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20 gen 2012  |  0 Commenti

I maschi rapidi, invisibili e sommergibili

Ora che il default degli Stati nazionali è una realtà tutt’altro che improbabile, si è scoperto quale catastrofe economica era in atto e doveva e, forse, deve ancora compiersi.

E speriamo solo economica: che i comandanti della “Concordia occidentale” non siano in procinto di cercare di salvare i propri poteri e privilegi, trascinandoci tutti in una guerra. Sarebbe un disastro e penso anche la loro fine.

Ora comunque si capisce per quale motivo gli enti e gli intellettuali preposti alla elaborazione della coscienza collettiva (in nome e per conto di chi possiede ricchezze e si dà emolumenti più che da faraoni), e pagati a percentuale sulle campagne anti-maschili e anti-paterne scatenate, ci hanno ammannito su tutti gli schermi possibili, ogni minuto, ogni giorno, per decenni, il film “Arancia Meccanica“.

E ci hanno contestualmente spiegato, ricorrendo a tutte le argomentazioni possibili immaginabili, che noi maschi, per natura, cultura e storia, siamo tutti “drughi” come Alex, il protagonista.

Di fatto un modo come un altro prima per ricattarci, poi castrarci e infine arruolarci tra i buoni, in guerra a loro volta contro i kattivi: prima il nemico alle frontiere che usurpava il sacro suolo, poi il nemico di classe che mangiava i bambini, poi il nemico di razza che tramava rovina nell’ombra, e infine il genere maschile-che-opprime/stupra/uccide-le-donne e Sakineh.  

Prima si schiaccia nella colpa, poi si arruola, nel caso l’operazione non riesca, si massacra.  Chi ragiona e si ribella lo si fa finire come Assange: facile come bere un bicchier d’acqua. Ma Assange, il singolo, non è lui il problema: e naturalmente, in causa sono stati chiamati, come sempre è avvenuto, i più numerosi, che loro sì sono il vero problema.

Ovvero la stragrande maggioranza dei maschi: i poveracci, maschi e padri di famiglia, che tirano la baracca generale e la famiglia con l’anima tra i denti per la fatica e lo stress, quando va bene, e quando va male ci lasciano la salute e la vita.

Quelli che “siccome sono fragili” campano sette anni meno delle donne, e “siccome sono irresponsabili”  crepano in media in tre o in quattro ogni giorno sul lavoro e la loro “morte è bianca” perché devono essere invisibili.

E quando impazziscono e uccidono, lo hanno fatto non da impazziti, ma da “criminali per natura di genere”.

I comandanti della “Concordia occidentale” sanno che “i più numerosi”, la maggioranza, i poveri cristi, a fine mese, in un modo o nell’altro, ci devono arrivare.  In un modo o nell’altro.

Esiste la guerra preventiva?  Certo che esiste. E allora gli enti di Stato, per esempio l’ISTAT, come la TV di Stato, i gazzettieri a un tanto alla menzogna, hanno avuto il buon gusto di dichiararli tutti, i poveri cristi, criminali sessuali e violenti; nella migliore delle ipotesi  sfruttatori e oppressori da sempre delle loro donne e delle loro famiglie.  “Capito mi hai?”.

Sfruttatori impuniti a divertirsi in miniera, ai forni di colata, a rigenerarsi  i polmoni nel chimico e nel petrolchimico, o far bungy jumping nell’edilizia, o con i polsi e la mente tremante per le responsabilità professionali, e impegnati in innumerevoli altri giochi del parco della “libera realizzazione di sé” al maschile, comunque “liberi e belli”.  Quelle “opportunità privilegiate di realizzazione di sé” che le femdoministe, le baby pensioniste, le scaldasiediste, non invidiano e non reclamano a gran voce, meglio le poltrone dei  Consigli di Amministrazione delle aziende altrui quotate in Borsa: cà nissciuno effesso.

Questo criminale attacco mediatico contro la metà dei propri cittadini da parte di uno Stato non si era mai visto. Una follia che si configura  come un crimine vero e proprio dello Stato etico femdominista moderno. Il tutto  nel silenzio connivente delle cittadine italiane di sesso femminile e gli applausi delle femmes savants della milizia del partito femdominista al potere.  Mentre le assemblee parlamentari che si sono succedute,  dove hanno fatto bella mostra di sè anche corrotti di tutte le risme e i colori, hanno ben pensato di coprire privilegi e magagne promulgando misure irresponsabili, discriminatorie e liberticide sul lato maschile e paterno, mentre sul lato femminile sfasciando il principio dell’uguaglianza dei cittadini con ogni sorta di privilegi e concessioni  insensate.

Così va il “Concordia occidentale” e i suoi comandanti in capo da civiltà superiore, mentre i poveri cristi maschi e i padri di famiglia restano invisibili nei ponti sotto il pelo dell’acqua obbedendo come sempre e in ogni situazione all’antico codice d’onore: “prima le donne e i bambini“.


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