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02 feb 2011  |  24 Commenti

Sulla mercificazione del corpo delle donne

http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/mercificazione_corpo_donne.html


24 Commenti

Silent Hill 4:39 pm - 2nd febbraio:

Ottimo articolo quello di Antifeminist. Anche il nostro Raffaele-Icarus.10 ne aveva parlato quasi 2 anni fa:

http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2009/06/velina-ergo-femminista.html

mercoledì 10 giugno 2009
Velina, ergo Femminista

10/06/2009
Il clamore suscitato, in questo ultimo periodo, dal diretto e caloroso rapporto di amicizia e stima che il premier Silvio Berlusconi ha avuto nei confronti di veline e soubrette varie, ha ridestato violentemente l’annosa e quanto monotona polemica femminista a riguardo della presunta “mercificazione del corpo femminile ad opera del maschilismo”.

Le analisi che ne sono uscite fuori su giornali, riviste e tv, non hanno fatto altro che ricalcare le tipiche litanie femministe, che puntualmente vengono recitate ogni qualvolta si parla di donne e dei loro corpi. Nella bufera delle polemiche che si sono susseguite, a finire nell’ occhio del ciclone è stato il mondo delle veline e soubrette oltre al già citato premier. A quest’ ultimo il mondo politico(a cominciare dal PD di quel gentiluomo zerbino di Franceschini) e la stampa, hanno contrapposto la figura dell’ ormai ex moglie di Berlusconi, Veronica Lario, rivestendola di quella patina di moralità e spiritualità allo scopo di consolidare il già di per se affermato e radicato stereotipo romanzato e romantico sulla perpetua e intrinseca innocenza e “immacolatezza” della figura della donna-moglie- madre che deve far fronte-sempre stando a tale stereotipo- all’ incapacità e immoralità dell’ uomo-marito-padre. Tutto in perfetta sintonia con il Male-Bashing che imperversa dappertutto, in forza di ordini istituzionali.

Nulla di nuovo, quindi. Peccato che invece nessuno ha ravvisato la profonda scorrettezza della signora Lario, che di fronte a problemi coniugali e intimi con il marito, anzichè esporli privatamente ad un avvocato matrimonialista, ne ha fatto, invece, un caso di dominio pubblico andando a strombazzarli e a sbandierarli su quotidiani e tv, trasformando quindi i problemi familiari in un osceno teatrino a base di pettegolezzi, gossip e colpi bassi.

Quindi se Berlusconi si è comportato in modo irresponsabile-e su questo non c’è ombra di dubbio- la sua ormai ex moglie si è comportata infinitamente peggio, anche in considerazione del fatto che quest’ ultima non è nuova a queste cose, ad esempio quando qualche anno fa mandò e si fece pubblicare una lettera da Repubblica in cui criticava il comportamento del marito su questioni private non certo politiche.

Insomma, il vezzo ce l’ha e la voglia della propaganda mass mediatica e politica di strumentalizzare queste vicende per buttare discredito sulla figura maschile,altrettanto. Ma tant’è.

Ritornando alla questione dell’ esposizione del corpo femminile, di tale problematica in questo blog ne abbiamo già ampiamente parlato e discusso. Ma sarebbe utile, fare una volta per tutte una dettagliata e precisa schematizzazione-a guisa di manuale-e che ben riassuma tutte quelle considerazioni fatte da me tempo addietro intorno alla questione dell’ esposizione del corpo femminile e di un suo presunto collegamento con un altrettanto presunto maschilismo. Vediamo:

1)Le donne, in quanto esseri umani, sono capaci di intendere e di volere, e quindi sono assolutamente in grado di stabilire autonomamente se accettare od opporsi ad una determinata situazione. Hanno un cervello preposto a tale funzione.

2) Quindi se certe donne vanno a fare le veline o cose simili,tipo facendosi riprendere e fotografare nude o seminude, ciò è perchè, evidentemente, esse hanno deciso autonomamente di fare così, semplicemente perchè a loro piace fare così. Nessun “maschilista” o “padre-padrone” le obbliga, anzi da più parti, in ambito maschilista, la costante e dilagante esposizione del corpo femminile viene definita “cultura della troiaggine”.

3)Quindi, il tanto urlato e quanto inesistente “maschilismo” non c’entra nulla con il fenomeno della “mercificazione del corpo femminile”. Nessun “padre-padrone” e “patriarcale”, del resto, oserebbe mai pretendere che la figlia vada a fare la velina o comunque a “smutandarsi” fuori di casa.

E ad esempio, se-come spesso accade- certe studentesse universitarie si fanno fotografare nude, e poi lasciano divulgare tali fotografie alla stampa, ciò non è perchè qualche docente “maschilista” ha chiesto o obbligato loro di fare così, ma, al contrario, è perchè loro, di propria iniziativa, fregandosene e facendosi beffe del buon costume e della decenza, e della contrarietà e ira dei loro genitori e fidanzati, si divertono svergognatamente ad esibire il loro corpo, magari anche con la speranza di acquisire fama, successo e denaro.

La cultura patriarcale e maschilista,invece, ha da sempre promosso e auspicato un’ immagine marcatamente pudica e casta della figura femminile. Al contrario del femminismo e di parte delle donne che da sempre ha e hanno rivendicato il diritto di ostentare la sessualità femminile.Quindi l’affermazione secondo cui la mercificazione del corpo femminile sia da attribuire alla presunta società “patriarcale e maschilista” è una menzogna, fra le tante.

4) A valle dei tre precedenti punti, osserviamo un’ intollerabile contraddizione nelle invettive femministoidi. Infatti, se ad esempio, si fomenta e incoraggia l’ esibizione del corpo femminile(come fa Berlusconi e buona parte dei maschi occidentali) si viene tacciati di “maschilismo” perchè a dire delle femministe si diffonderebbe l’immagine della “donna-oggetto” . Se al contrario, invece, ci si oppone a tale esibizione del corpo femminile, lo stesso si viene considerati “maschilisti”, perchè a dire delle stesse femministe, si opprimerebbe la libertà sessuale delle donne.

Ma si può sapere, quindi, quando si ha che fare con il maschilismo?Purtroppo questa contraddizione può essere spiegata solo si tiene presente che quando la menzogna fatta dogma attraverso la manipolazione mentale, fa dire tutto e il contrario di tutto a seconda della circostanza del momento in questione e senza che nessuno tra le persone manipolate ravvisi tale mostruosa contraddizione. Questa è la sola ed unica spiegazione.

5) Quindi è proprio è soprattutto al femminismo che va addebitato il velinismo e ogni forma volgare e becera rappresentazione del corpo femminile. Il femminismo, in quanto cultura distruttiva e immorale, ha da sempre attaccato e criminalizzato i valori della sobrietà del vestiario femminile, della compostezza nel modo di vestirsi, della fedeltà coniugale e quant’altro.

E la tanto sbandierata e reclamata “libertà sessuale delle donne” tanto cara al femminismo, proprio in questo è consistita: opporsi ad ogni barriera morale sulla sessualità femminile, e sulla famiglia, cioè fare “ciò che pare e piace alle donne”, anche a scapito degli altri. Insomma, un concetto di libertà, nel senso “berlusconiano” della sua accezione. La logica della Jungla, quindi.

6) Appurato, quindi, nella maniera più oggettiva, di come sia proprio il femminismo la causa di tutto ciò,è facile comprendere anche il perchè di tutta questa ampia critica,da parte dei movimenti femminili, nei confronti “mercificazione del corpo femminile”.

Questo perchè ciò è solo un pretesto che invece cela la comprensibile invidia e risentimento di tante donne nei confronti delle veline e simili su cui milioni di occhi maschili sono gustosamente puntati. E non certo per una visione negativa di tale modo di comportarsi e vestirsi, perchè come abbiamo detto prima, sono proprio le femministe(e con loro, parte di tutte le altre donne) ad andare vestite succinte come le veline, e reclamando e rivendicando questo loro cosiddetto “diritto” contro “l’oppressione maschile”. Salvo poi dare addosso un’ altra volta al “maschilismo” se, invece,al contrario, questa esibizione del corpo femminile viene incoraggiata da qualche maschio.

7) L’affermazione secondo cui l’opposizione nei confronti del velinismo sia da ascrivere al fatto che con ciò le televisioni e riviste darebbero un’ immagine distorta e a senso unico della donna,non è nemmeno da prendersi considerazione, perchè truffaldina e mendace.

A questa misera scusa si può rispondere in questo modo: ma le femministe e tutte quelle donne che vanno vestite in modo succinto, quale immagine alternativa della donna danno rispetto a quella che ne danno le veline? L’immagine in primo piano di quel sedere di quella donna “indipendente, impegnata,coraggiosa,sorprendente,rivoluzionaria, intelligente, generosa,essenziale e indomabile” che compare in primo piano sul quotidiano femminista dell Unità, quale immagine alternativa dà rispetto a quella offerta da una carfagna qualunque o comunque da tutte quellle donne(offesa di tante donne per bene) che ottengono successo e carriera attraverso la seduzione e il ricatto sessuale? Quello delle veline non è, forse, il modo di vestirsi e di comportarsi tanto rivendicato e difeso dal femminismo, applicato al mondo dei Mass Media?

E comunque non si capisce che differenza c’è tra esibire pubblicamente agli estranei il proprio corpo nella vita di tuti i giorni, e quello invece di esibirlo attraverso televisioni e riviste: sempre, comunque, occhi maschili sono puntati su di loro, nell’ uno e nell’altro caso. Quindi, la sostanza non cambia.

8) Quindi le veline e, in generale, tutte coloro che esibiscono il loro corpo in tv e riviste, non sono affatto un’ offesa alle donne-come da più parti si ripete in continuazione-in quanto, al contrario, sono, invece, rappresentative di una parte consistente dell’ universo femminile, così come Berlusconi con il suo gustare l’esposizione del corpo femminile è rappresentativo, purtroppo, di parte consistente del mondo maschile, purtroppo.

9) Il fatto-purtroppo vero-che alla maggior parte dei maschi piace l’esposizione del corpo femminile, non può e non deve servire come giustificazione o pretesto per tante donne di vestirsi e comportarsi in modo così scostumato e osceno. Anzi, dal momento che tanto livore antimaschile trasuda dalle parole d’ordine femministe , ciò dovrebbe costituire un incentivo a non esporre in modo così marcato le proprie grazie corporee agli occhi di quei maschi che tanto criticano e attaccano.

Invece, no. Continuano imperterrite e rivendicano con rabbia il vestirsi in questo modo, e quindi si vede bene che il problema è un altro, cioè evidentemente non ne possono fare a meno, perchè è un loro modo di esprimere la propria falsa emancipazione, di ottenere complimenti e successi, di risalire posti nella società e di tenere soggiogati gli ormoni sessuali maschili. Tutto ciò si chiama sadismo, opportunismo, cinismo oltre che immoralità, scostumatezza e depravazione.

10)In conclusione, quindi, la questione del “velinismo” e della “mercificazione del corpo femminile” è un problema tutto interno al mondo femminile che, quindi, solo e soltanto le donne devono-se lo ritengono opportuno- affrontare e risolvere, e perciò è assolutamente disonesto tirare in ballo un presunto “maschilismo” della società di oggi.

Le donne(e anche gli uomini) devono capire che libertà non significa fare ciò che si vuole, ma, al contrario, essere liberi di agire subordinatamente al rispetto nei confronti delle più elementari norme di convivenza civile, perchè ciò che contraddistingue e differenzia gli esseri umani dalle bestie è la Ragione, e la Ragione impone, fra le tante cose, anche di attenersi al senso della decenza e del pudore come si addice ad ogni essere umano, e perciò andare svestiti o comunque con le parti erogene ed intime scoperte o in bella vista attraverso vestiti attillati, è da bestie, e quelle donne(e uomini) che vanno vestite(e vestiti)in questo modo, semplicemente si comportano da bestie.

Se, poi in barba alle leggi costituzionali e penali sul “buon costume”, molte donne si sentono legittimate ad esibire indegnamente il loro corpo per il solo fine di far eccitare(e con tutto quello che ne consegue), facciano pure, però per piacere imparassero ad assumersene le responsabilità e ad accettarne le conseguenze, senza gridare contro un inesistente “maschilismo” e di smetterla una volta per tutte di addossare continuamente la colpa agli uomini, per coprire e mascherare le proprie mancanze ed errori.

Le donne sono esseri umani, e quindi,con la stessa dignità, diritti e doveri degli uomini, e non certo pupazzi o creature divine immuni da errori ed esenti da doveri. Sarebbe bene che femministe e simili se ne ricordassero sempre.

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mauro recher 6:53 pm - 2nd febbraio:

letto il bell’articolo di antifemminist ,e mi trovo sostanzialmente d’accordo ,
infatti questo paradosso del femminismo l’ho trovato anche nel blog della Zanardo , contro i culi ok ,ma si sono invepirite quando un sindaco ha vietato la minigonna (non ricordo dove),senza contare quella del vassoio umano proprio nella mia città Vicenza … ho fatto anche notare il paradosso della liberta della persona ,mettiamo che ,a quella ragazza piace essere nuda ,coperta di tramezzini (sempre più facile che lavorare in fonderia ) ,come vi comporterete ??
la loro risposta …….se è una cosa scelta da lei allora va bene ,ma lo stesso non potrebbe valere per le veline ??
commento mio del tutto personale ,di veline ,corpi vassoio ecc ecc ,credo che ne possiamo fare benissimo fare a meno … abbiamo bisogno di parità ,ma di quella vera .fata di diritti e di doveri

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Alessandro 12:32 pm - 3rd febbraio:

Che dire…al di là di qualche parola un pò forte, che rischia di essere controproducente, l’analisi è molto interessante e largamente condivisibile. Apprezzamento quindi doveroso per chi ne è l’autore, che presenta però un piccolo “difetto”: si dichiara antifemminista, cosa che nella società del poiliticamente corretto dominante, il quale si è già espresso in maniera inequivocabile su certi temi, movimenti, ecc., equivale a essere considerato un borderline, una personalità strana, nel migliore dei casa, pericolosa, nel peggiore. Ciò finisce, ahinoì, per invalidare anche riflessioni di ottimo spessore intellettuale come quella di cui si parla.A questo è giunto il lavaggio del cervello attuato dal “sistema” negli ultimi 20-25 anni circa nel mondo occidentale.
Detto questo e allacciandomi a questo argomento, mi sembra di aver copreso che è in programma tra pochi giorni una manifestazione in difesa della “dignità della donna” offesa, denigrata dalla vicenda di cui è stato protagonista Berlusconi. A questa manifestazione, assolutamente demenziale, perchè sfido chiunque a ritrovare un’offesa alla dignità della donna in quella vicenda, accorrerebbero in appoggio tutti i rappresentanti dei partiti all’opposione , nella speranza di racattare qualche voto, anche appartenente all’estremismo di genere, che, salvo rari casi, è quasi esclusivamente femminile, ma per fortuna ancora solo maggioritario mediaticamente. Sembrerebbe una delle tante manifestazioni anti-Berlusconi, le quali non ne hanno mai intaccato il potere tra l’altro, ma in questo caso c’è sicuramente qualcosa in più, come si può comprendere anche dalle acute ananlisi presenti nell articolo di cui sopra, e dalla riflessione di Jonathan postata qualche giorno fa . Perchè questa sarà essenzialmente una manifestazione diretta contro la “sessualità maschile”, e che si esprima principalmente con lo sguardo o con il pagamento di una prestazione sessuale poco importa. Quello che si vuol fare è tenere in riga l’uomo, rammentargli che qualsiasi cosa confligga con la visione di una minoranza femminista, che ha assunto uno spazio sprpositato rispetto anche ai numeri che rappresenta grazie allo spazio mediatico di cui gode, e su questo si potrebbe aprire un altro dibattito, è immorale e ingiusto. Ed è curioso, fino a 20 anni fa circa impensabile, che su queste posizioni l’estremismo di genere, che tale rimane anche se si ammanta di buoni sentimenti o si fa sponsorizzare da divi del piccolo o grande schermo, s’incontri con la Chiesa, da sempre impegnata a “legiferare” su che cosa è giusto o sbagliato nella condotta sessuale degli individui in senso lato, cioè anche sulle immagini, sugli abiti indossati, ecc.. Il fronte illiberale e moralista si amplia e diventa ancora più forte. Ed è curioso constatare come ciò che è conservatore, ipocrita, “talebano”, passi per progressista. Un ‘ennesima testimonianza della sostanziale estranietà dell’estremismo di genere al vero progressismo. Ancora però in pochissimi se ne sono accorti.

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Fabrizio Marchi 10:42 am - 4th febbraio:

Questa è la risposta (ironica) che ho appena inviato ad un mio amico che ha aperto una lista su facebook, in cui sono stato inserito anche io assieme ad altri amici, su questa questione delle ragazze di Arcore e dell’Olgettina…Ho pensato che potesse essere simpatico estenderla anche a tutti gli amici del blog…

“Mi dicono che qualcuno di voi sta organizzando un pulmann per partecipare alla manifestazione del 13 febbraio in “difesa della dignità delle donne”. E’ vero? Mi sembra giusto. Perché anche le cronache di questi giorni ci raccontano con estrema chiarezza che non siamo di fronte alla punta dell’iceberg di un puttanaio di massa (per i più sensibili e “politicamente corretti” dall’udito delicato, di un processo di auto mercificazione consapevole da parte delle donne), oh nooo, bensì all’ennesima dimostrazione della prepotenza del potere maschilista, pervasivo e violento, che vuole le donne solo e soltanto in quel modo lì. Le quali, poverine,non hanno alternativa; cosa potrebbero fare se non subire passivamente di “essere ridotte” in quello stato? Non hanno alcuna responsabilità in tutto questo. Nessuna autonomia, capacità di decidere autonomamente della propria vita. Insomma, sono come dei neonati, o degli animali, o delle portatrici di gravi handicap psichici. Non c’è altra spiegazione.
E allora è evidente che bisogna scendere in piazza per difendere la loro dignità calpestata. Calpestata da chi? Forse da loro stesse ? Dice una vociaccia maligna (la mia). Ma che dici? Come osi? Ma dal potere maschilista imperante del quale le donne sono sempre e comunque vittime, è evidente.
Forse, dice un’altra vocetta, altrettanto maligna, non sarebbe il caso che anche le donne (in particolare quelle di sinistra o ex femministe) comincino ad interrogarsi su loro stesse, magari anche con un minimo di auto criticità ? Autocritica da parte delle donne? Ma stiamo scherzando? E perché dovrebbero farla? Per quale ragione? Solo un “negazionista” può concepire una simile aberrazione. Oddio, che ho detto, mi sa che mi devo preoccupare, ragazzi… Ho osato affermare che anche le donne sono responsabili a pieno titolo del processo che le vede mercificate … Ho bestemmiato…Nicò, tu che hai buoni uffici, ci metterai una parola buona per me?…Ho qualche speranza?
No eh?… Come? Una ce n’è? Dici che sarebbe bene, per farmi perdonare, che partecipassi alla manifestazione del 13, con un cartello appeso al collo (come ai tempi della Rivoluzione Culturale Cinese) con su scritto “La colpa è sempre degli uomini, le donne sono sempre innocenti, io sono colpevole di essere maschio”.
Così mi potrei salvare? E’ probabile. Rischio però che dopo non mi tira più l’uccello (non si può separare la propria condizione fisica da quella psicologica)…A meno che non divento uno schiavo e mi metto con una FemDom (Femmina Dominante). Oggi ce ne sono molte di coppie così…
Come dici? Non mi devo preoccupare perché tanto il collare, metaforicamente parlando, gli uomini già ce l’hanno, non cambierebbe poi molto se se lo mettessero anche fisicamente? Bè, forse, tutto sommato hai ragione…Va bè, vediamo un po’… Mi date qualche dritta sul collare più comodo, almeno quello, dove lo vado a comprare? Così per lo meno me ne compro uno un po’ meno stretto di quello che mi metterebbe “Lei”.
P.S. Per il mio amico C…….:”A Camì, lassa perde, mejo sta in bianco che alla catena…” (lascia perdere, meglio stare in bianco che alla catena).
P.S. 2: solo per chiarezza. Nella Cina comunista di Mao, il femminismo non esisteva ed era anzi considerato (giustamente) un fenomeno piccolo borghese reazionario nonchè un prodotto del capitalismo occidentale. Il riferimento alla Rivoluzione Culturale Cinese, in questo caso, era solo relativamente al metodo…

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ckkb 12:31 pm - 4th febbraio:

Gestione aziendale: se l’utero è tuo e lo gestisci tu, allora gli errori di gestione sono tuoi.

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Leonardo 12:55 pm - 4th febbraio:

Queste donne dicono facilmente NO quando ci provi e poi si fanno fregare da questi maschi ricconi che, oltre ad insidiarle fisicamente, hanno anche la faccia tosta di regalargli milioni di euro, mentre donne che hanno l’invalidità civile prendono appena 270, 00 euro al mese.
(ironicamente) potrebbero prendere anche queste escort l’invalidità: visto che sono cosi inconsapevoli e sfortunate da farsela con Berlusconi nelle sue ville e castelli. Altrimenti ci sono lavori più dignitosi (senza arrivare alle miniere) come la commessa o la cassiera.

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sandro 2:18 pm - 4th febbraio:

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=137341&sez=TITOLIDICODA
….dedicato a tutti quelli che pensano che in Italia valga ancora la pena di frequentare le donne.

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Marco 4:38 pm - 4th febbraio:

sandro
@ ….dedicato a tutti quelli che pensano che in Italia valga ancora la pena di frequentare le donne.
@@
Guarda che anche le donne francesi, tedesche, portoghesi, spagnole, austriache, eccetera, sono così. Già altri hanno più volte sottolineato che per le donne gli uomini sono soltanto degli strumenti, sostanzialmente dei poveri idioti da manipolare a piacimento, tramite il “figapower”.
Perciò niente di nuovo sotto il sole.

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Marco 4:47 pm - 4th febbraio:

Al riguardo c’è un particolare delle donne che vorrei sottolineare. Tempo fa mi è capitato di conoscere un paio di trentenni di Milano, residenti nella mia città (vivo nell’alto Lazio), le quali un giorno mi “confessarono” che pur essendo originarie del nord, non amavano frequentare gli uomini delle loro zone, perché ritenuti dalle suddette dei “babetti” (mi pare, non vorrei sbagliarmi, perché si tratta di un termine dialettale, che uno come me, nato in prov. di Roma, non conosce bene), che letteralmente significa coglioni.
In breve a queste tipe interessano solo gli uomini del centro-sud, se non extracomunitari, perché sarebbero “più maschi”…
A mio parere questo la dice lunga sulle donne in genere, e su quanto l’ideologia femminista non c’entri un beneamato cazzo con la vera natura femminile, che per quanto sia politicamente scorretto dirlo in questa epoca, sono sempre alla ricerca di qualcuno che sappia “domarle e dominarle”.
Altro che “parità”.

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mauro recher 6:14 pm - 4th febbraio:

Fabrizio(che è il solito maschilista smile ) ha ragione ,quando dice che i commenti non sono il pensiero che la lettera o l’argomento tratta ,però credo che questo commento ,nel solito blog ,merita attenzione …
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Sì, va benissimo. Benissimo che gli uomini s’indignino. Benissimo che vogliano partecipare alla manifestazione del 13, ma vogliono per favore farlo tenendosi un passo indietro questa volta? Chi ha i miei anni – 60 – si ricorderà che in epoca femminista ci si ritrovava prima tra donne, proprio per ricostruire insieme la propria forza. Non era sbagliato. Riflettiamo su questo! Ah, lo so bene – come si sapeva più di trent’anni fa – che gli uomini hanno solo da guadagnare da un’inversione di tendenza in questo campo!
Dico però – a voce alta – a tutte le donne: attenzione a non farci strumentalizzare, a non lasciare che anche su questo ‘movimento’ venga appiccicata, e in gran fretta, l’ennesima etichetta politica!
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quindi ,bene che ci siano gli uomini ,ma è bene anche che se ne stiano in un angolo ,senza disturbare troppo ,credo che manchi solo il cartello “IO ASPETTO FUORI ”
ma è questa l’agognata parità ??

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sandro 11:43 pm - 4th febbraio:

“Sì, va benissimo. Benissimo che gli uomini s’indignino. Benissimo che vogliano partecipare alla manifestazione del 13, ma vogliono per favore farlo tenendosi un passo indietro questa volta?”
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Ma certo.
Anzi, faccio di più: anziché a distanza di un passo, mi tengo a distanza di una 250ina di km.
Così siamo contenti tutti: loro non devono subire la mia presenza utile ma sgradita e io non devo sbattermi a fare km per sentirmi dire che se loro fanno le troie anziché lavorare è colpa mia.

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Leonardo 1:02 pm - 5th febbraio:

Marco:
sono sempre alla ricerca di qualcuno che sappia “domarle e dominarle”.
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Ne sei sicuro? In parte hai ragione: le donne hanno un istinto al comando e al privileggio che la massa dei maschi accorda, quindi vanno tranquille e se ne approfittano fino a sentirsi superiori ma, se incontrano uno che se ne frega, non gli dà spago e non le adula: restano basite. La famosa storia dello “stronzo” che molti (anche i maschi pentiti) sanno.

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mauro recher 5:56 pm - 8th febbraio:

questo è un mio botta e risposta su una pagina facebook ,riguardo alla manifestazione del 13 febbraio

http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=165696433477984

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Silent Hill 8:50 pm - 8th febbraio:

Marco
Guarda che anche le donne francesi, tedesche, portoghesi, spagnole, austriache, eccetera, sono così

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Non credo proprio che le africane, le asiatiche, quelle dell’europa centro-orientale siano come le occidentali.

PS Siccome sono molto puntiglioso dico che al sud italia la situazione è un pò diversa rispetto al nord (esperienza personale), però a conti fatti la situazione “non è messa bene” .

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Silent Hill 8:53 pm - 8th febbraio:

Leonardo
Ne sei sicuro? In parte hai ragione: le donne hanno un istinto al comando e al privilegio che la massa dei maschi accorda, quindi vanno tranquille e se ne approfittano fino a sentirsi superiori ma, se incontrano uno che se ne frega, non gli dà spago e non le adula: restano basite. La famosa storia dello “stronzo” che molti (anche i maschi pentiti) sanno.

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Solita storia che alcuni big dicono : l’uomo” zerbino” attrae poco, anzi per nulla. E’ visto come il solito idiota ( su questo ha ragione marco quando dice che molte donne tendono a trovare un pollo da spennare )

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Silent Hill 8:57 pm - 8th febbraio:

Marco
A mio parere questo la dice lunga sulle donne in genere, e su quanto l’ideologia femminista non c’entri un beneamato cazzo con la vera natura femminile, che per quanto sia politicamente scorretto dirlo in questa epoca, sono sempre alla ricerca di qualcuno che sappia “domarle e dominarle

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Qui concordo. Però sto concetto ancora lo capiscono…

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Marco 1:33 am - 9th febbraio:

@ Silent
Non credo proprio che le africane, le asiatiche, quelle dell’europa centro-orientale siano come le occidentali.
@

Silent, io ho 37 anni (tu 21, se non erro) e fino ad alcuni anni fa vivevo ancora con i miei genitori, pertanto in passato ho avuto modo di viaggiare un po’ (avevo denaro da spendere; oggi non più) e di conoscere delle donne straniere. Ebbene, quando vai a stringere su, si somigliano un po’ tutte…
Che le donne occidentali (termine generico che significa tutto e niente, perché pure le brasiliane, le peruviane, le argentine, le cilene, ecc. sono occidentali) siano a prescindere peggiori delle altre, è un luogo comune che ormai si è radicato in numerosi iscritti ai forum sulla questione maschile e che non condivido per niente.

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mauro recher 6:15 pm - 25th febbraio:

su questo tema ,ho seguito ,per un ora la puntata di matrix di ieri sera…..
praticamente la puntata verteva che ,se fa più male la televisione o la carta stampata (il bersaglio preferito era repubblica ,sia sul web che in carta) su questa mercificazione ..in parole povere era il documentario della Zanardo contro quello di striscia la notizia , ma c’era un comune denominatore —-naturalmente ,la colpa è degli uomini!!! (cosa diventata “limpida” con il dibattito ,grandiosa la Mussolini che ,prima sparava a zero sugli uomini,ma appena nominato il capo Berlusconi ,si è messa sulle difensive smile )
ovviamente è venuta fuori la solita frase “le donne sono meglio degli uomini” …
non so ,forse ,in quanto uomo ,sono un pochino ritardato
ma dire che i bianchi (intesa come razza) sono meglio dei neri ,non è razzismo ??
cosa cambia nel dire che le donne sono meglio degli uomini ??

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armando 10:46 pm - 25th febbraio:

Caro Mauro, non cambia assolutamente nulla. Al razzismo su base etnica si è ormai sostituito quello su base sessuale. E come un tempo quasi nessuno in occidente si indignava per la professione di superiorità della razza bianca, ma anzi questa concezione appariva normale e scontata, spesso agli occhi delle stesse razze discriminate, così oggi nessuno si indigna o scandalizza per la professione di superiorità razziale delle donne sugli uomini. Ed anche in questo caso, spesso sono gli stessi uomini che accettano quella visione del mondo. Tuttavia esiste una differenza significativa che rende questo nuovo razzismo ancor più incredibile. Non c’è dubbio infatti che per tutto un lunghissimo periodo storico la razza bianca (non per qualità intrinseche ma per motivi storico/sociali/geografici) è stata la portatrice del così detto progresso (senza che quì si lo si giudichi in senso positivo o negativo), per cui agli occhi dei “dominati” poteva anche sembrare plausibile, quantunque sbagliato, che i bianchi avessere qualche marcia in più. Il nostro caso è invece opposto, e questo è davvero l’incredibile. ù
Non c’è dubbio infatti che, comunque le si giudichino, tutte le civiltà presenti sulla terra sono state fondate e sviluppate dagli uomini. E ciò in tutti i campi dell’umano sapere. Religioni, filosofia, scienza, letteratura, tecnologia, industria etc. etc, etc. etc. etc.. Come nel caso delle razze, ciò non significa che gli uomini siano più intelligenti o “migliori” delle donne, essendo dovuto questo nettissimo squilibrio nei saperi e nelle opere a tanti motivi che non riguardano l’intelligenza o il valore di un genere rispetto all’altro. Ma certamente è un assurdo logico ancora più eclatante che solo fattori psicoemotivi fortissimi consentono di non vedere, arrivare a dire che le donne sarebbero “migliori” degli uomini, ossia più intelligenti, forti psichicamente, etc, etc, etc, e che solo la maggior forza fisica maschile sarebbe alla base di questo squilibrio, oltre che ovviamente dell’eterna oppressione che le donne avrebbero subito. E’ una di quelle argomentazioni che si smentiscono da sole, solo che si volesse vedere ciò che è chiaro ed evidente. Non è mai esistito, e mai esisterà, che un gruppo domini totalmente e per milleni, un altro di lui più evoluto, solo fondandosi sulla forza fisica. Se così fosse, i gorilla dominerebbero sugli umani, ma così non è perchè l’intelligenza, la creatività, l’inventiva del genere umano contano molto di più della forza fisica dei primati. Dunque quell’argomento è ridicolo! Ma allora perchè? Ho già detto che esistono molti motivi storici/culturali/sociali/psichici, tramite i quali si possono spiegare le differenze fra i generi senza che ciò indichi una gerarchia di intelligenza a favore dei maschi, ma non ne esiste nessuno, nemmeno uno, che possa spiegare l’istituzione di una gerarchia d’intelligenza al contrario. Eppure è ormai usuale sentirlo dire. Fenomeno davvero incredibile. Sembra di rivivere il mito della Gorgone, che impietriva con lo sguardo, paralizzandolo e trasformandolo in pietra, colui che le si poneva contro.
armando

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mauro recher 11:11 am - 26th febbraio:

vedi Francesca , perchè si ragiona in modo ,non poi molto lontano, dai tifosi da stadio , cosa succede se la tua squadra non gli viene fischiato un rigore ?? ti incavoli , ma,se la stessa azione avviene nell’altra area ,trovi mille scusanti per dimostrare che quello non è rigore (il fallo ovviamente è il medesimo) ,lo stesso succede qui e in altri blog che trattano dell’argomento ,Ricci ha voluto dimostrare , che il diavolo non esiste solo da una parte (da quello che ho capito io ,perciò posso anche non aver capito bene) …però ho seguito il dibattito in studio ,su una cosa erano tutti d’accordo ,di dare la colpa agli uomini ,tutti, mi domando , che colpa hanno gli operai da 1000 euro al mese ,o peggio i precari o peggio ancora i disoccupati ?? In fondo sono uomini pure loro ,ma non mi sembra che abbiano in mano chissà quale potere ……
ma questa mercificazione dei corpi ,e della loro schiavitù ,non sono da ricercare in schiavi che rischiano la vita per 1000 euro al mese ?? non sono da ricercare in schiave che lavorano in un call center per 800 euro al mese ?? (gli esempi possono essere molteplici),non è questa la vera mercificazione ??
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questo è un mio commento sul blog della lipperini ,vediamo cosa mi rispondono

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mauro recher 5:29 pm - 14th aprile:

su questo tema è stato “compilato” questo decalogo (in maiuscolo la mia risposta)

1. La donna è una persona, non un oggetto. Se stai usando delle donne nella tua comunicazione, chiediti se la loro immagine potrebbe indurre a pensare il contrario.

BEH ,MENO MALE ,DA COME SIETE PRESE DA QUOTE ROSA E AFFINI , PIU’ CHE PERSONE ,SEMBRATE SPECIE IN VIA D’ESTINZIONE
DA WWF

2. Non basta “coprire” le donne per essere gender friendly. Occorre prima di tutto non svilirle con atteggiamenti, parole ed ogni altra forma di comunicazione che le dequalifichino o ne rimandino una visione stereotipata, svilente e maschilista.

PERFETTO ,SAREBBE DA SAPERE SE VALE ANCHE PER L’UOMO

3. Il corpo delle donne, anche scoperto, non è mai volgare e non è qualcosa di cui vergognarsi o da censurare. Semmai, lo è la sua mercificazione e il modo in cui esso viene utilizzato. Sfruttare il corpo di una donna (o peggio di una sua parte) ed usarlo come specchietto per le allodole per vendere è sempre discutibile.

DA QUI SI DEDUCE CHE ,IL CORPO DELL’UOMO FA SCHIFO smile SENZA CONTARE CHE ANCH’ESSO E’ SOGGETTO AD ESSERE USATO ,MA PER DI PIU’ USATO COME PARTE NEGATIVA (IL COSIDDETTO SFIGATO)

4. Una comunicazione dalla parte delle donne dovrebbe proporre modelli estetici che non siano eccessivamente finti e irraggiungibili ma che tengano conto della conformazione naturale delle donne e, ove possibile, della sua diversità. Far sentire le donne inadeguate perché non corrispondenti ad un modello unico di bellezza (giovane, magra, sexy) non è esattamente un modo per stare dalla loro parte.

LO STESSO DOVREBBE VALERE ANCHE PER L’UOMO ,NON MI INVENTO IO CHE DI IMMAGINI DI UOMINI “IRRAGGIUNGIBILI ” GIRANO IN RETE E NON ,CON COMMENTI PIU CHE ENTUSIASTICI

5. Evita gli stereotipi: la donna – oggetto sessuale è solo uno dei tanti stereotipi che creano pregiudizi. Anche la donna mamma chioccia/angelo del focolare o la donna in carriera fredda e scontrosa, ad esempio, lo sono. Anche per le bambine e i prodotti ad esse destinati è lo stesso (la bimba che pensa alla bellezza, che è già una piccola mammina casalinga o – cosa più inquietante – che viene messa in pose ammicanti, mentre il bimbo che si dedica all’avventura sono uno dei tanti esempi). Evita di usare gli stereotipi sia femminili che maschili nella tua comunicazione a meno che l’intento di critica nei loro confronti non sia più che evidente oppure affida questi ruoli ad entrambe i sessi.

POCO DA AGGIUNGERE ,POSSIAMO ANCHE ESSERE D’ACCORDO

6. Degradare gli uomini al posto delle (o insieme alle) donne non significa essere gender friendly, ma promuovere un finto paritarismo al ribasso che svilisce tutti, di cui le donne non hanno bisogno.

LA SAGRA DELLA IPOCRISIA smile PER DEGRADARE GLI UOMINI BASTA FARE UN GIRO NEI LORO BLOG CON TANTO DI BOLLETTINO DI GUERRA E DI FEMMINICIDI ,NON CHE ,COME NEL CASO MISSERI DI PERVERTITI CHE NON HANNO MEGLIO DI FARE CHE MASTURBARSI SOPRA A DELLE TOMBE ,MA GLI ESEMPI POSSONO ESSERE MOLTEPLICI

7. La sensualità e la sessualità sono cose bellissime, ma c’entrano con il prodotto e servizio che stai comunicando?

D’ACCORDO

8. Ok, la sensualità c’entra con ciò che stai comunicando. Ricordati però che le donne non sono persone a disposizione di chi le guarda. Non indurre i destinatari della tua comunicazione a pensarlo dipingendole con atteggiamenti di eccessiva disponibilità sessuale.

EVIDENTEMENTE ,QUESTA COSA VAS BENE ,SOLO SE SONO GLI UOMINI A FARLO

9. Quando la comunicazione propone un’immagine d’amore (in tutte le sue forme) e le persone come soggetti e non come oggetti non significa che sia volgare. Ma se la tua comunicazione è rivolta agli adulti, assicurati che i circuiti nei quali la diffonderai non giungano agli sguardi dei più piccoli.

D’ACCORDO

10. Sii coerente. Essere dalla parte delle donne vuol dire ragionare e comportarsi in termini paritari. E’ inutile essere gender friendly nella comunicazione se non lo si è anche nella vita di tutti i giorni, nel proprio lavoro e nelle proprie relazioni. Il rischio è quello di passare per ipocrita.

IPOCRITA? BEH D’ALTRONDE SIAMO NELLA SAGRA DELL ‘IPOCRISIA

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mauro recher 11:25 am - 30th novembre:

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Luigi Corvaglia 8:01 am - 22nd marzo:

Strano ma vero. Sulla 27a ora ….
L’altolà dei giovani creativi/5. Ecco perché il corpo della donna è «potere»
di Diego Tardani
Nonostante non abbia un’esperienza decennale in questo mestiere, credo di avere avuto sempre un’idea molto chiara sul ruolo della pubblicità.

La pubblicità non nasce con un ruolo sociale, in alcun senso.

Può sì provarci, farci sorridere, provare a farci riflettere (ed è già un grande traguardo), ma già la parola “pubblicità” predispone le persone a fidarsi relativamente, costruendo quella barriera che più volte gli addetti ai lavori provano a superare. Inoltre, gli eroi della pubblicità sono dei prodotti, spesso con esigenze diverse da quelle sociali.

La pubblicità è una forma d’intrattenimento che, con diversi toni di voce, nasce con lo scopo di generare interessi e desideri del tutto nuovi (spesso effimeri, ma facendoli sembrare incredibilmente reali).

L’utilizzo del corpo femminile, come leva di attrazione, non deve essere, secondo me, considerato svilente, anzi, mette in evidenza, sempre di più, il potere del sesso femminile su quello maschile.

Se questo potere non fosse radicato nelle nostre coscienze e riconosciuto come vero, non si vedrebbero, in nessuno spot, ragazze in bichini in pose seducenti; o non le vedremmo mai lanciarsi su un maschietto perché indossa un particolare capo d’abbigliamento, o perché guida una macchina molto bella.

Il corpo, nudo o vestito, non è mai un corpo, è la metafora di un potere che “funziona” in quanto insito nella società odierna.

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cesare 11:34 am - 22nd marzo:

Luigi@
“l’utilizzo del corpo femminile, come leva di attrazione, non deve essere, secondo me, considerato svilente, anzi, mette in evidenza, sempre di più, il potere del sesso femminile su quello maschile”.

E infatti lo sanno benissimo i proprietari e le organizzatrici dell’”agenzia di pubblicità” Femen così furbi ma così furbe da utilizzare come spazi pubblicitari su cui scrivere slogan, le superfici del corpo nudo non di donne in foto ma addirittura in carne ed ossa; e paradosso di paradossi il tutto con la scusa della liberazione femminista nel silenzio generale delle autostrappatrici di vesti di professione nostrane per l’uso del corpo nudo di donna in pubblicità. E fra gli applausi compiaciuti e solidali dei maschipentiti.
Evidentemente Femen ha concluso che l’intelligenza dei media e di chi li legge, e la coerenza delle femministe, è inesistente oggi o è regredita al punto che consente di spacciare questo insieme straordinario di palesi contraddizioni, straordinarie furbate e vecchissimi solgans, per impegno militante.
Torno a ripetere: Femen ha ottenuto un misterioso lasciapassare per disturbare in tutti i paesi la quiete pubblica, offendere gravemente le persone che prende di mira nonchè il sentire pubblico altrui, disturbare le libere e pubbliche manifestazioni, violare le regole della pubblica decenza e probabilmente anche quelle sul lavoro.
Qualunque altra organizzazione si permettesse questi reati, sarebbe immediatamente sotto inchiesta così da accertarne finanziatori, scopi ed organizzatori.
Femen invece impone il proprio arbitrio ovunque e sempre, fregandosene delle legislazioni di ogni paese, nella generale connivenza di chi dovrebbe far rispettare le leggi ed ottiene da ogni organo di stampa e tv copertura e protezione.
Non si può che trarre questa conclusione: evidentemente fanno paura e anche tanta e nessuno le ferma: non si può chiedere a nessuno di darsi il coraggio, nemmeno se ha dalla sua parte la gestione secondo la legge del monopolio della violenza statale o la potenza di condizionamento della tv e della stampa tutta.
Questa internazionale impunità e questa internazionale copertura mediatica fa pensare ad una straordinaria ed altissima protezione di cui l’organizzazione Femen deve godere. E siccome nessuno fa niente per niente il loro ruolo nella gigantesca battaglia psicologica e culturale tra aree culturali ed economiche deve essere giudicato molto importante e molto efficace. Forse irrinunciabile
Scommettiamo che fra un pò queste “combattenti per la libertà” saranno un esercito?

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