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	<title>Uomini Beta &#187; Lettere</title>
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	<description>movimento maschile</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 08:52:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il 52% Le certezze perdute del maschio moderno</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.facebook.com/notes/dott-giorgio-carnevale/il-52-le-certezze-perdute-del-maschio-moderno/10150569287984242 &#8220;IL 52%&#8221; Le certezze perdute del maschio moderno Durante l’inverno del 2010, compare in tv una campagna di sensibilizzazione al problema dell’erezione negli uomini. Così recita:  “ Il 52% degli uomini con più di 40 anni soffre di problemi di erezione: Stress, stanchezza, ansia da prestazione. E il maschio fa flop. Secondo una ricerca dell’ISPO le giustificazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/notes/dott-giorgio-carnevale/il-52-le-certezze-perdute-del-maschio-moderno/10150569287984242">http://www.facebook.com/notes/dott-giorgio-carnevale/il-52-le-certezze-perdute-del-maschio-moderno/10150569287984242</a></p>
<p><strong>&#8220;IL 52%&#8221; Le certezze perdute del maschio moderno</strong></p>
<p>Durante l’inverno del 2010, compare in tv una campagna di sensibilizzazione al problema dell’erezione negli uomini.</p>
<p>Così recita:  “ Il 52% degli uomini con più di 40 anni soffre di problemi di erezione: Stress, stanchezza, ansia da prestazione. E il maschio fa flop. Secondo una ricerca dell’ISPO le giustificazioni più ricorrenti per chi fa cilecca sono lo stress della vita quotidiana (52%) e la mancata intesa con la partner (27%). Qualcuno parla anche di alcol e cattiva alimentazione. Il problema è che spesso gli uomini tendono a minimizzare o negare il problema, come se non parlarne bastasse a risolverlo. Basta scuse!”</p>
<p>Questa è la campagna di informazione, che propone visite gratuite che aiuteranno gli uomini con problemi di erezione a sbarazzarsi di tabù e problemi sessuali.</p>
<p>Prendendo spunto da questa campagna, ho pensato di fare una piccola ricerca e dare un mio contributo che approfondisca un fenomeno certamente diffuso e preoccupante e che rappresenta il sintomo di un disagio ben più profondo.</p>
<p>Quello che segue è solo un estratto del lavoro che sto portando avanti, spogliato di tutta una struttura teorica su cui poggia, ma che non è possibile riportare per problemi di spazio e di leggibilità in questo contesto.</p>
<p>Premetto e vorrei che questa premessa sia condivisibile con chi intende leggere questo contributo, che il mio approccio alle problematiche di genere non è e non sarà mai oppositivo. Voglio dire che trovo piuttosto scadente e riduttivo, affrontare tali problematiche accusando l’altra parte di avere atteggiamenti e comportamenti che generano in quell’altra, questa o quell’altra cosa.</p>
<p>Sarò ancora più chiaro: non penso che una condizione di generica depressione dei maschietti, come in molti affermano, sia riconducibile ad atteggiamenti femminili che avrebbero il potere di indurla. Così come non ho mai pensato che i problemi al femminile, siano riconducibili ad atteggiamenti maschili.</p>
<p>Non entro ulteriormente nel merito di questo, sperando sia chiaro il mio modo di vedere e con una metafora aggiungerei che siamo tutti sulla stessa barca e le differenze di genere possiamo solo utilizzarle come un’enorme opportunità, più che un’arma per imbastire processi di colpevolizzazione ecc.</p>
<p>Fatta questa premessa sposterò la mia attenzione sul maschio e sui suoi riferimenti tradizionali che, inevitabilmente, hanno subito delle profonde modificazioni.</p>
<p>Fino alla metà del novecento, più o meno, il maschio viveva piuttosto distaccato dalla famiglia in quanto era totalmente impegnato nella professione. Poteva essere un pastore, un ragioniere o un professore, ma comunque sia, lui era solo quello. Al di fuori del suo ruolo professionale non aveva particolari interessi e non era coinvolto in nessuna particolare attività. La frequentazione di bar, osterie, dopolavoro ecc, erano i modi con cui consumava il rimanente tempo libero della giornata, quando c’era. Con l’arrivo di un figlio si festeggiava con gli amici al bar, si brindava e se era maschio si brindava con più decisione.</p>
<p>Festeggiare in società il nuovo arrivato è sempre stato un momento in cui il maschio poteva dimostrare la propria virilità attraverso una prova certa.</p>
<p>Ciò non avveniva soltanto in un ceto medio basso, ma se pure attraverso comportamenti più pacati, avveniva anche in ceti medio alti.</p>
<p>I maschi, nonostante siano stati storicamente la sola, o quasi, fonte di reddito per la famiglia non si sono mai preoccupati della numerosità della prole. Nonostante ogni figlio fosse una nuova bocca da sfamare, la loro numerosità non è stata mai contrastata in quanto era prevalente il bisogno di affermare la propria virilità.</p>
<p>Virilità e ruolo socio-professionale hanno rappresentato i due pilastri indiscussi del maschio, indipendentemente dal tipo di professione.</p>
<p>Il maschio che faceva il contadino era il Contadino, il ragioniere il Ragioniere, il professore, il Professore e così via[1].</p>
<p>Quindi, l’identità di un maschio si è sempre retta su due elementi. Da una parte il ruolo professionale e dall’altra la virilità.</p>
<p>Proseguendo il mio pensiero mi sono posto due domande che ritengo cruciali per comprendere la dinamica maschile e l’attuale crisi che si esprime, anche, attraverso il problema dell’erezione.</p>
<p>Perché il maschio si è identificato totalmente nella sua professione?</p>
<p>E perché per un maschio è così importante la sua virilità, tanto da avere bisogno di continue conferme?</p>
<p>Per quanto riguarda l’aspetto professionale, la risposta è piuttosto semplice e intuitiva. Nella famiglia tradizionale una donna si occupava della famiglia e in modo particolare della prole che, oltre ad essere più numerosa rispetto ad oggi, era fortemente minacciata da una mortalità infantile elevata. Ed è scontato il fatto che l’accudimento materno, in particolare nei confronti di un bambino, può essere espletato esclusivamente da una donna. Quindi in una coppia i ruoli erano rigidamente stereotipati. Le donne a casa e gli uomini a lavorare. Non c’erano altre possibilità.</p>
<p>Oggi le cose sono decisamente cambiate, pur tuttavia rimane una forte identificazione dell’uomo rispetto alla sua professione.</p>
<p>Nel momento in cui arriva alla, così detta, meritata pensione il suo ruolo socio-professionale lentamente si smonta e contestualmente compaiono malattie e in molti casi arriva precocemente la morte.</p>
<p>Ricordo con simpatia un amico Comandante di un’importante compagnia aerea di bandiera, appassionatissimo del suo lavoro, che quando è stato costretto ad andare in pensione perché aveva superato il limite di età per un pilota di linea e, nonostante fosse un uomo pieno di interessi, hobby, ecc. fu colpito da una fortissima labirintite che gli provocava forti e pericolose vertigini quasi da non poter più guidare l’automobile. Coraggiosamente avanzai una diagnosi un po’ istintiva, dicendogli che costretto a non volare più si è trovato con i piedi a terra e a questa nuova dimensione non riusciva ad adattarsi e come avviene in molte patologie così dette psicosomatiche, si presentano sintomi paradossali. Infatti le vertigini vengono normalmente di fronte ad una sensazione di altezza e di vuoto, esattamente quella che si percepisce quando si vola in aeroplano. Ma lui, avendo sempre volato fin da ragazzo, il vuoto lo sentiva quando stava a terra. Ovviamente si oppose fermamente alla mia diagnosi istintiva, accompagnando la sua contrarietà con una certa sufficienza al limite della scortesia. Fece dovuti accertamenti che io stesso gli consigliai, e nonostante venne rivoltato dalla testa ai piedi, non venne fuori nulla che potesse far pensare a qualche alterazione organica.</p>
<p>La mia diagnosi istintiva, diventò improvvisamente quella ufficiale e ancora oggi convive con la sua labirintite, attenuata dai farmaci e da una stabilizzazione generale.</p>
<p>Se far aderire la propria identità al ruolo professionale, era prima di tutto una necessità, il discorso è un po’ più complicato quando ci spostiamo sul discorso riferito alla virilità.</p>
<p>Spostiamoci quindi sulla seconda domanda per dire, prima di tutto, che il maschio ha sempre avuto la necessità di affermare, in vari modi, la propria virilità ma sicuramente, come accennavo in precedenza, il modo più appropriato e naturale viene rappresentato attraverso la procreazione.</p>
<p>Per questo possiamo estendere la domanda, e chiederci: perché i maschi hanno bisogno di rappresentare a se stessi e agli altri la propria virilità?</p>
<p>La domanda può sembrare banale, mentre invece la risposta, o le risposte non lo sono per niente.</p>
<p>Iniziamo col dire che il simbolo, la prova della virilità maschile si rappresenta con l’erezione del pene. Se si osservano i disegni degli adolescenti nei bagni delle scuole superiori e i relativi commenti, è estremamente chiaro che il tutto ruota intorno ad un’affermazione chiara e inequivocabile: “ce l’ho duro!”[2].</p>
<p>Tutti sappiamo che mentre una donna può rimanere incinta anche senza aver raggiunto l’apice del piacere durante un rapporto sessuale, per un uomo l’erezione è assolutamente indispensabile affinché possa eiaculare e quindi fecondare.</p>
<p>Questo fatto permette di affermare e considerare l’erezione maschile un elemento necessario alla sessualità e quindi alla procreazione.</p>
<p>Quindi potremmo arrivare ad una conclusione parziale di questo discorso, affermando che, sia una donna sia un uomo possono procreare, cioè possono dare continuità alle rispettive esistenze, solo e soltanto se l’uomo ha una erezione. Può sembrare riduttivo e anche un po’ squallido tutto ciò, ma le cose senza ombra di dubbio funzionano in questo modo, che piaccia o meno. E aggiungerei che funziona così per tutti gli animali, non solo per gli uomini.</p>
<p>Andiamo avanti. Un maschio sente da una parte la responsabilità della procreazione ma nello stesso tempo non ha la garanzia di esserne all’altezza. Infatti una défaillance sessuale è per un maschio una brutta esperienza che diventa tragedia se si ripete più volte. Se poi avviene con donne differenti l’impatto sulla psiche è a dir poco devastante.</p>
<p>Quindi, è ragionevole pensare che una certa ansia da prestazione, così viene chiamata comunemente, sia normalmente vissuta da un maschio, anche quando funziona tutto, in quanto non c’è mai nessuna garanzia in questo senso.</p>
<p>Ma il motivo per cui un maschio ha bisogno di affermare, a se stesso e agli altri, la propria virilità dipende dal suo rapporto con la morte, che come vedremo, rappresenta una minaccia decisamente maggiore rispetto alla sua compagna.</p>
<p>Gli esseri umani, tutti, sanno che dovranno morire e rispetto alla morte siamo tutti piuttosto impreparati, anzi direi che siamo totalmente impotenti. Il benessere delle società del primo mondo ha aumentato sensibilmente l’età media, ma nonostante questo miglioramento, la lotta contro la morte è alla fine persa. Purtroppo, tutti dobbiamo morire e l’unica evento che può alleviare il pensiero della propria morte è avere dei figli.</p>
<p>Il ciclo della vita, come sappiamo, è un ciclo di vita e di morte e la continuità è garantita dalle nuove nascite e quindi dalla procreazione.</p>
<p>Ma la cosa curiosa e per certi versi inspiegabile come vedremo, è che gli uomini muoiono prima delle donne e questa differenza è aumentata lentamente, sempre in favore di un’età media femminile maggiore di quella maschile.</p>
<p>Nel 1910 la sopravvivenza media femminile in Europa superava di 3 anni quella maschile. In tempi recenti, ben 7 sono gli anni che una donna vive mediamente più di un uomo, con punte massime che raggiungono i 9-10 anni in Polonia e nell&#8217;ex Unione Sovietica.</p>
<p>In questa tabella possiamo osservare l’evoluzione della speranza di vita alla nascita[3] in Europa, dal 1910 al 1990.</p>
<p><strong>TAB. 1</strong> (Fonte: Treccani Enciclopedia delle Scienze Sociali; Caselli 1910-1970; United Nations 1993)</p>
<p>Le spiegazioni che vengono date, a questo curioso fenomeno, sono prevalentemente legate a fattori ambientali. Per esempio in molti sostengono che gli uomini, diversamente dalle donne, hanno storicamente esercitato professioni particolarmente usuranti e che questa potrebbe essere la causa di una età media maschile minore di quella femminile. Ma questa spiegazione la trovo in primo luogo riduttiva, tenendo conto che fare figli è usurante tanto quanto un lavoro usurante e in tempi passati erano molte le donne che morivano per cause legate alla gravidanza e al parto e, in secondo luogo, è un’affermazione totalmente smentita dai dati sulla mortalità, come vedremo.</p>
<p>Ancora. Si dice che il fumo è appannaggio dei maschi e, come sappiamo, è una delle principali cause di decesso.</p>
<p>In molti hanno considerato, a fronte della crescente diffusione anche tra le donne di stili di vita più nocivi, che la naturale evoluzione del fenomeno avrebbe portato a un annullamento delle distanze tra i due sessi dell’età media. Un&#8217;ipotesi certamente ragionevole, ma che non ha mai trovato conferma nella realtà.</p>
<p>Al contrario, i dati riportati nella precedente tabella dimostrano esattamente l’opposto. Infatti, nonostante l’età media si sia alzata costantemente in Europa sia per gli uomini sia per le donne[4], è aumentato anche lo scarto tra l’età media maschile e femminile, come abbiamo visto nella Tab. 1.</p>
<p>Quindi, mi pare evidente che sia insostenibile qualsiasi ipotesi che si orienta nei confronti di variabili ambientali.</p>
<p>Mi sono convinto, lavorando in questa ricerca, che i fattori ambientali non possono spiegare una differenza di genere in termini di età media e quindi di mortalità.</p>
<p>Vedremo adesso un altro fenomeno demografico, a disconferma delle varie ipotesi ambientali e che ci aiuterà a capire ancora meglio sia aspetti generali sia come si articola la questione della virilità nel maschio.</p>
<p>Prenderò come riferimento altri dati, estratti dalle tavole dell’ISTAT, per approfondire un fenomeno demografico piuttosto curioso e per certi versi sconcertante. Nel grafico ho riportato la differenza di decessi medi tra i maschi e femmine, in funzione dell’età. Il periodo di riferimento va dal 1999 al 2008, dieci anni che sono rappresentativi della condizione attuale. Andando indietro con gli anni l’età media si abbassa, sia per i maschi sia per le femmine e paradossalmente c’è un maggiore equilibrio tra i decessi dei maschi e quelli delle femmine, anche se prevale sempre una sensibile longevità per le femmine (vedi la precedente tabella 1)</p>
<p>Quello che osserviamo nel grafico 1 è che i maschi muoiono di più e in molti casi molto di più delle femmine.</p>
<p>Nella fascia di età che va da 0 a 4 anni, per esempio, si registrano 522 decessi nei maschi e 448 nelle femmine. Ma se ci spostiamo in avanti con l’età, si raggiunge il picco nella fascia di età che va dai 70 ai 74: 11.012 decessi per i maschi contro 6.370,4 per le femmine, quasi il doppio!</p>
<p>In sintesi, questi dati ci mostrano con estrema evidenza che gli uomini muoiono molto più delle donne e, questa tendenza, è indipendente dall’età. (Ovviamente, come si osserva dal grafico, superati gli ottanta anni il rapporto si inverte. Ma mi pare scontato e anche un po’ tetro, affermare che tutti dobbiamo morire e anche se le donne campano di più, alla fine muoiono anche loro).</p>
<p>Graf.1</p>
<p>Per completare questi dati osserviamo il Grafico 2, che utilizza gli stessi dati del precedente ma evidenzia le differenze tra i decessi maschili e femminili per fasce di età.</p>
<p>Graf. 2</p>
<p>Da questo grafica notiamo che fin dalla nascita fino a ridosso alla fascia che va dagli 80 anni agli 84 anni compresa, i maschi muoiono molto di più delle donne.</p>
<p>Adesso proviamo a ragionare su questi numeri per trarre qualche conclusione.</p>
<p>1)    L’età media, sia per i maschi sia per le femmine, è costantemente aumentata;</p>
<p>2)    I maschi hanno sempre avuto un’età media inferiore a quella delle femmine e questa differenza è aumentata nel tempo;</p>
<p>3)    Fin dalla nascita i maschi muoiono più delle femmine, il che va inevitabilmente ad inficiare qualsiasi ipotesi che fa riferimento a variabili di carattere ambientale.</p>
<p>Ma se esiste una differenza così marcata, ma più che altro presente ad ogni età, dobbiamo necessariamente convincerci che questa dipende da fattori strettamente biologici e quindi innati.</p>
<p>Possiamo arrivare alla conclusione che i maschi sono più fragili delle femmine?</p>
<p>Affermare che il maschio è più fragile di una femmina stravolge tanti luoghi comuni, in primis quello del “sesso debole”. Non piace ne agli uomini ne alle donne un’affermazione di questo tipo, ma credo che questa sia l’unica conclusione possibile,  direi anche scontata, a cui dobbiamo arrivare, semplicemente osservando la freddezza dei numeri.</p>
<p>Il problema può essere visto anche invertendo i fattori, e cioè si può dire che una donna è decisamente più forte di un uomo.</p>
<p>Anche se può sembrare una cosa inutile rovesciare il punto di osservazione, ci aiuta a capire meglio questo concetto.</p>
<p>Una donna è attrezzata a generare vita e questa risorsa, probabilmente, la rende più coriacea, la rende sicuramente più coreacea nei confronti della morte, riuscendo a contrastarla con maggiore decisione. Questa forza non va vista solo ad un livello strettamente fisico, ma interessa inevitabilmente ogni parte del suo organismo, sia fisico sia mentale.</p>
<p>Torniamo ora alla domanda da cui siamo partiti: perché i maschi hanno bisogno di rappresentare a se stessi e agli altri la propria virilità?</p>
<p>A questo punto, dopo aver sviscerato un po’ di numeri che ci hanno dato una base di conoscenza, possiamo affermare che il maschio è maggiormente vulnerabile, ha strumenti più scarsi nei confronti della morte rispetto ad una femmina e per questo si sente “obbligato” a ostentare la propria virilità nelle forme più bizzarre e pittoresche.</p>
<p>Attraverso la sua virilità e l’ostentazione nel manifestarla è come se volesse affermare che può procreare e attraverso una nuova vita lottare contro la morte che su di lui esercita una pressione maggiore.</p>
<p>Ma oggi, per fortuna o purtroppo, viviamo in un tempo in cui la procreazione si è drasticamente ridimensionata. In primo luogo perché essendoci stato un crollo della mortalità infantile, l’equilibrio tra vita e morte può essere garantito senza dover fare molti figli. In secondo luogo, attraverso varie forme di fecondazione assistita il ruolo maschile è sempre più marginale.</p>
<p>I vari centri che si occupano del problemi di fecondazione riducono il problema ad aspetti strettamente medici, per cui una donna è un uovo da fecondare e l’uomo un seme da utilizzare. Ma certamente i riflettori, in termini di fecondazione assistita, sono accesi tutti sulla donna, semplicemente perché è lei che dovrà fare il figlio e tutti i mezzi che vengono utilizzati, dalle stimolazioni ormonali alle varie forme di inseminazione, sono indirizzati sulla donna. Il ruolo dell’uomo è estremamente marginale e se ci si rivolge alla banca del seme, diventa assolutamente nullo.</p>
<p>Tornando al problema da cui siamo partiti e sintetizzando tutto questo ragionamento, possiamo dire, con un certo imbarazzo, che il maschio oggi ha un’utilità sensibilmente minore di prima. Ciò è avvenuto e avviene, sia per un cambiamento nelle professioni, non più appannaggio maschile, sia per una profonda trasformazione del processo procreativo.</p>
<p>I due pilastri portanti dell’identità maschile, ruolo socio-professionale e virilità, sono stati, per i motivi sopra esposti, drasticamente ridimensionati e oggi un maschio, deve fare i conti con una ristrutturazione profonda della propria identità.</p>
<p>Se, come penso, l’erezione è la prova incontrastata della virilità maschile, risulterà normale che proprio questa viene depressa.</p>
<p>Ovviamente viene da chiedersi quali possono essere le soluzioni ad un problema che è certamente diffuso e preoccupante.</p>
<p>Diciamo prima di tutto, che la soluzione, ammesso che ve ne sia una specifica, non passa attraverso l’utilizzo del viagra. Purtroppo assistiamo ad una diffusione impressionante del farmaco, sia attraverso le normali e legali reti medico-farmaceutiche sia attraverso un commercio parallelo su internet.</p>
<p>Ma la “soluzione” del viagra è una non soluzione, nel senso che rappresenta una totale negazione del problema e di conseguenza comporta una dichiarazione di resa.</p>
<p>Concludo dicendo che la soluzione non è una soluzione pratica, ma passa attraverso un riassetto profondo dell’identità maschile cioè  attraverso l’assunzione di nuovi riferimenti che necessariamente dovranno fare i conti con una realtà in movimento.</p>
<p>[1] A tale proposito può essere utile e anche divertente ascoltare o leggere un brano di G. Gaber “Il comportamento”, che tratta proprio della differenza tra un comportamento ben definito appartenente a due generazioni fa e quello delle generazioni successive, in cui i comportamenti risultano essere più indefiniti .</p>
<p>[2] Non c’è da scandalizzarsi più di tanto, quindi, che il Presidente del terzo partito d’Italia, l’On Bossi, ha fatto del celodurismo il suo motto. Capisco che possa creare imbarazzo, ma evidentemente il motto leghista fa presa ad un livello primitivo, sia di un uomo sia di una donna.</p>
<p>[3] Questa rappresenta il numero medio di anni che un individuo vivrebbe qualora sperimentasse durante la sua vita i livelli di mortalità registrati nell&#8217;anno di osservazione.</p>
<p>[4]Per i maschi la differenza tra la speranza di vita tra il 1910 e il 1990 è pari a 24,3, mentre per le femmine è di  27,9</p>
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		<title>Gli zerbini: un&#8217;altra arma femminista</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2011/12/25/gli-zerbini-unaltra-arma-femminista/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 08:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao! Sono Jan &#8211; un attivista antifemminista. Vi mando un mio articolo. Scusate se ci sono degli errori. L&#8217;italiano non è la mia lingua madre http://storieriflessioni.blogspot.com/2011/10/gli-zerbini-unaltra-arma-femminista.html Parlo di alcuni uomini, che in realtà si dovrebbero chiamare maschi. Adesso cercherò di spiegare il perchè. Molte delle persone che appartengono ai gruppi di pensiero antifemminista oppure quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciao! Sono Jan &#8211; un attivista antifemminista. Vi mando un mio articolo. Scusate se ci sono degli errori. L&#8217;italiano non è la mia lingua madre <img src='http://www.uominibeta.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p><strong>http://storieriflessioni.blogspot.com/2011/10/gli-zerbini-unaltra-arma-femminista.html<br />
</strong><br />
Parlo di alcuni uomini, che in realtà si dovrebbero chiamare maschi. Adesso cercherò di spiegare il perchè.<br />
Molte delle persone che appartengono ai gruppi di pensiero antifemminista oppure quelle che difendono i valori tradizionali e la famiglia, sono abituati a lottare contro alcune donne. Magari contro quelle che se ne approfittano della loro situazione o contro quelle che discriminano gli uomini oppure contro quelle che usano la legge con scopi avidi e sporchi, come nei casi dei divorzi e dei falsi stupri che tutti conosciamo bene.<br />
Io propongo di avere una visione più completa della situazione di oggi. In quanto il femminismo viene alimentato non esclusivamente dalle donne, ma pure da certi uomini. E questo spero, lo sappiamo o dovremmo saperlo.<br />
Chiedendomi spesso il perchè molte donne diventano femministe sono arrivato ad una mia conclusione: la maggior parte delle donne che diventano femministe, lo fanno perchè sono stanche dell&#8217;assenza di uomini nella loro vita, o meglio della presenza di uomini troppo cattivi o troppo buoni. Ecco, le donne in realtà non fanno mai niente per caso, ma solo perchè intorno a loro la situazione cambia. In questo caso  molte tendono a mutare, che so &#8230; perchè ci sono violenti intorno oppure bamboccioni. Esse sono deluse dagli uomini, cominciano a cercare altri che non siano come la maggioranza, ma inciampano in quelli che sono troppo femminilizzati o fifoni. Alcune restano con quelli, le altre continuano la loro ricerca. Molte di quelle che non riescono a trovarli quegli uomini veri, con il tempo iniziano ad odiare gli uomini, appunto perchè non sono soddisfatte di loro, sia come persone, sia come madri &#8230; ecc. Altre iniziano a considerare l&#8217;uomo inferiore, non cambiando la loro situazione perchè sono felici di avere &#8220;cagnolini&#8221; ai loro piedi.</p>
<p>Ovviamente questo è solamente un pensiero. Ovvio che ci sono altri tanti motivi per cui esistono femministe. Il lavaggio del cervello è un esempio.<br />
Stiamo ormai vivendo in un mondo talmente snaturato, che se prendessimo in considerazione il &#8220;modus pensandi&#8221; di una qualsiasi persona dei giorni d&#8217;oggi, non tenendo conto del suo sesso di appartenenza biologico, non riusciremmo a capire se è maschio o femmina. Perchè il genere di una persona non dipende solo da quello che si ha tra le gambe, ma anche dagli scopi che ha una persona nella vita, dalla curiosità verso certi argomenti, dal comportamento. Ecco, arriviamo quindi al punto che generalmente non ci sono nè donne vere, nè uomini veri. Ma per colpa di chi? Qualcuno lo sa?<br />
Insomma, concludo che dobbiamo in un qualche modo cercare di accettare di essere noi stessi, la nostra natura poù profonda. Gli uomini dovrebbero cercare di essere uomini, e le donne di essere donne. Altrimenti resteremo miseri e insoddisfatti.<br />
Ma torno al punto dei maschi indecisi, o zerbini o maschietti, chiamateli come volete. Essi sono delle persone, che assomigliano di più ad alcuni animali, come il cane o il gatto, che cercano sempre qualcosa che interessa loro, cioè in questo caso il sesso &#8211; la cosa più importante nella loro vita per la quale sono pronti a vendere la propria testa, la propria dignità e la dignità di altri uomini. Gli zerbini sono degli ipocriti. Essi fingono di essere dalla parte delle donne, mentre sanno profondamente che vorrebbero qualcos&#8217;altro, di cui forse non riescono ad accorgersi. Ma per la loro mediocrità non riescono ad avere ciò che vogliono &#8230; sono persone senza dignità, sono dei bambini persi nella loro infanzia. Non sono seri, ma lo sembrano. Non sono amichevoli, ma fingono di esserlo. Non amano, ma fingono di amare.<br />
Se riconoscete di esserlo, e riflettete su quello che vi sto dicendo, vi rispettoi, se invece non avete badato a quello che ho tentato di dirvi, restate pure così come siete, perchè niente vi potrà cambiare. Almeno non buttate fango su voi stessi, con la speranza di trovare magari una padrona che vi addestrerà. In realtà, le donne, non i/le maschietti/femminucce come voi, non vi rispettano &#8230; vi usano come delle marionette. Moltissime di quelle che sono oppresse o magari stanche di vedere intorno uomini incapaci, si affezionano a voi. Ma quando capiscono che non siete  altro che un&#8217;immagine di quello che vorrebbero loro e che voi fingete di esser uomini, iniziano ad odiarvi. Iniziano ad odiarvi perchè non siete degli uomini. In più iniziano ad odiare altri uomini che non sono come voi. Non siete persone mature, siete solo degli indecisi, che non sanno fare altro che lamentarsi per quello che succede intorno fregandosene sia della vostra vita, sia della vita degli uomini veri. Fatte un po&#8217; più spesso i duri, altrimenti dure saranno le donne che si troveranno intorno a voi.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.uominibeta.org/2011/12/25/gli-zerbini-unaltra-arma-femminista/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Viva le donne,Viva Monti,Viva Marchionne!&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 19:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vengono proposte dal governo Monti nuove &#8221;tasse sugli uomini&#8221;, per toglierle alle donne. Un&#8217;idea di Alesina, l&#8217;idiota che soltanto 2 anni fa diceva che non sarebbe arrivata nessuna crisi, che la bolla subprime non esisteva&#8230; E allora capisci chi è che propone queste puttanate femministe,che aggiungeranno alle donne altri privilegi che con la scusa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Oggi vengono proposte dal governo Monti nuove &#8221;tasse sugli uomini&#8221;, per toglierle alle donne. Un&#8217;idea di Alesina, l&#8217;idiota che soltanto 2 anni fa diceva che non sarebbe arrivata nessuna crisi, che la bolla subprime non esisteva&#8230; E allora capisci chi è che propone queste puttanate femministe,che aggiungeranno alle donne altri privilegi che con la scusa di lottare contro una discriminazione fittizia, ne creano una reale. So che l&#8217;argomento è scomodo&#8230; Però nei fatti,e non nelle chiacchiere, sta capitando qualcosa di brutto, ovvero stiamo venendo discriminati nei loro confronti. Non bastavano gli esorbitanti privilegi nella legge matrimoniale (documentatevi),ora anche nella normativa fiscale. La tassa sul maschio, la tassa sul cazzo, la tassa del cazzo? Vi sembra una cosa normale? Probabilmente sì. Più o meno come per un&#8217;afghana è normale indossare il burqa. Perchè l&#8217;occidente sta diventando un&#8217;Islam all&#8217;incontrario. Una sharia antimaschile, non discutibile, altrimenti sei &#8221;misogino&#8221;. Contro di noi, perchè noi, brutto a dirsi nell&#8217;era del politicamente corretto, siamo uomini, maschi. (Solo quando fa comodo a loro, se no siamo &#8221;uguali&#8221;). Non vedete quanto siamo privilegiati,dicono gli idioti? Eh già, noi saremmo privilegiati perchè Mario Monti o Corrado Passera,o Gianni Profumo sono tutti uomini&#8230; Quindi in teoria,secondo il ragionamento tipico dell&#8217;idiota noi in quanto maschi saremmo privilegiati e avremmo più possibilità di andare al governo&#8230; Peccato che costoro non sono mai entrati in un dormitorio, perchè vedrebbero coi loro occhi che ci si trovano solo uomini. La falsa categoria della lotta di genere oscura quella, di per sè evidente, della lotta di classe. Perchè loro,i Monti, i Draghi, anche se le femministe fanno finta di niente e incassano ulteriori privilegi, non sono noi. Loro sono uomini alpha, e sanno che se varano una legge femminista, non si ritorcerà mai contro di loro. Sanno che le loro cadreghe sono blindate, a differenza dei nostri contratti a termine, se veniamo licenziati, perchè una donna costerà di meno, a loro non fotte un cazzo. Ma le femministe, che si pasciono delle nostre sfighe, esulteranno. Il tecnocrate, il protetto dalle lobby, che utilizza il femminismo nella sua guerra contro gli altri uomini, è il loro principale protettore e promotore. Il governo Monti è disgustoso,è il governo più classista e sessista (nei nostri confronti) che ci sia mai stato nella storia repubblicana. Cazzo, ma li avete sentiti i nomi? &#8221;Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata, Paola Severino di Benedetto, Enzo Moavero Milanesi&#8230;&#8221; Manca solo la contessa &#8221;Serbelloni Mazzanti Viendalmare&#8221;&#8230;perchè non mettono lei al dicastero delle pari opportunità? Pari opportunità fra chi? Che sono aristocratici da mille generazioni? Tre &#8221;donne&#8221; ai ministeri chiave, gongolano i giornali, specie di sinistra&#8230; Ma che donne sono? Figlie di chi? Si è occultata la lotta di classe, dietro il paravento della lotta fra i generi&#8230; Ci sono 3 &#8221;donne&#8221;,al governo&#8230; la sinistra è contenta. Gli operai,(a maggioranza maschile), accettino il modello Marchionne. La contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare ha avuto un dicastero chiave, è una &#8221;donna&#8221;,viva mario monti,viva marchionne!</div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.uominibeta.org/2011/11/19/viva-le-donneviva-montiviva-marchionne/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Una escort è più sincera di molte donne</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2011/10/26/una-escort-e-piu-sincera/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 06:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo: http://www.youtube.com/watch?v=_JCgvcLplnE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_JCgvcLplnE">http://www.youtube.com/watch?v=_JCgvcLplnE</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.uominibeta.org/2011/10/26/una-escort-e-piu-sincera/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Esiste il Partito Femdominista Italiano?</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2011/10/22/esiste-il-partito-femdominista-italiano/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 12:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[partito femdominista]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quotidiano Libero del 19 ottobre 2011, riporta questa notizia: E&#8217; stata licenziata per furto Garazatua Bolognesi, la cassiera peruviana dell&#8217;Esselunga che, tre anni fa, aveva denunciato la catena di supermercati per mobbing. Nell&#8217;ottobre 2008 la cassiera era stata colta sul fatto mentre rubava del materiale elettrico (diversi pacchetti di pile) dagli scaffali nel negozio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il quotidiano Libero del 19 ottobre 2011, riporta questa notizia:<em> E&#8217; stata licenziata per furto Garazatua Bolognesi, la cassiera peruviana dell&#8217;Esselunga che, tre anni fa, aveva denunciato la catena di supermercati per mobbing</em>. <em>Nell&#8217;ottobre 2008 la cassiera era stata colta sul fatto mentre rubava del materiale elettrico (diversi pacchetti di pile) dagli scaffali nel negozio dove lavorava. Eppure allora era nato un vero e proprio caso : la Bolognesi aveva denunciato i metodi dell&#8217;azienda, parlando di una «pausa bagno» negata che l&#8217;aveva portata a fare pipì sulla sedia della cassa. Aggiunse poi di essere stata aggredita da quattro colleghi come ritorsione. Subito avevano sostenuto la causa della donna i principali organi di stampa del centro-sinistra, dal </em>Manifesto<em> a </em>L&#8217;Unità<em> fino a </em>La Repubblica<em>. Anche il</em> Corriere<em> aveva preso le difese della donna, condannando il patron dell&#8217;Esselunga Bernando Caprotti.</em></p>
<p>Di questi &#8220;maschi oppressori&#8221; ne sono piene le patrie galere e queste &#8220;femmine oppresse&#8221; saltano fuori ogni giorno a ispirare saghe mediatiche senza fine, finalizzate, dai media del nuovo pervasivo minculpop, a &#8220;rieducare&#8221; i maschi. L’ultimissima è la “ragazza madre”  black block di cui la Repubblica in una intervista del 15 ottobre,  non propone il lancio “maschio” di alcunché, ma la suggestiva lacrimevole storia. Importante far capire che anche le pietrate hanno un sesso, uno buono e uno kattivo: i maschi sono avvertiti, e le femmine mangino la foglia. Queste “eroine”, di cui i media ogni giorno ci propongono sia lacrime sia miracoli, sono altrettanti spot costruiti per la promozione pubblicitaria a sostegno dell&#8217;azione politica del <a href="http://www.uominibeta.org/tag/partito-femdominista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con partito femdominista">partito femdominista</a> italiano. Ma esiste un <a href="http://www.uominibeta.org/tag/partito-femdominista/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con partito femdominista">Partito Femdominista</a> Italiano? A mio avviso molti elementi di fatto fanno propendere per una risposta affermativa.  Si tratta di  quei presidi territoriali spesso costituiti da organismi di volontariato che in collaborazione col Ministero delle Pari Opportunità e con apparati del Ministero degli Interni e di Grazia e Giustizia, nel loro insieme costituiscono ormai un vero e proprio partito politico. Che si possa parlare di un partito politico, lo fa pensare il fatto che nelle loro dichiarazioni come nel loro agire quotidiano, risulta del tutto evidente che questi organismi sia privati sia pubblici, (e anche statali il che è gravissimo),  agiscono in maniera coordinata a partire dalla condivisione della  medesima visione del mondo, quella espressa dalla ideologia femminista. Non solo:  ne diffondono in modo militante valori e giudizi, ne perseguono gli obiettivi, favoriscono i cittadini che vi aderiscono, o semplicemente non vi si oppongono, introducono nell’ordinamento norme  dichiaratamente discriminatorie su base sessuale,  vigilano che le discriminazioni siano applicate, esercitano una formidabile pressione  contro i cittadini maschi predisponendo e coordinando ogni sorta di iniziative che possano ridurne i diritti e screditarne il valore sociale e impedirne ogni resistenza critica. Risulta inoltre dai fatti che, in modo coordinato ed unitario, questi organismi invocano, con ogni mezzo ottengono e poi utilizzano leggi speciali per il successo ad ogni costo della propria azione politica.  Comune ideologia, comuni obiettivi, comune azione, forte coordinamento organizzativo, fortissima presenza nelle istituzioni dello Stato, presidio del territorio, introduzione per legge di discriminazioni su base sessuale a favorire i propri aderenti: come negare che si tratti di fatto di un partito? Un partito che se così stanno le cose  di fatto sviluppa una sistematica distorsione eversiva di principi costituzionali fondamentali. Ma c’è di più. A ben vedere  si è di fronte ad un partito che ricorre,  quando ogni altro mezzo risulti non efficace,  a pratiche di pressione e intimidazione poliziesca “legittimate” da leggi speciali, e talvolta a pressioni “fai da te” di cittadini privati che, con la copertura di questo “partito”, si sentono legittimati ad interpretare a titolo personale attività repressive e intimidatorie contro altri cittadini ritenuti non allineati. Un partito che di fatto ormai esercita un presidio capillare e intimidatorio in ogni posto di lavoro, soprattutto in quelli statali e in particolare nella scuola.  Come non domandarsi allora se non abbia assunto anche i caratteri di una organizzazione che esprime un livello di intimidazione complessiva a livello individuale e sociale giunta a livelli tali che nulla hanno a che fare con la democrazia? Ritengo che il vissuto di paura e di intimidazione in ogni ambito della vita relazionale che oggi ogni giorno un maschio esperimenta  sia da ascrivere in gran parte alla pressione repressiva e intimidatoria che questo insieme coordinato di organizzazioni esercita sui cittadini italiani. Allora pongo la domanda: mutati i riferimenti ideologici, questo partito, non  ricorda forse i tratti organizzativi, le modalità operative e gli effetti devastanti sulla vita democratica che abbiamo conosciuto essere propri del partito fascista?  Non è il caso di farne oggetto di una seria riflessione politica a tutela del carattere liberale e democratico della società e dello Stato in Italia</p>
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		<title>Penalizzati perchè brutti</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2011/09/28/penalizzati-perche-brutti/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 09:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non preoccupatevi, non è la solita lamentela degli uomini brutti e sfigati che non scopano mai; questo ce lo dicono già i nostri avversari e credo che basti. Ma il forum dei brutti che seguo, ha scovato questo secondo me interessante articolo http://findarticles.com/p/articles/mi_m1355/is_n23_v85/ai_15133411/ è in inglese ma ho provato a tradurlo con il traduttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">No, non preoccupatevi, non è la solita lamentela degli uomini brutti e sfigati che non scopano mai; questo ce lo dicono già i nostri avversari e credo che basti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il forum dei brutti che seguo, ha scovato questo secondo me interessante articolo</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://findarticles.com/p/articles/mi_m1355/is_n23_v85/ai_15133411/" target="_blank">http://findarticles.com/p/articles/mi_m1355/is_n23_v</a><a href="http://findarticles.com/p/articles/mi_m1355/is_n23_v85/ai_15133411/" target="_blank">85/ai_15133411/</a></p>
<p style="text-align: justify;">è in inglese ma ho provato a tradurlo con il traduttore di google (che non è il massimo). Il succo del discorso è questo: secondo un studio dell&#8217;università del Texas i più penalizzati sul lavoro sono ancora gli uomini brutti (sia nel senso economico che psicologico), mentre una donna carina guadagna ancora di più di quello che meriterebbe (a parità di livello ,si intende)</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che cada un mito ,quello cioè della donna bruttina fortemente discriminata&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Piccola curiosità che volevo segnalare ..</p>
<p style="text-align: justify;">Mauro</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.uominibeta.org/2011/09/28/penalizzati-perche-brutti/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Una (solo apparentemente) &#8220;ritirata&#8221; strategica&#8230;</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2011/09/06/una-solo-apparentemente-ritirata-strategica/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 21:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao Fabrizio,       E&#8217; da quando avevo 14 anni che la penso come te (oggi ne ho 42). Non sono mai stato politicamente schierato ne mi sono mai interessato di politica  solo negli ultimi anni (pur con nessuna partecipazione concreta) ho sviluppato un mio orientamento. Mi fa piacere però che finalmente i problemi, a me sempre sembrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Ciao Fabrizio,</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">    E&#8217; da quando avevo 14 anni che la penso come te (oggi ne ho 42).</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Non sono mai stato politicamente schierato ne mi sono mai interessato di politica  solo negli ultimi anni (pur con nessuna partecipazione concreta) ho sviluppato un mio orientamento. Mi fa piacere però che finalmente i problemi, a me sempre sembrati evidenti, siano giunti a maturazione ed abbiano conseguito uno loro dignità intellettuale ed ideologica.</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">    Per contribuire con qualche spunto di riflessione mi permetto le seguenti considerazioni:</span></div>
<div> </div>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">I fenomeni denunciati vanno contrastati e considerati nelle loro implicazioni economiche più profonde ed indirette.</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">I fenomeni censurabili di cui si parla hanno ragione di essere fino a che c&#8217;è qualcuno che accetta il gioco, o meglio che continua a correre.</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Occorre essere capaci di sottrarsi e non continuare ad alimentare quella che ho sempre definito come &#8220;la presunzione dell&#8217;imbecillità altrui&#8221; dove inspiegabilmente c&#8217;è una sorta di certezza nella predisposizione di qualcuno a subire sempre e comunque.</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Sottrarsi, scostarsi, allontanarsi costa sacrificio e qualche rinuncia ma alla fine comunque ed al di la delle apparenze molto meno che sottostare come imbecilli impotenti e pietrificati.</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Paradossalmente la rinuncia, la ritirata, lo spostarsi, lo scostarsi, il recedere, l&#8217;emigrare, il cambiamento di valori e di abitudini ed ancora il rivolgersi a partners di altre culture e paesi sarà una nuova campagna di russia per un gruppo sociale troppo sicuro ed arrogante che trova ragione di essere e forza nell&#8217;esistenza di una controparte.</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">L&#8217;antimacho è vincente ma per questo occorre una certa sicurezza e solidità &#8212;&gt; essere esclusi in automatico da chi è solo degno del nostro disprezzo è un vantaggio che permette di risparmiare tempo e dissipazione inutile delle proprie energie. In altre parole è necessario essere &#8220;snob&#8221; ma al contrario&#8230; Cercare a tutti costi di essere apprezzati da chi non vale nulla è una contraddizione assurda!</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Occorre lasciare campo libero, terra bruciata ed attendere; i vincitori languiranno e periranno soli.</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Per un certo tipo di azioni di classe è ancora presto perchè in senso generale l&#8217;organizzazione di azioni di massa ed organizzate in questo periodo storico di spiccato individualismo all&#8217;insegna dell&#8217;&#8221;Io speriamo che me la cavo&#8221; non sembrano attuali.    Es.: nessuno paga gli alimenti e tutti si autodenunciano si licenziano o non lavorano (una sorta di serrata)&#8230;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Al contrario la somma di tanti piccoli comportamenti individuali del tipo da me descritto unitamente ad una consapevole e volontaria riduzione del reddito e di una maggiore frugalità (oltre eventuale all&#8217;emigrazione, rifiuto del matrimonio, convivenza e riproduzione) , porterà a sensibili contraccolpi di carattere sociale ed economicho dalle conseguenze imprevedibili. Parte dell&#8217;economia penso si basi infatti sullo sforzo consistente di continuare a sostenere un reddito ritenuto erroneamente &#8220;minimo desiderabile&#8221;. Cosa succederebbe se la gente vi rinunciasse?</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Relazioni con l&#8217;altro sesso basate su valori degni, ed autentici di affeto e solidarietà ma &#8220;ognuno a casa sua&#8221;. Questo farebbe parte di una rivoluzione culturale in cui la convivenza è un eventuale punto di arrivo e non la condizione dello stare insieme. Una relazione fondata sulla libertà, sulla solidarietà e sul rispetto ma non sulla convivenza nulla toglie infatti alla profondità dei sentimenti e del rapporto e nemmeno alla quantità di tempo trascorso con il partner.</span></li>
</ul>
<div><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Spero che questo mio breve ed affrettato contributo possa essere di una qualche utilità.</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">Grazie, Saluti</span></div>
<div><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: x-small;">__________________________________________________________________________</span></div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.uominibeta.org/2011/09/06/una-solo-apparentemente-ritirata-strategica/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cara, ti amo&#8230;</title>
		<link>http://www.uominibeta.org/2011/08/22/cara-ti-amo/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 13:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=GrH49OwJoWY]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GrH49OwJoWY">http://www.youtube.com/watch?v=GrH49OwJoWY</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.uominibeta.org/2011/08/22/cara-ti-amo/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='true' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Non abbandonare un cane. Abbandona una rompicoglioni…</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 23:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te…… http://multimedia.lastampa.it/multimedia/la-zampa/lstp/67726/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te……</p>
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		<title>Why Men Increasingly Avoid Marriage</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 09:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Marchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Across the internet, women have begun making statements such as: Why are men avoiding marriage? Why do guys avoid commitment? Being single sucks. A Carl Weisman study showed American men are increasingly avoiding marriage. In many other countries, like Italy, Spain, Australia and so on, Men fear getting involved in bad marriages with bad wives. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Across the internet, women have begun making statements such as:</p>
<p>Why are men avoiding marriage?<br />
Why do guys avoid commitment?</p>
<p>Being single sucks.</p>
<p>A Carl Weisman study showed American men are increasingly avoiding marriage. In many other countries, like Italy, Spain, Australia and so on, Men fear getting involved in bad marriages with bad wives. This fear is partly driven by the Nazifeminist based anti-husband messages of women’s magazines, TV and writers.</p>
<p>For example, look at those femminine Magazines, many claims their marriage survey shows moms are angry at their husbands “at surprising levels”. They state husbands “often don’t notice what needs to be done around the house or with the kids”.</p>
<p>They also claim husbands have “more time to themselves” as compared with moms. Their survey stated 46% of moms get irate with their husbands once a week or more. Lisa Bain, executive editor of Parenting Magazine said “The truth is if you prick any one of us with a little pin, anger comes out”. Female writers of ABC News and the Associated Press discussed the survey and expressed outrage at husbands.</p>
<p>However, the magazine’s survey completely ignored husbands. No husband was asked anything. His opinions were considered unimportant. His efforts at work were ignored and he was largely unappreciated by his wife, also this trend is the same when someone interview people in the streets, very few men and a lot of women.</p>
<p>Another example: One stay at home mom participating in the survey stated she was angered at her husband (who worked 11 hour days) because he set aside some time one day a week to be an independent music producer – something he enjoyed. Another wife responding to the survey stated though her husband did 60% of the housework plus his job, she was angered she had to ask him to do housework.</p>
<p>Single men wonder why is he doing 60% of the work plus his job. They think:</p>
<p>Why should I get married if my opinions don’t matter?<br />
Why would I want to marry a woman who will be mad at me every week for the rest of my life because I don’t do things her way?<br />
Why is she my boss?</p>
<p>It should also be noted none of the wives in the survey report stated they help their husband with house repairs. Additionally, Glen Sacks stated, according to the Bureau of Labor Statics, men’s time to themselves is a meaningless 1% higher than women’s.</p>
<p>Another example: aMERICAN women’s magazine “Double X”, promotes books where wives cheat on their husbands. The book ‘Prospect Park West’ was promoted with the headline “Mommies Want to Have Sex, Just Not With Their Husbands”.</p>
<p>The book ‘The Seven Year Itch’ was promoted with the question “is it still realistic to expect wives to remain faithful to their husbands?” Conversely Double X continuously criticizes cheating husbands. The feminist notion its acceptable for a wife to cheat but wrong for her husband to be unfaithful has also been promoted by the online women’s magazine Ivillage (though not all its writers agree with this mentality), female writers of the online magazine Askmen and, incredibly, Men’s Health Magazine. Additionally, female reporters of ABCNews &amp; Good Morning America continuously criticize cheating husbands. They refuse to criticize cheating wives.</p>
<p>Single men think:<br />
Why get married if its ok for my wife to cheat but I have to remain faithful?<br />
Why should I give up dating different women to be married to a cheating wife?<br />
Why should I accept abuse?</p>
<p>Many husbands around the world have begun asking these same questions and have begun dumping their cheating wives in increasing numbers. This has given rise to websites such as “Stop Your Divorce in 4weeks” and “Cheatingways”. These sites seek to prevent husbands from divorcing their cheating wives. The 2nd site (owned by a woman) actually encourages wives to cheat on their husbands. It offers wives a wealth of tips on how to deceive and fraud their husband. The site apparently was not founded with this intent but, like most of the countries all over the world, drifted into an anti-husband mentality!</p>
<p>Single men think:</p>
<p>Since marriage means the exploitation of husbands then why the hell should I get married? Do they think I’m stupid?</p>
<p>Lastly, in many countries (e.g: U.S.A, Spain, Italy and so on) divorce laws also cause men to fear marriage.</p>
<p>The feminist judicial system often rules against husbands in divorce. Husband’s are usually ordered to pay large alimony / child support payments to the ex-wife. Some claim the child support payments contain hidden alimony. In many countries, these payments don’t decrease if the ex-wife’s income dramatically increases after the divorce or if she get another man/husband.</p>
<p>Though some wives with high paying jobs have been ordered to pay alimony/child support to their ex-husbands, many judges are reluctant to apply divorce laws equally. Additionally, if the husband later loses his job &amp; fails to continue child support payments, he will be jailed or punished severely!</p>
<p>A husband may also face false accusations of sexual and child abuse during the divorce. In those countries with heavy feminist bureaucracy, the husband will have to prove his innocence while stay in prison.</p>
<p>Some wives will interfere with the husband’s visitation rights to his children. In feminist oriented countries, the courts will do nothing to stop her. And paternity fraud remains legal.</p>
<p>::::::The divorce system is designed to trap men in bad marriages with bad wives.</p>
<p>An increasing number of men in many countries are now reaching the conclusion that being a husband is not worth it. The better deal is to remain single and have a series of relationships with different women while pursuing hobbies and life goals.<br />
Additionally, a college educated single man can have a very good life.</p>
<p>What if everything were reversed.</p>
<p>What if only a husband’s perspective was important in marriage and cheating was only wrong for the wife?<br />
What if the family court system discriminated against wives?<br />
Would women want to become wives to the massive degree they do today?</p>
<p>Doubtful.</p>
<p>By nature, men and women are companions. By Nazifeminism, men and women are now adversaries.</p>
<p>No word of lie, I withness men who was involved with women who would complain if they took the garbage out and put in the wrong trash can. She had two, and they both went out to the curb on Mondays, but if they put it in the can further from the door going outside, there was hell to pay.</p>
<p>Still another would bitch at me for doing my own laundry…the wrong way…meaning “not the way I do my own”.</p>
<p>Guys, you get married and you will always be wrong. Now I understand that these are smallish things over which to get upset, but if you get this kind of treatment for stupid and pointless shit, what kind of treatment can you expect with more important stuff?</p>
<p>Marriage is voluntary slavery for any man. The only joy a wife has is complaining about everything you do, everything you say, and everything you believe. They may not all be ball-busting bull dykes, but they sure as hell think of you as nothing but a child needing her guidance; and a stupid one at that.</p>
<p>Women wonder what happened to all the nice guys. When they say they want someone nice, they mean someone who never rebels, never disagrees, and only talks about what she wants to talk about. Don’t even think about considering yourself a self-realized human being. At best, you are an errant pet. Don’t believe me? Watch how they all spit venom amongst themselves when the men-folk are out of ear shot. It isn’t enough to merely be a decent if flawed man. You have to be “nice”.</p>
<p>::::Men’s reproductive rights? none!</p>
<p>It doesn’t matter if it’s planned or not, NO MALE has any reproductive rights whatsoever.</p>
<p>Meanwhile women have dozens of means of contraception, the right to abort WITHOUT the other parent’s consent, complete control over any male’s reproductive destiny, the right to simply dump babies they don’t want and more.</p>
<p>It’s way past time women were required by law to acquire the father’s consent before proceding with any pregnancy. His involvement in the process should be both voluntary AND consensual.</p>
<p>The only fact is that women have control over every part of the reproductive cycle – from pre-conception via contraceptives, to pregnancy via legalized abortions, and even post-birth via adoption and no penalized abandonment. A woman does not have to be a mother, if she so chooses.</p>
<p>Now let’s look at what reproductive rights men have. They have none!</p>
<p>If a woman gets pregnant, and can easily terminate it or give it away, she can choose to keep it so she can extract money from the man. Conversely, she can choose to kill the unborn baby, even if the man wants it.</p>
<p>So I must disagree with statement that both parties should pay out of wedlock. Until men have equal reproductive rights (funny how women only want equality when it benefits them exclusively), all responsibilities should be solely placed on the woman who chooses to become a parent when she can opt out of it at any time.</p>
<p>Marriage is the biggest source of depression and soul-crushing malaise for men in many countries. Nothing else even comes close.</p>
<p>It is no wonder that the marriage rate is dropping fast everywhere, and that 40% of people say “marriage is obsolete”. Data from the U.K. that has not been cherrypicked to favor marriage shows that men who don’t marry are happier then men in any kind of marriage; And men who never marry have less heart disease than married men now. The old saw about married men “living longer” has also been disproven, with newer, better data.</p>
<p>:::: Divorce: Men are doomed, women wins the pot!</p>
<p>The only certain way to avoid losing the house, children, money, cars, and mental and physical health is not married.</p>
<p>Each strategy, action plan and various precautions that you may take before get married, do not solve two major problems related to marriage in a feminist society like ours.</p>
<p>The first of these two main problems arises when you get married: your wife from that moment, takes the knife by the handle.</p>
<p>The second problem is that in case of separation, in most cases is the man to lose everythings.</p>
<p>Regarding the first problem, your girlfriend just became “wife” is automatically invested by State laws with a great new power that earlier, during the normal relationship, did not have.</p>
<p>It ‘s the power of using blackmail as a weapon in this Feminist State society, that is threatening the separation with everything that goes with it (the second problem).</p>
<p>All the grains of the first problem can manifest itself in countless ways. An example: you have children, you want to send them to private school, your wife, to public school. Discuss, argue, and do not come to a compromise. In the evening, or night, your wife decides to revenge about you in a snake way: she doesn’t make love with you, for days, weeks, sometimes even for mouths.</p>
<p>This weapon, we may name it “sexual blackmail”, she had it also before marriage, but it was fair, since you could oppose the other weapons:</p>
<p>1) I leave you,<br />
2) I go with another woman better than you,<br />
3) I go to prostitutes,</p>
<p>etc.etc.</p>
<p>All these weapons, balancing the relactionship between men and women, now doesn’t works anymore!, well, you still have them but you can potentially backfire yourself!</p>
<p>if you leave it, go with another, go to prostitutes or else your wife could use his new femminist State laws power, which did not had before, and invoke the rules (female), asking for the separation and punish you with everything that goes with it.</p>
<p>During the marriage your wife can do the good and the bad weather, i doesn’t matter how much “land” you have in a marriage, keep in mind that she always rule on the entire playing field, and this one of those situations where the only way to don’t lose, is not to play.</p>
<p>In other words, will you board a plane if you already knows that the chances it may crash is above 70%?? Doubtful.</p>
<p>Do not get married.. We can not and should not entrust our fate to the only “good heart” of the woman you’re set, since for men are missing a number of safeguards that make the marriage the equivalent of Russian roulette (loaded with five bullets..)</p>
<p>Once you become aware of this, we must consider the underlying problems, and before you ask “is convenient for me to get married?” you Would be better to ask yourself “why I want to get marry?”.</p>
<p>For believers, this needs may arise to make the sacrament of marriage. But let me tell you.. does this sacrament make sense in a corrupted society, where the marriage seems to have become an excuse to have joy in the church for a day, have a good time for a week going “honeymoon in the Maldives”, only to dissolve this “sacred link “when you wife decide it’s time to” break free from the chains of marriage (but not from your bank account)?</p>
<p>Is this or not, for believers, a serious insult to the sacrament of marriage?</p>
<p>Just as in a church, used for black prayers and the adoration of the devil should not celebrate prayers, so in a society corrupted by feminist cancer, a church should not be used to clean the traditions that we have only in the outer shell, but within inside is corrupted and decaying.</p>
<p>For non-believers, however, the issue is much simpler, and decide not to marry takes a sense of independence from the increasingly oppressive rule from this NAZIFEMMINIST State laws against men in many countries!</p>
<p>Let me ask you, Why give the State more freedom to enter right into our bedrooms, giving women more options to punish men when she decide that this is right? why let them be the judges of men sentimental/economical life?</p>
<p>This power, which the NAZIFEMMINIST State laws has used and continues to use to transfer money from men’s wallets in women’s pockets, and to widen the freedom of all proportion to the detriment of women than men, now sees its greatest expression in the Marriage!</p>
<p>The only solution, TODAY, is: AVOID MARRIAGE.</p>
<p>If you want to live the experience of married life, you can always experiment with cohabitation, longer or shorter, always provided that they are not made more insidious and misleading laws to equate cohabitation with marriage! talk straight to your partner that you are not ready for marriage and eventually you’ll never be… and if they start to argue with you that you are selfish and you should grow up and get your responsabilities, it means that you should be ready to be enslaved to what they thing is best for you.. so ditch them as soon as you can! if you don’t want to be another bancomat/ATM men with the word “welcome” tatooed in your shoulder, just to remember that you become a new Nazifeminist’s slave!</p>
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