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03 feb 2010  |  14 Commenti

“Smutandamento” mediatico (e non solo)

E giusto per consolidare l’interesse verso questo articolo, vi propongo la visione di questo filmato:

Una domanda nasce spontanea, puo’ essere che, come nel filmato di Pasolini, queste trasmissioni abbiano sdoganato un abbigliamento per le donne moderne che prima era prettamente da prostitute?

http://www.youtube.com/watch?v=m08QI9r7P0I

E se la risposta è si, non verrebbe da chiedersi perche’ allora usano la televisione per sponsorizzare la prostituzione, aumentare la richiesta sessuale, eccitare inutilmente la libido maschile gia’ perennemente provata? O per istruire le giovani fanciulle all’esternazione del proprio corpo come raggiungimento del bene supremo richiesto dalla societa’? Mille ed altre domande appaiono d’uopo, comunque sono certo che converrete con me quanta ipocrisia ci sia intorno a noi, da parte delle istituzioni, dei media.. Ma, soprattutto, e la cosa non sorprende più di tanto, da parte delle stesse donne.

Il servizio espone in maniera geniale tutta l’indecenza che ha portato alla mercificazione e allo sfruttamento del corpo femminile; con un enfasi sottile e discreta denuncia l’ipocrisia che ci ha resi inermi di fronte all’evidenza.. Il meccanismo psicologico usato tramite i media risulta talmente evidente da fornire innumerevoli paragoni..

Ad esempio. Ne faccio uno facilmente comprensibile, un paragone che riporta noi uomini al sabato sera, in discoteca, dove molte di queste situazioni le subiamo da sempre, compresa la lingua lasciva del pirla di turno of course..

Nelle Discoteche de facto c’e’ il piu’ lampante dei paragoni. Le disco, fino a prova contraria, sono pubblici esercizi, diversamente sarebbero club priveé, il che non dà comunque sostanza a come le donne di fatto si comportano calpestando la libido maschile e mercificando il loro corpo dietro i dettami dei media..

Stranamente però in taluni luoghi la liceità di determinati atteggiamenti sembra del tutto regolare, a seconda del luogo ci si puo’ permettere di trasgredire.. si.. ma a patto che tu abbia una vulva..

Mi domando cosa accadrebbe se da domani gli uomini andassero vestiti (?) in disco semplicemente di una t-shirt, magari fashion e con un semplice sottile lembo di seta a coprire il proprio pene e null’altro..

Hei donne, dico a voi, vi eccitereste? Dipende da chi eh?!?!? Gia.. non temete.. non ho dimenticato con chi stò parlando..ma domandatevi… Cosa pensate che succeda agli uomini ogni santo sabato sera??? Perche’ voi potete PROVOCARE la mia libido (ed e’ moralmente e legittimamente accettato ed addirittura TUTELATO), ed io, in quanto uomo, NO!?!?

Ho diritto, in quanto persona, di non essere SEMPRE, COSTANTEMENTE messo alla prova dinanzi a CULI e TETTE. Non potete pretendere di avere tale atteggiamento, calpestando la dignità, la naturale e LECITA libido maschile! Io ho il DIRITTO di non essere PERENNEMENTE ECCITATO! Esattamente come voi! Ho il DIRITTO di non dover SUBIRE questo potere! Esattamente come voi! E allora perche’ a voi viene concesso di vestirvi cosi come da video e poi l’ipocrisia scoppia in tutta la sua indecente logica?!?

Perche’ siamo una massa di ipocriti! Perchè molte nostre usanze sono contaminate da tare mentali! Dove addirittura si dà per scontato che l’uomo DEBBA e DEVE resistere!! Non è ammissibile! Come far vedere dell’acqua fresca ad un assetato senza mai donargliela veramente! Se non qualche goccia ogni tanto giusto per vederlo continuare a strisciare nella sua condizione di sudditanza! Per non parlare di alcune donne che sostengono tesi effimere, e nei fatti si tradiscono, continuando a detenere il potere della vulva. Senza parlare di alcuni uomini, ormai incapaci di qualsiasi reazione, dignità e senso critico! Ed intanto il divario cresce..cresceeee cresceeee.. (e non solo quello..)

Un uomo beta apprezza la donna, ma non diverrà mai un oggetto a suo uso e consumo…. Io, sono un uomo beta.


14 Commenti

Alessandro 10:41 am - 14th febbraio:

Le riflessioni esposte nell’articolo sono molto interessanti. Mi vengono in mente alcune personali osservazioni su questi temi:
1 quando si parla di “mercificazione” del corpo femminile, occorre premettere che questo tipo di “mercificazione” è consapevolmente del tutto accettata dalle donne che ne sono in qualche modo protagoniste; altrimenti si rischia di ricadere nella solita accusa femminista in base alla quale anche questo fenomeno sarebbe un prodotto maschile o maschilista.
2 Coloro che “mercificano” il loro corpo nei media sono pagate profumatamente.
3 Per quanto riguarda le altre, rientra in ciò che le donne amano di più oggigiorno, cioè il flirtare senza andare mai al sodo. E’ legittimo che una donna possa scegliere il suo modo di vestirsi liberamente, senza interrogarsi sulla libido maschile. Diverso è il discorso sulla mancanza di reciprocità tra i sessi che caratterizza la società odierna. Ed è in quell’aspetto che le donne dovrebbero compiere dei progressi, come riportato nell’articolo di Barnard.
4 Il fenomeno della “mercificazione” del corpo sta ormai interessando anche il sesso maschile, vista la sempre più massiccia esibizione di corpi nudi maschili considerati belli, perchè forti e muscolosi.
5 Non so come sarebbe vivere in una società più all’antica, cioè con meno esibizione di forme femminili. Forse la libido maschile sarebbe più rilassata, non so. Personalmente vedere una bella ragazza/donna con poco addosso ha sempre fatto piacere. La bellezza corporea femminile è indiscutibile, occorre ora che donne, ma mettiamoci dentro anche gli uomini, diventino più”belli” sotto altri aspetti, soprattutto relazionali.

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Rino 7:24 pm - 14th febbraio:

Dice Alessandro:
“E’ legittimo che una donna possa scegliere il suo modo di vestirsi liberamente, senza interrogarsi sulla libido maschile.”

Se lo affermi come registrazione dei fatti, della realtà attuale si deve concordare. Di fatto è così, è una descrizione corretta.

Se invece lo dici anche in senso prescrittivo: “Mi va bene e deve andar bene che le donne si vestano come vogliono” faccio osservare quanto segue e chiedo obiezioni.

1- L’idea che ci possano essere dei limiti al comportamento femminile è in se stessa considerata maschilista, antifemminile, antilibertaria. Pochi osano anche solo pensarlo e meno ancora gli uomini di Sx.

2 – Che invece esistano e che debbano esistere limiti al comportamento maschile è cosa di cui nessuno dubita.
Già qui dunque vi è una stridente asimmetria. Io devo comportarmi tenendo conto dell’esistenza delle donne, ossia di ciò che le può urtare, ferire, offendere. Devo perciò adeguare il mio comportamento a quel che esse mi impongono. Nelle parole, nei gesti, etc.. Devo tener conto dei lori sentimenti, della loro sensibilità etc etc. Insomma devo comportarmi come se le donne esistessero. E infatti esistono. E infatti la prova che esse per me (per tutti gli uomini) esistono è data dal fatto che devo comportarmi tenendo conto della loro esistenza.

4- Il contrario invece non vale e (pare di capire) non dovrebbe valere. Le donne non solo hanno de facto il diritto di prescindere dai sentimenti maschili, ma ne avrebbero anche il diritto morale in via di principio.
Viene così riconosciuto loro il diritto di comportarsi come se gli uomini non esistessero. Infatti quando ci si comporta prescidendo dagli effetti sugli altri dei nostri atti, ci si comporta come se questi “altri” non esistessero. Come facciamo tutti lecitamente con i dinosauri. Ci comportiamo come se non esistessero.

Perciò dire:
“E’ legittimo che una donna possa scegliere il suo modo di vestirsi liberamente, senza interrogarsi sulla libido maschile.” non vuol dire altro che questo: è lecito che le donne si comportino come se gli uomini non esistessero.

5 – E qui veniamo al punto: i maschi dunque sono (sarebbero) le sole creature viventi nei confronti delle quali ci si può comportare come se non esistessero.
Ciò quantomeno a valere per le femmine e con riferimento (almeno) alla sfera sessuale (che peraltro è amplissima).

A ciò conduce la visione e la conseguente pratica della libertà asimmetrica: ad una nuova aristocrazia da una parte e a una nuova plebe dall’altra.

Capo primo di questa lotta è pensarsi degni di essere titolari di diritti nei confronti delle donne. Cosa oggi impensabile e indicibile. Specie a Sx.

Invece la libertà reciproca (che non può essere assoluta), la giustizia degna di questo nome e la parità nel valore esigono che come noi stiamo fuori dall’orto femminile così le femmine debbano star fuori dal nostro.
Come le femmine stabiliscono cosa sia bene o male per esse, così noi lo stabiliamo per noi.

RDV

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Fabrizio Marchi 10:11 pm - 14th febbraio:

Naturalmente, Rino, sarà lo stesso Alessandro che spiegherà la sua posizione, se lo vorrà.
Ma non non credo che egli volesse dire che le donne hanno il diritto di fare come gli pare e piace fregandosene di tutto e tutti. Cito testualmente le sue parole:”E’ legittimo che una donna possa scegliere il suo modo di vestirsi liberamente, senza interrogarsi sulla libido maschile. Diverso è il discorso sulla mancanza di reciprocità tra i sessi che caratterizza la società odierna. Ed è in quell’aspetto che le donne dovrebbero compiere dei progressi, come riportato nell’articolo di Barnard”.
Il che significa (per lo meno io così lo interpreto) che se ci fosse una vera reciprocità fra i sessi e il sesso stesso fosse vissuto in modo libero, giocoso e sano (il riferimento a Barnard e al suo articolo è chiaro) il problema dello smutandamento femminile neanche si porrebbe, appunto perchè il sesso sarebbe vissuto liberamente e serenamente.
Lo smutandamento è una forma di violenza (molto grave a mio avviso) nei confronti degli uomini appunto perchè utilizzato come strumento di dominio e di ricatto (fra i più squallidi peraltro) sugli stessi. Ma nel momento in cui il sesso fosse vissuto liberamente, lo smutandamento non esisterebbe, non solo e non tanto dal punto di vista pratico quanto soprattutto da quello psicologico e culturale. In alcune culture indigene (ormai molte poche ovviamente) le donne girano completamente o quasi completamente nude ma nessun uomo considera questo come una forma di mancanza di rispetto o di violenza nei loro confronti. E questo per il semplicissimo motivo che in quelle culture il sesso è vissuto in modo assolutamente naturale e libero e vedere una donna che gira con le tette o il culo scoperto non fa nè caldo e nè freddo a nessuno…anche perchè questo mostrare il corpo nudo da parte delle donne non ha nessun significato alle spalle, come invece è nelle nostre società. Ma, soprattutto, a quel comportamento, o meglio, a quell’uso e costume, corrisponde, in quel caso, una altrettanto autentica libertà sessuale. Per cui non c’è contraddizione tra le due cose nè tanto meno mala fede (guardare e non toccare-se vuoi toccare devi pagare- sempre che tu possa pagare- e se e quando io donna decido di concedermi- e in caso negativo fatti pure una sega e comunque subisci in silenzio perchè tu come uomo non hai diritti)
Non a caso abbiamo dato il nome “smutandamento” a questo fenomeno che nulla ha a che vedere con il sesso libero, sano, giocoso, ludico e tutto ha a che vedere con ciò che sappiamo e che non sto certo a spiegare a voi tutti perchè sapete perfettamente di cosa parlo.
Insomma, non è la tetta o la coscia nuda in sè che crea ciò che definiamo “smutandamento” ma la cultura che c’è dietro e che lo determina.
Credo che Alessandro volesse dire questo.

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Alessandro 7:58 am - 15th febbraio:

L’obiezione di Rino mi consente di chiarire ciò che ho scritto. La mia è una natura libertaria, e non attribuisco grande importanza al modo di vestirsi. Anzi guardo con una certa nostalgia le epoche in cui l’abito faceva un pò meno il monaco. Quindi per me gli abiti succinti sono davvero il male minore nella nostra società. Se una donna ha piacere a mostrare un bel decollete o un ampio spacco in una gonna o indossare una minigonna per me può liberamente farlo, senza chiedersi se questo urta qualcuno. Io credo che la società liberale mostra e ha mostrato storicamente tanti limiti, ma sicuramente la libertà di scelta è una conquista irrinunciabile.
Adesso mi scuso ma devo interrompere qui il mio messaggio, riprenderò il mio ragionamento più tardi…

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Alessandro 1:20 pm - 15th febbraio:

Riprendo il discorso che ho lasciato interrotto.
Il ” disinteressarsi della libido maschile” è ammissibile, secondo il mio punto di vista, nel momento in cui la donna sceglie che cosa indossare.
Allorquando però avviene il relazionarsi vero e proprio, cioè quando in questo caso un uomo e una donna entrano in una relazione non meramente visiva, il disinterressarsi delle questioni dell’altro o il non tenere conto delle esigenze dell’altro o dell’altra, è per me criticabile e condannabile e non leggittimo, per quanto poi ampiamente praticato.
L’atteggiamento femminile, assai diffuso, di non interrogarsi sulle esigenze maschili, di non mettersi minimamente in discussione, di considerare l’altro come colui che deve sempre dare e non ricevere, quindi l’atteggiamento di chiusura è, forse, uno degli aspetti più negativi della nostra società e che andrebbe mutato quanto prima se volessimo ricostruire dei rapporti più piacevoli e genuini. Questo è però un compito che riguarda anche le donne. L’uomo, pur con i suoi limiti, ha sicuramente modificato e non poco il suo comportamento, andando incontro alle esigenze femminili. Adesso “la palla” passa all’altro sesso.
Quindi, sintetizzando, è leggittimo, secondo me, abbigliarsi come meglio si crede, è sbagliato non considerare l’altro come un soggetto degno di attenzione e considerazione quando ci si relaziona in maniera meno superficiale con esso. Se poi si vuole consideriare come decisiva per le relazioni uomo-donna la vista più o meno evidente di un reggiseno si è liberi di farlo, personalmente ritengo sia eccessivo.

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Alessandro 2:35 pm - 15th febbraio:

Inoltre, a mio modo di vedere, l’eccitamento che l’uomo beta italiano vive in contesti come le discoteche è dovuto non al trovarsi a stretto contatto con le forme femminili messe in bella mostra, bensì alla sua poverissima vita sessuale. Se l’uomo italiano avesse la possibilità di trovarsi ogni tanto, e non pagando, qualche corpo femminile tra le mani, come accade in tanti altri Paesi, probabilmente neanche farebbe caso alle seminudità. L’esempio ricordato da Fabrizio sui popoli africani che ancora circolano nudi lo dimostra.

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Damien 3:04 pm - 15th febbraio:

In buona sostanza quindi, Alessandro, visto che io a fisico non sono male, da domani potro’ liberamente andare in discoteca con magliettina attillata, che mette in evidenza i miei muscoli ed il mio possente torace, lasciando vedere parte dello, stesso, poi indosso un paio di pantaloni che sul davanti mi lasciano il “bimbo” in bella vista, che opportunamente copriro’ con un adeguato “vestito” , che lascera’ intendere la lunghezza ma non lo fara’ vedere.. stando al tuo ragionamento, sarei libero di farlo.. ma nei fatti sappiamo tutti quello che accadrebbe! allora cerchiamo, come dissi in un altro articolo, di guardare bene la societa’ in cui viviamo, non e’ assolutamente vero che esista validità nel tuo concetto, perchè se la avesse, dovrebbe esserlo per entrambi i sessi, ritengo che il punto sostanziale vada ricercato quindi su quanto ha gia’ evidenziato sia Rino che Fabrizio.

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Alessandro 3:40 pm - 15th febbraio:

Ciao Damien. Io ho esposto il mio punto di vista. In base alla mia visione della questione tu sei libero di proporti come meglio preferisci per quanto riguarda l’abbigliamento. Ciò che poi la società o la maggior parte degli individui considera giusto è un altro discorso, e su questo hai pienamente ragione. Infatti io ho aggiunto che la reciprocità è ben lungi dall’essere praticata, a discapito del sesso maschile.
Ciao.

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Damien 3:47 pm - 15th febbraio:

e continuando, vorrei con alcuni esempi enfatizzare il concetto espresso:

Supponi di vedere una persona che entra in banca con un mitra, ti caghi sotto? Credo di si.. E se entrasse nella stessa banca un poliziotto col mitra? come ti sentiresti?

Questo punto serve a chiarire il primo caso:

Un potere non spaventa se, chi ne ha il controllo, lo usa saggiamente.

Le donne sono consapevoli dell’enorme potere che hanno, il problema e’ che oggi lo amministrano malissimo!

Ma cio’ non deve destare scalpore, si ricollega a tutte le inaudite situazioni che possiamo riscontrare ovunque; gente che ruba per fame e finisce in galera, altri che derubano miliardi e poi rimangono impuniti e cosi via.. l’elenco e’ lungo.. Cio’ di per sè spaventa semplicemente perchè e’ dato ormai per scontato, nessuno si oppone, si fa spallucce pensando ognuno al proprio “orticello” senza capire che prima o poi qualcuno calpesterà anche il suo.

Ripeto, io ho il diritto di non essere costantemente messo alla prova, che si vestano come vogliono e’ lecito fino ad un certo punto, che si comportino come “disponibili”, consapevoli di un potere che hanno, per poi semplicemente deriderti o sparandoti 2 di picche a raffica, no.. e’ una questione di rispetto, ed io esigo rispetto come lo dono, mi comporto bene, mi vesto bene, sono una persona di una certa cultura, scherzoso, di compagnia, ma non per questo me lo metto in mostra! Rispetto della persona, questo non lo troverete nel vocabolario delle donne, e la colpa, che ci crediate o no, e’ soltanto nostra, di noi uomini.

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Fabrizio Marchi 4:22 pm - 15th febbraio:

Damien:”Le donne sono consapevoli dell’enorme potere che hanno, il problema e’ che oggi lo amministrano malissimo!”.
Dal nostro punto di vista. Certamente non dal loro…
Come dice Pasolini nel video che abbiamo pubblicato su tua indicazione, “il potere è anarchico e fa ciò che vuole…”.

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Damien 5:09 pm - 15th febbraio:

Fabrizio:”Come dice Pasolini nel video che abbiamo pubblicato su tua indicazione, “il potere è anarchico e fa ciò che vuole…”.”

Su questo punto concordo come avevo anche espresso nel mio intervento:

“Cio’ di per sè spaventa semplicemente perchè e’ dato ormai per scontato (IL POTERE), nessuno si oppone, si fa spallucce pensando ognuno al proprio “orticello” senza capire che prima o poi qualcuno calpesterà anche il suo (CON IL POTERE).

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LukeCage 6:30 pm - 15th febbraio:
Silver 7:54 pm - 15th febbraio:

Leggete questa lettera, pubblicata su NOI DONNE, nell’aprile del 1992…
______________________________

SIGNORI UOMINI
PROVATECI VOI

Cara abbonata di Vicenza non firmata, ho riletto più volte la tua lettera su noidonne di novembre 1991. Viene
fuori chiara l’idea della tua indipendenza, fino a volere case con prostituti pagati. Comprendo benissimo che tu non cerchi un rifugio per il tuo relax, ma bensì il potere. Un desiderio maturato attraverso il tuo vissuto o forse anche ereditato da quando eri in grembo alla tua mamma. Il potere. Col denaro tu detieni il potere, comandi, ordini, quanto ti devo per quest’altro
servizio?, eccetera, fino a portare l’altro all’odio nei confronti del mondo intero.
Anche se lui non disdegna il denaro, ma tutti sappiamo che il denaro è presente in noi in ogni caso nel corso della nostra vita. Io questa proposta un po’ per scherzo un po’ per rabbia la lanciai anche su una rivista chiamata Effe e poi la gridai da uno stand al parco Ruffini, festa dell’Unità a Torino un paio di anni fa, qualcuno mi filmava e registrava, ma penso di aver
lasciato tutti un po’ perplessi.
Questo per dimostrare ai signori uomini, mariti, padri, eccetera, distinti e non, quanto sia umiliante subire per denaro e portare sulle spalle l’umiliazione di essere una poco di buono in quanto prostituta perché accetti il denaro, subire il disprezzo generale e vedere il tuo cliente perché ti ha pagato, innalzarsi come si innalza
sulla moglie, poiché sostiene di mantenerla ottenendo un pagamento in natura. Siamo in verità tutte e due sulla stessa bilancia, ecco quello che tu hai compreso, di conseguenza ti dà fastidio la figura della prostituta come quella della casalinga, con la differenza che
una è legalizzata a vita a uno solo, l’altra a vita è legalizzata per tutti. Se le donne fossero unite lanciando questa proposta dimostrerebbero che anche loro hanno delle esigenze alla pari degli uomini.
Forse, allora, i nostri uomini ci aiuterebbero a creare un mondo più giusto, prendendo coscienza, riscoprendosi nelle millenarie tradizioni, false convinzioni, assurde guerre, assurdi guerrieri, sofferenze e morti assurde. Riscoprendosi nel profondo forse diventerebbero
meno violenti, meno stupratori, finalmente verrebbero a conoscere che cos’è l’amore.

Vera Negro – VICENZA

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Fabio 12:45 pm - 16th febbraio:

Questo per dimostrare ai signori uomini, mariti, padri, eccetera, distinti e non, quanto sia umiliante subire per denaro e portare sulle spalle l’umiliazione di essere una poco di buono in quanto prostituta perché accetti il denaro, subire il disprezzo generale e vedere il tuo cliente perché ti ha pagato, innalzarsi come si innalza
sulla moglie, poiché sostiene di mantenerla ottenendo un pagamento in natura.
***********************************************
“Subire il denaro” ? Cliente “che si innalza sulla prostituta” ? Ma queste donne sanno di cosa parlano?
Siccome io sono stato un occasionale frequentatore di prostitute, posso asserire, con assoluta certezza, che contrariamente a quanto si racconta è la prostituta che fa le regole e non il cliente.
Ad esempio, se io cliente voglio fare sesso anale o alla pecorina (siamo fra adulti) e la prostituta dice no, è NO! Questo indipendentemente dal fatto che io l’abbia pagata. Il potere resta comunque nelle mani della prostituta, non del cliente. E se io cliente insisto, non solo lei si incazza troncando lì il rapporto (di solito abbastanza squallido), ma minacciando pure di chiamare i carabinieri.
Credete a me, che so di cosa parlo.

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