Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.
Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”.
La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa.
Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.
Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?
Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?
Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento – che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.
Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d’affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un’arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila. (fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)
Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.
Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do – non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come ‘tira più un pelo di figa che un carro di buoi’, che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.
Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire.
Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info

515 Commenti
“poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”.
Ecco, questa è una favola bella buona, propagandata non solo dalle donne ma anche da certi pseudo intellettuali da quattro soldi.
L’ ho gia’ scritto in passato, ed altri l’ hanno fatto prima di me: ebbene, se c’e’ una cosa che l’ uomo comune, quello che guadagna 900-1000-1100-1200-1300 euro al mese, non ama assolutamente fare, e’ spendere una parte dei suoi pochi soldi per 5 o 10 minuti di squallidissimo sesso con una prostituta “a tempo”.
Ma cosa ci potra’ mai essere di eccitante nel “comprare” una donna ? In realta’ e’ solo un’ umiliazione per l’ uomo, costretto a mendicare sesso, benche’ quasi nessuno lo ammetta pubblicamente o privatamente.
Vorrei spendere due parole sulla reazione del mondo femminile all’articolo-sfida di Barnard in particolare alla replica della forcheri, che è una replica non replica,che tira in ballo presunti matriarcati e altre sciocchezze,però è indicativo della reazione delle donne di fronte all’ipotesi di rinunciare il corteggiamento,personalmente in questo momento non ho la forza di contattare l’autrice per ribatterle,leggere la solita minestra riscaldata è oltremodo estenuante,NON ESISTONO PROVE STORICHE DEL MATRIARCATO,INOLTRE NON HA SENSO DIRE CHE LA DOMANDA MASCHILE E’ ‘LEGGERMENTE SUPERIORE” RISPETTO A QUELLA FEMMINILE E CONTEMPORANEAMENTE DIRE CHE LA PROSTITUZIONE MUOVE UN GIRO D’AFFARI DI CENTINAIA DI MILIARDI,PERCHE’ E’ CONTRADDITORIO,DAL MOMENTO CHE QUEI CENTINAIA DI MILIARDI SONO LA MISURA DELLA DIFFERENZA DI DOMANDA E OFFERTA,DAL MOMENTO CHE IL MODO MIGLIORE PER SAGGIARE IL RAPPORTO DOMANDA E OFFERTA E’ IL DENARO.
Dire leggermente superiore,quando nel contempo si tirano in ballo centinaia di miliardi significa non essere razionali perchè la razionalità deriva da ratio,ovvero il rapporto,e chi è incapace di mettere a rapporto le cose,malgrado tacci noi di essere involuti(”quelli fra voi più evoluti”)NON PUO’ DEFINIRSI RAZIONALE.
VORREI SOTTOLINEARE LA NON-RAZIONALITA’ DEL DISCORSO DELLA FORCHERI,NEL SENSO DELL’INCAPACITA’ DI METTERE NEL GIUSTO RAPPORTO LE COSE,CHE DETTO DA UNA CHE SCRIVE IN UN BLOG CHE SI OCCUPA DI ECONOMIA E’ PIUTTOSTO GRAVE,SE VERAMENTE LA DOMANDA MASCHILE FOSSE ”LEGGERMENTE” SUPERIORE A QUELLA FEMMINILE L’ORDINE DI GRANDEZZA DEL GIRO DI AFFARI SAREBBE DI QUALCHE ZERO IN MENO…COME IL GIRO D’AFFARI DELLA PROSTITUZIONE MASCHILE.
E non è che non esista una prostituzione maschile,basti pensare al mercato della prostituzione maschile thailandese,in cui donne mature vanno con i bambini del luogo,solo che ha una dimensione di circa dieci-venti volte inferiore rispetto a quello della prostituzione femminile più classica,è ciò-casualmente- corrisponde ai livelli di testosterone maschili più alti di dieci o venti volte rispetto a quelli femminili.
Tutti i dati,scientifici ed economici sembrano indicare un maggior desiderio sessuale maschile,almeno a chi li sappia correttamente mettere a rapporto,ovvero a chi sia razionale.
Obiezione prevedibile:la prostituzione esiste per retaggi culturali:NON MI PARE CHE IN SCANDINAVIA SUSSISTA UN MERCATO EQUIPOLLENTE DELLA PROSTITUZIONE ,MASCHILE,E LI’ I RETAGGI NON ESISTONO PIU’ SOPRATTUTTO DATA LA VODKA CHE GIRA,IL TASSO DI CRISTIANI PRATICANTI E’ DEL 3%…NIENTE TRADIZIONI…ALLORA PERCHE’ NIENTE O POCA PROSTITUZIONE MASCHILE?
Io comunque mi sono sentito offeso,DALLO STESSO TONO OFFESO DELLA FORCHERI,COME SE BARNARD L’AVESSE OFFESA,loro però possono permettersi ”anche quelli fra voi più evoluti”,nonchè il famoso richiamo alla società dei bonobo che sarebbe senza violenza e stupri,gioverà leggere questo articolo di repubblica dove i famosi bonobo(privi di violenza),non soltanto stuprano le loro femmine ma anche quelle umane: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/esteri/kenya-scimmie/kenya-scimmie/kenya-scimmie.html
Quell’articolo(semicomico,devo confessare) va inteso per bloccare definitivamente la sciocchezza della società pacifica delle scimmie,CUI NOI DOVREMMO TENDERE…
Inoltre la storia di non usare il preservativo perchè ”il sesso è condivisione di liquidi” è indice della follia e dell’irrazionalità di costei…
vuole che milioni di bambini in Africa,ma anche in Europa e in America debbano morire per la sua concezione, molto in voga al giorno d’oggi di ,”sacralità” del sesso (e della vagina).Ci è o ci fa la forcheri?
A mio parere, tolte alcune lodevoli eccezioni, non c’è molto da aspettarsi dalle odierne generazioni femminili, cresciute ed allevate nell’idea che gli uomini siano solo dei poveri ritardati mentali, dalla sessualità “sporca, sbagliata e malata”.
In fin dei conti questa situazione fa molto comodo alle donne, perché permette loro sia di continuare ad atteggiarsi a vittime degli uomini e del Sistema (presunto) maschilista, sia di continuare a beneficiare della cavalleria maschile.
Signori, io credo sia il caso di prendere atto del fatto che le donne, in generale, non ci stimano affatto e pertanto mai faranno qualcosa che possa andare contro i loro interessi. Anche se non lo ammettono, esse sono in guerra contro di noi.
Del resto questo è uno dei motivi per cui non credo affatto a “nuove alleanze” e quant’altro, di cui si parla da tempo in altri forum e siti.
Anche per questo, anni fa, uscii dalla mailing list di U3000 (nella quale ero entrato nel gennaio del 2003).
Questo è un pezzo scritto da Rino, quattro anni fa.
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E’ giunta l’ora per gli uomini di ipotizzare che tutto quel che è stato raccontato loro sulla superiorità emotiva, intellettuale, intuitiva, relazionale, biologico/riproduttiva e morale delle donne sia falso.
Sul quel lago di bugie galleggia anche la verità secondo cui le donne sarebbero le creature erotiche, sentimentali e passionali e gli uomini freddi calcolatori, privi di sentimenti, refrattari all’eros e alle passioni, dalla sessualità monotematica concentrata in un solo microscopico punto.
Tra i propagandisti di queste bubbole c’è (ad esempio) F. Alberoni il quale nell’assegnare alla femmina la polarità erotica e celebrare l’erotismo come carattere peculiarmente* femminile (nel suo saggio “L’erotismo”) senza volerlo, confessa la verità: per le donne tutto è o può essere erotico, “…anche uno yacht”.
Osservato che non sta dicendo nulla di diverso da quel che dicono tutti da sempre è giunta l’ora di trarne le dovute conseguenze: se è vero che per la donna tutto è o può esser erotico ciò significa semplicemente che per essa nulla è erotico. Significa che la relazione con il maschio (e/o con il corpo delle altre femmine) rientra a pieno titolo nella modalità con la quale la donna si rapporta ad ogni altra cosa del mondo. Significa che la relazione erotica si confonde con le altre relazioni e che questo ambito del sentire è indistinguibile dagli altri. Significa che questa ha lo stesso sapore di altre esperienze (sapore che potrebbe forse variare in intensità). Significa che nel sentimento-del-mondo femminile, nel modo di rapportarsi a ciò che esiste, insomma nel modo di sperimentare la vita, l’aspetto erotico non emerge, non si distingue, non ha esistenza propria e separata dagli altri. Se le cose stanno così, usare il termine erotismo significa diluirne il significato fino a farlo evaporare completamente. Infatti, quando una parte che non si può identificare ha lo stesso nome del tutto, ben che vada si tratta di sinonimi: erotismo femminile=modo femminile di rapportarsi al mondo.
Per gli uomini invece l’erotismo esiste, è cosa individuabile e individuata. L’esperienza che porta quel nome (e che qui include la passione, la poesia, il sogno, il sesso, la libidine, la voluttà etc.) è diversa dalle altre, ha un ambito definito e non viene evocata da altro che dal corpo femminile (in via diretta o indiretta, si capisce).
Non esiste erotismo maschile che non stia in relazione con il corpo femminile: un tramonto non sarà mai erotico e tantomeno uno yacht.
La disparità ormonale non è solo quantitativa ma anche qualitativa. Di qui anche il fatto che i poeti cantano la donna mentre il contrario non accade**
A tutto questo vi è una soluzione semplice ed elegante: usare un termine diverso per indicare il generico sentimento-femminile-del-mondo (il cui carattere/colore/sapore non sono in grado di definire, visto che non sono femmina) e riservare “erotismo” per rappresentare solamente quella particolare saporita e ben individuata esperienza degli uomini***.
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*(“Peculiarmente” non significa esclusivamente. Affermando che la donna è erotica Alberoni cioè non intende cmq sostenere che l’uomo non lo sia per niente. Questo è ovvio, è mille volte ovvio. Persino Alberoni ‘sta cosa la capisce, ed è un maschio!).
** (E’ mille volte ovvio che questa affermazione va riferita alla maggioranza dei casi, alla generalità, alla regola predominante – come già detto e ripetuto – non alla totalità assoluta degli interessati. E’ centomila volte ovvio, ma bisogna ripeterlo altrimenti si citano Gaspara Stampa e magari persino Saffo a significare quanto siano stravaganti ed insostenibili – cioè ridicole – le precedenti considerazioni).
*** (E’ mille volte ovvio che stiamo parlando della maggioranza degli uomini e che questo non nega che ci siano uomini che …bla bla… e viceversa donne che …bla bla… E’ centomila volte ovvio, ma bisogna ripeterlo. Altrimenti…)
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Rino
Riguardo a questo passaggio,
“Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla”
vorrei sottolineare che, a livello strettamente personale, io non ho mai fatto parte di coloro che bollano come troie o bocchinare con gli amici, le donne che si concedono.
Questo perché, a prescindere da certi insopportabili comportamenti femminili, ho sempre trovato stupido ed altamente controproducente ragionare e reagire in questa maniera.
Altrimenti sono più che d’accordo, visto che anch’io ho conosciuto molto bene la freddezza, la rigidità, il fastidio e spesso anche il disprezzo, delle appartenenti al sesso femminile.
Condivido in pieno l’opinione secondo cui essere “cacciatori in questo campo”, alla lunga ti logora e ti distrugge, proprio a causa dei sopracitati motivi.
Il che, tra l’altro, oltre a dirla lunga sulla reale differenza di potere esistente fra i due sessi, evidenzia quanto l’autostima di un uomo sia molto più difficile e faticosa da costruire rispetto a quella di una donna.
Noi, solitamente, iniziamo ad incazzarci con loro verso i 14 anni. Loro, solitamente, cominciano ad incazzarsi con noi verso i 40…
Qualcuno afferma che per gli uomini, il “divertimento” inizia dopo i 40, ossia l’età in cui il potere sessuale femminile comincia a scemare drammaticamente.
Beh, però credo sia il caso di far notare due “piccoli particolari”:
1- In gioventù, ed anche fino ai 35, sono le donne a fare il bello ed il cattivo tempo (non sempre, ok, ma in genere è così).
2- Per la grandissima maggioranza degli uomini (quasi sempre i “beta”), i migliori anni della vita non sono quelli dopo gli “anta”, bensì quelli che li precedono.
Perciò, se fino ad una certa età sono state le donne a dettare le regole, cosa volete che si divertano una volta superati i quaranta? Ovvero quando c’è da pensare quotidianamente alla rata del mutuo, alle bollette, alla cassa integrazione, alla famiglia, ai figli (chi li ha, ovvio), alla ristrutturazione della casa ed a tutto il resto?
Come chiunque di noi sa, c’è un tempo per ogni cosa.
I diciott’anni, i vent’anni, i venticinque, i trenta, passano una sola volta e non tornano più.
Parole di Rino, risalenti a circa sei anni fa.
______________________
[...]
E qui si manifesta la stupidità maschile.
Non vi è niente di più autolesionistico, di più controproducente per gli uomini che sanzionare le donne che lo fanno gratis.
Non vi è nulla di più inconcepibile della cecità maschile di fronte a questo effetto boomerang. Chi vuole mostrare quanto siano tonti i maschi non ha che da citare questo eterno giudizio contro le generose.
I maschi vogliono sesso, ne vogliono tanto e lo vogliono gratis, poi insultano quelle che glielo danno.
E questa storia non cambia.
Ma è possibile che questa contraddizione non appaia nel cervello degli uomini? Come è possibile che non si capisca che la scarsità di sesso gratuito è una delle cause della loro dipendenza.
Se le squillo sono la benedizione degli uomini (vedi ultimo intervento in sito) a maggior ragione lo saranno le libertine. O no?
E’ ora di finirla di fare del male …facendosi del male.
Capiamoci, le puttane (anche come insulto) esistono. Sono quelle che frequentano e sposano maschi miserabili dentro ma pieni di soldi.
[...]
Articolo apprezzabilissimo, sottoscrivo praticamente tutto anche se non condivido il fatto che la donna, pur abbigliandosi e presentandosi a volte come più che disponibile, possa arrivare a comportarsi come un certo tipo di uomo ed abbracciare la pratica del sesso ludico estemporaneo: noi maschi stessi ne avremmo un certo disgusto.
Sono anche convinto che, dopo decenni di femminismo male inteso e male applicato, che ha reso la donna quasi opprimente agli occhi del maschio, è più probabile che la società abbracci le abitudini islamiche (matrimonio quasi obbligatorio in giovanissima età, e successiva poligamia) piuttosto che arrivare ad una riappacificazione planetaria tra i sessi in nome del godere comune.
“Articolo apprezzabilissimo, sottoscrivo praticamente tutto anche se non condivido il fatto che la donna, pur abbigliandosi e presentandosi a volte come più che disponibile, possa arrivare a comportarsi come un certo tipo di uomo ed abbracciare la pratica del sesso ludico estemporaneo: noi maschi stessi ne avremmo un certo disgusto.”
Sono le tue parole, Paolo, e credo che proprio queste siano la prova evidente della gigantesca contraddizione che vivono una gran parte degli uomini. Abbiamo affrontato questo argomento anche in altri post ma è utilissimo ritornarci.
Io credo che non ci si possa lamentare (giustamente) dalla mattina alla sera del fatto che le donne se la tirano, fanno le preziose, ce la fanno sudare ecc. ecc. e al contempo affermare di “provare disgusto”, per usare le tue stesse parole, nei confronti di quelle donne (una esigua minoranza purtroppo, per lo meno dal mio punto di vista) che invece hanno un approccio libero e giocoso al sesso e che arrivano “addirittura” a proporsi. Questo è un nodo che gli uomini che la pensano come te devono sciogliere. Perché delle due l’una. Non c’è scampo, salvo arrampicarsi sugli specchi. Ma scivoleresti, credimi, e ti faresti anche del male (metaforicamente parlando).
Sono anche queste ruggini maschiliste (non trovo altro aggettivo) che hanno contribuito a minare fino ad oggi la credibilità dei vari movimenti maschili.
Una cosa è certa. Se chiediamo un cambiamento radicale alle donne, nel loro modo di pensare, di essere, nei loro comportamenti, nel modo di concepire la relazione con l’altro sesso, è ovvio che altrettanto dobbiamo saper fare noi. Altrimenti non saremo mai credibili. Oltre al fatto che sarebbe profondamente sbagliato.
Quindi deciditi (e decidetevi). O si lavora per una trasformazione radicale dei rapporti fra uomini e donne all’insegna della reciprocità, della spontaneità, del libero gioco sessuale e amoroso, come sostiene Paolo Barnard (ed io con lui) nel suo articolo, oppure ci teniamo la status quo. Che vuol dire l’ipocrisia delle donne (tutte, comprese le nostre madri, mogli, fidanzate, amanti e sorelle) che se la tirano pubblicamente salvo “smollarla” di nascosto al famoso “idraulico” o all’istruttore caraibico di salsa.
Credo che sia l’ora di gettare alle ortiche una volta e per sempre questa paccottiglia. Naturalmente tu sei libero di pensarla come vuoi, è ovvio. Però permettimi di dirti che sono proprio le posizioni come la tua che alimentano questo circolo vizioso dal quale invece è necessario uscire. E prima lo si farà meglio sarà.
Per cui, se mi permetti bonariamente, di chiudere con una battuta (in cui però credo):”Donne, non date retta a quelli che la pensano come Paolo. Noi, uomini liberi e consapevoli, non vi giudicheremo negativamente se vi proporrete apertamente. Al contrario. Ne saremo felici e sapremo apprezzare il vostro coraggio. Anche quello di sentirvi rispondere di no, una tantum, ma proprio una tantum. Agli uomini succede molto ma molto più spesso. Ma non ne fanno un dramma”.
Fabrizio Marchi
“anche se non condivido il fatto che la donna, pur abbigliandosi e presentandosi a volte come più che disponibile, possa arrivare a comportarsi come un certo tipo di uomo ed abbracciare la pratica del sesso ludico estemporaneo: noi maschi stessi ne avremmo un certo disgusto”.
Scusa Paolo, ma ragionamenti come i tuoi (molto diffusi, peraltro) non fanno che evidenziare una volta di piu’, quello che il sottoscritto (nonche’ qualcun altro prima di me) evidenzia da tempo: e cioe’ che gli uomini sono il problema n.1 degli uomini.
Personalmente, non proverei alcun “disgusto” (disgusto?) nei confronti di donne che avessero realmente il coraggio di esporsi e di proporsi.
Riguardo alla “soluzione islamica”, be’, ne faccio volentieri a meno. Dico, ma e’ proprio necessario passare da un estremo all’ altro ? Una via di mezzo, no?
Strider: “Gli uomini sono il problema n.1 degli uomini.”
Infatti. Finché si preferiscono quelle che se la tirano perché le altre “danno disgusto”, non se ne verrà mai a capo.
Finché al sesso ludico si preferiscono l’umiliazione e i costi del corteggiamento, non ci sarà rimedio.
Senza dire che questo conferma il cliché femminista, secondo cui “Se una non fa la ritrosa è una squillo”.
Dunque non è una invenzione, è vero. Paolo lo conferma perché – mi pare – non si rende conto delle conseguenze perniciose per lui stesso (e per tutti gli uomini Beta) di quel suo modo di giudicare, purtroppo ancora diffuso e persistente.
Rino DV
Che gli uomini siano il problema N°1 degli uomini, è un dato di fatto, che anche alcuni appartenenti al movimento maschile non hanno mai voluto accettare.
Ma, piaccia o meno, è così. Basta ascoltare ed osservare attentamente, per rendersene conto.
Per esempio, la quasi totalità dei miei amici e conoscenti, è solita giudicare come delle troie le donne che si concedono facilmente (pur desiderandole al tempo stesso).
Anche tanti altri uomini con i quali mi è capitato di interagire occasionalmente, facevano (e fanno) i medesimi discorsi.
Perciò, come si può credere che il problema N°1 degli uomini sia il femminismo? Certo, è indubbio che sia “un problema”, ma non è “il problema” (perlomeno non qui, in Italia). Spesso si fa riferimento alle contraddizioni femminili (che esistono, senza alcun dubbio; io stesso non perdo occasione per evidenziarle), dimenticandosi però di quelle maschili.
Insomma, se non si riesce a capire e ad ammettere anche a se stessi, che i problemi degli uomini hanno origine anzitutto dall’interno (quindi nella loro testa, nei loro pregiudizi di chiaro stampo maschilista) anziché all’esterno (ossia nell’ideologia femminista), non si andrà mai da nessuna parte.
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P.S. In merito aprii questa discussione, circa tre anni fa.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=14682616
Ringrazio Silver per aver riportato ciò che avrei voluto scrivere (ossia riscrivere) sull’argomento, risparmiandomi la fatica di farlo. Come tutti quelli che lo conoscono, so della sua memoria da Pico e della sua capacità di recuperare interventi anche vecchissimi, sparsi chissà dove. Cosa che farebbe sudare persino Google.
In questo caso, ad es. non sarei stato capace di farlo neanche per il premio di 1 mln di dollari. Eppure si resta sempre basiti di fronte a tale capacità.
Pane al pane e vino al vino: Silver è il Messner della QM. E se è stato il Pioniere dei Pionieri, un motivo ci sarà.
Dico queste cose ora, perché riportarle come epigrafe sulla sua tomba, a lui non giova. E neanche a noi.
Rino DV
se ci fate caso le ninfomani scopano sempre tanto anche se sono bruttine…questo la dice lunga..
comunque su 12 ragazze con cui ci provi 1 ci stà dai….il problema è trovare le 12 con cui provarci..
Nicola, ma tu l’ hai mai realmente incontrata una ninfomane? Io no, e calcola che fra non molto compirò 37 anni. Sei sicuro di non ragionare per sentito dire? Riguardo al fatto che a furia di provarci, qualcuna la dia, non cambia lo stato delle cose: ossia che a doversi esporre è sempre l’uomo.
Ma è così difficile riconoscerlo?
In merito alla questione del corteggiamento, devo dire che io faccio parte di coloro che hanno sempre detestato dover rincorrere le donne, proprio per i motivi evidenziati da Rino: corteggiare una donna è molto spesso un’umiliazione e non un piacere.
Concordo anche con Silver, riguardo alle contraddizioni maschili, dalle quali dubito se ne verrà mai a capo.
Senza reciprocità e spontaneità il corteggiamento non potrà mai essere una cosa piacevole…al contrario, sarà sempre uno strumento di gestione, controllo e dominio dell’una sull’altro.
Quello del corteggiamento “da che mondo è mondo sono i maschi (beta, non scordiamolo mai…) che corrono dietro alle donne…” è un altro dei luoghi comuni (molto resistenti purtroppo anche nella mente di tanti uomini) che deve essere completamente demistificato.
D’altro canto, se la sessualità e la relazione uomo-donna fossero veramente liberate da ogni legaccio e da ogni sovrastruttura, il cosiddetto “corteggiamento” non avrebbe neanche senso di esistere perchè gli uomini e le donne si incontrerebbero in assoluta libertà e senza che nessuna delle due parti (i maschi beta) sia costretta a genuflettersi ai piedi dell’altra. Genuflettersi per cosa? Per poter accedere a quello che dovrebbe essere un diritto naturale di tutti e di tutte, quello cioè di poter vivere giocosamente e liberamente la propria sessualità?
Pensate quale abominio è stato perpetrato. Nel nome del dominio, del potere di un essere umano su un altro, è stata assassinata forse la cosa più bella del mondo, e comunque una delle più belle, insieme alla natura, all’arte, alla bellezza, alla poesia, al gioco dei fanciulli…
Tornerò sull’argomento che merita più di un commento
Fabrizio Marchi
Barbard, ma non era meglio che te la scopavi, invece di scrivere tutte ‘ste minghiate? Ti dirò, meglio una sega manuale che tutte le seghe mentali che ti stai facendo! eheh
Caro Csm, la linea che ci siamo dati è quella di cestinare commenti come il tuo, non certo per ragioni di ordine morale (o peggio moralistico) o formale ma solo perché si tratta di imbecillità gratuite e prive di qualsiasi senso. Diversa è l’ironia, un’arma potente, anzi potentissima, di cui però tu sei assolutamente privo.
In questo caso invece abbiamo fatto un’eccezione alla regola scegliendo di pubblicare il tuo commento. Lo abbiamo fatto perché ci è sembrato utile per far capire ai nostri lettori in quali condizioni mentali si trovino ancora un gran numero di uomini. Tu fra questi.
Come potete constatare, amici miei, abbiamo un gran lavoro davanti a noi. Rimbocchiamoci le maniche.
Fabrizio Marchi
sono arrivata a questo sito attraverso questo pezzo di Barnard.
come ho avuto modo di commentare altrove, la rivoluzione sessuale di cui si parla passa attraverso un cambiamento anche degli atteggiamenti maschili.
vedo che nei commenti precedenti questo argomento è stato toccato, ma ci tengo a portare la mia esperienza.
ho perso svariate possibilità di costruire una vita di “coppia” con uomini che mi chiedevano di essere la loro burattinaia. mi sono rifiutata con forza di assumere un ruolo dominante, nel quale il mio compagno diventava un passivo esecutore dei miei insindacabili ordini. ho pagato questa esigenza di “reciprocità e spontaneità” con la solitudine.
beh, scoprire l’esistenza di questo posto mi fa sentire un po’ meno sola.
a presto.
Cara Elisa, sei la benvenuta. Il fatto stesso di apprezzare questo nostro sito e, nello specifico, l’articolo di Paolo Barnard, dimostra che sei una donna evoluta, libera, consapevole e soprattutto animata dal desiderio di provare a costruire una relazione diversa con gli uomini.
Il tuo messaggio, oltre ad essere molto gradito, ci incoraggia e ci dice che siamo sulla strada giusta. Ma soprattutto è la miglior testimonianza del fatto che nessuno di noi è animato da uno spirito misogino e/o antifemminile. Sono assolutamente convinto che se tu avessi avvertito, sia pur in misura minima, questa sensazione, non ci avresti neanche scritto. E invece lo hai fatto. E hai fatto bene, perché hai compreso quali sono i nostri obiettivi e le nostre reali intenzioni.
Abbiamo bisogno di donne che abbiano la forza e il coraggio di portare avanti questa battaglia, soprattutto con le altre e per far riflettere le altre. Donne in grado di mettere da parte i luoghi comuni, di mettersi in gioco, di fuoriuscire dai soliti schemi preconfezionati e soprattutto di abbandonare, come tu affermi di aver fatto e ti crediamo, quelle cosiddette “rendite di posizione” e quel “potere” a cui la grande maggioranza delle donne stesse non vuole rinunciare.
Di nuovo benvenuta. E soprattutto benvenuta alla lotta. Perché neanche per te credimi, donna libera, sarà facile portare avanti queste idee.
Ma non sarai sola. Di questo stai pur certa e su questo puoi contare.
Fabrizio Marchi
“LA VITA ANULARE”
Flavio era un uomo pelatino di 45, anni scarsi,
ossuto, nervoso e spento.
Aveva sposato “Ikea”,due anni piu’ giovane, senza sorprese, ed avevano avuto due figli:”brico” e “fer”.Avevano seppellito circa 4
genitori,tutti per terribili neo-plasie, causate, si dice, dall’odore intenso di rifiuti, della quale era permeata l’aria di Caltagironopoli,la loro
bellissima citta’ eterna.Ma grazie al trapasso dei
propri cari,si erano potuti permettere l’acquisto
contanti, di un appartamento al secondo piano
in via di tronisti 9 di ottentamedriquadrievasierieterrazzinocopertodecoder, nella porta dell’eden alla bufalona.La
bufalona assomigliava ad un enorme kibbutz,di colore bianco-beige-giallino,ove nulla,senno’le disperazioni ela cattiveria ,si riconoscevano dall’intercalare psico-farmacie,friggitorie egizio-romene di pseudo-suppli’ scotti,coatto-birreria con pizza danese e
bistecche napoletane radioattive.E banche.Piu’
banche aprivano,meno soldi circolavano e piu’
coca si spacciava.alle 21 due fiumi umani si
incrociavano: quello dei tecno-pendo-lavoratori a
1250euri,come la nostra coppia ed il polo del lavoro notturno composto da:cubiste,pertichiste,vibretoriste,pillolisti, cocainisti,e riscossori e pali.Quando tornavano a casa,Flavio ed Ikea, si imbatterono nel solito casino dei due figli salsicci (grassi e cattivi),al zonzo annoiato del loro appartamento .
Una pizza all’ananas copriva le sevizie di due cani e tre gatti vivisezionati per gioco,le teste di questi esposti su untelevisore al plasma,con sotto traccie di primi schizzetti di piacere, su “Albina”,una sexibambola,a calore umano,del costo di 850 euri, che le due piccole carogne tredicenni,avevano acquistato, depredando e seviziando i loro compagnucci.
Per la cronaca , si rammenta che l’ultima volta che babbo flavio aveva rivolto l’attenzione ai ragazzi , era stato nel natale del 2007, sei anni prima….”buon natale da papa’ e mamma”,fu la frase, prima dello spacchettamento di un videogame eccezzionale (si potevano ammazzare 40 talebani al minuto nel deserto afghano).A quel punto, dopo un po’, i due ragazzi,si riuscivano a confidare solo davanti alla testa del duce,unica cosa di maternoaspetto,in200km quadri.Poi , Brico e fer, erano disperati,non erano riusciti a trovare nessuno che li gonfiasse come zampogne, a mestiere, per riportarli alla ragione.A volte ,pensarono, vista la scarsa emozionalita’ dei genitori, di essere figli dell”Spirito Santo”. Con loro tutti erano fottutamente buoni e comprensivi, ma nessuno se li filava….Ma quella sera, dopole21.30,successe qualcosa……..Babbo e mamma erano stati fulmineamente licenziati e senza il becco di liquidazione, dalla loro azienda sulla Tiburtara, la PARAVENT SPA.
Ecco che Flavio “l’assente” raduno’ la famigliola ed escogito’ un piano “Ragazzi, disse”Babbino e mammina non lavorano piu’.Non abbiamo piu’ soldini,a meno che……………Le imprese della famiglia, si conobbero ai 4 vertici del raccordo,fino al giorno che, asseragliatidentro un agenzia immobiliare, seminarono una grande scia di sangue:ora in semiliberta’, aspettano di raccontare la loro storia
Condivido la sostanza dei discorsi.
Tuttavia credo sappiate meglio di me (visto che di certe questioni ve ne occupate da tempo), che esistono delle differenze naturali fra i due sessi, difficilmente sormontabili tramite una “rieducazione”.
Per esempio, come non si può “costringere” degli uomini giovani a farsi piacere delle donne anziane o di mezza età, non si può fare altrettanto con le donne, “convincendole” a corteggiare quelli che definite uomini beta. (Perlomeno questo è quello che penso io).
Anche il fenomeno della prostituzione, come lo spiegate? Come un fatto meramente culturale, naturale oppure ” un po’ e un po’ ” ? Ovvero “frutto” di natura e cultura?
Se davvero, come ci viene ripetuto da almeno quarant’anni, la nostra società fosse fallocratica e fallocentrica, perchè gli uomini non ”ricambiano le donne” con il fallo ma con moneta sonante? Forse perchè sul mercato il mitico fallo patriarcale vale un decimo della figa?
Allora non sarebbe il caso di chiamarla piuttosto società figocratica,figocentrica?
No per carita, è stabilito per legge che è maschilista e patriarcale, ci sono pure le leggi per le pari opportunità, quindi lo dice pure lo stato che è patriarcale e fallocentrica…
Già,però perchè sui muri non c’è scritto viva il cazzo ma soltanto viva la figa?
Perchè gli uomini sono così volgari direte voi…Già, ma questo desiderio, questo bisogno ”volgare” è la radice della diversità di valore tra la ”figa” e il ”cazzo”.
Se davvero la società fosse fallocentrica l’uomo potrebbe ricambiare la donna col fallo, e invece deve mettere mano al portafoglio. Perchè?
Perchè alla donna il fallo interessa di meno, banalmente, di quanto la vagina interessi all’uomo.
Non ci vuole la scienza per capirlo,o forse sì,dal momento che i livelli di testosterone degli uomini sono venti volte più alti,e le donne che hanno più desiderio sono quelle che hanno i livelli di testosterone più simili agli uomini…
Ma sono argomentazioni giunte invano,diranno che la domanda di sesso degli uomini è leggermente superiore a quella degli uomini,diranno che è poca la differenza,a poco varrà la scienza,a meno varrà l’evidenza…
Diranno che loro sono superiori. Già, ma le superiori che giudicano dall’alto della loro superiorità la ”volgarità” maschile dimostrano in ciò di non essere razionali.
Perchè la razionalità deriva da ”ratio” ovvero “rapporto”,e chi non sa mettere le cose a debito rapporto non può definirsi razionale.
Chi dice che la domanda maschile è ”leggermente” superiore a quella femminile,non può definirsi razionale,perchè come si fa contemporaneamente a lamentarsi del terribile giro d’affari della prostituzione di centinaia di miliardi che finanzia la mafia(cosa vera)e contemporaneamente a sostenere che la differenza tra la domanda/offerta è piccola?
Bisogna essere non razionali,perchè il denaro è ciò che per eccellenza misura la differenza tra domanda e offerta e centinaia di miliardi non mi pare che siano poco.
Ma, diranno loro, che la prostituzione esiste da quando esiste il denaro,e il denaro l’avremmo inventato noi(come probabilmente tutto il resto),già,ma…
se gli uomini avessero potuto contraccambiare con il solo fallo avrebbero avuto bisogno di inventarsi il denaro per pagarle?
Cosa nasce prima,l’uovo,o la gallina il denaro,o la prostituzione?
Ragazze mie,che bisogno c’è di essere ricco se posso fidanzarmi con Monica Bellucci solo col ”fascino maschile” del mio fallo,in questa società fallocratica?
Come nasce il meccanismo del denaro?
Forse non è necessario chiederselo,nemmeno rimpallarsi la responsabilità su come si origina il denaro…e la prostituzione…se gli uomini comprano è perchè le donne vendono,ciò è lapalissiano,ma pare dimenticato…
Però, io dico, dal momento che il meccanismo oramai è in azione, invece di andare a ravanare nel paleozoico,forse, sarebbe meglio prendere atto di questa situazione di ”compensazione monetaria”. Del resto il fatto stesso che ci sia bisogno di un compenso monetario dimostra come e quanto questa situazione sia sbilanciata.
Chi non riconosce questo scompenso, è inutile che dia lezioni dal suo pulpito,spiegandoci cosa fare,perchè chi non riconosce lo squilibrio fra domanda e offerta,non può definirsi in senso stretto razionale,perchè non è in grado di metterle nel giusto rapporto.
Ci si risparmino dunque le ”maternali” e le belle favole in cui nella magica ipotetica società femminista,il matriarcato(di cui non si hanno riscontri storici),i maschietti passavano il tempo a ”impollinare” il fiore femminile. Se così fosse stato non avrebbero avuto bisogno di inventare il denaro per pagarle. O no?
Perchè pagare per ciò che si può avere gratis?
Io non invoco il sesso ludico,una botta e via, io invoco la sincerità e la reciprocità, non prenderci in giro, tutto qui. E’ troppo?
Evidentemente,sì.
E’ vero che le donne sanno mentire meglio degli uomini,soprattutto a sè stesse.
Certo,viviamo in una società fallocratica e fallocentrica però la parola d’ordine è viva la figa…chissà perchè?
Saremo anche volgari,ma non siamo fessi.
VOGLIO FARE UN APPELLO AGLI UOMINI PRESENTI SU QUESTO SITO. AIUTATEMI A CAPIRE UN COETANEO, IO HO 43 ANNI, CHE DOPO UN TIRA E MOLLA DI CIRCA SEI MESI, DECIDE DI “CONCEDERSI”, MA LO FA VOLENDO CONSUMARE UN AMPLESSO COSì CONCEPITO: APERTURA DELLE GAMBE ED INTRODUZIONE DEL MEMBRO DEBITAMENTE ERETTO, IL TUTTO SENZA UN BACIO, UNA CAREZZA, UNA PAROLA CARINA, INSOMMA SENZA UN MINIMO DI PRELIMINARI, NONOSTANTE I MIEI RIPETUTI TENTATIVI DI APPROCCIO IN QUESTO SENSO…. ESASPERATA, UMILIATA E FERITA NELLA MIA FEMMINILITA’, GLI FACCIO NOTARE CHE MI STA TRATTANDO COME UNA PUTTANA E LUI PER TUTTA RISPOSTA MI CONTESTA, SI ALZA, SI RIVESTE E SE NE VA, SENZA TRA L’ALTRO AVER RAGGIUNTO L’ORGASMO….. ACCETTO COMMENTI E SUGGERIMENTI!!!!
Onestamente, cara Cristiana, non è un caso che può diventare legge sistematica. Non sappiamo nulla di lui, di te, della vostra relazione. Potrebbero esserci mille spiegazioni e nessuna al suo comportamento. Intanto bisognerebbe capire questo “tira e molla” di cui parli. Lo fai tu il “tira e molla” o la fa lui? Questo potrebbe fare la differenza. Perchè nel caso lo avessi fatto tu potrebbe essere una sorta di ripicca del tipo “me l’hai fatta sudare e ora ti punisco”. Se invece sei stata tu a corteggiarlo (cioè a sbatterti, perchè questo è ciò che viene chiamato, indorandolo, “corteggiamento”), potrebbe anche darsi che tu non gli piaccia più di tanto. Però, a quel punto, essendo un maschio, potrebbe aver pensato “proviamoci comunque”. E non piacendogli tu più di tanto, lo ha fatto nel modo che più lo eccitava, cioè senza nessun altro orpello (ammesso che siano orpelli…).
Oppure semplicemente lo eccitava di più farlo in quel modo. Detto ciò, non è affatto detto che lui pensasse di trattarti come una puttana. Il fatto che ti abbia presa in quel mondo non significa necessariamente che pensi una cosa simile di te. Comunque, come ripeto, non sappiamo nulla di lui e di te. Non è possibile oggettivamente fare un’analisi compiuta e darti delle risposte che non siano delle semplici ipotesi.
Fabrizio Marchi
Cristiana
“VOGLIO FARE UN APPELLO AGLI UOMINI PRESENTI SU QUESTO SITO. AIUTATEMI A CAPIRE UN COETANEO”
In merito, ti ha già risposto egregiamente Fabrizio.
Personalmente, però, propendo di più per l’ipotesi che tu non gli piacessi più di tanto.
Sostengo ciò perché, di norma, se un uomo è realmente attratto da una donna desidera baciarla e leccarla tutta.
Purtroppo sono cose che capitano e non è detto che esistano per forza delle colpe da parte sua o tua.
Semplicemente, a volte, le cose non vanno come si vorrebbe. E’ la vita.
ma scusa, silver. se una persona non ti piace, per quale motivo ti ecciti e ci fai sesso seppure in maniera riduttiva e poco articolata? a me se uno non mi piace lo evito, non lo guardo in un certo modo o tento approcci….è una dinamica maschile? te lo domando perchè una cosa così avvilente lascia un retrogusto tanto amaro da far dubitare delle proprie facoltà di seduzione….insomma è una bella bordata all’ autostima, inflitta senza motivo perchè tra l’altro è un bel tipo e dubito che gli manchino donne più piacenti di me che lo circuiscano!!!!
Cristiana, non si tratta esattamente di dinamiche maschili, bensì di dinamiche che possono crearsi in determinate circostanze.
Al riguardo Fabrizio ti ha già fatto notare ciò:
“… Però, a quel punto, essendo un maschio, potrebbe aver pensato ‘proviamoci comunque’ “.
e qui nascono malintesi ed equivoci, silver… tu uomo pensi che comunque vada sarà una trombata di più, ma a me donna non dai la possibilità di scegliere, poichè ti eri proposto in un modo, all’inizio, per poi mostrarti diversamente quando sei arrivato al dunque. è una questione di onestà e di considerazione, visto che ci conoscevamo già da tempo…..
Sì, Cristiana, però in questi casi bisognerebbe ascoltare sempre le due campane, dato che l’opinione di quell’uomo nessuno di noi la conosce…
Giusta osservazione, Fabio. Inoppugnabile, direi… Grazie comunque a tutti per il contributo in merito al mio “dilemma”.
Indipendentemente dalle solite chiacchiere di dubbia utilità (e serietà) su una vera o presunta “disparità ormonale”, “dipendenza sessuale” e menate del genere, io credo che il sesso a pagamento è un modo particolare di fare sesso con tutta una serie di risvolti ambientali, fisici, comportamentali e psicologici conseguenziali al caso. Si tratta comunque di un modo di far sesso diverso da quello non a apagamento e a mio parere l’uno non può fare da surrogato all’altro, seppure so che non pochi uomini lo usano a questo scopo.
Le motivazioni per cui un uomo sia disposto a ricorrere a questa particolare modalità di fare sesso possono essere diverse tra cui anche la semplice curiosità di vedere di cosa si tratta. Curiosità che non si esaurisce però solo in una singola “botta” ma che può anche prolungarsi per più “sedute” presso diverse prostitute di diverso tipo.
Io sconsiglio però, oggi come oggi, di andare a puttane perché si scoprirà di spendere una quantità di soldi – seppure non eccessiva – che non ha una contropartita equivalente. Non ho idea di come fossero le prostitute di un tempo ma so che oggi si tratta per lo più di ciarlatane che non sanno macno lontanamente cosa può piacere ed eccitare un uomo. Vogliono solo far soldi subito e facilmente.
Si tratta di parassite, donne fallite come ce ne son tante che campano sui pruriti degli uomini e che invece di aver trovato la propria fonte di guadagno campando sulle spalle di un solo uomo come fanno molte donne “moderne” che si ritengono “signore”, distribuiscono i loro introiti in più “botte” con un più chiaro (e più grezzo) principio di prestazione-controprestazione.
Pertanto consiglio di impiegare i propri soldi in cose molto più costruttive che non per arricchire queste poco di buono. Ma so che chiunque abbia la curiosità di provare si renderà conto di quanto dico solo quando urterà con la testo in fronte al muro.
Peppe
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Indipendentemente dalle solite chiacchiere di dubbia utilità (e serietà) su una vera o presunta “disparità ormonale”, “dipendenza sessuale” e menate del genere”
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Che la sessualita’ maschile sia diversa da quella femminile e’ un dato di fatto, non una “menata”.
Peppe
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Si tratta comunque di un modo di far sesso diverso da quello non a a pagamento
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Si’, e’ un modo diverso di fare sesso. Tuttavia, in questa societa’, il sesso ha quasi sempre un costo (per l’ uomo), sia diretto che indiretto.
Peppe
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Le motivazioni per cui un uomo sia disposto a ricorrere a questa particolare modalità di fare sesso possono essere diverse tra cui anche la semplice curiosità di vedere di cosa si tratta.
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Si’, le motivazioni sono diverse, ma fra queste c’e’ la seguente: per molti uomini e’ l’ unica maniera per fare sesso. Se lo trovassero gratis non pagherebbero.
Non capisco che senso di colpa possa avere uno che va a puttane.
Cioé voglio dire: seppure la tizia “lavorasse” sotto pappone il cliente che può farci?
Comunque non ho detto che uomini e donne hanno la stessa sessualità, anzi io sostengo che sia assurdo sostenere una cosa del genere visto che ritengo che ogni essere umano abbia una propria sessualità specifica. Quello che ho detto è che non prendo sul serio certe chiacchiere che circolano su una presunta sessualità “maschile” e una presunta sessaulità “femminile”.
In particolar modo non trovo per niente convincenti le teorie altamente “scientifiche” che si fondano sul presupposto che i nostri progenitori fossero coppiette di sposini dediti a cambiar pannolini alla prole e con la berlina fuori pronta coi bagagli per una gita in montagna o al mare. Tutto qui.
Non ho neanche negato il fatto che molti uomini ricorrano al sesso a pagamento come surrogato del sesso non a pagamento. Ho solo detto che è uno dei vari motivi che oggi sta prendendo piede.
Per favore non mettemi in bocca (o nella tastiera) cose che non ho mai asserito, grazie.
Infatti asserire che “uomini” e “donne” hanno una sessualità “diversa” vorrebbe dire che tutti gli uomini hanno la stessa sessualità e così tutte le donne.
E in cosa consisterebbe questa presunta sessualità “maschile”, queste grandi e irrefrenabili pulsioni “maschili”? Nello strabuzzare gli occhi quando vedono un banalissimo culo femminile come se vedessero un alieno con due teste, quattro braccia e otto gambe scendere da un disco volante ed esclamare “Ahò che culo!”?
In tal caso sono molto fiero di essere ben poco “virile”!
Però guarda caso da ragazzino spesso lo facevo anche io solo perché “così fanno gli uomini” e non perché provassi chissà quali “grandiose sensazioni” nel vedere un banale culo femminile. E chissà quanti ragazzi fanno lo stesso…
Ora quindi mi viene un sospetto: ma non è che per caso dietro tutto questo c’è una certa spinta imitativa?
Bisogna anche tener conto del fatto che il sesso a pagamento ha assunto significati diversi nelle epoche.
Nell’antichità aveva addirittura una valenza sacra, gli uomini si recavano al tempio e giacevano con delle ragazze in cambio di un’offerta. Erano ragazze messe lì dai sacerdoti per riscuotere i tributi che servivano per la manutenzione del tempio e per far campare la casta sacerdotale.
Molto interessante questo articolo, che mi trova concorde,alla intervenuta potrei riferire che farebbe meglio a non lamentarsi.. almeno lei poteva assaporare una ludica sessualita’ con qualcuno che reputava un bell’uomo.. sfido qualsiasi bruttino a poter dire altrettanto, cosciente del fatto che lui alla bella di turno non le avrebbe posto determinati preliminari..
Proseguendo, oggi vedo in giro semplicemente “uomini con l’utero”, vedo altresi’ tante femmine, ma cio’ che realmente mi interessa, ovvero la Donna, e’ solo un mero ricordo, tramutato in merce mediatica oltre a quello gia’ di conoscenza storia piu’ volte citata dagli intervenuti.
Damien, la Donna non esiste e non è mai esistita. Prima togli la maiuscola, meglio sarà per te.
La merce mediatica non è la versione cattiva e decaduta della Donna, è semplicemente “essere donna oggi”.
Il passato è proprio quello: passato.
Guarda il presente. È la tua vita.
Peppe
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In particolar modo non trovo per niente convincenti le teorie altamente “scientifiche”
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Nemmeno io trovo convincenti le le tue teorie altamente “personali”…
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L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico.
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E’ quello che ogni tanto faccio pure io, specie da quando ho chiuso circa due anni fa, una relazione durata oltre tre anni.
L’unico motivo per cui ora sono solo un occasionale frequentatore di prostitute anziché regolare, è di natura economica, perché se potessi ne cambierei ogni sera una.
Il che produce in me anche una buona dose di rabbia, frustrazione e senso di impotenza, dato che il mio desiderio di sesso è costante, ma impossibile da soddisfare come vorrei.
Al riguardo condivido in pieno le parole di Barnard: avere fra le mani una giovane ragazza nuda, senza impazzimenti continui, è quasi impossibile.
P.s: ci tengo a precisare che non sono un “bruttone”, anzi… solo che come dice giustamente Paolo Barnard, il sesso ludico (gratis) è una chimera.
Ho sentito spesso le mie colleghe giudicare senza pietà chi è stato beccato a fare uso di sesso a pagamento, provare disprezzo misto pietà per la prostituta e disgusto puro per colui che l’ha pagata. Ho sentito le stesse raccontare delle loro avventure selvagge durante le vacanze nell’isola X, nel villaggio X con uno sconosciuto indigeno o con l’animatore italiano che comunque mai rivedranno e mai vorrebbero rivedere. Non è la cultura o la società che inibisce le donne, ma è la paura folle della solitudine, del tradimento e sopratutto del rifiuto che il sesso ludico può provocare. Darla a tutti….ok, ma che figura ci faccio se poi nessuno più la vuole? Quanto dovrò accontentarmi? Quanto sarò lontana dall’uomo ideale che mi hanno imposto di desiderare fin da bambina? Vale la pena di concepire il sesso come puro accoppiamento se poi mai ci sarà un domani? L’uomo è per natura cacciatore, ma la donna è per natura procreatrice e non riesce a concepire il sesso senza finalità, almeno non a lungo. Per questo giudico sacrosanta verità quanto scritto nell’articolo,ma non ci prendiamo in giro, è pura utopia la donna che fa sesso senza perseguire l’obbiettivo! L’unica cosa che un uomo può sperare è che ci sia una fase di caccia pre matrimoniale dove i costumi di una nuova cultura femminista portino a cercare la preda senza troppi giri di parole…cosa che di fatto stà iniziando ad avvenire fra gli adolescenti. Quindi un consiglio: lavoriamo per dare ai posteri un futuro migliore…..sessualmente parlando!
Ci vuole autocoscienza maschile come ha detto qualcuno: le donne hanno l’invidia del pene, non saranno mai degli esseri razionali, tenteranno sempre di fregare il maschio, sono inferiori; in questo tipo di società andrà sempre male per i maschi.
Ci vuole cattiveria, se uno riesce a capire che non sono importanti ne può fare a meno.
Sono talmente insignificanti, piccole di fisico e mente.
@ Rita: Quello che dici è condivisibile, ma al tempo stesso è anche la misura perfetta della catastrofe futura. L’ipocrisia delle donne che moralizzano sul “puttaniere” e poi si vantano dell’avventura con l’animatore, l’egoismo sconfinato del chiedersi “ma quando non la vorranno più?”, la favola deleteria dell’”uomo ideale” che alle donne spetterebbe di diritto, come spetta loro di diritto buttarlo via e trovarsene un altro più appetibile non appena subentra la “noia”. Sai cosa succederà? Che l’uomo continuerà a essere cacciatore e ogni tanto tornerà a casa con una preda, ogni tanto no, ma non per questo smetterà di vivere. Solo che non concederà più alle donne il loro obiettivo. Non concederà più che ci sia nessun “domani”. Ci sarà solo il presente. E forse non ci sarà nemmeno più il matrimonio. Poi un bel giorno le donne si chiederanno come mai non ci sono più gli uomini buoni di una volta. Si sentiranno rispondere: “Perché quando gli uomini buoni erano disponibili e generosi, voi li disprezzavate per mettervi con l’animatore del villaggio turistico. Ora gli uomini buoni sono da un’altra parte. E non torneranno.”
Strider: “Nemmeno io trovo convincenti le le tue teorie altamente “personali”…”
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Ecchissenefrega!
La risposta di Rita conferma quanto io da sempre asserisco: a fare la differenza tra uomini e donne in certe cose è principalmente la incorreggibile vigliaccheria femminile. Le donne se la fanno sotto se devono mettere alla prova il loro vero “valore di mercato”, usando un’espressione di Warlordmaniac (uno dei pochi personaggi simpatici e perbeni di un certo forum…), così lo “mascherano con vari escamotage che la società definisce come “ritrosia” in quanto c’è sempre una larga dose di accondiscendenza verso le donne.
Peppe
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Ecchissenefrega!
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Se non te ne fregasse non risponderesti…
Peppe
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usando un’espressione di Warlordmaniac (uno dei pochi personaggi simpatici e perbeni di un certo forum…),
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Fai propaganda “contro” ?
Ma vedi di darci un taglio…
L’uomo è cacciatore in quanto le donne non vogliono far vedere al maschio che gli interessa: perché sono invidiose oltre che vigliacche, questa società gliele da tutte vinte, l’uomo non è cacciatore e un servo.
Poi non ho capito nell’articolo, 100 euro per fare quello che dice la troia in mezzora? oppure lo ha chiesto il cliente un bocchino e una scopata?
Strider ti voglio bene, ma come ho già detto, seppure non ne faccio un’ossessione e un’idolatria, sessualmente mi piacciono le donne. Quindi non metterti strane idee in testa che non se ne fa niente, mi spiace.
Caro Leo, come puoi constatare leggendo i commenti nel blog e gli articoli pubblicati sul sito, la qualità del dibattito (talvolta con qualche rara eccezione ma non stiamo certo qui a farci le pulci…) è di notevole livello e tale deve rimanere.
Naturalmente quando parlo di qualità mi riferisco ai contenuti, non certo alla sintassi, alla grammatica o al linguaggio (comunque mediamente molto buoni) che differiscono da persona a persona come è normale che sia. Ciò che ci interessa insomma è la sostanza e non la forma: i contenuti, le idee, le proposte, le elaborazioni e perché no, anche l’ironia, la creatività, la fantasia di ciascuno ecc.
Naturalmente il blog è assolutamente libero e ciascuno può esprimere la sua opinione in libertà e con il linguaggio che gli è proprio.
Tuttavia, entrare nei particolari spiccioli della contrattazione della prestazione sessuale di un cliente con una prostituta, come hai fatto tu nel tuo ultimo post, mi sembra assolutamente irrilevante e anche impoverente ai fini della discussione. Non è di nessun interesse sotto ogni profilo.
Sono certo che tutti coloro che partecipano al dibattito sul sito sono convinti della necessità di mantenere alto il livello della discussione. Non vedo quale interesse potrebbe avere e soprattutto quale giovamento potrebbe portarci il fatto di metterci a dissertare, come hai fatto tu “se è il cliente o non la troia che ha chiesto di fare un bocchino e una scopata?”…
Penso che possiamo fare di meglio, penso che tu possa fare di molto meglio. E allora ti invito a farlo e lasciar perdere queste stronzate. Gettano solo fango sul sito e su tutti noi.
Siamo Uomini Evoluti e Consapevoli che hanno intrapreso un cammino, non dei cialtroncelli da strapazzo che giocano a scrivere cazzate su un blog. Per fare questo ci sono centinaia, migliaia di spazi sulla rete.
Chiarito questo, sei il benvenuto e saremo felici del tuo contributo. In caso contrario ti invito a cambiare strada. Ma confido nella tua intelligenza e sensibilità. Ti ho risposto pubblicamente e non privatamente perché tu ti sei espresso liberamente nel blog e io te l’ho lasciato fare pur non condividendo le tue parole per i motivi che spero di essere stato capace di spiegarti.
Fabrizio Marchi
A me le donne hanno fatto sempre paura, ogni volta che provavo un approcio educato con una sconosciuta mi sentivo sempre scrutato con sospetto (ma che vuole questo) o con disprezzo (see aspetta e spera), infatti tutte le mie esperienze le ho avute in qualità di preda o con persone già conosciute.
Magari mi sbaglio ma questa è la percezione che ho sempre avuto. E’ vero sono un pochino timido, ma sono simpatico, educato e quando praticavo questo hobby non ero neanche schifoso da vedere.
E’ anche vero che all’epoca non c’era internet e gli approci dovevano essere per forza più diretti, dovevi metterci la faccia come si dice.
Pazienza, che ci dobbiamo fare.
Tornando all’argomento prostitute aggiungo che io non ci sono mai stato e per il momento credo che mai ci andro’, ma mi piace sapere che ci sono, perchè non si sa mai magari da anziano, con l’aiuto del cialis, potrebbe venirmi voglia di morire ridendo e non mi ci vedo proprio a rimorchiare vedove in qualche balera di periferia.
Il fatto che quello che dico io è realtà, mi dispiace se sembrano sparate, non è certo il sito misogino che fa per me.
Lamentarsi è inutile, bisogna prendere posizione.
Grazie Ciao.
Caro Go mental, ci siamo passati più o meno tutti, stanne pur certo…ci abbiamo impiegato tutti un bel po’ di tempo per cercare di decriptare i comportamenti femminili…evidentemente è una delle incombenze che la Natura ha riservato agli uomini…:-)
Ho apprezzato molto il tuo post, mettersi a nudo con altri uomini è importante, parlare di noi stessi con noi stessi, senza veli nè maschere ipocrite.
La strada per una rinnovata autoconsapevolezza maschile passa innanzitutto attraverso questa fase di ricerca personale che in un secondo momento diventa confronto con gli altri.
Benvenuto fra noi. Questo spazio è a tua disposizione.
Fabrizio Marchi
Si Go mental io ho paura più di te ( faccio anche psicoterapia) la causa è il sentirsi giudicati, messi alla prova da donne come dici tu ostili: bisogna riuscire a non dargli troppo peso, e tra l’altro non ci sono riuscito del tutto neanche io.
Riguardo alla domanda sull’articolo: se vado con una donna e la pago 100 euro, vorrei fare quello che voglio io e non i suoi comodi: era questa la curiosità. Nel nord Europa ci sono prostitute per vari tipi di clienti; bisogna anche dire che ognuno di noi ha gusti diversi in fatto di donne, mentre la nostra società cristiana vuole sesso solo per riproduzione.
Quanto dici è molto interessante, Leo. Anzi, è apprezzabilissimo che tu riesca a parlare di argomenti che riguardano la tua vita personale all’interno del blog. Lo fai senza nessuna remora e senza nessun falso pudore. Bravissimo. Posso confermarti, non perché sia interessante alla discussione ma per “solidarietà” (utilizzo questo termine in modo ironico ovviamente…) che anche il sottoscritto ha vissuto una abbastanza lunga esperienza psicoanalitica, junghiana nella fattispecie. Ciò significa che questo nostro luogo sta funzionando se anche tu, come Go mental e come altri, scegliete addirittura di rendere pubbliche questioni che riguardano la vostra sfera interiore e personale. Questo, dal mio punto di vista, vi fa onore. D’altronde, le femministe hanno sempre celebrato l’autocoscienza, come se la capacità di affrontare pubblicamente le questioni inerenti il foro interiore di ciascuno fosse una prerogativa femminile.
Ebbene, così non è. Anche questo è un altro presunto mito, o meglio un luogo comune, che deve essere sfatato. Meglio di così non si potrebbe.
Fabrizio Marchi
Personalmente non ho mai avuto paura delle donne; semmai ho sempre detestato doverle corteggiare.
Inoltre mi hanno sempre dato fastidio certi loro atteggiamenti da presuntuose, convinte di avercela d’oro.
Tuttavia, se c’è una cosa che nel corso degli anni mi ha infastidito ancora di più, è quella relativa alla leggenda metropolitana secondo cui “i ruoli si sarebbero ormai invertiti da anni” (ma dove? quando mai?).
In altri siti non è stato possibile parlare del personale, questo è lo sbaglio degli uomini: più si ha paura di mostrarsi deboli più si è deboli.
Non abbiamo nessun obbligo nei confronti delle donne.
Bravo Leo, hai appena pronunciato una verità sacrosanta. Te l’avevo detto che potevi dare ben altro contributo rispetto ai primi due post che hai scritto…
Fabrizio Marchi
Leggete i commenti scritti da alcune donne, ed anche quello di Giorgio Calandra, il quale afferma che “il vero sesso debole siamo noi” (non se ne puo’ piu’ !!).
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=89433&sez=UNPOSTOALCUORE
Avevo postato un commento anch’ io, ma a quanto pare e’ stato censurato…
Verissimo anche ciò che affermi tu, Fabio, si tratta appunto di leggende metropolitane. O meglio, è vero talvolta che le parti si invertono, come abbiamo spiegato in diversi articoli e post, quando si è in presenza di maschi alpha. E’ proprio questa, a mio parere, una delle contraddizioni principali delle donne, se non forse la principale. Si chiedono a gran voce eguaglianza e parità (e fin qui siamo d’accordo) ma nella realtà queste si traducono nel disprezzo palese nei confronti del maschio beta e in una sostanziale subalternità nei riguardi del maschio alpha, considerato ancora dalla grande maggioranza del mondo femminile come l’archetipo da raggiungere.
Verrebbe da chiedersi, a questo punto, cosa sia cambiato in quarant’anni. Il meccanismo e le logiche che gli sono alle spalle sono certamente gli stessi e non hanno subito modifiche. Sono però cambiati i parametri. Quarant’anni fa una cassiera di un supermercato avrebbe fatto carte false per sposarsi un impiegato di banca che oggi invece è considerato come l’ultima spiaggia da quella stessa donna, una sorta di ripiego. Se poi la donna occupa un gradino appena superiore nella geerarchia sociale quell’impiegato viene considerato un fallito, se non addirittura neanche considerato…
Miracoli del neocapitalismo…Questa è l’”eguaglianza” che viviamo oggi…
Se poi la donna occupa un gradino appena superiore nella gerarchia sociale quell’impiegato viene considerato un fallito, se non addirittura neanche considerato… (Fabrizio)
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Beh, caro Fabrizio, allora pensa che io sono un modesto diplomato che lavora come magazziniere…
Nondimeno anch’io ho potuto constatare che, in genere, una donna che occupa un gradino superiore nella gerarchia sociale, non prende minimamente in considerazione l’ipotesi di sposarsi un uomo “socialmente inferiore” a lei (poi le eccezioni tali sono e tali rimangono).
Al massimo, se ne è attratta, lo può frequentare e considerare un piacevole passatempo, dal punto di vista sessuale. E comunque, che le donne siano più classiste degli uomini, ho potuto riscontrarlo direttamente in più di una occasione. Ad esempio, mi ricordo di una separata (oggi 36enne) con la quale ebbi una relazione di breve durata (tre mesi) esattamente cinque anni fa. Ebbene, si trattava di una donna che soffriva molto il fatto di aver conseguito soltanto la licenza media. A questo si aggiungevano certe sue croniche insicurezze ed una personalità debole, che la facevano sentire inferiore al sottoscritto, tanto è vero che in una occasione mi confessò di essere venuta a letto con me “perché mi percepiva superiore a lei oltre ad essere colpita dalla mia personalità”…
Non solo. Aggiunse che anche tutti gli altri con i quali aveva avuto delle relazioni, più o meno brevi, erano in qualche modo “uomini che avevano qualcosa in più di lei”…
Per quanto se ne possa discutere, e la cosa risulta tutt’altro che deleteria.. sia chiaro, gli uomini beta che vedo in giro sono nella maggioranza scevri di qualsiasi senso di critica, di coscienza, rantolano dietro a mutui, automobili, vite sterili, fede calcistice e il mito della vulva, meglio se irraggiungibile e ben carrozzata.
Sorridono increduli quando qualcuno dice loro il sunto di molti dei temi ivi trattati, beandosi dietro egoistiche ragioni, come se tutto cio’ non li riguardasse, lasciano tutto il resto dietro le loro miserabili esistenze, le mogli come un dato di fatto, i figli dinanzi alla console e le figlie preda del consumismo…salvo risvegliarsi bruscamente quando sono messi alla porta per un divorzio sempre piu’ probabile.
Tuttavia, nonostante le epocali vicissitudini che animano l’umanita’, i temi esposti in questa sede ed altre situazioni sociali, credo nella logica universale dell’equilibrio.. laddove vi e’ un maggior peso prima o poi si avra’ la situazione inversa, passando da un periodo neutro che, gli uomini e le donne beta, dovranno godere a piene mani, e questo sia chiaro, non necessariamente significa che la donna cambierà, difficile credere che abdicherà al suo potere, piuttosto credo che ritornerà all’interesse principe, avere un uomo accanto con valori, che le dia stabilita’, la brutta notizia è che tutto ciò, semmai averrà, sarà fattibile e tangibile solo tra qualche decina d’anni, noi uomini e donne beta, saremo gia’ fuori mercato.
Per far cambiare le donne oggi, a mio parere, servirebbe una sinergia su molti fronti, religioso, sociale, mediatico, istruzione, diritto della persona, diritto civile… onestamente sono troppi.. troppi per sperare di uscire vincitori da questa trincea.. molti di noi coscienti della QM periranno nella solitudine, resta la speranza che il “nemico” si accorga che l’odio, la vigliaccheria, la guerra di posizione che stà perpetrando verso di noi e’ pura follia, e magari qualcuna di loro porterà un simbolico fiore sulla nostra senilità, riconoscendoci l’impegno profuso che, tuttavia,mai potrà ripagarci in pieno, mai potrà ridonarci la felice esistenza che volevamo, ormai giunti alla sera della nostra esistenza, consci di aver fatto il giusto, speranzosi che tutto sia valso a qualcosa e non fine a se stesso.
Ci avvieremo verso il tramonto, nella speranza di avere accanto almeno una compagna intelligente e non la solita romena o polacca per interesse economico, come purtroppo sovente accade oggi, ed il tutto ci rendera’ infine consci, una volta per tutte, che la donna avvicina l’uomo per interesse, sia esso giustificato dietro dei sentimenti effimeri o da un piu’ credibile tornaconto, giustificando infine la nostra ennesima visita da anna bocca di fuoco, che per 50 rose ti porterà in paradiso.
Purtroppo la tua analisi sulla condizione degli uomini beta èassolutamente realistica e corrispondente al vero. D’altronde, se la situazione fosse un’altra non avrebbe avuto neanche senso stare qui a discutere e a cercare di organizzarci in un movimento….
Sono però meno pessimista di te sul futuro. Penso che la storia sia fatta di varie fasi, corsi e ricorsi, come spesso si usava dire. E sono certo che prima o poi rinascerà una nuova consapevolezza maschile. Se ci pensi fino ad una decina di anni fa non esisteva nulla. Poi pian piano hanno cominciato a sorgere dei movimenti maschili. Noi siamo appena nati, come vedi, e rapprentiamo una novità assoluta nel microcosmo (purtroppo ancora micro) del Momas. Ma sono convinto che qualcosa, nel ventre profondo di molti uomini, si stia muovendo.
Oggi abbiamo ricevuto, sulla posta del sito, una lettera privata molto, molto interessante, firmata con uno pseudonimo, da parte di un uomo intelligente e preparato, che ci spiegava i suoi timori nel prendere una pubblica posizione sulla vicenda.
Gli ho chiesto l’autorizzazione a pubblicarla come un vero e proprio articolo e sono in attesa della sua risposta che spero sia affermativa. Sarebbe in realtà un atto di coraggio, così come quello di altri che sul sito hanno avuto il coraggio di mettersi a nudo e di esporre anche vicende private, e sono convinto che ciò che egli esprime sia lo stato d’animo di milioni di altri uomini. Ma se qualcuno comincia a farlo vuol dire che qualcosa si sta muovendo. Ciascuno ha i suoi tempi; non possiamo forzarli. Tu, Natalino, sei stato coraggioso e hai scelto di firmarti con un articolo. Ma questo non vuol dire ASSOLUTAMENTE che gli altri siano dei pavidi. Tutt’altro. Dobbiamo solo aspettarli. Sarà la loro pancia e il loro cuore a dirgli quando saranno in grado di farlo.
A noi spetta il compito di preparare il terreno. Certo, non dobbiamo assecondare le loro paure, i loro timori, li dobbiamo incalzare ma con il giusto atteggiamento.
Siamo sulla giusta strada. Faticosa ma giusta.
Fabrizio Marchi
Fabio anche io detesto doverle corteggiare, non ‘è solo la paura, poi devo dire che vedere un ammasso di cosmetici ambulante che cammina a testa alta non è affatto invitante per me.
Rivelare le proprie debolezze metterebbe le donne in una condizione di scendere a compromessi.
Leo
“In altri siti non è stato possibile parlare del personale, questo è lo sbaglio degli uomini: più si ha paura di mostrarsi deboli più si è deboli”.
Già… storia vecchia, caro Leo.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12678742
Silver: non ho letto tutta la discussione, ma molto interessante, hai parlato di un rifugio romantico nei fumetti, personaggi con le loro fortezze: io nell’adolescenza ho cominciato ad essere appassionato di Horror (ancora oggi) con vere fortezze medievali o case abitate da vampiri o spettri, antiche maledizioni, oppure assassini, personaggi fuori dal comune e pericolosi per la società.
Poi il tipo che se non te la danno è colpa tua: in realtà è colpa sua, e della maggioranza dei maschi che la pensano cosi, e non la danno neanche a loro se non dopo mesi di servitù. A questa gente si può benissimo rispondere: sei uno schiavo oltre che un segaiolo.
E’ una mafia quella delle donne, con questi uomini sempre pronti a sembrare forti e prestanti, anche il fatto di dover avere un pene enorme, chiamata fallocrazia, in realtà è a favore delle donne: un uomo che ha problemi di erezione o altri che riguardano la sfera sessuale genera ilarità, invece le donne che non hanno l’orgasmo poverine quante discussioni.
Roba vecchia, ma bisogna ripeterla spesso.
Nella mia vita mi è capitato due volte di andare con una prostituta. Non è stata una esperienza particolarmente gratificante, vuoi per il tempo che per il luogo. Nulla di che, insomma, tuttavia voglio spezzare una lancia a favore delle prostitute. Senza dare giudizi morali che sarebbero poi moralistici sul fenomeno in sè, e tantomeno esaltarlo, credo che molte ragazze che si prostituiscono ufficialmente non siano affatto “peggiori” di tante altre (non tutte, ovviamente e per fortuna) che fanno la stessa cosa in modo implicito e ipocrita, quelle cioè che mirano al “buon partito”, un uomo benestante che assicuri loro agi e comodità e dal quale concedersi magari anche qualche “scappatella” con aitanti giovanotti.
Rispetto a quest’ultime, il rapporto con una prostituta ha almeno il pregio della chiarezza. Ognuno dei due sa cosa fa e perchè lo fa, il patteggiamento è preventivo, esplicito e chiaro. Dirò di più. Poichè il problema “soldi” è già stato deciso preventivamente, non è impossibile che si aprano spazi ad un minimo dialogo fra persone senza retropensieri o riserve mentali. Dipende tutto dal come cliente e prostituta si considerano l’un l’altra. Se soltanto come oggetto sessuale da una parte e portafoglio dall’altra, o come persone. Con tutti i limiti e i difetti ma anche con i bisogni, i desideri, le inquietudini, di ogni essere umano. Portatori entrambi di una umanità, insomma, da non giudicare o stigmatizzare con troppa facilità e moralismo.
Ed a leggere le “sorprendenti” testimonianze di alcune prostitute, sembra proprio che molti clienti cerchino anche un contatto umano, non solo lo sfogo fisico, e che molte ragazze ne siano gratificate. Se ci pensiamo un attimo, e se abbiamo ancora un minimo di fiducia negli esseri umani, la cosa non dovrebbe sorprenderci.
La sessualità non coinvolge solo gli organi genitali ma la persona intera, corpo e anima. E quanto più la coinvolge (senza che questo significhi necessariamente Amore) tanto più è reciprocamente soddisfacente. Voglio dire insomma che una umanità non solo “animalesca” o “interessata” può emergere anche nelle circostanze apparentemente meno favorevoli. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, scriveva l’indimenticato Fabrizio De Andrè. Tenerlo sempre bene in mente può aiutarci a vedere anche l’altro lato della vita, il risvolto nascosto oltre quella realtà che Paolo Barnard descrive nel suo articolo. Credo sia anche l’unico modo per cambiare davvero il mondo, o almeno per tentare di farlo. Se non ci riusciremo, come è probabile, avremo comunque cambiato noi stessi, e non è poco.
armando
Salve a tutti, sono uno studente in psichiatria e sto svolgendo una ricerca per la tesina.
L’argomento della tesina è la Sindrome di Figodipendenza Irreversibile Cronico-Acuta, oppure detta anche SFICA.
Dunque, essendo alla ricerca di un campione di soggetti affetti da questa sindrome, sono incappato in questo forum in cui vi sono alcuni elementi di interesse per la mia ricerca.
I sintomi della SFICA sono in dettaglio i seguenti:
1. lecchinaggio verso utenti di sesso femminile con la vanissima speranza che un giorno la diano (cosa che non avverrà mai o avverrà dopo faticanti lecchinaggi su forum e chattine ridicole che mettono la dignità umana sotto i tacchi);
2. culto della figa, del sesso e di una “irreferenabile” pulsione sessuale “maschile”, mascherato di “antifemminismo” e con recriminazioni e lamentele puerilmente antifemministe, identificazione del proprio stato con una presunta co9ndizione del… “genere maschile”;
3. frequentazione di massaggiatrici, spogliarelliste, lapdencer seguite dalla convinzione che le donne fanno sempre sesso… a pagamento;
4. culto di una metafisica evoluzionista, neanche questa immune da paranoiche visioni. Atteggiamenti oracolisitici;
5. utilizzo di argomentazione “etologiche” di dubbia scientificità ma fatte passare per scientifiche;
6. totale astrazione del contesto storico-sociale, ignoranza e negazione di fatti di natura storico-sociale;
7. convinzione di avere la verità in tasca con connessa intolleranza verso argomentazioni avverse alle proprie;
8. universalizzazione della propria scarsa attrattiva sessuale verso l’altro sesso che viene propagandata come condizione “maschile”;
9. costruzione di concetti astratti come “natura”, “natura umana”, “natura maschile”, “natura femminile” e via dicendo, definiti con convinzione allucinogena come cose “reali” e “naturali” ma che in realtà sono frutto della loro mente;
10. culto dei generi e delle loro vere o presunte differenze.
11. ripetitività e monotematicità, oltre che opportunismo e paraculismo spinto accompagnato da contorsioni logiche spacciate per “logica”;
12. tendenza ad affrontare argomenti senza cognizione di causa, più grandi di loro, di cui non sono del tutto preparati e non alla propria portata;
13. tendenza a scaricare sugli altri i propri difetti e le proprie mancanze;
14. totale mancanza di spirito di autocritica;
15. attribuzione di ipocrisia ad altri con connessa presunzione di poter leggere nei pensieri e nelle intenzioni di altri attraverso un pc;
16. parecchi Malati di Figa presentano anche atteggiamenti di infantile rivalsa verso coloro che fanno loro notare le stupidaggini che dicono con reazioni a “sorpresa” (= dispettucci da bambini), atteggiamenti isterici, uso di linguaggio incomprensibile ed “ermetico”, tendenze aforismiche, accusa di non aver capito niente, saccenteria, arroganza e sbruffoneria patetica oppure ironia e sarcasmo di dubbio gusto, sono tutti atteggiamenti tipici dei MdF che poi scaricano sui loro interlocutori. Spesso si notano comportamenti greagari di attacchi “collettivi;
17. senso di colpa che li spinge a dover parare le accuse di “misoginia” dimostrandosi solerti nel lasciare da parte ogni critica antifemminista per dare la caccia a veri o presunti “misogini”. Come dire: la caccia al “misogino” è più importante della denuncia del femminismo;
18. ban compulsivo di utenti e cancellazione ossessiva di post;
19. aggregazione in un’accolita, definita “movimento”, dedita al culto di una Grande Capo (nome in codice: RDVB);
20. culto di un Grande Capo, appunto (nome in codice: RDVB), con relativo lecchinaggio e asservimento psicologico;
21. utilizzo del femminismo come scusa per criticare tutto e tutti e scaricare le proprie frustrazioni;
22. apertura di forum “ufficialmente” imparziale ma di fatto gestito da membri dell’accolita di cui sopra, “ufficialmente” di “discussione” ma di fatto di propaganda (a proposito di doppiogiochismo…) in cui riversare topic su topic seguiti da commenti su commenti riguardanti articoli filo-femministi. Discorsi che non si capisce a che portino con distruzione di ogni vero dibattito che può nascere solo da punti di vista diversi che però non vengono di fatto (ma solo a chiacchiere) accettati. E’ prevista anche la distruzione di un forum quando questo inizia a riscuotere un certo successo per evidente incapacità gestionale nonché la tendenza all’omogenizzazione degli utenti sulla stessa linea d’onda dello staff con tanto di cacciate “eroiche” tipo ban, “congelamenti” e via dicendo;
23. filosofeggiamento spinto senza conclusioni non immune da paranoiche visioni;
24. accusa, svalutazione, distorsione e denigrazione dell’autoerotismo maschile;
25. assorbimento della stessa visione della vita degli intellettuali femministi (“il confronto con l’altro”) e degli stessi parametri di giudizio dei tipi di “donne” che si frequentano (i soldi, l’automobile che “realizzerebbero” un uomo…);
26. congetture spacciate per vere (“Se dici a una tipa in discoteca…” “Se fai questo…” “Se una donna…” e via dicendo) con richiesta di un “convincimento” sul fatto che si tratta solo di congetture;
27. persistenza di teorie farneticanti sulla sessualità umana con connesse valutazioni arbitrarie (“lo stesso metro”…);
28. ritornelli a disco rotto delle solite cose;
29. rimando a blog e siti del Grande Capo che sono meno esplicativi dello stesso forum di… “discussione”. Che poi se è un forum di discussione perché rimandare a specifici siti per avere “spiegazioni”? la qual cosa è contraddittoria ed evidenzia il fatto che questo forum è un ibrido mal riuscito tra un forum di discussione e un blog di propaganda. Lo si vuole spacciare per un forum di discussione con una falsa parvenza di “apertura” mentale ma si vogliono gli stessi vantaggi di un blog di propaganda: messa a tacere di posizioni non in linea con la scuola del Grande Capo, rifiuto di ogni critica, gestione arbitraria dei post, dei topic e degli account utenti e via dicendo…
30. rivoltamento della frittata con accuse ad altri delle proprie mancanze (immaturità, frustrazioni, complessi…);
31. manifestazioni di isterismo e di attacco gregario con quotazione gratuita dei post consolatori per il proprio disperato stato.
Beh, e tante altre che è inutile stare qui ad elencare.
I soggetti con le caratteristiche su riportate, praticamente buona parte degli utenti di questo forum e pressoché tutti i membri dello staff, saranno iscritti nell’ANMdF (Archivio Nazionale Morti di Figa). I soggetti sono poveri maschietti rattusoni che hanno un rapporto desiderio/desiderabilità, attrazione/attrattività a loro netto svantaggio e così sono costretti a dare qualcosa in cambio per avere una donna. Costoro in genere tendono a universalizzare la loro condizione come una presunta condizione “maschile” e non ammettono ragioni al riguardo. Utilizzano argomentazioni parascientifiche su presunti maschi “alfa” e roba del genere, adottando una metafisica evoluzionista-darwiniana del tutto decontesutalizzata e destoricizzata. E giù con sbrodoloni “scientifici” di stampo etologico. Sono pronti a dare dell’ipocrita chi fa loro notare che questa condizione riguarda solo la categoria di uomini cui fanno parte. Pur di non ammettere il fatto che la loro scarsa attrattiva sessuale nei confronti dell’altro sesso è un fatto loro personale costruiscono teorie su teorie pretestuosamente universali su questo.
Non ci sono ancora rimedi per tale sindrome, o almeno non vengono bene accettati dai Morti di Figa affetti da SFICA. Ma sono in corso delle sperimentazioni. Le principali sono:
1. castrazione fisica o chimica;
2. allestimento di appositi spazi per far sfogare i fluidi prostatici di questi soggetti;
3. abbonamento per periodici soggiorni ai Caraibi con incontri prestabiliti con le operatrici sessuali indigene;
4. impianto di un cervello cranico a funzionamento neuronico che controbilanci il loro unico cervello glandico a funzionamento prostatico;
5. terapia psichiatrica intensiva.
Invito i soggetti affetti da questa sindrome a mandare un’e-mail all’indirizzo mortidifiga@archivionazionalemdf.it
Ci sono anche ricerche simile per le MdC (Morte di Cazzo), dette comunemente “femministe” e affette da SCICA, ossia Sindrome di Cazzodipendenza Irreversibile Cronico-Acuta ed è in preparazione l’allestimento del relativo registro. Ma io non me ne sto occupando.
E’ prevista anche una SCG, Sezione Casi Gravi, per chi rientra in questa sezione invito a inviare i propri dati all’indirizzo mortidifiga@archiviomdf-scg.it. Riceveranno un tesserino di iscrizione al registro degli SFICAti Sezione Casi Gravi e un invito a presentarsi per un colloquio e una visita privata. Verrà somministrato un piano terapeutico personalizzato al fine di tentare di controbattere nella maniera migliore questa sindrome.
Ecco l’esempio di evoluzione antropologica alla quale la SFICA porta alcuni esemplari.
Ecco alcune foto di soggetti presi dall’Archivio Nazionale dei Morti di Figa:
http://img651.imageshack.us/img651/5893/sficaticopia.gif
Qui potete trovarvi manueli elettronici, fighetti arricchiti caraibici e aforismatici, rossi rubicondi, pensatori popolari, Grandi Capi in persona e “scienziatoni” non riconosciuti. E’ una vera e propria raccolta zoolog… ehm volevo dire antropologica.
Si notano pesantemente i segni dell’implacabile sindrome. Soprattutto questi poveri cristi sono così sconcertati per il fatto che, coi volti virili e i corpi statuari che si ritrovano, le donne non la danno loro gratis!
E giù con sbrodoloni filosofeggianti e scientificiggianti su differenze di genere, natura umana, sessualità maschile e femminile, natura e cultura, disparità ormonale e via discorrendo.
In particolare questo soggetto è già in uno stadio avanzato di SFICA:
http://img163.imageshack.us/img163/9528/1178788824.jpg
La foto è presa dall’archivio MdF Sezione PF (Presunti Fighi, ossia quei poveri SFICAti che si credono “fighi”).
Si possono già notare i terribili segni della spietata sindrome.
Ma dopo molti anni di genuflessioni al Grande Capo, letture dei Grandi Libri e viaggi salutari in quel di Santo Domingo per curare la terribile SFICA ecco i risultati corredati da indimenticabili quanto farneticanti Aforismi:
http://img85.imageshack.us/img85/9859/1475622208.jpg
Come potete constatare le alterazioni anatomico-fisiologiche sono di non poco rilievo e irreversibili.
Per questo abbiamo bisogno del preziosissimo contributo di voi SFICAti per lottare la terribile SFICA.
Preciso che io sono qui per una ricerca e nulla più. Non provo acredine verso nessuno, soprattutto se non conosco i personaggi in questione.
La mia ricerca è volta a due obiettivi: primo isolare i casi di SFICA dalla QM vera e propria in quanto tali casi procurano solo danni alla causa antifemminista odierna e pertanto proteggere la società e le sue giuste rivendicazioni dalle lamentele (comunque giuste e comprensibili) degli SFICAti. Secondariamente, ma comunque di importanza fondamentale, aiutare gli SFICAti con la ricerca di metodi sempre più efficaci e raffinati di lotta contro tale imperdonabile sindrome.
Per cui non preoccupatevi, cari SFICAti, prima che questo mio post svanisca misteriosamente nel nulla, ci tengo ad assicurarvi che non vi abbandoneremo!
Grazie per la vostra gentile attenzione e la vostra preziosissima collaborazione, buon proseguimento e cordiali saluti a tutti voi.
Doctor X
Dottor X ? facciamo pure dottoressa XX
MESSAGGIO A TUTTI gli utenti e gli amici che intervengono nel blog del sito degli Uomini Beta, indipendentemente dalle loro posizioni, dalla loro adesione o dalla loro vicinanza ideale al nostro Movimento:
E’ arrivato un messaggio a firma di un sedicente “Doctor X”. Ritengo si tratti di un provocatore (o di una provocatrice sotto spoglie maschili, non possiamo saperlo), per lo meno a giudicare dalle sue parole e dal suo pseudo sarcasmo di pessimo gusto.
Non posso sapere se si tratti di una iniziativa individuale o alle spalle ci sia anche qualcun altro. Non penso, anche perché non siamo ancora così forti e numerosi al punto di far paura a qualcuno, né di certo è questa la nostra intenzione.
Tuttavia, la lunghezza (non ha impiegato 5 minuti a scrivere quel pezzo…) e la veemenza delle sue parole, mi fanno pensare che evidentemente, anche se non abbiamo dietro di noi le masse popolari, cominciamo a disturbare qualcuno/a. E’ proprio l’impegno con cui si è cimentato (a) nello scriverci che mi fa pensare questo…
Naturalmente, come tutti i provocatori, che sono sempre dei vigliacchi, ha evitato accuratamente di firmarsi con il proprio nome e cognome.
Ho scelto di pubblicarlo perché lui stesso (o lei stessa) ha adombrato la possibilità di poter essere censurato.
Non lo abbiamo fatto anche perché, ovviamente, non temiamo certo gli insulti di maschietti frustrati, maschietti pentiti, maschietti maschioni, maschietti machos, maschietti fichi e maschietti “psichiatri”, come lui stesso si definisce, penso proprio indebitamente. Così come delle loro rispettive controparti di genere.
Invito TUTTI ad isolarlo e a lasciar cadere nel vuoto la sua immondizia. Il nostro è un luogo di discussione alta (e ringrazio veramente tutti per questo) e tale deve rimanere.
Eravamo preparati ,d’altronde, alla possibilità di attacchi di questo genere. Anzi, si trattasse solo di questo… Ne vedremo delle belle ragazzi.
Fabrizio Marchi
Leo
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Dottor X ? facciamo pure dottoressa XX
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No, Leo, non e’ una donna ma un ometto; anzi un gruppo di ometti…
Si, ma la battuta è valida lo stesso.
Volevo rispondere al punto 17 non a nome del sito ma a nome mio personale: sono fiero di essere Misogino; soprattutto quando leggo certe cose.
E’ Giubizza. Sta cercando di fare del male a chi gli ha fatto del bene.
“Tiremm innanz!”
RDV
Sono d’accordo Fabrizio: sono prove indirette del valore del sito-blog.
Comunque Fabrizio avevi già previsto tutto: prima ci snobberanno, poi ci daranno degli sfigati ( quindi siamo alla seconda fase), poi ci accuseranno di essere dei fascisti, ecc..Quindi non siamo sorpresi: tutto procede come previsto
Ma è fantastico! È un ritratto accuratissimo delle femminaziste-fembots e dei maschipentiti-manginas! Concordo al 100%.
Ragazzi, è ufficiale. Si tratta di Giubizza, cioè Peppe.
Non capisco le ragioni di tale comportamento ma non entro nel merito perchè francamente non è affar mio. A meno che non si tratti solo di un delirio personale ma di qualcosa di pù grave. In quiel caso la cosa sarebbe diversa…
Posso dire che mi dispiace (per lui) ma non posso farci nulla. Sarò costretto, laddove si rifacesse vivo, a censurarlo. Non avrebbe senso continuare ad averlo fra noi.
Come vi dicevo ho scelto di pubblicare quell’intervento perchè il blog è un luogo assolutamente libero. Però un conto è la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni, anche quando sono in aperto contrasto con la filosofia del sito, e un conto è provocare deliberatamente.
Questo non è consentito e soprattutto non è utile.
La sola cosa, detto fra noi, che mi sorprende, è il linguaggio utilizzato in quel post. A mio parere non è solo farina del sacco di Peppe. C’è qualcun altro dietro…
Fabrizio
Non capisco. Ognuno ha le sue idee e sicuramente Peppe può dissentire su qualcosa ed è leggittimo, ma una reazione così mi sembra sproposita. Mi sembrava abbastanza in sintonia con le idee del movimento.
Alessandro
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Mi sembrava abbastanza in sintonia con le idee del movimento.
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peppe non e’ mai in sintonia con nessuno, nemmeno con se stesso…
Sono nuovo di questo Movimento, ma quando Fabrizio Marchi me l’ha presentato, non ho potuto non trovarmi in una incredibile sintonia di intenti e di visione. Come uso dire alle donne che di volta in volta mi capitano a tiro, il peggior nemico delle donne sono le donne stesse. Ho sempre suggerito loro di rendersi conto che una vera parificazione ed emancipazione femminile sarà eventualmente possibile solo dopo che avranno convinto le loro colleghe a non vendersela.
E’ un caso reale, di un caro amico, che ho visto con i miei occhi distruggersi dal dolore per aver commesso l’errore di mettere l’amore nelle mani di una femmina madre single in cerca di sicurezze di lungo termine di natura pubblicistica.
La femmina in questione, infatti, pur da un lato vagheggiando l’amore fatto di passione e di due cuori ed una capanna, con l’altra mano intratteneva una relazione con il suo capo tenendolo sulle spine “te la do, forse no, forse te l’ho data ma non te la ridò.. ma se mi firmi un contratto a tempo indeterminato con la pubblica amministrazione te la do ancora, salvo poi che dopo il periodo di prova te la scordi..”.
Insomma la storia è finita malissimo ovviamente, perché il mio amico è uno squallido idealista puro e romantico e ci è come dire rimasto male per la sua amica che si è venduta per un contratto a tempo indeterminato invece del contratto a termine.
Orrore e raccapriccio non è tanto la scelta di lei, ma l’ASSOLUTO ed indiscriminato appoggio che la sua scelta ha avuto in tutte le amiche a cui abbiamo raccontato la storia.
Ovvero la TOTALITA’ delle donne che ha sentito la storia ha dato ragione alla Signora in questione dicendo che “un figlio è sempre un figlio” e non si può biasimare una donna che scelga una strada più sicura per il figlio.
A nulla è valso il mio suggerimento strategico che sinteticamente sosteneva che era meglio mille volte, per il figlio, un domani dire “sono un povero figlio di povera famiglia” piuttosto che dire agli amici “sono un figlio di mignotta” con questo senza per nulla mostrare le caratteristiche di successo che solitamente associamo a tale definizione.
Imagopoeta
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Come uso dire alle donne che di volta in volta mi capitano a tiro, il peggior nemico delle donne sono le donne stesse.
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Naturalmente la mia e’ una opinione personale, pero’ in base alla mia non ancora lunga esperienza di vita, ho potuto appurare che se e’ vero che il peggior nemico delle donne sono le donne stesse, lo e’ ancora di piu’ (molto di piu’ ) il fatto che il peggior nemico degli uomini sono gli uomini stessi. Da militare quale sono lo constato ogni giorno.
Che poi all’ origine di tutto ci sia un “superiore potere morale femminile” (perlomeno in questa epoca e nel mondo occidentale), come alcuni sostengono, non cambia la sostanza del discorso, perche’ nei fatti e in primis e’ contro gli uomini che bisogna scontrarsi ferocemente.
Non immagini quello che generalmente sono capaci di combinare i maschi in presenza di soldatesse: un qualcosa di veramente patetico e grottesco.
Ma anche nel quotidiano i piu’ feroci nemici che uno mentalmente impostato come me puo’ trovare, appartengono al sesso maschile. Calcola che anche nei blog e nei forum che si occupano della questione maschile, ci sono “uomini” impegnati anzitutto a fare la guerra ad altri uomini del Momas, perche’ “non sufficientemente maschilisti e misogini”…
La frase comunemente piu’ usata per tentare (per tentare…) di demolire il nemico e’ la seguente: “Morti di fica” (anzi, di fiGa…). Del resto il bello del web e’ che permette anche a “uomini” fisicamente debolucci di dire quello che a quattr’ occhi mai si sognerebbero di pronunciare…
Imagopoeta
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Ovvero la TOTALITA’ delle donne che ha sentito la storia ha dato ragione alla Signora in questione dicendo che “un figlio è sempre un figlio” e non si può biasimare una donna che scelga una strada più sicura per il figlio.
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Ovvio, perche’ in questi casi le donne sono molto solidali fra di loro, mentre gli uomini, in situazioni simili, si disgregano, litigano e, magari, vengono pure alle mani. In questo senso siamo realmente dei perdenti al cospetto delle donne.
Strider: il nemico degli uomini sono gli uomini stessi.
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Totalmente d’accordo, la maggiorparte dei detti andrebbero capovolti.
Gli uomini dovrebbero imparare ad essere filosofi: nel senso, che ognuno della donna ha il suo parere e gusto erotico; senza ammazzarsi uno con l’altro.
“L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. ”
Puoi accettare che alla maggior parte delle donne del sesso ludico non frega niente perché culturalmente gli è stato inculcato in testa che concedersi con amore “allegato” è qualcosa d’importante, per non dire di essenziale?
Puoi accettare l’idea che per quella stessa ideologia fare sesso ludico le mette sullo stesso piano della rumena che hai ingaggiato?
“al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?”
Ma chi l’ha mai detto che gli uomini hanno più bisogno di sesso di una donna? Come fai a fare di un erba un fascio? Tanto più che la libido sessuale femminile “eccessiva” (paritetica pertanto a quella maschile, che io peraltro reputo normalissima) è sempre stata mal vista, tant’è che di media le suddivisioni sono due: la madonna e la puttana. Io personalmente non amo la categoria delle madonne, sono convinta che rinneghino una parte di loro stesse, finisco pertanto nella seconda, con il sommo gusto di rispettare la mia individualità, per quanto questa categorizzazione mi lasci con l’amaro in bocca per la limitatezza. Quali casi sporadici? E’ pieno zeppo di gente che divide il mondo femminile in sante e puttane.
Aggiungerei poi che questa storia dello spargimento del seme è una teoria evoluzionistica piuttosto sorpassata: in verità è stato anche detto che la femmina della specie deve accoppiarsi il più possibile per garantirsi il seme migliore. Ma in fin dei conti la componente culturale ha una sua responsabilità sul comportamento dell’uomo/donna di oggi, molto di più di quella istintuale, o altrimenti non saremo in tempo di pace, ma ci ammazzeremo per strada per chi sa quali futili motivi se ci rifacessimo all’istinto.
Fammi anche dire qualcosa sul senso di colpa. Quale senso di colpa? Una ragazza che fa la meretrice se lo fa per scelta non merita il tuo senso di colpa. E’ una sua scelta, per me perfettamente rispettabile, e se legalizzassero il tutto riportando alla luce le case chiuse io ne sarei assolutamente soddisfatta. Altra cosa se la ragazza è sfruttata. In quel caso, se ci vai, ti metti in fila dietro il magnaccia sfruttatore.
“c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto.”
Perdonami, ma chi ha fatto in modo che le cose andassero in questo modo? Un giorno una donna si è impuntata è ha detto a tutte le altre “Ragazze, non diamola più, viviamo di frustrazioni!”. Perché la donna HA BISOGNO DI FARE SESSO, anzi se normalmente una viene cresciuta senza sapere neanche dov’è il suo clitoride un perché ci sarà, e non sto dicendo che sono gli uomini cattivi a farlo, ma una bella collaborazione di uomini e donne bigotti che ci tengono a questa meravigliosa società di bambolotti bellissimi e stupidi (sia maschi che femmine – più femmine perché da che mondo e mondo la donna DEVE essere bella, o altrimenti chi ti considera? – il che è una crudele verità)
” Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile”
E vada per il bisogno fisiologico. Ma essere accolti? Che significa? Accolti in una vagina? Accolti da una donna? Non capisco…Più che altro dalle ultime ricerche di settore (modo di dire che mi fa un po’ sorridere) emerge che la maggior parte dei clienti lo fa semplicemente perché è proibito o considerato amorale e perché pare che le stesse cose con la moglie non si facciano per paura di chiederle. Chi ha un problema dunque?
Poi la risoluzione sarebbe quella di “imparare a fare sesso ludico”. E se a una non gli frega? E se a noi tendenzialmente non importasse? E se non ci piacesse? Perché mai dovremmo adattarci a “smanazzarvi”?
Io non ho niente contro chi va a puttane. Basta che abbia le giuste motivazioni, di cui la mancanza di sesso non è sempre la prima pur essendo forse l’unica motivazione valida.
Però trovo assolutamente deprecabile descrivere il mondo femminile come privo di istinto sessuale, o incapace di gestirsi una scopata e via (è evidente che non è così – ci chiamano generazione sex&the city, dove la donna media fa anche sesso ludico, o come lo chiami tu).
Se una ragazza ti rifiuta, accettalo.
Se una ragazza non ha voglia di una botta e via, accettalo.
Se una ragazza non si propone, accettalo.
State raccogliendo quello che il patriarcato ha seminato e mi dispiace per voi, perché magari la pensate diversamente e siete ugualmente vittime.
Ma non venirmi a raccontare che la colpa è delle donne che la tengono chiusa in cassaforte, perché io di donne ne conosco e lo sono a mia volta e so distinguere la personale frustrazione dalla verità.
Per concludere: non credo che andare a prostitute sia qualcosa che deve essere proibito. Se un uomo è single e ne ha voglia è giusto che si avvalga di questo servizio senza essere mal giudicato.
Io personalmente lo trovo triste, ma se non arriva a ciò che vuole senza pagamento, allora è giusto che le professioniste facciano il loro dovere.
Per fare un riassunto breve:
“Sono andato a prostitute perchè avevo voglia di sesso. Non avevo voglia di fronzoli, non avevo voglia di impegnarmi a corteggiare nessuna e non ho trovato in giro la ragazza da una botta e via che tanto agognavo. Perciò ho pagato una professionista.”
Perché la causa dovrebbe essere delle donne-che-non-la-danno? Insomma, se credi nella libertà di scelta una è libera di fare quello che vuole riguardo alla sua sessualità.
E non dovresti sentirti in colpa se vai con una professionista per scelta: lei lo fa per mestiere.
Tanto più che le donne non sono esseri frigidi, il cui unico scopo è la frustrazione maschile. Quella è la tua (povera) concezione del femminile.
Comunque secondo me affidarsi ad una professionista del meretricio è una scelta rispettabilissima.
Silvia, leggendo i tuoi interventi mi viene da esclamare:
“Niente di nuovo sotto il Sole!”…
Ma tant’è. Ormai ci ho fatto il callo.
Silvia
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Più che altro dalle ultime ricerche di settore (modo di dire che mi fa un po’ sorridere) emerge che la maggior parte dei clienti lo fa semplicemente perché è proibito o considerato amorale e perché pare che le stesse cose con la moglie non si facciano per paura di chiederle. Chi ha un problema dunque?
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Le “ricerche di settore” di solito sono delle bufale gigantesche, anche perche’ in queste circostanze molti uomini non raccontano la verita’.
Come ho gia’ avuto modo di scrivere (al pari di altri prima di me) il motivo principale che spinge un uomo a pagare una prostituta e’ la mancanza di sesso e di attrattiva (o potere – chiamalo pure come vuoi) verso l’ altro sesso.
Senno’ ti pare che un uomo che guadagna 1000-1100-1200-1300 euro sia felice di sperperare i propri quattro soldi con delle prostitute ? Pensi che se potesse avere gratis quello che desidera, pagherebbe?
Ma ci vuole tanto a capire questo ? Tu, per esempio, pagheresti da mangiare o da bere se potessi averlo gratis…?
Silvia
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Perché la causa dovrebbe essere delle donne-che-non-la-danno? Insomma, se credi nella libertà di scelta una è libera di fare quello che vuole riguardo alla sua sessualità.
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Per quanto mi riguarda, attribuisco solo in parte delle responsabilita’ al sesso femminile, perche’ so che tanto, al di la’ di certi condizionamenti socio-culturali che indubbiamenteancora esistono, femmine e sesso ludico non vanno certamente di pari passo. Il fatto che “da sempre” non esista una prostituzione maschile analoga per le donne e’ piu’ che significativo. Alcuni sostengono che questo sarebbe dovuto solo al fatto che l’ uomo, dovendo avere l’ erezione, non puo’ certamente prostituirsi come una donna. A parte il fatto che mi sembra la scoperta dell’ acqua calda, dico solo che se le esigenze sessuali femminili fossero le stesse di quelle maschili, non staremmo qui ad arrovellarci.
Ad esempio, non mi risulta che in tal senso i gay abbiano problemi analoghi a quelli degli etero… e non e’ un caso.
Esempio azzeccatissimo quello dei gay, Strider…E’ strabiliante osservare i tentativi di arrampicarsi sugli specchi di molte donne quando si tocca questo argomento. Pur di non ammettere l’esistenza di una asimmetria sessuale si inventano certi doppi e tripli salti carpiati che neanche il miglior tuffatore del mondo sarebbe in grado di fare… E vabbè…andiamo avanti…
Fabrizio
A parte l’erezione, ma se chiediamo ad una donna di pagare un uomo, quella sarà contraria: in quanto si sentirà fregata come una fessacchiotta. Questo perché l’uomo ha il pene, l’uomo è avvantaggiato dalla natura. Questi fattori spiegano il grande odio delle donne e il voler essere pagate per il loro corpo; spiegano il loro non voler sentire ragioni e il carattere dispotico.
La cultura odierna dove le donne hanno il solo compito di apparire “belle” gli fa gioco.
Devo essere sincero: qualche regalino nella mia triste vita me lo hanno fatto, solo per essermi dimostrato gentile e simpatico. Penso che molta colpa ce l’hanno anche gli uomini che ingenuamente si vantano del pene e della forza; e soprattutto di avere molte donne: il che le rafforza.
“Se una ragazza ti rifiuta, accettalo.
Se una ragazza non ha voglia di una botta e via, accettalo.
Se una ragazza non si propone, accettalo.
State raccogliendo quello che il patriarcato ha seminato e mi dispiace per voi, perché magari la pensate diversamente e siete ugualmente vittime.”
“Noi siamo i Borg.
Abbassate i vostri scudi e arrendetevi.
L’esistenza come voi la conoscete è terminata.
Assimileremo le vostre peculiarità biologiche e tecnologiche alle nostre.
La vostra cultura si adatterà a servire noi.
La resistenza è inutile”
Paolo Barnard
>>
Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro,
>>
Piena concordanza.
Vedendo delle immagini porno sulle copertine dei DVD per adulti, messi a parte dagli altri film, ho provato squallore per come il sesso sia considerato qualcosa di sporco nella nostra cultura cristiana, come le donne facciano le vittime di questa sporcizia che loro stesse alimentano e, che le protegge e le esalta.
Certa comicità e malignità sul sesso che prende in giro soprattutto gli uomini, ma anche le donne meno belle o meno stronze.
La malignità sul sesso è voluta proprio dalla religione, il sesso è sporco e peccaminoso, la gente deve essere maliziosa, le donne sono le vittime degli sporcaccioni. La nostra santa vergine che partorisce vergine e rimane vergine perché deve rimanere pura: ma Jesù era vergine?
Niente ha sporcato il sesso quanto il femminismo.
Lo so che sembra una bestemmia. Ma ne parleremo.
Anzi, visto che un pochino ne ho già parlato….
http://metromaschile.it/altrosenso/qs-meta-della-terra/
partirò da là.
Abbiamo tempo per ogni approfondimento.
RDV
Ritorniamo al discorso dell’invidia: quante volte da ragazzini davanti ad immagini porno, al pene, le donne hanno esclamato che schifo!
Un ragazzino maschio che si avvicina all’adolescenza all’ immagine della fica non potrebbe mai dire che schifo, sai quanti “frocio” si becca.
Sono le donne che vogliono il sesso schifo, devono avvilire il pene. Penso che il tipo di cultura occidentale la dia vinta in tutto alla donna.
ok, ho letto l’articolo: dopo tutta questa fanfara piena di filosofeggiamenti metafisici e dati che fanno sempre bravo giornalista documentato che cosa dovrei trarne? Che ti senti solo e ce l’hai con ogni donna che non te la da? Ti identifichi in tutto il genere maschile che non fa abbastanza sesso? Sputi nell’unico piatto dove puoi mangiare (porno e prostituzione)? Se passassi meno tempo su internet a fare la vittima e a far passare certe idee come cosa buona e giusta e ti dedicassi invece a migliorare la tua vita sociale non credo avresti bisogno ne di prostitute ne di youporn… got it?
E non me ne frega niente se la mia opinione discorda da tutte le altre… la tua discorda dalla mia eppure l’ho letta e presa in considerazione… (anche per farmi 4 risate, ovvio, ma questo è un altro discorso…)… quindi criticate quanto vi pare, tanto non credo avrò altro tempo di venire qui. Ci sono cose più interessanti da fare.
Ci ha inviato un post una tale Trilly, in risposta ad un articolo di Paolo Barnard. Naturalmente ciascuno è liberissimo di commentare e/o di sbizzarrirsi come meglio crede. Personalmente sono invece per ignorare questo genere di approcci che tutto hanno tranne che essere animati da una effettiva volontà di dialogo. E’ una provocazione molto rozza che ha l’obiettivo di circoscrivere la problematica trattata a problemi di ordine personale. E’ il vecchio trucchetto, più vecchio del mio trisnonno, quello cioè di cercare di annientare la persona per distruggere le sue idee. Il retropensiero di quel post è il solito concetto dello “sfigato”, ritornello che ben conoscono tutti gli uomini consapevoli.
“La questione che poni – questo l’assunto, peraltro esplicitamente dichiarato dalla Trilly a Barnard ma anche a tutti noi – non sussiste neanche. Il problema reale sei tu che sei disturbato, frustrato, inetto, “sfigato”, segaiolo” e quindi incapace di relazionarti con le magnifiche sorti e progressive dell’universo mondo e soprattutto dell’universo femminile, che di questo è l’avanguardia del progresso e della liberazione da ogni male”.
Stop, fine della fiera. Non c’è altro in quel commento. A voi giudicare se vale la pena imbarcarsi in una polemica con un interlocutrice di questo genere.
Fabrizio
Non escluderei che questi post alla Trilly siano comunque una comunicazione assai intensa e persino drammatica di una esperienza personale dolorosa, forse identica a quella che viene criticata con tanta forza. E tuttavia negata perchè inaccettabile alla propria consapevolezza. Un passo prima insomma di trasformare la fuga dal proprio cuore nel gesto di coraggio di guardare quello che c’è davvero in esso? speriamo perchè è l’unico vero gesto che fa la differenza, e può dare inizio alla possibile resurrezione (soprattutto in ambito QM). Proprio o altrui che sia, non si tratta forse, sempre e comunque, di guardare solidarmente all’antichissimo e fraternamente caro cuore umano di sempre? Solo gli immortali, i perfetti e alieni, per destino, dal dolore possono irridere alla imperfezione e al dolore del cuore umano. Ma allora conviene esserlo davvero, sennò son cazzi amari.
Lei stessa (Trilly) si è scomodata per dirci che non ha tempo da dedicarci.
Meglio di così…spero sia di parola.
trilly: hai detto esattamente quello che hanno detto tutte le donne in questo sito: hai altro da fare; e io ho già risposto: certo! quando ci sono uomini a volontà.
Ma che avete tanto da fare?
@ckkb: potrebbe esserci anche una paura che sempre più uomini prendano davvero coscienza di se; o anche il delirio di onnipotenza che hanno queste gentili fanciulle, che si sentono trascurate da una parte di uomini qui presenti.
Il discorso di questa Trilly mi ricorda molto quel discorso disonesto e amorale che ci venne a fare qui quella “Lameduk”(“vi sono brutti pieni di donne, e belloni che non riescono a trovare donne”.)
A parte che non mi sembra che Paolo Barnard abbia detto di non riuscire a trovare donne, ma si è semplicemente lamentato della scarsa predisposizione della donna media al sesso ludico(salvo poi andare a farsi sbattere ai Caraibi o in Africa).
Comunque questo discorso ipocrita di Trilly ricalca alla perfezione la mentalità dominante di oggi secondo cui se un uomo non riesce a trovare una donna non è per il suo aspetto fisico non confacente ai canoni mediatici(nell’ambito di una semplice relazione sessuale) oppure per la sua scarsa condizione economica(nell’ambito di una convivenza o matrimonio), ma perchè non saprebbe “RELAZIONARSI” con il genere femminile. Questo Meraviglioso Genere Femminile che quando deve farsi una semplice sveltina con uomo appena conosciuto non guarda l’aspetto fisico, oppure che quando deve decidere con chi sposarsi non guarda l’aspetto sociale e la condizione economica dei sui pretendenti.Che GROSSA BALLA!!!!!!!! Lei risponderà con una balla del tipo :”ok, ma conosco tante amiche che si farebbero scopare anche da un bruttino e che si sposerebbero pure un disoccupato o un precario”. Al che io la mando gentilmente nella famosa città turca di Affancul.
Che cattiveria in questo mondo, persone senza cuore,senza sensibilità e ipocrite.
Trilly dice esattamente ciò che dicono le persone VERAMENTE frustrate e complessate che non sanno fare altro che passare la giornata davanti a youporn. Altrimenti come si spiegherebbe la sicumera con cui scrive certe cose neanche citate nel testo dell’articolo, se non perché lei le fa davvero?
You porn ha reso di pubblico dominio gli aspetti sessuali che prima si nascondevano, contrariamente a quanto generalmente si pensi, a lecito e godibile, oltre che risparmiare soldi sulle spesso monotematiche e statiche riviste, You porn ha il pregio di aver fatto riscoprire a molte donne il piacere del sesso in quanto tale, e non come un fine, si nota in esso molto spesso come le “attrici” non siano ESCLUSIVAMENTE professioniste, ma anche le semplici donne della porta accanto, ed e’ giusto che sia coì, il sesso non e’ sporco, lo è quando ha un fine che non sia quello che egli rappresenti, il volere personale di godere dell’altra persona che attua il medesimo comportamento, risibile quindi constatare come molti oggi diano ancora un impronta diffamatoria, farcita di preconcetti e castrazioni culturali a tale sublime esperienza; Siamo ben distanti da una finale liberalizzazione sessuale, su You porn si evince che molte sono ben disposte a farsi riprendere durante i piu’ disparati rapporti sessuali, questo pone in dubbio ogni possibile loro rivalsa/riscatto nei confronti di quello che sempre piu’ appare in verità riscontrato da molti, ovvero che chi detiene un potere mal si pone dinanzi a cio’ che puo’ distruggerne l’essenza, che sia un sito come questo o un sito come youporn che riflette la realtà dei fatti. Non condividere questi aspetti come altri non citati, è a mio avviso sinonimo di imbarazzo di fronte alla palese perdita del potere uterino di questi ultimi periodi, oltre che una discutibile visione di parte atta a mettere in dubbio l’intelletto dell’intervenuta., ritengo che questo non sia altro che un ennesima cartina di tornasole della QM ampiamente discussa, il porno tira perchè poco disponibile, perchè ci si guadagna sopra, perchè dà potere e se sei bella e la dai alla persona giusta diventi anche Ministro; che poi sia vero che ogni cosa ha il suo prezzo e’ vecchio come il mondo stesso, la donna deve comunque farsi pagare, sempre, quando sentirò qualcuno che mi dirà di essere corteggiato da una donna, di ricevere rose da lei, inviti a cena dove lei paga, lo porta a casa sua con la sua auto e lo bacia mentre lo spogliaansimante di una vogliosa e ludica sessualità, credo che sarò reincarnato su VEGA 5 perchè in questa terra che persino la vita ha il suo prezzo, e dove per tutto il resto c’e’ Mastercard, tutto cio’ assume connotati sterili e preconcetti atti a voler conservare lo stato di potere della vulva, che riscontro spesso nelle domande delle mie conoscenze femminili, quando esse dicono: Ma damien, se io la do via poi come vengo considerata? io sinceramente spesso rispondo loro, se alla tuà età non ti senti libera e capace di gestire la tua sessualità, domandati quale significato abbia la tua esistenza, se in buona sostanza la stai vivendo o, come credo, la stai facendo vivere ad altri, salvo poi sentire del loro viaggio a Santo Domingo dove con le amiche si sono altalenate ad effettuare prove tecniche di procreazione, al riparo da occhi indiscreti… italici.. si capisce..e non mi stupirebbe sapere che trilly and friends stiano pianificando il loro ennesimo viaggio in tali lidi, magari con la scusante che il maschio italico e’ latente di passione e romanticismo..
p.s.: scusate il post scriptum ma mi era scappato un elemento fondamentale al pensiero espresso di cui sopra: A Santo Domingo piuttosto che a CUBA le donne PAGANO o meglio letteralmente MANTENGONO la propria conquista che le monta alla bisogna, portandoli a cena e nei locali, si.. avete capito bene.. le donne pagano gli uomini.. e meno male che non li corteggiano.. altrimenti anzichè VEGA 5 era sufficente esser nati in tali posti..si capisce.
Damien, sono tanto vicino a te quando scrivi commenti di questo genere per quanto ti sono distante quando invece scrivi su altri argomenti…
Ma era solo una constatazione, non voglio certo riaprire la polemica…
Ciò che affermi è assolutamente vero e posso confermartelo perchè l’ho visto fare tante volte con i miei occhi a Cuba, Santo Domingo, in Thailandia, Madagascar. Donne che pagano gli uomini per il sesso, li mantengono, gli fanno regali, gli pagano la cena, gli comprano le cose, i vestiti, gli lasciano altri soldi quando ripartono. Naturalmente il loro approccio con i locali è assolutamente diretto e senza alcuna mediazione. L’esatto contrario, insomma, di ciò che avviene nel nostro contesto.
Verrebbe da pensare che è una follia, e in effetti lo è. Ma questa è la situazione che viviamo oggi in occidente. C’è da non crederlo ma è così. Qui si continua a recitare il solito copione, senza cedere di una virgola, e poi ci si va ad imbarcare sui “charter dell’amore”, come ricordo erano stati soprannominati dai locali a Creta (non è necessario attraversare l’oceano), ormai una ventina di anni fa, i voli che sbarcavano migliaia di “turiste” europee (allora e in quel contesto erano quasi esclusivamente nordeuropee) che andavano a fare il “carico” durante il weekend o per una settimana. Il “pezzo” più richiesto ovviamente era quello locale, giudicato di un certo livello. Gli italiani in vacanza venivano presi in considerazione solo in mancanza di altri “pezzi” più pregiati, appunto i locali. Centinaia e migliaia di giovani cretesi lavoravano quindi come “stagionali” e questo era il loro secondo lavoro estivo…
Le italiane ancora non partecipavano alla caccia, o meglio, alla compravendita, perchè c’erano troppi italiani in vacanza in quel paese e questo le condizionava. Inoltre Creta era troppo vicina all’Italia e soprattutto, come sappiamo, le italiane sono sempre più lente a fare le cose rispetto alle loro colleghe di genere nordeuropee. Ma stanno recuperando il tempo perduto in altri lidi, quelli di cui sopra…
Quindi, ormai da molto tempo, si assistono a delle scenette curiose in questi luoghi di “vacanza”. Italiani e italiane che si trovano lì per lo stesso motivo e che si osservano, spesso si evitano perchè la cosa è imbarazzante per tutti/e, oppure a volte si incontrano casualmente e si scambiano informazioni sulla situazione, sui locali dove andare a “rimediare”, sugli usi e costumi locali, sulle avventure avute oppure addirittura se ne stanno seduti/e al bar con le rispettive “conquiste”.
Fantastico!…(si fa per dire…). Una follia!…Un paradosso di proporzioni gigantesche. Come a dire, non so, un abitante del Sahara che va a comprare sabbia in Siberia, non so…Oppure ancora partire da Roma per andare a Milano però passando per Pechino e Ulan Bator o Samarcanda…al di là ovviamente dello squallore del sesso mercenario quando lo si potrebbe vivere serenamente in casa propria…Bah…Non ho parole…
Fabrizio
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Già. E guarda caso sono proprio queste qui che vanno a fare turismo sessuale in Africa e ai Caraibi, le prime forcaiole che chiedono il carcere duro o pena di morte(o la castrazione) per i responsabili di reati sessuali,e il carcere per i clienti di prostitute, e che mettono in croce(come ha fatto quell’ essere cinico e amorale di Klara di Notte) chi come il sottoscritto fa notare che esistono anche altre violenze oltre allo stupro(violenza grave,non nego) e alcune delle quali anche più gravi(omicidio, pestaggi, mutilazioni,torture, aggressioni razziali contro neri e Rom..eppure trattate e punite in modo molto più blando rispetto allo stupro), oppure che fanno notare l’assurda contraddizione di come questo così isterico clima di forcaiolismo e linciaggio(richieste di ergastoli, pene di morte, linciaggi, castrazioni) sui presunti autori di reati sessuali avvenga proprio da parte di quelle donne che amano il più sfacciato esibizionismo sessuale(facendo finta di non sapere che la violenza sessuale, spesso, è un effetto collaterale di tutto becero esibizionismo sessuale ).
Chiedo a Fabrizio e a Rino se condividono ciò che ho detto.
Icarus, l’argomento che poni in questo tuo post è di enorme delicatezza e complessità e non può certamente essere affrontato con un semplice commento sul blog.
Ciò detto, fermo rimanendo che la violenza non è mai giustificabile (con l’eccezione di una equilibrata e dimostrata legittima difesa), sono sempre stato convinto della necessità di indagare e analizzare le ragioni e le cause (sociali, ambientali, psicologiche ecc.) che determinano i comportamenti violenti. Il che non significa in nessun modo giustificarli ma soltanto cercare di capire, al fine di disinnescare alla radice quegli elementi che appunto li determinano, di prosciugare laddove e per quanto è possibile il brodo di coltura dove questi stessi vengono generati e alimentati. Questo vale, per quanto mi riguarda, per qualsiasi reato, e quindi è evidente e conseguente che debba valere anche per quello di violenza sessuale.
Senza imbarcarci in una inevitabilmente interminabile discussione sul tema della violenza che immancabilmente ci condurrebbe ancora una volta al tema del rapporto fra natura e cultura, fra ontologia e processi sociali e culturali, mi sento di poter affermare che qualsiasi società civile degna di questo nome abbia l’obbligo di andare oltre la mera soluzione repressiva dei problemi. Una soluzione che in realtà non risolve e non ha mai (quanto meno da sola) risolto nulla. E questo è un fatto. Proprio in quei contesti, e parlo di grandi paesi come gli USA, il Brasile, la Russia, il Messico, dove l’apparato repressivo è durissimo, se non addirittura insopportabile e disumano a tutti i livelli, il tasso di criminalità è altrettanto elevato in misura assolutamente proporzionale al livello di repressione. Ciò significa che per limitare il tasso di violenza le soluzioni “poliziesche” a tutto tondo servono a ben poco se non a nulla se parallelamente alla risposta repressiva non si attuano politiche sociali, economiche, culturali, tese a trasformare quelle realtà che generano appunto violenza.
La mia opinione è che la nostra sia una società strutturalmente violenta. Perché è la società di chi ha e di chi non ha, di chi è garantito e di chi non lo è, di “chi può e di chi non può”, di chi appare e di chi non appare, di chi ha successo e di chi è considerato un fallito, di quelli che abitano in collina e di quelli che abitano in borgata, di quelli che possono permettersi tutto e di quelli che non possono permettersi nulla, di quelli che devono elemosinare per uno straccio di lavoro sottopagato e sfruttato e di quelli che vivono di rendita, di quelli che pagano le tasse anche se sono poveri e di quelli che non le pagano anche se sono ricchi, di quelli che escono di galera pagando la cauzione anche se per reati molto gravi e di quelli che ci marciscono (e spesso ci muoiono) anche se per reati molto meno gravi, di quelli che cadono (e muoiono) dalle impalcature dei cantieri e di quelli che fanno le speculazioni edilizie dove i primi ci muoiono, di chi si suicida perché ha perso il posto di lavoro e di chi manda sul lastrico migliaia di persone e si porta il gruzzolo all’estero… Sarebbe un elenco troppo lungo…
Cosa produce tutto ciò? Frustrazione umana e sociale, degrado, violenza.
Il sesso, e tutto ciò che a questo è connesso, l’affettività, la socialità, una vita relazionale sana, possono sfuggire a tutto questo? No, è ovvio. E le stesse considerazioni che valgono per tutto lo scibile di cui sopra valgono anche per la sessualità. E’ quindi logico e chiaro che anche la violenza sessuale ha una sua genesi, un suo humus, delle condizioni che la determinano. E non c’è dubbio che in un mondo dove tutto è mercificato, soprattutto la sessualità, appare chiaro che questa non può certo rimanere al riparo dalla violenza.
Naturalmente mi rendo ben conto che il discorso è estremamente più complesso ed entrano in ballo tanti fattori di vario ordine, non solo sociali e ambientali ma anche psicologici, che d’altronde non sono scollegati fra loro . Personalmente sono convinto che se si vivesse in un contesto sano, evoluto e libero e dove anche e soprattutto la sessualità fosse vissuta in modo sereno, libero, giocoso e consapevole, il fenomeno della violenza sessuale sarebbe estremamente ridotto rispetto a quanto non sia oggi.
Ma il discorso sarebbe veramente troppo lungo e credo che dovremmo affrontarlo più seriamente in altro momento data l’importanza che riveste.
Fabrizio
Condivido totalmente quanto da te scritto Fabrizio. In effetti gli uomini e le donne sono violenti perchè principalmente nascono, crescono e muoiono in una società violenta, come quella da te descritta. Una società atomizzata, chiusa a qualsiasi partecipazione all’altrui sofferenza, che “economicizza” tutto non può che produrre violenza. Così come il cinismo produce cinismo, così la violenza produce violenza.
Mi preme sottolineare come Icarus si sia (già da anni)spinto molto avanti tramite il suo blog per quel che riguarda la denuncia e l’analisi da lui poste poco sopra.
Proprio per questo è stato spesso linciato e in parte attaccato persino all’interno dei movimenti maschili semplicemente per aver sostenuto (seppur in modo diverso) ciò che Fabrizio ha ribadito nelle ultime righe del suo post, ovvero che “anche la violenza sessuale ha una sua genesi, un suo humus, delle condizioni che la determinano.”
Un tema sì delicato ma su cui dovremo tornare poichè è uno degli argomenti che evidenziano le contraddizioni di destra ma soprattutto di sinistra
http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2010/01/processo-breve-e-reati-sessuali.html
In sintesi, il tradizionale “garantismo” di sinistra non trova riscontro sul tema dei reati sessuali o sulla violenza contro le donne: la propaganda neofemminista è “bipartisan” e sa mettere a braccetto forcaioli, squadristi,no global e pacifisti..
Ci sono varie cose che mi riservo di dire in futuro e che Icarus invece dice nel presente. Fa bene.
Se si considera il genere femminile come la Nuova Aristocrazia, scompare ogni contraddizione. Si chiedono – e si ottengono – pene esemplari per i Paganti sulle tangenziali. Si è chiesta – e si è ottenuta – la giurisdizione extranazionale per i reati sessuali compiuti dai maschi*. Si liquida il turismo sessuale maschile come espressione del più bieco maschilismo etc etc etc. (aggiungete voi il resto…)
Poi, quando le Aristocratiche vanno ai tropici e noleggiano un po’ di carne fresca, allora si celebra la loro emancipazione, liberazione, libertà, conquistata autonomia, potere su se stesse … e aggiungete voi il resto.
Quando l’infaticida viene assolta e il maschio guardante nell’insenatura delle tette viene condannato, mi pare che tutto sia chiaro. Definitivamente chiaro.
Nuova Aristocrazia. Come quella vecchia punisce senza pietà la lesa maestà. E si autoassolve da ogni delitto. Si capisce: essa stabilì che delitto è ciò che la danneggia. Libertà, ordine, pace, giustizia ciò che la protegge, la nutre e l’onora. Ciò che le piace.
Un nero picchia un bianco: tentato omicidio.
Un bianco ammazza un nero: legittima difesa.
RDV
* Questa forse l’avevamo dimenticata. Ne parleremo.
Gli aristocratici si imparruccavano, si truccavano, mettevano la cipria, proprio come fanno le donne oggi. Dopo la rivoluzione francese le mode sono cambiate, soprattutto nel novecento l’uomo è stato ridotto all’osso: capelli corti, barba rasata, famiglia e lavoro.
Ai tempi dei Beatles e Duran Duran: le ragazzine urlavano e svenivano per questi ragazzi che facevano musica, ragazzi inarrivabili: ho sempre pensato che le ragazzine volessero disprezzare noi ragazzi normali, ragazzi a portata di mano.
Non c’è dubbio che i fattori economici, sociali, giuridici e culturali, sono
influenti, e che in una società integrata il tasso di violenza sarebbe molto
minore. Ma cosa significa società integrata?
- Società di uguali in senso identitario? NO, sarebbe solo omologata. Anzi, in una società omologata dove tutti pensano in modo uniforme, desiderano le stesse cose, hanno gli stessi obbiettivi e che contemporaneamente presenti disparità economiche enormi, come l’occidente di oggi, la violenza di tutti contro tutti è destinata ad aumentare. Sia quella della società civile, sia quella repressiva dello Stato, peraltro nel lungo periodo impotente e per questo sempre più massiccia.
- Società di uguali (identici) in senso economico? No, oltre che impossibile ad ottenersi (non è mai esistita nella storia) perché la spinta a migliorarsi è ineliminabile, sarebbe solo una società piatta, priva di spinta dinamica e che tarperebbe intraprendenza e capacità anche con misure necessariamente restrittive della libertà.
- Un combinato delle due precedenti? Meno che mai, sommerebbe guaio a guaio, sarebbe la morte spirituale e materiale.
- Una società in cui sono tutti uguali ai nastri di partenza? Neanche. Purchè auspicabile, in una società in cui ci fosse UNICAMENTE l’uguaglianza in partenza, troppo grande sarebbe la tentazione di cristallizzare a favore della propria discendenza le differenze economiche e di opportunità che sarebbero destinate a riprodursi, ripristinando in poco tempo una situazione negativa.
Come definirla, allora? Intanto partendo dal riconoscimento di alcune verità valide anche per i singoli. In ciascuno di noi esistono istinti e pulsioni contrari. Definiamoli “positivi” e “negativi” in senso di polarità, il giudizio morale essendo invece successivo, in funzione di come tali istinti e pulsioni vengono usati. Negare o connotare negativamente in sé l’uno o l’altro, è sbagliato. Per esempio, l’aggressività, la forza, la competitività, l’individualismo, l’istinto a primeggiare, quello a guadagnare di più etc, non escludono l’istinto all’accoglienza, alla “pietas”, alla cooperazione, all’aiuto reciproco, alla difesa del più debole.
Come nel singolo tutte questi fattori non vanno negati e criminalizzati ma integrati, per formare un uomo vero, così accade per la società. Se se ne reprime qualcuno, se lo si nega o criminalizza, prima o poi, in quanto esiste in natura, riemerge potente e allo stato puro, provocando guasti immensi. La forza si trasforma in violenza gratuita, l’accoglienza in soffocamento. La pietas o la difesa del debole diventano permissivismo e negazione della responsabilità del singolo, l’individualismo e la competitività si trasformano nello schiacciamento indifferente dell’altro, e così via.
Una società integrata presenta dunque alcuni caratteri fondamentali.
Non abbandona i suoi membri ma non li deresponsabilizza.
Li lascia liberi di esprimere la propria individualità in tutti i campi, ma cerca di indirizzarla al bene di tutti.
Non nega la forza e l’aggressività ma cerca di indirizzarla verso obbiettivi positivi.
Non nega le differenze, di capacità, di intelligenza, di volontà etc. Riconosce come legittime alcune disparità che nascono da queste differenze, ma fa in modo 1) Che non diventino così grandi da far sì che la funzione di stimolo dell’emulazione si trasformi invece nella castrazione psichica di chi non vede speranza alcuna. 2) Che nei singoli soggetti la consapevolezza dei propri mezzi non diventi onnipotenza. Che non si perda di vista la realtà vissuta dall’altro. Che il singolo riconosca che qualsiasi siano i suoi meriti, rimane comunque tributario di molte cose agli altri membri della comunità in cui vive, alla quale si senta dunque in obbligo di restituire in qualche modo quello che ha avuto.
Un po’ destra e un po’ sinistra, dunque. O se si vuole, né destra né sinistra, almeno come si sono andate configurando nella storia.
Per arrivare a questa situazione “ideale” di integrazione, in cui ciascuno sia disposto a riconoscere i meriti altrui senza per questo sentirsi un escluso a priori, un reietto, o al contrario sentirsi un individuo “superiore”, al di sopra degli altri e della comunità in cui vive, mi sembra chiaro occorra un forte elemento di coagulo. Mai può essere il puro interesse materiale, lo si definisca in termini individuali o collettivi. Né può soccorrere la “mano invisibile” di Adam Smith. Non può essere neanche un meccanismo di ingegneria sociale concepito a tavolino, o uno Stato che mediante leggi si proponga di forgiare l’uomo nuovo.
Può essere solo un fattore di tutti ma esterno a tutti. Riconoscere il limite dell’umano, riconoscere che esiste un ordine simbolico che è oltre l’uomo e lo Stato ed a cui l’uomo “conviene” conformarsi. Il lo chiamo Sacro, o elemento religioso. Non di una religione in particolare, non una Chiesa. Non è neanche strettamente necessario avere fede. Può afferrare il concetto anche una coscienza laica.
@armando:
Per arrivare a questa situazione “ideale” di integrazione, in cui ciascuno sia disposto a riconoscere i meriti altrui senza per questo sentirsi un escluso a priori.. mi sembra chiaro occorra un forte elemento di coagulo
lo so che entro a “cavolo” e probabilmente non c’entra una cippalippa col tuo discorso, ma boh, io ho sempre pensato che un po’ fosse nella natura umana. Questa frase mi ha fatto venire in mente la narrazione di Primo Levi in “Se questo è un uomo”. Quando i nazisti fuggirono lasciarono nel campo gli internati che erano malati, non potendoli costringere alla marcia forzata. Lui ed alcuni compagni che erano più in forze degli altri, a un certo punto cominciarono ad organizzarsi: riuscirono a recuperare una pesante stufa di ghisa e a metterla in funzione e a procurare del cibo per tutti. Fu uno dei malati che non potevano far nulla che propose di lasciare delle razioni di cibo in più a “quelli che avevano lavorato”. Primo Levi narra che, a suo avviso, fu quello il momento in cui gli internati da “haftlinge” (se non ricordo male, .. magari scrivo male il termine tedesco con cui i nazisti definivano gli ebrei) ricominciarono a diventare uomini.
Armando, ero certo che in seguito al quel mio post in risposta a quello di Icarus sul problema della violenza sessuale, ti saresti lanciato in una dissertazione sul modello di società da perseguire.
Nella tua ossessione nel voler ribadire ad ogni piè sospinto che qualsiasi tentativo di lavorare in direzione di una società radicalmente diversa da questa, è strutturalmente destinato al fallimento, e soprattutto nell’ossessione di sottolineare che un “altro mondo non è possibile”, non ti accorgi che nella tua furia distruttiva dei “modelli” che si richiamano al socialismo e al comunismo (non li nomini ma a quelli ti riferisci), finisci di fatto col proporre tu stesso un altro modello di società ideale. Anzi, questa volta ce lo hai anche spiegato punto per punto: punto 1), punto 2) ecc. , coniugare questo con quello, destra e sinistra, un po’ di destra e un po’ di sinistra, un po’ di socialismo e un po’ di individualismo, un po’ di cultura e un po’ di natura, un po’ di merito e un po’ di bisogno, ecc. ecc.
Fatto, partorita la nuova Città del Sole, un po’ di zenzero, qualche altra spezia e la minestra è servita…
Questo non significa naturalmente, come peraltro sai bene, che io sia un sostenitore dei “modelli”…Il problema però era di tutt’altra natura…
Il senso del mio post non era di imbarcarmi in una dissertazione sul “modello ideale di società“ (dimmi tu chi è oggi che ce l’ha…) ma molto più semplicemente quello di spiegare che anche dietro la violenza sessuale, oggi demonizzata e sottratta (diversamente da ogni altra forma di violenza) a qualsiasi tentativo di analisi, ci sono della cause di vario genere, sociale, ambientale, culturale, psicologico e quant’altro. Per essere ancora più chiari, se oggi un tizio, diciamo un tossicodipendente, entra in una tabaccheria con un passamontagna, punta una pistola al negoziante, gli ruba l’incasso della giornata e magari ferisce o addirittura ammazza pure qualcuno perché nella concitazione del momento gli parte la testa, si innervosisce e si mette a sparare, in qualche modo (e a mio parere, entro certi limiti e senza negare le sue responsabilità personali, anche giustamente) verranno valutate le attenuanti, cioè appunto le motivazioni di vario genere che lo hanno spinto ad un simile comportamento: era sotto l’effetto della droga, proviene da un ambiente disagiato, da un quartiere degradato, non ha lavoro, ha una famiglia sfasciata, il padre c’è e non c’è ed è un personaggio losco, la madre idem, ecc. ecc.
Considerazioni valide, per quanto mi riguarda. Il che non significa fargli una carezza e rimandarlo a spasso dopo due giorni. Significa che se si vuole recuperare l’individuo, e credo che questo sia il dovere di qualsiasi società civile degna di questo nome, è evidente che bisogna approcciare al caso complessivamente, tenendo conto appunto delle attenuanti e cercando di far sì che la pena che il soggetto in questione dovrà necessariamente scontare sia proporzionata al reato e finalizzata ad un suo potenziale recupero. Per essere ancora più chiari e scoraggiare i soliti corvi in agguato, credo che nessuno di noi, il sottoscritto in primis, organizzerebbe una raccolta di firme per liberare un Totò Riina o un Fioravanti, che invece è già libero da un pezzo nonostante sia reo confesso di dieci omicidi e sia stato riconosciuto colpevole (non da me ma dalla giustizia italiana) della strage di Bologna…ma questo è un altro discorso e non voglio divagare…
Ebbene, quando siamo in presenza del reato di violenza sessuale che, come tutti gli altri reati ha una sua genesi, delle cause e delle motivazioni di vario genere (sociali, ambientali, psicologiche ecc. ecc. ), tutto ciò non viene tenuto nella sia pur minima considerazione. Come giustamente ha rilevato LukeCage, il femminismo (o meglio la sua ipocrita attuale declinazione) è riuscito a mettere d’accordo tutti: destra, sinistra, garantisti, forcaioli, benpensanti, no global, estremisti di destra e di sinistra, centri sociali e circoli Rotari, Comunione e Liberazione e l’Arci Gay, e via discorrendo…
Lo stupratore è sempre, dovunque e comunque SOLO un criminale. Non ci sono né possono esserci attenuanti di nessun genere. Quelle stesse attenuanti che spesso portano assassini dichiarati ad avere sconti di pena considerevoli e a volte, a mio avviso, anche inaccettabili (e non sto parlando di microcriminalità o di soggetti disagiati ma di ben altro) non vengono neanche prese in considerazione nei casi di violenza sessuale.
Si potrebbero fare tanti altri esempi, uno fra questi quello di infanticidio. Il caso di una donna che uccide il proprio figlioletto affogandolo, strangolandolo o gettandolo in un cassonetto dell’immondizia, come purtroppo spesso avviene, viene affrontato non solo e non tanto dal punto di vista giudiziario quanto da quello clinico. Sono d’accordo anche io, sia chiaro. E’ evidente che una donna equilibrata non si macchierebbe mai di un simile delitto. E’ ovvio quindi che in un simile frangente siamo di fronte ad un comportamento delittuoso ma anche patologico, è scontato, e di questo bisognerà pur tenere conto. Di conseguenza sarà necessario analizzare le ragioni appunto di ordine psicologico, sociale, ambientale, familiare, ecc. che hanno in qualche modo contribuito a creare le condizioni per le quali quella donna è arrivata a commettere un atto criminoso di quella portata.
Non si vede però perché gli stessi criteri non debbano essere utilizzati per i reati attinenti la sfera sessuale. Come se il reato di violenza sessuale fosse avulso dal contesto sociale, ambientale e culturale, come se non esistessero delle ragioni di vario genere che possono spingere un uomo a commettere un reato di quel tipo (che non significa giustificarlo, ovviamente). Non si vede perché un uomo che commette violenza sessuale debba essere considerato solo come un criminale e non anche come un caso patologico (naturalmente la patologia può avere diverse origini e concause). E’ evidente e anche scontato, a mio parere, che ad un uomo equilibrato che vive una condizione esistenziale complessivamente sana (o quanto meno relativamente tale) non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di commettere violenza nei confronti di una donna. Ma non solo per ragioni di ordine etico o perché ha un super io controllore sviluppato ma proprio perché non sorgerebbe mai in lui una simile pulsione che non sarebbe neanche in grado di concepire. E’ ovvio quindi che se un uomo arriva ad un punto simile ci sono delle ragioni alle spalle rispetto alle quali la società civile non può fare orecchie da mercante. Ma questo significherebbe indagare, analizzare, mettere le mani e la testa dove nessuno vuole metterle e arrivare ad ammettere che forse la nostra è una società malata, dove anche e soprattutto il sesso, che non è certo separabile dal contesto, è stato condizionato e deformato al punto tale da diventare uno dei fattori che possono generare violenza. Ma non è tutto. Perché forse si arriverebbe a scoprire che proprio le relazioni fra i generi sono relazioni violente, che ci sono tante forme di violenza (e ovviamente non solo da parte maschile) e che lo stupro, comunque ripugnante, è solo una di queste. Fermo rimanendo che ormai è dimostrato come una gran parte degli abusi sessuali (nei confronti dei minori e dei figli) sia commesso anche da donne e da madri in particolare, come ci conferma l’allarmante servizio dall’America di Giovanna Botteri andato in onda su Rai 3 che abbiamo pubblicato nello spazio “articoli” dal titolo “Un brusco risveglio”.
Ma, come è stato giustamente rilevato, nessuno oggi vuole mettere mano alla questione, per varie ragioni: ipocrisia, viltà, luoghi comuni, dittatura del “politically correct” (in questo caso trasversale a tutti gli schieramenti), disponibile alla comprensione e alla relativizzazione in tanti casi ma guarda caso inflessibile su questa materia, e naturalmente una cultura dominante che nel merito ha sposato in toto il dogma femminista.
Fabrizio
Non penso che ci sia sempre del patologico sulle madri assassine, la più famosa ( non faccio il nome) è una porca signora che andava a prendere in giro tutti piangendo in televisione. C’è la cattiveria che alle donne non viene riconosciuta, una società misandrica fallo-fobica: l’uomo è un porcone con il pene e la donna è vittima, questa è la versione ufficiale.
Da sempre la sinistra si è interrogata sul malessere, non ha mai pensato che la soluzione dei problemi sociali fosse la mera repressione, non ha mai strumentalizzato le paure e i disagi. Dovrebbe quindi, coerentemente, attuare lo stesso approccio nei confronti di qualsiasi genere di violenza. Invece, come affermi Fabrizio, ciò non accade. Per il femminismo ci sono sempre eccezioni alla regola e guarda caso devono essere sempre funzionali a un certo disegno, colpevolizzare per ottenere privilegi, che nulla ha a che vedere con la ricerca della parità. Noi tutti ricordiamo tristi copertine, per esempio di Liberazione, e addirittura manifesti elettorali che quasi facevano nascere il sospetto che dietro ogni uomo ci fosse un potenziale stupratore. Noi che apparteniamo coerentemente a quest’area politica ci dissociamo totalmente da questo modo di affrontare i problemi sociali. Vogliamo una società in cui la violenza si combatta senza nessuna criminalizzazione di razze, religioni o generi sessuali.
Se si rifiuta di ascrivere alla violenza sessuale una causa socio-sessuale(cioè l’anello(loop) frustrazione-repressione-provocazione sessuali), come purtroppo fanno anche alcuni acefali all’interno del movimento maschile(sono mele marce, nulla di cui preoccuparsi), inevitabilmente subentra il perverso meccanismo duale della Rabbia isterica popolare-Tolleranza Zero. E quando c’è Tolleranza Zero, accompagnata dalla rabbia popolare, si finisce inevitabilmente anche per “sparare nel mucchio”(“è meno grave avere un innocente in galera, che la seppur minima possibilità di un Orco in libertà”). Come in un bombardamento. Oltre, anche a pene e restrizioni esagerate e assurde previste per questa fattispecie di reato, non riscontrabili nemmeno per i reati di omicidio e strage(gli stragisti possono usufruire della presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva e dei benefici della Legge Gozzini,mentre i presunti autori di reati sessuali, invece, no)
Condannare ed esecrare la violenza sessuale, così come ogni altra forma di violenza, è sacrosanto e doveroso, però ciò che più mi fa rabbia, è che coloro che più aizzano allo scontro, al linciaggio e alla Tolleranza Zero sui reati sessuali, non sono i “bacchettoni” e i “moralisti” del sesso(eccetto nei paesi islamici, ma lì almeno sono coerenti, giacchè la loro severità sessuale si traduce in severità sui reati sessuali, tutto logico), ma proprio coloro che avallano e giustificano il più becero esibizionismo sessuale, come ad es. le Veline, le Pornostar,le Klare di Notte, le Leghiste, le Ripe di Meana.
E’ una contraddizione in termini logici mostruosa.
http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_15/polanski-denuncia_730b98b8-6003-11df-b9ba-00144f02aabe.shtml
fabrizio, sono d’accordo con la seconda parte del tuo intervento sulle cause sociali che non vengono mai prese in considerazione in caso di violenza e stupro etc, etc. Ma non c’era neanche bisogno di ribadirlo. Per il resto, si, io pensava anche alle società socialiste, ma anche a questa nostra società, e mi sembrava di che trasparisse con chiarezza se si leggeva bene quanto da me scritto. Quindi nessuna accettazione dell’esistente come immodificabile, ma necessità di dare al cambiamento un senso diverso da quello che si intende in genere per tale.
Utopia, città del sole? Forse si, anzi probabilmente si. Ma ti mi insegni che le utopie, per quanto irrealizzabili, servono anch’esse. Per mantenere una forte tensione ideale e non cadere nella gestione amministrativa dell’esistente, ma anche, se le utopie non si astraggono troppo dalla realtà, per evitare il ribellismo rabbioso e fine a se stesso.
x icarus. E’ quello che scriveva Rino sulla nuova Aristocrazia. Noi vediamo la contraddizione in termini logici ineccepibili, ma non è così secondo quell’altra logica.
armando
Non c’assolutamente dubbio, Icarus, sul fatto che viviamo in una società a dir poco schizofrenica, dove da un lato si esalta una sessualità mercificata e sbattuta sistematicamente in faccia alla gente da mane a sera, mentre dall’altra si continuano a recitare ipocritamente i soliti copioni (di derivazione cattolica) in base ai quali il sesso deve essere legato ai sentimenti ecc. ecc. In realtà ormai questi secondi sono solo dei ritornelli ipocriti che servono a coprire le logiche mercantili e strumentali (concettualmente e psicologicamente parlando, prima ancora che sul piano pratico) che sottintendono alla relazione fra i sessi.
“Guardare e non toccare – questa è la regola – e se vuoi toccare devi pagare”. Naturalmente non stiamo parlando di un pagamento spicciolo (sarebbe fin troppo autentico in fondo) ma di una relazione codificata e regolata, soprattutto dal punto di vista culturale e psicologico, secondo le dinamiche dello scambio concettualmente mercantile.
Insomma soprattutto la sessualità (e di fatto, attraverso di questa, l’intera relazione fra i generi), nella società in cui viviamo, viene ridotta a compravendita, né potrebbe essere altrimenti. Se fosse lasciata libera di esprimersi liberamente costituirebbe un fattore troppo dirompente in grado di mettere in crisi il sistema stesso, che non può certo permetterei un simile lusso. Nel Manifesto del Movimento Beta spieghiamo in modo più approfondito questo aspetto, assolutamente centrale, dell’intera questione.
E’ scontato che nel momento in cui il sesso, che dovrebbe essere vissuto in modo libero, ludico e spontaneo, viene invece concepito come una merce di scambio, quindi con un suo prezzo da “pagare”, diretto o indiretto, reale o metaforico che sia, questa situazione non potrà non avere tra le sue conseguenze, fra le altre, anche quella di generare violenza. Perché ci sarà chi potrà accedere al “consumo” del “bene” e chi non potrà. Per ovvie ragioni. Naturalmente questo non significa NEL MODO PIU’ ASSOLUTO giustificare qualsiasi forma di violenza. Però è altrettanto scontato che se siamo disposti a comprendere le ragioni di un qualsiasi atto violento generato da cause di ordine sociale, economico, ambientale e quant’altro, e spesso a giustificarle (comunque sbagliando, a mio parere, perché in ogni caso esiste il principio di responsabilità individuale al quale non si deve mai venir meno), la stessa regola deve essere applicata anche ai reati a sfondo sessuale; naturalmente con i dovuti distinguo e senza mettere tutto e tutti nel mucchio. E’ ovvio e scontato che c’è una notevole differenza tra i pariolini che hanno compiuto il famoso massacro del Circeo e un sottoproletario, un emarginato o un extracomunitario immigrato che violentano una donna in un prato di periferia. I primi potevano permettersi tutte le donne che volevano e nel loro gesto c’era soltanto l’odio e il disprezzo per quelle/i che loro giudicavano come delle “inferiori”. Fu un atto infame, crudele, nazista, razzista, classista e sessista e purtroppo ce ne sono ancora molti.
Nel secondo caso siamo di fronte ad un atto di violenza generato da un senso profondo di frustrazione, di disperazione, di impotenza e anche di impossibilità, diciamolo francamente, di poter vivere una vita sessuale sana e serena (e purtroppo anche di questi ce ne sono molti). Un senso di frustrazione dato da una condizione invivibile e violenta che si traduce inevitabilmente in altra violenza.
In una società dove l’opulenza, l’affermazione sociale, l’immagine pubblica, il successo da una parte, e la possibilità di vivere una vita sessuale soddisfacente dall’altra, sono stati indissolubilmente legati fra loro, il risultato non può che essere l’esasperazione di una massa sempre più crescente di individui. Il discorso varrebbe naturalmente per qualsiasi altro aspetto della vita sociale, non solo per la questione sessuale. Se, ipotesi per assurdo, si alzasse vertiginosamente il prezzo del pane e dei generi alimentari, ciò provocherebbe inevitabilmente dei fenomeni di sollevazione violenta, con assalti ai forni e ai supermercati da parte delle fasce sociali più deboli nelle aree più povere e disagiate del paese . Potremmo fare centinaia di esempi ma credo che il concetto sia chiaro.
Naturalmente , lo ribadiamo perché gli avvoltoi non smettono mai di fare il loro sporco mestiere, che questo NON SIGNIFICA NEL MODO PIU’ ASSOLUTO GIUSTIFICARE QUALSIASI FORMA DI VIOLENZA, COMPRESA OVVIAMENTE QUELLA SESSUALE CHE DEVE ESSERE PERSEGUITA COME E’ GIUSTO CHE SIA.
Significa però che è doveroso sviluppare un’analisi seria, laica, lucida, razionale e soprattutto intellettualmente onesta sulle cause che determinano anche il fenomeno della violenza sessuale e non limitarsi ipocritamente alla mera e qualunquistica criminalizzazione di coloro che la commettono.
Da questo punto di vista, non c’è dubbio che ciò che definiamo come “sinistra” ha totalmente abdicato rispetto a ciò che dovrebbe differenziarla dalla “destra”. E cioè la capacità di andare oltre la mera soluzione repressiva, poliziesca, giudiziaria, oltre la mera criminalizzazione del singolo per cercare di comprendere più a fondo come stanno le cose, cosa si nasconde dietro ai fenomeni, anche quelli violenti, ormai da tutti derubricati e interpretati con lo stesso metro.
Fabrizio
Il più famoso e ricco politico italiano disse una volta:
“Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze..”
E una sua collega di partito incalzò:
“Purtroppo servono tanti soldati perché ci sono troppi brutti uomini”.
Gran bella immagine: Uomo Alfa e Femministe da una parte, l’esercito in mezzo, gli uomini beta dall’altra.
Allora mandiamo tutte ste belle ragazze a fare il militare, e gli uomini bruttini a fare cure di bellezza: cosi si risolve il problema.
Ma perché gli uomini beta sono uomini brutti?
“Purtroppo servono tanti soldati perché ci sono troppi brutti uomini”.
Ma chi le ha dette queste cose? Klara di Notte? Galatea? Aò..ma queste disoneste e ciniche femministe(ops..”premetto che non sono femminista”)amano “bastonare” gli sfigati, i “bruttarelli”, mentre ai potenti fanno i pompini. Forti con i deboli e deboli con i forti. E il signor Giosby, che si autoproclama di “sinistra”, anzichè attaccare queste nazi-femministe, i leghisti, i fascisti, viene a rompere il caxxo a noi( che invece stiamo dalla parte dei deboli, degli sfigati, degli oppressi, degli immigrati, dei carcerati, ecc), e arrivando finanche a diffamarci su altri blog e siti, tra cui “Come don Chisciotte”(ma per fortuna l’ottimo “Drachen” lo ha neutralizzato alla perfezione). Giosby..su “dì qualcosa di sinistra”
” Gran bella immagine: Uomo Alfa e Femministe da una parte, l’esercito in mezzo, gli uomini beta dall’altra.”(Luke Cage)
Questo è il NOSF(Nuovo Ordine Sessuale Femminista) di cui, come ben sai, me ne sto occupando ampiamente sul mio blog.
“Ma perché gli uomini beta sono uomini brutti?”(Peppe)
Tra gli uomini beta, esteticamente parlando, vi sono sia “brutti” che “belli”
@Peppe:
“Ma perché gli uomini beta sono uomini brutti?”
Le citazioni da me riportate fanno riferimento ad esternazioni fatte in occasione di una delle croniche “emergenze stupri” (i brutti uomini sarebbero gli stupratori in questo caso).
LA bruttezza o la bellezza non era il senso che volevo evidenziare, quanto la parzialità e l’inconsistenza delle prese di posizione…
In pratica si sventolano sempre ed unicamente misure repressive per tornare al discorso fatto sopra…contro tutti gli uomini considerati in fondo potenziali stupratori
http://www.youtube.com/watch?v=rk1twH8ESWI
Fabrizio
>>
Ma questa è la situazione che viviamo oggi in occidente.
>>
Caro Fabrizio, in realtà questa è anche la situazione dell’oriente e del resto del mondo. La questione relativa al turismo sessuale delle statunitensi e delle europee dell’ovest, italiane incluse, è vera, ma è anche vero che le donne dei sopracitati paesi – Cuba, Santo Domingo, Madagascar, Thailandia, ecc – non sono solite né corteggiare né abbordare i propri connazionali. Anche in quei luoghi sono gli uomini a rincorrerle.
Non devi sentirti in colpa. E’ la natura che ci ha fatto tali. Io ho un blog dedicato proprio a questo mio vizietto. Ho linkato questo tuo articolo, se ti va di fare un salto mi farebbe piacere. Scrivi molto bene, Ciao!
http://iosonolibero.tumblr.com/
Ho letto di questo blog sul Venerdì di Repubblica (rubrica Aspesi) e mi ci sono fiondata, grande curiosità, etc.etc., non i soliti intellettuali di sinistra, etc.etc.. Chiaramente mi scapicollo subito sul “Sono andato a puttane” e mi becco pure una buona parte dei 126 fantasticissimi super intelligentissimi commenti. Ma per favore!!!!!!!
Paolo Barnard, hai mai provato a spiegarti il fatto che le donne non vengono lì a “sbattertela in faccia” perchè sei brutto e pure antipatico? Che con quella posa da intellettuale troppo-figo-per-respirare che non solo sa tutto sull’Universo Femminile ma sa pure tutto su come _dovrebbero pensare_ e _dovrebbero comportarsi_ le donne, fai solo venire voglia di andare a casa a limonare con lo specchio piuttosto che passare mezz’ora con te?
Cari utenti che avete lasciato i 126 commenti, andatu su QUALSIASI SITO o QUALSIASI BLOG che abbia una parte scritta da un uomo che parla di sesso e state certi al 100% che troverete le stesse identiche cose scritte da Bernard (originalissimo, eh?):
a) L’implicita allusione alla sua super ricca e variopinta vita sessuale, per mettere subito in chiaro che lui è un gran figo che scopa senza provare un’acca di sentimento nè prima nè dopo (e vuole un applauso!!)
b) Che il fatto che lui sia un handicappato sociale dipende solo da una questione GENETICA, lui è una povera vittima del DNA, e sarebbe tanto tanto grato alla vite se il suo DNA fosse diverso e lui potesse per almeno 15 secondi di fila smetterla di pensare di comprarsi un bistecca e sfregarci dentro il pisello
c) Le donne sono delle povere coglione perchè non si buttano fra le sue braccia, nè fra le braccia di quei mentecatti amici suoi (la spiegazione _ovviamente_ è genetica,colpa delle donne!Non sia mai che siano LORO il problema!!!! ahahaha)
Ci sto proprio credendo che hai passato quella mezz’ora parlando….sìsì… come no…. ahaha!!!
Il senso di colpa probabilmente ce l’avevi perchè il tuo uccello è stato talmente tanto sopraffatto dalle tue insulse sciocche strasentite chiacchiere che nemmeno è riuscito a venir fuori dalle mutande.
@Martina: grazie di questo tuo interesse per noi poveri maschi, e per la dimostrazione di classe ed eleganza tipiche del gentil sesso.
Ora vorrei che tu mi spiegassi da cosa è composto questo VASTO UNIVERSO FEMMINILE di cui tanto si parla?
@Leonardo: se vuoi una spiegazione del VASTO UNIVERSO FEMMINILE a cui allude la Martina, basta che ti fai allargare le coscie.. troverai l’unico organo di potere che ha permesso a lei, come altre, di venire qui a disquisire con siffatte lodevoli e costruttive argomentazioni..
Ciao Martina.
Se devo essere sincero trovo molto singolare questa tua lezione di auto-critica al genere maschile. Pensa un pò che la mancanza di autocritica è proprio ciò che io rimprovero a molte donne, (oltre che anche a molti uomini, ovvio). Sia per tv, per i giornali, per riviste, che nella vita reale di tutti i giorni, vediamo e sentiamo sempre il maschio essere messo sul banco degli imputati: sia nei rapporti collettivi che in quelli individuali e di coppia: la colpa è sempre di LUI, mai di LEI. LEI è sempre innocente e vittima, a prescindere. Se un rapporto si rompe, è sempre colpa sua, se lei decide di fare la velina è colpa del maschio e non di lei, se lui non riesce a scopare, la colpa è solo e soltanto sua(al contrario se è lei a non trovare da scopare, la colpa ricade sugli uomini perchè in una donna saprevvero vedere oltre l’aspetto fisico) “Gli uomini sono tutti così..”, “non esitsono più gli uomini di una volta”, “gli uomini non hanno le palle”..bla..bla…e su con questa litania. Mai una volta che io abbia sentito anche qualche autocritica oppure qualche atto di accusa verso il genere femminile, al contrario e sento e vedo solo lamenti, lamenti, lamenti, lamenti, lamenti. E poi noi saremmo i lagnosi!
Orbene, niente di nuovo sotto il Sole.
Ascolto e leggo commenti come quello di Martina, dai lontani anni Settanta, ed ormai, all’alba dei 45, non mi illudo certamente di sentir uscire dalla boccuccia “delicata” delle femminucce qualcosa di diverso.
Non a caso ho scritto più volte che “sono clonate come Alien” e non per niente asserisco da una vita che le femmine non sono assolutamente capaci di comprendere gli uomini.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=31840718
Mi viene da ridere quando leggo o sento parlare di “mistero femminile”, oppure che “dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna”.
Ossia, stronzate stratosferiche, che mi toccherà ascoltare fino all’ultimo dei miei giorni in questa valle di lacrime, comunemente denominata pianeta Terra.
L’articolo della Aspesi segna un piccola tappa nella storia del Momas, per i seguenti motivi.
Per la prima volta infatti su una pubblicazione della sinistra viene riportata un lettera (in questo caso la circolare di Fabrizio) che viene commentata senza espressioni di dileggio, senza insinuazioni e sfide banali, senza canzonature. Senza insulti.
Non è la prima volta che su pubblicazioni di sinistra vengono citati i gruppi del Momas, ma sin qui sempre con commenti denigratori.
Questa volta è diverso. Restano ovviamente la rimemorazione dei crimini maschili, la vittimizzazione etc., ma si è passati dal dileggio alle “argomentazioni”.
Tra virgolette, certo, ma pur sempre argomentazioni.
E’ un ottimo segno. Collocare la QM in una prospettiva di Sx è la giocata più difficile (da fare) ma anche la più imbarazzante per l’universo “progressista” (chiamiamolo ancora così, per capirci).
Lo sappiamo. Quello è un primo segnale tangibile.
Mi ci allungherò sopra.
Quanto a Martina, niente di nuovo.
RDV
A TUTTI GLI AMICI E GLI UTENTI DEL BLOG:
Ragazzi, non c’è ovviamente necessità di ribadirlo perché siete sempre stati all’altezza della situazione e avete tutti dimostrato grande maturità quando ci siamo trovati a confrontarci con altri/e, anche quando si trattava di persone che si rivolgevano nei nostri confronti in modo gratuitamente provocatorio. Tanto più lo sarete in questa occasione soprattutto nel prosieguo del nostro lavoro.
Oggi la sintesi di un nostro documento inviato alla stampa circa un mese fa è stata pubblicato sul Venerdì di Repubblica nella rubrica delle lettere a cura di Natalia Aspesi che ci ha anche risposto e che ringraziamo per la sua cortesia e la sua disponibilità pur non condividendo ovviamente le sue opinioni. Naturalmente nell’arco di poche ore abbiamo già avuto una notevole impennata di lettori destinata a crescere nelle prossime settimane. Mi sembra un fatto molto importante e positivo che ci dà una visibilità non da poco.
Chiedo a tutti, come è sempre stato, equilibrio, apertura, senso di responsabilità, educazione e moderazione, senza ovviamente venir meno neanche di una virgola alle nostre posizioni e alle nostre idee. Il sito sta crescendo in quantità e in qualità e dobbiamo dimostrare tutti di essere all’altezza. Abbiamo più volte ribadito che la filosofia, la strategia e la linea editoriale e politica del Movimento degli Uomini Beta si evince dal Manifesto (il Movimento Beta), dalla Carta dei Principi e dagli articoli pubblicati sulla homepage e negli spazi “articoli” e “editoriali”. Tuttavia, come sappiamo, anche il blog ha la sua importanza perché è molto seguito e spesso ciò che viene espresso in questa sede, anche se si tratta solo di opinioni personali, viene utilizzato, a volte in malafede e in modo strumentale, per attaccarci. Non scopriamo il fianco e non passiamo proprio noi la palla ai nostri potenziali denigratori che come sappiamo purtroppo sono molti/e e non aspettano altro che di vederci scivolare su una buccia di banana.
Le parole sono pesanti come macigni; sappiate usarle con raziocinio e lucidità. La sfida è sempre più impegnativa e appassionante. Come ho sempre ripetuto fino alla noia, il nostro non è un qualsiasi blog ma l’organo di informazione e organizzazione di un Movimento di Uomini che ha l’ambizione di trasformare lo stato di cose presenti. Un obiettivo estremamente ambizioso che richiede grande maturità e senso di responsabilità di tutti coloro che lo perseguono.
Fabrizio Marchi
Questa è una lettera pubblicata su NOI DONNE dell’aprile 1992.
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SIGNORI UOMINI
PROVATECI VOI
Cara abbonata di Vicenza non firmata, ho riletto più volte la tua lettera su noidonne di novembre 1991. Viene fuori chiara l’idea della tua indipendenza, fino a volere case con prostituti pagati. Comprendo benissimo che tu non cerchi un rifugio per il tuo relax, ma bensì il potere. Un desiderio maturato attraverso il tuo vissuto o forse anche ereditato da quando eri in grembo alla tua mamma. Il potere. Col denaro tu detieni il potere, comandi, ordini, quanto ti devo per quest’altro servizio?, eccetera, fino a portare l’altro all’odio nei confronti del mondo intero. Anche se lui non disdegna il denaro, ma tutti sappiamo che il denaro è presente in noi in ogni caso nel corso della nostra vita. Io questa proposta un po’ per scherzo un po’ per rabbia la lanciai anche su una rivista chiamata Effe e poi la gridai
da uno stand al parco Ruffini, festa dell’Unità a Torino un paio di anni fa, qualcuno mi filmava e registrava, ma penso di aver lasciato tutti un po’ perplessi. Questo per dimostrare ai signori uomini, mariti, padri, eccetera,
distinti e non, quanto sia umiliante subire per denaro e portare sulle spalle l’umiliazione di essere una poco di buono in quanto prostituta perché accetti il denaro, subire il disprezzo generale e vedere il tuo cliente perché ti ha pagato, innalzarsi come si innalza
sulla moglie, poiché sostiene di mantenerla ottenendo un pagamento in natura. Siamo in verità tutte e due sulla stessa bilancia, ecco quello che tu hai compreso, di conseguenza ti dà fastidio la figura della prostituta come quella della casalinga, con la differenza che una è legalizzata a vita a uno solo, l’altra a vita è legalizzata per tutti. Se le donne fossero unite lanciando questa proposta dimostrerebbero che anche loro hanno delle esigenze alla pari degli uomini. Forse, allora, i nostri uomini ci aiuterebbero a creare un mondo più
giusto, prendendo coscienza, riscoprendosi nelle millenarie tradizioni, false convinzioni, assurde guerre, assurdi guerrieri, sofferenze e morti assurde. Riscoprendosi nel profondo forse diventerebbero
meno violenti, meno stupratori, finalmente verrebbero a conoscere che cos’è l’amore.
Vera Negro – VICENZA
Questo, invece, è un articolo di Shere Hite, pubblicato su La Repubblica delle Donne, supplemento de la Repubblica, 3-9 dicembre 1996, n. 28
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Questioni erotiche – di Shere Hite
EDIPO KILLER DEL SESSO
E’ durante l’adolescenza che nascono certi sentimenti ambivalenti degli uomini verso le donne. Quel loro amore misto a ostilità.
Perché è allora che “tradiscono” la madre.
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Le vittime della violenza sessuale urlano ogni giorno dai giornali e dagli schermi televisivi; le statistiche mostrano come le violenze sulle donne siano,
purtroppo, storie di ordinaria follia; in Ruanda e in Bosnia lo stupro è ormai strumento bellico; gli atti di sadismo sulle donne sono un classico della pornografia.
Da dove nasce l’impulso che spinge un uomo a infliggere umiliazioni o violenze sessuali? Prima di scrivere il mio Rapporto sulla sessualità maschile (The Hite Report on Male Sexuality) ho raccolto numerose testimonianze di uomini che dichiaravano di essere fieri di non aver sposato la donna di cui erano innamorati: avendo “agito razionalmente” e avendo “mantenuto il controllo” sui propri sentimenti, infatti, sentivano di essere nel giusto. La scoperta è sconvolgente: tra gli uomini è radicata la convinzione che il “vero amore” non possa durare e sia destinato al fallimento. Pessimismo non condiviso dalle donne, convinte che i problemi di coppia, possano essere risolti se affrontati nel modo giusto. Dalle mie ricerche è emerso un quadro dell’identità psicosessuale maschile e del suo sviluppo radicalmente diverso da quanto si è creduto sino ad ora. Stando a ricerche precedenti il “risveglio” della sessualità maschile avrebbe inizio tra i 10 e i 12 anni, quando i cambiamenti fisici rendono possibile l’orgasmo insieme all’eiaculazione. Quello di cui le precedenti teorie non avevano tenuto conto è che l’intensificarsi delle pulsioni sessuali si accompagna a una crisi di valori che porta il giovane a mettere in dubbio la propria identità emotiva e il rapporto con la madre. Molti finiscono per nutrire nei confronti dell’altro sesso un misto di desiderio e disprezzo che non di rado si manifestano con la stessa forma: è quello che hanno vissuto nei confronti della madre, desiderata da un lato, respinta dall’altro. Il rapporto fisico ed emotivo degli uomini verso le donne, dunque, è indissolubilmente costituito da odio e amore, e oscilla tra desiderio e repulsione. Per questo può risultare normale, persino eccitante, per un uomo umiliare una donna nel momento in cui desidera baciarla. Il trauma derivante da una dissociazione tanto radicale può distorcere a tal punto l’identità sessuale di un uomo che questi, spinto dall’amore-odio verso la propria madre (e tutte le altre) arriva a sentirsi autorizzato, nei momenti di eccitazione, a reagire con violenza psicologica o fisica. E le donne non possono che stupirsi nel vedere il partner trasformarsi, da tenero in aggressivo. Si tratta di un trauma che non viene preso sul serio dalla società, che lo liquida come processo “naturale” (il “complesso di Edipo” di freudiana memoria), una serie di reazioni legate agli “ormoni” che, modificando il corpo maschile, spingono il giovane ad allontanarsi dalla madre. Concordo con Freud riguardo al desiderio sessuale che i figli maschi provano nei confronti della madre, ma non ritengo che questo “attaccamento edipico” si risolva con la crescita. E’ la derisione da parte di amici e padri che spinge a modificare atteggiamento. E il mutamento porta con sé implicazioni a livello sociale, per cui gli uomini si sentono in dovere di dominare le donne nel sociale, oltre che nella vita privata. L’ambivalenza nei rapporti con l’altro sesso non è parte integrante della “natura maschile” (non tutti gli uomini assumono simili atteggiamenti), ma è la società che inculca negli uomini
determinati comportamenti, che da una parte spinge l’adolescente a rifiutare la figura materna e dall’altra lo incita a provare interesse sessuale verso le donne.
Un “cortocircuito” nella mente dei ragazzi, dove le due opposte pulsioni finiscono per fondersi. Per moltissimi ragazzi le prime esperienze sessuali sono profondamente (anche se inconsciamente) legate alla figura della madre, la donna con la quale hanno il rapporto più intimo: l’hanno baciata, conoscono i suoi abbracci, l’hanno osservata, sanno che il sesso fa parte della sua vita. Ma l’adolescente impara presto che, se vuole entrare a far parte dei “maschi”, deve mettere da parte tutto ciò che è “femmineo”, anche se questo implica ripudiare la persona che ama di più. La rottura con la madre è fonte di stress; in molti fa nascere la convinzione che l’amore non possa durare. Sovente il nuovo atteggiamento provoca sensi di colpa, perché il ragazzo sente di comportarsi in modo sleale, ma non ha scelta. In alcuni casi, per un involontario rovesciamento della prospettiva, il ragazzo arriva a pensare che sia la madre ad essersi staccata da lui e conclude che “non ci si può fidare delle donne”. Oppure sviluppa la convinzione che i sentimenti siano fonte di distruzione. Un analogo caos regna nella sfera sessuale. Durante la pubertà gli uomini imparano a mescolare sesso e violenza. Staccandosi dalla figura materna proprio nel momento in cui prova le prime
pulsioni sessuali il giovane riversa nel rapporto sessuale angosce e sensi di colpa. Molti uomini danno per scontato che l’attività erotica implichi una qualche forma di violenza sulla donna. E quanto più la madre insiste a offrire “amore” e “comprensione”, tanto più aumentano l’ostilità e il disagio del ragazzo, che subisce le attenzioni della madre come un’umiliazione.
La frustrazione che ne deriva influenza, a sua volta, l’opinione che il ragazzo avrà dell’amore femminile e comprometterà le sue relazioni con l’altro sesso, perché non sarà in grado di scendere a patti con le “aspettative” delle donne. Che altro non sono, in realtà, che il suo latente senso di colpa per il dolore provocato alla madre.
Martina : noblesse oblige
Shere Hite : odio e sciocchezze allo stato puro
mi inserisco nella discussione senza aver letto tutti i commenti alla questione posta da Paolo, ma avendoci pensato un po’ mi domando e vi domando: in cosa consiste veramente il “sesso ludico” di cui si parla, è cioè – come ho capito io – una sorta di sesso/aperitivo, un incrocio tra divertimento e ginnastica? allora, se è così, la questione è chiara: non può esistere. Ma non per sentimentalismo, ma perché il “fare sesso” è, comunque la si metta, il momento in cui i corpi si invadono l’un l’altro travalicando il limite sacrale che lo spirito ha cinto attorno a sé, il corpo appunto. L’intimità che anche il sesso più “basic” richiede è una tale violazione di questo limite da lasciare nei protagonisti comunque qualcosa: aspettative, complicità, affetto, amicizia, o stizza, dispetto, sfiducia… cioè tutti sentimenti che definiscono inevitabilmente una relazione. Inconsapevolmente ognuno di noi facendo cadere i propri limiti con l’altro fa un investimento e crea una relazione. E allora capisco che so’ cavoli, se si voleva solo giocare. Ma anche il gioco è una relazione. E allora siamo al punto di partenza: una relazione è un investimento, può avere fini esecrabili, come cercare un uomoalfa per “sistemarsi”, o nobili, come coltivare il meglio di sé, l’amore e la passione, o stabilire un’amicizia. Comunque lo si fa per qualcosa, non finisce lì e ciao.
E’ chiaro dunque che così massiva è la richiesta di sesso a pagamento, perché è il luogo dove il rischio di relazione è virtualmente ridotto al minimo, dove non ci sono nomi, luoghi, case, parenti, amici: ma Paolo con la ragazza rumena ha sollecitato nomi, luoghi, parenti…. trovo consequenziale che sia finita lì.
Alla luce di tutto questo e nonostante le statistiche e le argomentazioni, ritengo infantile il nesso causa/effetto che Paolo stabilisce tra l’eccessivo ritegno femminile al “darla” e il dilagare della prostituzione, secondo me motivati entrambi dall’altalenante necessità/rifiuto che l’uomo ha di stabilire relazioni attorno a sé.
Comunque complimenti, bel blog.
Anche io come Martina ho letto di questo blog sul Venerdì di Repubblica. Essendo una donna intorno ai 50 con tre relazioni importanti alle spalle che mi hanno regalato tanti vissuti intensi e meravigliosi, ma anche dolore e frustazione, spesso mi ritrovo a riflettre, a pormi domande sul grande mistero che sembra sottendere alla relazione uomo-donna, in cui il sesso ha sicuramente un ruolo centrale. Concordo con Martina l’articolo di Paolo è un condensato di luoghi comuni, che, appellandosi al biologico, trascura:
a) non c’è niente di ludico nel biologico: certo il maschio capo branco che insemina tante femmine, costringendo all’astinenza gli altri maschi non è mosso da esigenze di sesso ludico;
b) il ludico per configurarsi come un’esperienza divertente richiede concentrazione, passione e il sapersi calare completamente in quella dimensione (pensate a un bambino che gioca…altro che evasione);
c)la dimensione ludica prospettata da Paolo risente dei vizi della nostra contemporaneità contrassegnata da un edonismo e un narcisismo sfrenato, dall’ansia di consumare ‘tutto e subito’, da una facilità di essere in ‘contatto’, anche semplicemente virtuale, che reca in sè il prezzo di vivere relazioni superficiali che alla fine portano a noia, a senso di vuoto, in quanto deprivate dal valore della relazione umana. Vorrei qui ricordare che la rivoluzione sessuale degli anni 60, perseguita da tanti giovani, che rifiutavano anche altri valori e altre forme di convenzioni sociali, affermava la libertà sessuale non il ‘sesso ludico’, ovvero il dialogo e l’incontro con ‘l’altro’, poteva ora contemplare anche il sesso considerato fino a quel momento il grande tabù nella realzione umana;
d) quale il target femminile per sesso ludico? Un over 60 disposta a sesso ludico interessa a un uomo in cerca di sesso ludico (esprimo perplessità!)
e) se una donna volesse fare puro sesso ludico resterebbero fuori come eventuali partner tutti gli over 50 le cui prestazioni sessuali spesso sono limitate, se non carenti;
e) perchè uomini sposati con mogli disponibili e smaliziate (per cui si esclude bisogno fisiolgico e noia da eccesso di pudore) comunque si rivolgono a prostitute o cercano nuovi incontri (qui non c’entra il sesso ludico, ma entrano in gioco altre istanze psicologiche)
f) l’istanza di sesso ludico può essere riconducibile, junganiamente, alla sfera dell’iconscio, fonte di energie posive e distruttive, ma che l’uomo maturo, in grado di entrare in contatto con il proprio Sé, deve riuscire a coniugare e a rielaborare creativamente in una dimensione simbolica e spirituale
Veramente molto interessanti e articolate le considerazioni espresse da Cristina ed Eraclea. Non posso entrare nel merito di tutte le questioni sollevate, ma voglio esprimere molto sinteticamente il mio punto di vista. In sostanza sia Cristina che Eraclea affermano che il sesso è un incontro tra un uomo e una donna, o tra persone del medesimo sesso, che inevitabilmente li coinvolge profondamente dal punto di vista emotivo, proprio perchè mettono in atto il contatto corporeo, cioè ciò che di più intimo e coinvolgente vi possa essere; di conseguenza il “sesso ludico”, inteso come “ginnastica corporea”, non può aver luogo in quanto caratterizzato dal “distacco emotivo”, a meno che non si tratti di una forma che ricorda il sesso mercenario.
Queste considerazioni sono in buona parte condivisibili. Anch’io non penso che il sesso debba essere un momento di pura ginnastica corporea, magari tra sconosciuti, ma neppure penso, come nei fatti viene realizzato oggigiorno nonostante tutte le affermazioni contrarie, che debba essere considerato un momento sacro nell’esistenza di un individuo, uomo o donna che sia. Usciamo dai luoghi comuni: il sesso, che non sia mercenario, è diventato o forse è sempre stato, al di fuori di un rapporto uomo-donna che sia stabile o si accinga a diventarlo, una rarità, soprattutto al di sopra dei 20 anni di età e per la maggior parte degli individui. Il sesso è stato investito di una sacralità che non merita e ciò per tutta una serie di ragioni che sarebbe troppo lungo elencare. Quante volte abbiamo sentito dire: l’amicizia non può contemplare il sesso, siamo amici niente sesso oppure se vuoi il sesso devi “impegnarti”. A me tutte queste affermazioni sono sempre parse delle emerite fesserie perchè riducono il sesso a una dimensione “strumentale” o comunque lo confinano in un ambito ristrettissimo. Sia chiaro poi che questo è vero soprattutto per gli adulti, oramai pienamente pervasi da questa visione del sesso, perchè gli under 20, ancora sostanzialmente non “inquinati” da ciò, vivono con molta più spensieratezza e ludicità questa dimensione della vita. In conclusione, anche se sono consapevole che il mio è un punto di vista “maschile”, sono dell’opinione che il “sesso ludico”, inteso come momento d’incontro fisico tra due persone legate da un rapporto di stima e simpatia reciproca, sia auspicabile, proprio perchè il sesso rimane comunque uno degli istinti vitali della nostra esistenza che non può essere limitato al momento della procreazione, ma a cui deve essere concesso assai più spazio, nelle sue varie sfaccettatture s’intende, perchè non esiste un solo modo di fare sesso. In ogni caso, proprio perchè momento “delicato” quanto pochi altri, dev’essere approcciato con la dovuta maturità dai partner, cosa che mi sembra siamo lontani dal realizzare.
eraclea
@ Concordo con Martina l’articolo di Paolo è un condensato di luoghi comuni, che, appellandosi al biologico, trascura:
@
E perché mai l’articolo di Paolo sarebbe un condensato di luoghi comuni? L’ipotesi che il punto di vista maschile sia diverso da quello femminile, la prendi in considerazione? Riguardo alla questione della “rivoluzione sessuale”, non posso certamente parlare per esperienza diretta, giacché sono nato nel ’74, ma al riguardo posso dirti che quella presunta rivoluzione non riguardò certamente la massa, tantomeno gli abitanti delle piccole città o dei paesi. Il problema delle femministe, così come dei femministi, è quello di trasferire un’esperienza che fu di pochissimi nell’esperienza di tutti. In ogni caso, le vostre parole non fanno che confermare la profonda diversità esistente fra uomini e donne, nonché l’incapacità di quest’ultime di vivere il sesso in maniera naturale e giocosa.
Per carità, comprendo bene la paura di restare incinte o di subire violenze, mi sforzo di capire tutte le vostre ragioni; ma allora, per favore, smettetela di raccontare che i ruoli si sono invertiti, che le donne sono diventate cacciatrici, che ce la sbattete in faccia, che siamo tutti gay (sciocchezze alle quali credono in particolar modo gli anziani), ed altre amenità del genere.
La prima cosa che mi preme dire riguardo agli interventi di Cristina ed Eraclea è che sono opinioni basate su codici di condotta personali ed esperienze altrettanto personali.
Come ho imparato da poco, ad approcciare la questione sollevata dall’articolo o la questione del rapporto fra i generi in base al proprio vissuto soggettivo, quanti incontri sessuali si è sostenuto etc., non è particolarmente indicativo al fine di capire il motivo per cui ancora oggi sussistano a parità di interesse e attrazione tra un uomo ed una donna specifici comportamenti, che lasciano presupporre che il sesso sia vissuto in maniera radicalmente diversa fra di essi, cosa di cui molti di noi sono convinti ma che non è per nulla scontata (a sentire molte donne sembrerebbe che certi pruriti siano comuni anche a loro e che vivano analoghe problematiche,ma a mio parere o non sanno che cosa dicono oppure mentono sapendo di mentire).
Discutere sull’opportunità di vivere la sessualità in un modo o nell’altro non credo sia stato l’intento di Barnard e sostenere l’inesistenza del sesso fine a se stesso mi lascia moolto perplesso…ciò che accomuna i due interventi di Cristina ed Eraclea mi sembra infatti essere un comune senso morale e l’auspicio di una visione generale sul sesso che si basi sulle loro convinzioni morali e su ciò che loro hanno imparato dalle loro esperienze.
L’incapacità delle donne di avere una visione neutra sulla questione è oramai un fatto conclamato, quello che però mi disorienta è la pretesa implicita di dettare un modus vivendi della sessualità presumendo che possa andare bene a chiunque.
Il Dalla di Barnard non è rivolto tanto alle Cristine ed alle Eraclee (la cui buona fede e coerenza personale non è oggetto di discussione) quanto a quelle donne (e sono tante) che si ostinano a fare del sesso una contesa o un negoziato senza oramai rendersene conto .
Inutile dire che mi trovo molto distante dalla visione un pò religiosa e/o platonica del sesso sopra esposta e non mi dimenticherò mai un’ex collega ( e non voglio con questo esempio provocare le gentili signore intervenute) che mi diceva sempre,in tempi di magra, “vedrai che la donna giusta per te arriverà” mentre lei, giusto o no, saltava da un letto all’altro come se per divertirsi io dovrei impegnarmi con la “vacca sacra” che il cielo mi manderà prima o poi mentre è giusto e normale che Lei trovi il tempo tra una trombata e l’altra di spiegarmi l’importanza di una sessualità vissuta nella maniera il più spirituale possibile.
Questo è ingiusto oltre che ipocrita perchè si ignora una situazione di disagio (l’astinenza maschile) solo per il fatto di non conoscerla (o di esperirla in maniera radicalmente diversa).
Il caso M.
“Ho litigato con il mio cervello e con la mia vagina.
Il cervello sta chiedendo alla vagina di darsi una calmata: basta con questo continuo subbuglio che gli provoca continui pensieri che assomigliano molto alle fantasie da sesso ludico.
La vagina gli risponde di tacere, di stare fermo e immobile come un vegetale, altrimenti si vedrà costretta a fargli una puntura letale per non sentire più le sue lamentele.
Nel frattempo il cuore, in posizione di fiore di loto, ad occhi chiusi e con un calmo sorriso sulle labbra, emette questo suono: aummmmmmmmmmmmmmmmmmmm…..”
Cara M, benvenuta fra noi, tutti gli uomini hanno bisogno di donne come te (in tutti i sensi…:-)) che ascoltano i richiami ludici della vagina…Riteniamo che proprio l’ascolto di quei richiami, nel contesto in cui viviamo, assuma addirittura un significato rivoluzionario, come d’altronde è ben spiegato, credo, nei vari articoli di Paolo Barnard.
…
Voglio aggiungere che non troverai nessuno fra gli Uomini Beta che ti giudicherà per avergli dato ascolto. Al contrario, il tuo porti spontaneamente e ludicamente nei confronti degli uomini sarà senz’altro apprezzato, e non soltanto per ragioni di ordine prosaico
E’ sempre un grandissimo piacere incontrare sul nostro percorso donne evolute, libere e consapevoli, capaci di dare un contributo sincero e autentico alla discussione, fuori da liturgie e schemi preconfezionati.
Di nuovo benvenuta e buona discussione sul blog degli Uomini Beta!
Fabrizio
Caro Fabrizio, grazie del caloroso benvenuto.
Il mio intento era di raccontarvi in chiave ironica la mia quotidiana, piccola e individuale rivoluzione sessuale. Non sono sicura di essere già, come tu mi definisci, “una donna evoluta, libera e consapevole”, ma credo di essere sulla buona strada, anche se ci sono innumerevoli sfaccettature sulle quali potremmo non essere d’accordo. Di sicuro, però, sono autentica e sincera. Inoltre ci sono degli ostacoli per raggiungere quell’obbiettivo: tutti quegli uomini che non sono pronti a viversi una “donna evoluta, libera e consapevole” senza considerarla una facile, quindi inaffidabile per un eventuale progetto di coppia. Questi uomini (ma non solo loro, chiaramente!) contribuiscono al mio continuo sballottarmi da un lato all’altro di questo fragile equilibrio di cui sono alla ricerca. Io credo all’amore e che l’amore arrivi all’improvviso, credo che sia un argomento serio e che amare (in ogni forma, anche l’amore per se stessi) sia molto impegnativo. Allora, nel frattempo, perché non ci si può divertire un po’ inseguendo i propri desideri, rispettandosi, rispettandovi e sentendosi liberi? Ecco…chissà quante donne e uomini in questo momento stanno pensando che ragiono come un uomo! Ora mi dirai che non è il caso degli uomini beta, ma io finora non ne ho incontrati. Mi piacerebbe tanto non dover assistere all’ennesimo teatrino di un uomo che per essere sicuro di conquistare la preda ha bisogno di fare finta di emozionarsi (come se noi donne non ce ne accorgessimo che sta recitando).
Ammettiamo che gli uomini beta esistano veramente. Per il momento, voi e noi (non credo di essere l’unica), siamo delle eccezioni. Sarai d’accordo, spero.
Forse dovremmo istituire una sorta di codice di riconoscimento.
Immagino due che si incontrano, si osservano un po’, si piacciono e decidono di giocare una partita perché si trovano reciprocamente stimolanti come avversari. Si avvicinano e fanno conoscenza. A un certo punto uno dei due chiede all’altro: “E il tuo prossimo viaggio?”. Se l’altro risponde “Sul pianeta beta”…che il gioco abbia inizio!
Sì, lo so, è un’utopia. Ma sognare è ancora gratuito, no?
Cara M., al meglio non c’è naturalmente mai limite, ma se pensi di non essere ancora una donna evoluta, libera e consapevole (non sono certo io a doverlo stabilire), sei certamente sulla strada giusta, per quanto mi riguarda…E il fatto che tu ti esprima con queste parole, in questo luogo, dove non sai gli insulti e le offese gratuite che abbiamo subito, lo dimostra.
Tu parli di amore, un “argomentone”… sul quale credo non si possa avere un’interpretazione oggettiva e condivisa. E’ come parlare di libertà, giustizia, eguaglianza. Ciascuno vive questi grandi concetti in modo diverso ed è molto difficile trovare una sintesi. Lascio quindi sia a me che a te questa libertà in tema senza pretendere di tirare una riga.
Sono però certo di una cosa. E cioè che se c’è una strada per arrivare all’”amore”, di certo non è quella della recita, della menzogna e della negazione del piacere, specie quando quest’ultima è regolata sulla base di logiche concettualmente, culturalmente e psicologicamente mercantili. Su questo siamo completamente d’accordo e credo che sia già un notevole risultato. Non trovi?
Perché se tutti gli uomini e tutte le donne la pensassero come te e come me, e soprattutto avessero la forza e il coraggio di essere conseguenti, la nostra esistenza sarebbe molto più leggera, spontanea, gioiosa e soprattutto più autentica.
Non solo, vivere in questo modo significherebbe minare alle fondamenta questo sistema che ha necessità di incatenare gli esseri umani in queste gabbie psicologiche e comportamentali. Sarebbe la vera rivoluzione culturale (ma di conseguenza anche sociale e politica), quella fino ad oggi (purtroppo) le donne non hanno mai fatto, per lo meno a nostro parere. E’ questo il senso del messaggio contenuto negli articoli di Barnard. Le donne potrebbero scardinare alle fondamenta questo sistema, se lo volessero, ma scelgono invece di esserne alleate e complici. Da qui la nostra critica radicale al “femminile”, per lo meno per come ha scelto di declinarsi all’interno dell’attuale sistema, rimanendo tuttora fondamentalmente subalterne e complici proprio di quelle elite maschili (e femminili) che hanno tutto l’interesse a mantenere inalterata questa situazione.
Siamo pochi/e, dici tu? E’ vero. Ma qualcuno dovrà pur cominciare a cambiare le cose. Non credi? Abbiamo bisogno di uomini coraggiosi ma anche di donne coraggiose, capaci di voltare pagina, non solo a livello teorico ma cominciando dalla propria vita, dai propri comportamenti e dal proprio modo di relazionarsi con gli altri, infischiandosene del giudizio di quelli/e che “ben pensano” (che oggi appartengono ad una categoria quasi del tutto diversa da quelli/e che ben pensavano una cinquantina di anni fa…).
Fabrizio
Io non sopporto le frasi tipo: faccio questo come un uomo, e viceversa: ti comporti una donnicciola
Cara Cristina, parto dalla coda del tuo post. Secondo te se tutti gli uomini potessero soddisfare liberamente e serenamente le proprie esigenze sessuali, pensi che avrebbero bisogno di ridursi a pagare una donna? Io credo proprio di no anche perché non avrebbe più senso farlo. Probabilmente rimarrebbe una esigua minoranza che, per motivi legati alla loro “particolare” libido, continuerebbe a farlo, ma questo è completamente un altro discorso che nulla ha a che vedere con il fenomeno di massa del ricorso massiccio e sistematico alla prostituzione.
Solo in Italia sono circa dieci milioni (10) gli uomini che frequentano più o meno sistematicamente le prostitute. Se togliamo gli anziani e i bambini stiamo parlando per lo meno del 50% se non di più dell’intera popolazione maschile. Come la mettiamo? Vogliamo cavarcela sostenendo che sono dieci milioni di maiali pervertiti abbrutiti desiderosi di avere una donna ai loro piedi e a loro completa disposizione (vulgata femminista)? Ma stanno veramente così le cose?
Tu non sei mai stata con una prostituta ma io sì, come praticamente quasi tutti gli uomini se non tutti, anche se molti non lo ammettono, quindi so di cosa stiamo parlando. E pensi che il fugace rapporto di 5 minuti con una prostituta possa essere qualcosa che assomigli sia pur lontanamente ad un sano e soddisfacente incontro sessuale? Sei veramente così convinta che in quella brevissima e sporadica relazione sia l’uomo a farla da padrone? Non è affatto così, credimi, è esattamente il contrario. Per lo meno se parliamo della prostituzione spicciola, di massa, cioè quella che riguarda la grande maggioranza degli uomini (beta). Quegli uomini cioè che per farsi una scopata di scarsissima qualità in un prato di periferia con un’altra disgraziata come loro devono pagare l’equivalente di una giornata di lavoro. E in cambio di cosa? Di una che glielo smanazza più o meno come se in mano invece che un pisello avesse un ferro da stiro o un imbuto per sturare il lavandino e che dopo un minuto, se al tizio in questione ancora non gli è drizzato (e vorrei vedere…) gli intimano, anche con una certa veemenza, con il loro accento rumeno o moldavo, di sbrigarsi perché loro non possono certo perdere tempo…
Questo, cara Cristina, è il sesso mercenario, per lo meno per la grande maggioranza degli uomini beta, quelli cioè che non possono permettersi di telefonare ad una escort che gli viene a casa e smollargli 400 0 500 euro. Non che questo ovviamente, per quanto mi riguarda, sia un sesso soddisfacente e di qualità, sia chiaro, ma credo che hai capito cosa voglio dire…
Naturalmente il discorso potrebbe anche estendersi. Vogliamo parlare dei milioni di italiani che ogni anno si riversano sulle spiagge del Brasile, di Santo Domingo, di Cuba ecc? Anche questi sono tutti dei pervertiti malati che attraversano l’oceano pur di farsi una scopata quando se la potrebbero fare altrettanto serenamente e disinvoltamente anche nel loro paese? Evidentemente le cose non stanno messe in questo modo altrimenti, con tutta la passione per il sesso, non credo che sarebbero in molti a valicare gli oceani…
Chiudo sulla prostituzione ma ci torneremo.
Sesso ludico. Non significa che una donna debba essere obbligata a fare sesso anche quando non ne ha voglia e tanto meno con un uomo che non le piaccia. E’ ovvio. Significa rimuovere tutti quegli ostacoli e quei condizionamenti di vario genere (sociale, culturale, economico, psicologico, religioso) che impediscono alle donne e conseguentemente anche agli uomini di vivere una sessualità più sana, serena, naturale e giocosa. Ciò detto, siamo perfettamente consapevoli che esiste una diversità di natura ontologica fra uomini e donne e quindi in buona parte anche un diverso modo di vivere la sessualità. Tuttavia riteniamo anche che quei condizionamenti di cui sopra giochino un ruolo estremamente importante. Secondo te il modo di vivere la sessualità delle donne degli arcipelaghi del Pacifico, per lo meno fino ad un paio di secoli fa (ma tuttora se la passano meglio di noi, credimi sull’esperienza…) era lo stesso delle donne europee, italiane, inglesi, spagnole, francesi, austriache o polacche che fossero? Io non credo. E non mi risulta che gli abitanti di Tahiti fossero costretti a girovagare per le altre isole in cerca di qualcuna che gliela smollasse…
Cosa voglio dire? Che la relazione fra natura e cultura, anche e soprattutto nella sfera sessuale, è una questione molto complessa, e spesso non ci rendiamo conto che anche quando pensiamo di stare obbedendo alle leggi di natura, in realtà stiamo seguendo pedissequamente, anche se non ne siamo consapevoli, i dettami dell’ordine sociale dominante con tutte le sue sovrastrutture.
Personalmente poi, ma questo è un fatto personale e non ho certo la pretesa di oggettivarlo, credo che la “via dello spirito” sia tutt’altra e non certo quella del sesso, che è “solo” un bel gioco di cui la Natura, Dio o Chi per Loro ci hanno fatto dono. E ce lo hanno donato gratis, senza chiederci nulla in cambio e soprattutto senza che noi lo rendessimo materia di scambio. Anche laddove questo dovesse colorarsi di “nobile”, come affermi tu. Il sesso è un dono e un piacere e non dovrebbe mai essere concepito come uno scambio, anche quando l’oggetto della “transazione” non è un appartamento ai Parioli, una carriera veloce o la posizione sociale, ma la richiesta di una relazione affettiva. E’ proprio a questa modalità che ci riferiamo quando parliamo di una relazione psicologicamente e concettualmente mercantile. Il fatto cioè che determinate dinamiche siano entrate in profondità nella psiche degli individui, in questo caso soprattutto delle donne, al punto che esse stesse non sono neanche più in grado di riconoscerle, vivendole come un fatto naturale. Ma così non è. Fermo rimanendo ovviamente, e proprio il fenomeno della prostituzione lo dimostra, che esiste una asimmetria di esigenze sussuali fra uomini e donne che non potrà mai essere cancellata in nessun modo. Ma già se ci liberassimo di tutti i condizionamenti di cui sopra e ci riconoscessimo reciprocamente nelle nostre diversità, avremmo fatto un bel passo in avanti. E forse Tahiti di qualche secolo fa non sarebbe più un sogno…:-)
E non mi risulta che da quelle parti non ci si innamorasse né che il contatto dei corpi fosse considerato, come mi pare sia per te, l’”invasione” di un limite sacrale…E che cavolo, Cristina, non ti sembra di esagerare un pochino? Non è giunta l’ora di rivedere appena un po’ questa concezione e di riportare la sessualità sulla terra? Lasciamo il sacro al sacro, e diamo a tutto la giusta dimensione. Senza per questo svilire nulla, sia chiaro. D’altronde, vivere la natura in tutte le sue dimensioni significa forse mortificare lo spirito e il sacro? Io penso proprio di no.
A presto!
Fabrizio
Gli uomini vanno per sesso a pagamento perché non lo trovano gratis.
RDV
In queste parole di Cristina,
“Alla luce di tutto questo e nonostante le statistiche e le argomentazioni, ritengo infantile il nesso causa/effetto che Paolo stabilisce tra l’eccessivo ritegno femminile al “darla” e il dilagare della prostituzione,”
ancora una volta, emerge la tipica tendenza femminile a bollare come “infantili” le opinioni maschili e consequenzialmente gli uomini (=tutti gli uomini).
Insomma, niente di nuovo sotto il Sole.
Cristina
>“Alla luce di tutto questo e nonostante le statistiche e le argomentazioni, ritengo infantile il nesso causa/effetto che Paolo stabilisce tra l’eccessivo ritegno femminile al “darla” e il dilagare della prostituzione,”<
C'è poco da fare, l'esistenza del sesso a pagamento esplicito (c.d. prostituzione) è imbarazzante per le DD, specie per quelle che parlano di liberazione sessuale e ovviamente per le femministe. Perché è intuitivo che se ci fosse tanta disponibilità di appagamento (gratis) quanto desiderio, gli UU non andrebbero sulle tangenziali.
Ora questo contrasta in modo smaccato con il racconto femminista della parità ormonale e ne tradisce la bugia nucleare.
Talvolta si va oltre sostenendo nientemeno che "se non ci fosse chi paga non ci sarebbe il commercio."
Si capisce, se gli UU fossero senza ormoni il problema sarebbe risolto. Se non ci fossero i tossicodipendenti non ci sarebbero gli spacciatori, di qui le leggi che mettono dentro i Paganti. Gli ormoni maschili sono la causa del commercio: come negarlo?
Così, nell'era della "liberazione sessuale" si invitano gli UU a reprimersi e/o a praticare l'astinenza.
Poi si finge di non sapere che nelle coppie stabili il sesso è sempre una concessione, una vera e propria elemosina che si fa sempre più avara.
Si finge di non sapere che almeno al 40% dei mariti è imposta la continenza sic e simpliciter e si rovescia l'immagine presentando l'ipotesi della moglie vogliosa (e gratuita) abbandonata e sola, mentre lui va da una professionista svogliatissima e costosa. E ci si chiede "Come mai?".
O si predica apertamente la repressione sessuale maschile (cosa difficile da fare e imbarazzante…), o si afferma che la causa e quindi reponsabilità e perciò la colpa della prostituzione è femminile.
RDV
Cara Eraclea. Ti rispondo punto per punto:
a) Non si può far ricorso di volta in volta ora alla natura e ora alla “cultura” solo quando ci conviene e per far quadrare i conti del nostro ragionamento. Queste sono “furbate” che non vanno lontano e non servono alla comprensione delle cose. Se fai riferimento all’era preistorica lo devi fare in toto, non solo per quello che conviene a te. Certo, la questione del sesso ludico all’epoca neanche si poneva. E vorrei vedere, c’era qualche altra priorità, non credi? Era l’era in cui il maschio capobranco alpha (che non aveva i soldi di papà ma era uno che si guadagnava la stozza, come si suol dire…) prendeva le donne che voleva, con le buone o con le cattive, dopo aver sbaragliato o sottomesso tutti gli altri maschi (beta). In qualche modo quindi lui e solo lui il sesso ludico lo viveva…
Mi pare che l’umanità abbia scelto di affrancarsi da quella condizione ritenendola non proprio la più adatta al proprio sviluppo (anche perché il più delle volte il maschio alpha non era il “migliore” ma solo il più prepotente…). O ci piace ancora quel mondo e vogliamo tornare alle origini? Non credo… E allora lasciamo stare questi discorsi, suvvia Eraclea, non ci portano da nessuna parte;
b) Non riesco a capire dove sia la contraddizione. Proprio il bambino è la massima espressione del gioco. Il fatto che questo richieda concentrazione e passione non cambia nulla, anzi, rafforza la tesi. Il gioco non è “solo” evasione? E chi lo nega? Entrano in ballo tanti fattori, non c’è dubbio: creatività, competizione, forza fisica, intelligenza, fantasia e quant’altro. Rimane il fatto che è bello giocare. Specie perché il gioco è fine a se stesso. Non ha altri fini che non siano il puro piacere di farlo. Io sono stato e sono un giocherellone e non puoi capire come e quanto mi diverto quando tuttora vado a giocare a pallone con i miei amici e non a caso usiamo sempre dire fra noi che ogni volta torniamo bambini. Certo, in quei 60 minuti che siamo in campo ciascuno di noi butta l’anima per cercare di vincere la partita, di dare il meglio di sé, ma tolto questo non c’è altro e tutto finisce con una bella bevuta al bar, felici di aver giocato ancora una volta insieme da 30 anni. Nessuno di noi andrà in serie A, anche perché siamo cinquantenni, ma ti assicuro che quando sgambavamo da ragazzini dietro ad un pallone sporchi di polvere e di sudore non lo facevano certo per altri fini e ciò che ci animava era la pura passione; il gioco, il divertimento fine a se stesso. Perché in quelle ore in cui giochi sei felice. Se non lo capisci, cara Eraclea, vuol dire che non hai mai giocato veramente nella vita, e mi auguro per te che non sia così;
c) Sei prevenuta e condizionata, se me lo permetti, anche se forse non te ne rendi conto. Hai l’incubo, come moltissime altre donne, di “sentirti usata” (e questo è un vecchio retaggio che oggi è ulteriormente rafforzato dai condizionamenti dell’attuale sistema. Chissà perché gli uomini non si sentono quasi mai “usati”).
Pensi che il “sesso ludico” comporti necessariamente una relazione superficiale. Ma chi l’ha detto? L’essere persone superficiali o profonde non c’entra nulla con il sesso e con la possibilità di viverlo più o meno liberamente. Se una persona, uomo o donna che sia, è superficiale o profonda, è conseguente che questo sarà il suo modo di porsi, indipendentemente da come vive il sesso. Né tanto meno questo significa che chi pratica il sesso ludico non possa essere in grado di viversi una relazione più profonda e impegnativa mentre quelli che non lo praticano sarebbero più capaci di farlo. Mi sembra un modo di ragionare molto stereotipato, non credi?
Non riesci a mio parere, a vivere una relazione appunto “giocosa”(che non significa superficiale) e disinvolta con il sesso, proprio perché lo carichi di significati altri e fuorvianti. Altrimenti non ti porresti il problema del “senso di vuoto”, di “rapporti deprivati del valore della relazione umana”. Anche in questo caso quest’ultimo genere di rapporti può darsi in ogni ambito, non solo in quello sessuale. Ho incontrato frotte di donne superficiali che non ti lasciavano nulla(o poco) indipendentemente dall’averci fatto del sesso o meno. In egual misura ho conosciuto donne più “impegnative” con alcune delle quali ho fatto sesso. Non con tutte, ovviamente. Ma questo non ha cambiato nulla, non vedo cosa c’entri con la possibilità di vivere il sesso in modo sereno e libero che non significa andare tutti i giorni con dieci uomini diversi ma semplicemente farlo quando se ne ha voglia, con chi se ne ha voglia senza crearsi nessun tipo di problema e/o condizionamento. Poi è ovvio che nello scibile delle relazioni umane (fra cui anche quella sessuale) tutto può succedere. E non è affatto detto ( e anche questo è un luogo comune) che la via sessuale sia quella più importante. Anzi. Ragione di più per viversela serenamente, senza caricarla di significati che non ha e che artificiosamente le sono stati ipocritamente attribuiti. E qui il discorso si farebbe estremamente complesso e lungo…e già lo è troppo, come vedi;
d) Una donna che abbia vissuto una sana e libera vita sessuale, a 60 anni, non dovrebbe neanche avere più di questi problemi, dovrebbe avere la testa occupata in altre faccende e se ancora la sua principale ragione di vita è il sesso vuol dire che non è molto equilibrata e che ha sbagliato qualcosa nella vita… Varrebbe anche per un uomo, sia chiaro. Ciò non toglie ovviamente, che anche in età matura non si abbia il diritto di vivere la vita sessuale, magari con i propri coetanei e, perché no, anche con persone più giovani, non è affatto escluso;
e) Vale lo stesso discorso del punto d) voi intanto pensate a farlo il “sesso ludico”, invece che a fare solo chiacchiere. Questi sono problemi che affronteremo in seguito…intanto provvedete e poi si vedrà…
e 2) gli uomini sposati vanno con altre donne e/o con prostitute appunto perché il sesso è un gioco e come tutti i giochi non può essere esclusivo. E’ assolutamente normale che il sesso con la propria moglie o con il proprio marito, specie quando subentrano altri fattori, venga a noia, o comunque perda inevitabilmente la sua spinta propulsiva. Se tutti ce lo dicessimo invece di vivere nell’ipocrisia vivremmo molto meglio. Ma questo comporterebbe una trasformazione radicale della relazione uomo donna proprio a partire dal sesso e dall’infinito carico di condizionamenti (di cui tu stessa sei portatrice, non sei la sola, non ti preoccupare) di cui questo è stato oberato. Invece continuiamo a mettere la testa sotto la sabbia, a rimuovere e a demonizzare, di fatto, il sesso. Che trasformiamo in sesso “buono” e in sesso “cattivo”. Quello che è lecito fare e quello che non è lecito fare. E risolviamo tutto con i soliti stereotipi; la moglie mignotta, oppure il marito fedifrago, l’uomo superficiale, la donna leggera, ecc. ecc. ecc.
f) D’accordissimo con te da questo punto di vista. Ti faccio solo notare che questo punto annulla automaticamente il punto d) da te sollevato. Un punto che, guarda caso, sollevi a senso unico. Quanto dici sugli uomini nel punto f dovrebbe valere anche per le donne. Non trovi?
Fabrizio
..e mentre noi stiamo qui a discutere, sulle logiche legate alla sessualità, il mondo continua a girare..gli uomini alpha continuano a fare e prendere cio’ che vogliono.. le donne alpha, quelle bellissime anzicheno, continuano a darla a chi ha piu’ potere, soldi e quant’altro, alla faccia delle benpensanti e dell’amore, quello con la A maiuscola che tanto vanno decantando le varie Cristina ed Eraclea, le donne beta? seguono gli schemi del sistema credendosi tutta la vita femmine alpha, parlando di “stupro” per ogni singola penetrazione, per poi vederle gaudenti in siti come Youporn ed altri.. dove si trovano non solo donne alpha (quelle che lo usano per motivi di mestiere) ma anche e sopratutto donne normali, che fanno del sesso ludico tranquillamente, e mentre il tutto scorre in un liquame di interessi e di ipocrisia, le donne beta professano la mala fede maschile, mentre si truccando, si vestono e si comportano come le piu’ disinibite donne alpha o “emancipate” che dir si voglia quando cio’ le aggrada (leggasi entrata gratis nei locali, uscita col pirla di turno che le porta a cena, al cinema e quant’altro e via discorrendo), il tutto e’ frutto di una scenica rappresentazione letta dal copione mediatico, nei fatti esse semplicemente vedono nel costante atteggiamento “da bagno maria” la sudditanza ormonale maschile, che diviene la loro emancipazione e rappresentazione di potere, denigrando in tal modi il loro “io interiore” e manifestando una aperta ipocrisia ai loro stessi obiettivi, leggasi femminismo ormai defunto come ideologia, esse inoltre mutuano comportamenti maschili, il che le rende rozze, prive della loro femminilità, e cosi prive di una propria identita e ennesime fotocopie di aitante veline atte solo ad un interesse veloce che non sia piu’di una notte o piu’ di prove tecniche di procreazione, mi domando perchè e come mai, successivamente, si lamentino del fatto che gli uomini oggi non vogliano piu’ e non sentano piu’ la necessità di un rapporto duraturo, di un corteggiamento dovuto (?), si lamentano di qualsiasi cosa, ed il tutto ha come sogget incriminato sempre e solamente gli uomini, beta si capisce, atteggiandosi a donne alpha, usando le leggi a proprio piacimento, enfatizzando un potere uterino bieco e sterile, usando la tecnica della colpevolezza maschile a priori, denigrando l’uomo beta, suo coinquilino in tale situazione sociale, esse stesse sono divenute lo strumento stesso del malessere sociale che porta inesorabilmente, sia gli uomini che le donne beta, verso l’inevitabile declino sociale odierno, ove la solitudine e’ l’unica alternativa logica ad una ipotetica relazione sterile e senza futuro, mentre ogni giorno esse si accontentano di “considerazione” e null’altro, la nostra società e’ in continuo decadimento, sessuale, legale, morale e di nascite.. e la sessualità? ci sarà sempre una “bocca di rosa” disponibile, che rende giustizia al Barnard pensiero.
Sono donna e sono favorevole al sesso ludico.
Vale anche per le donne.
Sono una bella ragazza, non ho problemi a trovarmi un “accompagnatore” , però preferisco di gran lunga pagarmene uno ed essere sicura di fare del sesso decente.
Che male c’è a desiderare il meglio?
Pagando io ho (e pretendo) la qualità: ragazzi bellissimi, fisici scolpiti e perfetti (niente culi italici altezza caviglie, o ricoperti di orrendo pelo), niente cilecche, dimensioni solitamente adeguate del membro (e non mi vengano a dire che non conta niente), durata e modalità del rapporto più che soddisfacente (pago per i miei orgasmi, non mi devo occupare dei suoi). Non devo prenderlo nel culo o in bocca per compiacerlo, visto che lui è lì solo in mia funzione.
E sapeste quante sono le donne che ricorrono agli gigolò…e non solo per uscirci a cena.
Solo che la maggior parte lo nega ipocritamente.
Nè ho viste di brave findanzatine ad aspettare il proprio turno dal bel puttano. O di mogli e madri irreprensibili…che non vedavano lora di farsela col bel ventenne mulatto.
Colleghe “casa e chiesa” che di nascosto mi chiedono numeri di telefono e indirizzi, tariffari e prestazioni.
Quindi, ragazze, smettiamola di fare le santarelline.
Non so l’utente Viaeid sia un troll o meno, di sicuro non ha capito o ha frainteso il significato Sesso Ludico: il sesso ludico non significa necessariamente fare sesso a pagamento, ma invitare le donne, nel corteggiamento sessuale, a porsi e a dichiararsi senza condizionamenti culturali, morali o religiosi, e quindi a non aspettare che necessariamente si faccia avanti prima l’uomo.
Da notare come questa Viaeid rifiuti gli uomini “normali” per andare a cercarsi il gigolò dal “fisico perfetto” e “senza peli”(bleah..modello di maschio femminilizzato). In poche parole, lei nella scelta del maschio, usa una selezione spietata, al punto dal voler rifiutare di far sesso con chiunque se non confacente con determinate caratteristiche fisiche “d’elite”(secondo i canoni mediatici, eh), e quindi solo con gigolò e simili lei si concede.E’ come se un uomo si rifiutasse di fare sesso con chiunque a mano che non trovi una velina o simile. Assurdo!!!!
Ripeto, se non è un troll, il suo giudizio sul suo modo di intendere la sessualità uomo-donna, lo trovo estremamente negativo, oltre che vagamente razzista.
Viaed: Santerelline?? quelle hanno un vitalizio natural durante.
Lui era basso: Little Joe, ma ce l’aveva lungo, e faceva marchette sia a donne che uomini:
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Caro Icarus, per come la vedo io, il troll o la troll che dir si voglia, conferma indirettamente quanto asseriamo, ovvero che le donne si CONFORMANO ai dettami mediatici imposti dal SISTEMA ed alle linee di pensiero del potere dato dalla sudditanza vaginale, nello specifico, non si peritano di attuare una precisa scelta nel momento di fare sesso ludico, sempre e comunque dettata non per il sesso fine a se stesso, ma peri piu’ disparati tornaconti, talvolta per fini meramente economici vedi i vari siti porno, le varie inserzioni di massaggio e quant’altro si possa trovare, senza contare che possono scegliere la professione sessuale esentasse, o per mero fine di appagare le proprie libertà uterine, un esempio i vari locali di scambisti, i cuckold e via dicendo; Come possiamo quindi non recriminare ed obiettare dinanzi ad alcune presenze femminili che, in buona o cattiva fede, vengono qui arguendo mille ed una motivazione a difesa del fatto che una donna non potrà mai fare sesso ludico, come auspicato dal Barnard pensiero, per i piu’ disparati motivi…(ma per piacere..) – ad oggi in italia possiamo dire che esiste una “poligamia di fatto” – , la seconda analisi mira a scoprire come esse, sistematicamente, tendano a gestire la loro sessualità, NASCONDERE la loro necessità sessuale, denigrando il maschio come porco, maschilista, egoista e quant’altro resta sempre il primo imperativo del coro femminile odierno, dietro questo “scudo”, che poggia su solide basi di vecchie castrazioni di varia natura (sociale, culturale, religiosa e quant’altro), esse sanno ormai come gestirsi sessualmente e possono benissimo godere della loro esigenza sessuale alla bisogna, facendosi pagare in maniera diretta (come nel caso specifico della prostituzione in generis) o indiretta, obbligando l’uomo beta ad una corte dovuta, con relativa “rapina” perfettamente legalizzata del dover offrire cene, ingressi, bevute e quant’altro, il problema risiede nel fatto che questa sudditanza, questa vera e propria rapina, nel tessuto sociale, risulta perfettamente lecita e digerita dagli stessi uomini – o per meglio dire ometti e/o zerbini – che non si rendono conto di quanto siano emancipate le loro ambite “prede” non sapendo che le cacciatrici sono proprio loro.. cacciatrici di dote, o di pisello grosso, prestazioni e quant’altro possano cercare, arrivando persino a decidere il tipo di sessualità voluta, in barba a tutti i concetti biechi e beceri imposti agli uomini, beta si capisce.. ed il bello caro Icarus e’ che chi attua tali metodiche non sono solo chi se lo puo’ permettere (90-60-90) ma purtroppo la moltitudine delle donne beta, che le vedi abbandonare ogni altro valore per vestire i panni emulati delle superfighe da copertina, anche se hanno le panciere e i collant all’ombellico, senza contare che gli anni in piu’ non sono mai un problema, Il maquilage le rende quasi sempre sessualmente sempre desiderabili, ed anche nei casi disperati ci sarà sempre un ometto che le delizierà di considerazione, dandole il lusso di atteggiarsi a figa alpha e pretendere come tutte le altre, gli anni sulle spalle sono parecchi? nessun problema, il bisturi fa miracoli, ma senza dimenticare che, se hai una figa, ti puoi permettere questo ed altro.
Vorrei solo sottolineare un elemento che mi ha colpito in questa e varie discussioni sul sito, e cioè la piena e perfetta conferma di quello che un interessante (anche se controverso) blogger americano che scrive con il nom de plume di Ferdinand Bardamu ha definito “l’Eterno Solipsismo della Mente Femminile”. Vale a dire, a prescindere che il commento sia breve o lungo, intelligente o meno (stupido in pochi casi), faccia progredire o regredire la discussione, ecc., cioè, indipendentemente dall’effettivo contenuto del commento:
Commentatore uomo: La storia, l’umanità, i comportamenti, l’economia, gli uomini, le donne, i problemi, le difficoltà, la condizione di questo e quella, cosa succede qui, la situazione là, l’autore X, l’autrice Y, qui dove sono io, là dove sono gli altri.
Commentatrice donna: Sì, è vero perché io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io. No, non è vero perché io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io, io.
Vocabolario.
Viaed
“Sono una bella ragazza, non ho problemi a trovarmi un “accompagnatore” , però preferisco di gran lunga pagarmene uno ed essere sicura di fare del sesso decente.”
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Delle due l’una: o sei un uomo o menti spudoratamente.
Personalmente propendo per la prima ipotesi.
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Viaed
“E sapeste quante sono le donne che ricorrono agli gigolò…e non solo per uscirci a cena.”
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Certo, come no, ce ne sono a milioni…
@Marco Pensante: si, io faccio qua, io faccio la, io sono qua, io sono la.
Una volta in un blog che non centra niente con queste questioni, stavo parlando di me: io, io, e una mi ha risposto: mettici che sei pure frocio!! e non avevo fatto nessun riferimento a questioni sessiste…..
Quello che ne deduco non lo dico, perché l’ho già detto in passato, e lo ha detto il primo psicanalista della storia.
@Marco pensante:
Di cosa ti meravigli?..molte donne preferiscono non capire nulla piuttosto che avere torto, e molto spesso pensano, semplicemente, di non essere riuscite ad esprimersi con sufficiente chiarezza…
“L’Eterno Solipsismo della Mente Femminile”.
Bingo. Questa prospettiva spiega anche per quale motivo le DD dubitino sempre che ci si possa interessare a qualcosa al di fuori di un movente personale. E spiega anche perché siano rarissime le DD che – ad es. – si occupano di …cosmologia. Che relazione può avere la cosmologia con la mia esperienza, con il mio vissuto?
Se a scuola si insegnassero queste verità psicologiche, quanto meglio ci si capirebbe e quanto meno si sbaglierebbe (da entrambe le parti).
RDV
Credere nel 2010 a parità fra i sessi raggiunta (anzi i rapporti di forza come sappiamo si sono capovolti) che le donne siano/debbano essere caste e pure e/o pretendere che non si comportino come gli uomini quando loro stesse lo desiderino è, secondo me , “sbagliato” (mi riferisco alla scelta di andare con gigolo e/o adottare criteri selettivi meramente estetici…).
Il punto è l’ipocrisia del contesto in cui si realizza la libertà di LEI di scegliere come esprimersi e comportarsi, ipocrisia protetta e sostenuta ahinoi da molti uomini in maniera inspiegabilmente masochista.
Vi trovo su Repubblica, e d’istinto mi avete incuriosito: dei maschi, sedicenti di sinistra, che sembrerebbero invitare le donne a riprendere in mano il femminismo e tornare a rivendicarne concetti e valori: che meraviglia! Curiosità e, non nego, speranza di conoscere qualcuno per cui valga la pena dialogare, seriamente…. Ovvio, la provocazione di Paolo attira quasi subito l’attenzione, anche se prima vado a leggermi il manifesto e qualche altro articolo, giusto per farmi un’idea. Poi mi butto sull’aperta provocazione e scorro praticamente tutto il “dibattito”.
Che dire, passa la voglia di argomentare: se questo è porre in modo nuovo il discorso di genere, se tutto si risolverebbe in un invito a darla via per essere tutti più felici, allora tantovarrebbe a mettersi a discutere della fame nel mondo partendo dal dire che non è giusto che la ricchezza si concentri nelle mani di pochi senza proporre soluzioni ai meccanismi che portano la ricchezza a concentrarsi e di conseguenza alla fame.
Fabrizio, è inutile che ti sforzi di riportare periodicamente la discussione nei termini del confronto e della costruzione propositiva di dialogo quando tutto il blog trasuda astio e misoginia. Non ho letto un solo commento di accettazione di alcuna delle critiche che, in modo pacato o ironico o arrabbiato, vi siano state pur giustamente poste. Blandisci quelle che sembrerebbero essere d’accordo col mantra d’ordinanza (è tutta colpa di chi se la tira), ma non ti degni di prendere seriamente in considerazione la critica base di quelle poche che hanno avuto la bontà di inserirsi nella discussione: ovvero che la questione è mal posta alla radice: il sesso come merce, oggetto di un rapporto di domanda/offerta esageratamente sbilanciato. A quelle che fanno notare che il sesso non è solo questo, che è una summa di fisico, mente, emozione, progetto, nessuna risposta. Se vuoi veramente dialogare, allora fallo in senso biunivoco, non bollare di “moralismo” come troppo facilmente certa sinistra tende a fare, l’idea o la testimonianza di chi cerca di restituire una dimensione un pò più trascendente e relazionale all’atto sessuale.
Non dirò la mia opinione in merito all’oggetto del discutere per non disturbare chi sostiene che le donne partano dal proprio ego …io, io, io. Mi permetto solo una pacata critica al modo di condurre un sedicente dibattito che sembrerebbe avere la pretesa di risolvere il problema della prostituzione nel mondo (sic!).
Saluti
Cara Lu, nessuno di noi ha la pretesa di risolvere il problema della prostituzione nel mondo. Più modestamente la nostra intenzione è quella di riaprire la riflessione sulla questione della relazione fra i generi alla luce di quanto accaduto negli ultimi decenni, partendo ovviamente dal punto di vista maschile. E il nostro punto di vista è quello che leggi sul nostro Manifesto (il Movimento Beta), sulla Carta dei Principi, entrambi pubblicate sulla homepage, e sugli altri articoli pubblicati sempre sulla homepage del sito e nello spazio “articoli” ed “editoriali”. E’ lì che potrai evincere la nostra filosofia, il nostro orizzonte culturale e la nostra strategia. Il blog è assolutamente libero e ciascuno è libero di esprimere la propria opinione, anche coloro che non aderiscono al nostro Movimento o che la pensano in maniera diametralmente opposta alla nostra.
Mi dispiace ma credo che tu non abbia colto il messaggio dell’articolo di Barnard che va proprio nella direzione opposta a quella di cui parli tu. Quello che auspichiamo è proprio la liberazione del sesso dalle gabbie della ragione strumentale e della mercificazione a cui è sottoposto. Tu ci riproponi, scusa la franchezza, la solita solfa molto scontata “che il sesso è anche relazione, cuore, emozioni ecc. ecc….”. Ci mancava solo che te ne fossi uscita con il ritornello che il sesso non è ginnastica e che per questo basta andare in palestra e ti avremmo premiato col premio alla fantasia… Ma su…
Nessuno qui pensa che la sessualità possa essere una sola cosa eguale per tutti/e. Ed è giusto che ciascuno/a se lo viva a suo modo. Purchè sia una modalità autentica, genuina, e non uno strumento di dominio dell’una sull’altro e di contrattazione psicologicamente e concettualmente mercantile, più o meno manifesta.
Ciò detto,non è affatto vero che rispondo solamente ai commenti a noi favorevoli ignorando quelli critici. Ho sempre puntualmente risposto a tutti e a tutte coloro che sono intervenuti. Puoi verificarlo tu stessa. Non recito la parte del classico moderatore perché non me ne frega un accidente. Sono qui per discutere come tutti ed esprimo il mio parere proprio come tutti. E come tutti vengo anche sovente criticato.
Trovi che ci sia un eccesso di rabbia e misoginia negli interventi degli utenti? Può anche darsi che in parte sia vero, d’altronde è uno spazio libero ed è giusto che tutti esprimano anche i loro sentimenti più profondi. Altrimenti a cosa servirebbe? Pensi forse che il femminismo sia stato morbido nel suo manifestarsi?…E’ stato una delle manifestazioni più violente che ci siano mai state dal punto di vista psicologico e culturale.
Comunque, se ritieni che ci siano i margini per partecipare al dibattito e dare il tuo contributo sei la benvenuta. In caso contrario ti auguro la miglior fortuna.
Fabrizio
Caro Fabrizio,
sono lieta di leggere nel tono della tua risposta un atteggiamento aperto, e dunque accetto, in questi termini, il confronto.
Il testo di Paolo è volutamente provocatorio, dunque sorvoliamo sul Sesso con la S maiuscola e veniamo al concetto di “sesso ludico”, secondo voi per lo più sconosciuto alle donne.
Nulla di più falso, laddove non vi siano traumi o forti repressioni culturali, le donne ne sanno a pacchi di sesso ludico, credimi. Secondo me la questione è che per una donna “sesso ludico” significa lasciarsi andare alle proprie fantasie, ai ritmi del proprio corpo, ed è davvero difficile riuscire a farlo se l’uomo che hai di fronte (o dentro!) non riesce a comprendere e far proprie le prime, o assecondare i secondi.
Vogliamo tirare in ballo la passività femminile, vogliamo tirare in ballo la paura del giudizio, vogliamo informarci un pò di più sull’importanza tecnica dei preliminari per raggiungere l’eccitazione in una donna? Mi va benissimo che sbandieriate le ragioni del testosterone, l’urgenza della sveltina per il sano equilibrio del maschio, ma allora riconoscete anche che la donna ha bisogno di un qualche preliminare, che si crei la giusta fantasia cerebrale, altrimenti il sesso ludico per lei non esiste… tutto questo è nei manuali, nelle moderne teorie della sessuologia, lasciando cascare a terra un pò di misoginia si può accettare. Essere diversi dal punto di vista biochimico e ormonale è un fatto. Non basta cercare una via “cerebrale” per comprendersi e trovarsi a metà su questo argomento, occorre accettare la diversità.
Credo di parlare con cognizione di causa: per un periodo della mia vita ho dovuto assumere testosterone in seguito ad un intervento chirurgico all’utero; ebbene, il cambiamento l’ho percepito eccome, mi masturbavo mediamente due volte per sera, prima di poter prendere sonno, e da allora sono diventata molto più comprensiva delle ragioni del maschio, credimi.
Però utilizzare queste ragioni per spiegare almeno in parte il massiccio ricorso alla prostituzione mi pare davvero una forzatura. Se così fosse, tutti i maschi beta andrebbero a puttane, ma allora togliereste l’alibi a quei tanti maschi alfa che non si accontentano di mogli e fidanzate, che vogliono regalarsi una sveltina tra un meeting in azienda e la partita a golf, e ce ne sono tanti…
Volete inveire con quelle che “se la tirano”? Fate bene, anche a me stanno sui coglioni, ma non confondete il tirarsela con il non aver voglia di far sesso ludico con voi. Non sarà che il maschio, alfa o beta che sia, è naturalmente più attratto nei confronti di quelle che se la tirano? Quante volte siete corsi dietro ad un tacco a spillo, a una scollatura, ad un’aria da “inarrivabile”? E perchè mediamente guardate le venti-trentenni mentre oltre i quaranta le donne diventano magicamente invisibili, ancorchè attraenti, dotate di intelligenza, humour, esperienza? Lo sapete che dai quaranta alla menopausa le donne mediamente hanno decisamente più voglia di fare sesso ludico?
It’s nature, baby… più ferormoni addosso alle giovani, voi li fiutate e perdete il senno dietro di loro.
E ancora, strappate la lacrima con “l’insostenibile pesantezza del corteggiamento”, ma siamo sempre qui: it’s nature! In natura i maschi beta non scopano perchè non sanno corteggiare… siamo esseri umani, abbiamo il cervello, ma usare il cervello non significa mettere nero su bianco i propri sacrosanti bisogni e chiedere all’altra di soddisfarli cortesemente, dimostrando con la logica che una sana scopatina fa bene anche a lei! Usare il cervello significa cercare altri target femminili, affinare o almeno sgrossare un pò le tecniche di corteggiamento… qualcuna diceva provocatoriamente: che faccio, ti mando io i fiori? Ti fischio mentre passi? Ti invito al cinema…? Credetemi, sarebbe un fiasco… millenni, fantastimillenni di cultura sommati sui codici genetici non si cancellano con un appello a darla via…
Finisco, con un’ultima considerazione sul sesso ludico, riprendendo il discorso sui tempi e fantasie della donna, perchè anche per lei si possa parlare di sesso ludico: se per sesso ludico intendete la pretesa di cacciarglielo in bocca se lei invece ha voglia di altro, se non deve fare neppure una smorfia di smarrimento se improvvisamente vi si rammollisce, se le piace la sculacciata ma non che la accompagnate con un “godi, cagna!”, allora non lamentatevi se la donna non ha il vostro concetto di sesso ludico, non lamentatevi se piuttosto di rischiare di trovarsi in una di queste situazioni, si compra un bel vibratore o se ne va a Capo Verde… non dimentichiamoci comunque che c’è sempre una questione di sicurezza, di maggior forza fisica del maschio, anche del beta, e che finire a pezzi in fondo ad un pozzo non è un bel modo di fare sesso ludico.
Fabrizio, sicuramente hai capito che i miei non sono toni polemici, che ho usato immagini forti perchè forte era la provocazione, io gli uomini, soprattutto i beta, li amo. Con qualcuno di loro ho progettato e percorso pezzi della mia vita, con altri ci ho fatto sesso ludico..
Lu
@ Lu
Secondo me la questione è che per una donna “sesso ludico” significa lasciarsi andare alle proprie fantasie, ai ritmi del proprio corpo, ed è davvero difficile riuscire a farlo se l’uomo che hai di fronte (o dentro!) non riesce a comprendere e far proprie le prime, o assecondare i secondi.
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Nota bene: voi donne partite dal presupposto che debba essere sempre l’uomo a comprendere le vostre esigenze. Il contrario no? Veramente voi donne credete di saper soddisfare, sempre e comunque, gli uomini?
“Nulla di più falso, laddove non vi siano traumi o forti repressioni culturali, le donne ne sanno a pacchi di sesso ludico, credimi.”
Esattamente, visto quindi che viviamo nel LADDOVE ovvero in un epoca del ricatto sessuale, delle leggi pro vulva, dell’ostentare e mai concedersi, della mercificazione dei sentimenti e del corpo femminile, del farsi pagare a priori, persino nel momento della conoscenza reciproca, del retaggio culturale femminista, religioso, e quant’altro mi sia dimenticato di sottolineare, ecco che le donne ne sanno a “pacchi” di sesso ludico viziato da espedienti che sono digeriti dalla società stessa – leggasi un fine – o che il LADDOVE sia una località turistica, dove esse stesse addirittura mantengono chi se le cavalca, per poi passare alla prossima turista, e via dicendo..
“Secondo me la questione è che per una donna “sesso ludico” significa lasciarsi andare alle proprie fantasie, ai ritmi del proprio corpo, ed è davvero difficile riuscire a farlo se l’uomo che hai di fronte (o dentro!) non riesce a comprendere e far proprie le prime, o assecondare i secondi.” Direi che la lista degli elementi richiesti per il sesso ludico femminile sia un tantino riduttivo rispetto a quelle reali, basta leggere i commenti delle intervenute in questo ed in altri post, ora.. a mio avviso fate cosi, visto e considerato che proprio non vi riesce relazionarvi tranquillamente con gli uomini, non vi riesce proporvi, ve ne state li semplicemente a GIUDICARE se uno abbia o meno centrato TUTTI i necessari requisiti per fomentare le vostre fantasie erotiche atte a concedere il vostro ambito “sesso ludico”, richiedete ai vostri genitori il manuale d’uso e manutenzione personale da usare alla bisogna, lasciando un paio di ore il lui di turno per una full immersion sulla comprensione del vostro “io”, magari intanto andate a divertirvi con le vostre amiche, in fondo sarebbe troppo semplice ridefinire il tutto in maniera piu’ semplice, non ti pare? e visto che tali esigenze mutano da donna a donna, constatato che ogni donna, come ogni uomo, e’ un universo a parte, pretendere che, a colpo d’occhio, o in una sera, l’uomo sia in grado di recepire tutti questi “requisiti di base” per fare sesso ludico, immagino sia un manualone tipo divina commedia.. strano come nonostante tutto poi, ci sia sempre qualcosa che non vada bene, e inesorabilmente si venga ammoniti per far passare il belloccio che, pur non avendo studiato, e’ sempre ben gradito alla lavagna..
“Vogliamo tirare in ballo la passività femminile, vogliamo tirare in ballo la paura del giudizio, vogliamo informarci un pò di più sull’importanza tecnica dei preliminari per raggiungere l’eccitazione in una donna?” ti garantisco che quando mediamente un uomo beta approccia una donna, e’ gia’ conscio della passività femminile, ma sopratutto dei perchè, e per quanto riguarda il gidizio, come ho avuto modo di esprimermi altrove, e’ sempre la donna che GIUDICA, difficilmente il contrario! e per quanto riguarda i preliminari, non so i tuoi gusti ma io vado di “testa.. baci alla francese, carezze (con mani rigorosamente curate) baci sul collo, interno coscia, schiena, cunnilinguo, penetrazione preliminare poi regolare (a seconda di quanto “sento” lei partecipe) e poi con affondi ritmici e sempre guardandola con occhi complici/romantici/sensuali atti a farle raggiungere il piacere, non pago, riparto con le coccole per una breve pausa con parole dolci e sensuali, il resto dipende dalla voglia, dal tempo, dalla disponibilità di eventuale rapporto anale e quant’altro si possa normalmente auspicarsi.. ora.. ho elencato alcuni passi semplicemente per dire che, oltre al sesso ludico, noi in ogni circostanza ci curiamo non tanto del nostro godimento, perchè l’apice del godimento per un uomo equivale ad eiaculare, cosa che dobbiamo prolungare nel tempo, ma del VOSTRO godimento, e questo e’ un fatto, nonostante cio’.. non hai idea di quante dopo fanno una fellatio rigandoti il pene e facendotelo ammosciare! perchè da sempre l’uomo, degno di tal nome, ha sempre in mente il godimento della donna, non il proprio, nonostante cio’ molte donne oggi danno tutto per scontato, non chiedono e non notano MAI cosa farebbe realmente piacere ad un uomo e come lo fanno! altro che preliminari! a voi basta semplicemente vestirvi da “zoccole”, tirarvela e farci pagare per fare il vostro gioco sessuale, appagare le vostre voglie ed aspettative, spesso non la mollate proprio! tenendoci in un eterno “bagno maria ormonale” e quando si ha la possibilità di una sessualità ludica, spesso ci troviamo con tante fighe di legno! Tutto lo sbattimento quindi, dal semplice approccio al sesso, deve comunque essere SEMPRE PREROGATIVA E IMPEGNO MASCHILE, pena essere derisi e detestati! giudicati ometti e quant’altro che serva per reggere la caterva di contenuti che servono alo status di sudditanza!tutto ciò, tuttavia….magicamente decade quando vi sentite in una situazione minoritaria, spesso di pari passo con il classico uomo alpha, allora li si evince che la donna non e’ LOGICA, ma EMOZIONE, pertanto e’ totalmente inutile studiare tomi di uso e manutenzione, tali emozioni DEVONO essere sempre e comunque notati, capiti, interpretati, posti in essere dall’uomo! e come se cio’ non bastasse, con le tempistiche richieste! in altre parole per farvi avere una sessualità ludica, dobbiamo sobbarcarci di talmente tante nozioni che, in finale, si comprende come mai oggi una di voi vale l’altra, alla fine avete creato gli uomini che volevate, uomini che hanno creato gli anticorpi a questa becera situazione, colpiti nel loro io, nei propri sentimenti, incapaci di comprendere voi donne, hanno preferito conformarsi e comportarsi come vedete oggi, poi ci sono i beta, che si dissociano dalla massa, ma anche da comportamenti sessisti, femministi, strumentali e lontani dal Barnard pensiero.
come risolvere il tutto? proponetevi, pagate per non essere in “debito sessuale” come molte di voi amano definire il gesto galante dell’offerta del pirla di turno, argomentate non solo le vostre idee ma cercate di parlare anche del vostro uomo che avete dinanzi, buttate alle ortiche la vostra superbia, ogni retorica, preconcetto, mandare a fanculo l’interlocutore e’ sempre possibile e lecito laddove ci siano ovvie ragioni, in fondo non siete piu’ brave, furbe, disinibite degli uomini? non siete SUPERIORI ALL’uomo? o solo per cio’ che piu’ vi aggrada??… quando siete rimaste piacevolmente colpite dal vostro interlocutore, non abbiate paura a chiedergli il numero di telefono, siate padrone di voi stesse, non usate la fica come intermediario! se un uomo non versa in buone acque evitate di farvi portare al ristorante superlusso, educate l’uomo che non c’e’ bisogno di cio’ per conoscersi, per fare colpo su di voi deve levare dal cuore cio’ che prova per voi, nondal portafoglio! basta anche poco, una pizza va benissimo, e’ solo un pretesto per continuare a conoscersi.. ecco la relazione paritaria! e senza sessualita di mezzo! scendete dal vostro piedistallo vulvare! siate persone prima che donne, troverete le persone uomini, i veri UOMINI, a tendervi una mano, ed il resto verrà tranquillamente da se, i discorsi triti e ritriti che poni sono solo aria fritta, là fuori il mondo gira diversamente, ed a giudicare dai pensieri delle intervenute, ancora per molto tempo.
@Lu
Qui non è intenzione di nessuno fare di tutt’erba un fascio.
Non mi pare neanche che qui si stia sostenendo che le donne debbano adeguarsi alle fisime sessuali maschili.
Lu,tu credi che il tuo modo di ragionare, solo perchè è in parte condivisile, sia il modo di ragionare della maggior parte delle donne : ti sbagli clamorosamente e ti consiglio di leggere gli interventi di altri utenti del tuo stesso sesso per intuire su che lunghezza d’onda sono sintonizzate le donne, altro che misoginia (mai sentito parlare di misandria?).
Prova e leggere quel che scrive una certa Lasam che ci viene a dire che la castità – rigorosamente maschile,ovvio – dovrebbe essere una scelta accettabile pena l’esser tacciati di “ragionare con il pisello” oppure la caritatevole Lavinia che ci propone nientemeno che il suo cane (ahhhh…la sensibilità e l’empatia femminili).
Mediamente, al contrario di quanto tu auspichi, le donne sono centrate sulle proprie esigenze/dictat/desiderata e contano sul fatto statistico che pur di scopare sarà sempre l’uomo a “piegarsi”.
Se non si accetta questo realtà ci ritroviamo ad ignorare i presupposti su cui si basano gli interventi di Barnard e che rispecchiano la realtà della maggior parte degli uomini (..che natura ha fatto diversamente rispetto alle donne).
Persino tu che sei molto sveglia rispetto alla media delle intervenute (eh sì, mi spiace ma è così per adesso) nel momento stesso in cui azzardi un analisi della questione non puoi fare a meno di filtrarla secondo le tue modalità di esperire il sesso, palesando la vecchia storia di un sesso di seria A (con sentimenti,intesa etc.) e un di serie B (una botta e via).
La questione dal punto di vista degli uomini non – si – pone – neppure.
Se io vado in una regione africana afflitta dalla siccità a suggerire di bere Gatorade perchè “contribuisce al riassorbimento dei sali minerali utili all’organismo” probabilmente non avrei capito che la scelta di che cosa bere per gli abitanti del posto viene dopo la scelta di bere e basta.
Qui il fatto grave non è chi se la tira e chi non se la tira : è il fatto che le donne TUTTE gestiscono la questione sedute su un piedistallo, brutte, belle,magre, grasse,quarantenni,ventenni.
E se non sono soddisfatte di quel che passa il convento, come scrivi tu, Capo Verde è dietro l’angolo (tanto vale rivolgersi a chi letteralmente “muore di fame” no? ).
Sul fatto che certi meccanismi siano immodificabili a me sembra più un auspicio da parte tua che una cosa effettivamente impossibile. Questo movimento si prefigge una rivoluzione culturale che il femminismo ha finto di perseguire per in realtà ristabilire una società basata sulle disparità in cui il grosso mangia il piccolo e gli fotte pure la (potenziale) compagna.
Quest’ultima poi generalmente può decidere con chi scopare e con chi “fare sul serio”,potendo scindere le due cose,mentre l’uomo deve cercare di coniugare due esigenze contemporanemente (ricorrendo spesso all’inganno) perchè costretto dalle donne che da una parte non vogliono sentirsi usate , dall’altra non si fanno riguardi di usare i partner (poi ovviamente “gli uomini sono tutti stronzi”).
Apprezzabile comunque il tuo intervento.
Ti ringrazio per aver contribuito e torna pure a trovarci se dovessi cominciare a notare degli aspetti a cui non sei abituata a fare caso quando ti ricapiterà di assistere a certe dinamiche.
“voi donne partite dal presupposto che debba essere sempre l’uomo a comprendere le vostre esigenze. Il contrario no? Veramente voi donne credete di saper soddisfare, sempre e comunque, gli uomini?”
Marco, non credo che si possa generalizzare in questo modo: mai detto di sapere come soddisfare un uomo in senso lato. Sul come soddisfarlo a letto, credo di aver acquisito una discreta esperienza con gli anni, modestamente, ma non stiamo a fare approfondimenti , che poi qualcuno dice che le donne la buttano sempre sull’ io, io, io… Sarà allora una tendenza maschile quella di generalizzare sempre tutto e fare di una frase avulsa dal contesto (un contesto di fantasie erotiche), una legge valida in qualunque campo. Mi pare che la discussione fosse nata dal motto “datela via anche la prima sera senza fare troppe storie, e staremo tutti meglio”. Il mio messaggio, sempre partendo dall’esperienza personale, in proposito, era piuttosto semplice, e cioè che l’approccio al sesso ludico in una donna non avviene perchè durante un incontro con un uomo molto spesso sente il bisogno di scoparselo, ma avviene se durante quell’incontro (anche il primo), scatta un qualche cosa che le accende una fantasia, si sente a suo agio, non percepisce l’altro come una minaccia, e si lascia andare. Tutto qui.
Non discuto sul fatto che nove volte su dieci ciò non avvenga, che siano necessari più incontri per andare in porto o che non si vada in porto affatto.
Però non comprendo chi come tanti di voi dice che il 99% delle donne non la dà per partito preso per poter ricevere qualcosa in cambio. Questo non lo accetto, magari vivo in una bolla di sapone, non lo so, ma mi risulta che in Italia il 40% delle donne adulte lavori fuori casa, il resto per lo più faccia la casalinga, sicuramente qualcuna farà la mantenuta e se la porta a spasso tirata a lucido.
Ma tutto sto presunto “do ut des” mi pare davvero una forzatura, e, perdonate, ma ha il sapore amaro e ringhioso di chi colleziona due di picche…
Ma voi sapete quanti maschi sono ben contenti di avere accanto una che “la porta alta”? Alfa o beta, decidetelo voi, io so solo che sono in tanti che amano esibire in società la moglie-gioiello e poi magari vanno a puttane in pausa pranzo.
Ne conosco tanti, ma non mi permetto di dire che tutti gli uomini sono così, mentre in questo blog mi pare che la tendenza generalista sia davvero diffusa. Il commento di Damien alle mie parole è abbastanza significativo.
Non ribatto Damien, perchè non ho la forza di rileggerti una seconda volta (tu lo hai fatto? Se si forse ti saresti accorto che perdi il filo e salti di palo in frasca una riga no e due si). Mi permetto di sdrammatizzare dicendo che sarei ben felice di conoscerti, se non stai mentendo sul tuo modo di fare i preliminari….:-)
Apprezzo invece il commento di Luke Cage, che ha colto il senso del mio intervento.. grazie Luke, per la disponibilità a comprendere il mio punto di vista.
Forse hai ragione, non conosco bene le donne. Conosco alcune donne, quelle che mi stanno intorno e con cui condivido il lavoro o l’amicizia, ma ti dirò che fatico a intravvedere nelle loro azioni, nel loro sentire, nel loro amare gli uomini, tutto questo tendere ad uno scopo con l’unico mezzo, quello che sta tra le cosce. Quelle che sono cresciute con me sono le figlie delle femministe, sono quelle che dovevano dimostrare di essere brave come i maschi sul lavoro, mogli perfette e madri esemplari. Mentre ai maschi si dava un solo imperativo categorico, ovvero: vai e diventa manager, alle donne se ne davano ben tre… e costoro si sono sbattute per arrivare dappertutto. Tante non ce l’hanno fatta, ed almeno uno dei tre obiettivi è fallito; tra quelle che sembrerebbero avercela fatta, molto spesso ci sono dietro donne esaurite, stritolate dai doveri, topolini nella ruota che corrono corrono e non sanno più dove vanno…
E poi c’è anche chi, ricca o povera o arricchita, è nata zecca, o è stata educata a fare la zecca, o ha trovato comodo fare la zecca. Ebbene, queste per me non sono donne. Ma non accetto che ci definiate tutte zecche.
Per concludere, un’ultima cosa su natura e cultura. L’uomo è cultura che si innesta nella natura; credo fermamente nel potere della cultura, ma vorrei domandarvi se davvero ritenete possibile e saggio che un’azione culturale sovverta leggi naturali che si sono tramandate per decimillenni nel nostro codice genetico. In parte ciò sta già avvenendo:lo sapete che tra gli adolescenti sembrano essere le ragazze a scegliere nel branco dei maschietti? Le mie amiche madri mi raccontano delle figlie che se li contrattano: bimbe che a 10 anni sono già sviluppate e che la cultura dominante tira su col messaggio che per essere fighe devono al più presto fare un pompino ad un ragazzotto qualsiasi, ragazzine che a 13-14 anni comprano le riviste da teen-agers e ci trovano articoli che titolano “il sesso anale fa male?” Non sono frottole, è la realtà…
Siete davvero convinti che sia meglio una società di donne-tigri, che fanno a pugni tra loro per chi deve essere la “padrona” del bello della classe?
Non credo che sia questo ciò che auspichiate, mi pare che vogliate donne più “democratiche” nella scelta del partner, donne che lascino da parte il naturale istinto a darla volentieri al maschio alfa (perchè è di questo ciò di cui in realtà ci state accusando: non di non darla generosamente a tutti, ma di darla generosamente solo ad alcuni) per lasciarsi convincere dal buon senso che è molto più saggio ed appagante darla al maschio beta.
Fossi in voi lascerei stare le categorie alfa e beta, lascerei stare il rancore e guarderei al futuro: il mondo è pieno di uomini bruttini da 1000 euro al mese felicemente accompagnati, così come è pieno di donne affascinanti, single ed ampiamente autosufficienti come me che da mesi non beccano uno straccio d’uomo e prendono sonno consolandosi con un buon vibratore! A proposito, buona notte..
“Ma tutto sto presunto “do ut des” mi pare davvero una forzatura, e, perdonate, ma ha il sapore amaro e ringhioso di chi colleziona due di picche…” (Lu).
Il tuo intervento, cara Lu, potrebbe serenamente riassumersi in questa frase che, direbbe il nostro amico Damien, conferma ancora una volta la tesi del “clone”.
Alla fin fine il succo è che dietro alla nostre analisi c’è un gruppo di “sfigati” a cui non la danno mai…Da qui la nostra necessità di celare e di giustificare innanzi tutto a noi stessi prima ancora che agli altri la nostra miseranda condizione, addirittura attraverso la elaborazione di un complesso teorema sociologico-politico-culturale. Insomma l’ennesima versione dell’ “etica del risentimento” di nicciana memoria. Se sapesse il Nostro quello che avrebbe combinato e soprattutto in bocca a chi sarebbero finite le sue considerazioni e in che modo sarebbero state utilizzate, chissà se le avrebbe mai concepite! (o forse lo sapeva ed era proprio ciò che voleva?…Non lo sapremo mai…).
Però poi chiudi il tuo post dicendo:” Fossi in voi lascerei stare le categorie alfa e beta, lascerei stare il rancore e guarderei al futuro: il mondo è pieno di uomini bruttini da 1000 euro al mese felicemente accompagnati, così come è pieno di donne affascinanti, single ed ampiamente autosufficienti come me che da mesi non beccano uno straccio d’uomo e prendono sonno consolandosi con un buon vibratore!”.
Quindi noi collezioniamo due di picche perché siamo sfigati mentre tu non batti chiodo perché sei talmente affascinante ed autosufficiente che trovare un uomo alla tua altezza è compito troppo arduo. Meglio quindi un buon vibratore piuttosto che una mediocre scopata. E su questo posso anche concordare. Da tempo prediligo di gran lunga andare al cinema, leggere libri, giocare al calcetto, tirare di boxe, andarmene al mare, stare nella natura, trascorrere il tempo con i miei amici, partecipare ad eventi filosofici o culturali, piuttosto che fare sesso con donne insignificanti e noiose sotto ogni profilo.
La domanda però sorge spontanea:”Se il mondo è pieno di uomini bruttini che guadagnano 1000 euro al mese e che “trombano” di santa ragione, chi sono allora gli “sfigati”?…
Va bè, andiamo avanti e proviamo a confrontarci “seriamente”. Ho detto proviamoci, non è detto che ci si riesca…
Se tu avessi visitato con un minimo (ho detto un minimo, non un massimo) di attenzione il nostro sito e avessi letto gli articoli ivi contenuti, non porresti il problema nei termini in cui lo poni. Quando, forse, lo farai, noterai che quando parliamo di “do ut des”, cioè di scambio mercantile, lo facciamo SEMPRE aggiungendo al concetto espresso altri tre avverbi: culturalmente, concettualmente, psicologicamente. Puoi verificarlo tu stessa.
Cosa significa questo? Significa che quando parliamo di logica di scambio non ci riferiamo ad una mera contrattazione commerciale (magari lo fosse, il “gioco” diventerebbe evidente e crollerebbe tutta l’impalcatura così intelligentemente architettata…) ma ad un processo estremamente più complesso e sofisticato.
Le donne, nella loro grande maggioranza, questa la nostra tesi in estrema sintesi, hanno interiorizzato i “valori” e le logiche del sistema dominante fondato sulla ragione strumentale e mercantile. In altre parole, e questo è stato un vero e proprio “capolavoro” di ingegneria sociale e psicologica, le categorie dell’”economico” sono penetrate, attraverso meccanismi di condizionamento altamente pervasivi e sofisticati, nella psiche e nella sfera più intima e profonda degli individui, in questo caso degli individui di sesso femminile (naturalmente ciò vale anche per gli uomini ma in altri ambiti). Di conseguenza i concetti di “valore d’uso” e di “valore di scambio” non sono più solamente categorie economiche nel senso proprio del termine ma sono diventati veri e propri archetipi dal punto di vista psicologico e culturale.
Dalle stelle alle stalle, così forse ci capiamo meglio, il paradigma, o meglio il procedimento mentale (femminile in questo caso) è questo:“Vado con il top manager piuttosto che con il divo del cinema? Allora significa che valgo (interiorizzazione del concetto economico di “valore” applicato alla sfera psichica). Vado con l’impiegato delle poste da 1200 euro al mese e anche bruttino? Significa che non valgo”.
Come vedi c’è una cesura, o meglio un passaggio fondamentale, rispetto alle epoche trascorse, dato dal concetto di valore di mercato applicato come una sorta di microchip (passami l’esempio molto banale) al foro interiore e più profondo delle persone (sempre delle donne in questo caso, gli uomini sono sottoposti ad altri condizionamenti). Quindi, tornando al procedimento psicologico, “Vado con l’industriale, con il professionista o con il calciatore (o con qualsiasi altro uomo appartenente alla categoria dei maschi alpha dominanti) non solo e non tanto perché sono dei “buoni partiti” e mi garantiscono una vita agiata, la villa al mare, l’appartamento ai Parioli, i camerieri filippini, la tata, la baby sitter e una carta di credito illimitata ma perché questa condizione è la conferma, la prova del nove del mio “valore”.
Ma di quale valore stiamo parlando? Appunto del valore di mercato. Ma se parliamo di valore di mercato parliamo di merce, di proprietà. E noi sappiamo che né l’una né l’altra si DONANO, ma si investono o tutt’al più si alienano per trarne un utile, un profitto. Di qualsiasi genere. E sottolineo di qualsiasi genere.
E qui tocchiamo un altro punto che viene molto spesso sollevato da tante delle tue colleghe di genere.
Anche quando una donna, magari in buona fede, chiede sentimento in cambio di sesso, sta, in alcuni casi inconsapevolmente, agendo secondo una logica di mercato.
“Te la do ma in cambio di una relazione affettiva”, questo l’assunto, anche se a volte, come ripeto, posto in essere e agito inconsapevolmente. Ma il meccanismo è il medesimo.
L’esatto contrario quindi del dono, della spontaneità e della reciprocità.
E veniamo al terzo punto che tu stessa hai sollevato e che riemerge puntualmente ogniqualvolta si affronta il tema. Quanta natura e quanta cultura c’è in tutto questo? In che misura incidono rispettivamente la natura e la cultura nel determinare questa situazione?
La nostra opinione (abbiamo dedicato un articolo a questo tema dal titolo appunto “natura e cultura” che puoi trovare nello spazio “articoli” e che naturalmente tu non hai letto prima di scrivere il post) è che entrambe queste componenti siano in gioco e che non sia possibile stabilire un prius, appunto perché, come tu stessa giustamente ribadisci, gli uomini e le donne sono entrambi esseri sia naturali che culturali ed è praticamente impossibile separare i due aspetti. Noi riteniamo che su una diversità di natura ontologica che nessuno di noi disconosce, i vari sistemi di dominio che si sono succeduti nel corso della storia abbiano innestato tutta una serie di condizionamenti di ordine sociale, culturale, economico, psicologico, religioso e quant’altro, a seconda delle epoche, ovviamente, e delle specificità dei sistemi in oggetto. Spero di essere stato sufficientemente chiaro nello spiegare quali siano quelle dell’attuale sistema.
Ma a questo punto, contraddicendoti ancora una volta con estrema disinvoltura, come se nulla fosse (ma stai tranquilla, vale per quasi tutte le donne e in particolare per le femministe, quando affrontano questi temi), affermi:” Per concludere, un’ultima cosa su natura e cultura. L’uomo è cultura che si innesta nella natura; credo fermamente nel potere della cultura, ma vorrei domandarvi se davvero ritenete possibile e saggio che un’azione culturale sovverta leggi naturali che si sono tramandate per decimillenni nel nostro codice genetico”.
Che tradotto significa:”Da che mondo è mondo sono gli uomini che sbavano dietro alle donne e sono queste che decidono a chi darla”.
Ma non si può, cara Lu, far riferimento allo stato di natura solo quando ci conviene (lo abbiamo scritto su quell’articolo, vallo a leggere…) perché a questa banalissima considerazione gli uomini potrebbero obiettare con un’ altrettanto banale affermazione:”Ah sì, e allora siccome da che mondo è mondo è il più forte che comanda (non esiste legge più naturale di questa “da che mondo è mondo”…), adesso tu (donna) fai quello che dico io altrimenti sono cazzi, e anche molto amari”. E invece l’umanità, tutta (meno male), ha scelto di affrancarsi da questa condizione naturale perché l’ha ritenuta invivibile.
Questo per dire che non possiamo avere la pretesa di prendere ciò che porta acqua al nostro mulino ora dall’una (la natura) e ora dall’altra (la cultura), senza cadere in macroscopiche contraddizioni. Delle due l’una. O scegliamo di stare sulla strada dell’evoluzione e quindi della trasformazione (bandiere del femminismo), e io condivido, oppure ci rifacciamo allo stato di natura, consapevoli però che di questo non possiamo prendere solo ciò che ci piace. Perché sarebbe un’operazione strumentale e anche poco seria.
Fermo rimanendo che le diversità fra i generi esistono ed in parte io per primo spero che continuino a rimanere perché in caso contrario vorrebbe dire che abbiamo imboccato una strada ancora tutta da scoprire e sicuramente abbastanza inquietante. Ma questo è un altro discorso. Se siamo per l’eguaglianza (e noi lo siamo) e la parità fra i sessi è evidente e conseguente che non si può rimanere entro determinate logiche. Questo o lo capiamo, oppure facciamo finta di non capirlo. Io propendo per la seconda ipotesi.
Fabrizio
“così come è pieno di donne affascinanti, single ed ampiamente autosufficienti come me che da mesi non beccano uno straccio d’uomo e prendono sonno consolandosi con un buon vibratore”(LU)
Allora, Lu. Innazitutto, trovo abbastanza volgare scendere in certi particolari, cioè sul fatto che tu ti masturbi con il vibratore. Non ce ne importa.Se non trovi nessun uomo è perchè evidentemente cerchi il “figone” secondo i canoni mediatici, ma non avendolo ancora trovato, preferisci masturbarti con il vibratore anzichè far sesso con uomini “non fighi”. E’ impossibile che se sei bella, nessun uomo ti cerchi per una relazione sessuale.Sei tu che dai due di picche ai tuoi corteggiatori, non sei tu a prendere due di picche. Per ciò non barare, cara Lu. Noi uomini, invece, ci accontentiamo lo stesso di una donna non avvenente. Voi donne, no. Questa è la differenza tra noi e voi, e questa differenza non vi porta onore, cara Lu. Cambiate: non abbiate timore di accettare una proposta da un uomo che non rientri nei canoni diffusi dai media.
@Lu
Per chiarezza aggiungo solo che quanto (ti) ho scritto non è dettato da rancori o frustrazioni quanto da una constatazione della realtà che, come oramai vado ripetendo (mia opinione personale) , difficilmente può essere condivisa anche dalla più smaliziata delle donne (subentrano meccanismi inconsci,necessità di giustificare l’adeguamento a modelli relazionali percepiti come naturali e immodificabili,in altri casi subentra la malafede o un atavica rivalsa..).
Prendo atto, a riprova di quanto ho appena scritto, che se sollevi gli occhi e ti guardi attorno vedi una realtà radicalmente diversa da quella che vedo io (ragazzine a caccia di ragazzi,donne affamate e mai sufficientemente appagate,uomini beta in camporella..) quindi è impossibile confrontarsi se non esclusivamente per prendere atto della distanza siderale che separa i nostri universi (maschile e femminile,paradossalmente mai così lontani..).
Sarebbero solo vuoti esercizi retorici che potremmo risparmiarci per dedicarci a pratiche più…ludiche.Good vibrations!
Da quando Fabrizio ha inviato la lettera alla Aspesi le presenze femminili nel sito-blog sono cresciute e il livello di educazione e di cultura che hanno espresso è di caratura decisamente superiore a quelle delle Dorotee, Lameduck, Chiare di notte, che prima hanno ironizzato pesantemente sul sito-blog e sui suoi partecipanti per poi venire qui a fare le vittime innocenti. Aggiungerei anche l’ipocrisia degli esponenti di femminile plurale, tipicamente femminista del tipo: te lo voglio mettere nel “didietro” però con il sorriso sulle labbra. Ciò non toglie che nascano molti equivoci e malintesi anche con le più apprezzabili partecipanti attuali al dibattito. Secondo me occorre ricordare che quando si parla di donne non si sostiene che tutte le donne si comportino in una certa maniera, ma che la maggioranza lo faccia. Che la maggioranza delle donne italiane e non solo abbia un rapporto con l’altro sesso, nonostante tutte le affermazioni contrarie, di stampo “economico”, cioè l’attrazione rappresentata dal potere e dalla ricchezza, non ci piove. Sfido un solo uomo a mettere in dubbio una simile affermazione, se è intellettualmente onesto. Certo l’attrazione nasce anche da altri fattori, il fisico statuario dell’uomo, il suo temperamento da leader, tutte “qualità” che rientrano però nella dimensione del “potere”in senso lato. E’ criticabile questo? Per noi sì. Certo non tutte le donne avranno la possibilità di accapparrarsi l’uomo alfa, alcune dovranno accontentarsi di uno dei tanti “sfigati”, ma quello che sta a monte è sempre questa visione da parte delle donne del maschile. Prevengo le possibili obiezioni affermando che qualsiasi riferimento a persone ivi partecipanti è puramente casuale. Quindi la domanda da porsi è questa: è così oppure stiamo raccontando frottole? Ognuno può dare la sua di risposta. Se sì, allora la donna o meglio la maggior parte delle donne si troveranno in prima fila nella celebrazione del potere e della ricchezza, quindi saranno strumenti di conservazione dell’attuale “sistema”, che ha in essi i suoi valori fondanti.Il cambiamento consiste invece nel rivalutare l’umiltà, la ricchezza interiore, la semplicità…noi riteniamo che le donne, o meglio la maggioranza delle donne, non stiano facendo abbastenzo in questo, meno di quanto stiano facendo gli uomini, che infatti si ammazzano tra loro per procacciarsi potere e ricchezza proprio per arrivare più facilmente ai favori femminili. L’uomo si muove quasi sempre in funzione femminile. Non sto giustificando l’uomo idiota e violento di turno, di cui le cronache ci parlano in lungo e in largo tutti i giorni, Dio me ne scampi, però su quest’aspetto le donne dovrebbero interrogarsi.
Capitolo sessualità. Secondo me concentrarsi solo su quest’aspetto, pur fondamentale, è fuorviante. Ciò che le donne hanno disimparato è proprio la dimensione del “dono”, che non vuol dire donare il proprio corpo, niente di tutto ciò, ma significa relazionarsi da pari a pari con l’altro sesso, restituendo anche ciò che si riceve; la testimonianza di Barnard, una fra le tante, calza in questo caso a pennello e purtroppo è quello un comportamento molto diffuso.
Più in generale direi che questo proliferare di neofemminismo come si trova su internet, per esempio, è secondo me uno schiaffo alla sensibilità della nuova generazione maschile, che si è fatta in quattro per avvicinarsi e comprendere il mondo femminile e che si vede rispedita in faccia come risposta di esser considerato ancora un oppressore, un violento, un denigratore delle donne, un misogino ecc..Grazie mille!
Di questo si lamentano solo gli uomini che credono ancora nel rispetto per sè stessi, la maggior parte lo ha perduto da tempo, e ne stiamo pagando le conseguenze, perchè scodinzolando, accondiscendendo sempre e comunque si finisce per creare generazione di viziati e soprattutto in questo caso viziate, secondo le quali tutto è dovuto. Niente sconti alle “colpe” maschili e femminili, questa è Parità.
Si ma un po di pensiero critico anche sul fenomeno della prostituzione? la “tua rumena” ti caccia balle… è vero che in romania con 100 euro si mangia mooolto piu che in italia, ma non 4 persone un mese… forse 10 anni fa era cosi ora NO.
Secondariamente, anche ammettendo che con 100 euro al mese in romania ci mangiano in 4 un mese, lei con 4 clienti al giorno fa 10.000/12.000 euro al mese… sta sicuro che di clienti al giorno ne ha almeno 6-8… fatti due calcoli e vedrai che fa la puttana perche fa i soldi (e che soldi), conosco tante rumene che mandano i soldi a casa e fanno le badanti o le cameriere e i “100 euro per far mangiare 4 persone un mese” (ma anche 200-300) li mandano senza problemi a casa…
Lu
“Ma voi sapete quanti maschi sono ben contenti di avere accanto una che “la porta alta”? Alfa o beta, decidetelo voi, io so solo che sono in tanti che amano esibire in società la moglie-gioiello
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Lu, a quale ceto sociale appartieni? Così, tanto per sapere. E, dimmi, di quali “maschi” parli? (ah, a proposito: parli mai di “femmine”?). Trattasi forse, chessò, di semplici operai, idraulici, elettricisti, meccanici, impiegati, etc. oppure medici, ingegneri, architetti, avvocati, imprenditori, etc.?
Perché sai che c’è? Oltre a possedere un “difettoso” cromosoma Y, io provengo dal basso; consequenzialmente sono un po’ “tardo” e pertanto chiedo delucidazioni in merito…
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Lu
“e poi magari vanno a puttane in pausa pranzo.”
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E secondo te, perché? Forse perché a loro “piace pagare le donne” ? Magari per una “questione di potere”? (Femminismo docet…)
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Lu
“Ne conosco tanti, ma non mi permetto di dire che tutti gli uomini sono così, mentre in questo blog mi pare che la tendenza generalista sia davvero diffusa.
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Il fatto che tu possa generalizzare o meno, non ha alcuna importanza, perché “la fuori” è la norma generalizzare sugli uomini. E’ normale dire e scrivere che tutti gli uomini sono tonti, cretini, imbecilli, stupidi, maschilisti, misogini, violenti, oppressori e chi più ne ha più ne metta. E non da oggi: da decenni. Al tempo stesso è la norma glorificare le donne e la loro (presunta…) “superiorità”.
Lu
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Fossi in voi lascerei stare le categorie alfa e beta, lascerei stare il rancore e guarderei al futuro: il mondo è pieno di uomini bruttini da 1000 euro al mese felicemente accompagnati, così come è pieno di donne affascinanti, single ed ampiamente autosufficienti come me che da mesi non beccano uno straccio d’uomo e prendono sonno consolandosi con un buon vibratore! A proposito, buona notte..
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La tua banalita’ e’ impressionante, benche’ la cosa non mi stupisca minimamente, dato che una donna, specie se fica, non e’ assolutamente in grado di immedesimarsi nell’ altro sesso.
Questo innanzitutto perche’ fra uomo e donna esiste un divario incolmabile, in quanto a desiderio e attrattiva sessuale, ma anche perche’ gli uomini, pur di “tirarsi su”, raccontano – e/o sono ‘costretti’ a raccontare – cazzate per tutta la vita riguardo a continue e improbabili conquiste e scopate. Di conseguenza alterano la realta’, facendo credere chissa’ che alle donne. Basti citare il “mito” del latin lover, ovvero una delle piu’ grosse boiate che siano mai state propagandate nel corso della storia.
Vado oltre ed aggiungo che, secondo me, agli uomini le donne piacciono molto di piu’ di quanto alle donne piacciano gli uomini.
@strider
e’ vero che le donne non sanno immedesimarsi nell’altro sesso. provano a farlo solo se sentimentalmente coinvolte. non sono abituate a farlo e nessuno lo ha mai richiesto. le donne molto spesso tendono a ritenere gli uomini diversi da loro, ed e’ in parte sicuramente vero, ma non per sottolinearne specificita’ e peculiarita’, bensì per denunciarne l’inferiorita’. e’ vero anche che gli uomini hanno una passione piu’ spontanea e diretta per le donne in quanto tali a differenza delle donne..che filtrano..e selezionano..i loro prescelti. sul fatto che gli uomini raccontino spesso cazzate sui loro trascorsi..succede solo se l’interlocutrice..lo indirizza in questo senso, perche’ se la donna si dimostra interessata ad altro e vuole guardare oltre lo stereotipo di sempre, il suo compagno, di solito, e’ ben felice di assecondarla. non credo che ci siano colpe precise da attribuire; io ho sempre vissuto le mie relazioni pensando di avere difronte a me una persona unica..e non sono mai stata smentita.
forse io commetto un errore: do per scontato che si e’ tutti d’accordo sul fatto che per millenni (cioe’ fino a ieri..praticamente) le relazioni tra uomini e donne rispondevano a logiche sociali, religiose e di potere che tutto prevedevano tranne spontaneita’ e sincerita’. oggi non e’ piu’ così..ma i cambiamenti di questo tipo non possono essere repentini e automatici. scegliamo di sposare chi vogliamo, di amare chi ci piace..solo da poco, troppo poco tempo. ci vorra’ tempo, sicuramente, ma nulla restera’ per come lo conosciamo. per questo tendo a vedere il gioco della relazione in un’ottica assolutamente privata e personale..ricordo bene le mie nonne..anche nelle educazioni piu’ tradizionaliste e bigotte..non esortavano a comprendere..semmai a sopportare, non a condividere ma a..compiacere..ci possiamo svegliare, all’improvviso, tutte pronte a fare quello che culturalmente non ci e’ mai stato propinato?..no, non lo credo.
maria
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sul fatto che gli uomini raccontino spesso cazzate sui loro trascorsi..succede solo se l’interlocutrice..lo indirizza in questo senso,
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No, non e’ cosi’.
Gli uomini raccontano frequentemente cazzate, riguardo ai loro trascorsi, perche’ indotti a farlo sia dagli altri uomini – notoriamente schiavi delle femmine; soprattutto in una societa’ mammista come la nostra – sia dalle stesse donne, che non tollerano minimamente i cosiddetti “sfigati” (al tempo stesso, pero’, sono estremamente comprensive verso le “sfigate”, perche’ in questo caso tendono ad addossare le colpe agli uomini…)
Ci sono aspetti della propria vita, del proprio vissuto, che un uomo occulta, ed e’ costretto ad occultare, per tutta la vita. Infatti, contrariamente a quanto si racconta, le femmine sono molto piu’ libere di essere se stesse.
Gli uomini no, non possono. Non ancora.
@maria
Poi tu citando il solito discorso culturale,deresponsabilizzi la singola persona l’individuo con la sua emotività……
“ci possiamo svegliare, all’improvviso, tutte pronte a fare quello che culturalmente non ci e’ mai stato propinato?..no, non lo credo.”
Che vuol dire questa frase?…..In quanto esseri umani siamo dotati di empatia e coscienza cioè la capacità di immedesimarci nel prossimo.La cultura è tutto? siamo tornati alla biologia di Lysenko?
“e’ vero che le donne non sanno immedesimarsi nell’altro sesso. provano a farlo solo se sentimentalmente coinvolte”
In questa tua frase invece ti do ragione.
“e’ vero anche che gli uomini hanno una passione piu’ spontanea e diretta per le donne in quanto tali a differenza delle donne..che filtrano..e selezionano..i loro prescelti.”
Anche questo è vero ed affonda le radici nella biologia(Darwin lo hanno letto le femministe?) non nella cultura.Una donna generalmente è interessante per un uomo semplicemente perchè donna,un uomo perchè deve avere caratteristiche di un certo tipo fra cui la dominanza.
Strider: Ci sono aspetti della propria vita, del proprio vissuto, che un uomo occulta, ed e’ costretto ad occultare, per tutta la vita. Infatti, contrariamente a quanto si racconta, le femmine sono molto piu’ libere di essere se stesse.
Gli uomini no, non possono. Non ancora.
Verità assolute
assurdo..non ho mai detto che la castità debba essere esclusivamente maschile ne tantomeno che se uno nn la pratica ragiona col pisello. non lo penso e nn l’ho detto, era una provocazione la mia in risposta ad un’affermazione di nn so più chi. ma evidentemente io e luke parliamo proprio 2 lingue diverse.
appoggio assolutamente gli interventi di Lu…li condivido in pieno.
Cara Lasam, appoggi e condividi completamente gli interventi di Lu, la quale però si è ben guardata (o forse semplicemente non ha più visitato il sito o gli è sfuggita la mia risposta, non posso saperlo) dal rispondere alla mia replica al suo commento. Visto che anche lei, mi pare, non vorrei sbagliarmi, era una di quelle che si piccava di non aver avuto risposta…
Fabrizio
http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_05/pornostar-natasha-kiss-gang-bang-sesso-svizzera_ac375656-885b-11df-adfd-00144f02aabe.shtml
…
Fabrizio, sul discorso della natura hai ragione, nn si può attaccarsi ad esso solo per certe cose ed altre no, ma Lu diceva appunto che probabilmente ci vorrà molto tempo, e nn che fosse giusto e quindi da non modificare.
Invece sul discorso che fai a proposito del darsi valore che secondo te una donna ha…cioè valgo se il mio uomo è di un certo tipo, e nn valgo se lo scelgo di un altro…bè…se la maggioranza delle donne pensa questo allora davvero siete e siamo messi/e male. Ognuno vale per se, e l’idea che davvero una donna si da valore a seconda del valore che lei stessa e una certa società, o una certa mentalità danno all’uomo “arrivato”(tanto per farla breve) mi fa tanta pena.
Se davvero le donne hanno di se stesse questa scarsa considerazione…siamo lontanissimi da un progresso personale, umano, che invece sarebbe auspicabile in un mondo dove il progresso tecnologico avanza a passi da gigante( facendo danni fra l’altro, che pagheremo tutti, in primo luogo la terra).
Però devo confessare una cosa…che probabilmente vi da ragione…faccio sesso ludico, non chiedo nulla in cambio, ma da sola, dopo, piango…perchè nonostante sia tutto bellissimo e anche io nn vorrei davvero un rapporto fisso, mi manca qualche cosa. Questo se voi uomini non lo provate mai allora un pò vi invidio…riuscire ad essere totalmente uniti nella passione, scambiare una parte cosi intima come la sessualità…e poi non sentire un legame profondo con l’altra persona, specie se in questo scambio davvero si è entrambi appagati e liberi. Vorrei conoscerne il segreto…capire come distaccare sesso da sentimento, non so se la mia fatica a farlo ( e mi ci costringo) dipenda da me o dal mio essere donna. Scusate se cado nel personale…
Damien”come risolvere il tutto? proponetevi, pagate per non essere in “debito sessuale” come molte di voi amano definire il gesto galante dell’offerta del pirla di turno, argomentate non solo le vostre idee ma cercate di parlare anche del vostro uomo che avete dinanzi, buttate alle ortiche la vostra superbia, ogni retorica, preconcetto, mandare a fanculo l’interlocutore e’ sempre possibile e lecito laddove ci siano ovvie ragioni, in fondo non siete piu’ brave, furbe, disinibite degli uomini? non siete SUPERIORI ALL’uomo? o solo per cio’ che piu’ vi aggrada??… quando siete rimaste piacevolmente colpite dal vostro interlocutore, non abbiate paura a chiedergli il numero di telefono, siate padrone di voi stesse, non usate la fica come intermediario! se un uomo non versa in buone acque evitate di farvi portare al ristorante superlusso, educate l’uomo che non c’e’ bisogno di cio’ per conoscersi, per fare colpo su di voi deve levare dal cuore cio’ che prova per voi, nondal portafoglio! basta anche poco, una pizza va benissimo, e’ solo un pretesto per continuare a conoscersi.. ecco la relazione paritaria! e senza sessualita di mezzo! scendete dal vostro piedistallo vulvare! siate persone prima che donne, troverete le persone uomini, i veri UOMINI, a tendervi una mano, ed il resto verrà tranquillamente da se”
non fa una piega…condivido…sostengo da sempre di essere persona innanzitutto, e poi donna. in fondo non è difficile comprendersi…quello che dici è sacrosanto, lo avrei potuto dire io .:P
Cara Lasam, vedo con piacere che hai modificato atteggiamento nei nostri confronti e sei anche arrivata ad esporti con notevole sincerità, senza timore di manifestare anche le tue fragilità. E questo è sempre encomiabile.
Come vedi gli Uomini Beta (una volta lo si diceva dei comunisti) non mangiano i bambini…e neanche le donne…
Bè, in fondo, relativamente al modo di vivere il sesso, ti sei data la risposta da sola. Pratichi il sesso ludico ma subito dopo averlo fatto scoppi in lacrime. Ti rendi conto? E’ come se io mi mettessi a piangere dopo aver ascoltato della bellissima musica o dopo aver passato una magnifica giornata di sole e di mare. Tutt’al più potrei piangere di gioia ringraziando il Padre Eterno, lo Spirito universale o Chi per Loro che mi hanno permesso di vivere queste emozioni. Ma non mi sembra che sia questa la ragione delle tue lacrime.
Ciò significa che nonostante i tuoi sforzi non riesci a vivere la sessualità in modo sereno e giocoso e in qualche modo sei giudice di te stessa. Se così fosse, in questo caso, potresti essere vittima di un condizionamento di derivazione religiosa. Nel senso che la tua sfera più intima e profonda è ancora convinta che il sesso debba sempre e comunque accompagnarsi ad altro. O meglio, dal mio punto di vista, la tua sfera profonda ti dice di abbandonarti ma il tuo Ego è quello che condiziona il tuo foro interiore, cioè il tuo Es, quello che vorrebbe godersi la vita ma non può o non ci riesce perché c’è quell’altro che lo marca stretto, come i vecchi stopper degli anni ’50/60…:-)
Oppure, in cuor tuo, anche se inconsapevolmente, sei vittima del condizionamento della cultura dominante (ragione strumentale) e ti sembra che praticare il sesso ludico sia come “darla via”, regalarla (in realtà la cosa più sana, cioè il dono), insomma non “ottimizzarla”. Naturalmente sto parlando dal punto di vista psicologico e concettuale, non pratico…
O forse entrambe le cose insieme. E’ ovvio che devi essere tu a rifletterci.
Apprezzo comunque la tua apertura e la tua franchezza. Anche perché, in effetti, e hai ragione, quanto dici conferma le nostre teorie…:-)
Bisogna lavorare su noi stessi e cercare di mettere a tacere il giudice, saperlo riconoscere e mettergli la museruola. Meglio ancora se lo facciamo evaporare, visto che è solo uno spettro della nostra mente.
Fabrizio
tanto per precisare però..non è che scoppio in lacrime subito dopo…direi che mi scendono lacrime dopo, quando sono ormai da sola, ma nn per il fatto che mi pare di darla via..no, no…è perchè come ho già spiegato mi manca qualcosa, sentendo di condividere una cosa tanto bella e intima…e dover trattenersi per mantenere la cosa a livello ludico. Cmq grazie della risposta.
“dovete imparare…”
Non ci sono stati e non ci sono uomini che hanno insegnato alle donne a fare l’amore quante volte volevano e con tutti gli uomini che volevano. Sai perfettamente che non e’ cosi. A tutte veniva insegnata e imposta una castità in nome della morale, poi se c’era di mezzo il cattolicesimo la donna era già sbagliata in partenza in quanto nata tentatrice. Se avevate capito prima di noi che c’era un sesso libero da fare, che non imponeva nessuna regola morale o cattolica, perche’ non lo avete insegnato? Perche’ avete continuato a far finta di essere i bravi maritini, impiegati e imprenditori,cattolici e credenti, e cercarvi di NASCOSTO (un uomo su 100 mi avrà confessato di essere andato a puttane) la VOSTRA soluzione? E noi? A noi resta solo il giudizio finale, negativo ovviamente. A noi resta la colpa.
Voi avevate il vostro succoso barattolo di marmellata nascosto dietro l’albero e ve lo ciucciavate tutte le c…o di volte che vi andava senza tener troppo conto del parere della donna, senza preoccuparvi di quelle regoli morali imposte, perche’ voi avevate la vostra piccola soluzione segreta. Allora la donna avrebbe dovuto imparare dalla puttana?Eh no, perche’ la puttana, sempre grazie a voi, non viene considerata una donna qualsiasi, viene considerata un oggetto, la puttana e’ puttana. Voi avete trattato le puttane per quello che sono, avete nascosto che le usavate, ne parlate come un problema in mezzo agli altri, e se c’e’ una donna a fianco a voi che dice “sono povere ragazze”, accennate a un si con il capo, non le dite certo quello che fate!
Avete contribuito o no a fare dell’immagine della puttana una figura socialmente bassa?
Allora e’ piuttosto logico che le donne dalle puttane, grazie ANCHE a voi, non potevano certo imparare il sesso ludico! Non potevano prendere quel modello di riferimento! Idem per l’attrice porno. Ma come, non contribuite forse a fare del porno un tabù, a nasconderlo e usarlo per voi, privatamente? L’attrice porno non viene chiamata forse “zozza,puttana,porca”? O magari nei vostri bei discorsi (nella vita reale eh, non dietro al computer) parlate della porno attrice o della puttana come fossero persone degne di qualcosa? Ne parlate a tavola con i vostri cari o ve lo tenete nascosto come il vostro segreto?
Quanto e’ ipocrita alla luce di questo dare la colpa alla donna che non capisce? Voi che non avete mai voluto insegnare perche’ vi faceva comodo cosi, la mogliettina a casa e la puttana per strada, ma tutto di nascosto, perche’ la mogliettina non deve sapere che io vado con quelle brutte donnacce!
Ora e’ arrivato il momento che godere dietro l’angolo e incolpare in pubblico non e’ certo la soluzione. Provate voi a cambiare il modo di insegnare, non ve la prendete con noi se dopo tutto sto casino che avete fatto ancora non capiamo di che cosa ci accusate. Dopo aver fatto di nascosto quello che vi pareva, ora sfogare i propri sensi di colpa contro le donne che non capiscono o che se la tengono stretta (mah) e’ l’apice dell’ipocrisia.
Poi scusa ma tra me che non ho fatto nulla e te che sei andato con una puttana, chi ha contribuito di più alla piaga della prostituzione? Chi muove quei soldi e alza quei numeri che hai citato?Perche’ cerchi di convincerti che tra noi due la colpa sia mia?
Cara Lasam, credo di capire il senso delle tue lacrime “dopo”. Ci possono essere anche le ragioni che indica Fabrizio (condizionamenti culturali, religiosi, ecc), ma credo che soprattutto tu senta la necessità di CONDIVIDERE un piacere fisico anche a livello affettivo. Il che non significa che l’estasi di quei momenti sia minore, ma se fosse condivisa con qualcun’altro si colorerebbe di sfumature diverse e forse più toccanti. Penso che le tue lacrime non derivino da senso di colpa o peccato, ma proprio dalla mancanza di una condivisione. A me succede semplicemente quando osservo, da solo e in piena armonia con la natura, un tramonto o un cielo stellato. Oppure quando ascolto una musica che accompagna intimamente il mio stato d’animo: piango per l’emozione ma anche perchè mi piacerebbe vivere quei momenti con chi mi è vicino sentimentalmente. E non me ne vergogno.
Credo proprio che post come quello di BB’82 debbano cominciare a far seriamente riflettere sulle donne e sulla loro pazzesca malafede. Scrivo malafede perché non posso assolutamente credere che il loro livello di comprensione dei fatti e dei rapporti uomo-donna sia talmente misero. Faccio altresì notare che stiamo parlando di coloro che ogni giorno si autoincensano descrivendosi come superiori agli uomini in ogni ambito della vita.
Ok, il mio commento passerà inosservato tra le varie centinaia. Premetto che sono una donna.
Mi fa ridere leggere di sesso ludico, quando io il sesso ludico me lo devo andare a cercare in Bulgaria o in Grecia, mentre se ci provo in Italia per ottenere qualcosa devo sorbirmi vari incontri, con ore e ore di conversazione, e ci vogliono parecchi giorni. Ma così non è più ludico: diventa un lavoro!
Sarà un’anomalia nella mia esperienza personale, ma ho l’impressione che gli uomini italiani quando hanno a che fare con donne italiane si facciano prendere da tutta una serie di timori che invece non li bloccano quando hanno a che fare con straniere.
Infatti gli stessi all’estero cambiano completamente.
Per quanto ne so io, d’altra parte, la situazione potrebbe essere la stessa in Grecia e in Bulgaria per quanto riguarda l’atteggiamento degli uomini verso le connazionali.
Comunque finché la situazione è questa i viaggi saranno sempre necessari, da entrambe le parti..
Cara Leftie, il tuo commento passerebbe inosservato se tu fossi un uomo, ma una donna che dice che per fare sesso libero e ludico ha bisogno di “emigrare”, non può certo passare inosservato…
A questo punto ci sono quattro ipotesi da prendere in considerazione:
1) sei un uomo, e ti stai divertendo alle nostre spalle;
2) sei di un bruttezza terrificante (naturalmente non è quello che penso…);
3) non sei capace di trasmettere le tue reali intenzioni (non dovrebbe essere così difficile) oppure nonostante queste continui a mantenere un atteggiamento tradizionale che costringe l’uomo ad una risposta altrettanto tradizionale;
4) gli uomini sono messi talmente male che non riescono neanche a capire quando una donna vuole fare sesso ludico e continuano nella recita come dei robot programmati anche quando non ce ne sarebbe bisogno…
La risposta è in una di queste quattro ipotesi. Non ce ne possono essere altre.
Fabrizio
Comunque a parte il pessimismo che aleggia nel forum di cui parlava Fabrizio in un altro articolo.A parte le differenze biologiche tra maschi e femmine di cui siamo quasi tutti consapevoli,la cosa migliore sarebbe trovare una via d’uscita per migliorare la situazione presente.
Io proporrei di cambiare l’atteggiamento maschile come è stato fino ad oggi proposto.
Cioè di rinunciare alla parte attiva nel corteggiamento ed in tutte le altre relazioni con l’altro sesso,quando queste prevedono:cavalleria,galanteria omaggi ed altre sovrastutture culturali(come le definirebbe un marxista)
Facendo alcune dovute premesse di pura utilità e considerando che,1)Corteggiare NON PAGA,perchè ci si espone a rifiuto e forse anche a denuncia penale(pensate le serenate di Cyrano,oggi sono reato)
2)Da un corteggiamento andato a buon fine si ottiene AL MASSIMO un rapporto sessuale,che da più piacere fisico alla donna che non all’uomo,una futura relazione affettiva sarà giudicata da parametri femminili e noi non avremo voce in capitolo.
3)Rinunciare al ruolo attivo e cercare di ignorare le donne nella loro vanità di essere sempre al centro dell’attenzione.
4)Non vivere in funzione della donna dei suoi gusti e delle sue esigenze,trovare degli hobby alternativi al rimorchio, e creare un clima di solidarietà maschile piuttosto che di competizione.
5)Io ritengo che se TUTTI gli uomini(i beta che sono la maggioranza) adottassero queste metodologie qualcosa si smuoverebbe in positivo.
Fateme sapè che ne pensate.
Sono d’accordo con quanto affermi in tema, Retiarus.
La costruzione di una nuova identità maschile è una questione assolutamente fondamentale, direi determinante, senza timore di esagerare. E’ uno degli obiettivi strategici di Uomini Beta, ed è propedeutico per la costruzione del Movimento.
E’ il lavoro più importante che abbiamo di fronte. Ci torneremo senz’altro.
Fabrizio
Sono d’accordo con quanto affermi in tema, Retiarus
Grazie Fabrizio, e aggiungo a quanto detto sopra che inizialmente non aspettarti collaborazione femminile sulle cose che ho detto.
Anzi,secondo me,le donne contrasteranno tali atteggiamenti definendoli poco virili perchè si sentiranno messe alle strette.Capiranno che un uomo con tali caratteristiche non sarà da loro manipolabile(contrariamente all’uomo vecchio stampo),quindi svincolato dalla dipendenza emotiva.
Ma al fine di creare una nuova identità maschile è importante non lasciarsi suggestionare dalle loro iniziali prese di posizione.
Retiarus:
2) Da un corteggiamento andato a buon fine si ottiene AL MASSIMO un rapporto sessuale,che da più piacere fisico alla donna che non all’uomo,una futura relazione affettiva sarà giudicata da parametri femminili e noi non avremo voce in capitolo.
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Sono d’accordo con i punti che esponi, tranne questo. Se affermi che l’atto sessuale sia più appagante per la donna che per l’uomo allora appare incomprensibile il perchè la donna media sia ritrosa e il fatto che la prostituzione sia rivolta quasi esclusivamente ai clienti uomini, che pagando dimostrano di essere la parte più bisognosa. Certo la donna media è usa dire che ciò accade a causa del controllo sociale, controllo che comunque sembra dissolversi quando trova un uomo di suo reale interesse.
Per quello che riguarda invece la prosecuzione sul rapporto affettivo come valutato sulla sola base dei parametri femminili, sono d’accordo.
D’Accordo, il punto sulla vanità: bisogna diminuirla nelle donne e aumentarla negli uomini, poi senti al bar un signore anziano dice ad una signora anziana: un uomo vanitoso è dell’altra sponda, apparte la cazzata, si potrebbe dire il contrario: una donna vanitosa oltre ad odiare gli uomini è anche un po lesbica, preferisce stare davanti allo specchio che a correre dietro ai maschi.
Ho sentito varie volte donne dire: un uomo vanitoso pensa troppo a se stesso e non pensa alle donne.
Ho sentito varie volte donne dire: un uomo vanitoso pensa troppo a se stesso e non pensa alle donne.
Leonardo, questa è una loro strategia,perchè avvertono il pericolo di relazionarsi alla pari, di scendere dal piedistallo.
Se affermi che l’atto sessuale sia più appagante per la donna …….Jolly, come atto sessuale fine a se stesso ti confermo che è così, la donna trae maggiore beneficio e piacere da un rapporto sessuale rispetto a noi.Se poi parliamo di bisogno nel tempo a causa di disparità ormonale allora siamo noi dalla parte della domanda e questo spiega tante cose.Ma questa disparità può essere riequilibrata dai nostri atteggiamenti,come dicevo
Retiarius
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.Jolly, come atto sessuale fine a se stesso ti confermo che è così, la donna trae maggiore beneficio e piacere da un rapporto sessuale rispetto a noi
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E’ un discorso molto relativo, che varia da persona a persona, dalla situazione, ecc. Un rapporto sessuale puo’ essere appagante o “straziante” (cioe’ deludente) sia per l’ una che per l’ altro.
Retiarius
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Se affermi che l’atto sessuale sia più appagante per la donna …….Jolly, come atto sessuale fine a se stesso ti confermo che è così, la donna trae maggiore beneficio e piacere da un rapporto sessuale rispetto a noi
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Scusa ma di preciso su cosa ti basi? Forse su detti e credenze popolari come queste? Fossi in te non darei molto retta a certe leggende urbane.
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“Mythòs” è un lemma d’origine greca che significa “parola” ma anche “narrazione”, usato per raccontare fatti e misfatti di dei ed eroi, per spiegare l’incomprensibile realtà del creato, la natura o altro.
Contrapposto al “mythos” era il “lògos”, tradotto con i vocaboli “discorso” oppure “ragione”, con riferimento al pensiero razionale o filosofico.
Nella mitologia greca un mito narra di Tiresia da Tebe, reso cieco dalla dea Era (Giunone), perché irritata dal giudizio del tebano nella controversia tra lei ed il marito Zeus (Giove) sulla diversa intensità del piacere sessuale provato dall’uomo rispetto alla donna durante il coito.
Tiresia fu convocato nella dimora degli dei sul Monte Olimpo perché era considerato l’unico capace di esprimere un sincero giudizio sulla questione essendo stato sia uomo che donna.
La sua metamorfosi avvenne per punizione divina.
Una versione della leggenda racconta che un giorno Tiresia mentre camminava su una montagna vide due serpenti che copulavano ed uccise la femmina di quella specie animale. Per tale atto violento fu subito tramutato dagli dei da uomo a donna, perché il serpente era considerato il guardiano delle potenze terrestri ed il dispensatore della potenza divina.
Egli visse in questa condizione per sette anni provando i piaceri sessuali come donna.
Dopo quel periodo ebbe la ventura di vedere un’altra volta due serpenti legati in un amplesso ed uccise il serpente maschio , ma nello stesso istante il tebano ridiventò uomo.
Successivamente Tiresia fu convocato da Giove e da Giunone per giudicare la loro controversia. Zeus sosteneva che fosse la donna a provare il maggior piacere durante l’amplesso, mentre Era affermava con convinzione che fosse l’uomo ad essere più gratificato durante il coito.
Tiresia espresse la sua opinione dicendo che il piacere sessuale si compone di dieci parti, l’uomo ne usufruisce di una sola, le altre nove formano il godimento della donna. Quindi la donna prova un piacere nove volte maggiore di quello dell’uomo.
La dea Giunone adirata con il tebano che aveva svelato tale segreto, per vendetta lo fece diventare cieco.
Giove non potè opporsi alla decisione di Giunone, però cercò di compensare Tiresia del danno subìto donandogli la facoltà di prevedere il futuro e di vivere per sette generazioni.
Aveva ragione Tiresia nel dire che nell’atto sessuale è la donna a provare maggiormente piacere ?
Le ricerche scientifiche contemporanee non sono concordi.
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da repubblica.it
RICERCA
Il sesso migliora con l’età
per le donne il picco a 40 anni
Uno studio americano ha analizzato il rapporto – problematico – tra genere femminile e attività sessuale. Più dei due terzi delle intervistate soffre di qualche disfunzione. Fra i 18 e i 31 anni meno della metà raggiunge l’orgasmo di GIULIA BELARDELLI
Il sesso migliora con l’età per le donne il picco a 40 anni
PER le donne, il picco della soddisfazione sessuale arriva dopo i quarant’anni. E il sesso sembra essere un problema per quasi due terzi della popolazione femminile. A dirlo è uno studio americano pubblicato sulla rivista British Journal of Urology (BJUI) che ha analizzato il rapporto con il sesso in quasi 600 donne di tutte le età. I risultati mostrano che per lei la felicità tra le lenzuola rappresenta spesso un traguardo difficile da raggiungere, al quale ci si avvicina solo verso i quarant’anni. E’ dunque nella fascia della mezza età, sostengono i ricercatori, che una maggiore autostima e relazioni più mature consentono alle donne di trarre il massimo beneficio dalle esperienze sessuali.
La ricerca, condotta dallo Hackensack University Medical Center del New Jersey, si è svolta su 587 donne di età compresa tra i 18 e i 95 anni. Lo scopo, spiega la ricercatrice capo, Debra Fromer, era “testare l’evoluzione delle Disfunzioni Sessuali Femminili (FSD, Sexual Function and Dysfunction) con il passare dell’età”. Negli anni, infatti, è aumentata la consapevolezza dell’importanza di una vita sessuale soddisfacente per il benessere psicofisico. Se molto è stato fatto per analizzare disfunzioni erettili e vari altri problemi degli uomini, l’universo del piacere femminile è a lungo rimasto indietro nella lista delle priorità della ricerca.
Oggi la comunità scientifica internazionale concorda nel suddividere le Disfunzioni Sessuali Femminili in quattro gruppi: disordini del desiderio sessuale, problemi nell’eccitazione, difficoltà a raggiungere l’orgasmo e dolori durante il rapporto (è in questa categoria che rientra, ad esempio, la sindrome del vaginismo). I dati raccolti dall’Università del New Jersey parlano chiaro: ben il 63% delle donne (quasi i due terzi della popolazione) soffre di una qualche forma di disfunzione sessuale. A lamentare i problemi maggiori in fatto di orgasmo è, a sorpresa, la fascia d’età compresa tra i diciotto e i trentun anni, mentre le cose migliorano significativamente con l’avanzare dell’età, sebbene possano comparire altri problemi come lubrificazione e calo del desiderio.
“Il 54% delle donne più giovani ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo”, spiega Former. Il problema rimane anche quando si è più grandi, ma in proporzioni minori: tra i trentuno e i quarantacinque anni, infatti, “solo” il 45% delle donne lamenta questa difficoltà, e anche dai quarantasei in su la percentuale è comunque inferiore rispetto a quella delle giovanissime (48%). Questo spiegherebbe anche la maggiore propensione all’attività sessuale durante la così detta mezza età: è attorno ai quarant’anni, infatti, che si colloca il “picco” della vita sessuale femminile.
Un fisiologico calo del desiderio si verifica verso i sessant’anni, ma non bisogna scoraggiarsi perché è un problema di cui soffre nel complesso il 47% della popolazione. “Si tratta – argomenta la ricercatrice – di un aspetto che compromette il senso di benessere generale delle donne, e influisce così sulla loro qualità della vita”. Numerosi studi hanno evidenziato come un rapporto tormentato con il sesso abbia implicazioni pesanti su fattori chiavi dell’esistenza, tra cui relazioni sociali, autostima e benessere psicofisico. “E’ per questo – aggiunge Former – che è così importante identificare i problemi e trovare delle soluzioni ogni volta che sia possibile. Finora diversi trattamenti a base di ormoni e altri medicinali si sono dimostrati efficaci nella cura di donne affette da FSD”. Prima di tutto, però, c’è l’aspetto psicologico e il rapporto con se stesse: è qui che si trova la chiave della maggiore soddisfazione in età più mature.
I risultati dello studio sono coerenti con una ricerca simile condotta sulla popolazione femminile turca. “Questa osservazione suggerisce – spiega la ricercatrice – che ci siano anche delle basi biologiche per le disfunzioni sessuali delle donne”. L’influenza culturale e sociale, insomma, ha sì un ruolo importante per quanto riguarda la dimensione psicologica, ma non è la sola responsabile dell’infelicità sessuale femminile. Il consiglio, per le donne di tutte le età, è guardare in faccia i problemi e non sentirsi “anormali”. E se le giovanissime possono stare tranquille perché la felicità a letto, prima o poi, arriva, le più mature non devono fare altro che godersi il loro “picco” e trasmettere un po’ di serenità alle nuove generazioni.
(29 luglio 2010)
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E il sesso sembra essere un problema per quasi due terzi della popolazione femminile.
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…
Lasciamo stare chi gode di più o chi ha più bisogno di sesso. Le donne spesso vivono solo per trovare degli uomini, ci hanno sempre guadagnato; l ‘ uomo spesso ha molti interessi, a volte vi rinuncia dopo il matrimonio per campare la moglie e i figli.
La differenza sostanziale è che la maggioranza degli uomini ama le donne esageratamente ( bisognerebbe capire il motivo perché gli uomini non hanno senso critico verso le donne) le donne invece hanno una tendenza misandrica e al rifiuto di se stesse a donarsi all’uomo: naturalmente per prendere il più possibile, in questa cultura dove le donne sono considerate il massimo che un uomo possa desiderare dalla vita.
Io ultimamente ho capito che insistere a definirmi misogino non è del tutto corretto, più che altro sono vittima della misandria maschile e femminile.
Ho il programma google che sottolinea in rosso gli errori: mi sottolinea la parola misandria.
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Riguardo alla vanità maschile:
http://files.splinder.com/d660454b749ff142aac0d6cedf307f40.jpeg
Credo che gli uomini abbiano sempre esagerato con pitture facciali, più delle donne, anche perché non servivano solo per apparire, ma anche per spaventare o per riti religiosi…
http://bruno60.files.wordpress.com/2008/03/pellerossa-sakem.jpg
http://www.agendaonline.it/photo/aborigeni.JPG
http://www.wolf-howl.com/wp-content/uploads/kiss.jpg
http://www.metalzone.biz/rest/Tapiz/Cradle%20of%20Filth/cradle.jpg
Caro Fabrizio,
tra le tue 4 ipotesi mi sembra che la 4 sia quella che più si avvicina alla realtà. Ti assicuro che non sono un uomo, che non sono brutta (almeno ho ragionevole successo con gli uomini) e che sono capacissima di far capire le mie intenzioni.
Ho semplicemente il sospetto che con le connazionali gli uomini spesso semplicemente non riescano a credere che siano in cerca di sesso ludico, e sospettino che ci sia la “fregatura” dietro l’angolo. D’altra parte sarebbero anche giustificabili. Comunque le conseguenze pratiche sono quello che sono.
leftie
“tra le tue 4 ipotesi mi sembra che la 4 sia quella che più si avvicina alla realtà.”
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Una domanda: secondo te, le italiche femmine, come sono messe? Bene? Male? Così così? Tutte disinibite e senza tabù? Tutte bombe del sesso? Tutte assatanate, vogliose di cazzo, dalla mattina alla sera?
“Ho semplicemente il sospetto che con le connazionali gli uomini spesso semplicemente non riescano a credere che siano in cerca di sesso ludico, e sospettino che ci sia la “fregatura” dietro l’angolo. D’altra parte sarebbero anche giustificabili”. (Leftie)
In fondo la risposta te la sei data da sola, pensaci…Ma allora te la devi prendere con le tue colleghe di genere che rendono inverosimile ciò che per te sembrerebbe essere una cosa normalissima, e non con gli uomini …
Comunque, cara Leftie, ti do una buona notizia, hai risolto i tuoi problemi. Non avrai più bisogno di andare in Grecia o in Bulgaria per fare sesso ludico. Sono certo che su questo blog troverai pane per i tuoi denti. Nessuno dei nostri amici si tirerà indietro, credimi. Il problema è che di donne che a parole spostano le montagne ne ho viste a reggimenti, ma poi quando si tratta di passare ai fatti il piatto piange…
Fabrizio
Ciao Fabrizio, ciao a tutti,
hai ragione, non mi sono più collegata, lo faccio ora per consigliare una lettura a quanti pensano che nessuna donna faccia fatica a portarsi a letto un uomo, se solo lo vuole:
“La vita sessuale della donna brutta”, di Claudia Tajes.
Intanto io mi vado a documentare sul Vostro manifesto culturale che renderebbe inutile qualsiasi altra mia argomentazione su concezione marxista o utilitarista del rapporto uomo-donna.
Un’ultima cosa, chiedo scusa se con la mia battuta finale, certo un pò grezza, ma accompagnata da faccina sorridente che aveva lo scopo di sdrammatizzare e far dell’ironia, ho turbato la sensibilità di qualche anima bella.
Non succederà più. Buona continuazione.
Lu
Ciao a tutti, mi chiamo Maria
Ho letto con curiosità l’articolo e i vostri commenti
Mi piacerebbe comprendere meglio in cosa consiste il sesso ludico.
Generalmente il sesso è conseguente ad un’attrazione fisica e/o mentale che può verificarsi nei confronti di più persone. L’attrazione spesso non è razionalmente spiegabile e non dipende solo dall’aspetto fisico. All’attrazione dovrebbe poi seguire un’affinità che presuppone anche capacità di comunicazione.
E’ più raro che le donne gradiscano le classiche sveltine che invece sono più facilmente praticate dagli uomini e una buona parte di amplessi che vengono consumati è noto lascino insoddisfatte le donne.
Se per sesso ludico si intende il sesso per il piacere, potrebbe essere quest’ultimo l’oggetto di difficile realizzazione.
Può essere facile per un uomo usufruire di prestazioni a pagamento, è più difficile per le prestazioni maschili che pare abbiano anche tariffe e modalità diverse.
Potrebbe avvenire che il coinvolgimento emotivo o mentale che viene richiesto ad un uomo, abbia la possibilità di migliorare anche le sue prestazioni (anche se di fatto non è sempre così) o comunque migliorarle nella forma continuativa e nel contempo predisporre in maniera ottimale anche la donna.
Ma anche se vogliamo fare un analisi sul territorio italiano, asserendo che le nostre donne hanno una mentalità chiusa , faccio notare che le prestazioni a pagamento sono molto diffuse anche in quelle nazioni dove è nota una maggiore libertà negli approcci ai fini sessuali.
vedi LU la bruttezza è una “brutta” bestia ,prende uomini e donne indistentemente ,vita sessuale?? a pagamento forse , alcuni brutti non riescono nemmeno con quello, e fare anche qui la distinzione tra uomini e donne mi sembra alquanto inutile ,seguo ,essendo un diretto interessato un forum appunto di brutti ,la maggioranza sono uomini ,ma ci sono anche le donne ,la tristezza di vivere in un mondo dove conta tanto l’apparenza è lampante ,ma comunque è chiaro ed è anche normale ,chi è più attraente abbia più possibilità ,è cosi anche in natura ,ed non è colpa di nessuno ,non la pensano cosi le femministre a sud che ti hanno scritto un bel articoletto sull’uomo brutto ,non contente di averlo reso pari ad un maniaco (un brutto è anche maniaco ,mi sembra chiaro come fare 1+1) dopo un paio di giorni rincarano la dose che oltre ad essere maniaco è pure stupido ,come possiamo parlare di rispetto se ci sono articoli cosi razzisti ?? poso capire che il sito sia anche estremista ,ma a tutto c’è un limite
che ci siano uomini da 1000 euro al mese accompagnati felicemente è verissimo ,come è vero (ma li credo che siano troppo esigenti) quello che poi hai descritto ,ma qui non credo che in questo blog ci sia una questione di sfigaggine acuta ,ma si tenta di rendere più equilibrato il sistema uomo e donna e che esistono anche i cosidetti uomini beta …..
gli articoli sono questi
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/07/19/l-uomo-brutto
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/07/22/stupidi-dentro-e-spesso-brutti-fuori
Maria5
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E’ più raro che le donne gradiscano le classiche sveltine che invece sono più facilmente praticate dagli uomini e una buona parte di amplessi che vengono consumati è noto lascino insoddisfatte le donne.
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Invece gli uomini sono “soddisfattissimi”, ovvio…
Maria5
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Può essere facile per un uomo usufruire di prestazioni a pagamento, è più difficile per le prestazioni maschili che pare abbiano anche tariffe e modalità diverse.
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Si’, per gli uomini e’ “piu’ facile” (… roba da matti!) usufruire di prestazioni a pagamento, perche’ a differenza delle donne, che il membro maschile possono averlo gratis (a meno che non siano vecchie o degli autentici cessi) in ogni momento, a loro tocca pagare quasi sempre: direttamente o indirettamente.
Questo, naturalmente, se hanno denaro da spendere; altrimenti gli tocca restar casti e masturbarsi.
Ecco, questa e’ la vita di tantissimi uomini comuni che pero’, al contrario di noi, non verranno mai a raccontarlo qui o altrove, perche’ schiavi di una cultura che li obbliga ad essere sempre dei “machi che non devono chiedere mai”. Basti dire che certi soggetti infestano anche i vari forum e blog dedicati alla questione maschile…
mauro recher
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,seguo ,essendo un diretto interessato un forum appunto di brutti ,
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Ehm, scusa mauro, ma a parte il fatto che io, in questo blog, conosco personalmente solo un uomo (da circa dieci anni), ti vorrei far notare che pur non essendo il sottoscritto un clone di Roul Bova, non faccio neppure schifo. Ossia, non appartengo alla categoria dei brutti.
Casomai ho dei lineamenti piu’ simili a quelli degli uomini dell’est … Tanto per essere piu’ chiaro: pur essendo oltre 20 centimetri piu’ basso ed almeno 22-23 kg piu’ leggero (*), somiglio vagamente a costui (e come lui ho la mascella squadrata).
http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.swissbudo-portal.ch/wPortal/img/07_klgr/Wladimir_Klitschko55_gr.jpg&imgrefurl=http://www.eastsideboxing.com/forum/showthread.php%3Ft%3D146077&h=300&w=400&sz=34&tbnid=dRJP7Dh3k3eQ_M:&tbnh=93&tbnw=124&prev=/images%3Fq%3Dklitschko&zoom=1&hl=it&usg=__KNvDKPE-p7qm5EgcCAp5m5j4wbE=&sa=X&ei=oqttTKm5AdGTOKLWxLAL&ved=0CDgQ9QEwBg
>>
(*) Io peso 90 kg, lui 112-113 kg.
>>
Lu
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“La vita sessuale della donna brutta”, di Claudia Tajes.
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Invece la vita sessuale dell’ uomo brutto e’ uno spettacolo…! Del resto come erano soliti dire parecchi 45-50-55-60enni delle mie parti: “co le femmine basta sapecce fa’…” (sic!)
Maria5
Generalmente il sesso è conseguente ad un’attrazione fisica e/o mentale che può verificarsi nei confronti di più persone. L’attrazione spesso non è razionalmente spiegabile e non dipende solo dall’aspetto fisico. All’attrazione dovrebbe poi seguire un’affinità che presuppone anche capacità di comunicazione
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ciao Maria, partiamo da qui
concordo con questa tua definizione.
Secondo me il sesso ludico corrisponde alle prime due frasi che tu hai scritto: l’ultima frase descrive già una consecutio (quella in cui tu usi – giustamente – il condizionale – “dovrebbe” per intenderci), è una speranza costante (parlo per me, ma forse anche per gli uomini) che non necessariamente si verifica, non sempre insomma segue quell’affinità che presuppone capacità di comunicazione.
Ora è altamente probabile (per non dire certo) che questa speranza della seconda fase sia comune ad entrambi i sessi, ma per molteplici ragioni il sesso maschile ci prova di più. Si mette in gioco per ottenere sesso quando prova un’attrazione fisico/mentale non razionalmente spiegabile verso una donna mentre la donna no. Tuttalpiù lo fa capire, non si espone, con cio’ sperando di testare anche un’eventuale disponibilità ad un maggior coinvolgimento mentale ed emotivo che dovrebbe già appartenere alla seconda fase… quella del “dovrebbe seguire”…
Che sia tutto lì il senso del sesso ludico?
Se capisco bene il tuo discorso, insomma, è quello che provo anch’io, la forma mentis femminile dominante è quello di richiedere, (quando non esigere) anche un coinvolgimento emotivo-mentale.
Non per niente, la (ancorchè rara) prostituzione maschile costa molto di più perchè viene richiesto al prostituto, oltre alla prestazione sessuale vera e propria anche una “finzione” di coinvolgimento emotivo. Alcuni anni fa uscì un servizio in TV sulla prostituzione maschile. In genere occupa una serata intera con accompagnamento a cena dove magari lui finge di pagare (per poi farsi rimborsare dalla cliente).
mi sono spiegato male strider .non intendevo questo blog ,ma un altro forum che tratta della bruttezza e dei problemi che ne deriva……:)
ma ,mi ripeto ,che uno più attraente abbia più fortuna con l’altro sesso ,mi sembra palese ed è anche normale ,il fatto che ,i media prima ,che poi si riperquote sulle persone ,fanno pesare questa cosa della bruttezza ,con insulti ,basta vedere i due articoli di femminismo a sud
mauro recher
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ma ,mi ripeto ,che uno più attraente abbia più fortuna con l’altro sesso ,mi sembra palese ed è anche normale
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Be’, su questo non ci piove.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12571862
Ciao Strider
Non ho chiaro cosa significa dover essere “machi” o non dover chiedere mai e dover pagare direttamente o indirettamente. Mentre per le donne sarebbe tutto gratis, a disposizione. Non mi sembra molto realistico.
Inoltre ci sono uomini di aspetto non molto gradevole accompagnate da donne piacenti e anche viceversa.
Il mio commento faceva riferimento al sesso ludico.
Io come donna e penso di non essere la sola, non potrei usufruire delle prestazioni a pagamento che invece pare siano abbastanza gradite agli uomini, visti gli affari sulla piazza. Non si tratta di avere tutto gratis e a disposizione perché non sempre è così, anche se non si è un cesso. E il fatto che non di rado ci siano donne che rinunciano o si contengono o praticano l’autoerotismo è comunque indice di difficoltà relazionali. Analizzare queste difficoltà sul piano collettivo e sociale non è una cosa semplice, così come non è semplice trovare le cause.
La possibilità di avere successo o realizzare incontri o rapporti sessuali soddisfacenti dipende, secondo me, da un insieme che comprende capacità di socializzazione che devono muoversi su un terreno naturale e culturale.
D’altronde non mi sembra neanche vero che in Italia le donne abbiano questa grande ristrettezza di mentalità che qui viene indicata.
Potrebbe essere anche utile guardare le donne facendo riferimento agli uomini, perché c’è molto di consequenziale.
Usufruire di una prestazione a pagamento è qualcosa che costa poco. Non in termini di denaro perché gli uomini hanno a disposizione varie tariffe e possono anche concludere nel giro di pochi minuti. Costa poco in termini umani e di scambio. E’ un sesso di tipo strumentale quello che viene praticato, richiesto sicuramente più dagli uomini che dalle donne. Che questo avvenga a causa del loro ruolo di inseminatori sempre in cerca e con bisogni fisici pressanti diversi dalle donne, mi sta stretto.
Se girate per pura curiosità (come ho fatto io) tra gli annunci per incontri mercenari o meno, potrebbe capitare che a qualcuno (come me) passi la voglia di fare sesso. Il sesso inteso come un servizio non saprei adesso dire chi se lo è inventato, ma sostenere che ciò avviene per la mancanza di disponibilità delle donne, generalizzando, secondo me non regge.
Nei paesi dove le prestazioni a pagamento sono legalizzate come ad esempio in Olanda il servizio è abbastanza richiesto. E non penso che le olandesine abbiano problemi di ristrettezza mentale e non la danno ai loro uomini.
Se la parte ludica che sarebbe quella per cui il servizio è richiesto è finalizzata al piacere maschile non vedo per quale motivo non farla a pagamento. Ognuno dalla sua parte deve ben specificare di cosa ha bisogno, in cosa consiste il piacere e a quel punto trovare cosa possa meglio soddisfarlo.
Gratis non c’è nulla per nessuno.
Maria5
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Io come donna e penso di non essere la sola, non potrei usufruire delle prestazioni a pagamento
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Ma tu non hai mica bisogno di pagare…
Che c’entra, c’e’ pure chi sostiene che l’ unica differenza fra uomini e donne in materia di prostituzione sia da ricondurre al fatto che l’ uomo deve avere l’ erezione e la donna no, e pertanto il primo non puo’ certamente prostituirsi come la seconda…
Il che e’ vero, peccato che chi lo sostiene parta dal presupposto che fra la sessualita’ maschile e quella femminile non vi sia sostanzialmente alcuna differenza.
Insomma, una autentica barzelletta da bambini delle elementari, che non merita neppure di essere presa in considerazione.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1340605&st=1170
Dimenticavo…
Maria5
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Gratis non c’è nulla per nessuno.
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No, non e’ affatto cosi’ : per una donna attraente il cazzo e’ sempre gratis. Semmai e’ la sua fica a non esserlo per lui, a meno che quest’ ultimo non sia una rockstar o qualcosa di simile…
“Gratis non c’è nulla per nessuno”. (Maria5)
Ti sei data la risposta da sola, cara Maria5. E’ proprio questo il punto. Noi riteniamo invece che il sesso sia un gran bel gioco di cui Dio, la Natura o Chi per Loro ci hanno fatto dono, gratuitamente, altrimenti che dono sarebbe. E pensiamo, guarda un po’, che proprio in virtù di questo, debba essere vissuto altrettanto liberamente e appunto “donato”, non venduto.
Come l’acqua che beviamo (anche se qualcuno ora la vuole privatizzare), come la terra che calpestiamo (privatizzata anche questa), come l’aria che respiriamo (se andiamo avanti di questo passo anche questa farà la stessa fine).
Il Creatore (Chiunque Esso sia) non ci ha mica detto di recintare la terra e di privatizzare l’acqua. Lui ce le ha donate. Poi se gli uomini sono dei coglioni non è mica colpa Sua. Lui ce l’ha messa tutta per fare del Suo meglio e ci ha dato anche il libero arbitrio (non l’avesse mai fatto…). Più di questo, ammettiamolo, non poteva fare.
Ma gli uomini (e soprattutto le donne, in questo caso, diciamocelo), sono talmente imbecilli che, non paghi di rovinarsi la vita privatizzando e mercanteggiando tutto quello che si può mercanteggiare (compresa la vita stessa degli individui), hanno pensato bene di commercializzare (concretamente o concettualmente) anche e soprattutto la sessualità.
Ma ridurre la sessualità a merce da un punto di vista pratico, concettuale, culturale e psicologico, equivale ad assassinarla.
Questo è quanto avvenuto nei millenni per ragioni diverse e quanto accade oggi. Per approfondire l’argomento ci sono diversi e credo abbastanza esaustivi articoli nel sito che puoi leggere.
Il sesso ludico è appunto il sesso liberato da tutti i condizionamenti, siano essi di derivazione sociale, culturale, economica, religiosa o quant’altro.
In altre parole, se hai sete bevi, e non c’è nessuno che ti da l’autorizzazione; bevi e basta. Nessuno ti giudica e nessuno ti controlla. Puoi bere come, quando, quanto vuoi e dovunque vuoi, fino a scoppiare (per lo meno finchè non sarà privatizzata). E nessuno mai ti dirà nulla. E se vogliamo, la funzione del bere è molto più importante di quella sessuale che riguarda “solo” il principio di piacere, non certo quello della vita. Però, guarda caso, è proprio sulla seconda che sono scattati mille e mille condizionamenti e sovrastrutture, e non sulla prima. Da sempre. Come mai?
Noi la risposta ce la siamo già data e tentiamo di spiegarla sul nostro sito.
Credo che se metterai da parte un po’ di ruggini e di pregiudizi che secondo me (inevitabilmente, come tutti) hai, puoi riuscire a comprendere cosa intendiamo per sesso ludico.
Fabrizio
vado forse un pochino fuori tema ,ma si era trattato di prostituzione anche nel corpo delle donne e li è venuta fuori l’ipocrisia …iniziano con la solita tiritera ,”la bellezza per noi non è importante , ci possiamo innamorare anche di un uomo brutto e via di questo passo ” solo che ,fanno un identikit di chi poteva essere il cliente delle prostitute ,viene fuori “uomo un pochino bruttino” , allora ,ho chiesto il motivo di questa affermazione ,visto che ,per la donna la bellezza non è importante ,avete presente arrampicarsi sugli specchi ?? beh peggio
,peccato non aver salvato il contenuto dei post ……
Ciao Rita,
hai espresso in buona parte quello che in effetti penso.
Riguardo a ciò che hai definito come pensiero dominante femminile che sarebbe quello di richiedere all’uomo un coinvolgimento mentale o emotivo, non so con precisione dirti da dove nasce. Per chiarire, richiedere il coinvolgimento mentale non equivale a voler arrivare al matrimonio, non parlo di obbiettivi di tipo istituzionale e andrebbe considerato che il coinvolgimento mentale può essere gradito ad entrambi i sessi e può essere incrementato facendo sesso.
Credo che le donne, in linea di massima naturalmente, guardino non solo ai contorni ma badano alle sottigliezze.
Non mi sento di potere criticare più di tanto le donne che non vogliono fare sesso fuori dal rapporto classico di coppia, o senza amore o via dicendo, così come non critico il contrario.
Che poi ci sono uomini che dichiarano che per riuscire con qualche donna devono raccontare un mucchio di palle, fare rituali inutili e perdere tempo è piuttosto triste perché la parte ludica potrebbe essere anche questa. Se quello che viene chiamato corteggiamento diviene socializzazione c’è forse possibilità migliore di relazionarsi. E’ chiaro che mi riferisco a qualcosa di semplice che non arriva al patologico, ma praticarsi, stare assieme e appunto socializzare dovrebbe essere vista come attività a sé. Se in questo contesto l’altro o l’altra non ti piace come mentalità e modi di fare, cerchi altrove senza tante lamentele. Se ad esempio si esce per andare al ristorante per poi a seguire un approccio fisico, goditi sia l’una che l’altra cosa, ma se il ristorante è solo un pretesto e interessa solo andare al dunque, viene inteso come parte del corteggiamento e magari si preferirebbe fare altro, allora viene meno il piacere di stare assieme e questa mancanza non viene ripagata da nessuna cosa. Richiedere sesso se non c’è piacere di stare assieme può risultare discutibile, non è neanche detto che il sesso riesca bene.
L’intimità è qualcosa che si costruisce, con la disponibilità di entrambi.
Le cose veloci perché il pisello piange possono anche non riuscire.
Ci possono essere anche gli approcci sessuali di tipo estemporaneo, quando vengono spontanei per entrambi, però generalmente è difficile che ti capiti con il primo che incroci per strada.
Non di rado, mi pare che questo viene indicato anche nelle statistiche ,diversi approcci nascono in ambito lavorativo e questo solo per il fatto che si sta assieme, per forza di cose, diverse ore al giorno.
Ciao Fabrizio,
credo che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e ciò che in tutte le culture si è prodotto non può essere frutto di qualcosa di innaturale ma comunque di umane tendenze che è bene conoscere ed analizzare se si ha intenzione di controllarle.
Scrivendo che di gratis non c’è nulla io ribadisco ancora il pensiero che qualsiasi cosa si deve conquistare e questo è valido per entrambi i sessi e per ogni cosa nella vita.
Se ti sembro avere una mentalità arrugginita o con pregiudizi mi dispiace, perché invece ho cercato molto di trovare delle soluzioni e giungere ad un’unità capace di rispettare natura e cultura così come espresse nella mia forma individuale.
Maria5
@ Scrivendo che di gratis non c’è nulla io ribadisco ancora il pensiero che qualsiasi cosa si deve conquistare e questo è valido per entrambi i sessi e per ogni cosa nella vita.
@
http://www.uominibeta.org/2009/11/30/reciprocita-e-spontaneita/
Ecco perchè l’ipocrisia regna.
Maria5 equipara le possibilità e gli spazi (non solo in senso fisico) che hanno oggi le donne per manifestare e soddisfare le proprie esigenze più o meno ludiche ai corrispettivi spazi ed esigenze maschili.
L’altra,Lu,addirittura ci consiglia una lettura su come può essere difficile avere una vita sessuale per una donna “brutta” (anche qui istituendo un virtuale parallelismo con la condizione maschile).
Le solite balle.
Non meritano ulteriori approfondimenti,per quel che mi riguarda,scusate la franchezza.
@Lu&Maria5
“No, non e’ affatto cosi’ : per una donna attraente il cazzo e’ sempre gratis. Semmai e’ la sua fica a non esserlo per lui, a meno che quest’ ultimo non sia una rockstar o qualcosa di simile…” (Strider).
Imparate a memoria questo aforisma dei tempi nostri,che riassume in senso in parte figurato l’attuale situazione del rapposto fra i sessi:per ulteriori approfondimenti il sito sviluppa in molti articoli in maniera più articolata il concetto espresso da Strider.
Trattasi però di verità che le donne ,soprattutto se “per bene” , preferiscono non accettare.
Ci troviamo di fronte a due racconti solo in piccola parte sovrapponibili. Per lo più sono antitetici e incompatibili.
In gioventù mai avrei creduto che ciò fosse possibile.
Uno dei 7 (mila) errori capitali della mia vita.
Qualche volta viene il sospetto che avesse ragione Carla Lonzi: F/M due diverse specie (che una divinità maligna ha voluto collocare sullo stesso pianeta affinché non si capisssero mai e si facessero tutto il male possibile).
Mah…
RDV
a meno che quest’ ultimo non sia una rockstar o qualcosa di simile Silver.
Che poi almeno metaforicamente anche il divo della situazione,se vogliamo “paga” metaforicamente intendo, con il suo status con il suo carisma o con il suo talento artistico.
Non basta essere semplicemente uomini per avere interesse incondizionato delle donne.Invece per le donne si.
Il discorso uomo/donna brutto/a è relativo perchè a parità di condizione è sempre la donna che ha il potere sessuale.
@Retarius
Concordo,hai praticamente riassunto buona parte del Manifesto del MUB..
Rino
@
Qualche volta viene il sospetto che avesse ragione Carla Lonzi: F/M due diverse specie
@
Ho scoperto solo negli ultimi mesi Carla Lonzi, ma personalmente anch’io penso da tempo che maschi e femmine siano veramente due specie diverse…
Mah..l’appartenenza a specie diverse non implica necessariamente di non poter coesistere in pace ed armonia…anzi,probabilmente trovare un punto di incontro potrebbe essere più semplice che non appartenendo alla stessa specie..
Cmq quella della Lonzi è un ipotesi che non mi convince,ci solleva un pò tutti dalle nostre responsabilità.
Vi confesso che non mi è facile comprendere cosa c’è dietro al vostro pensiero.
Retiarius scrive:
non basta essere semplicemente uomini per avere l’interesse incondizionato delle donne, invece per le donne si.
Se un uomo si vuole sposare sceglie una donna qualunque solo perché è donna? Raramente e se ha possibilità economiche sceglie anche una povera straniera, però dolce e servizievole, carina, disposta a questo e quello ecc. ecc.
Sembrerebbe che gli uomini non abbiano mai fatto alcuna scelta di interesse. Non scelgono l’estrazione sociale, l’educazione, il livello di istruzione, lo stipendio, le proprietà, compatibilità caratteriali, nulla. Devono essere semplicemente donne.
Se la sceglie per sesso ne sceglie una qualunque, non la più carina, la più sexi, quella dell’erba del vicino, quella che fa invidia, quella di cui raccontare, quella che ci sa fare ecc.ecc. Se poi è una diva considerano anche quella, ma solo perché una semplice donna.
Anche quando si scelgono una prostituta, ne scelgono una qualunque non la più giovane, la più bella, quella che più conviene ecc, ecc.
Maria5: Vi confesso che non mi è facile comprendere cosa c’è dietro al vostro pensiero.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Se per vostro pensiero intendi quello di UominiBeta, come credo, allora vi è il miglioramento delle relazioni fra uomini e donne in chiave progressista, attraverso la critica a tutto ciò che non va verso questa direzione. Il raggiungimento di un’autentica parità fra i sessi. Poi ognuno in un blog libero scrive ciò che vuole. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Maria5: Sembrerebbe che gli uomini non abbiano mai fatto alcuna scelta di interesse. Non scelgono l’estrazione sociale, l’educazione, il livello di istruzione, lo stipendio, le proprietà, compatibilità caratteriali, nulla. Devono essere semplicemente donne.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Chi ha mai affermato questo?Secondo me l’uomo, mediamente, sceglie in base all’attrazione fisica e all’affinità caratteriale, la donna, oltre a tenere in considerazione questi due aspetti, è attratta anche, e qualcuno potrebbe affermare soprattutto, dallla collocazione socio-economica dell’uomo, non perchè sia più materialista, ma perchè ella ha più di mira la creazione di un nucleo familiare stabile e le disponibilità economiche sono sicuramente una componente fondamentale per la sua creazione. Faccio riferimento ovviamente alla ricerca di relazioni stabili e non all’avventura di un giorno. Credo che Retiarus con la sua affermazione volesse sottolineare questo: la donna, agli occhi di un uomo, vale in quanto donna, cioè in base alle sue caratteristiche intrinseche, l’uomo, agli occhi di una donna, vale anche, e forse soprattutto, in base alle sue caratteristiche estrinseche, ossia a ciò che, pur non appartenendo indissolubilmente alla sua persona, lo caratterizza dal punto di vista socio-economico.
@Maria5: ti sposeresti un uomo solo perché è bello? lo manterresti solo per farci sesso? lo sopporteresti in tutti i suoi capricci?
Mi dirai che le donne fanno i figli….ma oggi si lavora in due e le donne fanno lavori meno usuranti e possono provvedere anche alla famiglia.
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Sono ignorante in materia: so che le donne fanno figli con inseminazioni artificiali….
se io volessi un figlio mio senza una moglie? con
una che dona l'utero?
La scelta in base ad una collocazione socio economica, secondo me, non è solo prerogativa femminile. Avveniva in passato con i matrimoni combinati che avevano anche funzioni politiche e avviene oggi per le ragioni più diverse, non sempre criticabili.
Alessandro, hai una visione piuttosto idealistica di quelle che sono le predisposizioni dell’uomo nei confronti delle donne, questo mi potrebbe tradurre una tua personale sensibilità e tendenza, ma non mi lascia un disegno realistico di tipo storico e sociale e neanche umano.
E’ per questo che ho scritto che non mi è facile comprendere cosa c’è dietro il vostro pensiero.
Ma in ogni caso, la mia intenzione è solo quella di un pacifico scambio di opinioni.
P.S. @Leonardo: Caro Leonardo, io non mi sposerei proprio.
Non è bello dirlo, ma devo dare voce alla verità.
>>
Maria5: Vi confesso che non mi è facile comprendere cosa c’è dietro al vostro pensiero
>>
Dietro il pensiero degli UU non deve esserci nulla. Se qui c’è qualcuno con un retropensiero è meglio che si smutandi immediatamente.
Deve stare tutto davanti. In modo aperto, solare, persino ingenuo. Come è dei genitali maschili.
Qui si gioca a carte scoperte.
Pane al pane.
RDV
Maria5: Alessandro, hai una visione piuttosto idealistica di quelle che sono le predisposizioni dell’uomo nei confronti delle donne>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non penso, anzi trovo gli uomini talvolta piuttosto idioti nel valutare le donne, soprattutto quando si lasciano abbagliare dalle forme femminili, trascurando tutto il resto. Spesso le donne più fisicamente attraenti sono anche le più snob, talvolta insopportabili. Affermare che gli uomini siano attratti dall’aspetto fisico di una donna o dal suo carattere non mi pare idealizzarli. Poi ci sono anche quelli che guardano al portafogli della donna o alle sue ricchezze, ma, mi ripeto, l’attrazione fisica e, in seconda battuta, caratteriale, è ciò che di gran lunga li spinge verso l’altro sesso, anche perchè, di solito, una donna non sposa un uomo che si colloca, dal punto di vista socio-economico, molto al di sotto di lei. Forse non sarai d’accordo, ma la mia esperienza e quella di tanti altri ci porta ad affermare questo.
Credo che Retiarus con la sua affermazione volesse sottolineare questo: la donna, agli occhi di un uomo, vale in quanto donna, cioè in base alle sue caratteristiche intrinseche, l’uomo, agli occhi di una donna, vale anche, e forse soprattutto, in base alle sue caratteristiche estrinseche, ossia a ciò che, pur non appartenendo indissolubilmente alla sua persona, lo caratterizza dal punto di vista socio-economico.
Si nella sostanza intendevo questo.Con la prevalenza dell’aspetto più sociale che economico(quest’ultimo spesso è una conseguenza del primo).Mi riferisco alla fame ed al prestigio sociale,anche in una comunità ridotta come una comitiva giovanile
Per fare un esempio terra terra senza osservazioni psicobiologiche d’accademia.Una donna comune può permettersi di essere timida riservata o insicura,ma questo non la esclude dall’essere corteggiata o ad avere un partner(che questo poi non corrisponda al suo principe azzurro è un altro discorso).Viceversa un uomo con quelle caratteristiche rischia di essere invisibile,attrattivamente parlando.
Se un uomo si vuole sposare sceglie una donna qualunque solo perché è donna?
No, ma per una semplice conoscenza una frequentazione e/o amicizia con possibili sbocchi sessuali/sentimentali l’uomo tende a mettere meno paletti,meno condizioni sulle caratteristiche della sua donna ideale,secondo me.
Cumpa’,
un consiglio: scopa di piu’ e scrivi di meno!!!!
Hai una carica misogina incredibile, dettata da cosa? La radice di quasi tutti i tuoi articoli e’ che le donne non la danno facilmente quanto gli uomini la vorrebbero… e grazie a Dio, senno’ sai che palle! Cosa c’e’ di piu’ bello del corteggiamento, la caccia, la tensione che l’incertezza del risultato ti da… via su siamo onesti, non trovi donne disposte alla copula e quindi ti sfoghi scrivendo fiumi e fiumi di parole su come esse dovrebbero essere. Ma come noi siamo costruiti con un dna che ci fa pensare a loro 24 ore al giorno, loro sono costruite nel modo che tu hai descritto… c’est la vie. BIsogna capire il meccanismo non cercare di cambiarlo con simili piagnistei. Le donne sono degli esseri fantastici e complicatissimi, take it or leave it baby!
Saluti
Eccolo qua: il solito “maschiettino medio”… che ancora una volta dimostra chi realmente sia il peggior nemico dell’ uomo: l’UOMO… (altro che il femminismo).
Com’e’ che diceva quel tizio, tanto tempo fa ?
Ah si’, “Homo homini lupus”…
Van Terron
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Le donne sono degli esseri fantastici e complicatissimi, take it or leave it baby!
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Domanda n.1: cos’ hanno di fantastico le femmine ?
Domanda n.2: cos’ hanno di complicatissimo le femmine ?
Domanda n.3: perche’ sei cosi’ succube delle femmine?
Ci interrogavamo proprio ieri, mi pare, credo con Marco, sulla condizione psicologica in cui versa una gran parte degli uomini. Eccoci servito su un piatto d’argento un esempio vivente di barboncino, pardon, maschio scodinzolante addomesticato, consenziente e consapevole: Van Terron. Perfetto. Non potevamo chiedere di meglio per aiutarci a comprendere la condizione maschile. E’ il “cielo” che lo manda…
“Sono un servo, so di esserlo, mi piace anche come ruolo e non vorrei mai cambiare altrimenti che gusto ci sarebbe”. “Anzi – sembra dire e in fondo lo dice – troppo poco, voglio scodinzolare ancora di più”, anche se il meschino crede di ruggire senza sapere (o facendo finta di non sapere) che il suo è il belato di un agnello…
Come lui ce n’è qualche milione, direi svariati. “Bovero negro, volere essere sghiavo di te, Badrona”.
Questo è il loro motto, quello degli schiavi da cortile, come ha sottolineato spesso LukeCage citando Malcom X.
E va bè, ragazzi, che dire, questi uomini fanno compassione, non ho altre parole. Non c’è spettacolo più avvilente del “negro da cortile”, del servo consapevole.
Forse alcuni di loro ci seguiranno se e quando riusciremo a bucare il “Matrix” e a farci sentire. Ma quel giorno non saranno più un gregge di pecorelle belanti ma uomini, forse…
Nel frattempo non dobbiamo però essere indulgenti. Le cose vanno dette e anche in modo forte e chiaro. Il “buonismo” in casi come questi non serve a nulla. I maschi vanno sferzati e anche con un certo vigore.
Specialmente i “collaborazionisti”, latrina dell’umanità, che in epoche più gloriose delle attuali non se la sarebbero cavata con un rimbrotto…
Fabrizio
Addirittura 3 risposte in meno di dieci minuti.
So di essere stato forte nella mia email iniziare ma volevo provocare per capire.
Mi sembra di capire che se uno la pensa in maniera diversa da voi diventa un collaborazionista e una latrina, interessante.
Abbandonando i toni forti che mi sono serviti ad avere la reazione per rispondere nel merito:
Domanda n.1: cos’ hanno di fantastico le femmine ?
Io parlavo di donne, non femmine. Le Donne mi piacciono in quanto complementai e opposte a noi. Io le considero alla pari degli uomini, esseri umani con bisogni da soddisfare.
Domanda n.2: cos’ hanno di complicatissimo le femmine ? Sono diverse quindi difficili da comprendere (probabilmente quanto lo siamo noi per loro)
Domanda n.3: perche’ sei cosi’ succube delle femmine? Da cosa lo deduci che io lo sia?
Adesso tocca a me
Cosa c’e’ di male nel corteggiare una donna? Badate bene, non intendo pagarle un viaggio alle maldive, ma se una donna ti piace, portarle dei fiori, farla ridere, intrigarla, parlare e trovare affinita’ con lei, magari pagarle la cena o ancora meglio cucinare per lei?
Come dovrebbe funzionare secondo voi?
…Ah!…Quindi era tutta una provocazione per capire chi e cosa si cela dietro agli Uomini Beta…Hai capito che intelligentone il Nostro!…Grande Van Terron…
“Zi Buana”, du non essere schiaveddo di Badrona, du grande baragulo!…Oggi mi viene così Van Terron, che vuoi farci…sarà che sono ancora in ferie e allora sono più giocoso del solito…
Ascolta, forse hai sbagliato sito, ce n’è uno che si chiama Seduction.it o Seduzione italiana, una roba del genere insomma, su Google lo trovi di certo ed è stato creato apposta da un tizio che pare essere, così mi dicono, un gran “paraculone” (questo pare esserlo veramente) che ti insegna come rimorchiare le donne, forse anche risparmiando i soldi di qualche cena…ma poi tanto tu sei già predisposto…
Può darsi che possa fare al tuo caso e darti una mano. Per i fiori non credo ci siano problemi, quelli li trovi un po’ dappertutto anche senza spendere molto…Se vivessi dalle mie parti ti consiglierei qualche bel ristorantino dove si spende poco ma dove fai comunque una bella figura e naturalmente una passeggiata serale (dopo la cena) ai Fori Romani aiutato dal “Ponentino”, “più malandrino che c’hai”, così recita la canzone “Roma nun fa la stupida stasera” (“damme ‘na mano a faje dì de sì”),più tutte le stelle più brillarelle che c’hai”, e una volta i poveri ma quasi belli come me e come tanti altri se la cavavano (pure i bruttarelli, un po’ meno però, tutto sommato…) in questo modo…(i soldi per la cena in verità ancora non li avevo quando ero così giovane…). Tu dovresti essere grandicello e da questo punto di vista forse sei più corazzato…
Oggi non lo so se bastano il Ponentino (mitica brezza primaverile romana) e le stelle brillarelle, ho i miei dubbi, però puoi sempre tentare…
Ora non dirmi che non t’ho ascoltato e che non ti ho dato consigli…
Provaci ancora Sam, anzi, per dirla con le tue parole:”Play it again, Van terron”. Fra poco anche tu non avrai più bisogno dell’alter ego e potrai fare da solo. Ce la puoi fare!
Fabrizio
Van Terron: So di essere stato forte nella mia email iniziare ma volevo provocare per capire….>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Utilizzi questa tecnica anche quando approcci una donna per la prima volta? Comunque ti sei autodefinito un provocatore. .>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Mi sembra di capire che se uno la pensa in maniera diversa da voi diventa un collaborazionista e una latrina, interessante.>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Perchè tu hai espresso in maniera pacata e rispettosa il tuo dissenso? Entri scazzottando in “casa altrui”e poi ti lamenti della reazione del “padrone di casa”?
Certo Van Terron: i meridionali focosi come te cosa ci fanno alle donne?? !!
http://www.youtube.com/watch?v=aSIt2x-s0Y4&feature=related
Alessandro, sposare un uomo o una donna che non sia dello stesso livello socio economico a volte avviene, ma non sempre felicemente.
La scelta in base all’aspetto fisico è rara, tranne che non si voglia fare sfoggio e non ci siano altre condizioni, quindi le donne o gli uomini belli, soprattutto se insopportabili possono essere ricercati solo per qualche cosuccia, ma non per un matrimonio.
Mediamente si tenta solo di trovare qualcosa di accettabile per riuscire a sbarcare il lunario, che dia il senso della costruzione e dell’elevazione. Trovare condizioni economiche adeguate è necessario e questo visti i tempi viene richiesto anche dagli uomini.
Nell’esempio che ha fatto Retiarius sulla condizione delle persone timide, dove comunque la donna riceverebbe qualche proposta mentre l’uomo risulterebbe invisibile, voglio solo dire che ogni individuo dovrebbe tendere ad un superamento delle proprie lacune e quindi mettersi nell’ottica di migliorare. Una donna timida e insicura non risolve solo perché qualche uomo potrebbe farle qualche proposta, in seguito alla quale potrebbe anche non riuscire a realizzare proprio nulla.
Ci sono persone che neanche si accorgono che qualcuno tenta di proporsi.
Caro Van Terron, proverò a risponderti pure io.
Tu dici: “Io parlavo di donne, non femmine”. E io di rimando ti chiedo: com’ che loro parlano SEMPRE di MASCHI e non di uomini??? Siamo animali? O ci considerano come tali? E non dire di non averlo mai notato… perché se lo dici, non mi parrebbe molto onesto da parte tua.
Tu dici: “Io le considero alla pari degli uomini, esseri umani con bisogni da soddisfare.” Benissimo: anche io sono un essere umano e come tale ho i miei bisogni. Ed è per questo che mi sento in diritto di rivendicarli. Solo i bisogni femminili hanno il diritto di essere soddisfatti? I bisogni maschili no?? E perché mai? Siamo cittadini di serie B??? Se siamo alla pari, mi sembra pacifico che occorra cercare di venirsi incontro. Do ut des, non do ut prehendas o, meglio DA UT PREHENDAM. E a me, scusami, pare che ultimamente si verifichi solo quest’ultimo aspetto. Le donne prendono, anzi pretendono (curioso il fatto, tra le altre cose, che l’etimologia della parola PRETENDERE sia tanto simile alla parola latina PREHENDERE… vero? Prehendere significa prendere… che bella l’etimologia), senza dare. Questa non è uguaglianza: a casa mia è egoismo.
Tu dici di considerarle ugali a noi. Benissimo: ottimo atteggiamento, e ti chiedo: secondo te avviene la stessa cosa a parti inverse? O loro,ormai, in un delirio di onnipotenza, pensano di esser assolutamente e sempre superiori a noi?? Vuoi provare a fare un giro tra i gruppi di facebook, tanto per fare un banale esempio, e contare quanti sono quelli fondati da donne in cui si proclama l’assoluta superiorità dell’essere femminile su quello maschile? Tu la chiami uguaglianza? No! Da ut prehendam.”La loro parità sembra essere questa: Per noi solo diritti, per voi solo doveri!”. E, di contro, prova a contare i gruppi di facebook in cui si proclama la superiorità maschile e fai un bilancio. Infine conta i gruppi maschili in cui si continua a proclamare l’amore per le donne. Sperequazione, caro VT.
Tu dici: “cos’ hanno di complicatissimo le femmine ? Sono diverse quindi difficili da comprendere (probabilmente quanto lo siamo noi per loro)” Sei sicuro che loro ci considerino complicati? Ma se non si legge altro di donne che continuano instancabilmente a sindacare sui nostri bisogni e desideri manco fossero esse stesse uomini. Che ne sanno? Quando dicono che abbiamo il cervello in un ben determinato punto (e quante volte te lo sei sentito dire??) non fanno altro che ridurci allo stato di animali fatti di solo istinto senza pensare alla nostra complessità e alle nostre emozioni. Si arrogano i diritto di dirci come siamo (o come dovremmo essere, togliendoci ogni forma di libero arbitrio). Abbi pazienza se io ho iniziato a pensare che, in realtà, loro, svilendoci, pensino che non siamo affatto complicati, anzi. Secondo le donne, gli unici esseri perfetti e complicati, capaci di emozioni, sono loro… Giusto, secondo te? Secondo me sbagliano e di grosso.
Tu dici: “Cosa c’e’ di male nel corteggiare una donna? Badate bene, non intendo pagarle un viaggio alle maldive, ma se una donna ti piace, portarle dei fiori, farla ridere, intrigarla, parlare e trovare affinita’ con lei, magari pagarle la cena o ancora meglio cucinare per lei? Come dovrebbe funzionare secondo voi?”
E’ vero. Ad essere sincero è un gioco delle parti che piace anche a me, lo ammetto. E ritengo, per quanto riguarda la mia vita personale, che così dovrebbe essere. E così mi comporto. Ma dovrebbe funzionare, per usare le tue parole, in modo che tutto quel che faccio per loro venga utilizzato a mio merito e non a mio discapito, rinfacciandomi che tale comportamento (anche il tuo, caro VT) altro non è che il comportamento maschilista figlio del retaggio patriarcale, per dirla come loro (salvo poi lamentarsi del fatto che gli uomini non corteggiano più e non mancare di rimarcare, anche in questo caso, la nostra stupidità ed inezia).
Rivoglio indietro il mio valore di Uomo, quello che loro mi hanno tolto, seppellendolo sotto tonnellate di, permettimi il termine, merda.
Caro VT, tu in realtà dimostri amore per chi, sotto sotto, ti disprezza e odia. Pensaci.
LP
Van Terron
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Io parlavo di donne, non femmine.
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Io invece parlavo di femmine, perche’ solitamente le “donne” parlano di “maschi”…
Van Terron
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Le Donne mi piacciono in quanto complementai e opposte a noi. Io le considero alla pari degli uomini, esseri umani con bisogni da soddisfare.
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Gia’, peccato che loro si considerino allo stesso tempo, “diverse”, “uguali” “pari” e “superiori” a noi, e partano sempre dal presupposto di avere dei desideri da soddisfare: i LORO (mica i nostri…).
Van Terron
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cos’ hanno di complicatissimo le femmine ? Sono diverse quindi difficili da comprendere
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Si’, sono diverse, ma al tempo stesso semplici da comprendere…
Van Terron
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(probabilmente quanto lo siamo noi per loro)
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Errore: noi siamo molto piu’ difficili da comprendere…
Basti dire che molto spesso non ci capiamo neppure fra uomini… Viceversa le donne si capiscono al volo fra di loro (e non perche’ “sono piu’ intelligenti”…).
Van Terron
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perche’ sei cosi’ succube delle femmine? Da cosa lo deduci che io lo sia?
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Da come “ti poni”…
Van Terron
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Cosa c’e’ di male nel corteggiare una donna?
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E’ una grandissima rottura di palle.
Te lo dice uno che ne ha corteggiate parecchie.
Van Terron
Hai una carica misogina incredibile, dettata da cosa?
non trovi donne disposte alla copula
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Sai, queste frasi l’ho sentite e risentite…guarda mi sono perso persino il conto . Quando chiedo , però, di non urlare deliri patetici e di argomentare, la stessa persona si dilegua. Chissà come mai…
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le donne non la danno facilmente quanto gli uomini la vorrebbero
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Ora ho capito perchè ora spesso non funzionano le relazioni .(Fabrizio è sempre un mio parere, perdonami però se sto per essere un pò scurrile).
Non devono essere le donne a dartela, bensì sei tu che devi metterle in condizione di desiderare il tuo uccello . Nessun uomo l’ha capito, ecco perchè ci sono tutti questi schiavetti in giro…
centra poco con il testo iniziale , ma anche questo in quanto a paraculo non lo manda di certo a dire
è molto lungo ,ma vale la pena
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Alessandro scrive:
24 agosto 2010 alle 03:00
aderisco all’appello e cercherò di proseguire , come tutti i santi giorni, la sensibilizzazione di uomini e anche di donne (che ancora non sono consapevoli del tutto della situazione che millenni di patriarcato ha prodotto) sulla necessità di superare gli stereotipi e gli squilibri fra i sessi che questa società produce da cosi tanto tempo . Sono interdetto e ancora amareggiato nel leggere i post della maggior parte degli uomini e trovo assordante e smisurata (ma già ne ero a consapevole..) la differenza di profondità, intelligenza, cultura, sensibilità, senso del rispetto (quello vero) che emerge leggendo i post delle donne rispetto a quelli maschili. Leggo le vostre risposte misurate, puntuali, intrise di solidarietà; frutto di chi davvero vuole promuovere la sacralità della vita e l’ unica cosa che mi viene da pensare è “perle ai porci”. Chiedo scusa in anticipo perchè non voglio davvero offendere nessuno, al massimo manifestare lo sconcerto per l’ evidente mentalità microscopica di taluni uomini e non vorrei distogliere dal focus dell’ iniziativa che è sottoscrivere senza esitazione e polemiche sterili un appello che manifesti la propria totale contrarietà alla violenza sulle donne. Scusate se mi ripeto, però davvero sono scioccato di vedere come persone, che stando su un sito del genere ci si aspetta un tanto più evoluti, almeno un pochino al di sopra della superficialità, al di sopra degli stereotipi che vanno avanti da secoli; cerchino attraverso ragionamenti dalla logica a mio avviso miserabile (dal loro immagino schiacciante) di dare un taglio pseudointelligente a quelli che sono invece da sempre i corollari comportamentali del patriarcato dominante. Alla richiesta per un appello contro la violenza alle donne, si invoca per rifiutarlo, la violenza che anche gli uomini subiscono? Spero di non essere bannato ma non posso tacere che la differenza fra queste donne e noi (anzi voi…) è che se chiunque (uomo, donna, animale, pianta o minerale) compisse una simile iniziativa promuovendo un appello contro la violenza che so, subita dagli uomini cui le ex mogli non fanno vedere i figli (è solo un esempio per carità non vi accanite su questo…andate oltre) loro aderirebbero senza sciocche e inutili precisazioni, mosse dal desiderio genuino di salvaguardare DAVVERO la vita, il rispetto, il dialogo e la comprensione. Trovo intollerabile che parlando di questioni cosi drammatiche si ribatta facendo l’ esempio di quella o questa donna che ha avuto un comportamento discriminatorio su un uomo o cose simili…..dire: “sono d’ accordo, però allora anche gli uomini subiscono vessazioni etc…” è solo un modo per mascherare il fastidio profondo nei confronti di ciò che i pensieri, gli studi, le azioni di queste donne fanno (giustamente) emergere: ovvero che l’ uomo, il maschio o come vi pare è al centro, da millenni, dell’esercizio del potere usandolo a proprio vantaggio e rendendo la donna ostaggio e al servizio dell’ uomo. Da decenni (anche grazie alla rimessa in discussione delle teorie sulle società preistoriche…anche l’ archeologia era patrocinio maschile che nascondeva gli antichissimi e diffusi culti della Dea Madre) le donne hanno acquisito coscienza di come diverso era il contesto sociale anticamente e di come è via via cambiato a favore di società aggressive dove la violenza era ( ed è) il presupposto del potere. Un tempo molto addietro le donne erano la guida, non perché esercitavano il potere ma perché erano in contatto con la nascita e la morte, con il senso profondo del cambiamento (virtù questa sconosciuta all’ uomo che tende a cristallizzare tutto ciò che lo riguarda) erano le guaritrici che sapevano guidare le coscienze umane a più alti livelli di spiritualità. Finalmente si mette in discussione sul serio il paradigma sociale in cui siamo immersi e noi uomini abbiamo il dovere di essere promotori di questo cambiamento che porta a società fondate su valori diversi dagli attuali. Si badi che non pongo la discussione sul piano del meglio donna, meglio uomo, farlo significherebbe travisare e confondere il senso dell’ appello. Questa adesione non necessità di un confronto sul primato dei sessi…..è una pura richiesta di aiuto e di anelito al miglioramento delle condizioni di vita. Sic et sempliciter
Concludo con una cosa che le donne già sanno bene, ma preme comunque sottolinearlo: a mio avviso è ovviamente necessario dialogare con gli uomini per convergere sempre più sulla via della comprensione, del rispetto e della mutualità (salire insieme sull’ arca di cui si parlava prima…)ma è forse ancor più utile (le due cose non sono ovviamente supplementari) insistere sulla “alfabetizzazione della propria presa di coscienza da parte delle donne” di quelle donne che sono le prime vittime mentali dei retaggi dell’ attuale società; parlo per intenderci con un esempio banale di quelle donne che aspirano a tutti i costi ad avere il figlio maschio: quante volte ho sentito donne incinte dire con trionfo “è maschio me lo sento, ne sono sicura..”!!!!!!! o le donne che pensano, qualora tradiscano il partner, che se lui le da un paio di sganassoni o di calci in pancia un po’ se lo sono meritato!!! (nei paesi dell’ est è pieno ve lo assicuro…..garantisco però che non sono andato nell’ est per turismo sessuale!!!!!). Voglio dire che come per tutte le evoluzioni occorre pensare al presente e al futuro e per quest’ ultimo sono le donne madri dei maschi le prime a non dover trattare questi come i destinatari del futuro potere, come il mezzo attraverso il quale anche loro saranno accettate da questa società maschilista……ma a doverli crescere come esseri umani liberi e coltivare in loro il senso sacro per la vita.
Scusate per la lunghezza il dono della sintesi non mi appartiene. O forse se leggevo post meno inquietanti sarei stato più corto. Buona fortuna a tutte le donne e tutti gli uomini (soprattutto a quelli picchiati selvaggiamente da donne senza pietà!) di questo mondo….anche se le donne ne hanno più ragionevole bisogno viste le statistiche.
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Alessandro scrive:
24 agosto 2010 alle 03:02
errata corrige: nella seconda riga intendevo scrivere:….(quelle che ancora non sono consapevoli…etc etc–
Mi avete straziato il cuore con le vostre pesantissimi allusioni razziste e coi vostri attacchi gratuiti alla mia meridionalita’… ho pianto tutta la notte ripensandoci.
Con gli occhi gonfi, i capillari esplosi e un principio di ernia jatale penso che gli unici meritevoli di una risposta siano silent hill e strider. Fondamentalmente la penso come voi, non bisogna azzerbinarsi e bisogna allontanare quelle che pensano di esserci superiori o che vogliono sottometterci alla patatina.Ma quelle sono femmine, non donne. Non penso comunque che sia necessario formare un movimento filosifico, se cosi’ possiamo definire questo blog dove a chi dissente viene dato del negro, per far valere tali diritti o svegliare le coscienze. Basta guardarsi dentro e trovare le risposte, che come diceva quelo, sono tutte sbagliate.
Grazie a tutti per i vostri feedback.
VT
Mi avete straziato il cuore con le vostre pesantissimi allusioni razziste e coi vostri attacchi gratuiti alla mia meridionalita’…>>>>>>>>>>>>>>
??????
“Mi avete straziato il cuore con le vostre pesantissimi allusioni razziste e coi vostri attacchi gratuiti alla mia meridionalita’…” (Van Terron).
Van Terron, che fossi un provocatore lo avevo già capito dal tuo esordio: un’entrata a gamba tesa camuffata dietro ad una pseudo ironia. Dopo di che, te la prendi pure se uno ti risponde per le rime e hai anche la faccia tosta di dire che noi insultiamo chi non la pensa come noi…
Però non fare il “furbetto”. Ce ne sono già troppi di “furbetti del quartierino” al mondo…Non ti inventare stronzate sul razzismo o sul nostro presunto atteggiamento nei confronti della tua “meridionalità”…Continui a fare il furbetto e questo è inaccettabile…Nessuno ti ha insultato o denigrato (ci mancherebbe altro…) per il fatto che sei meridionale, molti di noi peraltro lo sono…
Il razzismo in questo luogo è bandito, sotto qualsiasi forma, sia essa etnica, razziale, religiosa, di genere. E lo sai benissimo.
Non tentare artificiosamente e ipocritamente di confondere le acque, prendendo a pretesto la mia ironia (cattiva, se vuoi) o se preferisci il mio sarcasmo di ritorno nei tuoi confronti.
Hai capito perfettamente cosa intendevo esprimere con il termine “negro da cortile” (terminologia utilizzata da Malcom X, e il solo riferimento ad un uomo come quello dovrebbe farti capire chi sono e chi siamo…)oppure utilizzando, ovviamente in modo ironico (tutti lo hanno capito, tranne te…che non hai voluto capirlo…), il modo di scandire le parole (questo sì, profondamente razzista) che veniva imposto nel doppiaggio ai neri nei film americani prima degli anni ’50…
E dimostri di essere ancora più in mala fede tentando, miserabilmente, di darmi del razzista, prendendo spunto da quelle frasi.
A questo punto sono io che ti pongo di fronte ad un bivio: a te la scelta.
Se vuoi rimanere con noi per partecipare attivamente e costruttivamente alla discussione e argomentare le tue opinioni, qualsiasi esse siano, purchè seriamente (ho detto seriamente), sei il benvenuto.
Se invece devi continuare a fare il “furbetto” o lo sbruffoncello utilizzando argomentazioni false e tendenziose come quelle che hai appena prodotto, è meglio che cambi aria.
Senza se e senza ma. Non abbiamo bisogno di perditempo.
A te la decisione. Non tornare senza averla presa. Sono stato chiaro?
Fabrizio Marchi (fondatore e gestore di Uomini Beta, quindi autorizzato a dirti questo)
::::::::!!!PUBBLICITA’!!!:::::::::::::::
F3-MALE Corporation
–presents—-
GLI OMETTI!!!
Quando le donne argomentano con un uomo non ancora “adulto”, lo “catturano” e ne inizia il processo di rieducazione, egli viene sottoposto ad una serie di violenze psicologiche, in una “camera di soppruso maschile di storica memoria”, all’interno della quale lo si sottopone a un processo di zerbinismo tale che egli stesso si sente come il vero colpevole dei sopprusi ai danni di tutte le donne, il processo risulta talmente efficace che l’ometto fà suo il concetto FEMMINISTA e spesso rinnega e schifa tutto il genere maschile.
Vengono effettuati molti paragoni sia storici che contemporanei, del tutto privi di riscontro nella maggioranza dei casi, e si inizia cosi la rieducazione maschile necessaria alla completa integrazione del nuovo verbo femminista.
Al termine di questo processo, l’”ei fu.. Uomo”, ora divenuto ometto zerbino, entra a far parte a pieno titolo della mente collettiva FEMMINISTA. spesso l’ometto zerbino, annullato della propria identità e valenza maschile nel sociale, rimarrà al servizio del FEMMINISMO fino a quando non cesserà di esistere.
Benché mentre è sostenitore della Collettività FEMMINISTA, ogni traccia di individualità venga profondamente soppressa, l’ometto tende a recuperare gradualmente i suoi ricordi nel caso circostanze esterne causino un grave danno alla sua persona, esempio in caso di divorzio.
A causa della pervasività delle modifiche effettuate, anche se un ometto viene sottoposto ad un condizionamento inverso al FEMMINISMO, non è possibile, allo stato delle conoscenze mediche attuali, rimuoverne definitivamente tutti i condizionamenti. Tanto più indietro nel tempo risale la rieducazione, tanto più i condizionamenti divengono addirittura necessari alla sopravvivenza dell’ometto, che diversamente non saprebbe ovviare.
:::::::::::FINE PUBBLICITA’:::::::::::::::::
@Van Terron: la mia era una battuta….
Lino Banfi mi faceva crepare dalle risate da adolescente….però tu ti firmi Van Terron, sei tu che provochi, anzi, sono sorpreso quando un Campano a due passi da Roma fa il meridionale diverso…
Ma VT scusa un secondo: accusi gli altri di razzismo per essersela presa con la tua “meridionalità” (ma dove poi???? io mica l’ho capito) e poi tu stesso utilizzi come nick la parola Terron, ossia una parola profondamente razzista (e orribile) con la quale al nord persone razziste identificano i meridionali?????????? Boh… scusami: non capisco!
Damien
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Quando le donne argomentano con un uomo non ancora “adulto”, lo “catturano” e ne inizia il processo di rieducazione, egli viene sottoposto ad una serie di violenze psicologiche, in una “camera di soppruso maschile di storica memoria”, all’interno della quale lo si sottopone a un processo di zerbinismo tale che egli stesso si sente come il vero colpevole dei sopprusi ai danni di tutte le donne, il processo risulta talmente efficace che l’ometto fà suo il concetto FEMMINISTA e spesso rinnega e schifa tutto il genere maschile.
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Personalmente la ritengo una mezza verita’, che riguarda piu’ che altro gli uomini acculturati e le nuove generazioni maschili.
Altrimenti sono del parere che l’ atteggiamento sprezzante che tantissimi uomini (milioni…) mostrano nei confronti degli altri uomini, sia precedente, e di molto, all’ avvento del femminismo (perlomeno in Italia), e vada ricercato nell’ ormai obsoleto ed insopportabile “machismo”.
Anni fa aprii la seguente discussione.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=11748814
“Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come ‘tira più un pelo di figa che un carro di buoi’, che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita.”
Non me ne voglia, ma se l’ altro articolo mi faceva sorridere, qui mi sganascio veramente dalle risate.
Sembra di sentire Antonio Albanese quando dice “più pilu per tutti”.
Perché non prova a chiedere a Marchionne di vendere le auto a prezzo di costo, in modo da scrollarsi finalmente di dosso la fama di affarista senza scrupoli che così tanto nuoce alla sua immagine e vestire così finalmente i panni del filantropo benefattore, consegnando al dimenticatoio della storia tutti i soldi che la fiat ha succhiato allo stato nei decenni passati?
Vediamo cosa le risponde, sarei curioso di saperlo.
Caro Sandro, sei estremamente lucido dal punto di vista analitico ma forse anche un pò troppo rigido, se posso permettermi. C’è un aspetto contraddittorio nel tuo approccio agli articoli di Barnard. Sostanzialmente confermi quanto lui sostiene però hai bisogno di ricordare che tu ci eri arrivato da quel dì e quindi per te sono come la scoperta dell’acqua calda…
Se è per questo anche io ci ero arrivato da un pezzo ma questo cosa c’entra? Toglie forse validità ai concetti da lui espressi? Se tutti fossero arrivati alle conclusioni a cui siamo giunti sia te che il sottoscritto e pochi altri non saremmo nella situazione in cui siamo. Non trovi? E non ci sarebbe neanche bisogno di fare quello che facciamo perché vivremmo in un mondo diverso… E invece così non è e questo rende necessari articoli come quelli e come altri, che hanno l’obiettivo di aprire gli occhi a tante e tante persone (soprattutto uomini) che non hanno ben chiara la situazione, così come ce l’hai tu e qualcun altro.
E’ evidente che c’è un elemento di provocazione negli interventi di Barnard: sono dei sassi che vengono lanciati nello stagno proprio per provocare una reazione e favorire una discussione. In fondo è proprio quello che tutti noi stiamo facendo, compreso te.
Se ci pensi bene è quello che hanno fatto e fanno tutti coloro che si propongono di intervenire nella e sulla realtà per cercare di modificarla. E se ci pensi ancora meglio, il fatto che tu abbia scelto la Fiat, Marchionne e il mercato dell’auto come termine di paragone è significativo che quell’articolo coglie nel segno e conferma quanto noi sosteniamo. E cioè che il sesso, o meglio la sessualità femminile, è stata concettualmente e non solo praticamente mercificata. Chiedere alle donne di liberare la loro sessualità equivale oggi a chiedere, come dici giustamente tu, a Marchionne e agli azionisti della Fiat (o di qualsiasi altra azienda) di anteporre le ragioni del benessere pubblico a quelle del loro profitto.
Proprio l’esempio che hai scelto dimostra che quell’articolo è del tutto azzeccato e analizza la situazione con grande lucidità. Perché allora sottoporlo ad una sorta di sarcastico pestaggio?
Non siamo mica qui per fare a gara fra di noi a chi è arrivato prima a capire le cose…Siamo qui per costruire un movimento maschile capace di aprire gli occhi alla maggioranza degli uomini (beta), di svegliarli, di aiutarli a trovare il coraggio di abbandonare la loro condizione di subalternità psicologica e conseguentemente di intervenire sulla realtà dello stato di cose presenti per cercare di modificarla.
L’impresa è a dir poco ardua ma anche entusiasmante, sotto ogni profilo. Ce la faremo? Dipende molto se non tutto da noi. Io personalmente ho questa ambizione. Se vuoi è una grande scommessa che secondo me vale la pena tentare. Comunque sia, sarà un grandissimo viaggio di libertà, dignità ed evoluzione (non mi pare cosa da poco)che ti invito ad intraprendere.
Sali sul nostro vascello, se pensi che ne valga la pena e sia giunto il momento. Preparati però ad un viaggio molto lungo…
Fabrizio
P.S. il video di Pasolini lo trovi nella sezione “contributi proprio in fondo agli altri
Temo di non essere stato capito.
La mia ironia non deriva da supponenza da parte mia; sono semplicemente basito dinanzi a tanto candore.
Io credo semplicemente che dire queste cose alle donne sia né più né meno come dire agli uomini che orinare fuori dal vaso è sbagliato, perché non è igienico, ecc.
Io credo che più o meno tutti sappiamo che orinare fuori dal vaso sia un atteggiamento scorretto, fatico non poco a credere che chi lo fa ignori queste cose.
Chi lo fa, dal mio punto di vista, semplicemente se ne frega del fatto che sia giusto o sbagliato. Lo fa e basta, senza porsi problema alcuno, tanto non pulisce mica lui.
Sandro, altra metafora azzeccatissima. La vedo esattamente come te. E infatti il problema per noi non è tanto quello di scoprire chissà quale verità bensì soprattutto quella di portarla alla luce.
Per utilizzare il tuo stesso validissimo esempio, oggi tutti fanno la pipì fuori dal vaso ma nessuno riesce ad ammetterlo, per paura, vergogna, viltà, opportunismo, senso di colpa, paralisi psicologica ecc.
E qui torniamo a quanto ci siamo detti nei precedenti post. Combattiamo una battaglia in quella che io definisco “Psicosfera”. E’ questo il terreno nel quale ci muoviamo, è qui che è stata portata avanti l’operazione, con grande intelligenza, addirittura genialità, dobbiamo ammetterlo, se siamo onesti.
Guai quindi a sottovalutare l’avversario, che non sono certo le donne una + una + una ma un ultracomplesso sistema di cui il “femminile”, inteso innanzitutto come categoria di pensiero, per lo meno per come ha scelto di declinarsi, oltre che come prassi, è parte centrale, integrante, attiva e determinante. Dobbiamo anzi imparare l’arte, non per metterla da parte ma per rovesciargliela contro.
Il sistema dominante ha lavorato con grande intelligenza ma, come è inevitabile, ha anche costruito la sua contraddizione. Siamo noi. Adesso tocca a noi e a nessun altro il compito di iniziare un processo che se non fossi restio all’utilizzazione di termini enfatici, non esiterei a definire rivoluzionario oltre che storico.
Mai prima d’ora degli uomini si sono cimentanti su questo terreno. Non c’è dubbio che, da questo punto di vista, siamo dei pionieri. E’ un’avventura straordinaria e zeppa di incognite ma tant’è. La stiamo vivendo. Un pugno di uomini la sta vivendo. Nessuno si è pentito, a quanto ne so…
Sono assolutamente certo che cresceremo. Perché già stiamo crescendo.
Fabrizio
Ma allora che senso ha rivolgersi alle donne?
Che interesse possono avere loro a modificare lo status quo, dato che il problema lo abbiamo noi?
Infatti noi ci rivolgiamo innanzitutto e principalmente agli uomini (beta). Sono loro i soggetti subordinati e subalterni all’interno dell’attuale ordine sociale e di genere ed è evidente che proprio per queste ragioni sono sempre loro ad avere interesse a trasformare la situazione, anche se la momento non hanno consapevolezza.
Toccherà a noi aiutarli a conquistarla. Insomma, come avremmo detto una volta, siamo noi l’avanguardia. A noi questo arduo compito. Non chiedermi perché proprio a noi è toccato in sorte questo destino, perché è una domanda alla quale non saprei darti una risposta, a te come a qualsiasi altro.
Come ho ripetuto più volte, mai, e dico mai, avrei immaginato che mi sarei occupato di queste faccende, e invece mi ci ritrovo coinvolto fino al collo ormai da diversi anni.
E’ inutile interrogarsi più di tanto sui perché e i percome. E’ il destino? E’ il kharma? E’ il richiamo della foresta? E’ la risposta ad un’esigenza profonda di giustizia? L’estremo atto di ribellione e di trasgressione all’ordine costituito? Il disgusto per l’ipocrisia imperante?
Non lo so. Sta di fatto che è così. Se vorrai far parte di questa (per ora) sparuta pattuglia di combattenti della “psicosfera” sei il benvenuto. E’ superfluo sottolineare che abbiamo un gran bisogno di ingrossare le nostre file.
Fabrizio
Discorso condivisibile.
A me tuttavia sembra che nel momento in cui uno scrive “conviene però soprattutto a voi donne svalutare la gnocca su questo mercato impazzito” si rivolga inequivocabilmente alle donne, da cui la mia osservazione.
E’ mia opinione inoltre che il cd. “gnocca-based marketing”, contrariamente a quello che affermano, siano proprio le donne le prime a volerlo.
Tutte si mostrano indignate per la “mercificazione del corpo femminile”, ma, a quanto pare, per andare a mostrare i glutei in televisione, la maggior parte di loro farebbe carte false (almeno a giudicare dalle file chilometriche in occasione di provini per reclutarle).
Non diamo per scontato che le persone dicano sempre quello che effettivamente pensano.
Una volta c’era la schiavitù, faceva parte del modo di vivere di certi popoli, oggi è politicamente corretto condannarla.
La guerra oggi è riconosciuta una cosa malvagia, anche se esiste ancora; ma una volta venivano decantate le battaglie, nei dipinti per esempio, ma nel 900 Picasso dipinge Guernica contro la guerra.
Chissà se un giorno sarà lecito condannare certi atteggiamenti femminili, e avere pari dignità.
“E’ mia opinione inoltre che il cd. “gnocca-based marketing”, contrariamente a quello che affermano, siano proprio le donne le prime a volerlo”. (Sandro)
Infatti, è proprio ciò che noi sosteniamo, e cioè che c’è (purtroppo) una compartecipazione attiva e consapevole e quindi una corresponsabilità femminile nel processo di mercificazione della loro sessualità. Se così non fosse non saremmo quello che siamo ma un gruppo di maschietti politicamente corretti, come ce ne sono tanti, che ripete la litania delle donne sempre, comunque e dovunque mercificate dal sistema maschilista, all’interno di un processo in cui le donne sono sempre e comunque vittime e oppresse e quindi senza alcuna responsabilità individuale o collettiva rispetto a quanto accade.
Per dire questo non c’era certo bisogno di fondare Uomini Beta…
E proprio questo è uno degli elementi fondamentali della nostra analisi, come cioè si è andato trasformando il ruolo e la funzione del “femminile” all’interno del sistema. Ma da questo punto di vista ti rimando alla lettura dei vari articoli sul sito. E’ ovvio che proprio questo è lo spartiacque. I nostri avversari e le nostre avversarie sono obbligati/e a negare la corresponsabilità femminile nel processo di mercificazione perché ammettere questo equivarrebbe a dichiarare fallimento. Non possono ammetterlo e non lo ammetteranno mai. Se solo minimamente qualcuno/a osasse anche solo paventare, sia pur solo in parte, questa possibilità, si incrinerebbe il fronte, l’impalcatura comincerebbe a scricchiolare e l’intero edificio crollerebbe nel giro di poco tempo. Ammettere questo significherebbe buttare nel cesso 40 anni di ideologia femminista, con tutti i sofismi (si fa per dire) sulla diversità e sulla tanto esaltata specificità di genere.
Ma soprattutto significherebbe portare alla luce un fatto molto semplice (che non può essere portato alla luce), e cioè che quelle donne che si mercificano, concettualmente, psicologicamente o praticamente (prostituzione di strada a parte e relativo sfruttamento, quello è in larga parte tutto un altro discorso), non lo fanno perché obbligate ma per loro scelta.
Questo è ciò che non può essere ammesso. Se lo fosse il verbo femminista si squaglierebbe come un gelato al sole.
E allora non esistono donne che si mercificano ma solo donne mercificate. La D’Addario, la Lario e le varie escort diventano addirittura le eroine di una nuova stagione di protagonismo femminile, come sostengono le demiurghe del femminismo nostrano, Luisa Muraro e Ida Dominijanni (riportiamo il loro colloquio in un articolo sul sito dal titolo “Una nuova stagione del femminismo”).
Follia ideologica? Ideologia folle? Malafede? Deformazione della realtà causata da obnubilamento ideologico? Non lo so, francamente non lo so.
Fabrizio
non posso che confermare quanto detto da Fabrizio ……..
come sapete ,oppure non so se l’ho già detto ,non ricordo ,ho frequentato il forum del corpo delle donne …ovviamente contro la mercificazione femminile ,nel documentario ,oltre alle immaginin si dice che la maggior parte che vede quel tipo di tv sono donne ,praticamente ci sono donne che insegnano ad altre donne,come avere successo (basti vedere quella che si è fatta aumentare il seno “cosi vado in televisione” ) orbene però la colpa non è mai della donna (se non in minima parte) ,ma dell’uomo..è l’uomo che vuole vedere le tette e i culi ,il che può anche darsi ,ma bisogna anche chiedersi che quest’uomo sia la maggioranza o meno ,ma sarebbe un controsenso se la televisione (quel tipo di televisione ) e visto più dalle donne …..
una volta la Zanardo ,l’autrice del documentario e del libro ,ha scritto che gli operai vengono su a grande fratello e bisogna renderli consapevoli (in fondo gli operai sono un pochino stupidini,p.s chi scrive è un operaio ) bene ,io no e credo anche altri miei colleghi ,di partite di calcio sicuro ,ma di grande fratello ,sono abbastanza perplesso ….
ma come ha scritto giustamente un altro utente del forum che poi si è rotto ,dalle continue accuse agli uomini “prendere del sperma in faccia è molto più facile che lavorare in fonderia ”
frase magari un pochino scurrile e dura è certamente non tutte le donne sono cosi inclini ..ma sicuramente fa pensare
“Follia ideologica? Ideologia folle? Malafede? Deformazione della realtà causata da obnubilamento ideologico?”
Forse, semplice arrampicamento sugli specchi.
Del resto, tu stesso affermi che
“Ammettere questo significherebbe buttare nel cesso 40 anni di ideologia femminista”
…quindi, non lo ammetteranno mai. Neppure di fronte all’ evidenza più schiacciante.
Cercheranno sempre in ogni modo di rigirare la frittata.
Ciao a tutti, sono nuovo su questo sito ma vi leggo da molto tempo e con molto interesse. Complimenti davvero a tutti perche’ state portando avanti un lavoro di comunicazione eccezionale. Continuate sempre cosi e non mollate mai.
Volevo rispondere a un paio di affermazioni di LesPaul circa i gruppi femminili e link su Facebook che proclamano l’assoluta superiorità dell’essere femminile su quello maschile. Beh io sono veramente irritato dal proliferare di questi link tant’e’ vero che ho creato un gruppo che parla proprio di questo.
Sul discorso del corteggiamento vorrei dire una cosa importante: per molti uomini e’ difficile gia’ solo INIZIARE il corteggiamento perche’ la donna spesso e volentieri quando incontra un uomo non gradito rifiutano le uscite, gli inviti a cena, una semplice passeggiata insieme, ed ecco che non hai la possibilita’ di esprimerti, pagarle la cena, pagarle un viaggio, portarle dei fiori, farla ridere, intrigarla. Le donne negano ogni possibilita’ di approccio, e dunque non hai la possibilita’ di farti conoscere. In questo modo il corteggiamento si interrompe prima di iniziare.
E’ vero che bisogna corteggiare le donne ma e’ anche vero che e’ difficile trovare donne che si fanno corteggiare. Questa e’ la verita’.
Mizio, ti ringrazio molto per il tuo apprezzamento. Ti assicuro che non abbiamo nessuna intenzione di mollare; siamo appena all’inizio e ti assicuro che prima o poi ne vedremo delle belle.
Non condivido la tua idea sul corteggiamento ma questo dovresti averlo già capito, dal momento che ci segui da tempo e certamente avrai anche visitato il sito con attenzione.
In realtà io rovescio i termini della questione, rispetto a come la poni tu. Se una donna non è attratta da un uomo (e viceversa) può anche essere normale che non abbia desiderio uscirci insieme, a meno che non sviluppi comunque una simpatia o un sentimento di amicizia nei suoi confronti, ma questo è tutto un altro discorso.
Quello che non trovo affatto normale è la seconda parte del tuo intervento e cioè proprio il cosiddetto corteggiamento. Cito testualmente le tue parole:” ed ecco che non hai la possibilita’ di esprimerti, pagarle la cena, pagarle un viaggio, portarle dei fiori, farla ridere, intrigarla. Le donne negano ogni possibilita’ di approccio, e dunque non hai la possibilita’ di farti conoscere. In questo modo il corteggiamento si interrompe prima di iniziare.
E’ vero che bisogna corteggiare le donne ma e’ anche vero che e’ difficile trovare donne che si fanno corteggiare”.
Ma dove sta scritto che “bisogna corteggiare le donne”, “farle ridere”, “pagargli la cena”, addirittura “offrirle un viaggio”?…
Se gli uomini DEVONO fare tutto questo per arrivare a una donna significa che non lo fanno di loro spontanea volontà ma sono obbligati a farlo (da una legge non scritta, è ovvio).
Cosa c’è di spontaneo in tutto questo? Nulla, è solo un dazio da pagare, soprattutto dal punto di vista psicologico, che è il più pesante, molto, molto più pesante dei soldi che spendi per scarrozzarla in giro e “farla divertire”…(ma si diverte lei o ti diverti tu?…).
Anche questo è uno dei tanti tasselli della ragione strumentale e mercantile applicata alla relazione fra i generi. Una relazione dove c’è sistematicamente una parte che propone e un’altra che dispone; lo dice pure un vecchio proverbio popolare.
Cosa c’è di spontaneo e di reciproco in tutto questo? Nulla. Ma se non c’è reciprocità e spontaneità vuol dire che quella relazione è all’insegna di altro. E cosa rimane se togliamo la reciprocità e la spontaneità alla relazione fra i sessi? Il potere dell’uno sull’altro, nella grande maggioranza dei casi, anzi, dell’una sull’altro.
Insomma è una relazione dove a farla da padrone è il concetto di dominio, psicologicamente (e anche praticamente) esercitato da una parte sull’altra.
Cosa c’è di piacevole in tutto questo? Cosa c’entra tutto questo con quello che dovrebbe essere un incontro sereno, spontaneo, disinteressato, giocoso, gioioso, all’insegna del sorriso, dell’apertura, della reciprocità e dell’accoglienza dell’altro/a?
La grande maggioranza degli uomini non riflette mai su queste dinamiche. Le da per scontate oppure fa finta di nulla, oppure mastica amaro ma si rassegna.
E’ ora di cambiare rotta. Anche per te, Mizio. Il mondo cambia se ciascuno di noi da il suo contributo personale al cambiamento.
Uomini Beta è nato anche e soprattutto per costruire una nuova maschilità e una nuova consapevolezza maschile.
Ciò detto, benvenuto fra noi e aiutaci a crescere. Abbiamo bisogno del sostegno attivo degli uomini consapevoli. Cresceremo e saremo in grado di incidere sulla realtà se, partendo da ogni singola individualità, saremo in grado di costruire un soggetto collettivo.
Pensate solo per un attimo a questa ipotesi. Pensate quale forza potrebbe mettere in campo un movimento di uomini consapevoli e organizzati.
Non che l’inizio, come si usava dire…
Fabrizio
Superiorità delle donne!!!???
Gli uomini hanno costruito astronavi e sono andati nello spazio, sulla Luna. Prima di farlo nella realtà lo abbiamo fatto con la fantasia: sui romanzi, nei fumetti e nei film.
Le donne si considerano superiori solo per il fatto che gli uomini le corteggiano e fanno la figura dei fessi…
ma infatti ,Leonardo le donne non sono superiori come non è vero il contrario ,esistono donne e uomini cattivi e non ,credo che questo sia basilare per costruire una vera parità . la parità .a mio avviso .dev’essere un movimento del dare e avere dei diritti e doveri …oggi mi sembra che una parte pretenda solo diritti ,ma a morire nei posti pericolosi sono sopratutto gli uomini,ben vengano quindi le donne in fonderia e ben vengano gli uomini che fanno le pulizie (anche se quelli ci sono già,l’ho fatto pure io
)
sul corteggiamento ,ho smesso da tanto tempo a farlo ,fatica veramente sprecata per chi ,come me,non è sicuramente un adone ,ha ragione Fabrizio ,se non piaci neanche tentare ,ma non è sicuramente una colpa e normale che sia cosi … diventa una colpa se la persona in questione ,capisce il tuo debole e ne aprofitta e ,qui ,la maggior parte delle donne sono maestre ,lo fanno anche gli uomini ,ma quello viene dopo il corteggiamento ,quando la donna crede nel princiope azzurro e si lascia abbindolare più facilmente
La mia concezione di superiorità è quella dell’immaginazione, sensibilità e intelligenza; cioè quella che vorrebbero accaparrarsi le femministe con l’arroganza.
Sono stato a visitare i castelli di Ludwig 2 Re di Baviera, tra le cartoline spuntava ogni tanto quella di Sissi??… ma chi è?…. cosa ha fatto?
Ciao Fabrizio grazie innanzitutto per la risposta, spero anch’ io nel mio piccolo di fornire al meglio il mio contributo per far crescere questa bella e meravigliosa pagina e tutto il movimento in generale. Ma vorrei ribattere su alcuni disappunti da te espressi:
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Se gli uomini DEVONO fare tutto questo per arrivare a una donna significa che non lo fanno di loro spontanea volontà ma sono obbligati a farlo (da una legge non scritta, è ovvio).
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Da quando in qua il corteggiamento e’ un qualcosa di forzato e obbligato ? Il corteggiamento e’ una manifestazione libera e spontanea a partire dagli sguardi e il tutto nasce dalla spontaneita’ appunto. Non amo i cosiddetti schemi prefatti e preimpostati soprattutto quando ci viene detto che per conquistare una donna DEVI fare questo e quest’ altro, devi avere determinati comportamenti come dire: “basta premere quel tasto e otterrai i risultati”. No, per me quello non e’ corteggiamento ma una forzatura.
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Ma dove sta scritto che “bisogna corteggiare le donne”
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Personalmente se a me interessa una donna la corteggio o almeno cerco di farlo se lei mi da la possibilita’. Sul fatto che poi molti tentativi di corteggiamento non vanno a buon fine sono d’ accordo.
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Se una donna non è attratta da un uomo (e viceversa) può anche essere normale che non abbia desiderio uscirci insieme, a meno che non sviluppi comunque una simpatia o un sentimento di amicizia nei suoi confronti, ma questo è tutto un altro discorso.
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Sono d’ accordo ma mettiamoci nei panni di quegli uomini che non essendo adoni vengono continuamente respinti solo perche’ non sono fisicamente all’ altezza o non hanno il portafoglio pieno. Ci sono tanti uomini che vorrebbero corteggiare una donna eppure non riescono a farlo.
Caro Mizio, il cane si morde la coda…Se vivi come un fatto spontaneo e senza forzature il fatto di “fare il filo” ad una donna, il discorso cambia. E’ tutto molto soggettivo, come al solito. Tendenzialmente io non credo che sia così e penso che, nella maggior parte dei casi, ciò che chiamiamo corteggiamento sia appunto una contrattazione non dichiarata (dedico un capitoletto del mio libro a questo tema dal titolo appunto “Una contrattazione non dichiarata”). Se il tutto avviene spontaneamente e serenamente allora non si tratta di ciò che io definisco tale (cioè una recita alla quale l’uomo si sottopone per arrivare allo scopo) ma un libero gioco, possibilmente e direi necessariamente reciproco. Perché se non c’è reciprocità, caro Mizio, difficilmente c’è spontaneità. Forse può esserci da una sola parte, ammetto anche questo, ma a quel punto, come definire una simile situazione? Che genere di relazione si instaura tra i due soggetti in questione? Chi è il dominante e chi è il dominato? Chi si trova con il coltello dalla parte del manico, metaforicamente parlando? Colui che corteggia a senso unico? La vedo dura…
Come vedi difficilmente se ne esce. Guarda che questa che potrebbe sembrare una questione di secondaria importanza in realtà non lo è affatto. Perché è anche e proprio in questo ambito che vanno a definirsi i rapporti fra i sessi, ed è proprio su questo terreno che gli uomini, nella grandissima maggioranza dei casi, diventano delle pedine nelle mani delle nostre “sorelle”…
Che fare? E’ assolutamente necessario cominciare un percorso finalizzato a costruire una nuova, consapevole e rinnovata maschilità. Anche per questo siamo nati. Nessuno ha la soluzione in tasca, Mizio. Però ora c’è una novità. E cioè che un gruppo di uomini ha iniziato a prendere coscienza e sta cominciando, anche se molto lentamente e fra mille difficoltà ad organizzarsi e a costituirsi come soggetto collettivo.
Questo non è un percorso solo pratico ma soprattutto psicologico. E’ assolutamente fondamentale che gli uomini (beta) acquisiscano una nuova coscienza del sé, dell’essere uomini nel mondo, anche pagando dei prezzi, se vogliamo.
Ma se andiamo a ben vedere, quali sono questi prezzi? La speranza o al limite anche la possibilità di avere un qualche successo con le donne? Ma in cambio di cosa? Quale prezzo deve pagare un uomo beta per avere uno straccio di sessualità e affettività? Altissimo, in proporzione al risultato.
Sono invece assolutamente persuaso, se vuoi anche per esperienza diretta, che una sana, rinnovata e riconquistata consapevolezza può incidere notevolmente, direi anzi in modo determinante, anche dal punto di vista della capacità di relazionarsi.
Vale per tutti gli uomini beta, per quelli belli e per quelli meno belli, dammi retta.
Fabrizio
Premetto che arrivato a quasi quarant’anni, e non avendo più i bollenti spiriti dei venti/venticinque anni, non è che me ne importi più molto di uno scambio alla pari con le donne. Da ragazzo, però, non nego che l’avrei gradito moltissimo. Anzi, non mi sarebbe dispiaciuto affatto di stare dall’altra parte: quella del corteggiato.
Di sicuro mi sarei evitato un mare di incazzature, di tempo perso, di stupide risatine e prese per il culo, nonché la solita sequela di “piccole” umiliazioni dovute al continuo esporsi verso l’altro sesso.
Tanto è vero che a un certo punto della mia vita (verso i trenta) decisi di lasciare perdere e di andare solo a puttane. Ossia, presi atto di quanto invisibile, insignificante e totalmente privo di potere attrattivo fossi nei confronti delle donne. Certo, non è che pagare le puttane mi piaccia, anzi, lo detesto. Ma il fatto è che quello è per me l’unico modo per arrivare al dunque.
Tanto se piaci piaci, se non piaci puoi pure sbattere la testa contro il muro: non c’è niente da fare. Ed io so di non piacere. Amen. Ringrazio solo di avere un lavoro stabile (per ora), di stare bene in salute e di essere fortunato ad avere ancora i genitori, i quali pur vivendo in un’altra città, sono sempre pronti ad aiutarmi in caso di problemi economici e non.
Simone uomini come te che vivono questa amara condizione (come la mia purtroppo) che vengono sessualmente respinti e discriminati ce ne sono milioni in giro, molti piu’ di quanti ne possiamo immaginare, ma sono uomini che hanno preferito rimanere in silenzio perche’ non hanno mai avuto il coraggio di esporre pubblicamente la loro condizione. Abbiamo tutto il diritto di far sentire la nostra voce, rivendicare i nostri diritti e di ribellarci al potere che la donna vuole imporci. Questa pagina ci da la possibilita’ di confrontarci, esporre le nostre idee e aiutarci a superare certi ostacoli a partire proprio dalla rivendicazione dei nostri diritti. Era ora che nascesse un movimento come questo e sapevo che qualcuno prima o poi avrebbe preso tale iniziativa. Grazie a Fabrizio, al fondatore di questa pagina e ai vostri dialoghi ho avuto modo di far chiarezza su molti aspetti circa la mia condizione di uomo (molto) beta. La solitudine sessuale e’ molto brutta tanto quanto quella affettiva e anche se non ho avuto ancora tutte le risposte che cercavo adesso mi sento piu’ sereno.
Mizio, al di là dei motivi per cui un uomo può risultare più o meno interessante per le donne, va evidenziato che una insoddisfacente e negativa vita sessuale da giovani si ripercuoterà in età adulta.
Un uomo che non ha precedentemente avuto delle significative esperienze sessuali, non solo sarà perennemente insicuro con le donne, (e credo tu sappia bene quanto le donne detestino gli uomini che mostrano la minima insicurezza), ma non svilupperà neanche “potenza sessuale”. Ad esempio, io funziono bene con le prostitute, ma non con le donne “normali”.
E questo perché nel mio passato ci sono solo delle brevi e insignificanti relazioni con le donne, niente di particolarmente importante e profondo. Tutto ciò mi ha impedito di sviluppare una sessualità matura.
Credo che tale discorso valga anche per tanti altri uomini, che però non hanno il coraggio di parlarne, per paura di essere derisi.
Simone M.
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Credo che tale discorso valga anche per tanti altri uomini, che però non hanno il coraggio di parlarne, per paura di essere derisi.
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E’ così. La massa degli uomini non riesce ad infrangere la barriera, a rompere il tabù, e si porta nella tomba – in silenzio – una somma insospettabile di frustrazioni e sofferenze.
Uno dei ns obiettivi deve consistere anche nel consolidare lo spazio (psicologico) in cui sia finalmente possibile parlare di sé, uscendo dalla schiavitù dell’orgoglio vuoto e autolesionista.
RDV
Bravo Simone, un atto di coraggio, dignità e trasparenza da parte tua. Se tutti gli uomini avessero il tuo stesso coraggio saremmo un bel pezzo avanti. E invece tutti a recitare una sorta di indifferenza, di pseudo “superiorità”, facendo finta che i problemi riguardino sempre gli altri perché loro sono “fighi” e la cosa non li tange…
Ecco, proprio quest’ultimo è il “machismo”, o comunque uno dei suoi aspetti principali e più deleteri . Se tutti avessero il coraggio di confessarsi e di fare autocoscienza, come fecero le donne a suo tempo, ne vedremmo delle belle, e sarebbe l’inizio di un nuovo percorso…
E invece tutti a far finta di niente…
Fabrizio
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Un uomo che non ha precedentemente avuto delle significative esperienze sessuali, non solo sarà perennemente insicuro con le donne, (e credo tu sappia bene quanto le donne detestino gli uomini che mostrano la minima insicurezza), ma non svilupperà neanche “potenza sessuale”.
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Se non sbaglio le donne hanno possibilita’ di scegliere tra centinaia di pretendenti e corteggiatori, privilegio che un uomo beta nei confronto delle donne non ha, giusto ? Se ne deduce allora che le donne possono scegliere gli uomini privilegiati a cui dare questa esperienza mentre gli altri restano fuori. Percio’ e’ inutile che le donne si lamentano del fatto che molti uomini a una certa eta’ sono insicuri e inesperti perche’ inesperti ce l’ hanno fatti diventare loro in passato. Dico questo perche’ io non ho mai avuto una vita sessuale probabilmente (anzi sicuramente) per il mio aspetto esteriore, lo dico con la stessa umilta’ con cui Simone ha esposto il suo pensiero. Il fatto che in passato non abbia mai ricevuto un complimento spontaneo sul mio aspetto fisico la dice lunga sulla difficolta’ che ho avuto nel relazionarmi a loro. Ma la cosa piu’ brutta e’ che molti uomini devono pure prendersi le colpe dalle donne per il fatto di non aver avuto esperienze quando, ripeto, sono proprio le donne stesse ad averti respinto in passato. Negli anni ho maturato la consapevolezza di migliorarmi facendo attivita’ fisica e creandomi tra ballo e palestra varie opportunita’ di incontri ma non e’ servito a nulla.
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Ad esempio, io funziono bene con le prostitute, ma non con le donne “normali”.
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Sull’ argomento prostituzione esprimo un mio pensiero che forse va al di fuori delle righe. Non me ne vogliano coloro che hanno un pensiero diverso dal mio ma io francamente non provo nessun piacere ad andare con una prostituta. Qual’ e’ il piacere psicofisico di fare l’ amore con una donna che per te non prova nulla, ne attrazione fisica, ne sentimentale ma sta li per te solo per lavoro e soldi ? Io ho avuto 3 esperienze con le cosiddette operatrici (per usare un termine piu’ delicato) e devo dire che mi hanno lasciato un vuoto dentro. Da quelle esperienze ho capito che non ci potra’ mai essere una condivisione totale di piaceri e questa completezza la puoi trovare solo se hai una donna che prova per te attrazione fisica e sentimentale. Il fatto Simone, che tu funzioni bene con le prostitute e’ perche’ con loro ti puoi permettere di sbagliare e mostrare le tue insicurezze, cose che una donna normale non te lo permette, anzi ti deride e ti giudica.
Complimenti anche a te, Mizio, è bene che questo blog diventi anche un luogo dove gli uomini parlano di sé, delle loro problematiche, anche quelle più intime e personali, quelle di cui normalmente e pubblicamente non si parla oppure si affrontano solo dallo psicologico, per chi sceglie di farlo.
Ottimo, la rinascita di un maschile sano e rinnovato passa anche e soprattutto attraverso questo “lavoro” personale che può e deve diventare collettivo, condiviso.
Quello che state facendo spontaneamente tu e Simone (e siamo felici di avervi dato questa opportunità) è il percorso che ogni uomo, ciascuno con le sue problematiche, eguali o diverse dalle vostre, dovrebbe fare.
State dando una bella lezione di maschilità a tutti gli pseudo “machi”, camuffati sotto le più disparate spoglie, ma anche a tante donne (alcune delle quali si sono fatte vive anche qui) e che vi/ci tacciano di essere degli “sfigati”… Ammesso e non concesso che questa sia la verità, e io non penso affatto che lo sia, ebbene, non hanno forse diritto ad un’esistenza dignitosa gli “sfigati”? Ma come? Non erano e non dovrebbero essere proprio gli “sfigati”, cioè gli oppressi, per varie ragioni, quelli che dovevano e dovrebbero cambiare il mondo?
Proviamo ad immaginare se tutti gli uomini (beta) avessero il coraggio di fare quello che state facendo voi due. Sarebbe già una rivoluzione che porterebbe a dei cambiamenti radicali anche del “femminile”, costretto dagli eventi (cioè da una nuova maschilità) a cambiare a sua volta.
In alto i cuori, ragazzi. Dovete sentire voi stessi nel profondo come l’avanguardia di una nuova maschilità, e lo dico senza enfasi ma per convinzione. Perché solo se saremo in grado di avviare concretamente questo percorso saremo in grado di modificare la situazione.
Questo vostro scambio sulle vostre rispettive vicende personali è molto più importante di tante sciocche polemiche che ci sono state anche su queste pagine.
Non è che l’inizio. Portate altri uomini, parlate con loro, fategli capire che qualcosa di concreto si sta muovendo e che stiamo finalmente mettendo la testa fuori dal guscio per uscire allo scoperto. La debolezza maschile di oggi è pari alla sua forza potenziale. Tocca a noi ragazzi. Forza.
Fabrizio
Il termine “sfigato” e’ un termine che a me non piace perche’ solitamente viene attribuito e etichettato all’ uomo buono a nulla, trascurato, problematico e altri banali luoghi comuni femministi pieni di ipocrisia e lontani dalla verita’. Io fortunatamente, come molti di voi che scrivono e commentano queste pagine non apparteniamo a questa categoria. E lo dimostrano le capacita’ dialettiche e la compostezza con cui ci si confronta. Dobbiamo avere la forza di sfatare questi luoghi comuni imposti dal femminismo perche’ la spontaneita’ a mio parere non deve badare all’ esperienza acquisita dell’ individuo a cui ci rapportiamo, e questo le donne lo devono sapere. Il fatto che per rapportarsi a una donna devi essere “esperto e collaudato” e’ un’ altra legge del femminismo che io contesto fermamente perche’ anch’ essa toglie spazio alla spontaneita’ e reciprocita’ appunto. La solitudine sessuale e affettiva e’ un fattore prevalentemente maschile, al mondo ci sono uomini privilegiati e altri no. Per questi ultimi i motivi possono essere svariati: c’e’ chi sostiene che cio’ dipenda da un fattore genetico o di DNA che ci condanna ad essere geneticamente soli nella vita, c’e’ chi sostiene che si debba puntare a modificare determinati comportamenti quali: timidezza, presunzione, orgoglio. Altri (la maggior parte delle persone) sostengono che l’ aspetto esteriore e la posizione sociale influisce molto nelle relazioni. Fatto sta che la verita’ per ogni singolo individuo non la sapremo mai e sarebbe troppo bello perche’ vorrebbe dire che tutti gli uomini beta potranno accedere a una sessualita’ e affettivita libera e spontanea. Ma il fatto di non sapere la verita’ puo’ essere visto come un aspetto positivo perche’ ci da la possibilita’ di confrontarci e parlare di “noi” finalmente, come ho scritto in qualche post precedente era ora che nascesse un movimento cosi libero capace di dare a tutti la possibilita’ di esprimersi.
Anch’io ho sempre detestato la parola sfigato anche se non saprei quanto il femminismo c’entri nella diffusione di tale termine.
Il termine è usato indistintamente da uomini e donne e non ha una valenza necessariamente sessuale o relativo a tematiche di genere.
“Sfigato” è usato ANCHE come sinonimo di “perdente”,”insignificante”,spesso con un’ accezione classista e generalmente discriminatoria.Chi non ha mai avuto qualche sfigato/a in classe,alle superiori o alle medie,quando cioè si comincia a diventare più “adulti”?
Al di là comunque di chi sia la genitorialità di tale termine è indubbio che molte donne (e molti maschietti autolesionisti) lo usino a scopo di male-bashing,ovvero per umiliare e sottoporre il maschio di turno ad una collaudata forma di pestaggio morale e rappresaglia psicologica.Ne sappiamo qualcosa (basta inserire su google “uomini beta” e girare nei vari blog forum per avere un riscontro di quanto appena scritto,solo a titolo di esempio).
Mizio
>>
…che tu funzioni bene con le prostitute e’ perche’ con loro ti puoi permettere di sbagliare e mostrare le tue insicurezze, cose che una donna normale non te lo permette, anzi ti deride e ti giudica.
>>
Vero e molto pesante. Ma, pensandoci, non dovrebbe piuttosto essere il contrario?
La verità è che si ha più da temere da coloro che ci “amano” che dagli altri/e.
Quando si giunge al punto che gli UU devono temere umiliazioni e sberleffi da moglie, amante, morosa, vuol dire che siamo messi male e che molte cose vanno ripensate.
Mi viene in mente la risposta fulminante di un amico che mi aveva fatto capire che il sesso con la moglie era finito da un pezzo.
“Ha chiuso i battenti?”
“No, li ho chiusi io!.
“Tu? e perché?”
“Basta esami!”
Basta.
RDV
@ Mizio
Il fatto Simone, che tu funzioni bene con le prostitute e’ perche’ con loro ti puoi permettere di sbagliare e mostrare le tue insicurezze, cose che una donna normale non te lo permette, anzi ti deride e ti giudica.
@
Sì, è così, con una partner non puoi commettere il minimo errore, sennò hai chiuso. Inoltre c’è da dire che il passare degli anni ha ulteriormente accentuato queste mie insicurezze con l’altro sesso (già da bambino soffrivo di una timidezza tremenda e opprimente), perché un conto è essere insicuri a vent’anni e un conto è esserlo a quasi quaranta. In proposito mi ricordo di quella volta che mi capitò di non riuscire a mantenere l’erezione con una donna, mia coetanea, la quale, alteratissima, mi disse che se “non ero riuscito a farcela, era dovuto al fatto che le donne maturano prima degli uomini, perciò per lei sarebbe stato molto meglio relazionarsi con un uomo più adulto di me di almeno cinque anni, se non dieci”. Sono passati più di dieci anni da allora, ma ancora oggi quelle parole sono per me una ferita aperta, perché anche in quei momenti sapevo bene quanto assurde e false fossero certe affermazioni.
Se lei dimostrava di essere più sicura e matura, per quanto riguardava l’approccio sessuale, ero solo dovuto al fatto che a differenza di me, aveva alle spalle numerose relazioni sessuali/sentimentali.
Lei aveva avuto il suo primo rapporto all’età di quattordici anni, io a venti. Ma tanto questi sono discorsi che una donna non può capire, né razionalmente, né emotivamente. Non li capisce neanche mia sorella maggiore, che non a caso è sposata con uno di quegli uomini “che non devono chiedere mai”.
Avere il pene è una responsabilità grande, crea un sacco di problemi: dalla lunghezza all’ erezione; gli uomini mettendo l’accento su questi particolari non fanno altro che rendersi più deboli e schiavi davanti alle donne, oltre che egoisti e stronzi verso i meno fortunati: ragazzi qui si ride degli impotenti, dei piccoli e dei vergini. Una donna che distrugge psicologicamente un uomo andrebbe denunciata senza la paura di essere derisi.
Io ho paura delle donne per via di un trauma infantile, che vede protagonista proprio l’invidia del pene su cui ho insistito spesso. La bambina inconsapevole a cui piacevo tanto, dopo aver visto la vera differenza tra uomo e donna è cambiata dalla notte e il giorno: e acquistò tutte quelle caratteristiche negative delle donne. Mi fermo qui, aggiungo solo che i traumi non si superano proprio perché vengono riconfermati durante tutta la vita.
L’ho buttata sul personale.
“Ma tanto questi sono discorsi che una donna non può capire, né razionalmente, né emotivamente. Non li capisce neanche mia sorella maggiore, che non a caso è sposata con uno di quegli uomini “che non devono chiedere mai”. (Simone M)
Ne sei proprio sicuro?…Sono in molti a bluffare ma quelli che “non devono chiedere mai” sono in realtà assai rari. Anche i più sbruffoncelli chiedono, non ti preoccupare, hai voglia se chiedono… Sono molti pochi invece quelli come te che hanno il coraggio di esporre pubblicamente le proprie insicurezze. Di questi ce ne vorrebbero molti, molti di più…
Ciò detto, caro Simone, quando facciamo “cilecca”, facciamoci una bella risata sopra…non è un dramma ma un evento normalissimo che è accaduto e accade a praticamente tutti gli uomini. A me è accaduto spesso, specie la prima volta che andavo con una donna, ed è proprio da quando ho cominciato a riderci sopra, metaforicamente parlando ma anche praticamente, che non mi accade più.
Scherzi e metafore a parte (che comunque hanno la loro importanza, il tema è assai delicato e non voglio certo risolverlo con due battute.
E il bello è che dicono che solo la sessualità femminile è stata repressa e condizionata da sempre. E quella maschile invece? Se un uomo che non si eccita (e vale per tutti gli uomini) vive questo fatto come un dramma vuol dire che anche la sessualità maschile è sottoposta a mille condizionamenti. O no? In caso contrario se ne fotterebbe altamente.
Forse ci preoccupiamo più di tanto quando non abbiamo appetito? Non mi pare. E invece, come al solito, ma guarda un po’, quando c’è di mezzo il sesso scattano centomila sovrastrutture, di cui la grande maggioranza degli uomini non solo non si è ancora liberata ma nelle quali è ancora invischiata fino ai capelli.
Troppo lavoro c’è ancora da fare, cari amici miei. Nel frattempo, nella fattispecie, cominciate a pensare che il sesso è un gioco, e nulla più (e non è affatto poco…), e vedrete che risultati inaspettati…
Ci torneremo.
Fabrizio
@Simone M: sai quale è il problema: la vergogna, ci vergogniamo del giudizio femminile, un bel vaffa e una risata sarebbe la cosa più giusta; ma anche accettare che una donna può essere più forte di noi, è questo il guaio: il mondo ci vuole forti, perfetti per servire le femmine che se se ne approfittano.
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Lei aveva avuto il suo primo rapporto all’età di quattordici anni, io a venti.
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Io invece a differenza di molti di voi non ho mai avuto un rapporto sessuale con una donna “normale” e vi confesso che essere respinti continuamente o comunque non accettati o ancora che nessuna donna “abbia voglia di farlo con me” fa soffrire tantissimo. Ti scava un vuoto dentro che ti lascia senza speranze per il futuro e io ho grossomodo la stessa vostra eta’ degli “anta”. La prima esperienza l’ ho avuta appunto con una cosiddetta “operatrice”, la prima volta fu un disastro, la seconda ando’ decisamente meglio. Praticamente se avessi scritto 5 anni fa in questo blog avrei detto di essere ancora vergine e le donne su questo ti deridono. Ti deridono a vent’ anni anni figuriamoci a quaranta. Io ho una mia amica che ha 31 anni e mi ha confessato di essere ancora vergine, sapete cosa gli ho risposto ? Gli ho detto: “Scusami ma guarda che ci sono tante donne come te, non devi fartene un problema, se non ci riesci ti tranquillizzo, non e’ un obbligo” e ho cercato di tranquillizzarla e farle stare a suo agio. Se invece gli avessi detto a una donna che ero ancora vergine che sarebbe successo ??? Semplice: mi avrebbe deriso, l’ avrebbe raccontato ai suoi amici, mi avrebbe dato dello sfigato e bla bla bla !!! E questo e’ uno dei motivi per cui gli uomini fingono relazioni mai avute e ne parlano come fossero i super machi a cui dare lezioni ad altri. Da qui il termine machismo appunto. Noi dobbiamo capire e comprendere le insicurezze della donna, la donna invece deride sulle tue. Bella pretesa !!! Le donne sanno solo essere aride, fredde, e esigenti: prima ti respingono e poi pretendono da te esperienza e sicurezza. Se questa e’ l’ emancipazione femminile io mi ribello !!! I tempi dello zerbinaggio per gli uomini devono finire prima o poi e per me e’ gia’ finito da diversi anni !!! La vita nel corso degli anni mi ha fortificato, indurito e incattivito, appena fiuto l’ aria di presa in giro, di illusione da parte di una donna gli sbatto in modo forte tutta la verita’ nuda e cruda cosi com’e', perche’ la verita’ fa male ragazzi e le donne si sa, la verita’ non vogliono sentirsela dire, vogliono solo elogi e complimenti e quando si sentono ferite da me (senza insulti ne offese ma semplicemente sbattendogli in faccia la verita’ e facendole prendere coscienza delle sue ipocrisie) per me e’ comunque una vittoria, e non importa se ho davanti una come la Belen o la Hunziker adesso se vogliono avere a che fare con me sappiano che so dire anche di no. E credetemi, se fossimo in tanti a sbatterle in faccia la verita’ mantenendo la calma e con la testa fino a farle ferire e prendere coscienza dei loro sbagli vedrete che molte cose cambieranno e come dice Fabrizio si puo’ dar vita a una nuova trasformazione del rapporto uomo-donna. Ma questo processo deve partire da noi, dal maschio: abbandonare questa sorta di zerbinaggio e servilismo e tirare fuori finalmente gli attributi come sto facendo io.
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un conto è essere insicuri a vent’anni e un conto è esserlo a quasi quaranta.
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L’ insicurezza penalizza sia a venti che a quarant’ anni e anzi, comincio a vederlo come un aspetto positivo perche’ il non aver avuto rapporti, l’ aver avuto solo batoste e prese in giro ti fortifica e ti fa aprire gli occhi. Per questo dico: se riuscissimo tutti insieme ad abbandonare lo zerbinaggio, a tirare fuori gli attributi, a mettere a nudo menzogne e ipocrisie delle donne, con forza, lucidita’ e determinazione, e anche con cattiveria se necessario, possiamo dar vita a un vero e proprio cambiamento in cui tutti gli uomini finalmente potranno aver diritto ad accedere ai rapporti sessuali e affettivi.
Mi rendo conto che in questa discussione sono “fuori posto”, in quanto non potrò mai capire le aspettative, le ansie, i desideri di un uomo a fondo.
Ho sempre considerato supponenti le donne che pensavano che per far godere appieno un uomo bastasse farlo eiaculare, figuriamoci cosa penso di quelle che credono di non avere nessuna responsabilità oggettiva della mancata erezione.
Però posso parlare a nome mio e, a questo punto sentite alcune delle vostre esperienze e considerazioni, mi dispiace di non poter parlare a nome della maggioranza delle donne e posso dirvi che per me, un momento d’intimità con un uomo (ovviamente che piace e cui si è piaciuti, ma nel momento stesso in cui si è accettato di mettersi a nudo – in tutti i sensi – significa che ci si è scelti fra molti altri) è sempre stato, qualunque fosse stato l’andamento e l’esito finale un momento di grande magia e gratificazione.
E’ capitato pure a me, ovviamente che non si funzionasse al dunque (perchè la “relazione” ancorchè sessuale, è una relazione di coppia e va da sè che la responsabilità andrebbe divisa) e ho sempre chiesto scusa, mi dispiace, sono un disastro etc. ricevendone in cambio sempre rassicurazione e vivaci proteste di assunzione di responsabilità
(non dipende da te etc.) .. per finire con “è comunque è stato bello lo stesso”.
Ora non so se me l’abbiano detto per “dovere di cortesia” e per minimizzare la mia evidente mortificazione conseguente ad ansia da prestazione.
Ma fatto sta che .. comunque per me è stato proprio così “bello lo stesso”.
E sinceramente spero che sia stato così anche per lui.
Ma in fondo … poi in quest’epoca in cui si parla tanto di sessualità femminile non si parla sempre dell’importanza dei preliminari? E vabbè, se sono importanti vuol dire che piacciono, sono come gli antipasti, se ai preliminari non segue, per qualsivoglia motivo, il pasto, il “gusto” sta lì.
Se si intraprende un cammino in montagna per raggiungere la cima, a qualunque punto ci si fermerà si avrà comunque avuto il godimento del panorama circostante.
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Il sesso non è solo la penetrazione a cui si dà un importanza spropositata, alla fine diventa un obbligo.
Rita: Ho sempre considerato supponenti le donne che pensavano che per far godere appieno un uomo bastasse farlo eiaculare,
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anche masturbandosi l’uomo eiacula.
Rita, non ti conosco, ma basandomi su quello che scrivi posso dirti che sei una vera e propria mosca bianca.
Di norma le donne ragionano in un altro modo… (fra queste c’e’ pure mia madre, che e’ tutto un programma).
Bravi Simone, Leo, Mizio.
Mi pare di ricodare che qui abbiamo già rivendicato apertamente il diritto di fare cilecca.
Questo è il primo diritto maschile: il diritto di fare cilecca.
Il secondo è quello di essere sfigato: senza fica.
RDV
Caro Mizio, intanto grazie per la tua testimonianza. Questi tuoi e vostri racconti di vita vissuta e di esperienze reali sono molto preziosi e sono la migliore risposta a diverse e diversi imbecilli che hanno fatto irruzione in questo blog solo per provocare o insultare. Consideriamolo quest’ultimo come un fatto inevitabile.
Noi invece siamo capaci di questo, di fare autocoscienza, come si sarebbe detto una volta, e non so in quanti altri blog ci si parla e ci si apre come noi facciamo sul nostro.
Constato con piacere che il mio invito a creare uno spazio maschile è stato spontaneamente raccolto. E sono certo che anche quelle donne, come nel caso specifico la nostra Rita, che interverranno su un tema come quello da te sollevato, lo faranno con molta sensibilità e delicatezza. Anche a loro è aperto il nostro spazio; noi non siamo dei separatisti e non abbiamo timore della contaminazione, specie quando il contributo è sincero e autentico…
Credo, caro Mizio, se posso permettermi (penso di sì dal momento che hai scelto di esporti pubblicamente) che la tua sia una questione di autostima. Ti dico subito che il tuo è il problema di tre quarti e forse più dell’umanità: la mancanza di autostima che genera senso di inadeguatezza e che ha come risultato quello di non piacersi, indipendentemente dall’aspetto fisico o meno. Ci si può piacere o non piacere (e quindi volersi o non volersi bene) per mille e più motivi, credimi, provare per credere. Poi naturalmente, passo dopo passo, ci si comincia ad avvitare in una spirale negativa e non si trova più il bandolo della matassa. Da dove cominciare per districare i nodi? Dalla testa o dai piedi? Dall’epifenomeno, cioè dalla somatizzazione e dagli effetti ultimi causati dal nostro disagio originario o appunto dalle cause prime?
E’ su questi punti, a mio parere, che dovresti lavorare, possibilmente con il sostegno di uno psicologo o di uno psicoanalista, a seconda di dove vuoi partire. A mio avviso sono necessari entrambi i percorsi.
La mia opinione è la seguente. Se il disagio che vivi ha, come mi sembra di capire, degli effetti “invalidanti” sulla tua vita concreta con delle “incrostazioni” ormai cronicizzate, è bene partire con una buona psicoterapia comportamentista, un po’ d’assalto se vuoi ma in genere molto efficace. Per dirla con una battuta, se hai ad esempio problemi di eccessiva timidezza o di comunicazione con l’altro sesso, un bravo psicoterapeuta comportamentista che conosce il suo mestiere, nell’arco di un anno riesce a far sì che tu te ne vada a rimorchiare in discoteca con una certa disinvoltura; una cosa cioè che mai avresti pensato di poter fare nella tua vita. E va bene così, nella vita serve anche questo. Guai però a fermarsi alla psicologia comportamentista. Può essere utile ma solo fino ad un certo punto e se non si va oltre si rischia anche di fare dei danni, a mio parere. Una volta riemersi dalle sabbie mobili è quindi bene iniziare un lavoro nel profondo che solo un percorso psicoanalitico può fare. Naturalmente ciascuno ha il suo e spetta alla nostra sensibilità capire quale possa essere il più adatto per noi. Ovviamente i percorsi possono essere tanti, anche di natura spirituale e non solo psicoanalitica (o entrambi), ma il discorso si amplierebbe troppo e non mi pare che sia questo il frangente specifico (posso sempre sbagliarmi, sia chiaro, neanche ti conosco …)…
Per evitare qualsiasi fraintendimento, è bene chiarire subito che chi ti parla, anche se forse a questo punto era scontato, ha avuto diverse e lunghe esperienze sia di psicoanalisi che di psicoterapia.
L’aspetto fisico, credimi, è soltanto una delle possibili variabili di questo senso di inadeguatezza complessivo. Io non mi fossilizzerei su questo punto specifico se fossi al tuo posto, anche se a te probabilmente sembra l’aspetto preponderante. I meccanismi psichici, ricorda, sono molto complessi a volte, e spesso fatichiamo ad individuare i nodi e a scioglierli perché la nostra stessa mente è molto abile a camuffarli e a spostarli su altri binari. In parole più povere, siamo molto abili a raccontarci fischi per fiaschi. In genere questa è una forma di difesa; è proprio questa che genera le nevrosi.
Lezione di psicoanalisi a parte (sto scherzando ovviamente), questi sono solo dei consigli che mi sento di darti, come li darei ad un amico che vedo in difficoltà.
E’ ovvio che poi c’è tutto il resto, il contesto sociale, culturale, ambientale che è fondamentale quanto lo siamo noi, singoli individui che ne facciamo parte, con le nostre paure, insicurezze, nevrosi. Tutto è intimamente legato, interconnesso. Questa per lo meno è la mia visione delle cose. Separare la psicologia dalla sociologia è assurdo e senza senso, dal mio punto di vista. Trasformare la realtà è trasformare noi stessi e trasformare noi stessi è trasformare la realtà.
Anche questo lavoro che stiamo facendo è un passo in questa direzione. Ed è un passo che stiamo facendo insieme, collettivamente. Ben venga quindi anche e soprattutto questa “psicoanalisi di gruppo”, questo lavoro fondamentale e propedeutico alla realizzazione del nostro progetto. Laviamo pure i nostri panni in pubblico, senza alcun timore; non c’è ragione di averne. Ne usciremo tutti più forti e consapevoli.
Fabrizio
Leonardo
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Io ho paura delle donne per via di un trauma infantile,
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Io no, non ho assolutamente paura delle donne.
Semmai ho paura… di me stesso.
Si, l’autostima, ma anche la sopravvalutazione ed il rispetto per gli altri che ci viene inculcato sin da piccoli dall’educazione e, soprattutto la supervalutazione eccessiva delle donne che viene dall’ intera società in cui siamo cresciuti.
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@Strider; hai paura di essere troppo violento con loro?
scrivo solo per quello che riguarda l’aspetto fisico … credo che lo si possa paragonare ad un muro , nel senso che quando tenti un aproccio è la prima cosa che si nota (vale per gli uomini, quanto per le donne) e se non si è nei canoni viene costruito un muro di cinta peggio di quello di Berlino (quello èstato abbattuto ,questo invece rimane bene in piedi) , solo che ,per gli uomini sembra normale notare una donna per la loro bellezza ,per le donne invece guardano oltre ,niente di più falso e alquanto ipocrita ,ho sempre detto che non ne faccio una colpa .è normale che sia cosi ,basta solo meno ipocrisia ….,da abbastanza fastidio ,esperienze personali ,che alle stesse battute .se lo fa uno carino si ride ed è figo ,se lo fa uno della mia stessa posizione diventa un maniaco …..
@ Fabrizio
Ne sei proprio sicuro?…Sono in molti a bluffare ma quelli che “non devono chiedere mai” sono in realtà assai rari. Anche i più sbruffoncelli chiedono, non ti preoccupare, hai voglia se chiedono…
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Fabrizio, come puoi vedere ho virgolettato quella frase, proprio perché so che è una sciocchezza.
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@ Fabrizio
Ciò detto, caro Simone, quando facciamo “cilecca”, facciamoci una bella risata sopra…non è un dramma ma un evento normalissimo che è accaduto e accade a praticamente tutti gli uomini.
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Sì, razionalmente so bene che non è affatto un dramma.
Il problema, specie in passato, è stato di natura emotiva, nonché legato al senso di impotenza che si prova in quei momenti. Questo è pure dovuto alla consapevolezza di non essere attraenti, e generalmente di non piacere; pertanto quando si viene mandati a quel paese da una donna, diventa dura da digerire anche per via del fatto che successivamente sarà difficilissimo trovarne un’altra (molto diversa è la situazione di una donna media, che potrà scegliere fra decine di corteggiatori). Praticamente si tratta di coltellate emotive, che specialmente da ragazzi non sono facili da digerire. Certo, è chiaro che un uomo realmente forte e libero nella testa, (ossia quello che io ancora non sono, benché ci abbia lavorato molto) se ne sbatterebbe di tutto ciò; come se fregherebbe dell’atteggiamento spocchioso e arrogante delle donne. Scrivo “le donne” e non “alcune donne”, perché nella vita di tutti i giorni, riscontro che certi atteggiamenti sono diffusissimi fra le esponenti del “gentil sesso”, ed in particolar modo tra le giovani.
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@ Mizio
L’ insicurezza penalizza sia a venti che a quarant’ anni
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Personalmente ritengo che penalizzi di più a quarant’anni, anche perché ci si porta dietro vent’anni in più di fallimenti e insicurezze.
Dagli ultimi commenti che ho letto noto che l’argomento si è spostato sulle problematiche di tipo umano e psicologico, diverse quindi dal sesso ludico che nell’articolo iniziale veniva descritto come eros veloce, fuori dai luoghi consueti e facile come bere un drink. E’ per questo che avevo inserito un commento.
In un’altra discussione, un intervento di Strider credo, riportava un articolo o commento descrivente una realtà di giovani donne il cui aspetto estetico e modo di vestire erano in grado di evocare agli uomini chissà quali desideri, ma non erano in linea con il vissuto intimo e sessuale né con la consapevolezza delle stesse.
Vero che si propongono modelli e si incentivano bisogni, ma poi nella realtà bisogna vedere chi è in grado di stare al passo e quali sono i costi umani.
E così come c’è differenza, ad esempio, tra vedere un film porno che serve solo ad alimentare la fantasia o l’eccitazione in un vissuto isolato ed entrare sessualmente in relazione con una persona reale, c’è differenza nelle varie aspettative che ognuno ha e ciò che è realizzabile o si è in grado di realizzare.
Parlando quindi di sesso ludico, intendevo dire proprio questo, che facile non è, almeno non sempre, sarebbe come dire ad una coppia giovane o scoppiata che invece di rivolgersi ad un sessuologo o psicologo, fare corsi, cure o sedute interminabili possa risolvere la faccenda ripetendosi “dalla”. Non è così facile.
Ancora di più se si pretende o si insegue il sesso occasionale o estemporaneo, basato solo su qualche sguardo o sull’aspetto fisico.
Con questo non intendo dire che è sempre difficile, ma solo che se mettiamo di lato l’aspetto umano, resta poco.
X Maria5
Premetto che non e’ una frase pensata originariamente da me, pero’ la riporto lo stesso.
Resta il fatto che “nell’ odierno contesto sociale, la castita’ femminile e’ quasi sempre una scelta femminile, mentre la castita’ maschile e’ QUASI SEMPRE UNA IMPOSIZIONE FEMMINILE”. Percio’ chi e’ che detiene il potere sessuale? E quanto questo potere influisce nell’ agire dell’ uomo? Quanto condiziona negativamente la sua vita? Io dico tantissimo, e non a caso anni fa ci aprii anche una discussione su U3000.
Maria5: Dagli ultimi commenti che ho letto noto che l’argomento si è spostato sulle problematiche di tipo umano e psicologico, diverse quindi dal sesso ludico che nell’articolo iniziale veniva descritto come eros veloce, fuori dai luoghi consueti e facile come bere un drink. E’ per questo che avevo inserito un commento.
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Il sesso ludico fa parte sempre del lato umano e psicologico di un uomo e tutti gli uomini sono diversi, tutti gli uomini hanno un vissuto più o meno diverso e esperienze negative più o meno traumatiche.
Le donne spesso si lamentano delle loro debolezze nei loro siti (che cerco di evitare perché senno mi suicido) si lamentano di non avere orgasmo, di avere diversi problemi soprattutto con il partner….
Io mi posso lamentare di non poter avere rapporti con donne perché pretendono troppo e non danno niente, molte mi spavento anche solo a guardarle in faccia tanto sembrano ostili, altre sono sfigurate dai cosmetici che gli uomini dovrebbero fare un po di pulizia mentale per togliersi dalla testa certi modelli.
Riguardo al drink: andare con una donna è molto più difficile, si va con un essere umano a cui bisogna fare delle richieste.
In Olanda c'è una prostituzione molto diversa, credo che se abitassi li ci sarei già andato anche se mi rode pagare.
Caro Fabrizio eppure il mio problema e’ proprio quello: cioe’ di non essere fisicamente piacente. E nella vita ho avuto tante piccole conferme che me l’ hanno fatto capire e che non sto qui ad elencare. Poi un conto e’ non piacere, un conto e’ non piacersi, bisogna scindere le due cose. Si puo’ non piacere alle donne perche’ fisicamente non si e’ all’ altezza ma volersi bene cercando di avere piu’ cura del proprio corpo come sto facendo io. Basti pensare che in 2 mesi ho perso 6 chili facendo nuoto, corse e bicicletta proprio per star meglio fisicamente. Sul discorso dell’ autostima sono d’ accordo con te ma tieni presente che l’ autostima la si acquisisce con le esperienze avute, se queste sono state negative l’ autostima scende e bisogna alzarla. In che modo ? Sicuramente abbassando certe barriere e uscire allo scoperto come molti di noi stanno facendo. Ma alla fine come dice Mauro e’ inutile perdersi nelle ipocrisie: l’ aspetto fisico e’ il biglietto da visita per qualsiasi tipo di approccio, vale per l’ uomo quanto per la donna per cui se fisicamente non sei piacente subentrano insicurezze e l’ autostima inevitabilmente scende.
Riguardo al discorso psicologico e psicanalitico anch’ io ho avuto un percorso come te e ho constatato che per avere un percorso di crescita ci deve essere un costante feedback tra paziente e analista che non e’ sempre facile trovare. Un psicanalista deve essere in grado di capirti e tu farti capire. Probabilmente non ho avuto un percorso lungo come il tuo ma molte problematiche sono venute alla luce: certi problemi di timidezza ormai li ho risolti e abbandonati del tutto.
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un bravo psicoterapeuta comportamentista che conosce il suo mestiere, nell’arco di un anno riesce a far sì che tu te ne vada a rimorchiare in discoteca con una certa disinvoltura; una cosa cioè che mai avresti pensato di poter fare nella tua vita.
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Se fosse cosi semplice tutti gli uomini beta nel giro di un anno troverebbero donne a volonta’ e questo spazio non avrebbe piu’ ragione di esistere. E invece no, il discorso e’ piu’ complesso di quanto sembra e varia da individuo a individuo. Tu puoi migliorare l’ autostima, prendere coscienza dei tuoi errori, fare autoanalisi e risolvere determinate problematiche, ma ricordiamoci che sei sempre tu a proporti e alla fine e’ la donna che sceglie.
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Più una società è stanca, più ammira nella prostituzione la caduta dei suoi stessi ideali.
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Ennio Flaiano
@ Strider
L’attività sessuale fuori dai vincoli del matrimonio, si è sviluppata progressivamente alcuni decenni addietro ma di fatto in maniera più contenuta e diversa c’era anche in passato e portava non raramente ai matrimoni riparatori, anche a causa di minori possibilità di contraccezione.
Amanti e prostitute sono sempre esistite.
Diverse erano le consuetudini sociali e le norme legislative.
La verginità era richiesta sicuramente più alle donne che agli uomini.
La minore attività sessuale fuori dal matrimonio era compensata dal fatto che ci si sposava giovanissimi.
Oggi non è possibile pensare di arrivare vergini al matrimonio e questo non solo perché la verginità è in “disuso”, ma perché sono diverse le condizioni sociali, si tratterebbe di proporre un’astinenza sessuale che di per sé non ha alcun tipo di valore.
Rino dice:
“Bravi Simone, Leo, Mizio.
Mi pare di ricodare che qui abbiamo già rivendicato apertamente il diritto di fare cilecca.
Questo è il primo diritto maschile: il diritto di fare cilecca.
Il secondo è quello di essere sfigato: senza fica.”
Io dico:
d’accordissimo con Rino: chi ha martellato in testa al genere maschile che fare cilecca è fare cilecca, ed essere senza fica è essere sfigati? Non sono forse questi giudizi ( “idola fori” vichiani in senso letterale), uno degli aspetti più propriamente e miratamente repressivi contro i maschi della attuale cultura che sta facendo della donna un complesso di inesauribili e ineludibili doveri maschili? Penso che si debba imparare anche a pensare talvolta cose ossigenanti lo spirito, a mio avviso del tipo:
Gentili signore, carissime donne, amanti passate, presenti, o future. Voi, se appartenete alla categoria delle donne maldicenti ri-vendicatrici di tutto e il contrario di tutto, delle sindacaliste del rapporto tra i sessi, delle giustiziere con i codici penali alla mano per amore e galere sullo sfondo per accogliente femminil cura rieducativa, grazie di tutto. Vi vogliamo bene. E andate in pace. E se possibile andate anche a farvi benedire. Amen.
Maria5, non andarmi a parare in epoche passate che io nemmeno ho conosciuto (sono dell’ 80), resta al presente ed alla attuale societa’ italiana. Ebbene la realta’ che conosco, i rapporti che vedo intrecciare fra uomo e donna, confermano quanto ho scritto poc’ anzi: e’ la femmina che detta legge, e’ la femmina che fa il bello e il cattivo tempo. Questo perche’ in una societa’ civilizzata e femminilizzata come la nostra, dove non esistono piu’ certi paletti e pertanto le donne sono e si sentono autorizzate a fare quello che gli pare dal punto di vista sessuale, gli uomini comuni (o beta) contano quanto il due di coppe. In un certo senso quella attuale la si puo’ definire una realta’ rovesciata rispetto a quella presente in un mondo primordiale, dove la forza, l’ aggressivita’, la combattivita’ maschile – sia contro altri uomini che contro le forze della natura – sono predominanti, e pertanto in quel contesto e’ il potere sessuale femminile a contare quanto il due di spade, per non parlare del fatto che li’ le donne hanno un assoluto bisogno degli uomini per sopravvivere.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=14568826
Mizio, non ho mai sostenuto che esista la bacchetta magica né che si possa crescere, migliorarsi, trasformarsi, evolversi e infine piacersi senza pagare un prezzo molto alto, quello cioè di un percorso molto doloroso e faticoso. Non volevo assolutamente minimizzare le cose né affermare che si possano risolvere le cose con una scrollata di spalle. Rileggi il mio post. Ho solo detto che il primo percorso che ti suggerisco (psicoterapia comportamentista) è un primissimo step verso un percorso assai più profondo e faticoso. Un percorso che non avrà mai fine perché è il viaggio della nostra vita.
Non era certo mia intenzione banalizzare la tua problematica (e quella di tanti altri uomini beta) e forse, involontariamente, l’ho fatto. In questo caso mi scuso. Volevo solo dire che anche acquisire una certa disinvoltura (psicologica), innanzi tutto con noi stessi, indipendentemente dai risultati, è un percorso necessario. In fondo, anche andare in una discoteca (o dovunque sia) e cercare di rimorchiare qualcuna, è un tunnel che dobbiamo attraversare. A qualcuno e soprattutto a qualcuna (direi la maggior parte) queste riflessioni potranno sembrare delle sciocchezze ma noi sappiamo che non è così. Perché anche per fare questo ci vuole coraggio; specie se si nasce maschi qui ed ora in questa parte di mondo, non si assomiglia a un divo di Hollywood e non si ha in tasca la tessera dello Yachting Club di Punta Ala.
Sono quindi perfettamente consapevole che la questione è estremamente più complessa e non risolvibile con un battito di ciglia.
Aggiungo, per essere ancora più chiaro, che la Questione Maschile esisterebbe comunque, anche laddove avessimo tutti il fascino di Clint Eastwood o volassimo sulle piste delle discoteche come John Travolta prima maniera…(con relative conquiste di “sbarbine”…)
L’aspetto fisico? Certo che conta. O meglio, certo che può contare, ma nella stessa misura in cui può non contare affatto. E non è una frase fatta. Questo non significa che tutto possa dipendere da noi, altrimenti, come dici tu, non saremmo neanche qui.
Tuttavia io sono assolutamente persuaso, che un percorso di rivisitazione individuale e collettiva della maschilità può portare a risultati sorprendenti, sotto ogni profilo. E’ questa la sfida che sto proponendo a tutti voi, Mizio. Non le micro soluzioni individuali che possono esserci utili per sopravvivere ma la costruzione di un percorso umano molto, molto più grande.
Ci torneremo, naturalmente.
Fabrizio
@ Strider,
hai scritto in merito alla castità femminile ed ho dovuto riferirmi al passato, perché oggi nella nostra società dimmi dove si trova la castità, non era quindi mia intenzione di fare panoramiche storiche ma trovare un contesto nei riferimenti, soprattutto quelli relativi alle scelte.
In merito alla vostra questione maschile questo è il vostro spazio e potete trattarla come meglio credete.
Se vuoi vedere tutto dal punto di vista del potere e dei rapporti di forza, nei quali vi ritrovereste perdenti in ogni caso, ne prendo atto.
Ognuno conserva soprattutto il patrimonio delle proprie esperienze individuali. In una società dove le relazioni sociali anche uomo donna sono allargate rispetto al passato è ovvio che i rischi sono maggiori, perché si ha a che fare con una tale variabile di condizioni, punti di vista, esigenze che mi portano a dire che si trova un po’ di tutto. Bastano delle esperienze negative nella giovinezza per condizionare l’insieme futuro. A questo tipo di esperienze siamo maggiormente soggetti, anche le persone che hanno un sufficiente equilibrio interiore. Questo non impedisce di potere fare una critica del sociale e anche dell’altro genere, io però vi trovo piuttosto aggressivi, non con una forma di aggressività che tende a stabilire o delineare una posizione, ma tendente alla negazione in ogni caso, dove sfugge la risoluzione delle cose.
Le donne vanno a parare sempre nel passato che non è dimostrabile, ma basta sapere che le dame avevano i cavalier serventi e che le donne per lo più non lavoravano per rendersi conto che essere maschi era molto difficile.
Nel periodo in cui ero iscritto alle mailing-list (anni 2003-2004) mi ricordo che fu pubblicato un articolo più che attendibile nel quale si evidenziava che il 35% delle italiane, tra cui il 32% delle nubili e il 47% delle donne separate (che sono tantissime) non aveva una vita sessuale, mentre il 32% degli uomini italiani arrivava vergine ai 30 anni e oltre; la donna che lavorava faceva sesso un’ora ogni 15 gg. eccetera eccetera.
Perciò, cara Maria, quanto evidenziato da strider non è affatto campato per aria ma la pura e semplice realtà.
Di sesso se ne fa molto a parole, poco nei fatti.
Maria5: io però vi trovo piuttosto aggressivi, non con una forma di aggressività che tende a stabilire o delineare una posizione, ma tendente alla negazione in ogni caso, dove sfugge la risoluzione delle cose.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
A parte le battute, qui ciascuno ha un suo modo di porsi e risponde per sè stesso. Per quanto mi riguarda non credo di aver manifestato mai in questo sito e non solo alcuna forma di aggressività nei confronti di chicchessia. Mi è capitato di replicare in maniera decisa, ma solo in risposta a provocazioni . Di conseguenza l’accusa, per quanto mi riguarda, è infondata.
Oltrechè aggressivi aggiungerei anche sfigati, frustrati e perchè no maschilisti e misogni
In ogni caso, il problema dell’aggressività, della violenza verbale, della maleducazione sul web nelle sue infinite sfaccettature si pone eccome. Purtroppo chi nella vita è già un vile, un maleducato, un mediocre, per essere generosi, trova nell’anonimato quella protezione che gli/le consente di esprimere ancor di più tutta la sua miseria umana. Purtroppo ci tocca dividere la “rete” inevitabilmente anche con costoro.
Condivido quanto scrive Fabrizio nella risposta a Mizio, nel senso che i singoli percorsi individuali sono necessari e utili, utilissimi, ma lo sono tanto di più se per loro tramite si arriva ad afferrare che sono comunque parte di una questione più vasta che non può essere ignorata.
Sulla questione delle cilecche: capitano, è normale, e sono d’accordo con Ckkb quando cataloga la questione fra i nuovi “doveri” maschili imposti dalla cultura dominante la quale, contemporaneamente, nasconde sistematicamente le fragilità e le insicurezze femminili. Perchè vedete, quando un uomo fa cilecca, la donna dentro di sè (e talvolta lo manifesta anche), si chiede se non sia lei la causa, se non piace, se non è stata brava a suscitare il desiderio maschile-. Non cadiamo nella trappola mediatica di considerare le donne come superwoman sicure di sè.Ridimensioniamole, non è affatto così. Donne e uomini hanno entrambi lati forti e lati deboli, sicurezze e insicurezze, naturalmente non identiche per tutti gli individui.
Perchè vedete, quando un uomo fa cilecca, la donna dentro di sè (e talvolta lo manifesta anche), si chiede se non sia lei la causa, se non piace, se non è stata brava a suscitare il desiderio maschile-. (Armando)
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E’ vero, tuttavia sono del parere che a volte non sia “colpa” di nessuno: né di lui, né di lei. Intendo dire che ci si può pure conoscere, frequentare e al dunque scoprire che da una parte o dall’altra, o da entrambe, non vi è una reale attrazione fisica (pur essendoci quella emotiva).
@Fabio,
personalmente credo che avere una vita sessuale e relazionale non dico soddisfacente ma almeno accettabile faccia bene a tutti. Arrivare sino a trenta anni senza avere avuto un singolo rapporto sessuale, secondo me non va bene, anche se non voglio neanche drammatizzare, si può iniziare anche tardi.
Anche a me è capitato di fare astinenza sessuale per periodi abbastanza lunghi, ma questa non è castità. Nella verginità non ho creduto mai, non so se ci sono ancora persone che ci credono, penso di no, ma in ogni caso mi sembrerebbe un’ennesima follia umana.
@Alessandro,
la mia non era un’accusa, parlando di aggressività, ma solo qualcosa che ho personalmente notato, intendevo dire che comunque un minimo di incontro di tipo dialettico con l’altro genere non disturba. Peraltro, lasciando comunque aperta la vostra questione maschile, assumere un atteggiamento di acceso contrasto nei confronti dell’altro sesso non aiuta. Se ad esempio, io ho qualche difficoltà in una relazione e l’altro sostiene che la mia è solo una posizione di forza perché voglio comandare, sicuramente non ha centrato tutto.
Meria5; ma sai, le donne per fare sesso non devono muovere un dito, il primo spasimante che si fa avanti ed è fatto, magari ti porta in giro con la macchina, paga la cena e poi se ti va magari si stai.
Credo che molti si accontentano di fare sesso con una che sta sdraiata come un sacco di patate.
x fabio. Certo, spesso non è colpa di nessuno. Se non c’è l’attrazione c’è poco da fare. Lo dicevo solo per smontare due cose- Che le donne siano davvero, come sembrano, supersicure e che abbiano il diritto di valutare gli uomini in base alle cilecche, al che corrisponde lo sciagurato dovere che i maschi hanno introiettato di non sbagliare mai un colpo e di autoattribuirso ogni responsabilità quando accade.
@ Leonardo,
cercherò di spiegare meglio quello che penso in merito all’argomento che tu mi poni, questo secondo le mie esperienze e quelle delle persone che conosco.
Non si può accettare qualunque uomo si propone, questo non soltanto perché ci vuole l’attrazione, ma perché bisogna almeno un minimo valutare chi abbiamo di fronte. E’ necessaria un minimo di compatibilità anche di gusti sessuali (metti che a lui piace il sadomaso mentre a me no), devi considerare la parte igienica, l’educazione (non c’entra dovere portare fiori o azioni similari, ma che non sia un cafone e che sappia un minimo relazionarsi ) se a me non piace andare con uomini impegnati devo escluderli (e di uomini impegnati che si propongono ce ne sono invece molti), è necessaria una sincronia nei tempi (lui vorrebbe fare una cosa veloce e passare avanti, mentre io vorrei prima approfondire un poco, anche per i vari motivi sopra indicati) , se quindi togliamo tutto ciò che per me non andrebbe bene (consentitemi queste necessità) potrebbe restare poco. In realtà quel poco che resta è spontaneo e condiviso, ci muoviamo incontro entrambi, tranne che uno dei due non sia disturbato da problemi personali.
Invece per le cilecche il problema non si pone, tranne che non indicano problemi di salute, a volte anche le cilecche si possono manifestare per problemi di tipo emotivo, persino per un forte coinvolgimento iniziale, ma è poi nell’insieme del comportamento che si può stabilire se è il caso di continuare o meno e che non ci siano da ambo le parti atteggiamenti superficiali o egoistici.
Maria5, quello che in questo blog si cerca di evidenziare è l’ asimmetria sessuale – in parte naturale e in parte culturale – esistente fra uomini e donne.
Per esempio, in risposta a Fabio scrivi che “Anche a me è capitato di fare astinenza sessuale per periodi abbastanza lunghi”. Non discuto, ma dubito fortemente che sia stato dovuto al fatto che non trovavi uomini disponibili. Sicuramente è stata una tua scelta. Viceversa per un uomo non è così, quasi mai lo è.
Aggiungo che molto difficilmente ascolterai discorsi simili ai nostri fra gli uomini di tua conoscenza. Anzi, nel caso dovessi fargli presente le mie considerazioni, nonché quelle di altri utenti del blog, sicuramente ti risponderebbero che si tratta solo delle sciocchezze di una combriccola di “sfigati”. E certamente ti direbbero che oggi è facilissimo abbordare una donna, tanto è vero che loro ne avranno a disposizione due, tre o quattro tutte insieme…Siccome sono un uomo, posso assicurarti che gli uomini, pur di tenersi su, raccontano un sacco di bugie.
Maria 5 ci mostra che ha solo l’imbarazzo della scelta, ci sto o non ci sto? forse non riesce a capire la controparte, che qui non è formata dai ciarlatani comuni; mi sembra come la leggenda della regina Maria Antonietta d’Austria a cui dissero: il popolo non ha il pane, e la regina rispose: che mangino le Brioche.
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Arrivare sino a trenta anni senza avere avuto un singolo rapporto sessuale, secondo me non va bene
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Beh io sono arrivato a trent’anni senza avere un rapporto e non per mia scelta. E’ troppo facile parlare per nome di una donna perche’ una donna lo sappiamo: puo’ avere rapporti sessuali in qualsiasi momento, anche tra mezz’ ora se vuole mentre l’ uomo deve solo aspettare una donna disponibile e conseziente. Il bello e’ che poi queste donne dopo aver respinto numerosi corteggiatori giudicano gli uomini meno fortunati etichettandoli come sfigati e buoni a nulla. Ma ragazzi, alla fine questi discorsi si perdono nel vuoto, la donna non si calera’ mai nei panni di un uomo, discorsi di quel tipo li ho sempre sentiti fare dalle donne e mai da un uomo, ci sara’ un motivo no ? Per cui alle donne dico: scendete un pochino dal vostro piedistallo e cercate di rapportarvi con piu’ umilta’ verso l’ altro sesso, sono convinto che cosi facendo molti uomini che vi vedono ostili si proporranno a voi con maggiore serenita’ e anche la parte femminile ne trarra’ giovamento. Cosi la smetterete di affermare che non esistono piu’ gli uomini di una volta e che non sanno piu’ corteggiare.
“Ma ragazzi, alla fine questi discorsi si perdono nel vuoto, la donna non si calera’ mai nei panni di un uomo, discorsi di quel tipo li ho sempre sentiti fare dalle donne e mai da un uomo, ci sara’ un motivo no ?”
Proprio così Mizio,è quello che dico sempre,ogni tanto lo ripeto nella speranza di fare un favore ad altri uomini ma ho deciso che è bene che ognuno ci arrivi a capirlo dopo aver “investito” (a questo punto direi non inutilmente) il proprio tempo..
@Leonardo
Un uomo che si propone sta facendo una scelta, magari sbagliata, superficiale ma è una scelta.
Una donna può o meno aderire, facendo una scelta, magari sbagliata, superficiale ma è una scelta.
Io (per modo di dire) potrei essere invidiosa della mia amica, perché l’uomo ha scelto lei e non me. Mai sentito parlare di competitività femminile?
Pensi che se mi piaccia un uomo solo perché cerco di propormi mi accetta? E per fare cosa, una sveltina?
@Mizio
La tua situazione è particolare e non si conoscono i dettagli, non mi sento di pronunciarmi. Personalmente non mi sono mai sentita in un piedistallo. Ti auguro il meglio, potresti trovare qualcosa in futuro, solo stai attento alle scelte che fai.
@Mizio: sono gli uomini che devono farle scendere dal piedistallo.
Mizio
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Cosi la smetterete di affermare che non esistono piu’ gli uomini di una volta e che non sanno piu’ corteggiare.
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Premesso che io sono uno che ha la faccia come il … bip! con le femmine, (ma non e’ questo il punto, ovviamente) c’e’ da dire che noi trentenni siamo la generazione cresciuta col mito – perche’ di mito si tratta – delle “donne sessualmente aggressive, che prendono sempre l’ iniziativa e te la sbattono in faccia”… Insomma, la generazione che avrebbe “invertito i ruoli”… ?!? Be’, la realta’ che io conosco e’ molto diversa da quella narrata dai mass media e dalle stesse femminucce, nonche’ dai succubi che leccano loro i piedi. Se un uomo qualunque aspetta l’ iniziativa femminile, come minimo arriva alla tomba vergine.
@Simone,
I motivi che ci possono portare a periodi di astinenza sessuale sono tra i più svariati.
Nella statistica riportata da Fabio la percentuale più alta era tra le donne separate. Questo mi indica il valore negativo dell’esperienza precedente, una condizione di svantaggio rispetto alle donne libere soprattutto se c’è presenza di figli, minori spazi ludici o di frequentazione.
Per quanto invece riguarda il ritardo nell’inizio dell’attività sessuale, non lo trovo positivo, anche se mi terrei moderata sulla percentuale delle statistiche. In genere chi ha un rapporto di coppia, anche contenuto, ha un attività sessuale, è molto raro che questo non si verifichi, almeno tra le persone che io conosco, quindi mi lascerebbe pensare alla presenza di difficoltà nell’ instaurare un qualunque tipo di relazione continuativa.
Diverso è invece il problema dell’astinenza sessuale che si verifica nella coppia con la perdita di ogni stimolo, questo è un campo in studio e in osservazione.
Per quanto riguarda le motivazioni personali, mi astengo dal raccontare, l’unica cosa che posso dire è che non c’è stato un solo uomo che io abbia allontanato che si sia sentito colto dal panico o non abbia immediatamente dopo instaurato rapporti con altre, anzi forse sono stata d’aiuto. Quindi le mie se possiamo chiamarle scelte di astinenza hanno visto coinvolta, nei risultati, solo la mia persona medesima.
“Cosi la smetterete di affermare che non esistono piu’ gli uomini di una volta e che non sanno piu’ corteggiare”
Magari fosse così.
Il problema invece è dato proprio dal fatto che sono ancora la maggior parte, nonostante tutto.
Se quello che dicono fosse vero le cose si capovolgerebbero nel giro di un mese.
“alle donne dico: scendete un pochino dal vostro piedistallo e cercate di rapportarvi con piu’ umilta’ verso l’ altro sesso”
Passati gli “anta” lo fanno quasi tutte, almeno quelle che sono rimaste single.
Abbiate la pazienza di sopportare ancora un po’ questo vecchio Vampiro, ma vorrei farvi notare che frasi come questa di Maria5, “Pensi che se mi piaccia un uomo solo perché cerco di propormi mi accetta? E per fare cosa, una sveltina?” non fanno che confermare quel che in più di una occasione vi avevo fatto notare, ossia che alle donne del sesso ludico non frega una cippa.
Vi piaccia o no, le donne, per certi versi, sono realmente una specie diversa.
Maria noto che non hai risposto alle mie affermazioni come invece hanno fatto Sandro e Strider. Ammetto di essere stato un po’ forte nelle critiche ma hai utilizzato il classico atteggiamento tipico delle donne: spostare l’ attenzione su altri argomenti per non rispondere. Le donne quando si vedono sbattere la verita’ in faccia nuda e cruda cosi com’e’ oppure si sentono toccate nell’ orgoglio anziche’ affrontare l’ argomento si mettono sulle difensive affermando di essere diversa dalle altre. Io non ti conosco per cui non posso fare valutazioni su di te, ma credimi: donne cosi ne ho conosciute tante e ti assicuro che quando vengono messe alla prova tutti i nodi vengono al pettine. La mia situazione non e’ particolare perche’ io come tanti altri soffriamo dello stesso problema: non disporre dello stesso potere sessuale che ha la donna, con la differenza che io ho avuto il primo rapporto dopo i trenta. Quindi da questo punto di vista stiamo tutti sulla stessa barca.
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Strider: Se un uomo qualunque aspetta l’ iniziativa femminile, come minimo arriva alla tomba vergine.
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Verissimo. Per onesta’ di cronaca devo ammettere che io mi sono proposto poche volte con le donne vuoi per timidezza (ormai superata dopo i venti) e vuoi perche’ nella maggior parte dei casi e’ la donna che ti mette nelle condizioni di proporti oppure no. Per cui conoscendo le donne capisco dai suoi atteggiamenti se e’ il caso di farmi avanti oppure ritirarmi dalla competizione.
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Sandro: Passati gli “anta” lo fanno quasi tutte, almeno quelle che sono rimaste single.
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Si ma anche le ragazze fisicamente non proprio all’ altezza… loro abbandonano il trono gia’ dopo i venti…
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Leonardo: sono gli uomini che devono farle scendere dal piedistallo.
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Gli uomini devono imparare a tirare fuori gli attributi e smetterla di essere servi e cercare di essere un po’ piu’ cattivelli quando serve (nel senso buono del termine cioe’ piu’ duri, decisi e determinati nel far valere le loro ragioni).
Giustamente Mizio ci dice che la sua condizione è comune a tanti uomini(solo che ben pochi riescono ad ammetterlo), ragion per cui non so se ridere o piangere quando sento dire che da noi vige il Sesso Libero. Ma come si fa a parlare di Sesso Libero, se tanti, tantissimi uomini,come Mizio, ne sono preclusi? E così mentre un Maschio Alpha(categoria molto apprezzata dalle donne), oppure quello “bellone”(secondo i canoni mediatici, però) porta al suo attivo centinaia o migliaia di donne possedute sessualmente, magari ricoverandosi in una clinica per disintossicazione dal sesso, una moltitudine di uomini comuni, invece, assediati dai due fuochi della astinenza sessuale forzata(da single o da matrimonio) e dalla provocazione sessuale femminile, sono scaraventati nel vicolo cieco del porno multimediale o in quello, ancor più squallido, del sesso con le prostitute. E questa sarebbe la tanto decantata “libertà sessuale”??!!! Evidentemente si confonde il potere sessuale femminile con la libera sessualità. Infatti non si può parlare di “diritto” e “libertà” in relazione a qualcosa riservata solamente a senso unico e/o a pochi. In questo caso si parla di Potere e di Privilegi, non di diritto.
La beffa è che un uomo che versa in queste condizioni, non può nemmeno lamentarsi, perchè si attira pure l’ironia cattiva,sprezzante e beffarda di tante donne: “Se non trovi da scopare la colpa è tua, perciò fatti le seghe”. Come se un uomo “bruttino” che non riesce a trovare sesso occasionale fosse responsabile egli stesso della sua condizione. La sua condizione, il suo malessere, il suo bisogno di aiuto, non gli vengono nemmeno riconosciuti, anzi, come detto prima, diventa pure colpevole della sua situazione. E questa sarebbe l’ “empatia” femminile?
La beffa è che un uomo che versa in queste condizioni, non può nemmeno lamentarsi, perchè si attira pure l’ironia cattiva,sprezzante e beffarda di tante donne: “Se non trovi da scopare la colpa è tua, perciò fatti le seghe”. (Raffaele)
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Non c’è solo l’ironia sprezzante delle donne ma anche quella degli uomini.
@Mizio: con attributi intendi l’intelligenza, la sensibilità? perché a me la frase caccia i coglioni non è mai piaciuta, un’ altro punto importante dovrebbe essere il rifiuto dei cosidetti attributi: io sono debole, le donne se ne approfittano, quindi le donne vanno punite; altrimenti siamo alle solite che l’uomo non può permettersi debolezze, se non ha donne è colpa sua.
Qualsiasi cosa ad un uomo gli si può rinfacciare di non avere le palle.
Possiamo dire a Van Gogh di non avere avuto le palle? A volte a grandi uomini del passato si dice che erano gay perché non hanno avuto donne durante la vita; se una donna vive sola la sua esistenza è solo una zitella e non lesbica, oggi si dice single.
Avete accolto nel vostro sito Paolo Barnard con altri articoli. Giusto lo accogliate con il seguente.
Questo, a mio parere, è il significato di essere Uomo. Ne Alpha, Ne Beta. UOMO.
Paolo, ce la facciamo.
Paolo Barnard:”Donne, leggete se ce la fate, poi ‘lapidate’ Massimo Fini.”
di PAOLO BARNARD
Donne, ritrovate il coraggio, la dignità, prendete il vostro destino nelle mani. E fate questo:
Trovatevi sotto casa di Massimo Fini, fate un picchetto di 24 ore su 24 per una settimana, e ogni volta che lo incontrate, con garbo e senza uso di violenza, ficcategli nelle tasche della giacca, se ce la fate nella patta dei pantaloni, nella buchetta delle lettere fino a intasarla, spargetegli sul pianerottolo del suo appartamento, mettetegli sotto i tergi dell’auto, insomma ‘lapidate’ Massimo Fini con fotocopie di quanto segue:
Massimo Fini ha scritto: “La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.”
Da The crimewave that shames the world, di Robert Fisk, The Independent, Gran Bretagna, 7 settembre 2010:
“E’ una tragedia, un orrore, un crimine contro l’umanità. Si chiamano ‘omicidi d’onore’, sono una pratica islamica, cristiana e hindu…
Lo scorso Febbraio Medine Mehmi, 16 anni, fu sepolta viva dal padre e dal nonno nel pollaio di casa, nella provincia di Adiyaman in Turchia, perché si accompagnava con gli amici maschi. Il suo corpo fu trovato 40 giorni più tardi, in posizione fetale e con le mani legate dietro la schiena – irreggimentata, circoscritta, limitata, vero Massimo?
Aisha Ibrahim Duhulow, di 13 anni somala, trascinata nel 2008 di fronte a mille uomini mentre urlava “No! Non uccidetemi!”, e sepolta in un buco fino al collo. Viene lapidata da 50 uomini per adulterio. Dopo 10 minuti la tirano fuori, è ancora viva, la rimettono nel buco e la lapidano ancora. Il suo crimine? Era stata violentata da tre uomini, e li aveva denunciati – irreggimentata, circoscritta, limitata, vero Massimo?
Nell’agosto del 2008 cinque donne furono sepolte vive per crimini d’onore in Baluchistan, da membri di una tribù armata; tre di loro, Hameeda, Raheema e Fauzia, erano adolescenti. Dopo essere state picchiate e fucilate furono gettate ancora vive in un fosso, poi coperte di sassi e terra. Quando le due rimanenti donne protestarono, furono ugualmente massacrate. Il crimine commesso dalle tre ragazzine era stato di aver voluto scegliere il proprio marito. Nel parlamento pakistano, il deputato Israrullah Zehri definì la strage come “una tradizione secolare che continuerò a difendere” – irreggimentate, circoscritte, limitate, vero Massimo?
Nel 2002, nel villaggio di Meerwala nel Punjab, una giuria tribale sentenziò che un ragazzino di 11 anni della tribù di Gujar, di nome Abdul Shakoor, aveva camminato illegalmente con una donna di 30 anni della tribù Mastoi, e questo aveva disonorato i Mastoi. Fu deciso che per riabilitare l’onore dei Gujar, la sorella di 18 anni del ragazzo, Mukhtaran Bibi, doveva essere stuprata dal ‘branco’. Al padre della giovane fu detto che se non la portava al supplizio tutte le donne della famiglia sarebbero state violentate. Lo fece, e la ragazza fu trascinata sotto una tenda e fu stuprata da 4 uomini, mentre un centinaio rideva e tifava dal di fuori. Poi fu costretta a ritornare a casa nuda attraverso il villaggio – irreggimentata, circoscritta, limitata, vero Massimo?
La giovane donna trovata in uno fosso vicino a Daharki in Pakistan, uccisa ‘per onore’ dalla sua famiglia mentre partoriva il suo secondo bambino; le mozzarono il naso, le orecchie e la lingua, poi la ammazzarono ad accettate. Il suo primo pargolo fu trovato morto sul suo grembo, il neonato col torso ancora nella sua vagina, la testa appena fuori. Fu scoperta decomposta, la polizia la seppellì – irreggimentata, circoscritta, limitata, vero Massimo?
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Esiste una barbarie superiore a quelle che avete appena letto. E’ quella di chi scrive “La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.”
Donne, se non vi muovete per questo, se la barbarie per voce di uno di noi diventa non solo tollerata, ma addirittura fa ‘controversia intellettuale’, non oso immaginare cosa vi aspetterà, cosa ci aspetterà. Perché voi siete noi e noi siamo voi.
Fonte: paolobarnard.info
Come già spiegato precedentemente in altri post che tu non hai avuto occasione di leggere, Paolo Barnard non è organico agli Uomini Beta ma è “solo” un collaboratore, sua pur autorevole, data la sua esperienza giornalistica, la sua professionalità e anche le sue idee che, in molti ambiti più strettamente politici, condivido in larga parte.
Gli articoli che ci ha autorizzato a pubblicare sul nostro sito sono quelli che noi condividiamo. Ciò detto lui è ovviamente liberissimo di scrivere ciò che vuole.
La mia opinione personale è che Barnard, per le posizioni che ha assunto pubblicamente con gli articoli di cui sopra nei confronti del “femminile”, ancor prima che noi li pubblicassimo sul nostro sito, è stato strumentalmente accomunato (da persone in malafede) a Massimo Fini, uomo di idee opposte e contrarie alle sue (come a quelle degli Uomini Beta). Barnard ha quindi avvertito l’esigenza di smarcarsi e di sottolineare che la sua critica al “femminile” è radicalmente diversa da quella di Fini (vale anche per gli Uomini Beta).
Quello che penso è che sia stato maldestro in questo tentativo, utilizzando argomenti scontati intrisi di pseudocultura “politically correct” e luoghi comuni del guardaroba femminista.
Faccio un volo pindarico, per fare un esmpio, anche se può sembrare azzardato. Io (come Barnard) sono un fiero oppositore della politica israeliana in Medio Oriente. Per queste mie posizioni mi sono sentito rispondere spesso dai miei avversari politici:”Ma come? Gli ebrei sono stati perseguitati ovunque nel mondo e nella storia e tu ti permetti di criticare la politica del governo e dello stato di Israele, anche duramente?”
Ecco, ammesso e non concesso che si possa fare un parallelo fra le persecuzioni subite dagli ebrei nella storia e quelle subite dal genere femminile, mi pare che la risposta di Barnard a Fini sia un po’ su questa lunghezza d’onda. Molto debole, dal mio punto di vista, e molto scontata. A mio parere, molto al di sotto delle sue possibilità, ma questo è un suo problema, non certo il mio personale né tanto meno degli Uomini Beta.
Per quanto mi riguarda, nessuno di noi disconosce i torti e le ingiustizie subiti da tante donne nella storia, così come quelli subiti da tanti uomini. Nella stessa misura in cui, personalmente, non disconosco certo quelli subiti dagli ebrei (così come da tanti altri popoli e gruppi etnici di cui invece si parla molto meno, eppure l’elenco sarebbe lungo…). Ma questo non può certo impedirmi di osservare la realtà attuale e di dire ciò che penso senza nessuna remora o senso di colpa (per cosa?)sia sulle donne che sugli uomini o sulla politica di questo o quello stato.
Ciò detto, tu ritieni che in questo articolo di Barnard che hai pubblicato, si estrinsechi nel mondo migliore il significato dell’Essere UOMINI, né alpha né beta, ma solo UOMINI? Liberissimo di pensarlo. Io non la vedo così, sia perché non condivido (come già spiegato) la sua risposta a Fini, sia perché considerare gli uomini indipendentemente dalla loro condizione oggettiva, non ha alcun senso. Trovo anzi che sia profondamente qualunquista affermare proprio quello che hai appena affermato tu. Può convenire ad alcuni uomini ragionare in questo modo (e gli conviene) ma non certo agli uomini beta.
Fabrizio
La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale
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SI, MAGARI !!
Raffaele
La beffa è che un uomo che versa in queste condizioni, non può nemmeno lamentarsi, perchè si attira pure l’ironia cattiva,sprezzante e beffarda di tante donne: “Se non trovi da scopare la colpa è tua, perciò fatti le seghe
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Più che ironia la chiamerei paura…perchè un uomo che va a prostitute almeno non è soggetto al potere sessuale femminile . Altro che ironia…
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Fabio
Non c’è solo l’ironia sprezzante delle donne ma anche quella degli uomini.
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Bah, non so te, ma io sento sempre uomini che dicono ad altri uomini di essere andati ( o di andare se single ) a prostitute e vantarsene pure . Forse quelli che intendi tu sono dei maschietti di merda pentiti, che si meritano solo donne come loro .
sul tema ebrei-palestinesi , proporrei una canzone degli ska-p “intifada” dove ,in un verso ,cita
QUIEN PODIA IMAGINAR ?
QUE DAVID FUESE GOLIATH
QUIEN PODIA IMAGINAR ?
QUE DAVID FUESE GOLIATH
credo che non bisogna tradurlo (anche se sono veneto e quindi agevolato:) ) ,praticamente da opresso il popolo di israele ,dimenticando di essere stato tale ,si trasforma in opressore …
nessuno qui vuole vedere donne brutalmente uccise o lapidate , ma stiamo discutendo che ,la maggior parte delle donne (sempre sbagliato generallizzare) stanno assumendo delle posizione di “vendetta” ,verso gli uomini ,ma solo quelli beta ….questo è il mio modo di vedere ….
leggetevi il testo e i commenti su il corpo delle donne ” su questo tema della prostituzione
http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=3459
Vorrei porre una domanda:
Ma è compatibile con il minimo sindacale di onestà intellettuale che ogni individuo dovrebbe (il condizionale non è casuale) avere, replicare ad un discorso come quello fatto da M. Fini (che ho avuto modo di leggere), discorso chiaramente (e sottolineo il chiaramente) riferito al qui ed ora, argomentando che in qualche parte del mondo islamico le donne vengono ammazzate a sassate?
Considerate la mia domanda alla stregua di un sondaggio.
Il testo dello scritto di M. Fini:
“Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe”. (Massimo Fini)
@Lestat,
il sesso ludico come lo intendi tu, io personalmente non lo capirò mai e da questo punto di vista è meglio che ci mettiamo una pietra sopra.
Con la frase che ho scritto intendevo dire che non è sufficiente proporsi per realizzare qualcosa che possa avere un senso ludico condivisibile. La sveltina indicava appunto qualcosa di poco appetibile sotto vari punti di vista, ma entrando invece nello specifico della parola, credo che dobbiate prendere atto che la maggior parte delle donne sono poco interessate ad una botta e via. Questo che vi possa piacere o meno, sia per motivi fisici che psicologici. Con questo nessuno si illuda che l’obbiettivo sia quello di portare un uomo all’altare perché, visti i tempi, non coincide col prendere il palio.
Spero di essere stata chiara, poi i singoli aspetti vanno trattati singolarmente.
@Mizio,
credo di avere già indicato che non considero positivo il ritardo nell’inizio dell’ attività sessuale. Il rapporto con l’altro sesso inizia nell’infanzia, poi a scuola , poi negli ambiti sociali, ludici e lavorativi e non si esaurisce mai, quindi non si tratta di avere solo rapporti intimi e sessuali, ma relazioni in genere.
Dici tu stesso che dopo una certa età le donne sono più disponibili, anche quelle esteticamente meno attraenti, bene perché non ti sei rivolto a loro? Le insicurezze le abbiamo tutti, le ho anche io nonostante abbia avuto più esperienze, mi trovo anche un po’ prevenuta.
L’astinenza sessuale come ho già scritto non ha di per sé alcun tipo di valore, chi si astiene semplicemente rinuncia per svariati motivi, ma nessuno di questi è indice di guadagno.
Non hai idea (o forse sì) cosa significa trovarsi di fronte alle proprie contraddizioni, che chiunque ha, se è capace di vederle.
Vedo in maniera diversa il corteggiamento, non me ne frega se qualcuno mi corteggia, voglio solo che si presenti facendomi capire chi è e cosa vuole, trovare spazi condivisibili per iniziare un esperienza che non si rilevi un danno per uno dei due o entrambi, nel massimo della spontaneità che però mai è gratis, ma richiede impegno oltre che disponibilità.
Qui il problema non è la mancanza di sesso nella società, ma le difficoltà relazionali e il fatto che una fascia anche se contenuta si ritrova emarginata. Ma l’argomento, almeno a mio avviso, è complesso.
Ho conosciuto Paolo Barnard attraverso Uomini Beta e devo dire che ne ho apprezzato le capacità di scrittura e molto spesso anche i contenuti. In tutti gli articoli pubblicati nel sito ha sollevato alcune questioni a mio avviso degne del massimo interesse. La questione del “sesso ludico”, al di là di tutte le banalizzazioni di cui è stata oggetto, merita certamente grande considerzione. In quello stesso articolo, “Sono andato a puttane”, scade però, a mio parere, nel luogo comune quando scrive che il “sesso ludico” sarebbe lo strumento per restituire alle donne il rispetto di cui sono private a causa della “mercificazione” dei loro corpi, come se possa essere considerata una vittima una persona che volontariamente mette in parte in bella mostra il suo corpo per stipendi pari a quelli di importanti calciatori di serie A o come se un intero genere si dovrebbe sentire offeso per la scelta fatta da un numero pari quasi a zero di sue rappresentanti (sic!). Conosco invece da tempo Massimo Fini e, pur non cpondividendo alcune sue posizioni, la “celebrazione” della guerra, per esempio, mi pare sinceramente ridicola, trovo sia un giornalista originale e i suoi scritti assai interessante da leggere. Trovo quindi un pò tristi queste diattribe tra giornalisti “liberi”. Dovrebbero in verità evidenziare più ciò che li accumuna che ciò che li divide, in quanto tutti sappiamo in che stato si trovi il giornalismo italiano, servo del padrone di turno e del politicamente corretto imperante.
perché a me la frase caccia i coglioni non è mai piaciuta (Leonardo)
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Come ho scritto nel post precedente il mio voleva essere un termine propositivo e non critico. Prova a farti un giro su Facebook tra i profili femminili o qualsiasi altro social network, troverai una serie di smancerie o le solite frasi scontate del tipo: “quanto sei bella”, “quanto sei carina”, “ti farei questo e quest’ altro…” e via discorrendo. E queste cose le vedo scritte anche su foto palesemente false o addirittura avatar !!!. Questo vuol dire essere succubi delle donne e le donne su questa nostra debolezza ci giocano e se ne approfittano. Ora, fermo restando che non c’e’ nulla di male nel fare un complimento gratuito proviamo un attimino a pensare a questo: se non dessimo tutto questo potere alla donna, la donna si sentira’ meno desiderata, il suo ego sara’ sempre meno soddisfatto, di conseguenza comincera’ anche lei a muoversi e essere piu’ propositiva per colmare i suoi vuoti. Questo e’ uno dei tanti esempi ma ne potrei citare tanti altri.
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Simone: Siccome sono un uomo, posso assicurarti che gli uomini, pur di tenersi su, raccontano un sacco di bugie
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Questo e’ anche frutto della mentalita’ che ci viene inculcata sin da giovanissimi, dagli amici ma anche dai nostri genitori per cui: “se vuoi conquistare una ragazza DEVI mostrarti figo, sicuro di te e dire di aver avuto un sacco di donne”, guai a mostrare le proprie debolezze, no no no. Finche’ l’ uomo non assorbe questi concetti e li fa talmente suoi che li aziona in automatico senza rendersene conto. Quanti di voi raccontando bugie hanno ottenuto i risultati sperati ? Io personalmente ne ho ottenuti pochissimi tant’e’ vero che mi sta balenando l’ idea che se fossi stato me stesso in alcune situazioni probabilmente (dico solo probabilmente) avrei ottenuto qualcosa di piu’.
Non è semplice mantenere serenità di giudizio nella tempesta che segue alla critica dei dogmi ideologici che il potere ritiene essenziali alla propria legittimazione. L’accusa che si finisce per avere sul collo è l’accusa del delitto storicamente più grave: lesa maestà, ovvero critica eversiva ai fondamenti del potere. Accusa naturalmente mascherata ad uso popolare nella più comprensibile versione: “ha incendiato il Reichstag” , e tutte le altre variazioni sul tema declinate oggi in chiave femminista. Come argomenti “contro le fiamme”, si finisce allora per ricorrere ai resoconti e ai toni truculenti che appartengono alla cronaca nera e alla follia. Si esce insomma dal piano reale della discussione e si diventa più realisti del Re. Già visto, o no?
“il problema non è la mancanza di sesso nella società, ma le difficoltà relazionali”
“difficoltà relazionali”
Partiamo da qui.
Se dovessi descrivere la modalità con la quale le donne si sono relazionate con me fino ad oggi, io la trovo in tutto e per tutto simile a quella con la quale io mi “relaziono” con la lavastoviglie piuttosto che con l’ automobile o l’ aspirapolvere.
Cioè io premo un bottone (o giro una chiave) e la prima mi lava i piatti, la seconda mi porta dove voglio e la terza mi toglie la polvere dal pavimento.
Penso che comprendere quale sia il “bottone” che premono le donne sia cosa alla portata di chiunque, quindi non mi dilungo al riguardo.
Il problema è:
come si può pensare di relazionarsi con un individuo comportandosi come se questo fosse un elettrodomestico e stupirsi del fatto che la relazione naufraghi nel giro di breve tempo?
Io credo di essere un pò diverso, per mia fortuna, da un ciclomotore, non di essere semplicemente un ciclomotore difettoso.
Forse quelli che intendi tu sono dei maschietti di merda pentiti, che si meritano solo donne come loro . (Silent Hill)
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Fa qualche differenza il fatto che siano dei “maschietti”?
Non appartengono forse al nostro stesso sesso? Quindi?
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La sveltina indicava appunto qualcosa di poco appetibile sotto vari punti di vista, ma entrando invece nello specifico della parola, credo che dobbiate prendere atto che la maggior parte delle donne sono poco interessate ad una botta e via. (Maria5)
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Io ne ho preso atto da tempo…
Questa è una lettera che spedii ai maschi selvatici nell’estate del 2003.
http://www.maschiselvatici.it/index.php?option=com_content&view=article&id=807:-le-donne-e-il-sesso&catid=89:soldi-potere-sesso-&Itemid=50
“La sveltina indicava appunto qualcosa di poco appetibile sotto vari punti di vista, ma entrando invece nello specifico della parola, credo che dobbiate prendere atto che la maggior parte delle donne sono poco interessate ad una botta e via.”
Piantamola di farci addomesticare come cani.
Il sesso mordi e fuggi è molto più diffuso presso le donne di quanto loro stesse ammettano,solo che illudendosi di essere “superiori” (come vogliono farci credere), al fine di sentirsi a posto con la coscienza autolegittimandosi, queste racconteranno sempre che cercano qualcosa “di più” che normalmente un uomo è restio a dare per vari motivi (insicurezza,superficialità,etc. etc) così possono starsene sul loro piedistallo distribuendo giudizi opportunistici.
Lo dico sempre,le donne hanno ereditato dal femminismo quella “forma mentis” che le pone dialetticamente in vantaggio rispetto agli uomini,fanno politica di genere senza rendersene conto perchè si ritrovano con la strada spianata da anni e anni di propaganda anti-maschile.Loro sanno sempre con chi/che cosa hanno a che fare quando si accostano a certe tematiche,la maggior parte di noi no…teniamolo ben presente.Dobbiamo dotarci degli strumenti (anche psicologici)per “scalzarle” dal loro piedistallo e far loro capire che il dialogo è possibile solo su presupposti minimi condivisi (ad esempio il riconoscimento della realtà maschile al di là dei loro personalissimi feedback) e non (in pratica) dettati solo da una parte,come di fatto avviene oggi con il beneplacito di molti.Ma per fare ciò bisogna lavorare per costruire una consapevolezza di genere maschile ed una analogo (e per certi versi speculare) modo di accostarsi a certe discussioni.
Fabio
Fa qualche differenza il fatto che siano dei “maschietti”?
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Si. I maschietti hanno subito il lavaggio del cervello , noi no…
Il sesso mordi e fuggi è molto più diffuso presso le donne di quanto loro stesse ammettano (Luke Cage)
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Luke, una domanda: tutto questo sesso mordi e fuggi, con chi lo fanno le donne, dato che un numero imprecisato di uomini non sa neanche cosa sia questo genere di sesso, a meno che non paghi una prostituta?
Dimenticavo.
Luke, tu scrivi che “Loro sanno sempre con chi/che cosa hanno a che fare quando si accostano a certe tematiche,la maggior parte di noi no…”
Sono d’accordo con te quando sostieni che la maggior parte degli uomini non sa neppure cosa siano certe tematiche, ma dissento quando affermi che loro “sanno sempre”… No, non è vero: loro non sanno sempre.
Anzi, spesso sono di una superficialità scandalosa.
Si. I maschietti hanno subito il lavaggio del cervello , noi no… (Silent Hill)
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Innanzitutto credo tu abbia compreso bene quello che volevo dire, per quanto riguarda il resto devo dirti che io non condivido del tutto la tesi del “lavaggio del cervello” (non la condividevo neanche anni fa, quando ero iscritto alla mailing list di U3000).
Secondo me, di fronte alle donne, molti uomini sono coglioni a prescindere. Lavaggio del cervello femminista o no.
Dici tu stesso che dopo una certa età le donne sono più disponibili (Maria)
(???)
Ho semplicemente detto che le donne oltre una certa eta’ scendono dal piedistallo non che siano piu’ disponibili, sono due cose diverse. Percio’ nessuna contraddizione.
Sorry…
@Fabio:
“Sanno sempre” nel senso che avendo la consapevolezza di avere il monopolio della sfera sessuale maschile sanno o intuiscono più facilmente come comportarsi per avere una posizione psicologicamente predominante.Come dicevo sopra,ciò non deriva da una superiore intelligenza,ma semplicemente ,a mio parere,dal fatto che coltivano tutt’oggi una consapevolezza di genere (che noi chiamiamo post-femminismo) che le rende più agguerrite.Poi ovviamente ogni caso fà storia a sè,ma in linea generale credo che le cose stiano,almeno in parte,come le ho descritte.
@Fabio
Il sesso mordi e fuggi preferibilmente lo fanno con :
- Il chirurgo plastico della serie “Nip/Tuck”
- il “George Clooney” della situazione
- il calciatore,meglio se di serie A (come “Alfa”)
-Il capo ufficio,il professore o l’intellettuale di spicco,l’imprenditore di successo
-etc…..
..insomma tutti quelli che identificano come “Uomini Alfa” e di cui hanno bisogno per sentirsi (in cambio di “attenzioni”) socialmente affermate.
Di fatto,come è scritto nel libro “Le donne,una rivoluzione mai nata”( http://www.uominibeta.org/category/libri/),le donne non si sono mai emancipate da quelle dinamiche di subordinazione che certo femminismo si era ripromesso di abbattere: hanno preferito un compromesso (con le attuali e prevalenti “opzioni” culturali e sociali) tutto sommato (per loro) accettabile,ovvero quello di rimanere “prone” di fronte a pochi (alfa),ma “inarrivabili” rispetto a “molti”(beta).
Per approfondimenti ti consiglio la lettura del manifesto e i principi del Movimento Uomini Beta che trovi nella home page del sito : http://www.uominibeta.org/category/il-movimento/
@Fabio
Penso che il sesso mordi e fuggi possa avere solo una funzione limitata, l’evento occasionale può essere solo complementare o di aggiunta ad altre relazioni che si hanno, ma non può divenire un modo di vivere il sesso.
Sveltina”, “mordi e fuggi” “botta e via”, danno il senso della corsa e della fugacità.
La mia esperienza personale mi porta tuttavia a pensare che la “botta e via” è riconosciuta tale per motivi soggettivi e non oggettivi.
E’ sincronicità del momento nella manifestazione degli istinti, performance, ispirazione, libera espressione, rappresentazione della propria condizione, finita la quale segue il vuoto, non perché da parte dell’altro non ci sia l’intenzione di ripetere o continuare ma perché soggettivamente viene riconosciuta tale, non si trovano le condizioni che possono portare ad uno sviluppo, a raccontare il resto della storia.
E’ difficile da parte degli uomini un’effettiva richiesta di una fruizione una tantum. Ho trovato invece un maggiore interesse ad acquisire e conservare territori, gli uomini non demordono facilmente.
Tu però colleghi l’andare a prostitute come sostituto del sesso fugace ed il conto non mi torna.
” tu però colleghi l’andare a prostitute come sostituto del sesso fugace ed il conto non mi torna.”Maria5)
Tu sei un clone come tante che sono intervenute qui. La solita malafede. A nessuno piace andare a prostitute(e io non sono mai andato), ma in mancanza o in scarsità di vita sessuale, almeno per gli uomini(non so per voi donne) diventa un male(per gli uomini) minore. La masturbazione come surrogato di una vita sessuale mancante o insoddisfacente, alla lunga diventa altamente frustrante. Voi giudicate la sessualità maschile e quindi le sue esigenze usando i parametri della sessualità femminile, ma sessualità maschile e femminile evidentemente non sono uguali. Nessuno chiede voi di cambiare la vostra sessualità, ma vi invitiamo semplicemente a prendere più iniziativa e ad essere più spontanee, senza pretendere che sia sempre il maschio a prendere iniziativa, ad essere meno esigenti nelle aspettative, e a scendere dal vostro piedistallo su cui siete indebitamente salite.
@Fabio
Il sesso mordi e fuggi preferibilmente lo fanno con :
- Il chirurgo plastico della serie “Nip/Tuck”
- il “George Clooney” della situazione
- il calciatore,meglio se di serie A (come “Alfa”)
-Il capo ufficio,il professore o l’intellettuale di spicco,l’imprenditore di successo
-etc….. (Luke Cage)
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Scusa Luke, ma tipi del genere quanti sono nella massa? Indubbiamente una ristretta minoranza.
Questo sta a significare che la stragrande maggioranza degli uomini il sesso mordi e fuggi lo conosce solo per sentito dire (prostitute a parte). Inoltre vorrei farti notare che anche i calciatori, gli attori o gli imprenditori pagano le prostitute (dalle quali in alcuni casi vengono pure sputtanati). Segno che pure loro sono subordinati alle donne.
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Tu però colleghi l’andare a prostitute come sostituto del sesso fugace ed il conto non mi torna. (Maria5)
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Maria, tu sei una donna, pertanto è ovvio che il discorso non ti torni. Tu, al pari di altre milioni di donne, non hai assolutamente bisogno di pagare né di rincorrerre gli uomini. Per te è tutto molto più semplice: ti corteggiano, ti portano a spasso con l’auto, ti pagano le cene, ecc. Tu non sai quante energie emotive bisogna spendere per star dietro alle donne, provarci, esporsi, far figure di merda, ecc. Maria, per molti uomini doverci provare con una donna è quanto di più impegnativo e difficoltoso possa esserci nella vita, anche perché generalmente le donne non fanno assolutamente nulla per mettere a proprio agio un uomo. Che poi i suddetti non lo vadano a dire in giro o a scrivere qui o altrove, non significa niente. C’è anche un’altra cosa che vorrei evidenziare. Il fatto che tu sia stupita dalle mie risposte, nonché da quelle di altri utenti di UB, sta a testimoniare che prima di noi nessun uomo ti aveva fatto notare certe “anomalie”. Ennesima dimostrazione di quanto gli uomini siano incapaci di parlare di sé e degli altri uomini, conferendo così ancor più potere alle donne.
Tiro un piccolo sospiro di sollievo (grazie Raffaele),la discussione stava prendendo una piega allarmante..
La risposta che darà Fabio a Maria5 confermerà (limitatamente a questo caso) una delle due considerazioni seguenti:
1) “.. di fronte alle donne, molti uomini sono coglioni a prescindere. Lavaggio del cervello femminista o no”
2) “Le donne sanno sempre con chi/che cosa hanno a che fare quando si accostano a certe tematiche,la maggior parte di noi no…teniamolo ben presente”
Io propendo per la seconda,dal momento che escludo che Fabio sia un coglione e che quindi sia consapevole dell’oculata parzialità di certi commenti (e sono anche buono,d’altronde come considerare l’affermazione “E’ difficile da parte degli uomini un’effettiva richiesta di una fruizione una tantum.” se non una presa per il c..lo o un riferimento al proprio partner che “mira a conservare il territorio”- leggi,non subire corna..).
@Sandro
Difficoltà relazionale è anche non riuscire ad esporre le proprie ragioni, le proprie esigenze e non sapere trovare un terreno comune. Se l’altro/a si stupisce che la relazione è naufragata evidentemente ognuno andava per conto suo.
Nella relazione tra i sessi ognuno dei due ha la tendenza a mistificarsi, per buona parte è anche naturale e spesso si nascondono molte cose allo scopo di proteggersi, riuscire nei propri intenti.
Penso che nessuno desideri avere un elettrodomestico per compagnia, può capitare che la parte più forte ne approfitti, ma una relazione dove è presente una sudditanza generalmente non è gradita e peggiora il comportamento. E’ superfluo dire che se ti rendi disponibile solo perché ritieni che viene ammaccato un bottone, è tutto da rivedere.
dal momento che escludo che Fabio sia un coglione e che quindi sia consapevole dell’oculata parzialità di certi commenti (Luke Cage)
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Luke, ad oltre 37 anni ho la presunzione di conoscere un po’ le donne. Tra l’altro io facevo parte della mailing list di U3000 già nel gennaio del 2003 e di quella di Marco Faraci dall’aprile dello stesso anno, perciò ho avuto un po’ modo di approfondire certe questioni, benché per tre anni – dal settembre 2004 all’ottobre del 2007 – non me ne sia più occupato a causa di una “profonda nausea”.
“E’ superfluo dire che se ti rendi disponibile solo perché ritieni che viene ammaccato un bottone, è tutto da rivedere”
Il senso di questa frase sinceramente non l’ho capito.
Che significa?
@Fabio:
“Scusa Luke, ma tipi del genere quanti sono nella massa? Indubbiamente una ristretta minoranza.
Questo sta a significare che la stragrande maggioranza degli uomini il sesso mordi e fuggi lo conosce solo per sentito dire (prostitute a parte). Inoltre vorrei farti notare che anche i calciatori, gli attori o gli imprenditori pagano le prostitute (dalle quali in alcuni casi vengono pure sputtanati). Segno che pure loro sono subordinati alle donne”
Forse non ti è chiaro che è proprio quello che intendevo dire (anche se i calciaori non spendono soldi in puttane per necessità quanto per il fatto che per loro,dati i soldi che hanno,non cambia nulla).
Mi sembra che contrariamente al mio suggerimento non hai letto i link che ti ho segnalato ma non c’è problema (avresti evitato di rispondermi in pratica confermando quello che intendevo dire).
Io ho aderito ufficialmente al Movimento Uomini Beta di cui questo sito è strumento di diffusione e aggregatore,per cui le mie posizioni/argomentazioni si inscrivono nell’ottica di quei prinicipi che ti segnalavo in quei link.
Se ritieni comunque sia produttivo insistere su determinati argomenti anche considerando la tua lunga “militanza” su tematiche legate alla QM (e avendo peraltro già probabilmente incontrato le solite superficiali contro-argomentazioni) ti auguro una buona continuazione nella discussione,lo dico senza alcuna polemica personale nei tuoi confronti.
@Fabio
Cercherò di essere più chiara.
Secondo me voi non volete il sesso fugace.
Forse volete la botte piena e la moglie ubriaca, ho questa impressione, leggendo Luke Cage che ha collegato l’acquisizione e la conservazione del territorio che ho indicato, con il timore delle corna.
Avete da ridire se la donna cerca il rapporto esclusivo e continuativo, mirate ad un’ulteriore liberalizzazione degli istinti, ma non si tocchi il tasto infedeltà.
Come le dobbiamo realizzare tutte queste cose contemporaneamente mi sfugge.
Io non so in quale ambiente vivi, dove vivo io c’è di tutto, ci sono coppie, trombamicizie, amanti, uomini tempestati da sms in mia presenza che pure si vantano di qualche donna che li “perseguita”, mi fanno vedere in facebook quelle con cui hanno avuto relazioni e so per certo che è tutto reale, ho ogni riscontro. Ho molti amici uomini, ho rapporti confidenziali.
Sono normali professionisti, impiegati ed operai, disoccupati e studenti. Quindi, cosa ti devo dire???
Diversamente non mi sarei “stupita”, non ti pare?
Ho evitato di scrivere quanto sopra perché non mi interessava tanto smentire la vostra realtà, ma comprendere il problema perché ripeto nella società c’è di tutto.
“Come le dobbiamo realizzare tutte queste cose contemporaneamente mi sfugge.”
Non ci vuole nulla. Una donna se è single si deve concedere. Se non è single si deve concedere solo al suo partner. Stessa cosa dicasi per un uomo.
Tu sei una persona ipocrita infatti anzichè riconoscere i vostri errori stai a puntare il dito, ergendoti a infallibile, come se voi donne foste infallibili!
I tuoi amici e i tuoi colleghi “perseguitati” da donne pretendenti?? Ma per piacere, và a dirla ad una altra parte questa balla!
@Maria5:
la tua impressione è sbagliata e hai volutamente capovolto il senso delle mie parole.
Cosa c’entrano le dinamiche di coppia (e le corna a cui mi riferivo) con il sesso una tantum??
Fa la brava va…che qui non siamo su facebook…
@Maria5
anzi…è così scoglionante stare qui a farsi prendere in giro da te che ti lascio divertire con chi ti sta dando corda..
Se ritieni comunque sia produttivo insistere su determinati argomenti anche considerando la tua lunga “militanza” su tematiche legate alla QM (Luke Cage)
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Luke, da parte tua noto una vena polemica, fine a se stessa, che non serve a nulla e che, fattelo dire, non ti rende “virtualmente simpatico”.
Tuttavia non c’è problema, poiché c’è di peggio nella vita. Argomento chiuso.
Saluti.
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Io non so in quale ambiente vivi, dove vivo io c’è di tutto, ci sono coppie, trombamicizie, amanti, uomini tempestati da sms in mia presenza che pure si vantano di qualche donna che li “perseguita”, mi fanno vedere in facebook quelle con cui hanno avuto relazioni e so per certo che è tutto reale, ho ogni riscontro. (Maria5)
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1) vivo nelle Marche, che fino a prova contraria non sono “un altro mondo”
2) l’uomo medio è un gran racconta-balle
3) tu sei la classica donna media, che non fa che ripetere a memoria le solite banalità
4) Ho avuto le mie storie e per un breve periodo (circa dieci anni fa) ho pure convissuto con una mia concittadina, ma tutte le mie “conquiste” (che parola idiota!) le ho dovute sempre sudare.
5) L’iniziativa femminile è una leggenda urbana
Saluti pure a te.
Ragazzi ma ancora non avete capito che Maria si sta divertendo a provocarvi ? E la sua affermazione dei colleghi perseguitati e’ piuttosto lampante e eloquente. Un altro aspetto della donna che si appropria del potere per manipolare e rigirare l’ uomo come fosse un pedalino. Questa signora con le sue affermazioni vuole farci credere che gli altri uomini hanno donne a volonta’ e una vita sessuale e sentimentale sempre felice e appagante con l’ intento di farci sentire degli sfigati. Possibile che non l’ avete ancora capito ? Con me personalmente questo atteggiamento non attecchisce, Maria credimi se tu fossi stata un’ amica reale che conosco da tempo l’ avrei presa a ridere e ti avrei portato a cena per la tua simpatia ehehehh… e sono convinto che alla fine mi avresti ringraziato per la splendida serata trascorsa insieme. Io su Facebook ho ben 3 profili, uno completo di ben cinquemila amici con solo duecento uomini il resto tutte donne. Negli altri due ho 900 amici complessivi di cui il 95% donne. Se avessi voluto fare lo spaccone o il macho (per usare il termine che va di moda qui) avrei sventolato in giro il mio profilo, sarei andato a dire che tutte le donne mi chiedono l’ amicizia perche’ sono bello, stupendo e figo e avrei detto a tutti che ho avuto un sacco di incontri, notti passionali eccetera. Ma dato che sono un uomo e dunque non ipocrita mi sono esposto in prima persona per raccontare la mia REALE…. situazione, le mie debolezze, le mie problematiche, le mie difficolta’. Se poi vuoi credere alle balle che ti raccontano i tuoi amici sei liberissima di farlo. La vita e’ tua, il cervello anche. Ma non ti lamentare se poi gli uomini non sono come li vuoi tu.
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anzichè riconoscere i vostri errori stai a puntare il dito (Raffaele)
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Raffaele rassegnamoci: le donne non scenderanno mai dal trono per riconoscere i loro limiti e debolezze e questo dimostra quanto ho affermato qualche giorno fa ovvero: quando si espone a loro la verita’ e i dati di fatto che possono intaccare il loro orgoglio si mettono sulle difensive passando al contrattacco. E’ un sottile gioco del femminile e noi dobbiamo essere abili a non cascarci. Per questo ho sempre detto che bisogna essere duri, decisi e determinati e soprattutto non aver paura di esporre le nostre opinioni con fermezza con il rischio di ferire o intaccare il loro orgoglio.
@Raffaele,
non sono qui per convincervi di realtà che non conoscete, quindi se mi credete o meno il problema per me non si pone. Non posso erigermi a paladina di uno dei due sessi ma per quanto conosco gli uomini potrei scrivere romanzi. C’è la parte buona e la parte cattiva, ci sono le diversità individuali, ma tutto va preso con le pinze e senza visioni ingenue.
L’idea della donna e dell’uomo che da single si devono concedere, se hanno un partner devono mantenere la fedeltà, non ha nulla di speciale, non occorre alcuna ideologia, ma a quanto pare non sempre funziona. Ci sono molti uomini infedeli e anche donne, anche se in minoranza, ma forse solo ancora per poco. Ho avuto proposte da diversi uomini impegnati e solo pochi avevano problemi sessuali nel loro rapporto di coppia. Qualcuno si è pure giustificato dicendo che oggi non si mettono insieme due persone ma almeno quattro o cinque. Ne ho sentite di cotte e di crude, se sono un po’ prevenuta non credere che sia per caso. Io però per me ho scelto così, di guardare in faccia la realtà e se devo muovermi in maniera “seria” devo essere sicura di chi ho davanti.
Invece il “matrix” è una presa collettiva dei fondelli di generazioni pretenziose che vivono di favole
E adesso cominciamo anche con le accuse, invece di considerare le reciproche difficoltà.
Mi ha fatto piacere fare vostra conoscenza, una buona continuazione, i miei saluti.
Maria5 ho letto velocemente quindi qualcosa potrebbe essermi sfuggito.
Mi pare di aver letto che vedi uomini perseguitati da sms / messaggi / da donne con cui hanno avuto relazioni.
Per me quadra: e quando dico per me parlo anche in prima persona come donna.
Per me è una fatica (e lo è sempre stata) iniziare una relazione. Prima devo avere dei riscontri, almeno dei segnali inconsci, che magari mi creo io o quello che vuoi, che comunque ci sia qualche presupposto, oltre alla mera attrazione fisica, perchè si vada oltre al sesso mordi e fuggi. Che magari trovo anche in una sera eh, non è che ci voglia molto. Perchè quell’uomo resti. Che poi resti anche solo come amante, trombamico, amico senza tromba
ha poca importanza per me. (Meglio sarebbe che i desideri coincidessero e che quello che voglio io – chiamasi tipo di rapporto – fosse lo stesso che vuole lui) ma se quell’uomo mi interessa come uomo mi da dolore non condividere più nulla e che sparisca dopo il sesso mordi-fuggi.
Quindi capisco e ci credo che questi uomini siano perseguitati da donne CON CUI HANNO AVUTO RELAZIONI.
E’ che difficilmente accade il contrario.
Se accade, facci caso, accade da studentessa a professore, accade agli uomini in vista.
Io credo che quello che si chiede è di non lasciare al genere maschile l’onere di esporsi, di dover fare sempre il primo passo, insomma di andare a “caccia” quando ci si sente sole.
E francamente io ammetto che quest’invito non l’ho mai accolto. Puo’ essere che sia carattere, timidezza, paura, incapacità di gestire alla pari la responsabilità del successivo fallimento (se sei scelta secondo me, psicologicamente scatta anche questo meccanismo).
Fatto sta che, nonostante tutte queste sfaccettature io mi sono “relazionata” in qualche modo come si suol dire. Ed è sempre dopo che qualcuno ha premuto questo tasto del “via” che mi sono messa in gioco, che, a quel punto mi sono attivata.
Che poi magari sia successo tutto in una sera o in una settimana, quel tasto, quel gesto esplicito l’ha sempre fatto un uomo, per quanto mi riguarda.
Maria5 prova ad entrare in una qualsiasi chat di incontri, anche senza mettere la foto. Ti ritroverai sommersa da uomini che vogliono conoscerti, incontrarti anche subito, a “scatola chiusa”. Senza sapere nulla di te, nemmeno che faccia hai. Dubito che cio’ possa accadere ad un qualsiasi uomo.
Approfitto del fatto che Maria5 sembra averci dato il benservito per dire due parole, non nel merito (perché c’è ben poco da dire, avendo lei stessa ben poco da dire) quanto nel metodo e soprattutto su noi stessi. Se lo avessi fatto prima sarebbe potuto sembrare un intervento indirettamente o velatamente censorio e allora non l’ho fatto. Anche perché non ero affatto stimolato a farlo, diciamoci la verità, e spesso preferisco lasciar cadere nel vuoto taluni interventi e commenti. Anche il silenzio è una forma di comunicazione, come sappiamo.
Mi sembra che alcuni di noi spesso si lascino coinvolgere in contraddittori improbabili, con interlocutori/interlocutrici altrettanto maldestri, destinati a non avere alcun costrutto. Siccome credo che dobbiamo imparare da ogni cosa che ci accade nella vita, anche quella apparentemente più banale, penso sia giusto e lecito domandarsi perché invece di discutere e affrontare argomenti ben più seri (e sì che ne abbiamo e il sito è strapieno di carne al fuoco da questo punto di vista…) ci perdiamo in chiacchiere di questo livello.
Guardate che il problema è serio e tutto sommato Maria5, da questo punto di vista, anche se inconsapevolmente da parte sua, naturalmente, ci ha fatto un favore perché ci ha consentito di ragionare su noi stessi. Vediamo un po’ di approfittare di tanta manna dal cielo…
Alcuni di noi sono stati inchiodati per giorni a parlare di banalità, non c’è altro modo per definirle, con questa donna, i cui interventi sono forse tra i più sciatti e scontati che siano mai stati postati su questo blog (scusa Maria5, non è un fatto personale, neanche ti conosco, ma noi abbiamo l’obbligo di parlarci chiaramente al fine della nostra crescita complessiva). Perché ci perdiamo in queste pseudo discussioni? Eppure ragazzi, ci sono state e ci sono donne che hanno pubblicato interventi infinitamente più intelligenti e puntuali, penso a quelli di Maria, ad esempio, o a quelli di Rita (per citare quelli delle donne) che hanno affrontato argomenti sicuramente molto più meritevoli di attenzione (e di discussione). Nonostante ciò spesso preferiamo perdere tempo in chiacchiere da bar o da dopocena su temi come quelli sostenuti da Maria5…Vogliamo ragionarci sopra o scegliamo di fregarcene?
Devo pensare che alcuni di noi preferiscono non impegnarsi più di tanto o addirittura che hanno timore a farlo, quando l’interlocutore o l’interlocutrice sono di ben altro livello. Non ci sarebbe nulla di male, sia chiaro, siamo umani e non superman e il confronto dialettico ad altri livelli ci potrebbe creare imbarazzo. Oppure, peggio ancora, ci divertiamo di più a fare un po’ di “cicaleccio”, il che può anche andar bene una tantum, per carità, però se diventa un’abitudine bisogna cominciare a rifletterci.
Una certa “Pincopallina” (questo è il suo nick), ci ha appena inviato una lettera che abbiamo pubblicato nello spazio apposito. Al di là del suo esordio maldestro e anche provocatorio (per il quale ci porge pubbliche scuse) in una prima lettera che ci aveva inviato e che non abbiamo pubblicato (per le ragioni di cui sopra), mi pare che gli argomenti da lei portati meritino senz’altro più attenzione di quelli di Maria5.
Volete cimentarvi nei contraddittori? Bene, fatelo pure, ben venga anzi questa attitudine, ma sceglietevi un avversario/a di rango e cercate di esserne all’altezza. Ricordate sempre che la nostra qualità è data dalla qualità del nostro avversario, che è il nostro specchio. Se il nostro avversario vale poco vuol dire che noi valiamo poco. E se ci scegliamo un avversario che vale poco vuol dire che noi per primi pensiamo di valere poco.
Anche e soprattutto scegliendosi gli avversari si cresce nella vita e si fa esperienza. E soprattutto si contribuisce a far crescere anche gli altri e la comunità alla quale, in qualche modo, si appartiene, anche solo per quei momenti in cui la si frequenta. E questo blog è già una comunità.
Naturalmente, sempre per essere chiari e per evitare fraintendimenti, quando invito ad elevare il livello del dibattito, non mi riferisco certo alla sintassi o alla grammatica ma ai contenuti che possono essere di altissimo valore anche se sgrammaticati, sia chiaro.
Questo non è un salotto per pseudo intellettualini e intellettualine e neanche un blog qualsiasi della rete dove si va a “cicalecciare”. Questo è il blog degli Uomini Beta, e lo rivendichiamo con orgoglio. Cerchiamo di esserne all’altezza e di farlo crescere. Possiamo essere solo noi a farlo.
Fabrizio
Ci voleva proprio questo tuo richiamo, Fabrizio. Il battibecco da bar non serve agli uomini, non serve a nessun movimento maschile. Non ci si può omologare alla miriade di forum del tutto inconcludenti, fatti di batti e ribatti piccati buoni solo per sfogarsi.
Armando
Spero che il commento venga pubblicato e che qualcuno mi risponda. Sono d’accordo con Barnard su tutto. Ho solo un piccolo problema. Sono un cesso. Sono brutta e grassa. La tv mi insegna che sono indegna di essere guardata,figuriamoci scopata. Farei volentieri sesso ludico ma rispondetemi sinceramente: davvero gli uomini hanno bisogno della figa o invece ricercano solo una BELLA figa? Perchè se è così sono condannata alla solitudine e all’invisibilità.Se invece non è così perchè non me lo fate sapere? Vi assicuro che molti uomini beta troverebbero migliaia di donne considerate inguardabili disposte a farsi delle scopate colossali e liberatorie. E senza corteggiamenti fasulli e cene pagate. Ma mi chiedo, ne siete capaci? O invece volete la gran figa che scende dal suv e la donna brutta neanche la concepite?
P.S.Ragazzi,parliamoci chiaro. Chi di voi vorrebbe fare sesso ludico con me? Io trovo il corteggiamento fasullo e odio chi mi paga il conto,preferisco dividere. Però non sono bella. Attendo risposta sincera e di getto
Grazie
“Ho solo un piccolo problema. Sono un cesso”

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Te sei fatta una flebo de ceramica?
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“Perchè se è così sono condannata alla solitudine e all’invisibilità.Se invece non è così perchè non me lo fate sapere?”
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Siamo in Italia, paese nel quale la gente lo infila in qualsiasi buco, compreso quello del piatto doccia.
Lo vuoi un consiglio?
Invece di manifestare la tua disponibilità sul web, fallo de visu.
Se neanche tu vai troppo per il sottile, tempo max 24 ore ne trovi quanti ne vuoi.
Concordo con Sandro.
Una donna, anche se decisamente brutta (per sua stessa ammissione), se veramente vuole fare del sesso e non va troppo per il sottile (sempre per sua stessa ammissione), può farlo in qualsiasi momento, a differenza di un uomo anche esteticamente più e (anche molto più) gradevole di lei, che è comunque obbligato a “sbattersi”, a meno che non appartenga alla categoria dei molto “belli e impossibili” (3 o 4%) o dei socialmente dominanti (un altro 5 o 6% per un totale del 10% e credo di essermi anche allargato…).
Il che mi fa sorgere più di qualche perplessità sull’autenticità di questo commento. Tuttavia è anche vero che potrebbe essere difficile per una donna poco se non per nulla attraente proporsi in modo schietto e diretto (come da sempre sono abituati a fare i maschi), per diverse ragioni: pregiudizi sociali o moralistici, timidezza,insicurezza, timore di essere rifiutata o ferita (cose che, come sappiamo, per la gran dei maschi sono normalissime…). Utilizzare la rete potrebbe quindi facilitare di molto le cose, da questo punto di vista. D’altronde le chat (non solo erotiche) e i milioni e milioni di persone, sia uomini che donne, che le frequentano non me le invento di certo io (e questo conferma quale sia la situazione reale delle relazioni umane e fra i sessi in particolare…).
Non avendo quindi elementi per verificare la veridicità o meno di questo post/invito che ci è stato rivolto , lo prendiamo a priori per buono (siamo garantisti…), fino a prova contraria.
A questo punto, è bene sottolineare un concetto. Uomini Beta non è una chat di incontri (non ci sarebbe nulla di male, solo che siamo un’altra cosa) ma un luogo di discussione, elaborazione e confronto per tutti coloro che lo frequentano e di organizzazione per quelli che ne condividono il progetto.
Però, al contempo, non siamo neanche dei bacchettoni, dei bigotti o dei falsi moralisti. E quindi, così come questo blog ha già contribuito a mettere in contatto persone che non si conoscevano prima e a creare delle nuove amicizie (o a rinsaldarle), non si vede per quale ragione dovrebbe precludere la possibilità di conoscenza e di socialità (a qualsiasi livello) anche fra uomini e donne.
Fatta questa premessa necessaria, chi è interessato ad entrare in contatto con questa donna, può scrivermi in privato e sarò ben lieto di dargli la sua email (come da sua richiesta) in modo da potersi mettere in contatto con lei.
D’altro canto, non è certo la prima donna che ci scrive, come sappiamo (anche se per la prima volta con queste modalità), e non riesco a vedere le ragioni per le quali il suo appello, molto sincero e umano (laddove fosse autentico), non dovrebbe essere accolto con spirito di altrettanta sincerità e apertura.
Fabrizio
Silvia
La tv mi insegna che sono indegna di essere guardata,figuriamoci scopata
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Prenditela con la tv e i modelli che propone, che ci state a fare tutto il giorno a guardare le cavolate televisive,
guarda qui: http://andreapagliantini.simplicissimus.it/files/2010/02/Botero-Banistas.jpg
scusa fabrizio ma te queste donne bruttine che lo fanno quando vogliono dove le vedi scusa? e soprattutto quando lo fanno con chi lo fanno? con raul bova, brad pitt? no con un altro uomo magari bruttino, magari trovato su qualche chat. Non mi sembra un discorso che regga molto
@enrico657
Il bruttino paga la prosituta se gli piace la donna attraente, la bruttina potrebbe fare lo stesso con un uomo attraente.
Secondo te un uomo brutto, senza soldi, va con Elisabetta Canalis?
scusa fabrizio ma te queste donne bruttine che lo fanno quando vogliono dove le vedi scusa? e soprattutto quando lo fanno con chi lo fanno? con raul bova, brad pitt? no con un altro uomo magari bruttino, magari trovato su qualche chat. Non mi sembra un discorso che regga molto
Sono allibito nel sentire certi ragionamenti distruttivi.
E’ pacifico che una donna rispetto ad un uomo a parità di condizione e di aspetto ha più possibilità di trovare sesso.Ecco perchè ill consumo di materiale pornografico e il ricorso al sesso mercenario sono molto più diffusi in ambito maschile che non in quello femminile., proprio perchè vi è una innegabile disparità e asimmetria tra uomini e donne nella richiesta/disponibilità di sesso. La solitudine e la “sfigataggine” è un problema prevalentemente(anzi esclusivamente) maschile. Una donna se non è proprio di una bruttezza esagerata(intendo deforme), se vuole troverà sempre del sesso,ciò non accade invece negli uomini proprio perchè la domanda maschile di sesso è ben più ampia dell’ offerta femminile che riceve(la quale è molto più selettiva e ristretta), ergo nella ricerca di un partner sessuale, gli uomini, rispetto alle donne,hanno meno pretese. In conclusione, una bruttina, se vuole, avrà molte più probabilità rispetto ad un bruttino, di non rimanere in bianco sessualmente. Questa disparità è stata ben colta dal Femminile attuale e quindi la usa per trarne vantaggi attraverso l’ attrazione. Cioè il Potere Sessuale Femminile di cui ovviamente Jorek dirà che è una nostra “invenzione”. Sì, bravo.
Enrico, lascia stare Raoul Bova o Brad Pitt, che sono dei divi del cinema…Se è per questo neanche noi ci accompagniamo con Monica Bellucci o Charlize Theron…
Rimane il fatto che qualsiasi donna, a parità di “livello” (estetico e sociale) con un uomo, ha un peso specifico enormemente superiore a quest’ultimo dal punto di vista sessuale, per il semplice fatto che esiste una diversità fisiologica (e quindi anche psicologica) tra i due sessi che si traduce inevitabilmente in una asimmetria dal punto di vista sessuale (differente tasso di bisogno e conseguente differente relazione con il sesso).
E quindi una donna “bruttina”, come dici tu, potrà comunque disporre dal punto di vista sessuale di tanti maschi “bruttini” e non solo, anche meno “bruttini” di lei, appunto perché in questo caso, in base alle più elementari leggi dell’economia politica, l’offerta supera di gran lunga la domanda, come ben sappiamo. Di conseguenza, come ripeto, il suo peso specifico è di gran lunga superiore a quello di un qualsiasi uomo del suo stesso livello (estetico, fisico e sociale). Ciò significa che mentre un uomo “bruttino” dovrà comunque “sbattersi” per cercare di portarsi a letto una “bruttina”, quest’ultima, se vuole, sesso per il sesso, di uomini “bruttini”se ne può portare a letto qualche decina alla settimana, e senza “sbattersi” (a differenza del “bruttino” che se non “fatica” le sette famose camice è destinato all’astinenza sessuale, alla masturbazione e al sesso mercenario). .
Non solo. Lo squilibrio fra domanda e offerta è tale che anche la “bruttina” può legittimamente, dal suo punto di vista, aspirare ad avere uomini molto meno “bruttini” di lei. Per lo meno se parliamo della possibilità di disporre degli altri dal punto di vista sessuale( ma non solo, a mio parere…). Vorresti forse dirmi che se una ragazza “bruttina” (nella norma)ti facesse l’occhiolino sulla metropolitana e ti proponesse di fare del sesso ludico e disimpegnato, senza implicazioni di nessun genere, cotto e mangiato, come si suol dire, e poi chi si è visto si è visto (e forse non ci si rivede più), tu rifiuteresti? E ammesso anche che tu rifiuti, e ammesso pure che noi ci crediamo, a tuo parere, quanti uomini direbbero di no in percentuale ad un’offerta di sesso esplicito e ludico come questa, anc he se proviene da una “bruttina”?
Mi sembrano considerazioni evidenti e, ti dico la verità, mi meraviglia che tu possa addirittura trovare che “il discorso non regga molto”, come dici tu stesso…
Proviamo a fare un altro esmpio. Considera la relazione con una tua “pari grado” (cioè stesso livello estetico, fisico, e anche sociale). Vorresti dirmi che è lei che mediamente viene verso di te? E’ lei che mediamente si propone? E’ lei che ti invita a cena? E’ lei che ti telefona per uscire? E’ lei che ci prova dopo che ti ha scarrozzato la sera? Sei tu che fai il “prezioso”, che”te la tiri”, che “glielo fai sudare”. Non credo proprio.
Eppure lei è una donna normale, proprio come te, non è più brutta ma neanche più bella di te. Ma nonostante ciò è lei (sempre mediamente parlando, onde evitare obiezioni del tipo:“Sì, però alcune volte mi è successo che…”) che decide se, come, quando e con chi, non certo tu…
O mi sbaglio? Potrebbe anche darsi perché nessuno è infallibile. Però, se questo è il caso, allora è meglio chiudere questo sito perché significa che non abbiamo veramente capito nulla di come stanno le cose…
Fabrizio
@ enrico657
scusa fabrizio ma te queste donne bruttine che lo fanno quando vogliono dove le vedi scusa? e soprattutto quando lo fanno con chi lo fanno? con raul bova, brad pitt? no con un altro uomo magari bruttino, magari trovato su qualche chat. Non mi sembra un discorso che regga molto
@@@@@@
Fabrizio faceva semplicemente riferimento all’asimmetria sessuale esistente fra uomo e donna.
Ad esempio, io che esteticamente non faccio schifo per niente, avrei (ed ho) sicuramente molte più difficoltà a trovare una donna disposta a fare del “sesso ludico” rispetto ad una donna bruttina, qualora la medesima decidesse di “concedersi” a chicchessia. Te ne racconto brevemente una, risalente alla mia adolescenza, quindi ad almeno venti anni fa e riguardante una ragazzina (oggi trentaseienne) figlia di una coppia calabrese, la quale era sottoposta a un controllo rigidissimo sia da parte della madre che del padre (soprattutto di quest’ultimo). Posso assicurarti che era ed è più brutta che bella… Be’, proprio perché le era impedito di vivere normalmente, come le altre adolescenti, a un certo punto era diventata “la fidanzata dei ragazzi di un bar” che frequentavo in quel periodo… Ossia, non appena aveva un’ora libera, ce la passavamo un po’ tutti, perché lei aveva deciso di “concedersi”. Stai pur sicuro che se io, o te, o qualunque altro uomo comune, decidessimo di fare altrettanto, andremmo in bianco nel 99,999% dei casi.
Scusa Fabrizio,io non ti ho minimamente autorizzato a dare la mia mail a nessuno e non voglio che tu la dia a nessuno. Se voglio sarò io a darla a chi mi pare. Quindi non dedurre cose che non ho scritto. Sono una persona onesta e perbene e pensavo altrettanto di voi. Quindi sono certa caro Marchi che non la darai a nessuno. La mia mail,vero?
Il mio, cara Silvia, voleva solo essere un messaggio di apertura nei tuoi confronti. Mi dispiace che ci siamo fraintesi. D’altronde il tuo post era estremamente esplicito dal momento che chiedevi pubblicamente se qualcuno degli utenti di questo blog era disposto a fare del sesso ludico e privo di qualsiasi altra implicazione con te. Almeno su questo converrai.
In ogni caso, riporto testualmente il tuo post, onde evitare possibilità di equivoci:” Spero che il commento venga pubblicato e che qualcuno mi risponda. Sono d’accordo con Barnard su tutto. Ho solo un piccolo problema. Sono un cesso. Sono brutta e grassa. La tv mi insegna che sono indegna di essere guardata,figuriamoci scopata. Farei volentieri sesso ludico ma rispondetemi sinceramente: davvero gli uomini hanno bisogno della figa o invece ricercano solo una BELLA figa? Perchè se è così sono condannata alla solitudine e all’invisibilità.Se invece non è così perchè non me lo fate sapere? Vi assicuro che molti uomini beta troverebbero migliaia di donne considerate inguardabili disposte a farsi delle scopate colossali e liberatorie. E senza corteggiamenti fasulli e cene pagate. Ma mi chiedo, ne siete capaci? O invece volete la gran figa che scende dal suv e la donna brutta neanche la concepite?
P.S.Ragazzi,parliamoci chiaro. Chi di voi vorrebbe fare sesso ludico con me? Io trovo il corteggiamento fasullo e odio chi mi paga il conto,preferisco dividere. Però non sono bella. Attendo risposta sincera e di getto
Grazie” (Silvia)
Alla luce di quanto sopra ho pensato solo di aiutarti nel favorire eventuali contatti.
In ogni caso nessun problema. farò come dici. La tua privacy è garantita. Stai tranquilla. Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà dato a nessuno. Garantisco personalmente.
Fabrizio
Silvia
Se voglio sarò io a darla a chi mi pare
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è esattamente cosi, lo hai detto, brutta o bella che sei.
Leonardo, il tuo ultimo commento è assolutamente perfetto e fa tabula rasa di tante dissertazioni a mio parere anche un pochino capziose e frutto di una vecchia ruggine “machista” dura amorire, anche nei migliori…
Piaccia o no, c’è “chi la da” e c’è “chi la chiede”. Hai voglia ad arrampicarsi sugli specchi, specie quando c’hanno spalmato sopra il sapone…
Fabrizio
Grazie a Fabrizio che mi ha tranquillizzata. Nel mio commento ho solo voluto mettere in evidenza una cosa: io non mi sono mai sentita col potere di negare il sesso a qualcuno.In realtà sono cresciuta con una cugina perfetta fisicamente che mi torturava perchè non sono magra e mi derideva umiliandomi in continuazione. Mi sono sentita impotente e questo mi ha molto inibito nel mio rapporto con gli uomini. Ho il terrore inconscio ancora oggi di spogliarmi ed essere giudicata senza alcuna pietà. Non sono solo gli uomini a sentirsi senza alcun potere davanti ai finti alpha. Infatti,tra l’altro,col passare degli anni, mi sono resa conto che mia cugina mi invidia. Io sono la prova vivente che anche se lei ha un bel fisico non avrà mai le mie qualità umane nè intellettuali. E per questo mi odIa da sempre. Ne ho avuto da poco la prova ma ciò,lungi dal darmi sollievo mi ha lasciato l’amaro in bocca. Avrei preferito crescere con accanto una persona che mi accettasse e mi volesse bene. La vita è così non bisogna generalizzare. Però la derisione te la porti dentro. Per questo non mi sogno nè di rifiutare,nè di deridere nessun uomo. Vorrei solo poter chiacchierare liberamente senza giudizi nè conclusioni affrettate. Tutto qui
@ Fabrizio
e fa tabula rasa di tante dissertazioni a mio parere anche un pochino capziose e frutto di una vecchia ruggine “machista” dura amorire, anche nei migliori…
Piaccia o no, c’è “chi la da” e c’è “chi la chiede”. Hai voglia ad arrampicarsi sugli specchi,
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Vallo un po’ a spiegare a tutti quelli convinti che con le donne “basta saperci fare” e che “in circolazione ci sono tanti uomini brutti, senza un centesimo in tasca, che scopano come ricci, anche con delle gran fiche”…
Hanno proprio ragione certi “vecchi” della QM quando sostengono che l’uomo medio è solamente un gran coglione.
Cara Silvia, qui nessuno ti giudicherà né ti deriderà, men che meno per il tuo aspetto fisico…
Ciò detto, saremo lieti del tuo contributo. Benvenuta fra noi e buona discussione.
Fabrizio
“E quindi una donna “bruttina”, come dici tu, potrà comunque disporre dal punto di vista sessuale di tanti maschi “bruttini” e non solo, anche meno “bruttini” di lei”
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Io vedo spesso una coppia che rappresenta un esempio eclatante:
Lui ha 25 anni ed è alto, atletico, niente affatto messo male.
Lei, più che una donna, mi ricorda le immagini, che vidi sui giornali, degli animali nati deformi dopo il disastro di Chernobyl.
E tutto si può dire fuorché sia simpatica.
Io credo che tra di noi tutti conoscano almeno una coppia così assortita, semplicemente per calcolo delle probabilità.
Esiste pure il contrario ed è frequente, ma si verifica solo ad una condizione:
lui deve essere foderato di soldi.
La Corazzata Puttionkin 2011
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2011/29-giugno-2011/segretaria-pd-gira-film-porno-viene-scoperta-si-dimette-190976699175.shtml
girovagando per youtube ho trovato questo video che parla proprio di Paolo Banard e di questo articolo
http://www.youtube.com/watch?v=hJZazRMj90A
oltretutto che è un maschietto pentito ,non so a voi ,ma a me ricorda un personaggio di mai dire gol
http://www.youtube.com/watch?v=hJZazRMj90A
No, un momento, dai commenti che leggo qui mi sembra che molte persone (sia uomini che donne) non abbiano colto il tragico problema che si cela dietro la “provocazione” sincera e senza giri di parole di Paolo Barnard.
Il tragico problema è che 35 anni di pseudo-cultura femminista hanno portato NON alla liberazione sessuale delle donne, ma – negli ultimi 10 anni – al RADDOPPIO del numero di prostitute!
E guardate, qui alcuni hanno tirato in ballo a sproposito la diversità genetica, psicologica, antropologica, ecc. della donna (come essere fisiologicamente destinato alla riproduzione) rispetto all’uomo.
Balle!! Siamo in una società post-industriale, e in Italia di figli se ne fanno pochissimi (tra l’altro), uomini e donne possono avere gli stessi ruoli (parto a parte) all’interno della coppia, se solo lo vogliono.
La realtà è che – mentre nel breve periodo fine anni ’60 /metà anni ’70, si era davvero avviata una liberazione della donna, e le donne si sentivano libere di fare sesso anche in base a semplici rapporti di amicizia con l’uomo (il “sesso ludico” di cui parla Paolo Barnard) tutto ciò è stato cancellato da 35 anni di pseudo-cultura femminista, in realtà ostile all’uomo in quanto considerato antropologicamente, o almeno larvatamente nemico della donna.
Fateci caso, ma oggi, da parte delle donne in genere ci sono due soli tipi di approccio sentimental-sessuale verso un uomo:
a) Ricerca di un partner stabile (fidanzato, marito, convivente) che dia sicurezza
b) Sesso solo mercenario.
Manca il c) il sesso ludico.
Provate ad entrare in qualsiasi sito web di incontri.
Se cercate gli annunci delle donne, nella quasi totalità trovate solo prostitute o trans, solo sesso a pagamento.
E’ praticamente impossibile trovare donne single che cerchino uomini single, per amicizia si basi PARITARIE non finalizzata necessariamente a rapporti stabili.
E non venitemi a dire che – come ha scritto qualcuno – il problema è che le donne single hanno paura di brutti incontri, o maniaci, ecc.
Perchè in realtà trovate anche una quantità di donne che mettono annunci cercando relazioni lesbo, o con coppie, o car-sex, parking sex, privè, e altre amenità, quindi NON è vero che è per pudore o paura che oggi le donne (in gran parte) schifano gli uomini single per relazioni libere.
La realtà è che ormai le donne italiane se la tirano talmente che – se single – o cercano (anche se cozze) il principe azzurro, oppure si vanno a complicare la vita cercando uomini sposati, fidanzati di amiche, ecc., ecc., oppure “emozioni forti” con rapporti lesbo, o a 3, a 4, ecc.
Quindi, per concludere, non tiriamo in ballo motivazioni improbabili.
La realtà è che – negli ultimi 10-15 anni – molte donne italiane hanno accentuato la loro freddezza e mancanza di veri sentimenti di amicizia e trasporto verso gli uomini, oltre che competitività (forse per ragioni lavorative).
Uno straniero di passaggio per lavoro a Milano ha detto di essere rimasto stupito per la “mascolinità” (psicologica) delle donne che ha conosciuto (unicamente proiettate sul lavoro) e prive di cordialità e amicizia verso gli uomini.
E la conseguenza è che – forse con la convinzione di avere fatto chissà quali passi avanti – moltissimi uomini (anche sposati o fidanzati) frequentano prostitute, magari diffondono anche l’aids alle ignare compagne, e in soli 10 anni la prositituzione in Italia è RADDOPPIATA!
Se è questa la grande conquista della pseudo-cultura femminista degli ultimi 35 anni, allora davvero si stava meglio quando si stava peggio, come si suol dire….
Sì, la prostituzione è raddoppiata – forse pure triplicata – ma questa è una autentica stupidaggine…
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magari diffondono anche l’aids alle ignare compagne,
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proprio di matrice femminista che, a quanto pare, anche te hai assimilato. Ti rammento che l’aids è pochissimo diffuso fra le prostitute, le quali, nei rapporti penetrativi, usano regolarmente il preservativo.
Non dar retta a chi racconta palle del tipo “le prostitute scopano senza preservativo”, perché sono solo stronzate. Fidati di me…
Inoltre, tu scrivi,
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E guardate, qui alcuni hanno tirato in ballo a sproposito la diversità genetica, psicologica, antropologica, ecc. della donna (come essere fisiologicamente destinato alla riproduzione) rispetto all’uomo.
Balle!!
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No, caro amico, NON sono affatto balle, perché maschi e femmine NON sono assolutamente uguali.
Perciò finiamola di propagandare il falso.
Grazie.
Scusa Daniele, si capisce benissimo che per te è meglio la prostituzione, e la difendi.
E’ una TUA opinione, e tra l’altro sei tu a scrivere cose errate, perchè non tutte le prostitute pretendono il condom dai clienti, se ci sono quelli che pagano di più per farlo senza, ce ne sono tante che accettano (ci sono anche prostitute che accettano da certi clienti ricchi giochi ripugnanti da parte di depravati, tipo farsi vomitare o defecare addosso, ed è evidente che non tutte accetterebbero!), . E poi è superficiale scrivere – come te – che le prostitute si comportano tutte in un certo modo, poichè ci sono le prostitute d’alto bordo, e magari sono donne insospettabili (dalla studentessa universitaria, alla modella, alla moglie dell’imprenditore, ecc.) che lo fanno molto saltuariamente, alla prostituta schiavizzata e vittima del racket.
Quindi, evita per favore messaggi inutili da “grande esperto” quale: “fidati da me”.
E chi saresti? L’uomo che gestisce il corpo di tutte le donne in Italia?
Infine, dire che le donne e gli uomini non sono uguali dal punto di vista anatomico è un’ovvietà, chiaro che uomini e donne sono diversi.
Ma nella nostra società, in cui il sesso con la contraccezione può essere sganciato dalla procreazione, e le donne e gli uomini possono avere pari diritti e doveri (e in molti paesi li hanno davvero, vedi Danimarca, Svezia, Germania, ecc.) anche per quanto riguarda la vita di coppia e il lavoro, è ovvio che anche la sessualità può svolgersi su un piano di parità.
Sveglia, è finita l’epoca della donna che si sposa con “la dote”!
Era a questo che mi riferivo, se non l’avevi capito.
Infine, io non “propagando il falso”, mi limito ad esprimere il mio parere.
Caro Fabrizio Marchi, è la prima volta che entro nel tuo blog, e trovo i tuoi interventi acuti e intelligenti.
Perciò ti pregherei di richiamare il signor Daniele al rispetto per gli altri (soprattutto per chi partecipa una prima volta).
La sua intolleranza e incapacità di confrontarsi con chi la pensa diversamente da lui, in modo pacato e costruttivo, non lascia davvero bella impressione.
Ha dimostrato solo la sua mancanza di argomenti, con i suoi insulti.
Caro Al2011 (il tuo nick mi ricorda Al9000, il computer di “2001 Odissea nello spazio”…), come hai letto in alto a destra sull’”avviso per i naviganti” lo spazio dei commenti è assolutamente libero e appositamente creato per dare a tutti la possibilità di esprimere la propria opinione, purchè nel rispetto degli altri, della Carta dei principi e delle regole della civile convivenza.
Sì, forse Daniele è stato un po’ irruento nella sua risposta, forse anche eccessivamente assertivo, è vero. Però ti assicuro che è nel suo stile (noi lo conosciamo da più tempo di te, ovviamente), e non è la prima volta che lo fa, e non in mala fede. Però non mi pare francamente che ti abbia insultato. Credo che ci siano assolutamente i margini per ricomporre civilmente fra di voi questa piccola polemica.
Siete entrambe due persone che ragionano e che hanno modalità diverse di esprimersi. Con un pizzico di buona volontà da parte di entrambi si può serenamente risolvere questo attrito (che può succedere, ogni tanto, quando ci si confronta).
Cerchiamo di dimostrare tutti quella maturità e quella consapevolezza necessarie per portare avanti questa grande battaglia. Ne siamo capaci e la ricchezza del dibattito a cui diamo vita lo dimostra.
Vi ringrazio fin d’ora per la vostra disponibilità a sanare questa piccola frizione.
Fabrizio
p.s. dimenticavo: benvenuto fra noi!
Alberto: La realtà è che ormai le donne italiane se la tirano talmente che – se single – o cercano (anche se cozze) il principe azzurro, oppure si vanno a complicare la vita cercando uomini sposati, fidanzati di amiche, ecc., ecc., oppure “emozioni forti” con rapporti lesbo, o a 3, a 4, ecc.
(…).
La realtà è che – negli ultimi 10-15 anni – molte donne italiane hanno accentuato la loro freddezza e mancanza di veri sentimenti di amicizia e trasporto verso gli uomini, oltre che competitività (forse per ragioni lavorative).
Uno straniero di passaggio per lavoro a Milano ha detto di essere rimasto stupito per la “mascolinità” (psicologica) delle donne che ha conosciuto (unicamente proiettate sul lavoro) e prive di cordialità e amicizia verso gli uomini.
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In verità, Alberto, mi sembra che le tue posizioni siano in quasi totale accordo con quanto sostengono su uomini Beta la maggior parte degli utenti. La tua disamina mi trova d’accordo su quasi tutto e penso che anche Daniele concordi con te in buona parte. Purtroppo la realtà italiana, in materia di rapporti tra i sessi, è quella che tu descrivi e le ragioni del perchè siamo arrivati a questo punto sono state più volte ripetute e, come giustamente sottlinei, non bastano le differenze “naturali” tra i sessi, a spiegarle: c’è tutto un ciarpame pseudo-culturale, come tu giustamente scrivi, che andrebbe mandato al macero, ma purtroppo, non solo rimane lì dov’è, ma fa sempre più proseliti.
La prostituzione non è certamente la soluzione dei problemi nè rappresenta un particolare passo avanti, però non è neanche da demonizzare. Anzi, i Paesi più evoluti, dalla Svizera, alla Germania…hanno capito che, dal momento che, nella nostra società, la sessualità è vissuta come una merce, e in primis dalle donne, è preferibile legalizzare la prostituzione, tra l’altro con numerose ricadute positive, dal punto di vista sanitario, fiscale, ecc..Insomma esiste ed è giusto che la si faccia emergere dalla clandestinità, cosa che appare impossibile in Italia, soffocata da paccotiglia pseudo-culturale come il femminismo o da un certo autoritarismo-oscurantismo di matrice cattolica.
Personalmente non sono mai andato con una prosituta, per la sola ragione che non mi piace quel clima di clandestinità che avvolge quel mondo, in cui si muovono anche sfruttatori da una parte e paladini dell’ordine costituito dall’altra. Se però venisse “ripulito” da queste figure inquietanti e le prostitute diventassero delle lavoratrici in proprio a tutti gli effetti,senza timore di smentita, non avrei alcun problema a recarmici. Una prestazione sessuale, nell’attuale contesto, è giusto sia trattata alla stregua di qualsiasi altra prestazione lavorativa, nè più nè meno.
Caro Fabrizio,
grazie per il tuo saggio intervento, e accolgo senza problemi l’invito a ricomporre la piccola diatriba con Daniele (di cui peraltro rispetto l’opinione).
Il vs.blog (e me rendo conto ora, dopo aver letto vari interventi, articoli, e temi trattati, oltre alla tavola dei valori che lo ispirano) è veramente bello (una rarità tra tanti blog-spazzatura che imperversano, pieni di insulti e chiacchiere futili), e sarebbe un peccato che temi così importanti e seri, venissero sciupati da sterili polemiche, quando siamo persone civili e adulte, che possono confrontarsi pacatamente.
Approfitto dell’occasione per continuare la discussione sul tema “sesso ludico”, e portare – a chi può servire – la mia personale esperienza.
Però vorrei sentire anche interventi di donne, sono loro – siete voi! – ad essere chiamate in causa.
Io comincerei col porvi una domanda, care amiche: appurato che oggi NON è per ragioni di paura di brutti incontri (quali brutti incontri? Qui si parla di relazioni con uomini che conosci, che una donna frequenta per lavoro, o di cui può informarsi quanto vuole, ecc.) o per paura di restare incinte (per favore, i contraccettivi esistono da più di 60 anni!) che molte donne italiane (in particolare) hanno questo atteggiamento freddo e distaccato verso gli uomini single, la domanda è: cosa è cambiato negli ultimi 15-20 anni?
), eppure non posso che condividere al 100% le riflessioni di Paolo Barnard (col quale scambiai una mail lo scorso anno) al riguardo.
Cosa spinge una donna di oggi a cercarsi o il fidanzato/marito, e a rifiutare (a differenza di molte donne nel periodo metà anni ’60, fine anni ’70) relazioni più libere con uomini single, quasi schifandoli?
O addirittura a cercarsi “cose strane” tipo sesso a 3 o a 4, rapporti lesbo, ecc.?
E vi dico subito – se la cosa può interessare – che per quanto mi riguarda non ho mai avuto grossi problemi a stabilire relazioni anche lunghe con donne (anche piuttosto belle).
Ho 50 anni, laureato e di buona cultura, con molti interessi, sportivo e di aspetto gradevole (non sto mettendo un’inserzione!,
Vi dico che, rispetto a soli 15-20 anni fa, le cose sono MOLTO peggiorate.
15-20 anni fa, nei luoghi di lavoro (e anche senza internet), o nei luoghi di ritrovo, associazioni sportive, ricreative, culturali, ecc., era abbastanza facile trovare anche donne single, libere, disposte ad allacciare rapporti fondati sull’amicizia, ma senza necessariamente doversi fidanzare, o giurare amore eterno.
E non è un discorso esclusivamente di sesso.
Io con una donna-amica voglio discutere, condividere interessi, capire e confrontarmi con lei, stare bene anche solo sentendo dell’affetto, ridere e scherzare con lei. Poi è chiaro che un uomo desidera anche il sesso, come lo dovrebbe desiderare lei, ma non è che tutte le volte che la vedi ci fai sesso!
Ebbene, non riesco a capire cosa sia successo soprattutto in questi ultimi maledetti 15-20 anni.
Cos’è, forse l’opera deleteria di mode internettiane, o di soap operas penose tipo “Sex and the City”? Che hanno diffuso nel mondo messaggi cretini e ridicoli, tipo quello per cui: “Se un uomo dopo i 30 anni è single, ha qualcosa che non va, oppure è gay”.
Ecco, vorrei saperlo da voi, perchè a me – come credo a tantissimi uomini – è capitato di stare in coppia, magari anche anni, e di stare single, magari anche anni.
Eppure sono sempre la stessa persona! E perchè se stavo in coppia ricevevo occhiate (che facevano ingelosire la mia donna) da ragazze, mentre se esco solo divento trasparente?
E perchè negli ultimi 10 anni molte donne single cercano tutte queste complicazioni: il car-sex, il sesso a tre, lo scambio di coppia, l’esperienza saffica, ecc., oppure cercano il fidanzato fico, o di successo, o l’uomo sposato da circuire, e sempre meno un sano rapporto di amicizia libera con sesso con un single?
E non venitemi a dire che la cosa riguarda solo me (che tra l’altro non sono più un ragazzino, avendo 50 anni), perchè avrei caterve di messaggi, anche da parte di ragazzi giovani, di 20-30 anni, di aspetto normale o piacevoli, che fanno una fatica tremenda ad avviare relazioni con ragazze del loro livello, perfino le più “cozzette” se la tirano incredibilmente.
Anzi, negli anni ’70-’80 l’uomo single era quasi uno “status”, era sinonimo di indipendenza, allegria, fantasia, libertà, ecc., negli ultimi anni è diventato quasi sinonimo di “sfigato”!
Qualche anno fa ero uscito a cena con una ragazza di 35 anni, indipendente, single, carina…beh, a un certo punto questa comincia a sciorinarmi una desolante litania sul fatto che una donna vuole sicurezza, che gli “uomini Peter Pan” eterni ragazzi non sono affidabili, e bla e bla, insomma per dirmi subito che lei avrebbe voluto subito CONVIVERE.
E lì mi sono cascate le braccia (e anche altri organi sottostanti).
Ma come? Siamo alla prima cena, ci conosciamo appena, e tu cominci subito a parlarmi di convivenza?
Ma divertiti!
Pazzesco! Ma poi, avrei capito ancora una disoccupata, o una ragazza “vecchia maniera”, che cerca un marito per stare in casa a curare i figli e crescerli mentre lui lavora.
Ma questa donna lavorava sempre, il resto del tempo lo dedicava ad alcuni interessi, insomma, la classica single milanese.
E allora, che senso ha per una così cercare subito un convivente?
Boh, vorrei capire, vorrei potermi confrontare, perchè così non si va da nessuna parte.
A me non piace un mondo in cui – condividendo anch’io l’opinione di Paolo Barnard – le donne oscillano tra la ricerca del fidanzato fico, e la ricerca del sesso con la coppia o con l’amica lesbo, o vanno ipocritamente a farlo in vacanza con il senegalese, o – se 40-50 enni – fanno le “cougar” cercando i ragazzi 20enni, e insomma se la tirano di brutto, e costringono sempre più uomini a pagare ucraine, rumene, marocchine, ecc.
Insomma, tirarsela un po’ meno no?
Va bè, ora devo proprio andare, ma stasera magari vorrei leggere qualche risposta.
A proposito, già che ci sono…(e non lo dico per piaggeria)
Ho letto che Fabrizio Marchi è un magazziniere, ed è diplomato, non è laureato.
Ebbene, si esprime con una facilità e proprietà di linguaggio, cultura, competenza, tali da distaccare di molte lunghezze tantissimi laureati!
Ecco, se io fossi una donna, sicuramente sarei interessata da un uomo come lui!
Poco mi importerebbe il lavoro che fa, se è ricco o povero, ecc., ma non potrei fare altro che ritenerlo una persona interessante da frequentare.
Non conosco la situazione di Fabrizio, e magari è felicemente sposato o fidanzato, ecc.
Però non posso fare a meno di notare che oggi, purtroppo, molte donne se ne fregano totalmente degli uomini colti, intelligenti, con una personalità, ecc., anche solo per una libera amicizia.
Ma basta il caso di Paolo Barnard, un giornalista acuto, intelligente, con un’esperienza notevolissima, e una personalità originale.
Eppure anche lui nota che il sesso ludico con le donne è un’impresa titanica!
Cosa succede?
Ditemelo! (non sono Gerry Scotti a “Chi vuol essere milionario”)
p.s.: Fabrizio, non sono un computer (Al9000 di 2001 Odissea nello spazio) però se continua così, farò come quel computer, e dirò: “Cantami una filastrocca, giro giro tonduooooooo!” )))
“Ho letto che Fabrizio Marchi è un magazziniere, ed è diplomato, non è laureato.
Non so chi abbia mandato in giro questa diceria sul mio conto ma sono costretto a smentirla (e mi dispiace, da una parte, perché condivido il tuo assunto…:-) ). Naturalmente non ci sarebbe e non c’è nulla di male nell’essere magazzinieri e diplomati, però il sottoscritto non è né l’uno né l’altro…Nella mia vita ho avuto la ventura di laurearmi per due volte (va bè, per la seconda mi hanno abbonato la metà degli esami…) e di fare il giornalista (ormai ex, da qualche anno mi sto dedicando ad altro, chissà se un domani mi tornerà la voglia).
Ebbene, si esprime con una facilità e proprietà di linguaggio, cultura, competenza, tali da distaccare di molte lunghezze tantissimi laureati!” (Al2011)
Ciò detto, sono assolutamente d’accordo con te che un magazziniere con la quinta elementare può avere “palle” da vendere al mercato, e possa essere molto più intelligente e acuto di un plurilaureato, di un dirigente, un giornalista, un magistrato, un manager o quant’altro…
Molto interessanti le tue riflessioni che condivido appieno. Sto per realizzare, non appena una mia amica sarà disponibile, un video, tra gli altri, in cui affronterò proprio la questione del sesso ludico. Il titolo potrebbe essere: sesso ludico, una rivoluzione.
Fabrizio
Al2011
>>
Cosa spinge una donna di oggi a cercarsi o il fidanzato/marito, e a rifiutare (a differenza di molte donne nel periodo metà anni ’60, fine anni ’70) relazioni più libere con uomini single, quasi schifandoli?
>>
Mia madre è di origini meridionali (Calabria, per la precisione), perciò posso assicurarti che quella che tu descrivi non era (e in parte ancora non è) sicuramente la realtà del sud. Inoltre, stando anche ai racconti di uomini di altre regioni italiane, sia del centro che del nord, non è che in passato le donne italiane (*) fossero così disponibili, anzi…
Forse quella che tu racconti è una realtà che in quel periodo ha conosciuto una minoranza di persone residenti nelle grandi città e particolar modo al nord.
___________
P.S: leggo da tempo gli interventi del pugile Daniele (o ex, non ricordo bene), perciò posso assicurarti che egli non è affatto “favorevole” alla prostituzione, non nel senso in cui l’hai inteso tu. Basandomi sui suoi scritti si capisce chiaramente che pure lui (come chiunque di noi) amerebbe rapportarsi con un ben altro genere di donne, ma poiché di tipe del genere è quasi impossibile trovarne in giro, allora, a quel punto, è realmente meglio pagare una rumena 20-25enne.
Fabrizio, e chissà in quanti saggiamente, come a suo tempo anche a me, ti avranno detto di lasciar stare la laurea in Filosofia che non si guadagna un c.z.o.
Grazie Fabrizio, e scusa per la gaffe sul magazziniere. Però io conobbi davvero un portiere diplomato che leggeva di tutto, e poteva dare lezioni (pur avendo solo la 3a media!) a moltissimi laureati.
Rispondo a Sergio. Ma sì, certo, lo so benissimo che negli anni ’60 e ’70 c’era un buon 80-90% di donne che erano molto legate a un rapporto ultra-tradizionale, e non solo al sud! E allora oltre tutto le donne lavoravano molto meno di oggi.
Io mi riferivo a quel 10% circa di ragazze istruite e giovani (e ce n’erano anche al sud, solo che poi spesso lasciavano i paesi per andare nelle grandi città) che proprio in quegli anni avevano relazioni piuttosto libere con i loro coetanei, senza sentire il bisogno di trovarsi per forza un marito o fidanzato.
Ma buttiamola un po’ sul ridere, mi sembra il caso… alleggeriamo il clima.
Sapete cos’è che è avvenuto negli ultimi 15-20 anni, e che ha cambiato tutto in peggio?
Semplice, hanno trasmesso in tv per oltre 20 volte le repliche di “Pretty Woman”!
Quel filmaccio hollywood-patinato-edulcorato, falsamente consolatorio , della prostituta (Julia Roberts) che viene “redenta” dal super-manager (Richard Gere) suo “pigmalione” che poi la sposa.
Più che pigmalione direi big coglione, perchè lei gli prosciuga la carta di credito.
Filmaccio che ha rovinato un’intera generazione di ragazze, inculcando a loro l’idea che vale la pena darla a caro prezzo ad un manager, che poi finirà per sposarle e permettere loro di fare lo shopping con 50 carte di credito!
Filmaccio che – se ci pensate – è perfettamente in linea con l’ipocrisia bigotta del costume italico (e non a caso l’hanno dato in tv un’infinità di volte!) per il quale le donne possono solo essere o puttane o mogli, tertium non datur!
Mah, sapete che vi dico?
Che in effetti è ben difficile ormai scopare gratis per divertimento su basi paritarie, la mercificazione è tale che tutti ci fottono, e a pagamento!
Ti fottono i politici, e di brutto (di qualsiasi schieramento, e soprattutto se, come sta accadendo poi sono “tecnici”, ti fotteranno ancora più tecnicamente!).
Ultimamente qualche single uomo – credendosi furbo – ha cercato di bypassare l’ostacolo rivolgendosi al sesso a 3.
Dopo tutto – pensava – piuttosto di fare sesso a pagamento, se trovo una coppia che cerca un singolo per giocare in tre (magari col marito cuckold e mezzo impotente) sarà meglio che pagare.
Illuso! Anche lì si trovano zoccole furbine, che fingono di essere in coppia col magnaccia, e poi chiedono “contributi economici”, “regali”, “rimborsi spese”, e simili, al povero single uomo!
Insomma, non si scappa, qui il mercimonio zoccolaro sta toccando livelli impensabili.
Un carissimo amico di mio padre (e con il tempo anche mio), professore di lettere in un liceo di Sassari, militante e dirigente socialista, conosciutissimo e stimatissimo in terra sarda e non solo, uomo di grandissima cultura, autore di numerosi libri sulla storia del Fascismo in Sardegna) e studioso (molto critico, per la verità) del pensiero di Gramsci di cui aveva una interpretazione tutta personale, mi disse in più di un occasione:”Fabrizio, la filosofia apre la testa anche ai tonti, quindi c’è speranza per tutti” (sottinteso anche per me…:-). . Naturalmente scherzava perché c’era fra noi una grande e reciproca stima anche se io ero molto giovane. E ricordo che già allora ci estenuavamo in confronti serrati tra il sottoscritto, ancora pervaso dai fumi della vulgata marxista “gruppettara” del tempo che era una miscela di “Francofortismo” e “Maoismo” (pensa che confusione che avevamo in testa….-:-) ), e lui che era un socialista autonomista, seppur con un passato lombardiano e prima ancora azionista.
Ovviamente io ero il “gruppettaro” che accusava sia lui che mio padre di revisionismo di destra. Mi viene da ridere ora a pensare a quelle (bellissime) discussioni. Ricordo che io prendevo in giro mio padre accusandolo di essere stato un “socialtraditore”, come si usava dire all’epoca, perché durante una delle tante scissioni della storia socialista (gloriosa) era passato armi e bagagli con i socialdemocratici (ma non era la svolta di Palazzo Barberini), per ritornare però, poco dopo, nel PSI (la qual cosa allora mi dava molto sollievo…:-) ). Io mi divertivo a chiedere a Luigi (così si chiamava il suo amico) se anche lui avesse mai aderito al Partito Socialdemocratico, perché sapevo qual era la sua risposta (e soprattutto il tono e l’atteggiamento). Mi rispondeva in modo secco ma simpatico con una sua tipica espressione tra l’l’ironico e il sornione:”Mai”. Come a dire “Io non ho macchie, sono pulito”. Per tutti coloro che non lo sapessero (i più giovani sicuramente non lo sanno), aderire al partito socialdemocratico all’epoca, se si era militanti di partiti di sinistra, era considerata una specie di onta, un tradimento, qualcosa di ripugnante, un po’ come per un uomo di sinistra di oggi dichiararsi antifemminista. Sicuramente molto peggio che essere dichiaratamente di destra …Oggi viene da ridere ma allora era così.
Bè, scusate l’O.T. , come si suol dire, però penso che mantenere vivo il ricordo del rapporto con i propri padri, in senso lato intendo, sia un fatto molto importante. Se siamo ciò che siamo lo dobbiamo indubbiamente anche a loro, nel bene e nel male.
E tutto sommato quella è stata una grande generazione.
Fabrizio
Ma figurati se hai bisogno di scusarti, Al, non me la prendo mica se qualcuno in rete manda in giro la voce che nella vita faccio il magazziniere oppure che non sono laureato
Come te, ho un mio carissimo amico, un ex operaio ormai in pensione che lavorava alla Fatme, all’epoca la più grande fabbrica metalmeccanica di Roma, credo che non abbia neanche la licenza elementare, eppure è un uomo intelligentissimo e anche colto, avendo studiato come autodidatta e soprattutto avendo svolto attività politica per una vita intera. Per me è quasi un secondo padre e quando devo prendere delle decisioni importanti mi consulto (anche) con lui e se non posso farlo per le più disparate ragioni penso:”Cosa farebbe Fernando al mio posto? Quale decisione prenderebbe? Come si comporterebbe?”.
Più che altro mi fa sorridere questa storia del “magazziniere”, come e da chi possa essere stata diffusa nel web o altrove…:-). E’ interessante notare che quando, per qualche ragione, si acquista un briciolo di notorietà, cominciano a diffondersi le illazioni più strane, le storie più stravaganti. Chissà cosa salterà ancora fuori…
Per il resto condivido completamente anche il tuo ultimo commento. Ora ci raccontano la “palla” del “governo tecnico”, come se nella storia fossero mai esistiti governi “tecnici” e non politici…E’ sconcertante constatare come ci considerino e ci trattino come se fossimo tutti degli imbecilli sprovveduti…Mah…
Relativamente al film “Pretty woman” sono altrettanto d’accordo. E’ vero che è una puttanata ma non dobbiamo sottovalutare le puttanate. In realtà quello è un film, hai perfettamente ragione, che ha segnato se non un epoca, quanto meno una fase (a noi viene da ridere ma è così) e intere generazioni di femmine sono cresciute in quel brodo.
Ciò detto, sono veramente contento che tu sia sbarcato su questo sito; si avverte il tuo spirito laico, libertario, tutto sommato ottimista, e anche una sana “leggerezza” che non guasta mai, specie per quelli più “pesanti” fra noi, fra cui probabilmente anche il sottoscritto (sempre nella speranza di non diventare pedanti, oltre che pesanti…:-) )
Ti rinnovo il benvenuto anche a nome degli altri. Spero che continuerai a seguire il sito sistematicamente nel tempo e a dare il tuo contributo fattivo alla causa. Ne abbiamo un grande bisogno, come hai certamente già capito…
Fabrizio
Personalmente non credo c’entri molto il film Pretty Woman col fatto che le donne se la tirino ed abbiano un prezzo.
Rispondo sia a Fabrizio che a Sergio…
Ah Fabrizio, che ricordi (anche per chi – come me – nel ’68 era troppo piccolo), anche certi termini: “revisionismo”, “socialcomunismo”, a Milano addirittura venne coniato il termine “nazimaoismo” per definire i gruppettari di sinistra che – figli di papà – una volta tolto l’eskimo delle assemblee e manifestazioni, potevano spendere e spandere.
Ecco, direi che, per tornare al discorso sesso ludico, quel periodo coincide – soprattutto in ambienti studenteschi e universitari – proprio con il periodo 1966- 1977, quando le ragazze studentesse avvertono il vento della contestazione, in ambito familiare, e ritengono libertario il sesso al di fuori di vincoli familiari.
Era l’epoca – se ci pensate – in cui in ambienti giovanili era ritenuto “reazionario” e da vecchi andare con una prostituta, perchè si trovava sempre un’amica disponibile (diciamolo, molti facevano attività politica anche per rimorchiare!)
Io ricordo, a fine anni ’70, una volta in pizzeria due amici del nord (più grandi di noi) consolavano un loro amico del sud, perchè lui era uscito una volta con una ragazza, e lei dopo una serata finita a letto non si era più fatta viva, mentre lui credeva che lei si fosse “innamorata”!
E un altro, sempre al liceo, siciliano di area “Lotta Continua”, una volta a Como, ospite di nostri amici, diceva: “Eh, però, qui al nord si va alla grande con le ragazze, se gli sei simpatico ci esci e poi ci stanno! Non come da noi con i fratelli e i genitori che le sorvegliano sempre!”
Poi, dopo il 1976 (l’episodio scatenante fu il famigerato massacro del Circeo del 1975) iniziò il femminismo più duro e plumbeo: quello del “tremate, tremate, le streghe son tornate” e quello della “La f…è mia e me la gestisco io”, che si pose in modo ostile verso l’uomo, considerato uno stupratore per definizione. Poi, con gli anni, quella cultura di femministe incazzate spazzò quella precedente del sesso ludico, di quel breve periodo tra fine anni ’60 e fine anni ’70.
E le femministe incazzate e plumbee non si sono rese conto di avere avviato non una rivoluzione liberatoria, ma una guerra col genere maschile che – come in ogni guerra – non vede mai veri vincitori, ma solo morti e feriti da ogni parte.
Poi sarà stato il “riflusso”, l’”edonismo reaganiano” e tante altre culture dopo gli anni ’80 e ’90, ma alla fine oggi siamo a questo punto: una generazione di donne tristi, che non sorridono più, imbevute di latente ostilità col genere maschile.
E che non capiscono che la cultura del sesso ludico sarebbe la loro vera liberazione, ristabilirebbe rapporti più autentici e sani col genere maschile.
Alberto, tu sei libero di pensarla come vuoi, ma non credo si possa ragionare in base a casi singoli o a determinati periodi storici, e neppure continuare a raccontare la storia secondo cui “una volta al nord la davano facile”, perché, ad esempio, c’è pure chi sosteneva che “nei paesi scandinavi te la sbattevano in faccia”, ossia un’altra palla inventata dagli uomini, ai quali basta conoscere un paio di femmine appena più disponibili del solito, per auto-convincersi che le medesime siano delle affamate di cazzo.
Il fatto è che tu parti dal presupposto che maschi e femmine siano sostanzialmente “uguali” in fatto di voglie, pulsioni e fantasie sessuali, mentre io sono del parere che non lo siano affatto, “incrostazioni culturali” a parte che sicuramente, ancora oggi, limitano la sessualità umana, perché, pur non essendo un esperto in materia, so per certo che gli stessi ormoni androgeni influenzano la sessualità maschile, rendendo i medesimi molto più portati alla promiscuità e consequenzialmente al sesso ludico.
Se fossimo uguali non esisterebbe neppure la prostituzione femminile o, comunque, sarebbe un fenomeno estremamente limitato e “paritario”, invece, chissà perché, sono quasi sempre le femmine ad avere il coltello dalla parte del manico ed a farsi pagare.
Non regge neppure l’obiezione diffusa anche in ambito momas, secondo la quale il motivo sarebbe da imputare al fatto che l’uomo deve avere l’erezione al contrario della femmina, e non regge neanche l’altra obiezione secondo cui il turismo sessuale femminile in certi paesi poveri starebbe a dimostrare che siamo “uguali”, perché il fenomeno in versione maschile è enormemente più diffuso.
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PS: per come la vedo io, certi limitatissimi fenomeni risalenti agli anni Settanta e limitati a certi ambienti, tipo quello universitario, possono essere letti anche in un’altra maniera: ossia, certe ragazze dimostravano di essere “più facili” solo perché in quel momento “faceva fiche” l’esserlo, ma tutto ciò non rispondeva affatto ai loro REALI desideri.
Solo per una corretta informazione, sia chiaro, Al, e nulla più.
I “nazimaoisti” non erano i “figli di papà” della “borghesia rossa” di cui parli tu , purtroppo numerosi e presto rientrati nei ranghi (quando il gioco si fa duro, come si suol dire, i duri cominciano a giocare e gli altri tornano da “papà”, in senso lato ovviamente), ma una corrente dell’estrema destra organizzata che faceva riferimento ad un gruppo che si chiamava “Lotta di popolo” che cominciò già allora a teorizzare il superamento delle categorie di “destra” e “sinistra”, concetto successivamente ripreso dall’ala rautiana del MSI e dal gruppo Terza Posizione, nato peraltro a Roma, dal quale nacquero in un secondo momento i NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari).
Per il resto ciò che dici è in gran parte vero. Per pochissimi anni, una brevissima parentesi che va dal ’68 ai primi anni ’70 c’è stata sicuramente una maggior disinvoltura femminile dal punto di vista sessuale (siamo comunque lontani da ciò che intendiamo noi per sesso ludico, però insomma, in parte ci si avvicinava…), soprattutto nei paesi nordeuropei e negli USA. Ricordo bene che l’Inghilterra era il “paese mito” del sesso libero, della cultura “beat”, della musica rock e della trasgressione e c’era praticamente una sorta di pellegrinaggio dei giovani che andavano a Londra o nella “mitica” isola di Wight (che tanti cantautori ha ispirato all’epoca), dove si praticava il famoso “amore libero” (poi c’erano le comunità hippies di Copenaghen, Amsterdam ecc.).
Insomma la musica era decisamente diversa e corrisponde assolutamente al vero la tua analisi successiva. Il femminismo è esploso come fenomeno di massa e organizzato solo nella seconda metà degli anni ’70 ed è allora che ha avuto inizio una virata in senso “neobigottista” del femminismo. In particolare le donne di sinistra, che erano considerate (in parte a ragione) più “facili” (lo dico in senso positivo, naturalmente), divennero praticamente inavvicinabili. Quindi da questo punto di vista è interessante e necessario sottolineare questo aspetto sul quale, per la verità, non avevamo riflettuto a sufficienza.
Si tende a sovrapporre del tutto o quasi il femminismo al ’68. In realtà così non è perché il ’68 sdogana il sesso libero fino a farlo diventare uno dei mattoni della sua ideologia (Marcuse pensiero) mentre il femminismo chiude decisamente quella fase. Ricordo perfettamente che dalla metà degli anni ’70 in poi (e forse anche un po’ prima) era diventato relativamente molto più facile relazionarsi con una donna “tradizionale” piuttosto che con una donna di “sinistra” che in quella fase super ideologizzata (ma successiva al ’68) aveva ormai interiorizzato la sessualità maschile come sostanzialmente prevaricatrice, intimamente violenta, pervasiva e quindi “nemica”. (pensate che deliri sono stati concepiti…).
Ricordo con altrettanta chiarezza le donne nelle assemblee e nei convegni che si lamentavano del fatto che i “compagni” scambiavano la libera sessualità con il fatto che la si dovesse smollare a tutti, e se non lo si faceva si veniva considerate delle piccolo borghesi bacchettone e reazionarie…”.
Oggi tutto ciò può farci sorridere ma in realtà è invece molto significativo. Il femminismo chiude i boccaporti del sesso ludico, ha perfettamente ragione Al, e da quel momento in poi inizia un’altra fase, completamente diversa dalla prima (anche se da quella aveva cominciato a muovere i passi), addirittura quasi sessuofobica e forse senza il quasi.
Da questo punto di vista (e non solo), il femminismo prende definitivamente le distanze da quella cultura che in qualche modo aveva favorito la sua crescita e fa una conversione di 360°, preparando il terreno alla sua successiva evoluzione.
Non è un particolare da poco quello che hai evidenziato, Al, perché fa luce su un aspetto fondamentale della vicenda.
Tutto ciò ci deve far ulteriormente riflettere sulla natura profonda del femminismo e sulla sua capacità (indiscussa, e c’è da approfondire su questo) di fare breccia nell’animus femminile.
Erroneamente, per molto tempo, il femminismo è stato accomunato al ’68, al sesso libero, alle femmine che si proporrebbero e si comporterebbero come i maschi e via discorrendo. Balle. Da questo punto di vista è anche abbastanza frequente incontrare molte donne di formazione più “tradizionale”, critiche nei confronti del femminismo stesso, proprio perché lo concepiscono in quella maniera lì. Ma la realtà ci ha ormai dimostrato che il femminismo è nei fatti tutt’altro (e i concetti di cui sopra vengono, ma ormai neanche più di tanto, sventolati in modo demagogico come bandiere per confondere le acque), e cioè lo strumento politico e ideologico proprio di quel “femminile” (concettualmente inteso, prima ancora che praticamente), oggi dominante, che noi critichiamo strutturalmente e radicalmente.
Ci torneremo senz’altro.
Fabrizio
@ Daniele -
PS: per come la vedo io, certi limitatissimi fenomeni risalenti agli anni Settanta e limitati a certi ambienti, tipo quello universitario, possono essere letti anche in un’altra maniera: ossia, certe ragazze dimostravano di essere “più facili” solo perché in quel momento “faceva fiche” l’esserlo, ma tutto ciò non rispondeva affatto ai loro REALI desideri.
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Concordo al 100%.
@ Al2011-
Sapete cos’è che è avvenuto negli ultimi 15-20 anni, e che ha cambiato tutto in peggio?
Semplice, hanno trasmesso in tv per oltre 20 volte le repliche di “Pretty Woman”!
Quel filmaccio hollywood-patinato-edulcorato, falsamente consolatorio , della prostituta (Julia Roberts) che viene “redenta” dal super-manager (Richard Gere) suo “pigmalione” che poi la sposa.
Più che pigmalione direi big coglione, perchè lei gli prosciuga la carta di credito.
Filmaccio che ha rovinato un’intera generazione di ragazze, inculcando a loro l’idea che vale la pena darla a caro prezzo ad un manager, che poi finirà per sposarle e permettere loro di fare lo shopping con 50 carte di credito!
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Premetto che non c’è alcun intento polemico da parte mia (lo specifico perché sul web è facilissimo fraintendere), ma vorrei farti notare che se bastasse così poco per “rovinare” intere generazioni di donne, trasformandole in “prostitute dichiarate o occulte”, allora anche gli uomini (perlomeno in questa parte di mondo) sarebbero dovuti diventare una massa di gigolò
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=1138
Mentre sappiamo benissimo che la realtà non è, né è mai stata questa, né qui né altrove.
Al pari di altri mi permetto di farti notare che è la cultura che “poggia” sulla natura umana, e non il contrario.
Fermo restando il fatto – più volte evidenziato in questo blog – che nessuno sa né può spiegare con certezza, dove come e quando la cultura inizia ad influenzare la natura umana.
Ragazzi, cerchiamo però di relativizzare. Io non credo proprio che Al volesse dire che la causa di tutti i mali nell’ambito della relazione MM/FF fosse la proiezione nella sale cinematografiche del film “Pretty woman”. Mi sembra evidente…
E’ chiaro che ha voluto porre l’accento su un aspetto, più propriamente culturale, del fenomeno degenerativo avvenuto negli ultimi vent’anni, e quello è sicuramente un film simbolo proprio di quello stesso fenomeno, e non è un caso che abbia avuto tanto successo.
Tutto qui. Ora, da questo a riaprire per l’ennesima volta la discussione sulla relazione fra natura e cultura, mi pare che ce ne passi. Peraltro Al stesso prima di citare questo esempio aveva tenuto a precisare:” Ma buttiamola un po’ sul ridere, mi sembra il caso… alleggeriamo il clima”.
Mi sembra quindi eccessivo farci le pulci in questa maniera. Ciascuno di noi affronta il tema (già di suo estremamente complesso, con mille contraddizioni e sfaccettature che si compenetrano a vicenda e certamente non riducibile ad un unicum, come sappiamo bene)dal proprio punto di vista, sottolineando ora quello, ora quell’altro aspetto rispetto al quale è più o meno sensibile o che ritiene maggiormente calzante in quel dato momento rispetto ad un altro.
Tradotto in parole ancora più povere, se io ad esempio decido di porre l’accento su un aspetto più propriamente culturale (o viceversa, naturale), non significa che quello sia il solo e unico approccio. Significa solo che in quel momento sto affrontando quel particolare aspetto di una questione ben più complessa.
Guardate che questa non è una questione secondaria o di lana caprina. Se non capiamo che questa è una vicenda di una complessità immensa che deve quindi essere affrontata a 360°, noi non riusciremo mai a sbrogliare il bandolo della matassa e resteremo a farci perennemente e vicendevolmente le pulci, attività, come sappiamo, molto diffusa in ambito Momas, che non mi pare abbia prodotto grandi risultati. O sbaglio?… .
Eppure lo abbiamo ripetuto più volte, fino all’inverosimile. Questa è una questione che si articola su più piani: sociale, culturale, naturale, storico, politico, antropologico, psicologico, ontologico, religioso, e chi più ne ha più ne metta, che si sovrappongono fra loro..
Non abbiate quindi ogni volta la smania di dire all’altro (chiunque esso sia, ovviamente): “No, guarda che le cose non stanno come dici tu, te lo dico io come stanno (su questo aveva ragione Al riferendosi al post di Daniele)”. Ciascuno di noi, parlo di quelli in buona fede naturalmente, affronta un pezzetto del tutto, piccolo o grande che sia. Ed è giusto che sia così perché ogni aspetto che ciascuno di noi affronta è una parte del grande mosaico. Magari non fosse così….
Spero di essermi spiegato.
Fabrizio
Fabrizio, lo so bene che la questione è complessa, tuttavia noto che quasi tutti coloro che arrivano a postare qui come altrove, puntano regolarmente il dito sull’aspetto socio-culturale – che indubbiamente c’entra molto – e mai (dico mai…) sull’aspetto naturale, il quale, ovviamente, si intreccia con quello culturale.
Chiudo tale argomento – anche perché è da quando ero iscritto al forum di U3000, nel 2005, che ne parlo… – segnalando questo vecchio post di Rino (già segnalato da qualcun altro in passato).
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Accade nella normale conversazione e deve accadere per necessità dove c’è contrapposizione che si finga di non capire, che si estremizzi la tesi altrui, che se ne prenda una sola parte e la si stiracchi sino a renderla ridicola.
Deve accadere.
LA DISPARITA’ ORMONALE è ANCHE QUALITATIVA
E’ giunta l’ora per gli uomini di ipotizzare che tutto quel che è stato raccontato loro sulla superiorità emotiva, intellettuale, intuitiva, relazionale, biologico/riproduttiva e morale delle donne sia falso.
Sul quel lago di bugie galleggia anche la verità secondo cui le donne sarebbero le creature erotiche, sentimentali e passionali e gli uomini freddi calcolatori, privi di sentimenti, refrattari all’eros e alle passioni, dalla sessualità monotematica concentrata in un solo microscopico punto.
Tra i propagandisti di queste bubbole c’è (ad esempio) F. Alberoni il quale nell’assegnare alla femmina la polarità erotica e celebrare l’erotismo come carattere peculiarmente* femminile (nel suo saggio “L’erotismo”) senza volerlo, confessa la verità: per le donne tutto è o può essere erotico, “…anche uno yacht”.
Osservato che non sta dicendo nulla di diverso da quel che dicono tutti da sempre è giunta l’ora di trarne le dovute conseguenze: se è vero che per la donna tutto è o può esser erotico ciò significa semplicemente che per essa nulla è erotico. Significa che la relazione con il maschio (e/o con il corpo delle altre femmine) rientra a pieno titolo nella modalità con la quale la donna si rapporta ad ogni altra cosa del mondo. Significa che la relazione erotica si confonde con le altre relazioni e che questo ambito del sentire è indistinguibile dagli altri. Significa che questa ha lo stesso sapore di altre esperienze (sapore che potrebbe forse variare in intensità). Significa che nel sentimento-del-mondo femminile, nel modo di rapportarsi a ciò che esiste, insomma nel modo di sperimentare la vita, l’aspetto erotico non emerge, non si distingue, non ha esistenza propria e separata dagli altri. Se le cose stanno così, usare il termine erotismo significa diluirne il significato fino a farlo evaporare completamente. Infatti, quando una parte che non si può identificare ha lo stesso nome del tutto, ben che vada si tratta di sinonimi: erotismo femminile=modo femminile di rapportarsi al mondo.
Per gli uomini invece l’erotismo esiste, è cosa individuabile e individuata. L’esperienza che porta quel nome (e che qui include la passione, la poesia, il sogno, il sesso, la libidine, la voluttà etc.) è diversa dalle altre, ha un ambito definito e non viene evocata da altro che dal corpo femminile (in via diretta o indiretta, si capisce).
Non esiste erotismo maschile che non stia in relazione con il corpo femminile: un tramonto non sarà mai erotico e tantomeno uno yacht.
La disparità ormonale non è solo quantitativa ma anche qualitativa. Di qui anche il fatto che i poeti cantano la donna mentre il contrario non accade**
A tutto questo vi è una soluzione semplice ed elegante: usare un termine diverso per indicare il generico sentimento-femminile-del-mondo (il cui carattere/colore/sapore non sono in grado di definire, visto che non sono femmina) e riservare “erotismo” per rappresentare solamente quella particolare saporita e ben individuata esperienza degli uomini***.
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*(“Peculiarmente” non significa esclusivamente. Affermando che la donna è erotica Alberoni cioè non intende cmq sostenere che l’uomo non lo sia per niente. Questo è ovvio, è mille volte ovvio. Persino Alberoni ‘sta cosa la capisce, ed è un maschio!).
** (E’ mille volte ovvio che questa affermazione va riferita alla maggioranza dei casi, alla generalità, alla regola predominante – come già detto e ripetuto – non alla totalità assoluta degli interessati. E’ centomila volte ovvio, ma bisogna ripeterlo altrimenti si citano Gaspara Stampa e magari persino Saffo a significare quanto siano stravaganti ed insostenibili – cioè ridicole – le precedenti considerazioni).
*** (E’ mille volte ovvio che stiamo parlando della maggioranza degli uomini e che questo non nega che ci siano uomini che …bla bla… e viceversa donne che …bla bla… E’ centomila volte ovvio, ma bisogna ripeterlo. Altrimenti…)
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Rino
“…noto che quasi tutti coloro che arrivano a postare qui come altrove, puntano regolarmente il dito sull’aspetto socio-culturale – che indubbiamente c’entra molto – e mai (dico mai…) sull’aspetto naturale, il quale, ovviamente, si intreccia con quello culturale”. (Daniele)
Non mi sembra proprio, francamente, caro Daniele, anzi, mi pare che il dibattito, troll a parte, sia nel complesso abbastanza ricco e tutti gli aspetti vengano affrontati, nessuno escluso.
Quel pezzo di Rino, che condivido completamente, lo avevo ovviamente già letto. D’altronde ti risulta che il sottoscritto abbia mai negato l’esistenza di una diversità di natura ontologica fra MM e FF che si traduce e si esplicita in quella che definiamo “asimmetria sessuale”?
Non solo, come sai perfettamente, proprio il concetto di asimmetria sessuale (ne parlo anche nelle mie interviste video e in particolare in quelle dal titolo “Reciprocità e spontaneità”, nello spazio degli articoli, e “dipendenza sessuale e psicologica maschile” sulla homepage ) è uno dei mattoni fondamentali dell’approccio interpretativo e filosofico di Uomini Beta alla questione. Quella stessa asimmetria sessuale che sposandosi (forse non potrebbe essere altrimenti) con la ragione strumentale e mercantile dominante conduce necessariamente e inevitabilmente ad una delle più grandi e sofisticate alleanze strategiche mai realizzate fino ad ora sul Pianeta.
Fabrizio
Fabrizio
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D’altronde ti risulta che il sottoscritto abbia mai negato l’esistenza di una diversità di natura ontologica fra MM e FF che si traduce e si esplicita in quella che definiamo “asimmetria sessuale”?
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Fabrizio, non mi riferivo a te, ovviamente.
Ragazzi, caspita, un po’ di leggerezza!
Posso parafrasare Edoardo Bennato?
Sono solo canzonette!
Era solo un film (Pretty Woman) e correttamente Fabrizio ha compreso che il mio piccolo paradosso ironico (ma fino a un certo punto) voleva soltanto notare che nell’epoca post anni ’90 si è potuto tranquillamente affermare, nella mentalità di tante persone, in particolare le donne, un modello culturale nel quale la donna cerca un rapporto vendendosi a caro prezzo non necessariamente come prostituta come nel film (anche se come si vede ce n’è una pletora), ma anche come moglie o amante di un uomo di successo, un manager, un uomo di potere, ecc. (uomo alfa?), snobbando gli uomini non di “successo”.
Per il resto, è vero Fabrizio, i “nazimaoisti” avevano una matrice di destra estrema, ma a quell’epoca la contestazione al capitalismo, per un breve periodo portò (credo attorno al 1966-1967) anche formazioni di destra estrema a “rivalutare” il pensiero maoista, per lo meno nella sua versione di critica al capitalismo e alle degenerazioni decadenti dell’occidente (e questo, come appunto notavi, era un filone rautiano, di Evola, ecc.).
Mi fa piacere che anche tu abbia ricordato come la contestazione passò per un breve momento “libertario”, da Berkely/Marcuse (1964), ai raduni hippie, al pacifismo, ecc., insomma una fase libertaria (ricordata anche da Andrea De Carlo nel suo romanzo “Due di Due”, in cui uno dei due protagonisti Guido Laremi, incarna l’anima libertaria e anarchica della contestazione, soverchiata dall’imporsi dei gruppi di ispirazione marx-leninista) che qui in Italia potremmo politicamente individuare nell’area del partito radicale (quello degli anni ’70, non quello di oggi).
Ma ben presto – come ricordava anche De Carlo – nella politica e nelle scuole e università si imposero i plumbei epigoni dello stalinismo, gli ultra-settari gruppi marx-leninisti.
Osservazione interessante il fatto che, nella loro intolleranza dogmatica e settaria, quei gruppi riflettevano la mentalità tipicamente catto-comunista prevalente in questo Paese, molti erano cattolici che avevano abbandonato una chiesa per abbracciare la fede di un’altra.
Ma ben poco spazio, come notavi tu, in Italia hanno avuto le persone e i movimenti di tipo liberale, liberatario, laico, radicale, ecc. di tipo anglo-americano o nord europeo, tollerante e pacifista, e ciò si notò anche allora, e anche nei rapporti uomo-donna.
Avete notato una cosa?
Oggi in Italia oltre alla mercificazione dominante, sta diventando sempre più merce rara il SORRISO. Molti uomini vanno con prostitute perchè sono stanchi di relazionarsi con donne pessimiste e che non ridono mai, come scopare un freezer.
Guardate che negli anni ’70-’80-’90 trovavate ragazze e donne che apprezzavano gli uomini brillanti, arguti, che le divertissero e facessero ridere.
Oggi incontrate spesso dei bulldog che digrignano i denti, sempre tese e sul chi va là, fate una battuta e si incazzano, anzichè ridere!
Mah, Fabrizio, credo sia utile questo “excursus” storico sui nostri comportamenti di italiani negli ultimi decenni, perchè credo sia importante per capire bene come eravamo e perchè siamo diventati così.
E poi, come osservavate giustamente, le relazioni umane sono così complesse che le formulette semplificatrici non servono, e ci sono molte spiegazioni, da varie prospettive, della realtà storica in un determinato momento.
dopo aver a lungo riflettuto credo che l’asimmetria sessuale tra maschi e femmine consista soprattutto nel fatto che la donna è ultraselettiva. una volta ho provato a chiedere ai miei compagni di corso all’uni quante studentesse trovassero attraenti e anche il piu esigente mi ha detto almeno un 20% mentre altri sono arrivati a picchi di 60-80%. invece le ragazze sono decisamente piu difficile nelle loro preferenze e di solito arrivano a 2-3% e non di più. in pratica per una donna è molto piu difficile eccitarsi ed
è per questo che molte donne non capiscono il concetto di sesso ludico e rispondono dicendo che per loro il sesso è una fusione tra anima e corpo, comunione tra due spiriti ecc.
loro non sono eccitate dall’uomo medio e allora hanno bisogno di altre motivazioni per fare sesso. ed è per questo che Billy Crystal diceva “agli uomini per fare sesso basta un letto, alle donne serve anche un buon motivo”.
la sessualità femminile tende al concubinaggio perché di preferenza le donne vorrebbero stare assieme ai pochi eletti in grado di far loro “scattare l’ormone” senza gelosie di sorta.
perché se ci pensiano bene la gelosia è una sovrastruttura umana dato che non mi risulta che le leonesse o altre specie animali competano tra di loro per avere l’esclusiva del capobranco.
la sessualità femminile piu pura e libera da costrizione è quella delle groupie, quelle tipe che idolizzano i complessi musicali: a loro non interessa essere la 100esima concubina di Mick Jagger o di Bob Dylan, ma sono contente di far parte di un nutrito harem.
questa in breve è la mia opinione. chi è d’accordo?
@Fulvio
Io credo invece che – sia per l’uomo che per la donna – tutto dipenda dai valori culturali acquisiti, che possono peraltro venire modificati, perfino le stesse persone cambiano idee e convinzioni, di fronte all’esperienza.
Ti faccio un esempio: una mia amica e compagna di scuola delle medie, si era sposata a soli 18 anni (anche perchè incinta) con un ragazzo giovane come lei, che peraltro lei riteneva “l’uomo della sua vita”. Tuttavia dopo 10 anni si erano separati, nonostante gli sforzi di lei per tenere in piedi il rapporto, perchè lui la tradiva in continuazione. Lei qualche anno fa (l’ho risentita per telefono) mi ha confidato che dopo il fallimento del matrimonio al quale aveva puntato tanto, sono cambiati anche i suoi valori di riferimento. Tornasse indietro – mi ha detto – si guarderebbe bene dal cercare il “grande amore” o “l’uomo della sua vita”, ma si limiterebbe ad una semplice relazione senza impegno con un uomo che la facesse stare bene, come le stava capitando in quel momento. Anche perchè – mi confessava – ormai non credeva più nella monogamia, è quasi impossibile amare per tutta la vita una sola persona.
Quindi, come puoi vedere, anche la donna inizialmente più monogama e “selettiva”, dopo un’esperienza traumatica come un matrimonio fallito, col frantumarsi degli idoli cui aveva creduto da ragazzina, può cambiare e divenire molto più disincantata, modificando anche i suoi comportamenti.
Anche perchè per fortuna noi abbiamo un livello di razionalità e controllo delle pulsioni istintive ben superiore a quello di scimmie, leoni, ecc.
E questo è il motivo per cui io insisto tanto sui modelli culturali che la società ci propone.
Se i modelli culturali sono falsi, o deleteri, oppure come accade oggi ispirati alla mercificazione spinta dei rapporti personali, purtroppo ci saranno sempre molte persone che li seguiranno, solo una minoranza sarà sufficientemente autonoma da andare controcorrente.
E’ un po’ quello che accade nell’educazione dei bambini. Quali genitori possono competere oggi con i modelli consumistici che i ragazzini subiscono? Prova a dire ad un genitore qualsiasi di non comprare ai figli piccoli quel tipo di scarpe, o diario scolastico di moda, o giocattolo, ecc.
Impossibile! Se quel bambino andasse controcorrente, i compagni di scuola lo emarginerebbero, lo farebbero sentire un “diverso”.
Lo stesso accade, sia pure in % minore, anche agli adulti coi modelli culturali.
Il nostro modello culturale di relazione tra uomo e donna è quello che deriva da 35 anni di femminismo, più consumismo, ricerca del successo come “status” sociale, mercificazione nei rapporti, individualismo esasperato, ecc.
fulvio, stabilire delle percentuali è a dir poco difficile.
Inoltre, di certe questioni se ne è parlato almeno diecimila volte in passato, sia su U3000 che su UB, perciò ti segnalo semplicemente questi vecchi posts.
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http://www.uominibeta.org/2011/09/15/natura-e-cultura/
Al: Il nostro modello culturale di relazione tra uomo e donna è quello che deriva da 35 anni di femminismo, più consumismo, ricerca del successo come “status” sociale, mercificazione nei rapporti, individualismo esasperato, ecc.
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Verissimo. Se a tutto ciò aggiungiamo anche, per quanto riguarda i rapporti tra i sessi, i retaggi culturali tradizionalistico-religiosi, in fase di declino ma pur sempre da non sottovalutare, il mix che ne scaturisce è assolutamente micidiale. D’altronde il consumismo va a riempire il vuoto relazionale che caratterizza la nostra epoca: tanto più siamo poveri di rapporti gratificanti, tanto più siamo spinti a far leva sui surrogati che il consumismo mette a disposizione. L’espressione “Sesso ludico: una rivoluzione” è tutt’altro che campata per aria.
Ovviamente non possiamo sorvolare su quelle differenze naturali, innegabili, che caratterizzano l’approccio alla sessualità da parte dei due sessi: la maggior propensione alla “poligamia” da parte maschile, alla “monogamia” da parte femminile. C’è chi attribuisce più importanza all’aspetto naturale chi a quello culturale ed ognuno ha le sue buone ragioni.
Premetto che sono una “provinciale”
nel senso letterale del termine, in quanto non ho mai vissuto in una grande città, ma in un piccolo centro di campagna dove non sono mai arrivati i venti del ’68 o sono arrivati molto attenuati, per cui nella mia personale esperienza non ho rilevato quell’apparente virar di rotta poi rientrato che fa notare Al.
A me, la spiegazione più semplice, se si è d’accordo sull’elaborato culturale innestato su una base di differenza naturale pare essere che quei valori culturali (sesso libero e ludico, non ricerca della stabilità della coppia come obiettivo etc.), a un certo punto non hanno retto alla prova.. è bastata la diffusione di un film come Pretty Woman (o di un filone simile..) per far sì che le masse femminili tornassero a prediligere il sentirsi speciali agli occhi di un uomo e a far dimenticare il “l’importante è il momento anche se non dura”.
Tra l’altro è mia opinione che anche nei fenomeni citati (le groupie, le ragazzine che si vendono al divo etc.) è presente la speranza di diventare in un certo qual senso la “favorita” dell’uomo di successo. Ho seri dubbi che a loro non interessi essere la 100 ragazza di Mick Jagger, è che ai loro occhi, la seppur recondita possibilità di far innamorare Mick Jagger (o chi per esso naturalmente) così come Julia Roberts fa innamorare il ricco cliente imprenditore, vale il “tentativo”. Un po’ come chi acquista il biglietto della lotteria da 20 milioni di euro ben sapendo che la possibilità di vincere alla lotteria sono infintesimali, ma se non l’acquista saranno nulle.
Questo al di là dei singoli casi: è ovvio che chi è rimasta delusa da un matrimonio come l’amica di Al (ma accidenti perchè lui la tradiva in continuazione.. questo a mio avviso va un po’ contro l’opinione che ad una donna non interessi essere la centesima donna di un uomo se quell’uomo è per lei speciale) per reazione tenda a pensare “se tornassi indietro non lo sposerei e vivrei il momento etc.”
C’è una’assimetria tra maschi e femmine non solo nel desiderio sessuale, ma anche per il resto; fermo restando che siamo esseri della stessa specie vivente soggetta a leggi naturali a dir poco terrificanti. E’ difficile accerttare per le femmine le assimetrie e di conseguenza lo è anche per molti uomini.
Le femministe (ma non solo) vogliono approfittare di queste differenze per sottomettere gli uomini, e credono di poter fare il comodo loro grazie proprio a queste assimetrie, tra cui ci metto la gravidanza, e in media, il minore sviluppo fisico muscolare, dove troviamo un sacco di ricerche e teorie pseudo-scientifiche per avvalorare tesi che esaltino la donna e una sua ipotetica superiorità.
@Rita
il modello di rapporto di film quali “Pretty Woman”, a ben vedere, ricalca un po’ quello che viene imposto da ormai 20 anni dai media: il calciatore e la velina, il palestrato o il/la gieffino/a, ecc., dove in sostanza ciò che conta, per una donna, è fare carriera solo attraverso la notorietà mediatica, o l’aiuto di un uomo di successo, indipendentemente dalle capacità reali, dallo studio, dalla preparazione. Ed anche i politici ci danno un modello assolutamente “trasversale”, sia per la destra che per la sinistra: per fare carriera politica ormai conta solo “avere visibilità mediatica”: essere la vedova di qualcuno noto, o essere un magistrato (anche se ha collezionato continui flop) sempre sulle prime pagine o in tv, o essere una gnoccolona (attrice, velina, ex miss qualcosa, presentatrice) ecc.
Avete mai visto in tv la proposizione di modelli positivi di donne fisico, ingegnere, ricercatrice, letterata, artista, ecc.? Io no.
Ed è vero anche quello che scrivi a proposito delle lotterie: anche qui prevale un modello che spinge la gente a giocare per risolvere “come nelle favole”, come in Pretty Woman, i propri problemi, una botta di fortuna, o la partecipazione ad un quiz tv (dove non conta più come in passato la cultura, ma solo tentare tra 4 possibilità), e risolvi i tuoi problemi!
E lavorare o studiare, ricercare?
Chissenefrega!
Insomma, i modelli di oggi sono molto peggiori di quelli di 20-30 o 40 anni fa, e non lo dico da “nostalgico”, ma perchè obiettivamente è vero.
Io poi vorrei chiarire meglio il discorso del “sesso ludico”, per lo meno come mi pare dovrebbe mediamente essere inteso.
E’ vero che, anche per differenze biologiche, una donna tende ad essere più selettiva, la natura l’ha predisposta ad accogliere una nuova vita, e a produrre un ovulo al mese (circa), mentre l’uomo produce miliardi di spermatozoi, OK, inoltre credo che inconsciamente molte donne, anche le più indipendenti, cerchino spesso “una sicurezza”, forse temono di trovarsi sole e povere, e senza nessuno che le tuteli, qualora non trovino un uomo con cui formare una coppia stabile, anche perchè sul lavoro lo spazio per le donne è ancora inferiore rispetto all’uomo.
Eppure a me sembra che questa mentalità (forse innata) sia sbagliata. Una donna può – come la mia amica – trovarsi un uomo che le sembra ottimo, ma nessuno le garantirà mai che il legame non finisca, e si ritrovi daccapo senza alcuna “protezione”, e magari con molti problemi in più.
Inoltre, oggi in non pochi casi ci sono anche donne che hanno ottenuto buoni successi professionali, e attività economicamente gratificanti, magari hanno redditi superiori a quelli di molti uomini.
Non c’è paragone tra la situazione lavorativa delle donne negli anni ’60-’70 e quella (molto migliore) di oggi!
Io credo che in ciò – e ha ragione Alessandro – influisca anche molto un retaggio tradizionale di cultura vetero-cattolica, con molte ipocrisie tipicamente italiche.
Dopo tutto l’Italia è il paese che parla sempre di “famiglia” famiglia, famiglia, c’è sempre qualche prete, o vescovo o cardinale che interviene in tv, sembra che per loro solo il matrimonio e la famiglia con qualche bel pargoletto sia l’unica soluzione.
Poco importa, a loro, che oggi tanti giovani abbiano magari lavori precari, o comunque che non garantiscano livelli di reddito sufficienti a mettere su famiglia.
Insomma, da un lato abbiamo un tragico “mix” dei modelli del femminismo, della tv e dei media, e della cultura di stampo tradizionale cattolico, e dall’altro la gente che deve prendere atto che sono tutte balle, e non funzionano più, anzi hanno ampliato l’incomprensione tra uomo e donna, in questi ultimi decenni.
Con tutto il rispetto per le opinioni altrui, io, nell’attuale contesto sociale italiano, non vedo affatto tutti questi retaggi della cultura cattolica.
Tra l’altro, non mi pare proprio che a comportarsi in un certo modo siano solo le italiane, più o meno giovani, ma anche le straniere.
Prendiamo le sudamericane o le ragazze dell’est che vivono nel nostro Paese: ebbene, vi risulta che abbiano un approccio verso gli uomini e la sessualità, realmente diverso dalle loro colleghe italiane?
Non credo proprio, anzi…
E non mi si dica che questo dipende dal fatto che “hanno assimilato la cultura italiana”, perché pure a casa loro si comportano nella stessa maniera…
Ragazzi, il sesso ludico gratis è più che altro una legittima fantasia maschile, che però poco interessa alla donna media, sia in Italia che altrove.
ps: in ogni luogo e in ogni tempo è esistita la prostituzione femminile. Non credo sia un caso…
@Andrea
Non credo che il sesso ludico sia solo nell’immaginario maschile, perché piacerebbe anche a molte donne, che però vengono spesso colpevolizzate e additate come zoccole, se esprimono desideri verso una sessualità più libera.
Qualche tempo fa avevo trovato in rete questo intervento, in questo forum abbastanza noto per trattare in modo libero e senza reticenze tematiche sessuali e di coppia, soprattutto per persone giovani.
Una forumista (Marilisa) confessa di avere soddisfatto un suo desiderio “trasgressivo”, e di avere fatto sesso a 3 con altri due amici.
http://forum.alfemminile.com/forum/couple1/__f190073_couple1-Vi-racconto-del-mio-sesso-a-3-io-e-due-uomini.html
Ora, come già detto, la mia unica osservazione è che forse questa ragazza avrebbe potuto prima trovarsi un single con cui farlo, anziché cercarsi complicazioni, ma vabbè, lei stessa ammette che si è trattato di una trasgressione occasionale, e probabilmente mi direbbe che non ha difficoltà a trovarsi un uomo solo.
Per il resto, sono rimasto colpito dagli attacchi abbastanza bacchettoni che la gran maggioranza dei forumisti le aveva riservato, e immagino che se fosse stato un uomo, e descrivendo – come ha fatto lei – la sua esperienza, nessuno l’avrebbe trattato duramente come hanno trattato Marilisa.
Addirittura, un’altra donna del forum arriva al ridicolo di insinuare che si tratti di un uomo, facendo pignolescamente le pulci al suo modo di esprimersi, e arrivando all’assurdo di scrivere che una donna non direbbe mai (e perché?) “mi hanno fatto godere moltissimo”.
Per il resto, dal suo intervento emerge che si tratta di una ragazza normalissima, dotata di humor (che manca invece a tanta gente), e lei stessa, messa in croce, dice di non essere né una stupratrice, né una criminale, ma di essere tra l’altro una volontaria che nel tempo libero aiuta bimbi malati di cancro.
Ecco, questo per farvi notare come in realtà il sesso ludico esiste eccome, solo che i modelli dominanti impongono di mettere in mostra solo quello mercificato, o di tipo “familiare” tradizionale.
Quanto al peso della chiesa cattolica in Italia, soprattutto in politica, beh, prova ad andare in Germania, Olanda, o anche solo in Svizzera, dove non c’è problema a trattare tematiche sessuali, e a regolamentare la prostituzione.
Qui in Italia è difficile perfino usare la parola “preservativo” in tv!
Come mai in Italia, da molti anni, non è più possibile parlare di prevenzione dell’aids con l’uso del preservativo? Perchè poi tanti bravi “cattolici” censurerebbero, e direbbero che prima viene “l’educazione alla responsabilità” e altre belle baggianate.
Per favore!
Buona giornata a tutti.
Ah quei sessuofobici da millenni dei cattolici!
(allora, come cattolico, permettetemi uno sfogo, un cenno di pensiero critico in merito). Con quei pretoni oscurantisti a comminare, come espiazione delle esuberanze sessuali, tre Pater Ave e Gloria. Tutto vero: micidiali a tener lontano, dall’anno zero ad oggi, i passeri dalle passere e viceversa. Ma fino ad un certo punto però: il Boccaccio ne è testimone. Al punto che Pier Paolo Pasolini, negli anni settanta, fece il Decameron, “manuale d’uso” di liberazione sessuale per le masse. E questi oscurantisti di cattolici non si sono mai sognati di trasferire paro paro il sesso nel codice penale, così da scrivere il novissimo e applicatissimo “Dei delitti e dei peni”, recente conquista della cultura della liberazione sessuale. Cultura talmente liberatoria che nel tempio del pensiero laico, democratico e progressista che è l’Università Statale, di quella moderna metropoli occidentale che è Milano, ha insediato da qualche settimana il tribunale dell’inquisizione femminista che controlla l’intensità degli sguardi degli studenti maschi alle tette delle studentesse. Libere, loro, di girare in tanga on air. Tribunale pronto, su segnalazione anonima, alla denuncia penale o al richiamo con espulsione o, se pentiti, alla cura psichiatrica. Cultura pronta ad attivare le procedure antiterrorismo (due volanti a sirene spegate a blocare tutto e tutti) se a un pensionato in bus scappa la mano sul sedere di una signora o signorina. Non parliamo poi dei paesi di tradizione protestante: a quanto pare dai recenti espisodi di cronaca, è opportuno andarci accompagnati da un avvocato specializzato in difesa da denunce inventate per reati sessuali. O non andarci del tutto. Assange insegna.
Al2011
>>
Ecco, questo per farvi notare come in realtà il sesso ludico esiste eccome,
>>
Nei fatti ne esiste pochissimo e generalmente (eccezioni a parte) è un desiderio prettamente maschile.
>
Al2011
>>
Quanto al peso della chiesa cattolica in Italia, soprattutto in politica, beh, prova ad andare in Germania, Olanda, o anche solo in Svizzera, dove non c’è problema a trattare tematiche sessuali, e a regolamentare la prostituzione.
>>
Innanzitutto ti faccio notare che, seppur regolamentata, la prostituzione è diffusa pure in quei paesi, poi, per quanto riguarda il presunto influsso della chiesa cattolica – sicuramente forte in passato ma oggi ai minimi storici – non mi sembra proprio che le ventenni o le trentenni siano così condizionate dalla religione cattolica. Anzi.
>>
Argomento chiuso, per quanto mi riguarda.
@ Cesare
Cosa sta succedendo all’Università Statale di Milano?
“Uno spacco per domarli,
un decolleté per sedurli,
un profumo per ghermirli e nel buio incatenarli”.
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Milano
http://www.universita.it/universita-statale-milano-nomina-consigliera-antimolestie/
Venezia
http://www.universita.it/ca-foscari-questionario-contro-molestie-sessuali/
Tutto ciò senza nessuna reazione da parte dei colpiti.
Quei ventenni che una volta affrontavano le mitragliatrici austriache sull’Ortigara e i panzer tedeschi nei Masuri e che oggi ancora affrontano i carri Gheddafi e di Assad, qui restano paralizzati.
E’ solo diserzione o è tradimento?
Sono stati catturati o si sono consegnati?
Non dicono una parola perché sono già morti o sono morti perché non hanno parole?
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Noi abbiamo le parole, noi abbiamo un grande racconto di salvezza per le nuove generazioni.
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Se non vengono ad abbeverarsi a queste fonti non si salveranno dalla Grande Sorella che ormai ha deciso apertamente di controllare i loro occhi per dominare la loro anima.
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“Dio sia con noi!” pregano quegli atei che sono laici.
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Ora, fin quando pregano i credenti, la cosa è normale, ma quando pregano gli atei allora vuol dire davvero che…
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“Uno spacco per domarli,
un decolleté per sedurli,
un profumo per ghermirli e nel buio incatenarli”.
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RDV
Non vorrei fare ripartire le “guerre di religione” tra cattolici e protestanti, mi pare che il periodo della guerra dei 30 anni sia passato da un bel pezzo (per quanto Ratzinger, a differenza dei suoi predecessori che mai si sarebbero sognati di dire una cosa simile, ci abbia messo del suo dicendo che le chiese riformate NON sono vere chiese, e attirandosi gli strali anche di non pochi teologi cattolici, forse farebbe meglio a leggersi un testo che mi pare si chiami Vangelo, dove “un certo” Gesù Cristo ha detto: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io”, altro che monopolio della verità della chiesa cattolica!).
E poi ribadisco il concetto, so benissimo che mediamente le giovani generazioni non brillano certo per una frequentazione assidua delle chiese, anzi!
Ma io non stavo parlando di religiosità, stavo parlando di “cultura cattolica” diffusa e peso politico del Vaticano.
Non prendiamoci in giro, sotto questo aspetto il nostro è il paese meno laico d’Europa, quello in cui i politici (di destra, di sinistra, e di centro) sono i più baciapile, quello in cui le donne (caso unico in Europa a parte forse l’Irlanda) hanno una legge sulla fecondazione assistita da medioevo, con l’obbligo di farsi impiantare 3 embrioni alla volta, e quello in cui soprattutto in tv, il peso politico del Vaticano è preponderante, ripeto (visto che nessuno è stato in grado di rispondermi), come mai in Italia in tv non è possibile nemmeno pronunciare la parola PRESERVATIVO?
O andatevi a vedere certi servizi delle Iene, in cui ad esempio anche solo per avere una pillola del giorno dopo (non un aborto), subito dopo un rapporto in cui a lui si era rotto il preservativo, una ragazza gira col fidanzato un ospedale e pronto soccorso dopo l’altro, e nessuno le firma la ricetta, per “l’obiezione di coscienza”!
Come no! Ma sapete poi quanti medici sedicenti cattolici obiettori, poi praticano aborti nel privato?
Guardate, lasciatemi stare, perchè quando vedo questa ipocrisia bigotta (la stessa che ha portato il povero Welby ad essere trattato come una specie di anticristo, senza funerali religiosi [mentre la chiesa Valdese li avrebbe celebrati!], solo perchè aveva chiesto di morire umanamente, senza soffocare, dopo anni e anni paralizzato sulla sedia a rotelle vittima della SLA, mentre sono stati impartiti funerali solenni con la partecipazione di decine di vescovi e preti, ad un prete pedofilo molestatore abitusale di ragazzini e SUICIDA, dopo essere stato scoperto e filmato dalle Iene a molestare un ragazzo, e mentre un assassino criminale, capo della banda della Magliana come Renatino De Pedis, riposa in mezzo a papi e cardinali nella basilica di S, Apollinare a Roma, solo perchè per anni ha unto le ruote, e li ha pagati e ricattati!)
E QUESTA NON E’ IPOCRISIA??????
Ma sapete almeno quanti soldi versa lo Stato alla chiesa cattolica (e subito), mentre le altre chiese aspettano un anno e più anche i versamenti volontari dell’8 per mille dei contribuenti?
E allora, basta, la chiesa cattolica e il Vaticano hanno un potere enorme, riescono perfino ad avere legislazioni fiscali (esenzione ICI anche per fabbricati NON adibiti al culto, come librerie, ed esercizi commerciali a loro intestati) agevolative che qualunque contribuente si sogna!
Lasciatemi stare, che è meglio!!!
Diciamo AI2011 che anche tu, hai la tua bestia nera sostitutiva cui attribuire i mali del mondo con relative giaculatorie. Serve a poco, ma almeno consola.
“Ma io non stavo parlando di religiosità, stavo parlando di “cultura cattolica” diffusa e peso politico del Vaticano”. (Al2011)
Ecco, mi sembra che questo sia il punto fondamentale che, proprio come diceva lo stesso Al, può aiutarci a non far scoppiare una “guerra di religione” al nostro interno…:-)
Naturalmente sto scherzando, è ovvio, siamo persone consapevoli e avvedute e il livello del nostro dibattito sta lì a dimostrarlo.
Il primo aspetto che dobbiamo considerare e che ricordo a tutti, è che in questo spazio (cioè quello dei commenti, volutamente libero e aperto a tutte le opinioni, purchè nel rispetto delle regole della civile convivenza e della nostra Carta dei Principi) ci sono diverse sensibilità culturali, filosofiche, politiche e religiose, come è giusto che sia, a mio parere. Di conseguenza è giusto che queste si confrontino, magari anche in modo serrato, e che nello stesso tempo siano in grado di cogliere anche i punti che le accomunano e non solamente quelli che le dividono.
Nel caso specifico, ad esempio, sia i laici (fra cui il sottoscritto) che i cattolici (mi riferisco a quelli che frequentano il sito) hanno diversi elementi in comune: la critica al sistema capitalista assoluto dominante, fondato a sua volta sul concetto di mercificazione totale e totalizzante degli individui (dei corpi e delle anime…), di cui il femminismo, ormai femdominismo, è strumento determinante per la sua autoriproduzione.
Non è poco, e non lo dico per fare opera di mediazione ma perché lo penso realmente.
Ciò detto, è evidente e scontato che fra queste grandi opzioni “culturali” ci siano delle diversità ancora molto grandi (e molto probabilmente tali rimarranno) su temi fondamentali che abbiamo già affrontato in questa sede (lo dico soprattutto per Al che è da poco approdato al sito) quali l’aborto, l’eutanasia, ma anche il modo di concepire la sessualità, il ruolo che ha svolto la Chiesa cattolica in questo paese e nel mondo, anche e soprattutto, come dice Al, sul piano politico. E non c’è dubbio che le responsabilità storiche della Chiesa cattolica, da questo punto di vista, siano enormi. Nello stesso tempo, per onestà intellettuale, dobbiamo anche affermare che, per altri versi, anche le responsabilità storiche dei comunisti, ad esempio, non sono state da meno (chi scrive non è di sicuro tacciabile di anticomunismo…), anche se il loro “regno” è durato molto di meno (70 anni al massimo rispetto ai millenni o quasi della Chiesa cattolica, ma dal punto di vista “qualitativo” non cambia nulla).
Tutto ciò per dire che se dovessimo cominciare ad accusarci reciprocamente:”Tu non hai diritto a parlare perché alle tue spalle hai una storia di massacri, disastri ecc.” non andremmo da nessuna parte perché purtroppo i nostri armadi (e gli armadi di quasi tutti) , che piaccia o no è così, sono pieni di scheletri. Ora, mettersi a fare la gara a chi ne ha di più o di meno non credo abbia molto senso.
Questa non vuole certo essere un’affermazione qualunquista o auto consolatoria nè voglio fare di tutt’erba un fascio, anche perché ci potrebbe essere qualcuno che, legittimamente, potrebbe obiettare:”Parla per te, io non sono mai stato né cattolico né comunista e non ho nulla a che vedere con quegli armadi di cui parli”.
E avrebbe ragione. Una volta, lo ricordo bene, il mitico giornalista Ruggero Orlando, socialista da sempre, fu candidato dal PSI che in quel periodo, tanto per cambiare, era coinvolto uno dei tanti scandali di natura “tangentocratica” che hanno caratterizzato la sua storia ben prima dell’avvento del “craxismo”. E durante una tribuna elettorale, proprio a pochissimi giorni dal voto, Orlando si espresse con queste testuali parole e con quella sua indimenticabile e personalissima gestualità:”Cari amici, ricordate sempre che nella loro storia, e in tutto il mondo, i socialisti avranno mal governato, avranno rubato, avranno preso tangenti, saranno stati degli inetti, degli incompetenti, addirittura dei cialtroni, ma mai, e dico mai, sotto un governo a guida socialista, qualcuno è stato perseguito, o peggio, perseguitato per le sue idee”.
E’ indiscutibilmente vero. E personalmente credo che a quella cultura noi tutti dovremmo abbeverarci, da questo punto di vista, a differenza, a mio parere, di quella liberale classica che purtroppo ha finito per essere, o forse questo era già in fieri nonostante i nostri sforzi per andare oltre, l’ideologia tout court del Capitale che è servita di fatto per coprire gli orrori del colonialismo e dell’imperialismo (inevitabili conseguenze del Capitalismo, e la “quarta guerra mondiale” attualmente in corso lo dimostra, se ce ne fosse bisogno: una spruzzata di diritti civili più femminismo e via libera ai bombardamenti…).
Ma questo non significa affatto che io voglia gettare il bambino insieme all’acqua sporca, come la “cultura” attualmente dominante vorrebbe che facessimo (ma non ci riesce perché anche i più autorevoli intellettuali ed economisti liberali sono stati costretti a rispolverare Marx e ad ammetterne l’ attualità del suo pensiero, dopo un ventennio di sbornia neoliberista, liberandolo finalmente dalla palude e dalle catene del cosiddetto “socialismo reale” o “comunismo storico novecentesco fattosi stato”).
Con lo stesso metro di misura mi permetto quindi di affermare che anche il Cristianesimo (pensiero e opere di Gesù), né più e né meno che il Marxismo, debba essere finalmente liberato dalle catene in cui millenni di potere secolare della Chiesa fattasi stato e religione ufficiale (ridotta quindi a strumento dell’oppressione di classe) lo hanno confinato e deformato. E credo che queste due grandi filosofie positive (ho detto positive, non positiviste), insieme a quell’altra grande cultura laica e libertaria che ha caratterizzato la storia del Socialismo, possano costituire ancora una valida struttura, soprattutto in termini valoriali (ovviamente storicizzandole e concependole al’interno di una dimensione dialettica, è scontato), per una critica radicale dell’esistente, nella fattispecie del Capitalismo globale assoluto dominante a livello planetario che, a mio parere, privo di istanze alternative, sta mostrando la sua natura intimamente nichilista .
Per questa ragione, e torno ancora una volta all’affermazione di Al che ho evidenziato (mi riferisco soprattutto alla saggia distinzione fra “religiosità” da una parte e “cultura” e dimensione politica”, cioè del “potere”, dall’altra) è fondamentale che queste opzioni ideali, filosofiche, religiose (nel senso di recupero della dimensione sacrale e spirituale) si confrontino costruttivamente, pur nella diversità.
Oggi non solo è finalmente possibile ma, a mio avviso, necessario.
Fabrizio
Al2011, c’è molto di vero in ciò che dici sul potere ed il ruolo della Xsa (come istituzione, struttura etc.) in Italia. Tuttavia trovo alcune osservazioni scentrate e fuori tema.
In Italia ci sono sia i cattolici che la Xsa-istituzione (come altrove ) e in più c’è il Vaticano (che è immerso storicamente nel corpo geofisico dell’Italia, diversamente da ogni altro paese).
Ora i cattolici (cittadini italiani) hanno i loro valori (forse non privi di contraddizioni, al pari di altri però) e come ogni comunità di valori cerca di conformarvi la società. E’ ovvio. La Xsa-istituzione essendo qui più forte che altrove, può far ingrandire il ruolo dei cattolici ben più della loro consistenza numerica e oltre il peso che altrimenti avrebbero nel determinare quindi i costumi e le leggi. A ciò si aggiunge la presenza del Vaticano e a questo punto il peso di entrambe le istituzioni diventa spesso decisivo.
Ma una cosa sono i valori, altro è l’istituzione, altro è l’otto x mille, altro ancora sono i privilegi fiscali etc. etc.. L’otto x mille (e il resto) non ha nulla a che vedere con i valori di cui i cattolici sono portatori. Hai miscelato questioni eterogenee.
Lo scontro sui valori è legittimo ma proprio per questo non può delegittimare la parte avversa che semplicemente ne propone altri, diversi e anche confliggenti. Questa è la dialettica sociale del pluralismo. Altrimenti si deve riconoscere agli altri il diritto di delegittimare noi e il discorso si chiude. Resta solo la forza.
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Ma da dove eravamo partiti? Dalla questione della “fobia sessuale” del cristianesimo e/o del cattolicesimo, un leit-motiv della polemica anticattolica/anticristiana. Non priva di fondamento, certamente, ma in parte ingrandita ad hoc e in parte persino rovesciata.
Infatti nel caso della prostituzione legale, se in Italia abbiamo avuto (e abbiamo ancora) una forma di semiproibizionismo non lo dobbiamo alla Xsa o ai cattolici. Lo dobbiamo invece alla cultura ed ai valori laici e di sinistra. La legge Merlin che ha causato danni infiniti non è di fonte cattolica.
Il Xmo infatti ha sempre riconosciuto la “debolezza della carne” (per usare il suo linguaggio) ossia la presenza di pulsioni quasi impossibili da controllare, reprimere o sublimare e precisamente in campo sessuale a carico dei maschi. Coerentemente si è costantemente pensato che un male minore dovesse essere ammesso (e magari regolato) per evitarne di peggiori. Riduzione del danno: politica che mi pare estremamente saggia. Invece il velleitarismo idealista della cultura laica progressista ha finto che gli UU (e viceversa le DD) non siano ciò che sono, ha immaginato che i “tempi moderni”, i nuovi costumi (ma siamo nel 1958!) avrebbero reso superabile l’era del sesso a pagamento esplicito. Ha finto, ha sognato, ha immaginato. Ha negato la verità … e ha fatto danni immensi. Agli UU ma ancor di più alle DD.
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Per chiudere, ribadisco la mia opinione: nessuna religione, nessuna ideologia ha lordato il sesso e lo ha crimininalizzato quanto il femminismo. Mai prima di ora su questo pianeta si era proclamato che “ogni coito è uno stupro” e infine che “ogni erezione è uno stupro”. Mai prima d’ora lo sguardo sessuato maschile è stato qualificato reato. Ditemi: quest’inaudito è un fatto o solo una mia opnione? Altro che sessuofobia cattolica…
Il problema dunque non è la pagliuzza che sta nell’occhio del Xmo, ma la trave che sta in quello femdominista.
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Libera nos a malo!
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RDV (l’ateo che prega)
Rino: Infatti nel caso della prostituzione legale, se in Italia abbiamo avuto (e abbiamo ancora) una forma di semiproibizionismo non lo dobbiamo alla Xsa o ai cattolici. Lo dobbiamo invece alla cultura ed ai valori laici e di sinistra. La legge Merlin che ha causato danni infiniti non è di fonte cattolica.
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Se ricordo bene la Merlin era di sinistra, socialista per la precisione, quindi è vero quanto affermi, ma con ciò non possiamo sorvolare sulle posizioni alla Don Benzi, che tu, Rino, conosci anche meglio di me. Per chi non fosse informato, Don Benzi, oggi defunto, è stato un prete romagnolo, famoso per la criminalizzazione dei clienti di prostitute, apripista di tutti quei sindaci-sceriffi, vedi l’alemanno romano, che hanno fatto della guerra ai clienti “beta” di prostitute un pilastro della loro politica repressiva, salvo poi andare a loro volta a pagare donne in cambio di prestazioni sessuali, oppure, come nel caso di Alemanno, difendere a spada tratta Berlusconi, che come sappiamo si è dato molto da fare in quest’ambito, sia come criminalizzatore di clienti sia come cliente, il che non stupisce affatto conoscendo la straordinaria ipocrisia del personaggio.
Ricordiamo anche il motto cattolico
secondo cui il sesso fuori dal matrimonio risulta peccato, che ancora sopravvive. La Chiesa ha oggigiorno tanti meriti, spesso offre aiuto e conforto ai “vinti” della nostra società, ma rimane sessuofobica, così come lo è, mutatis mutandis, la sinistra, chiaramente influenzata dal virus femminista, che, come sappiamo, opera ovunque possibile per la repressione della lecita sessualità maschile: la stessa campagna contro la “donna oggetto”, la retorica sul “corpo delle donne”,non è altro che una campagna contro la sessualità maschile, che trova soddisfazione anche, a differenza di quella femminile, attraverso l’organo della vista. E mentre la Chiesa è in fondo coerente con le proprie posizioni ideologiche, la sinistra dimostra di non far coincidere la teoria con la prassi: da una parte sostiene la libertà sessuale e critica la morale sessuale cattolica, dall’altro, in nome di una “dignità” molto cattolicheggiante, vorrebbe far scomparire ogni immagine rimandi a una qualsiasi forma di sessualità femminile sgradita alle vere burattinaie di quell’area politica. Per fortuna la Sinistra, così come la Chiesa, non è tutta in questo oscurantismo che si ammanta di “grandi” ideali: per esempio non fa fallire gli Stati e non è poco.
@ Rino -
La legge Merlin che ha causato danni infiniti non è di fonte cattolica
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Rino, considerando che la legge Merlin è del ’58, come si spiega il fatto che dieci anni prima della “rivoluzione femminista”, un parlamento composto quasi esclusivamente da uomini, abbia votato quella legge?
Come è possibile che oltre mezzo secolo fa i politici fossero già assoggettati alla volontà femminile?
Io credo che tutto vada storicizzato e contestualizzato, compresa ovviamente la legge Merlin che appunto risale a più di 50 anni fa (il sottoscritto veniva al mondo nascevo e quella legge veniva promulgata).
Lo spirito che animava i promotori di quell’iniziativa, molto probabilmente se non certamente in buona fede, era quello descritto da Rino. Le conseguenze però, a distanza di 50 anni, sono state quelle che sono state. Oggi lo possiamo serenamente riconoscere. Ma la cosa più preoccupante e inquietante che siamo costretti a registrare è che nonostante gli effetti devastanti sotto ogni punto di vista che quella legge ha provocato (aumento del numero delle prostitute, crescita esponenziale dello sfruttamento, fatturati enormi per la malavita organizzata, insicurezza delle prostitute, criminalizzazione dei clienti, scarsa sicurezza dal punto di vista sanitario, denaro sottratto allo Stato che non può operare un legittimo prelievo fiscale, come avviene in alcuni paesi nordeuropei), si continua a considerarla come un pilastro fondamentale del nostro ordinamento giuridico, quando in realtà ci sarebbero, come abbiamo visto, tante ragioni per rimetterci mano. E la ragione di questa chiusura rispetto alla sola ipotesi di ridiscuterla è tutta nell’ideologia neobacchettona sessuofobica giustizialista femminista e nella subalternità culturale e politica nei confronti di questa (che diventa complicità) da parte di tutti.
Sia chiaro, l’aumento del fenomeno della prostituzione non è dovuto solo alla legge Merlin; sarebbe ingiusto e anche falso sostenere una simile tesi. E’ ovvio che un mondo dominato dall’ideologia ( e soprattutto dalla prassi) sfrenata del profitto e della mercificazione totale non poteva non portare a simili conseguenze.
Oggi sarebbe quindi del tutto legittimo, oltre che saggio e profondamente laico, per tutte le ragioni sopra esposte, prevedere una regolamentazione (e quindi la legalizzazione) del fenomeno. D’altronde abbiamo affrontato la questione, come alcuni di voi ricorderanno, anche con uno specifico editoriale dal titolo “prostituzione: ideologie diverse ma stessa ipocrisia”.
Non c’è dubbio che a fare resistenza, da questo punto di vista, siano un po’ tutti: la “sinistra”, ormai colonizzata dal femminismo, e la “destra”, un po’ per riflesso condizionato e un pò perché una gran parte dei suoi elettori è composta da benpensanti che vogliono “strade pulite e sicure e per i/le quali è “indecente” assistere a certi spettacoli” . Entrambe (destra e sinistra), e qui ha perfettamente ragione Al, preoccupate di non urtare la sensibilità delle gerarchie ecclesiastiche che certamente non hanno la legalizzazione della prostituzione fra le loro priorità…
Come possiamo vedere una miscela di diversi elementi, il cui minimo comune denominatore è l’ipocrisia, come recita il titolo del nostro articolo, di cui è pervasa la nostra società profondamente piccolo borghese, provinciale e perbenista, sia pure, come abbiamo visto, da approcci e punti di vista completamente diversi fra loro. Il problema è che questa ipocrisia non si limita in questo caso a rimanere tale, ma continua a provocare dei danni enormi per tutti.
Fabrizio
Marco:
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considerando che la legge Merlin è del ’58, come si spiega il fatto che dieci anni prima della “rivoluzione femminista”, un parlamento composto quasi esclusivamente da uomini, abbia votato quella legge?
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Già…!
Come si spiega che il mio primo incontro con la QM sia avvenuto nell’estate del 1959 quando mi fu detto (era solo l’inizio) che i maschi sono assassini? (avevo 4 anni).
Avevo messo giù un capitolo sul tema nel libro Qmdt, poi l’ho cancellato, riservandomelo per i tempi a venire. Di questo argomento non ho mai parlato. Non ho la spiegazione del fatto, ho appena un principio di spiegazione. Ma ho memoria della sensazione di allora, di quello che esalva dai cuori di DD e UU.
Il fatto è che …le cose sono iniziate prima di iniziare. Molto prima.
Altrimenti non si spiegherebbero né la legge Merlin, né l’esclusione totale del marito (in quanto titolare di diritti) nel dibattito pre divorzio (68-74) o del padre (zero assoluto) nel dibattito pre-aborto (68-78) etc.
Quando io nacqui (1955) era già tutto avvenuto, scritto e filmato. La società industriale avanzata, “Il secondo sesso” della de Beauvoir e “Colazione da Tiffany”. La massa non vedeva ma i cuori sentivano.
Sono i semi che contano. I frutti, beh quelli non ne sono che una banale, noiosa conseguenza.
Il tema è cmq affascinante. Prima o poi ci torneremo.
RDV
Fabrizio
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denaro sottratto allo Stato che non può operare un legittimo prelievo fiscale, come avviene in alcuni paesi nordeuropei
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http://www.centronline.it/contterninews/18850-prostituta-con-case-e-auto-ma-non-denuncia-nulla.html
TERNI – Un tenore di vita assolutamente inadeguato rispetto a quello che risulta al Fisco. Sicuramente incompatibile con il fatto che questa avvenente donna di 40 anni non ha mai presentato la denuncia dei redditi.
Questa nullatenente, che a sorpresa compra due appartamenti nel giro di un paio d’anni, uno a Terni e l’altro in Campania, e che tiene in garage tre autovetture, una addirittura di lusso, è finita nel mirino delle fiamme gialle. Che hanno passato al setaccio tutte le proprietà della signora e controllato i suoi conti correnti. Svelando l’arcano senza troppe difficoltà. La donna, di origini campane ma da anni residente a Terni, fa il mestiere più antico del mondo. Un mestiere, quello della prostituta, che meglio di ogni altro consente di evadere il fisco con estrema facilità. Anche perché i proventi di questo lavoro non vengono tassati.
Ma questo stipendio esentasse è finito sotto la lente d’ingrandimento della guardia di finanza di Terni, guidata dal comandante Domenico Solfaroli Camillocci, proprio per le leggerezze commesse dalla quarantenne. La verifica fiscale delle fiamme gialle nei confronti della signora si è conclusa in questi giorni. E ha consentito di accertare che la donna, pur avendo di recente acquistato due immobili del valore indicato negli atti di registro di 130 mila euro, non aveva mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi. Risultando quindi completamente sconosciuta al Fisco. La signora, che in passato ha collezionato diversi fogli di via obbligatori per attività legate alla prostituzione, ha attirato l’attenzione delle fiamme gialle proprio perché, pur avendo acquistato negli ultimi anni due immobili, non ha mai dichiarato nulla al Fisco. Gli accertamenti hanno consentito di scoprire che la quarantenne era pure cointestataria di tre autovetture. Ricostruito il reddito della donna anche attraverso accurati riscontri bancari, è partita la segnalazione all’agenzia delle entrate.
Che ora presenta alla signora il conto, piuttosto salato, delle imposte evase. Questo è solo il primo di una serie di accertamenti fiscali che saranno fatti incrociando i dati delle donne fermate dalle forze di polizia durante i controlli anti prostituzione. Le fiamme gialle in queste settimane stanno facendo verifiche su alcune donne dell’est per capire se ci sono situazioni di interesse del Fisco. Un modo come un altro per contrastare le attività legate alla prostituzione.
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Dal Messaggero del 9/11/2011
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PS:
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Le fiamme gialle in queste settimane stanno facendo verifiche su alcune donne dell’est
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Una di queste ragazze dell’est la “conosco” ed è una fica della madonna…
Aborto libero, pillola del giorno dopo,. fecondazione artificiale a gogò, embrioni umani da usare o da buttare, adozione per single, matrimoni gay (?), eutanasia. E’ il programma dei radicali. Legittimo, ovviamente, ma sul quale tutte, proprio tutte, le associazioni femministe convergono convintamente. Dice nulla?
armando
Mi sembra che stiamo un po’ uscendo dal seminato, troppa carne al fuoco.
Io dico – per tornare a quanto sottolineato da Fabrizio – solo che questo Paese non ha una vera “religiosità” nè cattolica, nè cristiana (intesa come autentica abnegazione verso il prossimo, a parte una minoranza di persone impegnate nel sociale), ma in genere molta ipocrisia, e una cultura diffusa in cui la Chiesa cattolica è stra-dominante sul piano politico-istituzionale, e ha oltre tutto privilegi non più nemmeno adeguati al sentimento religoso medio e al suo ruolo.
Oggi la stragrande maggioranza dei “cattolici” usano la chiesa per cerimonie come battesimo, comunione, cresima, matrimonio, e basta, per il resto c’è solo la “religione” del consumismo e delle mode mediatiche e culturali dominanti.
Vedo, non a caso, che l’ultimo intervenuto (Armando) ha totalmente deformato anche il senso del mio intervento, volendolo far passare per una specie di “spot” pro-radicali.
Egregio Armando, vai in Svizzera, o Germania, o Francia, Gran Bretagna, Olanda,ecc., dove NON sono al potere i radicali, e dove da secoli le varie religioni hanno la possibilità di convivere e si rispettano pacificamente.
Eppure lì da loro anche in tv si consiglia l’uso del preservativo, onde ridurre il rischio del contagio da aids.
In Italia non è possibile, perchè interverrebbe qualche vescovo, o la CEI, per boicottare l’iniziativa.
Ridicolo poi che Armando abbia utilizzato proprio l’argomento più spuntato, cioè la legge sull’aborto, che anzichè far crescere, ha DIMEZZATO gli aborti, rispetto al periodo delle mammane, tanto care ai cattolici.
E per quanto riguarda “l’eutanasia”, notare come l’ipocrisia bigotta di matrice cattolica italica ha voluto strumentalizzare la questione – che 30-40 anni fa non esisteva! – del rischio dell’accanimento terapeutico, e della violenza su persone ormai prive di possibilità di recupero, condannate a rimanere indefinitivamente attaccate a macchine, per bollarla come eutanasia, “nazismo eugenetico” e altre fesserie.
30-40 anni fa, quando un malato era ormai privo di possibilità di cure, si diceva: “L’hanno mandato a morire a casa, tra i suoi cari!”
e nessuno si accaniva tenendolo attaccato a fili, sonde, macchine, tubi, ecc.
Ed erano proprio i sacerdoti a dire che era ingiusto somministrare cure eccessive e dare ulteriori sofferenze ai malati incurabili, oltre tutto occupando letti, sprecando risorse mediche che potevano essere destinate a malati curabili.
Oggi, la Chiesa cattolica – molto brava ad enunciare principi stupendi su embrioni , ma molto meno coerente quando si tratta di aiutare persone adulte che soffrono – a differenza di 30-40 anni fa, è spietata con chi soffre, purchè sia un povero diavolo, come Welby appunto.
Quando invece papa Wojtyla dice – nei suoi ultimi giorni di vita – “Lasciatemi andare alla casa del Padre!” e chiede di staccare la spina, ah siccome è un Papa, a lui tutto è concesso, per Welby sarebbe eutanasia (dopo aver sofferto anni sulla sedia a rotelle), ma per Wojtyla no!.
Ah ah ah!
Mi veniva da ridere, pensando ai “bei principi” cattolici ricordando che il Vaticano, in quanto proprietario del 20% degli immobili italiani, negli ultimi 5-6 anni, da quando c’è Natzinger,
ha cominciato a buttare fuori dalle case popolari che possiede anche persone disabili, sulla sedia a rotelle, ecc., per rivendere quelle case a catene immobiliari e lucrarci!
Tutto documentato, in tv hanno anche intervistato persone disabili sfrattate dalle case popolari cattoliche.
Oh, ma che bello, chissà cosa gli avranno detto, a quelli sulla sedia a rotelle senza più un tetto? “Eh figliolo, bisogna sempre difendere la sacralità della vita!”
ah ah ah!
Infine, proprio Armando dimostra di avere una notevole confusione tra guasti provocati dal femminismo più becero, e rapporti sani e paritari tra uomo e donna, tra cui anche il sesso ludico e non mercificato.
Qui non si tratta di tornare agli anni ’50, in cui le donne non lavoravano, e dovevano sposarsi per non rimanere “zitelle”, e gli uomini andavano a puttane nei casini, per non “compromettere” le fidanzate che dovevano arrivare “illibate” al matrimonio!
Qui si tratta semplicemente di stabilire relazioni tra uomo e donna realmente armoniche e paritarie, non di iniziare la nuova “guerra dei sessi”!
Oggi una donna che lavora, ed è indipendente, ha tutto il diritto , anzi il dovere!, di poter stabilire una relazione libera, ed anche – se non vuole – di non dovere per forza fidanzarsi o sposarsi, senza temere di essere “etichettata” come donna facile, nè – come accade oggi – tirarsela come una strafica, in ossequio alle mode e ai messaggi, tra cui quello per cui una donna deve cercarsi l’uomo ricco e potente, o darla solo a quello “più in vista” nel suo ambiente, ricercando solo precisi vantaggi, anzichè stabilire rapporti sani e autentici, in cui il sesso non debba per forza essere “finalizzato” a qualcosa o ad ottenere qualche vantaggio.
No ragazzi, mi avete deluso, qui in questo blog c’è troppo bigottismo per poter parlare di relazioni sessuali autenticamente sane e libere tra uomo e donna…
AL2011
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No ragazzi, mi avete deluso, qui in questo blog c’è troppo bigottismo…
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Ciò detto, c’è da prevedere che te ne andrai.
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In questi anni (e sono quasi 14) quanti ne ho visti andarsene in silenzio o sbattendo la porta, salutando o sghignazzando.
Ridendo della mia (o nostra, a seconda dei contesti) ingenuità, ignoranza, sprovvedutezza.
Delusi perché facciamo solo sterile filosofia o perché non siamo capaci di uscire dal virtuale o perché siamo in pochi, elitari, illusi etc. o perché siamo …troppo di quà o troppo di là. O troppo poco di questo e di quello.
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Anch’io sono deluso.
Nel luglio del 1998 un’amica, che non c’è più, mi chiese (dopo la pubblicazione di AS.info) : “Quante adesioni pensi che avrai da qui a Natale”.
“Beh…, considerato il malumore che c’è in giro, il numero dei padri separati, il brontolamento sotterraneo che odo da decenni, penso che per Natale potremmo anche essere in 20 o forse in 30″.
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Beata ingenuità. Siamo in 40-50 adesso.
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I migliori se ne vanno.
Restano i peggiori.
Noi.
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RDV
Caro Al2011, io ho scritto che quelle cose che tu propugnavi sono le stesse dei radicali (che peraltro rispetto molto nonostante condivida quasi nulla) e le stesse sostenute da tutti i movimenti femministi.
E’ vero o no? E se è vero, cosa significa? Solo questo ho chiesto, non altro.
armando
Al, sono all’estero per ragioni di lavoro e ho poco tempo per entrare nel merito (a parte scrivere quelle quattro parole per commentare le castronerie di kernunoos). M riprometto di intervenire in modo piu’ approfondito e con piu’ calma nei prossimi giorni.
Per ora mi limito ad invitarti a non prendere decisioni affrettate. Mi sembra francamente un po’ eccessivo il tono che hai utilizzato nei confronti di Armando nel tuo ultimo post (di cui peraltro condivido in grandissima parte il contenuto), anche perche’ ero gia’ intervenuto proprio alcuni giorni fa per spiegare che nel blog (cioe’ lo spazio dei commenti) ciascuno e’ libero di esprimere le proprie opinioni altrettanto liberamente (abbiamo anche inserito appositamente un avviso ai naviganti in tal senso, proprio per evitare equivoci). Avevo anche spiegato che, al di la’ della linea ufficiale del sito, che e’ quella che si evince dal Manifesto, dagli articoli e dagli editoriali, nel blog ci sono utenti e amici che provengono da esperienze diverse ed esprimono sensibilita’ diverse. Non mi sembra che in questo ci sia nulla di male. Anzi, a me pare un confronto positivo. Non vedo perche’ debba rappresentare un problema. Anche perche’, come puoi notare tu stesso, tutto cio’ non modifica la strategia e la filosofia del sito che e’ saldamente ancorata ai valori e alle ragioni di chi ha deciso di dargli vita.
Ora, noi per primi da sempre esaltiamo il valore della diversita’ e poi non riusciamo ad accettare che ci siano persone che non la pensano nella nostra stessa maniera?
Io francamente, caro Al, non temo questo confronto, anzi, sono talmente presuntuoso, guarda un po’, da pensare di avere gli strumenti e l’esperienza per “creare egemonia”.
E adesso che fai, sbatti la porta e te ne vai perche’ un paio di amici cattolici che intervengono nel blog non la pensano come te (e come molti di noi) su vari argomenti? Perche’ non provi a vederla in modo diverso? Rovescia il parametro e considera il fatto che dei cattolici scelgono di intervenire su un sito dichiaratamente di Sinistra, il cui fondatore non fa certo mistero di essere (anche) un marxista (sia pure eterodosso), e dove gli altri “collaboratori” organici sono comunque uomini che provengono da varie culture di Sinistra alle quali tuttora appartengono.
E tu cosa fai, sbatti la porta e te ne vai? Solo perche’ sei entrato in conflitto con un utente del blog? (o due, non cambia nulla).
Mi sembra una scelta che ha le gambe corte. E se facessi cosi’ anche io? Da quel di’ che il sito sarebbe chiuso. E se tutti facessimo cosi’ dove andremmo? Cosa costruiremmo? Ci vuole molta pazienza, Al, questo non e’ un passatempo, siamo qui per costruire un progetto molto ambizioso, e sono convinto che a questo fine tu possa dare un contributo prezioso. Sei un uomo di cultura e formazione laica e libertaria (e sottolineo libertaria), sii conseguente alle tue idee. Hai uno spazio dove esprimerle liberamente, ti sembra poco? Ci sono altri che non le condividono? E allora? E’ un problema?
Pensaci e non essere precipitoso. In politica ci vuole pazienza ed equilibrio e qui stiamo facendo innanzitutto politica. Come vedi non ci metto nulla a mandare a quel paese soggetti come kernunoos, ma con te e’ diverso.
Calma e gesso.
Fabrizio
Al2011
>>
No ragazzi, mi avete deluso, qui in questo blog c’è troppo bigottismo per poter parlare di relazioni sessuali autenticamente sane e libere tra uomo e donna…
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Sappi che qualcun altro potrebbe pensare lo stesso di te, ovvero potrebbe trovarti alquanto deludente e permaloso e soprattutto potrebbe giungere alla conclusione che tu sia sostanzialmente un uomo in buona fede, ma ingenuo e plagiato dal femminismo.
Lo scrivo senza alcun intento polemico, ma è quello che penso.
Riporto un brano tratto dal libro “IL CERVELLO DELLE DONNE”, di Louann Brizendine (2006).
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Il grande spartiacque sessuale
Nei maschi, i centri cerebrali correlati al sesso sono circa due volte più grandi delle strutture analoghe nel cervello femminile. In questo caso, le dimensioni sono in parte responsabili delle differenze nel modo in cui uomini e donne pensano, sperimentano e reagiscono al sesso. In parole povere, gli uomini hanno in mente il sesso più delle donne: avvertono una pressione nelle gonadi e nella prostata se non eiaculano spesso; hanno uno spazio cerebrale e un potere di elaborazione di fantasie sessuali doppio rispetto alle femmine. Se nelle donne le emozioni viaggiano su una superstrada a otto corsie, mentre gli uomini si accontentano di una stradina di campagna, i secondi hanno un centro di elaborazione dei pensieri sul sesso grande come un aeroporto internazionale, mentre le donne solo una pista d’atterraggio per aeroplanini turistici. Ciò con tutta probabilità spiega perché l’ottantacinque per cento degli uomini fra i venti e i trent’anni pensi al sesso ogni cinquantadue secondi e le donne una sola volta nell’arco di ventiquattr’ore o al massimo tre o quattro nei giorni più fertili. Il sesso non è proprio la prima cosa a cui pensa una donna, perciò l’uomo deve spesso trasformarsi in abile persuasore. Queste differenze del cervello si manifestano già otto settimane dopo il concepimento, quando nel feto maschile il testosterone stimola la crescita dei centri cerebrali relativi al sesso situati nell’ipotalamo. Durante la pubertà, poi, nel maschio una seconda massiccia ondata di testosterone rafforza e ingrandisce altre connessioni cerebrali, che forniscono ulteriori informazioni ai centri del sesso, nonché al sistema visivo, olfattivo, tattile e cognitivo. Il testosterone, che tra i nove e i quindici anni aumenterà di venticinque volte, alimenterà tali connessioni sessuali, più grandi nel cervello maschile, per il resto della giovinezza.Molte di queste strutture e connessioni esistono anche nel cervello femminile, ma sono grandi la metà. Da un punto di vista biologico, le donne dedicano meno spazio mentale alla ricerca del piacere sessuale e il loro interesse sale e scende seguendo il ciclo mensile del testosterone, mentre i sistemi cerebrali maschili dedicati al sesso scattano ogni qualvolta una femmina compare alla vista.
@Armando…
Ah ah ah, io propugnerei le stesse cose dei movimenti femministi?????
Ma ci sei o ci fai????
Trovami una sola, dico una sola femminista italiana, che non sia mezza lesbica, isterica, rancorosa verso gli uomini, incazzosa e biliosa, triste come un funerale, al 90% anche un cesso di donna, spesso sessuofoba affetta come minimo da dispareunia.
E secondo te io prenderei “donne” così quale esempio di persone in grado di stabilire una relazione sessuale piacevole e gratificante per un uomo????
Secondo te io sarei il tipo che vorrebbe stabilire una relazione con una che segretamente ha lo stesso pensiero di Lorena Bobbit, cioè tagliarmelo (se non fisicamente, quanto meno psiologicamente, la castrazione mentale).
Ma perchè continui a girarci attorno…tu ed io non abbiamo punti di contatto, perchè tu vorresti ripristinare un tipo di rapporto tra uomo e donna da anni ’50, caro alla chiesa cattolica,
mentre a me non va bene nè questo, nè quello delle femministe incazzose, semplicemente aderisco al tipo di rapporto che ha suggerito Paolo Barnard: parità assoluta, con donne che non se la tirino, che non dicano: “O Raul Bova o niente!”, che non temano di essere giudicate zoccole se non hanno un fidanzato o un marito, ma scopano con 1, con 2, o anche con 3-4 amici con cui si trovano bene, come magari facciamo noi uomini.
Punto.
Quanto al resto, fatemi capire, ma chi è entrato qui,invece, che propone? Perchè qui ci sono: a) i puttanieri b) quelli che si fanno seghe mentali e dicono che il sesso ludico è impossibile c) quelli che dicono che biologicamente donne e uomini sono diversi, e non c’è nulla da fare. d) i cattolici che vorrebbero le donne come mogli e madri
E allora vedete che non sono io ad essere permaloso, ma è proprio che non ci prendiamo.
E poi, usciamo da questo provincialismo…
Fabrizio, mi dici di essere marxista, ma ancora ci sono persone che citano quel disgraziato che ha rovinato l’umanità, e ha reso i poveri e i proletari ancora più schiavi?
Ma solo in Italia ci sono ancora marxisti, nel resto d’Europa per fortuna lo hanno rottamato da 20 anni!
Lo dico e lo ripeto, ciò che rovina l”Italia è il catto-comunismo!
Altro che laicità, liberalismo, modernizzazione, meritocrazia, solo assistenzialismo e bigottismo.
“IL CERVELLO DELLE DONNE”, di Louann Brizendine (2006).
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Che non spiega perché le donne e la gran parte degli uomini considerano gli abusi femminili sui maschi come una giusta rivalsa delle une su gli altri.
Al2011
>>
Quanto al resto, fatemi capire, ma chi è entrato qui,invece, che propone? Perchè qui ci sono: a) i puttanieri b) quelli che si fanno seghe mentali e dicono che il sesso ludico è impossibile c) quelli che dicono che biologicamente donne e uomini sono diversi, e non c’è nulla da fare. d) i cattolici che vorrebbero le donne come mogli e madri
E allora vedete che non sono io ad essere permaloso, ma è proprio che non ci prendiamo.
>>
Già il fatto che fai riferimento ai “puttanieri, in senso dispregiativo, dice molte cose di te; il sesso ludico è una lecita speranza ma realizzabile in gran parte solo nelle fantasie (maschili); uomini e donne – ti piaccia o no – sono diversi.
Poi è chiaro che esistono i fattori culturali.
Sì, non ci prendiamo, ma permaloso resti.
p.s: una precisazione: io non sono cattolico né musulmano né di nessun’altra religione.
Sono semplicemente un ateo.
I cattolici ci hanno fregati con la storia dell’uomo che deve lavorare e la donna deve stare a casa e partorire, in più, per tutta la vita, senza possibilità di divorziare. Quindi sopportare certe mogli aguzzine e negriere senza via di scampo, che poi sotterrano il marito morto di infarto ad appena 60 anni, beccandosi la pensione di lui.
Al, a parte il fatto che affermare che Marx sia stato la rovina dell’ umanita’ mi pare un po’ esagerato. A meno che tu non appartenga alla schiera dei sostenitori della dialettica ascendente-discendente da Marx a Pol Pot-da Pol Pot a Marx andata e ritorno. In tal caso alzo le braccia, pero’ ti ricordo che sarebbe come incolpare Gesu’ Cristo per le malefatte compiute dalla Chiesa nei secula seculorum oppure Voltaire per quelle del capitalismo e del colonialismo. Insomma, puo’ anche darsi che questi “tizi” abbiano raccontato un mucchio di corbellerie pero’ addebitargli tutte le colpe del mondo mi sembra francamente un po’ esagerato.
Cio’ detto, sono costretto a constatare che il tuo tono mi sembra sinceramente sopra le righe e anche di parecchio, e non ne vedo oltretutto la ragione. Sbraiti, ridacchi, inveisci e hai un atteggiamento molto aggressivo, non so se te ne rendi conto. Peraltro proprio tu che della fallibilita’ dovresti farne una bandiera, da ultralaico quale sostieni di essere, hai un atteggiamento da superideologizzato e ti esprimi come se avessi la verita’ in tasca, sia nei modi che nei contenuti.
A me pare che tu piu’ che un laico sia un “laicista”. Intendiamoci non sei certo il solo, ne hai ormai tantissimi a farti compagnia. Per rendersene conto e’ sufficiente vedere il modo con cui pronunci determinate parole, quasi come fossero il verbo (del futuro), le sorti magnifiche e progressive dell’umanita’, il nuovo sol dell’avvenir: liberalismo, modernizzazione, meritocrazia.
Io ci andrei piu’ cauto perche’ in realta’, a mio parere, ma il discorso si farebbe molto lungo, questi concetti che hai citato hanno anche il loro rovescio della medaglia, anche se oggi vengono esaltati dalla cultura dominante (che guarda caso e’ appunto liberale e liberista, modernizzatrice e “meritocratica”).
Punti di vista. Ci torneremo. Per ora ti invito ad un maggior spirito di tolleranza. E ammetterai che e’ singolare che sia (anche) un marxista, seppur come ripeto, non ortodosso, a dovertelo dire (a proposito, ti eri dimenticato di quell’anche…:-) )
Fabrizio
Trovo le perentorie e liquidatorie affermazioni di AL farraginose e contraddittorie. Una matassa con decine di bandoli. Perciò non mi ci impiglio.
Siamo questo, siamo quello… non va bene niente. Amen.
Leo.
>
I cattolici ci hanno fregati con la storia dell’uomo che deve lavorare e la donna deve stare a casa e
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Ma le cose sono andate in quel modo in ogni parte del mondo e sotto ogni religione. E ancora è così dove non è arrivata la società industriale. Quando questa arriva, le DD escono di casa e quasi smettono di fare figli. Ovunque. Anche e soprattutto nei paesi cattolici (e ortodossi).
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“Andate e moltiplicatevi…” …lo hanno fatto tutti i popoli di tutte le religioni. Anzi si sono moltiplicati di più quelli di culture non cristiane.
“Partorirai nel dolore…” ma anche le islamiche, le indù, le confuciane …hanno partorito nel dolore.
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Ci torno.
RDV
Fabrizio, perdonami se te lo faccio notare, ma credo tu sia un po’ troppo tollerante nei confronti di Al2011, ovvero di un uomo non solo ultra-ideologizzato, ma anche presuntuoso e arrogante, che teorizza mondi che possono esistere solo nella sua mente.
Per esempio, pur non essendo neanche io un cattolico (perciò non parlo per partito preso), sono sicuro che il suddetto non si permetterebbe mai di usare certi toni nei confronti di ipotetici utenti islamici e pertanto si guarderebbe bene dal criticare nella stessa maniera il mondo musulmano e le sue usanze…
Quello che voglio dirti è che a differenza di te, questo Al2011 non mi piace neanche un po’, anche perché sono straconvinto del fatto che consideri tutti noi dei poveri “ottusi sfigati”, anche se si guarda bene dallo scriverlo.
I cattolici ci hanno fregati con la storia dell’uomo che deve lavorare e la donna deve stare a casa e partorire, in più, per tutta la vita, senza possibilità di divorziare. Quindi sopportare certe mogli aguzzine e negriere senza via di scampo, che poi sotterrano il marito morto di infarto ad appena 60 anni, beccandosi la pensione di lui. [Leonardo]
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Leonardo, tu sei sempre esagerato, sia nei toni che nella tendenza a decontestualizzare i fatti.
Noto che pure te sei ossessionato dai cattolici e per certi versi sei speculare alle femministe, le quali, come chiunque di noi sa, tendono a colpevolizzare l’intera umanità maschile assolvendo nel contempo tutte le donne. Tu fai il contrario: le donne tutte aguzzine e negriere e gli uomini tutte vittime.
Ma basta, per favore!
@Fabrizio
Guarda che io ero entrato qui solo per parlare del “sesso ludico”, e commentare quel che aveva scritto Paolo Barnard (che condivido).
Lungi da me proporre come “sole dell’avvenire”i valori culturali su cui sono state costruite (pur con tutti i loro difetti) tante altre società e nazioni europee . Vi dico solo: andate in altre nazioni europee (non nell’isola che non c’è) e troverete che magari certe cose funzionano molto meglio dell’Italia (altre no), perchè la mentalità non è quella catto-comunista, ovvero buonista, assistenzialista, ipocrita, sempre pronta a punire chi lavora e crea lavoro, ricchezza e innovazione, e a tutelare privilegiati con tessere e sindacati, o clientele, grandi carrozzoni di stato, ecc.
Lasciamo stare Gesù Cristo e le chiese e il paragone con Marx e i suoi epigoni, fino a Pol Pot, per carità!
Ma la realtà è che, mentre il resto d’Europa – che è decisamente più laico dell’Italia, Spagna compresa – si è prontamente liberata da almeno 20 anni dalle tragiche utopie marxiste, solo in Italia ci sono ancora partiti, intellettuali, tesi scolastici, ecc., che considerano il pensiero di Marx il pilastro culturale e politico imprescindibile, anzichè un relitto storico.
Fino al punto di arrivare ad odiare visceralmente Berlusconi (che pure è un politico come tanti, da laico dico che è solo un democristiano con molto carisma mediatico, e poco più) per il solo fatto di essere un “imprenditore” (e come tale per definizione cattivo e pericoloso, in ossequio ai dogmi putrescenti marxiani), senza capire la contraddizione e il ridicolo (lo ammetteva anche Massimo Cacciari, che senz’altro sa usare la sua testa!) di avere adesso al governo un tecnocrate amico di banchieri servi delle multinazionali e della grande finanza e speculatori, che dal 2008 hanno impoverito mezzo mondo, senza pagare mai, ed anzi essendo saldamente al potere, come i supermanagers che mandano in rovina le aziende, e se ne vanno con mega-liquidazioni.
La cultura politica italiana è provincialotta e imbevuta di dogmi cari alle anime belle di sinistra.
Ridicolo poi che un presidente della Repubblica “ex” comunista, quei comunisti che 35-40 anni fa la menavano col rischio dei golpe, di Pinochet, ecc., ora dia il potere ad un governo non eletto, di tecnocrati ammanicati coi banchieri!
ah ah ah!
Ripeto, il buon Cacciari lo ha capito da un pezzo, quando ieri si è messo a ridere vedendo che la sinistra italiana (ossessionata da Berlusconi da 17 anni!) è talmente provincialotta e fuori dal mondo da non capire che dietro la speculazione sui bund-btp ci sono Goldman Sachs (di cui Monti è consigliere), la grande finanza mondiale, gli euroburocrati e le eurolobbies, ecc., altro che i poveri governicchi nazionali, che manco possono più far stampare la moneta!
A questo d’altra parte conduce il fallimentare pensiero marxista di cui è impregnata la cultura politica italiana, e solo italiana!
Ma per non divagare troppo…
Non ho problemi a riconoscere che l’errore è stato mio.
Mi sono sbagliato.
Credevo – leggendo la citazione dell’articolo di Paolo Barnard – che questo gruppo e associazione culturale promuovessero un pensiero un pochino più moderno e innovativo, quanto a rapporti tra uomini e donne.
Tanto per cominciare, questo blog è quasi interamente frequentato da soli uomini.
E già questo è triste e sbagliato, secondo il mio modesto parere.
Non si combattono gli eccessi e le degenerazioni di 35 anni di culturame femminista, creando gruppi di uomini “anti-femministi”.
Non si ottiene nulla con la guerra dei sessi, o con la contrapposizione frontale alle femministe, che peraltro manco ci sono più, oggi il femminismo non è nemmeno un’ideologia militante, ma piuttosto una cultura diffusa.
Semmai sarebbe utile avere uomini e DONNE beta, interessate a stabilire relazioni pacifiche, distese (anche in orizzontale, perchè no? ah ah ah!), positive , di scambio, dialogo, confronto, ma costruttive, non avvelenate o rancorose.
Se invece il leitmotiv in questo blog è quello per cui le donne sono così irrimediabilmente diverse dall’uomo, e la colpa è solo delle donne, mi spiace ma così non andiamo da nessuna parte.
Semmai sarebbe utile avere uomini e DONNE beta, interessate a stabilire relazioni pacifiche, distese (anche in orizzontale, perchè no? ah ah ah!)
… in ogni caso, Al, temo che tu non abbia le carte in regola per entrare nella sezione Umorismo…
Ma concordo che il rischio di creare gruppi di uomini anti-femministi, forse, esiste. Perché esiste un legittimo bisogno di spazi in cui sfogarsi, come scriveva Fabrizio qualche thread fa.
Al, ma di che parli? ripeto quello che ho scritto.
“Aborto libero, pillola del giorno dopo,. fecondazione artificiale a gogò, embrioni umani da usare o da buttare, adozione per single, matrimoni gay (?), eutanasia”.
E ripeto la domanda: è vero o no che questo programma è stato fatto proprio dal femminismo?
Che poi sia un femminismo lesbico o etero che importa?
Seconda domanda: che c’entrano quei temi con il sesso ludico? Nulla, evidentemente. Ma non io, tu li hai associati.
Su Marx e il marxismo. Sono stato marxista e mangiapreti. Non sono più nessuna delle due cose, il che non mi impedisce di ragionarci sopra, sul marxismo e sui preti, senza sentire il bisogno di rinnegare tutto senza se e senza ma, e di sposare tout court le simmetriche posizioni contrarie.
L’analisi marxiana del funzionamento della società capitalistica è tutt’altro che putridume inutile. Anzi spesso è stata anticipatrice in modo quasi profetico delle tendenze del post-capitalismo moderno, finanziario e astratto anzichè industriale e concreto. Quello che secondo me è sbagliato nel marxismo è la soteriologia, la teoria della salvezza umana tramite il proletariato, la classe universale portatrice in quanto tale della libertà per tutta l’umanità. Il problema è che quando non si è capaci di confrontarsi con i limiti della condizione umana, si cerca sempre una salvezza che faccia fiorire il paradiso in terra. Caduta l’illusione che fosse il proletariato quell’elemento liberatore, ecco che è subito spuntato il genere femminile a sostituirlo. E come prima il proletario aveva sempre ragione perchè era dalla parte della storia, oggi il concetto è stato trasferito pari pari sulla donna. Non c’è nulla da fare. L’umanità è sempre alla ricerca di senso, e il disagio esistenziale che vive la porta di volta in volta a partire per la tangente immaginandosi improbabili paradisi in terra. Ritengo che anche quando si tende ad assolutizzare il concetto di sesso ludico e giocoso e spontaneo, senza considerare le diverse pulsioni che del sesso fanno parte, si scivoli nella stessa direzione. Magari, ma nell’essere umano il conflitto è costitutivo, impossibile a eliminarsi. Quello che possiamo fare è cercare di non renderlo distruttivo, smettendo di credere ai paradisi realizzati che, detto per inciso, assomigliano molto alla voglia di regressione verso la perfetta fusionalità del feto con la madre. Gli uomini adulti e autonomi si confrontano con la realtà, non fuggono in paradisi onirici.
In ogni caso rimane assolutamente vero che è questa società del capitale che conferma, anzi lo porta al massimo, il concetto marxiano di alienazione e di reificazione.
Sui preti. Non sono più, dicevo, un mangiapreti, il che non mi impedisce di riconoscere che la Chiesa è stata sessuofobica, che c’è stata e in parte c’è tutt’ora una pericolosa commistione col potere, e tutte le altre magagne di cui si parla spesso. Ma rimane vero che la chiesa ha tenuti fermi alcuni capisaldi antropologici in cui non esito a riconoscermi, come ad esempio la difesa della dignità e della libertà di ogni persona umana dal concepimento alla morte, che ritengo la sola declinazione di umanesimo capace di avvicinarsi anche alla giustizia sociale possibile senza tarpare le ali alla creatività dell’individuo, e contemporaneamente sottrarre al dominio del capitale i momenti fondamentali della vita di ciascuno, la nascita e la morte. Perchè è innegabile che con fecondazione artificiale, clonazione, eutanasia, anche quei momenti, anche quel campo ricada sotto il dominio del capitale e venga così inserito nel circuito della sua riproduzione allargata. Lo hanno capito gente come Tronti e Barcellona, non lo hanno capito il resto delle sinistre progressiste e antagoniste, e neanche le destre moderniste, scientiste e laiciste.
Questa è la vera posta in gioco, enorme. Di fronte alla quale attardarsi in recriminazione (magari anche giuste) contro la Chiesa, confondere la validità di certi principi coi limiti, la fragilità, e le debolezze umane, è davvero riduttivo. Allo stesso modo è riduttivo e sbagliato confondere le immani tragedie del comunismo con alcune intuizioni di Marx e prendere le prime a pretesto per delegittimare anche le seconde. Non è un modo laico di ragionare, e soprattutto non è il modo migliore per cercare non LA VERITA’ e LA FELICITA’, ma una direzione di ricerca e di orientamento plausibili.
armando
Al2011
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Guarda che io ero entrato qui solo per parlare del “sesso ludico”,
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S’era capito, infatti degli altri argomenti, tipo quello dei morti sul posto di lavoro, non te ne frega assolutamente nulla.
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Al2011
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Non si ottiene nulla con la guerra dei sessi, o con la contrapposizione frontale alle femministe,
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Vallo a spiegare a quelle decerebrate che hanno promosso tale guerra, non a noi.
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Al2011
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oggi il femminismo non è nemmeno un’ideologia militante, ma piuttosto una cultura diffusa.
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Lo sappiamo, pensa che un uomo che scrive in questo blog ci ha pure scritto un libro, oltre sette anni fa.
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Al2011
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Se invece il leitmotiv in questo blog è quello per cui le donne sono così irrimediabilmente diverse dall’uomo, e la colpa è solo delle donne,
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Le donne sono diverse, più che sicuro, se così non fosse non staremmo qui a scrivere fiumi di parole e soprattutto non bisognerebbe “forzarle” a fare quello che per noi uomini è naturalissimo fare.
Certo, in tutto questo c’entra molto anche la cultura dominante, e chi lo nega? Ma pensare e propagandare la tesi che sia solo dovuto alla società e all’educazione ricevuta è veramente ridicolo, perché noi esseri umani ci portiamo dietro una storia evolutiva lunga milioni di anni, che per forza di cose ha plasmato la nostra mente e la nostra sessualità.
Pertanto non bastano certamente delle “operazioni culturali” decennali a modificare radicalmente e bruscamente quel passato.
Sennò, figurati… stai a vedere se a me non piacerebbe relazionarmi con delle femmine in grado di vivere la sessualità in maniera diversa e senza tante seghe mentali, senza doverle stare a corteggiare ogni volta, a pagargli cene e regali, solo per farci una cazzo di scopata, che per me (e non solo per me) equivale al mangiare e bere. Sapessi quante volte mi sarebbe piaciuto essere “rimorchiato” da qualcuna… Ma siccome per tutta una serie di motivi, sia naturali che culturali, questo non è possibile, a quel punto è molto meglio scopare la rumena fica di turno. Perlomeno non devo starmi a rompere le palle ogni volta.
Ah, per tua informazione sono stato pure fidanzato, ed ho avuto numerose brevi relazioni (sudate) con donne più adulte (all’anagrafe…) di me, sia separate che divorziate.
(Ho quasi 32 anni).
sergio:
Leonardo, tu sei sempre esagerato, sia nei toni che nella tendenza a decontestualizzare i fatti.
Noto che pure te sei ossessionato dai cattolici e per certi versi sei speculare alle femministe, le quali, come chiunque di noi sa, tendono a colpevolizzare l’intera umanità maschile assolvendo nel contempo tutte le donne. Tu fai il contrario: le donne tutte aguzzine e negriere e gli uomini tutte vittime.
Ma basta, per favore!
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Io sono nato e cresciuto in Italia e da bambino sono stato indrottinato dalla religione cattolica, cosa che non ho chieto io. Detto questo, detesto tutte le religioni e sopratutto gli islamici per via del loro estremismo.
Sì, sono esagerato. Siamo su una palla che ruota attorno ad un’altra palla di fuoco, sperduti nell’universo. Siamo nati indifesi ed in balia completa degli eventi: Un poppante cosa può fare se un adulto vuole sbatterlo in faccia al muro? Perché ci ripugna la pedofilia?
La razza umana è nata completamente ignorante su come è fatta la terra, l’universo, della sua condizione umana e del proprio corpo (Leonardo Da Vinci sezionava i cadaveri e studiava l’anatomia, lasciandoci i sui studi disegnati) Non è esageratamente malefico tutto ciò?
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Rino:
cattolici ci hanno fregati con la storia dell’uomo che deve lavorare e la donna deve stare a casa e
>
Ma le cose sono andate in quel modo in ogni parte del mondo e sotto ogni religione.
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La natura è quella che è, e a me fa schifo, come pure le religioni che nascono dalle menti umane. Ma se qui vogliamo il sesso ludico, bisognerà pure contestare queste religioni e leggi che favoriscono il dono maschile e sopratutto l’egoismo femminile.
@dia
guarda, per battere in umorismo i personaggi che scrivono qui, credo che anche Morticia Addams, o Sergio Endrigo, sarebbero più che sufficienti!
Una risposta a Cesare, che se la prendeva sopra con “i protestanti”, e scriveva che i cattolici “non si sono mai sognati di trasferire il sesso nel codice penale”
ahahahah.
ahahahhah
ahahhahhahah
Sì, è vero come umorista questo li batte tutti!!!
E il reato di “adulterio” (presente nel codice fino a pochi decenni fa, e per cui Coppi fu condannato, e la sua convivente arrestata?) secondo te chi lo aveva voluto?
E le coppie di conviventi additate come “pubblici concubini” dal vescovo di Firenze, negli anni ’50?
E il “delitto d’onore”, secondo cui un uomo tradito dalla moglie la poteva accoppare, cavandosela con pochi anni, mentre se lei lo avesse fatto non succedeva nulla, da quante dozzine di governi dc è stato lasciato nel codice penale?
Nel 1973, ero un ragazzino, un’insegnante nella mia scuola media venne denunciata dal prete solo perchè aveva tenuto un corso di educazione sessuale.
Ah ah ah, è vero dia, io non posso competere con uno come Cesare in quanto a battute da far scompiscerare!!
Infine, un’osservazione a Sergio.
Tra i motivi per cui detesto la sinistra italiana e il pensiero marxista, c’è anche quello per cui sono tolleranti con gli islamici, anche quando massacrano le donne che seguono i costumi occidentali.
Hai sbagliato obiettivo, con me.
AL2011
Il tuo odio contro il Xmo ti rende tanto cieco da fare affermazioni tali da renderti illeggibile.
>
E il reato di “adulterio” (presente nel codice fino a pochi decenni fa, e per cui Coppi fu condannato, e la sua convivente arrestata?) secondo te chi lo aveva voluto?
>
Il reato di adulterio è esistito ovunque e sempre. Diversamente valutato e diversamente punito, è esistito anche presso tribù di cacciatori-raccoglitori.
E anche là le DD partorivano con dolore… Etc etc.
Sei sicuro che la tua conoscenza della storia, del diritto comparato, dell’etica comparata, della storia delle religioni, dell’antropologia, dell’etnografia, della psicologia sociale, dell’etologia umana etc etc. siano tali da permetterti di fare simili affermazioni?
Da consentirti tanta sicumera?
Non ti sarebbe più confacente un approccio moderato e dubitativo?
Adottalo, non hai che da guadagnarci.
RDV
@Daniele
se vuoi possiamo parlare anche di morti sul lavoro, mafia, disoccupazione, immigrazione, integrazione, ecc., ma non vedo perchè ne dovrei per forza parlare con te, o con altri e proprio su questo sito e in questa sede.
Abbi un po’ di rispetto per gli altri, e non arrivare a conclusioni affrettate. Che ne sai tu che non mi sia occupato (anche professionalmente) di infortuni sul lavoro?
@ Sergio
a un certo punto sopra hai scritto
quote”
questo Al2011 non mi piace neanche un po’, anche perché sono straconvinto del fatto che consideri tutti noi dei poveri “ottusi sfigati”, anche se si guarda bene dallo scriverlo”
unquote
Eh eh eh, sei un grande, questa sì che è una fantastica : “accusatio non petita”! un assist clamoroso!
Veramente io non l’ho detto, ma se sei tu a pensarlo, ok, si vede che sarà così! ah ah ah.
No, adesso ho capito cosa non va in questa impostazione (di questo sito e movimento)
Qui siamo a livello dello spogliatoio maschile, della squadra di calcio, del club per soli uomini, ecc., dove gli aderenti formano un club esclusivo, che se le suona e se le canta, e dove alla fine fioriscono i “miti” e le deformazioni della realtà.
In questo caso il “mito” è quello delle “femministe”, che molti qui identificano ormai con qualsiasi donna, ormai vista in modo minaccioso e ostile.
Non è così, e ci tengo a dirlo.
Il problema maggiore in Italia -diciamocelo! – non è che le donne siano così “irraggiungibili” da giustificare l’andare a puttane (che è una schifezza), nè che siano tutte o quasi ostili e rancorose col genere maschile.
Questo purtroppo avete finito per pensarlo voi, anche perchè in questo blog poi le donne scappano, non esiste quasi alcun confronto con loro, e c’è una cupezza e pesantezza esagerata.
Io ho letto un intervento sopra di una forumista marchigiana (mi pare Maria) che diceva giustamente che poi, anche nel suo ambiente, le capitava di vedere persone di ogni tipo e condizione che instauravano rapporti di ogni tipo (dal sesso occasionale, alla “trombamicizia”, al fidanzamento, alla convivenza, al matrimonio, ecc.). E non erano divi, o veline, o “VIP”, erano operai, impiegati, studenti, ecc.
No, il problema di oggi, semmai, è che sia uomini che donne sono molto più viziati ed individualisti di 30-40-50 anni fa, quindi sia per uomini che per donne è più facile cadere vittima di modelli mercificati(l’uomo “importante” che ti dà vantaggi sul lavoro, la bella gnocca più giovane di 20-30 anni, ecc.).
Ed era a quello a cui mi riferivo citando il film “Pretty woman2 e quel modello.
Ma per il resto, non vedo la ragione per cui si debba instaurare un tipo di rapporto con le donne in cui – come si fa qui – le si debba vedere come minacciose che stanno lì solo a cercare di castrare l’uomo.
Perchè è vero che se andate in un certo ambiente, magari trovate un bel po’ di stronze che se la tirano, e trattano gli uomini come zerbini.
Ma – come ha giustamente fatto notare anche Maria – per una stronza che ce l’ha con gli uomini, ne trovate magari un’altra (anche bella, ma voi credete che le donne belle non abbiano problemi? Io a 26 anni avevo una fidanzata bella, e aveva mille insicurezze e bisogno di rassicurazioni) che invece in quel momento sta cercando un uomo, magari senza necessariamente pensare al “Brad Pitt” (anche se ce ne sono tante così)
E poi, chiariamoci un po’ con questo concetto di “sesso ludico”.
Ciascuno può pensarlo come vuole. Magari per uno è “sesso ludico” quando ci esci due-tre volte e lei ci sta una volta e poi basta, per un altro lo è se, dopo aver passato 2-3 mesi a correrle dietro (magari solo perchè all’inizio non è così facile capirsi e c’è diffidenza) poi lei diventa disponibilissima solo con te, per mesi e mesi.
Ma quello che però mi pare chiaro è che, con questa pesantezza, sfido che poi le donne scappino da questo blog.
Siete voi che sbagliate, perchè uno che di donne se ne intende sicuramente, il “Califfo”, alias Franco Califano, ha detto giustamente che con le donne non valgono le teorie, le teorie magari servono al politico, o al sociologo, poi ogni donna è diversa dalle altre, come ogni uomo e diverso dagli altri.
E ogni donna ha esigenze, aspettative, desideri, che un uomo dovrebbe capire.
Poi non puoi piacere a tutte le donne (ridicoli quei libri che vorrebbero insegnare “l’arte della seduzione), ma nemmeno pensare che tutte le donne siano lì ad aspettare di incasinare gli uomini.
Insomma, Sergio, un po’ hai ragione, la parola “sfigato” non dovrebbe significare “sfortunato, poco attraente”, ma letteralmente “senza donne” (= senza una figa accanto).
E allora, a me pare che qui un po’ troppi uomini stiano usando il pretesto della “cattiveria” e scarsa disponibilità delle donne di oggi (poche o tante), come alibi per adagiarsi nei loro problemi e nelle loro incrostazioni, e mettersi l’etichetta mentale di “sfigati”.
Mi viene in mente una storia, di un noto attore inglese come Peter Sellers, che diceva che lui aveva avuto molte donne (anche senza essere mai stato bello) anche quando era povero e sconosciuto, perchè ci sapeva fare e aveva fascino.
Ho sentito una storia analoga a proposito di John Kennedy.
Lui da giovane era sicuramente ricco e piacente, ma un giorno un suo amico “sfigato” gli disse che lui rimorchiava solo perchè era ricco e usciva con le belle auto.
Allora si scambiarono i ruoli: Kennedy prestò l’auto bella al suo amico, e uscirono insieme scambiandosi anche i nomi ad un appuntamento al buio (lei sapeva che Kennedy era “il figlio dell’ambasciatore, ma non l’aveva mai visto prima).
Ma anche così, l’amico che ora aveva l’auto di lusso, e il nome Kennedy sa spendere, NON rimorchiava, la ragazza con cui avevano appuntamento poi si rivolse a Kennedy, e snobbò l’amico con l’auto di lusso.
Insomma, che oggi ci siano donne che se la tirano, che cercano il riccone, quelle che detestano gli uomini, le pallose, le post-femministe, i padri separati che dormono in auto, o mangiano alle mense Caritas, però non mi pare che ciò giustifichi nè l’andare a puttane, nè il formare movimenti di soli uomini in contrapposizione alle donne.
Sapeste quante ne incontro, di donne che NON amano affatto le altre donne, sul lavoro e non solo, e si trovano meglio con gli uomini.
Oggi uomini e donne, a differenza di 30-40-50 anni fa, hanno comportamenti, interessi, lavori, ecc., molto più simili, quindi hanno 100 volte più possibilità di dialogare, se sono intelligenti e non infantili.
Poi, fate pure come volete…il mondo è bello perchè è vario.
Saluti a tutti.
Vedo ora che Al2011 non solo odia il Xmo, ma anche i comunisti e Marx. O meglio i “comunisti” e “Marx”. I “comunisti” nella versione post-comunista (=tutti gli oppositori dell’ex capo del goevrno) e “Marx” di cui ovviamente non ha letto una riga.
E imparo che l’ex capo del governo è nemico del capitalismo mentre i suoi nemici “comunisti” sono amici dei banchieri.
E’ passata una settimana da che l’ex capo del governo ha mollato momentaneamente la presa affinché altri facessero il lavoro sporco (con il consenso dei “comunisti”) e già si vede che si presenta come paladino dei turlupinati, difensore della sovranità nazionale (che non esiste dalla guerra di Grecia) nemico delle caste, dei Poteri Forti (e infatti chissenefrega infatti dei poteri deboli…) della finanza internazionale, dello strozzinaggio mondiale sui debiti nazionali (creati dalla banda del buco che inizia con il suo amico Craxi nel 1982 – debito al 60% ora al 120) . Un paladino dei disoccupati (“Senza lavoro? Che si diano da fare” disse un anno fa, insomma “Che mangino brioches”)) etc. etc. Cosa poi l’ex C.d.G. abbia fatto per contrastare il femdominismo è noto a tutti noi. Ma ovviamente non a te.
.
Questa è la prima volta in 14 anni che mi permetto di parlare di politica in uno spazio del Momas.
Regola che io ho sempre rispettato.
Ma leggere qui il peana – indiretto – ad uno dei responsabili del disastro imminente, ad uno che per giunta ha pestato sugli uomini e sugli uomini di basso rango più di molti altri, mi impone questa eccezione.
.
A tutto c’è un limite.
RDV
@ Al2011
Per interloquire produttivamente con altre persone, vieppiù se sconosciute, bisognerebbe imparare a mettersi nei panni dell’altro/a, comprendere che nessuno ha la verità assoluta, ma che ognuno potrebbe custodirne un frammento.
Io la chiamo empatia e guarda caso è una caratteristica che molte ritengono precipua del loro sesso, cosa che a me fa molto ridere.
Però nel tuo caso ci hanno azzeccato in pieno.
Al: Tra i motivi per cui detesto la sinistra italiana e il pensiero marxista, c’è anche quello per cui sono tolleranti con gli islamici, anche quando massacrano le donne che seguono i costumi occidentali
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Scusami, tu detesti chi manifesta tolleranza religiosa? Sul fatto che la sinistra italiana sia tollerante verso le violenze sulle donne islamiche quando a commetterle sarebbe una persona di relgione islamica, sei davvero fuori strada. La sinistra italiana ha appoggiato una guerra, quella in Afghanistan, uno dei crimini più orrendi degli ultimi anni, per porre fine proprio alle violenze contro le donne del luogo, a volte vere a volte no.
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Tanto per cominciare, questo blog è quasi interamente frequentato da soli uomini.
E già questo è triste e sbagliato, secondo il mio modesto parere.
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Questo non è certamente imputabile ai frequentatori del sito-blog. Se le donne non sono interessate a confrontarsi in maniera aperta e scevra di pregiudizi su questi argomenti, non ci possiamo far nulla.
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Non si combattono gli eccessi e le degenerazioni di 35 anni di culturame femminista, creando gruppi di uomini “anti-femministi”.
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Va bene, e invece in che modo si dovrebbe procedere secondo te?
Tu stesso hai parlato spesso delle donne italiane come di una “profonda delusione”. Sai che anche questa è un’affermazione profondamente anti-femminista?
X Al2011
1) Bravo, continua pure a ridere, se questo ti fa stare meglio.
2)Per quanto mi riguarda non credo affatto che “tutte le donne” siano minacciose e ostili. Di certo, però, non sono nemmeno tanto “simpatiche e disponibili”, parlando sempre a livello generale. Perciò non sei certamente te a dovermi dire che “Non è così, e ci tengo a dirlo.” Scendi dal piedistallo.
3) Io non sono qui per “conoscere delle donne”, anzi, non me ne frega assolutamente niente.
Io sono qui solo per dire la mia in merito a certe questioni. Punto.
4) Uno che parte dal presupposto che debbano essere sempre gli uomini a “capire le donne” – quindi a “saperci fare” – e prende come metro di riferimento un dinosauro come Califano, psicologicamente schiavo delle donne, mi ha già detto tutto di sé.
5) Non vado a puttane, benché in passato ci sia stato qualche volta (per ragioni che non devo certamente spiegare a te), perché ho serie difficoltà a farmelo venire duro. Nonostante ciò non derido né disprezzo – come fai tu – quelli che per vari motivi le frequentano.
In questo ha perfettamente ragione Luigi quando afferma che l’empatia non è certamente una tua qualità, come non lo è da parte di tanti altri uomini nei confronti degli altri uomini (ed anche questo è stato più volte evidenziato in passato dai “vecchi” del momas).
AI2011
Il mio riferimento è alla concezione cristiano/cattolica secondo cui non è compito di Dio comminare la galera, da cui deriva anche che la violazione della norma sessuale è ascritta alla categoria del peccato ovvero della violazione interiore della norma e alla riparazione interiore. Le applicazioni storiche in contrario a mio parere appartengono a quello che di volta in volta e in modo diverso le esigenze della “città degli uomini” hanno richiesto e imposto e alcuni cattolici a loro modo interpretato. Non entro pertanto nel merito delle scelte che nel secolo scorso hanno caratterizzato le scelte legislative della DC anche se penso comunque si possa fare una differenza tra il sesso e il matrimonio: è una istituzione come le altre le cui regole sono secondo i tempi variamente cogenti.
In ogni caso qui scrivo e leggo per chiarirmi le idee il che significa che considero questo spazio un momento di collaborazione e proprio a tale fine. Quanto al farti ridere, ridere fa bene e vista la condizione maschile oggi è un privilegio.
Se c’è una cosa da rispettare è la diversità, senza che uno imponga la propria veduta del mondo sugli altri, per questo al mondo non c’è mai stata pace. Ma se bisogna andare contro le donne e il pensiero dominante lo si fa, rispettando l volere di tutti: chi la vuole rossa, chi la vuole mora, chi la vuole racchia, chi la vuole mantenere, chi vuol farsi mantenere (questa la vedo dura). I gusti sessuali e le ideologie sono infiniti. La religione non li ammette perché vuole un unica verità, cosi come le femministe; ed è guerra.
Amen
Questo 3D si titola ” Sono andato a puttane” perciò il post che invio è fuori tema. Tuttavia lo invio prendendo la palla al balzo dalle affermazioni in toto politiche di AL2011.
L’ho scritto forse un anno fa. Non tratto di QM ma attiene al tema sollevato dal citato AL2011: la finanza internazionale, il debito pubblico e i responsabili (sul versante interno) Ovviamente i numeri sono cambiati: in peggio.
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Come costruire un disastro.
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Per quel che vale, esprimo una mia valutazione su Bettino Craxi che in sintesi è estremamente negativa, direi liquidatoria. Ciò non sulla base dei miei principi (sarebbe assurdo farlo) ma dei suoi, espliciti e impliciti.
Era socialista, nel senso che aveva la tessera di quel partito e ne fu capo. Socialista a parole. Ora, da un socialista non ci si aspetta(va) certamente la Rivoluzione Proletaria o …l’adesione al Patto di Varsavia (e nemmeno la semplice uscita dalla Nato). Ci si poteva/doveva attendere una pratica riformista di tipo socialdemocratico. Bene, mi si indichi una sola scelta politica reale (non verbale, reale) che egli abbia fatto in quella direzione. Cosa ha fatto Craxi per le masse, o almeno per i ceti medio bassi (sua dichiarata, ma in sostanza falsa, base elettorale)? Nulla. Era un “decisionista” ma cosa ha deciso di “socialista”, ossia di socialdemocratico? Assolutamente nulla. Peggio. Valga questo esempio.
Un giornalista gli chiese: “Come mai le vittime dei pirati della strada non ottengono risarcimenti?” “Ci siamo dimenticati di provvedervi in sede legislativa”. Niente male per un “socialista”. Il quale però non “dimenticava” di andare a cena ad Arcore quasi ogni lunedì, né “dimenticò” di rientrare precipitosamente in Italia per firmare una decreto illegale a salvataggio di Rete4 etc.. “Dimenticò” invece sempre di pagare una cena a qualche muratore, benché all’epoca nei cantieri ci fossero ancora operai con la tessera del suo partito e qualche vedova (di muratore) che ostinatamente votava per gli eredi della “Spiga” (come richiesto dal defunto).
Fu all’epoca dei suoi governi (e del CAF) che il debito pubblico italiano balzò dal 60% a quasi il 100% del Pil, cosa significhi questo forse non è chiaro. Significa che ogni anno 150.000.000.000.000 di lire devono essere pagati in interessi. Capiamoci: non per reintegrare il debito in scadenza (che ammonta a tre milioni e mezzo di miliardi e che non verrà pagato mai), ma solo per gli interessi. Stiamo parlando di oltre 3.000 euro l’anno per famiglia, da gettare nel nulla (nelle casse delle società finanziarie globalizzate) per sempre. Se va bene. Se invece va male sarà la zavorra che porterà il paese al disastro (perché l’Italia non la può “salvare” nessuno). Ciò dipende ovviamente da varie cose, ma soprattutto dalle scelte di Gold-sachs, S&P, Moody’s, Soros e compagnia bella. Resta il fatto che ca. il 17% delle imposte se ne va in fumo. E così sarà con qualsiasi governo che …non riesca a portare l’Italia su un’altra galassia. Certo, si tratta di effetti di una politica generale, di cui molti sono stati responsabili, ma Craxi più di altri, se è vero che fu il politico più influente degli anni ’80 “il decisionista”. Così, mentre il suo socio Cirino Pomicino (lo “sportello Pomicino”) liquefaceva le casse pubbliche a carico delle generazioni future (oggi viventi) egli proclamava “La barca va!” Certo, ogni padre di famiglia può far andare la barca a gran velocità con quel sistema (andando dalla banca B a chiedere soldi per pagare gli interessi alla banca A). Quando ci si chiede perché altrove ci siano risorse che qui mancano (per sanità, ricerca, scuole, strade, ospedali etc.) la causa fondamentale è in quella politica folle, di pura demagogia, di perfetta irresponsabilità: una politica demenziale che ha dilapidato una fetta enorme del futuro delle nuove generazioni. Cioè del presente. Zavorra senza rimedio con qualsiasi governo, con qualsiasi politica futura, perché – finché l’Italia resta sul pianeta Terra – gli interessi dovranno essere pagati. Anche col governo …Vendola.
E’ troppo dire che si è trattato di una politica criminale? Andavo alle elementari quando l’Italia era povera, ma la carta igienica c’era e le supplenti venivano pagate (avevano anche le ferie). Adesso l’Italia è ricca, ma la carta igienica la devono portare da casa e le supplenti sono pagate per 3 mesi su 6 (e senza ferie). Certo, i motivi sono molti, ma quello è primario.
In quanto socialista egli avrebbe dovuto togliere qualcosa a chi ha di più per dare a chi ha di meno (o sbaglio?). Invece – ad es. – ha mantenuto e incrementato i privilegi delle dipendenti pubbliche della classe media con la folle politica delle baby-pensioni, di cui ovviamente hanno goduto (e godono per sempre) quelle che poterono scegliere: non la bidella moglie del manovale precario, ma la maestra moglie del prof, la professoressa moglie del medico, l’impiegata moglie del commerciante, la dirigentina moglie dell’imprenditore. E i muratori? Perché non abolire le pensioni baby alle impiegate per anticipare e aumentare quelle dei muratori? Beh, non pretendiamo che un socialista si occupi degli operai.
La celebrata “autonomia” dal PCI. Un tema politico (meglio dire: propagandistico) privilegiato di Craxi fu quello della c.d. “autonomia” dal PCI nel senso che prima di lui il PSI ne sarebbe stato subalterno e ne avrebbe subìto l’egemonia. Sul piano culturale non c’era cmq nulla da fare . La superiorità del PCI qui era fuori discussione (non potevano certo bastargli un Baget-Bozzo e un Ferrara). Sul piano delle scelte reali e delle alleanze governative quella “sudditanza” non aveva cmq impedito al PSI di entrare nei governi DC sin dal 1963. “Autonomia” fu uno slogan che servì solo a mascherare il progressivo abbandono del riferimento ai ceti medio-bassi per seguire (inseguire) il ceto medio “modernizzato”, americaneggiante, quella gens nova che poi sarebbe passata in forze a Forza Italia insieme a tanti leader e intellettuali (Baget-Bozzo e Ferrara etc.).
Non riesco a vedere nulla di socialista in questa “autonomia”. Ci vedo altro.
Sigonella: sì, fu un moto d’orgoglio ed una prova di indipendenza nazionale (mai più vista) e persino sospetta (Almirante ne fu entusiasta). Cmq – con tutti i limiti – fu un fatto positivo di cui dargli atto (se l’indipendenza è un valore…) e di cui oggi gli danno atto tutti (compresi quelli che non hanno nulla da ridire sui meno remoti sequestri operati dalla CIA, né su altre prevaricazioni del Grande Alleato: vedi tragedia del Cermis impunita a priori).
La corruzione e le tangenti furono (e sono) un problema di moralità civica e di efficienza più che economico (giacché alla fine è una girata contabile interna), benché sia stato quello l’inghippo che lo travolse e cmq non esclusiva del PSI, questo è certo.
Lascio stare il “Nuovo concordato” con la demagogica trovata dell’Otto x mille (era molto più serio il sistema precedente) e tutto il resto, politica praticata scavalcando persino la DC con l’introduzione dell’ora di religione nientemeno che alla scuola materna o il tema della c.d. “modernizzazione” (certo, abolì il “Ministero per la Riforma Burocratica”, l’unica riforma che quel ministero fece…) e non parlo della criminosa politica di appoggio alla Cambogia di Pol Pot, dei 4.000 miliardi regalati a Saddam etc.. Tralascio poi i tratti della sua personalità (la prepotenza, l’alterigia, lo sprezzo degli avversari, il narcisismo, il linguaggio volgare) caratteri non irrilevanti in politica, perché la presunzione rende sordi e ciechi e i comportamenti dell’élite sdoganano nella massa modi che dovrebbero essere censurati. Certo egli non fu unico, singolo autore né dello sfascio finanziario, né della volgarizzazione, né fu il padre della demagogia etc. Solo uno dei tanti la cui figura però spicca nel decennio 80-90 come antesignano e profeta. Dopo di lui venne – a perfezionarne e a completarne l’opera – colui al quale egli aprì la strada, da tutti i punti di vista.
Volgarità comprese.
Estate 1980 – dialogo (reale) tra due socialisti ai tavoli del “Caffé Deon”.
“Craxi è l’uomo che ha trasformato il PSI da partito che sapeva dove andare ma non andava da nessuna parte, in un partito che va …non si sa dove…”
“…è questo che preocccupa…”
Ora riposa in terra d’Africa: parce subjectis…
Ma la sua eredità è viva. E’ intorno a noi e lo sarà per un’intera nuova generazione.
Tracotanza inclusa.
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RDV
Al2011
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ne trovate magari un’altra (anche bella, ma voi credete che le donne belle non abbiano problemi? Io a 26 anni avevo una fidanzata bella, e aveva mille insicurezze e bisogno di rassicurazioni)
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Ascolta, tu ti atteggi tanto a “maestro di vita” ma in realtà, oltre a contraddirti ad ogni post, scrivi delle cose scontatissime, perché ciascuno di noi sa che le femmine hanno un milione di problemi, di paranoie e di inibizioni, anche se sono delle gran fiche.
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Al2011
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però non mi pare che ciò giustifichi nè l’andare a puttane, nè il formare movimenti di soli uomini in contrapposizione alle donne.
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Prima critichi la femmina media italiana perché se la tira in maniera paurosa e quindi non la dà (perché le rumene, le ucraine, le polacche, le dominicane, le greche, le austriache, ecc, sono facili…?), poi reciti la solita parte del maschio medio italiano che non “è mai stato a puttane”, perché “lui ci sa fare con le donne” e pertanto non ha “bisogno di pagare”, come se una fidanzata, una moglie o una amante fossero gratis e non costassero molto anche e soprattutto a livello
psicologico.
Non sei affatto diverso da qualsiasi altro uomo medio ( altro che “uomo evoluto”…).
Anzi, è anche grazie a quelli che ragionano come te che molti uomini si guardano bene dall’esternare i propri pensieri e le proprie emozioni, perché sanno che sarebbero presi per il culo – quindi derisi – dai propri simili, oltre che dalle femmine.
Riguardo al fatto che esistano dei blog in contrapposizione ad una ideologia dominante (non “contro le donne”… non ci hai capito molto neppure in questo caso, eh?), ossia quella femminista, dov’è il problema? Considerando che sul web ce ne sono centinaia REALMENTE contro gli uomini – e NON solo contro “il maschilismo imperante”…?? – qualcuno dovrà pur farlo, no?
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Al2011
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Sapeste quante ne incontro, di donne che NON amano affatto le altre donne, sul lavoro e non solo, e si trovano meglio con gli uomini.
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Sapessi quanti ne incontro e quanti ne conosco di uomini che NON amano affatto gli altri uomini.
Anzi, costoro disprezzano profondamente i propri simili, verso i quali non provano la minima empatia.
Contrariamente a quanto si crede, un fenomeno analogo NON si riscontra fra le donne, le quali, nonostante tutto, quando c’è da dare addosso agli uomini si compattano immediatamente, mentre quest’ultimi si sfaldano in un secondo e, magari, si massacrano pure di botte.
Al, ci sono molte cose che devi ancora capire, nonostante i tuoi cinquant’anni di vita.
Credimi.
….( che pure è un politico come tanti, da laico dico che è solo un democristiano con molto carisma mediatico, e poco più) …. (Al2011)
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daniele: Sapessi quanti ne incontro e quanti ne conosco di uomini che NON amano affatto gli altri uomini. Anzi, costoro disprezzano profondamente i propri simili, verso i quali non provano la minima empatia.Contrariamente a quanto si crede, un fenomeno analogo NON si riscontra fra le donne..
Ti sbagli. Corrispondo esattamente al ritratto che hai fatto.
Una delle autocritiche ricorrenti delle femministe e delle donne in generale è proprio la difficoltà a fare squadra. Che si traduce, in primis, nel fatto che le donne non votano altre donne, per esempio. (Mi ripeto, forse se n’era già parlato.)
Quando c’è da dare addosso a qualcuno – uomini, donne, leghisti, laici, cattolici o altro bersaglio – ci si compatta sempre. I politici lo sanno e non sono mai a corto di nemici a cui dare addosso. Pensa solo all’uso che la sinistra ha fatto di Berlusconi… C’è da preoccuparsi ora che è rimasta senza.
Caro Al, credo a questo punto che tu ti sia veramente “sbagliato”, per usare le tue stesse parole. Hai letto un paio di articoli di Paolo Barnard, che io condivido in toto, altrimenti non li avrei pubblicati, e che ti hanno depistato (secondo me, in realtà, non hai centrato neanche la filosofia di quegli articoli che è assai diversa dalla tua, diciamo che li hai interpretati pro domo tua), non hai letto null’altro del sito e hai dato fiato (e che fiato!…:-)) ) alle trombe. Poco male. Ci si conosce, si cerca di capire se ci sono quegli elementi necessari per un comune percorso e in caso contrario di ci saluta cordialmente. Credo che forse, quest’ultima, sia la soluzione migliore, non tanto per noi, quanto per te (personalmente non mi crea nessun problema avere nel blog persone che non la pensano nel mio stesso modo, come puoi constatare tu stesso, penso piuttosto che sia tu a mal tollerare chi non la vede come te).
). Tuttavia credo che rimettere mano a determinate questioni, oggi fondamentali, anche ricostruendo un rapporto dialogico con il mondo del cristianesimo sociale, anche (e non solo) per riaprire una discussione su quelle istanze spirituali che pure non possono essere eliminate e sono costitutive del’umano (e che neanche la cultura dei megacenter e degli ipermercati riuscirà ad eliminare) sia di fondamentale importanza.
Per una ragione fondamentale (al di là del modo a dir poco irruento, qualcuno potrebbe definirlo arrogante e saccente, di proporre le tue “verità”). E cioè perché in realtà sei sostanzialmente in sintonia con quel “sistema dominante “che noi (e quando dico noi, mi riferisco in questo caso rigorosamente a Uomini Beta e a coloro che aderiscono formalmente al Movimento, non a questo o quell’amico o utente che intervengono nello spazio dei commenti, come è ad esempio il caso di Armando o altri) critichiamo, democraticamente ma radicalmente, pur senza demonizzarlo, sia chiaro; siamo laici , anche se non “laicisti”, e sappiamo riconoscerne gli aspetti positivi. Anche in questo ci differenziamo da te, sia nel contenuto che nel metodo. Noi non buttiamo nel cesso la cultura liberale e tiriamo la catena, come fai te, mutatis mutandis, nei confronti di quelle cristiana, cattolica e marxista (e socialista pre-craxista), che tu naturalmente mescoli (molto rozzamente, permettimi di fartelo notare) facendo di tutt’erba un fascio e bollandole come “cattocomunismo”, tipica espressione dispregiativa in voga tra i “laicisti-scientisti-modernisti-modernizzatori-meritocratici”, fanatici del pensiero “liberal-liberista e delle sue sorti magnifiche e progressive (tradotto: gli orizzonti sconfinati della crescita illimitata e dello sviluppo capitalistico altrettanto illimitato, finalmente liberato dalla zavorra cattocomunista che fino ad ora gli ha impedito di decollare come avrebbe dovuto e potuto).
Quella stessa zavorra cattocomunista che, oltre ad essere un ostacolo alla “liberalizzazione” del lavoro (leggi precarizzazione, distruzione dello stato sociale e ipergerarchizzazione delle relazioni sociali e anche umane), alla privatizzazione di tutto ciò che è privatizzabile, al trionfo del “merito” (concetto, come abbiamo spiegato tante volte, estremamente controverso e contraddittorio) e all’esaltazione dell’individualismo sfrenato, è anche la sola e unica responsabile di una sessualità non ancora “liberalizzata” e tuttora incatenata a vincoli di natura “cattomoralisteggiante”, se mi passi il termine (se fossimo ancora negli anni ‘40/’50 anziché nel terzo millennio avresti anche ragione ; ti invito, da questo punto di vista, a leggere il nostro Manifesto, sulla homepage, a mia firma, dove descrivo proprio il passaggio dal contesto dominato dalla cultura cattolica a quello dominato dalla ragione strumentale).
Non entro nel merito della tua ideologia (sono fatti tuoi, ovviamente), se non per dirti (è un suggerimento, magari fai pure carriera) che saresti perfetto per iscriverti al neo partito del “merito” di Montezemolo e Della Valle con doppia tessera per il Partito Radicale della Bonino, sostenitrice dei diritti e dell’indipendenza del popolo tibetano e al contempo dei bombardamenti a tappeto sulla Striscia di Gaza, forse perché ritiene che quello palestinese non sia meritevole, evidentemente, degli stessi diritti del primo. Ma questa è un’altra storia…
C’è una enorme contraddizione (ce ne sono tante, per la verità, dal mio punto di vista s’intende, ma mi limito ad osservare quella che ti ha condotto a questi lidi, anche per ragioni di spazio e tempo) nel tuo approccio interpretativo e conseguentemente nel tuo modo di procedere.
La cultura alla quale tu rivendichi di appartenere con fierezza (è nel tuo diritto) e anche con una notevole dose di furia iconoclasta (distruttiva e distruttrice nei confronti di tutto ciò che non appartiene alla suddetta cultura) e di enfasi ideologica (che ha molto poco a che vedere con un sano spirito laico, se fossi in te rivedrei un pochino questo atteggiamento), cioè una miscela di “liberal-liberismo (anche un pò in odore di berlusconismo che non ti soddisfa appieno ma non ti fa neanche tanto schifo…) più una bella spruzzata di radicalismo alla Pannella-Bonino (quest’ultima, femminista della primissima ora) è intrisa, più di qualsiasi altra, proprio di quel femminismo che tu sostieni di voler combattere. Molto più di quanto non lo sia la “sinistra storica” o ciò che di essa rimane (ben poco) ancor più della “destra storica” (e di quel pochissimo che anche di questa rimane). Se la batte solo con la formazione di Nicki Vendola che rappresenta il partito femminista per eccellenza (SELF : Sinistra, Ecologia, Libertà e Femminismo).
Né potrebbe essere altrimenti dal momento che l’ideologia alla quale fai riferimento è proprio l’ideologia attualmente dominante di cui il femminismo è uno dei mattoni fondamentali. Pensare quindi di liberarsi di quest’ultimo, solo perché vuoi farti qualche scopata in più e più facilmente (il che è assolutamente lecito e condivisibile ma la questione è un po’ più ampia…), pensandolo come un corpo separato dal sistema e dall’ideologia dominante, è pura fantasia. Capitalismo, Liberismo, “Laicismo” (laicità eretta a ideologia), “scientismo” (scienza eretta a ideologia, sottratta a qualsiasi vincolo etico-morale-filosofico-sociale-politico ma sostanzialmente asservita e funzionale all’unica ideologia oggi realmente esistente, cioè quella del mercato e della ragione calcolante e strumentale) e Femminismo, sono indissolubilmente legati.
Da questo punto di vista, sempre se me lo consenti, sei anche un po’ ingenuo. Perché? Qual è il tuo assunto? “Il sistema tutto sommato va bene, anzi, dovrebbe e potrebbe essere addirittura potenziato, basterebbe scrostarlo dalle ruggini del “cattocomunismo” (che per te è sostanzialmente sovrapposto all’assistenzialismo, al clientelismo, al parassitismo, allo statalismo, alla mafia, alla camorra, al mezzogiorno trainato dal nord, alle false pensioni di invalidità, agli impiegati pubblici che non fanno un cazzo e via discorrendo; a quel punto sai che macchina da corsa sarebbe l’Occidente!…) e del femminismo.
Come vedi, c’è una contraddizione strutturale nel tuo modo di approcciare il problema, oltre ad una scarsissima se non quasi nulla capacità di analisi della realtà e dei complessi e profondi processi di trasformazione avvenuti negli ultimi cinquant’anni.
Mi viene in mente un bellissimo (anche se angosciante film) dal titolo “San Michele aveva un gallo” dei fratelli Taviani, che narra la storia di un patriota del Risorgimento che viene condannato ad una lunghissima pena detentiva in condizioni di completo isolamento. Dopo circa una ventina d’anni viene trasferito in un altro carcere. Durante il tragitto, in barca, non ricordo esattamente dove fossero, insieme a lui vengono fatti salire altri detenuti politici che cominciano a parlare fra loro di scioperi, di lotta di classe, di classe operaia, di capitalismo, di socialismo. Lui li ascolta senza capire molto ciò che stessero dicendo, infine comincia a chiedergli dell’unità d’Italia, dei moti carbonari, degli Austriaci. Questi lo guardano come fosse un animale strano e gli rispondono:”Ma di cosa stai parlando? Ma in che mondo vivi? Questa è roba vecchia, siamo in un’altra epoca”. Il poveretto (ma grand’uomo) che aveva dedicato un’intera esistenza ai suoi ideali, ci pensa un minuto e si suicida, gettandosi nell’acqua.
Naturalmente è solo una metafora, non ti sto certo invitando a suicidarti…:-:-) è superfluo sottolinearlo…:-) però mi sembra che il tuo furore “anti-tutto” da “tabula rasa-anno zero-in attesa della salvazione neoliberale e neoliberista” sia, per utilizzare un eufemismo, un pochino datato. Il che non significa, dal mio punto di vista, allearsi con Ratzinger o con le gerarchie vaticane (non ci penso proprio e credo che anche loro non mi vedrebbero certo di buon occhio
In conclusione, oggi a “sinistra” si parla spesso e molto di “laboratori” (brutta parola, ma ci siamo capiti…) dove ricominciare a discutere, a sperimentare nuovi percorsi, a concepire nuovi possibili orizzonti e alleanze fra diversi attori sociali e culturali. E allora? La QM non è forse un terreno fondamentale da questo punto di vista? E Uomini Beta non potrebbe essere uno di quei laboratori? Ci manca forse qualcosa? Non mi pare…
Ciò detto, caro Al, se vuoi continuare a dare il tuo contributo, io ne sarò felice. Però senza aggredire, né ridacchiare delle altrui opinioni né soprattutto con la pretesa di spiegare a tutti come stanno in realtà le cose. Se ti limitassi, come fanno tutti, ad esprimere la tua opinione, sono certo che potresti arricchire la discussione perché, come ha ben detto Luigi, anche nella tua posizione (come in quella di tanti altri) c’è un frammento (piccolo o grande che sia, ciascuno di noi lo stabilirà) di verità.
Vedi tu.
Fabrizio
Dia: Una delle autocritiche ricorrenti delle femministe e delle donne in generale è proprio la difficoltà a fare squadra. Che si traduce, in primis, nel fatto che le donne non votano altre donne, per esempio. (Mi ripeto, forse se n’era già parlato.)
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Forse non ne hanno bisogno, visto che il risultato pieno, per usare una terminologia calcistica, lo portano a casa in ogni modo.
In un certo senso le femministe mi ricordano un pò i leghisti: le prime hanno bisogno di lagnarsi della mancanza di donne nei posti che contano per catturare sempre consensi, attenzioni e quattrini, cosa che si ridurrebbe in caso di “raggiungimento” del risultato, così come i leghisti hanno bisogno che non si arrivi mai a un serio federalismo, a una seria riforma dello Stato per continuare a lagnarsi di Roma ladrona, del Meridione e fesserie varie, fermo restando l’arretratezza culturale del Meridione che produce anche ciò che tutti conosciamo.
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Fabrizio, i tuoi interventi sono sempre speciali ed è un peccato si “limitino” alla sola “questione maschile”.
“Mi viene in mente una storia, di un noto attore inglese come Peter Sellers, che diceva che lui aveva avuto molte donne (anche senza essere mai stato bello) anche quando era povero e sconosciuto, perchè ci sapeva fare e aveva fascino.
Ho sentito una storia analoga a proposito di John Kennedy.
Lui da giovane era sicuramente ricco e piacente, ma un giorno un suo amico “sfigato” gli disse che lui rimorchiava solo perchè era ricco e usciva con le belle auto.
Allora si scambiarono i ruoli: Kennedy prestò l’auto bella al suo amico, e uscirono insieme scambiandosi anche i nomi ad un appuntamento al buio (lei sapeva che Kennedy era “il figlio dell’ambasciatore, ma non l’aveva mai visto prima).
Ma anche così, l’amico che ora aveva l’auto di lusso, e il nome Kennedy sa spendere, NON rimorchiava, la ragazza con cui avevano appuntamento poi si rivolse a Kennedy, e snobbò l’amico con l’auto di lusso”. (Al)
Se così è, caro Al, perché allora tanta attenzione da parte tua al “sesso ludico”? Non dovrebbero esserci problemi da parte tua (dal momento che è implicito dalle tue parole che tu ti ritenga un uomo brillante e dotato di fascino). Che bisogno ci sarebbe e, soprattutto, che bisogno hai di richiamare l’attenzione su questa questione, dal momento che per te non rappresenta un problema (gli esempi che porti sono espliciti e la logica non è un’opinione…). Se le cose sono messe in modo così facile come dici di vederle, è mai possibile che i retaggi della cultura cattolica siano ancora così potenti al punto di condizionare e determinare il comportamento delle donne che si accompagnerebbero, a sentire te, indifferentemente con il presidente degli USA così come con un illustre sconosciuto (sono esempi che tu stesso hai citato…)?
“però non mi pare che ciò giustifichi nè l’andare a puttane…” (Al)
E’ un’affermazione, questa, che più scontata e banale non potrebbe essere, Al, e mi dispiace doverlo sottolineare. Mettiamo un attimo da parte le escort, la prostituzione di lusso e le professioniste del sesso (esplicite o meno). Secondo te, circa la metà della popolazione maschile italiana che ricorre più o meno sistematicamente alle prostitute per “fare sesso” (ci metto centomila virgolette…) per quale ragione lo fa? Per masochismo? Perché preferisce pagare per ciò che (in linea teorica) potrebbe avere gratis? (dal momento che è sufficiente essere un pochino brillanti e spigliati per fare sesso liberamente, spontaneamente, giocosamente e alla grande, come dici tu…). Ti sei mai chiesto (eppure è facile, non ci vuole una laurea o studi particolari per capirlo…) cosa possa spingere un uomo ad uno squallidissimo pseudo rapporto sessuale con una prostituta? Ti sei mai chiesto a quale umiliazione si sottopone un uomo (normale, non un magnate del petrolio o uno sceicco con la piscina strapiena di fanciulle in loro adorazione, vera o presunta) nel momento in cui va con una prostituta per la strada, in un vicolo oscuro o in un prato di periferia dentro una Fiat Punto con una che glielo smanazza come fosse una puleggia e dopo due minuti se non gli si è rizzato gli dice “Aò, ‘a bello, io mica sto qui a perdere tempo con te…”. Ti sei mai chiesto quale senso di profonda frustrazione psicologica possa provocare tutto ciò?
Evidentemente no, altrimenti non affronteresti questa spinosa e drammatica questione (anche per le donne che si prostituiscono, sia chiaro) come una femminista o un “politically correct” qualsiasi. Riflettici…
“Ma quello che però mi pare chiaro è che, con questa pesantezza, sfido che poi le donne scappino da questo blog”. (Al)
Innanzitutto ci sono donne che intervengono regolarmente e sistematicamente in questo blog (ma saranno loro stesse a confermartelo, se lo riterranno opportuno). Secondo poi, questo sito nasce come uno spazio volutamente maschile. Non è un luogo di incontri o una chat per rimorchiare ma lo strumento di discussione, elaborazione e comunicazione di un movimento.
Di conseguenza ciò che affermi è del tutto fuori luogo. E’ uno spazio maschile, naturalmente aperto anche al contributo femminile, e tale vuole essere. E non vedo cosi ci sia di tanto scandaloso. Le donne hanno diritto ai loro spazi senza che nessuno abbia nulla da ridire (giustamente) e gli uomini invece no?-
Fabrizio
Ti ringrazio del complimento, Alessandro, ma io sono soltanto un uomo che dice ciò che pensa e pensa ciò che dice. E quando si sceglie di adottare questo criterio ci si azzecca quasi sempre…:-):-) Sarà questo il segreto…:-)
In ogni caso (è un anteprima che ti/vi do) sto pensando seriamente di aprire una altro sito-blog più spostato sul versante della discussione politica-culturale (ma non solo).
Ovviamente vi terrò informati.
Fabrizio
quoto il post di Alessandro ,anch’io la vedo alla stessa maniera ,anche perchè criticare e lamentarsi è certamente più facile del “darsi da fare”, in qualsiasi campo ,sia chiaro ,non solo in quello di genere …
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Quello che scrive Fabrizio ,poi ,sulla prostituzione da strada ,quello da 15-20 euro a botta per intenderci ,lo condivido in pieno …
dia
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Ti sbagli. Corrispondo esattamente al ritratto che hai fatto.
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No, non mi sbaglio per niente.
Il fatto che tu corrisponda esattamente a quel ritratto fatto dal sottoscritto (e da qualcun altro prima di me; sai, diversi anni fa conobbi un uomo che mi “illuminò”…), non significa proprio nulla.
I casi singoli lasciano il tempo che trovano: la regola è un’altra.
Ti faccio un esempio alquanto banale: ipotizziamo di essere in un gruppo di uomini e donne, dove si discute del rapporto fra i due sessi; ebbene, stai pure tranquilla che le femmine si compatteranno all’istante per dare addosso agli uomini presenti, mentre quest’ultimi o se ne staranno zitti – al massimo mostrando un sorriso compiacente ed ebete verso le loro padrone -, oppure, tutti vergognosi, avalleranno le opinioni delle suddette.
Ovvero, si metteranno alla pecorina…
Tralascio, poi, il discorso relativo ai “casini” che le femmine sono capaci di combinare in ambito militare…
Ti dico solo che la loro presenza rimbecillisce totalmente la stragrande maggioranza dei militari maschi, di norma incapaci di rivolgere la benché minima obiezione nei confronti di quelle povere complessate. Un altro esempio: tolto me, non se ne sente uno in grado di chiedergli:”Ma tu perché porti i capelli lunghi…?” Per non parlare di tutto il resto.
Segnalo ad Al2011 questa discussione sulla prostituzione, aperta oltre sette anni fa, su U3000.
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http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1340605&st=15
Colgo l’occasione per ribattere a chi ha voluto difendere Marx e la presunta attualità del pensiero marxista, anche nella comprensione delle crisi mondiali attuali.
Nulla di più falso!
In sintesi, il pensiero di Marx (il filosofo più sopravvalutato della storia!) si è rivelato, a chi lo conosce bene soprattutto nei suoi aspetti di analisi economica, totalmente erroneo, anche nei suoi fondamenti economici, e non solo nella sua visione presunta “profetica” sul futuro del mondo, del capitalismo, dell’avvento di una società “perfetta” e pacificata, come comunemente si ripete.
Sostenere infatti – come sostiene Marx, che riprende e rielabora le analisi di Ricardo sulla merce e il valore – che “il valore di una merce è dato dal tempo socialmente necessario a produrla”, e porre ciò come caposaldo su cui costruire la teoria del plusvalore, l’analisi dello sfruttamento del lavoro salariato, la teoria della crisi, ecc., significa proprio non avere capito nulla di economia.
Intanto perché – come molti economisti hanno poi dimostrato – partire da “valori” anziché da prezzi, è erroneo, e infatti anche i più zelanti seguaci di Marx hanno sempre trovato un gigantesco impasse nel tradurre la visione “filosofica” delle merci, sulla basi di “valori”, in analisi economiche reali, in base a prezzi.
Ma la teoria del valore (il cuore dell’analisi di Marx) è stata poi totalmente abbandonata, una volta che gli economisti successivi, dai marginalisti (Walras, Marshall, ecc.) agli economisti attuali, hanno evidenziato la rozzezza dell’analisi di Marx e della teoria del valore.
Che senso ha ridurre il prezzo (o il valore se si vuole) di un bene (che non è solo una merce fisica, ma può essere un servizio) al solo TEMPO medio (socialmente necessario) a produrlo?
Un bene può essere – soprattutto oggi – prodotto nel medesimo tempo di quello impiegato per produrre un altro, eppure valere 1/100 dell’altro, perché uno incorpora un marchio speciale, o viene distribuito in modo molto più efficiente, o è prodotto con tecnologie e con una qualità largamente superiore all’altro, o – se è un servizio – viene erogato con qualità professionali maggiori dell’altro, vi sono servizi di marketing o finanziari migliori per venderlo, o il mercato preferisce uno piuttosto che l’altro.
Marx viveva in un’epoca in cui venivano prodotti quasi solo beni di prima necessità, quasi nessun servizio, quindi magari aveva un senso prendere il tempo di produzione come parametro.
Ma oggi, con la complessità che esiste nella produzione economica di beni e servizi, l’analisi di Marx non serve a nulla, e con la teoria del valore non si spiega proprio nulla.
Ma l’errore clamoroso di Marx e della sua analisi, è là dove identifica la radice dello sfruttamento nella “proprietà privata dei mezzi di produzione”.
FALSO, e storicamente e scientificamente smentito!
Non la proprietà privata dei mezzi di produzione, bensì la concentrazione abnorme di ricchezze e risorse economiche in capo a pochi soggetti (multinazionali, monopoli, Stati, persone, ecc.) è la ragione delle diseguaglianze e dello sfruttamento!
Proprio negli Stati c.d. “socialisti” di tipo sovietico, nei quali la proprietà dei mezzi di produzione era concentrata interamente nello Stato, si verificavano inevitabilmente gradi di sfruttamento del lavoro e di concentrazione di potere e ricchezze in poche mani (la nomenklatura e gli oligarchi di partito) enormi, così come avviene (nei paesi capitalisti) con la concentrazione di risorse in capo alle multinazionali, o ai monopoli, o a singoli imprenditori o top managers.
Quindi la Storia ha dimostrato che il male NON è – come credeva Marx – la proprietà privata dei mezzi di produzione (che si ha anche nel caso di piccole imprese, professionisti, lavoro autonomo, che sono un fattore di sviluppo e progresso) a causare diseguaglianze, quando semmai l’eccessiva concentrazione di ricchezze (industriali e/o finanziarie) in poche mani, che siano private o pubbliche.
Pertanto Marx non ha capito proprio nulla, non ha capito che la “dittatura del proletariato” e l’espropriazione dei mezzi di produzione da parte dello Stato “socialista” non avrebbe favorito alcuna transizione al comunismo, ma avrebbe solo creato dei rottami economici in forma dittatoriale, come sono stati i Paesi socialisti dell’Est dove l’iniziativa privata era proibita, e che infatti sono falliti e crollati.
E infatti, guarda caso, si capisce perché solo in Italia (a differenza di tutti gli altri Paesi europei), una sinistra largamente incrostata di marxismo paleolitico, sia sempre ancorata ai vecchi dogmi, e ce l’abbia sempre a morte con piccoli lavoratori autonomi, professionisti, piccole imprese (che sono il nerbo del 90% della produzione italiana), e veda bene solo le grandi imprese e gli enti pubblici (dove può ficcarci dentro sindacalisti, raccomandati, parassiti vari).
Marx è solo un rottame, non solo economico ma anche filosofico. Hegel, Kant, Schopenauer, Stuart Mill, Wittgenstein, Croce, Bergson, Freud, Jung, Dewey, Mach, Laplace, Leibniz, Carnap, Einstein, etc. etc., hanno scritto cose importantissime per capire l’uomo e la società.
Marx invece ha solo scritto cazzate, con una boria e una presunzione incredibili, ha solo rovinato il mondo, e soprattutto chi (i poveri e i proletari) riponevano qualche speranza nella politica, per migliorare la loro condizione, e hanno avuto solo dittature, povertà e sfruttamento.
Marx era solo un maleodorante concentrato di puzza e piattole (che trasmetteva all’incolpevole Jenny Von Westphalen che lo aveva sposato), arrogante e settario.
Un figlio di mignotta che tra l’altro mise incinta la servetta, e la scaricò ad Engels (il coglione che gli pagava i conti, con la sua fabbrica di bambini che lavoravano 15 ore al giorno).
E se qualcuno mi dice che vado “sopra le righe” non me ne frega nulla!
Kant , o Leibniz, o Wittgenstein, o Mach, non ha causato la morte di nessuno, con le loro teorie filosofiche scientifiche ed epistemologiche, Marx sì, e non di qualcuno, ma di milioni e milioni di persone che le hanno sperimentate sulla loro pelle!
E non vale il logoro paragone di Marx con Cristo, e le atrocità delle chiese cristiane nei secoli.
Per il semplice motivo che Cristo non era, nè voleva essere, un riformatore politico, il suo messaggio si rivolgeva al SINGOLO, non voleva affatto cambiare il mondo (lui parlava di un altro mondo, non di questo), e non è colpa di Cristo se i cristiani nei secoli hanno fatto porcherie.
Ma Marx ha avuto la presunzione di voler cambiare il mondo, e portare il “paradiso in terra” e ha solo prodotto mostruosità!
Daniele
Un altro esempio: tolto me, non se ne sente uno in grado di chiedergli:”Ma tu perché porti i capelli lunghi…?” Per non parlare di tutto il resto.
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Ne ho viste di truccate di militaresse, poi dicono che sono esagerato, mi vergogno di essere maschio. Non voglio essere offensivo e quindi non dico scosa penso dei militari; quando vado sopra le righe succede un casino
Al, con l’arroganza, l’aggressività, il livore e la spocchia che ti contraddistinguono hai fatto un ridicolo “bignamino “ del Marx sociologo ed economista, peraltro fuoriuscendo completamente dall’argomento in oggetto. Non c’è un solo rigo nel tuo ultimo post che faccia riferimento alla QM o alla relazione fra i generi. Quando aprirò il mio prossimo sito, come ho preannunciato, dedicato proprio a questioni di ordine politico (e anche filosofico politico) tutti, compreso te, potranno sbizzarrirsi.
:-)
Ergo, questo tuo ultimo commento è solo e soltanto un delirio di competizione con il sottoscritto e con qualcun altro di noi e nulla più. Ora, se dovessi rispondere rigo per rigo alle tue obiezioni (lo ammetto, la sintesi non è il mio forte, come molti in questa sede sanno, e solo sulla relazione tra il valore d’uso e quello di scambio piuttosto che quella sul plusvalore relativo e quello assoluto, per citare le questioni da te sollevate, si potrebbero scrivere dei trattati, come infatti è stato…) dovrei impiegare molto(troppo) tempo ed energia, anche perché, a differenza tua, non sono tipo da “bignamino”, e in tutta sincerità non ho tempo né soprattutto voglia di entrare in questa specie di contraddittorio/corrida che proponi, molto simile ai salottini mediatici oggi in voga con l’applauso a comando delle rispettive “tifoserie”.
Ma a parte questo, la questione vera è la totale e assoluta inutilità di questa competizione che proponi. Capisco che non conosci altro modo di stare al mondo e di relazionarti, ma questo è un tuo problema, non mio. Come ti dicevo, potrei ovviamente risponderti entrando nel merito, dal momento che proprio su Hegel e Marx (e non solo…) ci ho speso un po’ di tempo della mia vita, ma non lo faccio volutamente (perfettamente consapevole del fatto che dirai che questa è una scappatoia per non risponderti perché non avrei gli strumenti per farlo…e va bè, sopravviverò…).
Preferisco invece invitarti, forse presuntuosamente, me ne rendo conto, ma è la sola cosa utile che potrei fare con te e per te, ad una riflessione su te stesso, sul tuo modo di agire, di comportarti, di relazionarti con gli altri. Pensaci. Sei entrato in un sito, sei stato accolto con grande favore ed apertura dal sottoscritto che ti ha anche incoraggiato, e tu invece alla prima obiezione mossa da un utente del blog hai reagito come un belva ferita. Invece di provare a costruire una sia pur minima relazione dialettica con l’interlocutore hai immediatamente risposto con toni rabbiosi, violenti, irridenti, aggressivi. E hai continuato su questa linea con tutti gli altri fino ad arrivare a “sfidare” (c’è da ridere…) peraltro sul suo stesso terreno, il sottoscritto. Ora, tu sarai un pozzo di scienza ed io un ignorante, perfettamente consapevole di esserlo, però, insomma, se mi avessi proposto di “pugnare”, non so, su Brentano, Avenarius o Duns Scoto (i primi che mi vengono in mente…), la cosa avrebbe avuto (si fa per dire…) un suo senso. Però proprio sui classici, Marx, Hegel, Kant (ne hai citati tanti altri, si vede che hai studiato…lo abbiamo capito, bravo!), insomma, dai, dimostri di avere poca delicatezza nei miei riguardi…E il bello è che hai esordito dicendo:”Guardate Fabrizio che nella vita fa il magazziniere ed è appena diplomato, come si esprime bene, molto meglio di tanti plurilaureati!…”.
Dai, Al, suvvia, ma cosa vorresti adesso, che mi mettessi a spiattellare sul blog un po’ di quei rudimenti di filosofia e dottrine politiche che ho avuto la ventura di apprendere in un paio di corsi universitari? Oppure che facessi qualche copia-incolla dei Gundrisse, della Fenomenologia dello Spirito o della Metafisica dei Costumi (“bignamizzati”…).
Ma dai, su, per favore , Al, cerchiamo di non renderci ridicoli e di ritornare sulla terra.
La domanda vera, alla quale potresti dare una riposta altrettanto vera e sincera (dopo averci pensato), è: hai voglia di darci una mano nel costruire questo progetto che abbiamo messo in campo oppure no? Ritieni che ci siano le condizioni, non per sfiancarci in una competizione infinita con il sottoscritto o con gli altri amici del blog, ma per COLLABORARE e COOPERARE per un fine comune?
Questo è il punto vero. Tutto il resto, come recita il titolo di quella celebre canzone di Califano che hai anche citato come esempio di uomo dalle grandi capacità seduttive, è noia. Lui sì che se ne frega del sesso ludico e anche della teoria del valore. Per lo meno fino a quando, senza più una lira in tasca, è stato costretto a raccomandarsi alla Polverini per ottenere il vitalizio per i vecchi artisti in difficoltà economiche.
Fabrizio
Fabrizio, mi ripeto: tu sei troppo tollerante con quell’uomo, al quale della questione maschile non frega assolutamente niente. E’ solo un borioso arrogantello, convinto di avere la Verità in tasca.
Lascialo nel suo brodo.
una domanda ad Al, per pura e semplice curiosità: sei figlio di comunisti? Se sì, anch’io, e forse per questo credo di capire un po’ della tua animosità. Con particolare riferimento all’ipocrisia di chi professando certi valori li calpesta quotidianamente nei fatti.
Concordo con Fabrizio, però, che la QM non ti interessa particolarmente, e certamente esistono blog dove puoi intervenire con più efficacia sui temi che ti interessano. Per esempio Giap, dove ci sono i wuming….
Di Marx, Ronnie Laing – lo psichiatra scozzese – diceva che aveva fatto morire di stenti uno dei suoi figli perché non aveva voluto degnarsi di dare qualche ripetizione privata in più per sfamare la famiglia. E che prima di fidarsi di quello che aveva scritto uno così bisognava pensarci due volte. (Il bue che diceva cornuto all’asino: Laing era un alcolista drogato, che ha fatto dieci figli, abbandonandone poi nove al loro destino.)
Mi sono sempre chiesta se fosse vero…
Communque davvero, su Giap trovi un bel ring…
Badare alle considerazioni o al tono di AL?
Fino a poco tempo fa avrei preso sul serio le argomentazioni, ignorando il tono. Un errore che ho commesso per oltre 40 anni.
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E il tono è quello della Sig.ra Fabia B. (titolale di una frabbrichetta), quando disse alla sua dipendente Barbara B. “Oggi posso finalmente dirtelo: io vi odio voi comunisti!”.
Era il giorno della prima vittoria dell’ex Capo del Governo, primavera 1994.
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Occupandomi dell’odio di Genere da così tanto tempo, stavo quasi dimenticando che ancora esistono quello di classe e quello ideologico (e quello razziale e religioso etc. etc.).
RDV
Al, hai un approccio da ultrà alla filosofia. Il fatto che non ti piaccia non vuol dire che tu lo debba stroncare considerandolo una nullità. Non vi è filosofo o economista di rango che ne neghi la grandezza, pur, talvolta, combattendone il messaggio, la proposta politica.
Da umile studente di filosofia alle superiori ricordo un pò il sollievo di ritrovare con lui una filosofia non più “slegata” dalla concretezza della quotidianità. Senza Marx, come chiunque un pò addentro a questi argomenti può confermare, non vi sarebbe stata parte della filosofia novecentesca, e penso per esempio a tutto il filone inaugurato dalla filosofia dei Francofortesi, il quale risulta sicuramente tra i più interessanti della filosofia contemporanea. Il tuo ragionamento è speculare a chi afferma che, siccome Martin Heidegger aderiì al Nazismo, il suo pensiero non vale niente, oppure che Nietsche con il suo superomismo, strumentalizzato dai movimenti politici di estrema destra, vada giudicato un filosofo di serie B. Rimangono dei giganti della filosofia comunque, nonostante le critiche, giustificatissime, che si possono rivolgere loro.
Al, lascia che siano i berlusconi o i bossi a liquidare in questo modo personalità a cui non sono degni di legare neppure le scarpe. Tu sei di un altro livello, se vuoi.
P.s.: un altro grande del Novecento, cioè Hermann Hesse, afferma, in uno dei suoi numerosi e straordinari aforismi, che , se anche il Comunismo è stato un “errore”, lui grande difensore delle autentiche libertà individuali, è stato un errore( al contrario dei regimi nazifascisti, il cui sviluppo appare come frutto unicamente del “sonno della ragione”, ai quali scioccamente i regimi comunisti sono spesso associati in una condanna comune) che l’umanità doveva sperimentare, perchè racchiudeva in sè il sacrosanto bisogno delle masse anonime di assurgere a livelli di vita dignitosi.
“Di Marx, Ronnie Laing – lo psichiatra scozzese – diceva che aveva fatto morire di stenti uno dei suoi figli perché non aveva voluto degnarsi di dare qualche ripetizione privata in più per sfamare la famiglia. E che prima di fidarsi di quello che aveva scritto uno così bisognava pensarci due volte. (Il bue che diceva cornuto all’asino: Laing era un alcolista drogato, che ha fatto dieci figli, abbandonandone poi nove al loro destino.)” (Dia)
Ecco, brava Dia, hai fatto bene a sottolineare l’evidente paradosso…è secondo me un’operazione maldestra quella di entrare nella vita privata delle persone evidenziandone le contraddizioni personali, vere o presunte, e facendo leva su queste per tentare di infangarne il pensiero e le opere. E’ un modo di procedere falso e psicologicamente insano.
Mi permetto di segnalare, a tal proposito, un bel libro che ho letto molti anni fa, dal titolo “La filosofia dalla scala di servizio” (sottotitolo: i grandi filosofi tra pensiero e vita quotidiana) di Wilhelm Weischedel (Raffaello Cortina Editore, è o era una collana diretta da Giulio Giorello).
Il libro, divertente, ironico e al contempo istruttivo, specie per chi non mastica molto di filosofia, compie proprio questa operazione, descrivendo i tic, le nevrosi, le ossessioni, i desideri e le frustrazioni personali dei filosofi, da Talete fino a Wittgenstein. Il tutto viene raccontato con sobrietà, simpatia e ironia, senza mai trascendere o trarre conclusioni improprie. L’autore indaga nella vita privata e talvolta intima dei vari pensatori e certamente fa anche dei collegamenti con le teorie da loro stessi elaborate, senza però l’insano obiettivo di ridurre queste ultime ad epifenomeni delle loro personali nevrosi. Se dovessimo adottare questo paradigma dovremmo gettare alle ortiche millenni di pensiero filosofico, la qual cosa mi sembra francamente esagerata e fondamentalmente anche un po’ qualunquista e superficiale.
Scriveva Schopenhauer di Hegel:” Un ciarlatano insulso, privo di spirito, schifoso, ripugnante e ignorante, che scribacchiava con incomparabile insolenza (molto simile a quella di Al quando parla di Marx rivolgendosi a noi, per la verità…:-) ) demenza e insensatezza, cose che erano strombazzate come immortale saggezza dai suoi venali adepti e venivano prese sul serio dagli idioti , ha provocato l’avvelenamento intellettuale di un’intera generazione di dotti”. “Ma il futuro – così profetizzava Schopenhauer – porterà alla luce la verità su Hegel che già da ora avanza a grandi passi incontro al disprezzo, destinato come è a consegnare ai posteri l’inesauribile tema dello scherno oltre il proprio tempo. La sua filosofia è infatti vuoto ciarpame di parole, insensata chiacchiera, buffonata, intreccio di parole insensato e forsennato, che fino ad ora si era sentito soltanto nei manicomi”. –
Dopo di ciò pensò bene di convocare le sue lezioni nello stesso orario in cui erano previste quelle di Hegel. Naturalmente le sue andarono regolarmente deserte ma questo è un altro discorso… Personalmente ho sempre apprezzato Schopenhauer, non affatto scevro da contraddizioni (e questo dovrebbe dirci qualcosa), basti dire che da anticristiano viscerale qual era si convertì, come risaputo, poco prima della sua dipartita (attirandosi a sua volta gli inevitabili strali di Nietzsche).
Tutta questa filippica per dire che secondo me bisognerebbe essere più cauti nei giudizi e anche nei modi di esprimersi (e nella sostanza). Quando vedo comuni mortali come me che si rivolgono in modo pesantissimo e volgare nei confronti dei grandi classici del pensiero (chiunque essi siano) con espressioni del tipo “hanno sparato un mucchio di cazzate”, provo un profondo senso di irritazione. Personalmente, credetemi, non mi passerebbe mai per la mente di esprimermi in questo modo irriverente, arrogante, presuntuoso, sgarbato, direi addirittura osceno, soprattutto nei confronti di questi giganti del pensiero filosofico ai quali tutti dobbiamo qualcosa, indipendentemente dalla condivisione o meno delle loro teorie. E devo dire che questo atteggiamento mi lascia molto sgomento. Posso “perdonarlo” a uno come Schopenhauer, grande filosofo e contemporaneo di Hegel (in fondo erano due colleghi che litigavano e se ne dicevano di tutti i colori). Ma non riesco proprio ad accettarlo quando a comportarsi nella stessa maniera sono persone normalissime come il sottoscritto, che dovrebbero avere l’umiltà di un approccio alle cose più modesto e proporzionato alle proprie capacità e possibilità.
Ma c’è un altro aspetto sul quale stavo ragionando (ed estendo anche a voi questa riflessione), proprio osservando il comportamento veemente e aggressivo di Al. Ma lui non è certo il primo a comportarsi in questa maniera, mi sembra invece un fenomeno molto diffuso in internet. Io non sono un blogger, non frequento la rete più di tanto (anzi, molto poco) e ho ancora il vizio di privilegiare la lettura di un buon libro, la visione di un film, la partecipazione a un convegno e ancor più lo scambio dialettico con gli amici e le persone di cui ho stima, rispetto al web o alla televisione. Mi sorprende vedere questo accanimento, che non può essere casuale, e che è riscontrabile proprio nella rete, dove nel 99% dei casi non si conosce neanche l’interlocutore (noi siamo forse un’anomalia rispetto ad altri blog e dico con orgoglio che l’esperienza di Uomini Beta sta cementando anche delle amicizie).
E’ chiaro che si tratta di un fenomeno sociale e psicologico diffuso, molto probabilmente un desiderio frustrato o inespresso di comunicazione che finisce per tradursi in comportamenti di questo genere, anche molto adolescenziali e primitivi, se vogliamo. Mi ricorda un po’ le risse di quartiere fra ragazzi per la supremazia nel branco o per il “controllo” dell’isolato, il tutto trasferito in uno spazio virtuale dove una persona ha in qualche modo la possibilità di mettere in mostra una personalità con diverse sfaccettature, scegliere una di queste e metterla in campo. Oppure, molto più semplicemente, al riparo dell’anonimato o dietro uno schermo riesce finalmente ad esprimersi come vorrebbe e come forse non riesce a fare nella vita reale, per una infinità di ragioni.
Devo dire che il tutto mi lascia perplesso e anche un po’ sgomento. C’è una grande sofferenza dietro a tutto ciò. Non può essere casuale.
Riflettiamoci…
Fabrizio
“un altro grande del Novecento, cioè Hermann Hesse, afferma, in uno dei suoi numerosi e straordinari aforismi, che , se anche il Comunismo è stato un “errore”, lui grande difensore delle autentiche libertà individuali, è stato un errore( al contrario dei regimi nazifascisti, il cui sviluppo appare come frutto unicamente del “sonno della ragione”, ai quali scioccamente i regimi comunisti sono spesso associati in una condanna comune) che l’umanità doveva sperimentare, perchè racchiudeva in sè il sacrosanto bisogno delle masse anonime di assurgere a livelli di vita dignitosi”. (Alessandro)
Più o meno lo stesso concetto è stato sostenuto anche da Karol Wojtyla.
Fabrizio
Fabrizio: consideralo già ordinato, il libro che mi hai segnalato, è proprio quello che fa per me.
Quanto a questo: ..molto probabilmente un desiderio frustrato o inespresso di comunicazione che finisce per tradursi in comportamenti di questo genere, anche molto adolescenziali e primitivi, se vogliamo. (…) il tutto trasferito in uno spazio virtuale dove una persona ha in qualche modo la possibilità di mettere in mostra una personalità con diverse sfaccettature, scegliere una di queste e metterla in campo (…) come vorrebbe e come forse non riesce a fare nella vita reale, per una infinità di ragioni.
mi ci riconosco in pieno.
La soggettivizzazione del pensiero altrui è intrinsecamente errata. Assegnare alla biografia (ai gusti, ai vizi, alle depravazioni, agli errori esistenziali, ai feticci, alle debolezze etc.) un pensiero e dedurre da quella il valore non è ammissibile.
Se lo si fa è per ragioni che nulla hanno a che vedere con quel pensiero, con le creazioni di colui di cui si parla.
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Agli esempi già portati da Fabrizio, se ne possono aggiungere infiniti. Alcuni singolari.
Chi darebbe fiducia ad un fisico che crede nella Cabbala e che alla domanda “Come mai l’universo non crolla su se stesso?” risponde: “Perché ogni tanto Dio interviene a regolare le cose”.
Eppure si tratta di Newton.
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Non c’è nessuna relazione tra la condotta morale o i gusti o le passioni di chicchessia e il valore di quello che dice e delle opere che realizza.
Pare che che Picasso sia stato un padre e un marito degenere. Anche se fu così, i suoi quadri non ne risentono né deve risentirne il ns giudizio (sui dipinti).
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Si uniscono le due cose e si confondono quando c’è il cuore di mezzo. Il cuore ama o odia. Non ragiona.
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RDV
… e Godel era un assiduo frequentatore di sedute spiritiche.
La vita delle persone, di qualsiasi persona, è sempre interessante, però. Quando si tratta di pensatori e scienziati è molto interessante seguire il filo che lega le loro esperienze ai pensieri o alle opere che hanno prodotto. Il giudizio può sempre aspettare, ma è appassionante ricostruire il puzzle.
la ricostruzione di questo puzzle non è necessariamente lavoro di cuore, anzi. E’ roba da Sherlock Holmes…
Permettetemi una precisazione importante.
Al di là del mio linguaggio a volte polemico, e in taluni punti “colorito” (ma sono piccole provocazioni per ravvivare il dibattito), per quanto mi riguarda io non ho problemi a dialogare con chiunque, anche perché – e lo ripeto – vedo che qui ci sono persone di buona cultura e con esperienze interessanti.
E’ solo che – dopo una prima impressione molto favorevole – leggendo bene gli interventi e più in generale l’approccio di molti, ero rimasto deluso notando una notevole tendenza (per lo meno per quanto riguarda il problema delle relazioni uomo-donna) al manicheismo, allo schematismo, a vedere il problema solo da una parte (le donne di oggi) anziché in una cultura diffusa, e in una situazione che è ben più complessa di quanto alcuni dicano (“la colpa è solo loro!”).
Qualcuno mi ha rimproverato perché ho usato il termine “puttaniere”.
Premesso che per me ciascun adulto è liberissimo di fare quel che crede nella sua vita privata, se non commette reati (e frequentare prostitute non lo è), e non voglio certo dare un giudizio “morale”.
Però c’è qualcosa di molto sbagliato, secondo me, se uomini giovani di 30 anni (e non di 70 o 80!) di buon livello culturale (e non analfabeti o con problemi di linguaggio e relazione), dicono di riuscire a stabilire un rapporto con una donna solo pagandola.
Per me è solo un alibi, che poi riecheggia qui quando altri dicono: “Eh, ma è solo colpa loro!”.
Ma un uomo di 30 anni oggi, può trovarsi tutte le donne che vuole, anche solo per farci sesso e basta, e senza bisogno di pagarle!
Per favore, non scherziamo, oggi ci sono tante donne (magari separate o divorziate) che non cercano più un matrimonio o una convivenza, e a cui andrebbe bene anche un “amante saltuario” (sesso ludico).
E ci sono innumerevoli storie di persone che hanno relazioni brevi sul posto di lavoro, ad esempio (si parla anche di “sindrome da pausa pranzo!”).
E ci sono anche tantissime donne che si lamentano per il “calo del desiderio”, il fatto che il loro marito o compagno le trascuri sessualmente (Ieri per radio sentivo in auto la trasmissione di Marco Balestri: “Niente di personale”: Una donna di soli 34 anni diceva che il marito da mesi non voleva più fare l’amore con lei).
E poi, paradossalmente il femminismo (al di là degli eccessi, che sono da condannare) ha aperto molte più possibilità a rapporti più liberi e meno rigidi anche tra uomo e donna.
Un trentenne oggi – senza bisogno di pagare – trova facilmente una quantità di 40-50enni piacenti che non vedono l’ora di portarselo fuori e vantarsene con le amiche, mentre 30-40 anni fa una donna neanche ci provava a stabilire una relazione con un uomo molto più giovane di lei (salvo eccezioni).
E ci sono anche donne che svolgono lavori ben retribuiti, e non hanno problemi a pagare loro cene e pranzi! (o quanto meno a fare fifty/fifty).
E c’è internet: oggi è facilissimo mettere annunci, trovare siti in cui (al di là delle mercenarie) ci sono anche donne che cercano amicizie serie.
Da cosa nasce cosa…magari non si finisce a letto subito la prima o la seconda sera, ma dopo un po’ che la frequentate potete trovare una donna con cui vi trovate bene.
E poi, io me la prendevo con la “cultura femminista diffusa” o con i suoi aspetti deteriori, accoppiati al bigottismo ipocrita (la prostituta “redenta” dal top manager), che sicuramente hanno reso più difficile i rapporti tra uomo e donna.
Ma, nella realtà, trovate anche donne che vi diranno di avere una cultura genericamente “femminista”, ma poi sono persone intelligenti con cui relazionarsi in modo costruttivo, e che non sono affatto propense a vedere negli uomini solo “nemici”, e anzi sono molto più critiche verso gli eccessi delle donne, che non molti uomini che le assecondano, magari per ingraziarsele.
Qualche anno fa rimasi colpito, vedendo per caso in vacanza una puntata di “Forum” su Canale 5, per l’equilibrio dimostrato dalla giudice, la famosa avvocata Tina Lagostena Bassi (figura storica per la tutela dei diritti delle donne, difese Donatella Colasanti nel 1976, nel famoso processo per il massacro del Circeo).
Ebbene, la Lagostena Bassi fu rapida nel mandare a quel paese una “furbetta” ragazzina di 26 anni, che si era separata dal marito dopo appena 2 anni di matrimonio, e che in casa non faceva nulla, stava a dormire fino a mezzogiorno, era una viziatissima figlia unica.
Eppure pretendeva in causa – pur avendo causato la fine dell’unione – di ricevere un assegno alimentare di 1500 euro al mese dall’ex marito (!).
La Lagostena le disse subito che non poteva chiedere nulla al marito, perché non solo aveva causato lei la fine del rapporto, ma a 26 anni poteva benissimo trovarsi un lavoro, altro che farsi mantenere!
Quindi, le cose non sono poi quelle che dipingono molti qui.
Ci sono anche donne “femministe” intelligenti (ripeto, per fortuna non ci sono più le arpie degli anni ’70, quelle incazzate dei collettivi), e in grado di dialogare con gli uomini d’oggi.
Ma non è con le barricate, o con le visioni manichee (“la colpa è solo di quelle decerebrate!”) che si migliora la situazione.
ho trovato questa “blog entry” che è praticamente un breviario/bignamino di tutto ciò che molte donne dicono su chi va a prostitute: vuole umiliare, vuole comandare, ha paura di noi che siamo troppo emancipate, il sesso è prima di tutto uno scambio umano/emotivo ecc.
http://lorettadalola.wordpress.com/2010/08/30/il-sesso-a-pagamento-non-conosce-crisi/#comment-2400
le ho lasciato questa risposta in attesa di moderation:
gli uomini vanno a prostitute per un’esigenza fisiologica di sesso che è mediamente piu frequente rispetto a quella delle donne. suppongo che le donne non lo vogliano riconoscere perché in larga parte dipendono ancora materialmente dagli uomini e la consapevolezza di essere nelle mani di creature dagli istinti sessuali così forti (rispetto ai loro) le sconcerta. allora preferiscono mentire a se stesse dicendo che gli uomini ricorrono alla prostituzione per motivi psicologici. dovreste provare a farvi una bella iniezione di testosterone per capire davvero cosa significa essere ingrifati come possiamo esserlo noi.
Da Virgilio on Line: “Tendenze: è boom di ventenni a caccia di uomini quarant’enni”.
C’è crisi, c’è crisi.
http://donne.virgilio.it/sesso-e-psiche/sessualita/tendenze-boom-di-ventenni-a-caccia-di-uomini-quarantenni.html)
Da Virgilio on Line: “Tendenze: è boom di ventenni a caccia di uomini quarant’enni”. (Cesare)
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Ennesima dimostrazione del fatto che il web è capace di creare e propagandare realtà che non esistono.
Ossia, il fatto che ALCUNE ragazze indirizzino i loro desideri verso uomini che potrebbero essergli quasi padri, non significa affatto che sia una tendenza generalizzata. Ma quando mai? Ma dove?
Io di anni ne ho 39, e posso assicurare che dal punto di vista estetico non faccio per niente schifo (sono anche un ex atleta, cintura nera di judo, alto 1,85 x 88 kg), nonostante ciò le ragazze di 20-25 anni non mi si filano neppure di striscio, tantomeno mi danno la caccia.
Lo stesso dicasi per i miei amici quarantenni.
Fulvio3P
>>
ho trovato questa “blog entry” che è praticamente un breviario/bignamino di tutto ciò che molte donne dicono su chi va a prostitute: vuole umiliare, vuole comandare, ha paura…
>>
Si noti il fenomeno: viene descritto il “vissuto” maschile, ne viene disegnata l’interiorità, individuate le emozioni, smascherati i moventi e si tratta ovviamente di motivi abietti.
“Tu non racconterai la tua esperienza: sono io colei che la racconta e tu la dovrai confermare sotto pena di condanna per maschilismo. Io possiedo la mia verità e anche la tua”.
RDV
Leggo che queste ventenni preferirebbero i quarantenni perché i loro coetanei “parlano solo di calcio, videogiochi e televisione. E invece loro di cosa parlano? Quali argomenti di elevato spessore culturale sarebbero solite trattare? Forse quelli relativi ai vestiti, alle scarpe, ai trucchi, alle vacanze a Riccione o ad Ibiza, all’oroscopo, eccetera? Ma da quando in qua la donna media sarebbe interessata a uomini che con loro parlano di politica, di finanza, di sport, del senso della vita, dell’universo, eccetera? Percentualmente quante sarebbero? Di certo non la maggioranza, nella maniera più assoluta! Se c’è una cosa delle donne che imparato nel corso della mia vita, è che con loro (perlomeno nel nostro contesto sociale) bisogna fare sempre “i simpaticoni”, “i brillanti”, “i divertenti”, “i sicuri di sé”, “i conquistatori”, eccetera; ma guai ad impelagarsi in un certo genere di discorsi che a loro risultano essere di una noia mortale.
questa ricerca effettuata su campioni di uomini di differenti nazionalità sembra dare conferma alla teoria del Barnard: piu sesso ludico, meno prostituzione. La percentuale piu bassa di uomini che hanno fatto ricorso al sesso a pagamento si registra in UK dove secondo Fabri Fibra “le tipe te la danno la prima sera”, con una traiettoria discendente dal 25% del 1949 al 6% del 1993 in coincidenza con la liberalizzazione dei costumi sessuali.
Le percentuali piu alte in Spagna e Porto Rico.
http://www.ismu.org/approfondimento.php?id=208
Paese
Percentuale
Anno
Portorico[4]
61%
1998
Spagna
39%
1992
Regno Unito
25%
1949
Svizzera
19%
1992
Regno Unito
15-20%
1948
Stati Uniti
16%
1992
Paesi Bassi
14%
1989
Finlandia
13%
1999
Norvegia
13%
1989
Svezia
13%
1996
Norvegia
11%
1992
Russia[5]
10%
1996
Indagine multipaese[6]
8%
1997
Regno Unito
6,8%
1991
Regno Unito
6,4%
1993
questa ricerca effettuata su campioni di uomini di differenti nazionalità sembra dare conferma alla teoria del Barnard: (fulvioterzapi)
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Fermo restando il fatto che il sesso ludico, come lo intendiamo noi uomini, NON esiste in nessuna parte del mondo, non credo ci volesse Barnard per capire che se ci fosse più sesso ludico diminuirebbe la prostituzione.
PS.: in Russia solo il 10% degli uomini avrebbe fatto ricorso alla prostituzione? Non ci credo neppure un po’.
Ho imparato che non esisterà mai il sesso ludico.. a meno che tu non sia parte delle categorie che conosciamo tutti, cosi come le causee.
Sono convinto che la maggioranza delle donne nei confronti di tutti gli uomini, siano diversamente puttane, faccio un esempio:
A prescindere che se vuoi fare del sesso, l’uomo è quello che si deve proporre sempre e comunque, se si supera la prima fase, dove comunque hai offerto tu i vari drinks iniziali e/o quant’altro non meglio specificato, si arriva all’appuntamento.
benzina: 30€
autostrada: dipende se la lei è vicina o lontana, non metto il costo ma tenetelo presente.
Fiori: se avete a che fare con determinate donne, anche questo è un costo da tenere presente, ometto per il momento di metterlo alla somma.
drink: costo medio due persone 15€
discoteca o ristorante: pagate voi! si va dai 50€ a testa in su per il ristorante e circa 20€ di media per una disco
colazione: dopo la disco. cappuccino e pasta, oppure altro drink insomma.. anche qui pagate voi diciamo dai 5€ ai 15€
si arriva al conquibus!
dove si va?
Generalmente in un hotel.. costo matrimoniale varia.. ma di certo non andrete in qualche bettola, si va dai 50€ per le bettole ai 120€ 5 stelle
ora.. ma se la donna volesse avere sesso ludico, gli servirebbe tutta questa impalcatura che chiamano loro “corteggiamento” ed io chiamo pagare le diversamente puttane? perchè l’uomo dona il suo membro a titolo gratuito e questo si sà.. basterebbe un drink e 30 minuti di conversazione a due ADULTI per capirsi.. ma si sà.. le regine Vulva X hanno un prezzo, spesso fuori mercato, purtroppo per loro, rispetto alla extracomunitaria figa che ti chiede la metà per darti quello che chiedi e vai a letto bello contento, senza paura di multe, alchooltest e problemi di essersi dimenticati il preservativo.. che molte delle “diversamente puttane” si guardano bene da avere in borsetta.. le emancipate dei miei zebedei!
Invito quindi ad una riflessione tutti gli uomini ad usare lo stesso metro di misura delle donne.. se non lo fanno, non solo dopo tali spese non vi è certezza di nessun sesso, ma rischiano di essere sfruttati e basta.. l’ego della diversamente puttana è appagato.. il vostro amico Fritz meno..
Andare da una professionista, anzichè perdere tempo e soldi preziosi dietro ad una qualsiasi diversamente professionista, risulta sessualmente piu’ sicuro (perchè loro hanno sempre i preservativi, non vi vogliono ricattare con una gravidanza e non vi accusano di stupro) ed economicamente sono il migliore investimento (appagano al 100% le tue richieste dietro il compenso pattuito!) non solo! evitano che tu possa cadere vittima di alchool test, incidenti.. insomma.. ti fai una scopata e tutto contento te ne torni a casa.. tanto, molte delle diversamente professioniste hanno visto piu’ schizzi loro che gli scogli di sorrento, non penserai che siano meglio? magari non la danno gratis a te.. ma al tossico che appare macho la mollano! stai tranquillo e spesso senza preservativo!
Qualcuno potrà dire, si ma questo si fa perchè ti interessa la donna per una storia seria..
Mediamente oggi i ragazzi adolescenti capiscono quanto sia vero che l’esclusività fisica e sentimentale siano concetti estinti dal vocabolario della maggioranza delle ragazze, questo è appurato da loro stesse, che chiamano emancipazione sessuale..
Quando la donna poi decide di stare con te, risulta mediamente difficile che la maggioranza delle donne paghi cene, se poi pensiamo a quante vengono a prenderti sotto casa il cerchio si chiude.
Se vediamo il matrimonio poi, notiamo come per affrontarlo la maggioranza di loro non siano economicamente preparate, chiedono tutto.. in cambio ti danno amore (finchè va bene a loro… io lo chiamo INTERESSE) e figa (i primi periodi.. poi vai di Manola, la mano che consola!) senza contare tutte quelle cose belle che hanno perso col tempo (cucinare, una delle tante parole nel reparto ESTINTO femminile)
Sorvolo sul divorzio.. ampiamente escusso..
Domandona finale: a che serve una relazione con una donna oggi?
Devo dire che con il “diversamente professioniste”, caro Damien, hai sicuramente raggiunto il picco più elevato da quando sei qui, per lo meno a mio parere e a mia memoria (anche se la saga dei borg resta un pezzo da novanta…).
A mio parere, e non sto scherzando, ci potrebbero essere i presupposti per cimentarti con un libello ironico-satirico in tema.
Vedi tu…Io te l’ho buttata lì, come si suol dire…
Fabrizio
appagano al 100% le tue richieste dietro il compenso pattuito! (Damien)
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No, questo non è vero, nella maniera più assoluta.
Condivido in larghissima parte il tuo intervento, ma su questo punto dissento radicalmente, perché le cosiddette professioniste non appagano affatto le richieste del “cliente”. Credo che almeno in questa sede sarebbe il caso di raccontarci la verità.
Infatti “professioniste” è un termine inappropiato, con tutte le varianti dei gusti maschili che accompagnano la penetrazione o che se ne discostano. Il mondo lo hanno diviso in omossessuali e stupratori.
Gli uomini siamo variopinti, non tutti vestiti uguali in giacca e cravatta a servire le donne.
bisogna formare un gruppo ed andare alla prossima conferenza di Maschile Plurale, quelli che dicono che l’uomo deve riapproppiarsi del contenuto amoroso/relazionale nel sesso, come dire che puoi fare sesso solo se sei in una relazione stabile.
si forma una delegazione di Uomini Beta e gli si espone questi chiari e fondamentali concetti e vediamo come reagiscono.
Non, non avrebbe alcun senso, Fulvio. Quelli di Maschile Plurale sono in realtà solo dei collaborazionisti femministi, dei “maschi pentiti” a tutto tondo, è privo di qualsiasi scopo interloquire con loro. Conosco bene anche il loro “capetto”, Stefano Ciccone, militante di SEL, anche in odore di carriera (proprio in virtù della sua servitù filo femminista), a mio parere uno squallido opportunistello che ha scelto da molto tempo ormai di caratterizzarsi in questo modo e di ritagliarsi così un suo spazio politico. Un gioco assai facile, ovviamente, all’interno del partito più femministizzato dell’intero arco politico.
E così il nostro eroe se ne va in giro per l’Italia a presentare i suoi libri, invitato da femministe, giornaliste, intellettuali femministe, commissioni femminili e femministe e pari opportunità, e chi più ne ha più ne metta, a raccontare quanto gli uomini sono ancora arretrati (e violenti), quanto avrebbero da imparare dalle donne, e quale immensa opportunità rappresenta per loro il femminismo e la nuova libertà e autonomia del femminile.
Sono personalmente convinto che non possiamo separare del tutto il nostro aspetto esteriore dal nostro essere più profondo, da ciò che siamo. Non sto parlando di “bellezza” o di “bruttezza”, ovviamente (ciascuno è come è, non è certo questo il punto), ma della postura, del modo di essere, di porsi, di comunicare la propria interiorità, del modo di esprimersi, del linguaggio del corpo, del modo di gesticolare, di muoversi, di parlare, di interloquire, di relazionarsi con gli altri, di affrontare un diverbio, e perchè no, anche di trasmettere sensualità (quest’ultima specialmente è una caratteristica innata che dipende appunto in larga parte da ciò che siamo a livello profondo).
Ecco, sotto tutti questi punti di vista il personaggio in oggetto è il classico maschio pentito e rieducato (in realtà c’è anche una discreta componente di opportunismo politico) che ha somatizzato quel processo di castrazione psicologica (ma anche fisica) indotta e provocata dal femminismo (specie quello prima maniera, al quale Ciccone aderì fin da subito convintamente). In realtà nel suo caso, conoscendolo bene, in una qualche misura, è stata anche una scelta per lui funzionale. Aderendo anima e corpo al femminismo, specie in una determinata fase storica (ma anche successivamente) e facendosene paladino, il “nostro” ha avuto e forse ha tuttora qualche chance (anche dal punto di vista relazionale, intendo, non solo politico), che probabilmente, se non certamente, non avrebbe mai avuto se fosse rimasto nell’anonimato (da questo punto di vista ha cercato di sublimare i suoi complessi di inferiorità) . Non facciamoci però ingannare. Il personaggio in questione, molliccio fisicamente e umanamente, e privo di qualsiasi caratteristica sia fisica che psichica riconducibile ad un maschile relativamente sano, è anche un politicante opportunista profondamente sleale e fondamentalmente scorretto, come ho avuto modo di verificare personalmente in più di un’occasione.
Le mie parole vi sorprenderanno, forse, non è certo mia abitudine parlar male delle persone, ma nel suo caso (come in quelli di tutti coloro nei confronti dei quali nutro una certa dose di disprezzo) non ho alcuna remora. E poi se ne dicono talmente tante in quegli ambienti sul sottoscritto che questa in confronto è acqua fresca di ruscello…
Ma c’è un’altra ragione per cui ne parlo. E cioè perché quella dei “Ciccone” è una categoria “maschile”, se così può essere definita, ahinoi discretamente diffusa e ormai da diverso tempo anche politicamente trasversale (guarda caso…). Anche con questi personaggi abbiamo a che fare. Sia chiaro, questa è gente che se dovesse ipoteticamente cambiare il vento scomparirebbe nell’arco di un nano secondo…
Però, allo stato, questa è la situazione…
Fabrizio
A conferma di quello che dice Fabrizio ,ripeto quello che avevo scritto qui ,qualche tempo fa …
Sia chiaro che non conosco Ciccone ,ma curiosando sulla sua bacheca di Facebook ,ho letto i commenti ad una sua foto,molto positivi … Come Fabrizio ,non posso certo fare la gara di bellezza e bruttezza (sarebbe come dire cornuto all’asino:) ) però posso solo immaginare come quei commenti fossero completamente stravolti ,se il soggetto in questione avesse osato contraddire ,anche solo in parte ,il pensiero femdominista …
Per quanto riguarda il discorso di Fulvio ,anch’io trovo che non sia sensato portare una delegazione di uomini beta ,ho capito anch’io che andare a commentare su posti non “idonei” non si combina niente ,invece è importante parlarne ,nei posti ,sia in rete che fuori diciamo “generici” …visto che anche ,in altri non ti fanno commentare ,per quello mi sono fatto un blog personale
IN generale sarei d’accordo con Barnard, nei meccanismi che descrive mi ci riconosco ampiamente (purtroppo …) se non fosse che però c’è un punto che lui trascura, e che a me sembra importante. Cioè indipendentemente dal tasso di testosterone (dato comunque rilevante) resta il fatto che l’esperienza del sesso con una persona semi-sconosciuta non potrà MAI essere vissuta allo stesso modo dall’uomo e dalla donna, osservando semplicemente come donna e uomo sono fatti. L’uomo ENTRA, la donna RICEVE. E’ da ipocriti, e lo dico da UOMO, negare che un conto è entrare in casa di sconosciuti, un conto è quando uno sconosciuto ti entra in casa. Da questo punto di vista, agli uomini che si lamentano delle donne “che non la danno” mi verrebbe da dire (scherzosamente, ma non troppo): “ma perchè, tu nel tuo culo ci fai entrare il primo che passa?”
SIMONE SASSU
Come prima cosa benvenuto nel nostro sito, Simone, perché mi pare di vederti per la prima volta.
Ciò detto non condivido per nulla quanto dici, perché per un maschio eterosessuale subire un rapporto anale è comunque una violenza, mentre per una femmina etero un rapporto sessuale (naturalmente consensuale) con un uomo rientra nella normalità. Mi pare quindi che il termine di paragone che hai utilizzato sia del tutto fuori luogo.
Questo, ovviamente, a prescindere dalla diversità fra il modo di concepire e vivere il sesso, che in una qualche misura resterà sempre fra uomini e donne, e che nessuno nega e ha mai negato.
Fabrizio
x Simone Sassu
Questo è un argomento di cui ho parlato molto: le differenze tra maschi e femmine sopratutto genitali, e di solito mi si risponde che io considero le donne inferiori con le idee freudiane. Tu lo hai esposto come se la loro fosse una cassaforte piena di d’oro e in modo ingenuo, ma in fondo dici quello che diceva il padre della psicoanalisi. Per te una donna è come un uomo (penalizzato) visto che (scherzosamente, ma non troppo) paragoni un sedere maschile a quello femminile. Quindi noi meritiamo di essere penalizzati in favore delle femminile?
Bisogna aggiungere che il mondo non è fatto solo di uomini e donne tutti uguali, ognuno di noi con l’altro sesso e con gli altri in generale ha avuto esperienze diverse.
due cose veloci: qui discuto con alcune radical feminist di prostitution e direi che le sto pwnando con scioltezza grazie alla mia superiore capacità argomentativa.
http://femminileplurale.wordpress.com/2012/04/19/se-tutte-le-parti-del-corpo-fossero-uguali/
poi un consiglio cinematografico: Mes Cheres Etudes, film francese su una studentessa che si prostituisce per pagarsi le spese universitarie. è un film di denuncia sulla condizione di indigenza di molti studenti francesi, ma sembra considerare la prostituzione come un fatto naturale ed inevitabile.
fulvio, una domanda: tu saresti Astaroth?
Ecco, in tal caso ti dico subito che il tuo modo di ragionare e il tuo bollare come una massa di “sfigati” quei milioni di uomini che, per tutta una serie di ragioni, vanno a puttane, non mi piace neppure un po’.
Anzi, per essere più chiaro, mi sono proprio rotto il cazzo di tali terminologie, specie se usati da appartenenti al mio stesso sesso.
Un altro particolare che, al pari di altri vecchi della QM, non sopporto più, è questa storia secondo cui i comportamenti delle donne sarebbero sempre e comunque indotti dalla società, dal femminismo, dalla chiesa, eccetera.
L’ipotesi che le donne ci mettano “molto di loro” (ovvero che il loro agire sia dettato in primis dalla loro biologia), a prescindere da tutto il resto, neppure sfiora i più.
Questo modo di ragionare, oltre a rappresentare le donne come delle autentiche ritardate mentali, prive di pensiero autonomo, assolve sostanzialmente l’intero sesso femminile, proprio perché, in ultima analisi, “non è mai colpa loro” ma di chi le induce a comportarsi così: cioè gli uomini, il maschilismo, il patriarcato, eccetera.
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(Non se ne può veramente più)
Fabio C:
).
Questo modo di ragionare, oltre a rappresentare le donne come delle autentiche ritardate mentali, prive di pensiero autonomo, assolve sostanzialmente l’intero sesso femminile, proprio perché, in ultima analisi, “non è mai colpa loro” ma di chi le induce a comportarsi così: cioè gli uomini, il maschilismo, il patriarcato, eccetera.
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Sì, poi dicono a me che le considero inferiori o esagero la loro pericolosità.
Ripeto che le donne non hanno tutte la stessa aggressività, alcune sono timide e altre delinquenti pur restando nell’ambito del rapporto con gli uomini molto simili tra di loro, vedi Bobbit che ha attuato un qualcosa che altre “sentono” ma non farebbero mai nella loro vita (spero
fulvio, una domanda: tu saresti Astaroth?
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no, aono quello che si firma alex. notare come non abbiano replicato direttamente ai miei ultimi messaggi. nemmeno dietro la loro cecità ideologica riescono a contro-argomentare ai miei esempi.