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06 mag 2012  |  209 Commenti

Ho subito violenza. Ma l’Istat non lo sa…

Ho subito violenze, molestie  e pressioni psicologiche in molte occasioni da parte di diverse donne. Dalla mia maestra elementare, dalla mia professoressa di lettere al ginnasio, da mia madre, da una mia dirigente, da una mia ex collega, e diverse altre volte da tante  donne con cui mi sono relazionato.

Violenze psicologiche, umiliazioni, in privato e spesso in pubblico. Un paio di volte anche violenze fisiche; un ceffone mollatomi quando avevo circa vent’anni da una ragazza, senza che nulla giustificasse un atto del genere. E infatti era una donna molto aggressiva e violenta. Un’altra volta invece, lo ricordo bene, avevo circa diciotto anni, nel pieno degli anni ’70, e militavo in una formazione politica di estrema sinistra, fui circondato con fare minaccioso da un gruppo di femministe, peraltro più grandi di me, che volevano “processarmi” (allora era una pratica in voga, i miei coetanei se lo ricordano certamente) perché il giorno prima durante una discussione avevo dato della nevrotica ad una di loro. Solo la mia reazione pacata ma determinata (nonostante la giovane età) evitò che la cosa degenerasse.

Ma le violenze peggiori le ho subite dal punto di vista psicologico. Una volta la mia professoressa di lettere si rivolse a me e al mio compagno di banco e davanti a tutta la classe ci umiliò pronunciando le testuali parole:”Osservateli – disse rivolgendosi agli altri compagni di classe – e osservatevi  - rivolgendosi a noi – siete dei falliti  e tali rimarrete nella vostra vita”. Avevamo quindici anni (15) e quella  “professoressa” scelse di sanzionarci in quel modo per un momento di disattenzione durante una delle sue lezioni di grammatica latina o greca. Quel momento e quella frase sono rimasti scolpiti nella mente mia e del mio amico per tutta la vita. Alla faccia del metodo Montessori!…E meno male che oggi proprio il mio amico ed io saremmo in grado di darle una lezione… di letteratura, ovviamente, di  cui lei in realtà non sapeva nulla, ma in compenso sapeva molto di spocchia, arroganza, presunzione e classismo.

Sì, classismo, avete capito bene, perché il mio era un liceo frequentato per gran parte da rampolli dell’alta borghesia romana e quella signora non aveva in simpatia quelli che, come noi, provenivano da altre zone e da altri contesti della città, che “sdirazzavano” e che “rovinavano l’ambiente”… forse perché troppo esuberanti, troppo vivaci, troppo riottosi a quelle inutili, nozionistiche, prive di ogni senso, noiosissime e alienanti lezioni che usava impartirci. Avevamo la faccia piena di brufoli, scoppiavamo di testosterone, le ragazze neanche ci prendevano in considerazione, non sapevamo che pesci prendere nella vita e quella ci spiegava, a suo modo, che il problema eravamo noi. Noi eravamo quelli “sbagliati”. E ce lo spiegava in quella maniera.

Sì, in quel frangente, e per anni, ho subito violenza, non c’è dubbio. Avrei preferito mille volte un paio di schiaffoni ben assestati a quella pubblica umiliazione a cui il mio amico ed io fummo sottoposti, rimasta scolpita nella nostra mente per tutta la vita.

Ho subito violenza dalla mia maestra elementare di cui ancora ricordo una sfuriata davanti a tutta la classe. Riuscii a non piangere davanti agli altri ma piansi dopo, in segreto, per alcuni giorni, e anche questo è un episodio scolpito in modo indelebile nella mia memoria.

Ho subito violenza da mia madre che mi ha rimproverato  prendendomi a schiaffoni più di una volta senza nessun valido motivo.  E lo ha fatto talvolta anche in pubblico, umiliandomi.

Ho subito violenza da una mia ex dirigente sul posto di lavoro che non mi calcolava, non mi prendeva neanche in considerazione e faceva di tutto per emarginarmi all’interno del contesto di lavoro.

Ho subito violenza da una mia ex collega, che aspettava la prima occasione, anche il più piccolo errore da parte mia, per screditarmi e mettermi in cattiva luce agli occhi del direttore della rivista per la quale lavoravo.

Ho subito violenza da parte di una mia ex che mi aveva mollato per un altro e che nel momento della mia maggior fragilità infieriva su di me per farmi sentire ancora più inadeguato.

Ho subito violenza da parte di una altra mia ex collega della quale sono stato innamorato per anni e che non aveva alcun rispetto per il mio sentimento.

Ho subito violenza da parte di tante donne che mi hanno girato e rigirato come un calzino, approfittando della mia ingenuità, della mia spontaneità, della mia inesperienza e del mio disperato bisogno sessuale e affettivo. Ho corteggiato, offerto cene, ho dato vita al solito “spettacolo di arte varia”, come recita una canzone di Paolo Conte, mi sono sottoposto a recite umilianti nel maldestro tentativo di  centrare l’”obiettivo”, sono stato dietro alle loro gonne nella speranza che si concedessero. Si “concedessero”, un verbo che dovrebbe sparire dal vocabolario della relazione fra uomini e donne…

Ho subito ricatti sessuali, dinieghi non proprio gentili, comportamenti assai poco educati,  atteggiamenti spocchiosi, altezzosi, a volte sprezzanti, soprattutto in giovane età, telefonate mai ricambiate, appuntamenti mancati e senza preavviso.

Ho subito violenza da parte di tutte quelle donne che mi hanno sbattuto il sesso in faccia senza “concedermelo”, che hanno sollecitato le mie attenzioni e poi hanno lasciato cadere il tutto, che sono uscite con me una volta o due, mi ci hanno fatto “credere” e poi sono sparite dall’oggi al domani senza neanche una parola. Evidentemente pensavano che al posto dell’anima avessi un mucchietto di polvere…

Ho subito violenza da parte di molte donne. Non c’è dubbio.

Insomma,  se mi arrivasse la telefonata di un sondaggista  dell’Istat e mi chiedesse:”Lei ha mai subito una qualche forma di violenza,fisica o psicologica, da parte delle donne?”, non potrei che rispondere affermativamente. “Sì, ho subito violenza, e in più di un’occasione”.

E se facessero questa stessa domanda a un campione di diecimila uomini, quali sarebbero le risposte? E quali le percentuali di coloro che hanno subito “una qualche forma di violenza”? Forse tutti?…Probabilmente è proprio questa la risposta che temono ed è per questo che i sondaggi vengono fatti sempre e solo a senso unico…

Ma se questi sono i criteri utilizzati, perchè affermare che ”solo” dieci milioni di donne, sempre secondo i sondaggi ufficiali,  hanno subito “una qualche forma di molestia o di violenza da parte degli uomini”. Perché non tutte?

P.S. Nella mia vita ho conosciuto anche diverse donne intelligenti, sensibili, aperte, in gamba e generose, vere amiche, che mi hanno aiutato più che concretamente in momenti non facili della mia vita.   Ne ho conosciute anche diverse  altre che “me l’hanno data” senza farmela sudare più di tanto… alcune di loro mi hanno anche voluto bene sinceramente e autenticamente e anche io gliene ho voluto e gliene voglio molto.

E’ anche per questo (oltre che per il lavoro psicologico su me stesso) che posso occuparmi di queste vicende senza avere scheletri nell’armadio e soprattutto senza la necessità e il bisogno malsano di criminalizzare l’intero genere femminile.


209 Commenti

Arturo 12:23 pm - 21st luglio:

Salve,è da molto che vi leggo anche se non amo partecipare attivamente alle discussioni.
Recentemente ho avuto una breve relazione.
Alli’nizio è stato bellissimo.
Poi l’ultima volta che sono andato a trovarla,ha cambiato completamente atteggiamento;mi ha fatto venir fin là più per subire angherie come cercare qualsiasi pretesto per rimproverarmi,dicendomi anche di essere un bambinone e insicuro.
Poi quando mi avvicinavo a lei mi guardava con due occhi che sembravano quelli di una lepre quando incrocia i due fari di un tir.
Io penavo non tanto per le sue parole ma perchè mi chiedevo: “Santo Cielo,ma dove è finito l’amore?!”
La sera a letto mi guardava come se fossi Fantozzi e mi diceva che non ci si sarebbe vista tutta la vita con me.Poi,ovviamente abbiamo dormito in camere separate
Il brutto è stato è che ero indifeso perchè quando si ama una persona,è difficile trovare il modo di ferirla,anche solo a parole,ma quaesta volta sarebbe occorsa la stessa spada per restituirle i torti.
Mi accusava di essere passivo solo perchè è da un po’ di tempo che non lavoro.
Mia madre dà ragione a lei,dice che non sono “intraprendente”.Purtroppo non conoscevo i suoi luoghi e la mia intraprendenza l’ho dimostrata quando dalle miei parti abbiamo girato mezzo Piemonte portandola attraverso paesaggi e cercando di stare sempre in giro.
Scusate lo sfogo,grazie al Cielo non racconto gli stessi guai avuti dal pover uomo sopra,ma mi chiedo quanto valga poi un essere umano se i suoi sentimenti possano essere sacrificati sull’altare di convenzioni e opportunismi vari fino a valere nulla.

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Luigi Corvaglia 8:26 pm - 21st luglio:

Arturo: Il brutto è stato è che ero indifeso perchè quando si ama una persona,è difficile trovare il modo di ferirla,anche solo a parole,ma questa volta sarebbe occorsa la stessa spada per restituirle i torti.

.
Innanzitutto benvenuto .. *drinks*
Da quanto capisco si tratta di una relazione già chiusa.
Meglio così.
Scusa se mi permetto ma per come sono fatto, io avrei girato i tacchi e me ne sarei andato via subito.
Posso capire che determinati giudizi, sempre comunque soggettivi, vengano dati dall’uno o dall’altra nell’ambito di una relazione sufficientemente lunga, tale da permettere una approfondita conoscenza del partner. Ma così … come ti permetti di trinciare giudizi generali su una persona che in fondo nemmeno conosci?
A me quel comportamento oltre alle classiche palle smile , avrebbe fatto cadere anche l’affetto nutrito verso quella persona.
Però potrebbe esserci anche un’altra chiave di lettura (prendi la cosa con leggerezza, ipotizzo solamente), probabilmente la signora voleva un’avventura breve è quella è stata la sua maniera di troncare.

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Fabrizio Marchi 11:03 pm - 21st luglio:

Arturo,

“Scusate lo sfogo,grazie al Cielo non racconto gli stessi guai avuti dal pover uomo sopra” (Arturo)
Il pover’uomo di cui sopra è il sottoscritto! http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif

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Arturo 3:42 pm - 22nd luglio:

Scusami Fabrizio.Non ho letto fino in fondo l’articolo perchè un senso di rabbia mi ha distolto.
Hai visto le vera faccia di un mondo iniquo ed egoista.

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Arturo 3:46 pm - 22nd luglio:

Luigi,lungi da me qualsiasi giudizio sulla persona.
Valuto solo i comportamenti.
Probabilmente voleva solo un’avventura.
Ma io sono un dinosauro,vecchio come la stella da cui prendo il nome di battesimo.http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif

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Fabrizio Marchi 8:52 pm - 22nd luglio:

Arturo,

Ma figurati, Arturo, è stato un outing consapevole che aveva l’obiettivo di infondere coraggio in tanti uomini che non hanno la forza di esprimersi pubblicamente…Fino ad ora però non ha sortito grandi effetti…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif

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Aliquis 11:01 am - 24th luglio:

Il commento di Arturo mi ha solleticato nel rispondere. Io infatti, a differenza di lui, rientro sicuramente nella categoria di coloro che sono considearti “falliti e non intreaprendenti”, almeno secondo i canoni ufficiali di tale società. La cosa non mi tocca perchè io non condivido tali valori e ne ho altri, sia perchè mai mi piacerebbe vivere nel modo voluto dai valori dominanti. Tendo a disprezzare le donne del tipo incontrate da Arturo.
Per questo ho estrema cautela e diffidenza verso ogni contatto con loro. Di recente mi sono aggregato a un forum di persone che condividono le mie caratteristiche psicologiche e in cui ci sono numerose donne. Pensavo che in tale ambiente era più facile incontrare persone che sono all’ opposto di quelle incontrate da Arturo. Mi sembra, dopo incertezze iniziali, che con qualcuna si stia sviluppando un buon dialogo. Dopo un primo incontro, presto nè avrò un secondo. Ma poichè non sono certo, e per di più sto attraversando un momento difficile, forse decisivo, sul paino lavoartivo, non so ancora come mi tratteranno effettivamente. Vedremo. Di sicuro, se mi diranno quello che è stato detto ad Arturo, conformemnte al mi carattere me ne andrò via.
Le donne combattono il maschilismo ma poi se uno non è “machista” viene disprezzato.

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Arturo 4:35 pm - 24th luglio:

Aliquis,io che rientro nella categoria dei “rubacuori”?http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif
In questa società rientro nella categoria degli “sfigati”.
Comunque il commento di Aliquis mi ha fatto molto riflettere e davvero tutto non è come appare.
All’inizio lei era una donna dolcissima.Mi raccontava che aveva vissuto con un uomo terribile.
Io non avevo una relazione da anni,venivo da un momento difficile e fu un raggio di sole la sua venuta.
Ancora da queste donne non ho capito cosa significa il concetto di “intraprendenza”.
Io penso che tu hai più chance di colpire una donna,rispetto a me sei più intraprendente.
Io non ho girato i tacchi e non me ne sono andato perchè mi sono trovato in una “trappola” in quanto lontano da casa e non mi anadava di spendere altri soldi.
Ma tra i due quello più equilibrato ero io,infatti lei di me detestava la mia inespressività del volto;io cercavo di non far trapelare nessuna emozione.
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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