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16 lug 2012  |  9 Commenti

Un assegno dalla parte dei figli

Vorrei segnalarvi questo articolo che mi pare fuori dal coro, in materia di separazioni:

Ci sarebbero molte cose che, da uomo beta (e proprio della generazione devastata dalla Gianini Belotti), vorrei dirvi. 
Mi limito a esprimere un dubbio: visto che anche la stragrande maggioranza delle donne è -socialmente- beta, e destinata a rimanere in quella prospettiva, siamo (siete) certi che siano tutte contente di questo stato di cose assurdo?
Tra il serio ed il faceto, alle volte sembra che le guardiate come una specie simbiotica ma diversa, primariamente e ineluttabilmente vocata a rompere i coglioni.. modello che magari riproduce bene le evidenze sperimentali, ma davvero scoraggiante.
 
Vi saluto esprimendovi -sinceramente- i sensi della mia stima, come usava dire un tempo.
Stefano
 
PS a proposito, mi sembra facilissimo falsificare il dato su quale coniuge si impoverisca dopo la separazione: trattandosi di redditi beta, basta considerare il reddito del padre al lordo dell’assegno di mantenimento, e quello della madre al netto. Et voilà. Possibile che all’ISTAT siano stati così incredibilmente sprovveduti?
PPS E’ piuttosto difficile seguire i commenti sul sito, con la struttura attuale. 

9 Commenti

dia 11:03 am - 16th luglio:

sottoscrivo primariamente e ineluttabilmente, stefano. Dia

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Stefano 11:36 am - 16th luglio:

Il post (in effetti una e-mail) è mio. Nel post scriptum ho parlato solo di assegno perché la questione è formale. Qui non serve certo ricordare cosa voglia dire trovarsi un *altro* tetto in una grande città.

P.S. la mia mail non ambiva alla pubblicazione, anche perché di mio non sono certo un cuor di leone

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Stefano 8:09 pm - 16th luglio:

Pensavo di aver usato un linguaggio non consono nel mio “post” (non lo è rispetto ai contributi seri, per così dire istituzionali del sito). Poi ho trovato questo:

http://www.linkiesta.it/blogs/da-mamma-mamma-take-it-easybaby/ma-gli-uomini-come-fanno-resistere

Che, si noti bene, avrebbe addirittura un fondo costruttivo pur descrivendo come normali dei rapporti umani assurdi!
Anche supponendo che si descriva una situazione immaginaria, si fa evidentemente riferimento a stereotipi considerati come accettabili e veritieri dalle lettrici.
Ora ciò su cui volevo portare la vostra attenzione è questo “[...] peso di essere donna..” che dal testo parrebbe estrinsecarsi nel problema di non poter fare un carrierone avendo dei bambini, per di più dovendo mantenersi attraenti (non si sa se per il partner o contro le congeneri-rivali al lavoro; scommetto su queste ultime).
Qui forse ci ricolleghiamo al problema delle donne beta: se riuscissimo a far loro comprendere il peso dei complessi di inferiorità riguardo lo status socioeconomico (e ovviamente riguardo l’aspetto personale, che è ad esso strettamente associato), sistematicamente indotti fin da piccole e che hanno reso le donne il consumatore *ideale*, forse avremmo fatto un bel passo avanti.
Almeno per evitare che il clou della giornata di tante donne adulte sia far pesare al partner quanto LUI sia “noioso” (i.e. mediocre), per sfogare una rabbia (etero-) diretta contro se stesse.

Spero di non essere stato invadente.
Saluti

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Marco 9:54 am - 17th luglio:

Ma l’avete letto questo post pubblicato in quel blog?
Ma ci rendiamo conto a che livello arrivano tanti uomini, pur di leccare il culo alle donne?
@@@
nviato da alexei il 16 luglio 2012 – 00:40

“…loro non lo sanno, non lo sanno e basta, ma non è colpa loro.”
Non è affatto così. Forse una volta, forse alcuni, ma ormai gli uomini lo sanno. Sanno perfettamente quanto la donna gli sia superiore, e quanta fatica faccia a portare avanti la baracca. Forse non gli va di ammetterlo ma lo sanno e (molti) l’hanno accettato, loro malgrado.
Invece voi donne fate finta di non accettare l’inferiorità dell’uomo e continuate a pretendere da lui quello che non vi può dare. A che pro? E’ tutta la vita che governate il mondo e vi portate il peso sulle spalle. A che pro pretendere di rinfacciarcelo continuamente? Volete davvero che questo cambi? Volete veramente che il mondo diventi peggiore di come è? Io non credo. E allora, provate. Perchè è sicuramente compito di chi vi sta accanto rendervi felici, ma a condizione che voi glielo permettiate.
Incoraggiatelo, accettatelo, perdonatelo questo uomo imperfetto, ne guadagnerete anche voi.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/da-mamma-mamma-take-it-easybaby/ma-gli-uomini-come-fanno-resistere#ixzz20rswc3cr
@@@@

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Fabrizio Marchi 10:39 am - 18th luglio:

“…visto che anche la stragrande maggioranza delle donne è -socialmente- beta, e destinata a rimanere in quella prospettiva, siamo (siete) certi che siano tutte contente di questo stato di cose assurdo? Tra il serio ed il faceto, alle volte sembra che le guardiate come una specie simbiotica ma diversa, primariamente e ineluttabilmente vocata a rompere i coglioni.. modello che magari riproduce bene le evidenze sperimentali, ma davvero scoraggiante”. (Stefano)
Caro Stefano, questo che riporto di seguito è una parte dell’appello conclusivo contenuto nel Manifesto di fondazione del nostro Movimento, pubblicato sulla homepage, dal titolo “Il Movimento Beta”:
“In egual misura, il Movimento degli Uomini Beta invita le Donne non appartenenti alle nuove elite dominanti femminili a fare una scelta di campo, ad abbandonare a qualsiasi livello le logiche strumentali e mercantili e i privilegi di sempre, per vivere una relazione con l’altro sesso all’insegna della reciprocità, dell’autenticità, della spontaneità e di una vera eguaglianza fra i generi”.

In tutta sincerità, caro Stefano, ho l’impressione che molti di coloro che ci rivolgono delle critiche (legittime, come nel tuo caso, sia chiaro, non polemiche ipocrite e gratuite, come spesso purtroppo accade), abbiano letto ben poco, se non molto spesso per nulla, oppure con scarsa attenzione, le nostre tesi, i nostri libri e gli articoli pubblicati nel sito, alcuni dei quali, me ne rendo conto, impegnativi, ma non è possibile fare altrimenti, data la complessità della materia che affrontano.
Se lo facessero o se lo avessero fatto, si sarebbero resi conto che noi non siamo qui per scatenare una guerra fra poveri, come si suol dire, né tanto meno una guerra fra generi che, peraltro, è già stata scatenata e non da noi, ormai diversi decenni fa. Quanto questa “guerra”(in primis psichica e culturale, ma ormai di fatto a tutto campo e in tutti gli ambiti, con l’eccezione dello scontro fisico) sia strumentale, cioè creata ad arte per altre finalità (contributo fondamentale, dal punto di vista psicologico e culturale, ma anche economico e sociale, alla perpetrazione del dominio dell’attuale ordine sociale capitalistico assoluto) e/o quanto questa affondi comunque le sue radici in ragioni endemiche e strutturali che contraddistinguono la dialettica fra i sessi (a mio parere, entrambe le cose insieme, e questa è la genialità di chi ha orchestrato e architettato il tutto…), è materia estremamente complessa sulla quale non posso certo entrare ora in un semplice post.
Ti invito quindi alla lettura degli articoli pubblicati sul nostro sito (non ti soffermare, come fa la gran parte delle persone, solo allo spazio dei commenti, anche se il livello del nostro dibattito è mediamente elevato), dei libri che abbiamo scritto, (per quanto riguarda il mio, trovi le indicazioni sul sito e, volendo, lo puoi acquistare in qualsiasi libreria, ordinandolo, oppure, meglio, on line e ad un prezzo irrisorio, mentre quello di Rino Della Vecchia lo puoi scaricare dal suo sito, Altro Senso) e alla visione di alcune video interviste realizzate al sottoscritto (anche queste sul sito) che forse, e ho detto forse, hanno il merito di sintetizzare, seppur fino all’inverosimile, alcuni concetti, e di renderli forse (sottolineo il forse) più semplici e di larga diffusione.
Ciò detto, benvenuto fra noi, e spero che il tuo contributo al dibattito possa con il tempo diventare quanto più possibile continuativo e sistematico.
P.S : se le donne “beta” sono veramente esauste e avvilite dall’attuale situazione, non hanno che da dirlo, forte e chiaro. Saremo felici di metterci intorno ad un metaforico tavolo e discuterne con loro.
Occorre però osservare (e non mi beo affatto di quanto sto affermando) che da 40 anni a questa parte non si è levata da parte di nessuna donna una voce critica che sia una nei confronti del femminismo e del post-femminismo (tranne rarissime eccezioni, vedi la Elisabeth Badinter, del cui libro, “La strada degli errori”, abbiamo pubblicato un ampio stralcio nello spazio dei contributi), né soprattutto è stato mai manifestato un sia pur minimo accenno autocritico rispetto al ruolo, alla funzione, ai comportamenti e alle responsabilità che il genere femminile nel suo complesso ha esercitato ed esercita all’interno della’attuale organizzazione sociale, se non per rimpallare le suddette responsabilità sul genere maschile (mettendo tutti e tutto nel medesimo qualunquistico calderone) riproponendo il mantra dell’oppressione femminile tout court, per tornare quindi inesorabilmente sul binario femminista di sempre.
In questa maniera non si va da nessuna parte.

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mauro recher 4:54 pm - 18th luglio:

Vero Fabrizio ,d’altronde ,nel nostro incontro di Roma ,hai parlato pure anche delle donne beta ,in particolare che si dovrebbero dare una svegliata …ovviamente concordo ,e rispondo pure a Stefano .
Vedi Stefano ,vero che ,queste donne beta ,che hanno sotto il piano economico , come hai detto giustamente ,le nostre difficoltà ,chi più e chi meno ,per farti un esempio sabato ho parlato con un amica che ,mezzo stipendio ,se ne va con l’affitto(parliamo di 1000-1100 euro mensili) ,però a me da l’impressione che ,invece di darci una mano a non cadere nel baratro e quindi di uscirne insieme ,diano la spinta decisiva a buttarci giù

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Stefano 9:20 pm - 20th luglio:

Temo di non essermi spiegato (d’altro canto il mio intervento era di basso livello e la taccia di superficialità è perfettamente giustificata: non ho letto i documenti).
Mi ritrovo in larghissima misura in quello che ho trovato qui, tanto che sembrerei un imbarazzante fanboy se precisassi ulteriormente (*)
Il mio intervento più faceto che serio non era affatto una critica: volevo solo chiedervi se a vostro le donne beta, cioè la quasi totalità, abbiano così tanto da guadagnare dallo stato di cose attuale.
Mi sembra che il loro incontestabile (quanto negato) dominio sugli uomini beta si accompagni a una totale subordinazione socioeconomica (sono beta anche loro, prima di tutto) e a un pauroso conformismo consumistico (la macchina per l’induzione delle frustrazioni è mirata direttamente a loro).
Fermi restando “il controllo e la gestione della grande maggioranza degli uomini” come hai scritto nell’eccellente secondo post alla 27ma Ora, che non credo verrà pubblicato..

Ancora buon lavoro

Stefano

(*) diciamo solo che prima di trovarvi pensavo di essere l’unico o quasi ad aver preso la pillola rossa. Una decina di anni fa l’argomentare con delle “gentili” interlocutrici in stile uominibeta (cfr. il tuo primo post odierno alla 27ma ora riguardo la meravigliosa vita degli uomini fino al XIX secolo) fu esiziale per le mie quotazioni!

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Stefano 3:51 pm - 21st luglio:

“subordinazione” ai detentori del potere, beninteso. E le frustrazioni sono relative alle necessità indotte a scopo consumistico: dal problema del grasso a quello delle rughe alla casa da 2000 mq alle vacanze socialmente indispensabili ai balli di gruppo ai ristoranti etnici..

PS leggo ora la non-risposta al tuo secondo commento. Ho sbagliato previsione, ma a quanto pare non rispondono mai nel merito.

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Luigi Corvaglia 5:50 pm - 6th novembre:

Anche questa sentenza, visto l’aria che tira, è abbastanza anomala.
Moglie «freddina» a letto? Colpevole della fine delle nozze.

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