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24 nov 2019  |  4 Commenti

Il collegio e il lavaggio del cervello

L’altro giorno navigavo per Internet e mi sono imbattuto in Youtube in un video denominato “Il coraggio delle donne – Quarta puntata – Il Collegio 4 – La professoressa Pino tiene una lezione sul femminismo”. Non potevo esimermi dal guardarlo.

Prima di tutto devo confessare la mia ignoranza, non guardo la Tv né possiedo a casa un apparecchio televisivo. Dopo essermi informato, risulta che “Il collegio” è un reality show (anche se di reality ne ha poco) di un certo successo ( postato su Youtube, dopo 5 giorni questo video supera già le 800.000 visite!), trasmesso su Rai 2 dal 2017, con un pubblico prevalentemente adolescenziale, che si trova già alla sua quarta edizione.

Il video, in linea con la rappresentazione troppo spesso stereotipata di uomini e donne nei film, pubblicità e serie Tv, mostra le ragazze brave, intelligenti, serie, empatiche, al contrario dei ragazzi che fanno una magra figura, dura appena 6 minuti e merita la visione.

Questo video è importante non per il messaggio che trasmette, ormai diffuso in centinaia di altri video, ma per il contesto (dalla cattedra scolastica) e per il pubblico (adolescenziale) al quale è rivolto, una “fotografia” di quel che avviene ogni giorno in molte aule di Italia da parte di un corpo docente in prevalenza femminile e convinto ormai nella sua stragrande maggioranza di essere vittima di un decorso storico e in lotta per i propri diritti in un conflitto contro i “nemici” patriarcali, gli uomini, cioè i loro alunni maschi.

Il video offre diversi spunti degni di riflessione. Ho voluto riportare solo due:

1) Trascrizione del dialogo.

Professoressa: Le piacerebbe essere un maschio?

Alunna: No.

Professoressa: Le piacerebbe essere un maschio?

Un’altra alunna: No.

Professoressa: Le piacerebbe essere un maschio?

Un’altra alunna: A me piacerebbe essere un uomo perché avrei più privilegi come ad esempio al lavoro mi pagherebbero di più.

…..

Domanda rivolta ora a un alunno. Professoressa: A Lei piacerebbe essere una donna?

Alunno maschio: No.

Professoressa: Perché? E sono categorica? Perché no?

 

Credo che possa bastare il dialogo, senza bisogno di visionare la gestualità e la reazione della professoressa. Perché, perché e perché soltanto in un senso. Quel “categorico” sfuggito all’inconscio dice troppo sul pregiudizio, la parzialità, l’odio, non solo della professoressa (la professoressa!!) ma di una parte importante della società.

 

2) Trascrizione del dialogo.

Professoressa: Cosa pensa del femminismo?

Alunna: Io credo che le donne abbiano dovuto darsi molto molto da fare per guadagnarsi gli stessi diritti che agli uomini erano stati dovuti senza far nulla.

 

Ecco riassunta la narrazione storica femminista, evidentemente senza alcuna smentita o correzione da parte della “professoressa”, opinione diffusa dalla stragrande maggioranza delle donne, soprattutto tra le più giovani. Ecco spariti tutti i martiri caduti nella lotta per i diritti e la libertà, i caduti contro lo schiavismo, contro ogni regime totalitario, nelle rivoluzioni proletarie e dei servi della gleba, durante la secessione della plebe a Roma, per la libertà di parola, di associazione, di stampa, politica, personale, religiosa o di pensiero, per la parità giuridica e per la proprietà, e un lunghissimo eccettera di proteste, manifestazioni, rivoluzioni e guerre per ottenere questi diritti. Ecco spariti secoli di Storia, i padri della patria, gli eroi dei diritti civili di ogni paese, molti di loro finiti in prigione, alcuni torturati, altri uccisi, le lotte al nazismo, al fascismo, al razzismo, allo stalinismo,… Ecco spariti le lotte degli uomini per il diritto di voto e di istruzione (probabilmente gli unici due diritti, assieme a quello dell’aborto, che la ragazzina e la professoressa avevano in testa), le centinaia di vittime maschili nelle lotte per il diritto di voto nelle rivolte fiorentine o senesi nel Quattrocento o in Inghilterra (il movimento dei livellatori nel 1650 o il massacro di Peterloo nel 1819), e di ogni altro paese totalitario i caduti per la democrazia. Ecco soppressi il diritto alla vita, all’aspirazione alla felicità (Dichiarazione d’Indipendenza americana) e alla sicurezza (Costituzione francese del 1793), o, in altre parole, il diritto di non dover vivere terrorizzati per la paura di veder entrare un grizzly a casa tua a sterminare te e la tua famiglia, di poter passeggiare fuori di casa senza vivere angosciato per l’eventualità che un branco di lupi ti sbrani, senza il timore di dover morire vittima di una piagha epidemica o dalla puntura dell’anofele grazie alla bonifica delle paludi, di sapere che in caso di cataclisma naturale, un incendio, un’inondazione, un naufragio, un terremoto, ci sarà una squadra che verrà a soccorrerti, il diritto di vivere serenamente in un ambiente reso vivibile e “umano” dal sacrificio di centinaia di migliaia di uomini per il tuo diritto alla vita.

Ecco cancellata dalla Storia dell’Umanità ogni lotta intrapresa per i diritti umani, e i due aspetti precipui e indelebili che caratterizzano questa lotta: primo, il sangue versato è  prevalentemente sangue maschile, non è mai esistita una lotta per un qualsiasi diritto nella Storia dell’Umanità nella quale il sacrificio di sangue sia stato più oneroso per le donne; secondo, ogni diritto conquistato, ogni sangue versato, ogni sacrificio speso, è stato sempre, prima o poi quando non subito, a beneficio di tutti, uomini e donne.

Il video esala ignoranza e odio, puro e semplice, su menti giovani, al servizio di una ideologia fasulla. Sconfortante e triste. Un altro video da aggiungere al quotidiano bombardamento, pressante e martellante, anche per chi è in tenera età (!), della visione unica e dominante del mondo. Il mio consiglio alle alunne, alla professoressa e a tutti noi: affrontiamo ogni insegnamento in modo critico, bisogna informarsi e leggere letture alternative.

Finisco con un brano de “La grande menzogna del femminismo” che spiega in poche parole la forma mentis di queste alunne e della professoressa, che proviene della storiografia di genere, cioè della storiografia femminista:

«…la creazione, la costruzione, la difesa, la sopravvivenza, non appartengono al mondo della donna né alla narrazione femminista. In questa narrazione, la donna si trova a vivere in un mondo già costruito, già “fatto”: il raccolto è già raccolto, i terreni dissodati, le strade battute, le spezie arrivate dal Lontano Oriente, i ponti innalzati, gli stati costituiti, le case fabbricate, le cattedrali erette, le nazioni difese, le reti idrauliche e i canali di irrigazioni costruiti. I bisogni primari, la fame, la sete, il freddo, le difficoltà fisiche, le condizioni lavorative e i rischi di infortunio e di morte sempre in agguato in molti mestieri, sono per lo più argomenti trascurati, sorvolati, quasi non riguardassero le donne, al riparo in casa, protette dalle inclemenze, dai pericoli e dalla natura selvaggia. Il mondo storico della donna è il mondo problematico delle relazioni (socializzazione) e dei sentimenti, dell’oppressione, della reclusione, della subordinazione: il parto, la filiazione, l’eredità, la prostituzione, il matrimonio (importantissimo!), l’adulterio, il divorzio, la verginità, la religione, il sesso, l’amore, la vedovanza…» (La grande menzogna del femminismo, pp 112-113)

 

FONTE: https://www.youtube.com/watch?v=VefX17j7hXM

Il coraggio delle donne – Quarta puntata – Il Collegio 4 – La professoressa Pino tiene una lezione sul femminismo.

 

Risultato immagini per Lezione di femminismo lavaggio del cervello mmagini"

Fonte foto: immunerositokave.info (da Google)

 

 


4 Commenti

Sandro 6:22 pm - 24th novembre:

Bel pezzo, Santiago, che condivido in toto.
Del resto e non a caso, in passato ero solito aprire discussioni come queste:

https://questionemaschile.forumfree.it/?t=14946240
>
https://questionemaschile.forumfree.it/?t=10146973
>
https://questionemaschile.forumfree.it/?t=11347249

  (Quota)  (Replica)

renzoni 12:09 pm - 14th dicembre:

L’ultima frase dell’alunna è senza dubbio una frase che definisco “talebana”,oscurantista atta a cancellare millenni di storia umana per ritornare all’anno 0 dell’umanità.

Nulla da aggiungere all’ottimo Santiago,condivido in toto e qualunque chiosa sarebbe solo superflua.

Se nel nostro occidente viviamo in tranquillità lo dobbiamo senz’altro a chi è venuto prima di noi e a chi si è sacrificato(in larga parte uomini)per una società migliore.

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 5:14 pm - 14th dicembre:

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