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30 mag 2010  |  37 Commenti

La vostra contraddizione

Stimolato da un commento di Antigone, di Femminile Plurale, ho pensato di rispondere a lei e di fatto anche alle altre donne di quel blog, con questo articolo:

Cara Antigone, non ho mai pensato (e credo nessun utente del nostro blog) che uomini e donne siano uguali, nel senso di uniformi. Anche perché siamo due generi differenti, con caratteristiche fisiche, sessuali, somatiche e quindi anche psicologiche diverse. Non siamo certo noi a negarlo. Anzi, lo ha fatto, ipocritamente a mio parere, una determinata corrente del femminismo che ha voluto disconoscere proprio questa diversità con il fine di negare l’evidenza, e cioè che gli uomini hanno un bisogno sessuale enormemente superiore a quello delle donne.

Perché è stato negato ciò che è evidente agli occhi di tutti? Perché l’obiettivo era quello di mettere il bavaglio e le manette (psicologicamente parlando) agli uomini (beta), castrandoli nella loro stessa natura, per metterli nell’angolo, impedendogli di liberare la loro energia, la loro vitalità e la loro spontaneità (ormai assassinata…). Proprio quelle peculiarità maschili che una donna sana è in grado di apprezzare in un uomo, se siamo onesti. Quindi anche l’”audacia” nel proporsi; ciò che le donne, sempre se riusciamo ad essere onesti, tranne rarissime eccezioni, non sanno neanche cosa voglia dire. Forse solo perché non appartiene alla loro natura, e non ci sarebbe nulla di male, basterebbe solo riconoscersi RECIPROCAMENTE nelle rispettive peculiarità e diversità.  Che invece vengono negate, a senso unico.  Ma negare queste diversità significa giustificare tanti altri comportamenti femminili. Ad esempio la possibilità per le donne di assumere determinati atteggiamenti come se nulla fosse, di vestirsi in un certo modo (che non ha nulla a che vedere con il concetto di libertà personale di fare ciò che meglio si crede nel rispetto degli altri/e…), di provocare costantemente gli uomini, di tenerli “ a bagnomaria”, come si suol dire, e di fatto giocare al gatto con il topo con la grandissima maggioranza di loro, ridotti a cagnolini con la lingua di fuori e la coda scodinzolante nell’attesa e nella speranza che qualcuna gliela smolli non senza essere passati per la solita ipocrita, falsa, scontata e penosa recita normalmente definita “corteggiamento”. Una pantomima a senso unico dove solo una delle due parti (il maschile) va verso l’altra (il femminile), tranne appunto quando si è in presenza di maschi cosiddetti dominanti, cioè il 2° o il 3% dell’intera popolazione maschile. In questi casi il “gioco” si capovolge completamente e sono le donne, in modo anche più sfacciato ed evidente di quanto facciano normalmente gli uomini, a proporsi.  Una bella contraddizione anche questa, non ti sembra?…

Questa è la situazione, cara Antigone, che si trova a vivere la stragrande maggioranza degli uomini “normali”, quelli che ancora voi femministe vi ostinate a definire come gli “oppressori” del genere femminile…Voglio buttarla a ridere perché altrimenti ci sarebbe da piangere o meglio incazzarsi. E pure parecchio.

Gli uomini “normali” (cioè circa il 95% della popolazione maschile) sono costretti a barcamenarsi, a “sbattersi” dalla mattina alla sera per riuscire a vivere uno straccio di sessualità e affettività. E se non lo fanno sono condannati ad una vita desertificata, perché se aspettano che siano le donne a muoversi, è meglio che si decidano a intraprendere una carriera monastica.

E questo sarebbe il risultato del “potere maschile”? Bè, se questi sono gli effetti, le cose sono due e non c’è  alternativa: o questi maschi sono veramente un branco di idioti minus habens oppure NON è affatto vero che detengano il potere nella relazione con le donne. Altrimenti la situazione sarebbe ben altra. Non credi?

Io credo di sì ed infatti sono convinto che oggi la grande maggioranza degli uomini NON ABBIA ALCUN POTERE SULLE DONNE.

Naturalmente,  e qui arriviamo al secondo punto della vicenda, su questa diversità ontologico-biologica che comporta una asimmetria EVIDENTE dal punto di vista sessuale che solo persone in malafede possono negare, sia le donne (nella loro grande maggioranza) che il sistema ci hanno “lavorato” sopra.

In che modo? Le donne utilizzano questo “squilibrio” sessuale come arma di gestione, controllo, ricatto e dominio sugli uomini (beta) mentre i vari sistemi dominanti lo hanno utilizzato e lo utilizzano pro domo loro per perpetrare il loro dominio, attraverso un complesso meccanismo di condizionamenti di vario genere. Durante i secoli dell’oscurantismo religioso la sessualità era repressa in tutte le direzioni, sia femminile che maschile (se si reprime quella femminile è logico e conseguente che si reprime anche quella maschile…). Il fine era quello di perpetrare il potere dei ceti dominanti di allora (clero e aristocrazia) anche attraverso la castrazione sessuale e psicologica delle persone. Tanto chi comandava faceva il comodo proprio come ha sempre fatto. I precetti moralistici servivano e servono ad ingabbiare gli altri, i sottoposti, non certo i dominanti…Ed è sempre stato così nella storia…

Oggi il condizionamento a sfondo religioso è stato quasi del tutto sostituito da quello mercantile capitalista, penetrato ormai nel profondo della psiche degli individui, in questo caso, se parliamo di sesso, delle donne. La sessualità non può essere liberata altrimenti metterebbe in crisi l’intera struttura del sistema. Deve essere a tutti i costi strettamente canalizzata all’interno di dinamiche psicologicamente e concettualmente mercantili. E questo è uno di quei punti che voi femministe proprio non volete capire. E cioè che il nostro obiettivo non è criminalizzare questa o quella donna ma l’esatto contrario. E cioè far capire che determinati meccanismi (sottolineo, psicologici e culturali) appartengono purtroppo a tutte o quasi tutte le donne. E non si tratta quindi di distinguerle in “buone o cattive”, come fate voi (non noi),  ma di capire che se vogliamo trasformare la realtà DOBBIAMO necessariamente fuoriuscire da determinate logiche, che, ahinoi, la grande maggioranza delle donne, piaccia o no alle femministe, ha fatto proprie.

La colpa (perché lo è, ne avrete qualcuna anche voi o solo gli uomini?) del femminismo, oggi,  è di rimuovere completamente questo aspetto, di scaricare OGNI responsabilità sugli uomini (tutti, il che è semplicemente ridicolo e fuori della realtà), di giustificare e deresponsabilizzare TUTTE le donne, e quindi di assolverle. E in questo modo non solo non le fa crescere ma contribuisce a farle sprofondare sempre di più nel loro deserto esistenziale, pagato al prezzo del dominio sulla grande maggioranza degli uomini beta (e non solo questo). Insomma, la vecchia logica del “piatto di lenticchie”. Solo che oggi non è più tale perché il controllo sul 95% della popolazione maschile non può essere considerato un mero piatto di lenticchie ma lo scotto (molto alto) che il sistema è stato costretto a pagare, pena la sua stessa sopravvivenza. Diciamo che è stato un vero e proprio compromesso, questo sì, storico, e soprattutto realizzato.

Il femminismo non dice una parola su questo né forse potrebbe dirla, perché significherebbe l’ammissione di un fallimento epocale. Un fallimento che solo un cieco potrebbe non vedere. Eppure ci si ostina, anche con protervia, a ripetere le solite vecchie stantie e logore litanie pur di non prendere atto della situazione.

 E’ per questa ragione che oggi il femminismo ufficiale si  è ridotto ad essere il coperchio ideologico di una situazione che vede la grande maggioranza delle donne agire e vivere secondo le logiche dominanti e quindi a tradire completamente quella che avrebbe dovuto essere la sua missione storica.

Quanto e quale sia il grado di consapevolezza in questa prassi, è relativo alle condizioni sociali, intellettuali, culturali e quant’altro in cui una donna si trova a vivere.  E’ chiaro che una “manager  in carriera”, pessima e ancora più spregevole copia del “manager in carriera” uomo, o una soubrette televisiva, avranno molta più consapevolezza del loro modo di vivere secondo quelle logiche testè descritte rispetto alla commessa di un supermercato. La quale vive comunque, anche se al suo “livello” (inteso senza nessuna accezione classista, ovviamente…) secondo quelle stesse logiche, e non prenderà neanche in considerazione, se non come ultima spiaggia, l’ipotesi di avere un suo collega pari grado, come “obiettivo” della sua vita. E non perché è “cattiva” ma perché vive e ragiona secondo questi parametri. 

Quindi non  si tratta di dire, come dite voi, che ci sono tante donne valide e poche mele marce. Questa è una visione manichea, moralistica, giustificazionista ma soprattutto non laica, non razionale e non lucida (e certamente tutt’altro che marxista…lo dico in questo caso a Lucrezia che si è definita tale).

La questione è ben altra ed estremamente più complessa ma voi fate finta di non vederla. E qui entra in ballo l’opportunismo politico delle femministe. Troppo duro ammettere il fallimento. “Chi ce lo fa fare?”.

Perché, non è stato forse duro per un’intera generazione di comunisti (compresa la mia) prendere atto del fallimento del sistema comunista? Certo che sì, eppure lo abbiamo fatto. E i primi che cominciarono a farlo, in tempi non sospetti, furono tacciati di essere degli agenti dell’imperialismo, dei provocatori mercenari, dei fascisti.  

Ecco, la stessa cosa, per quanto riguarda la questione della relazione fra i generi,  sta avvenendo con noi, oggi, che da “sinistra” abbiamo iniziato (da tempo) ad aprire gli occhi e soprattutto una riflessione strutturalmente critica, rompendo gli schemi, le liturgie e i luoghi comuni con i quali è stata “cementificata” la famosa equazione: TUTTI gli uomini (e sottolineo tutti), sempre, comunque e dovunque oppressori; TUTTE le donne (e sottolineo tutte) sempre comunque e dovunque oppresse.

Non scherziamo….Questa equazione, per quanto ci riguarda, allo stato attuale, NON HA PIU’ ALCUNA ATTINENZA CONCRETA CON LA REALTA’ e se c’è un gruppo sociale e di genere che si trova all’ultimo stadio della piramide sociale, questo è quello degli uomini beta, cioè degli uomini non appartenenti alle elite dominanti.

Il nostro obiettivo non è certo quello di portare avanti una sciocca e qualunquistica guerricciola contro le donne ma quello di portare avanti una critica strutturale e complessiva al sistema dominante invitando le donne non appartenenti alle elite femminili dominanti (queste ultime parte integrante e attiva a tutti i livelli del sistema come e più degli uomini, e non semplici e sparute comparse, come dice sempre Lucrezia) ad abbandonare le logiche di cui sopra.

Il nostro non è un vezzo. Abbiamo solo compreso che questa grande questione non è “sovrastrutturale”, come sarebbe stata valutata una volta, ma STRUTTURALE. E in fondo se abbiamo capito questo è anche un po’ merito del femminismo che per primo, è stato capace di porre la questione di genere.  Ebbene, ora la poniamo anche noi, dal nostro punto di vista.

Care amiche, direbbe Marx, avete costruito voi stesse la vostra contraddizione.  Con la differenza che noi non vogliamo annientarvi ma solo costruire una relazione diversa. E’ anche e soprattutto da questa che deriva la possibilità di combattere questo ordine di cose e trasformare la realtà e non viceversa.

Questo assunto lo abbiamo imparato proprio dal femminismo. Dovreste essere contente, almeno di questo.

Fabrizio Marchi


37 Commenti

Silver 12:07 am - 31st maggio:

Fabrizio
“e se c’è un gruppo sociale e di genere che si trova all’ultimo stadio della piramide sociale, questo è quello degli uomini beta, cioè degli uomini non appartenenti alle elite dominanti.”
Più che sicuro.
Solo che quando si fanno notare questi “piccoli particolari”, subito lor signore e signorine se ne escono fuori con risposte tipo questa, che mi diede (nel 2004) una “esperta in materia”, su YOUR SELF, mensile di psicologia.

_________________________

Gentile lettore, è storicamente certo che il potere è stato esclusivamente maschile, anche nella nostra parte di mondo, fino a poco tempo fa. Pensi, ad esempio, che il diritto di voto alle donne è stato riconosciuto in Gran Bretagna nel 1927, negli USA nel 1930, in Italia nel 1948. Ci sono comunque testi che raccontano con chiarezza e oggettività la storia femminile dall’antichità ai giorni nostri. Le cito ad esempio il libro La storia delle donne a cura di Duby e Perrot, (editore Laterza).
Quanto alla “memoria” di tempi in cui non c’eravamo, la cultura in cui nasciamo contribuisce molto alla nostra formazione, e siamo tutti nati in un mondo in cui il potere è prevalentemente maschile: anche oggi che la legge riconosce il diritto all’uguaglianza e si tende alle pari opportunità. Ad esempio, le cariche politiche e dirigenziali, pur non essendo precluse alle donne, sono in grandissima maggioranza ricoperte da uomini. Non possiamo inoltre escludere, anche se non è scientificamente provata, una memoria genetica complessa. Credo che agli uomini di oggi venga rinfacciato non il passato, ma il presente, retaggio del passato. Ad esempio, la violenza di cui le donne sono ancora vittime più degli uomini. Ma ogni donna è felice di incontrare un uomo che sia “nuovo”, e che realmente desideri e rispetti la parità fra i sessi. Quanto al desiderio e al bisogno di un gruppo familiare, questo è di tutti, uomini e donne, e non coincide con debolezza, ma con un’esigenza di affettività. Però, mentre una volta le donne erano costrette a subire il marito che aveva legalmente potere su di loro (ricordo che il divorzio e la depenalizzazione dell’adulterio femminile sono degli anni 70-80), oggi la donna è libera di autogestirsi. E quindi di scegliere la solitudine al posto di una triste unione. Ciò non significa che non desideri un’unione felice! Quando alla libido, l’esperienza femminile non conferma un minor bisogno di sessualità, ma una maggior paura di indulgere al desiderio sessuale, per molti motivi di cui si potrebbe parlare in un articolo intero, e non in una breve risposta (ce ne sarà presto l’occasione!). Resta la constatazione che, dal punto di vista esclusivamente fisiologico, una donna non ha la limitazione “numerica” di rapporti che ha l’uomo.
Quanto all’omosessualità, è un altro argomento che merita uno spazio più generoso. Che avremo quanto prima.

Federica Mormando

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Fabrizio Marchi 1:11 am - 31st maggio:

Silver, la verità è che si può cominciare a parlare di democrazia (con molte pinze…) non prima del ‘900, o al massimo la fine dell’800 e solo in alcuni paesi.
In Italia il suffragio universale maschile è del 1912. Fino a quel momento e per un periodo molto breve, cioè dal 1861, quando nacque lo Stato italiano (perché prima di quella data una parvenza di democrazia non esisteva neanche), aveva diritto al voto, secondo le leggi allora in vigore basate sul censo e sul titolo di studio, non più del 2 o 3% dell’intera popolazione maschile. Quindi di fatto il diritto di voto non esisteva né per le donne né per gli uomini, eccezion fatta per un’esigua minoranza di maschi appartenenti alle superelite dominanti. Dopo di che c’è stata la prima guerra mondiale e poi il fascismo e di elezioni non se ne è più parlato fino al 1946 quando il suffragio universale è stato esteso anche alle donne.
Su per giù, con differenze di pochi anni o al massimo di qualche decennio (che dal punto di vista storico è un nonnulla) la stessa cosa è avvenuta in alcuni paesi europei e in America. In Gran Bretagna e in Francia, naturalmente, non essendoci stata la dittatura fascista, il suffragio universale, sia maschile che femminile è appunto dei primi del ‘900. Ma anche in quei paesi il diritto di voto ha riguardato per un determinato periodo di tempo, peraltro storicamente molto breve, solo una minoranza di uomini.
Quindi il tempo intercorso tra la nascita dei primi sistemi molto relativamente democratici (fine ‘800 primi del ‘900) e l’estensione del diritto di voto alle donne, è estremamente breve da un punto di vista storico.
La tesi avrebbe valore se vivessimo in regimi democratici da centinaia o migliaia di anni. Purtroppo non è così e solo alcuni paesi, cioè Inghilterra, Francia e Stati Uniti hanno conosciuto le prime esperienze democratiche parlamentari comunque non prima dell’800 e con tutte le limitazioni di cui sopra (censo, titolo di studio, età, appartenenza di genere). Non parliamo poi di altri paesi con una forte tradizione autocratica e autoritaria come la Russia, la Prussia, la Polonia, la Spagna, l’ Austria e la Germania dove la democrazia è approdata ancora più tardi.
Ma non solo, basti pensare che fino agli anni ‘50/’60 del secolo scorso in alcuni stati e contee degli USA i neri non avevano diritto di voto e non godevano di molti altri diritti civili!…
Quindi è la democrazia stessa che è purtroppo giovanissima e dire che le donne sono state private del diritto di voto è un’affermazione solo parzialmente vera. La verità è che la grandissima maggioranza dell’intera popolazione, per millenni, sia femminile che maschile, è stata esclusa dalla vita pubblica dai ceti dominanti di ogni epoca. Per pochi decenni, e solamente in alcuni paesi, solo ristrettissime elite maschili hanno goduto del diritto di voto. Una volta che i sistemi democratici si sono consolidati il diritto di voto nell’arco di poco tempo è stata esteso a tutti, quindi anche alle donne. Poi che queste siano rimaste ai margini della vita politica o che non siano certo state incoraggiate alla partecipazione dal potere politico è un altro discorso che nessuno disconosce. Ma questo è valso non solo per le donne ma anche per tutto il resto della popolazione maschile formato da grandi masse popolari di contadini e proletari marginalizzati e tenuti volutamente nell’ignoranza e nell’analfabetismo.
Fabrizio

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Damien 10:31 am - 31st maggio:

Per come la vedo io, le femmniste, o meglio, i femminismi di oggi si sono arenati sulla spiaggia dei privilegi, credendoli una sorta di rivalsa contenuta negli “ismi” stessi, nulla di piu’ sbagliato.

Per quanto mi riguarda l’affrontare la situazione odierna, parto dal pensiero, dalle basi, espresse nel 1897 da Emma Goldman:”«Io chiedo l’indipendenza della donna, il suo diritto di mantenere se stessa, di vivere per se stessa, di amare chi e quanti vuole. Chiedo libertà per entrambi i sessi, libertà di azione, libertà nell’amore e nella maternità» Infermiera di professione, era fautrice dell’educazione delle donne in materia di controllo delle nascite, alternativa positiva all’aborto praticato spesso e clandestinamente come tragica conseguenza di infelici condizioni sociali. Sostenne l’amore libero, criticò l’istituzione matrimoniale e il fanatismo religioso. Vide nell’uscita dal capitalismo la soluzione per l’emancipazione, non solo femminile, ma di tutta l’umanità. [fonte:Wikipedia],

Bene, veniamo ai giorni d’oggi e proviamo a mettere in evidenza quanto espresso.

Tralasciando le estremiste, con loro manco disquisisco, constatiamo che, se lei oggi fosse ancora tra noi, sarebbe parecchio preoccupata, ma andiamo ad eviscerare quanto sopra:

Emma Goldman:”«Io chiedo l’indipendenza della donna(omissis)» L’indipendenza dalla donna.. da cosa? dall’uomo? no… essa vide nello Stato il braccio armato della società patriarcale, quindi lei era conscia che lo Stato, oggi possiamo individuarlo in una serie di cause chiamate SISTEMA (come spesso cito) è il vero problema principe, non tutti gli uomini, perchè questo SISTEMA di potere ricordiamocelo, è detenuto da POCHI uomini, non tutti, una vera e propria elitè di uomini, ben tronfi e ligi a detenere tale potere, noi uomini normali, uomini beta, li definiamo da sempre con l’appellativo di uomini ALPHA. Ebbene, chiarito il primo punto del discorso di Emma, la donna oggi che comportamenti attua nel concreto per combattere in questo ambito? Si comporta esattamente come il SISTEMA stesso che dovrebbe combattere, Forte coi debili e debole coi Forti, in altre parole, anzichè combattere proprio contro il SISTEMA e, di conseguenza, contro gli uomini ALPHA (calciatori, cantanti, politici, managers, gli imprenditori e quant’altro) se la prendono con gli uomini normali, gli uomini beta, che non detengono nessun tipo di potere, dalle quali subiscono ogni forma di vessazione, prostituendosi in tutti i sensi al SISTEMA, brave!..

Continuando: Emma Goldman:”«(omissis)..il suo diritto di mantenere se stessa(omissis)» Tale diritto sarebbe possibile se non ci fossero tutta una serie di situazioni che toccano anche l’uomo beta, esempio lampante trova fondamento nella situazione nazionale ed estera, dove la certezza di un lavoro sicuro e’ appannaggio di pochi, anche se nel pubblico e’ maggiore la presenza femminile di quella maschile, addirittura nei media, negli ultimi venti anni circa si e’ vista una sempre maggiore presenza femminile, il problema occupazionale quindi esiste per entrambi i sessi, e la donna negli ultimi periodi ha raggiunto la parità occupazionale, che poi il sistema lavoro faccia pena e’ una realtà condizionata non dagli uomini beta, che la subiscono alla stregua di tante donne, ma dalla gestione dello stato, ad esempio l’occupazione femminile nel sud italia e’ da sempre latente, ergo il diritto a mantenersi risulta difficile, e questo ci riporta al punto precedente, anzichè prendersela con lo stato, con il sistema, le donne se ne guardano bene, e preferiscono prendersela con gli uomini che hanno accanto, che versano nelle medesime situazioni, bella coerenza!

Emma Goldman:”«(omissis)..di vivere per se stessa(omissis)» ecco, su questo punto sono perfettamente conscio che oggi, la donna, ci sia riuscita perfettamente, anzi! il suo sodalizio con il sistema le ha donato la capacità di VIVERE PER SE STESSA, senza curarsi di nessun altro! ecco dove risiede la vera rivoluzione femminista di oggi, La donna oggi vive per SE STESSA, fregandosene dell’uomo (beta) in tutti i sensi, sociale/economico/sessuale/emozionale, e per far cio adduce tutte una serie di situazioni, come abbiamo visto, il SODALIZIO col SISTEMA (che dovrebbero combattere) e l’usare il passato remoto patriarcale come forma mentis per colpevolizzare l’uomo (beta) odierno di colpe mai espresse ed imporre i suoi voleri di donna emancipata! brave! coerenza allo stato puro.. sono commosso!

Emma Goldman:”«(omissis).. di amare chi e quanti vuole..(omissis)» Ora qui sarebbe da chiedere alla buona Emma se il termine amare sia riferito al reciproco scambio affettivo, al’amore, appunto, quello vero, forte, che supera ogni confine, limite e problematica, quello scevro da interessi e quant’altro che congiunge un uomo ed una donna, (tralasciando le altre tipologie di amore che non fanno testo in questo caso come l’amore per l’Arte etc etc.) oppure quello odierno che le donne amano professare, l’amore spicciolo, consumistico, del giorno prima, che molte oggi attuano alla stregua delle tante soubrettes che si vedono in tv e nelle riviste, o quello a scadenza, che attuano alla bisogna per garantirsi una casa ed un benefit a vita, a seconda dei casi potremmo disquisire in merito parecchio! comunque appare lampante che anche in questo campo ci siano riuscite benissimo, “amano” molti uomini, questo si.. ma le modalità non sono esattamente fondate su questo nobile sentimento, ma su ben altre basi.. liberalizzare l’amore oggi ha prodotto donne prive dell’amore stesso che professano di perseguire e di donare, sempre pronte al proprio tornaconto, si badano bene dal rispettare l’amore che non sia il loro egoistico bisogno di amare a modo loro, poco importa se poi producono danni enormi verso l’altro sesso.

Emma Goldman:”«(omissis).. Chiedo libertà per entrambi i sessi..(omissis)» Oggi cara Emma, con questo sistema sociale, nessuno si puo’ realmente sentire libero, anche se le donne grazie al ficapower, arroganti come sono, si sentono di esserlo un po di piu’, ma purtroppo sono esse stesse vittime e carnefici del sistema stesso.

Emma Goldman:”«(omissis)..libertà di azione, libertà nell’amore e nella maternità»

La donna oggi, cara Emma, puo’ fare cio’ che vuole, anzi.. puo’ permettersi di andare ben oltre il piu’ ragionevole dei compromessi, il tutto spesso tutelato legalmente, a scapito del sistema? certo che no cara Emma, sempre e comunque ligie all’assioma Forte coi deboli e deboli coi Forti, esse si guardano bene dal non pestare i piedi al vero colpevole, alla stregua degli schiavi neri d’america che si scannavano tra loro e spesso per un misero tornaconto dal comune padrone. Brave!, nell’amore sono infine libere, talmente libere che se ne sono definitivamente LIBERATE, nel senso letterario del termine cara Emma, le donne oggi non sanno piu’ cos’e’ l’amore, datti pace, o meglio.. sono capaci di cose travolgenti se passi in bmw e le vai a prendere verso le 21 per portarle a cena e poi a farle divertire, tu sapessi come ti amano!! e per la maternita’?? cara Emma, qui parlano di aborto, ma pensa te, molte delle donne che si incontrano in borsetta hanno di tutto ma non i preservativi, come se la pillola fosse l’unico strumento per debellare tale problema poi sembrano non curarsi delle altre malattie veneree sessualmente trasmissibili, forse credono che la pillola le protegga anche da queste! come dire.. parlano giustamente di aborto ma peccano persino nelle nozioni di base della prevenzione sulle gravidanze indesiderate e delle malattie veneree.. brave!

Ma allora, cara Emma, le donne di oggi che cosa perseguono viene da chiedersi.. o forse no.. e’ alla portata di tutti evincere il loro modo di porsi dinanzi al femminismo che tanto tu difendesti al’epoca e loro oggi, tronfie del loro ficapower, professano in ogni dove: PRIVILEGI! .. cara Emma, null’altro interessa realmente loro.. ne una parità totale e neanche combattere per quanto tu, con tanta veemenza e con la mia stima, hai creduto giusto per le donne di oggi. Riposa in pace ed un bacio sulla guancia.

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armando 1:41 pm - 31st maggio:

Sulla democrazia: Ma chi l’ha conquistata con le lotte? Chi ha debellato i sistemi totalitari ribellandosi a prezzo di morire? Le donne, forse? Ma quando mai? E gli uomini, dopo aver ottenuto sistemi più democratici, hanno fatto dono anche alle donne di questa loro conquista. Altro che oppressione.
Sullo Stato: e lo stato di oggi sarebbe la longa manu del patriarcato? E’ vero il contrario. E’ uno stato mamma che concede , a capriccio, privilegi e assistenze, che punisce i deboli ma si genuflette ai forti. E chi sono oggi i deboli? E i forti?
Come accade spesso nella storia, le cose si rovesciano di segno. Il divorzio nacque (non parlo dell’Italia) come mezzo per gli uomini per liberarsi dalle mogli. Oggi, anche in Italia, è diventato un mezzo per le donne per liberarsi dai mariti.
armando

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Antigonexxx 7:14 pm - 31st maggio:

@Fabrizio:
scusami se sarò sintetica ma il tempo è tiranno:
a- quando definisci il femminismo fai riferimento ad uno specifico modo di intendere questo concetto che non può essere, in alcun modo applicato, a quello che noi intendiamo per femminismo. Le tue critiche in tal senso vanno a vuoto. Sarebbe come equiparare il comunismo di Berlinguer a quello di Mao…non ha davvero senso. Mi dai la stessa impressione di quando sento Berlusconi parlare di comunismo…
Quindi quando vuoi criticare quello che scriviamo non dovresti fare un’analisi su quello che tu intendi per femminismo, ma valutare, in maniera circostanziata, quello che scriviamo noi. Tutto gli altri discorsi non hanno senso, se fatti in modo così generalizzante.
b-non abbiamo mai negato che anche gli uomini abbiano delle serie difficoltà nella società in cui viviamo, né ci siamo mai scagliate contro il genere maschile, né abbiamo alcun interesse a farlo. Quindi quando parli di morti sul lavoro etc sappi che è un tema che anche a noi sta molto a cuore, come anche quello degli immigrati etc. Non siamo cieche di fronte alla realtà che ci circonda.
c- il nostro modo di intendere il femminismo è tutt’altro che ideologico, anzi muove da situazioni concrete, senza la pretesa di formulare dogmi assoluti sul genere femminile, il genere maschile etc. Il nostro sforzo è eminentemente pratico.
d- riguardo alla questione della differente sessualità tra uomini e donne il mio appunto faceva riferimento all’articolo di Barnard. Ovvero siamo sicure che se le donne non facessero più sesso per potere ma solo per piacere, allora la darebbero via di più di quanto fanno ora?Ovvero cambierebbe davvero qualcosa per gli uominibeta?Credo di no. Se una donna ha voglia e il piacere di scopare con un uomo beta, ci scoperà a prescindere che ci siano altre donne che vanno a letto solo con uomini alpha. Ovvero dal punto di vista della vita sessuale degli uominibeta non cambierà nulla.

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Alessandro 8:27 pm - 31st maggio:

Antigone, il vostro problema è proprio a livello di contenuti. Voi non volete prendere atto della realtà, vi ostinate a pensare alle donne come genere oppresso e discriminato nella nostra società italiana-occidentale. E’ questo modo di procedere caratterizza qualsiasi corrente in seno al femminismo. Ecco perchè io lo boccio in toto. Fatta eccezione per le vostre argomentazioni sull’aborto, in cui io in buona parte mi ritrovo, il resto è un discorso, il vostro, datato, vecchio, superato.

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Rino 8:59 pm - 31st maggio:

>>
Antigone a Fabrizio:
quando definisci il femminismo fai riferimento ad uno specifico modo di intendere questo concetto che non può essere, in alcun modo applicato, a quello che noi intendiamo per femminismo.
>>

Non esiste più una sola descrizione della storia (e neppure della cronaca). Ne esistono due.

Abbiamo l’history e la herstory. La storia di lui e quella di lei. Bene.

Cosa sia il femminismo dunque, per quanto riguarda gli uomini, lo decidono gli uomini. Nessuna è autorizzata a raccontare l’esperienza maschile. Che le due versioni siano in contrasto mi pare inevitabile (e sano e giusto).

La condizione femminile la devono e possono raccontare solo le DD. Lo stesso deve valere per gli UU. La rivoluzione incipiente trae origine da questa pretesa (che suona offensiva e tracotante) dei maschi del XXI secolo.

Ci riprendiamo il diritto di raccontare la nostra esperienza con tutto quello che vi afferisce sino ai minimi dettagli. Cosa sia il femminismo lo decidiamo noi. Ciò non è argomento di baratto o di negoziazione.

Il fatto che la nostra definizione di femminismo non piaccia alle femministe è doveroso.

Non bisogna aver paura di essere duri su questo: la nostra esperienza la raccontiamo noi e questo racconto non è oggetto di commercio. La nostra esperienza non è un bene da barattare in cambio di approvazione, assoluzione o di falsa benevolenza.

D’ora in avanti non si farà più mercato dell’anima maschile. Punto e basta.

RDV

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Alessandro 9:04 pm - 31st maggio:

Fabrizio, quando tu creasti questo sito affermasti che il tuo obiettivo era di rendere consapevoli quanti più uomini, beta, possibile della condizione di crisi in cui versano e delle leggi discriminatorie che il “patto” uomini alfa-femministe o affini partorisce. Eri, al contempo, scettico sulla possibilità che la maggior parte delle donne potessero rinunciare alle posizioni di privilegio acquisite, ossia passare per vittime, per genere discriminato quando nel frattempo godono di tutta una serie di agevolazioni rispetto all’altro sesso. I fatti ti hanno dato ragione. La nostra è una società che nei suoi membri non ricerca il benessere sociale e individuale, ma il potere, o meglio scambia il potere per benessere individuale. Ci si tiene ben stretti i propri privilegi, siano questi di classe o di genere, e si straparla di uguaglianza e di giustizia. L’ipocrisia eretta a sistema.

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Fabrizio Marchi 9:07 pm - 31st maggio:

Cara Antigone, dissento profondamente da quello che dici. Però,se è vero quanto affermi, e cioè che se anche le donne decidessero di fare sesso indipendentemente da qualsiasi condizionamento la situazione per gli uomini beta non cambierebbe (perché esiste comunque un’asimmetria da questo punto di vista che non potrà neanche minimamente essere ridotta e che tu riconosci), ciò significa che le donne hanno un potere enorme sugli uomini. Negarlo sarebbe sciocco oltre che ridicolo. Quindi, se la logica è tale e non un’opinione, tu, forse involontariamente, hai appena affermato che le donne hanno in effetti questo potere. Non mi sembra cosa da poco, o no? A meno che tu non pensi che la sessualità sia una “cosuccia” da poco”.
Di questo potere, enorme, a mio parere, per lo meno se parliamo delle nostre società occidentali che hanno superato l’”era del pane”, le femministe, di qualsiasi corrente, non parlano mai, fanno finta di nulla, come se non esistesse. Il femminismo, in tutte le sue correnti, è specializzato nel glissare le problematiche e nell’affrontare solo quelle che portano acqua al suo mulino. Parlare della condizione della donna , ad esempio, senza tener conto di quanto abbiamo appena detto (e cioè del potere incredibile che le donne hanno sugli uomini dal punto di vista sessuale) equivale, se mi passi la battuta, a parlare del Napoli con o senza Maradona. Con Maradona il Napoli era una squadra di valore mondiale, senza di lui era una buona squadra da terzo o quarto posto nel campionato italiano e nulla più…
Ti ricordo che praticamente tutta o quasi la psicoanalisi, e non solo quella tradizionale, sostiene che tutto ciò che gli uomini hanno fatto è il risultato della sublimazione dell’energia sessuale. Tradotto in termini poverissimi, e me ne scuso, quasi tutto quello che fanno i maschi lo fanno per arrivare alle femmine…Ciò significa che il potere sessuale delle donne è ENORME. Se ti pare poco…E’ ovvio che questo potere deve essere disconosciuto, perchè se venisse ammesso, cadrebbe tutto l’impianto ideologico femminista che, come tutti gli impianti ideologici, si regge su delle certezze che non possono essere minimamente messe in discussione. Se si ammettesse che le donne hanno questo potere si romperebbe il giocattolo. Quindi non si può toccare neanche una tegola, altrimenti cade l’intero tetto…
Ciò detto, non sono d’accordo con quanto dici. Intanto perché se le donne “dismettessero” le logiche dominanti e gettassero alle ortiche tutti i condizionamenti sociali e culturali la relazione con gli uomini beta sarebbe enormemente più libera e serena. Anche perché ci sarebbe una maggiore spontaneità, libertà, gli uomini potrebbero proporsi in modo molto più diretto e giocoso di quanto non facciano oggi che sono costretti (dai suddetti condizionamenti culturali, sociali e psicologici) a seguire modelli e copioni preconfezionati, false quanto ipocrite e avvilenti recite. Non solo. Anche le donne sarebbero in grado di aprirsi di più; certo, non vivrebbero mai la sessualità in modo del tutto speculare a quella maschile, è evidente. Però posso assicurarti che ci sono stati e ci sono contesti dove le donne sono molto, molto più libere rispetto al nostro paese o al mondo occidentale nel sul complesso. E qui entrano appunto in ballo i condizionamenti culturali.
Quando i primi bastimenti europei, intorno al ‘700, cominciarono a sbarcare in Polinesia, in Micronesia e in tutti gli arcipelaghi del Pacifico, accolti da ragazze nude o quasi che gli si offrivano sessualmente con la stessa disinvoltura con cui gli porgevano del latte di cocco o una spremuta di mango, i marinai di quelle navi impazzirono letteralmente, pensarono addirittura di sognare, di stare in una sorta di paradiso. Cosa vuol dire questo? Che anche le donne, in contesti culturali, sociali e talvolta naturali differenti, possono viversi la sessualità in modo molto più libero, certamente in modo molto più libero di come la viviamo noi (e ci vuole anche poco…).
Potrei naturalmente portarti centomila esempi. Pensa solo al fatto che nelle popolazioni esquimesi si usava offrire la propria moglie all’ospite (e se l’ospite rifiutava si offendeva sia il marito che la moglie…). Ma, senza andare a ritroso nel tempo, posso assicurarti che in molti paesi africani, dove si vive molto più a contatto con la natura e dove i condizionamenti socio-culturali sono infinitamente minori, il sesso è vissuto in modo ESTREMAMENTE più libero che non dalle nostre parti. Direi che è proprio l’ultimo dei problemi, sia per le donne che per gli uomini.
Ovviamente il discorso sarebbe molto lungo e ci obbligherebbe ad un analisi per capire le ragioni per le quali millenni di “cultura” hanno castigato la sessualità. Non lo faccio, per ovvie ragioni.
Sul femminismo. Sono perfettamente consapevole delle varie e differenti forme di femminismo, così, come so perfettamente che il “femminile” contemporaneo ha poco o nulla a che spartire con il femminismo storico e anche con quello contemporaneo. Sto per scrivere un articolo a tal proposito che pubblicherò sul nostro blog. Quindi non faccio nessuna confusione, come tu dici.
Mi chiedo però (ma la risposta già te l’ho data poco sopra): perché il femminismo invece di aggredire solo e sempre gli uomini non si rivolge con la stessa criticità anche alle donne, mettendole davanti ad un grande metaforico specchio, per chiedergli:”Signore, amiche, sorelle, dove state andando? Siete sicure di stare andando nella direzione giusta? Quella che noi auspicavamo, cioè di cambiare il mondo, la società ecc. ecc….Perché a noi pare proprio di no”. E se glielo dicesse anche con una certa veemenza non farebbe un soldo di danno. Invece nulla, silenzio tombale. La colpa di tutto, anche del fenomeno di massa della mercificazione (parlo sempre a livello concettuale e non delle veline e affini di cui non me ne frega veramente nulla) è sempre e comunque degli uomini, del potere maschile. Ma di quale potere maschile? Quanti sono oggi gli uomini nel mondo occidentale in grado di esercitare un reale potere su una donna? Il 5% dell’intera popolazione maschile? Secondo me è già troppo ma diamolo per buono. Tu, Antigone, ti senti oppressa dagli uomini? Io sono in grado di esercitare forse qualche potere su di te? Dimmelo perché se è così non me ne sono accorto…E qual è la percentuale di donne in grado di esercitare il potere reale di cui parlavo prima sugli uomini? Molto, ma molto superiore al 5%…Se sei onesta, sarai d’accordo con me. E allora? Di quale potere maschile stiamo parlando? Quello di una ristretta minoranza di maschi appartenenti alle elite dominanti. Il resto,che si trova in uno stato pressoché di inconsapevolezza e abbrutimento psicologico, vive” elemosinando”, perché di questo si tratta se abbiamo il coraggio di guardare le cose nella loro cruda realtà, un brandello di sessualità e affettività…
Io credo che si potrebbe tutti vivere molto ma molto meglio di quanto non viviamo oggi da questo punto di vista. E questa sarebbe la vera rivoluzione femminista. Fuoriuscire da queste logiche di potere e di dominio fondate sull’utilizzo più o meno strumentale della sessualità. Finchè non saranno in grado di fare questo, di rinunciare una volta per tutte a quel potere non saranno neanche credibili come soggetto di una trasformazione possibile della realtà. E infatti non l’hanno trasformata affatto se non per ottenere spazi di potere all’interno del sistema di cui ormai fanno parte a pieno titolo.
Fabrizio

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Icarus.10 11:46 pm - 31st maggio:

” Quanti sono oggi gli uomini nel mondo occidentale in grado di esercitare un reale potere su una donna? Il 5% dell’intera popolazione maschile?”(Fabrizio)

C’è da considerare un aspetto importante, però. Questo piccolo tot% di uomini che esercita potere, cioè in veste di ruoli istituzionali, lo fa in funzione pro-donne non certo contro le donne. Anche perchè in Occidente non si va al Potere se non si ottiene una investitura popolare(democrazia), e chi si appresta a volerla ottenere sa che per farlo deve accattivarsi necessariamente il consenso dell’elettorato femminile(corrispondente al 52% degli aventi diritto), oltre che, ovviamente, quello del pensiero unico dominante caratterizzato proprio “dalla difesa della donna”. Di qui, tutte queste leggi pro-donne: disparità dell’età pensionabile, finanziamento per sole donne imprenditrici, borse di studio per soli studenti donne,protocolli sanitari per sole donne(alla faccia del fatto che gli uomini vivono mediamente 7 anni in meno delle donne e sono più soggetti alle varie malattie), quote rosa varie,taxi rosa, banche rosa, dominio assoluto nei contenziosi post divorzio(con figli e casa quasi sempre affidati a lei), esenzioni dai lavori notturni, usuranti, rischiosi e faticosi, decreti “salva donne”, monitoraggio e disposizioni mediatiche sulla figura della donna,leggi sullo Stalking, inasprimento drastico delle pene per lo stupro, e quant’altro. E questa sarebbe la società “maschilista”!!!

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Peppe 11:53 pm - 31st maggio:

Si ma perché alla fine, come leggo dal commento di Antigone, tutto deve ridursi allo scopare e al “darla”? Eccheppalle!

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ckkb 11:25 am - 1st giugno:

“D’ora in avanti non si farà più mercato dell’anima maschile. Punto e basta.”
Parole che illuminano una realtà che è quasi impossibile ammettere, ma che è appunto realtà. In effetti non c’è stata agenzia e istituzione, sacra o profana, che non abbia cercato di trarre vantaggio “vendendo l’anima maschile” all’arbitrio delle pretese femminili. Il vero valore aggiunto, l’assegno “girato al femminismo” dal potere sia di dx sia di sx, come prezzo pagato per consolidarsi tramite il consenso femminile, non sono stati i posti di potere, ovvero le azioni positive a vario titolo agite (quattro seggiole malferme in più o in meno). Il vero scambio di potere è avvenuto nella distruzione dell’immagine maschile e di ogni suo valore: l’anima e la natura maschile. Un patto in questi termini: “Chiedete l’annientamento di ogni valore maschile in cambio del vostro appoggio? Benissimo; da oggi non ci sarà nessuna comunicazione che non sia ispirata a tale fine: dalla paternità alla famiglia, dal lavoro alla Storia umana, dall’arte alla scienza, dalle abitudini all’etica, tutto sarà oggetto di una sistematica denigrazione se prodotto dell’anima maschile”. E ahimè, nessuna, dicesi nessuna voce femminile si è alzata a denunciare tutto questo ( e quante erano madri di figli maschi di cui era loro dovere tutelare la dignità?). La fotografia commissionata a Toscani (maschietto nudo con la didascalia: “aguzzino”, e la bimba nuda, definita “vittima”), affissa sui muri d’Italia pubblicata on orgoglio nelle pagine della rivista Donna Moderna, ben sintetizza i termini di questo baratto. Nessuno ha protestato, tutte hanno taciuto.
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Rino 9:26 pm - 1st giugno:

La condizione maschile attuale sia sul piano materiale/reale che simbolico è tale da suscitare scandalo in ogni persona che abbia conservato semplicemente un minimo di common sense. Eppure a vederla e a descriverla non c’è che un pugno di uomini e qualche sparuta donna. La rappresentazione che viene fatta della realtà (in toto assimilata dalla massa, ivi compresa la massa …degli intellettuali) è precisamente l’opposto del reale. Icarus ne ha richiamato alcuni dettagli.
E’ vero dunque che intere collettività umane possono vedere e credere e vivere nell’irreale e quindi agire in un mondo immaginario assolutamente avulso dalla realtà. Ne stiamo facendo esperienza noi Risvegliati di questa stagione. Noi che vediamo.

Ciò che si era letto sui libri di filosofi stravaganti e di romanzieri pazzi è sotto i nostri occhi e lo si tocca con mano ogni giorno. Siamo sotto il diluvio ma il rito più diffuso – spontaneo – non è la danza del Sole, è quella della Pioggia.

Gli alluvionati implorano il Cielo di porre fine alla siccità.

C’è da restare incantati.

RDV

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Lestat 1:07 am - 2nd giugno:

@ Fabrizio Marchi – Ti ricordo che praticamente tutta o quasi la psicoanalisi, e non solo quella tradizionale, sostiene che tutto ciò che gli uomini hanno fatto è il risultato della sublimazione dell’energia sessuale. Tradotto in termini poverissimi, e me ne scuso, quasi tutto quello che fanno i maschi lo fanno per arrivare alle femmine…
>>
Ed è per questo che asserisco che anche gli “uomini alpha” non sono dominanti nei confronti delle donne.
Mentre gli uomini fanno quel che fanno per arrivare alle donne, quest’ultime fanno quel che fanno per arrivare a se stesse…

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Damien 7:57 am - 2nd giugno:

“Mentre gli uomini fanno quel che fanno per arrivare alle donne, quest’ultime fanno quel che fanno per arrivare a se stesse…”[Lestat]

L’essenza del problema eviscerata in maniera chirurgica! intorno a tale assioma gravitano tutti i fatti espressi.. Complimenti Lestat.

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Leo 9:09 am - 2nd giugno:

@Lestat: tu sei uomo alpha e sai che le donne con te non sono sottomesse, le donne ormai lavorano e non hanno bisogno di sfruttare un marito per mungere denaro e, neanche sono obbligate a mantenere un uomo: ecco che bisogna cambiare la mentalità dei maschi ad essere meno fessacchiotti.
La sublimazione è l’energia sessuale che si modifica verso altre mete come l’Arte e la Scienza, non so quanto sia vero, di solito le donne non hanno degli interessi artistici come gli uomini, io dipingo e lo faccio per me e per chi può apprezzare la mia pittura, quindi soprattutto maschi.

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Damien 10:08 am - 2nd giugno:

“Mentre gli uomini fanno quel che fanno per arrivare alle donne, quest’ultime fanno quel che fanno per arrivare a se stesse…”[Lestat]

Vorrei che questo assioma, su cui gravita a mio parere e credo da parte dell’autore stesso, tutte le problematiche che, da sempre ed oggi piu’ che mai, hanno portato l’umanità maschile alla perenne sudditanza della vulva, al pari di un precario dei nobili sentimenti, per gli uomini di oggi e’ scaduto il contratto a prestazione, anzichè rinnovarlo a riscontro delle inopinabili memorie storiche, sociali, intellettuali, tecnologiche e quant’altro, raggiunto dagli uomini con spirito di sacrificio, dedizione ed abnegazione per il genere umano, donne comprese, la donna, “la liberata”, ha deciso che puo’ fare a meno di noi, anzi, per evitare che in noi nasca la benchè minima coscienza, la volontà di porsi mille perchè dinanzi ai suoi inumani, illogici ed ingrati comportamenti, essa stessa ha deciso di usare il SISTEMA DOMINANTE, per divenirne il braccio armato, prostituendosi ad esso alla bisogna, divenendo quelle che molti uomini normali, ossia il 90% della popolazione mondiale maschile, ha da sempre auspicato e mai visto realizzare. Era il lontano 1990 quando mia madre mi disse come mai ancora non mi decidevo a prendere moglie, nonostante le mie frequentazioni femminili, molto sinceramente le dissi:”Cara madre, ricordi quando ero piccolo? mi dicevi sempre che avrei dovuto studiare, perchè senza un pezzo di carta non sarei andato lontano, ricordi inoltre quanto mi facevi notare che le donne preparavano il corredo per il matrimonio? esse si preparavano ad accogliere il proprio marito ed i loro figli, quindi avrei dovuto amarle, apprezzarle e rispettarle, e tu ricordi con che occhi dolci e con quanta ammirazione notavo loro, sempre pronto a dare loro la mia merenda, i bacetti, a difenderle dai ragni e dagli insetti molesti! ricordi quante volte ho dato i miei giocattoli ai loro fratelli perchè me lo chiedevano loro, ricordi come le portavo in bicicletta, la stessa che nemmeno facevo toccare ai miei fratelli, e poi ricordi quello che mi dicesti? che avrei dovuto trovare un lavoro e guadagnare i soldi necessari al sostentamento di mia moglie e dei figli, ricordi come speravi che presto sarei dovuto andare a fare il militare? cosi sarei divenuto libero dal cordone ombellicale familiare e solo dinanzi alle mie responsabilità, divenire uomo in altre parole servire la patria, la famiglia italiana ed i figli, il futuro del paese! ebbene cara madre, mentre io ho fatto tutto cio’, le donne hanno cominciato a cambiare, cosi mentre io mi sentivo pronto per il matrimonio, esse intorno a me cambiavano, la società cambiava, i costumi cambiavano, ricordi l’uomo nero che minacciavi di mandarmi se non dormivo? oggi se lo dicesse qualche madre, verrebbe tacciata di razzismo.. eppure eri tu a dirlo, tu donna.., cara madre, oggi non serve avere un pezzo di carta, oggi e’ già qualcosa se trovi uno straccio di lavoro a tempo determinato, il militare non c’e’ piu’, e francamente non se ne sente neanche il bisogno, non ci sono piu’ stati da salvaguardare, etiche, famiglie, il divenire uomo non e’ piu’ necessario, le donne sanno benissimo badare a se stesse, ed i figli sono ormai alla portata dei benestanti, i precari come me devono decidere tra l’essere single e vivere in un regime di semi-libertà, oppure divenire schiavi delle “liberate”, sempre pronte al massacro nel caso di divorzio, inoltre il corredo e’ ormai inutile, non c’e’ piu’ nessuna donna da portare all’altare, visto che questo atto di amore, dedizione e fede, ormai equivale a puntarsi una pistola carica sui gemelli di famiglia, alla stregua di qualsiasi prodotto commerciale, con complice il sistema, esse hanno pensato bene di farlo sempre più somigliare ad un contratto a scadenza, dove l’uomo spesso firma senza leggerne le reali condizioni vessatorie, pensando stupidamente che a lui, divenire parte della sempre piu’ crescente popolazione dei divorziati, non capiterà! Cara madre, oggi alle donne non piace piu’ il tipo di uomo che tu e mio padre, con tanti sacrifici ed amore, avete cresciuto, anzi.. se tiene tali comportamenti e’ ritenuto un perfetto imbecille da sfruttare alla bisogna e sottomettere ai propri voleri, per farne quello che lei, la “liberata” desidera a seconda dei suoi umori vaginali, cosi, cara madre, ferita dopo ferita, sono dovuto cambiare, ho dovuto necessariamente difendermi, ma non ho la forza di diventare stronzo, sono un uomo con dei valori, dei principi, dei sentimenti, con tanto amore inespresso verso le donne, non posso far loro cio’ che parrebbe giustificato fare, anche se qualcuno piu’ in gamba di me glielo fa, e stranamente, cara madre, ne ottiene benefici, quindi dicevo, sono dovuto cambiare e ho dovuto imparare a difendermi, non ho una famiglia, e purtroppo nemmeno figli, ma ho un buon lavoro, ho adottato due bambine di Haiti, sono libero di trovare ogni sera qualcuna, tra le mie conoscenze femminili, ben lieta di effettuare con me prove tecniche di procreazione, con me come con altri il giorno dopo, si capisce, ma sono sopratutto libero, cara madre, libero in una gabbia sociale dove gli uomini sono ritenuti dalle donne e dal sistema perenni stupratori, maschilisti e colpevoli di colpe che, quando mangiavo e facevo la pipi nei pannollini, gli uomini di allora avevano verso le donne, eppure io ricordo come con mio padre tu andavi d’amore e daccordo, che eri ben lieta di stare a casa ed avere tanto tempo per te, per noi figli, dicevi sempre che il nostro sorriso era qualcosa di bellissimo, eravamo dei doni dal cielo, quando parlavi con le vicine di come tenere la casa, di dove andare a fare le compere, di cosa cucinare, e di dove andare a fare shopping, e delle volte che vedendo tuo marito tornare dal lavoro, stanco e dispiaciuto di non avere mai tempo per noi, gli rallegravi l’esistenza, dandogli la forza di andare avanti, non ci facevatemai mancare nulla, non c’era bisogno di tutte l cose inutili di oggi, bastava una 131 mirafiori, un mangiare al sacco e una pineta per passare gionate felici e liete.”

Oggi cara madre sono un uomo libero, ho tutti i gadgets immaginabili, strade, aerei, internet, ma non ho nulla, nulla per cui valga la pena di vivere questa sterile esistenza, non ci sono piu’ valori da difendere, non c’e’ piu’ possibilità di amore, non c’e’ piu’ la famiglia, non c’e’ piu’ bisogno di fare progetti, non si puo’ e basta, si vive alla giornata, e tutto viene consumato voracemente, si assapora l’attimo fuggente, ben coscienti che non durerà per sempre, come la mia, la tua e di tutti effimera ed unica esistenza su questo mondo di merda.

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Silver 10:44 am - 2nd giugno:

ckkb
“E ahimè, nessuna, dicesi nessuna voce femminile si è alzata a denunciare tutto questo ( e quante erano madri di figli maschi di cui era loro dovere tutelare la dignità?). La fotografia commissionata a Toscani (maschietto nudo con la didascalia: “aguzzino”, e la bimba nuda, definita “vittima”), affissa sui muri d’Italia pubblicata on orgoglio nelle pagine della rivista Donna Moderna, ben sintetizza i termini di questo baratto. Nessuno ha protestato, tutte hanno taciuto.”
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Non per niente, qualche anno fa, aprii una discussione intitolata:”Veleno femminista e silenzio delle donne: colpevoli o innocenti? Le donne, ovvio…”.
Sempre in quegli anni, Strider scrisse il seguente post
“… un sogno che coltivo da tempo: cioè spedire in Afghanistan, contro i talebani, un plotone di soldatesse, e vederne tornare parecchie dentro alle bare.
Esattamente come succede ai soldati uomini.
Peccato che nessuno lo farà mai.”
al quale rispose Ventiluglio.
Queste le sue parole:
“Quanto sono d’accordo, Strider…

Ed aggiungo: ma le donne, quelle “vere”, quelle che poi, messe alle strette, dichiarano di non riconoscersi (a parole) nel Femminismo (o anche solo “…nei suoi eccessi” ), in tutto questo dove sono?

Noi uomini siamo sotto attacco morale da decenni, con articoli, libri, film e romanzi autocelebrativi nei confronti del genere femminile, irrisori ed insultanti nei confronti del genere maschile (questo che segnali è una vera perla, con tutti i cliché del genere).

Ebbene si è mai letta una – dico UNA – lettera, indirizzata al giornale che ha pubblicato tali idiozie, scritta da una donna, che prenda le distanze da tali affermazioni, che rifiuti di avallare chi (le femministe) pretende di rappresentare la totalità dei sentimenti del genere femminile?

Ebbene io, in circa 20 anni di attento ascolto, non ho MAI sentito nulla del genere.

E qui, mi spiace dirlo, l’accusa di connivenza mafiosa del genere femminile con l’ideologia femminista diventa obbligata.
Non può infatti dichiararsi “innocente” colui che permette a qualcuno di compiere malefatte in suo nome, senza mai sollevare distinguo, prendere pubblicamente le distanze, denunciare un’appropriazione indebita di una rappresentanza sindacale di genere.
Esiste una “responsabilità oggettiva”, in tutto ciò, dell’intero genere femminile.

Se noi uomini occidentali di oggi (nati innocenti) dobbiamo portare la responsabilità di ogni malefatta (vera o falsa che sia) maschile nei confronti delle donne, avvenuta in qualunque tempo e in qualunque luogo (dalla caccia alle streghe nella controriforma, allo stupro di una bambina tra le montane della Bolivia…), ebbene le donne occidentali di oggi, tutte (nessuna esclusa), portano – a maggior ragione – la responsabilità del veleno antimaschile quotidianamente distillato dai media.
Io pretendo da ognuna di loro le scuse pubbliche.

Mi spiace dirlo, ma quando leggo articoli così (e da due decenni capita con una frequanza pressoché quotidiana), e noto “il silenzio assordante delle donne”, ebbene capisco perché è poi così difficile mantenere la necessaria freddezza, ingegnarsi di fare un distinguo tra genere femminile e ideologia femminista, non diventare radicalmente e irrecuperabilmente misogino, rompere perciò qualsiasi legame sentimentale con l’intero genere femminile, spedirle tutte in Afghanistan (appunto) a crepare, e augurarsi l’instaurazaione in Occidente del più “talebano” dei sistemi sociali.

Donne… “Vere-donne”, “donne-con-la-gonna” (e con la testa) dove siete? Esistete? Perché questo vostro silenzio?”

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Silver 10:49 am - 2nd giugno:

Ventiluglio:
“Noi uomini siamo sotto attacco morale da decenni, con articoli, libri, film e romanzi autocelebrativi nei confronti del genere femminile, irrisori ed insultanti nei confronti del genere maschile (questo che segnali è una vera perla, con tutti i cliché del genere).”
______
L’articolo segnalato da Strider, in quell’occasione, era il seguente:
“LIBERO, 27 settembre 2006
La marcia in più del “multitasking” femminile”

Le donne, si sa, hanno una marcia in più. Scusate la dichiarata parzialità, ma non potete negare che, soprattutto alla ripresa dell’anno lavorativo, emerga in tutta la sua evidenza la grandiosità dell’individuo femminile. Donne, mogli, mamme, professioniste, magari pure amanti. Belle e in forma, dinamiche e curate, attente alla casa, alla linea, al portafoglio, al frigo pieno, alla cartella dei figli, alle cravatte del marito, ai vaccini, alle scadenze dell’ufficio… e i genitori, i suoceri, gli amici. Dai, su… siamo delle super-eroine! E se non ce lo riconoscono i maschietti, diciamocelo da sole. La cartolina più azzeccata di questa vita di corsa sempre in guerra contro il tempo arriva dalla Germania. Le tedesche hanno inventato una specie di “stiletto run”, ovvero una 100 metri in velocità con tacco di almeno 7 centimetri. Ve lo figurate questo gruppo di donne in abiti da città, jeans o shorts, gonne ampie e vestitini, che attraversa le vie di Berlino correndo su trampoli più o meno alti? Fenomenale! E’ dimostrato: noi siamo multitasking… ne parlano come la malattia del secolo, e consiste nel fare più cose insieme mandando in tilt il cervello, stressato da troppi imput. Ma per piacere! Signori uomini, se non volete pensare alle vostre mogli, guardatevi intorno: in ufficio, per la strada, in auto (ecco perche’ dite che guidiamo male, magari siamo al telefono e ci stiamo pure truccando!…). Noi facciamo minimo tre/quattro cose insieme da sempre! Lo fate anche voi maschietti? Allora provateci a correre vestiti e truccati sui tacchi a spillo… vedrete che serve pratica, una pratica fatta di centinaia di giorni vissuti lottando contro il tempo! Come facciamo noi, appunto!”

FRANCESCA SENETTE

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Leo 12:03 pm - 2nd giugno:

Silver: Donne con le gonne (e con la testa) dove siete?
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Non ci sono! semplice, prendiamone atto. Le donne sono in competizione con i maschi: vinciamo, ma attenzione a non vincere su quello che fa comodo a loro.

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armando 8:18 pm - 2nd giugno:

A me, sfoghi accorati e dolorosi come quello di Damien a sua madre, colpiscono molto. Interpretano lo stato d’animo di molti uomini, anche se la grande maggioranza non lo dice a voce alta. Non ho niente da aggiungere, anche perchè al sentire non si può aggiungere o togliere nulla.
Vorrei soltanto incitare tutti gli uomini a trasformare quei sentimenti in energia positiva, per cambiare le cose, per offrire ai più giovani una speranza. Non a promettere chissà cosa, o risultati eclatanti, ma far capire che vale la pena battersi per cambiare le cose, da qualunque prospettiva le si vedano. Lottare in positivo è vivere, e vivere in positivo stimola e acuisce l’ingegno, allontana cattivi pensieri, tiene a distanza odio e disperazione nichilista, favorisce il riconoscersi nell’altro, il fare “corpo”. Poi cosa accadrà nessuno è in grado di dirlo con certezza, ma quello che conta è intraprendere la strada, non necessariamente arrivare.
armando

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Damien 12:39 pm - 1st luglio:

@Nicole:

Tic Tac Tic Tac.. nulla di piu’ vero, giusto, equitario che non si possa riscontrare nel tempo, inesorabile testimone del’infinito.

Di fronte ad esso, al suo scorrere, l’intelligenza scopre quanta precarietà di consapevolezza guida oggi il mondo umano.

Mi sono permesso di venire a farti visita mosso da tale intelligenza, nel compito di poter integrare la tua riflessione con opinioni personali, scevri da preconcetti e quant’altro non riconducibile alla bontà del racconto che hai provveduto a “linkare” nel tuo blog, al quale purtroppo non ho potuto consegnare questa risposta.

Quanto affermi e’ vero, disillusione e amarezza, la stessa che ha segnato l’inevitabile sorte della tua amica, ormai salva dall’eterno calvario sociale che ci vede attori, ognuno seduto sulla sua sponda, con in mezzo un mare di incomprensione, che alimenta le nostre diversità, eppure cosi uniche e necessarie l’uno verso l’altra.

Contrariamente a quanto affermi, sono ben consapevole che il mio racconto sia condivisibile in ambe le sponde, tuttavia è bene notare come la maggioranza genera quelle stesse incomprensioni, modi di vivere, imposizioni, nelle quali qualsiasi PERSONA, sia essa di sesso maschile piuttosto che femminile, è condannata a vivere o, nella minoranza dei casi, a sopravvivere.

Detto questo, leggendo le gesta della tua amica, mi rendo pienamente conto che quanto affermo sia sempre piu’ vero, le meccaniche psicologiche che inducono una donna come la tua amica a scegliere l’uomo sbagliato come compagno della propria esistenza, dei propri progetti, sono le medesime che vediamo ad oggi nella maggioranza delle donne “brave e da maritare”, potrebbe apparire riduttivo, ma ritengo che non lo sia, che a stabilire queste scelte ci sia un errore di base da parte della donna, cosi come a parti invertite (un “brav’uomo da maritare”), nel concreto è mia opinione che dove la mente maschile è LOGICA, la mente femminile sia EMOZIONE, da questo si evince come molte scelte effettuate in tema sentimentale sia oggi un errore sociale, spesso le donne che quindi cercano appagamento emozionale, raramente si interessano di uomini sulla loro stessa lunghezza d’onda, ma vengono inesorabilmente attratte dalla Logica, parimenti uomini che nutrono EMOZIONI forti, sono spesso vittime di donne che usano la LOGICA.

credo che a questo punto tu abbia dato il reale significato sociale alla parola EMOZIONI e LOGICA, rafforzando il significato, vado a porre un esempio: Spesso le donne con grandi valori, come la tua amica, cadono vittima di uomini che, usando la LOGICA comportamentale, tessono delle vere e proprie ragnatele, usando l’emotività delle vittime, un po’ quello che accade oggi, dove il piu’ brillante, il piu’ figo, l’alpha o che si atteggia come tale, e’ visto dalla moltitudine di donne come il tipo ideale, colui che puo’ realizzare le loro aspettative, salvo poi raccogliere gli inevitabili cocci nella maggioranza dei casi, ed il fatto che tu, al posto della tua amica, avessi fatto scelte diverse,è ininfluente sottolinearlo se non per rafforzare il fatto che lei, come tutti è unica, tu sei fondamentalmente diversa, ma questo non significa che le cose possano andarti meglio.. spesso e’ piu’ bello morire per i propri ideali che restarne testimone, inerme, durante la propria effimera esistenza, vissuta spesso dagli altri, fotocopia di tanti altri che ci hanno preceduti.

Quello che io cerco è quanto di piu’ irragiungibile oggi la società e’ arrivata a farci desiderare, spesso a caro prezzo, se e’ pur vero la facilità con la quale si possa comperare un suv, parimenti risulta dannatamente difficile trovare una persona che sia se stessa, scevra da imposizioni sociali, che possa darti tutte quei valori di base come i sentimenti, quelli veri, ormai sempre piu’ mercificati sia dai media che da siti di dating online a pagamento (per l’uomo.. si capisce), una persona che sappia quale sia il suo ruolo e lo esalti senza distruggerne l’altro, in una società di cloni questo, generalmente, e’ impresa ardua.. e per quanto ti possa risultare strano, lo stesso motivo che mi porta qui, come sul sito che mi ospita, e’ il chiedermi il PERCHE’, in quanto non ho smesso di vivere, non ho smesso di pormi domande, perchè appartengo alla ormai rara categoria di Uomini che si chiede PERCHE’ e non solo COME o QUANDO, esattamente come la tua amica, diversamente sarebbe una ennesima vittima agli arresti psicologici domiciliari, eterna succube di una castrazione affettiva, una lenta agonia che, fortunatamente, aborro e me ne tengo alla larga.

Per quanto mi riguarda quindi, nonostante il mio lavoro mi avesse portato a girare l’Italia, tranne rare eccezioni, mi sono semplicemente trovato dinanzi ad un esercito di Cloni, che mutavano a seconda di quanto era loro imposto da ideologie sessiste e mediatiche, le stesse che, occhi scevri di condizionamento, possono oggi riscontrare tranquillamente nella maggioranza delle donne, e se a tutto cio’ aggiungiamo la vigente normativa in campo matrimoniale, oltre che quelle non meno interessanti dedicate al POST matrimonio, appare ovvio come il “cercare” sia vanificato da molte certezze contrarie alla bontà di affermazione sociale ricercata nell’altra metà del cielo dinanzi ai sacramenti, nella famiglia, nelle varie istituzioni e quant’altro mi sia dimenticato di sottolineare.

Per quanto riguarda il sito dal quale provengo, non ritengo di aver preso posizioni di astio nei tuoi riguardi, come diversamente attuato dalla chiavadinottescopadigiornosparacazzatenelpomeriggio e delle intervenute, ovviamente sempre nel limite dell’intento genuino di voler contribuire alla discussione in maniera costruttiva, ovvio appare l’inevitabile quando queste, come un esercito di cloni, badino bene ad arricchire tale dialogo, destino non tuo, a memoria credo che tu sia stata (e lo sei ancora) la benvenuta da noi, che poi si ritenga di ritirarsi e’ sempre una opinione personale, oppure anche per te avrebbe valenza il pensiero di trasportate il rancore della tua vita reale in un’idea…E’ sempre così e negarlo è inutile.. difficile è privarsi dei propri filtri, della propria convinzione e argomentare su quanto denunciato per quello che sia..

Contrariamente a quanto affermi, io sono cambiato, ma l’uomo che c’è oggi non risulta essere quello di una volta, appare inevitabile, ed il fatto che comunque goda di una vita relativamente tranquilla, è della mia libertà condizionata che mi lamento, denunciando il sistema diversamente da tanti/e che non lo fanno o si badano bene dal farlo, dando il mio contributo sia nel sociale sia tramite il sito da cui provengo.. e tu? hai cominciato forse da te stessa, come si evince dal tuo racconto.. ma il prossimo passo è tendere la mano con chi la pensa allo stesso modo, la mia è qui.. e la tua?

Concludendo, cosa sia giusto o sbagliato e’ opinione personale, cosi come le varie opinioni che si sentono in giro, c’è del vero in quanto affermo, ovvero che questo e’ un mondo di merda, diversamente, siti come quello da cui provengo, e tutte le malefatte umane dall’alba dei tempi, non avrebbero modo di esistere, ergo non mi riferisco esclusivamente alle donne nel finale del mio racconto, ma all’entita sociale mondiale, Nicole sono certo che potrai vedere la quantita di merda che quotidianamente ricopre questo pianeta, essa non ha sesso, religione, razza.. e’ semplicemente merda..quindi non giungere a false considerazioni di parte, la mia esperienza e’ quella della tua amica,nessuna retorica, nessuna presa di posizione sessista, entrambi, sia il mio racconto che quello della tua amica, presi ad esempio, sono il bello di quanto possa appartenere al genere umano sotto il profilo relazionario e sociale, l’unica differenza è che lei non è piu’ tra noi, ed io lo sarò a breve, quel Tic Tac Tic Tac che citi lo sento sempre piu’ fievole, al contrario di tante persone, sono consapevole della mia MORTALITA’, ma la cosa non mi spaventa piu’ di tanto, segnerà una effimera esistenza, come tante in questo mondo, anche di quelli/e che mi remano contro, con la consapevolezza di salutare questo mondo col dito medio irto di fiera e sana intelligenza, nel frattempo.. divertiamoci.. Tic Tac Tic Tac..

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Luke Cage 2:18 pm - 4th ottobre:
Fabrizio Marchi 3:31 pm - 4th ottobre:

Niente male, Luke, decisamente azzeccato…smile e soprattutto dai molteplici risvolti…

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Luke Cage 3:58 pm - 4th ottobre:

concordo..una simpatica ma non banale provocazione smile

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ckkb 4:22 pm - 4th ottobre:

Se vuol essere autentica rappresentazione di un look misto islamo/occidentale, la mise delle due donne nel filmato proposto da Luke Cage, ha un elemento di troppo: gli hotpants.

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sandro 5:00 pm - 4th ottobre:

“cosi, cara madre, ferita dopo ferita, sono dovuto cambiare, ho dovuto necessariamente difendermi, ma non ho la forza di diventare stronzo, sono un uomo con dei valori, dei principi, dei sentimenti, con tanto amore inespresso verso le donne, non posso far loro cio’ che parrebbe giustificato fare, ANCHE SE QUALCUNO PIU’ IN GAMBA DI ME GLIELO FA E, STRANAMENTE, CARA MADRE, NE OTTIENE BENEFICI”
Bingo.
Anch’ io una volta ero benevolente verso le donne.
Poi ho capito che tutto quello che fai per loro lo usano contro di te, così ho imparato a non dargli più nessuna importanza.
Mi sono emancipato da loro, per me sono diventate trasparenti. Il loro giudizio mi scivola sopra.
Sembra difficile, ma ti assicuro che per me è stato abbastanza facile, io stesso me ne sono sorpreso.
Ci vuole un pò di tempo, ma basta semplicemente ignorare i loro tentativi di lanciare il sasso nascondendo il braccio e si vive molto più sereni.
Non si può ragionare con il principio “ogni lasciata è persa” senza fare prima una seria riflessione su che cosa effettivamente ti perdi, se sia qualcosa di utile o di dannoso per te.
Noi di default tendiamo a rimuovere gli aspetti negativi del rapporto con le donne, ed è solo nel momento in cui ci decidiamo ad aprire gli occhi al riguardo che l’ atteggiamento può cambiare.
Non bisogna assolutamente pensare che le esperienze negative siano frutto di sfortuna: se anche molti altri condividono le stesse esperienze non può essere sfortuna. E non si può neanche guardare a quell’ uno su cento cui va bene, perché non è come giocare al superenalotto che se va bene diventi ricco e se va male hai perso un euro.
Qui se va bene non te ne viene praticamente niente e se va male (cosa statisticamente assai più probabile) hai tutto da rimetterci.
Adesso il tempo che sprecavo dietro a loro lo dedico ad altro e posso garantire che ne ho tratto gran giovamento. Non ho rimpianti.
Tirare il remo in barca per quanto riguarda il rapporto con le donne è stata sicuramente la cosa più saggia che io abbia fatto fino ad ora nella mia vita.
Uno fino a che non lo fa non può rendersi conto di quanto si campa meglio.
Questo non significa che io rifiuti a priori di rapportarmi con loro: semplicemente, non ne avverto più la necessità.
E loro se ne rendono conto: non so come facciano, ma capiscono perfettamente se uno non ha veramente bisogno di loro oppure se finge di non averne.
Adesso mi rispettano di più.
Vince davvero chi fugge, non chi finge di farlo.
Gene wilder direbbe:
SI
PUO’
FAREEEEE!!!!
smile

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Roberto 7:51 pm - 4th ottobre:

Mi rendo conto che Fabrizio Marchi non sopporta i miei interventi, però quando leggo frasi come questa
>>>
Tirare il remo in barca per quanto riguarda il rapporto con le donne è stata sicuramente la cosa più saggia che io abbia fatto fino ad ora nella mia vita.
Uno fino a che non lo fa non può rendersi conto di quanto si campa meglio.
Questo non significa che io rifiuti a priori di rapportarmi con loro: semplicemente, non ne avverto più la necessità,
>>>>
non riesco a trattenermi e devo assolutamente rispondere. Premesso che anch’io sono del parere che piuttosto che stare insieme a una stronza è meglio starsene da soli, mi chiedo come si possa affermare – e al tempo stesso voler far credere – che da soli si campa meglio. (??) Certo, un single sta molto meglio di un separato/divorziato al quale i giudici hanno tolto pure le mutande, ma dubito che stia meglio di chi ha una regolare vita sessuale/affettiva. Anzi, eccezioni a parte, sono più che sicuro che i single (e le single) vivano male, perché chiunque di noi ha bisogno di relazionarsi con l’altro sesso (mi riferisco sia agli uomini che alle donne), ciascuno di noi ha delle necessità sessuali.
Se così non fosse allora non avrebbe senso occuparsi delle tematiche inerenti i rapporti fra i due sessi: ci si occuperebbe di altro. Quando mai ci si interessa di ciò che non ci interessa…?

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mauro recher 7:54 pm - 4th ottobre:

concordo con Sandro , credo che sta succedendo anche a me ,questa “cambiamento” ,vuoi per lo scarso successo avuto con le donne, vuoi che a 40 anni mi sono rotto di certe cose ,vuoi che ho mio fratello (gemello) che tenta sempre (non gli faccio una colpa ,lavora in un posto dove ci sono sia uomini che donne, io che faccio l’operaio non ho di questi problemi ) ma ogni il risultato è lo stesso ,anche se si danna l’anima ,facendo favori ecc ecc,diciamolo pure è un pochino servile , ma non ottiene mai nulla ….le energie adesso le riporto su quello che mi piace fare ,come tentare di suonare la batteria ad esempio ,ma gli esempi possono essere numerosi , ed è cambiato anche il rapporto con le donne ,le tratto ,come fossero degli amici “normali” e non pretendo niente in cambio , come dice Sandro ,vivo meglio

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Luke Cage 9:07 pm - 4th ottobre:

“Se così non fosse allora non avrebbe senso occuparsi delle tematiche inerenti i rapporti fra i due sessi: ci si occuperebbe di altro. Quando mai ci si interessa di ciò che non ci interessa…?”
Non sono d’accordo : io posso disinteressarmi totalmente dell’inquinamento, della povertà, delle tematiche legate al mondo del lavoro (magari perchè lavoro nell’azienda di famiglia) ecc. nell’illusione che si tratta di problemi che non mi riguardano direttamente.La questione maschile include la questione del rapporto fra i sessi,ma se un uomo è single “per scelta”,cosa a mio avviso abbastanza rara,ciò non gli impedisce di adoperarsi contro le disparità di trattamento che penalizzano i padri separati,o della questione di classe e di genere relativa al sovraffolamento delle carceri, o delle morti quasi esclusivamente maschili sul lavoro,dei SUICIDI ( http://www.istat.it/dati/catalogo/rapporto2004/tavole/205.xls ), di un informazione che disinforma e manipola la percezione della realtà in cui viviamo..e chi ne ha più ne metta…

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Fabrizio Marchi 10:20 pm - 4th ottobre:

“Mi rendo conto che Fabrizio Marchi non sopporta i miei interventi, però quando leggo frasi come questa” (Roberto)
Roberto, non è che non sopporto i tuoi interventi, è che vieni qui solo per farci le pulci, come si suol dire. E in questa tua vis polemica e assolutamente non costruttiva (forse ti piace la polemica per la polemica) fai finta di non comprendere ciò che vogliamo dire. Come in questo caso con l’intervento di Sandro (in realtà sempre).
Credo che tutti, anche i sassi, abbiano colto il suo messaggio profondo, e quindi dovresti averlo capito anche tu.
Io ho trovato molta sofferenza, lucidità e consapevolezza nel suo intervento. Mi pare anzi di poter dire che abbia focalizzato in maniera molto chiara quello che è un percorso in qualche modo inevitabile, ineludibile, una fase che un uomo lucido deve necessariamente attraversare. Capisco quindi perfettamente ciò che vuole trasmettere, avendolo vissuto ed essendoci passato con tutte le scarpe. Ed è proprio con questa consapevolezza che un uomo evoluto e cosciente deve imparare a convivere, anche cercando di ricostruire, in un secondo momento, per quanto è possibile, dato lo stato di cose, degli spazi di relazione con il genere femminile. Spazi che, naturalmente, con la crescita della consapevolezza, tendono ad assottigliarsi e a restringersi. Anche perché noi stessi diventeremo più selettivi, molto più selettivi, perché ormai incapaci di mentire a noi stessi e di vestire panni che non ci appartengono più.
Insomma, il nostro è un cammino tutt’altro che facile. Ed è per questo che gli uomini se ne tengono alla larga. Perché sanno che è un percorso, da un certo punto di vista, senza ritorno. Sanno che non potranno più continuare a fingere con gli altri (e le altre) e soprattutto con loro stessi. E hanno paura di fare il passo. In realtà molti uomini, nella loro sfera più intima e profonda, sanno come stanno le cose, ma preferiscono far finta di non sapere.
Noi siamo qui proprio per questo. Per cercare di svegliare le coscienze degli uomini. Potresti provare ad entrare nell’ottica di darci una mano, ad esempio, invece di farci le pulci, proprio a noi… Magari ci provi più gusto, va a sapere…
Fabrizio

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sandro 11:11 pm - 4th ottobre:

“Insomma, il nostro è un cammino tutt’altro che facile. Ed è per questo che gli uomini se ne tengono alla larga. Perché sanno che è un percorso, da un certo punto di vista, senza ritorno. Sanno che non potranno più continuare a fingere con gli altri (e le altre) e soprattutto con loro stessi. E hanno paura di fare il passo. In realtà molti uomini, nella loro sfera più intima e profonda, sanno come stanno le cose, ma PREFERISCONO FAR FINTA DI NON SAPERE”

Esatto.
Ma è la logica del cane di Mustafà:
http://www.youtube.com/watch?v=ACogHja4aGo
smile

P:S.
“mi chiedo come si possa affermare – e al tempo stesso voler far credere – che da soli si campa meglio”

Va detto che provare non costa nulla, uno poi valuta da solo. Io posso solo portare la mia testimonianza personale e non vedo perché scartare l’ ipotesi a priori per puro e semplice pregiudizio.
Se uno non prova come fa a sapere se sta meglio o peggio? Male che va, non ci ha rimesso nulla.
So di ripetermi, ma Baudelaire diceva:
“gli unici uomini che stanno bene con le donne sono quelli che stanno bene pure senza”
E secondo me aveva ragione da vendere.
Hai voglia se ne aveva.

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Laura 12:55 am - 5th ottobre:

__________
So di ripetermi, ma Baudelaire diceva:
“gli unici uomini che stanno bene con le donne sono quelli che stanno bene pure senza”
E secondo me aveva ragione da vendere.
Hai voglia se ne aveva.
_________

Non credo neanche a una tua parola.
E lascia perdere Baudelaire, che è vissuto nell’ottocento e morto oltre 140 anni fa.
Ragiona con la tua testa e sii meno ipocrita.

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Leonardo 10:57 am - 5th ottobre:

@Laura
Schopenhauer se la prendeva con la convinzione che gli uomini devono guadagnare e le donne spendere, quindi è evidente che 140 anni fa gli uomini facessero vita dura, in barba a tutta le propaganda femminista.

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sandro 11:15 am - 5th ottobre:

La lingua batte dove il dente duole?
…difficilino da accettare, eh?
Se ragionassimo in tanti così la pacchia finirebbe presto.
smile

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Alessandro 7:59 am - 6th ottobre:

Quanto messo in pratica da Sandro pare strano perchè compiuto da un uomo, in quanto le donne, perlomeno la stragrande maggioranza, lo attuano con naturalezza. Sposato l’”uomo giusto”, per qualcuno meglio definito il “pollo giusto”, tirano i remi in barca. Lavoro da anni in ambienti a forte predominanza femminile e penso di aver osservato e riflettuto abbastanza sul modo in cui la donna in genere interagisce con l’uomo. Ciò che sostiene Sandro è in buona parte vero: il distacco dall’altro sesso, il non dover più “chiedergli” nulla nè pretendere nulla, ti porta a uno stato di serena accettazione del reale. Certo, manca l’ebbrezza che il rapporto con una donna o con più donne ti può regalare. Per un uomo questa “rinuncia”non è una scelta indolore, come per la donna. L’uomo, in genere, ama le donne, da sempre ha dedicato alle donne opere letterarie, grandi realizzazioni nei più svariati ambiti dello scibile umano, fino ai piccoli e affettuosi gesti quotidiani, quindi dover “rinunciare” a questa sua “propensione” costa fatica. Ecco perchè il femminismo è una grande menzogna: perchè strumentalizza il “Malleus maleficarum”, cioè la misoginia di una parte del vecchio mondo cattolico, facendolo passare come il pensiero della maggioranza degli uomini. Niente di più falso.
Quindi, inevitabilmente, l’approdo di Sandro diventerà l’approdo di tanti: l’uomo negli ultimi decenni si è adeguato tantissimo alle richieste femminili, mentre dall’altra parte abbiamo quasi esclusivamente chiusura e conflittualità. I casi di violenza maschile sulle donne non descrivono l’atteggiamento maschile prevalente nei confronti dell’altro sesso. E’ una falsificazione mediatica. Quanto detto vale principalmente per ciò che definiamo culturalmente “mondo occidentale”. Su ciò che accade altrove non sono in grado di esprimermi.

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sandro 1:45 pm - 6th ottobre:

“L’uomo, in genere, ama le donne, da sempre ha dedicato alle donne opere letterarie, grandi realizzazioni nei più svariati ambiti dello scibile umano, fino ai piccoli e affettuosi gesti quotidiani, quindi dover “rinunciare” a questa sua “propensione” costa fatica”

Costa fatica a chi le idealizza, molto meno a chi le misura col metro della realtà.
E’ tutto lì, alla luce del sole: basta togliersi le fette di prosciutto sugli occhi che noi abbiamo di default e ragionare con la testa propria.

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