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12 Mag 2011  |  64 Commenti

Spagna: 350 false accuse ogni giorno contro mariti e padri


64 Commenti

Rita 12:20 pm - 22nd Maggio:

ancora dalla Spagna, nazione all’avanguardia per i diritti delle donne, come venne definita da più parti

http://www.nonosmoveran.es/

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Leonardo 3:40 pm - 22nd Maggio:

http://www.nonosmoveran.es/
Ha llegado el momento para hombres y mujeres a decir: NO AL FEMINISMO».
È arrivato il momento per uomini e donne di dire NO AL FEMMINISMO»
————————————————————————-
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE !

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Fabrizio Marchi 7:57 am - 23rd Maggio:

Non mi meraviglia affatto che il PSOE abbia perso le elezioni in Spagna (peraltro era una sconfitta annunciata anche se non di queste proporzioni), e me ne rallegro, tutto sommato. Pronunciate dal sottoscritto queste parole potrebbero apparire singolari. Chi invece conosce meglio le mie posizioni, come molti di voi, non se ne dovrebbe stupire.
Per due ragioni. La prima consiste nel fatto che ciò che sostengo per gli attuali schieramenti politici di casa nostra vale anche per quelli di tutti gli altri paesi occidentali (leggasi a tal proposito l’articolo a mia firma “destra e sinistra”) La “sinistra” spagnola è solo una variante del sistema e infatti in questi anni ha portato avanti, in tema di politica economica e sociale, le stesse scelte liberiste che avrebbe portato avanti qualsiasi altro governo di centrodestra.
La seconda (e in questo caso c’è in parte una differenza con la situazione italiana) è che il Partito Socialista Spagnolo si è fatto promotore e sostenitore forse della più feroce politica antimaschile e filo “femdominista” (il termine è veramente appropriato in questo caso) che sia mai stata applicata in un paese europeo. In Spagna, forse come in nessun altro paese europeo, c’è stata una forte radicalizzazione del conflitto fra i sessi che si è tradotta, (a differenza appunto di ciò che è accaduto e accade in Italia dove destra e sinistra si equivalgono anche sotto questo profilo) in una radicalizzazione dello scontro politico, anche su questo versante. Non che le forze conservatrici e di centrodestra abbiano fatto gran che per la causa maschile, sia chiaro; sono rimaste passive e succubi anch’esse (quindi, di fatto, consenzienti), però, per lo meno, non sono state protagoniste in prima persona dello scempio che è stato portato avanti in questi anni dal governo rosa di Zapatero. Vorrei ricordare, una per tutte (ne abbiamo anche parlato a suo tempo sul blog) il rifacimento in perfetto stile revisionista delle favole per bambini, riformulate in chiave femdominista…
Naturalmente le cause della sconfitta socialista sono prevalentemente di altra natura, come dicevo (sostegno attivo alle politiche economiche e sociali liberiste che hanno prostrato lo stesso elettorato di riferimento del PSOE) e non riguardano la relazione fra i generi. Però credo che in qualche modo, magari a livello profondo, come si suol dire, la QM abbia dato il suo contributo. Da quel poco che so il movimento dei padri separati in Spagna è una realtà molto più robusta e non semiclandestina come è invece in Italia. Non solo. La feroce legislazione antimaschile ha provocato reazioni più vigorose anche in taluni settori, sia pur limitati, dell’opinione pubblica , e anche alcune donne, per la verità, e questo non può che rallegrarci, hanno cominciato a manifestare un certo dissenso nei confronti di questa politica sessista.
Non resta che augurarci, anche se ho molti dubbi, che all’interno di quel partito (di grandi tradizioni andate perdute, come dovunque…) possa aprirsi una riflessione anche su questi temi.
Nel frattempo, per quanto ci riguarda, non resta che prendere atto, amaramente, dell’ennesimo suicidio di ciò che rimane della “fu” sinistra (ormai non più tale, sia chiaro, e non da ieri ma da decenni…).
Andiamo avanti…
Fabrizio

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Damien 9:58 am - 23rd Maggio:

Questo rispecchia i concetti da sempre espressi in questo sito, oltre al fatto inequivocabile che la donna sia divenuta essa stessa il braccio armato del sistema, ovviamente con i suoi benefici.. che tristezza.. che pena..

.Su una popolazione di 33 milioni di DONNE (circa) levandoci le neonate e le vecchiette, 350 FALSE accuse al giorno sono tante.. troppe!

10.500 al mese! (media 30 gg) 126.000 solo in Spagna ogni anno.

Perche le donne usano lo stupro come arma di ricatto?

le leggi anti stupro sono nate per far si che gli stupratori finissero in galera , ma le donne hanno deciso anche di farne un uso criminale.

C’è un aumento esponenziale di false accuse di violenza e secondo lstat, in Italia le false accuse arrivano al 40% nel solo 2010..viene da pensare che in Italia una madre sia titolare di un diritto in piu’, quello di violare l’art. 388 del c.p. come e quanto le pare..

il sistema delle false accuse è sessista. Una madre può impadronirsi dei figli, a costo di rovinare loro la vita nei seguenti modi:

1.Sottrarre i figli attaccando il padre con false accuse di violenza domestica. In assenza di prove, gli effetti automatici sono: a) lo Stato apre un procedimento penale (in Italia esiste l’obbligatorietà dell’azione penale) che blocca quello per sottrazione di minore; b) lo Stato “tutela il minore” condannandolo ad “incontri protetti” con suo papà (un’ora a settimana in un ufficio dei Servizi Sociali); c) lo Stato paga l’assistenza legale alla sedicente maltrattata. Che può così essere assistita anche nel divorzio da un avvocata di un centro femminista, che ha interesse ideologico ed economico ad inasprire la conflittualità senza pietà per i bambini. La madre può far sparire i figli chiudendosi con loro in una struttura ad indirizzo segreto (mascherata da centro anti-violenza*), in modo da fare colpo sui Giudici ed ottenere altri soldi dallo Stato.

2.In Italia la Giustizia è lenta e costosa: la manipolatrice approfitta degli anni guadagnati per plagiare i figli, che, strappati dalla loro famiglia e dal loro papà, “sanno” di dipendere dalla sola madre e finiscono per far loro l’odio e le false accuse verso il genitore assente. Questa forma di abuso, che gli psicologi chiamano alienazione genitoriale, spesso provoca ai bambini devianze psico-patologiche ed altri disturbi. Il sacrificio dei figli aiuta i Giudici a capire che il movente delle accuse era la volontà di impossessamento dei figli e ad evitare che un innocente venga condannato sulla base della sola parola della accusatrice. Ma, cadute le false accuse, la conclusione più frequente è che i bambini sono persi; la madre mantiene l’affido dei figli, in quanto i Giudici tendono ad accettare il fatto compiuto.

3.Qualora i Giudici dispongano una perizia psicologica, l’alienatrice può tentare di giustificare le condizioni in cui ha plagiato i figli usandoli per false accuse di pedofilia contro loro padre e/o suoi familiari. Esistono organizzazioni (mascherate da associazioni anti-pedofilia), con ginecologhe, psicologi ed altri abusologi noti per aver già firmato centinaia di certificati di abusi poi smentiti dai periti dei Tribunali. Nuovamente lo Stato paga l’assistenza legale, ed avvocati senza scrupoli ci guadagnano sopra, anche 100,000€ se riescono a prolungare in appello processi basati sul nulla. Nel frattempo la madre può permettersi di disattendere le decisioni dei Giudici.

4.Cadute le false accuse, si apre un nuovo pericolo per i bambini. I Giudici decidono di proteggerli allontanandoli da quelle madri che hanno dimostrato di essere irrecuperabili (ad esempio perché mentalmente disturbate) solo quando hanno oramai fatto molto male ai loro figli. I quali possono essere talmente alienati dalla follia pedo-femminista da aver bisogno di un periodo di cure in un luogo neutro. Il rischio è ora di finire in un orfanotrofio (mascherato da casa-famiglia o altro), magari con sotterranei legami economici con le stesse associazioni che la ex-madre considerava sue alleate. 28000 bambini italiani (una cifra senza eguali in altri paesi) sono oggi chiusi in questi centri, che ricevono dallo Stato circa 200€ al giorno per bambino, e quindi tendono a tenerli fino alla maggiore età.

Naturalmente, esiste anche una minoranza di padri colpevoli, così come queste madri malevole sono la minoranza. Il problema è quella minoranza di organizzazioni che le aiutano, amplificando i loro problemi in tragedie per i bambini.

Sempre più magistrati appaiono consapevoli dell’ondata di false accuse usate per aggirare la legge del 2006 sull’affido condiviso, coincisa con la diffusione di statistiche grottescamente false (“violenza prima causa di morte per le donne”, “un bambino su sei è abusato”…); ci si attende una contro ondata di condanne per calunnia. Ma occorre prevenire bloccando questa pratica al punto 1.

I cittadini e lo Stato possono aiutare i bambini evitando di donare fondi che possano alimentare il sistema delle false accuse.

Che giunga quindi il seguente messaggio alla popolazione Spagnola, che esso sia da monito come lo è divenuto da noi:

“SOMOS NAZIFEMDOMINISTAS BORG, SE LE RE-EDUCACION, TODA RESISTENCIA ES INUTIL!”

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Rino 10:24 am - 23rd Maggio:

Il punto infatti è: nella sconfitta di Zapatero, quanto ha influito la sua politica antimask? Non possiamo saperlo. Speriamo che abbia avuto un certo peso, almeno a livello inconscio.

Ma finché questo fattore non verrà considerato dagli analisti e non se ne parlerà sui media, la disfatta non servirà di monito al resto dell’Europa. La si attribuirà alla normale usura dopo 2 legislature, alla pesantissima crisi, al trend destristico in corso in Europa, ai “grillini” iberici (gli indignados… etc).

Erano elezioni locali, perciò i temi della sex-war non potevano figurarvi.
Si tratta di vedere se faranno capolino alle prox elezioni spagnole.

Rino

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armando 2:32 pm - 23rd Maggio:

Non posso che associarmi a Fabrizio e a Rino.
Spero anch’io che nella sconfitta di Zapatero abbiano contato le questioni di genere, ma sinceramente ne dubito. E dubito anche che gli analisti vogliano approfondire la questione. Venisse fuori che, anche se incosciamente, fosse così, sarebbe troppo dirompente. E poichè tranne rare eccezioni tutto l’apparato di potere è schierato apertamente o passivamente a favore della politica femdomista, vedrete che sulla questione ci sarà silenzio. A meno che, in via riservata, qualcuno scopra che è cambiato il vento. Allora, per il noto opportunismo della politica, qualcosa potrebbe cambiare. Per saperlo basterà attendere la prossima campagna elettorale-
armando

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sandro 7:20 pm - 23rd Maggio:

“Il punto infatti è: nella sconfitta di Zapatero, quanto ha influito la sua politica antimask?”
_______________
Secondo me ha influito pesantemente il fatto che sull’ altro piatto della bilancia non c’ era niente.
L’ elettorato di sx entro certi limiti un atteggiamento di un certo tipo lo tollera, ma ci deve essere un riscontro a livello di politica riguardante lavoro, reddito, ecc., che nel caso della Spagna non si è proprio visto, anzi.
E a quel punto l’ elettorato ti bastona. Rifondazione docet.

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Rita 7:55 am - 8th Giugno:

http://www.aduc.it/notizia/donna+condannata+violenza+sessista+sulla+propria_110259.php

Ci puo’ essere violenza di genere tra uomini sposati tra loro o tra due donne? La Ley Integral de Violencia contra la Mujer dice di no, che vale solo tra un uomo e una donna. Ma la seconda sezione del tribunale penale di Santander ha condannato a sette mesi di carcere una donna che aveva aggredito e insultato la sua sposa, dalla quale si stava separando, quale autrice di reato di violenza di genere e punito con l’articolo 153.1 del Codice Penale. L’articolo e’ stato modificato dalla Ley Organica contra la Violencia de Genero del 2004, che ha aggravato le condanne di alcune aggressioni quando le commetteva un uomo e a subirle era una donna unita con lui in matrimonio, o fidanzata o comunque legata a lui sentimentalmente. Vari giudici hanno sollevato quesiti d’incostituzionalita’ (127) dell’articolo, sostenendo che viola il principio d’uguaglianza. La Corte costituzionale ha pero’ sempre avallato la riforma. Il testo letterale dell’articolo puo’ apparire confuso quando esige che “l’offesa sia o sia stata la sposa”. E, in un matrimonio tra due donne l’offesa e’, in effetti, la sposa. Il problema sta nel fatto se sia possibile che l’aggressore sia un’altra donna, come ha inteso il giudice di Santander. Il Codice Penale parla al maschile, che e’ pero’ il genere utilizzato per tutti i reati.
“Non c’e’ alcun dubbio su come si debba applicare l’articolo”, dice Miguel Lorente, delegato del Governo in materia. “I termini della Ley de Violencia contra la Mujer sono chiarissimi. Un’aggressione tra due donne non puo’ essere violenza di genere. In un matrimonio formato da due donne puo’ esserci un rapporto di potere, come in tanti ambiti della vita, ma non si tratta di una situazione di disuguaglianza storica che genera violenza e che tanto gli uomini come le donne smettono di considerare normali. La differenza sta nell’origine. Cio’ che intendiamo combattere con la legge e’ la normalizzazione della superiorita’ di un sesso sull’altro”.

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Rita 8:18 am - 8th Giugno:

Ricordando gli scritti di Rino:
il debito inestinguibile e la colpa.

E’ scritto lì: nero su bianco, non viene punito l’uomo in quanto esercita un rapporto di potere sulla donna. No, perchè quando il medesimo potere è esercitato da un uomo su un altro uomo, da una donna su un’altra donna, o da una donna su un uomo è “normale” quasi a riconoscere che i rapporti di potere ci sono e sono ineliminabili. Se ne limita la degenerazione (ma questo è sempre stato fatto).

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cesare 4:08 pm - 17th Giugno:

La più insensata guerra fra le guerre insensate di questi anni, è la guerra di Libia. Obama, il Nobel per la Pace che di guerre se ne intende (ogni sei mesi apre e minaccia nuovi fronti di guerra), quella di Libia non l’avrebbe mai fatta: troppo stupida. Vi è stato costretto da un vero assedio delle donne politiche democratiche USA, la Clinton in testa. Il genere femminile appunto, che “è per sua natura pacifico”. Oggi la Clinton & Femdomassociati, si inventa l’ultima farsa della propaganda della guerra femmidominista: “Gheddafi fa dello stupro un’arma di guerra” (si è detto addirittura che a tal fine distribuiva il Viagra ai soldati). Naturalmente è invece la Clinton che fa dello stupro un’arma: in suo nome giustifica l’aggressione a paesi e popoli sovrani. E massacra e fa impazzire, lei sì e davvero, donne e bambini.
E’ la conferma chiara ed empirica che oggi il femmidominismo è l’ideologia della guerra neocolonialista. ma a ben vedere non solo: è anche l’ideologia che legittima la repressione sociale interna e,se necessario, a trasformare i problemi di ordine pubblico interni in problemi che è lecito risolvere con l’esercito.
Dopotutto che in Italia ci sono diecimilioni di maschi delinquenti contro le donne l’Istat lo ha già fatto sapere.

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Fabrizio Marchi 12:28 am - 18th Giugno:

“…E’ la conferma chiara ed empirica che oggi il femmidominismo è l’ideologia della guerra neocolonialista. ma a ben vedere non solo: è anche l’ideologia che legittima la repressione sociale interna e,se necessario, a trasformare i problemi di ordine pubblico interni in problemi che è lecito risolvere con l’esercito.
Dopotutto che in Italia ci sono diecimilioni di maschi delinquenti contro le donne l’Istat lo ha già fatto sapere”. (Cesare)
Caro Cesare, ti vedo molto in forma ultimamente…smile
Sottoscrivo in toto anche in questo caso…
Fabrizio

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cesare 9:00 am - 18th Giugno:

E’ che il rumore dei rotori degli elicotteri Apaches della sig.ra Clinton & femdomassociati, dalla Libia, a altre zone di maschi kattivi da piegare a mitragliate, mi sembrano parlare in modo eloquente anche ai maschi occidentali. Più che armate dei Crociati mi sembrano armate delle crociate femmidoministe.

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Fabrizio Marchi 11:07 am - 18th Giugno:

Cesare, il tuo approccio “internazionale” (o “internazionalista”, fai tu, come preferisci…) alla Questione Maschile non fa una grinza, per lo meno dal mio punto di vista. E me ne rallegro perché, come ben sai, ci sono ancora tanti uomini in ambito Momas (movimento maschile) arroccati su posizioni di aperta ostilità nei confronti di altri uomini di altre culture e di altri paesi, degli stranieri, degli immigrati, degli extracomunitari, arrivando addirittura ad individuare in essi il nemico o comunque uno dei nemici…Come se l’origine dei problemi degli uomini beta occidentali, cattolici o protestanti che siano, sia da individuare in altri uomini beta, siano essi asiatici, arabi, sudamericani, africani, mussulmani, induisti, buddhisti o altro ancora…
E mi fa piacere che queste posizioni siano da te esplicitate in modo così chiaro e diretto, perché questo è di fatto anche un segnale importante a tutti gli uomini del Momas, che dimostra, fra le altre cose, come il nostro patto di unità d’azione non sia soltanto un accordo fra uomini di buon senso o un mero escamotage tattico ma affondi le sue ragioni anche su alcuni importanti valori comuni: l’universalismo cristiano (e socialista, aggiungo io per quanto mi concerne…), il rifiuto del razzismo in ogni sua forma, la critica al capitalismo assoluto e alla mercificazione di ogni aspetto della vita umana, e naturalmente la comune battaglia contro l’ideologia femdominista e il sistema di potere che è stato costruito intorno a questa.
Fabrizio

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sergio 11:27 am - 18th Giugno:

Boh… scusate ma io questi riferimenti al “femmidominismo” non li condivido molto, perché, a mio avviso, più che di “dominio del femminile” bisognerebbe parlare di “coglionaggine del maschile”…
Signori, scusate di nuovo, ma vorrei farvi notare che si stanno attribuendo a degli esseri fisicamente più piccoli e più deboli di noi, delle qualità che non hanno, dato che senza la compiacente stupidità degli uomini odierni (una stupidità di massa), le donne non potrebbero assolutamente far nulla.

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armando 11:54 am - 18th Giugno:

Alle parole di Cesare aggiungo una cosa, con una precisazione, importante dal mio punto di vista, alla chiosa di Fabrizio. La paura dell’uomo nero (metafora del maschio non castrato dalla civilizzazione femminilizzante) è un fantasma del maschio (e della femmina che ne prova attrazione incoffessabile) occidentale. In quel fantasma c’è tutto quello che il maschio moderno vorrebbe essere nel suo profondo ma non è più, e per sua stessa responsabilità. Ad una virilità istintiva e spontanea ne è stata sostituita un’altra, fatta di “procedure” politicamente corrette o di mercificazione del rapporto. Senza naturalmente che ciò impedisca l’emergere degli aspetti d’ombra insiti nella sessualità in quanto tale e che coinvolgono, per motivi diversi, sia i maschi che le femmine. Anzi, la civilizzazione, rimuovendoli dalla coscienza e credendo di poterli impedire con leggi e procedure e condanne moralistico/puritane, li ha in definitiva acuiti facendoli esplodere. Le vicende di S.K. o il rubygate lo dimostrano. Da questo punto di vista uomini Alfa e Beta sono ugualmente coinvolti a livello di psiche, seppure in modo ovviamente molto diverso sul piano sociologico. Diciamo che sono le due facce di una stessa medaglia, e condividono una identica radice psichica. Per questo si vedono spesso Alfa e Beta accomunati nella stessa avversione per l’uomo nero, indipendentemente dall’uso strumentale e a proprio vantaggio che i maschi (e le femmine) di potere ne fanno a livello geopolitico. E’ più comodo credere, e più facile far credere, che esista il nemico esterno piuttosto che cercarlo dentro di noi.
armando

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Fabrizio Marchi 8:07 pm - 18th Giugno:

“Alle parole di Cesare aggiungo una cosa, con una precisazione, importante dal mio punto di vista, alla chiosa di Fabrizio. La paura dell’uomo nero (metafora del maschio non castrato dalla civilizzazione femminilizzante) è un fantasma del maschio (e della femmina che ne prova attrazione incoffessabile) occidentale. In quel fantasma c’è tutto quello che il maschio moderno vorrebbe essere nel suo profondo ma non è più, e per sua stessa responsabilità. Ad una virilità istintiva e spontanea ne è stata sostituita un’altra, fatta di “procedure” politicamente corrette o di mercificazione del rapporto. Senza naturalmente che ciò impedisca l’emergere degli aspetti d’ombra insiti nella sessualità in quanto tale e che coinvolgono, per motivi diversi, sia i maschi che le femmine. Anzi, la civilizzazione, rimuovendoli dalla coscienza e credendo di poterli impedire con leggi e procedure e condanne moralistico/puritane, li ha in definitiva acuiti facendoli esplodere”. (Armando)
Quoto al 100%. E la Madonna, la cosa sta diventando preoccupante…smile Diciamo che siamo anche bravi a non far emergere i punti di divergenza, come è doveroso che sia fra “pattisti di unità d’azione”, ma è giusto anche questo e ci sta tutto…smile
Insomma, tornando a noi, è ora di gettare alle ortiche una volta e per sempre vecchi, anacronistici e soprattutto strutturalmente errati retaggi che mettono uomini (beta) contro altri uomini (beta anch’essi).
La parola d’ordine non può che essere:Uomini Beta di tutto il mondo, unitevi!Sarà un po’ retorico ma rende l’idea…
Fabrizio

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mauro recher 7:55 am - 19th Giugno:

beh Sergio che ci sia della coglionaggine del maschile ,credo che sia fuori discussione ,hai mai dato un occhiata a questo blog ?
http://questouomono.tumblr.com/
che ,in un momento di esaltazione ha segnalato alla polizia postale il forum di metromaschile smile ,cosa si dovrebbe fare con femminismo a sud allora smile ?
ma se contasse la forza fisica ,come detto giustamente da Armando ,i gorilla sarebbero i padroni del mondo ,cosa che non avviene ,il femdominismo non va sottovalutato ….per me sarebbe un grave errore ..

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sergio 9:50 am - 19th Giugno:

ma se contasse la forza fisica ,come detto giustamente da Armando ,i gorilla sarebbero i padroni del mondo ,cosa che non avviene ,il femdominismo non va sottovalutato ….per me sarebbe un grave errore ..
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Be, mauro, ma se è per questo anche le tigri o i leoni dominerebbero il mondo…
Quello che intendevo dire – e che sui vari blog dedicati alla qm, alcuni evidenziavano già anni fa – è che le donne non conoscono “l’arte della guerra”, non costruiscono eserciti femminili, sostanzialmente non sanno fare nulla di tutto ciò senza la presenza maschile… perciò se la Clinton è tutte quelle come lei, possono fare quello che fanno, questo è dovuto in primis all’imbecillità maschile, “femmidominismo” o no.

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Fabrizio Marchi 1:36 pm - 19th Giugno:

“Quello che intendevo dire – e che sui vari blog dedicati alla qm, alcuni evidenziavano già anni fa – è che le donne non conoscono “l’arte della guerra”, non costruiscono eserciti femminili, sostanzialmente non sanno fare nulla di tutto ciò senza la presenza maschile… perciò se la Clinton è tutte quelle come lei, possono fare quello che fanno, questo è dovuto in primis all’imbecillità maschile, “femmidominismo” o no”. (Sergio)
Le donne non conoscono “l’arte della guerra” in senso tradizionale, ma di sicuro sono molto ma molto più ferrate degli uomini per ciò che concerne l’ambito della guerra psicologica. E quella che stiamo combattendo, caro Sergio, è innanzitutto una guerra psicologica (con tutti i risvolti culturali, sociologici, mediatici e politici del caso). Sorprende che molti uomini del movimento maschile non lo abbiano ancora compreso e si attardino in considerazioni che ormai rasentano anche un po’ il patetico …
Ciò che tu stesso definisci come “imbecillità” maschile niente altro è se non una delle facce della medaglia di quella abilità nella guerra psicologica che contraddistingue proprio il “femminile” e l’ ideologia nella e con la quale ha di fatto oggi scelto di identificarsi: il “femdominismo”.
Sono molto ingenui nonché sprovveduti tutti coloro che sottovalutano il proprio avversario. .Molti uomini del momas, a mio parere ancora incrostati, che lo ammettano o meno, di pseudo cultura “machista”, commettono proprio questo errore.
Sono per lo più gli stessi (ogni tanto fanno capolino anche da queste parti…) che se la prendono con i giudici, con i maschi di altre culture o etnie, con i vari partiti e partitucoli della sinistra (che hanno anch’essi le loro responsabilità, sia chiaro…) e via discorrendo. Il tutto con una discreta dose di faciloneria, superficialità e scarsa capacità di analisi del reale. Dispiace doverlo dire ma è così e non possiamo fare finta di nulla, anche perché non siamo ipocriti.
Sull’ ”imbecillità” maschile, cioè sulla fragilità psicologica e la dipendenza maschile dal femminile, abbiamo versato fiumi di inchiostro. E’ una questione serissima e fondamentale che non può certo essere risolta con atteggiamenti da spacconi…
Fabrizio

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sergio 2:48 pm - 19th Giugno:

Fabrizio, innanzitutto una precisazione: io non faccio parte della “vecchia guardia” del momas (che, francamente, non ho ancora compreso bene cosa sia e dove sarebbe situata la base), dato che mi sono avvicinato a certe problematiche solo in tempi recentissimi.
Detto questo, non mi trovo molto d’accordo con te, quando scrivi che le donne ” sono molto ma molto più ferrate degli uomini per ciò che concerne l’ambito della guerra psicologica”.
O meglio, sono del parere che questo sia vero per quanto riguarda gli imbecilli uomini occidentali odierni, che per tutta una serie di motivi, hanno smarrito una certa consapevolezza di genere.
Una consapevolezza che gli uomini del passato – ma anche quelli odierni, di altre culture; per esempio i musulmani – avevano in misura NETTAMENTE SUPERIORE a quella dei rimbambiti americani ed europei dell’ovest di questa epoca.
Per esempio, tu te la sentiresti di affermare con sicurezza, che i talebani non siano consapevoli di questo lato oscuro femminile e al tempo stesso della debolezza degli occidentali nei confronti delle donne? Io no. affatto.

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armando 5:36 pm - 19th Giugno:

E’ di oggi la natizia (Corriere della sera), che il nuovo capo degli addestratori dei durissimi marines sarà una generalessa che, nonostante il jogging giornaliero, naturalmente non ha mai combattuto in prima linea o in azioni di commandos. Insomma come al solito, comandare si, rischiare no.
I duri e puri marines dovrebbero dimettersi in massa, e poi che succederebbe? Ma non lo faranno, è certo.
A Sergio dico che coglionaggine maschile e femdominismo sono strettamente connessi, non si da l’uno senza l’altro.
O la coglionaggine maschile ha stimolato il sorgere del femdominismo oppure il fendomismo ha attecchito perchè non ha trovato ostacoli, ossia a causa della coglionaggine maschile. Non c’è gran differenza, alla fine.
armando

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mauro recher 8:36 pm - 19th Giugno:

ecco un esempio di coglionaggine maschile IN MAIUSCOLO I MIEI COMMENTI

Lo vediamo ormai quotidianamente. Sempre più donne avanzano nella società e nel mondo del lavoro.
STRANO, IN UNA SOCIETA’ FORTEMENTE MASCHILISTA
Alcune arrivano perfino ad occupare posti di potere che fino a pochissimo tempo prima parevano irraggiungibili (vedi il caso di Atifete Jahjaga, la nuova presidente del Kosovo).
QUINDI, NIENTE ESCLUDE LE DONNE DAL POTERE
Certo, siamo ancora molto lontani da un’effettiva parità. Ma questi piccoli segnali testimoniano come il meccanismo si sia già messo in moto.
Eppure, nonostante la tanta strada che rimane da percorrere, non pochi uomini si sentono minacciati da questa avanzata delle donne, e lo fanno mostrandosi preoccupati e non di rado insofferenti.
SIAMO AL SOLITO DISCORSO, MA QUESTE DONNE VANNO AVANTI PER MERITO OPPURE PERCHE’ “SONO DONNE”?
Perché questi atteggiamenti? C’è realmente questa paura da parte maschile di perdere quel potere sedimentato ormai da secoli?
DOMANDE INTELLIGENTI ,VEDIAMO LE RISPOSTE
Io credo che questa paura sia effettivamente presente nell’universo maschile. Ma sono fermamente convinto che la risposta non sia quella di arroccarsi in maniera quasi puerile sui privilegi e sulle rendite.
CHE RENDITE E PRIVILEGI HANNO UN MURATORE ,UN OPERAIO ,O PEGGIO ANCORA ,UN DISOCCUPATO ,IN SOSTANZA GLI UOMINI BETA??
La risposta migliore è quella di lasciare spazio alle donne. Lo so, all’inizio ci potrà essere un po’ disagio e di sorpresa tra gli uomini ma, credetemi, specialmente di questi tempi il maschile ha un grande bisogno di un contributo femminile.
SE IL CONTRIBUTO FEMMINILE E’ DI GRIDARE CHE SIAMO TUTTI STUPRATORI ,ASSASSINI ECC ECC NE FACCIO VOLENTIERI A MENO
Date alle donne alcuni anni di tempo per prendere coscienza dei nuovi equilibri, e io sono sicuro che tra donne e uomini si potrà creare un’armonia positiva, che ci farà dire “ma perché non ci abbiamo pensato prima?”.
ANCHE AL FASCISMO SI è DATO DEL TEMPO ,MA LE COSE SONO ANDATE NON CERTAMENTE BENE
Non si tratta di dire che le donne sono migliori degli uomini a prescindere.
AH NO??
Voglio però dire che, dopo tanti anni passati in secondo piano, le donne devono prendersi il posto che oggi spetta a loro nella società.
SIAMO NEL 2011 E QUESTI POSTI ,SE VOGLIONO ,GIA’ CI SONO. MOLTO PRIMA DEL 2011 ,
Non è possibile scaricare tutto il peso delle responsabilità sulle spalle delle donne senza permettere loro di usufruire di adeguati spazi di autonomia.
MA LO SA QUESTO CHE LA PARITA’ CONSISTE IN DIRITTI E DOVERI ??
E allora, per il bene della nostra malridotta società, diamo più spazio alle donne. E da uomo, dico agli altri uomini di non avere paura. Siete nati da una donna, e non sarà per colpa di una donna che perderete il vostro valore.
VERO ,SIAMO NATI DA UNA DONNA,MA FORSE QUESTO NON LO SA (PROVIAMO CON LE API E I FIORI ?? smile ) CHE CERTE COSE SI FANNO IN DUE ,DIAMO ANCHE IL MERITO AI PADRI, O SONO SOLO INSEMINATORI ??

commento finale ..vedi Sergio ,questo il femdominismo sta facendo ,si fanno passare per vittime con risultati soddisfacenti ,cosa gia usata in passato ,spero che si veda l’immagine
http://imageshack.us/photo/my-images/854/image113modificato1.jpg/
comunque scrive la nota della foto
Il nazismo basò la sua propaganda soprattutto sull’antisemitismo ,facendo degli ebrei il capro espiatorio delle difficoltà economiche in Germania ..non trovi che il femdominismo usi la stessa strategia ??

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Leonardo 9:47 pm - 19th Giugno:

sergio:
Una consapevolezza che gli uomini del passato – ma anche quelli odierni, di altre culture; per esempio i musulmani – avevano in misura NETTAMENTE SUPERIORE a quella dei rimbambiti americani ed europei dell’ovest di questa epoca.
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Vorrei una prova tangibile di questa consapevolezza.
Per fare un esempio: le mussulmane pagano la cena? Sei mai uscito con una mussulmana? Hai mai fatto sesso con una mussulmana?
Guardare il telegiornale a volte fa male. Nei paesi mussulmani gli uomini si anmmazzano come bestie, ma guai a vedere il volto di una donna: se questa è consapevolezza?

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sergio 12:58 am - 20th Giugno:

non trovi che il femdominismo usi la stessa strategia ??
>>>>>>>>
Non proprio, perché sono due cose diverse.
Naturalmente, voi siete liberi di pensarla differentemente da me.

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Fabrizio Marchi 8:52 am - 20th Giugno:

“Una consapevolezza che gli uomini del passato – ma anche quelli odierni, di altre culture; per esempio i musulmani – avevano in misura NETTAMENTE SUPERIORE a quella dei rimbambiti americani ed europei dell’ovest di questa epoca.
Per esempio, tu te la sentiresti di affermare con sicurezza, che i talebani non siano consapevoli di questo lato oscuro femminile e al tempo stesso della debolezza degli occidentali nei confronti delle donne? Io no. Affatto”. (Sergio)
Mi rimane difficile esprimere pareri certi su paesi e culture che non conosco o conosco poco. Di certo i talebani, ma in generale tutto l’Islam cosiddetto “radicale”, hanno ben compreso quale arma di “distrazione” di massa sia la concezione sessuale occidentale e capitalistica perpetrata scientificamente e sistematicamente dal nostro sistema a livello planetario. E hanno capito perfettamente che quell’arma di “distrazione” può trasformarsi, e di fatto già lo è (perché anche per questa ragione è stata concepita), in un’arma di distruzione della loro cultura, dei loro costumi e della loro stessa società (di qualsiasi società e di qualsiasi cultura…).
Una cosa è certa: i talebani e i mussulmani radicali temono molto di più le “psicobombe” lanciate nell’etere dallo “smutandamento” (mercificato) sessuale e mediatico piuttosto che quelle al fosforo o dirompenti che vengono gettate sulla loro testa e sui loro villaggi con grande generosità dalle forze aeree dell’Alleanza occidentale.
Dal loro punto di vista hanno perfettamente ragione. Anche per questo, ribadisco che non sono veramente mai riuscito a comprendere il motivo di tanta ostilità di alcuni uomini del momas nei confronti di genti e culture che si oppongono (e non vedo perché questa resistenza debba destare scandalo) ad un processo di omologazione forzata di cui naturalmente anche l’ipocrita ideologia femdominista costituisce uno degli alibi ideologici fondamentali (siccome siamo lì per liberare le donne dal burqa, ben vengano le bombe; in questo caso le bandiere arcobaleno della pace le teniamo ben arrotolate nell’armadio invece di appenderle alle finestre…).
Questo naturalmente, onde evitare i soliti possibili “fraintendimenti” (chiamiamoli così…) non significa che il sottoscritto sia diventato un seguace dell’Islam né tanto meno che vuole farsi mussulmano…
D’altronde non credo che la difesa delle ragioni dei Sioux o dei Cheyennes massacrati dalla pulizia etnica forzata (poi l’hanno chiamata l’epopea del West: miracoli delle seduttive “psicobombe” dell’industria mediatica e cinematografica…),comportasse automaticamente la fede in Manitù…
Fabrizio

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sergio 12:32 pm - 20th Giugno:

Vorrei una prova tangibile di questa consapevolezza.
Per fare un esempio: le mussulmane pagano la cena? Sei mai uscito con una mussulmana? Hai mai fatto sesso con una mussulmana?
Guardare il telegiornale a volte fa male. Nei paesi mussulmani gli uomini si anmmazzano come bestie, ma guai a vedere il volto di una donna: se questa è consapevolezza?
>>>>>>>>
Perdonami, ma hai fatto un discorso che non c’entra nulla con quanto volevo evidenziare.
Che senso ha il chiedere se le musulmane pagano la cena, con la consapevolezza di genere?
Leonardo, ho letto molti tuoi posts (non tutti), pertanto vorrei dirti che a mio parere sei troppo emotivo e autoreferenziale.

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Leonardo 4:32 pm - 20th Giugno:

Sergio, parli per partito preso e non mi hai risposto, hai solo evidenziato dei mie difetti e non quale sarebbe la superiorità mussulmana.
Certo caduto il muro di Berlino sembrava avviarsi un futuro di pace, invece sono ricominciate le crociate: c’è sempre bisogno di una guerra.

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cesare 9:07 am - 6th Luglio:

Il caso Strauss Kahn ha evidenziato su scala planetaria il tema dell’accusa di stupro falsa utilizzata come mezzo x avere vantaggi di ogni tipo. Sono convinto che questa consapevolezza sia ormai ampiamente assodata nella coscienza dei più. L’ultima accusatrice di Strauss Kahn, la francesina che denuncia a distanza di anni un tentato stupro ha definitivamente confermato in questo giudizio tutti quelli che non siano irrimediabilmente indisponibili ad un approccio critico a queste dinamiche.
Se perfino la Bernardini De Pace, ha scritto sul giornale che secondo tre PM femmine, di tre diverse metropoli italiane, dal 75% al 95% delle accuse di violenze sessuali e non, nei rapporti famigliari, portate da donne contro i maschi davanti ai tribunali sono false e finalizzate a trarre vantaggi di ogni tipo, vuol dire che ormai è ritornata la consapevolezza di un tempo che faceva dire proverbialmente: “se ti minacciano dicendo o mi dai tutti i tuoi soldi o ti accuso di aver violentato la statua della Madonnina del Duomo di Milano, allora ti conviene dare subito tutto quello che hai perchè ci guadagni ancora”. Il che è verità sotto gli occhi di ognuno.
Pertanto circa il caso Strauss Kahn non starei qui a sfondare una porta aperta ribadendo questa evidenza universalmente acquisita.
Piuttosto evidenzierei quello che un tempo non succedeva, ovvero che l’accusatrice oltre a cercare e trarre vantaggi x sè nell’accusare falsamente un maschio, di fatto libera un posto che oggi viene spesso occupato da una donna. Domanda: per una sorta di risarcimento sociale della “violenza subita da sempre dalle donne” secondo il mantra femdominista? Cristine Lagarde che diventa direttore del FMI al posto di Strauss kahn è lì come “risarcimento del genere femminile”?
Il che finisce per fare un’impressione particolare, per suscitare una domanda pesantissima, come se chi denuncia falsamente sappia, e sia convinta più o meno consapevolemente da decenni di lavaggio del cervello femdominista, che comunque svolge anche un’azione risarcitoria verso il genere femminile. Azione risarcitoria nella quale alla fin delle finite si trova anche la giustificazione morale e giuridica al fatto che l’accusa sia falsa.

Insomma: non è che sia venuta a diffondersi l’idea che accusare falsamente un maschio di stupro è comunque un atto di giustizia di genere? per cui le presunte colpe di genere ricadono sui singoli chè comunque innocenti non sono, anche se non hanno fatto nulla di male. Non è che i tribunali della Giustizia Sostanziale Femdominista si siano messi follemente in testa di risarcire il genere femminile sulla pelle del poveraccio innocente di turno? ovvero non è che cammina cammina, siamo arrivati in ambito di amministrazione della giustizia moderna occidentale all’istituto di qualche decina di migliaia di anni fa ovvero l’istituto del maschio capro espiatorio?

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cesare 5:04 pm - 5th Agosto:

Questa invece è una denuncia e una condanna vera: quando 9 anni di galera ti spiegano finalmente che cosa vuol dire avere a fianco un’anima che è tua gemella.

http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/famiglia-successioni/news/articolo/lstp/414480/

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Flavia 10:15 pm - 28th Agosto:

Questo invece succede in Italia:

“Sono i dati presentati ieri nel corso del workshop “Percorso assistenziale in acuto della vittima di violenza” organizzato a Roma dall’Asp Lazio con il patrocinio della Simeu (Società dei Medici di Emergenza e Urgenza).

08 APR – Nel 2010 sono state 8.923 le donne arrivate ai Pronto Soccorsi del Lazio dichiarando, al momento del triage, di aver subito un’aggressione: 797 di queste donne, sempre nel 2010, sono si poi ripresentate in Pronto Soccorso per lo stesso motivo. […]
A dipingere questa preoccupante realtà è l’Asp del Lazio, nel corso del workshop “Percorso assistenziale in acuto della vittima di violenza” promosso ieri presso l’Ospedale San Gallicano per porre l’attenzione sul fenomeno. La giornata è stata organizzata con il patrocinio della Simeu (Società dei Medici di Emergenza e Urgenza) ed è stata l’occasione per presentare i primi risultati di un progetto formativo volto a preparare il personale sanitario ad affrontare e gestire al meglio l’assistenza alle vittime di violenza e i dati forniti dal Sistema Informativo Emergenza Sanitaria (Sies) dell’Asp.
Nel dettaglio, tra le donne sono state 115 quelle che si sono rivolte ai servizi di emergenza per violenza sessuale, nella maggioranza (32.5%) con età compresa tra i 25 e i 34 anni. Gli atti di violenza sessuale hanno comunque colpito le donne dai 15 ai 50 anni senza sostanziali differenze di età. Il 58% dei casi individuati in P.S. riguardano donne italiane mentre le straniere sono il 42%.”
Da Quotidianosanità.it

Ora se mi trovate 8.923 uomini aggrediti da altrettante donne giuro che riuscirete a convincermi che non esiste la violenza di genere.

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Leonardo 10:48 am - 29th Agosto:

Flavia, non ti chiedi se la violenza maschile sia provocata dal comportamento femminile? Come dire ad un maschio: te la devi sudare? O pretendere mille attenzioni? Farsi pagare? Disprezzando il maschio e le sue qualità? Disprezzando la sua fatica? Disprezzando la sua voglia di fare sesso? Annullare la sua sicurezza di essere un uomo fiero del suo sesso?
Poi credo che gli stupratori veri siano una minoranza, se un uomo ci prova insistentemente è proprio per i motivi su elencati…

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Luigi Corvaglia 1:17 pm - 29th Agosto:

Qualche obiezione su —-> http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=3576
(flavia)
L’articolo è molto stringato e non specifica diverse cose.
Dice: “Nel 2010 sono state 8.923 le donne arrivate ai Pronto Soccorsi del Lazio dichiarando, al momento del triage, di aver subito un’aggressione: 797 di queste donne, sempre nel 2010, sono si poi ripresentate in Pronto Soccorso per lo stesso motivo.”
Tolti i 115 casi di violenza sessuale, sicuramente causati da uomini, tolti i 797 casi in cui le donne si sono ripresentate per lo stesso motivo (non sapendo, dall’articolo non si desume, se i 115 casi di violenza sessuale sono in qualche misura ricompresi nei 797) sul resto non da indicazioni.
Cerco di spiegarmi meglio. Sottratti i casi di cui ho detto prima, da cui posso ragionevolmente dedurre che, aldilà di altre considerazioni, siano opera di mano maschile sul resto, circa 8.000 casi di violenza non sessuale c’è il buio più assoluto.
Niente è specificato circa gli autori di queste violenze, diciamo che lo lascia intendere per “assenza”: nell’articolo si parla di donne e bambini, quindi come deduzione (per quanto mi riguarda alquanto viscida) si sarà sicuramente trattato sempre di loro, i “violenti” per eccellenza, gli uomini.
Su quei 8.000 casi posso solo fare delle deduzioni personali, come le tue, e perciò sicuramente fallaci. Sicuramente molte di quelle violenze saranno state perpetrate da uomini, ma niente mi fa escludere che una certa percentuale sia stata opere di altre donne. Anche le donne lo fanno sai!
Cara Flavia, o hai dati più approfonditi, dei quali chiedo di metterci a conoscenza, altrimenti dall’articolo non si desume di più ….
Nella stessa maniera, da quello che c’è scritto, come faccio a capire se la violenza (che sicuramente c’è stata) è stata operata in quanto donna o invece per altri, esecrabili, motivi.
Faccio un esempio, giusto per capirci. Succede una rapina, un borseggio, uno dei tanti atti di microcriminalità di cui sono infestate le nostre città.
Se la vittima è una donna non è che questo abbia a che vedere con questioni di genere, al suo posto poteva capitarci un uomo, un bambino o chi vuoi tu…
Per ultimo, ma non ultimo. Nell’articolo non vengono per nulla menzionati gli uomini. Questa cosa un pò mi fa pensare male. Possibile che in un anno nessun uomo sia andato al pronto soccorso perché malmenato?
Attenzione, prima che tu mi dia addosso, non sto parlando di uomini malmenati da donne, sto parlando di uomini malmenati e basta.
A noi e cosi normale che possa essere fatta violenza, da altri uomini, da donne, sul lavoro, dalle istituzioni, da ciò che vuoi, non importa, senza che ciò sia almeno degno di essere preso in considerazione?
————————————————————————-
“Ora se mi trovate 8.923 uomini aggrediti da altrettante donne giuro che riuscirete a convincermi che non esiste la violenza di genere.” (Flavia)
Mi ripeto, dove sta scritto nell’articolo, che quella cifra è dovuta tutta agli uomini? E dove sta scritto che quand’anche fossero uomini l’abbiano fatto per questioni di genere?

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mauro recher 5:02 pm - 29th Agosto:

due considerazioni sulla violenza di genere..
è sempre più presente questa “violenza di genere”
La normativa ,o quello che alcune femministe vogliono, sarebbe un inasprimento della pena qualora fosse provata questa violenza ,visto che ad avere subito il crimine è il genere femminile. Non so se questo sia un deterrente per la diminuzione dei crimini ,cosa per me assurda visto che, anche con la pena di morte ,i crimini non sono certo diminuiti. Invece ,a mio avviso ,questa si potrebbe definire una legge anticostituzionale. Mi sembra chiaro che se la morte della donna ha più peso ,di conseguenza ne ha meno quella dell’ uomo e,di conseguenza ancora , vale meno anche la sua vita. In fondo viene fuori il femminismo più estremo, quello che afferma che l’uomo è di serie B …Mi si potrebbe obiettare che l’uomo non muore “in quanto uomo” (la violenza di genere afferma che la donna muore in quanto donna ) ma francamente non ci trovo nessuna consolazione a scoprire che il motivo della morte maschile non è il sesso di appartenenza …..E poi, è questa la parità che vuole il femminismo ??

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Fabrizio Marchi 5:26 pm - 29th Agosto:

Si prende un articolo qualsiasi dove c’è scritto che tot migliaia di donne denunciano casi di aggressione presso le strutture di prima assistenza degli ospedali e tanto basta per parlare di violenza di genere (versione ipocrita per significare naturalmente la violenza dei maschi contro le femmine, dando per scontato che il contrario sia impossibile…).
Sarebbe sufficiente segnalare a Flavia l’articolo “Un brusco risveglio” (con relativo video) nello spazio degli “articoli” dove una brava Giovanna Botteri su Rai 3 ci spiega che negli USA la maggior parte degli abusi e delle violenze sessuali nei confronti dei minori sono perpetrati da donne e da madri oppure ricordargli che un’apposita commissione delle Nazioni Unite ha di recente diramato un documento nel quale si spiega che il controllo e la tratta della prostituzione è gestita nel mondo per il 60% da donne. Non che i sondaggi e le statistiche siano verità rivelate (al contrario…), come ben sappiamo (sono spessissimo dei meri strumenti di manipolazione delle informazioni e soprattutto di chi la riceve…), ma se sono validi per spiegare la violenza maschile allora devono necessariamente esserlo anche per spiegare quella femminile…
Ciò detto, si potrebbero sciorinare tanti altri dati ma sarebbe del tutto inutile, né è questo il nostro modo di procedere (a tal proposito rinvio alla lettura del lungo ma interessantissimo stralcio del libro della ex intellettuale femminista, Elisabeth Badinter, dal titolo “La strada degli errori”, nello spazio dei contributi, nel quale la stessa denuncia l’utilizzo strumentale e manipolatorio della tecnica dei sondaggi).
Invece una riflessione importante che sicuramente la nostra Flavia non ha fatto è quella che ci spiega che mentre è relativamente facile per una donna denunciare un atto di violenza subito da un uomo, è pressoché impossibile il contrario, per ragioni di ordine culturale, psicologico e antropologico. E’ difficilissimo (oltre che rarissimo)che un uomo ammetta pubblicamente di subire violenza, ricatti, pesanti condizionamenti se non vere e proprie vessazioni (molto spesso psicologiche) da parte della propria moglie o fidanzata (per non parlare delle violenze subite appunto dai minori dalle proprie madri, con tutto ciò che questo comporterà nella loro vita di adulti).
E’ evidente che per gli uomini ammettere pubblicamente di essere succubi o sottomessi da una donna, chiunque essa sia, è uno scoglio difficilissimo da superare. Eppure sappiamo che questa è la condizione di milioni e milioni di maschi ( a mio parere, anche se in forme più o meno forti o lievi, dirette o indirette, se non la maggioranza sicuramente un gran numero), che naturalmente si guardano bene dal denunciarla. Il tutto verrebbe vissuto da loro stessi come una umiliazione gravissima, con un senso profondo di vergogna, si sentirebbero sottoposti ad un giudizio pubblico di cui non riuscirebbero a sopportare il peso psicologico, il terrore di essere sottoposti ad un pubblico o peggio ancora strisciante e non manifesto ludibrio (dagli uomini stessi). Anche e soprattutto queste sono le responsabilità di ciò che viene definito come “machismo”, che abbiamo denunciato in un articolo (“Ciò che paralizza gli uomini”) e in un video.
Flavia, come moltissime/ altre/i, apre la bocca e le dà fiato, senza riflettere, dando per assodata l’interpretazione femminista della realtà di cui lei (in grandissima compagnia) è imbevuta e soprattutto senza concepire null’altro che non sia il suo punto di vista.
Non è solo sua responsabilità, sia chiaro (senza per questo volerla sollevare di una virgola), ma di un sistema che l’ha educata da sempre a pensare in questo modo. Una donna nata negli ultimi quarant’anni pensa in quel modo lì, non vede e non concepisce altro, non riesce neanche a concepire che possa esistere un altro racconto, un altro punto di vista, un’altra interpretazione dei fatti e soprattutto un altro vissuto personale.
“La violenza è sempre e solo maschile”, lo dicono anche i dati dei pronti soccorsi, lo dicono i sondaggi, le statistiche, lo dice la televisione, lo dicono i giornali, lo dicono i politici, lo dicono gli psicologi, i magistrati, i giornalisti, gli “intellettuali”.
Allora sarà vero…
Fabrizio

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Leonardo 5:35 pm - 29th Agosto:

Elisabeth Badinter, dal titolo “La strada degli errori”, nello spazio dei contributi, nel quale la stessa denuncia l’utilizzo strumentale e manipolatorio della tecnica dei sondaggi). (Fabrizio Marchi)
———————————————————-
Peggio dei sondaggi ci sono le ricerchine scientifiche che avvalorano luoghi comuni…bisogna stare attenti a tutto quello che viene diffuso dai vari mezzi di comunicazione.

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mauro recher 5:42 pm - 29th Agosto:

.”Il fatto che un’opinione sia ampiamente
condivisa
non e’ affatto una prova che non sia
completamente assurda.”
Bertrand Russell (1872-1970)

mi sembra che calzi a pennello

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Fabrizio Marchi 8:23 pm - 29th Agosto:

.”Il fatto che un’opinione sia ampiamente
condivisa
non e’ affatto una prova che non sia
completamente assurda.”
Bertrand Russell (1872-1970)
mi sembra che calzi a pennello (Mauro Recher)
Sono completamente d’accordo.
Fabrizio

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armando 9:11 pm - 29th Agosto:

E’ uscito di recente un libro, scritto da due donne, sulla “Pedofilia rosa”, come un tabù di cui non si può parlare. Non ho il libro con me in questo momento, ma l’ho letto e vi posso dare i ragguagli, se interessano. In sostanza vi si legge che la pedofilia femminile esiste eccome, solo che è meno visibile e soprattutto non è creduta.
armando

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Flavia 3:36 pm - 31st Agosto:

Vergognosamente Flavia, come molte altre, apre la bocca e le dà fiato. Bei tempi quando una donna apriva la bocca solo per farvi… qualcos’altro, e poi a cuccia. Cmq continuate a leggere la Badinter e ad arrampicarvi sugli specchi delle statistiche “interpretate”. Bon chance. (Mauro cmq se continui ad abbeverarti a questi siti e poi venire su “un altro genere di comunicazione” a riversarci addosso quello che hai assorbito qua… è un circolo vizioso che non finirà mai. Noia).

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Fabrizio Marchi 4:45 pm - 31st Agosto:

“Vergognosamente Flavia, come molte altre, apre la bocca e le dà fiato. Bei tempi quando una donna apriva la bocca solo per farvi… qualcos’altro, e poi a cuccia”. (Flavia)
Ancora uno slogan dei più scontati di tutto il repertorio femministardo. Non sai e non sapete dire altro se non ripetere slogan ideologici di cui avete piena la testa. Ho tentato di risponderti argomentando, ma tu naturalmente non te ne curi e ti rifugi nell’ennesimo triviale e becero luogo comune.
Francamente, cara (si fa per dire…) Flavia, non vedo proprio quale sia il senso di queste incursioni che tu e altre tue colleghe di blog fate in questo luogo. Andate per la vostra strada e noi altri per la nostra; a che pro tutto questo? Ti risulta che il sottoscritto intervenga sul vostro sito? L’ho fatto solo una volta perché mi era stato proposto un confronto da parte di una vostra utente. Peraltro non frequento nessun altro blog, figuriamoci quindi quelli femministi. In generale non sono uno che trascorre le sue giornate girovagando nella rete (questo sito mi impegna già fin troppo). Cerco piuttosto di utilizzare il mio tempo nella lettura, cercando di aumentare le mie conoscenze, anche per poter combattere meglio i miei e nostri avversari che sono ahinoi ben altri e non c erto qualche blog femministoide (magari foste solo voi e quelle come voi il problema).
Nessuno vi ha chiamate qui, nessuno disturba il vostro lavoro, voi non disturbate il nostro. Non abbiamo agenti prezzolati per disturbare il vostro lavoro (questo delirio è stato scritto da qualcuna, mi pare forse proprio sul vostro blog), tanto meno abbiamo degli infiltrati (non so se ci sia da ridere o da mettersi le mani nei capelli…), la nostra battaglia è alla luce del solo (come potete ben vedere anche dalla personale esposizione del sottoscritto).
Per quanto riguarda Mauro, credo che sia libero di frequentare tutti i blog del mondo, se lo ritiene utile e opportuno, non siamo di certo né te né io a dovergli dire dove debba o non debba andare o cosa debba o non debba fare. A mio parere, e già glielo ho detto più volte, è assolutamente inutile frequentare blog come i vostri, però se a lui fa piacere è liberissimo di farlo. Questo però non ha nulla a che vedere con Uomini Beta.
Salutiamoci dunque, non cordialmente, ma formalmente e, spero, definitivamente.
Fabrizio

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Fabrizio Marchi 5:01 pm - 31st Agosto:

Caro Mauro, perdona, ma ormai è chiaro che questa Flavia e quelle altre del blog “un altro genere di comunicazione” che sono intervenute sul nostro (tal Mary femminista e mi pare, Mandarina, non ricordo bene il nick) pensano, o meglio fanno finta di pensare (ma lo dicono), che tu sia un nostro “inviato speciale” per mettere zizzania o portare scompiglio nel loro blog. In altre parole utilizzano, o credono di utilizzare furbescamente (credono loro) la tua persona, pro domo loro.
Vogliamo sollevarle da questa fatica?
Siccome abbiamo ben altro da fare che non perdere energie e tempo in simili paccottiglie, se proprio hai l’urgenza e l’esigenza di frequentare quel luogo, specifica che lo fai a titolo esclusivamente personale, onde evitare che si inventino deliri sui presunti agenti infiltrati (e pagati) e si sentano a quel punto autorizzate a venire qui a rompere i coglioni e a disturbare il nostro lavoro.
Fabrizio

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mauro recher 5:26 pm - 31st Agosto:

caro Fabrizio ,e pensa che lo faccio gratis il troll di professione smile il che mi rende più coglione di quello che sono smile
come ti ho già detto ,parto dalla mia esperienza ,di frequentatore di certi siti (tra cui il corpo delle donne ) cosa di cui non mi vergogno affatto perchè ,in quel momento ,me lo sentivo dentro ,e il “risveglio” della questione maschile con gente come me e come te ….
ma mi sembrava chiaro che lo faccio a scopo puramente personale ,parlo di uominibeta perchè è una cosa che credo molto, certo ,ma sono le mie idee ,i miei pensieri e oltretutto ,come hai detto giustamente ,il mio tempo libero lo passo come cavolo mi pare ,senza rendere conto a loro .
c’è una cosa che ho dovuto imparare da solo che è l’educazione ,nella mia vita per esempio avrò imprecato forse due ,tre volte ,al contrario di mio padre che NON impreca due o tre volte 😉 ,questo per dire che ,quando mi espongo e dico le mie idee ,lo faccio sempre nella massima educazione .cosa che sembra mancare a certe persone .
comunque lo ribadisco ,nessuno mi spinge a far qualcosa ,tanto meno Fabrizio

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Marco 5:34 pm - 31st Agosto:

@ Flavia – Bei tempi quando una donna apriva la bocca solo per farvi… qualcos’altro, e poi a cuccia.
@@@@@@
Ammesso e concesso che fosse così, cosa cazzo significa un discorso del genere, riferito a chi vive oggi? Ma queste donnette imbevute di stronzate femministe, cos’hanno in quel piccolo cervello? L’ho già scritto e lo ripeto: nei miei 37 anni di vita, non ho mai conosciuto una donna, mia coetanea o giù di lì, che fosse “costretta” a far sesso dal “proprio uomo”, tantomeno ad “eseguire i suoi ordini”…???!!??
Casomai ho visto – e vedo – situazioni contrarie, in cui a rompere continuamente i coglioni era, ed è, una LEI anziché un lui!
Ma poi, mi chiedo, possibile che secondo queste stronze, da parte maschile non vi sia mai niente di buono? Possibile che non ce ne sia mai una, capace di esprimere il benché minimo apprezzamento nei confronti di un uomo?
Dopo come possono pensare, e sperare, che uno le tratti “con i guanti bianchi”, le corteggi, sia galante, eccetera, se sanno solo sputare merda nei confronti di tutto il sesso maschile?

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mauro recher 5:41 pm - 31st Agosto:

ah un ultima cosa , se vedi nel loro sito c’è una petizione sulla “violenza di genere” ,sono strano io o una legge del genere (scusa il gioco di parole) non assomiglia ad una legge razziale di stampo fascista ?
lo ammetto ,questo è un mio difetto .non riesco a non scrivere niente su queste ingiustizie ,a mio modo di vedere

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Luigi Corvaglia 6:52 pm - 31st Agosto:

No Flavia. Cosi non va. Cosi è troppo facile. Cosi si comportano, forse, i bambini: se il gioco non gli va, buttano tutto all’aria e vanno via.
Ti sei presentata con un post, riportando delle cifre e sei arrivata a determinate conclusioni.
Ti hanno risposto diversi utenti, tra cui il sottoscritto e Fabrizio.
Per quanto mi riguarda ho fatto delle osservazioni abbastanza puntuali (deformazione professionale probabilmente :-)) al link da te riportato, pregandoti tra l’altro, di fornire dati più dettagliati.
Per me il tuo comportamento significa solo una cosa: non hai argomenti e scappi via.

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Marco Pensante 7:28 pm - 31st Agosto:

Flavia, solo una domanda: sai cucinare?

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Luigi Corvaglia 7:43 pm - 31st Agosto:

@ Flavia
Un ultima osservazione.
Tu cosa fai con le statistiche?
Te le “bevi”?

p.s.: comunque gli specchi li lascio a te.

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Luigi Corvaglia 7:54 pm - 31st Agosto:

A proposito di statistiche “attendibili” posto il seguente vecchio link
http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Cronache/2010/09/16/sacchettoni-molestie-ufficio-donne-otto-su-dieci-tacciono_full.shtml
L’ultimo commento è mio. Dopo li hanno chiusi. Chissà perché.

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Rita 8:21 pm - 31st Agosto:

Concordo con Luigi. Così si comportano i bambini, e questo ci riporta alla vecchia questione deresponsabilizzazione femminile e infantilismo.
Peraltro da un’indagine dell’Osservatorio Violenza Domestica di Verona del 2006 (indagine non certamente esaustiva del fenomeno) risulta che

Questi i risultati:
2.706 sono state le richieste di intervento a una o più istituzioni;
2.373 è il numero degli eventi segnalati;
2.284 è il numero delle vittime direttamente oggetto di violenza domestica;
le vittime sono per il 64,8% femmine, per il 33,9% maschi; gli autori sono maschi nel 68,5%, femmine nel 27,7%;
la maggioranza delle vittime è di nazionalità italiana (71,6%), il 28,4% è straniera;
assunzione di alcol, “futili motivi” e problemi connessi alla separazione o alla rottura della coppia sono le motivazioni delle condotte violente maggiormente esplicitate;
nel 70,5% la vittima è percossa con pugni, calci ecc. per lo più al capo, al volto o al collo; oltre il 40% presenta lesività (contusioni, ecchimosi, ematomi etc…) in molteplici sedi corporee;
nel 40,2% dei casi il periodo di malattia supera la settimana (nel 5,6% non è quantificabile in sede di Pronto Soccorso, essendo seguito il ricovero in ambito ospedaliero);
nel 30% dei casi si tratta di “violenza reciproca”, ove entrambe le parti sono vittima e autore nel medesimo episodio o in momenti diversi;

A me sembra francamente che continuare a parlare di “violenza di genere” come fanno Flavia e le consorelle (che si indispettiscono pure quando si cerca di approfondire e di esaminare le incongruenze) quando, mediamente in una sola provincia (in cui perlomeno la statistica è stata fatta un po’ più seriamente, nel senso che si sono “almeno” – e mi pare il minimo, contate anche le vittime di sesso maschile e almeno si è tenuto conto del sesso dell’aggressore) un terzo delle vittime è maschio e un terzo degli aggressori è femmina sia davvero… come dire stupido. Stupidini come sanno essere i bambini a cui però si cerca di insegnare la capacità di ragionare e di non frignare ad ogni contrarietà.

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Flavia 12:03 am - 1st Settembre:

Sono finita in questo sito perchè ho cliccato su un link che citava “350 false accuse ecc”, e dopo aver scritto l’intervento mi sono accorta che ero in uominibeta. C’ero già capitata una volta e me ne ero andata sfiduciata… ma ormai l’avevo scritto… e poi non ho saputo resistere dal fare una facile battuta. Ma vi saluto e scappo via nel vero senso della parola: leggervi è un’esperienza estraniante, avete una capacità quasi scientifica di ribaltare i dati di fatto, senza neanche arrossire, che sembra di essere in una setta. Cioè in uno stesso post riuscite a dire sia questo : “le vittime sono per il 64,8% femmine, per il 33,9% maschi; gli autori sono maschi nel 68,5%, femmine nel 27,7%;” (cioè violenza sulle donne DOPPIA che sui maschi, responsabili maschi il TRIPLO) che questo: “A me sembra francamente che continuare a parlare di “violenza di genere…quando…un terzo delle vittime è maschio e un terzo degli aggressori è femmina…”. Ecco, un ribaltamento della realtà da capogiro! Riuscite a farlo senza imbarazzarvi? Auguri. Non è necessario che mi pubblichiate.

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Flavia 12:05 am - 1st Settembre:

@Marco P., no il “mio” ristorante è una citazione cinematografica, ma non ci venire, non perdiamo tempo entrambi.

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Fabrizio Marchi 8:36 am - 1st Settembre:

In Italia, cara Flavia, ci spiega l’avvocatessa Bernardini De Pace, che certo non è un’amica dei padri separati né tanto meno del movimento maschile, insieme ad altre tre PM donne, il 95% circa delle accuse di molestie, violenze e abusi sessuali, anche sui figli, che si presume siano stati commessi dagli uomini, dichiarati dalle donne in sede giudiziale, risultano in ultima analisi essere false. Tradotto: per ottenere dei vantaggi in sede processuale (alimenti, casa, gestione dei figli ecc. ) non si esita a rovinare un uomo nel vero senso della parola, infamandolo, ingiuriandolo, esponendolo al pubblico disprezzo, togliendogli anche le mutande, gettandolo in mezzo ad una strada, facendolo finire in miseria e soprattutto, come avviene in molti casi, facendogli passare guai giudiziari molto seri (fino all’arresto e alla carcerazione).
Questa non è violenza, cara la mia Flavia? Sottolineo che il dato del 95% non me lo invento io ma lo dicono le statistiche (ripeto: se vanno bene per segnalare le nefandezze commesse dai maschi saranno valide anche per quelle commesse dalle femmine, non credi?), perché al termine dei processi quel dato è quello che risulta.
Vogliamo parlare delle false accuse di stupro e di quanti uomini finiscono in galera per poi risultare innocenti? Questa non è forse violenza?
Perché glissi completamente sui dati che ti portiamo, perché non hai nulla da dire sulle violenze commesse dalle donne e dalle madri sui minori, visto che ti è stato anche segnalato un video (della giornalista di Rai 3, Giovanna Botteri, progressista e di sinistra,non nostro, quindi non certo tacciabile di faziosità)? Perché continui a glissare sul dato della prostituzione (notizia diramata dall’ONU e spiegata sul TG1 a tutti gli italiani alcuni mesi fa) gestita prevalentemente da donne (subisce quindi seri colpi il mito del pappone maschio e solamente maschio…). Perché glissi ancora sul dato della violenza psicologica subita da milioni e milioni di uomini da parte delle donne ma per ovvie ragioni che già ho cercato faticosamente di spiegarti, difficilmente individuabile? Quella psicologica (che di fatto si traduce anche in violenza fisica) non è forse una forma di violenza? O per te violenza è solo una lite con uno schiaffo o un pugno che vola? Non pensi che un determinato comportamento, specie se reiterato, possa fare molto, molto più male di uno schiaffone o anche di un pugno? Sai quanti ne ho presi di pugni in vita mia tra militanza politica giovanile e attività sportiva? Neanche li conto…Ma nessuno di questi mi ha fatto particolarmente male, comunque nulla rispetto ad altri comportamenti ben più subdoli e violenti, subiti spesso da donne (e anche da uomini, sia chiaro), come avviene più o meno a tutti e forse a tutte. Questi sì che mi hanno fatto male, eccome.
O forse vuoi semplicemente spiegarci (senza argomentare, sia chiaro) che la violenza è sempre e solo maschile?
E’ stupefacente il fatto che se uno se ne va in giro a dire che gli ebrei sono tutti “cravattari” (terminologia dialettale romana per significare gli strozzini), i “negri” sono inferiori, i napoletani non si lavano e gli arabi puzzano, viene (giustamente) accusato di razzismo. Se invece uno/a se ne va in giro a dire che i maschi, in quanto maschi, sono violenti, gli dicono bravo/a e gli battono le mani.
Questo ci dimostra che anche il razzismo, come ogni altro cosa, è sottoposto alle leggi della relatività. Non quelle di Einstein ma quelle dell’ipocrisia degli uomini; e delle donne…
Fabrizio
P.S ti avevo formalmente salutato e invitato a rimanere nei tuoi recinti, ma vedo che torni, l’eterno ritorno dell’identico…ma almeno avessi qualcosa da dire…ma non ce l’hai…non perdere tempo qui, frequenta quei luoghi dove le tue convinzioni vengono rassicurate…

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Alessandro 8:48 am - 1st Settembre:

Oramai è risaputo che le statistiche, spesso e volentieri, vengono utilizzate per manipolare l’opinione pubblica a beneficio di alcune categorie, gruppi, lobby ecc..Il femminismo lo sa bene, e usa queste armi. Va ricordato che al vertice dell’ISTAT, il più importante ente di statistiche nazionale, siede una direttrice che è anche grande sostenitrice di quella congregazione femminista sorta di recente. Per quanto mi riguarda, diffido dell’ISTAT quando tratta queste tematiche, perchè so che il “furore” ideologico obnubila la coscienza, e alcune statistiche ISTAT purtroppo sono lì a dimostrarlo, mentre penso che su altri temi, nonostante la tradizionale “politica” filogovernativa dell’Ente in questione, ci si possa fidare di più.

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Rita 8:54 am - 1st Settembre:

Ennò Flavia.. qui ometti quello che “voi m’insegnate” e cioè il sommerso, la vergogna, il non rendersi nemmeno conto della violenza”.. tutte cose che nei dati statistici ci mettete eccome.. io ti ho riportato soltanto uno sterile “conteggio” di chi è andato al P.S. in un determinato periodo temporale e in una determinata provincia. Se leggi l’intero studio ti accorgerai che anche in quelle percentuali ci sono dei bias (riconosciuti da chi ha condotto lo studio). Il famoso coraggio di denunciare. Per cui non è affatto accertato che la violenza maschile è doppia di quella femminile, al limite se ne deduce che uno schiaffone di un uomo ti manda più facilmente al pronto soccorso, rispetto a uno schiaffone di una donna. E se ne deduce che una donna dice più facilmente che a colpirla è stata il marito rispetto al contrario, tanto da consentire l’inserimento del caso nella categoria “violenza domestica”. Se ti vai a cercare le 136 pagine di questo particolare studio sono tutte considerazioni svolte nello stesso studio. Il problema è che tu (e le altre) ne fate una questione di “violenza di genere” e cioè di esplicita natura violenta maschile nei riguardi del femminile. Tutto lì. Non mi pareva così difficile da capire.

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cesare 9:13 am - 1st Settembre:

“Il Giornale” (qualche giorno fa articolo sulle Camgirl) riporta una intervista ad una Cam girl da cui risulta che ci sono 75 mila cam-girl in Italia, giovani donne, in massima parte socialmente ben posizionate, più che acculturate, ovvero con studi universitari in essere o da poco conclusi, pertanto pienamente consapevoli di quello che fanno e totalmente libere dall’obbligo di farlo, che guadagnano oltre duemila euro al mese, esentasse, “lavorando” in casa loro, qualche ora al giorno. In che consiste il loro lavoro? rispondere in video alle richieste più disparate che provengono dai contatti in rete da loro stesse promossi e incentivati con opportune locandine. Si tratta di sfruttare centinaia di migliaia di maschi giovani e meno giovani in difficoltà, facendo soldi sulle loro fragilità e dipendenze sessuali che li spingono a pagare decine di euro per pochi minuti di collegamento via internet. E’ questo un comportamento rispettoso del maschio che chiama, della sua sua sofferenza psicologica ed emotiva, della sua obiettiva difficoltà ad incontrare una donna reale. E’ violenza sul maschile e sfruttamento del maschile o no? Sono queste 75 mila donne, donne che fanno del male ai maschi o no?

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Luigi Corvaglia 9:53 am - 1st Settembre:

… leggervi è un’esperienza estraniante, avete una capacità quasi scientifica di ribaltare i dati di fatto, senza neanche arrossire, che sembra di essere in una setta. (Flavia)
——————————————————————————
Va bene, visto che sul tuo post originario non vuoi tornarci manco di striscio, ti invito a leggerti il link da me precedentemente postato (commento 7:54 pm – 31st agosto) e rispondere all’obiezione dell’ultimo commento.
Se sono dati di fatto, non dovresti avere problemi a confutarmi.

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Marco Pensante 9:53 am - 1st Settembre:

Marco P., no il “mio” ristorante è una citazione cinematografica

Chissà perché, non avevo alcun dubbio.

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Fabrizio Marchi 10:40 am - 1st Settembre:

“Il Giornale” (qualche giorno fa articolo sulle Camgirl) riporta una intervista ad una Cam girl da cui risulta che ci sono 75 mila cam-girl in Italia, giovani donne, in massima parte socialmente ben posizionate, più che acculturate, ovvero con studi universitari in essere o da poco conclusi, pertanto pienamente consapevoli di quello che fanno e totalmente libere dall’obbligo di farlo, che guadagnano oltre duemila euro al mese, esentasse, “lavorando” in casa loro, qualche ora al giorno. In che consiste il loro lavoro? rispondere in video alle richieste più disparate che provengono dai contatti in rete da loro stesse promossi e incentivati con opportune locandine. Si tratta di sfruttare centinaia di migliaia di maschi giovani e meno giovani in difficoltà, facendo soldi sulle loro fragilità e dipendenze sessuali che li spingono a pagare decine di euro per pochi minuti di collegamento via internet. E’ questo un comportamento rispettoso del maschio che chiama, della sua sua sofferenza psicologica ed emotiva, della sua obiettiva difficoltà ad incontrare una donna reale. E’ violenza sul maschile e sfruttamento del maschile o no? Sono queste 75 mila donne, donne che fanno del male ai maschi o no? (Cesare)
Quoto al 100%
Fabrizio

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maub 10:45 am - 2nd Settembre:

Conosciamo gia’ la risposta: sono gli uomini che non sanno tenere a bada la propria primitiva sessualita’. Ovviamente…

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cesare 2:23 pm - 2nd Settembre:

Ritradotto nel linguaggio della realtà umana concreta, e non degli slogan ideologici autoassolutori, vuol dire che ci sono 75 mila webcam-girl, ovvero sorelle, amiche, madri, cui non importa nulla dell’inganno, dello sfruttamento, del danno emotivo e della violenza psicologica di maschi che possono essere loro fratelli, spesso minorenni, oppure figli o amici.

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mauro recher 7:27 pm - 2nd Settembre:

@maub perchè c’erano dubbi su questo ?

comunque sia ,il tema della violenza mi sta molto a cuore, soprattutto faccio fatica a digerire che un genere sia cosi criminalizzato ,mi sembra una politica del terrore adottata da regimi totalitari. Sta il fatto che, proprio per pura curiosità, sono andato a leggere i vari siti e blog (mi piace sempre leggere la controparte) che si occupano del tema. C’è una cosa che risalta subito ,i vari omicidi ,per la stragrande maggioranza dei casi (parlo del 95 %) sono commessi su vittime ,in cui l’omicida ha un legame affettivo o l’ho ha avuto …
questa è una mia idea …..che il maschilismo non c’entri un fico secco ,ma donne e uomini al giorno d’oggi non riescono a relazionarsi ,soprattutto gli uomini per il tema che abbiamo trattato più volte ,cioè del machismo, cioè il fatto che gli uomini faticano ad essere loro stessi e per avere un legame affettivo (il famoso sbattersi ) devono indossare una maschera che a loro porti fragilità …
Mi sono convinto che il sottoscritto non ha una donna perchè è troppo rude ,può essere che sia vero, ma non riesco a vendermi ,non riesco a fare lo “zerbino” (per essere sinceri da adesso ,prima lo ero sicuramente di più);per me uno zerbino prima ,diventa un violento dopo …..
credo che questo sia un grave problema ,forse il vero problema ,la relazione di coppia …..
Demenziale ,a mio avviso ,dare la colpa alla tv, alla pubblicità, a qualche sedere o seno troppo in vista (che il sottoscritto trova palesemente inutili al giorno d’oggi,credo che si viva bene anche senza ,anzi è un arma in più del femminismo),se fosse cosi anche i single,ma tutti gli uomini in generale non sarebbero immuni ,ed allora avrebbe ragione il femminismo a criminalizzare. Le statistiche invece ,fatte da loro tra l’altro , dimostrano un altra verità ,che il problema è ben diverso

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Rino 8:38 pm - 8th Settembre:

“Le madri assassine vanno aiutate”

Non che vadano aiutate ad assassinare altri figli. Per carità.

Vanno capite e aiutate a guarire dal male che le conduce a tali delitti. Bene.

http://d.repubblica.it/argomenti/2011/09/07/news/mamma-501542/

I padri separati (e non) che fanno stragi (che pagano con il carcere a vita o il contestuale suicidio) quelli non vanno capiti.

1) Vanno liquidati come delinquenti.
2) Il loro crimine va esteso a tutto il Genere maschile in quanto agenti del Genere malnato: agenti della misoginia.

Cosa produce un regime totalizzante sul piano della visione, deformante in senso assoluto su quello dell’interpretazione?
Un regime che si sia impossessato tanto della conoscenza quanto dei valori?

Cos’è, cosa produce, come lavora Matrix?

Rino DV

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Rino 8:55 pm - 8th Settembre:

Madrid

9 anni di prigione x contagio di AIDS
http://www.elmundo.es/elmundo/2011/09/08/madrid/1315495093.html

Anni fa lessi su una rivista l’affermazione secondo cui
l’AIDS è trasmesso volontariamente alle femmine dai maschi.
Siamo noi a trasmettere l’AIDS.
Chi pensa che si trasmetta reciprocamente dagli uni alle altre è misogino.

Adesso abbiamo questa sentenza iberica, in linea con altre di altri paesi, Italia compresa. Una sentenza simmetrica non esiste.
Non può esistere. Siamo noi a trasmettere l’AIDS.

Rino DV

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armando 10:46 pm - 8th Settembre:

Mauro Recher;
“per me uno zerbino prima ,diventa un violento dopo …..”
Sottoscrivo totalmente. Il maschio soft, il bravo ragazzo che non osa opporsi e che forse è così condizionato da non accorgersi nemmeno del suo stato, ha molte probabilità di sfociare
nella violenza. Perchè, lo sappia o meno, accumula così tante frustrazioni nella sua anima che prima o poi esplodono e tracimano.
Ciò che nessuno dice è che mentre Telma e Louise sono diventate eroine della ribellione femminile anche quando sparano, il Telmo della situazione diventa un puro delinquente oppressore, e per lui non c’è nessun film celebrativo e nessuna comprensione.

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