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07 Mar 2014  |  17 Commenti

Lesa maestà

Il (bravissimo e fuori dal coro) giornalista Paolo Barnard ha giocato col “fuoco” e per questo si è fatto male (non è la prima volta che gli succede e cogliamo l’occasione per manifestargli la nostra solidarietà). Dopo essere stato cacciato dalla RAI, ora è stato cacciato anche dalla 7.

Non per aver denunciato, come ha sempre fatto, con le sue indagini e i suoi reportage, le politiche economiche usuraie dell’UE e delle banche mondiali o quelle imperialiste degli USA o quello che lui stesso definisce come il “neonazismo sionista” di Israele in Palestina , bensì perché ha osato mettere in discussione il tabù dei tabù fino ad arrivare a dire niente meno che le donne sono misere, squallide, mediocri e stupide esattamente nella stessa misura in cui lo sono gli uomini, con la differenza – dice Barnard (ma lo pensiamo tutti, siamo onesti per una volta…) “che hanno quella cosa lì in mezzo alle gambe e se non fosse per la cultura di sinistra dei pidini cerebromancanti sapremmo come apostrofarle così come meritano gli uomini nel 99% dei casi”.

Solo che agli uomini si può dire e alle donne no. Questa la colpa di Barnard (e anche la nostra). Non solo perché hanno quella “cosa” lì in mezzo alle gambe, aggiungiamo noi, ma perché questo è oggi lo “spirito dei tempi”.

E’ infatti lecito sputare sulla classe politica tutta, urlare (al vento) i crimini dell’imperialismo del resto evidenti agli occhi di tutti, e anche entrare in una chiesa ortodossa strillando e bestemmiando (fatto in se riprovevole e sacrilego indipendentemente dal fatto di essere credenti o atei; lo sarebbe anche se si comportassero nella stessa maniera nel Mausoleo di Lenin o in quello del Che a Santa Clara…) con le tette di fuori  ed essere celebrate come le nuove eroine della libertà (anche se si è a stipendio di un noto finanziere),  ma è assolutamente proibito criticare le donne e il femminismo.

Peccato capitale. Lesa maestà. Tabù inviolabile, quasi (quasi?…) come negare l’Olocausto.

Barnard è stato cacciato dal conduttore della “Gabbia”, Paragone, che è stato a sua volta messo alle strette dalle donne della sua redazione. “O lui o noi” gli hanno detto. Il non detto è che “se scegli lui sei finito”.

Paragone in un primo momento ha chiesto a Barnard una pubblica autocritica (che giustamente Barnard si è rifiutato di fare) e poi, in seguito al suo rifiuto di fare pubblica ammenda, lo ha cacciato.

Così van le cose…

Noi lavoriamo per trasformarle.

Questi di seguito sono gli articoli in cui Paolo Barnard racconta la sua vicenda:

SAMANTHA COMIZZOLI, LA BIGNARDI E IL NANO DI LA 7.

SE QUESTO E’ UN GIORNALISTA. GIANLUIGI PARAGONE.


17 Commenti

Pappagallus sibiricus 12:38 pm - 7th Marzo:

Da oggi il Barnard e`un mio idolo; ha ripudiato anche quel poco femminuccismo di maniera che ogni tanto buttava qua e la`. Forse siamo sulla buona strada…chissa`che un poco non si sia avveduto leggendo le nostre righe. Del resto, il rapporto uomo donna e la natura delle donne erano le uniche cose su cui (prima…) era ancora un minimo allineato…
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romano 1:07 pm - 7th Marzo:

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cesare 4:55 pm - 7th Marzo:

L’otto marzo, otto marzo dopo otto marzo, sta svelando il suo vero volto:il tempo è galantuomo.
Avevo notato che il fiore di mimosa si decompone rapidamente: finchè l’otto marzo sembrava una festa, non mi sono nemmeno permesso di ammetterlo a me stesso: l’allegria e la bellezza contagiano e riscattano molte cose.
Adesso che l’otto marzo, come certi volti di donna rifatti e da mille interventi sbagliati, sta mettendo in luce la sua bruttezza fatta di repressione, stupidità violenta, aggressione psicotica al prossimo maschile, delirio di onnipotenza, tintinnio di manette, piaggeria verso il potere (quello che opprime davvero!) , posso ammetterlo e dirlo:
il fiore di mimosa si decompone molto rapidamente rispetto agli altri fiori ed è subito maleodorante.
Non so che augurare agli innumerevoli “maschi alla Paragone” se non di avere per sempre la propria casa piena di fiori di mimosa.

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Alessandro 8:00 pm - 7th Marzo:

Colpirne uno per “educarne” a milioni.

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Daniele 6:36 pm - 13th Aprile:

romano:
http://www.newspedia.it/8-marzo-festa-delle-infami-donne-viva-paolo-barnard/

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Il femminismo ha rovinato ulteriormente le donne, contagiandole con tutti i difetti tipicamente maschili: aggressività, arrivismo, prepotenza e arroganza. Le donne sono state vittime di un’illusione: dover scimmiottare schemi comportamentali maschili per essere felici.
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Questa è una leggenda urbana che non ho mai condiviso, né mai condividerò. Una leggenda a cui credono anche molti uomini e che serve solo a deresponsabilizzare ancora di più “il sesso superiore”. Ricordo che anche nel periodo in cui ho fatto parte sia della mailing list che del forum di U3000 (quasi dieci anni fa), c’era chi asseriva che le povere femminucce erano state “rovinate” dal femminismo, che le suddette erano state “vittime” di tale ideologia, che avevano assimiliato tutti i peggiori difetti maschili, ecc ecc.
Be’, credo sarebbe il caso di prendere atto del fatto che il femminismo (o chi per esso) ha semplicemente “tirato fuori” qualcosa di preesistente nel cervellino femminile; al massimo lo ha alimentato e aumentato, ma non certamente creato.
Aggressività, arroganza, arrivismo, prepotenza sono caratteristiche intrinseche anche nel sesso femminile e non indotte, caratteristiche che gli uomini che ci hanno preceduto conoscevano molto bene.
Altro particolare da evidenziare: Barnard è un uomo che non ha una reale consapevolezza della c.d. guerra dei sessi. Basta leggere certi suoi articoli risalenti a pochissimi anni fa, per rendersi conto che quando ci sono di mezzo le femmine ragiona con la pancia.

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romano 7:47 pm - 13th Aprile:

Daniele,

So che Barnard in passato ha scritto articoli dai quali non emergeva una grande consapevolezza di certe tematiche, ma i suoi recenti articoli lasciano intravedere quantomeno un timido risveglio. Comunque è un giornalista che ho sempre apprezzato perché, pur avendo scritto articoli che non ho condiviso, non ho mai dubitato della sua buona fede.

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Ethans 9:08 pm - 13th Aprile:

Daniele ti quoto anche le virgole di quello che hai affermato più sopra… la larga maggioranza del cosidetto Momas non si è ancora resa conto di questo o fa finta di non vedere. È dura arrivare all’origine del rimosso.

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ARMANDO 1:08 pm - 14th Aprile:

Ethans,

Però attenzione. Dire che le donne vogliono scimmiottare gli uomini nei difetti non vuol dire che esse non ne abbiano di propri. Un solo esempio.
Il maschio è, in linea generale, più “aggressivo” in modo manifesto rispetto alla femmina, la cui aggressività si manifesta, sempre in linea generale, in modo meno plateale. Per contro la femmina tende, più del maschio, al controllo attuato per linee, per così dire, interne.
Quindi la frase sullo scimmiottamento può voler dire due cose molto diverse.
1) Presupporre che le donne sono ontologicamente innocenti ed esenti dal male se non fossero contaminate dai maschi. In tal caso, però, vorrebbe dire che sono così prive di personalità propria da far apparire la supposta millenaria sottomissione come cosa normale e inevitabile.
2)Che, ai difetti prpri del femminile si sommano quelli mutuati dagli uomini, in un coctail micidiale, dove aggressività a viso aperto e controllo nascosto si uniscono, si mischiano e vengono giocati secondo convenienza.

armando

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Ethans 3:01 pm - 15th Aprile:

ARMANDO,

Mi riferivo più che altro alla seconda parte dell’intervento di Daniele in cui scrive che il femminismo ha tirato fuori qualcosa di preesistente nell’animo femminile. A mio parere si sta sottovalutando l’aspetto ontologico della questione quasi per una sorta di timore reverenziale a spingersi più in profondità nell’analisi… non so, magari sbaglio, ma il mio sentire è questo…

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cesare 4:01 pm - 15th Aprile:

Una cultura che rimuove il male concepito dall’animo femminile e non elabora anticorpi di consapevolezza comune, come un tempo la cultura trasmetteva ai singoli, lascia il singolo totalmente impotente di fronte ad un compito che non è in grado con le sue sole forze di assolvere e questo male gli appare mostruoso perchè lo trascende.
Un femminile che avanza senza consapevolezza del proprio male e senza mettersi in discussione, con l’aggravante di accettare la strumentalizzazione del potere, diventa un nuovo soggetto che incarna l’irruzione dell’irrazionale, dell’assurdo, in una parola sola della violenza, nella Storia.

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romano 4:59 pm - 13th Marzo:

“In Occidente, oggi, picchiare le donne è una lotta ad armi impari. Loro ne hanno molte di più, e molto più perfide. Le loro non lasciano lividi”.

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1666

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Arturo 11:48 am - 14th Marzo:

Il problema è che in questa società,un uomo beta deve aver paura a rapportarsi e tenderebbe a diffidare di soggetti(femminili,per gli etero) che approfittando del loro naturale ascendente tendono alla manipolazione.
Esistono uomini superficiali ed egoisti,che vedono la donna solo come “carne”[tipico maschio alfa]
Purtroppo(stramaledettamente) questi ultimi sono considerati dei “portabandiera” del genere maschile e molto amati dalle donne.
Vi dice niente la canzone “Grande grande” di Mina?
Provate ad analizzare il testo!

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Arturo 11:56 am - 14th Marzo:

Riguardo le donne,non saprei se sia più pericoloso il soggetto alfa o beta.
La donna alfa,caratterialmente può essere un trattore,o una corda di violino,colei che non vorrebbe mai darla vinta a nessuno.Schietta,montata e raramente manipolatrice.
Il soggetto femminile beta,sembra avere un debole verso il maschio alfa,ma per il resto sembrerebbe un “drago dormiente”.
Molto più abile e subdola nella manipolazione del primo soggetto.
Tendenzialmente più vendicativa del primo soggetto,cui a differenza di quest’ultimo non apprezza l’ironia.

[Cmq mi scuso per le mie divagazionihttps://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif]

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