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24 gen 2014  |  4 Commenti

La Leonessa d’Italia ha paura del Bigio?

Il Bigio, affettuoso soprannome datogli dal popolo bresciano,  è una statua di nudo voluta dal regime fascista a coronamento di piazza della Vittoria, splendido esempio di architettura dell’architetto Piacentini, architetto del regime. Doveva celebrare la maschia virtù anche se nonostante le intenziomni, le sue forme propendono in realtà per il modello apollineo. Niente al confronto con la maschia virtù delle statue di operai, contadini e soldati celebrati dai regimi comunisti. Il Bigio, perché figlio del fascio è finito esiliato in un magazzino. Oggi si restaura la piazza e il Bigio dovrebbe tornare al suo posto. Apriti cielo e scandalo al sole! Il Bigio è, per molti, celebrazione del fascismo e pertanto deve restare in magazzino. Intenzione più che ragionevole a patto di demolire per coerenza la piazza del Piacentini. E poi il Bigio oggi evoca più che la maschia virtù, la condizione dei bresciani una volta pagate le tasse.Così succede che oggi, vox populi sempre più diffusa, dice che la Leonessa d’Italia ha paura del Bigio. Viene il dubbio che più che di antifascismo si tratti di misandria.


4 Commenti

Rino DV 8:04 pm - 24th gennaio:

L’ostracismo contro l’arte del Ventennio è espressione di miseria culturale e di debolezza politica estreme nonché di meschinità morale.
Si è giunti a questionare se Pound sia stato un grande poeta. Per affermarlo si è negato che fosse fascista.
Come se un fascista non potesse essere un grande artista.
Ungaretti smette di essere un grande poeta quando si prende atto che fu fascista?
L’architettura d’epoca coloniale andrebbe demolita in tutto il sud del mondo solo perché era quella dei padroni?
Perché mai il mio carnefice non potrebbe essere un artista? Il mio legittimo risentimento contro di lui non può vietarmi di riconoscerne meriti artistici, scientifici e di altro genere.
Precisamente: se il Bigio non va bene buttiamo giù tutta piazza Piacentini e con essa le migliaia di palazzi del Ventennio che costellano l’Italia.
E buttiamo giù pure tutto ciò che è stato eretto dai (o anche solo all’epoca dei) nostri invasori, padroni, dominatori. Distruggiamo l’opera del nemico.
Nessuno si spinge a tanto. E meno male.
Vuol dire che, come tu come tu suggerisci, qui gatta ci cova…e leonessa trema.

RDV

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armando 11:38 pm - 24th gennaio:

E’ l’insopportabile stupidità del politicamente corretto che riduce l’antifascismo a barzelletta peggiore del fascismo stesso e che, ovviamente, contiene l’odio per tutto ciò che è riconducibile al maschile. Se la statua fosse stata di femmina nessuno avrebbe protestato, purchè in posa diciamo così assertiva.

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giovanni carducci 8:59 am - 25th gennaio:

armando:
E’ l’insopportabile stupidità del politicamente corretto che riduce l’antifascismo a barzelletta peggiore del fascismo stesso eche, ovviamente, contiene l’odio per tutto ciò che è riconducibile al maschile. Se la statua fosse stata di femmina nessuno avrebbe protestato, purchè in posa diciamo così assertiva.

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cesare 5:07 pm - 17th aprile:

Bene, il Bigio non sarà messo in posa in piazza Vittoria. Un concorso stabilirà che cosa lo sostituirà sul piedistallo in piazza Vittoria. Ho scommesso con un amico una pizza che agli onori del piedistallo, su “libero” concorso, ci andrà un’opera di una artista femminile con titolo da antifascismo militante verniciato di femminismo. A costo di metterci un rottame da fonderia (c’è già un esempio in un giardino pubblico della città).
Mi viene da pensare che il pensiero unico attuale quando è posto di fronte ad una citazione anche se marmorea del pensiero unico storicamente precedente, vi si specchia, si riconosce e secondo la natura di tutti i pensieri unici, si adonta perchè non sopporta la concorrenza di un altro pensiero unico nemmeno in simulacro.

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