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24 set 2014  |  7 Commenti

Movente di un femminicidio (Diana Russell)


7 Commenti

Fabrizio Marchi 12:07 pm - 24th settembre:

Ottimo video di Fabrizio Napoleoni che ci racconta la storia di questa grande leader “rivoluzionaria” sudafricana bianca, ricca e borghese, che alla rivoluzione vera (quella che ha rovesciato, almeno formalmente, il regime razzista sudafricano), troppo pericolosa e troppo vera per i suoi gusti, preferisce la “rivoluzione” femminista made in GB e in USA…
Da ascoltare tutto fino alla fine…

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Mauro Recher 4:24 pm - 24th settembre:

Una radical chic da salotto in sostanza …comunque anch’io faccio i complimenti a Fabrizio Napoleoni per il suo video

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cesare 4:46 pm - 24th settembre:

I maschi del fronte rivoluzionario in galera gli sono serviti per fare carriera accusandoli di stupro perchè maschi. Perchè è con le sue accuse razziste/sessiste che questa donna ha fatto carriera e non per altro. Una sequenza di falsità senza alcun fondamento come del resto è caratteristica di ogni produzione femminista. Non avesse dietro il vento del potere interessato a sbattere in galera i maschi che alzano la testa, non avrebbe parlato nemmeno per far ridere.
NON CE N’E’ UNA DI QUESTO TIPO DI FEMMINA CHE NON SI ARRAMPICHI SUL MEMBRO PER FARE CARRIERA E POI GLI SI RIVOLGA CONTRO COME NEMICO MORTALE.
L’Italia ne è piena di queste “membroarrampicatrici” che poi gli fanno guerra da femministe. A proposito di odio femminile al posto di riconoscenza.
Quanto al tribunale internazionale contro le violenze sui minori e sugli incesti, dovrebbe affrontare il tragico dato della resposabilità assolutamente maggioritaria del femminile. Dato talmente grave da comportare il rischio di una grave destabilizzazione sociale per cui è tabù. Come tabù sono i dati sulla violenza femminile contro i maschi. Non si può socialmente ammettere che la donna sia capace di questo male così da comportare un reale pericolo per i minori e per i maschi stessi. E non lo si vuole vedere per nessuna ragione al Mondo, nemmeno di fronte a conseguenze gravissime, come il male assoluto ovvero l’estinzione di un popolo.
Mi riferisco ai sei milioni di morti in Italia per aborto, una Lombardia con tutti i suoi abitanti, questo sì un massacro di massa, un vero olocausto che ormai pregiudica ogni possibilità di ripresa spirituale, demografica ed economica in Italia. Milioni di figli abortiti, sfilati via alla coscienza individuale e civile con una abilità straordinaria, grazie alla messa in atto di un dispositivo di falsità statistiche, turlupinature scientifiche, violenze censorie persino fisiche, veri e propri rovesciamenti di ogni significato e senso morale nonchè etico: sono bravissime a far battaglie per stabilire per legge che cosa interessa loro sia violenza e omicidio e cosa diritto, alla faccia del diritto altrui.
E non parlo delle decine se non centinaia di migliaia di minori maschi finiti nel letto matrimoniale a “consolare” quali sostituti affettivi del marito le solitudini di divorziate irresponsabili: minori che per tutta la vita porteranno in sè le conseguenze di questa violenza psichica,per le implicazioni sessuali un vero stupro. Si può parlare seriamente di questo? no che non se ne può parlare! è solo amore materno diranno; anzi che fortunati!
La realtà scompare di fronte al desiderio femminile. Sono loro, alleate del potere, oggi a nominare le cose, ma a prescindere dalla reale natura delle cose.
Un esempio eclatante? In Italia hanno distrutto nel loro ventre una popolazione potenziale di seimilioni di cittadini e lo chiamano libertà e diritto e salute contravvenendo a tutto, assolutamente a tutto il sapere e la pratica di pietà umana nella Storia dell’Umanità e vengono a far lezione sulla violenza contro le donne e sul femminicidio!
Una “girata di frittata” assolutamente pazzesca ma ancora più folli i maschi che se la sono mangiata questa frittata col bavaglino alla bocca, compunti e persino colpevolizzati! e ancora adesso non hanno il coraggio di fare un articolo che è uno sulla gravissima crisi demografica verso cui sta precipitando il popolo italiano.
Si capisce perchè le ricerche vengono bloccate appena si intravvedono i primi dati.
E in Italia non ce n’è una e l’ISTAT così pronto a telefonare alle italiane non ha fatto ad oggi una telefonata che è una agli italiani per conoscere il loro vissuto di violenza per mano femminile. Un silenzio che è una ammissione.
Davvero ci vorrebbe una tribuna internazionale che finalmente porti alla luce l’ombra femminile che ormai è tempo sia conosciuta pubblicamente perchè da troppo tempo è rimossa e taciuta e per questa rimozione è diventata un male che sta dilagando. E’ davvero opportuno e loro prioritario interesse che siano le donne a muoversi per prime in questo senso.Le più sagge fra loro si stanno timidamente muovendo. A mio avviso devono far presto, prima che sia troppo tardi per loro, anzi per tutti.

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cesare 9:23 am - 26th settembre:

Volevo aggiungere alcune osservazioni:
1) far entrare il delitto di stupro invece che in un crimine di ordine pubblico in un crimine di guerra significa:
a) legittimare la guerra per i crimini di stupro, ovvero farla diventare strumento universale di intromissione nella indipendenza delle nazioni e degli Stati;
b) introdurre la categorie e le modalità di gestione della violenza proprie della guerra nei rapporti tra i generi e nella società civile aumentando in modo esponenziale il tasso di violenza;
c) legittimare le leggi speciali di guerra la cui tipica connotazione è la sospensione delle garanzie costituzionali a difesa della libertà e intangibilità degli individui;
In sintesi se all’apparenza appare un passo avanti nella tutela dei diritti della persona in realtà si traduce in una pesantissima regressione. A ben vedere l’ideologia femminista in questo precipitare nell’indifferenziato emergenziale di tutte le distinzioni che regolano la vita sociale e dei popoli, si è tradotta nel grimaldello che legittima una sistematica regressione di tutte le conquiste civili conseguite nei secoli, a tutto favore di chi ha il monopolio del potere che di queste distinzioni coglie comprensiblmente il carattere di intralcio;
2) care amiche e sorelle e compagne, come da sempre sapienza sottolinea, guardate che del degrado maschile e conseguentemente anche di tutta la vita sociale siete responsabili anche voi col vostro comportamento e le vostre scelte.
Chi di voi ha ancora orecchie per intendere intenda.

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cesare 9:41 am - 26th settembre:

Il fondamentalismo islamico nei paesi Arabi demonizza l’America e l’Occidente, il fondamentalismo femminista in America e in Occidente demonizza il maschile.
Domanda: di chi è oggettivamente alleata Diana Russel ed affini?

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mauro recher 1:45 pm - 10th ottobre:

a proposito di radical chic ho scritto un paio di commenti sotto a questo articolo ,per carità ,nulla di nuovo sotto il sole ,ma la vignetta (fatta da una già nota) mi ha fatto “innervosire”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/06/femminicidio-anche-i-media-devono-fare-la-loro-parte/1145122/#comment-1625748649

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mauro recher 8:56 pm - 4th dicembre:

sul movente del femminicidio ho trovato questo interessante post
(metto anche il file ,ma credo che sia troppo grande quindi copio ed incollo sia il post che la risposta )………..
Il motivo per cui i media parlano di follia in questi casi è dovuto all’assenza di un motivo scatenante e al successivo suicidio dell’autore della strage. Un omicidio premeditato avrebbe un movente e l’assassino si precostituuirebbe vie di fuga, farebbe sparire l’arma del delitto, nasconderebbe il cadavere ecc. ecc.
Non credo che parlare di follia in questi casi serva a “giustificare”, nel senso di far considerare innocente, chi compie questi delitti.( in neretto la risposta) Si chiama femminicidio, e “il movente” è chiaro per chi concorda su questa definizione: femminicidio è «La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine -maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale- che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia»

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