Sono di sinistra e sono d’accordo con molti dei punti della critica anti-neo-femminista del vostro sito. Ho trovato questo video della giornalista del National Post canadese Barbara Kay in cui lei stessa, in un’intervista, critica aspramente il femminismo moderno arrivando a sostenere delle opinioni molto simili alle vostre.
29 Commenti
Grazie del prezioso contributo. Se facessi uno sforzo per mandarci anche una versione tradotta (una sintesi scritta, intendo) te ne saremmo molto grati e ci daresti anche una mano concreta.
Grazie ancora!
Fabrizio
non ho tradotto il video ed ho visto pochi momenti , ma una idea ,seguendo i siti neo-femministi me la sono fatta …
un idea poco confortante ,mi sembra un femminismo dalle vistose collane di perle ,dai telefonini di ultima generazione ,di un salotto radical-snob che ricorda la vignetta di attico-revolution di stefano disegni ,non è un femminismo ,a mio avviso ,di mani sporche di grasso ,di olio che si impregna nei vestiti e non va via ,un femminismo che si occupa di pubblicità ,televisione ,gossip ,ma non di lavoro ,non di fatica ,non di sudore ,che indica nella pubblicità di una donna che pulisce casa (orrore) .come una cosa sessista (ovviamente la cosa decade se a farlo è la colf di colore )….ho letto di quote rosa ,anche nei cda ,ma poco ,pochissimo ,di donne disoccupate o in cassa integrazione…..ho letto di stupri ,di violenza maschile (ovviamente solo quella) ,ma non delle fila di poveri nella caritas ,e quando ho parlato di morti sul lavoro ,hanno glissato il discorso che le donne prendono meno ……
credo che possa bastare
Svezia: strattona il figlio, carcere e multa.
Ma analizziamo con attenzione le motivazioni, le “prove”, le modalità della denuncia. Roba da Colonna Infame.
E’ vero che il termine “feminazismo” suona iperbolico e fuori misura. Ma il regime vigente in Svezia ne è davvero così lontano? (chiedere ad Assange…)
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/420126/
Rino DV
giustizia e rappresaglia
credo che per conoscere una cosa e pensare bene o male di essa ,bisogna appunto “conoscerla” e quindi di buon grado vado a zonzo nei vari blog e siti di chiara matrice femminista e alcuni che si dichiarano unisex ,che francamente sono i più pericolosi. Il pensiero che ne viene fuori è un pochino come chi vede il grande fratello per un paio di volte ,e se uno ha una mente funzionante ,si domanda come è possibile che una trasmissione del genere sia vista da 10 milioni di persone e che sia arrivata alla 11 edizione …credo che per il femminismo valga la stessa cosa ,forse in questo momento porta “odiens” e punti e quindi se ne parla. Gli argomenti sono un pochino i soliti ,violenza ,oppressione ,donne messe alla stretta ,vogliono la parità ,ma andare in pensione prima e altre cose ,c’è una cosa sulla quale però mi vorrei soffermare. Per le femministe gli uomini hanno un debito da pagare ,sembra che questo debito vanga addirittura dalla notte dei tempi ,chi ha parlato di medioevo e di streghe al rogo e di prima notte di nozze data al feudatario (mi ricordo un film con Buzzanca ,su questa cosa) ,nonchè della inquisizione spagnola ,per farla breve il passato non si dimentica e noi dobbiamo pagare per gli oppressori di allora. Come una specie di responsabilità indiretta ,per farla breve ancora ,abbiamo il pene e quindi adesso pagate …..
) ..
) che ha dovuto mettere la moderazione ,comunque il post era questo
Inutile ricordargli che siamo nel 2011 e non mi sembra più di vedere streghe al rogo ,o non mi sembra di vedere donne costrette a passare la prima notte dal capo (se lo fanno hanno il loro tornaconto ,ma questo c’è lo teniamo per noi
Insomma vogliono GIUSTIZIA …
il che mi viene a favore un commento fatto dal blog della Terragni (che ,povera piccola ,ha dovuto mettere d’obbligo la registrazione ,perchè c’erano troppi maschilisti cattivi ) lo stesso vale per le povere piccine di un blog a noi molto caro (se leggete vi saluto
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gli uomini per secoli…”, primo perchè secoli fa non c’eravamo e non siamo colpevoli e prendersela con gli innocenti non è Giustizia, è rappresaglia
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trovo che questa frase dica veramente ,cosa vuole fare il femminismo: RAPPRESAGLIA ,sia psicologica che fisica
21 Settembre 2011 Civitavecchia, comizio di Vendola, sue Dichiarazioni:
“Il fatto che quattro vecchi, maschi e rincoglioniti possano entrare nella politica e sporcarla ci fa vergognare”. Si sarebbe vergognato Vendola se gli fosse scappato detto:
“Il fatto che quattro vecchie, femmine e rincoglionite possano entrare nella politica e sporcarla ci fa vergognare”? E il giorno dopo che sarebbe successo di lui come persona e come politico?
Questi concetti, queste parole, questo linguaggio, non è folklore Vendoliano, ma ahimè espressione di una cultura e di una politica diffusa e agita in nome della giustizia, della libertà, della pace e del rispetto del prossimo. Invece ne è il tradimento radicale. L’odio misandrico mascherato da ideologia delle buone intenzioni profeminist e da politica progressista, prende imprevisto la parola e svela che cosa c’è davvero nel cuore. Vendola le ha prestato solo la voce e il timbro furibondo. Un fatto davvero inquietante che ricorda altri discorsi e suscita paura.
Violenza femminile? Non va mostrata ai minori.
Quella maschile va sempre mostrata, anche e soprattutto agli infanti (che imparino con chi hanno a che fare!), va moltiplicata per 1000, va inventata.
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/10/26/news/la_mamma_irrequieta_della_comencini_censurata_ai_minori_di_14_anni-23920604/?ref=HREC2-13
La Matrix ha preso il potere.
RDV
Non so se l’ho scritto ancora ,se fosse cosi allora mi scuso ,che ,nei cinema ,anche quando ci sono programmazioni per bambini (tipo i cartoni animati ) passa la pubblicità contro lo stalking ,dove ,come di consueto è sempre l’uomo a fare il carnefice …,come vedi Rino ,anche in questo caso la matrix interviene …
E dobbiamo anche tenere conto che stiamo parlando di un film della Comencini, cioè di una delle rappresentanti di quel cinema “politicamente corretto” e di “sinistra “ che è una delle correnti più in voga nel panorama cinematografico italiano (che infatti, tranne rarissime eccezioni, versa in condizioni pietose, d’altronde la fase storica è quella che è…).
La cosa potrebbe quindi assumere anche aspetti comici, se non fosse seria: Il femminismo di stato che censura il femminismo “culturale”. Femminismo di destra contro femminismo di sinistra. Da un certo punto di vista è anche una dimostrazione di forza. Ha ragione Rino, il Matrix ha preso il potere e può permettersi anche questo…
Fabrizio
http://27esimaora.corriere.it/articolo/le-quarantenni-che-rimangono-singlema-siamo-contente-cosi/
@Lettore_9816
26.10 | 22:13 criss69
Io adoro gli uomini, anche se vedo in loro parecchi limiti. Ma si puo’ imparare a conviverci (infatti sono sposata e ho un figlio maschio). Di limiti ne avranno anche le donne, ammetto pero’ di vederne meno. Ma forse sono di parte. Comunque quello che non sopporto e’ la discriminazione che la donna ha subito nei secoli e che continua a subire. Quello che non sopporto e’ la societa’ maschilista. Non sopporto che l’uomo single venga visto come lo scapolone e la donna single come una zitella, una che non se l’e’ pigliata nessuno. Non sopporto che la mia famiglia (non mio marito, ma la mia famiglia di origine) storca il naso perche’ sono spesso via per lavoro: se fossi io l’uomo di casa nessuno avrebbe da ridire. Ma se e’ la donna quella che ha saputo conquistare il lavoro dei suoi sogni e avere successo e’ atroce perche’ “la mamma e’ sempre la mamma” e quindi deve stare a casa. Non sopporto che uno si permetta di sbandierare che chi ha inventato la fecondazione artificiale e’ un uomo. Se gli uomini hanno vinto piu’ premi Nobel delle donne e’ solo perche’ le donne una volta non le facevano studiare: a casa, a pulire e far figli. Non sopporto che la bella donna venga sempre propinata mezza nuda (o totalmente nuda), svilendo cosi’ la sua dignita’. E’ indispensabile mostrare una donna nuda per vendere uno yogurt? E ho una grandissima ammirazione per quelle donne che scelgono di restare single, perche’ la famiglia e’ bella ma non e’ tutto nella vita. Perche’, da donna che piu’ che in carriera ama follemente il suo lavoro, posso dire che avere una famiglia con cui mediare e’ un grandissimo sacrificio e a volte mi ritrovo a sognare come sarebbe stata la mia vita senza un marito e un figlio. E a questo proposito, messo a letto il pargolo (il marito e’ andato a letto prima di lui …) e stesa il bucato, ora mi metto a lavorare ….
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Fra quattro mesi compirò 38 anni e se c’è una cosa che ormai da un paio d’anni da questa parte – ossia da quando ho iniziato a prendere coscienza di certe tematiche – mi sta rendendo sempre meno attraenti le donne, sono discorsi come quello di questa criss69. Per esempio, io so che non mi sposerò mai, perché ormai la mia testa è troppo “inquinata” da questo veleno femminile, pertanto, tolto il sesso (e spesso neppure quello), non vedo più nulla di interessante e attraente in una donna.
Anzi, ormai le vedo come vere e proprie nemiche, come delle opportuniste sempre pronte a sputare sentenze, a non assumersi mai la responsabilità di nulla, incapaci di fare autocritica ma soprattutto incapaci di fare il minimo apprezzamento agli uomini. Come si fa ad apprezzare ed amare delle donne così? Io non ci riesco.
Marco, l’unica cosa che io, te e qualunque uomo abbia la testa sopra le spalle possiamo fare al cospetto di donne come questa è lasciarle cuocere nel loro brodo, ossia non averci niente a che fare, se non ciò che inevitabile. La cosa che mi sorprende è che ci sono uomini che accettano perfino di sposarsele. Davvero stupefacente per me, perchè io faticherei a prenderci perfino un caffè insieme. E’ tempo che gli uomini si dedichino alle donne scevre di pregiudizi anti-maschili, in grado di assumersi le proprie responsabilità senza fartele pesare ad ogni momento. Perchè donne come questa potranno migliorare solo se gli uomini saranno in grado di fare le scelte giuste.
…”e’ un grandissimo sacrificio e a volte mi ritrovo a sognare come sarebbe stata la mia vita senza un marito e un figlio
a questa criss chiederei se qualcuno le ha puntato una pistola all tempia per sposarsi e farsi mettere incinta. Se trova giusto che il figlio neonato debba pagare il prezzo della sua “emancipazione”. Nelal vita non è obbligatorio né sposarsi né avere dei figli. E questo vale anche per i maschi. Ammiro chi, maschio o femmina, padre o madre, sa di dover fare dei sacrifici se fa certe scelte e se ne assume la responsabilità (ricordo che Cofferati ha lasciato quando è nato il suo primo figlio). Ripeto: vale anche per mariti e padri. Non è questione di “la mamma è sempre la mamma”, è questione che “un adulto è sempre un adulto”, non un bambino alla fiera che vuole giocare a tutti i giochi.
Dia … concordo. E’ esattamente come dici tu.
E’ il concetto che esprimo in quel blog con il commento che riporto di seguito.
“Comunque per me ognuno/ognuna può scegliere il suo progetto vita. E gli altri non devono metterci becco.
Per cui a me vanno benissimo le donne che inseguono i loro sogni o i loro progetti e nel far questo non programmano un matrimonio o una duratura convivenza con un uomo.
E’ stato ed è così per tanti uomini.
Quindi cosa c’è di male?
Che poi lo si esterni in una certa maniera, lasciando trapelare magari dell’odio misandrico, è un fatto soggettivo che sicuramente urterà gli uomini, ma penso inevitabile. Persone “di classe” si nasce. Non si diventa.
L’unica cosa che a me non piace, almeno nella Bolick et similia, è l’egoismo narcisistico e nazistoide sul tema “figli”.”
“Non sopporto che la bella donna venga sempre propinata mezza nuda (o totalmente nuda), svilendo cosi’ la sua dignita’.?”
Notare l’uso del linguaggio deresponsabilizzante.
Perchè non dire: “non sopporto che la bella donna accetti di proporsi sempre mezza nuda o totalmente nuda svilendo così la propria dignità”.
sottoscrivo al duemila per cento, luigi.
leggete qua, un papà separato che descrive il dramma suo e di molti come lui…e la risposta schifosa di una becera femminista, che chiamare nazifemminista è riduttivo…
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=167841&sez=NAPOLI
Michela nell’articolo citato sul Mattino, si scatena contro il maschio e padre separato che, vox clamans in deserto, descrive, documentatamente, le violenze che la stragrande maggioranza dei maschi e i padri separati subiscono dalle istituzioni, dalle donne e dalle ex mogli. Michela nel rispondere al maschio, marito e padre, usa un linguaggio arrogante, violento e minaccioso. Il motivo è semplice: parla come esponente e militante del Partito Femdominista Italiano e usa il linguaggio che ormai non solo è legittimato ma sembra prescritto tra gli aderenti al Partito. Michela sa insomma di avere dalla sua lo Stato, il monopolista dell’esercizio della violenza, che condivide l’ideologia del suo partito e che mette a disposizione del Partito la sua violenza. Michela sa di godere di una sostanziale impunità, di un pregiudizio favorevole di innocenza.
In questa situazione Michela dovrebbe a maggior ragione porsi il problema di mettersi nei panni altrui, accettare il confronto su un tema che è tragico, o rispettare almeno il dolore altrui. E invece fa il contrario.
Ci aspettavamo dal femminismo un passo avanti nell’ampliamento della libertà per maschi e femmine, riconoscenza verso i maschi per i progressi di civiltà che hanno consentito più libertà alla donna, non certo l’evocazione e l’instaurazione di un regime dell’arbitrio, del rancore e dell’invidia, ogni giorno più violento, liberticida, stolido e regressivo. Una sorpresa molto amara.
Cesare: “Ci aspettavamo dal femminismo un passo avanti nell’ampliamento della libertà per maschi e femmine, riconoscenza verso i maschi per i progressi di civiltà che hanno consentito più libertà alla donna,” Veramente, caro Cesare, ho capito quasi subito, fin dall’inizio degli anni settanta, che l’unica cosa che non potevamo aspettarci dal femminismo era una qualsiasi forma di riconoscenza verso il maschile. E per la semplice ragione che fin da allora era chiaro che il femminismo non perseguiva in primo luogo la libertà della donna ma “l’abbattimento” del maschio. Non era cioè, fin dall’inizio, un movimento “per”, ma “contro” , ed era così perchè aveva individuato nelle supposte strutture patriarcali, quindi maschili, il nemico da combattere.
Mutatis mutandis, la stessa dinamica si presenta oggi nei movimenti maschili. Dobbiamo cioè in primo luogo spingere affinchè i maschi riconquistino stima di sè e del loro valore in modo che la battaglia contro chi gli uomini li vuole svilire sia un riflesso naturale del primo obbiettivo, oppure mettere al centro in primo luogo la battaglia contro il femminismo credendo che la rinascita del maschile ne venga come conseguenza?
Non è la stessa cosa, pensiamoci bene.
armando
Lui dice prima e più spesso “Ti amo”
http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_28/marchetti-tiamo_42a71fce-0158-11e1-994a-3eab7f8785af.shtml
Se è un “di più” maschile, indicherà una qualche minorità, una tara, pensavo.
Ma non riuscivo ad immaginare quale.
….perché la D …ha imparato a non farsi più comandare dal cuore in una relazione. Una situazione resa possibile,…. «dalla maggiore capacità che hanno le donne di elaborare le esperienze emotive».
Ah ecco!
RDV
Lecita intrusione – lecita umiliazione.
Ricevuta 5 minuti fa:
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Salve, vorrei un aiuto,
nelle piscine (e qualcuno dice anche in alcune palestre) è di regola che le donne (mamme o anche ragazzine minorenni) accompagnatrici di bimbo maschio vadano negli spogliatoi maschili. Lo ritengo un vero sopruso, ed una violazione della privacy e dell’intimità dei maschi, costretti loro malgrado a mostrare i propri genitali, che a differenza delle donne, sono esterni, a donne e ragazzine estranee. Allego alla presente un file con i commenti che girano su internet, tra cui la costernazione di ragazzi anche minorenni costretti a questo “tipo” di violenza, di molestia, (alcuni ragazzi vengono umiliati con i commenti da parte di queste tipe sui loro genitali piccoli).
Possibile che non è possibile fare nulla? Non si può fare una denuncia ed impedire categoricamenete (a livello nazionale) al genere femminile di entrare negli spogliatoi maschili (visto anche che il contrario è proibito, punito come molestia).
Cerchiamo di unire le nostre forze e cambiare queste situazioni. Spero in un vostro fattivo aiuto. Grazie.
M.
La mia risposta
Salve.
Bravo!
Tu hai colto una delle manifestazioni dei soprusi possibili a danno dei maschi, umiliazioni che oggi si possono infliggere in piena legittimità morale e legale agli uomini.
Sul piano legale, appunto, non possiamo fare nulla.
Questo è un dei frutti avvelenati della pianta per la cui eradicazione siamo in lotta.
Manderò anomima la tua email in giro per il web.
Esiste una lista di discussione cui, se vuoi ti iscrivo. Fammi sapere.
Fatti cmq sentire sui siti del movimento maschile: uominibeta, maschiselvatici, forum metromaschile.
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Ho citato già su Qmdt il fatto che le femministe USA imposero ed ottennero il diritto all’ingresso delle giornaliste negli spogliatoi della NBA.
Non chiedetemi del simmetrico.
RDV
>>
Allego alla presente un file con i commenti che girano su internet, tra cui la costernazione di ragazzi anche minorenni costretti a questo “tipo” di violenza, di molestia, (alcuni ragazzi vengono umiliati con i commenti da parte di queste tipe sui loro genitali piccoli).
>>
Io credo che questi fatti dicano molte cose sul genere femminile e su chi realmente siano le donne nel momento in cui qualcuno non mette loro dei limiti…
Censurato da 27Ora
Il noto Div. Men. mi scrive segnalando che questo commento non è stato pubblicato (dopo 6 giorni) da 27Ora. Si tratta delle solite banalità, a noi arcinote, ma lo metto qui cmq perché si sappia quello che … si sa già sulla “Cultura del dialogo e dell’ascolto” delle femdoministe..
RDV
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Scrive Insensibile:
“Ma a chi volete darla a bere?
… proprio su questo blog, sia nei commenti ma soprattutto negli articoli … la colpevolizzazione e la denigrazione dei “maschietti” è sistematica e implacabile”.
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Purtroppo la stanno dando da bere a quasi tutti e tutte da 50 anni. C’è infatti una domanda dirompente cui nessuna femminista e quasi nessuna donna può dare risposta: la chiamano “lotta” e “battaglia”, le più sincere
persino “guerra”. Ma come viene combattuta? con quali strumenti le donne hanno ottenuto le vittorie già conquistate e con quali intendono raggiungere gli obiettivi mancanti? Dove sono le clave, le spade, i fucili, le
granate? Dove sono i feriti? Dov’è il campo di battaglia? Dove è la linea del fronte? Dove sono i bunker? Nessun ferito, nessun morto, nessun fronte.
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Le più ingenue abbozzano risposte tipo: “Abbiamo vinto perché siamo più forti!” ma la domanda non verte sulla forza, riguarda le armi usate: quali sono? “Vinceremo perché abbiamo ragione!” ma non basta aver ragione per vincere. Magari bastasse. La storia è piena di torti vincenti e di ragioni perdenti. Quali sono le armi che
avete usato e che userete? Questa è la domanda, ma la risposta è imbarazzante, perciò eternamente elusa.
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Le armi sono psicologiche, il paese da conquistare è la psiche degli uomini, l’obiettivo è la trasformazione dell’interiorità maschile secondo gli interessi e i gusti femminili. Gli strumenti in uso sono perciò la colpevolizzazione, la criminalizzazione, il vilipendio, la devalorizzazione, il ricatto morale, la seduzione. Sono questi e non altri perché di diversi non ne esistono.
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La strategia inconfessabile (e perciò mai resa esplicita) è la manipolazione totale della psiche (mente & cuore) degli uomini che non si ottiene con clave, spade, granate, ma con psicoclave, psicospade, psicogranate.
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L’obiettivo è la costruzione dell’Uomo Nuovo, quello la cui identità è gradita alle femmine occidentali di quest’epoca. Quello che chiede alla Donna: “Quale mia identità ti piace? Quale modello ti aggrada? Quali devono essere i miei sentimenti, le mie pulsioni, i miei desideri per esserti gradito? Quale e quanta parte di me e della mia storia devo rinnegare, come devo rimodellarmi per essere degno di rispetto e di amore? Dimmi tu come mi vuoi ed io mi adeguerò”. Il citato S. Bellassai invita appunto gli uomini ad abbandonare la vecchia identità (malvagia) per assumere quella nuova, quella disegnata dal femminismo, quella buona, cioè utile, conforme, gradita alle donne, perciò il suo viene qui indicato come insegnamento da seguire.
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Dice il noto slogan femminista: “Non importa cosa sia bene o male per gli uomini. Importa solo cosa è bene per le donne” perciò l’identità delle donne viene (giustamente) scelta dalle donne, quella degli uomini ..pure.
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La manipolazione totale ha quello scopo, che a quanto si vede, è stato quasi raggiunto. Come? Con la colpevolizzazione, la criminalizzazione, la svalorizzazione, la seduzione, il ricatto morale, la denigrazione, il vilipendio.
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Anche questa volta non ci saranno obiezioni. Non ne esistono.
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Div. Men.
Sull’onda del fatto che la Severino batte Passera in danaro, quelli di Caterpillar su Rai X ? (ore 18.10-20 di oggi 21/2/12) hanno dato la linea a donne guadagnanti più dei “maschi”, definiti ripetutamente pezzenti, vermi etc. Naturalmente in senso ironico…
E’ intervenuta una D a correggerli…
RDV
A Stefano Mele hanno dato trentanni e piena capacità di intendere e volere.
http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=14696
Non esprimo giudizi, ma vedremo cosa faranno in questo caso
http://www.leggo.it/archivio.php?id=144466
“gli inquirenti lo indagano (il marito) per concorso nell’omicidio sotto il profilo colposo quanto meno perchè non avrebbe adeguatamente sorvegliato gli atteggiamenti della moglie, in cura da un anno per problemi psicologici”. (stralcio dell’articolo)
Fantastico (si fa per dire…). Chissà se anche nel caso di quell’uomo che ha ucciso il figlio, la moglie sarà indagata per le stesse ragioni…
Siamo alla follia, accusato di concorso in omicidio per non aver adeguatamente sorvegliato gli “atteggiamenti” della moglie…
Immaginiamo di avere un carissimo amico che frequentiamo quotidianamente o quasi e che questo decida un bel (si fa per dire…) giorno di togliersi la vita. E immaginiamo a quel punto di essere indagati per concorso in omicidio per non essere stati capaci di sorvegliare in maniera adeguata i suoi atteggiamenti. E quindi, oltre ad essere straziati dal dolore, dobbiamo anche difenderci dalle accuse del PM…
Per me siamo al delirio, non trovo altre parole…
Fabrizio
“…gli inquirenti lo indagano (il marito) per concorso nell’omicidio sotto il profilo colposo quanto meno perchè non avrebbe adeguatamente sorvegliato…”
Orwell si rivela ogni giorno che passa il più lucido veggente del mondo attuale e a venire.
RDV
Ovvio che no, che a parti invertite non ci sarebbe stata nessuna imputazione per la moglie. Così i maschi pagano comunque sia. Per le colpe proprie e per quella della moglie.
Solito discorso. Vogliamo che le donne stiano sotto tutela maschile con quel che implica a tutti i livelli, o vogliamo siano considerate persone adulte alla pari degli uomini? O meglio, i giudici, la società, le stesse donne ma anche gli uomini, cosa scelgono?
La situazione attuale somiglia maleddettamente alla tirannide capricciosa che alcuni bambini riescono a instaurare verso i genitori. Sono stati fatti diventare tiranni esigenti ma irresponsabili per definizione. Solo che le donne non sono bambini, e se in un bambino è insopportabile, in un adulto ancora di più.
armando
Ci furono epoche e culture in cui il marito veniva chiamato a rispondere in tribunale per gli atti della moglie.
Non sto a dire come vengano qualificate quelle società.
E qui-ora cosa succede?
Come se un cerchio si stesse chiudendo, l’ideoutopia della Liberata ci sta portando esattamente allo stesso punto.
Ciò che era suprema umiliazione della D inflitta dagli UU, ritorna ora come “conquista” femdominista.
La motivazione è opposta, il risultato è il medesimo:
lui risponde dei comportamenti di lei.
Hanno più rilievo le motivazioni o è meglio prestar fede ai fatti?
A questo punto, oggi, mi sorge un sospetto. Un terribile dubbio si sta insinuando nei miei neuroni.
Quello che neppure mi sfiorò all’inizio della mia “discesa in campo”.
Non vi dico quale, perché io stesso non voglio dargli spazio.
Brrr….
RDV
Secondo alcuni genetisti, che da trent’anni godono del credito di ogni media, a spiegare fino a ieri i sette anni di aspettativa di vita in meno maschile rispetto alle donne non era la vita usurante maschile, ma il cromosoma YX maschile, secondo loro più fragile, perchè “misto”, del “monogusto” XX femminile (ma non si è sempre detto che la diversificazione è il fulcro della vitalità genetica?).
Ma il mondo cambia e i somari al servizio della scienzia ideologica vengono legati al nuovo albero che il massaro vuole. Ed ecco il padronale “contrordine sorelli e sorelle!: da Repubblica di oggi 23 aprile 2012, articolo dal titolo:”IL sorpasso del maschio: nella salute batte la donna”:
(…) ” Secondo l’Office National Statistics inglese, però, gli uomini, stanno raggiungendo le donne anche nel confronto sulla longevità generale. La scelta femminile di stili di vita poco sani .. e la maggior attenzione maschile alla salute, .. porterà al pareggio nelle sapettative di vita intorno al 2030″. Con buona pace della compagnia dei somari della genetica ideologica.
Carcere preventivo: dietro front!
Condanna prima della sentenza.
Osservare le “motivazioni”.
RDV
http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/responsabilita-sicurezza/news/articolo/lstp/451618/
La Cassazione (sentenza 15211/12) non fa sconti a chi è accusato di stupro di gruppo: «la condotta partecipativa imprime al fatto un grado di lesività più intenso sia rispetto alla maggiore capacità di intimidazione del soggetto passivo e al pericolo della reiterazione di atti sessuali violenti sia rispetto ad una più odiosa violazione della libertà sessuale della vittima nella sua ineliminabile essenza di autodeterminazione».
Il caso
La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Ancona che si era opposta alla liberazione di tre indagati non ancora maggiorenni implicati in uno stupro di gruppo commesso nei confronti di una quindicenne. Secondo il Tribunale della libertà, il quadro indiziario nei confronti dei tre indagati minorenni «si fondava essenzialmente sulle dichiarazioni della parte offesa» e il «quadro indiziario era caratterizzato da preoccupate equivocità». La Procura di Ancona ha invece chiesto nei confronti dei tre indagati una sanzione più grave in attesa del processo. La Cassazione, diversamente rispetto a quanto stabilito tempo fa (quando aveva previsto la possibilità di pene alternative per indagati di questo reato) ha annullato l’ordinanza impugnata e ha rinviato il caso al Tribunale della libertà presso il Tribunale per i minorenni delle Marche. La Cassazione afferma di non avere «alcun potere di revisione degli elementi materiali e fattuali delle vicende in relazione alle esigenze cautelari e alla adeguatezza delle misure», tuttavia, giudicando «fondato» il ricorso della Procura del tribunale dei minorenni di Ancona, non può fare a meno di osservare che, nel caso dello stupro di gruppo, «la previsione di un trattamento sanzionatorio più grave si connette al riconoscimento di un particolare disvalore alla partecipazione simultanea di più persone». Inoltre invita i giudici del Tribunale per i minorenni delle Marche a tenere conto del fatto che «la contemporanea presenza di più di un aggressore è idonea a produrre effetti fisici e psicologici particolari nella parte lesa, eliminandone e riducendone la forza di reazione». Il reato «non richiede necessariamente che ciascun compartecipe realizzi l’intera fattispecie nel concorso dell’altro o degli altri correi, ben potendo il singolo realizzare soltanto una frazione del fatto tipico di riferimento ed essendo sufficiente che la violenza o la minaccia provenga anche da uno solo degli agenti». Il concetto di partecipazione «non può essere limitato nel senso di richiedere il compimento, da parte del singolo, di un’attività tipica di violenza sessuale dovendo invece ritenersi estesa la punibilità a qualsiasi condotta partecipativa, tenuta in una situazione di effettiva presenza non da mero spettatore, sia pure compiacente, sul luogo e al momento del reato, che apporti un reale contributo materiale o morale all’azione collettiva».