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28 gen 2011  |  92 Commenti

Assange:un regalo imprevisto

La vicenda Assange-Wikileaks è intrigante nella sua assoluta novità. La grande rete è davvero un pianeta dove accadono cose mai viste. Non saranno decisive per i destini dell’umanità, ma certo sono significative, illuminanti, istruttive.

Benché sin qui la sua organizzazione non abbia pubblicato che lo 0,50% di ciò che possiede, di uova nel paniere ne ha già rotte parecchie. Lo si vede dagli effetti. E’ già in gattabuia e il suo futuro è segnato, considerato quanto sia potente la Superpotenza che ha ferito e che perciò ha decretato certa e tremenda vendetta. Ma di cosa imputarlo?

Non potendo accusarlo di aver usato la libertà di stampa, si è dovuto cercare altrove.
Si doveva scovare un capo di imputazione capace di sterilizzare ogni obiezione, di castrare ogni difesa. Ci voleva un’accusa infamante. Non importa se totalmente avulsa, eterogenea rispetto alle sue azioni e depistante riguardo all’obiettivo della repressione. Doveva essere moralmente degradato, esposto al ludibrio universale tanto da poter serenamente scavalcare i più giurati princìpi e le più inviolabili leggi: renderlo indifendibile.

E quale miglior stigma in quella stagione storica, quale più grave scomunica in questo contesto che l’etichetta di stupratore? Bella pensata!

Ma è stato un boomerang, perché la strumentalità dell’accusa è così evidente, così smaccatamente innegabile, così ingenuamente spudorata che l’imputazione, anziché infangare il colpito, ha smascherato se stessa insieme ai suoi mandanti.

Così (giacché il diavolo non fa coperchi) si è inaspettatamente appalesata la natura occulta di quello che è il più vergognoso dei delitti, quando lo è. E che invece è uno strumento della repressione antimaschile quando non lo è, come in questo formidabile caso. L’arma antimaschile par excellence: stupratore!

In tal modo milioni di uomini, per la prima volta, vengono a sapere che lo stupro, nel XXI secolo, non è quel che credevano, non è più solo violazione della contrarietà femminile (espressa) ma si estende senza limiti fin là dove né essi né alcun apocalittico dei tempi andati avrebbero osato spingersi.

Scoprono che stupro è anche sesso senza condom, sesso continuato nell’interruzione tacita del consenso, sesso senza corteggiamento, sesso con due diverse in due diverse notti, “stronzaggine narcisistica” post coitum, “…avere un’opinione distorta delle donne…” .

Scoprono il sex by surprise, il condom-split, l’STD (sexually trasmitted desease) control refusing: stupri. Stupro senza confini, senza forma e definizione e ascoltano basiti il consiglio – esperto – degli svedesi “…esigere il consenso scritto…”.

Scoprono quelle verità che noi da mille anni cerchiamo di annunciare, con fraterna sollecitudine, ad amici e nemici, prossimi o lontanissimi. Stanno scoprendo lo stupro “svedese”, per il quale né il tuo comportamento né le tue intenzioni hanno importanza. Dove conta solo il vissuto di Lei ricostruito a posteriori, volontà a te ignota prima e durante. E temono che la Svezia sia vicina. Confinante?

E un brividino corre lungo la schiena: chi non lo ha fatto senza guanto? Chi non ha gradito (almeno in sogno) una sveltina? Chi non le ha chiesto: “Ti puoi girare così?”

Il condom-split apre un crepa, un pertugio su quella verità negata. L’incrinatura è sottile ma la minaccia è pesante. Se ne sono accorte le acute femministe, Naomi Wolf in testa, che, trafelate, corrono ai ripari annebbiando e infangando, minacciando e seducendo. Confondendo e depistando.

La falla sarà anche turabile, ma non è più occultabile. Effetto sognato e perseguito da noi con fatiche decennali. Bravo Julian: quanti piccioni con un solo legume! Quante cose occulte si svelano, quanti misteri, falsi e veri, si denudano. E questo è nuovo, imprevisto, dirompente.

Per te è stata chiesta la pena di morte: lo ha fatto anche un’infreddolita paladina della Libertà Redditizia e quella fa sul serio. Chiedilo ai karibù, hanno la nostra e tua stessa passione: l’altra libertà, quella d’esser qui a modo nostro.

Stiamo in campana amici, che Santa Klaus non resti senza renne, il web senza verità, Julian senza vita e i sessi senza sesso. Facciamo voti.

Diversamente, buone manette a tutti…


92 Commenti

Aliquis 1:19 pm - 13th dicembre:

Effettivamente io in questa storia non ci ho
capito molto, forse perchè, preso da vicende
personali, non ho seguito molto i mass-media.
Assange è accusato di stupro o soltanto per
non aver usato il preservativo? Se è vera quest’ ultima imputazione, io devo ricredermi sulla Svezia,
paese che consideravo altamente civile e che ammiravo molto. Bè, a quanto pare l’ umanità
è difettosa in ogni angolo del pianeta.

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armando 10:12 pm - 13th dicembre:

Sulla questione “stupro” si legga il Corriere on line che riporta notizia Ansa:
L’ACCUSA DI STUPRO
«Rapporti senza condom»
Ecco perché Assange rischia il carcere
Con una donna si ruppe il preservativo, con l’altra non lo usò.
L’uomo che ha amato due donne di troppo: la storia delle svedesi che hanno incastrato Julian Assange sembra un copione uscito dalla penna del giornalista e giallista Stieg Larrson. Il Daily Mail indaga sulle azioni consumate nell’arco di tre giorni che hanno portato il capo di Wikileaks davanti al magistrato londinese Caroline Tubbs con un’accusa di stupro e due di molestie sessuali: nascono dai rapporti, in due casi non protetti dal preservativo, che l’affascinante e squattrinato Julian ebbe nell’agosto 2010 con due ammiratrici, che erano entrare in contatto con lui in occasione di un seminario su «Guerra e ruolo dei media» organizzato a Stoccolma dal Brotherhood Movement, un controverso gruppo cristiano legato al partito socialdemocratico.
Il Mail chiama le donne per convenzione «Sarah» e «Jessica»: non sono i veri nomi, dal momento che il processo giudiziario è in corso. Sarah, una bionda attraente sui trent’anni, è l’addetta stampa di Brotherhood Movement e ha viaggiato il mondo inseguendo una serie di cause alla moda. Sarah e Julian non si erano mai visti prima, ma lei lo aveva invitato a stare nel suo piccolo appartamento nel centro di Stoccolma. Assange era arrivato l’11 agosto e dopo cena i due erano finiti a letto.
Né lui né lei contestano il fatto che durante il rapporto si era rotto il «condom», un evento che in seguito Sarah, una femminista radicale, ha definito «deliberato» da parte di Julian. Lì per lì però non ci fu animosità tra la svedese e il 39enne hacker australiano, che ha un figlio di 20 anni da una relazione giovanile fallita. Al punto che la funzionaria di partito continuò a ospitare Assange, organizzando perfino una festa in suo onore. A questo punto spunta «Jessica»: ventenne di Enkoping, una cittadina a 60 chilometri da Stoccolma. Vede Assange in televisione, in lei scocca la scintilla e si fa assumere tra i volontari che lavorano al seminario.
In quella occasione conosce anche Sarah. Avvicinato dalla ragazza, Assange non resiste e le fa la corte. Seguono vari incontri e un invito a vedersi a casa di lei. «Julian non aveva contanti, non voleva usare la carta di credito e “Jessica” gli comprò il biglietto del treno», scrive il Mail. Assange e la ragazza vanno a letto e fanno sesso due volte. Lui usa il preservativo, ma non fa il bis in un altro rapporto l’indomani mattina. Anche in quel caso il commiato è amichevole, con la promessa di rivedersi. Jessica però si spaventa: confida a Sarah di aver avuto un rapporto non protetto. A questo punto scoppia il patatrac: le due donne, che non sapevano l’una dell’altra, decidono di coalizzarsi contro l’hacker davanti a un magistrato. Spiega Sarah: «Non c’entra affatto il Pentagono. Assange è di un uomo con un’opinione distorta delle donne e a cui non piace farsi dire di no».

(Ansa)
07 dicembre 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mi sembra non necessitino commenti. Vorrei invece contribuire a sfatare il mito della Svezia paese altamente civile.
Solo due o tre “cosette”, oltre a questa. In Svezia vengono puniti i clienti delle prostitute ma non le prostitute. In Svezia è stato possibile pensare una proposta di legge parlamentare che voleva istituire una “tassa sul maschio”, in quanto considerato un genere “oneroso” per le casse statali. Nella civilissima e progressista Svezia si è praticata, fino a qualche decennio orsono, la selezione eugenetica. Forzata o indotta democraticamente, per cui venivano sterilizzati uomini e donne considerati non adatti a procreare per tare genetiche, insufficienze mentali etc. etc. (ampia documentazione disponibile).
A quale titolo può fregiarsi di civile un paese simile? Solo ad un titolo. Se si fa proprio quello sciagurato slogan (usato anche da noi i occasioni elettorali, e non sto a dire da chi), secondo cui la civiltà di un paese si misura da come sono trattate le donne. Non diversamente da quanto sosteneva il senatore Agnelli (nonno fondatore della Fiat) fra le due guerre “Ciò che è bene per la Fiat è bene per la nazione”, così lo slogan elettorale recitava che “Se le donne stanno bene, tutti stanno bene”.
Questo è il substrato culturale delle concezioni oggi prevalenti. Il senso è chiarissimo. Il benessere della metà della popolazione non conta nulla di nulla. E ditemi voi se questa è civiltà.

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sandro 12:30 am - 14th dicembre:

“Se le donne stanno bene, tutti stanno bene”
______________
Questo è esattamente il loro punto di vista: a posto loro, a posto tutti.
______________
“Il senso è chiarissimo. Il benessere della metà della popolazione non conta nulla di nulla. E ditemi voi se questa è civiltà”
______________
Se metà della popolazione non conta nulla, coerenza vuole che non gli possa neppure chiedere alcunché, men che meno di accollarsi l’ onere di difendere la nazione cui appartengono. Perché dovrebbero farlo? Cos’ hanno da perdere?
Se ne evince che problemi come questo
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-13/kamikaze-stoccolma-legato-ramo-114624.shtml?uuid=AYYxkJrC
le indomite amazzoni dai capelli biondi dovranno risolverlo da sole. Sempre che ne siano capaci.

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Alba C. 9:42 am - 14th dicembre:

Veramente un ottimo articolo da 10 e lode!

La storia del preservativo sta facendo sorridere un pò tutto il mondo, ma chissà…nel caso fosse una cosa seria potrebbero inserirlo a breve nella lista di oggetti da portare a bordo dell’aereo ad esempio….la “sicurezza nazionale” di questi tempi non è mai abbastanza…
;)

@sandro…
caro sandro, non bisogna di certo prendersela con le donne se qualcuno ha montato un caso, anzi “il” caso, su Assange.
In questo caso ci possono essere solo due motivi per una tale ostilità verso le donne.
Il primo è che gli agenti della CIA sono tutte donne (ma non credo…).
Il secondo sarebbe “qualcosa di più personale”, che io definirei “sindrome di Barnard” (Paolo)

Senza racore…
laugh

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Leonardo 10:11 am - 14th dicembre:

Alba C:
La storia del preservativo sta facendo sorridere un pò tutto il mondo
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Ed è questo il guaio, non si prendono sul serio le vicende riguardanti gli uomini e la loro sessualità.
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Alba C:
ci possono essere solo due motivi per una tale ostilità verso le donne.
Il primo è che gli agenti della CIA sono tutte donne (ma non credo…).
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Peggio: Quelli della CIA o sono sposati con tutte donne o sono gay.

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Rita 10:12 am - 14th dicembre:

Ciao Alba, oddio… a dire il vero forse le radici stanno un po’ più lontane.
Se il caso Assange è stato montato in Svezia è perchè lì c’è DAVVERO una legge per cui se un uomo fa sesso consenziente e gli si rompe il preservativo puo’ essere accusato di un reato la cui pena minima prevista, se non erro, è 4 anni di galera.

Come dire.. funzionale allo scopo.

Come dimostrare che il preservativo si è rotto accidentalmente? Conservare tutti i preservativi per sottoporli a perizia di parte nel caso dopo tempo (e quanto tempo?) ti si accusi di averlo volontariamente rotto?

Il problema, andando a ritroso, è quella legge esiste in Svezia, a quanto pare. E adesso si spiega anche il motivo per cui un paese tanto civile e all’avanguardia dal punto di vista dell’emancipazione femminile conti il pià alto numero di denunce di stupro in Europa.. siamo davvero così sicuri che fra queste denunce non ci siano altri casi “Assange” che non salgono alla ribalta della cronaca perchè magari il “caso” da montare interessa soltanto una persona o due e non il mondo intero?

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Rita 10:25 am - 14th dicembre:

e comunque cara Alba, senza rancore, naturalmente,.. non cesserà mai di stupirmi il “candore” col quale le mie co-generi liquidano la questione come “ostilità verso le femmine dovuta a qualcosa di personale”.

Anche perchè qui, in questo specifico caso, non sono certo eventuali “maschisfigatiacuinonladannomai” ad essere a rischio, ma proprio quelli a cui la danno. E’ il “dopo”.. il punto.

Senza rancore… esistono anche le femmine rancorose. Perchè si sono “sentite usate”, perchè “si sono sentite come un oggetto”, perchè “hanno percepito che l’uomo con cui sono state avrebbe un’idea distorta delle donne”.

Capisci su quali (labili) presupposti si puo’ basare una denuncia con effetti penali?

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Fabrizio Marchi 10:53 am - 14th dicembre:

“In questo caso ci possono essere solo due motivi per una tale ostilità verso le donne.
Il primo è che gli agenti della CIA sono tutte donne (ma non credo…).
Il secondo sarebbe “qualcosa di più personale”, che io definirei “sindrome di Barnard” (Paolo). (Alba C.)
Cara Alba C., è ovvio che la risposta te la sei già data da sola. E ci hai anche azzeccato…
“Perché tanta ostilità verso le donne?”, Ma è ovvio. Perché siamo repressi, anche abbastanza bruttini, le donne non ce la danno mai (come a Vergassola) e per questo siamo diventati misogini e maschilisti, pieni di rabbia, rancore e risentimento nei confronti dell’intero universo femminile. E questo, naturalmente, a partire dal sottoscritto, che è il fondatore di questo passatempo per sfigati.
Pensavi forse che ci fossero altre ragioni? Ma via… Questa, ahinoi, è la sola verità. Tutto quello che cerchiamo di spiegare in un centinaio di articoli nel sito sono solo false costruzioni ideologiche (cioè seghe mentali) che utilizziamo come paravento e come specchietto per allodole per cercare di coprire maldestramente la nostra condizione di maschi repressi. Un alibi, insomma. D’altronde, ciascuno nella vita deve arrangiarsi come può e noi cerchiamo di farlo nel modo migliore e più vantaggioso.
Ciò detto, la “questione Assange” oltre ad essere più seria e molto concreta (proprio come la nostra condizione personale), lascia purtroppo poco spazio all’ironia.
Fossi in te comincerei a preoccuparmi seriamente, perché messi da parte gli sfigati, di “veri uomini come ce n’erano una volta “, ne rimangono pochi in circolazione. Se poi li accusiamo pure di stupro per non aver usato il profilattico, la vedo veramente dura…anche per le “migliori”…
Questo è il mondo che avete voluto. Come si suol dire, “Avete voluto la bicicletta? E ora pedalate”.
A noi questo mondo non piace e vorremmo cambiarlo, come cerchiamo di spiegare ai più volenterosi .
Ma noi non facciamo testo: siamo sfigati…
In ogni caso benvenuta (questa volta senza ironia) anche a nome di tutti/e gli altri amici e amiche del blog. Ci auguriamo di avere ancora il tuo contributo.
Fabrizio

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ckkb 12:59 pm - 14th dicembre:

Credo che se il genere femminile in questi decenni si fosse rivolto ad una agenzia di pubblicità perchè costruisse la peggiore immagine possibile del genere femminile stesso, non avrebbe ottenuto quanto stanno ottenendo le “avaguardie femminili” che si sono occupate ad oggi della “liberazione della donna e della sua affermazione”. Perchè quello che sta consolidandosi nell’immaginario collettivo, sia maschile sia femminile, è l’associazione per la prima volta nella Storia tra sesso femminile e galera: “chi dice donna dice galera”. Care amiche davvero vi sta bene così?
I siti in cui i maschi si preoccupano di segnalare questa progressiva costruzione “pubblicitaria negativa” dell’immagine del femminile (es. UBeta), stanno facendo esattamente il contrario: affermare la necessità di preservare nell’immaginario collettivo il fascino femminile di sempre. E chi lo sta facendo sono proprio gli uomini sposati, che amano la propria moglie e sono riamati, hanno responsabilità genitoriali e professionali, e desiderano che l’altra metà del cielo resti una promessa di libertà e di felicità. Rispetto a chi tace alle donne questa evidenza o le lusinga, hanno una caratteristica: hanno davvero a cuore le donne. Chi altri, se non spinto dall’amore, si darebbe questa cura?

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Marco 1:24 pm - 14th dicembre:

@ Alba C -
Veramente un ottimo articolo da 10 e lode!

La storia del preservativo sta facendo sorridere un pò tutto il mondo, ma chissà…nel caso fosse una cosa seria potrebbero inserirlo a breve nella lista di oggetti da portare a bordo dell’aereo ad esempio….la “sicurezza nazionale” di questi tempi non è mai abbastanza…
;)

@sandro…
caro sandro, non bisogna di certo prendersela con le donne se qualcuno ha montato un caso, anzi “il” caso, su Assange.
In questo caso ci possono essere solo due motivi per una tale ostilità verso le donne.
Il primo è che gli agenti della CIA sono tutte donne (ma non credo…).
Il secondo sarebbe “qualcosa di più personale”, che io definirei “sindrome di Barnard” (Paolo)

Senza racore…
@@@@

Il fatto sconcertante è che, tolta Rita, (vera e propria mosca bianca) non c’è una donna che non faccia ragionamenti sciocchi e superficiali come i tuoi.
Siete veramente patetiche.

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Marco 1:40 pm - 14th dicembre:

Riguardo all’ostilità femminile verso gli uomini, per non parlare della loro presunzione, basta fare qualche ricerca su google per rendersi conto che, ovunque, vi sono articoli e commenti scritti da acidissime donne straconvinte di essere “superiori” agli uomini.
Un esempio fra i tanti è questa povera mentecatta qui:
http://prideandpedicure.splinder.com/post/23513754
Per non parlare di queste citazioni riportate su antifeminist.
http://antifeminist.altervista.org/risorse/citazioni_femministe.htm

Ora, ci sarebbe da chiedersi: da cosa ha origine tutto questo risentimento femminile? Forse dal fatto che sono dei cessi ambulanti? Forse perché sono brutte, basse e cellulitiche? Forse perché nessuno se le scopa?
Alba, tu cosa ne pensi al riguardo…?

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Damien 2:28 pm - 14th dicembre:

“Noi siamo le donne, sarete RIEDUCATI, ogni resistenza è inutile!”

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armando 2:50 pm - 14th dicembre:

Il mondo che sorride, gli agenti gay, etc. etc., sono esempi di commento alla vicenda Assange che stanno in buona compagnia con quelli dei quotidiani tutti tesi ai “guai” internazionali, ma completamente disattenti al significato più importante della vicenda. Più importante, certamente, perchè il resto più o meno era immaginabile. Giudizi sprezzanti, riunioni segrete, decisioni ufficialmente prese per un motivo ma in realtà per un altro e così via. E’ la politica, e non esiste alcun paese e alcun regime in cui non accade.
Invece siamo sempre lì. E non si vuole capire, perchè troppo crudo ammetterlo a se stessi da parte dei maschi o perchè troppo smaccato e evidente il potere assoluto conferito alle donne, che la vicenda Assange è una cartina tornasole perfetta sulla condizione maschile attuale nei paesi “civilissimi”. Al Capone fu arrestato per “evasione fiscale”, un pretesto ma che almeno aveva il pregio di essere vero. Assange è stato arrestato per non aver fatto assolutamente nulla di nulla di ostile verso nessuna donna. Eppure è in carcere per questo motivo, e con tutti i crismi di legge. Una cosa abnorme che dovrebbe far pensare chi ha conservato un minimo di onestà intellettuale. Si sono costruite nel tempo armi micidiali contro i maschi, ed ora vengono usate. Le hanno costruite i maschi di potere in alleanza con un femminismo rancoroso e che odia il maschile in sè. Per ora colpiscono i maschi più deboli (come i padri separati accusati di molestie false in oltre l’80% dei casi), o come Assange divenuto personaggio scomodo. Ma prima o poi finiranno nel tritacarne anche i maschi che credono di essere esenti dalla trappola che hanno contribuito a tendere.
Pensiamo un attimo a un mondo modello “svedese”. La conseguenza nel lungo termine non potrà che essere una. Gli uomini si allontanerebbero dal contatto con le donne per timore di finire in galera o comunque imputati per il di lei capriccio. E non potrebbero neanche andare con una prostituta perchè anche quello sarebbe reato.
Domanda: è questa liberazione sessuale o il suo esatto opposto? Altro che l’oscurantismo clericale, questo è moralismo ipocrita laicista. E, sempre nel lungo periodo, che vantaggi deriverebbero alle donne, che una volta passata la sbornia da onnipotenza si ritroverebbero senza sponda maschile? Già stanno rimpiangendo “il maschio di una volta”, che anima la loro ancor fresca memoria.Dopo qualche anno non ci sarebbe più neanche quella, e uomini e donne finirebbero per odiarsi per motivi opposti ma identici. LE donne rimprovererebbero gli uomini di non essere più tali, e gli uomini le donne per lo stesso motivo.
Sarà la liberazione non del sesso, ma dal sesso.

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Alba C. 5:50 pm - 14th dicembre:

Leonardo 10:11 am – 14th dicembre:

Alba C:
La storia del preservativo sta facendo sorridere un pò tutto il mondo
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Ed è questo il guaio, non si prendono sul serio le vicende riguardanti gli uomini e la loro sessualità.
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E chi dovrebbe farlo? I grandi media corporativi tipo il NYT che hanno creato la “bolla Assange”? Non riescono nemmeno a fare informazione figuriamoci se possono preoccuparsi della sessualità degli uomini!

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@Rita

Dovresti leggere con più attenzione quello che ho scritto. Nel commento di Sandro le affermazioni erano tutte molto “generiche” sulle “donne” e non sul caso specifico di Assange, infatti ho specificato dicendo “in questo caso”…

La legge svedese è atroce e discriminatoria, però se esiste questa legge ci saranno sicuramente uomini che veramente subiscono delle ingiustizie, e bisognerebbe parlare di quelli, non di Assange, perchè (lo ribadisco ancora) lui è una “bolla mediatica” creata a tavolino per altri scopi, e forse non è nemmeno una vittima…è “straprotetto” dalle persone alle quali ha deciso di farsi usare….e non credo gratis…

Per ingiustizie così gravi bisognerebbe scegliere meglio “il paladino”….perchè ad Assange non succederà nulla, mentre per altri poveri Cristi, ma comuni mortali andrà peggio.

” ci sono personaggi di ombre e fumo della cui biografia ci sono solo approssimazioni”

Nel KGB ci sono vecchi documenti (anni 1986-88) dove già appare il suo nome…

Se si decide di guadagnare soldi in un certo modo, bisogna correre qualche rischio e mi sembra che lui non se la passi tanto male, altri nel “suo ambiente” ci hanno rimesso la pelle e io non credo proprio che lui corra questo rischio, anzi…

Quello che voglio dire cara Rita, è che Assange è la mascotte sbagliata di una giusta causa….un pò come lo sarebbe un barile di petrolio al posto del panda del WWF. Assange non è un personaggio scomodo, come dice qualcuno, sta compiendo il suo dovere…esattamente come Bin Laden…

@Fabrizio Marchi

Io mi occupo di tutt’altro nel mio blog, se non avessi visto questo articolo in un sito di “controinformazione” come il mio, non sarei passata da queste parti, quello che voglio dire è che io sono informata sugli argomenti che tratto di sovente, quali “operazioni mediatiche”, politica, complotti….tutte cose molto, ma molto correlate con Assange. Si stanno da anni emanando leggi, sia negli Usa che in Europa per restringere la libertà in rete, c’è già la possibilità di leggi di emergenza per un blackout totale di internet. La storia di Assange è un altro ottimo pretesto per andare vanti in quella direzione. Sono state lanciate petizioni per Assange, per i suoi soldi bloccati…ho sorriso ancora di più che per il preservativo…

Se si vuole approfittare della storia di Assange per parlare di problematiche più serie, ci sta ogni discorso fatto, ma preoccuparsi di questa “povera stella”, vuol dire non sapere nulla di lui. Ha firmato un contratto e lo sta rispettando. Punto.

Dici di essere il “fondatore di questo passatempo per sfigati”, non mi ero accorta che fosse ciò finchè non mi sono accorta che nessuno ha capito ciò che dicevo, ma invece sono stata vista come quella che odia gli uomini, niente di più falso, se odiassi gli uomini, cambierei sesso per andare con le donne, ma non ci penso proprio!

Riguardo l’altro tizio quello che ha scritto:

“non c’è una donna che non faccia ragionamenti sciocchi e superficiali come i tuoi”

…Premesso che i ragionamenti non possono essere sciocchi a priori solo perchè uno non li capisce,… questo è il classico motivo della condizione di “sfigato”…

Chi si avvicinerebbe ad uno così?

Anzi A chi si avvicinerebbe uno così? A nessuna….perchè le donne sono “tutte così”…ma è una sua scelta…

E lo dici anche TU caro Fabrizio, fondatore del club…:

“(…) perché messi da parte gli sfigati (…)…”

Gli sfigati sono tali nel momento in cui decidono di mettersi da parte ribadendo ossessivamente che “tutte” le donne…ecc, ecc…

Il mondo non si cambia con l’astio, ma con il dialogo, eppoi detto tra noi…l’astio non è molto afrodisiaco.

Comunque che sia chiara una cosa al proprietario del sito: dai commenti pubblicati vengo dipinta come una che odia gli uomini, se a causa di questo dovesse succedere (anche una sola volta) che io vada “in bianco”, ti trascino in tribunale e chiedo un risarcimento…ovviamente commisurato al danno!
;)

P.S. C’è una cosa che non ho capito in tutta questa storia…
Ma perchè dovete andare per forza in Svezia per ………?

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Damien 6:03 pm - 14th dicembre:

@Armando

Una donna, complice l’amante, uccide il marito!
Tutto il mondo si mobilita in sua difesa..

Un uomo, dopo anni, causa un preservativo rotto ed una copula non protetta, viene arrestato con la scusa dello stupro…accusa futile e strumentale..

Santa Sakinen e Porco Assange..

10 a 1 che la Santa se la cava ed il Porco verrà estradato..

Qualcuno ha un Alka Seltzer?

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Marco 8:12 pm - 14th dicembre:

@ Alba -
Il mondo non si cambia con l’astio, ma con il dialogo, eppoi detto tra noi…l’astio non è molto afrodisiaco.

Comunque che sia chiara una cosa al proprietario del sito: dai commenti pubblicati vengo dipinta come una che odia gli uomini, se a causa di questo dovesse succedere (anche una sola volta) che io vada “in bianco”, ti trascino in tribunale e chiedo un risarcimento…ovviamente commisurato al danno!
;)

P.S. C’è una cosa che non ho capito in tutta questa storia…
Ma perchè dovete andare per forza in Svezia per ………?
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Madonna mia, che strazio che sei…

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Marco 8:21 pm - 14th dicembre:

Se Armando non si arrabbia, riporto questo suo articolo, pubblicato sul sito dei maschi selvatici.
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December 10, 2010
Assange, Wikileaks e lo stupro. Di chi?
di Armando Ermini

Non ho particolare simpatia per Julian Assange, anzi. Ritengo, ad esempio, che la sua opinione sugli attentati dell’11 settembre sia figlia di pregiudizi ideologici. Credo anche che Wikileaks sia tutt’altra cosa da un giornalismo d’inchiesta vero, meglio se supportato anche da documenti, che si proponga di svelare i retroscena opachi di accadimenti tragici. La diffusione indiscriminata di migliaia di documenti segreti o riservati, molti dei quali contengono pettegolezzi, si presta anche all’accusa di essere voluta per scopi incoffessabili da qualcuno ben più potente di Assange. In ogni caso è figlia di una pseudo cultura per la quale non debbano esistere “segreti” o aree di riservatezza, una concezione secondo cui tutto debba per forza essere illuminato a giorno. Non è così per i singoli, e sfido chiunque a sostenere di esprimere sempre liberamente, ad alta voce e in ogni ambiente, le sue opinioni sugli altri. Sarebbe la guerra puramente distruttiva di tutti contro tutti, e renderebbe impossibile qualsiasi relazione umana. A maggior ragione lo stesso criterio vale per i rapporti fra Stati (e fra Statisti).
Chiarito questo, ritengo anche, però, che il vero stupro in atto sia quello contro Assange, e che le accuse risibili con cui viene incastrato svelino molto dell’odierna condizione maschile.
Mi ha fatto impressione e pena ascoltare il ministro Frattini perorare la cattura del colpevole, il suo processo e la condanna per i “crimini commessi”. Quali? Spionaggio, attentato alla sicurezza nazionale, diffamazione di capi di Stato e di governo? Macchè! Niente di tutto ciò. Evidentemente, per quanto disdicevoli, le rivelazioni di Wikileaks non ricadono in quelle fattispecie. Contro Assange è stato emesso mandato internazionale di cattura e mobilitata l’Interpol per il reato, udite udite, di aver fatto all’amore con due donne consenzienti ma senza usare il preservativo. Lo chiarisce il Corriere on line del 7 dicembre (LEGGI QUI’) . Nella democraticissima Svezia, paradiso delle pari opportunità e della liberazione sessuale femminile, un rapporto fra consenzienti ma senza preservativo può diventare uno stupro se lei, anche dopo del tempo, si spaventa e ci ripensa. Non riesco a definire la questione se non col termine “allucinante”. Cosa diranno ora i sostenitori di Wikileaks, che in grande maggioranza sono anche gli stessi che si scagliano un minuto si e l’altro anche contro il “maschilismo patriarcale”, contro la sessualità maschile “predatoria” ed a fianco delle donne sempre e comunque vittime, tanto da elevare a prova la loro semplice parola? Si renderanno conto o no di aver fabbricato una trappola mortale entro la quale ogni maschio può cadere da un momento all’altro? E cosa potranno obbiettare agli altri maschipentiti, per intenderci quelli di “potere” che il linguaggio politically correct definisce sempre come “maschilisti”? In fin dei conti le “civilissime “ leggi alla svedese le fanno insieme. Poi ciascuno le usa secondo la propria convenienza. Non potranno obiettare nulla! Né avranno un sussulto di coscienza, perché il loro pregiudizio antimaschile è così radicato che, passata la bufera, riprenderanno tranquillamente a baloccarsi con quei provvedimenti di cui si fanno vanto. E gli altri, quelli che queste leggi hanno usato? Anch’essi nulla diranno e faranno. Perché fa comodo disporre di tali potenti strumenti per incastrare a piacimento chi, purchè maschio, diventa scomodo. Almeno finchè non finiranno per esserne travolti essi stessi, cosa che, è solo questione di tempo, avverrà certamente. Non è un caso che fra tutti i commenti giornalistici non sono riuscito a trovarne neanche uno, di “destra” o di “sinistra”, che leggesse la questione sotto questo punto di vista. Intanto gli uomini “normali”, quelli contro i quali quelle leggi sono fatte, continueranno ad essere incarcerati sulla parola (di Lei) per aver fatto l’amore con una donna che sembrava d’accordo, continueranno a vedersi sottratti i figli sulla base di false accuse di molestie sessuali formulate dalle ex (oltre l’80% come dicono le statistiche giudiziarie italiane).
Se tutta questa vicenda ha un merito è che fa emergere con chiarezza una verità offuscata e taciuta. Potere e femminismo antimaschile non sono affatto antitetici, sono alleati, sono anzi la stessa cosa e si avvalgono, ciascuno per scopi propri ma convergenti, delle stesse armi. Questo mondo, al contrario di ciò di cui i media vorrebbero convincerci, è sempre meno un “paese per maschi”.

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Marco 8:38 pm - 14th dicembre:

x Alba
>
Pensieri e parole del genere, sono la norma fra le nuove generazioni femminili, e non solo sul web.

http://www.fasancult.org/fasancult/threads/439-Gli-Uomini-Sono-Tutti-Stupidi
Perciò chi sono le sfigate…? E cosa c’è di “afrodisiaco” in donne del genere?

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Rita 8:46 pm - 14th dicembre:

Alba: secondo me, non è questione di scegliere un “paladino”.

Mi sembra che nell’articolo sia scritto chiaro.

Questo caso, proprio per le implicazioni di interesse internazionale ha messo in luce questo:

“In tal modo milioni di uomini, per la prima volta, vengono a sapere che lo stupro, nel XXI secolo, non è quel che credevano, non è più solo violazione della contrarietà femminile (espressa) ma si estende senza limiti fin là dove né essi né alcun apocalittico dei tempi andati avrebbero osato spingersi.

Scoprono che stupro è anche sesso senza condom, sesso continuato nell’interruzione tacita del consenso, sesso senza corteggiamento, sesso con due diverse in due diverse notti, “stronzaggine narcisistica” post coitum, “…avere un’opinione distorta delle donne…” .

XXXXXXXXXXXX

Io francamente poi, sarò più ingenua di te, ma non ho visto tutta questa preoccupazione per la “pora stella” di Assange smile

Scrivi che bisogna cercarsi altri “paladini”. Ce ne sono a migliaia, e mica solo in Svezia, anche in Italia. Secondo te come gli si da visibilità, visto che qualsiasi iniziativa a favore della discriminazione maschile viene vista di volta in volta, come giustificazione degli stupratori (eh be, … si è visto quale significato ha la parola “stupratore” con Assange), la distrazione di fondi che potrebbero essere più proficuamente impiegati per le cause femminili.

Qui ormai siamo arrivati al “basta la parola” come l’Euchessina. Te ne sei mai resa conto?.

Lo sai che un paio d’anni fa qui in Italia venne condannato un uomo a 10 giorni di carcere con annessa multa per aver guardato una signora seduta di fronte a lui sul treno? E che per arrivare a questo furono impiegati due poliziotti che lo seguirono per un paio di giorni per verificare l’accusa, senza peraltro nulla rilevare?

Credi che sia diventato un “paladino”? No, fu liquidato, (vado a memoria) dall’ineffabile Flavia Amabile su “La Stampa” con un articolo dal titolo trionfante “Finalmente le donne ora denunciano”..

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sandro 8:54 pm - 14th dicembre:

“caro sandro, non bisogna di certo prendersela con le donne se qualcuno ha montato un caso, anzi “il” caso, su Assange.
In questo caso ci possono essere solo due motivi per una tale ostilità verso le donne.
Il primo è che gli agenti della CIA sono tutte donne (ma non credo…).
Il secondo sarebbe “qualcosa di più personale”, che io definirei “sindrome di Barnard” (Paolo)

Senza racore…”
_____________
E quale sarebbe, codesta sindrome?
Sarei curioso di saperlo, dato che non riesco a cogliere l’ attinenza con quanto ho scritto.

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Marco 8:58 pm - 14th dicembre:

E questo è un altro esempio di “superiore empatia femminile”…
http://www.pianetadonna.it/coppia/sentimento/le-frasi-piu-stupide-di-un-uomo-per-rimorchiare-o-lasciarti.html
Alla faccia del “sesso superiore”.

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Fabrizio Marchi 9:44 pm - 14th dicembre:

Cara Alba C., nessuno di noi pensa che Assange sia il martire di chissà quale rivoluzione, né abbiamo mai sostenuto una simile tesi. Circolano tante voci su questo personaggio, qualcuna anche sensata, fra cui anche quella che potrebbe essere un agente della CIA o del Mossad.
Comunque sia, per noi è del tutto indifferente, perchè ciò che ci preme sottolineare, è la vicenda, altamente simbolica ma con una ricaduta molto concreta (soprattutto per tanti altri sconosciuti poveri cristi,come tu stessa giustamente affermi, vittime di queste leggi liberticide e antimaschili, e che non sono in grado di pagare centinaia di migliaia di euro di cauzione per uscire di galera…), di cui è protagonista, e non sapere se sia a stipendio di questo o quel servizio segreto o di questa o quella lobby o potentato internazionale. E sono convinto che tu abbia compreso perfettamente il senso del nostro messaggio.
Chiarito questo, noi possiamo anche essere degli ottusi, oltre che degli sfigati (sembrerebbe, peraltro, se non ho capito male, che i due aspetti si sovrappongano), rimane il fatto che il tuo esordio è stato quello che è stato.
Te lo ripeto, a scanso di equivoci:” In questo caso ci possono essere solo due motivi per una tale ostilità verso le donne.
Il primo è che gli agenti della CIA sono tutte donne (ma non credo…).
Il secondo sarebbe “qualcosa di più personale”, che io definirei “sindrome di Barnard” (Paolo)”.
Ora, possiamo anche produrci in una serie di tripli salti carpiati ma il risultato non cambierebbe perché il messaggio che ci mandi, ironico quanto vuoi (e non ce la prendiamo di certo per questo), contiene un retro pensiero (neanche tanto retro) di una chiarezza estrema, che su per giù è il seguente:”Ho visitato, poco o tanto, il vostro sito e ho capito che non siete proprio dei maschilisti reazionari, fascisti, sessisti e razzisti (e per questo vi do udienza altrimenti non vi avrei neanche presi in considerazione), ma un pochino sfigati e quindi incazzati con le donne, sì, diciamoci la verità”.
Mi sbaglio? Può essere. E’ vero anche che ti stavi rivolgendo solo ad uno di noi, tuttavia l’impressione rimane quella … Anche la frase con cui concludi il tuo secondo post, che riporto, sembrerebbe confermare la mia “tesi” (che parolona…):”P.S. C’è una cosa che non ho capito in tutta questa storia…
Ma perchè dovete andare per forza in Svezia per ………?”
Per fare cosa? Perché non hai concluso la frase? Forse ti sembrava eccessiva? Ma via…Non ci formalizziamo da queste parti…
E ancora, cito testualmente:” Comunque che sia chiara una cosa al proprietario del sito: dai commenti pubblicati vengo dipinta come una che odia gli uomini, se a causa di questo dovesse succedere (anche una sola volta) che io vada “in bianco”, ti trascino in tribunale e chiedo un risarcimento…ovviamente commisurato al danno!”.
Ironia a parte, che anche in questo caso accettiamo di buon grado (oltre che a prendere atto che tu, “in bianco”, buon per te, non ci vai mai…), mi pare che il senso sia più o meno lo stesso.
Su una cosa però sono d’accordo con te:” Il mondo non si cambia con l’astio, ma con il dialogo, eppoi detto tra noi…l’astio non è molto afrodisiaco”. (Alba C.)
In questa sede se sia afrodisiaco o meno mi interessa poco o nulla. Concordo però con il concetto che l’astio non porta a niente e soprattutto non aiuta a trasformare il mondo. Neanche la derisione però, ne converrai, specie quando ci si presenta per la prima volta in casa d’altri (comunque sia benvenuta). In questo caso sarebbe sufficiente un pizzico di sensibilità in più, solo un pizzico. Prova a pensare se avessi pronunciato le tue stesse parole, a parti invertite, in un sito femminile o femminista, del tipo, che so, uno a caso, Femminismo a Sud. Quale sarebbe stata la reazione? …
E’ opportuno, a questo punto, ribadire anche a te ciò che ho ripetuto qualche centinaio di volte a tante altre persone. Gli orizzonti culturali, i valori, la filosofia e la strategia degli Uomini Beta si evincono dagli articoli pubblicati sulla homepage del sito, nello spazio degli “articoli” e in quello degli “editoriali” e non dal blog (cioè la spazio dei commenti) che è un luogo assolutamente libero creato appositamente per permettere a tutti/e di esprimere la propria opinione, nel rispetto, ovviamente, della dignità e delle opinioni degli altri nonchè dei principi contenuti nella nostra “Carta Costituzionale” (i Principi), pubblicata anch’essa sulla homepage.
Ciò detto, se ne hai voglia, mi pare che potrebbero esserci le basi (e parlo seriamente) per allacciare un confronto che potrebbe essere costruttivo. Forse sarebbe più opportuno, giunti a questo punto, mettere da parte improbabili atteggiamenti ironici o pseudo tali che, allo stato e al momento, potrebbero non esserci di aiuto.
Molto meglio, per ora, se ne hai voglia, entrare nel vivo delle questioni. Per cazzeggiare abbiamo tempo, e vedrai che non mancherà occasione…
Naturalmente, sempre che tu sia disposta a mettere quanto meno in stand by, come si suol dire, quest’altra tua affermazione:” Chi si avvicinerebbe ad uno così? Anzi A chi si avvicinerebbe uno così? A nessuna….perchè le donne sono “tutte così”.
Se avrai modo di frequentare il nostro sito capirai che siamo molto meno spigolosi di quanto possa sembrare ; sicuramente conflittuali (e meno male, ce n’è bisogno, specie oggi) ma non astiosi.
Fabrizio

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armando 10:05 pm - 14th dicembre:

A me questa storia degli “sfigati” ha proprio stufato. Si guardassero i molti blog femminili in cui si esprime da una parte rancore, dall’altra vittimismo e dall’altra ancora (sono blog tridimensionali) senso di superiorità verso gli uomini.
Poi ne potremmo riparlare, di sfigati e sfigate.
armando

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Rino 10:12 pm - 14th dicembre:

Trovo ottimi tutti i commenti, li sottoscrivo e ringrazio chi li ha postati. Anche quelli di Alba sono ottimi, perché confermano che non stiamo sbagliando.
Invece di trovare aberrante e inaudita un’incriminazione per condom-split o per mancato uso del medesimo, la trova ridicola.
Ne ho sentite e sentiti tanti in questi giorni dire la stessa cosa.

Massa di perdizione!

Nessuno trova ridicolo che (nel paese X) una ragazza venga incarcerata con l’accusa di aver salutato un coetaneo. Tutti lo trovano criminoso, folle e terribile. E tutti risalgono dal frutto alla pianta: dominio maschile, misoginia etc etc. Qui invece si ride e della pianta non ci si cura.

Del resto, quando la Bobbit tagliò il pene al marito, rise il mondo intero. Eppure se si viene a sapere che qualcuno ha fatto la stessa cosa ad un cane, non si ride, si inorridisce.
Anche nei cani c’è qualcosa di intangibile. Nei maschi umani no.

Non lo trovate fantastico?

RDV

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sandro 2:30 am - 15th dicembre:

“A me questa storia degli “sfigati” ha proprio stufato”

_______________
Lo sfigato?
Colui che corre dietro alle donne, ovvero il cane di Mustafà:
http://www.youtube.com/watch?v=ACogHja4aGo

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Alba C. 10:19 am - 15th dicembre:

“…QUELLO CHE ABBIAMO QUI E’ IL FALLIMENTO DELLA COMUNICAZIONE!”

(diceva Paul Newnan in un film…)

Rispondo solo a commenti sensati come quelli di Rita e Fabrizio Marchi, ovviamente, perchè se si vuole creare una discussione non si può perdere tempo con chi insulta o provoca (cioè tenta di provocare)…

A chi non capisce che “il risarcimento danni” e la “svezia” erano semplici battute non so proprio cosa dice sinceramente, però a te Fabrizio vorrei dire che nel tuo articolo (e mi sembra di intuire che sia da parte tua che di altri anche nella frase “articolo da dieci e lode” sia stato visto un sarcasmo che non c’era assolutamente), di ironia ce n’è parecchia, non vedo perchè non possa esserci nei commenti oppure quella nei commenti debba essere vista come una derisione “in casa di altri”.

A Rita ho già detto che se la storia di Assange vuole essere un motivo per parlare di problematiche serie, ci sta ogni discorso, e mi sembra che hai confermato il fatto che era questo lo scopo.

E mi fa molto piacere, perchè questo vuol dire che continuerete a parlarne anche quando sarà passata la moda Assange.

Hai confermato però anche quello che dicevo io, cioè che chi non ha santi in paradiso come Assange….cioè i poveracci in Svezia che veramente hanno problemi con quella cosa che chiamano impunemente “Giustizia”, stanno in carcere…

Io la preoccupazione per la “pora stella” l’ho vista invece (e nel caso avessi frainteso o capito male, è un motivo per tanta ostilità?), perchè se si batte il tasto sul fatto che Assange è stato accusato ingiustamente per stupro (ed è vero che è stato un pretesto…l’unico che hanno trovato), sembra che sia LUI la vittima di queste leggi insulse.

Al di là della legge svedese, in generale anche il fatto che “solo l’uomo sia responsabile” del profilattico, per l’ovvio fatto che solo lui lo può indossarlo fisicamente, è già una discriminazione di per se.

Ma tornando ad Assange tutto quello che dicevo è confermato anche dagli ultimi eventi, dopo settimane in cui nessuno riusciva a trovarlo…(Putin avrebbe sguinzagliato 2000 agenti per questo)…finalmente riescono a prenderlo, riescono a trovare un pretesto per arrestarlo, eppoi nonostante la fatica che ci vorrebbe a ritrovarlo viene rilasciato su cauzione…grazie ai suoi legami con la famiglia Rothschild…

@Fabrizio

Ci sono milioni di siti e blog in rete, credo che tu come me ne conosci solo lo 0,00000000001%, per quale motivo se dico che “sono passata di qua solo per aver visto l’articolo in un sito che seguo sempre e che si occupa di tutt’altro” deve essere visto come un atto di “superiorità” da parte mia? Sono sicura che nemmeno tu hai mai visto il mio, se lo hai visto lo hai conosciuto adesso, e se lo conoscevi ce sono altri migliori del mio che non conosci, cosa c’è di male in questo?

Il paragone che “se (tu) avessi pronunciato le mie stesse parole, a parti invertite, in un sito femminile o femminista, del tipo, che so, uno a caso, Femminismo a Sud….non sta in piedi, qui ci siamo virtualmente incontrati, mentre su siti “femministi” non sarebbe mai successo, perchè credo che le femministe siano stupide quanto i maschilisti, anzi un pizzico in più, perchè tutte le femministe al 100% odiano gli uomini, mentre nell’uomo maschilista non è sempre presente l’odio verso la donna, ci sono canoni e pensieri molto diversi secondo me.

Poi dici:

“Per cazzeggiare abbiamo tempo, e vedrai che non mancherà occasione…”

Io questo tempo non ce l’ho, e mi dispiace che in un commento così lungo siano state lette e prese in considerazione solo battutine alla fine e non solo da te.

Come mi dispiace che la frase:

”Chi si avvicinerebbe ad uno così? Anzi A chi si avvicinerebbe uno così? A nessuna….perchè le donne sono “tutte così”….

riferita ad una sola persona che mi ha definito “sciocca”, sia stata poi tanto “sentita” anche da altri.

Non mi sembrano queste le basi per una sana discussione sinceramente, soprattutto perchè tutti gli argomenti prima delle “battute” finali mi sembra che siano stati relegati da te all’ “arrampicarsi sugli specchi”, quando poi io ho detto sempre la stessa identica cosa su Assange fin dall’inizio.

Se non avrò tempo di leggere altri articoli in questo blog, o se non mi andrà più di partecipare a discussioni in cui posso solo (in vano) difendermi da pregiudizi, perchè ho altro da fare, questo non deve essere letto come una sorta di superiorità…le cose di cui mi occupo io non sono più importanti, sono semplicemente quelle a cui amo interessarmi, e ti assicuro che richiedono molto tempo, non curo solo il mio orticello-blog, ma collaboro con molti altri siti e blog, ho anche un canale YT, alcuni video sono stati pubblicati da Massimo Fini, Paolo Franceschetti, ArcoirisTV, Daniele Martinelli, uno è stato trasmesso persino su Rai4.

Ho articoli pubblicati su Disinformazione.it, Megachip2, Arianna editrice, ho scritto un articolo con Marco Cedolin (autore di diversi libri) e pubblicato su Luogocomune.net, senza contare siti stranieri come il blog di Richard Rozoff, noto giornalista investigativo, ho articoli, su Reseau Voltaire, e il primo pubblicato lo ha inviato al sito Adrian Salbuchi in persona, e ultima recente soddisfazione sono entrata a far parte di Tlaxcala, una doppia soddisfazione perchè è una cosa che possono fare tutti, basta proporsi…però io non mi sono proposta sono stata contattata su skype da uno dei gestori del sito.

Tutto questo non è per dire che sono superiore a qualcuno, ma solo per dire che per fare tutto questo ci vuole una grande passione tanto grande quanto è poco il tempo a disposizione da passare al pc, e non è cosa da poco per una persona sciocca fare tutto questo, anzi richiede uno sforzo maggiore rispetto a chi è più intelligente o no?!

Non so se ripasserò da qui…non credo dipenda da me, a questo punto, prendila come un’offesa o quello che vuoi, ma io ho altro da fare che sentirmi dire che mi arrampico sugli specchi o che sono sciocca.

(non l’hai detto tu, ma hai difeso e riportato il commento del “genio” che lo ha partorito)

Un caro saluto a tutti, sperando che non sia un addio.

Alba

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Aliquis 1:13 pm - 15th dicembre:

Bè, mi è crollato il mito della Svezia. Mi chiedo quale sia oggi il paese dove c’è il maggior equilibrio
tra i due sessi. Io non ho problemi ad ammettere di essere uno sfigato. Sofferente di fobia sociale (se non sapete cos’è cercatela su wikipedia) e forse di
sindrome di Asperger, non sono mai stato in grado
di corteggiare una donna. Riesco a comunicare in
modo profondo soltanto scrivendo. Ma non vedo perchè dovrei vergognarmi della mia condizione.
Non è colpa mia se la mia condizione è questa.
Sono nato così. Non posso cambiare. Non ho stabilito io le regole della società nella quale sono
nato. Ma io non me la prendo con nessuno per
questo. Ho sempre odiato qualsiasi generalizzazione del tipo “E’ colpa di questo o di
quello”. Nessuno è responsabile delle regole della società in cui nasce, da qualunque parte nasca. La
colpa è della società in generale e non delle sue singole componenti. So bene che un’ uomo, per essere gradito ad una donna, deve soddisfare delle condizioni che io non posso soddisfare. Ma io non odio nessuno per questo. Non sono incazzato e sono incapace di provare rancore. E sono felice lo stesso. La felicità consiste nell’ essere coerenti con se stessi e nel sapere di aver fatto sempre
il meglio che si poteva fare. Anche se non ho conosciuto l’ amore mi sono dedicato ad altre cose
e sono fiero di quel poco che ho realizzato.
Sono capitato su questo forum per caso, perchè
cercavo notizie, per pura curiosità, sul caso Assange. Cordiali saluti e auguri a tutti e a tutte.

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Fabrizio Marchi 4:38 pm - 15th dicembre:

Caro Aliquis, una cosa è certa: non hai nessuna ragione per doverti vergognare di nulla, tanto meno per una tua condizione di disagio o di sofferenza personale. E questo a prescindere dalle cause, anche le più disparate, che la determinano.
Partendo da questo presupposto, ti invito amichevolmente ma risolutamente a smettere di definirti uno “sfigato”. Sei un uomo dotato di consapevolezza e lucidità; lo si capisce da come ti esprimi. E un uomo siffatto non è e non sarà mai uno “sfigato”.
Siamo abituati a non attribuire eccessiva importanza al linguaggio, che tendiamo ad utilizzare meccanicamente. Comportandoci in questo modo commettiamo un errore madornale perchè è proprio attraverso il linguaggio che noi determiniamo la realtà, quindi anche e soprattutto noi stessi. Di conseguenza, è assolutamente necessario invertire la rotta, da questo punto di vista, adeguando il nostro modo di esprimerci al nostro livello di consapevolezza. Se mi definisco uno “sfigato”, significa che mi sento e mi concepisco come tale. Ma chi o cosa hanno determinato questa mia presunta condizione? Il contesto sociale e culturale e i comportamenti pratici e psicologici che ne conseguono? Non c’è dubbio. Ma anche noi stessi, più o meno consapevolmente, proprio attraverso il linguaggio, che è completamente sovrapposto al nostro pensiero. Cominciare quindi a modificare il nostro modo di esprimerci e di rivolgerci a noi stessi, significa automaticamente e contestualmente cambiare il nostro modo di vederci e di concepirci. E’ sbagliato separare i due momenti, perché marciano sempre insieme.
Dobbiamo assolutamente liberarci di tutti quegli schemi che hanno messo radici all’interno della nostra psiche e si sono sedimentati a livello profondo. Una delle maniere più efficaci per farlo è proprio cominciare a modificare sostanzialmente le nostre, diciamo così, abitudini e consuetudini semantiche. E questo è possibile appunto perché le parole che pronunciamo sono tutt’uno con quello che siamo.
Ciò detto, ti do il benvenuto nel nostro sito anche da parte di tutti gli altri amici e amiche che frequentano il blog e ci auguriamo di avere il tuo contributo alla discussione e al Movimento.
A presto!
Fabrizio

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Rino 5:24 pm - 15th dicembre:

1- Per Alba: Assange è il dito che indica la luna. Ci stiamo occupando della luna non del dito. Che egli sia agente della CIA o del Mossad o di Putin o di chissà chi, che sia un “eroe del nostro tempo” (sic!) destinato a decenni di gattabuia, che sia un apprendista stregone cui è sfuggita di mano la magia etc. etc. non ha attinenza. Non è questo il tema. Guardiamo alla luna, a ciò che la sua vicenda ha svelato/rivelato. Non a noi che ne già eravano largamente edotti, ma al mondo.

2- Per Aliquis: concordo con Fabrizio, anche perché non aver mai corteggiato non è un demerito. E che si possa essere felici da single è sicuro. Basta chiederlo alla maggioranza dei separati.

3- Per altri: mi è stato chiesto in alcuni recenti post, che non riesco a trovare, di esprimere la mia opinione su certi temi o di chiarire/completare certe mie affermazioni. Se non l’ho fatto non è certo perché snobbo tali inviti o per negligenza. E’ che non sempre riesco a seguire il dibattito e a intervenire tempestivamente. Ho limiti energetici crescenti. Me ne scuso.

RDV

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Aliquis 5:40 pm - 15th dicembre:

Grazie, anche se, come potete immaginare
dato il mio carattere, sto tremando dalla
testa ai piedi. Mai direi ciò che ho detto
di persona. Non mi ritengo uno sfigato,
ho usato questa parola soltanto per
rispondere a chi l’ ha usata. Sarò felice,
quando potrò, perchè anch’ io ho poco
tempo, di portare il mio contributo, anche
se, come è fisiologico, io non concordo
al 100% con i contenuti del sito, in particolare
con il paragone tra la vicenda di Sakineh, che
io considero estremamente orrenda, e quella
di Assange, che al confronto è una ridicola
commedia da operetta. Ma a parte questo,
grazie davvero e a risentirci.
Buone Feste.

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mauro recher 8:49 pm - 15th dicembre:

aliquis ,beh ,non credo che siamo una setta dove dobbiamo per forza essere d’accordo con il “capo” …
ho letto il tuo post è un pochino mi ritrovo
sul caso in questione ,non l’ho seguito molto ,ma credo che posso essere d’accordo con Rino

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Alessandro 8:53 pm - 15th dicembre:

Alba C.: mentre su siti “femministi” non sarebbe mai successo, perchè credo che le femministe siano stupide quanto i maschilisti, anzi un pizzico in più, perchè tutte le femministe al 100% odiano gli uomini….
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ho dato uno sguardo al tuo blog e ho letto quello che hai scritto. Devo dire che forse c’è stato qualche malinteso tra te e altri forumisti di Uomini Beta, ma mi sembra che tu sia una persona di sicura vivacità e onestà ntellettuale e anche ciò che ho sopra riportato, estrapolandolo dal tuo precedente intervento, lo testimonia. Per quanto mi riguarda spero che tu possa offrire il tuo contributo sul blog Uomini Beta, invito che d’altronde mi sembra ti sia stato rivolto anche dallo stesso Fabrizio.
Arrivederci.

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sandro 10:14 pm - 15th dicembre:

“che si possa essere felici da single è sicuro”
____________
Anche perché non vedo come si possa riuscire ad esserlo in altro modo.
Forse un masochista potrebbe riuscirci, gli altri ne dubito.

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Renzoni 8:11 am - 25th maggio:

sandro:
“che si possa essere felici da single è sicuro”
____________
Anche perché non vedo come si possa riuscire ad esserlo in altro modo.
Forse un masochista potrebbe riuscirci, gli altri ne dubito.

Bè,avrei da ridire.
Esistono single di serie A e quelli di serie B;
quelli di serie A sono queli che spesso o di tanto in tanto hanno avventure.
Quelli di serie B(come il sottoscritto) non hanno e neanche cercano avventure.
La loro vita sessuale è strettamente legata ai fidanzamenti.
Credo che a meno che non si raggiunga la pace dei sensi,sia i single,sia gli “accoppiati” hanno le loro paturnie.
Forse perchè esiste una sorta di “legge di compensazione”.

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Fabrizio Marchi 10:24 pm - 15th dicembre:

“…QUELLO CHE ABBIAMO QUI E’ IL FALLIMENTO DELLA COMUNICAZIONE!”
(diceva Paul Newnan in un film…)” (Alba C.)
Può darsi. Mi pare però che proprio tu sia in contraddizione con questa affermazione.
Nella comunicazione diretta fra due o più persone entrano in gioco tutta una serie di fattori (linguaggio orale, non orale, espressioni del viso, del corpo, ecc. ) che sono necessariamente assenti sul web.
Proprio per questo è evidente che bisogna fare maggiore attenzione a come ci si esprime perché si corre facilmente il rischio di essere fraintesi, specialmente se non ci si conosce. Il nostro interlocutore potrebbe interpretare in modo completamente diverso se non addirittura distorcere (in tutta buona fede) il messaggio che era nostra intenzione inviargli.
Ora, senza riaprire nessuna polemica ma solo per chiarezza, se tu vieni su un sito che si occupa di Questione Maschile e ci vieni a dire, ironicamente quanto vuoi, che per farci una scopata siamo costretti ad andarcene in Svezia (forse un po’ più politicamente corretto e “accettabile” piuttosto che andare a Cuba…), oppure che dietro le nostre argomentazioni ci sarebbero questioni personali dettate dalla “sindrome di Barnard” (ostilità nei confronti delle donne che non ce la danno…), non puoi lamentarti se poi qualcuno ti risponde seccato o con qualche battuta di troppo.
Ti invito anche a riflettere su un altro aspetto. Tutti/e coloro che vengono qui per criticarci (parlo in generale e non mi riferisco a te in modo particolare) non lo fanno con lo stesso spirito con cui lo farebbero in qualsiasi altro ambito, quello politico ad esempio. I loro interventi sono sempre zeppi di allusioni, doppi sensi, e soprattutto animati, bene che va, da una sottile, e neanche tanto, vena di sarcasmo. Insomma non c’è mai un sano, razionale e critico argomentare, del tipo:” Non condivido nulla delle vostre tesi per questa, quest’altra e quell’altra ragione ancora, perché, a differenza vostra, credo che le cose siano messe in questo e in quell’altro modo”. Che meraviglia! Se ci si rivolgesse con questo atteggiamento saremmo i primi ad esserne felici perché ci consentirebbe di spiegarci meglio e di avviare un confronto, magari duro, ma costruttivo e rispettoso.
E invece, guarda caso, tutto si svolge sempre sul filo di una ironia di dubbio gusto che ha come obiettivo quello di (tentare di) minare la credibilità delle nostre tesi e di non prenderle seriamente. Se lo facessero sarebbero costretti/e a mettere mano a questioni laceranti che non sarebbero in grado di gestire E allora meglio buttarla sullo scherno.
Ciò detto, non mi pare di aver difeso nessuno che ti abbia detto che sei una sciocca. Mi sono sempre rivolto a te per ciò che mi competeva, tranne che in seguito al tuo primo post, con il quale ti rivolgevi personalmente a Sandro. In quel caso ho scelto di risponderti, magari sbagliando, non lo escludo a priori (del resto abbiamo già detto dei limiti di questo genere di comunicazione), perché ho ritenuto che in realtà, anche se il messaggio era per lui personalmente, fosse sulla falsa riga di quel modo di rivolgersi nei nostri confronti a cui ho fatto cenno poc’anzi.
Se così non è sono il primo a rallegrarmene. Vedo che sei molto attiva nel web e competente in diversi ambiti. Pare anche che tu abbia delle idee che sembrano in parte coincidere con le nostre (critica nei confronti del femminismo e non solo…), ragione di più, quindi, per dare un contributo fattivo alla discussione, come e quando vorrai.
A presto!
Fabrizio

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Alessandro 7:16 am - 16th dicembre:

Mi correggo: ho scritto del blog di Alba C., invece più precisamente si tratta del sito a cui rimanda il suo link; sito, comunque, a cui credo che in qualche modo contribuisca e il quale mi sembra, a una rapida occhiata, piuttosto interessante.

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Fabrizio Marchi 8:59 am - 16th dicembre:

Ho visitato il blog di Alba C. Non mi ero accorto (sono un po’ sbadato su queste cose…) che era segnalato sotto l’indirizzo della sua posta elettronica. Il sito è “vocidallastrada.com” e si occupa di politica internazionale di cui peraltro, come sapete, sono un appassionato.
L’ho trovato molto interessante e fuori dal coro e, per quanto mi riguarda, in larga parte condivisibile dal punto di vista analitico e delle tesi che porta avanti. In particolare ho trovato decisamente interessante l’ l’articolo di politica economica “La balcanizzazione dell’euro: 4 scenari molto discutibili”, e quello sul controllo mediatico di massa (stile Orwell) dal titolo “I colonizzatori dell’immaginario collettivo”.
Mi sono trovato in disaccordo (non dal punto di vista politico-analitico ma da quello umano) solo sul giudizio espresso nell’articolo “Militanti e militonti”, nei confronti del “contractor” italiano, Fabrizio Quattrocchi, ucciso in Iraq dai suoi sequestratori. Sono convinto che bisogna rispettare la memoria e la dignità di chi è morto dimostrando coraggio, anche se la causa per la quale è stato ucciso o si è fatto uccidere è sbagliata, come io credo che fosse.
Ho scritto personalmente ad Alba C. (che peraltro ci aveva comunicato nel suo ultimo post la sua posizione critica nei confronti del femminismo) per invitarla a dare il suo contributo sul blog, magari anche critico, ma costruttivo.
Fabrizio

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ckkb 12:18 pm - 16th dicembre:

Non so se avete notato che nei tiggì per il caso Assange non si parla quasi più di “accusa di stupro” ma genericamente di “reati sessuali”. Si sono accorti del “regalo imprevisto” di cui scrive Rino: non sputtanano un arma strategica che hanno impiegato anni e soldi a costruire. Gli Svedesi con il loro femmismo “bru-bru”, fanno gli “sfasciacarrozze”? corriamo ai ripari: oggi, come ieri, anche le psicoarmi si costruiscono e si impiegano, ma secondo una rigorosa e consapevole pianificazione bellica.
Quanta contrarietà ho colto nel viso di talune “mezze buste”, private del godimento da psicoatomica antimaschile. Contrordine psicopicchiatori e psicopicchiatrici (pagati dai pestati). In questo specifico caso e per di più sotto i riflettori internazionali contro il genere maschile si usa il manganello, ovvero un generico “reati sessuali”: l’atomica dell’ “accusa di stupro” non la si butta via così.

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armando 2:42 pm - 16th dicembre:

Fabrizio. “Sono convinto che bisogna rispettare la memoria e la dignità di chi è morto dimostrando coraggio, anche se la causa per la quale è stato ucciso o si è fatto uccidere è sbagliata, come io credo che fosse.”
Queste sono parole tutt’altro che scontate, da tenere sempre bene in mente. Sono un punto d’arrivo importante in un percorso di vita che guarda all’uomo oltre le sue idee e le ideologie che professa, sia pure sbagliate. Personalmente le ho fatte mie da diversi anni, e sono convinto che la rinascita di un maschile integro passi proprio dal riconoscimento che le qualità di un uomo non si misurano sulla sua ideologia. Non riuscire ad afferrare questo concetto, a farlo intimamente proprio, conduce all’odio e al disprezzo dell’avversario che lo trasforma in un nemico assoluto da eliminare con ogni mezzo e di cui deturpare anche la memoria per eliminarne ogni traccia. Tutto ciò ha a che fare con la deriva della modernità, come già aveva osservato Karl Schmitt.
Al confronto di quello che vediamo oggi il passato, da questo punto di vista, si erge come gigantesco.
C’è un filo rosso che unisce la storia maschile (di essa stiamo parlando e non d’altro), dagli eroi omerici su su fino ai duellanti aerei della Grande Guerra: il rispetto per le virtù e il coraggio dell’avversario. E se riflettiamo solo un attimo, rispetto per l’avversario con cui ci si misura fino alla morte a maggior ragione significa rispetto e riconoscimento per ogni alterità, di genere, culturale, etnica e razziale. Se i maschi consentono a questo degrado ne sarà contaminata tutta la società. In un articolo di qualche anno orsono sulle torture (eravamo ai tempi di Abu Graib), Umberto Galimberti scriveva che le donne sanno torturare “meglio” degli uomini perchè più vicine al corpo e alla natura, mentre il luogo maschile per eccellenza è la storia (dunque la cultura). Sta dunque ai maschi condurre, come sempre, il processo culturale che ri-affranchi l’umanità dal puro stato di natura senza perdere però il contatto con e da essa. Il rancore e il disprezzo che oggi alcune o molte donne dimostrano per il maschile (rispetto a loro, l’alterità) è figlio del degrado di cui dicevo, il quale, d’altra parte è funzionale ad un potere che, comunque si manifesti, necessita di crearsi il nemico assoluto. Non si tratta di essere passatisti o nostalgici di nulla, ma di saper vedere che fra le storture di una modernità malintesa c’è anche questa. E’ la riduzione dell’altro a strumento, alla sua considerazione solo in funzione dell’ultile e del vantaggio che può portare a noi stessi, in altri termini alla mercificazione generalizzata di ogni azione umana o, come io preferisco dire, all’alienazione ed allo sradicamento generalizzati.

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armando 2:50 pm - 16th dicembre:

Per Aliquis. Non devi tremare o aver paura. Questo come altri movimenti maschili sono la casa di tutti quegli uomini che non disprezzano se stessi, che pur nel dolore esistenziale (o forse proprio per quello) desiderano ricostruire senso e dignità di essere maschi ciascuno con la propria soggettività e sensibilità individuale. Da questo punto di vista siamo tutti degli “sfigati”, anche coloro che credono di ergersi più in alto perchè, secondo i fasulli parametri dominanti, sarebbero uomini di “successo”.

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sandro 5:02 pm - 16th dicembre:

“sono convinto che la rinascita di un maschile integro passi proprio dal riconoscimento che le qualità di un uomo non si misurano sulla sua ideologia. Non riuscire ad afferrare questo concetto, a farlo intimamente proprio, conduce all’odio e al disprezzo dell’avversario che lo trasforma in un nemico assoluto da eliminare con ogni mezzo e di cui deturpare anche la memoria per eliminarne ogni traccia
________________
Questo mi trova d’ accordo.
Tuttavia, prescindendo dal caso in questione, in linea di principio ritengo che, un uomo che possegga delle qualità, soprattutto dal punto di vista etico e morale, dovrebbe astenersi dall’ abdicare ad esse per aderire a qualsivoglia ideologia che ne rappresenti, in qualche modo, la negazione.
Perché il discorso è nobile, ma insidioso: l’ uomo, a prescindere dalle qualità che possiede, è responsabile delle sue azioni nei confronti degli altri.

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Aliquis 6:24 pm - 16th dicembre:

Il mio tremore è dovuto
all’ ansia che è una
caratteristica delle persone
che hanno il mio problema,
un’ ansia che riconosciamo noi
stessi come irrazionale ma che
non riusciamo a controllare. E’ una
cosa non facilmente comprensibile da parte
di chi non ha questo problema.
Detto questo, io cerco di non cadere
nell’ errore di interpretare il mondo
attraverso la lente deformata del mio
problema. Faccio notare che nell’ ambito
di chi ha questo problema le donne
sono più avvantaggiate rispetto agli
uomini, ma non per questo io voglio
far pesare a loro questo vantaggio. So
bene che le donne hanno altri problemi
in altri ambiti. Sono sempre stato restio
ai movimenti settoriali, perchè io ho
una concezione generale della politica.
Diffido sempre un pò dei movimenti di
genere. Forse perchè, dopo un’ iniziale
adesione ai valori dell’ emancipazione
femminile, ne sono rimasto deluso,
a prescindere dai miei problemi personali.
Oggi riconosco tuttavia che sia necessaria
una reazione degli uomini perchè le
ingiustizie sono insopportabili da qualunque
parte. Ma bisogna sempre stare attenti a
non sconfinare, a non ritornare sul sentiero
dell’ ingiustizia. Per questo non mi è piaciuto
l’ articolo “Santa Sakineh, martire dell’ Occidente”.
L’ orrore deve essere sempre e soltanto condannato senza se e senza ma, non ci si può
scherzare sopra. Mi piacerebbe sapere cosa pensa
il Movimento degli Uomini Beta sulle quota rosa, tanto care a tante femministe. A me sembra che
abbiano favorito Berlusconi. Dico male?

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Daniele 7:00 pm - 16th dicembre:

armando
>>>>>>>>>>>>>>>>
Umberto Galimberti scriveva che le donne sanno torturare “meglio” degli uomini perchè più vicine al corpo e alla natura, mentre il luogo maschile per eccellenza è la storia (dunque la cultura).
>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il fatto e’ che Galimberti, nei fatti, non sa assolutamente nulla di torture, sparatorie e quant’ altro.
Lui e’ soltanto un intellettuale, uno che in tutta la sua vita ha tenuto solo la penna in mano, ma mai (ad esempio) una pistola o un fucile.
Se lo sapesse, non scriverebbe scemenze del genere.
La realta’ e’ che l’ uomo (maschio) allo “stato brado”, quindi non castrato e in pieno “contatto” col suo lato animale, sa torturare MOLTO meglio della femmina.
Quando si tratta di queste cose (cosi’ come di inventare e creare), il maschio ha realmente una marcia in piu’ rispetto alla femmina.

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Leonardo 7:10 pm - 16th dicembre:

L’ansia ha un origine razionale, se uno trema a parlare in pubblico è chiaro che sente troppo il peso del giudizio degli altri o ha paura di essere aggredito, perché è evidente che è stato educato e ha subito durante la prima parte della vita delle situazioni di essere giudicato e punito. La famiglia, la scuola, il bullismo, tutto ci giudica e ci punisce durante l’infanzia e l’adolescenza.
Ho fatto dei progressi con la mia ansia.

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mauro recher 8:32 pm - 16th dicembre:

sulle quote rosa ??
naturalmente questo è un mio pensiero ,non è certamente quello del movimento ,come ti ho detto prima ,abbiamo degli scopi comuni ,ma non siamo una setta
credo che le quote rosa sia di più quanto razzistico (di genere) possa esserci ….
lo so ,numericamente parlando ,sembrerebbe la via giusta per l’equità
50-50 cosa di più equo??
ma qui non stiamo dividendo le caramelle per i bambini , una a te e una a me e cosi via …
stiamo parlando di persone che devono coprire ruoli decisionali ,e una persona può essere fatta fuori solo perchè “è maschio”,
che tra l’altro ,e qui sono polemico ,queste quote rose vengono messe in discussione solo per i posti di comando ,ma mai per i posti di fatica ,l’equità , a mio giudizio deve valere in ogni campo

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Alba C. 10:13 pm - 16th dicembre:

@Alessandro

Credo che uno dei pochi commenti pacati sia quello che dice che “si stava parlando della luna e non del dito”…forse altri potrebbero vederlo offensivo, penchè è lo “stolto” che guarda il dito, ma è comunque meglio di altri, questo sarebbe dovuta essere la risposta, cioè dirmi “sei Off-Topic”. Stop. Ma non travisare completamente ciò che io avevo detto (anche se non era a tema).

Comunque ti ringrazio, te lo dico giusto perchè non mi conosci, sono una persona tanto permalosa, quanto aperta al dialogo e pronta a cambiare idea sulle persone. Ti ringrazio anche per aver visitato il mio blog (…si sono sempre io Alba Kan) e di aver trovato interessanti certe tematiche.

Credo che lo abbia fatto anche Aliquis, lasciando un commento. Approfitto per rispondere ad una cosa che hai scritto riguardo Sakineh. Dicevi che l’articolo di Freda non ti è piaciuto. Credo che ricorderai anche la vicenda di “NEDA” nei presunti scontri in Iran dell’anno scorso. E’ stato proprio Gianluca Freda a smascherare il finto video della finta morte di questa forse finta diciassettenne. Un clamoroso Fake che ha commosso il mondo intero.

Della serie “potevamo stupirvi con effetti speciali e finti aerei che si schiantano su due torri, ma stavolta è bastato un pò di succo di pomodoro!”

A me personalmente basta la storia di Neda per dubitare di quella di Sakineh.

Nel caso fosse vera mi dispiace moltissimo, e comunque se non è Sakineh, si chiamerà in un altro modo, non sò…Santanchè (si…magari!), di vittime ce sonoma non più di tante altre persone condannate a morte negli Usa e di cui non si parla mai.

Qual’è la cosa terribile la lapidazione o la condanna a morte?

Anche l’impiccagione dev’essere terribile, di sicuro noi occidentali siamo molto civilizzati nell’uccidere “dolcemente”, perchè dobbiamo pensare che “quella punturina” nel braccio della morte non faccia soffrire, solo perchè nessuno di quelli che l’ha provata si è mai lamentato?

La pena di morte è sempre sbagliata, e lo è soprattutto quando colpisce la gente più indifesa della società, quelli che non possono permettersi un avvocato decente….di solito in america è così, e questo ha causato tantissime morti di innocenti.

Un caro saluto

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Alba C. 10:25 pm - 16th dicembre:

@Fabrizio

Non ci sono dubbi sul fatto che nella comunicazione diretta fra due o più persone entrano in gioco tutta una serie di fattori (linguaggio orale, non orale, espressioni del viso, del corpo, ecc. ) che sono assenti sul web.

Però non vedo dove sia la mia contraddizione nel parlare di fallimento della comunicazione, visto che anche qui ci sono più persone a comunicare, e la colpa non è solo di una.

Hai perfettamente ragione quando dici che le mie parole potevano essere “fraintese”. Però i commenti a cui ho risposto, a partite dal primo dove ho fatto la battuta della Cia….erano palesemente contro le donne, quelli di certo non possono essere fraintesi.

Sono frasi molto esplicite e generalizzate di quelle classiche che fanno di tutta l’erba un fascio.

E ancora di più i commenti offensivi di sandro, qualsiasi cosa io avessi detto, chiunque fossi, avrebbe dovuto rivolgersi a ME, non “alle DONNE”, io ho fatto un commento personale non a nome del Comitato Tiziacaiasempronia…Cosa reiterata perchè poi ha scritto “siete patetiche”….perchè “siete”….perchè includere anche Rita (ad esempio).

Era palese anche il tuo “sostegno” a questo sandro, perchè hai riportato la mia risposta a lui come offensiva a mò di ramanzina nei miei confronti, mentre come gestore del blog saresti dovuto rimanere imparziale, mentre come ideatore del movimento, avresti dovuto farla a lui la ramanzina..

Perchè proprio qui io vedo la vera contraddizione.

Dopo aver inviato il messaggio prima di questo, per curiosità ho letto il tuo Manifesto.

Devo essere sincera se non mi avessi scritto la mail privata, non sarei qui. Perchè?

Proprio per il bellissimo manifesto, mi è piaciuto moltissimo, ma poi non ho potuto fare a meno di vedere l’abisso tra gli ideali e il modo di agire. Non si può parlare di uguaglianza, costruzione di qualcosa di migliore se si avvallano poi comportamenti del genere.

E la scusa che “qui dovete stare sempre sulla difensiva” non ha senso perchè poi manca la capacità di vedere oltre. Se tu sai che questo accade spesso, dovresti essere più preparato di chi viene qui per la prima volta, e riuscire a non cadere nella trappola del pregiudizio.

Non credo proprio che il mio modo di rivolgermi a sandro sia stato di derisione o irrispettoso ed è ancora sbagliato che tu parlando di lui dici “nei nostri confronti”… o quando fai il paragone del sito femminista, ma perchè? Questo è un sito maschilista?

Il tuo invito a tornare qui per una sana e costruttiva discussione è solo perchè ho detto che le femministe sono peggio dei maschilisti?

Spero di no, possiamo anche stabilire qual’ è il meno peggio ed io nella vita sono una persona che si è adattata a qualsiasi cosa, ma quando si tratta di idee da portare avanti, o lotte da fare, non le faccio per il meno peggio, ma per il MEGLIO in assoluto.

Ti dico questo anche per un’altra cosa che hai scritto:

“Tutti/e coloro che vengono qui per criticarci (parlo in generale e non mi riferisco a te in modo particolare) non lo fanno con lo stesso spirito con cui lo farebbero in qualsiasi altro ambito…”

E’ possibile che non vengono qui per criticare, ma che semplicemente si adattano all’ambiente che trovano?

Non è forse la derisione verso le donne o le femministe un elemento molto importante e presente in questo blog?

Dico questo perchè ho visto, dei link postati (uno dal “solito” sandro) a dimostrazione della stupidità femminile….Ovvio che se io vado in un manicomio lì ci sono solo matti. Se si va su siti come quelli postati sopra cosa si può trovare?

Ma la cosa che mi fa rimanere quasi sbalordita è proprio questa: ma come si fa a conoscere siti come “Pianetadonna”? Oppure forums come “Gli uomini sono tutti stupidi”? A me che sono donna non verrebbe mai in mente di visitare robe del genere e ci andate VOI? (chiedo scusa per il “voi”, Fabrizio, ma sei tu che ti sei accomunato a sandro)

Io non ne ho trovati neanche per caso…ma voi come avete fatto?

Ok…uno lo ha postato sandro che non fa testo oramai…mi fa venire in mente l’ultima canzone dei fabri-fibra “trovati una ragazza c…o, trovati un lavoro c…o!”….(ma non è obbligatorio…ognuno passa il tempo come meglio crede)

Visto che siamo in tema di chiarimenti io non mai detto che per scopare siete costretti ad andare in svezia, anzi seppur scherzando (e questo non dovrebbe essere ancora una volta da chiarire), perchè (riperto) era solo una battuta, ho detto proprio il contrario.

Cambiamo argomento…

Hai detto di aver visitato il mio blog e di averlo trovato “in larga parte condivisibile”, credo che puoi considerare nella totalità la condivisione di idee. Qualche piccola scivolata capita a tutti, e io la penso come te su Fabrizio Quattrocchi. Perchè ho pubblicato quello scritto?

Bella domanda. L’ho letto e riletto, ero molto indecisa, l’ho riletto ancora, mi piaceva l’ironia sulla “caccia” perchè descrive esattamente quello che sta accadendo, e quindi un pò per questo un pò per non sembrare la censuratrice che invita a inviare eppoi cestina, un pò perchè alla fine non era proprio “offensiva” quella prima parte, l’ho pubblicato, scrivendo “riceviamo e pubblichiamo” (che non scrivo mai) che è un modo per mettere una minima distanza e sottolineare che non l’ho scritto “io”….però l’ho pubblicato….quindi un pò colpevole sono…

Ho già ricevuto una mail per questo, molto pacata, ma non piacevole…

Tutto qui…

A presto

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Alba C. 10:28 pm - 16th dicembre:

Ragazzi perchè non firmate questa petizione?
http://thomassankara.net/spip.php?article878&lang=it

Dai Sandro anche tu…è per un uomo mica per una donna!
;)

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armando 10:49 pm - 16th dicembre:

Sandro: “Tuttavia, prescindendo dal caso in questione, in linea di principio ritengo che, un uomo che possegga delle qualità, soprattutto dal punto di vista etico e morale, dovrebbe astenersi dall’ abdicare ad esse per aderire a qualsivoglia ideologia che ne rappresenti, in qualche modo, la negazione.”
Certo, in linea di principio hai ragione. Ma è vero anche che uomini che hanno aderito a ideologie che filosoficamente rappresentano quella negazione, nel concreto hanno negato quelle filosofie comportandosi da uomini virtuosi (mi riferisco, ad esempio, ad alcune figure di fascisti che salvarono abrei dalla deportazione. Al contrario, ci sono stati uomini aderenti a idee che in astratto erano quanto di meglio si poteva pensare, che in concreto le hanno contraddette. Esiste sempre uno iato fra le ideologie e le persone. Non basta stare dalla parte giusta per essere uomini, come stare dalla parte sbagliata non significa automaticamente non comportarsi da uomini. In fondo il dramma dell’umanità sta tutto quì. Altrimenti sarebbe facile, ma il fatto è che non sono le ideologie a fare gli uomini.

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armando 10:57 pm - 16th dicembre:

Daniele, non sono d’accordo con quanto scrivi. Sarebbe troppo lungo riportare tutto l’articolo di Galimberti, ma non scriveva sciocchezze. Naturalmente non ha senso fare una graduatoria sulla crideltà degli uomini e delle donne. Il senso è un altro, e cioè che l’uscita dell’umanità dallo stato di animalità o se preferisci da quello puramente di natura, è un’operazione culturale. E’ la raggiunta consapevolezza umana di possedere una coscienza che riesce a temprare e gestire gli impulsi animali. E tale operazione culturale storicamente e simbolicamente è stata maschile. E scusa se è poco!!

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sandro 1:23 am - 17th dicembre:

“i commenti offensivi di sandro”
______________
Quali, di grazia?
Scorrendo i post non mi sembra di averne trovati.

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Daniele 1:52 am - 17th dicembre:

armando
>>>>>>>>>>>>>>>>
E’ la raggiunta consapevolezza umana di possedere una coscienza che riesce a temprare e gestire gli impulsi animali. E tale operazione culturale storicamente e simbolicamente è stata maschile
>>>>>>>>>>>>>>>>

Questo e’ un altro discorso, che sostanzialmente condivido.
Detto questo, resto del parere che il maschio, in “quell’ altro senso”, sia un’ altra cosa rispetto alla femmina.

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Fabrizio Marchi 2:27 am - 17th dicembre:

Cara Alba, sono francamente un po’ deluso dal tuo ennesimo post che rischia di innescare una sorta di colpo su colpo senza fine al quale dovremmo cercare di dare un taglio, facendo uno scatto in avanti, se ci riusciamo,anche perché rischia di diventare (e già lo è, a mio avviso) una polemica molto poco interessante e costruttiva. Pensavo, sinceramente, che dopo le prime schermaglie iniziali ci fossimo tutti tacitamente posizionati su questa linea, in special modo in seguito alla lettera che ti ho scritto (dopo la pubblicazione del mio ultimo post e dopo aver visitato il tuo blog) di sostanziale oltre che formale apertura.
E invece così non è. Qualcuno deve sempre avere l’ultima parola altrimenti non è soddisfatto/a, e il bello (si fa per dire…) è che in questa occasione, mio malgrado,sto percorrendo anche io lo stesso binario. Sbaglio sapendo di sbagliare… Questo ci fa capire che il narcisismo è duro a morire. Per tutti, quindi anche per me ovviamente, che non mi sottraggo di certo…
Innanzi tutto c’è un errore da parte tua. Non è Sandro che ha detto, rivolgendosi a te “Siete patetiche” ma Marco. Io ho “preso le difese”, come hai detto tu (è improprio ma così ci capiamo), non di Marco, ma di Sandro, che peraltro a te non ha neanche risposto, se non per chiederti quale e cosa sarebbe la “sindrome di Barnard”da cui lui stesso sarebbe affetto (parole tue, anche se ironiche…), a giudicare da tutta quella ostilità che nutre nei confronti delle donne (sempre tue parole).
Ora, Marco è stato l’unico a rivolgersi a te in un modo, diciamo brusco, o un po’ sopra le righe. Ti hanno risposto in diversi, Rino, Rita, Alessandro, il sottoscritto,senza che nessuno ti abbia offesa, derisa, insultata o presa a male parole. Anzi, mi sembra, dopo appunto un iniziale scambio di battute (può succedere) che avessimo cominciato a voltare pagina e a trattare argomenti più seri. E invece tu cosa fai? Ti incaponisci con uno solo fra quelli che ti hanno risposto , lo prendi come campione e generalizzi, per arrivare alla conclusione che lo spirito del blog e del sito sarebbe la derisione delle donne e dell’universo femminile nel suo complesso. Dopo di che aggiungi che, con queste premesse, tutti quelli che vengono qui per criticare, dopo un po’ si adeguano all’ambiente e si regolano di conseguenza . Quindi la responsabilità degli atteggiamenti ambigui di alcuni, del sarcasmo di altri, e via discorrendo, è tutta nostra, ovviamente, ci mancherebbe altro… Non sono passati neanche un paio di giorni dal momento in cui sei approdata da queste parti e già te ne esci con un bel giudizio nei nostri confronti. Complimenti…E tutto ciò nonostante il fatto che sia il sottoscritto quanto Alessandro abbiano tessuto pubblicamente le lodi del tuo blog… Sei proprio una campionessa di diplomazia… Ma non ti preoccupare, non è certo questo il problema. Il “politically correct” ci disgusta almeno quanto disgusta te, e quindi non facciamo caso più di tanto a queste formalità…
Alla fine della fiera siamo ancora qui a pestare nel mortaio. Naturalmente (in questo, consentimelo, anche se ti arrabbierai,c’è molto di “femminile”) ti sollevi da ogni responsabilità rispetto a quanto accaduto (molto poco, peraltro, si fa per dire…). Siamo noi che non siamo in grado di comprendere la tua ironia né quella degli altri,così come è il sottoscritto che è altrettanto incapace di svolgere il suo ruolo di moderatore equilibrato e super partes.
Questo ultimo aspetto, però, non potevi conoscerlo, e quindi in questo caso, sei “giustificata”. Il sottoscritto ha sempre ripetuto che non sta qui a recitare la parte del moderatore tradizionale (cosa di cui non me ne frega nulla), ma interviene nella discussione e se necessario entra anche in conflitto, proprio come tutti gli altri. Gli unici vincoli che ci siamo dati sono il rispetto delle regole della civile convivenza e soprattutto dei valori e dei principi contenuti nella nostra Carta costituzionale (i Principi, pubblicati sulla homepage) che non possono essere infranti (ad esempio, inneggiare all’odio razziale). Solo nei casi in cui sia le prime che i secondi vengano palesemente violati, espelliamo la gente. E’ accaduto fino ad ora in alcuni rari casi.
C’è un’altra cosa però, per la quale non sei “giustificata”. Anzi, continui a perseverare nell’errore. Ti ho già spiegato per due volte, in un post e nella lettera che ti ho scritto, che il blog è uno spazio libero dove ciascuno esprime altrettanto liberamente le proprie opinioni e che la strategia, i valori, gli orizzonti e la filosofia di Uomini Beta si evince dagli articoli pubblicati sul sito.
Ma evidentemente da questo orecchio non ci vuoi sentire e continui a concentrarti imperterrita sullo spazio dei commenti, peraltro nel modo parziale e anche un tantinello fazioso con cui lo fai.
Ciò detto, ribadisco che questa schermaglia è decisamente poco interessante. E soprattutto credo che lo sia anche per gli altri (e ne hanno ben donde).
Se sei d’accordo (dal momento che, se ho capito qualcosa, non riuscirai a trattenerti dal rispondere…), se devi replicare a questo mio post, puoi farlo privatamente. In questo modo evitiamo entrambi di tediare ulteriormente gli altri e le altre con le nostre micropoleniche. Va bene? Mi sembra una proposta accettabile…
Se invece vuoi entrare nel merito dei temi da noi trattati sei sempre la benvenuta.
Fabrizio

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sandro 2:28 am - 17th dicembre:

“Ma è vero anche che uomini che hanno aderito a ideologie che filosoficamente rappresentano quella negazione, nel concreto hanno negato quelle filosofie comportandosi da uomini virtuosi (mi riferisco, ad esempio, ad alcune figure di fascisti che salvarono abrei dalla deportazione”
______________
Nel momento in cui tu appoggi un’ ideologia, non sei più responsabile solo di ciò che fai tu, ma pure di ciò che fanno quelli che tu appoggi.
In Germania un sacco di gente appoggiava il nazismo senza aver commesso nulla di male in prima persona: questa gente, può dire di aver la coscienza pulita rispetto a realtà quali i campi di concentramento?

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sandro 2:31 am - 17th dicembre:

“se invece vuoi entrare nel merito dei temi da noi trattati sei sempre la benvenuta”
_____________
Non lo farà mai, non gliene frega niente.

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Alba C. 8:35 am - 17th dicembre:

@Fabrizio
Mi dispiace di aver fatto confusione con i nomi, penso che sia giustificabile visti i tantissimi commenti.
Mi piacerebbe rispondere qui, perchè vedo come sarebbe giusto. Tu stesso nel penultimo commento hai ancora riportato la battuta dello “scopare in Svezia”, quando tu stesso come hai detto pensavi di dover andare “avanti”, nella discussione.
Comunque questa è casa tua, se tu puoi farlo e gli ospiti non devono replicare, non è un problema. Ti scrivo privatamente.
Un caro saluto a tutti.

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Fabrizio Marchi 10:18 am - 17th dicembre:

“Comunque questa è casa tua, se tu puoi farlo e gli ospiti non devono replicare, non è un problema. Ti scrivo privatamente”. (Alba C.)
Alba C., lasciamo stare questi giochetti perché hanno le gambe molto corte, anche perché non abbiamo più quindici anni, e cerchiamo soprattutto di dare un taglio alla vicenda…
Se ora tu replicassi, e io a mia volta rispondessi, potremmo andare avanti con questo batti e ribatti, all’ infinito. Che vogliamo fare? Giocare a chi si stanca prima?
Allora, guarda, hai vinto. Sei contenta? Dicci quello che hai da dire e non avrai più risposte da parte mia. Però non giocare alla parte della vittima del Moderatore Inquisitore Stalinista che non concede diritto di replica. Cerchiamo di essere seri…
E meno male che avevi detto che eri molto impegnata e non sapevi se avresti avuto tempo per dare il tuo contributo alla discussione… Però dallo veramente ‘sto contributo, se lo vuoi dare, perché se andiamo avanti così tutto è tranne che questo. Lo capisci, vero?
Bene, vedo che hai capito. Ragazzi, ora Alba C. replica e invito tutti a non risponderle, altrimenti non la facciamo più finita.
Dopo di ciò, se hai argomenti interessanti da proporre che abbiano qualche attinenza con i nostri, oppure se vuoi entrare nel vivo di quelli da noi già affrontati, saremo felici di averti fra noi.
In caso contrario continua ad occuparti di politica internazionale che è una cosa seria e che non vale la pena trascurare per queste sciocchezze. Magari se ne avrò voglia sarò io stesso a scrivere qualcosa sul tuo blog.
Ok? Ciao!
Fabrizio

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alessandra 11:03 am - 17th dicembre:

Alba C.: “Non è forse la derisione verso le donne o le femministe un elemento molto importante e presente in questo blog?”
Seguo il blog con attenzione quasi quotidiana, anche se intervengo raramente, e noto una cosa che, a mio parere, è molto bella: c’è chiarezza riguardo alla differenza tra le posizioni “ufficiali” del Movimento, ed i singoli pareri di chi interviene; e se qualcuno, per propria rabbia o risentimento, per esprimersi utilizza la derisione verso le donne, nella chiarezza di cui sopra è comunque accolto ed ascoltato: questo caratterizza il blog come uno spazio di espressione e crescita assolutamente prezioso per gli uomini, a differenza di quanto avviene nella vita di tutti i giorni, e specialmente nelle relazioni personali, dove gli uomini si sentono spesso “censurati” a priori.
Presi nell’insieme, i commenti sul blog penso diano uno spaccato interessante sui vissuti degli uomini: a me insegnano molto sulla loro sofferenza, sui loro desideri ancora così difficili da esprimere, e, perché no, anche su eventuali miei atteggiamenti verso gli uomini, non consapevoli ma non per questo innocui.

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Fabrizio Marchi 11:24 am - 17th dicembre:

Caro Aliquis, la questione delle quote rosa è una delle più contraddittorie; non certo per noi, ma per tutte/i coloro che ne sostengono la necessità e la giustezza: allo stato attuale tutte le forze politiche dell’ intero arco costituzionale, nessuna esclusa, i media,cioè i luoghi dove si costruisce il consenso, e il mondo della “cultura”, in tutte le sue diverse articolazioni e sfaccettature. In pratica quello che noi chiamiamo il “sistema dominante”.
Dicevo della contraddittorietà della questione. Il presupposto che è o dovrebbe essere alla base del concetto stesso di” quota rosa” è il principio di eguaglianza e di par condicio, a qualsiasi livello, fra i generi. Principio che, per quanto ci riguarda, facciamo nostro, senza se e senza ma, ma a due condizioni.
La prima è che l’idea di eguaglianza non deve essere confusa, come abbiamo spiegato mille volte, con quella di omogeneizzazione. Noi siamo per l’Eguaglianza ma nella Diversità, che fino a prova contraria costituisce una ricchezza e non un impoverimento. .
La seconda è la Coerenza. Se una donna è in grado di far parte di un Consiglio di Amministrazione o di un’assemblea elettiva (e lo è), è sicuramente anche in grado di spalmare il bitume per le strade, lavorare in una miniera, in un cantiere edile o su una piattaforma petrolifera. E magari di morirci pure o di farsi del male(cosa che non ci auguriamo di certo, ovviamente…), esattamente come succede da sempre agli uomini e come purtroppo continua a succedere, anche nel terzo millennio (direi anzi che il paradosso, oggi, è ancora più evidente rispetto al passato, per ovvie ragioni…)
Il caso (il caso?) vuole però che le quote vengano chieste solo nel primo ambito ma non nel secondo. Perché? I più maliziosi dicono per opportunismo. E invece no. Perché in questo caso giunge in soccorso a sirene spiegate una corrente del femminismo, detta della “differenza”,proprio per spiegarci come stanno le cose e sanare questa solo apparente contraddizione…,
E lo fa, ma guarda un po’, sposando proprio quella che è la nostra posizione, cioè l’eguaglianza nella diversità. “Siamo eguali ma diversi – ci spiegano le femministe o post femministe della differenza. “Anzi – continuano – l’eguaglianza che ci proponete voi uomini (anche quelli di sinistra come voi) è l’ennesima gabbia per le donne. Perché noi non vogliamo essere assimilate a voi e alla vostra brutale e violenta concezione dell’esistenza. Noi in miniera non ci andiamo perché la nostra “specificità” è ben altra, e fare le stesse cose che fate voi sarebbe per noi una violenza insopportabile, una omologazione forzata all’interno di una concezione distorta del concetto di eguaglianza”.
Meraviglia delle meraviglie!…Non ci si raccapezza più niente…Eppure è proprio così. I concetti di eguaglianza e diversità vengono abilmente mescolati a seconda dei casi e, come si suol dire, della bisogna. Il femminismo, d’altronde, è un movimento assai complesso e ce n’è per tutti i gusti e le necessità.D’altronde i vari “femminismi” non si fanno certo la guerra fra loro, come stupidamente fanno gli uomini (d’altronde è risaputo che la guerra è roba da maschi…). C’è sempre la risposta per tutto e per tutti,e non c’è mai contraddizione, sempre se non la si vuole vedere…
E sembrerebbe che sia proprio così, perché il femminismo della differenza non esiste quasi più (nella sua vecchia versione militante) ma è di fatto dominante nel contesto sociale, se è vero, come è vero, che le donne stanno entrando a colpi di quote rosa praticamente ovunque, tranne che nelle miniere, nei cantieri edili, nelle fogne, nelle fonderie e in tutti quei luoghi dove si sgobba, ci si ammala e si crepa…
Ciò detto, che dirti, caro Aliquis. Essere o non essere favorevoli alle quote rosa? Questo il dilemma, avrebbe detto qualcuno… In linea di principio ti risponderei di si. In linea pratica, per come vengono concepite e attuate, rispondo con un convinto e risoluto no. Anche perché, concepite e applicate così come viene fatto oggi è di fatto un’operazione sessista, discriminante e anche illiberale, a mio parere.
Giunti a questo punto, è’ ovvio che il discorso si farebbe lungo e complesso. E andrebbe a toccare i concetti di eguaglianza e diversità di genere che certamente non ho sciolto in questo post e che, data la loro complessità (e contraddittorietà), necessitano di ben altro approfondimento.
Avremo sicuramente occasione di riparlarne.
Fabrizio

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Rita 12:08 pm - 17th dicembre:

quoto Alessandra: una delle frasi ricorrenti che sentivo, quando ho iniziato a frequentare forum e luoghi virtuali in cui ci si occupava di questione maschile era: “qui si parla il nostro linguaggio”.

La conseguenza logica che ne ho dedotto è che se ero interessata all’argomento (vale a dire se ero interessata al pensiero e al sentire maschile) avrei dovuto sforzarmi io di adeguarmi (per quanto possibile) al loro linguaggio e non il contrario come avviene e come è sempre più richiesto nel mondo reale.

Probabilmente adeguarsi al linguaggio, al modo di comunicare femminile è ormai talmente automatico che forse molti uomini lo fanno di default nella vita reale.

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Aliquis 7:09 pm - 17th dicembre:

Io non voglio le donne nelle
miniere. Non ci vorrei nemmeno
gli uomini. Le quote rosa secondo
me sono contraddittorie perchè,
se in un partito non ci sono donne,
come fa a fare le liste elettorali? Deve
per forza andare a cercare delle donne,
ma in questo modo la qualità delle candidate
può essere pessima. In questo modo un partito
può candidare gente usando criteri molto discutibili.
La penserei così anche nel caso opposto, se ci fossero, delle quote blu. Scusate la brevità, ma ho
poco tempo. Sono effettivamente intervenuto nel blog di Alba C. e lo trovo interessante. Tra me e lei
c’è stato anche uno scambio di e-mail che probabilmente continuerà, perchè a me piace la
politica internazionale.

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Marco 7:48 pm - 17th dicembre:

Tralasciando le scontate repliche di Alba, alla quale della questione maschile non può fregar di meno, (particolare che avevo capito al volo…) prendo spunto dalle seguenti parole di Fabrizio,
“E sembrerebbe che sia proprio così, perché il femminismo della differenza non esiste quasi più (nella sua vecchia versione militante) ma è di fatto dominante nel contesto sociale, se è vero, come è vero, che le donne stanno entrando a colpi di quote rosa praticamente ovunque, tranne che nelle miniere, nei cantieri edili, nelle fogne, nelle fonderie e in tutti quei luoghi dove si sgobba, ci si ammala e si crepa…”,
per riportare una parte di un articolo scritto da Francesco Coletti e pubblicato su “RELLO” (di cui Coletti è il direttore), periodico reatino indipendente di informazione socio-economico e culturale; Anno 3 – Novembre 2010.
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LA TUTELA DELLA FAMIGLIA E DELLA LAVORATRICE
Così il conflitto di interessi che normalmente caratterizza i rapporti economici e il lavoro femminile è considerato dal relativo ordinamento giuridico immediatamente connesso con le esigenze fondamentali della famiglia, della quale la donna costituisce elemento insostituibile e vitale. Rifacendosi all’art.29 della Costituzione, in base al quale la famiglia è considerata come cellula primaria e fondamentale della società, l’ordinamento giuridico, ai fini di una efficace tutela della donna lavoratrice ed in definitiva, per le considerazioni suddette, del nucleo familiare, detta opportune disposizioni operative nei diversi momenti di contingenza economica della vita familiare e secondo precisi criteri causali di protezione sociale. Inoltre, sulla base di principi non più e soltanto economici, ma prevalentemente etici e morali, l’art.37 della Costituzione stabilisce che le condizioni di lavoro devono rendere possibile l’essenziale funzione familiare della lavoratrice e assicurare alla madre e al bambino una adeguata protezione. In attuazione di tali principi, è vietato adibire la donna a lavori pesanti o comunque faticosi tali da offendere la dignità e logorarne le capacità fisiologiche, nonché permettere, alla stessa, attività nel periodo delicato della maternità e puerperio in modo da proteggere adeguatamente la sua fondamentale funzione familiare.

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Ora, da non esperto in materia, mi chiedo (e vi chiedo): ma se quella italiana fosse realmente una società maschilista e misogina, che discrimina scientemente il “gentil sesso”, per quale ragione sarebbero (e sono) previste certe tutele per le donne? (Tutele verso le quali io non avrei alcunché da obiettare, se vivessimo in un’altra società o in un’altra epoca). Perché dei presunti maschilisti-misogini, tramite un articolo della Costituzione, hanno stabilito che “è vietato adibire la donna a lavori pesanti o comunque faticosi tali da offendere la dignità e logorarne le capacità fisiologiche, nonché permettere, alla stessa, attività nel periodo delicato della maternità e puerperio in modo da proteggere adeguatamente la sua fondamentale funzione familiare” ?
Ma dei veri maschilisti, non dovrebbero fare esattamente il contrario? Ossia, non dovrebbero obbligare le donne a svolgere anche i lavori pesanti…?
@@
PS – Alba, sono io quello che ha “centrato” i tuoi nervi scoperti, non Sandro o qualcun altro.
Stammi bene.

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Fabrizio Marchi 8:05 pm - 17th dicembre:

In merito a quanto dici, Aliquis, ti suggerisco di leggere l’articolo a mia firma dal titolo “Uomini imbavagliati”. Lo trovi nello spazio degli “editoriali”.
Fabrizio
P.S. per chi è appassionato di politica internazionale, il blog di Alba C. è interessante e, per quanto mi riguarda, condivisibile. A parte qualche nota stonata da me già evidenziata (e anche da lei per la verità).

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Daniele 8:38 pm - 17th dicembre:

Aliquis
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Io non voglio le donne nelle
miniere. Non ci vorrei nemmeno
gli uomini.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

A parte il fatto che a quelle quattro gatte delle femministe “ufficiali”, cosi’ come a parecchie spocchiose moderne, farebbe benissimo lavorare in qualche miniera cinese o sudafricana, credo ti sfugga un fatto:e cioe’ che la nostra e’ una societa’ tecnologica, che per andare avanti ha un assoluto bisogno di materie prime. Purtroppo non si campa di sola aria o di utopie.

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sandro 10:53 pm - 17th dicembre:

“Essere o non essere favorevoli alle quote rosa? Questo il dilemma, avrebbe detto qualcuno… In linea di principio ti risponderei di si. In linea pratica, per come vengono concepite e attuate, rispondo con un convinto e risoluto no. Anche perché, concepite e applicate così come viene fatto oggi è di fatto un’operazione sessista, discriminante e anche illiberale, a mio parere”
______________
Il problema non sta nella parola “quote”, bensì nella parola “rosa”.
Perché rosa? Se si tratta di quote sono quote e basta, e valgono allo stesso modo per tutti, non sono rosa né gialle, né tantomeno verdi piuttosto che beige.
Questo implicherebbe:
A) blocco delle assunzioni di donne nei posti di lavoro dove sono più del 50% e assunzione esclusiva di uomini fino al raggiungimento di tale cifra (ad esempio la pubblica amministrazione)
B) blocco delle assunzioni di uomini nei posti di lavoro dove sono più del 50% e assunzione esclusiva di donne fino al raggiungimento di tale cifra (ad esempio nell’ edilizia)
Io sarei più che favorevole ad un discorso di questo tipo.
Quote significa questo: il resto si chiama “chiagni e fotti”.

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Alessandro 11:31 am - 18th dicembre:

Condivido quanto scritto da Sandro in riferimento alle quote. Ora, tralasciando il discorso delle miniere o dei lavori più usuranti, ci sono interi settori della pubblica amministrazione, in cui la prevalenza femminile è schiacciante. Applichiamole anche lì è siamo a posto. Però le femministe ci raccontano che sono solo i posti di comando quelli che contano, quelli su cui si deve agire. In verità per i comuni mortali, per quelli che se troveranno un lavoro sicuro da 1000 euro al mese sarà tutto grasso che cola, è importante anche che procedura utlizzerà il piccolo comune per assumere personale o perfino quali criteri di selezione verranno utilizzati per l’accesso a un corso di formazione, e non solo, quindi, che cosa si deciderà in Parlamento o nei consigli di amministrazione delle grandi aziende.C’è però un “ma”. Ma non dovevamo privilegiare quanto possibile il merito? Forse che il merito appartiene più a un sesso che all’altro? Lo stabiliamo per legge? Oppure iniziamo a combattere il cancro della società italiana, cioè la sua natura clientelare, familistica, mafiosa o paramafiosa che sia, che trova nella gestione delle assunzioni del personale, soprattutto nel settore pubblico, uno dei suoi punti di forza? Questa sì che sarebbe la grande riforma, altro che quote rosa!
Stiano però tranquilli i sostenitori di quote rosa o clientelismi vari: in tanti dormono ancora molto profondamente, e chi non dorme ha tutto l’ interesse che tutto continui così com’ è.

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Loris 11:49 am - 18th dicembre:

Io vorrei dire qualcosa sulle quote rosa.
Non sono solo un’ingiustizia verso gli uomini, ma un degrado delle donne.
Qualunque persona onesta dovrebbe ammettere che ogni cosa si deve avere per meriti e non per quote.
(questo lo dovrebbero capiere le donne, noi già lo sappiamo!)
perchè alla fine (esempio)rimangono 4 posti vacanti, ci sono magari 10 uomini cpaci con tanto di curriculum ed esperienza, pero per legge bisogna dare il posto alle uniche 4 donne che si erano presentate, anche se non sanno un cazzo in quell’ambito.
E sarà sempre peggio nella patria del bunga bunga, perchè una donna dovrebbe guadagnarsi qualcosa sudando se può ottenerlo in altri modi?
Questa è la cultura che vige ora.
Io dico sempre alle donne anche amiche che conosco, che fanno benissimo, perchè se avessero i coglioni non si userebbero la f… e forse chissà, pure noi se avessimo la figa la useremmo.
Ma rassegnamoci: ii coglioni sono un handicap oggi giorno.
Credo che qualunque donna onesta è d’accordo con me.

Ho trovato questo articolo su comedonchisciotte che seguo sempre, lo trovo interessante.
Però faccio fatica a seguire mille cose, c’è la possibilità di iscriversi ad una mailing list per ricevere un avviso quando esce un nuovo articolo?

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Aliquis 12:08 pm - 18th dicembre:

Si è chiaro che le miniere sono
necessarie. Era una battuta la mia.
Tuttavia, ritengo che i lavori più pesanti
non siano adatti per le donne. Forse mi
sbaglierò, forse le nuove tecnologie rendono
certi lavori adatti anche alle donne. Ma non
si può negare che una differenza fisiologica
tra donne e uomini esista. Nessuna uguaglianza
potrà mai costringere un uomo a rimanere incinto
e a partorire. Detto questo, io penso davvero che
il femminismo abbia esagerato, per poi magare
rinnegare molti dei suoi principi. Lo scandalo delle
escort non ha suscitato mi pare nessuna reazione
da parte delle femministe, le quali continuano
a prendersela solo con gli uomini poveri.
Evidentemente prostituirsi ai ricchi è considerato
onorevole. E mi ha fatto schifo, due mesi e mezzo fa, l’ intervista di Umberto Veronesi da Fazio.
Come si fa a dire che l’ aggressività è maschile e che non ci sono stati dittatori donna?
La storia ne è piena: Semiramide, Olimpiade, Cleopatra, Pulcheria, Gallia Placidia, Marozia,la contessa Matilde, Lucrezia Borgia, Caterina dei Medici, Elisabetta, Maria Stuarda, Caterina di Russia, eccetera.
Personalmente, io ritengo che la donna più meravigliosa della storia sia stata la scienziata
Ipazia di Alessandria. Ho visto il film Agorà, del
regista spagnolo Amenabar, e ne sono rimasto
affascinato. Consiglio a tutti di informarsi su Internet
sia su Ipazia che sul film a lei dedicato. E ci sono
anche molti libri su questo personaggio affascinante.

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Leonardo 6:17 pm - 18th dicembre:

E mi ha fatto schifo, due mesi e mezzo fa, l’ intervista di Umberto Veronesi da Fazio.
Come si fa a dire che l’ aggressività è maschile e che non ci sono stati dittatori donna?
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Si però ci sono stati i cavalier serventi e Veronesi sarà uno dei più fedeli.

http://www.youtube.com/watch?v=YuQP6XL0-nU

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Marco 8:59 pm - 18th dicembre:

http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/18/news/assange_guardian-10357836/?ref=HREC1-5
Miss A e Miss W, i verbali
Così Assange è accusato di stupro
Il britannico Guardian rivela per la prima volta i documenti che hanno spinto la Svezia a chiedere alla Gran Bretagna l’estradizione del fondatore di WikiLeaks, per un’incriminazione di violenza sessuale che però l’hacker respinge
dal nostro inviato ALBERTO MATTONE

LONDRA – Tutti i dettagli sugli “stupri”, il documento delle accuse della polizia di Stoccolma a Julian Assange, i capi di imputazione che hanno provocato una “tempesta mondiale”. Il britannico Guardian rivela per la prima volta i verbali che hanno spinto la Svezia a chiedere alla Gran Bretagna l’estradizione del fondatore di WikiLeaks, per un’incriminazione di violenza sessuale che l’hacker respinge.

La polizia ricostruisce i dieci giorni in Svezia quattro mesi fa, dall’11 al 21 agosto, che hanno cambiato la vita di Assange, le denunce delle due donne, chiamate miss A e miss W, e la prima difesa del fondatore di WikiLeaks, che ha subito accusato gli Stati Uniti di “avergli teso una trappola” e di volerlo zittire per la diffusione dei documenti segreti.

Miss A, un’attivista di WikiLeaks, racconta alla polizia di aver organizzato il viaggio di Assange in Svezia. Lo ha invitato a stare a casa sua, perché lei è fuori. Il 13 agosto, due giorni dopo, torna e racconta. “Quel pomeriggio – spiega agli agenti la donna – stavamo prendendo il tè, ma Assange ha iniziato ad accarezzare le mie gambe, poi a togliermi i vestiti. Andava veloce, io ero sempre più imbarazzata, gli ho detto di fermarsi, ma lui me li ha strappati di nuovo. A un certo punto – aggiunge – ho capito che era troppo tardi per fermarlo, e così gli ho permesso di spogliarmi”.

Assange e miss A, prosegue il rapporto della polizia di Stoccolma, sono finiti a letto. “Ho cercato più
volte – prosegue la donna – di prendere il condom ma lua mi ha fermato, tenendomi le braccia e bloccandomi le gambe”. Miss A continua il racconto dicendo che Julian ha acconsentito a mettere il preservativo, ma che “poi ha fatto qualcosa col condom che lo ha di fatto lacerato, quindi ha eiaculato”.

Assange, annotano poi gli inquirenti, “ha ammesso di aver avuto un rapporto con miss A, ma ha escluso di aver lacerato il preservativo”.

Sabato 14 agosto entra in gioco Miss W. Partecipa a un seminario organizzato da Miss A. Le due donne sono amiche. Dopo i lavori, il gruppo va a pranzo, insieme al coordinatore del gruppo svedese di WikiLeaks, che la polizia chiama in codice “Harold”. “Subito dopo – è il racconto di Miss W – siamo andati insieme nell’ufficio, poi al cinema, e sulla strada del ritorno ha provato a baciarmi e a mettermi la sua mano dentro i vestiti”.

Quella sera miss A ha organizzato una festa nel suo appartamento. Assange, che continua a stare a casa sua, partecipa alla serata. Ma a un certo punto la donna confessa a Monica, un’amica, della brutta notte con Assange, del condom strappato, e aggiunge: “Non solo è stata la peggiore scopata del mondo, ma Julian è stato anche violento”. “Assange – ribadisce il 15 agosto Miss A all’amica – si è tolto di proposito il condom. Sta ancora a casa mia, ma non abbiamo fatto più sesso, perché lui ha superato i limiti di ciò che io ritengo sia accettabile: non mi sento sicura”.

Il giorno dopo miss W telefona ad Assange e si danno un appuntamento per la sera. I due vanno nell’appartamento della donna, a Enkoping, vicino Stoccolma, e iniziano a fare sesso. “Assange – racconta Miss W – rifiuta però di mettere il condom e si addormenta senza fare l’amore. Anche se di notte ci svegliamo, e lo usa controvoglia. Poi – prosegue – la mattina, dopo colazione, ci addormentiamo di nuovo: poco dopo mi accorgo, però, che Assange sta facendo sesso senza protezione mentre dormo”. Miss W si agita, “Speriamo che tu non abbia l’Aids”, dice quasi urlando ad Assange, che risponde: “No, naturalmente”.

La donna non si dà pace, corre in laboratorio a fare le analisi, contatta Assange, implorandolo di fare altrettanto, “ma lui si rifiuta”. Nel rapporto, la polizia registra la difesa del fondatore di WikiLeaks su queste specifiche accuse: “Assange ha ripetutamente affermato di non aver avuto comportamenti violenti o scorretti”.

È il 18 agosto. Miss A si lamenta con Harold, gli racconta che Assange non vuole andare via dal suo appartamento, che gli chiede ripetutamente di fare sesso, e aggiunge nella denuncia: “Una volta si è spogliato dalla vita in giù, e si è strofinato su di me”.

Il giorno dopo Miss A vuota il sacco e racconta tutto ad Harold, il coordinatore del gruppo svedese si WikiLeaks, poi il 20 invia un sms a Miss W. “Le due donne si incontrano – scrive la polizia – e scoprono di avere una storia in comune di sesso e soprusi con lo stesso uomo: Julian Assange”.

(18 dicembre 2010)

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Marco 9:03 pm - 18th dicembre:

@ Aliquis –
Ma non
si può negare che una differenza fisiologica
tra donne e uomini esista.
@@@@@@

Questo è chiaro.
Che gli uomini siano generalmente più grossi e più forti delle donne, è sicuro al 100%, ma credo che quelle di Daniele, di Fabrizio, ed altri, siano soprattutto delle provocazioni mirate a svelare la malafede delle femministe, di tante donne comuni e del sistema.

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sandro 9:57 pm - 18th dicembre:

“tralasciando il discorso delle miniere o dei lavori più usuranti”
___________
Aspetta un attimo.
Non esistono solo i lavori che le donne avrebbero mediamente difficoltà a fare causa prestanza fisica.
Sei mai stato dentro una fabbrica?
Nell’ 80 per cento delle fabbriche vedi:
A) negli uffici quasi esclusivamente donne
B) alla produzione netta maggioranza di uomini, con le donne delegate ai compiti più leggeri, pure se sarebbero perfettamente in grado di svolgerne anche altri.
Lì le quote ci starebbero alla grande: metà uomini in amministrazione, metà donne alla produzione.
Si potrebbe fare tranquillamente.

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Luca 11:34 am - 19th dicembre:

In ambito lavorativo, il cancro della società italiana (e non solo di quella italiana) non è certamente il sessismo, bensì il nepotismo.
Le quote fanno veramente ridere, perché sanno di “specie protetta e in via di estinzione”.

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sandro 11:14 pm - 19th dicembre:

“In ambito lavorativo, il cancro della società italiana (e non solo di quella italiana) non è certamente il sessismo, bensì il nepotismo”
______________
Ci sono tutte e due le cose.
Proprio oggi sono stato a fare rifornimento di gas.
Al bancone dove si paga stava un cartello con su scritto:
“Cercasi ragazza max 28 enne bella presenza”
Non è sessismo questo?
Ci fosse stato scritto “ragazzo” al posto di “ragazza” il gestore sarebbe davanti al tribunale.

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LORIS 10:27 am - 21st dicembre:

sandro, che il gestore fosse finito in un tribunale è una supposizione, ma che il gestore guardasse ai suoi introiti è sicurissimmo.
Sono d’accordo con un commento che ho letto più sopra.
Siamo noi che diamo tutto questo potere alle donne.
Se ci sono due pompe di rifornimento attaccate l’una allaltra tutti noi andiamo da quella con la ragazza di bella presenza, perchè negarlo?

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armando 2:59 pm - 22nd dicembre:

I lavori più pesanti e usuranti non sono adatti alle donne? Può essere, anzi è senz’altro così. Ma allora non si considerino i maschi come bestie da soma. Si riconosca questa loro essenziale (per tutti) peculiarità, si paghino molto meglio dei lavori da fighetta d’ufficio, si ringrazino per quanto donano alla società e si taccia di differenze di retribuzioni, di quote rosa etc. etc. Insomma non ci si lamenti più a vanvera.

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Mizio 3:21 pm - 7th gennaio:

Se ci sono due pompe di rifornimento attaccate l’una allaltra tutti noi andiamo da quella con la ragazza di bella presenza, perchè negarlo?
>>>>>>
Questo e’ uno dei motivi per cui chi gestisce un’ attivita’ o un negozio tende ad assumere piu’ personale femminile che maschile. Cassiere e commesse sono per lo piu’ donne proprio per cercare di attirare un maggior numero di clienti.

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LORIS 10:57 am - 1st febbraio:

:

Se ci sono due pompe di rifornimento attaccate l’una allaltra tutti noi andiamo da quella con la ragazza di bella presenza, perchè negarlo?
>>>>>>
Questo e’ uno dei motivi per cui chi gestisce un’ attivita’ o un negozio tende ad assumere piu’ personale femminile che maschile. Cassiere e commesse sono per lo piu’ donne proprio per cercare di attirare un maggior numero di clienti.
*******************************************************************

Infatti, ma queste sono situazioni sono create dall’uomo anche se poi se ne avvantaggia la donna.
E’ inutile che ci lamentiamo delle conseguenze delle nostre azioni.

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Andrea 1:13 pm - 1st febbraio:

Infatti, ma queste sono situazioni sono create dall’uomo anche se poi se ne avvantaggia la donna.
E’ inutile che ci lamentiamo delle conseguenze delle nostre azioni.
(LORIS)
_________________________

Va bene, okkey, tutto ciò è ANCHE vero, ma è ALTRETTANTO vero che le donne influenzano MOLTISSIMO i pensieri e l’agire maschile. Rino Della Vecchia la chiama disparità ormonale, altri “vecchi” di U3000 fanno riferimento a vere e proprie differenze cerebrali, anche per quanto riguarda le “aree” del cervello adibite alla sessualità; cmq sia certe differenze intrinseche fra i due sessi esistono e non credo possano essere ricondotte al solo contesto sociale, che, senza dubbio, c’entra molto, ma non è la causa di tutto, tanto meno l’origine.

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Leonardo 10:40 pm - 1st febbraio:

Il guaio è che io alle pompe di benzina le ragazze non le ho mai viste, specie nelle domeniche di Agosto.

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Luigi 2:34 pm - 13th marzo:

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/393151/
Assange, il complotto delle donne
La poliziotta che interrogò
la donna “violentata” è
sospettata di esserne l’amante
FRANCESCO S. ALONZO

La vicenda di Wikileaks e del suo fondatore, Julian Assange, si arricchisce di un capitolo bizzarro, che potrebbe rivelarsi la soluzione al giallo delle accuse di violenza e molestie sessuali formulate contro di lui in Svezia. Dallo studio degli atti depositati in tribunale è emerso infatti che l’ispettrice di polizia che condusse il primo interrogatorio con una delle due donne che accusano Assange – Miss A – sarebbe una sua amica «particolare» e la denuncia fu praticamente formulata insieme. Scambi personali di saluti su Facebook dimostrano i rapporti tra l’ispettrice di polizia e la donna, una creola originaria di Cuba che si dice abbia anche operato nell’isola come agente segreto della Cia.

Inizialmente, secondo la stampa svedese, le due donne non intendevano denunciare Assange. Si erano rivolte alla polizia solo per sapere se c’era modo di costringerlo a sottoporsi al test dell’Hiv, dopo che aveva avuto con loro rapporti non protetti. Sarebbe stata la poliziotta a spiegare loro che per la legge svedese il rifiuto di usare il preservativo si configura come stupro e a trasmettere il caso alla procura. L’agente mostra chiari pregiudizi contro Assange: un paio di settimane fa tifò per l’avvocato delle due donne, scrivendo fra l’altro sulla sua pagina Facebook che era ora di «sgonfiare quel pallone gonfiato» ed esageratamente osannato di Julian Assange.

Il fondatore di Wikileaks e i suoi avvocati hanno ripetutamente accusato il sistema giudiziario svedese di parzialità, asserendo che è stata eliminata ogni possibilità di condurre un processo equanime. Il pubblico ministero avrebbe commesso errori di sostanza e di forma per portare a termine un complotto di chiara ispirazione politica in una nazione che viene definita «l’Arabia Saudita del femminismo». L’ispettrice di polizia e la donna erano entrate in contatto nell’aprile 2009, in occasione di un congresso socialdemocratico, ossia ben 16 mesi prima che venisse sporta denuncia contro Assange.

La stretta amicizia tra le due donne emerge anche dal contenuto dei testi scambiati sui rispettivi blog. Traspare sempre più la trama politico-femminista che sarebbe alla base delle accuse ad Assange. Si apprende, ad esempio, che a invitare l’australiano in Svezia era stata una delle due donne che poi lo avrebbero accusato di violenza. In un estratto del suo blog l’ispettrice di polizia riporta una dichiarazione dell’amica secondo la quale «sono gli uomini bianchi come Assange ad arrogarsi il diritto di decidere che cosa è o non è offensivo per le donne». E l’amica le risponde nel proprio blog: «Ciao! Grazie della nota. Come ripeto, è ignobile che uomini bianchi difendano sempre il loro diritto a usare parole offensive… Poi negano che proprio quelle parole facciano parte del sistema che mantiene il loro gruppo ai vertici delle strutture sociali».

Dunque, sebbene le due donne si frequentassero già da 16 mesi, l’ispettrice decise di condurre lei l’interrogatorio dell’amica omettendo, come sarebbe d’obbligo secondo la legge svedese, di dichiarare l’esistenza di un rapporto privato che ne viziava la validità. Resta adesso da vedere se questi elementi produrranno una ricusazione da parte della difesa del mandato di cattura internazionle emesso dal giudice svedese Maria Haeljebo Rosander sulla base dell’interrogatorio ora messo in discussione.

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armando 10:35 pm - 4th luglio:

E dopo Assange si profila, netto, il caso SK, le accuse al quale si stanno rivelando false, forse per un complotto politico, forse per iniziativa personale della cameriera. Comunque sia, per quello ne traggo, cambia poco.
1) Noto che senza alcun dubbio Sk, essendo un potentissimo, ha potuto mobilitare una serie avvocati che hanno scavato e permesso che uscissa quella che ad oggi sembra la verità. Un uomo normale non ci sarebbe riuscito, o avrebbe avuto infinite difficoltà in più a partire dalla mancanza di solidarietà che SK ha comunque avuto.
2)Detto questo noto anche, però, che il meccanismo annichilente viene usato anche contro i potenti. Da questo punto di vista gli Alpha sono in pericolo quanto i Beta. La macchina del fango colpisce indistintamente i potenti e i padri separati.
3) Il motivo, che è anche il vero punto importante, è che la parola femminile viene presa per vera, almeno inizialmente, mentre così non è per quella maschile. Le leggi si adeguano a questo mainstream, e ben che vada in qualche paese un poì più serio la verità emerge a posteriori, quando comunque il danno è fatto e l’effetto voluto è raggiunto.
4) Insomma gli Alpha che col supporto e con l’imbecco del femminismo hanno messo in moto il meccanismo e varato leggi apposite, rischiano anch’essi, ora, di essere schiacciati dal demone che hanno evocato pensando di essere al riparo.
Una sorta di meccanismo ad orologeria che sta scoppiando anche nelle mani di chi lo ha attivato. Il che non allevia le loro colpe, ma anzi le aggrava.
La faccenda, in ogni caso, ci deve far riflettere sulle origini profonde della QM, e sul suo senso che, in modo certo diverso, coinvolge l’intero genere maschile.

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cesare 5:19 pm - 5th luglio:

Cirus Vance, il procuratore che ha creato letteralmente il caso Strauss Kahn, ha fatto carriera fino a quel momento cavalcando il mainstream della tolleranza zero circa la violenza sulle donne. Nulla in contrario ma se violenza c’è davvero. Nel suo caso, visto la spregiudicata criminale disponibilità a sfruttare per far carriera uno stupro fin da subito chiaramente inesistente, possiamo immaginare quanti maschi innocenti, ma signori nessuno, sono in galera per sua mano e quante donne ci hanno marciato in soldi e vantaggi di ogni tipo.
Questo genere di criminale in guanti bianchi e impunito che utilizza il potere giudiziario o mediatico per far carriera mandando in rovina i maschi innocenti appartiene ad una categoria numerosa e ben conosciuta anche in Italia.

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Fabrizio Marchi 7:25 pm - 15th ottobre:

Assange ha partecipato da protagonista alla manifestazione londinese degli “indignados” e ha anche tenuto un comizio (servizio del TG1).
Ciò dimostra che nonostante l’infamante (e allucinante) accusa di stupro (versione svedese=sesso senza profilattico…) la sua immagine pubblica non è compromessa, al punto di consentirgli di intervenire in una manifestazione di protesta (alla quale partecipavano naturalmente anche moltissime donne) , ripresa dalle telecamere dei TG di tutto il mondo.
Un segnale positivo.
Fabrizio

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Damien 1:29 pm - 19th gennaio:

Lo stupro è un reato, i colpevoli meritano di essere puniti nella misura massima prevista dalla legge.

Tuttavia, le Leggi sullo stupro sono scritte con un forte presupposto, ovvero che la donna dice sempre la verità.

Inoltre, le Leggi sullo stupro sono tutte scritte in modo tale che risulta sempre l’uomo l’unico a cui imputare tale reato.

La responsabilità di comportarsi in modo adeguato in situazioni sessuali è interamente riversato verso l’uomo, lei può fare e dire tutto ciò che vuole e di solito non si aspettano di essere punite.

Devi rispettare il suo corpo, ma a lei del tuo non frega un accidenti! e la legge è dalla sua parte!

Dov’è il succo del discorso? Io chiedo a voi tutti in maniera che a molte sembrerà paranoica:

-E’ possibile che le donne non si daranno pace fino a quando ogni caratteristica maschile ritenuta da loro offensiva, sia punibile dalla Legge?

-E’ possibile che le donne non si daranno pace fino a quando non ottengano 50-50 di tutto quello che possiedi, anche se le loro esigenze hanno già molto peso nella società?

-E’ possibile che le donne vogliano il diritto di esiliare i padri dal frequentare i figli semplicemente se lo desiderano?

-E’ possibile che le donne non si fermeranno finché non si sentono che hanno preteso abbastanza’ vendetta ‘come compensazione per quello che si sono autoconvinte come migliaia di anni di oppressione maschile?

Non voglio credere alle dichiarazioni di cui sopra, ma credo che le donne ci devono una spiegazione per dimostrare che non sono in viaggio verso questa direzione!

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Rino 5:09 pm - 19th gennaio:

Damien:
>>
Non voglio credere alle dichiarazioni di cui sopra, ma credo che le donne ci devono una spiegazione per dimostrare che non sono in viaggio verso questa direzione
>>

Si tratta di una forza in espansione, in quanto tale non si ferma se non trova ostacoli. Non può fermarsi da sola.
La coscienza appartiene ai singoli e può frenare il comportamento individuale. La massa non può essere cosciente e quindi non si può fermare di fronte ad un segnale, ad un suono che indichi “Qui c’è il confine” La massa non ha occhi, non ha orecchi. Si ferma se trova un ostacolo vero, una forza vera che le si opponga.
Nel nostro caso la forza psicologica maschile che oggi
non c’è.

La massa non vede, è cieca, non ha preveggenza né lungimiranza perciò non considera neppure i danni che produce a se stessa. Così ad es. si procede alla castrazione e poi – alla bisogna – si invocano gli uomini con gli attributi…

“Non ci sono più gli UU di una volta…”

Chi mai li avrà castrati?

RDV

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Rita 12:27 pm - 10th ottobre:

Lo metto qui anche se è generico e non riguardante strettamente Assange.. ma dato che trattasi di Svezia.
Ottimo l’articolo di FaS, secondo me.

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/10/10/lo-stupro-secondo-la-svezia/

la sensazione (mia personalissima) è però sempre che l’interesse al centro sia la donna. Autoreferenzialità insomma.
Cultura anti-stupro, anti-molestia, anti-qualsiasi gesto fastidioso (il passo dalla violenza al fastidio e la loro confusione è stato rapido, come sappiamo bene grazie anche alla statistica Istat), però nel momento in cui si esagera.. e si rischia, quindi danneggiando la femminilità si insorge.

Preciso che non mi riferisco a chi ha scritto l’articolo nè al gruppo FaS in generale: è proprio la tendenza che si nota negli ultimi tempi.

Mi chiedo se, anche a livello inconscio, così come la lamentela dell’ “uomo che non ci prova più” è cresciuta proporzionalmente alle istanze per la riconversione maschile e la rieducazione maschile al femminismo (.. pardon alla parità.. come continuano a insistere i fautori dei femminismi buoni) non stia emergendo il timore che se cominciamo a condannare gli uomini che “supplicano” sesso, presto nessuno supplicherà più.

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Fabrizio Marchi 1:27 pm - 10th ottobre:

Rita, ho appena letto i tuoi commenti su FaS (ma quello che sto per scrivere lo penso da tempo): se non esistessi bisognerebbe inventarti.
Sei la punta di diamante di questo nostro movimento (seppur battitrice libera e in tutta la tua autonomia, tranquilla perché nessuno vuole fagocitarti…). Non è una boutade, lo affermo a ragion veduta.
E il fatto che tu sia una donna non è a mio parere casuale. E questo meriterebbe una riflessione che farò in altro momento.
Queste mie parole vogliono essere un messaggio non tanto a te (non hai certo bisogno di questi pubblici apprezzamenti), quanto ai tanti “coglionazzi” che orbitano in ambito momas che passano le giornate a polemizzare e a straparlare senza costrutto sui vari blog del movimento maschile.
Dovrebbero capire questi signori, e anche da Dia, diciamoci la verità (per lo meno quando non attacca il disco sulla “sinistra” autoritaria-rieducativa, causa, principio e fine di ogni male nel mondo), come si agisce, come ci si comporta, come si lavora, come si interviene, con quale serietà di argomentazione e di esposizione delle proprie tesi.
Riflettiamoci tutti.
Avanti così, Rita…

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Ethans 3:53 pm - 10th ottobre:

Sottoscrivo l’ultimo intervento di Fabrizio. Tra l’altro è proprio grazie a Rita che mi sono avvicinato al Momas.

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Luigi Corvaglia 4:50 pm - 19th maggio:

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