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27 nov 2011  |  12 Commenti

Terrorismo di stato

Vedere per credere:

Video pubblicato dalle forze dell’ordine spagnole. Titolo : “Denuncialo”. (il maschio). Quando le donne devono denunciare, ce lo dicono i poliziotti nel video:

“Quando non ti lascia opinare (esprimere la tua opinione) è maltrattamento. Denuncialo. Quando ti senti umiliata, è maltrattamento. Denuncialo. Quando non ti lascia vestire come vuoi, è maltrattamento, denuncialo. Quando ti picchia è maltrattamento, denuncialo. Di fronte alla violenza non dubitare, denuncialo…”.  Facilissimo da capire.

Come nelle indagini Istat nostrane e nei nostri tribunali,  anche là il discrimine tra il bene e il male è il sentire della donna, il suo vissuto. Da esso dipende la tua collocazione morale e quindi la tua libertà. Insindacabile il sentire, imprevedibile la sentenza. La legge è scomparsa e il tuo destino è appeso al filo degli umori, alla deriva dei sentimenti. La fine della legge (e del diritto) è l’inizio della paura. Usciamo da una civiltà bimillenaria ed entriamo in un altra: nella barbarie.

Ma non è tutto:

1)     Il governo perdente, socialista, esorta quello entrante (conservatore)  a non fare alcun passo indietro sulle leggi sulle donne.

2)      Il partito vincente afferma che bisogna addirittura rinforzare queste leggi, la situazione della donna è ancora grave e bisogna emanare ancora delle leggi che la tutelino.

Cambiano i governi qui e altrove, ma altrove come qua, il vecchio passa al nuovo il vessillo della stessa guerra. La gara è tra chi ne pianta l’asta più profondamente nel cuore della società, nell’anima degli uomini.

Quanto a noi passiamoci l’un  l’altro il testimone della lotta e della resistenza.


12 Commenti

Damien 1:06 pm - 5th dicembre:

tutto regolare.. da copione, mi ha colpito: “de cualquier tipo de maltrato, físico o PSICOLOGICO” la psiche maschile, l’essere violentati quotidianamente dall’eroTina spacciata ogni dove, umiliati per semplice essere uomini e quant’altro non compare.. l’uomo in sostanza, non esiste.

Esorto le lettrici a RIBELLARSI, diversamente auguro a tutte voi, complici dirette ed indirette di questo RAZZISMO e NAZIFEMMINISMO, di non avere l’amore di UN UOMO a vita! MAI!

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sergio 8:28 pm - 13th dicembre:

Alla fin fine il problema vero è la mancanza di consapevolezza maschile, ovvero quel quid in più che fino a pochissimi anni fa io stesso non possedevo, e che oggi mi permette di vedere e capire ciò che allora mi era oscuro. Di conseguenza la possibilità che possa ficcarmi in qualche guaio per una donna, è ridotta al lumicino.
Certo, questo non mi fa vivere come vorrei, perché nel momento in cui comprendi con chi hai a che fare, tutto cambia.

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Rita 3:20 pm - 1st febbraio:

http://www.ilgiorno.it/legnano/cronaca/2012/01/18/654979-fidanzata_inventa_stupro.shtml

Legnano, 18 gennaio 2012 – E’ tornato ufficialmente in libertà il 16 gennaio Salvatore Bonito, conosciuto da tutti come Cico, assolto dai reati di tentato stupro e aggressione a mano armata ai danni della convivente Antonella Pedalino, che lo aveva denunciato ai Carabinieri a Castano Primo il 24 novembre del 2010.

Data in cui, stando le pesanti accuse, si era decisa la sua incarcerazione a San Vittore, protrattasi per ben otto mesi nel cosiddetto ramo protetto assieme a maniaci e violentatori, fino al 23 luglio quando aveva ottenuto gli arresti domiciliari.

Il caso, però, si è risolto solo a distanza di oltre un anno: chiamata l’accusatrice a testimoniare al processo, dopo essersi contraddetta varie volte durante l’interrogatorio e ammettendo di non essere mai stata costretta ad avere rapporti sessuali, proprio il pm, chiamato a difendere la donna, non ha potuto fare a meno di chiedere l’assoluzione per l’imputato, confermata così dal giudice.

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Rita 8:59 pm - 2nd febbraio:

http://www.migliorblog.it/19185-scaricata-dal-fidanzato-lo-fa-arrestare-ripicca-dichiarando-il-falso-sara-perseguita.htm

Adelaide (Australia) — Aveva finto uno stupro da parte del suo ex dopo che questi l’aveva scaricata. Lui ha perso il suo lavoro come marinaio ed è stato incarcerato per mezza giornata prima che si scoprisse la verità; la donna tuttavia non è neanche stata iscritta nel registro degli indagati.

Warren Clark, 28 anni, è stato condannato per il possesso di 0.2 g di cannabis e di un Taser al pagamento di 300$ dalla Darwin Magistrates Court. Il suo legale ha inutilmente fatto notare che la polizia aveva scoperto l’arma e la droga solo come conseguenza di un mandato di arresto eseguito in relazione ad una accusa di violenza sessuale poi risultata mendace.

Fuori dalla Corte, Mr Clark ha dichiarato di aver rotto con la sua fidanzata Kira Lee Gould, 22 anni, chiedendole di lasciare la sua abitazione nel febbraio dell’anno scorso. Per questo la donna si era inventata di sana pianta uno stupro: le dichiarazioni sono state sufficienti a determinare l’arresto del marinaio sulla base navale in cui lavorava, e il suo licenziamento in tronco.
Sono stato tenuto in carcere per 10 ore» ha detto.

A seguito della perquisizione di routine, le autorità hanno reperito addosso all’uomo una dose di cannabis e un Taser e per questo lo hanno incriminato. La signorina Gould al contrario non è mai stata perseguita per calunnia.

L’avvocato di Mr Clark ha cercato di sottolineare che lo stupefacente era per uso personale, ma senza successo.

Fonte
Adelaide Now

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Rita 5:40 pm - 15th febbraio:

Non ricordo in fondo a quale articolo ho messo la notizia del rientro di Carlo Parlanti.
Comunque non importa, lo metto qui:
oggi è rientrato, il suo account di facebook è attivo e lui è operativo, (ci vorrà un po’ di pazienza perchè sarà subissato di messaggi e deve imparare ad usare questo mezzo che all’epoca della sua incarcerazione non c’era).
Questo è il messaggio di Katia:

Carlo e’ tornato a casa libero di chiedere giustizia, una piccola battaglia e’ vinta, e’ tornato vivo e combattivo

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Rino 7:13 pm - 15th febbraio:

Bene per Parlanti.
Quando uno esce dalla prigione è sempre festa, a maggio ragione se è innocente.

Giorni fa 3 sono morti congelati nelle prigioni italiane.
Oggi 350 sono arrostiti in quelle honduregne.
Milioni di uomini ridotti a numeri, preda di tutti i sadismi e le ferocie di cui l’umanità è capace, in condizioni animalesche, perché per le carceri non si cono mai soldi. Neanche per imbiancarle.
Persino l’Arabia Saudita ha le prigioni simili a canili. Mancano i soldi.
L’inferno esiste.

http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_15/honduras-incendio-carcere-vittime-comayagua_7ee490c6-57dd-11e1-8cd8-b2fbc2e45f9f.shtml

RDV

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Rita 12:08 pm - 20th febbraio:

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/443227/

milano
Un detenuto di 21 anni si è impiccato nel carcere milanese di San Vittore: «aveva più volte denunciato di aver subito violenze», secondo l’Osservatorio permanente sulle morti in carcere. Da inizio anno «sono 10 i detenuti che si sono tolti la vita e 24 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 10 per cause ancora da accertare)». Alessandro Gallelli, 21 anni compiuti da poche settimane, era accusato di violenza sessuale e molestie ai danni di ragazze minorenni. Da quattro mesi era in carcere in attesa di giudizio.

«Sono sconcertato per quanto di terribile è successo – ha detto l’avvocato Giuseppe Lauria-. I genitori mi avevano affidato l’incarico di difenderlo ed io, fin da subito, avevo presentato istanza di scarcerazione con richiesta di arresti domiciliari, ma era stata respinta. Dopo l’emissione di rigetto, datata metà gennaio, il padre mi aveva revocato il mandato di conferimento, ma questa vicenda mi era rimasta a cuore. Non vi erano, a mio parere, gravi indizi di colpevolezza e Alessandro era incensurato».

Il giovane si sarebbe ucciso subito dopo una seduta psichiatrica. «Mi chiedo come possano avvenire queste cose -aggiunge il legale- e, qualora fosse vero, è inaccettabile che venisse picchiato da altri detenuti. Alessandro sarebbe dovuto essere controllato a vista». Dal carcere garantiscono che il giovane era in isolamento e che quindi non poteva essere vittima di pestaggi o percosse. «Quel che è certo – ha concluso l’avvocato – è che Alessandro è una delle tante vittima di questo malcostume giudiziario di italica abitudine: si ricorre alla carcerazione in maniera del tutto indiscriminata».

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cesare 12:28 pm - 20th febbraio:

In ricordo di Antonello di Colfosco, non taccio i giustiziati dalla cultura del linciaggio (vedi il link riportato di seguito); cultura del linciaggio contro i maschi che dilaga nei media e nei tribunali ed ispira la prassi barbarica delle carcerazioni prima del processo e della condanna, e ispira in carcere il linciaggio dell’inerme isolato da parte di carcerati maschi impazziti perchè ridotti in condizioni subumane e di fatto torturati. Si tratta di una delle grandi “conquiste” odierne il fatto che che per accuse di tipo sessuale il colonnello William Lynch, grazie al vento femminista, è tornato a sollecitare e legittimare gli istinti giustizialisti più feroci: le prove, l’innocenza prima della sentenza, il processo regolare sono lussi inutili.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/20/news/ventunenne_suicida_a_san_vittore_il_decimo_caso_in_italia_nel_2012-30186761/?ref=HREC1-18

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Rino 3:36 pm - 20th febbraio:

Cesare:
>>
In ricordo di Antonello di Colfosco, non taccio…
>>

Non si può tacere.

RDV

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Damien 6:04 pm - 20th febbraio:

Caro Rino,

Il terrorismo di stato è ben presente anche in Italia, ovviamente sempre a danno degli uomini, una prova delle assodate metodiche sempre pro donna la si può evincere da questo link che invito tutti a leggere e, sopratutto, a riflettere:

http://www.adiantum.it/public/2128-moduli-predisposti-per-il-falso-condiviso.-lo-scandalo-parte-dal-tribunale-di-civitavecchia.asp

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cesare 3:20 pm - 27th luglio:

Da tempo la relazione maschio e femmina è oggetto di definizioni dettagliatissime e onnicomprensive nell’ambito del codice civile e penale. Non mi sono messo a calcolare il numero di reati e gli anni di galera annessi alla relazione sessuale M. e F., ma credo che non ci sia modalità di relazione umana per la quale ne siano previsti così tanti, sia di reati sia di anni di galera. C’è persino il reato di sguardoimpudentemaschile (obbligo di occhi bassi a terra per un maschio in presenza di una donna: si rischia la galera! è già successo in Lombardia un paio di anni fa). E, come già si disse a suo tempo in un blog, il Beccaria oggi probabilmente scriverebbe dei “Delitti e dei peni”, appunto per evidenziare l’uso massiccio del terrorismo di stato e invocare la fine di misure che suscitino il terrore nella regolamentazione di quello che dovrebbe essere l’ambito più intimo, più riservato, più libero, creativo e gioioso della relazione umana: la relazione sessuale tra maschio e femmina. Ma oggi come allora, vale il detto: “Il coraggio uno non se lo può dare” e di Cesare Beccaria non ne sono comparsi. Anzi, i maschi, pentitissimi, hanno fatto a gara a incarnare Torquemada, inventare sempre nuove regolamentazioni e pubbliche gogne, aumentare gli anni di galera e praticare autodafè femministi. Succede così che l’ingiusto detto: “Chi dice donna dice danno”, ha finito per essere sostituito e integrato nel più oggettivo e documentabile: “Chi dice donna dice galera”. Che ancora è poco per le ambizioni carcerarie e terroristiche ormai prevalenti nelle onnipotenti fremmine militanti della “liberazione sfasciamaschio”: col penale secondo loro non si è che agli inizi, poi si passerà con più attenzione e rigore al perfezionamento dell’esproprio dei beni col civile per approdare allo schiavismo statale col fiscale (come già la tassa sul maschio in alcuni paesi del nord Europa). Le quote rosa sono semplicemente un benefit, una gratifica aggiuntiva. TUTTI INFELICISSIMI e TUTTE FELICISSIME, ci si sarebbe aspettato. Ebbene sorpresa: TUTTI INDIFFERENTI, e TUTTE ARRABBIATISSIME! Come è possibile? Ebbene leggete qui (e capirete la serena indifferenza maschile) la sacrosanta denuncia e protesta di una donna per il diffondersi tra i maschi della scelta di costituire coppia con magnifiche e programmaticamente accoglientissime donne, ma di plastica. Fino al punto di un primo sviluppo di movimenti per il riconoscimento dei relativi pacs e dei matrimoni civili tra maschi in carne ed ossa e femmine artificiali. Femmine artificiali (alias bambole speciali in grandezza naturale) che, sviluppandosi una sempre più impetuosa richiesta, l’industria si ingegna ( e ci riesce!) nel rendere sempre più simili a quelle in carne ed ossa; ma più belle e naturalmente senza attitudini “sfasciamaschio” e implicazioni terroristiche. E’ dunque ineludibile l’esigenza maschile di incontrare la femminilità accogliente? al punto che, dichiarata colpa averla e colpa desiderarla e reato ottenerla nella carne umana vivente, molti fra i maschi hanno deciso di incontrarla nella carne similumana artificiale? Bruttissima storia senz’altro, ma ormai è attualità. E ancora una volta vale il detto di Eraclito: chi non si aspetta l’inaspettato non troverà mai la verità.

Vedi il link
http://blog.panorama.it/carnation/2012/07/25/%c2%abse-ti-amo-che-cosa-ti-importa%c2%bb-appello-per-frenare-il-desiderio-delle-bambole/

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