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13 nov 2012  |  288 Commenti

Prima indagine sulla violenza delle donne sugli uomini in Italia


Indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile

Conferenza stampa di presentazione: Comune di Roma, martedì 13  novembre, ore 14:00

Via delle Vergini n. 18, sala conferenze III  piano.

Nonostante l’impegno costante dei media, delle istituzioni e di larga parte del privato sociale nel condannare la violenza, la stessa viene etichettata come violenza di genere dimenticando l’assunto che la violenza è un costrutto ampio e complesso che non prevede distinzioni in ordine al sesso.

La “normalizzazione” pubblica della violenza femminile – messaggi pubblicitari, spettacoli  televisivi, cinema, stampa, video web – crea assuefazione ed abbassa l’allarme sociale.

La scena di un uomo che schiaffeggia una donna in un reality non può essere accettata, non ha scusanti, suscita sdegno, scatena condanna pubblica, espulsione, biasimo collettivo di conduttori e spettatori.

Doverosamente, aggiungiamo.

A ruoli invertiti, tuttavia, la scena non suscita uguale sdegno ed uguali reazioni, viene minimizzata, diviene “normale”, perfino ironica: gli episodi di violenza diventano quindi proponibili, anche pubblicamente, quando ne sono vittime gli uomini.

L’agito violento non ha caratteristiche proprie, oggettive: sembra divenga biasimevole in funzione di chi faccia cosa. Viene trasmesso il messaggio che la violenza femminile non esiste, e se esiste è “lieve”, non suscita allarme. In ogni caso è legittimata, normalizzata, positivizzata, sdoganata persino sui media.

Può una forma di violenza essere considerata politically correct , qualunque essa sia?

L’indagine è finalizzata a raccogliere elementi di valutazione ancora inesistenti nel nostro Paese, utili a verificare se esista, ed eventualmente in che misura, una realtà diversa da quella fondata esclusivamente su condizionamenti, luoghi comuni e pregiudizi.

Si tratta di un’indagine ufficiosa, ma rappresenta l’unica fonte in assenza di indagini ufficiali.

L’analisi dei dati raccolti smentisce la tesi della violenza unidirezionale U>D e le sovrastrutture culturali che ne derivano. La teoria secondo la quale la violenza U>D sia la sola forma diffusa, quindi l’unica meritevole di contromisure istituzionali, si rivela quindi un postulato indimostrato ed indimostrabile, generato esclusivamente dal pregiudizio.

Sono pertanto prive di fondamento le teorie dominanti che circoscrivono ruoli stereotipati: donna/vittima e uomo/carnefice.

Dall’indagine emerge come anche un soggetto di genere femminile sia in grado di mettere in atto una gamma estesa di violenze fisiche, sessuali e psicologiche; quindi anche un soggetto di genere maschile possa esserne vittima.

Il fenomeno della violenza fisica, sessuale, psicologica e di atti persecutori, in accordo con le ricerche internazionali, anche in Italia vede vittime soggetti di sesso maschile con modalità che non differiscono troppo rispetto all’altro sesso.

L’indagine inoltre dimostra che le modalità aggressive non trovano limiti nella prestanza fisica o nello sviluppo muscolare; anche un soggetto apparentemente più “fragile” della propria vittima può utilizzare armi improprie, percosse a mani nude, calci e pugni secondo modalità che solo i preconcetti classificano come esclusive maschili.

La significativa rappresentatività nel campione di soggetti con prole ha fatto emergere l’effettiva strumentalizzazione che i figli hanno all’interno della coppia in crisi.

Il dato più evidente riguarda le violenze psicologiche, testimoniate dal campione in percentuali significative. Solo il 2,1% ha dichiarato di non averne mai subite

Al termine di questa ricerca, ciò che gli autori auspicano è che il fenomeno venga ulteriormente approfondito dagli organi istituzionali, indagando con identici strumenti e modalità un campione composto da un uguale numero di donne ed uomini, secondo criteri di trasparenza ed imparzialità sino ad oggi sconosciuti.

L’obiettivo è lo studio di adeguate contromisure istituzionali, affinché la tutela della vittima sia garantita indipendentemente dal sesso di appartenenza.

Esplicito dovere di una società civile dovrebbe essere prevenire e condannare la violenza a 360°, a prescindere dal genere di autori e vittime.

Gli autori: Y. Abo Loha, G. Gallino, S. Gascò,  G.P. Macrì, C. Manzari, V. Mastriani, F. Nestola, S. Pezzuolo, G. Rotoli


288 Commenti

Luigi Corvaglia 8:45 pm - 27th maggio:

Pappagallus Indignatus: http://www.affaritaliani.it/cronache/uccide-il-marito-ustionandolo-acqua-bollente270513.html
Si prega di notare che sul sito, non si sa perche`, mettono la foto della ragazza ammazzata dal fidanzatino anche se l`articolo e`inerente una donna che ha ammazzato il marito. Come dire: e`vero che le donne ammazzano e violentano, ma ricordatevi che la violenza e`solo e sempre maschile…

……..
Pappagallus, scusami se ho spostato il commento in questo thread, ma mi sembra più attinente.
Tra l’altro se li concentriamo in un unico luogo sarà più facile usarli come banca dati.
Scusami ancora …

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Sebastiano 4:00 am - 28th maggio:

Salve a voi. Vi seguo sempre nel tentare di dipanare tutto lo sfascio imbastito da quelle arpìè modificazione psichica della donna, le femministe, teste di sfascio per una società peggiore. Non so se ne è parlato altrove ma voglio mettere la notizia di oggi o recente:
Violenza sulle donne, Carfagna relatrice
Ruocco: pagliacciata. L’ex ministro: violenza

http://www.corriere.it/politica/13_maggio_27/carfagna-ruocco-polemica-femminicidio_3fd82030-c6f1-11e2-91df-63d1aefa93a2.shtml

non si sarebbe per conflitto di interesse (nei piaceri che si è riservata stante la sua vicinanza con quel tale che ha affossato cultura, politica e massmedia nei recenti pesanti vent’anni) potuta mandarla fuori dal parlamento anzichè parlarci dove evidentemente non è stata accolta nè sostenuta nella sua rivendicazione per interposta vita mai esercitata?
E’ una donna che la critica e ovviamente la difesa è lo standard che ancora crede di attribuirsi, contro la violenza maschile. I piaceri del padre consumistico degli italiani però non sono stati una forma di violenza, ma se comodi, hanno fatto brodo.
Ripeto per chi ancora non lo sapesse: le comodità e i piaceri fanno brodo se non sono violenti. Se sono violenti non fanno brodo. Dipende dalla convenienza.

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G2 2:26 pm - 4th giugno:

Vorrei rifarmi nel mio commento a quanto scritto nell’articolo in merito al fatto che la violenza a ruoli invertiti, non suscita uguale sdegno ed uguali reazioni, viene minimizzata diviene “normale” e perfino ironica, e la cosa è così vera che anche nella nostra mente di maschietti la cosa assume un aspetto così strano che quando succede siamo i primi a riderne. E’ quanto è accaduto proprio a me che, preso a pugni (non a schiaffi) proprio a pugni in faccia per strada, invece di reagire con altrettanta violenza mi sono messo a ridere, avete capito bene, a ridere, Non mi è passato mai per la mente di approfittare dell’episodio ed andare a denunciarla. Qualche tempo dopo invece a parti invertite (due sberle, provocato pesantemente) la cosa mi è costata una denuncia non per percosse, non per minacce ma udite bene, per stalking, . Per carità, non cerco giustificazioni, non cerco contrapposizioni ideologiche nei confronti delle donne, ma cerco solo un’ egualianza di fronte alla legge, la violenza non è di genere, la violenza è violenza e basta che la faccia un uomo o una donna ma sembra che in quest’ultimo periodo sia solo maschile, certo c’è una differenza nelle modalità in cui si estrinseca tra uomo e donna differenza data dalla diversa conformazione fisica ma sempre di violenza dobbiamo parlare, essere donna non vuol dire essere artefice di una violenza minore.

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Fabrizio Marchi 3:33 pm - 4th giugno:

G2,

Innanzitutto benvenuto, G2, e complimenti per aver comunque raccontato pubblicamente una tua esperienza di vita molto personale.
Se me lo permetti, credo che la tua reazione (sbagliata) al secondo episodio sia la diretta conseguenza della tua mancata reazione (altrettanto sbagliata) al primo. Nel senso che, da un punto di vista psicologico, i due fatti sono a mio parere collegati. Nella tua psiche intendo. Molto probabilmente il ricordo del primo episodio in cui non hai reagito nel mondo adeguato ad una aggressione ha alimentato in te un sentimento di frustrazione che poi ha covato ed è sbottato improvvisamente e improvvidamente nel secondo. Mi spiego meglio. La tua mancata reazione in occasione del primo episodio, nasconde a mio parere un senso di inadeguatezza da parte tua. E il fatto che tu l’abbia presa a ridere (ma in realtà era una risata nervosa, non convinta…) lo dimostra.
Se tu in quel caso, al primo colpo sferrato dalla pulzella le avessi bloccato vigorosamente il braccio e con fare deciso e virile ma non violento, le avessi intimato di stare buona e di non riprovarci, penso proprio che nel secondo episodio tu non avresti reagito ad un insulto prendendo la ragazza a sberle.
Le reazioni violente sono sempre il segnale di qualcosa che non funziona dentro di noi. Ricorda che un uomo autorevole (parlo dal punto di vista umano, non sociale) e consapevole, è un uomo che sa farsi rispettare, sia dagli altri che dalle donne. Certo, potrebbe incontrare un uomo più forte di lui che lo sovrasta dal punto di vista fisico, ma in quel caso non c’è una umiliazione ma “solo” una sconfitta che non ha conseguenze sul piano psicologico (al limite fisico, ma insomma, ci capiamo…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif). Posso fare a botte (ci si augura di no, ovviamente, e bisogna sempre cercare di evitare…) con un tizio che mi aggredisce, e magari anche prenderle perché lui è più forte, robusto o allenato di me. E’ normale, ma questo non costituisce un fatto psicologicamente traumatico. Perchè fa parte del “gioco”. Non so se mi spiego. E’ invece psicologicamente traumatico e/o frustrante, almeno per me, se venissi provocato pesantemente o addirittura preso a a schiaffi da qualcuno e non reagissi per paura o altro.
Lo stesso identico discorso, mutatis mutandis, ma ovviamente con modalità diverse, vale con le donne. E’ ovvio che se una donna mi aggredisse non reagirei come se ad aggredirmi fosse un uomo perché sarebbe una reazione abnorme all’evento, oltre al fatto che la manderei diritta all’ospedale e finirei direttamente in galera.
E’ ovvio che questa modalità di comportamento vale più o meno per tutti o quasi gli uomini fin dalla notte dei tempi. Oggi, e anche questo è uno degli effetti nefasti della confusione totale in cui il femminismo o “guerrasessismo” (nuovo termine coniato da Ettore, un amico del MFPG, che trovo tutto sommato abbastanza efficace per definire il neofemminismo) ci ha gettati, tutto è stravolto, e anche la dimensione della violenza, che non va assolutamente confuso con l’utilizzo saggio e consapevole della forza, conduce ad inevitabili degenerazioni in un senso o nell’altro. Quindi abbiamo donne che aggrediscono uomini, uomini che subiscono in silenzio e altri che reagiscono in modo sbagliato , sproporzionato e violento perché hanno smarrito completamente il senso della loro maschilità e della virilità, perché sono stati psicologicamente minati.
E’ un fenomeno diffusissimo, sia chiaro, non devi certo pensare che simili episodi siano accaduti solo a te. Anche io, quando ero più giovane, ho avuto necessità di tempo per prendere le dovute misure da questo punto di vista, sia con gli uomini che con le donne.
In realtà questo è un tema molto importante che dobbiamo senz’altro approfondire, perché quello della violenza e della forza è un tema fondamentale per gli uomini perché va comunque a toccare degli archetipi profondi.
Quindi grazie per aver reso pubblica la tua esperienza che ci darà modo di approfondire questo tema.
I racconti personali e le esperienze di vita di ciascuno di noi valgono più di qualsiasi trattato filosofico che possiamo elaborare.

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Rino DV 8:02 pm - 4th giugno:

1) Investe una donna e fugge: poi si uccide per il rimorso
http://edizioni.lastampa.it/biella/articolo/lstp/42608/

Non ascolteremo mai la notizia simmetrica.
Mai.

2) In tribunale uomini “graziati” dalle ex mogli
http://www.lastampa.it/2013/06/04/edizioni/novara/ti-denuncio-poi-ti-perdono-in-tribunale-uomini-graziati-dalle-ex-mogli-oQn7D1S57YvNVDe2RnVmwK/pagina.html

Gli uomini invece le “graziano” ancor prima: non denunciano nulla.

RDV

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Rino DV 8:15 pm - 4th giugno:

3) Dimenticato in auto dal padre
A due anni muore per il caldo

http://www.lastampa.it/2013/06/04/italia/cronache/bimbo-trovato-morto-in-auto-a-piacenza-oEraAPWtJz7XaWtUN416uL/pagina.html

Questo padre finirà male.
Diversamente da quella madre che qui, 10 anni fa, sciando a -15 con il figlio nello zainetto, giunta in fondo alla pista lo trovò assiderato.

RDV

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Pappagallus Nocturnus 8:28 pm - 4th giugno:

Rino DV,

Quanto veri…e quanto raggelanti i tuoi post.

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Luigi Corvaglia 6:24 pm - 8th giugno:

In Italia probabilmente dovrà passare un bel pò di tempo prima che qualche istituzione, riprenda il lavoro (meritorio) di Nestola&Company.
Altri paesi sono più avanti. Il link che segue riporta i dati del Robert Koch-Instituts.
Germania: cresce la violenza delle donne sugli uomini

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Dario 1:22 pm - 10th giugno:

Devo dire che anch’io ho avuto pesantemente a che fare con una dinamica simile a quella vissuta da G2 con il quale solidarizzo.
Il mio caso comunque è assai più difficile e pesante da “digerire” ma non desidero scendere nei particolari per varie ragioni personali.
Voglio chiarire una cosa, la “soluzione ” prospettata da Fabrizio Marchi e cito testualmente :- Se tu in quel caso, al primo colpo sferrato dalla pulzella le avessi bloccato vigorosamente il braccio e con fare deciso e virile ma non violento, le avessi intimato di stare buona e di non riprovarci, penso proprio che nel secondo episodio tu non avresti reagito ad un insulto prendendo la ragazza a sberle – è praticabile solo a livello teorico e in ben pochi casi.
In tanto, per ciò che mi riguarda, il fatto di essere aggrediti violentemente da una donna, è di per se, fenomeno inusitato in genere per un uomo. Questo gli provoca, (come nel mio caso) un senso di sbigottimento e di inrealtà tale da rendere il soggetto incapace di qualsiasi reazione immediata ed in particolare “ragionata” come quella proposta dal sig. Marchi. In genere tra se e se, si cerca di capire il motivo di un tale gesto da parte della “dolce fanciulla” poichè non si ammette che un tale gesto possa avvenire senza una reale motivazione o una motivazione tale da giustificarlo. Garantisco che il blocco del polso, o dei polsi della aggredente, può avere effetti ancor più nefasti. Se siamo in presenza di una donna violenta che ha deciso di sfogarsi su di noi, la stessa incomincerà a tirar calci, morsi ecc… fino a liberarsi. Inoltre in base alla forza con la quale l’avete trattenuta avrà sulle braccia dei segni definiti al pronto soccorso come “abrasioni da aggressione”. A quel punto, i giochi per l’uomo si chiudono. Gli avrete regalato un ottima arma con la quale potervi ricattare e minacciare e far figurare che i violenti siete voi.

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Luigi Corvaglia 5:38 pm - 10th giugno:

Ciao Dario
Innanzitutto benvenuto. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif
Non mi sento di dirti cosa sia giusto o cosa sia sbagliato in queste situazioni, perché per fortuna non ci sono mai passato, ma hai tutta la mia (nostra) solidarietà.
Sono contento che tu abbia trovato, al pari di G2, la voglia ed il coraggio di parlarne.
Non solo, ho letto il tuo blog, vuoi impegnarti per far uscire questo fenomeno dall’indicibilità, dalla clandestinità.
Cosa dirti…. Chapeau.
Se in qualche modo ritieni che possiamo esserti utili, non farti problemi.

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Fabrizio Marchi 7:59 pm - 10th giugno:

Dario,

Dario, intanto benvenuto anche da parte mia. Come prima cosa direi di darci del tu perché ancora non ci ho fatto la bocca ad essere chiamato signore…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif
Non ho detto che ho la soluzione in tasca né mi sento di tracciare le linee guida per un manuale comportamentale dell’uomo evoluto e consapevole in tutti i frangenti possibili della vita.
Ciò che volevo dire è che in linea di massima un atteggiamento fermo e risoluto che sia in grado di trasmettere consapevolezza e forza interiore è sicuramente un deterrente valido in situazioni di quel tipo.
Poi è ovvio che tutto è relativo e possono verificarsi tante diverse varianti sul tema. E’ evidente che se una donna ti aggredisce, tu le blocchi i polsi e lei comincia a prenderti a calci negli stinchi o nel basso ventre da farti vedere le stelle oppure a morderti il naso o un orecchio, è ovvio che tu a quel punto sei anche moralmente autorizzato, se non altro per legittima difesa, a darle un paio di sonori e virili schiaffoni ben assestati, che a mio parere raggiungono il loro obiettivo che è quello di sedare, diciamo così, dal punto di vista psicologico, la bellicosità del soggetto. Mutatis mutandis, è come se un uomo si beccasse un paio di diretti sul naso e un bel gancio destro sul mento; ti assicuro che gli ardenti bollori tendono a spegnersi (in questi casi si dovrebbe dire “provare per credere”, ma non ve lo consiglio, credetemi sulla parola…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif)
Naturalmente questo non evita le possibili conseguenze giudiziarie che potrebbero esserci, questo lo do per scontato, sappiamo benissimo da che parte penda la giustizia. Ma non era questo l’oggetto della riflessione posta da G2. La questione che lui poneva era di ordine psicologico, e cioè come comportarsi in determinati frangenti che potrebbero verificarsi e quali effetti provocano dal punto di vista psicologico, simili esperienze.
Un episodio simile al suo è capitato anche a me, peraltro, quando ero ancora molto giovane. Avevo circa vent’anni, e fui preso a sberle da una ragazza. Rimasi come un fesso e infatti la cosa mi colpì dal punto di vista psicologico (ne parlo nel mio articolo “Ho subito violenza ma l’Istat non lo sa”). Mi sentivo un coglione, per dirla in parole povere, ed è la sensazione che prova qualsiasi uomo preso a schiaffi o a pugni da una donna…
Sono però assolutamente convinto che quella ragazza fu spinta ad aggredirmi proprio perché aveva avvertito la mia fragilità psicologica e sapeva che poteva permettersi un simile atteggiamento senza una risposta adeguata da parte del sottoscritto. Sono altresì convinto che nei casi di violenza fisica subita dagli uomini da parte delle donne c’è sempre da parte femminile la percezione della fragilità maschile. Nessuna donna aggredirà mai fisicamente un uomo di cui percepisce la forza, psicologica prima ancora che fisica. Se una donna aggredisce un uomo fisicamente è perché sa che ci sono le condizioni per poterlo fare (e per uscirne illesa e senza nessuna conseguenza), altrimenti non lo fa.
Oggi sono decine, forse centinaia di migliaia (anzi, sembrerebbe milioni, stando alla controanalisi dell’amico Fabio Nestola), gli uomini che subiscono violenza da parte della propria moglie, fidanzata o compagna. Quindi quanto stiamo dicendo non è sesso degli angeli ma un problema molto urgente e concreto che dobbiamo affrontare, sotto vari punti di vista. Come vedete, nell’arco di pochi giorni, siamo già in tre ad aver esternato di aver subito un’aggressione fisica da parte di una donna e mi pare di poter dire che tutti e tre abbiamo avuto la medesima reazione, che è una miscela, correggetemi se sbaglio, di stupore, incredulità, frustrazione, costernazione, senso di inadeguatezza, incapacità di una reazione adeguata ecc. ecc.
Dobbiamo lavorarci sopra e approfondire il tema senza timori di sorta. Bene avete quindi fatto a rendere pubbliche le vostre esperienze. E’ un primo passo fondamentale. Se riusciste a farlo anche rendendo pubbliche le vostre generalità sarebbe eccezionale (lo dico innanzitutto per voi dal punto di vista psicologico…), sareste già a tre quarti dell’opera e forse più.
Il nostro amico Pappagallus Nocturnus ha saggiamente suggerito l’apertura di una sezione dedicata proprio al racconto delle violenze subite da parte femminile (siano esse mogli, madri, sorelle, fidanzate, amanti o semplici sconosciute) e credo proprio che l’apriremo presto, sempre che la nostra cabina tecnica di regia sia d’accordo e la predisponga…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif
Anzi, ora che ci penso, potrebbe proprio intitolarsi “Ho subito violenza ma l’Istat non lo sa”…

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Dario 12:07 am - 11th giugno:

Ne tuo intervento che ho comunque molto apprezzato, sembra per certi versi (scusami la schiettezza) che tu tanda anche se involontariamente a “ribaltare la frittata” ovvero, sembra che in quanto hai scritto, la responsabilità- colpa- della subita violenza da parte di una donna, sia da attribuirsi a noi stessi inquanto la donna ha avvertito la nostra fragilità e quindi si permette di fare ciò che con un altro uomo (maschio alfa forse? ) non farebbe… Questo ho inteso e se è così devo dissentire. Tale ragionamento è come dire che è la vittima a creare il carnefice e non viceversa (mi par desser tornato ai tempi di Charles Baudelaire)Purtroppo la verità è che per quanta forza fisica o psicologica un uomo possa avere, una donna violenta, una “megera” sarà sempre un gradino superiore… non perchè superiore, ma perchè protetta dagli stereotipi di genere e da un sistema legale che penalizza l’uomo inquanto tale. Per quanto riguarda la tua assicurazione rispetto al…dare due schiaffoni, che dovrebbero sedare… così come il dar due pugni a un uomo che gli spengono i bollori… Bhe lascia che ti dica che non sò con quali uomini ti sia confrontato… sei stato molto fortunato a parer mio… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif
Quel che ho verificato personalmente invece, era un effetto in crescendo almeno fino a quando, uno dei due avversari non si arrendeva per esaurimentohttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif
La stessa dinamica si generava con “lei” sulla quale un paio di schiaffi avevano un effetto di rendere la sua violenza ancora più esplosiva. Si calmava solo al soppraggiungere delle forze dell’ordine, in quel caso, improvvisamente diventava il povero agnellino perseguitato dall’uomo cattivo…
Non sono uno psicologo un sociologo ma mi pare evidente che non sia possibile delineare le conseguenze psicologiche di tali cose se non caso per caso. Ogni caso è a se, così come la psicologia e la resistenza psicologica di ciascuno di noi. Questo almeno fino a che non verranno compiuti studi seri in tal senso. Ma tali studi non ci saranno mai se non verrà portato all’attenzione del pubblico e delle istituzioni questa realtà sempre più dilagante. Forse sbaglio, ma non credo serva a qualcosa gingerci i fianchi con il cilicio ed autoflaggellarci per una nostra supposta fragilità psicologica. Ciò che occorre, è portare la discussione “fuori da noi” lottando perchè venga riconosciuta questa realtà ormai dilagante ma negata e nascosta per contrapposizione dalle campagne promosse a favore delle donne.
P.s.
Mi chiedo, se nelle statistiche vengono depennati quei casi in cui le violenze denunciate dalle donne si sono rivelate inventate e quei casi in cui la violenza dell’uomo è esplosa magari dopo mesi se non anni di malvessazioni, insulti, minacce, violenze psicologiche se non fisiche subite da parte della denunciante malmenata…. (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale ma non casualmente voluto)http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

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Dario 12:23 am - 11th giugno:

Intanto, ringrazio il sig. Luigi Corvaglia per la solidarietà e per l’offerta di aiuto che accetto volentieri
Chi volesse leggere commentare e criticare è ben accetto, chi maggiormente volesse scrivere in merito o raccontare la propria esperienza sarà sarà più che il benvenuto. Più avanti spero di poter dar vita ad un’associazione legalmente riconosciuta i cui obbiettivi base siano quelli enunciati.
Avevo risposto anche al sor Fabrizio Marchi (lo chiamo sor perchè non è abituato a sentirsi chiamare signore http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif )
Era un post leggermente avvelenato, (stavo guardando un documentario sui cobra) purtroppo si è cancellato http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif Va bhè magari riprenderò il discorso in modo più soft in un altro momento…. per ora, auguro a tutti buona notte.

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Luigi Corvaglia 5:51 am - 11th giugno:

Dario: Era un post leggermente avvelenato, (stavo guardando un documentario sui cobra) purtroppo si è cancellato …..

……
era solo finito nello spam ….

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Fabrizio Marchi 8:23 am - 11th giugno:

Dario,

Allora forse mi sono spiegato male. Ci riprovo…
Non ho affatto detto che gli uomini sono responsabili della violenza femminile o che addirittura debbano colpevolizzarsi per questa. Né tanto meno ho mai pensato (né detto) che ciò che provoca l’aggressività femminile sia la fragilità maschile. Ho detto una cosa molto più semplice e cioè che la fragilità psicologica maschile scopre il fianco all’aggressività femminile, per la semplice ragione che pone la controparte nelle condizioni migliori per potere dare libero sfogo alla sua aggressività. La violenza, che non va assolutamente confusa con la forza, è sempre un atto di prevaricazione su un soggetto più debole. Sempre. Vale per i singoli come per i gruppi sociali, i popoli, le nazioni e gli stati. La violenza si manifesta sempre per quello che è, cioè come un atto di dominio (violento) di un soggetto, individuale o collettivo, su un altro.
Se una grande potenza militare, economica e politica invade e occupa un altro paese e/o un’altra nazione e un altro popolo, è evidente che può farlo perché ha di fronte a sé un popolo e una nazione oggettivamente più fragili. Con questo non voglio mica addebitare la colpa all’aggredito, perché più debole, mi sembra evidente. Al contrario, penso che l’aggredito stia subendo un atto di prepotenza e di violenza e che la responsabilità di questo debba ricadere interamente sull’aggressore.
Mutatis mutandis, era quello che intendevo dire quando dicevo che è la fragilità maschile che spalanca le porte all’aggressività femminile, perché è anche quella fragilità che contribuisce (involontariamente) a determinare le condizioni per le quali quella stessa aggressività femminile si manifesta.
Oggi, questo lo davo per scontato altrimenti non saremmo qui, il contesto sociale, culturale e politico, ha creato e crea le condizioni affinchè quell’aggressività femminile non solo si manifesti ma sia sostanzialmente coperta e giustificata. Quelli che leggeranno queste mie parole che non la vedono come noi penseranno che siamo dei matti a sostenere queste cose in tempi di “femminicidio” (cioè genocidio del genere femminile) e in pieno dominio della cultura patriarcale e maschilista. Ma tant’è…
Spero di essere stato più chiaro. Nel caso specifico, avendo vissuto anch’io in giovane età l’ esperienza di essere aggredito da parte di una donna, ho voluto dare la mia interpretazione, di cui sono convinto. Quella donna avvertì la mia fragilità psicologica (non ero in un buon periodo da quel punto di vista) e capì che non ci sarebbe stata una risposta adeguata da parte mia. Questo non giustifica mica la sua aggressione, anzi, la pone in una condizione di ancor maggiore colpevolezza oltre che di miseria umana ed esistenziale.
Ciò detto, so perfettamente che uno scontro fisico fra uomini potrebbe avere conseguenze addirittura letali. Quello che volevo fare era solo un parallelismo tra una donna (quindi un soggetto fisicamente più debole) che aggredisce un uomo, e un uomo, magari neanche tanto potente ma bulletto e sbruffoncello, che aggredisce un altro meno sbruffone ma più potente (e consapevole) di lui. Quest’ultimo, se è un uomo equilibrato e consapevole della propria forza, non ha bisogno di massacrare il suo aggressore, perché bastano un paio di colpi ben assestati e neanche troppo potenti (altrimenti gli farebbe del male, serio, intendo…) per fargli capire come sta la musica. Era questo che volevo dire. Poi è ovvio che possono verificarsi, come avevo già scritto, infinite variabili, e magari c’è uno che tira fuori una pistola e ti spara oppure ti infila coltello nella pancia. Ma questo è un altro discorso.
Chiarito questo, so perfettamente che oggi le donne possono permettersi determinati comportamenti perché coperte dal contesto e dal sistema e che non è certo sufficiente l’equilibrio e la consapevolezza dei singoli uomini a risolvere il problema. Altrimenti, come ripeto, non saremmo neanche qui.
Però non c’è dubbio che la fragilità e l’inconsapevolezza maschile (che non sono una colpa…) giochino un ruolo fondamentale. Perché se stiamo in queste condizioni e se siamo qui a discutere di queste vicende è proprio perché comunque il genere maschile si trova in una condizione di grave fragilità, quella stessa che ha fatto sì che si creassero le condizioni per la sua subordinazione . Mi sembra evidente.
Noi stiamo lavorando per cercare di superare questa condizione.
Spero di essermi spiegato…

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Tiziano 6:08 pm - 11th giugno:

Dario
>>
Purtroppo la verità è che per quanta forza fisica o psicologica un uomo possa avere, una donna violenta, una “megera” sarà sempre un gradino superiore… non perchè superiore, ma perchè protetta dagli stereotipi di genere e da un sistema legale che penalizza l’uomo inquanto tale.
>>>>>>>>>>>
Sì, okkey, ma stai pur tranquillo che stereotipi di genere o no, sistema legale penalizzante per l’uomo o no, una femmina violenta (ma anche violentissima) si guarderà SEMPRE bene dall’aggredire un tipo somigliante a Mike Tyson o ad Alexander Karelin…

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Tiziano 6:12 pm - 11th giugno:

Fabrizio Marchi
>>>>>
Allora forse mi sono spiegato male.
>>>>>>>>>
Ti sei spiegato benissimo.

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Leonardo 7:04 pm - 11th giugno:

Tiziano:
Sì, okkey, ma stai pur tranquillo che stereotipi di genere o no, sistema legale penalizzante per l’uomo o no, una femmina violenta (ma anche violentissima) si guarderà SEMPRE bene dall’aggredire un tipo somigliante a Mike Tyson o ad Alexander Karelin…
———————————-
Ne sei sicuro?
Intanto Tyson si è fatto 3 anni di carcere per una – a detta di lui – falsa accusa di stupro.
http://www.repubblica.it/online/sport/miketyson/ultime/ultime.html

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Dario 7:50 pm - 12th giugno:

Tiziano,

Scusa… ma a parte il fatto che anche nel regno animale, la violenza e l’aggressività riescono spesso ad annullare se non a sovrastare la “differenza fisica” tra le speci (non sò se qualcuno a mai assistito ad uno scontro tra un gatto selvatico e un cane lupo…. io ho visto il lupo battere in ritirata tanto per fare un esempio…)
Ma poi… tu sei come Mike Tyson o ad Alexander Karelin per caso? Quanti uomini al mondo (o tra di noi) ci sono che fisicamente gli sono simili o ne godono simile fama?

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Tiziano 8:06 pm - 12th giugno:

Dario:
Tiziano,

Scusa… ma a parte il fatto che anche nel regno animale, la violenza e l’aggressività riescono spesso ad annullare se non a sovrastare la “differenza fisica” tra le speci (non sò se qualcuno a mai assistito ad uno scontro tra un gatto selvatico e un cane lupo…. io ho visto il lupo battere in ritirata tanto per fare un esempio…)
Ma poi… tu sei come Mike Tyson o ad Alexander Karelin per caso? Quanti uomini al mondo (o tra di noi) ci sono che fisicamente gli sono simili o ne godono simile fama?

>>
Il gatto selvatico è un felino, il cane lupo un canide.
Nella scala evolutiva il primo è un gradino sopra al secondo…
Detto questo, ho portato l’esempio di Tyson e Karelin semplicemente per far capire che di fronte a un uomo tosto, sia fisicamente che psicologicamente, anche la femmina più violenta si guarda bene dal fare la rambo in gonnella…
Per quanto riguarda me, no, non sono né Tyson né Karelin, ma non sono neanche “piccolino” (anzi…) e da militare quale sono ho praticato il krav maga.
(Sono stato anche in missione in Afghanistan)

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Tiziano 8:10 pm - 12th giugno:

Leonardo:
Tiziano:
Sì, okkey, ma stai pur tranquillo che stereotipi di genere o no, sistema legale penalizzante per l’uomo o no, una femmina violenta (ma anche violentissima) si guarderà SEMPRE bene dall’aggredire un tipo somigliante a Mike Tyson o ad Alexander Karelin…
———————————-
Ne sei sicuro?
Intanto Tyson si è fatto 3 anni di carcere peruna – a detta di lui – falsa accusa di stupro.
http://www.repubblica.it/online/sport/miketyson/ultime/ultime.html

>>

E quindi? E’ forse stato “aggredito” da una femmina violenta? Non mi pare. E’ finito in galera per un presunto stupro, che è tutt’altra roba.

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Leonardo 10:07 pm - 12th giugno:

Certo, con Tyson o lo ammazzi nel sonno o lo denunci per stupro; dando per scontato che è una falsa accusa, la tipa ha dimostrato molta violenza verso di lui.

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Dario 6:49 pm - 13th giugno:

Il gatto selvatico è un felino, il cane lupo un canide.Nella scala evolutiva il primo è un gradino sopra al secondo

Ma ne sei sicuro? guarda che per ciò che io ricordo, entrambe le speci sono comparse a cavallo tra l’ Olicogene e il miocene cioè tra i 35 e i 25 milioni di anni fa…

Comunque, adesso che sappiamo che tu non sei il puffo con gli occhiali e che puoi uccidere una persona con un colpo diretto alla carotide… Vorrei sapere da te, quanto pensi che glie ne possa fregare ad una donna decisa a rovinarti la vita sapere tutto ciò?
Primo, anche se sei King Kong, lei sà benissimo che non puoi toccarla perchè come lo fai, fai il suo gioco perchè ti denuncia e… anzi, viste le tue abilità, nessuno crederebbe alla tua “autodifesa”
Secondo proprio in considerazione del “gap fisico” dubito molto (come nel mio caso) che se anche lei ti porta a difenderti e a mollarle un paio di “papagne” ben piazzate tu possa applicare ai ceffoni tutta la forza che sei capace di sviluppare… perchè ciò? semplice, perchè per quanto, lei è sempre una donna e tu, (a meno di non esser fuori di testa) avrai sempre paura di ammazzarla se la colpisci troppo forte, questo, lei lo sa e si pur certo che su questo si basa e conta (io ti posso colpire perchè sono donna, tu non puoi difenderti perchè sei uomo). D’altronde la comune interpretazione dei fatti e delle dinamiche vede sempre nell’uomo la parte attiva e ben difficilmente il soggetto passivo.
Terzo : Nel caso una donna ti voglia rovinare, non deve far altro, (sia che tu sia un conoscente, un fidanzato, un compagno o un marito,Ripeto, anche nel caso tu sia suo marito) che denunciarti per violenza sessuale, (questi casi di false denunce sono in aumento) o in caso vi sia la presenza di ultraminori, gli basta dichiarare che sei un “cattivo papà” che picchia i figli anche se ciò non è vero.
Vorrei tralasciare il caso di accuse ben più pesanti e infamanti ma che alcune donne a volte non si fanno scrupolo di utilizzare non tenendo ben presenti le possibili conseguenze di tale tipo di denuncia.
Garantisco che non parlo(scrivo) per sentito dire o perchè ciò che scrivo è una mia idea o ipotesi…
Se faccio delle affermazioni è perchè ho vissuto ciò che affermo oppure sono andato molto vicino a viverlo.
A ottobre avrò la prima udienza per la separazione e per l’affido dei figli e della casa coniugale (casa, notate bene che lei ha prima distrutto e resa invivibile allo scopo di far ricadere su di me la colpa dei danni e in modo da renderla inadatta per la permanenza dei bambini)
Non vedo le mie due figlie dal mese di febbraio e non ho nemmeno modo di sentirle quando voglio
So per “vie traverse” che mia moglie stà facendo azione di P.A.S. sulla più grande e cercando di farmi dimenticare dalla più piccola. Non sò con certezza dove sia andata a vivere con le mie bambine.
Inoltre, non so quando, probabilmente sarò chiamato da un qualche P.M. a rispondere per delle accuse infamanti denunciate da mia moglie a mio carico, per poter ottenere i benefici che desidera (casa, ristrutturazione della stessa, figli in esclusiva, mantenimento) Accuse di cui difficilmente riuscirò a dimostrare l’infondatezza.
Ancora oggi, mi bussano alla porta creditori per debiti contratti da mia moglie a mio nome e di cui non mi capacito…
Ergo… non ho più un c+++o di soldi in banca e campo con quello che posso.
Spero che la spiegazione sia sufficente.

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Dario 6:51 pm - 13th giugno:

mi sa che l’ultimo mio messaggio è finito nuovamente nello spam…
Vedete se è il caso di recuperarlohttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif

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Pappagallus Nocturnus 7:03 pm - 13th giugno:

Tiziano,

“Per quanto riguarda me, no, non sono né Tyson né Karelin, ma non sono neanche “piccolino” (anzi…) e da militare quale sono ho praticato il krav maga”

Quindi saresti un ottimo candidato a fare da istruttore in un eventuale corso quadri…”come bloccare una aggressione femminista senza passare dalla parte del torto…” http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif

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Dario 9:12 am - 14th giugno:

Non sò se sia già stato postato quest’articolo… comunque trovo molto interessanti i commenti, in particolare quelli femminili
http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/13/04/06/moglie-violenta-allontanata-picchiava-marito.html

Interessanti anche i commenti postati dalle “mamme separate” relativamente a questa manifestazione avvenuta a Roma un po’ di tempo fa.

http://brindisibimbi.it/2012/08/movimento-a-sostegno-della-bigenitorialita-parte-da-brindisi-la-manifestazione-nazionale/

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Roma 4:14 pm - 18th giugno:

Attenzione a queste notizie. Prima a poi ci sarà l’allarme “castrazione”, non sembra affatto improbabile. Almeno noi, non ci ridiamo sopra: Orrore a Genova, quarantenne castrato dalla sua amante

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Luigi Corvaglia 7:10 pm - 18th giugno:

Roma,
Scusami se ho spostato il commento in questo thread, ma mi sembra più in linea. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_smile.gif
E comunque no, qua non ci ride nessuno.

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Luigi Corvaglia 9:10 pm - 19th giugno:

Dario,
Quando scrivi un nuovo post sul tuo blog segnalalo pure su UB.
E’ pur sempre un modo per far arrivare a più persone il tuo messaggio.
MEGERA IN FAMIGLIA (Rompiamo le catene del silenzio sulla violenza femminile) – Alcuni dati…..

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Dario 6:11 pm - 24th giugno:

Ti ringrazio Luigi, in questi giorni sono stato un po’ “vacante” causa impegni di lavoro e… alcune simpatiche azioni di una certa signora…
Azioni per le quali ho dovuto correre ai ripari.
Rinnovo l’invito a chi volesse aiutarmi a gestire e postare con articoli dedicati il blog che ho aperto.
e a chi volesse raccontare in prima persona (anche cambiando i nomi) la propria esperienza personale.
Un saluto a tutti smile

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Pappagallulus parvulus 6:35 pm - 24th giugno:

“azioni di una certa signora…
Azioni per le quali ho dovuto correre ai ripari.”

Racconta racconta racconta raccontaaaa…..http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gif

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Dario 7:58 pm - 24th giugno:

Per Pappagallulus parvulus… intanto lascia che ti ringrazi per il commento sul mio blog… ho ancora le lacrime agli occhi…. dal gran ridere!!! era tempo che non ridevo così !http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif
Ho scoperto, che la “signora” in data (attenzione alle date, sono importanti) 12 dicembre 2012 ha fatto richiesta per la residenza in casa mia, non essendo italiana e non avendo prima il permesso di soggiorno, non poteva… il giorno 16 dicembre 2012 mi fa una scenata (l’ennesima) e mi costringe ad andarmene da casa mia. (separazione dei beni) in pratica, mi sbatte fuori. poassa un po’ di tempo nel quale mi “concede” di andare a casa mia e vedere i figli, nel frattempo, in data 22 dicembre va a dichiarare al comune che io non sono più residente (l’ho saputo dopo) comunque, continua a far la brava e finge in parte pentimento per tutto ciò che mi ha fatto passare e finge di volere un riavvicinamento…. in data 30 gennaio 2013 ottiene su visita del messo la residenza ha conoscenza dell’avvenuto buon esito ai primi di febbraio. In data 5 (mi pare di ricordare) febbraio a seguito di una mia visita alle bambine fa una nuova scenata ma gli va male… (è solo una prova generale) e cerca una riappacificazione con scuse e mea culpa. in data 10 Febbraio mia nuova visita nella quale lei avrebbe voluto “trattare con me e termini della separazione” Mi accompagna mio fratello, testimone di tutto. Scenata preparata con il numero di telefono delle forze dell’ordine già impostato, Il giorno dopo, vado e denuncio le violenze subite le forze dell’ordine (poliziotti) scrivono la mia denuncia in modo vergognoso facendo figurare il tutto come violenza privata (non famigliare ben più grave) e con tutta probabilità, l’archiviano. il giorno 16 febbraio, vado per vedere le bambine, Lei rimanda più volte l’orario per vederle, alla fine mi reco sul posto e come suono al citofono mi risponde accusandomi di esser andato in casa a “rubare” e a danneggiarla per renderla inabitabile (scoprirò più tardi che già da un po’ lei a casa non ci andava se non quando gli dicevo che andavo per vedere le bambine) salgo al piano e lei fuoriesce dall’appartamento trascinandosi via le bambine, direzione Turati (commissariato di Milano per denunce nei festivi) io chiamo il pronto intervento e faccio costatare le condizioni, mi appare evidente che si tratti di una messa in scena da parte sua… Da quel momento, non mi permette più di andare a casa mia e non mi fa più vedere le bambine… il giorno 22 febbraio, mi denuncia per violenze familiari nei suoi confronti e nei confronti delle bambine convinta di esser forte dei seguenti fatti:
1) lei è residente e quindi può andare e venire dall’appartamento come vuole
2) secondo lei… io ho perso la residenza a seguito della sua denuncia in tal senso e di conseguenza non posso più accedere al mio appartamento per verificare la situazione
3) poiché mi ha denunciato per violenze familiari, io sono già colpevole e quindi è nel suo diritto non farmi avere contatti con le bambine.
4) visto che non gli passo mantenimento (in realtà lei non ha conto corrente e non so dove è andata a stare) non ho diritto a sentire per telefono le bimbe però ho l’obbligo di provvedere in toto alle spese che lei compie in favore delle bimbe senza consultarmi e lasciando i debiti a mio nome.
Questa grosso modo la situazione.
Quindi ho dovuto in questi giorni, rispondere ai carabinieri (essendomi dovuto domiciliare altrove) delle sue false accuse e render nota la mia denuncia precedente, poi, grazie ad una lettera dell’amministrazione in cui venivo informato che nel mese di febbraio nel mio appartamento si era verificato un allagamento dovuto ad un girello esploso del boiler e aveva dovuto intervenire l’amministratore e un condomino per chiudere l’acqua, nell’occasione, avevano verificato che la porta era aperta e l’appartamento in condizioni pietose (odore di cibo andato a male) e mi si invitava a provvedere, cosa che ho fatto, contattando un fotografo professionista il quale ha documentato le condizioni di abbandono dell’appartamento e successivamente sporgendo una prima denuncia per sottrazione di incapace, ultimamente, costatato dopo un certo tempo le non mutate condizioni, ho dovuto ridocumentare la situazione e sporgere un’integrazione della denuncia.
Nel frattempo la signora è passata dall’appartamento per prendersi alcune cose e ha pensato bene di rompere le serrature della porta spezzandoci dentro delle chiavi non appartenenti alle serrature stesse (so che è stata lei ma non lo posso dimostrare) I motivi di tale gesto, li lascio immaginare. La conseguenza è che devo comprare e far installare una nuova porta blindata (l’ho portata io domenica al piano su per quattro rampe di scale) inoltre, ho dovuto correre in comune per confermare la mia residenza nell’appartamento e denunciare il fatto che invece lei non risiede. P.S. nel frattempo aveva fatto richiesta di residenza anche per la madre e per la figlia avuta da una precedente relazione.

:

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Dario 8:01 pm - 24th giugno:

scusate la poca chiarezza e la grammatica sicuramente carente, ma ho scritto di getto senza brutta copia http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif

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mauro recher 8:07 pm - 24th giugno:

Dario,

non preoccuparti Dario ,se capiscono me, capiscono tutti http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif

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Dario 9:14 pm - 24th giugno:

un favore… mi occorrerebbero link a siti che commentano cercando di delegittimare il rapporto conoscitivo del 2012 e eventuali siti dove viene da parte femminile (femminista) preso in giro il rapporto stesso.

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Pappagallulus parvulus 9:14 pm - 24th giugno:

Dario,

Darietto, bello scritto, di “cuore”. Che scalogna la tua…ora, pero` una domanda, scusa se rompo li cojoni…ma come hai fatto a cascarci? Porca miseriaccia, doveva essere davvero una sorcona da paura, questa… va beh, io non e`che sono perfetto, pero` mannaggia…ma che t`ha fatto un sortilegio…? http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif

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Luigi Corvaglia 10:17 pm - 24th giugno:

Dario,
Ok, dacci qualche giorno.

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Dario 2:19 am - 25th giugno:

rispondo a Pappagallulus con alcuni link che sono… assai istruttivi per molti versi, e se anche l’argomento trattato non è quello in oggetto, è estremamente similare ed applicabile sia al mio caso, sia sicuramente a molti altri casi simili al mio.
http://www.assotutor.it/psicosetta.htm
http://www.assotutor.it/manipolazione.htm
http://www.assotutor.it/tecniche_di_plagio.htm
http://www.assotutor.it/vittime_plagio.htm
http://www.assotutor.it/come_uscirne.htm
confrontate quanto riportato in questi link e i risultati dell’indagine o confrontate il tutto con i vostri vissuti e… rispondete onestamente…davvero non vi riscontrate nessuna somiglianza?

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Dario 2:36 pm - 25th giugno:

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
……

……

……

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Pappagallulus parvulus 8:46 pm - 25th giugno:

Beh, Dario, cosa vuoi che ti dica…molte storie SERIE con donne in effetti seguono questi schemi. Spesso oramai , specie se capiti con una “sveglia”, funziona cosi`, in molti rapporti di una certa importanza. Sanno che gli uomini piano piano si stanno svegliando e allora adottano tecniche di plagio vere e proprie. Ma probabilmente lo facevano anche prima, quando poverine, poverelle, erano cosi`orribilmente oppresse come dicono.
In almeno due casi ho sperimentato `sta cosa. Ma ve la racconto poi…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

Dario:
rispondo a Pappagallulus con alcuni link che sono… assai istruttivi per molti versi, e se anche l’argomento trattato non è quello in oggetto, è estremamente similare ed applicabile sia al mio caso, sia sicuramente a molti altri casi simili al mio.
http://www.assotutor.it/psicosetta.htm
http://www.assotutor.it/manipolazione.htm
http://www.assotutor.it/tecniche_di_plagio.htm
http://www.assotutor.it/vittime_plagio.htm
http://www.assotutor.it/come_uscirne.htm
confrontate quanto riportato in questi link e i risultati dell’indagine o confrontate il tutto con i vostri vissuti e… rispondete onestamente…davvero non vi riscontrate nessuna somiglianza?

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Dario 4:36 pm - 26th giugno:

“In almeno due casi ho sperimentato `sta cosa. Ma ve la racconto poi… ”

Se vuoi puoi raccontare la tua storia sul mio blog http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_smile.gif
Volevo inserire qualche cosa oggi, purtroppo non credo di potere…
La “dolce fanciulla” me ne ha combinata un altra e… ora devo correre in commissariato…
Se non mi sentite più… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_sad.gif http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gif cercatemi a S. Vittore… il perchè non ve lo dico http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif

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Pappagallulus parvulus 8:01 pm - 26th giugno:

“Se non mi sentite più… cercatemi a S. Vittore… il perchè non ve lo dico “.

Ti porteremo le arance…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_smile.gif

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Luigi Corvaglia 8:16 pm - 26th giugno:

Dario: Se non mi sentite più… cercatemi a S. Vittore… il perchè non ve lo dico

……
Va beh … la chiusura è ironica, comunque nel dubbio: non fare scherzi.
Ti vogliamo libero e combattivo. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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Dario 9:55 am - 27th giugno:

Eccomi qui, per il momento ancora a piè libero… (infatti, qualcuno è svenuto causa la puzza…) Comunque sia, quella santa donna di mia moglie (che Dio l’abbia in gloria al più presto…) le ha tentate tutte per mettermi in un mare di emme.
Per il momento, le è andata male e peso abbia segnato un autogol (speriamo che faccia la fine della nazionale di Taiti)
Comunque, nelle prossime settimane, mi aspetto sicure ripercussioni, cosa esattamente non lo so (è più imprevedibile di una scimmia che cade dal cielo) quindi… conservatemi le arance, non si sa mai, e già che ci siete… aggiungeteci qualche mandarino http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

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Mauro Rancati 12:39 pm - 27th giugno:

@Fabrizio Marchi: apprezzo come sempre la tua lucidità di pensiero. In questo caso aggiungerei una postilla: la solidità psicologico/emotiva di un uomo può indurre in una donna accessi di frustrazione e renderla ancor più aggressiva. Non ho mai avuto per mia fortuna esperienze di aggressione fisica da parte di una donna, mentre qualcuna di natura psicologica si; e in queste circostanze ho rilevato che la mia saldezza mentale ha funto da detonatore all’isteria della donzella in questione. Solo per dire – scoprendo, mi rendo conto, l’acqua calda – che non esiste una formula di sicuro successo per gestire un/una mentecatto/a che ti vuole aggredire.
@Luigi Corvaglia: buongiorno Luigi, un piccolo aggiornamento per te sulla tua vecchia conoscenza Nadia Somma. O si è verificato un errore nella piattaforma Disqus, o la suddetta per circa due anni ha commentato i suoi stessi articoli e quelli di altri autori sul Fatto Quotidiano con il nickname Minnie_la_ratta. Me ne sono accorto scorrendo i commenti di un vecchio post e vedendo che degli scambi di battute in origine avvenuti con il nick in questione ora appaiono a nome di Nadia Somma. Sarà la stessa Nadia Somma che cazziava i commentatori nascosti dietro l’anonimato dei nickname e chiedeva retoricamente perché non ci si fida di quanto accade nei centri antiviolenza?

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Luigi Corvaglia 11:00 pm - 27th giugno:

Donna uccide il marito, il figlio denuncia: mamma aveva provato a strangolarmi

TORRE DEL GRECO – «Prima di tentare di strangolarmi con una cintura nella notte, mia mamma aveva provato già a stringermi attorno al collo un cavetto Usb qualche ora prima, verso le 20. Ma avevo pensato potesse essere uno scherzo».

È l’accusa choc di uno dei due gemelli di dodici anni, il maschio, di Maria Carmela Panariello, la donna di 41 anni rea confessa dell’omicidio di Tommaso Egger, il convivente e padre dei suoi due figli ammazzato nella casa degli orrori in via Calastro.

Le dichiarazioni rese agli agenti del commissariato di via Sedivola, guidati dal primo dirigente Paolo Esposito, e al pm Sergio Raimondi che segue l’indagine nella quale la donna è accusata di omicidio e tentato omicidio, sono l’ennesimo «mattone» della giornata di ordinaria follia vissuta nell’appartamento al terzo piano dello stabile a due passi dal porto. In quella casa si è consumato il delitto di Egger, ucciso a coltellate dopo essere stato tramortito con un colpo di ferro da stiro alla testa, i due tentativi di uccidere uno dei due ragazzini di 12 anni rientrati dal mare in serata dopo essere stati a Sorrento, fino al tentativo di fare saltare l’intero appartamento con una bombola di gas.

Eppure, dopo il primo tentativo di strangolamento, che sarebbe fallito, come lui stesso ha raccontato, solo per la rottura del cavetto, il ragazzo non è scappato di casa come sarebbe stato plausibile. Una reazione che sta a dimostrare anche il disagio nel quale hanno vissuto negli ultimi tempi i due ragazzi: «Avevo creduto fosse uno scherzo» ribadisce il dodicenne agli inquirenti. Che forse non sono di fronte a un piano studiato a tavolino ma a uno scenario che comunque testimonia, come sostiene la difesa della donna, la stato di «profonda inquietudine di Maria Carmela Panariello».

Anche per questo l’avvocato d’ufficio della 41enne sarebbe pronto a chiedere una perizia psichiatrica sulla donna, che ha comunque ammesso nell’interrogatorio reso domenica alla polizia e al pm che indaga sul fatto, Sergio Raimondi, le proprie responsabilità. Questa mattina nel carcere femminile di Pozzuoli è in programma l’interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo.

Ieri, intanto, al civico 11 di via Calastro non si parlava d’altro. C’è chi, come la vicina di casa della coppia, ha preferito trascorrere la notte altrove: «Vivo con mia madre che è anziana – dice la donna – ed era ricoverata in ospedale. Al solo pensiero di dovere dormire a pochi metri dall’appartamento dove si è consumato quel delitto atroce, ho preferito chiedere ospitalità a parenti».

Un ex dipendente comunale che risiede in uno stabile di fronte, racconta un altro episodio: «Domenica sera mi sono affacciato e ho visto la luce della cucina di quell’appartamento accesa. All’inizio ho pensato che fossero tornati in casa. Solo in mattinata ho compreso che la luce è stata dimenticata accesa, tanto che ritengo giusto farlo sapere alle forze dell’ordine. Non vorrei potesse verificarsi un corto circuito».

Quindi il pensiero passa ai due ragazzini: «Vere vittime di questa vicenda – si rattrista l’uomo – Erano sempre qui in strada, bambini perbene, nonostante tutte le difficoltà del caso. La loro fortuna, fino a pochi mesi fa, è stata la convivenza con la nonna che li ha sempre aiutati».
.

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Luigi Corvaglia 11:12 pm - 27th giugno:

Mauro Rancati: O si è verificato un errore nella piattaforma Disqus, o la suddetta per circa due anni ha commentato i suoi stessi articoli e quelli di altri autori sul Fatto Quotidiano con il nickname Minnie_la_ratta.

……..
Ciao Mauro, ben tornato.
Non ho avuto il tempo di andare a controllare. Lo farò.
Ma che avesse un altro nick, dove esternare “più di cuore” ne ho avuto sempre il sospetto.
Certo che fosse proprio Minnie_la_ratta ….. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_scratch.gif sta proprio messa male …. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

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Luigi Corvaglia 6:09 pm - 29th giugno:
Jan Quarius 12:01 pm - 6th luglio:

Letto e condiviso su google+ e su facebook!
Terrò conto di questo articolo.. penso di scrivere qualcosina sul femminicidio in breve…

Jan

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Luigi Corvaglia 9:34 am - 2nd agosto:

Fabio Nestola: gentile Luisa Betti, quella della Spinelli si chiama informazione pilotata
dal sito di Papà Separati Liguria
….
Gentile Luisa Betti, non ci è sfuggito l’articolo de il Manifesto, possiamo dire di essere sufficientemente documentati. Probabilmente più di qualsiasi Ente Istituzionale italiano. In merito alla violenza di genere archiviamo e studiamo minuziosamente tutto il possibile, dal Rapporto Ombra CEDAW alle raccomandazioni ONU, dalle indagini ISTAT ai rapporti CENSIS-ANSA, dalla metodologia delle ricerche alla letteratura scientifica internazionale, dallo stanziamento di Fondi UE alla più piccola erogazione degli EELL, dalle relazioni dei convegni agli atti Parlamentari, dalle tesi universitarie fino agli articoli di quotidiani e periodici, e tanto altro ancora.

Proprio da una analisi globale, però, emergono alcune vistose lacune:

1) viene messa sotto i riflettori esclusivamente la violenza agita dall’uomo ai danni della donna, mai il contrario; mai considerato nemmeno il concetto di violenza condannabile in ogni caso, a prescindere dal genere di autori e vittime

2) partendo dalle Nazioni Unite, passando per l’Europa, Ministeri Italiani, Regioni e Province, fino al più piccolo comune d’Italia, negli ultimi 40 anni nessuno ha mai stanziato dollari, lire o euro per approfondire disagi e bisogni delle vittime maschili.

3) Nessuna fonte istituzionale ha mai nemmeno sentito l’esigenza di verificare se esista un disagio maschile generato da violenze fisiche e psicologiche, vessazioni, umiliazioni, percosse, lesioni subite in ambito familiare. Nessuno ha mai verificato se, a fronte dell’enorme sommerso femminile, esista un sommerso maschile ancora maggiore.

4) l’unico soggetto al quale possa essere attribuito lo status di vittima è un soggetto femminile, al massimo esteso al binomio madre-figli

5) istituzionalmente la vittima maschile non viene riconosciuta, è un fenomeno che non solo non viene

contrastato, ma nemmeno studiato, analizzato, approfondito… apparentemente è un fenomeno che non esiste, e se esiste non c’è alcun interesse istituzionale a farlo emergere.

6) Se l’uomo vittima di violenza non viene ufficialmente riconosciuto, men che meno esiste il concetto di vittima esteso al binomio padre-figli

7) eppure la cronaca e l’analisi criminologica dicono il contrario: il costrutto complesso della violenza prescinde dal genere

8) esiste infatti una vastissima letteratura scientifica internazionale sulla violenza femminile, sviluppata non solo nei soliti USA: dall’India al Canada, dalle Filippine alla Svezia, dalla Spagna all’Iran, dalla Gran Bretagna al Brasile.

9) un solo testo – La violencia en la pareja: bidireccional y simetrica, Juan Alvarez Deca – raccoglie 230 studi longitudinali, dimostrando dettagliatamente ciò che sintetizza nel titolo: il postulato che all’interno della coppia la violenza sia unidirezionale è una mistificazione figlia del pregiudizio, dell’informazione pilotata, del condizionamento della coscienza collettiva in atto da decenni.

10) da una mole impressionante di studi internazionali emerge una vistosa lacuna: solo in Italia non è mai stato effettuato uno studio sulla violenza a 360°, si parla esclusivamente di violenza agita dall’uomo ai danni della donna. Chiunque per motivi di lavoro, studio o ricerca abbia necessità di accedere ad un’analisi completa trova fonti infinite di dati ed osservazioni sulle vittime femminili, nemmeno una riga sulle vittime maschili o sul binomio padre-figli.

La invito a riflettere su questo, gentile Luisa:

potremmo mai avere l’incrollabile certezza lei, io, la Spinelli o chiunque altro, che nel nostro Paese mai nessun uomo abbia subito dalla propria partner violenze fisiche e/o psicologiche? Mai nessuno è stato picchiato, ferito, investito, sfregiato, ustionato, strangolato, folgorato, accoltellato, sparato, avvelenato, ucciso con altre modalità? Mai nessuno è stato insultato, umiliato, soggiogato, cancellato dalla vita dei figli? Non poter frequentare liberamente i propri figli … riesce ad immaginare uno strazio più lacerante?

La cronaca nera dice il contrario, esiste ampia documentazione.

Non si tratta di opinioni personali ma di dati incontestabili: nomi, date, fatti, fonti verificabili.

Dell’uomo autore di violenza se ne può parlare, se ne deve parlare. Dell’uomo vittima no

La differenza è tutta qui

Si chiama informazione pilotata

Nel nostro Paese abbiamo esempi a profusione, come quando cercavano di indurci a credere che l’ignobile reato di stupro fosse stato importato dai cittadini rumeni.

Come quando ci dicono che i nostri ragazzi non ammazzano e si fanno ammazzare, ma stanno diffondendo la pace in Afghanistan.

Come quando ci hanno detto che il DC9 di Ustica è caduto da solo per cedimento strutturale, che il nucleare era energia sicura, che l’Aquila sarebbe tornata alla normalità in sei mesi.

in conclusione, ciò che fa apparire – a mio parere – faziosamente assurde le affermazioni dell’avv. Barbara Spinelli è il curioso teorema:

LEGGE CHE GARANTISCE AI FIGLI ENTRAMBI I GENITORI = VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELLE DONNE E DEI BAMBINI.

Parte dall’assunto che le donne siano vittime (tutte) e gli uomini carnefici (tutti).

Quindi trasforma in un terribile attacco ai diritti femminili una legge che si preoccupi di garantire ai figli supporto e presenza costante di entrambi i genitori.

Esistono i pedofili, esistono i padri violenti, esistono i padri maltrattanti, è una realtà.

Ma è una forzatura insinuare che lo siano tutti, non trova?

Si tratta di una minoranza, vogliamo dirlo?

Minoranza emarginata e condannata in primis dai padri onesti, vogliamo dire anche questo?

Voglio sperare che la Spinelli non abbia la sfrontatezza di sostenere che gli uomini solidarizzano fra loro, proteggendo pedofili ed assassini.

Voglio sperare che non voglia sostenere che essere padre equivale ad essere pedofilo, spero non voglia pensare che in Italia i padri mettono al mondo figli al solo scopo di avere in casa qualcuno da abusare.

Ergo: visto che ogni legge dello Stato vale per 60 milioni di cittadine e cittadini, quindi in larghissima maggioranza a gente onesta, per quale motivo le devianze di una minoranza renderebbero l’affido condiviso un attentato ai diritti delle donne?

A me sembra terrorismo psicologico, oltretutto poco informato, fazioso, basato sul pregiudizio e sull’informazione pilotata.

Metto in conto che molti potrebbero pensarla diversamente, so che l’immaginario collettivo è guidato altrove, ma fino a quando sarà permesso preferisco continuare a pensare con la mia testa.

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Luigi Corvaglia 6:50 pm - 11th agosto:

Molto interessante. Non mi sembra che questa notizia sia mai stata segnalata.
Una donna, Eleonora Germanà, svolge la sua Tesi di Laurea proprio sull’argomento del topic:
IL LATO NASCOSTO DELLA VIOLENZA DOMESTICA – Quando la vittima è lui
C’è da dire che a noi potrà essere sfuggita. Cosi non sembra invece all’associazionismo femminista. Quel che segue è la replica di Maria Grasso, Presidente di Donneinsieme:
Maria Grasso scrive una lettera aperta ad Eleonora Germanà. I miei dati sulle violenze sono diversi.

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cadetto lesliebarbara 6:58 pm - 23rd settembre:

ha ragione erica: gli studi fatti sulle differenze attitudinali e intellettive tra i generi dagli anni ’60 in poi sono circa mille e solo dieci hanno trovato differenze significative, praticamente solo l’!% del totale. inoltre anche quei dieci studi hanno rilevato che tali differenze non sono una costante: i bambini del daghestan hanno gli stessi risultati in tutti i test perché sia maschi che femmine fin da piccoli stanno fuori a governare le greggi, mentre i bambini occidentali stanno piu fuori casa a fare sport di squadra (maschi) sviluppando migliori abilità spaziali o piu in casa a giocare con le bambole e col servizio da tè (femmine).sviluppando migliori capacità linguistiche.
in pratica dipende dall’abitudine.
il fatto che gli uomini amino fare attività piu rischiose, tipo lanciarsi dalla stratosfera a 35 km di altezza come ha fatto Baumgarten dipende dal fatto che noi abbiamo una libido piu eccitabile e la ricerca del rischio è una sublimazione di questo.
un po’ come negli animali dove di solito il maschio ha un territorio che è alcune volte piu ampio di quello della femmina perché deve andare a procacciarsi la cara e vecchia faiga e occasionalmente battersi con gli altri maschi per conquistare il diritto all’accoppiamento.
ma di fatto la quasi totalità delle ricerche sostiene che non ci sono differenze strutturali tra cervello femm. e cervello masch. nelle abilità intellettive.

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Rino DV 7:49 pm - 23rd settembre:

La negazione delle differenze M/F precede la scienza che qui, come altrove, è ancella dei valori, ad onta della sua presunzione di “indipendenza”.
La negazione delle differenze non significa altro che questo: il racconto maschile è falso, perciò gli UU devono diventare quel che piace alle FF occidentali.
Devono assumere la forma gradita a Gloria Steinem e a Carla Lonzi.
La negazione delle differenze non significa altro che questo.
Niente di meno.
Qui la scienza sta a capo chino.
Strisciante…
RDV

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Fabrizio Marchi 8:53 pm - 23rd settembre:

Rino DV,

Senza dimenticare che il femminismo della differenza, alla bisogna, è sempre pronto a scendere in campo per dare man forte al suo (falso) competitor, cioè il femminismo dell’eguaglianza, quello a cui sembrerebbe appartenere la nostra amica…
Lesliebarbara, femminista dell’eguaglianza, ci spiega che non esistono diversità di alcun genere fra i sessi, ma è ovvio che se prendessimo alla lettera le sue parole e proponessimo le quote rosa anche nelle miniere oltre che nei CdA, entrerebbe in campo una femminista della differenza (o forse lei stessa, basta cambiare veste…) per spiegarci che quelle sono cose da maschi, che il femminile è un’altra cosa, così come la parità, che l’eguaglianza intesa in questo modo è una trappola maschile, anzi, della cultura maschilista patriarcale, e che le donne sono portatrici di una specificità di genere che non può essere confusa con il fatto di fare gli stessi lavori e gli stessi mestieri o di avere le stese attitudini.
Ma allora, se si prendesse alla lettera il femminismo della differenza, se ne dovrebbe dedurre che uomini e donne hanno attitudini diverse, quindi se un una donna non è fatta per lavorare in miniera, si potrebbe obiettare, non dovrebbe esser fatta neanche per fare l’ingegnere, l’esploratrice, la boxeur o l’astronauta.
Ma ecco che a questo punto torna alla carica il femminismo dell’eguaglianza che dice che questi sono concetti sessisti e che non esiste alcuna differenza di ordine psicologico e psichico fra uomini e donne.
Il risultato finale, che accomuna, guarda caso, tutti i femminismi, è che l’ingegnere o l’astronauta lo possono fare indifferentemente sia gli uomini che le donne, ma in miniera o in prima linea ci devono andare solo gli uomini (e infatti continuano ad andarci solo uomini perché, allo stato, nessuna femminista ha richiesto quote rosa per le miniere).
Oh logica, relitto del passato maschilista e patriarcale!…Sei superata, pensavi di poterci condurre ad una conoscenza di tipo epistemologico? Eri in errore. La “modernità” ci dice che il “vero” è il capriccio di una parte…

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Luigi Corvaglia 9:19 pm - 23rd settembre:

…..ha ragione erica: gli studi fatti sulle differenze attitudinali e intellettive tra i generi dagli anni ’60 in poi sono circa mille e solo dieci hanno trovato differenze significative, praticamente solo l’!% del totale.…..
1) Siamo sulla rete, sfruttiamome le possibilità. Se ne conosci il numero sicuramente potrai postarne i riferimenti, non dico di tutte, ma almeno delle più significative. Altrimenti è solo un pourparler.
2) Non mi sembra che si sia mai parlato di differenze intellettive. Sarebbe da stupidi. Visto che nemmeno sappiamo quantificarla e definirla l’intelligenza. Figuriamoci misurarla. Comunque se qualcuno si è dilettato in questo mi piacerebbe conoscerne gli esiti.
…..inoltre anche quei dieci studi hanno rilevato che tali differenze non sono una costante: i bambini del daghestan hanno gli stessi risultati in tutti i test perché sia maschi che femmine fin da piccoli stanno fuori a governare le greggi, mentre i bambini occidentali stanno piu fuori casa a fare sport di squadra (maschi) sviluppando migliori abilità spaziali o piu in casa a giocare con le bambole e col servizio da tè (femmine).sviluppando migliori capacità linguistiche.…..
Ci ritorno sopra:
1) Citi questa ricerca sui bambini del Daghestan. Inserisci dei link alla ricerca stessa. In maniera che la si possa leggere, esaminare le note metodologiche etc. … Non sono abituato a discutere delle cose in base ai miei pregiudizi o a quelli altrui.
2) Non credi forse che per spiegare le diverse attitudini dei due sessi bisognerebbe risalire un pochino più indietro nel tempo e lasciar perdere il paragone tra i piccoli pastori daghestani ed i comodi pargoli occidentali?
Ma a parte questo, penso che dovresti chiarire, prima di tutto a te stesso, la più grossa contraddizione che emerge dal tuo commento.
Inizi con l’asserire la completa culturalità della questione e quindi la piena omogenità dei due sessi (non esistono differenze naturali, a parte quelle sessual-biologiche – hai detto niente!! – tutto è dovuto all’apprendimento).
Continui e chiudi giustificando le differenze, – ohhh … ma allora ci stanno!! …. – contraddicendoti con le tue premesse, con la natura (libido, e di nuovo: hai detto niente; comportamento animale …).
Vedi tu …

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Sandro D. 10:55 pm - 23rd settembre:

cadetto lesliebarbara:
ha ragione erica: gli studi fatti sulle differenze attitudinali e intellettive tra i generi dagli anni ’60 in poi sono circa mille e solo dieci hanno trovato differenze significative, praticamente solo l’!% del totale. inoltre anche quei dieci studi hanno rilevato che tali differenze non sono una costante: i bambini del daghestan hanno gli stessi risultati in tutti i test perché sia maschi che femmine fin da piccoli stanno fuori a governare le greggi, mentre i bambini occidentali stanno piu fuori casa a fare sport di squadra (maschi) sviluppando migliori abilità spaziali o piu in casa a giocare con le bambole e col servizio da tè (femmine).sviluppando migliori capacità linguistiche.
in pratica dipende dall’abitudine.
il fatto che gli uomini amino fare attività piu rischiose, tipo lanciarsi dalla stratosfera a 35 km di altezza come ha fatto Baumgarten dipende dal fatto che noi abbiamo una libido piu eccitabile e la ricerca del rischio è una sublimazione di questo.
un po’ come negli animali dove di solito il maschio ha un territorio che è alcune volte piu ampio di quello della femmina perché deve andare a procacciarsi la cara e vecchia faiga e occasionalmente battersi con gli altri maschi per conquistare il diritto all’accoppiamento.
ma di fatto la quasi totalità delle ricerche sostiene che non ci sono differenze strutturali tra cervello femm. e cervello masch. nelle abilità intellettive.

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Sì, certo, come no.
http://www.riflessioni.it/forum/cultura-e-societa/12022-cose-veramente-il-maschilismo-10.html
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http://www.riflessioni.it/forum/cultura-e-societa/12022-cose-veramente-il-maschilismo-12.html
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Negli ultimi anni si sono andate accumulando prove che il testosterone influenzi non soltanto gli ornamenti e la corporatura, ma anche i cervelli.
Il testosterone è un composto chimico antico, presente in forma pressoché identica in tutti i vertebrati.

La sua concentrazione determina l’aggressività in modo così preciso che, negli uccelli con scambio di ruoli sessuali come i falaropi o nei clan a dominanza femminile delle iene, è la femmina ad avere livelli ematici di testosterone più alti.
Il testosterone mascolinizza l’organismo (in sua assenza il corpo resta di tipo femminile, quali che siano i geni dell’individuo) e mascolinizza anche il cervello.

Tra gli uccelli, in genere canta solo il maschio.
Un diamante mandarino che non ha nel sangue un livello sufficiente di testosterone non canta.
In presenza dell’ormone, la parte del cervello preposta alla produzione del canto cresce e l’uccello comincia a cantare.
Anche una femmina di diamante mandarino può cantare, purché sia stata esposta al testosterone in una fase precoce della vita e poi da adulta.

In altre parole, il testosterone prepara il cervello del nidiaceo a reagire di nuovo, più avanti nella vita, al testosterone e quindi a sviluppare la tendenza al canto.
Se si può parlare di mente per un diamante mandarino, l’ormone è una sostanza che ne altera la mente.
Lo stesso vale per gli esseri umani.

In questo caso le testimonianze provengono da una serie di esperimenti, in parte naturali e in parte no.
La natura ha dotato alcuni soggetti maschili e femminili di dosi alterate di ormoni e negli anni Cinquanta i medici hanno fatto lo stesso iniettando certi tipi di ormoni in alcune pazienti gravide.

Le donne affette dalla sindrome di Turner nascono senza ovaie e quindi hanno meno testosterone nel sangue di quelle che le hanno (le ovaie producono un po’ di testosterone, sebbene non quanto i testicoli).
Queste donne sono esageratamente femminili nei loro comportamenti, di solito hanno uno spiccato interesse verso i bambini, i vestiti, i lavori domestici e le storie d’amore.

Gli uomini che da adulti hanno nel sangue meno testosterone rispetto alla norma, gli eunuchi per esempio, si riconoscono per l’aspetto e l’atteggiamento femminile.
Gli uomini che durante lo stato embrionale sono stati esposti a un livello di testosterone inferiore alla norma, per esempio i figli di diabetiche che durante la gravidanza hanno dovuto assumere ormoni femminili, sono timidi, poco energici ed effemminati.

Gli uomini con troppo testosterone sono bellicosi.
Le figlie di donne che negli anni Cinquanta sono state trattate con iniezioni di progesterone (per prevenire un aborto spontaneo) dicono di essere state “maschiacci” da bambine; il progesterone non ha effetti diversi dal testosterone.

Anche le femmine affette da iperplasia surrenale congenita o sindrome adrenogenitale, sono dei maschiacci: le loro ghiandole surrenali, poste vicino ai reni, anziché produrre cortisolo, come dovrebbero, producono un ormone ad azione simile a quella del testosterone.
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Sandro D. 10:57 pm - 23rd settembre:

http://www.riflessioni.it/forum/cultura-e-societa/12022-cose-veramente-il-maschilismo-13.html
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1- Molte differenze fra i sessi si ritrovano in altri primati, anzi, in tutta la classe dei mammiferi. I maschi tendono a competere con maggiore aggressività e a essere più poligami; le femmine a investire di più nell’allevamento dei figli. In molti mammiferi un raggio territoriale più ampio si accompagna a una maggiore capacità di orientarsi usando la geometria della configurazione spaziale (invece che ricordando singoli punti di riferimento). E ad avere il raggio territoriale più ampio è più spesso il maschio, come avviene anche fra i cacciatori-raccoglitori umani. La superiorità degli uomini nell’uso delle mappe mentali e nella rotazione mentale tridimensionale non è forse casuale.

2- I genetisti hanno scoperto che, in persone diverse, la diversità del DNA nei mitocondri (che uomini e donne ereditano dalla madre) è molto maggiore della diversità del DNA nei cromosomi Y (che gli uomini ereditano dal padre). Questo fa pensare che, per decine di millenni, gli uomini abbiano conosciuto una maggiore variazione nel successo riproduttivo rispetto alle donne: alcuni hanno avuto molti discendenti, altri nessuno (lasciandoci con un piccolo numero di cromosomi Y diversi), mentre un maggior numero di donne ha avuto un numero di discendenti più equamente distribuito (lasciandoci con un maggior numero di genomi mitocondriali diversi). Sono esattamente queste le condizioni che causano la selezione sessuale, in cui i maschi competono per le occasioni di accoppiamento e le femmine scelgono i maschi di migliore qualità.

3- Il corpo umano contiene un meccanismo che fa che sì che il cervello dei bambini e quello delle bambine divergano durante lo sviluppo. Il cromosoma Y innesca nel feto maschio la crescita dei testicoli, che secernono gli androgeni, ormoni tipicamente maschili (come il testosterone) che hanno effetti duraturi sul cervello durante lo sviluppo fetale, nei mesi successivi alla nascita e durante la pubertà, ed effetti transitori in altri periodi. Gli estrogeni, ormoni sessuali tipicamente femminili, influiscono anch’essi sul cervello per tutta la vita. Oltre che nella corteccia cerebrale, i recettori degli ormoni sessuali si trovano nell’ipotalamo, nell’ippocampo e nell’amigdala nel sistema limbico del cervello.

4- Gli androgeni hanno effetti permanenti sul cervello in sviluppo, non solo effetti transitori sul cervello adulto. Le femmine che soffrono di iperplasia adrenale congenita producono un eccesso di androstenedione, l’ormone androgeno reso famoso dal grande giocatore di baseball Mark McGuire. E anche se i loro livelli ormonali vengono portati alla normalità subito dopo la nascita, crescono come dei “maschiacci”, giocano di più a fare la lotta, mostrano più interesse per i camion che per le bambole, hanno maggiori abilità spaziali e, crescendo, sviluppano più fantasie sessuali e provano più attrazione per altre ragazze. Quelle trattate con ormoni solo a infanzia avanzata mostrano, divenendo giovani adulte, modalità sessuali maschili, come una pronta eccitazione di fronte a immagini pornografiche, un impulso sessuale autonomo centrato sulla stimolazione genitale e l’equivalente di polluzioni notturne.

5- Un immaginario ma conclusivo esperimento per separare la biologia dalla socializzazione consisterebbe nel prendere un neonato, sottoporlo a un’operazione di cambiamento di sesso e farlo allevare dai genitori e trattare come una bambina. Se il genere è una costruzione sociale, dovrebbe avere la mente di una normale bambina; se invece esso dipende dagli ormoni prenatali, dovrebbe sentirsi un maschio intrappolato in un corpo femminile.
L’esperimento è stato compiuto, non per curiosità scientifica naturalmente, ma in seguito a malattie e incidenti. Uno studio ha preso in esame 25 bambini nati senza pene (un difetto congenito noto come estrofia cloacale), poi evirati e allevati come bambine: tutti giocavano a fare la lotta come i maschi e avevano comportamenti e interessi tipicamente maschili; più della metà dichiaravano spontaneamente di essere dei maschi, uno a soli cinque anni di età.

6- I bambini affetti da sindrome di Turner sono geneticamente neutri. Hanno un singolo cromosoma X, ereditato dal padre o dalla madre, invece dei normali due cromosomi X delle bambine (uno ereditato dal padre, l’altro dalla madre) o X e Y dei bambini (l’X ereditato dalla madre, l’Y dal padre). Siccome lo schema corporeo femminile è quello standard fra i mammiferi, essi hanno l’aspetto e il comportamento di bambine. I genetisti hanno scoperto che il corpo dei genitori può influire a livello molecolare sui geni del cromosoma X rendendoli più o meno attivi nel corpo e nel cervello in sviluppo del figlio. Una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dal padre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per una bambina (perché un X paterno porta sempre a una femmina), mentre una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dalla madre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per un bambino (poiché un X materno, se può portare all’uno come all’altro sesso, opererà senza incontrare opposizione solo in un maschio, che manca di corrispettivi dei geni X sul suo cromosoma Y).
E infatti le femminucce che presentano tale sindrome differiscono psicologicamente a seconda del genitore da cui hanno ricevuto il cromosoma X. Rispetto a quelle che l’hanno ricevuto dalla madre (caso in cui esso è pienamente attivo solo in un maschio), le bambine che l’hanno ricevuto dal padre (caso in cui esso è destinato a una femmina) sono più brave a interpretare il linguaggio corporeo, a leggere le emozioni, a riconoscere i volti, a maneggiare le parole, nonché ad andare più facilmente d’accordo con gli altri.

In definitiva, maschi e femmine sono intrinsecamente diversi e non hanno menti intercambiabili.
Piaccia o meno.
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Sandro D. 11:01 pm - 23rd settembre:

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=6269423
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Articolo di Ezio Giacobini, risalente al 1997.
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SCIENZE DELLA VITA. IL CERVELLO
Più sinapsi nelle donne? Per compensare il minor volume
Autore: GIACOBINI EZIO
>
Se pesassimo dieci cervelli femminili e dieci cervelli maschili di individui della stessa età e dello stesso peso, in assenza di particolari malattie neurologiche (studio che è possibile solo post mortem), noteremmo una sensibile differenza statistica di peso a sfavore delle donne. Essa ci porterebbe a concludere che il sesso femminile “ha meno cervello” di quello maschile. Finora si è creduto che a una minore massa cerebrale corrispondesse una maggiore densità di cellule nervose in certe zone (ad esempio nella corteccia cerebrale) tale da compensare il minore volume dell’organo. Questa spiegazione ha soddisfatto entrambi i sessi e ci ha dato motivo di vivere in pace fino ad ora. Le cose non stanno più così da quando due neuroscienziati di due diversi istituti danesi (a Copenaghen e ad Aarhus) hanno utilizzato una nuova tecnica particolarmente fine di conteggio delle cellule chiamata stereologica. Essa permette di contare le cellule nervose dei diversi strati della corteccia cerebrale non solo trasversalmente o orizzontalmente al taglio come si faceva in precedenza ma da diversi angoli. Gli scienziati sono così riusciti a contare tutte le cellule, comprese quelle che sfuggivano ai conteggi precedenti. Pakkenberg e Jorgen, i due neuroistologhi (neurostereologhi) danesi, hanno utilizzato ben 94 cervelli dei due sessi deceduti in seguito a cause non neurologiche. Un’opera monumentale se si pensa che in uno strato solo della corteccia dello spessore di pochi millesimi di millimetro alloggiano milioni di cellule nervose. Innanzitutto il nuovo studio conferma il dato ben noto che il cervello degli uomini ha dimensioni maggiori di quello delle donne. La sorpresa viene però dal conteggio quando si trovò che i maschi avevano un 16% in più di neuroni corticali delle donne. Per dirla in modo più esatto si conta nel cervello maschile una media di 23 miliardi di cellule contro 19 miliardi in quello femminile. Non si trova invece alcuna differenza tra i due sessi per quanto riguarda la densità (impaccamento) delle cellule. Si tratta di una vera differenza di numero. Questi dati pubblicati il luglio scorso nel Journal of Comparative Neurology mandarono in crisi non tanto i circoli femministi quanto gli psicologi che si interessano di differenze di comportamento tra i due sessi. Secondo alcuni non si poteva spiegare la differenza di qualsiasi comportamento complesso nei termini di una variazione così vistosa di numero di neuroni. Altri psicologi non si trattennero dallo speculare che tali differenze potessero dipendere invece dal concentrarsi di popolazioni più ricche di cellule in quelle parti del cervello maschile devolute a speciali funzioni come il ragionamento cosiddetto “spaziale”, che è più sviluppato negli uomini che nelle donne. Neppure questa spiegazione sembrò reggere ai risultati descritti nel lavoro dei danesi che dimostravano una distribuzione simile nelle varie parti del cervello dei sue sessi. La differenza era semplicemente numerica non di distribuzione. A questi dati anatomici molto interessanti manca un’osservazione più difficile da compiere, cioè il conteggio preciso del numero di connessioni tra cellula e cellula (dette sinapsi nervose). Il numero di sinapsi potrebbe essere diverso nei due sessi a favore delle femmine e tale da compensare il numero minore di cellule. Sono infatti le sinapsi a costituire gli elementi fondamentali della rete nervosa del cervello responsabile per la funzione (memoria, apprendimento e comportamento). Nell’attesa che arrivino questi risultati importanti possiamo già formulare qualche ipotesi? Non è vero ad esempio che ogni giorno nel nostro cervello vadano perduti milioni di cellule a causa dell’invecchiamento. Si sa ora che è la malattia, ad esempio l’Alzheimer, a far morire le cellule nervose ed a diminuire le sinapsi. Non la vecchiaia. Oltre i 75 anni di età tale malattia colpisce più le donne che gli uomini. Se le donne avessero in partenza meno neuroni degli uomini il danno sarebbe maggiore e più rapido il deterioramento. Per confortare le lettrici concludiamo affermando che non è solo il numero delle cellule nervose che conta, ma il grado di sviluppo dei circuiti nervosi che formano il cervello.
>
Ezio Giacobini

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Sandro D. 11:12 pm - 23rd settembre:

Rino DV:
La negazione delle differenze M/F precede la scienza che qui, come altrove, è ancella dei valori, ad onta della sua presunzione di “indipendenza”.
La negazione delle differenze non significa altro che questo: il racconto maschile è falso,perciò gli UU devono diventare quel che piace alle FF occidentali.
Devono assumere la forma gradita a Gloria Steinem e a Carla Lonzi.
La negazione delle differenze non significa altro che questo.
Niente di meno.
Qui la scienza sta a capo chino.
Strisciante…
RDV

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Queste sono affermazioni fatte in passato da esponenti di primissimo piano delle scienze sociali, che si dettero il cambio per dichiarare che “la tabula era rasa” (una barzelletta…).
>
Gli istinti non creano costumi; i costumi creano istinti: i presunti istinti degli esseri umani, infatti, sono sempre appresi, mai originari.
ELLSWORTH FARIS (1927)
>
I fenomeni culturali non sono sotto nessun aspetto ereditari, ma tipicamente e senza eccezione acquisiti.
GEORGE MURDOCK (1932)
>
L’uomo non ha natura; quello che ha è storia.
JOSE’ ORTEGA Y GASSET (1935)
>
Con l’eccezione delle reazioni istintoidi degli infanti a repentine sottrazioni del sostegno e forti rumori improvvisi, l’essere umano è del tutto privo di istinti. L’uomo è uomo perché non ha istinti; perché tutto ciò che è ed è divenuto l’ha appreso, acquisito, dalla sua cultura, dalla parte dell’ambiente prodotta dall’uomo, da altri esseri umani.
ASHLEY MONTAGU (1973)
>
Si è costretti a concludere che la natura umana è incredibilmente malleabile, tale da adattarsi infallantemente, con aspetti contrastanti, a condizioni culturali in contrasto.
MARGARET MEAD (1935)
>
Gran parte di quella che è comunemente detta “natura umana” è meramente cultura passata per un setaccio di nervi, ghiandole, organi sensoriali, muscoli, ecc.
LESLIE WHITE (1949)
>
Le nostre idee, i nostri valori, i nostri atti, perfino le nostre emozioni sono, come lo stesso nostro sistema nervoso, prodotti culturali fabbricati usando tendenze, capacità e disposizioni con cui siamo nati, ma ciò non di meno fabbricati.
CLIFFORD GEERTZ (1973)
>
Anche l’antropologo Loren Eiseley, scrisse:
“La mente umana, con la sua indeterminatezza, con il suo potere di scelta e di comunicazione culturale, è prossima a sfuggire al cieco controllo di quel mondo deterministico con il quale i darwinisti avevano inconsapevolmente incatenato l’uomo. Le caratteristiche innate imposte a quest’ultimo dagli estremisti della biologia si sono sbriciolate. Wallace vedeva giusto quando diceva che con l’avvento dell’uomo l’evoluzione di parti era divenuta in notevole misura qualcosa di superato, che ora era la mente l’arbitro del destino umano”.
>
Il Wallace menzionato da Eiseley è Alfred Russel Wallace (1823-1913), che scoprì la selezione naturale contemporaneamente a Darwin e si allontanò poi da quest’ultimo sostenendo che la mente umana non poteva essere spiegata con l’evoluzione e doveva essere stata progettata da un’intelligenza superiore. Assolutamente convinto che la mente umana potesse sottrarsi al “cieco controllo di un mondo deterministico”, Wallace divenne uno spiritista e passò gli ultimi anni della sua vita alla ricerca di un modo per comunicare con le anime dei defunti.

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Sandro D. 11:22 pm - 23rd settembre:

cadetto lesliebarbara
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il fatto che gli uomini amino fare attività piu rischiose, tipo lanciarsi dalla stratosfera a 35 km di altezza come ha fatto Baumgarten dipende dal fatto che noi abbiamo una libido piu eccitabile e la ricerca del rischio è una sublimazione di questo.
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Beh, perlomeno qualcosa l’hai azzeccato, in mezzo a tante castronerie. Mi riferisco alla questione della sessualità. Basti dire che nell’ipotalamo maschile lo spazio preposto all’impulso sessuale è due volte e mezzo maggiore rispetto a quello femminile.

  (Quota)  (Replica)

giovanni carducci 3:11 am - 24th settembre:

concordo!

Fabrizio Marchi:
Rino DV,

Senza dimenticare che il femminismo della differenza, alla bisogna, è sempre pronto a scendere in campo per dare man forte al suo (falso) competitor, cioè il femminismo dell’eguaglianza, quello a cui sembrerebbe appartenere la nostra amica…
Lesliebarbara, femminista dell’eguaglianza, ci spiega che non esistono diversità di alcun genere fra i sessi, ma è ovvio che se prendessimo alla lettera le sue parole e proponessimo le quote rosa anche nelle miniere oltre che nei CdA, entrerebbe in campo una femminista della differenza (o forse lei stessa, basta cambiare veste…) per spiegarci che quelle sono cose da maschi, che il femminile è un’altra cosa, così come la parità, che l’eguaglianza intesa in questo modo è una trappola maschile, anzi, della cultura maschilista patriarcale, e che le donne sono portatrici di una specificità di genere che non può essere confusa con il fatto di fare gli stessi lavori e gli stessi mestieri o di avere le stese attitudini.
Ma allora, se si prendesse alla lettera il femminismo della differenza, se ne dovrebbe dedurre che uomini e donne hanno attitudini diverse, quindi se un una donna non è fatta per lavorare in miniera, si potrebbe obiettare, non dovrebbe esser fatta neanche per fare l’ingegnere, l’esploratrice, la boxeur o l’astronauta.
Ma ecco che a questo punto torna alla carica il femminismo dell’eguaglianza che dice che questi sono concetti sessisti e che non esiste alcuna differenza di ordine psicologico e psichico fra uomini e donne.
Il risultato finale, che accomuna, guarda caso, tutti i femminismi, è che l’ingegnere o l’astronauta lo possono fare indifferentemente sia gli uomini che le donne, ma in miniera o in prima linea ci devono andare solo gli uomini (e infatti continuano ad andarci solo uomini perché, allo stato, nessuna femminista ha richiesto quote rosa per le miniere).
Oh logica, relitto del passato maschilista e patriarcale!…Sei superata, pensavi di poterci condurre ad una conoscenza di tipo epistemologico? Eri in errore. La “modernità” ci dice che il “vero” è il capriccio di una parte…

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cadetto lesliebarbara 10:19 am - 24th settembre:

il dato è contenuto in Il Sesso Del Cervello:
non riguarda caratteristiche come la forza fisica o la sessualità bensì l’apprendimento e le qualità intellettive. non ho sotto mano il libro avendolo restituito alla biblioteca, ma potete procurarvene una copia e verificare per conto vostro i riferimenti in esso contenuti.
se il dato non vi piace trovatemi un’altra fonte che sostiene che invece sono di più le ricerche secondo cui le differenze sono innate e non mi riferisco a una fonte giornalistica approssimativa e generica come i link che ho letto sopra ma a qualcosa di più scientifico con riferimenti bibliografici precisi che possa a mia volta consultare e che confutano la cifra del 99% degli studi finora condotti che non hanno trovato tali differenze.
se il 99% degli studi scientifici sostiene la teoria dell’evoluzionismo e qualcuno mi indica una fonte secondo cui è tutto un complotto delle lobby demo-pluto-giudaico-massoniche che vogliono plagiare le masse mentre la verità è che esiste il disegno intelligente e ci sono un sacco di studi che lo provano, perché mai dovrei essere persuaso a rigettare l’ortodossia scientifica?
l’esempio dei bambini del daghestan era mio: serve a esemplificare come anche in quei dieci studi è stato rilevato come le differenze cambiano a seconda del gruppo etnico/demografico e diminuiscono con il progredire dei test, segno che l’esperienza e l’apprendimento giocano un ruolo imprescindibile.
l’esempio del lavoro in miniera credo proprio fosse una provocazione gratuita.

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Luigi Corvaglia 1:16 pm - 24th settembre:

A ecco. Ho capito. Se lo dice il Sesso del Cervello!!!

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Fabrizio Marchi 2:26 pm - 24th settembre:

Mamma mia che palle ragazzi!…prima Erica coi neri sub sahariani (due palle…), ora ‘sto Lesliebarbara (che potrebbe anche essere Erica sotto l’ennesimo falso nick, dal momento che l’ha già cambiato altre volte..) coi bambini del Daghestan…
Fra un po’ arriverà qualcun altro/a con gli indigeni dell’Amazzonia, qualcun altro con gli islandesi (l’etnia più pura al mondo, così ho letto…), qualcun altro ancora se ne uscirà con gli immancabili bonobo e via discorrendo…
Il tutto, come al solito, per cercare di dimostrare che le diversità fra uomini e donne non esistono, perché questa diversità (che dovrebbe essere una ricchezza…), chissà per quale oscura ragione (si fa per dire…)non viene tollerata, anzi, non è proprio ammessa. Naturalmente, come abbiamo ripetuto altre migliaia di volte, sempre a seconda delle circostanze, perché quando invece conviene, si rivendica la diversità.
Ne abbiamo parlato milioni di volte ma puntualmente qualcuna/o sente l’irresistibile bisogno di tornarci sopra. Gli si risponde argomentando, gli si fanno notare le evidenti contraddizioni insite nel pensiero femminista (eguaglianza/diversità) ma altrettanto puntualmente non c’è risposta alle nostre argomentazioni. E continuano sul loro binario come se nulla fosse. Non vale la pena ragionare con questa gente perché di fatto rifiuta il confronto logico-dialettico, anche quando fa finta di dialogare.
Lesliebarbara (e tutti/e quelli/e come lei/lui) non sta dialogando, sta pedissequamente portando avanti il suo ragionamento senza curarsi delle nostre risposte. Se ne frega, noncurante, e ripropone il suo mantra.
A nulla vale spiegargli/le che noi crediamo nel concetto (e nel valore) dell’eguaglianza nella diversità perché il suo miserabile obiettivo è quello di dimostrare che noi siamo dei sessisti che vorrebbero impedire alle donne di iscriversi alle facoltà di ingegneria o di fisica perché la genetica non le avrebbe programmate per questo ma per pulire il moccio ai marmocchi, cucire, stirare, sfilare su una passerella, occuparsi di moda o farsi immortalare su qualche calendario in pose osè.
Discutere con questa gente non ha veramente senso. E’ indicativo, in tal senso, anche il silenzio del nostro Marco Pensante, sempre attento e puntuale nel rintuzzare questi personaggi…
P.S. e poi se lo dice “Il sesso nel cervello”…hai capito che profondità…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

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Mauro Recher 3:13 pm - 24th settembre:

Come ha detto Rino una volta questa o questo qui ,si è trovato d’impatto ad un movimento maschile (diamo che sia vero che è la prima volta che scrive) ,avendo capito tutto al volo ,ci da subito dei maschilisti e che vogliono la donna zitta in cucina ..naturalmente senza aver letto nulla degli articoli che sono pubblicati ,che dire complimenti ,ci ha scoperti
P.s oggi ho dato di spazzolone alle scale ,non sto diventando un effeminato ?

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Pappasessus del Cervellus 3:30 pm - 24th settembre:

Poiché non esistono differenze di alcun tipo fra uomini e donne, mi comporto alla maniera delle femministe isteriche e “di pancia” che ogni tanto si affacciano su questi lidi e dico al nostro Cadetto: A Lesliebarbara, ma vedi d’anna’ affanculo, va’. E non tornare, possibilmente.http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_negative.gif

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lesliebarbara 3:37 pm - 24th settembre:

Luigi Corvaglia: non è che lo dice quel libro, il libro riporta semplicemente il dato oggettivo relativo al numero di ricerche e alcuni particolari relativi a quell’1% di studi che sono pervenuti a conclusioni diverse. il paradigma dominante nella scienza contemporanea sostiene questo e io preferisco orientare le mie opinioni basandomi su dati solidi. non escludo a priori che in futuro l’orientamento sarà diverso o che ci possa essere un complotto demo-pippo-pluto-giudaico-massonico che sta ingannando l’opinione pubblica e manipolando la scienza, ma prima di gridare GOMPLOTTO! preferisco avere qualcosa di piu concreto in mano, altrimenti siamo al livello delle scie chimiche.

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Luigi Corvaglia 3:50 pm - 24th settembre:

lesliebarbara,
quando ti deciderai a replicare alle mie osservazioni ti risponderò.

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lesliebarbara 5:20 pm - 24th settembre:

credo di aver già risposto alle tue osservazioni.

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Rino DV 6:51 pm - 24th settembre:

Non posso dilungarmi.
Osservo solamente che la scienza dell’indifferenza sessuale cade davvero a fagiolo. Sembra studiata apposta per fondarvi il dogma: le FF possono i MM devono.
E’ davvero perfetta per la guerra antimale. Sembrerebbe elaborata a quel fine.

RDV

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Luigi Corvaglia 8:51 pm - 24th settembre:

Va bene leslie.
Ti rispondo un ultima volta, poi fai come vuoi. Non sono abituato a discutere del sesso degli angeli.
Non entro, per adesso, nel merito ma …..
Ti presenti asserendo delle cose. Ti viene chiesto di fornire del materiale su cui poter discutere (di quelle 1000 ricerche fornire i riferimenti di alcune non mi sembra una cosa fantascientifica). Te ne esci che si tratta di un libro. E che se vogliamo verificare dobbiamo farlo da noi.
Poi però se vogliamo replicarti dobbiamo fornirti roba seria, “certificata”.
Se rileggi i commenti è la mia prima richiesta. Vana.
Di più.
Io ti ho chiesto delle fonti per 2 motivi:
1) per avere un pò di “arrosto” e non il solito “fumo” su cui confrontarsi;
2) per testarti.
Si, per capire chi sei.
Tu potevi rispondere in due maniere:
1) puntualmente, fornendo vari riferimenti al tuo discorso;
2) evasivamente e non schiodandoti da lì.
E, ad ogni risposta com’è ovvio, corrisponde un profilo personale.
Se tu mi avessi risposto 1) avrei capito di trovarmi di fronte ad una persona, magari ideologicamente orientata, di cui posso anche non condividere alcune cose o niente, ma sul punto che vuole difendere sa il fatto suo. Ed il discorso si sarebbe spostato sull’arrosto.
Tu hai risposto 2). E il caso di scrivere esplicitamente che tipo di profilo (idea) mi sono fatto? Penso si capisca.
In effetti però, a proposito di scienza, ci sta un terzo motivo a quella mia richiesta. Che guarda caso riguarda la mia formazione scientifica. Anzi, oserei dire la mia de-formazione scientifica.
Non ho certo l’ambizione di conoscere tutto e dire la mia su tutto. Ci mancherebbe altro.
Ho però il metodo. Non posso farci niente. Ce l’ho nel sangue. Parlo del metodo scientifico. E questa brutta bestia mi impone sempre di verificare, continuamente, di non dare niente per assodato (quale che ne sia la fonte) e magari di cambiare idea se è il caso.
Ma devo verificare. Se io avessi letto il “Sesso del Cervello”, sia condividendo, sia non condividendo il contenuto, la prima cosa che sarei andato a controllare sarebbe stato l’autore/l’autrice. Sapere chi è che sta parlando in un libro (che è altra cosa da un trattato scientifico che si accetta o si confuta in base ad un codice condiviso) per me è fondamentale. Mi permette di “scremare” quello che può essere il “rivestimento ideologico” dal nucleo effettivo del discorso. Poi sarei andato a verificare il resto. Avrei controllato dapprima alla grossa le affermazioni. Poi la bibliografia d’appoggio, che presumo sterminata visto i numeri citati e successivamente avrei recuperato almeno alcuni degli studi più significativi. E me li sarei studiati. “Acchiappando” secondo le mie capacità ovviamente, ma me li sarei studiati.
E poi …
E poi intervenendo sul sito di UB, a quel rompì di Luigi l’avrei sommerso di dati, di analisi, che a rispondermi ci avrebbe impiegato un mese….
Per cui …. per cui aspetto ancora i “dati solidi”.

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Roberto Micarelli 2:41 am - 25th settembre:

“non escludo a priori che in futuro l’orientamento sarà diverso o che ci possa essere un complotto demo-pippo-pluto-giudaico-massonico che sta ingannando l’opinione pubblica e manipolando la scienza, ma prima di gridare GOMPLOTTO! preferisco avere qualcosa di piu concreto in mano, altrimenti siamo al livello delle scie chimiche”.

Signora scie chimiche, mi dica perché il World Economic Forum manipola il ranking maschile sul divario di genere mondiale, per far apparire le donne come vittime e per dare agli stati una pezza d’appoggio per l’implementazione di politiche compensative artefatte. Attendo risposta.

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Roberto Micarelli 2:44 am - 25th settembre:

Signora scie chimiche. Mi dica su quale base scientifica il mondo governato da donne sarebbe migliore. Come ci ripetono più o meno subdolamente tutti i media “di regime”. Offendendoci.

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Roberto Micarelli 3:12 am - 25th settembre:

Signora scie chimiche. Mi dica su quali basi scientifiche il nudo di donna sui media è istigazione alla violenza, mentre gli uomini che ballano nudi sul bancone vanno bene. Come ci insegnano i presidenti e le presidentesse di senato e camera. Qui non stiamo su wikipedia e attendo risposta. La “vostra” parità a corrente alternata per la distruzione dell’antropologia con la scienza non ha nulla a che vedere. Non c’è nessun complotto: avviene tutto alla luce del sole. Il complotto è il “vostro” argomento di debunking per screditare chi espone l’evidenza sesso-razzista di stato.

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Roberto Micarelli 3:15 am - 25th settembre:

A proposito: che dice Vendola sui velini di piscia la notizia?

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Roberto Micarelli 3:21 am - 25th settembre:

Siete un ammasso di neocon travestiti di sinistra.

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Marco 4:00 am - 25th settembre:

Premesso che non sono sposato (né mai lo sarò) e che l’ultimo mio desiderio è quello di farmi “servire” da una donna – madre o no che sia – c’è da dire che questa nullità umana ha veramente rotto le sfere.
http://video.repubblica.it/politica/boldrini-basta-spot-con-la-mamma-che-serve-la-famiglia-a-tavola/140871/139408
@@@@
PS: siccome vivo da solo (in affitto) da un po’ di anni, più volte mia madre si è offerta di pulirmi l’appartamento, ed io, regolarmente ho rifiutato, proprio perché non voglio quel genere di “aiuti”, tantomeno obblighi ed eventuali rinfacci. Nemmeno la donna delle pulizie voglio fra i piedi: faccio da solo, grazie.
Tanto quando vai a stringere su, le donne sono tutte uguali (madri comprese): lagnose, rompi coglioni, petulanti, parassite, sostanzialmente insopportabili.
Tanto è vero che ormai nemmeno “corteggio” più nessuna: solo puttane (occasionalmente).

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Rino DV 7:30 am - 25th settembre:

Marco:
PS: siccome vivo da solo (in affitto) da un po’ di anni, più volte mia madre si è offerta di pulirmi l’appartamento, ed io, regolarmente ho rifiutato, proprio perché non voglio quel genere di “aiuti”, tantomeno obblighi ed eventuali rinfacci. Nemmeno la donna delle pulizie voglio fra i piedi: faccio da solo, grazie.>>
.
Il rifiuto della cura è la via della libertà e della fine dei ricatti.
W il Fronte del Rifiuto.
RDV

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Fabrizio Marchi 8:07 am - 25th settembre:

Roberto Micarelli,
“Siete un ammasso di neocon travestiti di sinistra”.(Roberto Micarelli)
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif
Esatto, o meglio, l’altra faccia della medaglia dello stesso sistema (capitalistico) che si declina ora a “destra”, ora a “sinistra”, a seconda delle necessità congiunturali del momento.
Il “modello” americano da questo punto di vista è “esemplare”: Bush e Condoleeza Rice da una parte, Obama e Hillary Clinton dall’altra. Conservatori, bacchettoni, casa, chiesa, tori e rodei dal punto di vista “socioculturale” i primi, “progressisti”, liberal, femministi, diritti gay e spinello libero i secondi. Entrambi però accomunati quando si stratta di bombardare per “ragioni umanitarie” ora questo, ora quell’altro stato “canaglia” (i nemici sono sempre tutti canaglie, anche e soprattutto quando prima di diventare nemici erano amici).
Ma sono solo facce della stessa medaglia di un sistema capitalistico che lascia un margine di manovra “culturale” purchè non si mettano in discussione i capisaldi del sistema stesso, cioè il capitalismo e le sue sorti magnifiche e progressive, considerato come condizione naturale dell’umanità, come la fine della Storia, di fatto un dogma intoccabile, né più e né meno come lo erano le Sacre Scritture nel Medioevo.
Il capitalismo (e l’impossibilità addirittura di concepire un suo possibile e futuro superamento) è la nuova religione del terzo millennio.
Mutatis mutandis, la situazione è ormai esattamente la stessa anche in Europa e in Italia.
Questa è la ragione per la quale, per lo meno in questa fase storica (dal punto di vista concettuale e metastorico avranno sempre valore), i concetti di “destra” e di “sinistra” hanno ormai completamente perso di ogni valore.
Sia chiaro che responsabile di questo processo degenerativo è la “sinistra”, per ovvie ragioni. La destra è sempre esistita, non ha mai smesso di esistere e mai smetterà di esistere. E’ la sinistra che purtroppo è mancata spesso nella storia, naturalmente non sempre per sua responsabilità ma perché oggettivamente le condizioni storiche lo rendevano impossibile. Oggi no, oggi la responsabilità di questa assenza è tutta sua. Hanno scelto di gettare il bambino insieme con l’acqua sporca, hanno aderito acriticamente a quel sistema che una volta sostenevano di voler trasformare e sono passati armi e bagagli dall’altra parte diventando spesso più realisti del re (solo per fare un esempio, nessun governo ha mai privatizzato come quelli di centrosinistra, e il bello è che quell’altro pagliaccio di Berlusconi ha continuato ad apostrofarli per anni come “comunisti”…). .
Imperdonabile.

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Fabrizio Marchi 9:08 am - 25th settembre:

Rino DV,

“W il Fronte del Rifiuto” (RDV)
“Grande metafora di Rino! http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif
Come sapete, per ovvie ragioni sono sensibile all’argomento…
Bè, qualche brevissimo cenno storico non fa male a nessuno…
Il cosiddetto “Fronte del Rifiuto” fu promosso dal FPLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, organizzazione di ispirazione originariamente marxista-leninista facente parte dell’OLP dal quale in seguito sarebbe fuoriuscito) . Al “Fronte” aderirono anche altre organizzazioni palestinesi ostili a qualsiasi ipotesi di accordo con Israele e alla politica di Al Fatah e del suo leader Arafat che mi onoro di aver conosciuto di persona avendolo intervistato per due volte…(per una volta, mi sia consentito di decantare le mie migliori esperienze professionali ma anche umane ) considerata troppo moderata e incline al compromesso.
Il Fronte del Rifiuto fu appoggiato dall’Iraq, dalla Libia e dalla Siria e si oppose radicalmente a qualsiasi tentativo di negoziato di pace con Israele.

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lesliebarbara 10:16 am - 25th settembre:

Luigi, ti ho detto il testo da cui ho preso il dato. non ne detengo una copia, avendola a suo tempo presa in prestito in biblioteca ma puoi farlo anche tu attraverso il prestito interbibliotecario.
una delle due autrici del libro è un personaggio piuttosto in vista nella comunità scientifica quindi dubito che possa scrivere dati falsi senza essere soggetta al pubblico scrutinio. però è anche vero che è di nazionalità francese e qualora volessi trovare criticismo nei suoi confronti dovrei probabilmente fare una ricerca nella lingua di Voltaire che però non conosco sufficientemente bene.

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Mauro Recher 11:16 am - 25th settembre:

Intanto bisogna ,come si dice dalle mie parti “Tirarli su da picoi ”
http://www.senonoraquando.eu/?p=14101
una contro risposta dopo sul mio blog

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Rino DV 11:37 am - 25th settembre:

Fronte del Rifiuto…
Sapevo che Fabrizio avrebbe subito colto l’origine del nome, che qui in effetti è un po’ altisonante…
Intanto gustiamoci questa:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_settembre_25/20130925ROM05_ROM01_30-2223286892972.shtml

RDV

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Rita 12:20 pm - 25th settembre:

@Lesliebarbara: una curiosità, che dice la Vidal sulle ultime ricerche che ipotizzano differenziazioni delle cellule e dell’organizzazione del cervello anche nella preadolescenza a seguito delle influenze ormonali? Ne parla nel libro?

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Fabrizio Marchi 12:30 pm - 25th settembre:

Mauro Recher,

il “percorso di rieducazione” è cominciato…per la verità, ormai da tempo…

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lesliebarbara 1:36 pm - 25th settembre:

rita: non zò, perché il libro è del 2006 quindi se quelle ricerche sono posteriori allora non ne parla. tieni presente che però lei si focalizza principalmente sulle performance e non sul funzionamento in senso stretto: se il cervello maschile usa una parte diversa per eseguire certe operazioni rispetto a quello femminile ma i risultati sono gli stessi allora le conclusioni rimangono invariate.
per dire supponi che il cervello maschile e femminile hanno entrambi bisogno di 10mila ore di esercizio per diventare virtuosi del violino. anche se durante la pratica attivano meccanismi o aree diverse alla fine non c’è differenza nelle potenzialità di apprendimento. ci sarebbero se uno dei due sessi avesse in media bisogno di un tot di ore in piu o in meno per raggiungere lo stesso grado di abilità tecnica.

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Roberto Micarelli 2:18 pm - 25th settembre:

Quello che non capisco è cosa c’entrano le ore necessarie per imparare a suonare il violino, con l’autodeterminazione esistenziale e con la politica dei diritti.
Come si concilia la libera scelta col divieto di considerarsi uomini o donne, giustificato sulla scienza dell’equivalenza funzionale?

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Roberto Micarelli 2:20 pm - 25th settembre:

Equivalenza utilizzata per altro solo quando conviene, vista la psicopatologica ossessione collettiva che non ci fa parlare di altro che di donne. I sessi non esistono però esistono le donne. E’ truffaldino.

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cadetto lesliebarbara 3:40 pm - 25th settembre:

Quello che non capisco è cosa c’entrano le ore necessarie per imparare a suonare il violino, con l’autodeterminazione esistenziale e con la politica dei diritti.

proprio niente, ma non ho mai detto nulla in proposito. sei tu che mi attribuisci cose che non ho scritto. tieni presente che se pensi che io sia femminista potresti anche sbagliarti. magari io sono per il burqa integrale e per la sharia, ho solo riportato nozioni di carattere scientifico di cui ero a conoscenza a prescindere da qualsiasi mia affiliazione ideologica. ad ogni modo non sono per la sharia o per il burqa.

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Roberto Micarelli 3:47 pm - 25th settembre:

cadetto lesliebarbara:
Quello che non capisco è cosa c’entrano le ore necessarie per imparare a suonare il violino, con l’autodeterminazione esistenziale e con la politica dei diritti.

proprio niente, ma non ho mai detto nulla in proposito. sei tu che mi attribuisci cose che non ho scritto. tieni presente che se pensi che io sia femminista potresti anche sbagliarti. magari io sono per il burqa integrale e per la sharia, ho solo riportato nozioni di carattere scientifico di cui ero a conoscenza a prescindere da qualsiasi mia affiliazione ideologica. ad ogni modo non sono per la sharia o per il burqa.

“ha ragione erica: gli studi fatti sulle differenze attitudinali e intellettive tra i generi dagli anni ’60 in poi sono circa mille e solo dieci hanno trovato differenze significative, praticamente solo l’!% del totale …”

Tu sembri sostenere che non ci sono differenze di genere. In ogni caso, la discussione qui verte su temi politici sui quali comunque ti invito, dopo aver trattato aspetti tecnici, a esprimere la tua posizione.

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Roberto Micarelli 3:49 pm - 25th settembre:

La violenza prescinde dal sesso?
Se sì, perché viene trattata in politica come una caratteristica maschile?

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Fabrizio Marchi 5:03 pm - 25th settembre:

cadetto lesliebarbara,

“tieni presente che se pensi che io sia femminista potresti anche sbagliarti. magari io sono per il burqa integrale e per la sharia, ho solo riportato nozioni di carattere scientifico di cui ero a conoscenza a prescindere da qualsiasi mia affiliazione ideologica. ad ogni modo non sono per la sharia o per il burqa”. (lesliebarbara)
Infatti secondo me sei soltanto uno/a che si diverte a stuzzicare…
Roberto, lascia perdere, non vale la pena perdere tempo con questo/a…non possiamo replicare a tutti quelli che vengono qui a cazzeggiare…

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Marco Pensante 7:42 pm - 25th settembre:

Ma sì, siamo d’accordo, ma va bene, non c’è nessunissimissimissima differenza nell’apprendimento, nello studio della botanica assirobabilonese, nel colore del pelo pubico. Siamo tutti identici. Che noia che barba(ra), Marchi ridammi le belle chihuahue di una volta.

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Fabrizio Marchi 8:52 am - 26th settembre:

Marco Pensante,

lo farei volentieri ma quelle provenivano dal Venerdì della Repubblica, quando la signora Aspesi pubblicò una sintesi dela mia lettera “Ho subito violenza ma l’Istat non lo sa”… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif

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Pappazuppus metapsicoticus 9:57 pm - 26th settembre:

…e te pareva che anche Lesliebarbara era un trollaccio della malora.A’sto punto credo proprio che sia Erica che viene a farsi sfanculare per il gusto di subire. Altro che perditempo: qui siamo proprio al fetish.
Comunque…anche io sento la mancanza delle chihuahue dementi da prendere a calci…Caì! Caì!

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lesliebarbara 10:06 am - 27th settembre:

onestamente non so cosa ci sia di provocatorio in quello che ho scritto. probabile che abbiate un investimento ideologico enorme su certe questioni che a volte vi fa perdere di vista l’obbiettività e vi porta a vedere provocazioni dove non ce ne sono.

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Fabrizio Marchi 10:22 am - 27th settembre:

lesliebarbara,

in realtà non credo che tu sia un provocatore o una provocatrice.
Secondo me dici solo cazzate, scontate e banali, che per quanto mi riguarda non meritano di essere dibattute. Ciò detto, sei ovviamente liberissima/o di pensarle e di dirle (anche in questo spazio…).
Magari fossi in te (ma è solo un suggerimento…) proverei a cambiere letture…può aiutare… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif

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