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21 lug 2015  |  20 Commenti

Una considerazione scabrosa

La considerazione che sto per proporvi è assai scabrosa, me ne rendo conto. So di urtare la “sensibilità” di tante donne e tanti uomini, ma non posso farci nulla. Lo spirito di questo giornale non è quello di rassicurare ma di riflettere e far riflettere a tutto tondo, come si suol dire, anche e soprattutto quando questa riflessione è perturbante. Del resto, come uso dire, la verità non è mai rassicurante, purtroppo…
Ieri sera, durante la trasmissione Piazza pulita, sulla 7, è stato intervistato un gruppo di cittadini del quartiere residenziale di Roma nord, Casale San Nicola, quelli che insieme ai “fascisti del terzo millennio” si sono resi responsabili dell’ignobile gazzarra inscenata alcuni giorni fa per impedire a un gruppo di rifugiati di entrare nella struttura che era stata loro assegnata dalla Prefettura di Roma.
Ad un certo momento, ha preso la parola una delle rappresentanti di questo gruppo di residenti sostenendo che la loro opposizione alla presenza dei rifugiati nel “loro” quartiere era dovuta a ragioni di sicurezza. “Il comprensorio – ha spiegato – è composto di ville isolate l’una dall’altra, e quindi la presenza di stranieri crea paura e insicurezza fra i residenti”. “Non solo – ha soggiunto con tono preoccupato (sapendo perfettamente di toccare un argomento che nessuno avrebbe osato contrastare) – quei 19 rifugiati sono tutti maschi adulti!”. Mentre pronunciava queste parole il capetto di Casa Pound, di cui non ricordo il nome nè voglio ricordarlo, faceva cenno di si con la testa come i pupazzetti a mò di cagnolini che si mettono sul cruscotto dell’automobile.
La dichiarazione della signora non poteva sfuggirmi. Perché quella frase ne presuppone un altra (non detta), e cioè che se quei 19 rifugiati fossero state 19 rifugiate, la loro presenza sarebbe stata molto probabilmente, anche se forse di malavoglia (ma non ne sono così sicuro…), tollerata. Aggiungo che è assai probabile se non certo che quella gazzarra non sarebbe stata inscenata, comunque sicuramente non con quel livore e quella violenza.
Ergo, al razzismo si aggiunge anche il sessismo (antimaschile in questo caso). Perchè le parole della signora, rese ancora più potenti dalle allusioni, da ciò che non ha detto ma che ha lasciato intuire, vogliono dire una cosa molto chiara: è il sesso di quelle persone a costituire il problema, oltre naturalmente alla loro condizione sociale. Perché, come ho già spiegato in questo articolo http://www.linterferenza.info/editoriali/allarmi-son-fascisti/ se quei rifugiati fossero stati dei rampolli della buona borghesia di qualche paese straniero (magari perseguitati da qualche “stato canaglia”) mandati a studiare in Italia e quella scuola fosse stata adibita ad una sorta di campus universitario per giovani benestanti, sono assolutamente certo che quella truppa di “arricchiti” (perché di questo si tratta, da bravo romano conosco Roma come le mie tasche, e potrei scrivere un libro sulla composizione sociale dei suoi quartieri) non avrebbe avuto nulla da ridire. Anzi, trattandosi di una “nuova” media borghesia di estrazione popolare (parvenu, è il termine che viene utilizzato in questi casi, per lo più in termini dispregiativi, ma non è questa la mia intenzione…), la presenza di quegli stranieri avrebbe perfino rappresentato una ragione di vanto, avrebbe portato addirittura lustro a quella specie di fortilizio-residenza per aspiranti “neo borghesi”.
E ora, care lettrici e cari lettori, care amiche e cari amici, care compagne e cari compagni, inveite pure al maschilista, sbraitate, scandalizzatevi e incazzatevi quanto volete (del resto questo giornale è stato creato appositamente), ma questo è il pensiero che mi è salito alla mente dopo aver ascoltato le dichiarazioni della rappresentante del comitato “civico” (si fa per dire…) dei residenti di Casale San Nicola. Dopo di che, ciascuno faccia le sue considerazioni, se lo vuole.
Fiato alle trombe!

Fonte: http://www.linterferenza.info/editoriali/una-considerazione-scabrosa/


20 Commenti

Fabrizio Marchi 12:08 pm - 21st luglio:

Chissà, se al posto di quella ventina di poveracci ci fosse stato un drappello di belle ragazze ucraine, forse non avrebbero inscenato quella ignobile gazzarra razzista…
Voi che ne pensate?

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romano 4:47 pm - 21st luglio:

Questo è un commento che già avevo lasciato sotto un altro articolo (di questo sito). Lo ripropongo qui perché mi sembra abbastanza attinente.
…sempre più spesso mi capita di leggere commenti di persone che non si capacitano di una cosa: la quasi totalità dei clandestini è di sesso maschile. Commenti nei quali si unisce razzismo, sessismo e misandria. Ecco alcuni esempi:
“ai bambini e le donne no a chi abbandona famiglie e suo paese senza lottare per la loro libertà” https://twitter.com/italiano201415/status/598939330208497665
“dalla guerra scappano donne e bambini no uomini , uomini è ma parola grossa Vigliacchi è giusta” https://twitter.com/FabioCarlone/status/598578855062937600
“In effetti sono disertori e traditori vigliacchi e non profughi. Non si lascia donne e bambini a fare la guerra.” https://twitter.com/IMoresi/status/598018772688097280
“Tanti hanno combattuto e sono morti per la pace in europa. Perche loro fuggono? Ok donne e bambini ma gli uomini ????” https://twitter.com/AndreaValmori/status/590655029884903425
“Avete notato che buona parte di coloro che scappano dalle guerre sono uomini ? Ma la regola prima le donne e poi i bambini da loro non vale?” https://twitter.com/Rita_Pavone_/status/592719530985656321
L’ultimo commento è più che mai emblematico del totale ribaltamento della verità: non comprendono che i clandestini sono in maggioranza uomini proprio perché anche da loro vale la regola “prima donne e bambini”, anche da loro è l’uomo il sesso sacrificabile. È l’uomo, in quanto sesso sacrificabile, a dover affrontare un viaggio la cui destinazione, molto spesso, è l’aldilà e non Lampedusa (vorrei proprio vedere se la percentuale di donne clandestine rimarrebbe immutata se al posto di un barcone ci fosse una nave da crociera). È l’uomo che, ammesso riesca a scampare alla morte, deve crepare di lavoro. A questa gentaglia non sfiora neanche l’idea che una buona parte dei soldi guadagnati vengono spediti alla famiglia.
Si scambia il sacrificio con la vigliaccheria.
Gli uomini che scappano dalla guerra (ammesso che questo sia il vero ed unico motivo) sono dei codardi, le donne no.
Abbiamo scoperto perché “le donne sono le principali vittime della guerra”: gli uomini scappano.
Se fanno la guerra sono cattivi, se scappano (e quindi non fanno la guerra) sono cattivi. Non c’è niente da fare: l’uomo è cattivo.
Gli uomini scappano dalla guerra per andare a morire affogati… ma che gente di merda. In pratica questi fuggono da una situazione rischiosa, la guerra, per affrontarne una ancor più rischiosa, la traversata. Non ho statistiche a portata di mano, ma sono abbastanza sicuro che le probabilità di morire in un paese martoriato dalla guerra (soprattutto se sei donna) sono comunque inferiori alle probabilità di morire annegati nel tentativo di raggiungere le nostre coste.
Ma noi viviamo in Italia, un paese misogino, talmente misogino che il sacrificio maschile è invisibile.

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mauro recher 5:39 pm - 21st luglio:

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Angelo 6:05 pm - 21st luglio:

Il sole ti ha colpito Fabrì? Cioè uno che si definisce antifemminista scrive prima donne e poi uomini? Meglio maschileplurale a sto punto, son più coerenti nell’essere zerbini.

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Fabrizio Marchi 10:58 pm - 21st luglio:

Angelo,

Ma che cazzo stai dicendo, imbecille? Ho scritto donne per prima perchè ovviamente quell’articolo fa incazzare necessariamente più le donne degli uomini.
Non diciamo coglionate e non perdiamo tempo in cazzate. Se devi venire qui per dire queste fesserie e per provocare, alza i tacchi e cambia aria.
E’ inutile che replichi perchè tanto ti banno. Sono stalinista. E’ risaputo. E con ciò vaffanculo. Abbiamo bisogno di gente con le palle e che si impegni, non di coglionazzi dietro a un nick.

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Roman Csendes 1:55 pm - 22nd luglio:

Grande intervento, Fabrizio.
Mi piace la citazione di “Casa Pound”, che non molto tempo fa (23 maggio 2015 – “Raduno nazionale”, sul confine orientale) ha creato non pochi problemi in una piccola città, non distante dalla mia Trieste.
Ma di questo parlerò dettagliatamente, in un’altra circostanza.
Bravo Fabrizio.
Quanto alle gentildonne di cui si legge, sono fasciste e sessiste, picologicamente e pragmaticamente; nelle banali reazioni psicologiche, come nelle schematizzazioni del loro linguaggio: cioè, di chi avversa la virilità.
Comunque ed ovunque l’umanità (ammeniochè non sia solo al femminile) si presenti, essa è – nel maschile – il loro nemico.
E’ solo nazismo rosa.
Solo croci uncinate, volute da donne.
E’ solo, se si vuole, invidia del pene; ideologizzata in “terrore del pene”.

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Roman Csendes 2:42 pm - 22nd luglio:

Ah, aggiungo.
In molte città del nord-est (tra cui, purtroppo, la Trieste di destra), “Casa Pound” piace alle donne.
Perchè dovrebbe essere diversamente?
Hanno belle divise, un proprio servizio d’ordine, che sembra guidarli bene. “Sono bei ragazzi”, come mi ha confidato qualche balilla un pò attempata. Sapete, di quelle di bassa scolarità e dai modi bruschi, che odiano gli slavi e – solitamente – i proletari, non importa di che gruppo etnico.
“Belli come Goering da giovane?”, ribatto io.

In fondo, quale sistema totalitario avrebbe mai potuto prevalere senza l’appoggio, appassionato ed ottuso, delle ancelle del potere? Dalle mani insanguinate e dallo spirito immacolato?
Ancelle popolari, o elitarie, che differenza farebbe?
Le donne italiane sono sempre delle madonne, anche quando sono infanticide.
Noi uomini ne siamo coscienti o no?

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Rino DV 10:14 pm - 22nd luglio:

Angelo,

Angelo è in lotta contro alcune figure rappresentative del Momas. Cioè contro il Momas stesso, inevitabilmente.
Prendiamone atto.
Amen.

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armando 9:03 am - 23rd luglio:

Non so chi sia questo Angelo, ma la storia si ripete sempre. Decenni orsono, nella sinistra extraparlamentare ci si scannava su chi era il più puro e il più a sinistra, invece di fare, sia pure nelle differenze d’accenti, fronte comune contro i veri avversari. Ora tocca ascoltare le stesse imbecillate nel Momas. Che tristezza constatare che si continua a non capire!

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Roman Csendes 3:14 pm - 24th luglio:

Trovo questo su Facebook.
Non sono d’accordo con tutto quello che l’autrice ha scritto, ma il passaggio che riporto (incentrato sul tema della guerra al maschio e del rifiuto della diversità corporea tra i sessi) mi sembra molto interessante.

“Per anni il femminismo sano, e soprattutto quello non italiano, ha improntato il suo impegno alla conciliazione del ruolo di madre, di coniuge con quello di lavoratrice, per trovare forme e garanzie affinchè la donna potesse realizzare la sua natura e la sua mente. Solo una deriva contorta ha spinto quello che si identifica con il femminismo con ‘la lotta della donna contro l’uomo’ per le denunce e gli abusi, fino a costruire casi e fatti che diano ragione a logiche spostate, dipendenti da visioni squilibrate che poggiano sui radicalismi delle culture dell’omosessualità e delle libertà narcisiste, nei costumi e soprattutto nelle assunzioni di stupefacenti.

Lo sfregio più grande che un’umanità possa compiere a se stessa è quello di porre una terza natura, che non riconosce il proprio corpo e quello dell’altro diverso da sè, una distorsione oggi elevata a diritto” (Donatella Papi).

Chapeau!

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Clement 3:40 pm - 24th luglio:

Oggi la guerra delle donne verso gli uomini è (purtroppo) la grande carta da giocare dell’Islam più radicale. Un’occasione da non perdere. Persino Putin ci sta facendo una spettacolare, per quanto immeritata, bella figura – come individuo che dice, semplicemente, cose sensate sui rapporti uomo-donna, per come sono sviluppati in occidente.
Se le donne occidentali continueranno – contro i loro figli maschi e i loro temporanei compagni maschi – ad essere distruttive, la società dei lavoratori e delle lavoratrici andrà semplicemente a pezzi.
Si avrà una decostruzione progressiva e continua dei rapporti inter-individuali; fino all’approdo nella società anomica, incentrata sull’ideologia della “normalità della vita psicotica”.
Le donne italiane, misandriche, non capiscono che verremo (per colpa loro e della loro infantile superbia) tutti quanti sostituiti. Si imporranno le culture coraniche.
Cioè culture dove il rapporto uomo-donna si basa sull’impossibilità di distruggere il “simbolico maschile”.
Cioè: la fallicità; la funzione preziosa che senza la partecipazione, e l’apprezzamento, della donna è impossibile da coltivare ed esercitare.
Vedere come si comportano i giovani italiani per farsi un’idea delle forme patetiche che sta assumendo l’eterosessualità contemporanea.
Con il maschietto a fare da pelouche inseminatore e la donna a sputtanarlo, anche pubblicamente, senza che lui reagisca con un minimo di dignità.
No, infatti lui ride!
Peggio della cultura misandrica occidentale le culture orientali non faranno di certo.
Solo all’Occidente spengleriano interessa, al pari dei Cirenaici, la pedagogia del piacere di morire e far morire, gli altri.

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Animus 5:14 pm - 24th luglio:

Clement: Oggi la guerra delle donne verso gli uomini è (purtroppo) la grande carta da giocare dell’Islam più radicale.

????

Clement, mi spiace, non serve leggere altro.
Come si dice dalle mie parti, “idee poche … e confuse”.
E probabilmente, in mala fede.

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Fabrizio Marchi 8:14 pm - 24th luglio:

Animus,

Condivido.
Però credo che il senso di ciò che volesse dire Clement fosse un altro. E cioè che l’Islam (definizione che peraltro non significa nulla perchè si tratta di un mondo estremamente differenziato e oggi anche lacerato da guerre intestine in buona parte alimentate dalle grandi potenze occidentali e regionali, cioè Israele e Arabia Saudita) stia alimentando il femminismo (il che è una boiata pazzesca che si può forse ascoltare ne circoli della Lega Nord di qualche paesino della “Padania”) per minare culturalmente l’Occidente e poi sottometterlo. Peccato che le csoe stiano in modo un pochino diverso. Ma se pure un giorno questa fantasia dovesse realizzarsi non sarà perchè l’Islam ci ha colonizzati bensì perchè l’Occidente ha deciso di suicidarsi. E se uno si suicida, obtorto collo, un altro resta in vita…
Va bè, stendiamo un velo e andiamo avanti…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

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Alessandro 8:45 am - 25th luglio:

Secondo me il discorso di Clement era un altro. Non intendeva affermare che è l’Islam radicale ad alimentare il femminismo, ma che è quest’ultimo, indirettamente, con la guerra di genere, a favorirlo, in quanto finirebbe per “spappolare” socialmente e culturalmente l’Occidente e renderlo quindi più facilmente “aggredibile” dalle ” culture coraniche”. In ogni caso avrebbe dovuto meglio esplicitare il suo pensiero, perchè si presta a equivoci.
Mi pare una teoria un po’ fantasiosa. Oggi sappiamo che sono le “culture coraniche” a essere messe spalle al muro dall’Occidente liberista-femminista, e infatti la reazione è di quelle che più scomposte non si può. Che cosa ne sarà poi del futuro, questo è chiaramente impossibile da prevedere, ma pensare che l’armata liberista-femminista soccomba dinanzi a sparuti gruppetti nemici, l’ISIS potrebbe essere spazzata via in pochi giorni se solo lo si volesse, mi pare assai improbabile.
Per il resto, lettura del rapporto tra i sessi in Italia, ma direi nell’Occidente tutto, veritiera. In Italia sulla cultura tradizionalistico religiosa, che l’ha improntato per secoli, si è gradualmente sovrapposta quella consumistico-femminista. Il cocktail è micidiale. Laddove queste non si sono sovrapposte, la situazione è grave comunque, perchè entrambe non rappresentano un sano compromesso tra le esigenze dei due sessi, ma meno di quanto accade qui e ora.

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Rino DV 10:16 am - 25th luglio:

Clement è ancora vivo e può chiarire. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_smile.gif
Nel senso inteso da Alessandro, sostanzialmente condivido.
Sottotraccia, anche e soprattutto tra i maschi antiislamici (Lega & C.) si fa strada un sentimento contraddittorio: che l’Islam contenga elementi non disprezzabili sul rapporto F/M.
Che ormai soltanto un Dio ci possa salvare (citando Heidegger) e che il suo nome sia …Allah.
.
Paradossi della storia e della psiche.
.
Mah…
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_unsure.gif

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Ckement 10:38 am - 25th luglio:

Caro Alessandro.
Tu giustamente scrivi.
“Secondo me il discorso di Clement era un altro. Non intendeva affermare che è l’Islam radicale ad alimentare il femminismo, ma che è quest’ultimo, indirettamente, con la guerra di genere, a favorirlo, in quanto finirebbe per “spappolare” socialmente e culturalmente l’Occidente e renderlo quindi più facilmente “aggredibile” dalle ” culture coraniche”.

Intendevo proprio questo.

Non capisco gli attacchi, cari amici.
Volevo solo dire che il femminismo misandrico sta destrutturando la società.

A quel punto le “culture coraniche” esportate, ho usato intenzionalmente il plurale (sciismo; sunnaa; ismaelismo; wahabitismo, ecc., non a caso; poichè, come, ha detto Fabrizio, le confessioni islamiche sono innumerevoli) avranno gioco facile.
Non vedo perchè si tratti di un’ipotesi fantasiosa.
Se l’Occidente /che sia detto, è miilitarista e fascista):
1. lamenta problemi nell’educazione alla virilità dei giovani maschi;
2. produce una cultura che, per il maschile, definibile castrante ed alienante è poco;
3. crede nel “femmminile onnipotente”;
4. è regressivo nella riproduzione sociale (cioè de-genera).

Bè, se l’Occidente (Ger; Ita; UK; ad es.) è tutto questo (e non sto dicendo che gli altri mondi siano eticamente meglio di noi, altrimenti il discorso non è stato compreso) certo che si auto-annichilirà!
Conoscete una società che, umiliando il maschio sin dai primi processi di identificazione del bambino (come ho detto “il maschiile simbolico”) possa progredire nella storia?
Questo scrivo.
Dove sta la malafede?

Sono contro il femminismo misandrico, non si era capito?
Non sto dicendo che l’Islam alimenti il femminismo (assurdo!!!!).
Sto dicendo l’opposto; cioè che, una volta decostruita la società figlia di Voltaire e Roberspierre (che è anche la nostra; quella europea, beninteso) dal femminismo, le altre culture irrazionaliste prospereranno da noi perchè poco o nulla sarà rimasto ancora in piedi.
Il femminismo, non lo si sottolinea mai abbastanza, è nemico della razionalità, cioè del pensiero logico.
E’ solo l’ennesima crociata ideologica.

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Animus 12:53 pm - 25th luglio:

L’equivoco nasce dal fatto che hai invertito l’effetto con la causa, e di conseguenza, si intende il contrario di quello che avresti voluto dire.

Però…una cosa bisogna aggiungerla ,e lo dico anche a Rino, dal momento che io non vedo alcun paradosso…

Le aperture della Chiesa verso i “soggetti” che conosciamo, solo le ultime in ordine di tempo negli ultimi 50 anni – dal Concilio Vaticano II per intenderci, ad una cultura con valori femminilizzati, non equivalgono a gettare benzina sul fuoco e giustificare lo guerra con quella che è notoriamente la civiltà più patriarcale/maschilizzata che ci sia, cioè, sostanzialmente, aizzare uno scontro di religione/civiltà dietro la motivazione dello scontro di due morali/ due concezioni opposte del mondo?

E allora, se tanto mi da tanto, il nemico è anche un ‘occasione, un’opportunità di spostare fuori uno scontro che altrimenti sarebbe interno, oppure, quello interno serve a fomentare i soliti “nemici dei cristiani”. .
Ecco perché non v’è alcuna contraddizione….

E allora, vedi Clemente, che non si può arrivare qui ed esordiire, come “summa”, “eh, purtroppo l’islam radicale alimenta il femmisno” o anche il contrario…

La tana del bianconiglio va vista fino in fondo…altrimenti si fa solo il gioco di coloro che campano sulla ns pelle.

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Clement 11:21 am - 27th luglio:

Ringrazio Animus per l’intervento.

Concludo: non avevo in mente la struttura causa ed effetto.
In atto c’è l’autodistruzione di genere; io parlerei di variabile indipendente (la misandria trionfante) dall’Islam, perchè QUESTA (la misandria) è dipendente dal solo Capitalismo. .

Da fuori….oddiente….qualcuno potrebbe forse approfittarne. Tutto qui.
Più di causa ed effetto io parlerei di correlazione.
C’è una compresenza; ossia: nella fase di decadenza sociale dell’Occidente si verifica – in simultanea – una strana (fino a trenta anni fa, impensabile) recrudescenza delle “culture coraniche”.

Ma quello che mi preme dire è questo:
“si può ipotizzare una società che, umiliando il maschio sin dai primi processi di identificazione del bambino (“il maschiile simbolico”) possa progredire nella storia?”.
La risposta Occidentale (e solo iccidentale) é. Sì’.

Viva uominibeta

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