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03 mag 2015  |  31 Commenti

La Chiesa sul crinale

La Chiesa  è stata la depositaria unica e unitaria del sistema simbolico occidentale per 1500 anni. Poi si è frantumata in diversi rami e la Cattolica Romana ha perso il suo ruolo nel centro-nord Europa ma in compenso si è espansa moltissimo altrove.  Ora, la sua ragion d’essere è consistita proprio nei veicolare attraverso i secoli alcune verità, alcuni dogmi e alcuni valori (fondati o meno, giusti o sbagliati, è altra questione).  Una continuità non perfetta e tutt’altro che priva di deviazioni, proprio in relazione al mutare dei tempi (e alla gestione degli interessi della gerarchia).

La sua durata bimillenaria non è però dovuta ad una singolare capacità di conservare il potere materiale di cui quello spirituale-simbolico-morale sarebbe una maschera. Al contrario: il rapporto tra il primo e il secondo va rovesciato. E’ la continuità dei valori e delle simbologie connesse che ha attraversato la storia, continuità attorno alla quale si sono agglutinati gli interessi e il potere materiale.

La Chiesa ha subìto molti sbandamenti dottrinari, teologici, morali; compromissioni politiche, cedimenti alle contingenze storiche (che essa tende ovviamente a negare) ma ha tuttavia conservato, finora, una sua identità riconoscibile nel tempo.

Oggi invece, se non siamo strabici, pare di assistere a qualcosa di assolutamente nuovo. Le ultime uscite del Papa rappresentano una nuova, estrema, manifestazione di quella “teologia della compiacenza” che il nostro grande Cesare (proprio in quanto credente di ferro) denunciava 20 anni fa. Dinamica spintasi ormai ben oltre l’aggiustamento, la limatura, l’accomodamento. Siamo vicinissimi alla negazione conclamata dei propri dogmi, dei propri valori fondanti, del proprio sistema simbolico. Quando si reinterpreta (sotto dettatura) il racconto della Genesi, si è prossimi all’abiura di sé.

Certo la Chiesa è sotto attacco da decenni. Di recente con la questione della pedofilia ha ricevuto dei colpi micidiali, giacché ne viene intaccato profondamente il prestigio proprio sul versante della funzione educativa (l’attacco ai preti è ovviamente un attacco alla figura dell’educatore-maschio, della Chiesa educatrice, trasmettitrice di simboli-valori).  Assalti alla sfera morale-valoriale di fronte ai quali è costretta ad ammutolire.

All’insieme degli attacchi pluridecennali essa non è stata in grado di opporre  altro che una parziale e perdente resistenza passiva. Un po’ di ostruzionismo. Nello stesso tempo ha progressivamente assorbito e fatto proprio l’intero racconto femminista (la Grande Narrazione) persino nei suoi dettagli più  raccapriccianti (come si vede nel rimando papale al “divario salariale”).  Subìto il ruolo dell’imputato ha fatta sua la versione dell’accusatrice, rimettendosi alla clemenza della Corte … che però qui è l’accusatrice stessa. Per salvarsi dal naufragio si è aggrappata alla mina del nemico, che la farà implodere sradicandola dalla propria storia e perciò da se stessa.

La domanda infatti è questa: cosa resterà di quel vascello, veicolatore del sistema simbolico occidentale, quando avrà ammainato le sue bandiere e issato quelle di un altro ordine simbolico-morale? Alcuni, dentro la Chiesa stessa, temono che non resterà più nulla. Pensano, come me, che il potere ed il denaro non la salveranno dall’irrilevanza prima e dalla scomparsa poi. Pensano  che la condiscendenza adulatrice verso lo “spirito dei tempi” questa volta le sarà letale.

Non un diverso rimediabile sbandamento, una momentanea deviazione: questa volta è in gioco l’uscita dalla Storia.


31 Commenti

Fabrizio Marchi 9:53 am - 3rd maggio:

Ottimo articolo di Rino, come sempre…
Chi è su faceboook lo condividesse.
Comunque lo trovate sulla nostra bacheca.

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Fabriziaccio 12:00 pm - 3rd maggio:

sottoscrivo parola per parola RdV.

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Lorenzo R 3:55 pm - 3rd maggio:

Ottimo articolo del sempre ottimo Rino.
Al solito, condivido in toto.

Lorenzo

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Armando 3:56 pm - 3rd maggio:

Articolo di grandissima lucidità intellettuale, questo di Rino. Papa Francesco sta, consapevolmente, portando la sua Chiesa interamente dentro la modernità capitalistica nella sua versione liberal, a costo di distruggerla e di renderla irrilevante, parificata a una qualsiasi ONG dell’Onu , espressione dei poteri forti. Mi spiace per chi si era illuso dai suoi vaghi accenti progressisti e caritatevoli, ma per me era chiaro l’esito fin dall’inizio. Diciamo che, sotto la mascheratura della lotta alla povertà (facile, chi potrebbe inneggiare alla povertà?), ha fatto suoi i fondamenti culturali del capitale, con un percorso del tutto analogo a quello delle sinistre politiche. A questo punto, ne sono ormai convinto, il problema è prima di tutto interno ai cattolici più “tradizionalisti”. Accetteranno, in nome della fedeltà al pontefice, questo scavalcamento di crinale, oppure inizieranno a volgere altrove la loro attenzione? A quanto mi risulta c’è, in quel mondo, molto scoramento e disorientamento, e non manca chi inizia a considerare, con cautela ma con attenzione, altre esperienze sempre nell’ambito del cristianesimo.
Tutta la questione, però, ha rilevanza per tutti, non solo per i credenti. Se è vero, e lo è, che la Chiesa cattolica è stata il veicolatore di tutto il sistema simbolico occidentale, negando se stessa per tentare di rimanere in sella (che ci riesca è altro discorso e io credo proprio di no), ciò significa che a mutare è stato l’intero sistema simbolico occidentale in quanto tale. Ma come è cambiato, in cosa, con quali conseguenze? Per me è evidente che quando si parla di sistema simbolico occidentale, in esso trovano spazio tutte le concezioni del mondo prodotte in occidente, anche diverse l’una dall’altra, coi loro parametri di riferimento, i loro presupposti antropologici, le culture che hanno generato. Compreso il marxismo. Le conseguenze sembrerebbero epocali, tali da richiedere ripensamenti profondissimi. I quali potrebbero prendere due direzioni.
1) Tentarne un recupero culturale, nella convinzione che in quel sistema simbolico esistono pur sempre le condizioni teoriche per la trasformazione del mondo. Già questo impone comunque un ripensamento forte dei criteri di valutazione dei movimenti storici e delle direzioni in cui si sono mosse tutte quelle forze che si erano date come prospettiva e obbiettivo la trasformazione del mondo, che evidentemente è andata in direzione diversa da quello che si era pensato.
2)Abbandonare quel sistema simbolico al suo destino come irrecuperabile per volgersi al completamente altro. Ma a cosa? E come, visto che noi, volenti o nolenti, siamo occidentali e che sarebbe sciocco negare noi stessi?
Questo, credo, il difficile dilemma a cui ci troviamo di fronte. Dico subito che per me l’unica opzione possibile è la prima, anche tenendo conto che i diversi sistemi simbolici prodotti dalle civiltà non sono mai compartimenti stagni completamente chiusi e impermeabili. Si tratta di capire il senso e la direzione degli attuali movimenti storici. E dico poco. Però dobbiamo provarci

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Daniele 7:12 pm - 3rd maggio:

Rino
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Alcuni, dentro la Chiesa stessa, temono che non resterà più nulla. Pensano, come me, che il potere ed il denaro non la salveranno dall’irrilevanza prima e dalla scomparsa poi. Pensano che la condiscendenza adulatrice verso lo “spirito dei tempi” questa volta le sarà letale.
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Beh, speriamo che sia realmente letale.

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Armando:-) 8:43 pm - 3rd maggio:

Daniele,

Beh, bisogna vedere cosa emergerà.

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Animus 10:02 am - 4th maggio:

Fabrizio Marchi: Ottimo articolo di Rino

sì, “OTTIMO”, come al solito, ma alla fine, qual’è la morale dell’articolo, che dobbiamo salvare la Chiesa?
Rammaricarcene?
Che dobbiamo continuare ad «amare il nostro nemico, pregare per la ns persecutrice»?

Per quanto mi riguarda, che affondi pure “in pace”, ma purtroppo non sarà così..prima di lasciare”la storia”, Ella, sacrificherà tutti e tutto, come del resto … ha già fatto:

“Io chiamo il cristianesimo unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico grande istinto di vendetta, per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso, occulto, sotterraneo, piccino …(per non essere utilizzato) ”

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Fabrizio Marchi 8:00 pm - 5th maggio:

Come ben sapete, il sottoscritto non è un antibortista ideologico e comunque ha una posizione, diciamo così, articolata, sul tema, dove tende a prevalere l’elemento politico su quello etico-morale (che pure è il nodo fondamentale).
La segnalazione da parte mia di questa notizia deve essere letta nell’ambito del dibattito che abbiamo aperto sulla Chiesa e sul percorso che ha imboccato, non certo perchè io pensi che chi abortisce o aiuta ad abortire non abbia diritto al “perdono”.
Resta il fatto che questo è un altro passo nella direzione di quel cedimento/disfacimento ideologico a cui faceva cenno Rino nel suo articolo. La storia ci insegna che si comincia sempre così, con piccole (relativamente, perchè per la Chesa cattolica l’aborto non è certo questione da poco…) aperture e poi si spalanca la voragine. Mi pare di poter dire che i segnali di questa deriva ci siano tutti.
Badate che la cosa ci riguarda eccome, anche e soprattuto noi, intendo dire i non cattolici, i laici, gli atei, i socialisti, i marxisti, anche i nietzschiani…riguarda tutti coloro che si occupano di QM e non è sufficiente (e non serve a nulla) trincerarci dietro le nostre rispettive posizioni ideologiche, nè tanto meno è in discussione il nostro giudizio suo ruolo politico e/o ideologico della Chiesa nella storia. Non stiamo parlando di questo. Noi abbiamo il dovere di analizzare e interpretare con il massimo di lucidità possibile la realtà. E questa svolta della Chiesa (ormai è evidente che siamo di fronte ad un vero e proprio cambiamento di strategia…) è uno snodo di fondamentale importanza, anche per noi, anche per chi la crtica o l’ha sempre criticata, sia pur da posizioni diverse e a volte opposte.
http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/05/05/giubileo-inviati-papa-assolveranno-anche-aborto_094d0320-0f0e-468f-bdd5-e16da690ac8e.html

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Rita 9:27 pm - 5th maggio:

Non m’intendo molto di teologia, ma per quanto mi ricordo io, l’aborto è un peccato grave la cui assoluzione è riservata al vescovo, ai suoi delegati vicari e per antico privilegio agli ordini mendicanti (come i domenicani e i francescani).Ma non è comunque mai stato inemendabile (come del resto nessun peccato se c’è pentimento e volontà di riconciliazione). Mi sembra che qui il Papa abbia esteso la possibilità di assoluzione dell’aborto anche a questi missionari inviati nelle Diocesi per il Giubileo. Nemmeno parla di revoca della scomunica che sarebbe sì un fatto epocale. Francamente mi sembra un qualcosa di trascurabile e meno incomprensibile dell’uscita di Papa Francesco sulla disparità di salario.

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Fabrizio Marchi 9:54 am - 6th maggio:

Rita,

Volevo soltanto segnalare un ulteriore piccolo passo nella direzione di marcia intrapresa dal nuovo pontificato…certamente che è più grave quella sulla disparità salariale. Peraltro fa pensare anche il modo maldestro con cui è stata presentata, sembra quasi che abbia preso una delle tante veline che vengono passate dalle agenzie di stampa e l’abbia letta…
Prima ancora c’era stata l’apertura ai gay che di per se, decontestualizzandola, sarebbe anche un fatto da salutare positivamente. Ma è ovvio che nel contesto storico specifico e all’interno del percorso imboccato dal nuovo pontificato assume oggettivamente un determinato significato che non può sfuggire, che poi è quello spiegato da Rino nel suo articolo. E’ evidente che la Chiesa ha scelto di adeguarsi, di correre dietro (anche un po’ affannosamente) allo “spirito dei tempi”, probabilmente cercando di cavalcarlo.
C’è da dire che qualche risultato lo sta già ottenendo. Nell’assenza totale (che si sta facendo ogni giorno che passa, sempre più grave) di un’alternativa politica, ideale e culturale al capitalismo, ascolto tanta gente che dice, in totale buonafede: “Meno male che c’è questo papa”, l’unico che dice cose di sinistra”, oggi la sinistra vera la rappresenta solo il papa”.
Il problema è che da un certo punto di vista (ci capiamo…) è paradossalmente anche parzialmente vero. Crollato il comunismo (e per farlo crollare si sarebbe alleata anche con il diavolo, cosa che ha fatto…) la Chiesa cerca di ritagliarsi un ruolo all’interno di un mondo dominato dal capitalismo. Il quale, dopo averla utilizzata in funzione anticomunista, deve necessariamente ridimensionarla perché, come abbiamo spiegato in diversi articoli, i valori di cui essa è o dovrebbe essere per lo meno formalmente portatrice, potrebbero essergli di ostacolo. Il capitalismo non ha più bisogno di questo alleato che rischia di diventare una presenza ingombrante sul suo cammino per ora trionfale. Potrebbe forse ancora tornargli utile qualora la Chiesa fosse disposta a sposare la cosiddetta “guerra di civiltà” contro l’Islam, cioè la copertura ideologica necessaria a coprire la guerra imperialista totale e permanente dell’Impero USA. Non mi sembra però che la Chiesa abbia intenzione di seguirlo su quella strada. Al contempo avverte però anche la “concorrenza” delle altre religioni organizzate, quella ortodossa russa (anche se più vicina a lei per ovvie ragioni) e soprattutto quella islamica che, piaccia o meno, sta assumendo sempre più (specie per larghe masse arabe e mussulmane) una sorta di alternativa ideologica e anche politica al dominio capitalista.
E’ ovvio che sto semplificando terribilmente e ci vorrebbero degli esperti del mondo islamico (estremamente complesso e variegato) per affrontare l’argomento, però è indubbio che alcuni movimenti religiosi e politici islamici (in particolare quello sciita,penso alla Repubblica Islamica dell’Iran e al movimento libanese Hezbollah) costituiscono oggettivamente (è un fatto..) un ostacolo alle politiche imperialiste e militariste degli USA e di Israele in quell’area e si pongono nei confronti del mondo occidentale anche come un’alternativa, non solo politica ma anche ideologica. Non a caso lo scontro con gli integralisti dell’ISIS, a suo tempo appoggiati, armati e finanziati dall’Arabia Saudita wahabita e dalle potenze occidentali con il fine di destabilizzare quell’area, è sostenuto in primis dall’asse sciita.
Hezbollah combatte in Siria fin dalla prima ora contro i fondamentalisti dell’ISIS a fianco dell’esercito regolare siriano e dei palestinesi rifugiati in quel paese (dai tempi della Naqba, cioè la cacciata dei palestinesi dalla loro terra da parte di Israele avvenuta nel 1948) e naturalmente da sempre contro Israele.
Non a caso l’Iran (che ovviamente sostiene Hezbollah) è stato criminalizzato e dipinto come una tiranna sanguinaria (stato canaglia). In realtà c’è molta più democrazia in Iran che non ovviamente nelle monarchie wahabite saudite e qatariote semifeudali ma ultracapitalistiche dal punto di vista economico (il che dimostra ancora una volta come il capitalismo sia ormai una variabile del tutto indipendente dal liberalismo e che anzi prolifera ancor meglio in assenza di diritti) alleate e competitor in affari allo stesso tempo dell’Occidente. Ricordo che in Iran si alternano al governo coalizioni politiche spesso molto divergenti fra loro sia dal punto di vista politico che ideologico, e non su questioni di lana caprina ma ad esempio sul rapporto con l’Occidente, tra coloro favorevoli ad un’apertura ( i cosiddetti “riformisti”) e i contrari. Ricordo altresì che quello che era stato descritto come un despota sanguinario, cioè l’ex premier Akhmadinejad, ha perso le elezioni e se ne è andato a casa. Cosa che non accade certamente ai principi di casa Saud…
Tornando a noi, la Chiesa cattolica si dibatte (con difficoltà…)in tutta questa situazione, cercando appunto di ritagliarsi un ruolo. I fatti li vediamo noi stessi…

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Rino DV 11:46 am - 6th maggio:

Caro Animus,
quando si vede che il nemico abbandona le armi e se la dà a gambe levate, non bisogna subito pensare che sia per merito nostro. Prima di brindare è meglio guardarsi alle spalle: magari sta arrivando uno tsunami che spazzerà tutto, noi compresi.
E’ da quella minaccia che il nemico fugge, non dalle nostre cerbottane… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif

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armando 3:09 pm - 6th maggio:

Fabrizio Marchi,

Trovo che alcuni concetti di Fabrizio in questo post siano assai interessanti, da meritare una riflessione e sviluppo ulteriori.
Gli accenni “anticapitalistici” di papa Francesco, si dice, ottengono successo fino al punto di fare dire “meno male che c’è il papa”. Ma gli stessi concetti, e nella sua solita modalità forte, furono espressi da GIovanni Paolo II, allorchè, caduto il comunismo, ebbe immediatamente ad avvertire che un altro avversario si stagliava, potente, all’orizzonte: il liberismo individualista. E neanche sulle guerre, in primis quella all’Irak del 2003, ci andò leggero. E neanche Ratzinger è mai stato “tenero” con l’economia di rapina attuale. Sennonchè quei due papi sono sempre stati additati come campioni di oscurantismo, etc. etc. C’è da chiedersi il perchè delle differenze. Che siano dovute, per caso, al fatto che mentre i primi due erano fermissimi sui dogmi e sui fondamenti dottrinali della Chiesa, questo invece li sta smantellando uno ad uno (con bonomia e col sorriso, s’intende)?
L’altro accenno importante è al ruolo assunto da altre religioni, (ortodossia russa, islamismo iraniano), come punto di coagulo anche sociale in funzione antiamericana e quindi anticapitalista. Non è quì il caso di discettare su quale sia la natura economica dei regimi russi e iraniani, che evidentemente non sono “socialisti” in senso classico, ma è importante invece notare che, quì ed oggi, la critica al capitalismo si è in certo senso riovesciata nel segno. Mentre prima era anche e contemporaneamente critica della “ragione religiosa”, ora proprio ad essa si abbevera.
La questione merita approfondimento oltre le contingenze storiche.
Implica la riconsiderazione del materialismo storico come strumento d’analisi in sè esaustivo, implica la riconsiderazione della natura dei legami fra popolo e tradizioni religiose sempre considerato (dal marxismo) come una forma d’alienazione, implica, poichè sia la religione russo-ortodossa sia il musulmanesimo iraniano sono forme di religiosità molto ancorate a quelle terre, anche la riconsiderazione dell’ internazionalismo proletario come concetto in grado di unificare sotto identica bandiera aterritoriale tutte le classi sfruttate del mondo. In altri termini il fenomeno, in certo senso sorprendente, indica la necessità di strumenti d’analisi della realtà più complessi e “raffinati” di quelli a cui siamo soliti ricorrere.

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Fabrizio Marchi 7:46 am - 8th maggio:

armando,

In questo caso invece, Armando, per me la questione è abbastanza semplice da comprendere.
Le religioni organizzate molto spesso e forse quasi sempre sono state alleate del potere costituito e hanno contribuito in maniera determinante a costituirne la copertura ideologica (la famosa falsa coscienza). E questo è confermato proprio dal fatto che nella storia ci sono stati lunghi conflitti fra potere temporale e potere “spirituale”, fra stato e chiesa o fra stati e chiese, fra impero e papato ecc.
Ma tutto ciò è interno ad una logica di scontro di potere, sia politico che ideologico. Una vera e propria lotta per la gestione del potere politico, economico e sociale. Questo scontro ha visto prevalere ora l’una, ora l’altra parte, ma in ultima analisi, come ripeto, era uno scontro fra due grandi strutture di potere che certamente non solo non hanno mai messo in discussione l’ordine sociale ma lavoravano per mantenerlo.
Questo scontro, come sappiamo, è stato particolarmente duro tra il 1000 e il 1400, poi con il tempo (sto ovviamente sintetizzando una storia lunga e complessa…) si è arrivati ad un sostanziale accordo e ad una spartizione delle funzioni e delle risorse (tradotto, il popolo, e i contadini in particolare, veniva spremuto sia dal clero che dall’aristocrazia e dalle monarchie).
Potere temporale e potere “spirituale” hanno quindi sostanzialmente governato/dominato assieme, anche se in un rapporto di competizione, ma questo è ovvio. Anche fra gli stati e le classi dirigenti c’è sempre stata competizione e scontro per il potere, così come all’interno delle stesse classi dirigenti. E’ normale ed è sempre stato così. Poi il livello di questa competizione può essere più o meno forte, e quindi sfociare in guerra aperta come molto spesso è stato: guerra fra stati per conquistare terre, risorse, territori ecc. (guerre interimperialiste) o all’interno delle stesse classi dirigenti di un singolo stato per il controllo dello stesso o per avere più spazi e privilegi.
E’ quindi del tutto ovvio e conseguente (e anche giusto, a mio parere) che i grandi processi rivoluzionari abbaino individuato come controparte anche le religioni organizzate e fattesi stato o in alleanza di potere politica e ideologica con quest’ultimo. Vale sia per la rivoluzione francese che per quella russa, dove il connubio ideologico e politico fra stato e chiesa era evidente. Ma in forme diverse vale anche per la rivoluzione cinese, anche se in quel caso era il confucianesimo (riscoperto, guarda un po’, dalla nuova leadership cinese da una trentina di anni a questa parte…) a costituire l’ideologia delle classi dominanti mandarine autoctone.
Questo non significa, ovviamente, che le religioni siano state solo questo; ne abbiamo parlato tante volte. In alcune fasi della storia sono state invece lo “strumento” attraverso il quale hanno preso forma istanze di eguaglianza e giustizia sociale. Vale per il cristianesimo delle origini ma anche ad esempio per la rivoluzione inglese del ‘600 dove molti movimenti popolari (successivamente massacrati, ovviamente…) come ad esempio i “levellers” (livellatori), si ispiravano ad una idea di comunismo (eguaglianza assoluta, comunione dei beni e abolizione della proprietà) che affondava le sue radici in una concezione religiosa cristiana.
Ma esempi se ne potrebbero fare diversi.
Tornando a noi, oggi, in alcuni contesti del mondo arabo (e non solo) e mussulmano, l’Islam sta di fatto diventando la forma storica attraverso la quale vengono veicolate quelle stesse istanze di giustizia sociale di cui sopra. Quanto questo sia la conseguenza dell’attacco occidentale a quei paesi, che non è solo economico, politico e militare ma anche culturale (quindi la difesa della propria storia ed identità va a sovrapporsi e a coincidere con la propria difesa dall’aggressione politica e militare), e quanto nella religione islamica siano presenti degli elementi di contraddizione con il capitalismo (l’usura ad esempio, come noto, è considerata un peccato molto grave per la religione islamica), non sono in grado di dirlo, non essendo certo un esperto di Islam. Sta di fatto che oggi è così. Rilevo però che è così anche perché al momento non esistono alternative al capitalismo imperante e quindi a qualcosa bisogna pure aggrapparsi. E questo vale naturalmente soprattutto per le grandi masse popolari di quella parte di mondo.
Il fenomeno di Hezbollah, ad esempio, molto diverso anche da quello di Hamas sia per ragioni politiche che ideologico-religiose, è indubbiamente molto interessante e merita di essere analizzato con attenzione. Naturalmente si tratta di un movimento interclassista (non certo di classe) ma con una fortissima tensione etica che affonda naturalmente le sue radici e motivazioni nella religione e con un’altrettanto fortissima attenzione alle questioni sociali (e quindi un forte stato sociale). La coniugazione di questi due elementi, religioso e politico-sociale è ciò che ha radicato quel movimento nel tessuto sociale libanese. Un movimento che obiettivamente oggi costituisce una vera e propria spina nel fianco dell’imperialismo (non c’è altro modo per definirlo, non è un mio attaccamento ideologico a un linguaggio vetero…) USA e israeliano nell’area. Non è un caso che stanno cercando di farlo fuori in tutti i mondi, non da ultimo attraverso gli sgherri dell’ISIS e di Al Nusra (vale anche per Hamas al quale l’ISIS ha dichiarato guerra aperta).
In conclusione, le religioni sono una vicenda assai complessa, e vanno affrontate e interpretate di volta in volta, a seconda dei contesti storici e culturali, con la necessaria lucidità e criticità. Non avrebbe e non ha senso, dal mio punto di vista, un approccio dogmatico in un senso o nell’altro. Ai tempi in cui Marx scriveva ed operava, era obiettivamente difficile assumere una posizione diversa rispetto a quella da lui assunta, anche se io, come ho già avuto modo di dire più volte, non condivido la sua concezione filosofica rispetto alla religione in quanto tale perché non penso che l’afflato religioso e/o spirituale sia sempre e soltanto uan forma di alienazione. Perché anche ipotizzando di vivere nel migliore e più giusto dei mondi possibile, dove regnino l’eguaglianza e l’armonia universale, la domanda sul chi siamo, da dove veniamo e soprattutto dove andremo, resterà, ineluttabile. E l’angoscia che procura questa domanda non può non trovare se non una risposta, comunque un percorso, anche nell’elemento religioso.

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Animus 11:24 am - 8th maggio:

Fabrizio Marchi: In questo caso invece, Armando, per me la questione è abbastanza semplice da comprendere.

———
Semplicità, per ovvie banalità, aggiungiamoci anche che per la Chiesa i “valori” cristiani sono sempre stati un pretesto/opportunità, totalmente subordinati all’accrescimento del proprio potere, come istituzione …di potere.

La Chiesa, storia docet, non ha fatto mai nulla per limitare il numero dei diseredati (che costituiscono il suo esercito e quindi la sua forza, più erano loro, più forte era lei, da questa evidenza si può dire che nasce la mia critica sulla “morale”, perché se “tanto mi da tanto”, c’è in essa qualcosa che non quadra…), se non al limite distribuire le bricciole per salvare la faccia, le apparenze…attribuendo il furto perpetrato al popolo bue a qualche testa di legno, messa lì apposta per fare il capro espiatorio.
E intanto la Chiesa ingrassava, attingendo beni materiali da una parte, e riconoscimento morale da quelli che essa stessa …derubava.
Chiama scema…

Infatti, come accenna Fabrizio, la rivoluzione russa nasce quando la Chiesa era proprietaria di una quantità enorme di terra (c’è chi dice addirittura un 1/3 dell’immenso territorio russo), e i contadini…facevano la fame.

E questo è, in estrema sinstesi, l’ “Extra Ecclesiam nulla salus”…

Cmq, da questo punto di vista, non c’è affatto da sorprendersi, se oltre agli uomini, per salvare la poltrona, siano sacrificabili anche i princìpi, i dogmi, la (vecchia) morale, e tutto quanto serve per non mollare la presa.

Anzi, la cosa più sorprendente, è proprio che c’è ancora chi si sorprende…

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Armando 8:31 pm - 8th maggio:

Animus, quanto a semplificazione (o banalizzazione) non si può dire che ci vai leggero. La Storia come malversazione del Cristianesimo per mantenere il suo potere e accrescere la sua ricchezza, meriterebbe l’ho già sentita da qualche parte, in verità non troppo credibile. Ma insomma, ognuno è libero di scegliersi i propri compagni di viaggio.
Fabrizio, la tua risposta è più articolata. Non è possibile, quì, discettare teoricamente di materialismo storico. Mi limito a dire che a me pare che tu tenda ad applicare, legittimamente sia chiaro, lo stesso schema interpretativo, rimandando alle contingenze della storia quando i fatti non coincidono alla perfezione con esso. Ma questo mi interessa relativamente, perchè alla fine solo la storia dirà chi ha ragione. Quello che mi preme, invece, è appunto la realtà concreta, quì ed oggi. La quale, incontestabilmente, ci dice che oggi il fattore religioso ha assunto una importanza fondamentale nel tentativo di nazioni e popoli di affrancarsi dal dominio del capitale. Hai ricordato Hezbollah, ma lo stesso può essere detto della stretta alleanza (non solo di potere ma anche culturale e di difesa delle tradizioni e della cultura nazionale) fra Chiesa ortodossa e Stato russo, in questo momento l’ostacolo maggiore (in attesa che venga la volta della Cina) al dominio USA. Mi sembra un elemento che richiede una riflessione approfondita ragionevolmente proiettabile per un non breve periodo storico: Sul piano teorico, ovvio, ma anche e più ancora sul piano politico. Sai bene che il mio pensiero è diverso dal tuo, ma questa riflessione mi sembra importante anche dal punto di vista di classe, del o dei proletariati, pena l’autocondanna ad un isolamento politico magari puro ma senza sbocchi o prospettive.

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Claudio Manzari 12:05 pm - 9th maggio:
Armando 2:30 pm - 9th maggio:

La morte è, di per sè, una “livella”, come diceva Totò. Che bisogno c’è di omologare una tomba all’altra? Tanto, dentro la bara, siamo già uguali. Follie egualitarie della modernità. Ma egualitarismo ipocrita, perchè nella vita non si vogliono affatto ridurre differenze che gridano allo scandalo. *big_boss*

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Roman Csendes 9:17 pm - 18th maggio:

Ancora sul falso amore femminista;
ascoltate con attenzione:
https://www.youtube.com/watch?v=qH-mjGNqlHs

.
Sono le donne a voler parlare contro il Femminismo, a volte.
Che non lo facciano in questo paese è irrilevante.
Questo è un paese-colonia.
Serve e propagandiste!!!!!

Il Cattolicesimo?
Avete presente il mestiere del mimo?
Vogliono rimanere al tavolo delle scommesse.
Ben sapendo che non possono che scodinzolare di fronte alle imposizioni globali.
Direi: “tecniche di adattamento” e criptocattolicesimo.
Ma in Italia contano, eccome!
E conteranno sempre di più.
Senza infastidire il mainstream mediatico.
Nicodemismo della tarda modernità.

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Riccardo. 10:51 pm - 4th luglio:

Un saluto a tutti, seguo questo sito saltuariamente, lo trovo interessante e ritengo che i presupposti per cui è nato siano solidi e motivati.

Ho deciso di scrivere su questo particolare argomento perchè seguendo il declino della chiesa e avendone studiato abbastanza approfonditamente le cause, mi sento di dire la mia.

Ovviamente la mia opinione è personale e quindi opinabile però come ho detto sopra, si basa su dati e studi che ho seguito da circa 10 anni e che secondo me sono validi.

Credo che il primo errore che si fa qui è scambiare la teologia con la pastorale, si da troppo per scontato che certi atteggiamenti più aperti alla società moderna siano dei cambiamenti, mentre in realtà sono degli strumenti che la chiesa ha sempre usato allungandoli e restringendoli alla bisogna.

E già qui si dovrebbe dare un grosso taglio alle supposte riforme della chiesa.

Poi non dobbiamo dimenticarci del ruolo fortemente distorsivo dei media mainstream, che fanno passare certi messaggi più congeniali ai loro lettori e soprattutto ai loro editori, raramente però il loro significato è quello che si ha in un discorso più organico che la chiesa comunque tende a fare.

La chiesa è soggetta al potere politico, una volta gli imperi e i regni, basti pensare alla mancata elezione del cardinale Rampolla del Tindaro ad inizio novecento, bloccata per un veto dell’imperatore Francesco Giuseppe (vai alla voce https://it.wikipedia.org/wiki/Ius_exclusivae ) oggi gli USA, qui convengo con Barnard sul ruolo di Bergoglio, non ho dovuto nemmeno cercare molto:

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/09/12/news/parolin-un-uomo-degli-usa-1.58878

Vi dimenticate una cosetta che sovrasta tutto ed è stata esiziale sul lungo termine:

La Rivoluzione Industriale.

La Rivoluzione Industriale è il colpo di grazia per la chiesa perchè è la cinghia di trasmissione della scienza alla vita quotidiana.

Cosa non di poco conto, anzi cosa essenziale nello spiegare l’irrilevanza dei precetti della chiesa nella vita dell’uomo moderno.

E da qui, mi dispiace, ma non si scappa.

“Dio” è morto ha detto Nietzsche, ma la morte di “dio” o degli “dei” non rigurada solo poche persone, il genio della lampada è uscito in un bel numero di case, troppe perchè la chiesa possa fare argine. [ovviamente qui l'interpretazione che do del pensiero di Nietzsche è riduttiva e guarda alla sola religione, mentre il discorso è più ampio, articolato e naturalmente non riguarda solo la religione]

In più c’è un’altra cosa, non secondaria, ma più attinente alla velocità della dipartita della religione nella nostra società, la matrilinearità della trasmissione della fede, sono le donne che hanno mantenuto vivo il fuoco della religione, quando se ne sono discostate hanno accelerato il processo iniziato con la rivoluzione industriale.

Provate a chiedervi, quante ragazze rispetto a 50 anni fa vanno in chiesa?

Secondo i rilevamenti le donne avevano fino a poco tempo fa una maggior percentuale di credenti rispetto agli uomini, oggi siamo quasi allo stesso livello nelle nuove generazioni.

Poi ci sarebbero gli scandali,ior, sindona marcinkus, ecc. ma sono più sullo sfondo secondo me, piuttosto che essere cause principali di decadimento.

Spero di aver dato un contributo positivo alla discussione.

Solo una cosa voglio aggiungere, potrebbe sembra quando o detto sopra che Bergoglio è uomo USA e quindi uomo del capitale neoliberista che mi contraddica, in realtà secondo me, la chiesa fa sempre quello che ha fatto, viene a patti col potere, solo che questa volta c’è la scienza che mena le danze e quindi può sembrare che il capitale stia trasformando la chiesa per i suoi scopi, in realtà la religione sta morendo per le cause sopracitate e diventando un guscio vuoto diventerà inutile per il controllo sociale, per questo verrà abbandonata e non trasformata per renderla malleabile visto che malleabile la chiesa (e la religione in generale) è sempre stata.

Vorrei ricordare che i vangeli sono stati scelti dal potere romano (Costantino vi ricorda niente?) ed “aggiustati” in salsa romana (dai a Cesare quel che è di Cesare) e “integrati” dal “cittadino romano”, se mai sia esitito, Paolo di Tarso.

Scusate la franchezza, ma se qualcuno crede alle favole si accomodi pure, i fratelli Grimm sono tra i migliori (ad averle manipolate).

Rinnovo i saluti a tutti i frequentatori.

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armando 2:09 pm - 6th luglio:

mail complessa, la tua, caro Riccardo. Vedo di dare qualche (mia) risposta cercando la sintesi.
- Chiesa e potere: la Chiesa è sempre venuta a patti col potere, se non altro per una questione di sopravvivienza, e questo è vero. Però c’è differenza fra il l porsi alla pari col potere e “trattare” da potenza a potenza, cercando di preservare i propri principi in quanto li si ritengono irrinunciabili, e diventarne via via più succubi, rinunciando alle proprie prerogative ed ai propri fondamenti. Cosa che, forse è in atto oggi con Bergoglio e i suoi uomini come Parolin.
-Chiesa e rivoluzione industriale. Che la R.I. abbia avuto e abbia grande influenza sulla vita di tutti, e quindi anche sul rapporto colla religione in genere, è vero, ma non mi convince che sia questa la causa della crescente irrilevanza della Chiesa. Esiste secondo me una prova: dopo il tramonto dell’URSS, lo stato che aveva fatto dell’ateismo una religione e che aveva industrializzato l’Urss, improvvisamente la religione (critiano ortodossa) è riapparsa in pratica integra e con essa la Chiesa diventata importante fattore di coesione sociale in quel paese. Ciò significa, secondo me, due cose 1)Che non esiste un nesso diretto fra rivoluzione industriale e sparizione del sentimento religioso, e quindi, 2)Che l’affievolirsi del sentimento reilgioso dipende più dallo stravolgimento dei canoni culturali indotti dal cambiamento del capitalismo stesso, (da industriale e finanziario globalizzato e consumista), che non dall’industrializzazione.
E quì si innesta il tuo discorso sulla differenza fra la “teologia” e la “pastorale”. Perchè, anche ammesso (e per me non concesso) che la teologia sia rimasta intatta nelle intenzione del papato ma cambi solo la pastorale, ossia, correggimi se sbaglio, il modo col quale certi concetti teologici sono comunicati e diffusi al popolo, ciò che va evidenziato è il come quella pastorale viene recepita. In questo senso mi sembra di poter dire che vengono decisamente recepiti come abbandono della teologia tradizionale, cioè dei cardini, per adeguarsi allo “spirito del tempo”, ossia a quei nuovi canoni culturali che il capitale favorisce per perpetuare se stesso.
Sulla matrilinearità della trasmissione della fede non saprei dire. Sicuramente è stato vero dal dopoguerra ad oggi (la DC vinse grazie ai voti delle donne), ma prima era sempre cosi? Non dimentichiamio che tutte le grandi religioni monoteiste sono state fondate da maschi, e questo credo sia importante. Da’ccordo con te, infine, quando giudichi di importanza secondaria gli scandali sessuali in cui la Chiesa è stata coinvolta. Il popolo dei credenti ha sempre saputo che la Chiesa non è mai stata la purezza impersonificata, monda dal ogni nefandezza. Lo ha sempre saputo per ammissione della Chiesa stessa, conscia di essere fatta di “peccatori”. E’ vero piuttosto che quegli scandali, peraltro veri, sono stati usati per darle colpi grossi, anche oltre la loro effettiva portata.

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Riccardo. 11:56 pm - 6th luglio:

armando,

Debbo dire che non posso che confermare quanto ho scritto sopra, la rivoluzione industriale ha di fatto cambiato le carte in tavola e dato una svolta che dura tutt’ora.

Per quanto rigurarda la Russia, non posso che constatare come la chiesa ortodossa venga utilizzata come instrumentum regni.

Determinate statistiche vanno veramente prese con le molle, non perchè non ci sia stato un rinnovato interesse per una parte della popolazione, ma per la pretesa di aver fatto un enorme salto in avanti del numero dei credenti, cosa che, per esempio, non si vede negli altri paesi ex comunisti, per intenderci nemmeno in Ungheria si hanno certi numeri, il che rende sospetti certi revival russi.

La matrilinearità è accertata nel mantenimento della fede nella famiglia ed è questo uno dei motivi per cui la chiesa batte molto su questo tasto, ho letto molte statistiche e studi sulla rivista il regno ad esempio.

Purtroppo io leggo sui libri e non ho molti riferimenti su internet, anche perchè sono cose piuttosto specifiche.

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Armando:-) 7:29 am - 7th luglio:

Non devi trascurare la profonda spiritualità del popolo russo. E’ questa che è riemersa intatta. Chiesa instruments regni? Si ma anche Stato instrumentum religione, per questo. È il confronto fra potenza e Potenza di cui dicevo. Poi certo si può anche pensare una Chiesa che non sia anche istituzione, ma allora si che sarebbe irrilevante.

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Animus 10:19 am - 8th luglio:

Riccardo, avresti la pazienza di esplicare meglio in che maniera “la” (?) riv. industriale avrebbe ucciso Dio e diminuito il potere della Chiesa?

Perché è vero che nicce ha detto “Dio è morto”, ma poi non ci ha aggiunto “perché la riv. industriale l’ha ucciso!”
Certo, “la gaia scienza”…..

Ma da quello che mi risulta come sintesi complessiva di tutto il pensiero di nicce, da ciò che ho letto, e direi che di nicce ho letto “abbastanza”, anche se può sembrare paradossale ,lui sosteneva che è stato “il cristiano” il parricida supremo (concetto questo poi scopiazzato da Freud), e del resto basta leggere Celso (cioè un testo antecedente a tutta l’opera di falsificazione storica operata dal clero) per rendersi conto di due cose, uno, di come il cristianesimo sin dalle origini fosse avverso alla “legge dei padri”, cioè, fondamentalmente quella ebraica, due, come il mondo così com’è …non andava bene.

Due passaggi:
1 – “Come mai, o concittadini (i primi cristiani n.d.r), avete abbandonato la legge dei padri, e affascinati da quel personaggio (Gesù n.d.r) con cui ho discusso fin ora vi siete lasciati ingannare tanto risibilmente…

Tutto questo era proprio di un miserabile stregone inviso a Dio.

2 -ora non sono a casa e non ho sottomano il testo, ma in poche parole, critica i cristiani di non voler accettare il “creato” così com’è, perfetto in quanto opera di Dio, ma rei di essere animati da sentimenti “sovversivi”.

Molto bella la parodia realizzata dal gruppo comico Monty Python, circa questo “desiderio cristiano”
(a volte gli artisti riescono a centrare le questioni meglio degli intellettuali)
https://www.youtube.com/watch?v=Sz9rJowh0pY&feature=youtu.be
.

.

Ergo, le riv. industriali, sono il frutto di una tipologia “umana”, diventata egemone, ben precisa, caro Riccardo , e quindi, “i frutti” possono essere ritenuti la causa di qualcosa solo finche si rimane ad un livello superficiale, mentre se si va a fondo…. è sempre l’àntropos al centro.

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Fabrizio Marchi 7:57 am - 30th settembre:
Animus 10:32 am - 30th settembre:

Si, ma la “perla delle perle” è questa:
https://www.youtube.com/watch?v=0ani2os8-14
.

.
“Cristo, nato da donna….(pausa)…da una donna.” la carezza bla bla bla Dio bla bla bla.

E visto che tutti siamo “nati da donna”, l’unico verità che da senso a questo concetto (altrimenti in-sensato) è, Cristo, “non nato da uomo”, cosa che sappiamo ormai fin troppo bene…..

Cmq, come ho già avuto modo di dire in altro lido, ogni “gregge” ha il “pastore” che si merita, ed il gregge dei cattolici è , quasi senza timore di smentita, tra i più stupidi della terra.http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

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Fabrizio Marchi 10:25 am - 4th ottobre:

Un altro campionario delle banalità, sia pure ben argomentate. C’è comunque da riflettere…meriterebbe un nostro articolo ad hoc…Pensiamoci…
http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.tempi.it%2Ffemminismo-cattolico-e-lunico-vero-antidoto-al-maschilismo%23.VhDjx5eYK5o&h=EAQFmG-H_&s=1

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Armando:-) 3:13 pm - 4th ottobre:

Si, dovremmo scriverne. Perché papa e tempi, con l’aria di difendere le donne dal maschilismo, in realtà si risolvono a criminalizzare gli uomini, come al solito.

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Animus 11:01 pm - 4th ottobre:

Fabrizio Marchi: Un altro campionario delle banalità,

Magari si limitassero a dire delle semplici “banalità”.
___________________________
La verità è che questi sono dei criminali (altro che “ora et labora”, il loro cruccio e l loro sforzi sono tutti dediti a creare conflitti a tutti i livelli e in continuazione) ai quali non va riconosciuta la benché minima autorità morale.

Sarebbe ora che un po’ tutti iniziassero a fare un gioco, si chiama: “Inquisiamo gli inquisitori” …

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Animus 11:45 am - 6th ottobre:

Il “pagliaccio”, quando dice “Cristo nato da donna, da una donna” (e non da uomo – dunque privo del pecc. originale), da qui trae la superiorità ontologica delle donne rispetto agli uomini, lo fa senza riuscire a trattenere un (sor)riso beffardo.
Se lo rivedete lo si noterà.

Oggi, mi sono accorto perché non riesce a trattenere il sorriso…perché il clown, capovolge una frase detta da Cristo che è la seguente:”Quando vedrete uno che non è nato da una donna, prostratevi e adoratelo. Quello è il vostro Padre.”

Concetto che in effetti è contenuto anche (non in maniera così esplicita) nella conclusione dell’Inno al Logos:

“Dio nessuno l’ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.”

Dove, come sappiamo, “unigenito” non significa affatto “figlio unico” (traduzione falsificata dal clero) , ma è “monogenēs”, cioè di un “unico genere”, di una “sola genia”, dove genes sta (anche) per genitore.

Ora, per Cristo era la genia maschile, per la Chiesa cattolica, è quella femminile. (avendo infatti, per dogma, creato la genealogia Anna-Maria, le partenogeniche)

Ed è qui, che “cascano gli asini”, cioè i cattolici, che si devono mettere d’accordo, più che altro con se stessi…non solo sulla genealogia, ma se la Chiesa catt., parli la parola di cristo o piuttosto, quella dell’anticristo. ;-)

Ma come sappiamo, come ci ha insegnato nicce, i “falsari”, vista la loro natura, non lo faranno mai…. :cool:

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mauro recher 1:35 pm - 6th marzo:

ieri sono andato in chiesa per la messa in ricordo di mia madre… Durante la funzione vengono dette le cosiddette “preghiere” (che non sono altro che dei piccoli pensieri) or bene si e ricordato ,anche in quel caso ,solo della violenza subita dalle donne (che, è sempre meglio ricordarlo, c’è) e, come se non bastasse, l’8 marzo è previsto un incontro dove si parla di quel tema (cioè della violenza subita dalle donne) ma la chiesa non era patriarcale ?
Mi è venuto in mente l’articolo di Rino

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