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08 mag 2012  |  303 Commenti

Alla scuola del Titanic

I sommersi e i salvati

titanicSul Titanic c’erano 1316 passeggeri. Bambini a parte, si salvò il 74% delle femmine e il 18% dei maschi. Il 97% delle femmine della 1° classe e il 16 dei maschi della 3°. Nel complesso (adulti F+M e bambini) il 62% della prima e il 25% della 3°.

Niente di nuovo rispetto a quel che si sa da sempre: i maschi (volenti o nolenti) muoiono al posto delle femmine e per salvare le femmine. Gli inferiori (volenti o nolenti) muoiono al posto e per la salvezza di chi sta sopra.

Delle due verità solo la seconda è stata proclamata per circa un secolo. La prima, per cavalleria o per pudore, per rispetto o per orgoglio, non è mai stata rivelata. Che i maschi muoiano per le femmine è cosa sin qui mai emersa alla coscienza verbale maschile, mai insegnata né alle medie né in Accademia. Mai.

Di recente però anche gli annunciatori della seconda si sono fatti silenti. Nessuno vuol passare per “testa calda” o “sovversivo”. Come del resto nessuno vuol passare per “maschilista”.

E’ vero però che di recente i maschi Risvegliati, quei pochi che ci sono, hanno messo gli occhi sulla prima. Si sono accorti che le femmine si salvano e i maschi vanno sotto, ed hanno osato vederlo e dichiararlo. Nello stesso tempo hanno quasi dimenticato la seconda, che i Ciandala (per dirla con Nietzsche) muoiono al posto dei Signori.

Ora, i numeri del Titanic sono quelli là. Incontestabili i primi quanto i secondi. Sovversivi ed eversivi i secondi quanto i primi.

La prima verità: i maschi affondano

Nell’ambito del movimento maschile le statistiche dei sommersi e delle salvate del Titanic vengono citate come espressione eclatante, persino abbagliante, della natura della relazione tra i sessi. Esempio luminoso, avvenimento rivelatore di verità sempre sapute ma mai esplicitate. Per pudore. Emblema dell’estremo sacrificio maschile e del beneficio che da esso traggono le femmine: la sopravvivenza, la vita. Icona intangibile e sacra.

Ma proprio per questo, un ingombro, un macigno sulla via trionfale della “Donna Liberata”. Icona tanto sacra e intangibile che qualcuna ha pensato bene di lordarla e dissacrarla trasformandone l’ordine esplicito e l’imperativo morale implicito (che i maschi muoiano per salvare le femmine) in motivo di scherno e di dileggio. Rovesciandone il senso e trasformandolo in un insulto antifemminile, generato (ça va sans dire) dal paternalismo misogino. E’ così che il “Prima le donne e i bambini!” è diventato la maledizione con la quale la “Liberata” dà il suo ultimo beffardo saluto ai sommersi.

Che ora però riemergono, perché, alla luce del Titanic, i Risvegliati parlano dei milioni di maschi morti sul lavoro e per il lavoro, sopra la terra, sottoterra e nel mare. Per le femmine e al posto delle femmine. Parlano dei milioni di maschi finiti nei guai rispettando la legge o infrangendola, non fa differenza, per le femmine e al posto delle femmine. Dei milioni di invalidi, carcerati, barboni e suicidi che hanno bruciato la vita, affondando, mentre le rispettive – le loro “schiave” “relegate al ruolo domestico” “fuori dalla vita pubblica”- si salvavano. Dei milioni che hanno consumato la vita in un’impresa, un’idea, una ricerca, uno studio, creando la cornucopia di beni di cui tutti, femmine per prime, hanno goduto e beneficiano. Dalla poesia al telefonino.

Perché non c’è pericolo, non c’è rischio per la salute e per la vita che non veda il maschio prevenire, anticipare, sostituire la femmina. Sotto tutte le latitudini. Avete mai visto una falegnama? No, perché si incomincia con dieci dita e si va in pensione con sei. Non ci sono rischi fisici, sociali, civili, commerciali e legali che non vedano i maschi in prima fila. In basso come in alto. Madoff è dentro per sempre, la cobeneficiaria delle malefatte è fuori. Per sempre. Alla Thyssen ci sono stati i morti (in basso) e gli inguaiati (in alto). Non ci sono né morte né inguaiate. Salve tutte e tutte con vitalizi garantiti. Grassi o magri che siano. Agli uni il rischio, la morte, la prigione, la rovina. Alle altre la vita e la libertà. Chi affonda e chi galleggia.

Son cose dure da ricordare, ma divenuti finalmente ingenerosi, i Risvegliati richiamano oggi in vita i morti, i falliti, i mutilati, i caduti, i suicidi, i dannati, evocando l’anima dei sommersi per gettarla - impietosi ormai e senza pudore – sull’altro piatto della bilancia.

Seconda verità: i subalterni affondano

Come è vero che i maschi muoiono per le femmine e al posto di esse, così è vero che i subalterni muoiono per i Signori e al posto di essi. Segreto di Pulcinella che oggi si è tentati di fingere di non conoscere. Si denunciano i morti sul lavoro, perché finalmente si vede che sono maschi, ma non si osa ricordare che sono anche subalterni. Sarebbe demodé. Chi vuol passare per bolscevico?

Eppure, come nessuna femmina è mai affogata nella pesca del merluzzo, così nessun notaio è mai precipitato dalla scrivania. Non si sono visti redditieri mutilati né aristocratici invalidi professionali. E’ acida, è cinica, minaccia di essere quasi sovversiva, ma è la seconda verità.

La Storia è storia dei modi con cui la piramide sociale si è mantenuta dai tempi degli Ziggurat. Realtà e simbolo della realtà. Quelli che stanno in alto si salvano e quelli che stanno in basso affondano. E quelle che stanno in basso si salvano con facilità minore di quelle che stanno in alto. Come se la società fosse una piramide e gli apicali galleggiassero sui subalterni.

E infatti Essi ed Esse galleggiano.

Verità composita: affondano i maschi subalterni

Il Titanic parla chiaro: affondano i maschi di 3° classe. Il prodotto delle due verità è solare, abbagliante. Annunciate insieme, quelle due antiche verità sono la novella del XXI Secolo.

Quei numeri sono un trattato su due dei conflitti che, latenti o conclamati, segnano la storia umana. Quello tra i sessi e quello tra le classi, che si intersecano e si sommano. Ci si salva quando si è in alto e quando si è femmina. Si muore, volenti o nolenti, quando si è in basso e si è maschi. Appunto, ma lo si fa volenti o nolenti? E’ dono o è rapina? Ci si sacrifica o si viene sacrificati? Questo è il dilemma.

Domande birichine, perché suggeriscono bensì che la Questione Maschile riguarda tutti gli uomini, in alto come in basso, giacché li colpisce tutti, ma non li colpisce tutti nello stesso modo.

Ciò accade perché la società femminista che avanza sta separando in modo sempre più profondo gli apicali e i subalterni. Sta aprendo un abisso tra i primi e i secondi, esito della combinazione di un diverso ma convergente interesse di fonte darwiniana: quello della élite maschile e quello della massa femminile.

La saldatura è avvenuta

Che i maschi guardino all’estetica femminile e le femmine alla posizione sociale maschile è una verità da tutti sentita e sperimentata, benché imbarazzante e perciò dissimulata, giacché confligge con quella ufficiale, poetica e romantica, del reciproco “interesse disinteressato”. I maschi cercano la bella gnocca; il “buon partito” (non solo economico) lo cercano le femmine.

Così, quando possono procurarsi da sole quel che prima ottenevano dai maschi il valore di questi si erode, declina e infine precipita. Tanto meno un maschio può dare e tanto meno suscita interesse. Tanto meno scalda il cuore. Quando infine non può più dare nulla non vale più niente e il cuore raggela.

Progressivamente, fette sempre più grandi di uomini sono scesi al di sotto della soglia del valore minimo che raggiungono quando lei, in qualsiasi modo, può procurasi da sola quel che un uomo si prepara ad offrirle. Quando una donna, che potrebbe viaggiare su una Fiat, gira invece sull’Alfa o il Bmw, parla chiaro: “Chi non è sopra questo livello, stia alla larga!”. E il numero di quelli che “stanno alla larga” cresce al crescere delle cilindrate femminili. I maschi mirano al macchinone per rimorchiare. Le femmine per selezionare, per tagliar fuori quelli che non sono all’altezza. Quelli per averne di più. Queste per averne di meno.

Il numero di quelli che “non sono all’altezza” cresce indefinitamente e abbraccia ormai una massa crescente dalla quale il cuore delle donne si sta allontanando perché rivolto in altra direzione: verso l’Alto, verso l’Elite.

Verso l’Alto è rivolto il cuore delle donne occidentali, cosa che non può certo infastidire gli uomini d’élite, se è vero che l’accesso alle femmine è il primo movente delle lotte maschili tra infinite specie. Quelli che stanno in alto si riservano l’accesso alle risorse a scapito e a danno degli altri. Si capisce: è per questo che si corre verso l’alto, dove giunti, si apre la guerra ai subalterni. Che stiano alla larga. Dalle femmine, in primis.

Nel corteggiamento i ruoli si invertono quando si passa dal rango di subalterni a quello di apicali. Chiedeva Magic Johnson: “Cosa fareste voi se ogni sera ne trovaste tre sulla porta della suite?”. Il corteggiamento non è roba da maschi: è solo da maschi subalterni.

Così lo scenario si apre e si vedono verità che non campeggiano sulle bandiere femministe. Insensibilmente ma progressivamente si manifesta l’unità di interessi della massa femminile e dell’élite maschile. E’ all’opera la legge gravitazionale di Darwin che convoglia i due interessi: tenere alla larga quelli di 3° classe.

Privi di fascino perché privi di potere, con redditi pari o minori, con istruzione inferiore, ingenui per natura e sempre pressati dall’energia dei loro lombi, annaspano penosi nel tentativo, sempre più patetico, di “mantenersi all’altezza”. Massa smarrita che si chiede confusa cosa stia accadendo. Non ha più nulla di interessante da mettere sull’altro piatto della bilancia, ecco cosa sta accadendo.

Un barbone dal marciapiede sbircia la strafiga c he passa col Suv. Creature di diverse galassie – mi dico – nulla mai le potrà avvicinare. Cosmologiche distanze – filosofeggio- qualsiasi cosa accada sono separati per sempre. Li divide un abisso.

Poi, non richiesta, flash, l’illuminazione: “Se la figona va a sbattere e il Suv prende fuoco quel miserando correrà di certo qualche rischio per tirarla fuori. Se invece gli crolla il porticato addosso… no, lei non danneggerà le unghie per fare altrettanto. Mano al cellulare, chiamerà i soccorsi. E qualcuno verrà. Qualche maschio verrà”.

Così trova acre risposta la domanda birbona: cosa darà la femmina che sta in alto al maschio che sta in basso e in cambio di che? Nulla. In cambio della vita, non darà nulla. Quel che da sempre l’élite regala ai subalterni, quel che l’aristocrazia ha sempre “dato” alla plebe. E’ la legge del Titanic.

Numeri che raggelano. Verità che corrodono.

Rino Della Vecchia

 


303 Commenti

Fabrizio Marchi 4:13 pm - 22nd gennaio:

Lo so, Sandro, ne sono consapevole…smile D’altronde siamo su questo mondo per imparare…smile

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SIlvia 11:40 am - 23rd gennaio:

Quante vaccate! Che stupidaggini! Ma chi è che inculca queste cazzate nella testa dei poveri ingenuotti? Chi è che con tanta abilità nelle notti di rimpianto e misoginia tesse trame così scadenti e inculca paure di complotti tanto idioti? La televisione? Forse la televisione è adatta a ricevere la colpa di tutta questa idiozia… si sa, la televisione è ben accusabile, e manco si può difendere, quindi diciamo che è colpa sua. Oppure è la bruciante delusione d’amore inflitta da una stronza? Non mi dica che lei, RINO, è stato smollato nel deserto ghiacciato della vita per il maschione danaroso, perché potrei dispiacermi e pentirmi di ciò che sto per scrivere.

Oh, gli intellettualismi! I dati inventati! I drammi! Che porcheria! In generale, leggere le sue cazzate mi ha scatenato la giusta ira del guerriero, mi sono sentita assai rabbiosa, come se lei mi stesse accusando personalmente (ho questo vizio, la chiami coda di paglia, come le pare, che me ne frega). Ma poi ad un certo punto ho riso, le sembrerà assurdo ma ho riso, cogliendo la grottesca drammaticità di una determinata frase che cito testualmente: Anche i maschi “si godono la pensione”… quelli che ci arrivano.
QUELLI CHE CI ARRIVANO! Che orribile puzzo di morte che aleggia sul capo di chiunque abbia la sventura di nascere maschio. Costretto, nella probabilissima eventualità di un disastro nautico agli inizi del secolo scorso, a rimanere a bordo e a crepare nell’acqua gelida. Le scialuppe erano mandate in mare mezze vuote, capisce?! Mezze vuote! Lei pensi a tutto questo dramma! A tutti quei maschi calpestati dal crudele tacchetto della damina di prima classe, donnetta insulsa e ghignante che orchestra dagli inizi dell’umanità come sopravvivere a discapito dei poveri maschi! Ed è passato solo un secolo! E’ ovvio che la ferita è ancora aperta! E’ ovvio che è lo specchio di quella “corrottissima-infestata-da-puttane-arriviste” società che ingabbia lei e il suo genio coraggioso (perché lei si compiace di dire verità scomode… ma vada a cagare).
Gli uomini parlano delle donne con gli uomini? Ma che cazzo vuol dire? Ho visto pochissime donne commentare. Io sono una donna! Ho la passera e l’utero e tutto il resto, eppure non ho ricevuto grandi favoritismi per il mio essere donna, sarà che sono brutta. I miei voti a scuola erano sempre più bassi di quelli dei maschi. Mi piace pensare che fosse colpa del mio sesso e non della mia incapacità. Questo perché sono una infame calcolatrice femmina e femminista (per carità! Non mi creda! Altrimenti chissà cosa mi succede). Non ho grande attrattiva sugli uomini. Forse faccio eccezione e ho sviluppato un brutto carattere mascolino, chissà? Sarà che non sento affatto le cose che lei dice, sarà che sono lontane milioni di milioni di miliardi di miglia da ciò che significa per me essere me, ovvero essere (anche! ANCHE!) femmina.

Caro il mio omuncolo Rino, si tagli il pene, visto che la angoscia così tanto essere maschio. Poi vada in giro ad uccidere prostitute per vendicare tutte le morti maschili. Mi raccomando, però, se non le mutila della vagina non si sentirà affatto meglio, quindi si ricordi di tagliare via tette e passera.

Ma vada all’inferno a scrivere certe boiate! Mi congratulo per il vespaio che ha scatenato, e in effetti non scrivo ciò per convincerla del contrario (la sua opinione non vale niente, a meno che non venga scritturato da chissà quale orribile e drogatissimo giornale), solo per sfogarmi, visto quanto mi hanno fatto schifo e ribrezzo le sue teorie che, fra l’altro, sono in odore di omosessualità repressa.

Indistinti saluti
“La tizia che, quando si mette il mascara, non pensa assolutamente a nulla”

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Rino 8:04 am - 24th gennaio:

Interventi come questo della cortese Silvia, sono tonificanti. L’eruzione esplosiva che viene dal basso indica che abbiamo toccato una ferita aperta, che abbiamo fatto davvero centro.
Conferma la correttezza della nostra analisi.
.
Nel particolare ci garantisce che il Titanic è davvero pietra dello scandalo, iceberg contro cui si va a cozzare, da destra, da sinistra e anche dal centro.
.
Il Titanic è uno scandalo. Bene. Molto bene.
.
Quanto alla lettera in sé, ha una buona leggibilità, è scorrevole, a tratti simpatica. Solo due appunti: non è molto originale e poi c’è il mio nome in maiuscolo.
Ciò provoca un comprensibile inturgidimento del mio sensibilissimo Ego.
Meglio evitare (quantomeno in pubblico).
.
RDV

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Luigi Corvaglia 8:23 am - 24th gennaio:

Forse sono in tema o forse no. Ma questo articolo per me è molto interessante. Soprattutto ove opera una correlazione tra empatia e responsabilità.
…………………………………………………………………..
http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/galassiamente/articolo/lstp/439407/

GALASSIAMENTE 23/01/2012 -
Inerti o attivi di fronte ad un dramma?

ROSALBA MICELI
La drammatica vicenda che si è consumata a bordo della nave Costa Concordia chiama in causa la responsabilità del pensare e dell’agire insieme ad altre variabili più o meno manifeste che possono influenzare i processi decisionali. Niente sconvolge di più dell’indifferenza o dell’inerzia verso chi è in difficoltà. La telefonata fra il capitano di Fregata Gregorio De Falco, a capo della Capitaneria di Livorno e il comandante della Concordia Francesco Schettino, in cui De Falco ordina a Schettino, che ha già abbandonato la nave, di tornare a bordo e dirigere le operazioni di soccorso, mette subito in scena il gioco dei paragoni: l’eroe contrapposto al vigliacco, il capo assertivo che subito sa cosa fare e si dà da fare, e il “capitan codardo” confuso e angosciato.

La psicologia sociale va cauta con le definizioni e le etichette di “buono” e di “cattivo”. Le buone intenzioni e la disponibilità di risorse necessitano di qualcos’altro per condurre ad effettive azioni di soccorso. Le “forze situazionali”, legate al contesto, più di altre, sembrano condizionare il nostro comportamento. In che modo si combinano? Possiamo difendercene? E cosa prova chi non ha soccorso sapendo che avrebbe potuto? Lo psicologo Albert Bandura individua dei dispositivi mentali di “sicurezza” che realizzano una sorta di disimpegno morale e liberano dal senso di autocondanna. Meccanismi psicologici difensivi quali la diffusione della responsabilità (ci si sente meno in dovere di intervenire qualora si presume che siano presenti e disponibili altri potenziali soccorritori) o la distorsione delle conseguenze (spesso non si è consapevoli della gravità della situazione).

Ma possono anche entrare in gioco quelle che Albert Bandura definisce “convinzioni di autoefficacia” ovvero le convinzioni che le persone nutrono rispetto alla loro capacità di saper gestire in modo adeguato i vissuti emotivi (sconforto, scoraggiamento, ansia, rabbia, stress): una sensazione di inadeguatezza nel saper esercitare una qualche forma di controllo sugli eventi e sulle proprie emozioni può portare al contagio emotivo (ad esempio, nelle situazioni di panico) e ostacolare il comportamento di aiuto. Al di là del valore speculativo, questi studi sono importanti per cercare di comprendere alcune delle motivazioni psicosociali dell’inazione, stigmatizzata come indifferenza, o vigliaccheria, ma ancor di più a contrastarla, in modo da indurci ad aiutare il prossimo quando se ne presenterà l’occasione.

Ma chi è il vero soccorritore, questo “eroe” – spesso anonimo (le testimonianze dei superstiti al naufragio della Concordia descrivono soccorritori rimasti sconosciuti o che hanno un nome, come il capo commissario di bordo Manrico Giampedroni – che non può restare indifferente e varca la frontiera decisionale tra inerzia e azione, anche a rischio della propria vita? «Gli eroi sono in genere eroi della vita quotidiana, i quali in particolari situazioni si coinvolgono in azioni straordinarie – osserva Phil Zimbardo, una delle figure più autorevoli della psicologia sociale contemporanea, già presidente dell’American Psychological Association, nella prefazione al saggio “Psicologia del male” dello psicologo Piero Bocchiaro (Editori Laterza) – . Si tratta naturalmente di minoranze, individui peraltro ancora poco noti alla psicologia». Gli esperimenti condotti da Zimbardo alla Stanford University indicano che qualcosa ha attivato in loro i canali dell’empatia.

In accordo alla teoria dello sviluppo morale proposta da Martin Hoffman, professore emerito di psicologia alla New York University, nell’individuo adulto l’obbligo etico ad aiutare qualcuno in difficoltà nasce spontaneamente come espressione di principi interiorizzati di cura, di giustizia. Tuttavia «l’empatia trasforma i principi morali in cognizioni prosociali calde: rappresentazioni cognitive cariche di affetto empatico, e pertanto di forza motivazionale» (Martin Hoffman, Empatia e sviluppo morale, il Mulino Saggi).

La «sofferenza empatica» (l’affetto empatico suscitato direttamente dalla vittima) può costituire dunque, in alcune condizioni, la motivazione primaria che spinge all’azione, non consentendo di sottrarsi dalle responsabilità, e quasi «obbliga» ad intervenire concretamente in aiuto. «Non potevo sopportare di vederlo in pericolo» – è la frase che spesso dicono i soccorritori-eroi. Manrico Giampedroni era già in salvo, a bordo della scialuppa di salvataggio. Perché è tornato indietro sulla nave che rischiava di affondare? «Ho sentito delle urla. Non potevo andarmene così».

Non è casuale che il termine «responsabilità» trovi il suo alveo etimologico nella parola «risposta». L’Altro, in modo manifesto o indiretto, ci chiede di «esserci», di assumerci delle responsabilità, di dare quella «risposta» che spesso solo noi possiamo dare, e senza la quale l’Altro rischia di sperimentare la solitudine, l’abbandono, la miseria o la morte.

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cesare 10:14 am - 24th gennaio:

Cavolo Rino, sono geloso di Silvia: una donna così passionale attratta solo e soltanto da te?

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Rita 10:59 am - 24th gennaio:

Silvia: Io sono una donna! Ho la passera e l’utero e tutto il resto, eppure non ho ricevuto grandi favoritismi per il mio essere donna, sarà che sono brutta. I miei voti a scuola erano sempre più bassi di quelli dei maschi. Mi piace pensare che fosse colpa del mio sesso e non della mia incapacità.

or ora mi sorge un tremendo dubbio: io sono donna e ho sempre pensato di non aver ricevuto grandi favoritismi “personali” dall’ideologia femminista, sarà che sono sempre stata bruttina e dimessa anch’io… e però i miei voti a scuola sono sempre stati molto alti, praticamente ero la prima della classe (e quindi più alti di tutte le altre femmine e di tutti gli altri maschi). E mi è sempre piaciuto pensare che fosse merito delle mie capacità, del mio impegno e della mia diligenza ( volendo si puo’ anche chiamare secchioneria, non m’offendo) e non della liberazione femminista dal maschilismo…

Ero seconda solo in matematica.. il solito maschio-alpha- che si fa dare i voti alti in matematica solo perchè maschio .. e la vecchia prof che lo compiaceva … evidentemente. E comunque devo ringraziare il femminismo se ero almeno la seconda eh..

Per il resto concordo sulla mancanza d’originalità delle altre considerazioni.

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Rino 11:52 am - 24th gennaio:

Vabbeh, entriamo nei particolari:

Silvia:
>>
non ho ricevuto grandi favoritismi per il mio essere donna, sarà che sono brutta…
>>
Strano. La Carfagna giurò di essere stata discriminata perché bella. La settimana scorsa sul Corriere online (home page) ce n’era un’altra che lamentava la stessa oppressione causata dallo stesso motivo.
Quanto al mio fascino, caro Cesare, al mio ben noto magnetismo, ti devi rassegnare. Non c’è partita…
smile

RDV

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Fabrizio Marchi 12:30 pm - 24th gennaio:

Apprezzate e favorite solo perché belle (e non per le loro capacità e doti intellettuali).
Discriminate perchè brutte (anche se capaci e intelligenti).
Apprezzate e favorite perchè brutte (ma capaci e intelligenti).
Discriminate perche belle (e quindi costrette nei ruoli delle belle ma stupide pur essendo capaci e intelligenti).
Comunque sia, le donne sono sempre, comunque e dovunque discriminate.
Non c’è soluzione…
Fabrizio

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Leonardo 1:11 pm - 24th gennaio:

SIlvia:
Oppure è la bruciante delusione d’amore inflitta da una stronza?
———————————————
Per quello che mi riguarda, e credo anche gli altri del forum, visto che si parla sempre del minor desiderio sessuale delle donne, che invece pensano solo a fregarci i soldi e a comandare, la delusione è sessuale. E quindi molto peggio. Vi brucia essere criticate sessualmente…
—————————————
SIlvia:
fra l’altro, sono in odore di omosessualità repressa.
—————————————–
Va bene che è indirizzata a Rino, ma per chi alza la testa contro le donne è un insulto molto comune. Se fossi omosessuale non starei qui scrivere e a farmi il sangue amaro per le femminucce, ma me starei a fare le orge con qualche bel maschione gay pieno di muscoli.

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cesare 3:29 pm - 24th gennaio:

fabrizio@
1) Apprezzate e favorite solo perché belle (e non per le loro capacità e doti intellettuali).
2) Discriminate perchè brutte (anche se capaci e intelligenti).
3) Apprezzate e favorite perchè brutte (ma capaci e intelligenti).
4) Discriminate perche belle (e quindi costrette nei ruoli delle belle ma stupide pur essendo capaci e intelligenti).

manca:
5) Riconosciute capaci e belle (ma temute e isolate perchè capaci e belle)

altro?

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mauro recher 5:45 pm - 24th gennaio:

un pò fuori contesto del post ,ma caro Leonardo ,oltre a darti ragione .l’omosessualità è usata dalle femministe per dare contro ai maschi etero ,con tanto di post di condanna ma ,quando questa omosessualità prende più spazio dei loro piagnistei femministi ,allora si incavolano da morire …va beh ,come sappiamo bene ,la coerenza non vive da quelle parti smile
naturalmente anch’io sono invidioso del magnetismo di Rino smile

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Fabrizio Marchi 6:29 pm - 24th gennaio:

“SIlvia:
fra l’altro, sono in odore di omosessualità repressa.
—————————————–
Va bene che è indirizzata a Rino, ma per chi alza la testa contro le donne è un insulto molto comune”. (Leonardo)
Verissimo, l’accusa di omosessualità repressa, di fatto concepita come un insulto (a mio parere, naturalmente, è aberrante considerare l’omosessualità sia nell’una che nell’altra maniera) viene normalmente e puntualmente brandita come un‘arma nei confronti di qualsiasi uomo che osi avanzare anche solo una critica al genere femminile. Le prime a far uso di questo linguaggio sessista e razzista sono proprio le donne, e in particolar modo le femministe; alla faccia del politicamente corretto…
Ci riflettessero i gay, da sempre completamente schiacciati sulle posizioni femministe…
Fabrizio

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Leonardo 7:23 pm - 24th gennaio:

Ci riflettessero i gay, da sempre completamente schiacciati sulle posizioni femministe…
Fabrizio
———————————–
E’ vero, loro pensano che sia il machismo il loro nemico, non sanno perché molti uomini odiano i gay (e neanche io di preciso) ma credo sia sempre per favorire le donne e il rispetto di esse. Il discorso gay è difficile, non sono tutti uguali, ma loro si sentono in parte femmine, forse a molti risulta naturale stare dalla loro parte…

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Sandro2 8:14 pm - 24th gennaio:

Fabrizio:
“Le prime a far uso di questo linguaggio sessista e razzista sono proprio le donne, e in particolar modo le femministe”
_____________________

Proprio così.
Tra l’altro, se si volesse rovesciare tale metro, bisognerebbe concludere che in circolazione c’è una vera e propria epidemia di lesbiche, considerando il veleno che le femmine della specie umana sputano quotidianamente contro gli uomini…

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Rino DV 9:02 pm - 24th gennaio:

Faccio outing (ma non è la prima volta):

“io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io…”

Frocio, appunto.

RDV

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Marco Pensante 9:11 pm - 24th gennaio:

Un paio di considerazioni dopo il temibile balenar di zanne(tte) della cara chihuahua Silvia che ha fatto tremare tutti. A parte l’evidente frustrazione della chihuahua e, se posso dirlo, la sfiga (“I miei voti a scuola erano sempre più bassi di quelli dei maschi. Mi piace pensare che fosse colpa del mio sesso e non della mia incapacità”; ma certo, carina, anche a me piace pensare che non sono diventato una rockstar solo perché i Litfiba erano invidiosi della mia bravura e mi hanno boicottato, ma questo non significa che sia vero), colpisce l’astio, l’odio di questa sublime esponente del Genere Più Empatico Più Amorevole Più Più. Non sapendo discutere, manda a cagare, augura la morte, augura castrazioni, mutilazioni e facciamo anche qualche tortura, va’ là che una torturina ci sta bene sempre. Poi ricorre alla consueta duplice accusa:
1) “Parli così per la bruciante delusione d’amore inflitta da una stronza”
2) “Sei in odore di omosessualità repressa”
Tipico e risaputo. Però riflettiamoci un attimo.
La “stronza”. Per le chihuahue, c’è sempre una non meglio definita “stronza” da contrapporre alla “vera donna”. Ovviamente il maschio con cui si discute ha conosciuto sempre e solo le stronze, MAI LE VERE DONNE. Quindi tutto il suo discorso non ha valore, perché non ha MAI conosciuto una VERA DONNA. Eppure, visto quante volte ci si sente rivolgere questa obiezione, a quanto pare ci sono un bel po’ di “stronze” al mondo. E tutte, comprese le “stronze”, si ritengono VERE DONNE. Quindi forse una di queste “stronze” SEI PROPRIO TU, SILVIA. (Sostituire il nome “Silvia” con quello della persona di turno che tira fuori ancora la storia della “stronza”).
L’”omosessuale represso”. A parte che Leonardo ha ragionissima (i gay non stanno mica qui a discutere, sono a scopare: chiamali stupidi), a me piacerebbe che gli uomini gay si accorgessero del disprezzo profondo, viscerale, che le donne nutrono per loro. Se qui qualcuno è gay, gli chiedo: ma non ti sei rotto le palle di sentire le donne dire a uno che è “gay” (o “omosessuale represso”, è la stessa cosa, sfatiamo il mito che l’importante sia il “represso”, nonono, quando non è represso lo odiano ancora di più) ALLO SCOPO DI METTERE IN DUBBIO LA SUA ONESTA’? Secondo me tutto questo schifo e disprezzo per gli uomini che scopano con gli uomini non è dovuto al fatto che i gay odiano le donne. No, è dovuto al fatto che NON HANNO BISOGNO delle donne.
Pensiamoci. Intendo noi, mica Silvia. Lei è ancora lì che fa bau bau.
Bau bau bau bau, Silvia!
(Che poi dovremmo essere sempre noi a tagliarci il pene, a scopare coi cani, a suicidarci, a sparire di nostra spontanea iniziativa. La risposta? IO NON LO FACCIO, PROVA A FARMELO TU. AMMESSO CHE CI RIESCI.)

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armando 10:04 pm - 24th gennaio:

La mail di Silvia è il concentrato dei soliti “argomenti” (si fa per dire), usati contro chiunque non si inchini al dogma, chiunque osi criticare il mainstream. Il più usato, per le grandi propagandiste della libera scelta sessuale è l’accusa dispregiativa di omosessualità repressa, e ti pareva. Dico solo, deludendola, che è un’accusa che ad un maschio ben strutturato non fa nè caldo nè freddo. Perchè se è eterosessuale se ne frega di simili scemenze, se è omosessuale non la considera un’accusa. Insomma, anche gli omosessuali fanno parte del campo maschile (magari molti non lo sanno), ma nè gli uni nè gli altri odiano le donne. Solo pretendono, dico e sottolineo pretendono, di non essere considerati ciò che non sono. Oppressori. Punto. Detto questo la lascerei perdere.
Quanto all’articolo postato da Luigi su cui campeggia la domanda:
“Ma chi è il vero soccorritore, questo “eroe” – spesso anonimo (le testimonianze dei superstiti al naufragio della Concordia descrivono soccorritori rimasti sconosciuti o che hanno un nome, come il capo commissario di bordo Manrico Giampedroni – che non può restare indifferente e varca la frontiera decisionale tra inerzia e azione, anche a rischio della propria vita?” la risposta è semplice, evidente, sotto gli occhi di tutti e statisticamente provata. E’ UN MASCHIO.
Non occorrono fiumi di parole, ricerche, studi, elucubrazioni, discettazioni psicologiche, distinguo più o meno sottili, domande che sembrano fatte apposta per girare intorno al problema e per non dover dire quelle parole che fa troppo male pronunciare perchè scardinano decenni di narrazioni ideologiche bugiarde. L’autrice di quell’articolo dovrebbe porsi non quella, ma un’altra domanda: “Perchè l’eroe è un maschio?”, e provare a rispondersi onestamente. Finirebbe finalmente tutto questo insopportabile ambaradan.
armando

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Fabrizio Marchi 10:13 pm - 24th gennaio:

Grandissimo Marco Pensante. Ero in procinto di censurare il post di Silvia ma lo stesso Rino, da me interpellato personalmente (dal momento che il commento era diretto a lui personalmente) circa l’opportunità di pubblicarlo o meno, mi ha invitato caldamente a postarlo (“minacciando” di pubblicarlo sul suo sito qualora non l’avessi fatto…smile ).
E, devo essere onesto, ho accolto immediatamente con grande favore la sua decisione, anche perchè sapevo che sarebbe seguita, puntuale come un orologio svizzero, la risposta del nostro grande satirico, Marco Pensante, il quale questa volta, dobbiamo riconoscerlo, ha superato se stesso. Possiamo senz’altro considerarlo il nostro satirico ufficiale. Mi dispiace per Damien perchè la sua saga dei borg è senza dubbio notevole, però la classe e lo stile di Marco P sono a mio parere insuperabili. Per lo meno per ora…smile
Fabrizio

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Luigi Corvaglia 11:45 pm - 24th gennaio:

@ Armando
Per una volta diamo a Cesar(a) quello che è di Cesar(a).
L’autrice dell’articolo di uomini sta parlando. Parla di “eroe” non di “eroina”, parla sempre al maschile facendo anche qualche nome.
E parla anche di empatia e sofferenza empatica.
Non mi sembra un articolo “femminista”. Tutt’altro.
Per quanto mi riguarda il passaggio:
…………………………………………………………….
La «sofferenza empatica» (l’affetto empatico suscitato direttamente dalla vittima) può costituire dunque, in alcune condizioni, la motivazione primaria che spinge all’azione, non consentendo di sottrarsi dalle responsabilità, e quasi «obbliga» ad intervenire concretamente in aiuto. «Non potevo sopportare di vederlo in pericolo» – è la frase che spesso dicono i soccorritori-eroi. Manrico Giampedroni era già in salvo, a bordo della scialuppa di salvataggio. Perché è tornato indietro sulla nave che rischiava di affondare? «Ho sentito delle urla. Non potevo andarmene così».
Non è casuale che il termine «responsabilità» trovi il suo alveo etimologico nella parola «risposta». L’Altro, in modo manifesto o indiretto, ci chiede di «esserci», di assumerci delle responsabilità, di dare quella «risposta» che spesso solo noi possiamo dare, e senza la quale l’Altro rischia di sperimentare la solitudine, l’abbandono, la miseria o la morte
.
……………………………………………………………….
è molto azzeccato.
Secondo me individua correttamente uno sentieri principali in cui si estrinseca l’empatia al “maschile”.
Dopo decenni di martellamento femministardo sulla nostra presunta incapacità empatica, queste considerazioni, fatte da una donna, non possono che farmi piacere.

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armando 12:10 pm - 25th gennaio:

Si Luigi, quello che dici è vero, e ben venga che qualcuno ragioni su questo argomento.
Il mio appunto nasce dal fatto che a me sembra surreale porsi tante domande quando le risposte sono già scritte in millenni di storia. Surreale ma segno dei tempi. Tempi in cui ogni memoria storica è stata o annullata o falsata. Ben venga, però, che qualcuno se ne
stia accorgendo.
armando

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Marco 10:59 pm - 15th aprile:

Ogni giorno arriva qualcuno/a che riscrive la storia.
http://www.repubblica.it/esteri/2012/04/15/news/titanic_pistola_del_capitano-33364601/?ref=HRERO-1
Significativo che accada solo in questa epoca.

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Fabrizio Marchi 9:12 am - 16th aprile:

Ero sinceramente sorpreso che la tragedia del Titanic, così come quella di tutte le altre simili che simboleggiano il sacrificio maschile nella storia, non fossero ancora state sottoposte ad un processo di “rivisitazione” postfemminista.
Ora, grazie a quest’ultima ricerca di quell’università svedese sappiamo che il “prima le donne e i bambini” è un falso storico. La realtà e l’indagine storica (quando è portata avanti con criteri rigidamente scientifici e liberi dai condizionamenti della cultura dominante maschilista) dimostrano che la parola d’ordine è in realtà sempre stata “prima gli uomini (con la violenza e la sopraffazione, ovviamente…) e poi le donne e i bambini”.
Gli uomini, per millenni, sono riusciti a nascondere con la menzogna, l’inganno e la manipolazione questa terribile verità, ora finalmente portata alla luce.
Ora sappiamo che oltre alla violenza anche l’abiezione è maschile.
E vai!…
Fabrizio

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paolo 4:29 pm - 16th aprile:

Così alcune centinaia di uomini volevano salire sulle scialuppe per forza, ma hanno rinunciato e sono morti solo perchè il capitano sparò alcuni colpi in aria.
Ma come si fa a raccontare stupidate del genere ?
Se erano determinati a salvarsi avrebbero sopraffatto il capitano come e quando volevano.
La versione più probabile è che “alcuni” uomini tentarono di avere la precedenza e furono scoraggiati, ma naturalmente, la mistificazione vuole farti credere che tutti gli uomini fossero dei vigliacchi.

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Rita 4:40 pm - 16th aprile:

ma se così fosse stato davvero .. se davvero gli uomini dell’equipaggio del Titanic avessero rimesso a posto “i passeggeri di sesso maschile” ,riuscendo nel naufragio – guarda caso più documentato della storia – a rovesciare la tendenza del maggior numero di morti maschili in questo modo:

“E minacciando di aprire il fuoco sui passeggeri di sesso maschile se non avessero dato la precedenza sulle scialuppe alle signore e ai piccoli, come appunto avvenne”

perchè mai l’accento scandaloso viene posto sulla necessità della coercizione e non sullo scandalo della coercizione?

Ma se leggessimo chessò.. il resoconto di un naufragio di una nave schiavista in cui si narrasse che per far lasciare il posto ai signori fu necessario minacciare gli schiavi di morte immediata, ci scandalizzeremmo per questa necessità o per il fatto che si fecero differenze di classe?

Tra l’altro, logica imporrebbe che coi piccoli sulle scialuppe ci andassero i più forti per dare loro maggiori possibilità di salvezza.

A meno che si temesse che gli uomini in situazione di deriva della scialuppa mangiassero i bambini ..

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Luigi Corvaglia 9:19 pm - 16th aprile:

Mah ragazzi … io sò più terra terra … e non riesco a non notare come il famoso (!?) giornalista non si degni di citare fonti, documenti, dati, link e persino il nome dei ricercatori/ricercatrici di questa dotta e documentata ricerca di questa altrettanto famosa università.
Per cui, fino a prova contraria, trattasi di fuffa. E mi sa manco tanto casuale.
Sappiamo benissimo la potenza simbolica, di genere e di classe, del naufragio del Titanic in ambito QM.
Evidentemente si stanno accorgendo della lenta ma costante penetrazione delle tematiche QM nel tessuto sociale e cercano di correre ai ripari, destrutturandone la narrazione.

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Rino DV 9:27 pm - 16th aprile:

Rita:
>
Ma se leggessimo chessò.. il resoconto di un naufragio di una nave schiavista in cui si narrasse che…
>
Precisamente.
Come mai – sotto la minaccia del piombo – non furono costrette le DD a lasciare il posto agli UU?
Almeno metà della QM è risolta se si usa anche solo una minima forma di coerenza e razionalità.
Non ci vuole molto, eppure così non è.
Cosa rende ciechi?
L’amore e …l’odio.

RDV

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armando 10:08 pm - 16th aprile:

La storia è “animale” ben strano. Di tempo in tempo viene puntualmente riscritta e reinterpretata dai nuovi vincitori con le lenti dell’ideologia dominante, a prescindere non dico dalla verità dei fatti ma dalla loro stessa verosimiglianza. Il Titanic non poteva sfuggire, perchè se si ammette il sacrificio maschile, il dono di sè maschile per salvare bambini e donne sconosciute, tutto il castello di menzogne sul maschio oppressore crolla miseramente. Allora tutto si riscrive. Lo fece Stalin contro Trotsky facendolo apparire un traditore della causa fin dal tempo della rivoluzione, l’ha fatto Hitler con gli ebrei, lo fanno le femministe e i loro alleati succubi coi maschi. Niente e nessuno si deve salvare, nulla deve sfuggire a queste profetesse del mondo nuovo e del nuovo ordine totalitario femdominista.
armando

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Luigi Corvaglia 9:27 pm - 29th luglio:

Noi comunque sempre per ultimi …. sad

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Fabrizio Marchi 8:04 am - 30th luglio:

post illuminante, caro Luigi…smile

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mauro recher 4:51 pm - 30th luglio:

Sbagli Luigi ,gli uomini non sono nemmeno nominati ,sarebbe un lusso già essere considerati ultimi

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Leonardo 5:29 pm - 30th luglio:

Ma prima le bambine femmine dei bambini maschi? Perché già in tenera età si comincia ad essere discriminati.

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Spirito Amazzone 10:09 pm - 24th novembre:

Con tutto il rispetto, ma quando Armando o Strider parlano delle donzelle in distress che avrebbero come massima ambizione nella loro vita quella di essere “salvate”, “limitate”, “incorniciate”, “messe al loro posto” da degli uomini non posso far altro che scompisciarmi dalle risate.
Al tiro a segno che frequento il 60% degli avventori sono donne. Me l’immagino, un maschio random che dice ad una di queste donne, che ha una precisione millimetrica nell’usare pistole a 50 metri o carabine a 100 metri, “ehi vieqquà che da oggi ti difendo io, perché sono il masculo della situazione”. Sì, certo, e le marmotte confezionano la cioccolata laugh
Fra l’altro, ho 400 donne fra amiche, conoscenti o ex-amanti, e non ne ho mai sentita una che avesse tutta questa voglia di recitare la parte della “donzella in distress che viene salvata/limitata/incorniciata/messa al suo posto dal maschio volontario e volenteroso senza macchia e senza paura (fu Principe Azzurro nell’infanzia)”.
Però sì, in effetti sono solo una donna lesbica, cosa voglio/pretendo/posso capirne io di donne? laugh

PS: Proprio brutta, l’emancipazione femminile. In effetti era molto meglio una volta, quando gli eserciti non avevano soldatesse, le donne non maneggiavano armi (nemmeno per sport), le donne si sentivano indifese (o facevano finta di sentirsi indifese) e gli uomini potevano mostrare ad ogni pié sospinto quant’erano impavidi, quant’erano coraggiosi, quant’erano “maschi”. E via di duelli, con spade o con pistole. Fioretti no please, che quelli sono per fighetti (anzi no, SNOB, come direbbero certi “corteggiatori” nei miei confronti).

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Strider 10:31 pm - 24th novembre:

>>>>>>>>>
Con tutto il rispetto, ma quando Armando o Strider parlano delle donzelle in distress che avrebbero come massima ambizione nella loro vita quella di essere “salvate”, “limitate”, “incorniciate”, “messe al loro posto” da degli uomini non posso far altro che scompisciarmi dalle risate.
>>>>>>>
Ecco un’ altra complessata…

Ascolta, io sono un militare – un parà per la precisione – perciò vuoi che ti racconti quello che combinano le complessate e debolucce femminucce in caserma? Meglio di no, va…
Oppure vuoi che ti faccia l’elenco delle armi con le quali ho sparato? Vuoi che ti dica che praticato per due anni il karate e per tredici la boxe? (categoria pesi massimi).
Vuoi sapere cosa potrebbe succedere ad una qualsiasi femminuccia in una ipotetica e improponibile (per le femmine) sessione di guanti in palestra contro il sottoscritto? Meglio di no.
Stammi bene.
>>>
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=15054166&st=30

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Strider 10:34 pm - 24th novembre:

p.s.: dimenticavo: questo è il mio ultimo post al riguardo, dato che non mi occupo più di tali questioni.

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Spirito Amazzone 10:45 pm - 24th novembre:

Aggiungo che i commenti a questo post mi mostrano in maniera lapalissiana il grandissimo problema degli uomini che militano per la QM: l’onnicomprensività forzosa. Soprattutto nei confronti delle donne.
Le donne vogliono questo, vogliono quell’altro, scopano così, non scopano colà, ti dicono A ma desiderano Z, pensano F ma anelano W, ti raccontano L ma in realtà si stanno raccontando Y, le mestruazioni le rendono così, le vampate le rendono colà. Ci manca solo che quegli uomini discettino di assorbenti interni, MoonCup e di pillole progestiniche, e poi abbiamo completato in toto l’onnicomprensività degli uomini (sulle donne).
E dire che in questo almeno le tante vituperate femministe sono più coerenti, non dibattono di erezioni, eiaculazioni e stimolazione della prostata nei rapporti anali perché ammettono di interessarsene poco, e saperne ancora meno smile
Vi lascio con una chicca, scritta da un uomo sul forum di questionemaschile, a proposito di sessualità femminile:
“La donna può essere sicuramente vogliosa di fare sesso, ma non per cosa fine a se stessa , ma per rimanere incinta.Mentre per noi maschi il testosterone agisce sul cervello nel modo in cui tutti conosciamo, nella donna gli estrogeni agiscono sul cervello come desiderio assoluto e fisico di rimanere incinta, di essere gravida.Per dirla terra terra siccome siamo mammiferi è come negli animali dove il maschio si eccita la femmina va in calore.Certo ci sono delle differenze con gli animali, gli uomini si eccitano guardando il corpo femminile, non con l’odore , le donne a differenza delle femmine dei mammiferi non vanno in calore in senso lato, ma gli ormoni liberati dalle ovaie soprattutto periodo fertile e soprattutto nei giorni dell’ovulazione, sono i responsabili che agiscono sul cervello femminile e che spingono alla voglia di maternità.Una pulsione che noi maschi non conosciamo ma che è molto forte tanto quanto la nostra.
Si può dire che per la donna l’orgasmo è il rimanere incinta e il partorire.Se la donna nel periodo fertile non ha figli incontra un uomo e lo ritiene giusto, sicuramente ha molta voglia di fare sesso tanto quanto l’uomo ma la gravidanza è lo scopo.
Per le donne il fare sesso come cosa fine a se stessa è piu per fare un piacere a noi che essere un piacere per loro stesse.Ma non è una loro colpa,fisiologicamente la donna non prova nessun tipo impulso paragonabile al nostro nel fare l’atto sessuale.”
Sto facendo leggere queste righe a tutti i miei amici conoscenti eterosessuali, uomini e donne. Oh, non ce n’è uno (o una) che riesca a prendere sul serio queste argomentazioni. C’è chi l’ha definita “la barzelletta del millennio”. Anvedi questa massa di maschipentiti zerbini e di donne emancipate malefiche e streghe laugh
PS: queste figura di palta capitano quando, nel tentativo di una vana ed impossibile “analisi obiettiva onnicomprensiva”, si va ad “ingerire” su questioni che non riguardano il proprio corpo e di cui, perciò, giocoforza non se ne sa una mazza.

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Leonardo 10:58 pm - 24th novembre:

@Spirito Amazzone
Leggi troppi fumetti. Solo Conan il barbaro poteva permettersi un’amazzone come Valeria…

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Spirito Amazzone 11:22 pm - 24th novembre:

@Leonardo: complimenti per le altissime motivazioni, sono impressionata smile

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Roberto Micarelli 11:28 pm - 24th novembre:

S.A. se le donne sono come dici, e non ne dubito, non potrebbero dare una mano anche nei cantieri?

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Spirito Amazzone 11:28 pm - 24th novembre:

*argomentazioni, non motivazioni. Comunque, basta googlare “Jessica Rossi”, “Elisa di Francisca”, “Arianna Errigo” o “Rosalba Forciniti”. Tutte donne che sicuramente hanno bisogno di tanta protezione maschile smile

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Spirito Amazzone 11:42 pm - 24th novembre:

@Strider: ma come, sei lì lì per smontarmi una delle fantasie erotiche più forti che ho (quella per le soldatesse) e ti fermi a metà, così?!? Racconta, se ti va. Non ci crederai, ma sono molto curiosa smile

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Damien 11:47 pm - 24th novembre:

eccola qua… arriva in pompa magna l’ennesima espressione dell’arroganza vulvare!

ma dico io, vi fanno in serie? facile eeeEEH!! avere un mondo creato dall’uomo, compreso l’arco che usi, la pistola che usi, il rossetto che usi, il pannolino che usi, il tampax che usi, tutto quello che ti sta intorno che ha due parti mobili è creato dall’uomo e tu? come tutte.. vieni qui e ti fai baldanzosamente notare per la tua spocchia… smile

Credimi.. tutto il tuo intervento scivola inesorabilmente sul muro della mia indifferenza, ma se può aiutarti a dormire meglio.. mi hai fatto sorridere.. va ora.. torna dai tuoi amici, al tuo arco ed alla tua bella pistola.. e ti ringrazio di averci fatto visita, se non altro, oltre a confermare l’arroganza e la saccenza che contraddistingue le femminazi come te, hai reso una palese testimonianza che anche le donne, se vogliono, possono usare le armi.. e chi vuole intendere ha capito perfettamente il concetto.

Ciao ciao Spirito(sa) Amazzone.. ^_^

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Spirito Amazzone 11:49 pm - 24th novembre:

@Roberto Micarelli: parli con una che ha lavorato per anni ed anni in magazzini, ho montato tendoni ed allacciato correnti in un festival di giovani, ed ho anche lavorato in una azienda che montava trasportatori a nastro. Adesso guido autobus. La migliore amica di mia mamma e sua figlia riparano tetti.
Perché non danno una mano? Perché sono degli ambienti di merda. E perché al quarto discorso da trogloditi cavernicoli che ascoltano tendono a perdere la pazienza.
Poi sì, c’è anche il discorso fisico. Ma non è così predominante come si pensa.

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Strider 12:19 am - 25th novembre:

A Fabrizio Marchi e a qualsiasi altro uomo in ascolto interessato alla boxe e alle storie di veri campioni del ring – vissuti in un’ epoca in cui non bisognava sciropparsi le odierne e quotidiane puttanate sulle complessatissime femmine umane, incapaci di buttar giù il minimo commento originale – consiglio di acquistare e leggere questo libro.
http://news.boxeringweb.net/ultime-notizie/1-ultime/21244-e-arrivato-in-libreria-monzon-il-professionista-della-violenzaq.html
Saluti.

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Fabrizio Marchi 12:47 am - 25th novembre:

Un grande pugile (anche se tecnicamente non era il massimo) ma decisamente scarso come uomo. Ma io sono di parte perchè fin da ragazzino tifavo per Benvenuti e masticai molto amaro per la sua sconfitta. Forse è anche per questo, oltre che per la sua arroganza, che non ho mai sopportato Monzon…
Va bè, un attimo O.T , abbiate pazienza…D’altronde Mauro con il calcio e Strider con la boxe toccano le mie corde…
Ma il vernissage, no?…smile Lo lasciamo ai maschi pentiti?…smile

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Roberto Micarelli 3:46 am - 25th novembre:

Spirito Amazzone: “Aggiungo che i commenti a questo post mi mostrano in maniera lapalissiana il grandissimo problema degli uomini che militano per la QM: l’onnicomprensività forzosa. Soprattutto nei confronti delle donne”.
Dimmi se ho capito: tu accusi i quemmisti di “omnicomprensività forzosa” e poi tu stessa li metti dentro una unica categoria, un unico pensiero, estrapolando dal contesto un singolo messaggio di un utente, per farne motivo di derisione e scherno coi tuoi amici. Non solo, ce lo vieni pure a scrivere qui a mo’ di sberleffo. Ho scritto bene?
A me, così a occhio e croce, appare come pura e semplice maleducazione. Senza farne un dramma ma è così. Io quando entro in casa altrui cerco di comportarmi bene.
Detto questo e tornando al tema del lavoro, sulla divisione di ruoli nella eterosessualità, la cosa che ritengo più rilevante è l’aspetto culturale, cioè la costituzione di quelli che a volte si indicano come “linguaggi sessuati”. Credo che il singolo e il plurale siano in relazione quantistica, sì, hai letto bene, ho scritto precisamente quantistica, tali per cui ognuno può, ed è libero, di assumere una posizione non comune o non altamente probabile ma, ciò malgrado, l’insieme si dispone in una forma complessiva, in una onda. Riconoscibile, descrivibile, analizzabile, sintetizzabile.
Ti dico però, che non me la sento di parlarne con chi sta qui per ridere di noi. Spero che mi capirai.
Osservazione secondaria, tre morti al giorno sul lavoro sono tutti di sesso maschile. La questione della non accettazione delle donne non tiene, le donne hanno sbattuto i pugni sul tavolo e ottenuto l’ingresso ovunque, abbattuto ogni barriera culturale e politica, se avessero voluto entrare nei luoghi di lavoro dove si resta schiacciati o intrappolati, l’avrebbero fatto. Non sono luoghi tanto ambiti, posti di potere, lì non c’è nessun tetto di cristallo. Stai a vedere che adesso le amazzoni si fermano di fronte a due battutacce di pessimo gusto. Non è credibile dai. Siamo seri.

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Spirito Amazzone 5:00 am - 25th novembre:

@Damien: certo, voi avete inventato tutto ed il contrario di tutto… e ripeto, dopo aver ipotizzato tutto ed il contrario di tutto pure sulla sessualità femminile, sto aspettando opinioni/asserzioni sugli assorbenti interni e la Mooncup. Sono strasicura che qualunque uomo nell’universo, onnicomprensivo per natura sullo scibile umano (soprattutto quello muliebre), non possa non avere un opinione sui Tampax o sulle coppette intime laugh

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Spirito Amazzone 11:08 am - 25th novembre:

@Roberto Micarelli: giusto per puntualizzare, quel messaggio sulle donne che godrebbero solo quando rimangono gravide non è stato scritto su uominibeta.
E non mi pento affatto di riderci sopra. Sarebbe molto peggio se lo prendessi seriamente.

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Damien 12:16 pm - 25th novembre:

@spiritosa amazzone

comincio seriamente a credere che hai sbagliato blog, dovresti andare su mediaset per i casting a Zelig.. avresti un futuro.. mi devi credere! laugh

ma kwesta cosa no possibile NEIN! nostra kameraten amazzone afere ragione!
voi pikkoli maschietten stupiti da sempre per aiutare donna donna e lei zak, nel KULEN!

lei ride.. ride sulle ipotesi che ha letto, non si cura del maschile, suscita solo ilarità, l’ilarità della stolta e dell’ingrata, che avendone il potere, decide come da sempre quali siano i termini del maschile, termini che devono necessariamente vertere verso le sue aspettative.

NEIN NEIN! tu pikkolo maschietten! lei essere come tutte altre kameraten! lei odiare voi pikkoli maskietten bavosi per sua wunderbar vaginen! ahahah! kwesta essere nostra forza!

..e lei afferma “sarebbe molto peggio se lo prendessi seriamente” se per un attimo tale miracolo della liberata potesse compiersi, ella potrebbe capire le forche caudine, gli enormi sforzi del maschile verso lei.. la donna, ed invece no.. lei ride degli uomini, la derisione come gratitudine.. atroce destino maschile

Ja! voi maskietten dofere essere concentrati in campi di arbait! lavoraren! lavoraren! no diritti, no sexo achso! und nein comprensione! nostra vittoria vicina!

Spiritosa Amazzone, che tu possa rinascere uomo, precario ed in questi periodi..
non ho altro da aggiungere al vuoto cosmico che apporti alla discussione.

io suggerire voi di imparare presten a omaggiaren kameraten vaginen! lei afere fatto più vittime di nostro Adolf!! ahahah!

Shnell! voi imparare sofort!: HEIL VAGINA!!

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Rita 12:44 pm - 25th novembre:

Adesso magari per “par condicio” bisognerebbe schernire e ridere pure il giornalista di Rai Tre che l’altra sera ha detto che “nel 2012 sono 14milioni le donne che hanno subito violenza”

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Marco Pensante 1:51 pm - 25th novembre:

L’Amazzone è una che va in giro con uno strap-on di 30 centimetri sempre attaccato e viene qui a mostrarlo a noi dicendo: visto che ce l’ho più grosso di voi? e non si rende conto che è un pezzo di plastica.

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Leonardo 2:12 pm - 25th novembre:

@Spirito Amazzone
Essendo te lesbica, non ti senti un po’ dalla parte dei maschi? Come gli omosessuali si sentono un po’ donne…
Invece sembra che tu ci dica che le lesbiche sono meglio degli uomini etero per quanto riguarda il rapporto con le donne.
A questo punto auguro a voi lesbiche, donne e trans felici orge.

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Roberto Micarelli 2:25 pm - 25th novembre:

@SA. Se non è stato scritto su uominibeta perché ce ne parli? Io non avrei mai scritto quelle cose, la QM è altro.

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Spirito Amazzone 11:55 am - 26th novembre:

@Roberto Micarelli: è stato scritto comunque in un altro forum che si occupa della QM.

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Spirito Amazzone 12:00 pm - 26th novembre:

@Leonardo: sicuramente sento più affinità con gli uomini etero che con gli uomini gay (ho un solo conoscente gaio) laugh
E cmq, per pensare che frasi come “le donne godono solo se rimangono gravide” o “il massimo del piacere sessuale per una donna è quello esibizionista nel rimanere nude” (ho letto pure questa, in un altro forum sulla QM) siano “divertenti”, per usare un eufemismo, non c’è bisogno di essere donne, né tantomeno lesbiche.

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Fabrizio Marchi 12:14 pm - 26th novembre:

“è stato scritto comunque in un altro forum che si occupa della QM”. (Spirito Amazzone)
Quindi se io leggo un commento sul sito di Forza Nuova lo posso sbattere tranquillamente su quello di Rifondazione Comunista chiedendogli spiegazioni, perché tanto entrambi si occupano di politica…
A Spirito Amà, e daje…e su…

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armando 3:21 pm - 26th novembre:

Pugili. ed io fin da bambino tifavo per Mazzinghi, che era certo inferiore a Benvenuti, ma era un vero guerriero. E poi, Fabrizio, Mazzinghi era anche comunista (oltre che toscano come me), mentre allora Benvenuti era proMSI. Ma non te la prendere, sono le stranezze dello sport, che è bene non sia mischiato con la politica.
armando

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Fabrizio Marchi 7:50 pm - 26th novembre:

Vero, Armando. Mazzinghi era un grande combattente ed anche un comunista dichiarato. Ma io ero ancora troppo piccolo (ci separa qualche anno, Armando) e di politica non ne sapevo nulla. Fu anche una sfida storica fra i due che durò per molto tempo. Peraltro ricordo che l’Italia era spaccata a metà: chi tifava per l’uno e chi per l’altro, ma questa divisione era dettata più da ragioni tecniche piuttosto che politiche, diciamo dal modo di interpretare la boxe. Più tecnico Benvenuti, più fisico Mazzinghi, e in base ai gusti o alla simpatia ci si schierava con l’uno o con l’altro. Quando ho cominciato a seguire la boxe l’astro di Mazzinghi si stava già spegnendo. Comunque due grandi atleti, su questo non ci piove. Siccome mi piccavo di essere un tecnico (anche perché non c’avevo il fisico per essere un “picchiatore”…) prediligevo Benvenuti nel quale mi immedesimavo idealmente …
Quelli che sono venuti dopo non sono sicuramente stati alla loro altezza (parlo degli italiani), anche perché la boxe è andata tramontando per un lungo periodo (da qualche anno è in relativa ripresa), diciamo dalla fine degli anni ’70 fino a poco tempo fa. E questo per la verità, è stato dovuto in larghissima parte proprio alla cultura “politicamente corretta” che ha fatto di tutto per demolire il pugilato.
C’è da dire, a onor del vero, che per troppo tempo è stato uno sport obiettivamente violento (basti pensare che in tutta la storia della boxe sono morti circa 500 pugili), specialmente quello americano dove il pubblico “voleva il sangue” a tutti i costi, come si suol dire, e questo secondo me è profondamente sbagliato. Non si può morire di sport né rimanere invalidi. Da molti anni fortunatamente non è più come allora: ci sono regole molto più rigide, ma soprattutto è cambiata la cultura che gli sta alle spalle. Oggi un arbitro sospende immediatamente un incontro appena si accorge che uno dei due è in difficoltà. Ed è giusto così. Una cosa è lo sport e un’altra il gusto sadico di assistere a un massacro, come è stato per lungo, troppo tempo, soprattutto negli USA. Quindi, da questo punto di vista è stato più che giusto mettergli dei paletti.
Per come la vedo io, dovrebbe essere praticato solo a livello dilettantistico olimpionico, cioè con il casco protettivo e tre riprese di tre minuti ciascuna. In questa maniera nessuno si fa male d è un’ottima disciplina agonistica e psicofisica. Peraltro abbiamo un grande campione come Cammarelle, bistrattato dall’arbitraggio alle ultime Olimpiadi. Poi c’è Russo che è tanto simpatico ma non è certo alla sua altezza. Comunque entrambi due ragazzi splendidi, due pezzi di pane, pacifici ed equilibratissimi. Veri campioni anche e soprattutto fuori dal ring.
In generale è’ uno sport che suggerisco a tutti i giovani di praticare, purchè con lo spirito giusto, in un ambiente sano e con un allenatore saggio ed equilibrato (queste sono tre condizioni FONDAMENTALI) che sappia insegnare i veri valori della boxe (e dello sport in generale): lealtà, coraggio, disciplina e rispetto degli altri, soprattutto quando sono più deboli.
Ma che fate, mi fate parlare di boxe sul sito del MUB? Va bè, e io che ci casco con tutte le scarpe…Però in fondo, anche questo ha a che vedere in qualche modo con i temi che trattiamo…

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armando 11:56 pm - 26th novembre:

Certo che ha a che vedere coi temi che trattiamo. Parliamo di uomini, no? (La boxe femminile non la considerio neanche, come il rugby in gonnella. Sono storture inventate per business, forzature ideologiche di un falso emancipazionismo). E la boxe, come l’hai idealmente descritta tu, è uno sport bellissimo. E’ vero che ci sono stati troppi morti, ma è anche vero che ha salvato tanti ragazzi dalla delinquenza. Ha insegnato loro a misurarsi con delle regole, a dare forma alla propria forza e aggressività, a gestirla. Ci sono stati nella storia del pugilato combattimenti e pugili memorabili. Per la mia memoria, Rai Sugar Robinson, Leonard, Emile Griffith (memorabili i suoi matches con Benvenuti), Duran (Mano de petra), Marvin Hagler, e tanti altri fino al sommo Cassius Clay.
Molti si sono persi, altri no. Ma questa è la vita. Molti, come Tyson, stuprati psichicamente da procuratori vigliacchi e femmine approfittatrici. Su alcuni sono stati girati film bellissimi (mi viene in mente “Lassù qualcuno mi ama”, la storia di Rocky Graziano, ma anche i film di Stallone, benchè i combattimenti simulati si vedeva troppo che erano finti, non erano male come contenuti).
Insomma, vaffanculo al politicamente corretto ed a tutta la corruzione che sta dietro a troppi sport. Teniamoci invece quei valori che hai detto. Coraggio, lealtà, rispetto, onore.
Cose da uomini. E non importa essere grandi atleti per praticarli, quei valori. Ciascuno di noi lo può fare nel suo piccolo, e lo può fare nella vita quotidiana.
armando

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Giorgio 7:34 am - 27th novembre:

armando
(La boxe femminile non la considerio neanche, come il rugby in gonnella. Sono storture inventate per business, forzature ideologiche di un falso emancipazionismo).
>>>>>>>
Concordo al 200%: la boxe femminile è ridicola, ed ancor più ridicoli sono quegli uomini che si entusiasmano nel guardare due “pugilesse” che si prendono a pugni.

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Roberto Micarelli 10:40 pm - 29th novembre:

“Peraltro abbiamo un grande campione come Cammarelle, bistrattato dall’arbitraggio alle ultime Olimpiadi” (F. Marchi)
Arbitraggio scandaloso. La chiudo qui poi quando capita ne parliamo.

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Fabrizio Marchi 11:26 am - 19th luglio:

L’altro ieri sera mi è capitato del tutto casualmente di vedere per pochi minuti un film con Sharon Stone nei panni di una donna condannata alla pena capitale per omicidio e reclusa nel braccio della morte da una decina d’anni in attesa dell’esecuzione (che poi sarà eseguita).
Sarà (si fa per dire…) ma per girare un film contro l’inciviltà della pena di morte, guarda caso (un caso?…) si prende come spunto una donna, per di più bianca, quando sappiamo perfettamente che il 99% e forse più (non ricordo esattamente ma all’incirca è quella la percentuale) dei condannati a morte negli USA sono maschi e in una gran parte dei casi appartenenti a minoranza etniche (per lo più neri e ispanici) e naturalmente tutti a ceti sociali marginali e/o sottoproletari.
Del resto, anche e soprattutto l’industria cinematografica ha le sue priorità.
“Ubi maior, minor cessat”, come dicevano i latini…

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Rino 1:28 pm - 26th luglio:

Falsi ricordi costruiti ad hoc

“…Impiantare ricordi artificiali nella testa di una persona: sembra la trama di un film, ma in un futuro non troppo lontano potrebbe accadere veramente”.

Allocchi.

Impiantare ex novo e artificialmente ricordi di avvenimenti mai accaduti: l’intera GNF che altro è?

E di che altro ci stiamo occupando noi? Non stiamo forse cercando di cancellare dalla testa dei maschi il “ricordo” di un debito mai esistito?

http://www.repubblica.it/scienze/2013/07/25/news/impiantati_nei_topi_ricordi_artificiali-63702174/?ref=HREC2-15

Ingenui scientisti, vedono solo la materia…

Noi invece abbiamo visto l’immateriale e combattiamo nell’immateriale. La psiche.

RDV

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IlSacerdote 12:05 am - 2nd settembre:

Questo articolo è come un pugno nello stomaco dato da Myke Tyson.

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Pappagallus antiamazonicus 1:21 am - 2nd settembre:

Sono contento di notare, comunque, che la nostra cara amica Spirito aCazzone se n`e`andata affanculo da tempo. Vai cosi`. Scomparissero anche dalla societa`e non solo dai forum, vado ad accendere un cero sulla tomba di Lenin…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif

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Pappagallus antiamazonicus 11:35 am - 2nd settembre:

Certo che…mi stavo divertendo a rileggere i post di questa parte di forum e ci sarebbe veramente da ridere se non ci fosse da piangere. I post di Silvia e quelli di Spirito Acazzone sono uno spot pubblicitario, l`emblema, la dimostrazione della gente balorda con cui abbiamo a che fare.
Una, Silvia, che crede di demolire le argomentazioni di Rino della Vecchia scrivendo un lunghissimo corollario di insulti e grida, ridicolo e fastidioso nella sostanza come nell`apparenza. L`unica nota positiva e`lo stile: scrive bene, la poveretta, la chihuahua, come la definisce giustamente un amico, ma non ha niente di piu`da esporre. Il livello delle sue non argomentazioni rende cio`che scrive l`equivalente di un metro e mezzo di carta igienica usata.
L`altra, Spirito Amazzone, l`ho ribattezzata Acazzone non a caso. Potete leggerlo con l`accento sulla seconda sillaba, o meglio ancora alla romana, perche`e`un po`anche questo che volevo significare: “A cazzone…”. Cazzone e`uno pseudo/parainsulto romanesco che puo`, come sapete, essere tradotto in molte maniere, ma sostanzialmente significa “gioioso buffone” come anche “contaballe” ( ma in quest`ultima opzione semantica e`sostituito meglio dal simile “cazzaro”).
E la tizia, l`amazzone li`, viene a fare pseudo/paraumorismo lesbicoide, qui su un sito che parla di tragedie, tragedie profonde e vere, tragedie che per le cazzone in gonnella non esistono perche`se ne sciacquano, e se ne sciacquano perche`possono, e possono perche`glielo si permette. Come si permette loro di ergersi a perenni vittime, e la Amazzone spastica ci viene a far credere di no. Ci dice che loro si “fanno da se`”. Che comica. Cita quattro atlete, due spadaccine, una judoka e una tiratrice, e facendo questo si autoincensa dicendoci quanto e`dura anche lei , che lavora “da maschio”. Credendo di farci vedere quanto sono dure e toste le femmine, e facendomi credere che io dovrei avere paura – fisicamente -di gente come quelle quattro atlete. Che mi possono uccidere, che CI possono uccidere o almeno umiliare quando vogliono. Le comiche. Come se non fosse vero che anche la tostissima judoka, li`, ben difficilmente sopravviverebbe se un maschione volesse davvero ammazzarla. Dopo essere stato schienato sul cemento da lei, infatti, il reprobo, se davvero motivato, correrebbe ad armarsi, anche solo di chiave inglese,cercherebbe la judoka, e dopo averla ritrovata e chiavinglesata alle spalle al mondo vi sarebbe una brava atleta in meno, col cranio aperto, e un assassino in piu`. Con buona pace di chi dice che il mondo non va cosi`. Se poi il reprobo sapesse prima di assaltarla che lei fa Judo, si porterebbe appresso un sovrapposto. O, se proprio volesse solo farle del male e basta, senza volerla toccare, basterebbe lanciarle una fioriera in testa quando esce dal portone di casa. Cose cosi`. Come se le spadaccine (belle ragazze, peraltro) potessero davvero qualcosa con uno stupratore armato di Beretta o con un assassino rancoroso che le aspetta di notte e poi gli passa sopra con un Audi a4. O anche disarmatissimo, ma capace con una zampata di buttar loro via il fioretto, arma che e`risaputo ogni donna avere nella borsetta di pelle umana (maschile beta). E la sparatrice, li`? (Non la sparatrice di cazzate, Amazzone, intendo la Jessica Rossi): secondo voi va a fare l`aperitivo con la rivoltella nelle mutande? Pericolosissime,`ste ragazze, davvero: una sa sparare, una fare arti marziali, e di colpo per le Acazzone di tutto l`orbe terracqueo diventano automaticamente soldatesse dei SAS, del IX Col Moschin, Wonder Woman e Capitana America. Ma anche il piu` beota dei beoti sa che la possente judoka, a meno che non si parli di casi estremi di stupratori che ti assaltano in un parcheggio, puo`demolire chiunque con due semplici e menzognere paroline. Non ha bisogno di esercitare le sue prodigiose arti marziali. Caro Marco Pensante, queste persone non sono nemmeno chihuaha(s), gia `accostarle a un cagnetto di razza mi pare troppo. Il loro livello e`al di sotto. Ringhiano, abbaiano e scoreggiano come dei poveri bastardini rognosi e flatulenti, niente piu`. La cosa orrenda, oscena e orribile e`questa: comandano loro. Il loro strapotere e`evidente. Evidentissimo. Due menzognere paroline, e ciao. Sei finito. Bau bau bau! Grrrr….coccode`. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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giovanni carducci 3:17 pm - 2nd settembre:

comincio a nutrire odio per wonder woman anche se disegno fumetti

Pappagallus antiamazonicus:
Certo che…mi stavo divertendo a rileggere i post di questa parte di forum e ci sarebbe veramente da ridere se non ci fosse da piangere. I post di Silvia e quelli di Spirito Acazzone sono uno spot pubblicitario, l`emblema, la dimostrazione della gente balorda con cui abbiamo a che fare.
Una, Silvia, che crede di demolire le argomentazioni di Rino della Vecchia scrivendo un lunghissimo corollario di insulti e grida, ridicolo e fastidioso nella sostanza come nell`apparenza. L`unica nota positiva e`lo stile: scrive bene, la poveretta, la chihuahua, come la definisce giustamente un amico, ma non haniente di piu`da esporre. Il livello delle sue non argomentazioni rende cio`che scrive l`equivalente di un metro e mezzo di carta igienica usata.
L`altra, Spirito Amazzone, l`ho ribattezzata Acazzone non a caso. Potete leggerlo con l`accento sulla seconda sillaba, o meglio ancora alla romana, perche`e`un po`anche questo che volevo significare: “A cazzone…”. Cazzone e`uno pseudo/parainsulto romanesco che puo`, come sapete, essere tradotto in molte maniere, ma sostanzialmente significa “gioioso buffone” come anche “contaballe” ( ma in quest`ultima opzione semantica e`sostituito meglio dal simile “cazzaro”).
E la tizia, l`amazzone li`, viene a fare pseudo/paraumorismo lesbicoide, qui su un sito che parla di tragedie, tragedie profonde e vere, tragedie che per le cazzone in gonnella non esistono perche`se ne sciacquano, e se ne sciacquano perche`possono, e possono perche`glielo si permette. Come si permette loro di ergersi a perenni vittime, e la Amazzone spastica ci viene a far credere di no. Ci dice che loro si “fanno da se`”. Che comica. Cita quattro atlete, due spadaccine, una judoka e una tiratrice, e facendo questo si autoincensa dicendoci quanto e`dura anche lei , che lavora “da maschio”. Credendo di farci vedere quanto sono dure e toste le femmine, e facendomi credere che io dovrei avere paura – fisicamente -di gente come quelle quattro atlete. Che mi possono uccidere, che CI possono uccidere o almeno umiliare quando vogliono. Le comiche. Come se non fosse vero che anche la tostissima judoka, li`, ben difficilmente sopravviverebbe se un maschionevolesse davvero ammazzarla. Dopo essere stato schienato sul cemento da lei, infatti, il reprobo, se davvero motivato, correrebbe ad armarsi, anche solo di chiave inglese,cercherebbe la judoka, e dopo averla ritrovata e chiavinglesata alle spalle al mondo vi sarebbe una brava atleta in meno, col cranio aperto, e un assassino in piu`. Con buona pace di chi dice che il mondo non va cosi`. Se poi il reprobo sapesse prima di assaltarla che lei fa Judo, si porterebbe appresso un sovrapposto. O, se proprio volesse solo farle del male e basta, senza volerla toccare,basterebbe lanciarle una fioriera in testa quando esce dal portone di casa. Cose cosi`. Come se le spadaccine(belle ragazze, peraltro) potessero davvero qualcosa con uno stupratore armato di Beretta o con un assassino rancoroso che le aspetta di notte e poi gli passa sopra con un Audi a4. O anche disarmatissimo, ma capace con una zampata di buttar loro via il fioretto, arma che e`risaputo ogni donna avere nella borsetta di pelle umana (maschile beta). E la sparatrice, li`? (Non la sparatrice di cazzate, Amazzone, intendo la Jessica Rossi): secondo voi va a fare l`aperitivo con la rivoltella nelle mutande? Pericolosissime,`ste ragazze, davvero: una sa sparare, una fare arti marziali, e di colpo per le Acazzone di tutto l`orbe terracqueo diventano automaticamente soldatesse dei SAS, del IX Col Moschin, Wonder Woman e Capitana America. Maanche il piu` beota dei beoti sa che la possente judoka, a meno che non si parli di casi estremi di stupratori che ti assaltano in un parcheggio, puo`demolire chiunque con due semplici e menzognere paroline. Non ha bisogno di esercitare le sue prodigiose arti marziali. Caro Marco Pensante, queste persone non sono nemmeno chihuaha(s), gia `accostarle a un cagnetto di razza mi pare troppo. Il loro livello e`al di sotto. Ringhiano, abbaiano escoreggiano come dei poveri bastardini rognosi e flatulenti, niente piu`. La cosa orrenda, oscena e orribile e`questa: comandano loro. Il loro strapotere e`evidente. Evidentissimo. Due menzognere paroline, e ciao. Sei finito. Bau bau bau! Grrrr….coccode`. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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Pappagallus antiamazonicus 3:28 pm - 2nd settembre:

giovanni carducci,

Ho dato uno sguardo al tuo blog di fumetti..Tutte gnocche. Nessuna Wonderwoman.Allora e`vero che i fumettisti imparano a disegnare solo per crearsi su misura la donna ideale… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif

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giovanni carducci 6:09 am - 3rd settembre:

sottosotto scrivo

Pappagallus antiamazonicus:
giovanni carducci,

Ho dato uno sguardo al tuo blog di fumetti..Tutte gnocche. Nessuna Wonderwoman.Allora e`vero che i fumettisti imparano a disegnare solo per crearsi su misura la donna ideale… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif

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mauro recher 8:40 pm - 14th settembre:

Se Rino non si arrabbia laugh ,ho provato a spiegare in modo schematico come ragiona la sinistra oggi
http://femdominismo.wordpress.com/2013/09/14/ecco-il-perche-la-sinistra-odierna-ma-non-solo-lei-ha-sbagliato-tutto/

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Rino DV 8:33 am - 15th settembre:

Mauro: hai squadernato i numeri in forma chiarissima.
Ma chi non vuol capire non capirà neanche così.
RDV

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Step 7:30 pm - 31st marzo:

Scritto che lascia senza fiato….. Purtroppo è la dura, spietata, misera verità.

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Luigi Corvaglia 12:00 am - 27th aprile:

Titanic, lettera scritta a bordo la notte del naufragio venduta all’asta a 145 mila euro
…..
La missiva venne scritta alla famiglia da una passeggera britannica della seconda classe poche ore prima della collisione con l’iceberg. Esther Hart si salvò con la figlia, mentre il marito scomparve nell’oceano poco dopo averle caricate sulla scialuppa e averle dato il giaccone nella cui tasca c’era lo scritto
Continua….

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Luigi Corvaglia 1:16 pm - 23rd luglio:

*hi*

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Rino DV 4:47 pm - 9th ottobre:

Ebola: le DD incominciano a dare forfait. Si licenziano addirittura.
Arriveranno gli UU?
.

http://politica.elpais.com/politica/2014/10/09/actualidad/1412855529_233792.html
.
Non ci sono femministe su una nave che affonda.
RDV

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ARMANDO 12:08 pm - 10th ottobre:

Rino DV,

Nessuna sorpresa. Quando c’è da salvare qualcuno o qualcosa a rischio di se stessi, là c’è sempre, sempre, sempre, un uomo oppressore.
armando

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cesare 4:38 pm - 10th ottobre:

Le più avvenute hanno capito che l’Occidente è il Titanic, naufragio morale ed etico senza un futuro credibile, e hanno già occupato alcune scialuppe di salvataggio fra le risate, gli scherni e le minacce delle “sorelle” che felici vestono le divise del comando regalate da coloro che sono “dalla parte delle bambine”.
Queste donne guardano già l’orizzonte per scorgere nuovi vascelli e nuovi comandanti: in cuor loro questi del Titanic sono pifferai magici già sott’acqua e non muoveranno un ciglio per salvarli. Dopotutto è la loro attitudine di sempre.

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cesare 9:34 pm - 10th ottobre:

Nel mentre i maschi? Allora “parliamo chiaro”: il comico Crozza stasera cita e utilizza la frase ” chi sono io per giudicare” di papa Francesco per delegittimare vilmente, proprio in riferimento alla loro fede, le “Sentinelle in piedi” che con coraggio danno una loro testimonianza in coscienza circa la difesa dei diritti del minore ad avere una famiglia in cui crescere con il padre e la madre e, senza negare alcun diritto degli omosessuali in termini di tutela di coppia, esprimono civilmente il proprio giudizio del tutto negativo alla pretesa di assimilare l’unione di coppia di due persone dello stesso sesso al matrimonio tra uomo e donna.
Non una parola vera, come comicità autentica impone altrimenti è propaganda, da parte di Crozza, solo menzogne denigratorie tacendo oltre tutto delle violenze inflitte in piazza alle Sentinelle per impedire loro persino la muta testimonianza. Con inoltre una irresponsabile sottovalutazione dell’implicita legittimazione delle aggressioni. Per non parlare del trionfo in ambito legislativo della teoria gender che il matrimonio omosessuale e la conseguente adozione dei minori e la gravidanza su commissione e a seguire le orrende prospettive del sogno capitalistico di trasformare l’uomo non più solo in merce ma in prodotto di un processo di fabbricazione industriale. Mai avrei pensato di vivere queste follie: Apocalipse now!

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cesare 9:38 pm - 10th ottobre:

Errata corrige:
per non parlare del trionfo in ambito legislativo della teoria gender che il matrimonio omosessuale comporta con la conseguente adozione dei minori e la gravidanza su commissione e a seguire le orrende prospettive del sogno capitalistico di trasformare l’uomo non più solo in merce ma in prodotto di un processo di fabbricazione industriale. Mai avrei pensato di vivere queste follie: Apocalipse

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Luigi Corvaglia 4:12 pm - 29th dicembre:

#noncisonofemministesullanavecheaffonda #allascuoladelTitanic

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Rino DV 7:23 pm - 29th dicembre:

Degli uomini si raccontano solo le infamie perché si vedono solo quelle. L’immensità del bene non si vede. Non si può più vedere.
.
Verità parziali, ossia: menzogne sovrane.
.
Menzogne capitali, manipolazione totale.
.
“The manipulated man” Esther Vilar – 1971
.
Sì, 1971…
.
RDV

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Rino DV 7:40 pm - 29th dicembre:

Osservazione laterale.
All’epoca avevo 16 anni.
Si studiava filosofia, (cioè storia della filos.) Tutte amenità depistanti rispetto alla tragedia incombente.
.
Senza offesa per gli Antichi, un maschio contemporaneo impara mille volte di più dalla Vilar che da Aristotele, che anzi ci depista.
.
Spiace essere impietoso, ma è così.
.
RDV

Parte di un insieme di considerazioni molto più vaste e articolate, ovviamente. Chissà, un giorno forse – a Dio piacendo – ne parleremo.

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Daniele 11:18 pm - 29th dicembre:

Rino DV:
Degli uomini si raccontano solo le infamie perché si vedono solo quelle. L’immensità del bene non si vede. Non si può più vedere.
.
Verità parziali, ossia: menzogne sovrane.
.
Menzogne capitali, manipolazione totale.
.
“The manipulated man” Esther Vilar – 1971
.
Sì, 1971…
.
RDV

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Rino, di quel libro ne ho brevissimamente parlato pure io, poco tempo fa, e per quanto mi riguarda resto del parere che contenga alcune verità, che però vanno contestualizzate in determinate epoche e società.
Per esempio, non credo proprio che quel libro descriva con esattezza le relazioni fra i due sessi ancora oggi esistenti in paesi come l’Arabia Saudita, l’Iran, l’Iraq, l’Afghanistan, il Pakistan, ecc. E non so quanto sia rappresentativo della realtà della Mongolia di Gengis Khan, tanto per fare un altro esempio. Diverso è il discorso se lo si contestualizza alle società industrializzate occidentali di questi ultimi secoli. Ecco, lì la Vilar ci azzecca sicuramente di più, ma per quanto riguarda l’intera storia umana ci andrei piano, perché quel libro altro non è che una Narrazione Femminista rovesciata…

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armando 10:41 am - 30th dicembre:

Daniele,

Non conosco quel libro, mi dite in due parole qual’è la sua tesi centrale?
Per tornare all’episodio del traghetto, ricordo che Tiziano Terzani, quindi non certo un reazionario oscurantista, parlava con sgomento delle donne newyorkesi. In particolare del rifiuto delle donne emanicpate di qualsiasi forma di gentilezza rivolta loro da un uomo. Mi sembra citasse (potrei sbagliarmi, ma la sostanza è quella) un episodio nel quale una donna si rivolgeva con fare sprezzante all’uomo che le apriva una portiera dicendogli più o meno “Cosa cazzo credi, che non sappia aprirmela da sola?”.
Rigorosamente logico, senza dubbio. L’emancipazionismo femminista sostiene che le donne sanno fare qualsiasi cosa faccia un uomo, anzi lo sanno fare meglio, ed esigono piena, totale , assoluta parità concreta e psichica, accusando di sessismo maschilista chi obietta qualcosa. E insieme a loro, praticamente tutti i media e le forze politiche sostengono lo stesso.
L’episodio del traghetto, ammesso sia vero nei termini raccontati e sottolineati, è quindi solo e soltanto la conseguenza logica, ineccepibile, di ciò che tutto l’emancipazionismo ha voluto e perseguito ad ogni costo, accusando chi non era d’accordo di nefandezze oppressive.
Avessero un minimo, ma dico proprio un minimo, di coerenza logica e di pudore, ora dovrebbero tacere (magari rimpiangendo il passato, quando stavano peggio), anzichè strillare come aquile. Perchè delle due l’una: o le donne abbisognano di protezione, ma allora non sono uguali agli uomini ed è evidente che necessitare di essere protette le mette in una condizione di subordinazione psicologica rispetto all’uomo, oppure non abbisognano di nulla, ma allora non hanno nessunissima ragione di lamentarsi quando sono trattate su un piano di assolutà parità, il che implica necessariamente che ciascuno ha il diritto di salvare se stesso prima di ogni altro.
L’altra ipotesi, quella che piacerebbe a lor signore, è che le donne sarebbero si uguali agli uomini, ma un po’ più uguali, come i porcelli nella fattoria degli animali di Orwell. Ovvero, detto in altre parole, dovrebbero godere di privilegi speciali non perchè bisognose di protezione, ma perchè superiori. Ma ciò contraddice la tesi dell’uguaglianza. Non se ne esce. D’altronde sappiamo bene che il principio di non contraddizione è estraneo al “pensiero” femminista di ogni tendenza.
Detto questo, per quanto mi riguarda, siamo ovviamente in un turbine di follia insensata e di degenerazione che, partendo dalle donne, finisce per coinvolgere anche gli uomini.
armando

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Animus 11:04 am - 30th dicembre:

Daniele,

Daniele, “parlo” non avendo letto il libro, quindi mi potrei anche sbagliare, ma credo che alla Vilar non interessasse nulla, né di scrivere un trattato sulla natura sessuale di carattere universale, né di occuparsi della condizione delle donne in Iran…
Mi sembra ovvio che il suo scritto, qualora non lo specifichi (il che mi sembra strano, dato che parla di femmifascismo/nazismo), debba essere contestualizzato rispetto ad un certo tempo (mondo contemporaneo) e luogo (occidente), che poi sono quelli di appartenenza dell’autrice.

Poi, se è una Narrazione Femminista al contrario, non avendolo letto, non posso dire nulla.

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Fabrizio Marchi 1:37 pm - 30th dicembre:

Abbiamo scelto di pubblicare l’articolo d Rino sul Titanic sia sull’Interferenza che sulla nostra pagina facebook ddell’Interferenza e di Uomini Beta. Come pensavamo ci sono stati molti apprezzamenti e commenti positivi (su facebook) anche da parte di numerose donne, amiche e compagne. La cosa simpatica (si fa per dire…) è che gli unici (fino ad ora) commenti negativi, anzi dispregiativi (i soliti…) sono venuti da alcuni “maschietti” (è il caso di dirlo perchè altro non sono…).
Di seguito la mia risposta ad uno di loro (che ho copia-incollato anche ad un altro e la copioincollerò anche agli eventuali altri, tanto l’uno vale l’altro, il gregge belante è il medesimo e trasversale…):
“Immancabilmente, quando si affrontano determinati argomenti, guarda caso (si fa per dire…), arriva quello o quella che spiega che in realtà chi sostiene i suddetti argomenti lo fa non in virtù di un’analisi della realtà bensì per problematiche e frustrazioni personali. Ce ne dicono di tutti i colori, specie dietro ad un pc (dal vivo gli riesce molto meno se non per nulla…): trogloditi, frustrati, repressi, cessi, sfigati (questo è il più gettonato perché è la versione moderna o postmoderna del “malriuscito” “untermenschen” nietzschiano…), maschilisti, fascisti, reazionari, omofobi, omosessuali repressi (che non dovrebbe essere un insulto ma pare che lo diventi un taluni casi…), non ve la danno mai e allora ecc. ecc. ecc. “.
E’ la antichissima (e fascistissima) “etica del risentimento “ di nietzschiana memoria, come dicevo, quella in base alla quale la storia dell’umanità viene ridotta alla favola della volpe che non arriva all’uva. Per cui ogni rivendicazione, ogni principio, ogni idea che faccia riferimento ai valori della giustizia, dell’eguaglianza, della libertà, dei diritti ecc. ecc. è sostanzialmente ridotta all’invidia e al rancore dei “malriusciti”, oggi ribattezzati “sfigati”, che non essendo all’altezza dei “riusciti” (quindi dei “figati”, letteralmente coloro che dispongono della figa diversamente dagli “sfigati” che non la vedono neanche col binocolo), non sapendo come e dove sbattere la testa, si inventano tutte queste ideologie e tutti questi bei discorsi sulla giustizia e l’eguaglianza che null’altro sono se non dei paraventi, degli alibi per coprire e camuffare appunto la loro condizione di perdenti, di “sfigati, di “mezzi uomini” o “sotto uomini”, appunto “untermeschen”.
Questo è il cuore, o comunque uno de punti fondamentali (anche se non voglio ridurre il Nietzsche-pensiero solo a questo…) della filosofia nietzschiana, che non a caso è stata ampiamente ripresa dai nazisti in primis, e anche dai fascisti. I quali sono assolutamente coerenti con l’ideologia che professano.
Il bello (anche qui si fa per dire..) è che a fare ricorso alla suddetta teoria è lo stuolo (gregge belante?…) assai nutrito di “politicamente corretti e corrette” che puntualmente, ogniqualvolta qualcuno osa avanzare anche solo una critica all’ideologia femminista, fanno scattare la scomunica, e il soggetto che ha osato avanzare quella critica viene bollato nel modo che abbiamo sopra detto. In questo modo si ottengono due effetti: il primo è che si evita di entrare nel merito delle questioni, e il secondo è che si disconosce l’interlocutore, cioè lo si bolla a priori e non lo si riconosce in quanto tale, gli si toglie (o si tenta di togliergli) cioè ogni credibilità. E’ una metodologia molto vecchia ma sempre in auge. E’ sempre stata in voga in tutti i sistemi e in tutte le forme di dominio sociale che hanno fatto la loro comparsa nella storia. Si eccelleva però, in tal senso, nella Germania nazista e nella Russia staliniana, dove le tecniche di distruzione psichica e psicologica dei nemici della razza superiore o del popolo (diciamo della burocrazia al potere) erano state particolarmente affinate. La neo ideologia dominante del capitale, appunto il cosiddetto “politicamente corretto” (che a sua volta si compone di diverse ideologie fra cui il neofemminismo) non è da meno.
Ecco dunque che , puntualmente, quando qualcuno prova ad affrontare questi temi con un punto di vista diverso o critico rispetto a quello del coro belante politicamente corretto dominante, fanno la loro comparsa questi soggetti che ci ricordano come non bisogna dar credito a certi discorsi perché in realtà dietro a tutto ciò c’è solo una grande frustrazione personale.
Ci siamo abituati ormai, il tipo in questione ha fatto la sua comparsa in tempi anche più rapidi di quelli che avevo previsto. Si è sentito in dovere di sottolineare che lui è più realista del re, che lui non è uno “sfigato”, che lui ha un rapporto straordinario con il mondo femminile (non lo ha detto ma è implicito nelle sue parole nel momento in cui dice a noi che siamo degli “sfigati”) e che noi siamo “brutti, sporchi e cattivi” (ed è per questo che non ce la danno…).
Un’analisi compiuta, non c’è che dire, c’è da levarsi il cappello di fronte a cotanta capacità teoretica ed ermeneutica. Soprattutto, questo genere di “maschietti” è provvisto di un livello coscienziale e di un tasso di autostima talmente bassi che è convinto di non avere altre risorse per “ciulare” se non fare il verso alle donne, schermirle, celebrarle, e naturalmente fare a gara con gli altri maschietti a chi ne dice di più nei confronti di quei brutti, sporchi e cattivi maschilisti che osano avanzare una critica al femminile a al femminismo. Altri invece sono più subdoli, essi si, veramente maschilisti. Sono quelli che recitano la parte, i cinici, quelli che hanno solo l’”obiettivo” da raggiungere e pur di raggiungerlo sono disposti a tutto, anche (figuriamoci, è quello che gli costa meno in tutti i sensi…) a raccontare cazzate in cui non credono affatto pur di ottenere il consenso della donna oggetto (è il caso di dirlo…) delle loro attenzioni. Questi ultimi, su questo non c’è ombra di dubbio, sono i veri maschilisti, quelli che disprezzano a livello profondo le donne al punto di raccontargli qualsiasi storia pur di ottenere i loro “favori”…
Questa, o anche questa, è la condizione attuale della grande maggioranza dei masch(ietti). C’è poco da stare allegri…”

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Rino DV 2:52 pm - 30th dicembre:

The manipulated man di Esther Vilar?
Un libro in cui la relazione di dominanza/dipendenza F/M viene descritta per ciò che è: cioè rovesciata.
.
La faccio breve: potrei proporre a scuola una lettura critica del Mein Kampf, o del Mito del XX Secolo o delle Serate di S.Pietroburgo.
Non potrei in modo assoluto proporre neanche una pagina di TMP.
.
Qui un estratto in PDF
http://dontmarry.files.wordpress.com/2008/08/the_manipulated_man.pdf
.
Alla voce TMP su Amazon ci sono oltre 100 recensioni
.
Quanto al Titanic su Interferenza. Vado a vedere e commenterò i commenti colà.

RDV

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Daniele 3:33 pm - 30th dicembre:

Armando
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non conosco quel libro, mi dite in due parole qual’è la sua tesi centrale?
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Quel libro è la “Bibbia” degli antifemministi statunitensi.
La tesi centrale è quella riportata da Rino.
>>>
The manipulated man di Esther Vilar?
Un libro in cui la relazione di dominanza/dipendenza F/M viene descritta per ciò che è: cioè rovesciata.
>>>
Tesi che se contestualizzata all’Occidente industrializzato degli ultimi secoli – e in particolar modo all’Occidente contemporaneo – contiene le sue “belle” verità. Decontestualizzato lascia il tempo che trova.
Secondo me, ovvio.

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Fabrizio Marchi 5:40 pm - 30th dicembre:

questo è un altro mio commento su fb in risposta ad un’obiezione rispetto all’articolo di Rino, sicuramente di qualità superiore a quelle che normalmente ci vengono mosse…
Dalla mia risposta potere anche capire il tipo di obiezione :
“Tirato per i capelli dirò due parole…
Infatti (rispondendo alla Serban) sono assolutamente convinto che il conflitto di classe vada di pari passo con la questione sessuale, o se preferite del conflitto fra i sessi. Se leggete con attenzione l’articolo vi accorgerete che sono proprio questi due aspetti ad essere concepiti e interpretati come strettamente interconnessi. Cosa dice l’articolo? O meglio, cosa dicono i Fatti, I NUMERI? Dicono che a crepare (e a sacrificarsi) sul Titanic sono stati i maschi di terza classe, e che a salvarsi sono state la pressoché totalità delle femmine di prima classe e un certo numero di maschi sempre della prima classe.
Questo dato significherà qualcosa o no? E’ un fatto puramente casuale o simboleggia una realtà più ampia e complessa?
Diamo allora per scontato che sia un fatto del tutto casuale. Anche i dieci milioni di morti, tutti maschi e tutti poveri, mandati al macello durante la prima guerra mondiale per gli interessi delle classi dominanti dei vari stati nazione imperialisti in conflitto fra loro, sono un fatto casuale?
Le migliaia di morti sul lavoro, tutti maschi e tutti poveri, che ogni anno crepano sul lavoro, sono un fatto casuale?
Io credo di NO e, mi dispiace turbare le sensibilità dei marxisti superortodossi (e chi scrive non ha proprio in antipatia il filosofo di Treviri), anche Marx ed Engels hanno commesso degli errori da questo punto di vista. Ma glieli perdoniamo per due ragioni. La prima è che non erano degli dei o dei semidei ma “solo” dei grandi talenti filosofici che hanno avuto grandissime intuizioni (tuttora molto attuali) ma che hanno anche commesso degli errori, esattamente come tutti i comuni mortali. La seconda è che hanno vissuto in un’altra epoca storica e non potevano oggettivamente avere gli strumenti per capire quale sarebbe stata la successiva evoluzione della società capitalistica così come non potevano avere gli strumenti cognitivi (leggi la psicologia e la psicoanalisi ad esempio ma non solo) per capire e interpretare altre questioni come appunto, ad esempio, la relazione fra i sessi.
Per quanto mi riguarda, e non ho nessun problema a dichiararlo, la famosa opera, prevalentemente engelsiana (Marx si è occupato di queste questioni in modo assolutamente marginale), “Le origini della famiglia e della proprietà privata”, con tutto il rispetto che nutro per i giganti del pensiero (e secondo me Marx è fra questi, ma non Engels che è stato fondamentalmente un risistematore, e non sempre all’altezza, dell’opera marxiana) fa acqua da tutte le parti e dimostra una incapacità di leggere quella che è sta la complessità della relazione fra i sessi fondamentalmente caratterizzata da una gigantesca divisione sessuale (oltre che sociale) del lavoro, dovuta a ragioni biologiche, fisiche, ambientali, di sviluppo, o meglio di non sviluppo tecnologico, che naturalmente hanno avuto un riverbero dal punto di vista sociale, storico e culturale, né poteva essere altrimenti.
Il femminismo ha rivisitato e reinterpretato, pro domo sua, questa complessità, riducendo la storia della relazione fra i sessi a quella dell’oppressione tout court del genere maschile nella sua totalità sul genere femminile, trasformando la storia del maschile in una sorta di museo degli orrori, all’interno di una narrazione, questa si, profondamente sessista, interclassista (cioè il contrario del concetto di classe) e del tutto funzionale al capitale per tanti motivi che ora per tante ragioni (fra cui quella che non sono pagato per stare qui a digitare su una tastiera e se dovessi rispondere a tutti quelli che mi fanno obiezioni su fb non dovrei mai alzarmi dalla sedia) non posso affrontare e approfondire (ma chi vuole ha un sito a sua disposizione…).
In questa sede mi permetto di postare l’intervista che mi è stata fatta e pubblicata su “Termometro politico”. E’ abbastanza lunga ma penso che persone come voi non si scoraggino di certo:
http://www.linterferenza.info/attpol/femminicidio-e-violenza-di-genere-a-chi-giova-lideologia-femminista/

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Rino DV 6:01 pm - 30th dicembre:

TMP sta ovviamente per TMM.
.
Daniele dice bene: TMM va riferito all’Occidente (terra di elezione della cavalleria maschile radicale) ed in particolare alla situazione sociostorica in cui è stato scritto: la società postindustriale della 2° metà del XX secolo.
.
RDV

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sergio 4:52 pm - 31st dicembre:

Personalmente non sapevo neppure dell’esistenza di quel libro, scritto addirittura prima che io nascessi.

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Rino DV 7:01 pm - 1st gennaio:

Mauro: … gli uomini di una volta…
.
Quella tipa – la Lucarelli – è ancora un po’ ingenua ed ha spiattellato di nuovo la contraddizione che tu hai evidenziato: gli uomini veri, quelli che meritano l’ammirazione delle DD (e la sua!) sono quelli – liquidati come maschilisti – che lasciavano le scialuppe alle DD e quindi anche alla Lucarelli…
.
Quelle di 27ora invece non hanno fatto il minimo cenno a quanto accaduto sulla nave. Hanno intuito che ogni riferimento al “prima le DD” sarebbe stato rivoltato contro di esse. Furbe.
.
A proposito di 27ora, ho notato che i commenti ai loro post sono crollati vertiginosamente. Anni fa tutti i loro articoli ricevevano alcune decine di commenti. In qualche caso addirittura centinaia. Adesso nella maggior parte dei casi sono a zero e raramente arrivano ad un paio di decine di interventi.
.
Buon segno.
RDV

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Jan Quarius 7:08 pm - 3rd gennaio:

SIlvia,

A me aver letto il commento di questa Silvia mi ha fatto un certo effetto, non tanto perchè è di una donna e nemmeno perchè brutta e forse un po’ ottusa ma semplicemente perchè del femminismo esterna tutto ciò che alla nostra lotta serve. Semplice, no?
Io preferirei leggere e citare quelle come lei piuttosto che la solita femminista camuffata che si nasconde dietri vigliacche scuse. Silvia almeno parla in modo aperto, poi è ovvio che abbia dei pregiudizi, come molti altri del resto. Che ciò sia dovuto dal suo quoziente intelettivo o da altri fattori mi importa poco, l’importante che scrivano quel che pensano, ci fanno solo un favore ;)

Jan

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armando 8:43 pm - 27th aprile:

L’altro giorno è stato il trentesimo anniversario della tragedia di Chernobyl. Il conteggio complessivo dei morti per contaminazione radioattiva è controverso, come c”era da attendersi. Le autorità hanno sempre minimizzato, la controinformazione ha contestato quei numeri. Ma c’è una cosa, che seppure mai, dico mai, sottolineata dai media, nessuno contesta perchè non può, perchè è vera, reale, si staglia sull’orizzonte di quella buia tragedia oltre gli errori, oltre le menzogne, oltre la politica e l’ideologia. Gli eroi che intervennero per primi per tentare di fermare il processo di fusione, operai, vigili del fuoco, ingegneri, erano tutti maschi, tutti, e ripeto tutti. Si votarono volontariamente alla morte per salvare il salvabile, per tentare di dare una speranza al loro popolo , donne, uomini, bambini, giovani e vecchi. E spesso, come raccontano le cronache, rifiutarono l’avvicendamento nella centrale devastata. . Credo che il nostro pensiero commosso debba andare a quegli eroi, in questi giorni di rievocazione. I media tutti tacciono vergognosamente la circostanza che erano maschi. Noi dobbiamo ribadirlo e ribadirlo ancora. Come sul Titanic, come a Fukushima, gli oppressori sfruttatori muoiono per salvare chi neanche conoscono, comprese le oppresse sfruttate. Succederà mai che il femminismo, in un soprassalto di onestà intellettuale ammetta che quando tutto sembra perduto, l’unica speranza risiede nei maschi? Riuscirà mai ad ammettere la semplice ma per le sue farneticazioni ideologiche terribile verità? Le donne sono tributarie degli uomini per la loro vita: Titanic, Chernobyl, Fukushima, e ancora e ancora, il barbone che salva una donna da uno stupro, il bagnante che salva una donna e poi affoga sopraffatto dalla fatica, e ancora e ancora in mille e mille episodi, rivoli infiniti di una storia misconosciuta, falsificata, taciuta. Riuscirà il femminismo ad ammettere tutto ciò?
No, non lo farà. Non può farlo perchè diverrebbe immediatamente evidente la sua menzogna, e di colpo diverrebbe ininfluente. Credo che il nostro amato Cesare, avrebbe scritto qualcosa del genere.

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erme 1:19 pm - 2nd maggio:

Rino DV,

la nave era guidata e costruita dagli uomini. Nessuno avrebbe dovuto morire se fossero stati più saggi e prudenti. Nemmeno Fukushima o Chernobyl sarebbe mai esistita se gli uomini non li avessero inventati e costruiti in maniera sbagliata. Per questa superbia maschile di pensare che si possono fare cose pericolose senza pagare il prezzo, paghiamo il prezzo tutti, uomini e donne.

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Rino DV 8:33 pm - 3rd maggio:

Sul sacrificio maschile, usque ad cadaverem, è fondata l’esistenza del mondo.
Per questo motivo, oggi, viene negato e cancellato con la “dimenticanza”: per decretare la fine dell’uomo.
.
Quanto alle affermazioni di Erme esse sono di una profondità abissale con presupposti e implicazioni radicali.
1- Vi si afferma che l’Errore è maschile
2- Si ipotizza la possibile l’esistenza di un mondo – e di un mondo migliore – da cui l’Errore sia bandito.
Ma 1+2=3
3- Ergo: si auspica un mondo senza maschi.
.
Orbene:quella “dimenticanza” e le affermazioni di Erme convergono verso il medesimo fine.
Tutto già delineato in QMDT.
Tuttavia la ramificazione delle connessioni è di tale vastità e portata che davvero bisognerà dedicarvi alcune (decine di) pagine.
.
Una di quelle implicazioni conduce a questa stupefacente (ed ovvia al tempo stesso) conclusione: il femminismo è un’ideologia misogina. La più misogina di tutte le manifestazioni misogine del pensiero umano, di cui la misandria è solo una banale conseguenza.
.
Su ciò, come già detto tempo fa, concordammo immediatamente con il Cesarone.

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Fabrizio Marchi 7:58 am - 4th maggio:

Rino DV,

Come sempre Rino volta molto alto e tende a nobilitare anche ciò che non può esserlo. Per questa sua nobiltà d’animo non dice prorio tutta la verità.
Le affermazioni di Erme sono di una profondità abissale, è vero, ma ciò non dipende dalla sua volontà. Al contrario, Erme è un uomo che definire di orizzonti limitati è un eufemismo. E’ un “dormiente”, è tutto tranne che un “risvegliato”. E’ un soggetto talmente intriso di ideologia dominante da non rendersene neanche conto. Le sue parole sono agghiaccianti, dal mio punto di vista. A meno che non abbia capito nulla (vado a tre cilindri, è notorio…) e avesse voluto essere ironico…Non saprei cosa altro dire…Ora, vorrei essere chiaro, questo discorso non ha nulla a che vedere con la scelta o meno del nucleare come fonte di energia, perchè quelli di Chernobyl e Fukushima sono solo degli esempi. Se ne potrebbero portare altri centomila. Erme arriva di fatto a ridurre a superbia maschile la storia intera dell’umanità che è fatta, tra mille contraddizioni, ovviamente, di tentativi (in larghissima parte maschili) di avanzare, di migliorare, di progredire. E con grande candore dice che la colpa di quei disastri è degli uomini e della loro superbia.
Boh…non ho parole, non riesco neanche a commentare. Voglio precisare, a scanso di equivoci, che allo stato delle mie (non) conoscenze, tendo ad essere un antinuclearista, non per ragioni ideologiche ma perchè trovo estremamente inquietante non solo le tragedie che il nucleare ha provocato, ma anche e soprattutto il fatto che a tutt’oggi non si sia trovato il modo di smaltire i rifiuti tossici e che il pianeta sia stato trasformato in una enorme discarica di materiale radioattivo da qui a non si sa quando, con conseguenze inimmaginabili. Ma, ripeto, non è questa ora la questione…

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Rita 8:07 am - 4th maggio:

Volando raso terra, Erme dice che tutto il male della Terra (e di conseguenza anche il male subìto dalle donne) è causato dagli uomini. Chissà se è disposto anche ad enunciare il principio contrario: tutto il bene della Terra è merito degli uomini. E tutto il bene goduto dalle donne è merito degli uomini.

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Rino DV 9:33 am - 4th maggio:

Tranquilla, Rita: non lo dirà. Per lui/lei – che parla secondo l’ortodossia femminista – il male ha una sola collocazione, un solo Ente in cui si possa incarnare e perciò in cui si sia storicamente incarnato. E il bene un altro. Un’Altra.
.
Quanto all’errore esso è all’origine di ogni cosa.
Per tentativi ed errori (congetture e confutazioni) è sorta ogni nuova conoscenza originaria, è sorta e si è diversificata la vita sulla terra ed oggi, finalmente, non si esclude che – con quel “metodo” – sia nato l’intero universo e l’insieme di tutti gli universi (si vedano a tale riguardo i modelli cosmologici delle Stringe, o del “Paesaggio”, del Pluriverso e della “inflazione eterna”).
.
Quel metodo perché non ve ne sono altri.
.
L’incapacità di cogliere questo dato fondamentale dell’esistenza (di ogni forma di esistenza, compresa quella del mondo inorganico!) è la più profonda infamia del femminismo. Essa nasce dalla insicurezza di sé, dalla incertezza del proprio stesso statuto ontologico: “Io non sono niente e tutto deve essere come me: tutto deve diventare Niente”. Il più grave insulto che si possa lanciare contro qualcuno. In questo caso la Liberata lo lancia contro se stessa. Perciò ho detto che il femminismo è misogino.
.
Ma qui non si tratta di filosofemi astratti e senza conseguenze. Questo odio contro l’errore è diventato legge, è diventato sentenza (civile e penale) quotidiana contro gli operatori dell’errore: i maschi. E’ diventato repressione e depressione, galera e/o suicidio (il più recente 3 giorni fa, qui vicino) per i nati senza utero.
.
Questi sono solo spunti iniziali, c’è ben altro da dire.
Ma le affermazioni di Erme – voci dal sen fuggite – non potevano passare senza trovare una parola che quantomeno ne avviasse l’autopsia.
.
Necrofilia generata dall’odio.

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