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10 apr 2012  |  14 Commenti

La strada degli errori

Pubblichiamo, su segnalazione di Rita,  questo ampio stralcio del libro “La strada degli errori” di Elisabeth Badinter, nota scrittrice, filosofa e femminista francese.

Di fatto le riflessioni contenute in questo libro sono una critica radicale e strutturale del femminismo (per lo meno dei suoi effetti concreti) , in particolare di una parte, quello cosiddetto separatista o della differenza, mettendone in evidenza, con grande lucidità, le enormi contraddizioni.

A mio parere, la Badinter, con questo libro, celebra il requiem per il femminismo, anche se ovviamente ne salva le motivazioni originarie, di fatto lasciando intendere che questo è degenerato in una ideologia sessista finalizzata alla supremazia di un genere sull’altro.

Non solo. Arriva a mettere in discussione anche la veridicità e l’autorevolezza della tecnica dei sondaggi, sostenendo apertamente che, spesso privi di carattere scientifico e mescolando strumentalmente dati oggettivi con elementi soggettivi, si rivelano operazioni di manipolazione mediatica finalizzati alla criminalizzazione a senso unico del genere maschile.

Ma c’è di più. Nella sua analisi colpisce al cuore l’ideologia femminista, negandone l’assunto. E  lo fa, anche se forse un po’ in punta di piedi (ma non potrebbe essere altrimenti…) sostenendo  che la storia dell’umanità non può essere ridotta a quella dell’oppressione del genere maschile su quello femminile, affermando invece la necessità di una interpretazione equilibrata e storicizzata della relazione fra i generi e della sua complessità.

Non solo, ravvede nella concezione assolutista e totalizzante del femminismo (o di quella parte più estremista che è quella che ha finito per prevalere), il germe di un nuovo totalitarismo.

Perché nonostante gli sforzi dell’ideologia femminista di individuare il germe della presunta oppressione maschile in ragioni di ordine culturale e non ontologiche (la qual cosa metterebbe al riparo il femminismo dall’accusa di razzismo e sessismo), come noi sosteniamo da sempre è praticamente impossibile separare con un rasoio natura e cultura che sono sempre strettamente e intimamente correlate.  Specialmente quando le origini di questa oppressione vengono fatte risalire storicamente addirittura a millenni fa. E’ evidente, come peraltro sostiene anche la Badinter, che una simile operazione non può lasciar fuori l’aspetto ontologico della questione. Ergo, se si sostiene che il genere maschile è da sempre il genere oppressore e violento, si compie di fatto un’operazione razzista e sessista di stampo neototalitario estremamente pericolosa.  

Non ci sembra questione da poco e il fatto che a sostenerlo sia un’autorevole intellettuale donna e femminista ha il suo peso. Di seguito il link.

http://violenza-donne.blogspot.com/2009/01/la-strada-degli-errori.html


14 Commenti

Raffaele 1:24 pm - 20th settembre:

Sì, Elisabeth Badinter è una donna e femminista(anche se dubito possa essere ancora etichettata con questo termine) intelligente e onesta, molto diversa quindi dalle nostre nazi-fikesikule e simili. Già ne ero a conoscenza da tempo di questo suo ultimo scritto per il quale si era attirata insulti e aggressioni da parte delle squadriste femministe locali. Tra le altre cose lei stigmatizza anche le pene sproporzionate per il reato di stupro(almeno a confronto con quelle previste per altre violenze non meno gravi). Insomma, non mi sorprendo di ciò, e sapete perchè? Perchè lei è moglie del ben più noto Robert Badinter, noto avvocato e decano degli attivisti dei diritti umani, il quale da ministro della Giustizia francese, nel 1981, abolì l’infame lama della ghigliottina(che fino al 1977 affettava ancora teste) nonostante oltre il 70% dell’ opinione pubblica fosse favorevole alla pena capitale. Un grande uomo, un grande politico. Un mio idolo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Badinter

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Alessandro 9:18 am - 22nd settembre:

Testimonianza molto importante, soprattutto perchè non proviene da sfigati, frustrati, misogini, maschilisti… quali noi siamo smile smile smile, ma da chi a quel mondo appartiene. Mi ha colpito soprattutto l’accenno alla forte propensione censoria espressa da questi gruppi. In effetti trova riscontro con quanto sta accadendo in Italia in quest’ultimo periodo: una piccola lobby di donne alfa, fortissima anche sul web, stabilisce che cosa è bene o male per tutti anche a livello iconografico spalleggiata da grandi testate e trasmissioni giornalistiche. Ma i talebani non erano gli altri?

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Leonardo 12:19 pm - 22nd settembre:

filosofa e femminista
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e i filosofi maschilisti?

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Rita 1:57 pm - 22nd settembre:

@Leonardo: filosofa femminista: e i filosofi maschilisti?

“Il femminismo e’ un movimento che mi sembra condannato dal nome stesso. E’ un’idea
femminile nel senso cattivo del termine. Anche i maschi hanno i loro problemi particolari
ma non hanno ancora inventato il maschilismo”

Questa frase viene attribuita a Benedetto Croce, è una delle mie frasi preferite, tanto che la portavo in firma nel vecchio forum di U3000.
L’ho trovata in molte tesi e articoli di storia femminista e gli si attribuisce una valenza di resistenza del maschile verso le conquiste femministe.
Non so perchè, a me non ha mai dato quest’impressione. In realtà mi ha sempre suggerito una specie di monito, come a dire… attenzione a considerare i problemi solo di una parte o solo da un punto di vista.
Considerando che il termine “maschilismo” credo sia stato inventato dal femminismo perchè altrimenti sarebbe mancata una contrapposizione, credo (anche se ovviamente è difficile fare l’esegeta-pensiero di un filosofo scomparso) che fosse una presa di coscienza del pericolo insito nel considerare soltanto i “diritti” di una parte. Se penso, ad esempio, che la frase è stata pronunciata nel periodo immediatamente post-bellico, posso immaginare anche a quali fossero i “problemi particolari dei maschi” intesi come mancanza di diritti o costrizioni.

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Fabrizio Marchi 4:10 pm - 22nd settembre:

In realtà per il femminismo tutto il pensiero filosofico è maschilista, a partire da Aristotele e anche prima fino ad arrivare a Nietzsche, passando per Schophenauer, Hegel e Marx. Perché secondo il femminismo, essendo la storia stata dominata dai maschi, logica ne consegue che anche ogni forma di cultura e di pensiero non può che essere stata un prodotto maschile. E siccome il genere maschile è da sempre quello oppressore, è evidente che il pensiero non può che essere il risultato di questo dominio. Tutto, indistintamente. Compreso l’hegelismo e il marxismo, i cui percorsi filosofici (dialettica servo-padrone nel primo caso e lotta di classe nel secondo) sono stati considerati “affari privati” fra uomini. (non sono invenzioni del sottoscritto ma dichiarazioni di autorevoli femministe storiche).
Questo ce la dovrebbe dire lunga su quanto il femminismo abbia realmente a che vedere con la “sinistra”, intesa non nel senso strettamente politico ma in quello più ampio, cioè dal punto di vista culturale e filosofico.
Il femminismo prende in prestito dal marxismo il metodo, operando un astutissimo copia-incolla del concetto di conflitto di classe e applicandolo alla relazione fra i generi. Questa operazione è stata portata avanti dal femminismo europeo e non tutto, in particolare da quello più ideologizzato (italiano, francese). Quello americano, cioè l’originario e il più potente di tutto il mondo, con il marxismo non ha mai avuto nulla a che spartire. Nei paesi dell’ex blocco sovietico il femminismo non ha mai messo piede così come nella Cina ultra ideologizzata di Mao Tse Tung e Ciu En Lai dove il femminismo occidentale era considerato un fenomeno borghese e quindi da combattere senza se e senza ma. Il femminismo si afferma dunque in occidente e conosce il suo punto di maggior sviluppo all’apice dell’espansione del capitalismo a livello mondiale. E anche questi sono fatti, non opinioni personali.
Il fatto poi che il femminismo sia riuscito ad allocarsi nella sinistra contemporanea europea è tutt’altro discorso che abbiamo già fatto milioni di volte. Il femminismo è un movimento interclassista e sessista, per il semplice fatto che si rivolge a tutte le donne. E questo è dimostrato dal fatto che, sempre da un punto di vista concettuale e culturale, oltre che politico, ha “sfondato” ormai da molto tempo anche a destra, in tutte le destre, da quella liberista a quella più tradizionalista. Le più feroci e aggressive femministe (anche se non appartengono al filone tradizionale e originario del femminismo),quelle più forcaiole in materia di legislazione di genere a tutti i livelli, oggi stanno proprio a destra: Daniela Santanchè, Alessandra Mussolini, Barbara D’Urso, Mara Carfagna ecc.
Quando si tratta di questioni di genere tutte sempre solidali con le loro colleghe di sinistra. E anche questo ce la dovrebbe dire lunga.
Fabrizio

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ckkb 5:11 pm - 22nd settembre:

In effetti così giudicata la storia della Filosofia e la Storia stessa dal femminismo secondo questa stringente e tragica lettura sessista, per rispetto alla identità e alla libertà di entrambe i generi, è implicita e necessitata la conclusione: due sessi per due mondi (e quindi due processi storici). Rigorosamente separati, anche se in contatto secondo modalità concordate e con libertà di ciascuno di prendere la cittadinanza dell’uno o dell’altro dei due mondi. Ogni sesso si costruisce liberamente il suo mondo e il suo processo storico. Nessuno rinuncia a nulla: nè all’altro sesso, nè al mondo che più gli aggrada, nè alla più piena e radicale libertà di costruire il proprio mondo secondo le esigenze del proprio sesso.
Alle signore filosofe femministe ovvero amanti della sapienza femminile e a tutte le altre autoarruolatesi da soldatesse in una sistematica guerra antimaschile, e che secondo scienza femminile e coscienza femminile non ne possono più dei maschi perchè geneticamente incarnazione di ogni malignità, possiamo chiedere se sta bene loro la proposta di un radicale federalismo sessuale con una buona legge sulla immigrazione.

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armando 11:01 pm - 22nd settembre:

Sullo stesso tema segnalo anche “La donna a una dimesione, femminismo antagonista e egemonia culturale” di Alessandra Nucci (Marietti 1820 editore).
Sono entrambi libri importanti, sebbene entrambi in parte criticabili. Ma in sostanza confermano le analisi sul femminismo.

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Leonardo 12:02 pm - 23rd settembre:

Citare quei filosofi NON è politicamente corretto, per questo siamo qui ancora a parlare di questione maschile, Non è corretto neanche prendere tutto alla lettera, soprattutto idee molto antiche o dal sapore fanatico
Anche nella bibbia vengono detti aforismi contro le donne che nessun credente pronuncia mai:

http://www.utopia.it/vox1/400antinomie1.htm

ma anche nella mitologia-religione greca c’erano avvertimenti contro le donne:

http://it.wikipedia.org/wiki/Vaso_di_Pandora

Credo che gran parte delle donne trovi normale che gli uomini siano dei bavosi, sbrodoloni e fessi, ma forse nell’inconscio hanno paura che questa sudditanza maschile finisca, basta guardare come sgranano gli occhi quando gli rispondi a tono o non ti abbassi.

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dia 8:10 pm - 15th settembre:

sto leggendo da qualche tempo articoli, editoriali e contributi di questo sito, appassionante.

Intervengo qui per spezzare una lancia a sfavore di Badinter, di cui ho acquistato il libro con grande trepidazione, all’epoca. Occupandomi di abusi infantili e toccando con mano l’omertà femminile e corporativa che circonda il tema della violenza DELLE donne, ero piena di aspettative. Sono corsa a sfogliare l’indice… C’è un capitolo sulla violenza! Da pag.51 a pag.72, ho fatto una prima scansione rapida: nazismo, Ruanda, bullismo femminile, abuso di potere nel lavoro. Ah, ma c’è anche un paragrafo sulla “violenza domestica” ! Ma parla solo di mogli che vessano e/o picchiano i mariti.
Uh.
Non si parla della violenza (psicologica, fisica, sessuale) delle donne sui bambini, cioè la più quotidiana, la più diffusa, la più scandalosa. La parola “bambini” non compare nella sezione dedicata alla violenza. Un’omissione che ho trovato grottescamente comica.

Per il resto, però, concordo con chi mi ha preceduto.

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Fabrizio Marchi 10:02 pm - 15th settembre:

Grazie, Dia, e benvenuta fra noi, abbiamo bisogno come il pane di donne evolute e consapevoli che abbiano il coraggio di stare dalla nostra parte. Il tuo contributo è e sarà prezioso.
Nel caso specifico, questo tuo impegno sul fronte della violenza femminile nei confronti dei minori rappresenta un capitolo estremamente delicato. Come avrai forse già visto abbiamo pubblicato un video, nello spazio degli articoli, dal titolo “Un brusco risveglio”, che spiega come negli USA più del 50% delle violenze e degli abusi sessuali sui minori siano perpetrati da donne e da madri.
Una tragedia occultata, così come altre, perché troppo lacerante per poterla portare alla luce.
Sarebbe di importanza strategica per il nostro movimento avere una persona, e soprattutto una donna, che sui facesse carico di portare avanti questo discorso.
Di nuovo benvenuta e grazie fin d’ora per il tuo importante contributo.
Fabrizio

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luigi corvaglia 10:16 pm - 15th settembre:

“Non solo. Arriva a mettere in discussione anche la veridicità e l’autorevolezza della tecnica dei sondaggi, sostenendo apertamente che, spesso privi di carattere scientifico e mescolando strumentalmente dati oggettivi con elementi soggettivi, si rivelano operazioni di manipolazione mediatica finalizzati alla criminalizzazione a senso unico del genere maschile.”
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Come non essere d’accordo.
Anzi, secondo me (e non dovrebbe essere un problema oggi come oggi, ai tempi del Web), ad evitare manipolazioni, i sondaggi in generale, non solo quelli inerenti alla QM o alla QF, dovrebbero “obbligatoriamente” dichiarare oltre ovviamente ai risultati anche i presupposti degli stessi: la definizione delle variabili da studiare, la definizione della popolazione e della base di sondaggio, la stima dei parametri (funzioni d’interesse: totali, medie, rapporti, proporzioni calcolate per una popolazione totale), etc…..
Dite che la cosa è barbosa? E’ vero. Ma il fatto stesso di rendere pubblici i criteri con cui vengono eseguiti i sondaggi li renderebbe tutti irrimediabilmente più attendibili.
Se non si arriverà a questo, per me avranno sempre un’attendibilità inferiore alla classica “palla di vetro”.
Comunque questo è un campo da presidiare sempre, per svelarne e confutarne le magagne, giacché, sto scoprendo l’acqua calda, nelle nostre società sono degli strumenti potentissimi di manipolazione delle coscienze.

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dia 9:28 am - 16th settembre:

grazie del benvenuto. Di solito quando intervengo nei forum o nei blog di donne vengo bannata dopo mediamente 6 secondi, come qualcuna che ha un conto personale da regolare e quindi una percezione distorta della realtà. Invece, io considero il mio conto personale come un “fatto” che insieme a tanti altri “fatti” – documentati da libri, associazioni pediatriche, siti e forum di “survivors”, polizie e magistrature internazionali, eccetera – illumina una realtà che “raddrizza” una percezione distorta, se mai. Quella del femminile come piccolo paradiso nell’inferno in cui ci ha precipitato il maschile.

“Evoluta e coraggiosa”, non sono per niente. Se penso a quante donne impegnate e combattenti ci sono al mondo, che si espongono e rischiano tutti i giorni. (Lo stesso vale per gli uomini, naturalmente.) La consapevolezza però credo di averla coltivata, sì. Non per scelta, ma per necessità.

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cesare 9:44 am - 26th febbraio:

Dalle foto diffuse ovunque sui media, ecco i volti abbrutiti, le espressioni aggressive, le tette nude sporche e impiastricciate usate come spazi pubblicitari, i comportamenti violenti, delle donne di Femen che vogliono imporre e illegalmente il loro punto di vista. Vengono dall’Ucraina a violare i diritti dei cittadini italiani e hanno sui media massima evidenza nonchè evidentemente il potere di infischiarsene del rispetto dei costumi, delle istituzioni e delle leggi del paese che le ospita, dato che di fatto operano come se avessero totale impunità nel violare le leggi italiane. Nessuno può girare per l’Europa e l’Italia con questa licenza di aggredire e provocare con violenza e volgarità tutto e tutti. Loro misteriosamente invece sì. E ogni giorno è loro concesso, a noi che mandiamo avanti la baracca, di propinarci la dose quotidiana di pagliacciate offensive.

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Gerardo 6:02 pm - 4th maggio:

Complimenti per l’articolo. Molto interessante. Continuate così, io sono un assiduo lettore!

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