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03 mag 2010  |  10 Commenti

Padre…non padrone…

Un anonimo lettore ci ha inviato questo video che volentieri pubblichiamo:

http://www.facebook.com/video/video.php?v=1336758752666&ref=mf


10 Commenti

Icarus.10 4:59 pm - 6th maggio:

Bellissimo questo video! La figura del padre, dell’ uomo-padre,continuamente sotto attacco e vilipendiata da quelle miserabili squadriste femministe “fikesikule”. Quelle fetenti arpie hanno il coraggio, addirittura, di offendere anche quei poveri papà che si suicidano perchè presi dalla disperazione di rimanere senza casa e senza poter vedere i propri figlioletti che tanto amano.

W i Papà!!!

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Leo 6:53 pm - 6th maggio:

De Quincey scrisse di tre donne malefiche chiamandole Le Tre Madri.
La dea Kalì la sanguinaria viene chiamata anche La Madre Nera.
Si dice: La Madre di tutte le battaglie.
la parola madre viene associata spesso a qualcosa di inquietante.

Babbo natale
Dio padre
Pater nostro
Me lo compri papà
Padri demoni non mi sembra ci siano..

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armando 9:40 am - 7th maggio:

Ci sono anche i padri demoni, ci sono. Nel mito, Crono divora i suoi figli per paura che lo possano spodestare dal trono. E’ il lato ombra, quello terribile, del maschile/paterno che si affianca a quello del femmminile/materno. Sarebbe bene che entrambi questi aspetti si avessero sempre ben presenti. Oggi invece accade che la figura materna viene idealizzata, e di qualunque nefandezza si macchi, se ne cerca sempre una scusa o una causa esterna, spesso attribuita al marito o compagno che sia.
Al massimo è quella singola madre ad essere “sbagliata”, mentre la categoria in sè viene comunque salvata. Il contrario accade per i padri. L’errore di uno ricade su tutti. Basta essere attenti a come i media trattano i fatti di cronaca per accorgersene. Anche le leggi e le sentenze sono orientate in senso antipaterno. E’ questo il senso di una società ginecocraticamente orientata. Rimane da capire fino in fondo perchè gli uomini alimentano, al pari e forse più delle stesse donne, questo pregiudizio di “innocenza” femminile. Riusciremmo, credo, a capire molto di questa società, anche oltre le questioni economiche, la lotta di classe, gli uomini Alfa e quelli Beta. Tutte cose che naturalmente esistono e sono importanti, ma che da sole, a mio parere, non bastano a spiegare tutto. Il pregiudizio di “innocenza” femminile, in senso psichico che poi diventa anche concreto, è diffuso dappertutto, in tutti gli ambienti sociali, in tutte le parti politiche.
E ciò fa pensare.
armando

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Leo 6:29 pm - 7th maggio:

@armando: condivido quello che dici.
Io intendevo che la parola madre è usata anche per indicare il male e la morte, non perché è riferita a madri crudeli che uccidono i figli come Medea; difficilmente la parola padre indica la morte.
http://www.arcadia93.org/kali.html

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Rossella 4:25 pm - 18th giugno:

…trent’anni fa mi ero illusa con i “compagni” di poter cambiare qualcosa non dico l’immaginazione al potere ma almeno un po’ di parità, …poi proprio lui mi tradì !Non date le colpe solo alle donne, la storia parla da sola,io sposandomi mi sono ritrovata nella gabbia dorata …mica tanto,,,visto che il compagno operaio sfoga tutte le sue frustrazioni di eterno cassintegrato su una maestra bistrattata e spesso menata

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Rino 5:51 pm - 18th giugno:

@Rossella
Per quanto attiene alle illusioni – bruciate – di decenni fa è chiaro che non sei la sola a trovarti in queste condizioni.
Se però – quanto al rapporto M/F – ti pare che ancora non ci sia abbastanza parità, anzi, che non ce ne sia neanche un po’, è sicuro che non prenderai neanche in considerazione le ragioni della nascita del MUB e del movimento maschile nel suo insieme. Vuol dire che ci sono due racconti incompatibili.

Il nostro racconto dice che una delle ragioni di delusione è data proprio dalla presa d’atto di quel che effettivamente l’utopia femminista ha prodotto. Il tradimento più smaccato di ogni promessa. La parità che tu non vedi neppure noi la vediamo, ma alla rovescia. A cominciare dal monopolio femminile sulla riproduzione, dove “l’utero è mio e me lo gestisco io” significa che la volontà maschile vale zero e che l’uomo deve subire le conseguenze (per tutta la vita) della scelta femminile. Il resto non è che una cascata senza fine derivante dallo stesso principio: non importa cosa sia bene o male per gli uomini, importa solo cosa è bene per le donne.

Quanto alla tua esperienza personale

1- deve essere chiaro che il movimento maschile non parte dal presupposto che i maschi siano tutti buoni e bravi, né che motivazioni psicologiche, biografiche o sociali possano essere portate a giutificazione delle violenze e delle brutalità individuali. (Questo è semmai ciò che si fa sempre con le violenze di provenienza femminile).

2- nessun caso individuale, quale che sia, è una obiezione contro il MUB perché la questione posta è politica in senso totale.

3- se sei maltrattata e picchiata non ti mancano gli strumenti per far mandar via di casa – seduta stante – il responsabile. Lo puoi fare sia se è davvero colpevole, come anche se è perfettamente innocente. Non fa differenza. Oggi siamo tutti nelle vostra mani: una vostra parola e siamo finiti.

Questa è la nostra vita, la nostra esperienza e questo il nostro racconto. Non coincide con il vostro? Pazienza.
Conosciamo i vostri mali, perché finora non abbiamo pensato ad altro e non ci siamo occupati di altro.

Adesso ci occupiamo anche dei nostri.

RDV

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Silver 8:17 pm - 18th giugno:

Rossella:
“…trent’anni fa mi ero illusa con i “compagni” di poter cambiare qualcosa non dico l’immaginazione al potere ma almeno un po’ di parità,”
___
Sicché, suppongo che all’epoca lottasti anche per la parità, chessò… nei cantieri, nelle fonderie, nelle cave, nelle miniere, etc; giusto…?
E, dimmi, lottasti anche per mettere fine a quell’oppressivo retaggio patriarcale, comunemente denominato “cavalleria” ? =la cena la pago io uomo=la vacanza la pago io uomo=ti mantengo io uomo=pago sempre io uomo…
____
Rossella:
“visto che il compagno operaio sfoga tutte le sue frustrazioni di eterno cassintegrato su una maestra bistrattata ”
____
Grande Rossella!, tu sì che sei dotata di una eccezionale sensibilità; tu sì che dimostri una volta di più quanto empatiche siano le femmine… Infatti dalle tue parole “trasuda” una straordinaria comprensione, nei confronti del tuo compagno, frustrato dal fatto di essere un eterno cassintegrato.
Del resto, cosa sarà mai la cassa integrazione?
Una bazzecola, no? tze!, questi uomini che si lamentano sempre di tutto e parimenti sfogano le proprie paranoie nei confronti delle loro amorevolissime, simpaticissime, sensibilissime, empaticissime e intelligentissime compagne…
________

Rossella:
“e spesso menata”
___
Ovviamente, neanche a dirlo.
E’ risaputo che lo sport preferito degli uomini (=tutti gli uomini…) è quello di picchiare le proprie fidanzate, mogli, amanti o “amiche di una o più notti”: altrimenti che gusto c’è? Vuoi mettere la noia di una serata senza schiaffoni con una eccitante conclusa a sganassoni? Embè, è veramente un’altra cosa.
Del resto, chiunque di noi, girando per la propria città, può appurare che le donne che si incrociano per strada hanno gli occhi tumefatti, i nasi spaccati, le braccia rotte, le gambe spezzate… Insomma, una vera e propria ecatombe.
Rossella, ti faccio una confidenza: non immagini quanto sia bello ed eccitante poter imporre il proprio “potere” di uomo, ops! “maschio”, sulle povere, sottomesse e bistrattate donne…
Io stesso non faccio altro tutto il giorno, tanto è vero che sto pensando di emigrare in Svezia o negli USA, dove, perlomeno, potrò competere e, ovviamente, impormi contro femmine “più agguerrite ed evolute” delle italiane…

[...]

P.S. Non se ne può più…

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Damien 9:04 pm - 18th giugno:

@Rossella: fai il 1522, ti risponderanno dandoti tutto l’aiuto possibile, per i miracoli si stanno attrezzando..

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Leonardo 9:11 am - 19th giugno:

@Rossella: di a tuo marito: i tempi sono cambiati, non sei finocchio se ti fai mantenere da una donna.
Uomini cresciuti con la mentalità di dover scopare il più possibile e mantenere una donna, poi è normale che si sentono frustrati se ciò non si realizza.

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Rino 4:30 pm - 17th agosto:

LA CROCE DI SALVATORE GLORIOSO

Forse alcuni non hanno sentito del padre separato a nome Salvatore Glorioso che, partito da Milano, sta andando a piedi a Cefalù con una croce sulle spalle.
Gesto originale e carico di significati che un piccolo segno deve lasciare in chi ne viene a conoscenza.

C’è un video su Tutubo.
http://www.youtube.com/watch?v=APjwhsaRB6E

Considerato il numero delle associazioni
e degli attivisti dei separati a Roma speriamo che qualcuno lo rintracci per un sostegno e un contatto magari con una intervista da buttare nel web.

Il gesto di quest’uomo è originale e significativo in modo estremo. Quella dei gesti simbolici è la strada da percorrere.
Anni fa la fontana di Trevi venne arrossata a scopo di autopubblicità da un artista. Fece il giro del mondo.
Eppure quel rosso poteva e doveva invece rappresentare il sangue invisibile versato dai padri separati.

Grande questo Glorioso Salvatore del XXI secolo.

RDV

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