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28 ott 2012  |  328 Commenti

Video: oppresse e oppressori

Il femminismo ha criminalizzato l’intero genere maschile sostenendo che quest’ultimo è da sempre stato  e continua ad essere il responsabile della condizione di oppressione e subordinazione di quello femminile. La relazione fra i generi nella storia, con tutte le sue assai complesse implicazioni e articolazioni di ordine sociale, economico, culturale, psicologico, è stata dunque ridotta alla dialettica oppressa-oppressore, dove il genere femminile è considerato sempre, comunque e dovunque (quindi anche nella realtà attuale) quello oppresso e dominato e il genere maschile,  sempre e comunque, quello oppressore e dominante.

Questa rivisitazione della relazione fra i generi divenuta cultura dominante è stata possibile in seguito ad un’ astuta operazione di reinterpretazione della dialettica storica hegeliana-marxiana, che ha visto sostituire il concetto di conflitto di classe con quello di conflitto fra i generi.

Una sorta di banale quanto rozzo “copia-incolla”, dal punto di vista filosofico, rivelatosi però decisamente efficace; di fatto l’architrave dell’ideologia femminista e femdominista.

E’ determinante quindi, anche da parte nostra, cominciare a mettere in discussione dalle fondamenta quell’assunto, destrutturando le presunte ragioni che hanno portato a concepirlo e a far sì che diventasse addirittura il paradigma dominante, per lo meno per quanto riguarda la relazione fra i generi.

Questa brevissima intervista, sia pure in modo estremamente sintetico e sommario, affronta proprio questo tema specifico.



328 Commenti

mauro recher 8:38 am - 1st settembre:

perchè la sinistra adesso ragiona non più per classe sociale ma per “contenitori ” di persone ,questo è il vero dilemma. Facciamo un esempio: i gay. Giusto che abbiano i diritti essenziali, e ci mancherebbe altro, però tra i gay c’è chi se la spassa e chi invece fa fatica. State sicuri che ,quest’ultimi ,di solito , fanno parte di una classe sociale non elevata …Invece di aiutare uomini e donne di basso stato sociale (tra cui ci sono pure i gay )..basta aiutare i gay in generale e ci si sente con la coscienza pulita ,come se la differenza di sesso o di orientamento sessuale sia una cosi forte discriminante …ma la gente che non arriva a fine mese ? Come dice la Zanardo ,pensarci si ,ma ci sono cose più importanti che aiutare le donne (tutte). La sinistra ,oggi ,è questa.

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cesare 12:11 pm - 1st settembre:

Sembra si sia avverata la valutazione profetica che a suo tempo aveva formulato, se non erro, Augusto del Noce, secondo cui, il Partito Comunista Italiano (oggi PD), per andare al potere, si sarebbe venduto l’anima, diventando un partito radicale di massa.

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Fabrizio Marchi 12:52 pm - 1st settembre:

Non so se lo abbia detto anche Del Noce, in ogni caso lo hanno pensato (e in alcuni casi detto) in parecchi. Dal mio umilissimo e insignificante pulpito, l’ho detto anche io, e non da ieri. E naturalmente con me tantissimi altri sconosciuti militanti o simpatizzanti della sinistra…
A onor del vero, e anche per onestà intellettuale, ciò non è valso e non vale solo per le nomenclature degli ex partiti comunisti ma un po’ per tutti. Solo che quando a tradire le proprie origini e le proprie ragioni è la sinistra, siamo tutti propensi a scandalizzarci, o comunque a scandalizzarci di più, rispetto a quanto non facciamo con altri. Se siamo intellettualmente onesti dobbiamo ammetterlo.
Ma in fondo è giusto che sia così. Chi ha il desiderio, la volontà e la sana ambizione di invertire la rotta della storia e di trasformare il mondo deve essere senza macchia e soprattutto deve sapere che proprio la sua azione crea determinate e legittime aspettative negli altri.
E questo è uno dei fardelli che gli tocca portare…

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armando 10:27 am - 2nd settembre:

Per la precisione, Del Noce non parlava tanto della voglia di andare al potere, bensì del fatto che, essendo la Rivoluzione un compendio di due elementi, quello destruens delle vecchie strutture e tradizioni, e quello construens della nuova società comunista (lui parlava del marxismo come eresia laica e terrena del cristianesimo, quindi con una forte componente escatologica), ma non potendo essere realizzata la seconda parte, sarebbe rimasta solo la prima. Da quì la deriva verso un radicalismo di massa, culturalmente funzionale al capitalismo.
Armando

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mauro recher 4:19 pm - 17th settembre:

per una volta ,visto che li critichiamo spesso ,sopratutto il loro blog ,è giusto fare delle osservazioni positive ,magari banali ,ma sempre meglio di niente
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/17/su-massimo-fini-e-altre-questioni/354982/

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mauro recher 4:33 pm - 10th ottobre:

Ieri ,su SKYCINEMA, ho visto il film “the help “. Il film trattava della condizione delle cameriere di colore in un ambiente difficile come quello del Mississipi (anche se credo un pochino tutto il sud degli USA) ..
La particolarità di questo film è che è praticamente tutto al femminile (gli uomini erano davvero poco presenti) e mostrava che le padrone bianche non avevano poi questo gran rispetto (fuori alcune) per le loro colf , tanto che appunto “the help” è un libro che raccoglie le loro testimonianze su come erano trattate ..interessante ,consiglio la visione

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Fabrizio Marchi 5:42 pm - 10th ottobre:

Le padrone bianche degli stati del sud degli USA, caro Mauro, trattavano le colf nere né più e né meno di come le trattavano i padroni bianchi.
La tanto sbandierata (dal femminismo) “specificità di genere” (tradotto: le donne sono migliori degli uomini), si rivela per quella che è: una menzogna ideologica.

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mauro recher 7:15 pm - 10th ottobre:

Ma sai Fabrizio ,quando vai in giro in certi siti e gruppi femministi (in questo caso il gruppo facebook “il corpo delle donne”) e leggi di questi post qui
—————————————————————————–
ATTENZIONE:bisogna considerare seriamente che l’uomo ammazza anche gli altri uomini e non solo le donne. questo avviene grazie alla sua mancanza di empatia verso il prossimo. attenzione, perché quando sento parlare di gelosia ci si allontana dalla vera causa, che è l’insensibilità.
————————————————————————–
una risposta anche se la merita ,casualità ,avevo proprio visto il film in questione che sbugiarda (anche senza il film in questione ) il post incollato sopra

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cesare 5:17 pm - 9th novembre:

Ecco volevo solo dire ai “sinistri”, che se ne sono dimenticati, così come ai “destri” e ai “moderatisti” di centro, che i “povericristi” di sempre, dopo essersi fatti massacrare ed essersi massacrati fra loro, per questioni non loro, da chi spara dagli elicotteri proiettili di sinistra, di destra e di centro, e alla fine se ne va, in elicottero, i “povericristi”, dicevo, quelli che restano, restano dov’erano, com’erano, sempre a piedi, ma peggio di prima: a tirar la cavezza degli asini, in mezzo alle macerie del loro paese:

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Afghanistan-asini-posto-elicotteri/09-11-2012/1-A_001599180.shtml

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mauro recher 5:51 pm - 13th novembre:
mauro recher 11:49 am - 26th novembre:

scambio di battute su facebook tra me e una blogger che ha scritto sul corpo delle donne
https://www.facebook.com/ilcorpodelledonne/posts/472367826139532?comment_id=5356643&notif_t=share_reply
————————————————————————–
L’articolo in questione è questo
http://anomis12.wordpress.com/2012/11/25/senza-biglietto/
——-mio commento————
e se si tratta di un uomo è automatico portare la mano al cellulare…..io vengo da Vicenza ,uno dei tanti posti dove (anche se amministrata dal centro sinistra) dove la lega nord padroneggia (adesso ,per fortuna,un pochino meno) ,e pensa che ,quell’ atteggiamento lo avevano i leghisti quando passava un extracomunitario .. per esempio dal dottore ..”io quando vedo un negro ho paura” però allora li è razzismo (giustamente) ..ma non mi sembra che sia la stessa minestra cioè ,cambiano i soggetti ,ma non le azioni ?
———–risposta di lei——————
alle elementari mi hanno insegnato che non è possibile sommare le mele con le pere. Qui non si parla di razzismo, ma di violenza di genere. Mi vuoi far credere che il genere ad essere discriminato è quello maschile?
————————-contro risposta mia————–
secondo te ? Se io ,passo per strada ,solo perchè di sesso maschile ,metti la mano al cellulare ,per paura che ti possa fare del male ,non mi sembra poi molto diverso ,visto che i leghisti facevano la stessa azione …avrà i nomi diversi ,non lo metto in dubbio ,ma la sostanza non cambia ,non mi giudicate dalle mie azioni ,ma da quello che rappresento (il sesso maschile) per me è sessismo ,poi fai un po te…
————————————————————————–
No razzismo (giustamente tra l’altro) perchè è figo e di sinistra ,ma giustamente si ha paura degli uomini ,stranamente la “procedura” è la medesima ….

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mauro recher 2:28 pm - 29th novembre:

sul mio post precedente ,la discussione è continuata e questo è il resoconto
http://femdominismo.wordpress.com/2012/11/29/la-paura-non-fa-piu-90/

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Luigi Corvaglia 11:47 am - 29th gennaio:

Ma cosa credevate? Anche la Svezia soffre di Gender Gap
Scritto da Gianmarco Capogna Lunedì, 28 Gennaio 2013 17:29
Nel Paese all’avanguardia sulle politiche di genere le donne ancora si ammalano di ansia e stress a differenza dei connazionali uomini.

Il modello democratico svedese è da sempre stato ancorato ad alcuni principi cardine come la coscienza ambientale ed energetica, la neutralità in campo internazionale, l’efficienza del welfare state, l’attenzione costante e concreta alle questioni di genere che ha portato ad una delle legislazioni più avanzate in Europa. Quando nel 1995 la Svezia è entrata nell’Unione Europea, tutti gli europeisti hanno constatato che questo ingresso avrebbe determinato un innalzamento degli standards in materie di politiche di seconda generazione come l’ambiente e l’uguaglianza sociale.

Le politiche di genere, ossia le politiche che agiscono per arginare le discriminazioni di genere e quindi quelle che determinano differenze tra gli uomini e le donne, sono state in Svezia un campo di vera e propria sperimentazione che ha portato a risultati concreti: il 43,5% dei membri del Parlamento è costituito da donne, la parità nel congedo parentale per mamme e papà, o ancora tutta una serie di interventi come l’incremento degli asili nido con orari più “flessibili” secondo le esigenze lavorative in modo da permettere alle donne di continuare a lavorare.

Eppure secondo il risultato di una ricerca svedese condotta dal dipartimento degli Studi di Genere dell’università Umea, sotto l’incarico dal governo di Stoccolma, si scopre che nella pratica quotidiana le disparità ancora presenti in ambiente lavorativo provocano nelle donne ansia e stress più accentuato che nei loro colleghi uomini. Quindi anche la Svezia, avanguardia europea delle politiche di genere, soffre ancora di gender gap, ossia dello scarto verticale e orizzontale che si incontra tra uomini e donne.

Il Global Gender Gap 2012 pone la Svezia come quarta nazione al mondo per parità tra uomini e donne dopo Islanda, Finlandia e Norvegia (l’Italia è all’ottantesimo) ma nonostante ciò la ricerca evidenzia che la segregazione di genere nella vita quotidiana è ancora presente, basti pensare che anche con l’equiparazione del congedo parentale tale possibilità è usufruita al 71% dalle madri.

Ma allora se anche nell’eldorado della parità si soffre ancora di gender gap, cosa si può realmente fare? Gli svedesi non si arrendono e intendono rafforzare il trattamento paritario uomini-donne cercando di organizzare il lavoro trattando lavoratori e lavoratrici allo stesso modo e incrementando ancora la presenza di donne nelle posizioni apicali, che sono troppo spesso affidati ai maschi.

Tutto questo senza dimenticare, però, che secondo i dati della Commissione Europea i tassi d’occupazione femminile restano tra i più alti: circa il 71% delle donne ha un lavoro fisso, per lo più nel settore privato. Fa sorridere al confronto il dato italiano, attestato intorno al misero 42%, dato che sottolinea come ancora il nostro sia un Paese per maschi.

La ricerca condotta a Umea testimonia come sia necessario mantenere sempre alta l’attenzione sulle questioni di disuguaglianza di genere anche in Paesi che possono vantare politiche all’avanguardia. La Svezia ha scoperto che oltre al piano del diritto bisogna fare i conti con la dimensione quotidiana che può presentarsi diversa da quella auspicata dopo la promulgazione di una legislazione ad hoc. Una legislazione che comunque tanti altri Paese europei, e i loro movimenti per l’emancipazione delle donne, ancora intravedono come lontana e inaccessibile.

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armando 3:48 pm - 29th gennaio:

“si scopre che nella pratica quotidiana le disparità ancora presenti in ambiente lavorativo provocano nelle donne ansia e stress più accentuato che nei loro colleghi uomini.”

Che sia invece il lavoro in sè a provocare stress alle donne no, eh? Non sia mai.

“la ricerca evidenzia che la segregazione di genere nella vita quotidiana è ancora presente, basti pensare che anche con l’equiparazione del congedo parentale tale possibilità è usufruita al 71% dalle madri.”
Dunque una madre che si occupa del suo bambino sarebbe nientemeno che segregata. Il femminismo nordico, come dice Cesare, intende davvero uccidere il femminile. In questo senso è vero che ci sono “uomini (e donne) che odiano le donne” e naturalmente se stessi.
armando

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Fabio C. 6:55 pm - 29th gennaio:

>>
Nel Paese all’avanguardia sulle politiche di genere le donne ancora si ammalano di ansia e stress a differenza dei connazionali uomini.
>>
Al contrario si direbbe che gli uomini sono psicologicamente più deboli e le donne molto più toste…

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Leonardo 8:16 pm - 29th gennaio:

armando:
“si scopre che nella pratica quotidiana le disparità ancora presenti in ambiente lavorativo provocano nelle donne ansia e stress più accentuato che nei loro colleghi uomini.”

Anche perché gli uomini se hanno problemi di ansia sul lavoro e nella vita se lo tengono dentro, poi succede che si suicidano, ed ecco che se le statistiche sul maggior numero di suicidi maschili sono giuste, i conti tornano.

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Luigi Corvaglia 11:11 pm - 29th gennaio:

Sul Global Gender Gap commissionato dal World Economic Forum di Davos, famosissimo covo di comunisti anti-capitalisti … ritengo che sia assolutamente da leggere questa discussione di un pò di tempo fa sul forum della QM: Classifica Gender Gap WEF 2010
tra il nostro amico Guit e l’utente mik.
Assolutamente illuminante…. :good:

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armando 2:50 pm - 30th gennaio:

conoscevo già quella classifica e i criteri con cui è stata elaborata. Roba da azzeccagarbugli, un gioco di numeri arbitrario e contraddittorio, fatto apposta per arrivare alla conclusione già predeterminata. Per esempio, se si stabilisce che le donne sono più longeve per natura e si fa scaturire questa premessa dall’osservazione delle serie storiche, allo stesso modo si dovrebbe procedere per l’intelligenza facendola scaturire dal contributo offerto da uu e dd alla cultura e alle scienza. Sarebbe sempre discutibile, ovviamente, ma almeno coerente.
armando

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Caparexa 7:14 pm - 18th marzo:

Commento, non mio, proveniente dal mio blog:

Un briciolo di ciò che la perfida cultura femminista, miratamente, tace:
(STORIA SCONOSCIUTA, Fernando Henriques, Stella Alpina. Novara, p. 129).
«Le donne non erano soggette a punizioni corporali ma, avendo degli schiavi al loro servizio, erano portate a sfogare su di essi i propri istinti di crudeltà; la schiavitù infatti, come vedremo anche altrove, crea l’occasione e l’atmosfera adatte all’esercizio sistematico della crudeltà nei confronti dei sottoposti. La donna romana non faceva eccezione: in casa sua gli schiavi erano sua mercé.
“Costa poca fatica sorvegliare le nostre mogli lungo il cammino del giorno. Se per somma disgrazia, al venir della notte il marito volge la schiena, o da solo giace per il sonno, tutto, tutto è perduto: la governante è percossa, l’ancella sgridata e viene frustato l’uomo della portantina; corregge, corde e staffili vendicano il sonno maritale.
e l’incolpevole gente pagherà tra i lamenti.
Ve ne sono che affittano uno sbirro per flagellare le membra dei servi ed ascoltare felici il perpetuo calar delle fruste. Poi vanno a guardar le botteghe e a parlare di frivole cose, o rimettono in sesto il trucco disfatto sui perfidi visi.
Non danno tregua, e giorno dopo giorno le violenze richiedono allo sbirro con perfido piacere; e se a costui, spossato dal lavoro, cade la frusta, gridano ai puniti con voce orrenda di lasciar la casa:
“ Andate, mascalzoni, i vostri conti sono stati saldati! ”
L’odiosa Pseca, dalla frusta pronta, nude le spalle e le ciocche disciolte cura i capelli; poi d’improvviso grida:
“ Ho un ricciolo, sgualdrina, troppo in alto, non vedi? Ed all’istante l’implacabile sferza si protende sulla schiava ed il corpo le rende sanguinante. ”1)
La frustrazione sessuale cui era sottoposta la moglie poteva venir quindi facilmente sfogata sulla schiavitù. Molte donne sposate soddisfacevano nell’arena il loro appetito di violenza e d’altro che l’ambiente della casa continuamente aguzzava».

1) W. GIFFORD, The Satires of Decimus Junius Juvenalis and of Aulus Persius Flaccus, londra, 1817, Vol.I, Satira VI, pp. 255-257.

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Renzoni 9:06 am - 25th ottobre:

Scusate,non sapevo dove mettere questo mio intervento.
A proposito di oppresse e oppressori,recentemente si parla di produttori e registi che hanno approfittato della loro posizione abusando sessualmente delle emergenti attrici.
Che siano dei pervertiti ci sta.
Ma non vi sembra ipocrita che per esempio una Weinstein venga accusato solo adesso e che le sue vittime inizino a parlare adesso?
Perchè prima no?
Perchè quella cortina di fumo?
Evidentemente a qualcheduna ha giovato ‘darla’ a qualcuno pur di fare carriera.
Oltre Weinstein adesso emerge un regista di Hollywood con simili accuse.

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Renzoni 9:08 am - 25th ottobre:

Inoltre,mi chiedo se i “maniaci” debbano essere per forza tutti di sesso maschile.
Non esistono magari produttrici o registe tardone arrapate che si portano a letto giovanotti ventenni?

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Sandro Desantis 8:19 pm - 5th novembre:

Renzoni:
Ma non vi sembra ipocrita che per esempio una Weinstein venga accusato solo adesso e che le sue vittime inizino a parlare adesso?
Perchè prima no?
Perchè quella cortina di fumo?
Evidentemente a qualcheduna ha giovato ‘darla’ a qualcuno pur di fare carriera.
Oltre Weinstein adesso emerge un regista di Hollywood con simili accuse.

>>>>>>>>>>>>>
E’ un “bene” che accada ciò.
E’ un bene perché gli uomini dormono “profondamente” e per svegliarli – almeno in parte – non può esserci di meglio che questo clima misandrico di “caccia al maschio della specie umana”.
Ormai tutto è molestia (perlomeno qui, in questa parte di mondo; ma di questo passo lo sarà pure altrove), tutto è “violenza contro le femmine”, ragion per cui mi auguro che la suddetta “caccia al maschio” diventi sempre più asfissiante e feroce.
Inoltre, un fatto “positivo” è che ora ad essere colpiti sono anche quegli uomini che per anni, lustri e decenni hanno avallato, promosso, sponsorizzato e propagandato il femminismo che ora gli si sta ritorcendo contro.
Perciò “va benissimo così”.
Amen.

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Renzoni 11:47 pm - 7th novembre:

Sandro Desantis,

Sono d’accordo!!

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Renzoni 12:02 am - 8th novembre:

Ne ho le scatole piene di tutta questa ipocrisia femminista o femminile che sia.
Stasera alla tv,trasmettevano un servizio su Striscia la Notizia dove in una cittadina toscana vi erano donne che andavano ad adescare giovani virgulti africani.
Sesso in cambio di ricariche telefoniche.
(In parole povere,’ste stronze con 10 o 20 rose se ne escono)
Immaginate se fosse il contrario,uomini italiani che adescano donne immigrate…APRITI CIELO!!!
vedrei i malcapitati linciati dall’opinione pubblica come dei laidi maniaci sessuali capaci di circonvenzione d’incapace,etc.etc…

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