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08 feb 2015  |  67 Commenti

Da secoli al macello sol perchè abbiamo l’augello

Dalla pagina Facebook di Uomini Beta.

noi


67 Commenti

Luigi Corvaglia 7:02 pm - 8th febbraio:

Su facebook uno dei modi per ottenere più visibiltà sono le immagini con un breve ed efficace messaggio.
Iniziamo con questo post una raccolta di questi meme.

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Fabrizio Marchi 11:29 am - 9th febbraio:

Montaggio fantastico e trovata geniale di Luigi!
Complimenti!
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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armando 12:31 pm - 9th febbraio:

Geniale davvero. Bravo.
armando

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Enrico 7:59 pm - 9th febbraio:

“Questa e’ Barbie. Attraverso gli anni e’ stata al centro di molte controversie, perche’ le femministe sostengono rappresenti un modello di bellezza non sano, ingiusto e irrealistico, portando le ragazze giovani a problemi di autostima.”
“QUESTO E’ HE-MAN!!”

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Luigi Corvaglia 11:55 pm - 9th febbraio:

Fabrizio Marchi,
armando,

Grazie ….. grazie …. *hi* volete proprio farmi arrossire. *blush*

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Armando:-) 9:02 pm - 10th febbraio:

Ma siete proprio accecati. Non vi rendete conto che tutti quei maschi in gabbia uno accanto all’altro stanno sperimentando la solidarietà patriarcale e misogina di cui parla Gasparrini? Tutti insieme a pensare come opprimere quelle povere donne che li guardano da fuori e mantenere i propri privilegi di maschi eterosessuali. Una roba che richiederebbe davvero una vera rivoluzione Gaia e femminista.

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Luigi Corvaglia 5:38 pm - 19th febbraio:

#‎quoterosa‬ nel palazzo, ‪#‎quoteazzurre‬ a farsi il mazzo.
‪#‎pinotti‬ ‪#‎50e50‬

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Rino DV 1:18 pm - 19th giugno:

1- Ha dato la caramella ai maschiettini: “siete utili”. L’adulazione, che appaga i mendicanti di Senso, libera il campo al diktat.
2- Ma è adulazione o dileggio? E se non fossero utili? Beh, non ci sarebbe ragione di amarli. Ma i maschiettini questa implicazione banale non la vedono, perciò si possono abbindolare a piacere.
3- Il fatto è che non sono più utili come una volta e in prospettiva non saranno utili per nulla. Anzi, già da tempo è stato detto che sono utili come una bicicletta ai pesci.
4- Lo abbiamo chiarito da tempo: per il femminismo ha valore ciò che è utile alla D occidentale del XXI secolo.
Se non è utile a lei lo si può annichilire.
5- Se ne ricava quanto segue: è ora che gli UU pensino a quanto sono utili a se stessi e da qui traggano il loro valore e Senso. E’ vero infatti che non sono più utili alle FF: era ora!

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armando 7:32 pm - 19th giugno:

Rino DV,

non c’è altro da aggiungere!

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Luigi Corvaglia 12:54 pm - 2nd luglio:

Dedicato con affetto ad #abbattoimuri
.

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Luigi Corvaglia 7:20 pm - 11th luglio:
Armando:-) 9:12 am - 12th luglio:

Ma l’Inps puo di sua iniziativa adottare un provvedimento discriminatorio?

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Luigi Corvaglia 7:20 pm - 12th luglio:

No.
Infatti son cose determinate in parlamento. Lessi qualcosa tempo addietro. Se lo ritrovo lo posto.

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Luigi Corvaglia 7:07 pm - 23rd luglio:

Lercio colpisce ancora … *rofl*

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mauro recher 7:24 pm - 23rd luglio:

rilascio lo stesso commento che ho scritto su facebook
Ma infatti è lercio, però lo stesso lercio usa questa strategia dell’ingigantire la vicenda che ha anche del vero , un pochino quando si dice che , nella leggenda ci sia un pochino di realtà , in sostanza ,vero che questo pseudo gruppo di femministe non nascerebbe mai ma ,da quello che si legge in giro ,che ci sia qualche mentecatta pronta a dire quello che c’è scritto nell’articolo non è poi una cosa infondata

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armando 9:32 am - 24th luglio:

Magari ne apparisse una al giorno di simili idiozie. La gente si cinvincerebbe più facilmente di quanto sono stupide e paranoiche.

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Animus 2:23 pm - 24th luglio:

Vabbè, da giocatore di scacchi mi sento chiamato a dire la mia.

La donna (la regina degli scacchi) non è stata sempre così potente , c’è stato un tempo in cui muoveva di un solo passettino.

Ad. es. in oriente, il Makruk la versione thailandese degli scacchi, la donna muove ancora di una sola casa e solo in diagonale (re, torre e cavallo cuovono come quelli nostri).

E’ stato a partire dal ’400 -cioé sulla scia del dolce stil novo e sulla nascente idealizzazione della donna, (“concepita come donna-angelo, che viene ora vista come tramite tra Dio e l’uomo” e bla bla bla ), che questa diventa un pezzo potentissimo (anche sulla scacchiera…) inglobando il movimento della torre e dell’alfiere.

Non bastasse, nel corso dei secoli ci sarà chi vorrà attribuirle anche la possibilità di muoversi come il cavallo.

La ragione è molto semplice.
La donna, anche se così potente, non da matto da sola, ha ancora bisogno del pezzo più debole, cioè del re.
Se invece potesse inglobare anche il movimento del cavallo, darebbe matto senza la necessità di nessun altro pezzo.

Ora, la proposta non è mai stata accettata (questo per dire che il dibattito sul tema non è certo cosa recente) semplicemente perché le possibilità dischiuse da questa regola “non avevano corrispondenza reale” – gli scacchi devono il loro successo al fatto che simboleggiano molti aspetti del reale (la Chiesa ad es. è l’alfiere, bishop, c’è la guerra, i sacrifici, i fanti/popolino, etc etc) -, ma ora che la donna può effettivamente “giocare” da sola nel reale, che Dio e il Re sono morti, e anche il maschio non si sente molto bene, non mi stupisce affatto che anche per il gioco si richieda di adeguarlo …con una vecchia proposta.
Anzi, mi stupirei del contrario.

E pensare che in scacchistica, ci sono ancora uomini che usano la frase “donna sola non fa figli” per indicare una situazione di gioco in cui c’è solo la regina che attacca ill re avversario e quindi, evidenziano l’impossibilità di dare matto.

Per contro, invece, ha sentito dire da donne che spiegavano(?) gli scacchi dicendo che la regina è il pezzo più importante, non distinguendo quindi la sottile(??) differenza tra importanza e forza, dato che il pezzo più importante è il re mentre la donna è efettivamente quello più potente.

Ma come direbbe qualcuno, qui non si tratta di errare o misconoscere significati elementari, ma di essere di fronte ad un lapsus, ovvero “la bocca dice quello che il cuore sente.
Quanto meno, vuole”.

Personalmente, di fronte a tanta umana stupidità, bassezza, grettezza e narcosi, non mi rimane che far mie le parole di un grande “educatore”, che sento particolarmente vicine:

“Quaggiù ognuno ha la sua croce da portare, e la porta a modo suo.
In mezzo ai tormenti del reclusorio, uno dei più atroci è certo cagionato dalla società in cui ci si trova.
Avviene lo stesso nella società degli uomini …. dove un anima superiore condivide il medesimo sentimento che proverebbe un nobile prigioniero di Stato nel ritrovarsi in carcere circondato da delinquenti volgari.”
A. Schopenhauer

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Luigi Corvaglia 10:11 pm - 20th agosto:

Ecco il ritratto del perfetto maschilista:
http://video.sky.it/news/cronaca/caso_levato_don_mazzi_a_skytg24_bimbo_deve_stare_con_madre/v251589.vid
.

.
Chissà perchè ( http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif ) si trovano d’accordo con lui quasi tutte le femministe!
p.s. Per la verità non tutte. La posizione di Eretica su questo caso è pienamente condivisibile: Martina Levato, perché non tutelare il bambino invece di parlare di crudeltà?

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Andrea 10:20 am - 21st agosto:

Dico, quel prete non ha speso una parola di comprensione, che sia una, nei confronti dell’unica vera vittima: il ragazzo sfregiato.

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Luigi Corvaglia 3:01 pm - 21st agosto:

Don Mazzi … e 27ora … uniti nella lotta… *dash*
Fortunatamente i casi di “risveglio” si moltiplicano: Levato, tutti parlano della mamma e non della lucida criminale.
Dall’articolo di Affari Italiani:
.
P.S. Anche le agguerrite femministe della 27 esima ora si sono occupate della vicenda, con un articolo in cui si chiedeva con toni, di nuovo, in pieno stile feuilleton (si parla di “diritto alla prima poppata, al primo sguardo materno”, la stessa madre definita da due giudici diversi come “animata da lucido impulso criminale” mossa da una “cattiveria inumana”) un affidamento del bambino alla madre in una comunità a “detenzione attenuata” . Di nuovo: liberi di pensare e scrivere ciò che si vuole. Stupisce pero’, anche in questo caso, che il povero Pietro Barbini non venga neppure citato. Eppure quando con l’acido venne sfigurata l’avvocatessa Lucia Annibali, per mano di un criminale infame ora, fortunatamente, in galera, fu proprio la 27 ora a dare alla vicenda, con ogni merito, il risalto che meritava.
Come mai, ora, il povero Pietro non merita neanche una riga? Aspettiamo risposte.

.

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mauro recher 5:47 pm - 21st agosto:

Luigi Corvaglia:
Don Mazzi … e 27ora … uniti nella lotta…*dash*
Fortunatamente i casi di “risveglio” si moltiplicano: Levato, tutti parlano della mamma e non della lucida criminale.
Dall’articolo di Affari Italiani:
.
P.S. Anche le agguerrite femministe della 27 esima ora si sono occupate della vicenda, con un articolo in cui si chiedeva con toni, di nuovo, in pieno stile feuilleton (si parla di “diritto alla prima poppata, al primo sguardo materno”, la stessa madre definita da due giudici diversi come “animata da lucido impulso criminale” mossa da una “cattiveria inumana”) un affidamento del bambino alla madre in una comunità a “detenzione attenuata” . Di nuovo: liberi di pensare e scrivere ciò che si vuole. Stupisce pero’, anche in questo caso, che il povero Pietro Barbini non venga neppure citato. Eppure quando con l’acido venne sfigurata l’avvocatessa Lucia Annibali, per mano di un criminale infame ora, fortunatamente, in galera, fu proprio la 27 ora a dare alla vicenda, con ogni merito, il risalto che meritava.
Come mai, ora, il povero Pietro non merita neanche una riga? Aspettiamo risposte.

.

Forse perchè uno è uomo e l’altra è una donna? Ma forse penso male io che sono un misogino

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mauro recher 7:21 pm - 21st agosto:

Paola e Martina
Se inserite il nome ” Martina” nei motori di ricerca, ai primissimi posti vedrete il nome di Martina Levato, la 23enne che ha colpito con l’ acido il suo ex partner e che ora ha avuto un figlio.
Se inserite il nome “Paola” nei motori di ricerca, non trovate il nome di Paola Clemente, la 49enne morta di schiavitù in Puglia.
Questo semplice esercizio che consigliamo vivamente alle/agli insegnanti che hanno a cuore l’ autonomia di giudizio dei e delle loro allieve, rileva in maniera non più semplicemente preoccupante bensì devastante, il grado infimo a cui il giornalismo italiano ė arrivato.
Intorno al caso di Martina Levato si ė sollevato un interesse pruriginoso e morboso come nei casi di Avetrana e Cogne. Casi isolati da cui poco o nulla abbiamo da imparare poiché sono storie di singole persone, drammatiche certo, ma casi comunque di cronaca. Su questa storia i maggiori quotidiani, non solo i settimanali di gossip che alternano il sedere di Belen al bambino di Martina, stanno producendo pagine e pagine di inutili analisi.
Sul caso di Paola Clementi invece si scrive meno: lí sí che ci sarebbe da fare fatica, lí si che ci sarebbe da infastidire qualcuno svolgendo il lavoro di giornalista.
Il caso di Paola Clemente racconta del divario enorme tra Nord e Sud del Paese, racconta di condizioni di lavoro da quinto mondo. Mette il dito nella piaga del caporalato, della paga a 2 EURO L’ORA, nella vergogna senza fine di donne trattate come bestie che si accollano lavoro di casa, crescita dei figli e lavoro nei campi.
DUE EURO L ORA.
E allora dai, avanti così con le coscienze addormentate a non mettere mai nulla in discussione.
Leggiamo 30 pagine sul perché Sara ė stata uccisa e Martina ha voluto questo figlio: tristissimi casi verso i quali nutrire infinita pietà. Casi di semplice cronaca.
Che ci distraggono da delitti terribili che potrebbero invece essere evitati.
Ma che nessuno vuole più raccontare in un Paese al 70 esimo posto della classifica sulla Libertà di Stampa e dove un premier e le sue scattanti collaboratrici negano la necessità di una degna e fiera Rappresentante dei Diritti delle Donne che avrebbe dovuto commemorare, onorare, discutere combattere per la morte di Paola Clemente.
Il silenzio di questo governo non ė solo imbarazzante. Ė una vergogna senza più appello.
——————————————————————————
Questo post proviene da ” il corpo delle donne ” ed ho pensato a questo “Mi vengono in mente solo brutte parole… quindi quando si parla di questi casi sono casi di cronaca, invece se si parla di femminicidio diventa un problema culturale, e poi si invocano le morti sul lavoro omettendo ,come sempre ,che sono per la stra grande maggioranza maschile

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Andrea 11:18 pm - 21st agosto:

@@
Ma che nessuno vuole più raccontare in un Paese al 70 esimo posto della classifica sulla Libertà di Stampa
@@

Queste mentecatte, che si lamentano sempre, le manderei a vivere in uno di questi paesi.

http://www.travel365.it/10-paesi-piu-corrotti-mondo.htm

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Luigi Corvaglia 9:02 pm - 22nd agosto:

In questo scorcio d’estate sono scoppiate due polemiche sui media (carta stampata, tv e internet). Quella sulla mamma criminale (acidificatrice di ex) e quella sul funerale del capoclan Casamonica.
Potrebbero sembrare due cose ben distinte. Ma forse stiamo parlando di una cosa sola.
Provate a leggervi questo libricino: Immaginario della Coppola storta. Approccio psicoanalitico alla mafia

Di seguito l’abstract:
“La mafia è oscenità del potere, rifiuto del cambiamento e ha un viscerale rapporto con il territorio. Negazione del padre, sacralizzazione dell’immagine materna, mammasantissima, si struttura in una famiglia governata da un matriarcato perverso nella coesione tra fratelli per cui è nota anche come “fratellanza”. Ribelle, conformista, fustigatore di costumi e, a un tempo, spacciatore di droga violento, feroce killer. Per il mafioso non ci sono spazi per i sentimenti, sostiene che per vivere ci vuole fegato. Le radici della mafia discoprono un immaginario della coppola storta, che rinasce sempre di nuovo da Maranzano a Matteo Messina Denaro.”

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Rino DV 9:30 pm - 22nd agosto:

Con grande acutezza hai colto un legame decisivo tra due fatti apparentemente privi di qualsiasi connessione.
Bravissimo Luigi.
Chapeau!

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Animus 1:26 pm - 23rd agosto:

Luigi Corvaglia,

Degno di un maschio selvatico…
Invece, il divario tra la conoscenza, di pochissimi, che il fenomeno dei clan mafiosi é la manifestazione dii una psicologia matriarcale, e la credenza degli altri tutti, che sia il portato di una cultura “al maschile” dimostra, credo, meglio di ogni altro esempio, quanto profonda e fitta sia la nebbia che obnubila la coscienza degli uomini.
infatti, in un settore dominato da psicologi con la i, quest’evidenza ha dovuto evincerla … una con la a.

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Animus 5:06 pm - 23rd agosto:

Il caso Martina Levato mi ricorda un passo di Cioran, in verità non molto citabile per l’uso che il nazismo ne ha fatto del concetto contrario … ma in casi come questi:

“Timido, sprovvisto di dinamismo, il bene è inadatto a diffondersi; il male, ben altrimenti intraprendente, vuole trasmettersi, e vi riesce perché possiede il duplice privilegio d’essere fascinatore e contagioso.

Questa incapacità di rimanere in se stesso, della quale il creatore doveva fare una tanto incresciosa dimostrazione, noi tutti l’abbiamo ereditata: generare è continuare in modo diverso e su scala diversa l’impresa che porta il suo nome, è, per deplorevole imitazione scimmiesca, aggiungere qualcosa alla sua «creazione».

Ogni procreazione è sospetta: gli angeli, per buona sorte, non ne sono suscettibili, dato che il propagarsi della vita è riservato ai decaduti.

Che l’ultimo dei malnati abbia facoltà di dare vita, di «mettere al mondo» – può esserci qualcosa di più demoralizzante?

Come considerare senza spavento, o repulsione, questo prodigio che del primo venuto fa, all’occasione, un demiurgo?

Quello che dovrebbe essere un dono eccezionale come il genio è stato conferito a tutti, indistintamente: liberalità di pessima lega, che squalifica la natura per sempre.

Provo a postarlo…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_mail.gif

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sergio 5:11 pm - 23rd agosto:

Rino DV:
Con grande acutezza hai colto un legame decisivo tra due fatti apparentemente privi di qualsiasi connessione.
Bravissimo Luigi.
Chapeau!

———

A tuo (e vostro) parere, le varie mafie del mondo, hanno tutte la stessa radice matriarcale?
http://espresso.repubblica.it/internazionale/2013/04/08/news/la-mafia-in-giappone-e-peggio-1.53097

———
http://www.lastampa.it/2012/05/22/italia/cronache/i-vecchi-padrini-scalzatida-messicani-cinesi-e-russi-n9RY33ugINuRcR9TtnNvlI/pagina.html

http://www.carabinieri.it/editoria/rassegna-dell-arma/anno-2008/n-3—luglio-settembre/studi/fenomenologia-del-crimine-organizzato-transnazionale-la-mafia-albanese
E’ una semplice domanda, fatta da un curioso ma non esperto in materia.

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Animus 5:55 pm - 23rd agosto:

Caro Sergio, in attesa che risponda Rino, ti espongo la mia opinione.
L’ultimo articolo che hai linkato titola “fenomenologia” del crimine organizzato.

Ora, la psicologa Silvia Di Lorenzo, che ha studiato questo tema, ma solo per quanto riguarda la realtà italiana, ha usato proprio l’ approccio fenomenologico basato, x quanto mi ricordo dato che ormai dalla lettura di quel libro son passati parecchi anni, principalmente (ma non soltanto, ad es. c’è anche il culto ossessivo della madonna, i miti locali, le fiabe, etc.) sul linguaggio.

Termini come “padrino” (piccolo padre), è una “mammasantissima” (detto del boss supremo), il “pizzo”, etc etc, li conosciamo tutti.

Detto banalmente, dai valori delle “espressioni” usate dai clan mafiosi, posso risalire ai “valori che ci sono dietro”, la scala etica.

Voglio ricordare che da sempre, ad eccezione degli ultimi anni, che ha visto una caduta dei valori mafiosi, in un contesto in cui i membri delle famiglie rivali venivano ammazzati continuamente, le donne della famiglia erano però considerate “intoccabili”, c’era un accordo tacito che impediva di coinvolgerle nella faida familiare, tant’è che l’uomo, sapendo di aspettarsi l’attentato, che viaggiava in compagnia della parte femm. della famiglia, proprio in virtù della protezione offerta da questa “intoccabilità”,subiva immediatamente il biasimo della comunità tutta, famiglia compresa.
E dunque, da dove arriva questo potere, se non dalla parte femminile?

Insomma, questa premmessa per dire, che, sarebbe facile ricollegare, in generale, i clan mafiosi, agli antichi clan di matriarcale memoria agli inizi della civiltà, ma, in realtà, senza una conoscenza specifica dei sigoli “fenomeni” (almeno fenomenologica) non mi sento di generalizzare la realtà italiana con quella di culture estremamente lontane come è quella cinese/asiatica.

Ad es. si potrebbe dire che i kamikaze giapponesi erano dei martiri, mentre noi sappiamo che sono due cose completamente diverse, che hanno poco o nulla in comune, dato che il martire (della trad. cristiana) non muore per propria volontà, non è un suicida, ma subisce l’uccisione (per una causa) che avv. per volontà altrui.
Il kamizaze invece…

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Luigi Corvaglia 7:00 pm - 23rd agosto:

Rino DV,
Animus,
Insomma volete proprio farmi arrossire … *blush*
In realtà però i “colpevoli” di questa consapevolezza siete proprio voi, insieme ad altri (tra cui mi piace ricordare l’immenso Cesare).
L’avvicinarmi alle tematiche che globalmente chiamiamo Questione Maschile mi hanno disvelato molte ipocrisie o aperte menzogne e diradato molte nebbie.
Tornando sull’argomento offro a Sergio e a tutti noi due spunti:
Il volto femminile delle mafie
La mafia come archetipo della grande madre: aspetto storico-simbolico

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Animus 8:20 pm - 23rd agosto:

Luigi Corvaglia: In realtà però i “colpevoli” di questa consapevolezza siete proprio voi

____________________________________________
Naa….

Vedi Luigi, leggo i link che posti e noto due cose, una che mi fa piacere, l’altra meno.

Quello che non mi fa piacere è vedere che a parlare di questo argomento sono ancora psicologhe, Lucia Macciocu e Annamaria Iaccarino.

Che fine ha fatto il logos?
I padri della psicologia si rivolterebbero nella tomba se sapessero quanto è caduto in basso.

Devo confessare che quando scrivevo sul mio blog, c’erano ben 4 psicologhe che mi seguivano ( non in senso terapeutico, smile ), si vede che qualcosa che valesse la pena leggere lo trovavano..
Psicologi … nessuno.

Forse siamo noi che abbiamo sbagliato bersaglio.

Quello che invece mi fa piacere è vedere i link che segnali, che evidenziano una sete di conoscenza, ricerca e di crescita, il cui merito non è di nessun altro se non assolutamente tuo.

Ergo, chi vuole, ci mette del suo, e cresce, chi no, dopo 10 anni, è sempre al punto di partenza a ripetersi come un disco rotto/incantato …

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Luigi Corvaglia 9:33 pm - 23rd agosto:

Animus: Quello che non mi fa piacere è vedere che a parlare di questo argomento sono ancora psicologhe, Lucia Macciocu e Annamaria Iaccarino.

.
Però Di Forti è uno psicanalista e un uomo. Meglio uno che zero.
Magra consolazione è vero. Ma tant’è.

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Animus 10:54 pm - 23rd agosto:

>Però Di Forti è uno psicanalista e un uomo

La domanda è, caro Luigi, sarebbe in grado di affermare quelle cose se non fosse spalleggiato da una donna che le conferma?

E se la risposta dovesse essere quella che immaginiamo, com’è probabile che sia, non rientreremmo ancora una volta nel caso del “padrino” e la “mammasantissima”, ossia, non si smaschererebbe una messa in scena, soltanto per rimontarne un’altra, perpetuando la stessa dinamica sotto spoglie diverse infinite volte.

Non è questa l’autonomia maschile che mi aspetto.
Non sono questi gli uomini che parlano con voce … propria.

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Luigi Corvaglia 11:17 pm - 23rd agosto:

Animus,
.
Ma io sto parlando del libro che ho segnalato.
Il libro Di Forti lo ha scritto da sè. E a quanto mi sembra di capire sarebbe il succo di qualche suo intervento o conferenza.
Se poi lo ha scritto “supportato” o “confortato” da scritti o opere di qualche collega donna questo non possiamo saperlo. Comunque non lo so io.
Rimane il fatto che ha scritto un libro rimarcando (per tutto il libro) questa tesi.

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Animus 11:24 pm - 23rd agosto:

Ah, ok, l’avevo confuso con quel Arnaldo Liberati dal link di PSYCHOMEDIA insieme a Lucia Macciocu.

E’ tardi, meglio andare a nanna…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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Animus 12:17 pm - 25th agosto:

A fagiuolo:

La Grande Madre: Dalle veneri paleolitiche alle “cattive ragazze“ del post-femminismo….

http://www.comune.milano.it/wps/portal/?urile=wcm:path:ist_it_contentlibrary/sa_sitecontent/sfoglia_news/notizie_primo_piano/tutte_notizie/cultura/la_grande_madre

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Luigi Corvaglia 6:12 pm - 27th agosto:

Luigi Corvaglia,
.
Una nostra recente conoscenza mediatica protagonista dell’ultimo pronunciamento della Corte di Strasburgo: Fecondazione, Corte Strasburgo: “Divieto ricerca su embrioni non viola diritti umani”

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Luigi Corvaglia 10:19 am - 28th agosto:

Classica dis_informazione "di genere" di Repubblica..Nell'occhiello in home viene riportata la notizia in maniera tale…

Posted by Uomini Beta on Venerdì 28 agosto 2015

….
Classica dis_informazione “di genere” di Repubblica.
.
Nell’occhiello in home viene riportata la notizia in maniera tale da indurre in chi legge la tesi (a questo punto delle indagini solo nella testa del/della titolista) che si sia trattato dell’ennesimo caso di violenza sulle donne, anche se l’assassinato è un uomo e non potrà certo difendersi
Ovviamente sanno benissimo che molte persone leggeranno solo quello. E la sola tesi che gli rimarrà impressa sarà quella della povera vittima (donna) che ha reagito a mesi o anni di sopprusi del carnefice (uomo).
A questo punto della vicenda, con le biglie ancora in movimento (dovrebbe essere un tribunale a stabilire i fatti) tale comportamento giornalistico è semplicemente rivoltante.
.
Se però andate a leggere l’articolo, non troverete niente di quanto “suggerito” dall’occhiello. Il giornalista, deontologicamente corretto, si limita a riportare i fatti.
.
Però, voi, sia che vi siate limitati a leggere l’occhiello, sia che vi siate letto anche l’articolo, sarete indotti a scambiare i ruoli dei personaggi implicati nella vicenda. L’imputata d’omicidio si materializzerà nella vostra testa come la vera vittima e la vittima vera diventerà l’imputato, il colpevole.
Et voilà, il gioco è fatto.
Omicidio in villa a Catania, “Inscenata la rapina: lo ha ucciso la moglie”

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Luigi Corvaglia 11:51 am - 11th novembre:

Il politicamente corretto.
Il fascismo del secondo millennio e quello del terzo.
Il femminismo.
E la Bongiorno a far da tramite.

Il politicamente corretto.Il fascismo del secondo millennio e quello del terzo.Il femminismo. E la Bongiorno a far da…

Posted by Uomini Beta on Mercoledì 11 novembre 2015

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armando 2:30 pm - 11th novembre:

Bongiorno? Sehh!, bonanotte:

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Luigi Corvaglia 7:06 pm - 15th dicembre:

Discriminazioni positive. Un ossimoro.

Posted by Uomini Beta on Lunedì 14 dicembre 2015

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Luigi Corvaglia 4:31 pm - 29th dicembre:

Una risata le seppellirà … rofl
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http://www.ilfoglio.it/chiesa/2015/12/29/la-sindaca-di-podemos-a-madrid-i-re-magi-siano-donne-per-rispettare-la-parit-di-genere___1-vr-136486-rubriche_c703.htm

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Luigi Corvaglia 8:54 pm - 1st febbraio:

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Animus 11:55 pm - 1st febbraio:

Vi racconto questa che mi è successa ieri (all’ospedale) sembra una barzelletta, invece …

C’è una signora che sta prendendo un certo numero di bottigliette d’acqua dal distributore automatico, la quinta, fa fatica ad estrarla, sembra quasi che si possa fare delle escoriazioni sul braccio perchè la fessura e stretta, la buca e fonda, e la protezione di plastica (che serra in automatico) chiude sul braccio.
Io dico:”ma certo che chi ha progettato questa cosa, poteva fare la fessura più comoda”, è d’accordo, ma ad un certo punto, dice questa frase:” se faccio fatica io, chissà come fa un uomo!”

Al momento cerco di capire cosa vuol dire (“alla fine sembrava volesse dire, questa la sua spiegazione a posteriori, che dal momento che un uomo ha un braccio più largo..”), cmq, visto che mi ha lanciato l’assist, la mia risposta laconica è stata:” forse se mette giù le altre 4 bottiglie (invece di tenerle in braccio) ed usa la mano sinistra per tenere aperta la fessura (quelle tipiche che si chiudono a molla), la bottiglia…la tira fuori!”…

Così ha capito “come farebbe un uomo”. ;-)

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Luigi Corvaglia 4:46 pm - 18th ottobre:

Prendetevi qualche minuto per leggere il documento contenuto nel link. Parla del Medioevo. E del ruolo delle donne in quella società.
Smentendo retoriche e stereotipi cosi cari ai vari femminismi.
Per una revisione del Medioevo “al maschile” di Georges Duby
*

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Luigi Corvaglia 4:50 pm - 18th ottobre:

Il dramma delle spose bambine lo conosciamo tutti.
Il dramma dell’altra metà di questa terra invece non lo conosce nessuno.
Da leggere.
Il dramma degli sposi bambini
*

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Luigi Corvaglia 4:56 pm - 18th ottobre:

E’ possibile discriminare anche tra persone con disabilità?
A quanto sembra si.
RISEWISE: da Genova il progetto per l’inclusione sociale delle donne con disabilità
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mauro recher 5:16 pm - 18th ottobre:

Luigi Corvaglia:
Il dramma delle spose bambine lo conosciamo tutti.
Il dramma dell’altra metà di questa terra invece non lo conosce nessuno.
Da leggere.
Il dramma degli sposi bambini
*

Su facebook ho appena scritto questo stato,credo che lo si possa tranquillamente equiparare come mai non se ne parla Si è visto che ormai i poveri sono più italiani che stranieri (italiano o straniero che sia ,per me resta sempre uno che va alla caritas, quindi povero e va aiutato alla stessa maniera) si è fatta questa distinzione, ma non la distinzione di sesso ( o mi è sfuggita) come a pensar male si fa peccato ma, di solito, ci si indovina, non vorrei mai che ,come sono maggiormente gli uomini ad usufruire della caritas (dai dati del gruppo che ne faccio parte, uomini beta) allora, come per i morti sul lavoro, se colpisce maggiormente il genere maschile sembra che siano cose “secondarie” anche perchè c’è un’altra considerazione da fare ,se l’uomo ha il potere, il famoso patriarcato ecc ecc come mai tra i poveri e a morire di lavori pericolosi ci sono i padroni e non gli schiavi ?

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Rino DV 12:53 pm - 20th ottobre:

A chi le miniere?

Discriminazione antifemminile nelle miniere:
“‘…d’altra parte, l’industria mineraria (che vale 800 miliardi di dollari nel mondo) è stata colonizzata dalla presenza maschile.”
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Le abbiamo buttate fuori dalle miniere, ma adesso si cerca finalmente di porre rimedio con assunzioni mirate.
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Collocandole, se non nei tunnel, almeno sulle poltrone.
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Intanto Madonna promette un pompino a chi voterà Hillary. Dice di essere brava…
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E se poi…
Mah…

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Luigi Corvaglia 9:38 am - 21st ottobre:

Rino DV,
.
In questo post riversiamo l’attività della pagina facebook di UB. Ti segnalo un post sull’argomento:
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Luigi Corvaglia 4:16 pm - 21st ottobre:

“Siamo donne, siamo contrarie alla violenza, la rifiutiamo, la combattiamo, non la comprendiamo. Un uomo è abituato a pensare in termini di rapporti di forza. Ritiene che se gli danno un pugno lui può renderlo più forte. Dunque se può fare male capisce bene che lo può anche subire.” (Giuliana Sgrena)
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Luigi Corvaglia 4:37 pm - 21st ottobre:

Sembra che i grandi avvenimenti della storia si presentino due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa.
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Rino DV 7:49 pm - 7th gennaio:

Il gelo uccide.
.
Uccide solo maschi. E’ certo.
Lo ricavo dal fatto di non aver letto “…anche una/due donne…”
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Uccide solo i privilegiati.
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http://www.corriere.it/cronache/17_gennaio_07/firenze-senza-fissa-dimora-morto-freddo-f3f7f18e-d4c2-11e6-a429-dbd66ce5e88f.shtml

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mauro recher 5:57 pm - 8th gennaio:

Rino DV,

A proposito di questo ,ho avuto un botta e risposta con un uomo che si dichiara femminista ( da facebook) copio ed incollo
Mauro guarda che nessun femminista ti direbbe che quel pover uomo è un privilegiato.

I privilegiati sono un po’ ovunque, uomini e donne indistintamente MA una donna che vive come clochard oltre a tutta la merda che vive un uomo deve preoccuparsi anche di avere paura di essere stuprata/usata. Il privilegio lo si vede a parità di condizioni di partenza iniziali: non ci si può lamentare dicendo “io sono ignorante come la merda, lui è laureato e ha trovato un lavoro migliore del mio”. Tuttavia se per alcune posizioni si richiedono laureati di un certo tipo e si presentano un uomo e una donna, molto spesso l’uomo viene assunto (e in molti paesi con un reddito complessivo superiore fino al 20% rispetto a quello di una donna). Stessa cosa per far carriera.

Ma parte tutto nella culla, quando insegnano alle bimbe ad essere carine e coccolose e ai maschietti a non piangere mai e a “sapersi difendere”.

La nostra società volente o nolente é impregnata da queste differenze che io considero medievali.

Molte delle sfighe che abbiamo noi uomini tra l’altro sono dettate dal maschilismo stesso (per fare un esempio vicino alle tematiche del gruppo… più un paese è egualitario meno le donne sono intimidite ad avere molti partner ed esplorare la propria sessualità. Risultato pratico: tutti trombano di più.)
Questa è la mia risposta
xxxxxxx, invece qui ti sbagli , perchè nel tuo post ti sei contraddetto ,hai scritto che nessuna femminista direbbe che quell uomo sia un privilegiato ,però dopo mi dici che ,a parità di condizione, la donna se la passa peggio ed è qui che la cosa si complica ,perchè ,se a parità di condizione se la passa peggio la donna ( anche se io ho letto di clochard seviziati e bruciati vivi ed erano tutti uomini) le istituzioni saranno tentate ad avere un occhio di riguardo per le donne, dimenticando gli uomini come succede in tanti campi ormai ,in definitiva ,sei un uomo e ti va di lusso ,prima pensiamo alle donne clochard , ma non sono clochard tutti e due ?

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Rino DV 9:38 pm - 9th gennaio:

Caro Mauro, per distrarmi un po’, mi dedico da anni ad immaginare i commenti, le deformazioni, le interpretazioni più demenziali che si possano inventare sulla QM da parte dei nostri avversari, ciò con lo scopo di vedere fino a che punto si possa arrivare. Qualche volta mi fermo dicendomi: no rino, questa è eccessiva, non si arriverà mai a tanto.
.
Invece vengo sempre superato dai fatti.
Sempre.
.
Per quanto mi spinga in avanti nella demenza, resto sempre indietro.

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Luigi Corvaglia 8:09 pm - 14th febbraio:

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Luigi Corvaglia 7:12 pm - 20th febbraio:

Sindacato o centrale di odio misandrico?
C’era una volta il più grande sindacato italiano. E serviva a difendere gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici.
C’era.
Ora non più.
Oggi è solo uno strumento per dividerli ed annientarne la coscienza di classe residua, per il tramite (anche) di quell’ideologia sessista e interclassista che è il femminismo.
***
ps. E qualcuno/a non se ne esca che il messaggio non è diretto a tutti gli uomini. Niente nell’essenzialità del manifesto/volantino fa credere il contrario.

****

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Rino DV 8:45 pm - 20th febbraio:

Il diritto di andare …dove già andavano

…La cantano nelle manifestazioni le donne del carbone spagnole che dopo aver conquistato vent’anni fa il diritto a scendere nei pozzi al fianco degli uomini …

a ricordarci come le donne in miniera siano sempre scese.

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Pietro 1:59 am - 21st febbraio:

Luigi Corvaglia:
Sindacato o centrale di odio misandrico?
C’era una volta il più grande sindacato italiano. E serviva a difendere gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici.
C’era.
Ora non più.
Oggi è solo uno strumento per dividerli ed annientarne la coscienza di classe residua, per il tramite (anche) di quell’ideologia sessista e interclassista che è il femminismo.
***
ps. E qualcuno/a non se ne esca che il messaggio non è diretto a tutti gli uomini. Niente nell’essenzialità del manifesto/volantino fa credere il contrario.

****

Bel manifesto dimmerda sad
E ovviamente, sempre giocato sull’inoculare nella pancia il messaggio (gli uomini sono tutti colpevoli/violenti/assassini) in modo implicito. Le femministe non esplicitano mai tutto ciò che viene presupposto nei loro slogan, meme, e cazzatine varie, perchè altrimenti si mostrerebbero per quello che sono, preferiscono lavorare con cose tipo queste, (col quale CGIL CISL UIL potrebbero perdere un bel po’ di iscritti, almeno dove lavoro io, se si azzardassero a portarli sul luogo di lavoro).
Sulla tesi che la violenza sarebbe un attributo di tutti i maskikattivi e loro esclusivo, come sulle mille ipocrisie che si addensano nel voler far passare un messaggio che così com’è, “in chiaro” puzzerebbe di nazismo per la maggioranza delle persone (ancora per un po’ almeno…dopo la rieducazione maschile nelle scuole che progettano per l’immediato futuro…chissà..), vi volevo segnalare questo articolo http://www.wumingfoundation.com/giap/2017/01/femminicidio-non-esiste-dice-negazionista/
o meglio il commentario. Ormai un mese fa, appena uscito, avevo provato a postare un paio di commenti con una raccolta di link di articoli di testate nazionali usciti nei mesi precedenti alla ratifica della Convenzione di Istanbul, dove si diceva che i maski ammazzavano più donne del cancro, chiedendo cosa faceva Wu Ming allora se aveva tanto a cuore fare debunking, e proteggere dalla disinformazione il pubblico… bloccato al volo…
Me ne dimentico….Lo leggo per intero qualche giorno fa.
All’inizio offre il solito deprimente spettacolo al quale si assiste in ogni “discussione” sul cd femminicidio come qui http://www.wumingfoundation.com/giap/2016/11/nonunadimeno/ per cui se ti scosti appena dalla narrativa d’ordinanza o tenti di sollevare qualche dubbio, vieni subito bollato come il maschio che è punto sul vivo perchè rifiuta di guardare “i fatti” per difendere il proprio “privilegio maschile”. La retorica la conoscerete a memoria ormai… “tutti i maschi sono violenti” “ma che XXXX dici?” “la verità brucia eh? CVD!”
Poi arriva un certo RobertoC… e da zerbino comincia a dire che bisogna spiegare bene cosa si assume teoricamente quando si parla di femminicidio… perchè altrimenti i giovani “maschi” potrebbero sentirsi colpevolizzati senza una ragione! laugh ..e il minchione lo fa! si mette a esplicitare dettagliatamente (e con che sussiego!) i presupposti teorici che stanno dietro alla narrativa del femminicidio e… indovinate un po’? Il novello Syme si becca un rimprovero da uno degli autori dell’articolo che in modo “trasversale” gli dà niente meno che del nazista! laugh Allora il mangina si inalbera e parte esibendo la sua ortodossia e fedeltà al femminismo arrivando a dire chiaro e tondo come dovrebbero essere indottrinati dall’asilo all’università i “giovani maschi”! Roba da pazzi!
Ma questo è niente… ad un certo punto entra in scena una certa paola… beh… questa è incredibile… una femminista fanatica fino all’inverosimile, che comincia a sostenere la tesi della violenza come tara biologica maschile. Quando i Wu Ming e l’autore dell’articolo prendono le distanze dall’idea del maschio che “sborra” il patriarcato per natura (sapete..sono “di sinistra”…sono antifa, i Wu Ming), la femminista parte per la tangente! XD Comincia a dargli dei negazionisti laugh I giannizzeri che hanno dato del negazionista a destra e a manca fino al giorno prima con fare strafottente e attacchi in branco a qualsiasi “maschio che dissente”, ad un certo punto non reggono più e dicono che la femminista fuori controllo sta usando questo trucco retorico http://www.wumingfoundation.com/giap/2017/01/femminicidio-non-esiste-dice-negazionista/#comment-30395 e che non possono fare altro che tacere…

…non l’avessero mai fatto!!! XD ecco la risposta della matta http://www.wumingfoundation.com/giap/2017/01/femminicidio-non-esiste-dice-negazionista/#comment-30422

Ma la cosa che mi ha fatto ribaltare è che se fosse stato un “maschio” lo avrebbero trattato di merda e forse bannato all’istante. E invece hanno continuato a trattare relativamente con i guanti questa forsennata anche quando una commentatrice li ha “autorizzati” a levarsi la divisa da maschietti autofustiganti: “Non siate timidi, quello qui sopra è un delirio nazista, anche se scritto da una femmina engagée smile” Niente. Anzi. La “giapster” Detta_Lalla la “femminista eclettica” del gruppo, riprende la suddetta per aver dato della nazi a quella pazza XD ..dio santo …le comiche!!!
Il “maschietto” capo ammazzanegazionisti perde la calma e dà dell’impasticcata alla matta solo dopo che paola dice (attenzione attenzione!):”Io sono una stronza, e una donna sgradevole, non lo nego, me l’hanno detto in molti e molte. Come @Detta Lalla (alla quale va sempre il mio rispetto e la mia ammirazione) anch’io spesso e volentieri uso il Femminismo per lanciare il sasso e poi uno dei taaanti femminismi per nascondere la mano… (SIC!!!) un paio di asterischi e chiocciole sulla Differenza e i maschietti corrono dietro al sasso senza scassare tanto, anzi, gareggiando (al solito) a chi c’ha l’autocritica maschile più lunga e grossa e quindi l’autorità per insegnarla agli altri, perchè con qualche asterisco credono di poter essere ancora protagonisti in qualche femminismo… inoltre gli stomaci delicati non si irritano più di tanto mentre scandiscono gli slogan giusti nelle manifestazioni giuste…e va bene. E intanto si va avanti…Le guerre sono sporche, non facciamo gli ipocriti.” …non credevo ai miei occhi! XD

Vabbè scusate se ho occupato tutto questo spazio… appena sotto la superficie dei messaggi tipo quello del manifesto della Triplice c’è la miseria mentale, ideale umana. La cosa veramente incomprensibile, come mostra quel vergognoso volantino è che continuiamo da anni ad essere immersi in un continuo batti e ribatti di questi messaggi e proprio da chi ci aspetteremmo che non foraggiasse ideologie discriminanti e divisive. Eppure ciò di cui il femminismo ha più paura è mostrare troppo di sè senza filtri e veli. La stragrande maggioranza di chi ripete a pappagallo gli slogan femministi, se solo si fermasse un istante a ragionare sui presupposti di quei messaggi si ritroverebbe la bocca piena di merda in un attimo.
Buonanotte.

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Luigi Corvaglia 5:03 pm - 21st febbraio:

Pietro,
Ciao Pietro,
ci mancherebbe altro, puoi scrivere quanto vuoi. Qui sono tutti benvenuti, anche le/gli avversarie/avversari politici. Unica requisito è non trascendere in insulti personali o inneggiare a slogan razzisti, fascisti, etc…..
Si, ho letto superficialmente quell’articolo. Superficialmente perchè ormai mi basta leggere l’attacco per capire dove vogliono andare a parare. E di tempo, purtroppo, ne ho assai poco.
Cercherò di leggere i commenti ….

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