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18 mag 2019  |  9 Commenti

Due pesi e due misure

Assolta Antonella Barbieri, la madre 40enne che nel dicembre 2017 uccise i due figli.
“Incapacità di intendere e di volere” recita la perizia, Antonella non sapeva cosa stava facendo mentre strangolava la bambina e accoltellava il bambino.
Sicuramente la perizia è in grado, con rigore scientifico, di stabilire oggi cosa provasse l’assassina in quei precisi momenti di un anno e mezzo fa. Non sono uno psichiatra e non so come si possa fare, ma si fa. E pure con una certa frequenza: sorprende infatti la ripetitività con la quale le donne vengano riconosciute incapaci di intendere e volere quando ammazzano figli, mariti e fidanzati, mentre gli uomini siano prevalentemente dei criminali lucidi, freddi, determinati a delinquere e consapevoli di farlo.
Sarà una questione genetica, lui è carnefice per natura e lei è vittima, sempre per natura.
Vuoi vedere che aveva ragione Oliviero Toscani con la sua raccapricciante campagna antiviolenza (la chiamavano proprio così) su Donna Moderna?
Comunque, data per buona la lettura del passato che è possibile fare in perizia, è impossibile dimenticare come le valutazioni – rarissime – che affievoliscono la pena ad un uomo vengano ferocemente contestate.
Attenzione: non mi riferisco a uomini assolti per l’alterazione emotiva al momento di commettere un omicidio, ma condannati a scontare anni di galera inferiori a quanto prevede il massimo edittale, scatenando le ire di chi pretendeva che buttassero la chiave.
Si tratta di due casi del marzo 2019 : pena ridotta a due assassini (Corte d’Assise d’Appello di Bologna e Tribunale di Genova) oggetto di feroci critiche: pene ridotte a 16 anni di carcere per due uomini che hanno ucciso le proprie mogli. Lo sconto di pena rispetto alla “reclusione non inferiore agli anni 21” come recita il codice penale, è dovuto sia al rito abbreviato che alla concessione delle attenuanti generiche. Tanto accanita e feroce è stata la protesta, che il giudice dr.ssa Silvia Carpanini ha reso note pubblicamente le motivazioni squisitamente giuridiche della sua decisione.
Oggi che Antonella è stata addirittura assolta, dove sono le folle di indignate e gli indignati che gridavano allo scandalo perché Javier aveva avuto una condanna a “soli” 16 anni? Dove sono artisti, politici, intellettuali, presenzialisti mediatici, opinionisti da operetta e qualunquisti militanti? Dove sono le truppe cammellate del “non esistono attenuanti”?

https://www.modenaindiretta.it/uccise-figli-antonella-barbieri-assolta-perche-incapace-intendere-volere/?fbclid=IwAR1BZCYLd-mmvr68GS4h8957o6k2jKQ_HqAoK886uwqvbpuVpjS38F0MI-M


9 Commenti

Rino DV 5:37 pm - 21st maggio:

Anni 80. Università di PD. Filosofia del diritto.
“…bla bla… a parità di reato le DD vengono condannate con pene lievi come forma di disprezzo. Ma se sono recidive allora si applicano pene severissime…”
.
Così parlò l’uomo.
Questo insegnano da 50 anni.

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Rino DV 5:45 pm - 21st maggio:

Quella di Como che ne ammazzò tre subì la stessa “condanna” per la medesima ragione.

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DanieleV 3:35 pm - 23rd maggio:

Rino DV,

Cioè, una ammazza i figli e la rimandano a casa con tante scuse perché la disprezzano? Vorrei essere disprezzato io così…

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armando 11:03 pm - 23rd maggio:

Rino DV,

e questo dice tutto circa la stupidità, duole dirlo, di troppi uomini. In ogni caso, fosse vero per pura ipotesi che le condanne lievi per le donne siano un segno di disprezzo e non di privilegio, ciò sarebbe la conferma del masochismo femminile, perchè non si è mai sentita una voce che rivendichi condanne uguali a quelle degli uomini per uguali delitti, e quindi amano essere disprezzate. O privilegiate o masochiste (o furbone in malafede?)

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mauro recher 5:33 pm - 29th maggio:
mauro recher 7:42 pm - 14th giugno:
mauro recher 5:09 pm - 24th giugno:

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