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25 mag 2010  |  7 Commenti

Lettera ad una donna di sinistra

Ho deciso di pubblicare, sempre al fine di favorire lo scambio e il confronto fra gli utenti dei rispettivi blog, questa lunga lettera indirizzata a Lucrezia (questo il suo nick),  una donna che scrive sul blog di “Femminile Plurale”  che aveva risposto ad un mio commento.

Cara Lucrezia, finalmente una persona intelligente e una interlocutrice di rango. Una donna che articola un ragionamento e non si limita a canticchiare la filastrocca “sfigati-frustrati-repressi-segaioli”. E’ già molto e ti ringrazio per questo. Mi permetto quindi di “sguinzagliarmi” in libertà e senza limiti di spazio e tempo. Poi se ti annoierai non dovrai far altro che smettere di leggermi.

Ti dirò di più. Sei talmente  abile da riuscire a glissare con grande maestria e nonchalance tutte, ma proprio tutte le argomentazioni da me portate nei due precedenti post. Ma in fondo è giusto che sia così, fa parte del gioco dialettico e politico e ciascuno deve portare acqua al proprio mulino.

Nondimeno nella tua analisi, di chiara marca femminista, ci sono delle contraddizioni enormi. E’ tipico di quel pensiero affermare tutto e il contrario di tutto, affermare e negare, negare e affermare, riconoscere e disconoscere, a seconda del momento e della convenienza. Forse è per questo che ci sono tanti filoni e correnti nel femminismo che sostengono concetti spesso completamente diversi fra loro. Quegli stessi concetti che vengono utilizzati, ora l’uno, ora l’altro, a seconda della bisogna, come si suol dire. E tu non fai eccezione alla regola.

“Siamo tutti prostitute in un sistema di mercato dove ciascuno vende ciò che ha o ciò che gli è consentito vendere”. Questo è fondamentalmente il tuo paradigma. Ed è il paradigma del giustificazionismo storico, della totale (o quasi) deresponsabilizzazione delle donne, sia a livello individuale che di genere. “Cos’altro avrebbero potuto fare le donne dal momento che la mercificazione del loro corpo era l’unico percorso a loro consentito?” Naturalmente su questo si potrebbe discutere a lungo perché io non prendo affatto come oro colato la narrazione e l’interpretazione femminista della storia. Ma ammettiamo anche che le cose siano andate solo e sempre in questa maniera.     

E allora si apre la prima enorme, ciclopica contraddizione. Se la mercificazione sessuale, per via mercenaria o matrimoniale, era una volta l’unica strada, quasi obbligata, per la totalità delle donne, come mai quella stessa, proprio oggi, nella fase storica in cui le donne si trovano (per lo meno se valutiamo la situazione odierna rispetto ad altre del passato)  all’apice della loro libertà e della loro espansione, invece di ridursi si è ulteriormente, direi stratosfericamente accentuata se non centuplicata? Fino a diventare pensiero, psiche, cultura e naturalmente prassi comune e diffusa.  E non sto parlando in questo caso, come hai già capito, di chi sceglie di diventare una puttana di lusso (oggi si chiamano escort, fa più trendy) o fa di tutto per posare per quanto più tempo possibile il suo bel culetto su uno yacht (una schiera assai nutrita per la verità ma ora non è questo che ci interessa). Sto parlando di un modo di essere, di vivere, di pensarsi, di concepirsi, con gli altri e con se stesse. Ma su questo ho già scritto e tu hai glissato. Non ci ritorno.  

Eppure sarebbe dovuto accadere esattamente il contrario. E’ la logica che ce lo dice, non la filosofia. Aumentando, direi enormemente, gli spazi e le opportunità per le donne,la mercificazione avrebbe dovuto ridursi drasticamente, quanto meno in misura proporzionale. E invece è accaduto e accade esattamente il contrario (sempre se siamo onesti intellettualmente); più aumentano quegli spazi e più il fenomeno della mercificazione (sto sempre parlando non solo in termini spiccioli ma soprattutto psicologici e culturali) aumenta in modo esponenziale, direi in misura anche più che proporzionale.

E’ un bel paradosso. Non trovi? Ne ho parlato nel mio primo libro (non per farmi pubblicità ma perché è così) dal titolo “Le donne: una rivoluzione mai nata” (Mimesis Edizioni), proprio nel capitolo conclusivo. In quel capitoletto il sottoscritto, pur di evitare di arrivare a conclusioni che avrebbero messo in seria crisi le sue vecchie convinzioni  ideologiche (ma ormai impossibilitato a chiudere gli occhi di fronte ad una realtà evidente, la consapevolezza è una brutta bestia…), chiedeva metaforicamente aiuto a qualche donna in grado di dare una risposta convincente a questo macroscopico paradosso. Perché di questo si tratta, se non vogliamo arrampicarci sugli specchi. Naturalmente non c’è n’è stata alcuna, eccezion fatta per una postfazione di Lidia Ravera che sembra la fotocopia di un volantino di un collettivo femminista degli anni ’70…Forse non poteva fare di più. E non perché sia una stupida, sia chiaro, ma solo perché non avrebbe saputo cos’altro dire se non glissare come te e ripetere la solita litania che comunque la colpa di tutto è sempre e comunque del potere maschile…

D’altro canto, noi uomini e donne di sinistra (anzi, per lo meno per quanto mi riguarda, di formazione marxista e non me ne vergogno di certo), con quanti paradossi e con quante contraddizioni abbiamo dovuto fare i conti? Al punto da dover digerire il boccone amarissimo del fallimento epocale del comunismo, non quello che avevamo nella nostra testa ma quello che si è fatto stato e ha oppresso centinaia di milioni di uomini. Un po’ meno le donne, per la verità, ma evidentemente  non era quel tipo di eguaglianza a cui aspiravano le femministe. Da quelle parti il “gentil sesso” veniva spedito a spalmare, insieme agli uomini, il catrame per le strade, così come, sempre insieme agli uomini, veniva spedito nello spazio. E  se qualcuna pretendeva di farsi pagare la cena da un uomo, come nella Cina di Mao,  le facevano un processo popolare pubblico con l’accusa di essere un elemento piccolo borghese reazionario desideroso di restaurare il vecchio ordine capitalista (e da un certo punto di vista non era neanche del tutto sbagliato, la critica intendo, non certo il processo o la condanna, ovviamente…).

 Ma come? L’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione non avrebbe dovuto innescare un circuito virtuoso di liberazione degli uomini e delle donne creando le condizioni per la costruzione di una società realmente nuova, libera dal lavoro salariato e dalla divisione sociale del lavoro? E soprattutto, non avrebbe dovuto liberare nuove forze ed energie, liberate dal giogo capitalista?

Niente di tutto questo. Le masse,liberate dalla schiavitù del lavoro salariato, a lavorare non ci andavano proprio più e se ne fregavano altamente della costruzione del socialismo. Poi anche da quelle parti hanno cominciato a capire che i conti non tornavano, soprattutto quando (in Urss) hanno scoperto che il 3% dei piccolissimi appezzamenti di terre private sul totale della terra coltivabile, produceva il 25% dell’intera produzione agricola del paese…

Una bella contraddizione, sarai d’accordo con me. Bè, ce la siamo sciroppata tutta così come ci siamo sciroppati tutte quelle, ben più gravi (invasioni, repressioni, campi di lavoro ecc.)  che sono venute successivamente.

Con questo non voglio certo dire che la prospettiva di una trasformazione radicale della realtà sia da abbandonare. Tutt’altro. E siamo qui per questo. Però non possiamo neanche chiudere gli occhi e far finta di nulla. Forse l’esempio è stato un po’ troppo macroscopico ma credo calzante.    

Tu, cara Lucrezia, nel tuo sforzo di giustificare sempre e comunque tutte le donne, la tua testa ce la metti tutta sotto la sabbia, forse perché anche tu non riesci, perché è dura (e io lo bene) prendere atto di un fallimento. Le donne, “liberate”, non sono andate nella direzione auspicata e auspicabile, ma da tutt’altra parte.  Proprio verso  quella che dicevano di voler combattere. 

Non possiamo quindi che constatare che le donne, che sembravano essere il soggetto di una trasformazione epocale, così per lo meno sostenevano e noi che eravamo molto giovani e ideologizzati ci avevamo creduto, in realtà non lo sono state e non lo sono affatto, specie oggi. Anzi, al momento, e tu stessa di fatto lo riconosci nel momento in cui dici che “siamo tutti prostitute”,  le donne alimentano viepiù il sistema dominante proprio perché costituiscono quel valore aggiunto (la sessualità, uno strumento potentissimo in una società che ha superato l’era del pane) di cui il sistema ha una necessità assoluta. Quindi le donne, oltre a “prostituirsi” come gli uomini dal punto di vista della vendita della loro forza lavoro (più intellettuale che manuale, per la verità, nel caso delle donne, perché in miniera e in fonderia a lavorare e a morire continuano ad essere gli uomini beta, né più e né meno di ciò che avveniva in tutte le epoche nelle quali TUTTI gli uomini erano sempre e comunque gli oppressori…), continuano a prostituirsi dal punto di vista sessuale (sempre concettualmente parlando, e non solo praticamente). Non solo, questa forma di prostituzione è praticata secondo criteri rigidamente di classe. Come tu hai detto, cito testualmente, “l’unica differenza, ora, è che stavolta la merce donna è diventata sponsor di se stessa e non ha più bisogno del padre/padrone…potendo rifiutare le offerte che non ritiene adeguate, e questo è quello che da fastidio, non tanto l’essere merce della donna”.   Quindi, seguendo il ragionamento, “Ora che siamo libere, la “smolliamo” (sempre parlando non solo in termini spiccioli ma a livello molto più sottile e profondo) agli industriali, ai banchieri, ai divi del cinema, ai calciatori, e comunque a tutti coloro che sono in grado di mettere sul piatto offerte adeguate. E quelli in grado di presentare  queste offerte non sono certo i postini,gli spazzini, i lavoratori precari o i disoccupati…” Si potrebbe quindi affermare, secondo il metodo di interpretazione marxiano (a me molto caro), che in questi ultimi quarant’anni abbiamo assistito ad un gigantesco processo di liberazione delle forze produttive…

Fantastico! … E’ proprio la realizzazione dell’ideale che abbiamo sognato nei nostri anni giovanili…

E vengo al tuo primo punto, dove sostanzialmente affermi che la mercificazione c’è sempre stata, in tutte le epoche, solo che prima la donna era passiva e in qualche modo costretta, direttamente o indirettamente,mentre oggi sceglie di vendersi (e di comprare, le cose non sono mai a senso unico…)  liberamente, essendo padrona di se stessa e della sua libertà (anche) di vendersi. E come vedi si ripropone puntualmente il paradosso. Ma non siamo proprio capaci di concepire altri orizzonti?…Ma andiamo avanti…

Oggi siamo di fronte ad un fenomeno nuovo. La donne non si vendono (e comprano, specie quelle appartenenti alle elite femminili dominanti, a pari merito degli uomini alpha dominanti) solo o tanto per una vita agiata, un’esistenza borghese, una carriera lampo o semplicemente per denaro. Questo, in fondo, come dici tu, lo hanno sempre fatto e non sarebbe certo una novità. Oggi il paradigma è molto più sofisticato. Perché le donne hanno interiorizzato i “valori” dominanti e, come spiegavo nel mio precedente post che tu hai glissato, si vivono come una proprietà, come una merce, a livello psicologico profondo.  “Mi corteggia il top manager?Allora vuol dire che valgo.  Mi corteggia l’impiegato delle poste? Allora significa che non valgo, nulla o quasi”. I concetti economici di valore d’uso e di scambio (che ritroviamo da Ricardo a Keynes, passando per Pareto e Marx, e guarda che non te lo dico per fare sfoggio di cultura ma solo perché se parliamo seriamente lo dobbiamo fare a ragione veduta, e tu sei una donna che merita il massimo di attenzione)   sono quindi stati del tutto sovrapposti a quello di valore in senso lato.

 L’obiettivo quindi non è tanto o solo passare la vita su uno yacht, comprarsi o farsi comprare l’appartamento ai Parioli o sulla Via Cassia, o circolare su una Mercedes,  quanto qualcosa di più profondo: il concetto di valore, declinato in senso rigidamente e concettualmente economico ma applicato alla sfera emotiva e psicologica.

Un capolavoro assoluto! Non c’è dubbio. Se mi ponessi nell’ottica di osservatore imparziale (ed è impossibile) potrei addirittura arrivare a commuovermi di fronte a tanta genialità così come ci si commuove davanti ad un dipinto del Caravaggio o del Botticelli.  Abbiamo di fronte un Leviatano di fronte al quale quello di Hobbes fa sorridere.  Per combatterlo  (e speriamo superarlo) dobbiamo saperne una e una sporta  più di lui ma dobbiamo innanzi tutto riconoscerne la grandezza, come fece la buonanima di Marx nei confronti della borghesia…

Le donne ( che ormai fanno parte di questo sistema, ai vari livelli, è ovvio) ci sono cascate con tutte le scarpe. O forse, più semplicemente, si sono dette (ne parlo nel primo capitoletto del mio libro):” Ma chi ce lo fa fare di combatterlo? Il compromesso che ci hanno proposto è accettabilissimo. “Questi” (i maschi alpha dominanti) hanno bisogno di noi come il pane perché non ce la fanno più a mandare avanti il sistema e sono disposti a pagare per questo dei prezzi salatissimi e pesantissimi. Abbiamo ai nostri piedi la quasi totalità dei maschietti, sì certo, con le rare eccezione dei supermaschi alpha dominanti,  ma comunque ormai anche noi siamo quasi arrivate alla stanza dei bottoni, anzi, in parecchie sono già state ammesse, e non manca molto al giorno in cui metteremo le mani su tutta la torta…Chi ce lo fa fare di mettere in discussione la baracca? Che si fottano la liberazione, la rivoluzione… ecc…Ma poi in fondo, ce ne è mai fregato qualcosa? Adesso che abbiamo quasi tutto e fra non molto avremo tutto. Gli uomini? Che si fottano pure loro, sai a noi cosa ce ne importa…quando ne vogliamo uno per il nostro diletto ce lo prendiamo, se vogliamo avere un figlio ce lo possiamo fare anche da sole…La rivoluzione? Ma in fondo in parte (la nostra, quella che riguarda i cazzi nostri) l’abbiamo già fatta e la stiamo facendo. Certo, non abbiamo trasformato nulla della realtà, non abbiamo messo in discussione i cardini fondamentali del sistema che continua ad essere lo stesso e a funzionare nello stesso modo. Solo che adesso gli attori, anzi, sempre più spesso le attrici, sono cambiate. La Marcegaglia è la brutta copia di Montezemolo al femminile?  Condoleeza Rice è il Bush al femminile? La specificità di genere va farsi benedire, dite voi? E va bè, sarà per la prossima puntata, se ne occuperanno le nostre pronipoti, noi il posto al sole ce lo siamo già conquistate.

Già, la “specificità di genere”, tanto sbandierata dal femminismo storico, e in particolare da quello che ha fatto più danni, cioè quello della differenza. Quello che sosteneva che le donne non potranno mai commettere le stesse nefandezze che hanno sempre commesso gli uomini perché loro sono diverse: non si è mai capito poi se questa “diversità” sia di ordine ontologico-biologico o culturale, perché qualche differenza la comporta, o no? O forse entrambe le cose, o no? Ma se si afferma che le donne sono comunque diverse (e quindi migliori degli uomini, secondo l’interpretazione femminista), incapaci ad esempio non solo di commettere violenza (la violenza è sempre maschile…) ma addirittura di concepirla, ebbene, questa non è forse un’affermazione sessista e razzista? A me pare proprio di sì. Se così fosse dovremmo seriamente domandarci quale terribile sciagura sia mai stata concepita dalla Natura, Dio o Chi per loro per avere messo al mondo un genere così nefasto e ontologicamente sbagliato come quello maschile. Non solo. Dovremmo pensare seriamente a come metterlo in condizione di non nuocere. La pulizia etnica non si può fare e allora i maschi vanno rieducati.

 Tranquilli/e (magari potessimo esserlo…). Non ce n’è bisogno perché le donne, audite audite, hanno scoperto quegli infingardi degli “ometti beta”, sono proprio come gli uomini, né più e né meno. Non è vero che hanno una loro specificità di genere che le impedirebbe di commettere le peggiori brutture che possono commettere solo gli uomini. No, anche le donne fanno e hanno fatto tutto quello che hanno sempre commesso gli uomini, a volte solo in forme diverse. Hanno scatenato guerre, torturato, ammazzato, incarcerato, perseguitato, quando ne hanno avuto la possibilità e l’occasione. Non c’è necessità di tornare indietro nella storia e di citare Maria La Cattolica, Elisabetta, Caterina la Grande, Lucrezia Borgia e compagnia cantando. L’essere donne non ha impedito alla progressista e femminista israeliana Tzipi Livni, dal mettere a ferro e fuoco la Striscia di Gaza massacrando 1500 civili di cui 350 bambini/e e alla sua predecessora Golda Meir di fare altrettanto, non ha impedito all’ex numero 2 della Casa Bianca, Condoleeza Rice, di bombardare l’Iraq con l’uranio impoverito e non ha impedito alla Signora Tatcher di portare avanti una delle politiche neoliberiste più sfrenate che ha gettato sul lastrico e ha portato alla disperazione centinaia di migliaia di lavoratori britannici (fra cui molti suicidi).

Ma non è finita. Perché purtroppo l’essere donne non mette al riparo neanche da quelle forme di violenza di cui normalmente vengono ritenuti responsabili solo gli uomini, come spiega egregiamente la progressista e femminista Giovanna Botteri  in un video che abbiamo pubblicato sul nostro sito dal titolo “Un brusco risveglio”. Negli USA, ci viene spiegato da una delle più autorevoli giornaliste italiane, il 50% e molto probabilmente di più, delle violenze e degli abusi sessuali sui minori sono commessi da donne e da madri. Si presuppone che la dimensione del dramma non sia molto diversa in tutti gli altri paesi del mondo industrializzato.

Et voilà, cade un ‘altra testa, quella della specificità di genere. Facciamo proprio tutti parte, e senza sconti per nessuno/a, di questa grande famiglia che è il genere umano, con tutti i pro e tutti i contro.

Ma tu sarai sicuramente d’accordo con me, da questo punto di vista, se ho capito la corrente femminista alla quale appartieni. E infatti tu stessa ammetti che tra un’impiegata  e una escort non c’è alcuna differenza, dal momento che entrambe vendono la propria forza lavoro. Anzi, la escort guadagna enormemente di più, non solo di un’impiegata ma anche di una dirigente d’azienda o di una grafica pubblicitaria che comunque, come l’impiegata e l’operaia, prestano la loro opera come lavoratrici salariate, sia pure ad alti e ad altri livelli, e comunque sempre all’interno di relazioni di tipo mercantile. E allora, da un certo punto di vista, se considerassimo l’essere umano come una mera macchina economica ciò che affermi non farebbe una grinza. Quindi, seguendo il tuo ragionamento, se tua figlia un bel giorno si presentasse e ti dicesse che ha interrotto da tempo, anche se a tua insaputa, gli studi universitari oppure il corso di formazione per diventare, che so, un esperta di informatica, perché da tempo ha intrapreso la professione di escort con la quale si mette in tasca 1000 euro al giorno al netto (all’incirca questa è la cifra che guadagna una prostituta di un certo livello e neanche al top) tu non avresti nulla da dire e approveresti la sua  scelta con gioia. Anzi, lo proporresti anche all’altra tua figlia, quella più piccola, “Guarda tua sorella come sé stata brava, figlia mia, lei sì che ha capito come gira il mondo, mica come quella fessa di tua madre (e di tuo padre) che hanno lavorato una vita, e per cosa?…” .

Naturalmente e fortunatamente non sarebbe questa la tua reazione, e non perché sei una moralista (come non lo sono io) ma perché sei un essere umano, fortunatamente non (del tutto) riducibile a “homo aeconomicus” o a “femina eaconomica”. E questa è anche la fortuna, non solo tua, ma di coloro che ambiscono a costruire una società diversa dove gli esseri umani non siano ridotti a merce, consapevolmente o meno.

L’ho fatta troppo lunga, anzi lunghissima, ma mi ha fatto piacere relazionarmi con te. Spero di non averti annoiato e soprattutto che ci siano altre occasioni di confronto.

Fabrizio Marchi

P.S. Un filosofo politico contemporaneo, che io stimo molto, che si chiama Mario Tronti,  ha pronunciato una volta questa frase che io condivido in toto:”Il vero pensiero si riconosce in questo: divide”.


7 Commenti

Rino 11:20 am - 30th maggio:

Ho gironzolato su Femminile Plurale.

Un giro al supermarket del femminismo, deposito delle verità oggi universalmente credute e riversate da decenni – a spicchi o a camionate – contro gli uomini. Verità propagandate ogni giorno dai media, insegnate in tutti gli ordini di scuola, infiltrate in ogni opera cinematografica, letteraria e teatrale. Presenti in ogni saggio di filosofia come di psicologia, di storia come di etnologia o sociologia o quale che sia disciplina umanistica o biologica. Rinvenibile persino in testi di filosofia della fisica, di meccanica quantistica e di cosmologia (a richiesta – e a pagamento per le femministe – ne presenterò recentissimi esempi: titolo, pagina, quotation) Verità distribuite poi imprevedibilmente a casaccio come cioccolatini dalle nostre amiche (e amici), colleghe/i, commensali, parenti e via dicendo, nelle più disparate e impensabili occasioni (mai però sussurrate dalla sposina al maritino mentre risalgono la navata centrale tra la musica di Strauss. Come mai?…).
Un affastellarsi senza fine di contraddizioni, deformazioni, parzialità, leggende metropolitane e verità vere aventi come scopo e risultato la riconferma di quel che alcuni refrattari (noi) non vogliono digerire: la storia è storia del male creato dagli UU che hanno sempre avuto tutto il potere. A questo trend universale ha cercato di porre rimedio, per la prima volta da sempre, il femminismo occidentale, la cui opera però è ben lungi dall’essere compiuta ed anzi sta subendo rinnovati attacchi da coloro che non tollerano le conquiste e le libertà femminili (noi). Il privilegio maschile è ancora quasi del tutto integro e il genere femminile è la Vittima innocente che esige compensazioni e risarcimenti. In questo quadro gli UU non hanno alcun titolo per rivendicare alcunché e non vi è ragione per perdere tempo ad ascoltarli. Si lagnano del potere perduto e/o in via di erosione.

Ho detto che ci sono pure delle “verità vere”. Certo, non si pretenderà che una grande menzogna sia priva di verità inconfutabili. Al contrario. Vi svolgono il ruolo dei tondini nel calcestruzzo. Ne esce una struttura inattaccabile. Che si possa manipolare tanto con le bugie quanto con la verità è un dato acquisito. Meglio però usare un sapiente impasto delle due. La narrazione femminista in ciò è insuperabile.

In quel ginepraio di argomentazioni si possono trovare tutte le contraddizioni, le aporie, le “dimenticanze”, le incoerenze, i sofismi, i paralogismi, le proiezioni, gli stravolgimenti immaginabili. Il movimento maschile mondiale ne ha fatto la radiografia da tempo. Qualsiasi forma di coerenza e di logicità vi è impossibile: la loro applicazione manderebbe in pezzi il racconto femminista. Infatti l’intera azione del movimento maschile non è altro che la pretesa dell’applicazione agli UU di quegli stessi criteri/valori che oggi si applicano alle DD in modo esclusivo. La lealtà fa saltare per aria il femminismo.

Da questa insalata russa di argomentazioni pesco solo alcune stravaganze e assurdità.

1- La società è ancora maschilista, lo prova il fatto che ci sono ancora stupri. Nella società femminista non ci saranno più. Bene.
Dunque, posto che in una società civile non ci sono né furti né rapine ne segue che nessuna società è mai stata civile e che nessuna lo sarà mai, perché furti e rapine ci saranno sempre. E si badi la sottigliezza della cosa. Dicendo che furti e rapine ci saranno sempre non è necessario aggiungere “Speriamo che l’evoluzione della civiltà le riduca e magari le azzeri” e non è necessario professarsi “nemici dei furti e delle rapine”. Se invece si osa dire che di stupri ce ne saranno sempre, immediatamente si viene sospettati e denunciati come “giustificatori dello stupro”. Quel criterio che si applica in una direzione, subito viene stravolto quando torna utile. In ogni caso, posto che presenza stupri = società maschilista, la conclusione è chiara: la società maschilista è eterna e come tale verrà descritta ai nostri pro-pro nipoti per i millenni a venire. L’assurdità dell’equazione è smaccata. Ma utile. Utile nella guerra contro gli UU.

2- Aborto. Essendo quelli del MUB antifemministi, si suppone a priori, si “sa già” che sono antiaboristi. Poi si scopre che non lo sono, anzi che magari rivendicano addirittura il diritto di disconoscere la paternità, al pari di quel che fanno le DD con l’aborto. Il diritto maschile all’aborto. A questo punto ci si trova c’accordo, ma in che modo? Con una risposta soggettiva: “Io credo che anche gli UU debbano poter decidere…”. Ma l’argomento non è se Maria Rossi sia d’accordo o meno che anche gli uomini possano decidere della loro vita. L’argomento è se gli UU qui ed ora lo siano e la risposta è: NO oggi non lo sono. L’argomento non sono le opinioni soggettive di Anna Verdi: è se un simile stato di cose meriti o meno il nome di delitto. Di crimine istituzionalizzato a danno dei maschi (e a vantaggio delle femmine). Con la risposta soggettivista si elude il problema. Si capisce: è un problema maschile la cui soluzione metterebbe a repentaglio un pezzo del potere femminile sulla vita (e il reddito) degli UU. Meglio glissare.
Il tema del contendere è: come mai Lei si e Lui no? Quali forze e quali ideologie hanno portato a questa disparità? Come mai il detentore del potere quasi assoluto ha ceduto sulla questione più importante della sua vita trasformandosi in esecutore della volontà femminile?
Come mai il simmetrico diritto alla parità nella decisione sulla generazione non è mai apparso nessun saggio femminista? Come mai il femminismo che ha nella parità assoluta il suo dogma, il suo idolo, il suo Dio, si è dimenticato di questo piccolo particolare? Come mai in 40 anni non ne abbiamo mai sentito parlare? Da nessuno e mai.

Il quadro è chiaro. Anche in questo caso le interessate “sanno già” tutto a priori. Perciò non leggono i testi del movimento maschile (di cui “si sa già” l’origine, il contenuto, lo scopo), non guardano i manifesti dei movimenti presenti nel web, non ascoltano la voce dei separati etc.
Il sistema psicoemotivo che sta alla base del femminismo e le conoscenze che esso mette in circolazione formano un barriera assolutamente insuperabile. Non ci sono argomentazioni, considerazioni, dati, statistiche, cose, fatti, avvenimenti che possano erodere l’assoluta certezza dell’assoluta intangibilità del femminismo, dei suoi dettami e dei suoi obiettivi.
Abbiamo visto che si è giunti sino al punto di affermare che 1 è più grande di 1000 (“Ne muoiono più per violenza maschile che per qualsiasi altra causa.”)

Se passa una “verità” siffatta, può e deve passare ogni menzogna.

Dove c’è benevolenza non servono argomentazioni. Dove queste sono sterili vuol dire che non c’è benevolenza. Quelli del Momas la chiamano misandria. Infinito egoismo, infinita superbia e infinita presunzione femminista. XXI Capitolo dell’Odissea del Rancore.

Colpisce noi.

RDV

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Antigonexxx 12:17 pm - 30th maggio:

@rino: caro rino, se devi criticare femminileplurale, il supermarket del femminismo, abbi almeno la coerenza di farlo nel luogo opportuno, ovvero i commenti ai nostri post. Non capisco inoltre come ti permetti di mistificarne a tal punto i contenuti da stravolgere completamente il senso di quello che viene detto. Forse fa comodo far passare tutte le femministe come contrarie al genere maschile in quanto tale. Mossa però di basso livello (anche se fatta spacciandola per riflessione di alto profilo…pura apparenza…questa tecnica di scrivere commenti kilometrici il cui succo si restringerebbe facilmente in tre righe non funziona). Molto più difficile confrontarsi sul serio, senza tanti giri di parole, e con commenti circostanziati.

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Silver 1:01 pm - 30th maggio:

Antigone
“Forse fa comodo far passare tutte le femministe come contrarie al genere maschile in quanto tale.”
Non “fa comodo”: è la realtà.

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Luke Cage 1:17 pm - 30th maggio:

@Antigone:
da una parte inviti Rino a criticare Femminismo Plurale direttamente sul vostro sito, dall’altra metti in dubbio l’onestà e la coerenza del sopracitato commento.
Noi abbiamo una visione del femminismo molto meno monolitica di quella che avete voi per la maggior parte, e non si riduce alle veline come tu hai scritto sul vostro sito.
Il commento di Rino è circostanziato e la voglia di confrontarsi deve essere reciproca (dovresti prenderti cioè la briga di confutare e provare l’inconsistenza che denunci nell’intervento di Rino).
La tua accusa a Rino di non essere volutamente “sintetico” rischia di essere intepretata come
sintomo di una non reale disponibilità a confrontarsi, tipica (non è il tuo caso probabilmente) di gente come Bibi (che ha detto che sarebbe stato più sintetico di Lucrezia pun non capendo un c.zzo di quel chequest’ultima ha scritto, uso del dizionario a parte) oppure Nicole (altro personaggio che non trova di meglio che fare un contro-blog per sputtanare chi non la pensa come lei e spacciarsi per santarellina,insultando persone come la nostra aderente Rita).
Ho citato questi due esemplari perchè pensavo/speravo di non ritrovarmeli tra i piedi invece ho dovuto apprezzarli nuovamente sul vostro sito,non per colpa vostra ovviamente,d’altronde l’avevo previsto.

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Icarus.10 1:35 pm - 30th maggio:

@Antigone: mah, a me l’etichette “femministe” o “non femministe” poco importano. Contano i fatti. Odiare o non odiare il genere maschile? beh, sai che ti dico? l’orgoglio di una persona verso se stessa non deve essere dettata dal genere di appartenenza, dalla razza, dalla religione o dalla nazione o quant’altro, ma dalla sua dignità e umanità. Merci sempre più rare oggi, sia nelle donne che negli uomini. Per questo ti dico che degli orgogli di genere-maschili o femminili che siano-non so che farmene, sò tutte scemenze. Io sono contento di essere maschio, perchè sono nato tale. ma se fossi nato femmina, sarei altrettanto contento. Ovvio ,però quando alcune persone(sia donne che maschietti addomesticati) si mettono ad inveire e a denigrare contro il genere maschile, demonizzandolo e sminuendo i tanti sacrifici fatti da uomini, e mistificando la storia e il presente facendo passare l’ uomo come sempre colpevole e oppressore, mentre la donna sempre come innocente, vittima, ma superiore, beh un pò mi arrabbio.

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Damien 3:48 pm - 30th maggio:

@Antigone:

Esimia, quanto esporro’ inevitabilmente sarà prolisso, perchè laddove voi esponete criptici assiomi, noi inevitabilmente siamo tenuti da tempo immemore al supplizio della vostra interpretazione, (in maniera ironica/provocatoria espressa qui:http://www.bastardidentro.it/node/view/3786) [Fonte: Bastardidentro.com], salvo poi divenire finalmente UOMINI, ragionare come loro, dinanzi al tornaconto, spesso impersonato negli uomini Alpha, o nel SISTEMA CORROTTO, si capisce..dobbiamo spiegarci in quanto è nella natura delle donne essere da sempre criptiche, o forse non vuoi ammettere che da sempre preferite che gli uomini vi capiscano con uno sguardo? questo sarebbe possibile se foste sincere per natura, se per voi no significasse no, ma sappiamo entrambi che così non è, anzi.. siete voi che ci capite al volo, perchè siamo noi ad essere sinceri, da sempre! e per tale valore ci disprezzate! per poi magari lamentarvi di fronte allo stronzo che, circuendovi, gliela avete mollata per poi mandarvi a cagare.. giusto? noi non possiamo fingere un orgasmo, voi si (ed i più navigati come molti tra gli UB comunque vi sgamano) ergo e’ necessario fare chiarezza, non quindi perchè voi in quanto superiori intellettualmente parlando, si capisce, dobbiate venirci incontro, ma piu’ semplicemente perchè al contrario noi uomini capiamo come vi incasiniate l’esistenza dietro i vostri comportamenti ambigui, anche se oggi cio’ ci porta ad una esasperazione psicologica/socio-emotiva/legale non piu’ tollerabile nel sociale, dove anzi, grazie alla oculata gestione del ficapower, avete ridotto la mascolinità ai minimi termini, cercando di sopprimere ogni piccola cellula sana rimasta come molti uomini di questo sito, uomini che ripeto, si sanno gestire tranquillamente l’esistenza, una casa, un lavoro e chi ce li ha anche i figli.. gli stronzi/le stronze quindi evitiamole.. non portano nessun contributo nella trattazione.

Il femminismo vuole una parità tra sessi, per fare ciò motiva le sue ragioni nel passato patriarcale, e nelle vessazioni subite dalle donne, ora, a parte il fatto che non tutte si sono lamentate, perchè nell’immediato dopo guerra trovare un marito che avese uno straccio di impiego e che fosse benestante era l’ambizione primaria di tante donne che vedevano quindi nel matrimonio la loro realizzazione e l’uscita di casa dal padre-padrone, anzichenò, per molte era l’unico metodo per farsi una vita propria visto che di reale emancipazione non se ne parlava, quindi su questo possiamo anche essere concordi, ma da spettatori storici, sia chiaro, perchè faccio presente che non ci sono più gli uomini e quelle donne di una volta. I pochi rimasti, per la maggior parte, o sono tornati ad essere polvere alla polvere e cenere alla cenere, oppure stanno andando mano nella mano verso la fine dei loro giorni, e se gli dici che il loro computer è infettato da un virus, e che serve installargli l’antivirus ti rispondono “prendi sto tizio e fagli una puntura di pennicellina sperando che sto virus gli passi!”. Quelli attuali sono una generazione di uomini e donne, ometti e donnette, maschietti e femminuccee, trans e lesbiche, bianchi e neri, a pallini colorati e fucsia, gay e etero, mettila come ti pare >>DIVERSA<<, che nulla hanno a che vedere nel raffronto contenuto nelle basi motivazionali del FEMMINISMO, ergo io, in quanto un UOMO di questi tempi, ma puoi mettere qui: ___________ un/una rappresentante di persone che preferisci, non vi/ti devo NULLA!…mira lo spelling?!?!? N-U-L-L-A! se non ciò che mi sento di dare per MIA ESCLUSIVA VOLONTA', io non vi devo PAGARE nulla, a meno che non lo voglia io, non devo usare modi cavallereschi, in primis perchè le dame sono estinte, ed in secundis lo farei solo se ME LA SENTO DI FARLO, e questo spesso va di pari passo con il rispetto che mi vedo ricevere dalla Lei di turno, non devo sottostare a ricatti morali passati, perchè non c'ero o se c'ero mangiavo, cagavo piangevo e dormivo in un box come molte delle femministe di oggi! preso atto di questo, sentito il parere delle femministe, sono FAVOREVOLE, leggilo bene e passa parola nel tuo Blog ed in altri se preferisci, Antigone, IO-DAMIEN-SONO-FAVOREVOLE a:1)aborto, laddove parimenti venga riconosciuto alla persona uomo il diritto di decidere della sua paternità 2)che facciate sesso ludico alla stregua degli uomini 3) a sfanculizzare gli ometti che vi chiamano troie se gestite la vostra sessualita laddove sia PRIVA DI MERCIFICAZIONE (ergo.. le varie chiavadinottescopadigiornosparacazzatenelpomeriggiosulblog non mi interessano). Se serve da sfanculizzare qualcuno chiamami, verrò ovunque sia sui vari blog a tema femminista sia nelle varie locations di godimento dove addirittura pagate se non mantenete gli uomini per avere la vostra giusta sessualità, verro' a difendervi a spada tratta, e se mi piacete vi dono la mia sessualità senza problemi, anche se non avete un corpo da pin-up o se fate le bibbliotecarie.. basta infine che non rompete il cazzo…succhiatelo, che è molto più divertente…; 4) PARI OPPORTUNITA' andate a lavorare in miniera, alle acciaierie,negli altiforni, ad asfaltare le strade, a ramare i campi, e quant'altro ESATTAMENTE come fanno tutti gli uomini – tra l'altro molte di voi ruttano già benissimo -; 5) se vi piace un uomo fate come lui, non vi vuole complicare la vita, vuole solo star bene con voi, non vi rompe le palle se ha ancora la barba lunga, se ha la pancetta, se ha un lavoro precario, se non ha i vestiti firmati, non vi chiede se sia o meno attraente com'è vestito, o che dobbiate capirlo per ogni suo problema, non vi mena le ovaie se ha un problema all'uretra, quindi se andate con lui in auto ditegli tranquillamente " ti va di leccarmela un pò? ho una voglia.." e qui continuando, chiaro?!? ma un momento.. scusa Antigone.. ora levo la vagina dal cervello ed il pene da fuori i pantaloni.. ecco.. vediamo.. ah ecco! dunque.. volete si la parità.. ma una parità intesa in senso lato.. moooolto lato.. volete riconosciuta la vostra persona, quindi i vostri limiti, le vostre paure, le vostre insicurezze,spesso amplificate da una società maschilista uhm.. capisco.. quindi vi sentite costrette, non vi piace che gli uomini o, per meglio dire, gli ometti, vi rompano le scatole se andate vestite con gonne inguinali, perchè voi volete esser capite e apprezzate per come siete, un po come dire.. vado vestito da barbone.. ma poi esigo che le donne mi guardino per l'uomo che sono dentro.. capisco.. cominciamo quindi a far luce su questo ed altri aspetti.. voi volete la parità? no.. volete BENEFICI! solo quelli.. se vorreste realmente la reale parità, quella vera, quella che in definitiva non fa eccezioni, ci sareste già arrivate.. e non contente invece di vivere in una società dettata dal ficapower, suffragata dal sistema corrotto che vi vuole merci alla stregua della nutella che consumate, nonchè strumenti di potere con i vostri tornaconti, ve la prendete con gli ultimi uomini con la U maiuscola rimasti che, contrariamente a quanto pensate, vi apprezzano in quanto PERSONE donne! sia chiaro Antigone, e lo voglio ripetere, è da ipocriti pensare che oggi, anche il piu' sfigato, non possa godere della sessualità, un pompino oggi te lo fanno per 20 euro, se ne aggiungi 30 al massaggio cinese che si pubblicizza sui tanti quotidiani nazionali, ti fai anche una bella trombata (vedi anche reportage di Striscia la notizia) se vuoi fartene una normale con una tipa normale, ne spendi 50 bocca-fica, se ne vuoi una di un certo livello ne spendi 150, se ne vuoi una come chiava-di-notte-scopa-di-giorno-spara-cazzate-sul-blog-di-pomeriggio allunghi 200/250 euro per 45 minuti (come da lei stessa citata nel suo ultimo post di una sua collega, dove pontifica sulla chimica (ha ragione per quanto riguarda alcune donne, su altre ci sarebbe da disquisire sulla chimica a meno che non trattasi di chimico che guadagna vagonate di euro preso ad esempio..)), paradossalmente molte di voi che hanno visto piu' schizzi loro che gli scogli di sorrento se la tirano, vogliono darsi un contegno, facendo spendere all'uomo normale, allo stipendiato co.co.pro.co.pe.peba.ba esattamente come tante donne normali di oggi senza prospettive lavorative, quelle che dicono di non trovare lavoro come gli uomini, ma basta che dicono pero' io so fare bene i pompini il lavoro lo trovano (e qui si spazia dalla casa bianca a palazzo Chigi), somme ben piu' onerose, molte per tirarsela e ostentare il ficapower, altre perchè vogliono sondare una improbabile serietà di relazione, come se la sessualità fosse il PERNO PORTANTE di una relazione, quindi che si fottano i sentimenti.. il sesso e' da sempre il collante in un rapporto, ma visto che non viviamo in un mondo fatato con le winx e i winnithepooh, dobbiamo anche basarci su fattori ben piu' pratici!ergo non potendo scopare h24, e' improponibile basare un rapporto sul mero sesso, serve anche emotività, serietà e tanti altri valori umani che molte di voi hanno rifiutato, a meno che non trattasi di valori espressi nelle piu' comuni valute, si capisce o magari da un tornaconto.. Quindi smettiamola di essere ipocriti, gestite la sessualità per quello che e', poi valutate se avete affinità di coppia! esattamente come molti uomini fanno.. e invece no.. molte di voi, come tante TOPE GHIACCIE, si sentono in diritto di rompere le pelotas in quanto donne, ti prosciugano di tutto e se ti va bene, dopo che hai speso 500 euro tra cene, locali e quant'altro, ti ritengono finalmente degno…di un misero pompino.., (il chè, commercialmente parlando, usando il vostro metro di mercato, siete un investimento a perdere), e magari lo fanno anche male perche' il pene non va morso.. va amorevolmente succhiato, lubbrificato e voluttuosamente assaporato, esattamente come un bel cunnilinguo! Basta! diciamocelo, eccezioni a parte, generalmente voi donne di oggi NON VOLETE IL FEMMINISMO, LA TANTO PROFESSATA PARITA'A 360°, ma solo privilegi, questo non solo pensato da me, ma da tante, pensa, mamme, nonne che ho sempre sentito andare contro le donne odierne, che stanno volentieri sul divano a dormire a 33 anni stanche di esser state in disco tutta la notte e che manco sanno farti uno spaghetto che non vada al di la dei 4 salti in padella, a questo punto, con grande enfasi, permettete che mi alzi dalla sedia, allunghi il mio braccio dinanzi al monitor lcd da 24 pollici, alzi la mano e con il dito medio irto di fiera umana comprensione, permettete che vi mandi poco cortesemente affanculo! e scusate il francesismo, la mancanza di tatto e Netiquette! e per tutto il resto.. c'e' Mastercard!(r)
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(ccc)2010 -Damien- http://www.uominibeta.org – Trademarks are (c) of their respective owners – all rights reserved
Riferimenti a fatti, cose e persone, laddove non puntualizzati, sono frutto di casualità – L'autore del presente post concede l'uso del copia/incolla a patto che: 1) resti integro comprensivo delle presenti condizioni 2) sia reso fruibile pubblicamente e senza scopo di lucro – l'autore del post, ha una sua vita sociale, scopa senza problemi, ha un lavoro stabile, amiche, va vestito bene, ha una bella auto, fà del volontariato, ha in adozione 2 bimbe di Haiti, sa stirare, cucinare, lavare, usare la lavatrice, la lavastoviglie, passare la polvere, si fa i suoi viaggi per preservare l'apertura mentale intellettuale e non necessita di nessuna compassione da lacchè, ometti zerbino e arroganti della vulva, disponibile a condivdere i propri sentimenti con una persona DONNA laddove ce ne sia rimasta ancora UNA in giro.

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Bibi 4:18 pm - 30th maggio:

@ Luke

caro Luke mi sa che ci sono problemi di lettura.
Forse non essendo troppo prolisso non riesci ad comprendere il senso di quello che ho scritto.
Proviamo insieme.
Ho scritto: “Io avrei sintetizzato dicendo che” e non che sintetizzavo quello che ha scritto lucrezia..
Riguardo poi al fatto che non ho capito un cazzo…beh si vede che sei paragnosta..
a.y.s. Bibi
P.S. ti leggo volentieri, sei interessante

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