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11 feb 2014  |  13 Commenti

Arancia Mediatica

  


13 Commenti

Luigi Corvaglia 11:40 am - 11th febbraio:

Un nuovo video del nostro Fabriziaccio. *drinks*

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Luigi Corvaglia 7:11 pm - 15th febbraio:

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Luigi Corvaglia 10:13 pm - 17th febbraio:

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Luigi Corvaglia 6:04 pm - 23rd febbraio:

L’ultimo video di Fabrizio:

Anno 1946 from fabrizio napoleoni on Vimeo.

….
Ed un mio approfondimento sull’argomento (già presente nelle FAQ):
….
LE TAPPE DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE IN ITALIA
Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini maggiorenni possono partecipare alle elezioni politiche e amministrative e alle altre consultazioni pubbliche, come i referendum.
SUFFRAGIO MASCHILE
1882 – Suffragio allargato con la legge Zanardelli del 24 settembre. Viene riconosciuto il diritto di voto ai maschi maggiorenni (all’epoca la maggiore età veniva raggiunta a 21 anni) alfabeti, e inoltre a coloro che versano imposte dirette per una cifra annua di 19,8 lire. Il corpo elettorale viene più che triplicato.
1912 – La legge promulgata da Giovanni Giolitti stabilisce un suffragio quasi universale per gli uomini: si prevede, infatti, che tutti gli uomini capaci di leggere e scrivere con almeno 21 anni possano votare, mentre gli analfabeti possono votare a partire dai 30 anni. Inoltre il voto viene esteso a tutti i cittadini che abbiano già prestato servizio militare.
28/6/1914 – 11/11/1918 (Inizio – Fine prima G.M /L’Italia entra in guerra il 23/4/1915)
1919 – Viene modificata la legge precedente: possono votare tutti i cittadini maschi di almeno 21 anni di età; viene quindi abolita la distinzione per gli analfabeti, ma rimane il servizio militare.
SUFFRAGIO FEMMINILE
1919 – Papa Benedetto XV si pronunciò pubblicamente favorevole al diritto di voto alle donne. Il 30 Luglio dello stesso anno fu abolita l’autorizzazione maritale, pur con notevoli limitazioni, dando alle donne l’emancipazione giuridica.
Il 6 settembre del 1919 la Camera approvò la legge sul suffragio femminile con 174 voti favorevoli e 55 contrari. Le camere furono però sciolte prima che anche il Senato potesse approvarla.
23/3/1919 – Nasce ufficialmente il fascismo.
1923 – Mussolini (il fascismo non ancora dittatura quindi) introduce il suffragio amministrativo femminile, che tuttavia non trovò applicazione a causa della stessa riforma fascista degli enti locali.
1924-1925 – Il fascismo si consolida come dittatura e spegne tutte le libertà democratiche.
Maggio 1945 – Fine seconda Guerra Mondiale.
1946 – Voto universale per uomini e donne che abbiano compiuto la maggiore età (21 anni inizialmente, e 18 anni a partire dal 1975). La prima occasione di voto -la prima in assoluto per le donne in Italia – furono le elezioni amministrative che si tennero in tutta la penisola fra il marzo e l’aprile del 1946.
Se storia e logica hanno un senso quindi dal SUM (se consideriamo come universale quello del 1912) al SUF sono passati al più 8/9 anni utili, giacché non penso si possano considerare utili gli anni di guerra o di dittatura (ove è notorio anche per i più ottusi/e sono sospese le garanzie democratiche).
Se invece consideriamo, come sarebbe ovvio, il 1919 allora la differenza si riduce a 4/5 anni ad essere benevoli. Una legislatura!
Non solo ma ben vedere dal 1946 in poi una discriminazione c’è stata. Ma a danno degli uomini. Infatti questi perdevano ogni diritto politico se non ottemperavano al servizio militare obbligatorio. La qual cosa invece non era richiesta alle donne.

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giovanni carducci 6:44 pm - 23rd febbraio:

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Luigi Corvaglia:
L’ultimo video di Fabrizio:

Anno 1946 from fabrizio napoleoni on Vimeo.

….
Ed un mio approfondimento sull’argomento (già presente nelle FAQ):
….
LE TAPPE DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE IN ITALIA
Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini maggiorenni possono partecipare alle elezioni politiche e amministrative e alle altre consultazioni pubbliche, come i referendum.
SUFFRAGIO MASCHILE
1882 – Suffragio allargato con la legge Zanardelli del 24 settembre. Viene riconosciuto il diritto di voto ai maschi maggiorenni (all’epoca la maggiore età veniva raggiunta a 21 anni) alfabeti, e inoltre a coloro che versano imposte dirette per una cifra annua di 19,8 lire. Il corpo elettorale viene più che triplicato.
1912 – La legge promulgata da Giovanni Giolitti stabilisce un suffragio quasi universale per gli uomini: si prevede, infatti, che tutti gli uomini capaci di leggere e scrivere con almeno 21 anni possano votare, mentre gli analfabeti possono votare a partire dai 30 anni. Inoltre il voto viene esteso a tutti i cittadini che abbiano già prestato servizio militare.
28/6/1914 – 11/11/1918 (Inizio – Fine prima G.M /L’Italia entra in guerra il 23/4/1915)
1919 – Viene modificata la legge precedente: possono votare tutti i cittadini maschi di almeno 21 anni di età; viene quindi abolita la distinzione per gli analfabeti, ma rimane il servizio militare.
SUFFRAGIO FEMMINILE
1919 – Papa Benedetto XV si pronunciò pubblicamente favorevole al diritto di voto alle donne. Il 30 Luglio dello stesso anno fu abolita l’autorizzazione maritale, pur con notevoli limitazioni, dando alle donne l’emancipazione giuridica.
Il 6 settembre del 1919 la Camera approvò la legge sul suffragio femminile con 174 voti favorevoli e 55 contrari. Le camere furono però sciolte prima che anche il Senato potesse approvarla.
23/3/1919 – Nasce ufficialmente il fascismo.
1923 – Mussolini (il fascismo non ancora dittatura quindi) introduce il suffragio amministrativo femminile, che tuttavia non trovò applicazione a causa della stessa riforma fascista degli enti locali.
1924-1925 –Il fascismo si consolida come dittatura e spegne tutte le libertà democratiche.
Maggio 1945 – Fine seconda Guerra Mondiale.
1946 – Voto universale per uomini e donne che abbiano compiuto la maggiore età (21 anni inizialmente, e 18 anni a partire dal 1975). La prima occasione di voto -la prima in assoluto per le donne in Italia – furono le elezioni amministrative che si tennero in tutta la penisola fra il marzo e l’aprile del 1946.
Se storia e logica hanno un senso quindi dal SUM (se consideriamo come universale quello del 1912) al SUF sono passati al più 8/9 anni utili, giacché non penso si possano considerare utili gli anni di guerra o di dittatura (ove è notorio anche per i più ottusi/e sono sospese le garanzie democratiche).
Se invece consideriamo, come sarebbe ovvio, il 1919 allora la differenza si riduce a 4/5 anni ad essere benevoli. Una legislatura!
Non solo ma ben vedere dal 1946 in poi una discriminazione c’è stata. Ma a danno degli uomini. Infatti questi perdevano ogni diritto politico se non ottemperavano al servizio militare obbligatorio. La qual cosa invece non era richiesta alle donne.

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romano 9:01 pm - 23rd febbraio:

Luigi Corvaglia,
Ciao Luigi, ho appena finito di leggere il libro di Esther Vilar “L’uomo ammaestrato” pubblicato nel 1971. Ho trovato molto interessante un episodio che viene soltanto accennato dall’autrice. Cito:
“In Svizzera, uno dei paesi più evoluti del mondo, le donne non hanno ancora il diritto di voto. Poco tempo fa, in un cantone, si diede loro la possibilità di votare per l’introduzione del diritto di voto femminile: la maggioranza si dimostrò apertamente contraria. Gli svizzeri ne furono sconcertati, convinti che questo indegno comportamento fosse dovuto al retaggio di secoli.”
Penso che quest’episodio (a differenza di quello che le femministe ci vogliono far credere) la dica lunga sul fatto che le donne considerassero il diritto di voto non così fondamentale ai fini della loro esistenza.
Vorrei però chiedere a lei ed a chiunque altro se siete a conoscenza di altre fonti che confermino ed approfondiscano quest’episodio. Grazie.

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Luigi Corvaglia 11:25 pm - 23rd febbraio:

romano,

….
Ne ho sentito parlare, ma non ho notizie più approfondite. Giro la tua domanda agli altri. In particolare ai “vicini di casa” degli elvetici.

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romano 3:49 pm - 2nd marzo:

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Luigi Corvaglia 9:42 pm - 26th marzo:

Alle radici della follia ideologica del Gender…
Se penso che tutto è partito da una barbara usanza. Da una mutilazione genitale su bambini piccolissimi …
…..

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Enrico Rossi 12:39 pm - 30th marzo:

Non so se abbiate letto quell’opuscolo anti-omofobia “educare alla diversità” dell’ UNAR che avrebbero dovuto distribuire nelle scuole elementari.

Pura propaganda delle teoria gender (i “ruoli” sono un costrutto interamente sociale) e queer (non esistono gli orientamenti sessuali, ma siamo tutti attratti da entrambi i sessi, in misura più o meno elevata).

Ora, siccome gli scopi di fondo (ufficiali) sono positivi (combattere il bullismo e le discriminazioni), a criticare determinati contenuti di tale opuscolo, si viene bollati automaticamente come omofobi, bigotti, etc… l’hanno pensata bene, và..

E un’ultima cosa: Il libro del dott. Money (quello del video postato da luigi) campeggia nei riferimenti bibliografici dell’opuscolo…

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Luigi Corvaglia 4:24 pm - 30th marzo:

Enrico Rossi: E un’ultima cosa: Il libro del dott. Money (quello del video postato da luigi) campeggia nei riferimenti bibliografici dell’opuscolo…

….
No, non li ho letti. Li ho anche scaricati ma, per questioni di tempo sono ancora lì. Intonsi. Certo, la notizia che hai appena dato mi induce un pre-giudizio del tutto negativo.
….

Enrico Rossi: Ora, siccome gli scopi di fondo (ufficiali) sono positivi (combattere il bullismo e le discriminazioni), a criticare determinati contenuti di tale opuscolo, si viene bollati automaticamente come omofobi, bigotti, etc… l’hanno pensata bene, và..

….
Ma la tecnica è sempre uguale e ultra-sperimentata. Loro le chiamano “pratiche positive”, “discriminazioni positive” (che è un controsenso in termini), etc. …

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Luigi Corvaglia 6:33 pm - 10th aprile:

Nichelino, video hot nell’ufficio del sindaco
Polemiche, stupore e una pioggia di “clic” su Youtube. Accade a Nichelino (in provincia di Torino), dove desta scandalo il provocante video musicale “It’s Up To Me” girato negli uffici comunali concessi dal sindaco Giuseppe Catizone. La clip mostra l’”incursione” di una ragazza – la cantante Claudia Padula – in Municipio, dove seduce il primo cittadino (interpretato da un attore) ballando. Il video, girato nella pausa pranzo dei dipendenti, si conclude con un ringraziamento al sindaco (quello vero) che respinge le accuse: “Quale oltraggio? Ho detto sì perché è una vetrina per i giovani”
……..

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