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10 set 2010  |  26 Commenti

Chiedo scusa…e vado oltre…

Questa di seguito è la lettera di scuse (che naturalmente accettiamo di buon grado) che riceviamo dalla Signora il cui nick è “Pincopallina”, che ci aveva inviato, circa una settimana fa,un post (che riporto più sotto insime alla mia prima risposta) che non avevo pubblicato in quanto, a mio parere, conteneva un approccio gratuitamente provocatorio e offensivo nei nostri confronti, anche se il commento era indirizzato al solo Paolo Barnard.

Come possiamo vedere, la Signora non si limita a porci delle scuse ma approfondisce ulteriormente l’argomento con un atteggiamento e una modalità ben diverse rispetto al suo primo post. Ritengo anzi che le sue argomentazioni, indipendentemente dalla loro condivisione o meno, meritino molta attenzione e risposte adeguate.

La Signora “Pincopallina” dimostra di essere una interlocutrice di rango e come tale va trattata.

Naturalmente mi riservo di risponderle con più calma nei prossimi giorni e la ringrazio per la sua lettera che rappresenta sicuramente un contributo importante alla discussione.

Fabrizio Marchi

 “Egregio signor Marchi,

il mio intervento non voleva essere affatto offensivo, bensí sdrammatizzante. Le porgo le mie scuse per averla involontariamente offesa. Nella mia vita sono spesso stata in compagnie esclusivamente maschili di amici e trattata come tale, perciò commenti del genere erano sempre rivolti “tra pari” per cosi dire, e non come aggressione del popolo femminile verso quello maschile. Perciò ancora scusa.

Vorrei però portarla a riflettere su certi meccanismi nei dialoghi sorti nel blog, approfittando di analizzare la reazione che ha destato il mio commento, che senz’altro ammetto essere scivolato nel volgare a volte. Mi scuso già sin d’ora per le mie difficoltà di espressione. Sono abituata a scrivere “accademicamente” solo in tedesco e spagnolo, perció in italiano inciampo un po’. E vorrei esprimerle tante di quelle cose che sicuramente miperderò. Spero riuscira a seguirmi e a perdonare la mia confusione nella stesura.

1 constatazione:

Io credo che ci si fraintenda in continuazione a causa dei preconcetti fossilizzati che ognuno di noi si porta dietro. Maschi e femmine. Lo sa come sono venuta a conoscenza del vostro sito, per cominciare? Da un ennesimo sito superficiale pseudo femminista (come odio questa parola, visto che è stata abusata talmente tanto da diventare orribile, mentre se la ripuliamo da questi abusi ha la sua ragione di esistere) che vi marchiava come i peggiori sciovinisti! Io per curiosità vi ho letto, e francamente non sono daccordo. Ho trovato ingiusto il bollo, perché avete aperto un dibattito su  un tema complicatissimo, un dialogo tra esseri umani. Nonostante cadiate in sfumature fallocentriche ogni tanto. Ma non è una critica, attenzione! E qui entra in gioco la sua critica nei miei confronti.

Io credo che si debba allentare un po il “politically correct” per avere un vero dibattito, sennò ci censuriamo talmente tanto che non andiamo da nessuna parte. Lei è anche un uomo, perciò vede il mondo anche con questa lente. Io sono anche donna e vedo il mondo anche con questa lente. Dico “anche, perché di lenti ne abbiamo tante.

Lo so che è difficile discernere tra gli insulti gratuiti e le provocazioni costruttive, però credo che se è pronto a dare fiducia a chi fa certi commenti senza esplicitamente insultarvi, troverà un grosso arricchimento al dibattito. Sinceramente, a parte l’invito a masturbarsi, non ho presente che altro le ho detto. Però ripeto, non volevo insultare nessuno, volevo provocare per poi poter costruire insieme al di là dei preconcetti. Perché le assicuro che ne abbiamo molti tutti quanti.

C’era una donna in particolare che mi ha colpito per la sua freschezza e intelligenza e per la sua apertura nei vostri confronti. Non ricordo il nome. Lei terminò un messaggio commentando spiritosamente che avrebbe terminato la serata col suo vibratore. Io credo che l’avete cazziata ingiustamente. A parte lo spirito della frase (suvvia, lo spirito ci vuole nella vita e anche nelle discussioni piu “serie”, dovreste apprezzare la franchezza di mettersi a nudo così. Una delle cose che lamentate delle donne, e non vi do torto, è che sono corrazzate e non si aprono a voi, ne al sesso ludico. Bene, questa donna si è aperta. Quante donne ammetterebbero di usare un dildo per soddisfarsi? Perché cazziarla?

 2 constatazione:

Ci dobbiamo esprimere a parole scritte in un blog: la comunicazione non verbale, che pare sia portatrice del 70% delle informazioni, cade.

3 constatazione:

Reclamate una situazione che non vi aggrada però credo che siete troppo difensivi. Vi sentite attaccati dalle donne che commentano. Io però ho trovato molti pochi commenti ottusamente “femministi” (accezione ora negativa, quella che conosce anche lei), ma tante donne curiose di poter finalmente discutere certe cose. Quindi il problema nei dibattiti di genere è che ci si divide in due gruppi e si vede all’altro come nemico a priori. Questo vale per esempio per voi e  per quel sito femminista che vi ha marchiato “maschilisti”.

Cosí non andiamo da nessuna parte. Così tanto vale non discutere.

 4 costatazione:

Il dibattito è fortemente costruito sui luoghi comuni e su una morale preconcetta. Per questo la volevo provocare sulla sua osservazione sulla prostituta. Per lei è più sporco lavorare in proprio sulla strada che pulitina in agenzia. Però questa è una sua opinione che è anche l’opinione pubblica. Sedavvero vogliamo parlare di migliorare le condizioni della persona, allora dobbiamo pensare a un profondo miglioramento della sua integrità come persona.

La radice del problema è l’uso del corpo della donna. E in questa ottica credo sia più dignitoso guadagnarsi il pane come fa la prostituta rumena, che usare il proprio corpo come fa per esempio una valletta in televisione. A questo proposito le consiglio di vedere “il corpo delle donne”. Lo trova anche in internet.

 5 constatazione:

Il tono delle vostre richieste è capriccioso. Le richieste sono fondate, ma il tono è pretenzioso. È il lavoro di una società, quello che deve essere fatto, non una richiesta al popolo femminile di cambiare comportamento. In un otticastorica, le donne si sono liberate da tanti condizionamenti. Non accettano più un tono pretenzioso, diventano subito aggressive.

E riallacciandomi al vostro dibattito e qui ci vedo la vera grande intelligenza delle vostre osservazioni, le donne in realtà si sono liberate dauna schiavitù imposta per entrare in una più perfida autoimposta. La schiavitù dell’abito, del trucco, del portamento, delle mode, della tinta per capelli… È la schiavitù di “tirarsela” in poche parole. Quest’aria di superiorità che avvertite nasconde una perdita di se stesse profonda. Sotto la corazza siamo tutti dolci, umani, uomini e donne. Ma siete davvero pronti ad accettare la donna che sta sotto tutti questi veli, queste maschere? Perché quella donna puzza, sanguina,… ma a voi lo nasconde.

Sono cosciente che, letto con pregiudizio, a lei sembrerà il solito manifesto di una vecchia femminista. Io però credo che abbiamo progredito: la prima generazione di femministe ha preso tutto il pacchetto culturale del femminile e l’ha buttato nel cesso. E forse era anche necessario. Ma ora si tratta di coltivare il femminile con dignità. Non ci sono ricette. Qualunque ricetta sarebbe una uniformizzazione.

Questo discorso lo faccio anche per gli uomini. Ma chi sono gli uomini cosiddetti alfa? Non saranno uomini che si nascondono e si schiavizzano inconsapevolmente dietro a schemi di consumo vincenti Qui stimo molto la vostra osservazione del fatto che tutto è ridotto a mercato. Ma appunto come vede, anche le corazze che ci dividono e che rendono il sesso ludico difficile sono imposte dal mercato. E noi stupidi ci caschiamo.

 Non si può pretendere che se forgiamo le nostre identità sui consumi, poipossiamo trascendere le maschere e ballare gioiosamente il sesso ludico. Non credo.

Tra l’altro vorrei capire un po meglio cosa intendete con sesso ludico. L’atto in se? Tra chi? Solo incontri casuali o anche nelle relazioni? Solo il sesso?

Persomalmente credo che il sesso sano possa essere solo ludico. Nel senso del gioco spensierato, nel senso del superamento dell’ego, senza voler assolutamente sembrare esoterica. E questo include anche il superamento della frust razione se non è soddisfacente. Naturalmente se sporadicamente insoddisfacente, non siamo mica scemi! smileDall’altra parte mi chiedo anche fino a che punto tanta frustrazione (e vale per entrambi i sessi) non sia dettata anche dalla tendenza odierna di mettere il sesso al centro di tutto. Diventa un ossessione. Chiaro che il sesso muove il mondo, ci mancherebbe, però è la modalità ossessiva odierna che mi preoccupa.

Ho diritto anche io a consumare! Appunto a CONSUMARE! Mi sembra questa un po’ la dinamica di fondo… e questa è la 6 costatazione.

 7 costatazione:

Con le sue premesse mature riguardo il sesso come gioco, non mi stupisce chenon si riesca a soddisfare con una professionista in quelle condizioni. Questo è un segno di “maturità” in materia (che però non vorrei confondesse conl’accezione di anzianità, perché i bambini scoprono il sesso ludico, è la società che poi rovina tutto).

Senza peraltro essere moralisti. Non è la prostituzione in sé il punto dolente, bensì il marchio che gli si ha dato. Purtroppo abbiamo un eredità culturale che ha demonizzato il sesso. Non si cancella da un giorno all’altro. Da questa eredità si arriva al tipo di incontri che lei ha fatto.

Quando l’ho invitata a farsi una sega volevo dire questo: invece di alimentare consumando questo tipo di mercato che di ludico non ha niente, è meglio giocare con se stessi, è più sano per il proprio spirito. Io conosco tanti uomini e donne ossessionati dal sesso e credo che la loro ossessione li porta a consumare invece che a godere. E lo spirito ci rimette assai.

 Ecco, mi sono persa. Vorrei discutere ancora così tante cose con lei ma sono stanca ed ho perso il filo dei pensieri. Mi scuso sin d’ora se si dovesse sentire offeso in qualche cosa o se dovesse ritenere banale il mio intervento.

 Pero, per concludere ho una proposta carina da farle: ho studiato etnologia, e dallo studio mi si sono rizzati i capelli nella costatazione che le missioni hanno distrutto la ricchezza della cultura sessuale di molte popolazioni autoctone  nelle colonie. Gli episodi sono davvero tragicomici a volte. Tipo in Polinesia, che a quanto pare avevano unacultura sessuale raffinatissima, i missionari obbligavano la gente a farlo “alla missionaria” (da qui nasce il termine per quella posizione) e stavano presenti per controllare, perché ai polinesiani quella posizione annoiava smile

Incredibile, no? Io al suo blog aggiungerei una rubrica di cultura sessuale. Sa, una finestra concreta sulla via che volete prendere con il vostro messaggio. Perché al di  là del problema dell’approccio che viene dibattuto, poi il problema per molti e molte e che scoraggia l’approccio, è anche la nostra povera cultura sessuale, fatta di porno e altri fautori di ansie da prestazione, come riviste, programmi, pubblicità (non mi riferisco al singolo, ma a noi come società).

Per approcciarsi in maniera diversa, più ludica, ci vuole anche un po’ di cultura. E per farci capire che siamo tutti sulla stessa barca in fondo, per riallacciare un ponte tra uomini e donne che alla fine vorremmo la stessa cosa,naturalmente con le sfumature e le diversità di ogni singolo individuo.

Un approccio divertente l’ho trovato in Jacopo Fo, che spiega per esempio tecniche culturalmente lontane nel nostro linguaggio e suprattutto con umore. Perché diciamoci la verità, il sesso ludico è anche questo, riderci sopra,riderci con, riderci insieme”.(Pincopallina)

www.sessosublime.it

“Egregio signor Barnard
Su tutti questi discorsi e teorie, suoi e dei commenti, vorrei specificare che si ignora completamente l’etnocentrismo italico/cattolico/occidentale.
Fatevi una cultura generale prima di affermare certe cose! E in generale vi posso garantire dopo anni di studio dei fenomeni umani a livello planetario, che è quasi sempre impossibile e pericoloso fare affermazioni universali.

La vecchia storia che gli uomini hanno più libido delle donne… se approfondiste (e nemmeno troppo) altre tradizioni culturali, vi rendereste conto della costruzione culturale di questa affermazione. In molte filosofie orientali infatti affermano il contrario e non in base a ispirazioni inconsce alle religioni monoteiste, bensì sulla base di studi durati secoli sul corpo (Yoga, Tao, Tantra, per citarne alcuni).
Questa cosiderazione della minor libido nella donna è dettata da vari fattori:
- avere come unica figura femminile religiosa importante la Vergine Maria, anche se profondamente inconscio e non consapevole non aiuta a vedere il lato “animale” della donna.
- avere secoli alle spalle di repressione della libido femminile, fa si che siano totalmente assenti figure di riferimento nella storia. Se non abbiamo quasi poetesse che elogiano il cazzo, non sarà per via della censura?
- questa pesante eredità è uno dei motivi percui la trasformazione della donna ad essere più esplicita riguardo alla sua libido e di dimostrare apertamente il proprio appetito sessuale sia un processo lungo nel quale il maschio può contribuire dando sostegno e fiducia alla donna, invece di lagnarsi che non la danno.
- se il maschio si impegnasse a conoscere un po’ meglio la sessualità femminile e andasse incontro alle esigenze erotiche della donna, la soddisfazione di essa si accrescerebbe a letto e successivamente la darebbe con più disponobilità. Invece la maggior parte degli uomini si limita a masturbarsi dentro la donna e questa esce insoddisfatta dal rapporto: chi glielo fa fare di partecipare a un sesso ludico che è ludico solo per il maschio?
Perciò credo che poi molte donne, avendo completamente escluso il vero piacere fisico, usino il sesso per ottenere altri “regali”, per avere anche loro la loro parte.

Comunque se stando a lei, in natura il maschio ha l’irresistibile istinto di inseminare e la donna invece a quanto afferma lei si limita a conservare la specie, allora dovrebbe considerare tutto il meccanismo riproduttivo e non solo la parte “piacevole” per il maschio.
Capricciosamente vorreste che la dessimo e basta, ma se vuole essere coerente con la “natura” allora dovrebbe accettarne tutto il pacchetto: cioè lottare con altri maschi per vincere la scopata, fare vedere alla femmina la sua forza,.. insomma il leone della Tanzania si deve sbattere per ricevere la scopata, non è mica che la leonessa lo aspetta a zampe aperte! Tradotto nella giugla odierna: 15 serate cocktail investite per farsela dare, cosa più impegnativa economicamente che fisicamente!
Questo se lei volesse essere coerente con quanto afferma.

Riguardo la Rumena: anche qui torna la morale cattolica, che lei lo voglia o meno. Lei pensa che sia più miserabile essere indipendente sulla strada che andare in un agenzia di modelle a spompinare un superiore. Perché per lei è più accettabile che la ragazza dia le sue prestazioni in un istituzione che da libera professionista. Perché è più decente? E sopratutto per chi?

Comunque invece di andare a puttane (anche se stimo il fatto che lei abbia colto l’occasione per farsi piuttosto certe domande sul sistema), perché non si fa una bella sega? Le donne che sono riuscite a mantenere una sana libido, si arrangiano da sole quando ne hanno il bisogno, mica fanno i capricci e pretendono che gli uomini risolvano il loro arrapamento!

L’industria del sesso esiste, perché è facile addescarvi! È come l’industria della cosmetica per le donne! È facile! È il marketing più antico del mondo”. (Pincopallina)

—-Messaggio originale—-

Da: uominibeta@uominibeta.org

Data: 5-set-2010 3.42

A: “Pincopallina”

Ogg: Uomini Beta – comunicazione

“Comunque invece di andare a puttane (anche se stimo il fatto che lei

abbia colto l’occasione per farsi piuttosto certe domande sul sistema),

perché non si fa una bella sega? Le donne che sono riuscite a mantenere

una sana libido, si arrangiano da sole quando ne hanno il bisogno, mica

fanno i capricci e pretendono che gli uomini risolvano il loro

arrapamento!”

Queste sono le sue parole, Pincopallina, che concludono il commento che ci

ha inviato.

Vorrei invitarla a riflettere su un aspetto. Se il sottoscritto entrasse in

un sito femminista e, a parti invertite, concludesse il suo intervento con

le sue stesse parole, del tipo “perché adesso non vi sparate tutte un

bel ditalino?”, cosa accadrebbe? Quale sarebbe la reazione?

Glielo dico io. Verrebbe bannato non prima di essere stato deriso (sfigato,

segaiolo, represso, frustrato, misogino, questo mediamente è il mantra

utilizzato in questi casi), verbalmente aggredito e insultato (maschilista,

sessista, sciovinista, razzista, fascista) e molto probabilmente anche

minacciato(“Non ti far più vedere da queste parti altrimenti ti

denunciamo per stalking”).

Ciò detto, noi ci siamo dati da tempo una regola per mantenere la

discussione ad un certo livello, ed è quella di non pubblicare commenti

offensivi di qualsiasi genere, insulti o provocazioni gratuite.

Francamente esordire in un blog maschile con quel linguaggio non mi sembra

il miglior modo per approcciare o per aprire un dialogo. Non trova? Pensi

sempre a parti invertite quale sarebbe l’effetto che sortirebbe quel

genere di intervento fatto da un uomo su un sito femminile o femminista.

Che senso avrebbe? Cui prodest? Qual è lo scopo? Entrare a gamba tesa per

il puro piacere di farlo? Se è questo, a noi non interessa, abbiamo un

progetto molto ambizioso e non possiamo certo permetterci il lusso di

perdere tempo ed energie con queste sciocchezze.

Sia chiaro, molte altre persone, donne ma anche uomini, hanno avuto

approcci anche molto più pesanti dei suoi, ed è  proprio in seguito a

questa esperienza che abbiamo deciso di dotarci di regole molto precise.

Lo spazio dei commenti è assolutamente libero, ma un conto è argomentare,

anche in modo critico, e un altro provocare o insultare.

Personalmente trovo che lei, nel suo intervento, abbia inanellato una

sequela di banalità e luoghi comuni del più trito, ritrito e scontato

guardaroba femminista, condito con una discreta (eufemismo) dose di

supponenza, anche questa tipicamente vetero femminista, ma questo è un

altro discorso. Lei è liberissima di esprimere le sue opinioni ma nel

rispetto assoluto di tutti, in primis di chi la ospita.

Per cui, se vuole utilizzare il nostro spazio per esprimere le sue opinioni

è liberissima di farlo e noi saremo felici di accoglierla, ma nel rispetto

delle regole che spero di aver chiarito.

Se vuole può anche modificare il suo commento alla luce di quanto le ho

appena spiegato e inviarcelo nuovamente. Lo pubblicheremo senz’altro, una

volta “ripulito” da quello schizzo di fango o, se preferisce, da quello

“scivolone” in cui è incappata.

Saluti.

Fabrizio Marchi (fondatore e gestore del sito degli Uomini Beta)


26 Commenti

Simone 10:00 pm - 11th settembre:

Siccome sto per uscire, sarò breve.
Pincopallina, tu scrivi
@
Con le sue premesse mature riguardo il sesso come gioco, non mi stupisce chenon si riesca a soddisfare con una professionista in quelle condizioni. Questo è un segno di “maturità” in materia (che però non vorrei confondesse conl’accezione di anzianità, perché i bambini scoprono il sesso ludico, è la società che poi rovina tutto).
@
No, ferma, il discorso prostitute è un territorio molto diverso, un territorio che in realtà non c’entra nulla col sesso ludico, perché quello con la prostituta è già di per sé un sesso diverso da quello che si fa con una donna non prostituta. E’ diverso a livello psicologico, di approccio; e lo è a prescindere dalla società, dalla cultura in cui si è nati, cresciuti e vissuti.

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Strider 8:42 am - 12th settembre:

Pincopallina
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La vecchia storia che gli uomini hanno più libido delle donne… se approfondiste (e nemmeno troppo) altre tradizioni culturali, vi rendereste conto della costruzione culturale di questa affermazione. In molte filosofie orientali infatti affermano il contrario e non in base a ispirazioni inconsce alle religioni monoteiste, bensì sulla base di studi durati secoli sul corpo (Yoga, Tao, Tantra, per citarne alcuni).
Questa cosiderazione della minor libido nella donna è dettata da vari fattori:
- avere come unica figura femminile religiosa importante la Vergine Maria, anche se profondamente inconscio e non consapevole non aiuta a vedere il lato “animale” della donna.
- avere secoli alle spalle di repressione della libido femminile, fa si che siano totalmente assenti figure di riferimento nella storia. Se non abbiamo quasi poetesse che elogiano il cazzo, non sarà per via della censura?
- questa pesante eredità è uno dei motivi percui la trasformazione della donna ad essere più esplicita riguardo alla sua libido e di dimostrare apertamente il proprio appetito sessuale sia un processo lungo nel quale il maschio può contribuire dando sostegno e fiducia alla donna, invece di lagnarsi che non la danno.
- se il maschio si impegnasse a conoscere un po’ meglio la sessualità femminile e andasse incontro alle esigenze erotiche della donna, la soddisfazione di essa si accrescerebbe a letto e successivamente la darebbe con più disponobilità. Invece la maggior parte degli uomini si limita a masturbarsi dentro la donna e questa esce insoddisfatta dal rapporto: chi glielo fa fare di partecipare a un sesso ludico che è ludico solo per il maschio?
Perciò credo che poi molte donne, avendo completamente escluso il vero piacere fisico, usino il sesso per ottenere altri “regali”, per avere anche loro la loro parte.
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Dunque, io vivo in Umbria e lavoro in Toscana, pertanto posso dirti che a parte un’ eccezione di mia conoscenza, NON conosco neppure un uomo che non sostenga che “le femmine hanno tutte voglia di cazzo” molto di piu’ di quanto gli uomini abbiano voglia di fica.
E il bello e’ che a sostenerlo sono anche uomini maturi a cui e’ gia’ tanto che una donna si “conceda” oppure uomini frequentatori di prostitute o, meglio ancora, giovani uomini a cui le ragazze la fanno solo annusare.
Nonostante cio’, da bravi salami ingenui, continuano a sostenere che “le femmine c’hanno piu’ voja dei maschi”.
E vabbe’, ma del resto che l’ odierno maschio medio sia un povero tontolone, non e’ per me una novita’.
Per quanto riguarda quello che si narra in altre culture, non credo ci sia bisogno di andare a parare ad Oriente, basta restare nella cara vecchia Europa – in Grecia, per la precisione – ed andare indietro nel tempo di qualche millennio.
“Nel mito greco, Tiresia e’ partecipe dei due sessi, e vive un’ esperienza sia da uomo che da donna: interrogato da Zeus e da Era che gli chiedono chi tra i due sessi godesse di più nell’atto sessuale, Tiresia risponde che la donna gode nove volte di piu’ dell’uomo; Era, incollerita dalla risposta, lo acceca, mentre Zeus gli dona il potere divinatorio e una lunga vita”.
Questo tanto per evidenziare come certe leggende sulle donne fossero diffuse gia’ nella notte dei tempi.
Quello che pero’ non si capisce e’ per quale ragione in ogni tempo e in ogni luogo, siano esistiti uomini che pagavano le donne per fare sesso, nonostante le ultime fossero (si narra…) piu’ vogliose dei primi.
Insomma, come e’ possibile che “la tossicodipendente” abbia ricattato sempre “il pusher” ? Come si spiega che chi ha piu’ bisogno di una cosa possa poi farsela pagare ? Perche’ non e’ avvenuto e non avviene esattamente il contrario (differenze anatomiche a parte, che pero’ non spiegano affatto tale asimmetria) ? Imbecillita’ congenita maschile, forse ? Oppure, molto piu’ semplicemente si confonde la capacita’ orgasmica femminile, col puro e semplice desiderio di sesso promiscuo e fine a se stesso, che ha origine in primis dalla differente biologia maschile e solo in secundis dalla cultura dominante ? Personalmente propendo per la seconda ipotesi (che per me e’ un fatto).
Riguardo alla questione della religione cattolica che ha oppresso la libido femminile per secoli, devo dirti che non se ne puo’ piu’, perche’ la suddetta religione ha represso anzitutto la sessualita’ maschile, per non parlare del fatto che stare ancora qui a parlare di “certe pesanti eredita’ della religione”, in un’ epoca post femminista, fa ridere pure i sassi. Come e’ solito dire un mio vecchio e caro amico, “le reminiscenze genetiche non esistono”.
Inoltre tu asserisci che “se gli uomini si impegnassero di piu’ a conoscere la sessualita’ femminile” bla bla bla… Di’ un po’ : ma non credi che le femmine siano esseri senzienti in grado di assumersi le proprie responsabilita’ ? Perche’ se un uomo ha problemi e’ sempre colpa sua, mentre se’ e’ la femmina ad averne e’ colpa dell’ uomo ? Ed inoltre non pensi che anche le donne debbano impegnarsi un po’ di piu’ a conoscere la sessualita’ maschile, che non e’ affatto “sempliciotta” come pensate voi ? Per concludere, un ultimo appunto riguardo a questa tua frase:
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Se non abbiamo quasi poetesse che elogiano il cazzo, non sarà per via della censura?
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In passato, probabile, oggi no. Oggi nessuno impedisce, o impedirebbe, alle femmine di elogiare il cazzo. Nonostante cio’ non lo fanno. Segno che il cazzo non gli piace poi molto. Segno che all’ uomo la fica piace molto di piu’ di quanto alla donna piaccia il cazzo.

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Strider 9:01 am - 12th settembre:

Pincopallina, questo e’ un post che circa due anni fa mi e’ stato spedito via e-mail da un amico; un post scritto da un uomo che non si occupava di QM.

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Secondo me è fuorviante parlare di mentalità maschilista.
Non è possibile trovare una definizione che generalizzi un insieme di pregiudizi in un’unica etichetta mentalità maschilista.
Facendo questo, si dimostra pigrizia intellettuale e si viola il rasoio di Occam: se sono osservabili fenomeni di discriminazione, non c’è bisogno di valutare l’intenzione del discriminatore in relazione a un vago concetto di mentalità maschilista, basta semplicemente analizzare la discriminazione in se’, senza generare un conflitto inutile maschio-femmina.

Io penso che la condanna della libido femminile da parte delle religioni non sia segno di maschilismo, ma di misandria.
L’impulso che sta dietro a questa penalizzazione della libido femminile che c’è nelle religioni, secondo me, è un intimo senso di impotenza da parte dell’uomo (che ha fondato/divulgato/interpretato quelle religioni) di fronte alla donna che desidera.
L’uomo si sentiva succube del potere sessuale che le donne facilmente avevano su di loro, di conseguenza si è formata la percezione della donna come tentatrice, come chiodo fisso che impediva alle loro menti di concentrarsi su materie intellettuali.
Il giudizio di inferiorità delle donne riscontrabile nelle religioni, più che farmi pensare a uomini che si sentono superiori alle donne, mi fa pensare a uomini che non riescono ad accettare le loro pulsioni sessuali, spesso impellenti e maniacali, di conseguenza è come se ce l’avessero più con loro stessi che con le donne (il processo logico sarebbe quindi: “queste pulsioni mi mortificano, mi fanno sentire un maniaco”=> “allontaniamo il più possibile le donne dalle cariche sacerdotali”).
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mauro recher 9:35 am - 12th settembre:

ho avuto io ,la “brillante” idea di scrivere in un blog femminista molto conosciuto , trattando per l’altro un tema off-topic con la diatriba maschilismo e femminismo , essendo stato per niente ,ne volgare ,ne offensivo ,mi hanno bannato perchè scrivevo in certi posti “sporchi” e quindi puzzavo anche un pochino (più di un pochino smile ) ,
quello che mi ha dato fastidio e continua a dare fastidio è l’ipocrisia ,inutile che scrivono che sono anti razziste anti fasciste e censurano commenti perchè scritti da un uomo …fanno più bella figura a scrivere che gli uomini non li vogliono e amen ,sarebbe molto più coerente …

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sandro 11:07 am - 12th settembre:

“la prima generazione di femministe ha preso tutto il pacchetto culturale del femminile e l’ha buttato nel cesso. E forse era anche necessario. Ma ora si tratta di coltivare il femminile con dignità.”
Io invece credo sia ora di cominciare a coltivare il maschile con dignità.
Il femminile è stato coltivato pure troppo in tutte le salse, sarebbe ora di darci un taglio.
Noi mica esistiamo in funzione delle donne.

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maria 3:51 pm - 12th settembre:

Non e’ vero che degli uomini non ne vogliono sapere..le donne ne hanno un desiderio immenso e quanto si sentono sole…ma non amano ammetterlo. Molte di noi hanno una ritrosia fortissima a dire a un uomo: ho bisogno di te, delle tue braccia del tuo vigore e delle tue spinte. E quanto si perdono..per non sapersi liberare di questi atteggiamenti da primadonna che le vorrebbero tutte primeattrici degne di oscar senza neanche aver superato un provino. Spesso questo le porta a investire poco anche nel rapporto sessuale…come se l’uomo dovesse dimostrare anche lo spessore della loro femminilita’. E’ assurdo ma spesso accade esattamente così. Non so perche’ le donne indugino tanto in questo malinteso senso dei ruoli. Non ci guadagna nessuno eppure, care amiche, quante di noi si siedono dinanzi a un uomo senza pregiudizio e senza pensare che abbiamo a che fare col solito maschio fissato solo con una cosa e che e’ uguale agli altri…Non e’ così ed io che sono abbastanza educata a ll’ascolto sono comunque riamasta molto colpita dalle verita’ raccontate dagli uomini in questo sito. Non mi aspettavo simili travagli e sofferenze. Ho come la tendenza ad entrare con maggior attenzione..quasi in punta di piedi..perche’ di umanita’ si tratta, al maschile, per la prima volta palesata e molto vulnerabile. Lo si capisce dalle difficolta’ che gli uomini incontrano a parlarne liberamente colle donne. Perche’ un momento di sincerita’..le donne lo interpretano come un momento di debolezza. Perche’ gli uomini non possono tranquillamente dire che relazionarsi colle donne e’ complicato, necessario ma francamente stancante e demotivante. Forse e’ giusta l’intuizione degli uomini beta..dalla loro presa di coscienza, dal loro atteggiamento diverso nascera’ un nuovo approccio, una nuova relazione uomo-donna. In fondo un vero governo e’ garantito da una grande opposizione (Italia docet..) e per spronare il mondo femminile a rimettersi in gioco bisogna che la controparte dimostri di saper vedere lontano. Negli USA hanno un presidente nero…immaginate come dovevano essere visti coloro che per primi dissero…in un passato non lontanissimo..che i neri non dovevano essere schiavizzati…

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Silent Hill 6:15 pm - 12th settembre:

@ Strider

ho un dubbio (non fraintendere non è ironia ) : ma se veramente alle femmine l’uccello non piace come all’ uomo piace la passera, perchè allora fanno sesso, se veramente l’uccello non piace più di tanto ? Le cose controvoglia di solito non si fanno, no ? LA riproduzione ok , però a questo punto la natura , per facilitare e accellerare la riproduzione avrebbe dovuto donare la stessa voglia sia a uomini sia a donne , anche se ti confesso che io sono un pò diverso dalla massa media maschile, nel senso che tutta sta voglia di sesso francamente non ce l’ho…
Perdonami ma sono estremamente pignolo smile e queste cose non le sono riuscito mai a capire.

PS prostitute e ricattatrici a parte , l’una per i quattrini l’altra per suoi scopi .

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:00 pm - 12th settembre:

Gentile Signora Pincopallina,
accetto e apprezzo le sue pubbliche scuse, segno di maturità e buon senso da parte sua. Non solo, nella sua seconda lettera è evidente un atteggiamento molto più pacato, possibilista e di apertura al confronto, che non è presente nella prima dove, al contrario, il suo approccio è discretamente supponente, aggressivo e decisamente chiuso alla sola possibilità che le sue idee possano non costituire la verità assoluta.
Meglio così, la cosa mi fa molto piacere, e mi prendo anche un pezzettino di merito per questo. Perché, diciamoci la verità, se non le avessi dato quel piccolo ma significativo altolà, lei, molto probabilmente, non avrebbe modificato di una virgola il suo atteggiamento nei nostri confronti.
Ciò detto, vado al dunque e le rispondo punto per punto, cominciando dalla sua prima lettera. Alla seconda risponderò in un secondo momento, data la complessità e la quantità (e la contraddittorietà) delle argomentazioni da lei messe in campo.
1) E’ veramente sorprendente come tutte, e sottolineo tutte, le donne che in qualche modo appartengono alla cultura di derivazione femminista, riescano a tirare per la giacchetta, ora di qua, ora di là, in base alla convenienza del momento, qualsiasi tipo di argomentazione. Tutto può essere affermato in un momento e negato in un altro, attraverso un uso a dir poco disinvolto della dialettica e la negazione di ogni logica.
Lei non fa eccezione, da questo punto di vista. In questo caso infatti lei stessa fa ricorso alla cultura (cioè ai condizionamenti sociali e culturali) per affermare che da questo punto di vista non esistono differenze naturali fra donne e uomini. Sarebbe allora interessante sapere, per rimanere in tema, cosa ne pensa sul tema della violenza. Perché per molte sue colleghe di genere con la sua stessa formazione culturale, la violenza “è sempre e solo maschile”. Ma come? Siamo eguali in tutto e per tutto relativamente al sesso ma siamo così diseguali quando si tratta dell’uso della forza? Non mi sembra un modo intellettualmente onesto per rispondere sia all’uno che all’altro aspetto.
Ciò detto, anche noi siamo convinti che i condizionamenti sociali, culturali e religiosi abbiano influito moltissimo nella relazione fra i sessi e nella fattispecie sulla sessualità femminile, ma siamo altrettanto convinti che questi abbiano potuto attecchire su un humus, una condizione di natura ontologico-biologica, che ha consentito a quegli stessi di potersi sedimentare. Non è casuale quindi che la sessualità femminile (e di riflesso quella degli uomini) sia stata condizionata nel corso della storia attraverso le modalità che ben conosciamo. La stessa operazione, a parti invertite, non sarebbe mai stata realizzabile perché appunto non sussistevano, come non sussistono, le condizioni ontologico-biologiche tali da renderla possibile. Sarebbe come pretendere di arginare uno tsunami con una palizzata di legno…
La sua posizione è quella del “dogma culturalista”, esattamente speculare all’altro dogma, quello “naturalista”. In base al primo tutto può essere modificabile e plasmabile; per il secondo nulla può essere immutabile. La storia e i fatti ci dicono che entrambe queste posizioni non sono corrette. La realtà non è statica ma dinamica e natura e cultura interagiscono fra loro fino a compenetrarsi.
E’ profondamente sbagliato quindi, e soprattutto intellettualmente disonesto, ricorrere allo stato di natura oppure alla cultura, quando ci fa più comodo. Lei sta facendo esattamente questo, e mi duole doverlo sottolineare ma è così. Ha interpretato pro domo sua, deformandolo, l’articolo di Barnard, il quale (con una concezione fondamentalmente “culturalista”) vi invita proprio ad andare nella direzione da voi stesse auspicata ormai da molto tempo. Ma sembra proprio che le donne, guarda caso, non ci sentano proprio da questo punto di vista (o non ci vogliono sentire?).
Siamo tutti/e eguali, anche e soprattutto dal punto di vista sessuale? Allora non potete chiedere agli uomini di continuare a comportarsi come i loro antenati hanno fatto per millenni. E lo stesso vale per voi. Se siamo veramente eguali, perché non vi proponete anche voi in modo aperto e palese, come sempre hanno fatto e fanno gli uomini? Perché non ci spalancate un bel sorriso per la strada e ci invitate a bere un drink? Ne saremmo tutti felici, stia pur tranquilla, a parte qualche “coglionazzo” benpensante che non ha perso l’abitudine di giudicare. Ma a voi non dovrebbe importare nulla di questa gente. Siete donne evolute, cosa può fregarvene?
Invece così non è. E perché? Perché i condizionamenti sociali e culturali vi bloccano nei vostri desideri più profondi? Quelli di saltare addosso ai maschi per la strada e scoparveli come loro farebbero con voi?
E’ una balla. Potevate essere vittime di questo genere di condizionamenti fino ad una cinquantina di anni fa. Ora questo discorso non è più credibile e suona un pochino, anzi molto, come un alibi.
La verità è che proporsi, essere spontanee, dirette, immediate, comporterebbe per le donne uno sforzo enorme, ma soprattutto una perdita di potere sugli uomini. E il comandare, come sappiamo, è meglio che fottere. Ha ragione Maria nel suo ultimo post, in questo “gioco” anche alle donne alla fin fine resta spesso l’amaro in bocca. Nondimeno non fanno un passo verso gli uomini, nulla che possa minimamente modificare lo status quo. Sarebbe una vera e propria rivoluzione culturale.
Ora sono io che pongo una domanda a lei:”Hanno interesse le donne oggi a farla questa rivoluzione? Chi glielo fa fare?”. Si dia una risposta (innanzitutto a se stessa) e possibilmente onesta.
E a questo punto mi fermo e la rimando alla lettura del nostro Manifesto (il Movimento Beta) e di tanti altri articoli del sito dove, a mio parere, può ampiamente trovare le risposte che cerca. Le suggerisco in particolare gli articoli “Natura e Cultura” (dove affrontiamo proprio la tematica da lei proposta), “Reciprocità e spontaneità”, “Lettera ad una donna di sinistra”, “La vostra contraddizione”, Comandare è meglio che fottere”, e naturalmente tutti gli altri.
2) “L’industria del sesso esiste, perché è facile addescarvi! È come l’industria della cosmetica per le donne! È facile! È il marketing più antico del mondo”. (Pincopallina)
L’industria del sesso esiste, cara Pincopallina, perché il sesso non è libero ma, stante le diversità di natura ontologica fra i sessi che, come vede, nessuno di noi disconosce (lei lo fa), è sottoposto alle leggi e ai dettami dell’ordine mercantile dominante di cui le donne, o meglio il “femminile” (inteso quindi come categoria di pensiero e come prassi) ai vari livelli e responsabilità, è complice e alleato, anche se a lei questo non piace sentirselo dire.
Se il sesso fosse libero, vissuto serenamente, giocosamente, ludicamente, con quella reciprocità e con quella spontaneità che il genere femminile per tante ragioni che abbiamo molto sommariamente e maldestramente cercato di spiegare, ancora non sa cosa siano, la prostituzione non esisterebbe neanche.
E invece è proprio per questo che esiste, quella ad uso e consumo dei ricchi (che il più delle volte non è ufficiale ma ufficiosa) ma soprattutto quella per i poveracci. E posso assicurarle che a nessun uomo (tranne pochissimi ma sono una minoranza e non fanno statistica) piace pagare una donna per fare del sesso. Pagare per scopare, in modo diretto o “indiretto” (non cambia nulla, anzi, il pagamento diretto e palese può essere spesso molto meno ipocrita e mortificante rispetto a quello “indiretto”) è una delle cose più avvilenti, mortificanti, alienanti e umilianti che un uomo possa fare, non solo nei confronti della donna ma soprattutto nei confronti di se stesso. E vale per tutti (o quasi). Questo concetto lo tenga bene a mente, soprattutto quando le capiterà di ascoltare per l’ennesima volta il mantra delle sue amiche (e forse anche il suo) e colleghe di genere femministe (o derivate) per le quali la prostituzione e la mercificazione del sesso sono sempre, comunque e dovunque un prodotto degli uomini che vogliono la donna oggetto….
Pincopallina, è ora di gettare e per sempre alle ortiche questi luoghi comuni che non aiutano nessuno a crescere, tanto meno le donne. E non si è mai visto un processo di maturazione,crescita e consapevolezza senza assunzione di responsabilità..da parte di tutti/e.

La ringrazio e mi riprometto di rispondere a breve alla sua seconda lettera.
Fabrizio

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Fabio 8:07 pm - 12th settembre:

Per concludere, un ultimo appunto riguardo a questa tua frase:
>>>>>>>>>
Se non abbiamo quasi poetesse che elogiano il cazzo, non sarà per via della censura?
>>>>>>>>>
In passato, probabile, oggi no. Oggi nessuno impedisce, o impedirebbe, alle femmine di elogiare il cazzo. Nonostante cio’ non lo fanno. Segno che il cazzo non gli piace poi molto. Segno che all’ uomo la fica piace molto di piu’ di quanto alla donna piaccia il cazzo. (Strider)
********************

Grande Strider.

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Simone 11:17 pm - 12th settembre:

Silent Hill
@ anche se ti confesso che io sono un pò diverso dalla massa media maschile, nel senso che tutta sta voglia di sesso francamente non ce l’ho…
@
Silent, io non ti conosco, però permettimi di rivolgerti qualche domanda: tu hai rapporti sessuali regolari con una donna? Oppure saltuari? Frequenti prostitute? Oppure sei costretto all’astinenza? Te lo chiedo perché quando non si ha una vita sessuale regolare, oppure la si ha “disgregata”, diminuisce pure la voglia di fare sesso. Viceversa, quando si ha una sana e soddisfacente vita sessuale si ha sempre voglia di farlo. Sto parlando in generale, naturalmente, però la norma è questa.

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Fabrizio Marchi 9:22 am - 13th settembre:

Come promesso, cara Pincopallina, rispondo alla sua seconda lettera, punto per punto, anzi, constatazione per constatazione (e poi non voglio sentirmi dire che gli Uomini Beta non dialogano con le donne…smile )
1 constatazione:
“il mondo è pieno di uomini bruttini da 1000 euro al mese felicemente accompagnati, così come è pieno di donne affascinanti, single ed ampiamente autosufficienti come me che da mesi non beccano uno straccio d’uomo e prendono sonno consolandosi con un buon vibratore! (Lu).
Questa è la frase della donna a cui fa riferimento lei nella sua lettera, Pincopallina. Non è certo stata “cazziata” perché le piace masturbarsi con un vibratore, ci mancherebbe altro, sa quanto ce ne può importare. Non siamo certo dei bacchettoni o dei falsi moralisti, mi sembra evidente, è sufficiente leggere ciò che scriviamo per capire che non è certamente questo il punto.
Quella donna è’ stata criticata per il concetto che ha espresso. E cioè che non è possibile accostare l’astinenza sessuale di una donna bella, affascinante e socialmente posizionata (quell’”ampiamente autosufficiente significa questo…) con quella di un uomo “bruttino” da 1000 euro al mese. La prima è astinenza per scelta, la seconda per necessità, o meglio per cause di forza maggiore.
Non solo, nel suo (banale) intervento (quello di Lu) viene a dirci candidamente che “il mondo è pieno di uomini bruttini da 1000 Euro al mese felicemente accompagnati”. Ma su, per favore, capisco che ci piaccia sognare, però, noi siamo qui per osservare la realtà e non per raccontarci delle fiabe. Questo non significa ovviamente che anche un uomo bruttino da 1000 euro al mese non possa avere una compagna o una sua vita sessuale, sia chiaro, ma venirci a raccontare che il problema non sussiste e soprattutto ad equiparare la condizione di quell’uomo a quello di una donna bella, affascinante, single ed economicamente autosufficiente, odora anche un po’ da presa in giro. Non c’è bisogno di scomodare l’economia politica per capire che il potere specifico della seconda (e quindi il suo potere attrattivo e la sua possibilità di scelta) è ENORMEMENTE superiore a quello del primo.
Ciò detto, lei dice che bisogna allentare il “politically correct” per poter riaprire una discussione autentica. Sono d’accordissimo, direi anzi che questa è una delle nostre parole d’ordine (chi segue con regolarità il sito lo sa bene). Ma questo non c’entra nulla con gli insulti o le provocazioni. Lei deve sempre pensare a parti invertite cosa accadrebbe se io mi rivolgessi ad una qualsiasi donna nello stesso modo in cui lei si è rivolta a noi.
Ma di questo ho già parlato nella mia prima lettera di risposta e non ci torno.
2 constatazione:
proprio perché in questo tipo di comunicazione manca quel 70% di comunicazione non verbale di cui lei parla (giustamente), a maggior ragione dobbiamo stare attenti a come ci esprimiamo. Perché in un dialogo dal vivo, a seconda dei toni, delle espressioni facciali, del grado di confidenza fra le persone, anche il “vatti a fare una sega invece di sparare cazzate” detto da una donna ad un uomo può assumere diverse sfaccettature, non necessariamente offensive. Fermo rimanendo che, a parti invertite (questa per lo meno è la mia opinione), se un uomo, in quasi tutte le circostanze, dicesse ad un donna “Tieni, ficcati ‘sto vibratore in corpo così ti passa la voglia di dire cazzate”, non so se questa la prenderebbe così sportivamente così come sono abituati a fare gli uomini…
3 constatazione:
Non siamo animati da una volontà revanscista nei confronti del genere femminile. Tutt’altro. Il nostro è un movimento di genere (maschile) e di classe, ci occupiamo cioè (e abbiamo l’ambizione di rappresentarne i bisogni e gli interessi) di quella parte di umanità maschile che, a nostro parere, è oggi quella che si trova in una condizione di sottomissione e subordinazione nei confronti del “femminile” all’interno di un complesso sistema socio-economico-culturale declinato al “femminile” di cui quest’ultimo è parte attiva, integrante e dirigente (a pieno titolo e insieme, naturalmente, al “maschile alpha”, per lo meno in questa attuale fase storica, poi ciò che accadrà in futuro non possiamo ancora prevederlo ma solo ipotizzarlo).
Come il femminismo ha assunto una sua parzialità e si è affermato proprio grazie a questa modalità, lo stesso, specularmente, facciamo noi. E abbiamo tutto il diritto di farlo. Né potrebbe essere altrimenti in questa situazione. Se c’è la possibilità che la Questione Maschile possa aprire una breccia e costruirsi uno spazio, ciò sarà possibile solo se se gli uomini (beta) saranno in grado di costituirsi come soggetto autonomo e collettivo e con un proprio punto di vista complessivo sulla realtà. Riteniamo che se questo processo non verrà posto in essere e anche in un tempo relativamente breve, la grande maggioranza degli uomini (beta) sarà destinata ad un futuro di subordinazione e anche ad una graduale ma totale e inesorabile perdita di identità. Che è poi uno degli obiettivi strategici del processo di omologazione-massificazione-omogeneizzazione-uniformizzazione-mercificazione del sistema dominante.
4 constatazione:
Non ho mai criminalizzato le prostitute, specialmente quelle “di strada”. Quando parliamo di mercificazione non ci riferiamo certo al fenomeno spicciolo della prostituzione, tanto meno quella di strada, ma ad un processo culturale, psicologico e anche pratico, di cui il genere femminile è pienamente compartecipe e corresponsabile.
Non capisco quindi come lei faccia a sostenere che per me o per noi “è più sporco lavorare in proprio sulla strada che pulitina in agenzia”. Nessuno di noi lo ha mai sostenuto. Anzi, le prime sono in molti casi sfruttate e obbligate, le seconde sono professioniste per scelta. Le quali, per quanto mi riguarda, sono comunque molto meno ipocrite di tante altre figure femminili di cui lei stessa fa menzione (vallette, soubrette, attrici, attricette, showgirl e soprattutto moltissime donne “normali” che utilizzano la loro sessualità come uno strumento di gestione e dominio sugli uomini…).
Una sola nota a margine, perché si deve considerare dignitoso da parte di una donna guadagnarsi il pane facendo la prostituta e sporco, abietto e maschilista il fatto di andarci da parte di un uomo?
5 constatazione:
Il genere femminile potrà cambiare ed evolversi, dal nostro punto di vista (che significa abbandonare le logiche di cui parliamo in tanti articoli del sito), solo se quello maschile porrà in essere determinati comportamenti in grado di “obbligarlo” a cambiare. Lei dice che il nostro tono è pretenzioso, o forse perentorio? Può darsi, se lei lo dice vuol dire che lo avverte. D’altro canto, noi in questa fase è agli uomini che dobbiamo e vogliamo parlare. E non perché delle donne non ci importa ma per la ragione che le ho appena spiegato. E per raggiungere gli uomini abbiamo necessità di un linguaggio chiaro, diretto e convincente. In fondo, come hanno fatto le femministe tanti anni fa, dalle quali, se vogliamo, noi prendiamo in prestito il metodo (vincente, va detto). E anche loro non sono state molto tenere, tutt’altro, ma hanno vinto. Glielo riconosciamo. A noi naturalmente non interessa il muro contro muro né il nostro obiettivo è quello della criminalizzazione di un intero genere (non siamo come loro…), ma riteniamo che in questa fase, per ricostruire una sana, robusta, autonoma, consapevole e rivisitata maschilità (e sarebbe positivo anche per le donne) sia necessario assumere una posizione forte e chiara, senza se e senza ma.
Ciò detto, lei dice che le donne si sono liberate di vecchie schiavitù per entrare in altre. Può anche darsi, e in fondo c’è del vero nelle sue parole. Però, vede, anche se l’esempio può sembrarle esagerato (e un pochino lo è, ma siamo qui per capirci…), anche un uomo molto ricco che vive per accumulare sempre più denaro, ricchezze e potere, dal mio punto di vista è un alienato. In fondo anche lui è uno “schiavo”. Ma se io andassi da quell’uomo (come San Francesco, Sant’Uomo) e gli dicessi:”Fratello, guarda come vivi, la tua è una vita sprecata, in mezzo al lusso, a ricchezze di ogni genere, hai tutto e tutti a tua disposizione, basta che schiocchi le dita. Ma in realtà la tua è una vita misera. Rinuncia al tuo potere, dona tutto ai poveri e vieni con noi alla ricerca della vera felicità che non è nella sottomissione degli altri ma nell’amore, la fratellanza, la reciprocità, la spontaneità, l’amicizia”. Secondo te quell’uomo cosa mi risponderebbe? (a parte i rarissimi casi individuali, che sono appunto i Santi).
E’ per questo, cara Pincopallina (e spero che mi abbia perdonato per il mio esempio iperbolico), che le donne, magari sbuffando un po’, preferiscono però “tirarsela”. Perché se smettessero di “tirarsela” dovrebbero accettare di vivere da pari a pari con gli uomini, scendere dal piedistallo e abbandonare una volta e per sempre tutte quelle rendite di posizione alle quali non vogliono (forse non riescono?) a rinunciare. Insomma, diventare dei comuni mortali che addirittura si pagano pure la cena quando escono con un uomo…
D’altronde non gliene faccio neanche una colpa. “Se gli uomini mi mettono loro stessi sul piedistallo – potrebbe dire una qualsiasi donna – non vedo perché io ci debba scendere…”…
Oppure non so, se io avessi qualcuno che per sua libera scelta decidesse di regalarmi 3.000 euro al mese, perché mai io dovrei rinunciarci? Se non lo fa lui devo essere io a dirgli di smettere?…
Ecco, questa è un po’ la situazione dei rapporti uomo-donna oggi. E ammetto che gli uomini ci hanno messo molto del loro.
Ciò detto, lei dice che nel momento in cui scegliamo di vivere secondo modelli mercantili e consumistici, poi non possiamo liberarcene come d’incanto da un momento all’altro e praticare il sesso ludico. Verissimo, infatti la nostra critica, come può evincere leggendo il sito e in particolare il nostro Manifesto, va a 360° al sistema socio-economico-culturale nel quale viviamo, di cui però, e questo è ciò che le donne non vogliono sentirsi dire, me ne rendo conto, il “femminile” è oggi sostanzialmente complice, alleato e parte integrante e strategica. E il cane torna a mordersi la coda…
Le risposte alla 7 constatazione sono sostanzialmente contenute nelle precedenti.
Per quanto riguarda invece la sua proposta di aprire nel sito una rubrica di cultura sessuale, ci penseremo. Ogni suggerimento deve essere preso nella sua giusta considerazione, anche se non credo che lo faremo perché questo nostro sito è qualcosa di diverso. Ma ci ragioneremo.
Fabrizio Marchi

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Leonardo 11:49 am - 13th settembre:

Se un uomo si pavoneggia troppo viene deriso dalle donne e viene anche chiamato frocio, le donne non amano il fanatismo dei maschi. Io ritorno sempre sull’invidia: anche pincopallina vuole essere corteggiata, messa al centro dell’attenzione quando dice: se il maschio si impegnasse a conoscere un po’ meglio la sessualità femminile e andasse incontro alle esigenze erotiche della donna, la soddisfazione di essa si accrescerebbe a letto e successivamente la darebbe con più disponibilità
—————————————————————–
ecco pincopallina vai anche tu incontro alla sessualità maschile, capisco che prenderlo non è come metterlo, ma per certi versi prenderlo significa pure essere servite.
L’uomo non è solo un violentatore come si vuole far credere, mettere l’uomo su questa posizione significa sminuirlo, sminuire la sua sessualità; in realtà la donna si sminuisce da sola in questo modo pensando solo di essere un buco.

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mauro recher 5:25 pm - 13th settembre:

il mondo è pieno di uomini bruttini da 1000 euro al mese felicemente accompagnati, così come è pieno di donne affascinanti, single ed ampiamente autosufficienti come me che da mesi non beccano uno straccio d’uomo e prendono sonno consolandosi con un buon vibratore! (Lu).
Questa è la frase della donna a cui fa riferimento lei nella sua lettera, Pincopallina. Non è certo stata “cazziata” perché le piace masturbarsi con un vibratore, ci mancherebbe altro, sa quanto ce ne può importare. Non siamo certo dei bacchettoni o dei falsi moralisti, mi sembra evidente, è sufficiente leggere ciò che scriviamo per capire che non è certamente questo il punto.
Quella donna è’ stata criticata per il concetto che ha espresso. E cioè che non è possibile accostare l’astinenza sessuale di una donna bella, affascinante e socialmente posizionata (quell’”ampiamente autosufficiente significa questo…) con quella di un uomo “bruttino” da 1000 euro al mese. La prima è astinenza per scelta, la seconda per necessità, o meglio per cause di forza maggiore.
Non solo, nel suo (banale) intervento (quello di Lu) viene a dirci candidamente che “il mondo è pieno di uomini bruttini da 1000 Euro al mese felicemente accompagnati”. Ma su, per favore, capisco che ci piaccia sognare, però, noi siamo qui per osservare la realtà e non per raccontarci delle fiabe. Questo non significa ovviamente che anche un uomo bruttino da 1000 euro al mese non possa avere una compagna o una sua vita sessuale, sia chiaro, ma venirci a raccontare che il problema non sussiste e soprattutto ad equiparare la condizione di quell’uomo a quello di una donna bella, affascinante, single ed economicamente autosufficiente, odora anche un po’ da presa in giro. Non c’è bisogno di scomodare l’economia politica per capire che il potere specifico della seconda (e quindi il suo potere attrattivo e la sua possibilità di scelta) è ENORMEMENTE superiore a quello del primo.
———————————————————————-
concordo ,anche se qualcuno mi deve spiegare il perchè non si dice bruttino da 4-5000 al mese ,forse è vero che all ‘aumentare dello stipendio ,aumenta anche la bellezza … concordo ovviamente anche che i cosidetti “bruttini” possono essere felicemente accompagnati ,credo che nessuno neghi anche l’evidenza che vedo ,sia sul posto di lavoro che in giro. Però ,era più facile nel passato ,adesso trovo molta più difficoltà , per questi “bruttini e poveretti”

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Luke Cage 9:09 pm - 13th settembre:

Egregia Pincopallina,
il fatto che tu ci chieda di essere meno “politically correct” la dice lunga su quanto hai capito riguardo alle nostre intenzioni,non per niente ci accusi anche di essere e capricciosi e pretenziosi (come direbbe un amico,proiezione a ore 12) solo perchè mettiamo il dito nella piaga della totale mancanza di reciprocità nel rapporto uomo/donna nella vita di tutti i giorni (tra le altre cose).
Non mi dilungo perchè molte cose che condivido sono già state dette da altri.
Tra una considerazione pretestuosa e l’altra ci infili anche una non tanto velata accusa di moralismo e ci suggerisci di ampliare il nostro bagaglio culturale (specie in tematiche legate al sesso) ma francamente trovo presuntuoso anche questo,sembra una maniera subdola di presentare una lista delle richieste da soddisfare per ottenere l’agognato premio di 1 scopata (..and the winner is?..).
Riguardo alla fruizione del sesso secondo dinamiche consumistiche,anche qui incappi nel tipico escamotage tutto femminile della libertà sessuale a 360 gradi per le donne mentre per gli uomini ci devono essere delle istruzioni e delle raccomandazioni (come se il sesso non riguardasse due persone liberissime di usare i propri corpi senza aneliti spirituali o chissà cos’altro).
Io ad una altra donna dissi che è inutile parlare con le donne di determinati (ovvero questi) argomenti perchè vi è un vero e proprio gap incolmabile,oggi come oggi,nel confrontarsi a partire da una realtà che viene letta in maniera radicalmente diversa.
Tu non fai eccezione.
Prima che tu mi possa accusare di averti cazziato ti faccio notare che non ho espresso giudizi sulla tua persona ma ho evidenziato quelli che mi sembrano essere dei tipici atteggiamenti ormai stranoti (e tu nella tua missiva avanzi altrettante critiche nei nostri confronti quindi “siamo pari”).

Saluti.

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Fabio 10:08 pm - 13th settembre:

Personalmente credo che il sesso sano possa essere solo ludico. Nel senso del gioco spensierato, nel senso del superamento dell’ego, senza voler assolutamente sembrare esoterica. (Pincopallina)
********************
Già, ma quante donne sono in grado di vivere il sesso in questo modo? E quante donne sono REALMENTE fantasiose a letto? Brevemente ti riporto una mia personale esperienza, risalente a cinque anni fa. In quel periodo mi capitò di conoscere e di frequentare per un breve periodo una donna di Pesaro, separata e più vecchia di me di quattro anni (oggi ha quarantun anni), con la quale a un certo punto finii a letto. Non ci fu una grande intesa fra noi, perché lei era (e sicuramente è) la tipica donna passiva che aspetta che sia l’uomo a fare tutto, ed alla quale piace un sesso “normale e tranquillo”, che per i miei gusti è alquanto noioso. Il sesso che piace a me è molto più giocoso, vario ed anche parlato…
Beh, sai cosa mi disse? che “mi sentiva molto giovane”, ossia “immaturo”… Non la mandai a quel paese per educazione, ed evitai di di farle notare che sul letto mi sembrava un sacco di patate, perché non mi piace offendere, specie in certe situazioni che uno si augura possano essere sempre belle, ma che a volte non lo sono per niente.

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Simone 9:28 pm - 15th settembre:

Ho trovato per caso sul web gli articoli di un certo Michele Vignodelli, che pur non condividendoli in toto, reputo interessanti.
http://users.libero.it/michele.vignodelli/mepivede.html
E voi cosa ne pensate?

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Rino 7:35 am - 16th settembre:

M. V. (riflessivo e profondo) offre quasi sempre spunti interessanti, intuizioni fruttuose da approfondire. Non prive di contraddizioni, secondo me, ma trattandosi di un approccio aperto, volto allo stimolo e non alla definizione di dogmi, in lui la cosa non disturba.
Già una decina di anni fa si fece vivo sul nostro tema con un intervento interessante per Altrosenso-Viridiana:
qui: http://www.altrosenso.info/conversazione6.htm

Ne approfitto per segnalare che D. Haesli dalla Svizzera ci informa che è in programma a Zurigo il 30 ottobre p.v. il primo incontro unitario in terra elvetica tra alcune associazioni maschili svizzere e tedesche.
qui: http://antifeminismus.ch/

RDV

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Fabrizio Marchi 8:10 am - 16th settembre:

Decisamente molto interessanti questi scritti di Michele Vignodelli postati da Simone e da Rino.
Mi ricorda un po’, direi molto, l’Ernst Junger del “Trattato del ribelle”, lettura a mio giudizio da non perdere. E’ molto probabile che lo stesso Vignodelli si ispiri a quel pensatore tedesco.
Sono d’accordissimo con luii sull’analisi (e la critica) della realtà attuale. Meno, devo dire, sull’idealizzazione di un contesto felice in cui l’umanità avrebbe vissuto, prima del processo di “civilizzazione”, in totale armonia con la Natura e l’Universo.
Credo, purtroppo, che le cose siano più complicate e che l’umanità, tranne forse rari casi di alcune popolazioni di determinate e limitate aree del pianeta, non abbia mai conosciuto un’era di vera armonia e concordia.
In ogni caso, come ripeto, resta validissima e lucidissima la sua lettura della realtà contemporanea. Non lo conoscevo e certamente ora sarà mia premura leggere le sue opere.
Fabrizio

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Fabrizio Marchi 8:52 am - 16th settembre:

Ho dato una rapida lettura ad alcuni articoli di http://www.antifeminismus con il traduttore e mi sono fatto un’idea, sia pur sommaria. Diciamo che la “weltanschaung” (orizzonte culturale) dei promotori di quel movimento (e la loro critica, sia pur giusta al femminismo) tende ad essere quella neotradizionalista. Questo è un limite secondo me perché finchè la Questione Maschile resterà solo e prevalentemente in quell’ambito culturale-filosofico-politico, non potrà mai avere la forza di sfondare il muro e aprire la breccia nel “matrix”. Di questo, fra le tante incertezze che la vita non lesina di certo, sono assolutamente convinto.
Nondimeno, l’iniziativa mi sembra molto interessante e molte delle analisi che ho letto (sia pure con il traduttore di google che, come sapete, non traduce in modo chiaro) sono corrette e condivisibili.
Anzi, sarebbe interessante sapere se in quel convegno del 30 ottobre ci sia la possibilità di avere una traduzione simultanea. Spesso nei convegni si usa farlo, con l’utilizzo di cuffie e interpreti.
Se così fosse (scriverò una email ai promotori anche per comunicargli la nostra esistenza come movimento) e se trovassi l’opportunità di alloggiare senza spendere molto, non vi nascondo che sarei molto interessato a parteciparvi, e perché no, anche ad intervenire ufficialmente, se ce ne fossero le condizioni.
Vi terrò informati.
Fabrizio

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Luke Cage 9:01 am - 16th settembre:

“La civiltà contro l’uomo”,”Il trattato del ribelle”…letture interessanti,mi torna in mente una citazione che trovai in un libro molto tempo fa:
“A human being should be able to change a diaper, plan an invasion, butcher a hog, conn a ship, design a building, write a sonnet, balance accounts, build a wall, set a bone, comfort the dying, take orders, give orders, cooperate, act alone, solve equations, analyze a new problem, pitch manure, program a computer, cook a tasty meal, fight efficiently, die gallantly. Specialization is for insects.”
— Robert Heinlein, Time Enough for Love

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Alessandro 11:37 am - 16th settembre:

Condivido quanto scritto da Fabrizio su Vignadelli. Grazie a Simone per la segnalazione.

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Marco 7:08 pm - 17th settembre:

Pincopallina
@ Comunque invece di andare a puttane (anche se stimo il fatto che lei abbia colto l’occasione per farsi piuttosto certe domande sul sistema), perché non si fa una bella sega? Le donne che sono riuscite a mantenere una sana libido, si arrangiano da sole quando ne hanno il bisogno, mica fanno i capricci e pretendono che gli uomini risolvano il loro arrapamento!
L’industria del sesso esiste, perché è facile addescarvi!
@

Credo che parole come queste evidenzino in maniera chiarissima chi realmente sia questa donna: una della massa, perciò insignificante.
Allo stesso tempo trovo assolutamente condivisibili queste parole di strider.
@ Oppure, molto piu’ semplicemente si confonde la capacita’ orgasmica femminile, col puro e semplice desiderio di sesso promiscuo e fine a se stesso, che ha origine in primis dalla differente biologia maschile e solo in secundis dalla cultura dominante ?
@

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ulisse di bartolomei 7:05 pm - 13th febbraio:

La condizione della donna è la diaspora che nell’attualità appare enunciata dal confronto con le culture migranti, sebbene da almeno due millenni le nuove religioni vi apposero dei marchi etici che al confronto con la moderna percezione del diritto e del giusto mostrano notevole obsolescenza. Dal Gennaio 2011 un nuovo testo disquisisce la tematica esponendo le basali induzioni che producono un approccio etico sminuente o subordinante nei confronti della femmina e adeguato anche alla stregua di manuale per prevenire i pericoli nascosti nei moti interpersonali, qualora le religioni vi aggreghino un influsso di rilievo. L’argomento primario è implementato con una scansione della vita di Gesù nella Galilea, osservata con uno scrupolo investigativo moderno e adeguato nell’evidenziare degli aspetti denotanti gli errori interpretativi, che i padri fondatori della Chiesa Cattolica potrebbero aver commesso, e gravato sulla figura femminile. L’occidente è sede della cultura emersa dominante nella storia e la questione “condizione della donna” come la conosciamo è anzitutto la deriva più eclatante delle impostazioni della Chiesa Cattolica ai suoi primordi. Aiuta inoltre a comprendere gli eventi del nostro tempo, quando le religioni appongono dominanti ruoli identificanti. Il linguaggio testuale è accessibile a tutti, dovuto ad un rigoroso utilizzo di vocaboli non complessi.
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PincoPallina 10:51 pm - 13th febbraio:

Ho riletto i commenti e non ho più voglia di soffermarmi sui dettagli, perché non è importante in fondo. Voglio solo dire questo a cuore aperto:
Sono davvero felice che si parli finalmente di queste cose!
Vorrei sottolineare che i miei interventi non vogliono essere mai delle pretese verso gli uomini. Personalmente ho avuto la fortuna di non avere problemi ad essere attiva a letto e mi ha fatto piacere vedere le facce sorprese degli uomini che mi dicevano: “ma come? ti muovi? ehi, ma è più bello così!” Dentro di me pensavo “ma allora come?” e sentivo la felicità di una nuova porticina, una nuova possibilità per loro con la prossima donna con cui avrebbero fatto l’amore. E una nuova possibilità anche per la donna.
Penso che ci dovremmo comportare a letto come vorremmo che l’altro si comportasse con noi. Se non va non ne farei una questione universale ma direi che semplicemente non va. Non è che tutte le combinazioni funzionano ed è anche questo il bello della vita, no?
Se poi vi incontrate una becera che vi rimprovera lasciatela stare poverina che è piena di complessi e cercatevi qualcuno che abbia voglia di andare oltre.
Io parlo partendo dalla mia esperienza e di quello che mi sembra di intuire. Non credo che possiamo filtrare una verità unica.
Credo che siamo molto più simili di quanto pensiamo.
Credo che siamo vittime di una cultura cattolica profondamente radicata in noi.
Auguro a tutti di incontrare qualcuno con cui possano condividere questa grande voglia di cambiare gli schemi, che credo sia il nobile progetto di questo gruppo, aldilà delle frustrazioni umanissime di ognuno.
Invito le donne ad imparare a lasciarsi andare e sopratutto ad essere più attive a letto, perché da quello che leggo la maggior parte si comporta come un cadavere a letto. Donne, è passata l’epoca che ci condannava se facevamo vedere la nostra sessualità! Facciamo la nostra parte!
Invito sia maschi che femmine a leggerersi un po’ di tantra, che può aiutare a conoscere un po’ meglio il corpo dell’altro e le sue esigenze e a capire che il sesso è a 2!
Mi auguro di cuore che ci sia un evoluzione nella nostra societa riguardo al sesso!
Auguri a tutti!

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Pappagallus curvasudisticus 2:05 am - 29th agosto:

PincoPallina,

Ma che fine hai fatto? Vojo er nummero de telefono. Aho, si dici che a lletto te movi, nun te vojo perde…
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monique 1:05 pm - 17th marzo:

@PINCOPALLINA
Sono una donna pienamente disgustata dal tuo modo di scrivere, credo che qui tu abbia trovato dei signori Uomini, che ti hanno profondamente e ammirabilmente rispettata.

La mia indignazione è molto forte verso quelle come , non tanto per il sottile velo ”femminista” che indossi, sul quale non meriti nemmeno un commento, quanto per la tua esplicita frustrazione in cui vuoi indurre ”la persona” indipendentemente dal sesso, la ”manipolazione” di cui sei autrice tu stessa, provo pietà e un forte senso di dispiacere nonostante tutto….le persone si riducono a questo per una motivazione sempre, per cui ti dò un profondo consiglio:trova il tuo cammino interiore e poi magari se ne può riparlare.
Saluti a tutti..
Monica

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