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01 nov 2014  |  21 Commenti

Utilità del femminismo

Mi sono sempre chiesto se il femminismo sia un ideologia utile alla causa del socialismo oppure no.
Il femminismo, di per se sarebbe gia un ideologia borghese, in quanto chiede diritti individuali senza toccare la sfera dei diritti sociali.
Ma il femminismo non parla di diritti civili del genere femminile, bensi di “emancipazione femminile”, il che sarebbe gia misandrico di per se, dato che si afferma che tutti gli uomini opprimono le donne e quest’ultime si devono emancipare.
Se dovessimo fare un paragone col movimento dei diritti degli afroamericani, potremmo notare    che loro chiedevano solo i loro sacrosanti diritti civili, senza fare complottismo degno dei peggiori grillini dicendo cose del tipo “società bianca” (o “patriarcato”o “società fallocratica” come dicono le nostre amiche femministe) ed inoltre il movimento nero non affermava che tutta la razza nera era oppressa, anzi, differenziarono i neri da cortile (quelli benestanti) e quelli successivamente arricchitisi  da quelli da campo (gli sfruttati e i proletari), come li definiva Malcom X.
Le femministe toccavano il fatto della mancanza di indipendenza economica delle casalinghe (che poi tra lavorare 12 ore al giorno in miniera e fare i lavori di casa sarebbe assurdo già di per se fare un paragone, ma lasciamo stare, non si fa la gara su chi era più oppresso, anche le casalinghe erano oppresse, ma oppresse per la loro classe sociale, non per il loro sesso), ma se si ragiona un attimo, col socialismo, dove tutti lavorano, tutti hanno una casa, i problemi di dipendenza economica sparirebbero automaticamente,  quindi fare una questione sulla dipendenza economica all’interno del capitalismo è assolutamente dannoso per il movimento operaio.
Le femministe potrebbero affermare che per patriarcato si intende che le donne non hanno potere decisionale. Potrebbe essere vero, dato che parecchio tempo fa,  per ottenere potere si doveva essere esperti in materia di combattimento e le donne non erano considerate adatte a questo tipo di attività, ma come dico sempre, preoccuparsi della matrona romana (prendo come esempio la società romana, ma posso farne tanti altri) che non ha potere decisionale all’interno della famiglia (che magari possiede anche servitori personali) mentre nel frattempo gli schiavi venivano anche torturati per motivi banali, sarebbe come preoccuparsi dei disagi esistenziali dei gerarchi nazisti durante l’olocausto.
In conclusione affermo che un ideologia che fa complottismo più di Adam Kadmon per la mancanza di potere decisionale sparando assurdità del tipo “fallocentrismo” o “società fallocratica” è un ideologia gia marcia di per se, ergo non esiste un femminismo buono e un femminismo cattivo, esso è un ideologia borghese, individualista, interclassista e per certe correnti anche misandrica.


21 Commenti

Jan Quarius 6:59 pm - 1st novembre:

Quando le femministe si affidano al complottismo, bisogna ricordare che i loro complotti non hanno senso logico visto che molte delle loro idee sono ufficialmente sostenute dal sistema. Dunque, non si può trattare ne di coraggio, ne di anticonformismo, ne di lotta alcuna degna di sostegno onesto da parte di chi vuole affermare un diritto sociale.

Jan Quarius

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Roman Csendes 4:53 pm - 17th novembre:

Avete visto la follia del fisico accusato di sessismo dalle nazi-femministe?
Roba da regime hitleriano, in piena regola: http:
http://www.repubblica.it/scienze/2014/11/16/foto/rosetta_polemiche_per_la_camicia_con_le_pin-up_dello_scienziato_inglese-100715789/1/#1

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Luigi Corvaglia 10:58 pm - 17th novembre:

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Luigi Corvaglia 11:03 pm - 17th novembre:

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Luigi Corvaglia 10:26 am - 19th novembre:

Sempre sull’argomento camicia, una mia ri-elaborazione personale .. *thank_you*

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mauro recher 11:20 am - 19th novembre:

Luigi Corvaglia,

Grande Luigi http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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mauro recher 11:39 am - 21st novembre:

A proposito di questo . il Buon Gasparrini non poteva non esimersi a scrivere (non mi viene in mente un termine politicamente corretto )
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fintersezioni.noblogs.org%2Ftraduzioni%2Fmatt-taylor-e-llevate-a-cammesella%2F&h=pAQFTxd0Z *help*

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Luigi Corvaglia 2:05 pm - 21st novembre:

Peggio di una femminista caro Mauro c’è solo una cosa: un femminista. *beee*
Per ri-equilibrare ….

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Fabrizio Marchi 8:47 pm - 21st novembre:

Ragazzi, io non ce la faccio a reggere Gasparrini, non è una battuta, non lo dico tanto per dire, è che proprio non ce la faccio. E badate che state parlando con uno che è appena tornato dall’Istituto di Studi Germanici dove si è svolta una conferenza sulla caduta tendenziale del saggio di profitto (no, non mi volevo suicidare, giuro…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif) con interventi di economisti e filosofi italiani e tedeschi. Epperò il Gasparrini e quelli/e come lui non riesco proprio a leggerli…non ci riesco, mi sembra di leggere fuffa, di perdere tempo…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_unsure.gif

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mauro recher 11:25 pm - 21st novembre:

Fabrizio ,perchè non lo prendi dalla parte giusta , a volte (dico a volte) sono pure divertenti *rofl*

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Enrico 1:30 pm - 22nd novembre:

Post semi-serio: Ero abituato al femminismo in tv, sui giornali… sui manifesti, anche sugli autobus della mia città, dove da mesi sono completamente tappezzati dalle immagini della campagna “la violenza non ha volto” (ma dice chiaramente che invece ha un sesso preciso: sempre quello maschile). Però le caramelle femministe mi mancavano… fino ad oggi http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif

(se non si leggesse, sul pacchetto c’è scritto: DIETRO AD UN GRANDE UOMO C’E’ SEMPRE UNA GRANDE DONNA, DIETRO AD UNA GRANDE DONNA NON E’ NECESSARIO CI SIA QUALCUNO.

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Luigi Corvaglia 3:07 pm - 22nd novembre:

Enrico: DIETRO AD UN GRANDE UOMO C’E’ SEMPRE UNA GRANDE DONNA, DIETRO AD UNA GRANDE DONNA NON E’ NECESSARIO CI SIA QUALCUNO.

…….
E dietro ad una donnetta?

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Daniele 3:23 pm - 22nd novembre:

Non ho neanche finito di ascoltare l’”intervista”, perché mi veniva da “vomitare”, tanta è l’idiozia di queste complessatissime femminucce che, ormai da tempo, stanno mostrando il loro “vero volto” (qualora ce ne fosse stato bisogno… visto e considerato che gli Antichi e, ancora oggi i musulmani, quel “volto” lo conoscevano benissimo). (*)
Riguardo alla questione vecchia come il cucco, secondo la quale dietro ogni grande uomo ci sarebbe se mpre una grande donna, anni fa ci aprii pure una discussione su U3000.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=7798681
>>>>
(*) Ed è anche per questo che è impossibile pensare a “rapporti paritari” con l’altro sesso.
O comandano loro o comandiamo noi.

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Luigi Corvaglia 4:03 pm - 22nd novembre:

Daniele: Ed è anche per questo che è impossibile pensare a “rapporti paritari” con l’altro sesso.

….
In realtà il “rapporto paritario” c’è sempre stato. Ma non bisogna guardare “in alto” ma “in basso”.
A meno che, come mi è stato detto da un femminista, non crederai anche tu, ad esempio, che la schiava lo era due volte: dei padroni e del suo uomo (schiavo anch’esso ovviamente).
Quel che voglio dire e che la storia, oltre a essere scritta dai vincitori dipende anche da che lenti colorate usiamo per “vederla”.

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Daniele 4:23 pm - 22nd novembre:

>>>>>>
A meno che, come mi è stato detto da un femminista, non crederai anche tu, ad esempio, che la schiava lo era due volte: dei padroni e del suo uomo (schiavo anch’esso ovviamente).
>>>>>>>
No, Luigi, mai scritto o pensato roba del genere.
Sei un uomo intelligente, per cui sai bene a quali “rapporti paritari” mi riferisco.

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Luigi Corvaglia 10:23 pm - 22nd novembre:

@ Daniele
Si d’accordo. Ci capiamo benissimo. Però è sempre utile ribadirlo.
Non per me o per te.
Ma per tutte le “rugiadine rosa” in agguato. *beee*

ps. La linguaccia è per rugiada.

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Luigi Corvaglia 10:26 am - 1st dicembre:

Confortante la risposta della responsabile di quello spazio (in corsivo).
La resistibile ascesa di Ladylike
…..
Cara Rossini,
mi sorprende la sua risposta data alla lettrice Chiara Carbone di Milano nel numero 45 del 13 novembre 2014. Penso che l’aspirante presidente alla quale allude sia l’on. Alessandra Moretti e la Regione sia il Veneto.
In Veneto oggi 30 novembre si tengono le primarie del PD alle quali partecipano: per il Pd l’on. Alessandra Moretti e l’on. Simonetta Rubinato ed il consigliere regionale dell’Idv Antonino Pipitone. Vedremo cosa decideranno i votanti.
In ogni caso, il mio dissenso sta nel modo in cui Lei ha alluso ad un Onorevole del Parlamento Europeo, donna e politica capace.
In questo momento noi veneti abbiamo l’occasione di cambiare la nostra Regione con candidati di qualità per amministrarla dopo 20 anni di governo di Forza Italia e Lega, che ci hanno portato lo scandalo MOSE e la costruzione di nuovi ospedali esclusivamente in projet financing che spolperanno la sanità veneta, e i brillanti di Belsito & Bossi family e le multe per lo sforamento delle quote latte, difese esclusivamente dalla Lega. La Corte dei Conti ha quantificato in 2,2 miliardi di Euro la somma da riscuotere dagli allevatori che hanno sforato le quote.
Lo Stato ha già anticipato all’Ue 4,4 miliardi di Euro per le multe fino al 1996, la metà dei quali, è finita a carico della fiscalità generale. Da ultimo “l’occhiolino” fatto dall’attuale Presidente Zaia agli “indipendentisti” veneti.
Mi auguro che una donna possa rappresentare il futuro del Veneto in maniera migliore di quanto sopra descritto.
Maria Rosa Donato
.
Non sono d’accordo con lei neanche un po’ sulle qualità politiche di Alessandra Moretti, che nel frattempo ha vinto le scontate primarie in Veneto. Sono convinta che una donna non stia a rappresentare qualcosa di migliore soltanto perché donna. Ci sono donne e donne, con storie personali diverse, con carriere e capacità non paragonabili. Alessandra Moretti, nata con liste civiche di centro-destra, pescata da Bersani per ringiovanire e abbellire l’immagine del partito, passata velocemente a Renzi e quindi spostata in pochi mesi dal Parlamento italiano a quello europeo, e ora candidata presidente alla Regione Veneto, non è tra quelle a cui affiderei il futuro di alcunché. Non sto qui a spiegarle perché i destini di una regione non possono essere affidati a una che si definisce Ladylike. Le consiglio però di dare un’occhiata all’intervista che ha dato al Corriere.it dove esprimeva pienamente la sua visione del mondo e della presenza delle donne in politica.

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Armando:-) 11:44 am - 1st dicembre:

La Moretti è la quintessenza della banalità superficiale fatta solo di luoghi comuni applicata alla politica spettacolo . Ideale personaggio per le trasmissioni tv pomeridiane. A questo ci ha ridotti anche il modernismo renziano. Tutta apparenza con le donne come ghirlande, belline ma nulla di più. Almeno il brusca con le olgettine e le beneficate ci andava a letto o almeno tentava. Ora invece c’è in più l’ipocrisia del moralismo benpensante.

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Roman Csendes 2:14 pm - 1st dicembre:

La tenerezza metafisica sprigionata da questo omaggio poetico all’eternità del femminile (franco-rumeno; lo stile è romantico parigino) è del tutto inappropriata per la cultura attuale.

Sarebbe forse piaciuto a qualche compagna lavoratrice del passato; abitante da qualche parte, che so: in Slavonja; o a Loitsch; o in Romania Socialista.

Oggi, qualsiasi donna italiana, occidentale, riderebbe con disprezzo nel vedere che è in grado di suscitare sentimenti così “bizzarri” in qualche vile maschio.
“C’è da sorridere; io voglio solo dominarti e
tu mi parli di cosa?”.
Si chiama “rottura del legame”.

La guerra fra i generi è forse (dopo tutto) il solo efficace modo con cui far fuori l’Occidentalismo.
Dopodichè, l’umanità, senza seccatori di questa portata storica, continuerà il suo percorso esistenziale attraverso l’affettività.

Da – E. M. Cioran (1911 – 1995)

“L’ho incontrata due volte soltanto. E’ poco. Ma lo straordinario non si misura in termini di tempo. Fui conquistato di colpa dalla sua aria d’assenza e di spaesamento, dai suoi sussurri (lei non parlava), dai suoi gesti incerti, dai suoi sguardi che non aderivano agli esseri nè alle cose, dal suo portamento di spettro adorabile. “Chi è lei? Da dove viene?” era la domanda che si sarebbe voluto rivolgerle a bruciapelo [..]. Nell’istante stesso in cui la vidi, mi innamorai della sua timidezza, una timidezza unica, indimenticabile, che le conferiva l’aspetto di una vestale stremata al servizio di un dio clandestino [.].

Chi sa decifrare i volti leggeva facilmente nel suo che non era condannata a durare, che l’incubo degli anni le sarebbe stato risparmiato. Viva, sembrava così poco complice della vita che non si poteva guardarla senza pensare che non la si sarebbe rivista mai più. L’addio era il segno e la legge della sua natura, il bagliore della sua predestinazione, la traccia del suo passaggio sulla terra; perciò lo recava come un nimbo, non per indiscrezione, ma per solidarietà con l’invisibile”.

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Animus 2:53 pm - 3rd dicembre:

Segnalo una riflessione “psicologica” che, forse, può interessare.
E’ quella che Günther Anders chiamava … “filosofia d’occasione”.

Baciamo le mani.
http://anticristo.org/2014/12/03/baciamo-le-mani/

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romano 6:13 pm - 16th dicembre:

Alda Merini: «il femminismo è contro la donna, una bestemmia» http://www.uccronline.it/2014/12/16/alda-merini-il-femminismo-e-contro-la-donna-una-bestemmia/

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