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16 feb 2014  |  113 Commenti

La storia capovolta: il dono maschile trasformato in oppressione

Un fatto inoppugnabile è il seguente: in ogni epoca qualunque maschio avesse potuto fare a cambio tra quello che gli si prospettava come maschio (ovvero cieca obbedienza, morte e mutilazione, prigionia in guerra, sfruttamento, maltrattamenti, fatica distruttiva, malattie sul lavoro), e la vita che si prospettava ad una donna, (vivere al riparo in casa, di fatto in piena autonomia dato che il maschio era sul lavoro per dodici ore al giorno, seguire i lavori domestici secondo i propri tempi, tirar su i figli,e avere garantiti i mezzi di sussistenza), nessun dubbio che avrebbe scelto di vivere come una donna.

Chi non è cieco e stolido o in malafede sa quale insieme di durissimi codici di comportamento era socialmente imposto ad un maschio e quale insieme di feroci sanzioni era comminata a chi non vi si fosse adeguato.

Una condizione tremenda che solo la istintiva strutturazione maschile alla responsabilità verso la donna, i figli e la comunità di appartenenza, ha permesso che fosse sopportata consentendo la continuazione della vita.

Nulla mi appare moralmente più vile e degradante di non riconoscere il debito di riconoscenza che il genere femminile ha maturato verso quello maschile lungo tutta la Storia. 

Solo l’istintiva strutturazione maschile alla responsabilità verso la donna, i figli e la comunità di appartenenza ha consentito che queste norme fossero inverate e la vita, sottoposta quotidianamente ad ogni sorta di rischio di estinzione, potesse continuare ed affermarsi vittoriosa.

Il prezzo che i maschi hanno pagato e tutt’ora pagano, è il sacrificio di se stessi, il rinnovato dono di se che li porta anche oggi a vivere una vita ben più breve di quella delle donne.

Considero moralmente vile e degradante l’incapacità da parte delle avanguardie della consapevolezza storica femminile, l’indisponibilità, o peggio, l’incapacità a riconoscere lo straordinario debito di riconoscenza che il genere femminile ha maturato verso quello maschile lungo tutta la Storia.

Ad esso le donne devono assolutamente tutto: dalla continuazione della vita alla creazione delle condizioni obiettive per la propria emancipazione di genere.

Ma ancora più degradante ed abietto l’atteggiamento maschile che si sottopone ad una narrazione femminista che letteralmente rovescia i termini di realtà e trasforma il bene ricevuto in male, la benedizione in maledizione, il sacrificio in sfruttamento, la realtà in una lurida fantasia, la verità in uno studiato inganno, la lealtà in manipolazione.

La cultura occidentale appesta tutti i Popoli della Terra con il fetore dei miasmi di questa tragica menzogna, condivisa da femmine e ahimè anche da molti maschi, della interpretazione femminista della Storia.

A ben pensarci l’Occidente non è nuovo a diffondere per il Mondo ideologie disumane spacciandole per conquiste irrinunciabili.

E non è nuovo a pagarne a carissimo prezzo le tragiche conseguenze che oggi si concretano nientedimeno che nel rischio nella sua estinzione.


113 Commenti

armando 6:56 pm - 11th ottobre:

Caro Luigi, mio padre l’ho rivalutato enormemente dopo la sua morte nel 1995. Con lui avevo avuto discussioni durissime, spesso ero stato anche ingiusto e impietoso. L’ho capito dopo, quando i suoi insegnamenti e il suo esempio di vita è riaffiorato in me in tutto il suo valore. E’ questo che conta, è tutto.
Ti abbraccio. Armando

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mauro recher 7:11 pm - 11th ottobre:

Rino DV:
Un abbraccio a Luigi.
Rino

Mauro

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Enrico 8:25 pm - 11th ottobre:

Condoglianze.

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Rita 9:32 pm - 11th ottobre:

Mi spiace Luigi, un abbraccio, ti sono vicina

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romano 11:25 am - 12th ottobre:

Condoglianze.

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cesare 11:48 am - 13th ottobre:

Condoglianze Luigi per il tuo papà.
Alberto, mio papà, da pilastro di equilibrio, buon senso e sorgente di provvidente serenità ed amore come lo vivemmo noi in famiglia, visse una malattia ventennale che gettò tutti noi in una fatica personale e familiare imprevedibile, di severissimo impegno per cercare di salvare noi e lui.
Sembrò in un primo momento che la rimozione e la dimenticanza di una prova cosi intensa e difficile fosse la via maestra per tornare a vivere una vita “normale”.
Il Cielo volle che fummo aiutati, ciascuno per la sua unica personale strada, a percorrere il cammino opposto nel lavoro di accettazione e riaffioramento sia del bene sia del dolore subito da noi e da lui,
Alberto lo riscoprimmo come la ” pietra scartata” che Cristo dice essere a fondamento di ogni edificio ben costruito, ospitale e tale che regga nel tempo. Adesso è proprio la sua rinata presenza spirituale in noi il ” focolare spirituale domestico” che ha rifondato la nostra famiglia, in una nuova e ancora più determinata spinta vitale.
Mi sono accorto che questo cammino di salvezza proprio a partire da una relazione molto impegnativa e spesso compromessa con il padre, è più diffusa di quanto pensassi. Del carattere addirittura di massa di questo cammino di salvezza fra i maschi USA ne parla “Juan Louis Sorge” nel suo libro “la scomparsa del padre, un eclisse”. Nel libro studia la crisi del maschio americano con un ampia documentazione di vissuti maschili e dati statistici. E rileva che fra i maschi in USA riusciti a salvarsi moltissimi sono coloro che hanno capito che non di scomparsa ma di eclisse del padre si trattava, per cui si sono messi con fede, coraggio e determinazione in cammino sulla strada, sovente durissima, che porta a lui.

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cesare 12:01 pm - 13th ottobre:

Aggiungo che i nostri politici ed intellettuali prendono dagli USA, in particolare ciò che attiene al lato oscuro”.
Per esempio dell’”eclissi del padre”, i nostri pellegrini in USA ci hanno portato, ci portano e incarnano nelle leggi, solo la “scomparsa del padre” e naturalmente qualche appartamentino molto “in” e con soldi molto ” off” per qualche ” oppressa” della stretta o dell’” allargata” cerchia familiare da “liberare dall’oscura oppressione del padre o del maschio”.

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Luigi Corvaglia 3:39 pm - 13th ottobre:

Fabrizio, Rino, Armando, Mauro, Enrico, Rita, Romano, Cesare
Grazie.
Grazie a tutti. Davvero e dal profondo del cuore. Solo chi è passato attraverso queste esperienze sa quanto vale il calore di un amico (o amica) sincero.
Ci tenevo a ringranziarvi, scusatemi se non mi dilungo.
Grazie a tutti/e ancora

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romano 5:00 pm - 4th agosto:
Rino DV 6:27 pm - 4th agosto:

Sempre sul Corrierone vedo questa.
Fraintese e mal giudicate:
.
http://www.corriere.it/esteri/15_agosto_04/new-york-times-donne-equivoco-faccia-str-stiamo-pensando-fatti-nostri-172494bc-3a98-11e5-8bd9-fe8cdeda281d.shtml
.
Poi questa:
Denunciato autista perché non intervenuto.
>>Genova: picchiato sul bus perché presunto gay, operato alla testa
Denunciato l’autista che ha visto tutto ma non è intervenuto: accusato di favoreggiamento ora si cerca «branco» di sei ragazzi tra cui due donne.<<
.
Un uomo deve intervenire. Ma una donna al suo posto dovrebbe?
No, perché non potrebbe.
Dunque c'è chi ha dei doveri cui per viltà viene meno e c'è chi quei doveri non li ha: quindi …non li tradisce mai.
.
Ci sarà poi da vedere come verranno giudicati i rei e le ree.

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Lucia 10:35 pm - 11th gennaio:

“vivere al riparo in casa, di fatto in piena autonomia dato che il maschio era sul lavoro per dodici ore al giorno, seguire i lavori domestici secondo i propri tempi, tirar su i figli,e avere garantiti i mezzi di sussistenza), nessun dubbio che avrebbe scelto di vivere come una donna.”

Domande:

1) all’inizio chi fu che stabilì questa suddivisione tra sessi?
2) perché se era sbagliata, è restata per secoli e secoli invariata? anche in quei secoli dove gli uomini non se ne giravano più con lancia per cacciare daini e orsi? e perché ci sono nostalgici che la rivorrebbero?
3) “tirar su i figli” : dove sta scritto che una femmina debba avere e volere figli, fecondata ogni volta che copula con un maschio? se per questo, neppure un uomo è obbligato a volere figli (= ingravidare donne, necessariamente) e assumersi il peso della paternità. Mi sembra che i mezzi anticoncezionali liberino anche gli uomini, non solo le donne, dal dover procreare per forza (e da malattie sessuali) e permettano ad entrambi di godere del piacere sessuale senza dover schiavizzare una donna a gravidanze continue (l’autore sembra dimenticare che una femmina, nei secoli scorsi, moriva molto spesso di parto, e che anche nei paesi più poveri, nel 2016, si muore di parto) e dover obbligare l’uomo ad avere 50, 70 ecc figli, ogni volta che copula.

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MarcoMarco 12:49 pm - 12th gennaio:

Lucia,

1) è importante sapere chi fu ? ed in che modo questo influisce su uno scenario presente che si asserisce essersi storicamente modificato (per alcune cose si e per altre no)
2) le variabili, le varie componenti di una situazione definiscono che il suo complesso sia giusto o sbagliato. prima si riteneva “normale” che tra i sessi dovessero esserci differenze anche nei compiti e nelle condotte, oggi il quadro è cambiato (giustamente a mio parere) con una rivendicazione di uguaglianza della donna che, però, sfocia in evidenti disuguaglianze ben maggiori di quando vi era affermata una chiara distinzione di ruoli (insomma solo la parte di uguaglianza conveniente, un’uguaglianza diversificata)
3) non è scritto da nessuna parte che le donne debbano essere delle vacche da latte e quindi sempre incinte. anzi, io personalmente istituirei leggi volte al controllo delle nascite ed a favorire la diminuzione della popolazione
4) ma non ti ripugna leggermente dover trovare piacere sessuale con un essere come un uomo ? non sarebbe meglio con una donna o da sola ?

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Animus 3:59 pm - 12th gennaio:

Lucia,

Mi piacerebbe conoscere le tue risposte alle tue domande.

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