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22 giu 2016  |  172 Commenti

Costruire la Himstory

1) Con riferimento alla convinzione che la violenza sia tutta e solo maschile (non relativamente all’auspicio della scomparsa degli UU)  la Martani condivide l’opinione di un gran numero di DD  “Il maschio è come un batterio: deve essere eliminato”  (ad es. è la stessa – da me appositamente testata  – della stragrande maggioranza delle mie studentesse che non hanno, sotto alcun aspetto, nulla di speciale rispetto alle loro coetanee di tutta Italia).

2) Tale opinione è fondata su dati oggettivi (ma vediamo subito in che senso). La violenza e la sopraffazione sono quasi totalmente maschili: 97-98-99%. Ciò deriva dal fatto che  violenza e la sopraffazione sono definiti secondo la polarità maschile (visibile, rilevabile, compromettente, quantificabile/numerabile etc.) e non quella femminile. Se costringo una persona che vuole andare a sud a salire invece su un treno che va a nord puntandogli una pistola alla tempia, questa azione viene definita/percepita/punita come violenza.  Se invece manipolo e inverto le indicazioni del tabellone delle partenze, tale azione non viene né definita, né percepita, né punita come violenza. Eppure ottengo il medesimo risultato. Induco (=costringo) la mia vittima a fare ciò che voglio io. Se poi quella mia manipolazione viene scoperta, non viene comunque qualificata come violenta, né dal codice penale né nella valutazione morale sociale. Avrà un altro nome, una diversa qualificazione penale/civile e una diversa valutazione collettiva. Nessuno mi attribuirà la qualifica di violento.

Di questa diversità si possono dare infiniti esempi. Eccone un altro.

Se un malvivente di strada mi punta un coltello alla pancia per rapinarmi 100 Eu. questa sua azione (visibile, rilevabile, quantificabile/numerabile etc.) è definita/percepita/punita come violenza. Se invece come membro del CdA di Banca Popolare di Vicenza rubo miliardi a 100.000 cittadini, non verrò né percepito né punito come  violento e la mia azione (pur violentissima) non entrerà nel computo delle violenze. (Tutti i crimini dei Colletti Bianchi godono di questa “esenzione”. Infatti anche nei rari casi in cui vengono puniti non qualificano comunque mai l’autore come “violento” né per il codice penale né nella valutazione collettiva, e tantomeno entrano nella statistiche sulla violenza). La violenza delle Camicette Rosa è dello stesso tipo di quella dei Colletti Bianchi: una violenza che non è mai stata percepita, definita, qualificata, punita come tale. Non ha quel nome, non ha il nome che dovrebbe avere. E quindi “non é violenza”.

3) La sproporzione tra le violenze maschili e quelle femminili (e perciò la presunta innocenza femminile) ha qui uno dei suoi fondamenti. La sola violenza femminile rilevata, valutata e condannata (quando lo è…) come tale è quella esercitata nella polarità maschile: (visibile, rilevabile, compromettente, quantificabile/numerabile etc.). Dunque del tutto minimale, marginalissima.  (Mi fermo qui perché sui caratteri della violenza femminile ho già indicato in Questa metà della terra gli elementi che mi paiono essenziali).

4) I dati statistici sulla violenza sono oggettivi? Certo. Lo sono in questo senso: se il mio odore è definito puzza e il tuo viene qualificato come profumo, il risultato oggettivo sarà questo: io puzzo e tu profumi. Inequivocabile, oggettivo. L’oggettività dei dati dipende dalla definizione dei fatti. Ciò che non rientra nella valutazione sociale della violenza …non entra nelle statistiche sulla violenza. I Colletti Bianchi non sono violenti. Le Camicette Rosa neppure. Per averne conferma, chiediamolo ai padri separati… (a nessuno dei quali è mai stata puntata una pistola alla tempia…).

5) Violenza delegata: come gli UU hanno delegato alle  DD  tutta la riproduzione (gravidanza, parto, allattamento) cosi le DD hanno delegato agli UU tutta la violenza visibile/compromettente etc.. Anticipo questo tema, ma non mi ci soffermo.

6) Verità parziale = menzogna capitale. Come è vero che tutta la violenza (come sopra definita) è maschile così è vero che tutto ciò che esiste è creazione maschile. Tutto ciò che le DD hanno avuto e hanno è creazione degli UU.

Alla Martani hanno fatto osservare che tutto sommato ha bisogno degli UU per una ragione che gli UU (ingenui) ritengono importante ma che invece, come proclamato orgogliosamente dalla stessa, è per le DD secondaria o del tutto irrilevante: il sesso. Ciò dipende dall’assoluta incapacità maschile di vedere il ruolo svolto dagli UU in tutta la storia umana: la conquista/creazione di tutto ciò che esiste di cui ciascuno di noi – DD per prime – è circondato, dalla testa ai piedi. In senso letterale: dallo shampoo alla pelle conciata della suola delle scarpe fino a tutta l’infinita panoplia dell’esistente. Dalle piramidi al cavatappi.

Della storia umana la Martani, al pari dei suoi sprovvedutissimi intervistatori, ha visto i 3 miliardi di massacrati. I 97 miliardi di salvati non li vede nessuno. Si vede il comma 1 (punizione dell’adultera) non si vede, non si conosce/riconosce l’esistenza del comma 3 (la stessa punizione per il suo amante). Si vede il male, solo il male. Il bene non esiste. Si vedono le verità utili alla guerra antimale. Quelle “dannose” non esistono.

Ma come accusare le misandriche se gli stessi UU non riconoscono la propria storia?  Cosa posso rimproverare alle mie studentesse se gli UU per primi sono incapaci di raccontare la propria epopea?

La storia delle DD è stata scritta, quella degli UU stiamo incominciando a scriverla noi.

Alla History le FF hanno contrapposto la Herstory. Ma la History non è la storia degli UU, è la storia universale. Alla Herstory (storia della relazione di F con M) va contrapposta la Himstory. Questa sarà la storia della relazione di M con F raccontata dagli U.  La sua costruzione non è più agli inizi. L’edificio avrà forme stupefacenti e dimensioni impressionanti. Noi stessi ne resteremo sbalorditi.

Alla conquista della Himstory: allons enfants!


172 Commenti

Rino DV 11:06 am - 9th agosto:

Mi sembra che funzioni.
La disponibilità in download del testo di Farrell è una grandissima cosa.
Ringrazio pure io l’anonimo attivista e frequentatore del forum QM per il lavoro svolto. Eccellente.
Il formato cartaceo è esaurito da tempo e la casa editrice, da me contattata molti anni fa per acquistare i diritti e poi procedere ad una nuova ristampa, non rispose mai ai miei contatti. Purtroppo.
Ora questi fatto risolve il problema.
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Il testo di Farrell è e resta uno dei caposaldi della riflessione sulla QM, anche se non l’unico. Mi permetto di aggiungere che da allora ne abbiamo fatta di strada, specialmente noi italiani sia sul piano dell’analisi minuta che soprattutto su quello della psicologia sociale e della filosofia.
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Riscontri numerici indicano che il Momas italiano è il più attivo del mondo dopo quello anglosassone.
Ci aggiungo la mia personale opinione che il nostro livello di elaborazione è il più acuto e profondo del pianeta.
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E non è finita qui, credetemi.
.http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_mail.gif
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RDV

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LorenzoR 6:09 pm - 9th agosto:

Assolutamente vero, ma il merito è in gran parte tuo, caro Rino

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mauro recher 6:55 pm - 27th settembre:

Sul tg5 “le donne hanno una marcia in più” e raccontano di una storia di una ragazza che,su internet, trova l’uomo che ha truffato il suo ragazzo (più o meno) e finisce “Per fortuna che usiamo 1/4 di cervello(in merito alle dichiarazione dell’ esponente dell’ Arabia saudita) se no per voi uomini è finita” .. Non ho mai sentito un servizio più misandrico di questo

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Renzoni 12:26 pm - 1st ottobre:

Disgustoso caro Mauro,disgustoso servizio!
Anche se i Tg Mediaset non mi piace definirli Tg,ma trasmissione di gossip.

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Rino DV 9:06 pm - 23rd novembre:

Un bacio non apprezzato è una molestia grave?
Penso di si. Può valere 28.000 Eu?
Può darsi.
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E’ il simmetrico che manca.
Mi si indichi un’offesa femminile agli UU che valga altrettanto. O anche molto meno.
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Mi si indichi un’offesa femminile agli UU che valga 1 Eu.
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Mi si indichi un’offesa femminile agli UU contro la quale si possa quantomeno pensare di agire in giudizio.
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La lista dei mali subiti dalle FF è lunghissima.
Quella degli UU è vuota.
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Sta a noi riempirla. E’ la Himstory.
Millioni di pagine bianche.
Le migliaia che abbiamo scritto sin qui ne rappresentano solamente la prefazione.

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Renzoni 2:39 pm - 25th novembre:

Come se le angherie e i casi di soverchieria li subissero solo persone di sesso femminile.
Dove li mettiamo i giovani maschi bullizzati per anni?
Quelli non contano.Non appartengono al popolo eletto!

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mauro recher 4:45 pm - 27th dicembre:
Rino DV 8:22 pm - 5th febbraio:

Via le femmine dalla F1….
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Ci sono varie considerazioni da sviluppare.
1-Hanno anticipato i tempi, evitando di farsi crucifiggere e poi cedere.
2-E’ già questo un cedimento.
3-Ma è anche una mossa assai acuta. Potrebbe creare imbarazzo in casa femminizta. … gli UU fanno da soli…
4-Potrebbe diventare una modello per casi analoghi. Invece di attendere l’attacco e poi cedere, applicare questa linea: mandarle via prima che parlino. Un benservito umiliante e liquidatorio… un modo inequivocabile per segnalare che …gli UU non hanno PIU’ bisogno di loro.
Il primo atto di un MGTOW di massa.
F1? E’ cosa nostra.
Ma anche F2 …F3 …. X5 Y6 e Z7…
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Brrr….

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mauro recher 6:32 pm - 6th febbraio:
ARMANDO 6:51 pm - 8th febbraio:

Uomini che fanno da soli? Si, potrebbe essere. Ma potrebbe essere anche che fra un po’ si senta l’accusa che la F1 è uno sport che esclude ogni ruolo femminile, non solo dalla guida , quindi intrinsecamente discriminatorio e maschilista, quindi da eliminare o boicottare. Certo, finchè è un business da miliardi di dollari non sarà così, ma non si può escludere che nel tampo succeda qualcosa di inaudito, e naturalmente sommamente ridicolo, un po’ come le prove fisiche “agevolate” per le soldatesse.

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Renzoni 11:26 pm - 9th febbraio:

mauro recher:
http://www.huffingtonpost.it/2017/10/09/cose-il-pull-a-pig-il-fenomeno-misogino-che-fa-a-pezzi-lautostima-dell-donne_a_23237270/?ncid=fcbklnkithpmg00000001

Mio commento Una domanda, cosi per curiosità, ma i maschi ne fanno una giusta ?

Ma per carità…poi magari le vittime si vendicheranno su qualche povero cristo!
Questo modus operandi è tipico di quei “maschioni” che amano vantarsi con gli amici quanto trombano…e se non lo fanno,si iventano l’avventura.

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Rino DV 3:53 pm - 6th marzo:

Una felice notizia:
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“Il secondo sesso capovolto” di Santiago Gascó Altaba.
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Spagnolo in Italia da decenni, frequentatore saltuario dei siti QM e di alcuni convegni, Santiago ha scritto un libro dal titolo “Il secondo sesso capovolto” che verrà pubblicato in settembre.
Si tratta di un’opera eccezionale che segnerà un punto capitale nella costruzione della narrazione maschile – la Himstory – non solo per noi italiani..
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Si tratta di un saggio di estensione impressionante, da 1200-1300 pagine, nel quale vengono ripercorsi
vasti tratti della storia dell’occidente (e non solo) letta, descritta e interpretata dal punto di vista maschile.
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Un lavoro che lascia di sasso. Vi si trovano non meno di 5.000 quotations di saggi, romanzi, sentenze, codici, leggi, indagini statistiche, programmi politici, etc. di singoli, di gruppi, di istituzioni etc. che datano secoli.
Che si sappia, nulla di simile è mai stato scritto in tutto l’Occidente.
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Per averne un assaggio è sufficiente acquistare il quotidiano “Libero” giovedì prossimo, otto marzo,
giornale al quale sarà allegato un saggio di Glenda Mancini dal titolo “Anche le donne uccidono”.
A pagina 176 del libro della Mancini (ultima pagina) ci sarà il capitolo introduttivo del volume di Santiago che verrà pubblicato dalla Casa Editrice Persiani in settembre.
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Come si vede il Momas è vivo ed alcuni suoi attivisti fanno cose incredibili.
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Ovviamente, la pubblicazione sarà accompagnata dalle nostre recensioni e anticipata
dal massimo battage pubblicitario di cui saremo capaci.
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(Conosco il bi-tri-volume perché, con C. Manzari, ne ho corretto le bozze un anno e mezzo fa, quando
il lavoro contava “solo” 1.200 pagine. Ma, dice Santiago, da allora ha continuato ad arricchirlo…)
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Festa grande.

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Enrico 5:12 pm - 6th marzo:

Ottima notizia. Mi spiace solo notare come gli unici giornali in cui sia concesso parlare di qm, siano testate come “Libero”.

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Rino DV 9:52 am - 7th marzo:

Enrico:
Ottima notizia. Mi spiace solo notare come gli unici giornali in cui sia concesso parlare di qm, siano testate come “Libero”.

.
Hai messo il dito nella piaga.
Le ragioni degli UU (alcune almeno) sono lasciate alle posizioni cattoliche o conservatrici o addirittura reazionarie.
.
La colpa è tutta delle sinistre (vere, false, semivere…). Delle SX di governo come di quelle di semigoverno o di opposizione. Ivi comprese le forze “antagoniste” etc. etc.
Dei partiti ma anche degli intellettuali etc.
.
Penso che una delle cause di erosione e franamento delle SX sia anche questa. Lo si potrebbe chiedere ai padri separati ex di SX. …
.
Qui emerge allora il significato dell’esistenza del MUB.
La sola forza culturale (flebile ma viva) di SX radicalmente antifemm. Fino a prova contraria, unica su tutto il pianeta.

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Daniele 2:59 pm - 7th marzo:

“Penso che una delle cause di erosione e franamento delle SX sia anche questa”: pensi bene (e non sono nemmeno un padre separato). Per quanto mi riguarda, l’attacco al maschile è stato il motivo principale della mia astensione (o meglio: per rispetto dell’istituzione-voto e di chi si sacrificò per essa ho annullato la scheda di regione e senato e votato un partitino dallo 0,1% alla camera giusto per abbassare la percentuale di tutti gli altri). Non dico che per il resto la Sinistra mi piaccia (tutt’altro), ma probabilmente il naso me lo sarei turato. Purtroppo non credo che abbiano capito, e anche i prossimi leader insisteranno, ormai sono così ideologizzati e slegati dalla realtà che anzi è capace che pensino che debbano essere ancora più femministi… Vabbé, tanto meno dell’1% non possono prendere…

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ARMANDO 11:30 am - 7th marzo:

Eccellente. Speriamo solo che l’estensione del libro non scoraggi gli acquirenti lettori. Domando: nel caso ci fosse un problema di questo tipo (ovviamente spero e mi auguro di no), e fermo restando che per noi la ricchezza di pagine, le citazioni, i riferimenti ecc, rappresentano un aiuto indispensabile per proseguire nella nostrs impresa e quindi sono benvenute, Santiago potrebbe ridurlo?

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Rino DV 4:36 pm - 7th marzo:

Riduzione? Mi pare di ricordare che abbia ventilato qualcosa del genere. O almeno l’enucleazione delle quotations dal cartaceo e da rendere disponibili on line.

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ARMANDO 5:49 pm - 7th marzo:

Rino DV,

bisognerebbe capire il vero motivo per il quale la così detta SX , da quella moderata a quella antagonista, degli UU se ne occupa solo x rimarcarne le colpe e i privilegi. Perchè? da cosa nasce questo modo di pensare? E’ una questione di concezione antropologica, quella deriva era già in germe nei riferimenti ideologici storici, è solo una questione “politica”?

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Rino DV 8:05 pm - 7th marzo:

Armando: bisognerebbe capire il vero motivo…
—-
Ho qualche congettura, ma da definire con maggior precisione. Tempo verrà.. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_mail.gif

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Claudio Manzari 8:14 pm - 7th marzo:

Rino DV: .
Hai messo il dito nella piaga.
Le ragioni degli UU (alcune almeno) sono lasciate alle posizioni cattoliche o conservatrici o addirittura reazionarie.
.
La colpa è tutta delle sinistre (vere, false, semivere…). Delle SX di governo come di quelle di semigoverno o di opposizione. Ivi comprese le forze “antagoniste” etc. etc.
Dei partiti ma anche degli intellettuali etc.
.
Penso che una delle cause di erosione e franamento delle SX sia anche questa. Lo si potrebbe chiedere ai padri separati ex di SX. …
.
Qui emerge allora il significato dell’esistenza del MUB.
La sola forza culturale (flebile ma viva) di SX radicalmente antifemm.Fino a prova contraria, unica su tutto il pianeta.

….Naturalmente, parlare oggi di “Sx” è particolarmente complicato e frammentario… tanto più per uno come me, che si riconosce nella Dx Tradizionalista (non “estrema” Dx, con l’aggettivo che scatta come un tic dei giornalisti, ma non significa niente); che io sappia, attualmente in Italia ci sono: un Centro-Dx; e due DDxx, entrambe social-popolari; l’una “tradizionalista” e l’altra “progressista”, cioè possibilista rispetto ad aborto e unioni same-sex) (curiosamente, i loro manifesti politici sono abbastanza sovrapponibili a quello di Potere al Popolo, salvo che quest’ultimo non contempla la Famiglia e l’aspetto patriottico-identitario).
Venendo alla Sx elitaria, snob, radical-chic, alla Saviano, ecco qui una ns vecchia conoscenza (l’immagine che allego è di svariati anni fa):
http://www.secoloditalia.it/2018/03/toscani-da-il-peggio-gli-elettori-della-lega-sono-dementi-macerati-nel-cervello/.
Qualcuno vorrebbe provare a chiedergli se ha qualche dichiarazione da fare su notizie come questa?..

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blu 5:51 pm - 8th marzo:

Non so se può essere un utile spunto di riflessione il libro “La storia come organismo vivente” di Emanuele Franz. Sono molto sorpreso dell’endorsement di noti esponenti della intellighenzia di sinistra tra cui Chomsky e Cacciari. Vivremmo oggi nell’Età del Sogno, o delle Viscere.

https://www.ilfoglio.it/filosofeggio-dunque-sono/2018/03/02/news/la-storia-come-organismo-vivente-ecco-la-teoria-di-emanuele-franz-181738/

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ARMANDO 7:24 pm - 8th marzo:

Il punto su cui riflettere, e bene, è questo: come mai tutta la sinistra, da quella moderata a quella radicale e antagonista, sono schiacciate sistematicamente su quelle posizioni e manifestano una impossibilità a smuoversi, quasi un disagio esistenziale, o forse un “incantesimo” che le inchioda? il MUB, diciamocelo, è la classica eccezione che conferma una regola ormai universale, per questo assolutamente benemerita e l’unico da cui potrebbe nascere qualcosa di diverso. Ma chissà quando? Temo che non riuscirò a vederlo,

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ARMANDO 7:26 pm - 8th marzo:

Aggiungo che mi sembra evidente non si possa parlare solo di “tradimento dei chierici”. Deve per forza esserci qualcosa di più profondo.

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Claudio Manzari 7:06 pm - 9th marzo:

Rino DV: .
Hai messo il dito nella piaga.
Le ragioni degli UU (alcune almeno) sono lasciate alle posizioni cattoliche o conservatrici o addirittura reazionarie.

…Trovo casualmente in rete questo articolo.
La mia personale posizione, rispetto a colleghi di militanza, è scettica-dubitativa. P. es., non mi convince il “reddito di maternità”, che riprende il principio ìnsito nei sussidi a suo tempo concepiti da Livia Turco.
A mio parere, se la priorità fosse davvero l’unità della Famiglia, l’incentivo economico dovrebbe essere erogato a questa – come per il quoziente familiare alla francese, o le attuali detrazioni fiscali + assegno al nucleo all’italiana -, e non alla madre individualmente (la quale, in ipotesi, potrebbe anche essere una single; oppure una convivente che, una volta assicuratasi l’assegno personale, non avrebbe remore e sfasciare la famiglia, facendo fuori il padre…).
Se poi parliamo di consapevolezza sulle discriminazioni antimaschili, posso assicurare che la Dx è messa come Potere al Popolo e gli altri: cioè zero, non riesce a vederle. Se c’è un vantaggio culturale, quello è solo sul piano etico, cioè una robusta resistenza contro la deriva antropologica e antiumana. E comunque, parliamo di una sparuta pattuglia di “sentinelle” (nel senso jungheriano).

P.S.: Il reazionario non aspira alla vana restaurazione del passato, ma all’improbabile rottura del futuro con questo sordido presente.
Nicolàs Gòmez Dàvila – “In margine a un testo implicito”

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ARMANDO 9:32 pm - 9th marzo:

Concordo in sostanza con Claudio. Eccome se può esisterte un femminismo di “destra”. Basta capirsi su cosa significa oggi Destra. C’è quella liberista, diciamo per intenderci neocon, che dell’antropologia se ne fotte allegramente tutta concentrata sulla “roba” . Questa dx non è affatto conservatrice o reazionaria, al contrario gareggia con la sinistra di vario tipo nel dichiararsi a favore del progresso in tutti i campi. ma c’è una destra che non accetta tutto ciò, perchè ritiene che esista una natura umana in sè, in primo luogo i due sessi, e che certi principi sociali debbano prevalere sulla libertà individuale, in nome della giustizia e della coesione sociale. Questa destra, (tipo i “conservatori sociali” americani o alcuni settori del cattolicesimo, per intendersi), credo possa convergere su alcuni temi specifici con una “sinistra” che, finalmente, ricominci a pensare senza appiattirsi sul liberismo e sul capitale. Io eviterei persino di parlare di “reazionari” , “conservatori”, progressisti” etc, tutti termini che nel corso degli anni hanno assunto significati diversi, ed invece mi cincentrerei sul confronto fra le idee.

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Fabrizio Marchi 10:16 am - 10th marzo:

ARMANDO,

La ragione è in fondo molto più semplice di quanto pensiamo. Nel momento in cui si racconta fino a dare per scontato (e questo lo raccontano TUTTI) che il genere femminile sia sempre stato oppresso e discriminato, è conseguente che la sinistra che, per definizione, difende (o dovrebbe difendere) gli oppressi, gli sfruttati, faccia sua la causa femminil-femminista. E’ a partire da questa gigantesca rivisitazione-manipolazione della storia che nasce l’equivoco.
Ripeto, la narrazione femminista è accettata da tutti. Qualche anno fa partecipai ad una iniziativa organizzata a Roma da Vincenzo Spavone alla quale partecipò un europarlamentare di Fratelli d’Italia (non so se è chiaro…), il quale polemizzò con me dicendomi che fin dalla notte dei tempi le donne erano sempre state oppresse, e citò addirittura la Grecia classica per dire che anche ad Atene, culla della civiltà, le donne erano oppresse e discriminate. Ora, chi non fosse stato a conoscenza delle cose ha probabilmente pensato che il sottoscritto era quello di destra e il deputato europeo quello di sinistra…
Ora, è ovvio che se questa narrazione arriva a fare breccia in un partito post-fascista, figuriamoci nella sinistra, per ovvie ragioni…
Su tutto ciò, aggiungiamo la (non dichiarata e occultata) subalternità piscologica maschile nei confronti del femminile, e abbiamo spiegato il tutto.
Però non sono d’accordo nell’andare sempre e sistematicamente a cercare le cause strutturali di tutto ciò nei “fondamentali” della sinistra; termine peraltro più che vago perché come giustamente viene fatto notare da tanti, nella storia ci sono stati i comunisti (che non si definivano di sinistra, a cominciare da Marx), i socialisti, gli anarchici ecc.
Se dobbiamo fare questo discorso (ma ne abbiamo parlato migliaia di volte e mi stupisco che ci dobbiamo ogni volta ripetere…) dobbiamo necessariamente concludere che il femminismo non nasce nell’esperienza comunista concreta. E questo è un fatto. Il femminismo non nasce (e non ce n’era traccia) nell’URSS, nella Cina comunista, in tutti i paesi comunisti, e neanche nei partiti comunisti occidentali (che solo nella loro fase calante vengono contaminati dal femminismo). Aggiungo che anche i sistemi comunisti – dobbiamo essere onesti – erano impregnati di una mentalità che potremmo definire maschilista, i gay ad esempio erano emarginati e derisi, anche e soprattutto a Cuba (e questo, ovviamente, è grave) né più e né meno di quello che avveniva nelle società occidentali cattoliche o nei regimi fascisti. Il femminismo, il genderismo, le ideologie lgbt erano quanto di più lontano potesse esserci nei paesi comunisti. Di femminismo non ce n’era neanche l’ombra. E, diciamoci la verità, sarebbe stato addirittura rischioso in quei sistemi sostenere l’ideologia femminista, così come la conosciamo noi in Occidente, cioè per quella che è veramente.
Quindi dobbiamo fare attenzione. Se ancora ci attardiamo, dopo ormai un quindicennio che ne discutiamo, a trovare le cause originarie del femminismo nel movimento comunista e socialista mondiale, vuol dire che allora tutte le analisi che abbiamo fatto in tutti questi anni sulla relazione simbiotica tra femminismo e capitalismo, sono acqua fresca. Ora, io capisco la vis dissolutrice di alcuni di noi che devono arrivare a dire che le ragioni fondanti della Sinistra (termine vago che comprendi impropriamente movimento comunista, socialista ecc. ma ci siamo capiti…) sono strutturalmente sbagliate e che bisogna cambiare direzione. E va bè, la cambiassero se non l’hanno già cambiata…
Però non modifichiamo la realtà. Il femminismo, LO ABBIAMO RIPETUTO MIGLIAIA DI VOLTE, nasce e si sviluppa e trova il suo brodo di coltura nelle società capitaliste occidentali, e certamente nella sinistra sia liberale che radicale occidentale che del sistema capitalista è parte integrante (tant’è che abbiamo detto – e siccome qui siamo tutti intellettualmente onesti, non possiamo negarlo – che anche nei partiti comunisti occidentali, prima dello “sbrago”, diciamo così, il femminismo non faceva breccia…). E ciò è dimostrato dal fatto che proprio il femminismo e anche la sinistra liberale e radicale ha accusato il movimento comunista (e i comunisti) di essere impregnato di cultura maschilista e che da questo punto di vista (e questo è stato un cavallo di battaglia del femminismo) non c’era nessuna distinzione tra gli uomini comunisti e non comunisti. Armando, Rino, voi ve lo dovreste ricordare bene…
Quindi mi stupisco, in tutta franchezza, che ancora dopo anni e anni ci si attardi ad individuare nel movimento comunista internazionale le ragioni e le cause prime strutturali del femminismo. Sapete bene che per me ciò che conta sono le effettive determinazioni storiche, nel bene e nel male. Ebbene, queste ci dicono che il femminismo non è nato, cresciuto e pasciuto a Mosca, a Pechino, all’Avana, a Berlino Est, ad Hanoi o a Belgrado, ma a San Francisco, New York, Londra, Parigi.
E non mi pare di dire un falso storico. Diverso è naturalmente il discorso sull’uguaglianza dei sessi che nei sistemi comunisti era ovviamente effettiva, come è giusto che sia (fermo restando che anche lì in miniera ci andavano gli uomini…). Ma questa è tutt’altra questione che nulla ha a che vedere con il “femminismo reale” che è quello che conosciamo e di cui abbiamo fatto e facciamo esperienza in Occidente.
Per cui, se esiste un contesto sociale e culturale che ha favorito la crescita del femminismo, questo è stato ed è SICURAMENTE QUELLO DELLE SOCIETA’ CAPITALISTE OCCIDENTALI.
E questo è un FATTO, amici miei, non una fantasia del sottoscritto. Se così non fosse non avremmo neanche dato vita al MUB, perché non ce ne sarebbero state le condizioni oggettive. Ci saremmo limitati a prendere atto delle cose.
Io rovescio invece completamente il discorso. Pensate quale capacità pervasiva può avere una ideologia come il femminismo, capace di incistarsi e di colonizzare anche la destra più destra, come ad esempio in Italia la Lega (qualcuno è al corrente che Salvini ha orgogliosamente candidato tra le sue file una delle femministe più integraliste, misandriche e portatrici di misure repressive, securitarie e antimaschili che si chiama Giulia Bongionro?) o come, peggio, le neonate formazioni di destra ultranazionalista e xenofobe europee, tedesche, olandesi, che sono una miscela oscena di ultra femminismo, razzismo e islamofobia, guidate peraltro da donne lesbiche e ultra femministe, ancora più oltranziste delle loro colleghe di sinistra che, ovviamente, essendo figlie di una visione di sinistra che si vorrebbe garantista, non arrivano (per quanto anch’esse violentemente antimaschili) a concepire le misure draconiane antimaschili delle femministe di destra (ergastolo per i “femminicidi” senza possibilità di sconti di pena, castrazione chimica per i rei di violenza sessuale, divieto di entrata agli immigrati maschi ecc.. )

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Fabrizio Marchi 11:46 am - 10th marzo:

P.S. per quanto riguarda la pubblicazione su Libero del libro di Glenda Mancini (non di Sangas, di Glenda Mancini), voglio ricordare che Libero è un giornalaccio scandalistico, oltre che della destra più becera, dove ogni giorno ci sono titoloni allucinanti all’insegna del becerume razzista, indirizzati alla “pancia” della parte più aggressiva e”violenta” dell’elettorato leghista e destrista.
State pure sicuri che anche se un giorno scoppiasse la terza guerra mondiale Libero pubblicherà quello stesso giorno un articolo in prima pagina con un titolone su un immigrato africano che ha scippato e poi stuprato una vecchietta padana di 94 anni…
Questo è Libero. Altro non è. Dare spazio ad un libro che critica, sia pure in modo timido, la narrazione femminista, rientra in quella logica lì.
Dobbiamo dare atto, allora, forse non ve ne siete accorti, che Il Fatto Quotidiano, ospita sistematicamente articoli critici nei confronti del femminismo, vii compresa una rubrica fissa del nostro amico Marcello Mazzola che ha pubblicato numerosi articoli in tal senso. Anche per il Fatto Quotidiano (ma in misura molto minore perché è sicuramente un giornale molto più serio di libero) vale in parte la stessa logica di Libero. Devono conquistare lettori e sanno benissimo che il pappone femminista è ormai indigesto a molti e comunque pubblicare articoli simili fa lievitare la discussione me quindi in ultima analisi aumentare il numero dei lettori.
E quindi, stiamo attenti, perché io NON considero affatto positivo che (solo o quasi) giornalacci come Libero diano spazio alla QM, perché questo significa ancora una volta relegare la QM nella pattumiera del maschilismo becero. Mi sorprende che anche questo aspetto non sia stato colto…
Ci stiamo facendo un mazzo così per togliere la QM dalle paludi del becerume reazionario, non scivoliamo su una buccia di banana…

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Claudio Manzari 1:56 pm - 10th marzo:

Fabrizio Marchi,
…Sottoscrivo tutta l’analisi di Fabrizio. Fermo restando che il “trucco” che ancora incanta la mediocre classe politica europea, di Dx e Sx, è l’aver incanalato il Femminismo sulla scia della lotta di classe, assimilando così la donna al proletariato (assunto peraltro teorizzato da Engels: ma sarebbe sciocco calcare la mano, perché ritengo che i teorici di tutti i colori abbiano un’incidenza irrisoria sulla “prassi politica”), la via d’uscita (ma ci remano contro i poteri forti che governano i media e l’immaginario collettivo: quelli sì che incidono!..) potrebbe essere, a mio avviso, ripartire dalla dimensione antropologico-sociale della FAMIGLIA.
[Detto per inciso: i leader europei come Macron, la May e la Merkel, non hanno figli... Vi fa sospettare qualcosa?..] [Vi fa sospettare qualcosa che la Famiglia tradizionale sia al primo posto dell'agenda politica del Gruppo di Visegrad?..]
Ricapitolando: non ci piove che il femminismo sia CONSUSTANZIALE al capitalismo liberista (di cui la Dx sociale, quella delle borgate, è acerrima nemica quanto una parte – oggi minoritaria – della Sx); a mio parere, quindi, il ns focus dovrebbe uscire, una volta per tutte, dal dilemma “perché il Femminismo viene assimilato alla Sx e i diritti degli Uomini vengono assimilati alla Dx?” (e magari fosse vero… ma la Dx, anche quella anti-capitalista, se ne fotte…) e concentrarsi semmai su quest’altro dilemma: perché la tutela della Famiglia e il riconoscimento della sua insostituibile funzione sociale e procreativa non sono oggi nell’agenda politica della Sx intesa in tutte le sue sfumature?
Io posso capire il Centro-Sx europeista, che vuole, dichiaratamente, sbaragliare tutte le formazioni sociali che si frappongono fra il Governo Unico Mondiale e l’individuo-schiavo (reso più fragile proprio dalla sua solitudine); ma le altre SSxx anti-europeiste? Perché, se si parla loro di “famiglia”, intendono solo la diade madre-bambino?
Insomma, l’abbiamo capito o no che il riconoscimento della funzione sociale dell’uomo (tralasciando, per il momento, la sua dignità come individuo) passa attraverso il riconoscimento del suo ruolo nella Famiglia (e non solo come provider economico!..)?

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ARMANDO 3:49 pm - 10th marzo:

Fabrizio Marchi,

fabrizio, io ragionavo, o cercavo di farlo, con riferimento alle ragioni filosofiche, non a quelle poltiche, sulla quali convengo che i paesi comunisti non hanno lasciato spazio al femminismo

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Rino DV 7:40 pm - 10th marzo:

E’ come dite.
Aggiungo solo questo. La dipendenza psicologica maschile (citata da Fabrizio) ha varie componenti tutte con radici profondissime.
a) – Oltre a quelle legate al sesso e al fatto che siamo figli di donna, vi è l’istinto alla protezione e alla difesa della D in pericolo a qualsiasi costo.
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b) -Tutte le campagne di mistificazione se portate avanti a livello totale per generazioni provocano la modifica dei valori sociali, è ovvio.
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c)- L’opera di mistificazione sulla D oppressa e vittima attecchisce però più profondamente ed estesamente in quanto evoca la risposta istintiva, cieca e irrazionale sopra indicata. a+b=>c (e vale per tutti gli UU, Dx e Sx).
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d)- la Sx dovrebbe essere (lo è anche stata…) la parte che difende gli oppressi, le vittime. c+d=>incistamento radicale del femminismo nella Sx.
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e) Su tutti agisce (sia pur in modo diverso) poi il sostrato cultural-valoriale del romanticismo, da una parte, e quello della tradizione cristiana della opzione verso i deboli, dall’altra.
.
f) La Dx non condivide ovviamente quanto al punto d ma ne ha uno suo: la difesa della “stirpe” che non può avvenire senza la difesa della D. Almeno di quella della propria razza. Di qui l’interesse della Dx per la questione demografica (cui la Sx è indifferente) e le proposte di assistenzialismo alle famiglie. A quelle numerose nel passato, a tutte – in via programmatica – oggi. Ma poiché oggi “famiglia” è anche la D single,e non c’è rimedio a questo, pur di tentare di contrastare il declino della “stirpe” non resta che prevedere benefici direttamente alla madre.

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mauro recher 11:44 am - 11th marzo:
Claudio Manzari 1:01 pm - 11th marzo:

Rino DV:
E’ come dite.
Aggiungo solo questo. La dipendenza psicologica maschile (citata da Fabrizio) ha varie componenti tutte con radici profondissime.
a) …

…Sintesi esaurientissima; ma ancora non spiega perché, nel pensiero degli UU di Sx, la procreazione e la trasmissione generazionale siano viste come affare di donne, in cui gli uomini si sentono intrusi.
Nel pensiero maschile di Dx, l’uomo in sé è visto come sacrificabilissimo (al limite di scenari grotteschi, in cui discendenti di antiche stirpi guerriere europee si immaginano combattere, per la difesa delle “proprie” donne, contro orde d’invasori… insomma, siamo alla parodia…), ma il Padre di Famiglia – colui che, in un immaginario meta-storico, trans-storico, trasmette al figlio la bottega e il mestiere artigiano o la terra da coltivare – è tenuto in gran conto; e mi sembra una visione che trascende alla grande quella del provider economico per procura!..

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ARMANDO 5:41 pm - 11th marzo:

Claudio Manzari,

Dici bene Claudio, ma il problema è che quella visione di cui parli, ormai non è più neanche della dx maggioritaria, appiattita sul liberismo e sul capitalismo. Semmai sarebbe appannagio di chi si dichiara comunitarista e perciò legato a valori, morali e concreti, non capitalistici. Ora, si tratta secondo me di far capire a tutti qual’è la vera, nuova linea divisoria .

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Rino DV 7:38 pm - 11th marzo:

Claudio dice:
…perché nel pensiero degli UU di Sx, la procreazione e la trasmissione generazionale siano viste come affare di donne, in cui gli uomini si sentono intrusi”.
.
Non ho congetture su questo fatto – la cui esistenza mi sorprende – perché non l’ho mai notato,
e perciò non ho mai avuto lo stimolo a spiegarlo.
.
O forse non capisco bene cosa intendi.

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Claudio Manzari 4:46 am - 12th marzo:

Rino DV:
Claudio dice:
…perché nel pensiero degli UU di Sx, la procreazione e la trasmissione generazionale siano viste come affare di donne, in cui gli uomini si sentono intrusi”.
.
Non ho congetture su questo fatto – la cui esistenza mi sorprende – perché non l’ho mai notato,
e perciò non ho mai avuto lo stimolo a spiegarlo.
.
O forse non capisco bene cosa intendi.


A me non pare che in questo (ultrabenemerito) forum, il tema della Paternità – come dimensione etica in sé, non solo come rivendicazione di diritti negati – sia in cima all’agenda politica; il che è piuttosto singolare… uomo-amante, uomo-partner, uomo-lavoratore, uomo-consumatore, uomo-soggetto-politico, uomo-dominato-dominante… Raramente Uomo-Padre.
E per Padre, ovviamente, non intendo quella caricatura additata dal mainstream, cioè lo scimmiottamento del materno, che sembrerebbe la via obbligata, oggi, per legittimarsi. Vedasi, p.es., ciò che addita la Sx progressista-liberista: i congedi di paternità (!..), cioè quanto servirebbe per ridurre il gap lavorativo donna-uomo o per avere un “tato” cui affidare il pargolo…
Rare e fortuite sono state le riflessioni, udite da UU di Sx, sulla dimensione temporale della vita terrena: sulla vecchiaia, sulla solidarietà-intergenerazionale, sul lascito, sul viatico, sull’avvicendamento; malgrado tutta la letteratura classica e romantica di cui siamo imbevuti. Al contrario, intravedo una sorta di ripiegamento sul “qui ed ora”; come se non bastasse il “giovanilismo” cui inneggiano le DD, alcune delle quali, addirittura in competizione con le figlie…
Nella visione dominante sull’individuo-monade, produci-consuma-crepa, isolato da qualunque comunità – villaggio, famiglia, stirpe – cosa può importare, alla Politica, della realizzazione/frustrazione del singolo uomo, se non lo si contestualizza in una funzione sociale di trasmissione del Sapere, del Logos, di preparazione alla vita?..
Ovvio che ci sono altri tipi di Paternità, non biologica: il sapiente lascia, alle future generazioni, un bagaglio di conoscenze cui i giovani attingeranno: ma questa è la fulgida eccezione. La normalità è quella di persone comuni, chiamate a costituire quella micro-comunità educativa, al di fuori della quale – come dimostrano innumerevoli studi – allignano: abbandono precoce degli studi, dipendenze, criminalità giovanile, gravidanze precoci, disadattamenti e devianze d’ogni genere, disordini del comportamento, alimentari ecc..
Sarà forse un caso che quella stessa Sx di cui sopra sta cercando di usurpare, attraverso la principale agenzia educativa sotto il controllo pubblico – la scuola – le prerogative educative della Famiglia (vedi l’indottrinamento al Gender)?.. Non è forse questo un attacco al Paterno e quindi all’UOMO?
Come mai vi si oppongono solo i movimenti cattolici – Pro Vita, La Manif pour tous, ecc. – mentre gli UU che si riconoscono in “altre SSxx” non hanno nulla da dire in proposito?..
GLI UOMINI NON AVRANNO DIGNITA’ SOCIALE né rilevanza politica FINCHE’ LASCERANNO I FIGLI NELLE MANI DELLA MADRI.
[La mano sulla culla è la mano che governa il mondo].

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ARMANDO 4:31 pm - 12th marzo:

Claudio Manzari,

Non posso non essere d’accordo. QM e QP alla fine si identificano, almeno finchè nasceremo, e spero si continui, da corpo di donna. La simmetria dei diritti riproduttivi, libertà di accettare o rifiutare un figlio, può essere tale solo sulla carta e non risolve la questione. Faccio un esempio. Io maschio potrei rifiutare un figlio, ma non posso essere padre se non tramite una donna. La donna può essere madre come e quando vuole. Quindi potremmo ipotizzare tranquillamente che potrebbero esistere molte, al limite tutte, famiglie monoparentali con la sola madre, ma non l’opposto. C’è una asimmetria in natura che può, e deve, essere superata solo sul piano culturale ed etico, pena la regressione a uno stato di natura che non conosce la paternità. In illo tempore il contributo maschile era non conoscoìiuto in sè, oggi non sarebbe più così perchè sappiamo che il seme maschile è comunque necessario, ma una cosa è il principio che diventa astratto e impersonale (come con inseminazione eterologa) e per niente concreto e presente, un’altra, appunto, è la presenza effettiva, concreta, del padre con le sue prerogative e caratteristiche diverse da quelle materne. E mi sembra evidente che una società centrata su famiglie monoparentali al femminile finirà necessariamente (e sarebbe anche giusto) per slittare verso il matriarcato anche sociologico. Per questo ritengo che la sx, anche quella che ragiona, non abbia più nulla da dire sull’argomento, dando essa la preminenza assoluta sull’elemento biologico e “naturalistico” della filiazione. Con queste premesse l’esito è scontato, quali che siano i diritti attribuiti ai maschi. D’altra parte, anche la dx sta clamorosamente sottovalutando il problema. E lo stanno facendo anche i cattolici, o buona parte di essi, che non concepiscono più il paterno in termini di assoluta necessità culturale ed etica, bensì troppo spesso come supporto al materno di cui si cantano incessanti lodi. Nè può sostituire il padre l’educazione statale, per più motivi: perchè necessariamente impersonale, fredda, burocratica ed anche perchè i maschi hanno lasciato in mani femminili tutto il settore, altra scelta catastrofica. Insomma, amici, il patriarcato non è stato altro che l’assunzione del “controllo” sulla prole da parte dei padri in termini positivi e non solo come accettazione o rifiuto. L’ultima frase di Claudio è perfetta, e da lì non si esce. Finchè i maschi non lo capiranno finiranno sempre di più nell’insignificanza sociale, quali che saranno i proclami più o meno machisti.

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Rino DV 9:11 pm - 12th marzo:

CM.
>>
Come mai vi si oppongono solo i movimenti cattolici – Pro Vita, La Manif pour tous, ecc. – mentre gli UU che si riconoscono in “altre SSxx” non hanno nulla da dire in proposito?..
>>
.
L’indifferenza della Sx su qs. versante mi pare difficilmente negabile.
.
Si tratta di vedere se ciò sia un fatto contingente (=modificabile) o intrinseco alla sua natura (=immutabile).
.
Ho delle congetture in testa. Ma devono ancora maturare.

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Rino DV 10:26 pm - 12th marzo:
ARMANDO 2:09 pm - 13th marzo:

Rino DV,

vedremo. Certo è che se quell’eventuale virata della sx pensante su questi argomenti tarderà ancora, allora sarà troppo tardi. E’vero che i tempi della politica sono lunghi, ma nel frattempo si rischia la totale estinzione del maschile/paterno, che avanza dappertutto.

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Fabrizio Marchi 4:48 pm - 13th marzo:

Però è necessario chiarire alcuni punti, altrimenti non se ne esce, e in questo caso mi rivolgo ai nostri amici che fanno riferimento ad uno schieramento neoconservatore o neotradizionalista (non so come definirlo, credo che ci capiamo…), come Claudio Manzari e in forme e in misure diverse anche Armando (che però ha tutt’altra genesi, formazione ecc.). Mi rivolgo a voi, perché vi invito a far riflettere su questi aspetti anche gli altri amici “quemmisti” che si trovano sulle vostre stesse posizioni oppure sono proprio di destra. Questo perché secondo me se non c’è chiarezza e non si hanno le idee chiare sull’avversario che si vuole combattere, non si va da nessuna parte.
Allora. Cominciamo col chiare un punto fondamentale. La crescita del femminismo avviene in Occidente contestualmente alla graduale scomparsa del movimento comunista in tutto il mondo, orientale e occidentale. Il femminismo nasce e si sviluppa negli anni ’60 in occidente e raggiunge il suo apice negli ultimi vent’anni, cioè a diversi anni di distanza dal crollo del muro di Berlino. E questo è un fatto. Con il crollo del comunismo entra in crisi irreversibile anche la socialdemocrazia e in generale tutta la sinistra che oggi, di fatto, non esiste praticamente quasi più. Al contrario, il femminismo ha continuato a crescere e a proliferare fino ad occupare ogni spazio e a diventare ideologia dominante.
Ciò significa, se la logica non è acqua fresca (e mi pare che da queste parti ancora la teniamo nella dovuta considerazione) che il femminismo va BEN OLTRE la sinistra. Sto parlando ora dal punto di vista sociologico, politico, culturale, ecc., non da quello psicologico, perché quest’ultimo è un’altra questione ancora che da sola basterebbe a spiegare le ragioni del trionfo del femminismo. Ma mettiamola per ora da parte.
Se il problema dei problemi fosse la sinistra, madre e padre del femminismo, con il progressivo indebolimento della sinistra avremmo dovuto assistere al progressivo indebolimento del femminismo. Così come con la graduale scomparsa della sinistra avremmo dovuto assistere alla altrettanto graduale scomparsa del femminismo. Così NON è stato, come è evidente a tutti. E il femminismo è invece più vivo e vegeto che mai fino a diventare vero e proprio “spirito dei tempi”. E anche questo è un fatto. Ergo, sempre se la logica non è acqua fresca, è evidente che la questione, come ripeto, va ben oltre la sinistra. Che ha la sua fetta, anche grave, di responsabilità, ma è evidente – e mi sorprende che ancora tanti militanti del Momas non lo abbiano compreso (non mi riferisco a voi in questo caso) che siamo di fronte ad un fenomeno complesso che si è incistato a tutti i livelli nelle società (capitaliste) occidentali e che, guarda caso, sta cominciando a sbarcare anche nelle società capitaliste non occidentali. E’ quindi evidente che siamo di fronte da una ideologia che, NEI FATTI, ha trovato il suo brodo di coltura nelle società capitaliste avanzate di cui è di fatto un prodotto.
Ora, l’analisi del fenomeno deve, a mio parere, partire dai fatti, cioè dalla concreta determinazione delle cose. Dire, ad esempio, che le radici ideologiche e soprattutto storiche del femminismo sono da ravvisare nel libro a mio avviso più debole di Engels, e cioè “L’origine dela famiglia e della proprietà privata” è un errore. Intanto se vogliamo fare un discorso di questo genere (che io non condivido affatto) il primo vero grande “femminista” è stato Stuart Mill, uno dei padri del pensiero liberale e borghese. Ma non è questo il punto. Potrebbe essere stato chiunque. E’ proprio il metodo che è sbagliato. Che è quello di chi, ad esempio, per giustificare il totalitarismo moderno ricorre a Platone o (ancora più impropriamente) ad Hegel. Ma ammesso e non concesso che Platone ed Hegel siano i padri del “totalitarismo” (che vuol dire tutto e niente…), come sostiene ad esempio il liberal Popper, noi possiamo veramente giungere alla conclusione che le radici ideologiche e soprattuto le cause che hanno determinato il nazismo, o il fascismo o il comunismo (naturalmente non li accomuno, ma si fa a capirci…) sono da ravvisare in Platone o in Hegel (o in Hobbes, o in Bodin o in altri…)?
Non scherziamo neanche. I fenomeni storici e politici sono quelli che si manifestano nelle condizioni storiche e culturali date. TUTTI, e sottolineo, TUTTI, i movimenti reali che si sono dati nella storia sono il prodotto delle contraddizioni e delle condizioni che si determinano di volta in volta.
Il comunismo (così non sono tacciato di parzialità) che si è concretamente e storicamente determinato non ha probabilmente nulla o quasi a che vedere con quello che aveva in testa il suo fondatore ideologico, cioè Marx. La storia, mi riferisco in questo caso alla storia del movimento comunista, è andata in tutt’altra direzione rispetto a quella teorizzata da Marx. E’ solo un esempio, naturalmente. Ne potrei portare altre centinaia.
Vi invito quindi a riflettere, non perché abbia il problema di convincervi (figuriamoci…), ma perché una gran parte di militanti del Momas che orbitano nelle vostre aree politiche e culturali, a mio modesto parere non hanno ancora capito come stanno le cose e sono tuttora prigionieri di uno schema a dir poco obsoleto, per il quale “il femminismo è di sinistra, andiamo a destra così lo combattiamo e abbiamo risolto le cose”…
Ragazzi, e su, ma se così fosse, come già detto, avremmo già dovuto recitare il de profundis al femminismo, dato che la sinistra o è già morta o è moribonda…
Tutto ciò lo dico, lo ripeto ancora, non per polemica, ma al fine di fare chiarezza e anche di illuminare le menti di tanti uomini che sono risvegliati solo a metà (il che significa che sono ancora dormienti…)

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Fabrizio Marchi 7:00 pm - 13th marzo:

Per quanto riguarda invece la questione paterna, non è vero che non ce ne siamo occupati, anzi, l’abbiamo affrontata in tanti articoli, non solo in quello linkato da Rino.
La differenza tra noi ed altri movimenti maschili che hanno affrontato la QM soprattutto sul versante della paternità (penso in primis ai Maschi Selvatici) è che noi (forse per primi, ma non ci interessa l’imprimatur) l’abbiamo affrontata nella sua totalità e in tutti i suoi risvolti, in relazione alla sfera sessuale e psicologica, e naturalmente quella economica, sociale e politica. Mi pare di poter dire che da questo punto di vista UB è stato sicuramente all’avanguardia. Nessun movimento maschile o di padri separati (questi ultimi restano ancora molto indietro nell’analisi, purtroppo, e di conseguenza anche nella prassi politica…) prima di noi, ha prodotto le analisi che abbiamo prodotto noi, con l’eccezione, naturalmente, di amici come Rino, Armando e l’indimenticabile Cesare, i quali però, voglio dirlo, partecipano ormai costantemente da molti anni al dibattito di UB. Nessun movimento maschile prima di UB aveva affrontato il tema del rapporto del femminismo con il capitalismo (e con la tecnica) e nessuno aveva dato un respiro così ampio alla QM, attribuendogli una forte caratterizzazione politica.
Non è la prima volta che ci viene avanzata questa critica, cioè che non ci occuperemmo di paternità. Ma è una critica infondata. Peraltro due nostri autorevoli militanti e dirigenti, Francesco Toesca e Giacomo Rotoli, sono impegnati proprio nel mondo dell’associazionismo dei padri separati (Giacomo è anche presidente di Adiantum), anche se intervengono poco qui sul blog e moltissimo su facebook. Ricordo benissimo che, ormai diversi anni fa, si era sviluppato un dibattito sul fatto che la QP fosse il cuore della QM (in particolare i MS battevano su quel tasto) e noi invece sostenevamo che la QP fosse fondamentale ma comunque una parte del tutto, cioè della QM. E restiamo di questa idea. In parole povere, dal nostro punto di vista, si attacca la paternità per attaccare il maschile (di cui il paterno è parte) e non viceversa.

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Claudio Manzari 8:45 pm - 13th marzo:

Fabrizio Marchi,
…GULP!.. GASP!.. gli ultimi interventi di Rino e Fabrizio sembrerebbero parecchio divergenti…
In effetti, c’è qualcosa che ci sfugge e va messo a fuoco – a Rino, ad Armando, a me…
Le puntualizzazioni di Fabrizio, come sempre, non fanno una grinza.
Allora provo a pescare un bandolo della matassa, un po’ alla cieca: quando Fabrizio diceva, grosso modo, che in questo forum, la teoria ce la siamo cantata, suonata e sviscerata in lungo e in largo, e che è arrivato il tempo della prassi politica (che, suppongo, significhi anche individuare interlocutori e sinergie): perché non cercare, magari, in quel mondo che ruota intorno alla Famiglia? se non sbaglio è stato anche in grado di concretizzarsi politicamente in una lista, credo che si chiami “Popolo della Famiglia”, o qualcosa del genere; ne so pochissimo, ma mi sembra che sia sovrapponibile al popolo del Family Day.
Insomma, non credo che sia così fondamentale che la QP primeggi sulla QM: va benissimo anche che ne sia una parte. Ma il “bandolo della matassa” consisterebbe nel fatto che proprio quella parte – e, mi sembra, solo quella – si rispecchia in altre realtà politiche già esistenti…
Non sto dicendo che il popolo del Family Day abbia la Paternità in cima alle sue priorità (ne ha altre: aborto, gender, incentivi alla natalità, ecc.): ma dove altro lo inserireste il tema – non filosofico, ma politico – della Paternità, se non nel contesto della Famiglia (intesa, appunto, come obbiettivo politico)?..

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Daniele 11:32 pm - 13th marzo:

Fabrizio Marchi
>>>>>>
Nessun movimento maschile prima di UB aveva affrontato il tema del rapporto del femminismo con il capitalismo (e con la tecnica)
>>>>>>
Non che sia fondamentale, ma non è esattamente così.
Sebbene in maniera “incompiuta” (ovviamente, direi, visto che si era agli albori dei movimenti maschili), se ne parlò già su uomini3000, diversi anni fa e prima della nascita di UB.

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Fabrizio Marchi 11:35 pm - 13th marzo:

Claudio Manzari,

Per la verità, questi miei due ultimi commenti erano indirizzati a te e, in seconda battuta, ad Armando, non a Rino…
Dopo di che, qui potremmo continuare all’infinito, il che non è possibile. Intervengo quando mi sembra necessario intervenire per spiegare o puntualizzare alcune cose. Come vedi, anche dal tuo ultimo commento, si capisce la nostra distanza nell’approcciare la QM. Tu ritorni puntualmente ai temi della famiglia (anzi, la scrivi con la F maiuscola…), del Family day ecc. Legittimo, sia chiaro. Però anche tu (e a me fa piacere, sia chiaro…) nonostante il tuo approccio diverso dal nostro, senti il bisogno o la necessità o forse solo la curiosità (non lo so…) di interloquire con noi, e quasi di spronarci ad un altro approccio. Pensaci…
Ma non possiamo modificarci, è giusto che ciascuno faccia la sua battaglia sul terreno che più gli è congeniale e soprattutto quello che ritiene più giusto. Il nostro approccio è quello di una critica complessiva al sistema tecno-capitalista dominante di cui il femminismo è parte integrante e UB ha l’ambizione di essere una sorta di laboratorio, di embrione (non l’unico, certo…) per la costruzione di un nuovo futuro possibile soggetto politico di là da venire (se e quando verrà). E’ questo che devi capire. E secondo noi o si capisce che la critica al femminismo deve muoversi dentro questi binari oppure si va fuori strada. Questo è il senso. Focalizzare, dunque, dal nostro punto di vista, l’attenzione sul tema della paternità e/o della famiglia, come fai tu (questioni importanti, nessuno lo nega) tralasciando tutto il resto, è un errore strutturale. Però, appunto, mi rendo conto che abbiamo approcci diversi. Per questo è giusto che ci siano diversi movimenti maschili, peraltro NON in competizione fra loro, proprio perchè hanno peculiarità, approcci e in parte finalità diverse. Noi non pretendiamo certo di avere l’esclusiva. Pensiamo di avere ragione (come tutti…), che la nostra analisi sia corretta, ma rispettiamo chi la pensa in modo diverso dal nostro.

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Daniele 11:40 pm - 13th marzo:

Claudio Manzari
>>>>>>>>
Ma il “bandolo della matassa” consisterebbe nel fatto che proprio quella parte – e, mi sembra, solo quella – si rispecchia in altre realtà politiche già esistenti…
>>>>>>>>
Infatti è proprio così.

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Fabrizio Marchi 11:43 pm - 13th marzo:

Daniele,

Va bè, ci siamo capiti, su…non stiamo mica qui a mettere i voti…Voglio dire che UB ha determinate caratteristiche e ha approfondito determinati temi così come altri ne hanno approfonditi altri (non vogliamo togliere meriti a nessuno, e poi perchè?…). Dopo di che ci siamo anche contaminati, come è giusto che sia. A me fa molto piacere che Rino e Armando (e prima ancora il grande Cesare) siano qui. E mi fa piacere che UB sia un punto di riferimento riconosciuto da tutti i militanti del Momas. Peraltro stiamo crescendo, lentamente ma stiamo crescendo, come è nel nostro passo, forse nell’impostazione stessa che abbiamo dato al nostro modo di lavorare. Del resto, questa è una battaglia (diciamo pure una guerra) di lunghissima durata. Più o meno spontaneamente abbiamo lavorato tutti a costruire una struttura che rimanesse, che si consolidasse nel tempo e che crescesse. Andiamo avanti.

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Fabrizio Marchi 11:57 pm - 13th marzo:

Forse, per capirci, è bene che leggiate questo nostro documento indirizzato a Potere al Popolo (ma sarebbe potute essere stato inviato anche ad altre forze politiche in linea teorica; la scelta di PaP è stata dovuta ad una serie di contingenze politiche varie…). Credo che questo documento sia una sintesi tutto sommato adeguata di quella che è oggi la nostra strategia politica,anzi, direi che è una vera e propria piattaforma politica che comprende tuti i vari aspetti (inclusi il tema della paternità) della QM: http://www.uominibeta.org/home/lettera-aperta-agli-uomini-e-alle-donne-di-potere-al-popolo/

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Claudio Manzari 2:24 pm - 14th marzo:

Rino DV:
CM.
>>
Come mai vi si oppongono solo i movimenti cattolici – Pro Vita, La Manif pour tous, ecc. – mentre gli UU che si riconoscono in “altre SSxx” non hanno nulla da dire in proposito?..
>>
.
L’indifferenza della Sx su qs. versante mi pare difficilmente negabile.
.
Si tratta di vedere se ciò sia un fatto contingente (=modificabile) o intrinseco alla sua natura (=immutabile).
.
Ho delle congetture in testa. Ma devono ancora maturare.

…Provo a pescare, a caso, un secondo bandolo della matassa.
La QM s’iscrive prevalentemente nella sfera dei DIRITTI.
Il Paterno appartiene principalmente al mondo dei DOVERI.
Chi lotta per rivendicare i propri doveri?..

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ARMANDO 5:20 pm - 14th marzo:

Claudio Manzari,

Come sempre Rino ha il merito di mettere il dito sulla piaga. “Chi lotta per rivendcare i propri doveri?”, scrive, dando per implicita la risposta, “nessuno”. E, quì ed ora, ha perfettamente ragione. Questa nostra società (chiamiamola del capitalismo assoluto, o moderna, o tecnologica, o ormai postindustriale, tutte secondo me sfaccettature diverse di una stessa realtà), è fondata sulla rivendicazione e l’espansione incessante dei diritti (individuali, beninteso, perchè quelli sociali sembrano sorpassati e tutto sembra potersi risolvere in un rapporto individualistico io/resto del mondo). Se ne creano sempre di nuovi, si trasforma ogni desiderio soggettivo in diritto, e se ne rivendica la possibilità che sia soddisfatto. Ma non sempre è stato così. Fin nella polis, ai diritti conferiti ai cittadini della stessa corrispondevano precisi diveri e oneri, che essi si assumevano ben volentieri in quanto facevano parte integrante della loro identità di appartenenti a quella data comunità (poi c’erano gli schiavi ecc. ma sui limiti della democrazia greca non è quì il caso di insistere). Persino il feudatario medievale aveva precisi doveri verso le persone appartenenti al suo feudo (ad esempio, di difesa), se veniva meno ai quali era coperto di disonore. Estendendo il concetto, ai maschi/padri erano conferiti alcuni diritti a cui corrispondevano grandi doveri o oneri che spesso superavano i primi (mantenimento della famiglia con relativi lavori pesantissimi, la difesa con le relative guerre in cui crepavano ecc) I maschi, padri e non, hanno sempre pensato se stessi così (con le ovvie eccezioni dovuti alla limitatezza dell’umano). Questo, ripeto, da sempre. E’ solo col femminismo, coevo alla modernità, che un genere ha iniziasto a rivendicare i diritti mancanti rifiutando ogni dovere o onere se non quelli assunti volontariamente e soggettivamente. Si tratta allora di capire che nessun diritto può essere separato dal corrispondente dovere. Il difficile di oggi è proprio questo, e vale per tutti, anche, penso, per la QM. Anni orsono, Risè elaborò un documento “Per il padre”, con cui si chiedeva che un padre potesse rivendicare a sè il figlio che la madre voleva abortire, liberandola da ogni onere. Era, certo, la rivendicazione di un diritto maschilpaterno, ma insieme era anche la rivendicazione di un dovere, quello di far crescere il figlio che si era contribuito a concepire. Ecco, credo che se non uscissimo da questo equivoco dei diritti sganciati dai doveri, finiremmo per essere fagocitati dagli stressi meccanismi mentali di questa società, ossia per esserne parte attiva, quando invece occorre , almeno mentalmente, furiuscire dai suoi meccanismi mortiferi.

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ARMANDO 6:24 pm - 14th marzo:

Fabrizio Marchi,

Un punto essenziale è il seguente: scrive Mario Tronti nel suo ultimo libro, con riferimento al movimento operaio ed ai suoi errori, che sbagliò nel voler seguire, o andare anche oltre, la modernità capitalistica, perchè “non si può essere più moderni del capitalismo”. Sono molto d’accordo con l’affermazione di Tronti, da cui discende che per essere veramente anticapitalisti occorre essere anche “antimoderni”, il che non significa reazionari in termini politici, quindi nostalgici dell’ancient regime, ma “solo” che i mutamenti connaturati alla società umana devono riuscire a conservare il nucleo dell’antico, e farlo vivere trasmutato nella nuova situazione. Il difetto più grande della sx è di aver assunto come proprio esclusivo orizzonte la modernità in tutte le sue sfaccettaure (dalle concezioni antropologiche, allo scientismo, all’idolatria per la tecnica, alla distruzione di tutto ciò che fu anche cultura popolare vissuta prondamente e convintamente come sapeva Pier Paolo Pasolini, ecc.). In ciò non vedo segnali per ora statisticamente rilevanti, ma solo oasi, eccezioni che confermano la regola, come questo sito (ed è x questo che ci sto molto volentieri). Per quanto riguarda la dx occorre, puramente e semplicemente, porsi identica domanda: ci sono forze all’interno di quel mondo, che intendono porsi come argine/resistenza al maestoso avanzare del moderno? Intendiamoci, però. Quando dico opporsi intendo a tutto campo e in modo coerente. Quindi non lamentandosi, per esempio, del gender o del diritto d’aborto e poi ammirare il liberismo economico, o inneggiare alla famiglia e poi ritenere che la globalizzazione sia un bene. Infatti tutto si tiene perchè le strutture economico-sociali non sono compartimenti stagni, ma vasi comunicanti incessantemente, quale si consideri la struttura o la sovrastruttura. Il che vale pienamente anche per il mondo cattolico. Se ciò è vero, anche in quelle aree culturali esistono enormi problemi e contraddizioni (per fortuna, aggiungo), che prima o poi esploderanno. Guardare ad esempio agli USA, sia pure criticandone alcuni aspetti interni, come faro della nostra civiltà e difesa contro l’aggressività o peggio la barbarie asiatica o islamica (e Trump o Clinton poco cambia, come dimostra la cronaca), significa aver capito ben poco. Il ragionamento può essere traslato tranquillamente anche alla QM. Se la sx appare pressochè interamente ormai incapace di farsene minimanete carico (o anche lontanamente di volersi porre qualche domanda in merito), credo che l’assunzione parziale di alcuni temi da parte della dx (naturalmente da salutare con favore), sia, almeno per ora, assai effimera e superficiale. Non riuscendo ad andare alle radici del problema, rimane impigliata in contraddizioni irrisolvibili , e sostiene opzioni parziali irriducibilmente contraddittorie col suo orizzonte generale. La sua contraddizione non è la stessa della sx, ma gli somiglia maledettamente quantunque verta su altri aspetti. La sx sovrappone, anzi sostituisce, la questione di genere con quella di classe non capendo che si tratta di faccende ben distinte, la dx ed anche il cattolicesimo (o almeno loro larghissime parti ), credono che certe istanze antropologiche (o anche morali ed etiche) siano compatibili col “libero mercato” elevato a dogma, e con una struttrura socioeconomica liberalcapitalista, non volendo prendere atto che i loro attuali sviluppi non sono “accidenti” o contingenze, ma eventi necessitati per logica interna, anche l’annichilimento del maschile e del paterno, e da lì non si torna indietro se non ripensando globalmente la società. Insomma se Sparta piange, Atene non ride. Detto questo, non credo ci siano ricette pronte o facili slogan, nè che la strada sia già ben visibile. Quello che possiamo fare è continuare con pazienza certosina ad operare, cercando di far risaltare le contraddizioni nei due campi, e nel frattempo sperare che la morsa del p.c. si allenti un po’ e che la geopolitica ci dia una mano nel senso di mettere in difficoltà i campioni dell’ultracapitalismo ultraliberista.

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Rino DV 7:37 pm - 14th marzo:

Armando: questa parte del post è di Claudio (dirottiamo il complimento a lui!)
>>>
…Provo a pescare, a caso, un secondo bandolo della matassa.
La QM s’iscrive prevalentemente nella sfera dei DIRITTI.
Il Paterno appartiene principalmente al mondo dei DOVERI.
Chi lotta per rivendicare i propri doveri?..

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Claudio Manzari 10:52 pm - 8th maggio:

Claudio Manzari:
La QM s’iscrive prevalentemente nella sfera dei DIRITTI.
Il Paterno appartiene principalmente al mondo dei DOVERI.
Chi lotta per rivendicare i propri doveri?..

RIPORTARE IN VITA IL PADRE PER DIFENDERE I FIGLI
di Silvana De Mari
[...] Ho già accennato che sto per fondare la brigata “due più due fa quattro”, dove combatteremo fino alla morte per difendere l’ovvio [Chesterton - ndr]
Il mio post dove spiegavo l’assoluta differenza e complementarità tra maschi e femmine, è rimbalzato sul web, raccogliendo numerosi commenti [...]
[...] quello che succede alla fine della guerra di Troia: il figlio di Ettore ucciso e sua madre che diventa schiava. Dove non c’è più il loro padre a proteggerli, i cuccioli aumentano il rischio di essere uccisi.
Ho raccontato questa storia per chiarire l’idea che madre natura è un’arcigna megera (che noi uomini siamo tanto cattivi, mentre gli animali sono angelici è una delle ennesime fesserie di questa epoca) e per spiegare che la violenza fa parte della vita. Ci vogliono i leoni maschi per proteggere i cuccioli. e questo vale anche per noi.
Io ho sempre saputo che se qualcuno mi avesse toccato, mio padre lo avrebbe fatto a pezzi, anche a costo di morire nell’impresa, e questo era il suo compito. Ora immaginiamo che Marisa [la leonessa - ndr] sia un’ottima cacciatrice, e dica “io sono mia, io non ho bisogno di nessuno, io sono stufa, io il territorio me lo difendo da sola”, e mandi via Marco: i suoi figli non hanno più difesa.
Quando non c’è più un uomo, quando il padre è morto, o se ne è andato, o è stato mandato via, in una di queste disastrose evenienze aumenta il livello di ansia dei figli, a volte cominciano gli attacchi di panico. Noi femmine il territorio non lo sappiamo difendere, non lo sappiamo difendere perché non è compito nostro, e quando il padre non c’è più i figli stanno svegli di notte, perché gli orchi esistono, non è vero che non esistono, non è vero che si fermano a parole.
I popoli dove il maschile ha travolto il femminile e lo ha azzittito, i popoli dove il femminile prevale sul maschile non hanno più la capacità di difendere il territorio e credono che la libertà e la vita siano possibili senza combattere. Perché se un uomo ha tutta la sua potenza, se la sua donna non gliela ha tolta col disprezzo, ma anzi l’ha aumentata, stando dalla sua parte, sempre, facendo il tifo per lui, quell’uomo è in grado di difendere il figlio.
Un uomo è in grado di dare un pugno sul tavolo e dire no, al figlio che vuole farsi di spinelli, che vuole andare al rave party. Dove non c’è un uomo, un padre, è più facile a un sedicenne con gli attacchi di idiozia – che a 16 anni sono la norma – dire la fesseria del secolo, tipo “smetto di andare a scuola, che sono stufo” “smetto di lavarmi” “smetto di uscire dalla mia stanza”.
Per favore non mi scrivete che a casa vostra è zia Carmela che la mette giù dura e Zio Ugo è un mollaccione. Stiamo parlando di statistica: il 90 % delle donne è più accogliente del 90% degli uomini. Il 90% degli uomini ha più coraggio e senso dell’autorità del 90% delle donne. Voi siete un’eccezione? Fate parte del 10%. Una minoranza.
Dove c’è un uomo e tutta la sua potenza, il compagno della madre dell’amichetta non entra nella casa dove c’è la bambina di sei anni e lei non volerà dalla finestra.
I pedofili hanno la capacità incredibile di localizzare il bambino che non ha un padre che lo difenda con tutta la sua ferocia. In effetti i grandi paladini della pedofilia hanno avuto come primo scopo l’abbattimento dell’autorità paterna, perché prima bisogna levare di torno Marco. Chi sono i grandi paladini della pedofilia … quelli che hanno scritto a suo favore? Jean-Jacques Rousseau, Simone de Beauvoir e ovviamente Jean-Paul Sartre, Daniel Marc Cohn-Bendit detto Daniel il Rosso perché il ‘68 lo ha cominciato lui.
Jean-Jacques Rousseau (1712-1778), che può essere considerato il profeta dell’educazione relativista e illuminista, ha cinque figli dalla sua compagna e, poiché questi sono figli reali e non astratti come L’Emilio, egli se ne libera rapidamente depositandoli, dopo ogni nascita, nell’ospizio dei trovatelli. Quest’uomo che crede nella assoluta bontà delle sensazioni e ignora la tendenza umana al piacere disordinato ed egoistico, a Venezia si compra per pochi franchi una bambina di dieci anni per allietare sessualmente le sue serate (Cfr. R. GUIDUCCI, La Storia di un contestatore sconfitto, pagg. 1-68 (pag. 32); in J.-J. ROUSSEAU, Le Confessioni, Introduzione di Roberto Guiducci; traduzioni e note di Felice Filippini, Biblioteca Universale Rizzoli, aprile 2001, pag.28).
Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir (1908-1986), Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori (gli articoli erano su Liberation).
Simone de Beauvoir, ha lavorato due anni nella radio di Vichy, era una collaborazionista filonazista. Nel 1943 fu sospesa dall’insegnamento. In realtà aveva sedotto una giovanissima allieva, ma per metterla nel letto di Sartre, con cui ha avuto sempre dei rapporti servili, tipo padrone e schiava.
In realtà molta parte delle sinistra post sessantottina inneggia alla libertà sessuale del bambino, e al crollo del tabù borghese, come viene chiamato. Anche la Gran Bretagna non scherzò. Era il 26 gennaio 1977 quando, in nome della “liberazione sessuale dei bambini”, il quotidiano francese Monde, faro della gauche, pubblicò una petizione per abbassare la maggiore età sessuale ai dodicenni, una sorta di legittimazione ideologica alla pedofilia.
Ma se non abbatti il padre, alle pudenda del bambino non ci arrivi. Prima occorre trasformare le donne in vittime e i maschi in carnefici, poi hai mano libera non solo sui bambini, ma su tutti. Dove la famiglia sia annientata il potere dello Stato (maiuscolo, il nuovo Dio) è assoluto.
Le affermazioni di Vendola e Busi sul diritto alla sessualità dei bambini potete trovarle sul Web, è già che ci siete cercate le dichiarazioni di Mario Mieli, visto che il circolo Mario Mieli di Roma è considerato ente morale e finanziato con il denaro pubblico per entrare nelle scuole a insegnare l’etica. Mieli parla del potere salvifico di pedofilia, necrofilia e coprofagia.
Peraltro la pedofilia, “il diritto del bambino alla sessualità, è una dei capisaldi del ‘68, non di tutto, certo, e molti lo ignorano, sia nella teoria che nella pratica. Daniel Cohn Bendit, attualmente deputato europeo, ha scritto pagine sul diritto alla sessualità del bambino, negata dalla società borghese e dal cristianesimo, che anzi raccomandava a chi scandalizzerà questi piccoli che meglio sarebbe per loro una macina al collo che li trascini sul fondo . Bendit faceva il maestro d’asilo in un asilo alternativo e spiegava come spesso i bambini andassero a chiedergli di potergli aprire la patta dei pantaloni e toccarlo. Se uno dei padri di uno di questi bambini fosse stato mio padre o mio marito, a Daniel Cohn Bendit avrebbe fracassato fisicamente tutte le ossa.
Non è vero che la violenza è sempre sbagliata. C’è un tempo per la pace e un tempo per la guerra. La violenza del padre per proteggere il figlio è un punto essenziale della sua sicurezza e della sua educazione. Io ho sempre saputo se qualcuno mi avesse fatto del male, i carabinieri sarebbero stati l’ultimo dei suoi problemi: mio padre lo avrebbe massacrato. Se qualcuno avesse fatto del male a mio figlio, se si fosse fatto “toccare” da lui, mio marito lo avrebbe massacrato.
Comunque la pedofilia ha segnato due anni fa un punto importante. L’associazione psichiatri americani, APA, che da 60 anni regna sul mondo controllando e dirigendo tutti gli ordini di psicologi, ha dichiarato che la pedofilia non è una perversione sessuale, ma un normale orientamento sessuale. Il primo gradino, quindi, per affermare la pedofilia è stato l’uccisione del maschio occidentale. Sempre più filosofi e pensatori lo denunciano: Pasqal Bukner, Claudio Risè, sono stati i primi a essersi accorti che è stato assassinato il padre. Quindi cominciamo a darci da fare per riportarlo in vita, perché ci serve.

[Il grassetto è mio]

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armando 1:36 pm - 16th maggio:

bellissimo articolo. tutto vero e documentato quello che è scritto sui pedofili. L’ELIMINAZIONE della padre è il primo gradino, poi anche la madre. Infine trionferà il male travestito da diritto civile. Le donne non se ne rendono conto, ma purtroppo nemmeno molti uomini e padri.

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Claudio Manzari 6:46 pm - 29th maggio:

Claudio Manzari,
Ecco un altro articolo, di una psichiatra americana, che suffraga le considerazioni di Silvana De Mari (e, prima di quest’ultima, ci potremmo aggiungere le varie Ida Magli, Doris Lessing, ecc.; fra gli uomini: Steven E. Rhoads, ecc.): http://edition.cnn.com/2010/OPINION/03/23/brizendine.male.brain/index.html (facilmente accessibile con un traduttore automatico incorporato nel browser).
Vi segnalo questi articoli perché ritengo che, dopo l’ingresso nella QM della “scuola” MRA Antisessismo (della quale ammiro molto l’attivismo sui social: infatti, la QM della “scuola italiana” è sempre stata piuttosto carente sul piano del proselitismo, che è irrinunciabile per il risveglio della massa critica), ci troviamo a dover contemperare con oculatezza e saggezza due correnti di pensiero – entrambe ricche di valide basi – che rischiano continuamente di collidere.
Tutti sappiamo che la “scuola italiana” ha sempre caldeggiato la diversità ONTOLOGICA dei sessi e la loro complementarietà; mentre questa nuova “scuola americana” postula il bisessismo, e cioè la costrizione CULTURALE in due ruoli diversi.
A mio avviso le due impostazioni – apparentemente inconciliabili – costituiscono due poli in mezzo ai quali si sviluppa una gamma di “sfumature grigie”. Infatti, non ci piove che ci possano essere molti uomini e donne che non si riconoscono in quelle caratteristiche che noi, forse con troppa sicurezza, abbiamo assunto come “ontologiche”.
Questo, in parte, già lo sapevamo: abbiamo sempre detto che nel maschile c’è del femminile, e viceversa; ma forse occorre scrutare con più attenzione e profondità.
Non possiamo neppure nasconderci che un “disinvolto ondeggiare” fra le due impostazioni, ci espone potenzialmente a critiche di incoerenza.
Io trovo che questa questione teorica non sia stata affrontata col dovuto … “coraggio”.
Forse – e dico “forse” – il punto di contatto, fra le due impostazioni, da cui partire, potrebbe essere questo: gli ONòRI devono essere proporzionali agli òNERI; il “potere” deve essere proporzionale ai rischi e alle responsabilità che quello comporta; il “potere” deve essere proporzionale alla “sacrificabilità”.
E’ su questa proporzionalità che non possiamo/dobbiamo transigere.
Il femminismo non può e non deve invocare l’uguaglianza (o superiorità) quando si tratta di fruire del “potere”, e poi invocare la disuguaglianza quando si tratta di sottrarsi alla “sacrificabilità”.
Quindi, in termini scarni e brutali, il bivio è questo: se la QM italiana decide di buttare alle ortiche il precedente trentennio di elaborazione teorica, dobbiamo essere consapevoli che rinunciamo anche alla “partita” sul Paterno [sposando la teoria dei "ruoli culturalmente conculcati", il Padre diventa il Mammo, e viceversa; quindi diventa perfettamente vicariabile e fungibile dalla sola madre; la quale ha già, in più, l'enorme vantaggio biologico del "portare in sé" il nascituro]. Si rischia, quindi, di vanificare il sacrificio di decine e decine di Uomini massacrati dall’Inquisizione Femmicomunista
Occorre lavorare per trovare un contemperamento che tenga conto delle due anime quemmiste.

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ARMANDO 11:35 am - 30th maggio:

Io non so se le due anime siano contemperabili, personalmente non credo. Il tuo punto di partenza sulla proporzionalità fra onori ed oneri, è sacrosanto ma non risolve teoricamente la radice del problema. La potrebbe risvolvere in pratica, perchè le donne si accergerebbero che tutto ciò che considerano “privilegio” maschile non è in realtà tale, ma solo il necessario bilanciamento rispetto agli oneri di cui i maschi si sono sempre fatti carico, e che invece le donne respingono. Sarebbe come sfidarle sul terreno dell’uguaglianza e vedere come va a finire. Possibile, certo, ma per me che ho una certa età, mi lascia interdetto.
Io credo si debba partire da una domanda. Constatando che in tutte le civiltà conosciute, ci sono sempre stati ruoli e funzioni divcersificate fra donne e uomini, anche se non sempre in modo identico, dobbiamo chiederci il perchè, ovviamente scartando la bugia dell’oppressione patriarcale dei maschi kattivi. Ne risulterebbe che ci siano fattori materiali ( la divisione del lavoro rispetto alla forza fisica), e psichici (corpi diversi implicano psiche diverse, e quindi anche attitudini ecc). E’ solo oggi che tutto ciò viene messo in dubbio. Anche con qualche ragione, perchè ad esempio molti lavori maschili non esistono più in quanto li fanno le macchine (torna la questione della tecnica). Ma ciò non toglie che quella diversità “ontologica” rimane e si manifesta anche oggi, in mille modi. I caratteri psichici di base maschili e femminili non sono gli stessi. Allora il punto è: si deve operare affinchè vengano stravolti e modificati , come intendono fare i transumanisti e i costruttivisti sociali secondo cui tutto è cultura e quando è natura questa può e deve essere modificata dall’artificale, oppure cercare di sbarrare il passo a quella che io considero una deriva micidiale al termine della quale non ci saranno più nè uomini nè donne?

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Sandro D. 8:56 pm - 30th maggio:

Claudio Manzari
>>>>>>>>
infatti, la QM della “scuola italiana” è sempre stata piuttosto carente sul piano del proselitismo, che è irrinunciabile per il risveglio della massa critica),
>>>>>>>>

Caro Claudio, il risveglio presuppone una precedente consapevolezza poi perdutasi nel tempo.
Ma nel caso specifico, cioè quello degli uomini “ciechi e sordi”, bisogna parlare di “eventuale presa di coscienza” (e non di “risveglio”), che a tutt’oggi non esiste e non per “colpa” degli attivisti del MoMas.
No, semplicemente l’uomo medio è refrattario a certe tematiche, ed inoltre nelle odierne e cosiddette società secolarizzate, le femmine della specie umana sono realmente la kryptonite degli uomini, i quali sono tostissimi quando c’è da combattere contro “gli altri uomini”; ma di fronte alle donne si sfaldano in un nanosecondo.

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Rino DV 6:13 pm - 31st maggio:

Claudio Manzari,
.
La difesa della maschilità nel mondo presuppone l’ammissione, il riconoscimento della diversità naturale, genetica, irriducibile dei sessi, ossia il riconoscimento della verità elementare: la natura ha diviso il vivente in sessi che sono diversi perché se fossero uguali non ci sarebbe stata ragione di dividerli.
.
Viceversa, se si nega la natura, il maschile diventa indifendibile perché semplicemente …inesistente.
.
Certo, in tal modo si dichiarerebbe inesistente anche il femminile, ma questa sarebbe una conseguenza puramente logica, irrilevante sul piano del conflitto storico-reale tra i due.
.
Lo prova il fatto che la negazione della natura è il dogma centrale del femminismo.
Ciò prova ad abundantiam a chi giovi quella negazione.
.
Dalla verità naturale io non mi muovo neanche di mezzo nientimetro.
La Bibbia dei credenti e quella degli atei (Darwin) coincidono.
Tanto basta e avanza.

rtfm

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Daniele 1:53 pm - 1st giugno:

Il rifiuto della natura è uno dei frutti avvelenati del Sessantotto. Anche se originato da un’esigenza comprensibile (prima venivano visti come “naturali” costrutti effettivamente culturali), è poi caduto nell’errore contrario, per cui *tutto* sarebbe culturale (un mio amico scherzosamente disse che ormai i progre sarebbero capaci di affermare che gli esseri umani non possono respirare sott’acqua per una mera convenzione sociale). Per altro, credo che proprio questo rifiuto stolido della natura, e il conseguente convincimento che sia tutto culturale, tradisca in queste persone un razzismo/sessismo latenti, un senso di colpa recondito: voglio, dire, ammesso che vi sia qualche differenza fisica e psicologica tra i sessi (o le popolazioni, in questo caso sono essenzialmente fisiche), come effettivamente è, questo perché dovrebbe tradursi in discriminazioni? È come se essi stessi accettassero il principio “se si è diversi si devono avere differenti diritti”, per cui l’unico modo per non andare fino in fondo col ragionamento sia negare le differenze. Che queste siano su un altro piano rispetto a quello giuridico, non gli viene proprio in mente. Accettano lo schema del nemico: razzisti latenti, appunto.

P.S.: per favore, ché è una cosa che mi fa prudere le mani: non diciamo che Darwin è una bibbia atea, ché non c’entra niente. È una descrizione della natura (appunto), confermata da osservazioni ed esperimenti. Dell’evoluzione tutti ne parlano e quasi nessuno la conosce (né tra i detrattori, né tra presunti sostenitori, a volte). E siccome ci lavoro, la cosa mi dà molto-molto fastidio…

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Daniele 4:05 pm - 1st giugno:

Fammi indovinare: questi maschietti incapaci di accettare la superiorità delle donne, che rimpiangono il potere perduto, che sono deboli, piagnoni ed eterni Peter pan.

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Claudio Manzari 5:44 pm - 1st giugno:

Rino DV,
…Armando, Rino, faccio una breve cronistoria.
il 19 giugno dell’anno scorso, su questo forum si annunciava: “E’ iniziata la nostra collaborazione con gli amici di ‘Antisessismo’ con i quali ci siamo incontrati a Roma …”.
Non so per gli altri, ma la comparsa, sulla scena della QM italiana, di questa nuova realtà [posso definirla "d'importazione", o è azzardato?] ha suscitato in me curiosità e interesse (se non altro, perché non ne avevo mai sentito parlare), oltre che ammirazione per il “colpaccio” sul piano strategico-politico (alleanze, intese, sinergismi, ranghi che si infoltiscono).
Reazioni del forum: silenzio quasi assoluto (fra me e me ho pensato che la sorpresa fosse solo mia perché i “maggiorenti” del forum avevano lungamente e segretamente pianificato l’exploit, dopo aver vagliato la compatibilità teoretica).
Fra l’altro, l’annuncio veniva dato contestualmente alla pubblicazione sul forum di questo saggio: un excursus storico di rilievo assoluto, un’impalcatura logica d’acciaio.
Nei mesi seguenti, continuavo, di quando in quando, a seguire le nuove pubblicazioni di MRA-Antisessismo: tempismo guerresco, uno sbarramento di fuoco contro Abbatto-i-Muri & company, esposizione pacata e implacabile.
Ma nell’impalcatura ho avvertito un Sinistro scricchiolio…
…E, nel frattempo, il forum continuava a discettare sulle “nostre” tematiche, incurante dell’incendio ideologico (fuoco purificatore…) che Antisessismo appiccava qua e là sui social; e, fra una fiammata e una stoccata, mi capitava di leggere:
“[...] gli uomini sarebbero, [...] secondo le femministe, [...] discriminati solo quando si comportano in maniera considerata “femminile” dalla società. Esisterebbe dunque non un odio contro gli uomini, ma un odio contro la femminilità e quindi le donne, anche quando espresso dagli uomini. Gli MRA rispondono a questa teoria mostrando in primis la realtà delle problematiche maschili; in secondo luogo dimostrando la loro esistenza già dagli albori della società, parlando dunque di Bisessismo al posto di Privilegio di un sesso o dell’altro; e infine spiegando che ogni sesso è oppresso quando non segue le regole dettate dai ruoli di genere imposti a tale sesso. Perciò gli uomini sono sì oppressi principalmente quando si comportano in maniera “femminile”; ma anche le donne sono oppresse principalmente quando si comportano in maniera “maschile” [...].
Su questo forum ho postato alcuni articoli che teorizzano le diverse inclinazioni comportamentali dei due sessi come effetto di due diverse strutture psico-biochimiche, influenzate principalmente dagli ormoni. Ed è su questa ontologia di Natura che si regge il decennale lavoro dei Risè, dei Ferliga, dei Quilici, dei Lenzen, per dimostrare la NON FUNGIBILITA’ per via Cultural-Sociale-Normativo del Padre.
E rimuginavo: quale Grande Fratello Planetario avrà ordito, in tutti i tempi e in tutti i luoghi, un simile conculcamento in ruoli … bisessisti??..
Infine arriva Armando che mette in prosa i miei segreti rovelli:
“Constatando che in tutte le civiltà conosciute, ci sono sempre stati ruoli e funzioni diversificate fra donne e uomini, anche se non sempre in modo identico, dobbiamo chiederci il perché [...] Ne risulterebbe che ci siano fattori materiali (la divisione del lavoro rispetto alla forza fisica), e psichici (corpi diversi implicano psiche diverse, e quindi anche attitudini ecc).
Ipse dixit. Tombale.
Non è poi un gran successo l’aver messo a fuoco differenze d’approccio divisive; non credo, ahimè, che, “politicamente parlando”, il fronte QM ne esca rafforzato: ma la chiarezza teoretica sì. E ciò senza disconoscere che vi può bensì essere una minoranza (che non saprei quantificare) di uomini che in quei ruoli – che noi definiamo come plasmati da corpo-psiche – ci si sentono “stretti”.

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ARMANDO 6:28 pm - 1st giugno:

Rino DV,

“Lo prova il fatto che la negazione della natura è il dogma centrale del femminismo.” E il femminismo è il dogma centrale dei poteri mondialisti. Ergo, anch’essi negano la natura. Anch’essi vogliono un “uomo nuovo” nè maschio nè femmina, non procreato ma prodotto. E i “mercati” godono. Altre praticamente infinite possibilità di profitti.
perchè alla fine, nella natura esiste anche una semplicità: maschio e femmina si attraggono, si incontrano, procreano. Non c’è bisogno di null’altro. Non di tecniche di fecondazione, non di uteri artificiali, non di uteri in affitto, non di compravendita di sperma.

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Andrea M. 11:14 pm - 3rd giugno:

Blu,
E’ uscito un nuovo libro contro i pregiudizi sbagliati. Evviva!

####

Sì, un altro mentecatto quotidianamente impegnato a leccare i piedi alle donne.

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Andrea M. 11:19 pm - 3rd giugno:

Daniele:
P.S.: per favore, ché è una cosa che mi fa prudere le mani: non diciamo che Darwin è una bibbia atea, ché non c’entra niente. È una descrizione della natura (appunto), confermata da osservazioni ed esperimenti. Dell’evoluzione tutti ne parlano e quasi nessuno la conosce (né tra i detrattori, né tra presunti sostenitori, a volte). E siccome ci lavoro, la cosa mi dà molto-molto fastidio…

#####

Son d’accordo.
Peraltro la teoria dell’ evoluzione ha numerosi detrattori anche tra gli uomini che si occupano della questione maschile, e che come fai giustamente notare, nella quasi totalità dei casi nemmeno la conoscono bene.

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Rino DV 5:13 pm - 4th giugno:

Andrea M.,

Non ci siamo capiti. Si tratta di una metafora.
.
1) Per coloro che credono in una origine metafisica dell’uomo la differenza sessuale è stata stabilita al momento della creazione dell’umanità. Ed è perciò irriducibile. …Bibbia (per gli occidentali) Altro per altri.
.
2) Coloro che non credono in quella origine metafisica, credono necessariamente in una origine …fisica, ossia naturale. “Darwin” qui significa: concezione naturale dell’origine degli umani (di cui in effetti il C. Darwin storico è stato …sostenitore) .
.
Certo, esistono pure sostenitori di entrambe le tesi: credenti che non negano, ma integrano le due “Bibbie”. Non giudico, dico che esistono.
.
Sono contento di sapere che anche altri che scrivono qui, si occupano non solo di QM, ma approfonditamente, e magari sistematicamente pure di evoluzionismo, delle sue problematiche infinite e della sua ..evoluzione tuttora in corso.
Bene.

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Rino DV 5:33 pm - 4th giugno:

Blu,

Dalla presentazione su giunti.it:
“Roberto Finzi torna con una nuova storia di diffamazione…”
.
Appunto: un altro capolavoro di diffamazione antimale.

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Luigi Corvaglia 10:54 am - 12th giugno:

Siamo solo noi
— Ebbene, caro Kom, noi uomini per bene che non abbiamo alcun motivo per sentirci in colpa o scusarci rispediamo il tuo appello al mittente. Ovvero a te e a chi ti ha scritto quel testo senza senso. Chiaro, non abbiamo la potenza di fuoco mediatica che hai tu. Se non bastasse, abbiamo pure tutti i media contro. Ma è così da sempre per le persone normali e per bene, mentre i fenomeni da baraccone inevitabilmente attirano l’attenzione. Dal basso della nostra posizione mediatica, e dall’alto della nostra posizione etica, io dunque propongo a tutti i lettori di questo blog di leggere e sottoscrivere, semplicemente commentando questo articolo, il contro-appello che mi ha fatto pervenire Rino Della Vecchia da Belluno. Lo trascrivo pari pari qui di seguito. Chi è d’accordo lasci un commento e condivida questo mio articolo o copi-incolli ovunque possa il testo di Rino Della Vecchia. Insomma, come si dice: facciamolo girare. Per dire a Vasco e a quel gran pezzo d’Italia che ora gli va dietro sbavando sul suo hashtag: la maggioranza degli uomini e dei padri veri, quelli con una dignità, un onore e la schiena dritta, e con essi le donne per bene che non cedono al piagnisteo interessato del femminismo contemporaneo, SIAMO SOLO NOI. —

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