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16 Apr 2010  |  22 Commenti

Il mondo che vorrei…


22 Commenti

STRIDER 11:16 am - 31st Dicembre:

Non e’ bello il nostro mondo, ma non credo sarebbe bello neppure un mondo cosi’ somigliante a quello utopico dei figli dei fiori, che tra l’ altro si scontrerebbe con la naturale (non solo culturale) gelosia umana.
Per non parlare del fatto che andrebbe tutto a puttane.
A me basterebbe un mondo dove anche le donne abbiano il coraggio di mettersi realmente in gioco, assumendosi l’ onere dell’iniziativa, con tutto quello che ne consegue. Mi basterebbe un mondo dove non sia piu’ previsto il dover fare “i cavalieri per obbligo” con le donne ed avere il portafoglio sempre pieno. Mi basterebbe un mondo dove non sia piu’ la sessualita’ femminile l’ unita’ di misura della sessualita’ maschile.
Nello specifico faccio riferimento alla questione della cosiddetta “eiaculazione precoce”, che in natura non esiste, tanto e’ vero che alcuni anni fa, sia il “sottoscritto” che Silver, nonche’ altri utenti dell’ ex forum di U3000, erano soliti scrivere:”Ma precoce rispetto a cosa e a chi?”
L’ eiaculazione precoce e’ solo un mero prodotto culturale della societa’ occidentale. Un prodotto inesistente in natura, che ha condizionato e spesso rovinato, la vita di moltissimi ragazzi ed uomini occidentali.

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Fabrizio Marchi 1:39 pm - 31st Dicembre:

Credo che il messaggio del video (che ovviamente è una ironica provocazione, e infatti si intitola “utopia”) non sia tanto quello che hai colto tu, Strider, anche se naturalmente è una mia personalissima opinione. Non credo che gli autori volessero trattare tanto il tema della gelosia e del possesso quanto quello del gioco e della libertà. E cioè: come si potrebbe vivere il sesso liberato da qualsiasi condizionamento? In questo modo, guardate con quale serenità, con quale spirito, con quale giocosità. Per capirci, lo stesso concetto poteva essere espresso in un contesto diverso. La scena poteva essere quella di tre o quattro sconosciuti che si incontrano per la strada, si sorridono e si parlano nella stessa maniera in cui si parlano i personaggi del video in questione, decidendo di fare del sesso con la stessa disinvoltura con cui si può decidere di tirare quattro calci a pallone o andare a mangiarsi una pizza.
Penso che sia importante cogliere il messaggio che c’è dietro al video (molto in linea con l’articolo di Barnard “Sono andato a puttane”) e cioè: “Ragazze, mollate le briglia, mollate le gomene, mollate tutte le menate e godiamoci la vita”. Cioè giochiamo, aggiungo io. Vi invito a riflettere su questo concetto: il gioco.
Senza il gioco, il sesso non ha neanche senso di esistere. Equivale ad ucciderlo. Ed è quello che è stato fatto nella nostra civiltà (e non solo nella nostra). Per poter arrivare a quello che dici tu (e sarebbe un risultato straordinario, anzi, una vera e propria rivoluzione), cioè a far sì che anche le donne arrivino ad avere il coraggio (ma anche la volontà di abbandonare privilegi e comodi ruoli e rendite di posizione, aggiungo io) di proporsi e di mettersi in gioco, è necessario proprio ritornare a questo concetto fondamentale: il gioco. Cioè la felicità, la spensieratezza, il piacere fine a se stesso. Quelle sensazioni che si provano solo in determinati contesti: la partita di pallone con gli amici, un bel bagno in un mare cristallino, una passeggiata nei boschi, l’ascolto di una musica, il gioco con i propri figli o nipoti, l’osservazione di un bel quadro e…il sesso, l’erotismo.
Per liberare i rapporti fra uomini e donne è assolutamente fondamentale ritornare al concetto di gioco. Per liberare il sesso ( e la relazione uomo-donna) dalle gabbie della mercificazione e della ragione strumentale dominante (che riduce il sesso a scambio mercantile, psicologicamente oltre che praticamente) è assolutamente necessario recuperare questo concetto. E infatti per poter ingabbiare gli uomini (ma anche le donne) hanno da sempre, guarda caso, condizionato la sfera sessuale. Ti sei mai chiesto perché? Perché il sesso è una energia potentissima che, se fosse lasciata galoppare liberamente, farebbe saltare in aria tutte le gerarchie psicosociali codificate e tutti i meccanismi di alimentazione e riproduzione dei vari sistemi dominanti. I sistemi fondati sull’imprimatur religioso (di qualsiasi confessione) hanno avuto bisogno, per ovvie ragioni, di reprimere e canalizzare il sesso entro i binari consentiti da quelle stesse religioni. E quindi il sesso fuori dai quei binari era considerato peccato, colpa, addirittura ignominia, devianza e schifo.
Oggi a dominare è la ragione strumentale e capitalistica e quindi il sesso deve essere vissuto all’interno dei meccanismi che consentono la riproduzione del sistema: il “do ut des”, in soldoni, applicato alla sfera sessuale (e affettiva). Lo spieghiamo, nel Manifesto del Movimento. Ma ci torneremo e ci stiamo tornando.
In altre epoche (quelle dominate dalle religioni) era lo stesso principio di piacere ad essere mortificato e condannato. Ora invece (sai quanto gliene frega del “peccato” a questi) ti dicono:”Vuoi godere, vuoi divertirti? Devi pagare”. Ecco quindi che, anche in questo caso, anche se con modalità diverse, il principio di piacere viene assassinato. Prima dalle religioni codificate fattesi stato e poi dalla ragione strumentale capitalistica. Tu giocheresti o continueresti mai a giocare al pallone con dei tuoi amici se per giocare ti chiedessero dei soldi in forma diretta o indiretta? (non quelli per affittare il campo…). Cosa rimarrebbe dello spirito del gioco? Nulla.
Il gioco quindi, in questo contesto, caro Strider, assume un significato addirittura rivoluzionario (e non sto esagerando). Perché è il gioco che è in grado di scompaginare il tutto; è la filosofia che gli sta dietro, il messaggio dirompente di cui è portatore, la “danza del fanciullo” che è in grado essa sola di disarticolare l’infernale e perverso (questo sì, non le scopate multiple o le ammucchiate, a chi piacciono…) meccanismo…
E’ per questo che ne hanno terrore. Ed è per questo che nessuna società al mondo è stata mai fondata sul principio di piacere ma sempre su quello di dovere, intendendo con il concetto di “dovere” non il riferimento ad un sistema di regole etiche (fondamentale) ma l’asservimento ad un sistema di potere.
Riflettiamo.
Fabrizio Marchi

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Roberto 3:18 pm - 1st Gennaio:

Da non esperto in materia sono perfettamente cosciente di poter scrivere delle castronerie, però, Fabrizio, non credi che se alla sessualità non è mai stato permesso di galoppare liberamente, è perché, evidentemente, questo comporterebbe danni ancora maggiori?
Non pensi che, forse, l’uomo e la donna non sono nati per essere totalmente liberi?

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Fabrizio Marchi 7:15 pm - 1st Gennaio:

Come prima cosa, caro Roberto, non devi aver timore di dire delle castronerie né tanto meno di non essere un “esperto”. Intanto perché le diciamo tutti, e poi perché questo non è un salotto per intellettuali veri o presunti o pseudo tali ma un luogo dove le persone possono esprimere in totale e assoluta libertà la propria opinione con il solo vincolo del rispetto delle idee e della dignità degli altri.
Ciò detto, la questione che poni, dal mio punto di vista, non può neanche sussistere. Chiedersi se gli uomini e le donne siano o non siano nati per essere totalmente liberi, equivale per me a domandarsi se valga la pena respirare o meno. Tu potresti vivere senza respirare? E potresti concepire di vivere, o meglio accetteresti di vivere privato della tua libertà? Se pensassimo che ciò sia possibile non staremmo neanche qui a discutere, non credi? Che senso avrebbe?
Io non sono un “illuminato” dall’Altissimo o chi per lui, non sono un profeta né ho la verità in tasca. Però sono consapevole del fatto di essere un uomo e di avere il pieno diritto, per il solo fatto di essere tale, di vivere in totale ed assoluta libertà (nel rispetto della libertà degli altri). E bada che vivere da uomini liberi è il più delle volte molto più faticoso che prendere ordini.
Tu ti interroghi (e ci interroghi) sul fatto che “se alla sessualità non è stato permesso di galoppare liberamente è perché ciò comporterebbe danni ancora maggiori”. Intanto, la prima cosa che mi viene alla mente è chi avrebbe deciso che la sessualità non poteva galoppare liberamente. La natura? Gli uomini (cioè la cultura)? Entrambi? Probabile. Forse. Non ne siamo certi.
Torno al concetto fondamentale. La libertà. Le stesse domande che ti poni relativamente alla sfera sessuale possono essere applicate a tutti gli aspetti della vita. Ma veramente a tutti. Perché, da qualche parte sta scritto che gli animali dovevano essere privati della loro libertà ed essere soggiogati (e brutalizzati) dagli uomini? E da qualche altra parte sta sempre scritto che alcuni uomini dovevano privare altri della loro libertà e sottometterli? Dove sta scritto? Chi l’ha mai detto? Eppure lo hanno fatto. Eccome se lo hanno fatto…Ma qualcuno si è anche ribellato…
Io non so come si vivrebbe in un ipotetico e utopistico mondo dove il sesso fosse vissuto in modo del tutto libero, perché non l’ho mai conosciuto. Posso solo immaginarmelo (e me lo immagino abbastanza piacevole, devo essere sincero…). Mentre so perfettamente come si vive in un mondo dove il sesso non è libero. Male. Molto male. Per lo meno dal mio punto di vista. E quindi ho deciso che questa era ed è una delle tante cose della realtà che mi circonda che vorrei trasformare. Radicalmente. Anche perché, specie in camera caritatis, ho scoperto che tanti ma tanti altri uomini la pensano come me, perché la vivono come me. E allora mi sono detto:”Ma porca miseria, ma dove sta scritto che le cose debbano essere accettate passivamente e non possano essere cambiate? Non è detto che ci riesca, però per lo meno ci ho provato”.
E così va avanti il mondo. Perché tanti uomini (e spesso anche donne) ci provano e qualcosa riescono a combinare. Certo, la bacchetta magica non ce l’ha nessuno e le cose non si cambiano in un attimo. E anche coloro che hanno creduto di averla si sono dovuti ricredere.
Rimbocchiamoci le maniche.
P.S. Scusate, non vorrei sembrare enfatico però, in chiusura di questa risposta a Roberto, mi sono reso conto che involontariamente quando ho scritto “Non è detto che ci riesca però per lo meno ci ho provato” ho riportato la stessa identica frase che Randall Mc Murphy (Jack Nicholson), nel film “Qualcuno volò sul nido del cuculo” pronuncia quando tenta, invano per la verità, di sollevare una grossa struttura di marmo dove c’era dell’acqua, per usarla come ariete per sfondare il muro che lo avrebbe condotto alla libertà.
Lui, come certamente sapete, perché quel film lo avete senz’altro visto, non ci riuscì. Ma il suo sforzo e il suo sacrificio non furono vani perché qualcun altro dopo di lui riuscì ad abbattere quel muro.
E proviamoci cazzo…

Fabrizio Marchi

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Fabio C 8:07 pm - 1st Gennaio:

Sono pienamente d’accordo con te, Fabrizio, quando scrivi:”Mentre so perfettamente come si vive in un mondo dove il sesso non è libero. Male. Molto male. Per lo meno dal mio punto di vista.”

E’ quello che penso anch’io. Neppure io so come si vivrebbe in un ipotetico e utopistico mondo dove il sesso fosse vissuto in modo del tutto libero, ma credo che comunque sarebbe un mondo migliore di quello attuale…

Fabrizio, siccome su internet ho letto che sei un giornalista, suppongo che tu abbia viaggiato un po’, pertanto vorrei chiederti: fra tutti i Paesi che hai visitato, quale ritieni sia meno bacchettone? E sempre a tuo parere, quali sono le donne più disponibili e meno condizionate da masturbazioni mentali varie, che hai conosciuto? E gli uomini, invece? Quali ti sono sembrati più aperti mentalmente?

Ti ho fatto tutte queste domande, perché io sono uno che ha viaggiato poco (sono stato solo in Grecia e in Austria, alcuni anni fa).

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Fabrizio Marchi 3:21 am - 2nd Gennaio:

E’ vero, ho viaggiato molto, sia per lavoro che per diletto che per il desiderio di esplorazione, di ricerca. Anche se può sembrare scontato, direi che il paese dove il sesso è vissuto nel modo più libero e ludico, è senz’altro Cuba. Siccome già so quello che potrebbe scatenare questa affermazione nelle persone non in buona fede, chiarisco subito alcune cose così non rischiamo fraintendimenti.
A Cuba c’è una “semi” prostituzione di massa non professionistica. Poi c’è anche quella professionistica nel senso più tradizionale, ma in misura molto più ridotta rispetto ad altri paesi latinoamericani (e non solo purtroppo) e comunque non organizzata. Nel senso che a Cuba non esiste nessuna forma di sfruttamento della prostituzione come in tutti gli altri paesi del mondo. E’ un fatto, che va oltre le opinioni politiche di ciascuno (del resto non sono uno che crede che in quel paese ci sia il paradiso socialista…) ed io lo riporto in base alla mia esperienza di viaggiatore e di giornalista. A Cuba c’è un fenomeno diverso, più peculiare, diciamo così, che è quello che va sotto il nome di “jineterismo”, da “Jinetera” che tradotto letteralmente significa “cavallerizza” e questo riguarda una grandissima parte di donne cubane. In altre parole non si tratta di vere e proprie prostitute professioniste ma di donne “normali” che però vanno con gli stranieri e si fanno “scarrozzare” durante il periodo del loro soggiorno. Giocano a fare le fidanzate con i turisti, vanno al ristorante con loro, si fanno fare regali e si fanno dare anche dei soldi senza però chiederli esplicitamente; è una sorta di tacito accordo che si stabilisce tra il “turista” e la ragazza. Questo fenomeno a Cuba è diffusissimo e considerato (anche se non da tutti e tutte) anche abbastanza normale. Naturalmente è anche questa una forma di prostituzione, sia chiaro, anche se giocata appunto su un piano diverso. Questo fa normalmente scandalizzare gli ipocriti che però si dimenticano o fanno finta di dimenticare che anche dalle nostre parti la vicenda è per lo più giocata su quello stesso piano, solo in modo molto più sofisticato e camuffato…
Detto ciò, in quel paese il sesso è comunque vissuto molto più liberamente rispetto a qualsiasi altro paese del mondo, per lo meno di quelli che ho visitato io. Tradotto in parole ancora più semplici, quelle stesse ragazze che vanno con i turisti vanno anche con i cubani con la stessa identica disinvoltura, con la differenza che dagli stranieri si fanno pagare, in modo più o meno esplicito, e con i cubani ci vanno più o meno gratis (anche perché questi ultimi , nella loro grande maggioranza, non avrebbero molto da offrirgli ). A Cuba, su questo non c’è dubbio, l’approccio tra gli uomini e le donne è senza dubbio molto ma molto più giocoso; fa parte del loro essere, del loro modo di vivere, che è completamente diverso dal nostro. Basta passeggiare per la strada e scambiarsi un sorriso, rivolgere la parola a una ragazza per la strada è un fatto normalissimo (per tutti, anche per i cubani), andare a ballare per i turisti come per i cubani significa al 90% tornare a casa con una ragazza che si è conosciuta la sera stessa sul lungomare, in discoteca o seduti sulla scalinata di una piazza a mangiarsi un gelato o a fare quattro chiacchiere.
Chiudo su Cuba e non entro volutamente in altre riflessioni su quel paese che ovviamente necessiterebbero di ben altro spazio. Tu mi hai interpellato su questioni specifiche ed io ti rispondo nel merito.
In generale un po’ in tutta l’America Latina il sesso viene vissuto molto più giocosamente, con l’eccezione del Messico e del Perù dove c’è una fortissima presenza e influenza della chiesa cattolica e dell’Argentina che è praticamente un paese europeo (per metà italiano e per metà spagnolo) trapiantato in America Latina.
Cambiando completamente emisfero e tornando dalle nostre parti, non c’è dubbio che le donne più libere e meno condizionate siano quelle scandinave, in particolare danesi e svedesi. Nulla a che vedere con l’allegria e la giocosità delle donne cubane o colombiane, sia chiaro, però non c’è dubbio che le donne scandinave siano molto meno condizionate e certamente più evolute (dal mio punto di vista) di quelle nostrane.
Da evitare, a mio modesto parere, i paesi dell’Europa dell’est dove c’è una prostituzione dilagante a qualsiasi livello, sia delle donne che degli uomini. E non mi riferisco solo alla sfera sessuale ma al modo di vivere, pensare ed agire a qualsiasi livello. Naturalmente per spiegare le ragioni di questo ci vorrebbe ben altro spazio. In sintesi direi che la causa prima sia da individuare nel fatto che quei paesi, dopo essere stati culturalmente desertificati da decenni di statalismo burocratico e totalitario, sono passati nell’arco di pochissimo tempo al capitalismo liberista più sfrenato e sregolato da cui sono stati completamente travolti e pervasi. In sostanza sono passati da un deserto esistenziale ad un altro. Non so cosa sia peggio ma tant’è.
Per quanto riguarda gli uomini, nella mia personalissima esperienza, forse quelli mediamente più aperti (credo che tu voglia dire quelli più evoluti dal punto di vista dei costumi e del modo di vivere la relazione con l’altro sesso) forse sono quelli spagnoli. I sudamericani sono ancora molto pervasi da un machismo da strapazzo e gli scandinavi sono un po’ freddini. In generale, devo però dire in tutta onestà, che anche il livello medio dell’umanità di sesso maschile non è che brilli per evoluzione e consapevolezza…
Fabrizio Marchi

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Roberto 8:38 pm - 4th Gennaio:

Caro Fabrizio, quanto tu sostieni è più che condivisibile, solo che io parto da un altro presupposto, ossia che l’Uomo è quello che è, perciò non è che ci sia da aspettarsi molto.
Tu stesso, in risposta a Fabio, evidenzi che anche a Cuba, dove il sesso è vissuto in maniera più libera e giocosa, esiste una “semi” prostituzione di massa non professionistica, che a mio parere evidenzia delle insanabili differenze ontologiche fra i due sessi.
In ogni caso ti faccio i miei migliori auguri.

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armando 11:59 pm - 12th Gennaio:

Non mi pare ci sia un granchè da stare allegri, se anche a Cuba esiste una forma di prostituzione e se i paesi scandinavi sono anche quelli dove il femminismo è più potente. Ma a parte questo la domanda è: l’approccio al sesso da parte di maschi e femmine in un ipotetico mondo liberato, siamo certi che sarebbe identico? E da cosa lo si desume, se il mondo liberato ancora non esiste? La faccenda, in tutta evidenza, rimanda all’eterna questione della differenza ontologica fra i sessi.
armando

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Silver 1:02 am - 13th Gennaio:

Personalmente ritengo che in un ipotetico mondo liberato il sesso sarebbe vissuto in maniera sicuramente migliore di quella attuale, ma non credo affatto che l’approccio al sesso, da parte di maschi e femmine, sarebbe identico.

In merito vorrei far notare che negli ultimi anni si sono andate accumulando prove che il testosterone influenzi non soltanto gli ornamenti e la corporatura, ma anche i cervelli.
Il testosterone è un composto chimico antico, presente in forma pressoché identica in tutti i vertebrati.

La sua concentrazione determina l’aggressività in modo così preciso che, negli uccelli con scambio di ruoli sessuali come i falaropi o nei clan a dominanza femminile delle iene, è la femmina ad avere livelli ematici di testosterone più alti.
Il testosterone mascolinizza l’organismo (in sua assenza il corpo resta di tipo femminile, quali che siano i geni dell’individuo) e mascolinizza anche il cervello.

Tra gli uccelli, in genere canta solo il maschio.
Un diamante mandarino che non ha nel sangue un livello sufficiente di testosterone non canta.
In presenza dell’ormone, la parte del cervello preposta alla produzione del canto cresce e l’uccello comincia a cantare.
Anche una femmina di diamante mandarino può cantare, purché sia stata esposta al testosterone in una fase precoce della vita e poi da adulta.

In altre parole, il testosterone prepara il cervello del nidiaceo a reagire di nuovo, più avanti nella vita, al testosterone e quindi a sviluppare la tendenza al canto.
Se si può parlare di mente per un diamante mandarino, l’ormone è una sostanza che ne altera la mente.
Lo stesso vale per gli esseri umani.

In questo caso le testimonianze provengono da una serie di esperimenti, in parte naturali e in parte no.
La natura ha dotato alcuni soggetti maschili e femminili di dosi alterate di ormoni e negli anni Cinquanta i medici hanno fatto lo stesso iniettando certi tipi di ormoni in alcune pazienti gravide.

Le donne affette dalla sindrome di Turner nascono senza ovaie e quindi hanno meno testosterone nel sangue di quelle che le hanno (le ovaie producono un po’ di testosterone, sebbene non quanto i testicoli).
Queste donne sono esageratamente femminili nei loro comportamenti, di solito hanno uno spiccato interesse verso i bambini, i vestiti, i lavori domestici e le storie d’amore.

Gli uomini che da adulti hanno nel sangue meno testosterone rispetto alla norma, gli eunuchi per esempio, si riconoscono per l’aspetto e l’atteggiamento femminile.
Gli uomini che durante lo stato embrionale sono stati esposti a un livello di testosterone inferiore alla norma, per esempio i figli di diabetiche che durante la gravidanza hanno dovuto assumere ormoni femminili, sono timidi, poco energici ed effemminati.

Gli uomini con troppo testosterone sono bellicosi.
Le figlie di donne che negli anni Cinquanta sono state trattate con iniezioni di progesterone (per prevenire un aborto spontaneo) dicono di essere state “maschiacci” da bambine; il progesterone non ha effetti diversi dal testosterone.

Anche le femmine affette da iperplasia surrenale congenita o sindrome adrenogenitale, sono dei maschiacci: le loro ghiandole surrenali, poste vicino ai reni, anziché produrre cortisolo, come dovrebbero, producono un ormone ad azione simile a quella del testosterone.

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Silver 1:13 am - 13th Gennaio:

Aggiungo brevemente dell’altro.

1- Un immaginario ma conclusivo esperimento per separare la biologia dalla socializzazione consisterebbe nel prendere un neonato, sottoporlo a un’operazione di cambiamento di sesso e farlo allevare dai genitori e trattare come una bambina. Se il genere è una costruzione sociale, dovrebbe avere la mente di una normale bambina; se invece esso dipende dagli ormoni prenatali, dovrebbe sentirsi un maschio intrappolato in un corpo femminile.
L’esperimento è stato compiuto, non per curiosità scientifica naturalmente, ma in seguito a malattie e incidenti. Uno studio ha preso in esame 25 bambini nati senza pene (un difetto congenito noto come estrofia cloacale), poi evirati e allevati come bambine: tutti giocavano a fare la lotta come i maschi e avevano comportamenti e interessi tipicamente maschili; più della metà dichiaravano spontaneamente di essere dei maschi, uno a soli cinque anni di età.

2- I bambini affetti da sindrome di Turner sono geneticamente neutri. Hanno un singolo cromosoma X, ereditato dal padre o dalla madre, invece dei normali due cromosomi X delle bambine (uno ereditato dal padre, l’altro dalla madre) o X e Y dei bambini (l’X ereditato dalla madre, l’Y dal padre). Siccome lo schema corporeo femminile è quello standard fra i mammiferi, essi hanno l’aspetto e il comportamento di bambine. I genetisti hanno scoperto che il corpo dei genitori può influire a livello molecolare sui geni del cromosoma X rendendoli più o meno attivi nel corpo e nel cervello in sviluppo del figlio. Una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dal padre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per una bambina (perché un X paterno porta sempre a una femmina), mentre una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dalla madre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per un bambino (poiché un X materno, se può portare all’uno come all’altro sesso, opererà senza incontrare opposizione solo in un maschio, che manca di corrispettivi dei geni X sul suo cromosoma Y).
E infatti le femminucce che presentano tale sindrome differiscono psicologicamente a seconda del genitore da cui hanno ricevuto il cromosoma X. Rispetto a quelle che l’hanno ricevuto dalla madre (caso in cui esso è pienamente attivo solo in un maschio), le bambine che l’hanno ricevuto dal padre (caso in cui esso è destinato a una femmina) sono più brave a interpretare il linguaggio corporeo, a leggere le emozioni, a riconoscere i volti, a maneggiare le parole, nonché ad andare più facilmente d’accordo con gli altri.

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Fabrizio Marchi 12:22 pm - 13th Gennaio:

Bè, intanto, caro Armando, c’è da dire che comunque, prostituzione a parte, il sesso a Cuba è stratosfericamente più libero che da noi. Anche in Scandinavia, nonostante il femminismo, la situazione è senz’altro migliore della nostra…
Qui nessuno nega le diversità ontologiche, lo ripeto per la trecentesima volta sperando di essere letto, altrimenti, gira che ti rigira, siamo sempre intorno a questo punto e non ci muoviamo di una virgola. E’ altrettanto vero che i diversi contesti sociali e culturali possono ridurre (anche drasticamente come nel caso di alcuni paesi, vedi area caraibica o arcipelaghi del Pacifico, provare per credere…) o esaltare queste diversità. Noi siamo per ridurle ma senza interventi violenti o coattivi, altrimenti si andrebbe contro la natura e si produrrebbero altri effetti negativi. E noi non siamo per violentare la natura. Perchè anche la cultura, se imposta con la forza, produce violenza. Anche se ora ti arrabbierai, la chesa cattolica ha represso il sesso e il piacere per millenni, anche delle donne (e di conseguenza anche degli uomini) piegando anche l’ontologia femminile che certo è diversa da quella maschile, ma neanche fino ai livelli di esasperazione a cui la Chiesa l’ha portata (pro domo sua). E così per millenni, fino a una cinquantina di anni fa, molte donne non sapevano neanche cosa fosse un orgasmo (generalmente quelle di rango sociale basso, le signore se la spassavano e come…). Ora, dico io, sarà pur vero che le donne sono ontologicamente diverse dagli uomini ma se la natura gli ha messo un affarino lì sopra che se lo solleciti godono, qualcosa significherà. O no? Vuol dire che anche a loro la natura o Chi per lei ha regalato il gioco, il principio di piacere. O no?
Fatica inutile la mia perchè già so che ora mi verrai a spiegare che alle donne, la natura o l’Altissimo quella cosina lì (parlo del clitoride, principio di piacere per eccellenza, nulla a che vedere con l’utero e la maternità) gliel’hanno messa solo perchè devono fare i figli ecc. ecc
E non la finiremo più. E va bè, il confronto forse è bello anche per questo…
Fabrizio Marchi.

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Marco 12:27 am - 4th Febbraio:

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L’ eiaculazione precoce e’ solo un mero prodotto culturale della societa’ occidentale. Un prodotto inesistente in natura, che ha condizionato e spesso rovinato, la vita di moltissimi ragazzi ed uomini occidentali.
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Strider, sono assolutamente d’accordo con te.

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Fabrizio Marchi 7:42 am - 4th Febbraio:

Marco, c’è un problema tecnico sull’articolo “Dalla” perchè forse si è rimepito lo spazio per troppi post. Più tardi contatto il tecnico e cerco di risolverlo sperando di non dover cancellare i post. Tu tieni il tuo commento in caldo e ti faccio sapere al più presto. Scusa e scusate per il disagio…
Ciao!
Fabrizio Marchi

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Icarus.10 1:28 pm - 4th Febbraio:

Cuba o non Cuba, io non mi sento di condannare la Prostituzione(a meno che non sia gestita dalla criminalità organizzata, tuttavia i clienti non devono mai essere sanzionati), perchè essa è l’unico modo attraverso cui i maschi possono accedere liberamente al sesso, senza quindi passare per crudeli ed estenuanti test fisico-attitudinali da parte delle donne ed essere liberi da ogni ricatto e provocazioni sessuali femminili.

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Silver 1:49 pm - 4th Febbraio:

Marco, della questione dell’eiaculazione precoce se ne parlò anche in questa discussione, aperta circa tre anni fa da Davide di Roma.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=15497353

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MarcoP 3:41 pm - 4th Febbraio:

Icarus, d’accordo con te sulla prostituzione, non mi è mai piaciuta per principio ma non dovrebbe essere condannata e soprattutto non dovrebbe essere sanzionato chi vi ricorre, né penalmente né moralmente (e la criminalizzazione morale è la via che si sta scegliendo perché di gran lunga più efficace: esporre al pubblico ludibrio è meglio che incarcerare).
Ma sto pensando un’altra cosa: il quadro del mondo in cui viviamo, la realtà dei rapporti fra uomini e donne sta emergendo con molta chiarezza e abbiamo a disposizione molti più strumenti per aprirci gli occhi di dieci o vent’anni fa. Grazie a Rino, a Fabrizio e ad altri, certi meccanismi stanno venendo sviscerati, stiamo cominciando a vedere cosa è Matrix. Siamo al punto in cui bisogna scegliere fra pillola rossa e pillola blu. Perché non rovesciamo le parti? Perché non cominciamo a imporre NOI i test fisico-attitudinali? Perché non cominciamo a pensare che forse sono le donne a dover dimostrare che sono degne di frequentarci, e applichiamo questo principio nella quotidianità? Provate a pensarci. Cos’è il peggio che ci può capitare? Rimanere soli? Tanto quello succederà comunque, se continuiamo a vivere come abbiamo sempre vissuto, a comportarci come il poveraccio descritto da Damien nella sua serata in discoteca. Siamo umiliati perché partiamo già con l’idea di doverci umiliare per ottenere qualcosa. È ora di cambiare. Cosa abbiamo da perdere, se non le nostre catene?

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Fabrizio Marchi 4:28 pm - 4th Febbraio:

Caro MarcoP, ineccepibile ciò che affermi…hai centrato uno dei nodi fondamentali e cioè la mancanza di consapevolezza da parte degli uomini (beta). Questa è la grande questione. E’ qui che dobbiamo intervenire. Finchè non ci sarà percezione e coscienza di sè come singoli uomini (beta), come genere (beta) e come soggetti appartenenti ad un grande gruppo sociale (beta), non si farà un passo in avanti. In altre parole gli uomini beta sono oggi psicologicamente e culturalmente disarmati. E’ qui la causa prima della loro debolezza. Non vale naturalmente solo per la QM. Il discorso potrebbe essere allargato a tutti gli aspetti della vita sociale. Se tutti gli appartenenti ai ceti subalterni prendessero coscienza della loro reale condizione, da quel dì che avrebbero rovesciato il mondo sottosopra…Gira che ti rigira si torna sempre lì. I gruppi dominanti sono tali perchè riescono a controllare culturalmente e psicologicamente i gruppi dominati a tal punto da convincerli, con astutissime e sofisticatissime tecniche di manipolazione, che la loro condizione appartiene addirittura all’ordine naturale delle cose.
Nei secoli trascorsi, quando le tecniche di condizionamento e di manipolazione erano meno sofisticate si faceva ricorso alla religione (anche se per me è improprio definirla tale). Diciamo che si giocava sull’ignoranza popolare e si spiegava che se le cose erano messe in un certo modo era addirittura perché Dio voleva che fossero in quel modo…Erano i tempi in cui si sosteneva l’origine divina dei monarchi…e guarda che ciò accadeva fino a neanche tanto tempo fa, diciamo fino al ‘700…
Oggi naturalmente la “religione” (ci siamo capiti cosa intendo dire…) non attacca più e come spiega Pasolini in quel video che abbiamo postato su indicazione di Natalino, sono ben altri i meccanismi. Ma la sostanza e l’obiettivo alla fine sono i medesimi. Continuare a dominare sugli altri e mantenerli in questa condizione di sottomissione e di subalternità.
Prendere coscienza di questa condizione e farla prendere agli altri uomini (beta) è l’obiettivo strategico del nostro Movimento.
Fabrizio Marchi

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armando 12:49 am - 16th Marzo:

per silver. Leggo solo ora il tuo post su un possibile esperimento di un bambino da evirare e farlo crescere come una bambina. Vai su google e digita “il caso di bruce reimer”. Non è una cosa immaginaria, è una terrificante e recente realtà di una violenza suprema finita in suicidio. E c’è chi dice che la natura non conta, ma solo la così detta socializzazione!!!!

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Silver 1:17 pm - 16th Marzo:

Armando
“Vai su google e digita “il caso di bruce reimer”.
Sì, Armando, lo so bene.

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=6269423

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ilmarmocchio 2:31 pm - 16th Marzo:

Il caso Bruce/Brenda e’ purtroppo reale, avvenuta pochi anni fa negli USA. Incredibile ma vero. Assai significativo sull’importanza dei fattori innati

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Leo 2:58 pm - 16th Marzo:

Il caso di Bruce Reimer

Che storia squallida. Bisogna dirlo forte che le differenze le fa la natura.

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Luke Cage 11:09 am - 5th Ottobre:

http://www.dailymotion.com/video/xf2pow_busen-wischer-bei-schiri-bibiana-st_fun

Nella serie B tedesca un arbitro donna si è vista involontariamente tastare il seno da un giocatore che ha allungato la mano verso il petto dell’arbitro (donna) nel non raro gesto di rassicurazione/approvazione verso le direzione di gara che i giocatori rivolgono agli arbitri.
La donna ha reagito con lodevole buon senso,ironia (probabilmente gli avrà detto “la prossima volta ti ammonisco”) e capendo la situazione e la totale buonafede del giocatore…

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