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21 ott 2013  |  110 Commenti

Gay: dal diritto alla diversità all’omologazione borghese

I gay, che tanti anni fa rivendicavano sacrosantamente il loro diritto a vivere in assoluta libertà la loro diversità (e proprio per questo rappresentavano allora un soggetto non dico rivoluzionario ma sicuramente di rottura rispetto al vecchio ordine “etico-culturale” e ideologico borghese) reclamano oggi e da tempo a gran voce il diritto di essere “uguali” (nel senso di omologati e uniformati) agli altri.

Una volta contestavano (giustamente) il matrimonio in quanto istituzione borghese e ora invece vogliono sposarsi, magari pure con il prete che li benedice (tanto ormai anche la Chiesa cattolica sta aprendo in tal senso e secondo me la celebrazione delle nozze degli omosessuali in chiesa sarà solo questione di tempo…).

Nell’era del trionfo del capitalismo assoluto, cioè di quel sistema svincolato da qualsiasi istanza, sia essa etica, politica, culturale, religiosa e quant’altro che non sia riconducibile alla riproduzione  del capitale e della forma merce, l’aspirazione dei gay di potersi sposare e avere dei figli assume un aspetto oggettivamente contraddittorio, al meglio (si fa per dire…) reazionario.

Perché da una parte il desiderio di omologazione e omogeneizzazione che fondamentalmente muove questa rivendicazione va senz’altro ad alimentare l’attuale sistema dominante capitalista che ha da tempo sostituito  il vecchio apparato etico-valoriale e ideologico (il famoso “Dio, Patria e Famiglia”) con il nuovo: “politicamente corretto”, femminismo, istanze Lgbt, “democrazia” e “diritti” da esportare, eugenetica, atomizzazione sociale, individualismo sfrenato, distruzione di ogni aggregazione sociale e comunitaria, relativismo assoluto  ecc.

Dall’altra il desiderio di omologazione (non può essere altrimenti definita l’aspirazione, direi quasi l’implorazione, al matrimonio, cioè un’istituzione che gli stessi movimenti omosessuali e la sinistra radicale molti anni fa sottoponevano, a mio parere anche giustamente, ad un fuoco incrociato), da realizzarsi secondo tutti i crismi e le liturgie formali che questa istituzione prevede, è oggettivamente una rivendicazione borghese, nel senso proprio del termine.

Perché un “valore”, come quello del matrimonio, da sempre considerato da quegli stessi movimenti omosessuali appartenenti alla sinistra radicale come un’istituzione borghese decrepita e repressiva da abolire o da superare, viene oggi recuperato, riattualizzato e addirittura celebrato da quegli stessi soggetti che una volta lo contestavano radicalmente.

Eterogenesi dei fini o semplice processo di “imborghesimento” (non sarebbe il primo caso), sia pure fuori tempo massimo?  Oppure ancora adesione al nuovo sistema etico-valoriale e ideologico capitalista assoluto dominante?

A mio parere tutte e tre le cose insieme. Per questa ragione il movimento omosessuale e le rivendicazioni da esso portate avanti, si pongono oggi a metà fra il reazionario (recupero di istanze e valori del vecchio sistema valoriale borghese) da una parte e l’adesione alla neo ideologia capitalistica dominante, dall’altra.

Un arretramento ideologico e politico macroscopico e oggettivo da parte dei movimenti omosessuali, rispetto alle posizioni di una volta, che conferma in realtà quanto potente sia stata l’offensiva ideologica del sistema capitalista in questi ultimi decenni. A meno di non pensare che il diritto (che nessuno contesta, sia chiaro) alla trasmissione e alla ereditarietà dei beni sia una istanza rivoluzionaria…


110 Commenti

Armando:-) 5:05 pm - 14th agosto:

Il fatto che gli uomini hanno necessità di sentire che quello che fanno va oltre il loro interesse prima me è positivo. Anzi è la parte maschile migliore, quella che li ha fatti costruttori di civiltà religioni filosofie, tutto insomma. Se perdono questa caratteristica si riducono a un sindacato corporativo, come il femminismo. In ciò non esiste nulla di grande, e allora vince solo il più forte che oggi non siamo noi. Tutto ciò non significa essere stupidi o ciechi, anzi per sostenere una posizione simile occorre massima lucidità e intelligenza, perché occorrono anche moltissimi no, no,no,no. Armando

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Rita 6:12 pm - 14th agosto:

Condivido il post di Rino, ora però c’è questo curioso fenomeno che mi pare di osservare come emergente. E’ vero che le donne non esistono come donne senza lo sguardo maschile, pare però che gli attivisti per i diritti degli uomini non possano avere visibilità senza donne.
Questa la traduzione di un articolo inglese che ho copincollato dalla pagina di Glenda Mancini: e mi sorprende perché non ho mai visto nemmeno nel ristretto ambito QM un così lungo elenco celebrativo di nomi impegnati nell’antifemminismo, eppure ce ne sono: che ne pensate in merito?

“l’articolo che vi presento e che ho tradotto grazie all’aiuto della veterinaria più brava di Cambridge cioè mia sorella ( ) è un po lungo ( neanche troppo) ed è davvero interessante in quanto crea un parallelismo tra quello che succede qui e quello che succede in altre parti del mondo e vi assicuro che ne vale la pena. Buona lettura

Quando le persone pensano al movimento per i diritti degli uomini, l’immagine che viene in mente è quella di uomini solitari nelle chat room che inveiscono contro le donne. Ma negli ultimi anni, un gruppo di impertinenti, spiritose attiviste si è occupata della causa. E alcune di loro stanno emergendo come voci principali del movimento. Può sembrare un controsenso che le donne stiano aiutando il movimento che sta combattendo la discriminazione anti-maschile e le campagne anti femministe. Ma secondo Dean Esmay fondatore dell’ organizzazione “Una voce per gli uomini” , il fatto che loro frantumano le aspettative ne fa degli ottimi emissari . “La gente vuole credere che siamo un branco di perdenti tristi, patetici che non possono scopare e che siamo solo amareggiati perché le nostre mogli ci hanno lasciato”, spiega Esmay. “La presenza delle donne nel movimento crea dissonanza cognitiva”. Spesso, aggiunge, questa dissonanza rende le persone più ricettive di quello che altrimenti sarebbero.

Chi sono queste donne che appoggiano il movimento per il diritti degli uomini?

Karen Straughan
Alla fine del 2011, Straughan, una quarantenne cameriera canadese madre di tre figli, si sedette al tavolo della sua cucina e cominciò a pensare sui sessi:. “Io continuo a sentire dal movimento femminista che la femminilità è sempre stata sottovalutata ma ho sempre sostenuto che è l’esatto contrario … Se si tratta di un uomo e una donna in un edificio in fiamme e si può salvare solo uno, l’aspettativa è che si sceglie la donna ogni volta. Così onestamente, quale umanità stiamo scegliendo di mettere prima? “Ha poi pubblicato un video del suo discorso su YouTube, dove ha collezionato più di un milione di visualizzazioni.

Straughan, che ha un’aria sfacciata e un gusto per canotte a righe. E’ diventata uno dei volti più visibili del movimento per i diritti degli uomini. Ha quasi 70.000 abbonati YouTube. Spesso, afferma ,riceve le email dagli uomini di tutto il mondo che inciampano sui suoi video e passano ore e ore a guardarli. Il vlogger che ha scritto narrativa erotica come attività secondaria prima di farsi coinvolgere in diritti degli uomini, ha anche contribuito a lanciare la “ Honey Badger Brigata”, un eterogeneo gruppo di attivisti donne per i diritti degli uomini. Questa estate, quando i manifestanti hanno minacciato di fermare la prima conferenza di “ Una Voce “a Detroit, i Badgers hanno raccolto più di 8.000 dollari in donazioni e lei ci è andata e hanno fatto contro resistenza.Le Honey Badgers conducono anche uno trasmissione radio online, che copre diversi argomenti tra cui includono false accuse di stupro, il trattamento di veterani militari, e “le stupidità delle femministe”.

Helen Smith: psicologa

Secondo Smith, una psicologa forense da Knoxville, Tennessee, che è sposata con blogger conservatore Glenn Reynolds, afferma che sembra come se gli uomini ce l’avessero con le donne e la società in generale. Lo scorso anno, Smith ha pubblicato un libro intitolato Men on Strike: Perché gli uomini stanno boicottando matrimonio, la paternità, e il sogno-americano e perché è importante, argomenta il motivo per cui ci si punta contro l’uomo (il risultato di politiche di molestie sessuali e pregiudizi di genere nelle scuole e tribunali di famiglia). In risposta, molti uomini stanno seguendo l’esempio di John Galt ovvero la carriera alla vita familiare. Smith, ha già lavorato con i bambini violenti, ha blog anche sui problemi degli uomini e una rubrica conservatrice su pjmedia. (…)

Erin Pizzey: la bestia nera del femminismo

Erin Pizzey Illustrato da Alison Tieman, per gentile concessione di A Voice for Men
Pizzey, 75 anni autrice britannica e avvocato per quanto concerne la violenza domestica, ripercorre il suo interesse per i diritti degli uomini torna alla sua infanzia e gli anni di pestaggi brutali da parte di sua madre. In seguito ha lavorato al primo rifugio trovato in Inghilterra per le donne maltrattate. Pizzey sostiene che la maggior parte delle vittime che hanno cercato rifugio erano esse stesse violente. Lei sostiene che le donne meritavano una parte di responsabilità per l’abuso domestico e che il movimento femminista accusa gli uomini ingiustamente demonizzandoli e indicandoli come unici aggressori. “Questo enorme edificio del femminismo radicale ha distrutto il ‘patriarcato’ piuttosto che risolvere i rapporti umani,” dice. “Nel complesso ha allontanato l’intera discussione dai bisogni delle persone in famiglie violente.”

Pizzey alla fine ha cominciato ad offrire riparo a uomini picchiati e a combattere contro il femminismo, che lei ribattezza “l’Impero del Male”. Dopo un allarme bomba e una serie di minacce di morte, nel 1979 fuggì negli Stati Uniti, dove ha contribuito a istituire rifugi violenza domestica in 21 città. Ha lavorato anche con gli avvocati per difendere gli uomini che affermavano di essere stati falsamente accusati di stupro e violenza domestica, un tentativo da lei finanziato scrivendo romanzi d’avventura. Pizzey oltre alla saggistica, scrive spesso per giornali inglesi, come il Daily Mail ( “Perché detesto femminismo … e credo che in ultima analisi distruggere la famiglia”). Ha anche viaggiato per il mondo parlando a gruppi di uomini picchiati . Oggi, lei è direttore di “una voce per gli uomini”, un’ eroina del movimento per i diritti degli uomini. Si sente molto nel suo ruolo. “Per molti anni, sono stata questa voce fuori dal coro, e mi sono stata odiata per questo,” spiega. “Adesso, tu non ti senti così solo.”

Janet Bloomfield: The Social-Media Provocateur

Bloomfield è atterrato sotto i riflettori di recente come una forza trainante grazie a” Donne contro il femminismo”, una campagna di social-media con foto di donne con ritagli di carta con scritte le loro ragioni per rifiutare il femminismo. La settimana prima che la campagna è diventata virale, Bloomfield, era una casalinga trentenne e dottoranda – poi ha fatto il giro della rete, con interviste su ABC, BBC e NBC Today Show.
Bloomfield, che vive da qualche parte in Canada (che mantiene la sua posizione ei nomi dei suoi tre figli segreti per proteggerli dalle molestie), è una campionessa improbabile per i diritti degli uomini. Al college, ha studiato teoria del cinema, e ha imparato a vedere il mondo attraverso una lente femminista. Ma dopo aver dato alla luce il suo primo figlio, ha deciso di rimanere a casa e fu scioccato dalla reazione di altre donne. “Non è stato tanto il disprezzo per la mia scelta o l’idea che ho sprecato la mia educazione”, dice. “E ‘stato che mi hanno trattata come se fossi pazza a fare affidamento su mio marito, come se da qualche parte in agguato dentro di lui era un mostro affamata di sesso che mi avrebbe buttare fuori come spazzatura.” Bloomfield ha iniziato le contrattazioni lettere con la sua amica, Pixie, che era accampato in ospedale dopo il parto di un bambino gravemente malato e credeva che il personale di terapia intensiva stava trattando le bambine malati più teneramente. Le loro lettere ben presto si trasformarono in lamenti per la sorte dei ragazzi e per il trattamento delle mamma a casa.

Dopo immergendosi nel problema dei diritti degli uomini, nel 2012, la coppia ha lanciato il blog in-your-face, JudgyBitch.com. un insieme di anti-femministe di Bloomfield, dove si raccolgono oscenità e teorie scomode sullo stupro e la violenza domestica, ha fatto un giro in circoli per i diritti degli uomini, e l’anno successivo ha cominciato a scrivere per A Voice for Men, dove ora gestisce i social media. Ha anche scritto articoli e opinioni per siti mainstream, tra cui Thought Catalog, che ha recentemente pubblicato il saggio di Bloomfield, “io sono un anti-sessista, liberale dottornanda, Moglie, e Madre che sostiene il Movimento dei diritti dell’uomo”

In realtà, mentre Bloomfield prende posizione progressiva su alcune questioni-lei sostiene il matrimonio gay e il diritto delle donne di scegliere, per esempio, molte delle idee che lei sbandiera. “Lei respinge anche il concetto di “cultura dello stupro”, come “un gigantesco stupro di fantasia-uno in cui tutti gli uomini possono immaginare le donne li desiderano con tanta forza e tanta passione che sono disposti a commettere un crimine.”

Suzanne Venker: Il Tradizionalista

Suzanne Venker
Per gran parte della sua carriera, Venker segue il percorso tracciato da sua zia, il crociato anti-femminista Phyllis Schlafly. Nel 2011, la coppia ha anche co-scritto un libro, The Flipside of Feminism, sostenendo che la libertà e il potere hanno fatto solo le donne infelici. Ma le loro strade cominciarono a divergere l’anno seguente quando Venker, che tra le altre cose è un assiduo commentatore di Fox News, ha pubblicato una colonna su FoxNews.com chiamato “The War on Men.” Ha fatto scalpore che gli uomini stavano optando di non sposarsi perché le donne in carriera avevano perso le loro qualità femminili e diventavano aggressive e competitivo. E ha esortato le donne a “cedere alla loro natura, la loro femminilità” se volevano trovare marito. Com’era prevedibile, il pezzo è diventato virale, suscitando un turbine di critiche. Ma Venker è stato anche inondato di messaggi di posta elettronica di gratitudine da parte dei lettori di sesso maschile. “Gli uomini scrivevano, ‘Grazie, grazie!’”, Ricorda. “‘Finalmente, qualcuno parla!’” Ispirato dalla effusione, Venker lanciare un blog : Donne per gli uomini e sposta il focus del questione ai problemi degli uomini. Nelle sue recenti colonne FoxNews.com, Venker sostiene che gli uomini bianchi fronteggiando l oppressione differentemente rispetto a le donne americane avrebbero fatto e dichiara che “il successo degli uomini in settori come la medicina, l’ingegneria e la tecnologia hanno fatto di più per liberare le donne dalle costrizioni del loro vite precedenti di una marea di femministe potrebbero mai sperare di fare. “Essa sostiene inoltre che arrendersi al potere maschile è un “afrodisiaco” che “concede alle donne l’accesso alle parti più profonde dell’anima di un uomo.”

Anne Cools: la parlamentare

Anne Cools Courtesy Studio Brule
Nel 1969, Cools ha partecipato a un presunto sit-in per protestare contro il razzismo in una università di Montreal. È finito per esplodere in una delle rivolte studentesche più violenti della storia del Canada, con i manifestanti che appiccavano incendi e lanciavano i computer dalle finestre. Cools, che è stato condannato a quattro mesi di prigione, ma in seguito graziato, fondò uno dei primi rifugi del Canada per le donne maltrattate. Poi, nel 1984, il nativo Barbados divenne la prima persona di colore al Senato canadese.
(…) La sua convinzione che la violenza domestica è una strada a doppio senso questa affermazione la mise in contrasto con il movimento femminista, ma molti canadesi abbracciarono le sue idee. Nel 1995, quando Cools afferma in rete televisiva “dietro ogni marito abusante c’ è una madre abusante” fu inondato di lettere scritte a mano di gratitudine. Molti di loro provenivano da persone che erano stati abusate dalle loro madri o uomini che sostenevano di essere stati falsamente accusati di violenza domestica durante il procedimento di divorzio.

Zincato, Cools, un membro del Partito Liberal-indipendente crea una commissione parlamentare che ha studia le leggi sulla custodia dei figli. Chiamato dai critici “comitato politicamente scorretto ” perché ha ascoltato le testimonianze di centinaia di uomini, nonni, le seconde mogli, che hanno parlato in lacrime per essere tagliati fuori dalla vita dei bambini da un sistema giuridico che ha favorito le madri. A Cools, che ha perso due fratelli per malattie infantili, le loro storie ha colpito vicino a casa. “Ho capito molto presto nella vita ciò che significava per i genitori a perdere un figlio”, ha detto il National Post alla fine degli anni 1990. “ho sempre saputo che un genitore non può riprendersi. E questo è il motivo per cui io non tollero il pensiero che un genitore può prendere un bambino da un altro genitore. ”

Il rapporto finale del comitato ha raccomandato di riscrivere le leggi custodia per assicurare entrambi i genitori l’accesso ai figli e fare false accuse di violenza domestica un reato. Nonostante la schiacciante sostegno pubblico, un decennio e mezzo più tardi, Cools sta ancora combattendo per portare queste proposte a compimento”

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Rino DV 7:05 pm - 14th agosto:

Animus:
>>
Ma che la Sx abbia mosso mai un dito, detto una parola, proclamato un solo principio, per la categoria degli uomini, in quanto uomini….??
Non sì è mai visto..
>>
Verissimo.
>>
No, l’errore è tuo, di credere che questa sia qualcosa che non è , e non è mai stata (infatti gli stessi “diritti dell’uomo”, sono qualcosa che riguardano, manco a dirlo, le donne).
>>
Sì, è diventata lecita la domanda: si è trattato (e si tratta) di un errore = il Caso – o era ed è un fatto inevitabile = la Necessità?
E’ la sx-Sx che sbaglia o si sbaglia a credere a ciò che dice di essere? Domandina mica da ridere.
A mio parere questa volta Animus l’ha detta grossa, ma ben centrata.
.
RDV

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Mauro Recher 9:11 pm - 14th agosto:

Caro Rino per me è la Sx che si sbaglia
Sbaglia ,per me anche in maniera clamorosa , a dividere le persone in categorie e non in classi cioè per quello per cui è nata ….
L’unico strumento che ho in mano è di non votare più per questi partiti di “sinistra” perchè anche di sinistra , NON HANNO NULLA … altro invece è di dire la mia opinione e “lottare” per cambiare questa sinistra .
Che sia poi dovuta ad un caso fortuito ,o alla necessità per ha davvero poca importanza , non sta facendo quello che deve fare una forza di sinistra cioè aiutare i più deboli … quando ,per fare il solito esempio estremo .. se, per la sinistra odierna ,un barbone se la passa meglio ,in quanto uomo ,di una signora borghese, perchè donna ,allora siamo ben distanti da quello che io intendo

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Daniele 11:35 pm - 14th agosto:

Comunque, riguardo alla questione della “volontà femminile”, vorrei aggiungere qualcosa.
Dunque, se si dice che le donne influenzano fortemente gli uomini, io non ho nulla da obiettare; anzi, sono più che d’accordo. Ma se si afferma che tutto (o quasi) l’agire maschile è determinato dalla “volontà femminile”, beh, io dissento totalmente.
Queste per me sono esagerazioni cosmiche, sciocchezze complottiste/vittimistiche che molti attivisti della QM propagandano da anni, ribaltando nei fatti la narrazione femminista dell’oppressione millenaria nei confronti delle donne. E in Italia queste “teorie” non sono nemmeno forti quanto lo sono negli USA: in quel paese del “kaiser” il “libro sacro” degli antifemministi è quella cagata “The Manipulated Man” di Esther Viliar, che propone proprio questa tesi secondo cui le donne da millenni sottomettono gli uomini senza che questi se ne accorgano. Il libro in questione è buono solo se si prendono citazioni estrapolate dal contesto generale del libro, altrimenti è merda pura.

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Animus 1:31 pm - 15th agosto:

Armando:Se perdono questa caratteristica si riducono a un sindacato corporativo …. e allora vince solo il più forte che oggi non siamo noi.

__________________________________

Ecco, questo è l’Armando che mi piace, che posso ancora leggere, che sa, anche, ragionare in senso extramorale, che dimostra di saper vedere che dietro la morale si nasconde un conflitto di forze, e allora, dato che originario è lo scontro di forze, e non la morale, che bisogna fare di necessità virtù, che bisogna scegliere il male minore, e come questa necessità, la chiamiamo virtù – quello che è delle donne è solo loro, quello che è degli uomini è di entrambi (cioè ancora delle donne) – , allora questo male, il minore dei mali possibili, lo chiamiamo morale: ciò che è buono, e vero.

Ma noi, uomini extramorali, sappiamo che non è né Vero, né Buono.

E’ appunto soltanto un compromesso, il minore dei mali possibili, dunque buono, non perchè Buono, ma buono perchè meno Cattivo, e vero perchè meno Falso.

Solo che questo equilibrio di forze, che si dice buono in senso morale, è stato infranto da un pezzo – sulle cause non siamo d’accordo, ma è un altro discorso -, è dunque questa “virtù” non funziona più, dato che il dominio su ciò che è delle donne, cioè solo loro, è in espansione continua e progressiva, e alla fine gli uomini, seguendo quest’antico insieme di regole e precetti, si troveranno sì a condivere (con le donne) ciò che è “loro” – altro punto di discordia, ma andiamo oltre- solo che non gli rimarrà altro che condiividere un pugno di mosche…rimarranno con un nulla condiviso, mentre le altre avranno preso il tutto ….solo per loro.

Che dire….Good Luck.

L

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Armando:-) 6:28 pm - 17th agosto:

Animus,

Ma guarda animus che non si tratta di condividere nulla se non la comune appartenenza umana e quel che ne consegue, non poco in verità. È, <>, che gli uomini almeno tentano di avanzare istanze universali perché degli uomini sono i sistemi culturali, che intendono oggettivare il mondo è la conoscenza. Di tutto ciò, in genere, alle donne poco importa, mentre sono assai più portate alle verità che partono dal soggetto e ad esso ritornano. Poi è ovvio che non sempre gli uomini sono riusciti nell’ìntento così come in alcune verità soggettive ci sono verità che vanno oltre il soggetto.

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mauro recher 3:06 pm - 5th luglio:

Lo scrivo qui ,perchè non ritrovo più il caso Barilla che , tempo fa, aveva fatto discutere perchè è venuta fuori una petizione (o cosa simile) per una nuova esternazione del signore della pasta Barilla https://www.facebook.com/lacittadelledonnez3xmi/photos/a.431524356892806.100231.423117104400198/983030535075516/?type=1&hc_location=ufi di seguito il mio commento
A dirla tutta alcuni uomini , (diciamo anche più di alcuni) non hanno potere ne dentro la famiglia , ne fuori dalla famiglia e di quelli non se ne parla mai ,diventa una cosa stucchevole in fondo ,perchè si vuole dire che un sesso è più discriminato di un altro ,io vedo uomini e donne in difficoltà e altre meno

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Daniele 11:26 pm - 5th luglio:

Mauro, avevi postato un commento?
Sicuramente lo hanno cancellato, perché io leggo solo il commento di una tal Roberta Gucci.

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mauro recher 11:49 am - 6th luglio:

Si Daniele è stato cancellato

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