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22 giu 2016  |  77 Commenti

Costruire la Himstory

1) Con riferimento alla convinzione che la violenza sia tutta e solo maschile (non relativamente all’auspicio della scomparsa degli UU)  la Martani condivide l’opinione di un gran numero di DD  “Il maschio è come un batterio: deve essere eliminato”  (ad es. è la stessa – da me appositamente testata  – della stragrande maggioranza delle mie studentesse che non hanno, sotto alcun aspetto, nulla di speciale rispetto alle loro coetanee di tutta Italia).

2) Tale opinione è fondata su dati oggettivi (ma vediamo subito in che senso). La violenza e la sopraffazione sono quasi totalmente maschili: 97-98-99%. Ciò deriva dal fatto che  violenza e la sopraffazione sono definiti secondo la polarità maschile (visibile, rilevabile, compromettente, quantificabile/numerabile etc.) e non quella femminile. Se costringo una persona che vuole andare a sud a salire invece su un treno che va a nord puntandogli una pistola alla tempia, questa azione viene definita/percepita/punita come violenza.  Se invece manipolo e inverto le indicazioni del tabellone delle partenze, tale azione non viene né definita, né percepita, né punita come violenza. Eppure ottengo il medesimo risultato. Induco (=costringo) la mia vittima a fare ciò che voglio io. Se poi quella mia manipolazione viene scoperta, non viene comunque qualificata come violenta, né dal codice penale né nella valutazione morale sociale. Avrà un altro nome, una diversa qualificazione penale/civile e una diversa valutazione collettiva. Nessuno mi attribuirà la qualifica di violento.

Di questa diversità si possono dare infiniti esempi. Eccone un altro.

Se un malvivente di strada mi punta un coltello alla pancia per rapinarmi 100 Eu. questa sua azione (visibile, rilevabile, quantificabile/numerabile etc.) è definita/percepita/punita come violenza. Se invece come membro del CdA di Banca Popolare di Vicenza rubo miliardi a 100.000 cittadini, non verrò né percepito né punito come  violento e la mia azione (pur violentissima) non entrerà nel computo delle violenze. (Tutti i crimini dei Colletti Bianchi godono di questa “esenzione”. Infatti anche nei rari casi in cui vengono puniti non qualificano comunque mai l’autore come “violento” né per il codice penale né nella valutazione collettiva, e tantomeno entrano nella statistiche sulla violenza). La violenza delle Camicette Rosa è dello stesso tipo di quella dei Colletti Bianchi: una violenza che non è mai stata percepita, definita, qualificata, punita come tale. Non ha quel nome, non ha il nome che dovrebbe avere. E quindi “non é violenza”.

3) La sproporzione tra le violenze maschili e quelle femminili (e perciò la presunta innocenza femminile) ha qui uno dei suoi fondamenti. La sola violenza femminile rilevata, valutata e condannata (quando lo è…) come tale è quella esercitata nella polarità maschile: (visibile, rilevabile, compromettente, quantificabile/numerabile etc.). Dunque del tutto minimale, marginalissima.  (Mi fermo qui perché sui caratteri della violenza femminile ho già indicato in Questa metà della terra gli elementi che mi paiono essenziali).

4) I dati statistici sulla violenza sono oggettivi? Certo. Lo sono in questo senso: se il mio odore è definito puzza e il tuo viene qualificato come profumo, il risultato oggettivo sarà questo: io puzzo e tu profumi. Inequivocabile, oggettivo. L’oggettività dei dati dipende dalla definizione dei fatti. Ciò che non rientra nella valutazione sociale della violenza …non entra nelle statistiche sulla violenza. I Colletti Bianchi non sono violenti. Le Camicette Rosa neppure. Per averne conferma, chiediamolo ai padri separati… (a nessuno dei quali è mai stata puntata una pistola alla tempia…).

5) Violenza delegata: come gli UU hanno delegato alle  DD  tutta la riproduzione (gravidanza, parto, allattamento) cosi le DD hanno delegato agli UU tutta la violenza visibile/compromettente etc.. Anticipo questo tema, ma non mi ci soffermo.

6) Verità parziale = menzogna capitale. Come è vero che tutta la violenza (come sopra definita) è maschile così è vero che tutto ciò che esiste è creazione maschile. Tutto ciò che le DD hanno avuto e hanno è creazione degli UU.

Alla Martani hanno fatto osservare che tutto sommato ha bisogno degli UU per una ragione che gli UU (ingenui) ritengono importante ma che invece, come proclamato orgogliosamente dalla stessa, è per le DD secondaria o del tutto irrilevante: il sesso. Ciò dipende dall’assoluta incapacità maschile di vedere il ruolo svolto dagli UU in tutta la storia umana: la conquista/creazione di tutto ciò che esiste di cui ciascuno di noi – DD per prime – è circondato, dalla testa ai piedi. In senso letterale: dallo shampoo alla pelle conciata della suola delle scarpe fino a tutta l’infinita panoplia dell’esistente. Dalle piramidi al cavatappi.

Della storia umana la Martani, al pari dei suoi sprovvedutissimi intervistatori, ha visto i 3 miliardi di massacrati. I 97 miliardi di salvati non li vede nessuno. Si vede il comma 1 (punizione dell’adultera) non si vede, non si conosce/riconosce l’esistenza del comma 3 (la stessa punizione per il suo amante). Si vede il male, solo il male. Il bene non esiste. Si vedono le verità utili alla guerra antimale. Quelle “dannose” non esistono.

Ma come accusare le misandriche se gli stessi UU non riconoscono la propria storia?  Cosa posso rimproverare alle mie studentesse se gli UU per primi sono incapaci di raccontare la propria epopea?

La storia delle DD è stata scritta, quella degli UU stiamo incominciando a scriverla noi.

Alla History le FF hanno contrapposto la Herstory. Ma la History non è la storia degli UU, è la storia universale. Alla Herstory (storia della relazione di F con M) va contrapposta la Himstory. Questa sarà la storia della relazione di M con F raccontata dagli U.  La sua costruzione non è più agli inizi. L’edificio avrà forme stupefacenti e dimensioni impressionanti. Noi stessi ne resteremo sbalorditi.

Alla conquista della Himstory: allons enfants!


77 Commenti

Claudio Manzari 7:25 pm - 23rd giugno:

Rino, come al solito l’analisi non fa una grinza; però si pone come un “mezzo”, una strategia, sorvolando sul “fine profondo”.
Il fine – si dirà – è quello di restituire i diritti erosi all’universo maschile; uhm, può darsi; anzi, senz’altro. Però credo che ci sia un fine più profondo, che tu avevi esaminato in QMdT: trovare una pacificazione.
Ebbene, ormai, personalmente, dissento da tale fine; l’odio è atavico, anzi ontologico (almeno da una parte vs l’altra). Dunque, non resterebbe che portarlo alle estreme conseguenze: e cioè, fine delle relazioni, e dunque della stessa Umanità (d’altronde, il suicidio demografico è in atto da decenni, per unilaterale renitenza alla procreazione: non resterebbe che aggiungervi l’obiezione di coscienza maschile al congiungimento carnale, per dare una leggera acceleratina al processo).
Cosa vi osta? (e anche questo l’avevi analizzato in QMdT) Vi osta – o, almeno, vi è di enorme intralcio – il “bisogno” maschile di tenerezza/approvazione, che non trova (riconosciamolo una buona volta per tutte) una specularità dall’altra parte.
(Veramente, ci sarebbe un altro ostacolo potentissimo e profondissimo: l’ho scritto già altre volte, ma pare che sul pubblico di questo sito l’argomento non “buchi”: il bisogno maschile, molto inconscio, di discendenza; so che Armando mi può seguire su questa verità metafisica).
Preso atto, dunque, di questa paralisi maschile verso l’obiezione di coscienza, non resta che attendere il suicidio lento dell’Umanità.

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Rita 9:03 pm - 23rd giugno:

Claudio Manzari:
“Cosa vi osta? (e anche questo l’avevi analizzato in QMdT) Vi osta – o, almeno, vi è di enorme intralcio – il “bisogno” maschile di tenerezza/approvazione, che non trova (riconosciamolo una buona volta per tutte) una specularità dall’altra parte.”

Mi permetto di obiettare che non sappiamo se questo è vero. Quando mai è successo che alle donne sia mancata approvazione o tenerezza? O in una forma o nell’altra, nel corso della storia sino sempre sentite al centro di tenerezza, approvazione, il fatto stesso, lampante ed inequivocabile, che gli uomini abbiano sempre manifestato questo bisogno (di sesso, di compagnia, di approvazione, di tenerezza, chiamatelo come volte, ma questo bisogno del femminile) pone le donne nella condizione di non essersi mai trovati in carenza di approvazione. Non si sono mai sentite nella periferia dei pensieri maschili ma sempre al centro. Quindi oggettivamente non so se manchi il bisogno, gli è che il bisogno è sempre stato soddisfatto. Persino oggi che qualcuno sostiene che gli uomini si ritirino ci pensa la società e il mainstreaming a farle sentire importanti, necessarie.
Mi sarò capita? http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_mail.gif

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armando 9:29 pm - 23rd giugno:

Cè un motivo per il quale gli uomini non hanno mai inteso scrivere una himstory, ed è che hanno sempre avuto l’idea o l’intenzione dell’universale, dell’oggettivante. agli occhi degli uiomini scrivere la propria storia è qualcosa di riduttivo, stonato. E quì scatta una contraddizione fra le intenzioni e la realtà fattuale. Nel momento in cui le donne rifiutano l’oggettivazione maschile e vogliono narrare la storia dichiaratamente dal loro punto di vista, logica vorrebbe che anche gli uomini si mettessero sulla stessa luinghezza d’onda. Sacrosanto, però ciò li perderebbe come uomini, diventerebbero “donne” (senza offesa, è solo un risvolto psicologico) qualsiasi,
Non se ne esce.

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Rino DV 9:57 pm - 23rd giugno:

Grazie Claudio.
La mia ipotesi sulla “Nuova Alleanza” (formula che fu di Giacinto Lombardi) ha uno scopo rasserenante.
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Concordo con te sulla forse irrimediabile divaricazione.
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Che però ha radici lontane e sembra precedere il femminismo.
Oggi ho riesaminato ancora una volta le valutazioni che le DD di casa e del vicinato davano dei mariti quando questi subivano incidenti o sbagliavano certi piccoli acquisti, o non riuscivano negli affari, etc.
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Li accusavano di sprovvedutezza, inettitudine, precipitazione, facilismo etc.
Cadevano con la moto? Perché erano ubriachi.
Non riuscivano ad ottenere un aumento? Perché non sapevano farsi valere.
Si ammalavano? Perché non si prendevano cura di sé.
La zia era di nuovo incinta? Colpa del marito che non sapeva controllarsi.
Il nonno aveva venduto la baita per 5.000.000? Lei avrebbe saputo venderla a 10.
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E’ questo è qualcosa che va oltre l’indifferenza (in sé già antiumana) rispetto alla sorte degli uomini,
E’ qualcosa di precedente e profondo. Che ti dà ragione.
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A proposito di Himstory
Che si possa cadere dalla moto senza essere ubriachi esulava da ogni ipotesi.
Quando mio padre cadde con la moto, non fu perché aveva bevuto (come disse mia madre) cadde in quanto maschio.
Se fosse stato femmina, sarebbe rimasto protetto e senza rischi tra le mura di casa (come era per tutte le DD di famiglia e del vicinato, mai cadute dalla moto!).
Invece percorreva in suoi 30+30 km A+R in moto, sotto i temporali d’estate, al gelo e col ghiaccio sull’asfalto d’inverno, per andare al cantiere (dighe e centrali).
Cadde perché era in moto. Con l’auto non sarebbe caduto. Ma non poteva permettersela né usata né, a rate (cosa che cmq avrebbe scandalizzato i Nomadi…).
Ma non cadde né a causa del vino (fosse poi vero o falso), né a causa del ghiaccio: cadde in quanto maschio.
Questa è la sola causa per la quale cadde.
E per la quale morì – a 55 anni – lo zio Mario (reso mostruoso da un cancro al naso e alla bocca). Non a causa dei crittogamici di cui irrorò le piante del territorio per quasi 30 anni, praticamente senza protezione.
Morì anzitempo con il volto deformato perché era nato maschio. Morì in quanto uomo.
Questa è la causa. Non i crittogamici, come io stesso, ingenuo tontolone, credetti per decenni.
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P.S. (La vedova, ultranovantenne, ovviamente è viva e vegeta…).

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Rino DV 6:38 am - 24th giugno:

armando,

Hai messo il dito sulla piaga. Anzi, su una piaga. Perché ce ne sono due.
Quando il nemico arriva con i cavalli e tu non li hai, soccombi (Inca, Aztechi).
Quando il nemico adotta il fucile e tu hai le frecce, sei finito (Pellerossa).
La nobiltà ungherese a cavallo fu combattuta e spazzata via dai mongoli a cavallo. Ma con tecniche completamente diverse.
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Armi, tecniche, organizzazione e metodi di una parte in conflitto determinano – obtorto collo – il tipo di risposta possibile per non esserne sconfitti. (Infatti, come sappiamo, la tecnica occidentale si è diffusa proprio in questo modo: costringendo gli altri ad adattarsi – in tempo – o a perire).
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Sino a tempi recenti è esistita solo la History (universale, oggettiva). Quella che abbiamo raccontato per secoli. A cosa è servita di fronte alla nuova forza? E’ stata capace di contrastare la Herstory? Come vediamo, assolutamente no. La prima si è dimostrata impotente di fronte alla seconda. Frecce contro fucili.
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Passare dall’oggettivo al soggettivo ci trasforma in “donne”? Domanda/preoccupazione ragionevolissima.
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Ma quando il nemico usa l’yprite, il minimo che devi fare è indossare la maschera.
L’oggettivismo universalista non ci sta salvando, anzi ci depista. La History non ci protegge.
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La History (oggettiva, scientifica) dice che lo zio Mario è morto a causa dei crittogamici.
La Himstory – storia soggettiva degli UU – dice che è morto perché era senza utero.

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Claudio Manzari 5:35 pm - 24th giugno:

Rino DV:
Oggi ho riesaminato ancora una volta le valutazioni che le DD di casa e del vicinato davano dei mariti quando questi subivano incidenti o sbagliavano certi piccoli acquisti, o non riuscivano negli affari, etc.
Li accusavano di sprovvedutezza, inettitudine, precipitazione, facilismo etc.
Cadevano con la moto? Perché erano ubriachi.
Non riuscivano ad ottenere un aumento? Perché non sapevano farsi valere.
Si ammalavano? Perché non si prendevano cura di sé.
La zia era di nuovo incinta? Colpa del marito che non sapeva controllarsi.
Il nonno aveva venduto la baita per 5.000.000? Lei avrebbe saputo venderla a 10.
E’ questo è qualcosa che va oltre l’indifferenza (in sé già antiumana) rispetto alla sorte degli uomini,
E’ qualcosa di precedente e profondo. Che ti dà ragione.

Avete figli?.. ve li ricordate da piccoli? ricordate quando sciamavano nel cortile della scuola elementare? avete notato che già allora le femminucce si atteggiavano a principesse-sul-pisello e scansavano i maschietti come animaletti selvatici?..
Le maestre dicevano a noi genitori: “è una questione d’età…”; beh, a me non pare proprio: direi piuttosto che – fatta eccezione per una breve parentesi (dai 25 ai 40) – le signorine-tumistufi restino tali per tutta la vita; e quella breve parentesi di apparente interesse vs l’altro sesso dissimuli solo autoreferenzialità: specchiarsi nell’ammirazione dei ragazzi, usarli per rivaleggiare con le altre e, nel migliore dei casi (questo è un paradosso in epoca di renitenza alla maternità), per raggiungere, con il figlio unico e striminzito, lo status sociale di madre. Il quale sarà solo pallido corollario dello status di donna-lavoratrice (uuhh, forse “lavoratrice” è una parola grossa…).
Nei telefilm americani degli anni ’80-’90 le studentesse di college dialogavano così:
- “Non trovi che i maschi siano piuttosto stupidi?”
- “Oh no, li trovo divertenti!” [ sottinteso: “finché ci scodinzolano intorno”].
Insomma, è evidente: stanno meglio FRA DI LORO (tranne quelle rare circostanze in cui serve pavoneggiarsi al braccio di qualcuno).
Non avete notato come si diffonda il costume sociale – per le separate/divorziate – di ricostituire una pseudo-coppia cd. “in due case”? Come dire: “dell’uomo prendo solo i momenti ludici, scansando come la peste eventuali obblighi domestici”.
E l’aspetto più amaro è che gli UU si accontentano perfino di quello… E’ pur vero che questo disimpegno maschile verso la Famiglia può essere (ottimisticamente) interpretato come raggiunta consapevolezza auto-tutelante degli UU rispetto al potenziale suicidio giudiziario della paternità; ma, ottimismo a parte, qui è Armando a vedere lontano: questa “prudenza” maschile fa il paio con la femminizzazione.

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Andrea 5:40 pm - 24th giugno:

Claudio Manzari
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d’altronde, il suicidio demografico è in atto da decenni,
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Sì, ma in questa parte di mondo, perché globalmente la popolazione aumenta di 75 milioni di persone ogni anno.
Quindi quasi una Germania in più all’anno.

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l’odio è atavico, anzi ontologico (almeno da una parte vs l’altra).
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Su questo punto son totalmente d’accordo.

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Aliquis 3:49 pm - 25th giugno:

Beato quell’ ipotetico mondo futuro profetizzato da Fedorov, in cui l’ uomo sarà eterno, asessuato e autotrofo. Secondo lo spregiudicato sogno cosmista l’ uomo un giorno sarà in grado di modificare il proprio corpo e la propria fisiologia a suo piacimento. E anche il resto dell’ Universo. Metteremo fine all’ entropia, alla disgregazione, alla morte. Secondo Fedorov faremo pure ritornare gli antenati……..
Non ci sarà bisogno del sesso sia perchè con l’ immortalità metteremo fine all’ assurdo ciclo di nascita e morte, sia perchè chiunque potrà avere a disposizione qualsiasi tipo di piacere senza bisogno di congiugersi fisicamente con nessuno. (se poi qualcuno lo vorrà fare farà come gli pare). Se si vorrà si potranno pure creare nuovi individui dal nulla.

Il succo di tutto ciò sarà che non ci sarà più la differenza tra maschi e femmine, differenza che non ha alcun senso.

Meglio no?
Sempre meglio questa folle visione di quella altrettanto folle di Nikola Tesla e altri (soprattutto altre) secondo la quale in un prossimo futuro ci saranno soltanto donne nel mondo.

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Fabrizio Marchi 9:25 am - 27th giugno:

Riflessioni molto interessanti da parte di tutti/e e più o meno tutte condivisibili anche perché tutte dicono cose vere.
Una sola osservazione. La chiave di volta è nella “Himstory”, ha ragione Rino, il “Nuovo racconto maschile”, tema peraltro che fui incaricato di sviluppare in quel convegno a Vicenza svoltosi lo scorso inverno: http://www.uominibeta.org/articoli/nuovo-racconto-maschile/
Elaborare il proprio “racconto” non è un atto di debolezza ma di Forza. E questo racconto non deve essere elaborato solo per ragioni tattiche o di opportunità, ma proprio perché è giusto farlo e non deve esserci nessun timore di smarrire la propria capacità di “universalizzazione” o la propria maschilità. Al contrario, sono convinto che tutti noi che abbiamo fatto questo salto e che viviamo questa scelta di consapevolezza fino in fondo ci sentiamo (e siamo…) molto più forti e appunto consapevoli rispetto a prima. Per me personalmente, ma penso che valga per tutti, la QM ha rappresentato un salto di qualità complessivo su tutta la linea, sia sotto il profilo psicologico che intellettuale. Perché aprire una “scatola” come la QM comporta un salto incredibile che ti porta ad acquisire una lucidità e una capacità analitica, una visione d’insieme, diciamo pure una capacità, o meglio, una lucidità e una chiarezza nel leggere la totalità, anche in quegli ambiti in cui apparentemente sembra che la QM non abbia nulla a che vedere.
La differenza fra noi e “loro”, cioè le femministe, è che loro “urlano” rabbiosamente il loro racconto, lo sbattono in faccia agli uomini con violenza, perché il loro è un racconto antimaschile, intriso di sessismo e di odio antimaschile, checchè ne dicano e lo camuffino più o meno abilmente.
Il nostro, per lo meno quello che soggettivamente ma anche collettivamente abbiamo elaborato in tutti questi anni su questo sito è di tutt’altra natura e non è affatto animato da un sentimento misogino, tanto meno rabbioso come è quello che a parte invertite ci viene scaricato addosso dalle femministe (ma da chiunque sposi o aderisca alla loro ideologia). Certo, come tutti i percorsi della vita c’è stata anche una fase di conflittualità (antitesi) con il mondo femminile, anche lunga se è per questo, né poteva essere altrimenti, perché era parte necessaria (e dolorosa) del percorso. Ma poi, appunto, dopo questa fase siamo giunti alla sintesi, cioè alla negazione della negazione, se vogliamo banalmente e brutalmente fare riferimento ad Hegel (del resto se si parla di coscienza e di autocoscienza e dei percorsi dello “spirito” è difficile non citarlo…) e questo “viaggio” ci ha consentito di superare anche quella conflittualità, comprendendola, elaborandola e superandola, per approdare appunto ad una sintesi “superiore” che, mi permetto di dire, è nel nostro piccolo, la nostra elaborazione della relazione fra i sessi, non separata dal resto della realtà, quindi non intimistica , non sessista e non circoscritta, che ci ha portati ad una visione complessiva della totalità.
E io credo che questo sia stato un passaggio fondamentale che ci ha contraddistinti, una peculiarità del nostro movimento.
Per cui, passatemi la battuta, in alto le nostre bandiere, metaforicamente parlando, senza nessun timore, e avanti tutta.

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romano 3:57 pm - 6th luglio:
mauro recher 6:07 pm - 7th luglio:

Più chiaro di cosi

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romano 9:44 pm - 9th luglio:
Fabrizio Marchi 11:50 am - 12th luglio:

romano,

Questo nel video è Paolo Ercolani, il femministo che mi ha contattato, ben conoscendo le mie e le nostre posizioni, per organizzare un incontro pubblico. Io credo che sarebbe un ottima occasione per promuovere le nostre posizioni, al di là del personaggio che ovviamente mi fa venire i brividi.
Tornerò sull’argomento, ora non ho tempo. Il furbo sposa in toto il femminismo ma critica il genderismo. Un modo astuto per essere più realista del re mostrando al contempo di avere un briciolo di spirito critico, proprio per non dimostrare di sdraiarsi a pelle di leopardo e di avere un certo margine di autonomia. Interessante (si fa per dire…) il fatto che il personaggio critica il genderismo non per le ragioni, ovviamente, per cui lo critichiamo noi bensì perchè, si chiede:”Possibile che non ci sia altro mondo per affermare le ragioni storiche delle donne se non la loro sparizione?”…
No comment. Ho letto il libro e ho chiesto a Rino di fare una recensione. E’ dura, lo so, leggerlo è stato una violenza a cui mi sono sottoposto. Ma l’avversario va conosciuto per poterlo combattere meglio.
Sono convinto che un incontro pubblico, se ben organizzato, e soprattutto con una nostra forte presenza sia numerica che di qualità (è ovvio che lui si porta il suo pubblico) può vederci vincenti.

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Rino DV 8:19 pm - 12th luglio:

Fabrizio Marchi,

Ho visto il video.
Intollerabile.
Come detto ho il libro (sin qui non letto), lo recensirò. Ma ancora per alcune settimane sarò impegnato su un lavoro molto gravoso ma molto, molto importante (per il Momas).

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Rino DV 10:14 am - 14th luglio:

Incidente Puglia.
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Ovviamente sono partite le inchieste e ci sono già i primi inquisiti con le sospensioni preventive.
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Ciò che conta alla luce della guerra antimale in corso è questo: osservare che i perseguiti sono maschi.
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Essi vengono perseguiti (e perseguitati) non in quanto hanno commesso errori, ma in quanto nati maschi.
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E’ questa la loro colpa.
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La guerra contro l’errore, scatenata nel nome della sicurezza, è guerra contro gli UU.
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La sicurezza (cioè il sicurismo) è un cavallo di legno: la maschera di uno strumento di guerra.
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Questa è finalmente la lettura che deve essere data di quel fatto, come di ogni altro, giunti a questo stadio di sviluppo della guerra dei sessi.
Uno spicchio di Himstory.

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Jan Quarius 4:37 pm - 15th luglio:

Che la violenza femminile sia più psicologica che fisica pare scontato a me ed a pochi che analizzano i fatti fino in fondo. Oggi però assistiamo anche a violenza femminile fisica, quindi assolutamente percepibile ma non condannabile, quanto quella esercitata da un uomo. Se non c’è maggiore forza fisica (per una donna) ci sono i soggetti più deboli come i bambini, gli anziani e molti uomini paralizzati dalla paura di rispondere alle botte da parte di una donna. Se non si è capaci di menare con le mani (un uomo), si mena con il ferro da stiro, con la pentola, l’acido o peggio – con un’arma. Ovviamente tutti questi oggetti che l’uomo solitamente non usa (al contrario di una donna) nello scontro fisico, portano spesso alla morte o a dei danni invalidanti.

Per quanto riguarda il racconto degli Uomini di quest’epoca, la vedo molto dura. Molte questioni, anche istintive non lo permettono. Come dici anche tu Rino “gli uomini sono propensi a rischiare, le donne mirano all’auto-protezione perché è la loro natura” – in questo senso l’uomo non può in alcun modo prendere il posto della donna e auto-proteggersi, proprio perché è nella sua natura. Non dico che dobbiamo seguire ciecamente i nostri istinti ed impulsi. Anzi, non dico nulla perché il mondo si sta rovesciando. Non esiste più alcun principio morale che regoli la giustizia. E molte donne oggi si fanno giustizia da sole: ammazzano i bambini ed i mariti, divorziano togliendo il più possibile al marito, prendono assegni di mantenimento anche quando non ci sono bambini di mezzo ed anche quando convivono con altri uomini.

La storia la stiamo raccontando scrivendo. Arriverà un giorno quando potremmo uscire tranquillamente in piazza e dire a voce alta cos’è l’ingiustizia subita, cos’è la vera denigrazione, cos’è la vera manipolazione, cos’è il vero senso di giustizia e onore.

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Dante Oiram 6:27 pm - 22nd luglio:

Signori, vi faccio questa domanda qui perche’ non saprei dove farla. Questo sito, come altri anti misandrici, e’ utile ma come facciamo a far conoscere la verita’ agli altri? Voglio dire qui, come altrove, si avvicinano solo beta come noi che si sono risvegliati. E i beta NON risvegliati? E la giovani donne ancora recuperabili? E poi: e’ possibile fare manifestazioni contro tanto schifo misandrico, farci conoscere di piu’ per cio’ che siamo senza le alterazioni menzoniere del regime misandro? Perche’ se siamo solo a cantarcele tra noi, si’, ci sfoghiamo un po’ e capiamo di non essere soli: ma di piu’ non possiamo fare!

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mauro recher 7:11 am - 23rd luglio:

Dante Oiram,

Dobbiamo usare i mezzi a nostra disposizione e visto che il potere mediatico è in mano al femminismo ( televisione,radio e giornali) ci resta altro che internet fino a quando resiste (non si sa mai che il razzismo “progressista” del femminismo, ci metta lo zampino) Certo ci sono fuori milioni di uomini beta che sono la maggioranza, molti se ne fregano,altri hanno il timore di andare fuori dal coro quindi capisci che ,in queste condizioni, fare una manifestazione come quella promossa da SNOQ il quel famoso 13 febbraio, resta pura utopia ( anche se va detto che avevano il grande appoggio dei partiti che volevano cacciare Berlusconi), e allora che si fa? Si lotta con i mezzi a disposizione e in ogni buco che io trovo metto le mie idee,in fondo una goccia d’acqua non scava la roccia ?

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Dante Oiram 11:36 am - 2nd agosto:

mauro recher,

Certo Mauro. E cosi’ faccio anche io. Ma il problema e’ che NON raggiungiamo gli inconsapevoli. Perche’ e; vero che ci sono tanti mangina che sanno del nazifemminismo e lo apppggiano sperando (vanamente) in favori sessuali. Ma ci sono molti che non si accorgono a livello conscio della misandria (ma a livello inconscio si’: io ero uno di questi fino a 3 anni fa). E allora se gli scettici non vengono a noi bisogno noi andare agli scettici con messaggi anti-misandria nascosti dentro altri argomenti che attirano le masse

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romano 11:22 am - 3rd agosto:

Non facciamo finta di non vedere che il 99,9999 per cento degli assassini jihadisti sono maschi, fatto significativo. E regoliamoci conseguentemente. Anche per le politiche di accoglienza

https://www.facebook.com/marina.terragni/posts/10209005660994011

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Fabrizio Marchi 7:59 am - 4th agosto:

romano,

Bisognerebbe spiegare alla Terragni che, se è per questo, anche i piloti americani, francesi, israeliani, turchi, sauditi che bombardano da anni in Libia, in Iraq, in Palestina, in Afghanistan, in Somalia, in Kurdistan, sono per il 99,999999% maschi.
Anche perchè sono i maschi che continuano ad andare in prima linea, anche ora che la guerra è diventata “tecnologica”…

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mauro recher 9:34 am - 18th agosto:

Una piccola riflessione ,ho visto alcune pagine di destra ,anche estrema , e mi sono imbattuto in questa vignetta, in questa suddetta vignetta (come vedete è tutto al maschile) è riassunto di quello che si parla di uomini nel web , questa vignetta è di destra ma le femministe vorrebbero fare altrettanto non cambia di una virgola…. in questo contesto è chiaro che le forze politiche (tutte, nessuna esclusa) vadano dove portano voti

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romano 7:34 am - 19th agosto:

…Ma anche se avvenisse un sessismo contro gli uomini sarebbe innocuo, perché non in continuità con violenze, discriminazioni e svantaggi a danno degli uomini. Lo sfondo storico, culturale, sociale è patriarcale, stereotipi e pregiudizi verso un sesso o verso l’altro non pesano allo stesso modo e i rovesciamenti non sono riparatori.

http://www.libreriadelledonne.it/sul-sessismo-ostile-e-recidivo-del-fatto/

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mauro recher 1:55 pm - 19th agosto:

Post semi -serio (penso che vada bene pure qui)
Ragazzi ,oggi ho peccato…. Sono andato a farmi la carta d’identità e, di fronte a me, c’era una gnocca spaventosa, mi sono seduto e ho iniziato a guardargli il culo ( con prudenza, anni di militanza mi hanno pur insegnato qualcosa) voglio chiedervi, che punizione merito? (E’ un post semi- serio, ho la tentazione di scriverlo anche alle pagine femministe)

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mauro recher 8:01 am - 28th agosto:

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Rino DV 9:44 pm - 31st agosto:

Caccia all’uomo al tempo di Odiatrice.
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Il parto inevitabile e necessario di un terremoto in età femdominista è l’immediata ricerca di uno stuolo di maschi da incriminare, da rovinare, da incarcerare.
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A suo tempo altri vennero incriminati per non aver previsto un terremoto. Altri per averlo invece preannunciato senza che poi si verificasse. Altri per le alluvioni, per le tracimazioni e per le esondazioni. Altri per la caduta di sassi sui sentieri della domenica, per ritardi nei soccorsi, per il suicidio di una donna.
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La magistratura (agente del regime sicuristico-risarcimentista) è partita 48 ore dopo, insieme alla stampa forcaiol-manettista. Poi sono arrivati gli intellettuali di sinistra, i sopravvissuti, l’opposizione anticomunista, il movimento “Alcune volte Qualcosa” quindi i preti e infine i Vescovi: i terremoti non portano danni se non a causa degli uomini. Dove per “uomini” si intende qui per davvero gli umani senza utero. Si intende: i maschi. Non ci sono equivoci.
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Nell’età del rancore antimaschile – Impero di Odiatrice – non ci sono più mali, danni o disagi (pubblici e privati) che non abbiano causa nelle pulsioni antiumane del sesso malnato. (Devo fare ancora una volta l’elenco delle infamie maschili?)
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Non ci sono errori, solo volontà di nuocere.
Non ci sono limiti della conoscenza, solo ignoranza crassa e supina.
Non ci sono impossibilità materiali. Solo interessi nemici del bene.
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Nella città rosea dell’avvenire, quando finalmente il potere sarà nelle mani della nostra grande Amatrice scompariranno terremoti e inondazioni, malattie e suicidi, incidenti e brufoli.
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Anutèrici: carne da miniera, carne da frontiera, carne da galera.

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Riccardo 11:40 pm - 1st settembre:

Rino
>>
quindi i preti e infine i Vescovi: i terremoti non portano danni se non a causa degli uomini.
>>

Concordo al 200 per cento: questa è la più stupida affermazione che ho sentito fare in questi ultimi giorni:” I terremoti non portano danni “…??!?
Pazzesco, questi preti e questi vescovi sono letteralmente fuori di testa.
I terremoti, come i maremoti e le esplosioni vulcaniche, esistono fin dall’ “alba dei tempi”, cioè da miliardi di anni, pertanto un non credente (come me) potrebbe pure replicare che se esiste un “Dio”, allora è colpa di quel “Dio” a cui i suddetti credenti credono (…), un “Dio” che essendo onnipotente e onniscente ?!? poteva evitare disastri, lutti e dolore.
Un “Dio” che avrebbe potuto creare un mondo e un un’ umanità migliore…

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Rino DV 6:29 pm - 2nd settembre:

1. I prelati ormai hanno fatto propria quasi integralmente la narrazione femminista. E sparano contro gli UU. Qui (come in infinite altre occasioni) il termine “uomini” nel doppio significato di esseri umani (1) e di maschi (2) si presta magnificamente al gioco della dannazione degli UU (2). Chi potrebbe mai pronunciare una frase del tipo: “I terremoti causano danni solo per colpa delle donne”… !?
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2. La questione del male nel mondo (sia quello prodotto dall’ umanità a se stessa sia quello derivante dalla natura – disastri, malattie, vecchiaia) in rapporto alla giustizia divina è un’antica questione che imbarazza la Chiesa ed è forse all’origine dell’abbandono della fede da parte di un certo numero di (ex) credenti. E’ il famoso problema/enigma della “teodicea”. Si rileva la contraddizione tra l’idea di un Dio buono/giusto e l’andamento del mondo. E non si sa come uscirne.
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Ciò deriva dal fatto che appunto si attribuiscono a Dio quei due caratteri. Ma non è così per tutte le religioni.
La cosa imbarazza infatti soprattutto il Xmo, molto meno l’Ebraismo e meno ancora l’Islam. Non imbarazza per nulla il Buddhismo né l’Induismo né imbarazzò lo Gnosticismo e prima ancora lo Zoroastrismo etc.
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Chi parte dal presupposto che Dio è bensì il creatore del cosmo ma non si pone il problema del bene e del male (non è cioè un essere morale, non è una persona) o addirittura crede che una Trascendenza esista ma non sia all’origine del mondo, non ha bisogno di risolvere quella contraddizione, perché essa neppure si pone (posizione detta da alcuni “deismo”, sulla scia di Kant).
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Quello della teodicea è davvero un problema sostanzialmente Xno.

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mauro recher 7:30 pm - 5th settembre:

Sempre dalla pagina di maschio beta (almeno cambiasse nome ) copia ed incolla
Qual è il punto? Che non tutti i maschi sono Rupert Murdoch? Bella scoperta, di Rupert Murdoch ce n’è uno solo (e menomale, aggiungerei): ma quanti uomini, anche non in cima alla piramide sociale o economica sono stati oppressori? Non contate solo i magnati o i capi di Stato: pensate nella storia a generali, professori, ministri, banchieri, commercianti, ecclesiastici, capitribù, sciamani, samurai etc. etc. Tutti questi messi insieme faranno un po’ più dell’1%, no? Prendete per esempio la gerarchia militare: un sergente riceve gli ordini da un capitano, quindi è “oppresso”? Eppure a sua volta li dà al soldato semplice, quindi è, almeno in parte, un “oppressore” anche lui. O no?
Quanti operai e contadini schiacciati dal potere capitalista o latifondista erano impotenti di fronte ai padroni ma riproducevano le stesse logiche di potere nei confronti delle mogli o dei figli? In che modo le donne e i bambini erano più privilegiati dei capifamiglia? “Perché non si spaccavano la schiena sotto il sole o negli altiforni” D’accordo, ma quanti di questi avevano potere pressoché assoluto sulla famiglia? Potere di punire fisicamente i figli, potere di rifiutarli, potere di picchiare la moglie, potere di divorziare, potere anche solo di gestire le entrate che loro stessi procuravano!… Solo perché soffrivano da una parte non significa che dall’altra parte si stava automaticamente meglio. E soprattutto: chi erano questi capitalisti e latifondisti? Altri uomini, certamente non donne; e si torna a quello che ho scritto prima, che oppressi sono stati sia uomini che donne ma gli oppressori sono stati per la quasi totalità uomini, e questo è un dato storico. La prova? Aprite un libro di storia!
Che cosa si vuole sostenere, che vorreste fare parte anche voi dell’1%? Questo non è cambiare la mentalità: questo è volersi sostituire ai vecchi padroni. O brucia che le donne comincino a farsi avanti? Stiamo sempre parlando della società occidentale; tu dici che tutto ciò non è “corretto”: se volete chiamiamo una bambina nigeriana infibulata, una donna afghana intabarrata in un burqa, un aborigeno australiano, un’adolescente thailandese costretta a continuare la prostituzione per mantenere il figlio avuto da un cliente, e un ragazzo iraniano gay, e chiediamo a loro di esprimersi sul concetto di “correttezza”..

mia risposta
Ah beh ho capito, al maschio operaio (contadino ,muratore ,precario e disoccupato ecc ecc) gli va di lusso , e questa sarebbe la nuova sinistra che avanza e si lamentano che avanzano le destre

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daniele- 9:35 am - 6th settembre:

Da una parte sono arrabbiato col signor Mauro per aver copincollato il delirio dell’ometto politicamente corretto, che mi ha causato l’ennesimo travaso. Dall’altra lo ringrazio per aver confermato quello che ormai, amaramente, già sapevo. Mai più un voto a questa sinistra (mi asterrò perché di destra non sono), mai più. D’altra parte, sono un oppressore e mica vorranno il voto di un orrido misogino oppressore.

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daniele- 9:45 am - 6th settembre:

Io comunque, gli avrei risposto così: “Bene, ammettiamo, per amor di discussione, che il tuo discorso fili. Dunque, siccome noi abbiamo con una cospicua parte di oppressori un cromosoma in comune, dobbiamo sentirci colpevoli, espiare, dimostrare di essere innocenti. Per i nostri geni. A questo punto, ha ragione Salvini: qualunque arabo, presente e futuro, deve espiare la colpa degli attentatori suicidi, qualunque rwuandese di etnia hutu sarà colpevole, marchiato a fuoco, per i secoli dei secoli. E tutto sommato, i cristiani credenti avranno ragione ad avercela con gli ebrei deicidi, visto che, insomma, comunque discendono da quelli (“Me permetterai de esse ancora ‘n po’ incazzato?”, cit. Marchese del Grillo). Fai tutti i discorsi che vuoi, arrampicati sugli specchi, leggi solo le pagine di storia che ti fanno comodo, ma questo, vocabolario alla mano, si chiama razzismo. Poi lamentati che c’è gente che generalizza sugli immigrati. Chissà chi glielo ha insegnato, a generalizzare”.
Io non lo faccio eprché entrare in quei siti mi fa schifo (e non voglio regalar loro contatti), ma chiunque volglia è autorizzato a copincollare.

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Luigi Corvaglia 4:41 pm - 6th settembre:

Per quel che mi riguarda la metafora (o il paragone) che meglio si attanaglia, a lui come a tanti/e altri/e è la Serra.
Si, lui è uno dei tanti fiori di serra.
Il fiore di serra non è consapevole della vita al di fuori. Viene nutrito, annaffiato, sovente gli fanno credere che sia notte quando è giorno e viceversa. Per lui la serra è il suo mondo, l’unico possibile. Non ha coscienza del mondo di fuori. E difficilmente sopravviverebbe.
Perchè il mondo di fuori è violento. Intrisicamente violento. La natura è violenta. Un nubrifragio lo sommergerebbe o lo sradicherebbe, un periodo di siccità lo seccherebbe.
E in ogni caso a te, gramigna di campo, non darà mai retta. Che ne sai tu, erbaccia maledetta, sempre pronta ad approfittare di ogni microscopica zolla di terra e di ogni goccia d’acqua per reclamare il tuo diritto alla vita. Che ne sai tu dei nuovi pastoni idroponici, delle nuove luci, delle nuove filosofie di coltivazione …
Eh .. si, la serra occidente. Chissà fino a quando riuscirà a coltivare questi magnifici fiori…

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Enrico 11:11 am - 7th settembre:

https://www.left.it/2016/09/05/maschi-e-operai-da-dove-vengono-i-voti-alla-destra-dellafd/

Rivista Left, “I voti della destra vengono da maschi operai”. E si intuisce il malcelato disprezzo.

“Non si capisce il motivo dato che la regione della Pomerania, dove si sono tenute le elezioni, non ha livelli alti di immigrazione”

Forse allora i “Maschi e operai” sono in rottura con la sinistra per altri motivi? Macché:

“Si lasciano sedurre dalle paure irrazionali alimentate dalla destra populista”

In pratica, secondo left, sono scemi.

La “sinistra” di governo e forse il partito che più disprezza le fasce deboli che dice di voler aiutare.

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mauro recher 4:48 pm - 7th settembre:

Enrico:
https://www.left.it/2016/09/05/maschi-e-operai-da-dove-vengono-i-voti-alla-destra-dellafd/

Rivista Left, “I voti della destra vengono da maschi operai”. E si intuisce il malcelato disprezzo.

“Non si capisce il motivo dato che la regione della Pomerania, dove si sono tenute le elezioni, non ha livelli alti di immigrazione”

Forse allora i “Maschi e operai”sono in rottura con la sinistra per altri motivi? Macché:

“Si lasciano sedurre dalle paure irrazionali alimentate dalla destra populista”

In pratica, secondo left, sono scemi.

La “sinistra” di governo e forse il partito che più disprezza le fasce deboli che dice di voler aiutare.

Completamente d’accordo ,va bene che sappiamo benissimo che la maggior parte degli operai sono maschi, ma bisogna ricordarlo appunto con disprezzo ? ma gli errori questa sinistra non se li ricorda mai ?

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romano 6:46 pm - 15th settembre:

Del perché non ero contenta di aspettare una figlia. Femmina.
Viviamo in un paese sessista. Non voglio che lei subisca le stesse cose e faccia la stessa immane fatica per ottenere ciò che a un uomo è dato di diritto

https://medium.com/italia/del-perch%C3%A9-non-ero-contenta-di-aspettare-una-figlia-femmina-f18643e12e39

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Daniele 11:13 pm - 15th settembre:

Credo che una volta per tutte bisognerebbe prendere atto del fatto che tantissime femmine moderne sono realmente stupide e in malafede, perché una che scrive che “viviamo in un paese sessista”, io la spedirei subito in Burundi, dove tra le altre cose la vita media è di soli 50 anni, oppure in Afghanistan per un corso “di rieducazione talebana”.
Ma a parte questo, le parole di queste femminucce sono veramente vergognose, perché le suddette non hanno la più pallida idea di cosa significa essere un uomo qualunque.
Ad esempio: ho amici operai, tra questi uomini di 50 anni che hanno perso il lavoro, e che ora non sanno dove sbattere la testa: in questo caso dov’è “il privilegio maschile?”.
Etc etc etc, perché non ho più voglia neppure di commentare, per quanto mi fanno schifo queste femminucce, che poi si lamentano pure se gli uomini non se le filano più come un tempo, oppure non le sposano.
Sono veramente delle schifose, dal punto di vista morale.

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machi 11:32 pm - 15th settembre:
Luigi Corvaglia 6:30 pm - 16th settembre:

machi,
.
Ciao, benvenuto
ho letto. In realtà ancora non ci si è arrivati. Ma lo faranno. E l’utero ancora per poco sarà in affitto. Poi diventerà artificiale. E l’inutilità femminile diventerà ufficiale.
E solo allora, forse, capiranno.

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romano 10:55 am - 19th settembre:
mauro recher 5:03 pm - 22nd settembre:

Dal mio blog copio ed incollo il commento di una femminista
Come al solito, non ci siamo nelle deduzioni, e sì che questo blog si ostina a parlare di generi e società.
Misandria, intesa come “una donna a caso odia un uomo a caso” esiste sicuramente.
Anche “razzismo dei neri contro i bianchi”, esiste sicuramente; quello che non vi entra in testa è chi-ha iniziato-e-quando e quali sono gli squilibri di potere (= capacità di influenzare la realtà circostante).
Se vado su un sito di orgoglio nero, e leggo da un nero che “l’uomo bianco è una merda”, non mi stupisco, né grido allo scandalo, perché storicamente è stato l’uomo bianco a dominare sul nero, a metterlo in schiavitù. Non il contrario. il risentimento è più che comprensibile.
è il maschio (limitiamoci solo a quello bianco, perché anche il maschio asiatico o africano opprimeva le donne, in modalità differenti) che ha iniziato, nella storia, a considerare le donne inferiori: ti avevo già citato a lungo Aristotele e altri. sicuramente al tempo di Aristotele ci saranno state donne che avranno gridato “maschio di merda”, il punto è che le gentili signorine NON hanno fatto la storia: la storia, il potere e quindi la misoginia erano in mano maschili, e solo loro.
Fin tanto che non capisci questo mi sento di riassumere l’intero vostro movimento con una frase che dice così:
“senti un po’ le lamentele dei padroni viziati e ben pasciuti che perdono le schiave… e che vengono pure insultati, e a ragion veduta, per il male che hanno fatto”
Tu mi dirai: ma io non sono Aristotele e non le ho scritte io quelle sue frasi che poi sono diventate CULTURA E SOCIETà.
è questo è vero. Ma se è vero che sei diverso dai maschi misogini in questione perché non fai post seri e ragionati, sulle cose, prendendo fatto e riconoscendo che per 2000 anni c’è stato tutto un simbolismo culturale (nella religione, nella filosofia e via dicendo) a favore del solo maschio, sempre perfetto, sempre elevato, sempre divino, mentre alla femmina spettavano, “biologicamente e per virtù” (i Greci si appellavano spesso all’etica) l’imperfezione, la sottomissione, l’inferiorità.
Invece continuo a vedere i piagnoni tra voi che vogliono la super sexy slave/sposa devota (a seconda che siate non cattolici o cattolici ferventi), che si lamentano di non avere tutto e subito (parlando di fica, perché quello è quello che si intende con “voglio una femmina”) che ancora vorrebbero pretendere di dire come-cosa-quando una donna deve essere e fare. Non vi entra in testa che nessuno deve dipendere da nessuno, che siamo tutti liberi di autodefinirci e non di essere definiti da qualcun altro. Questa è la pretesa maschile millennaria: definire cosa la femmina è come si deve relazione col maschio. Lo faceva già Aristotele. Lo fate anche voi (ma con meno classe di lui, glielo concedo al nostro caro Aristotele)
Certo che quando leggo i vostri post negazionisti su quello che fu la storia, io, che Aristotele lo conosco (voi mi sa di no però), così come conosco ciò che è venuto dopo di lui, non so se ridere (per la vostra involontaria comicità) o piangere (nel vedere che siete ancora fermi ad Aristotele pur senza averlo mai letto).
Ma signor Mauro, perché voi della questione maschile non iniziate a dire e a diffondere sul web, tra le tante altre vostre castronate, che Aristotele era una femmina travestita da maschio, che ha scritto così per fare dispetto al maschio del 2016, che sarebbe stato accusato al suo posto di misoginia? dai, che data l’ignoranza culturale che fomenta il vostro movimento, secondo me il 98% di voi ci crede anche, a questa bella bufala. Poi dopo Aristotele, si potranno femminilizzare anche tutti gli altri grandi misogini (tutta gente che ha fatto la storia, of course), fino a giungere a Nietzsche (e meno male che parlava di super uomo e non di super femmina!). Risolviamo così la questione: travestiamo i misogini del passato da femmine travestite da maschi, che hanno scritto le birichinate per far credere che il maschio fosse cattivone: in realtà erano tutte femministe che se la ridevano sotto il reggiseno, ah ah ah!

mia risposta

“senti un po’ le lamentele dei padroni viziati e ben pasciuti che perdono le schiave… e che vengono pure insultati, e a ragion veduta, per il male che hanno fatto” …Non so con che coraggio si possa scrivere questa grande corbelleria, quali sarebbero i padroni . i minatori, gli operai, i contadini che, non contenti ,andavano pure in guerra perchè si dovevano svagare un pochino? Oppure una storia che si trova nel WEB di un operaio che ,lavorando 8-9 ore alla pressa era affetto da labirintite( ne so qualcosa, visto che anch’io lavoro alla pressa ,anche se non grave) e una cardiopatia (sempre dovuta alla pressa) e le lacrime perchè non aveva i soldi per mandare i figli all’università e questi sarebbero i padroni dalla pancia piena ? Ma so dove vuoi arrivare, vero che, nel corso della storia , i neri sono stati fatti schiavi dai bianchi ,ma da quali bianchi ? Non sicuramente dall ‘operaio ,ma dal grande proprietario terriero ,per farti un esempio .. un bimbo che nasce a Milano avrà molte più possibilità di un bimbo che nasce nel deserto del Sahara , ma lo stesso bimbo bianco avrà meno possibilità di un bambino nero figlio di un rapper nero americano( non nasce di un altro colore ) la differenza la fa sempre la classe sociale ,invece alle femministe piace pensare che, siccome in 2000 anni e passa hanno comandato gli uomini (non sempre vero) allora adesso è il turno delle donne .. mi domando sempre il barbone (che sono quasi sempre maschi, strano un genere cosi privilegiato) o il precario o il disoccupato quale scettro di potere hanno ? Anch’io ho fatto la mia “dose” di disoccupazione e sono andato a fare le scuole serali(non si studiava Aristotele, ma è stata una esperienza di vita vera) e non vedevo questo potere immenso che avevo in quanto maschio

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Daniele 6:02 pm - 22nd settembre:

Mauro, discutere con un femminista è peggio che discutere con una femminista.
Il femminista è più idiota della femminista.

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Daniele 6:05 pm - 22nd settembre:

>>>>>>>>
il punto è che le gentili signorine NON hanno fatto la storia:
>>>>>>>>
Ma questi personaggi non sono gli stessi che poi vanno in giro a raccontare e a scrivere che “dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna…?”.
Quindi? Ma non la notano mai una “leggerissima” contraddizione” nelle loro affermazioni?

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Daniele 6:11 pm - 22nd settembre:

Ah, scusa Mauro, avevo letto male: si tratta di unA femminista…
Va beh, la sostanza del discorso non cambia.

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romano 12:26 pm - 27th settembre:

squallida propaganda femminista a “Presa diretta” dal minuto 11:40 al minuto 36:20

https://www.google.it/#q=http:%2F%2Fwww.raiplay.it%2Fvideo%2F2016%2F09%2FPresa-diretta—Sulla-pelle-dei-migranti-2c77bfd7-77f7-4bd0-b184-cf5f9fdeeedd.html

non ho messo direttamente il link della rai per evitare che il video parta automaticamente in questa pagina risultando fastidioso

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MaIn 3:04 pm - 1st ottobre:

ma chi è questa Martani?

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Luigi Corvaglia 4:16 pm - 1st ottobre:

MaIn,
.
Daniela Martani si mise in vista nell’ultima vertenza di Alitalia come società pubblica.
Successivamente ha partecipato a qualche edizione del Grande Fratello.
Credo che il prefisso che meglio la inquadra sia nazi-.
Nazi come nazi-femminista: Martani: “Il maschio è come un batterio: deve essere eliminato”
Nazi come nazi-vegana: “Il sisma di Amatrice? È il karma” Bufera sulla vegana Daniela Martani

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Claudio Manzari 6:32 pm - 3rd ottobre:

Claudio Manzari:
[...] il suicidio demografico è in atto da decenni, per unilaterale renitenza alla procreazione: non resterebbe che aggiungervi l’obiezione di coscienza maschile al congiungimento carnale, per dare una leggera acceleratina al processo).

…Vi propongo questo articolo, che trovo di enorme interesse:
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ridare-a-mamma-e-papa-un-prestigio-sociale-17289.htm
n un contesto che, personalmente, condivido in pieno, si noti come il “prestigio genitoriale” venga declinato esclusivamente come “prestigio della maternità”…
Attraverso la lente QMmista ciò assume una valenza doppia (o tripla o quadrupla):
1) la Paternità non conta un tubo: non solletica la realizzazione maschile (che si assume tutta concentrata nel successo lavorativo-economico) (tant’è che, se si separano, i padri devono solo PAGARE…);
2) in fatto di procreazione, quei fessacchiotti degli uomini sono alla mercé delle donne;
3) gli UU sono discolpati per il suicidio demografico, in quanto non hanno voce in capitolo (vai poi a vedere se gliela si vorrebbe dare o no…);
4) …

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Luigi Corvaglia 4:31 pm - 6th ottobre:

romano,

Ho visto il video.
A parte le varie cacchette femministe mi sto ancora chiedendo la funzione della tipa.
Fa la comica? La satirica? L’editorialista? O cosa?
Bohh … in ogni caso fa andare di corpo qualsiasi cosa faccia.

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mauro recher 5:02 pm - 6th ottobre:

Che poi parla di divario salario tra postino e postina(visto che il video ha citato queste professioni), ho chiesto a mio fratello e questo divario (fortunatamente e giustamente) non c’è … parla di 16 % in meno, in altre parte 22 %, in altre parte 6% , quando i numeri sono cosi diversi tra di loro significa che ,per me, sono statistiche che tendono solo a fare sensazione e non c’è uno studio vero dietro … ma almeno ,una volta per tutte, pubblicassero queste buste paga cosi diverse…

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daniele- 5:03 pm - 6th ottobre:

Non ho visto il video, quindi non lo giudico (ma non può essere più volgare e femminista di Massima Bolda, alias Luciana Littizzetto). In generale, saranno almeno vent’anni, dopo la prima ondata di Mai Dire… (e il migliore era Mai Dire Tv, che infatti è durato solo due stagioni e poi l’hanno chiuso), che la comicità italiana è convenzionale, prevedibile, senza fantasia. Con Berlusconi se non altro c’era il totem contro cui andare (e anche lì, spesso ci si limitava all’ordinaria amministrazione), ma sempre spalleggiati dall’altra parte (la base, più che i vertici politici che già al tempo sognavano l’appiattimento generale). Ora è rimasto il politicamente corretto, oppure la satira sulla vita quotidiana, comunque inoffensiva. A me Charlie Hebdo non piace (fermo restando che la violenza ha sempre e soltanto torto e che anche i pensieri cretini hanno diritto ad essere divulgati dagli autori), ma almeno fa rumore, esce dagli schemi (meno di quanto si creda e a modo suo, ma almeno…). A me la Geppi non dispiace, ma secondo voi e non per difenderla (oltretutto ripeto che non ho visto il video), se davvero volesse fare qualcosa di urticante, sollevare un tema scomodo (magari di quelli che ci sono cari: male bashing, morti sul lavoro, violenza femminile sui maschi), glielo permetterebbero? E non parlo del “potere” (non ci riuscì Berlusconi a zittire i contrari, nemmeno quando era all’apice del potere), ma del “popolo”. Quanti minuti impiegherebbe una rivolta su twitter, Facebook e siti web dei giornaloni a chiedere, ed ottenere, la sua testa?

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mauro recher 5:47 pm - 6th ottobre:

Visto che parliamo di TV lo metto qui …
https://femdominismo.wordpress.com/2016/10/06/grande-fratello/

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Alessandro 7:37 pm - 6th ottobre:

“Quanti minuti impiegherebbe una rivolta su twitter, Facebook e siti web dei giornaloni a chiedere, ed ottenere, la sua testa?”
Occorre dire che tutti costoro fanno sempre una distinzione fra un uomo che “sbaglia” e una donna, ancor di più se una “compagna”, come sarebbe il caso della Cucciari, che sbaglia. Nel primo caso non ci sono attenuanti, nel secondo caso, dopo una decisa tirata d’orecchie, si offre un’altra chance. E’ il doppiopesismo di cui le femministe sono campionesse. Ed è proprio per questo che non si sente un uomo uscire dal coro nelle trasmissioni che “contano”, se non uno Sgarbi su tutte le furie o un Fini la cui testa è stata davvero ottenuta, entrambi esempi in ogni caso non sempre apprezzabili per i modi e/o le argomentazioni in merito, mentre è più frequente che lo faccia una donna, come il caso della parlamentare 5S, la cui “arringa” difensiva in Parlamento è stata anche riportata qui su UB. E c’è ancora chi crede al paese maschilista: beata ingenuità.

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Daniele 11:40 pm - 6th ottobre:

daniele
>>>>>>>>>>>>
A me Charlie Hebdo non piace (fermo restando che la violenza ha sempre e soltanto torto e che anche i pensieri cretini hanno diritto ad essere divulgati dagli autori), ma almeno fa rumore, esce dagli schemi (meno di quanto si creda e a modo suo, ma almeno…).
>>>>>>>>>>>>
Scusa, senza offesa, ma dire che la violenza ha sempre e soltanto torto è solo una frase fatta, figlia del politicamente corretto imperante.
Dipende: a volte non ha torto per niente.
Gli stessi pensieri cretini ai quali fai riferimento, (*) possono creare (e creano), fomentare e alimentare la suddetta violenza, perché in molti casi certe parole, certe frasi, certe uscite sono estremamente violente e consequenzialmente possono accendere una miccia.
Trattasi di quella che in ambito Momas era chiamata “violenza invisibile”.
————–
daniele
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A me la Geppi non dispiace, ma secondo voi e non per difenderla (oltretutto ripeto che non ho visto il video), se davvero volesse fare qualcosa di urticante, sollevare un tema scomodo (magari di quelli che ci sono cari: male bashing, morti sul lavoro, violenza femminile sui maschi), glielo permetterebbero? E non parlo del “potere” (non ci riuscì Berlusconi a zittire i contrari, nemmeno quando era all’apice del potere), ma del “popolo”. Quanti minuti impiegherebbe una rivolta su twitter, Facebook e siti web dei giornaloni a chiedere, ed ottenere, la sua testa?
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Una femmina che insulta gli uomini, al massimo può far incazzare noi ed altri quattro gatti sparsi sul web, per cui una Geppi qualunque potrebbe (e può) dire qualsiasi cosa contro il sesso maschile, tanto non le accadrà nulla, tantomeno il popolo del web ne chiederà la testa e men che meno la chiederanno le sue “sorelle”.
——————
(*)
Basta ricordare le vignette di Charlie Hebdo sul terremoto e i morti di Amatrice.
Un qualcosa di vergognoso.

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armando 9:35 am - 7th ottobre:

mauro recher:
Chepoi parladi divario salario trapostino epostina(visto cheil video hacitato questeprofessioni), ho chiesto amio fratello equesto divario (fortunatamentee giustamente)non c’è … parladi 16 % in meno, in altre parte22 %, in altreparte6% , quando i numeri sono cosi diversi tradi loro significache,perme, sono statisticheche tendono solo afaresensazionee non c’è uno studio vero dietro … maalmeno ,unavoltapertutte, pubblicassero questebuste paga cosi diverse…

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armando 9:47 am - 7th ottobre:

Nella società dello spettacolo, l’opinione di un qualsiasi comico , purchè ovviamente aderente al mainstream, viene elevata al rango di editoriale e diffusa con tutti i mezzi. Benigni ne è l’esempio massimo, ma seguono a ruota altri/e mille. Dall’ormai tramontata Alba Parietti, alla anche lei fuori moda Serena Dandini fino alla famigerata Litizzetto che ancora imperversa col suo maggiordomo lacchè Fabio Fazio, peraltro assai ben retribuito. Qualsiasi persona mediamente intelligente capisce che il pensiero di costoro, fuori dal loro campo, dovrebbe essere considerato alla stregua di quello del così detto “uomo della strada”, spesso assai più intelligente e capace di capire il mondo meglio dei tromboni televisivi tutti conformisti.

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daniele- 10:02 am - 7th ottobre:

@Daniele

1 – Non mi offendo perché hai ragione. Scritto in quel modo è decisamente misunderstanding. In realtà mi riferivo a quel tipo di violenza, entrare armati dove c’è gente disarmata, invece di rispondere a tono (*), oltretutto prendendosela anche con chi non c’entra proprio nulla (perché una segretaria o un addetto delle pulizie non c’entrano proprio nulla). Il tema della piattezza, dell’elettroencefalogramma piatto della nostra società che ormai non si ribella più per paura degli eccessi (che naturalmente vanno evitati, puniti quando è il caso, e soprattutto prevenuti) è lungo e non apro qui la discussione. Certo ormai la società occidentale è come uno che per paura di finire sotto una macchina non esce più di casa lasciandosi morire di inedia e apatia.

2) Quello è vero e infatti non lo discutevo. Dicevo che, se anche volesse (e non so le lo vuole, ma è per ipotesi) fare il contrario, non potrebbe perché finirebbe ghigliottinata sulla pubblica piazza virtuale. O forse, come dice Alessandro, se la caverebbe con una tirata d’orecchie e le pubbliche scuse (comunque una gogna), perché è donna e le si darebbe un’altra chance, ma l’effetto sarebbe lo stesso: non succederebbe mai più.

(*) Infatti ho trovato ripugnanti quelle vignette. Dicevo che almeno fanno rumore, nel modo sbagliato, eccessivo, narcisista e ignorante e tutti gli aggettivi negativi che vuoi, ma se pensi al nulla a cui si sono ridotti i nostri… E la risposta, invece di denunce penali (e men che meno di esecuzioni sommarie, ci mancherebbe altro), che per di più finiscono con l’essere degli autogol, sarebbe stata una bella controvignetta con due autori di CH che si dicono “che culo che abbiamo avuto con quell’attentato, ora possiamo dire quel che cazzo che ci pare e qualunque critica la spacciamo per censura”. Altrettanto volgare, eccessiva e superficiale: appunto, una risposta a tono (comunque, io trovai molto peggiore quella del bambino siriano morto trattato come un futuro stupratore).

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Luigi Corvaglia 3:58 pm - 24th ottobre:

romano,
Cosa vuoi che ti dica?
Mi sono arreso di fronte alla frase che suonava più o meno così: la loro genialità nel dare la vita. shock
Ora, il mistero della vita, il suo perpetuarsi, è una cosa bellissima e che mi lascia sempre senza fiato ma …. ma cosa c’entra questo con la genialità delle donne?

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Sandro Desantis 7:16 pm - 24th ottobre:

romano, niente di nuovo sotto il sole.
Leggevo roba del genere anche parecchi anni fa.
Un esempio:
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Su L’Espresso, del 31 ottobre 1996, fu pubblicato uno sprezzante articolo intitolato:
“Il futuro è DONNA”
“Guerra dei sessi: perché vince lei”
“Pover’uomo: a scuola va peggio. A casa non se la cava. Nel lavoro è legato a mestieri in via di estinzione ed è tagliato fuori dalle nuove professioni. Se è disoccupato non trova moglie, e rischia di finire nella malavita. Alle soglie del Duemila il maschio diventa un disadattato. Mentre l’altra metà del cielo…”

“C’era una volta il Maschio. E ora? Oggi a scuola i ragazzi sono meno bravi delle ragazze in ogni classe di età, tranne che all’università dove, però, l’altra metà del cielo sta recuperando velocemente e colmando le distanze. Nel mondo del lavoro le donne predominano nelle occupazioni che sono in crescita, mentre gli uomini, specialmente quelli meno istruiti, restano intrappolati nelle attività che vanno scomparendo. Ancora: a casa gli uomini non sanno assolutamente assolvere ai lavori domestici, né tentano di farlo. Non basta: la disoccupazione priva gli uomini della loro attrattiva come partner matrimoniali. E se lasciato a se stesso, il cosiddetto sesso forte non adotta necessariamente il comportamento sociale dovuto: per esempio, rispettare la legge, prendersi cura di donne e bambini; sembra, invece, che lo apprenda solo attraverso una combinazione di lavoro e matrimonio. Conclusione: gli uomini, alle soglie del nuovo secolo, costituiscono un problema crescente.
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Sandro Desantis 7:34 pm - 24th ottobre:

Un altro esempio:
>>>>>>>>>
Articolo pubblicato nel dicembre del 1994 su CENTO COSE energy.
>
I TEST DI INTELLIGENZA HANNO DIMOSTRATO LA SUPERIORITA’ FEMMINILE
Sondaggio della rete televisiva inglese BBC

>
“Caro maschio, sei finito, è iniziata l’era della supremazia delle donne”, ha sentenziato qualche settimana fa la serissima rete televisiva inglese Bbc, dopo un accurato monitoraggio sulla popolazione anglosassone.
Le donne sarebbero di gran lunga più intelligenti e creative degli uomini. Le prove sono evidenti: in questo momento tra i migliori studenti di ogni facoltà universitaria due terzi sono femmine. Secondo il professor Richard Kimball è solo il primo segnale, le donne sono naturalmente più dotate e presto prenderanno il posto degli uomini, in ogni caso. Già adesso il numero delle studentesse supera quello dei maschi e anche i test d’intelligenza dimostrano che il loro cervello funziona bene, è più integrato. Gli ultimi studi scientifici attribuiscono alle donne anche una visione più globale della realtà. Che vuol dire prima di tutto una maggiore elasticità: la capacità di superare meglio lo stress, di mediare bene tra razionalità e emozioni. Tutte cose che portano inevitabilmente a un migliore adattamento ai cambiamenti. Non è affatto vero che le donne siano imprevedibili. Anzi hanno un maggior controllo di sé che aiuta nella competizione; i maschi, più calcolatori e freddi oppure troppo aggressivi, perdono invece terreno. Ed ecco perché in Inghilterra, nella City, metà delle grandi banche ha scelto donne dirigenti. La ricerca è perentoria:” Immersi nei loro cliché i maschi si sono lasciati andare, mentre le donne hanno risalito la china e ormai si trovano ad apirare a importanti funzioni manageriali”.
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Di articoli del genere, risalenti a venti-venticinque anni fa, potrei postarne a bizzeffe.
Questo tanto per dire che questa storia della (presunta…) “superiorità femminile” è vecchia di decenni.
Peraltro il fatto significativo è che nella stragrande maggioranza dei casi i principali fautori di questa tesi sono proprio i nostri simili.
Perlomeno qui, in questa parte di mondo.

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romano 3:23 pm - 28th ottobre:

Altra puntata in cui si inneggia alla superiorità femminile. Secondo Luigi Zoja la violenza è ontologicamente maschile. Il maschio è diventato “buono” e “civile”, la femmina lo è sempre stata.

http://www.raiplay.it/video/2016/10/Quante-storie-b08a68c9-8a86-411c-8db1-381e5cc5c8ac.html

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Rino DV 7:11 pm - 29th ottobre:

Costui, divenuto famoso con il suo “Il gesto di Ettore”, è uno dei profeti della “nuova paternità”.
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Ciò sulla base del fatto che, appunto, quella “vecchia” non va bene. I nuovi padri dovrebbero sputare su quelli vecchi ed in tal modo rinascere a vita novella.
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Ci fu un tempo in cui spendevo lire e tempo in libri come quello. Era necessario “auscultare” non solo i nemici ma anche i falsi amici. Tra i quali costui sta.
.
Fine.

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Rino DV 1:03 pm - 10th novembre:

A chi la galera?
Non all’élite. Lo ha deciso l’élite.
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Non per dir male di Nicce (ci mancherebbe…) ma il fatto mi rimanda alle sue affermazioni.
Là dove disse che i nobili definirono nobile ciò che era nobile: le loro pertinenze, qualificazioni, attributi, creazioni.
.
La loro morale.
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(Ma guarda un po’: inavvertitamente siamo al di qua del bene e del male…)

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Rino DV 6:31 pm - 10th novembre:

Noto che l’élite dice bensì che la violenza va punita con il carcere, ma ha definito non-violenza la sua.
Ergo non carcerabile.
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E’ dunque necessario per noi definire violenza ciò che non è stato e non è definito tale.
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Quella non-violenta dell’élite (ma questo lo facevamo già) e quella non-violenta delle femmine (e qui sta la novità, …indicibile, indigeribile).
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Colletti bianchi. Camicette rosa.

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romano 2:40 pm - 15th novembre:

Corpi e persone; oltre alle ovaie c’è di più

http://versusgiornale.it/13107/storia-filosofia-femminismo/

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Armando 6:37 pm - 15th novembre:

Si c’e la dissoluzione di ogni forma che non sia la forma merce, divenuta l’unico universale

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Comediventareunverouomo 5:32 pm - 4th dicembre:

Buona sera.
Ho aperto un blog che non ha nulla a che fare con il femminismo e con l’antifemminismo. Anzi, esprime disprezzo esplicito per entrambi i movimenti. Al di là di questo disprezzo esplicito, però, viene manifestato anche un superamento di ordine ben diverso da quello del disprezzo. Il superamento in questione è quello del distacco dalla pubblicità. Può darsi che il blog susciti interesse e può darsi che non ne susciti: l’uno e l’altro fatto sono irrilevanti.
Il blog tratta comunque del problema della Virilità e del maschile.
In ogni caso lascio il link, spero ben accetto, dell’articolo-chiave: https://comediventareunverouomo.wordpress.com/2016/12/03/che-cose-femminismo/

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