molti casi, o appunto un condizionamento più o meno indotto. Insomma ti sei “organizzata” anche tu la vita, come tante/i altre/i, sia chiaro. Quindi, come vedi, non sono sempre e solo i “maschietti”, come sostiene quella tal BB nei suoi post, ad organizzarsi l’esistenza in modo strumentale (moglie a casa, amanti e puttane fuori), ma anche tante donne, direi in egual misura se non anche di più. Ma questo non ha nessuna importanza, non stiamo qui con il bilancino…
Se tu non fossi sposata con prole non riusciresti ad avere lo stesso approccio ludico (si abbia il coraggio di dirla questa parola) e disinvolto al sesso perché saresti impegnata (spesso ossessionata) dalla ricerca della soluzione ottimale (che non significa solo e sempre in senso economico, sia chiaro) per costruire il tuo progetto di vita, cioè un marito, i figli, la famiglia, la casa, il lavoro (e poi una volta risolti questi anche il gioco, cioè il sesso; d’altronde “primum vivere deinde filosofare”, come si suol dire…). E quindi, in quella fase della tua vita il sesso diventa succedaneo e funzionale a quel progetto. Solo successivamente, una volta realizzata la “colazione da Tiffany” (permettimi un po’ di ironia…), il sesso torna ad assumere, in parte, la sua giusta dimensione ludica.
Ho detto in parte perché comunque anche tu devi colorare in qualche modo la relazione con i tuoi amanti perché c’è sempre una ruggine di condizionamento che te lo impone. Altrimenti, se ammettessi a te stessa che in realtà ti stai godendo il sesso fine a se stesso, ti sentiresti ancora un po’ puttana (non in senso mercantile, quello che noi contestiamo, ma in senso etico), e questo ti disturba, perché ti impedirebbe di vivertelo serenamente. Quindi è vero che tradisci tuo marito ma non lo fai solo per sesso ludico, fine a se stesso, no, c’è comunque dell’altro, un coinvolgimento. E questo serve a lavarti la coscienza (si fa per dire…) ma soprattutto a darti la libertà di fare sesso senza che il tuo giudice interiore rompa troppo i coglioni…
Come vedi, anche se forse pensi di essere una donna libera e decondizionata, in realtà ti giri e ti rigiri all’interno delle solite dinamiche.
Ovviamente non ti sto gettando la croce addosso. Siamo tutti vittime di un complesso sistema di condizionamenti che ci fanno vivere un’ esistenza dominata dall’ipocrisia. Tuttavia, credo che uno sforzo per modificare la realtà e dare maggiore dignità alla nostra esistenza, si possa fare. Possiamo essere in grado di farlo. Tutte/i. Altrimenti diventerebbe troppo comodo e deresponsabilizzante prendersela solo con il sistema che diventerebbe il parafulmine della nostra pochezza esistenziale. Anche noi contribuiamo a costruire il “sistema”, possiamo scegliere di rafforzarlo o di indebolirlo, dipende da noi e dai nostri comportamenti, quindi anche da una certa dose di coraggio.
Quello che tu non hai, e insieme a te, milioni di donne e di uomini,direi la stragrande maggioranza, anche se per motivazioni in parte diverse. Questo però, come ripeto, non può essere un elemento frenante e deresponsabilizzante del nostro processo evolutivo. Il “mal comune mezzo gaudio” non ha mai giovato ai processi di crescita.
Va proprio in questa direzione il messaggio del sesso ludico che noi abbiamo lanciato, che non è un banale invito a “smollarla”, come ipocritamente viene sostenuto da tante/i, ma un nuovo modo di concepire la relazione fra uomini e donne, all’insegna del superamento delle logiche ipocrite di cui sopra, dei condizionamenti di ogni genere, delle dinamiche concettualmente, culturalmente e psicologicamente strumentali e mercantili.
Naturalmente questa concezione presuppone che il sesso possa essere vissuto liberamente e serenamente, quindi anche indipendentemente da un eventuale coinvolgimento sentimentale. Ma qui apriremmo un altro grande capitolo che non posso affrontare ora.
Avremo modo di tornarci.
Fabrizio
Siamo alle solite. “ti amo caro, ma non te la do, perchè ho sempre mal di testa, il ciclo..bla..bla..”. Salvo poi darla agli amanti segreti. Purtroppo questa è una consuetudine tra le donne occidentali. Mi ricorda quell’ aneddoto che ci racconto qui Rino,allorchè lui chiese a certe sue conoscenti su determinate fantasie erotiche e loro risposero “queste cose si fanno con l’amante, non con il marito”. Questa è la mentalità di molte donne italiane. Ora si spiega perchè tanti, tantissimi, uomini sposati ricorrono a squallide esperienze sessuali a pagamento con povere e disgraziate prostitute sfruttate: con siffatte mogli, purtroppo, si arrivano a questi brutti risultati.
Da tante donne ho sentito le parole di questa Maria, ha ragione Damien, sembrano tutti cloni: “amo mio marito, ma ho le mie esperienze extraconiugali”. Ma come, “amate” vostro marito e poi non avete scrupoli a tradirlo ripetutamente? Ma cosa avete nel petto, un cuore o un pezzo di cemento?
“sono tornato da te per dirti quanto apprezzo la tua bellezza, solo questo”
Funziona con le donne? No. Funzionerebbe con me? No. Risponderei educatamente grazie e continuerei per la mia strada.
Del resto che genere di risposta t’aspetti? “Oh, conosciamoci mio bellissimo passante che hai riconosciuto e omaggiato la mia bellezza!”
Non credo proprio. Forse non capisci che nel cervello femminile omaggio alla bellezza (come la chiami tu) = ti salterei volentieri addosso.
Del resto quello che pensano è assolutamente vero nel tuo caso, lo dici tu stesso (“a perché non posso semplicemente premere un bottone e ritrovarmi abbracciato a quella meraviglia ora, subito, baciarla e fare l’amore, Dio mio!”).
La patetica scusa che poi sei giustificato ad insultare le donne che non ti considerano neanche di striscio – quale enorme offesa essere respinto! E’ giusto chiamarla cretina! E’ giusto insultarla! Tu ammetti una tua debolezza – lei ti piace – e non puoi minimamente nasconderti dietro un’inutile virilità che è appannaggio dell’”uomo che non deve chiedere mai” perché ormai l’hai dichiarato, le hai fatto un complimento, peraltro è stata una tua personale scelta, lei non ti ha considerato, altra scelta lecita, e questo corrisponde ad un’umiliazione. Perché pensieri simili a questi li hanno anche gli stalker e gli stupratori che ritengono lecito sottomettere la vittima al loro volere.
Dimmi, che ti aspetti? Di essere conosciuto per come sei come persona anche se tu stesso scremi le donne sulla base dell’aspetto e sull’attrazione sessuale/disponibilità?
“Se ieri un ragazzo ti ha abbordata dicendo “ciao, hai nove settimane e mezzo libere?” sghignazzando con gli amici, e se tu hai pensato “ma fottiti idiota”, stai certa che quell’uomo è prima passato per non so quante belle silhouette che a fronte di un complimento cortese hanno sollevato la zampetta e gli hanno fatto pipì sulle scarpe delle festa.
Donne, meglio che a fronte di un tizio in bicicletta che torna indietro perché siete troppo sexy per proseguire, vi scorra un “grazie, sei carino” nelle vene fino alla lingua, piuttosto che resina. Vi conviene, sempre, fidatevi.”
Perché è ovvio che chi offende è stato una vittima a sua volta della libertà di scegliere femminile, o del fatto di aver liberamente non riconosciuto un complimento. Per me tanto ovvio non è. Per me un insulto è sempre un insulto, mentre il silenzio è una scelta che deve essere rispettata.
Il grazie, sei carino non è assolutamente dovuto.
Il fatto di essere considerate meri oggetti sessuali non è da tutte percepito come “carino”, anzi il più delle volte è fastidioso. Per me, per esempio, è fastidioso. Non ho bisogno di essere vezzeggiata né riconosciuta in questo senso. Anzi, vorrei proprio essere lasciata in pace e non avere sconosciuti che mi guardano e si voltano per strada, che sentono la necessità di dirmi quanto sono attraente (credo di aver capito dopo l’ennesima dichiarazione) con l’unico scopo di proseguire con un’eventuale conoscenza a cui non sono minimamente interessata. Io ho la libertà di dire che non sono interessata. Punto e basta. Fattene una ragione.
Basta capire questo, che del resto per te è sostanzialmente inconcepibile, visto che la prossima domanda sarà “allora come mi devo comportare?”
In realtà quello che ti preme è sostanzialmente concludere. Quello che personalmente non capisco, dopo una lettura dell’articolo “Sono andato a puttane”, è perché, se è così doloroso tentare di relazionarsi ancora alle donne, che mi pare di capire ti abbiano deluso su tutta la linea,
non continui con le professioniste del sesso (fermo restando che queste professioniste siano consenzienti e non sfruttate – cosa che mi rendo conto sia alquanto difficile da stabilire, ma nel secondo caso si parla di schiavitù sessuale che non è proprio un crimine da poco)
Tra l’altro, la tua visione della donna per me è sostanzialmente aberrante non perché sessuale, ma perché del tutto parziale e relegata ad un unico aspetto del femminile, e preciso, non trovo deprecabile la sessualità, ma è assolutamente ignobile quando un essere umano è sostanzialmente giudicato per un unico aspetto, peraltro relegato alla superficie.
Non sono neppure indignata.
Provo pena.
@Fabrizio: risposta piena di spunti..ci pensero’ su. un’unica puntualizzazione: non mi sento di vivere in contraddizione. sono sposata da molti anni e ho sempre cercato di fare del mio meglio per crescere dei figli e sostenere un uomo in tutte le fasi della nostra vita. questo tipo di progetti richiedono impegni molto lunghi (praticamente una vita..) e non possono risentire delle inevitabili fluttuazioni..passionali che attaversano la vita delle persone. un mutuo puo’ condizionare piu’ di un matrimonio ma serve a costruire qualcosa. sfido chiunque abbia alle spalle qualche lustro di convivenza a dire che ha desiderato sempre e solo il/la convivente. quello che invece secondo me fa la differenza e’ il modo in cui riusciamo a tutelare il nostro menage domestico, tenendolo ben lontano da quelle che sono passioni fine a se stesse. non ho mai provato gran simpatia per donne che nel mezzo di grosse responsabilita’ (da loro cercate e sottoscritte) hanno scompigliato rovinosamente la vita di persone (spesso bambini) che dipendevano da loro. piu’ che un atteggiamento coerente, lo trovo irresponsabile.
Impavida: quali sono le cose così devastanti che hai letto?
Icarus: Raffaele, proprio perchè ti stimo, mi permetto di dirti amichevolmente che il duro giudizio che hai espresso nei confronti di Maria non mi trova d’accordo. Noi non conosciamo nè lei nè la sua vita matrimoniale, e quindi mi pare piuttosto avventato il tuo giudizio. Mi sembra che Maria sia animata dalla voglia di approfondire certe questioni e chio vuole può risponderle senza entrare nel merito della sua vita privata.
In realtà, cara Silvia, tu non provi affatto pena per noi. Tu ci odi o tutt’al più ci disprezzi. Però hai pensato che la pena fosse un concetto viepiù mortificante e potesse ferirci maggiormente…
Insomma anche tu sei una discepola del Zarathustra, anche se forse inconsapevolmente . Ne sto scoprendo tantissime/i negli ultimi tempi…Specie da quando abbiamo aperto questo blog.
Bè, ti auguro tanta fortuna e di trovare sul tuo cammino persone migliori di noi. D’altronde del tuo sentimento di pena noi non sapremmo cosa farcene, nè credo che tu possa pensare di trovare qualcosa di utile e interessante in noi…
Non resta che salutarci…
Buona fortuna.
Fabrizio Marchi
@Alessandro: ma stai scherzando? Guarda, a parte che a me non mi piacciono i traditori(come questa Maria), il tradimento(sia in amicizia, sia in amore, ecc) è l’azione più squallida e bassa che possa mai compiere un essere umano, questa Maria si vanta pure di tradire il marito, dice di “amarlo”, ma poi non si crea il benchè minimo scrupolo a tradirlo ripetutamente. Ma come fai a difendere una persona così cinica e sfacciata? E bada bene che lei non è un caso singolo, come lei vi sono milioni di donne che fanno altrettanto, sembrano cloni: non la danno al marito, ma in compenso la danno all’amante. Non solo. In caso di separazione, hanno pure il coltello dalla parte del manico,perchè vengono considerate sempre come “parti deboli” a prescindere(e sai bene che nell’ oltre il 98% dei casi, a loro vengono affidati casa(del marito) e figli. Cornuti e mazziati. Di qui scaturiscono i raptus che tutti sappiamo. Ma poi ti sei mai chiesto una cosa? cioè sul perchè milioni di uomini sposati vanno a prostitute: ma secondo te che piacere può avere mai una persona nel far sesso a pagamento con una povera e malaticcia donna disgraziata sfruttata che batte squallidi marciapiedi delle periferie? Nessun piacere ovviamente, ma se ciò avviene è per colpa di quelle donne come Maria che lasciano in astinenza i mariti, ma poi se la fanno con gli amanti segreti. Ti sembra giusto? Milioni di uomini beta a tu per tu con tutti gli svantaggi che questa società arreca loro, e poi le loro ingrate mogli,li ricambiano in questo modo!
Maria e le persone come lei(donne o uomini che siano) sono un danno per la costruzione di un nuovo rapporto donne/uomini basato sul rispetto reciproco. Persone come loro è meglio perderle. Io non le gradisco!!!
Sig. Damien,
spero che Lei sia più disponibile del Sig. Marchi, che non intende più dialogare con me.
Pazienza.
Lei scrive, rispondendo a Maria, poco più sopra, esattamente alle 12:22 del 8 Luglio, tra l’altro:
“la donna cara Maria, spesso e’ come un cerino.. la devi FREGARE per usarla.. e poi la butti via.. questo e’ l’assioma che inculcate ai piu’ col vostro comportamento.. Chi e’ causa del suo mal, pianga se stesso!”
Mi permetta di affermare che nella mia limitata esperienza non mi sono mai permesso di trattare una donna in questo modo che considero alquanto mal sano.
Infatti, in questo atteggiamento, per quanto possano essere “cattive” le donne nei confronti di noi uomini, rilevo una totale mancanza di rispetto della persona con cui si ha a che fare.
Un atteggiamento davvero ignobile, mi perdoni la franchezza.
Inoltre, vorrei precisare che, per nostra fortuna, non credo che tutto il genere maschile sia propenso a simili comportamenti.
La necessità BIOLOGICA di fare sesso, inoltre, non è una prerogativa esclusivamente maschile, ma riguarda entrambi i generi.
Mi scusi nuovamente la franchezza, ma mi meraviglio di tanta ignoranza. Se così non fosse la nostra specie sarebbe probabilmente estinta.
Lei continua poi affermando:
” l’uomo riesce a scindere, proprio per questo suo desiderio BIOLOGICO, la sessualità ludica dai SENTIMENTI (leggasi amore) ergo.. voi donne proprio non ce la fate ad APPROCCIARVI ad una sessualità ludica, in quanto la vostra sessualità rimane LEGATA ad EMOZIONI”
Ancora una volta devo dissentire, per quella che è la mia esperienza. La mia attività sessuale è sempre legata a fattori emotivi, anzi Le dirò di più, non riesco neanche a intendere come si possa provare un piacere che non sia puramente meccanico in una relazione priva di qualsivoglia emozione.
Quanto al piacere meccanico credo che la masturbazione sia un’ottima soluzione che la natura ci ha generosamente offerto proprio per evitare inutili complicanze emotive.
Nel ringraziarLa per la Sua pazienza passo a salutarLa.
Daniele
@Alessandro
“Impavida: quali sono le cose così devastanti che hai letto?”.
Ti prego Ale, non è il caso:non ha letto nulla e se l’ha fatto non ha dimostrato di aver capito quel che ha letto…
@Silvia:
La ringraziamo per averci reso partecipi della sua visione del mondo.Le faremo sapere.Avanti la prossima.
@Maria
Perdonami ma al momento non riesco a trovare una connessione tra la tua esperienza personale e il tema o i temi trattati.
Rispetto il tuo vissuto personale e la tua sincerità, ma niente più.
No, no…io te lo confermo. Provo pena per voi! Siete incastrati in ragionamenti assurdi, in merito a questioni altrettanto assurde, avete un’idea stereotipata del femminile, che cosa si può provare se non estrema, incredibile pena?
Sai che cos’è: bisogna aver rispetto non soltanto a parole, dicendo “sei carina” alle passanti (peraltro, sospetto, più per qualche tornaconto, e non certo per il piacere di farlo e basta), ma anche nelle idee.
Se tu concordi con il fatto che dare della cretina a una donna solo perché non ti ha ringraziato sia lecito, allora tu non soltanto sei penosissimo, ma sei anche rimasto ancorato a retaggi culturali che non hanno nulla di rispettoso nei riguardi del femminile, in altre parole stai discriminando una persona solo perché non ottieni quello che ti aspetti. Io questa la chiamo violenza, in questo caso violenza verbale.
Se poi, caro Fabrizio, oltre che ad avere il dono di incasellare le persone sulla base di un unico commento, su cui non trovi peraltro neanche un argomento per replicare, allora che cosa mi rimane se non pena e pena soltanto?
@Alessandro: Guarda, a parte che io detesto i traditori(come questa Maria), il tradimento(sia in amicizia, sia in amore, ecc) è l’azione più squallida e bassa che possa mai compiere un essere umano, questa Maria si vanta pure di tradire il marito, dice di “amarlo”, ma poi non si crea il benchè minimo scrupolo a tradirlo ripetutamente. Ma come fai a difendere una persona così cinica e sfacciata? E bada bene che lei non è un caso singolo, come lei vi sono milioni di donne che fanno altrettanto, sembrano cloni: non la danno al marito, ma in compenso la danno all’amante. Non solo. In caso di separazione, hanno pure il coltello dalla parte del manico,perchè vengono considerate sempre come “parti deboli” a prescindere(e sai bene che nell’ oltre il 98% dei casi, a loro vengono affidati casa(del marito) e figli. Cornuti e mazziati. Di qui scaturiscono i raptus che tutti sappiamo. Ma poi ti sei mai chiesto il perchè milioni di uomini sposati vanno a prostitute: ma secondo te che piacere può avere mai una persona nel far sesso a pagamento con una povera e malaticcia donna disgraziata sfruttata che batte squallidi marciapiedi delle periferie? Nessun piacere ovviamente, ma se ciò avviene è per colpa di quelle donne come Maria che lasciano in astinenza i mariti, ma poi se la fanno con gli amanti segreti. Ti sembra giusto? Milioni di uomini beta a tu per tu con tutti gli svantaggi che questa società arreca loro, e poi le loro ingrate mogli li ricambiano in questo modo!
Maria e le persone come lei(donne o uomini che siano) sono un danno per la costruzione di un nuovo rapporto donne/uomini basato sul rispetto reciproco. Persone come loro è meglio perderle. Io non le gradisco!!!
Daniele, sei ridicolo, dacci un taglio.
Silvia, mia cara bambina capricciosa e col nasino arricciato, sappi che ci sono uomini che tutto fanno meno che dire “quanto sei carina” a una sconosciuta femmina, incontrata per strada.
Non fosse altro per il fatto che non ne vale assolutamente la pena: è solo fiato sprecato e tempo perso.
Quando gli ignari scoprono che esiste un movimento maschile esplode nelle loro profondità una bomba emotiva tale che li rende incapaci di rendersi conto persino delle più elementari contraddizioni delle loro parole.
Infatti trattandosi di parole che salgono dal fondo irrazionale non esigono di essere coerenti.
L’incontro con il MoMas è dirompente e i vulcani esplodono.
E’ alla luce di questa irrazionalità che ho imparato a leggere le affermazioni di chi ci incontra.
Si è allora costretti ad assumere una posizione riflessiva, di attesa e persino di accoglienza (che sarebbe di polarità femminile…sic!).
Come i fratelli maggiori che si lasciano picchiare dai più piccoli, tutt’al più schermandosi e cercando di evitare i colpi più pericolosi.
Uomini e donne che giungono qui da Matrix vanno anzitutto capiti perché trovano davanti a sé l’inaudito, l’impensato, il mostruoso.
Contraddetti, sì, ma capiti.
Io la vedo così.
RDV
@Silver: usa le parole giuste con le persone giuste. Io non ti conosco. Quindi “mia cara bambina capricciosa e col nasino arricciato” lo dici a qualcun altro.
“sappi che ci sono uomini che tutto fanno meno che dire “quanto sei carina” a una sconosciuta femmina, incontrata per strada.”
Ma va? Davvero? Mi hai segnalato un’enorme verità che prima non conoscevo! Grazie davvero!
@iM_pAVIDA 9:59 am – 8th luglio:
Se trova devastanti le argomentazioni qui ascritte, le auguro di non uscire mai dal suo “orticello quotidiano di femminea visione”, potrebbe (per logica consequenza verbale) causarle seri danni psicologici.. e per quanto concerne l’epiteto (credo sia ignorante), il suo prendersela denota scarsa flessibilità nei confronti della lingua italiana, in questo caso, Ignorante (da IGNORARE) colui/colei che IGNORA, le cause di questo ignorare devono necessariamente essere confutate alla luce delle considerazioni personali espresse dinanzi al tema trattato, ergo non credo che lei abbia compreso il tema ivi escusso, lo ha deliberatamente IGNORATO, quale termine quindi piu’ indicativo si poteva usare? oppure Lei ha una così bassa stima di se stessa da voler interpretare il termine dispregiativo piu’ ampiamente usato? o magari, semplicemente ha visto nei miei scritti una persona dalle scarse valenze intellettive che, solo in senso DISPREGIATIVO, potesse indicarla con tale termine?.. se ancora gira da queste parti, potrebbe magari spiegarmelo.. a meno che, anche lei, non sia l’ennesimo “Clone”.. si capisce.. in tal caso capirei la “ritirata”…
@Silvia:
Quello che dici nel tuo primo intervento, ritengo sia TUTTO VERO, hai perfettamente RAGIONE al 100%!!! infatti è per questo che poi gli uomini, quando si sentono dire dalle donne che devono essere romantici, brillanti, intraprendenti, focosi e quant’altro, preferiscono, metaforicamente parlando, alzare il dito medio irto in solidale rappresentanza al vostro sillopismo femminile, alle vostre richieste di porre in essere un atteggiamento A VOI consono, con tempistiche A VOI adeguate, ESCLUSIVE, e dettate dalle dovute tempistiche del caso che riteniate VOI opportune, oltre che dinanzi alle vostre PALESI CONTRADIZIONI, senza contare che il tutto, si ricollega sempre al famoso discorso del RE dinanzi al giullare! il tuo discorso trasuma di un EGOCENTRISMO VULVARE talmente saturo da rimanerne basito.. o forse no.. in finale.. rileggendo altri commenti.. anche dal tuo si evince “l’IO”! non c’e’ spazio per la COMPRENSIONE UMANA MASCHILE, quella è facile relegarla, al solito, in seconda analisi.. perchè questo e’ il succo del discorso ivi escusso, cara Silvia, un uomo si deve proporre.. SEMPRE.. alla donna è sufficiente GIUDICARE.. un comportamento, questo si.., PENOSO! la pena viene sempre INFLITTA all’uomo dal potere uterino.. ci si guarda bene oggi dal chiedersi cosa provi un uomo che voglia genuinamente conoscere una donna.. troppo sbattimento per delle perenni impegnate come voi.. si capisce..
“NOI SIAMO LE DONNE… SARETE RIEDUCATI!…OGNI RESISTENZA E’ INUTILE!”
@Daniele:
Sig. Daniele,
Non ho nessun problema di disponibilità al dialogo, tantomeno mi ritengo di avere la verità in tasca, tuttavia ritengo che Lei si sia presentato in malo modo in questo luogo, tutti possiamo sbagliare, io in primis, pertanto se vorrà argomentare in maniera seria, civile, attinente al contesto quelle che sono le sue lecite opinioni, non credo avrà problemi ad avere un dialogo, badi bene che, da “buon cane da guardia” come lei si e’ permesso di definirmi, potrei rifiutarmi in futuro di argomentare con lei qualsiasi ulteriore opinione laddove ravvisi semplici artifizi verbali per fomentare risse sterili.. a buon intenditor..
Detto questo, mi permetta di spiegarLe le motivazioni che ha evidenziato nel mio intervento.
“”"Lei scrive, rispondendo a Maria, poco più sopra, esattamente alle 12:22 del 8 Luglio, tra l’altro:
“la donna cara Maria, spesso e’ come un cerino.. la devi FREGARE per usarla.. e poi la butti via.. questo e’ l’assioma che inculcate ai piu’ col vostro comportamento.. Chi e’ causa del suo mal, pianga se stesso!”
Come, tra le righe, ha espresso Barnard in questo e negli altri suoi articoli, se ci si pone dinanzi ad una donna per quello che si e’, genuini, sinceri, in tutte le sfaccettature, la donna relegherà l’uomo a se stessa, ben si guarda dal comprenderlo, al ricompensarlo civilmente, al riconoscergli quanto è dovuto, al ricercarne un dialogo emotivo paritario…al contrario lo usa, strumentalizzando la naturale attrattiva che l’uomo ha per la donna.. strano ricontrare, successivamente, che le donne generalmente ricercano queste qualità per poi usarle CONTRO chi gliene fà dono.. viene da chiedersi quali siano allora le motivazioni.. se non quella palese di avere un POTERE RELAZIONARIO basato sulla VULVA…in quanto se riscontrasse che l’uomo, come lei donna, e’ in primis PERSONA, taluni comportamenti cesserebbero di esistere..se una belloccia non e’ in grado di rispondere CIVILMENTE ad un uomo con un grazie, significa che oltre a non conoscere l’educazione civica, ritiene che il MONDO giri intorno a lei, non vede la società, tantomeno una società fatta anche da PERSONE di sesso MASCHILE, che possono talvolta genuinamente fare i romantici, facendoti un complimento, TU, in quanto DONNA, ti chiudi nel tuo potere uterino e DISDEGNI la relazione! perchè non ti và.. non ti va di rispondere.. sei tu che decidi.. tu in quanto donna, e se la cosa non ti aggrada, oggi hai tutte le difese che vuoi, puoi IGNORARE la persona che hai, infischiandotene totalmente dei suoi sentimenti, come gridare alla VIOLENZA VERBALE… dall’alto del tuo TRONO, GIUDICHI, RIDI, SBEFFEGGI ed emani SENTENZE…pero’.. pero.. pero.. questo comportamento, magicamente, va a farsi benedire, tutte le sue basi pseudologiche si disintegrano dinanzi a contradizzioni spaventose..dinanzi all’interesse personale, al potere, alla estrema bellezza.. e uant’altro mi sia dimenticato di elencare.. queste considerazioni perdono di valenza.. rendendo la donna spesso al pari degli uomini.. essa segue il suo IDOLO, spende per esso, si addomestica a lui incondizionatamente…spesso senza coinvolgimenti emotivi.. anzi!!.. ecco allora che si arriva all’eufemismo del cerino.. essere se stessi BUONI, BRAVI, RISPETTOSI, ROMANTICI e quant’altro gia’ escusso, per la maggioranza delle donne non paga… bisogna attenersi agli SCHEMI VULVARI!! almeno INIZIALMENTE!! perchè vedi, Daniele.. il fatto che non succeda a te, o a me, ha poca rilevanza.. il problema c’e’ ed ESISTE…questi loro comportamenti feriscono nell’anima gli uomini, uomini normali, della porta accanto.. i quali constatano che taluni uomini, attuando DETERMINATI SCHEMI SOCIALI, OPERANO un vero e proprio INGANNO EMOTIVO nei confronti delle donne, in tal modo riescono a non farsi FERIRE e, di conseguenza, FREGANO LE DONNE, questo comportamento quindi PUNISCE gli uomini seri, quelli veri, quelli che ricercano un comportamento PARITARIO tra uomo/donna, tutto cio’porta quindi ad una insensata omologazione di massa concernente le tipologie verbali, societarie attuate da entrambi i sessi.. tutto cio’ infine fomentare questa tipologia maschile, punendo la seconda. da qui la frase finale “chi è causa del suo mal, pianga se stesso!” in quanto poi.. le stesse donne, sovente, si lamentano di essere state INGANNATE, che non ci sono piu’ gli uomini di una volta..bla bla bla..andando magari a piangere sulla spalla del BARNARD di turno…
“”"Mi permetta di affermare che nella mia limitata esperienza non mi sono mai permesso di trattare una donna in questo modo che considero alquanto mal sano.”"”
Io Le consento di affermare cio’ che trova sia una sua lecita opinione, tuttavia riscontro una estrema similitudine al SILLOGISMO FEMMINILE (leggasi io…io…io….MIA…) se con questo modo crede di abbattere verità confutate, si accomodi accanto alle varie Cloni intervenute in precedenza..
“”"”Infatti, in questo atteggiamento, per quanto possano essere “cattive” le donne nei confronti di noi uomini, rilevo una totale mancanza di rispetto della persona con cui si ha a che fare. Un atteggiamento davvero ignobile, mi perdoni la franchezza.”"”
Lei puo’ opinare quanto vuole, tuttavia basta la sua genuina consapevolezza che le donne possono essere “CATTIVE” per suffragare quanto affermo.. l’uomo, generalmente, non è MAI cattivo verso le donne, al contrario! per natura, generalmente egli è mosso da GENUINA NATURALE ATTRAZIONE.. e se pensa che la scopata sia il solo motivo, le rispondo che qui NESSUNO (uomini e donne) si e’ mi lamentato di scopare quando cio’ e’ voluto! non vedo perchè quindi criminalizzare solo una categoria di UTENTI SESSUALI sbattendogli in faccia una delle cose piu’ belle e condivise di questo mondo.. e ritornando in argomento, il fatto che Lei rilevi una mancanza di rispetto, sappi che spesso le donne, con la loro VIOLENZA PSICOLOGICA, VERBALE e di TOTALE STRUMENTALIZZAZIONE della propria attrattiva SESSUALE, dimostrano una palese MENEFREGANZA verso il genere maschile.. oltre che un EVIDENTE MANCANZA DI RISPETTO verso i bisogni maschili ed i LORO SENTIMENTI! pertanto usare un eufemismo e’ il minimo che Maria si potesse aspettare.. perchè lei si riferisce a Maria, con fare zerbino! quello che conta per MARIA, e’ la METODICA con cui gestisce la SUA VITA, dove OGNI situazione VIVE e deve ESISTERE in virtù di LEI, non solo non rispetta gli uomini, ma neanche se stessa, i suoi figli ed il suo marito.. dinanzi a tale egoistica rappresentazione dell’ego, trovano fondamento molti dei pensieri espressi in questo sito, oltre che la cruda realtà sociale odierna, la mercificazione dei sentimenti o l’uso strumentale che si faccia della loro SESSUALITA’ per dare unaMOTIVAZIONE o SCUSANTE alle loro idee ed azioni è semplicemente la stessa medaglia di un mondo corrotto dall’egoismo, che vede donne e potere andare a braccetto, fregandosene del resto, ed in questo resto ci sono gli uomini e le donne beta e.. si.. questo lo trovo VERAMENTE un ATTEGGIAMENTO IGNOBILE!
“Se tu concordi con il fatto che dare della cretina a una donna solo perché non ti ha ringraziato sia lecito”(Silvia)
Sì, è lecito. Se una donna, conosciuta o sconosciuta, mi rivolge un apprezzamento, io le rispondo “grazie”, anche(e soprattutto) se lei non mi piace. Mai e poi mai mi sognerei di mortificarla. E’ una norma di corretta convivenza civile. E chi non rispetta queste norme, atteggiandosi a snob, è un/o cretino/a. E francamente tu lo sei.
Forse impavida è rimasta scioccata dal mio sano tornare alla natura:
http://img114.imageshack.us/img114/7334/cannferox172cj.jpg
Ma quale nasino all’insù, fossero davvero mangiatrici di uomini come una volta:
http://i991.photobucket.com/albums/af34/anubsur/Screenshot222.jpg?t=1278671291
Signor Daniele cosa ne pensa lei, eccellentissimo, magnificentissimo?
Silvia:
“Silver: usa le parole giuste con le persone giuste. Io non ti conosco. Quindi “mia cara bambina capricciosa e col nasino arricciato” lo dici a qualcun altro.”
No, io lo dico a te.
___________
Silvia
“Ma va? Davvero? Mi hai segnalato un’enorme verità che prima non conoscevo! Grazie davvero!”
Prego, non c’è di che.
Mi rendo conto che davvero su certe cose non avete torto, ossia sul fatto che molte donne ci tengono ad aver il ruolo che hanno. Mi spiego meglio.(scusate se per farlo mi avvarrò di esperienze personeli..ahimè).
Quando dico che ho pagato io il motel (tipo facciamo una volta a testa) a qualche amica…le reazioni sono di stupore (tipo..io non mi sognerei mai di farlo, o..ma perchè ti abbassi a tanto) oppure qualcuna mi ha detto in faccia “sei fessa”.
Sono donne moderne, lavoratrici, che potrebbero quindi capire che se un incontro di sesso alla pari e senza coinvolgimenti (almeno ci provo..ahimè) con un uomo che non ha uno stipendio diverso dal mio (in realtà si…ma non sottilizziamo) è giusto che io donna abbia gli stessi oneri dell’uomo.
E’ quasi ovvio che uno si approfitti dove può..in Italia ce lo insegnano le più alte cariche, ma siccome io nn lo credo corretto non lo applico, mi sembra che pormi alla pari dell’uomo anche in una “spesa” sia dignitoso per me e per le mie idee.
Inoltre quando leggo che cosi candidamente una donna dice di avere l’amante ma di non voler distruggere la famiglia (e non sto giudicando Maria, perchè il mio è solo un cercare di capire)mi accorgo di quanto ancora siamo legati a schemi.
L’uomo che se ne va di casa per inseguire una passione e abbandona la famiglia è un disgraziato. La donna che fa la stessa cosa pure peggio (madre che abbandona i figli è ancora più disumano..pare).
Allora viviamo in questi compromessi di famiglia che tira avanti unita, ma siamo sinceri? Perchè nn ci sarebbe nulla di male se entrambi i coniugi fossero daccordo sul fatto di poter fare sesso fuori dal matrimonio, ma se uno dei 2 ne è all’oscuro…bè…ci vuole coraggio a sentirsi a posto.
Il problema è la famiglia.
l’istituzione famiglia cosi come è concepita ( e non vorrei sbagliare, ma mi sembra di origine patriarcale).
Un padre o una madre che vogliano seguire le proprie passioni amorose, che nn corrispondono più al compagno, potrebbero benissimo seguitare ad avere ottimi rapporti coi figli e con l’ex, se solo si uscisse da quegli schemi cattolici che indubbiamente chi più chi meno abbiamo tutti in testa fin da piccini.
E da questo credo debba partire la rivoluzione che potrebbe portare alla vera parità. Scardinare un sistema di ipocrisia, che è dell’uomo e della donna perchè è propria del sistema.
Cara Lasam, finalmente un intervento femminile che mi sento di condividere in larga parte.
Nelle tue parole c’ è molto autocritica (di genere) e non è un evento così ricorrente. Credimi.
Il tema che sollevi è sostanzialmente quello che ha sollevato anche Maria, anche se in modo diverso. E cioè il fatto che il sesso debba sempre essere legato a qualcos’altro, che non possa marciare per proprio conto. Dovremmo provare a chiederci come mai il solo concetto di “sesso ludico”, fine a se stesso, giocoso, naturale, senza nessun altro fine che il piacere, rappresenti un’opzione così lacerante. Non è mai esistita, tranne appunto in contesti lontanissimi dai nostri sia a livello spaziale che temporale (alcuni arcipelaghi del Pacifico, i Caraibi, l’Africa sub sahariana) una cultura che abbia lasciato galoppare liberamente la sessualità.
E questo perché proprio la sessualità è un’energia incredibilmente potente che se fosse lasciata libera di esprimersi potrebbe mettere in crisi i vari ordini costituiti, cioè i sistemi di dominio che nel corso dei millenni si sono avvicendati. Noi questo concetto lo spieghiamo nel nostro Manifesto (il Movimento Beta). Questo “lavoro” di condizionamento è stato svolto dapprima dalle religioni organizzate e dai sistemi statuali che da queste traevano legittimazione ideologica e che si fondavano sulla mortificazione del principio di piacere, e in seconda battuta dal capitalismo nelle sue varie versioni che ha avuto necessità di ricondurre anche e soprattutto la sessualità all’interno delle logiche strumentali e mercantili che gli sono proprie.
Senza un controllo pervasivo e capillare della sfera più profonda degli individui (e quindi innanzi tutto della sfera sessuale), l’attuale sistema di mercato non potrebbe neanche sopravvivere. Dirò di più, avrebbe, se non i giorni, gli anni contati. Se ci fosse una rivoluzione culturale, psicologica (e di conseguenza anche sociale) nel senso di una vera liberazione (non ideologica) della sessualità,sarebbe comunque costretto a ridefinirsi completamente.
Naturalmente il quesito che ponete sia te che Maria sembrerebbe essere a prima vista di minor portata, ma così non è. Perché ciò che normalmente pensiamo appartenga ad un sfera meramente intima o intimistica degli individui, in realtà ha radici e risposte estremamente più complesse.
L’eros , dicevamo, è stato sempre intimamente legato ad altro. E così ci hanno ingabbiati/e. Sono stati talmente astuti da sovraccaricarlo di tutta una serie di sovrastrutture che lo hanno pesantemente condizionato. Non solo il sesso ma soprattutto la nostra psiche che è ormai in larga parte irrimediabilmente danneggiata, comunque condizionata.
Tornando indietro nell’analisi, il capolavoro è stato quello di coniugare il sesso (e l’erotismo) con il “sacro” e lo “spirituale” (che sono concetti ben diversi dalle religioni codificate, sia chiaro, rispetto alle quali possono marciare autonomamente). Questa operazione non è stata portata avanti solo dal Cattolicesimo, sia chiaro, ma da tutte, veramente tutte le confessioni religiose del pianeta. Personalmente invece credo che le due cose marcino su binari separati, ma non in termini assoluti, altrimenti ricadremmo nello stesso errore ideologico.
Ho provato “sensazioni spirituali” molto potenti in determinati momenti e luoghi della mia vita (penso ad esempio ad alcuni siti naturalistici o religiosi) così come di fronte all’ascolto di una musica o alla visione di un’opera d’arte o durante momenti di intenso pathos personale.
Sensazioni ed emozioni che francamente non hanno nulla a che vedere con quelle che ho provato alla vista di un corpo nudo di donna. Ma questo non significa che le prime siano “buone” o “più importanti” perché spirituali, e le secondo “cattive” o “meno importanti” perché sono carnali. Sono semplicemente due cose diverse che dovrebbero essere vissute nella loro reciproca bellezza per quello che sono. E invece questa separazione (che, guarda caso, è più maschile, o comunque è più riconosciuta appartenere agli uomini) è stata criminalizzata. Non è un caso che molte donne quando intervengono anche qui sul blog (ma sono discorsi che ci siamo sentiti ripetere per decenni) parlano del sesso senza altri coinvolgimenti come di “ginnastica”, “si va in palestra per fare ginnastica e non in camera da letto”. Dietro a queste affermazioni in larga parte inconsapevoli c’è proprio questo processo di demonizzazione della sessualità.
E adesso il discorso, che sembrerebbe chiuso, in realtà si apre ancora di più. Ma io purtroppo non ho tempo e devo salutarti. Ci torneremo senz’altro in corso d’opera.
Fabrizio
@lasam..no lasam, non ci serve coraggio perche’ non si tratta di “sentirsi a posto” e non si tratta neanche di schemi cattolici.. semplicemente penso che il nostro personale equilibrio viene da dentro e non dagli altri. ognuno di noi sa di cosa ha bisogno per sentirsi bene e se dopo molti anni di convivenza il proprio compagno e’ diventato qualcosa di simile a un vecchio amico, da curare e sostenere anche con riconoscenza..io non ho difficolta’ a trovare fuori quello che non ho piu’ in casa. cio’ fa di me una persona serena, tranquilla, sempre sorridente e disponibile..col marito soprattutto. la vita non e’ fatta di grandi eventi, ma di tanti giorni, tutti uguali e uno di seguito all’altro. i figli vogliono il papa’ e la mamma e non pensano certo che la loro intesa sessuale debba venire prima del loro bisogno di sicurezza..ed e’ giusto così. crescere e’ molto faticoso e i genitori non devono complicare loro le cose. il mio convivente e’ sempre molto interessato a me perche’ dice che sono solare, equilibrata, ottimista e..bella ma io so bene che molto dipende dal fatto che non l’ho mai caricato delle mie insoddisfazioni, mai mi sono lamentata nelle difficolta’ e ho sempre fatto in modo che il mio grande amore per la vita mi indicasse la strada da seguire. sono un tipo concreto..e se guardo i risultati vedo le mie mani..piene..con ragazzi sereni e un compagno soddisfatto, sotto tutti i punti di vista.
Maria tu sei una persona ipocrita e svergognata che sta facendo del male ad una persona ignara che crede di essere amata. La tua presenza qui è di danno, con persone(donne o uomini che siano) come te, mai si creerà nulla di buono nei rapporti uomo/donna. Tradisci spudoratamente la persona che dici di “amare” senza poi provare nememno un pò di scrupoli. Sei disumana e amorale. Quando prima te ne vai da qui, meglio è. Per me te ne devi andare da qui. E alla svelta!!!
Icarus, il giudizio che tu, io o ciascuno di noi possiamo avere sulla condotta di Maria, non comporta il fatto che debba essere cacciata. Non ha insultato né offeso nessuno, né inneggiato al razzismo, al sessismo o alla discriminazione di classe. Pertanto non ci sono gli elementi “costituzionali” per escluderla dal blog.
Abbiamo appena deciso di allontanare un utente, sulla base di una democratica consultazione. Voglio proprio vedere in quanti blog vige un tasso di democrazia come quello che abbiamo noi…
Ora non commettiamo l’errore opposto, quello cioè di trasformarci in un comitato di salute pubblica. Né tanto meno il sottoscritto sta studiando da commissario politico.
L’opinione che tu, io o qualsiasi altro/a possiamo nutrire nei confronti di una persona che ci ha messo al corrente delle sue vicende personali, non ha nulla a che vedere con le ragioni del blog.
Mi pare, se vogliamo vederla da questo punto di vista, che ci siano stati e ci siano altri atteggiamenti molto più nocivi di quelli di Maria da parte di altri/e che hanno imperversato nel blog.
Fabrizio
Le “confessioni” di Maria potrebbero anche non rispondere al vero. Potrebbe essere il racconto di un sogno, oppure di quel che accade a un’amica. Potrebbe essere un “sondaggio” praticato qui da una donna, ma anche da un uomo, per vedere cosa succede, come reagiamo, racconto magari ripreso dalla posta del cuore di un rotocalco.
Potrebbe essere qualsiasi cosa. Come per a strafiga che confessava di (essere costretta ad) usare il vibratore.
Ma era una confessione o altro?
Magari una forma di civetteria…
RDV
Non mi sento di allontanare Maria, ha avuto ed ha il coraggio di DIMOSTRARE parte della realtà sociale che ci appartiene, per quanto ognuno poi abbia i propri punti di vista (io in primis.. e non sono stati certo di complimento), in lei c’e’ da sottolineare che, quanto afferma, ha una sua valenza. Sono in accordo con Maria quando evidenzia che questa vita non e’ fatta di grandi eventi, ma di tanti giorni, tutti uguali e uno di seguito all’altro.. peccato che se quanto lei afferma venga giustificato dalla vulgata in qualunque direzione, parimenti un uomo sarebbe tacciato immediatamente sotto qualsiasi profilo..
La verità e’ una sola.. Maria.. TU NON AMI! se amassi… non staresti nella gabbia DI COMODO che hai intorno a te.. talvolta.. l’atto d’amore piu’ grande consiste nel saper rinunciare.. tu nascondendoti dietro ai bisogni dei tuoi figli, del tuo compagno, giustifichi una vita che molti non augurerebbero per se stessi..
Auguri Maria.. un prosit alla vita ed alla tua ipocrisia!
Vedi Maria…io capisco benissimo le tue ragioni ecc, però questo comportamento ( che sia chiaro è largamente diffuso) non lo trovo corretto. Verissimo, tu hai le mani piene e io invece che ho fatto altre scelte forse le ho vuote. Come però pretendere giustizia, onestà, lealtà..se siamo i primi a nascondere qualcosa? So che funziona cosi, esattamente come dici tu, ma appunto per questo sono sola, prendendomi la responsabilità delle mie scelte e dei miei desideri. Non solo con me stessa, ma con chi vivo (o vivevo per l’appunto).
Ma stiamo andando fuori tema. Certo è che se la maggioranza delle coppie si mette le corna (nn so come altro dirlo) allora qualcosa nn funziona nella istituzione famiglia. Eppure se nn si fa famiglia si è come esclusi dalla società, da questa società ipocrita.
Vero..la vita è fatta di giorni, e di praticità.
Come chiederti di cambiare la comodità nella quale vivi (cerca di capire il senso della parola comodità…nn fraintendere) e subire il peso di una separazione per poi magari stare con l’amante che a quel punto si trasformerebbe in un altro amico?
Scelte difficili e coraggiose, anche quella di restare lo è…però nn ci si fa scappare nulla, si ha l’una e l’altra cosa…e semplicemente mi sembra di cattivo gusto. Poi..ognuno si gestisce, ovvio…lungi da me giudicare te, è solo il comportamento che nn mi piace, ma come dicevo ..lo fanno quasi tutti.
No, Fabrizio, questa Maria sta istigando alla violenza, cioè alla violenza psicologica e interiore. Tradire un caro è una violenza psicologica e morale che fa soffrire, che distrugge dentro.Lei si vanta, senza mostrare alcun segno di scrupolo, di tradire e di far del male alle spalle alla persona che dice di amare. Questo va contro i miei ideali basati sul rispetto, sulla fedeltà,sulla lealtà, alla giustizia, ai diritti umani. E per me questi ideali vengono prima di ogni cosa. Non sarei capace di far del male nemmeno al mio più acerrimo nemico, figuriamoci a un mio caro(fratelli, genitori, moglie, figli, ecc). Per questo non sopporto la presenza in questo spazio di quell’ essere spregevole e amorale. Certo, non tutti gli adulteri sono fatti per far del male, ad esempio una donna maltrattata dal marito che intraprende una relazione extraconiugale, non va demonizzata. Così come non si può demonizzare un uomo che va a prostitute perchè lasciato in astinenza sessuale dalla moglie, di quella moglie che però in compenso se la fa con l’amante segreto(come fa questa Maria). Maria invece ci ha detto che “ama” il marito e che con lui ha buoni rapporti, quindi le sue relazioni extraconiugali sono totalmente ingiustificate.Tra l’altro venendo ad una questione prettamente legata alla QM, persone come lei sono di danno, di impaccio per la costruzione di una nuova alleanza tra uomini e donne nel nome di un rispetto reciproco.Io ho sempre detto che la presenza di donne all’ interno del Movimento Maschile non solo è importante, ma anche necessaria e indispensabile. Di donne per nulla sottomesse o succubi di vecchi retaggi machisti e maschilisti, ma di donne libere.. Emancipazione femminile non deve significare fare come fa maria e milioni di altre donne, cioè avere relazioni extraconiugali mentre i poveri e ignari mariti stanno a sacrificarsi nel lavoro o comunque immersi nelle mille e mille problematiche che questa società riserva agli uomini beta(svantaggi nel mondo del lavoro, delle pensioni, una vita media quasi 10 anni minore rispetto a quelle delle donne, ecc). Emancipazione non deve significare sfasciare una famiglia alla minima cosa storta,, lasciando e abbandonando a se stesso il marito, privandolo anche dei suoi averi e figli, approfittando che la legge che nei contenziosi di separazione sta sempre dalla parte delle donne viste sempre come parte “debole” a prescindere. Cioè emancipazione non deve significare far del male al prossimo, in questo caso il maschio partner(fidanzato o marito)ma bensì significa(o meglio, dovrebbe significare) avere pari opportunità nell’ inserimento della donna nel mondo del lavoro e della società(cose che oggi in italia e in occidente avvengono eccome). Cosa sulla quale sono stato sempre d’accordo, in virtù delle mie idee sociali e politiche progressiste. Ma purtroppo, come detto prima, molte donne,hanno stravolto il concetto di emancipazione, scambiandola per una pratica di rivalsa contro gli uomini e in un atteggiamento distruttivo nell’ambito delle relazioni affettive e sentimentali, specie nel campo familiare.Maria è una tra queste. Però lei è anche cattiva, spudorata e insensibile. Ammette di far del male al marito, ma anzichè provare scrupoli, se ne compiace. E’ una sadica, una megera, quindi. Lontana anni luce, quindi, dal mio modo di concepire le relazioni con il prossimo.Per questo non la sopporto, ho terrore di lei e delle persone come lei e pertanto mi aspetto e mi auguro che quell’ essere immondo sparisca al più presto da qui.
Icarus, sei veramente esagerato e troppo emotivo.
Si ma con la scusa del coinvolgimento emotivo le donne riescono a sistemare tutte le loro contraddizioni.Al contrario,un uomo che confessa di tradire la moglie viene regolarmente tacciato di essere un porco.Barnard viene invitato a farsi una sega solo per aver invitato a “Darla”.Noi a provare ad andare con i cani (dalla “mitica” Lucrezia,nella sezione lettere).
Chissà cosa ne pensa al riguardo BB’82,che in un altro post critica gli uomini che cercano “soddisfazione” al di fuori del matrimonio…non hanno diritto anche loro di conseguire il proprio equilibrio…come Maria?
@lasam…io sono un persona che nella vita ha sempre volato basso. quando tu parli di giustizia, lealta’, onesta’..ho qualche difficolta’ a riempire..questi concetti di significati concreti. se io dico sedia, piu’ o meno un’idea comune l’abbiamo tutti..ma se dico giustizia le cose si complicano. questo stesso blog in piu’ di un’occasione ha sollevato perplessita’ in merito alla normativa vigente su diritti e doveri dell’uomo e della donna nel matrimonio, nella cura dei figli, sul lavoro..denunciando un sistema palesemente..ingiusto! onesta’..c’e'forse parola piu’ “relativa” di questa? cento anni fa aveva lo stesso significato di oggi? chi evade le tasse si sente disonesto come una qualsiasi altra persona che delinque? il padre di un bambino handicappato a cui la manovra finanziaria toglie il sostegno pensera’ di vivere in un paese “onesto”? lealta’..verso la patria? con se stessi?nei confronti della chiesa che ci chiede di avere rapporti sessuali solo nel matrimonio (oggi che ci si sposa poco e tardi..hai voglia..). quello che vorrei farti capire e’ che non ho mai avuto la presunzione di erigermi a paladino dei sacri valori e mai ho giudicato chi non la pensava come me. ho sempre pensato che riuscire nella propria vita a “tirare avanti la baracca” cercando di fare del proprio meglio..fosse cosa difficile e per nulla scontata. dire che negli anni l’amore di due ragazzi felici si trasforma in altro..e’ dire cosa immonda? la settimana scorsa all’ora di pranzo nel TG2 un servizio di costume con tanto di disegnini simpatici diceva che in ufficio il 53% degli uomini ha avuto una relazione..con chi?aggiungo io..con donne, presumo, tutte single e divorziate? non credo, a leggere le statistiche sul nostro stato civile. eppure nessuno si e’ scandalizzato. sono sicura che la mia vita non la vorrebbe nessun altro mio caro Damien ma e’ assurdo pensare che esistano formule che vadano bene per tutti. conosci te stesso..non lo dicevo certo io e non e’ sicuramente invito da prendere alla leggera. lasam tu hai ragione quando dici che e’ questione di scelte. io ho voluto avere figli e questo fa sicuramente la differenza. quando un uomo, un perfetto estraneo, diventa padre di tuo figlio, lo vedrai con occhi diversi per il resto della vita. potra’ non piacerti piu’ (capita..eccome), potra’ ferirti, deluderti..ma e’ la persona piu’ importante nella vita di quella creatura splendida che ne ha un bisogno folle. sono sempre stata una persona indulgente ma prima di esserlo con gli altri, bisogna esserlo con se stessi. io non mi assolvo e non mi condanno, semplicemente non mi sento in tribunale. il sesso aiuta a vivere, ti fa palpitare, emozionare (si puo’ dire? sembra una parolaccia per alcuni..) e la nostra banale quotidianita’..sembra meno grigia. un uomo che ti investe del suo vigore, del suo desiderio, della sua spinta…ti fa un grande regalo.io la vedo così. ma e’ solo la mia vita.
Rino
“Potrebbe essere un “sondaggio” praticato qui da una donna, ma anche da un uomo, per vedere cosa succede, come reagiamo, racconto magari ripreso dalla posta del cuore di un rotocalco.”
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Più che probabile…
E’ l’uomo che deve emanciparsi dalla donna, dalla sudditanza sessuale.
Questi mariti che quando parlano della moglie sembra chissà cosa hanno, si fanno in 4 per lei, e sono felici perché la gente pensa che comunque scopano.
Non è obbligatorio fare sesso.
@Rino
Non a caso l’articolo di Barnard in homepage è intitolato “Dalla” e non “Parla”
Icarus..calmati. Piuttosto che allontanare quello che ti fa paura perchè non tentare di far capire che non può pensarsi corretta solo perchè trova la sua dimensione?
la situazione è comune e allontanare da qui una persona che in fondo ha solo parlato della sua realtà non risolverebbe il problema.
Mi pare che Maria nn le abbia vissute come confessioni…ma come una cosa talmente naturale per lei che ne ha parlato senza porsi il problema. Ecco…forse qui c’è davvero da chiedersi: se un uomo dichiarasse cosi candidamente di tradire la moglie pur volendole un gran bene ( e nn perchè lei abbia problemi di salute per i quali ad es, nn può fare sesso) e standole vicino…quale donna direbbe “bravo, fai bene, hai trovato il tuo equilibrio?”
l’onestà nei rapporti non ha sesso…c’è o manca, ma si può imparare ad averla (ovvio, c’è da pagare un prezzo: mollare la comodità).
Leonardo
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Non è obbligatorio fare sesso.
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Si’, ma basta anche con questi slogan, Leonardo, perche’ dire che “non e’ obbligatorio fare sesso” significa tutto e niente.
Non sara’ “obbligatorio” per te, ma avere una sana vita sessuale – e affettiva, aggiungo – migliora nettamente l’ esistenza e rende meno incazzati con il mondo e con la vita.
Detto ancora piu’ chiaramente: se c’e’ una cosa che neanche in passato, ai tempi di U3000, ho mai sopportato, e’ quella di leggere post di utenti che dicono di “sbattersene” delle donne, di “darsi alle passeggiate, alla lettura, alla pesca, allo sport, ecc.”.
Cazzo, ma va? E allora, se veramente a questi uomini – te compreso – non frega niente delle femmine, perche’ sono/siete qua a parlarne ? Quando mai ci si infervora per qualcosa che non interessa ? Ma vogliamo smetterla di pigliarci per il culo ?
Caro Leonardo, i tuoi ragionamenti hanno origine dall’ umano e comprensibile senso di impotenza dell’ uomo medio nei confronti della donna media.
Perche’, diciamocela tutta, noi uomini medi non contiamo un c**** con le donne, non abbiamo verso di loro alcun ascendente, nessun reale potere attrattivo.
Percio’ e’ normale che la cosa ci faccia incazzare, perche’ chiunque di noi vorrebbe essere attraente, desiderato e non incazzato.
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p.s.: a scanso equivoci faccio notare che io sono stato “fidanzato a casa”, come si suol dire dalle mie parti, ho anche avuto una relazione con una donna piu’ grande di me di dieci anni, oltre ad aver fatto sesso con diverse donne. Cio’ non toglie che, al pari di qualsiasi altro uomo comune, ho dovuto sempre faticare come una bestia per rimorchiarne una (dopo essere stato scartato da parecchie).
a dichiarazioni come le tue ho sempre risposto e continuo a rispondere “grazie sei gentile” e non “grazie sei carino” perchè penso ed ho sempre pensato fosse una pura gentilezza.
@ Strider, non ho mai negato il potere delle donne, dovuto anche all’obbligo di fare sesso, quindi la mia frase è riferita alla cultura generale: gli uomini: la fica la fica la fica la fica, le donne: io io io io io io io io
Bisogna riconoscere che il mondo ci spinge fin dall’infanzia a servire le donne.
Molti si fanno la macchina bella per le donne, altri si arruolano in qualche forza armata per sentirsi ammirati dalle donne, e cosi via…..
Quindi ho parlato di emancipazione maschile, ma so che la sessualità è la forza maggiore negli esseri viventi, maschi e femmine, e si manifesta in modi diversi.
Voglio spezzare una lancia, paradossalmente, sia nei confronti di Maria che di Icarus, perché, forse sarà l’esperienza, cioè la “maturità”, riesco a comprendere le ragioni di entrambi, essendoci passato attraverso e con tutte le scarpe.
Dico subito che non è il solito improbabile tentativo di mediazione; tutti in questo luogo sanno bene che non recito la parte del moderatore tradizionale.
Naturalmente do per scontate la buona fede di entrambi. Ma, a parte questo, ciò che ci interessa ora è il concetto, le questioni che sollevano e le contraddizioni che aprono. Perché entrambi rappresentano due posizioni apparentemente opposte e speculari che toccano dei punti molto interessanti.
Icarus pone un problema etico che non può essere certo eluso. E ha ragione. Tuttavia, se assumessimo questa posizione in termini assoluti, senza cioè contestualizzarla e relativizzarla, rischieremmo di cadere in una sorta di “formalismo” ideologico che non aiuterebbe a comprendere la realtà delle cose che, come sappiamo, è sempre molto più complessa.
Maria invece, più empiricamente, diciamo così, parte proprio da quest’ultimo assunto. Proprio perché la realtà, anche quella della relazione affettiva intendo, è molto complessa, non è possibile stabilire una legge morale assoluta a priori. Di conseguenza non possiamo condannare questa o quello per averla infranta. E ha ragione anche lei.
Torniamo al punto che ho affrontato in un post in risposta, mi sembra a Lasam o forse alla stessa Maria e che peraltro affronto in modo più esaustivo nel mio primo libro, sempre per chi lo ha letto.
Il sesso e i sentimenti devono assolutamente marciare insieme? O forse è lecito cominciare ad avviare una riflessione lucida e onesta sul fatto che bisogna cominciare a rivedere questo paradigma (in larga parte imposto) che, concepito in termini assoluti (anche se tutti/e da sempre hanno infranto questa regola), a mio parere, ha fatto solo dei danni?
Chi di noi non si è trovato almeno una volta nella situazione di Maria? Siamo sinceri…Quante volte qualcuno di noi, pur provando un affetto profondo (quindi amore, perché questo è l’Amore, non le sfuriate testosteroniche che chiamiamo Passione, senza criminalizzarla o impoverirla, sia chiaro…) nei confronti di una persona, si è trovato a vivere delle relazioni “passionali” o di sesso (più o meno “colorandolo” in vario modo…) con altre persone? E se anche avesse scelto di non viverle le ha comunque desiderate.
E l’aver vissuto queste relazioni secondo voi ha penalizzato la vostra partner o inficiato in qualche modo l’Amore che nutrite per lei? Io credo proprio di no, a meno che quelle relazioni extracoppia non abbiano assunto un valore e un importanza diversa. Ma allora non parliamo più di sesso ludico ma di un coinvolgimento più profondo. In quel caso se avessimo proseguito e intensificato quelle stesse relazioni senza andare ad un chiarimento con la nostra (o nostro) partner non c’è dubbio che le (gli) avremmo fatto del male. Ed ecco, a questo punto, che le ragioni di Icarus si ripresentano nella loro ineludibilità.
La questione quindi non può essere elusa o rimossa. Anche perché la scelta di pubblicare sulla homepage gli articoli di Barnard sul “sesso ludico” non è certo casuale…
Ed è proprio qui che scatta la contraddizione di Maria (e della stragrande maggioranza delle persone che vivono esattamente come lei, quindi non ci nascondiamo ipocritamente dietro ad un dito e, come diceva una volta un Signore:, “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”). E cioè che lei stessa, ha necessità di “colorare” quelle sue relazioni extraconiugali e ovviamente di nasconderle al marito che non riuscirebbe ad accettarle.
Ma ammettiamo per un attimo, ipotesi purtroppo per assurda, di aver fatto la nostra Grande Rivoluzione Psicologica, Culturale e Non Violenta, di aver completamente liberato l’umanità da questa ipocrita catena e di vivere in un contesto simile ai quei due esilaranti sketch di Lillo e Greg che abbiamo pubblicato sul sito.
Forse in quel contesto le milioni e milioni di Marie (e i milioni e milioni di Fabrizi, per la “par condicio”…:-) ) potrebbero relazionarsi con molta, molta più serenità, specialmente perchè il sesso sarebbe stato riportato nel suo giusto alveo e nella sua giusta dimensione: un gran bel gioco inventato non (o non solo) per fare figli, o molto peggio ricattare il prossimo, gestirlo, dominarlo o ingabbiarlo psicologicamente (leggi sesso indissolubilmente legato ai “sentimenti”), ma per allietare la nostra disgraziata e incerta esistenza.
A quel punto, forse, anche il concetto di “tradimento” (con o senza virgolette, alla vostra sensibilità personale) o di infedeltà coniugale, potrebbe assumere tutt’altro significato. Forse, a quel punto “la Maria di turno” potrebbe essere libera di viversi il sesso con molta più serenità, senza la necessità, cadendo in evidente contraddizione (dal nostro punto di vista), di “colorarlo”, attribuendogli un significato altro. Ma è proprio (il cane si morde la coda…) attribuendogli un significato altro che “commette reato” (ci siamo capiti…) dal nostro, per lo meno dal mio, punto di vista. Perché in questo contesto (quello attuale, reale, non quello utopico al quale io tendo) lei, come tutte o quasi, per fare del sesso fuori del loro menage matrimoniale o di coppia, hanno necessità, per non sentirsi “puttane”, di “colorarlo”. Senza rendersi conto che è proprio in questo modo che, sempre dal mio punto di vista, in qualche modo lo diventano…
E il cane torna a mordersi la coda…
Fabrizio
Si, mi aggiro ancora da queste parti, e per rispondere a chi mi ha chiesto cosa intendo per UOMO rispondo riportando questa risposta, letta in un blog e scritta in riferimento anche alle “perle” di Barnard, da un UOMO non Beta, non Alfa… ma che vi sarà facile comprendere…
“…Sono maschietto, navigato e smaliziato, conosco molto bene i miei simili e io stesso, pentendomene poi, sono stato bravo attore.
Il peggio è che la performance teatrale maggiore la recitiamo prima di tutto con noi stessi: per poter essere convincenti (quando recitiamo il ruolo che abbiamo deciso a priori) agli occhi della “vittima”, dobbiamo essere convincenti verso il nostro io interiore – un po’ come il piazzista o il commerciante, che riesce a vendere bene la sua merce solo se lui per primo è convinto dell’ottima qualità di ciò che vende.
Dobbiamo raggirarlo, il nostro io interiore: gabbarlo, infinocchiarlo, buggerarlo, dribblarlo.
Dobbiamo farlo perché altrimenti urlerebbe, si ribellerebbe alla porcata che stiamo facendo – perché in fondo non siamo cattivi, bastardi: non nasciamo così.
Ci diventiamo perché tutto intorno abbiamo una continua gara a chi è più virile, a chi ce l’ha più lungo, a chi se n’è scopate di più senza cadere innamorato.
…Ecco, senza cadere innamorato. Perché vi temiamo: se siete “solo” carine, dolci, remissive, non troppo originali, allora non ci sentiamo minacciati e non ci difendiamo a priori.
Ma se siete belle, e magari anche spigliate, colte, espansive, allora spaventate, intimorite, destabilizzate il maschietto che vi ronza intorno perché gli piacete.
Siete una minaccia alla sua virilità perché avete tutti i numeri per farlo innamorare, per farlo cadere indifeso e annichilito, disarmato, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino.
Non può essere, questo: siete belle, siete sexy, ispirate sesso e passione, ma dovete essere ridotte all’impotenza, perché questa stupida virilità deviante deve vincere.
E allora vi inganniamo: ci corazziamo di hollywoodiano talento teatrale, diventiamo amabili, profondi, intensi, intriganti, brillanti, spiritosi, acuti…
Mentre intanto, DENTRO, ce la stiamo facendo addosso: temiamo che voi scopriate l’inghippo, ma ancor più temiamo di innamorarci di voi.
…Come se innamorarsi volesse dire essere sconfitti, significasse non essere più virili.
Col sangue del vostro cuore l’onore maschile è salvo, l’orgoglio del testicolo ha vinto, ha fatto un’altra vittima.
Intorno ai 24-25 anni ho capito la psicotica idiozia di tutto questo, e ho cominciato ad essere VERAMENTE virile, veramente uomo: ho cominciato ad essere sereno con me stesso accettando limiti e difetti ed evitando di megafonare a tutti i miei pregi.
Ho cominciato a metterci la testa nel lavoro e nel rapporto con le persone: ho cominciato ad ascoltare.
Ho cominciato anche ad essere COMPLETAMENTE sincero, riuscendo a non offendere qualcuno a cui dico che quel che sta dicendo non è interessante: ho smesso di recitare la commedia delle buone maniere, e ho scoperto che le buone maniere mi venivano fuori spontaneamente, perché ero sereno.
Ho cominciato ad essere uomo non temendo nessuno, specie le donne belle: ho cominciato a divertirmi con me stesso quando mi imbarazzo e mi sfugge un occasionale balbettio se la donna con cui sto parlando è bella-bella-bella. Ho cominciato ad apprezzare quel fuocherello che si accende alla bocca dello stomaco quando la donna con cui sto parlando mi piace NON per farmici “una-scopatina-e-via”, ma quando mi piace perché mi piace davvero: mi intriga il suo schema mentale, mi piace come muove le mani, mi piace come mi guarda negli occhi ma ogni tanto distoglie lo sguardo per non imbarazzarmi e non imbarazzarsi.
Ho cominciato, 10 anni fa, a capire che cadere innamorato, indifeso e annichilito, disarmato, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino, è degnissimo di un uomo, virile e maturo e sicuro di sé, se la donna che ha provocato questa resa incondizionata è animata da sentimenti veri e non cerca di vendicarsi di qualche idiota precedente.
Occhio che ne troverai ancora tanti, di “attori”.
Ma non odiarli.
Sono solo bimbetti insicuri, che si aggrappano disperatamente ai loro testicoli sperando di trovarvi la forza di non far capire al mondo, là fuori, che al di là dell’atteggiamento spavaldo loro sono ancora dei bimbetti insicuri.
Il male che ti faranno, fà finta sia lo stesso male che ti farebbe un bimbo di 4 anni che ti colpisce il viso senza volerlo, per un movimento sbagliato, scoordinato.”
Che palle…
Scusate…mancava il brano finale della risposta che prima ho riportato:
“Ho apprezzato molto lo scritto di Barnard, ma lo ritengo incompleto o, almeno, viziato da una osservazione monofocale del fenomeno che descrive.
Avevo letto anche “Sono andato a puttane” e avevo gradito anche quello, ricavandone però la stessa sensazione di incompletezza.
Mi illudo di aver aggiunto qualche elemento utile alla sviscerazione ulteriore dell’argomento.
N.b. tratto dal sitoComeDonChisciotte da Diapason 26 giugno 2010
Boh, francamente mi pare che sia ancora un bravo attore..e che si sia immedesimato in un’altra parte e stia recitando l’ennesima performance teatrale di cui parla all’inizio.
Questa frase qui:
Ho cominciato, 10 anni fa, a capire che cadere innamorato, indifeso e annichilito, disarmato, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino, è degnissimo di un uomo, virile e maturo e sicuro di sé, se la donna che ha provocato questa resa incondizionata è animata da sentimenti veri e non cerca di vendicarsi di qualche idiota precedente.
Se intende che sia degno per un essere umano lasciarsi andare con fiducia, e cercare di far felice una persona che si ama vale anche per una donna. Allora è (dovrebbe) essere degnissimo per una donna diventare una servizievole geisha, remissiva, scodinzolante, indifesa e annichilita per l’uomo di cui è innamorata e che prova per lei sentimenti “veri”.
Insomma è la scoperta dell’acqua calda: è chiaro che se ci sono sentimenti profondi di condivisione ci si viene incontro a vicenda.
Il problema è che un sentimento profondo di quel genere non lo si prova a “prima vista”: quella è semplice attrazione.
“…Sono maschietto, navigato e smaliziato, conosco molto bene i miei simili e io stesso, pentendomene poi, sono stato bravo attore.
Il peggio è che la performance teatrale maggiore la recitiamo prima di tutto con noi stessi: per poter essere convincenti (quando recitiamo il ruolo che abbiamo deciso a priori) agli occhi della “vittima”, dobbiamo essere convincenti verso il nostro io interiore – un po’ come il piazzista o il commerciante, che riesce a vendere bene la sua merce solo se lui per primo è convinto dell’ottima qualità di ciò che vende.
Dobbiamo raggirarlo, il nostro io interiore: gabbarlo, infinocchiarlo, buggerarlo, dribblarlo.
Dobbiamo farlo perché altrimenti urlerebbe, si ribellerebbe alla porcata che stiamo facendo – perché in fondo non siamo cattivi, bastardi: non nasciamo così.
Ci diventiamo perché tutto intorno abbiamo una continua gara a chi è più virile, a chi ce l’ha più lungo, a chi se n’è scopate di più senza cadere innamorato.
…Ecco, senza cadere innamorato. Perché vi temiamo: se siete “solo” carine, dolci, remissive, non troppo originali, allora non ci sentiamo minacciati e non ci difendiamo a priori.
Ma se siete belle, e magari anche spigliate, colte, espansive, allora spaventate, intimorite, destabilizzate il maschietto che vi ronza intorno perché gli piacete.
Siete una minaccia alla sua virilità perché avete tutti i numeri per farlo innamorare, per farlo cadere indifeso e annichilito, disarmato, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino.
Non può essere, questo: siete belle, siete sexy, ispirate sesso e passione, ma dovete essere ridotte all’impotenza, perché questa stupida virilità deviante deve vincere.
E allora vi inganniamo: ci corazziamo di hollywoodiano talento teatrale, diventiamo amabili, profondi, intensi, intriganti, brillanti, spiritosi, acuti…
Mentre intanto, DENTRO, ce la stiamo facendo addosso: temiamo che voi scopriate l’inghippo, ma ancor più temiamo di innamorarci di voi.
…Come se innamorarsi volesse dire essere sconfitti, significasse non essere più virili.
Col sangue del vostro cuore l’onore maschile è salvo, l’orgoglio del testicolo ha vinto, ha fatto un’altra vittima.
Intorno ai 24-25 anni ho capito la psicotica idiozia di tutto questo, e ho cominciato ad essere VERAMENTE virile, veramente uomo: ho cominciato ad essere sereno con me stesso accettando limiti e difetti ed evitando di megafonare a tutti i miei pregi.
Ho cominciato a metterci la testa nel lavoro e nel rapporto con le persone: ho cominciato ad ascoltare.
Ho cominciato anche ad essere COMPLETAMENTE sincero, riuscendo a non offendere qualcuno a cui dico che quel che sta dicendo non è interessante: ho smesso di recitare la commedia delle buone maniere, e ho scoperto che le buone maniere mi venivano fuori spontaneamente, perché ero sereno.
Ho cominciato ad essere uomo non temendo nessuno, specie le donne belle: ho cominciato a divertirmi con me stesso quando mi imbarazzo e mi sfugge un occasionale balbettio se la donna con cui sto parlando è bella-bella-bella. Ho cominciato ad apprezzare quel fuocherello che si accende alla bocca dello stomaco quando la donna con cui sto parlando mi piace NON per farmici “una-scopatina-e-via”, ma quando mi piace perché mi piace davvero: mi intriga il suo schema mentale, mi piace come muove le mani, mi piace come mi guarda negli occhi ma ogni tanto distoglie lo sguardo per non imbarazzarmi e non imbarazzarsi.
Ho cominciato, 10 anni fa, a capire che cadere innamorato, indifeso e annichilito, disarmato, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino, è degnissimo di un uomo, virile e maturo e sicuro di sé, se la donna che ha provocato questa resa incondizionata è animata da sentimenti veri e non cerca di vendicarsi di qualche idiota precedente.
Occhio che ne troverai ancora tanti, di “attori”.
Ma non odiarli.
Sono solo bimbetti insicuri, che si aggrappano disperatamente ai loro testicoli sperando di trovarvi la forza di non far capire al mondo, là fuori, che al di là dell’atteggiamento spavaldo loro sono ancora dei bimbetti insicuri.
Il male che ti faranno, fà finta sia lo stesso male che ti farebbe un bimbo di 4 anni che ti colpisce il viso senza volerlo, per un movimento sbagliato, scoordinato.”
Mi sembra la solita tiritera da maschio pentito. Nessuno vorrebbe recitare, ma se non reciti non sei nessuno, in primis di fronte alle donne che ti vogliono attore. Non prendiamoci in giro: essere se stessi di fronte alla maggior parte delle donne significa relegarsi alla castità a vita. Nel discorso di questo navigato maschietto non si accenna mai al perchè lui recitasse, non si accenna mai alle “responsabilità” dell’altra parte. Comunque, l’uomo medio oggi è disarmante: da una parte l’incapacità di comprendere il proprio disagio che lo porta alla violenza, dall’altra, e ne abbiamo qui un esempio, un’autofustigazione acritica. Due espressioni diverse di una medesima mancanza di autoconsapevolezza.
Concordo con quanto afferma Rita a proposito del post di Impavida nel quale il tizio in oggetto descrive la sua conversione” da pseudo macho in cucciolo che scodinzola.
Proviamo ad invertire completamente le parti. E ad immaginare che al posto di quell’ uomo, a parlare sia una donna.
Riusciamo ad immaginarlo?
Secondo Impavida quello è un Uomo. Lo scrive lei stessa, non lo dico io. A parti invertite, se una donna pronunciasse le stesse parole di quell’uomo, cosa avrebbe da dire una femminista?…”Quella sì che è una Donna?”…
Fabrizio
Questi sono gli uomini “riveduti e corretti” preferiti dalle donne iM_pAVIDE
Sono stupefatto dalla confessione di quello che Impavida (scriverlo nel modo esatto richiede una pazienza sadicoanale da bimbominkia che francamente non ho) espone orgogliosa alla nostra attenzione come un vero UOMO. Al di là della facile ironia che potrei tranquillamente fare, e che probabilmente trasparirà comunque, mi sembra il caso di riflettere un po’ sul vero e proprio sfacelo generale delle relazioni fra i sessi, almeno – e qui è il punto – in come la gente ne parla. Perché spero, credo, mi auguro, che nella vita reale tutte queste prese di posizione (comprese le mie, ci mancherebbe) si stemperino un po’, si ammorbidiscano e vengano generalmente mitigate dalla naturale tendenza umana al compromesso. E anche da quel modo di sentire che Rita ha descritto bene, in base al quale se c’è una vera intimità fra due persone si accetta anche di essere ciascuno/a al servizio dell’altro/a. Al servizio, però, non vuol dire schiavo. La lunga autoflagellazione del “vero UOMO” di Impavida mi sembra l’ennesima falsissima maschera con cui troppi cercano di carpire benevolenza, senza rendersi conto del danno che provocano a tutti gli altri. Se invece è sincera e viene dal cuore, c’è da tremare. Ammesso che sia opera di un uomo, perché raramente ho visto in una confessione sedicente maschile (facciamo “maschiettile”) un tale concentrato di proiezioni, desideri e fantasie femminili. In precedenza Impavida diceva: ”Se voi uomini foste davvero in grado di fare gli UOMINI…” Sarebbe questo “fare gli uomini”? Accettare di scodinzolare come attività “degnissima”? Scusa, Impavida, ma io non ci sto affatto a sentirmi dire che cosa è un vero UOMO: già mi scoccia sentirmelo dire dagli altri uomini, figurati da una donna. Perché qui andiamo al nucleo del problema: la definizione dell’identità maschile da parte delle donne. Con che alterigia, con che sicumera ci viene detto: “Se voi foste uomini… guardate questo, questo sì che è un vero UOMO”. E com’è il vero UOMO? indifeso e annichilito, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino.
Ma va’? Ti credo che è l’uomo ideale.
Non solo: ripete per la milionesima volta la tiritera secondo cui le donne “devono essere ridotte all’impotenza, perché questa stupida virilità deviante deve vincere…” e le donne belle, spigliate, colte, espansive “…spaventano, intimoriscono, destabilizzano il maschietto”.
(Io rispondo: Destabilizzeranno te, casomai.)
Argomentazioni pienamente corrispondenti alla vulgata ormai più femminile che femminista, la Versione Ufficiale dei Rapporti di Genere che pacifica le coscienze, tacita gli animi e chiude sul nascere qualsiasi obiezione. L’idea che un uomo (anzi, facciamo “maschietto”, visto che l’anonimo estensore si presenta così fin dal primo istante, senza accorgersi che è come se si presentasse dicendo “sono un oligofrenico smaliziato”) abbia assorbito totalmente questa programmazione cerebrale, questo microchip che ripete incessantemente e automaticamente un’istruzione esterna riassumibile così: Ucciditi, ucciditi, ucciditi. E se non ci riesci castrati, castrati, castrati.: ecco cos’è devastante, Impavida.
Ma naturalmente il mio istinto si ribella al pensiero che un altro uomo possa cadere così in basso da mettere volontariamente e con entusiasmo i (metaforici) testicoli nel frullatore, per cui ritengo che si tratti di pura captatio benevolentiae come se ne leggono tante, di tanti chihuahua minimaschi che sperano flagellandosi e umiliandosi pubblicamente di aggraziarsi le donne belle, spigliate, colte, espansive che a milioni, si sa, bazzicano per questo luogo di totale libertà (oltre che di svacco e sbrocco) che è Internet. Simili manifesti di “virilità illuminata” non sono altro che una strategia, Impavida.
Non mi dirai che credi sul serio a quanto scrive l’illuminato maschietto? Perché i casi sono due: o mente sapendo di mentire, all’unico scopo di entrare in qualche mutanda femminile, oppure dice la verità, nel qual caso ti garantisco che le donne che tanto dice di adorare lo accarezzano sulla testa disprezzandolo di un disprezzo feroce, assoluto, spietato. E secondo me tu avresti la stessa reazione, se ti trovassi di fronte un uomo che crede veramente tutto questo.
Io direi che la questione non è più tanto l’andare a puttane o meno, quanto la rivendicazione del pieno diritto maschile di autodefinirsi rigettando l’immagine che le donne vogliono dare degli uomini, immagine platealmente, smaccatamente funzionale a un interesse che ormai da tempo si maschera sotto la definizione di “uguaglianza/parità”. Se questa autodefinizione passi attraverso l’andare a puttane, o il sesso ludico, o cos’altro, si vedrà.
Con tipica lungimiranza da infervorati, molti (e quasi tutte) si accaniscono su questi due punti, come se esaurissero il discorso, senza accorgersi che non sono le uniche alternative possibili né il solo e unico oggetto del contendere: sono solo carte messe in tavola, carte che dicono il mio desiderio è questo, possiamo discuterne ma non puoi convincermi che è un desiderio malato, deviante, e che deve essere sostituito dalla TUA versione riveduta e corretta, accettabile e funzionale ai TUOI interessi, del mio desiderio.
Personalmente non mi interessa più di tanto andare a puttane: mi interessa molto di più che i miei desideri, qualunque siano, non vengano sminuiti con formule di comodo. Questo “vero UOMO” che si presenta con una lettera simile mi fa compassione, ma capisco perfettamente che risponde all’immagine ideale che le donne oggi hanno dell’uomo. Un’immagine ideale, naturalmente, adeguata ai tempi e che li delinea con una precisione che non so agli altri, ma a me inquieta parecchio. Li riassume bene.
Com’è l’uomo ideale? Schiavo.
L’impavida ignorante (dal verbo IGNORARE, 1a coniugazione, modo indicativo, tempo presente) ritorna fornendoci quello che a lei appare una perla di saggezza, la luce che tutti noi dovremmo guardare in fondo al tunnel..
Per inciso, nonostante i numerosi replies ai suoi discutibili commenti, imperterrita continua a sostenere che l’essere UOMO per lei rappresenti nè piu’ nè meno del “maschietto zerbino” che spesso descriviamo ampiamente ovunque..
In buona sostanza, un UOMO puo’ definirsi tale, quando riassume tutte le condizioni che, a suo modo di giudicare, si riscontrano in:”indifeso e annichilito, disarmato, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino”
Infatti, come anche molti commenti ivi esposti delle poche donne intervenute, gli uomini che continuino a mantanere tali comportamenti, alla lunga perdono di interesse, un uomo vero, infatti, pur dando un REALE SIGNIFICATO alla propria relazione, si guarderebbe bene dal perdere la propria identità!, e questo dona stabilità, certezza e sicurezza nella donna, di certo non il cagnolino scodinzolante che ci propone l’illuminata con il copia&incolla!, che spesso diviene per metamorfosi, cervo a primavera..
Inoltre, come giustamente esposto, tali comportamenti dovrebbero essere BILATERALI, cosa che NON ACCADE per le donne, se non in rari casi, casi sempre discutibili e senza logica, logica che accompagna da sempre l’essere UOMO differenziandolo dalla donna, emotiva per natura, pronta a concedersi senza remore in situazioni incredibili ed abdicare ad una relazione seria con un uomo semplicemente perchè sono finite le farfalle nello stomaco.
Conludendo, vedo molte “bimbette insicure” (anche negli ‘anta’) che, nonostante si viva in una società pro-vulva, nonostante possano optare per una vita normale, avere la propria sessualità, essere stratutelate in ogni ambito, rinunciano alla parità e desiderano sempre sentirsi al posto del Re, delegando tutto al Giullare(uomo), caso contrario, denunciando la mancanza di UOMINI, uomini che, in quanto tali, dovrebbero divenire le fotocopie di Lassie!, nascondendo le loro reali intenzioni dietro 4 labbra ed un clitoride incise sovente nel proprio volto, nei propri modi di fare.. ben conscie del ricavato e dei privilegi che cio’ le comporterà..si capisce..
Impavida.. tieni.. è un buono per una confezione di lassativi..
Accetto sia stato cassato il mio ultimo commento…
Ma non concordo con Rita e con Fabrizio, consiglio ad entrambi di leggere più attentamente in quali termini intende Diapason ha inteso ” Ho cominciato, 10 anni fa, a capire che cadere innamorato, indifeso e annichilito, disarmato, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino, è degnissimo di un uomo, virile e maturo e sicuro di sé, se la donna che ha provocato questa resa incondizionata è animata da sentimenti veri e non cerca di vendicarsi di qualche idiota precedente”.
Non è necessaria sempre la polemica gratuita!
A Luke rispondo: si, confermo questi sono gli Uomini e se riveduti e corretti tanto meglio. Non è un reato prendere coscienza… almeno spero anche tra gli Uomini Beta!
Vorrei rivolgere la seguente domanda a “Impavida” (mi vien da ridere…): cos’è una “vera donna” ?
Impavida, vedo che sei di guardia…non ho fatto neanche in tempo ad aprire il pc e a pubblicare tutti i commenti che già mi accusi di averti censurato.
In effetti, secondo le regole che ci siamo dati, il tuo ultimo post dovrebbe essere censurato perché contiene degli insulti gratuiti. E infatti ero e sono orientato a farlo. Ero però indeciso perché in fondo qualche battutella salace c’è anche nel post di Damien (non come la tua) e allora stavo per pubblicarlo.
Vedo però dalle parole del tuo ultimo post che ti sei censurata da sola, o meglio, hai accettato di buon grado che il tuo post venisse censurato. E questo è un segnale positivo.
Tutto sommato credo che sia meglio gettarlo nel cestino e dimenticarlo. Diciamo che hai avuto un piccolo scatto di rabbia. Hai ancora l’opportunità di dialogare e di confrontarti in modo serio. Perché gettare al vento un’occasione? In fondo non hai nulla da perdere.
Fossi in te leggerei con attenzione anche il commento di Marco Pensante (non dubitavo che ti saresti fatto vivo, Marco, “Ti conosco mascherina”…:-) ) che è, come al solito estremamente puntuale nella sua capacità di intervenire in determinate situazioni.
Ragazzi, andiamoci piano con Impavida. Ha promesso di fare la “brava ragazza” e di comportarsi educatamente. Ricordiamoci sempre che non siamo uomini qualunque ma Uomini Beta e che abbiamo addirittura l’ambizione di lavorare per ricostruire una nuova identità maschile. Quindi dobbiamo dare l’esempio anche quando gli altri ci insultano e ci verrebbe voglia di rispondere per le rime.
Fabrizio
@iM_pAVIDA:
Il fatto che sia tu (senz’altro una Donna con la d maiuscola) a definire o indicare i termini di una presa di coscienza maschile dice già tutto..su con chi abbiamo l’onore di dialogare.
Onore che cedo volentieri ad altri “Uomini” che possano pregiarsi di essere considerati tali da te..chiunque tu sia.
Due piccioni con una fava:
Luke, aldilà del tuo sarcasmo, sai perchè sono una donna con la D maiuscola? Perchè non raccolgo la tua provocazione. E perchè non ti rispondo Damien, lascio a te… l’onore e l’onere dell’offesa. Trasuda fiele il tuo post, è gratuito e pertanto non mi interessa, non mi riguarda questo tuo accanimento. Non mi nutre.
Grazie invece Fabrizio per il tuo ultimo post, e nonostante l’ora ho seguito il tuo consiglio: ho riletto attentamente Marco Pensante…a lui varrà la pena, decisamente, rispondere.
http://www.youtube.com/watch?v=Qams73C4BaI&feature=related
Ho sempre apprezzato Gaber, a differenza di sua moglie che è sempre stata una campionessa di mediocrità…
Ciò detto non conoscevo questo suo brano che, per essere sincero, trovo abbastanza banale e infarcito di luoghi comuni (fra cui alcuni anche veri, sia chiaro).
Un sola cosa tengo a precisare, dal momento che la canzone termina con l’esaltazione della differenza fra uomini e donne.
Noi siamo per l’eguaglianza fra i generi, non per l’omogeneizzazione e per l’uniformazione. Mi sembra che anche il Gaber abbia fatto un po’ di confusione, in questo caso…
Nessuno qui pensa che uomini e donne siano simili in tutto e per tutto e che debbano diventarlo in seguito ad operazioni di chissà quale ingegneria sociale o culturale.
Ho voluto sottolinearlo perché è una delle questioni che spesso viene sollevata. Siamo diversi ed è giusto che tali differenze rimangano (anche perché sarebbe impossibile eliminarle). Anche gli stessi appartenenti ad un genere sono diversi fra loro, se è per questo, e ogni singolo uomo e ogni singola donna sono irriducibilmente diversi l’uno/a con l’altro/a.
Ciascun essere umano è unico e irripetibile, anche se i sistemi sociali dominanti fanno di tutto appunto per uniformarli e omogeneizzarli. Quello attuale è un maestro, da questo punto di vista, capace di assumere tante maschere e sembianze diverse. Disvelarle è proprio uno dei nostri ambiziosissimi obiettivi.
Fabrizio
Sì, Gaber, senza dimenticare il ruolo di Luporini, è uno dei pochi autori italiani degli ultimi 40 circa destinato a diventare un classico. Non tutti i suoi monologhi sono riuscitissimi, questo è uno di quelli, ma nonostante ciò vi si ritrovano spunti interessantissimi. Anche nell’osservare le relazioni tra i sessi, così come su altri aspetti, dimostrava una vista acutissima. Celebri alcuni suoi testi in cui non manca di punzecchiare, a ragione, le donne di “sinistra”. Un grande anticonformista, che sicuramente avrebbe potuto anche apprezzare questo sito.
impavida: io quel pezzo l’ho letto e riletto con attenzione, ma sono giunta alle stesse conclusioni che ti ho scritto più su.
A tal proposito, ricordo ad esempio una ex collega che aveva lasciato il suo ragazzo dopo un paio di mesi di frequentazione con queste testuali parole “mi assecondava in tutto, faceva tutto quello che volevo, era sempre pronto ad andare dove volevo io, a fare quello che piaceva a me, ed è per questo che l’ho lasciato, io ho già un carattere forte di mio ed ho bisogno di qualcuno che mi contrasti e mi tenga testa”.
In sostanza il “servizievole cagnolino” ancorchè innamorato non era di suo gradimento e non perchè lei avesse intenti vendicativi verso i suoi uomini precedenti. Semplicemente non ne era innamorata a sua volta. Ed evidentemente a far sì che anche lei non ricambiasse era anche l’atteggiamento caratteriale che lui stava dimostrando. Mi auguro per lui che non stesse recitando una “performance teatrale”
Ora questo Diapason dice una banalità: dice che chi è innamorato perso potrebbe fare di tutto per un’altra persona anche annichilire se stesso, ma questo non è uno status che definisce un uomo e una donna, è una condizione passeggera e particolare dell’animo umano.
Colgo l’occasione per dire che sarò felice quando nessuno avrà la pretesa di definire il DOC per l’uomo e la donna e non si parlerà più di uomo “vero” e donna “vera”. Nell’ambito delle differenze fra i generi ognuno è un individuo a sè prima di tutto, con caratteristiche e attitudini più o meno tendenti all’uno e all’altro sesso (che va da sè si distribuiranno con maggior frequenza nel sesso di appartenenza) con infinite sfumature.
X Rita
Secondo me tu sei più unica che rara: ma sei sentita (né letta) una donna che facesse ragionamenti simili ai tuoi.
x Marco: no, non sono unica, non sono la sola. Forse manca alla maggior parte di noi la capacità di provare ad ascoltare un punto di vista diverso senza per questo sentirsi minacciate e/o offese. Forse è l’abitudine ad essere al centro dell’attenzione.
Forse chi sente che c’è qualcosa che non va in determinati ragionamenti stenta a focalizzare, perchè “si è sempre detto/fatto così”.
Colgo l’occasione per una precisazione idiota: taluno mi ha riferito che in altro blog hanno insinuato che mi facessi la barba col rasoio elettrico
http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/07/la-setta-dellometto-beota.html#axzz0uPfvV8NJ
Preciso anche che la Wishotel che ha risposto è una donna ma non sono io: sarebbe stato inutile andarlo a dire a chi è convinto di essere nel giusto e di aver “capito tutto”, ma tanto per dire che .. siamo due almeno, ma anche di più.
I Pooh: dopo Piccola Katty e il Cielo è Blu sopra le Nuvole, hanno fatto un salto di qualità ( nel testo) con “Uomini Soli”.
Ma la migliore resta: Servi della Gleba, di Elio e le storie Tese:
http://www.youtube.com/watch?v=FbPtvFxUb60
Appare ormai evidente che una cinica stronza egoista (come lei stessa si definisce in un suo post) qual’e’ la Chiava-di-notte-scopa-di-giorno-sparacazzatenelpomeriggio non puo’ in nessun modo attrarre interesse, se non per esaltare quanto possano divenire stupide, crudeli, idiote le donne in molti casi, esattamente come molti uomini, solo che gli uomini prima o poi trovano o qualcuno che li fa ragionare, o qualcuno che li punisce, lei,in quanto donna, puo’ tranquillamente continuare a usare la famosa e piu’ volte discussa VIOLENZA VERBALE nel quale e’ divenuta maestra, e la cosa non mi stupisce, critica i be(o)ti come dice lei ma si comporta molto peggio, e non solo..suggerisco pertanto non odio, che rimane pur sempre un sentimento, bensì una piu’ crudele quanto inevitabile INDIFFERENZA, l’età e la vecchiaia le daranno il resto che merita.. anche le piu’ fighe invecchiano.. da che mondo è mondo.. e sono sempre priu’ convinto che per evitare il male sociale, la solitudine, le toccherà augurarsi che uno dei suoi zerbini la segua durante la via del tramonto, prendersi un be(o)ta sarebbe per lei una caduta di stile… anche per lei quindi, una bella scatola di lassativi.. o basta che si guardi allo specchio.. piu’ pratico e meno oneroso..
Per Concludere, Impavida, ti ringrazio.. veramente.. il tuo “lascito” mi consola.. sapere che, dopo FIUMI di parole, imperterrita continui a non voler capire, mi lascia un senso di inevitabile conforto.. nessuna offesa puo’ nascere da chi sa di non sapere, io sono il primo, definirmi ignorante per me è sinonimo di intelligenza, solo lo stolto si arroga il diritto di sapere tutto..contrariamente a quanto pensi, le tue argomentazioni non solo sono state ampiamente escusse in precedenza, ma non trovano neanche fondamento in quanto il MUB prevede, ergo domandati perchè vieni a parlare di pane dal meccanico.. lascio a te… pertanto l’onore e l’onere di argomentare in maniera costruttiva e non da “CLONE” le varie argomentazioni che hanno sfiancato, credimi, non solo me, o Fabrizio, ma anche il piu’ benevolo e disposto alla discussione, e se anche da questo mio post vedi trasudare fiele, se anche questo post non “nutre” la tua fame di sapere, è evidente che vieni a chiedere cibo in un officina..
buona vita!
E’ vero che non si tratta di uno dei migliori lavori di Gaber e sono convinta che lui avrebbe trovato interessante il vostro blog, pero’ io vi ho trovato un paio di spunti che mi hanno rimandato alla questione maschile..Quando dice che la donna sceglie un uomo lasciandosi guidare da una sua personalissima proiezione e anche quando afferma che le donne amano dilettarsi nel possesso delle persone a differenza degli uomini che hanno un’idea del potere meno sofisticata e piu’ materialista. Io fondamentalmente credo che la storia degli uomini e delle donne non possa totalmente prescindere dal contesto culturale di riferimento e dalla sua storia e anche se questo non significa delegittimare la responsabilita’ delle proprie scelte, penso che Gaber abbia ragione. La donna ,che nel passato era relegata in casa, ha sviluppato doti raffinate per condizionare la vita di chi le aleggia intorno. In ogni famiglia la donna ha un ascendente fortissimo sui figli ed ha sempre l’ultima parola per quanto riguarda la dimensione mondana del suo nucleo: nessuno varchera’ la soglia..che moglie non voglia..Lo “stile privato” di una coppia sara’ determinato in gran misura dalla donna e un uomo molto adattabile, normalmente, stabilizza l’unione. Sono giochi di “potere” inconsci e per lo piu’ condivisi..che forse questo blog tende a scardinare. Io non credo sia una rivoluzione realizzabile. Lo penso per diversi motivi..l’uomo e’ in affanno, confuso e dileggiato da un sistema che non gli consente piu’ certezze e da una relazione coll’altro sesso sempre piu’ precaria e problematica; le donne mai appoggeranno un diverso imprinting relazionale perche’ sarebbe loro sconveniente: e’ sempre meglio non spostare il centro dell’attenzione dalle loro infinite rivendicazioni..L’unica cosa bellissima dei nostri tempi e’ che ciascuno puo’ provare a vivere come vuole e cio’ che vuole..E’ sicuramente un mio limite pero’ io non riesco ad allontanarmi da una dimensione estremamente personale privata delle proprie esperienze. Così hai la possibilita’ di dare in una relazione il meglio di te ma anche di incontrare la parte migliore di uomini che sembrano nati per amare le donne. Sara’ sicuramente vero che gli uomini hanno bisogno di fare sesso spesso..ma questo puo’ essere una grande fortuna per le donne, specie quando gli uomini in questione sono educati, intelligenti, discreti e con un gran talento a vivere. Comunque per tornare a Gaber..(e chiedo scusa per un post forse poco attinente) in questo secondo monologo..forse..sostiene la bonta’ di un sesso..ludico..che quando manca, lo capiamo dall’ansia
http://www.youtube.com/watch?v=7Uhz7at0qFs&feature=related
Personalmente ritengo che lettere come quella segnalata da “Impavida” ?!?!, pur contenendo qualche verita’, (es: “perché tutto intorno abbiamo una continua gara a chi è più virile, a chi ce l’ha più lungo, a chi se n’è scopate di più senza cadere innamorato.”), non faccia che evidenziare una volta di piu’ la totale subordinazione psicologica-emotiva-sessuale dell’uomo medio italiano, ossia un vero e proprio burattino nelle mani delle donne, incapace di essere equilibrato: o leccapiedi da paura o “maschilista di ritorno-finto femminista”.
Paradossalmente, mi auguro che la nostra societa’ venga fagocitata al piu’ presto da culture piu’ aggressive e vitali (che io detesto per altri motivi; ma questa e’ un’ altra storia). Tanto ormai siamo alla frutta.
“La donna ,che nel passato era relegata in casa, ha sviluppato doti raffinate per condizionare la vita di chi le aleggia intorno”. (Maria)
Vedi Maria, anche da queste tue parole, che pure hanno un substrato di verità, si capisce però quanto anche tu sia intrisa (come quasi tutte e tutti) di ideologia femminista divenuta cultura corrente e dominante.
Perché se è vero in larga misura che la donna era relegata in casa, è altrettanto vero, e nella stessa misura, che l’uomo era relegato in miniera, in fabbrica, nei campi o in acciaieria. Fino ad una sessantina di anni fa la situazione era più o meno questa per la stragrande maggioranza delle donne e degli uomini, cioè per tutti/e coloro che non appartenevano alle classi sociali dominanti.
Affermare quindi, come ha fatto il femminismo che il genere femminile tutto abbia subito una condizione di oppressione ad opera del genere maschile tutto, è quanto meno improprio. Tutt’al più, questo sì, si può parlare di diverse condizioni di oppressione e di sfruttamento date da una differente divisione sociale del lavoro e dei ruoli. Come e perché si sia sviluppata questa divisione delle funzioni è materia troppo complessa per essere affrontata ed esaurita in un post. In questa sede è però fondamentale sottolineare questo aspetto perchè è necessario cominciare a rivedere gradualmente (e speriamo il più rapidamente possibile) la reinterpretazione femminista a senso unico della storia che è arrivata a deformare totalmente la realtà.
Per essere ancora più schietti, se proprio devo scegliere tra fare il minatore o la moglie del minatore, non avrei il minimo dubbio, anche se mi avessero costretto a sposare una specie di King Kong prima maniera (sto parlando seriamente).
“L’unica cosa bellissima dei nostri tempi e’ che ciascuno puo’ provare a vivere come vuole e cio’ che vuole…” (Maria).
Anche questo, Maria, è falso. Quanto affermi corrisponde al vero solo per alcuni uomini e per molte donne, ma certamente non per la maggioranza degli uomini.
D’altronde lo affermi tu stessa poco prima, contraddicendoti (senza rendertene conto):” Io non credo sia una rivoluzione realizzabile. Lo penso per diversi motivi..l’uomo e’ in affanno, confuso e dileggiato da un sistema che non gli consente piu’ certezze e da una relazione coll’altro sesso sempre piu’ precaria e problematica; le donne mai appoggeranno un diverso imprinting relazionale perche’ sarebbe loro sconveniente: e’ sempre meglio non spostare il centro dell’attenzione dalle loro infinite rivendicazioni…”.
“E’ sicuramente un mio limite pero’ io non riesco ad allontanarmi da una dimensione estremamente personale privata delle proprie esperienze”. (Maria)
La tua condizione (privilegiata) di donna nell’attuale contesto ti consente, tutto sommato, di fregartene e di osservare la situazione con distacco. Noi non possiamo permetterci questo lusso. Non solo, ammetti, nel passo precedente a questo, che le donne non appoggeranno mai un diverso imprinting relazionale perché sarebbe loro sconveniente. Sono parole tue e ti ringrazio per averle dette perché sono la conferma delle nostre tesi. Perché mai le donne dovrebbero rinunciare al potere che hanno sugli uomini? Questa in soldoni la questione che sollevi con molta chiarezza. E hai ragione. Forse ora potrai finalmente capire le ragioni per le quali è nato un movimento maschile, di genere e di classe, come il nostro. E potrai capire ancora meglio perché ci rivolgiamo innanzi tutto agli uomini. Perché finchè gli uomini non prenderanno coscienza e non cambieranno il loro modo di porsi, le donne non avranno alcun interesse a modificare la situazione. Perché mai dovrebbero farlo? Non lo farei neanche io; in realtà non lo farebbe nessuno. Sono sempre e solo i rapporti di forza che determinano la trasformazione o il mantenimento dello status quo.
A questo punto però, se sei conseguente al tuo stesso ragionamento, non puoi non ammettere che, se le cose stanno come tu stessa le hai descritte (e io condivido), continuare a sostenere che le donne (tutte) sarebbero oppresse dagli uomini (tutti) è solo una grande e soprattutto grave menzogna.
Non ci sono alternative. Chiedo coerenza e non arrampicate sugli specchi. Specie da una donna che sa il fatto suo e che spero abbia compreso che non ha a che fare con degli sprovveduti.
Fabrizio
I maschi che campano in media sette anni meno delle donne, sono oppressori? Oppressori che campano sette anni meno degli oppressi?
Se è così come maschi non ci limitiamo a invocare la parità effettiva, ma pentitissimi il cambio di ruolo! In fonderia d’inverno si sta al caldino, al petrolchimico i polmoni si mineralizzano per l’eternità, in autostrada ti godi il paesaggio del BelPaese, sulle implacature edili si fa free climbing, per non parlare di quanto tonifichi i precordi la competizione d’impresa sul mercato. Oppresse di tutto il mondo, avanti, le porte di accesso al privilegio maschile, sono da sempre spalancate. Per Giove, ma non ve ne siete mai accorte?
“In ogni famiglia la donna ha un ascendente fortissimo sui figli ed ha sempre l’ultima parola per quanto riguarda la dimensione mondana del suo nucleo: nessuno varchera’ la soglia..che moglie non voglia..Lo “stile privato” di una coppia sara’ determinato in gran misura dalla donna e un uomo molto adattabile, normalmente, stabilizza l’unione. Sono giochi di “potere” inconsci e per lo piu’ condivisi..che forse questo blog tende a scardinare”. (Maria)
Ancora una perla, forse involontaria, di Maria, che ci aiuta con la sua testimonianza diretta a scoprire un altro altarino. Ma come? La donna non era l’oppressa in famiglia? Agli ordini e al servizio del marito oppressore? Succube e subalterna a tutti i livelli? Sembrerebbe proprio di no. Anzi, secondo Maria, le donne avrebbero un potere psicologico sugli uomini molto grande, come lei stessa afferma nel suo ultimo post che ci ha fornito molti spunti di riflessione estremamente interessanti.
Noi la pensiamo proprio come lei.
Maria, liberati delle ultime ruggini ideologiche del femminismo, in cui in fondo non credi più tanto neanche tu stessa, e aderisci al nostro Movimento. Ci saresti di grande aiuto. Saresti di grande aiuto alla causa dei veri oppressi, che dovrebbe essere anche la tua, se ho capito, così mi pare, il tuo orientamento ideale e politico.
E allora, perché non provi a cimentarti in questa grande impresa umana? Non ti conviene, lo so. Chi te lo fa fare?… Però io te lo chiedo lo stesso, perché esiste un margine di irriducibilità in tutti gli esseri umani ed è giusto rivolgersi proprio a quello.
Fabrizio
Leggo spesso questo blog, però ho deciso solo ora di commentare…trovo molti spunti interessanti e mi fan sorridere la gente che vi prende per “misogini”, che parla per sentito dire. Quanto all’articolo : il problema per me non si pone, dato che io approcci come quelli li ho sempre evitati proprio per non avere a che fare con donne cafone che credono che qualunque uomo che si avvicini a lei la voglia scopare.
@ Strider : fidati che la schiavitù dell’uomo medio italiano sta diminuendo, lo sento , lo leggo e alcuni amici miei mi danno ragione quando dico certe cose…
Ciao Silent e Retiarus, benvenuti nel blog degli Uomini Beta. Saremo felici di avere il vostro contributo alla discussione. Stiamo crescendo e abbiamo bisogno di uomini consapevoli in grado di portare avanti la nostra battaglia.
A presto!
Fabrizio
Di una cosa possiamo essere davvero tutti felicemente sorpresi a seguito della guerra che di fatto il femminismo ha dispiegato contro i maschi: accusati di essere sempiterni oppressori del genere femminile, da distratti che eravamo da sempre, da milioni di anni infatti eravamo convinti di dedicare la vita intera al benessere delle nostre donne, siamo costretti a iniziare a rifare i conti, su tutti gli aspetti che contano, tra M e F. E in merito agli esiti di questo nuovissimo campo di ricerca maschile, quanti “cantieri” (blog, siti, libri, ecc.) si stanno aprendo a costruire questa nuova branca della scienza, proprio alle amiche e sorelle donne, suggerisco di continuare a partecipare al lavoro di indagine con cuore solidale e onestà intellettuale; insomma assai diversi da quelli che hanno dato vita ad oggi alla narrazione femminista. E di farsi guidare da questa bellissima e libertaria massima di Eraclito: “Chi non s’aspetta l’inaspettato non troverà mai la verità”. Mi sembra infatti che l’inaspettato, rovesciandosi, grazie agli ardimentosi e talentuosi della QM, la prospettiva da cui si guarda al rapporto storicamente dato tra M e F, giorno dopo giorno, sta proprio eraclitianamente venendo fuori. E, sorpresa liberante per tutti, è quasi sempre, esattamente l’opposto di quello che le credute verità consolidate del femmismo ci ha abituati a sentire e credere.
Fabrizio, credimi, mai ho pensato, neppure lontanamente di avere a che fare con degli sprovveduti. Anzi, se c’e’ una cosa che colpisce in questo blog e’ notare come tante menti intelligenti e versatili trasudino passione e afflato comune per un progetto..degno di un grande sogno. Io mai ho creduto che il mondo maschile e femminile sia un mondo di oppressori e oppresse (detesto le generalizzazioni) ma ho solo constatato che fino a non molto tempo fa (brutti tempi per tutti per la verita’) l’uomo era impegnato a cercare di capire come funzionasse la societa’ nei suoi squilibri e nelle sue ingiustizie, mentre la donna, avendo meno liberta’ di movimento e autodeterminazione, molto spesso si accontentava di dare un senso alle proprie frustrazioni esercitando un potere sui familiari..tutto qui. Oggi la realta’ esterna e’ profondamente cambiata, ma delle inclinazioni quasi ancestrali restano. So di vivere una condizione privilegiata..innanzi tutto perche’ di bell’aspetto e questo in una societa’ dell’immagine ha la sua importanza, poi perche’ donna (nasco in una quota rosa) e poi perche’ moglie, madre e amante. Io ho assolto (come mi hai ricordato tu in un post) i miei doveri colla societa’ che cresce anche grazie ai miei ragazzi e nessun senso di incompletezza mi ha mai avvicinata. So di “rafforzare” un sistema che vede nel matrimonio la grande rassicurazione per cui fino a quando in giro ci saranno famiglie come la mia piuttosto che parlare di crisi della famiglia..(ma di cosa stiamo parlando..) si preferira’ discutere sugli “attacchi” alla famiglia..Pero’ ho anche avuto la naturale sfrontatezza di chi ama molto la vita e non vuole avere rimpianti. Ecco perche’ so di aver costruito una mia personale nicchia in cui ci sta tutto. Sono convinta che le vere rivoluzioni nascano nella testa piuttosto che nella pancia tanto che gli intellettuali sono il vero nemico delle dittature ed i libri temuti piu’ della fame in ogni regime. Pero’ la vostra temo sia troppo ardita. Innanzi tutto per il momento politico ed economico: troppa precarieta’, troppi balzi all’indietro, troppi diritti negati..le priorita’ essenziali sono altre. Poi perche’ non e’ alla moda parlare della questione maschile e in un contesto di pensiero unico e manipolato questo ha la sua importanza. Infine e conseguentemente la politica, le donne, la religione…non solo non vi affronteranno (cosa che voi auspicate) ma vi ignoreranno. Personalmente sono sempre alla ricerca di punti di vista diversi, di opinioni controcorrente, di pensieri fuori dagli schemi.. Li ritengo fondamentali in quanto seme del vero progresso culturale. Quando una nuova idea si legittima col solo valore dei suoi significati riesce in una grande impresa.. E tutto questo oggi va amplificato se teniamo conto della manipolazione costante da parte dei media. Io non so riconoscere le mie ruggini femministe anche perche’ non ho mai dovuto mettterle in discussione visto la mia condizione di donna, bianca, europea,ben inserita socialmente, destinataria di molte attenzioni e di tutti i tipi. Forse dovrei cominciare coll’avviare una mia personale rivoluzione ma i filosofi ci insegnano che mettersi in dicussione non e’ cosa facile anche se molto allettante. Solo dopo, a consapevolezze conquistate, sarei in grado di dare un contributo, chissa’ poi quanto valido, ma si potrebbe provare…Al di la’ di tutto il vostro blog resta molto stimolante. Qui si vive di parole che per arrivare devono essere intrise di logica,di ragionevolezza e di capacita’ di persuasione. E poi e’ veramente aperto a tutti..altrove , in siti simili, non e’ così, così come il livello della discussione che malgrado le animosita’ reciproche, non trascende mai. Si puo’ essere o non essere concordi ma bisogna motivare sempre il tutto. Sapere che quando mi aggiro tra questi post..non leggero’ mai banalita’..rende migliore anche il caffe’ che intanto sorseggio..
Non so da dove cominciare…
Comincio dal post…
Se mi fanno un complimento garbato lo accetto, fà sempre piacere , bando alle ipocrisie…Ma ci può anche stare non aver voglia di rispondere o aver paura di farlo anche…Troppi psicopatici in giro tra uomini e donne.
Comunque noto che l’autore del post non si distingue dal concetto di massa sulla bellezza.
Vi ho continuato a leggere e ad apprezzare determinati argomenti e persone e a non condividere per nulla determinate questioni e persone.
Sono terrona e comprendo meglio di qualunque altro l’ironia. Sono anche io una persona ironica, ma non amo l’ironia cattiva e gratuita e non mi piace vincere facile battagliando a colpi di battute ironiche e dopo un po’ preferisco abbandonare il campo.
Continuo a pensare che esistano singoli individui…e continuo a pensare che il mondo delle donne abbia molto da lavorare per rendere al meglio.
Non fosse altro che spesso tra di noi siamo competitive e invidiose.
Ma in alcune cose siamo più coraggiose di voi.
Vogliamo parlare dei rapporti in crisi e degli amanti?
Solo l’1% degli uomini trova il coraggio di lasciare la moglie se non ci va d’accordo per iniziare una nuova vita alla luce del sole.
Spesso si nasconde dietro i figli e preferisce tenere il piede in due scarpe.
Una donna esasperata o innamorata dopo averci riflettuto molto, trova sempre la forza di chiudersi la porta alle spalle.
Inutile mi diciate parlo di cose personali…Certo , mi vengono dietro molti uomini sposati, ma a parte uno scambio di opinioni, battute e riflessioni più o meno dolci/amare, non ho mai intrapreso la strada dell’amante sospirosa.
Mi piace vivere alla luce del sole e non mi piace costruire sulle disgrazie altrui…Uomini e donne dovrebbero lasciare i propri partener (se ci stanno male) a prescindere da un nuovo e vigoroso amore.
Ma ci vuole tanto tanto tanto coraggio…
I miei amici avvocati, mi dicono che questo coraggio lo riscontrano molto di più nelle donne…
Più inconscienti e temerarie? Puttane? No, non credo proprio…credo si tratti di dignità e coraggio.
Io non ho mai letto fino ad ora qualcosa di positivo a nostro favore…Facciamo sbagli , siamo confuse, in crisi d’indentità e tanto altro è vero…Ma voi dove siete!? Siete sotto ad un portico di Bologna a sospirare per la solita belloccia di turno che non vi caga nemmeno di striscio!? (parlo in generale, non di voi )
P.S.
Non sono entrata per cercare lite che ci crediate o meno. Sono solo delle riflessioni.
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Maria, più chiara di così non potevi essere. Non ho alcuna difficoltà nell’ammettere che, con l’eccezione di quelli della nostra Rita, questo tuo ultimo è il commento più lucido, consapevole e intellettualmente onesto, che sia mai stato scritto da una donna da quando questo blog è nato ormai otto mesi fa.
Ritengo che sia una testimonianza molto importante e lo pubblicherò nello spazio dei contributi dove ti risponderò nel merito. E’ giusto che altre donne lo leggano e si misurino con la tua lucidità e franchezza.
Fabrizio
Nicole: Spesso tra noi siamo competitive ed invidiose
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Sicura che è tra di voi?
Forse, finché il maschio sta buono al suo posto.
Nicole: Ma in alcune cose siamo più coraggiose di voi
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Gli uomini devono dimenticare di avere degli obblighi verso le donne, di essere fortunati ad avere una partner: per dimostrare di essere maschio e di scopare, anche perché una donna se lascia un uomo è facile che ne trovi subito un altro a disposizione, perché l’uomo è convinto che le donne vadano conquistate e pagate.
Queste e altre sono le debolezze degli uomini.
@Nicole
http://quandotialziunamattina.blogspot.com/2010_05_01_archive.html
Gran bel blog,soprattutto per i commenti denigratori a cui hai dato spazio senza mai prendere le nostre difese (salvo poi venire qui a fare la santarellina).
Con che coraggio scrivi ancora su questo sito?????
La coerenza è un optional per te?
Senza contare che il tuo commento, e non lo dico per offenderti, è il solito ritornello di banalità che hai già avuto modo di scrivere qui e altrove.
Torna dalla tua amica Chiava-di-notte-scopa-di-giorno-spara-cazzate -nel-pomeriggio a deriderci per i nostri “deliri onanistici”, come le definisce la TUA AMICA che ha offeso e offende pesantemente le persone a cui ti rivolgi .
Non siamo la rubrica del cuore.
Invita chi ti aggrada sui tuoi siti/blog invece di venire qui a “sfrucugliare”..
Gli interventi di Maria sono a dir poco dirompenti.
Ci troviamo al cospetto di una donna appagata sotto ogni punto di vista, che senza essere una femminista militante ha realizzato e raggiunto un equiibrio personale che la maggior parte delle paladine dell’emancipazione delle donne si sognano, che dovrebbe essere, e sotto certi aspetti è, la nostra “avversaria” ideale…e che cosa sostiene questa persona?
Smentisce il paradigma oppresse/oppressori, ma non solo, dice esplicitamente quanto la maggior parte di noi ha sempre sostenuto, ovvero che la maggior parte delle donne non hanno alcun interesse a rinunciare al ruolo di relativo privilegio di cui godono in una società come la nostra.
Io penso che Maria, proprio perchè ha (quasi) tutto quello che ha voluto dalla vita, non ha mal di pancia e non avverte la necessità di colpevolizzare gli uomini a prescindere:da qui la lucidità con la quale riesce a trascendere le proprie contraddizioni (e chi non ne ha?) e avere una visione REALMENTE emancipata dello stato attuale del rapporto fra i generi. La sua testimonianza può essere e mi augurò sarà un punto di incontro con chi veramente è interessata ad accostarsi ed a contribuire in maniera costruttiva alle tematiche “sviscerate” su questo sito.
Luke Cage
Anche tu hai offeso me e continui a farlo…
Ma non replicherò al tuo astio…Io lascio libertà di risposta a tutti, come fa Fabrizio con te.
Ciao
Allora Nicole…ti rifai viva dalle nostre parti dopo che hai addirittura aperto un blog appositamente per parlare male di noi. Questo sarebbe sufficiente a chiudere ogni discorso ma approfondiamo un attimo.
Cito alcune perle con le quali ci apostrofi nel suddetto blog:” Frustrati (immancabile), arroganti, saccenti, livorosi, rancorosi, melliflui, inviperiti come zitelle acide, falliti, offensivi, tamarri, tronfi come tacchini imbottiti per la cena di Natale, al quinto rigo siamo meglio del Tavor, Rita è la “pupa” dei secchioni, e per finire in bellezza “alcuni di noi avresti paura ad incontrarli da sola in un ascensore” (parole testuali, come le altre d’altronde…).
Ora mi chiedo, dopo questa passerella di complimenti, con quale faccia (e non aggiungo altro altrimenti ci dai anche degli scurrili) ti ripresenti sul nostro blog…Io non so dare una risposta se non che evidentemente sei priva di dignità e di vergogna. Altrimenti non saresti tornata.
Ma non è questo il punto. I punti sono due. Il primo, sul quale neanche io posso sindacare perché è una decisione presa collettivamente e democraticamente (che ha portato anche all’allontanamento di un provocatore) è che, in tua assenza, ci siamo dati delle regole; nessuno può venire qui ad insultare o a denigrare. Naturalmente vale anche per coloro che lo fanno alle nostre spalle, come hai fatto tu (e altri/e). Anzi, questo è un comportamento ancora più grave.
Il secondo è che il blog sta crescendo di qualità, e non sto parlando di sintassi, grammatica, o titolo di studio dei partecipanti, ma dell’approccio e dei contenuti affrontati. Ti consiglio, da questo punto di vista, di andare a leggerti l’ultimo post che ha pubblicato Maria, che abbiamo scelto addirittura di pubblicare nello spazio dei contributi dal titolo “Privilegiata e consapevole”, per la sua lucidità e onestà intellettuale, pur se esprime posizioni diverse dalle nostre.
Siamo orientati a mantenere alto il livello della discussione, sempre sulla base dei parametri di cui sopra, e non mi pare che il tuo contributo vada in questa direzione.
Le nostre regole (parlo del primo punto, il secondo è una mia considerazione personale) ci impediscono quindi di ospitarti nel nostro spazio, a meno che ovviamente tu non ci chieda pubblicamente scusa.
Ma siccome non siamo degli ipocriti stalinisti che pretendono l’autocritica altrettanto ipocrita e falsa da parte di chicchessia, non ti chiediamo di fare l’abiura e di cospargerti il capo di cenere. Ti chiediamo solo di essere coerente con le tue parole e di abbandonarci al nostro destino. D’altronde, che te ne fai di gente come noi?…
Buona fortuna, Nicole.
Fabrizio
C’è una serenità aristocratica, quasi olimpica, nei post di Maria, poggiante su una biografia invidiabile di cui essa ha piena coscienza e sul cui futuro non incombe alcuna minaccia (se si esclude l’imponderabile proprio di ogni esistenza, ovviamente). Di lassù guarda disincantata il mondo con finezza psicologica concedendosi il capriccio di rivelare verità anche scomode sia su se stessa che sulla condizione sociale privilegiata nella quale si trova. Giacché non ha nulla da temere.
E infatti è così. Il punto di vista soggettivo non le impedisce di considerare fatti e aspetti generali e persino di adottare – a tratti – quello altrui. Ha riconosciuto alcuni fatti – ben noti ma oggi negati – relativi al potere femminile nelle relazioni interne ed esterne della famiglia, la condizione generale di vantaggio delle donne in un mondo che ha posto “al centro dell’attenzione le loro infinite rivendicazioni”. Vantaggio cui non si vede per quale ragione dovrebbero rinunciare. Infatti. Ha parlato della condizione di incertezza maschile nei rapporti e della insicurezza delle relazioni.
Ha ragione Luke nel dire che i suoi interventi sono dirompenti. Essa infatti adduce motivi non infondati per cui i Risvegliati dovrebbero semplicemente gettare la spugna. L’opera è ciclopica, dice, l’obiettivo quasi folle. E’ vero.
Ma c’è il fatto che i movimenti storici sono promossi e attivati da uomini premuti da una pulsione profonda che, ad onta delle difficoltà e persino della impossibilità di immaginare il successo, li spinge all’azione. Un’energia vitale che emerge e che non si cura dell’impossibile. E il fatto non è nuovo: chi parlò di “pessimismo della ragione e ottimismo della volontà”, parlava ovviamente dalla stessa prospettiva: l’inizio di un tunnel di cui non si vede la fine.
Quando affrontai il conflitto F/M, molti anni fa, mi chiesi se quelle che scrivevo fossero le prime parole di una nuova era o l’ultimo grido dalla savana. Rispondo come allora: non ha alcuna importanza. Il minimo che possa accadere ad un Risvegliato è di vivere qui ed ora un’avventura straordinaria, una presa di coscienza abbacinante, un’esperienza che nessuna generazione nella storia ha mai potuto provare e che quelle future con difficoltà potranno immaginare. Qualcosa di così sconvolgente che per sperimentarlo valeva – forse sì – la pena di nascere.
RDV
“chi parlò di “pessimismo della ragione e ottimismo della volontà”, parlava ovviamente dalla stessa prospettiva: l’inizio di un tunnel di cui non si vede la fine”.
Grazie Rino, ci voleva qualcuno che citasse Gramsci e finalmente è arrivato. Ne abbiamo tirati parecchi in ballo ma Gramsci, per la verità, mai (fino ad ora). Si sentiva la mancanza nel nostro dibattito del riferimento ad uno dei più grandi intellettuali (veri) della storia italiana (e non solo italiana)…
Credo che quella sua celebre affermazione calzi a pennello per descrivere l’impresa, è il caso di dirlo, a cui stiamo lavorando. Suggerisco a tutti di approfondire il significato profondo di quella frase perché non è così scontata e banalmente pessimistica come potrebbe apparire a prima vista. E poi, data la levatura del personaggio, come avrebbe potuto esserlo?
Fabrizio
Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembrava di averlo citato da qualche parte, Gramsci. Diritti di citazione a parte (scherzo, ovvio), Rino scrive cose che condivido in pieno. E’ una avventura straordinaria che “prende”, appassiona, “ruba” tempo ad altro e che non “stanca”. Non una moda, non un interesse passeggero, neanche un vezzo intellettuale o una ricerca sul piano sociale. Prende dentro perchè, alla fin fine, è una ricerca del sè in ciascuno di noi, slegato dagli esiti futuri.
Insomma: “fai quel che è giusto, accada quel che deve”. Oppure anche “agisci come se tutto dipendesse da te sapendo che nulla dipende da te”.
Ci scorgo tanta ontologia del maschile in questo, ovvero quello che più ci distingue dalla “terricità” del femminile (sia detto senza offesa o svalutazione, perchè entrambi i “principi” sono necessari).
Su ciò che scrive, acutamente, Maria a proposito dell’irrinunciabilità per le donne di certe posizioni acquisite dico questo. Una delle ragioni della guerra fra i sessi è proprio la rottura di un antico, per quanto opinabile, equilibrio. Nel momento in cui le donne si sono volute presentare nel pubblico agone per conquistare posizioni sociali più ampie, coerenza avrebbe voluto che abbandonassero le antiche prerogative “private” che Maria bene descrive. Oltre le preferenze soggettive di ciascuno di noi e i fondamenti concettuali e culturali di UB, una cosa è certa. Non potrà mai esserci pace fra i sessi in una condizione di disequilibrio nel quale le donne vogliono conservare i vecchi schemi in quanto fanno comodo e contemporaneamente “invadere” , diciamo così, il terreno tradizionalmente maschile. Non potrà mai funzionare. In fin dei conti anche l’odiato patriarcato che ha relegato le donne in casa consentendo invece ai maschi il privilegio di andare in miniera, ha dovuto “bilanciare” i privilegi maschili concedendo alle donne il contentino di un potere familiare tacito, non codificato nelle leggi ma reale, tanto più forte quanto più invisibile.
Io non so come andrà a finire, con una sorta di “ritorno all’ovile” oppure con la trasformazione auspicata da UB, ma le cose sono destinate sicuramente a cambiare rispetto ad ora. E se i maschi sono stati costretti a rinunciare ai loro così detti privilegi, con gli scompensi che tale rinuncia ha generato, accadrà così anche per le donne coi loro. E’ certo.
Sottoscrivo il tuo ultimo post, Armando. Hai colto un punto essenziale che le donne, nella loro quasi totalità, dobbiamo dirlo, si guardano bene dall’affrontare. Chi glielo fa fare? Direbbe sempre la lucidissima Maria…
E infatti questo dovrebbe essere il compito degli uomini. Rimettere ordine, un ordine nuovo (visto che abbiamo anche citato Gramsci…:-) ), per quanto riguarda la posizione di Uomini Beta, alle cose. Anche perché non si torna indietro nella storia.
Leggo nelle tue parole una punta di ottimismo, Armando (posso anche sbagliarmi, naturalmente), e non solo della volontà. Mi fa piacere. Significa che ne hai motivo e la cosa non può che rallegrarmi. Forse stai captando qualche segnale?
Fabrizio
http://quandotialziunamattina.blogspot.com/2010/07/lesa-maesta.html#comments
Come volevasi dimostrare.
Vogliate notare poi di chi è il primo commento…noooo,la mitica Chiava-di-notte,la prima sostenitrice e madrina morale del blog di Nicole.
Gli insulti gratuiti a Maria poi sono l’ennesima prova di con chi abbiamo a che fare e perchè in giro si scrivono certe cose su di noi senza prima aver letto il sito…
Non ci resta che unirci anche noi in coro in una bella risata
P.s. Nicole, se vuoi discutere con chicchessia puoi scrivere i nomi degli interlocutori che ritieni alla tua altezza,potranno così accorrere al tuo cospetto (sul tuo blog) per dare il loro contributo alle fondamentali questioni che poni.
Eheheh…:-) ho letto la risposta di Nicole… devo dire, Luke, che ogni tanto ci facciamo anche delle belle risate…La nostra è una grande avventura, un’esplorazione del mondo, della realtà, della relazione fra i generi, del maschile, del femminile, e soprattutto della nostra psiche. E come tutti i grandi viaggi, specie quelli interiori, ha spesso dei momenti intensi, drammatici, ma a volte anche divertenti. Questo è uno di quegli ultimi.
Peraltro vengo apostrofato con il “cavo”, con la r moscia, come si suol dire…:-) E’ evidente che Nicole non mi conosce e mi ha scambiato per un intellettualino da salotto…:-) Non sa che sono un “romanaccio” verace, che però ha studiato (e continua a studiare…), insomma uno dei figli della cosiddetta scolarizzazione di massa , tanto vituperata oggi che siamo nell’era della “selezione meritocratica” (mi verrebbe da ridere se non ci fosse da incazzarsi…). Uno di quelli che se fosse nato venti o trent’ anni prima o trent’ anni più tardi forse non avrebbe potuto accedere agli studi universitari perché sarebbe stato vittima della suddetta “selezione meritocratica” (viene così chiamato il processo di espulsione dei figli delle classi popolari dal sistema scolastico). E invece grazie a quella università “di massa” si è potuto laureare a pieni voti con una bella tesi (per lo meno ho questa illusione) sulla “Critica della modernità e della ragione strumentale”. E guardate cosa mi ha portato a fare quel lavoro…:-) , chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stato propedeutico al mio impegno nel Movimento maschile…questo è veramente bizzarro…:-)
E soprattutto, chi avrebbe mai detto che proprio sui temi di cui ci occupiamo mi sarei ritrovato tanti anni dopo a “scazzare” con uno dei relatori di quella stessa tesi di laurea durante un convegno in quella stessa università dove mi sono laureato…E pensare che quando andai a quel famoso convegno (loro non conoscevano ancora le mie posizioni) su “sessismo e razzismo” fui accolto dai sorrisi dei relatori (la riunione era già iniziata) che mi avevano riconosciuto e che mi invitavano a sedermi in prima fila…Se aveste visto le loro facce dopo il mio intervento…:-)
Insomma sto scagliando il mio “sapere” (molto modesto…) anche contro coloro che me lo hanno dato…Fossi un parricida? Azz…Ricordiamoci sempre che Armando è di guardia…:-) (e a noi fa molto piacere…). No, caro Armando, solo un Uomo nel Mondo che non può fare a meno, proprio non ci riesce, di criticarlo. E in fondo non ho fatto altro che apprendere la lezione dei “cattivi maestri”…sono stato un bravo discepolo…Certo, che mi occupassi di QM proprio non se l’aspettavano…:-)
E va bè… Forse è il caso di avvertire Maria che da quelle parti sostengono che sia un uomo…a Rita già le avevano detto che ha la barba, se non erro…eh già, perché per quella gente una donna che non si accoda alle loro litanie (e ai loro insulti) ed è dotata di un’autonomia di pensiero, non può che essere un uomo mancato…Maria, ti sai difendere da sola, non hai certo bisogno di noi, ammesso che tu abbia voglia di perdere tempo con quelle/i…
Facciamoci due risate sopra e continuiamo il nostro lavoro…
Fabrizio
Contrariamente alla Nicole, non penso affatto che la Maria sia un uomo che finge di essere una donna, ma contrariamente a te, Fabrizio, credo che a quest’ultima non freghi una cippa della questione maschile.
Ritengo altresì che al di là di qualche compiacente post, non troverai mai delle donne pronte a seguirti in questa tua avventura, perché per quanto una donna possa essere evoluta e meno falsa di altre, non “ripudierà” mai il proprio sesso di appartenenza. E comunque vada, osserverà sempre gli uomini che se ne occupano, come degli animali strani e problematici.
Lestat, a me non interessa affatto se a Maria o ad altre importi qualcosa o meno della Questione Maschile. Mi interessa però quello che ha da dire specialmente perché porta acqua, e come, al nostro mulino.
Non stiamo qui con la lavagna a dare voti a questo/a o a quello/a. Non ce ne può importare di meno. Ci interessa il risultato, il fine. E da questo punto di vista non c’è alcun dubbio che in particolare l’ultimo commento di Maria è come un assist di Maradona; è sufficiente mettere la palla di piatto in rete a porta vuota. Non so se sono stato chiaro…E a me è questo che interessa alla fine della fiera. Poi se lei un domani, in seguito ad un processo personale, decidesse di portare avanti la nostra battaglia e di aderire al nostro Movimento, ne sarei felicissimo anche sul piano personale e umano. Ma questo è un altro discorso,che riguarda la sua coscienza e il suo foro interiore. Non vivo certo né imposto il mio lavoro sulla base di questa speranza.
In fondo lei ha fatto quello che hai fatto anche tu con il post di qualche giorno fa. E te lo dissi che ci avevi fatto un bell’assist (non come quello di Maria altrimenti te lo avrei pubblicato anche a te nello spazio dei contributi). Anche a te (uomo alpha consapevole, come Maria, donna alpha consapevole) degli Uomini Beta e della QM non te ne può fregare di meno. Anzi, augurati che noi non si vinca mai (quindi forse in questa vita puoi stare sereno, un po’ meno i tuoi figli…) altrimenti per te sarebbe finita. Come per Maria, d’altronde.
A differenza però del tuo pessimismo non cosmico ma reazionario (l’esatto contrario del “pessimismo della ragione e dell’ottimismo della volontà” di gramsciana memoria, ripreso da Rino proprio ieri in un suo post), Maria è figlia di una altra cultura e ha un approccio completamente diverso dal tuo, oltre al fatto di essere una donna, cosa che inevitabilmente costituisce un valore aggiunto, per noi, da un certo punto di vista. Anche tu potresti costituirlo se non fossi il reazionario che sei. Un uomo socialmente alpha che ci da ragione e che si schiera con noi. Magari fosse. Ma puoi solo darci ragione, ed è già qualcosa, perché oggettivamente non puoi avere l’interesse a stare con noi. A meno che non optassi anche tu per una grande scelta etica in seguito ad un cammino interiore personale. E la stessa cosa vale anche per Maria, donna alpha, sia chiaro, anche se lei non è una “reazionaria di destra” come te ma una “progressista e di sinistra”, e lo si capisce da come scrive e da come si esprime.
Io però non sono un marxista ortodosso (non lo sono mai stato per la verità) e non credo che la coscienza individuale sia data solo dalla condizione di classe. Tutti i più grandi rivoluzionari provenivano dalle classi borghesi e talvolta aristocratiche, eppure hanno fatto una scelta di campo. E’ valso e vale anche per tanti altri uomini, non avviene spessissimo ma neanche così raramente. E questo proprio perché, fortunatamente, gli esseri umani sono esseri complessi, non riducibili ad un “unicum” e non interpretabili da un solo punto di vista.
Chissà che non valga anche per te e per Maria. Sinceramente, non te la prendere, nutro più speranze per Maria, da questo punto di vista che non per te. Ma non è detto, potrei sbagliarmi. Prendila come una stimolazione…
E poi mi “insospettisce”, anche se per ragioni in parte diverse, questo vostro insistere su questo blog. Perché? Chi ve lo fa fare? In fondo siamo oggettivamente avversari. Può darsi che abbiate solo del tempo a disposizione e che troviate che il confronto con noi sia arricchente. Sarebbe comunque una cosa positiva. E allora questo mi porta ad approfondire e a non tagliare i ponti. Perché dovrei farlo? Che interesse avrei? Che vantaggio procurerei al Movimento? Con Maria non ne avrei proprio motivo di rompere, con te a volte sì quando te ne esci con i tuoi sfondoni parafascistoidi-razzistoidi e reazionari. Ma in questo caso ti banno e il problema è risolto.
La sola cosa certa è che noi andremo avanti, con voi (e ne saremmo felici) o senza di voi. Perché contiamo sulle nostre forze. Considerando che ciò che affermate viene da noi preventivamente vagliato (per forza di cose peraltro), potete solo dare un contributo positivo.
Un’ultima cosa. Questa non è la “mia” avventura. E’ la “nostra” avventura (non tua, è evidente). Io l’ho concepita, le ho dato vita, l’ho partorita, se parliamo di UB, ma è già diventata un’impresa collettiva e si sta arricchendo anche e soprattutto grazie al lavoro e al contributo di altri. E riuscirà ad incidere sulla realtà solo se riuscirà ad essere e a rimanere tale. E’ un po’ come l’azienda di papà tuo, per capirci, senza i suoi dipendenti, che siano operai, tecnici, impiegati, quadri o manager, non potrebbe andare avanti e tu non potresti andare in vacanza in quei luoghi che ci hai mostrato in foto, che i dipendenti della azienda di tuo padre non possono neanche sognarsi (parole tue…)…Come ti dicevo, anche quello è stato un bell’assist, non come quello di Maria ma si può sempre migliorare…
Fabrizio
Onestamante..io so di aver parlato solo di dinamiche familiari e femminili in particolare che conosco bene come le conoscono tutti quelli che hanno provato a sposarsi o a convivere per lungo tempo. Cotanta reazione mi ha un po’ sorpresa..in fondo mi sembra di aver parlato dell’acqua calda. Sentirmi dare della finta donna perche’ riconosco il potere di cui ogni madre e moglie gode all’interno della famiglia mi sembra senza senso. Dimostratemi il contrario, esponete le vostre fondate ragioni e io comincero’ a credere che in chiesa S. Giuseppe vale quanto la Madonna (..madre di Dio, oltre che di Gesu’). Tutte queste donne che recitano a fare le incomprese quando si tratta di analizzare i rapporti uomo donna con un ottica un po’ meno preconfezionata vorrei vederle nel ruolo…di nuore… Sara’ capitato a tutte, sposate o meno, di doversi contendere il libero arbitrio di un maschio innamorato con la figura spesso incontenibile e ingestibile di una madre che non molla. Allora, questa influenza ,le donne , la usano o no? In casa i nonni paterni ( beta) hanno le stesse chances dei nonni materni ( alpha)? Potrei continuare con altri esempi puntuali ma un po’ mi indigna ..perche’ queste realta’ le conosciamo tutti, siamo persone di una certa eta’ e maturita’ e dover ricorrere alle vicende del nostro tinello per parlare di squilibri antichi e inossidabili..non mi piace. Puo’ essere molto stimolante incontrare opinioni diverse, ma per favore, argomentiamo le nostre posizioni: offendere non serve a niente.
@ Fabrizio -
Anzi, augurati che noi non si vinca mai (quindi forse in questa vita puoi stare sereno, un po’ meno i tuoi figli…) altrimenti per te sarebbe finita. Come per Maria, d’altronde.
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Fabrizio, credo ci sia un particolare che ti sfugge: io sono un uomo, Maria una donna. Io “esisto” in virtù della mia posizione sociale, mentre lei “esiste” perché… esiste! Ossia perché è nata femmina e probabilmente pure figa. Lei non ha bisogno dell’azienda: io sì. Il mio è un potere artificiale (ereditato da mio padre), il suo un potere naturale.
Certo, in un mondo primordiale dominerei io, perché in tal caso subentrerebbe la forza bruta, quindi la legge del più forte, ma in un mondo civilizzato no. In un mondo civilizzato il potere della figa domina su tutto il resto.
Per concludere ti rammento che tutti dobbiamo morire, perciò, di cosa accadrà nel 2100 o nel 2500 (sempre che quel giorno sia restato qualcosa dell’umanità), non è che mi importi un granché. Anzi, non me ne importa una cippa. La vita è ora, in questo momento, dopo c’è solo in nulla.
La paura che hanno di me, come hanno scritto, è comunque ricambiata.
La cattiveria infantile e velenosa di queste ragazze è veramente sconfortane.
L’Egoismo: le donne neanche prendono in considerazione il problema di un uomo, non sentono ragioni, capiscono solo l’adulazione.
Lestat, ribadisco che non stiamo facendo la classifica tra buoni e cattivi e che in più di un’occasione ci siamo occupati della relazione fra natura e cultura, cercando di spiegare quale sia il nostro punto di vista nel merito.
E siamo giunti ad una conclusione. E cioè, che sia la natura o che sia la cultura, o entrambe le cose insieme (posizione su cui ci attestiamo), la cosa certa è che a prendersela in quel posto sono gli uomini beta. E allora stiamo lottando e lavorando per cercare di trasformare questo stato di cose.
Chi condivide questa nostra analisi, uomo o donna che sia, e vuole darci una mano, è il benvenuto. Degli altri non sappiamo cosa farcene.
Ciò che conta non è ora metterci a dissertare sul potere naturale o sul potere artificiale e sulle loro origini. Ciò che conta è capire come questi operano, in quale misura sono intercorrelati e la funzione che svolgono.
Le donne hanno un potere naturale? Certo. Gli uomini alpha hanno un potere “artificiale”? Altrettanto certo. In che modo i due interagiscono? Che fa le spese di questi poteri? Chi li subisce? I due poteri sono in lotta fra loro o sono alleati? O entrambe le cose? Oppure sono in competizione? Ma se anche fosse, gli uomini beta hanno qualcosa da guadagnarci in questa competizione? Qualora ci fosse un elemento di verità in questo, uno dei due schieramenti agisce forse in nome, per conto e per gli interessi degli uomini beta?
La risposta è NO. Quindi sono entrambi nostri avversari. Perché le loro posizioni finiscono per sovrapporsi.
E poi perché dovrebbero farsi la guerra? E se anche se la facessero noi non potremmo schierarci perché sarebbe una guerra fra poteri forti, per i loro interessi. Chiunque uscisse vittorioso per noi non cambierebbe nulla. Già ora non abbiamo da perdere che le catene. Peggio di così non si potrebbe.
Abbiamo solo da guadagnare. Ma dipende da noi, non dalle donne o dagli uomini alpha…
Fabrizio
Lestat:”Per concludere ti rammento che tutti dobbiamo morire, perciò, di cosa accadrà nel 2100 o nel 2500 (sempre che quel giorno sia restato qualcosa dell’umanità), non è che mi importi un granché. Anzi, non me ne importa una cippa. La vita è ora, in questo momento, dopo c’è solo in nulla.”
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Potrei risponderti semplicemente:grazie al c….,ma siamo tra persone civili e serie e mi chiedo pertanto da quale pulpito tu,sedicente uomo alfa,vieni a dirci chi può essere utile alla causa degli uomini beta dal momento che non te ne importa una cippa,com’è normale che sia dal tuo punto di vista…Anzi, sarebbe una sciagura per gli “alfa” se le donne dovessero anche solo fermarsi per un momento a riflettere su certi meccanismi e vagliare le ripercussioini che hanno certi loro comportamenti nell’attuale contesto culturale e sociale,ma come dice Fabrizio, almeno per questa generazione siete in una botte di ferro..
Caro Fabrizio, “uccidere” il padre è un passaggio necessario per riappacificarsi col padre. Ucciderlo per conquistare l’autonomia dell’uomo adulto, riappacificarsi interiormente con lui per tutto quello che bene o male, di più o di meno, ha saputo darci. Fare il padre, essere padre, è difficile. Un buon padre si fa uccidere dal figlio, desidera anzi che il figlio lo uccida e spera, desidera, di essere poi recuperato. Dimmi tu se è cosa facile, io direi quasi eroica. Per questo non tutti i padri ci riescono e alcuni castrano i figli (esiste anche la castrazione paterna e non solo quella materna). Per lo stesso motivo non tutti i figli riescono a recuperare il padre interiore. Penso anzi che chi non ci riesce, in realtà non abbia mai “ucciso” il padre, che continua a percepire come enorme e incombente su di sè. Così incombente da avere la necessità compulsiva di distanziarsene rabbiosamente ogni momento. Se ci pensiamo questo è anche l’atteggiamento di molte donne, oltre che dei maschi-pentiti, ed è anche l’atteggiamento proposto dalla cultura dominante antimaschile e antipaterna, invischiata in relazioni infantili con entrambe le figure genitoriali.
Si, è vero che c’è una punta di ottimismo in me. 1) Perchè vedo che esiste infelicità in tutti, maschi ma anche femmine, nonostante la loro ostentata sicurezza di essere le nuove conquistatrici del mondo. Sicurezza e aggressività puramente di facciata che nasconde, secondo me, un grande e incoffessabile desiderio di “riposarsi” e di lasciarsi andare fra forti braccia maschili. Il problema è che, anche per loro responsabilità, braccia simili sono oggi difficili a trovarsi. Ma l’infelicità non può essere una condizione permanente della natura umana, per cui prima o poi qualcosa accadrà. 2) Ma soprattutto perchè constato ogni giorno nel concreto, quello che dicevo subito sopra. E lo percepisco parlando con donne normali, madri o no, sposate o single.
L’onnipotenza femminile è una favola indotta mediaticamente e culturalmente. Estremamente pericolosa perchè molte e molti ci credono e tendono a comportarsi come fosse vera. Risultato? Scompensi psichici, e appunto infelicità. Ma basta grattare un po’ sotto la superfice ed ecco emergere un’altra verità che i media colonizzati non riferiscono mai.
E poichè credo, molto francamente, che la capacità di distinguere, di separare per comprendere, il Logos insomma, sia molto più maschile che femminile, ecco che la chiave di soluzione sta nelle mani degli uomini. Le donne, ritengo, tendono troppo facilmente, in media, a costruirsi una visione del mondo “falsa” in cui tutto stia insieme, anche ciò che è oggettivamente incompatibile. Detto in altre parole, ad annullare le differenze e considerare la percezione immediata come la “verità” assoluta, disinteressandosi della loro stessa percezione, e dunque della verità assoluta di ieri, col risultato di confondersi loro stesse oltre che mandare in confusione gli uomini (grande errore credere uguale alla propria la psiche femminile). Cio accade, sia chiaro, non per malafede ma per congenite caratteristiche psichiche che si spiegano anche con la fisiologia del corpo. Con ciò mi sarò attirato molto strali, ma questo è ciò che penso.
Un’ultima cosa, a lato della discussione. A me Lestat rimane piace, al netto delle sue posizioni. Piace perchè è franco, perchè non se la racconta, non cerca giustificazioni. E’ un “cinico”, nel senso che sa distinguere il “bene dal male” e sceglie consapevolmente. Molto meglio di chi li confonde, di colui per il quale l’uno vale l’altro. Coi primi si può trattare ed anche arrivare ad un accordo, coi secondi è letteralmente impossibile.
armando
ciao Maria, e… benvenuta fra noi. Nella mia modesta esperienza in qualche forum, ti confermo che questa tematica è piuttosto .. calda.
Se provi ad affermare o anche solo ad ipotizzare una qualche responsabilità di genere, (femminile) che sia storica o che sia attuale, nell’ordine vieni accusata di essere: maschilista, misogina, negazionista, in cerca di attenzioni maschili e poi di avere la barba ..:-D. E’ suppergiù un copione fisso che all’inizio mi stupiva un po’ e adesso, francamente mi annoia solo, Quindi, direi che siamo nella norma,
Quoto cio’ che dici sulle dinamiche familiari. Io credo che sia la radice della cultura patriarcale stessa come scrisse anche Luigi Zoja ne “Il gesto di Ettore”
“Il padre deve garantire la società pure a spese della sua casa; la madre deve garantire la sua casa anche a spese della società. Questa distinzione è alla base della nostra civiltà patriarcale”
Va da se che questo indica un potere “territoriale” femminile casalingo che c’è sempre stato, usato bene o male come bene o male si puo’ usare qualsiasi potere.
Ah tra l’altro, il 98% delle donne anziane con cui ho conversato nella vita, mi hanno confermato che lo scoglio più ostico e duro nella vita domestica è stata sempre la “suocera”, a conferma che la cultura e le tradizioni patriarcali sono state portate avanti in buona misura dal femminile.
@Armando:
io a volte non so se scherzi oppure sei serio.
Io spero che Lestat trovi di meglio da fare piuttosto che venire a fare del disfattismo su questo sito di cui non condivide quasi nulla.
Se lo apprezzi tanto potresti proporlo come collaboratore o presenza fissa sul blog dei Maschi Selvatici, ti assicuro che la sua schiettezza e il suo essere “pane al pane e vino al vino” non mancherà di fornire ulteriore vigore alla vostra battaglia per il ripristino del “fallo” nell’orizzonte simbolico maschile.
Premesso che io sono un impiegato figlio di un artigiano e di una commessa, e pertanto non posso certamente essere definito un “alfa”, non comprendo bene questa tesi secondo cui “sarebbe una sciagura per gli alfa se le donne dovessero anche solo fermarsi per un momento a riflettere su certi meccanismi e vagliare le ripercussioni che hanno certi loro comportamenti nell’attuale contesto culturale e sociale “, neanche quest’ ultime fossero degli esseri incoscienti manipolati dai cosiddetti “alfa”.
Scusate, ma a me queste paiono spiegazioni da ragazzini di terza media, che delle donne non hanno compreso molto…
Bè, però Armando, allora te lo potresti portare con te sul blog dei MS
… secondo me non c’azzecca moltissimo neanche sul vostro ma certamente più che su quello di UB…:-)
Scherzi a parte, non ce l’ho con Lestat, sia chiaro, né tanto meno lo voglio allontanare (e perché mai…), penso però che il suo pessimismo-disfattismo-negativismo-ultrapragmatismo-qualunquismo-distruttivismo tipico di una certa cultura di destra, non serva a nulla. Per lo meno a noi non serve a nulla. Lui stesso ripete continuamente che quello che facciamo non serve a niente, e allora bisogna essere conseguenti…
Noi abbiamo bisogno di uomini motivati, che vogliono impegnarsi nella costruzione di un progetto forte, che non può essere il suo, per le ragioni che lui stesso adduce ad ogni piè sospinto, a meno appunto di una conversione sulla via di Damasco….
Lestat ha un’altra formazione, un’altra cultura, un altro approccio. Come già spiegavo ieri, il suo pessimismo è il contrario del nostro… Nulla da dire, sia chiaro, ciascuno ha la sua filosofia e il suo approccio all’esistenza, però sarebbe opportuno prenderne atto.
Credo che da voi si troverebbe molto meglio, perché potrebbe trovare molto più spazio. La sua concezione, anche della maschilità, può essere sicuramente molto più apprezzata e valorizzata in ambito MS piuttosto che in quello UB. E allora proprio perché siamo uniti da un patto di unità d’azione, oltre che da un rapporto di cordialità, dovremmo anche riflettere serenamente su queste cose.
Non c’è mica da scandalizzarsi. Se personalmente incontrassi degli uomini sulla via del Risveglio su posizioni però diverse dalle mie, li indirizzerei su altri siti, senza alcun problema. Non vedo anzi dove possa essere.
Ripeto, non vorrei essere frainteso, specie da Lestat, però, fermo rimanendo che qui non allontaniamo nessuno a meno che non violi le regole che ci siamo dati, credo che sia assolutamente naturale cercarsi delle sponde e degli interlocutori in sintonia con il proprio pensiero.
Poi ci si può confrontare finchè vogliamo,però non si deve mai arrivare a remare contro. A volte, come sai, Armando, questo succede, quando le posizioni sono troppo differenti e non c’è la capacità e la sensibilità di fare un passo indietro oppure, al contrario, verso l’altro.
Noi (UB) e voi (MS), ci siamo riusciti, anche abbastanza bene, mi pare di poter dire. Per diversi motivi. Il primo è che sia noi che voi non siamo portatori di bruscolini ma di interpretazioni filosofiche, sia pur diverse, ma entrambe degne di rispetto e attenzione, e questo non è poco. Non possiamo dire la stessa cosa per tutti coloro che si aggirano in ambito Momas, ci siamo capiti, anche perchè ne abbiamo parlato a viva voce. La seconda cosa è che noi abbiamo la maturità e l’esperienza di capire come, in che modo, con quali modalità, con quali argomenti e quando intervenire, senza arrivare alla polemica fine a se stessa, che non servirebbe a nessuno. E anche di questo abbiamo già parlato, anche con CkkB. E infatti i risultati si vedono. I vostri interventi sono argomentati, sollevano questioni sulle quali noi abbiamo opinioni a volte anche diametralmente opposte, ma lo spirito con cui vengono poste non è polemico bensì animato dalla volontà del confronto, della discussione che arricchisce chi la fa. Non c’è e si avverte, una volontà “sfascista”, né di remare contro, o di voler indebolire le posizioni dell’altro.
Questo è un punto fondamentale. E lo dobbiamo capire tutti. Possono convivere nella discussione posizioni anche molto diverse ma ci deve essere piena consapevolezza su questo. Altrimenti si fanno solo danni. E questo non lo permetto.
Abbiamo discusso e ci siamo divisi sullo scottante tema dell’aborto (per dirne uno) ma la discussione è stata comunque positiva e arricchente. Proprio per i motivi di cui sopra. Ma spesso non è così e l’atteggiamento è diverso. E allora non ha neanche senso discutere. Perché non è più una discussione positiva ma solo una inutile polemica o un tentativo altrettanto inutile di cercare di far valere le proprie opinioni. Insomma paccottiglia…
Cerchiamo di muoverci tutti su questa linea. Ne guadagneremmo tutti, in tutti i sensi.
Fabrizio
Prendo spunto dall’ultimo post di Armando, che condivido in larga parte; per fare una domanda: visto che abbiamo dimensioni psichiche diverse.. come si fa a proporre un approccio alla sessualita’ similare? Qui si fa un gran parlare del sesso ludico e io non credo di averlo compreso bene anche perche’ mi sfugge un passaggio: in che misura gratifica la donna e come riesce a non annullare quelle differenze imprescindibili tra i due generi. C’e’ una fisiologia del corpo che e’ cornice naturale del comportamento e ..in ultimo anche inclinazione del pensiero. E’ vero quello che Armando dice sull’insoddisfazione di fondo e ancor piu’ vero e’ che si “recita” a fare le donne rampanti che non devono chiedere mai. Ma e’ pur vero che nel gioco della relazione non puoi prescindere dall’altro per il quale hai solo da augurarti il meglio..anche solo per proprio tornaconto. E allora? Come se ne esce? Questo post di Armando e’ molto bello. L’ho trovato carezzevole nei confronti della femminilita’.
@ Luke -
Potrei risponderti semplicemente:grazie al c….,ma siamo tra persone civili e serie e mi chiedo pertanto da quale pulpito tu,sedicente uomo alfa,vieni a dirci chi può essere utile alla causa degli uomini beta dal momento che non te ne importa una cippa,com’è normale che sia dal tuo punto di vista…
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Ma perché sei sempre così nervoso?
Calma, Luke, calma: la calma è la prima qualità per chi deve portare avanti un progetto ambizioso.
La calma è segno di forza: il nervosismo no.
Lestat afferma verità inconfutabili nel suo penultimo reply, cosi come Maria, non so voi.. ma io in loro vedo esattamente la verità e le motivazioni dell’odierna situazione sociale..
In Lestat, vedo la coerenza cinica, obiettiva e onesta dell’uomo alpha, anche se devo dire raramente descritta come fa lui, e di questo gliene do atto.. in effetti quello di Lestat e’ un discorso ampio, se guardiamo tra le righe, sia lui che Maria ci portano le prove evidenti della situazione nella sua totalità.
Lestat: puo’ permettersi da uomo alpha quello che piu’ lo aggrada, ma e’ anche vero che il suo “potere” è derivato da un “potere artificiale” non suo, di provenienza BETA, dovrebbe come minimo essere riconoscente verso quest’ultimi/e, e lo fa, tramite il salario elargito mensilmente, anche se poi se lo riprende in maniere che conosciamo benissimo, il suo potere gli consente di essere al pari del potere vaginocratico femminile, se non superiore in molti casi, e di certo non disdegna la sua presenza, anzi.. oltre che sessualmente, le usa per il proprio potere, che la categoria BETA subisce.
Maria: Lei è donna, in quanto tale, puo’ permettersi quello che piu’ la aggrada, ma e’ anche vero che il suo “potere” è derivato da un “potere naturale” attrazione da sempre degli UOMINI BETA, tuttavia essa non solo non dimostra riconoscenza verso questi ultimi, ma si guarda bene dal farsi “pagare” anche nella semplice conoscenza, nonostante l’impegno profuso, non vi è certezza di nessuna riconoscenza verso un uomo beta, come per tutto il resto, sempre che non si trovi dinanzi ad un alpha, allora abdica ad ogni pretesa, spesso azzerbinandosi ad essi, si libera definitivamente di ogni pregiudizio, prostituendosi emotivamente/sessualmente per i propri fini, non denigrandopersino il divenire il “braccio armato” del potere alpha maschile altrove meglio descritto in ogni sfaccettatura.
per onestà intellettuale, Lestat appare più clemente del potere vaginocratico, tuttavia viviamo in una società ipocrita, falsa, sfrontata, ed opportunista, dove la naturale attrattiva tra i sessi è stata strumentalizzata, dove tutto il necessario ci è negato se non dietro un pagamento, qualunque esso sia, unicamente per il mantenimento dei poteri.
Solo se gli uomini e le donne BETA prendessero reale coscienza della loro sudditanza a questi artificiosi legami, minerebbero in maniera inesorabile i giochi di potere, rendendoci liberi dalle catene sociali che oggi ci affliggono, ma e’ un lavoro duro, epocale, il giullare che spodesta il re? puo’ essere.. ma dovrebbe avere un aiuto coeso del popolo oppresso.. e quando persino il popolo oppresso agisce come se fosse un re, la situazione risulta maledettamente difficile.. ma non impossibile.
Caro Luke, sto mettendo giù da tempo qualche pagina dal titolo “Qm e metamorfosi della Sinistra”. Sottotitolo “O cambia o muore”. Le energie sono limitate, ma prima o poi ci arrivo.
Uno dei temi è l’abbandono della desertificazione simbolica e la valorizzazione integrale dell’importanza dell’ordine simbolico. Ivi compreso il Fallo, si capisce.
Ciò non deriva dal fatto che io sia da sempre un sostenitore dell’importanza essenziale dei simboli, al contrario. Sono stato un distruttore di icone. Poi, progressivamente e obtorto collo, ho dovuto ricredermi.
E’ stata dura, specie per il fatto che tutti i sostenitori della sua importanza erano (e sono ancora) uomini di Destra e spesso dell’estrema Destra razzista (pensiamo ad Eliade, Evola, Pound, Guenon etc.).
Ciò però non è stato e non è sufficiente ad impedirmi di considerarne la fondamentale importanza.
Nelle pagine che scriverò inviterò tutti gli umanisti a fare altrettanto.
In via preliminare vorrei far osservare che la desertificazione simbolica è al tempo stesso una condizione preliminare ed un effetto dell”espansione del capitalismo consumistico e della sua ideologia conforme (il femminismo).
Lo abbiamo già visto in occasione dello strip tease sull’Ayers Rock ad oltraggio di quel luogo sacro al popolo delle Vie dei Canti di Chatwin.
Per finire introduco una nota che forse potrà aiutare a capire il percorso da seguire: gli umani non sono ciò che noi crediamo, non sono esseri umani nel vero senso della parola, sono creature intermedie tra il bruto e l’uomo (come noi lo immaginiamo). O, se vogliamo essere meno pesanti, gli umani non sono adulti, sono bambini e lo saranno ancora per millenni.
Essi hanno bisogno dei simboli come i bambini del ciuccio.
Gli esseri umani sono esseri inferiori.
Inferiori a quel che sarebbe bello fossero, a quel che credono e vogliono far credere di essere. Inferiori a quel che noi fingiamo e ci illudiamo che siano.
Abbiamo a che fare con noi stessi: con degli esseri inferiori.
RDV
Non credo che a Lestat non importi nulla della questione maschile,come non credo che un disagio generale sia avvertito solo a sinistra.
I concetti di uomo “alfa” o “beta” sono mutabili molto più facilmente di quanto possiamo credere.
Salvo rare eccezzioni un uomo privilegiato per bellezza, denaro o dominanza oggi,non lo sarà per tutta la sua vita,di conseguenza portare alla luce problemi che esistono per tutti gli uomini comuni,oggi è di interesse ANCHE per coloro i quali sono in condizione privilegiata o pseudotale.
Ho aderito a Uomini Beta perchè il MoMas pullula di fascisti,razzisti,conservatori di destra etc…
Ritrovarmeli qui, qualcuno a fare il pagliaccio (cantando sempre il ritornello che quello che facciamo o cechiamo di fare è inutile) lo trovo fuori luogo, tutto qui.
@Rino
La sinistra a cui alludi è già morta e sebbene noi ci rifacciamo ai valori di fondo di quell’area culturale non è detto che saremo noi a resuscitarla: detto ciò,ricordati che la sovrapposizione del piano simbolico sulle questioni politiche,ma questo tu lo sai perchè hai citato Eliade ed Evola tra gli altri,non sempre ha portato ad esiti intessanti,dal NOSTRO punto di vista.
@Maurizio Tonelli:
Non capisco cosa tu non capisci:fai come se avessi tre anni,spiegami come funziona.
@Maria
A scanso di equivoci, vorrei sottolinearti che le posizioni di Armando,per quanto possano essere parzialmente condivisibili,si iscrivono in un interpretazione delle tematiche della questione maschile che viene portata avanti sul seguente sito:
http://www.maschiselvatici.it/
Te lo dico solo per dovere di trasparenza,per darti un informazione in più su dove reperire ulteriori spunti che possano interessarti oltre che per il fatto che ogni tanto lo visito anch’io.
Maurizio, ci sono 68 articoli su questo sito che cercano di dare una risposta proprio e anche al quesito che poni, e non credo sinceramente che il livello sia quello della terza media, come affermi tu. Naturalmente non parlo solo dei miei ma anche di quelli scritti da altri.
Che dirti, più di questo non possiamo fare. Ti rimando ad una lettura più attenta di questi articoli. Posso fornirti, per quanto riguarda quelli a mia firma, i seguenti: il Movimento Beta (che è il nostro Manifesto), “Reciprocità e Spontaneità” (entrambi sulla homepage), “Natura e Cultura” (nello spazio articoli). E poi ancora “Dalla”, “Inchiodate al muro della pavidità”, “Sono andato a puttane” di Paolo Barnard tutti sulla homepage, “Un cane che si morde la coda”, sempre di Barnard, nello spazio degli editoriali, “Alla scuola del Titanic” di Rino Della Vecchia, sulla homepage, solo per citare quelli che forse più di altri spiegano la relazione fra il “femminile” e gli uomini alpha e beta, come noi li abbiamo definiti. Più naturalmente tutti gli altri.
Più di questo non possiamo fare. Come si suol dire, i miracoli ancora non li facciamo…
Comunque, forse tanta teoria non serve neanche a molto. Tu hai detto che nella vita sei un impiegato e che sei di estrazione popolare nè credo che assomigli a Brad Pitt. Quindi sei un uomo come tanti (che non significa mediocre) proprio come noi, uno fra i tanti.
Bene, secondo il pensiero femminista ormai dominante anche tu sei in qualche modo un oppressore del genere femminile, sei in grado di esercitare potere non dico su tutte ma su molte donne, hai un ruolo dirigente e dominante in famiglia dove sei sempre tu ad avere l’ultima parola, nelle relazioni sessuali e affettive sei tu a decidere con chi, come, quando, quanto e perché. Non solo, sei anche un privilegiato rispetto alle donne perchè guadagni di più delle tue colleghe a parità di qualifica, mansioni e anzianità, fai lavori meno faticosi e usuranti, e sei privilegiato negli avanzamenti di carriera in quanto uomo.
Si potrebbero aggiungere tante altre “cosucce” ma mi pare che queste siano sufficienti.
Pensi che tutto ciò sia vero? Senti di poter esercitare un oggettivo potere sul genere femminile? Oppure c’è una vocetta nascosta dentro di te che ti sta dicendo da tempo che tu non conti un beneamato cazzo (scusa ma quando ci vuole ci vuole, e con te ci vuole, se ho capito qualcosa…) nella relazione con l’altro genere? Non sarebbe l’ora di cominciare ad ascoltarla quella voce invece di giocare a fare il finto tonto con noi?
Ora faccio come Marzullo: si faccia una domanda e si dia una risposta (onesta con te stesso, possibilmente), e vedrai che non avrai neanche bisogno di sciropparti gli articoli sul sito.
Fabrizio
“Salvo rare eccezioni un uomo privilegiato per bellezza, denaro o dominanza oggi, non lo sarà per tutta la sua vita, di conseguenza portare alla luce problemi che esistono per tutti gli uomini comuni,oggi è di interesse ANCHE per coloro i quali sono in condizione privilegiata o pseudo tale”. (Retiarus)
Questo vale anche per le donne, se è per questo, Retiarus, non certo solo per gli uomini.
Il punto non è questo ma capire i meccanismi di dominio che tengono inchiodati gli uomini beta. Che ruolo giocano gli uomini alpha nella sottomissione degli uomini beta? Hanno forse interesse a modificare lo stato di cose? Qual è la loro relazione con il “femminile”? E viceversa?
Il fatto che il femminismo abbia voluto parlare a nome dell’intero genere femminile, non comporta che noi si debba fare altrettanto per quanto riguarda il genere maschile. Non ha alcun senso, dal nostro punto di vista. Noi non siamo dei qualunquisti. Il nostro è un Movimento di genere e di classe, e non per ragioni ideologiche, ma perché abbiamo compreso proprio quel complesso sistema di meccanismi di cui sopra e il suo funzionamento. Gli uomini alpha sono a pieno titolo parte integrante e classe dirigente del sistema che non hanno alcun interesse oggettivo a modificare. Né potrebbe essere altrimenti. Se lo avessero non sarebbero tali (alpha). Questa è dialettica, delle più semplici…
I vari movimenti maschili che si sono sviluppati fino ad ora non hanno avuto successo né capacità di “bucare”, di penetrare in profondità e soprattutto di costruire consenso, massa critica, proprio e anche perché sono rimasti volutamente generici, da questo punto di vista . Il nostro approccio è completamente diverso. Naturalmente ciò non significa che noi si abbia la verità in tasca. Mi sento però, forse presuntuosamente, di poter affermare, che gli Uomini Beta, nell’arco della loro brevissima esistenza (siamo nati ufficialmente il 4 dicembre del 2009) hanno, in proporzione, ottenuto già più risultati di quanti non ne abbiano ottenuti gli altri movimenti nell’arco di più di dieci anni. Con l’esclusione del Movimento dei Padri Separati (che noi appoggiamo pienamente pur non condividendo alcune scelte politiche), che si muove su un terreno molto concreto di rivendicazione di diritti negati.
Fabrizio
Mi sento però, forse presuntuosamente, di poter affermare, che gli Uomini Beta, nell’arco della loro brevissima esistenza (siamo nati ufficialmente il 4 dicembre del 2009) hanno, in proporzione, ottenuto già più risultati di quanti non ne abbiano ottenuti gli altri movimenti nell’arco di più di dieci anni. (Fabrizio)
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Premesso che io non ho mai fatto parte di alcun movimento maschile, vorrei chiederti: a quali risultati ti riferisci? Inoltre, non credi che senza gli altri a farti da apripista, oggi non potresti fare certi discorsi?
Fabrizio, sono gli uomini “alfa” a seguire i desiderata femminili, non il contrario. Perciò chi è che comanda?
Fabrizio Marchi: Bene, secondo il pensiero femminista ormai dominante anche tu sei in qualche modo un oppressore del genere femminile, sei in grado di esercitare potere non dico su tutte ma su molte donne, hai un ruolo dirigente e dominante in famiglia dove sei sempre tu ad avere l’ultima parola, nelle relazioni sessuali e affettive sei tu a decidere con chi, come, quando, quanto e perché. Non solo, sei anche un privilegiato rispetto alle donne perchè guadagni di più delle tue colleghe a parità di qualifica, mansioni e anzianità, fai lavori meno faticosi e usuranti, e sei privilegiato negli avanzamenti di carriera in quanto uomo.
Si potrebbero aggiungere tante altre “cosucce” ma mi pare che queste siano sufficienti.
Pensi che tutto ciò sia vero? Senti di poter esercitare un oggettivo potere sul genere femminile?
Fabrizio, secondo me dovresti ritagliare queste domande, anche se potrebbero essere, come giustamente scrivi, aumentate notevolmente di numero, e metterle in bell’evidenza in qualche parte del sito. Solo interrogandosi in maniera lucida e distaccata, limitando al massimo i condizionamenti ideologici e prendendo consapevolezza dei propri pre-giudizi, si può comprendere la propria collocazione nel mondo. I pensieri dominanti occultano sempre la verità e il loro disvelamento non può essere che un processo individuale.
Leggete qua…
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Chiara di Notte – Klára ha detto…
Cavolo, sono andata a leggermi alcuni punti salienti dell’intervento del capo-pisquano. Sai che hai ragione? Deve essere davvero esaurito, povero ometto.
)
Comunque e’ interessante quello “specchio riflesso” che fa – di far ventilare l’idea che i “peli” potremmo averli noi – un giochetto da bambini in po’ minkia che fa intravedere il livello cerebrale con il quale ci si raffronta allorquando si da’ loro un po’ d’importanza. Non aspettano altro. Pensa che c’e’ chi, pur di avere qualche commento da “moderare” – fa tanto figo poter moderare i commenti, e fa tanto “sensazione di capetto”: “Tu si’ perche’ dici quello che voglio io… tu no perche’ sei cattiva e stronza…) e’ impegnato a creare nick femminili che diano ragione a certe tesi. Quando una vera donna, la prima cosa che farebbe, sarebbe notare il modo in cui certa gente si rivolge alle donne e trattandole continuamente da bersaglio su cui sfogare la propria frustrazione.
Ieri, discutendo con Ilaria – che conosci bene – si parlava di come sia utile, per un blog del genere che contraddistingue una setta, crearsi 2-3 nick femminili per darsi ragione ed indicare un “modello comportamentale”.
Adesso, dopo Rita e Maria (fra i primi nomi che vengono in mente d’istinto quando si chiede ad un uomo di indicarne alcuni femminili) tutte noi ci attendiamo l’arrivo di Laura.
E’ un modo come un altro per non chiamarsi Grazia, Graziella e Grazie al cazzo.
Comunque, cara amica, mi fai sempre ridere con i tuoi post. Almeno, ogni tanto, un po’ di frizzante allegria non guasta.
24 luglio 2010 04.00
@
Chiarisco: ho tenuto a precisare che non sono le tesi di Lestat che mi piacciono, ma il suo modo onesto di porsi, ossia di non negare il suo essere privilegiato cercando di mimetizzarsi o giustificandolo con meriti personali etc. etc. Il suo pessimismo cinico rispetto alla possibilità di qualsiasi cambiamento non lo condivido certamente, ma il solo fatto che senta la necessità di parlarne ci dice che sotto il cinismo esiste anche qualcosa d’altro. Tanto basta, per me. Per la sua partecipazione a MS è un problema solo suo. Discriminamo solo in funzione della sottoscrizione di un documento coi principi cardine. Il resto delle idee, dx sx, fede o non fede, non ci interessa.
Per il resto mi trovo d’accordo, come spesso accade, con Rino, con questa precisazione. Il fatto che un autore si qualifichi politicamente non vuol dire che tutto quello che scrive deve essere svalutato. Eliade ha scritto cose importantissime sulle religioni, così come Evola sul sesso. Si potrà magari obbiettare, ma non classificarle come culturalmente non valide. Il dibattito culturale cammina sopra quello politico. Il tutto vale ovviamente anche in senso opposto. Marx, ma è solo un esempio ed altri se ne potrebbero fare, ha scritto cose giustissime e tuttora valide il cui riconoscimento non implica condividerne l’impostazione filosofica.
armando
…Chiedo scusa, ho “cannato” i tag, chiedo a chi modera di rimuovere il post precedente.
Spero che ora si vedano i quoting
@Rita
- – - Insomma è la scoperta dell’acqua calda: è chiaro che se ci sono sentimenti profondi di condivisione ci si viene incontro a vicenda. – - -
Corretto, ma parecchia gente ignora o fa finta di ignorare proprio le cose ovvie.
- – - ricordo ad esempio una ex collega che aveva lasciato il suo ragazzo dopo un paio di mesi di frequentazione con queste testuali parole “mi assecondava in tutto, faceva tutto quello che volevo, era sempre pronto ad andare dove volevo io, a fare quello che piaceva a me, ed è per questo che l’ho lasciato, io ho già un carattere forte di mio ed ho bisogno di qualcuno che mi contrasti e mi tenga testa”.
In sostanza il “servizievole cagnolino” ancorchè innamorato non era di suo gradimento e non perchè lei avesse intenti vendicativi verso i suoi uomini precedenti. Semplicemente non ne era innamorata a sua volta. Ed evidentemente a far sì che anche lei non ricambiasse era anche l’atteggiamento caratteriale che lui stava dimostrando. Mi auguro per lui che non stesse recitando una “performance teatrale” – - -
Non è stato compreso – oppure da me non adeguatamente spiegato – il senso vero della parte del mio brano che gira intorno all’espressione “servizievole cucciolo di cagnolino”.
Non avevo alcuna intenzione di veicolare il messaggio secondo cui “è meglio essere così se si vuole piacere alle donne”, non volevo minimamente sostenere che c’è una qualsivoglia nobiltà ad avere quel tipo di atteggiamento remissivo verso una donna.
Il punto focale su cui cercavo di riflettere e far riflettere è che un “uomo” sicuramente ne guadagna se PERDE DEFINTIVAMENTE QUALUNQUE PAURA DI CORRERE IL RISCHIO DI ESSERE RIDOTTO A CAGNOLINO SCODINZOLANTE DA UNA DONNA.
Ossia: io non RACCOMANDO agli uomini di ridursi così.
Ma MI AUGURO che molti, che ora hanno una ancestrale fobia dell’eventualità, siano in futuro in grado di dire a loro stessi “…beh, si: se trovo la donna per cui SENTO che valga la pena di farmi ridurre fino a quello stato, SONO COSCIENTE del fatto che potrei lasciare che accada, senza per questo sentirmi meno virile”.
- – - Ora questo Diapason dice una banalità: dice che chi è innamorato perso potrebbe fare di tutto per un’altra persona anche annichilire se stesso, ma questo non è uno status che definisce un uomo e una donna, è una condizione passeggera e particolare dell’animo umano. – - -
…A quanto pare per il ragazzo della tua ex collega non è stata AFFATTO una condizione passeggera: lui ha assunto un atteggiamento tale, e per talmente lungo tempo, da arrivare ad innescare nausea nella tua ex collega, fino a provocare il suo allontanamento.
Se è banale dire che “un essere umano innamorato perso potrebbe fare di tutto per l’altro/a”, non è per nulla banale asserire che questo tipo di comportamenti è più frequente tra le donne che tra gli uomini – inalberatevi quanto volete: io la penso così perché QUESTO è ciò che ho visto in 43 anni di frequentazioni… ho visto molto più spesso donne arrivare a scodinzolare pur di non esser mollate, che uomini – ed è meno frequente vedere comportamenti “scodinzolanti” tra gli uomini perché forse un uomo si sente più obbligato a rispettare certi cliché, certi preconcetti che da millenni caratterizzano l’appartenenza al genere maschile.
Il mio dire “un uomo che, confrontandosi con sé stesso, ACCETTA SERENAMENTE l’eventualità che un domani possa incontrare una donna per la quale volentieri si ridurrà (occasionalmente o perennemente) servizievole e scodinzolante cucciolo di cagnolino” non sottintende, come ho già specificato, che sia QUELLA la condizione migliore, non significa affatto che sia AUGURABILE per un uomo arrivare a quel tipo di comportamenti.
Ancora: un uomo che NON RIFIUTI A PRIORI l’eventualità che possa accadergli, sarà maggiormente in pace con sé stesso, sarà più emancipato di altri dai cliché maschilisti, maschilistici, ottusamente testosteronici, in cui spesso noi stessi maschietti finiamo per farci imprigionare.
Magari non gli accadrà mai (di ridursi a scodinzolante cucciolo etc) ma il solo fatto di non rifiutare a priori che possa accadergli lo renderà, secondo me, migliore: sia verso gli altri che verso sé stesso.
@alessandro

- – - dall’altra, e ne abbiamo qui un esempio, un’autofustigazione acritica.
Due espressioni diverse di una medesima mancanza di autoconsapevolezza. – - -
Se era riferito al mio scritto: non ho affatto l’impressione di aver condotto una qualche autofustigazione, scrivendo quei pensieri.
Non sento di averne avuto la dignità (umana e/o maschile) intaccata o diminuita.
Non provo alcun piacere nel “darmi addosso”, non mi è mai passato per l’anticamera del cervello
Tu confondi (spero non deliberatamente) una tranquilla autocritica con una coreografica penitenza cilicèa.
E al contrario di quanto dici, è invece autofustigante (e terribilmente acritico) assecondare a tutti i costi certi cliché maschilisti.
La mancanza di autoconsapevolezza di cui austeramente blateri si infrange sulla mia, invece, perfetta consapevolezza del fatto che sono uomo, che mi piacciono le donne, che mi piace DIFENDERE il mio esser maschio (anche se non reprimo una spontanea autironia), che non sono stato per nulla predisposto alla remissività nei confronti delle donne che ho avuto e che non lo sarò verso quelle che avrò, e che mi sento molto più in pace con me stesso da quando ho realizzato che il mio “sentirmi uomo, apprezzare le donne e difendere il mio esser maschio” lo faccio spontaneamente e non per assecondare dei cliché, pur rimanendo coscente che laddove certe condizioni si verificassero, potrebbe accadere.
Tu perché lo fai?
(Non rispondere a me, non mi interessa – rispondi a te stesso.)
@Fabrizio Marchi
- – - nel quale il tizio in oggetto descrive la sua conversione da pseudo macho in cucciolo che scodinzola. – - -
…Eccone un altro
Io non ho descritto nessuna conversione: non ero pseudo-macho prima e non sono cucciolo che scodinzola ora.
Ho solo descritto un CAMBIO di ELEMENTI E CONCETTI che alimentano la mia CONSAPEVOLEZZA maschile, cambio avvenuto ad una certa età.
Cerca(te) di interpretare, in quel che ho scritto (e mi scuso se in alcuni punti non è perfettamente chiaro) DOVE parlo di me e dove parlo del “maschio” in generale
@Marco Pensante
- – - La lunga autoflagellazione del “vero UOMO” di Impavida mi sembra l’ennesima falsissima maschera con cui troppi cercano di carpire benevolenza, senza rendersi conto del danno che provocano a tutti gli altri. – - -
Stai attribuendo, a quel che ho scritto, proprio l’intento che volevo invece sconfessare/denunciare, ossia il “recitare” come strumento (inteso proprio come potrebbe esserlo un cacciavite o uno spellacavi) per arrivare a portarsi una donna a letto.
Non comprendo come tu possa aver fatto: scrivo che molti, TROPPI maschi recitano per riuscire a conquistare una donna (e cerco anche di immaginarne parte dei motivi) e tu dici che ho scritto questo per “carpire benevolenza”
Non è così, e non mi sento in obbligo di ribadirlo più di una volta.
…Benevolenza, poi, di chi? Di persone che non conosco in una community che frequento quando posso?
Suvvia, rendi onore al tuo pseudonimo
- – - Se invece è sincera e viene dal cuore, c’è da tremare. Ammesso che sia opera di un uomo,
Sarebbe questo “fare gli uomini”? Accettare di scodinzolare come attività “degnissima”?
E com’è il vero UOMO? indifeso e annichilito, scodinzolante e servizievole cucciolo di cagnolino.
Ma va’? Ti credo che è l’uomo ideale. – - -
Sei ginecofobico, mi sa…
Io scrivo che purtroppo molti uomini fingono, IMPERSONANO ruoli che presumono essere vincenti per conquistare una donna, e tu reimpasti il tutto dicendo che io ASSERISCO CHE SCODINZOLARE E’ L’UNICO RUOLO VINCENTE PER CONQUISTARE UNA DONNA perché è QUESTO che le donne preferiscono.
Parlane con Rita, visto il comportamento della sua collega che ti smentisce.
Ma soprattutto: è DAVVERO QUESTA l’idea che hai delle donne?
Secondo te TUTTE le donne sono talmente androfobici da voler ridurre tutti i maschi a scodinzolare?.
Pessimo approccio…
- – - Non solo: ripete per la milionesima volta la tiritera secondo cui le donne “devono essere ridotte all’impotenza, perché questa stupida virilità deviante deve vincere…” e le donne belle, spigliate, colte, espansive “…spaventano, intimoriscono, destabilizzano il maschietto”.
(Io rispondo: Destabilizzeranno te, casomai.) – - -
Destabilizzano me? Si, è accaduto qualche volta, e intravedo, nel tuo “destabilizzeranno TE” una ideale prosecuzione: “a me no di certo!!!”
…Sono contento che tu ti ritenga così graniticamente impermeabile alle donne da poter asserire implicitamente che a te non accadrà mai di “cadere”.
Ma io non ci credo nemmeno un po’
- Dicevo: si, è accaduto qualche volta. Ma, come ho scritto, mi ci sono divertito: mi è piaciuto provare quel tipo di imbarazzo. A differenza di altri che, pur provandolo, non lo ammettono con loro stessi, PONENDO LE BASI DI UNA VERA E PROPRIA SCHIZOFRENIA riguardo all’essere maschi/uomini.”
…A te non è quindi mai capitato di avere a che fare con una donna che ti piacesse al punto da rendere traballante la tua “granitica e virile mascolinità”?
Davvero-davvero?
- – - L’idea che un uomo (anzi, facciamo “maschietto”, visto che l’anonimo estensore si presenta così fin dal primo istante, senza accorgersi che è come se si presentasse dicendo “sono un oligofrenico smaliziato”) abbia assorbito totalmente questa programmazione cerebrale, questo microchip che ripete incessantemente e automaticamente un’istruzione esterna riassumibile così: Ucciditi, ucciditi, ucciditi. E se non ci riesci castrati, castrati, castrati.: ecco cos’è devastante, Impavida. – - -
…Andiamo, qui si travisa deliberatamente a proprio comodo
Davvero ho scritto che *IO* ho assorbito questa programmazione? Davvero ho scritto che AMMETTERE CON ME STESSO LA POSSIBILITA’ DI INCONTRARE UNA DONNA CHE RIESCA A FARMI ARRIVARE A QUEI LIVELLI null’altro è che una programmazione ricevuta dall’esterno?
E’ solo una autogena presa di coscenza.
Per inciso: la sindrome oligofrenica si manifesta in tenera età. Ho usato l’espressione “maschietto” con lo scherzoso intento di ridimensionare l’ostentazione di virilità di tanti (sedicenti o no) “uomini veri”, e non per ridurre l’intero discorso a paternalistici toni genitoriali.
E’ deprimente e sconsolante veder sfoggio di forbitismo a sproposito…
- – - il mio istinto si ribella al pensiero che un altro uomo possa cadere così in basso da mettere volontariamente e con entusiasmo i (metaforici) testicoli nel frullatore, per cui ritengo che si tratti di pura captatio benevolentiae come se ne leggono tante, di tanti chihuahua minimaschi che sperano flagellandosi e umiliandosi pubblicamente di aggraziarsi le donne belle, spigliate, colte – - -
Di nuovo, si interpreta quel che ho scritto come lo strumento per ingraziarmi consensi di persone che non conosco nemmeno. Comincio a sospettare che si stia facendo il consueto gioco che spesso si vede in politica: “accuso te di quel che faccio io”.
Noiosamente ripeto: non ho mai inteso raccomandare certi atteggiamenti submissivi come ottimale comportamento.
Ho semplicemente detto che chi in partenza (come te) NON ACCETTA MINIMAMENTE l’idea che possa accadergli, a mio parere non è perfettamente in pace con sé stesso, non ha compreso che non c’è nulla di poco virile nell’ammettere che da qualche parte esista una donna in grado di ridurlo così.
Se il tuo istinto TI IMPEDISCE di considerare POSSIBILE che una donna possa condurti ad atteggiamenti simili, temo che il tuo approccio verso le donne sia e sarà sempre minato da una latente vena di “talebanismo”, temo che possa essere possibile che tu sia proprio un esempio di quei maschi che PAVENTANO un incontro del genere, vivendo quindi i rapporti con l’altro sesso in costante difensiva.
- – - Non mi dirai che credi sul serio a quanto scrive l’illuminato maschietto? Perché i casi sono due: o mente sapendo di mentire, all’unico scopo di entrare in qualche mutanda femminile, oppure dice la verità, nel qual caso ti garantisco che le donne che tanto dice di adorare lo accarezzano sulla testa disprezzandolo di un disprezzo feroce, assoluto, spietato. E secondo me tu avresti la stessa reazione, se ti trovassi di fronte un uomo che crede veramente tutto questo. – - -
Fossi un maschietto del genere che descrivo in quel mio scritto, e che tu mi accusi di essere, reagirei elencando le mutande femminili che ho tolto.
Mi limito a evidenziare l’ennesimo tentativo di ridurre dei miei VERI pensieri in libertà e schiettezza (troppa, per certi miei “colleghi”, evidentemente) ad un meschino tentativo di recitare, pratica che da un certo punto della mia vita in poi è uscita dalle mie corde.
Soprattutto, l’oggetto del mio scrivere non è mai stato “quante probabilità ha un atteggiamento del genere di riscuotere duraturo successo presso le donne”, perché i risultati li ha esemplificati Rita parlando della sua collega.
Realizzo che sembra essere particolarmente difficile, per alcuni, COMPRENDERE e ACCETTARE che l’oggetto del mio scrivere è solo il livello di personale consapevolezza di un essere umano di sesso maschile, la serena accettazione della eventualità che nel corso della propria vita possa accadere di arrivare ad avere quel tipo di atteggiamenti (così blasfemicamente offensivi e inconcepibili per un “sano virile maschio”) senza che per questo ci si senta meno uomini, meno maschi.
Si escludano, per favore, tentativi di innesco di flame o polemiche da parte di questa mia replica
Buona continuazione.
Maurizio, io non sto qui per distribuire voti e pagelle a questo o a quello. Personalmente sono entrato in contatto con il Movimento Uomini3000 in occasione della pubblicazione del mio primo libro “Le donne: una rivoluzione mai nata”, leggendo casualmente sulla rete alcune recensioni che erano state pubblicate proprio su quel blog. Prima di allora, devo essere onesto, non ero neanche a conoscenza del fatto che esistessero dei movimenti maschili. Colpa mia? Anche, può darsi. Sta di fatto, e proprio gli esponenti di punta dei vecchi movimenti maschili te lo possono confermare, che il mio è stato un percorso assolutamente solitario, fino appunto a circa tre anni fa.
Dico questo solo per ribadire che il mio processo di “risveglio” è stato del tutto personale e condiviso solo con alcuni strettissimi amici. Sempre con una iniziativa del tutto personale decisi di scrivere quel libro. Dopo di che cominciai a scrivere, come ti spiegavo, sul blog di U3000 e a partecipare alla discussione su quella lista dalla quale sono uscito dopo un lungo dibattito per dar vita a Uomini Beta.
Con questo non disconosco affatto il preziosissimo lavoro svolto da alcuni esponenti del movimento maschile. In primis quello di Rino Della Vecchia, che è uno dei più autorevoli collaboratori di questo blog nonché autore di un libro straordinario dal titolo “Questa metà della Terra”, che ti consiglio assolutamente di leggere se vuoi occuparti di QM.
Ciò detto, i risultati a cui mi riferisco sono la crescita esponenziale del sito che ha raggiunto dei numeri molto elevati, specie se confrontati con quelli di altri blog, e sempre in proporzione alla sua breve vita. Inoltre la qualità e il livello del sito e del dibattito che ci viene riconosciuto da tutti, la grande pluralità di voci, nonchè la capacità di “bucare”, anche a livello mediatico. A distanza di pochi mesi dalla nascita di UB siamo usciti su un magazine nazionale che conta qualcosa come quasi mezzo milione di lettori; non è poco e non è facile, specie se consideri che non abbiamo padrini di nessun tipo alle spalle…Non mi risulta che un simile risultato sia mai stato raggiunto, e in così breve tempo, da nessun altro prima di noi.
Abbiamo allacciato relazioni, incontrato tanta gente, fra cui anche esponenti di primissimo piano del mondo dell’informazione i quali hanno chiesto di loro iniziativa di incontrarci dopo avere visitato il sito. Se ci sarà un seguito non sono in grado di dirlo. Rimane però il fatto che è accaduto e non accade così frequentemente.
Naturalmente non siamo qui per competere con gli altri movimenti maschili, sarebbe ridicolo e non ce ne può fregare di meno. Scrivo queste parole solo per rispondere a te nel merito.
Personalmente sono convinto che se c’è una possibilità che la QM esca dalle secche in cui si trova sarà solo grazie alla nostra iniziativa. Ma non perché siamo più capaci o più furbi degli altri ma solo perché il nostro messaggio è l’unico, a mio parere, in grado di aprire una breccia. E’ ovvio che se non pensassi questo non sarei neanche qui e non farei quello che faccio. Ciò detto, se altri movimenti saranno in grado di fare meglio di noi il sottoscritto sarà il primo a rallegrarsene.
Ti ricordo che occuparsi di QM, caro Maurizio, è di certo, per lo meno qui ed ora, più un onere che un onore e chi, come il sottoscritto ed altri, ci ha messo la faccia, paga dei prezzi anche salati per questo suo impegno…
“Fabrizio, sono gli uomini “alfa” a seguire i desiderata femminili, non il contrario. Perciò chi è che comanda?” (Maurizio Tonelli)
Non è così o comunque non è sempre così. I rapporti possono invertirsi e/o capovolgersi di volta in volta in base al potere contrattuale che le parti sono in grado di mettere in campo.
Viviamo dentro un sistema complesso che vede al proprio interno vari attori. Cerchiamo di spiegare questi meccanismi in qualche decina di articoli sul sito. Più di questo non si può fare. Però cerca di mettere ordine alle tue idee perché mi pare che i tuoi post siano assolutamente contraddittori l’uno con l’altro e non è la prima volta che avviene. Prima dici che le nostre teorie sono da terza media e che ciò che sosteniamo (la subalternità degli uomini beta al genere femminile) non è verosimile, poi a distanza di poche ore affermi addirittura che anche i maschi alpha sono subalterni alle donne…
A che gioco stai giocando, Maurizio?
Fabrizio
Ecco qui Diapason che si arrampica sugli specchi per dire che no, non intendeva, ha detto ma non ha detto, siete voi che non capite, avete frainteso, io volevo dire tutt’altro, se non ci fossero i cliché maschilisti, se NON AVESTE PAURA, se ACCETTASTE stareste meglio, se i preconcetti, se A PRIORI, ma io su, i cliché maschilisti, ma io giù, la spontanea autironia, la pace con me stesso, ottusamente testosteronici, non ha affatto l’impressione, pur rimanendo cosciente che se certe condizioni, ma anche no, io sarei e anche non lo sarò il mio raccomando, eeeeeeeeeeeeee ho detto tutto.
e tu reimpasti il tutto dicendo che io ASSERISCO CHE SCODINZOLARE E’ L’UNICO RUOLO VINCENTE PER CONQUISTARE UNA DONNA perché è QUESTO che le donne preferiscono. No, Diapason, non hai capito: io reimpasto il tutto dicendo che TU SCODINZOLI CREDENDO CHE PER QUESTO LE DONNE TI PREFERISCANO. Infatti il comportamento della collega di Rita non mi smentisce affatto, mi dà ragione. Se mai, smentisce proprio te e la tua “consapevolezza”.
Secondo te TUTTE le donne sono talmente androfobici da voler ridurre tutti i maschi a scodinzolare?
Il problema non si pone, visto che non hanno nessun bisogno di volerlo: tu per primo hai “perso la paura di essere ridotto a cagnolino scodinzolante”. E quindi piegati a novanta e zitto, visto che hai perso la paura. ACCETTA SERENAMENTE, no? Lo dici tu.
intravedo, nel tuo “destabilizzeranno TE” una ideale prosecuzione: “a me no di certo!!!”
Intravedi, intravedi pure.
A te non è quindi mai capitato di avere a che fare con una donna che ti piacesse al punto da rendere traballante la tua “granitica e virile mascolinità”?
Mi è capitato molte volte di averci a che fare, peccato che a differenza di te non l’abbia resa traballante ma se mai rafforzata.
Si escludano, per favore, tentativi di innesco di flame o polemiche da parte di questa mia replica.
Anche tu, come Daniele, ti accingi? Prego, accingiti e autocriticati, Diapason, autocriticati pure. Rendi onore al tuo pseudonimo.
Adesso però vai a cuccia.
@Maurizio Tonelli
Non mi sembra di aver detto che le donne siano delle marionette, ma di certo non ce le vedo al “vertice della piramide”….
Se le donne avessero questo potere sugli uomini alfa che tu sostieni non si spiega il motivo per cui molte donne,al pari della stragrande maggioranza degli uomini,non viva esattamente in una situazione idilliaca e che abbiano per motivi diversi e spesso opposti agli uomini le proprie gatte da pelare.
In quello spezzone di commento che hai citato, decontestualizzandolo rispetto agli obbiettivi che ci proponiamo come movimento, auspicavo una presa di coscienza femminile che al pari di una altrettanta presa di coscienza maschile (beta) può porre in essere i presupposti per una società socialmente meno discriminatoria e che non fa delle diseguaglianze e delle disparità sociali il motivo cardine della propria sopravvivenza.
Se per te tutto ciò è infantile…vedi di argomentare intervenendo in maniera un pò meno tronfia e sprezzante.
Secondo me le donne non amano i “cagnolini” o i loro simili, semmai glielo fanno credere.
PER DIAPASON: @alessandro
- – – dall’altra, e ne abbiamo qui un esempio, un’autofustigazione acritica.
Due espressioni diverse di una medesima mancanza di autoconsapevolezza. – – -
Se era riferito al mio scritto: non ho affatto l’impressione di aver condotto una qualche autofustigazione, scrivendo quei pensieri.
Non sento di averne avuto la dignità (umana e/o maschile) intaccata o diminuita.
Non provo alcun piacere nel “darmi addosso”, non mi è mai passato per l’anticamera del cervello
Tu confondi (spero non deliberatamente) una tranquilla autocritica con una coreografica penitenza cilicèa.
E al contrario di quanto dici, è invece autofustigante (e terribilmente acritico) assecondare a tutti i costi certi cliché maschilisti.
La mancanza di autoconsapevolezza di cui austeramente blateri si infrange sulla mia, invece, perfetta consapevolezza del fatto che sono uomo, che mi piacciono le donne, che mi piace DIFENDERE il mio esser maschio (anche se non reprimo una spontanea autironia), che non sono stato per nulla predisposto alla remissività nei confronti delle donne che ho avuto e che non lo sarò verso quelle che avrò, e che mi sento molto più in pace con me stesso da quando ho realizzato che il mio “sentirmi uomo, apprezzare le donne e difendere il mio esser maschio” lo faccio spontaneamente e non per assecondare dei cliché, pur rimanendo coscente che laddove certe condizioni si verificassero, potrebbe accadere.
Tu perché lo fai?
(Non rispondere a me, non mi interessa – rispondi a te stesso.)——————————————————–
Prima di tutto mi scuso se ho usato dei termini un pò duri nei tuoi confronti. Provo ad esprimere in maniera più pacata il mio pensiero. Tu parli di aver abbandonato da un pò di tempo un modo un pò teatrale, definiamolo da attore, di proporti nei confronti delle donne e non solo. Affermi anche che questo ti fa sentire una persona più libera, più completa, ecc..Io condivido ciò che tu scrivi. Essere se stessi con gli altri è sempre auspicabile, anzi è un’esigenza direi vitale, sebbene spesso repressa a causa dei condizionamenti sociali. Condivido anche che nel gioco della relazione sentimentale/amorosa uomo-donna non sia affatto svilente per un uomo assumere il ruolo, di tanto in tanto, del cagnolino/cucciolo, perchè l’affettuosità si esprime anche in questo modo. Ciò che però manca nella tua riflessione, ed è per questo che io parlavo di acriticità, è il ruolo che in questa dinamica assume l’altra parte. Tu eri attore non tanto perchè ti piaceva esserlo, c’è sempre una reazione interiore molto forte nel sopprimere il nostro essere più autentico, quanto perchè ti veniva “imposto” di esserlo. Noi viviamo in una società dove un pò tutti recitano, e gli uomini più delle donne, in quanto quest’ultime, nella maggior parte dei casi, “pretendono”, più di quanto accada a ruoli invertiti, che un uomo si confaccia alla loro idea di uomo, e l’uomo, a meno che non sia ciò che definiamo un uomo alfa, deve adeguarvisi, se vuole intrecciare una relazione con questa donna. In questo “gioco”, tranne i casi di cui sopra, è sempre la donna a dettare le “regole”. Se la donna ti vuole “attore” tu lo sarai, se lei, come molto più raramente accade, ti vuole “autentico” tu lo sarai, a meno che non ci si proponga, a prescindere dalle richieste altrui, senza alcuna maschera, scelta coraggiosa a cui va tutto la mia stima e considerazione e che anch’io nel mio piccolo cerco di praticare, che però si sconterà inevitabilmente a livello di successi relazionali. Sia chiaro, io faccio riferimento al gioco della seduzione/corteggiamento, perchè dopo che la relazione ha assunto una dimensione stabile, per esempio matrimoniale, il sè stesso più autentico viene a galla, non essendoci più la necessità della “recita”, con conseguenze di varia natura che tutti conosciamo. Quante volte abbiamo sentito dire da una donna: “prima era diverso”, “era più attivo”, “non lo riconosco più”, ecc..
Quindi la mia critica nei tuoi confronti era dovuta al fatto che, nelle tue riflessioni, che trovo comunque interessanti, manca quel tassello fondamentale, ossia il ruolo attivo della parte femminile in tutto ciò, che ho cercato di evidenziare. Sollevandolo da qualsiasi “responsabilità” tu operi un tipico comportamento da “maschio pentito”, cioè di chi si “pente” addossandosi tutte le “colpe”, anche quelle altrui. Ciò è anche controproducente per l’altra parte, perchè non la mette di fronte alle sue “responsabilità”, favorendo quell’atteggiamento di mancanza di autocritica su molti temi che caratterizza non poche donne italiane.
@ Diapason:
ho letto un po’ di fretta e cercherò di leggere con più attenzione stasera: per il momento ribadisco che trovo anche banale dire che più frequentemente le donne scodinzolino e si annichiliscano per non essere lasciate da un uomo.
Peraltro tu scrivi:
- A quanto pare per il ragazzo della tua ex collega non è stata AFFATTO una condizione passeggera: lui ha assunto un atteggiamento tale, e per talmente lungo tempo, da arrivare ad innescare nausea nella tua ex collega, fino a provocare il suo allontanamento-
due mesi non mi pare un tempo così lungo…eh, mi sembra il minimo sindacale dell’innamoramento con annesse campanelle, considerando che in genere non si convive a contatto 24 ore su 24, evidentemente abbiamo percezioni diverse del tempo e questo mi fa pensare che abbiamo anche diverse percezioni sugli “altri” e in particolare su come vedi le donne e gli uomini.
Peraltro noto che tu scrivi che, secondo te, sarebbero numericamente maggiori le donne che scondizolano per non farsi “mollare”. E questo è anche indicativo. E’ dopo che scodinzolano e non prima.
E ci sta pure questo in una maggior selettività femminile.
Sostenere che le donne sono stronze a prescindere e non perché deviate dal femminismo, non è pessimismo, bensì realismo. Asserire che nessuna donna, a meno che non sia affetta dalla… sindrome di Stoccolma!, vi seguirà mai in questa vostra avventura, non è pessimismo, ma realismo. Signori, io non parlo per sentito dire o perché l’ho letto da qualche parte, ma perché nel corso dei miei trentasei anni di vita, ho avuto modo di conoscere MOLTO bene le donne, che, per certi aspetti, sono ben più infide e cattive degli uomini.
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PS – Fabri, Luke, tranqui… ho solo detto la mia.
Lestat: io sono realista come te e in più pessimista, certo che le donne hanno un carattere poco simpatico, loro hanno la parte ricevente e noi quella penetrante, malgrado si dice: Dalla, si potrebbe dire anche: Dallo, le donne ricevendo sono egoiste, non gli basta ricevere il dono di un qualcosa che le offende, vogliono tutto di più e questa società glielo da.
La nostra è una cultura dove il sesso è un qualcosa di malizioso, per fare battutine da ridere, oppure violenza, la cosa peggiore è il machismo. Il sesso si dovrebbe fare solo per piacere, senza dover dimostrare nulla, ma secondo me sono proprio le donne a non voler dare piacere al maschio.
Sono stronze: sono loro che attizzano la violenza.
Lestat, forse non ti è ancora chiaro…Non siamo qui per convincere le donne a seguirci ma per convincere gli uomini (beta) a farlo. E’ a loro che ci rivolgiamo, perché è solo attraverso la presa di coscienza della loro condizione che potranno avvenire dei cambiamenti anche nel mondo femminile.
Se poi ci saranno delle donne particolarmente libere, sensibili ed evolute che a titolo individuale sceglieranno di seguirci noi ne saremo felici e saranno utilissime alla nostra causa. Ma questo è un altro discorso.
Vuoi veramente esserci utile Lestat? Allora invece di stare qui a polemizzare distruttivamente e a ricordarci che tutto è inutile perchè tutte le donne sono “stronze” e tutti gli uomini sono cagnolini che scodinzolano (cosa in larga parte, ahinoi, vera), vai da quegli uomini e parlaci, e spiegagli come stanno le cose, proprio tu che potresti essere una testimonianza vivente di ciò che affermiamo.
Ci renderai un grande servigio, ma secondo me lo renderai anche a te stesso.
Fabrizio
Si legge di frequente (e non solo nei siti/liste del Momas) che le donne sarebbero più perfide degli uomini e, quando ci si mettono, anche più sanguinarie etc.. Capita di leggerlo persino su giornali e riviste che pure fanno del peana al femminile la loro missione (sono dei capricci falsamente autocritici smaccatamente snobistici).
Se ci sono delle differenze psicologiche profonde è chiaro che M ed F faranno del bene e del male in modi diversi. Stabilire chi sia il peggiore è la stessa cosa che questionare su chi sia il “migliore”.
Se si cerca di capire quali siano i caratteri fondamentali delle due polarità allora si vedranno anche le diverse diversità nei dettagli (del bene e del male, nel bene e nel male).
A parte ciò, la QM è una questione sociopolitica di origine storica le cui premesse non sono né la bontà né la cattiveria dell’uno e/o dell’altra (che appunto non possono essere cambiate nei millenni per quegli aspetti che derivano dalla differenze profonde).
Eppure sulla stessa base – permanente – si sono avute condizioni di equilibrio (e altre di squilibrio) ben diverse da quelle presenti ora. Le costanti naturali non hanno impedito il crearsi di società persino radicalmente differenti nei rapporti M/F.
Per questo motivo l’azione che abbiamo intrapreso non è né stupida né infondata. Potrà essere da temerari (lo è…) ma non da imbecilli.
Su questo mi pare si sia costretti a concordare.
Mi pare.
RDV
Concordo con fabrizio marchi. Ai due sopra (leonardo e lestat) : è inutile che piagnucolate in questo forum scrivendo “le donne sono stronze a prescindere” ( gli uomini sanno essere anche più malvagi, provato sulla mia pelle, ma questo è tutto un altro discorso) , perchè così facendo si fa solo il gioco delle femministe misandriche , qua l’unica cosa che conta è informare sulle discriminazioni che subiscono gli uomini durante i divorzi, sui numeri falsificati delle violenze contro le donne (ammesso pure dall’Istat, http://asiapacific.amnesty.org/library/index/engACT770012004) , su privilegi assurdi riservati alle donne, e ci battiamo per la bigenitorialità. Tutto ciò , come dice Fabrizio, va indirizzato agli uomini beta, se poi si uniscono le donne, ancora meglio. Però teorie fantascientifiche del tipo ” le donne sono tutte stronze a prescindere ” (molte lo sono, per carità sono il primo a dirlo) lasciamole da parte, per il bene di tutti
@ Silent Hill -
Concordo con fabrizio marchi. Ai due sopra (leonardo e lestat) : è inutile che piagnucolate in questo forum scrivendo “le donne sono stronze a prescindere”
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Concorda pure con chi ti pare, no problem, ma lascia perdere sciocchezze del tipo “è inutile che piagnucolate”, perché hai proprio sbagliato indirizzo. Io osservo semplicemente la realtà per quel che è. Punto.
@Silent Hill; il film del tuo nick è piaciuto anche a me, tutto al femminile, mentre gli uomini restano in casa ( è solo fantasia)
Prima dici che le donne non sono stronze e poi elenchi tutte le discriminazioni che subiscono gli uomini, forse intendi che gli uomini sono più stronzi perché sono contenti ad essere discriminati? è vero.
E poi famme piagne!!!! traduzione: Fammi piangere come mi pare.
Cosa è un uomo alfa? Questa è l’opinione di Alberoni.
Secondo me questa spiegazione trascende i parametri economici della distinzione alfa/beta.
http://www.youtube.com/user/ALBERONIwebTV#p/u/1/cOt9DkiuTT0
Certo, verrà il giorno in cui potrò entrare in qualche blog, lista, sito, forum del Momas in cui non ci si pugnala a vicenda.
In un piccolo angolo del mio cuore c’è sempre questa speranza.
…non finirò mai di essere ingenuo.
RDV
Sul maschio cagnolino: cercherei di non fermarmi a questi aspetti diciamo così minori della relazione.
A me, già molti anni fa, rimase impresso un romanzo di un autore sud-americano di cui, accidenti alla memoria, non ricordo nè il nome nè il titolo. Comunque la faccenda è questa: lui era un rivoluzionario, temporaneamente a Parigi in attesa di andare nel suo paese come guerrigliero per intraprendere la lotta di liberazione. Si innamora, ricambiato, di una splendida ragazza. Per stare con lei e per non farle dispiacere rinuncia a se stesso, non torna dove la sua anima lo chiamava. Risultato: perduto il fascino del rivoluzionario, diventato uno come tanti, la femmina si disamora di lui che dunque rimane con un pugno di mosche su tutti i fronti.
Non importano tanti discorsi. Quelle messe in evidenza da quel romanzo sono un paio di verità universali, valide ieri, nonostante tanti discorsi anche oggi, e valide anche domani perchè corrispondono a pulsioni psichiche profonde, maschili e femminili.
Prima verità: rinunciare a se stessi non paga, è catastrofico. Sul piano della relazione e su quello dell’autostima.
Seconda verità: la femmina è lusingata dallo zerbino, lo usa fin quando le fa comodo, ma non lo stima e prima o poi lo molla, e se non lo molla è anche peggio. La donna è mobile…….
Un tempo gli uomini mediamente lo sapevano, ora non più.
Se si dice che l’ importante non è convincere tanto le donne, quanto gli altri uomini Beta, è comunque implicito che ci si aspetti che siano poi questi uomini – una volta risvegliati, quindi- a cercare di “metterle in riga” o “convertirle” (si usi il termine che si preferisce). Per come la vedo io ciò è impossibile in una società come la nostra. Piuttosto la donna media si sfogherebbe con le amiche o nei vari blog femminili al riguardo degli uomini “senza palle / spaventati” anzichè cambiare il proprio comportamento, come già sta facendo adesso, anche se per assurdo i beta le boicottassero in ogni forma possibile (es. stop corteggiamenti, discoteche).
Quoto ciò che esprimono altri utenti quando affermano che la ricerca dell’ Alfa è innata in loro e non dovuta a qualche condizionamento esterno. E’ verissimo che la donna media per natura è portata a seguire le mode e quindi ciò che i media le suggeriscono, ma non la ricerca di un uomo che lei vede come dominante (anche se non necessariamente, e non sempre, questo dominio lei lo avverte come legato al prestigio economico).
Stiamo assistendo da un bel po’ di tempo ad un fenomeno apparentemente singolare. Fateci caso. E’il profondo scetticismo misto alla rassegnazione e ad un pessimismo di egual misura di molti uomini che intervengono in questo blog. L’ultimo in ordine della lista è Jolly (nulla di personale, sia chiaro…).
Il tema è sempre lo stesso:” Le donne sono fatte così, sono fatte colà, gli uomini sono fatti in un modo, non sono fatti in un altro, le cose sono sempre andate in un modo, non potranno mai andare in un altro, la natura è quella che è, nulla potrà mai cambiare ecc. ecc. ecc.”…
Dicevo che la cosa potrebbe apparire singolare ma in realtà non lo è, Direi anzi che è paradigmatica dello stato di salute della maschilità. Una condizione che si traduce in una sfiducia radicale nella possibilità di uscire dal proprio guscio e di assumere una consapevolezza di genere, che è la sola e vera soluzione al problema. Non ce n’è un’altra. E invece gli uomini balbettano e non riescono ad uscire dalle “soluzioni” individuali che poi tali non sono, come sappiamo, ma solo maldestri tentativi di ritagliarsi una piccola nicchia.
E questi sono gli stessi uomini che poi, in camera caritatis, definiscono le donne “stronze” per natura, per condizione ecc. ecc. Saranno anche “stronze” ma di certo un po’ meno di loro visto che hanno avuto la forza di metterli alle corde, di scaraventarli nell’abisso psicologico e materiale in cui si trovano oggi.
E questi uomini che sostengono che le donne sono delle stronze”, che non valgono un cazzo” ecc., cosa fanno?
Piagnucolano, sostanzialmente, come dice giustamente Silent Hill, e hai voglia a dirgli che non è così. E’ così. Anzi, anche peggio. (guarda Lestat che non ce con te o solo con te, stavolta stai tu tranquillo…)
Credo che gli uomini si meritino di stare nella condizione in cui stanno, per lo meno finchè non avranno la forza di reagire, anzi di agire. La reazione è figlia del risentimento, l’azione è quella degli uomini consapevoli…
Le donne sono talmente “stronze” che hanno una consapevolezza di genere che gli uomini non sanno neanche cosa sia perchè sotto questo profilo versano in uno stato primordiale. Ed è giusto in fondo, da un certo punto di vista, che oggi vengano calpestati. Leggendo tanti commenti e reazioni maschili mi viene da dar ragione a tante stronze (queste sì e senza virgolette) che li attaccano sia pure con argomenti ridicoli.
E quindi, di fronte al tentativo, anzi, al progetto, di costruire una nuova coscienza di genere, cosa fa una gran parte dei maschietti? Boicottano, di fatto, perché fondamentalmente hanno già boicottato loro stessi e il compito che gli si pone innanzi è troppo gravoso, troppo faticoso.
E allora la sola risposta qual è? Che non si cambierà mai nulla e che sostanzialmente bisogna rassegnarsi. “E’ sempre stato così, le cose andranno sempre così” e via discorrendo, la solita solfa. Se tutti avessero ragionato in questo modo stavamo ancora a spingere i blocchi di marmo per costruire le Piramidi per i Faraoni…
Cosa devo dire a questi maschi? Bravi, bene, continuate così, siamo tutti fratelli? Ma neanche per sogno. Me ne guardo bene.
Uomini Beta non è nato per rassicurare. Non abbiamo nessuna intenzione di creare una sorta di circolo dove i maschietti vengono a sfogarsi per poi tornare, una volta spento il pc, alle loro grottesche e penose recite quotidiane.
Qui non ce ne facciamo nulla di maschi che vengono a spiegarci quanto sono “stronze” le donne dalle quali prendono calci in culo tutti i giorni anche se fanno finta che non sia così. Ecco, anche questo è “machismo”…
Uomini Beta destabilizza, questa è la verità, a destra e a manca, e non metaforicamente parlando ma molto concretamente. Vale per gli uomini di sinistra come per quelli di destra. Anzi, vale per i secondi ancor più che per i primi, perchè questi hanno l’illusione di sentirsi maschi alpha quando sono solo degli “stronzi” come tutti. E quando arriva qualcuno che gli butta in faccia questa amara verità entrano in crisi. “Ma come? Allora se non conto un cazzo vuol dire che non sono un alpha ma un beta. Ma se è così hanno ragione gli Uomini Beta. Ma allora mi toccherebbe cambiare idea. E come faccio? Mi devo mettere in discussione…”. Ma mettersi in discussione significa gettare alle ortiche le proprie convinzioni. “Devo ribellarmi al potere di qualcuna che ritengo “inferiore”, diciamo “stronza”. Ma per ribellarmi dovrei fare mia l’idea della ribellione, quindi un concetto tipicamente di “sinistra”. Ma la ribellione è figlia dell’etica del risentimento, come ci spiega Zarathustra, e allora se mi ribello vuol dire che sono uno schiavo, non un maschio alpha…. D’altronde se subisco vuol dire che l’”inferiore” sono io, ma non posso riconoscerlo, altrimenti sarei costretto a ribellarmi. E allora cosa faccio? Faccio finta di nulla (ma questo vale di più per i maschietti di “sinistra”), anzi, faccio il macho che tanto se la cava e vado in giro a dire quanto sono “stronze” le donne, magari proprio sul sito degli Uomini Beta, tanto lì posso me ne posso uscire con tutte le stronzate che voglio…
E il cane continua a mordersi la coda…
Quelli di sinistra lo sappiamo già come sono combinati. Uomini Beta è come se gli mettesse uno specchio davanti. Loro muovono un braccio ma la loro immagine riflessa ne muove un altro. Si toccano una gamba e quella si gratta la testa, ridono e quella li guarda perplessi, fanno le smorfie e quella li prende a parolacce.
A quel punto sono di fronte ad un bivio: o tirano un martello contro lo specchio e lo mandano in frantumi oppure se ne vanno noncuranti, per lo meno fingendo noncuranza. D’altronde non è facile dar retta alla propria ombra che non li segue più e gli dice che è giunta l’ora di gettare al macero quella “verità” a cui sono stati costretti a credere per tanti anni….
In questo caso il cane neanche si morde la coda. Ce l’ha già raggomitolata nella sua cuccia…
La morale finale? Cerchiamo di muovere il culo e di tirare fuori gli attributi, se pensiamo di averli. Altrimenti restiamocene a casa…
Fabrizio
Con il mio precedente intervento, non intendevo dire che tanto vale far finta di niente e lasciare l’uomo medio vivere nelle sue illusioni. E’ giusto, anzi doveroso, cercare di far aprire gli occhi a quanti più uomini possibile anche a costo di alzare un muro contro muro tra i due sessi in virtù di un eventuale boicottaggio. Solo che non mi aspetto tuttavia che le donne possano venire a patti in questo modo (in quanto ciò potrebbe manifestarsi come un eventuale fenomeno passeggero, senza una reale forza permanente che lo sostiene), quindi così facendo vedo come salva la dignità maschile -il che non è poco- ma non la nascita di una sorta di alleanza.
Cagnolino..insomma. Alla donne piace l’idea di conquistare un uomo forte ma non in senso strettamente “alpha” (economicamente e socialmente vincente) quanto nel senso di “inarrivabile”, un uomo che si lascia sedurre con difficolta’, che raramente perde la testa, che non si innamora facilmente perche’ lo e’ gia’ molto di se stesso…. Se poi tutto dovesse svolgersi all’interno di.. un ambiente di lavoro (ufficio, fabbrica..) spesso si innescano vere e proprie competizioni neanche troppo velate tra le gentili aspiranti. E in gioco la nostra capacita’ seduttiva che tendiamo a tirare a lucido tutte le volte che viene adeguatamente stimolata. E qui viene naturale andare incontro al vostro manifesto…piu’ gli uomini si prodigano nei confronti delle donne, piu’ queste ultime tendono ad arroccarsi nella torre d’avorio per ammirare di lassù i tornei dei cavalieri in loro onore e decidere poi se buttarla o meno questa benedetta treccia all’eroe sopravvissuto..Sara’ forse il momento di tagliarsi i capelli, scendere dalla torre e imparare ad andare a cavallo insieme? Facile a dirsi.. Comunque sia alle donne piace il “bastardo” di turno, il bello e impossibile, il malinconico indecifrabile, il silenzioso..per il suo universo nascosto che si tende spesso a idealizzare (magari non ha nulla da dire). La schiettezza, specie negli approcci iniziali, non paga. La sincerita’, l’onesta’ intellettuale, l’esposizione puntuale delle proprie aspettative..viene letta come un limite e instilla nelle donne un atteggiamento di scarso interesse se non addirittura di pregiudizio. Quando invece la conquista e’ assicurata e la donna sa (specie all’inizio) di avere un uomo che “pende” dalla sua bocca allora i meccanismi cambiano. Stavolta a sentirsi stimolate non sono le armi seduttive ma antiche e ancestrali capacita’ di influenza e condizionamento esercitate da sempre. Cosa e’ disposto a fare quest’uomo per me..quanto vale il mio fascino, che potere contrattuale possiedo..A volte diventa un triste gioco al rilancio in cui la donna alza il tiro sempre di piu’ e l’amore, il sentimento, diventa un povero pretesto. Sono molte le coppie che si arenano in questo tipo di relazione di cui non si e’ sempre cosapevoli. E qui forse incontriamo l’uomo cagnolino, che non e’ destinatario di amore, ma solo di frustrazioni ataviche camuffate da infinite richieste… Se l’uomo non dà il meglio, la donna certamente non ne esce bene. C’e’ poco da fare: in una relazione il rispetto e il benessere dell’uno va di pari passo con quello dell’altro. Una donna equilibrata e serena non ha da chiedere nulla perche’ sa vivere della spontaneita’ dell’altro. Personalmente penso che fuori da schemi canonici (matrimoni, relazioni ufficiali e ruoli prestabiliti) l’incontro e’ inevitabilmente piu’ schietto, immediato, diretto..e coinvolgente. Perche’ c’e’ pure un sistema che fa da cornice a tutto questo per garantirne, anche laicamente, la sua conservazione. Mentre scrivo penso ai poeti che hanno gia’ parlato di tutto questo..Ricordate la ballata dell’amore cieco di de andre’? Bellissima..e vera.
Il mio pessimismo riguarda la vita in generale, e non mi sembra che io abbia detto che con le donne non cambierà mai.
Come ha detto Rino, si litiga troppo, forse siamo condannati a combatterci come i maschi dei mammiferi, per accoppiarci con il branco delle femmine, e mostrare gli attributi, quali attributi? l’intelligenza ed il carattere sono gli attributi, quelli in mezzo alle gambe servono per fare sesso con le donne, o peggio sotto le armi per ubbidire meglio agli ordini.
Non capisco certi attacchi, siamo tutti diversi, ognuno fa quel che può in una rivoluzione, c’è chi va in piazza e chi fa meno, magari per motivi di salute.
Dire stronza ad una donna è l’insulto più banale, lo dicono tutti.
Il mio nella QM vuole essere un contributo; magari piccolo …
Un altro commento estremamente lucido e puntuale di Maria. Nel segreto dell’urna, cioè nell’anonimato, una donna consapevole, intelligente e non ipocrita (sempre nell’anonimato…) può sbilanciarsi e parlare in libertà.
Verità sacrosante quelle che sostieni in questo post, Maria, e se non avessi il timore (si fa per dire…) che qualcuna se ne uscisse (cosa che accadrà senz’altro…) con il fatto che in realtà “tu sei il sottoscritto che scrive”, ti direi che l’argomento che tratti in questo post ripropone totalmente il tema di un capitolo del mio libro “Le donne: una rivoluzione mai nata”, dal titolo “L’utilità marginale e l’ego femminile. Una vicenda complessa”, in cui analizzo i meccanismi di ordine psicologico che spingono le donne ad “andare verso” gli uomini, che le “intrigano”, come si suol dire…Anzi, sembra quasi che sia stata tu a scriverlo…Adesso Nicole e Chiara di Notte si sbizzarriranno…
Naturalmente nella grandissima maggioranza dei casi quei meccanismi di cui sopra sono dei film che le donne si fanno nella loro testa, del tipo “E’ un uomo misterioso, parla così poco, chissà cosa avrà nella testa” (in realtà parla poco perché è un uomo vuoto e non ha nulla o quasi da dire…) Oppure ancora, “è del tutto indifferente al mio fascino e alla mia bellezza, ai quali invece sono tutti molto sensibili, perché proprio lui è così indifferente? Ciò significa che è un uomo particolare, straordinario, è preso da ben altre cose, non è un banale come tutti gli altri che ha in testa una sola cosa”…
Ovviamente, neanche a dirlo, esclude a priori che quell’uomo possa semplicemente non essere attratto da lei…E allora quell’uomo lì, noncurante (perché non interessato a lei) e di poche parole (perché non ha un cazzo da dire…) diventa il famoso “bel tenebroso”, il “bastardo che ti si scopa e poi sparisce”, il “malinconico indecifrabile” e via discorrendo, altre menate del genere…
Quindi il personaggio in questione diventa l’uomo da conquistare, in parte perché bisogna dare una risposta al proprio ego ferito (ti pare che la MIA “gnocca” possa essere rifiutata da qualcuno? Non sia mai…), dall’altra perché quell’uomo continuerà a sfuggirle, in una circolo vizioso senza fine.
La donna stessa è perfettamente consapevole, peraltro, che quel’uomo non la impegnerà mai seriamente e da lui non avrà mai nulla di sostanziale e di veramente importante. Il massimo che potrà darle sarà qualche “megascopata” strappata nei suoi momenti liberi e nulla più. Ma una parte di lei continuerà ad essere convinta che in realtà dietro l’atteggiamento di quell’uomo c’è un mistero da svelare. Naturalmente lei stessa è consapevole che si tratta di menate però ha bisogno di crederle…Altrimenti il giochino nella sua testa finirebbe e perderebbe di interesse…E’ scontato che se quello stesso uomo andasse da lei a dichiararle il suo amore, l’incantesimo (mi viene da ridere) finirebbe e quello stesso perderebbe ogni interesse ai suoi occhi…
Naturalmente la tipologia maschile di cui sopra corrisponde a quella dell’”amante”. E generalmente (anche se non sempre) una donna che si lascia coinvolgere da questi giochini (per lo più, come abbiamo detto, innescati dalla sua stessa mente) è una donna già sposata, con prole, “sistemata”, come si suol dire, insomma una che ha “risolto” tutta una serie di altre questioni che a suo tempo erano senz’altro prioritarie. In quella fase in cui le priorità erano appunto altre, il “tenebroso” non era neanche preso in considerazione e anzi giudicato come un perditempo o uno poco serio. In una seconda fase, quando ci si può permettere di giocare un po’ di più, il “tenebroso” riacquista “importanza. Si fa per dire perché in realtà, come abbiamo appena spiegato, è un’importanza del tutto fittizia, è un gioco che serve a riempire la vita e anzi, si fa di tutto per renderlo più complicato, e quindi più intrigante…
Questo è uno dei meccanismi psicologici più diffusi fra le donne, e fra quelle più “evolute” peraltro…e Maria, che senz’altro appartiene, e lo si capisce, a questa categoria, ce lo conferma. Si potrebbe fare di meglio, se me lo consenti, ma non voglio ora aprire questo argomento…
Non posso fare a meno di ringraziarti, Maria, per la tua lucidità, anche se questo farà arrabbiare Icarus. Ma a noi, ribadisco, non interessa in questa sede l’aspetto etico (che è fondamentale, in primis per il sottoscritto, ma in un altro contesto) ma la comprensione della realtà e l’ottimizzazione del risultato. E la tua testimonianza, da questo punto di vista, è assolutamente formidabile.
Naturalmente ci diranno che tu non esisti e sei una nostra creatura virtuale, costruita ad hoc per crearci un sorta di alter ego femminile che sostenga quello che sosteniamo noi…E va bè, non possiamo farci nulla. Se vuoi dovrai essere tu stessa a smentire queste ridicole menzogne raccontate su alcuni blog…
Fabrizio
Maria e Fabrizio, che ne commenta le confessioni, descrivono alcuni tratti essenziali del rapporto femminile con gli UU.
Anch’io faccio una confessione: all’età di 20 anni e oltre, mai avrei immaginato che simili dinamiche potessero essere vere, che il rapporto di F con M fosse fondato su simili meccanismi, soddisfacesse a tali e tanti inestricabili e contraddittori bisogni, fantasie, sogni. Pensavo che fosse roba da romanzi, fantapsicologia, depistaggio.
“La sincerita’, l’onesta’ intellettuale, l’esposizione puntuale delle proprie aspettative” dice Maria “viene letta come un limite e instilla nelle donne un atteggiamento di scarso interesse se non addirittura di pregiudizio”. L’assenza di simulazioni e dissimulazioni, il fastidio di ogni “atteggiamento” e di ogni posa, di ogni finzione, dovevano essere la base dei rapporti ed era CERTAMENTE ciò che le donne di più apprezzavano.
Così sentivo, pensavo e così vivevo. Rispondeva alla mia indole, probabilmente, ma coincideva anche precisamente con quel che mi avevano insegnato esplicitamente e che l’epoca (quella della “liberazione sessuale”) giurava essere la via giusta. La nuova base dei rapporti.
Ingenuità davvero imbarazzante la mia. Quella dell’ignaro babbeo che viene da un altro pianeta.
Come avrei mai potuto immaginare ad es, che le DD fanno calcoli?
La domanda è: appartenevo ad una esigua minoranza di sprovveduti o quella ridicola condizione era più diffusa? Eravate tontoloni anche voi in quel modo?
Si tratti cmq di minoranza o maggioranza, come rendere edotti quei ventenni ingenui di oggi e di domani che credono di vivere in un mondo e invece vivono in un altro?
RDV
Premetto, non ho nessun dubbio che Maria esista. Maria però non mi piace, non mi piace chi costruisce la vita sull’artificio e sulla menzogna. Diffido di questi “personaggi” che così bene sanno usare le persone altrettanto come le parole per costruire le lo loro esistenze di comodo. Diffido della troppa lucididà, freddezza e razionalità a scapito dell’essere più profondo e irrazionale, quello che veramente determina la persona. Nessun giudizio, solo il mio pensiero. Fabrizio ora mi odierà ancora di più.
Pazienza.
Penso che la rete sia una grande opportunita’ che annullando le distanze e la compresenza ci consente e noi tutti di “esistere” e di confrontarci su qualcosa che ci interessa mentre siamo al lavoro, a casa, in ufficio o in viaggio..col pc portatile. Farla diventare un pretesto per dire che tanto, in fondo, potremmo non “esistere” mi sembra solo una scusa per non entrare nel merito di quello che scriviamo o leggiamo. Il blog svolge un incredibile lavoro di “scrematura” eliminando tutta una serie di comunicazioni corporee e paraverbali che influenzano moltissimo un dialogo vis a vis…a partire dai messaggi subliminali. Qui l’essenza di cio’ che si scrive e’ particolarmente “asciutta” in quanto filtrata dalla parola scritta. Rincorrersi da un blog all’altro per dimostrare la stupenda realta’ che non esiste la necessita’ di rivelarsi..mi sembra una perdita di tempo. Ogni pensiero espresso, in quanto degno di questo nome, non ha bisogno di certificazioni di titolarita’, sa viaggiare solo. Confrontiamoci sul merito di cio’ che diciamo e e anche se qualcosa non e’ nelle nostre corde o nelle nostre capacita’ (io stessa so di ..arrancare spesso dinanzi ad alcuni spunti particolarmente insoliti) non significa che solo per questo vada delegittimato, negato o peggio ancora deriso. E’ sempre un seme che in ciascuno di noi puo’ germinare in maniera assolutamente originale. Persino la nostra realta’ culturale e’ tale in quanto termine di confronto colle altre. Dunque…w la difference…
iM_pAvida (1:27 am – 22nd luglio)
“Due piccioni con una fava:
Luke, aldilà del tuo sarcasmo, sai perchè sono una donna con la D maiuscola? Perchè non raccolgo la tua provocazione. E perchè non ti rispondo Damien, lascio a te… l’onore e l’onere dell’offesa. Trasuda fiele il tuo post, è gratuito e pertanto non mi interessa, non mi riguarda questo tuo accanimento. Non mi nutre.
Grazie invece Fabrizio per il tuo ultimo post, e nonostante l’ora ho seguito il tuo consiglio: ho riletto attentamente Marco Pensante…a lui varrà la pena, decisamente, rispondere.”
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Sia io che probabilmente Damien possiamo,non senza difficoltà, resistere al supplizio derivante dalla tua indifferenza nei nostri confronti,ma non ritenevi valesse ”decisamente” la pena di rispondere a Marco Pensante?Cos’è…non te la sei sentita?Hai preferito fosse meglio che se la sbrogliasse il maschietto (Diapason) la matassa?Preferisci sentenziare sull’altrui condotta morale e per poi essere tu la prima a non essere di parola?Suvvia iM_pAvida, rendi (anche tu) onore al tuo nick.
Impavida: Premetto, non ho nessun dubbio che Maria esista. Maria però non mi piace, non mi piace chi costruisce la vita sull’artificio e sulla menzogna. Diffido di questi “personaggi” che così bene sanno usare le persone altrettanto come le parole per costruire le lo loro esistenze di comodo. Diffido della troppa lucididà, freddezza e razionalità a scapito dell’essere più profondo e irrazionale, quello che veramente determina la persona. Nessun giudizio, solo il mio pensiero. Fabrizio ora mi odierà ancora di più.
Pazienza.—————————————————————–Evidentemente conosci molto bene Maria per poter affermare questo. A me non sembra di cogliere attraverso i suoi messaggi ciò che tu affermi. Mi sembra una persona realmente emancipata, con una visione molto lucida su certi temi, la quale ha scelto di interagire con chi qui scrive senza pregiudizi ideologici. Inoltre la passione per un autore come Giorgio Gaber è sempre un grande biglietto da visita, segno evidente di una persona che apprezza il pensiero “divergente”, non conformista, non banale.
Inoltre, e questo è il suo più grande merito, alla pari di un’altra donna come Rita, non si pone sulla difensiva, non ha paura di questi uomini critici nei confronti del pensiero dominante o forse, intelligentemente, ha capito che qui si è schiettamente di sinistra e quindi non c’è nulla da temere per i diritti in maniera sacrosanta acquisiti dalle donne, nessun salto indietro può essere ipotizzabile. Occorre iniziare, invece, a prendere le distanze non dalle persone libere, oneste intelletualmente, ma da tutte quelle persone, ideologhe/ i vari, che in nome di un intero genere sessuale, in maniera più o meno esplicita, continuano a creare divisione fra uomini e donne, inquinando così un rapporto che è di vitale importanza per le une e per gli altri.
Anch’io faccio una confessione: all’età di 20 anni e oltre, mai avrei immaginato che simili dinamiche potessero essere vere, che il rapporto di F con M fosse fondato su simili meccanismi, soddisfacesse a tali e tanti inestricabili e contraddittori bisogni, fantasie, sogni. Pensavo che fosse roba da romanzi, fantapsicologia, depistaggio.
Rino, anch’io, evidentemente l’ideologia e la buona fede non si erano ancora scontrate con le esperienze della vita reale(dove le teorie astratte e le buone intenzioni non contano nulla).
Cmq riconosco a maria l’onesta intellettuale di confessare e rendere noti meccanismi psicologici,i quali per convenienza sono sempre stati negati.
@ Impavida:
E perché mai dovrei odiarti, Impavida? Anche tu sei uno dei tanti volti del femminile di oggi, così come lo è Maria. Dal mio punto di vista Maria è più lucida e quindi più “funzionale” al nostro messaggio. E’ una che parla chiaro e non si nasconde dietro alle solite foglie di fico dietro alle quali amano o usano nascondersi la maggioranza delle donne. Ciò non significa che lei abbia raggiunto il Nirvana; tutt’altro. Io ad esempio credo poco a questa sorta di “equilibrio perfetto” che lei ha costruito (varrebbe per tutti…). Sono certo che lei non sia del tutto sincera quando ci spiega che le cose con suo marito vanno perfettamente, anche a letto, per intenderci. Sono invece persuaso che quello sia il prezzo che lei sia costretta a pagare per mantenere la relazione con suo marito, nei confronti del quale nutre, molto probabilmente (e lo si capisce da come si esprime) un affetto sincero. Ho affrontato anche questa problematica nel mio libro, provando ad ipotizzare quello che secondo me potrebbe essere un possibile, a tutt’oggi utopistico, scenario futuro.
Sappiamo tutti/e (ipocrisia a parte) che la convivenza tra Bene ed Erotismo è assai problematica per non dire contraddittoria; in moltissimi casi, e forse la grandissima maggioranza, sono aspetti che, prima o poi, arrivano inevitabilmente a marciare su binari completamente differenti.
Bisognerebbe avere il coraggio di ammetterlo. Ma fare questo significherebbe liberare completamente la sessualità e svincolarla da tutta una serie di legacci e catene di ordine psicologico, sociale, culturale, economico, religioso che tengono in piedi il contesto sociale stesso. In altre parole fare una vera e propria rivoluzione (anche di questo tratto ampiamente nel mio libro). A quel punto anche il Bene, cioè la possibilità di sviluppare un’ empatia e un affetto profondo (che dovrebbero essere i mattoni di una relazione stabile e autentica e non il sesso, come erroneamente si crede…), potrebbe essere vissuto in modo sicuramente più autentico e genuino. Ci sarebbero molte meno coppie, in un siffatto contesto, ma certamente molto più autentiche e anche più fedeli (e non per costrizione ma per scelta)appunto perché il legame non avrebbe nessun altro fine se non il piacere di stare assieme.
E’ ovvio che al momento si tratta di utopia. Ma non possiamo sapere come si svilupperanno le relazioni fra i generi da qui ad un secolo, ad esempio. Chi può dirlo? Nell’arco di cinquant’anni sono già mutate moltissimo (nel bene e nel male, non è ora questo che ci interessa…) e ciò che oggi è assolutamente normale, per mio nonno e anche per mio padre, non lo era affatto…
Se Maria e suo marito (li prendo solo come esempio, sia chiaro) avessero la forza, il coraggio e la libertà interiore di guardarsi negli occhi e dirsi queste cose, farebbero un salto di qualità ENORME. Anche perché ciò avverrebbe nella Reciprocità e nella Spontaneità, due dei Principi cardine del nostro impianto filosofico. La mia opinione invece, e qui rientra in ballo l’approccio di Icarus, è che la prassi comportamentale di Maria sia a senso unico. Con questo non le getto la croce addosso perchè, come ripeto, conosco, anche per averli vissuti di persona, questi meccanismi, così come li conoscono per averli vissuti, tantissimi/e altri/e. Ergersi a giudici sarebbe troppo facile e non risolutivo. Questo non significa neanche avallare o giustificare, ma solo cercare di capire le ragioni dei suddetti meccanismi.
Mettere la testa sotto la sabbia non serve a niente e a nessuno. E invece è proprio quello che si fa normalmente in questa società, ancora intrisa, da questo punto di vista (solo quando le serve) di cultura cattolica. Tutti/e sono perfettamente a conoscenza dell’ipocrisia in cui viviamo ma nessuno muove la classifica, come si usa dire in gergo calcistico.
Prevengo subito (così ve le risparmio) le obiezioni dei soliti noti che arriveranno nei confronti di questa concezione: ciò che sostengo è utopia, la natura umana è un’altra e nulla mai si potrà cambiare, le cose sono sempre andate in questo modo e sempre così continueranno ad andare ecc. ecc. A
A questo ritornello rispondo con il mio (ormai prestampato,ne ho diritto anche io), e cioè che se tutti gli uomini avessero ragionato come loro eravamo ancora inchiodati a qualche remo su una galera oppure in catene a trascinare blocchi di marmo per costruire le Piramidi…
Tu, cara Impavida, rispetto a Maria, con tutto il rispetto, devi fare ancora molta strada. Lei ha sicuramente una discreta dose di cinismo (che non significa malvagità) ma è sicuramente molto più avanti di te che ancora te la stai a raccontare con i buoni sentimenti…Se c’è la possibilità remota di uno scatto in avanti (sarebbe l’ultimo passo, quello risolutivo, e per questo quasi impossibile per una donna, oggi) questo ce l’ha paradossalmente proprio una donna come Maria, anche se appare appunto, ad uno sguardo superficiale, come la più cinica, fredda e spietata. E’ stata comunque la prima, fra le tante che sono venute qui a raccontare un mucchio di luoghi comuni scontati, a mettere in piazza le proprie contraddizioni. E non credo certo che sia l’unica ad averle, fra tutte quelle che hanno fatto la loro comparsa su questo sito…
@Leonardo:
Condivido il tuo ultimo post, Leo. Sembra proprio che un gran numero di maschi che si occupano di QM abbiano come interesse e scopo principale quello di far la guerra ad altri uomini. Nel caso specifico però, sono certo che Silent Hill che ti ha risposto, non ce l’avesse con te, e ti abbia accomunato a Lestat nel suo commento solo perché non ti conosce.
Tanti di questi uomini, come dicevo in un precedente post, parlano e straparlano delle donne ma poi si comportano secondo i peggiori clichè attribuiti a queste ultime: pettegolezzi, gossip, polemiche fini a se stesse, attacchi personali, maldicenze.
Siamo costretti a prenderne atto. Questo è lo stato delle cose. Per questo ho deciso da tempo, come sapete, un certa “selezione” sul sito. Il nostro PRIMO OBIETTIVO deve essere quello di ricostruire una nuova consapevolezza maschile. A questo scopo è necessario un salto di qualità, da “negri” a “neri”, per dirla con una celebre frase…Se non capiamo questo e soprattutto se non avviamo un percorso personale e collettivo su questo piano, non arriveremo mai a nulla. Insomma se non cambieremo innanzi tutto noi stessi non riusciremo certo a cambiare la realtà. E poi nessuna venga a dirmi che sono un ortodosso…:-)
Fabrizio
Adesso non vorrei andare O.T., ammesso che qui siano sanzionati gli O.T., però, io diffiderei anche delle persone troppo irrazionali.
Qualcuno di voi ha letto “Matrimonio e morale” di Bertrand Russell?
Lui ipotizzava una società molto libera per quanto riguarda il sesso, addirittura (e si era negli anni venti) ipotizzava matrimoni a termine per i giovani, facilmente scioglibili senza nessun vincolo finchè non fossero nati figli.
Dopodichè nisba… niente divorzio in sostanza, per il bene dei figli, ma una totale libertà di coppia. In sostanza credo che il suo concetto fosse: siccome abbiamo figli insieme e ne siamo responsabili insieme questo ci unisce per la vita, è una società che non si puo’ più sciogliere perlomeno finchè non è stato assolto il compito di allevamento della prole, però si possono vivere relazioni sessuali e anche affettive al di fuori se si è culturalmente liberi.
Non lo so se funzionerebbe, immagino che a livello di decisioni personali, qualcuno già funzioni in questo modo. Pare che lo stesso Bertrand Russell abbia applicato questo metodo, ma poi non abbia funzionato nemmeno con lui al momento che la moglie era rimasta incinta e non era lui il padre…
Personalmente ho sempre trovato più apprezzabile (anche se socialmente non è accettato) chi tradisce con discrezione, mantenendo in piedi la famiglia originale che non chi si butta all’avventura seguendo l’istinto momentaneo.
La vita è fatta di scelte, che non coinvolgono soltanto noi ma anche le persone che ci stanno intorno, e queste scelte non possono essere fatte soltanto sulla base dell’istinto irrazionale, ma anche con razionalità.
@Luke:
Sia io che probabilmente Damien possiamo,non senza difficoltà, resistere al supplizio derivante dalla tua indifferenza nei nostri confrontimatassa?…ecc…ecc….iM_pAvida, rendi (anche tu) onore al tuo nick.
Mister Sarcastico, mai pensato di infliggere supplizi ma ripeto non amo le provocazioni gratuite.Detto questo Diapason è intervenuto, pertanto chi meglio di lui poteva spiegare il suo post?? Per rendere onore o disonore al mio nik temo entrerei troppo nel personale, e voi non siete la Posta di Donna Letizia…
@Alessandro: Evidentemente conosci molto bene Maria per poter affermare ecc..
Intanto non ho “affermato” ma espresso una mia opinione, scusami ma oltretutto Gaber non mi impressiona molto.
@Fabrizio:
Tu, cara Impavida, rispetto a Maria, con tutto il rispetto, devi fare ancora molta strada. Lei ha sicuramente una discreta dose di cinismo (che non significa malvagità) ma è sicuramente molto più avanti di te che ancora te la stai a raccontare con i buoni sentimenti…
Verissimo Fabrizio, concordo in pieno, Maria è molto molto più avanti di me.Ma non anelo a raggiungerla. Sono una donna che ha fatto scelte diverse nella vita ed il compromesso, almeno per quanto riguarda il rapporto uomo-donna non mi è mai appartenuto.Ho fatto scelte diverse, adatte alla mia persona, alla mia personale idea di dignità. Ed anche queste hanno avuto un costo a volte assai alto. Hai ragione me la racconto ancora sui buoni sentimenti, nonostante mi sarebbe stato tante volte enormenente più facile cedere al cinismo, alla negazione di essi. Non giudico Maria, attenzione, semplicemente non mi piace questa tipologia di persona, che sia incarnata in una femmina o in un maschio non mi piace. Comprendo bene lei vi sia più vicina, ma permettimi una domanda: se fosse tua moglie ne avresti lo stesso orgoglio? Sai siamo sempre così tolleranti con quanto direttamente non ci sfiora…
Lestat
Io osservo semplicemente la realtà per quel che è. Punto.
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Pure io osservo la realtà per quel che è. E la realtà è che non ha senso dire che le donne sono stronze a prescindere, come hai fatto tu.
Leonardo
il film del tuo nick è piaciuto anche a me, tutto al femminile, mentre gli uomini restano in casa ( è solo fantasia)
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Veramente il mio nick è così perchè mi piace il film Silent Hill. Chiusa la parendesi.
Prima dici che le donne non sono stronze
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E dove l’ho scritto ? Ho scritto invece che molte indubbiamente lo sono, ma gli uomini sanno essere più malvagi. E’ una cosa completamente diversa. L’unica differenza è che la stronzaggine femminile è promossa dalla società.
e poi elenchi tutte le discriminazioni che subiscono gli uomini
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certo, si chiama obiettività.
forse intendi che gli uomini sono più stronzi perché sono contenti ad essere discriminati? è vero.
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Gli uomini sono stronzi in un modo, le femmine in un altro. Che poi siano contenti ad essere discriminati è un’altra storia, ma non c’entra nulla con la stronzaggine femminile nè con quella maschile
@Fabrizio..come al solito..risposta piena di spunti. Una domanda: come si fa in una coppia a prescindere dal sesso che e’ l’unica forma di energia vitale indispensabile per tutti. Parte tutto dall’eros. Anche l’affetto profondo a cui ti riferisci arriva per coronare l’intesa che tu hai per una persona con cui e’ bellissimo fare l’amore. Come si fa ad amare un uomo con cui il sesso funziona poco.. E’ ovvio che abbiamo bisogno di ricorrere alle mille sfumature del sentire umano per poter fare della nostra esistenza un quadro sufficientemente armonioso. Io sono una donna che non ha mai nascosto le sue fragilita’ perche non le considero negative. Il fatto di non bastare a me stessa, di aver bisogno delle braccia di un uomo che valorizzino la mia femminilita’ mi ha spinta ad aprirmi senza falsi pudori ad esperienze bellissime che mi hanno dato piu’ di quello che cercavo. Non ci si sente femmine andando dal parrucchiere, indossando un abito griffato o pompandosi le labbra..sono tutti palliativi studiati ad ok per donne insoddisfatte. Il Sistema lo sa e provvede. Quando il proprio convivente diventa solo il proprio coinquilino senza per questo incolparlo di nulla..le cose si complicano. Allora cerchi di incapsulare il problema e trovare una soluzione. Certo che non sono fuochi e fiamme con mio marito ma io l’ho gia’ detto che ho trovato fuori quello che non ho piu’ in casa. Riesco ad accontentare lui perche’ ho prima di tutto trovato io il mio equilibrio e non sono pentita di nulla. Sai a scegliere tra il bene e il male siamo tutti sufficientemente bravi, ma scegliere il male minore e’ un po’ piu’ difficile. So di essere una donna molto fortuna per diverse ragioni e tra queste c’e’ anche l’avere incontrato degli uomini che hanno fatto delle mie debolezze dei punti di forza. Quando una donna si “spoglia” dinanzi a un uomo..prima di tutto delle sue ipocrisie, dei suoi falsi pudori, delle sue pseudo certezze e di un femminismo “di serie” che a letto ci sta come quello che va al ristorante mentre e’ a dieta..allora sfilarsi uno slip diventa la cosa piu’ naturale del mondo. E quello che sono capaci di dare gli uomini e’ incredibile. E’ come invitarli..civilmente..a svolgere un ruolo primordiale, per il quale sono nati e si sono evoluti. Significa avere il massimo della loro parte migliore. Gli uomini adorano le donne, in quanto tali. Non pretendono che siano delle miss o che siano ricche o laureate. Hanno un approccio all’amore che si traduce in un approccio alla vita diverso dal nostro e nei confronti del quale noi donne, con la nostra ritrosia all’istintivita’, avremmo forse qualcosa da imparare.
Fabrizio Marchi
E questi uomini che sostengono che le donne sono delle stronze”, che non valgono un cazzo” ecc., cosa fanno?
Piagnucolano, sostanzialmente, come dice giustamente Silent Hill, e hai voglia a dirgli che non è così
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E’ quello che intendevo: è inutile lamentarsi, ci vogliono i fatti.
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E’ sempre stato così, le cose andranno sempre così” e via discorrendo, la solita solfa. Se tutti avessero ragionato in questo modo stavamo ancora a spingere i blocchi di marmo per costruire le Piramidi per i Faraoni…
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Anche adesso funziona così, infatti ancora oggi non ci sono grossi cambiamenti proprio per colpa dei maschiopentiti
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Qui non ce ne facciamo nulla di maschi che vengono a spiegarci quanto sono “stronze” le donne dalle quali prendono calci in culo tutti i giorni anche se fanno finta che non sia così.
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Concordo, è più utile informare che fare trattati di psicologia o confessioni dal prete. Ma come successivamente hai scirtto, ti confermo che non ce l’ho nè con leonardo nè con nessun altro. Se devo pure perdere tempo per fare guerra ad altri utenti non ci avrei messo neanche piede qui dentro
da Impavida
Premetto, non ho nessun dubbio che Maria esista. Maria però non mi piace, non mi piace chi costruisce la vita sull’artificio e sulla menzogna.
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A me invece piace molto perchè ha avuto il coraggio di criticare il cosidetto “pensiero dominante” . Il problema, cara impavida, è che le femministe disprezzano donne come maria chiamandole “kapò, maschiliste traditrici del proprio genere” (ahaha) perchè semplicemente cerca di essere obiettiva. Insomma, non si capacitano che ci sono anche donne che non ammirano il loro pensiero. Senza offesa, mi pare che non ti cala che maria la pensi in questo modo.
@ Maria:
non pretendo che la mia concezione dell’Amore sia oggettiva e universale. Personalmente ho impiegato una vita, fin da quando ero sui banchi di scuola, per riuscire a comprendere la concezione platonica dell’Amore. Solo oggi penso di averla compresa, forse.
Non voglio dire che la sessualità debba essere necessariamente disgiunta dal Bene . Voglio solo dire che non è necessariamente sovrapposta a Questo. E viceversa. Le Vie dell’Amore sono veramente Infinite e non riconducibili solo e solamente all’Eros, anche nell’Amore fra due persone. Perdona forse il mio eccesso di presunzione, ti prego di credermi che non è questo il mio intento, ma credo che concepire il sesso come il fondamento primo del Bene sia uno stadio dell’evoluzione umana abbastanza basso.
Personalmente non credo che l’Amore si fondi sull’afflato sessuale. Ma questo è il mio cammino. Il cammino di un uomo che ha esperito molto nella vita, anche da questo punto di vista, e che oggi è giunto a queste considerazioni, che appena alcuni anni fa non avrebbe neanche preso in considerazione. Vedi, come è mutabile e impermanente la realtà…
Grazie ancora per il tuo ultimo post e per il contributo che stai dando al dibattito. Sei preziosa per questo sito come molti altri/e che lo animano, naturalmente.
@Impavida:
se avessi letto con maggiore attenzione la mia ultima risposta a Maria (anche se indirizzata formalmente a te) non avresti neanche formulato la domanda che mi hai rivolto. Ti invito a rileggerla.
Non sono più un giovanetto di 20 anni che parla per slogan e a colpi di ideologia ma un uomo di 51 anni, e ciò che affermo è sempre il risultato della mia esperienza personale e del mio percorso. Un percorso non facile, ma questo non riguarda certo solo il sottoscritto.
Mi rendo conto che la mia concezione della sessualità e della relazione fra i generi guarda molto avanti e naturalmente non pretendo che possa essere applicata qui ed ora. Sarebbe folle. Ma come ogni uomo che osserva la realtà e cerca di trasformarla, lavoro, faticosamente, in direzione di ciò che ritengo più giusto.
Fabrizio
@iM_pAvida:
Se io sono mister Sarcastico tu sei Miss Pa_rACula : il post di Diapason l’hai pubblicato TU anche se giustamente lui si è sentito preso in causa dai nostri inevitabili commenti.
Io inviterei Fabrizio a non calcolarti dato che sei qui solo per parlare di te ed a esprimere giudizi/opinioni non pertinenti e superflue.
Ti sembro provocatorio?Il fatto è che persone come te su questo sito (che disprezzi tra l’altro) sono VERAMENTE inutili e prima smammano meglio è per tutti.
p.s.:per INUTILE intendo che non sollevi alcun argomento,considerazione che possa essere utile alle NOSTRE riflessioni e ai NOSTRI obbiettivi,non fai critiche costruttive,non sei mai in tema…praticamente ti fai solo i c…zi tuoi (…non che tu sia la prima).Potresti farteli ovunque,perchè proprio qui?
@ Silent Hill -
Pure io osservo la realtà per quel che è. E la realtà è che non ha senso dire che le donne sono stronze a prescindere, come hai fatto tu.
>>
Da qualche parte, non ricordo bene se in questo blog o altrove, ho letto degli interventi di alcuni vecchi membri del momas, i quali evidenziavano (giustamente) che all’ingenuità dell’uomo medio non vi è alcun limite. Ebbene, tu ne sei un fulgido esempio. Niente di personale, eh!
@ Silent Hill -
E’ quello che intendevo: è inutile lamentarsi, ci vogliono i fatti.
>>
Non so di preciso a chi ti riferisci, tuttavia ti metto al corrente di un fatto: “Lestat” non è qui per “lamentarsi”, ma soltanto perché incuriosito dagli argomenti trattati, nonché da alcuni utenti (per certi versi fuori dal comune), e consequenzialmente stimolato a dire la sua.
@ Silent Hill -
A me invece piace molto perchè ha avuto il coraggio di criticare il cosidetto “pensiero dominante” . Il problema, cara impavida, è che le femministe disprezzano donne come maria chiamandole “kapò, maschiliste traditrici del proprio genere”
>>
Un consiglio: non fidarti mai delle donne e di quel che dicono e scrivono…
Fabrizio: ” Saranno anche “stronze” ma di certo un po’ meno di loro visto che hanno avuto la forza di metterli alle corde, di scaraventarli nell’abisso psicologico e materiale in cui si trovano oggi.” Infatti parlare in questi termini significa in sostanza dichiararsi dipendenti dalle scelte femminili e impotenti a fare qualcosa. Ossia attribuire al femminile una onnipotenza soverchiante che non ha, o meglio che ha se qualcun altro gliela attribuisce. Quando tutto ciò diventasse il leit motiv di un movimento maschile, ha già perduto. Dopo di che si può divergere sui, diciamo così, rimedi, ma è essenziale partire dalla convinzione assoluta che cambiare si può, senza per questo stravolgere la natura profonda maschile e femminile. Al contrario è la situazione di oggi che ha stravolto alcuni canoni culturali che, per quanto opinabili come tutti i canoni culturali, erano in certa misura aderenti alla natura dei due sessi, pur con tutte le contraddizioni del caso, ineliminabili perchè l’umanità è per definizione imperfetta.
Sull’interessante discussione fra Maria e Fabrizio, dico solo che la dialettica amante tenebroso/innamoramento/disillusione è splendidamente raccontata nella figura di Don Giovanni, dunque è per così dire eterna in quato mette in scena alcuni archetipi del maschile e del femminile.
Infine su quello che scrive Rita. Che abbia fallito un illuminato (nel senso di non condizionabile dalle idee dominanti e dal contesto) come Bertrand Russel la dice lunga, lunghissima su quel tipo (o simili) di soluzione. Non regge, lo dice l’esperienza.
Quando poi scrive “Personalmente ho sempre trovato più apprezzabile (anche se socialmente non è accettato) chi tradisce con discrezione, mantenendo in piedi la famiglia originale che non chi si butta all’avventura seguendo l’istinto momentaneo.” solleva un problema non banale, per niente. Il tradimento in quanto tale non può certo essere glorificato, tuttavia ci sono situazioni che non sono giudicabili perchè non le conosciamo. E poi la natura umana è imperfetta, un mix di ragione e istinto, di pulsioni irrazionali e di valutazioni soppesate. Tradire con discrezione non sempre è segno solo di ipocrisia, Ci sono, nella vita, equlibri delicati rompere i quali porta un danno peggiore del male. La saggezza passa alle volte per vie traverse, e accade anche che la verità possa far più male di una bugia. Così è la vita.
@Maria:
E se tuo marito ti scoprisse ?
Cosa ti aspetteresti?Quale tipo di reazione?Pretenderesti di essere compresa ? Ti sei mai interrogata su quali “spazi” lascia questa società a persone come tuo marito nel caso avessero bisogno di trovare anch’essi quel che non trovano più nel matrimonio..all’esterno di esso? …e a quali conseguenze si espongono eventualmente questi uomini nel caso venissero scoperti, rischio che non si presenta allo stesso modo ed in eguale misura per le donne ?
La morale comune oggi celebra tutto ciò che ruota attorno a ciò che è femminile come sinonimo di libertà ed emancipazione, anche quando si tratta di adulterio, sfruttamento della prostituzione maschile (vacanze a Santo Domingo o giù di lì),scappatella con il capo-ufficio etc., mentre stigmatizza come prevaricatorio, sporco, disonesto ed immorale gli stessi aspetti sopracitati quando si passano in rassegna le vicende maschili.
Cosa ne pensi al riguardo?
Non trovi che vi siano delle asimmetrie di giudizio (anche a livello giuridico), due pesi e due misure?
@ Luke cage…il giorno del mio matrimonio (civile), la sera, ricordo bene di avere detto a mio marito: non sforzarti mai di rimanermi fedele..io non sono un prete e a me non interessano uomini di buona volonta’ che sono premiati solo in chiesa; altri desideri verranno perche’ in te saranno nati dei vuoti e come tali andranno considerati..Voglio dire che io ho sempre una grande considerazione e un grande rispetto dell’animo umano..e non solo del mio. Non credo ai complotti e alla cattiveria in generale. Le cose non succedono mai a caso. Basta pensarci un po’ su e il piu’ intricato e incredibile dei problemi comincia a ..dipanarsi. Personalmente credo che anche la gelosia sia un elemento culturale che ci riguarda nella misura in cui l’ambiente lo confeziona. Se fossimo in un paese islamico con la poligamia probabilmente sarei orgogliosa di essere la seconda o terza moglie di un uomo ricco che puo’ consentirsi tale privilegio..e forse mi augurerei lo stesso per mia figlia. Nessuno nasce per “appartenere” ad un’altra persona e non ho mai pensato di mettere una bandiera sulla vita di mio marito, ad oggi ancora compagno di una parte importante della mia vita. Pero’ bisogna sapersi adeguare e soprattutto le cose belle vanno protette. Quindi cuore caldo ma mente lucida. Non mi sono mai piaciuti gli uomini che hanno messo in difficolta’ le loro famiglie per un colpo di testa, per una passione che nel corso della vita ci puo’ stare ma proprio in quanto tale non deve trasbordare. Penso che per un uomo, da una storia extra…(occhio al termine) puo’ solo prendere linfa vitale. Una donna lascia sempre qualcosa..e una moglie intelligente potrebbe in ultimo anche goderne. Sono dinamiche sottili e complesse che non vogliono regole generali e ogni coppia e’ a se’. A livello giuridico credo che la differenza la fanno sempre le persone. Ci sono donne che tirano fuori la loro parte peggiore, vivono la separazione come un fallimento (come se l’innamoramento fosse un merito..) e cercano di farla pagare al padre dei loro figli (sai che guadagno). Tutto quello che la legge offre viene usato come un’arma ma non e’ il sistema..bensì la testa delle persone. Quello che so con sicurezza e’ che oggi una donna vive in media 82 anni. All’inizio del ’900 ne viveva 50. Qual e’ quella specie animale capace di adattarsi così repentinamente a un tale cambiamento.. Come riempirla questa vita..se non con emozioni…emozioni che un matrimonio di 10, 20, 30 anni non ti dà piu’..
1- Meglio avere una partner ‘fedele’ che ti impone la castità o una ‘infedele’ che continua a regalarti qualcosa?
2- Oltretutto, una che ha l’amante è indotta a dare anche un pizzico di più, quantomeno per contribuire a deviare eventuali sospetti. E’ vero che una donna innamorata (dell’amante…!) spesso trova repellente il marito, ma capita anche che la nuova relazione produca un “riscaldamento gobale” che può avere persino effetti positivi SPONTANEI nella relazione con il marito.
3- E’ vero, ci sono verità dannose e bugie salvifiche. Nel caso delle relazioni extra questo è quasi sempre vero. Fare e tacere. Subire e tacere. (E telefonare sempre, quando si rientra a casa in anticipo sull’ora annunciata…. So di alcuni che, se avessero fatto in quel modo, avrebbero salvato se stessi e i figli ed evitato infinite sofferenze).
4- Il matrimonio (=relazione di lunga durata) è la tomba dell’eros, del sesso, della curiosità etc. Di fatto esso è la tomba di ogni emozione e di ogni calore. Ho sempre trovato inconcepibile che M e F normali possano essere appagati della relazione a due, vita natural durante, perciò non ho mai considerato tradimento quello che va sotto quel nome. Tradire qui significa venir meno alle aspettative dell’altro. Ma come si fa ad avere una simile aspettativa sui comportamenti dell’altro/a quando ciascuno sente e sa benissimo con quanta facilità, presentadosi l’occasione, si lascerebbe andare?
Il fatto, scoperto, può bruciare, ma parlare di tradimento, (e di fedeltà/infedeltà) non è neanche enfatico, è ridicolo.
5- Però dice bene Luke: il fatto è che oggi un marito che ha l’amante rischia grosso. La moglie non rischia nulla.
Questo è il punto che si connette alla QM.
6- La gelosia è un caso tra i tanti in cui si mescolano in modo intricato natura e cultura.
RDV
@Luke:
mah sinceramente mi sembra di non aver mai disprezzato questo luogo, di non aver mai raccontato i fatti miei, di non aver mai fatto i c…miei come tu mi accusi di fare.
Poi se il fatto che io non ti “obbedisca”, come tu pretendi, ti permette di volermi offendermi continuamente con paracula ecc…ok, sei libero di farlo.
Cara Impavida, non lo dico certo per polemica, anche perché la vicenda è ormai superata e non possiamo certo perdere tempo con queste inezie, ma tu hai esordito su questo blog dandoci dei frustrati. Tutto quello che scrivevamo, dicevi, era il risultato di una profonda frustrazione personale.
Questo è un fatto e puoi verificarlo tu stessa andando a rileggere i tuoi precedenti post.
Ciò detto andiamo avanti, siamo contenti se darai un contributo costruttivo, però cerchiamo di ripartire con il piede giusto. L’onestà intellettuale innanzi tutto.
Fabrizio
Una donna lascia in castità il marito, a prescindere se gli è fedele o meno. Anzi se gli è infedele, per lui la situazione peggiora ancor di più, in quanto come sappiamo, per le donne il sesso è rigidamente concatenato al sentimento, e quindi non fine a se stesso, ragion per cui se la donna in questione è fortemente legata sentimentalmente all’amante, vi è una probabilità altissima che al marito lo lascia ulteriormente a secco sessualmente.Aggiungiamoci, inoltre, che nelle relazioni sentimentali extracoiniugali durature, spesso l’amante della moglie è fortemente geloso(assurdo) e quindi fa di tutto per ridurre a zero i rapporti(sessuali) tra la sua amante e il marito di lei. E così il quadro è completo.
Certo, in taluni casi è effettivamente sbagliato parlare di tradimento,basti pensare al caso di un coniuge maltrattato o trascurato(sessualmente e sentimentalmente) dall’altro: in questo caso l’adulterio non è certo un tradimento, ma una reazione, giusta o sbagliata che sia.
Ma in tanti, troppi casi, sì, non solo non è sbagliato parlare di tradimento, ma anche doveroso. E’ assolutamente lecito parlare di tradimento in relazioni a situazioni in cui tra lui e lei non vi sono contrasti, anzi lei dice di “amare” lui, ma poi mentre al marito lo lascia a secco sessualmente(“mi fa male la testa”, “ho il ciclo”, “non puoi pensare sempre al sesso”, ecc), trova un uomo “più figo e romantico” di lui con il quale intraprende una lunga e duratura relazione sessuale e sentimentale ad alto livello, parallelamente alla vita matrimoniale, impassibile, come se nulla fosse, senza pentimento, tanto lei dice di “amarlo”, il resto è secondario. Secondario un corno!!!
Ha ragione Rino a dire che oggi come oggi il matrimonio è “la tomba dell’ eros”. L’adulterio (ho già detto prima di quale adulterio, cioè di tradimento, parlo) è il coronamento di questa situazione.
Non sono d’accordo con Armando quando dice che in un rapporto d’amore, a volte sono meglio le bugie che le verità. No, caro Armando, qualunque rapporto umano non può prescindere dalla lealtà, onestà e dalla trasparenza reciproche. Un rapporto che va avanti a colpi di bugie, è un rapporto fasullo perchè l’amore e/o l’amicizia sono basati, devono essere basati, sempre sulla verità e trasparenza, e non certo sulle prese per il culo.
mah Icarus, non credo che in caso di adulterio il più geloso sia l’amante della moglie, tanto da frenare i rapporti sessuali con il marito, a meno che non ci sia altro sentimento e desiderio di condividere molto di più che non il sesso ludico. In tal caso spingerebbe per separazione e/o divorzio, ma mi pare che questo atteggiamento sia più una prerogativa femminile (delle amanti esterne dei mariti per intenderci).
Per quanto riguarda la verità a tutti i costi sarei più d’accordo se non coinvolgesse anche soggetti terzi (i figli) e valuterei caso per caso prima di essere così assolutisti. Ovviamente il principio lo ritengo valido sia nel caso di uomini sia nel caso di donne.
Io sospetto che i casi di “coppie aperte” anche all’insaputa l’uno dell’altro siano molto più numerose di quanto si pensi, come sospetto lo fossero anche in passato.
@Maria:
Hai risposto alla prima parte della mia domanda e ti ringrazio.
Volevo però portarti a prendere atto, anche se in parte l’hai già fatto nei tuoi precedenti commenti, del fatto che a prescindere dal tuo modo di pensare,vedere le cose e valutare le situazioni, nella tua relazione di coppia/famiglia ti ritrovi ad avere tu il coltello dalla parte del manico e se le cose dovessero mettersi male per te capire se e come l’avresti usato.
Tu dici che questi aspetti variano da persona a persona, ma forse ti sfugge che la società è formata da persone e di regola, per farti un esempio, ad uscire con le “ossa rotte” da separazioni/divorzi sono in prevalenza gli uomini .Questo è uno degli aspetti che costituiscono un elemento di pressione psicologica sugli uomini : buon per te che hai SCELTO di non mandare all’aria il tuo matrimonio, ma ti assicuro che tuo marito al posto tuo si sarebbe trovato a scegliere in condizioni differenti.
Pensa che molte donne parlano paradossalmente di “coraggio” nel prendere la decisione di lasciare il marito:ridicolo!!Come se io avessi paura di andare a consegnare il biglietto vincente della lotteria.
Caro Fabrizio,
la frustrazione non è una offesa, da dizionario italiano riporto:
“Frustrazione: stato psicologico di sconfitta e di delusione, che insorge in chi si trovi di fronte a difficoltà giudicate insormontabili”.
Se ben ricordi aggiunsi proprio, e per non arrecare offesa a nessuno, che ognuno ha le proprie di frustrazioni…ed ovviamente era sottinteso …me compresa.
P.s. Luke troverà da ridire anche su questo, mi spiace Fabrizio tu debba intervenire su queste che concordo essere facezie ed aggiungo…faziose.
“Una donna lascia in castità il marito, a prescindere se gli è fedele o meno. Anzi se gli è infedele, per lui la situazione peggiora ancor di più, in quanto come sappiamo, per le donne il sesso è rigidamente concatenato al sentimento, e quindi non fine a se stesso, ragion per cui se la donna in questione è fortemente legata sentimentalmente all’amante, vi è una probabilità altissima che al marito lo lascia ulteriormente a secco sessualmente.Aggiungiamoci, inoltre, che nelle relazioni sentimentali extracoiniugali durature, spesso l’amante della moglie è fortemente geloso(assurdo) e quindi fa di tutto per ridurre a zero i rapporti(sessuali) tra la sua amante e il marito di lei”. (Icarus)
Da questo punto di vista sottoscrivo senz’altro l’analisi di Icarus. Se una donna ha un amante (o anche un uomo, se parliamo di una relazione extraconiugale stabile e duratura) vuol dire che, dal punto di vista sessuale (ho detto dal punto di vista sessuale), la relazione con suo marito è già arrivata al capolinea. Su questo non c’è ombra di dubbio. Poi ci sono le eccezioni che confermano la regola ma appunto la confermano…
Le parole di Maria, da questo punto di vista, sono eloquenti anche se forse questo passaggio è sfuggito a molti/e:” Certo che non sono fuochi e fiamme con mio marito ma io l’ho gia’ detto che ho trovato fuori quello che non ho piu’ in casa. Riesco ad accontentare lui perche’ ho prima di tutto trovato io il mio equilibrio e non sono pentita di nulla”.
Sottolineo il “riesco ad accontentare”, che fa capire che lei non fa certo i salti di gioia quando deve fare sesso con suo marito; l’esatto contrario di ciò che avviene con il suo amante. Sia chiaro, è la stessa situazione di milioni e milioni e milioni di donne e uomini, diciamo pure della grandissima maggioranza se non della totalità, specie dopo dieci o vent’anni di matrimonio (e secondo me anche molto meno…). Quindi nulla di personale nei suoi confronti che anzi ha avuto l’intelligenza e l’apertura mentale di rendere pubbliche le sue vicende personali (anzi, la ringraziamo per questo).
Se questo è il quadro (e lo è, non ci nascondiamo dietro ad un dito), la questione sollevata dal sottoscritto (quale relazione fra Bene ed Erotismo? È sana e imprescindibile l’equazione Bene-Erotismo? E’ giusto sovrapporli sempre e comunque?) non può essere elusa. Poi ciascuno di noi può arrivare alle conclusioni teoriche che più gli aggradano e/o soprattutto alla sua personale soluzione, per ragioni dettate dalla contingenza. Diciamo al migliore escamotage per barcamenarsi all’interno di quella che è una contraddizione insanabile e strutturale, sempre se siamo intellettualmente onesti.
La cosa peggiore è mettere la testa sotto la sabbia o raccontarsi delle palle. Oggi, nella impossibilità (perché sia le donne che gli uomini nell’attuale contesto non hanno la forza di affrontare la questione) di mettere mano all’argomento, ci si rifugia appunto nelle “soluzioni personali”, per lo meno finchè durano e finchè soprattutto riescono a farci sopportare il peso del dovere, cioè il “riesco ad accontentare mio marito (o mia moglie)”. Quanto può reggere?
Personalmente se vado con una donna che non mi piace più di tanto o non mi piace più, anche solo per la prima o la seconda volta, c’è il rischio che alla terza mi venga un’orticaria devastante. Cosa potrebbe succedermi se “fossi obbligato” all’interno di un menage matrimoniale?
Ripeto, non ci raccontiamo delle palle, per lo meno non su questo sito, che serve proprio e anche per fare chiarezza.
Ora, non è detto che la soluzione teorica da me prospettata sia la migliore o la più praticabile. Al momento è senz’altro utopistica, l’ho ammesso io stesso per primo. Ricordo però (è ormai uno dei miei ritornelli, me lo dovete consentire) che anche la democrazia fino a qualche secolo fa era considerata alla stessa stregua e che per qualche millennio, sostenere che era la Terra che girava intorno al Sole e non viceversa (cioè una verità elementare), comportava l’essere gettati in una gattabuia, torturati e infine bruciati vivi. E invece siamo andati avanti. E per andare avanti non abbiamo rischiato il pubblico giudizio o la separazione con il rispettivo consorte ma appunto la vita. Eppure, guarda un po’, anche in questo caso, c’era più gente disposta a farsi squartare sulla pubblica piazza per sostenere che era la Terra che girava intorno al Sole oppure che un impasto di erbe curative non era stregoneria, piuttosto che affrontare (e soprattutto cercare di mettere in pratica soluzioni alternative) oggi queste questioni.
Molte più comodo farsi l’amante. Per lo meno finchè siamo in grado di reggere. E qui dipende dalle rispettive soggettività. Ho conosciuto tante donne che mi raccontavano che andare a letto con il proprio marito era una specie di incubo. Una di queste con la quale avevo una particolare confidenza, mi raccontava che dopo un rapporto sessuale col marito andava al bagno e vomitava…Naturalmente non tutte/i arrivano a questi livelli, ma ci siamo capiti…
C’è da rifletterci. O vogliamo mettere la testa sotto la sabbia anche noi? Magari perché pensiamo che rivisitare il concetto di coppia, della sua esclusività, della relazione fra ciò che chiamiamo “Amore” e il sesso, sia troppo utopistico?…
Fabrizio
iM_pAvida
4:22 pm – 6th luglio:”Una grande tristezza nel leggere il “saggio” di Barnard, una grande tristezza mi induce a scrivere qui, agli uomini beta.
Se semplicemente gli esseri umani, uomini e donne, avessero l’umiltà di porsi gli uni agli altri con il RISPETTO, quello vero e non solo frutto di lettere messe insieme a formare questa parola, se ci si ponesse gli uni agli altri con la leggerezza, l’interesse, la curiosità vera verso l’ESSERE non ci sarebbe bisogno di questo sito, non si avrebbe bisogno di trovare il caprio espiatorio per sfogare le proprie frustrazioni.
Perchè solo di frustrazioni personali QUI si tratta. Mi dispiace esprimere un concetto così semplice e banale. Ma così è. Ognuno le proprie frustrazioni. Barnard per primo.”
iM_pAvida
9:11 am – 7th luglio:”Caro Fabrizio, facile e scontato sarcarsmo il tuo. D’altronde ovvia la risposta ad un semplice ragionamento al quale purtroppo, nel delirio invasante della ricerca di chissà quali teorie ricercare pur di nascondere il vostro maschilismo celato dietro a tutta questa retorica.
Non sono assolutamente una femminista, anzi, e sono sempre più convinta che se i ruoli fossero rispettati, se voi uomini foste davvero in grado di fare gli UOMINI e non ci voleste a tutti i costi cedere, solo ed unicamente per vostro comodo, ruoli che comunque vi appartengono, già da questo credo si ricreerebbe quell’equilibio e quel rispetto famoso che purtroppo, e qui mi ripeto, non esiste. Più.
Sono dispiaciuta di leggere tanto rancore, tanto livore. Permettimi una domanda rivolta a tutti quanti coloro che qui “sentenziano”: ma quali donne avete incontrato per farvi “ridurre” così? Scusami ma davvero me lo chiedo…”
iM_pAvida
8:54 am – 28th luglio:
“mah SINCERAMENTE mi sembra di non aver mai disprezzato questo luogo”
http://www.youtube.com/watch?v=4Ug4ZB6jpeA
Impavida, qui chiediamo alle persone rispetto per gli altri e onestà intellettuale. La seconda manca completamente nel tuo ultimo post. Non ci prendiamo in giro citando il dizionario. Esordire in una discussione dicendo all’altro che le sue ragioni non sono reali ma dettate solo dalla sua condizione di frustrazione, significa di fatto disconoscere sia lui che le sue ragioni.
Non essere ipocrita e soprattutto non trattarci da imbecilli. Personalmente è l’unica cosa che non posso tollerare.
Spero di essere stato chiaro. Adeguati al livello e alla qualità del dibattito e delle persone che lo animano.
Ti avverto che non ho più intenzione di perdere tempo con queste scemenze.
Fabrizio
Spesso, quando parlo di donne che alzano le mani mi si risponde che sono vittimista e altro…
Guardate che bella scena, cosa sarebbe successo se il tipo grande e grosso avrebbe reagito?
http://www.youtube.com/watch?v=Cggex_f7axg&feature=fvst
PS non so chi siano i due.
———————————————————————–
@Silent Hill si può anche parlare di cinema, cosi sfatiamo il mito che vediamo solo youporn o come si chiama, una volta negli Horror ITALIANI potevi vedere di queste scene:
http://www.google.it/url?q=http://www.youtube.com/watch%3Fv%3DKDkFv-bMh58&sa=X&ei=NRJQTI6xOd-WsQbYx8W-AQ&ved=0CDoQuAIwCQ&usg=AFQjCNH1TijPfEFpcQ1xwRzsb_CUixDJEw
Mai permessa ipocrisie e tanto meno trattato nessuno da imbecille. Appunto rileggendomi constato questo ancora una volta.
Ma se ogni cosa che non avvalori i vostri punti di vista per voi è un’ onta mi chiedo allora se più che un cane che si morde la coda, non sia questo un cane con la coda di…paglia. E Fabrizio sull’ onestà intellettuale…beh ti consiglio di rileggere alcuni post di alcuni tuoi colleghi poi decidiamo chi tratta da imbecille chi…o no???
Sono comunque…AVVERTITA Fabrizio, certo.
Impavida, la tua risposta è semplicemente patetica, mi rendo conto che interloquire con te con questi presupposti ha veramente poco senso.
Se tu fossi onesta invece di arrampicarti sugli specchi e di comportarti in modo così ipocrita , sapresti perfettamente che qui tantissimi/e hanno criticato le nostre posizioni e nessuno li ha certo stigmatizzati per questo nè tanto meno insultati, specie quando quelle critiche venivano mosse con spirito costruttivo e di confronto reciproco.
Ma un conto è portare un critica, anche radicale, e un altro è dare dei frustrati ai propri interlocutori. E lo sai benissimo. Sarebbe stato sufficiente dire:”Sì, è vero ragazzi, forse ho esagerato un po’, non si esordisce in questo modo in una discussione. Comunque cosa fatta, punto a capo, se siete d’accordo andiamo oltre”… E la cosa sarebbe finita lì. Per tutti. E invece niente, nisba. Non solo non c’è un minimo accenno di ripensamento ma addirittura perseveri con questa sciocca rivendicazione del tuo comportamento.
Ti avevo chiesto di mettere da parte determinati atteggiamenti ma forse avevo chiesto troppo.
Ti avevo anche detto che non volevo più perdere tempo con queste sciocchezze. Ma tu non sai andare oltre. La cosa finisce qui. Se continui su questo piano non pubblico più i tuoi post. Poi vai pure in giro a dire che sono un inquisitore stalinista, liberticida e antidemocratico. Tanto con tutto quello che dicono di noi e di me questo è il minimo. Ci siamo abituati.
Stiamo cercando di costruire uno spazio di discussione di qualità. Cerchiamo di esserne all’altezza.
Fabrizio
@Maria:
Riassumendo.. hai sposato tuo marito, ma ti senti “tranquilla” in quanto lo hai redarguito in merito a quanto esposto (terra terra.. se ti capita na chiavata.. fattela.. non mi interessa.. basta che poi torni a casa) e con questo, hai messo un’assicurazione sul tuo attuale adulterio, rendendolo legittimo.. brava.. ora.. a parte il fatto che di questi comportamenti ne vediamo di tutti i colori, voi donne non riuscite proprio a voler vedere la realtà dei fatti.. un omicidio SE commesso da un uomo è un atto becero, crudele e criminoso, che grava su tutto il genere, Se lo fate voi.. poverine.. ma chissa perchè lo ha fatto.. era depressa? sola? .. un uomo tradisce? PORCO!! MASCHILISTA, BASTARDO!.. lo fa una donna? ci si chiede mille perchè, molti blog ne discutono in un articolo del tipo “infedeltà della donna.. uomo non piu’ capace di dare emozioni?” piantiamola! Maria.. guardiamo la realtà delle cose.. piantiamola! questi comportamenti sono BASTARDI e LESIVI! anzi..visto che la vulva la tenete voi, la cosa vi risulta molto piu’ semplice!
Capiamoci, sono ben conscio che ognuno deve avere il diritto di gestire la propria vita sessuale, ma quando si parla di sentimenti, no! non tollero questi comportamenti e sai perchè? perchè vengono proprio da voi DONNE! voi donne che da sempre ci dite che non potete fare sesso LUDICO senza un coinvolgimento EMOTIVO! come fate quindi a porre in essere un ADULTERIO! che risulta essere ESATTAMENTE IL CONTRARIO di quanto perseguite? troppo comodo quindi, alla luce di tutte queste contradizioni, voler trovare una valenza tramite l’ausilio del male minore! sono tutte balle! catazzemisere e meschine per coprire quello che, di fatto, è un vero e proprio calpestio dei sentimenti! come fai quindi a sostenere NEI FATTI il rispetto dell’animo UMANO? non puoi! a meno che tu non riesca ad essere CINICA! come fai a guardare nelgi occhi tuo marito, il padre dei tuoi figli, ignaro del tuo adulterio e continuare una vita cosi, da palcoscenico? puoi.. cara Maria.. so che puoi.. certo che puoi.. erchè qui ormai lo sappiamo tutti come la maggior parte si comporta.. predicando bene e razzolando male, malissimo.. le donne sono esattamente tutto ed il contrario di tutto, dicono che non vogliono il sesso ludico, ma quando ne sentono la mancanza, come te, non disdegnano di andarlo a trovare, coprendolo con le “emozioni femminili” che scaturiscono nella sessualità con un amante che vuole semplicemente sturarti le ovaie tra un sei bellissima, e che ne dici di fare un viaggetto? mentre l’uomo della tua vita, che di certo non sogna di tradirti, resta a casa contento del suo essere tranquillo, senza sapere che è divenuto cervo a primavera semplicemente perchè non piu’ in grado di darti completamente quello che cerchi vero?
ecco cosa schifo della società odierna, dei rapporti(?) interpersonali.. la mancanza di SERIETA’ e di RESPONSABILITA’ che denigriamo verso i SENTIMENTI VERI dinanzi alle nostre egoistiche esigenze ai quali non sappiamo rinunciare.. non trovo meraviglia quindi in queste effimere unioni che portano inesorabilmente a divorzi, e sono convinto che chi andra’ in mezzo alla strada, sarà tuo marito.. scommettiamo?
Se realmente tu fossi coerente, quando affermi che vuoi bene a tuo marito, ed ai tuoi figli, dovresti separarti, dovresti dare l’opportunita a tuo marito di TROVARE UNA DONNA CHE LO STIMI E LO AMI, tu stai semplicemente vivendo la sua esistenza! liberalo dallo schiavismo di un amore sterile, sii coerente! lascialo andare! allora avrai la mia stima, il mio rispetto, e ti do un consiglio.. non proporre al tuo amante di andare a vivere insieme, scopriresti quanto e’ effimero il tuo desiderio di sentirti donna, e lo faresti scappare.. diversamente te lo avrebbe proposto lui di lasciare tuo marito.. ma a quanto pare, gli interessano solo gli onori, e non gli oneri.. per quelli c’e’ sempre tuo marito.. no?
Ho assecondato il desiderio di Fabrizio di non importunarvi più, ma leggendo questo ultimo post non posso esimermi dal rubare ancora due righe del vostro spazio in quanto sono pienamente d’accordo con quanto affermato da Damien. Totalmente. Dissi che Maria non mi piaceva per gli stessi motivi descritti, e fui accusata di non essere avanti come lei…Grazie Damien.
Impavida: Dissi che Maria non mi piaceva per gli stessi motivi descritti, e fui accusata di non essere avanti come lei…>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Una donna che si rapporta a un gruppo di uomini scevra da pregiudizi di genere ( sessisti, femministi o come li vogliamo chiamare) è sempre più avanti.
@iM_pAvida:
Ora che hai letto QUESTO intervento, ti invito a leggerti il mio secondo intervento (partendo da cima) a questo indirizzo
http://www.uominibeta.org/2010/05/28/supermarket/#comment-4235
Che feci tempo fa, noterai come in molti punti, si rispecchi l’operato della Maria e la fine tapina del marito..
ogni ulteriore commento ai posteri..
Per Icarus: poniamo che sei sposato o fidanzatissimo e che ami la tua compagna. Poniamo anche che ti sia capitata un’avventura su un piatto d’argento a cui non hai saputo resistere. Può accadere, mica siamo santi. Tu che fai? Vai dalla tua compagna e le dici quello che è accaduto per sentirti a posto con la tua coscienza? Pensi di farle davvero un piacere perchè la lealtà, la trasparenza etc, devono essere sempre al di sopra di tutto? (lo stesso al contrario, ovvio.). Risultato quasi scontato sarebbe la rottura del matrimonio/fidanzamento. Ne varrebbe la pena, a meno che questo non fosse già finito, cosa che però non si può desumere da un tradimento occasionale. Le Comuni di sessantottina memoria sono fallite nonostante un clima culturale diciamo favorevole, e ci sarà un perchè. Credo che in un matrimonio o in un rapporto stabile ci debba essere un’area di riservatezza rompere la quale sarebbe distruttivo. Ma lasciamo perdere il tradimento agito. Bastano, alle volte, i pensieri. Non mi dire che tu, sposato o fidanzato, non ti senti comunque attratto fisicamente da altre donne e che non ti è mai venuto da pensare “quella me la scoperei”. Che fai? Lo vai a dire a tua moglie in nome della trasparenza? E se tua moglie/fidanzata lo confessasse a te che gli diresti? Grazie cara per la trasparenza e l’onestà? Oppure si pensa che essere fidanzati/sposati automaticamente non ti fa mai venire il desiderio di fare l’amore con un’altra/o? Suvvia ragazzi, siamo “uomini di mondo”, direbbe Totò, mica santi, nel senso che la vita è altro dalla pura luce. E’ anche ombra, pulsioni, desideri incoffessabili, istinti e quant’altro, e costringe alle volte anche a tacere qualche verità. Cosa che d’altra parte vale anche per qualsiasi rapporto con le altre persone. Se ciascuno di noi dicesse sempre a voce alta quello che gli passa in testa sugli altri, nessun legame sociale sarebbe possibile. Mi sembra del tutto evidente.O no?
Ipocrisia? Niente affatto. Saggezza e conoscenza dei propri e altrui limiti.
@Armando:
Auspichiamo un mondo dove le donne liberino la sessualità, ma di certo, caro Armando, non mi aspetto un diniego dei SENTIMENTI per riflesso..ergo va benissimo esser sinceri con le proprie pulsioni sessuali dinanzi al bello.. c’e’ anche chi lo dice apertamente al partner, ma un affetto, un legame serio, un sentimento forte, va ben oltre la sessualità, che diviene complementare al rapporto basato sul rispetto reciproco, poche persone condividono la propria esistenza con un partner che non lo aggrada, ed anche tu sono certo, la pensi allo stesso modo.. quindi laddove il desiderio naturalmente puo’ venir meno, lo si puo’ aiutare in molti modi SE ci si AMA realmente, of course…se il rapporto è basato solo sulla sessualità, o sull’egoismo, fidati.. non ti basterà mai nulla.. non basterai neanche a te stesso..quindi la saggezza risiede nel rispetto dei sentimenti, nella mediazione, nella comprensione e quant’altro oggi non ci si ricordi piu’ aver valenza in un rapporto.. la pheega e’ sempre la stessa, cio’ che fa la differenza è chi la porta.. esattamente come un pene.. quindi finche sei single.. fai bene a fare cio’ che vuoi.. devi dare conto solo a te stesso..sono le PERSONE che ti cambiano la vita, in meglio o in peggio, oppure credi di rimanere a vita bello aitante e giovane? nessuna ipocrisia quindi.. ma solo constatazione di cio’ che in fondo è la vita per tutti noi, un passaggio dove per ogni stagione ci sono le dovute scelte, ma solo chi dimentica il treno su cui sta viaggiando, schiavo del suo egoismo e prigioniero del suo ego, rimarrà in compagnia del niente, verso la fine dei propri giorni, ove la solitudine regna sovrana.. da brividi.. ma se ci guardiamo intorno.. vedo sempre piu’ gente sola..
si ma auspicando un mondo dove le donne liberino la propria sessualità vivendola anche in maniera disgiunta dai sentimenti, laddove non è possibile avere comunione di corpo e di spirito, così come sono costretti a fare gli uomini, secondo me giocoforza si andrà sempre di più secondo il modus operandi descritto da Armando, (che tra l’altro è vecchio quanto il mondo, a meno che tutti pensino che le coppie di un tempo andassero avanti anni fino alla vecchiaia tutte senza mai una sbavatura, un tradimento o un periodo di crisi in cui puo’ capitare di cercare “altrove”). L’altra alternativa è quella del matrimonio a tempo “mordi e fuggi”, alla prima crisi in nome dell’onestà verso se stessi e il partner si molla tutto e ci si lascia. Salvo poi magari pentirsene quando è finita la crisi o quando ricomincia la crisi con un nuovo partner.
Da una parte c’è una coppia (uomo o donna che sia) cui se capita di tradire per un qualsivoglia motivo sente la necessità di rompere immediatamente, che se appena sente che viene a mancare l’ “ammmore” deve cambiare strada, dall’altra c’è la coppia (uomo o donna che sia) che se si prende un impegno lo porta avanti nonostante tutto, anche per un senso del dovere.
In mezzo c’è tutta un’infinità di situazioni che fanno ragionevolmente pendere da una parte o dall’altra del polo.
Io, sinceramente, non tenderei a standardizzare queste situazioni, tenderei soltanto (socialmente parlando) a far sì che vengano considerate neutre dalla società e dalla morale sia che si tratti di persona di sesso maschile sia di persona di sesso femminile.
Così, se un uomo tradisce la moglie (per motivi che solo lui sa) saranno c… suoi e la società non dovrà stigmatizzarlo, idem al contrario.
Così se una donna accetta i tradimenti del marito (per motivi che solo lei sa) saranno c… suoi e la società non dovrà compatirle nè eleggerla ad icona dell’eroismo e della sopportazione, idem al contrario un uomo che accetta i tradimenti della moglie non sarà deriso e compatito.
Diverso è il caso in cui determinate situazioni sfocino in vertenze giuridiche: lì purtroppo siamo noi stessi che mettiamo in mano a un giudice terzo il nostro caso, le nostre questioni personali, le nostre valutazioni anche in termini di opportunità e si dovrebbe sperare che il giudice non agisca seguendo la morale sociale corrente, ma tenga conto esclusivamente di fattori razionali e giuridici, ascoltando le parti e le loro motivazioni.
@Rita:
Non concordo.. nessuno ci obbliga a passare la vita con qualcuno.. è una nostra libera scelta.. quando questa è condivisa si ha un rapporto solido e stabile.. non credo che tutti pensino ad un rapporto idilliaco quando pongono in essere una relazione stabile.. tutti piu o meno incontrano dei problemi.. ma il tradirsi? cosa è il tradirsi se non una mancanza di rispetto verso se stessi, verso cio’ che abbiamo di piu’ intimo della nostra essenza.. i sentimenti.. e di riflesso verso chi ci stà accanto? credi che una o due ore di sesso possano mai compensare la perdita di questi valori umani? e che amore potrà mai essere quello dove ho tradito il mio partner?.. l’amarsi e’ ben diverso dall’avere un rapporto sessuale.. l’amarsi è il donarsi completamente.. l’esclusiva di noi stessi verso chi amiamo.. diversamente stai solo che di pheega e peni a giro ce ne sono parecchi! e se la relazione ristagna? troppo comodo tradire.. per poi tornare al’ovile.. sicuro caldo.. vero? aaah che bella sensazione infantile.. rubare la marmellata per poi tornare a casa tra le 4 mura domestiche al riparo da qualsiasi ritorsione.. tanto c’è mamma e papà… no.. non ci siamo.. qui si tratta di valori.. e se anche dinanzi a quanto di piu’ prezioso abbiamo di noi stessi. ovvero i sentimenti, abdichiamo dinanzi al nostro egoismo possiamo anche stendere un velo pietoso sul futuro relazionario tra i sessi..
“Io, sinceramente, non tenderei a standardizzare queste situazioni, tenderei soltanto (socialmente parlando) a far sì che vengano considerate neutre dalla società e dalla morale sia che si tratti di persona di sesso maschile sia di persona di sesso femminile.
Così, se un uomo tradisce la moglie (per motivi che solo lui sa) saranno c… suoi e la società non dovrà stigmatizzarlo, idem al contrario.”
Condivido in toto le parole e in generale il commento di Rita.
Anch’io deploro la mancanza di sincerità nei rapporti interpersonali,ma si tratta del MIO punto di vista attinente le mie scelte e all’orizzonte di valori entro il quale decido di dare un senso alle miescelte di vita e alla mia esistenza.Qualsiasi decisione personale,se decidiamo di vivere in società,espone il prossimo con cui ci relazioniamo a delle conseguenze.Il prezzo in una società libera consiste anche nell’accettare la libertà dei singoli di decidere la condotta morale da seguire entro certi invalicabili limiti (cerchiamo di non travisare tirando in ballo cannibalismo et similia..).In caso contrario si torna all’Inquisizione,ai comitati di salute pubblica,alla “Lettera Scarlatta” di Hawthorne…
La vera quesione è l’asimmetria e la disparità di giudizio fra marito e moglie in casi come il divorzio etc..a mio (modesto) avviso
@Rita:
Non concordo.. nessuno ci obbliga a passare la vita con qualcuno.. è una nostra libera scelta.. quando questa è condivisa si ha un rapporto solido e stabile.. non credo che tutti pensino ad un rapporto idilliaco quando pongono in essere una relazione stabile.. tutti piu o meno incontrano dei problemi.. ma il tradirsi? cosa è il tradirsi se non una mancanza di rispetto verso se stessi, verso cio’ che abbiamo di piu’ intimo della nostra essenza.. i sentimenti.. e di riflesso verso chi ci stà accanto? credi che una o due ore di sesso possano mai compensare la perdita di questi valori umani? e che amore potrà mai essere quello dove ho tradito il mio partner?.. l’amarsi e’ ben diverso dall’avere un rapporto sessuale.. l’amarsi è il donarsi completamente.. l’esclusiva di noi stessi verso chi amiamo.. diversamente stai solo che di pheega e peni a giro ce ne sono parecchi! e se la relazione ristagna? troppo comodo tradire.. per poi tornare al’ovile.. sicuro caldo.. vero? aaah che bella sensazione infantile.. rubare la marmellata per poi tornare a casa tra le 4 mura domestiche al riparo da qualsiasi ritorsione.. tanto c’è mamma e papà… no.. non ci siamo.. qui si tratta di valori.. e se anche dinanzi a quanto di piu’ prezioso abbiamo di noi stessi. ovvero i sentimenti, abdichiamo dinanzi al nostro egoismo possiamo anche stendere un velo pietoso sul futuro relazionario tra i sessi.. e dei figli? quasi sempre in questi discorsi egoistici ci si dimentica delle principali vittime.. spesso usate sia in tema di divorzio, che come scusante emotiva per flirtare.. come pensi reagiscano sapendo che tutto quanto loro insegnato sui valori sono stati elusi proprio dalle persone piu’ care? come pretendiamo di cambiare la società odierna se in primis noi non riusciamo ad essere coerenti, leali dinanzi a noi stessi?
Sono andata a rileggere i principi ispiratori del vostro movimento per vedere se tra questi ci fosse anche la fedelta’ coniugale. Non c’e’. E meno male..altrimenti avrei concluso di aver preso un abbaglio di un certo livello. Mi si “accusa” di essere una che cerca di vivere la propria esistenza. Scusate se e’ poco. Pensate che cerco di farlo senza giaculatoria alcuna, senza incolpare nessuno delle mie insoddisfazioni, senza spalmare le mie inquietudini sugli altri perche’ non credo nei complotti della vita ma solo nelle sue infinite risorse. Ho intorno a me una famiglia bella e solida di cui godo anche con un certo orgoglio. Sono sposata da diversi anni e non ho avuta nessuna difficolta’ a raccontare delle mie debolezze che ho accolto e trasformato in bellissime esperienze. Ho gia’ detto che non sono pentita, che ho incontrato uomini splendidi del cui valore e vigore ho solo preso il meglio. Forse la miglior parte di noi si vive fuori da determinati schemi? Puo’ essere, per ora mi limito a considerarla un’opportunita’. Apprezzo tanto l’approccio immediato e istintivo che un amante riversa in una storia extra e mai vorrei che questi si ammantasse di ufficialita’. Anzi per evitare ogni rischio penso che le storie “giuste” siano quelle alla pari, quindi se e’ sposato o seriamente legato anche lui e’ ancora meglio. Perche’ dall’eros puo’ nascere tutto e purtroppo dalle storie dei sensi possono venire fuori anche storie dei sentimenti. Parlo per esperienza e vi garantisco che ho dovuto usare infinita dolcezza e attenzione estrema con un uomo (single) che mi chiedeva molto di piu’ di un’avventura. Trovo nel loro approcciarsi al sesso e alla vita piu’ sinceri gli uomini delle donne e in questo ho cercato anche di imparare qualcosa. Io confido nella relazione con un uomo, non parto prevenuta, o almeno cerco di non esserlo troppo, penso sempre di trovarmi al cospetto di un universo degno della massima attenzione. Penso che gli uomini non siano abituati a relazionarsi con donne che cercano di capire, di vivere il sesso come un canale privilegiato di scambio e di conoscenza. Non credo di aver compreso bene il sesso ludico e le sue dinamiche ma questo non significa che non rappresenti un fortissimo stimolo a vedere le cose con ottiche nuove e soprattutto non esclude l’autenticita’ dalla mia vita. Perche’ non mi separo? Perche’ non serve. Mi piacerebbe molto vivere da sola ma so che adesso sarebbe solo fonte di problemi per tutto il momdo che mi circonda e che dipende da me. Non ho infranto nessun patto sacro, la fedelta’ a vita non esiste ed e’ contronatura. Mi relaziono con un uomo adulto che non vive nel paese delle meraviglie e che con me ha costruito moltissimo perche’ ha puntato sulla mia intelligenza e resilienza..umana(non e’ poco in un rapporto lungo). La passione non fa rima col matrimonio e neanche con convivenza..ma perche’ rinunciarci?
Quanto affermi, Rita, conferma la mia tesi (che viene rimossa da sempre) e cioè che l’Erotismo e il Bene non marciano parallelamente. Quanto meno non sempre e non per sempre (si dovrebbe in realtà dire rare volte e per un periodo di tempo limitato, se siamo onesti…). Tutti/e ne siamo perfettamente consapevoli, però affrontare questa verità e portarla alla luce è troppo difficile. Perché questa che potrebbe sembrare una questione di secondaria importanza, in realtà non lo è affatto. Farla emergere e discuterla apertamente comporterebbe mettere in discussione i concetti di coppia e di famiglia, così come oggi sono strutturate, con tutto ciò che ne consegue.
Oggi viviamo una contraddizione palese (anche se viene formalmente nascosta), proprio perché tutti sono consapevoli di come stanno le cose, pur facendo finta di nulla. Ma per quanto tempo ancora potrà reggere questa recita? Una volta, le condizioni materiali e non solo dell’esistenza, i condizionamenti sociali, morali (o moralistici), religiosi, il contesto complessivo, impedivano che la contraddizione emergesse. Ma oggi, per quanto tempo ancora potrà essere possibile far finta di nulla? Ricordate che la finzione per poter rimanere in piedi ha necessità di un margine di non piena consapevolezza (vale per tutti gli aspetti, non solo per questo specifico). “In fondo in fondo”, come si suol dire, anche i nostri nonni e bisnonni ne erano in qualche modo consapevoli , ma solo parzialmente. C’era, insomma, un ampio margine di inconsapevolezza (dato appunto dal contesto, dall’influenza della religione ecc.) che oggi non c’è più o comunque si è ristretto enormemente fin quasi ad esaurirsi.
E allora arriverà prima o poi il giorno in cui la questione non potrà più essere elusa, piaccia o no. Personalmente la sto già affrontando da molto tempo, ma questa è una scelta personale. Naturalmente ciascuno oggi continua a “cavarsela” a modo suo, con le soluzioni personali, vivacchiando e barcamenandosi alla meno peggio. Ma questo è un altro discorso. Il problema resta comunque aperto.
Guardate che quanto sto dicendo vale per tutto, ma veramente per tutto. Osservate il percorso dei vari sistemi politici o ideologici. Crollano quando non ci sono più margini di finzione. Quando le contraddizioni sono talmente evidenti al punto che è impossibile non farle esplodere. Questa è una di quelle. Naturalmente più si tiene il coperchio premuto sulla pentola che bolle e più il botto sarà forte. A quel punto si rischia di scottarsi, meglio cercare di toglierlo pian pianino prima che esploda e ci si faccia male. Io per lo meno la vedo così.
Forse semplicemente i tempi non sono ancora maturi.
Non dobbiamo mai dimenticare, quando riflettiamo, questo aspetto. Ciò che per noi oggi è assolutamente normale, per un uomo o una donna di appena un secolo fa era inimmaginabile. Quindi non possiamo certo sapere come si svilupperà la relazione uomo-donna fra cento o duecento anni. Solo fino a 50 anni fa in questo paese il divorzio non era neanche contemplato, non solo per legge, ma perché era un’ipotesi del tutto impensabile ancora per milioni e milioni di uomini e donne!…E sto parlando di 50 anni fa, figuratevi prima. Era più facile che credessero nelle apparizioni della Madonna piuttosto che un giorno, neanche troppo lontano da loro, le coppie unite dal “sacro vincolo del matrimonio” si sarebbero separate al ritmo di 50.000 all’anno…
Alla luce di questa considerazione, sarà ancora possibile fra cento o duecento anni fare un giuramento di fedeltà (sessuale e affettiva) davanti ad un prete o ad un funzionario civile senza scoppiare tutti in una fragorosa risata?…
Forse potrà succedere al matrimonio di una coppia un po’ eccentrica che ha deciso di unirsi in matrimonio con il rito (in chiave ironica, ovviamente, una finzione appunto) di un’era ormai antica. Un po’ come quelle coppie che oggi affittano una vecchia automobile d’epoca in occasione del loro matrimonio…
Credo che un gruppo di uomini (e anche donne) consapevoli ed evoluti, risvegliati, come da un po’ di tempo, usiamo definirci, non possa eludere la questione. Poi si potrà giungere a conclusioni diverse, in base alle sensibilità di ciascuno, ma far finta di nulla non è nella nostra filosofia.
Fabrizio
@Armando: il tuo discorso ha un senso logico, ma cozza con il mio modo di intendere un rapporto basato sull’amore e/o amicizia. Tu mentre ignaro ti massacri di lavoro, tua moglie si fa sbattere da un amante segreto o da un giovanotto grosso come un armadio(perchè così piacciono alle donne) appena conosciuto in strada, e mentre a te non te la dà quasi mai, a lui, invece,gli dà pure il culo(con o senza l’ausilio dell’ olio di vasellina, mentre a te aveva detto che ha l’emorroidi e/o che il rapporto anale è “immorale”). Tu, però, non sai nulla di tutto ciò, e continui a credere che tua mogli ti rispetti, e quindi, come se nulla fosse, credi che il tuo rapporto con lei sia stato “d’amore”. No, io alle prese per il culo non ci sto!!!! Se mia moglie o fidanzata mi confessasse di avermi tradito, e fosse sinceramente pentita, io la perdonerei, anche perchè apprezzerei il suo gesto di avermi confessato tutto(quante sono le persone che confessano al loro partner un tradimento? nessuno o quasi).Sì, lo so, a parti invertite, non sarei perdonato, le donne non perdonano un semplice screzio o diverbio con il partner(“siamo troppo diversi, non si può più andare avanti così”), figuriamoci se sono capaci di perdonare un tradimento. E allora se le donne sono così, e più passa il tempo più mi convinco che siano così, allora conviene non fidanzarsi nè sposarsi, proprio per evitare l’atroce strazio di essere lasciati, ma pensare solo a scopare(se ci si riesce), altrimenti seghe. Meglio soli, che essere abbandonati!
@Rita: no, dissento profondamente da ciò che dici!!! Io non mi faccio i cazzi miei di fronte ad una persona pugnalata alle spalle dalla persona cui crede di essere amata!!!!!!Io respingo questo politicamente corretto del tutti bravi a “non giudicare” quando ci troviamo di fronte al male subito da altri, ma se poi capita a noi,allora ci arrabbiamo! No, io condanno i tradimenti, sia se capitano agli altri che a me!!!!!!!!!!!! E non sto “standardizzando”, anzi sono stato proprio io a dire che non tutti gli adulteri sono tradimenti(ad es. coniuge trascurato sessualmente e sentimentalmente dall’altro che fa una “scappatella” non va demonizzato, ma solo criticata).
@Luke Cage: vedo che non mi sono spiegato bene, o non mi hai capito bene.Io non ne faccio una questione morale, ma umana. E il tradimento è un crimine contro i sentimenti umani. Che c’entra l’Inquisizione con tutto questo?
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Maria dice: “la fedelta’ a vita non esiste ed e’ contronatura.”
Questa è vera e propria Logica della Jungla.
@Damien
“Ma sapete cosa mi da tristezza? veramente tanta? e che in finale.. siamo un branco di single.. la solitudine resta la nostra unica certezza.. nell’affanno quotidiano dove trovi tante donne come uomini annaspare ad arrivare a fine mese, nessuno piu’ ricorda come da sempre uomini e donne, uniti, hanno vissuto le loro misere esistenze spesso in maniera piu’ che dignitosa.. e te le vedi li.. sole.. tra un letto e l’altro che cercano chissà chi.. chissà cosa.. ed intanto il tempo passa.. per tutti.. belli e brutti, alpha e beta.. un prosit alla vita!”
Ho letto quanto mi hai consigliato, tutto. Concordo Damien, concordo con te. Con l’uomo. Punto. Senza distinzione alcuna.Come condivido il tuo commento ad Armando.Le PERSONE sono quelle che ti cambiano la vita, in meglio o in peggio. Le PERSONE…
Un fine comune davvero forse c’è…
Maria, oltre ad intervenire su questioni più generali ha scelto anche di entrare nel merito delle sue vicende personali, cosa che nessuno/a ha fatto fino ad ora. Protetta naturalmente dall’anonimato. Tuttavia, poteva anche non farlo, e invece lo ha fatto, e questo va a suo merito.
E’ ovvio che se una persona decide di parlare pubblicamente (anche) di sé e dei propri “affari”, di fatto autorizza gli altri ad esprimersi in tal senso. Direi anzi che, più o meno consciamente o inconsciamente, è proprio ciò che desidera. Ed è quello che è avvenuto. Ciascuno ha espresso e sta esprimendo la sua opinione su un tema così delicato, controverso e scottante che è quello del rapporto di coppia, della relazione fra Bene ed Erotismo, e di tutto ciò che ne consegue: gelosia, possesso, tradimento, libertà sessuale, fedeltà coniugale, principi morali ecc.
Su questi punti non potrà mai esserci una posizione condivisa, tanto meno ufficiale come Movimento, altrimenti l’ avremmo inserita, come fa giustamente notare Maria, nella nostra Carta dei Principi.
Sono questioni che possono e debbono, a mio parere, essere affrontate e discusse e non ipocritamente rimosse, come dicevo nel precedente post, ma che attengono al foro interiore e alla sfera privata di ciascuno.
A tal proposito, colgo l’occasione per suggerire alla nostra “amica” Impavida (o forse debbo dire Nicole?…) che ci segue con grande attenzione, di andarseli a rileggere, onde evitare di cadere in banali quanto maldestri tentativi di inserire un cuneo o di cercare di scovare la contraddizione a tutti i costi anche quando non c’è.
Affermare, come ho fatto, che Maria sia avanti di un pezzo rispetto a lei in termini di consapevolezza, lucidità, capacità analitica, intelligenza ed evoluzione psicologica, non comporta assolutamente la condivisione delle sue scelte personali e del suo modo di vivere. Non ero e non sono volutamente entrato nell’aspetto etico (e personale) della sua vicenda, come hanno fatto altri (legittimamente, sia chiaro), per diverse ragioni, sia di metodo che di merito. Quello che conta è che Maria, come possiamo constatare tutti/e, ci ha dato l’opportunità di discutere su un tema importante, e di portarlo alla luce, per lo meno in questo spazio.
E siccome lo scopo di questo blog è discutere, possibilmente fuori dalle righe e dalle liturgie, mi sembra che la sua scelta di affrontare questo argomento sia stata utile e proficua.
Fabrizio
Chiarisco perchè evidentemente non ho saputo spiegarmi bene. Non teorizzo affatto il tradiment. Penso anzi che il tradimento sistematico sia indice di qualcosa che non funziona nel rapporto. E non approvo neanche quelli che tradiscono e poi tornano dalla moglie (o dal marito) accogliente e consapevole perchè significa scambiare la compagna (o il compagno) per una mamma comprensiva. Se è così, insomma, meglio non sposarsi e fare quel che si vuole liberamente.
Dico solo, però, che può accadere, per tanti motivi, di tradire. Una sbandata, un’avventura, un momento di crisi superabile etc. etc. Allora è bene valutare l’esito della “confessione”. Penso che nella grande maggioranza dei casi tacere è meglio che parlare, naturalmente se a quel rapporto si tiene. Poi ogni caso fa storia a sè e non entro nel merito. So soltanto che tante confessioni fatte con le migliori intenzioni di onestà hanno inserito fra i due un cuneo e un retropensiero di sfiducia non più superato definitivamente. Quando invece accade, credo raramente, tanto di cappello. L’uomo (e la donna), sono quelli che sono.
Fabrizio, quale il problema con me? Cunei? Scovare contraddizioni? Perchè a me non è concesso non essere in sintonia con Maria quando esprimo, forse solo con post più stringati, gli stessi pensieri, inerenti questo preciso argomento, di Damien, Luke ecc??
Fabrizio, dimenticavo scusa, ma l’anonimato qui allora è garantito solo a chi decidi tu? Non ho trovato corretto quanto hai, tra le parentesi specificato riguardo il nik. Questo solo per mia informazione, per il resto, se vuoi, non ho nessun problema a fornirti i miei dati anagrafici completi. Credevo fosse però garantita la privacy per me, come per gli altri…evidentemente ho sbagliato.
Prego non rendere pubblico questo mio post, sempre se ti è possibile. Grazie
@Icarus:non ti ho chiesto nessuna spegazione,non devo chiederti il permesso per manifestare la mia opinione (e non deve farlo nessuno) in questo caso diversa dalla tua,di Damien e di Nicole/iM_pAvida.
Icarus vedi di darti una calmata,su questioni etiche e di umanità come tu le chiami è giusto che ognuno dica la sua nel rispetto delle altrui opinioni senza buttarla sul personale ( non mi ero rivolto a te,ma al prossimo affondo ti esorto a badare alla forma e alle parole che sceglierai nel rivolgerti a me).
Nicole (Impavida), non c’è stata e non c’è alcuna violazione della privacy, anche perchè non abbiamo certo pubblicato le tue generalità (che non conosco né voglio conoscere). Semplicemente abbiamo intuito che dietro ad Impavida, in realtà ti celavi tu. D’altronde nessuno ti obbligava a svelarti o comunque a confermare la nostra intuizione…Quindi non te ne uscire con discorsi fasulli sulla violazione della privacy che non stanno né in cielo né in terra. Hai fatto una pessima figura, accettalo e basta. Non ti arrampicare sugli specchi come fai sempre. Almeno per questa volta.
E sei anche andata sul tuo blog creato ad arte per straparlare di noi a dire che Maria sarebbe il mio fratello gemello, un’invenzione della mia fantasia per darmi/ci ragione. Come i “matti” E ora vieni anche qui a chiedermi di non pubblicare il tuo post…Io invece lo pubblico perché è giusto che tutti conoscano la verità. Qui vige la legge della trasparenza…
Scusa ma sei patetica…anche divertente però, dobbiamo dirlo, qualche risata ce l’hai fatta fare…
Ecco, ragazzi, questa è quella che parla di buoni sentimenti, che si camuffa, insinua cose non vere, mette in dubbio l’esistenza di persone in carne ed ossa, straparla di noi sul suo blog (sapete in quali termini) e poi viene qui con un nick fasullo a fare la finta tonta…
Buttiamola a ridere che è meglio…
Fabrizio
ahò che vi devo dire… per me Bertrand Russell non è riuscito ad applicare la sua teoria soltanto perchè c’era la questione “figli” (in un’epoca in cui non c’erano contraccettivi).
Ma la penso un po’ come Fabrizio, con l’andare del tempo credo sarà sempre più accettata la coppia aperta, senza magari arrivare a quanto descritto nel filmato “utopia”.
In sostanza credo sarà sempre più accettato il disvelamento delle “finzioni”.
La fedeltà sessuale e la monogamia sono due tabù che non sono ancora crollati.
Il perchè è difficile da stabilire: puo’ essere che abbia ragione Armando e che siano radicati naturalmente per cui non crolleranno così facilmente, ma in realtà mi paiono più culturali, dato che naturalmente la fedeltà sessuale non è mai stata così diffusa anche se nascosta.
@Icarus: se tu consideri il tradimento un crimine contro i sentimenti, a mio avviso, poni già le basi per una sorta di ritorno all’inquisizione. Tra l’altro vorrei sapere chi, fra quelli che si scandalizzano e si scagliano con tanta veemenza contro queste, sarebbero disposte a fare da delatori ad un coniuge tradito inconsapevolmente. Paradossalmente, se qualcuno lo facesse, verrebbe a sua volta considerato da metà società uno che “si poteva fare i c… suoi”.
Con cio’ confermando che, appunto, la materia e le sfumature sono talmente complesse e private (… come si fa a stabilire ad esempio quando è giusto il tradimento perchè ci si sente trascurati?) che non resta che renderle neutre per gli altri ed ognuno si faccia per sè la sua morale.
piccolo O.T. tecnico, da ignorante eh…
ma quelli col doppio nick (o doppio account) insomma quelli che entrano in forum e luoghi di discussione prima con un nome e poi con un altro, in genere sono vietati dai regolamenti di molti forum e sbugiardati pubblicamente quando non espulsi….:-D
Poi per il resto, fai come vuoi Imp.-avida o Nicole che tu sia: per quanto mi riguarda rispondo all’argomento e non alla persona, quindi non me ne “cale”., però mi fa un po’ sorridere quest’appunto alla scorrettezza da parte di chi, in molti forum sarebbe considerata talmente scorretta da essere espulsa.
Tante risate le sto facendo anch’io…hai preso un granchio grande questa volta!!! L’intuizione è sbagliata. Ora però comprendo questo tuo accanimento contro di me. Mi è chiaro. Peccato io sia la persona sbagliata. No Fabrizio. Non ho blog, mai mi è passato alla mente quello che tu asserisci. Avresti dovuto comprenderlo forse dal post che con soddisfazione hai pubblicato. Non è un problema. Non ho trappole da tendere ne tantomeno da nascondere… io… e nemmeno la coda di paglia. Per mia fortuna.
Fabrizio, le troppe certezze a volte sono deleterie…hai responsabilità verso chi ti legge. Mi dispiace Fabrizio. La trasparenza vige. Anche da parte tua.
Si Fabrizio, buttiamola in ridere…
@Rita: vedo che non mi hai capito. Io per “crimine” riferito all’adulterio non mi riferivo a nessun aspetto penale giudiziario, ma solo e soltanto a quello umano. Fare del male ai sentimentali del prossimo è una violenza,una violenza psicologica e morale anche se non è sanzionata per legge.
@Luke: amico mio, mi sa che una calmata te la devi dare tu, perchè io non ti ho aggredito, ti ho solo chiesto cosa c’entra la condanna del tradimento con l’Inquisizione. Non ho usato nessun termine offensivo, nè tanto meno toni sarcastici o polemici. Sono stato oggettivamente corretto con te.
@Icarus, guarda che, secondo me, la morale precede il sistema penale e giudiziario. L’abbiamo visto sempre. E’ sempre successo questo. Quello che si propaganda come “criminale” nel senso di non giusto, che procura sofferenza, prima o poi (oggi molto più velocemente dato il diffondersi dei media e la globalizzazione) diventa legge.
Tu stesso la stai definendo “violenza”. Pensi che diffondere questo termine non porterà, prima o poi, a far sì che tutta la società, considerandola una violenza psicologica reclami qualche forma di reprimenda verso questi violenti?
Io non ci vedo differenza tra la cultura della molestia sessuale (anche questa a forza di chiamarla violenza, vedi che è punita come crimine?) e il discorso che stai facendo tu. L’adulterio era un crimine punito con la legge, reintroducendo una morale rigida che lo qualifichi come “violenza psicologica” “crimine sentimentale” o qualsiasi altro termine che tu gli voglia dare, non credi che, alla lunga, potrebbe ridiventare punibile dalla legge?
E’ solo una questione di tempo.
E poi smettiamola con questa cretinata, stampo Uaar, che non esistono verità oggettive e assolute!! Esistono eccome!!!!!!!! Si può ben distinguere oggettivamente quando un coniuge è trascurato o meno dall’altro coniuge. Ad esempio, una donna che non si concede sessulamentre al marito(oppure magari si concede con il contagocce), oggettivamente trascura il marito, e quindi è logico che quest’ ultimo vada a prostitute. Quindi in questo caso su questa tipologia di adulterio non è corretto parlare di tradimento, ma di reazione, giusta o sbagliata che sia.. Gli stessi ragionamenti, anche se con casi diversi(perchè la sessualità femminile è completamente diversa da quella maschile) si può applicare alle donne.
Giustificare il tradimento è una grossa porcata. Il tradimento, cioè far del male al prossimo alle spalle, è un vergognoso e abietto crimine morale(anche se non penale). Molti confondono la laicità con far le corna alla persona che ti ama. Per questo motivo l’ attuale (falsa) “sinistra” fa acqua da tutte le parti.
Contrordine, ragazzi, Impavida dice di non essere Nicole, ma un’altra persona che ci (mi) ha teso una trappola, scrivendomi e poi chiedendomi di non pubblicare quel post facendo finta di spacciarsi per Nicole, o comunque facendomi credere che lo fosse…
Ammettendo che non siano la stessa persona (???!!!), cambierebbe qualcosa? Il comportamento di impavida è migliore di quello di Nicole?…
Fantastico…si fa per dire…va bene, ora, Impavida o Nicole, o Impavida/Nicole o solo Nicole o solo Impavida, o chi per queste, abbiamo dato anche troppo spazio a queste imbecillità. Questo purtroppo è ciò che succede quando certi personaggi entrano in un blog.
Non darò più spazio a scemenze del genere. Abbiamo mille altre cose da discutere e da affrontare e non è certo con questi soggetti che costruiremo qualcosa. Capitolo chiuso.
Andiamo oltre. Una raccomandazione. Cerchiamo di evitare inutili polemiche fra di noi. Il confronto è una cosa e la polemica un’altra. Nello stesso tempo discutiamo, confrontiamoci e dividiamoci pure ma sempre nella serenità e soprattutto senza pensare di avere la verità in tasca. Vale per tutti, ovviamente, a partire dal sottoscritto.
Fabrizio
Senti, Rita, sei una persona che sa ragionare, ma secondo me dovresti dare meno ascolto all’ Uaar
Ma, scusa, dove sta scritto che condannare moralmente un comportamento si traduca necessariamente in una legge penale? Allora, siccome, io e te, condanniamo il comportamento delle femministe, significa che chiediamo che vengano sbattute in carcere? Oppure, che siccome, sempre io e te, condanniamo la stupidità di certi comportamenti, significa che chiediamo una legge penale contro comportamenti non accettabili?
Scusa, Rita, se fosse come dici tu-cioè che la condanna morale si traduce in condanna penale- dovremmo astenerci automaticamente dal condannare ogni cosa o comportamento. Nessuno vuole che una Maria qualunque venga condannata al carcere, ma mi sembra giusto e doveroso, stigmatizzare il comportamento di chi nonostante ha buoni rapporti con il marito,tradisce per il solo motivo di voler vivere “nuove emozioni”, “nuove avventure”. Il tutto, senza pentimento, senza scrupoli.
Ma, su, dai, dei sentimenti umani te ne vuoi dimenticare???!!!!!!!!
“..facciamo l’amore perche’ il nostro lato sconosciuto, il buio che ci abita si esalti e faccia volare la nostra essenza le metta le ali e la porti verso i suoi veri talenti, verso la sua vocazione, verso cio’ che siamo per davvero e naturalmente senza quella artificialita’ che recitiamo a noi stessi e agli altri….l’eros, l’amore, il desiderio sono tanto piu’ potenti quanto piu’ fanno incontrare due liberta’, due esseri indipendenti, due nature che non si attaccano l’una all’altra, che non si masturbano di ragionamenti: allora liberano le sostanze creative dell’essenza interiore…noi non facciamo l’amore con lui o con lei ma cogli dei Eros e Venere che sono collocati nella carne degli amanti e solo il desiderio puo’ liberare le mie energie spirituali…andare incontro all’amore senza ideali, senza credenze, senza romanticismo, senza obiettivi, senza chiedere nulla in cambio significa far volare l’anima…” Questi sono alcuni stralci dell’ultimo libro letto: Il sesso e’ amore di R. Morelli. Mi e’ sembrato di vedervi come ridefinito in senso aulico il significato di sesso ludico..sbaglio?
@Icarus: cosa c’entra l’Uaar scusami?
Che il costume sociale (che altro non è che la traduzione della morale socialmente accettata) si tramuti in legge è cosa accertata da sempre. Che il sentire comune preceda la legge e la giurisdizione e non il contrario lo penso da mo’, pure da prima di conoscere l’esistenza dell’Uaar che non vedo proprio cosa c’entri nel discorso.
Cosa c’entrano le femministe in tutto cio’? Tuttalpiù il femminismo ha fatto in gran misura quello che tu contesti come non possibile: ha propagandato una morale come universale fino a trasformarla in legge. E’ esattamente questo che (almeno io, non so tu a questo punto) contesto alle femministe: quello di imporre una morale di “parte” come applicabile al mondo intero.
Qui oltretutto si parla di morale all’interno del matrimonio e/o di un rapporto di coppia. Tu puoi decidere per te (ed eventualmente stabilire chiaramente con la tua partner cio’ che è morale e cio’ che non è morale). Non mi far ripetere tutto il post, ma vallo a rileggere per cortesia.
Temo di sì, Maria, ma parlo in questo caso esclusivamente per quanto riguarda me. Trovo che Morelli sia abbastanza banale, un personaggio da Costanzo Show insomma, e infatti è proprio quel “salotto” che lo ha reso famoso…
“noi non facciamo l’amore con lui o con lei ma cogli dei Eros e Venere che sono collocati nella carne degli amanti e solo il desiderio puo’ liberare le mie energie spirituali”. (Maria)
Sono passato, come tutti credo, attraverso questa fase della vita, in cui il sesso era il Sesso, con la maiuscola ed era sovraccaricato di significati. Da un bel po’ di tempo, ad essere sincero, ho cominciato a concepirlo con la minuscola. Il che non significa diminuirlo ma semplicemente attribuirgli la giusta e corretta collocazione. Per essere ancora più chiari, bere o mangiare sono cose importantissime (certamente più del sesso) e piacevolissime ma non credo che possiamo attribuirgli altri significati. O meglio, lo possiamo anche fare, ci mancherebbe; ciascuno è libero di fare ciò che crede più opportuno senza danneggiare gli altri. Personalmente però, io non la vedo più in questo modo.
Francamente, Maria, non credo che le Vie dello Spirito (e questa volta le maiuscuole ce le metto tutte) passino attraverso il sesso. Credo anzi che questa storia sia un’enorme bufala, una mistificazione.
Condivido invece il concetto di libertà che può esserci nell’incontro fra due persone e nell’eros in generale. Questo sì (e non è poco), ma non andrei oltre, non sconfinerei in altri territori (Amore e/o Spiritualità).
Però, come ripeto, questa è una considerazione del tutto personale.
Vorrei concludere con una metafora. “Il fior di loto – dice la filosofia Zen – guarda al cielo ma affonda le sue radici nel fango”. Questo per significare che non esistono un sopra e un sotto, che tutto è importante. Mi trovo, col passare degli anni, sempre più in sintonia con alcuni degli insegnamenti di quella filosofia. E’ la nostra cultura (che ha i suoi lati positivi, non è certo tutta da buttare via, sia chiaro) che ha creato il “sopra” e il “sotto”, lo “spirituale” e il materiale”, il “migliore” e il peggiore”, lo “Spirito” (che sta sopra) e la “materia” (con la minuscola, che sta sotto). Il Cattolicesimo, da questo punto di vista, ci ha messo il carico da undici, come si suol dire. E invece lo Spirito e la Materia hanno la stessa medesima importanza proprio perché entrambe facenti parte di quella grande (e per me anche terribile) meraviglia che è l’Universo. Quindi, se è vero che le cose non vanno separate, è vero anche che non vanno confuse.
Fabrizio
Io non credo che sia così facile distinguere “oggettivamente” un qualcosa di così profondamente attinente a come ci si sente. Proprio a cio’ facevo riferimento quando parlavo delle innumerevoli sfumature e degli innumerevoli casi che esistono tra una coppia “sempre insieme per dovere” ma che magari a un certo punto scopre (insieme o separatamente) che rimane solo l’affetto e un legame che non ha nulla di attrattiva sessuale e una coppia che se non ha “tutto” (intesa sessuale, affettiva e quant’altro) si separa immediatamente.
Valutare quanto di oggettivo e di colpa ci sia nell’uno o nell’altra sta poi al Giudice in sede di separazione, ovviamente se il Giudice non si fa influenzare troppo dalla morale sociale.
Il problema è che una cornuta è vista con benevolenza dalla società perchè “patisce e sopporta” mentre un cornuto (per gli stessi motivi e cioè che patisce e sopporta) è visto come un idiota senza palle.
Senza poi parlare del fatto che (quando non si tratta di un’occasionale scappatella) non è così infrequente il caso di tradimenti reciproci (che ciascuno intuisce o sospetta nell’altro/a, e che accetta tacitamente).
Boh poi francamente non capisco l’esempio di Icarus: ovvero sì lo capisco ma non lo considero molto “oggettivo” anche perchè se è vero che il desiderio sessuale è diverso tra uomini e donne lo sarà anche fra i singoli diversi uomini e e le singole diverse donne (per non parlare delle diverse età), quindi diventa un po’ difficile qual è lo standard del contagocce. E all’inverso? A cosa si potrebbe arrivare intromettendoci in una coppia? Che un marito che si dimentica regolarmente gli anniversari o non fa sufficienti coccole alla moglie la trascura e quindi è comprensibile che lei lo tradisca?
Ma questo sta alla coscienza individuale di ciascuno e ciascuna compatibilmente col vissuto e con le persone la cui vita dipende anche dalle nostre decisioni in merito.
“Certi personaggi” non possono essere a me rapportati. Mi dispiace Fabrizio ma non lo accetto. Se forse avessi prestato maggior attenzione ai miei post invece di contrastarmi per partito preso probabilmente non saremmo arrivati a tanto. A tanta imbecillità. Concordo. Vi ho letto e seguito perchè sto cercando di capire, anche dal vostro sito, dove gli errori, dove questa incomunicabilità, dove questa sfiducia, che fa si che siano ad oggi così complessi i rapporti tra gli uomini e le donne. Solo questo era la mia curiosità, non sono una femminista, non sono una maschilista, non sono nemmeno politicamente impegnata. Solo una semplice donna. Ma forse per questo non c’è spazio qui.
@Rita:L’Uaar c’entra con il fatto che secondo te non esisterebbero verità assolute e che la condanna di un comportamento morale si traduce in condanna penale. Cose da sempre ripetute e straripetute da queste scuole di pensiero che con la vera Laicità nulla hanno a che vedere..
Ripeto, secondo il tuo ragionamento, da ora in poi non si potrà più condannare(moralmente) un comportamento che riteniamo, a torto a ragione, sbagliato, in quanto secondo te, i costumi morali giudicati sbagliati finiranno per essere sanzionati penalmente. Questo poteva accadere secoli fa, quando non esisteva nessuna distinzione tra stato e chiesa, tra penale e morale.Ma oggi non più, e credo che sia superfluo spiegare il perchè.
Inoltre tu mi critichi per il fatto che io ho usato il termine “violenza psicogica e morale”, in quanto secondo te, parlare di “violenza” riferito ad un comportamento sbagliato che fa male ai sentimenti dell’altro, aprirebbe la strada alla censura penale. Quindi secondo questo tuo ragionamento non esistono le violenza morali e psicologiche, ma solo quelle fisiche. Inoltre, vorrei farti presente, che non la metto dal punto di vista dell’isttuzione matrimoniale(non me ne può fregar de meno) ma dal punto di vista umano e sentimentale nei rapporti umani. Tradire il prossimo è disgustoso e causa sofferenza a chi è tradito. ma è così difficile capire?
“Solo una semplice donna. Ma forse per questo non c’è spazio qui”. (Impavida)
Impavida, o chiunque tu sia o pretenda di essere, smettila di piangerti addosso e di ripetere queste sciocchezze senza alcun fondamento.
Come puoi ben vedere, le donne hanno molto spazio su questo blog, tutto quello che vogliono. E come vedi spesso contribuiscono alla grande, come nel caso di Rita e di Maria, ad alimentare il dibattito.
Ne ho (e non credo di essere il solo), le palle piene di queste stronzate. Adesso vai pure in giro a dire che sono un maleducato, zotico e aggressivo…Fai quello che vuoi. Però se vuoi stare qui argomenta, se ci riesci. Altrimenti taci. Nessuno ti obbliga a stare qui.
Perché invece di continuare a menarla con queste idiozie non provi a dire qualcosa su argomenti più seri? O sei capace a parlare solo di infedeltà coniugale e di “corna”?
Abbiamo da pochi giorni pubblicato un articolo sulla tragedia (tutta maschile) dei morti sul lavoro. Ecco, se vuoi, cimentati su questa questione che è assai più importante e seria e risparmiati il resto.
Guarda che se continui con questa sciocca polemica non ti pubblico più. Poi, come ripeto, vai a dire in giro peste e corna di me e di noi, non me ne importa veramente nulla.
Fabrizio
“Che un marito che si dimentica regolarmente gli anniversari o non fa sufficienti coccole alla moglie la trascura e quindi è comprensibile che lei lo tradisca?”(Rita)
Scusami, ma questo è un esempio fuori luogo. Certo, non è carino dimenticarsi sistematicamente degli anniversari, ma potrebbe anche essere che il dimenticarsi di ricordare gli anniversari è un piccolo sintomo fra i tanti di un distacco totale di lui(o di lei) verso lei(o lui), oggettivamente visibile in tantissimi atteggiamenti, e quindi non solo sul fatto che degli anniversari ricordati. Ecco che allora si parla del fatto che che uno dei coniuìgi trascura l’altro.
Rita, per il resto pensala come vuoi, io rispetto le tue idee, però non è che per il solo gusto di contraddirmi, puoi incalzarmi su ogni cosa che dico. Nunn aggia tutta ‘sta pacienza
Icarus credo che non ci si schiodi: facciamocene una ragione, abbiamo opinioni differenti. Credo che ci si sia spiegati a sufficienza. Io credo davvero (Uaar a parte non so se lo credano anche loro ma poco mi importa anche perchè credo che come tutte le associazioni non abbiano opinioni granitiche soprattutto in questo campo) che i codici morali non siano assoluti. Tanto è vero che esistono comunque diverse culture i cui comportamenti morali hanno codici diversi. Ognuno di noi ha una sua morale e una sua etica più o meno influenzata dalla morale corrente, ma che è comunque specifica e individuale. Pretendere che determinati comportamenti morali siano assunti a modello comportamentale di tutti, stigmatizzando chi (per vari motivi) non vi si adegua (e con lo stigma sociale si pone la propria morale come superiore alle altre) apre la porta (e non ho mai detto che necessariamente la diffusione di un comportamento morale si traduca in norma giuridica ma è successo molte volte nel passato)
Poi adesso mi parli di “tradimento del prossimo” … e di nuovo non so cosa c’entri nel discorso. Boh io lo interpreterei come slealtà. Verso un amico, verso il marito o la moglie, verso la società in generale. Sono cose un po’ più ampie dell’infedeltà coniugale e un po’ più complesse. E comunque si ribadisco che io la penso così: un tradimento o una slealtà non è sempre così determinabile oggettivamente come puo’ essere un danno fisico o economico.
Mi si accusa di condannare l’adulterio in nome di una mia mera visione morale delle cose. Ma non è così. Io sto inquadrando questo discorso dal punto di vista Umano, non Morale. Io sono un Umanista, non un Moralista. Anzi, non poche volte, Umanità e Morale stanno in perfetta antitesi tra loro. Ad esempio, opporsi all ‘indulto e alle scarcerazioni in nome del “chi sbaglia paga” attiene ad una visione Morale, non certo Umana, anzi fa carta straccia dell’Umanità.. Enrico Berlinguer, grande pasdaran della “Questione Morale” preferì far morire Aldo Moro (che supplicava e implorava la classe politica di trattare con le Br affinchè gli venisse risparmiata la vita), pur di non venire meno ad un suo Principio Morale secondo il quale lo “Stato non deve trattare con i criminali”, cioè la “Ragion di Stato” di Machiavellica memoria. Quindi il principio di Umanità di salvare la vita ad un prigioniero fu letteralmente “assassinato” in nome della Morale.
Perciò non mi si venga a dire che io ne faccio una questione morale su ciò.
Rita dice che il tradimento non è oggettivamente riscontrabile e che comunque fare adulterio non è tradimento. Orbene un rapporto sentimentale di amore è basato sulla fedeltà reciproca, e quindi, venire meno a questo patto si configura necessariamente come un tradimento, anche perchè cagiona sofferenza interiore a chi subisce l’adulterio! Come si fa a non parlare di tradimento in riferimento, ad esempio, ad una donna che non ha nessun problema con il marito, ma che per cercare “trasgressioni” e “nuove avventure” intraprende relazioni stabili o continue con altri uomini infrangendo ingiustificatamente un rapporto basato sull’ amore e facendo una cosa che se il marito lo sapesse, soffrirebbe molto??
Leggo altri interessati all’ argomento citato.
“Leggo altri interessati all’ argomento citato”. (Impavida)
Questo è il commento di Impavida al mio invito ad abbandonare sterili polemiche e a pronunciarsi su questioni un po’ più importanti, quali la tragedia dei morti (maschi) sul lavoro.
Non aggiungo altre parole se non per dire che da una parte ci si permette di giudicare un’ altra donna che ammette pubblicamente di avere degli amanti (ammesso che chi giudichi abbia la coscienza a posto,e in genere non è quasi mai così) e dall’altra si fa mostra di indifferenza di fronte ad una tragedia sociale e umana.
Fabrizio
iM_pAVIDA/Nicole:
Tu hai grossi problemi di natura psicologica.Non c’è altra spiegazione.Probabilmente alla lunga saremo costretti a interdirti perchè il tuo apporto si sta rivelando unicamente volto alla più sterile polemica e a quello che tu chiami “sfrucugliare”.Non si parla con chi non può o non vuole sentire,non si scrive a chi non sa leggere,non si ragiona con chi non è in grado di ragionare ( o non vuole farlo).Tutto molto semplice.La riprova del DANNO che stai arrecando a tutti noi consiste anche nell’inutile protrarsi degli interventi in cui ti si invita a cambiare atteggiamento.L’unico modo per tutelarci da persone problematiche come te sarebbe la censura,oppure l’adozione di una linea comune da parte dei partecipanti abituali a non cadere nei tuoi costanti tentativi di fare arenare le discussioni in quisquilie inutili ed interminabili.Questo è solo il mio punto di vista,magari altri trovano interessantissimi i tuoi interventi e irrinunciabile il tuo apporto alla discussione…
Mi sento di condividere, anche se solo parzialmente, l’ultimo post di Icarus.
E’ verissimo che nel nome della Morale o delle varie Morali sono stati perpetrati nel corso della storia passata e recente crimini e atrocità. Giusta quindi la sua distinzione fra “Umanità” e “Morale”,o meglio, fra “Umanismo” e “Moralismo”.
In parte è condivisibile, dal mio punto di vista, anche il suo ragionamento sull’adulterio e sul “tradimento”. Un conto è il “gioco”, cioè il sesso ludico che ciascuno (quindi anche due che sono in coppia) ha diritto di vivere nei suoi spazi di libertà, sempre che questa libertà sia reciproca e sia il frutto di un “accordo a monte” fra persone evolute e consapevoli oppure di una trasformazione della relazione che rimane comunque, e non solo dal punto di vista formale ma sostanziale, il baricentro per entrambi.
Un altro è avere un’altra relazione stabile, con una condivisione che si presuppone a quel punto andare ben oltre la camera da letto, e all’insaputa del proprio coniuge o partner “ufficiale”.
A questo punto le cose si complicano e di parecchio, e sotto vari aspetti. Sia chiaro, non sto giudicando nessuno anche perché non sono titolato a farlo né credo nessuno lo sia. Non solo, sono cose che accadono frequentissimamente e hanno una infinità di risvolti di vario genere (psicologico, sessuale, emotivo ecc) e non possono essere giudicate solo sul piano della morale, cioè del “tradimento”. C’è anche questo aspetto, spesso, anzi spessissimo, è vero, e non c’è dubbio che questo procuri dolore e sofferenza al partner “tradito”. Però è anche vero che la realtà, come spesso è in queste vicende, non sempre è tutta “bianca” o tutta “nera”.
E proprio perché siamo laici e umanisti, credo che dovremmo approcciare ad una questione controversa e contraddittoria come questa in particolare, con uno spirito diverso, appunto più laico. L’unico atteggiamento che può consentirci di analizzare con più lucidità la complessità dei meccanismi delle relazioni umane e in particolare fra i sessi.
Insomma, forse dovremmo provare ad uscire dalla spirale della condanna morale, da una parte, e del “giustificazionismo assolutorio (e strumentale)” dall’altra, per cercare di analizzare il fenomeno che, su questo non c’è dubbio, contiene in sé tanti aspetti, estremamente complessi, controversi e contraddittori.
Fermo rimanendo, non lo dimentichiamo mai, e non è il sottoscritto il più titolato a ricordarlo (anche se mi capita spesso…), che Qualcuno una volta salvò la vita, guarda caso, proprio ad una adultera, e pronunciò quelle parole che tutti conosciamo benissimo:”Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ricordandole naturalmente, una volta liberatala dalle grinfie del “popolobue” che voleva lapidarla, di non peccare più…
Ho sempre pensato che fosse un Grand’Uomo e secondo me anche un grande laico (Lui non se la prende di certo per queste mie parole)…
Fabrizio
Ho letto solo ora. Non permettevi assolutamente, dato che io ci metto anche la mia faccia, di spacciarmi per chi non sono. Ho abbastanza zebedei, più di tanti e tanta umanità, da poter dire le cose in faccia a chiunque. Ho aperto un altro blog per farlo in libertà. Non ho bisogno di travestirmi per dire quello che penso.
Ti pregherei di pubblicare ciò che ho scritto. Non fosse altro per una linea di principio che a parte le nostre divergenze spero ti appartenga.
Perfetto Nicole, o chiunque tu sia. D’ora in poi però ciascuno per la sua strada. Patti chiari e amicizia (si fa per dire…) lunga. Ok?
Io non sono mai venuto sul tuo blog e continuerò a non farlo, quindi evita di farlo anche tu. Inviterò tutti gli utenti di Uomini Beta a non esprimere nessuna opinione su di te nel nostro blog.
Cerchiamo di comportarci tutti da persone adulte. Va bene? Ignoriamoci e pensiamo al nostro rispettivo percorso che evidentemente non è lo stesso.
Chi vorrà dialogare con te potrà farlo sul tuo blog. Ammesso che qualcuno abbia voglia di scrivere in un luogo dove si scrive quello che tu hai scritto su di noi…(e non c’è bisogno che lo ripeta…)
Buona fortuna. Spero veramente che il tutto termini qui.
Fabrizio
Icarus: Rita dice che il tradimento non è oggettivamente riscontrabile e che comunque fare adulterio non è tradimento.
non ho detto esattamente questo eh..giusto per precisare.
Più che altro, secondo me, non sono riscontrabili oggettivamente le ragioni del perchè si tradisce e del come si pretenderebbe di condannare determinati adulteri e/o al limite comprendere altri adulteri. Il fatto che si tenda a comprendere o quantomeno a mitigare il giudizio in presenza di adulterio dovuto a carenze del coniuge, secondo me, è il punto mancante di oggettività.
Idem per altri tipi di “tradimento”: vedi il caso che hai citato tu, per non tradire lo stato si è tradito un individuo, in sostanza. Si è scelto (e non entro nel merito del giusto o sbagliato) una strada.
@Nicole:
Come tu non hai bisogno di travestirti per dire quello che pensi,noi non abbiamo bisogno di inventarci un personaggio di fantasia (Maria) che confermi le nostre tesi.
Con questo non intendo riaprire polemiche,si tratta solo di una doverosa precisazione.
Buona fortuna , che ognuno possa proseguire serenamente per la propria strada.
Rita, ti comunico che Nicole ti chiede pubblicamente scusa, senza specificare di cosa in particolare. Presumo forse per aver dubitato della tua esistenza (come per Maria, alla quale però non chiede scusa), o perché sul suo blog qualcuna o forse lei stessa (francamente non ricordo bene e non voglio neanche farlo) aveva sostenuto che tu avessi i baffi…
Lo ha fatto in un post che ha appena inviato e che non ho pubblicato perché contiene anche altre cose indirizzate al sottoscritto. Se lo avessi pubblicato avrei dovuto per forza di cose risponderle. E siccome la voglio chiudere una volta per tutte, ho scelto di non pubblicarla
Se vuoi saperne di più puoi andare sul suo blog e parlarne direttamente con lei.
Fabrizio
@ Fabrizio..penso che quel tipo di coppie, evolute e consapevoli, cui ti riferisci parlando di relazioni che prescindono dalla fedelta’ e che roteano su altri aspetti dell’umano sentire siano molto piu’ frequenti di quello che crediamo. Il problema e’ che il nostro contesto sociale non e’ pronto per fare da cornice a una relazione che fa dellla inconfutabile sincerita’ la sua struttura portante. La religione si basa sul peccato, la societa’ sul matrimonio…andare a minare queste realta’ colla forza della ragione..significa adoperarsi per una.. strage di stato. E così, nel privato delle proprie cocienze, ognuno prova a fare della sua vita cio’ che crede, senza per questo sperare di poterlo partecipare o peggio ancora condividere. I n fondo nel nostro paese, siamo abituati a indignarci se l’onorevole di turno va a prostiute o a trans ma nessuno scenderebbe in piazza per la corruzione dilagante o per l’ ipoteca messa sull’avvenire dei nostri figli quali futuri operai, ricercatori, insegnanti… Che io sappia, durante la confessione, il sacerdote si concentra molto sulla modalita’ e frequenza degli atti impuri e non fa accenno a tangenti o evasione fiscale. Sono sicura che chiarire ogni cosa “a monte” come modus vivendi richiede grande capacita’, elasticita’ e orizzonti infiniti tutti molto invitanti..pero’ credo che molte coppie, pur rifuggendo tale chiarezza, spesso vivono e si adeguano ad una tacita comprensione reciproca. Io non amo giudicare, preferisco provare a comprendere. Certo e’ che quella spontaneita’ e reciprocita’ che fa bella mostra di se’ sulla home del vostro sito..basterebbe da sola a movimentare l’intero blog. Non c’e’ e non ci si anela. Il problema e’ che se io a livello personale posso fare quello che voglio, in una relazione non posso prescindere dall’altro e da cio’ che gli altri si aspettano da me. Cosa temiamo, perche’ tanta ritrosia nei confronti di un diverso e piu’ autentico approccio? Durante la battaglia referendaria sul divorzio Fanfani andava nei piu’ sperduti paesini a tuonare verso gli uomini che ascoltavano dicendo che se fosse passata la legge su divorzio..”le vostre mogli vi abbandoneranno e resterete soli..” Era sicuramente un modo quasi infantile di spaventare le persone per l’imminente responsabilita’ che si stava profilando: se vuoi, col divorzio, puoi mettere fine a un’unione infelice..dipende da te; non avrai piu’ l’alibi del matrimonio indissolubile e a vita: la tua felicita’ e’ anche nelle tue mani. Forse la nostra precarieta’ ci rende fragili e bisognosi di rassicurazioni, anche se ipocrite; forse vogliamo sperare che qualcuno nel mondo e’ nato per noi e che di lassu’ e’ stato scelto per la nostra vita.. Eppure e’ tale l’ebbrezza che si prova quando decidiamo di considerare la nostra vita frutto delle nostre scelte e consapevolezze che qualsiasi crisi, delusione, amarezza viene inesorabilamente nobilitata al ruolo di .grande e imperdibile occasione. Tutto acquista sapore e significato e la vita diventa un tavola imbandita e generosa dove il dolce ha un suo spazio ma neanche grande, magari di qualita’, perche” altrimenti ti nausea… Col tempo le cose cambieranno. Sicuramente. Intanto, persino un amante “fisso” tende a chiederti rassicurazioni..e promesse..e io che da quando frequento questo blog ho la tendenza a vedere le cose con altri punti di vista, mi sorprendo a sorridere e a pensare che in fondo non si puo’ essere sinceri neanche col proprio compagno di merende, pena l’offesa o l’equivoco o il malinteso o peggio ancora il disincanto..e allora? Promettimi che…sì, sì, sì….eh, che ne sai..
ok grazie delle scuse se mi leggerà, non so per cosa, non so nemmeno qual è il suo blog
ma sopravviverò come sono sopravvissuta fino ad ora…;-)
@Rita: vero, e già lo ho detto molte volte anche io, che non sempre è facile riscontrare oggettivamente se le motivazioni alla base di un adulterio siano giustificate o meno. Ma vi sono anche casi, e l’esempio che ti ho citato io prima è tra questi, in cui invece è possibile valutare oggettivamente. E la maggioranza dei casi di adulterio femminile avviene secondo quelle modalità attuate e descritte da Maria. E non mi sembra che quest’ ultima ci abbia parlato di problemi con il marito per spiegare i suoi adulteri, ci ha parlato invece della necessità sua di “nuove emozioni”. Del resto, basta dare un’occhiata alla rubrica della Aspesi per rendersi conto di come avvengano in questo modo la maggior parte degli adulteri femminili: “amo mio marito, però mi piace sperimentare nuove avventure”, ” io quarantenne amo mio marito, ma non posso trattenermi dal cercare sesso con giovanotti ventenni muscolosi e prestanti”, “amo mio marito..bla..bla..”. Ora a te non ti piacciono i termini “tradimento” e “violenza” per descrivere queste azioni. Ok, però non puoi negare che queste siano azioni sbagliate e sleali che possono causare forte sofferenza a chi le subisce alle spalle queste cose.
Maria, condivido la tua analisi, tuttavia noi siamo qui proprio per “forzare la mano”, per accelerare i processi di cambiamento, per far esplodere le contraddizioni. Altrimenti non avremmo neanche dato vita a questo Movimento.
Relativamente al tema che hai sollevato, mi rendo conto che la soluzione da me prospettata è senza alcun dubbio estremamente più in avanti con i tempi rispetto alla situazione che ci troviamo a vivere.
Ribadisco però quello che spesso mi trovo a dover ricordare. Anche l’abolizione della schiavitù, la democrazia, i diritti, sono stati considerati alla stregua di un’ utopia, se non di una follia, per interi millenni… Qualcuno deve pur gettare il sasso oltre la siepe e assumersene la responsabilità altrimenti non si progredirà neanche di un centimetro. E questo qualcuno c’è stato (direi molti) e il prezzo che ha dovuto pagare è stato ALTISSIMO.
Noi cosa rischiamo rispetto a quelli? Il pubblico giudizio? L’isolamento? L’emarginazione dalla vita sociale? La rinuncia a soluzioni individuali “comode” con tutto ciò che ne consegue? La fine della menzogna e delle “coperture” che questa, insieme alle convenzioni sociali, garantisce? Carriere bloccate? Percorsi professionali interrotti?
E’ possibile, anzi, direi che è quasi certo. Questo è quello a cui va incontro una donna e in misura ancora maggiore, un uomo, che scelga di portare avanti questa grande battaglia di dignità, libertà e liberazione.
Io penso che ne valga la pena, paradossalmente forse proprio per quelle persone, uomini o donne che siano, in qualche modo “risolte” dal punto di vista complessivo. Insomma non solo per quelli che non hanno da perdere che le catene. Forse per questi ultimi, che sono quelli a cui innanzi tutto ci rivolgiamo, è paradossalmente più difficile. Proprio perché sono troppo schiacciati dal peso di una realtà incombente e soffocante che fa di tutto per impedirgli una scelta di libertà.
Da un certo punto di vista sono proprio le persone come te che potrebbero essere nella migliore condizione per una scelta di vita che potrebbe trasformare la loro esistenza, farlgli scoprire nuovi territori umani ed esistenziali. Per me è stato così e posso assicurarti che da quando ho scelto di iniziare questo viaggio e di “varcare il Rubicone” la mia vita è cambiata. Non potrei (e non vorrei) più tornare indietro. Non sono scelte facili, so benissimo cosa sto chiedendo a tutti/e coloro ai/alle quali mi rivolgo. Per quanto mi riguarda è stato un percorso personale di una decina d’anni, fatto di riflessioni, dubbi, lacerazioni interiori, confronto con altri/e.
Ma non c’è alcun dubbio che ne valesse e ne valga la pena. E forse solo da quando ho fatto quella scelta ho cominciato ad osservare veramente il mondo con occhi diversi: i miei.
Fabrizio